Sembra che il trand degli ultimi anni, nei
canali televisivi americani, sia rincorrersi l’un l’altro e tentare
di riproporre al meglio l’idea dell’uno o dell’altro.
Il sequel de La Promessa dell’Assassino per David Cronenberg
David Cronenberg si
riavvicina al mondo dello spionaggio russo mettendo in cantiere il
sequel de La Promessa Dell’Assassino, film del 2007 con Viggo
Mortensen, Vincent Cassel e Naomi Watts.
Il Sentiero: recensione del film di Jasmila Žbanic
Dopo un lungo girovagare in giro per il mondo, Il Sentiero esce finalmente nelle sale italiane grazie alla casa di produzione Fandango. Il film ha partecipato al Festival di Berlino 2010, gareggiando per l’Orso d’Oro. Il Festival Internazionale del Film di Roma dello stesso anno ha accolto l’opera della regista e sceneggiatrice Jasmila Žbanic, considerandola una dei più interessanti talenti europei emergenti. Il Sentiero racconta la storia di una giovane coppia bosniaca, Luna e Amar, che dopo aver attraversato gli anni duri della guerra, tra perdite e traumi, sembrano vivere serenamente la loro storia d’amore. Luna fa la hostess e Amar è un controllore di volo, si amano con passione e vivono appieno le gioie della loro gioventù.
L’etica della religione musulmana non fa parte delle loro vite: Amar beve alcolici e fuma. Un giorno beccato a bere alcolici sul posto di lavoro l’uomo viene sospeso. Sarà l’incontro con un suo vecchio compagno di guerra, ora totalmente osservante della dottrina islamica, a fargli cambiare totalmente vita, portandolo “sul sentiero” opposto a quello di Luna. La donna si confronterà con una comunità fin troppo conservatrice di cui Amar, ora, è parte integrante.
Jasmila Žbanic, il film
La regista, Jasmila Zbanic in Il Sentiero, pone l’attenzione sulla crescita mentale e spirituale che portano la coppia verso due differenti sentieri della vita, dove non sembrano avere più alcun punto in comune. L’amore può non bastare a risolvere i problemi, soprattutto quando non si ha più la stessa visione della vita. Jasmila Žbanic compie un passo ulteriore: attraverso i normali problemi di coppia, mostra praticamente a cosa porta l’osservazione conservatrice/estremista del credo musulmano. Quando la cieca ubbidienza ad una religione viene spinta agli estremi si verificano situazioni difficili.
Lo si nota, in particolare, nella sequenza in cui Luna fa il
bagno nel lago, si avvicina troppo alla sezione maschile e viene
subito fermata da alcuni uomini. Questi le intimano verbalmente che
non può stare lì, che deve tornare indietro, che non è posto per
lei, che potrebbe essere vista. Sotto i riflettori viene posto il
ruolo che ricopre la donna in una società maschilista, in cui le
viene negata la libertà, che oggi tutti crediamo di avere: la
libertà di esprimere il proprio pensiero, la libertà di movimento e
la libertà di essere donna.
In più Il Sentiero racconta il passaggio da un
cammino, che un uomo intraprende nella vita, fino ad un altro
completamente opposto.
Nelle scelte di Amar non c’è una via di mezzo, passa dall’essere completamente sordo al proprio credo religioso, dal completo disinteressamento verso l’Islam all’ascoltarlo troppo, al non considerare altro. Tutto per lui diventa peccato e il suo vecchio stile di vita, accanto alla donna amata, non è più accettabile. Jasmila Žbanic ha saputo abilmente raccontare una storia, dove è facile riconoscersi e che ci aiuta a renderci conto di come la donna sia ancora troppo sola e soggiogata. Il Sentiero è un film che arriva dritto al cuore anche grazie al lavoro dell’attrice protagonista Zrinka Cvitešic è bravissima nel mostrare tutte le suggestioni che prova il personaggio di Luna, dimostrandosi un talento che va tenuto d’occhio e valorizzato.
Il senso della bellezza – Arte e Scienza al Cern ritorna al cinema
Officine UBU è lieta di annunciare che IL SENSO DELLA BELLEZZA – Arte e scienza al CERN, il docufilm evento di Valerio Jalongo che ha fatto il tutto esaurito in oltre 50 sale in Italia e ha raggiunto la più alta media copie nella sua settimana d’uscita, tornerà nelle sale italiane mercoledì 20 dicembre.
Questo weekend, inoltre, IL SENSO DELLA BELLEZZA – Arte e scienza al CERN arriva eccezionalmente al Cinema Farnese di Roma, dove saranno organizzate le seguenti proiezioni speciali del film:
Venerdì 15 dicembre alle ore 21:00 alla presenza del regista Valerio Jalongo
Sabato 16 dicembre alle ore 19:30
Domenica 17 dicembre alle ore 19:30
Il senso della bellezza – Arte e Scienza al Cern
Diretto da Valerio Jalongo e ambientato nel più avveniristico avamposto della scienza moderna, IL SENSO DELLA BELLEZZA – Arte e scienza al CERN ha ottenuto in soli due giorni di programmazione un risultato davvero rilevante per un documentario: la migliore media copia e un terzo posto nella classifica del box office nazionale. Il sold out in molte sale, gremite di studenti, giovani appassionati e semplici curiosi ha portato la distribuzione italiana sotto richiesta di molti esercenti a portare nuovamente il docufilm nelle sale. Un film sorprendente e diverso che racconta la scienza e l’arte come non è mai stato fatto e che ha visto il coinvolgimento di un ente del calibro dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare nella promozione e nella divulgazione.
Il film è il racconto di un esperimento senza precedenti che vede 11.000 scienziati di tutto il mondo collaborare intorno alla più grande macchina mai costruita dagli esseri umani per scoprire i misteri dell’universo. La fisica moderna ci ha lasciato senza immagini della natura: “l’essenziale è invisibile agli occhi”… Ma IL SENSO DELLA BELLEZZA – Arte e scienza al CERN svela artisti e scienziati che nella loro ricerca della verità, sono accomunati da qualcosa di misterioso: sono tutti in ascolto di un elusivo sesto o settimo senso… la bellezza.
LA PROGRAMMAZIONE, IN COSTANTE AGGIORNAMENTO, DISPONIBILE NELLA SEZIONE DOVE E QUANDO DEL SITO: http://ilsensodellabellezza-ilfilm.it/
Il seno al cinema, dal 1933 ad oggi: ecco i più celebri
Era il 1933 quando Hedy Lamarr inaugurava il topless al cinema (il film era Estasi), e da allora le attrici che hanno mostrato le loro grazie dalla cintola in su (e non solo) non si sono più contate. Grazie a GQ, ecco una gallery di immagini tratte da celebri film che, in diversi modi, hanno fatto la storia del cinema.
Il seme del fico sacro, la recensione di Mohammad Rasoulof
Il seme del fico sacro è un’opera potente, che guarda con lucidità alla politica e alla società, e conferma Mohammad Rasoulof come una delle voci più coraggiose e incisive del cinema contemporaneo. Dopo il pluripremiato Il male non esiste, il regista iraniano torna a denunciare l’oppressione del regime di Teheran con un film che mescola tensione, dramma e un’intensità emotiva che non lascia scampo.
Il seme del fico sacro, tra realtà e finzione
Girato in condizioni estreme e portato clandestinamente fuori dall’Iran, il film racconta la storia di Iman, comandante delle milizie Basij, incaricato di reprimere le proteste del 2022 scoppiate dopo la morte di Mahsa Amini. Le sue due figlie, però, giovani e volitive, e soprattutto ignare della vera natura del lavoro di loro padre, si fanno coinvolgere nelle proteste. In mezzo a questo gigantesco e pericolosissimo conflitto di interessi c’è la moglie di Iman, Najmeh, consapevole sia del vero ruolo del marito nel regime, sia del desiderio di rivolta che infiamma le figlie. La narrazione si sviluppa quindi come un dramma familiare che sfocia in un vero e proprio conflitto generazionale e politico, con una tensione crescente che riflette il clima di paura e oppressione vissuto in Iran. Rasoulof costruisce il film come se fosse un thriller, con uno sguardo lucido e implacabile sul sistema repressivo iraniano.
Il peso della repressione e il coraggio della ribellione
Uno degli aspetti più incisivi di Il seme del fico sacro è la rappresentazione del regime iraniano attraverso la figura di Iman. Il protagonista non è un semplice ingranaggio della macchina repressiva, ma un uomo che si confronta con il lato più brutale del sistema e che lo sottoscrive scientemente. Rasoulof non lo dipinge come un semplice carnefice, ma come un uomo all’inizio combattuto, e poi tragicamente cosciente del suo operato, travolto dal suo senso di disciplina inculcatogli dal regime e dalla sua posizione.
Le figlie sono invece un contraltare perfetto, sono la speranza e la resistenza: una generazione che rifiuta di piegarsi e che, nonostante il pericolo, lotta per la libertà. La loro ribellione è la miccia che innesca il conflitto interiore di Iman, mettendo a nudo la violenza sistematica del regime che prende il sopravvento anche quando di fronte a lui c’è il sangue del suo sangue. Non ci sono sconti per chi ostacola il regime, anche se si tratta della propria famiglia.
La regia di Rasoulof:
realismo e intensità
Lo stile di Rasoulof è asciutto, privo di retorica, e si affida a una messa in scena cruda e immersiva. Le riprese in interni, spesso claustrofobiche, contribuiscono a trasmettere il senso di oppressione vissuto dai protagonisti anche grazie all’utilizzo di primi piani intensi per catturare la sofferenza e il conflitto emotivo dei personaggi. Agli interni stretti e angusti si alternano i filmati reali degli scontri per le strade di Teheran, raccolti mettendo a repentaglio sul serio la propria vita. Finestre documentarie all’interno di una storia di fiction che prima di diventare metafora in un finale imprevedibile, è un resoconto più che plausibile della condizione di vita in Iran.
Più che un film, Il seme del fico sacro è un atto di resistenza. Rasoulof ha dovuto affrontare enormi difficoltà per realizzarlo, e la sua condanna all’esilio dimostra quanto il regime consideri pericolosa la sua voce. Il film non si limita a denunciare le ingiustizie, ma vuole scuotere il pubblico, mostrando realtà scomode e mostrando il prezzo della libertà.
Un atto di resistenza cinematografica
Non è un caso che il titolo richiami il fico sacro, simbolo di rinascita e resistenza. Il film si chiude lasciando nello spettatore un senso di inquietudine, ma anche di speranza: per quanto oppressiva possa essere una dittatura, il desiderio di libertà non può essere soffocato. Il film, protagonista nella stagione dei premi 2025, batte bandiera tedesca, dal momento che solo da rifugiato in Germania e con quei contributi, Rasoulof è riuscito a completare il film. Tuttavia, dal Festival di Cannes 2024 (dove ha vinto il premio della Giuria), che ne ha visto l’esordio, fino alla Notte degli Oscar 2025, dove il film concorre come Miglior Film Internazionale, Il seme del fico sacro sta raccontando al mondo la sua storia e la storia dell’Iran.
Il seme del fico sacro è un film capace di unire denuncia politica e intensità narrativa con straordinaria efficacia. Mohammad Rasoulof è il regista di cui il cinema ha bisogno per confermarsi, oltre a forma d’espressione artistica, anche voce di popoli e di resistenza.
Il segreto: trama, cast e curiosità del film con Rooney Mara
Diretto dal candidato all’Oscar Jim Sheridan, celebre per film come Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, Il segreto (qui la recensione) è arrivato al cinema nel 2016, dopo un’anteprima italiana avvenuta in occasione della Festa del Cinema di Roma. Interpretato da un ricco cast composto da alcuni dei maggiori interpreti di Hollywood, questo è una potente storia d’amore che si snoda attraverso un lungo arco temporale, durante il quale si ripercorrono grandi passioni, dolori e vengono alla luce indicibili segreti. Sherida trasse l’idea per il film dall’omonimo romanzo di Sebastian Barry.
Pubblicato nel 2008, questo divenne un vero e proprio best seller, ricevendo numerosi riconoscimenti e una grande attenzione dall’industria cinematografica. Acquisiti i diritti sull’opera, si procedette così alla realizzazione del film. Di grande interesse, oltre alla storia d’amore narrata, era anche la rappresentazione che si faceva dell’Irlanda del Nord, luogo dove si sono poi ambientate le riprese. Al momento della sua uscita, il film venne accolto con particolare interesse, tanto da parte dei lettori del romanzo quanto dai fan degli attori coinvolti.
Il risultato non sembra però aver soddisfatto i più, destinando il film ad un passaggio in sala breve e sottotono. La stessa critica ha indicato Il segreto come un mancato buon adattamento, nonostante tutto il suo potenziale come opera cinematografica. Il titolo è però un lungometraggio da riscoprire, capace di contenere al suo interno tanto dolore umano ma anche tanta gioia e speranza. Diverse sono poi le curiosità legate al suo cast, e continuando nella lettura sarà possibile scoprire queste ed altre curiosità ad esso legate. Infine, si vedrà anche dove è possibile ritrovare il film in streaming per una visione casalinga.
La trama di Il segreto
Protagonista del film è Rose, un’anziana donna reclusa in un ospedale psichiatrico in Irlanda. Qui ha vissuto per più di cinquant’anni, tenendo con sé tutti i segreti della propria storia. La struttura è però destinata ad un’imminente chiusura, ma Rose non sembra affatto intenzionata a lasciarla. Per tentare di convincerla, i medici contatteranno il dottor Grene. Questi tenterà di far luce sui traumi che hanno ridotto la donna ad uno stato di salute precario, ma riuscire a conquistare la fiducia di lei sarà più difficile del previsto. Lentamente, però, Rose inizia a raccontare la sua storia, scritta segretamente sulle pagine di una Bibbia fornita dall’ospedale. Grazie a questa Grene ha modo di fare un tuffo nel passato, arrivando a far emergere una verità sconvolgente rimasta sepolta per molto tempo.
Si torna così agli anni Quaranta, quando Rose è una giovane forte e ambiziosa. Contesa da molti per la sua bellezza, saranno il cattolico anti-britannico Conroy e il sacerdote Gaunt a giocarsi la conquista del suo cuore. Ma Rose non sembra interessata né all’uno né all’altro. Mandata dai genitori a trascorrere un periodo in una casa fuori dal villaggio, la giovane ha modo di incontrarsi con il soldato pilota Michael McNulty, protestante e simpatizzante per gli inglesi. In breve, i due si innamorano e segretamente si sposano, persi nell’amore l’uno per l’altro. Ma il nascere della storia coincide sfortunatamente anche con lo scoppiare della Seconda guerra mondiale, che finirà inevitabilmente per incidere sulle loro vite e sul loro futuro.

Il segreto: il cast del film
Per un film tanto incentrato sui personaggi e le loro emozioni, non si poteva non affidarsi a grandi interpreti capaci di esaltare tutto ciò. Sin da subito la produzione si rivolse alla premio Oscar Vanessa Redgrave per il ruolo dell’anziana Rose. L’attrice, attratta dalla complessità del personaggio accettò da subito con piacere di ricoprire il ruolo. Per poter ricoprire al meglio la parte, la Redgrave si informò molto sulle principali malattie psichiatriche, cercando così di ricostruire un profilo dell’anziana Rose in base ai traumi a lei accaduti. Per la versione giovane del personaggio, invece, era inizialmente stata considerata l’attrice Jessica Chastain (Zero Dark Thirty). Questa, però, venne infine sostituita da Rooney Mara (Carol), la quale conquistò il ruolo per via della sua capacità di risultare aggraziata e caratterialmente forte allo stesso tempo.
Per il personaggio del sacerdote Gaunt era invece stato scelto l’attore Jonathan Rhys Meyers (Match Point). Questi si allontanò però dal progetto nel momento in cui l’inizio delle riprese venne ritardato. A sostituirlo fu allora scelto Theo James, noto per aver interpretato il personaggio di Tobias “Quattro” Eaton nella saga fantascientifica Divergent. L’attore Eric Bana (Troy) ha invece interpretato il dottor Stephen Grene, mentre Aidan Turner, noto per la parte di Kili in Lo Hobbit, è stato scelto per Jack Conroy. Ad interpretare il grande amore di Rose, Michael McNulty, vi è invece Jack Raynor, noto per aver partecipato a diversi celebri film come Transformers 4 e Macbeth.
Il segreto: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. Il segreto è infatti presente su Rakuten TV, Google Play e Tim Vision. Per poter usufruire del film, sarà necessario sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. In questo modo sarà poi possibile vedere il titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video, senza limiti di tempo. Il film è inoltre in programma in televisione per mercoledì 22 febbraio alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.
Fonte: IMDb
Il segreto: trailer e poster del film con Rooney Mara
È stato presentato all’ultima Festa di Roma con il titolo The Secret Scripture, e arriverà in sala da noi come Il Segreto, il film con protagonista Rooney Mara, diretto dal regista de Il Mio Piede Sinistro e Nel Nome del Padre, Jim Sheridan.
Ecco il trailer distribuito da Lucky Red:
Il poster de Il Segreto

Tratto dall’omonimo romanzo di
Sebastian Barry vincitore di numerosi premi, arriva al cinema la
storia di Rose, una donna forte e coraggiosa con nel cuore un
segreto inconfessabile e negli occhi il bisogno di verità. Quando
il Dottor Stephen Grene, incuriosito, inizia a indagare sul suo
misterioso passato, verranno alla luce una relazione di passione e
amore travolgente e una colpa, l’unica per Rose: essersi innamorata
dell’uomo sbagliato…
Diretto da Jim Sheridan, già regista di capolavori
indimenticabili come Il mio piede sinistro e Nel nome del padre, e
interpretato da un cast di attori strepitosi, tra cui Rooney Mara e
il premio Oscar® Vanessa Redgrave, Il segreto è il racconto
struggente di un amore vero e profondo che ha continuato a vivere
nonostante tutto e tutti.
Il Segreto recensione del film con Rooney Mara
Il segreto di una famiglia: tutto quello che c’è da sapere sul film
Quella del Sudamerica si è negli ultimi anni affermata come una delle filmografie più affascinanti e importanti del mondo. Dai ben noti registi messicani Alejandro Gonzales Iñárritu, Alfonso Cuarón e Guillermo del Toro ai cileni Pablo Larrain e Sebastian Lelio. Sono moltissimi i nomi meno noti ma meritevoli di essere scoperti dal grande pubblico e tra questi vi è anche l’argentino Pablo Trapero. Questi vanta in realtà già un proprio seguito e una filmografia di rispetto, composta da titoli come Leonera, Elefante Blanco e Il clan. Attualmente il suo ultimo film è Il segreto di una famiglia (qui la recensione), melodramma del 2018 fortemente radicato alla storia dell’Argentina.
Presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezial, il film, scritto dallo stesso Trapero insieme ad Alberto Rojas Apel, come spesso accade nel cinema sudamericano, riflette sui difficili anni della dittatura attraverso racconti che sembrano intrecciarsi con questa solo in modo marginale. Il dramma famigliare da loro costruito per questo film (il cui titolo originale è La quietud) è però il modo migliore per affrontare l’argomento attraverso le ferite di una famiglia borghese apparentemente serena. Ognuno dei personaggi riporta invece dentro di sé gli sconvolgimenti emotivi causati in modo più o meno direttamente da quei drammatici anni.
Per gli amanti del cinema sudamericano e di questa tipologia di drammi, è un film da non perdere. Diviso tra segreti, paure, erotismo e personaggi fortemente complessi, Il segreto di una famiglia è un affascinante esempio del potenziale narrativo di Trapero. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama di Il segreto di una famiglia e il suo contesto storico
La vicenda del film si anima a partire da un infarto che colpisce l’anziano Esteban e che spinge la figlia Eugenia a tornare nella casa di famiglia, chiamata “La quietud”, in Argentina dopo anni trascorsi lontana, con una nuova vita a Parigi. Rientrata lì dove è cresciuta, la donna si ritrova al capezzale del padre accanto alla madre Esmeralda e alla sorella Mia, la quale al contrario di Eugenia non ha mai lasciato quei luoghi. Le due sorelle possono ora finalmente ritrovarsi, vedendosi però anche costrette a fare i conti con segreti famigliari e con le ferite del passato, drammaticamente legate alla dittatura militare.
Similmente a quanto avvenuto in altri Paesi del Sudamerica, anche in Argentina negli anni Settante ebbe luogo una dittatura militare particolarmente feroce. Il quadro di forte instabilità politica presente in quegli anni nel Paese portò al golpe militare del 24 marzo 1976, da cui Jorge Rafael Videla emerse come presidente. Da quell’anno fino al 1983 le forze armate detennero il potere, reprimendo ogni opposizione e dando vita a quella che è passata alla storia come la “Guerra sporca”. Durante il periodo della dittatura oltre 30.000 persone scomparvero dalla circolazione. Una serie di sconfitte militari e politiche portarono infine al ripristino della democrazia nel 1983. Una transizione però tutt’altro che indolore.

Il segreto di una famiglia: il cast del film
Ad interpretare il ruolo di Eugenia vi è l’attrice argentina naturalizzata francese Bérénice Bejo, candidata all’Oscar per il film The Artist ma celebre anche per titoli come Il passato, Il mio Godard e Il materiale emotivo. Accanto a lei, nel ruolo della sorella Mia si ritrova invece l’attrice Martina Gusman, attrice ricorrente nella filmografia di Trapero, con il quale prima di questo film aveva già collaborato per altri quattro lungometraggio. Il regista, inoltre, ha scelto le due attrici per la loro grande somiglianza, che contribuisce ad un certo senso di ambiguità. Nel film sono poi presenti gli attori Graciela Borges nei panni della madre Esmeralda, Joaquin Furriel in quelli del padre Esteban ed Edgar Ramirez come Vincent.
Il segreto di una famiglia: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Il segreto di una famiglia grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 15 febbraio alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.
Fonte: IMDb
Il segreto di Liberato: il trailer del film di Francesco Lettieri
Uscirà il 9 maggio, data simbolica per chi conosce il cantante partenopeo, Il Segreto di Liberato, il nuovo film che Francesco Lettieri (Ultras, Lovely Boy) ha scritto e dirige insieme a Giorgio Testi, con le animazioni di Giuseppe Squillaci e LRNZ. Be Water ha diffuso il primo trailer del film.
Con le voci di Liberato, Nando Paone e Simona Tabasco, il film sarà distribuito al cinema da Be Water Film per una settimana. Del progetto si sa ancora molto poco, fatta eccezione che per le bellissime illustrazioni di LRNZ e per una breve sinossi “in lingua”:
“A NAPULE TUTT’ QUANT’ TENIMM’ ‘NU SEGRET’.OGNI VICO, OGNI PALAZZO, OGNI MURO TEN’ ‘E MISTER’ SUOJE.CE STA ‘O SEGRET’ ‘RO MUNACIELL’, ‘ A BELLA ‘MBRIANA, ‘O SANG’ ‘E SANGENNARO, ‘E PRET’ ‘DA PEDAMENTINA, ‘A SIRENA PARTENOPE, LL’OV’ SOTT’ ‘OCASTIELL’, ‘O SEGRET’ ‘E PULECENELL’…E PO’ CE STA ‘O SEGRET’ MIE.”
Il Segreto di Liberato: il nuovo film di Francesco Lettieri
Uscirà il 9 maggio, data simbolica per chi conosce il cantante partenopeo, Il Segreto di Liberato, il nuovo film che Francesco Lettieri (Ultras, Lovely Boy) ha scritto e dirige insieme a Giorgio Testi, con le animazioni di Giuseppe Squillaci e LRNZ.
Con le voci di Liberato, Nando Paone e Simona Tabasco, il film sarà distribuito al cinema da Be Water Film per una settimana. Del progetto si sa ancora molto poco, fatta eccezione che per le bellissime illustrazioni di LRNZ e per una breve sinossi “in lingua”:
“A NAPULE TUTT’ QUANT’ TENIMM’ ‘NU SEGRET’.OGNI VICO, OGNI PALAZZO, OGNI MURO TEN’ ‘E MISTER’ SUOJE.CE STA ‘O SEGRET’ ‘RO MUNACIELL’, ‘ A BELLA ‘MBRIANA, ‘O SANG’ ‘E SANGENNARO, ‘E PRET’ ‘DA PEDAMENTINA, ‘A SIRENA PARTENOPE, LL’OV’ SOTT’ ‘OCASTIELL’, ‘O SEGRET’ ‘E PULECENELL’…E PO’ CE STA ‘O SEGRET’ MIE.”
Il Segreto di Liberato, recensione del documentario sul musicista partenopeo
A Napoli tutti hanno un segreto. Con questa premessa, quasi una giustificazione, si apre Il Segreto di Liberato, il documentario sull’ascesa del musicista partenopeo che ha costruito intorno al mistero della sua vera identità una mitologia che si alimenta con il sound evocativo e assai specifico, della sua produzione. Ma quanto è importante il mistero della sua vera identità di fronte all’emozione che la sua musica riesce a smuovere?
Intorno a questa domanda si srotola la storia raccontata a otto mani da Francesco Lettieri, Giorgio Testi (per la parte in live action), LRNZ e Giuseppe Squillaci (per le sequenze animate) e che mescola il linguaggio del documentario convenzionale, con il racconto di un viaggio di formazione affidato all’animazione.
Il Segreto di Liberato, cosa racconta il documentario
E così testimonianze e interviste ai collaboratori di Liberato, immagini rubate, filmati di repertorio e riprese della città di Napoli, grande co-protagonista della storia, si intrecciano con un film d’animazione in cui assistiamo alla crescita e alla formazione, musicale, emotiva, sessuale, umana, di un ragazzino con l’ambizione della musica e “la guerra in testa”. Due racconti che si intrecciano e in armonia accompagnano lo spettatore dalla nascita del “fenomeno Liberato” con l’uscita del videoclip di 9 maggio, fino al tour europeo dell’estate 2023, aprendo una porta sul passato del misterioso artista.
La narrazione
documentaristica si snoda attraverso i racconti personali di chi ha
interagito negli anni con Liberato, condividendone non solo il
segreto dell’identità, ma soprattutto il progetto artistico, le
passioni, il modo di fare, la filosofia di vita. Francesco
Lettieri, già regista dei videoclip dell’artista, è non
solo regista, ma anche trai protagonisti di un racconto tanto
divertente e coinvolgente nella parte live action, quanto
romantico e malinconico nelle splendidamente sequenze animate.
Immagini pure e potenti, capaci di restituire quello stato d’animo
tipico della (post) adolescenza, quando le emozioni sono percepite
amplificate e totalizzanti, a fior di pelle, e ogni strada sembra
contemporaneamente impraticabile eppure l’unica percorribile.
Mentre la troupe di Liberato lo accompagna nel “Turnamm’ a cas’” tour dell’estate 2023 (di sole tre tappe “perché sei scarso”, lo prendono in giro in una scena del film), tra risate, aneddoti e il protagonista stesso, opportunamente mascherato e truccato, che si racconta senza mai prendersi troppo sul serio, i disegni di LRNZ (Lorenzo Ceccotti) prendono vita in flashback in cui un’animazione essenziale e sensuale racconta la storia di un ragazzino con la vocazione per la musica e con l’amore per Napoli, adottando un linguaggio potente e realistico, vero, nonostante indugi spesso in visioni, suggestioni e momenti onirici.
Tra tammorre e
distorsioni elettroniche
Il Segreto di Liberato tenta anche di analizzare le ragioni del successo dell’artista, coinvolgendo discografici e critici musicali che hanno seguito dall’inizio la nascita di questo fenomeno. E persino chi di musica capisce poco e niente si rende conto che in quel miscuglio di linguaggi, tempi storici e stili c’è qualcosa di particolare e irresistibile. La musica di Liberato riesce a essere universale, a-temporale e contemporanea, mescola sonorità sintetiche e tradizionali, tammorre e distorsioni elettroniche, mixando la musicalità della lingua napoletana arcaica con la sintesi dell’inglese, generando un ritmo trascinante e tribale, viscerale, evocando demoni e divinità. E tutto questo appare inequivocabile e lampante nelle scene riprese dai suoi concerti in giro per l’Europa e a Napoli.
Napoli. Quella città/ventre che lo ha visto nascere e crescere, che lo tiene incollato alle sue strade e al suo mare, che popola la morfologia delle sue canzoni di luoghi e personaggi fantastici, che ama visceralmente e dalla quale è ricambiato con ardore. Quella stessa città che gli ha permesso di festeggiare uno scudetto storico, chiamandolo, da solo con un pianoforte, a suonare in mezzo al prato dello Stadio Diego Armando Maradona, il 7 maggio del 2023, con addosso una maglia della squadra con il numero 95. No, non 95 ma 9-5, 9 maggio.
9 maggio m’è sfunnat
Si tratta di una data speciale, per Liberato. Non è solo il titolo del suo primo singolo, ma un appuntamento per tutti i suoi fan. È sempre successo qualcosa di speciale il 9 maggio. Quest’anno arriva al cinema, per una settimana, il film-evento che celebra non solo il personaggio, ma anche il suo percorso, la sua squadra, i suoi fan, la sua città. Il Segreto di Liberato sembra anche svelarci (sul serio?) perché questa data è così importante, ma è l’unico mistero su cui fa luce. Alla fine della visione non sappiamo chi c’è dietro la maschera, forse perché, un po’ come l’Uomo Ragno, Liberato possono essere tutti: egli è una città, è un pensiero, è un modo di vivere, di fare musica, di amare, di tifare Napoli. È un ragazzino che in un giorno di pioggia, decide di tirarsi su il cappuccio della felpa. E nascondendosi dietro a una maschera si è… Liberato.
Il segreto di David – The Stepfather: la storia vera che ha ispirato il film
I film incentrati sulla figura dei serial killer sono da sempre particolarmente affascinanti, per via dei “giochi” a cui sottopongono i protagonisti e gli stessi spettatori, chiamati a cercare di risolvere il puzzle di enigmi a cui gli assassini di turno sottopongono i propri rivali. Film come Seven, Copycat, Zodiac o Hangman – Il gioco dell’impiccato sono solo alcuni tra i titoli più celebri di questo genere. Quelli più o meno liberamente ispirati ad assassini realmente esistiti, però, hanno un “fascino” in più. Tra i tanti appartenenti a questa categoria, un titolo meno conosciuto è Il segreto di David – The Stepfather, diretto nel 2009 da Nelson McCormick, noto anche per Che la fine abbia inizio (2008).
Questo thriller del 2009 – remake del film The Stepfather – Il patrigno, diretto nel 1987 da Joseph Ruben e interpretato da Terry O’Quinn – riprende dunque una vicenda liberamente ispirata a quella di un noto assassino statunitense, arrichendola naturalmente di risvolti ed elementi che arricchiscono così il tutto. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Il segreto di David – The Stepfather
Al suo ritorno a casa, dopo aver trascorso un po’ di tempo in una scuola militare per ragazzi problematici, Michael trova sua madre Susan alle prese con un nuovo compagno, David Harris, che ha conosciuto casualmente al supermercato. Più Michael impara a conoscere il nuovo patrigno e più Michael diventa però sospettoso, decidendo infine di indagare su di lui. Scopre così che questo signore dai modi gentili non è altro che un serial killer che ha già eliminato molte famiglie. Nel quartiere, le poche persone che hanno cominciato a notare delle incongruenze nei racconti di David iniziano inoltre a sparire misteriosamente. Michael capisce allora che non gli rimane molto per salvare sé stesso, sua madre e i suoi due fratelli.

Ad interpretare David Harris vi è l’attore Dylan Walsh, noto soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva Nip/Tuck, in cui interpreta il dottor Sean McNamara. Nel ruolo di Michael Harding, invece, vi è l’attore Penn Badgley, oggi noto come protagonista della serie You, dove per ironia della sorte è lui ad essere un assassino che si insinua nelle vite altrui. L’attrice Sela Ward interpreta invece Susan Harding, mentre l’attrice Amber Heard (ex moglie di Johnny Depp) è Kelly Porter, la ragazza di Michael. Completano poi il cast gli attori Jon Tenney, Skyler Samuels e Braeden Lemasters rispettivamente nei ruoli di Jay, Beth e Sean Harding.
Come finisce il film Il segreto di David – The Stepfather?
Nel finale, Susan si rende conto che il figlio potrebbe avere ragione sull’identità di David e se ne convince dopo aver visto il nuovo compagno aggredire i figli. Nello sfuggire a sua volta alle grinfie dell’uomo, riesce a pugnalarlo al collo con un frammento di vetro. David, che inizialmente sembra essere morto, si rianima in breve e riprende ad inseguire Susan, Michael e Kelly fino in soffitta. Qui Michael ingaggia con lui una lotta, che li porta infine a cadere giù dalla soffitta e a perdere conoscenza. Quando Michael si sveglia, scopre di essere stato in coma per più di un mese.
Quando Michael si sveglia, scopre di essere stato in coma per poco più di un mese. Viene a quel punto sapere che anche David è ancora vivo ed è riuscito a fuggire prima dell’arrivo della polizia. La scena finale mostra dunque proprio David, che ha nuovamente cambiato aspetto e nome in Chris Ames. Egli lavora ora in un negozio di ferramenta, dove incontra una donna che sta facendo acquisti con i suoi due figli. Si lascia così immaginare che la sua attività di serial killer di famiglie sia pronta per riprendere con nuove ignare vittime.

La storia vera dietro al film
Il film è liberamente ispirato al molteplice omicidio commesso nel 1971 da John List. Il 9 novembre di quell’anno infatti, utilizzando armi da fuoco, uccise sua moglie, sua madre e i suoi tre figli nella loro casa a Westfield, New Jersey e poi sparì nel nulla. Aveva però progettato gli omicidi così meticolosamente, che per un mese circa nessuno si accorse dell’assenza delle sue vittime. Latitante per quasi 18 anni, List, dopo aver assunto una falsa identità ed essersi risposato, venne infine identificato e arrestato il 1º giugno 1989. Ciò fu possibile in quanto nel maggio di quell’anno la sua vicenda venne narrata nel programma American Most Wanted, dove si fornì un identik del suo possibile aspetto.
Un uomo che riconobbe in quell’identik il suo vicino di casa segnalò la cosa alla polizia, che arrestò infine List. Confessando quanto compiuto, egli dichiaro di aver ucciso la sua famiglia in quanto aveva perso il lavoro e non sopportava l’idea di esporre i suoi cari ad una simile vergogna. List non si uccise nella speranza di potersi riunire in paradiso con la moglie e i figli una volta sopraggiunta la morte naturale, che avvenne nel 2008 per polmonite mentre scontava la sua condanna a vita in carcere. La vicenda di List ispirò numerosi film e serie oltre a The Stepfather, tra cui la serie Netflix The Watchers.
Il trailer di Il segreto di David – The Stepfather e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Il segreto di David – The Stepfather grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV, Rai Play e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 2 marzo alle ore 21:20 sul canale Rai 4.
Il segreto di David – The Stepfather: la spiegazione del finale del film
Il segreto di David – The Stepfather è un thriller psicologico che si inserisce nel filone dei film di violenza domestica, quelli che trasformano la casa – luogo simbolo di sicurezza – nel teatro della minaccia. Remake dell’omonimo lungometraggio del 1987, questo film del 2009 racconta infatti la storia di un uomo apparentemente perfetto, un modello di padre e marito, che in realtà nasconde un’identità oscura e violenta. La tensione cresce non attraverso mostri o entità sovrannaturali, ma tramite il sospetto e la progressiva scoperta di un male insospettabile che si annida dietro il volto rassicurante della normalità.
Il film si ispira parzialmente a un caso di cronaca nera realmente accaduto: gli omicidi commessi nel 1971 da John List, un uomo del New Jersey che uccise la moglie, i figli e la madre, per poi scomparire e rifarsi una vita sotto falsa identità. Come nel film, List incarnava l’ideale del marito devoto e del cristiano rispettabile, ma covava ambizioni frustrate e un fanatismo religioso che lo portarono a giustificare i suoi crimini come un atto “necessario”. Il segreto di David – The Stepfather rielabora questa vicenda trasformandola in una riflessione sul lato oscuro dell’idealizzazione familiare e sull’identità costruita come maschera sociale.
Nel resto dell’articolo analizzeremo dunque il finale del film e ne spiegheremo i significati più profondi, esplorando come la storia porti a compimento i suoi temi centrali: la paura dell’Altro nascosto nella quotidianità, il rifiuto di una realtà imperfetta e l’ossessione per la famiglia perfetta. Scopriremo inoltre come la conclusione del film ribalti la dinamica di controllo del protagonista e offra una lettura critica sull’autoritarismo domestico e sull’ideale tossico del “padre modello”.

La trama di Il segreto di David – The Stepfather
Al suo ritorno a casa, dopo aver trascorso un po’ di tempo in una scuola militare per ragazzi problematici, Michael trova sua madre Susan alle prese con un nuovo compagno, David Harris, che ha conosciuto casualmente al supermercato. Più Michael impara a conoscere il nuovo patrigno e più Michael diventa però sospettoso, decidendo infine di indagare su di lui. Scopre così che questo signore dai modi gentili non è altro che un serial killer che ha già eliminato molte famiglie. Nel quartiere, le poche persone che hanno cominciato a notare delle incongruenze nei racconti di David iniziano inoltre a sparire misteriosamente. Michael capisce allora che non gli rimane molto per salvare sé stesso, sua madre e i suoi due fratelli.
La spiegazione del finale del film
Nel terzo atto di Il segreto di David – The Stepfather Michael, sempre più convinto che il futuro patrigno nasconda un lato sinistro, decide di indagare a fondo sul suo passato. Le sue intuizioni trovano conferma in maniera brutale: forzando i misteriosi armadietti del seminterrato, scopre il cadavere del padre biologico conservato in un congelatore, prova definitiva che “David” non è chi dice di essere. Da quel momento, ogni maschera cade. David interviene, lo aggredisce e lo intrappola, dimostrando quanto il suo desiderio di mantenere l’illusione della “famiglia perfetta” sia disposto a tradursi in violenza pura.
Nel frattempo Kelly, la fidanzata di Michael, viene tramortita, mentre Susan si sveglia e si ritrova a confronto diretto con la follia dell’uomo che aveva accolto con fiducia nella propria casa. Il confronto finale si sposta rapidamente dalla tensione psicologica alla lotta fisica per la sopravvivenza. David perde il controllo delle proprie identità, alternando nomi e ruoli come se non sapesse più quale versione di sé fosse destinato a prevalere. Questo momento culminante mostra la rottura completa tra la facciata del padre modello e l’assassino seriale. Susan riesce a colpirlo con un frammento di specchio conficcandoglielo nel collo, lasciandolo apparentemente morto nella vasca da bagno.

Ma, come nei migliori thriller, il pericolo non è ancora finito: David riappare e costringe la famiglia a un’ultima fuga nel solaio, dove ingaggia un corpo a corpo finale con Michael. Entrambi precipitano dal tetto e sembrano privi di sensi. Solo in ospedale, settimane dopo, il ragazzo scopre che David è sopravvissuto ed è fuggito, pronto a ricominciare da capo con una nuova identità e una nuova, ignara famiglia. Questo finale, apparentemente amaro perché non offre una vera giustizia, è in realtà perfettamente coerente con il tema centrale del film: il male non ha un volto definito, non è confinato in un’unica figura riconoscibile, ma può reinventarsi, travestirsi, insinuarsi nuovamente nella quotidianità.
David non è solo un assassino individuale, ma il simbolo di un ideale tossico di perfezione familiare che, quando deluso, invece di aprirsi al dialogo o all’accettazione dell’imperfezione, preferisce cancellare tutto e ricominciare altrove. Il fatto che sopravviva non è un espediente forzato per un eventuale sequel, ma un modo per dire che certi archetipi di violenza patriarcale e autoritaria sono durevoli, resilienti, in grado di ripresentarsi sotto nuove forme anche quando crediamo di averli sconfitti. Allo stesso tempo, la scena del combattimento tra Michael e David è più che uno scontro fisico: è il passaggio di consegne tra due modelli di mascolinità.
Da un lato, l’uomo che pretende di incarnare la figura del padre-protettore ma che esercita controllo attraverso la menzogna e la violenza; dall’altro, il figlio che rifiuta di accettare un’autorità imposta e sceglie di difendere la madre e la propria autonomia. Il film, in questo senso, mette in scena una ribellione generazionale: non basta riconoscere la minaccia, bisogna affrontarla direttamente, smascherarla e rifiutarne la narrazione. Anche se David scappa, ha perso il controllo su quella famiglia: la sua “opera” è fallita.
Ciò che resta allo spettatore è un messaggio inquietante ma necessario: la fiducia non può basarsi solo sull’apparenza, e l’amore non deve mai accecare di fronte a segnali di manipolazione o controllo. Il segreto di David – The Stepfather ci ricorda che il vero orrore non si nasconde nei mostri irreali, ma in coloro che ambiscono a incarnare la perfezione a qualunque costo. Il finale aperto ci mette in guardia: l’incubo potrebbe ripetersi, ma ora sappiamo riconoscerlo. In questo senso, il film non lascia solo paura, ma consapevolezza.
LEGGI ANCHE: Il segreto di David – The Stepfather: la storia vera che ha ispirato il film
Il segreto del suo volto recensione del film con Nina Hoss
Berlino, 1945.
Nelly (Nina Hoss) è sopravvisuta alla
persecuzione nazista, ma ha il volto sfigurato per lo scoppio di
una granata. La chirurgia le offre un nuovo aspetto, ma adesso la
donna vuole ritrovare Johnny (Ronald Zehrfeld),
suo marito, di cui non si hanno tracce da quasi due anni.
Christian Petzold, stimatissimo regista e sceneggiatore tedesco accostato alla rinomata “scuola di Berlino”, dirige e scrive la sceneggiatura di questo intenso dramma storico-sentimentale, dove le terribili vicende legate alla seconda guerra mondiale si intrecciano con le vicissitudini personali dei protagonisti. Il segreto del suo volto ripropone tematiche molto care al regista, come la morte e il suo stretto legame con la vita stessa, il passato come terribile fardello da cui è difficile liberarsi, il voler inserire queste riflessioni all’interno di uno scenario storico ben definito, scelte già affrontate da Petzold in precedenza in film come Jerichow (2009) o La scelta di Barbara (2012).
Il segreto del tuo
volto è un film in cui un regista tedesco torna ad
affrontare il tema dell’olocausto, il quale però non assume un
ruolo di primo piano nella vicenda ma rimane come sfondo ad una
sceneggiatura molto ben strutturata e che ha la finalità di
risaltare la storia d’amore tra Nelly e Johnny, vero fulcro della
narrazione. Una storia d’amore che lo spettatore scopre piano
piano, gradualmente, attraverso racconti, rivelazioni improvvise,
colpi di scena e dal delirante tentativo dell’uomo di trasformare
quella “sconosciuta” in sua moglie. Un film in cui si vuole
rimarcare come la guerra non abbia solo seminato morte e
distruzione, ben visibile in quella Berlino devastata, ma abbia
anche e soprattutto corrotto e deturpato oltre che volti, le anime
e i cuori degli uomini, i quali pur di sopravvivere si sono
mostrati pronti a tutto.
La guerra e le
persecuzioni naziste ancora negli occhi di tedeschi dallo sguardo
colpevole e sconfitto o in quelli colmi di rabbia di Lene, giovane
ebrea solo apparentemente forte e risoluta. Detto di una
sceneggiatura ben costruita e senza sbavature, sottolineamo un cast
di attori all’altezza, partendo dalla musa di Petzold, Nina
Hoss (al suo quarto film con il regista tra cui
La scelta di Barbara) bravissima ad
interpretare un personaggio complesso e dalla fragilità estenuante,
sino al bel tenebroso Ronald Zehrfeld che è perfetto nei panni di
un personaggio ambiguo e misterioso.
Unico appunto che si potrebbe rivolgere a questa intrigante sceneggiatura riguarda un dubbio, che nasce spontaneo e perseguita lo spettatore per buona parte del film: ma se è convinzione comune che gli occhi sono lo specchio dell’anima, come può un marito non riconoscere la moglie guardandola dritta nelle pupille?
Il segreto del suo volto è in sala a partire dal prossimo 19 febbraio distribuito dalla Bim.
Il segreto dei suoi occhi: trailer italiano del remake con Nicole Kidman e Julia Roberts
Guarda il trailer italiano de Il segreto dei suoi occhi, il remake americano con protagonisti Nicole Kidman, Julia Roberts e Chiwetel Ejiofor.
Il segreto dei suoi occhi è remake americano dell’omonimo film argentino aggiudicatosi il Premio Oscar per il Miglior Film Straniero nel 2010.
Trama: L’ex agente dell’FBI Ray è ossessionato dall’omicidio della figlia della sua partner e grande amica Cobb. Marzin, il sospettato arrestato per l’omicidio, viene liberato a causa del suo ruolo chiave come informatore e dei discutibili mezzi usati per ottenere la sua confessione. Dopo 12 anni l’omicidio è ancora insoluto e Ray è costretto a confrontarsi con il suo passato e, in particolare, con l’agente con cui aveva condotto le indagini, Claire, con la quale è rimasta in sospeso una storia d’amore. Più Ray si avvicina alla soluzione del caso più la verità è scioccante.
Il segreto dei suoi occhi: recensione del film con Julia Roberts
Il segreto dei suoi occhi è un remake di un remake. Infatti, nel 2009, il regista Juan José Campanella aveva già girato un film che si ispirava al romanzo di Eduardo Sacheri, La pregunta de sus ojos. Sacheri aveva scritto la sceneggiatura in collaborazione con il regista argentino e il film aveva vinto l’Oscar come Miglior Film Straniero. La versione del 2015 è stata invece diretta e scritta dallo sceneggiatore e regista americano, Billy Ray, lo stesso del thriller politico State of Play, con Russel Crowe e Ben Affleck.
Ne Il segreto dei suoi occhi Jess (Julia Roberts) e Ray (Chiwetel Ejiofor) sono due agenti del FBI e insieme al procuratore distrettuale, Claire (Nicole Kidman), formano un gruppo molto affiatato. La vita del gruppo, tuttavia, subisce un cambiamento radicale quando Jess e Ray si trovano ad affrontare un caso di omicidio, la cui vittima è proprio la figlia della donna.
Nonostante gli sforzi degli agenti di fare luce sul caso, tutte le piste sembrano portare ad un punto morto e alla fine, Claire è costretta chiudere il caso. Ma tredici anni dopo, Ray torna a Los Angeles, convinto di aver trovato una nuova pista che potrebbe portare pace alla povera Jess.
Sebbene non fosse
facile girare il remake di un film da Oscar, Billy
Ray riesce nell’impresa, grazie anche ad un cast stellare
che ha decisamente contribuito a produrre un film qualitativamente
molto buono. Tuttavia, la versione argentina ne esce vincitrice per
un pelo, grazie soprattutto alla sua natura camaleontica di film di
denuncia politica ma anche di pellicola sentimentale e
thriller.
Nonostante ciò, il regista americano riesce a catturare in modo perfetto la complessità del racconto e l’impotenza assoluta dell’uomo di fronte alla morte, attraverso i personaggi principali. E il prodotto di tutto ciò si traduce nel bisogno di verità da parte di Jess e nell’ossessiva ricerca del colpevole da parte di Ray, che per 13 anni analizzerà ogni giorno le foto del database del FBI nella speranza di trovare un indizio. Ma Il segreto dei suoi occhi non è soltanto un thriller ma affronta anche il tema degli amori impossibili e mai dimenticati attraverso i sentimenti di Ray per Claire, sentimenti con cui dovrà fare i conti una volta tornato a Los Angeles.
La pellicola statunitense riesce a rispettare quell’equilibrio tra pubblico e privato che era stato forse il punto di forza della versione argentina ma, nonostante le modifiche alla sceneggiatura, non riesce ad offrire un punto di vista nuovo e fresco sulla vicenda.
Sicuramente, è un film da guardare se siete appassionati del genere ma, se doveste scegliere tra la versione di Campanella e il remake di Ray, la pellicola da Oscar ne esce sicuramente vittoriosa, grazie anche all’importante e delicato contesto storico in cui è ambientata.
Il segreto dei suoi occhi uscirà nelle sale italiane il 12 Novembre.
Il segreto dei suoi occhi: recensione del film
Ha battuto (Il segreto dei suoi occhi) due rivali che sembravano dati per favoriti all’Oscar come migliore film straniero: l’Academy Award ha preferito al tedesco Il nastro bianco, apologo sull’ascesa delle idee naziste nella Germania dopo la prima guerra mondiale, e al francese Il profeta, dramma in prigione di un giovane immigrato, questo thriller argentino, all’apparenza più di maniera ma in realtà con numerosi punti di interesse.
Il segreto dei suoi occhi, è un thriller, certo, ma si presta a diversi altri livelli di lettura e il regista Juan José Campanella, già autore di altre pellicole in patria ma anche di alcuni episodi di telefilm statunitensi come Law and Order e il Dr House, mescola bene uno stile nordamericano da serial di ultima generazione ad elementi sognanti e stranianti tipici della parte latina dell’America, con ottimi risultati.
Ne Il segreto dei suoi occhi, Benjamin Esposito è un ex dipendente del Pubblico ministero e decide, una volta andato in pensione, di scrivere un libro sul caso che in assoluto gli era rimasto impresso, quello dello stupro e omicidio di Liliana, maestra e sposina novella adorata da un marito in cui Benjamin aveva visto l’amore assoluto. Un caso che peraltro era stato piuttosto brillantemente risolto da lui e dalla sua superiora Irene con l’incriminazione del responsabile, un conoscente d’infanzia di Liliana, sottratto poi alla giustizia perché era stato arruolato dalla polizia segreta. L’occasione della scrittura è anche quella di rimettere insieme i pezzi di una vita mai veramente vissuta fino in fondo, di rendere giustizia a chi non c’è più e di esprimere un amore mai vissuto fino in fondo per Irene, oltre che trovare consolazione, e forse giustizia.
Molti fan di telefilm americani potranno vedere analogie con un “Cold case”, in salsa argentina, con lo stesso scavo alla ricerca della verità e della giustizia innanzitutto per le vittime, c’è chi rievocherà nel rapporto tra i due protagonisti quello degli x-filiani Mulder e Scully, ma il film fa anche riflettere su che rapporto ci può essere tra memoria e vendetta, su come si può scegliere di elaborare un lutto o continuare a viverlo in un inferno quotidiano, oltre che rappresentare dal suo interno l’Argentina soffocata dalla dittatura, che interferisce anche nel cercare giustizia e verità.
Un film forse meno incisivo e scottante di Il nastro bianco e Il profeta, ma non per questo meno coinvolgente ed interessante, una riflessione sulla vita, le occasioni perse e ritrovate, e la possibilità ad un tratto di poter provare ad andare avanti, con colpi di scena non convenzionali e un finale che lascia i protagonisti perplessi, sconvolti ma forse finalmente liberi.
Il Segreto dei Suoi Occhi: nuovo trailer con Julia Roberts
Guarda il nuovo trailer ufficiale de Il Segreto dei Suoi Occhi, il film diretto da Billy Ray (L’inventore di favole, Breach – L’infiltrato) remake dell’omonima pellicola argentina vincitrice del premio Oscar® 2010 come miglior film straniero. Nel cast, Nicole Kidman, Julia Roberts e Chiwetel Ejiofor.
Il Segreto dei Suoi Occhi, scritto e diretto dal regista candidato agli Oscar® Billy Ray (Captain Phillips, The Hunger Games), e prodotto dal vincitore dell’Oscar® Mark Johnson (Rain Man, Breaking Bad), è un thriller intenso, potente, inquietante, interpretato dall’attore candidato agli Oscar® Chiwetel Ejiofor, e dalle attrici vincitrici dell’Oscar® Nicole Kidman e Julia Roberts.
Un affiatato team di detective in carriera – composto da Ray (Chiwetel Ejiofor), Jess (Julia Roberts), e dal loro supervisore Claire (Nicole Kidman) – rimane profondamente scioccato in seguito al brutale e inspiegabile omicidio della figlia adolescente di Jess. Trascorsi tredici anni, dopo aver cercato ossessivamente, per ogni singolo giorno, l’assassino, Ray scopre una nuova pista che ritiene possa risolvere una volta per tutte il caso, inchiodare lo spietato omicida, e mettere fine alla vicenda. Ma nessuno è preparato a scoprire lo scioccante e orribile segreto che si cela dietro a questo omicidio, che porterà inevitabilmente a effetti duraturi e distruttivi, oltre che a una vendetta privata.
Intrecciando passato e presente, il film esplora il labile confine tra giustizia e vendetta, ponendoci di fronte a una domanda: Fin dove saremmo pronti a spingerci per vendicare una terribile ingiustizia?
Il segreto dei suoi occhi: martedì 10 a Milano per Sala Bio
Martedì 10 novembre alle ore 21 al Cinema Colosseo di Milano, Sala Bio presenta l’anteprima de Il segreto dei suoi occhi, il film diretto da Billy Ray (L’inventore di favole, Breach – L’infiltrato) remake dell’omonima pellicola argentina vincitrice del premio Oscar® 2010 come miglior film straniero. Nel cast, Nicole Kidman, Julia Roberts e Chiwetel Ejiofor.
Il segreto dei suoi occhi sarà proposto a Sala Bio in versione originale sottotitolata, e distribuito poi nelle sale italiane in anteprima mondiale a partire dal 12 novembre 2015 per Good Films.
Il film sarà presentato in anteprima anche a Sala Bio Bologna (Cinema Odeon) lunedì 9 novembre alle 21.15.
Il segreto dei suoi occhi: lunedì 9 con Sala Bio
Lunedì 9 novembre alle ore 21.15 al Cinema Odeon di Bologna, Sala Bio presenta l’anteprima de Il segreto dei suoi occhi, il film diretto da Billy Ray (L’inventore di favole, Breach – L’infiltrato) remake dell’omonima pellicola argentina vincitrice del premio Oscar® 2010 come miglior film straniero. Nel cast, Nicole Kidman, Julia Roberts e Chiwetel Ejiofor.
Il segreto dei suoi occhi sarà proposto a Sala Bio in versione originale sottotitolata, e distribuito poi nelle sale italiane in anteprima mondiale a partire dal 12 novembre 2015 per Good Films.
Il film sarà presentato in anteprima anche a Sala Bio Milano (Cinema Colosseo) martedì 10 novembre alle 21.00.
IL SEGRETO DEI SUOI OCCHI
(Stati Uniti/2015) di Billy Ray
v.o. sottotitolata
Il Segreto dei Suoi Occhi, scritto e diretto dal regista candidato agli Oscar® Billy Ray (Captain Phillips, The Hunger Games), e prodotto dal vincitore dell’Oscar® Mark Johnson (Rain Man, Breaking Bad), è un thriller intenso, potente, inquietante, interpretato dall’attore candidato agli Oscar® Chiwetel Ejiofor, e dalle attrici vincitrici dell’Oscar® Nicole Kidman e Julia Roberts.
Un affiatato team di detective in carriera – composto da Ray (Chiwetel Ejiofor), Jess (Julia Roberts), e dal loro supervisore Claire (Nicole Kidman) – rimane profondamente scioccato in seguito al brutale e inspiegabile omicidio della figlia adolescente di Jess. Trascorsi tredici anni, dopo aver cercato ossessivamente, per ogni singolo giorno, l’assassino, Ray scopre una nuova pista che ritiene possa risolvere una volta per tutte il caso, inchiodare lo spietato omicida, e mettere fine alla vicenda. Ma nessuno è preparato a scoprire lo scioccante e orribile segreto che si cela dietro a questo omicidio, che porterà inevitabilmente a effetti duraturi e distruttivi, oltre che a una vendetta privata.
Intrecciando passato e presente, il film esplora il labile confine tra giustizia e vendetta, ponendoci di fronte a una domanda: Fin dove saremmo pronti a spingerci per vendicare una terribile ingiustizia?
Il segreto dei suoi occhi: libro, trama e cast del film con Julia Roberts
Interpretato da celebri interpreti di Hollywood, il thriller del 2015 Il segreto dei suoi occhi si configura da subito come un avvincente film di genere, all’interno del quale si ritrovano una serie di elementi capaci di suscitare tanto interesse quanta inquietudine. Protagonista del film è infatti una squadra dell’FBI incaricata di risolvere un misterioso caso di omicidio, dal quale verranno alla luce brutali verità. Il film è scritto e diretto da Billy Ray, noto prevalentemente per le sue numerose sceneggiature di film celebri come Hunger Games, Captain Phillips e Richard Jewell.
Quella qui narrata non è però una storia originale, essendo il remake americano di un noto film argentino del 2009. Questo, intitolato a sua volta Il segreto dei suoi occhi, divenne particolarmente celebre grazie alla vittoria agli Oscar nella categoria per il miglior film straniero. Tale opera si basa a sua volta sull’omonimo romanzo del 2005 di Eduardo A. Sacheri. Nell’adattare il film al contesto americano, gli autori si preoccuparono di modificare l’ambientazione, passando dalla dittatura argentina alla lotta al terrorismo post 11 settembre degli Stati Uniti.
Pur giudicato inferiore rispetto all’originale argentino, il film di Ray venne ben accolto dal pubblico, che rese il titolo un modesto successo. A fronte di un budget di circa 20 milioni di dollari, infatti, Il segreto dei suoi occhi arrivò ad incassarne globalmente circa 35. In particolare, vennero apprezzate le interpretazioni dei protagonisti, vero elemento di forza del film. Proseguendo qui nella lettura sarà possibile ritrovare ulteriori approfondimenti circa la trama e il cast. Si elencheranno infine le piattaforme dove è possibile ritrovare il film in streaming, per poter così godere di una comoda visione casalinga.
Il segreto dei suoi occhi: la trama del film
Ambientato pochi mesi dopo l’attacco dell’11 settembre alle Torri Gemelle, il film ha per protagonista l’agente FBI Ray Kasten, il quale insieme alla sua squadra composta da Jess Cobb, Bumpy Willis e Reg Siefert. Questi si trovano ad indagare su un potenziale nucleo terroristico all’interno di una moschea, e pedinarne le mosse sembra essere l’unico modo per impedire lo svolgersi di nuovi attentati terroristici. Le loro indagini vengono però interrotte dal ritrovamento di un cadavere proprio accanto la moschea. Con orrore, il gruppo scopre che il corpo appartiene a Carolyn, la figlia di Jess. Distrutto dal dolore, Ray decide di iniziare ad indagare per conto proprio su tale omicidio.
Proseguendo nelle sue indagini, l’agente arriva a richiedere l’aiuto di Claire Sloan, assistente del procuratore distrettuale. La sua missione viene tuttavia ostacolata da ordini dall’alto, e per protesta Ray decide di dimettersi dai servizi segreti. Passano tredici anni, durante i quali l’uomo non sembra riuscire a superare l’ossessione per quel caso irrisolto. Contro ogni sua previsione, un nuovo indizio lo riporta a volersi occupare del caso, ma per farlo avrà bisogno anche del sostegno di Claire e Jess. Quest’ultima si dimostra però contraria, non volendo rivivere il trauma della scomparsa della figlia. Ray è però convinto di aver trovato il vero assassino, e farà di tutto pur di dare una conclusione alla vicenda.

Il segreto dei suoi occhi: il cast del film
Prima di riuscire a vedere il buio della sala, il film è rimasto per cinque anni in sviluppo. Durante questi, diversi attori sono stati considerati per i ruoli principali, tra cui Denzel Washington, che avrebbe dovuto interpretare Ray Kasten, e Gwyneth Paltrow, a cui era stato offerto il ruolo di Claire Sloan. Al momento delle riprese, invece, il regista decide di affidare il ruolo del protagonista maschile all’attore Chiwetel Ejiofor. Questi era nel frattempo diventato particolarmente noto grazie al film 12 anni schiavo, per il quale era stato candidato all’Oscar. L’attore affermò di non essersi basato sul personaggio protagonista del film argentino, essendo il suo Ray Kasten molto più giovane e appartenente ad un contesto totalmente differente.
Accanto a lui, nel film, si ritrova poi la premio Oscar Nicole Kidman, che dà volto a Claire Sloan. Per dar vita al personaggio, di professione procuratore distrettuale, questa condusse lunghe ricerche a riguardo, con l’intenzione di risultare il più realistica possibile. L’attrice Julia Roberts, invece, interpreta Jess Cobb, migliore amica di Kasten e membro della sua squadra. Nell’originale argentino tale ruolo era in realtà ricoperto da un interprete maschile, ma i produttori del remake decisero di riscrivere il personaggio appositamente per la Roberts. Nel film è poi presente l’attore Joe Cole nei panni di Anzor Marzin, informatore dell’FBI, e Alfred Molina in quelli di Martin Morales, capo della divisione antiterrorismo. Dean Norris è invece Bumpy Willis, membro della squadra di Ray.
Il segreto dei suoi occhi: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile vedere o rivedere tale film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il segreto dei suoi occhi è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Rai Play. Per vederlo, basterà semplicemente iscriversi, in modo del tutto gratuito alla piattaforma. Si avrà così modo di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione un determinato limite temporale entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno giovedì 17 dicembre alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.
Fonte: IMDb
Il segreto dei suoi occhi: la spiegazione del finale del film
Quando Billy Ray decide di realizzare Il segreto dei suoi occhi (leggi qui la recensione), remake dell’omonimo film argentino diretto da Juan José Campanella e vincitore dell’Oscar come miglior film internazionale, non si limita a trasporre una storia di successo nel contesto statunitense. Il regista riscrive alcuni elementi chiave per adattare il racconto al trauma collettivo dell’America post-11 settembre, trasformando un thriller investigativo in una riflessione sul prezzo della giustizia, sulla memoria e sull’impossibilità di elaborare il lutto.
È proprio il finale, sorprendente e disturbante, a dare un nuovo significato all’intero film. La conclusione di Il segreto dei suoi occhi ribalta infatti la prospettiva dello spettatore e costringe a reinterpretare molti comportamenti dei protagonisti.
Quella che sembrava un’indagine irrisolta diventa il racconto di tredici anni di prigionia emotiva e morale, in cui ogni personaggio ha sacrificato una parte di sé nel tentativo di colmare un vuoto destinato a rimanere aperto. Comprendere il finale significa allora andare oltre il colpo di scena e interrogarsi sul vero tema dell’opera: cosa resta di una persona quando la ricerca della giustizia si trasforma in ossessione?

Come il remake di Billy Ray trasforma il film originale in una riflessione sulla giustizia nell’America post-11 settembre
Pur mantenendo l’impianto narrativo dell’opera di Campanella, Billy Ray modifica alcuni elementi decisivi. La vittima non è più la moglie di un uomo comune, ma la figlia adolescente di Jess, agente impegnata nell’antiterrorismo. La scelta colloca la vicenda all’interno di un Paese dominato dalla paura e dalla priorità assoluta della sicurezza nazionale, dove perfino un omicidio brutale può essere sacrificato per proteggere un’inchiesta considerata più importante.
Marzin diventa così il simbolo di un sistema disposto a compromessi morali pur di perseguire obiettivi superiori. Anche il rapporto tra i protagonisti cambia profondamente. Ray, Jess e Claire condividono il peso del fallimento investigativo e della frustrazione nei confronti delle istituzioni. La loro amicizia si incrina sotto il peso di decisioni impossibili e di rimorsi mai elaborati.
Il thriller investigativo diventa progressivamente un dramma psicologico in cui la ricerca del colpevole conta meno delle conseguenze lasciate dal crimine. L’indagine, che apparentemente riparte tredici anni dopo, è in realtà il percorso attraverso cui Ray cerca di dare un senso a una colpa che sente anche propria, convinto che, se fosse arrivato in tempo, Carolyn sarebbe ancora viva.
Il finale di Il segreto dei suoi occhi spiegato: perché Jess tiene Marzin prigioniero per tredici anni e cosa rappresenta davvero la sua scelta
L’ultima parte del film modifica completamente il significato della storia. Dopo aver seguito una pista che sembra ricondurre finalmente a Marzin sotto falsa identità, Ray scopre che l’uomo arrestato non è il vero assassino. La verità emerge soltanto quando lui e Claire raggiungono la casa isolata di Jess. Qui la donna rivela di aver ritrovato Marzin molti anni prima, subito dopo la sua scarcerazione, e di aver organizzato una vendetta personale.
La rivelazione più sconvolgente arriva nel fienile. Ray scopre che Marzin non è mai stato ucciso, ma rinchiuso in una gabbia per oltre tredici anni. Jess ha scelto deliberatamente di negargli la morte perché la considerava una punizione troppo rapida. Ha preferito condannarlo a un’esistenza sospesa, priva di libertà e di qualsiasi contatto umano. In quel momento ogni dettaglio del comportamento della donna assume un nuovo significato.
Il suo isolamento, la freddezza, l’incapacità di rifarsi una vita e perfino il suo aspetto spento derivano dalla decisione di dedicare ogni giorno della propria esistenza alla custodia dell’uomo che le ha distrutto la famiglia. Quando Ray lascia la pistola nelle mani di Jess ed esce a scavare una fossa, comprende che quella prigionia non può più continuare. Il colpo di pistola che si sente poco dopo sancisce la morte di Marzin e chiude finalmente una vicenda rimasta sospesa per oltre un decennio.

Vendetta, colpa e ossessione: i grandi temi nascosti dietro il colpo di scena conclusivo
Il finale non celebra la vendetta, ma ne mostra il costo devastante. Jess non ha ottenuto alcuna pace imprigionando il colpevole. Al contrario, ha trasformato la propria vita in una prigione parallela. Se Marzin è rimasto rinchiuso in una cella improvvisata, lei è rimasta incarcerata nel ricordo della figlia, incapace di costruire un futuro diverso. La sua esistenza si è fermata esattamente nel giorno dell’omicidio.
Lo stesso vale per Ray. La sua ostinazione nel riaprire il caso nasce da un senso di responsabilità mai superato. Si convince che trovare Marzin possa liberarlo dal rimorso, ma scopre che la verità è molto più dolorosa. Claire rappresenta invece l’unico personaggio che continua a credere nella giustizia istituzionale, pur riconoscendone i limiti. Quando il segreto viene finalmente svelato, nessuno dei protagonisti esce realmente vincitore. Tutti hanno sacrificato qualcosa: Jess la propria vita, Ray la serenità e Claire la fiducia assoluta nelle regole che ha sempre difeso.
Perché il gesto finale di Ray cambia il significato dell’intera storia e completa il percorso dei protagonisti
Una delle scelte più significative operate da Billy Ray rispetto al film argentino riguarda proprio Ray. Nel momento decisivo non interviene per arrestare Jess né tenta di impedire l’esecuzione di Marzin. Appoggia invece la pistola e si allontana. È un gesto apparentemente semplice, ma racchiude l’intero significato del film.
Ray comprende che la legge ha fallito molti anni prima, quando il sistema ha permesso all’assassino di tornare libero per ragioni di convenienza investigativa. Sa anche che Jess ha ormai pagato un prezzo enorme per la propria decisione. La sua scelta non equivale ad approvare la vendetta, bensì ad accettare che alcune ferite non possono essere guarite attraverso gli strumenti tradizionali della giustizia. Scavando una fossa prima ancora di sentire lo sparo, Ray dimostra di aver già deciso di condividere il peso morale dell’ultimo atto insieme all’amica, assumendosi una responsabilità che tredici anni prima non era riuscito a sostenere.

Il vero significato del finale di Il segreto dei suoi occhi: la giustizia arriva troppo tardi quando l’ossessione consuma ogni possibilità di vivere
Il finale di Il segreto dei suoi occhi lascia lo spettatore con una domanda scomoda: esiste davvero una forma di giustizia capace di compensare una perdita simile? La risposta del film è profondamente pessimista. Marzin muore, il caso viene finalmente chiuso e i protagonisti possono, almeno formalmente, voltare pagina. Eppure il tempo trascorso dimostra che nessuna sentenza avrebbe potuto restituire Carolyn a sua madre o cancellare gli anni vissuti nell’ossessione.
La vera tragedia non coincide con l’omicidio iniziale, ma con tutto ciò che accade dopo. Jess ha rinunciato alla propria esistenza per custodire il carnefice della figlia. Ray ha trascorso tredici anni inseguendo una verità che gli sfuggiva. Claire ha assistito impotente al fallimento delle istituzioni che rappresentava. L’ultimo sguardo tra Jess e Ray esprime un sollievo autentico, ma anche la consapevolezza che la liberazione arriva troppo tardi.
Billy Ray costruisce così un finale che supera il semplice colpo di scena e diventa una riflessione sul costo umano dell’ossessione: quando la vendetta sostituisce il dolore, finisce per imprigionare vittima e carnefice nello stesso destino. È questo il segreto custodito negli occhi dei protagonisti, un peso invisibile che nessuna verità riesce davvero a cancellare.
Il Segreto Anticipazioni: giovedì 25 ottobre 2018
Nuove news su Il Segreto che va in onda alle ore 18.45. su Canale 5. Di seguito le anticipazioni di oggi giovedì 25 ottobre 2018.
Nella puntata Emilia e Alfonso, accusati senza prove valide dal Generale del tentato omicidio di Fe, sono segregati in un carcere abbandonato, dove sono ormai da giorni costretti a subire la violenza psicologica del loro aguzzino che, non contento, ha deciso di accusarli di essere traditori della patria.
Emilia ed Alfonso, in prigione, subiscono le tremende minacce del Generale Perez de Ayala. A Raimundo e Matias è impedito fargli visita, così come a Don Berengario e Don Anselmo. Mauricio, intanto, è al capezzale di Fe e spera che la donna si riprenda al più presto così da testimoniare in favore di Emilia ed Alfonso. Prudencio mette in atto il suo piano e si introduce, di nascosto, nell’abitazione di Julieta e mentre lei dorme, avvelena il cibo. Matias, provocato dal Generale, lo affronta con coraggio pretendendo di poter far visita a Emilia ed Alfonso. Il Generale non rifiuta, ma chiede un giorno per rifletterci.
Anticipazioni Il Segreto
Il segreto (El secreto de Puente Viejo) è una soap opera spagnola prodotta da Boomerang TV e creata da Aurora Guerra, che viene trasmessa dal 23 febbraio 2011 sulla rete televisiva Antena 3. In Italia va in onda dal 10 giugno 2013 su Canale 5.
La serie ruota attorno alle vicissitudini della ricca stirpe dei Montenegro, una famiglia dell’alta borghesia che vive in un piccolo paese del nord della Spagna, con la perfida matriarca Donna Francisca Montenegro, vedova di Salvador Castro, che trama costantemente contro coloro che osano affrontare il suo potere.
Il segreto – La storia inizia nel 1902 con l’arrivo, a Puente Viejo, della levatrice Pepa Balmes. Pepa continua a vivere con difficoltà dato che, anni prima, il padrone della casa in cui prestava servizio, Carlos Castro, figliastro di Francisca, e fratellastro di Efren, Soledad, e Tristan l’aveva sedotta facendola rimanere incinta, e le aveva poi portato via il figlio per consegnarlo alla legittima moglie che aveva appena avuto un aborto. Pepa conoscerà e si innamorerà di Tristan, figlio di Raimundo e Donna Francisca e fratello di Efren, Sebastian ed Emilia, e Soledad che vive alla Villa con sua sorella, sua moglie Angustias e loro figlio Martin.
Dopo la morte di Angustias, Pepa scopre che Martin è in realtà il figlio che le era stato rubato anni prima. Nonostante gli sforzi di Francisca e del malvagio Olmo Mesia, fratellastro di Pepa, Tristan (figlio illegittimo di Francisca e Raimundo Ulloa) finisce per consumare il suo amore con Pepa. I due poi si sposano e Pepa partorisce i gemelli Aurora e Bosco. Intanto Bosco viene sequestrato da una misteriosa ragazza e Pepa muore subito dopo il parto.
Il Segreto Anticipazioni: giovedì 18 ottobre 2018
Nuove news su Il Segreto che va in onda alle ore 18.45. su Canale 5. Di seguito le anticipazioni di oggi giovedì 18 ottobre 2018.
Nella puntata di oggi Gli avvocati di Nicolas informano Alfonso che il Generale Perez De Ayala ha deciso di focalizzare le ricerche su Puente Viejo. Temendo che Nicolas possa essere preso Alfonso e Raimundo, decidono di portare Nicolas e Janita fuori dal paese. Prudencio è sempre più aggressivo con Julieta ma la ragazza non si lascia intimidire.
Anticipazioni Il Segreto
Il segreto (El secreto de Puente Viejo) è una soap opera spagnola prodotta da Boomerang TV e creata da Aurora Guerra, che viene trasmessa dal 23 febbraio 2011 sulla rete televisiva Antena 3. In Italia va in onda dal 10 giugno 2013 su Canale 5.
La serie ruota attorno alle vicissitudini della ricca stirpe dei Montenegro, una famiglia dell’alta borghesia che vive in un piccolo paese del nord della Spagna, con la perfida matriarca Donna Francisca Montenegro, vedova di Salvador Castro, che trama costantemente contro coloro che osano affrontare il suo potere.
Il segreto – La storia inizia nel 1902 con l’arrivo, a Puente Viejo, della levatrice Pepa Balmes. Pepa continua a vivere con difficoltà dato che, anni prima, il padrone della casa in cui prestava servizio, Carlos Castro, figliastro di Francisca, e fratellastro di Efren, Soledad, e Tristan l’aveva sedotta facendola rimanere incinta, e le aveva poi portato via il figlio per consegnarlo alla legittima moglie che aveva appena avuto un aborto. Pepa conoscerà e si innamorerà di Tristan, figlio di Raimundo e Donna Francisca e fratello di Efren, Sebastian ed Emilia, e Soledad che vive alla Villa con sua sorella, sua moglie Angustias e loro figlio Martin.
Dopo la morte di Angustias, Pepa scopre che Martin è in realtà il figlio che le era stato rubato anni prima. Nonostante gli sforzi di Francisca e del malvagio Olmo Mesia, fratellastro di Pepa, Tristan (figlio illegittimo di Francisca e Raimundo Ulloa) finisce per consumare il suo amore con Pepa. I due poi si sposano e Pepa partorisce i gemelli Aurora e Bosco. Intanto Bosco viene sequestrato da una misteriosa ragazza e Pepa muore subito dopo il parto.
Il segno della libellula – Dragonfly: la spiegazione del finale del film
Descritto come un incrocio tra Ghost – Fantasma e Il sesto senso, il film Il segno della libellula – Dragonfly uscito nel 2002 per la regia di Tom Shadyac (autore di celebri commedie come Ace Ventura – L’acchiappanimali, Bugiardo bugiardo e Una settimana da Dio) è un thriller soprannaturale ancora oggi molto apprezzato dai fan del genere. In esso si uniscono infatti un mistero da risolvere e contatti provenienti dall’aldilà che guidano il protagonista nel suo accidentato e doloro percorso.
Al momento della sua uscita il film non ottenne particolari consensi da parte del pubblico e della critica, ma nel tempo è diventato un piccolo cult, anche per via di quegli elementi che lo rendono imperfetto. Il segno della libellula – Dragonfly è poi arricchito dalla presenza di Kevin Costner nel ruolo del protagonista, un personaggio costretto a confrontarsi con realtà e vicende che lo porranno in stretto contatto con la morte e i suoi misteri.
In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Il segno della libellula – Dragonfly. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Il segno della libellula – Dragonfly
Protagonista del film è Joe Darrow, medico di un ospedale di Chicago. L’uomo è sposato con Emily, un’oncologa pediatrica molto appassionata del proprio lavoro. Sebbene la donna sia al settimo mese di gravidanza, decide comunque di partire per il Venezuela, dove l’attendono alcuni bambini poveri e bisognosi di cure. Sfortunatamente, un tragico incidente d’autobus durante il viaggio causa la morte di Emily, il cui corpo però non viene mai ritrovato.
Disperato per l’immensa perdita, Joe cerca di convivere con il doloroso lutto andando a trovare i piccoli del reparto di oncologia, di cui prima si occupava la moglie. Sorprendentemente, alcuni di questi bambini raccontano al dottore di aver avuto delle visioni in cui Emily era presente e parlava di lui. Joe stenta a crederci, ma sembra proprio che la sua amata stia cercando di entrare in contatto con lui dall’oltretomba, per comunicargli qualcosa di assolutamente importante.
Il personaggio di Joe Darrow era stato scritto per Harrison Ford, il quale però rinunciò al film per prendersi un anno di riposo dalle scene. A quel punto il ruolo venne affidato a Kevin Costner. Accanto a lui, nel ruolo della moglie Emily vi è l’attrice Susanna Thompson, mentre la premio Oscar Kathy Bates interpreta l’avvocato Miriam Belmont. Fanno poi parte del cast Linda Hunt nel ruolo di suor Madeline, Joe Morton in quello di Hugh Campbell e Jacob Vargas in quello di Victori.
La spiegazione del finale del film
Nel corso del film, dopo aver ricevuto manifestazioni da parte della moglie attraverso i suoi giovani pazienti, Joe arriva addirittura a sentire la voce dell’amata attraverso un paziente clinicamente morto. Naturalmente nessuno gli crede e Joe inizia a credere di avere un esaurimento nervoso. Decide allora di vendere la casa e di andare in vacanza. Mentre impacchetta le cose di Emily, però, la lampadina della stanza si brucia. Quando torna con una nuova lampadina, tutti gli oggetti che aveva impacchettato sono di nuovo al loro posto.
In cucina, invece, si è misteriosamente aperta una mappa, dove Joe ritrova lo stesso simbolo che i bambini gli indicavano in precedenza. Indagando, viene sapere da un amico che la croce è il simbolo di una cascata e Joe ricorda a quel punto una foto di Emily in posa davanti a una cascata con un arcobaleno alle spalle. Intraprende allora un viaggio sul luogo in cui la compagna è deceduta, che scopre essere nei pressi di un villagio tribale. Questo si trova a sua volta accanto ad una scogliera, da cui Joe vede l’autobus nell’acqua.
Joe salta a quel punto nel fiume ed entra nel veicolo semi-allagato, facendolo spostare e sommergere completamente. Intrappolato all’interno, Joe vede però un bagliore riempire l’autobus e poi appare Emily, che gli tende la mano. Gli eventi delle ultime ore di vita dell’amata moglie gli passano davanti agli occhi, mostrando che è sopravvissuta all’incidente ed è stata portata in salvo dagli abitanti del vicino villaggio Yanomami. Joe viene poi salvato da Victor.
Una volta tornato al villaggio, viene circondato da uomini nativi armati. Tiene in mano una foto di Emily. Un indigeno gli rivela a quel punto che non hanno potuto salvare il corpo della donna, ma hanno salvato la sua anima. Perplesso, segue una donna nativa in una capanna e all’interno trova una bambina in una cesta, la bambina che Emily portava in grembo e che è sopravvissuta all’incidente. Sulla bambina c’è una voglia a forma di libellula.
Abbracciando la figlia, Joe capisce finalmente cosa Emily stava cercando di comunicargli. L’anima di lei che è stata salvata è la figlia che portava in grembo e il suo ultimo atto è stato dunque quello di cercare di far ricongiungere Joe con la figlia. L’ultima scena del film si svolge temporalmente qualche tempo dopo. Joe gioca con la bambina, ora di qualche anno e con i capelli biondi e ondulati, estremamente somigliante a Emily.
Il trailer di Il segno della libellula – Dragonfly e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Il segno della libellula – Dragonfly grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV, Infinity+ e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 24 giugno alle ore 21:25 sul canale Rete 4.
Il segnato recensione film
Il franchise di
successo Paranormal Activity sembra non
avere fine e arriva anche in Italia l’annunciato spin-off
intitolato Il segnato, in
originale Paranormal Activity: The Marked
Ones. La pellicola, nata abbastanza
inspiegabile da una costola del primo
capitolo Paranormal Activity
di Oren Peli, è diretta
da Christopher Landon e vede nel cast
protagonisti Andrew Jacobson, Molly Ephraim, Richard
Cabral, Carlos Pratts, Eddie J. Fernandez. Ancora una
volta a produrre la pellicola la Paramount Pictures con
l’apporto da produttore di Oren Peli.
La storia inizia nel Giugno del 2012 ad Oxnard, in California. Dopo la morte di una donna nell’appartamento sotto al quale si sta tenendo una festa, alcuni partecipanti decidono di tirare fuori la telecamera ed indagare. Nel farlo, scoprono un oggetto associato ai rituali di magia nera ed il protagonista della storia, Jesse, trova delle foto che lo ritraggono: i giorni successivi il ragazzo si ritroverà con un morso non umano sul braccio, e sarà solo l’inizio.
La vena creativa del
franchise ideato da Oren Peli sembra inesauribile
e quest’ultimo capitolo, spin-off, ne è la dimostrazione. Come
accade spesso in questi casi però la novità, nonostante il
reiterarsi di film, si spegne quasi sul nascere come dimostrano gli
ultimi scialbi capitoli del franchise. Possiamo dire con certezza
che non è il caso de Il Segnato che parte
con una discreta componente di novità rispetto ai precedenti
capitoli. Ciò è dovuto principalmente a tutto quel bagaglio
culturale o di tradizioni popolari da cui il film attinge; ovvero
le comunità latine degli Stati Uniti che di per sé trasmettono un
fascino e un’inquietudine non indifferente. Purtroppo però, questo
non basta per conferire autorevolezza al film che seppur costituito
da una prima parte divertente e ben calibrata, si sviluppa in una
seconda parte sottotono e caratterizzata dai limiti già manifestati
del franchise. L’arcano è presto svelato, perché non bastano
quattro candele e un seminterrato a mettere paura ad un pubblico
avvezzo al genere, né tantomeno può appagare la sete di paura un
finale decisamente sotto quelle aspettative, alimentate da alcuni
momenti costruiti egregiamente da Christopher
Landon che non trovano un seguito nelle sequenze
finale. A tutto ciò va aggiunta la vena ironica del film che si
spegne sul nascere e che invece meriterebbe maggior considerazione,
viste le sequenze finali ricche invece di pretesti ironici.
Il Segnato è dunque un miglioramento rispetto ai precedenti capitoli del franchise ma di certo non basta per dare lustro ad una saga che probabilmente non ne ha mai avuto.
Il Segnato due clip in italiano del film
Ecco due clip in
italiano del film Il Segnato
con Andrew Jacobs, Molly Ephraim e diretto da
Christopher Landon.
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Il franchise di successo Paranormal Activity sembra non avere fine e arriva anche in Italia l’annunciato spin-off intitolato Il segnato, in originale Paranormal Activity: The Marked Ones. La pellicola, nata abbastanza inspiegabile da una costola del primo capitolo Paranormal Activity di Oren Peli, è diretta da Christopher Landon e vede nel cast protagonisti Andrew Jacobson, Molly Ephraim, Richard Cabral, Carlos Pratts, Eddie J. Fernandez. Ancora una volta a produrre la pellicola la Paramount Pictures con l’apporto da produttore di Oren Peli.
La storia inizia nel Giugno del 2012 ad Oxnard, in California. Dopo la morte di una donna nell’appartamento sotto al quale si sta tenendo una festa, alcuni partecipanti decidono di tirare fuori la telecamera ed indagare. Nel farlo, scoprono un oggetto associato ai rituali di magia nera ed il protagonista della storia, Jesse, trova delle foto che lo ritraggono: i giorni successivi il ragazzo si ritroverà con un morso non umano sul braccio, e sarà solo l’inizio. CONTINUA A LEGGERE LA RECENSIONE
Il secondo titolo di Drew Barrymore regista

Dopo Whip it! del 2009, mai uscito in Italia, Drew Barrymore rivela il titolo del suo secondo film da regista. Dopo aver lavorato con Ellen Page, Drew si occuperà dell’adattamento del romanzo How to Be Single di Liz Tuccillo.
Il secondo miglior ospedale della galassia: il trailer della serie Prime Video
Prime Video ha svelato oggi il trailer de Il secondo miglior ospedale della galassia, la serie di animazione sci-fi Original in arrivo in esclusiva dal 23 febbraio. Prodotta da Amazon MGM Studios, Il secondo miglior ospedale della galassia riflette con attenzione su tematiche poco approfondite come la salute mentale, la transidentità, le non monogamie etiche e le problematiche che si celano dietro le infezioni sessualmente trasmissibili.
Grande attenzione anche al cast: nella versione italiana della serie la voce dell’ambiziosa e amorevole Klak è quella di Marta Filippi; quella dellǝ chirurgǝ di successo Azel è di Vladimir Luxuria; ed è invece Ariete (Arianna Del Ghiaccio) che doppia lǝ insicurǝ tirocinante Ovu.
Il secondo miglior ospedale della galassia – il trailer
Il secondo miglior ospedale della galassia narra le vicende di personaggɜ trans* non binary ed è per questo che per la prima volta in Italia, grazie all’aiuto dellǝ consulente Isabella Borrelli, si è deciso di utilizzare la schwa (ǝ nella forma singolare, ɜ nella forma plurale) sia nella forma parlata che in quella scritta essendo la soluzione più diffusa tra le persone trans* non binarie, genderqueer e genderfluid per parlare del sé. Per massimizzare l’esperienza del pubblico e permettergli di familiarizzare meglio con questa formula, sono stati aggiunti dei sottotitoli “rafforzativi” in corrispondenza delle battute di dialogo che contengono le schwa.
Ambientato nell’anno 14002, Il secondo miglior ospedale della galassia racconta le vicende di Sleech e Klak – aliene, migliori amiche e chirurghe di fama intergalattica – mentre affrontano nello spazio la loro guerra contro i parassiti che si nutrono di ansia, loop temporali illegali e malattie sessualmente trasmissibili. Sleech e Klak decidono di affrontare questo caso straordinario mettendo a rischio la loro carriera e la loro stessa esistenza… anche se, considerando la loro triste vita personale, l’oblio potrebbe essere la soluzione migliore. La serie in 8 episodi debutterà su Prime Video dal 23 febbraio.
























































