La Paramount Pictures che
annunciato che Juan Antonio Bayona (The
Impossible) ha abbandonato la regia di World War Z 2, sequel della
pellicola sci-fi con protagonista Brad
Pitt. Nel comunicato ufficiale si legge:
“Bayona non dirigerà più World
War Z 2, ma il nostro obiettivo è andare avanti col progetto. É un
regista fantastico, e ci auguriamo di tornare a lavorare con lui
molto presto”.
World War Z 2 arriverà
nelle sale il 9 giugno 2017. Le riprese del film
dovrebbero cominciare la prossima estate. Al momento la produzione
è alla ricerca di un nuovo regista, che dovrebbe essere annunciato
a breve.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks
del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry
Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura
del film World
War Z 2 sarà lo scrittore e regista
Steven Knight, che ha scritto e diretto
l’apprezzatissimo Locke, con
Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
Come molti di voi sapranno,
Brad
Pitt è intenzionato a produrre e interpretare
World War Z 2, sequel del film che
ha incassato 540 milioni di dollari nel mondo. Ebbene, oggi
Variety annuncia che a scrivere
la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e
regista Steven Knight. Confermato
invece il cambio di regia, affidata a Juan Antonio Bayona.
Brad Pitt sarà
nuovamente produttore di World
War Z 2. Steven Knight ha
recentemente scritto e diretto l’apprezzatissimo
Locke, con Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo, il fantasy Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. E’ sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo World War Z. La guerra mondiale degli zombi di Max Brooks
del 2006.
Mentre il lavoro di Steven
Knight sullo script di World War Z 2 è finito qualche mese
fa, sembra che la sceneggiatura abbia ancora bisogno di essere
sistemata. Variety infatti informa che
Dennis Kelly è stato assunto per lavorare al
progetto e scrivere una nuova stesura del film prodotto da
Paramount che vedrà di nuovo protagonista Brad
Pitt.
La Paramount Pictures ha annunciato
che World War Z 2 arriverà nelle sale il 9 giugno
2017.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks
del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry
Lanel, e sarà nuovamente produttore. Confermato invece il cambio di
regia, affidata a Juan Antonio Bayona. A
scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista
Steven Knight, che ha scritto e diretto
l’apprezzatissimo Locke, con
Tom
Hardy e visto al Festival di Venezia
2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in
arrivo Seventh Son, Madame Mallorye il piccolo chef indiano con
Helen Mirren e il biopic su Bobby
Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La promessa
dell’assassino.
L’entrata di David
Fincher al timone di World War Z 2 ha dato certamente nuova
linfa al sequel del film con Brad
Pitt, anche se il progetto è ancora in fase embrionale
e non c’è una data precisa per l’inizio delle riprese.
Durante un’intervista
con Little White
Lies, il regista ha però rilasciato alcune dichiarazioni
sul progetto e sul suo sviluppo, spiegando che anche la scrittura
richiede del tempo. “Ci stiamo provando – ha detto
Fincher– Ci sono un sacco di pietre da
capovolgere. Stiamo decostruendo tutto, proprio adesso, rispetto
alla mitologia che già esiste e stiamo cercando di capire cosa
possiamo fare in merito.”
Sembra che il regista voglia essere
perfettamente sicuro di quello che racconterà prima di cominciare a
realizzare il film vero e
proprio.
World War Z 2: Paramount conferma
David Fincher e Brad Pitt
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World
War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max
Brooks del 2006.
Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e
sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film
sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha
scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di
Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei
film in arrivo Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer,
Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La
promessa dell’assassino.
Il regista di Fight Club e Zodiac, David Fincher, ha rivelato
alcune delle idee che aveva avuto per World War Z 2, il ilsequel di World War
Zche avrebbe dovuto dirigere, e da
quello che sembra alcune di essere erano particolarmente affini ad
un’altra proprietà post-apocalittica.
Nessun fungo in World War Z
2
Durante una bella intervista
con GQ,
prima dell’uscita del suo ultimo film The Killer, con Michael Fassbender, a Fincher è stato chiesto
cosa avesse pianificato qualcosa per l’ormai defunto sequel di
World War
Z e lui ha rivelato che il film avrebbe avuto
qualcosa in comune conThe Last
of Us, in particolare l’adattamento
HBO di Craig Mazin.
“Beh, era un po’ come
The
Last of Us. Sono contento di non aver fatto quello che stavamo
facendo, perché The Last of
Us ha molto più spazio per esplorare le stesse cose“, dice
Fincher, “Nella sequenza dei titoli, avremmo usato il piccolo
parassita … l’hanno usato nella sequenza dei titoli, e in quella
meravigliosa apertura con il talk show in stile Dick Cavett, David
Frost.”
Fincher prosegue suggerendo
che qualunque versione del film la Paramount stia realizzando ora,
forse sarà più vicina al romanzo originale di Max Brooks.Fincher sta promuovendo la sua ultima collaborazione con
Netflix, The
Killer. Vede Michael Fassbender interpretare un eccentrico
sicario che è ossessionato dai dettagli e medita
sugli Smiths. Il film uscirà nei cinema questo venerdì prima di
fare il suo debutto in streaming su Netflix
il 10 novembre 2023.
Dopo mesi di trattative, Variety ci informa
che David Fincher è stato ufficializzato alla
regia di World
War Z 2, sequel del film
con Brad
Pitt, il quale tornerà nei panni del protagonista.
Secondo le ultime indiscrezioni,
anche se non è stato ancora dato l’ufficiale via libera al film da
Jim Gianopulos, si aspetta il via da un momento
all’altro, con le riprese che potrebbero cominciare già nel primo
quarto del 2018.
World
War Z è la trasposizione cinematografica del
romanzo “World
War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max
Brooks del 2006.
Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e
sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film
sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha
scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di
Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei
film in arrivo Seventh Son, Madame
Mallorye il piccolo chef
indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer,
Pawn Sacrifice. É sua anche la
sceneggiatura del film di
Cronenberg, La
promessa dell’assassino.
Arrivano da The
Hollywood Reporter le prime notizie sull’annunciato
sequel del film prodotto e interpretato da Brad
Pitt, World War
Z. Secondo il noto sito americano pare che il
regista del primo capitolo che ha incassato quasi 540 milion di
dollari, ovvero Marc Forster non sarà coinvolto in questo sequel. A
svelare questo particolare è proprio l’attore/produttore, che ha
parlato anche dello stato attuale del progetto:
Stiamo indagando su un
primo potenziale script, siamo solo all’inizio e abbiamo già
moltissime idee da portare avanti. Al momento però nessuno lo sta
scrivendo, stiamo solo mettendo insieme delle idee. Mi piace l’idea
di esplorare mondi diversi, mi piace la sfida di inventare un nuovo
genere..
Stiamo parlando del sequel.
Inizieremo con l’indagare un primo potenziale script, abbiamo
moltissime idee da inserirci. Nessuno lo sta scrivendo, al momento,
ma stiamo mettendo insieme le idee.
La Paramount Pictures e la Plan B
di Brad Pitt stanno già lavorando da tempo sullo sviluppo della
storia. Attualmente si sa molto poco sul sequel, quindi non resta
che aspettare ulteriori notizie o dichiarazioni.
Già tempo fa, avevamo dato conto di
alcuni rumours che facevano presagire la possibilità di un
sequel per World
War Z. Se prima erano solo chiacchiere, adesso,
alla luce dei 536 milioni di dollari incassati col
il mercato mondiale, probabilmente i rumours diventeranno realtà e
avremo la possibilità di leggere sui cartelloni il titolo
World War Z 2.
A semi-confermare il tutto, ci ha
pensato il diretto interessato attore protagonista Brad
Pitt, che, intervistato da Variety, ha
rilasciato qualche dichiarazione interessante in merito alle
possibilità di un sequel.
“Ne stiamo certamente parlando.
Abbiamo tante idee sul tavolo da quando abbiamo cominciato a
sviluppare questa cosa, tentando di capire come un mondo di zombie
può funzionare. Abbiamo davvero tante idee, tante informazioni,
tante cose su cui poter lavorare. Dobbiamo cercare di fare del
nostro meglio e vediamo cosa ne verrà fuori”.
Probabilmente Pitt non è
autorizzato a lasciarsi scappare qualcosa di più, ma siamo sicuri
che la notizia ufficiale di un World War Z
2 non si farà attendere così a lungo.
Nel frattempo, potete rituffarvi
nel primo capitolo con le nostre foto dal film, in fondo.
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
La pellicola è tratta da
World War
Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An
Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico
post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera
letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale
per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003.
Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il
libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è
presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone
incontrate.
Dopo una lunga e difficile campagna
d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad
Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici
di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di
Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13
novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che
Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista;
intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il
romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili
a Tutti gli uomini del presidente.
Il prossimo 27 giugno altri zombie
sbarcheranno al cinema. Arriva infatti World War
Z, in cui sarà il bel Brad
Pitt a cercare di sgominare un’invasione di zombie che
mettono a rischio la sopravvivenza dell’uomo. Di seguito potete
vedere il primo spot tv del film, pubblicato dalla Paramount
Pictures. Ecco il video:
World War
Z è diretto da Marc Forster e vede
nel cast Anthony Mackie,
Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox
e Mireille Enos. Ecco la trama del film:La storia
segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che
gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia
che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la
popolazione mondiale.
Tom
Hanks torna a raccontare la Seconda Guerra Mondiale
con un nuovo progetto televisivo. La serie documentaria
World War II with Tom
Hanks debutterà ufficialmente il 25 maggio 2026, in occasione del Memorial
Day, sul History
Channel, segnando un nuovo capitolo nell’impegno
dell’attore e produttore americano verso uno dei periodi più
cruciali del Novecento.
Nel corso della sua carriera, Hanks ha dimostrato un interesse
costante per il conflitto mondiale, sia davanti che dietro la
macchina da presa. Dopo aver interpretato il capitano Miller in
Saving Private Ryan
di Steven Spielberg, ha prodotto
insieme al regista tre miniserie di grande impatto storico e
culturale: Band of Brothers,
The Pacific e
Masters of the Air.
Con World War II with Tom
Hanks, l’obiettivo è offrire una rilettura ampia e
contemporanea del conflitto più devastante della storia
moderna.
La nuova serie si articolerà in 20 episodi e sarà distribuita in
200 territori e 40
lingue, con l’ambizione di proporre — come dichiarato
nella presentazione ufficiale — una “ricostruzione definitiva e di
ampio respiro” della guerra.
Dall’invasione della Polonia all’alba dell’era atomica: un racconto
globale e umano
Secondo la sinossi ufficiale, World War II with Tom Hanks ripercorrerà l’intero arco
del conflitto, dall’invasione tedesca della Polonia fino alla
caduta delle potenze dell’Asse. La narrazione attraverserà i
principali teatri di guerra — da Stalingrado alla Normandia,
dall’Atlantico al Mediterraneo, fino alle giungle e alle isole del
Pacifico — restituendo la brutalità delle battaglie combattute su
terra, mare e cielo.
La serie non si limiterà agli scontri militari, ma affronterà anche
il costo umano della guerra totale: l’Olocausto, la resistenza
civile, la vita nei fronti interni e le guerre meno visibili
dell’intelligence, della decrittazione dei codici e della potenza
industriale che hanno influenzato in modo decisivo l’esito del
conflitto. Il racconto intreccerà le decisioni di leader come
Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, Dwight D. Eisenhower,
Erwin Rommel, Joseph Stalin, Hideki Tojo e Adolf Hitler con le
esperienze di soldati e civili in tutto il mondo, fino ad arrivare
all’alba dell’era atomica e alle tensioni che avrebbero inaugurato
la Guerra Fredda.
La produzione può contare su un team di alto profilo: oltre a
Hanks, tra i produttori figura Gary Goetzman, già coinvolto in
Band of Brothers,
The Pacific,
Masters of the Air e
Greyhound. Partecipa
anche lo storico vincitore del Premio Pulitzer Jon Meacham, mentre
il National WWII Museum collabora al progetto, garantendo un
rigoroso lavoro di verifica storica.
Parallelamente, Hanks è impegnato anche nel sequel di Greyhound, di cui è
sceneggiatore e protagonista. Le riprese del nuovo capitolo sono
iniziate a febbraio 2026 e seguiranno ancora il comandante Ernest
Krause, dalle spiagge della Normandia fino al Pacifico. Con questi
progetti, l’attore conferma una traiettoria coerente che unisce
cinema, televisione e divulgazione storica, rafforzando il suo
ruolo come uno dei principali narratori contemporanei della memoria
bellica del XX secolo.
Il succo è che la paura che i leader
mondiali hanno dei supereroi e il fatto che i Vendicatori non ci
siano più, porteranno a una sorta di corsa agli armamenti che li
vedrà tentare di creare i propri soldati e le proprie squadre
superumane. Questo spiega la sorprendente decisione della Francia
di provare a rubare il Vibranio dal Wakanda e i tentativi della
C.I.A. di mettere le mani sul prezioso e potentissimo metallo.
È stato già riportato che
Captain America: Brave New World vedrà diversi paesi
tentare di estrarre i resti del Tiamut Celeste per ottenere
l’adamantio, mentre Thunderbolts*
sembra destinato a introdurre il super soldato definitivo, Sentry.
Nel frattempo, The Leader dovrebbe creare superuomini per il
governo degli Stati Uniti e per il futuro Red Hulk, ovvero il
presidente “Thunderbolt” Ross.
Una scena di She-Hulk: Attorney at Law
Cosa potrebbe accadere in World War Hulk?
“I Marvel Studios stanno
preparando un progetto sulla World War Hulk, anche se non nel modo
in cui la gente si aspetterebbe”, si legge nel sito.
“L’idea è che Bruce Banner, che ha parlato dei pericoli
dell’utilizzo del sangue di Hulk già in She-Hulk: Attorney At Law,
veda finalmente il suo peggior incubo prendere vita: il governo
degli Stati Uniti e i governi di tutto il mondo che creano i loro
Hulk”.
“Questo potrebbe essere il punto
di rottura per Banner e potrebbe potenzialmente vedere il ritorno
dell’Hulk Selvaggio che la gente ha desiderato vedere per tanto
tempo, mentre si scontra con il Presidente Ross nei panni di Hulk
Rosso, cosa che mi è stato detto accadrà prima o poi”.
Quest’ultima parte è decisamente molto interessante, in quanto
suggerisce che non dovremo aspettare a lungo prima che tutte queste
diverse storyline si uniscano in un film evento che presumibilmente
si distinguerà da Avengers:
Secret Wars.
Alla luce di tali indiscrezioni si
può ripensare a come fino ad oggi siano state gettate le basi per
tutto questo e il fatto che il tutto culmini con Hulk al centro
della scena ha tutte le carte in regola per essere un grande film.
Tuttavia, si tratta anche di un significativo allontanamento dai
fumetti, che vedevano il gigante dichiarare guerra agli Illuminati
e all’intero pianeta. Ad oggi, World War Hulk è un
progetto non ancora confermato, ma i continui rumor a riguardo
suggeriscono che potrebbe prima o poi essere annunciato, per la
gioia dei fan.
Alcuni anni fa, è circolata online
una voce secondo cui i Marvel Studios erano al lavoro su
un film dedicato a Planet Hulk. Il report sembrava
un po’ inverosimile per diversi motivi (la Marvel non aveva ancora
riguadagnato i diritti di distribuzione dei film di Hulk da
solista, per esempio), e alla fine la notizia si è rivelata falsa,
anche se lo studio ha finito per adattare elementi della storia di
Planet Hulk per Thor:
Ragnarok.
Ora, si torna a parlare di Hulk e di
un film dedicato al Gigante di Giada in merito a voci che
vorrebbero un adattamento per il cinema di World War
Hulk. Secondo
il sito GWW, la produzione potrebbe cominciare già il prossimo
anno.
Per quanto ne sappiamo, la
Marvel/Disney ha completamente riguadagnato i diritti legati al
personaggio, quindi è certamente possibile che Kevin Feige cercherà di capitalizzare il
prima possibile, e World War Hulk sarebbe un
evento epico da cui attingere materiale per un film. Certo, è
altamente improbabile che questo progetto sia un adattamento
diretto del fumetto, ma la premessa di base – un Hulk furioso in
cerca di vendetta sugli eroi più potenti della Terra – ha molto
potenziale.
Bruce Banner (Mark
Ruffalo) è apparso nella scena post-crediti di
Shang-Chi e la leggenda dei dieci anelli e
avrà anche un ruolo nella prossima serie Disney+She-Hulk,
quindi ci sono chiaramente piani in atto per sfruttare al meglio la
collaborazione dell’attore con lo studio. Sarebbe senza dubbio
interessante da sviluppare questo sentiero, se non fosse però, e
non dimentichiamolo, che il
Banner dell’attuale linea temporale del MCU è ormai Smart Hulk
e che il suo tornare “indietro” allo stadio rabbioso di Hulk sembra
improbabile. Staremo a vedere.
Sarà Bill
Westenhofer il supervisore agli effetti visivi del
film incentrato sul mondo di World of Warcraft. Ad
annunciarlo è stato direttamente Nick
Carpenter
E’ stato annunciato il cast completo
di World of Warcraft, l’adattamento
cinematografico del noto videogioco che vedrà tra i
protagonisti Colin Farrell e che sarà diretto
da Duncan Jones. La Legendary Pictures e la
Universal Pictures hanno chiuso i contratti con Ben Foster,
Travis Fimmel, Paula Patton, Tobey Kebbell e Rob
Kazinsky, mentre Dominic Cooper è ancora
in trattative finali.
La pellicola, che uscirà
l’11 Marzo 2016, è sceneggiata dallo stesso Jones
che si è basato su uno script precedentemente ideato da
Charles Leavitt. La produzione del film comincerà
a Gennaio 2014 a Vancouver.
World of
Warcraft(letteralmente “Il mondo di Warcraft”,
spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy
tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato
pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di
ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni
attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft,
ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti
videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft,
Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco,
originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco,
sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il
supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.
Sabato scorso, in occasione del
BlizzCon 2013, il regista Duncan Jones ha reso
pubblici i primi concept per il film World of
Warcraft, tratto dal leggendario gioco di ruolo e
finalmente in fase avanzata di pre-produzione.
Ecco i disegni:
Il film su World of
Warcraft si baserà sul popolare e omonimo
videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di
dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per
realizzare un fantasy con i fiocchi.
Pre quanto riguarda il casting del
film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a
riguardo.
Il film sarà basato su una
sceneggiatura di Charles Leavitt, già
sceneggiatore del bellissimo Blood
Diamond.
World of Warcraft (letteralmente
“il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è un gioco di
ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard
Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004. World of
Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo, con circa
12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è ambientato
nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la pubblicazione
di tre precedenti videogiochi strategici in tempo reale della
Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III). Il server di
gioco, originariamente disponibili solo in inglese, francese e
tedesco, sono stati successivamente resi attivi in altre lingue,
mentre il supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del
2012.
Il progetto di fare un
film su World of Warcraft si sta
concretizzando con molta lentezza, e se qualche tempo fa vi abbiamo
detto che il regista del film sarebbe stato il talentuoso
Duncan Jones (Source Code,
Moon), oggi vi diciamo che l’intenzione di far uscire
il film nel 2015 potrebbe essere confermata.
Sappiamo infatti, direttamente
dalla bocca del produttore Charles Roven, che le
riprese sono state programmate durante i primi mesi del 2014 e
che il lavoro con Jones si sta rivelando davvero interessante.
Il film su World
of Warcraft si baserà sul popolare e omonimo
videogame e avrà a disposizione un budget di 100 milioni di
dollari, non tantissimi, ma comunque una cifra rispettabile per
realizzare un fantasy con i fiocchi.
Pre quanto riguarda il casting del
film, al progetto era stato accostato Johnny Depp, ma non si sa ancora nulla di certo a
riguardo.
Il film sarà basato su una
sceneggiatura di Charles Leavitt, già
sceneggiatore del bellissimo Blood
Diamond.
World of Warcraft
(letteralmente “il mondo di Warcraft”, spesso abbreviato in WoW) è
un gioco di ruolo fantasy tridimensionale. Sviluppato dalla
Blizzard Entertainment, è stato pubblicato il 23 novembre 2004.
World of Warcraft è il gioco di ruolo più giocato al mondo,
con circa 12 milioni di iscrizioni attive. Il gioco è
ambientato nell’universo di Warcraft, ambientazione nata con la
pubblicazione di tre precedenti videogiochi strategici in tempo
reale della Blizzard (Warcraft, Warcraft II, Warcraft III).
Il server di gioco, originariamente disponibili solo in
inglese, francese e tedesco, sono stati successivamente resi attivi
in altre lingue, mentre il supporto in italiano è arrivato solo il
29 agosto del 2012.
Nonostante le
difficoltà incontrare, continua lo sviluppo del film su
World of Warcraft da parte della Legendary
Pictures che come sappiamo ha affidato le redini del film
al regista
Per evitare di scontrarsi
con Star
Wars Episodio VII, è stata posticipata la data di uscita
di uno dei progetti più attesi della Universal.
World of Warcraft, l’adattamento
cinematografico del noto videogioco che vedrà tra i protagonisti
Colin Farrell e che sarà diretto da
Duncan Jones, slitta dal 18 Dicembre 2015
all’11 Marzo 2016. La pellicola sarà distribuita
in 3D dalla Legendary Pictures.
Inoltre, sempre la Universal ha
fissato la release di The Mummy, nuova
pellicola dedicata alla saga de La mummia, per il
16 Aprile 2016. Il nuovo film sarà diretto da
Andres Muschietti.
World of
Warcraft (letteralmente “Il mondo di Warcraft”,
spesso abbreviato in WoW) è un gioco di ruolo fantasy
tridimensionale. Sviluppato dalla Blizzard Entertainment, è stato
pubblicato il 23 novembre 2004. World of Warcraft è il gioco di
ruolo più giocato al mondo, con circa 12 milioni di iscrizioni
attive. Il gioco è ambientato nell’universo di Warcraft,
ambientazione nata con la pubblicazione di tre precedenti
videogiochi strategici in tempo reale della Blizzard (Warcraft,
Warcraft II, Warcraft III). Il server di gioco,
originariamente disponibili solo in inglese, francese e tedesco,
sono stati successivamente resi attivi in altre lingue, mentre il
supporto in italiano è arrivato solo il 29 agosto del 2012.
Una delle dinamiche più ricorrenti
nel cinema di genere fantascientifico è senza dubbio l’invasione
aliena. Si tratta di un evento temuto da sempre, che grazie ai
principali media del Novecento ha potuto ingigantire la sua
portata. Se è storica la lettura che nel 1938 Orson
Welles fece di La guerra dei mondi,
scatenando il panico in parte della popolazione statunitense,
innumerevoli sono i film che da quel momento hanno trattato
l’argomento, da L’invasione degli
ultracorpi fino ai più recenti Independence Day e
Signs. Un altro titolo,
meno noto, di questo filone è World
Invasion, diretto nel 2011 da Jonathan
Liebesman.
Scritto da Chris
Bertolini, questo film si ispira agli incidenti della
battaglia di Los Angeles (il titolo originale del lungometraggio è
infatti Battle: Los Angeles). Questa si svolse nella notte
tra il 24 e il 25 febbraio del 1942, quando venne lanciato un
allarme per un presunto attacco aereo convenzionalmente addebitato
all’Impero giapponese. Tale evento, poi declassificato dal governo
ad un falso allarme, generò numerose teorie, tra cui quella che
vede come artefice dell’attacco un ufo. Proprio da qui è partito
Bertolini per raccontare una storia ambientata ai nostri giorni ma
profondamente ispirata a quella leggenda.
Allo stesso tempo, World
Invasion si configura anche come un vero e proprio film di
guerra, ispirato a titoli come Black Hawk Down e
Salvate il soldato Ryan. Così facendo si è puntato ad
avere uno scontro quanto più realistico possibile tra l’essere
umano e la razza di alieni invasori. Prima di intraprendere una
visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
World Invasion: la trama del film
La vicenda narrata ha inizio
nell’agosto del 2011, quando cominciano a scagliarsi sulla Terra
degli strani meteoriti. Quanti si recano a verificarne la natura
scoprono che si tratta in realtà di navicelle con all’interno
extraterrestri. Così, vista la gravità della situazione,
intervengono immediatamente i marines di Camp Pendleton,
preoccupandosi di far evacuare le persone prima di dare il via ai
bombardamenti. Il sergente Michael Nantz, veterano
che ha perso la sua squadra durante la guerra in Iraq, è uno dei
soldati in azione. Fortemente voluto dai suoi superiori, nonostante
l’età pensionabile, egli è ora chiamato contro la sua volontà a
guidare il plotone della Compagnia Echo.
Nel corso della missione a loro si
aggiunge anche una squadra della Guardia Nazionale e una sergente
dell’Air Force, Elena Santos. Giunti a
destinazione, sono pronti a prelevare gli esseri umani da una
stazione di polizia. L’elicottero destinato a recuperarli viene
però abbattuto da un’astronave aliena, la quale lascia dunque
intendere che l’invasione vera e propria deve ancora iniziare. Per
loro fortuna, i soldati rintracciano un extraterrestre ferito,
prevelandolo nel tentativo di scoprirne il punto debole. Dovranno
però riuscire in ciò prima che sia troppo tardi e l’invasione abbia
realmente inizio.
World Invasion: il cast
del film
Ad interpretare il protagonista,
Michael Nantz, vi è l’attore Aaron Eckhart,
celebre per aver interpretato Harvey Dent nel film Il cavaliere
oscuro. Entusiasta del progetto di World Invasion,
egli ha in seguito affermato che di tutti i film a cui ha
partecipato, questo è stato il più divertente da realizzare, ma
anche il più complesso. Durante una scena, ad esempio, egli finì
con il rompersi un braccio. Nonostante tale infortunio, egli riuscì
a curare temporaneamente la cosa così da non perdere neanche un
giorno di riprese. Accanto a lui, si ritrovano poi gli attori
Ramon Rodriguez nel ruolo del tenente William
Martinez, Ne-Yo in quelli del caporale Kevin
Harris e Cory Hardrict in quelli del caporale
Lockett.
L’attrice Michelle
Rodriguez è invece il sergente Elena Santos. Il suo
personaggi è in realtà stato aggiunto soltanto un mese prima delle
riprese, in seguito ad alcune riscritture della sceneggiatura. Come
tutti gli altri membri del cast, anche lei dovette sottoporsi ad
alcune settimane di allenamento intensivo da militare. Ciò le
permise di sviluppare un fisico particolarmente muscoloso, per
quanto l’attrice abbia in più occasioni affermato di aver odiato le
prove di corsa. Completano poi il cast altri noti attori quali
Michael Peña
nei panni di Joe Rincon e Lucas Till in
quelli del caporale Grayston. Joey King, attrice
nota per la trilogia di The Kissing Booth, è invece
presente nel ruolo di Kirsten.
Il sequel di World
Invasion, il trailer e dove vedere il film in streaming e in
TV
Dato il buon successo di pubblico, i
produttori si sono da subito dichiarati interessati all’idea di dar
vita ad un sequel di World Invasion, proprio come avvenuto
per Independence Day e il suo seguito. Lo stesso Eckhart,
protagonista del film, ha espresso il proprio interesse a ritornare
per un eventuale nuovo capitolo, mentre nel 2012 il regista
Liebesman ha annunciato che i lavori per la scrittura di una nuova
sceneggiatura erano iniziati. Da quel momento, tuttavia, non sono
state rilasciate ulteriori notizie. A distanza di un decennio è
dunque ipotizzabile che i progetti per il sequel siano stati
abbandonati.
È possibile fruire di
World Invasion grazie alla sua presenza
su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Google Play, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 13 giugno alle ore 21:20
sul canale Rai 4.
Difficile parlare di World
Invasion (Battle L.A.: World Invasion); difficile
per la natura del film, per la sua estrema durata e per tutte le
potenzialità inespresse che poteva avere. Si è già capito quindi
che la pellicola diretta da Jonathan Liebesman ha
non poche crepe nel suo apparato e, mostrandosi per quello che è
cioè un popcorn/disaster movie senza alcuna articolazione
drammaturgica, fa affiorare alle labbra la peggiore delle
esclamazioni per un film: “Quando finisce?”.
Ma andiamo con ordine:
World Invasion ci introduce immediatamente in una
Los Angeles sotto assedio, siamo con un gruppo di marines che si
avviano in elicottero verso una battaglia che sembra ferocissima,
le voci dei giornalisti dai Tg ci fanno sapere che “il mondo è in
guerra”. Da qui veniamo catapultati in dietro di 24 ore, quando una
pioggia di meteoriti minaccia i mari intorno alle estese coste
nordamericane. Presto i meteoriti si trasformano in un attacco
terroristico che si rivelerà invece un vero e proprio attacco
alieno, e questa consapevolezza nei corpi armati mandati in
principio per evacuare le zone interessate dai fenomeni ‘celesti’ è
straordinariamente accettata come una possibilità naturale, e i
nostri marines, addestrati a non ritirarsi mai, affrontano con
coraggio e cameratismo questa battaglia: il loro compito è salvare
dei civili e difendere la città, unica rimasta in piedi dopo i
primi attacchi degli intrusi.
In realtà l’assunto che
World Invasion condivide da subito con il pubblico
è che non c’è una vera e propria trama, seguiamo solo questo gruppo
di valorosi soldati che si inoltrano nelle macerie di una città per
salvare degli inermi, il che in questo genere di prodotto non fa
una piega. Il vero problema è dilatare la narrazione per 120
lunghissimi minuti, quando le cose da dire sono davvero poche,
riducendosi a squallide battute a doppio senso, frasi che hanno il
sapore di aforismi stantii e conversazioni improbabili in mezzo
alle ceneri della battaglia. Non manca tuttavia il tentativo,
fiacco, di rimpolpare l’esiguo filo conduttore (non si può parlare
di una vera e propria trama) dando un’identità e un abbozzo di
storia ai soldati, ognuno dei quali ci viene presentato all’inizio
del film in situazioni ordinarie: che lo scopo sia quello di farci
affezionare a loro o semplicemente di renderli identificabili sotto
le divise identiche ha poca importanza, poiché in entrambi i casi
il risultato fatica ad arrivare.
Al comando di questi valorosi c’è
Aaron Eckhart, un sergente della Marina con i
sensi di colpa per aver fatto morire i suoi in battaglia, al suo
fianco diversi personaggi, che portano con loro diverse storie, e
tra tutti Michelle Rodriguez, nei panni di Elena Santos,
aereonautica, componente occasionale ma fondamentale al gruppo che
forse poteva essere sfruttata meglio, sia per le indiscusse doti
dell’attrice in questo tipo di ruoli, sia perché unica presenza
femminile di rilievo.
Nota positiva sono le musiche di
Brian Tyler che non è estraneo a film adrenalinici
tutti (o quasi) al maschile, vedi The Expandables o
John Rambo di Stallone, e che riesce a dare quella
dimensione in più ad alcune scene conferendo loro epicità, senza
però sopperire completamente alla mancanza di efficacia del film.
Anche la rappresentazione dei letali giocattoli alieni ricorda
molto altri mezzi di combattimento già visti al cinema, alcuni che
sembrano sbarcati direttamente da Pandora. World
Invasion può essere definito senza ombra di dubbio un
Transformers 2, senza però l’ironia di Sam
Witwicky.
Secondo Variety, la star di
Dracula UntoldLuke Evans e la star di Resident Evil
Milla Jovovich hanno firmato per i ruoli
principali del prossimo thriller d’azione fantascientifico
intitolato World Breaker. La produzione dovrebbe
svolgersi in Irlanda del Nord.
“Guidato da due delle più forti
star del genere e sotto la direzione del bravissimo Brad Anderson,
World Breaker è un film confezionato che non può mancare e che ha
una fortissima commercialità universale“, ha dichiarato in un
comunicato Nat McCormick, capo di The Exchange.
Oltre a World Breaker, Luke Evans è attualmente impegnato nella
serie drammatica britannica The Way della BBC One,
creata dal co-creatore e co-protagonista Michael
Sheen. Nel frattempo, Milla Jovovich sarà protagonista in In
the Lost Lands di Paul W.S. Anderson e nel thriller
d’azione Breathe di Stefon Bristol.
Chi è coinvolto in World
Breaker?
World Breaker sarà
diretto da Brad Anderson (The Call) da una
sceneggiatura scritta da Joshua Rollins. Il film è prodotto da
Martin Brennan per 23ten, mentre The Exchange si occuperà delle
vendite internazionali.
“La storia è incentrata su un
padre e sua figlia“, si legge nella sinossi. “Cinque anni
prima, uno strappo nel tessuto della realtà ha portato nel nostro
mondo creature provenienti da una dimensione alternativa e
intenzionate a distruggerci. Il padre nasconde la figlia su
un’isola per tenerla al sicuro, mentre la prepara alla
sopravvivenza e alle battaglie che verranno. Ma nessun luogo è
sicuro“.
Il
finale di World Breaker
(Milla Jovovich e Luke
Evans nel cast) è costruito per lasciare lo
spettatore sospeso tra realtà e interpretazione. Come accade spesso
nelle serie contemporanee che giocano con elementi fantastici e
metaforici, l’ultimo episodio non fornisce una risposta definitiva,
ma suggerisce una possibilità inquietante: la protagonista Willa
potrebbe essere stata trasformata in una “Breaker”, una figura che
rappresenta al tempo stesso distruzione e rinascita.
La
scena finale concentra in pochi minuti tutto il percorso emotivo
del personaggio. Dopo aver attraversato una serie di eventi
traumatici e rivelazioni, Willa sembra trovarsi davanti a un
passaggio irreversibile. La narrazione non esplicita mai
apertamente la trasformazione, ma dissemina indizi visivi e
simbolici che suggeriscono che qualcosa in lei sia ormai cambiato
in modo radicale.
Il significato dei Breaker nel
mondo della serie
Per comprendere il finale bisogna prima capire cosa rappresentano i
Breaker all’interno dell’universo narrativo della serie. Nel corso
degli episodi vengono descritti come entità capaci di alterare
l’ordine delle cose: non semplici distruttori, ma forze di rottura
che intervengono quando un sistema arriva al limite della sua
stabilità.
In questo senso il termine “breaker” non indica solo un potere
soprannaturale, ma una condizione esistenziale. Diventare un
Breaker significa superare un punto di non ritorno, accettando la
propria capacità di rompere equilibri consolidati.
Durante la stagione, Willa si trova più volte davanti a situazioni
in cui deve scegliere tra adattarsi al sistema o opporsi ad esso.
Il suo percorso narrativo è proprio quello di una lenta presa di
coscienza: più tenta di mantenere il controllo della propria vita,
più scopre che le regole del mondo in cui vive sono fragili e
manipolabili.
Gli indizi che suggeriscono la
trasformazione di Willa
Il finale suggerisce la possibile trasformazione di Willa
attraverso una serie di elementi narrativi e visivi piuttosto
chiari. Innanzitutto cambia il suo atteggiamento: se fino a quel
momento aveva reagito agli eventi, nell’ultima scena appare
improvvisamente consapevole del proprio ruolo.
La regia insiste sul suo sguardo e sul silenzio che accompagna gli
ultimi istanti dell’episodio. Non c’è più paura, ma una sorta di
accettazione. È il segnale che il personaggio ha compreso qualcosa
che lo spettatore può solo intuire.
Anche l’ambiente attorno a lei sembra reagire alla sua presenza. La
serie aveva già suggerito che i Breaker sono in grado di
influenzare la realtà, e la messa in scena dell’ultima sequenza
richiama proprio questa idea: il mondo attorno a Willa appare
instabile, come se fosse sul punto di essere riscritto.
Questo non significa necessariamente che la trasformazione sia
avvenuta in modo definitivo. Il finale gioca volutamente
sull’ambiguità: Willa potrebbe essere diventata una Breaker, oppure
trovarsi semplicemente sulla soglia di quel cambiamento.
Perché il finale lascia
volutamente la risposta aperta
La scelta di non confermare esplicitamente la trasformazione di
Willa è coerente con la struttura narrativa della serie.
World Breaker non è una
storia che offre risposte nette, ma una riflessione sul potere
della trasformazione e sul prezzo che comporta.
Lasciare il finale aperto permette alla serie di mantenere una
dimensione simbolica. Willa non rappresenta solo un personaggio, ma
una possibilità: quella di rompere gli schemi che definiscono il
mondo in cui vive.
In questa prospettiva, la domanda “Willa è diventata davvero una
Breaker?” diventa quasi secondaria. Ciò che conta è il processo che
l’ha portata fin lì. Il finale suggerisce che la trasformazione non
è un evento improvviso, ma il risultato di una serie di scelte e di
consapevolezze maturate nel tempo.
Ed è proprio questa ambiguità a rendere il finale così potente: lo
spettatore resta con la sensazione che qualcosa sia cambiato per
sempre, anche se la serie non lo dice apertamente.
Si è concluso ieri il primo
workshop di animazione stop-motion organizzato dal MURNAU
INSTITUTE, scuola di cinema romana di Stefano Bessoni, Leonardo
Cruciano, Officina Studios e Interzone Visions. Si è iniziato
lunedì 17 con una giornata di studio sulla storia di questa tecnica
e con l’analisi di alcuni autori: Stanislaw Starewich, Ray
Harryhausen, Jan Svankmajer, Brothers Quay ed Henry Selick.
Si è parlato dei grandi film in animazione
stop-motion, come Coraline, Fantastic Mr. Fox, The Corpse Bride,
ecc. Poi, martedì, una giornata dedicata alla fabbricazione degli
scheletri, da quelli semplici in filo di ferro intrecciato a quelli
complessi con snodi a sfere e microregolazioni a vite. Nel
pomeriggio, Leonardo Cruciano ha parlato delle varie tipologie di
materiali per la costruzione dei burattini, dalla modellazione allo
stampo e alle repliche in serie, portando poi i partecipanti al
workshop in visita nel suo laboratorio per mostrare praticamente le
caratteristiche di varie tipologie di plastilina, di schiume, di
resine e di lattice. Mercoledì, i partecipanti hanno iniziato la
fabbricazione di alcuni burattini sulla base di loro progetti
personali.
E’ un ottima notizia per il nostro
bel paese che, nonostante sia ingabbiato in un apparente
immobilismo e riluttante a dare spazio a film di genere o
fantastici nella fattispecie, riesce comunque a sperimentare e a
dar spazio a tecniche e tematiche che al momento ci vedono ai
margini delle cinematografie mondiali. Inoltre, la presenza del
Workshop in Brasile dimostra il grande interesse che ruota attorno
alla didattica in tal senso e che arriverà il momento in cui questo
nostro “immobilismo” comincierà a mostrare crepe di cedimento,
nella speranza di riuscire a ritornare per lo meno a fare una
cinematografia diversificata.
La scuola sta organizzando il
secondo workshop, che si terrà indicativamente nella prima metà di
marzo. Chi fosse interessato può scrivere all’indirizzo
e-mail [email protected] per chiedere
informazioni e per effettuare la prenotazione, visto che il
workshop è a numero chiuso.
La terza edizione si terrà invece in Brasile a Porto Alegre,
nell’ambito del FANTASPOA, festival specializzato in cinema
fantastico, dove sarà proiettato il film “Krokodyle” ultima
fatica cinematografica di Stefano Bessoni.
Vi segnaliamo il nostro speciale
dedicato al film indiependente Krokodyle.
Debutta oggi in libreria e online
il secondo volume di Workshop di Stop
Motion di Stefano Bessoni,
interamente dedicato al fabbricazione di burattini da animare a
passo uno. Il libro edito da Logos edizioni si può acquistare a
soli 13.50 €.
Per coloro che volessero
approfondire e mettersi in gioco possono iscriversi ai corsi
dell’autore che si svolgeranno a Roma a fine settembre e inizi
ottobre. Tutte le info le troverete sulla
pagina ufficiale di Bessoni.
Chi non conosce Jack e Sally di
Tim
Burton’s Nightmare Before Christmas, o Coraline, o Paranorman,
o ancora Frankenweenie e Fantastic Mr Fox? Il burattino è il vero
attore della meravigliosa disciplina della stop-motion e i
protagonisti dei grandi film che abbiamo ammirato con stupore sul
grande schermo non hanno certamente nulla da invidiare ai loro
colleghi in carne e ossa, anzi in molti casi ottengono notorietà e
apprezzamenti ancora maggiori. Dopo la pubblicazione del manuale
Stop-motion. La fabbrica delle meraviglie,
Stefano Bessoni approfondisce questa tecnica di animazione
attraverso un laboratorio articolato in due volumi illustrati,
corrispondenti al primo e al secondo livello dei workshop che tiene
abitualmente in Italia e all’estero. Grazie a Workshop di stop-motion. Primo livello, avrete
ormai acquisito le basi dell’animazione stop-motion cimentandovi
nelle tecniche più semplici e imparando a usare i software
dedicati. A questo punto siete pronti per scoprire tutti i segreti
che vi permetteranno di fabbricare i vostri attori ideali:
conoscerete i materiali, ne approfondirete le caratteristiche e
imparerete a combinarli tra loro in modo da mettere a punto una
tecnica personale per ottenere protagonisti stupefacenti. Non c’è
limite alla fantasia: i burattini possono essere fabbricati in una
miriade di modi diversi e con i materiali più disparati, come
gomma, silicone, gommapiuma, paste modellabili essiccabili
all’aria, cartapesta, plastilina, legno, stracci, pezzi di vecchi
giocattoli, meccanismi di orologi, e addirittura materiali organici
come ossa, tessuti mummificati, cortecce, semi e foglie.
L’essenziale è progettarli e costruirli seguendo dei metodi che li
rendano adatti a recitare e docili tra le mani dell’animatore. Non
bisogna mai dimenticare che il motivo principale per cui li abbiamo
sognati e fabbricati è muoverli con infinita pazienza fotogramma
dopo fotogramma al fine di dotarli di vita! Condividendo le proprie
esperienze e traendo ispirazione dai film che ama, con il suo
tipico stile chiaro e appassionato l’autore vi guiderà passo passo
fino alla realizzazione di burattini dalle fattezze rispondenti a
quelle che avete immaginato e perfettamente funzionali per
l’animazione stop-motion. Benvenuti nel magico e misterioso mondo
della puppet animation!
L’autore: Stefano
Bessoni, regista, illustratore e animatore
stop-motion, nasce nel 1965 a Roma, dove si
diploma all’Accademia di Belle Arti. Dal 1989 realizza film
sperimentali, installazioni videoteatrali e documentari, suscitando
l’attenzione della critica. Negli anni ’90 lavora per alcune
società di produzione televisiva come operatore, direttore della
fotografia e montatore. È stato docente di regia cinematografica
presso la NUCT a Cinecittà e presso l’Accademia Griffith di Roma.
Ha tenuto e tiene numerosi workshop in Italia e all’estero, presso
scuole e festival specializzati. Insegna inoltre illustrazione e
animazione stop-motion presso La Fabbrica delle Favole a
Macerata.
Diversi i riconoscimenti ricevuti
con i suoi ultimi film Canti della forca, riconosciuto di
interesse culturale nazionale da parte del Ministero dei Beni e
delle Attività Culturali, e Krokodyle, miglior film
fantasy al 6° CINEFANTASY a San Paolo in Brasile, miglior film
internazionale a PUERTO RICO HORROR FILM FEST 2011, Menzione
Speciale al SITGES 2011 – 44° Festival Internacional de Cinema
Fantastic de Catalunya, che si aggiunge a quella ottenuta al
FANTASPOA 2011.
Si
intitolerà Jenna’s Friend, Working The Engels
1×03 la terza puntata della nuova serie televisiva che
andrà in onda sul network americano FX
In Working The Engels
1×03, quando Jimmy consegna
l’anello di sua nonna a una
spogliarellista,Jenna è costretta ad
intervenire per riaverlo indietro e stringerà un’amicizia
improbabile nel tentativo di recupero del prezioso oggetto;
intanto, Sandy vince un corso gratuito
di hip hop per madri e figlie e
porta Ceil e comprendono subito che non
fa per loro, ma quando un ex amico prende in
giro Sandy, le due decidono di impegnarsi e
di vincere la gara di ballo.
Ecco una carrellata di working
class hero, uomini e donne che si sono sollevate a figure
eroiche dalla loro quotidianità. Il cinema è pieno di queste storie
di forza e desiderio di riscatto e di seguito vi mostriamo gli
esempi più famosi:
Words and
Pictures è una spiritosa commedia romantica che vede
come protagonisti il coinvolgente duo formato dal premio Oscar
Juliette Binoche e dal candidato
all’Oscar Clive Owen, per la prima volta insieme sul
grande schermo. La pellicola, diretta da Fred
Schepisi (regista di Un grido nella notte, La
casa Russia, 6 gradi di separazione e
Creature selvagge), non ha esattamente
tutte le potenzialità per essere il “film scolastico” di
questa generazione, identificandosi maggiormente con il racconto di
una grande storia d’amore tra due personaggi credibili,
interpretati da due attori dalle capacità eccezionali.
La trama di Words and
Pictures
In Words and
Pictures Jack Marcu (Clive
Owen), insegnante d’inglese, si lamenta
dell’ossessione dei suoi studenti per i media e per i voti
scolastici, e li incoraggia a sfruttare il potere della parola
scritta. Jack incontra una degna avversaria in Dina Delsanto
(Juliette
Binoche), una pittrice astrattista e nuova insegnante
nel campus. Jack vede il suo lavoro di insegnate improvvisamente a
rischio a causa della propria condotta non esemplare: per
riguadagnare terreno, escogita una geniale guerra tra parola e
immagine, fiducioso che la prima possa veicolare un significato più
profondo rispetto alla seconda. Diana e i suoi studenti d’arte
raccolgono la sfida. La battaglia avrà così inizio.
L’australiano Schepisi, che torna
alla regia a otto anni di distanza dall’ultimo Le
cascate del cuore, costruisce un racconto lineare
impreziosito da un linguaggio ricercato che conferisce
sofisticatezza e intelligenza ai due protagonisti, che nel loro
ostinato corteggiamento, nel loro costante stuzzicarsi, ma anche
nella loro perenne lotta, danno vita ai momenti migliori del
film. Juliette
Binoche e Clive Owen, due attori dagli approcci molto
diversi, danno prova di una buona alchimia sul grande schermo, e
nel mostrare quanto i loro personaggi riescano a superare ciò che
li impedisce di vivere appieno la loro vita, si rivelano la scelta
cinematografica vincente.
La buona sceneggiatura di
Gerald Di Pego ci consegna un testa a testa vivace
e al tempo stesso tenero , in cui le parole, usate in modo
magistrale, si fanno portavoce di una storia che elogia l’amore che
non conosce differenze, l’amore tra due persone con caratteri
diametralmente opposti (così come opposti sono le parole e le
immagini) che affrontano un momento difficile della loro esistenza
e che, proprio grazie a quelle differenze, riusciranno a tornare a
vivere.
Presentato in anteprima all’ultima
edizione del Toronto Film Festival, Words and
Pictures è un gradevole esaltazione dell’amore e
delle sue discordanze. Una commedia ironica e mai leziosa diretta
con stile, sorretta da una sceneggiatura brillante e ben
strutturata, e interpretata da un’inedita coppia di attori che
funziona alla perfezione. Nelle sale italiane dal 13 novembre.
Words and
pictures, al cinema dal 13
novembre con Clive
Owen e Juliette Binoche, diventa
realtà attraverso un evento che promuove l’argomento e la materia
del film, distribuito in Italia da Adler Entertainment.
Martedì 11 novembre alle ore
10.30, presso il multisala cinema Apollo
di Milano si disputerà un incontro/scontro tra le due scuole più
importanti sul territorio nazionale legate ai due universi di
riferimento del film; la Scuola Holden di Torino
in rappresentanza della parola e la Scuola di Visual
Communication dell’Istituto Europeo di Design di Milano
per l’immagine si incontreranno per la prima volta in assoluto al
fine di affermare la supremazia chi della prima, chi della seconda.
Proprio come accade nel film, alcuni rappresentanti delle due
scuole parteciperanno alla sfida con propri elaborati e creazioni,
guidati da due docenti delle rispettive scuole. A presiedere il
match il Prof. Stefano Zecchi, giornalista e
docente di estetica, disciplina super partes, che
concluderà l’evento con un’interessante disquisizione sul
significato e la potenza dell’espressione attraverso la parola e
l’immagine.
La sfida tra parole e immagini
coinvolgerà non solo gli studenti delle prestigiose scuole ma
chiunque vorrà schierarsi e dire la propria sul tema attraverso la
creazione di due hashtag appositi, appena lanciati dalla casa
cinematografica:
#iostoconleparole
#iostoconleimmagini
Diretta da Fred Schepisi (Vizio
di famiglia, 6 gradi di separazione), Words and pictures,
presentata allo scorso Festival di Toronto con il plauso di
pubblico e critica, è una commedia romantica ricca di humour che
oltre a mettere in scena una guerra all’ultimo sangue combattuta a
suon di parole e di immagini impersonificate nei ruoli di Owen e
Binoche -per la prima volta insieme sul grande schermo- racconta
della passione e dell’entusiasmo di due insegnanti per il loro
lavoro e per i loro alunni.
Prima dell’incontro/scontro dedicato
a parole e immagini, sarà programmato il film; l’evento sarà aperto
a tutti, fino ad esaurimento posti.
Un’insolita coppia, formata
da Clive
Owene dal Premio Oscar Juliette
Binoche, per la prima volta insieme sul grande
schermo, una guerra all’ultimo sangue combattuta a suon di parole e
di immagini, la passione di due insegnanti per il loro lavoro:
questi alcuni degli ingredienti di Words and
Pictures, da giovedì 13
novembre sugli schermi italiani con Adler
Entertainment.
:
Finalmente disponibile il trailer
italiano della pellicola diretta da Fred
Schepisi (Vizio di famiglia, 6 gradi di
separazione) e presentata allo scorso Festival di Toronto con
il plauso di pubblico e critica, Words and Pictures è una commedia
romantica ricca di humour che racconta la strana sfida tra parole e
immagini all’interno di un college del New England. L’insegnante di
inglese Jack Marcus (Owen), con un passato da stella letteraria, si
scontra ogni giorno con la sintesi e l’asetticità dei suoi studenti
al tempo dei social network. Al fine di galvanizzare il loro
interesse per la materia e per risollevare le sue sorti da
insegnante compromesse dalla passione per l’alcol, Jack escogita il
piano geniale di dichiarare una guerra tra parola e immagine,
fiducioso che la prima possa trasmettere un significato più potente
e profondo rispetto alla seconda. La degna avversaria del
fantomatico match è Dina Delsanto (Binoche), una pittrice
astrattista conosciuta e apprezzata nel suo ambiente, arrivata da
poco nel campus, e che, immediatamente, desta curiosità e
attenzione nel Prof. Dina e i suoi studenti d’arte accetteranno la
sfida di Jack e dei suoi studenti d’inglese e la battaglia avrà
inizio, non solo a suon di dipinti, quadri, poesie e aforismi…Un
doppio significato tra immagine e parola attraverso il punto di
vista dei due protagonisti in uno scontro divertente e intenso che
si proietterà anche all’interno dei due personaggi, dei loro
problemi e dei loro sentimenti.
Insieme a Clive Owen e Juliette
Binoche, in Words and Pictures le interpretazioni di Keegan Connor
Tracy, Bruce Davison e Adam DiMarco. Dal 13 novembre nelle sale
italiane con Adler entertainment.
Dopo essere stato presentato al
Festival di Cannes nel 2012, arriva anche
nelle sale italiane il documentario sulla vita di una delle
leggende viventi del cinema americano: Woody Allen. Lungo la bellezza di 113 minuti
Woody è diretto da Robert Weide
ed è nato dal successo televisivo targato PBS e
dalla serie intitolata American Masters, dedicato proprio al
prolifico regista newyorkese. Forte del successo ottenuto in
televisione, Weide lavora su una versione cinematografica e il
risultato è Woody Allen: A Documentary, uno straordinario
viaggio nella vita dell’uomo Woody prima che del maestro.
Uno dei maggiori pregi del
documentario è certamente la capacità del racconto, molto
suggestivo ed evocativo, che consente allo spettatore un accesso
senza precedenti nella vita e soprattutto al processo creativo del
regista newyorkese, riuscendo a tirar fuori un affresco incredibile
che inizia dall’infanzia e finisce ai giorni nostri. In questo
excursus troviamo gli inizi sulla carta stampata, i primi
passi da cabarettista sui palcoscenici, per poi passare alla stella
della tv, fino ad arrivare agli esordi del mondo del cinema, dove
Allen trova la sua massima ispirazione. Da lì in avanti la storia
si concentra sul regista, attore, sceneggiatore e quindi vengono
raccontati con grande lucidità e anche sincero distacco il
virtuosismo di Allen che varia tra i genere, i successi, gli
insuccessi, le delusioni, le muse, gli Oscar e i film più
recenti.
Una storia fatta di acclamazione ma
anche di pesante condanna della vita privata, fatta di
testardaggine e indipendenza dagli Studios, amore per la scrittura
e per la libertà di espressione, che culminano finalmente con il
grande successo ai botteghini di
Midnight in Paris, il film che ha incassato di più
nella storia del regista e che, finalmente, per buona pace
dei critici, lo riporta alla consacrazione che merita.
Infine, molta attenzione è data
anche alla straordinaria peculiarità che contraddistingue Allen da
tutti gli altri registi viventi e non, ovvero la sua straordinaria
prolificità, che lo rende forse unico nel suo genere e ne fa uno
dei massimi filosofi della vita. A questo proposito è interessante
riprendere proprio una testimonianza del documentario, offerta da
un’altra leggenda come Martin
Scorsese, che proprio parlando del regista, rimarca a
più riprese come non esista nessuno nel panorama del cinema passato
e presente che abbia così tanto da dire sulla vita come lui, e
siamo d’accordo tutti che questo basta a conferirgli un aura di
leggenda. Anche per questo il film merita di essere visto e la vita
di Woody Allen merita di essere scoperta.