Prima che Willem Dafoe diventasse uno dei villain più iconici del cinema supereroistico, il ruolo di Norman Osborn/Green Goblin nel primo Spider-Man di Sam Raimi era stato offerto anche a Nicolas Cage. A oltre vent’anni di distanza, l’attore ha finalmente spiegato perché decise di non entrare nel film che avrebbe cambiato per sempre il genere cinecomic nei primi anni 2000.
Parlando alla première newyorkese della serie Spider-Noir, Cage ha confermato a People di aver discusso il ruolo direttamente con Sam Raimi, ma di aver preferito prendere parte al film Il ladro di orchidee di Spike Jonze. “Per me, quella fu la scelta giusta in quel momento”, ha dichiarato l’attore. Il ruolo andò poi a Willem Dafoe, la cui interpretazione del Green Goblin sarebbe diventata una delle più celebri dell’universo Spider-Man, tornando successivamente anche in Spider-Man 2, Spider-Man 3 e Spider-Man: No Way Home.
La rivelazione di Cage riapre inevitabilmente uno dei grandi “what if” del cinema blockbuster moderno. Ma soprattutto evidenzia quanto il casting del primo Spider-Man sia stato decisivo nel definire il tono emotivo e visivo del franchise. La versione di Dafoe ha infatti imposto un modello di villain teatrale, disturbante e tragicamente umano che avrebbe influenzato molti cinecomic successivi.
Dal Green Goblin a Spider-Noir: il legame nascosto tra Nicolas Cage e Spider-Man
Anche se Cage non interpretò Green Goblin, il suo percorso è rimasto sorprendentemente legato all’universo di Spider-Man. Dopo aver dato voce a Spider-Man Noir in Spider-Man: Into the Spider-Verse, l’attore è ora protagonista della serie live-action Spider-Noir, ambientata in una versione alternativa della New York degli anni ’30.
Il progetto sembra quasi chiudere un cerchio: Cage non è mai diventato un villain del mondo di Spider-Man, ma finirà comunque per incarnarne una delle varianti più stilisticamente radicali. Ed è significativo che ciò accada oggi, in un’epoca in cui Marvel e Sony esplorano il multiverso e le reinterpretazioni dei personaggi molto più liberamente rispetto ai primi anni Duemila.
La scelta di rifiutare Green Goblin per Adaptation racconta anche qualcosa del Nicolas Cage di quel periodo: un attore ancora sospeso tra cinema mainstream e ricerca autoriale, lontano dall’idea di “franchise actor” dominante oggi a Hollywood. Proprio per questo, il suo eventuale Norman Osborn resta una delle grandi curiosità irrealizzate del cinema supereroistico moderno.
Nel frattempo, la performance di Willem Dafoe continua a essere considerata il punto di riferimento assoluto per i villain di Spider-Man, soprattutto perché No Way Home ha dimostrato quanto quel personaggio sia rimasto potente anche a distanza di decenni.





















