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Woody non doveva comparire in Toy Story 5: Tom Hanks spiega come mai è tornato

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Dopo essere stato il protagonista indiscusso dei primi quattro film, Woody Jones ha rischiato di non tornare in Toy Story 5, e ora il team sta spiegando i motivi della sua scelta iniziale.

Nell’ultimo capitolo del celebre franchise Pixar, il pupazzo cowboy interpretato da Tom Hanks viene chiamato in aiuto da Jessie, doppiata da Joan Cusack, per salvare i loro amici e la piccola Bonnie, ormai ottoenne, dal suo nuovo tablet super tecnologico, Lilypad. Il cast di Toy Story 5 vanta numerose star, tra cui Tim Allen nei panni di Buzz Lightyear, John Ratzenberger in quelli di Hamm, Wallace Shawn in quelli di Rex, Greta Lee in quelli di Lilypad e Keanu Reeves in quelli di Duke Caboom, solo per citarne alcuni.

In occasione dell’uscita del film, Tatiana Hullender di ScreenRant ha intervistato Tom Hanks, Kenna Harris e Lindsey Collins per parlare di Toy Story 5. Alla domanda sulla sceneggiatura originale del sequel, in cui Woody non sarebbe tornato, Harris ha confermato che il team creativo del film “parlava molto dei giocattoli perduti” e del desiderio di “capire cosa avesse fatto Woody” negli anni successivi a Toy Story 4, che si trattasse di uno spin-off o meno.

Tuttavia, mentre la co-regista e produttrice scherzava sul fatto che gran parte di quel materiale fosse poi finito in Toy Story 5, ridendo mentre dicevano che “Papà cowboy si stava godendo la vita al massimo” nelle sue avventure con Bo Peep, Harris ha ulteriormente spiegato che l’obiettivo finale delle prime bozze senza Woody era “cercare di capire” come si sarebbe sviluppata la storia, dato che “volevamo concentrarci su Jessie“. Hanno anche confermato che “sapevamo che, ovviamente, Woody sarebbe stato nel film”, a prescindere dalle prime bozze della sceneggiatura.

Collins ha poi aggiunto che “ha perfettamente senso” il modo in cui Woody alla fine ritorna in Toy Story 5, ritenendo che, dato che il nuovo film esplora “il fatto che Jessie provasse tanta insicurezza” per la possibilità di perdere Bonnie a causa di Lilypad, “ovviamente avrebbe chiamato Woody” per chiedere aiuto:

Lindsey Collins: È stato come se, all’improvviso, la persona a cui si sarebbe rivolta — anche se Buzz le diceva “Ciao, proprio qui” [ride] — fosse Woody. Quindi, all’improvviso, è diventato davvero bello anche il fatto che avrebbero mantenuto un contatto, e che lui sarebbe stato sempre pronto a chiamarla. Quindi, in caso di crisi, sarebbe stata la persona che avrebbe chiamato. Sì, questo mostra la delicatezza del loro rapporto. Questo è ciò che Woody rappresenta per lei, mentre Buzz è qualcosa di completamente diverso.

Riflettendo sul primo addio di Woody nel finale di Toy Story 4 e su come sia cambiato negli anni successivi, Hanks ha affermato che il suo personaggio “ha una ragione di vita completamente diversa”, sottolineando che la sua motivazione originale come giocattolo era quella di “dedicarsi a chiunque fosse il suo proprietario”, iniziando con Andy prima di passare a Bonnie. Tuttavia, da quando si è unito a Bo Peep nell’avventurarsi “nel mondo” alla ricerca di “giocattoli abbandonati”, ha maturato una passione che dà loro “la stessa ragione di vita che aveva lui”:

Tom Hanks: L’assoluta genialità di avere quel piccolo walkie-talkie lì, in modo che potesse rimanere in contatto con le persone che lo amano e che lui ama. Ecco, questo è un aspetto fondamentale, che non cambia il fatto che non abbia detto: “Ehi, non posso aiutare, sono troppo impegnato a recuperare tutti questi giocattoli perduti”. Anzi, ha detto: “Quando avete bisogno di me? Sarò lì il prima possibile”. Quindi è davvero fantastico.

Nonostante fosse un personaggio centrale nei primi quattro capitoli, è stato il co-sceneggiatore e regista Andrew Stanton a sorprendere tutti qualche settimana fa, rivelando che il piano originale per Toy Story 5 non prevedeva Woody. Come ha spiegato, la ragione principale era l’incertezza nel trovare un modo organico per inserire il personaggio di Hanks nella storia, e la volontà di vedere se il film potesse funzionare senza di lui, per poi trovare infine una soluzione e ritenere che il film ne traesse beneficio.

Toy Story 5Il ritorno di Woody ha suscitato alcune perplessità tra i fan di lunga data di Toy Story, soprattutto perché il primo teaser trailer del nuovo film lo escludeva. Alcuni avevano già espresso la sensazione che Toy Story 4 fosse una conclusione sufficientemente soddisfacente sia per la sua storia che per quella di Bo Peep, e che quindi il prossimo capitolo potesse fare a meno di Woody, proprio come era successo con Andy nel quarto film.

Se avessero proceduto senza il personaggio di Hanks, non sarebbe stato certo il primo progetto di Toy Story senza Woody o altri personaggi principali del franchise. Lightyear del 2022 ha suscitato molte polemiche tra i fan per la sua mancanza di collegamenti con i film originali, mentre Forky Asks A Question di Disney+ non ha visto la presenza di Woody o Buzz.

Il ritorno di Hanks nei panni di Woody, insieme a gran parte del cast originale, sembra già aver giocato a favore di Toy Story 5. La critica ha accolto il sequel con grande favore, ottenendo un indice di gradimento del 94% (“Certified Fresh”) su Rotten Tomatoes, mentre le prime proiezioni al botteghino indicano incassi record per il franchise, con almeno 150 milioni di dollari nel weekend di apertura. Sebbene alcuni spettatori possano ancora non essere d’accordo sul fatto che il ritorno di Woody fosse necessario per il sequel, sarà interessante vedere se la maggiore attenzione su Jessie riuscirà a placare alcune critiche.

Woody Harrelson: il versatile psicopatico

Woody Harrelson: il versatile psicopatico

Lo sguardo folle e da psicopatico è una cifra stilistica che lo contraddistingue, con cui sa giocare perfettamente sia nel registro comico che in quello drammatico. Il carisma e la versatilità lo rendono uno dei migliori caratteristi in circolazione: parliamo di Woody Harrelson, il texano eclettico adorato da critica e pubblico.

A prescindere dalla consistenza dei ruoli che interpreta, Woody Harrelson è in grado di calarsi perfettamente nei panni di personaggi complessi e sfaccettati, sul grande e piccolo schermo, così come sul palcoscenico: benché il cinema d’azione sia quello in cui si trova maggiormente a suo agio, l’attore sa misurarsi con ruoli profondi e spesso sfrontati grazie a una presenza scenica non indifferente.

Woody Harrelson, biografia

Woodrow Tracy Harrelson nasce nel Midland, Texas, il 23 luglio 1961 in un contesto familiare dai problemi domestici rilevanti: i genitori divorziano nel 1964, mentre suo padre Charles viene arrestato quattro anni dopo per omicidio (muore in carcere nel 2007). Nonostante tali ostacoli alla felicità familiare, l’attore confessa di aver vissuto un’infanzia relativamente felice, benché sia stato considerato un bambino iperattivo. Le principali distrazioni, oltre il calcio e la religione, sono offerte dalle recite scolastiche cui si dedica con passione.

Dopo il diploma, Harrelson frequenta l’Hanover College e continua a dedicarsi alla recitazione, provvedendo al proprio sostentamento con lavori di fortuna. Nel 1983 si trasferisce a New York, dove affronta alcune difficoltà che mettono a dura prova il suo lato selvaggio: dopo un provino andato male per una soap opera, il giovane attore diventa alquanto scostante e violento ed è sul punto di arrendersi quando finalmente la sua carriera inizia a decollare, lavorando a teatro nello spettacolo Biloxi Blues scritto da Neil Simon.

Woody Harrelson, filmografia

Viene poi ingaggiato dalla NBC entrando nel cast corale della serie di successo Cin Cin (Cheers): qui si fa conoscere e amare dal grande pubblico nei panni del barista Woody Boyd, ruolo che interpreta per ben otto anni. Per il suo lavoro nella popolare sitcom, Harrelson è anche apprezzato dalla critica e nominato a cinque Emmy Awards, fino ad aggiudicarsi il premio nel 1988. Oltre alla tv, alterna piccoli ruoli sul grande schermo: il suo esordio è la commedia Wildcats (1986), al fianco di Goldie Hawn. L’attore non trascura il teatro, sua prima passione, recitando in The Boys Next Door e realizzando la sua prima opera teatrale 2 on 2.

Gli anni novanta lanciano ulteriormente la sua carriera al cinema, innanzitutto nell’esilarante commedia Doc Hollywood – Dottore in carriera al fianco dell’icona Michael J. Fox. Il registro comico segna anche il suo esordio da protagonista in Chi non salta bianco è, scritto e diretto da Ron Shelton, uno dei grandi successi al botteghino americano nel 1992. La commedia tratta il tema dei pregiudizi razziali e la performance di Harrelson nei panni di Billy Hoyle, giocatore di basket, è particolarmente apprezzata dal pubblico anche per l’ottima intesa con il coprotagonista Wesley Snipes.

La popolarità internazionale giunge con Proposta indecente di Adrian Lyne, in cui interpreta il geloso marito di Demi Moore e affianca Robert Redford. Tuttavia, questa volta la sua interpretazione non convince e l’attore finisce per aggiudicarsi il Razzie Award come peggiore attore protagonista.

Nel 1994 torna a riscuotere ampi consensi in Assassini nati di Oliver Stone, da un soggetto di Quentin Tarantino. Il film è una denuncia nei confronti dei mass media e si avvale di un cast di contorno di tutto rispetto, fra cui Juliette Lewis, Jared Harris, Robert Downey Jr. e Tommy Lee Jones. Benché l’accoglienza della critica sia caratterizzata da giudizi contrastanti, la prova di Harrelson nel ruolo del serial killer Mickey Knox è da tutti ammirata per la complessità psicologica mostrata nei panni del personaggio che pronuncia l’iconica frase: “Un uomo non è quello che fa, un uomo fa quello che è”.

Negli anni successivi continua a lavorare per grandi registi. Nel 1996 è il protagonista del biografico Larry Flynt – Oltre lo scandalo di Milos Forman. L’attore interpreta il noto e controverso editore pornografico diventato miliardario in un film spudorato, divertente, talvolta retorico e a tratti tragico, ma tutt’altro che scandaloso. Orso d’Oro a Berlino, la pellicola è indubbiamente provocatoria (“Devi emigrare da qualche altra parte, dove i pervertiti sono ben accetti: Hollywood”, afferma Flynt) e ottiene ampi consensi di critica e importanti riconoscimenti: due Golden Globe (regia e sceneggiatura) e diverse nomination, tra cui la prima nomination come Migliore attore protagonista a Woody Harrelson sia ai Golden Globe che agli Academy Awards.

In questo periodo Harrelson diventa un attore impegnato: attivista sociale per Amnesty International e per la Pediatric AIDS Foundation, ambientalista convinto, la sua versatilità in campo cinematografico si accompagna a pellicole più impegnate di grandi autori. Fra questi, Benvenuti a Sarajevo di Michael Winterbottom, che polemizza sulla complicità delle istituzioni durante la guerra in Bosnia. Altrettanto rilevante è la sua partecipazione al capolavoro di Terrence Malick, La sottile linea rossa: insieme a un cast grandioso, tra cui Sean Penn, Jim Caviezel, Nick Nolte, Ben Chaplin, John Cusack, Adrien Brody e tanti altri, Harrelson ha un ruolo piccolo e nondimeno decisamente significativo. L’attore interpreta il coraggioso sergente Keck, cinico quanto spavaldo, ma che va incontro a una drammatica fine resa più tragica e patetica dalla banalità che la provoca.

All’inizio degli anni duemila, Harrelson appare spesso in ruoli di supporto o in qualche cameo, fra cui la commedia Management, in cui interpreta il fidanzato di Jennifer Aniston, una rock star arrogante e possessiva, eppure un ruolo dall’ironia irresistibile. Da menzionare anche la sua partecipazione a North Country – Storia di Josey, l’acclamato film con Charlize Theron e Frances McDormand, dove interpreta un avvocato idealista.

Memorabile la sua performance in Non è un paese per vecchi dei fratelli Coen, tratto dal romanzo di Cormac McCarty. Harrelson interpreta Carson Wells, il cacciatore di taglie che incrocia il destino di Llewelyn (Josh Brolin), in fuga dall’assassino Anton Chigurh (Javier Bardem) con una valigetta contenente due milioni di dollari, e che gli offre protezione in cambio dei soldi: la sua performance misurata e sottile contribuisce al successo del film che, fra gli altri riconoscimenti, si aggiudica quattro premi Oscar.

Nel 2009 viene acclamato per un’altra strepitosa interpretazione in Oltre le regole – The Messenger di Oren Moverman, in cui interpreta il capitano Tony Stone e per cui ottiene una nomination ai Golden Globe e agli Oscar come migliore attore non protagonista. Collabora nuovamente con il regista in Rampart, per il quale ottiene una candidatura agli Indipendent Spirit Award. Da film indipendenti low budget Harrelson approda poi alle grandi produzioni. Nel 2012 partecipa infatti a uno dei blockbuster più attesi dell’anno, The Hunger Games di Gary Ross, primo capitolo della trilogia fantascientifica firmata da Suzanne Collins. Nel ritratto futuristico in cui gli adolescenti americani si scontrano in una battaglia per la sopravvivenza, Harrelson interpreta Haymitch Abernathy, un precedente vincitore dei Giochi ora alcolizzato e che fa da mentore alla protagonista Katniss Everdeen (Jennifer Lawrence). L’attore riprenderà il ruolo nel sequel, Hunger Games – La ragazza di fuoco, attualmente in lavorazione.

Harrelson non trascura tuttavia il teatro. Dopo alcune opere scritte e dirette a partire dal 1999 fra Broadway e Londra, di recente ha scritto e diretto Bullet for Adolph, presentato a luglio. Da non dimenticare i suoi lavori alla televisione: in Game Change dell’HBO, diretto da Jay Roach e incentrato sull’ascesa politica di Sarah Palin (Julianne Moore) al fianco di John McCain (Ed Harris), Harrelson interpreta l’esperto in comunicazione Steve Schmidt, ruolo per il quale viene candidato agli Emmy come migliore attore in miniserie o film tv.

Dal 15 novembre, Woody Harrelson tornerà sugli schermi italiani in 7 psicopatici, la commedia nera scritta e diretta da Martin McDonagh con un cast stellare. L’attore interpreta Charlie, un gangster al quale viene rubata l’adorata cagnolina, evento che innesca una serie di rocambolesche (dis)avventure. Rivedremo dunque Harrelson in uno dei ruoli che più gli si addicono, fra azione, follia, violenza e immancabile ironia. E non possiamo che concordare con le parole del regista, che ha trovato in Woody Harrelson l’interprete più adatto al ruolo: “Avevo bisogno di qualcuno che fosse assolutamente divertente, ma che diventasse inquietante in un battito di ciglia. In questo senso, Woody è perfetto”.

Woody Harrelson: 10 cose che non sai sull’attore

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Woody Harrelson: 10 cose che non sai sull’attore

Woody Harrelson è uno di quegli attori che ha fatto la storia del cinema moderno con le sue innumerevoli ed iconiche rappresentazioni. Grazie al suo talento e alle sue capacità recitative, l’attore è riuscito a farsi apprezzare da diverse fasce di pubblico di tutto il mondo.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Woody Harrelson.

Woody Harrelson: i suoi film

1. Ha recitato in celebri film e serie. La carriera dell’attore è iniziata nel 1986 con il film Una bionda per i Wildcats. Successivamente recita in Pazzi a Beverly Hills (1991), Chi non salta bianco è (1992), Proposta indecente (1993), Assassini nati (1994), Verso il sole (1996) e Larry Flynt – Oltre lo scandalo (1996). In seguito, lavora in EdTV (1999), Terapia d’urto (2003), After the Sunset (2004), The Big White (2005), Non è un paese per vecchi (2007), Sette anime (2008), The Messenger (2009), Benvenuti a Zombieland (2009) e 2012 (2009). Tra i suoi ultimi lavori vi sono 7 psicopatici (2012), Hunger Games (2012), Now You See Me – I maghi del crimine (2013), Il fuoco della vendetta (2013), Hunger Games: La ragazza di fuoco (2013), Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte 1 (2014) e Parte 2 (2015), Now You See Me 2 (2016), Wilson (2017), Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017), The War – Il pianeta delle scimmie (2017), Il castello di vetro (2017), Solo: A Star Wars Story (2018), Highwaymen – L’ultima imboscata (2019), Midway (2019), Zombieland – Doppio colpo (2019) e Venom – La furia di Carnage (2021). Inoltre, ha continuato a lavorare per il piccolo schermo in serie come Will & Grace (2001), True Detective (2014) e The Freak Brothers (2021).

Nel 2023 è tornato sul piccolo schermo con White House Plumbers, una miniserie HBO dal tono satirico-politico in cui affianca Justin Theroux. Nel 2025 invece lo ha visto impegnato in Last Breath. Sempre nel 2025 torna alla saga di illusioni e furti con L’illusione perfetta – Now You See Me: Now You Don’t. 

2. È anche doppiatore, produttore e regista. L’attore non ha mai svolto solamente questa professione nel corso della sua carriera, ma anche sperimentato, ad esempio, il doppiaggio, prestando la propria voce per film come Free Jimmy (2006) e Free Birds – Tacchini in fuga (2013). In quanto produttore, invece, ha lavorato alla realizzazione del film Highwaymen – L’ultima imboscata (2019) e della serie True Detective (2014-2019). Nel 2025 ha partecipato al film animato Animal Farm, dove presta la voce a Boxer.

Negli ultimi anni si è impegnato molto anche come produttore: basti pensare a White House Plumbers, dove ha avuto un ruolo chiave dietro le quinte oltre che davanti alla macchina da presa. E benché dal 2017 non diriga un film (l’esperimento folle e riuscitissimo Lost in London), continua a essere coinvolto creativamente nei progetti a cui partecipa, contribuendo spesso allo sviluppo dei personaggi.

woody harrelson

Woody Harrelson in Hunger Games

3. Sono state introdotte delle accortezze. L’attore è notoriamente vegano e, quando viene mostrato Haymitch, il suo personaggio, intento a mangiare, egli è sempre inquadrato con dessert o verdure, oppure mentre beve. Ciò ha permesso all’attore di non dover venire meno alle sue regole etiche e allo stesso tempo di non dover rinunciare ad alcune scene importanti per la storia.

Woody Harrelson è Carnage in Venom

4. Non voleva doppiare il personaggio. Inizialmente Harrelson era riluttante a dare la voce a Carnage stesso, poiché era nervoso per come sarebbe stato percepito da fan e dai critici. L’attore aveva dunque suggerito al regista Andy Serkis, noto per i personaggi di Gollum e Cesare, di essere lui la voce della creatura, poiché particolarmente più esperto con questo tipo di personaggi. Serkis, tuttavia, era convinto che Harrelson avrebbe potuto svolgere un ottimo lavoro e lo spinse a sperimentare, convincendolo a dare lui voce a Carnage.

5. Ha personalmente curato il look del suo personaggio. Woody Harrelson ha avuto un grande potere decisionale circa il guardaroba del suo personaggio. Ha anche insistito sul fatto che i suoi capelli dovessero essere più realistici, poiché aveva particolarmente odiato la parrucca che gli era stata fatta indossare nella scena post-credits del primo film. Ai suoi occhi, infatti, questa risultava troppo stravagante e “un po’ amatoriale“.

Woody Harrelson e Matthew McConaughey: True Detective e non solo

6. Ha accolto True Detective con entusiasmo. Woody Harrelson e Matthew McConaughey sono molto più che due colleghi che hanno condiviso il successo della prima stagione di True Detective. La loro amicizia è diventata un elemento quasi leggendario di Hollywood. Negli ultimi anni hanno annunciato un ritorno insieme in una nuova serie comica per Apple TV, una sorta di “mockumentary familiare” che gioca sul loro rapporto, spesso descritto da loro stessi come quello tra due fratelli mancati. Ogni loro progetto condiviso attira immediatamente l’attenzione del pubblico, e non c’è da stupirsi: la loro chimica funziona sia sullo schermo che nella vita reale.

Quando gli è stato offerto il ruolo di Marty Hart, l’attore non ci ha pensato due volte ad accettare, sia perché sapeva come lavora la HBO, sia per il fatto che ci fosse il suo collega e grande amico Matthew McConaughey. I due, infatti, avevano già lavorato insieme in film EdTV e Surfer, Dude. Anche per True Detective i due si sono trovati in perfetta sintonia, costruendo insieme i loro rispettivi personaggi. Ancora oggi i fan lodano in particolare la chimica che c’è tra loro come una delle cose migliori della prima stagione.

woody harrelson

Woody Harrelson e il padre

7. Non ha saputo chi fosse veramente il padre fino all’adolescenza. Charles Harrelson, padre dell’attore, aveva abbandonato la famiglia quando Woody aveva appena sette anni. Tuttavia, cominciò a farsi un’idea di chi fosse suo padre a dodici anni, nel 1973, quando venne rivelato alla radio della sua condanna per l’omicidio di Sam Degelia. Woody scoprì così che il padre era un killer professionista. Ha voluto stabilire un rapporto con suo padre. Dopo l’accusa per l’omicidio del giudice John H. Wood nel 1981, l’attore decise di andare a trovare suo padre in carcere, ristabilendo un rapporto padre-figlio che andava oltre gli omicidi da lui commessi e presunti (si vociferava anche che potesse essere stato lui ad uccidere John F. Kennedy nell’attentato a Dallas). I due continuarono a frequentarsi anche dopo il suo tentativo di evasione di Charles nel 1995 e fino alla sua morte, sopraggiunta in carcere nel 2007.

Lo stile di vita di Woody Harrelson

8. Harrelson è noto per il suo stile di vita etico, per il suo attivismo e per un approccio alla vita che molti descriverebbero come spirituale e anti-convenzionale. Anche quando affronta ruoli cupi — come quelli in True Detective o Hunger Games — l’attore conserva una forte attenzione alla propria integrità personale. Negli ultimi anni, il suo rapporto con il pubblico è cresciuto ulteriormente attraverso interviste e apparizioni che lo mostrano sempre più consapevole, ironico e riflessivo.

Woody Harrelson: chi è sua moglie

9. È sposato e ha un divorzio alle spalle. Alla fine di giugno del 1985, l’attore si era sposato con Nancy Simon, figlia di Neil Simon. Sebbene i due si siano sposati in Messico più per gioco che per vero amore, alla fine rimasero legalmente sposati fino all’anno successivo, per poi, inevitabilmente, divorziare. Nel 1987, invece, ha conosciuto Laura Louie, allora sua assistente: i due sono insieme da quell’anno e si sono sposati nel 2008. Dall’unione con la sua attuale seconda moglie, sono nate tre figlie: Deni Montana (nata il 5 marzo 1994), Zoe Giordano (nata il 22 settembre 1996) e Makani Ravello (nata il 3 giugno 2006). Harrelson ha più volte dichiarato quanto la famiglia sia centrale nella sua vita, e questo equilibrio sembra riflettersi anche nella scelta dei suoi impegni professionali più recenti.

Woody Harrelson: età e altezza

10. Woody Harrelson è nato il 23 luglio del 1961 a Midland, nel Texas. La sua altezza complessiva corrisponde a 177 centimetri.

Fonti: IMDb, Collider, The Sun

Woody Harrelson villain in War of the Planet of the Apes

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Woody Harrelson, che vedremo a novembre in Hunger Games il Canto della Rivolta Parte 2, è entrato a far parte del cast di War of the Planet of the Apes, prossimo capitolo del franchise de Il pianeta delle scimmie.

Vi ricordiamo che War of the Planet of the Apes arriverà al cinema il 14 luglio 2017.

Questa la trama del film Apes Revolution Il Pianeta delle Scimmie: La crescente nazione delle scimmie guidata da Caesar è minacciata da una banda di umani sopravvissuti al devastante virus diffuso dieci anni prima. Raggiunta una fragile pace, essa sarà molto breve, ed entrambe le parti si troveranno sul’orlo di una guerra che deciderà quale sarà la specie dominante sulla Terra.

Andy Serkis ritorna nel ruolo di Caesar. Fanno parte del cast di Apes Revolution Il Pianeta delle Scimmie anche Jason Clarke (Zero Dark ThirtyPublic EnemiesThe Great Gatsby), Gary Oldman (The Dark Knight RisesThe Harry Potter film series), Keri Russell (The AmericansMission Impossible III), Toby Kebbell (The Prince of PersiaWrath of the TitansRock N Rolla), Kodi Smit-McPhee (Let Me InParaNorman), Enrique Murciano (TrafficBlack Hawk Down), Kirk Acevedo (The Thin Red Line) e Judy Greer (The DescendantsThree Kings13 Going on 30).

Woody Harrelson protagonista nel trailer di Campioni

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Woody Harrelson protagonista nel trailer di Campioni

Woody Harrelson è il protagonista dell’esilarante e commovente storia di un ex allenatore di basket di serie B che, dopo una serie di passi falsi, viene incaricato dal tribunale di gestire una squadra di giocatori con disabilità intellettive. Ben presto si rende conto che, nonostante i suoi dubbi, questa squadra può andare più lontano di quanto abbia mai immaginato.

Campioni è un film diretto da Bobby Farrelly, con Woody Harrelson e Ernie Hudson. Uscirà in sala il 31 maggio 2023 distribuito da Universal Pictures.

Woody Harrelson protagonista del nuovo film di Rob Reiner

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Woody Harrelson protagonista del nuovo film di Rob Reiner

Empire ci informa che Woody Harrelson e Rob Reiner potrebbe presto tornare a lavorare insieme. In attesa di vedere infatti il nuovo film del regista di Stand by Me e Misery non deve morire, il biografico LBJ basato sulla vita del Presidente Lyndon B. Johnson che sarà interpretato proprio da Harrelson, arriva la notizia che il duo potrebbe ritrovarsi di nuovo sul set per Shock and Awe.

La storia del film, che sarà sceneggiato nuovamente da Joey Hartstone (la mano dietro lo script di LBJ), ruoterà attorno ad un gruppo di giornalisti che devono rispondere a delle domande sul presunto possesso di armi di distruzione di massa da parte di Saddam Hussein, fatto che ha scatenato l’invasione dell’Iraq. Le riprese del film dovrebbero partire entro la fine del 2016.

Di recente abbiamo visto Woody Harrelson nelle nostre sale con Now You See Me 2, sequel della commedia in cui l’attore recita al fianco di Mark Ruffalo, Jesse Eisenberg, Morgan Freeman e Michael Caine. Prossimamente invece sarà il protagonista del western The Duel al fianco di Liam Hemsoworth, di War of the Planet of the Apes e di The Glass Castle al fianco del premio Oscar Brie Larson.

Fonte: Empire

Woody Harrelson protagonista del biopic diretto da Rob Reiner

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Woody Harrelson nuovo protagonista del biopic diretto da Rob Reiner sul presidente Lyndon Baines Johnson. Il progetto a cui Reiner lavora da anni (era il 1997 quando annunciava di essere impegnato nell’adattamento della biografia di un personaggio), sembra quindi finalmente vedere la luce. Originariamente sviluppato dai produttori Tim e Trevor White e sceneggiato da Joey Hartstone, l’attuale versione seguirà l’ascesa di Lyndon Baines Johnson alla Casa Bianca e gli sconvolgimenti politici che hanno seguito l’assassinio di John F. Kennedy e lo hanno improvvisamente catapultato dalla vice-presidenza alla Sala Ovale.

"SOS" Press Conference At The 2007 Tribeca Film Festival“Durante gli anni ’60 ero un hippy e Lyndon Johnson era il mio presidente”, afferma Reiner. “All’epoca è stato il bersaglio delle proteste dei giovani della mia generazione contro la guerra in Vietnam ma il tempo è passato e la mia visione della realtà politica è maturata. Ho iniziato a vedere Lyndon Johnson sotto una luce diversa. Era un uomo complesso, una combinazione di brillante istinto politico, forza bruta, ambizione e profonde insicurezze.
Il percorso della sua vita era a dir poco shakespeariano: da un povero paese del West Texas ai corridoi del potere a Washington, ha usato il suo acume politico per far approvare la legislazione più innovativa per i diritti civili del 20° secolo. E se non fosse stato per la guerra del Vietnam, credo che sarebbe passato alla storia come uno dei più grandi presidenti .”

Le riprese del film che vedrà Woody Harrelson nei panni del 36° presidente americano inizieranno questo settembre a New Orleans.

Fonte: Empireonline

Woody Harrelson per John Hillcoat in Triple Nine

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Woody Harrelson per John Hillcoat in Triple Nine

Abbiamo visto di recente Woody Harrelson nella bellissima serie True Detective, accanto a Matthew McConaughey, e nonostante la prorompente personalità del collega, Harrelson ha decisamente fatto il suo per rendere questa breve serie targata HBO un vero capolavoro del piccolo schermo. Adesso l’attore è entrato a far parte di un altro progetto importante, Triple Nine,film diretto da John Hillcoat (The Road).

Anche in questo caso, Harrelson interpreterà un detective, che sarà nel film lo zio del personaggio interpretato da Casey Affleck. I due attori si ritrovano dopo aver interpretato in Out of the Furnace di Scott Cooper due ruoli molto diversi.

Basato su una sceneggiatura scritta da Matt Cook, Triple Nine racconterà la storia di un gruppo di malviventi intenzionati a mettere in scena una rapina con lo scopo, in realtà, di uccidere un poliziotto, in modo da condurre la polizia lontano dalla scena del loro stesso crimine. Nel cast del film Christoph Waltz, Casey Affleck, Cate Blanchett, Kate Winslet, Aaron Paul, Teresa Palmer, Chiwetel Ejiofor, Woody Harrelson e Michael B. Jordan.

Fonte: CS

Woody Harrelson il villain di Out of furnace

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Il cast stellare di Scott Cooper (Crazy Heart) ha trovato il suo villain. Il ‘cattivo’ di Out of furnace sarà Woody Harrelson, e non Billy Bob Thornton come rivelato in precedenza,

Woody Harrelson e Sam Rockwell per il regista di In Bruges

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Woody Harrelson e Sam Rockwell tornano a lavorare con Martin McDonagh dopo 7 Psicopatici nel film Three Billboards Outside Ebbing, Missouri, che avrà come protagonista Frances McDormand.

Il nuovo lavoro del regista di In Bruges sarà finanziato da Film4 and Fox Searchlight, con lo studio che distribuirà il titolo a livello internazionale mentre nel Regno Unito sarà Channel 4 a detenere i diritti per la tv. Così come In Bruges e 7 PsicopaticiThree Billboards Outside Ebbing, Missouri sarà prodotto da Graham Broadbent e Peter Czernin della Blueprint Pictures, insieme allo stesso McDonagh.

Il film, le cui riprese inizieranno ad aprile in Nord Carolina, è basato sulla storia vera di una donna che si scaglia contro la polizia locale, incapace di trovare l’assassino della figlia. Con un cast del genere, non possiamo fare altro che attendere l’uscita nelle sale.

Fonte: The Hollywood Reporter

Woody Harrelson è Lyndon Johnson nel trailer di LBJ

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Woody Harrelson è Lyndon Johnson nel trailer di LBJ

Woody Harrelson è il protagonista del nuovo biopic su LBJ, dedicato a Lyndon Baines Johnson, l’ex presidente statunitense che prese il posto di John Fitzgerald Kennedy all’indomani del suo assassinio e affrontò i problemi scatenati dalla guerra del Vietnam.

Di seguito, il trailer diffuso sa Electric Entertainment:

Nel cast del film, diretto da Rob Reiner, compaiono anche Jennifer Jason Leigh, Richard Jenkins, Bill Pullman, Jeffrey Donovan Michael Stahl-David.

Reiner lavorava da anni sul progetto (era il 1997 quando annunciava di essere impegnato nell’adattamento della biografia di un personaggio). Originariamente sviluppato dai produttori Tim eTrevor White e sceneggiato da Joey Hartstone, l’attuale versione seguirà l’ascesa di Lyndon Baines Johnson alla Casa Bianca e gli sconvolgimenti politici che hanno seguito l’assassinio di John F. Kennedy e lo hanno improvvisamente catapultato dalla vice-presidenza alla Sala Ovale.

Il film sarà presentato al prossimo Festival di Toronto, con premiere mondiale prevista per il 3 novembre 2017.

Woody Harrelson e Liam Hemsworth insieme in un western

Harrelson HemsworthAnche se sono più abituati a condividere set cinematografici come il Distretto 12 dei film di Hunger Games, Woody Harrelson e Liam Hemsworth sembrano ora invece “diretti verso il vecchio West”: i due si confronteranno in un testa a testa in un prossimo film western intitolato By Way Of Helena.

La sceneggiatura è stata scritta da Matt Cook mentre Kieran Darcy-Smith dirigerà il film, il quale seguirà la storia di David (Hemsworth), un Texas Ranger del 1880 inviato a una città di frontiera isolata per investigare alcuni misteriosi omicidi.

Ma quando arriva, scopre che il luogo è nella morsa di ferro del predicatore locale Abraham (Harrelson), il quale non è troppo felice che il nuovo arrivato rovisti negli affari della sua città. Si può ragionevolmente supporre da questa sinossi che gli animi si scalderanno e che voleranno proiettili.

Woody Harrelson farà parte anche del cast del thriller Triple Nine e ha lavorato sulle scene di entrambe le Parti di Hunger Games il Canto della Rivolta. L’attore sembra inoltre legato al sequel di Now You See Me-I maghi del crimine.

Anche Liam Hemsworth sarà lui di nuovo in Hunger Games. In aggiunta a ciò, ricordiamo che l’attore apparirà nel thriller Cut Bank e ha in programma anche il film, ispirato al dramma di Aussie, The Dressmaker.

Fonte: Empire

Woody Harrelson e Laura Dern diretti da Craig Johnson in Wilson

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Woody Harrelson e Laura Dern diretti da Craig Johnson in Wilson

Secondo quanto riporta The Hollywood Reporter un adattamento cinematografico dell’acclamato graphic novel Wilson di Daniel Clowes è in preparazione presso la Fox Searchlight con a bordo Craig Johnson (The Skeleton Twins) come regista.

Woody Harrelson sarà l’omonimo personaggio misantropo del titolo, che fa un ultimo tentativo di riconquistare la  sua ex moglie tossicodipendente, che avrà il volto di Laura Dern. Clowes ha anche scritto la sceneggiatura per il film, che sarà prodotto da Alexander Payne, Sam Raimi e Josh Donen. La produzione inizierà a Minneapolis il mese prossimo.

Fonte: ComicBookMovie

Woody Allen: svelato il titolo del suo prossimo film

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Woody Allen: svelato il titolo del suo prossimo film

Lo scorso anno abbiamo avuto modo di vedere diverse foto dei protagonisti sul set del film, ma poco o nulla si sapeva davvero del prossimo progetto di Woody Allen che, come sappiamo da tempo, avrà come protagonisti Joaquin Phoenix e Emma Stone (che torna a lavorare con il regista dopo l’ultimo Magic in the Moonlight).

Ora, la Sony Pictures Classics ha annunciato che si occuperà della distribuzione del film in tutto il Nord America e ha svelato quello che sarà il titolo ufficiale della pellicola: Irrational Man.

I dettagli sulla trama, purtroppo, sono ancora scarsi: la storia dovrebbe riguardare un misterioso omicidio avvenuto all’interno di un college. Nel cast, oltre a Phoenix e alla Stone, ci saranno anche Jamie Blackley (Resta anche domani, Biancaneve e il cacciatore) e Parker Posey (Grace di Monaco). Al momento non sappiamo quando uscirà il film, ma è probabile che la pellicola venga rilasciata verso la fine dell’anno.

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Woody Allen: per la moglie, Soon-Yi, Mia Farrow sta rovinando il #Metoo

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Dopo essere rimasta silenziosa per anni sull’argomento, la moglie di Woody Allen, Soon-Yi, ha commentato pubblicamente della controversia che sta interessando il marito, accusato da Mia Farrow (ex moglie di Woody Allen e madre adottiva della stessa Soon-Yi) di anni di abusi, soffermandosi anche su quanto il movimento #MeToo venga male utilizzato. Allen è stato al centro di denunce di abusi sessuali ai danni di sua figlia adottiva, Dylan Farrow, e Soon-Yi ha deciso finalmente di raccontare la sua versione della storia.

Nel 1992, Dylan Farrow, che all’epoca aveva sette anni, accusò Allen di averla sessualmente abusata. Da all’ora c’è stata una confusa battaglia in salita, con Allen che non è mai stato ufficialmente imputato di alcun crimine e la questione che è diventata poi di nuovo calda a seguito della nascita del movimento #MeToo alla fine del 2017. Ora, dopo Mia, Dylan e persino Ronan Farrow, fratello di Dylan, che ha parlato in modo significativo del movimento #MeToo, così come della relazione di sua sorella con Allen, in pubblicazioni di prestigio quali The New York Times e The LA TimesSoon-Yi ha parlato pubblicamente della controversia. Di solito silenziosa spettatrice, Soon-Yi ha mostrato un angolazione profondamente differente della situazione, rivelando che non solo le accuse contro Allen non sono fondate, ma che Mia Farrow era violenta contro di lei, da bambina.

A Rainy Day in New York, il film di Woody Allen è stato cancellato

Soon-Yi ha parlato con Vulture allo scopo di offrire una nuova prospettiva sulla questione, oltre ad accendere un riflettore sulla sua relazione personale con Mia Farrow. Dopo essere stata adottata dalla Farrow e André Previn, all’epoca marito di lei, Soon-Yi ha rivelato che l’attrice era violenta sin dall’inizio; dichiarando che la Farrow non solo faceva favoritismi con i suoi altri figli (lei e Previn hanno avuto tre figli biologici e due adottati ai tempi in cui venne adottata anche Soon-Yi nel 1978), ma che abusava fisicamente di lei picchiandola con dei blocchi di legno mentre le insegnava a parlare inglese, che la teneva sottosopra per i piedi, che la schiaffeggiava e le rivolgeva appellativi offensivi. Soon-Yi ha aggiunto che il fratello, Moses Farrow, un altro dei bimbi adottati dall’attrice, si riferì alla genitorialità di Mia come a una “rottura totale dello spirito“.

Soon-Yi ha spiegato che non ha mai visto i benefici di dichiarazioni pubbliche in merito al comportamento della sua madre adottiva, mentre cresceva, ma ha poi rivelato che le accuse contro il marito Woody Allen l’hanno convinta a rivedere la sua posizione. Ha spiegato a Vulture durante la sua intervista “quello che sta accadendo a Woody è così sconvolgente, così ingiusto” e che Mia “ha approfittato del movimento #MeToo e ha esposto Dylan come una vittima. E un’intera nuova generazione sta ascoltando queste storie che non dovrebbe ascoltare.” In risposta, Dylan Farrow ha rilasciato un comunicato ufficiale sul suo account Twitter personale, rivelando che le dichiarazioni di Soon-Yi su sua madre non sono corrette.

Come ogni controversia o scandalo, ci sono due versioni della storia. In questo caso, le accuse contro Woody Allen sono state soprattutto unilaterali. A questo punto, oltre ogni possibile verità sulla questione delle molestie, il resoconto di Soon-Yi sui comportamenti della Farrow, quando era bambina, gettano una luce nuova e una prospettiva differente su tutta la vicenda. Potrebbe anche essere impossibile sapere con certezza quali informazioni sono abbellite e quali no, ma è ovvio che anche la posizione di Soon-Yi deve essere ascoltata.

Fonte: VultureTHR, Twitter

Woody Allen: la commedia come analisi ironica della società moderna

Trasporre le proprie angosce interiori, ridicolizzare i valori materiali e carnali dell’ipocrita società moderna, questo, e altro, è il Cinema del Re della commedia Woody Allen, instancabile regista che sforna film interessanti con un vigore creativo invidiabile unico. Ben 45 sono i lungometraggi da lui diretti a partire dal lontano 1966 e per un arzillo settantasettenne che non ha la minima intenzione di smettere può anche trattarsi di modo per esorcizzare la sua ingombrante paura di invecchiare che ormai lo perseguita, per sua stessa ammissione, da quando ha varcato la mezza età.

Woody Allen nasce il 1º dicembre 1935 a Brooklyn (New York) con il nome di Allan Stewart Königsberg, in una famiglia di origini europee, di modesta condizione sociale e di religione ebraica, tutti elementi che tratterà spesso nei suoi film, in modo diretto e indiretto, ma sempre con grande autoironia. A tre anni ha il suo primo contatto col cinema, quando la madre lo porta al cinema per vedere Biancaneve e i sette nani (1937), film che affascina e segna indelebilmente il piccolo Woody. Da allora, frequenta sovente le sale cinematografiche e ha rivelato che da ragazzo il suo film preferito era La fiamma del peccato (1944) di Billy Wilder. Poco interessato allo studio (per la disperazione dei genitori), è un appassionatissimo scrittore di gag e barzellette, che spedisce ai giornalisti umoristici Walter Winchell e Earl Wilson. Le riviste, entusiaste del materiale ricevuto, decidono di contattare l’autore e di trovargli un agente, David O. Alber, che inizia a far pubblicare gli scritti di Allen su diversi giornali pagandolo 25 dollari alla settimana.

Nel 1952, all’età di diciassette anni, assume lo pseudonimo di Woody Allen, in onore del celebre clarinettista jazz Woody Herman, e scrive battute per colossi dello spettacolo come Ed Sullivan e Sid Caesar. Due anni dopo, nel 1954, viene assunto dalla rete televisiva nazionale ABC, della quale diventa l’autore di punta, scrivendo per celebri programmi come il The Ed Sullivan Show e The Tonight Show.

Tra fallimenti negli studi universitari (i genitori insistevano affinché si laureasse, ma non ci riuscì) e sentimentali (ventenne aveva già due divorzi alle spalle), tra gli anni ’50-’60 Allen scrive sceneggiature di grande successo per Tv e teatro, guadagnando anche discretamente.

Nel 1965 firma la sua prima sceneggiatura cinematografica: Ciao Pussycat, diretto da Clive Donner, nel quale appare in un ruolo minore accanto a Peter Sellers, Peter O’Toole, Romy Schneider, Capucine ed Ursula Andress. Nel 1966 realizza il suo primo lungometraggio, Che fai, rubi? E’ l’inizio di un’epoca per il cinema americano e mondiale.

I primi film di Woody Allen sono commedie ironiche, divertenti, stravaganti, talvolta sgangherate, spesso parodie di film famosi, di successo. Riprova di ciò è proprio il film che segna il suo esordio come regista: Che fai rubi? Edizione americana del film giapponese Kizino Kizi (La chiave delle chiavi), trasformata nella storia di due bande rivali che danno una frenetica caccia a una ricetta di insalata. Avventura alla James Bond parodiata da Woody Allen, girata in Giappone con tutti attori nipponici.

Anche il secondo film prosegue sul tema della refurtiva: Prendi i soldi e scappa (1969). Un tipetto timido di Baltimora, interpretato dallo stesso Woody Allen, cerca di vincere il suo complesso di inferiorità con una carriera di criminale. Ma non ne ha la vocazione e da vita a una serie di buffe gag.

Il terzo film, Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971), si dedica invece alla parodia delle dittature militari latinoamericane. Il lungometraggio ha diverse debolezze, ma offre una simpatica e gradevole storia buffa e spensierata.

Tra i film che ebbero maggiore successo nella prima fase della sua carriera, troviamo il quarto Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere, del 1972. Qui Woody Allen da’ sfogo ad ansie e dubbi interiori relativi al sesso, ponendosi vari quesiti sottoforma di sei episodi molto originali. Affronta tabù e temi vari, senza mai scadere nella volgarità,pur parlando sempre ed esplicitamente di sesso. Alcune scene hanno fatto epoca, come quella che lo ritrae, nell’ultimo episodio, mascherato da spermatozoo. Seguono Il dormiglione (1973) e Amore e guerra (1975).

Woody Allen: la commedia come analisi ironica della società moderna

Intervallati dall’inusuale drammatico Interiors (1978), arrivano alla fine degli anni ’70 i film della svolta. Arrivano infatti Io e Annie e Manhattan. Le pellicole consolidano le collaborazioni con Diane Keaton, con la quale ebbe una relazione e che è stata protagonista dei cinque film successivi del regista.

Io e Annie è palesemente autobiografico. Narra i difficili rapporti di un attore comico ebreo (Alwy, interpretato dallo stesso Woody Allen) newyorkese con Annie Hall, la ragazza di cui si è innamorato. I due si frequentano e si amano per un certo periodo. Poi, dopo un viaggio in California, decidono, seppur a malincuore, di lasciarsi. Ma Alwy fa fatica a dimenticarla. Il film vinse ben quattro premi Oscar. Poi arrivò Manhattan, che può essere considerato la sua prima critica sociale di un certo spessore contro la società moderna. La commedia, che pecca di staticità e lentezza, è di fatti una critica all’America di fine anni ’70, eccessivamente alle prese con dei canoni e dei valori da sconfessare e smontare, su tutti l’istituzione del matrimonio. Woody Allen dipinge una società frenetica, insicura, la deride e la schernisce, ridicolizza i personaggi principali, il loro affannarsi ad essere moderni e anticonformisti a tutti i costi. La più normale finisce per essere la giovanissima Tracy, che avrebbe tutte le giustificazioni per essere stravagante e invece è la più posata tra i protagonisti.

Seguiranno i meno noti Stardust Memories (1980) e Una commedia sexy in una notte di mezza estate (1982). Quest’ultimo segnerà l’inizio della lunga collaborazione con Mia Farrow, che sarà sua moglie per diversi anni. Arrivano poi i pittoreschi Zelig (1983) e Broadway Danny Rose (1984). Il primo ironizza il conformismo, il secondo il cinismo del mondo dello spettacolo. Con Hannah e le sue sorelle, Woody Allen torna a parlare del suo rapporto con le donne, incarnato dall’insicuro Mickey alle prese con Hannah (Farrow) e le due sue sorelle (Wiest e Hershey). Torna poi alla fantasia, con la commedia romantica La rosa purpurea del Cairo (1985), seguito da una serie di film di minore successo: il difficile drammatico Settembre (1987), l’autobiografico Radio days (1987) e Un’altra donna (1988).

Ben riuscito e sofisticato è invece Crimini e misfatti (1989), nel quale Woody Allen recita con  Martin Landau e Mia Farrow, e nel quale rappresenta una commedia che sconfina nel dramma prima e nel giallo poi. Nella società cinica in cui viviamo, Woody Allen sembra volerci dire che “il delitto paga” e resta impunito. Questo resterà tra i film più originali e riusciti del regista newyorkese, il quale negli anni successivi, come vedremo, riprenderà i temi che hanno caratterizzato il suo cinema fino ad allora: rapporti disastrosi con le donne, ansie, cinismo del mondo moderno, tradimenti, dubbi religiosi, ridicolo anticonformismo. Il canovaccio di questa pellicola sarà anch’esso ripreso anni dopo, con Match Point.

Gli anni ’80 si concluderanno con New York stories (1989), mentre negli anni ’90 arrivano una serie di film (uno all’anno) che però non lasciano particolarmente il segno: Alice (1990), Ombre e nebbia (1991), Mariti e mogli (1992, che segna anche la fine della lunga collaborazione con la Farrow), Misterioso omicidio a Manhattan (1993, che di contro, segna il ritorno della Keaton), Pallottole su Broadway (1994), La dea dell’amore (1995) e Tutti dicono I love you (1996). Più complesso e originale è invece Harry a pezzi (1997). Se è vero che anche in questo film Woody Allen ironizza sull’amore e sull’amicizia, ma soprattutto sul sesso e sui tradimenti, lo fa attraverso una storia dinamica e divertente, come se Woody Allen volesse dire al pubblico che il suo brio e la sua originalità non si sono di certo assopiti, così come la sua voglia di mettere in gioco le proprie idee, i suoi disastri sentimentali, i suoi atteggiamenti buffi. Tra una gag e l’altra, intrecci esilaranti, disastri amorosi vari, rapporti sessuali occasionali, il film procede piacevolmente, in una sorta di psico-analisi per Woody Allen, in chiave ovviamente autoironica. Harry a pezzi è stato uno dei candidati al premio Oscar 1998 per la migliore sceneggiatura originale, dopo essere stato anche presentato fuori concorso al Festival di Venezia il 26 agosto 1997.

Gli anni ’90 si chiuderanno con Celebrity (1998) e Accordi e disaccordi dell’anno successivo con Sean Penn, film dedicato agli artisti stravaganti jazz (il suo genere musicale preferito) degli anni ’30. Il Terzo millennio si apre con una serie di film non esaltanti ma che comunque inglobano spunti di buon cinema: Criminali da strapazzo (2000), La maledizione dello scorpione di giada (2001), Hollywood Ending (2002), Anything Else (2003), Melinda e Melinda (2004). Nel 2005 arriva Match Point, che riprende il costrutto di Crimini e misfatti: una commedia sentimentale che si complica al punto di sfociare nel dramma e infine nel giallo irrisolto. Il film segna il ritorno alla creatività per Woody Allen, con un lungometraggio che lascia il segno e che rimane impresso nella mente dello spettatore. Macth Point resta per lui uno spartiacque degli anni 2000, poiché nella seconda metà del decennio tornerà ai soliti temi, con film dai buoni spunti ma anche vuoti nella sceneggiatura. Continua nella sua consueta prolificità: Scoop (2006), Sogni e delitti (2008), Vicky Cristina Barcelona (2008), Whatever Works – Basta che funzioni (2009), Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni (2010).

Escludendo i film da lui stesso diretti, Woody Allen ha anche partecipato come semplice attore in diversi lungometraggi: il primo e forse più famoso è Provaci ancora Sam (1972), commedia con riferimenti parodistici a Casablanca. Poi arrivarono: Il prestanome (1976), film sul Maccartismo; Re Lear (1987), drammatico-fantastico poco riuscito; Storie di amori e infedeltà (1991), commedia tipicamente alleniana; Gli imbroglioni (1999); gli irriverenti Una spia per caso (2000) e Ho fatto solo a pezzi mia moglie (2001).

E adesso? Neanche a dirlo, il buon Woody Allen sta girando un altro film, Nero Fiddled, che dovrebbe uscire l’anno venturo. Girato a Roma, oltre ad Alec Baldwin, Penelope Cruz, Ellen Page, Jesse Eisenberg, e lo stesso Allen, vede anche la collaborazione degli italiani Riccardo Scamarcio, Isabella Ferrari, Sergio Rubini, Ornella Muti, Massimo Ghini, Antonio Albanese, Alessandra Mastronardi, Alessandro Tiberi e Flavio Parenti. Con un cameo pure per Roberto Benigni, il quale, secondo quanto ha fatto trapelare in un’intervista al Tg3, vestirà i panni di Leopoldo, un tranquillo impiegato dalla vita ordinaria che verrà scambiato per un celebre attore. Per gli impazienti però, niente paura. Il regista americano sta per tornare sugli schermi il prossimo 2 dicembre con una delicata commedia sentimentale: Midnight in Paris, ambientata nella città romantica per antonomasia. Insomma, Allen non ha proprio alcuna intenzione di smettere. Fortunatamente, aggiungiamo noi.

Woody Allen: “Ho fatto tutto quello che il #MeToo desidererebbe ottenere”

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Dopo le dichiarazioni di Scarlett Johansson in difesa di Woody Allen, è lo stesso regista newyorkese a prendere la parola riguardo i recenti eventi che lo hanno visto preso di mira dal movimento #MeToo.

“Ho lavorato con centinaia di attrici, e non una sola di loro si è mai lamentata di me. – ha dichiarato Allen durante un’intervista con France24 – Ho lavorato con donne impiegate in ogni settore del cinema per anni e le abbiamo sempre pagate in modo eguale agli uomini. Ho fatto tutto quello che il movimento #MeToo desidererebbe ottenere con chiunque.”

Il caso più recente che ha coinvolto Allen è la decisione da parte degli Amazon Studios di cancellare la distribuzione americana di Un giorno di pioggia a New York in seguito al ritorno in superficie delle accuse di molestie ricevute dal regista nel 1991.

Il film otterrà tuttavia una distribuzione europea, e sarà presentato in anteprima al Deauville Film Festival in Francia.

“Il film uscirà comunque nei cinema di tutto il mondo. Se al pubblico piacerà, eventualmente sarà possibile distribuirlo anche negli Stati Uniti.” Ha affermato il regista.

Ad Allen non sembra infatti importare se qualcuno ad Hollywood si distanzia da lui o dai suoi film, come l’attore Timothée Chalamet, il quale ha affermato di rimpiangere l’aver lavorato con il regista per Un giorno di pioggia a New York.

 “Non potrebbe importarmi di meno. Non ho mai lavorato ad Hollywood. Ho sempre lavorato a New York. – spiega Allen – Se domani nessuno volesse più finanziare i miei film, le mie opere teatrali, o pubblicare i miei libri, io comunque mi alzerei dal letto e continuerei a scrivere, perché questo è ciò che faccio. Continuerò a lavorare sempre, quello che accade ai miei film a livello commerciale è un altro discorso.”

Vi ricordiamo che Un giorno di pioggia a New York uscirà invece in Italia il 3 ottobre. Il film, scritto e diretto da Woody Allen ha nel proprio cast gli attori Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude Law, Diego Luna e Liev Schreiber.

Fonte: Variety

Woody Allen, Cate Blanchett e Alec Baldwin rispondono alla lettera di Dylan

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Woody-Allenwoody-allenDopo ore di silenzio, Woody Allen ha risposto alle accuse voltegli dalla sua figliarstra Dylan Farrow, in merito ad una violenza sessuale che la donna, all’epoca dei fatti una bambina, ha sostenuto di aver subito in una lettera aperta.

Leggi anche: “Avevo 7 anni, Woody Allen abusò di me” confessione shock di Dylan Farrow

Così ha risposto il regista, attreverso un portavoce, sulle pagine del Mother Jones: “Mr. Allen ha letto l’articolo è l’ha trovato falso e vergognoso. Risponderà molto presto. Al momento una indagine approfondita è stata condotta da esperti, che hanno concluso che non c’è credibilità nè prova di molestie; che Dylan Farrow aveva un’incapacità di distinguere la fantasia dalla realtà; che la bambina era stata all’epoca probabilmente ammaestrata dalla madre. Nessuna accusa fu mai depositata.”

blue-jasmineQuesta dichiarazione è arrivata a seguito di quelle rilasciate da Alec Baldwin e Cate Blanchett, entrambi tirati in ballo da Dylan nella sua lettera aperta pubblicata dal New York Times. La Farrow Junior nella lettera si è rivolta ai due attori che hanno di recente collaborato con Allen in Blue Jasmine dicendo loro “e se si fosse trattato dei vostri figli?”.

I due attori hanno risposto prendendo le parti del regista, ma se la Blanchett ha usato toni cauti e pacati, Baldwin non le ha mandate a dire a nessuno. Ecco cosa ha risposto Cate Blanchett: “E’ ovviamente una situazione lunga e dolorosa per la famiglia e spero che troveranno una sorta di risoluzione in pace.”

Di tutt’altro stampo la risposta di Alec Baldwin, che risponde spazientito a dei tweet in cui gli veniva chiesto un parere in merito alla situazione: “Cosa c&@% c’è di sbagliato in voi che pensate che tutti dobbiamo esprimere un nostro giudizio in merito ad una cosa così personale? Vi sbagliate se pensate che c’è un posto per me o per chiunque altro, in una questione di famiglia.”

“Gli USA dovrebbero essere il luogo in cui si ottiene un giusto processo – continua Baldwin – Un giusto processo può essere condotto con le opinioni di tutti su internet? Gli americani sono caduti vittima di una ipocrisia su cose che conoscono poco. Non si ‘difendono’ entrambe le parti. Si difende giusto processo.”

Fonte: JJ

Woody Allen sul voltafaccia di Timothée Chalamet: “È stata una strategia”

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Nonostante tutti i problemi che ha dovuto affrontare in fase di produzione (inclusa una battaglia legale con Amazon), alla fine Un Giorno di Pioggia a New York, l’ultimo film di Woody Allen, è uscito in diversi paesi europei (Italia inclusa), riscuotendo un ottimo successo e incassando oltre 20 milioni di dollari. Adesso il film si prepara ad essere lanciato sulle piattaforme on demand britanniche, e proprio per tale occasione Allen ha rilasciato una nuova intervista al Daily Mail.

Parlando del successo commerciale del film, nonostante tutte le polemiche (legate anche alla vita privata del regista) che lo hanno accompagnato prima e dopo l’uscita, Woody Allen ha spiegato: “Non sento di essere stato ‘vendicato’ perché significherebbe che in qualche modo mi sentivo preoccupato. Non vorrei passare come una persona insensibile, ma non lo ero. Ovviamente so bene di essere oggetto di gossip e di essere al centro di scandali, ma non posso lasciarmi disturbare o anche solo distrarre da queste cose. Continuo a vivere la mia vita. Lavoro. Suono il jazz. Seguo lo sport. Vedo i miei amici. Non ho mai letto nulla di ciò che mi riguarda. Anche perché si tratta di accuse false che sono servite ad inscenare un vero dramma da tabloid.”

In seguito agli ultimi avvenimenti personali che hanno caratterizzato la vita di Allen, numerose star di Hollywood hanno pubblicamente difeso il regista, tra cui Scarlett Johansson, Kate Winslet e anche la sua ex partner ed ex musa Diane Keaton. Altre, come Timothée Chalamet (protagonista – tra l’altro – di Un Giorno di Pioggia a New York), lo hanno invece condannato, specificando di non voler più lavorare con lui.

Woody Allen sul successo di Un Giorno di Pioggia a New York e sul voltafaccia di Timothée Chalamet

A proposito del voltafaccia di Chalamet – che vedremo prossimamente in Dune di Denis Villeneuve – Woody Allen ha ribadito quanto già raccontato nella sua autobiografia “A proposito di niente” (edita in Italia da La nave di Teseo): “Timothée disse a mia sorella che era importante per lui dissociarsi da me perché concorreva all’Oscar con Chiamami Col Tuo Nome. È stata una mossa strategica. Che cosa posso mai fare? Anche se Dylan dicesse di essersi inventata tutto e chiedesse scusa, ci sarebbe comunque qualcuno che continuerebbe a credere alla sua versione. Posso soltanto ignorare tutto e continuare a lavorare ed andare avanti. Sono circondato da persone che conosco da tantissimo tempo. Loro sanno la verità.”

Infine, parlando della sua personalità e del fatto che gran parte del mondo lo “etichetti” come un intellettuale, Allen ha spiegato: “Credo di essere una persona normalissima. Le persone mi hanno sempre visto come un intellettuale, cosa che non sono. Leggo solo fumetti da quando avevo 18 anni. Però ho sempre portato gli occhiali e quando i direttori di casting guardando qualcuno come me, che non sono propriamente un Sylvester Stallone, allora finiscono sempre per affidargli il ruolo del professore. Di conseguenza, tutti pensano che io sia un intellettuale. Funziona così.”

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Ricordiamo che il prossimo film di Woody Allen sarà Rifkin’s Festival, girato in Spagna e realizzato grazie al sostegno della Tripictures. Il film avrà come protagonisti Elena Anaya, Louis Garrel e Gina Gershon, e racconterà la storia di una coppia americana sposata che si reca al San Sebastián Film Festival. La coppia resta folgorata dalla magia del festival e dei film in concorso, oltre che dalla bellezza e dal fascino della Spagna. La donna avrà una relazione con un brillante regista francese, mentre l’uomo si innamorerà di una bellissima donna spagnola del luogo.

Woody Allen sta girando il suo nuovo film in Spagna

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A pochi giorni dalla causa presentata contro Amazon Studios (che non distribuirà, come d’accordo, l’ultimo film del regista americano A Rainy Day In New York per colpa delle accuse di cattiva condotta sessuale) Woody Allen torna ufficialmente sul set per girare il suo prossimo lavoro in Spagna, finanziato dalla compagnia di produzione Mediapro che aveva già collaborato sui progetti di Vicky Cristina Barcelona e Midnight In Paris.

Il nostro rapporto professionale con Allen dura ormai da dieci anni e come tutti i film che produciamo, ci piace giudicare l’artista per ciò che crea“, hanno fatto sapere i dirigenti della Mediapro. Una presa di posizione piuttosto netta che sembra opporsi all’atteggiamento adottato da Amazon nei confronti del regista. “Tutti i nostri progetti hanno una personalità specifica e supportiamo tutti i tipi di voci e idee artistiche dando vita a storie ben definite e creative per il pubblico di tutto il mondo“.

Nella causa indotta dal regista si accusa Amazon di non aver distribuito A Rainy Day a New York. Come sapete il film che vede protagonisti Selena Gomez, Elle Fanning Timothée Chalamet, è finito da oltre sei mesi ma secondo Allen, la società non gli ha fornito alcun motivo specifico per la mancata distribuzione.

L’accordo iniziale prevedeva cinque film, alcuni già stati realizzati e distribuiti (Cafe Society e Wonder Wheel), mentre A Rainy A Day In New York era destinato a diventare il prossimo film sempre inserito in quell’accordo, ma è stato archiviato indefinitamente da Amazon a causa delle accuse contro Allen. Si crede ovviamente che il rifiuto di Amazon di distribuire il film sia legato alle accuse rivolte al regista, accuse tuttavia confutate in tribunale. Allen è stato infatti trovato innocente dai tribunali di tre Stati.

Fonte: New York Times

Woody Allen sta considerando l’idea di non fare più film

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È stato un periodo davvero difficile per Woody Allen che, dopo la bufera che lo ha travolto, legata al riaffiorare delle accuse di molestie e stupro che gli erano state rivolte, si è trovato, come tutti, a fare i conti anche con la chiusura dei cinema, che hanno messo di nuovo a dura prova la sua vena creativa e la sua volontà di continuare a realizzare bei film.

Durante una recente intervista con il Financial Times, Woody Allen si è lasciato andare a dichiarazioni cariche di sconforto, legate soprattutto al suo lavoro nell’industria del cinematografica, non solo a seguito delle sue vicende personali, ma anche per la pandemia, che ha causato la chiusura dei cinema di tutto il mondo, compresi quelli di New York, la sua città.

Woody Allen abbandona il cinema?

Sappiamo che Woody Allen è al lavoro su Rifkin’s Festival, il suo prossimo film, che è già pronto, ma potrebbe essere anche il suo ultimo film, stando a quanto ha dichiarato al giornale. Per lui, dice, ogni film è diventato una vera e propria battaglia e a confermarlo c’è la brutta storia di Un Giorno di Pioggia a New York, che ha avuto una vita distributiva tanto difficile in tutto il mondo e arrivato da noi con Lucky Red.

A peggiorare le aspettative di Allen riguardo al suo futuro nel cinema c’è stata la pandemia. Per il regista e sceneggiatore il lockdown è stato “un altro chiodo nella bara” dell’industria cinematografica. Una visione davvero nera che però ha anche delle ragioni di esistere, dal momento che Woody Allen è estremamente legato alla sala e alla fruizione del cinema in maniera tradizionale.

“Potrebbe avere un effetto negativo su di me, tutte le sale qui sono chiuse e non so se molte di queste riapriranno mai. La gente sta pensando che in fondo non è male stare a casa, che possono cenare e poi vedere un film su una televisione dallo schermo molto grande, in alta definizione e con il suono surround. Ma io non voglio fare film per la televisione, per cui potrei smettere di farne”.

Rifkin’s Festival di Woody Allen è già pronto

Da programma, Rifkin’s Festival doveva essere presentato al mondo nel corso del Festival di San Sebastian, visto che a differenza di Cannes, prima meta del film, il Festival basco è confermato per il prossimo ottobre. Nonostante dichiarazioni così dure e nere verso il futuro, Allen ha però già scritto un’altra sceneggiatura per un film che doveva essere girato quest’estate a Parigi, riprese interrotte dalla pandemia.

“Ho 84 anni e presto sarò morto – dice Woody Allen – Anche se avessi scritto la migliore sceneggiatura del mondo, non ci sarebbe nessuno per produrlo e nessun posto in cui proiettarlo, per cui non ho proprio grandi incentivi. Sono abituato a finire una sceneggiatura, tirarla fuori della macchina da scrivere, correre dal mio produttore che prepara il budget, fare il casting e quindi girare. L’ho fatto per anni e anni nella stessa maniera, un processo molto semplice. Ma ora non funziona… cosa posso fare?”.

Woody Allen smentisce le voci sul suo ritiro

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Woody Allen smentisce le voci sul suo ritiro

Woody Allen si è affrettato a smentire le voci sul suo ritiro emerse da un’intervista rilasciata a una rivista spagnola, in cui ha detto che il suo prossimo film sarebbe stato l’ultimo. Il regista 86enne ha rilasciato una dichiarazione per chiarire cosa intendesse, dicendo:

“Woody Allen non ha mai detto che sarebbe andato in pensione, non ha detto che stava scrivendo un altro romanzo. Ha detto che stava pensando di non fare film poiché fare film che vanno direttamente o molto rapidamente su piattaforme di streaming non è così divertente per lui, poiché è un grande amante dell’esperienza cinematografica. Attualmente, non ha intenzione di ritirarsi ed è molto entusiasta di essere a Parigi per girare il suo nuovo film, che sarà il 50°”.

La confusione sembra essere stata generata da un’intervista rilasciata da Allen a La Vanguardia all’inizio delle riprese di Wasp 22, film che sarà girato in Europa, in cui diceva: “La mia idea, in linea di principio, è quella di non fare più film e concentrarmi sulla scrittura”. Aggiungendo che il suo prossimo progetto sarebbe stato un romanzo.

Questa non è la prima volta che Allen discute di fare un passo indietro dal mondo del cinema. In una conversazione con Alec Baldwin trasmessa in live streaming su Instagram a giugno, Allen ha detto che intende dirigere “uno o due altri” film, ma ha anche detto che “il brivido è andato” a causa del declino dell’esperienza in sala.

Woody Allen si trasferisce a Copenhagen

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La sua incursione a Parigi gli ha appena fruttato un Oscar, e Woody Allen, dopo aver lasciato Roma si potrebbe apprestare a trasferirsi a Copenhagen. Dopo Londra, Barcellona,

Woody Allen si ritira: “Farò un o due altri film”

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Woody Allen si ritira: “Farò un o due altri film”

In una conversazione con Alec Baldwin trasmessa in live streaming su Instagram, Woody Allen ha detto che intende dirigere “uno o due altri” film, ma ha anche detto che “il brivido è passato” a causa del declino dell’esperienza cinematografica.

Senza rivelare i dettagli sul progetto, Allen ha detto che dirigerà un film che girerà a Parigi tra la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno. Il suo ultimo film è stato Rifkin’s Festival, che ha incassato solo 2,3 milioni di dollari, uscendo negli Stati Uniti in una distribuzione limitata all’inizio di quest’anno ma con scarso impatto.

MPI Media Group ha gestito quel film, intervenendo per Amazon Studios, che ha ritirato il suo accordo di distribuzione da 80 milioni di dollari con Allen nel 2019. Il regista ha visto le sue opzioni di carriera restringersi negli ultimi anni a causa del riemergere della sua questione legale per le accuse di abusi sessuali. Anche l’editore di libri Hachette ha annullato la pubblicazione delle sue memorie nel 2020.

Anche prima del Covid, il cambiamento del mercato della distribuzione stava pesando molto sul lavoro di Woody Allen. “Quando ho iniziato, giravi un film che andava in un cinema e nei cinema di tutto il paese, e le persone venivano a centinaia per guardarlo in grandi gruppi su un grande schermo”, ha detto. “Ora, fai un film e ti ritrovi un paio di settimane in un cinema, forse sei settimane, quattro settimane, qualunque cosa. E poi passa direttamente allo streaming o direttamente al pay-per-view, e le persone adorano sedersi a casa con i loro grandi schermi e guardarli sui loro televisori”. Di conseguenza, ha continuato: “Non è più così divertente per me”.

In cinque decenni, dagli anni ’60 al 2010, Allen ha girato una media di circa un film all’anno, scrivendo e dirigendo più di 50 lungometraggi.

In merito alla sua nuova routine quotidiana, Woody Allen ha detto: “Non devo sentire freddo d’inverno o caldo d’estate o sveglio alle 5 del mattino, per prendere decisioni tutto il giorno. Sono a casa e non posso fare altro che fare esercizio fisico, esercitarmi con il clarinetto e scrivere. Ero a casa a scrivere. Ho scritto molte opere teatrali… Ho pensato tra me e me: ‘E se non facessi più un film? Questo è un bel modo di vivere.’ E ho pensato: ‘Beh, forse ne farò uno o due in più.'”

Soltanto il tempo ci dirà quale sarà il futuro di Woody Allen al cinema.

Woody Allen si è già pentito di aver detto si ad Amazon

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Arrivano da Cannes 2015, le dichiarazioni sorprendenti che Woody Allen ha rilasciato in merito al suo prossimo approdo in televisione Amazon. Infatti, come è noto il regista dirigerà e scriverà una serie tv per il network americano, ma a quanto pare si è già pentito della cosa:

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Mi sono pentito ogni secondo da quando ho detto OK. E’ stato molto difficile per me. Ho avuto una fiducia arrogante, tipo ‘beh, la farò come faccio un film… sarà un film in sei parti’. Ma è venuto fuori che non lo è. Per me è stato molto, molto difficile. Ho avuto problemi, e problemi e problemi. Spero solo che quando finalmente la farò – devo, fino alla fine del 2016 – non vengano schiacciate dalla delusione perché sono belle persone e non voglio deluderle.

Via DLINE

Woody Allen scriverà e dirigerà una serie per Amazon Studios

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woody-allenEnnesimo gran colpo per gli Amazon Studios, infatti, il nuovo network ha messo sotto contratto Woody Allen per scrivere e dirigere la sua prima serie televisiva ancora senza titolo. A rivelarlo è Variety, aggiungendo che lo show sarà strutturato con episodi di mezz’ora circa e saranno tutti diretti e scritti dal regista premio Oscar. La serie sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Instante Video, negli USA, nel Regno Unito e in Germania.

Il regista ha commentato ironicamente: “Non so come sono arrivato in questo progetto. Non so da dove comincare. quello che posso dire è che Roy Price (Ceo Amazon Studios) rimpiangerà questa cosa”

Woody Allen riceverà il Golden Globe alla carriera

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Woody Allen riceverà il Golden Globe alla carriera

E’ stato annunciato ieri  dalla Hollywood Foreign Press Association che Woody Allen riceverà il Cecil.B de Mille Award 2014, ovvero il Golden Globe alla carriera, il prossimo 12 Gennaio. Il presidente dell’associazione ha dichiarato in merito che ““Non c’è nessuno più degno di questo premio di Woody Allen. I suoi contributi alla cinematografia sono stati fenomenali e lui è veramente un tesoro nazionale”.

Ogni anno questo premio viene consegnato a chi ha avuto un impatto forte sul mondo dello spettacolo, come Morgan Freeman nel 2012, Anthony Hopkins nel 2011, Al Pacino nel 2001 e tantissimi altri grandi del cinema.Il grande regista ha alle spalle oltre 45 film girati, 9 Premi Oscar e 22 candidature, 7 nomination ai Golden Globe e 2 vinti: il primo per La rosa purpurea del Cairo (1986) e il secondo per il recente Midnight in Paris, nel 2011. Premio alla carriera, quindi, più che meritato per un regista amato e seguito in tutto il mondo.

Fonti: comingsoon.net

Woody Allen gira a Roma

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“Amo queste città sofisticate. È fantastico avere la possibilità di lavorare qui, così come aver girato Manhattan a New York, Match Point a Londra e Vicky Cristina Barcelona a Barcellona” così il regista Woody Allen ha commentato la notizia riguardo al suo prossimo film.

Questo infatti verrà girato a Roma, ma “Non chiedetemi del cast e della sceneggiatura” ha detto Woody, sottolineando la sua superstizione a riguardo. Il regista di Match Point aprirà il prossimo Festival di Cannes con il suo ultimo film Midnight in Paris.

Fonte: comingsoon

Woody Allen fa causa ad Amazon Studios per 68 milioni

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Woody Allen ha presentato una causa da 68 milioni di dollari contro Amazon Studios. Il regista afferma che la società ha rinunciato a un contratto cinematografico multi-film a causa delle accuse di cattiva condotta sessuale nei suoi confronti. La figlia adottiva di Allen, Dylan Farrow, ha accusato Allen di averla molestata quando era piccola. Allen ha definito le affermazioni come un’accusa infondata nella sua causa contro Amazon.

Oltre a non onorare l’accordo, Allen accusa Amazon di non aver distribuito A Rainy Day a New York. Il film, con Selena Gomez, Elle Fanning e Timothée Chalamet, è finito da oltre sei mesi. Secondo Allen, Amazon non gli ha fornito alcun motivo specifico per cui il film non sia stato distribuito. La causa è stata depositata nel distretto meridionale di New York.

Allen ha inizialmente firmato un accordo con cinque film con Amazon Studios. Alcuni progetti sono già stati realizzati e distribuiti, e di questi fanno parte Cafe Society e Wonder Wheel. A Rainy A Day In New York era destinato a diventare il prossimo film sempre inserito in quell’accordo, ma è stato archiviato indefinitamente da Amazon a causa delle accuse contro Allen. Si crede ovviamente che il rifiuto di Amazon di distribuire il film sia legato alle accuse rivolte al regista, accuse tuttavia confutate in tribunale. Allen è stato infatti trovato innocente dai tribunali di tre Stati.

Soprattutto in seguito alle sentenze che scagionano Allen, il comportamento di Amazon Studios è davvero incomprensibile e tutta la comunità cinematografica di estimatori e amanti del cinema si è schierata dalla parte del regista. Jude Law in particolare si era espresso a favore del regista, contro alla decisione di Amazon, mentre Chalamet, protagonista del film in questione, ha donato il suo compenso al Time’s Up, prendendo le distanze dal regista.

Fonte: IndieWire

Woody Allen dirige Jude Law e Diego Luna nel suo nuovo film

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Woody Allen ha annunciato i nomi degli attori che si uniranno a lui nel suo prossimo film. Oltre a quelli già annunciati, Timothée Chalamet, Elle Fanning e Selena Gomez, entrano a far parte del nuovo Untitled Woody Allen’s Movie Jude Law (Sherlock Holmes), Diego Luna (Rogue One: A Star Wars Story), Liev Schreiber (X-Men le Origini: Wolverine), Annaleigh Ashford (Frozen), Rebecca Hall (Professor Marston and the Wonder Women), Cherry Jones (American Crime), Will Rogers (Il Ponte delle Spie) e Kelly Rohrbach (Baywatch).

Sarà Amazon Studios a distribuire il film nei cinema.

L’ultimo film che Allen ha girato, Wonder Wheel, vede protagonisti James Belushi, Juno Temple, Justin Timberlake e Kate Winslet, e sarà presentato probabilmente nell’ambito del New York Film Festival, a Ottobre.

Prodotto da Letty Aronson, Erika Aronson e Ed Walson, e finanziato da Amazon Studios, il film drammatico è ambientato a Coney Island negli anni ’50 e comprende personaggi importanti, amori, infedeltà e gangster.

Amazon distribuirà anche questo film su schermi selezionati a partire dall’1 Dicembre, con una distribuzione in tutti gli USA a seguire.

Quale altra storia deciderà di raccontare il caro Allen al suo affezionato e impaziente pubblico?

L’ultimo film di Woody Allen arrivato in sala è stato Cafè Society, che è stato scelto per aprire la selezione del Festival di Cannes 2016.

Café Society recensione del film di Woody Allen

Fonte: CS