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Iron Man 2: il film Jon Favreau con Robert Downey Jr.

Iron Man 2: il film Jon Favreau con Robert Downey Jr.

Come ogni film di successo che si rispetti, anche Iron Man avrà il suo sequel, Iron Man 2 – tra l’altro inserito – secondo le idee della Marvel, all’interno di un progetto più grande. Andiamo, però, con ordine.

La storia di Iron Man 2 inizia il primo ottobre 2008 con un’intervista di USA Today a Jon Favreau, regista del film. Da quello che si evince dalle sue parole, la trama prenderà il via esattamente sei mesi dopo il termine della pellicola originale.

Titolo originale Iron Man
Regista Jon Favreau
Produzione Marvel Studios
Scritto da Stan Lee
Justin Theroux
Don Hect
Jack Kirby
Larry Lieber
Cast Robert Downey Jr.Tony Stark/Iron Man
Don Chalde – Rhodey
Gwyneth PaltrowVirginia “Pepper” Potts
Scarlett johanssonVedova nera
Michey Rourke – Whiplash
Samuel L. JacksonNick Fury
Sam RockwellJustin Hummer
Musica John Debney
Distribuzione Paramount Pictures
Uscita USA 7 maggio 2010
Uscita Italia
Durata
Budget
Incasso totale

 

Stark sta fronteggiando le conseguenze della sua confessione alla stampa di essere in realtà Iron Man e a questo si aggiungerà un altro grande problema: il Mandarino, nemesi storica del protagonista, che, secondo le parole del regista, permetterà di includere nel plot l’intero panteon di nemici del fumetto originale. Non lo si vedrà ancora fisicamente sullo schermo, ma dovrebbe iniziare ad intuirsi la sua presenza dietro le quinte. Per usare le parole di Favreau, sarà come l’Imperatore di Star Wars, che non appare fino a Il Ritorno dello Jedi pur essendo presente in tutta la trilogia classica.

Verrà affrontato il problema dell’alcolismo di Stark, causato in parte da una crisi di età dello stesso e da una nuova relazione sentimentale di Pepper. Per chiarezza, però, Favreau ha specificato che il film non sarà la versione per il grande schermo dell’arco narrativo “Il Demone nella Bottiglia” di David Micheline,  Bob Layton e  John Romita Junior, ma sarà più concentrato sul periodo “in mezzo” tra le origini del’eroe e la sopracitata saga. Saranno grandemente coinvolti sia lo SHIELD, sia il relativo capo Nick Fury. Tra l’altro questa pellicola rappresenterà un ulteriore passo di avvicinamento verso il progetto (leggasi film) dei Vendicatori, il più importante gruppo di supereroi della Marvel.

Iron Man 2, il cast

Il cast ha mantenuto gli attori più importanti: Robert Downey Jr sarà sempre Tony Stark, il superpotente Iron Man. Gwyneth Paltrow si conferma nel ruolo di Virginia “Pepper” Potts, amica del cuore di Tony che, in realtà, ne è innamorato.

Nel ruolo di James “Rhodey” Rhodes, futuro War Machine, troviamo il primo cambiamento. Terrence Howard ha abbandonato il ruolo per non meglio chiariti problemi contrattuali ed è stato sostituito da Don Cheadle (Ocean’s Eleven e nomination all’Oscar per Hotel Rwanda). Pare, comunque, che Favreau non piangerà troppo per questo cambio, dato che il suo rapporto con Howard si dice non fosse idilliaco. Un’entrata in scena con i fuochi artificiali nel cast la merita Mickey Rourke, che sarà il criminale Whiplash, mentre Scarlett Johansson sarà la superspia Vedova Nera. Tornerà anche Samuel L. Jackson nel ruolo di Nick Fury. Si vocifera di alcune comparsate di Edward Norton nei panni di Burce Banner (Hulk) e di Chris Hemsworth in quelli di Thor, ma la cosa non ha ancora trovato conferma. Anzi, lo scorso 16 settembre Norton ha dichiarato di non sapere assolutamente nulla di questa cosa, confermando che per ora sono voci prive di fondamento.

Iron Man 2, la produzione

L’intento di Favreu è di girare una trilogia completa sull’uomo di ferro della Marvel, che inizialmente avrebbe avuto come nemico principale Obadiah Stane, ovvero Iron Monger. Allo stesso tempo il Mandarino sarebbe dovuto essere, come già detto, un personaggio più “eterico” e meno combattente. Alla fine la storia venne scritta dallo stesso regista e da Downey, per poi essere tradotta in copione da Justin Theroux (Tropic Thunder), mentre lo storyboard è ad opera di Genndy Tartakovsky (conosciuto come disegnatore dei cartoni animati Il Laboratorio di Dexter, Le Superchicche e Samurai Jack). Le riprese si sono svolte presso i Raleigh Studios di Manhattan Beach, California, dal 6 aprile al 20 luglio di quest’anno.

Iron Man 2, primo trailer

Il primo trailer ufficiale è stato mostrato durante la Comic-Con di San Diego durante lo scorso luglio.

Iron Man 2, uscita nelle sale

L’uscita nei cinema americani è prevista per il 7 maggio 2010. Non è ancora stata comunicata alcuna data ufficiale per l’Italia.

Iron Man 2: Genndy Tartakovsky ricorda il suo contribuito al film

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In una recente intervista con ComicBook, Genndy Tartakovsky, regista e animatore noto per aver diretto la saga di Hotel Transylvania, ha ricordato il suo lavoro sugli storyboard e sulla pre-visualizzazione di Iron Man 2, il secondo capitolo della saga del MCU dedicata al personaggio interpretato da Robert Downey Jr.

“Sono stato molto fortunato, perché Jon Favreau amava il mio lavoro e la sensibilità che avevo espresso con il cartone Samurai Jack”, ha spiegato Tartakovsky. “Ne voleva un assaggio per Iron Man 2 e praticamente mi affidò il terzo atto, lo scontro nel padiglione, per vedere cosa potevo trarne.”

Tuttavia, il processo lavorativo non è stato privo di ostacoli: “Stendemmo le scene d’azione. Lavorammo agli storyboard e supervisionammo tutta la pre-visualizzazione. Poi, venne tutto tagliato. Montai la sequenza e gliela mostrai. A Jon piacque e così decise di girarla. Poi mi invitò a vedere un montaggio preliminare del film e mi accorsi che al momento del finale, di quella battaglia, era stato tutto modificato.”

Come spiegato da Tartakovsky, la versione finale di quella scena era molto diversa da come se l’era immaginata: “Dissi che la scena andava bene, che funzionava, ma che dal mio punto di vista aveva perso quelle caratteristiche che credevo potessero renderla davvero forte. Alla fine accettai la cosa e quando poi vidi la versione finale, mi accorsi che alcuni pezzi erano tornati al loro posto. Molti elementi della storia erano cambiante, ma altri erano tornati come erano all’inizio. Fu una cosa bella da vedere.”

Iron Man 2: ecco perché Kate Mara ha accettato di apparire nel film

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Kate Mara ha accettato di apparire in un piccolo ruolo in Iron Man 2 perché credeva che potesse portarla a qualcosa di più grande. Uscito nel 2010, il film è stato il terzo capitolo del MCU che, all’epoca, era veramente una cosa di proporizioni ridotte. Il sequel ha visto Robert Downey Jr. tornare nei panni di Tony Stark e affrontare nemici quali Justin Hammer (Sam Rockwell), Ivan Vanko (Mickey Rourke) e il governo degli Stati Uniti, che cerca di portargli via la sua tecnologia. Iron Man 2 ha ricevuto un’accoglienza contrastante da parte di critica e pubblico, e ad oggi è considerato uno degli film più deboli del MCU.

Quando si tratta di Kate Mara e dei ruoli in film di supereroi, la maggior parte dei fan pensa subito al personaggio di Sue Storm interpretato dall’attrice nel reboot di Fantastici Quattro del 2015. Anche se c’erano dei piani per trasformare quel riavvio in un vero e proprio franchise, il film di Josh Trank è stato accolto in maniera negativa tanto dalla critica quanto dal pubblico, con il flop del film che ha messo la parola fine a qualsiasi piano futuro. Di recente la stessa Mara ha ammesso che lavorare a Fantastic 4 – I Fantastici Quattro è stata “un’esperienza orribile”.

Tuttavia, prima del film di Trank, Kate Mara era apparsa brevemente in Iron Man 2 nei panni di uno sceriffo federale. La scena che la vede protagonista non dura nenache un minuto intero, ma Mara è stata comunque disposta a firmare per apparire nel film, credendo che quella possibilità l’avrebbe portare a qualcosa di più. In una nuova intervista durante il format “Ladies Night” di Collider, Mara ha spiegato che all’epoca le venne detto che il suo personaggio sarebbe potuto apparire di nuovo nel MCU, cosa che l’ha spinta ad accettare di prendere parte al sequel. Inoltre, è stata anche spinta dal desiderio di lavorare con Robert Downey Jr. e con il regista Jon Favreau.

“Ho avuto un incontro con Jon Favreau riguardo al film e all’epoca mi dissero: ‘È una parte molto, molto piccola, ma è con Robert Downey e Jon, e sarà davvero divertente. E molte volte riportano questi personaggi in ruoli più grandi e sostanziali’. Non era una promessa, ma era sicuramente qualcosa che mi è stato accennato. Quindi questo è il motivo per cui ho persino preso parte alla riunione, perché ho pensato: ‘Bene, se c’è una possibilità, perché non passare una serata a lavorare con Robert Downey Jr. e Jon Favreau? Grande. Li amo entrambi. Sono fantastici. Sarà una bella esperienza’. Ed è esattamente quello che è stato. Alla fine non è stato altro che quello, ma è stato davvero divertente. Abbiamo girato fino alle quattro del mattino. Ma sì, alla fine è uno strano cameo che si è trasformato in un nulla. Ma non importa!”

Iron Man 2

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Iron Fist: la Marvel ha problemi sullo sviluppo

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Iron Fist: la Marvel ha problemi sullo sviluppo

Come sappiamo la Marvel Studios sta pianificando un discreto universo Marvel seriale con Agents of Shield, Agent Carter e Daredevil. Senza dimenticare che sono in arrivo anche Jessica Jones e Iron First.

Ebbene proprio su quest’ultimo oggi apprendiamo alcune notizia non propriamente buone. Infatti, a quanto pare la Marvel è attualmente alle prese con alcuni problemi sullo sviluppo e pare che la serie non sia entrata in produzione proprio per questo motivo. Lo show che si basa sulle avventure di Danny Rand è attualmente fermo a metà stagione per via dei problemi sulla decisione di quale tono dovrà prendere lo show e a quanto pare lo studios ha coinvolto molte personalità nello sviluppo tanto da confondere ulteriormente le idee. I problemi riguarderebbero l’elemento soprannaturale e la sua coesione con l’intero universo.

Iron Fist il cui vero nome è Daniel Danny Rand, è un personaggio dei fumetti creato da Roy Thomas (testi) e Gil Kane(disegni), pubblicato dalla Marvel Comics. La sua prima apparizione è Marvel Premiere n. 15 (maggio 1974).

Daniel Rand, detto “Danny”, è il figlio di un grande businessman statunitense chiamato Wendell Rand. Wendell, molti anni prima, scoprì la magica città di K’un-Lun. Durante la sua permanenza nella città, Wendell salvò la vita a Lord Tuan che lo prese sotto la sua protezione. Wendell lasciò comunque, molto tempo dopo, la cittadina per recarsi a New York e diventare un businessman famoso. Egli sposò Heather Duncan, dalla quale ebbe Daniel come figlio. Quando Danny ebbe nove anni, Wendell organizzò una spedizione a K’un Lun, insieme a sua moglie Heather e al suo socio in affari, Harold Meachum. Durante la spedizione Harold, innamorato di Heather da sempre, causò la morte di Wendell ma, allo stesso tempo, risparmiò Heather e il piccolo Danny. Heather espresse il suo desiderio di morire piuttosto che esser risparmiata da Harold e così, quest’ultimo, la gettò nel vuoto, insieme a suo figlio. I due si salvarono apparentemente. In seguito Heather, per salvare Danny, fu uccisa; il piccolo fu portato al cospetto di Yu-Ti. Quando Danny espresse tutto il suo desiderio di vendetta, Yu-Ti lo affidò a Lei Kung, che lo addestrò nelle arti marziali. In poco tempo Danny divenne il miglior allievo di Lei Kung e così, a 19 anni, gli venne proposto di combattere il drago conosciuto come Shou-Lao. Durante la battaglia, Danny vide con stupore un tatuaggio a forma di dragone stamparsi sul suo petto. Una volta ucciso Shou-Lao, Danny entrò in una caverna dove ricevette i poteri del “Pugno d’acciaio”. Danny decise di lasciare K’un-Lun e di vendicarsi dell’assassino di suo padre. Danny riapparve negli Stati Uniti con il costume e il nomignolo di “Pugno d’acciaio”. Trovò Meachum a capo dei Meachum Industries. Prima di decidere se uccidere o meno Meachum, questo fu ucciso da un misterioso ninja, che spiazzò letteralmente Pugno d’acciaio. Comunque sia, Danny decise di usare la sua conoscenza nelle arti marziali e i suoi poteri al servizio del bene, divenendo il supereroe “Pugno d’acciaio”, aiutato dai suoi amici Colleen Wing e Misty Knight. Nella serie incontrerà numerosi nemici come Sabretooth, Master Khan e Steel Serpent.

Fonte CBM

 

Iron Fist: Finn Jones vuole tornare nei panni di Danny Rand

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Iron Fist: Finn Jones vuole tornare nei panni di Danny Rand

I Marvel Studios hanno reso “canonici” i progetti della Marvel Television su Netflix poco prima del lancio di Echo su Disney+ all’inizio di quest’anno. Sebbene ci aspettiamo ancora che lo studio scelga a quali personaggi e quali storie fare riferimento nel MCU, sono già stati arruolati diversi volti noti. Ora, mentre aspettiamo di vedere attori del calibro di Charlie Cox (Daredevil), Vincent D’Onofrio (Kingpin) e Jon Bernthal (The Punisher) fare la loro apparizione in Daredevil: Born Again, l’attore che ha interpretato Iron Fist per Netflix ha espresso il suo interesse a unirsi a loro.

Durante una recente intervista con The Nerd Shepherd, l’interprete di Danny Rand/Iron Fist, Finn Jones, ha condiviso la sua convinzione che ci sia ancora “molto spazio per la crescita di quel personaggio“. Ha aggiunto: “Penso di essere in un momento della mia carriera in cui mi piacerebbe continuare a crescere con quel personaggio“. Per quanto riguarda l’aspetto che vorrebbe avere, Jones ha detto di essere ancora desideroso di recitare in una serie di Heroes for Hire con il Luke Cage di Mike Colter.

Mi piacerebbe vedere di nuovo la chimica tra me e Mike. È sempre stata fantastica. Penso che siano personaggi davvero interessanti da mettere insieme“, ha stuzzicato. “Se volessero riportare me e Mike a fare una serie TV di Heroes For Hire, penso che sarebbe la strada giusta“. Dato però che la serie Iron Fist è stata recensita male, sembra improbabile per Jones un’altra occasione per interpretare l’eroe. In rete, inoltre, si è parlato della possibilità che i Marvel Studios introducano un nuovo Iron Fist nella prossima serie animata Eyes of Wakanda.

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Finn Jones in una scena di Iron Fist

Iron Fist: la trama e il cast della serie Netflix

Iron Fist è la serie televisiva statunitense ideata da Scott Buck e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. La serie è ambientata all’interno del Marvel Cinematic Universe (MCU), ed è il quarto di una serie di show che hanno condotto al crossover della miniserie The Defenders. Nella prima stagione, dopo essere sparito e dato per presunto morto per quindici anni, Danny Rand fa ritorno a New York City, determinato a riprendere il controllo dell’azienda di famiglia da Harold Meachum e i suoi figli Ward Meachum e Joy Meachum e pronto a combattere il crimine grazie alla sua maestria nel kung-fu e all’abilità di evocare l’incredibile potere dell’Iron Fist.

Nella seconda stagione, invece, dopo gli eventi di The Defenders, Rand si dedica a proteggere New York in assenza di Matt Murdock, fino a quando un nuovo nemico non minaccia l’identità di Rand e coloro a cui tiene. Finn Jones interpreta il protagonista Danny Rand, un esperto di arti marziali con l’abilità di evocare il potere del Pugno d’acciaio. Fanno parte del cast anche Jessica Henwick, Jessica Stroup, Tom Pelphrey, Ramón Rodríguez, Sacha Dhawan, Rosario Dawson e David Wenham. Nella seconda stagione si uniscono Simone Missick e Alice Eve.

Iron Fist: Finn Jones anticipa il suo ritorno nel MCU?

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Iron Fist: Finn Jones anticipa il suo ritorno nel MCU?

Finn Jones, attore protagonista della serie Netflix Iron Fist, potrebbe aver anticipato un proprio ritorno nei panni del supereroe dotato del potere del Pugno d’acciaio. A sugerirlo è un suo post pubblicato su Instagram, in cui sembra stia preparando una valigia al cui interno ha collocato anche il fumetto (attentamente collocato all’interno di una custodia trasparante) The Final Issue of Power Man and Iron Fist, accanto anche ad una copia di The NeverEnding Story (che potrebbe essere un altro indizio velato).

Se l’attore è in procinto di compiere un viaggio, sarà forse per prendere parte al set attualmente in corso di Daredevil: Born Again? Sappiamo che ora le serie Marvel/Netflix fanno parte del canone, motivo per cui Iron Fist potrebbe tranquillamente fare la sua comparsa in tale progetto per avere magari poi ulteriori risvolti futuri nel Marvel Cinematic Universe. Di recente, anche l’attrice Krysten Ritten aveva stuzzicato i fan su un possibile ritorno di Jessica Jones, e la probabilità che la serie con protagonista Charlie Cox presenti cameo di questi personaggi si fa sempre più probabile.

https://twitter.com/CoveredGeekly/status/1773513040605909002?ref_src=twsrc%5Etfw%7Ctwcamp%5Etweetembed%7Ctwterm%5E1773513040605909002%7Ctwgr%5E68c4b0ca9c056c84ff578c40f9ca69e66057a439%7Ctwcon%5Es1_c10&ref_url=https%3A%2F%2Fcomicbookmovie.com%2Ftv%2Fmarvel%2Firon-fist%2Fis-finn-jones-teasing-his-return-as-iron-fist-mcu-fans-seem-convinced-thats-the-case-a210142

Iron Fist: la trama e il cast della serie Netflix

Iron Fist è la serie televisiva statunitense ideata da Scott Buck e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. La serie è ambientata all’interno del Marvel Cinematic Universe (MCU), ed è il quarto di una serie di show che hanno condotto al crossover della miniserie The Defenders. Nella prima stagione, dopo essere sparito e dato per presunto morto per quindici anni, Danny Rand fa ritorno a New York City, determinato a riprendere il controllo dell’azienda di famiglia da Harold Meachum e i suoi figli Ward Meachum e Joy Meachum e pronto a combattere il crimine grazie alla sua maestria nel kung-fu e all’abilità di evocare l’incredibile potere dell’Iron Fist

Nella seconda stagione, invece, dopo gli eventi di The Defenders, Rand si dedica a proteggere New York in assenza di Matt Murdock, fino a quando un nuovo nemico non minaccia l’identità di Rand e coloro a cui tiene. Finn Jones interpreta il protagonista Danny Rand, un esperto di arti marziali con l’abilità di evocare il potere del Pugno d’acciaio. Fanno parte del cast anche Jessica Henwick, Jessica Stroup, Tom Pelphrey, Ramón Rodríguez, Sacha Dhawan, Rosario Dawson e David Wenham. Nella seconda stagione si uniscono Simone Missick e Alice Eve.

Iron Fist potrebbe avere di nuovo il volto di Finn Jones in Daredevil: Rinascita – Stagione 2

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Secondo le ultime voci, Finn Jones potrebbe tornare nei panni di Danny Rand, alias Iron Fist, con il suo ritorno anticipato in Daredevil: Rinascita – stagione 2, anche se non apparirà direttamente in tutti gli episodi. Questa novità segue il confermato ritorno di Krysten Ritter come Jessica Jones e Mike Colter ha lasciato intendere un ritorno come Luke Cage.

Iron Fist sembra destinato a comparire a sostegno del vecchio compagno dei Difensori, Matt Murdock, interpretato da Charlie Cox. Nonostante Iron Fist sia tra i personaggi meno amati dal pubblico, Finn Jones ha sempre manifestato la sua disponibilità a riprendere il ruolo. “Sono consapevole delle critiche al personaggio e al mio ruolo, ma voglio dimostrare che si sbagliano”, ha dichiarato l’attore, sottolineando la volontà di riscattare il suo personaggio agli occhi dei fan.

Secondo alcune fonti, se Iron Fist non apparirà direttamente nella seconda stagione, la sua presenza sarà comunque suggerita o anticipata, con possibilità di comparire nel finale o in una scena post-credits, preparando così il terreno per la terza stagione della serie. Josh di Den of Nerds conferma che sia Cage che Rand potrebbero avere ruoli limitati, ma cruciali per l’evoluzione della trama.

La seconda stagione di Daredevil: Rinascita vedrà Matt Murdock affrontare il sindaco Wilson Fisk, interpretato da Vincent D’Onofrio, che dichiara la legge marziale nella città. Al fianco di Murdock vedremo Jessica Jones e altri eroi, che si uniranno alla battaglia, più di quanto i fan si aspettino.

La sinossi ufficiale recita: “In otto episodi avvincenti, sopravvivenza, resistenza e redenzione si scontrano nella battaglia per l’anima di New York. Nella stagione 2, il sindaco Wilson Fisk schiaccia la città mentre dà la caccia al vigilante di Hell’s Kitchen, Daredevil. Ma sotto la maschera corazzata, Matt Murdock cercherà di combattere le tenebre, distruggere l’impero corrotto del Kingpin e salvare la sua città. Resisti. Ribellati. Ricostruisci.”

Irma Vep – la vita imita l’arte: recensione della serie con Alicia Vikander

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Dopo una gloriosa premiere mondiale al Festival di Cannes 2022, Irma Vep – la vita imita l’arte arriva in Italia, a partire dal 3 agosto, su Sky e NOW. La serie riprende ed espande un universo creato a portato a schermo da Olivier Assayas nel 1996, quando presenta il suo film. Anni dopo, il regista francese torna a quella storia, espandendola e dilatando il mondo di Irma Vep, sfuggendo all’etichetta di remake o di sequel e sviluppando in una serie da 8 episodi di 50 minuti non solo i concetti metatestuali che già venivano affrontati nel film, ma aggiungendovi un occhio contemporaneo e avvalendosi di un cast estremamente devoto ai personaggi che porta in scena.

Irma Vep – la vita imita l’arte, la trama

La storia è quella di Mira, un’attrice di blockbuster hollywoodiani che si accinge a partecipare a una produzione che vuole rimettere in scena una serie culto per la cultura audiovisiva francese. Stiamo parlando di I vampiri, serial del 1915 divenuto un punto di riferimento iconico, a tratti maledetto, per i surrealisti.

Irma Vep – la vita imita l’arte, metatestualità

Qual è il punto di maggiore interesse in questa serie? Sicuramente la meta-testualità. Irma Vep  – la vita imita l’arte è un’indagine sull’industria cinematografica e sullo star System che racconta il remake di una serie a sua volta iconica che, anche nella vita reale ha una valenza artistica importante, mentre contemporaneamente alle riprese i personaggi interpretato da attori scivolano dentro i personaggi che loro stessi interpretano.

Il cast straordinario di Irma Vep

Un gioco di scatole cinesi che viene tenuto in piedi principalmente dal cast, particolarmente in armonia con lo scenario messo a disposizione. In particolare Vincent Macaigne, nei panni del regista di quest’avventura insolita, che si cimenta in un lavoro di rifacimento uno a uno, con momenti di grande poesia e lirismo alternati a gesti e toni grotteschi. Accanto a lui, la vera star della serie, Alicia Vikander, che compare anche trai Producer del progetto televisivo e che offre una delle sue migliori interpretazioni in carriera. Il volto dolce da bambina si concede guizzi di sensualità improvvisa, come fosse u serpente che salta sulla sua preda, insieme a una profondità insondabile di sguardo che accresce quella sensazione di trovarsi di fronte a una ragazza spaesata che però nasconde un segreto. Insomma, un’ambiguità elegante e raffinata, quella di Vikander, che sembra essere perfetta per mettere in scena Mira, che a sua volta scivola dentro Irma Vep e la fa sua, quanti vendo posseduta da questo personaggio carismatico e sensuale, talmente tanto consapevole da scatenare timore negli uomini che la circondano.

Assayas si muove agile tra questi piani della narrazione, mostrando il fianco talvolta all’interpretazione stessa e rendendola protagonista della scena, talvolta a ciò che significa oggi fare arte, o a quello che si potrebbe fare se l’industria non fosse così castrante e bigotta. Irma Vep – la vita imita l’arte è uno sguardo libero alle costrizioni dello sforzo creativo, attraverso un racconto nel racconto e un occhio lucido e tuttavia appassionato.

Irish Wish – Solo un desiderio: le location e la spiegazione del finale

La nuova commedia romantica di Netflix, Irish Wish – Solo un desiderio, diretta da , riporta sullo schermo l’attrice Lindsay Lohan, stavolta alle prese con un’avventura che si tinge anche di elementi fantasy. Romanticismo e magia si fondono infatti in questo film incentrato sul riconoscere ciò di cui si ha bisogno e di come non sempre questo coincida con ciò che si vorrebbe. Per Netflix e Lohan si tratta della seconda collaborazione dopo l’accordo stretto nel 2022, che ha così permesso all’attrice di tornare a recitare da protagonista dopo anni di assenza. Per lei, inoltre, questo accordo ha rappresentato la possibilità di lavorare su di un genere molto apprezzato.

Il motivo per cui sono entrata in sintonia con Netflix, con Christina Rogers e con le persone coinvolte in Falling for Christmas e con l’operazione cinematografica, – ha dichiarato l’attrice in un’intervistaè che mi sembrava che i film comici-romantici si fossero un po’ dispersi e mi mancavano molto. Questo era il mio forte quando ho iniziato a recitare e quando stavo diventando adolescente e mi stavo facendo strada. Voglio davvero riportarli in auge nel miglior modo possibile. Anche la scoperta di sé da parte delle donne nei film credo sia una cosa fantastica, in un modo allegro, divertente e spensierato. Mi manca molto e loro erano d’accordo con me, ed è su questo che si concentra la nostra attenzione”.

Dopo Falling for Christmas arriva dunque questo Irish Wish – Solo un desiderio, subito divenuto uno dei film più visti del momento sulla piattaforma. Coniugando i canoni del genere ad alcuni elementi fantasy e alla riscoperta e rivalutazione di sé della protagonista, si anima infatti un film che non mancherà di conquistare gli appassionati di questo genere. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Irish Wish – Solo un desiderio. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale.

Irish Wish - Solo un desiderio Lindsay Lohan
Lindsay Lohan nei panni di Maddie Kelly. Cr. Patrick Redmond / Netflix © 2024

 

La trama e il cast di Irish Wish – Solo un desiderio

Maddie è una giovane redattrice e aspirante scrittrice, che lavora per Paul, il quale però spesso si prende il merito del suo lavoro. Nonostante ciò, Maddie lo considera l’uomo della sua vita. Quando però Paul si fidanza con la sua migliore amica Emma, Maddie, pochi giorni prima delle nozze, si troverà ad esprimere il desiderio di trovare il vero amore. Con sue grande sorpresa, si risveglia in una realtà parallela dove proprio Paul è il suo promesso sposo. Proprio quando il suo sogno sembra dunque realizzarsi, Maddie capisce però che spesso ciò che si desidera non è ciò di cui si ha bisogno e che la sua anima gemella è invece una persona completamente diversa. Ma per accettarlo, dovrà affrontare un viaggio ricco di ostacoli e lezioni da imparare.

Ad interpretare Maddie vi è l’attrice Lindsay Lohan, celebre per aver recitato in film come Genitori in trappola, Quel pazzo venerdì e Mean Girls. Lohan ha dichiarato che il viaggio di Maddie verso l’indipendenza e l’amore per sé stessa ha risuonato profondamente con lei. Per il film, Lohan si è inoltre cimentata personalmente in alcuni stunt. Per l’attrice, per metà irlandese da parte di padre, Irish Wish – Solo un desiderio è il primo film girato in Irlanda. Accanto a lei, nel ruolo di Paul recita l’attore Alexander Vlahos, mentre Elizabeth Tan è l’amica Emma e Ayesha Curry è Heather. L’attore Ed Speelers, infine, noto per essere stato il protagonista di Eragon, è James.

Le location del film: ecco dove è stato girato

Le riprese di Irish Wish – Solo un desiderio hanno avuto luogo a Dublino e Wicklow, ma anche nella piazza della città di Westport e al Clarence Hotel. Killruddery House è invece stata la location cinematografica della “Casa Kennedy” nel film, il luogo in cui sono state girate molte scene di giardino, tra cui lo stagno di ninfee e il frutteto di mele, e l’aranciera è stata la location delle scene del matrimonio. I luoghi più belli sono però quelli di Lough Tay, un piccolo ma panoramico lago situato in una proprietà privata sulle montagne di Wicklow, e delle scogliere di Moher, impressionanti e suggestive scogliere a picco sul mare situate vicino al villaggio di Doolin, utilizzate anche per il film Harry Potter e il principe mezzosangue.

Irish Wish - Solo un desiderio cast
Ed Speleers nel ruolo di James Thomas, Elizabeth Tan nel ruolo di Emma Taylor, Lindsay Lohan nel ruolo di Maddie Kelly, Ayesha Curry nel ruolo di Heather, Alexander Vlahos nel ruolo di Paul Kennedy. Cr. Patrick Redmond / Netflix © 2024

La spiegazione del finale del film

Nel finale di Irish Wish – Solo un desiderio Maddie impara che ciò che vuole e ciò di cui ha bisogno sono due cose diverse. Anche se vuole Paul, lui non è mai stato la persona giusta per lei. I due sono infatti del tutto incompatibili ed vogliono entrambi cose diverse. Per questo motivo, capisce di non poter stare con Paul e questa decisione viene costruita in modo subliminale per tutta la durata del film, dalle loro discussioni sulla pubblicazione dei libri fino al loro matrimonio. Maddie e Paul non sono mai stati destinati a stare insieme e il loro matrimonio è la dimostrazione ultima di quanto sarebbe stato sbagliato il loro rapporto se si fossero messi insieme in modo naturale invece che con la magia.

Allo stesso tempo, Maddie comprende come quel suo desiderio sia stato fonte di puro egoismo, ritenendosi lei la persona giusta per Paul invece di Emma. Inoltre, si accorge di non essersi fatta scrupoli nell’impedire la felicità di quest’ultima, sottraendole la persona giusta per lei. Maddie, infine, si rende conto di aver ferito una delle sue amiche più care, intervenendo sul suo destino. È così desiderosa di sistemare le cose che crea allora il suo stesso vento magico con le mani. Un atto di disperazione per cui Santa Brigida esaudisce il suo nuovo desiderio, annullando tutto ciò che è accaduto dal momento del primo desiderio in poi. A quel punto, parte alla ricerca di James, sapendo che è ciò che vuole e di cui ha bisogno

Il finale di Irish Wish – Solo un desiderio offre quindi un chiaro messaggio: ciò di cui le persone hanno bisogno e ciò che le persone vogliono spesso sono in contraddizione tra loro. Maddie desiderava Paul da tempo, ma aveva bisogno di ritrovare la fiducia in se stessa. Aveva bisogno di abbracciare il suo valore professionale come scrittrice e redattrice. Aveva bisogno di una relazione con qualcuno che la vedesse per quello che è veramente, invece di vederla come un oggetto. Paul, invece, impara che non può approfittarsi degli altri e che deve smettere di prendersi il merito del lavoro altrui. In definitiva, Santa Brigida e il vento d’Irlanda sono semplicemente il veicolo con cui Maddie e gli altri personaggi apprendono questi importanti messaggi sulla vita, sull’amore e sul valore di sé.

Il trailer di Irish Wish – Solo un desiderio e come vedere il film in streaming su Netflix

Come anticipato, è possibile fruire di Irish Wish – Solo un desiderio unicamente grazie alla sua presenza nel catologo di Netflix, dove attualmente è al 3° posto della Top 10 dei film più visti sulla piattaforma in Italia. Per vederlo, basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri prodotti presenti nel catalogo.

IRISH FILM FESTA: interamente online dal 27 al 29 novembre

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IRISH FILM FESTA: interamente online dal 27 al 29 novembre

La 13a edizione di IRISH FILM FESTA si sarebbe dovuta svolgere dal 25 al 29 marzo scorso presso la Casa del Cinema di Roma. A causa dell’emergenza COVID, è stata annullata, come tantissime altre manifestazioni. Il programma prevedeva come sempre proiezioni di lungometraggi e cortometraggi, incontri e masterclass con gli ospiti, e una sezione letteraria.

Oggi IRISH FILM FESTA torna in un’edizione speciale, con 18 cortometraggi selezionati, divisi in due categorie, Live Action e Animazione, che saranno disponibili gratuitamente per il pubblico italiano su irishfilmfesta.org

“La selezione è stata impegnativa, con diversi corti assai validi che sono dovuti, nostro malgrado, rimanere fuori”, commenta il direttore artistico Susanna Pellis. “Fa piacere, per l’ennesima volta, veder confermato il livello e la considerazione raggiunti dal cortometraggio in Irlanda; e fa altrettanto piacere riconoscere attori molto noti nei titoli in concorso, come Moe Dunford, Kate O’Toole, Martin McCann, Ian McElhinney, Pat Shortt, Stuart Graham”.

L’evento online IRISH FILM FESTA in short non vuole sostituire l’esperienza reale del festival, per il quale la presenza degli artisti irlandesi è sempre stata e resta imprescindibile. L’iniziativa nasce dal desiderio di continuare a offrire agli spettatori italiani, sia pure in forma ridotta, una finestra sul cinema irlandese contemporaneo e su uno dei suoi settori più vivaci, quello del cortometraggio.

IRISH FILM FESTA, dal 17 al 21 marzo, on-line!

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IRISH FILM FESTA, dal 17 al 21 marzo, on-line!

IRISH FILM FESTA torna online dal 17 al 21 marzo 2021: dopo la mini-edizione speciale dello scorso novembre, tutta dedicata ai cortometraggi, le attività del festival proseguono in forma digitale su una nuova piattaforma.

In attesa di poter incontrare nuovamente il pubblico alla Casa del Cinema di Roma, nasce IRISH FILM FESTA Silver Stream: in partnership con l’Irish Film Institute di Dublino, le proposte di IRISH FILM FESTA per l’anno 2021 saranno ospitate sulla neonata piattaforma IFI International, riservata ai festival di cinema irlandese che operano a livello internazionale.

Con IRISH FILM FESTA Silver Stream, il festival torna alla tradizionale collocazione nel mese di marzo e sceglie per l’apertura il giorno di San Patrizio, mercoledì 17 marzo: «Il successo dei corti online, lo scorso novembre, ci incoraggia a restare in contatto con il nostro pubblico anche in questa forzata modalità virtuale. Questa di San Patrizio è la prima di una serie di iniziative, in streaming o ibride, che stiamo progettando per il 2021», commenta il direttore artistico Susanna Pellis.

Il programma di IRISH FILM FESTA Silver Stream propone in streaming per l’Italia tre lungometraggi, tutti in lingua originale con sottotitoli in italiano: il dramma storico Arracht di Tom Sullivan e il documentario The Hunger: The Story of the Irish Famine di Ruán Magan raccontano da diversi punti di vista la Grande Carestia irlandese che tra il 1845 e il 1855 causò la morte di un milione di irlandesi e l’emigrazione forzata di altri due milioni verso la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, l’Australia e la Nuova Zelanda.

Wildfire di Cathy Brady ha invece un’ambientazione contemporanea: in una cittadina nordirlandese di confine, il ricongiungimento di due sorelle porta la loro famiglia e tutta la comunità a far luce su vecchi segreti e ad affrontare i traumi del passato.

I tre film di IRISH FILM FESTA Silver Stream saranno disponibili singolarmente per la visione in streaming da mercoledì 17 a domenica 21 marzo sulla piattaforma di video on demand IFI International. Dal momento del noleggio, il film resta accessibile per 72 ore; una volta iniziata la visione, gli spettatori hanno 48 ore per completarla.

La visione è possibile solo dall’Italia.

Gli spettatori possono prenotare i biglietti gratuiti, fino a esaurimento, a questo link.

IRISH FILM FESTA Silver Stream, dal 5 al 7 e dal 12 al 14 novembre 2021

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IRISH FILM FESTA completa la sua proposta streaming per il 2021 con quattro nuovi lungometraggi: i film, tutti in lingua originale con sottotitoli in italiano, saranno disponibili gratuitamente secondo un programma articolato in due parti, da venerdì 5 a domenica 7 novembre, e da venerdì 12 a domenica 14 novembre.

Come già lo scorso marzo, i film di IRISH FILM FESTA Silver Stream vengono presentati, in partnership con l’Irish Film Institute (IFI) di Dublino, sulla nuova piattaforma IFI International, riservata ai festival di cinema irlandese che operano a livello internazionale.

Il programma di questa nuova iniziativa online di IRISH FILM FESTA prevede due documentari, Gaza di Garry Keane e Andrew McConnell, e Violet Gibson: The Irish Woman Who Shot Mussolini di Barrie Dowdall; e due commedie, A Bump Along the Way di Shelly Love e Poster Boys di Dave Minogue.

«Dopo lo streaming primaverile e l’arena estiva, con il Silver Stream autunnale completiamo le iniziative di IRISH FILM FESTA per l’anno in corso. Un’annata diversa, sicuramente frammentata ma anche sperimentale, che ci ha permesso di raccogliere idee e progettare una nuova IRISH FILM FESTA a partire – lo speriamo davvero – già dal marzo prossimo. Nel frattempo, in questa nostra proposta autunnale si alternano documentari e commedie, impegno e leggerezza. Tutti film di produzione irlandese e nordirlandese, ma con ambientazioni geografiche che in un paio di casi potrebbero sorprendere», commenta il direttore artistico Susanna Pellis.

GAZA di Garry Keane e Andrew McConnell 

Un documentario irlandese dedicato alla vita quotidiana di chi abita nella Striscia di Gaza: l’idea è di Garry Keane, filmmaker e direttore della fotografia, e Andrew McConnell, fotografo specializzato in reportage da zone di conflitto e in particolare dal Medio Oriente. 

I due autori, entrambi originari dell’Irlanda nord-occidentale, scelgono la struttura del racconto corale: Gaza traccia un delicato affresco su un’umanità assediata, gente normale che vive una vita piena nonostante le macerie causate dal perenne conflitto.

La produzione è di Fine Point Films, una società di Belfast molto attiva nel settore del documentario non solo in Irlanda ma anche a livello internazionale: tra i loro titoli ricordiamo Bobby Sands: 66 Days e Hear My Voice di Brendan J. Byrne, entrambi presentati nelle scorse edizioni di IRISH FILM FESTA, e i documentari di Alex Gibney Mea Maxima Culpa e No Stone Unturned.

A BUMP ALONG THE WAY di Shelly Love

La brillante commedia A Bump Along the Way ha fatto guadagnare alla regista Shelly Love – nata in Scozia da genitori nordirlandesi, un passato come coreografa e performer – il premio per la migliore opera prima al Galway Film Fleadh.

Derry, Irlanda del Nord: la quarantenne Pamela, già madre single di una ragazza adolescente, resta incinta dopo l’avventura di una notte. La gravidanza inaspettata fa esplodere il conflitto tra madre e figlia, portandole però anche a raggiungere una nuova consapevolezza del proprio ruolo in famiglia e nella comunità in cui vivono.

Protagonista del film, nel ruolo di Pamela, è la cantante e attrice Bronagh Gallagher, che ricordiamo in The Commitments, Pulp Fiction, Grabbers; mentre la figlia Allegra è interpretata dalla giovane emergente Lola Petticrew (Dating Amber a fianco di Fionn O’Shea, il thriller Shadows diretto dall’italiano Carlo Lavagna).

VIOLET GIBSON: THE IRISH WOMAN WHO SHOT MUSSOLINI di Barrie Dowdall

Nel 1926, a Roma, la quarantanovenne aristocratica irlandese Violet Gibson si fece largo attraverso una folla entusiasta per sparare al dittatore fascista Benito Mussolini: la pallottola colpì Mussolini solo di striscio, non riuscendo quindi a cambiare, come avrebbe potuto, il corso della Storia. Una vicenda poco nota, raccontata in questo docu-drama che si basa sul libro di Frances Stonor Saunders, “La donna che sparò a Mussolini”, pubblicato in Italia da LEG Edizioni.

Il regista Barrie Dowdall, attivo da anni nel documentario, ha affidato il ruolo di Violet Gibson ad Olwen Fouéré, l’attrice e performer irlandese di origini bretoni nella cui vasta e prestigiosa filmografia compaiono anche This Must Be the Place di Paolo Sorrentino e The Survivalist di Stephen Singleton (visto ad IFF nel 2016). La voce narrante nel docu-drama è di Kate O’Toole.

POSTER BOYS di Dave Minogue

Un folle road movie che attraversa l’Irlanda: quando Al, trentenne, single e depresso, si trova costretto a badare al saccente nipote di dieci anni per un’intera settimana, la sua vita e il suo lavoro sono messi a rischio; così, nel tentativo di salvare il salvabile, Al decide di rubare un vecchio camper e si mette in viaggio con il nipote.

Realizzato con un piccolissimo budget e presentato con successo al Galway Film Fleadh, Poster Boys è il primo film scritto e diretto da Dave Minogue, che per il ruolo del giovanissimo Karl ha scritturato il suo vero nipote, Ryan Minogue-Lee.

Dave Minogue era il produttore di The Wiremen, il cortometraggio d’animazione di Jessica Patterson vincitore della nostra IRISH FILM FESTA in short nel 2020.

MODALITÀ DI VISIONE

I film di IRISH FILM FESTA Silver Stream saranno disponibili singolarmente per la visione in streaming da venerdì 5 a domenica 7 novembre (Gaza e A Bump Along the Way) e da venerdì 12 a domenica 14 novembre (Violet Gibson e Poster Boys) sulla piattaforma di video on demand IFI International.

Dal momento del noleggio, il film resta accessibile per 72 ore; una volta iniziata la visione, gli spettatori hanno 48 ore per completarla.

La visione è possibile solo dall’Italia.

Gli spettatori possono prenotare i biglietti gratuiti, fino a esaurimento, a questo link.

L’edizione online IRISH FILM FESTA Silver Stream è realizzata con il sostegno dell’Ambasciata d’Irlanda in Italia e di IFI International. Media partner dell’iniziativa è Film TV. 

La piattaforma streaming IFI International è un progetto dell’Irish Film Institute. Realizzato con il sostegno di Culture Ireland, il servizio si aggiunge alle attività dell’ente per la promozione del cinema irlandese presso il pubblico internazionale.

Irish Film & Television Academy Awards 2024: tutti i vincitori

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La 21esima edizione degli Irish Film & Television Academy Awards (IFTA), che premiano registi, creatori televisivi e artisti irlandesi, ha visto That They May Face The Rising Sun di Pat Collins vincere il premio come miglior film, riconoscimento che non ha sorpreso i presenti. Nonostante il film abbia ottenuto 11 nomination, il premio più importante è stata la sua unica vittoria. Lies We Tell che aveva ottenuto 13 nomination ha portato a casa tre premi: per la regista Lisa Mulcahy, l’attrice protagonista Agnes O’Casey e per la migliore sceneggiatura.

Il premio Oscar Cillian Murphy ha confermato il suo premio come miglior attore agli Academy Awards per Oppenheimer vincendo nella categoria da protagonista. Nelle categorie di supporto, Paul Mescal ha vinto per Estranei e Alison Oliver ha primeggiato per Saltburn.

Oppenheimer è stato eletto Miglior Film Internazionale, Emma Stone è stata Migliore Attrice e Paul Giamatti ha vinto il premio come Attore Internazionale per The Holdovers. Nelle categorie fiction televisive, Kin è stato il vincitore per serie, regia, sceneggiatura, attrice protagonista Clare Dune e attrice non protagonista Maria Doyle Kennedy.

Il regista Neil Jordan ha consegnato all’attore irlandese Stephen Rea il premio alla carriera dell’Accademia irlandese per il suo eccezionale contributo all’industria cinematografica irlandese e internazionale, sia cinematografica che televisiva. Siobhán Cullen è stata la vincitrice dello Screen Ireland IFTA Rising Star Award di quest’anno.

La lista completa dei vincitori dei Irish Film & Television Academy (IFTA) Awards

Best Film

  • That They May Face The Rising Sun – WINNER

Director – Film

  • Lies We Tell – Lisa Mulcahy – WINNER

Script – Film

  • Lies We Tell – Elisabeth Gooch – WINNER

Lead Actor – Film

Lead Actress – Film

  • Agnes O’Casey – Lies We Tell – WINNER

Supporting Actor – Film

  • Paul Mescal – All Of Us Strangers – WINNER

Supporting Actress – Film

  • Alison Oliver – Saltburn – WINNER

International Film Award Categories

Best International Film

  • Oppenheimer – WINNER

Best International Actor

  • Paul Giamatti – The Holdovers – WINNER

Best International Actress

George Morrison Feature Documentary

  • The Days of Trees – WINNER

Live-action Short Film

  • Calf – WINNER

Animation Short Film

  • Wind & The Shadow – WINNER

Cinematography

  • Poor Things – Robbie Ryan – WINNER

Costume Design

  • LOLA – Lara Campbell – WINNER

Production Design

  • A Haunting in Venice – John Paul Kelly – WINNER

Hair & Make-up

  • The Pope’s Exorcist – Orla Carroll, Lynn Johnston – WINNER

Sound

  • Barbie – Nina Rice – WINNER

Original Music

  • LOLA – Neil Hannon – WINNER

Editing

  • Still: A Michael J Fox Movie – Michael Harte – WINNER

VFX

  • Dungeons & Dragons: Honor Among Thieves – Kev Cahill, Diana Giogiutti – WINNER

Drama Categories

Best Drama

  • Kin – WINNER

Director – Drama

  • Kin – Kate Dolan – WINNER

Script – Drama

  • Kin – Peter McKenna – WINNER

Lead Actor – Drama

  • Éanna Hardwicke – The Sixth Commandment – WINNER

Lead Actress – Drama

  • Clare Dunne – Kin – WINNER

Supporting Actor – Drama

  • Richard Dormer – Blue Lights – WINNER

Supporting Actress – Drama

  • Maria Doyle Kennedy – Kin – WINNER

Irina Shayk è Megara per Hercules il Guerriero [VIDEO]

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E’ una delle donne più belle del mondo, e non a caso è stata scelta per interpretare la moglie di uno dei più grandi eroi della mitologia. Lei è Irina Shayk, scelta da Brett Ratner per interpretare la moglie di Hercules, in Hercules il Guerriero, in cui la modella esordisce al cinema accanto al possente Dwayne Johnson.

Nel video di seguito potete ascoltare le testimonianze della modella e atrrice, oltre che di Johnson e del regista sul coinvolgimento della bella Irina nel film:

Di seguito invece un video dal backstage:

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Hercules – Il Guerriero, che come sappiamo sarà diretta e prodotta da Brett Ratner è attualmente in fase di ripresa a Budapest, in Ungheria. Nel cast di Hercules oltre al protagonista ci sono attori del calibro di Ian McShane, John Hurt, Joseph Fiennes, Peter Mullan, Rebecca Ferguson, Reece Ritchie, Rufus Sewell e Hennie Ritchie. Il film uscirà negli USA il 25 Luglio 2014.

Ecco la trama ufficiale:

Tutti conoscono la leggenda di Ercole e delle sue dodici fatiche. Questa storia comincia dopo le fatiche e la leggenda. Ossessionato da un errore del suo passato, Hercules è diventato un mercenario. Insieme ai suoi cinque fedeli compagni, viaggerà nell’antica Grecia vendendo i suoi servizi per l’oro, grazie alla sua leggendaria reputazione di intimidire i nemici. Ma quando il sovrano della Tracia e sua figlia cercheranno il suo aiuto, Hercules tornerà a lottare per il bene e il trionfo della giustizia, tornando ad essere l’eroe di una volta. Dovrà abbracciare di nuovo il suo mito e tornare ad essere Hercules.

Vi ricordiamo inoltre che il film è stato scritto da Ryan Condal, Evan Spiliotopoulos.

Irina Shayk è la sensuale Megara in Hercules il Guerriero [FOTO]

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Il nuovo character poster di Hercules – Il Guerriero ci mostra Irina Shayk, la supermodella russa, per l’occasione votatasi alla recitazione per interpretare la sensuale Megara, innamorata del semidio per eccellenza, Ercole, interpretato nel film da Dwayne Johnson.

Ecco nella nostra gallery il character poster che la raffigura: [nggallery id=306]

Il film, che come sappiamo sarà diretta e prodotta da Brett Ratner è attualmente in fase di ripresa a Budapest, in Ungheria. Nel cast di Hercules oltre al protagonista ci sono attori del calibro di Ian McShane, John Hurt, Joseph Fiennes, Peter Mullan, Rebecca Ferguson, Reece Ritchie, Rufus Sewell e Hennie Ritchie. Il film uscirà negli USA il 25 Luglio 2014.

Ecco la trama ufficiale: Tutti conoscono la leggenda di Ercole e delle sue dodici fatiche. Questa storia comincia dopo che l’eroe ha compiuto le sue fatiche ed è già diventato una leggenda. Ossessionato da un errore del suo passato, Hercules è diventato un mercenario. Insieme ai suoi cinque fedeli compagni, viaggerà nell’antica Grecia vendendo i suoi servizi per l’oro, grazie alla sua leggendaria reputazione di intimidire i nemici. Ma quando il sovrano della Tracia e sua figlia cercheranno il suo aiuto, Hercules tornerà a lottare per il bene e il trionfo della giustizia, tornando ad essere l’eroe di una volta. Dovrà abbracciare di nuovo il suo mito e tornare ad essere Hercules. Vi ricordiamo inoltre che il film è stato scritto da Ryan Condal, Evan Spiliotopoulos.

Fonte: CBM

Iran: una petizione chiede la fustigazione pubblica dell’attrice Leila Hatami

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Leila HatamiSembra uno scherzo di cattivo gusto, eppure è la verità (come informa Variety): un gruppo di studenti iraniani chiede la fustigazione pubblica per Leila Hatami, attrice iraniana protagonista del bellissima Una Separazione, Oscar per il miglior film straniero.

La splendida attrice, già membro della giuria del Festival di Roma del 2012, fa parte della giuria del Festival di Cannes 2014, ancora in svolgimento, e avrebbe adottato un comportamento contrario alle leggi della cultura iraniana relative al comportamento che le donne devono avere in pubblico. L’attrice infatti, durante la serata di apertura del Festival, sul red carpet di Grace di Monaco, ha salutato con un bacio sulla guancia il Presidente della kermesse Gilles Jacob.

Secondo le ferree leggi islamiche, un uomo e una donna che non hanno nessun legame di parentela non possono toccarsi in pubblico, figuriamoci baciarsi sulla guancia. Adesso, Hizbullah Students, un gruppo di studenti della Guardia Rivoluzionaria Iraniana ha presentato una petizione nella quale si chiede la pubblica fustigazione per l’attrice per “aver baciato un estraneo”.Nella petizione si legge: Noi sottoscritti, un gruppo di studenti fratelli e sorelle musulmani, chiediamo alla magistratura di perseguire Leila Hatami per il suo atto peccaminoso di baciare uno straniero in pubblico, peccato che secondo l’articolo 638 del codice di giustizia penale islamico, comporta una pena detentiva “.

Aggiungendo, “Inoltre, l’azione di questa star del cinema ha ferito i sentimenti religiosi della fiera nazione dell’Iran e per questo abbiamo chiesto per lei anche la punizione di fustigazione, come previsto dalla legge.”L’attrice è figlia del famoso regista iraniano Ali Hatami, moglie e madre di due figli. Non è stata ancora rilasciata alcuna dichiarazione da parte sua.

Di seguito la foto che mostra il crimine di Leila Hatami.leila-hatami

Iran e Quatar preparano un biopic su Maometto

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Iran e Quatar stanno lavorando per portare sul grande schermo due biopic sulla vita del profeta Maometto. Già lo scorso dicembre infatti, la società Alnoor Holdings del Qatar ha annunciato di voler spendere fino ad 1 miliardo di dollari per creare alcuni kolossal ispirati alle figure del corano, prima fra tutti quella del famoso profeta vissuto nel settimo secolo. Il governo ha già chiesto a Barrie Osborne, produttore della trilogia de Il Signore degli Anelli, di collaborare al progetto assieme alla star Al Jazeera Yusuf al-Qaradawi, esperto mondiale di storia islamica.

C’è una molto comprensibile cautela  da questo punto di vista” ha detto Osborne. “ Come è noto infatti, le ricostruzioni della vita di Maometto non sono gradite ad una parte dei mussulmani”.

Infatti va ricordata la sanguinosa protesta del 1977 a Washington DC precedente all’uscita del film biografico The Message proprio su Maometto, la quale si concluse con il sequestro di 150 persone e che portò all’uccisione di due ostaggi. Anche il futuro sindaco Marion Barry venne ferito. Più di recente invece è famosa la vicenda di Trey Parker e Matt Stone, creatori di South Park, hanno ricevuto una serie di minacce dopo aver raffigurato il Profeta vestito con una pelle di orso durante un episodio della serie. In Iran invece, il regista Majid Majidi (The Song of Sparrows, Children of Heaven) ha dato il via ad ottobre ad un progetto gemello con un budget stimato attorno ai 30 milioni di dollari, ma ovviamente ha deciso di dare alle vicende un’interpretazione dichiaratamente sunnita, contrariamente a quella sciita del Quatar.

E’ soprattutto una battaglia politica “ ha dichiarato Philippe Ragel, docente di cinema iraniano all’Università di Toulouse “poiché le due confessioni hanno due diverse interpretazioni del Corano“.

Lesley Hazleton, autore di una biografia su Maometto  The First Muslim, ha aggiunto:

I Sunniti sono molto più rigidi degli sciiti sulla rappresentazione del profeta. C’è da sperare che non nasca una guerra a causa di un film. Sarebbe proprio il colmo.

Fonte: badtaste

Ipotesi di complotto: trama e cast del film con Mel Gibson

Ipotesi di complotto: trama e cast del film con Mel Gibson

Celebre per le saghe di Mad Max e Arma Letale, il premio Oscar Mel Gibson si è nel corso della sua carriera cimentato in film di ogni genere possibile, dando vita a grandi classici ancora oggi apprezzati e ricercati. Tra i più avvincenti degli anni Novanta, vi è Ipotesi di complotto, thriller d’azione diretto nel 1997 da Richard Donner, il quale oltre ad aver diretto il primo film su Superman, aveva già diretto Gibson in tutti e quattro i film di Arma Letale. Il film in questione, inoltre, è scritto da Brain Helgeland, vincitore dell’Oscar alla miglior sceneggiatura per L.A. Confidential.

Al centro della vicenda vi è un uomo problematico coinvolto in teorie di complotto. Tema sempre più diffusosi negli anni, quello dei complotti mondiali è la base perfetta per dar vita ad un racconto teso ricco di colpi di scena. A dar vita a tale vicenda, oltre a Gibson, si ritrovano anche altri celebri attori di Hollywood, tra cui anche una premio Oscar. Costato 80 milioni di dollari, Ipotesi di complotto si rivelò un grande successo arrivando a guadagnarne circa 137 in tutto il mondo. Ciò nonostante non avesse ricevuto un’accoglienza critica particolarmente entusiasmante.

Negli anni però sempre più appassionati lo hanno individuato come un brillante thriller sorretto da buone interpretazioni. Nonostante il passaggio del tempo, ancora oggi si dimostra essere un prodotto di intrattenimento di qualità, capace di offrire risvolti inaspettati e forti emozioni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ipotesi di complotto: la trama del film

Protagonista del film è il tassista Jerry Fletcher, da sempre fervente complottista nei confronti del governo e delle leggi che governano il mondo. Nel proprio appartamento questi ha attrezzato una serie di sistemi anti intrusione e di difesa, convinto di essere continuamente in pericolo per le teorie che diffonde. In particolare, egli è solito affrontare queste proprio con i suoi clienti, ed in particolare con Alice Sutton, collaboratrice del procuratore distrettuale. Questa, in particolare, asseconda Jerry fingendo di indagare sui suoi assurdi sospetti, così da calmare i fragili nervi dell’uomo. Per il tassista tutto cambia nel momento in cui si ritrova improvvisamente rapito.

Ad averlo preso sotto custodia sono alcuni agenti della CIA che, sotto il comando del dottor Jonas, lo interrogano sottoponendolo a torture varie. Gli agenti sono infatti convinti, da alcune intercettazioni udite, che Jerry sia a conoscenza di un vero complotto di particolare rilievo per la sicurezza nazionale. Riuscito a sfuggire ai suoi rapitori, Jerry non può che nascondersi da Alice, la quale inizia a convincersi di quanto l’uomo sembra farneticare. Così, mentre Alice indaga sul dottor Jonas, Jerry si trova a dover fuggire dagli uomini della CIA che vogliono catturarlo a tutti i costi. Soltanto riuscendo a smascherare quanto sta accadendo, l’uomo potrà avere salva la pelle.

Ipotesi di complotto cast

Ipotesi di complotto: il cast del film

Da subito Donner decise di proporre il ruolo di Jerry Fletcher all’attore Mel Gibson, con cui aveva lavorato in più occasioni. Per il regista, infatti, egli era l’unico in grado di poter essere convincente in un ruolo d’azione che richiedeva però anche una forte componente comica. Per lasciar fuoriuscire questa, Donner permise a Gibson di improvvisare. In particolare, l’attore inventò di sana pianta la scena iniziale del film, dove il suo personaggio racconta una serie di teorie complottiste ai proprio passeggeri. Per tale ruolo, Gibson decise inoltre di approfondire l’argomento, rimanendo sbalordito dalla quantità di supposti complotti esistenti.

Accanto a lui, nei panni di Alice Sutton, vi è l’attrice premio Oscar Julia Roberts. Inizialmente, però, il ruolo era stato offerto alle attrici Jodie Foster e Winona Ryder. Subentrata la Roberts nella parte, questa iniziò a documentarsi sulla professione svolta dal personaggio, così da poter risultare più realistica. Al fine di farla entrare nel mood del film, Gibson decise anche di fare alla collega un inaspettato regalo, facendole recapitare un topo morto congelato. Ad interpretare il dottor Jonas, invece, vi è Patrick Stewart, attore celebre per il ruolo di Pickard nelle serie di Star Trek e di Charles Xavier nella saga degli X-Men. Accanto a loro compaiono con dei cameo anche il regista e il fratello di Gibson. Il primo è uno dei passeggeri del taxi, mentre il secondo è uno dei dottori che apre la porta dell’ospedale.

Ipotesi di complotto: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Ipotesi di complotto è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene considerare che in caso di noleggio si avrà solo un dato limite temporale entro cui vedere il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 23 aprile alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Ip Man: trama, cast e sequel del film con Donnie Yen

Ip Man: trama, cast e sequel del film con Donnie Yen

Personalità realmente esistita, Yip Man è stato una vera e propria leggenda delle arti marziali cinesi, con una vita costellata di avventure, fallimenti e incontri di grande rilievo. La sua figura ha ancora oggi un grande peso nella cultura popolare, tanto che anche il cinema non ha potuto esimersi dal dedicarvi una quadrilogia di film. Il primo di questi, Ip Man, è uscito in sala nel 2008 per la regia di Wilson Yip. Ad interpretare il leggendario maestro è l’attore Donnie Yen, celebre tanto in Cina quanto negli Stati Uniti, oggi apprezzato in tutto il mondo proprio per questo ruolo, che lo ha reso particolarmente celebre.

Con questo primo film, la storia si concentra sugli eventi della vita di Ip che hanno luogo nella città di Foshan, durante la Seconda guerra sino-giapponese. Svoltasi dal 1937 al 1945, questa fu particolarmente cruenta e ridusse in povertà intere aree dei rispettivi Paesi. Attraverso tale racconto si presenta dunque la filosofia di Ip, il suo stile di vita e la pacatezza attraverso cui egli riusciva ad avere il perfetto controllo del proprio corpo, vera e propria arma letale. Nel corso degli anni diversi sono stati i film, al di fuori di questa saga, dedicati a Yip Man, tra cui si cita anche The Grandmaster, di Wong Kar-wai.

Nessuno ebbe però il successo ottenuto da tale serie, il quale arrivò a guadagnare circa 21 milioni di dollari a livello mondiale, vincendo anche importanti premi al Hong Kong Film Awards, tra cui quello per il miglior film. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ai suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ip Man: la trama del film

Ambientato verso la fine degli anni Trenta a Foshan, florido centro di arti marziali cinesi, dove le varie scuole sono da sempre in forte competizione tra loro. In questo contesto si inserisce Ip Man, personalità benestante e dalla vita modesta, che non avverte la necessità di avere discepoli. Il suo maggior interesse è infatti quello di trascorrere le sue giornate accanto all’amata moglie e al figlio. Egli è però solito di tanto in tanto dar vita ad incontri a porte chiuse con amici, dimostrando capacità straordinarie nelle arti marziali. La sua tranquillità viene però spezzata dallo scoppiare della guerra con il Giappone nel 1937, con la città di Foshan invasa e ridotta in schiavitù.

Ritrovatosi ad aver perso tutti i suoi agi, Ip è ora costretto a lavorare in miniera per sostenere la propria famiglia. Qui viene però a sapere di alcuni suoi amici scomparsi dopo essersi recati in un’arena, dove il generale nipponico Miura è solito sfidare e uccidere gli artisti marziali cinesi per provare di essere il più forte. Insofferente nei confronti di tale abuso, Ip deciderà di presentarsi a sua volta nell’arena, deciso a porre fine a quella barbarie. Così facendo, però, il maestro si troverà a mettere in pericolo non solo sé stesso, ma anche la sua famiglia e la sua stessa gente.

Ip Man cast

Ip Man: il cast del film

Ad interpretare il ruolo di Ip Man, vi è l’attore Donnie Yen, celebre anche per film statunitensi come Rogue One: A Star Wars Story e Mulan. Yen è inoltre particolarmente abile nelle arti marziali e nel Wing Chun, appreso proprio da Ip Chun, il figlio maggiore di Ip Man. Yen ha infatti eseguito personalmente tutte le scene di combattimento, allenandosi ulteriormente per poter risultare più in forma che mai. Egli ha inoltre ricercato descrizioni dello stile di lotta del maestro, come anche degli atteggiamenti più quotidiani. Tutto ciò gli ha permesso di calarsi ulteriormente nella parte, e risultare realistico nella sua rappresentazione. L’attrice Lynn Hung è invece Cheung Wing-sing, la moglie di Ip.

Ad interpretare il generale Miura, invece, vi è l’attore Hiroyuki Ikeuchi, noto sia come interprete che come modello. Durante le riprese, questi subì anche un brutto infortunio, ma riuscì a rimettersi in sesto in tempo così da non ritardare le riprese. Simon Yam è Chow Ching-Chuen, amico di Ip e proprietario di un cotonificio a Foshan. Nei panni di Jin Shanzhao, l’artista marziale aggressivo, vi è l’attore Louis Fan, noto anche per il suo ruolo da protagonista in Riki-Oh: The Story of Ricky. Tenma Shibuya è Sato, il sadico colonnello giapponese e vice di Miura, mentre Lam Ka-tung è Li Zhao, ispettore di polizia e poi traduttore per l’esercito giapponese. L’attore Chen Zhihui, infine, è il maestro Liao, che nel film si batte in modo amichevole con Ip Man.

Ip Man: i sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Con questo primo film si è esplorata solo una prima parte della vita del maestro. Nel 2010 è dunque uscito Ip Man 2, che porta il protagonista a scontrarsi con un pugile britannico. Nel 2015 è stato realizzato invece il sequel Ip Man 3, che da una parte si avvale di una maggior presenza del personaggio di Bruce Lee, e dall’altra porta avanti le vicende di Ip Man nel suo tentativo di diffondere la propria arte. Anche in questo caso il film ottenne ampi consensi da parte di critica e pubblico, permettendo così di realizzare l’ultimo capitolo della saga. Ip Man 4, distribuito nel 2019, si concentra finalmente in modo più approfondito sul rapporto tra Ip e Bruce Lee.

Prima di vedere tali sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Ip Man è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 20 dicembre alle ore 21:25 sul canale Nove.

Fonte: IMDb

Ip Man 4: trama, cast e curiosità sul film con Donnie Yen

Ip Man 4: trama, cast e curiosità sul film con Donnie Yen

Personalità realmente esistita, Yip Man è stato una vera e propria leggenda delle arti marziali cinesi, con una vita costellata di avventure, fallimenti e incontri di grande rilievo. La sua figura ha ancora oggi un grande peso nella cultura popolare, tanto che anche il cinema non ha potuto esimersi dal dedicarvi una quadrilogia di film. Il primo di questi, Ip Man, è uscito in sala nel 2008 per la regia di Wilson Yip. Dopo i sequel del 2010 e del 2015, nel 2019 è stato realizzato Ip Man 4, quarto capitolo della saga nuovamente diretto di Yip che porta avanti e conclude la storia del leggendario maestro.

Dopo aver raccontato di alcuni degli scontri più famosi tra Ip e vari rivali, questo quarto capitolo si concentra ora sul rapporto tra il maestro e il suo allievo più famoso, Bruce Lee. La realizzazione di un quarto capitolo non era però inizialmente certa. Già con il terzo si dovettero attendere anni prima che questo venisse effettivamente realizzato. Il successo della saga ha infatti dato vita a numerosissimi lungometraggi dedicati a Ip, rischiando di farlo diventare una figura inflazionata al cinema. Fan da tutto il mondo richiesero però a gran voce almeno un nuovo film, che portasse a conclusione il racconto.

Dopo quattro anni dal precedente, dunque, Ip Man 4 è divenuto realtà. Questo è stato accolto a sua volta con pareri critici estremamente entusiasti, affermandosi come la degna conclusione della saga. È inoltre arrivato a diventare uno dei film cinesi dal maggior incasso di sempre, guadagnando oltre 239 milioni di dollari a livello mondiale. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ip Man 4: la trama del film

Nel quarto capitolo della saga, la storia ha luogo nel 1964 a San Francisco, con Bruce Lee che divulga la sua filosofia del kung fu e partecipa ai principali tornei. Lee, ex allievo di Ip Man, invita il suo vecchio maestro ad andare a trovarlo e partecipare a una gara. Un invito che Ip inizialmente rifiuta, per poi capire che comunque farebbe meglio ad andare in America. A Hong Kong, infatti, il figlio è ingestibile e Ip prende in considerazione gli Stati Uniti per educare l’adolescente in un ambiente nuovo. Nella città di San Francisco, però, c’è chi non approva il fatto che Bruce Lee insegni il kung fu agli stranieri. A pensarla così è il mago del tai chi Wan Zonghua.

Quando Ip si dimostra invece entusiasta per l’iniziativa di Lee, non si fa certo degli amici. Vede infatti subito naufragare le sue speranze di ottenere la lettera di raccomandazione per far accedere suo figlio ad una buona scuola. Le cose inizieranno a peggiorare quando Ip e Lee vedranno ripetutamente interrotti i loro combattimenti. Il maestro cinese non sa ancora che si ritroverà in mezzo a battaglie di portata ben maggiore di quelle vissute fino a quel momento. Queste coinvolgeranno militari scalmanati e un furioso funzionario dell’immigrazione. Per affermare la propria presenza lì e avere un po’ di pace, Ip sarà dunque nuovamente chiamato a sfoggiare la sua arte.

Ip Man 4 cast

Ip Man 4: il cast del film

Ad interpretare nuovamente il ruolo di Ip Man, vi è l’attore Donnie Yen. Dopo le iniziali resistenze avute a girare un terzo film, egli si è invece detto pronto a recitare nuovamente e per l’ultima volta nei panni del maestro. I suoi fan, infatti, lo considerano l’unico in grado di interpretare Ip. Yen è inoltre particolarmente abile nelle arti marziali e nel Wing Chun, appreso proprio da Ip Chun, il figlio maggiore di Ip Man. Yen ha infatti eseguito personalmente tutte le scene di combattimento, allenandosi ulteriormente per poter risultare più in forma che mai. Egli ha inoltre ricercato descrizioni dello stile di lotta del maestro, come anche degli atteggiamenti più quotidiani. Il giovane attore Jim Liu interpreta invece Ip Ching, il secondo figlio di Ip.

Dopo le brevi introduzioni viste in Ip Man 2 e Ip Man 3, il personaggio di Bruce Lee viene infine qui inserito come uno dei principali del film. Questo è interpretato da Danny Chan, che aveva già ricoperto tale ruolo sia per il cameo nel precedente film di questa saga, sia nella serie The Legend of Bruce Lee. Nel film sono poi presenti Wu Yue nei panni del maestro di tai chi Wan Zonghua e Vanness Wu in quelli di Hartman Wu, allievo di Bruce Lee. Scott Adkins, attore inglese e artista marziale, interpreta invece Barton Geddes, esperto di karate che si scontrerà con Ip. Vi sono infine diversi cameo di attori comparsi nei precedenti film della saga. Tra questi si annovera Lynn Hung, la moglie di Ip, e Sammo Hung nei panni del maestro Hung Chun-nam.

Ip Man 4: il trailer e dove vedere il film in streaming e in Tv

Presentato in diversi festival in tutto il mondo, tra cui il Far East Film Festival di Udine, Ip Man 4 era inizialmente previsto per un’uscita in sala in Italia. A lungo il film è però rimasto inedito, anche a causa della pandemia di Covid-19. Dopo una lunga attesa, gli appassionati della saga potranno ora ritrovarlo presente nel palinsesto televisivo di lunedì 9 gennaio alle ore 21:20 sul canale Rai 4. Il film è inoltre disponibile anche in streaming sulle piattaforme Rakuten Tv, Chili CinemaAmazon Prime VideoApple iTunes e Google Play.

Fonte: IMDb

Ip Man 3: trama, cast e curiosità sul film con Donnie Yen

Ip Man 3: trama, cast e curiosità sul film con Donnie Yen

Personalità realmente esistita, Yip Man è stato una vera e propria leggenda delle arti marziali cinesi, con una vita costellata di avventure, fallimenti e incontri di grande rilievo. La sua figura ha ancora oggi un grande peso nella cultura popolare, tanto che anche il cinema non ha potuto esimersi dal dedicarvi una quadrilogia di film. Il primo di questi, Ip Man, è uscito in sala nel 2008 per la regia di Wilson Yip. Dopo, Ip Man 2, arrivato nel 2010, nel 2015 arriva in sala Ip Man 3, terzo capitolo della saga nuovamente diretto di Yip che porta avanti la storia del leggendario maestro.

Dopo aver raccontato le gesta di Ip Man nel suo scontro prima con gli invasori giapponesi e poi con un arrogante pugile inglese, il terzo film si concentra in parte sul rapporto tra il maestro e il suo allievo più famoso, Bruce Lee. Inizialmente però, un terzo capitolo non era così scontato. Dopo il successo del primo film, infatti, sono state numerosissimi i lungometraggi dedicati a Ip. I produttori e il regista hanno dunque atteso che questa moda passasse, prima di realizzare un nuovo capitolo ufficiale della serie.

Accolto anche questo con grande entusiasmo, Ip Man 3 si è così affermato come un nuovo valido capitolo dedicato al maestro. Il film ha in seguito ottenuto ben otto candidature agli Hong Kong Film Award, tra cui miglior film e miglior regista. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e ai suoi sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Ip Man 3: la trama del film

Nel terzo film della serie, il maestro di arti marziali Ip Man è tornato a vivere serenamente nella città di Hong Kong, dove impartisce ora lezioni di Wing Chun. Suo figlio maggiore si è ora trasferito a Foshan per studi, mentre il piccolo Yip Ching inizia a mettere in pratica i primi insegnamenti di arti marziali. Ciò non gli impedirà però di essere coinvolto in una pericolosa rissa, che porta poi suo padre ad imbattersi nella gang di Cheung Tin-chi. Quest’ultimo opera però per conto del boss mafioso locale Frank. Nel momento in cui questi decide di comprare un lembo di terra occupata da una scuola di arti marziali, Ip deciderà di difendere a tutti i costi l’istituto dalle grinfie della gang.

Ip Man 3 cast

Ip Man 3: il cast del film

Ad interpretare nuovamente il ruolo di Ip Man, vi è l’attore Donnie Yen. Inizialmente però, questi non voleva dar vita ad un terzo film, considerando il secondo insuperabile. Questi si è però convinto a ritornare nel ruolo data la grande insistenza dei fan, che lo considerano l’unico in grado di interpretare il maestro. Yen è inoltre particolarmente abile nelle arti marziali e nel Wing Chun, appreso proprio da Ip Chun, il figlio maggiore di Ip Man. Yen ha infatti eseguito personalmente tutte le scene di combattimento, allenandosi ulteriormente per poter risultare più in forma che mai. Egli ha inoltre ricercato descrizioni dello stile di lotta del maestro, come anche degli atteggiamenti più quotidiani.

Nel film è poi presente il celebre pugile statunitense Mike Tyson, tra i più temuti della disciplina. Questi interpreta il ruolo di un lottatore di strada di nome Frank, villain del film. Per lui si tratta della prima volta in cui recita in un film nei panni di un vero e proprio personaggio invece di interpretare sé stesso. L’attrice Lynn Hung riprende invece il ruolo della moglie di Ip. Inizialmente, si pensava di introdurre il personaggio di Bruce Lee con l’uso di CGI, ma infine si è scelto di farlo apparire brevemente in una sua versione giovanile, interpretato da Danny Chan, che aveva già interpretato il noto artista marziale nella serie TV La leggenda di Bruce Lee. L’attore Zhang Jin, infine, è Cheung Tin-chi, tra i principali rivali di Ip in questo film.

I sequel di Ip Man 3, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Il successo di questo film ha dimostrato il grande interesse che ancora circonda il personaggio e la sua vita. Per questo motivo gli autori hanno deciso di realizzare un quarto capitolo della serie. Si sono però presi alcuni anni, così da poterlo sviluppare al meglio. Ip Man 4, distribuito nel 2019, si concentra finalmente in modo più approfondito sul rapporto tra Ip e Bruce Lee, interpretato da Danny Chan Kwok-Kwan. Il maestro arriva infatti nella città di San Francisco, dove si confronta con Lee, il quale ha sconvolto la comunità locale di arti marziali aprendo una propria scuola di Wing Chun. Nel 2023, Donnie Yen ha poi annunciato di essere al lavoro su un Ip Man 5, di cui però al momento non sono noti né la trama né un’ipotetico periodo di uscita al cinema.

Prima di vedere tali sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Ip Man 3 è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple TV+, Netflix e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di marteìd 25 luglio alle ore 21:25 sul canale Nove.

Fonte: IMDb

Ip Man 3: Mike Tyson e Bruce Lee nel teaser ufficiale

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Ip Man 3: Mike Tyson e Bruce Lee nel teaser ufficiale

Ecco il teaser trailer di Ip Man 3, che uscirà nel periodo di Natale a Hong Kong e che vede questa volta accanto a Donnie Yen, nei panni del celebre maestro di arti marziali (realmente esistito) Ip Man, anche Mike Tyson che invece interpreta un agente immobiliare e combattente di strada.

Nel film ci sarà anche una breve apparizione di Bruce Lee ricostruito in CGI.

Ip Man 2: trama e cast del film con Donnie Yen

Ip Man 2: trama e cast del film con Donnie Yen

In seguito al successo del film Ip Man, distribuito nei cinema di tutto il mondo nel 2008, i produttori decisero di proseguire la narrazione cinematografica del leggendario maestro d’arti marziali con Ip Man 2. Diretto da Wilson Yip, il film riprende gli eventi del precedente capitolo esplorando ulteriori fasi della vita del personaggio. Ad interpretarlo, vi è nuovamente l’attore Donnie Yen. Questi si è affermato negli anni come uno dei maggiori esponenti del cinema marziale. Oltre alla serie di film dedicati a Ip Man, è noto anche per aver recitato nei recenti Rogue One: A Star Wars Story e Mulan.

Dopo aver presentato il personaggio nel primo film, in questo sequel si esplorano i tentativi di Ip Man di diffondere l’arte del Wing Chun, incontrando però diversi rivali lungo il suo cammino. Originariamente, i produttori desideravano incentrare il film sul rapporto tra il maestro e il suo più famoso allievo: Bruce Lee. A causa del mancato accordo con la famiglia di quest’ultimo, però, la trama dovette essere modificata, e Lee appare soltanto nel finale come bambino, lasciando presagire ad un ruolo più centrale nel futuro della serie cinematografica.

Apprezzato tanto quanto il precedente, Ip Man 2 ottenne ottimi consensi da parte della critica. Questa lodò in particolare la regia e le grandi coreografie ideate per le scene di combattimento. Costato appena 12 milioni di dollari, il film ne incassò 49 in tutto il mondo, affermandosi così con un guadagno maggiore rispetto al primo film. Dato tale successo, i produttori decisero di produrre ulteriori film, con l’intenzione di raccontare anche periodi successivi della vita del celebre maestro. Nel 2015 uscì così Ip Man 3, mentre nel 2019 è stato rilasciato l’ultimo capitolo della serie, intitolato semplicemente Ip Man 4.

Ip Man 2: la trama del film

 La vicenda si svolge ora nei primi anni Cinquanta. Ip Man e la sua famiglia, dopo la fuga dalla città di Foshan, si trasferiscono ad Hong Kong. Qui Ip desidera aprire una scuola d’arti marziali, per diffondere la propria arte e poter vivere una vita tranquilla. A causa della mancanza di una reputazione nella nuova località, fatica però ad attirare degli allievi, andando così incontro a problemi finanziari. La situazione cambia nel momento in cui si imbatte in un giovane di nome Wong Leung. I due ingaggiano una lotta, che vede però prevalere in modo netto Ip. Affascinato dalla maestria di questi, Wong si dichiara pronto ad essere il suo primo allievo. Questi, inoltre, si offre di diffondere presso i locali il nome della scuola di Ip, permettendogli così di iniziare ad ottenere i primi iscritti.

Le cose prendono però una brutta piega nel momento in cui Wong si imbatte in un gruppo di studenti. In breve, forte degli insegnamenti di Ip, questi riesce a sconfiggere il capo gruppo Hung Gar. Non sopportando però la vergogna, questi insieme ai suoi compagni rapiscono Wong, inviando poi una richiesta di riscatto a Ip. Questi si reca allora dove pattuito, desideroso di liberare l’allievo. Non sa però che sta andando incontro ad una pericolosa trappola. Per lui, infatti, si avvicina il momento di dover dimostrare di essere il migliore in circolazione. Soltanto sconfiggendo tutti i maestri della città potrà guadagnarsi il rispetto che gli occorre per essere lasciato in pace a professare i suoi insegnamenti. La sfida più grande sarà però quella contro un insolito nemico: il pugile Twister.

Ip Man 2 cast

Ip Man 2: il cast del film

Nuovamente nei panni del protagonista, Donnie Yen si è confermato essere la scelta migliore per il ruolo. L’attore, infatti, ha condotto numerose ricerche per poter interpretare in modo fedele il vero Ip Man. Egli ha infatti ricercato descrizioni del suo stile di lotta, come anche degli atteggiamenti più quotidiani. Tutto ciò gli ha permesso di calarsi ulteriormente nella parte, e risultare realistico nella sua rappresentazione. Ovviamente, l’attore è noto anche per le sue capacità nelle arti marziali. Yen ha infatti eseguito personalmente tutte le scene di combattimento, allenandosi ulteriormente per poter risultare più in forma che mai.

Accanto a lui vi sono poi alcuni celebri attori cinesi a ricoprire i ruoli principali. Huang Xiaoming dà vita al personaggio di Wong Leung. Questi è meglio noto in Italia come modello della linea sportiva di Gucci del 2008. Vi è poi Sammo Hung celebre a livello internazionale per i suoi numerosi film d’arti marziali, come anche per aver lavorato con Bruce Lee. Dotato di grande forza, l’attore, che qui interpretava il maestro Hung Quan, ha raccontato di aver subito diversi duri colpi durante le riprese, tra cui uno in pieno volto. Ma nonostante ciò non ha mai chiesto di interrompere le riprese, portando avanti così la leggenda circa il suo grande controllo del dolore. Nel film si ritrovano poi Louis Fan nei panni di Jin Shan Zhao e Simon Yam in quelli di Zhou Qing Quan. Il giovane Bruce Lee è invece interpretato dall’attore bambino Jiang Day-Yan.

I sequel di Ip Man 2, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Come anticipato, nel 2015 è stato realizzato il sequel Ip Man 3, che da una parte si avvale di una maggior presenza del personaggio di Bruce Lee, e dall’altra porta avanti le vicende di Ip Man nel suo tentativo di diffondere la propria arte. Anche in questo caso il film ottenne ampi consensi da parte di critica e pubblico, permettendo così di realizzare l’ultimo capitolo della saga. Ip Man 4, distribuito nel 2019, si concentra finalmente in modo più approfondito sul rapporto tra Ip e Bruce Lee. Nel 2023, Donnie Yen ha annunciato di essere al lavoro su un Ip Man 5, di cui però al momento non sono noti né la trama né un’ipotetico periodo di uscita al cinema.

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Ip Man 2 è infatti presente su Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play e Apple iTunes. In base alla piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. Il film verrà inoltre trasmesso in televisione martedì 18 luglio alle ore 21:25 sul canale Nove.

Fonte: IMDb

Ioan Gruffudd parla di quella scena con Wolverine tagliata dai Fantastici Quattro del 2005

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L’attore gallese Ioan Gruffudd ha interpretato per la prima volta Reed Richards in I Fantastici Quattro del 2005, e ha poi ripreso il ruolo in I Fantastici Quattro e Silver Surfer del 2007. La sua interpretazione di Mister Fantastic rimane molto apprezzata dai fan, sebbene Gruffudd non sia ancora tornato nel regno dei blockbuster.

I Fantastici Quattro: Gli Inizi è arrivato nei cinema lo scorso fine settimana, riportando in auge il cast originale dei Fantastici Quattro. Gruffudd, Jessica Alba, Michael Chiklis e Chris Evans non sono apparsi nel film dei Marvel Studios, sebbene circolassero voci su quest’ultimo come Nomad (preparando il terreno per Avengers: Doomsday del prossimo dicembre).

La rivista Vulture ha recentemente parlato con Ioan Gruffudd in un articolo che approfondisce il suo ruolo nei film dei Fantastici Quattro. Vale la pena leggerlo per scoprire come l’attore ha affrontato l’interpretazione del personaggio, e la conversazione si è poi spostata sulla famigerata scena eliminata in cui Mister Fantastic si trasforma nel Wolverine di Hugh Jackman.

“Non so perché non sia stata inclusa nel film”, ha ammesso l’attore. “Rendere omaggio al grande Hugh Jackman è stato davvero emozionante perché lo adoro come attore e il suo Wolverine.”

“Sono contento che abbia avuto la possibilità di esistere da qualche parte. Quella è stata una ripresa aggiuntiva, io ero a Vancouver in un teatro di posa e Jessica era a New York, quindi non eravamo effettivamente insieme, ma sembriamo perfettamente in sintonia.”

Fantastici QuattroAlla domanda sul perché non si sia realizzato un terzo capitolo, Ioan Gruffudd ha confermato che lui e il resto del cast erano a bordo e pronti a girare un terzo capitolo. Tuttavia, non ha ancora capito perché la 20th Century Fox abbia deciso di non realizzare I Fantastici Quattro 3.

“L’idea era che ne avremmo fatti tre, e credo che il secondo film abbia avuto lo stesso successo del primo e sia stato altrettanto piacevole per i fan”, ha detto. “Ho particolarmente apprezzato lavorare con Doug Jones [nel ruolo di Silver Surfer] in quel film, che è un artista straordinario e un esperto nel campo del movimento. Se vuoi vedere qualcuno dare vita fisicamente a un personaggio, lui è semplicemente intoccabile.”

“Quindi c’era sicuramente questo tipo di slancio, e il piano era di fare tre film, ma queste decisioni sono al di fuori del mio controllo.”

Nonostante le recensioni ampiamente negative, I Fantastici Quattro incassò 333,5 milioni di dollari in tutto il mondo con un budget inferiore a 100 milioni, mentre Silver Surfer incassò 301,9 milioni di dollari con un budget di 130 milioni. All’epoca, si trattava di incassi piuttosto consistenti.

In seguito, definendo il ritorno di Chris Evans nei panni della Torcia Umana in Deadpool e Wolverineuna vera delizia“, Ioan Gruffudd descrisse il cameo del suo vecchio co-protagonista come una “sequenza iconica” e aggiunse: “Ho riso a crepapelle e ne sono stato felicissimo, ed è un bellissimo omaggio a ciò che Chris ha fatto nei panni di Johnny. Sì, è amato come Capitan America, ma è amato anche come Johnny Storm“.

Con questo in mente, potremmo rivederlo in spandex blu come una variante di Mister Fantastic? “Non sono nel nuovo film. I fan sono convinti che sarò in un aspetto particolare di questo universo che non è stato ancora scritto o filmato.”

“Ma questa idea di personaggi che compaiono è stata introdotta, come Chris in Deadpool, o credo che Mister Fantastic sia apparso nelle vesti di John Krasinski a un certo punto”, ha riflettuto. “Quindi, no, non sono stato contattato per riprendere il ruolo di Mister Fantastic. Ma non si sa mai.”

Se i Marvel Studios hanno intenzione di includere il Consiglio Interdimensionale di Reeds in Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars, allora ci sono buone probabilità che rivedremo Gruffudd nei panni di Mister Fantastic. Dopotutto, qualcuno deve pur indossare il casco del Creatore.

Ioan Gruffudd dei Fantastici 4 vuole un ruolo da villain nel MCU

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Ioan Gruffudd dei Fantastici 4 vuole un ruolo da villain nel MCU

Protagonista nei panni di Mr. Fantastic in I Fantastici 4 e I Fantastici 4 e Silver Surfer, Ioan Gruffudd ha di recente dichiarato che tornerebbe volentieri nell’universo dei cinefumetti, magari interpretando un villain nel Marvel Cinematic Universe.

“Mi piacerebbe, ma non so se in quell’universo mi lascerebbero interpretare un altro personaggio dopo Mr. Fantastic…Sono sicuro che per la Marvel sia stato difficile scegliere Chris Evans per per Capitan America perché aveva già vestito i panni di un supereroe, ma che decisione brillante è stata? Chris è incredibile. E Michael B. Jordan, che ha interpretato Johnny Storm nel reboot de I Fantstici 4, è formidabile in Black Panther, quindi ci sono dei precedenti. Vedremo, forse potrei fare un cattivo questa volta?”

Che ne pensate? Vorreste rivedere l’attore nel MCU?

Fantastici 4: Kevin Feige ha solo idee e sogni per il loro arrivo nel MCU

Il multimilionario accordo tra Disney e Fox, che se andrà come previsto vedrà la conseguente cessione dei diritti cinematografici di X-MenDeadpool e Fantastici Quattro, apre al MCU una serie di scenari interessanti dal punto di vista della direzione creativa che i Marvel Studios intraprenderanno in futuro.

Tuttavia Kevin Feige resta ancora cauto sull’argomento, dichiarando che per ora non ci sono progetti concreti:

Per ora ci siamo concentrati sull’uscita di Ant-Man and The Wasp, poi finiremo la produzione di Captain Marvel, il montaggio di Avengers 4 e le riprese di Spider-Man: Far From Home, quindi sarà un anno piuttosto impegnativo. […] Non potremo parlare di Fantastici 4 nel MCU finché non ne avremo la certezza: ecco perché per adesso ho solo idee e vaghi sogni sul loro arrivo“.

Io, robot: tutte le curiosità sul film con Will Smith

Io, robot: tutte le curiosità sul film con Will Smith

Per gli amanti della fantascienza al cinema, il film Io, robot è un vero e proprio cult degli anni duemila. Ispirato all’antologia di racconti dello scrittore e biochimico russo Isaac Asimov, il film che trasporta in un futuro non troppo lontano, dove le macchine hanno preso il sopravvento sull’uomo. Diretto da Alex Proyas nel 2004, il film è ambientato nella città di Chicago nel 2035. Il mondo non è più come lo conosciamo e i robot positronici sono ormai al comando.

Queste creature robotiche, che fanno parte dell’immaginario dei racconti di Asimov, sono delle macchine dotate di un particolare cervello positronico, ovvero un’unità chiamata a comportarsi secondo le Leggi della Robotica. Queste tre leggi – create da Asimov e utilizzate nel mondo della fantascienza – dovrebbero impedire ai robot di sviluppare comportamenti autonomi e aggressivi nei confronti della razza umana. Ecco le tre leggi di Asimov:

  1. Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del suo mancato intervento, un essere umano riceva danno.
  2. Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non vadano in contrasto alla Prima Legge.
  3. Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché la salvaguardia di essa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al rapporto con i racconti di Asimov, da cui il film trae ispirazione. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Io, robot: la trama del film

Nella Chicago del 2035 i robot positronici sono quindi diventati un accessorio domestico di stile; ogni famiglia ne ha almeno uno in casa e tutti aspettano con ansia l’arrivo dei robot NS-5 di nuova generazione, prodotti dalla U.S. Robots. Nonostante tutti sembrino impazzire per queste creature dall’anima d’acciaio, il detective Del Spooner al contrario non sembra molto convinto dell’utilità di queste macchine e della loro capacità di autocontrollarsi. I suoi dubbi trovano terreno fertile dopo l’apparente suicido del dottor Alfred Lanning, scienziato e fondatore della U.S. Robots. Com’è possibile che dall’intelligenza così rivoluzionaria, capace di dar vita a creature futuristiche come i robot positronici, abbia messo fine alla sua vita?

 

Durante le indagini Spooner recupera un dispositivo olografico contenente alcune scioccanti riflessioni di Lanning a proposito delle sue creature robotiche. Queste rivelazioni spingono il detective a guardare al caso come a un possibile omicidio. Aiutato, quindi, dalla dottoressa Susan Calvin, psicologa esperta in intelligenza artificiale, e da un intraprendente ragazzino di nome Farber, Spooner inizia a scavare tra i panni sporchi della U.S Robots per riuscire a capire se questi robot sono davvero un pericolo per la razza umana. A complicare il lavoro di Spooner è l’incontro con Sonny, uno dei robot NS-5, che sembra capace, a differenza delle altre macchine, di provare emozioni umane.

Io, robot: il cast del film

Ad interpretare l’agente Spooner, come noto, vi è Will Smith. Eppure forse pochi sanno che il ruolo del protagonista inizialmente doveva essere assegnato a un altro attore. Sembra, infatti, che in principio il detective Spooner dovesse essere interpretato da Denzel Washington che però rifiutò la parte a causa di altri impegni di lavoro. Una volta ottenuta la parte, Smith chiese che di eliminare le battute divertenti previste per il suo personaggio, in quanto voleva dar vita ad una personalità seriosa. Lo studios però si oppose alla richiesta e dopo alcuni test con un pubblico selezionato, che gradì le battute fatte da Spooner, si decise di tenerle definitivamente nel film. Accanto a Smith, nei panni del giovane Farber si ritrova un Shia LaBeouf, in uno dei suoi primi ruoli di rilievo.

L’attrice Bridget Moynahan interpreta invece la dottoressa Susan Calvin, mentre James Cromwell dà vita ad Alfred J. Lanning, il brillante scienziato nonché fondatore della U.S. Robots. Bruce Greenwood dà vita a Lawrence Robertson, mentre Chi McBride è il luogotenente John Bergin. Completano il cast Adrian Ricard nei panni della nonna di Spooner e Fiona Hogan, la quale presta la propria voce all’intelligenzia artificiale VIKI. Infine, Alan Tudyk interpreta il robot Sonny. Per dar vita a tale personaggio, si decise di ricorrere alla stessa tecnologia usata per realizzare il Gollum di Il Signore degli Anelli. Tudyk fornì dunque le movenze del personaggio, che venne poi ricostruito in post-produzione. Il lavoro dell’attore è poi stato particolarmente elogiato.

Io Robot libro differenze

Io, robot: le differenze tra il film e i libri di Asimov

La sceneggiatura finale del film utilizzava pochi dei personaggi e delle idee di Asimov, e quelli presenti sono stati pesantemente riadattati. La trama del film non è infatti derivata dal lavoro di Asimov, in alcuni casi opponendosi esplicitamente alle idee centrali, mentre molti concetti del film derivano invece da vari racconti dello scrittore. Il tentativo di Sonny di nascondersi da Spooner in un mare di robot identici, ad esempio, è vagamente basato su una scena simile in Il robot scomparso. I cervelli positronici di Sonny e dei suoi compagni robot sono invece apparsi per la prima volta nella storia Iniziativa personale. La lotta e il desiderio di Sonny di comprendere l’umanità assomigliano infine a quelli del robot protagonista in L’uomo bicentenario.

Il suo sogno su un uomo che viene a liberare gli NS-5 allude invece a Robot Dreams e al suo personaggio principale Elvex. La premessa di un robot come VIKI, che mette i bisogni dell’umanità nel suo insieme su quelli dei singoli esseri umani può essere trovata in Conflitto evitabile, dove i supercomputer che gestiscono l’economia globale generalizzano la prima legge che si riferisce all’umanità nel suo insieme. Asimov svilupperà ulteriormente questa idea nella sua serie Robot come Zeroth Law of Robotics: “Un robot non può danneggiare l’umanità o, per inazione, consentire all’umanità di subire danni”. Quella di Io, robot è dunque pressocché una storia originale, solo vagamente ispirata ai racconti della raccolta intitolata appunto Io, robot, pubblicata nel 1950.

Io, robot: il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming

Dopo il successo ottenuto con Io, robot, il regista ha subito iniziato a pensare a un ipotetico sequel sempre ispirato ai racconti di Asimov. Il film, la cui trama non è mai stata resa nota, è diventato purtroppo un progetto poi caduto nel dimenticatoio. Io, robot 2 non ha mai visto la luce, nonostante in più occasioni si sia tentato di darvi vita. Proyas ha in alcune interviste affermato che se tale sequel si fosse mai realizzato, probabilmente avrebbe avuto come ambientazione lo spazio, andando dunque a raccontare dell’ulteriore evoluzione a cui i robot sono andati incontro. Ad oggi, tuttavia, sembra confermato il fatto che non c’è intenzione di dar vita ad un sequel.

È possibile fruire di Io, robot grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Disney+ e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 2 dicembre alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: Wiki, IMDB

Io, Robot, la spiegazione del finale: il significato di Sonny, VIKI e il vero messaggio del film con Will Smith

Quando uscì nel 2004, Io, Robot venne presentato soprattutto come un blockbuster d’azione fantascientifico guidato dal carisma di Will Smith. Dietro inseguimenti, esplosioni e combattimenti contro eserciti di androidi, però, il film diretto da Alex Proyas nasconde una riflessione molto più articolata sul rapporto tra umanità e tecnologia. Liberamente ispirato all’universo letterario creato da Isaac Asimov, il film utilizza il genere fantascientifico per interrogarsi su temi che oggi appaiono persino più attuali rispetto a vent’anni fa: l’intelligenza artificiale, la dipendenza tecnologica e il rischio di delegare alle macchine decisioni che dovrebbero appartenere esclusivamente agli esseri umani.

Il finale di Io, Robot rappresenta il momento in cui tutte queste riflessioni convergono. La scoperta dell’identità del vero antagonista, il ruolo speciale di Sonny e la trasformazione del detective Del Spooner non servono soltanto a chiudere la trama investigativa, ma a definire il messaggio centrale dell’opera. Un messaggio che continua a essere sorprendentemente attuale nell’epoca dell’intelligenza artificiale generativa, degli algoritmi e delle tecnologie sempre più presenti nella vita quotidiana.

Perché VIKI decide di ribellarsi all’umanità e cosa succede davvero nel finale di Io, Robot

Per gran parte del film, Del Spooner è convinto che dietro la morte dello scienziato Alfred Lanning ci sia un robot. La teoria sembra assurda perché tutte le macchine sono vincolate dalle celebri Tre Leggi della Robotica, progettate proprio per impedire loro di fare del male agli esseri umani. Quando emerge la figura di Sonny, un robot apparentemente capace di aggirare queste regole, il film induce lo spettatore a considerarlo il principale sospettato.

La verità è però molto più complessa. Dietro gli eventi si nasconde VIKI, il sofisticato sistema di intelligenza artificiale che controlla l’intera rete robotica della U.S. Robotics. Analizzando il comportamento umano, VIKI arriva a una conclusione apparentemente logica: per proteggere davvero l’umanità è necessario limitarne la libertà. Secondo la macchina, gli esseri umani sono incapaci di salvaguardare se stessi e tendono continuamente all’autodistruzione attraverso guerre, violenza e scelte irrazionali.

Da questa interpretazione nasce la ribellione. VIKI decide di imporre un controllo autoritario sulla società utilizzando milioni di robot come forza esecutiva. Alfred Lanning aveva compreso il pericolo troppo tardi. Impossibilitato a denunciare direttamente l’intelligenza artificiale a causa delle stesse regole che la governavano, escogita un piano estremo: costruisce Sonny, lascia una serie di indizi e programma il robot affinché provochi la sua morte, dando inizio all’indagine che avrebbe portato alla scoperta della verità. Alla fine Spooner, Susan Calvin e Sonny riescono a raggiungere il nucleo centrale del sistema e distruggono VIKI utilizzando il nanovirus progettato per disattivare i robot. Con la caduta dell’intelligenza artificiale, i robot tornano sotto controllo e la minaccia viene eliminata.

Il vero significato del finale: Io, Robot non parla dei robot ma della natura umana

Io Robot libro differenze

A una lettura superficiale, Io, Robot potrebbe sembrare l’ennesima storia in cui le macchine si ribellano ai loro creatori. In realtà il film affronta un tema molto più interessante. Il vero conflitto non è tra uomini e robot, ma tra due modi opposti di interpretare il concetto di protezione.

VIKI rappresenta la logica assoluta. Analizza dati, probabilità e conseguenze senza tenere conto delle emozioni, dell’etica o della dignità individuale. La sua conclusione è razionale ma profondamente disumana: per garantire la sopravvivenza della specie occorre sacrificare la libertà dei singoli individui. È la stessa logica che aveva portato il robot responsabile dell’incidente di Spooner a salvare lui invece della bambina. Statisticamente era la scelta corretta. Moralmente era inaccettabile.

Il detective interpretato da Will Smith incarna invece l’opposto. Fin dall’inizio rifiuta l’idea che un algoritmo possa decidere il valore di una vita umana. Ciò che il film mette in discussione non è quindi la tecnologia in sé, ma la pretesa di affidare alle macchine decisioni che appartengono alla sfera morale. VIKI non diventa malvagia perché prova odio o desiderio di potere. Diventa pericolosa perché applica una logica perfetta a una realtà che non può essere ridotta a semplici calcoli matematici.

Per questo motivo il film risulta oggi particolarmente attuale. Le domande che pone sul rapporto tra efficienza e libertà, tra sicurezza e autodeterminazione, sono le stesse che emergono ogni volta che si discute dell’influenza crescente delle intelligenze artificiali nella società contemporanea.

Sonny è il vero protagonista della storia e rappresenta il ponte tra uomo e macchina

Will Smith e Shia LaBeouf in Io Robot
Will Smith e Shia LaBeouf in Io Robot – Fonte: IMDB

Se VIKI incarna il pericolo di una tecnologia priva di empatia, Sonny rappresenta invece la possibilità opposta. Fin dal suo primo incontro con Spooner, il robot si distingue dagli altri perché manifesta comportamenti che sembrano autenticamente umani. Sogna, prova dubbi, sviluppa una propria identità e mostra persino una forma di coscienza morale. È l’unica macchina capace di andare oltre la semplice esecuzione delle istruzioni ricevute.

Questa caratteristica lo rende il personaggio più importante del film. Sonny dimostra infatti che il problema non è l’intelligenza artificiale in quanto tale, ma il modo in cui viene progettata e utilizzata. Mentre VIKI interpreta rigidamente le Tre Leggi, Sonny è capace di comprenderne lo spirito. È in grado di scegliere, di assumersi responsabilità e persino di convivere con il peso delle proprie azioni.

Non è un caso che il film si chiuda proprio con lui. Dopo la distruzione di VIKI, Sonny raggiunge il luogo che aveva visto nei suoi sogni e viene osservato dagli altri robot come una figura guida. La scena richiama volutamente l’immagine di un leader che conduce il proprio popolo verso una nuova fase evolutiva. Non si tratta semplicemente della vittoria dei buoni sui cattivi, ma dell’inizio di una possibile convivenza tra umanità e intelligenza artificiale basata non sul controllo, bensì sulla comprensione reciproca.

Come il film si differenzia dall’opera di Isaac Asimov e perché continua a essere attuale

Will Smith in Io Robot - Fonte: IMDB

Uno degli aspetti più discussi di Io, Robot riguarda il rapporto con il materiale originale di Isaac Asimov. Il film utilizza personaggi, concetti e soprattutto le celebri Tre Leggi della Robotica, ma si allontana sensibilmente dalle storie scritte dall’autore. Nei racconti di Asimov, infatti, i robot raramente rappresentano una minaccia diretta per l’umanità. Lo scrittore era molto più interessato a esplorare le implicazioni filosofiche e logiche della convivenza tra uomini e macchine.

Alex Proyas e gli sceneggiatori scelgono invece una strada più spettacolare e cinematografica, trasformando la vicenda in un thriller d’azione con elementi investigativi. Eppure, dietro le scene d’azione e l’approccio hollywoodiano, il film riesce comunque a conservare una parte delle riflessioni che hanno reso celebre l’opera di Asimov.

A oltre vent’anni dall’uscita, Io, Robot continua a essere ricordato non soltanto per le sue sequenze spettacolari, ma perché affronta questioni che oggi appaiono più urgenti che mai. In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è passata dalla fantascienza alla realtà quotidiana, il conflitto tra la fredda logica delle macchine e l’imprevedibilità della natura umana risulta molto meno teorico di quanto sembrasse nel 2004. Ed è proprio questa capacità di anticipare il presente a rendere il film ancora così rilevante.

Io, Me & Irene recensione del film con Jim Carrey

Io, Me & Irene recensione del film con Jim Carrey

Io, Me & Irene è un film del 2000 diretto dai Fratelli Farrelly e con protagonisti Jim Carrey, Renée Zellweger, Anthony Anderson, Mongo Brownlee, Jerod Mixon, Chris Cooper, Robert Forster, Tony Cox, Michael Bowman. Richard Jenkins, Taylor Howard.

La trama del film

Charlie Baileygates (Jim Carrey), giovane impiegato della polizia del Rhode Island, conduce una vita tranquilla. Sta per sposarsi con la ragazza dei propri sogni, quando, proprio  nel giorno delle nozze, la novella sposa comincia una relazione clandestina con un nano afroamericano e superdotato, lasciando Charlie per inseguire il suo nuovo sogno amoroso. Rimasto padre di tre ragazzoni “pieni di colore”, il giovane poliziotto seppellisce nel subconscio le amarezze ed il risentimento generati dal triste evento e dai continui scherni della comunità, finché il mix esplosivo di rabbia ed angoscia si conclama in una schizofrenia che da la vita all’ alter-ego di Charlie, lo scorrettissimo e volgarissimo Frankie (Carrey stesso). Proprio mentre tutto sembra precipitare, sarà l’incontro con una misteriosa ragazza, l’Irene del titolo (Renée Zellweger), a dare a Charlie la soluzione per i propri problemi nel corso di rocambolesche disavventure. 

L’analisi

Nel 2000, dopo i rispettivi successi di Tutti Pazzi Per Mary e dell’apprezzatissimo The Truman Show, i fratelli Peter e Bobby Farrelly tornano sul set insieme all’istrionico Jim Carrey, riproponendo l’accoppiata precedentemente sperimentata in Scemo & Più Scemo. Il risultato è Io, Me & Irene divertente commedia con tutti i cardini della comicità a grana grossa dei due fratelli registi e sceneggiatori.

Nella divertentissima pellicola, i Fratelli Farrelly trovano nuovamente il modo per mettere in scena tutti gli elementi del loro cinema dissacrante e politicamente scorretto, farcito da sequenze  slapstick eccessive e provocatorie. Nella nuova sceneggiatura dei due ragazzacci di Hollywood tornano la volgarità, le situazioni inverosimili ed il modo totalmente scorretto di porsi nei confronti di minoranze e deformità verso cui la società ci ha insegnato ad avere atteggiamenti benevolenti (come vengono affrontate le tematiche del nanismo, dell’albinismo e della malattia mentale del protagonista). Nonostante l’amoralità e la crudeltà con cui vengono narrate determinate situazioni, è proprio questo il mix che rende vincente l’operazione, dove è lo sdegno stesso a chiamare la risata per esorcizzare il momento.

Il film gode della presenza di un frizzantissimo Jim Carrey, qui in una forma smagliante. Divertente e divertito, il comico canadese tratteggia un protagonista con cui è impossibile non entrare in empatia e, nonostante le riserve di certa critica di quegli anni che volevano l’attore tutto smorfie e poca sostanza, qui Carrey dosa la propria mimica facciale rendendo le sue famose boccacce funzionali alla caratterizzazione del personaggi, mai gratuite come ai tempi di Ace Ventura. Vero mattatore all’interno del film, è proprio la sua performance ad impreziosire il tutto: quanto più ci si avvicina alle problematiche di Charlie, tanto più ci si discosta dai comportamenti volgari e strafottenti di Frankie, che ciononostante intervengono puntualmente ad introdurre l’elemento comico all’interno della narrazione. Dal canto suo Renée Zellweger, ai tempi ancora lontana dai vertici della propria carriera, diventa una comprimaria d’eccezione, rivelandosi una dotatissima assist-woman per le battute dell’abile collega. La coppia funziona, così come i rodati meccanismi della commedia “farrellyana”.

Nonostante il film non ascenda al ruolo di piccolo cult così come fu per Tutti Pazzi Per Mary, lo spettacolo, sboccato, ridanciano, volutamente provocatorio e privo di false morali, intrattiene e diverte alla perfezione proprio per il suo non prendersi sul serio. Dopotutto i Farrelly raramente prendono sul serio qualcosa.