Il finale di World War
Z ha subito alcune importanti modifiche prima
dell’uscita del film, con una conclusione drammaticamente diversa
da quella originariamente prevista per il blockbuster sugli zombie.
Interpretato da Brad Pitt e uscito nel 2013 nel pieno della
mania degli zombie a Hollywood, il film sembrava destinato al
successo fino a quando non sono emerse notizie di importanti
rimaneggiamenti. Tuttavia, quando il pubblico e la critica hanno
visto World War Z, la maggior parte è rimasta
un po’ sorpresa nel vedere che il risultato finale era un discreto
film di zombie a grande budget che si è rivelato un solido successo
al botteghino.
Infatti, nonostante il regista
Marc Forster e la troupe abbiano scartato il
finale originale di World War Z, il film rimane
un’opera emozionante e divertente sia nella filmografia di
Brad
Pitt che nel sottogenere horror degli zombie.
Tuttavia, il film è stato anche molto diverso dal libro di
Max Brooks da cui è stato tratto e sembra che il
film abbia avuto difficoltà ad adattare il materiale di partenza al
grande schermo. Il risultato è stato una manciata di idee su come
concludere il film che sarebbero state molto diverse da quelle che
il pubblico ha visto.
Ad oggi, mentre ancora si attende di
sapere se ci saranno ulteriori capitoli ambientati in questo mondo
invaso dagli zombie, può essere interessante scoprire qualche
curiosità in più sul film, come appunto quello che era il suo
finale originale. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune
delle principali curiosità relative a World War Z.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e alla spiegazione del
finale. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Protagonista è Gerry
Lane, ex impiegato delle Nazioni Unite ormai in pensione.
Un giorno l’uomo e la sua famiglia, composta dalla moglie
Karen e dalle figlie Constance e Rachel, sono
bloccati, come al solito, nel traffico di Philadelphia, mentre
vanno chi a scuola e chi a lavoro, quando, in pochi secondi, si
scatena il caos. Migliaia di persone intorno a loro sembrano essere
affette da un virus sconosciuto, che li rende simili a dei zombie,
e con un solo morso possono diffondere l’infezione a chiunque sia
nelle vicinanze. Fuggire sembra impossibile, men che meno rimanere
sani e “umani”.
L’unica speranza di Gerry Lane è
quella di mettere in salvo la sua famiglia su una nave del governo,
ma sarà possibile a una sola condizione: lui dovrà arruolarsi
nuovamente nelle Nazioni Unite e tornare sul campo. L’uomo, messi
in salvo moglie e figli, riparte insieme a un famoso immunologo
alla ricerca del primo contagiato, il paziente zero, con la
speranza di riuscire a trovare un vaccino e, così facendo, salvare
il mondo.
Nel cast del film
ritroviamo Brad
Pitt nel ruolo di Gerald “Gerry” Lane, mentre
Mireille Enos interpreta sua moglie Karin Lane.
James Badge Dale interpreta il Capitano Speke, un
Ranger dell’esercito americano, mentre Peter
Capaldi interpreta un medico del W.H.O. in Galles.
Completano il cast Sterling Jerins nel ruolo di
Constance Lane, la figlia minore di Gerry e Karin, Abigail
Hargrove nel ruolo della figlia maggiore Rachel Lane,
Pierfrancesco Favino e Ruth Negga in quelli di due medici del W.H.O.
in Galles.
World War Z. Foto di 2013 – Paramount Pictures
Il finale del film
Nel finale del film, Gerry
suggerisce che gli zombie ignorano le persone già malate terminali
o ferite, in quanto non sono ospiti adatti all’infezione. Propone
dunque di iniettare in individui sani un agente patogeno curabile
come forma di “camuffamento” contro gli zombie. Tuttavia, i
campioni di tale sostanza si trovano in una sezione della struttura
dell’OMS infestata dagli zombie. Gerry, Segen e il capo medico
devono quindi attraversare il laboratorio e recuperare i campioni
di agenti patogeni ma, mentre Gerry sta per andarsene, uno zombie
solitario gli sbarra la strada.
Egli è così costretto a mettere alla
prova la sua teoria iniettandosi l’antidoto. Quando poi Gerry apre
la porta, la sua teoria si rivela corretta: lo zombie lo ignora,
permettendogli di passare con i campioni di patogeni in suo
possesso. Gerry e Segen raggiungono un’area sicura a Freeport, in
Nuova Scozia, e si riuniscono a Karin, alle figlie di Gerry e a
Tommy, che ora viene cresciuto da Karin e Gerry. Viene a quel punto
sviluppato un vaccino per contrastare gli zombie, consentendo ai
civili di evacuare le regioni infette in modo sicuro e permettendo
ai militari di combattere gli zombie in modo più efficiente.
Ci sarà un sequel del film?
Originariamente, sia Marc Forster
che Paramount Pictures consideravano World War Z
una trilogia. Nel giugno 2013, dopo il successo del film, la
Paramount ha dunque annunciato di voler procedere con un
sequel. J. A. Bayona era stato scelto per
dirigere il film, ma ha poi ha abbandonato il progetto a causa di
altri impegni. David Fincher
è dunque stato scelto come regista, ma nel febbraio 2019
il film è stato cancellato. Una fonte ha dichiarato che il
divieto del governo cinese sui film con zombie o fantasmi è stato
il motivo principale per cui la Paramount ha cancellato il
sequel.
Nonostante i piani della Paramount
per un sequel siano dunque stati abbandonati, sappiamo che la trama
del World War Z 2 di David
Fincher avrebbe dovuto rivelare che il vaccino usato da
Gerry Lane nel finale funziona solo per 36 ore e che le tensioni
politiche globali continuano a peggiorare mentre l’orda di zombi
cresce e conquista nuovi territori. Approfondendo la virologia e la
politica mondiale, il sequel avrebbe dunque potuto correggere i
problemi del primo film, dando alla storia un climax più ponderato
e appropriato al tono e finalmente rendere giustizia al romanzo
horror apocalittico del 2006 con lo stesso titolo che ha spinto il
genere zombie oltre i suoi limiti.
Il trailer del film e dove vederlo
in streaming e in TV
È possibile fruire di World
War Z grazie alla sua presenza su alcune delle più
popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple
TV, Now, Netflix, Paramount+ e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 17
settembre alle ore 21:00 sul canale
20 Mediaset.
Ecco alcune clip dell’atteso
film World War Z l’atteso zombie
movie diretto da Marc Forster e che
vede protagonista Brad
Pittnei panni di un impiegato dell’ambasciata
che probabilmente se la vedrà da solo con un’apocalisse zombie.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An
Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico
post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera
letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale
per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003.
Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il
libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è
presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone
incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
Le sorti di World War
Z con Brad
Pitt continuano a essere avvolte nel più fitto
mistero. Dopo che Damon Lindelof e Drew
Goddard sono stati incaricati di riscrivere parte della
sceneggiatura, le ultime dichiarazioni sul progetto arrivano
proprio dall’attore americano, protagonista del film:
“Sapete, è un grande film di
mostri e deve funzionare in una certa maniera. Quindi dobbiamo
dargli una sistemata. Tutto qua. Lo faremo per bene e sarà un film
grandioso. Non è una cosa insolita. Dobbiamo fare ancor meglio di
quanto già fatto, è un film immenso e c’è ancora del lavoro da
fare.”
World War
Z è uscito il 21 Giugno negli Stati Uniti e ha
già sbancato il botteghino: ha incassato $66
milioni di dollari in questo primo weekend a cui ne vanno
aggiunti altri $45 provenienti dagli incassi stranieri, Italia
esclusa, visto che il film deve ancora uscire nelle nostre sale.
Nessuno aveva avuto un’apertura migliore sin da
Avatar. I pronostici erano stati molto severi
con la pellicola, che invece sta smentendo tutti sin dalle prime
ore.
Concepito inizialmente come una
trilogia, ipotesi poi prontamente scartata, la fortuna ottenuta al
botteghino deve aver comunque convinto gli addetti ai
lavori a pensare in grande, tanto che il vice-direttore
della Paramount Rob Moore ha
rivelato a The Hollywood Reporter che nella casa di
produzione si ragiona già in termini di
sequel.
Non è ancora dato sapere alcun
dettaglio ulteriore, anche perché il primo capitolo ha visto la
luce da una manciata di giorni, ma considerando che il budget speso
per la realizzazione del film è stato di $190
milioni di dollari, se le cose dovessero continuare ad
andar bene, la firma definitiva per un sequel appare più vicina del
previsto.
Questa partenza a razzo è anche la
migliore della carriera per Brad
Pitt, protagonista del flme non
è difficile credere che i motivi di tanto successo passino anche
dalla sua figura.
Nell’attesa di notizie più
dettagliate,tra pochi giorni potremmo godere
di quello che è il certo e per ora
unico WorldWarZ, nelle sale italiane dal 27 Giugno. Diretto
da Marc Forster, vanta nel cast,oltre a Brad Pitt,
Mireille Einos, James Badge Dale, Matthew Fox e anche una
conoscenza del nostro cinema: Pier Francesco
Favino.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War)
romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max
Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento
zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The
Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo
individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo
epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste
sulle vicissitudini delle persone incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
Da quando George
Romero ha sostanzialmente definito il modello con il suo
classico horror del 1968 La notte dei morti viventi, la cultura
popolare ha proposto così tanti zombie che potrebbe sembrare che
ogni aspetto dei cadaveri rianimati sia stato esplorato. Quando
però l’autore Max Brooks ha pubblicato
World War Z nel 2006, ha infuso
nuova vita in un territorio ormai battuto, offrendo una prospettiva
globale a posteriori sul tipo di epidemie apocalittiche solitamente
raccontate attraverso narrazioni dal basso. Il libro, descritto
come una storia orale dei sopravvissuti alla battaglia totale
dell’umanità contro l’annientamento da parte di zombie barcollanti,
è stato un successo di critica e commerciale… il che, ovviamente,
lo ha reso maturo per un adattamento cinematografico.
Entrano in scena Brad
Pitt e la sua società di produzione Plan B
Entertainment. Quando la Paramount ha acquistato i diritti del
libro di Brooks per l’attore di prima grandezza, i fan erano
comprensibilmente entusiasti delle prospettive di World War
Z (la
nostra recensione) sul grande schermo. Quando il film è
finalmente arrivato nelle sale, tuttavia, il prodotto finito aveva
ben poco in comune con il materiale originale, presentandosi come
un thriller d’azione con Pitt protagonista e mostri raccapriccianti
che attaccavano in ondate frenetiche. Questo, dopo un ciclo di
produzione che ha visto riscritture, riprese e un terzo atto
completamente ripensato. Il pubblico lo ha accolto con entusiasmo,
ma coloro che speravano in un adattamento fedele dell’opera di
Brooks sono rimasti a chiedersi come si fosse arrivati a quel
punto. Questo è quindi uno sguardo retrospettivo al finale di
World War Z e a come sia passato da prezioso
materiale originale a sceneggiatura acclamata, a produzione
problematica, a successo al botteghino.
Dopo il successo del suo manuale
del 2003 The Zombie Survival Guide, Max Brooks ha deciso
di portare il suo amore per i morti viventi a un livello superiore.
Utilizzando la versione delle “regole” degli zombie presente nella
sua opera (a sua volta ispirata al canone di Romero, che ha
stabilito elementi come l’andatura lenta degli zombie e la loro
vulnerabilità ai colpi alla testa) e traendo ispirazione dalla
storia orale della Seconda Guerra Mondiale di Studs Terkel, ha
creato un romanzo straziante ambientato nell’era successiva allo
scoppio di un virus che rianima i cadaveri e quasi spazza via la
razza umana. In esso, un membro della Commissione postbellica delle
Nazioni Unite viaggia in varie località del mondo, conducendo
interviste che portano il lettore dai primi focolai di crisi al
collasso della società fino ai momenti più bui, quando l’umanità
trova un modo per reagire.
Nonostante il formato di rapporto
post-azione, il libro è pieno di scene di terrore zombie, commenti
politici avvincenti e idee creative sui modi in cui l’umanità
dovrebbe adattarsi per superare una minaccia alla sua stessa
esistenza. Il pubblico ha risposto con grande entusiasmo e World
War Z è arrivato in cima alla classifica dei bestseller del New
York Times, vendendo alla fine più di un milione di copie. Con un
successo del genere, World War Z era destinato a diventare un
prodotto molto richiesto quando si è trattato dei diritti
cinematografici… ma chi avrebbe accettato la sfida di adattare
quest’opera dalla struttura non convenzionale?
Piani di battaglia
Dopo una guerra di offerte con la
Appian Way di Leonardo DiCaprio, Brad Pitt e Plan B si
sono dati da fare per portare sullo schermo la visione di Max
Brooks. Hanno ingaggiato J. Michael Straczynski, un veterano
creatore di fumetti e mente dietro la serie TV cult Babylon 5, per
scrivere la sceneggiatura. Straczynski si è messo al lavoro per
creare una sceneggiatura che traesse ispirazione da thriller come
The Bourne Identity, mantenendo gran parte dell’enfasi
politica e della portata internazionale del libro.
Straczynski era un nome molto amato
dai fan del genere e il suo lavoro su World War Z ha colpito
proprio quel pubblico. Una versione trapelata della sceneggiatura è
finita nelle mani dei fanatici di cinema di Ain’t It Cool News,
dove è stata definita degna di un Oscar da Drew “Moriarty” McWeeny,
autore del sito. Confrontandola per portata con il thriller
apocalittico Children of Men, candidato all’Oscar, McWeeny ha
offerto una descrizione della sceneggiatura che manteneva la
struttura basata sulle interviste del libro, dipingendo un quadro
di un mondo postbellico in cui le persone “cominciano a chiedersi
se la sopravvivenza sia una vittoria di qualche tipo”.
La sceneggiatura di Straczynski è
finita anche nella Black List del 2007, una classifica annuale
delle sceneggiature preferite dall’industria cinematografica che
non sono ancora state prodotte. Con questo slancio alle spalle e il
regista Marc Forster, veterano della serie di James
Bond e di film drammatici acclamati dalla critica come
Monster’s Ball, a bordo, sembrava che World War Z fosse destinato a
diventare un nuovo tipo di film di zombie: serio e forse anche
degno di un premio.
Cosa poteva andare storto?
I primi segnali di difficoltà
apparvero nel 2009, quando Marc Forster rivelò che la sceneggiatura
sarebbe stata riscritta da Matthew Michael Carnahan, autore di The
Kingdom e State of Play. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche
di Max Brooks, che non era stato coinvolto nel processo di
sceneggiatura, si diceva che la riscrittura fosse il risultato di
un conflitto tra Forster e J. Michael Straczynski, con il primo che
preferiva un approccio più orientato all’azione rispetto a quello
presente nella sceneggiatura del secondo.
La sceneggiatura di Carnahan ha
cambiato radicalmente le cose. Invece di svolgersi, come nel libro,
all’indomani della guerra degli zombie, questa nuova versione ci
catapulta, insieme al personaggio di Brad Pitt, Gerry Lane, nel bel
mezzo dell’apocalisse zombie fin dai suoi primi giorni.
L’attenzione era concentrata più sull’azione e sulla lotta per la
sopravvivenza della famiglia Lane che sulle più ampie implicazioni
politiche e sociali di una lotta senza quartiere contro
l’estinzione dell’umanità. Lane avrebbe comunque visitato diversi
luoghi della Terra, dalla Corea del Sud a Israele a Newark, nel New
Jersey, ma invece di intervistare coloro che avevano vissuto il
peggio della situazione, l’avrebbe vissuta in prima persona.
Con questa nuova sceneggiatura in
lavorazione, le riprese principali sono iniziate nel luglio 2011,
ma il cambiamento di focus non sarebbe stato l’ultimo ostacolo che
la produzione avrebbe dovuto affrontare.
Fin dall’inizio, World War Z
sembrava un po’ maledetto. Diversi nomi di alto profilo, tra cui
Ed
Harris e Bryan Cranston, erano stati
scritturati, ma poi hanno rinunciato. Il rapporto tra Marc Forster
e Brad Pitt si è deteriorato nel tempo, con il regista, nuovo al
genere d’azione dopo una carriera incentrata sui drammi, che ha
confuso le decisioni su come rappresentare gli zombie sul grande
schermo, optando alla fine per ondate di creature ringhianti
piuttosto che per la forma più tradizionale del libro. Le squadre
antiterrorismo ungheresi hanno fatto irruzione in un magazzino in
cui la produzione conservava 85 pistole destinate ad essere
utilizzate come oggetti di scena durante una parte delle riprese
che avrebbero dovuto svolgersi a Budapest, perché le armi non erano
state autorizzate dal governo nazionale. In sostanza, era un po’ un
casino.
I problemi più grandi, tuttavia,
sono sorti con il terzo atto del film. Le riprese sono iniziate
prima che la sceneggiatura fosse completata e, man mano che
procedevano, i dirigenti dello studio hanno espresso riserve sul
finale ideato da Forster. Ricco di azione e cupo al limite del
tetro, il
finale metteva sicuramente in mostra il budget gonfiato del
film, ma lasciava sia i dirigenti dello studio che il team
creativo con la sensazione che mancasse qualcosa. Il problema è che
questa conclusione è stata raggiunta solo dopo che il finale era
già stato girato e le bozze erano state revisionate.
Paziente zero
Allora, perché tutto questo clamore
sul finale della storia? Beh, il finale del libro è un po’
nebuloso. In esso, l’umanità, dopo aver abbandonato gran parte di
diversi continenti ai morti viventi e essersi ritirata in varie
“zone sicure”, scopre che deve ripensare se stessa. L’industria
viene riorganizzata per facilitare lo sforzo bellico, e le armi e
le tattiche militari vengono completamente riviste per affrontare
specificamente il tipo di minaccia rappresentata da un’orda di
cadaveri zombi e cannibali: addio shock e terrore, benvenuti colpi
alla testa. Il culmine del libro vede vari governi, compreso quello
degli Stati Uniti, lanciare un’offensiva totale per riconquistare
il territorio che era stato precedentemente invaso, reclamando il
mondo per i vivi.
Come spesso accade nella vita,
però, le cose sono un po’ più complicate. La minaccia dei non morti
non scompare mai completamente. Lo zombieismo non viene mai
“curato”. Le ramificazioni geopolitiche di tanti milioni di morti,
dei cambiamenti e dei rimpasti dei governi, sono ancora in fase di
definizione. L’ambiente terrestre è stato devastato dal conflitto
nucleare nei primi giorni del collasso della società e dagli
incendi incontrollati e dilaganti. La vita di coloro che sono
sopravvissuti alla quasi estinzione dell’umanità è più difficile di
prima, con l’unica nota di speranza che noi, come specie, abbiamo
affrontato la nostra stessa distruzione e l’abbiamo respinta.
Non è esattamente materiale da
blockbuster hollywoodiano.
Cosa c’era di così problematico
nell’interpretazione di Carnahan? Ebbene, dopo un’avventura intorno
al mondo nel tentativo di sfuggire alla pandemia zombie, il
personaggio di Pitt finisce su un aereo passeggeri in fuga da un
insediamento israeliano invaso. Diretto a Mosca, il volo precipita
in Russia, dove Pitt e i sopravvissuti vengono radunati e arruolati
in una forza di combattimento contro gli zombie… tranne gli anziani
e gli infermi, che vengono sommariamente giustiziati. La storia fa
poi un salto in avanti e ritrova Lane come membro incallito di una
squadra collaudata in battaglia, incaricata di ripulire i tunnel di
Mosca, utilizzando il “Lobo”, un’arma da mischia descritta nel
libro. In questa parte è inclusa una grande battaglia che si svolge
nella Piazza Rossa di Mosca.
Nel corso di questo conflitto,
Lane, ora un duro e spietato uccisore di zombie, nota che gli
zombie sembrano sensibili al freddo e usa questa tattica per
ottenere il sopravvento nella battaglia. Cerca di trasmettere
questa informazione a sua moglie, ma lei è bloccata nelle
Everglades della Florida e ha anche una relazione con un soldato
interpretato da Matthew Fox, la cui parte è stata ridotta più o
meno a una comparsa nel montaggio finale. Lane decide che deve
ricongiungersi con la sua famiglia, e il film si conclude con lui
che guida una massiccia invasione in stile D-Day sulla costa
dell’Oregon, dando il via a una lotta per riconquistare gli Stati
Uniti che sarebbe stata raccontata in un sequel.
Una nuova speranza
Il finale era imponente e preparava
la storia al lancio di un franchise, ma quasi tutti coloro che
hanno visionato le bozze, dai dirigenti dello studio in giù, hanno
ritenuto che il passaggio dal personaggio comune interpretato da
Pitt nei primi due terzi del film a quello che era a tutti gli
effetti un eroe d’azione in stile anni ’80 nell’ultimo terzo fosse
brusco ed emotivamente insoddisfacente. Inoltre, il fatto che la
sua famiglia fosse divisa e ancora separata al momento dei titoli
di coda ha lasciato gli spettatori indifferenti.
Tali riserve erano così intense,
infatti, che Damon Lindelof, famoso per Lost, è stato chiamato per
ideare dei cambiamenti al terzo atto (Lindelof avrebbe poi
rinunciato a favore di Drew Goddard). Ha offerto alla Paramount due
opzioni: una consisteva in piccole modifiche per aumentare la
tensione emotiva, l’altra cambiava praticamente tutto dopo che Lane
lascia Israele. Sorprendentemente, lo studio ha optato per
l’opzione più drastica e costosa. Questo, insieme alle sette
settimane di riprese aggiuntive durante le quali Forster e Pitt non
si parlavano più, ha fatto lievitare il budget del film fino a un
minimo di 190 milioni di dollari, mettendo in difficoltà la
Paramount e causando un ritardo di sette mesi nella sua uscita.
Oh, e quella parte problematica
delle riprese a Budapest? La maggior parte dei 12 minuti di filmati
che ne sono risultati è stata eliminata completamente. Ops.
Terzo atto della guerra
mondiale
Quindi, dopo tutti questi tira e
molla, dove siamo finiti? Invece di precipitare in Russia, il volo
infestato dagli zombie di Lane in partenza da Israele si dirige
verso una struttura dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in
Galles. Mentre sta per atterrare, però, gli zombie minacciano di
invadere tutto. Lane, con una mossa davvero geniale o davvero
stupida, fa esplodere una granata che apre un buco nella fusoliera
e depressurizza la cabina, facendo sì che tutti gli zombie vengano
risucchiati fuori (inserite qui una battuta a vostra scelta su
“It’s Raining Men”) e l’aereo effettui un atterraggio di
fortuna.
Dopo un blackout, Lane, trafitto da
un frammento di proiettile piuttosto grande, si risveglia tra i
rottami e, insieme a Segen, si dirige verso l’avamposto dell’OMS
che era la sua destinazione iniziale. Sopraffatto dalle ferite,
perde conoscenza e più tardi si risveglia sotto le cure di un
medico dell’OMS interpretato da Peter Capaldi (un ruolo che ha
portato molti a pensare che i realizzatori del film stessero
anticipando il prossimo ruolo di Capaldi come il più famoso alieno
viaggiatore nel tempo della BBC). Dopo aver ripreso i sensi, giunge
a una conclusione scioccante: avendo visto l’orda di zombie passare
accanto ai malati e agli anziani, crede che qualunque virus causi
la trasformazione spinga il suo ospite a cercare solo vittime sane
e vitali per facilitarne la diffusione. Potrebbe essere questa la
chiave per la sopravvivenza dell’umanità?
Pathogenius
Non lo sapevate? Una struttura
dell’OMS è proprio il luogo ideale per Lane per testare la sua
teoria secondo cui, infettandosi con un agente patogeno mortale, ma
curabile, è possibile creare una sorta di “mimetizzazione” che
induce gli zombie a ignorare una potenziale vittima. L’unico
problema è che il laboratorio che contiene i tipi di agenti
patogeni di cui ha bisogno si trova nella parte dell’edificio
infestata dagli zombie. Per capire tutto questo e possibilmente
salvare l’umanità, Lane e i suoi compagni devono intraprendere una
sorta di missione segreta, intrufolandosi in un particolare caveau
senza allertare i morti viventi dormienti che vagano per i
corridoi.
Qui vediamo i risultati dello
sforzo di Lindelof e Goddard di ridimensionare l’azione a un
livello più personale. Piuttosto che una battaglia epica,
assistiamo a un teso gioco al gatto e al topo mentre Lane e
compagni si avvicinano in punta di piedi al caveau in questione.
Anche se alla fine vengono separati, Lane riesce ad arrivare dove
deve andare. Una volta lì, però, rimane intrappolato da uno zombie
che blocca l’uscita… il che è lo stimolo perfetto per condurre il
tipo di esperimento che funziona solo nei film. Dopo essersi
iniettato un agente patogeno sconosciuto, apre la porta, solo per
scoprire di essere ignorato da tutti gli zombie che incontra sulla
sua strada verso la libertà.
La guerra è iniziata
Dopo questo climax, passiamo a un
epilogo che si ricollega in qualche modo alla più ampia portata
geopolitica del libro. Con la teoria di Lane dimostrata corretta,
assistiamo alla distribuzione di un “vaccino” iniettabile, ricavato
da un ceppo di meningite, alle persone di tutto il mondo, mentre
l’umanità inizia a reagire. Vediamo scene di varie battaglie,
comprese alcune riprese della lotta a Mosca dal finale del
montaggio originale. Gli zombie vengono bruciati, vengono
effettuate evacuazioni e si diffonde una nota di speranza su scala
globale.
Fedele allo scopo della
rielaborazione, tuttavia, l’attenzione principale rimane personale,
poiché Lane e la sua famiglia si ricongiungono felicemente in un
rifugio sicuro in Nuova Scozia. La voce fuori campo di Pitt parla
di una guerra appena iniziata, ma per il suo personaggio sembra che
il viaggio sia terminato nel posto migliore possibile, di nuovo
insieme alla moglie e alle figlie e al riparo dal pericolo.
Conseguenze
Parafrasando i Grateful Dead, che
viaggio lungo e strano è stato per World War Z, da libro cupo ad
adattamento fedele, alla guerra totale nelle strade della Russia,
fino al ricongiungimento di una famiglia e al ribaltamento della
situazione. Con tutte queste complicazioni e con così tanti
cambiamenti rispetto al materiale originale, il pubblico avrebbe
reagito bene?
Sì, lo avrebbe fatto: World War Z
ha sbancato il botteghino con un incasso di 202,4 milioni di
dollari negli Stati Uniti e 540 milioni di dollari in tutto il
mondo, cifre piuttosto notevoli per un film con una storia di
produzione così travagliata. Ha anche registrato il weekend di
apertura più redditizio di Pitt, incassando 66,4 milioni di dollari
nei primi tre giorni.
Purtroppo, questo successo non ha
curato il contagio che affliggeva la proprietà, poiché il sequel è
stato abbandonato dopo diversi tentativi, tra cui la firma del
regista David Fincher. A quanto pare, ha influito anche il divieto
cinese sui film di zombie, che ha compromesso il potenziale di
incassi internazionali.
Tuttavia, nonostante le difficoltà,
il successo di World War Z ha dimostrato che il pubblico era
affamato di altri morti viventi. Nel frattempo, tutti i
protagonisti ne sono usciti indenni: Pitt ha raggiunto il culmine
della sua carriera con C’era una volta a… Hollywood
del 2019, Straczynski ha scritto la serie TV cult Sense8, Forster
ha diretto Christopher Robin per la Disney e Damon Lindelof ha
realizzato una delle migliori serie TV del 2019, Watchmen. Niente
male per la troupe dietro un film che, in certi momenti mentre
barcollava verso il finale, sembrava destinato a fallire.
Dopo
anni di sviluppo travagliato e un sequel cancellato all’ultimo
momento, Paramount ha
ufficialmente rimesso in moto il franchise di World War
Z. L’annuncio, arrivato durante il
CinemaCon 2026, riaccende l’interesse attorno a uno dei blockbuster
zombie più redditizi degli ultimi anni, ma lascia aperte molte
domande: sarà un sequel diretto? Un reboot? E soprattutto, tornerà
Brad
Pitt nei panni di Gerry Lane?
A
dare la prima reazione “interna” è Mireille Enos, che
nel film del 2013 interpretava Karin, moglie del protagonista.
Intervistata da ScreenRant, l’attrice
ha ammesso con ironia che di un sequel si parla “da 15 anni”,
confermando però che nel tempo sono esistite diverse versioni della
sceneggiatura, alcune delle quali prevedevano anche il ritorno del
suo personaggio. Al momento, però, non ha ricevuto alcuna
informazione concreta sul nuovo progetto.
Il dato interessante non è tanto l’entusiasmo dell’attrice —
prevedibile — quanto il fatto che per la prima volta venga
confermato che il sequel cancellato (quello che avrebbe dovuto
dirigere David Fincher)
includeva realmente il suo personaggio. Questo dettaglio riporta al
centro una domanda chiave: quanto del vecchio progetto sopravvive oggi nella nuova
versione?
Un ritorno che può cambiare
identità al franchise zombie
Il caso di World War Z è emblematico: il primo film,
pur ispirato al romanzo di Max Brooks, ne
tradiva completamente la struttura corale per costruire un racconto
più lineare e spettacolare, guidato dalla star power di Pitt. Il
sequel pensato da Fincher — secondo indiscrezioni — avrebbe invece
virato verso un tono più cupo e realistico, vicino a opere come
The Last of Us, abbandonando l’impianto
blockbuster puro.
Con il nuovo annuncio Paramount, però, è probabile che quella
direzione venga definitivamente accantonata. Senza regista,
sceneggiatore o cast ufficiale, il progetto sembra oggi più vicino
a una re-interpretazione
del brand che a un vero sequel. E questo cambia tutto: non
si tratta più solo di continuare una storia, ma di ridefinire cosa
sia World War Z nel
panorama attuale.
Qui sta il punto cruciale. Il mercato post-pandemia e
post-The Last of Us ha
profondamente trasformato il genere zombie, spostandolo verso una
dimensione più intima, psicologica e seriale. Un ritorno alla
spettacolarità pura del film del 2013 rischierebbe di risultare
anacronistico, mentre un approccio più autoriale richiederebbe
scelte radicali — a partire proprio dall’eventuale coinvolgimento
di Pitt, oggi più selettivo e orientato a progetti mirati.
In questo scenario, il possibile ritorno di Karin (Enos) non è un
dettaglio secondario: rappresenta un legame diretto con l’identità
emotiva del primo film, spesso sacrificata in favore dell’azione.
Se Paramount decidesse di recuperare quel nucleo familiare,
potrebbe tentare una sintesi tra spettacolo e profondità narrativa.
In caso contrario, il rischio è quello di un reboot mascherato,
costruito più per sfruttare un titolo riconoscibile che per
sviluppare davvero il suo universo.
Il futuro di World War
Z, quindi, non dipende tanto da chi tornerà, ma da
che tipo di storia si
vuole raccontare oggi con quel nome. Ed è proprio questa
ambiguità — più dell’annuncio in sé — a rendere il progetto
interessante.
Arriva tra qualche settimana
World War
Z arriverà al cinema e oggi CS ci offre un nuovo poster
internazionale del film in cui campeggia Brad
Pitt, eroe familiare che non vuole cedere al virus che
infetta ormai quasi tutta la popolazione mondiale.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An
Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico
post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera
letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale
per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003.
Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il
libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è
presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone
incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
La Paramount ha rilasciato una
spettacolare Featurette dietro le quinte di World War
Z, il nuovo film di Marc
Forster con protagonista Brad
Pitt alle prese con un’apocalisse zombie.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film:La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
Arriva la prima clip ufficiale del
film che vedrà Brad
Pitt combattere contro gli Zombie, in World War
Z, per la regia di Marc Forster.
L’attesa pellicola arriverà nelle sale italiane il 27 Giugno
2013 si basa sull’omonimo libro di Max
Brooks.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War)
romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max
Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento
zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The
Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo
individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo
epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste
sulle vicissitudini delle persone incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
Come sappiamo World
War Z, lo zombie-movie con Brad
Pitt, è stata la sorpresa dell’estate cinematografica
americana con i suoi 540 milioni di dollari guadagnati in tutto il
mondo. Visti i clamorosi introiti che il film ha fruttato, la
Paramount e la società di produzione di Pitt, la Plan B, hanno
iniziato da subito a parlare della possibilità di un sequel. Il
problema però era che, dopo tutti i disaccordi produttivi del primo
film che hanno portato a un finale diverso e più “conclusivo”
rispetto a quello immaginato da Marc Forster, lo
stesso regista aveva deciso di abbandonare il progetto convinto che
difficilmente la storia sarebbe potuta progredire dopo il
ricongiungimento di Gerry Lane con la sua famiglia e la scoperta di
una cura per fermare l’ondata di zombie.
Le case di produzione e lo stesso
Brad Pitt si sono quindi messi alla ricerca di un
regista in grado di riprendere il discorso interrotto e guidare il
progetto anche nella scrittura. E’ di oggi la notizia che la
Paramount ha deciso di affidare ufficialmente la “patata bollente”
al regista Juan Antonio Bayona, recentemente
salito alla ribalta per The Orphanage e
The Impossible
Secondo l’Hollywood Reporter,
Bayona faceva parte di un “un breve elenco” di registi che Pitt e
la produzione tenevano d’occhio da tempo per prendere il timone del
franchise. Proprio dopo l’incontro con l’attore statunitense, che
produrrà di nuovo questo sequel, il regista spagnolo ha deciso di
accettare l’incarico che lo vedrà supervisionare anche la
sceneggiatura e scegliere i collaboratori che lo affiancheranno nel
processo.
Cresciuto con la passione per
il cinema, diviene un giornalista del settore per poi studiare
regia presso la Scuola di Cinema e Audiovisivi
della Catalogna. Nel 1993, al Sitges – Festival
internazionale del cinema della Catalogna, conosce il
regista Guillermo Del Toro, che stava
presentando il film Cronos. In
quell’occasione Del Toro promise a Bayona di aiutarlo, finanziando
il suo debutto cinematografico nel caso non fosse stato in grado di
farlo lui stesso. Nel 2004 gli viene offerto lo
script di The Orphanage, dopo aver
accettato di dirigerlo chiede aiuto a Guillermo Del
Toro, che offre di co-produrre la
pellicola. The Orphanage viene
presentato al Festival di Cannes 2007, dove ottiene
dieci minuti di applausi.Il film, oltre ad essere stato apprezzato
dalla critica, è stato un successo commerciale
in Spagna e in Europa, superando, a livello di
incassi, Il labirinto del
fauno di Del Toro.
Nel 2012 è uscito nelle
sale cinematografiche il suo secondo
lungometraggio, The Impossible,
girato interamente in inglese. Il film è stato scritto dal suo
stretto collaboratore Sergio G.
Sánchez e incentrato su una famiglia vittima
dello tsunami dell’Oceano Indiano del 2004, nel quale spiccano
come attori Naomi Watts, Ewan McGregor, Tom
Hollande Geraldine
Chaplin.
É da tempo ormai che si parla di
World War Z
2, sequel del film che ha incassato 540 milioni di
dollari nel mondo. Ebbene, oggi la Paramount Pictures ha annunciato
che il film arriverà nelle sale il 9 giugno
2017.
Brad
Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà
nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di regia,
affidata a Juan Antonio Bayona. A scrivere la
sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven
Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo
Locke, con Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. E’ sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo World War Z. La guerra mondiale degli zombi di
Max Brooks del 2006.
Intervistato da Collider, lo
sceneggiatore Steven Knight (Locke) ha
dichiarato di aver terminato e consegnato la bozza della
sceneggiatura di World
War Z 2, sequel
del film di Marc Forster con Brad
Pitt che ha incassato 540 milioni di dollari nel
mondo. Nel corso dell’intervista, Knight ha anche parlato del primo
film, dichiarando quanto segue:
“Quando la Universal e Brad
Pitt mi hanno cercato, si sono avvicinati a me con un’idea ben
precisa: “Come possiamo andare avanti?”
Credo che uno degli aspetti
migliori del primo film sia il modo in cui non dia allo spettatore
neanche il tempo di respirare. Non si ferma un attimo a pensare:
“Aspetta, faremo meglio a spiegare al pubblico cosa stia
effettivamente succedendo”. Era tutto legato a quel preciso
momento, con quelle determinate persone.”
La Paramount Pictures ha annunciato
che World War Z 2 arriverà nelle sale il
9 giugno 2017.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks
del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry
Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di
regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A
scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista
Steven Knight, che ha scritto e diretto
l’apprezzatissimo Locke, con
Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
A novembre del 2017 avevamo avuto
le ultime notizie relative a World War Z 2, in cui David
Fincher spiegava che stava costruendo una
mitologia per quello che dovrebbe diventare un franchise.
Adesso Varietypropone un nuovo
aggiornamento relativo al film: le riprese non cominceranno più a
breve, ma saranno spostate per una release del film che dovrebbe
arrivare per il 2020. A quanto pare l’entrata in gioco di
Quentin Tarantino nella carriera
di Brad
Pitt, di nuovo, avrebbe preso la precedenza per
l’attore.
Ci riferiamo alla notizia che ha
spopolato tra gli appassionati di cinema ieri: Pitt si aggiunge
a Leonardo DiCaprio come
protagonista nel nuovo film del regista di Pulp
Fiction. Questo impegno, in un progetto forse più definito
di World War Z 2, ha determinato lo slittamento
del film di zombie. L’inizio delle riprese del film, dunque,
seguirà la fine della produzione di Tarantino.
World War Z 2: Paramount conferma
David Fincher e Brad Pitt
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World
War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max
Brooks del 2006.
Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e
sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film
sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha
scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di
Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei
film in arrivo Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer,
Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La
promessa dell’assassino.
Dopo quattro anni dall’uscita
diWorld
War Z sembrerebbe che la produzione del
sequel, World War Z 2, stia finalmente
procedendo a gonfie vele. Basato sul best-seller di Max
Brooks, l’adattamento cinematografico di World
War Z si allontanò notevolmente dal
materiale originale narrando una storia quasi del tutto differente.
Tuttavia, grazie allo star-power di Brad
Pitt e alla costante fascinazione per gli zombie da
parte del pubblico il film incassò ben 540 milioni di dollari in
tutto il mondo, ricevendo una buona accoglienza dalla critica.
Jim Gianopulos,
ex-presidente di 20th Century Fox e ora nuovo capo
di Paramount Pictures, ha subito riorganizzato le
priorità della casa di produzione. In un’intervista a The Hollywood
ReporterGianopulos ha parlato del suo nuovo
incarico e dei progressi di World War Z 2. Oltre
ad aver confermato il ritorno di Pitt e della
regia di Fincher, Gianopulos ha
dichiarato che il progetto è già in uno ‘stadio avanzato’.
La produzione di World War
Z 2 è stata finora infernale. Nel dicembre del 2013 fu
sparsa la voce che Juan Antonio Bayona avrebbe
diretto il sequel. Steven Knight fu scelto per
scrivere la sceneggiatura del film e lo Studio confermò che
World War
Z 2 sarebbe uscito nel giugno del 2017.
Bayona, poi, decise di abbandonare il progetto per
dedicarsi a Jurassic World: Fallen Kingdom. Pochi
mesi fa, infine, David
Fincher fu scelto per dirigere World War
Z 2, riunendolo per la quarta volta
all’attore Brad Pitt.
La Paramount Pictures che
annunciato che Juan Antonio Bayona (The
Impossible) ha abbandonato la regia di World War Z 2, sequel della
pellicola sci-fi con protagonista Brad
Pitt. Nel comunicato ufficiale si legge:
“Bayona non dirigerà più World
War Z 2, ma il nostro obiettivo è andare avanti col progetto. É un
regista fantastico, e ci auguriamo di tornare a lavorare con lui
molto presto”.
World War Z 2 arriverà
nelle sale il 9 giugno 2017. Le riprese del film
dovrebbero cominciare la prossima estate. Al momento la produzione
è alla ricerca di un nuovo regista, che dovrebbe essere annunciato
a breve.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks
del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry
Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura
del film World
War Z 2 sarà lo scrittore e regista
Steven Knight, che ha scritto e diretto
l’apprezzatissimo Locke, con
Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
Come molti di voi sapranno,
Brad
Pitt è intenzionato a produrre e interpretare
World War Z 2, sequel del film che
ha incassato 540 milioni di dollari nel mondo. Ebbene, oggi
Variety annuncia che a scrivere
la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e
regista Steven Knight. Confermato
invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona.
Brad Pitt sarà
nuovamente produttore di World
War Z 2. Steven Knight ha
recentemente scritto e diretto l’apprezzatissimo
Locke, con Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo, il fantasy Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. E’ sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo World War Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks
del 2006.
Mentre il lavoro di Steven
Knight sullo script di World War Z 2 è finito qualche mese
fa, sembra che la sceneggiatura abbia ancora bisogno di essere
sistemata. Variety infatti informa che
Dennis Kelly è stato assunto per lavorare al
progetto e scrivere una nuova stesura del film prodotto da
Paramount che vedrà di nuovo protagonista Brad
Pitt.
La Paramount Pictures ha annunciato
che World War Z 2 arriverà nelle sale il 9 giugno
2017.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks
del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry
Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di
regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A
scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista
Steven Knight, che ha scritto e diretto
l’apprezzatissimo Locke, con
Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
L’entrata di David
Fincher al timone di World War Z 2 ha dato certamente nuova
linfa al sequel del film con Brad
Pitt, anche se il progetto è ancora in fase embrionale
e non c’è una data precisa per l’inizio delle riprese.
Durante un’intervista
con Little White
Lies, il regista ha però rilasciato alcune dichiarazioni
sul progetto e sul suo sviluppo, spiegando che anche la scrittura
richiede del tempo. “Ci stiamo provando – ha detto
Fincher– Ci sono un sacco di pietre da
capovolgere. Stiamo decostruendo tutto, proprio adesso, rispetto
alla mitologia che già esiste e stiamo cercando di capire cosa
possiamo fare in merito.”
Sembra che il regista voglia essere
perfettamente sicuro di quello che racconterà prima di cominciare a
realizzare il film vero e
proprio.
World War Z 2: Paramount conferma
David Fincher e Brad Pitt
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World
War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max
Brooks del 2006.
Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e
sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film
sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha
scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di
Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei
film in arrivo Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer,
Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La
promessa dell’assassino.
Il regista di Fight Club e Zodiac, David Fincher, ha rivelato
alcune delle idee che aveva avuto per World War Z 2, il ilsequel di World War
Zche avrebbe dovuto dirigere, e da
quello che sembra alcune di essere erano particolarmente affini ad
un’altra proprietà post-apocalittica.
Nessun fungo in World War Z
2
Durante una bella intervista
con GQ,
prima dell’uscita del suo ultimo film The Killer, con Michael Fassbender, a Fincher è stato chiesto
cosa avesse pianificato qualcosa per l’ormai defunto sequel di
World War
Z e lui ha rivelato che il film avrebbe avuto
qualcosa in comune conThe Last
of Us, in particolare l’adattamento
HBO di Craig Mazin.
“Beh, era un po’ come
The
Last of Us. Sono contento di non aver fatto quello che stavamo
facendo, perché The Last of
Us ha molto più spazio per esplorare le stesse cose“, dice
Fincher, “Nella sequenza dei titoli, avremmo usato il piccolo
parassita … l’hanno usato nella sequenza dei titoli, e in quella
meravigliosa apertura con il talk show in stile Dick Cavett, David
Frost.”
Fincher prosegue suggerendo
che qualunque versione del film la Paramount stia realizzando ora,
forse sarà più vicina al romanzo originale di Max Brooks.Fincher sta promuovendo la sua ultima collaborazione con
Netflix, The
Killer. Vede Michael Fassbender interpretare un eccentrico
sicario che è ossessionato dai dettagli e medita
sugli Smiths. Il film uscirà nei cinema questo venerdì prima di
fare il suo debutto in streaming su Netflix
il 10 novembre 2023.
Dopo mesi di trattative, Variety ci informa
che David Fincher è stato ufficializzato alla
regia di World
War Z 2, sequel del film
con Brad
Pitt, il quale tornerà nei panni del protagonista.
Secondo le ultime indiscrezioni,
anche se non è stato ancora dato l’ufficiale via libera al film da
Jim Gianopulos, si aspetta il via da un momento
all’altro, con le riprese che potrebbero cominciare già nel primo
quarto del 2018.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World
War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max
Brooks del 2006.
Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e
sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film
sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha
scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di
Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei
film in arrivo Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer,
Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La
promessa dell’assassino.
Arrivano da The
Hollywood Reporter le prime notizie sull’annunciato
sequel del film prodotto e interpretato da Brad
Pitt, World War
Z. Secondo il noto sito americano pare che il
regista del primo capitolo che ha incassato quasi 540 milion di
dollari, ovvero Marc Forster non sarà coinvolto in questo sequel. A
svelare questo particolare è proprio l’attore/produttore, che ha
parlato anche dello stato attuale del progetto:
Stiamo indagando su un
primo potenziale script, siamo solo all’inizio e abbiamo già
moltissime idee da portare avanti. Al momento però nessuno lo sta
scrivendo, stiamo solo mettendo insieme delle idee. Mi piace l’idea
di esplorare mondi diversi, mi piace la sfida di inventare un nuovo
genere..
Stiamo parlando del sequel.
Inizieremo con l’indagare un primo potenziale script, abbiamo
moltissime idee da inserirci. Nessuno lo sta scrivendo, al momento,
ma stiamo mettendo insieme le idee.
La Paramount Pictures e la Plan B
di Brad Pitt stanno già lavorando da tempo sullo sviluppo della
storia. Attualmente si sa molto poco sul sequel, quindi non resta
che aspettare ulteriori notizie o dichiarazioni.
Già tempo fa, avevamo dato conto di
alcuni rumours che facevano presagire la possibilità di un
sequel per World
War Z. Se prima erano solo chiacchiere, adesso,
alla luce dei 536 milioni di dollari incassati col
il mercato mondiale, probabilmente i rumours diventeranno realtà e
avremo la possibilità di leggere sui cartelloni il titolo
World War Z 2.
A semi-confermare il tutto, ci ha
pensato il diretto interessato attore protagonista Brad
Pitt, che, intervistato da Variety, ha
rilasciato qualche dichiarazione interessante in merito alle
possibilità di un sequel.
“Ne stiamo certamente parlando.
Abbiamo tante idee sul tavolo da quando abbiamo cominciato a
sviluppare questa cosa, tentando di capire come un mondo di zombie
può funzionare. Abbiamo davvero tante idee, tante informazioni,
tante cose su cui poter lavorare. Dobbiamo cercare di fare del
nostro meglio e vediamo cosa ne verrà fuori”.
Probabilmente Pitt non è
autorizzato a lasciarsi scappare qualcosa di più, ma siamo sicuri
che la notizia ufficiale di un World War Z
2 non si farà attendere così a lungo.
Nel frattempo, potete rituffarvi
nel primo capitolo con le nostre foto dal film, in fondo.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An
Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico
post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera
letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale
per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003.
Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il
libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è
presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone
incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
Il prossimo 27 giugno altri zombie
sbarcheranno al cinema. Arriva infatti World War
Z, in cui sarà il bel Brad
Pitt a cercare di sgominare un’invasione di zombie che
mettono a rischio la sopravvivenza dell’uomo. Di seguito potete
vedere il primo spot tv del film, pubblicato dalla Paramount
Pictures. Ecco il video:
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film:La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
Tom
Hanks torna a raccontare la Seconda Guerra Mondiale
con un nuovo progetto televisivo. La serie documentaria
World War II with Tom
Hanks debutterà ufficialmente il 25 maggio 2026, in occasione del Memorial
Day, sul History
Channel, segnando un nuovo capitolo nell’impegno
dell’attore e produttore americano verso uno dei periodi più
cruciali del Novecento.
Nel corso della sua carriera, Hanks ha dimostrato un interesse
costante per il conflitto mondiale, sia davanti che dietro la
macchina da presa. Dopo aver interpretato il capitano Miller in
Saving Private Ryan
di Steven Spielberg, ha prodotto
insieme al regista tre miniserie di grande impatto storico e
culturale: Band of Brothers,
The Pacific e
Masters of the Air.
Con World War II with Tom
Hanks, l’obiettivo è offrire una rilettura ampia e
contemporanea del conflitto più devastante della storia
moderna.
La nuova serie si articolerà in 20 episodi e sarà distribuita in
200 territori e 40
lingue, con l’ambizione di proporre — come dichiarato
nella presentazione ufficiale — una “ricostruzione definitiva e di
ampio respiro” della guerra.
Dall’invasione della Polonia all’alba dell’era atomica: un racconto
globale e umano
Secondo la sinossi ufficiale, World War II with Tom Hanks ripercorrerà l’intero arco
del conflitto, dall’invasione tedesca della Polonia fino alla
caduta delle potenze dell’Asse. La narrazione attraverserà i
principali teatri di guerra — da Stalingrado alla Normandia,
dall’Atlantico al Mediterraneo, fino alle giungle e alle isole del
Pacifico — restituendo la brutalità delle battaglie combattute su
terra, mare e cielo.
La serie non si limiterà agli scontri militari, ma affronterà anche
il costo umano della guerra totale: l’Olocausto, la resistenza
civile, la vita nei fronti interni e le guerre meno visibili
dell’intelligence, della decrittazione dei codici e della potenza
industriale che hanno influenzato in modo decisivo l’esito del
conflitto. Il racconto intreccerà le decisioni di leader come
Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, Dwight D. Eisenhower,
Erwin Rommel, Joseph Stalin, Hideki Tojo e Adolf Hitler con le
esperienze di soldati e civili in tutto il mondo, fino ad arrivare
all’alba dell’era atomica e alle tensioni che avrebbero inaugurato
la Guerra Fredda.
La produzione può contare su un team di alto profilo: oltre a
Hanks, tra i produttori figura Gary Goetzman, già coinvolto in
Band of Brothers,
The Pacific,
Masters of the Air e
Greyhound. Partecipa
anche lo storico vincitore del Premio Pulitzer Jon Meacham, mentre
il National WWII Museum collabora al progetto, garantendo un
rigoroso lavoro di verifica storica.
Parallelamente, Hanks è impegnato anche nel sequel di Greyhound, di cui è
sceneggiatore e protagonista. Le riprese del nuovo capitolo sono
iniziate a febbraio 2026 e seguiranno ancora il comandante Ernest
Krause, dalle spiagge della Normandia fino al Pacifico. Con questi
progetti, l’attore conferma una traiettoria coerente che unisce
cinema, televisione e divulgazione storica, rafforzando il suo
ruolo come uno dei principali narratori contemporanei della memoria
bellica del XX secolo.
Il succo è che la paura che i leader
mondiali hanno dei supereroi e il fatto che i Vendicatori non ci
siano più, porteranno a una sorta di corsa agli armamenti che li
vedrà tentare di creare i propri soldati e le proprie squadre
superumane. Questo spiega la sorprendente decisione della Francia
di provare a rubare il Vibranio dal Wakanda e i tentativi della
C.I.A. di mettere le mani sul prezioso e potentissimo metallo.
È stato già riportato che
Captain America: Brave New World vedrà diversi paesi
tentare di estrarre i resti del Tiamut Celeste per ottenere
l’adamantio, mentre Thunderbolts*
sembra destinato a introdurre il super soldato definitivo, Sentry.
Nel frattempo, The Leader dovrebbe creare superuomini per il
governo degli Stati Uniti e per il futuro Red Hulk, ovvero il
presidente “Thunderbolt” Ross.
Una scena di She-Hulk: Attorney at Law
Cosa potrebbe accadere in World War Hulk?
“I Marvel Studios stanno
preparando un progetto sulla World War Hulk, anche se non nel modo
in cui la gente si aspetterebbe”, si legge nel sito.
“L’idea è che Bruce Banner, che ha parlato dei pericoli
dell’utilizzo del sangue di Hulk già in She-Hulk: Attorney At Law,
veda finalmente il suo peggior incubo prendere vita: il governo
degli Stati Uniti e i governi di tutto il mondo che creano i loro
Hulk”.
“Questo potrebbe essere il punto
di rottura per Banner e potrebbe potenzialmente vedere il ritorno
dell’Hulk Selvaggio che la gente ha desiderato vedere per tanto
tempo, mentre si scontra con il Presidente Ross nei panni di Hulk
Rosso, cosa che mi è stato detto accadrà prima o poi”.
Quest’ultima parte è decisamente molto interessante, in quanto
suggerisce che non dovremo aspettare a lungo prima che tutte queste
diverse storyline si uniscano in un film evento che presumibilmente
si distinguerà da Avengers:
Secret Wars.
Alla luce di tali indiscrezioni si
può ripensare a come fino ad oggi siano state gettate le basi per
tutto questo e il fatto che il tutto culmini con Hulk al centro
della scena ha tutte le carte in regola per essere un grande film.
Tuttavia, si tratta anche di un significativo allontanamento dai
fumetti, che vedevano il gigante dichiarare guerra agli Illuminati
e all’intero pianeta. Ad oggi, World War Hulk è un
progetto non ancora confermato, ma i continui rumor a riguardo
suggeriscono che potrebbe prima o poi essere annunciato, per la
gioia dei fan.
Alcuni anni fa, è circolata online
una voce secondo cui i Marvel Studios erano al lavoro su
un film dedicato a Planet Hulk. Il report sembrava
un po’ inverosimile per diversi motivi (la Marvel non aveva ancora
riguadagnato i diritti di distribuzione dei film di Hulk da
solista, per esempio), e alla fine la notizia si è rivelata falsa,
anche se lo studio ha finito per adattare elementi della storia di
Planet Hulk per Thor:
Ragnarok.
Ora, si torna a parlare di Hulk e di
un film dedicato al Gigante di Giada in merito a voci che
vorrebbero un adattamento per il cinema di World War
Hulk. Secondo
il sito GWW, la produzione potrebbe cominciare già il prossimo
anno.
Per quanto ne sappiamo, la
Marvel/Disney ha completamente riguadagnato i diritti legati al
personaggio, quindi è certamente possibile che Kevin Feige cercherà di capitalizzare il
prima possibile, e World War Hulk sarebbe un
evento epico da cui attingere materiale per un film. Certo, è
altamente improbabile che questo progetto sia un adattamento
diretto del fumetto, ma la premessa di base – un Hulk furioso in
cerca di vendetta sugli eroi più potenti della Terra – ha molto
potenziale.
Bruce Banner (Mark
Ruffalo) è apparso nella scena post-crediti di
Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli e
avrà anche un ruolo nella prossima serie Disney+She-Hulk,
quindi ci sono chiaramente piani in atto per sfruttare al meglio la
collaborazione dell’attore con lo studio. Sarebbe senza dubbio
interessante da sviluppare questo sentiero, se non fosse però, e
non dimentichiamolo, che il
Banner dell’attuale linea temporale del MCU è ormai Smart Hulk
e che il suo tornare “indietro” allo stadio rabbioso di Hulk sembra
improbabile. Staremo a vedere.
Sarà Bill
Westenhofer il supervisore agli effetti visivi del
film incentrato sul mondo di World of Warcraft. Ad
annunciarlo è stato direttamente Nick
Carpenter
E’ stato annunciato il cast completo
di World of Warcraft, l’adattamento
cinematografico del noto videogioco che vedrà tra i
protagonisti Colin Farrell e che sarà diretto
da Duncan Jones. La Legendary Pictures e la
Universal Pictures hanno chiuso i contratti con Ben Foster,
Travis Fimmel, Paula Patton, Tobey Kebbell e Rob
Kazinsky, mentre Dominic Cooper è ancora
in trattative finali.
La pellicola, che uscirà
l’11 Marzo 2016, è sceneggiata dallo stesso Jones
che si è basato su uno script precedentemente ideato da
Charles Leavitt. La produzione del film comincerà
a Gennaio 2014 a Vancouver.
World of
Warcraft(letteralmente “Il mondo di Warcraft”,
spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy
tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato
pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di
ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni
attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft,
ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti
videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft,
Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco,
originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco,
sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il
supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.
Sabato scorso, in occasione del
BlizzCon 2013, il regista Duncan Jones ha reso
pubblici i primi concept per il film World of
Warcraft, tratto dal leggendario gioco di ruolo e
finalmente in fase avanzata di pre-produzione.
Ecco i disegni:
Il film su World of
Warcraft si baserà sul popolare e omonimo
videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di
dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per
realizzare un fantasy con i fiocchi.
Pre quanto riguarda il casting del
film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a
riguardo.
Il film sarà basato su una
sceneggiatura di Charles Leavitt, già
sceneggiatore del bellissimo Blood
Diamond.
World of Warcraft (letteralmente
“il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di
ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard
Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of
Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa
12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato
nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione
di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della
Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di
gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e
tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue,
mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del
2012.
Il progetto di fare un
film su World of Warcraft si sta
concretizzando con molta lentezza, e se qualche tempo fa vi abbiamo
detto che il regista del film sarebbe stato il talentuoso
Duncan Jones (Source Code,
Moon), oggi vi diciamo che l’intenzione di far uscire
il film nel 2015 potrebbe essere confermata.
Sappiamo infatti, direttamente
dalla bocca del produttore Charles Roven, che le
riprese sono state programmate durante i primi mesi del 2014 e
che il lavoro con Jones si sta rivelando davvero interessante.
Il film su World
of Warcraft si baserà sul popolare e omonimo
videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di
dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per
realizzare un fantasy con i fiocchi.
Pre quanto riguarda il casting del
film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a
riguardo.
Il film sarà basato su una
sceneggiatura di Charles Leavitt, già
sceneggiatore del bellissimo Blood
Diamond.
World of Warcraft
(letteralmente “il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è
un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla
Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004.
World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo,
con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è
ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la
pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo
reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III).
Il server di gioco, originariamente disponibili solo in
inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi
in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il
29 agosto del 2012.