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Mila Kunis pronta per produrre e recitare in una nuova commedia romantica

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Skydance ha concluso un accordo con Mila Kunis per produrre e recitare in The 47 Night Stand, un nuovo film sceneggiato dal candidato a 4 Emmy Greg Malins (Friends, How I Met Your Mother). Il progetto è nelle fasi iniziali e la trama è tenuta segreta, sebbene sia descritta come una versione fresca e divertente di una classica commedia romantica.

David Ellison, Dana Goldberg e Don Granger produrranno per Skydance, insieme a Kunis per la sua Orchard Farm Productions e Ruben Fleischer. Lisa Sterbakov di Orchard Farm fungerà da produttrice esecutiva, con Carin Sage che supervisionerà il progetto per Skydance.

Non estranea al romanticismo sul grande schermo, Mila Kunis ha già mostrato le sue capacità nel genere come protagonista di titoli come Amici di Letto e Non mi scaricare. Altri crediti cinematografici degni di nota includono il dramma sulla dipendenza Four Good Days, la commedia d’azione Il tuo ex non muore mai, Bad Moms: Mamme molto cattive, Il grande e potente Oz, Ted e Il cigno nero, solo per citarne alcuni.

Mila Kunis parla su Interview

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Mila Kunis parla su Interview

Mila Kunis ha appena partecipato a un servizio su Interview del numero di agosto, nelle edicole statunitensi il 24 luglio. L’attrice ventottenne è stata intervistata

Mila Kunis nel nuovo trailer di Bad Moms

Mila Kunis nel nuovo trailer di Bad Moms

STX Entertainment ha diffuso online il secondo trailer ufficiale di Bad Moms, la commedia scritta e diretta dagli sceneggiatori di Una Notte da Leoni, Jon Lucas e Scott Moore. Il film è interpretato da Mila Kunis, Kristen Bell (Veronica Mars) e Kathryn Hahn (Tomorrowland, The Visit).

Di seguito il nuovo trailer, anche nella versione vietata ai minori:

bad momsIl cast del film annovera anche Christina Applegate, Jada Pinkett Smith e Annie Mumolo.

Bad Moms segue le vicende di Amy  (interpretata da Mila Kunis), moglie e madre devota sempre attenta ai bisogni del marito e dei figli che stanca del suo ruolo di “angelo del focolare” si allea con altre due madri altrettanto stufe per riprendersi la sua rivincita con la vita. Le conseguenze di quest’alleanza saranno imprevedibili ed esilaranti. La pellicola uscirà nelle sale american il prossimo 29 luglio 2016.

L’ultima volta che abbiamo visto Mila Kunis al cinema è stato lo scorso anno al fianco di Channing Tatum in Jupiter Ascending per la regia delle sorelle Wachowski. Tra i film più noti dell’attrice ricordiamo Black Swan al fianco di Natalie Portman, Amici di letto con Justin Timberlake, Ted insieme a Mark Wahlberg e Il Grande e Potente Oz con James Franco.

Mila Kunis in Ted, debutto alla regia del papà dei Griffin

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mila kunis

La bella Mila Kunis, già vista in Codice Genesi e che ha suscitato scalpore con la sua interpretazione in Black Swan al fianco di Natalie Portman, ipare possa interpretare la fidanzata del personaggio di Mark Wahlberg nel debutto alla regia del creatore dei Griffin, Seth MacFarlane.

Il film si intitola Ted, e già sappiamo che come sappiamo racconterà di un uomo e del suo orsacchiotto di pezza dotato di volgare favella (doppiato dallo stesso MacFarlane). Per Mila vorrà dire trovarsi a lavorare con due suoi ex colleghi: con MacFarlane ha infatti collaborato doppiando Meg Griffin, mentre ha già incontrato Wahlberg sul set di Max Payne.

Fonte: comingsoon.it

Mila Kunis in Friends with Benefits

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Mila Kunis, di recente al cinema con Codice Genesi e presto di nuovo sul grande schermo con Notte Folle a Manahttan, reciterà al fianco di Justine Timberlake in Friends with Benefits.

Mila Kunis in Cinquanta sfumature di Grigio?

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Mila Kunis in Cinquanta sfumature di Grigio?

Mila Kunis potrebbe diventare Anastasia Steele nella versione cinematografica di Cinquanta sfumature di Grigio. IL canale Extra le ha infatti chiesto spiegazioni riguardo al rmor che circola da un po’ e l’attrice ha risposto che non è disinteressata al ruolo, senza però dare alcuna conferma alla cosa.

Nonostante si siano fatti tantissimi nomi, anche Mr Grey, protagonista irresistibile del romanzo non ha ancora un volto cinematografico che potrebbe plausibilmente comparire in tutti e tre i film tratti dalla trilogia delle “sfumature”. A seguito di Cinquanta sfumature di Grigio, ci sono infatti anche Cinquanta sfumature di Nero e Cinquanta sfumature di Rosso, romanzi con i quali si indaga a fondo una relazione di coppia.

Sarà Mila Kunis della partita?

Mila Kunis è una cattiva mamma nel trailer ufficiale di Bad Moms

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Mila Kunis è una cattiva mamma nel trailer ufficiale di Bad Moms

STX Entertainment ha diffuso online il primo trailer ufficiale di Bad Moms, la commedia scritta e diretta dagli sceneggiatori di Una Notte da Leoni, Jon Lucas e Scott Moore. Il film è interpretato da Mila Kunis, Kristen Bell e Kathryn Hahn.

Di seguito il trailer, anche nella versione vietata ai minori:

bad momsIl cast del film annovera anche Christina Applegate, Jada Pinkett Smith e Annie Mumolo.

Bad Moms segue le vicende di Amy  (interpretata da Mila Kunis), moglie e madre devota sempre attenta ai bisogni del marito e dei figli che stanca del suo ruolo di “angelo del focolare” si allea con altre due madri altrettanto stufe per riprendersi la sua rivincita con la vita. Le conseguenze di quest’alleanza saranno imprevedibili ed esilaranti. La pellicola uscirà nelle sale american il prossimo 29 luglio 2016.

L’ultima volta che abbiamo visto Mila Kunis al cinema è stato lo scorso anno al fianco di Channing Tatum in Jupiter Ascending per la regia delle sorelle Wachowski. Tra i film più noti dell’attrice ricordiamo Black Swan al fianco di Natalie Portman, Amici di letto con Justin Timberlake, Ted insieme a Mark Wahlberg e Il Grande e Potente Oz con James Franco.

Mikey Madison in trattative per La maschera della morte rossa di A24

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Mikey Madison si è aggiudicato un altro progetto di grande interesse dopo aver vinto l’Oscar per la sua interpretazione in Anora. L’attrice è in trattative per guidare il cast di La maschera della morte rossa di A24 e Picturestart, in una versione fortemente revisionista dell’omonimo racconto di Edgar Allan Poe, scritta e diretta da Charlie Polinger.

Madison sostituisce Sydney Sweeney, che secondo alcune fonti ha abbandonato il progetto a causa di impegni. Polinger e Lucy McKendrick saranno i produttori esecutivi. A24 ha acquisito i diritti di distribuzione mondiale del film. Polinger è attualmente impegnato nella post-produzione del suo film “La peste“, realizzato in modo indipendente e interpretato da Joel Edgerton. È rappresentato da UTA e Anonymous Content.

Mikey Madison sarà il prossimo protagonista di “Reptilia” al fianco di Kirsten Dunst. Il thriller racconta la storia di un’igienista dentale sedotta da una misteriosa sirena e trascinata nell’oscuro e umido mondo sotterraneo del commercio di animali esotici in Florida. Alejandro Landes Echavarría, il regista del drammatico dramma sugli ostaggi “Monos”, dirigerà il film.

Prima di ottenere il ruolo principale in Anora di Sean Baker (che le è valso anche un BAFTA e un Independent Spirit Award), Madison ha recitato in Scream 5 ed è apparsa in C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino. Ha anche fatto parte del cast di “Better Things” di FX.

Mikey Madison è stata molto richiesta dopo la sua vittoria all’Oscar e ha rifiutato un ruolo nel nuovo film di “Star Wars“, ancora senza titolo, diretto dal regista di Deadpool e Wolverine Shawn Levy.

L’Hollywood Reporter è stato il primo a riportare la notizia del casting di Madison.

Mikey Madison e Jeremy Allen White in trattative per unirsi al sequel di The Social Network

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Mikey Madison e Jeremy Allen White sono in lizza per i ruoli principali nel sequel che sarà diretto da Aaron Sorkin del film vincitore dell’Oscar nel 2010 The Social Network, secondo quanto riportato da Variety. Sebbene non siano state fatte offerte, sembra che Sorkin abbia incontrato sia Madison che White per discutere del progetto, il quale è però ancora in fase di sviluppo e deve ancora ricevere il via libera dalla Sony.

Sorkin, stando a quello che sappiamo, scriverà e dirigerà il seguito dell’originale di David Fincher del 2010. Mentre quel film raccontava la creazione dell’onnipresente piattaforma di social media e l’ascesa del suo geniale fondatore Mark Zuckerberg, il sequel sarà basato su “The Facebook Files” di Jeff Horwitz. Pubblicata dal Wall Street Journal nel 2021, la serie di articoli ha denunciato Facebook per i suoi effetti dannosi sugli adolescenti e la sua consapevole diffusione di disinformazione, che ha contribuito ad atti di violenza politica.

I prossimi progetti di Mikey Madison e Jeremy Allen White

Il casting è molto chiacchierato, dato che Mikey Madison è reduce dalla sua interpretazione vincitrice di un Oscar nel film indipendente di Sean Baker, “Anora”. La sua prossima interpretazione sarà al fianco di Kirsten Dunst in “Reptilia” e, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe in trattative per “The Masque of Death” della A24. Allo stesso modo, Jeremy Allen White, meglio conosciuto per il suo lavoro nella serie culinaria della FX “The Bear”, per la quale ha vinto due Emmy consecutivi, interpreterà The Boss nel film biografico su Bruce Springsteen dal titolo Springsteen: Liberami dal Nulla in uscita nelle sale questo autunno. Avrà anche un ruolo chiave in “The Mandalorian & Grogu”, doppiando Rotta the Hutt.

Il successo di The Social Network

Il film, uscito nel 2010, aveva ottenuto un successo straordinario, raccogliendo ottime lodi dalla critica, incassando 226 milioni di dollari al botteghino mondiale e e guadagnando poi otto nomination agli Oscar, vincendo infine i premi per la migliore sceneggiatura non originale, il miglior montaggio e la migliore colonna sonora originale. Jesse Eisenberg ha interpretato il ruolo del genio di Facebook in The Social Network, recitando al fianco di Andrew Garfield, Justin Timberlake e Armie Hammer. Non è però ancora noto se Eisenberg riprenderà il ruolo di Zuckerberg nel sequel.

Mike: recensione della serie su Disney+

Mike: recensione della serie su Disney+

Sembra proprio essere arrivata fuori tempo massimo, questa serie dedicata alla vita sportiva e privata della leggenda del pugilato Mike Tyson. E a conti fatti è un vero peccato, perché si tratta di uno dei personaggi maggiormente controversi e a suo modo affascinanti della società contemporanea. Un simbolo di quell’epoca così contraddittoria e degna di essere rivisitata quali furono gli anni a cavallo tra gli ‘80 e i ‘90. Sia ben chiaro, lo show realizzato negli Stati Uniti per la piattaforma di streaming Hulu ha parecchie frecce al proprio arco, ma allo stesso tempo possiede suo malgrado anche una mancanza fondamentale che ne mina alla base la riuscita. Ci arriveremo.

Che cosa racconta Mike?

Partiamo dai pregi di Mike: l’idea di costruire un tessuto narrativo che adopera come perno lo show teatrale che proprio Tyson portò in giro per i palcoscenici americani qualche anno fa funziona piuttosto bene, in quanto consente sia un uso efficace dello stesso protagonista come narratore in prima persona della propria vicenda, sia la possibilità di usare il flashback per mettere insieme i tasselli del puzzle umano che era (ed è tutt’oggi) l’atleta newyorkese. Non per nulla dietro al progetto c’è un cineasta di intelligenza acuta quale Craig Gillespie, già autore di un altro biopic sportivo di enorme effetto come Io, Tonya. Anche in quel caso l’uso del montaggio serrato e il guizzo degli attori che parlano alla macchina da presa per raccontare la propria versione dei fatti fanno indubbia presa sul pubblico.

Anche se parte un po’ come a suo modo Martin Scorsese scelse di aprire il suo capolavoro Toro scatenato, con il protagonista che si prepara ad affrontare il suo più temuto avversario, ovvero un pubblico di sconosciuti pronto a giudicarne le gesta, il pilot se ne discosta piuttosto velocemente regalando uno spettacolo molto più contemporaneo, nel bene e nel male: la prima puntata è infatti uno spettacolo variegato e tutto sommato gioiosamente sopra le righe che presenta Mike Tyson in tutta la sua brutale verità, o così almeno vorrebbe farci credere. Perché a conti fatti conviene non dimenticare comunque che non si tratta di un documentario ma della spettacolarizzazione di una vicenda molto più complessa di quanto lo show non la presenti: Mike tende fin da subito a smussare gli angoli più spigolosi, a limare molte delle ruvidezze del Tyson reale e della sua storia, almeno fino alla quinta puntata che invece presenta con un deciso cambio di tono la vicenda di Desirée Washington e dello stupro da lei subito.

Fino a quel momento Mike Tyson viene più o meno giustamente presentato come un uomo bisognoso di un punto di riferimento, così bramoso di ottenere l’altrui consenso da consegnarsi nelle mani di personaggi pronti a sfruttare la sua ingenuità oltre che i suoi terribili pugni sul ring. Sarà magari anche vero, ma il modo in cui la serie lo presenta rende il sottotesto davvero troppo univoco per convincere veramente. Il fatto che sia poi lo stesso (non)eroe a narrare la propria vicenda, fornendoci sempre e comunque il suo punto di vista, non aiuta di certo a ottenere una prospettiva almeno bidimensionale su fatti e personaggi rappresentati. Il che in fin dei conti non sarebbe neppure un difetto insuperabile, se a Mike non mancasse quel qualcosa di fondamentale a cui avevamo accennato in precedenza: la ferocia.

Una furia brutale e inarrestabile

Per chi quegli anni li ha vissuti, per chi ha visto in diretta quegli incontri di pugilato e tutto quello che successe al di fuori del ring, Mike Tyson ha rappresentato un enorme scossa al sistema da cui in qualche modo non si è potuti tornare indietro. Con la sua furia brutale e inarrestabile sul quadrato/arena, con la sua vicenda umana e sportiva sempre al limite, Tyson ci ha al contrario sbattuto in faccia il tempo in cui stavamo vivendo, dimostrando di essere il simbolo estremo di quel periodo e non un fenomeno “altro” come lo status quo aveva tentato di presentarlo.

La dimensione maggiormente arcigna, il sapore ferroso del sangue, l’iconografia quasi atavica, ancestrale del guerriero sono elementi che la serie proprio non possiede. Probabilmente perché i tempi non sono più consoni per tornare a reificare ancora una volta attraverso la fiction tali caratteristiche di un personaggio. E torniamo quindi al punto di partenza: Mike sembra essere un prodotto arrivato fuori tempo massimo…

Mike Tyson: Martin Scorsese e Jamie Foxx confermati per il biopic?

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Sembra passata un’eternità da quando si è iniziato a vociferare riguardo a un possibile biopic dedicato al controverso e iconico pugile Mike Tyson che vedrebbe coinvolto in prima linea nientemeno che Jamie Foxx, ma ora sembra che qualcosa si stia realmente muovendo all’orizzonte, soprattutto dopo la recente notizia pubblicata da Screenrant secondo cui al timone dell’ambizioso progetto sarebbe stato ufficializzato il grande Martin Scorsese.

Durante una recente intervista nella quale si è a lungo discusso del ruolo di Mike Tyson nella cultura popolare di fine XX° secolo, Jamie Foxx ha rassicurato circa il fatto che le trattative e gli sforzi per portare sul grande schermo un biopic dedicato al grintoso e rissoso atleta sono più vivi che mai, soprattutto dopo che Martin Scorsese in persona sarebbe stato preso in seria considerazione e prossimo alla conferma per la regia, ritornando dunque alle storiche glorie di Toro Scatenato. Interrogato sul reale coinvolgimento del regista premio Oscar per The Departed, Foxx ha risposto che “sì, lui è i prima linea, è moto interessato a prendere parte a un film sulla vita di Mike Tyson, poiché si tratta di una delle più sorprendenti storie americane“.

Mike Tyson Vs Donnie Yen nel nuovo trailer di Ip Man 3

Durante un’altra recente intervista dedicata a un approfondimento sul prossimo thriller SleeplessJamie Foxx ha confessato di essere da sempre affascinato dalla psicologia e dal vissuto di Mike Tayson, fin da quando si trovò a imitarlo durante un tour di oltre venticinque anni fa. L’attore ha inoltre confessato la sua grande e intima amicizia con l’atleta, affermato che “ho iniziato a uscire con Mike Tyson a ventuno anni … Così ho  avuto il privilegio di guardare la sua vita da quel particolare punto di vista molto intimo. Ho guardato la sua vita andare in alto e in basso. Poi, quando si è iniziato a parlare di un film sulla sua vita, mi sono seduto con Mike e gli ho illustrato l’idea. Dopo molto tempo, quando già era immischiato nelle sue note grane giudiziarie, ho avuto modo di sentirlo al telefono e gli ho chiesto come stava. Lui mi ha risposto che, ora che non aveva più nulla che gli altri potessero prendergli, né carriera né soldi, si sentiva in pace con Allah e con sé stesso. Davvero un grande uomo, penso che sarà un onore vestire i suoi panni!“.

Martin Scorsese dirigerà Jamie Foxx in un biopic su Mike Tyson

Qualora avesse realmente l’opportunità di dare corpo e voce al personaggio di Mike Tayson in un biopic dedicato, Jamie Foxx si troverebbe coinvolto per la seconda volta in un film incentrato sulla storia vera di una celebrità della cultura americana, dopo la grande prova d’attore nel premio Oscar Ray dedicato al celebre cantante Ray Charles, e grazie alla regia di un mostro sacro come Martin Scorsese – e alla sceneggiatura firmata dal braccio destro Terence Winter – il successo appare in agguato dietro l’angolo.

Secondo alcune recenti indiscrezioni il biopic dedicato a Mike Tyson – personaggio già protagonista di un discusso film documentario firmato da Spike Lee – dovrebbe essere incentrato sulla vita del pugile americano in un arco di tempo che va dalla sua adolescenza turbolenta fino alle glorie (e alle grane) dell’età adulta.

Fonte: screenrant

Mike Tyson Vs Donnie Yen nel nuovo trailer di Ip Man 3

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Mike Tyson Vs Donnie Yen nel nuovo trailer di Ip Man 3

Guarda Mike Tyson Vs Donnie Yen nuovo trailer di Ip Man 3, l’atteso sequel del film semi-biografico del 2008 basato sulla vita di Yip Man.

Ip Man 3 uscirà a Hong Kong il 24 di Dicembre 2015.

Ip Man è un film del 2008 semi-biografico di arti marziali vagamente basato sulla vita di Yip Man, un maestro dell’arte marziale del Wing Chun e la prima persona dedita ad insegnare l’arte apertamente. Uno dei suoi studenti fu l’influente e apprezzato artista marziale e attore Bruce Lee. Il film si concentra sugli eventi nella vita di Ip che prendono luogo nella città di Foshan durante la Seconda guerra sino-giapponese.

Mike Tyson nel cast di Scary Movie 5

Mike Tyson, insieme ad Audrina Patridge e Kendra Wilkinson, farà parte del cast di Scary Movie 5 della Dimension Film.

Mike Newell per Grandi Speranze

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Mike Newell, che con il suo ultimo lavoro Prince of Persia non ha convinto moltissimo, ha accettato di dirigere una nuova versione di Grandi speranze (Great Expectations) di Charles Dickens.

Mike Newell parla di Reykjavik

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Regista di comprovata versatilità, capace di passare da Quattro matrimoni e un funerale a Donnie Brasco, al prossimo dickensiano Grandi Speranze, Mike Newell sarà presto alle prese con lo storico Reykiavik, incentrato sull’incontro che nella capitale islandese vide protagonisti il Presidente americano Ronald Reagan e il russo Gorbaciov nel 1986.

In una recente intervista rilasciata ad Empire, Newell ha definito quella vicenda una storia di creazione di rapporti umani stabiliti in un deserto dove questi non avrebbero potuto esistere: lo spirito umano che trionfa su ogni possibile ostacolo. Il regista vede in quell’incontro (che in sotto il profilo strettamente diplomatico non vide raggiungere alcun risultato concreto) come l’inizio della fine della Guerra Fredda, protagonisti i rappresentanti dei due blocchi contrapposti che allora avevano letteralmente il destino del pianeta nelle loro mani.

Il film verrà girato nella capitale islandese nel corso del 2013; gli interni saranno invece realizzati a Potsdam, in Germania. Protagonisti saranno Michael Douglas nei panni di Ronald Reagan e Christopher Waltz nel ruolo di Gorbaciov.

Fonte: Empire

Mike Newell dirigerà The Day of the Triffids

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Mike Newell dirigerà The Day of the Triffids

day_of_the_triffidsIl classico di fantascienza The Day of the Triffids di John Wyndham tornerà al cinema(il libro era già stato adattato due volte,una nel 1962 e una nel 2009) grazie alla Ghost House Pictures per la regia di Mike Newell (Donnie Brasco, Quattro Matrimoni e un Funerale).
La storia si svolge su una terra in cui molti dei suoi abitanti sono stati accecati da una pioggia di meteoriti e contemporaneamente una razza di piante carnivore si diffonde per divorare gli essere umani.
Protagonista della vicenda è William Masen, ufficiale della marina inglese che grazie a una benda è rimasto immune all’abbagliante spettacolo celeste e può così guidare un’attacco alle piante.

Fonte: Collider

Mike Mitchell si candida per un crossover tra supereroi DC e Marvel

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In occasione dell’uscita in home video, negli USA, di The LEGO Movie 2, Comicbookmovie ha intervistato il regista del film, Mike Mitchell, che ha parlato degli eroi Marvel e DC che sono e non sono presenti nel suo film, esprimendo anche il desiderio di voler portare al cinema il primo crossover tra personaggi appartenenti alle due case editrici “rivali”.

Mitchell ha dichiarato: “Oh sì, adoro i supereroi. Ho fatto un film di supereroi anni fa, Sky High, e sono un tale fan. Sarebbe bello vedere un personaggio della DC e della Marvel nello stesso film … sarebbe fantastico. Sarebbe bello vederli tutti insieme in un unico film! Sono sicuro che succederà a un certo punto, e non potrei essere più felice di lavorare su qualcosa del genere. Sarebbe fantastico! Plastic Man! Hanno bisogno di portare al cinema quel personaggio, prima o poi. Non so nemmeno se sia DC o Marvel.”

Plastic Man è della DC e non è ancora stato opzionato per l’adattamento al cinema, ma potrebbe essere un’esperienza interessante per il regista, visto il successo che ha riscosso con The LEGO Movie 2 e con la trasposizione al cinema dei supereroi nel film stesso.

Per quanto riguarda invece il crossover tra le due realtà, forse non è proprio un progetto che si possa escludere completamente, ma è chiaro che, nel caso, bisognerà aspettare molto molto tempo.

Mike Hammer torna sul grande schermo

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Mike Hammer: un nome che dice molto agli appassionati di letteratura hard-boiled (si tratta infatti di uno dei personaggi più famosi usciti dalla penna di Mickey Spillane, che a lui ha dedicato una nutrita serie di romanzi) e della televisione, grazie alla fortunata serie che negli anni ’80 ha visto protagonista Stacy Keach (una seconda serie, negli anni ’90, ebbe meno successo). Meno fortuna ha arriso al personaggio sul grande schermo: a lui è stato dedicato un solo film, Io la giuria, targato 1982, protagonista Armand Assante, a dire il vero ben poco memorabile.

A riprovarci è ora la Warner, che ha acquisito i diritti del personaggio. Nato sul finire degli anni ’40, Mike Hammer ha fornito, assieme ai personaggi dei romanzi di Raymond Chandler e di pochi altri, uno dei prototipi dei dei detective privati, che ancora oggi forniscono lo spunto per analoghi personaggi sul grande e piccolo schermo, col suo vivere sempre ai limiti della legalità, senza rinunciare ad andare anche uno o due passi oltre pur di risolvere i casi.

Dopo essere tornato periodicamente a fare capolino nelle opere di Spillane fino alla morte di quest’ultimo, avvenuta nel 2006, Mike Hammer è finito nelle mani di Max Allan Collins, autore di Road to Perdition, che continua a raccontarne le gesta e che sarà anche produttore esecutivo del film, assieme alla vedoda di Spillane, Jane. Nulla si sa della storia: deve peraltro ancora essere deciso se l’ambientazione sarà negli anni ’50, o in tempi più contemporanei.

Fonte: Empire

Mike Flanagan: annunciato il cast all stars del suo La vita di Chuck da Stephen King

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Chiwetel Ejiofor (Rob Peace), Karen Gillan (Guardiani della Galassia Vol. 3) e Jacob Tremblay (The Toxic Avenger) si sono uniti al cast di La vita di Chuck, l’ultimo di molti adattamenti di Stephen King del regista Mike Flanagan (Doctor Sleep), che ha dato il via alla produzione del film all’inizio di questo mese in Alabama grazie a un accordo ad interim. Tom Hiddleston e Mark Hamill guidano l’ensemble del film, scritto e diretto da Flanagan.

Basato su tre storie interconnesse dell’antologia di King Se scorre il sangue del 2020, La vita di Chuck esamina l’esistenza del soggetto Charles Krantz al contrario, iniziando con la sua morte all’età di 39 anni per un tumore al cervello e terminando con la sua infanzia in una casa ritenuta infestata dai fantasmi. Flanagan produrrà l’adattamento cinematografico insieme al suo partner di lunga data della Intrepid Pictures, Trevor Macy.

Mike Flanagan è reduce dal grande successo di La caduta della casa degli Usher per Netflix, mentre con La vita di Chuck segue l’adattamento di Mr. Harrigan’s Phonefilm di John Lee Hancock e adattamento del primo capitolo della trilogia di King Se Scorre il sangue.

Mike Flanagan sulla possibile regia di un progetto DC Studios: “È un universo di cui mi piacerebbe far parte”

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Mike Flanagan, che si è affermato come uno dei registi horror più coerenti e celebrati del momento, ha commentato le voci secondo cui potrebbe essere in trattativa con i co-direttori dei DC Studios James Gunn e Peter Safran per dirigere un progetto del DCU. Nel marzo dello scorso anno, Deadline ha riportato che Flanagan aveva contattato lo studio con un’idea per un film su Clayface. I dettagli erano pochi, ma si diceva che “il personaggio non sarebbe stato rappresentato come un cattivo”.

Flanagan ha dichiarato in passato di voler partecipare a un progetto su Clayface, descrivendo il suo ipotetico film come un “horror/thriller/tragedia a sé stante”. All’epoca la WB non era interessata, ma si è diffusa la voce che il regista di La caduta della casa degli Usher abbia continuato a discutere con Gunn e Safran per eventuali altri progetti. Non siamo sicuri che ciò sia vero, ma Flanagan sembra aver scelto con cura le parole quando gli è stato chiesto di parlare a riguardo durante un panel al Toronto FanExpo.

Sono sempre stato un grande fan di James Gunn come persona e regista, e questo è un universo di cui mi piacerebbe assolutamente far parte”. Il rapporto di Deadline ha anche menzionato che Clayface potrebbe essere “una grande aggiunta” a The Batman – Parte 2 di Matt Reeves, anche se ha fatto notare che non c’è ancora nulla di definitivo perché la sceneggiatura è “in continuo cambiamento”.

Non abbiamo idea di come un personaggio come Clayface possa inserirsi nell’interpretazione relativamente terra terra del mondo del Cavaliere Oscuro di Reeves, ma supponiamo che le sue abilità di mutaforma saranno abbandonate e che Basil Karlo (se si sceglierà questo personaggio) sarà significativamente reimmaginato.

I dettagli sulla trama del sequel sono rimasti un segreto ben custodito; quindi, non abbiamo idea se Clayface sarà ancora presente. Per quanto riguarda Flanagan, ci sono numerosi altri personaggi per i quali sarebbe perfetto una volta che il DCU si sarà spostato oltre la fase “Dei e Mostri”, tra cui John Constantine, Deadman o un film della Justice League Dark. Non resta che attendere e vedere se il suo coinvolgimento nei DC Studios si concretizzerà.

Mike Flanagan spiega come la Gotham di Clayface sarà diversa da quella di The Batman di Matt Reeves

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Clayface porterà l’Universo DC più in profondità nella mitologia di Batman, poiché il film horror esplorerà uno dei più grandi avversari di Bruce Wayne. Mentre l’universo di Batman continua a essere una proprietà di Elseworlds per i DC Studios, il DCU affronterà Gotham City nel 2026, ma non attraverso il Crociato Incappucciato.

Al panel di ScreenRant su Midnight Mass con Mike Flanagan e Kate Siegel durante il Motor City Comic Con 2025, lo sceneggiatore di Clayface ha elaborato il nuovo mondo di Gotham City che sta costruendo attraverso il DCU di Gunn. Flanagan ha chiesto se il franchise di Reeves gli sia stato d’ispirazione, dicendo: “No, quando abbiamo iniziato a parlare di Clayface, non avevo visto cosa stesse facendo Matt [Reeves]. Quindi siamo tornati a “L’impresa di Clay”, quell’incredibile film in due parti con Ron Perlman che dà la voce al personaggio, che è stato così formativo per me da bambino”.

Il regista specializzato in horror ha aggiunto quanto si sia divertito a lavorare con Reeves, prima di passare a Gunn e Peter Safran. Ha detto: “Clayface, mi sono divertito tantissimo a svilupparlo con Matt, e poi con James e Peter. È stata una delle grandi tristezze della mia carriera e mi dispiace tanto che quando è arrivato il momento di realizzarlo, e loro volevano fare questo film subito, io non fossi disponibile”.

Con la regia di James Watkins, ha aggiunto che questa è stata “l’unica volta che mi è successo di pensare: ‘Devo andare a fare Carrie. Non c’è niente che io possa fare.” Tuttavia, dato che “volevano che il film si facesse, ho dovuto fare una cosa che non avevo mai dovuto fare prima, tipo, ‘Bene, ecco qua. Divertitevi a girare il film e ditemi come va.'”

Quando Tom Rhys Harries, che interpreterà Matt Hagen, ha confermato che le riprese sono terminate il 1° novembre 2025, Flanagan ha detto di non averlo ancora visto. Ha aggiunto: “Non l’ho visto. Hanno appena finito, non vedo l’ora di vederlo. Non vedo l’ora di vedere cosa ne hanno fatto. Ma per me, tutto risale alla serie animata. Batman: The Animated Series è arte.”

Il film Clayface sarà il primo film vietato ai minori per i DC Studios e nel franchise DCU, incentrato sul famoso cattivo di Batman e su come diventa l’iconico mutaforma. Sarà anche la prima volta che il popolare cattivo DC verrà utilizzato sul grande schermo.

I DC Studios hanno programmato l’uscita di Clayface per l’11 settembre 2026.

Mike Flanagan rilancia l’horror cosmico: The Mist prepara la strada alla sua ambiziosa serie su The Dark Tower

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Il nuovo progetto di Mike Flanagan potrebbe segnare un punto di svolta nell’adattamento dell’universo di Stephen King. Il regista è infatti al lavoro su una nuova versione di The Mist, considerato uno dei racconti più “lovecraftiani” dell’autore, e questo progetto potrebbe rivelarsi fondamentale per preparare il terreno alla sua attesissima serie su The Dark Tower.

Secondo quanto riportato da ScreenRant, il legame tra le due opere non è diretto ma profondamente tematico. The Mist racconta l’apertura di una frattura tra dimensioni che permette a creature incomprensibili di invadere il nostro mondo, un concetto molto vicino allo spazio “Todash” introdotto nella saga della Torre Nera. Flanagan si troverà quindi a lavorare su dinamiche narrative e visive — come l’ignoto cosmico e la fragilità della realtà — che sono centrali anche per adattare un’opera complessa come The Dark Tower.

Il punto cruciale è questo: The Mist non è solo un nuovo adattamento, ma un vero banco di prova. Se Flanagan riuscirà a gestire l’equilibrio tra horror esistenziale e dramma umano — due elementi chiave del racconto — dimostrerà di avere il controllo necessario per affrontare un progetto molto più ampio e rischioso. In un momento in cui gli adattamenti di King stanno vivendo una nuova fase di successo, questa operazione potrebbe ridefinire le ambizioni televisive legate al suo universo.

Perché The Mist può diventare il test decisivo per portare davvero The Dark Tower sul piccolo schermo

Il collegamento tra The Mist e The Dark Tower non è solo teorico ma strutturale. Entrambe le opere condividono l’idea di un mondo fragile, attraversato da crepe invisibili che mettono in comunicazione realtà diverse. Nel caso di The Mist, il progetto militare Arrowhead apre una breccia che richiama direttamente il concetto di “Thinny” e dello spazio Todash nella saga della Torre: luoghi in cui la realtà si assottiglia e l’ignoto prende forma.

Questo tipo di immaginario è estremamente difficile da tradurre sullo schermo, perché non si basa solo sull’orrore visivo ma su una tensione più profonda, quasi filosofica. È qui che Flanagan può fare la differenza. Nelle sue opere precedenti ha già dimostrato di saper lavorare su trauma, fede e paura esistenziale, elementi perfettamente compatibili con l’horror cosmico di King.

Dal punto di vista produttivo, inoltre, The Mist rappresenta un progetto più contenuto rispetto all’enorme scala narrativa di The Dark Tower. Questo lo rende ideale come “proof of concept”: un modo per testare tono, linguaggio e approccio prima di affrontare una saga che richiede una costruzione seriale complessa e stratificata. Se funzionerà, non sarà solo un successo isolato, ma il segnale che finalmente esistono le condizioni per portare sullo schermo la Torre Nera con la giusta ambizione.

Mike Flanagan rifiuta di lasciare che il film La Torre Nera sia “l’ultima parola” sull’adattamento cinematografico delle opere di Stephen King.

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Mike Flanagan ha ribadito con forza che il discusso film del 2017 di La Torre Nera non rappresenterà il capitolo finale dell’adattamento dell’opera di Stephen King. Il regista e showrunner sta infatti sviluppando una nuova serie TV che punta a riscattare definitivamente il ciclo letterario, dopo il fallimento cinematografico accolto con appena il 16% di gradimento critico su Rotten Tomatoes.

L’annuncio del progetto risale al 2022, ma ora Flanagan ha confermato che lo sviluppo sta procedendo in modo concreto e prioritario.

“Non possiamo permettere che quel film sia l’ultima parola”

In un’intervista rilasciata a Empire Magazine, Flanagan ha dichiarato che l’adattamento televisivo di La Torre Nera è “in movimento” e che molti script sono già stati completati, sottolineando come la serie rappresenti attualmente la sua priorità assoluta. Il regista ha spiegato che la spinta principale dietro il progetto nasce proprio dalla delusione per il film del 2017: “Non possiamo lasciare che quella versione sia l’ultima parola. Davvero non possiamo”.

Il lungometraggio diretto da Nikolaj Arcel vedeva Idris Elba nei panni di Roland Deschain e Matthew McConaughey in quelli dell’Uomo in Nero, ma non riuscì a convincere né i fan dei romanzi né il pubblico generalista, fallendo come punto d’ingresso alla saga.

Una serie più fedele ai romanzi, ma ancora lontana dall’uscita

La torre nera film

Flanagan ha più volte espresso il desiderio di realizzare un adattamento molto più fedele ai romanzi pubblicati tra il 1982 e il 2012, rispettandone la struttura e le connessioni con altre opere di King. In precedenza, parlando con ScreenRant al Motor City Comic Con, aveva già chiarito che il progetto richiederà ancora molto tempo prima di arrivare sullo schermo, anche a causa delle complessità legate ai diritti di alcuni personaggi.

La saga, infatti, incrocia figure provenienti da altri romanzi di King come Salem’s Lot, Hearts in Atlantis e Insomnia, elementi fondamentali per una trasposizione autentica ma difficili da gestire sul piano legale. L’obiettivo dichiarato di Flanagan è ambizioso: cinque stagioni e due film, con un cast destinato a interpretare personaggi come Roland, Jake, Eddie e Susannah Dean per molti anni.

In attesa di ulteriori sviluppi su The Dark Tower, Flanagan tornerà presto all’universo di Stephen King con Carrie, adattamento televisivo del primo romanzo pubblicato dallo scrittore, atteso su Prime Video nel corso del 2026.

Mike Flanagan in trattative per dirigere il prossimo film de L’esorcista

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Il noto regista di genere Mike Flanagan (La caduta della casa degli Usher, La vita di Chuck) è in trattative per dirigere il prossimo film de L’esorcista per Blumhouse e Universal Pictures, come hanno confermato fonti a Deadline. In caso di accordo, Flanagan prenderebbe il posto di David Gordon Green, che ha lasciato il reboot del franchise a gennaio dopo aver diretto L’esorcista – Il credente. La Universal e la Blumhouse hanno acquistato i diritti de L’esorcista da Morgan Creek nel luglio 2021 per 400 milioni di dollari e, mentre il piano a quel punto prevedeva la realizzazione di almeno tre nuovi film, non è chiaro se Flanagan sarà presente per più di uno.

L’esorcista: qual è il futuro del franchise?

Interpretato da Leslie Odom Jr. e dalla veterana del franchise Ellen Burstyn, il lancio della trilogia L’esorcista – Il credente (qui la recensione) è stato al di sotto delle aspettative quando ha esordito con un modesto incasso di 26,4 milioni di dollari in patria lo scorso ottobre, per poi incassare 65,5 milioni di dollari negli Stati Uniti/Canada e 136,2 milioni di dollari in tutto il mondo. Originariamente previsto per il 18 aprile 2025, il sequel L’esorcista: L’Ingannatore è stato rimandato quando Green ha rinunciato alla regia. Si attende dunque di sapere se con Flanagan il franchise possa tornare ai piani originali.

Mike Flanagan, tra Stephen King e Netflix

Reduce dall’adattamento di Stephen King, The Life of Chuck, interpretato da Tom Hiddleston e Mark Hamill, Flanagan è anche noto per aver realizzato per Netflix le miniserie La caduta della casa degli Usher, ispirata ai racconti di Edgar Allen Poe, ma anche The Haunting of Hill House, The Haunting of Bly Manor e The Midnight Club. È poi noto anche per aver diretto i film Doctor SleepIl gioco di Gerald (anch’essi tratti da opere di King) e Ouija: Le origini del male e Oculus. Da tempo Flanagan sogna di realizzare una serie sui romanzi di La Torre Nera, sempre di King.

Mike Flanagan ha proposto un film su Clayface a James Gunn per il nuovo DCU

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Mike Flanagan è attualmente uno dei più grandi registi impegnati nel genere horror oggi, avendo realizzato in pochi anni titoli come The Haunting of Hill House, Midnight Mass e The Midnight Club, oltre ad aver diretto Doctor Sleep. Ora, stando ad alcune fonti, sembrerebbe che il regista sarebbe pronto a fare il suo debutto nel mondo dei cinecomic. Flanagan avrebbe infatti parlato con James Gunn e Peter Safran per una possibile realizzazione di un film nel nuovo DC Universe con protagonista Clayface.

Il regista avrebbe dunque proposto una sua personale interpretazione dell’iconico cattivo di Batman. Secondo il rapporto iniziale, questa versione di Clayface non sarebbe in contrasto con Batman né sarebbe un cattivo dell’Universo DC, ma figurerebbe invece come uno dei supereroi della DCU. Nello stesso rapporto, si dice però anche che Clayface farà parte di The Batman – Parte 2, di Matt Reeves, quindi non è chiaro se i DC Studios sceglieranno di utilizzare il progetto di Flanagan per legare il film all’Universo DC o mantenere le cose separate. Ad ogni modo, si dice che DC Studios non abbia ancora risposto ufficialmente alla proposta del regista.

Lo stesso Flanagan ci ha tenuto a prendere la parola a riguardo tramite il proprio profilo Twitter, scrivendo che “le notizie di oggi sono del tutto speculative. Quando o se qualcosa del genere diventerà reale, prometto che ve lo dirò ragazzi”. Ma chi è Clayface? In Italia noto anche come Faccia d’Argilla, è stato ideato nel 1940 ed è la personalità usata da diversi supercriminali, i quali possiedono corpi d’argilla ed hanno la capacità di mutare la propria forma. Nel tempo, Clayface è diventato uno dei principali nemici di Batman e il fatto che ora possa diventare tanto un nemico nell’atteso sequel di The Batman quanto un antieroe sotto proposta di Flanagan, lascia intendere che sarà molto probabile vederlo sul grande schermo prossimamente.

Fonte: ComicBookMovie

Mike Flanagan commenta la possibilità di realizzare un film sull’universo DC

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Il regista di The Haunting of Hill House Mike Flanagan ha commentato la possibilità di entrare a far parte della squadra di James Gunn e Peter Safran per il futuro DCU. Alla Fan Expo Canada 2024, Mike Flanagan ha rivelato a Screen Rant che “gli piacerebbe” partecipare al nascente DCU.

L’acclamato regista horror non conferma né nega se il suo recente incontro con il produttore Peter Safran a Parigi comporti una collaborazione in un progetto DC, ma sembra interessante che il suo nome sia associato al nascente universo condiviso, soprattutto date le sue skill in fatto di horror! Ecco com’è andata la conversazione tra Flanagan e il pubblico della convention:

Fan: Sei stato di recente a Parigi e ti hanno visto con Peter Safran. Dovremmo aspettarci qualcosa?

Mike Flanagan: Dirò che sono sempre stato un grande fan di James Gunn come persona e regista, e questo è un universo di cui mi piacerebbe far parte. E… Sì, ci stavamo divertendo.

Screen Rant: Posso chiederti quali sono i tuoi personaggi DC preferiti? Ovviamente, non è un’indicazione di nulla.

Mike Flanagan: Chi sono i miei personaggi preferiti? Se lo dico, sarà su Screen Rant. [Ride] Non posso dire niente. Sì, se fai una ricerca su Google abbastanza approfonditamente… Solo per rispondere alla tua domanda, di sicuro amo tutti là.

Quali potrebbero essere secondo voi i personaggi da affidare a Mike Flanagan, considerata la sua propensione per l’orrore?

Mike Faist: 10 cose che forse non sai sull’attore

Mike Faist: 10 cose che forse non sai sull’attore

Mike Faist è uno dei più promettenti attori della sua generazione, distintosi tanto a teatro quanto al cinema per la generosità con cui dà vita ai suoi personaggi, rendendoli sempre ricchi di un mondo emotivo che li rende particolarmente affascinanti e per cui viene facile porsi dalla loro parte. Dopo una serie di piccoli film a inizio carriera, Faist ha ora collezionato una serie di importanti collaborazioni che lo hanno reso particolarmente celebre. Egli si sta dunque ritagliando un certo spazio nel panorama cinematografico attuale e davanti a lui c’è un futuro molto promettente.

Mike Faist: i suoi film e le serie TV

1. Ha recitato in celebri film. Faist compie il suo debutto sul grande schermo con il film The Unspeakable Act (2012), per poi recitare in Touched with Fire (2015), The Grief of Others (2015), Our Time (2016), I Can I Will I Did (2017), Active Adults (2017), Wildling (2018) e The Atlantic City Story (2020). Ottiene poi grande popolarità recitando in West Side Story (2021) di Steven Spielberg. Successivamente recita in Pinball: The Man Who Saved The Game (2022) e The Bikeriders (2023), accanto a Austin Butler e Tom Hardy. Nel 2024 è invece al cinema con Challengers, il film di Luca Guadagnino con Zendaya e Josh O’Connor.

2. Ha preso parte ad alcune serie. Oltre al cinema, l’attore è stato visto anche sul piccolo schermo, dove ha partecipato all’episodio 10×01 della serie Eye Candy (2015), all’episodio 19×05 di Law & Order – Unità vittime speciali (2017) e all’episodio 5×01 di Deception (2018). Nel 2021 ha invece recitato nella serie Panic, disponibile su Prime Video, recitando accanto a Olivia Welch e Jessica Sula.

Mike Faist in West Side Story

3. Ha perso diversi chili per il ruolo. In West Side Story Faist interpreta Riff, leader della gang nota come Jets. Inizialmente, però, Faist aveva fatto il provino per Tony, prima che gli venisse chiesto di leggere per il ruolo di Riff, che alla fine ottenne. Lo stesso accadde a Russ Tamblyn nel film del 1961. Per questo ruolo, Faist ha poi perso circa 9 chili, ispirandosi a foto reali di giovani membri di gang degli anni Cinquanta in cui si è imbattuto durante le ricerche sul suo personaggio.

West Side Story Mike Faist
Mike Faist in West Side Story. © 2021 20th Century Studios

 

4. Si è occupato di organizzare alcune attività.  Per stabilire un forte legame tra gli attori della gang degli Jets, Mike Faist si è preso la responsabilità di programmare quelle che ha chiamato “Jet-tivities”, in cui ogni membro sceglieva a turno un’attività sociale a cui tutti erano tenuti a partecipare. Pur non arrivando agli estremi come gli attori del film del 1961, hanno fatto anche alcune cose per aumentare la tensione tra loro e gli attori della gang Shark, come competere contro di loro in una battaglia di GRV e metterli in difficoltà comprando rose per tutti i membri femminili del cast.

Mike Faist in Challengers

5. È uno dei protagonisti del film. In Challengers Faist interpreta Art Donaldson, tennista marito di Tashi Duncan e amico/rivale di Patrick Zweig. Per il ruolo era stato preso in considerazione anche l’attore Austin Butler ma è infine stato Faist ad ottenere il ruolo. Per questo, l’attore ha poi approfondito il mondo del tennis, prendendo anche lezioni per potersi calare meglio nella mentalità del suo personaggio.

Mike Faist in Panic

6. Si è diviso tra questo e un altro set. Nella serie Panic Mike Faist interpreta Dodge Mason, uno dei protagonisti. Pur interpretando uno dei personaggi principali, ci sono momenti nella serie in cui egli non appare poi molto in scena. Questo perché Faist si è trovato a girare questa serie nello stesso periodo in cui stava girando anche West Side Story e per ciò, dovendosi dividere tra i due set, era disponibile solo in determinati momenti.

Mike Faist a teatro con Lucas Hedges in Brokeback Mountain

7. Ha recitato in un importante spettacolo a teatro. Nel 2023 Faist ha recitato nello spettacolo teatrale Brokeback Mountain, scritto da Ashley Robinson e adattamento del pluripremiato racconto di Annie Proulx del 1997 e dell’omonimo film del 2005 diretto da Ang Lee. Lo spettacolo è stato presentato in prima mondiale nel West End di Londra al @sohoplace. Faist ha interpretato il ruolo di Jack Twist (interpretato da Jake Gyllenhaal nel film del 2005), mentre l’attore Lucas Hedges ha condiviso il palcoscenico con lui nel ruolo di Ennis (interpretato da Heath Ledger nel film).

Challengers Mike Faist Zendaya
Mike Faist e Zendaya in Challengers. Foto di Niko Tavernise/Niko Tavernise – © 2024 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved.

Mike Faist non è su Instagram

8. Non possiede un profilo sul social network. L’attore ha in più occasioni dichiarato di non essere un grande fan dei social network, dove troppo spesso la vita privata si mescola con quella pubblica. Proprio per perseguire il desiderio di non condividere troppo di sé, ha deciso di non possedere alcun account ufficiale sul social Instagram né su altri social. Si possono tuttavia ritrovare alcune fan page grazie alle quali sarà possibile rimanere aggiornati sui suoi progetti.

Mike Faist ha una fidanzata?

8. È molto riservato. Questa riservatezza si applica ovviamente anche alle sue relazioni sentimentali. Lo scorso anno si è parlato di una sua possibile frequentazione con la ballerina Alexis Tilly Evans-Krueger, ma nonostante alcune loro foto siano circolate via internet, la cosa non è mai stata confermata ufficialmente. Ad ogni, in ogni caso, sembra che l’attore sia single.

Mike Faist: età e altezza dell’attore

10. Mike Faist è nato il 5 gennaio 1992 a Gahanna, Ohio, Stati Uniti. L’attore è alto complessivamente 1,83 metri.

Fonti: IMDb

Mike Faist potrebbe interpretare Haymitch Abernathy in The Hunger Games: Sunrise On The Reaping

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A giugno, l’autrice Suzanne Collins ha annunciato che stava scrivendo un nuovo romanzo di Hunger Games, intitolato The Hunger Games: Sunrise On The Reaping. Il libro arriverà nelle librerie il 18 marzo 2025 e racconta una storia ambientata 40 anni dopo La ballata dell’usignolo e del serpente. Qualche ora dopo, è stato confermato che è in lavorazione anche un adattamento cinematografico e potrebbe essere stato rivelato l’attore che interpreterà il giovane Haymitch Abernathy (personaggio interpretato da Woody Harrelson nella trilogia originale): Mike Faist

Secondo Production Weekly, la star di Challengers, Mike Faist potrebbe infatti essere in lizza per guidare il cast di The Hunger Games: Sunrise On The Reaping. Ad oggi la cosa è da prendere come un rumor, ma la testata è nota per aver condiviso molte informazioni accurate sui casting in passato, per cui potrebbe esserci del vero in questa notizia. Faist, d’altronde, ha ricevuto ampi consensi per le sue interpretazioni sul palcoscenico, facendosi poi notare anche nei film West Side Story, The Bikeriders e Panic.

Quello che sappiamo su The Hunger Games: Sunrise On The Reaping

Ambientato durante il Secondo Quarto, il prequel esplorerà i Giochi a cui Haymitch ha partecipato. Questo lo colloca 24 anni prima degli eventi del film Hunger Games. Francis Lawrence, che ha diretto i precedenti film della saga, è in lizza per dirigere anche questo nuovo film. “Suzanne Collins è una narratrice magistrale e la nostra stella polare creativa”, ha invece dichiarato Adam Fogelson del Lionsgate Motion Picture Group.

Non potremmo essere più fortunati di essere guidati e affidati a una collaboratrice il cui talento e la cui immaginazione sono così costantemente brillanti. Sappiamo che i fan di Hunger Games di tutto il mondo saranno incantati dal punto in cui Suzanne ha concentrato questa prossima straordinaria storia”.

E ha aggiunto: “Il Secondo Quarto è leggendario e incombe sulla storia dei Giochi, anche ai tempi di Katniss Everdeen, un quarto di secolo dopo. Come i fan di tutto il mondo, attendiamo con ansia questo emozionante ritorno a Panem”. La Collins ha anche aggiunto: “Fin dall’inizio, la Lionsgate è stata una casa e un partner meraviglioso per il franchise di Hunger Games, e sono molto entusiasta di collaborare con Adam e il team mentre portiamo questa prossima storia nelle sale nel 2026”.

The Hunger Games: Sunrise On The Reaping arriverà nelle sale il 20 novembre 2026.

Mike Colter, star di Luke Cage, conferma la trattativa con la Marvel per entrare nell’MCU

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Sia Mike Colter (Luke Cage, qui la recensione della serie) che Finn Jones (Danny Rand/Iron Fist) hanno confermato di trovarsi nella Grande Mela tramite i rispettivi account sui social media durante le riprese della seconda stagione di Daredevil: Rinascita lo scorso anno, alimentando le speculazioni sul possibile debutto degli “Heroes for Hire” nell’MCU. Già a settembre, infatti, Colter aveva parlato delle possibilità di unirsi al franchise.

L’attore ha poi ora condiviso un nuovo indizio più diretto sul fatto che potrebbe essere pronto a riprendere il suo ruolo su Netflix pubblicando un’immagine del suo personaggio sulle sue Instagram Stories, e l’attore non ha lasciato dubbi sul fatto che tornerà… prima o poi. “Senti, il punto è questo: ho parlato con la Marvel, Jessica [Jones] è tornata e ci sono ancora molte storie da raccontare, quindi penso che sarebbe un peccato per me non tornare”, ha detto Colter a The Direct.

Alla domanda diretta se avesse qualche questione in sospeso con Cage, Colter ha risposto: “Sì, assolutamente. Quando ho finito di girare Luke Cage, ero pronto a fare altre cose e quindi, come attore, sto solo cercando qualcosa di diverso, qualcosa di interessante, qualcosa in cui potermi immergere completamente, che mi spaventi un po’ e che sia un po’ fuori dagli schemi”. Non resta a questo punto che attendere di scoprire dove potremo rivedere il Luke Cage di Colter nel MCU, con la terza stagione di Daredevil: Rinascita che potrebbe essere il primo luogo ideale.

Mike Cahill parla di I Origins e dei suoi progetti futuri

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Mike Cahill

L’ 8 luglio uscirà nelle sale il secondo SCI-FI di Mike Cahill dal titolo I Origins, il film che aprirà ilKarlovy Vary International Film Festivalcon protagonisti Michael Pitt, Brit Marling e Astrid Berges-Frisbey.

Il film racconta di un giovane biologo molecolare che,  attraverso lo studio dell’occhio umano, scopre dei legami mistici tra la fisionomia e la psiche umana.

Ecco cosa, il regista del film, Mike Cahill, ha rivelato riguardo al film e ai suoi progetti cinematografici futuri:

Cosa ti fa continuare a creare film come Another Earth e I Origins?

“Sono interessato a film che soddisfino la nostra fantasia esistenziale e mi piace il romanticismo. Quindi è una specie di combinazione di questi due elementi. L’amore è molto importante ma anche la paura della morte non è da meno. Mi piacciono le storie in cui sono appagate le nostre fantasie esistenziali.”

Sei interessato nelle scienze?

“Sono ossessionato dalla scienza e dalla fantascienza. Gli scienziati sono i miei modelli di vita. Mi sento molto emozionato all’idea di incontrare uno scienziato. Penso che quello che gli scienziati fanno è interrogarsi su grandi questioni come il “Perché siamo qui?” Nasci, cresci, invecchi e poi muori, questo per più o meno 100 anni, ma l’Universo ha 13,7 miliardi di anni; quindi ho bisogno di sapere il motivo per cui siamo qui. Non voglio essere famoso, voglio avere a che fare con i grandi interrogativi, e quindi probabilmente in ogni film cercherò di rispondere alle più grandi domande esistenziali attraverso la scienza o la fantascienza.”

Cosa deve aspettarsi il pubblico da I Origins?

“Penso che sarà molto sorpreso. Il film inizia come se fosse un piccolo film. Ma a metà, e verso il terzo atto, diventa un film di grande portata. È un film intimo, ma affronta grandi temi. È probabile che il film abbia delle ripercussioni a livello mondiale.”

Ci sono stati problemi?

“La sfida più grande è stata mantenerlo fedele alla pratica scientifica, e allo stesso tempo renderlo divertente. Ho voluto che fosse autentico. Volevo che loro si sentissero come veri scienziati. Volevo che il lavoro che stavano facendo riflettesse la realtà, ma allo stesso tempo, volevo farlo in maniera divertente. Volevo rappresentare gli scienziati come persone reali e non come cliché.”

Quando hai scritto la sceneggiatura hai fatto parecchie ricerche?

“Assolutamente. Ho passato tantissimo tempo a fare ricerche. Ho trascorso ore e ore in laboratorio a lavorare con gli scienziati per imparare a estrarre il DNA. La mia famiglia è composta da scienziati, quindi sono stato fortunato. E poi, mi sto spingendo in qualsiasi discorso o lezione solo per imparare. Penso che la scienza offra nuove frontiere e gli artisti stanno cercando di trasmettere emozioni, nuove emozioni, emozioni rare per cercare di trasmetterle al pubblico, e la scienza offre un panorama meraviglioso per raccontare storie e continuerà a farlo per il resto della nostra vita, questo è davvero bello.”

Progetti futuri?

“Sto lavorando su un sequel di “I Origins” e sto lavorando su un film sugli alieni. Il sequel si svolgerà nel futuro, tra circa 20 anni, dopo che le ripercussioni delle scoperte del Dr. Ian Gray stanno prendendono piede. Se il pubblico rimarrà seduto al cinema fino alla fine dei titoli di coda di I Origins, potrà vedere un teaser di quello che verrà.”

Fonte: Variety