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Kevin Spacey assolto dalle accuse di violenza sessuale da parte di Anthony Rapp

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Una giuria di New York ha assolto Kevin Spacey dalle accuse di violenza sessuale ai danni di Anthony Rapp, attore che ha denunciato il collega di averlo aggredito nel 1986, quando lui aveva solo 14 anni e Spacey 26. Il giudizio, unanime, scagiona completamente Kevin Spacey, che si libera in questo modo di un enorme peso per la sua vita e la sua carriera. Dopo 80 minuti di deliberazione, la giuria ha sostenuto che gli avvocati di Rapp non sono riusciti a provare che Spacey avesse “toccato una parte intima o sessuale di Rapp”.

A commento del verdetto, Anthony Rapp ha condiviso un commento su Twitter, ringraziando comunque il tribunale che ha ascoltato la sua storia e commentando: “Ho voluto portare in giudizio questi fatti per accendere una luce, come parte di un movimento più ampio contro ogni forma di violenza sessuale. Prometto che continuerò a lottare per assicurarci che possiamo vivere e lavorare in un mondo libero da ogni tipo di violenza sessuale. Spero sinceramente che i sopravvissuti continueranno a raccontare le loro storie e lotteranno perché vengano accertate le responsabilità”.

Gli avvocati di Kevin Spacey hanno fatto leva, per la difesa del loro assistito, sull’incoerenza del racconto di Rapp in merito alla descrizione dell’abitazione di Spacey all’epoca, oltre al fatto che il giovane attore fosse geloso della carriera del collega e arrabbiato perché non aveva mai fatto coming-out.

Nonostante questa vittoria che si spera contribuirà a rilanciarne la carriera, Kevin Spacey deve ancora rispondere di altre accuse: la causa con MRC, casa produttrice di House of Cards, che gli chiede 31 milioni di dollari per i danni a seguito al suo licenziamento dalla serie; un’altra causa intentatagli da tre uomini, in Inghilterra questa volta, sempre legata a molestie sessuali, e risalenti al periodo in cui viveva a Londra, dove era direttore dell’Old Vic Theatre, per cui si è sempre dichiarato innocente.

Kevin Spacey al Museo Nazionale del Cinema

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Kevin Spacey al Museo Nazionale del Cinema

Camaleontico protagonista del cinema mondiale contemporaneo, Kevin Spacey è indiscutibilmente tra gli attori più talentuosi e acclamati della sua generazione. Il Museo Nazionale del Cinema è lieto di rendere omaggio al pluripremiato attore che, nel corso della sua pluridecennale carriera, ha dato volto memorabile a ruoli complessi, enigmatici e dinamici come, tra gli innumerevoli, quello del suo celeberrimo Frank Underwood nella popolare serie House of Cards.

Il due volte Premio Oscar per American Beauty e I soliti sospetti – che ha raggiunto la fama mondiale con una serie di classici anni ’90 come Se7en, L.A. Confidential, Glengarry Glen Ross e The Negotiator – sarà protagonista di un’attesissima Masterclass, lunedì 16 gennaio 2023 alle ore 18:30 nell’Aula del Tempio della Mole Antonelliana e, alle 20:30 al Cinema Massimo (Sala Uno), introdurrà la visione di uno dei film di maggior successo che hanno costellato la sua fortunata carriera.

In dialogo con il direttore del Museo Domenico De Gaetano, Kevin Spacey rievocherà le tappe più importanti della propria carriera e i suoi numerosi personaggi che il pubblico conosce per nome, da Keyzer Söze a John Doe, passando per Jack Vincennes, Lester Burnham, Mel Profitt e Lex Luthor.

Al termine dell’evento – a cura di Marco Fallanca – Kevin Spacey riceverà la Stella della Mole, quale riconoscimento per aver apportato, con la sua filmografia, un personale contributo estetico e autoriale allo sviluppo dell’arte drammatica.

“Siamo onorati che un ospite così prestigioso come Kevin Spacey abbia scelto Torino e una sede istituzionale come il nostro Museo per questo gradito e attesissimo ritorno in un evento con il pubblico” – afferma Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema. “È un privilegio poter ospitare la masterclass di uno dei più grandi interpreti di cinema e teatro del nostro tempo, attore che ha fatto della sua versatilità nella recitazione uno dei suoi caratteri distintivi”.

“Kevin Spacey si è da sempre imposto sulle scene grazie alla sua straordinaria mimica e al sapiente uso dello sguardo, rendendo ogni personaggio ben più di una semplice performance” – sottolinea Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema. “Con la sua abilità nel mostrare l’alienazione e la vulnerabilità di un uomo che affronta la crisi di mezz’età, la sua magistrale e indimenticabile interpretazione in American Beauty, venata di sottile malinconia, ha incarnato perfettamente il disincanto della classe media americana. Lo scorso anno aveva visitato il museo in forma privata – continua De Gaetano – ed era rimasto molto colpito dalle collezioni di precinema e dall’architettura della Mole Antonelliana. Adesso, tra tutte le città del mondo, ha scelto Torino per una masterclass. Non poteva farci regalo più grande”.

Kevin Spacey al fianco di Nicholas Hoult nel biopic su JD Salinger

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Arriva da Deadline la notizia che il due volte premio Oscar Kevin Spacey si è unito al cast di Rebel in the Rye, biopic diretto da Danny Strong (Empire), che vedrà Nicholas Hoult (X-Men Giorni di un Futuro Passato, Mad Max Fury Road) nei panni del celebre scrittore JD Salinger.

La storia segue la biografia del famoso autore scritta da Kenneth Slawenski, JD Salinger: A Life. Nel film Spacey interpreterà il professor  Whit Burnett, mentore del giovane Salinger.

La storia si concentra sulla nascita de Il Giovane Holden, romanzo di formazione per eccellenza e opera più famosa di Salinger, attraversandone però tutta la vita, dall’adolescenza turbolenta, alla Guerra Mondiale, fino alla collaborazione con il New York Times.

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Kevin Spacey a Roma per Baby Driver: “Il mio nome è Michael Caine!”

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In una calda domenica d’agosto l’eclettico e brillante Kevin Spacey si è concesso alla stampa italiana per qualche domanda in occasione dell’uscita nelle sale italiane il prossimo 7 settembre di Baby Driver – Il genio della fuga, il nuovo film diretto da Edgar Wright, in cui il celebre attore statunitense interpreta Doc, la mente geniale a capo di una gang che rapina banche.

Durante l’intervista Spacey si è dimostrato un vero intrattenitore, esternando più volte tutta la passione per il proprio mestiere, che non giudica un lavoro difficile ma un vero e proprio piacere.
Contrariamente ad uno dei suoi personaggi più noti, lo spietato Frank Underwood nella popolare serie Netflix House of Cards, Kevin Spacey ha cercato di evitare qualsiasi riferimento alla politica nelle sue risposte.

Tre anni fa lei, in un’intervista all’Hollywood Reporter, aveva parlato delle scelte della sua carriera e aveva detto che avrebbe voluto accettare unicamente ruoli di rilievo, che non avrebbe più interpretato il fratello di nessuno e ha proprio detto “Datemi Martin Scorsese e un ruolo vero oppure andatevene a fanculo!” Volevo sapere se conferma e se per questa scelta lei ritiene Edgar Wright un nuovo Martin Scorsese del cinema?

Penso di dover collocare questa risposta nella categoria corretta… C’è stato specificamente un periodo nella mia carriera in cui per poter raggiungere un certo livello, per potermi spingere oltre, dovevo smettere di interpretare determinati ruoli. Suppongo che adesso io stia cercando di ricostruire la mia carriera cinematografica, poiché per un certo verso , quando mi sono trasferito a Londra per dirigere un teatro, sono uscito dalla vista e quindi dalla mente di tante persone di Hollywood, quindi ora mi interessa essere una parte importante del racconto di una storia e ti posso assicurare che se Martin Scorsese mi offrisse una parte non lo manderei a fanculo.
Per quanto riguarda Edgar Wright, io amo i suoi film, è brillante, molto divertente, amo l’uso della musica nei suoi film e poi questo era un po’ il ruolo giusto per Michael Caine, quindi come avrei potuto rifiutare? [Imitando la voce di Michael Caine] My name is Michael Caine!

In che modo Doc di Baby Driver è diverso dai bad guys che lei ha interpretato precedentemente e, secondo lei, quali sono gli ingredienti perfetti per interpretare un cattivo?

Tu lo chiami bad guy, ma io non lo giudico un cattivo. Quando interpreti un ruolo non è compito mio giudicare, il mio è recitare. È il tuo lavoro giudicare, io interpreto una persona e anche “il cattivo” non è interpretabile, tu puoi solo interpretare azioni che compiono le persone, quello che dicono, quello che pensano. Quindi, non è il mio lavoro. Certamente il pubblico è molto attratto da personaggi complessi, machiavellici; soprattutto negli ultimi vent’anni, forse da I Soprano il pubblico è innamorato degli antieroi.

Secondo lei per un bravo attore è più interessante e stimolante interpretare un basista di rapine in banca, un politico corrotto o un grande personaggio a teatro?

È molto difficile perché è come fare un confronto tra le arance e le mele ma se dovessi proprio fare un paragone tra arance e mele ti direi che se queste arance e mele fossero nel teatro allora io sarei la persona più felice al mondo.

Lei adesso è un modello per molti attori… Quali sono invece i suoi modelli come attore e come persona?

Io sono stato molto fortunato poiché mia madre amava il teatro e il cinema e mi ha fatto conoscere una varietà di talenti incredibili che sono diventati i miei modelli: Henry Fonda, Katharine Hepburn, Spencer Tracy, Rosalind Russell, Cary Grant, James Stewart, Bette Davis, la lista è molto lunga…

Come modelli di persona sono stato molto fortunato ad avere Jack Lemmon nella mia vita quando ero molto giovane e ho avuto la possibilità di lavorare con lui in quattro occasioni differenti, una persona di un’influenza incredibile. Inoltre citerei Joseph Papp, che diresse il New York Shakespeare Festival, Alan J. Pakula, uno dei primi registi che si è battuto per me e questi sono solo alcuni di loro…

Lei in Baby Driver è doppiato da Roberto Pedicini. Ha mai ascoltato la sua voce italiana? Cosa ne pensa del mondo del doppiaggio, visto che anche lei ne ha fatto parte in diverse occasioni?

Chiederei per prima cosa quali altri attori doppia.

Jim Carrey, Javier Bardem

Perché una volta ho conosciuto una persona ad una festa al festival di Berlino ed era molto entusiasta di incontrarmi e mi disse: “Io sono te!” e continuava a ripeterlo aggiungendo “io sono la tua voce in tutti i tuoi film in Germania, e sono inoltre Robert De Niro e Sean Connery”. Così io dissi: “quindi se faccio un film con De Niro e Sean Connery tu fai entrambi”. Non ho conosciuto questo doppiatore italiano ma farò in modo di non girare mai un film con Jim Carrey.

C’è una tipologia di ruolo che non prende in considerazione, che non le interessa interpretare?
Lei prima ha parlato degli antieroi, della fascinazione del pubblico per queste figure… Crede sia così anche nella vita reale, che è finita l’epoca del buonismo e ci affidiamo agli antieroi?

Le uniche parti che non voglio accettare sono quelle che sono scritte male. Non mi censuro per nessun tipo di ruolo. Qualche volta la gente crede che io o comunque gli attori siamo lì a scegliere i ruoli: George Clooney interpreta questo ruolo, Brad Pitt quest’altro, io un altro ancora, non funziona così. Io posso solo interpretare le parti che mi vengono offerte e quelle che io magari in quel momento sono libero di poter fare. Io sono aperto a tutti i tipi di ruoli. L’unica cosa che mi spaventa veramente è la stupidità, non ho paura di nient’altro.

Per la seconda domanda, non ho idea. Intuisco che sia un modo molto intelligente per farmi una domanda politica.

Tornando a Baby Driver, so che ha recitato a tempo di musica. Ci può raccontare com’è andata?

Certo. Quando abbiamo letto la sceneggiatura per la prima volta, abbiamo ascoltato tutti i brani della colonna sonora, poiché tutta la musica era già stata scelta. Quindi, quando la leggi è come se la ascoltassi e si tratta di una lettura molto sexy e poi ci sono scene in cui Edgar voleva che fisicamente seguissimo il ritmo della canzone, avevamo delle cuffiette e potevamo recitare come se qualcuno ci desse il tempo, facevamo tutta la parte fisica fino all’inizio del dialogo quando la musica si fermava ed era come una specie di danza.

In Baby Driver la sua voce è al centro di uno dei brani, dato che viene remixata dal protagonista, quindi volevo chiederle se aveva qualche curiosità in merito. Poi volevo sapere qualcosa sulla sua esperienza da produttore, per esempio per Manhunt?

Adoro! Voglio essere un mixtape.

Come produttore, quello che amo di questo lavoro è essere un facilitatore, mettere insieme figure: trovare il regista, gli attori, lo sceneggiatore. Mi piace assistere al processo, fidarsi delle persone che hai assunto e lasciarle lavorare. Per dodici anni ho fatto questo lavoro qui, come direttore artistico dell’Old Vic e credo sia una cosa bellissima vedere il progetto che prende forma. Anche per Unabomber è stata una bellissima esperienza e penso che sia una serie fantastica.

Lei ha interpretato vari ruoli importanti, dal marito di famiglia che si masturba in doccia fino ad arrivare al politico amorale? Qual è stato, secondo lei, il ruolo più difficile?

[Ride fragorosamente] Mi piace come descrivi i miei ruoli. La masturbazione è stata piuttosto difficile. Comunque non so, penso sia improprio per un attore parlare di un ruolo difficile, non lo è, è maledettamente divertente, è un piacere, è una gioia andare al lavoro ogni giorno e fingere per vivere. Ho fatto un monologo una volta a teatro in cui il personaggio racconta che a dieci anni il padre l’aveva mandato a lavorare in una giornata caldissima per coltivare le patate. È stato lì ore e ore a girare la terra per queste patate, poi ha deciso di fare altro e si è cominciato ad occupare di studi legali e da quel giorno non ha più lavorato un solo giorno in vita sua.

di Ivana Ziello

Kevin Smith: “Non ho abbastanza talento per dirigere un film Marvel”

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In una recente intervista con Uproxx, Kevin Smith ha parlato del suo rapporto con i Marvel Studios e del perché, ad oggi, non abbia ancora diretto un film del MCU, nonostante in molti lo considerino un candidato ideale.

Smith ha ammesso di essere un grandissimo fan dell’universo condiviso, ritenendo che il longevo franchise di successo sia assolutamente fantastico. Tuttavia, ha anche ammesso che molto probabilmente non dirigerà mai un film dello studio, e questo perché, in base alla sua esperienza, preferisce portare al cinema storie che siano originali, piuttosto che adattamenti basati su proprietà altrui.

“Viviamo in quest’era in cui, secondo alcuni, dovrei scatenarmi e passare dalla realizzazione di un film a fumetti all’altro. È dagli anni ’90 che non si fa altro che parlare di questa cosa, e per molti è arrivato il momento che io lo faccia. Ma lasciatemelo dire… Non ho tutto questo talento”, ha spiegato Kevin Smith.

“Non mi ritengo abbastanza talentuoso da poter realizzare un film a fumetti. C’è bisogno di uno stile visivo ben preciso per poter realizzare quel genere di cose”, ha aggiunto. “E non parlo da un punto di vista delle immagini. Mi riferisco proprio alle parole. Anche i miei fumetti preferiti hanno più parole che immagini.”

“Inoltre, per quanto mi riguarda, è più soddisfacente creare da solo le mie storie. Adoro il Marvel Cinematic Universe e parte del motivo per cui amo quel franchise è perché ha preso alcune delle storie che mi hanno accompagnato da bambino e le ha portate in vita, sul grande schermo. Tuttavia, io non ho quel tipo di capacità”, ha concluso il regista.

Kevin Smith: Clerks III a Broadway?

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Kevin Smith aveva recentemente annunciato l’intenzione di chiudere la sua attività di regista per dedicarsi al lancio di giovani autori: notizia che sembrava aver chiuso definitivamente le porte alla possibilità di assistere al terzo capitolo della ‘saga dei commessi’… Tuttavia lo stesso Smith annuncia ora che le vicende di Dante, Randal, Jay e Silent Bob potrebbero aver un seguito… a Broadway. Il progetto è ancora alle fasi iniziali, ma Smith ha già contattato il cast per sentire le impressioni dei protagonisti, trai quali l’unico ad avere una vera e propria formazione teatrale è Brian O’Halloran (Dante). Smith avrebbe intenzione di tenere il lavoro sui palchi per sei mesi, che dovrebbero culminare con la trasmissione nei cinema dell’ultima replica. Se il progetto prenderà corpo, le rappresentazioni dovrebbero cominicare nel 2014, in tempo per il ventennale del primo film.

Fonte: Empire

Kevin Smith vorrebbe fare un film su The Question della DC Comics

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Come molti di voi sapranno, Kevin Smith è un grande appassionato di Fumetti ma non ha mai diretto un film di supereroi e oggi il regista a Los Angeles ha commentato la cosa ammettendo di non aver mai avuto questa possibilità ma che gli sarebbe piaciuto fare un film del genere. Ma non solo, il regista rivela di voler fare un film basato su The Question della DC Comics.

The QuestionL’idea di Smith è quella di concentrare la storia su un noir giallo e sul  vigilante  B-list che utilizza una sostanza speciale per cancellare le sue caratteristiche, una specie di gas per cambiare i suoi abiti e i capelli: “Ho sempre pensato che se tu fossi in un vicolo e Batman si presentasse di fronte a te saresti troppo eccitato di vederlo e non proveresti paura. Ma se un tizio si presenza senza caratteristiche e comincia a prenderti a pugni, beh in quel caso proveresti una tremenda paura”

 

Kevin Smith tra Clerks III e Hit Somebody

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Cambio di programmi per Kevin Smith, che dopo aver confermato l’intenzione di portare al cinema il terzo capitolo di Clerks, sembra invece aver deciso di trasferire  Hit Somebody sul piccolo schermo, nella forma di una miniserie. Ad annunciarlo è stato lo stesso Smith, via Twitter, spiegando che la decisione di portare Hit Somebody sul piccolo schermo, apre la strada a un nuovo progetto, che sarà comunque il suo ultimo lavoro per il cinema.

La vicenda di Hit Somebody è stata del resto abbastanza travagliata: inizialmente era previsto si svolgesse attraverso due film, poi la mancanza di finanziamenti l’aveva ridotta a un solo lungometraggio; le dimensioni della storia hanno poi portato alla decisione di trasformarla in una miniserie tv. Smith tornerà così a lavorare per il cinema con Clerks III; il regista ha peraltro in cantiere anche un film d’animazione dedicato agli stessi personaggi.

Fonte: Empire

Kevin Smith svela chi vorrebbe al posto di Alan Rickman in Dogma 2

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Kevin Smith ha rivelato quale attrice vorrebbe per interpretare il ruolo che fu di Alan Rickman nel sequel di Dogma, progetto di cui il regista parla da anni. Nel film cult del 1999, Rickman interpretava Metatron, la voce di Dio, una delle figure più amate del film. L’attore è scomparso nel 2016 all’età di 69 anni a causa di un tumore al pancreas.

Durante il podcast SlashFilm Weekly, Smith ha spiegato che, se Dogma 2 vedrà la luce, desidera scrivere il nuovo Metatron per Helen Mirren. Non si tratterebbe dello stesso Metatron del film originale, ma della versione pensata per il sequel.

Smith ha riconosciuto che molti fan potrebbero aspettarsi Adam Driver, dato il suo aspetto “giovane Rickman”, ma ha raccontato di aver conosciuto la Mirren anni fa proprio in compagnia di Rickman, descrivendola come “incredibilmente vicina ad Alan” per sensibilità e presenza scenica. È stata questa connessione personale a indirizzarlo verso l’attrice britannica.

Rickman e Mirren furono amici nella vita reale e collaborarono più volte, tra cui nel thriller Eye in the Sky (2015) e nella prestigiosa produzione teatrale del 1998 Antony and Cleopatra al National Theatre. La Mirren, ricordando quell’esperienza, aveva descritto Rickman come “generoso e coraggioso”.

Smith ha anche parlato del possibile ritorno di altri personaggi, tra cui Bartleby (Ben Affleck) e Loki (Matt Damon), e di come il sequel potrebbe esplorare il tema della redenzione o della punizione eterna per le due figure angeliche cadute.

Nonostante l’entusiasmo del regista, Dogma 2 non è ancora in produzione, anche se Smith ritiene che il brand sia abbastanza forte da facilitare la ricerca di finanziamenti rispetto ad altri suoi progetti. Il regista ha scherzato sul fatto di lavorare da anni a film come Moose Jaws, ma ammette che un sequel di Dogma sarebbe molto più semplice da realizzare per notorietà e interesse del pubblico.

Il ritorno di Metatron, anche in una nuova incarnazione interpretata da Helen Mirren, sarebbe certamente uno dei punti più delicati e significativi del progetto, ma Smith sembra convinto che l’attrice possa onorare al meglio l’eredità di Rickman.

Kevin Smith ricoverato per un forte attacco di cuore, sta bene

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Kevin Smith è stato colto da un forte attacco di cuore che lo ha costretto al ricovero d’urgenza. Per fortuna il regista sta bene e ha provveduto a informare lui stesso i fan delle sue condizioni di salute tramite i suoi social ufficiali.

Kevin Smith in ospedale per un attacco di cuore

Smith stava lavorando al nuovo episodio del suo programma, Comic Book Men, per la AMC, ma si è sentito male ed è stato portato in ospedale. “Il dottore che mi ha salvato la vita, mi ha detto che il ramo interventricolare anteriore dell’arteria coronaria sinistra era completamente bloccato”, ha spiegato il regista.

La foto ce lo mostra però in condizioni apparentemente buone, per cui possiamo ringraziare la prontezza dell’intervento medico. Il regista di Clerks dovrebbe quindi riprendersi al più presto, con un adeguata supervisione medica e cure appropriate.

Fonte: Instagram

Kevin Smith realizza Red State

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Il geniale Kevin Smith ha tantissimi progetti, tuttavia la sua nota originalità (e irriverenza) gli rendono la vita difficile quando si trata di trovare finanziamenti. Ora ha finalmente annunciato tramite Twitter che il suo progetto horror, intitolato Red State, sarà finalmente realizzato.

Kevin Smith racconta i suoi progetti

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Kevin Smith ha parlato a Collider di Red State, suo prossimo horror, e di altri suoi progetti. “Visivamente parlando, è il film più ambizioso che abbiamo mai realizzato”, ha detto Smith.

Kevin Smith parlerà di Coronavirus nel sequel di Generazione X

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Kevin Smith parlerà di Coronavirus nel sequel di Generazione X

In un recente podcast di FatMan Beyond LIVE! – lo stesso in cui ha parlato dell’uscita dei film Marvel su Disney+ -, Kevin Smith ha svelato qualche dettaglio in più sull’annunciato sequel di Mallrats, il film da lui diretto nel 1995 e noto in Italia col titolo Generazione X.

Lo scorso marzo Smith aveva dichiarato attraverso il suo profilo Facebook di stare approfittando della reclusione da quarantena, causa Covid-19, per terminare le sceneggiature di due progetti che i fan del suo cinema attendono da molto tempo: Clerks 3 e il sequel di Generazione X.

Adesso il regista e sceneggiatore ha rivelato che il sequel di Mallrats – il cui titolo ufficiale sarà Twilight of the Mallrats – affronterà anche le conseguenze della pandemia di Coronavirus: “Stavo lavorando a Twilight of the Mallrats, la sceneggiatura di Mallrats 2, e poi ho letto alcuni articoli sull’apocalisse che colpirà i negozi, sul fatto che il 2020 segnerà la condanna a morte per tantissime catene. La pandemia non ha fatto altro che peggiorare le cose: negozi che conosciamo da sempre non esisteranno più. Proprio per questo motivo, visto che sto lavorando ad un film ambientato in un centro commerciale, ho pensato: ‘Queste sono informazioni utili per il mio lavoro’. Così ho inserito la pandemia nel film, perché ovviamente questa sarà una cosa di cui ci ricorderemo per sempre.”

LEGGI ANCHE – Kevin Smith “sfrutta” la quarantena per terminare Clerks 3 e Mallrats 2

A proposito di Clerks 3, in passato Kevin Smith aveva dichiarato che la sceneggiatura del film è stata modificata in seguito all’attacco di cuore avuto dal regista nel 2018, ispirando così il nuovo percorso del protagonista Randal. A quanto pare il film inizierà con il cinico cassiere di fast food interpretato da Jeff Anderson che, come Smith, ha appena subito un infarto e sta attraversando una crisi di mezza età.

“Randal ha un attacco di cuore, ed essendosi avvicinato così tanto alla morte, capisce che la sua vita non ha significato nulla, nessuno lo ricorderà e non ha famiglia o cose del genere”, ha dichiarato Smith. “E durante la ripresa, mentre si trova sotto effetto di fentanil, giunge alla classica conclusione di un uomo di mezza età che ha lavorato in un videonoleggio per tutta la sua vita e ha visto i film di altre persone: voglio fare il mio film. Ed è qui che Dante e Randal creano Clerks, e questa è la storia di Clerks 3.”

Per quanto riguarda, invece, il sequel di Generazione X, al momento non ci sono dettagli.

Kevin Smith non dirigerà un film di Star Wars o dei Marvel Studios

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Kevin Smith ha categoricamente negato qualsiasi voce che lo voleva alla regia di un prossimo progetto di Star Wars o dei Marvel Studios, come testimonia il tweet che trovate qui sotto.

Qualche giorno fa il sito FandomWire aveva rilanciato questa indiscrezione, secondo cui Smith avrebbe incontrato la Disney per discutere di futuri coinvolgimenti, ma ovviamente si trattava solo di una speculazione.

Adesso arriva però la conferma, o meglio, la smentita da parte del diretto interessato: “È facile da negare: gli unici film di Star Wars o dei Marvel Studios nei quali sono coinvolto sono quelli che vedrò pagando un biglietto“, ha scritto Smith su Twitter.

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Kevin Smith mostra un insanguinato Justin Long per Tusk

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L’originale Kevin Smith si è sempre distinto per un tipo di cinema ai margini, nonostante la folta nicchia che lo segue e lo ama dai tempi di Clerks – Commessi. Adesso il regista di Dogma è alle prese con Tusk, un insolito horror che lo vede lavorare gomito a gomito con Genesis Rodriguez e Haley Joel Osment, tra gli altri.

Via Instagram, il regista ha pubblicato una foto di scena di Justin Long, mentre prova il trucco per il film. Che ne pensate? L’immagine rende giustizio al mondo che Smith ci ha abituati avedere sul grande schermo?

Leggi anche: Batman v Superman Dawn of Justice: Kevin Smith dice la sua

Justin Long TuskTusk comprende nel cast stelle del calibro di Genesis Rodriguez e Haley Joel Osment. Il film è stato anche scritto da SmithSam Englebardt, David Greathouse e Shannon McIntosh si stanno occupando, invece, di produrlo. Il lavoro ultimato dovrebbe sbarcare nelle sale questo autunno grazie alla A24 e Demarest FilmsDepp, che ha recentemente interpretato ruoli un pò in ombra in film come 21 Jump Street e Jack e Jill, lo rivedremo come protagonista nell’attesissimo Transcendence, a partire dal 18 Aprile.

Fonte: STYD

Kevin Smith intenzionato a realizzare Clerks III

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WI fan di Kevin Smith saranno contenti di sapere che il regista ha cambiato i suoi piani di ritirarsi dopo aver realizzato Clerks III. Inoltre Smith ha anche detto di voler chiudere il suo “Askewniverse” con un altro film in cui seguiremo le avventure dell’iconica coppia Dante Hicks and Randal Graves, e così Smith ha cominciato questo 2014 seguendo un vero e proprio mantra creativo al quale si aggiungerà un progetto completamente nuovo dal titolo Helena Handbag.

Prima di questo nuovo progetto però, Kevin Smith si dedicherà a completare Tusk, suo ultimo film, e a riportare sullo schermo i commessi più sgangherati del cinema per il loro terzo episodio.

Fonte: CS.net

 

Kevin Smith in difesa dei cinecomics: “È facile essere negativi”

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Che Kevin Smith sia un grande fan di fumetti e cinecomics non è affatto un segreto (basti pensare che ha chiamato sua figlia Harley Quinn). Adesso il regista ha apertamente pensato bene di spezzare una lancia in favore di prodotti cinematografici di questo tipo, contro le critiche negative che immancabilmente piovono su questo genere di pellicole.

Batman v Superman: Kevin Smith ammette l’amore per la ultimate edition

Commentando la serie Netflix/Marvel Luke Cage, Kevin Smith ha detto: “È stato fottutamente bello. Non avevo aspettative per questo, ma hanno raccontato una storia molto migliore di quello che mi aspettavo. Voglio dire, viviamo in un mondo in cui stanno lavorando al sequel di Ant-Man, io non avevo questo genere di cose quando crescevo.”

“Si tratta della creazione di un cammino completamente aperto, dovremo apprezzarlo. È facile andare a comprare il bigliatto e vedere il film, ma è altrettanto troppo facile essere negativi (…) Non ci sono buone ragioni per farlo. Provi a fare qualcosa di bello ma le persone poi continuano a tirarti giù. Credo che la miseria ami la compagnia. Ci saranno sempre persone che parlano male di queste cose. Penso soltanto a questi ragazzini di dieci anni che sognano questi film che li rendono tanto felici.”kevin smith

Fonte

Kevin Smith ha cominciato a scrivere Clerks III?

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In un post pubblicato nei giorni scorsi su FaceBook, Kevin Smith ha annunciato di aver cominciato a scrivere il terso capitolo di Clerks. Lo scrittore e regista ha dichiarato che è stato come reincontrare dei vecchi amici e che Clerks III sarà il miglior film della sua carriera.

Resta da vedere se Smith giungerà alla fine dell’opera, sempre che la sua dichiarazione non sia stata tutta uno scherzo; se tutto andrà a buon fine, il film potrà contare sul ritorno di gran parte del cast originale; al momento l’unico dubbio riguarda Jeff Anderson, che non ha ancora accettato di tornare a interpretare Randall.

Nel frattempo, Kevin Smith sta lavorando al film animato dedicato a Jay e Silent Bob, mentre Hit Somebody, il suo progetto dedicato al mondo dell’hockey, a causa della sua lunghezza eccessiva dovrebbe essere realizzata come miniserie televisiva.

Intanto eccovi i due momenti epici di ciascun film precedente:

Fonte: Empire

Kevin Smith ha annunciato il suo prossimo film su “Jay e Silent Bob”

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Lo sceneggiatore e regista Kevin Smith sa bene come metterli in fila. Mentre presentava ai suoi affezionati fan il suo prossimo film sull’adolescenza The 4:30 Movie al Comic-Con di San Diego, Smith ha anche annunciato che dirigerà un terzo capitolo della serie Jay and Silent Bob. Prima del Marvel Cinematic Universe, Smith ha reso popolare il concetto di universo condiviso con i suoi film cult View Askewniverse, che comprendono anche i tre film di Clerks. Il terzo film di Jay e Silent Bob si intitolerà Jay e Silent Bob: Store Wars, e vedrà i due personaggi gestire un dispensario ed entrare in una sorta di guerra con un negozio rivale.

Lo sceneggiatore e regista Kevin Smith sa bene come metterli in fila. Mentre presentava ai suoi affezionati fan il suo prossimo film sull’adolescenza The 4:30 Movie all’attuale Comic-Con di San Diego, Smith ha anche annunciato che dirigerà un terzo capitolo della serie Jay and Silent Bob. Prima del Marvel Cinematic Universe, Smith ha reso popolare il concetto di universo condiviso con i suoi film cult View Askewniverse, che comprendono anche i tre film di Clerks. Il terzo film di Jay e Silent Bob si intitolerà Jay e Silent Bob: Store Wars, e vedrà i due personaggi gestire un dispensario ed entrare in una sorta di guerra con un negozio rivale.

I personaggi stoner Jay e Silent Bob – interpretati da Jason Mewes e dallo stesso Smith – sono apparsi in tutto l’universo, in film come Mallrats, i film di Clerks, Dogma e Chasing Amy. Hanno recitato in due film da soli, intitolati Jay and Silent Bob Strike Back e, più recentemente, Jay and Silent Bob Reboot. I personaggi si trovano spesso in situazioni che riflettono lo stato della cultura pop dell’epoca e fanno da contrappunto l’uno all’altro. Jay descrive spesso Bob come il suo “compagno di vita etero”.

Jay e Silent Bob hanno debuttato nel primo film di “Clerks”.

Voce di spicco della cultura geek, Smith ha esordito con il primo film di Clerks all’inizio degli anni ’90, durante la nuova ondata del cinema indipendente americano. Da allora ha seguito per lo più le sue regole, scrivendo e dirigendo i suoi film a piccolo budget e costruendo negli anni una schiera di fan devoti. Le sue brevi incursioni nel cinema di studio, come Zack e Miri fanno un porno e Cop Out, non si sono tradotte esattamente in un successo maggiore, e questo è forse il motivo principale per cui negli ultimi anni si è ritrovato a tornare su un terreno familiare.

Dopo brevi esperimenti con il genere horror – Smith ha diretto i film Red State, Tusk e Yoga Hosers – ha realizzato Clerks III e Jay and Silent Bob Reboot. Il prossimo The 4:30 Movie è basato sulle esperienze personali di Smith, cresciuto nel New Jersey, ed è interpretato da Austin Zajur, Nicholas Cirillo, Reed Northrup, Siena Agudong e Ken Jeong. L’uscita del film è prevista per quest’anno. Jay and Silent Bob: Store Wars, il cui titolo sembra essere una citazione di Avengers: Secret Wars, non ha ancora una data di uscita.

Kevin Smith e Mel Gibson avrebbero potuto dirigere Will Hunting

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oscar-damon-affleckIn una recente intervisrta al Boston Magazine, Ben Affleck e Matt Damon hanno ricordato come fu difficile a suo tempo trovare un regista per la sceneggiatura di Will Hunting –

Kevin Smith commenta il Superman mai realizzato di Robert Rodriguez

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Il produttore Jon Peters iniziò a sviluppare Superman Lives dopo Superman IV: The Quest for Peace del 1987. Aveva intenzione di rivitalizzare il franchise dopo quello che si rivelò un triste addio al ruolo di Christopher Reeve nei panni dell’Uomo d’Acciaio. Nel 1994, la Warner Bros. aveva incaricato Kevin Smith di scrivere la sceneggiatura, incorporando elementi dei fumetti tratti dall’arco narrativo “Morte di Superman” e usando cattivi come Brainiac, Lex Luthor e Doomsday.

Il regista di Batman, Tim Burton, sembrava pronto a dirigere una versione del film con Nicolas Cage. Tuttavia, dopo l’aumento dei budget, le controversie creative e l’esitazione della Warner Bros. dopo le recensioni contrastanti sui film di supereroi, alla fine il progetto fu accantonato.

Parlando con Collider, Kevin Smith ha rivelato che anche Robert Rodriguez, regista di Spy Kids, Sin City e Alita: Battle Angel, era stato sul punto di dirigere Superman Lives.

“C’è stato un momento nel 1996-97 in cui Robert Rodriguez, che conoscevo un po’ per il mondo del cinema indipendente, mi ha chiamato per dirmi: ‘La Warner Bros. mi ha chiesto di dirigere la tua sceneggiatura di Superman’. E io gli ho risposto: ‘Per favore, fallo. Oh mio dio, fallo. Sarebbe fantastico’.” Lui fa: “Mi piace un po’. È divertente, amico. Raccontamelo. Chiaramente ne sai più di me su Superman”.

“Quindi ci sono voluti due giorni per decidere tra Superman e quest’altro progetto che alla fine ha scelto perché sentiva di essere in debito con lo studio. Lo studio era Dimension e il film era The Faculty. Quindi ha scelto The Faculty invece di fare Superman. Ma per quei due giorni ci stava pensando. La Warner Bros. lo voleva alla grande, e sarebbe stato il suo budget più alto fino ad oggi”.

“Se potessi far accadere qualcosa che non è successo, credo che sarebbe questo. Perché non ho avuto la pressione di dirigere il film da solo. Sarebbe stato nelle mani di uno dei più grandi e visionari registi d’azione della mia generazione, assolutamente fottutamente azzeccati. Sarebbe stato un meraviglioso connubio di materiali, perché quella sceneggiatura – e non dico che sia la migliore – ma i dialoghi erano nitidi in quella fottuta sceneggiatura. E questo era prima di Avengers, sai, prima che diventasse la norma e tutto il resto.”

“Quindi ne avrei beneficiato, come sceneggiatore. ‘Ehi, l’ha scritto lui!’ E la pressione… anche se la gente diceva ‘Oh, odio quel Superman’… allora io rispondevo ‘Sì, beh, la colpa è di Robert. L’ha diretto lui’. Quindi avrei avuto il vantaggio di essere coinvolto ma non di esserlo, e non l’ho mai avuto.”

Più avanti nell’intervista, Kevin Smith ha spiegato perché non ha intenzione di dirigere un film Marvel. Il regista ha diretto episodi di Flash e Supergirl, ma quando si tratta dell’MCU, preferirebbe fare qualcosa davanti alla telecamera, non dietro.

“Tutti mi chiedono: ‘Vuoi fare un film Marvel?’. Mai, cazzo. Cosa nel mio lavoro ha mai fatto pensare a qualcuno: ‘Sarebbe perfetto per quel tipo di spettacolo visivo’. Ma la Marvel ha detto: ‘Vogliamo che tu interpreti… chiunque. Una scena: un fottuto cattivo, un buono’.” Oh mio dio, a chi devo succhiare il cazzo per far sì che ciò accada? È quello che mi interesserebbe di più. Perché sarebbe divertente e non avrei nessuna responsabilità. Sono messo su questa Terra per fare film di Kevin Smith, se non altro, e la maggior parte dei critici sosterrà che non sono nemmeno messo su questa Terra per farlo. Ma nessuno vuole fare film di Kevin Smith tranne me, quindi quella è la mia strada e mi piace rimanerci.”

Kevin Smith non è estraneo all’Universo Marvel; ha scritto il rivoluzionario Daredevil: Guardian Devil, che ha visto la morte di Karen Page, e Spider-Man and the Black Cat: The Evil that Men Do.

Kevin Smith aspetta il via libera per Clerks 3

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WKevin Smith sta aspettando dalla Weinstein Company il via libera per far partire la produzione di Clerks 3. Il film, che si presenta benissimo sulla scia dei due film precedenti, ha una sceneggiatura già da diverso tempo che sta aspettando di essere vagliata dai fratelli Weinstein ma per adesso è ancora tutto fermo.

Per quanto riguarda una alternativa per la “raccolta fondi” del film, Smith ha rifiutato di ricorrere al crowdfounding perchè, ha ammesso, “non ho intenzione di chiedere la carità”. In realtà sappiamo che già il suo tentativo di crowdfounding per Red State andò male, quindi forse il regista preferisce aspettare la sucirezza dei fratelli Weinstein piuttosto che avventurarsi di nuovo nell’incerto territorio del crowdfounding.

Ricordiamo che Clerks e Clerks 2 sono due classici del cinema comico demenziale indipendente americano. Il primo, uscito nel 1994, è la rivelazione dello Smith regista e attore, che girò il film completamente nel supermarket in cui lavorava; il secondo, con una maggiore aura di professionalità è del 2006 e vede coinvolti anche attori professionisti, come la bella Rosario Dawson e la coppia formata dallo stesso Smith con Jason Mewes (duetto comico di Jay e Silent Bob visti in molti altri film del regista).

Per quanto riguarda il terzo capitolo della saga, dobbiamo solo aspettare.

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Fonte: indiewire.com

Kevin Smith a lavoro

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Alle prese con la promozione delle versioni home video del suo Poliziotti fuori, Kevin Smith aggiorna su quelli che sono i suoi prossimi progetti: l’horror Red State e l’hockey movie Hit Somebody.

Kevin Smith “sfrutta” la quarantena per terminare Clerks 3 e Mallrats 2

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Approfittando della reclusione da quarantena, causa Covid-19, Kevin Smith sta lavorando per terminare le sceneggiature di due progetti che i fan del suo cinema attendono da molto tempo: Clerks 3 e il sequel di Generazione X.

Ad annunciarlo è stato lo stesso Smith attraverso un post via Facebook. Purtroppo, la pandemia di Coronavirus costringe il mondo intero a trascorrere la maggior parte delle giornate in totale isolamento, chiusi ognuno nelle proprie case: Kevin Smith ha quindi annunciato che, proprio grazie al tempo a disposizione, avrà sicuramente modo di portare a termine le sceneggiature di Clerks 3 e di Mallrats 2, sequel di Generazione X. 

Nel post condiviso via Facebook, Smith sembra anche aver anticipato che il titolo ufficiale del sequel di Generazione X sarà Twilight of the Mallrats. Potete vedere il post originale di seguito:

LEGGI ANCHE – Star Wars: l’Ascesa di Skywalker, rivelato il cameo di Kevin Smith

A proposito di Clerks 3, in passato Kevin Smith aveva dichiarato che la sceneggiatura del film è stata modificata in seguito all’attacco di cuore avuto dal regista nel 2018, ispirando così il nuovo percorso del protagonista Randal. A quanto pare il film inizierà con il cinico cassiere di fast food interpretato da Jeff Anderson che, come Smith, ha appena subito un infarto e sta attraversando una crisi di mezza età.

“Randal ha un attacco di cuore, ed essendosi avvicinato così tanto alla morte, capisce che la sua vita non ha significato nulla, nessuno lo ricorderà e non ha famiglia o cose del genere”, ha dichiarato Smith. “E durante la ripresa, mentre si trova sotto effetto di fentanil, giunge alla classica conclusione di un uomo di mezza età che ha lavorato in un videonoleggio per tutta la sua vita e ha visto i film di altre persone: voglio fare il mio film. Ed è qui che Dante e Randal creano Clerks, e questa è la storia di Clerks 3.”

Per quanto riguarda, invece, il sequel di Generazione X, al momento non ci sono dettagli.

Kevin Munroe presenta a Roma Dylan Dog

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Arriva oggi al cinema l’attesa e controversa trasposizione cinematografica di Dylan Dog made in USA e portata sullo schermo da Kevin Munroe, già regista di TMNT. Il giovane regista ha incontrato la stampa romana e, a seguito della proiezione, si è dovuto ben difendere da domande cortesi ma insistenti: perché il loro (e nostro) anti-eroe è stato così maltrattato?

Kevin McKidd: 10 cose che non sai sull’attore

Kevin McKidd: 10 cose che non sai sull’attore

Nonostante non sia particolarmente noto, l’attore Kevin McKidd ha negli anni costruito una carriera di rispetto, partecipando a importanti film o serie tv e lavorando con grandi autori del panorama cinematografico e televisivo. Nei ruoli da lui ricoperti, l’attore ha saputo sfoggiare un buon talento, dimostrandosi più versatile di quello che ci si potrebbe aspettare.

Ecco 10 cose che non sai di Kevin McKidd.

Kevin McKidd carriera

1 I film. Il debutto sul grande schermo dell’attore avviene nel 1996 con il film Small Faces. Nello stesso anno partecipa al film Trainspotting, nel ruolo di Thomas MacKenzie. Grazie a questo film raggiunge una certa notorietà, partecipando poi a film come Topsy-Turvy (1999), Dog Soldiers (2002), Le crociate (2005), Hannibal Lecter – Le origini del male (2007), Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo – Il ladro di fulmini (2010) e La ragazza dei tulipani (2017).

2 Le serie TV. Celebre anche per la sua carriera televisiva, l’attore prende parte a serie come Anna Karenina (2000), Roma (2005-2007), Journeyman (2007), e Grey’s Anatomy, dove dal 2008 interpreta il dottor Owen Hunt.

3 Il doppiaggio. McKidd è anche un noto doppiatore, ha infatti prestato la sua voce ai videogiochi Grand Theft Auto: Vice City (2002), Call of Duty: Modern Warfare 2 (2009) e Call of Duty: Modern Warfare 3 (2011). Mentre è invece tra i doppiatori del film Ribelle  – The Brave (2012) e della serie Star Wars Rebels (2016-2017).

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Kevin McKidd Instagram

4 Ha un account personale. L’attore è presente sul social network Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 1,8 milioni di persone. All’interno di questo è possibile trovare fotografie scattate dall’attore in momenti di svago con la famiglia o gli amici, e fotografia tratte dai set cinematografici o televisivi da lui frequentati.

Kevin McKidd vita sentimentale

5 È sposato. L’attore è attualmente sposato, dal 2018, con la chef Arielle Goldrath, da cui avuto due figli nati rispettivamente nel 2018 e nel 2019. Precedentemente l’attore è stato sposato, fino al 2017, con Jane Parker, da cui ha avuto due figli, nati rispettivamente nel 2000 e nel 2002.

Kevin McKidd beneficenza

6 Ha pubblicato un album per raccogliere fondi. Oltre ad essere un attore, McKidd è un talentuoso cantante. Nel 2012 pubblica un album di musica folk scozzese chiamato “The Speyside Sessions”, il cui ricavato dalle vendite è stato interamente devoluto all’associazione Save the Children.

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Kevin McKidd Grey’s Anatomy

7 Ha diretto numerosi episodi. Durante la stagione sette della serie, l’attore compie il salto dietro la macchina da presa per dirigere il suo primo episodio. McKidd si è dichiarato particolarmente intimorito dalla cosa, temendo di non riuscire a gestire il cast di attori. Tuttavia la sua prova di regia è stata così convincente che l’attore sarebbe stato chiamato a dirigere altri 11 episodi.

Kevin McKidd fama

8 Non credeva di poter raggiungere il successo come attore. Nonostante recitare sia il suo sogno sin da bambino, McKidd non credeva di poter raggiungere il livello di fama che ha oggi. Credeva invece che avrebbe seguito le orme di suo padre diventando idraulico. Una volta lasciata la Scozia in cerca di fortuna, l’attore cominciò tuttavia ad ottenere i primi ruoli, continuando a percorre la carriera d’attore.

Kevin McKidd Trainspotting

9 Non compare sul poster ufficiale. Una volta terminate le riprese del film, in cui recita accanto a Ewan McGregor, l’attore partì per una vacanza. Così facendo salto tuttavia l’appuntamento per le foto per la locandina del film, finendo con il non comparire in essa pur essendo uno dei personaggi principali.

Kevin McKidd età e altezza

10 Kevin McKidd è nato a Elgin, in Scozia, il 9 agosto 1973. L’altezza complessiva dell’attore è di 181 centimetri.

Fonte: IMDb

Kevin Macdonald prodotto da Ridley Scott

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Kevin Macdonald prodotto da Ridley Scott

Kevin Macdonald, regista di La morte sospesa, State of Play e L’ultimo re di Scozia, dirigerà un progetto You Tube, Life in a day, che sarà prodotto da Ridley Scott. In realtà Macdonald dovrà mettere insieme i film girati dagli utenti per l’occasione e farne un lungometraggio coerente “ che dirà alla generazioni future com’era la vita il 24 luglio 2010 ”.

“ E’ un esperimento unico in cinema sociale – ha detto il regista – e quale miglior metodo per ottenere un numero di riprese illimitato, dell’assumere la comunità mondiale del web? ”. Il progetto ha anche uno sponsor. Per far vedere un giorno di vita del 24 luglio in tutto il mondo, la società Against All Odds distribuirà videocamere nelle regioni più remote, per fare in modo che il film risultante sia il più completo possibile. Tutti coloro le cui riprese entreranno nel film finale saranno accreditati come coregisti, e venti di loro avranno la possibilità di assistere in anteprima alla proiezione al festival di Sundance dell’anno prossimo.

Questo il link al sito ufficiale.

Fonte: comingsoon.it

Kevin Hart: 10 cose che non sai sull’attore

Kevin Hart: 10 cose che non sai sull’attore

Tra i più noti attori comici dell’attuale panorama cinematografico e televisivo statunitense vi è Kevin Hart. Celebre per i suoi stand up, l’attore si è poi cimentato con successo anche nel cinema, partecipando ad alcuni dei film comici di maggior successo degli ultimi anni. Apprezzato per la sua irriverenza e la sua versatilità, l’attore ha nel tempo consolidato la sua fama e l’affetto dei suoi fan.

Ecco 10 cose che non sai su Kevin Hart.

Kevin Hart: i suoi film

1. Ha recitato in popolari commedie. L’attore debutta al cinema recitando in film comici come Paper Soldiers (2002), Scary Movie 3 – Una risata vi seppellirà (2003), … e alla fine arriva Polly (2004), Soul Plane – Pazzi in aeroplano (2004), 40 anni vergine (2005) e Epic Movie (2007). Acquista maggior popolarità recitando in Superhero – Il più dotato tra i supereroi (2008), Piacere Dave (2008), Il funerale è servito (2010), Think Like a Man (2012), Il grande match (2013) e Poliziotto in prova (2014). Negli ultimi anni è stato invece tra i protagonisti dei film Top Five (2014), Duri si diventa (2015), Un poliziotto ancora in prova (2016), Una spia e mezzo (2016), Sempre amici (2017), dove recita accanto all’attore Bryan Cranston, Jumanji – Benvenuti nella giungla (2017) e Jumanji: The Next Level (2019), nei quali recita insieme agli attori Dwayne Johnson e Jack Black.

2. Ha recitato anche in televisione. L’attore negli anni è comparso anche in alcuni episodi di diverse serie TV, tra cui si annoverano Undeclared (2002-2003), The Big House (2004), Love, Inc. (2006), Jake in Progress (2005-2006), Modern Family (2011-2012) e TKO: Total Knock Out (2018). Hart ha inoltre partecipato allo show televisivo Saturday Night Live, ricoprendo un ruolo ricorrente tra il 2013 e il 2017.

3. È anche produttore. Oltre ad aver prodotto tutti gli spettacoli e i documentari a lui dedicati, Hart ha figurato come produttore anche per le serie The Big House (2004), Real Husbands of Hollywood (2013-2016), Campus Law (2017), Dead House (2017), TKO: Total Knock Out (2018), e The Donors (2019).

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Kevin Hart è su Instagram

4. Ha un profilo molto seguito. L’attore è presente sul social network Instagram con un profilo seguito da ben 82 milioni di persone. Qui l’attore è solito condividere fotografie ritraenti momenti di svago, in compagnia di amici o colleghi, ma anche numerose immagini promozionali e foto scattate in occasione delle premiere a cui ha preso parte.

Kevin Hart ha una moglie

5. Si è sposato due volte. Fidanzatosi nel 2000 con l’attrice Torrei Hart, l’attore ha poi sposato la donna nel 2003, dando alla luce due figli rispettivamente nel 2005 e nel 2007. La coppia ha in seguito divorziato nel 2011. Successivamente Harti si è sposato con Eniko Parrish, con la quale ha avuto un figlio nato nel 2017.

Kevin Hart e la Stand Up Comedy

6. È celebre per i suoi spettacoli comici. L’attore si è negli anni costruito una fama con alcuni spettacoli comici di grande successo. Tra i più celebri si citano I’m a Grown Little Man (2009), Seriously Funny (2010), Laugh at My Pain (2011) e Let Me Explain (2013). Tramite questi Hart ha costruito un proprio stile e un proprio repertorio, composto da racconti sulle proprie insicurezze ed esperienze di vita.

Kevin Hart: What Now?

7. Ha tratto un film dal suo omonimo spettacolo. Nel 2015 l’attore torna nel mondo della stand up comedy con lo spettacolo What Now?. Questo è stato poi riadattato per essere distribuito come film concerto, ottenendo buoni riscontri di critica e un guadagno complessivo di 23 milioni di dollari.

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Kevin Hart: il suo patrimonio

8. È tra gli attori comici più ricchi di Hollywood. Grazie ai suoi numerosi film, ma ancor di più per merito delle sue produzioni e dei suoi spettacoli comici, l’attore ha raggiunto un patrimonio stimato di circa 200 milioni di euro, diventando uno degli attori comici attualmente più ricchi.

Kevin Hart: il suo 2019

9. Tornerà al cinema da protagonista. Nel 2019 l’attore sarà nuovamente protagonista al cinema nel film Jumanji: The Next Level, nel ruolo di Franklin “Topo” Finbar. Il film è il sequel del grande successo di pubblico del 2017. Nello stesso anno l’attore ha doppiato nuovamente il personaggio di Nevosetto nel film d’animazione Pets 2 – Vita da animali (2019).

Kevin Hart età e altezza

10. Kevin Hart è nato a Philadelphia, in Pennsylvania, Stati Uniti, il 6 luglio 1979. L’altezza complessiva dell’attore è di 163 centimetri.

Fonte: IMDb

Kevin Hart nel cast del film su Monopoly

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Dopo essere sopravvissuto alla giungla di Jumanji: Benvenuti nella Giungla, Kevin Hart è pronto ad affrontare un altro gioco, meno rischioso per la vita e l’incolumità dei partecipanti!

L’attore e comico si è unito a Lionsgate e Hasbro per l’adattamento cinematografico del gioco da tavolo Monopoly, che vede alla regia Tim Story, già regista dei primi due adattamenti dei Fantastici Quattro per il cinema.

La notizia è stata confermata da Entertainment Weekly, e Hart ha scherzato con il regista via Twitter.

Il film su Monopoly è in sviluppo dal 2008, ed era originariamente prodotto da Universal Pictures, poi è passatto alla Emmett / Furla Films, per poi approdare alla Lionsgate nel 2015. Oltre a Monopoly, Hart si riunirà con Dwayne Johnson, Karen Gillan, Nick Jones e Jack Black per il sequel di Jumanji: Benvenuti nella Giungla, che ha aggiunto al cast star del calibro di Danny DeVito e Danny Glover.

Diretto da Tim Story e interpretato da Kevin Hart, il film su Monopoly attualmente non ha ancora un cast ufficiale, uno sceneggiatore o una data di uscita.

Kevin Feige: prima di stufare il pubblico, i supereroi devono stufare lo Studio

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Con Black Panther dietro l’angolo, la Marvel promette di regalare al suo pubblico una nuova avventura, molto diversa da ciò che i fan hanno visto fino a questo momento dallo Studio di Kevin Feige.

In merito alla diversità dei proprio film e alla possibilità che il pubblico di annoio e senta la fatica di vedere ancora altri film di supereroi al cinema, Feige è stato molto chiaro, rifiutando completamente il concetto di un pubblico che potrebbe stancarsi del film Marvel Studios.

“Per anni, andando oltre la storia dei Marvel Studios stessi, le persone mi hanno chiesto sulla fatica da film di supereroi e se fossero un capriccio o una fase. Io dico che se sono tutti differenti, se sono tutti speciali, nessuno si stancherà di questi film prima che accada a noi dei Marvel Studios, visto che noi parliamo di questo, respiriamo queste cose 24 ore al giorno. Fai film come Thor: Ragnarok, Homecoming, Guardiani della Galassia, Black Panther, o il prossimo Infinity War e mantieni l’interesse elevato. E noi continueremo a fare così.”

X-Men: Kevin Feige dice che non ci sono ancora piani per il MCU

Kevin Feige sta promuovendo al momento Black Panther, mentre si trova anche ad arginare le domande della stampa in merito al futuro dei Marvel Studios, soprattutto alla luce del fatto che gli X-Men potrebbero presto diventare materiale utilizzabile nel Marvel Cinematic Universe.