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Wyatt Earp: la storia vera dietro il film con Kevin Costner

Wyatt Earp: la storia vera dietro il film con Kevin Costner

Il film Wyatt Earp del 1994 si colloca nella filmografia di Lawrence Kasdan come un’opera ambiziosa che tenta di fondere il grande respiro epico con un ritratto intimista del protagonista, in linea con il suo interesse per personaggi complessi e sfaccettati già evidente in titoli come Il grande freddo o Brivido caldo. Kevin Costner, che interpreta il leggendario sceriffo del Far West, porta sullo schermo una figura al tempo stesso eroica e vulnerabile, incarnando l’archetipo del western moderno. La sua presenza contribuisce a consolidare il film come un tassello importante nella carriera di attore-produttore di Costner.

Il film prende spunto dalla vera figura storica di Wyatt Earp, sceriffo e pistolero di Tombstone, Arizona, attivo alla fine del XIX secolo. Kasdan sceglie di seguire un approccio quasi documentaristico, intrecciando eventi realmente accaduti come lo scontro all’OK Corral con episodi meno noti della vita privata di Earp, comprese le relazioni familiari e le difficoltà personali. Questo equilibrio tra mito e realtà storica permette di approfondire il carattere del protagonista e di offrire una lettura più complessa e sfumata del Far West rispetto alle ricostruzioni più stereotipate del genere.

Dal punto di vista del genere, Wyatt Earp si inscrive nel filone del western epico moderno, miscelando azione, dramma e ricostruzione storica. All’uscita, il film ricevette critiche contrastanti, soprattutto per la lunghezza e la densità narrativa, ma col tempo ha consolidato una reputazione di opera ambiziosa e rispettosa della storia, apprezzata per la cura dei dettagli e l’interpretazione intensa di Costner. Nel resto dell’articolo si approfondirà la vera storia di Wyatt Earp, confrontando le scelte narrative del film con i fatti realmente accaduti nella vita dello sceriffo e delle persone a lui vicine.

Kevin Costner nel film Wyatt Earp
Kevin Costner nel film Wyatt Earp

La trama di Wyatt Earp

Wyatt Earp racconta la vita dell’omonimo sceriffo (Kevin Costner) attraverso un arco temporale di circa trent’anni, a partire dalla sua adolescenza durante la guerra civile americana. Il film mostra la formazione del carattere di Wyatt, tra esperienze familiari, lutti personali e le prime responsabilità verso la legge. Dopo la morte della giovane moglie, Wyatt affronta il dolore e la disperazione, trovando la sua strada nel lavoro a ovest, dove collabora con figure storiche come i fratelli Masterson. Grazie alla sua fermezza e al coraggio, acquisisce reputazione come difensore della legge, alternando incarichi come vice sceriffo e cacciatore di criminali, e intrecciando relazioni complesse che influenzano la sua vita privata e professionale.

Il racconto segue poi Wyatt fino a Dodge City e successivamente a Tombstone, in Arizona, dove la sua fama e le sue scelte etiche lo portano a confrontarsi con figure criminali temibili. In questo contesto entra in scena Doc Holliday, con cui instaura una solida amicizia, e viene approfondito il rapporto con Josie Marcus, contrastato dalle tensioni con Mattie Baylock. La storia culmina nella lotta dei fratelli Earp contro una banda di cowboy violenti, mostrando il percorso di Wyatt tra la fedeltà familiare, la giustizia e l’onore personale. Il film offre una panoramica completa della vita di Wyatt Earp, concentrandosi su eventi chiave, relazioni e conflitti che ne definiscono il mito, senza anticipare le modalità esatte in cui i vari episodi si risolvono.

La storia vera dietro il film

Il film racconta dunque la vita di Wyatt Berry Stapp Earp, detto Wyatt Earp, un uomo di legge e giocatore d’azzardo che trascorse gran parte della sua vita nel Vecchio West. La sua fama deriva principalmente dalla sua partecipazione alla famosa sparatoria all’O.K. Corral il 26 ottobre 1881 a Tombstone, nel territorio dell’Arizona (un film, intitolato Tombstone, è stato dedicato proprio a questa singola vicenda). Sebbene Wyatt sia spesso considerato uno dei leader del conflitto, fu suo fratello Virgil Earp a guidare gli uomini di legge nella battaglia.

La sparatoria segnò la fine di una lunga faida tra le forze dell’ordine e i Cochise County Cowboys, alias Cowboys, un gruppo di fuorilegge con base nel territorio dell’Arizona durante il XIX secolo. I fuorilegge iniziarono come ladri, rubando bestiame dal Messico attraversando i confini fino a quando il governo abbassò le tariffe per ridurre l’approvvigionamento più economico di bestiame tramite il furto. Vedendo il declino della rilevanza del loro contrabbando transfrontaliero, i Cowboys si rivolsero ai ranch americani e iniziarono a rubare da loro.

Wyatt Earp storia vera
Una scena del film Wyatt Earp

La storia di Wyatt dopo la sparatoria all’O.K. Corral è però forse ciò che lo ha aiutato a diventare la figura leggendaria che è. In quel fatidico giorno, Virgil, lo sceriffo di Tombstone City, venne a sapere della presenza di Ike Clanton, Billy Claiborne e molti altri Cowboys all’O.K. Corral. Questo avvenne dopo che i Cowboys avevano apparentemente minacciato di uccidere gli Earp per molto tempo, così chiese ai suoi fratelli Wyatt e Morgan di accompagnarlo, e anche il loro amico Doc Holliday si unì al trio.

Come risultato della rissa, tre dei Cowboys morirono e Clanton denunciò gli Earp per omicidio. Anche se il processo finì senza verdetto, i Cowboys promisero vendetta, tendendo un’imboscata e ferendo Virgil, mentre Morgan fu colpito durante una partita di biliardo. Questo fece infuriare Wyatt, che decise di vendicarsi e di eliminare i fuorilegge. Gli eventi degenerarono a tal punto che la vicenda finì persino sui giornali nazionali dopo la morte di Frank Stilwell.

La figura leggendaria proveniente dal vecchio Far West americano è sicuramente fonte di ispirazione per avventure, tanto che la sua vita è stata adattata in questo film per il grande schermo da Lawrence Kasdan e Dan Gordon, quest’ultimo sceneggiatore. Inoltre, la presenza di Kevin Costner in Wyatt Earp è stata determinata da una divergenza creativa tra lui e Kevin Jarre; l’attore era inizialmente previsto per il film di Jarre del 1993 Tombstone, ma preferì la sceneggiatura di Kasdan. Dopo aver augurato a Jarre il meglio per il suo progetto, Costner si unì al film del 1994 come attore protagonista e produttore.

Wyatt Earp ha così tutte le caratteristiche per essere considerato un film biografico ben equilibrato. Si concentra sul percorso adolescenziale di Wyatt e mostra come la sua vita e le lezioni apprese lo abbiano reso l’uomo che era. Il film approfondisce anche i cambiamenti nella vita del uomo di legge dopo il famigerato conflitto del 1881. In breve, mira a intrattenere gli spettatori con la storia di un noto personaggio storico del West americano.

Wyatt Earp: la spiegazione del finale del film

Wyatt Earp: la spiegazione del finale del film

Quando nel 1994 Lawrence Kasdan porta al cinema Wyatt Earp, il western hollywoodiano sta vivendo una fase particolare. Dopo anni di revisionismo e decostruzione del mito della frontiera, il film sceglie una strada diversa: trasformare la vita del celebre marshal in una lunga elegia americana sul peso della memoria, della violenza e della costruzione dell’eroe. Più che un western classico, Wyatt Earp è infatti il racconto di un uomo che attraversa decenni di storia statunitense diventando progressivamente leggenda, spesso contro la propria volontà. Attraverso la performance di Kevin Costner, il personaggio assume i contorni di una figura malinconica, incapace di separare il senso della giustizia dalla propria ossessione personale.

Il finale del film chiarisce perfettamente questa intenzione. Dopo duelli, vendette, lutti e conflitti interiori, la conclusione non celebra Wyatt come un semplice eroe del West, ma come un uomo sopravvissuto abbastanza a lungo da assistere alla trasformazione della propria vita in racconto mitologico. È proprio questo il cuore dell’opera di Kasdan: mostrare come il mito del West americano nasca dalla distanza tra verità e narrazione. La celebre battuta finale pronunciata da Josie — “È andata così” — diventa allora la chiave interpretativa dell’intero film, perché suggerisce che la leggenda conta più della precisione storica.

Come Wyatt Earp riscrive il mito del West trasformando il pistolero in una figura tragica e crepuscolare

A differenza di molti western dedicati alla frontiera americana, Wyatt Earp sceglie una struttura narrativa ampia, quasi romanzesca, seguendo il protagonista dall’adolescenza fino alla vecchiaia. Questa impostazione distingue il film da opere più concentrate sull’azione o sullo scontro iconico dell’O.K. Corral. Lawrence Kasdan costruisce infatti un racconto sulla formazione di un’identità americana, mostrando come Wyatt venga plasmato da lutti, guerre e continue perdite emotive.

L’inizio ambientato durante la Guerra Civile è già molto significativo. Wyatt osserva da ragazzo il conflitto e desidera parteciparvi per dimostrare il proprio valore, ma il padre gli impedisce di partire. Questa frustrazione iniziale contribuisce a costruire un personaggio che trascorrerà tutta la vita inseguendo una forma di riconoscimento maschile e morale. Quando più avanti vede un uomo morire in duello e reagisce vomitando, il film introduce subito il tema fondamentale della violenza: Wyatt non nasce come eroe invincibile del West, ma come individuo profondamente segnato dal trauma della morte.

La tragedia della moglie Urilla rappresenta poi il vero punto di rottura della sua esistenza. Dopo la sua morte per tifo, Wyatt smette gradualmente di vivere come un uomo comune e inizia la propria trasformazione in figura errante. Il film insiste molto su questa fase autodistruttiva, fatta di alcool, vagabondaggio e perdita di riferimenti morali. È qui che emerge il lato più interessante della sceneggiatura: Wyatt non viene presentato come un giustiziere puro, ma come qualcuno che usa la legge per dare un ordine alla propria rabbia interiore.

L’incontro con Doc Holliday, interpretato da Dennis Quaid, consolida ulteriormente questa visione. Holliday riconosce immediatamente la natura ambigua di Wyatt, intuendo che dietro la freddezza del marshal esiste un uomo profondamente solo. Il loro rapporto diventa quindi il cuore emotivo del film. Wyatt rappresenta la legge che tenta disperatamente di mantenere il controllo, mentre Holliday incarna la consapevolezza della morte e del caos inevitabile del West. La loro amicizia trasforma il film in qualcosa di più di una semplice ricostruzione storica: diventa un racconto sulla fine di un’epoca.

La spiegazione del finale di Wyatt Earp e il significato della vendetta dopo l’O.K. Corral

Kevin Costner nel film Wyatt Earp
Kevin Costner nel film Wyatt Earp

La parte finale del film si concentra sulle conseguenze dello scontro all’O.K. Corral e sulla successiva spirale di vendetta che travolge Wyatt. Questo è un elemento fondamentale, perché Wyatt Earp rifiuta la tradizionale struttura eroica del western classico. La celebre sparatoria non viene trattata come il trionfo definitivo della legge, ma come l’inizio della rovina morale del protagonista.

Dopo il conflitto con i Cowboys, Wyatt e i suoi fratelli diventano figure controverse agli occhi della popolazione di Tombstone. Molti cittadini credono che abbiano provocato volutamente il massacro. Questa ambiguità storica è importante perché il film mostra quanto il concetto di giustizia nel West fosse spesso indistinguibile dalla vendetta personale. Quando Virgil viene ferito gravemente e Morgan assassinato, Wyatt smette definitivamente di agire come uomo di legge e si trasforma in un vendicatore.

La cosiddetta Vendetta Ride assume allora un valore quasi ossessivo. Wyatt organizza una posse e inizia una caccia sistematica contro i membri della banda Clanton. La regia di Kasdan evita però di glorificare questi momenti. Ogni uccisione sembra trascinare Wyatt sempre più lontano dalla dimensione umana e sempre più vicino alla figura mitologica che gli altri iniziano a costruire attorno a lui. È significativo che il protagonista appaia emotivamente svuotato proprio durante la fase in cui diventa leggenda.

Il finale ambientato anni dopo in Alaska rompe completamente con l’immaginario classico del western. Non ci sono più duelli o cavalcate epiche. Wyatt è ormai un uomo anziano che vive accanto a Josie cercando oro, quasi come se fosse diventato un sopravvissuto alla propria epoca. L’incontro con il giovane che racconta una storia eroica su di lui è centrale per comprendere il significato dell’opera. Wyatt risponde dicendo che “alcuni sostengono che non sia andata così”, ma Josie replica: “È andata così”. Questa frase sancisce il passaggio definitivo dalla realtà al mito.

Il film suggerisce quindi che il vero Wyatt Earp sia ormai irraggiungibile. Ciò che sopravvive è il racconto collettivo, la versione romantica e semplificata dell’uomo che avrebbe portato ordine nel West. La verità storica perde importanza davanti alla necessità americana di costruire eroi.

Il rapporto tra Wyatt Earp e Doc Holliday come simbolo della fine della frontiera americana

Wyatt Earp storia vera
Una scena del film Wyatt Earp

Uno degli aspetti più profondi del film è il legame tra Wyatt e Doc Holliday. Molti western hanno raccontato l’amicizia virile attraverso il codice dell’onore e della lealtà, ma qui il rapporto assume una dimensione più malinconica e quasi esistenziale. Holliday comprende Wyatt meglio di chiunque altro perché vede in lui la stessa incapacità di trovare pace.

Doc è un uomo consumato dalla malattia e dalla consapevolezza della propria fine imminente. Wyatt, invece, è divorato dalla necessità di controllare il caos attraverso la legge e la violenza. Insieme rappresentano due facce complementari del West crepuscolare: uno sa di appartenere già al passato, l’altro cerca disperatamente di costruire un futuro ordinato in un mondo che non può essere davvero civilizzato.

La morte di Holliday, ricordata nell’epilogo, assume quindi un valore simbolico enorme. Con lui scompare l’ultima incarnazione romantica della frontiera. Wyatt sopravvive molto più a lungo, ma il film suggerisce che questa sopravvivenza abbia un prezzo altissimo. Restare vivi significa assistere alla trasformazione della propria esistenza in leggenda commerciale, in racconto popolare, in mito nazionale.

Anche il rapporto con Josie contribuisce a questa riflessione. A differenza di Urilla, che rappresentava la possibilità di una vita stabile e domestica, Josie accetta Wyatt per ciò che è diventato. La loro lunga relazione finale non cancella il passato violento del protagonista, ma lo accompagna verso una forma di memoria condivisa. Josie capisce che Wyatt non può più essere separato dalla leggenda costruita attorno al suo nome.

Perché il finale suggerisce che la leggenda conta più della verità storica

Wyatt Earp cast film

Il dialogo finale tra Wyatt e Josie contiene la vera tesi del film. Quando Wyatt afferma che alcuni raccontano gli eventi in modo diverso, emerge tutta la consapevolezza di un uomo che ha visto la propria vita trasformarsi in narrazione popolare. Josie risponde però che “è andata così”, e quella frase non riguarda l’accuratezza storica. Riguarda il bisogno collettivo di credere in certe storie.

Il West raccontato da Lawrence Kasdan è infatti già un mondo che sta diventando memoria. Il film fu spesso criticato per la sua durata e per il tono estremamente elegiaco, ma proprio questa impostazione permette di capire quanto fosse interessato più alla costruzione del mito che all’azione pura. Wyatt Earp non viene mostrato come un uomo perfetto. È violento, ossessivo, incapace di mantenere relazioni stabili e spesso trascinato dall’orgoglio. Tuttavia il tempo trasforma queste contraddizioni in leggenda.

L’epilogo che racconta la morte di Holliday e gli anni successivi di Wyatt rafforza ulteriormente questa idea. I membri della banda Clanton continuano a morire misteriosamente, quasi come se la vendetta di Wyatt non fosse mai davvero terminata. Il passato resta una presenza costante, impossibile da cancellare.

Cosa significa davvero il finale di Wyatt Earp per il mito americano della frontiera

Kevin Costner in Wyatt Earp
Kevin Costner in Wyatt Earp

Il finale di Wyatt Earp racconta il momento in cui la storia americana smette di essere cronaca e diventa leggenda nazionale. Wyatt sopravvive a tutti: ai fratelli, ai nemici, perfino a Doc Holliday. Ma questa sopravvivenza non viene celebrata come una vittoria assoluta. Il film lascia invece la sensazione che ogni conquista del protagonista sia stata pagata attraverso perdite irreparabili.

La frontiera americana emerge così come uno spazio dominato da uomini incapaci di sfuggire alla violenza che li ha creati. Wyatt cerca continuamente ordine, legge e stabilità, ma ogni volta finisce trascinato dentro nuovi conflitti. Quando invecchia e lascia il West alle spalle, ciò che rimane non è la verità dei fatti, ma il mito eroico costruito attorno al suo nome.

Ed è proprio questa la grande riflessione del film: gli Stati Uniti hanno trasformato figure moralmente ambigue come Wyatt Earp in simboli nazionali perché avevano bisogno di raccontare la nascita della frontiera come una storia di eroi. Lawrence Kasdan mostra però il prezzo umano nascosto dietro quella leggenda, ricordando che dietro ogni mito esiste sempre un uomo molto più fragile, tormentato e contraddittorio.

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Wrong Cops: recensione del film con Marylin Manson

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Wrong Cops recensioneSiamo nei sobborghi di Los Angeles quando Duke, un poliziotto apparentemente uguale a tanti colleghi, prende da una borsa un topo morto (contenente marijuana) per consegnarlo a un ragazzino che vuole solo fumare un po‘ di erba. Ci sono svariati personaggi tra i clienti di Duke, compreso un collega d‘ufficio, Sunshine, che aiuterà l‘amico poliziotto a risolvere una questione con un uomo moribondo. Ma Duke e Sunshine non sono i soli a sembrare poliziotti “atipici”, tra gli altri troviamo Renato, che cerca di abbordare donne convocandole nel parcheggio della centrale di polizia, e Rough, nero sfigurato che tenta una carriera parallela da dj-producer.

Wrong Cops recensione posterProprio con Rough il signor Quentin Dupieux (lui che di lavoro ha sempre fatto il dj-producer sotto il nome di Mr Oizo) ha il suo punto di tangenza maggiore in questo Wrong Cops; è al poliziotto nero infatti che il regista rivolge un’affermazione tanto cruda quanto vera(e forse anche autoironica dato il modo in cui Dupieux è arrivato alla fama): per avere successo devi avere un 95% di marketing e un 5% di talento.

Il regista gioca sul filo sottile di questa sentenza e costruisce una trama piena di assurdità, dove la meritocrazia è un miraggio e il nonsense è la regola, confezionando il tutto con una regia che si muove consapevolmente nel trash e nella serie B. La pellicola regge bene (e anche molto) nel primo tempo ma va calando nella seconda parte quando una certa ripetitività dell’azione e della battuta è stata assorbita dallo spettatore e la risata si trasforma in un flebile sorriso.

La martellante colonna sonora, misto di french ed electro house post Justice, contribuisce a non far abbassare mai il ritmo, fa da tramite alle vicende, risulta meno disturbante di quanto potrebbe sembrare in partenza e ne esce come un punto di forza, dimostrando un talento molteplice da parte di Dupieux-Oizo.

Il cast, composto per lo più da attori sconosciuti (eccezion fatta per le apparizioni di Marylin Manson, Eric Roberts e Kurt Fuller) annovera attori tutti discreti nei loro ruoli e alza Mark Burnham-Duke come  icona principale del film, colui che più di tutti ha la faccia e l’atteggiamento da vero “poliziotto sbagliato”.

Wrong cops quindi ricorda inevitabilmente scuola di polizia più cattivo e volgare con una trama che funziona molto bene nella prima mezz’ora(quando vengono presentati i vari personaggi) ma che  inizia a soffrire man mano che procede, ma tutto sommato i meno esigenti lo troveranno un film molto divertente.

 

Writers Guild of America 2018: tutte le nomination

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Writers Guild of America 2018: tutte le nomination

Sono state annunciate tutte le nomination dei Writers Guild of America 2018, i premi assegnati ogni anno dai sindacati a difesa e tutela degli sceneggiatori americani che dal 1949 premiano tre categorie (Sceneggiatura originale, sceneggiatura non originale e documentario).

Tra i nominati continua la corsa nella award season di Lady Bird, l’esordio alla regia di Greta Gerwig, Get Out, la vera sorpresa della stagione cinematografica, l’atipico cinecomic Logan e The Shape Of Water, ultima fatica di Guillermo Del Toro vincitrice del Leone d’oro a Venezia.

Miglior Sceneggiatura Originale

  • The Big Sick sceneggiatura di Emily V. Gordon e Kumail Nanjiani
  • Get Out sceneggiatura di Jordan Peele
  • I, Tonya sceneggiatura di Steven Rogers
  • Lady Bird sceneggiatura di Greta Gerwig
  • The Shape of Water sceneggiatura di Guillermo del Toro e Vanessa Taylor

Miglior Sceneggiatura Non Originale

  • Call Me by Your Name sceneggiatura di James Ivory
  • The Disaster Artist sceneggiatura di Scott Neustadter, Michael H. Weber, Greg Sestero e Tom Bissell
  • Logan sceneggiatura di Scott Frank, James Mangold e Michael Green
  • Molly’s Games sceneggiatura di Aaron Sorkin
  • Mudbound sceneggiatura di Virgil Williams e Dee Rees

Miglior Documentario

Betting on Zero
Jane
No Stone Unturned
Oklahoma City

Writers Guild of America 2017: le nomination, c’è anche Deadpool

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Writers Guild of America 2017: le nomination, c’è anche Deadpool

Sono state annunciate le nomination ai Writers Guild of America 2017, i premi del sindacato degli sceneggiatori che vengono assegnati al meglio delle sc eneggiature cinematografiche e televisive degli ultimi 12 mesi. Di seguito le nomination tra cui spicca La la Land, nella categoria originale, film favorito agli Oscar, e Deadpool, nella categoria non originale, primo cinecomics in assoluto a ricevere questo riconoscimento.

Writers Guild of America 2017: le nomination

 

Writers Guild condanna l’accordo tra Netflix e Warner Bros: “Questa fusione deve essere bloccata”

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Netflix ha annunciato oggi il suo piano di acquisizione della Warner Bros. con un accordo record da miliardi di dollari. Tuttavia, molti sono sconcertati da questa nuova acquisizione, tra cui la Writers Guild of America.

La Writers Guild of America ha rilasciato una dichiarazione in merito all’accordo tra Netflix e Warner Bros. e ha avvertito che “la fusione deve essere bloccata”. La WGA avverte che l’accordo da 83 miliardi di dollari metterà a rischio i posti di lavoro, ridurrà i salari e aumenterà i prezzi per i consumatori di film:

“L’acquisizione di uno dei suoi maggiori concorrenti da parte della più grande società di streaming al mondo è proprio ciò che le leggi antitrust mirano a impedire. Il risultato sarebbe la perdita di posti di lavoro, la riduzione dei salari, il peggioramento delle condizioni di tutti i lavoratori dell’intrattenimento, l’aumento dei prezzi per i consumatori e la riduzione del volume e della diversità dei contenuti per tutti gli spettatori. I lavoratori del settore e il pubblico sono già influenzati dal fatto che solo poche potenti società mantengono uno stretto controllo su ciò che i consumatori possono guardare in televisione, in streaming e nei cinema. Questa fusione deve essere bloccata”.

La WGA non è l’unica associazione di categoria del settore a opporsi all’accordo, poiché anche la Producers Guild of America ha sottolineato la propria contrarietà all’acquisizione in una dichiarazione relativa all’accordo, affermando che “i produttori sono giustamente preoccupati per la prevista acquisizione da parte di Netflix di uno degli studi più storici e significativi del nostro settore”. Ha poi aggiunto:

“Nel corso dell’ultimo secolo, l’industria dell’intrattenimento ha dato lavoro a milioni di americani, ha deliziato il pubblico e ha mostrato il meglio della nostra nazione in patria e all’estero. Mentre attraversiamo un periodo dinamico di cambiamenti economici e tecnologici, il nostro settore, insieme ai responsabili politici, deve trovare una strada che protegga il sostentamento dei produttori e la distribuzione cinematografica reale, che promuova la creatività, favorisca le opportunità per i lavoratori e gli artisti, dia potere di scelta ai consumatori e difenda la libertà di espressione.

Questa è la prova che l’accordo con Netflix deve superare. I nostri studi storici sono più che semplici librerie di contenuti: nei loro archivi sono custoditi il carattere e la cultura della nostra nazione”.

Netflix acquisterà Warner Bros. Discovery Inc. per un valore patrimoniale totale di 72 miliardi di dollari, mentre il valore aziendale dell’accordo è di circa 82,7 miliardi di dollari. Netflix è diventata silenziosamente la più grande risorsa di Hollywood e, con l’acquisto della Warner Bros., è diventata proprietaria della vasta libreria della HBO con programmi come The White Lotus e The Sopranos.

Netflix ha anticipato i suoi piani riguardo alle prossime uscite cinematografiche della Warner Bros. e, in un comunicato stampa, ha dichiarato che la società “prevede di mantenere le attuali attività della Warner Bros. e di sfruttarne i punti di forza, tra cui le uscite cinematografiche dei film”. Il co-amministratore delegato di Netflix Ted Sarandos ha sottoscritto la dichiarazione aggiungendo che “tutto ciò che è previsto per le sale cinematografiche attraverso la Warner Bros. continuerà ad andare nelle sale”.

Netflix ha anche lanciato i suoi film originali sul grande schermo, come Frankenstein di Guillermo del Toro e Narnia di Greta Gerwig, e sta anche distribuendo l’episodio finale della sua serie di fantascienza di grande successo Stranger Things in alcuni cinema selezionati negli Stati Uniti e in Canada.

La transazione è stata “approvata all’unanimità dai consigli di amministrazione di Netflix e WBD”. Si prevede che sarà completata entro 12-18 mesi, dando alla Warner Bros. tutto il tempo necessario per mettere ordine nei propri affari prima della grande acquisizione da parte di Netflix.

Writers Guild Awards 2026: I Peccatori e Una Battaglia dopo l’altra sono i vincitori

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I Peccatori di Ryan Coogler è stato tra i vincitori dei Writers Guild Awards 2026. Il film horror soprannaturale ha vinto il premio per la migliore sceneggiatura originale alla cerimonia di premiazione, presentata dal comico Roy Wood, Jr. Nel frattempo, Una Battaglia dopo l’Altra di Paul Thomas Anderson si è aggiudicato il premio dell’organizzazione per la migliore sceneggiatura non originale.

Per quanto riguarda la televisione, The Pitt ha ricevuto sia il premio per la migliore serie drammatica che quello per la migliore nuova serie, mentre The Studio si è aggiudicato il premio per la migliore serie comica.

Sebbene solitamente si tengano due cerimonie contemporaneamente, una a New York e l’altra a Los Angeles, la WGA West ha annullato il suo spettacolo annuale all’inizio di questo mese, poiché il suo staff è ancora in sciopero. Il sindacato del personale della Writers Guild, in sciopero il 17 febbraio, chiede salari più alti e tutele per “giusta causa” nel processo disciplinare dei dipendenti.

Alla cerimonia di New York, Stephen Colbert ha ricevuto il Walter Bernstein Award, che viene assegnato a “un membro della Writers Guild che ha dimostrato con creatività, grazia e coraggio la volontà di affrontare l’ingiustizia sociale di fronte alle avversità”, si legge in una descrizione della WGA.

Il “Late Show” di Colbert è stato cancellato dalla CBS per quelle che la rete ha definito ragioni finanziarie, in un contesto di mutevole panorama dell’industria televisiva. Ma la decisione è arrivata anche nel mezzo del vortice della fusione tra l’ex società madre della CBS, Paramount Global, e Skydance Media di David Ellison. La politica e il ruolo di Colbert come critico di lunga data e di spicco dell’amministrazione Trump sono considerati fattori importanti nella decisione della CBS di chiudere “The Late Show” a partire dal 21 maggio, dopo 11 stagioni. Almeno per ora, la rete abbandonerà i contenuti originali in seconda serata.

Colbert ha anche ringraziato il suo team di sceneggiatori in seconda serata, dicendo dopo la serie di battute tagliate: “Se vi piace qualcuna di queste idee, per favore assumete queste persone adorabili dopo il 21 maggio”.

In seguito ha aggiunto: “Ho adorato il tempo trascorso insieme, che non è stato tanto quanto avrei voluto… Se avete mai avuto la fortuna di essere in quella stanza [degli autori], vorrete sempre essere in quel sound. E la cosa davvero difficile sarà sentire la mancanza di queste persone che, nonostante l’inferno che ci trasmettono le notizie, rendono possibile ogni giorno un sound meraviglioso”.

Ecco tutti i vincitori dei Writers Guild Awards 2026

SCREENPLAY

ORIGINAL SCREENPLAY

Sinners, Written by Ryan Coogler; Warner Bros. Pictures

ADAPTED SCREENPLAY

One Battle After Another, Screenplay by Paul Thomas Anderson, Screen Story by Paul Thomas Anderson, Inspired by the novel Vineland by Thomas Pynchon; Warner Bros. Pictures

DOCUMENTARY SCREENPLAY

2,000 Meters to Andriivka, Written by Mstyslav Chernov; Frontline Features

TELEVISION, STREAMING, AND NEWS

DRAMA SERIES

The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle; HBO | Max

COMEDY SERIES

The Studio, Written by Evan Goldberg, Alex Gregory, Peter Huyck, Frida Perez, Seth Rogen; Apple TV 

NEW SERIES

The Pitt, Written by Cynthia Adarkwa, Simran Baidwan, Valerie Chu, R. Scott Gemmill, Elyssa Gershman, Joe Sachs, Noah Wyle; HBO | Max

LIMITED SERIES

Dying for Sex, Written by Sheila Callaghan, Harris Danow, Madeleine George, Elizabeth Meriwether, Kim Rosenstock, Sasha Stewart, Sabrina Wu, Keisha Zollar; FX/Hulu

TV & STREAMING MOTION PICTURES

Deep Cover, Written by Derek Connolly & Colin Trevorrow; Prime Video

ANIMATION

“Shira Can’t Cook” (Long Story Short) Written by Mehar Sethi; Netflix

EPISODIC DRAMA

“7:00 A.M.” (The Pitt), Written by R. Scott Gemmill; HBO | Max

EPISODIC COMEDY

“Prelude” (The Righteous Gemstones), Written by John Carcieri, Jeff Fradley, Danny R. McBride; HBO | Max

COMEDY/VARIETY SERIES – TALK OR SKETCH 

Last Week Tonight with John Oliver, Senior Writers: Daniel O’Brien, Owen Parsons, Charlie Redd, Joanna Rothkopf, Seena Vali; Writers: Johnathan Appel, Ali Barthwell, Tim Carvell, Liz Hynes, Ryan Ken, Sofía Manfredi, John Oliver, Taylor Kay Phillips, Chrissy Shackelford; HBO | Max

COMEDY/VARIETY SPECIALS

Marc Maron: Panicked, Written by Marc Maron; HBO | Max 

QUIZ AND AUDIENCE PARTICIPATION

Celebrity Jeopardy!, Head Writer: Robert Patton Writers: Kyle Beakley, Michael Davies, Terence Gray, Amy Ozols, Tim Siedell, David Levinson-Wilk; ABC

DAYTIME DRAMA

The Young and the Restless, Associate Head Writers: Jeff Beldner, Marla Kanelos, Dave Ryan; Writers: Susan Banks, Amanda L. Beall, Marin Gazzaniga, Rebecca McCarty, Madeleine Phillips; CBS/Paramount +

CHILDREN’S EPISODIC, LONG FORM AND SPECIALS 

“When We Lose Someone” (Tab Time), Written by Sean Presant; YouTube 

SHORT FORM STREAMING

The Rabbit Hole with Jimmy Kimmel, Writers: Jimmy Kimmel & Jesse Joyce; YouTube

DOCUMENTARY SCRIPT – CURRENT EVENTS

“Trump’s Power & the Rule of Law” (Frontline), Written by Michael Kirk & Mike Wiser; PBS

DOCUMENTARY SCRIPT – OTHER THAN CURRENT EVENTS

“Forgotten Hero: Walter White and the NAACP” (American Experience), Written by Rob Rapley; PBS

NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT  

“Devastating Flooding in Texas” (World News Tonight with David Muir), Written by David Muir, Karen Mooney, and Dave Bloch; ABC News

NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY

Remembering Palestinian Journalists Killed by Israeli Forces, Written by Lisa Salinas; MSNBC

DIGITAL NEWS

“An Isolated Boarding School Promised to Help Troubled Girls. Former Students Say They Were Abused.”, Written by Sebastian Murdock and Taiyler Mitchell; HuffPost

RADIO/AUDIO

RADIO/AUDIO DOCUMENTARY

“Jerry Lewis’ Lost Holocaust Clown Movie” (Decoder Ring), Written by Max Freedman; Slate

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – REGULARLY SCHEDULED, BULLETIN, OR BREAKING REPORT 

“ABC News Radio Top of the Hour News”, Written by Robert Hawley; ABC News Radio

RADIO/AUDIO NEWS SCRIPT – ANALYSIS, FEATURE, OR COMMENTARY 

“The Life and Legacy of Jimmy Carter”, Written by Gail Lee; CBS News Radio

PROMOTIONAL WRITING

ON-AIR PROMOTION 

“CBS Comedy”, Written by Dan Greenberger; CBS

Writers Guild Awards 2014: le nomination

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In attesa degli Oscar il cinema non si ferma, così come i festival e i premi dedicati. Oggi è il turno dei Writers Guild of America, premio assegnato alle migliori sceneggiature di film, televisione e radio, che ha reso note le nomination. Per la miglior sceneggiatura originale abbiamo titoli importanti, come American Hustle, Her, Blue Jasmine, mentre per le sceneggiature adattate, tra gli altri, Captain Philipps e The Wolf of Wall Street. Ecco l’elenco completo delle nomination:

MIGLIOR SCENEGGIATURA ORIGINALE:

  • American Hustle
  • Blue Jasmine
  • Dallas Buyers Club
  • Her
  • Nebraska

MIGLIOR SCENEGGIATURA ADATTATA:

MIGLIOR SCENEGGIATURA PER UN DOCUMENTARIO:

  • Dirty Wars
  • Herblock – The Black & The White
  • No Place on Earth
  • Stories We Tell
  • We Steal Secrets – The Story of Wikileaks

I premi saranno presentati 1 febbraio, nelle cerimonie simultanee a Los Angeles e New York seguenti al voto dei 12.000 membri WGA .

I candidati sono stati selezionati da 41 script ammissibili tra quelli adattati, e 54 nella categoria originale . Il WGA esclude script non prodotti sotto la sua giurisdizione o sotto un contratto estero a contrattazione collettiva. Per questo motivo diverse sceneggiature di alto profilo, in particolare gli script di John Ridley per 12 Years a Slave, Steve Coogan e Jeff Pope per Philomena e Peter Morgan per Rush sono stati ineleggibili.

Lo scorso anno a trionfare sono state la sceneggiatura di Chris Terrio per Argo e quella di Mark Boal per Zero Dark Thirty. Terrio ha poi vinto anche l’Oscar nella categoria sceneggiature adattate , mentre Boal ha perso il premio tra le sceneggiature originali,  andato alla sceneggiatura di Quentin Tarantino per Django Unchained, che era stato ineleggibile per i WGA.

Wreckers: il trailer del film invisibile con Benedict Cumberbatch

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Ecco il trailer di Wreckers, film distribuito solo in Regno Unito (nel 2011), in Olanda per la premiere tv e in Giappone nel 2014, con protagonista Claire Foy e Benedict Cumberbatch.

wreckersIl film fa parte del periodo ‘cumberbatchiano’ precedente a La Talpa, War Horse  e Star Trek Into Darkness, per cui del momento pre- notorietàper l’attore britannico, ma scommettimo che il film è stato riportato all’attenzione del pubblico da IndieWire, ci sarà una vera e propria caccia alla copia da parte delle cosiddette Cumberbitches!

Wreckers è l’esordio alla regia di D.R. Hood e racconta di una coppia sposata che fa ritorno al paese in cui entrambi hanno trascorso l’infanzia per costruire una famiglia in un posto tranquillo. Ma l’arrivo a sorpresa del fratello di lui porterà a galla vecchie rivalità e metterà in crisi il matrimonio.

La notorietà di Benedict Cumberbatch basterà a far trovare distribuzione al film negli States e magari anche da noi in Europa?

Fonte: IW

Wrath of the Titans – Trailer Ufficiale

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Wrath of the Titans – Trailer Ufficiale

Il primo trailer ufficiale del film “La Furia dei Titani (Wrath of the Titans)”, di Jonathan Liebesman, con Sam Worthington, Liam Neeson, Ralph Fiennes, Bill Nighy, Rosamund Pike e Edgar Ramirez

Wrath of Man, recensione del film di Guy Ritchie

Wrath of Man, recensione del film di Guy Ritchie

Jason Statham è il protagonista di Wrath of Man ( libero adattamento del film francese Le Convoyeur), nonché ultimo film di Guy Ritchie, che segna la quarta collaborazione tra il regista ed il protagonista dopo i film Lock & Stock – Pazzi scatenati (1998), Snatch – Lo strappo (2000) e Revolver (2005). La pellicola, disponibile su Amazon Prime Video ricopre esattamente ciò che gli spettatori si aspettano da un film del suddetto regista e da un veterano del genere, noto per l’interpretazione di anti-eroi in film d’azione-thriller e per il ritratto di personaggi duri, irriducibili e machiavellici.

Wrath of Man: la furia implacabile di Jason Statham

Wrath of Man – La furia di un uomo si propone come un film d’azione brillante, trainato dalla carica testosteronica di personaggi a prova di proiettile già dal nome, come Sticky John, Bullet e Boy Sweat Dave. Il film è pura spavalderia maschile, condita da sporadiche battute sdolcinate che fanno da contraltare alle sequenze d’azione tesa. Il risultato è un film action godibile, all’occorrenza divertente, pur con qualche lungaggine di troppo non ottimamente calibrata in sede di sceneggiatura.

La trama vede il burbero e misterioso H (Statham) accettare un lavoro presso una società di furgoni portavalori. Il suo atteggiamento rigido e la sua abilità con le armi gli fanno presto guadagnare il rispetto dei suoi colleghi quando impedisce con successo un tentativo di rapina ma, oltre a questo, H ha un altro motivo per accettare il lavoro, legato a un oscuro passato pieno di segreti: ecco che la narrazione fa un passo indietro per intavolare vari altri intrecci che condurranno a scene d’azione climatiche. E’ proprio questa la componente più forte di Wrath of Man: Ritchie e i co-sceneggiatori Ivan Atkinson e Marn Davies riescono a tessere una trama intricata, in cui ogni elemento si incastra  gradualmente al suo posto, con risultati tutto sommato soddisfacenti. Sebben gli spettatori non rimarranno attoniti di fronte ai plot twist o ai colpi di scena presentati, la struttura narrativa è comunque abbastanza avvincente da far sì che si proceda con la visione.

A Wrath of Man manca l’arguzia di The Gentleman

Allo stesso modo, Ritchie gestisce le sequenze d’azione con competenza pratica: si tratta di sequenze cariche di tensione, che permettono a Statham di scatenarsi in tutta la sua veemenza artistica. Tuttavia, la portata azionistica di tali sequenze porta con se un’urgenza climatica che si spegne velocemente, consumandosi nell’arco di battute sommesse. La sensibilità d’autore di Guy Ritchie pervade anche Wrath of Man, eppure manca l’intelligenza adeguata a sostenerla; certo, nuovo punto cardine del ritmo narrativo diviene l’umorismo, chiave vincente nella poetica del regista, ma forse quest’ultima sua opera si avvicina pericolosamente a prendersi troppo sul serio. Detto questo, se lo spettatore evita di prendere il film troppo sul serio, il divertimento è assicurato. Evitando l’assoluta ridicolaggine della serie Mechanic, ma non riuscendo a fornire l’inventiva rivoluzionaria che ha reso così unici film come Snatch, questo non è né il meglio né il peggio che Ritchie ha avuto da offrire.

The Gentlemen aveva come perno fondante interpretazioni deliziose, monologhi mordaci e un un’atmosfera generale che reggeva da se il film. Per la maggior parte del suo minutaggio, al contrario, Wrath of Man non ha nulla di tutto ciò; il suo vasto cast di supporto è per lo più sprecato, e gli scambi dialogici si risolvono in battute ilari e monologhi stantii e irripetibili. Holt McCallany, così bravo sotto lo sguardo di David Fincher in Mindhunter, offre qui una performance piuttosto deludente nei panni di un trafficante di camion blindati doppiogiochista, incapace di aggiungere strati ad una sceneggiatura che offre ben poco in termini di personalità. Da Jeffrey Donovan a Scott Eastwood, da Laz Alonso a Josh Hartnett, i comprimari sono spesso relegati a declamare -non interpretare- battute assolutamente dimenticabili. Solo i sempre affidabili Eddie Marsan, Andy Garcia e lo stesso Statham portano a casa il compito, anche se quest’ultimo sta essenzialmente adempiendo al suo obbligo contrattuale di stoicismo senza fine.

Filo conduttore all’interno della narrazione di Wrath of Man sembra essere la tensione contraddittoria tra il protocollo e ciò che ha più senso per la sopravvivenza, richiamo, non poi così troppo velato, a esperimenti precedenti del regista, prima fra tutte l’incursione nel mondo Disney. E, sorpresa delle sorprese, pare proprio che il protocollo non porti da nessuna parte: il film sembra aver interiorizzato questa idea fin nelle sue ossa, privando la storia di linearità narrativa, con interruzioni repentine, flashback e flashforward, a suggerirci che il percorso più nitido verso il nucleo del film è un rettilineo modellato attorno alla sua stella.

Worst Neighbor Ever – Vicini letali: le storie vere che hanno ispirato la miniserie Netflix

Con Worst Neighbor Ever – Vicini letali, Netflix porta avanti la sua linea di produzioni dedicate al true crime, trasformando in racconto quattro vicende realmente accadute che dimostrano quanto un conflitto di vicinato possa degenerare fino alla violenza estrema. La miniserie raccoglie casi avvenuti in diverse parti degli Stati Uniti, accomunati da un elemento inquietante: gli aggressori non sono sconosciuti, ma persone che vivevano letteralmente dall’altra parte della strada o nella casa accanto. Il risultato è un racconto che alterna testimonianze dirette, ricostruzioni e materiale investigativo, mostrando come situazioni apparentemente ordinarie possano trasformarsi in tragedie.

Chi si avvicina alla serie si chiede inevitabilmente quanto di ciò che vede sullo schermo sia realmente accaduto. La risposta è che Worst Neighbor Ever – Vicini letali è interamente basata su fatti reali, anche se alcune ricostruzioni sono state adattate per esigenze narrative. Dietro ogni episodio esistono infatti indagini, processi e sentenze documentate, con protagonisti che hanno realmente vissuto persecuzioni, omicidi, frodi e violenze. Comprendere il contesto di questi eventi permette di cogliere meglio il significato della miniserie e di capire perché queste storie abbiano avuto un impatto così forte sull’opinione pubblica americana.

I quattro episodi di Worst Neighbor Ever – Vicini letali raccontano vicende realmente accadute negli Stati Uniti

La caratteristica principale della serie è quella di non costruire un’unica narrazione, bensì quattro storie autonome, tutte tratte da casi di cronaca realmente documentati. Il primo episodio segue la vicenda di Shawna Scott, del marito David Scott e della loro ex amica Frances Zaayer, trasferitasi nella casa di fronte dopo un periodo trascorso ospite della famiglia. Quella che sembrava una semplice amicizia degenerò progressivamente in una spirale di ossessioni, continue chiamate alla polizia, accuse reciproche e comportamenti persecutori che finirono per sconvolgere l’intero quartiere del Kentucky.

L’escalation raggiunse il culmine nel maggio 2018, quando Frances Zaayer entrò armata nell’abitazione dei coniugi Scott. Durante la sparatoria David Scott perse la vita, mentre Shawna riportò gravissime ferite al volto, dalle quali riuscì comunque a sopravvivere dopo numerosi interventi chirurgici. Nel 2022 la donna ha ammesso le proprie responsabilità dichiarandosi colpevole di omicidio, aggressione e altri reati, ricevendo una condanna a 35 anni di carcere. Ancora oggi Shawna Scott continua a raccontare pubblicamente la propria esperienza, spiegando come la paura non sia mai completamente scomparsa.

Il secondo episodio cambia completamente scenario e porta lo spettatore nell’Indiana, dove un tranquillo quartiere residenziale venne devastato nel novembre 2012 da una violentissima esplosione. Dietro la tragedia si nascondeva Mark Leonard, truffatore con seri problemi economici, che convinse la compagna Monserrate “Moncy” Shirley a provocare deliberatamente una fuga di gas per incassare il risarcimento assicurativo. L’esplosione distrusse decine di abitazioni, provocò milioni di dollari di danni e costò la vita ai vicini Jennifer Longworth e John “Dion” Longworth, trasformando una frode assicurativa in uno dei casi criminali più gravi della zona.

Worst Neighbor Ever - Vicini letali Episodio 1 Netflix
Cr. NETFLIX © 2026

Dalle persecuzioni agli omicidi: come le indagini hanno ricostruito ogni caso raccontato nella serie

Il terzo episodio affronta una storia diversa, ma ugualmente drammatica. I protagonisti sono Miles Armstead e Melina Armstead, trasferitisi a Oakland, in California, convinti di aver trovato il luogo ideale dove crescere la propria famiglia. Poco dopo l’arrivo conobbero Jamal Thomas, detto JT, ex residente della casa accanto che continuava a occupare abusivamente parte dell’edificio dopo lo sfratto della sua famiglia. Nel corso dei mesi le molestie aumentarono progressivamente: minacce, vandalismi, mattoni lanciati contro le finestre e continue intimidazioni portarono la coppia a rivolgersi ripetutamente alla polizia.

Secondo quanto emerso successivamente, gli interventi delle forze dell’ordine non riuscirono mai a fermare definitivamente l’uomo. Nel maggio 2020 Jamal Thomas entrò nella proprietà degli Armstead e uccise Miles con un colpo d’arma da fuoco. Dopo un lungo procedimento giudiziario è stato riconosciuto colpevole di omicidio di primo grado e nel 2025 è stato condannato a una pena compresa tra 28 anni e 8 mesi e l’ergastolo. La famiglia Armstead ha inoltre ottenuto un importante risarcimento economico dopo aver denunciato il Comune di Oakland per la gestione ritenuta negligente delle numerose richieste di aiuto.

L’ultimo episodio, intitolato The Executor, racconta invece un caso che unisce frode finanziaria e omicidio. Al centro dell’indagine compare Caroline Herrling, accusata di aver preso il controllo del patrimonio del pensionato Charles Wilding, residente a Sherman Oaks, appropriandosi illegalmente dei suoi beni attraverso documenti falsificati. Quando la scomparsa dell’uomo venne segnalata dai vicini, gli investigatori scoprirono un articolato sistema di truffe che comprendeva la falsificazione di procure, la gestione illecita del patrimonio e il tentativo di eliminare le prove della morte della vittima. Herrling si è dichiarata colpevole di cospirazione finalizzata alla frode telematica ed è stata condannata a vent’anni di reclusione, mentre altri complici hanno ricevuto ulteriori condanne.

Worst Neighbor Ever - Vicini letali Episodio 4 Netflix
Cr. NETFLIX © 2026

Le sentenze definitive e gli sviluppi successivi dimostrano quanto fedelmente la miniserie ricostruisca i fatti

Pur adottando il linguaggio tipico del documentario televisivo, Worst Neighbor Ever – Vicini letali segue con notevole accuratezza l’evoluzione giudiziaria dei quattro casi. Le ricostruzioni sono supportate dalle testimonianze dei sopravvissuti, dei familiari delle vittime, degli investigatori e degli avvocati che hanno seguito i processi. Le principali differenze riguardano la compressione temporale degli eventi e alcune ricostruzioni sceniche pensate per rendere più fluido il racconto televisivo, mentre i fatti essenziali, le responsabilità penali e gli esiti giudiziari restano aderenti alla documentazione ufficiale.

La serie dedica particolare attenzione anche alle conseguenze lasciate da questi eventi. Shawna Scott continua a convivere con le cicatrici fisiche e psicologiche dell’aggressione; la famiglia Armstead ha trasformato la propria vicenda in una battaglia contro le inefficienze istituzionali; i parenti delle vittime dell’esplosione nell’Indiana convivono ancora con il ricordo di una comunità distrutta; il caso Charles Wilding ha acceso l’attenzione sulle frodi ai danni degli anziani e sull’importanza delle segnalazioni dei vicini. Questa prospettiva rende evidente come le sentenze rappresentino soltanto l’ultimo capitolo di storie che continuano ad avere effetti concreti nella vita delle persone coinvolte.

Anche per questo motivo la miniserie evita di trasformare i responsabili in figure romanzate. Le loro azioni vengono inserite all’interno di un percorso documentato fatto di prove, testimonianze e decisioni dei tribunali, lasciando emergere soprattutto il punto di vista delle vittime e delle famiglie che hanno dovuto affrontare conseguenze spesso irreversibili.

Worst Neighbor Ever - Vicini letali Episodio 3 Netflix
Cr. NETFLIX © 2026

Worst Neighbor Ever – Vicini letali usa il true crime per riflettere sui pericoli nascosti nei conflitti di vicinato

La forza della miniserie risiede proprio nel fatto che ogni episodio nasce da vicende realmente accadute e accuratamente documentate. Worst Neighbor Ever – Vicini letali non inventa un serial killer o un antagonista immaginario, ma mostra come rancori personali, avidità, ossessioni e problemi psicologici possano trasformare rapporti di vicinato apparentemente ordinari in tragedie imprevedibili. È questo legame diretto con la cronaca a rendere il racconto particolarmente inquietante.

L’opera invita anche a riflettere sul ruolo delle istituzioni, della prevenzione e dell’intervento tempestivo delle autorità. In più di un caso emergono infatti segnalazioni rimaste senza una risposta efficace, situazioni di rischio sottovalutate e persone che avevano chiesto aiuto molto prima dell’epilogo violento. La serie suggerisce così una lettura più ampia, nella quale i delitti rappresentano l’ultimo anello di una lunga catena di eventi.

Alla domanda se Worst Neighbor Ever – Vicini letali sia tratto da una storia vera, la risposta è quindi affermativa. I quattro episodi raccontano fatti realmente accaduti negli Stati Uniti, ricostruiti attraverso documenti processuali, testimonianze e indagini giornalistiche. Proprio questa aderenza alla realtà rende la miniserie uno degli esempi più inquietanti del recente panorama true crime di Netflix, ricordando che talvolta le storie più spaventose nascono da situazioni quotidiane e apparentemente comuni.

World’s Best: trailer del nuovo film Disney+

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World’s Best: trailer del nuovo film Disney+

Disney+ ha diffuso il trailer del film originale World’s Best, una nuovissima commedia musicale hip-hop prodotta dal regista di Hamilton. Il film, co-scritto, co-prodotto e interpretato da Utkarsh Ambudkar (Ghosts, Free Guy – Eroe per gioco), che ha anche co-scritto le canzoni originali del film, e diretto dall’oncologo radioterapista e ora filmmaker Roshan Sethi (7 Days), debutterà il 23 giugno in esclusiva su Disney+.

Oltre ad Ambudkar, nel film recitano l’esordiente Manny Magnus, Punam Patel, Jake Choi, Max Malas, Piper Wallace, Kayla Njeri, Dorian Giordano, Kathryn Greenwood, Christopher Jackson e Doug E. Fresh. World’s Best è stato scritto da Jamie King e Ambudkar, con canzoni originali di Ambudkar e Charlie Wilder. Prodotto da Thomas Kail, che ha diretto il successo di Broadway Hamilton e ha prodotto e diretto la versione cinematografica del 2020, e da Kate Sullivan, il film riunisce Kail e Ambudkar che hanno collaborato per la prima volta rispettivamente come regista e interprete del gruppo musicale di improvvisazione hip-hop Freestyle Love Supreme. Terry Gould e Ambudkar sono i produttori esecutivi del film.

In World’s Best, il dodicenne genio della matematica Prem Patel (Magnus), nel bel mezzo delle difficoltà dell’adolescenza, scopre che il padre, recentemente scomparso, era un famoso rapper e si propone immediatamente di intraprendere una carriera come superstar del rap. Sebbene le sue azioni possano sembrare avventate e rappresentino il modo più rapido per perdere tutto, Prem, spinto da una forte fantasia alimentata dalla musica hip-hop in cui si immagina di esibirsi con il padre (Ambudkar), è determinato a scoprire se l’hip-hop è davvero nel suo DNA. Come diceva sempre suo padre, “i migliori del mondo non si fermano mai”.

Tra gli altri titoli di Ambudkar figurano Brittany non si ferma più, Blindspotting e Voices (Pitch Perfect). Rapper e forza creativa fin da giovane, Ambudkar è stato un membro originale dei Beatards, un gruppo hip-hop underground di New York che si è esibito al fianco di artisti come Santigold, Azealia Banks, G-Easy, Public Enemy, Questlove e altri. Il suo lavoro con i Beatards ha poi aiutato Ambudkar ad entrare nel cast di Voices (Pitch Perfect). Dopo aver interpretato il ruolo di Aaron Burr nelle prime letture di Hamilton, Ambudkar si è riunito con Lin-Manuel Miranda come parte del gruppo rap improvvisato Freestyle Love Supreme, che ha ottenuto un Tony Award speciale nel 2021. Nel 2019 è uscito “Vanity”, l’album di debutto di Ambudkar come artista solista, seguito rapidamente da “Petty”. Nel 2020 ha pubblicato “The Misfits EP” e il singolo “Self Respect”.

World Wide Mafia, ‘Ndrangheta: il trailer della docuserie dal 20 maggio su Disney+

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È disponibile il trailer ufficiale di World Wide Mafia, ‘Ndranghetala docuserie originale Hulu italiana in quattro episodi che debutterà il 20 maggio in esclusiva su Disney+ in Italia e a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti.

Prodotta da Disney+, IBC Movie e Sunset Presse in associazione con Borough Productions e basata su eventi reali, questo nuovo progetto originale scritto da Jacques Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto, François Chayé e diretto da Charmelot e Chayé racconta, attraverso un accesso esclusivo alle indagini e ad alcuni dei suoi protagonisti, la storia e l’attualità dell’organizzazione criminale italiana sotto forma di docuserie. La nuova produzione italiana offrirà al pubblico un racconto completo e unico sul fenomeno italiano della ‘Ndrangheta.

Nicola Gratteri, magistrato calabrese sotto scorta da oltre trent’anni, ha guidato nel 2019 la più grande operazione mai tentata contro la ’Ndrangheta, l’operazione Rinascita Scott. Dalle indagini che hanno svelato il potere globale dell’organizzazione criminale calabrese fino al maxiprocesso che ha coinvolto oltre 400 imputati, la serie racconta una guerra di giustizia e coraggio in una terra segnata da paura e silenzi. Tra minacce di morte, tradimenti e redenzioni, emergono figure di magistrati, pentiti e vittime che scelgono di non piegarsi. Gratteri con la sua squadra affronta la sua battaglia più lunga, mentre la Calabria e il mondo assistono a un processo che potrebbe cambiare per sempre la lotta alla criminalità organizzata.

WORLD WIDE MAFIA, ‘NDRANGHETA / Key artLa serie, che segue Gratteri negli anni in cui è stato Procuratore della Repubblica di Catanzaro, permetterà agli spettatori di scoprire la sua storia personale e la realtà quotidiana della sua lotta, seguendo il suo lavoro di “comandante in capo” di un’indagine che coinvolge servizi segreti, carabinieri, unità militari e forze speciali.

World Wide Mafia, ‘Ndrangheta è prodotta da Disney+ insieme alla società di produzione italiana IBC Movie e alla società di produzione francese Sunset Presse in associazione con Borough Productions. Gli executive producer sono Francesca Andreoli e Maurizio Feverati per IBC, Carlos Carvalho Da Silva, Stéphanie de Montvalon, David Tillier per Sunset Presse, Simon Finch e Gabriel Range. La docuserie è diretta da Jacques Charmelot e François Chayé ed è scritta da Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto e Chayé. World Wide Mafia, ‘Ndrangheta è realizzato con il sostegno della Fondazione Calabria Film Commission, a valere sul Regolamento per la concessione di contributi e l’acquisizione di opere audiovisive per la promozione e valorizzazione del territorio regionale.

World Wide Mafia, ‘Ndrangheta, dal 20 maggio su Disney+

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World Wide Mafia, ‘Ndrangheta, dal 20 maggio su Disney+

La docuserie originale Hulu italiana in quattro episodi World Wide Mafia, ‘Ndrangheta debutterà il 20 maggio in esclusiva su Disney+ in Italia e a livello internazionale e su Hulu negli Stati Uniti.

Prodotta da Disney+, IBC Movie e Sunset Presse in associazione con Borough Productions e basata su eventi reali, questo nuovo progetto originale scritto da Jacques Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto, François Chayé e diretto da Charmelot e Chayé racconta, attraverso un accesso esclusivo alle indagini e ad alcuni dei suoi protagonisti, la storia e l’attualità dell’organizzazione criminale italiana sotto forma di docuserie. La nuova produzione italiana offrirà al pubblico un racconto completo e unico sul fenomeno italiano della ‘Ndrangheta.

Nicola Gratteri, magistrato calabrese sotto scorta da oltre trent’anni, ha guidato nel 2019 la più grande operazione mai tentata contro la ’Ndrangheta, l’operazione Rinascita Scott. Dalle indagini che hanno svelato il potere globale dell’organizzazione criminale calabrese fino al maxiprocesso che ha coinvolto oltre 400 imputati, la serie racconta una guerra di giustizia e coraggio in una terra segnata da paura e silenzi. Tra minacce di morte, tradimenti e redenzioni, emergono figure di magistrati, pentiti e vittime che scelgono di non piegarsi. Gratteri con la sua squadra affronta la sua battaglia più lunga, mentre la Calabria e il mondo assistono a un processo che potrebbe cambiare per sempre la lotta alla criminalità organizzata.

La serie, che segue Gratteri negli anni in cui è stato Procuratore della Repubblica di Catanzaro, permetterà agli spettatori di scoprire la sua storia personale e la realtà quotidiana della sua lotta, seguendo il suo lavoro di “comandante in capo” di un’indagine che coinvolge servizi segreti, carabinieri, unità militari e forze speciali.

World Wide Mafia, ‘Ndrangheta è prodotta da Disney+ insieme alla società di produzione italiana IBC Movie e alla società di produzione francese Sunset Presse in associazione con Borough Productions. Gli executive producer sono Francesca Andreoli e Maurizio Feverati per IBC, Carlos Carvalho Da Silva, Stéphanie de Montvalon, David Tillier per Sunset Presse, Simon Finch e Gabriel Range. La docuserie è diretta da Jacques Charmelot e François Chayé ed è scritta da Charmelot, Michela Gallio, Giovanni Filippetto e Chayé.

World War Z: un primo sguardo al film con Brad Pitt

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World War Z: un primo sguardo al film con Brad Pitt

World War Z è un film che ha avuto una gestazione davvero complicata, tra riscritture varie e problemi produttivi. L’arrivo di Brad Pitt, interessato al progetto, ha risolto molte cose e così oggi vi possiamo mostrare un video in cui possiamo dare uno sguardo al particolare progetto di Marc Forster (Quantum of Solas) che vede nel cast oltre a Pitt, anche Anthony Mackie, Matthew Fox, Mireille Enos e James Badge Dale.

Ecco il video:

World War Z: un nuovo poster del film con Brad Pitt

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World War Z: un nuovo poster del film con Brad Pitt

Curiosi di vedere Bard Pitt che combatte contro gli zombie? La super star di Hollywood e il trend cinematografico del momento di cinema e tv si incrociano in un film che sembra poter essere una vero capolavoro del genere. Oggi vi presentiamo un nuovo poster di World War Z:

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Il film si basa sul romanzo Best-Seller World War Z: An Oral History of the Zombie War e la storia ruota attorno  ad un dipendente delle Nazioni Unite Gerry Lane (Pitt), che attraversa il mondo in una corsa contro il tempo per fermare la pandemia Zombie che sta rovesciando eserciti e governi e minaccia di decimare l’umanità stessa. Diretto da Marc Forster, il thriller d’azione uscirà nei cinema USA il 21 giugno 2013, in Italia il 27 Giugno. Tutte le info utili nella nostra scheda: World War Z.

World War Z: tre nuovi spot tv

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World War Z: tre nuovi spot tv

La Paramount Pictures ha messo in rete tre nuovi spot tv per l’atteso zombie-disaster-movie World War Z con Brad Pitt nei panni dell’eroico protagonista che cerca di difendere la propria famiglia da un’invasione che il mondo non ha mai visto prima. Ecco i video:

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

Fonte: CS.net

World War Z: secondo trailer con Brad Pitt!

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World War Z: secondo trailer con Brad Pitt!

Guarda il secondo Trailer di World War Z, il film sull’invasione zombie con protagonista Brad Pitt e diretto dal regista Marc Forster.

Tutte le info utili sul film nella nostra Scheda: World War Z.

World War Z: recensione del film con Brad Pitt

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World War Z: recensione del film con Brad Pitt

Arriva anche in Italia, dopo un tour mondiale di grande impatto mediatico, l’atteso zombie movie prodotto e interpretato da Brad Pitt con la sua Plan B, casa di produzione che sta diventando un’interessante e poliedrica realtà produttiva di grande ingegno, capace di produrre film per il grande pubblico ma anche film  d’autore, come ad esempio i recenti The Tree of life e Kick Ass. World War Z segue la storia di Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite, che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare un’epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

Oltre ad essere uno dei film più attesi dell’estate, World War Z è soprattutto un film che ha suscitato molta curiosità se non altro per le vicende produttive molto travagliate. Infatti il film ha avuto due vite produttive, la prima conclusasi nell’arco temporale compreso tra il 15 Giugno e il 31 Agosto 2011, la seconda a partire da Maggio 2012, quando sono stati chiamati Damon Lindelof e Drew Goddard a riscrivere alcune parti del copione, per poi  essere rigirato successivamente con una spesa complessiva di circa 200 milioni di dollari che rappresenta un rischio elevatissimo nonostante la pellicola possegga dei connotati da film evento. Per questo motivo c’erano tutte le ragioni del mondo per dubitare sulla resa di questo zombie movie che in realtà, per come è sviluppato, ha tutta l’aria di essere più un disaster movie basato su un’epidemia virale devastante, che una storia di morti viventi.

World War Z, il film

WORLD WAR Z

Nonostante queste premesse il film nella sua visione più totalizzante funziona molto bene, sorretto (quasi incredibilmente) da una sceneggiatura ben strutturata che fa da colonna portante a tutta la vicenda, riuscendo nell’intento di attrarre fin dalle primissime battute l’attenzione dello spettatore. Punto forte della visione di World War Z è l’ottimo ritmo dato da un montaggio e una storia incalzante che catapultano direttamente lo spettatore nell’angoscioso e travagliato viaggio del protagonista Gerry (Brad Pitt) alle prese con una ricerca insperata di informazioni, l’unica speranza per un mondo decimato rapidamente dal diffondersi della malattia.

Il merito di questo va senz’altro riconosciuto al regista del film, , che dispiega sapientemente una regia ben calibrata e al servizio di una buona sceneggiatura (salvata dal lavoro del duo Lindelof/Goddard) che però non è esente da punti deboli, principalmente dovuti alla difficoltà nel trovare originalità in un genere ormai da tempo in saturazione. Buona anche la prova degli attori, con Pitt credibile nei panni di eroe, e con la piacevole sorpresa di Pierfrancesco Favino che rappresenta la nostra italianità nella storia e che agevolmente porta a casa la sua parte.

World War Z non sarà di certo un capolavoro ma è comunque un ottimo monito d’intrattenimento che farà la gioia dei fan in entrambe le sue accezioni (Disaster e Zombie Movie).

World War Z: premiere Londra e Parigi con i Muse

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World War Z: premiere Londra e Parigi con i Muse

Ecco tutte le foto dei delle Premiere a Londra e Parigi del film World War Z protagonista Brad Pitt e per la prima volta alle prese con un’apocalisse zombie. L’evento di Londra ha ospitato anche il concerto esclusivo dei Muse per l’uscita del film. La pellicola è diretto da Marc Forster  arriverà nelle sale italiane il 27 Giugno 2013 si basa sull’omonimo libro di Max Brooks.

Nel film oltre al protagonista ci saranno anche gli attori Anthony Mackie, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox, Mireille Enos. La sceneggiatura  è invece stata scritta da  J. Michael Straczynski, Matthew Michael Carnahan.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

Romanzo: World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) è un romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate. Per rendere il romanzo più realistico possibile, nonostante si tratti di narrare la storia immaginaria di una guerra mondiale tra umanità e “morti viventi”, Brooks ha sviluppato numerose ed approfondite ricerche, per documentarsi e trattare al meglio la realtà sociopolitica e culturale attuale (e quindi calare in essa gli sviluppi di fantasia che vengono raccontati) e per rendere plausibili e convincenti le tattiche di guerriglia militari e le reazioni delle varie popolazioni del mondo. Ha inoltre avuto l’aiuto di molti amici cari ed esperti in diversi campi per la scrittura e la trattazione dei singoli argomenti, facendo riferimento ad altri libri.

World War Z: nuovo spettacolare trailer del film con Brad Pitt!

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World War Z: nuovo spettacolare trailer del film con Brad Pitt!

Nuovo spettacolare Trailer di World War Z, l’atteso zombie movie diretto da Marc Forster e che vede protagonista Brad Pitt nei panni di un impiegato dell’ambasciata che probabilmente se la vedrà da solo con un’apocalisse zombie.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z: nuovo spettacolare trailer con Brad Pitt!

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World War Z: nuovo spettacolare trailer con Brad Pitt!

Arriva il secondo spettacolare trailer del film  World War Z, l’atteso zombie movie diretto da Marc Forster e che vede protagonista Brad Pitt nei panni di un impiegato dell’ambasciata che probabilmente se la vedrà da solo con un’apocalisse zombie.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film:La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z: la Paramount cancella il sequel

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World War Z: la Paramount cancella il sequel

Cattive notizie arrivano da Hollywood: dopo mesi di speculazioni e gli ultimi aggiornamenti che avevano addirittura svelato il titolo di lavorazione del film, la Paramount ha ufficialmente cancellato il sequel di World War Z. A dirlo è The Playlist, riportando voci piuttosto sicure.

Tra le cause principali di questa decisione ci sarebbe il budget, anche se David Fincher e il suo team avevano proposto agli studios cifre inferiori a quelle dell’originale (190 milioni secondo Box Office Mojo); la Paramount, che conosceva i piani di produzione da almeno un anno scorso anno, si era trascinata nel tempo con la speranza di portare finalmente alla luce il progetto fino ad oggi.

Vi ricordiamo che di recente l’azienda ha stanziato numeri davvero significativi per i prossimi due capitoli del franchise di Mission Impossible che usciranno rispettivamente nell’estate del 2021 e del 2022, con Christopher McQuarrie al timone in cabina di regia e sceneggiatura e il ritorno di Tom Cruise.

World War Z: annullato il sequel

E pensare che un mese fa circa era stato Production Weekly a riportare che le riprese del sequel di World War Z sarebbero iniziate a Marzo tra Thailandia, Spagna e lo stato americano della Georgia, e che il titolo provvisorio di lavorazione sarebbe stato Maximillian. Niente di più sbagliato, a quanto pare.

A novembre 2017 fu lo stesso Fincher a spiegare la sua ideale costruzione di una mitologia del franchise, raccontando a Variety che le riprese sarebbero state posticipate (e la release fissata al 2020) per permettere a Brad Pitt di completare il suo lavoro con Quentin Tarantino sul set di Once Upon A Time In Hollywood.

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di CronenbergLa promessa dell’assassino.

Fonte: The Playlist

World War Z: il finale originale del film e perché è stato cambiato

Il finale di World War Z ha subito alcune modifiche significative prima dell’uscita del film, con una conclusione drasticamente diversa da quella originariamente prevista per il blockbuster sugli zombie. Interpretato da Brad Pitt e uscito nel 2013 nel pieno della mania degli zombie a Hollywood, il film sembrava destinato al successo fino a quando non sono emerse notizie di importanti riprese aggiuntive. Ciononostante, quando il pubblico e la critica hanno visto World War Z, la maggior parte è rimasta piuttosto sorpresa nel constatare che il risultato finale era comunque un film di zombie di grande budget di buona qualità, che si è poi confermato come un solido successo al botteghino.

Infatti, nonostante il regista Marc Forster e la troupe abbiano scartato il finale originale di World War Z, il film rimane un’opera emozionante e divertente sia nella filmografia di Brad Pitt che nel sottogenere horror sugli zombie. Tuttavia, il film era anche molto diverso dal libro da cui era tratto, scritto dall’autore Max Brooks, e sembra che il film abbia avuto difficoltà ad adattare il materiale originale al grande schermo. Il risultato è stato una serie di idee su come concludere il film che sarebbero state molto diverse da ciò che il pubblico ha visto.

LEGGI ANCHE: World War Z: dal cast al sequel, tutte le curiosità sul film con Brad Pitt

In che modo il finale originale di World War Z era diverso

Nel finale della versione cinematografica di World War Z, Gerry Lane (Brad Pitt) si ritrova in un edificio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con alcuni compagni sopravvissuti, ma le informazioni che cerca si trovano al centro dell’edificio, che è stato invaso dagli infetti. Lane si infetta con un agente patogeno che lo rende invisibile agli infetti e riesce a superare indenne gli zombie che imperversano. Un montaggio che chiude il film mostra l’umanità che combatte contro l’orda, suggerendo un finale pieno di speranza per i sopravvissuti e aprendo potenzialmente la strada a World War Z 2.

World War Z spiegazione finale
Brad Pitt, Mireille Enos, Fana Mokoena e Sterling Jerins in World War Z. Foto di Jaap Buitendijk – © 2013 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Tuttavia, il finale originale iniziava con Lane e Segen (Daniella Kertesz) che volavano a Mosca, dove venivano immediatamente arruolati nell’esercito creato per combattere gli zombie. Invece di andare all’edificio dell’OMS, il finale originale presenta un salto temporale che mostra un Lane barbuto che continua a combattere in Russia durante l’inverno. È durante questo periodo che si rende conto che gli zombie si muovono più lentamente al freddo, dando agli umani un vantaggio in queste condizioni.

È rimasto senza comunicazioni con la sua famiglia per tutto questo tempo, ma finalmente riesce a parlare con sua moglie, che ha dovuto segretamente intraprendere una relazione con il paracadutista interpretato da Matthew Fox (un personaggio che appare solo brevemente nella versione cinematografica) per proteggere se stessa e i bambini. Più tardi, Lane, Segen e un personaggio di nome Simon iniziano a viaggiare attraverso la Russia per raggiungere gli Stati Uniti e salvare la famiglia di Lane. La scena finale originale di World War Z li vedeva quindi arrivare in America.

Il finale originale di World War Z era troppo cupo

Questo finale più cupo per World War Z è stato il risultato del fatto che la sceneggiatura non era stata completata quando è iniziata la produzione del film. Dopo che le riprese furono completate e Marc Forster montò la prima versione del film, però, i dirigenti della Paramount e Pitt non apprezzarono il finale proposto. Coloro che hanno visto la prima versione di World War Z hanno descritto il finale come “brusco e incoerente”, il che corrisponde alla descrizione delle immagini che sono state rivelate da allora. Per correggere il finale, la Paramount ha quindi assunto Damon Lindelof per riscrivere la sceneggiatura.

World War Z zombie
World War Z. Foto di 2013 – Paramount Pictures

Sono poi seguite sette settimane di riprese aggiuntive per girare oltre nuovi 40 minuti del film. Anche se tutte queste modifiche hanno fatto lievitare il budget di World War Z a oltre 200 milioni di dollari, il film è poi comunque riuscito a ottenere un discreto successo al botteghino, incassando 540 milioni di dollari in tutto il mondo. Il risultato finale ha però dato alla Paramount un film di successo tale da generare discussioni su un sequel, con David Fincher che aveva firmato per World War Z 2, prima di abbandonare il progetto. Ad oggi un sequel sembra ormai improbabile, ma è chiaro che il finale originale era drasticamente diverso da quello che il pubblico ha visto.

Cosa sappiamo di World War Z 2?

Inizialmente il progetto di un sequel sembrava ben avviato, con lo stesso Pitt interessato a tornare nel ruolo di Gerry Lane e il coinvolgimento di David Fincher come regista. Tuttavia, lo sviluppo del film ha incontrato una lunga serie di ostacoli. Problemi di budget, conflitti di programmazione e, soprattutto, l’incertezza della Paramount riguardo ai film a tema zombie – un genere che, nel frattempo, sembrava aver perso popolarità – hanno rallentato il progetto. Nel 2019 il film è infine stato ufficialmente cancellato. Secondo alcune fonti, la decisione sarebbe dipesa anche dalle restrizioni imposte dal governo cinese, che vieta la distribuzione di film con tematiche sovrannaturali o legate ai non-morti.

Nonostante la cancellazione ufficiale, il franchise di World War Z non sembra essere del tutto morto. Brad Pitt non ha escluso del tutto un possibile ritorno (forse sullo stile di 28 anni dopo), e nel corso degli anni sono emerse voci su un’eventuale ripresa del progetto, tra cui quelle riguardanti un possibile formato seriale per piattaforme streaming come Paramount+ o Apple TV+. Al momento, però, non ci sono conferme ufficiali. I diritti del romanzo restano alla Paramount ma, con la continua popolarità del genere post-apocalittico, non è da escludere che World War Z 2 possa tornare in vita sotto una nuova forma.

LEGGI ANCHE: World War Z 2: David Fincher rivela che sarebbe stato come The Last of Us

World War Z: ecco quattro nuove clip!

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World War Z: ecco quattro nuove clip!

Sono disponibili online quattro nuove clip di World War Z, film di Marc Forster che è da oggi disponibile nelle sale di tutta Italia, con protagonista Brad Pitt.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z: ecco il titolo di lavorazione del sequel

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World War Z: ecco il titolo di lavorazione del sequel

Dopo mesi di speculazioni e smentite, la produzione del sequel di World War Z può finalmente iniziare, come riportato da Production Weekly. Le riprese partiranno a Marzo con la troupe che si muoverà tra Thailandia, Spagna e lo stato americano della Georgia, mentre il titolo provvisorio di lavorazione sarà Maximillian.

L’ultimo aggiornamento sul film risale a novembre 2017, quando David Fincher spiegò i suoi piano per la costruzione di una mitologia del franchise. Era stato poi Variety a spiegare che le riprese sarebbero state posticipate (e la release fissata al 2020) per permettere a Brad Pitt di completare il suo lavoro con Quentin Tarantino sul set di Once Upon A Time In Hollywood.

Pitt è infatti il protagonista, insieme a Leonardo DiCaprio, del nuovo film del regista di Pulp Fiction. Questo impegno, in un progetto forse più definito di World War Z 2, ha determinato lo slittamento del film di zombie.

World War Z 2: Paramount conferma David Fincher e Brad Pitt

World War Z è la trasposizione cinematografica del romanzo “World War Z La guerra mondiale degli zombi” di Max Brooks del 2006. Brad Pitt tornerà nei panni di Gerry Lanel, e sarà nuovamente produttore. A scrivere la sceneggiatura del film sarà lo scrittore e regista Steven Knight, che ha scritto e diretto l’apprezzatissimo Locke, con Tom Hardy e visto al Festival di Venezia 2013. Inoltre, ha scritto le sceneggiature dei film in arrivo Seventh Son, Madame Mallory e il piccolo chef indiano con Helen Mirren e il biopic su Bobby Fischer, Pawn Sacrifice. É sua anche la sceneggiatura del film di CronenbergLa promessa dell’assassino.

Fonte: Production Weekly

World War Z: due clip dal film con Brad Pitt!

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World War Z: due clip dal film con Brad Pitt!

Altre due clip inedite per  World War Z l’atteso zombie movie diretto da Marc Forster e che vede protagonista Brad Pitt nei panni di un impiegato dell’ambasciata che probabilmente se la vedrà da solo con un’apocalisse zombie.

World War Z è diretto da Marc Forster e vede nel cast Anthony Mackie, Brad Pitt, David Morse, James Badge Dale, Matthew Fox e Mireille Enos. Ecco la trama del film: La storia segue Gerry Lane, un impiegato delle Nazioni Unite(Brad Pitt), che gira il mondo in una corsa contro il tempo per fermare una epidemia che rovescia eserciti e governi e che minaccia di decimare la popolazione mondiale.

La pellicola è tratta da World War Z. La guerra mondiale degli zombi (World War Z: An Oral History of the Zombie War) romanzo horror fantascientifico post apocalittico del 2006 di Max Brooks. È la seconda opera letteraria di Brooks sull’argomento zombie, successiva a Manuale per sopravvivere agli zombi (The Zombie Survival Guide) del 2003. Dalla prospettiva del singolo individuo, e della narrazione, il libro è considerato un romanzo epistolare, poiché la trama è presentata dalle varie interviste sulle vicissitudini delle persone incontrate.

Dopo una lunga e difficile campagna d’acquisti, nel 2007 la Plan B Entertainment di Brad Pitt riuscì ad ottenere i diritti cinematografici di WWZ in concorrenza contro la Appian Way di Leonardo DiCaprio.Qualche tempo dopo, il 13 novembre 2008 si apprese, dalla rivista Variety, che Marc Forster era stato avvicinato e poi confermato come regista; intervistato a proposito, Forster spiegò che per alcuni aspetti il romanzo presentava caratteristiche politico-thriller simili a Tutti gli uomini del presidente.

World War Z: dal cast al sequel, tutte le curiosità sul film con Brad Pitt

Il finale di World War Z ha subito alcune importanti modifiche prima dell’uscita del film, con una conclusione drammaticamente diversa da quella originariamente prevista per il blockbuster sugli zombie. Interpretato da Brad Pitt e uscito nel 2013 nel pieno della mania degli zombie a Hollywood, il film sembrava destinato al successo fino a quando non sono emerse notizie di importanti rimaneggiamenti. Tuttavia, quando il pubblico e la critica hanno visto World War Z, la maggior parte è rimasta un po’ sorpresa nel vedere che il risultato finale era un discreto film di zombie a grande budget che si è rivelato un solido successo al botteghino.

Infatti, nonostante il regista Marc Forster e la troupe abbiano scartato il finale originale di World War Z, il film rimane un’opera emozionante e divertente sia nella filmografia di Brad Pitt che nel sottogenere horror degli zombie. Tuttavia, il film è stato anche molto diverso dal libro di Max Brooks da cui è stato tratto e sembra che il film abbia avuto difficoltà ad adattare il materiale di partenza al grande schermo. Il risultato è stato una manciata di idee su come concludere il film che sarebbero state molto diverse da quelle che il pubblico ha visto.

Ad oggi, mentre ancora si attende di sapere se ci saranno ulteriori capitoli ambientati in questo mondo invaso dagli zombie, può essere interessante scoprire qualche curiosità in più sul film, come appunto quello che era il suo finale originale. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a World War Z. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

World War Z spiegazione finale
Brad Pitt, Mireille Enos, Fana Mokoena e Sterling Jerins in World War Z. Foto di Jaap Buitendijk – © 2013 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

La trama e il cast di World War Z

Protagonista è Gerry Lane, ex impiegato delle Nazioni Unite ormai in pensione. Un giorno l’uomo e la sua famiglia, composta dalla moglie Karen e dalle figlie Constance e Rachel, sono bloccati, come al solito, nel traffico di Philadelphia, mentre vanno chi a scuola e chi a lavoro, quando, in pochi secondi, si scatena il caos. Migliaia di persone intorno a loro sembrano essere affette da un virus sconosciuto, che li rende simili a dei zombie, e con un solo morso possono diffondere l’infezione a chiunque sia nelle vicinanze. Fuggire sembra impossibile, men che meno rimanere sani e “umani”.

L’unica speranza di Gerry Lane è quella di mettere in salvo la sua famiglia su una nave del governo, ma sarà possibile a una sola condizione: lui dovrà arruolarsi nuovamente nelle Nazioni Unite e tornare sul campo. L’uomo, messi in salvo moglie e figli, riparte insieme a un famoso immunologo alla ricerca del primo contagiato, il paziente zero, con la speranza di riuscire a trovare un vaccino e, così facendo, salvare il mondo.

Nel cast del film ritroviamo Brad Pitt nel ruolo di Gerald “Gerry” Lane, mentre Mireille Enos interpreta sua moglie Karin Lane. James Badge Dale interpreta il Capitano Speke, un Ranger dell’esercito americano, mentre Peter Capaldi interpreta un medico del W.H.O. in Galles. Completano il cast Sterling Jerins nel ruolo di Constance Lane, la figlia minore di Gerry e Karin, Abigail Hargrove nel ruolo della figlia maggiore Rachel Lane, Pierfrancesco Favino e Ruth Negga in quelli di due medici del W.H.O. in Galles.

World War Z zombie
World War Z. Foto di 2013 – Paramount Pictures

Il finale del film

Nel finale del film, Gerry suggerisce che gli zombie ignorano le persone già malate terminali o ferite, in quanto non sono ospiti adatti all’infezione. Propone dunque di iniettare in individui sani un agente patogeno curabile come forma di “camuffamento” contro gli zombie. Tuttavia, i campioni di tale sostanza si trovano in una sezione della struttura dell’OMS infestata dagli zombie. Gerry, Segen e il capo medico devono quindi attraversare il laboratorio e recuperare i campioni di agenti patogeni ma, mentre Gerry sta per andarsene, uno zombie solitario gli sbarra la strada.

Egli è così costretto a mettere alla prova la sua teoria iniettandosi l’antidoto. Quando poi Gerry apre la porta, la sua teoria si rivela corretta: lo zombie lo ignora, permettendogli di passare con i campioni di patogeni in suo possesso. Gerry e Segen raggiungono un’area sicura a Freeport, in Nuova Scozia, e si riuniscono a Karin, alle figlie di Gerry e a Tommy, che ora viene cresciuto da Karin e Gerry. Viene a quel punto sviluppato un vaccino per contrastare gli zombie, consentendo ai civili di evacuare le regioni infette in modo sicuro e permettendo ai militari di combattere gli zombie in modo più efficiente.

Ci sarà un sequel del film?

Originariamente, sia Marc Forster che Paramount Pictures consideravano World War Z una trilogia. Nel giugno 2013, dopo il successo del film, la Paramount ha dunque annunciato di voler procedere con un sequel.  J. A. Bayona era stato scelto per dirigere il film, ma ha poi ha abbandonato il progetto a causa di altri impegni. David Fincher è dunque stato scelto come regista, ma nel febbraio 2019 il film è stato cancellato. Una fonte ha dichiarato che il divieto del governo cinese sui film con zombie o fantasmi è stato il motivo principale per cui la Paramount ha cancellato il sequel.

World War Z finale alternativo
Brad Pitt, Pierfrancesco Favino e Daniella Kertesz in World War Z. Foto di Jaap Buitendijk – © 2013 Paramount Pictures. All Rights Reserved.

Nonostante i piani della Paramount per un sequel siano dunque stati abbandonati, sappiamo che la trama del World War Z 2 di David Fincher avrebbe dovuto rivelare che il vaccino usato da Gerry Lane nel finale funziona solo per 36 ore e che le tensioni politiche globali continuano a peggiorare mentre l’orda di zombi cresce e conquista nuovi territori. Approfondendo la virologia e la politica mondiale, il sequel avrebbe dunque potuto correggere i problemi del primo film, dando alla storia un climax più ponderato e appropriato al tono e finalmente rendere giustizia al romanzo horror apocalittico del 2006 con lo stesso titolo che ha spinto il genere zombie oltre i suoi limiti.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di World War Z grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV, Now, Netflix, Paramount+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 17 settembre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.