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Il Settimo Figlio: Nuovo Trailer italiano del fantasy

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Arriva anche la versione italiana del nuovo trailer dell’atteso film, Il Settimo Figlio, fantasy che vede nel cast protagonisti con Jeff Bridges, Kit Harington, Ben Barnes e Julianne Moore.

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seventh son poster anteprimeIl fantasy d’avventura uscirà negli USA al cinema il prossimo 17 gennaio, in 3D, 2D e IMAX. Nel cast di Seventh Son ci sono: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Djimon Hounsou, Alicia Vikander, Antje Traue, Olivia Williams e Kit Harington. Il regista è Sergei Bodrov.

Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il settimo figlio: nuove clip e featurette del film con Julianne Moore

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Ecco alcune clip e featurette de Il Settimo Figlio, fantasy che vede nel cast protagonisti con Jeff Bridges, Kit Harington, Ben Barnes e Julianne Moore.

Il film uscirà in Italia il prossimo 19 febbraio 2015 distribuito da Universal.

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seventh son poster anteprimeIl fantasy d’avventura uscirà negli USA al cinema il prossimo 17 gennaio, in 3D, 2D e IMAX. Nel cast di Seventh Son ci sono: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Djimon Hounsou, Alicia Vikander, Antje Traue, Olivia Williams e Kit Harington. Il regista è Sergei Bodrov.

Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il settimo figlio: nuova data di uscita

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Il Settimo Figlio, fantasy diretto da Sergei Bodrov che vede nel cast protagonisti con Jeff Bridges, Kit Harington, Ben Barnes e Julianne Moore, ha cambiato la data d’uscita al cinema.

Arriverà adesso il 19 febbraio 2015.

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seventh son poster anteprimeIl fantasy d’avventura uscirà negli USA al cinema il prossimo 17 gennaio, in 3D, 2D e IMAX. Nel cast di Seventh Son ci sono: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Djimon Hounsou, Alicia Vikander, Antje Traue, Olivia Williams e Kit Harington. Il regista è Sergei Bodrov.

Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il settimo figlio: libro, trama e cast del film con Jeff Bridges

Il settimo figlio: libro, trama e cast del film con Jeff Bridges

Nell’ultimo decennio gli adattamenti per il cinema di storie fantasy sono aumentati considerevolmente, data anche la grande richiesta di prodotti di questo genere. Grazie a questi si può essere trasportati in luoghi magici, al cospetto di creature benevole o esseri particolarmente orripilanti e maligni. Tra i tanti titoli di successo, ve ne sono anche diversi che non hanno purtroppo avuto la possibilità di affermarsi allo stesso modo. Uno di questi è Il settimo figlio (qui la recensione), film del 2014 diretto dal regista russo Sergej Vladimirovič Bodrov. Tra gli sceneggiatori si annovera invece anche Steven Knight, autore di film come Locke e La promessa dell’assassino.

Il libro da cui Il settimo figlio è tratto è quello omonimo di Joseph Delaney, pubblicato nel 2004 e primo di una serie che dark fantasy composta da ben 13 romanzi. Questa si basa sulla leggenda folkloristica del settimo figlio di un settimo figlio, il quale otterrebbe una serie di straordinari poteri magici. Il numero sette vanta infatti una serie di lunghi significati mitici, dalle sette virtù ai sette peccati capitali. Da qui si sviluppa la storia di questo primo racconto, che trova nel suo protagonista il guerriero per eccellenza. Si narrano dunque qui le sue origini e la sua formazione, lasciando aperto il racconto per dei sequel.

Sequel che, a causa dell’insuccesso del film, sembrano non dover mai vedere la luce. A fronte di un budget di 95 milioni di dollari, Il settimo figlio è arrivato ad incassarne solo 115 in tutto il mondo. Un risultato troppo basso, che ha di fatto posto subito fine alla serie. Prima di intraprendere una visione di questo unico film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il settimo figlio: la trama del film

La vicenda si svolge nel 1572, un’epoca buia che vede scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro John Gregory aveva imprigionato in una profonda grotta la feroce strega Madre Malkin, la quale è però ora riuscita a fuggire con il desiderio di soddisfare una propria vendetta. Ad accorgersi di ciò è il giovane apprendista di Gregory, William Bradley, il quale non manca di avvertire il suo maestro dell’accaduto. Lo stregone sa benissimo di ciò che questo evento può significare. La strega, che nei secoli ha acquisito sempre più potere, sembra ora essere inarrestabile e pronta ad uccidere tutti coloro che si porranno sul suo cammino.

L’unica speranza per gli uomini si rivela essere il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera. Prima di poter compiere quanto è destinato a fare, il ragazzo dovrà però essere addestrato alle arti magiche, padroneggiandole al meglio. Lo scontro con la strega è sempre più vicino e lui è davvero l’ultima possibilità per tornare a far regnare il bene sul mondo. Il suo percorso, però, sarà ricco di imprevisti, di persone di cui non potersi fidare e di pericoli che il giovane mai avrebbe immaginato di incontrare.

Il settimo figlio cast

Il settimo figlio: il cast del film

Ad interpretare il protagonista Tom Ward vi è l’attore Ben Barnes, divenuto celebre per i film Le cronache di Narnia – Il principe Caspian e Dorian Gray. Il ruolo era in realtà stato offerto a Sam Claflin, che aveva anche accettato. A causa di impegni sopraggiunti in seguito, l’attore ha però dovuto rinunciare alla parte, che è a quel punto andata a Barnes. L’attrice Olivia Williams, recentemente vista nel film premiato agli Oscar The Father, interpreta invece Mam Ward, la madre di Tom. Nei panni di William Bradley, l’apprendista di Gregory, vi è invece Kit Harington. L’attore, noto per il ruolo di Jon Snow in Il Trono di Spade, ha potuto recitare nel film proprio grazie ad una pausa delle riprese della serie.

Nei panni del potente maestro John Gregory vi è l’attore premio Oscar Jeff Bridges. Per lui si è trattato del terzo film fantasy girato nell’arco di due anni. Gli altri due sono The Giver – Il mondo di Jonas e R.I.P.D.- Poliziotti dall’aldilà. Ad interpretare la strega Malkin si ritrova invece la premio Oscar Julianne Moore, la quale torna qui a recitare con Bridges ad anni di distanza da Il grande Lebowski. Nel film sono poi presenti l’attrice Alicia Vikander nei panni di Alice Deae, misteriosa ragazza in cui si imbatterà il protagonista. Antjie Traue è invece la madre di lei, Lizzie. Djimon Hounsou è infine Radu, il fedele servitore di Malkin.

Il settimo figlio: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il settimo figlio è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Google Play, Apple iTunes, Now e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 9 ottobre alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

Il Settimo Figlio: intervista al regista Sergej Bodrov e nuova featurette

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Dopo l’intervista a Kit Harrington ecco nuovo materiale dal film fantasy d’avventura Il Settimo Figlio, che uscirà al cinema in Italia il prossimo 19 febbraio 2015, in 3D, 2D. Questa volta ad essere intervistato e il regista Sergej Bodrov, a cui si aggiunge una nuova featurette:

Il fantasy d’avventura Il Settimo Figlio uscirà al cinema in Italia il prossimo 19 febbraio 2015, in 3D, 2D e IMAX. Nel cast di Seventh Son ci sono: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Djimon Hounsou, Alicia Vikander, Antje Traue, Olivia Williams e Kit Harington. Il regista è Sergei Bodrov.

Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il Settimo Figlio: intervista a Jeff Bridges

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Il Settimo Figlio: intervista a Jeff Bridges

La divisione italiana della Universal Pictures ha appena reso disponibile un’intervista – con sottotitoli in italiano – a Jeff Bridges, effettuata in occasione della sua partecipazione al film fantasy Il Settimo Figlio nel ruolo di Master Gregory. Il film, che è diretto da Sergej Vladimirovič Bodrov, è l’adattamento cinematografico del romanzo dark fantasy edito da Mondadori nel 2004 con il titolo L’apprendista del mago.


Nel cast de Il Settimo Figlio figurano, oltre a Jeff “Drugo” Bridges anche Ben Barnes, Julianne Moore, Djimon Hounsou, Antje Traue, Olivia Williams, Alicia Vikander e Kit Harington. La sinossi ufficiale del fantasy è la seguente: Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il Settimo Figlio uscirà nelle sale cinematografiche italiane domani giovedì 19 febbraio 2015, mentre per quanto riguarda le sale statunitensi la pellicola ha già debuttato nei cinema qualche giorno fa, il 6 febbraio 2015.

Il settimo figlio: due clip del film con Julianne Moore

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Guarda due clip del film Il settimo figlio, il fantasy d’avventura con Ben Barnes, Julianne Moore, Djimon Hounsou, Antje Traue, Olivia Williams, Alicia Vikander e Kit Harington.

Nel cast de Il Settimo Figlio figurano, oltre a Jeff “Drugo” Bridges anche Ben Barnes, Julianne Moore, Djimon Hounsou, Antje Traue, Olivia Williams, Alicia Vikander e Kit Harington. La sinossi ufficiale del fantasy è la seguente: Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il Settimo Figlio uscirà nelle sale cinematografiche italiane domani giovedì 19 febbraio 2015, mentre per quanto riguarda le sale statunitensi la pellicola ha già debuttato nei cinema qualche giorno fa, il 6 febbraio 2015.

Il settimo figlio: clip e featurette del fantasy con Julianne Moore

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La Universal Pictures ha diffuso una clip e una featurette dell’atteso Fantasy Il settimo figlio di Sergei Bodrov con Jeff Bridges, Ben Barnes e Julianne Moore in sala dal 19 FEBBRAIO 2015.

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seventh son poster anteprimeIl fantasy d’avventura uscirà negli USA al cinema il prossimo 17 gennaio, in 3D, 2D e IMAX. Nel cast di Seventh Son ci sono: Jeff Bridges, Julianne Moore, Ben Barnes, Djimon Hounsou, Alicia Vikander, Antje Traue, Olivia Williams e Kit Harington. Il regista è Sergei Bodrov.

Sta per scatenarsi una guerra tra le forze del sovrannaturale e gli uomini. Secoli prima, il Maestro Gregory aveva imprigionato la feroce strega Madre Malkin che, riuscita a fuggire, adesso è in cerca di vendetta. L’unica speranza per gli uomini è il giovane apprendista Tom Ward, settimo figlio di un settimo figlio, il solo in grado di sconfiggere la potente maga e la sua magia nera.

Il settimo figlio, spiegazione del finale del fantasy con Julianne Moore

Il settimo figlio è un film che unisce avventura fantasy, azione ed elementi simbolici legati a temi universali come il coraggio, l’amore e la responsabilità. Al centro della vicenda vi è il giovane Thomas Ward, settimo figlio di un settimo figlio, destinato a un compito speciale: diventare apprendista del cacciatore di streghe Gregory. La sua storia si intreccia con la lotta contro la potente strega Mother Malkin e con la scoperta delle proprie origini, portandolo a un percorso di crescita personale e di accettazione del proprio destino.

Dalla missione al conflitto finale di Il settimo figlio

La trama si apre con Gregory, esperto cacciatore di streghe, che dopo la perdita dell’ennesimo apprendista deve trovare un nuovo successore. La scelta ricade su Thomas, un giovane dotato di poteri particolari ereditati dalla madre, che gli dona un amuleto protettivo. Ben presto il ragazzo incontra Alice, una misteriosa ragazza di cui si innamora, senza sapere che è in realtà la nipote di Mother Malkin, tornata in libertà dopo anni di prigionia e decisa a radunare un esercito di creature malvagie. Gregory, Thomas e l’assistente Tusk si mettono in viaggio verso la fortezza della strega, affrontando nemici e rivelazioni: Gregory aveva amato Malkin in passato, Thomas scopre che sua madre era una strega e che Alice, pur divisa tra affetto e dovere, è incaricata di spiarli.

Nel climax della vicenda, Mother Malkin uccide la madre di Thomas e cattura Gregory, mentre Alice, pur innamorata, cede l’amuleto a sua zia sperando di proteggere il giovane. Risvegliato dallo spirito materno, Thomas ritrova la forza e l’amuleto, affrontando con nuova determinazione l’esercito di Malkin. La battaglia culmina con il tradimento interno: la strega elimina perfino la sorella che cercava di salvare Alice. Infine, Thomas riesce a sconfiggerla, ponendo fine alla sua minaccia e segnando il passaggio da ragazzo inesperto a vero cacciatore.

Il settimo figlio filmTrasformazioni e spiegazione del finale

Il finale non si limita alla vittoria sul male ma mette in luce le trasformazioni interiori dei protagonisti. Thomas, inizialmente riluttante a uccidere, assume il ruolo di spook dopo la morte della madre, accettando il peso delle sue responsabilità. La frase finale di Malkin, “ti perseguiterò”, simboleggia il fardello morale che il giovane dovrà portare: ogni vita tolta gli lascia un’ombra di rimorso. Anche la sua relazione con Alice subisce un cambiamento: pur desiderando una vita normale insieme, entrambi comprendono che le loro strade si separano, lasciando però la porta aperta a un futuro incontro.

Parallelamente, anche Gregory vive una metamorfosi. Inizialmente rigido e inflessibile, convinto che ogni strega debba essere eliminata senza esitazioni, alla fine ammette che “non ci sono regole”. È un gesto di fiducia verso Thomas, ma anche il segno che ha imparato a vedere oltre i dogmi che lo hanno guidato per tutta la vita. Nel congedarsi, Gregory gli lascia la propria casa, l’assistente Tusk e tutte le responsabilità del mestiere, affidandogli così il suo lascito. L’ultima scena, con il suono della campana che chiama a un nuovo intervento, apre a nuove avventure: Thomas è ormai il nuovo spook, pronto a fronteggiare altre minacce.

Il set LEGO più grande mai realizzato de Il Signore degli Anelli è una gigantesca ricostruzione di Minas Tirith

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LEGO ha svelato il suo set più imponente mai realizzato dedicato a Il Signore degli Anelli: una spettacolare ricostruzione di Minas Tirith, pensata come pezzo da esposizione per collezionisti. Il modello rientra nella linea LEGO Icons ed è stato lanciato per celebrare il 25° anniversario della saga cinematografica.

Il set ricrea l’iconica Città Bianca di Gondor vista in Il Signore degli Anelli: Il ritorno del re, con una struttura mastodontica composta da 8.278 pezzi. La costruzione non si limita all’esterno della città, ma include anche ambienti interni dettagliati come le mura a livelli, la cittadella e la sala del trono dove Aragorn viene incoronato Re Elessar. Il risultato è una riproduzione in scala ridotta ma ricchissima di dettagli, pensata per restituire tutta la grandiosità di Minas Tirith.

All’interno del set compaiono numerosi personaggi iconici de Il Signore degli Anelli. Tra questi troviamo Gandalf il Bianco, Faramir, Denethor, Peregrin Took e Arwen, insieme a quattro soldati di Gondor. A completare il set c’è anche Shadowfax, il leggendario cavallo della Terra di Mezzo.

LEGO amplia ancora la linea de Il Signore degli Anelli

Il Signore degli Anelli: La guerra dei Rohirrim
Via Variety, Per gentile concessione di Warner Bros. Pictures

LEGO continua a espandere la propria gamma dedicata a Il Signore degli Anelli, aggiungendo nuovi set a una collezione ormai sempre più ricca. Il recente Minas Tirith si affianca infatti ad altre costruzioni importanti come Il Signore degli Anelli Rivendell, La Contea e Barad-dûr, consolidando una linea che ripercorre alcuni dei luoghi più iconici della Terra di Mezzo.

Oltre al set principale, LEGO ha previsto anche un contenuto esclusivo: il modello di Grond, disponibile in edizione limitata come “Gift With Purchase” per chi acquisterà Minas Tirith tra il 1° e il 7 giugno, fino a esaurimento scorte. Si tratta di una riproduzione del colossale ariete da guerra utilizzato durante l’assedio di Minas Tirith, accompagnato da due minifigure di Orchi.

Guardando al futuro, l’interesse verso il franchise sembra destinato a crescere ulteriormente. Con la terza stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere prevista per l’autunno e nuovi film de Il Signore degli Anelli in arrivo nelle sale a partire da dicembre del prossimo anno, è molto probabile che LEGO continui a sviluppare nuove espansioni della sua linea dedicata all’universo di J.R.R. Tolkien.

Il sesto senso: la spiegazione del finale del film con Bruce Willis

Con Cole Sears (Haley Joel Osment) che sussurra “vedo i morti”, Il Sesto Senso ha alcune scene iconiche e il finale include un colpo di scena che cambia l’intera storia. Cole si reca dallo psicologo Dr. Malcolm Crowe (Bruce Willis) per affrontare la sua ansia e gli confida di osservare i fantasmi. I due personaggi legano rapidamente e Malcolm riesce ad aiutare Cole a vivere una vita più felice e positiva. Il suo obiettivo, nel frattempo, è salvare il suo matrimonio con Anna (Olivia Williams) e superare il senso di colpa per la morte del suo paziente Vincent Grey (Donnie Wahlberg).

Il Sesto senso è considerato il miglior film di M. Night Shyamalan ed è stato candidato a sei Oscar, tra cui quello per il miglior attore non protagonista per l’interpretazione di Osment, per la miglior regia e per il miglior film. Il film si concentra su Malcolm che aiuta Cole a superare le sue difficoltà e, nel terzo atto, la storia si sposta per evidenziare le importanti e commoventi lezioni che apprende dal suo paziente. La rivelazione prima dei titoli di coda è una delle più impressionanti e sorprendenti, e parla dei temi de Il sesto senso sull’accettazione della morte e sul trovare conforto nel fatto che c’è di più di questa esistenza terrena.

Malcolm scopre di essere stato un fantasma per tutta la storia

All’inizio de Il sesto senso, sembra che Anna e Malcolm si siano allontanati, poiché lui ritiene che lei non gli presti più attenzione. Il colpo di scena ne Il sesto senso arriva quando Malcolm vede la sua fede cadere dalla mano di Anna e si accorge che il suo anulare è nudo. Questa scena è malinconica ma necessaria perché la coppia sa che è ora di andare avanti.

Malcolm è sbalordito e ha il cuore spezzato quando scopre che Vincent, puntandogli contro una pistola, è morto. Cole è riuscito a vedere e a parlare con Malcolm e i due si sono ritrovati per un motivo. Invece di andare direttamente in paradiso o di lasciarsi la Terra alle spalle in un altro modo, Malcolm rimane perché deve assistere Cole in questo momento difficile e cruciale.
Entrambi i personaggi stanno affrontando un’esperienza strana e sconcertante e stanno mettendo insieme i pezzi, e Malcolm non è ancora pronto ad accettare il fatto di essere morto e di non poter più stare con sua moglie. Rispetto ad altri colpi di scena dei film di M. Night Shyamalan, questo punto della trama è molto più emotivo e aiuta a sviluppare i personaggi, permettendo loro di diventare più compassionevoli e comprensivi del dolore e delle difficoltà altrui.

Malcolm e Cole accettano entrambi la loro connessione con il mondo degli spiriti

Il sesto senso funziona perché è ben congegnato e scioccante, ma permette anche ai due personaggi principali di accettare il proprio destino e di trovare appagamento e speranza.

Invece di essere sconvolto o arrabbiato, Malcolm capisce che non può cambiare ciò che è successo e che deve passare ad altro. Dice ad Anna: “Penso di poter andare ora. Avevo bisogno di fare un paio di cose. Dovevo aiutare qualcuno, credo di averlo fatto. E dovevo dirti una cosa: non sei mai stata seconda, mai. Ti amo”. In queste parole trova la chiusura necessaria nei film horror sui fantasmi.

Cole trova anche una sorta di gioia nel fatto di poter osservare i fantasmi e di potersi aprire con la madre Lynn (Toni Collette) su ciò che sta accadendo. Prima della rivelazione di Malcolm, Cole spiega che vede la madre di Lynn e parla di Lynn che ballava quando era giovane.

Questo momento emotivo dimostra che il legame tra Cole e Lynn è un altro tassello importante della storia e che il bambino ha lottato da solo. Tutto ciò che desidera è che sua madre lo capisca e lo sostenga, e questa scena è commovente e ben ritmata. La percezione che il personaggio ha delle sue capacità è cambiata: non ha più paura.

Il colpo di scena fa luce sul legame speciale tra Cole e Malcolm

Malcolm è uno dei migliori ruoli cinematografici di Bruce Willis, che offre una performance tenera e vulnerabile nel ruolo del terapeuta che cerca di confortare Cole. Il colpo di scena della morte di Malcolm cambia la percezione del modo in cui questi due personaggi hanno interagito. Ora diventa chiaro che lui è l’unica persona che può aiutare questo bambino, poiché qualsiasi altro terapeuta o medico direbbe che i fantasmi sono falsi e si rifiutano di ascoltare. Malcolm ha una mentalità aperta perché è lui stesso uno spirito, e fidarsi e credere a Cole fa parte del viaggio che deve intraprendere. I personaggi hanno bisogno l’uno dell’altro e si aiutano a vicenda a elaborare le proprie emozioni e a guarire.

Nei decenni successivi all’uscita del film, si continua a discutere se Cole sia consapevole della morte di Malcolm. Secondo alcuni, il colpo di scena di Il Sesto Senso è chiaro quando il bambino dice che i fantasmi non sanno di esserlo e fissa il suo terapeuta. Che Cole sappia o meno la verità, si sente a suo agio con Malcolm perché hanno un legame spirituale che nessuno dei due personaggi ha con nessun altro. È per questo che riescono a comunicare così bene e a essere così onesti l’uno con l’altro. È indicativo il fatto che Malcolm stia aiutando con esperienze paranormali invece che con i suoi soliti casi.

Il vero significato del finale del Sesto senso

Il Sesto Senso racconta una storia logica e alla fine i problemi dei due personaggi principali sembrano risolti. Le scene finali sono particolarmente toccanti perché non c’è un seguito e questa è l’ultima volta che Malcolm e Cole sono insieme e Malcolm vede sua moglie.

Il cameo di M. Night Shyamalan nel ruolo del Dr. Hill è importante e permette al film di esplorare che c’è molto di più là fuori di questa esistenza umana. Il dottor Hill si preoccupa dei segni sul corpo di Cole, ma quando diventa chiaro che sta interagendo con spiriti che hanno bisogno di condividere il dolore che hanno vissuto, il film scava più a fondo nella sua discussione sulla morte. Il messaggio delSesto senso è che la morte è una parte naturale della vita e che resistere a ciò che è destinato ad essere è una lotta inutile.

Suggerisce alle persone di mantenere una mentalità aperta, di essere disposte ad aiutare e di sapere che i loro cari vegliano su di loro e inviano loro segni e segnali. Malcolm dà ad Anna la possibilità di chiudere il cerchio, perché lei sa che andare avanti non significa che non lo amerà sempre, e l’iconico personaggio dello psichiatra aiuta Cole a mantenere la calma quando vede i fantasmi. Malcolm è soddisfatto quando raggiunge il suo obiettivo di essere presente per qualcuno, ma il suo bambino paziente condivide le sue lezioni che cambiano la percezione che Malcolm ha della morte.

Il finale de Il sesto senso ha posto le basi per i futuri film di M. Night Shyamalan

Prima dell’uscita de Il sesto senso, Shyamalan era già uno sceneggiatore e regista professionista, ma i suoi primi film non erano così noti. Aveva un solo credito e un film studentesco a suo nome. Il Sesto senso è stato, di fatto, la sua grande occasione per entrare nell’industria. Inoltre, ha dato il tono alla futura produzione cinematografica di Shyamalan.

Il Sesto Senso: Haley Joel Osment su un possibile film “collegato”

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Il sesto senso – The Sixth Sense non è solo il film che ha dato lanciato l’incredibile carriera di M. Night Shyamalan, facendolo conoscere subito a livello internazionale, ma è anche universalmente riconosciuto come uno dei migliori thriller/horor mai realizzati nella storia del cinema.

Nel 2016 il regista indiano ha stupito tutti con la sequenza finale del film Split in cui appariva David Dunn, il personaggio interpretato da Bruce Willis in Unbreakable – Il predestinato del 2000. Si è così scoperto che i film erano collegati e lo scorso anno è uscito nelle sale Glass, sequel e crossover di entrambe le pellicole.

Sulla base di ciò, molti fan dell’opera di Shyamalan hanno cominciato a chiedersi se non potesse esistere anche un universo basato su Il sesto senso – The Sixth Sense e, di conseguenza, un nuova pellicola collegata alla storia alla storia dello psicologo Malcolm Crowe e del piccolo Cole Sear.

In una recente intervista con ComicBook, è stato proprio Haley Joel Osment (che proprio grazie al ruolo di Cole ricevette una nomination agli Oscar come miglior attore non protagonista) a parlare di questa possibilità, ammettendo che sarebbe assolutamente disposto ad interpretare una versione adulta di Cole Sear in un eventuale film collegato a Il sesto senso. 

“Dubito che realizzerebbe un terzo crossover, ma ogni volta che Night chiama, quello è il suo universo, quindi sarei certamente disponibile a tuffarmi con lui nel progetto”, ha spiegato Osment. “È folle: abbiamo festeggiato il ventesimo anniversario del film lo scorso autunno, abbiamo fatto una proiezione all’Hollywood Forever. È davvero incredibile che siano trascorsi così tanti anni.”

Il sesto senso – The Sixth Sense è uno dei più grandi incassi della storia del cinema, nonché il film horror dal maggior successo di sempre al botteghino fino al 2017, quando è stato superato da IT di Andy Muschietti. Il film è uscito nelle sale statunitensi il 6 agosto 1999 e nelle sale italiane il 29 ottobre 1999. Ha ottenuto 6 candidature agli Oscar e nel 2007 l’AFI lo ha inserito nella classifica dei migliori cento film americani di tutti i tempi.

Il sesto giorno: trama e cast del film con Arnold Schwarzenegger

Il sesto giorno: trama e cast del film con Arnold Schwarzenegger

Nel corso della sua carriera Arnold Schwarzenegger ha recitato in diversi film fantascientifici particolarmente celebri, da Atto di forza al capolavoro Terminator 2 – Il giorno del giudizio. Un altro celebre titolo di questo genere, divenuto un cult negli anni, è Il sesto giorno. Niente cyborg o creature mostruose contro cui combattere in questo, bensì vi è la presenza di una cospirazione di cloni pronti a conquistare il mondo. Scritto da Cormac e Marianne Wibberley, il film è diretto da Roger Spottiswoode, qui alla regia del suo film più famoso e apprezzato. Tra thriller, fantascienza e azione si snoda infatti un’opera particolarmente coinvolgente ed entusiasmante.

Il titolo del film si riferisce naturalmente al sesto giorno della creazione divina, durante il quale Dio creò l’essere umano. A partire da qui si sviluppa un film sul concetto di umanità e di identità, che pur avvalendosi di una cornice fantascientifica va ad affrontare una serie di tematiche universali e sempre attuali. Questi discorsi filosofici si fondono però ad un’opera ricca di azione e spericolate sequenze, che non trascurano così anche gli aspetti più leggeri e necessari all’intrattenimento del grande pubblico. A distanza di anni, Il sesto giorno è infatti ancora un cult con un grande seguito.

Al momento della sua uscita, però, non si era affermato come un grande successo, divenendo anzi uno dei titoli più trascurati del celebre attore. Con il passare del tempo è però divenuto sempre più attuale e  ricercato, sfoggiando oggi più forza di quanta ne avesse all’epoca della sua distribuzione. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il sesto giorno

In un futuro prossimo non precisato, la clonazione di animali e organi umani è diventata routine. La clonazione di interi umani, tuttavia, è vietata dalle cosiddette leggi del “Sesto giorno”. In questo contesto, i piloti di voli charter Adam Gibson e Hank Morgan vengono assunti da Michael Drucker, multimiliardario proprietario della società di clonazione Replacement Technologies, per accompagnarlo in una vacanza sciistica. L’importanza del passeggero che accompagneranno impone che i due prima si sottopongano a esami del sangue e degli occhi, per verificare che siano all’altezza del compito. Il giorno della partenza, però, Adam è impossibilitato a partire a causa della morte improvvisa del suo cane.

L’uomo decide allora di portare l’animale in uno dei negozi della catena RePet per farlo clonare. Strada facendo, però, Adam comprende di non poter clonare anche l’affetto che li legava e preferisce così rinunciare. Quando torna a casa, Adam fa però alcune scoperte inquietanti. Non solo il cane è già stato clonato, ma un doppione di se stesso si trova con la sua famiglia. Proprio mentre cerca di capire cosa stia succedendo, Adam viene raggiunto da tre agenti addetti alla sicurezza della Replacement Technologies che cercano di ucciderlo. Per Adam ha inizio una corsa contro il tempo per cercare di scoprire cosa stia accadendo e cosa significhi la presenza di quei cloni umani non autorizzati.

Il sesto giorno cast

Il cast del film

Protagonista del film, come anticipato, è l’attore Arnold Schwarzenegger, che si rivelò ancora una volta estremamente adatto a film di questo genere e contesto. Originariamente, però, era stato considerato Kevin Costner per il ruolo del protagonista, ma questi dovette rifiutare per via di altri impegni. L’attore di origini austriache accettò invece da subito con entusiasmo, rifiutandosi però di pubblicizzare il film con immagini dove sono presenti armi, poiché da lui ritenuto irresponsabile. Nel film, inoltre, l’attore pronuncia una battuta simile alla sua “I’ll be back”, ovvero “I might be back”, traducibile come “Potrei tornare“. Per recitare nel film, Schwarzenegger ha percepito un compenso di 25 milioni di dollari.

Accanto a lui, nei panni del collega pilota Hank Morgan, vi è l’attore Michael Rapaport, noto per la serie Prison Break e Atypical. Il controverso miliardario Michael Drucker ha invece il volto di Tony Goldwyn. Per questo ruolo era stato considerato anche l’attore premio Oscar Jack Nicholson, ma venne scartato perché giudicato troppo costoso. Nei panni dei sicari Talia Elsworth, P. Wiley e Vincent vi sono invece gli attori Sarah Wynter, Rodney Rowland e Terry Crews. Quest’ultimo, oggi estremamente popolare, era qui al suo film di debutto. Il dottor Griffin Weir, lo scienziato dietro la tecnologia illegale di clonazione umana è invece interpretato da Robert Duvall, un ruolo offerto inizialmente a Gene Hackman, il quale però rifiutò non apprezzando la storia.

Il trailer di Il sesto giorno e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il sesto giorno è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple iTunes e Netflix. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 2 agosto alle ore 21:15 sul canale Nove.

Fonte: IMDb

Il sesto giorno: la spiegazione del finale e del titolo del film

Il sesto giorno: la spiegazione del finale e del titolo del film

Nel corso della sua carriera Arnold Schwarzenegger ha recitato in diversi film fantascientifici particolarmente celebri, da Atto di forza al capolavoro Terminator 2 – Il giorno del giudizio. Un altro celebre titolo di questo genere, divenuto un cult negli anni, è Il sesto giorno. Questo film del 2000, diretto da Roger Spottiswoode, si inserisce nel filone della fantascienza distopica di fine millennio, affrontando temi complessi come il bioetico confine tra l’uomo e la tecnologia. Ambientato in un futuro prossimo dove la clonazione è diventata una pratica diffusa – almeno per animali domestici – il film sfrutta i codici dell’action fantascientifico per interrogarsi su identità, controllo e potere.

Al centro del racconto troviamo dunque Schwarzenegger nel doppio ruolo di Adam Gibson e della sua copia clonata. L’attore, già icona indiscussa del cinema action e fantascientifico, presta qui il suo corpo e la sua voce a una narrazione che alterna momenti di tensione, inseguimenti e sparatorie a riflessioni più profonde sull’individualità e sul libero arbitrio. Schwarzenegger si confronta con il proprio doppio in un conflitto che non è solo fisico, ma anche filosofico, rendendo il film un esperimento interessante, a metà tra blockbuster e thriller concettuale.

Nel corso dell’articolo approfondiremo il significato del finale del film e il senso profondo del titolo Il sesto giorno, con particolare attenzione al modo in cui la storia gioca con la possibilità che l’identità umana possa essere replicata, sostituita o manipolata. Il film propone infatti una distopia che, pur essendo ancorata alle paure tecnologiche del suo tempo, mantiene una sorprendente attualità. Il viaggio di Adam Gibson è quello di un uomo comune gettato in una realtà in cui è diventato improvvisamente “superfluo”, e nella quale la ricerca della verità coincide con il bisogno di affermare la propria esistenza.

Il sesto giorno cast

La trama di Il sesto giorno

In un futuro prossimo non precisato, la clonazione di animali e organi umani è diventata routine. La clonazione di interi umani, tuttavia, è vietata dalle cosiddette leggi del “Sesto giorno”. In questo contesto, i piloti di voli charter Adam Gibson e Hank Morgan vengono assunti da Michael Drucker, multimiliardario proprietario della società di clonazione Replacement Technologies, per accompagnarlo in una vacanza sciistica. L’importanza del passeggero che accompagneranno impone che i due prima si sottopongano a esami del sangue e degli occhi, per verificare che siano all’altezza del compito. Il giorno della partenza, però, Adam è impossibilitato a partire a causa della morte improvvisa del suo cane.

L’uomo decide allora di portare l’animale in uno dei negozi della catena RePet per farlo clonare. Strada facendo, però, Adam comprende di non poter clonare anche l’affetto che li legava e preferisce così rinunciare. Quando torna a casa, Adam fa però alcune scoperte inquietanti. Non solo il cane è già stato clonato, ma un doppione di se stesso si trova con la sua famiglia. Proprio mentre cerca di capire cosa stia succedendo, Adam viene raggiunto da tre agenti addetti alla sicurezza della Replacement Technologies che cercano di ucciderlo. Per Adam ha inizio una corsa contro il tempo per cercare di scoprire cosa stia accadendo e cosa significhi la presenza di quei cloni umani non autorizzati.

La spiegazione del finale e del titolo del film

Nel finale de Il sesto giorno, Adam Gibson riesce finalmente a penetrare nella sede della società di clonazione illegale, la Replacement Technologies, con l’aiuto del proprio clone. L’obiettivo è fermare Drucker, l’imprenditore senza scrupoli che ha usato la tecnologia della clonazione per mantenere il controllo sui suoi collaboratori e su se stesso, replicandosi ogni volta che moriva. Adam e il suo clone si trovano di fronte a una delle rivelazioni più inquietanti: Drucker è già morto più volte e l’uomo che li sta affrontando è a sua volta una copia, con i ricordi del precedente Drucker impiantati. Il confronto finale sfocia in uno scontro armato in cui il clone di Adam riesce a salvare l’originale, mentre Drucker viene definitivamente eliminato e la sua nuova copia viene distrutta prima di poter essere attivata.

Arnold Schwarzenegger in Il sesto giorno

 

Successivamente, Adam e il suo clone si trovano davanti a una decisione esistenziale. Il clone, consapevole di essere una replica, non vuole interferire nella vita dell’originale e della sua famiglia. I due si separano in modo pacifico: il clone parte per costruirsi una nuova identità e una nuova vita altrove, mentre Adam torna dalla moglie e dalla figlia, riprendendo il proprio posto nel mondo. In una delle ultime scene, il protagonista osserva la sua famiglia da lontano, riflettendo su quanto accaduto e sulla possibilità che, nonostante tutto, un clone possa sviluppare una propria coscienza e individualità. La pellicola si chiude con un tono sorprendentemente sereno e filosofico, lasciando lo spettatore con una domanda implicita: cosa ci rende davvero unici?

La conclusione del film, pur offrendo un’esplosione d’azione coerente con il genere, si chiude con un sottotesto più profondo e meditativo. Il confronto tra Adam e la sua copia mette in discussione l’idea che l’identità sia legata esclusivamente al patrimonio genetico o alla memoria. Il clone di Adam è, di fatto, indistinguibile dall’originale, ma la sua volontà di allontanarsi dimostra che le esperienze vissute e le scelte individuali definiscono la persona. La tecnologia può replicare un corpo, ma non può clonare il percorso umano che ognuno sceglie di intraprendere. Questo porta alla riflessione su cosa voglia dire essere umani in un mondo in cui la scienza sfida i limiti della natura.

Il titolo Il sesto giorno richiama dunque esplicitamente il giorno della creazione dell’uomo secondo la Bibbia, ma anche la presunzione dell’uomo moderno di sostituirsi a Dio nella creazione della vita. Drucker rappresenta proprio questa hybris contemporanea: la pretesa di controllare la morte e la vita, senza considerare le implicazioni morali. Il film invita allora a riflettere sul rischio di un futuro in cui la tecnologia, invece di servire l’uomo, lo sostituisce, e sulla necessità di mantenere intatti valori come la responsabilità, l’etica e la coscienza individuale. Nel permettere al clone di esistere come individuo autonomo, Adam riconosce implicitamente che la vera unicità non è nei dati genetici, ma nella libertà di scegliere chi essere.

Il sesso degli angeli: Leonardo Pieraccioni presenta il suo nuovo film

Reduce da Se Son Rose e giunto al suo quattordicesimo film, con Il sesso degli angeli, dal 21 aprile al cinema, Leonardo Pieraccioni opera un sostanziale cambiamento nel suo approccio ai personaggi, alle storie e al cinema. Come da lui stesso dichiarato “a trenta e quarant’anni ho raccontato l’amore travolgente, di quelli che si vedono solo nei film. A cinquant’anni ho raccontato le crisi della mia generazione. A quasi sessant’anni mi toccano ora i ruoli del prete, come tra qualche anno mi toccheranno quelli del nonno”.

La storia di Il sesso degli angeli ha infatti come protagonista don Simone, prete in una cadente chiesa nel cuore di Firenze, che si ritrova ad ereditare una misteriosa tenuta a Lugano, in Svizzera. Una volta recatosi ad esplorare quanto ricevuto dall’eccentrico zio Waldemaro, don Simone si ritrova a che fare con un bordello di lusso, gestito dall’affascinante Lena e pullulante di belle ragazze. Per il prete, già di suo ricco di dubbi sulla fede, si presenta dunque una questione quantomai spinosa, che lo porrà di fronte a difficili decisioni.

Presentando il film alla stampa di Roma, Pieraccioni ci tiene a raccontare come l’idea per questo suo nuovo film sia arrivata all’improvviso, mentre lavorava alla sceneggiatura di un film poi accantonato. “In un momento così particolare per il mondo e il cinema italiano, – racconta Pieraccioni – cercavo un’idea il più pizzicante possibile. Mi divertiva l’idea di dar vita ad un aperto contrasto tra due mondi notoriamente distanti tra loro e in particolare stavolta volevo porre il mio personaggio davanti ad un bilancio della propria vita, proprio come capita di fare a me oggi.”  

Leonardo Pieraccioni tra sacro e profano

All’interno di Il sesso degli angeli vengono dunque trattati una serie di temi molto italiani e sempre attuali, come il matrimonio per i preti e la riapertura delle case chiuse, sui quali Pieraccioni si dichiara “estremamente favorevole”. Temi, dunque, con i quali non è facile rapportarsi e a riguardo dei quali Pieraccioni ha affermato che “oggi si sta esagerando sul politicamente corretto. Tante battute presenti nei miei vecchi film oggi non si potrebbero più fare. Però penso che le cose vadano contestualizzate. Per la comicità ci vogliono alcune parole specifiche, che non si possono sostituire. Sicuramente ci sono stati momenti in cui si è esagerato, oggi invece si esagera nel senso opposto.”

Per quanto riguarda la fede, invece, Pieraccioni si dichiara “a metà tra San Tommaso e Margherita Hack. Credo dunque che potrebbe finire in un grande boh. Qualora però mi si presentasse il buon Dio davanti, io mi getterei in ginocchio e da bravo cabarettista gli direi “ci ho sempre creduto”!”.

Il sesso degli angeli conferenza stampa

Leonardo Pieraccioni con Sabrina Ferilli solo al cinema

Accanto a Pieraccioni, nel ruolo di Lena, si ritrova invece l’attrice Sabrina Ferilli, che racconta “conoscevo Leonardo e i suoi film, ho sempre apprezzato l’umorismo grottesco ma ricco di sentimenti di cui è capace. Quando mi ha proposto il progetto sapevo già che avrei accettato, anche solo per la stima nei suoi confronti, ma leggendo il copione ho poi provato vero divertimento e questo mi ha convinto ancora di più di voler partecipare al film.

Alla conferenza stampa è presente anche Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, il quale afferma che “quando Leonardo ci ha proposto Il sesso degli angeli, mi sembrava perfetto, perché è un’idea fresca, divertente e lui aveva le idee chiare su tante cose, risultando estremamente convincente. Lo ritengo uno dei suoi film più belli, anche solo per il suo mettersi in panni diversi da quello del latin lover. Il film esce in sala, dove è giusto che sia e se i suoi temi “spinosi” possono contribuire a portare al cinema un pubblico incuriosito, ben venga!”

Per Pieraccioni, che si ricollega a quanto detto da Del Brocco, la sala cinematografica va difesa sempre e comunque. “Anche se ci fossero solo quattro spettatori in sala, questa va resa accogliente. Naturalmente oggi le tecnologie per l’home video sono straordinarie, ma personalmente quando sono al cinema, lo schermo si illumina e inizia il film, quell’emozione lì non riesce a resistituirmela nessun televisione o altro schermo.”

 

Il sesso degli angeli: la recensione del film di Leonardo Pieraccioni

Sacro e profano. Su questi due valori si costruisce il quattordicesimo film da regista di Leonardo Pieraccioni, intitolato Il sesso degli angeli. Un racconto, da lui scritto insieme a Filippo Bologna, che attraverso una classica commedia ad equivoci aspira oltre che a divertire anche a lanciare alcune riflessioni su tematiche d’attualità nell’Italia dei nostri giorni. Dopo aver raccontato di amori impossibili e crisi di mezz’età, il regista e attore fiorentino si sposta dunque su un territorio nuovo che, come da lui stesso affermato, segna l’inizio di una nuova fase della sua carriera, senza perdere però le caratteristiche che lo hanno reso celebre, dalla dissacrante comicità ai buoni sentimenti messi in gioco.

Che Il sesso degli angeli sia qualcosa di nuovo nella filmografia di Pieraccioni lo dimostra il ruolo da lui ricoperto. Egli non è più un incallito latin lover bensì il prete don Simone, alla guida di una chiesetta sempre in difficoltà e poco frequentata. L’occasione per poter mettere a nuovo tale ambiente arriva grazie all’inaspettata eredità lasciatagli da un eccentrico zio. Si tratta di un’avviatissima attività in Svizzera, grazie alla quale don Simone spera di risollevare le sorti economiche della sua chiesa. Arrivato a Lugano, però, il prete scopre suo malgrado di aver ereditato un bordello di lusso, cosa che naturalmente lo pone in profonda crisi.

L’amore sacro e l’amor profano

Come spesso accade nel cinema di Pieraccioni, anche questa storia prende avvio da uno scontro inaspettato tra mondi opposti. Se in Il ciclone questo avveniva tra un uomo e la sua famiglia di umili origini con un gruppo di ballerine di flamenco, mentre in Un fantastico via vai tra un uomo di mezz’età e un gruppo di universitari, in Il sesso degli angeli tale scontro ha per protagonisti il mondo religioso e quello della sessualità. Due opposti, dove per la religione la sfera sessuale è ancora oggi un vero e proprio tabù, quasi un sinonimo di peccato.

Pieraccioni costruisce dunque proprio su questo aperto contrasto una serie di situazioni comiche che hanno come scopo il far emergere vizi e contraddizioni, configurandosi infine come una sorta di fiaba con tanto di morale. Le tematiche trattate sono di grande attualità in Italia, dalle volontà di riapertura delle case chiuse alla possibilità per i preti di sposarsi, dalla considerazione che si ha delle prostitute fino all’ipocrisia di tutte quelle persone che predicano bene e razzolano male. Nel corso dei circa novanta minuti di film tutti questi aspetti vengono messi alla berlina con il classico spirito dissacratore del comico toscano.

Il sesso degli angeli Leonardo Pieraccioni

 

Il corpo della donna, lo sguardo dell’uomo

Le premesse narrative del film sono dunque interessanti, specialmente per il prendere due aspetti così radicati nella cultura italiana. Il film, aiutato in particolar modo da Marcello Fonte, qui interprete nei panni del fido Giacinto, riesce a dar vita ad alcune gag e battute genuinamente divertenti. Questi momenti, insieme alle riflessioni e alle emozioni che Il sesso degli angeli intende suscitare, vengono però oscurati da alcune criticità piuttosto pesanti. In primis, vi è ancora una volta uno sguardo sul corpo femminile che sembra essere più interessato a compiacere un pubblico maschile che non a conferire alla donna un valore nuovo, comprensivo della sua sessualità.

Pieraccioni non è né il primo né l’ultimo a fare ciò, sia chiaro, ma è questa un’ulteriore occasione mancata per approdare a punti di vista nuovi. In seconda battuta, Il sesso degli angeli, rispetto ad altri film di Pieraccioni, sembra essere scritto con maggior approssimazione, specialmente giunti al finale, dove tutto l’intreccio si risolve in modo piuttosto discutibile, lasciando in sospeso delle questioni che risultano pertanto incompiute. Dallo collisione dei due mondi opposti non nascono delle situazioni forti a tal punto da far riflettere su quanto raccontato, facendo dunque rimanere questo un classico film di Pieraccioni, senza però l’evoluzione promessa e sperata.

Il sesso degli angeli: al via le riprese del nuovo film di Leonardo Pieraccioni

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Iniziano lunedì 14 giugno, a Roma le riprese di Il sesso degli angeli il nuovo film di Leonardo Pieraccioni prodotto da Levante con Rai Cinema.

Il sesso degli angeli vede come protagonisti principali Leonardo Pieraccioni, Sabrina Ferilli, Marcello Fonte. Fanno parte del cast Gabriela Giovanardi, Eva Moore, Maitè Yanes, Valentina Pegorer, Giulia Perulli e Massimo Ceccherini.

La sceneggiatura scritta da Leonardo Pieraccioni e Filippo Bologna racconta la storia di Don Simone (Pieraccioni), un prete di frontiera, con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono piuttosto lo stare insieme dei social.  Finalmente Don Simone riceve una fantastica notizia: un eccentrico zio gli ha lasciato in eredità un’avviatissima attività in Svizzera che potrà risollevare le sorti economiche del suo oratorio sempre deserto! Ma arrivato a Lugano il nostro prete scopre di aver ereditato… un bordello! Don Simone darà ragione allo sgangherato zio che ha sempre dubitato della sua fede, oppure qualcuno dall’alto gli darà le risposte giuste per togliergli ogni dubbio?

Il sesso degli angeli sarà girato per quattro settimane a Roma, tre settimane a Firenze e una settimana in Svizzera. Le riprese termineranno il 5 agosto. Il film uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo anno con 01 Distribution

Il Sesso degli Angeli, il trailer del nuovo film di Leonardo Pieraccioni

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Leonardo Pieraccioni e Sabrina Ferilli hanno rilasciato pochi minuti fa il trailer ufficiale de “Il Sesso degli Angeli” la nuova commedia di e con Leonardo Pieraccioni prodotta da Levante con Rai Cinema, nelle sale italiane dal 21 aprile per 01 Distribution. Il film è scritto e sceneggiato da Leonardo Pieraccioni e Fabrizio Bologna e vede come protagonisti lo stesso Pieraccioni nei panni di Don Simone, Sabrina Ferilli, Marcello Fonte.

A completare il cast anche Gabriella Giovanardi, Eva Moore, Maitè Yanes, Valentina Pegorer, Giulia Perulli e Massimo Ceccherini.

La trama di Il Sesso degli Angeli

Don Simone, è un prete di frontiera, con una chiesetta sempre in difficoltà e mai frequentata dai ragazzi che preferiscono, piuttosto, lo “stare insieme” dei social. Finalmente Don Simone riceve una fantastica notizia: un eccentrico zio gli ha lasciato in eredità un’avviatissima attività in Svizzera che potrà risollevare le sorti economiche del suo oratorio sempre deserto! Ma arrivato a Lugano il nostro prete scopre di aver ereditato… un bordello!

Il Sesso Aggiunto: recensione del film con Myriam Catania

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Il Sesso Aggiunto: recensione del film con Myriam Catania

Il sesso aggiunto, primo lungometraggio del regista e autore televisivo Francesco Antonio Castaldo, ripercorre la storia di un ragazzo sulla trentina, Alan (Giuseppe Zeno), tossicodipendente. Alan ha costantemente un’unica ragione di vita: l’eroina. È completamente invaso dal desiderio di stare con “lei”, di innamorarsi di “lei”, di possederla.

Come ogni altro tossicodipendente, trascorre le giornate alla ricerca della roba, prelevando soldi alla madre, povera e forse troppo comprensiva, e alla sorella che dimostra continuamente il suo affetto per lui. Ha un rapporto complicato con una ragazza più giovane di lui, anche lei tossicodipendente, Laura (Valentina D’Agostino), una relazione che ruota totalmente attorno all’eroina, che li sovrasta e comanda ogni loro azione. Poi c’è Nancy (Myriam Catania) l’ex ragazza di Alan, ex tossicodipendente appena uscita dalla comunità. Nancy sente il peso di averlo fatto cadere nella trappola della droga e vorrebbe aiutarlo, ma in realtà sta cercando qualcos’altro, adesso lui è diventato il tramite per farle raggiungere il benessere più atteso, il suo unico desiderio: l’eroina che “ride alle loro spalle, quando decidono di farne a meno”.

Il Sesso Aggiunto, il film

Così Alan, circondato da “lei”, che incarna ogni persona che gli sta vicino, “lei” che rappresenta la sua vita, i suoi sogni disillusi, si sente abbandonato dal suo “Dio” e ha sempre meno spazio per l’amore e per la vita nel suo cuore. Gradualmente, insieme alle azioni quotidiane per raggiungere l’estasi, l’estremo orgasmo grazie all’eroina, Alan ripercorre con noi, che lo assistiamo, i momenti più importanti della sua vita come se fossero presenti; egli compie un percorso di auto-psicoanalisi per ritrovare se stesso, per riconciliarsi con quel “Dio”, quell’amore che risiede dentro ognuno di noi, quella parte interiore più pura di ogni altra. Ed è questo amore, quello che risiede dentro il suo cuore, e non in quello di altri, che Alan trova quel coraggio che gli permette divivere, di nuovo e di sconfiggere la dipendenza più grande.

Un contributo onesto quello di Castaldo, come lui stesso ammette nel corso della conferenza stampa, per trovare un modo per far capire ai giovani e ai meno giovani che cos’è la tossicodipendenza. Ma il lavoro del regista non è così scontato, se così qualcuno può immaginarselo,egli intraprende un viaggio nel mondo interiore della tossicodipendenza, per parlare dell’amore. Perché di questo si tratta, di un film sull’amore. L’amore di una madre per un figlio già morto, al quale supplica di rinascere. Un amore universale che permette di superare ogni ostacolo che la vita ci pone di fronte. Il regista e il produttore Giovanni Madonna, hanno spiegato come l’esigenza di fare questo film sia nata dalle ultime statistiche che affermano il grande aumento dell’uso di eroina negli ultimi tempi: stiamo parlando dell’incremento del 40% negli ultimi due anni.

Un dato che fa paura, considerando gli effetti dell’eroina, effetti che rendono l’uomo, un vegetale, una nullità, un uomo che non vuole e non può avere alcuna responsabilità. Come dargli torto? La nuova generazione, senza voler generalizzare, rappresentata anche nel film, quando esce la sera, si cala qualsiasi pasticca e droga presente nel commercio e la mattina, per calmarsi e rilassarsi dall’eccessivo uso di anfetamine, etc, decide di fumarsi l’ero, quasi fosse un semplice sonnifero. L’unica differenza rispetto al passato è che mentre prima la decisione dell’uso dell’eroina derivava forse dai grandi fermenti culturali, e i giovani erano (quasi) spinti dal potere a farne uso per bloccare le loro eccessive inquietudini, oggi si vive la situazione opposta, è la mancanza di ideali, di entusiasmo, di valori, la rassegnazione e la disillusione, che porta all’eccesso e alla decisione di uscire da se stessi attraverso lo sballo.

In definitiva, Francesco Antonio Castaldo, ha realizzato un buon film, anche grazie all’aiuto di tre bravi attori, in particolare di Giuseppe Zeno che ha interpretato genuinamente e in maniera molto personale un personaggio complicato. Il sesso aggiunto è un film che deve essere visto da tutti, nonostante la sensazione di angoscia e tristezza che ti pervade dopo averlo visto, perché ci fa conoscere e ci mostra non quello che un tossicodipendente fa ma quello che un tossicodipendente è. Il film che non sarà vietato ai minori di anni quattordici e uscirà nelle sale delle principali città italiane, distribuito da Iris Film il 29 aprile.

Il serpente dell’Essex: trailer della serie Apple TV+ con Tom Hiddleston

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Apple TV+ ha diffuso il trailer italiano di Il serpente dell’Essex, la nuova serie limitata con protagonisti la vincitrice di Emmy e SAG Award Claire Danes e il candidato all’Emmy Tom Hiddleston e basata sull’omonimo bestseller di Sarah Perry. Il serpente dell’Essex farà il suo debutto su Apple TV+ il 13 maggio con i primi due episodi, seguiti da un nuovo episodio settimanale, fino al 10 giugno.

Ambientata nell’Inghilterra vittoriana, la serie vanta un cast stellare guidato da Claire Danes, vincitrice dell’Emmy e del premio SAG, dal candidato all’Emmy Tom Hiddleston e con Frank Dillane, Clémence Poésy e Hayley Squires. Il serpente dell’Essex segue la vedova londinese Cora Seaborne (Claire Danes) che si trasferisce nell’Essex per indagare su un mitico serpente. Qui conosce il vicario del villaggio (Tom Hiddleston), con cui stringe un legame improbabile, ma proprio quando la tragedia colpisce, la gente del posto inizia ad accusarla di attrarre la strana creatura.

Il serpente dell’Essex è diretta da Clio Barnard, candidata al BAFTA, come Anna Symon che ha scritto la serie; entrambe sono anche produttrici esecutive insieme a Jamie Laurenson, Hakan Kousetta, Iain Canning, Emile Sherman e Patrick Walters. La serie è prodotta per Apple TV+ da See-Saw Films.

Il Serpente dell’Essex: recensione della serie Apple TV+

Il Serpente dell’Essex: recensione della serie Apple TV+

È un progetto ambizioso quello sviluppato da Apple TV+ nella trasposizione del romanzo scritto da Sarah Perry. Diviso in sei episodi, Il Serpente dell’Essex tenta infatti un coraggioso gioco di specchi tra passato e presente, tra approccio classico e discorso sotterraneo del tutto contemporaneo.

Il Serpente dell’Essex, la trama

Partiamo però dalla trama: ambientata nel 1893 in piena epoca vittoriana, la storia vede Cora Seaborne (Claire Danes) decidere di trasferirsi nelle pianure paludose dell’Essex dopo essere rimasta vedova. Il suo intento è quello di scoprire la verità sulla spaventosa creatura che si aggira in quei luoghi, apparentemente mietendo vittime e terrorizzando la popolazione di pescatori e contadini. Accanto a lei si schiera il reverendo William Ransome (Tom Hiddleston) con tutta la sua famiglia, il quale però pare in realtà convinto che non si tratti di una creatura preistorica. Insieme i due dovranno sfidare le convenzioni e la mentalità di una comunità chiusa in se stessa, devota nel proteggere le proprie tradizioni quanto i segreti più reconditi.

Un esperimento estetico e narrativo

Come già accennato, il pilot di Il Serpente dell’Essex è un esperimento narrativo ed estetico piuttosto interessante: se la messa in scena organizzata dalla regista Clio Barnard si conforma con efficacia alla riproposizione accurata dell’epoca vittoriana, il discorso che riguarda la protagonista e la sua volontà di emancipazione rispetto a una società che la vuole soggetta alle leggi degli uomini ha un sapore e uno sviluppo che facilmente possono essere visti come metafora di un discorso contemporaneo. Il problema principale dell’episodio sta nel fatto che queste due “anime” dello show non sembrano fondersi con coerenza, costringendo la sceneggiatura scritta da Anna Symon a scelte fin troppo precise: l’episodio infatti procede con un ritmo molto spedito, a cui probabilmente non siamo abituati quando si tratta di show ambientati nel passato.

La presentazione di personaggi, ruoli, relazioni e situazioni sembra appartenere a un altro tipo di narrazione o se vogliamo di genere, e questo rende Il Serpente dell’Essex un ibrido non facilissimo da comprendere, almeno all’inizio. Il secondo episodio si stabilizza su canoni maggiormente collaudati, proponendo una narrazione che non accelera inutilmente il racconto e concede allo spettatore di conoscere in profondità il personaggio di Cora. Un netto punto a favore di Il Serpente dell’Essex è senza dubbio l’uso dei malinconici scenari naturali per costruire un’atmosfera particolare, la quale possiede sia una certa originalità che indubbia forza espressiva. In questo modo la vicenda si dipana all’interno di un’ambientazione tanto desolata quanto affascinante da vedere, capace di restituire allo spettatore il senso di privazione in cui vivono gli abitanti dei villaggi circostanti.

Il serpente dell'EssexTom Hiddleston e Claire Danes sono il cuore della serie

Emancipazione contro oppressione sociale, ricerca di spiegazioni scientifiche contro tradizione e convinzioni religiose: la miniserie prodotta da Apple Tv+ mette molta carne al fuoco e tenta di farlo con un approccio lievemente diverso, sfruttando in particolar modo i due protagonisti. Sia Tom Hiddleston che, forse anche di più, Claire Danes danno un’impronta esplicitamente contemporanea ai rispettivi personaggi, adoperando un linguaggio del corpo e un modo di parlare che si allontana dalla compostezza stilizzata dei classici prodotti in costume.

In alcune scene l’attrice riesce a restituire allo spettatore la drammatica vita interiore di un’eroina pronta a sfidare le convenzioni. Una prova che tenta di trattenere le emozioni e che possiede più di un tratto in comune con quella offerta nella serie di maggior successo interpretata dalla Danes, ovvero Homeland.

Hiddleston sembra avere qualche difficoltà in più a rendere il suo pastore sempre credibile, ma la sua presenza scenica è indubitabile, soprattutto quando lavora in sottrazione. Sono loro il cuore di Il Serpente dell’Essex, serie che sceglie (finalmente?) una strada diversa dalla consuetudine degli show in costume e, pur non centrando sempre il proprio obiettivo con coerenza, propone uno spettacolo intrigante e non ovvio.

Il serpente dell’Essex: la nuova serie AppleTV+ con Tom Hiddleston

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Il serpente dell’Essex è l’annunciata nuova serie Apple Original basata sull’omonimo romanzo di Sarah Perry. La serie limitata in sei episodi vedrà protagonisti  

Il serpente dell’Essex è diretta da Clio Barnard, candidata al BAFTA, come Anna Symon che ha scritto la serie; entrambe sono anche produttrici esecutive insieme a Jamie Laurenson, Hakan Kousetta, Iain Canning, Emile Sherman e Patrick Walters. La serie è prodotta per Apple TV+ da See-Saw Films.

Il serpente dell’Essex: quando esce e dove vederla in streaming

Il serpente dell’Essex in streaming uscirà con i primi due episodi venerdì 13 maggio 2022 su AppleTV+

Il serpente dell’Essex: trama e cast

Con un cast stellare guidato dalla vincitrice dell’Emmy e del premio SAG, Claire Danes, e dal candidato all’Emmy Tom Hiddleston e con Frank Dillane, Clémence Poésy e Hayley Squires, “Il serpente dell’Essex” segue la vedova londinese Cora Seaborne (Claire Danes) che si trasferisce nell’Essex per indagare su un mitico serpente. Qui conosce il vicario del villaggio (Tom Hiddleston), con cui stringe un legame improbabile, ma proprio quando la tragedia colpisce, la gente del posto inizia ad accusarla di attrarre la strana creatura.

Nel cast di Il serpente dell’Essex protagonisti sono Claire Danes nel ruolo di Cora, Tom Hiddleston nel ruolo di Will Ransome, Frank Dillane nel ruolo di Luke Garrett, Hayley Squires nel ruolo di Martha, Clémence Poésy nel ruolo di Stella Ransome, Jamael Westman nel ruolo del dottor George Spencer, Dixie Egerickx nel ruolo di Jo Ransome e Michael Jibson nel ruolo di Matthew Evansford.

Gli episodi di Il serpente dell’Essex

 

La serie è prodotta da Andrea Cornwell. Produttori esecutivi sono Clio Barnard Anna Simone Jamie Laurenson Hakan Kousetta Patrizio Walters Iain Canning Emile Sherman

Il serial killer di Tik Tok è basato su una storia vera?

Il serial killer di Tik Tok è basato su una storia vera?

È la più grande paura di ogni viaggiatore solitario: sparire mentre si è all’estero senza che nessuno si accorga subito della tua assenza. Per Esther Estepa, una donna single di 42 anni e grande amante dell’avventura, un incontro apparentemente casuale con un influencer dei social media durante un viaggio in Spagna le è costato la vita — e solo la sua famiglia è riuscita a far luce sul caso.

Tutto è iniziato quando Esther, residente a Siviglia, ha fatto amicizia con il creatore di contenuti José “Dynamite” Jurado Montilla nella hall del suo ostello ad Alicante. La mattina del 22 agosto 2023, Esther e il suo nuovo compagno di viaggio Montilla hanno percorso 37 chilometri a piedi da Denia a Gandía, un’escursione che si è conclusa con Montilla che ha chiamato i servizi di emergenza per far trasportare Esther in ospedale a causa di una gamba gonfia e di un forte mal di testa. Secondo quanto riferito, Esther ha lasciato l’escursione in ambulanza, da sola. È stata dimessa dall’ospedale alle 4:30 del mattino del giorno seguente.

E poi sono iniziati ad arrivare strani messaggi su WhatsApp: appena tredici ore dopo essere uscita dall’ospedale, Esther ha scritto a sua madre, Josefa “Pepa” Pérez, dicendo di essere al verde e di stare per lasciare la Spagna per iniziare una “nuova vita a Buenos Aires”. Certo, Esther viveva da anni in modo nomade e non aveva un indirizzo fisso, ma non avrebbe mai abbandonato i suoi due amatissimi cani in quel modo. A Josefa sembrò quasi che Esther stesse dicendo addio. Ma era davvero Esther ad aver scritto quelle parole, poi diventate le sue ultime?

La nuova docuserie Netflix in due parti, Il serial killer di Tik Tok, ripercorre la ricerca della famiglia Estepa e Pérez per ritrovare Esther dopo che è scomparsa nell’agosto 2023. Diretta da Héctor Muniente (The Ecuadorian Candidate, American Greyhounds, Gustavo Bueno, La Vuelta A La Caverna) e prodotta da iZen Documentaries per Netflix Spagna, la serie ricostruisce la traccia digitale lasciata da Esther — inclusi video, post sui social, messaggi, geolocalizzazioni e le apparizioni nei numerosi contenuti pubblicati da Montilla — che hanno portato al suo presunto assassino.

“Quando Esther svanisce nel nulla, la sua famiglia riesce a ricostruire i suoi ultimi movimenti grazie a José Jurado Montilla, un viaggiatore che attraversa la Spagna condividendo video emozionanti dei suoi viaggi su TikTok”, anticipa la descrizione della serie. “Ma ‘Dynamite’ Montilla — l’ultima persona ad aver visto Esther — nasconde un oscuro passato.”

La serie riflette su come i social media possano mostrare vite irreali, accuratamente costruite, e su come, in questo caso, questo fenomeno assuma una dimensione terrificante, afferma Muniente.

La ricerca di Esther

Quasi un anno dopo, la famiglia Estepa e Pérez non era ancora più vicina a ottenere risposte su dove fosse finita Esther. Josefa ha raccontato ad Artículo 14 che di solito parlava con la figlia ogni giorno, soprattutto quando Esther viaggiava.

“Mia figlia viveva da sola da anni, ma parlavamo ogni giorno su WhatsApp, al telefono o in videochiamata”, ha detto Josefa, sottolineando quanto fosse fuori dal suo carattere smettere improvvisamente di dare notizie. “Aveva così tanti progetti che abbiamo sempre escluso la possibilità che la sua scomparsa fosse volontaria. Inoltre ci aspettavamo che tornasse a casa per Natale [2023].”

Ancora più inquietante era il contenuto del messaggio: Esther parlava di trasferirsi con degli amici, ma sua madre sapeva che non aveva amici ad Alicante. Esther era nota per viaggiare da sola, e quella affermazione non convinceva Josefa. “Mi ha fatto dubitare che fosse davvero lei a scriverlo”, ha dichiarato Josefa in un servizio citato da La Sexta.

La famiglia ha denunciato la scomparsa di Esther alla polizia di Alicante il 26 agosto 2023, tre giorni dopo i messaggi sospetti. Quella denuncia portò a una pista inaspettata.

Possibili sospetti

Naturalmente, Esther avrebbe potuto semplicemente decidere di interrompere ogni contatto con i suoi cari senza spiegazioni. Gli investigatori di Alicante inizialmente ritenevano questa l’ipotesi più probabile.

La famiglia, però, conosceva un’altra persona che avrebbe potuto farle del male: il suo ex compagno, che Esther aveva accusato di abusi nel 2022. Aveva presentato una denuncia contro di lui a Siviglia. Tuttavia l’uomo fu escluso dalle indagini dopo aver dimostrato che i due erano in buoni rapporti pochi mesi prima della scomparsa.

Poi, l’8 settembre 2023, Josefa ricevette una telefonata che cambiò completamente il corso del caso. “Avevamo denunciato la sua scomparsa poche settimane prima, e all’improvviso un uomo mi chiamò dicendo di aver incontrato mia figlia in un ostello ad Alicante”, racconta Josefa. “Mi disse che voleva informarmi di ciò che aveva già detto alla polizia: che l’ultima volta che aveva visto Esther era quando l’aveva accompagnata in un centro sanitario a Gandía perché le facevano molto male le gambe.”

Le autorità sospesero le ricerche nel giugno 2024, ma a quel punto Josefa e la sorella di Esther, Raquel, avevano iniziato a indagare sull’unico sospetto che avevano: l’uomo che le aveva contattate per dire di aver incontrato Esther — e che aveva persino documentato il tempo passato con lei ai suoi 6.000 follower su TikTok.

“La vera sorpresa è arrivata dopo, quando abbiamo cercato su internet il nome che mi aveva dato: José Jurado Montilla”, racconta Josefa. Quando lo cercarono, scoprirono che Montilla era un assassino condannato.

Motivazioni oscure

Il passato criminale di Montilla riaprì completamente il caso. Nonostante online si presentasse come una sorta di guida turistica amichevole, il nato a Málaga aveva già scontato 28 anni di carcere per l’omicidio di quattro persone, due delle quali turisti.

Montilla ha ammesso pubblicamente solo l’uccisione del suo vicino nel 1985; le altre tre vittime erano visitatori provenienti da Germania e Inghilterra e un ex autista del cantante flamenco Juanito Valderrama. Tutti gli omicidi risalgono agli anni ’80, e tutte le vittime erano uomini.

Josefa e Raquel dovevano davvero credere che fosse solo una coincidenza che Esther avesse trascorso le sue ultime ore con un serial killer?

“È un individuo spregevole che ci ha perfino inviato i video che aveva pubblicato su TikTok commentando la scomparsa di mia sorella”, ha raccontato Raquel ad Artículo 14. Montilla infatti pubblicava meticolosamente le sue posizioni online.

Quella eccessiva condivisione si è però ritorta contro di lui: dopo aver contattato la famiglia di Esther, è finito nel mirino delle autorità, che hanno iniziato a confrontare i suoi spostamenti con altri omicidi recenti nella zona.

Montilla è stato successivamente indagato per l’omicidio nell’agosto 2022 di uno studente di 21 anni, David, avvenuto nell’area dei Los Montes di Málaga, ed è stato arrestato nel 2024 per quel caso.

I suoi contenuti online hanno fornito un “archivio ricchissimo” sia per le indagini sia per il documentario. “All’inizio, quando analizzi i suoi contenuti, ti concentri su ciò che dice, cercando contraddizioni e bugie,” spiega Muniente. “Ma dopo ore di filmati grezzi, dopo aver selezionato decine di video, averli rivisti più volte e montati, inizi a sviluppare piccole ossessioni. Noti dettagli minuscoli, schemi ripetuti, i suoi gesti, e quasi senza accorgertene diventi un po’ uno psicologo forense. Non dimenticherò mai la sua capacità di cambiare emozione con un clic, da un secondo all’altro: tristezza e gioia, rabbia e fascino nello stesso video, senza transizione. Sembra di assistere in tempo reale alla rappresentazione di quella che molti chiamerebbero psicopatia.”

Che cosa è successo a Esther?

Il caso di Esther non è mai stato formalmente chiuso. La polizia trovò un teschio nel febbraio 2024, ma confermò che apparteneva a Esther solo il 21 giugno 2024.

Nello stesso mese, il resto del corpo di Esther fu recuperato quando alcuni escursionisti trovarono i suoi resti in un canneto a Gandía, nascosti tra la vegetazione. A quel punto i resti erano scheletrizzati a causa dell’esposizione agli agenti atmosferici. Le autorità tornarono poi nell’area del cañar dove era stato trovato il teschio e scoprirono ulteriori resti.

Secondo Muniente, Josefa aveva scoperto la vera identità di Montilla prima del ritrovamento del teschio, probabilmente intorno a gennaio 2024. “Quella scoperta è in realtà il cliffhanger finale del primo episodio, dice il regista. Montilla, già detenuto per il presunto omicidio dello studente, ha negato di aver ucciso Esther.

“La polizia continua a dirci che non sa con certezza come l’abbia uccisa”, ha dichiarato la sorella Raquel ad Artículo 14. “Le ha dato un colpo alla testa, perché il suo cranio presenta quella frattura, ma dato che non hanno trovato tutto il corpo…”

Montilla si trova attualmente in custodia cautelare in carcere ed è stato formalmente accusato di due omicidi, uno dei quali è quello di Esther Estepa. I processi non hanno ancora una data fissata, ma si prevede che si svolgeranno nel corso di quest’anno. Anche il regista di The TikTok Killer, Muniente, ha detto che la cronologia del caso è “piuttosto complessa”, anche perché la polizia non ha collaborato al progetto dato che il processo è ancora pendente.

Fonte

Il sequel di X-Men Apocalypse riadatterà la saga della Fenice Nera?

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Manca ancora poco più di un mese al debutto al cinema di X-Men Apocalypse, ennesimo capitolo della saga diretta da Bryan Singer che, dopo gli eventi di Giorni di un Futuro Passato, porterà inevitabilmente dei cambiamenti a quella che fu la continuity della trilogia originale.

Proprio in questa ottica, sembrerebbe che la Fox e lo stesso regista Bryan Singer siano intenzionati a trattare nuovamente la saga della Fenice Nera, già affrontata in X-Men Scontro Finale, ma con risultati scadenti.

A lanciare la notizia è il portale Heroic Hollywood in un’ipotesi che, nonostante non sia accompagnata da particolari conferme, sembrerebbe non così lontana dal reale in virtù delle numerose dichiarazioni di Bryan Singer sulla nuova Jean Grey di Sophie Turner, che, secondo il regista, sarà consapevole di “qualcosa d’oscuro e potente in crescita dentro di lei”.

Il regista, inoltre, si è detto più volte intenzionato a sviluppare il personaggio della Fenice Nera, riprendendo, dunque, un discorso lasciato in sospeso nel 2003.

Guarda il trailer italiano di X-Men Apocalypse

Con Bryan Singer alla regia e allo script, in X-Men Apocalypse tornerà anche Simon Kinberg a scrivere la sceneggiatura che si baserà su una storia di Singer, Kinberg, Michael Dougherty e Dan Harris.

Inoltre ci sono anche già i primissimi dettagli relativi alla trama del film: il film sarà ambientato una decina di anni dopo Giorni di un Futuro Passato e rappresenta un passo successivo nella storia. L’aver alterato la storia nel film precedente ha causato delle reazioni imprevedibili e incontrollate, e la nascita di un nuovo e potente nemico. Charles (James McAvoy), Erik/Magneto (Michael Fassbender), Raven/Mistica (Jennifer Lawrence) e Hank/Bestia (Nicholas Hoult) saranno raggiunti da Ciclope, Tempesta e Jean Grey e dagli altri X-Men per combattere contro il formidabile menico, una antica e potente forza, determinata a causare un’apocalisse come mai si è verificato nella storia dell’umanità. Oscar Isaac è stato scelto per interpretare Apocalisse. Al cast si aggiungono anche Sophie Turner (Jean Grey), Tye Sheridan (Ciclope), Alexandra Shipp (Tempesta), Kodi Smit-McPhee (Nightcrawler), Lana Condor (Jubilee), Olivia Munn (Psylocke).

X-Men Apocalypse arriverà il 19 maggio 2016 nelle sale italiane.

Fonte: Heroic Hollywood

Il sequel di Una di famiglia con Sydney Sweeney riceve un entusiasmante aggiornamento sulla sceneggiatura

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Sydney Sweeney ha recitato nel film del 2025 Una di famiglia (il cui titolo originale è The Housemaid) al fianco di Amanda Seyfried, tratto dall’omonimo romanzo thriller di Freida McFadden. Diretto da Paul Feig, il film (leggi qui la recensione) ha trionfato al botteghino nel dicembre 2025 e all’inizio del 2026, incassando 388,9 milioni di dollari in tutto il mondo con un budget modesto di 35 milioni di dollari. Il sequel è poi stato confermato poco dopo e ora il produttore ha fornito alcuni aggiornamenti.

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In un’intervista con TheWrap, Todd Lieberman ha rivelato che il team sta facendo progressi costanti su The Housemaid 2. Anche se all’inizio sapevano che c’erano tre libri, inizialmente si sono concentrati sul primo: “Sono molto superstizioso quando si tratta di parlare di un sequel prima ancora che il primo sia uscito. Quando abbiamo iniziato a lavorare al progetto sapevamo che c’erano tre libri. Li avevamo letti tutti e avevamo opzionato tutti e tre“.

Ma cerco di ignorare queste cose quando si gira il primo film, perché il primo film può essere il primo di una serie solo se è eccellente”, ha continuato. Tuttavia, Lieberman ha anche ammesso: “A un certo punto durante la post-produzione, Paul e il suo socio produttore mi hanno detto: ‘Sappiamo che sei superstizioso, ma pensi che valga la pena prepararsi all’eventualità di un secondo film?’. Con riluttanza, ho accettato”.

Ora che Una di famiglia si è affermato come un successo clamoroso, un sequel è il logico passo successivo, adattando il secondo libro di McFadden, The Housemaid’s Secret. Ma la cosa entusiasmante per i fan è che potrebbero non dover aspettare così a lungo per il prossimo film. “Abbiamo iniziato a scrivere il sequel prima ancora che uscisse il primo. Non posso davvero parlare di dove siamo ora, ma dirò questo: la sceneggiatura è eccellente e c’è molto entusiasmo intorno ad essa“, ha concluso il produttore.

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Il sequel, tuttavia, potrebbe dover fare i conti con impegni lavorativi, in particolare quelli di Sydney Sweeney, che ha diversi altri film in uscita (vociferati o confermati). La Seyfried ha espresso il suo desiderio di tornare per un cameo nel sequel. Anche il co-protagonista Michele Morrone è in trattative per tornare, mentre Feig dovrebbe essere nuovamente il regista e Rebecca Sonnenshine la sceneggiatrice.

Dopo il pericoloso incontro di Millie (il personaggio di Sydney Sweeney) con la famiglia Winchester nel primo episodio, The Housemaid’s Secret la vedrà alle prese con un nuovo lavoro come domestica presso un’altra coppia benestante, i Garrick. Tuttavia, sospetta che Douglas Garrick maltratti sua moglie Wendy e vuole fargliela pagare, il tutto mantenendo al sicuro i propri segreti.

Secondo quanto riferito, Lionsgate punta ad avviare la produzione nel 2026, il che significa che potrebbe uscire nelle sale nel 2027; probabilmente opteranno nuovamente per un’uscita durante le festività natalizie, dato che questa strategia ha funzionato bene in passato. Poiché il team ha corso un rischio e ha iniziato a lavorare alla sceneggiatura in anticipo, è in linea con i tempi previsti per consegnare prontamente il sequel.

Il sequel di Sherlock Holmes ha un titolo!

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Arriva con ufficialità il titolo del sequel di Sherlock Holmes, diretto da Guy Ritchie e interpretato da Robert Downey Jr. e Jude Law. Si intitolerà: Sherlock Holmes: A Game of Shadows. Tradotto da noi Un gioco d’ombre.

Il sequel di Prometheus cambia di nuovo titolo

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Il sequel di Prometheus cambia di nuovo titolo

A settembre 2015 Ridley Scott aveva annunciato che il sequel di Prometheus si sarebbe intitolato Alien Paradise Lost, con tanto di riferimento all’opera di Milton che doveva essere presa in considerazione per la realizzazione del progetto dalla genesi piuttosto contorta. Adesso però sembra che Scott ci abbia ripensato e che il sequel di Prometheus abbia di nuovo cambiato titolo.

Durante un’intervista con indiewire in merito all’inizio del suo interessamento a The Martian e alla genesi di quel film, il regista ha dichiarato: “Ero sul punto di cominciare a lavorare su quello che si sarebbe poi chiamato Alien Covenant, le cui riprese cominceranno il prossimo Febbraio. Eravamo a lavoro sullo script, quando poi arriva questa chiamata che dice ‘abbiamo una sceneggiatura pronta, si intitola The Martian’ e così l’ho letta in un’ora e per metà pomeriggio avevo già chiamato la Fox dicendo ‘Ho bisogno di parlare con Drew Goddard’…”.

Sembra quindi che il film che vedrà di nuovo protagonisti Noomi Rapace e Michael Fassbender avrà ancora un altro titolo che però non è detto sia quello definitivo.

Al momento non sappiamo nulla circa la trama del sequel di Prometheus. Le riprese del film dovrebbero iniziare a gennaio 2016 (è probabile che il film arrivi nelle sale nel 2017). Michael Fassbender e Noomi Rapace torneranno quasi certamente nel cast.

Fonte: CS

Il sequel di Hocus Pocus non si farà … per adesso

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HOCUS POCUS, Kathy Najimy, Bette Midler, Sarah Jessica Parker, 1993Ricordate il cult movie per ragazzi Hocus Pocus? Di recente si era parlato di un coinvolgimento di Tina Fey in un sequel del film della Disney, notizia che è poi stata smentita, o meglio chiarita.

La Fey sta effettivamente lavorando per la Disney ad un film che ruoterà intorno a delle streghe, ma non si tratterà di un sequel del classico con Sarah Jessica Parker, ma di un film in “stile Ghostbusters“.

Tina Fey parteciperà a questo progetto in qualità di produttrice con la sua Little Strange, ma non sappiamo se entrerà anche a far parte del cast.

Di seguito vi proponiamo il trailer di Hocus Pocus e consigliamo caldamente a chi non l’ha visto di recuperarlo, magari nella notte di Halloween!

http://youtu.be/2UUMsInka2s

Fonte: Empire

Il sequel di Capitan America ai giorni nostri

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Il sequel di Capitan America ai giorni nostri

Già in cantiere un sequel per Capitan America: il primo Vendicatore, ancor prima di sapere quali saranno gli esiti dei primo film in uscita tra circa un mese.

Il sequel di “Alice nel paese delle meraviglie” in produzione alla NBC

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 Sembra che il trand degli ultimi anni, nei canali televisivi americani, sia rincorrersi l’un l’altro e tentare di riproporre al meglio l’idea dell’uno o dell’altro.