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Locked Down: intervista a Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor

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Locked Down: intervista a Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor

Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor sono i protagonisti di Locked Down, dal 16 aprile disponibile su disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Mediaset Play Infinity, scritto da Steven Knight e diretto da Doug Liman. Ecco il loro racconto del film girato durante il primo lockdown.

In Locked Down Proprio quando decidono di separarsi, Linda (Anne Hathaway) e Paxton (Chiwetel Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo della pandemia Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa londinese, a causa del lockdown obbligatorio. Sorprendentemente, anche se non riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano una tregua quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per consegnare delle pietre preziose. In isolamento domestico a causa del lockdown in tutto il Paese, dovendo quindi affrontare emozioni e interazioni che avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie vite fuori casa, le cose raggiungono un crescendo che culminerà in una rapina epocale da Harrods.

Uno dei pochi film ad essere stato concepito, scritto, girato, finito e distribuito durante la pandemia, Locked Down è una commedia romantica con una “svolta”. La dualità del titolo stesso gioca con la situazione in cui molti di noi si trovano in questo momento: rinchiusi fisicamente in un’abitazione con partner, familiari, coinquilini, ma anche emotivamente e mentalmente bloccati in situazioni che ora siamo costretti ad affrontare in modi che non avremmo mai immaginato. C’è chi ha iniziato a cuocere il pane, chi si dedica al proprio lavoro, mentre altri fanno entrambe le cose – e pianificano una rapina di gioielli.

Scritto da Steven Knight e prodotto da P.J. van Sandwijk, p.g.a, Alison Winter, p.g.a, Michael Lesslie, il cast del film vede Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor, affiancati da Stephen Merchant, Mindy Kaling, Lucy Boynton, Dule Hill, Jazmyn Simon, con Ben Stiller e Ben Kingsley.

Locked Down, recensione del film con Anne Hathaway

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Locked Down, recensione del film con Anne Hathaway

Oltre un anno fa il mondo si fermava, tutti gli abitanti del pianeta venivano costretti nelle loro case a causa della pandemia da coronavirus, contro la quale l’unica arma possibile era l’isolamento, la distanza sociale. Da questa premessa, Steven Knight ha trovato lo spunto per Locked Down, una storia di “ordinaria chiusura” in cui Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor sono diretti da Doug Liman.

La trama di Locked Down

Proprio quando decidono di separarsi, Linda (Anne Hathaway) e Paxton (Chiwetel Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo della pandemia Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa londinese, a causa della chiusura obbligatoria. Sorprendentemente, anche se non riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano una tregua quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per consegnare delle pietre preziose. In isolamento domestico come tutto il resto del Paese, dovendo quindi affrontare emozioni e interazioni che avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie vite fuori casa, le cose raggiungono un crescendo che culminerà in piano di rapina da Harrods, un colpo epocale.

Si tratta a tutti gli effetti di uno dei pochi film concepito, scritto, girato, finito e distribuito durante la pandemia, una commedia romantica rivista e corretta che già nel titolo dà un indizio di ciò che racconterà. Certo non è difficile da intuire, visto che chiunque legga questa recensione di Locked Down può immedesimarsi nella duplice valenza del titolo: una chiusura fisica, che confina i protagonisti in casa, certo, ma anche una trappola mentale, una sensazione di immobilità e impossibilità ad andare avanti proprio nel momento in cui si prende una decisione importante come quella di separarsi da un partner di lunghissima data. C’è chi, durante la chiusura, ha imparato a fare il pane, chi invece si è buttato nel telelavoro, e chi… ha pianificato una rapina di gioielli.

Steven Knight firma una sceneggiatura brillante

Locked Down ci presenta da subito di fronte a due considerazioni inequivocabili. La prima riguarda la scrittura: Steven Knight, ripresosi dall’insuccesso di Serenità – L’Isola dell’Inganno, sempre con Hathaway protagonista, sfodera una sceneggiatura preziosa, estremamente verosimile e brillante, che disegna una relazione in cui chiunque, proprio per l’estrema realtà con cui si raccontano i contrasti e le battaglie interiori, può immedesimarsi. La seconda considerazione è strettamente legata alla bontà della sceneggiatura, e riguarda la performance di Anne Hathaway. Dopo anni di film “minori” e interpretazioni non proprio memorabili, l’attrice premio Oscar per Les Misérables torna a brillare, regalando alla sua Linda nevrosi, tempi, sfumature, vitalità, esasperazione, un range ricco e vivace di colori ed emozioni che ben si accompagnano alla sempre ottima presenza di Eijofor in scena.

La coppia di attori è ottimamente assortita, Hathaway e Eijofor si completano a vicenda per la complementarità dei caratteri dei loro personaggi e per la fisicità con cui entrambi affrontano il loro ruolo. A loro si unisce una vera e propria costellazione di volti noti che, attraverso l’espediente delle videochiamate via Zoom o Skype, entra nella vita di Linda e Paxton. Ben Stiller, Lucy Boynton, Ben Kingsley, Katie Leung, Stephen Merchant, Mindy Kailng e Mark Gatiss hanno tutti un piccolo ruolo nel film.

Liman si fa spazio nella bella casa della coppia, location principale, e danza intorno a Linda e Paxton con grande vivacità, regalando a ognuno dei due almeno un momento di sfogo selvaggio che ci aiuta ad entrare in sintonia con i due reclusi, attraverso i quali riviviamo il primo straniante lockdown, e ci accompagna nella loro relazione in crisi. Confessioni, confidenze, videochiamate, crisi di nervi, spesa e farina per fare il pane, Locked Down ci mette di fronte al nostro passato recente senza nessun artificio, con grande lucidità e onestà.

Locked Down film streamingUna fotografia condivisa nella storia dell’umanità

Se l’azione vera e propria ingrana dopo oltre un’ora di film, quando la coppia decide di collaborare per un’ultima volta e dare una svolta alle loro vite, che da quel momento in poi dovrebbero proseguire parallele, la prima parte di film è quella più intensa e meglio strutturata che mira proprio a costruire un quadro realistico di una coppia in crisi, mentre contemporaneamente si costruisce anche il contesto dell’isolamento forzato, dei vicini sconosciuti che si salutano dalle finestre di fronte, secondo una solidarietà implicita in cui la condizione comune avvicina tutti, di Linda in videocall che assiste quasi inerme allo stravolgimento del suo lavoro, di Paxton che prova in tutti i modi a farsi assumere nonostante dei precedenti di aggressione che pendono sulla sua vita come un’eterna macchia, nonostante il periodo in prigione durante il quale ha scontato la sua pena.

Steven Knight è il vero burattinaio dietro a Locked Down, disegnando traiettorie e rapporti umani con precisione certosina, offrendo agli spettatori uno specchio in cui guardare e riconoscersi, rintracciare in quell’umore una parte di vita che tutto il mondo ha condiviso.

Locked Down, il trailer del film con Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor

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Ecco il trailer di Locked Down. Appena decidono di separarsi, Linda e Paxton (Chiwetel Ejiofor) scoprono che sono costretti invece a rimanere in casa a causa del lockdown. La co-abitazione si rivela una bella sfida, ma alimentato dalla poesia e da tanto vino, li avvicinerà di nuovo in una maniera sorprendente.

Locked Down è il film del 2021 diretto da Doug Liman con Anne HathawayChiwetel EjioforBen KingsleyBen Stiller, Lucy Boynton, Jazmyn Simon, Mindy Kaling, Stephen Merchant, Dulé Hill, Mark Gatiss, Bobby Schofield.

Locked Down con Anne Hathaway: primi 10 minuti in anteprima

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Locked Down con Anne Hathaway: primi 10 minuti in anteprima

La WB ha pubblicato in esclusiva sul canale youtube i primi dieci minuti di Locked Down, il film diretto da Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. And Mrs. Smith) con protagonisti Anne Hathaway (Les Misérables, Il Diavolo veste Prada, Le Streghe) e Chiwetel Ejiofor, (12 anni Schiavo, Doctor Strange), arriva in Italia in esclusiva digitale da venerdì 16 aprile, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.

In occasione dell’arrivo in Italia della pellicola, diretta da Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. And Mrs. Smith), sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia sono già disponibili 10 minuti in anteprima del film

In Locked Down Proprio quando decidono di separarsi, Linda (Anne Hathaway) e Paxton (Chiwetel Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo della pandemia Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa londinese, a causa del lockdown obbligatorio. Sorprendentemente, anche se non riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano una tregua quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per consegnare delle pietre preziose. In isolamento domestico a causa del lockdown in tutto il Paese, dovendo quindi affrontare emozioni e interazioni che avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie vite fuori casa, le cose raggiungono un crescendo che culminerà in una rapina epocale da Harrods.

Uno dei pochi film ad essere stato concepito, scritto, girato, finito e distribuito durante la pandemia, Locked Down è una commedia romantica con una “svolta”. La dualità del titolo stesso gioca con la situazione in cui molti di noi si trovano in questo momento: rinchiusi fisicamente in un’abitazione con partner, familiari, coinquilini, ma anche emotivamente e mentalmente bloccati in situazioni che ora siamo costretti ad affrontare in modi che non avremmo mai immaginato. C’è chi ha iniziato a cuocere il pane, chi si dedica al proprio lavoro, mentre altri fanno entrambe le cose – e pianificano una rapina di gioielli.

Scritto da Steven Knight e prodotto da P.J. van Sandwijk, p.g.a, Alison Winter, p.g.a, Michael Lesslie, il cast del film vede Anne Hathaway e Chiwetel Ejiofor, affiancati da Stephen Merchant, Mindy Kaling, Lucy Boynton, Dule Hill, Jazmyn Simon, con Ben Stiller e Ben Kingsley.

Locked Down con Anne Hathaway in esclusiva digitale da venerdì 16 aprile

Locked Down, il film diretto da Doug Liman (The Bourne Identity, Mr. And Mrs. Smith) con protagonisti Anne Hathaway (Les Misérables, Il Diavolo veste Prada, Le Streghe) e Chiwetel Ejiofor, (12 anni Schiavo, Doctor Strange), arriva in Italia in esclusiva digitale da venerdì 16 aprile, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Apple Tv app, Amazon Prime Video, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.

Proprio quando decidono di separarsi, Linda (Anne Hathaway) e Paxton ( Chiwetel Ejiofor) si ritrovano nel bel mezzo della pandemia Covid-19, costretti a vivere insieme nella loro casa londinese, a causa del lockdown obbligatorio. Sorprendentemente, anche se non riescono ad andare d’accordo su nulla, i due trovano una tregua quando Paxton viene assunto dall’azienda di Linda per consegnare delle pietre preziose. In isolamento domestico a causa del lockdown in tutto il Paese, dovendo quindi affrontare emozioni e interazioni che avrebbero preferito evitare, vivendo le proprie vite fuori casa, le cose raggiungono un crescendo che culminerà in una rapina epocale da Harrods.

Uno dei pochi film ad essere stato concepito, scritto, girato, finito e distribuito durante la pandemia, Locked Down è una commedia romantica con una “svolta”. La dualità del titolo stesso gioca con la situazione in cui molti di noi si trovano in questo momento: rinchiusi fisicamente in un’abitazione con partner, familiari, coinquilini, ma anche emotivamente e mentalmente bloccati in situazioni che ora siamo costretti ad affrontare in modi che non avremmo mai immaginato. C’è chi ha iniziato a cuocere il pane, chi si dedica al proprio lavoro, mentre altri fanno entrambe le cose – e pianificano una rapina di gioielli.

Scritto da Steven Knight e prodotto da P.J. van Sandwijk, p.g.a, Alison Winter, p.g.a, Michael Lesslie, il cast del film vede Anne Hathaway e  Chiwetel Ejiofor,, affiancati da Stephen Merchant, Mindy Kaling, Lucy Boynton, Dule Hill, Jazmyn Simon, con Ben Stiller e Ben Kingsley.

Locked – In Trappola: trailer del thriller in arrivo al cinema dal 20 agosto con Eagle Pictures

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Eagle Pictures ha rilasciato il trailer ufficiale di Locked – In Trappola, il nuovo thriller psicologico ad alta tensione che arriverà nelle sale italiane il 20 agosto 2025. Il film si preannuncia come un’esperienza claustrofobica e intensa, in cui lo spettatore sarà trascinato in un vortice di sospetti, manipolazioni e verità nascoste.

Il protagonista è un uomo ordinario che si ritrova improvvisamente intrappolato in una situazione senza via d’uscita: bloccato all’interno di un ambiente chiuso, costretto a confrontarsi con sé stesso, con i propri fantasmi e con chi, all’esterno, sembra avere il controllo sul suo destino. Il trailer, serrato e dal ritmo incalzante, suggerisce un gioco psicologico inquietante, in cui nulla è come sembra e ogni scelta può essere fatale.

Locked – In Trappola si inserisce nella tradizione dei thriller minimalisti, dove lo spazio ristretto diventa teatro di tensione crescente e introspezione forzata. Il film punta tutto sull’atmosfera opprimente, sul lavoro degli attori e su una regia capace di costruire suspense attraverso sguardi, silenzi e piccoli dettagli.

L’identità del protagonista e i motivi che lo hanno condotto alla “prigionia” sono volutamente lasciati nell’ombra dal trailer, alimentando il mistero e la curiosità. Sarà lo spettatore, passo dopo passo, a ricostruire la verità insieme al protagonista.

Con Locked – In Trappola, Eagle Pictures porta nelle sale italiane un film che promette di tenere con il fiato sospeso fino all’ultimo fotogramma. Appuntamento fissato: dal 20 agosto al cinema.

Locked – In Trappola: recensione del film con Bill Skarsgård e Anthony Hopkins

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Il cinema cosiddetto high concept nasce per attrarre lo spettatore con premesse semplici, intriganti e facilmente comunicabili. Locked – In trappola, remake del film argentino 4×4 (2019) diretto da Mariano Cohn, si inserisce perfettamente in questa categoria: un ladro rimane intrappolato nell’auto che stava cercando di derubare. Una situazione chiusa, tesa, claustrofobica, che in teoria offre terreno fertile per costruire un thriller psicologico serrato e avvincente.

Eppure, la regia di David Yarovesky (Brightburn) fatica a trasformare questa idea in un’opera davvero incisiva, alternando intuizioni visive a scelte narrative poco convincenti, e sprecando in parte la presenza di due interpreti di primo piano come Bill Skarsgård e Anthony Hopkins.

Il protagonista riluttante: Eddie, ladro per disperazione

Il film si apre con Eddie Barrish (Skarsgård), un uomo ordinario segnato da errori e fallimenti. Separato dalla moglie Amy (Gabrielle Walsh) e incapace di provvedere stabilmente alla figlia Sarah (Ashley Cartwright), Eddie ha bisogno di soli 500 dollari per riparare il suo furgone e dimostrare di poter mantenere una parvenza di responsabilità. Non trovando altra soluzione, decide di tentare il furto in un SUV apparentemente incustodito.
Qui però inizia il suo incubo: l’auto si rivela una prigione tecnologica inespugnabile, capace di resistere a qualsiasi tentativo di fuga. Una prigione che ha un carceriere invisibile, pronto a comunicare attraverso lo schermo di bordo: William (Hopkins), il ricchissimo proprietario del veicolo.

Bill Skarsgård nel film Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

William, miliardario vendicativo e manipolatore

William non è un personaggio qualunque. Afflitto da un cancro terminale e distrutto dal dolore per la morte della figlia in una rapina, ha trasformato la sua auto in una trappola high-tech progettata per punire chiunque tenti di rubarla. Il suo obiettivo non è recuperare ciò che gli spetta, ma ergersi a giudice e carnefice, incarnando una sorta di giustizia privata.

Il problema, però, è che Eddie non ha alcuna connessione con il passato tragico di William. È un ladro improvvisato, vittima di circostanze economiche avverse. E proprio qui si innesta il cuore ideologico del film: il miliardario incarna il disprezzo delle élite verso i poveri, accusati di essere parassiti sociali incapaci di risollevarsi. William pontifica incessantemente sulla pigrizia delle nuove generazioni e sulla corruzione morale delle classi meno abbienti, finendo però per risultare una caricatura di predicatore reazionario più che un vero villain complesso.

Il gioco al massacro dentro l’abitacolo

La parte centrale del film si gioca tutta nello spazio ristretto del SUV. Eddie cerca disperatamente di liberarsi, ferendosi nel tentativo – emblematica la scena in cui, sparando al vetro antiproiettile, il proiettile rimbalza e gli colpisce la gamba. La macchina è un arsenale: sedili elettrificati, isolamento acustico, sistemi di blocco totale. Un vero e proprio laboratorio della sofferenza.

Yarovesky riesce a trasmettere la claustrofobia della situazione, sfruttando bene i limiti geografici dello spazio. Tuttavia, la ripetitività delle torture e la monotonia dei dialoghi rendono presto la visione estenuante. Nonostante la durata relativamente breve (95 minuti), Locked sembra allungarsi, intrappolando lo spettatore in un loop di prediche e sofferenze che non porta a sviluppi significativi.

Locked – In trappola tra allegoria sociale e ambiguità politica

Uno degli aspetti più controversi del film è il suo discorso politico. Attraverso William, il racconto sembra voler denunciare l’arroganza e la disumanità dei super-ricchi, pronti a sacrificare i deboli in nome di un ordine sociale illusorio. Tuttavia, alcune scelte estetiche e narrative alimentano ambiguità fastidiose.

L’incipit, con immagini di quartieri degradati accompagnate da musica EDM e cartelli legati al movimento Black Lives Matter, suggerisce una visione cinica e stereotipata della povertà e delle proteste sociali. Questo crea uno scarto tra l’intenzione dichiarata – criticare l’oligarchia – e l’effetto percepito, che può facilmente essere letto come un giudizio sprezzante nei confronti delle stesse vittime che il film dovrebbe difendere.

Skarsgård e Hopkins: due pesi massimi sprecati

Sul piano attoriale, Locked offre una prova discontinua. Bill Skarsgård, già abituato a interpretare ruoli inquietanti e disturbanti, fatica a trasmettere l’empatia necessaria per farci parteggiare davvero per Eddie. Nonostante l’amore per la figlia sia al centro delle sue motivazioni, lo spettatore rimane spesso distaccato, incapace di credere fino in fondo nella sua redenzione.

Anthony Hopkins, dal canto suo, fa quello che può per elevare un personaggio scritto in modo piuttosto schematico. Il suo William è freddo, implacabile, a tratti persino ironico, ma resta una figura troppo monolitica per risultare davvero credibile. Ancora una volta, il grande attore gallese si trova a impreziosire un materiale che non è all’altezza del suo talento.

Anthony Hopkins in Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Un’occasione mancata

Yarovesky dirige con mestiere, evitando eccessi visivi dopo un’iniziale carrellata circolare piuttosto gratuita. Sa muoversi nello spazio ristretto dell’abitacolo, mantenendo una certa chiarezza nella messa in scena. Ma ciò che manca è la profondità della scrittura. Lo script di Michael Arlen Ross costruisce un confronto ideologico tra vittima e carnefice che non si sviluppa mai in qualcosa di autenticamente drammatico. Il risultato è un film che resta a metà strada: troppo superficiale per essere una riflessione politica incisiva, troppo verboso per funzionare come puro thriller claustrofobico.

Locked – In trappola finisce per ridursi a un esperimento sterile. La sua premessa intrigante non trova mai uno sviluppo che sappia coinvolgere lo spettatore fino in fondo. Tra un protagonista poco empatico, un antagonista ridotto a caricatura ideologica e un sottotesto politico ambiguo, il film lascia una sensazione di incompiutezza.

Non mancano momenti di tensione ben gestiti e qualche trovata efficace, ma il risultato complessivo è un thriller che intrappola più che intrattenere, lasciando lo spettatore con la sensazione di aver assistito a una lunga metafora priva di vera sostanza. Sarà forse un risultato voluto?

Locked – In Trappola: le principali differenze con il film originale

Locked – In Trappola si discosta molto dal film che lo ha ispirato. Interpretato da Bill Skarsgård e Anthony Hopkins, il film è incentrato su Eddie, un criminale di strada che si ritrova intrappolato nell’auto di lusso personalizzata di un ricco (e pericoloso) medico di nome William. Il film è il remake in lingua inglese di 4×4, un thriller argentino diretto e co-sceneggiato da Mariano Cohn. Sia 4×4 che Locked iniziano con un’impostazione simile, sebbene Ciro e Enrique dimostrino di avere personalità diverse rispetto alle loro controparti americane.

I due film alla fine divergono nei loro finali, adottano orientamenti morali diversi e si concludono in modi molto diversi. In Locked – In Trappola, la narrazione rimane incentrata su Eddie e William, evidenziando la crescita di Eddie e la lezione del suo percorso. Al contrario, 4×4 adotta una prospettiva più ampia sulla società in generale. Il risultato sono due film che iniziano in modo simile ma finiscono in toni molto diversi.

Eddie di Locked è molto meno orribile di Ciro di 4×4

Ciro oltrepassa alcuni seri limiti morali che Eddie non oltrepasserebbe

La differenza più grande tra Locked e 4×4, si può trovare nel personaggio principale. Entrambi i film seguono in gran parte la stessa impostazione, seguendo un piccolo criminale dopo che irrompe in un veicolo da cui poi non riesce a fuggire. Tuttavia, Eddie di Locked è un personaggio molto diverso da Ciro di 4×4. Fin dal set, Eddie è ritratto in una luce piuttosto compassionevole. Nonostante tutti i suoi difetti (e ce ne sono molti), il suo amore per la figlia e il suo crescente rimpianto per il trattamento che le ha riservato gli conferiscono un arco narrativo avvincente e comprensibile.

Al contrario, il pubblico non trascorre molto tempo con la famiglia di Ciro prima che lui si introduca nell’auto, durante la quale è più sprezzante e volgare. Ciro oltrepassa costantemente limiti morali enormi che Eddie non avrebbe mai oltrepassato, infatti i due personaggi principali hanno opinioni molto distinte sull’uso dell’omicidio. La storia di Ciro presenta anche un finale molto più duro di quello di Eddie, che sopravvive e alla fine prospera dopo la conclusione del suo arco narrativo.

La ferita da arma da fuoco di Ciro è peggiore di quella di Eddie

William salva Eddie dalle sofferenze fisiche a cui Enrique aveva condannato Ciro

Sia in Locked che in 4×4, la persona intrappolata nell’auto è un criminale professionista con le risorse necessarie per quello stile di vita. Dopo essersi feriti nel tentativo di uscire dall’auto, entrambi gli uomini estraggono una pistola e cercano di rompere il vetro con un colpo. Rimbalzando sui finestrini antiproiettile, il proiettile finisce per colpire sia Eddie che Ciro alla gamba. In Locked, questa ferita rappresenta un problema importante per Eddie nel breve termine, ma William lo salva dopo che sviene per la perdita di sangue, fasciandogli le ferite.

Questo stabilisce la professione di William come medico e suggerisce che abbia molto più controllo sulla situazione di quanto Eddie (o il pubblico) inizialmente pensasse. Significa anche che la ferita alla gamba viene più o meno risolta come un colpo di scena. Al contrario, l’equivalente di William in 4×4 è Enrique, un medico che non fa lo stesso sforzo per aiutare Ciro. Di conseguenza, la ferita di Ciro si infetta sempre di più. Questo momento si inserisce nel trattamento più duro riservato a Ciro come personaggio, che ha una figlia come Eddie ma non ha una storia incentrata molto sul suo rapporto con lei.

4x4 film 2019Ciro rimane intrappolato in macchina molto più a lungo di Eddie

4×4 tiene Ciro separato dal resto del mondo per un periodo più lungo

Sia Eddie che Ciro trascorrono un lungo periodo in macchina nelle rispettive trame. Tuttavia, Ciro vive un’esperienza molto più dura, che si suppone duri molto più a lungo. Eddie rimane bloccato in macchina per alcuni giorni, un tempo sufficiente a infliggergli un grave esaurimento fisico e mentale. Tuttavia, Ciro ferito gravemente rimane intrappolato abbastanza a lungo da farlo iniziare a vacillare sotto pressione, mentre comincia a delirare. Questo si riflette nel trattamento complessivamente più duro che 4×4 riserva a Ciro rispetto a come Locked – In Trappola tratta Eddie.

Mentre Eddie subisce numerose ferite nel corso del film, William si concentra maggiormente sul lato cerebrale del loro antagonismo. Alla fine, la moglie e il figlio di Ciro ricevono una piccola fortuna dal medico, a differenza di William che quasi investe la figlia di Eddie, Sarah, per spezzare mentalmente Eddie. La tortura di Eddie in Locked – In Trappola è più frenetica e psicologica, mentre Ciro subisce un tormento fisico e mentale più lungo in 4×4.

William ed Enrique hanno delle figlie (ma solo una di loro è viva)

William è più apertamente malvagio in Locked

Una delle grandi rivelazioni di Locked è la motivazione di William nel tenere Eddie intrappolato. William alla fine rivela che sua figlia, che viveva anche lei in città, è stata uccisa durante una rapina. Spinto da una rabbia vendicativa contro l’idea generale della classe criminale che gliel’aveva portata via, William si fa costruire un’auto e aspetta di vendicarsi del prossimo criminale che lo prenderà di mira. Questa triste rivelazione ha un collegamento con il film originale, ma la figlia del dottore in 4×4 è effettivamente sopravvissuta al suo incontro con i criminali.

Durante una conversazione all’inizio del film tra Enrique e Ciro, il primo rivela che sua figlia e suo nipote sono stati derubati a mano armata nella loro casa. Tuttavia, nonostante il nipote di Enrique abbia avuto una pistola puntata alla testa per ore, entrambi sono sopravvissuti all’esperienza. Si scopre che i due si sono trasferiti a Barcellona. La rabbia di Enrique, come rivelato nel momento culminante, deriva più dalla sua furia nel sentirsi ripetere continuamente “almeno nessuno si è fatto male“. Si tratta comunque di un attacco a un familiare che infrange la sua visione della società, ma non uccide la figlia.

Ciro scappa dall’auto da solo (prima del finale)

Eddie non scappa finché William non ha schiantato l’auto

Ciro ed Eddie alla fine scappano entrambi dall’auto, ma Ciro lo fa più velocemente nella narrazione. Dopo un lungo periodo che esaurisce e distrugge mentalmente sia Ciro che Eddie, Enrique e William li raggiungono in macchina. Usando una pistola e i sedili elettroshock di cui è dotata la sua auto, William riesce a tenere Eddie sottomesso abbastanza a lungo da legarlo e impedirgli di tentare la fuga. Questo prepara William a unirsi a Eddie per un viaggio in auto che porta al climax del film.

Al contrario, Enrique viene distratto da una telefonata mentre si siede accanto a Ciro. Deponendo la pistola, Enrique viene colto di sorpresa quando Crio raccoglie abbastanza forza per afferrarla, sparargli e darsi alla fuga. È un’altra dimostrazione della differenza tra Eddie e Ciro come personaggi, poiché Ciro si dimostra più rapido nell’estrarre l’arma e più disposto a usare metodi letali. Enrique, leggermente ferito, lo raggiunge ma viene individuato dalla polizia, dando inizio a un terzo atto di 4×4 molto diverso da quello usato in Locked.

Bill Skarsgård nel film Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

La tortura di Locked rimane un segreto (ed è più pubblica in 4×4)

Il culmine di 4×4 si svolge davanti alla polizia

Locked – In Trappola non rivela mai al pubblico cosa ha fatto William, il che rappresenta un distacco dal finale di 4×4. In Locked, William raggiunge Eddie in macchina e si allontana dalla città con una borsa di attrezzi sul sedile posteriore. William intende uccidere Eddie e disfarsi del suo corpo, ma Eddie riesce finalmente a farcela e disattiva l’auto in un momento critico, provocando un incidente a William e dandogli la possibilità di fuggire. Eddie sembra non dire a nessuno cosa è successo, tornando alla sua vecchia situazione di uomo cambiato.

Al contrario, l’arrivo della polizia trasforma lo scontro tra Ciro ed Enrique in uno spettacolo molto più pubblico. Tenendo Ciro sotto tiro, Enrique si scaglia contro il sistema di fronte a una folla di poliziotti, negoziatori e curiosi. Questo prepara il vero terzo atto del film, dove Ciro diventa un osservatore passivo mentre Enrique si scontra con il negoziatore della polizia, Julio. È qui che entra in gioco la vera differenza tra Locked e 4×4, poiché la reazione del pubblico a Enrique parla del nucleo teatrale del film.

I finali di Locked e 4×4 sono completamente diversi

4×4 ha un finale molto più cupo di Locked

Sebbene entrambi i film siano cupi e dipingano un cupo ritratto dei tempi moderni, Locked è in definitiva un film molto più edificante di 4×4. Locked parla in definitiva di un cattivo che impara ad apprezzare ciò che ha invece di concentrarsi su come il mondo lo tratta. Sfugge alla presa di William e conclude il film riunendosi con la sua famiglia. Locked è un film cupo, ma con un protagonista imperfetto ma comprensivo che impara una lezione importante. Al contrario, il finale di 4×4 è più incentrato sul puntare il dito accusatorio contro la società.

Messo alle strette dalla polizia, Enrique chiede al pubblico di sostenere le sue affermazioni secondo cui il mondo è distrutto – e molti sono d’accordo. È un finale molto più cupo, con la città divisa sulla giustificazione o meno delle azioni di Enrique. Rendendo la vendetta di William più personale e tenendola lontana dalla portata del pubblico, appare come un atto malvagio a sé stante. La decisione di Enrique di suicidarsi e il successivo arresto di Ciro, molto più cupo, evidenziano come i temi e il finale di 4×4 assumano una prospettiva molto più cupa rispetto alla conclusione di Locked.

Locked – In Trappola: l’uscita di Glen Powell ha cambiato completamente il film

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In uscita il 20 agosto con Eagle Pictures, Locked – In Trappola è un nuovo thriller che vede protagonista Bill Skarsgård alle prese con Anthony Hopkins in un nuovo bizzarro ruolo da cattivo.

Tuttavia, il regista del film, David Yarovesky, ha raccontato che il film doveva avere un altro protagonista: Glen Powell“Non è un segreto che Glen Powell abbia preso parte al film a un certo punto. Lo stavamo modellando attorno a lui, e poi ha abbandonato perché il nostro film continuava a essere ritardato. Siamo un film indipendente“, ha detto Yarovesky, “Non è stato uno studio a darci il via libera. Abbiamo dovuto andare avanti con le nostre forze e chiedere soldi per riuscire a realizzarlo, e quindi non siamo riusciti a farlo in tempo”.

Locked è stato plasmato su misura per Bill Skarsgård dopo l’addio di Powell

Locked – In Trappola è nato da una sceneggiatura di Michael Arlen Ross che “mi ha coinvolto, [e] coinvolto Sam (Raimi, che ha prodotto il film)”, ha detto Yarovesky. Ma il processo di scrittura non si è concluso lì: “Il piano era che, una volta trovato un attore, avremmo modellato il personaggio attorno a quella persona. E quando ho incontrato Bill, ho visto qualcosa. Ho visto da qualche parte, in profondità in una dimensione alternativa, un personaggio che sarebbe potuto diventare. E poi ho esagerato alcuni aspetti, ma ho tirato fuori quella cosa da Bill, ed ecco chi è Eddie”.

Il lato positivo di tutto questo è stato che Bill Skarsgård, che non era disponibile quando il film è stato inizialmente proposto, si era liberato dopo tutto il tempo che il film era stato in attesa di poter partire. Chi vedrà Locked probabilmente avrà molta difficoltà a vedere Powell nel ruolo che Skarsgård ha poi interpretato, ma Yarovesky ha commentato dicendo: “Non sarebbe stato il ruolo che avete visto”.

Locked – In Trappola: il SUV “protagonista” è stato venduto per finanziare il film

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“Eravamo in costante difficoltà finanziaria”. Così il regista di Locked – In Trappola, David Yarovesky, ha spiegato durante un’intervista per promuovere il suo film, in uscita in Italia il 20 agosto con Eagle Pictures.

Il film ha avuto diversi problemi e ritardi di produzione, che hanno anche determinato il cambio di attore protagonista (da Glen Powell a Bill Skarsgård), ma queste difficoltà non hanno scoraggiato Yarovesky, che ha fatto davvero di tutto affinché il suo film vedesse la luce.

“Fare film indipendenti [è] molto, molto, molto, molto, molto difficile”, ha detto Yarovesky dopo aver spiegato il destino toccato all’altro protagonista di Locked, il SUV Dolus personalizzato. Il regista ha raccontato quanto sia stata dura la realizzazione di questo film a causa di un budget e di una tempistica di produzione ridotti, dicendo: “Eravamo in costante difficoltà finanziaria per riuscire a girarlo. Dovevamo girarlo in 19 giorni. È stata una sfida continua. E credo che i produttori abbiano venduto l’auto per continuare a finanziare il film”.

L’auto è stata venduta durante la post-produzione, quindi le riprese erano già terminate, ma Yarovesky ha condiviso un punto importante che ha detto ai produttori: “Ho detto loro: ‘Questa cosa varrà molto di più dopo l’uscita del film'”, ma, sfortunatamente, “avevamo bisogno di più soldi. Era così difficile”.

La trama di Locked – In Trappola

Eddie è un piccolo criminale di città, abituato a colpire in fretta e sparire nel nulla. Ma stavolta sbaglia bersaglio. Quando forza un SUV apparentemente abbandonato, si ritrova intrappolato in un incubo tecnologico: porte che non si aprono, vetri blindati, nessuna via di uscita. È solo l’inizio.

Dietro tutto questo c’è William, un uomo che non crede nella giustizia delle leggi, ma in quella spietata e personale che si esercita nell’ombra. Intrappolato nel veicolo, Eddie dovrà lottare contro il tempo, contro i propri demoni, e contro un nemico che conosce ogni sua mossa. Un thriller ad alta tensione, claustrofobico e adrenalinico, dove ogni secondo conta e la redenzione non è contemplata.

Locked – In Trappola: il regista parla dell’importanza della location del film

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In una lunga intervista rilasciata a ScreenRant, il regista di Locked – In Trappola, David Yarovesky ha rivelato perché il film è stato girato nel quartiere Gastown di Vancouver, un luogo in preda alla gentrificazione. La posizione dell’auto è stata voluta e decisa con cognizione di causa, secondo quanto ha spiegato il regista.

Il quartiere Gastown di Vancouver è una delle destinazioni più attraenti della città, sia per i turisti che per la gente del posto… così come per le troupe cinematografiche in visita. Hastings Street, in particolare, suscitava un interesse poetico per Yarovesky: “[È] un posto dove c’è molto dolore. È quasi come Skid Row a Los Angeles. È un posto tosto, e non credo di aver mai visto niente di simile prima”.

La location di Locked racconta il senso del film

Ma è stata proprio la contraddizione ad attrarre Yarovesky. “Gli appartamenti e i condomini lì sono davvero costosi”, ha detto il regista, “È la parte alla moda della città, e ci sono questi ristoranti gastronomici incredibili. Il mio ristorante preferito a Vancouver è a Gastown”. Il regista ha persino raccontato di aver visto un tossicodipendente con una siringa nel braccio appoggiato al muro fuori da quel ristorante: “E poi entri, ed è un bel ristorante elegante, e la gente si diverte un mondo. Ho pensato: ‘Oh mio Dio, questo è letteralmente il dialogo morale del film'”.

“Il primo assistente alla regia ci ricordava ogni giorno che c’è molto dolore in questa zona e il nostro obiettivo è non aggiungerne alcuno. Abbiamo passato molte difficoltà non solo per girare lì, ma per avere un’influenza positiva su quella città e cercare di restituire qualcosa dove potevamo. Abbiamo collaborato con i referenti locali per essere qualcosa di positivo nella zona. Il film è un film divertente, ma a volte girarlo è stato pesante”.

Locked – In Trappola arriva nelle sale italiane il prossimo 20 agosto, distribuito da Eagle Pictures.

Locked – In Trappola: 5 dettagli nascosti nel trailer con Anthony Hopkins e Bill Skarsgård

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Adrenalina, claustrofobia e un duello psicologico dentro un SUV “intelligente”: Locked – In Trappola arriva al cinema il 20 agosto, distribuito in Italia da Eagle Pictures. Nel trailer vediamo Eddie (Bill Skarsgård), un piccolo ladro, rimanere intrappolato in un’auto trasformata in prigione dal suo proprietario, William (Anthony Hopkins), deciso a impartire una lezione senza vie di fuga. Un high-concept teso e minimale che promette ritmo serrato, sorprese di messa in scena e un confronto attoriale ad alto voltaggio. In attesa dell’uscita, abbiamo passato il trailer ai raggi X: ecco 5 dettagli che anticipano temi, svolte e riferimenti del film.

L’auto è la vera arma (“trappola intelligente”)

Bill Skarsgård Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Il trailer svela che non è un semplice antifurto: blocco porte, chiamate in vivavoce e controlli remoti trasformano il SUV in una prigione programmata dal proprietario–carceriere (Hopkins). Non è solo tensione claustrofobica: è un duello tecnologico.

Scosse dal sedile: la tortura è incorporata

Un indizio chiave: gli shock arrivano direttamente dal sedile, segnale che l’auto è stata “modificata” per infliggere dolore e dissuadere. È uno degli espedienti più crudi anticipati nel materiale promozionale.

Bill Skarsgård nel film Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Il marchio fittizio “Dolus” (dolo/inganno) non è casuale

L’auto non esiste sul mercato: è di un brand inventato, Dolus. Il nome (dal latino “inganno, dolo”) riflette il tema del film: una trappola morale oltre che fisica. È un dettaglio world-building che suggerisce vigilantismo e giustizia privata.

Un “duetto” atipico: Hopkins soprattutto voce, Skarsgård sempre in scena

Anthony Hopkins in Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Il trailer prefigura una struttura a due voci: il rapito in campo, il carnefice in voice-over. Dietro le quinte, Hopkins ha registrato gran parte dei dialoghi in anticipo, mentre Skarsgård ha girato praticamente da solo in auto—scelta che si sente nella messinscena e nel ritmo degli scambi.

Remake di 4×4, ma il tono vira su humor nero e “Lecter on wheels”

4x4 film 2019

Le immagini e i dialoghi richiamano il vigilante sadico dell’originale argentino, ma il trailer evidenzia una sfumatura più darkly comic alla Hopkins—“Hannibal Lecter su quattro ruote”—e lascia intuire cambi di registro rispetto al modello.

Tra auto-prigione, scosse dal sedile, il marchio fittizio “Dolus” e il duello a distanza tra Anthony Hopkins e Bill Skarsgård, il trailer di Locked – In Trappola promette un one-location teso, punte etiche da vigilantismo e lampi di humor nero. In sala dal 20 agosto con Eagle Pictures. Avete colto altri indizi? Ditecelo nei commenti e restate connessi per recensione e spiegazione del finale.

FONTI: Business Insider, EW, Screenrant

Locked – In Trappola, spiegazione del finale: perché William sta cercando di uccidere Eddie?

Il finale di Locked – In Trappola è un momento sorprendentemente ottimista di crescita personale per Eddie, interpretato da Bill Skarsgård, dopo una trama piuttosto cupa. Locked – In Trappola è incentrato su Eddie, un criminale di strada che ha dato per scontata la sua famiglia. Mentre cerca di racimolare abbastanza soldi per riparare il suo furgone, Eddie finisce chiuso in un’auto di lusso che intendeva rubare. L’auto si rivela essere un modello avanzato controllato a distanza dal malvagio William, che cerca di sfogare la sua rabbia verso il mondo su Eddie. Adattamento del film argentino 4×4, Locked – In Trappola è ambientato in gran parte all’interno dell’auto con Eddie.

Man mano che il film procede, vengono rivelati ulteriori dettagli su William e sul motivo per cui vuole scagliarsi contro il mondo, spiegando infine perché ha intrappolato Eddie nella sua auto. Tutto culmina in un finale cupo ma appagante, con Eddie che alla fine ha la meglio su William in un momento cruciale della trama. Questo si ricollega ai temi comuni del film, evidenziati dalla crescita e dal destino finale sia di Eddie che di William. Ecco cosa succede nel finale di Locked – In Trappola e come questo rafforza i temi del film.

Perché William tortura Eddie in Locked – In Trappola

Eddie è vittima di un tempismo sfavorevole in Locked, poiché è lo sfortunato che cade nella trappola di William. Come Eddie (e il pubblico) scoprono lentamente nel corso di Locked, William è un medico ricco che vive una vita lussuosa rispetto alla realtà cruda in cui si trova Eddie. William alla fine rivela di aver avuto una figlia uccisa durante una rapina. Sviluppando un odio profondo per i criminali e morendo di una malattia terminale, William ha fatto in modo che la sua auto telecomandata fosse lasciata aperta in un parcheggio pubblico, nella speranza di attirare qualcuno da torturare.

La sua intenzione era quella di tormentare chiunque fosse finito nell’auto, vendicandosi del sistema su un povero criminale sfortunato. Questo finisce per essere Eddie, la cui disperata ricerca di denaro lo porta a entrare nell’auto e a rimanere immediatamente chiuso dentro. La personalità suprematista di William e il suo giudizio su coloro che sono “al di sotto” di lui diventano più evidenti durante le sue conversazioni con Eddie. È più inquietante che se William avesse preso di mira Eddie per un motivo specifico, poiché conferisce un tocco imprevedibile e pericoloso ai metodi brutali di William.

Come Eddie fugge dall’auto di William in Locked – In Trappola

Bill Skarsgård nel film Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Eddie sfrutta la sua unica occasione per ribaltare la situazione a danno di William

Nonostante tutti i suoi sforzi, Eddie non riesce a trovare da solo un modo per uscire dall’auto di William. Deve invece aspettare il momento ideale per sorprendere William, concedendosi una finestra molto piccola per fuggire. Tutti i tentativi di Eddie di trovare un punto debole nell’auto falliscono, portando William a procedere con la parte finale del piano: portare Eddie nel bosco per sbarazzarsi di lui. Sebbene le misure di sicurezza dell’auto impediscano a Eddie di trovare una via d’uscita da solo, egli individua un vantaggio: il comando dell’accensione dell’auto.

Distraendo William, Eddie riesce ad attivare l’interruttore proprio mentre William sta per imboccare una strada tortuosa di montagna. Tutta la tecnologia avanzata del mondo non può salvare l’auto di William dai gravi danni causati dall’incidente che ne segue, un modo sorprendente ma efficace per Eddie di avere la meglio su William. Il vetro antiproiettile finisce per essere la rovina di William, poiché il colpo di pistola sparato durante l’incidente rimbalza fino a colpirlo mortalmente. È un modo intelligente per il film di dare a William ciò che si merita, poiché la sua stessa sicurezza nel proprio vantaggio lo porta alla rovina.

Cosa succede a Eddie dopo che è fuggito da William in Locked

Bill Skarsgård in Locked - In Trappola Photo-Courtesy-Of-The-Avenu
Cortesia di © The Avenu

Il climax di Locked – In Trappola vede Eddie, interpretato da Bill Skarsgård, riuscire a malapena a fuggire dai rottami in fiamme dell’auto di William, lasciando il cattivo morto a bruciare. Eddie ha trascorso tutto il film Locked riflettendo sui suoi fallimenti come padre di sua figlia Sarah, cosa che la sua famiglia gli ha ripetutamente rimproverato prima che rimanesse intrappolato nell’auto di William. Anche William spesso sminuisce le capacità di Eddie come genitore. Il film rende questo tema particolarmente chiaro quando William usa il suo autocontrollo sull’auto per quasi investire Sarah.

La grande crescita di Eddie nel film è quella di smettere di dare per scontate le sue responsabilità di genitore, vendendo il suo furgone e comprando una bicicletta per Sarah come segno della sua volontà di essere presente nella sua vita. Questo conferisce al finale di Locked un aspetto edificante che contrasta con il tono altrimenti cupo del film. Locked è una lezione di moralità per Eddie, che lo costringe a confrontarsi con ciò che è disposto a fare per stare con la sua famiglia. Anche se il rapporto di Eddie con sua figlia sembra essere stato riaffermato, non si sa come andranno le cose tra Eddie e la madre di Sarah.

Chi altro uccide William in Locked – In Trappola?

Mentre Eddie riesce a sfuggire alla morsa di William e a sopravvivere agli eventi di Locked, William ha altri due obiettivi che non sono così fortunati. Le vittime senza nome sono una coppia di criminali di strada che Eddie incontra mentre William guida l’auto a distanza. Dopo averli trovati mentre aggredivano un altro cittadino, William usa l’auto per investirli. Mentre il primo viene investito rapidamente e ucciso in modo inglorioso dall’auto, il secondo criminale riesce quasi a sfuggire a William.

Nonostante le suppliche di Eddie, William usa l’auto per inchiodare il criminale a una recinzione e schiacciarlo in modo raccapricciante. È un momento brutale che sottolinea la vera pericolosità di William. Il fatto che William citi spesso la Bibbia o faccia riferimento alla sua esperienza di medico mentre tortura e uccide persone “inferiori a lui” dimostra che non è un uomo con cui Eddie può ragionare. Anche quando le sue minacce si trasformano gradualmente in suppliche di pietà, William si conferma una minaccia reale. Questo rende Eddie, che altrimenti sarebbe un personaggio ambiguo, più facile da identificare per il pubblico ed esalta la minaccia rappresentata da William.

Il vero significato del finale di Locked – In Trappola

Bill Skarsgård in Locked - In Trappola Photo-Courtesy-Of-The-Avenu
Cortesia di © The Avenu

Locked – In Trappola tratta in definitiva due temi, uno per ciascuna delle storie di Eddie e William. Per Eddie, il nucleo del suo arco narrativo è imparare ad accettare la responsabilità delle proprie azioni. Finalmente in una situazione dalla quale non può uscire con le parole, Eddie inizialmente fatica a fare qualsiasi cosa. Tuttavia, è in grado di sopportare il dolore per rivedere sua figlia, trovando un modo per ribaltare la situazione a danno di William, ma dimostrando lungimiranza e pazienza nell’usarlo. Eddie viene ricompensato per la sua crescita personale e la realizzazione del suo potenziale, sfuggendo a William e ricongiungendosi con Sarah nei momenti finali emozionanti di Locked.

D’altra parte, William è un mostro tragico nella narrazione. La sua rabbia comprensibile verso il mondo per la morte della figlia si è trasformata in qualcosa di vile. La prospettiva della strada in Locked – In Trappola è desolante, con Eddie che esprime la sua convinzione che la classe inferiore sia calpestata e ignorata dalla classe superiore, un’accusa che William respinge e abbraccia per il proprio potere immaginario. William è uno specchio oscuro di una società che vede gli altri come parassiti, rendendo il suo destino in Locked un potente promemoria che l’odio che alimenta quella furia non ha altro che fini distruttivi.

Locked – In Trappola vs 4×4: cosa cambia dal thriller argentino

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Locked – In Trappola vs 4×4: cosa cambia dal thriller argentino

Il nuovo Locked – In Trappola (regia di David Yarovesky, con Anthony Hopkins e Bill Skarsgård) riprende l’idea di 4×4 (2019), cult argentino di Mariano Cohn: un ladro entra in un SUV e resta intrappolato dal proprietario, che lo punisce a distanza. Ma il remake non è un copia-incolla: aggiorna tono, tecnologia e morale della storia.

Ambientazione e tono

4×4 colloca la vicenda in un quartiere benestante di Buenos Aires, con un realismo asciutto e un taglio da pamphlet sull’insicurezza urbana. Locked americanizza il contesto e inserisce punte di humor nero nel confronto a distanza tra carnefice e vittima.

Il proprietario: medico “giustiziere” vs vigilante sadico

4x4 film 2019

Nel film originale il proprietario è Enrique Ferrari, ginecologo malato terminale che rivendica la propria “giustizia” privata; nel remake diventa William (Hopkins), un vigilante che orchestra la trappola con freddezza quasi ludica. Cambia quindi la cornice etica: nel remake il tema del vigilantismo è più esplicito.

La trappola tecnologica

4×4 punta su blindatura, isolamento acustico e controllo climatico. Locked alza l’asticella: sedili elettrificati, comandi remoti più aggressivi e un finto brand auto (“Dolus”, dal latino “inganno”) che racconta un mondo high-tech su misura del carceriere.

Messa in scena e performance

Nel remake il “duetto” è più teatrale: Skarsgård quasi sempre solo in macchina, Hopkins perlopiù in voice-over (registrato in anticipo), per un gioco al massacro psicologico diverso dall’originale.

Struttura e finale (senza spoiler)

Le due versioni divergono nelle svolte finali e nel “messaggio” morale: Locked modifica la traiettoria dell’ultimo atto e il giudizio sui personaggi, prendendo le distanze dal finale di 4×4. (Senza spoiler: il remake sceglie una chiusura più “programmatica”.)

Il sottotesto

4×4 nasce per provocare il dibattito su sicurezza e colpa sociale; Locked conserva il nucleo ma privilegia tensione di genere e spettacolo in chiave one-location, con tocchi di dark comedy.

Remake fedele al concept, Locked – In Trappola aggiorna linguaggio e gadget, accentua il profilo vigilante del proprietario e rifinisce il duello attoriale. Per chi ha amato 4×4, è interessante vedere come cambia la morale quando passa attraverso un filtro più pop e hi-tech. (Uscita italiana: 20 agosto, Eagle Pictures).

Fonte: EW, RT, SR

Locked – In Trappola e l’etica del vigilantismo: punire o proteggere?

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Un ladro bloccato dentro un SUV “intelligente”, un proprietario che orchestra a distanza la punizione. Locked – In Trappola (in sala dal 20 agosto con Eagle Pictures) mette in scena una fantasia di controllo totale che sfida una domanda scomoda: quando la giustizia diventa vendetta?

Che cos’è il vigilantismo (e cosa non è)

The Batman - Parte 2- Jeffrey Wright Jim Gordon nel sequel

Per “vigilantismo” intendiamo l’esercizio privato della punizione: un cittadino si sostituisce a indagine, processo e sanzione. Non va confuso con la legittima difesa (reazione immediata a un’aggressione per evitare un danno), né con la semplice segnalazione alle autorità. Il vigilante decide colpa e pena, spesso a freddo, fuori da garanzie e proporzionalità.

Il caso Locked: giudice e boia dentro un abitacolo

Bill Skarsgård Locked - In Trappola
Cortesia di © The Avenu

Nel film la tecnologia (chiusure, comandi remoti, sorveglianza) rovescia i ruoli: il “proprietario” trasforma l’auto in spazio punitivo privato. Il problema etico non è solo “quanto soffre” il ladro, ma chi decide che debba soffrire, con quali limiti e quali controlli.
Tre nodi critici:

  • Proporzionalità: il furto/effrazione giustifica una punizione fisica?

  • Dignità e diritti: anche il colpevole mantiene diritti fondamentali (cura, integrità, possibilità di difendersi).

  • Errore e abuso: la “certezza” del vigilante può essere sbagliata; la tecnologia amplifica l’asimmetria di potere.

Utilitarismo vs. principi: due lenti per leggerlo

Bill Skarsgård in Locked - In Trappola Photo-Courtesy-Of-The-Avenu
Cortesia di © The Avenu
  • Utilitarismo (esiti): se il vigilantismo riduce furti, potrebbe sembrare “utile”. Ma genera effetti collaterali: spirale di violenza, emulazione, errori d’identità, erosione della fiducia nella giustizia.

  • Deontologia (principi): punire senza due process viola regole morali e civili indipendenti dagli esiti; trattare una persona solo come mezzo (di deterrenza) è inaccettabile.

La tecnologia come “moltiplicatore morale”

Telecamere, blocchi digitali, comandi remoti: strumenti pensati per sicurezza e assistenza possono diventare leve punitive se usate con intenzione vendicativa. Il film estremizza (sedili “a scossa”), ma intercetta tensioni reali: tra sorveglianza domestica (dashcam, “sentry mode”), ansia securitaria e desiderio di “giustizia immediata”.

Archetipi e paragoni nel cinema

Taxi Driver Cannes

Dal vigilante punitivo (Death Wish) all’angelo sterminatore urbano (Taxi Driver), fino agli home-invasion rovesciati (Don’t Breathe, Hard Candy) e all’originale argentino 4×4, il genere interroga da decenni il confine tra protezione e sopraffazione. Locked innesta questa tradizione nella one-location ad alta tensione e in un presente dove l’high-tech sembra autorizzare “micro-sovranità” private.

La domanda che resta allo spettatore

Il film invita a un test etico personale: quanto siamo disposti ad accettare quando la vittima ci somiglia e il colpevole appare “prendibile”? E cosa succede al patto sociale se normalizziamo punizioni fai-da-te, magari “mediate” da app e sensori?

Verdetto etico (senza spoiler)

Locked – In Trappola funziona perché rende seducente l’idea di controllo assoluto; ma la seduzione è parte del problema. Se il cinema mette comodo lo sguardo, l’etica ci chiede il contrario: scomodarci, distinguere tra difesa e vendetta, tra sicurezza e abuso. Il resto lo decide la sala: 20 agosto.

Locke: recensione del film con Tom Hardy

Locke: recensione del film con Tom Hardy

Un solo attore on screen, niente scenografi, perché il solo set è l’interno di un’automobile. Un thriller dove le vicende raccontate sono quelle di un uomo comune. Può reggere un film con queste premesse? Locke è la dimostrazione che con le giuste idee è possibile realizzare una pellicola non solo coerente, ma anche in grado di catturare il pubblico e proporsi tra le migliori della stagione.

Nel film Locke,  Ivan Locke è un uomo comune, concreto, come lo è il suo lavoro di costruttore. Una vita passata a costruire fondamenta solide, per i suoi edifici e per i rapporti interpersonali che regolano la sua esistenza. Dopo anni a darsi da fare, tutto sembra andare per il meglio con la moglie Katrina, come sul lavoro. Alla vigilia di una colata storica di calcestruzzo, Locke è costretto a dirigersi in auto verso la capitale. Bethan, una donna con cui ha passato una notte mesi prima, sta per partorire. Ivan si ritrova a dover prendere delle decisioni importanti, che avranno ripercussioni sul lavoro e sulla sua intera vita.

Locke, il film

Steven Knight firma la sua seconda opera da regista, dopo Redemption, confermandosi allo stesso tempo un abile sceneggiatore, come lo script del celebrato La Promessa dell’Assassino aveva ampiamente dimostrato. Sceneggiare Locke, partendo da un’idea particolarmente brillante, era però tutt’altro che semplice. 85 minuti in cui la trama corrisponde all’intreccio, praticamente in tempo reale. Un solo personaggio e l’aggrovigliarsi di telefonate dai toni diversi, a tessere la tela di una storia senza caratteri di eccezionalità, ma raccontata con maestria. Knight ci parla del senso di responsabilità, delle conseguenze dei propri errori, del rapporto tra giusto e sbagliato.

Essere responsabili è una scelta. Ivan decide di imboccare la strada che ritiene giusta, senza tralasciare nessuno degli aspetti della sua vita, cercando di tenere in piedi l’edificio della sua esistenza, mentre piano piano tutto si sgretola. Consapevole che, come una sola crepa, nel punto sbagliato, può causare il crollo di un palazzo di diversi piani, un solo errore è capace di distruggere una vita. Knight affronta questa scelta attraverso il suo personaggio, donando uno sfondo di riflessione alla sua storia senza però scadere in moralismi. Il regista ci presenta gli avvenimenti così come sono, senza dare giudizi.

Anche la scelta dell’attore è perfettamente riuscita. Tom Hardy è Ivan Locke. Nelle sue sfumature, nei pianti, nella rabbia, nei monologhi col fantasma del padre, Hardy caratterizza e rende credibile il proprio personaggio nella sua interpretazione più riuscita. Un assolo attoriale di livello assoluto.

Locke è un film da non perdere. Tecnicamente ai limiti della perfezione, Tom Hardy in formato one man show. Seduti sulla poltrona di un cinema, idealmente trasportati sul sedile accanto ad Ivan Locke.

Locke: poster ufficiale del film con Tom Hardy

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Locke: poster ufficiale del film con Tom Hardy

In attesa del trailer, che arriverà domani, è stato pubblicato il primo poster ufficiale di Locke, film di Steven Knight (sceneggiatore di La Promessa dell’Assassino e Piccoli Affari Sporchi) già acclamato al Festival di  Venezia per la grandiosa interpretazione di Tom Hardy e per avere la particolarità di essere stato girato in tempo reale. Eccolo di seguito:

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Locke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.

Fonte: Firstshowing

Locke: nuovo poster con Tom Hardy

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Locke: nuovo poster con Tom Hardy

Tra i tanti film di qualità presentati alla 70° edizione del Festival del Cinema di Venezia possiamo includere anche Locke, scritto e diretto da Steven Knight, con protagonista Tom Hardy. Il film ha davvero conquistato la platea e la critica al Festival, grazie soprattutto alla prova di Tom Hardy.

LEGGI ANCHE: TOM HARDY CONQUISTA LA PLATEA CON LOCKE

Oggi è stato pubblicato il nuovo poster del film, che vi proponiamo:

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Locke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.

Fonte: Empire Online

Locke: curiosità e spiegazione del film con Tom Hardy

Locke: curiosità e spiegazione del film con Tom Hardy

Per dar vita ad un buon film non occorre necessariamente avere dalla propria numerosi personaggi e molteplici ambienti diversi tra loro. Vi sono pellicole che, pur con pochi protagonisti e una sola location, hanno saputo catturare l’attenzione degli spettatori, affermandosi come veri e propri gioielli della settima arte. Titoli come Carnage, madre! Il colpevole – The Guilty o Nodo alla gola sono sono alcuni dei migliori esempi di questa tipologia di opere. Film che fanno dei loro spazi ristretti l’esteriorizzazione dei sentimenti e delle sensazioni dei protagonisti. Un altro apprezzatissimo esempio di questo genere di opere è il film del 2013 Locke (qui la recensione).

Scritto e diretto da Steven Knight, sceneggiatore anche di La promessa dell’assassino e Spencer, e presentato fuori concorso al Festival di Venezia, il film è infatti ambientato interamente all’interno dell’auto del protagonista. Un luogo particolarmente ristretto, che contribuisce ad un forte senso di claustrofobia senza dimenticare di offrire grande intrattenimento. Knight, grazie ad un montaggio serrato, una narrazione frenetica e continui colpi di scena, confeziona infatti un film che nel corso dei suoi 85 minuti regala forti emozioni e importanti riflessioni sull’essere umano, la sua natura e il suo senso di responsabilità.

Ad aver reso ancor più avvincente il film vi è il fatto che questo sia stato girato in tempo reale. Nel corso di sole otto notti è infatti stato realizzato il film ogni volta da un punto di vista diverso, permettendo così all’attore protagonista, uno straordinario Tom Hardy, di dar vita ad un’intepretazione estremamente veritiera. Per tutti gli appassionati di questa tipologia di film, Locke è oggi un film imprescindibile, un thriller mozzafiato da cui è difficile distogliere l’attenzione. Prima di vederlo, sarà però bene sapere di più sulla sua trama e il cast di attori, ritrovando poi qui di seguito anche una spiegazione generale del suo significato.

Locke: la trama e il cast del film

Protagonista del film è Ivan Locke, capocantiere di un’importante ditta di costruzioni e amorevole padre di famiglia. Questo suo mondo perfetto, costruito con grande fatica, viene però bruscamente compromesso quando Locke riceve la chiamata di Bethan, una donna con cui aveva avuto una fugace relazione e che ora sta per partorire un suo figlio. Nel corso di un viaggio in auto notturno, Locke si trova a doversi far carico delle proprie responsabilità e fare delle chiamate molto difficili, da quella al suo sottoposto Donald, a cui deve spiegare il lavoro in cui deve sostituirlo, fino a quella con la moglie Katrina, a cui dovrà rivelare la verità.

Come anticipato, Locke vanta un unico attore presente davanti la macchina da presa: Tom Hardy. Nei panni di Ivan Locke, l’attore era l’unico che Knight voleva per il ruolo. Elettrizzato dall’esperienza che il progetto offriva, Hardy accettò con grande entusiasmo, recitando il film dall’inizio alla fine per otto giorni consecutivi. Nel corso di questo, infatti, si può notare come il suo volto si faccia sempre più stanco, poiché il tutto come già accennato veniva girato in tempo reale senza pause. Hardy ha poi ricevuto diversi premi per la sua interpretazione, da molti giudicata come una delle migliori della sua carriera.

Pur non comparendo fisicamente davanti la macchina da presa, nel film si possono ascoltare (in lingua originale) le voci di diversi celebri attori, impegnati nelle chiamate vocali con il protagonista. L’attore Andrew Scott, celebre per aver interpretato il prete di Fleabag, è qui Donald, il sottoposto di Locke. L’attrice Ruth Wilson e un giovane Tom Holland danno invece voce a Katrina e Eddie, rispettivamente moglie e figlio di Locke. La premio Oscar Olivia Colman interpreta invece Bethan, la donna in procinto di partorire. Durante le riprese tutti loro si trovavano in una stanza d’albergo, da cui davano luogo a vere chiamate con Hardy, contribuendo così al realismo dei dialoghi.

Locke spiegazione

Locke: la spiegazione del film

Nel corso della visione di Locke lo spettatore è portato a chiedersi come mai Locke scelga di mettere a rischio la propria vita famigliare e il proprio lavoro per una donna con cui ha avuto solo una fugace relazione. Il film diretto da Knight non è solo un brillante esperimento di come si possa costruire un racconto interamente ambientato all’interno di un automobile, ma anche una profonda riflessione sul senso di responsabilità e su come si decide di rapportarsi ad esso. Nel corso del film, infatti, Locke intraprende alcuni dialoghi immaginari con suo padre, colpevole di averlo abbandonato quando era piccolo.

Pur di non diventare come suo padre, Locke è pronto a farsi carico di quel suo figlio che sta per nascere, assicurandogli la sua presenza e dimostrando a sé stesso di non essere come il suo genitore. L’intero film si fonda dunque su questo conflitto, su quanto Locke sia disposto a sacrificare pur di liberarsi dal fantasma delle sue origini per diventare qualcosa di diverso. Ogni cosa nel film diventa dunque la metafora per quanto il protagonista sta vivendo e per il suo dovere morale. La struttura in costruzione dalla ditta del protagonista, che al minimo errore può crollare, va infatti a rappresentare la stessa vita di Locke, fortemente in bilico.

Le strade percorse dal protagonista diventano invece le tante possibilità che si incontrano nella propria vita, mentre la macchina altro non è che il proprio personale mondo, di cui si è al volante ma dovendo fare i conti anche con quanti ci circondano e con i fantasmi del passato. In ultimo, per comprendere meglio il film, è bene notare che lo stesso nome Locke sta sia ad indicare l’essere bloccato del personaggio (in auto e in una situazione difficile), sia ad offrire un riferimento al filosofo John Locke, il quale, tra le tante cose, sosteneva che lo spirito umano è una tavola rasa, da incidere azione dopo azione.

Locke: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Locke grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 22 agosto alle ore 21:15 sul canale Cielo.

Fonte: IMDb

Locke: clip del film con Tom Hardy

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Locke: clip del film con Tom Hardy

Arrivano la clip del film Locke, diretto da Steven Knight con Tom Hardy, che ha incantato la stampa all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

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Il film arriverà in sala il prossimo 30 aprile con Good Films.

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Locke-tom-hardyLocke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.

 

Locke Trailer italiano del film con Tom Hardy

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Locke Trailer italiano del film con Tom Hardy

Guarda il Trailer italiano del film Locke di Steven Knight con Tom Hardy pellicola che ha incantato la stampa all’ultima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e che il prossimo 30 aprile uscirà al cinema distribuito da Good Films.

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Locke-tom-hardyLocke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.

 

Locke trailer del film con Tom Hardy

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Locke trailer del film con Tom Hardy

locke-posterPubblicato il primo trailer di Locke, film di Steven Knight (sceneggiatore di La Promessa dell’Assassino e Piccoli Affari Sporchi) già acclamato al Festival di  Venezia per la grandiosa interpretazione di Tom Hardy e per avere la particolarità di essere stato girato in tempo reale.
Locke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.

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Locke featurette del film con Tom Hardy

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Locke featurette del film con Tom Hardy

Locke-tom-hardyUscirà questa settimana Locke di Steven Knight, il film che vede protagonista assoluto Tom Hardy in un one-man show di 80 minuti girato in tempo reale.

Locke è ambientato tutto all’interno di un’autovettura: racconta la storia di Ivan Locke, padre di famiglia e gran lavoratore che riceve una telefonata inaspettata. Parte così un viaggio contro il tempo che porterà il protagonista a raggiungere Londra in macchina da Birmingham per adempiere al suo ruolo di padre. Durante il viaggio l’uomo dovrà far fronte, sempre dall’abitacolo della sua autovettura, a diversi problemi, tra cui un’importante consegna lavorativa che potrebbe cambiare la sua carriera.
Di seguito vi proponiamo una featurette con regista e produttore del film

 

Fonte: THR

 

Locke and Key: trovato lo sceneggiatore

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Più di un anno fa era stato rivelato che Alex Kurtzman e Roberto Orci avrebbero portato sullo schermo la serie a fumetti di Joe Hill e Gabriel Rodriguez, dal titolo Locke and Key. Adesso, via The Hollywood Reporter, arriva la notizia che lo sceneggiatore Albert Torres si occuperà di curare lo script dell’adattamento cinematografico.

In precedenza, Torres aveva scritto il film del 2008 Henry Poole Is Here, insieme ad una prima stesura della sceneggiatura del live action Ben 10.

Locke and Key, serie a fumetti pubblicata dal 2008 al 2013 e divisa in sei volumi, racconta la storia della famiglia Locke, che che si trasferisce in un posto chiamato Keyhouse, una villa nel New England con fantastiche chiavi che aprono porte che donano agli abitanti della casa incredibili abilità. L’abitazione, però, è anche la sede di una creatura piena di odio  e rancore che non si darà pace fino a quando non costringerà gli abitanti ad aprire la porta più spaventosa di tutte.

Fonte

Locke & Key: recensione della serie Netflix

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Locke & Key: recensione della serie Netflix

Sarà disponibile dal 7 febbraio su Netflix Locke & Key, la nuova serie originale del colosso dello streaming, adattamento dai fumetti di Joe Hill e Gabriel Rodriguez. La serie, dedicata principalmente ad un pubblico di adolescenti, dati i toni che toccano il dramma familiare ma anche l’avventura e il gioco, è formata da dieci episodi da 50 minuti con finale aperto, cosa che ci garantisce, quasi matematicamente, una seconda stagione.

La storia è però lontana dall’immediatezza di altri prodotti recenti Netflix, come il riadattamento di Sabrina o Sex Education (entrambe le serie hanno come target gli adolescenti). Parte invece da un dramma familiare per poi diventare un’avventura fantastica in cui gli adulti sono estromessi dalla magia vera e propria e rappresentano più che altro degli ostacoli, persone da evitare, sconfiggere, da cui fuggire o semplicemente da aiutare.

La trama di Locke & Key, nuova serie Netflix

Locke & Key racconta dei tre fratelli Locke, che, dopo essere rimasti orfani di padre, morto in circostanze misteriose, si ritirano a vivere insieme alla madre in una vecchia casa di famiglia, Keyhouse. La grande dimora però custodisce un segreto, che presto i ragazzi scopriranno: al suo interno sono nascoste delle chiavi che aprono porte magiche, nel tempo, nella mente, persino nel mondo dei morti, oggetti affascinanti che, a loro volta, riserveranno molte sorprese ai tre giovani Locke.

Fanno da sfondo all’avventura magica sentimenti quali l’elaborazione del lutto, del senso di colpa, della separazione e dell’amore familiare. Da Carlton Cuse (Lost, Bates Motel) e Meredith Averill (The Haunting of Hill House), Locke & Key è senza dubbio un esperimento bizzarro, almeno per quanto riguarda la prima parte della stagione, in cui vengono messe le carte in tavola e si imparano a conoscere i protagonisti. A questa prima parte di assestamento che potrebbe scoraggiare la visione, segue però una seconda metà di stagione molto più animata e coinvolgente, sia per quanto riguarda il ritmo che per quello che concerne lo sviluppo narrativo, che diventa più interessante.

Andando a scomodare i grandi archetipi del genere horror, la serie sviluppa in una chiave molto originale il concetto di casa organica, in cui è l’edificio che fa da sfondo alla vicenda, in questo caso Keyhouse (non a caso “la casa della chiave”), a farsi personaggio intorno ai protagonisti in carne e ossa. Un elemento “magico” che scopriamo dall’inizio di questa storia è che le chiavi vogliono farsi trovare e sussurrano ai protagonisti per farsi intercettare all’interno dell’edificio, che si trasforma intorno ad esse.

Un altro elemento che rende Locke & Key un prodotto generazionale ma interessante è l’utilizzo del comparto sonoro. Ridotto all’osso in gran parte delle scene più importanti, l’assenza di suono contribuisce a tendere l’atmosfera, con effetti davvero “spaventosi” in più di un’occasione.

I protagonisti vincenti

Se però la serie avrà successo, al di là della trama che chi ha letto i fumetti già conosce, sarà perché il cast di giovani attori scelti per i ruoli principali dimostra alchimia e carisma da vendere. Dallo scontroso ma protettivo Tyler di Connor Jessup, alla turbolenta ma responsabile Kinsey di Emilia Jones, al fin troppo giudizioso e tenerissimo Bode di Jackson Robert Scott, il terzetto che interpreta i fratelli Locke bucherà gli schermi di pc e tv.

Locke & Key è sicuramente un prodotto interessante e originale, che potrebbe catturare l’attenzione di una fetta di pubblico disposta a coniugare un dramma familiare con un’avventura fantasy e sporadiche declinazioni verso il thriller e l’horror.

Location Marvel Cinematic Universe, ecco le più iconiche

Location Marvel Cinematic Universe, ecco le più iconiche

A chi non piace viaggiare? Visitare posti nuovi è una delle attività che le persone curiose maggiormente amano, tuttavia, soprattutto in periodo di emergenza sanitaria globale, è difficile continuare a farlo. La bellezza del cinema è che, invece, può continuare a portarci in giro per il mondo, o per i mondi, in particolare, nelle nostre location cinematografiche preferite. E quale universo cinematografico ha un maggior numero di location iconiche e super riconoscibili, se non il Marvel Cinematic Universe?

Ecco di seguito le 10 location più iconiche del MCU:

La baita di Tony – Avengers: Endgame

La baita di Tony e Pepper in riva al lago è stata una location così amata ed apprezzata dagli spettatori di Avengers: Endgame che, sulla scia del film, i fan hanno trovato l’edificio su Airbnb, mandando in tilt le prenotazioni.

Nella vita reale, la baita si trova in Georgia, mentre nel film non è chiaro quale sia la sua location, tuttavia è riuscita decisamente a catturare l’attenzione e l’immaginazione degli spettatori.

I campi di fiori in Olanda – Spider-Man: Far From Home

La scena in Spider-Man: Far From Home in cui Peter viene arruolato da Happy mentre è in Olanda è unica e visivamente accattivante. La scena è coloratissima, una distesa di tulipani variopinti, tutti aggiunti con il VFX.

È in un momento del film in cui Spider-Man è alle strette, non sa più di chi si può fidare, quindi il fatto di essere salvato da Happy in un paesaggio così incredibile è probabilmente un omaggio alla creatività che Peter ha ereditato da Iron Man, recentemente scomparso.

Avengers Facility – Avengers: Endgame

Situato alla periferia di New York City, la Avengers Facility è la location principale di Avengers: Endgame. Anche se Thanos l’ha fatta a pezzi alla fine del film, la struttura era la base operativa perfetta per gli eroi per incontrarsi dopo il caos di Infinity War.

La struttura nella vita reale è in realtà situata nell’East Anglia, nel Regno Unito, e i fan del film possono visitare la struttura anche se probabilmente al suo interno non c’è una macchina del tempo, né vi sono custodite le Gemme dell’Infinito.

La Fattoria – Avengers: Endgame

Thanos si ritira nella sua fattoria su un pianeta lontano dopo che lo schicco di Infinity War ha spazzato via il 50% di tutte le creature viventi. Mentre lo schiocco ha quasi ucciso il titano pazzo, decide rinunciare alla veste di guerriero e diventare una specie di contadino / giardiniere, in solitudine per il resto della sua vita.

Considerando che Thanos poteva scegliere un luogo qualsiasi in tutto l’universo, sceglie un pianeta isolato e molto bello. Le immagini del Titano che raccoglie i suoi frutti sono bellissime e anche molto significative.

Sakaar – Thor: Ragnarok

Sakaar è il pianeta discarica, governato dal Granmaestro interpretato da Jeff Goldblum, e disseminato di fumetti Marvel come un Easter egg che si spera tornerà nei film di Thor più tardi.

Anche se è visto come un pianeta desolato, Sakaar è uno dei pianeti del MCU più colorati, specialmente quando c’è una festa in strada a tema Hulk in cui si imbattono Thor e Bruce Banner, mentre cercano di scappare.

Xandar – Guardiani della Galassia

Xandar è presente in Guardiani della Galassia e Guardiani della Galassia Vol. 2, oltre a essere menzionato in Thor: Ragnarok e Infinity War. Il pianeta è la capitale dell’Impero Nova, un gruppo che deve ancora essere adeguatamente introdotto nel MCU.

Estremamente luminoso e accogliente, questo pianeta ricorda una tipica città di fantascienza situata sopra le nuvole. Tutto il franchise di Guardiani ci ha offerto scenari spettacolari, ma Xandar è uno dei punti forti dei film di James Gunn.

Vormir – Infinity War/Endgame

Vormir è la dimora della Gemma dell’Anima, e per raggiungerla bisogna pagare un prezzo altissimo, sacrificando ciò che amiamo di più. Thanos lo fa in Infinity War quando sacrifica Gamora, e poi Clint Barton fa lo stesso in Endgame quando Vedova Nera muore.

Quando si ottiene la Gemma dell’Anima, l’intero Vormir viene visualizzato nella sua forma sbalorditiva, e sebbene il pianeta sia presente brevemente nell’MCU, la sua estetica è estremamente piacevole.

Ego – Guardiani della Galassia Vol. 2

Ego è il papà di Peter Quill ed è il cattivo principale di Guardiani della Galassia Vol. 2; tuttavia, lui è anche un pianeta vero e proprio, in quanto non è una persona, ma un Celestiale che può assumere la forma che più desidera.

Il pianeta su cui ha la sua base, e quello su cui i Guardiani si imbattono durante il film, è bellissimo e funge da paradiso per le disavventure intergalattiche dei protagonisti. Questo fino a quando il team non scopre che Ego è in realtà un maniaco divoratore di pianeti e il suo stesso pianeta, insieme a lui, viene distrutto.

Asgard – Trilogia di Thor

Asgard è la casa degli Asgardiani, una razza nordica aliena governata dal Dio del Tuono e membro degli Avenger, Thor. Nei film di Thor, Asgard compare tantissimo, soprattutto nel secondo, ed è un luogo magnifico, più simile ad una città con al centro un grandioso palazzo che a un pianeta.

Ci sono molte scene ambientate su Asgard e l’evoluzione del tono legato al personaggio di Thor le ha rese man mano più comiche, nonostante l’iniziale gravità del personaggio. Il luogo viene poi distrutto in Ragnarok, e ricostruito sulla Terra, anche se non è altrettanto glorioso.

Wakanda – Black Panther

Il luogo più epico dell’intero MCU è senza dubbio la nazione di Wakanda. E’ un mondo nascosto dalle mappe nel cuore dell’Africa ed è la casa di Black Panther. La sua ricchezza più grande è il vibranio, un minerale presente nelle viscere della terra su cui si edifica la nazione.

La città/nazione di Wakanda è di una bellezza che incanta in un modo che apre il MCU a nuove possibilità e ha sicuramente contribuito al successo planetario di Black Panther.

Locarno78: annunciata la selezione ufficiale

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Locarno78: annunciata la selezione ufficiale

Dal 6 al 16 agosto 2025, Locarno tornerà a essere il cuore vibrante del grande cinema internazionale, accogliendo una programmazione ricca e variegata: dalle proposte più audaci e sperimentali al grande cinema popolare. I concorsi offriranno uno sguardo originale su nuove forme narrative, mentre sulla Piazza Grande si alterneranno storie umane intense e toccanti, illuminate dalla presenza di grandi star internazionali. Con la sua 78ª edizione, Locarno si conferma una vetrina aperta a tutti i linguaggi e immaginari del cinema contemporaneo.

SCARICA QUI L’ELENCO DEI TITOLI di Locarno78

Giona A. Nazzaro, direttore artistico del Locarno Film Festival: “I film della 78esima edizione rappresentano quanto di vivo, necessario e audace respira nel cinema contemporaneo, oggi. Un cinema tutto al presente indicativo, privo di qualsiasi nostalgia e proiettato tutto in avanti, verso un futuro aperto, mobile, inclusivo, da immaginare insieme, nuovamente. Un cinema giocoso e pericoloso, che si assume molti rischi, ma anche un cinema che non dimentica di ridere e di irridere, e di interrogare la storia in tutti i suoi aspetti. Cinema necessario, dunque, da scoprire nel buio della sala cinematografica, per ritrovare il senso profondo del piacere e del senso di appartenere a una comunità. Film pensati per la sala cinematografica e per l’esperienza collettiva, davanti allo schermo. Il cinema, ancora una volta, è ora. Tutto in avanti”.

14 film, incluse 4 prime mondiali e 2 prime internazionali, saranno presentati in Piazza Grande, lo straordinario cinema all’aperto di Locarno, in grado di ospitare ogni sera migliaia di spettatori.

Nel Concorso Internazionale 17 film provenienti da tutto il mondo e presentati in prima mondiale competono per il Pardo d’Oro. Qui trova spazio il meglio del panorama cinematografico contemporaneo: qui autori affermati e talenti emergenti, forme classiche e sperimentali tracciano i nuovi territori dell’arte cinematografica.

Il Concorso Cineasti del Presente, lo spazio dedicato agli autori di oggi e al cinema di domani, comprende 15 film: opere prime o seconde, tutte in prima mondiale.

Fuori Concorso è il laboratorio creativo in cui prendono forma nuove visioni e si riscrivono i linguaggi del cinema: una sezione non competitiva che funge da laboratorio di contaminazione tra tutti i generi immaginabili e le diverse forme di narrazione. La sezione comprende 14 film, di cui 12 prime mondiali e una prima internazionale.

Prospettive inedite sulla storia del cinema con 15 film: una sezione diversificata che contiene classici appena restaurati e film poco conosciuti.

Locarno78: il Pardo d’Oro a Alexander Payne

All’interno della missione del Locarno Film Festival, Pardi di Domani rappresenta un pilastro fondamentale: favorisce il dialogo fra tradizioni e generazioni e sostiene i cineasti che contribuiranno a definire il futuro del linguaggio cinematografico. L’edizione di quest’anno presenta 40 prime mondiali, provenienti da tre concorsi e 25 paesi diversi, e traccia una panoramica delle possibili direzioni del cinema di domani. Attraverso il Concorso Nazionale e Internazionale, il Festival sostiene lo sviluppo di nuovi talenti, offrendo loro visibilità e un accesso privilegiato al contesto professionale internazionale. Il Concorso Corti d’Autore propone opere straordinarie che ci ricordano quanto il formato breve possa essere una preziosa fonte di ispirazione anche per gli autori affermati.

Pochi festival internazionali possono vantare rilevanza culturale pari a quella delle celebri retrospettive del Locarno Film Festival, che ormai da anni contribuiscono in modo determinante al dibattito mondiale sul cinema di ieri. Che si tratti di studi completi del corpus di un grande autore – i quali offrono la possibilità di assorbire la complessità della produzione artistica di un cineasta nella sua interezza – oppure di una riconsiderazione non canonica di cinema nazionali o case di produzione, la ricca Retrospettiva è un appuntamento amatissimo da cinefili, studiosi, professionisti e grande pubblico. Quest’anno non fa eccezione: con “Great Expectations” il Festival rende omaggio al cinema britannico postbellico, riunendo pellicole restaurate in digitale e copie provenienti dalla collezione del BFI National Archive – che quest’anno festeggia il suo 90° anniversario.

Una selezione dedicata al pubblico dei più giovani, un viaggio iniziatico nel mondo del cinema, grazie a una selezione di film dedicati a bambini e ragazzi, con 4 prime mondiali e 2 internazionali e immersioni nel mondo dell’animazione, tra cui la prima svizzera di Mary Anning, chasseuse de fossiles (2025), il nuovo film d’animazione di Marcel Barelli, premiato quest’anno con il Locarno Kids Award presentato dalla Mobiliare.

Nel primo anno di un ciclo quadriennale dedicato a 42 paesi del continente africano, Open Doors offrirà una panoramica delle più interessanti produzioni indipendenti della sua attuale regione di riferimento. Quest’anno saranno presentati 8 lungometraggi e 5 cortometraggi.

La Semaine de la Critique presenta 7 lungometraggi documentari in prima mondiale o internazionale, selezionati dall’Associazione Svizzera dei Giornalisti Cinematografici.

Una selezione di 10 lungometraggi e 2 corti che rappresentano il meglio della produzione elvetica, scelta da una commissione di rappresentanti delle Giornate di Soletta, dell’Accademia del Cinema Svizzero e SWISS FILMS.

Locarno74: nasce il nuovo concorso Corti d’autore

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Locarno74: nasce il nuovo concorso Corti d’autore

Pardi di domani, la sezione del Locarno Film Festival dedicata ai cortometraggi, si arricchisce di un nuovo programma competitivo, Corti d’autore, riservato alle opere brevi di cineasti già protagonisti del panorama internazionale. La direzione artistica, che sta lavorando al disegno di un’edizione si spera all’insegna del rilancio e della ripartenza, apre così una significativa possibilità di partecipazione al Festival a registi di rilievo impegnati a sperimentare con formati inediti e innovativi.

Il Locarno Film Festival riparte nel 2021 accendendo una nuova luce sul cortometraggio, da trent’anni al centro della sua programmazione, riconoscendolo oltre che come “trampolino di lancio” anche come terreno di ricerca espressiva e poetica, tanto per i talenti emergenti quanto per gli autori più noti. Finora la sezione dedicata, Pardi di domani, ha accolto i corti – svizzeri e internazionali – di registi che non avevano ancora realizzato lungometraggi. Corti d’autore, questo il nome del nuovo concorso, sarà invece un terzo programma competitivo interamente dedicato ai cortometraggi e mediometraggi di registe e registi già affermate/i, le cui opere saranno presentate in prima mondiale o internazionale e che potranno ricevere un premio.

Il direttore artistico, Giona A. Nazzaro: “Corti d’autore intende essere un luogo dove opere fuori formato di autori affermati trovano accoglienza e visibilità.  Una sezione nuova, competitiva, dedicata agli sguardi irregolari del cinema, senza distinzione di genere, in continuità con la vocazione di Locarno tesa a scoprire voci nuove lanciate verso il futuro.”

Le iscrizioni per il nuovo concorso Corti d’autore sono aperte fin da subito e registe e registi da tutto il mondo possono rispondere alla call for entry per partecipare alla selezione. Maggiori dettagli qui.

Eddie Bertozzi, responsabile Comitato Pardi di domani, che con gli altri nuovi selezionatori della sezione – Anne Gaschütz, Enrico Vannucci e Valeria Wagner – si occuperà di visionare e scegliere i cortometraggi anche per questo nuovo concorso: “Corti d’autore è uno stimolante invito a ridefinire la nostra percezione di cosa sia un cortometraggio, chi lo dirige e perché. Non solo una fondamentale palestra per talenti emergenti, ma anche terreno di elezione per artisti affermati, che nella forma breve ritrovano una libertà inedita nel raccontare storie e sperimentare stili che sfidano le rigidità del formato più canonico.

In attesa di scoprire i nomi che faranno parte del concorso Corti d’autore, per tutto febbraio gli amanti del formato breve possono assistere alla terza edizione delle Locarno Shorts Weeks, l’evento off e digitale del Locarno Film Festival, organizzato con il sostegno di Swiss Life, che propone gratuitamente sul proprio sito un corto al giorno, con una durata di programmazione di 7 giorni. La selezione prevede cortometraggi presentati in diverse sezioni del programma di Locarno72 da Pardi di domani a Open Doors Screenings.

La 74esima edizione del Locarno Film Festival si terrà dal 4 al 14 agosto 2021. Il team del Festival sta lavorando, nel pieno e rigoroso rispetto delle norme sanitarie, nell’ottica di realizzare un’edizione completa della manifestazione. Qualora le stesse norme lo imponessero, il Festival si riserva la possibilità di apportare delle modifiche organizzative, che verranno comunicate a tempo debito ai media e al pubblico.

Locarno: presentata la 67esima edizione

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Come ogni anno, il Consolato svizzero di via Palestro a Milano è sede della rituale conferenza stampa di presentazione del Festival del Cinema di Locarno, quest’anno giunto alla 67esima edizione.

A fare gli onori di casa il console Massimo Baggi ed il presidente del Festival Marco Solari, il quale con la solita eleganza e simpatia ha coordinato i vari interventi. La sinergia tra il Festival ticinese e l’Italia rimane forte e salda, come testimoniano le già annunciate proiezioni dei film vincitori tra il 15 ed il 17 settembre a Milano ; fa un certo rumore, come ha sottolineato il presidente Solari, la rinuncia dell’Anec di Roma, una rinuncia che negherà alla capitale di omaggiare, come ogni anno, un Festival importante come quello di Locarno.

Il festival si terrà tra il 6 ed il 16 di agosto, a fornire i dettagli sulla rassegna è stato il direttore artistico Carlo Chatrian. 150 film in concorso più un altro centinaio fuori concorso o inseriti in varie retrospettive, film provenienti, come da abitudine, dalle parti più disparate del pianeta e senza barriere o preclusioni alle innovazioni espressive o stilistiche emergenti. Come confermato da Chatrian, i titoli in gara dal maggior richiamo e dalle attese più sentite saranno Lucy di Luc Besson, The Hundred – foot journey di Lasse Hallstrom con Helen Mirren, Les Plages d’Agnès di e con Agnès Varda cui il Festival dedica una delle tante retrospettive e La sapienza di Eugene Green in cui si racconta di un viaggio itinerante all’insegna dell’arte e dell’architettura rinascimentale.

Tra i titoli in concorso anche alcuni registi italiani di cui, Chatrian assicura, non rimarremo delusi, come Simone Rapisarda con il suo Creazione di un significato in cui racconta le Alpi Apuane tra testimonianze di una guerra partigiana che fu ed un presente incerto, Gianfranco Pennone fuori-concorso con il suo Sul Vulcano con cui presenta un interessantissimo docu film sul Vesuvio tra ambiente, natura e poesia e tra le opere nuove Perfidia di Bonifacio Angius dove una Sardegna aspra ed amara fa da sfondo ad un conflitto padre-figlio.

Un’edizione che parla molto italiano in quanto dopo quattro anni di approfondimenti e omaggi al cinema indipendente d’oltreoceano, Locarno dedicherà una lunga serie di proiezioni e iniziative alla storica casa di produzione cinematografica Titanus di Guido Lombardo, ultimo discendente di una dinastia di produttori che fa cinema in Italia dal 1904. Tra i tanti capolavori scelti e che verranno proiettati, citiamo ad esempio Il gattopardo, Pane amore e fantasia, La ciociara, La ragazza con la valigia e L’uccello dalle piume di cristallo, uno dei primi lungometraggi di Dario Argento che sarà ospite durante la rassegna e incontrerà il pubblico.

Tra i tanti ospiti, il direttore Chatrian ha voluto sottolineare la retrospettiva dedicata a Jean Pierre Leàud ( il ragazzino de I 400 colpi di Truffeaut) che verrà omaggiato con un Pardo alla Carriera e con una serie di proiezioni dedicate alla Nouvelle Vague.

Locarno Pro 2019, focus sulla Serbia

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Locarno Pro 2019, focus sulla Serbia

La nona edizione dell’iniziativa di Locarno Pro dedicata ai film in fase di post-produzione punta il suo sguardo sulla Serbia, accogliendo e sostenendo una cinematografia che negli ultimi anni il Locarno Film Festival ha già fatto conoscere al proprio pubblico.

Tra le iniziative promosse da Locarno Pro, First Look si propone come un trampolino di lancio per i film del futuro, opere in essere, ma non ancora realizzate. L’occhio di First Look quest’anno si concentrerà sulla Serbia, paese dalla cinematografia riconosciuta a livello internazionale grazie anche ai recenti film presentati al Locarno Film Festival, come In Praise of Nothing di Boris Mitic , nella sezione Signs of Life del 2017, oppure i due cortometraggi nella sezione Pardi di domani: Loop di Matija Gluščević e Nikog nema (Nobody Here) di Jelena Gavrilović. Ancora, nel 2016 il Locarno Film Festival presentò sempre in Signs of Life il lungometraggio di Dane Komljen Svi severni gradovi (All the Cities of the North, 2016) e nella sezione Pardi di domani il film Tranzicija (Transition) di Milica Tomovic. Infine non dimentichiamo nel Concorso internazionale del 2010 il film Beli beli svet, di Oleg Novković, che ha portato un Pardo per la miglior interpretazione femminile all’attrice Jasna Djuricic.

Grazie alla collaborazione con il Film Center Serbia First Look selezionerà dai 5 a 7 film in fase di post-produzione. I produttori dei progetti selezionati parteciperanno al Locarno Film Festival e avranno modo di presentare le loro opere ai professionisti del settore durante le giornate cuore di Locarno Pro, dal 9 all’11 agosto. I film saranno proiettati per un pubblico di venditori, compratori, programmatori e rappresentanti dei fondi di sostegno alla post-produzione al fine di promuoverne il completamento, la vendita e la carriera festivaliera.

Il Film Center Serbia raccoglierà le iscrizioni fino al 31 maggio 2019 e i progetti selezionati dal team del Locarno Film Festival saranno annunciati nell’ultima settimana di luglio.

Una giuria composta di direttori e programmatori di festival internazionali assegnerà i First Look Award, ovvero servizi per la finalizzazione del film in fase di post-produzione del valore di 65’000 € offerti da Cinelab Bucharest, il premio Le Film Français, che consiste in servizi pubblicitari del valore di 5’600 € e il premio offerto da Kaiju Cinema D/ffusion del valore di 5’000 €, per la realizzazione del design di un poster internazionale.

First Look prosegue sulla scia di successo delle sue recenti edizioni dedicate a Portogallo (2018), Paesi baltici (2017), Polonia (2016), Israele (2015), Brasile (2014), Cile (2013), Messico (2012) e Colombia (2011) tramite le quali ha potuto promuovere film di successo come Golpe de Sol (Sunburn, 2018) di Vicente Alves do Ó, il film Portugal (2017) di Lauri Lagle Ptaki spiewaja w Kigali (Birds are Singing in Kigali, 2017) di Joanna Kos-Krauze e Krzysztof Krauze, Sufat Chol (Sand Storm, 2016) di Elite Zexer, Que Horas Ela Volta? (The Second Mother, 2015) di Anna Muylaert, Matar a un hombre (To Kill a Man, 2014) di Alejandro Fernandez Almendras e La Playa D.C. (2012) di Juan Andrés Arango.

La 72esima edizione del Locarno Film Festival si terrà dal 7 al 17 agosto 2019.

www.locarnofestival.ch