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Gargoyles: Kenneth Branagh dirigerà il live-action

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Gargoyles: Kenneth Branagh dirigerà il live-action

Dopo aver languito per anni nell’inferno dello sviluppo, un film live-action di Gargoyles della Disney sta finalmente vedendo la luce del giorno. L’attore e regista premio Oscar Kenneth Branagh sembra destinato a dirigere il progetto basato sulla popolare serie animata degli anni ’90 con lo stesso nome, per diventare l’ultimo film della lunga serie di remake live-action della Disney.

La conferma che Branagh dirigerà il film è attualmente l’unica informazione disponibile, perché non sono stati annunciati sceneggiatori o potenziali elenchi di attori. Non è chiaro a che punto sia lo sviluppo del progetto. Tuttavia, con Hollywood più o meno completamente ferma con gli scioperi WGA e SAG-AFTRA in pieno svolgimento, è probabile che ci vorrà un po’ di tempo prima che si abbiano nuovi aggiornamenti sullo sviluppo di Gargoyles. È stato anche riferito che Branagh si è unito ai picchetti, quindi è chiaramente solidale con l’interruzione del lavoro.

Il film è probabilmente in buone mani con il suo nuovo regista, poiché Branagh è stato ampiamente lodato per il suo lavoro sia davanti che dietro la telecamera. Ben noto per aver recitato nei film che dirige, Kenneth Branagh ha diretto una serie di recenti successi al botteghino, tra cui gli adattamenti gialli di Agatha Christie Assassinio sull’Orient Express e Assassinio sul Nilo.

Il prossimo film di quella serie, Assassinio a Venezia, è previsto per il 15 settembre 2023, in uscita con 20th Century. La sua opera più riconoscibile da regia, tuttavia, forse è Belfast del 2021, il suo film semi-autobiografico che ha ricevuto nomination all’Oscar per il miglior film e il miglior regista e che ha portato a casa il premio per la migliore sceneggiatura. Inoltre, non è estraneo ai remake live-action della Disney, avendo diretto Cenerentola del 2015 con Lily James. Davanti alla macchina da presa, Kenneth Branagh potrà presto essere visto nei panni del fisico Niels Bohr nel prossimo film biografico di Christopher Nolan, Oppenheimer.

Gargoyles: il live action è in produzione per Disney+ con James Wan alla produzione

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Dopo molti anni di voci in merito al progetto in sviluppo, sembra che l’adattamento in live-action dedicato a Gargoyles potrebbe finalmente trovare la sua strada per entrare fattivamente in produzione, grazie a Disney+ e James Wan.

Variety ha confermato che il servizio di streaming sta lavorando con lo sceneggiatore Gary Dauberman e la Atomic Monster di James Wan per sviluppare una versione live-action dell’amata serie animata. Dauberman dovrebbe essere lo sceneggiatore e produttore esecutivo con James Wan che ricoprirebbe anche il ruolo di produttore esecutivo, con alle spalle Disney Branded Television.

L’attuale logline del progetto recita: “Basato sulla serie animata Disney classica, Golia è l’ultimo di un’eroica razza di guerrieri gargoyle che un tempo vivevano tra gli umani. Libero da una maledizione secolare che lo aveva trasformato in pietra, Golia lotta per risolvere il mistero del suo passato mentre veglia sulla moderna New York insieme alla detective della polizia Elisa Maza.”

Gargoyles è stato creato da Greg Weisman e prodotto dalla Walt Disney Television Animation. Nonostante fosse una serie Disney, la serie era nota per i toni più oscuri. Nella serie, una specie notturna conosciuta con il nome di gargoyle, durante il giorno è di pietra, ma si anima di notte. Quando un clan di gargoyle che viveva in Scozia alla fine del X secolo viene tradito e maledetto da un incantesimo, non riesce a liberarsi dal suo sonno di pietra se non mille anni dopo, nella moderna New York, grazie all’intervento di un ricco industriale di nome David Xanatos. Decidono così di eleggere New York a loro nuova casa e giurano di proteggerla.

Garfield: Una missione gustosa, nuovo trailer del film

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Garfield: Una missione gustosa, nuovo trailer del film

Sony Pictures ha diffuso un nuovo divertente trailer di Garfield: Una missione gustosa, l’atteso nuovo film su gatto più divertente del cinema.

Il nuovo trailer di Garfield: Una missione gustosa il film di animazione Sony Pictures diretto da Mark Dindal e tratto dai personaggi creati da Jim Davis. Maurizio Merluzzo sarà la voce italiana del protagonista che nella sua versione originale è doppiato da Chris Pratt.

Doppiatore, attore, influencer e presentatore, Maurizio Merluzzo è stato la voce di protagonisti di celebri film e serie TV (Elvis, Shazam!, Vikings, La Fantastica Signora Maisel, Catfish, Fratelli in Affari), cartoni animati (Dragon Ball Super, Naruto, One Punch Man) e videogames (Overwatch, League of Legends, Assassin’s Creed, Call of Duty).

Garfield: Una missione gustosa, scritto da David Reynolds (Alla ricerca di Nemo e Le Follie dell’Imperatore), sarà solo al cinema dal 1° maggio prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.

Garfield, il famosissimo gatto di casa che odia il lunedì e ama le lasagne, sta per vivere una scatenata avventura all’aperto! Dopo l’inaspettato incontro con il padre perduto da tempo, il trasandato gatto di strada Vic, Garfield e il suo amico canino Odie sono costretti a lasciare la loro vita piena di comodità per unirsi a Vic in un’esilarante rapina ad alto rischio.

Garfield: Una missione gustosa è prodotto da John Cohen, Broderick Johnson, Andrew A. Kosove, Steven P. Wegner, Craig Sost, Namit Malhotra e Crosby Clyse. Executive Producers sono Jim Davis, Bridget McMeel, David Reynolds, Scott Parish, Carl Rogers, Simon Hedges, Chris Pflug, Louis Koo, Steve Sarowitz, Justin Baldwine Peter Luo.

Il cast di voci originali comprende gli attori Chris Pratt, Samuel L. Jackson, Hannah Waddingham, Ving Rhames, Nicholas Hoult, Cecily Strong, Harvey Guillén, Brett Goldstein e Bowen Yang.

Garfield: in arrivo il film d’animazione

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Garfield: in arrivo il film d’animazione

La Alcon Entertainment ha acquistato i diritti per la realizzazione di un film d’animazione dedicato a Garfield, il fumetto creato nel 1978 da Jim Davis, con protagonista l’omonimo gatto.

L’obiettivo dei produttori Broderick Johnson e Andrew Kosove è quello di realizzare una serie di film animati in CGI per dare vita ad un vero e proprio franchise. Jim Davis figurerà come produttore esecutivo.

Il simpatico gatto era già stato protagonista nel 2004 di Garfield Il Film, per la regia di Peter Hewitt. La pellicola venne stroncata dalla critica, ma ricevette una buona accoglienza al box office americano. Nel 2006 venne realizzato anche un sequel, dal titolo Garfield 2, diretto questa volta da Tim Hill.

Garfield detiene dal 2001 il primato come striscia a fumetti più pubblicata al mondo. Ad oggi viene pubblicato su 2.570 quotidiani e giornali (dal 2006) nel mondo. Già nel 2007 e nel 2008 sono usciti due film d’animazione dedicati al gatto più popolare d’America, seguiti da un’alltra pellicola nel 2011.

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Fonte: CS

Garfield, il film con Chris Pratt ha una data d’uscita

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Garfield, il film con Chris Pratt ha una data d’uscita

Il gatto grasso più famoso del mondo tornerà presto nei cinema: Garfield, un film d’animazione con Chris Pratt nei panni del famoso personaggio dei fumetti di Jim Davis, sarà presentato in sala il 16 febbraio 2024.

Oltre a Pratt, il film vedrà come protagonista anche Samuel L. Jackson nei panni di un personaggio nuovo di zecca nell’universo di Garfield, Vic, che è il padre del felino arancione. La trama che riporterà il padre di Garfield nella sua vita rimane nascosta. Sebbene nessun altro membro del cast sia stato annunciato, il film presumibilmente presenterà personaggi classici del franchise, tra cui il suo proprietario Jon Arbuckle e il cucciolo Odie.

Il film d’animazione rappresenta l’ultima uscita sul grande schermo per l’iconico felino misantropo, amante delle lasagne. Bill Murray ha doppiato il personaggio in due film, Garfield: The Movie del 2004 e il suo sequel del 2006 Garfield: A Tail of Two Kitties, entrambi realizzati con tecnica mista. I due film hanno ricevuto recensioni in gran parte negative, ma hanno avuto entrambi un successo commerciale. Inoltre, il franchise ha anche generato una moltitudine di film direct-to-video. Sul piccolo schermo, la serie ha visto la realizzazione di diversi show animati.

Garfield è diretto da Mark Dindal (Chicken Little, Le follie dell’Imperatore), da una sceneggiatura scritta da David Reynolds (Alla ricerca di Nemo). La Columbia Pictures produce, mentre Alcon Entertainment, che possiede i diritti della serie di fumetti e del marchio “Garfield”, finanzia. Sony Pictures distribuirà il film a livello globale, esclusa la Cina. Davis sarà il produttore esecutivo del film, insieme a Bridget McMeel e Craig Sost. I produttori includono John Cohen, Steven P. Wegner, Andrew Kosove, Broderick Johnson, Namit Malhotra e Tom Jacomb.

Garfield 3D: recensione del film

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Garfield 3D: recensione del film

Quando il “Mondo dei Cartoni” incontra il “Mondo dei fumetti” in un’avventura interdimensionale, la trovata non può che funzionare. Quando poi il protagonista è il famoso gatto sornione Garfield, c’è da aspettarsene delle belle.

Questa la nuova idea del regista Mark. A.Z. Dippè, che dopo il 2007, il 2008 e il 2009 torna a realizzare una nuova pellicola sul gattone tigrato. Sempre lui, Garfield, il gatto che passa le sue giornate a mangiare e a dormire, con quelle caratteristiche fisiche dell’americano da “divano” che ha scelto di attribuirgli il suo creatore fumettista Jim Davis: “E’ semplicemente un essere umano dentro un abito da gatto”. In questa nuova avventura Garfield è contornato dai suoi amici, il gatto Nermal e il cagnolino Odie e dalla sua fidanzata gattina Arlene, alla quale Garfield ha poco tempo da dedicare preso continuamente a mangiare hot dog strapieni di ketchup .

Ma avverrà qualcosa che sconvolgerà la vita dei cartoni e contro ogni aspettativa, anche quella  di Garfield: un supereroe dei fumetti, Garzooka, un gatto super palestrato molto somigliante al panciuto Garfield, arriverà nel “Mondo dei cartoni” portando brutte notizie. Vetvix, una malvagia super-eroina sta per atterrare sul pianeta dei cartoni per conquistarlo e rendere tutti degli zombie al suo servizio.

Garfield, icona dei fumetti, apparso per la prima volta il 24 gennaio 1978 sullo United Features Syndacate e protagonista di tanti episodi, di serie animate televisive, di videogiochi, lungometraggi, torna in 73 minuti di divertente animazione, accompagnata dalle musiche di Kenneth Burgomaster  e prodotta dall’Animation Picture Company e dalla Paws Inc.

Gareth Evans dirigerà Breaking The Bank

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Il regista gallese fattosi conoscere per lo sparatutto indonesiano The Raid (al cui seguito sta lavorando) sarebbe stato scelto dalla Universal per dirigere Breaking The Bank, che porterà sullo schermo la vicenda della più grande rapina di denaro contante mai avvenuta in Inghilterra.

I fatti, avvenuti nel 2006, sono stati raccontati sia nel libro di Howard Stounes  – Heist: The True Story Of The World’s Biggest Cash Robbery –  che in un lungo articolo,  intitolato proprio Breaking The Bank, scitto da L Jon Wertheim per Sports Illustrated. Il colpo fu infatti organizzato da Lee Murray, ex lottatore della UFC (Ultimate Fighting Championship). Il progetto era stano inizialmente proposto a Darren Aronofsky, su sceneggiatura di Kerry Williamson, ma il regista sembra troppo occupato sul Noè con Russell Crowe; d da parte sua, Evans avrebbe in cantiere un altro progetto, Glendragon, ma Breaking The Bank potrebbe acquisire la priorità.

Fonte: Empire

Gareth Edwards: “Il mio Godzilla? Sarà molto realistico”

Gareth Edwards: “Il mio Godzilla? Sarà molto realistico”

Non sarà un Godzilla simile a tutti quelli che siamo stati abituati a vedere. Parola del regista Gareth Edwards che si appresta a dirigere le avventure del mostro più spaventoso di tutti i tempi.

Nell’intervista al Coventry Telegraph, infatti, Edwards ha parlato del taglio che vorrebbe dare al film: “Godzilla e le sue avventure hanno attirato la mia attenzione e la mia curiosità da sempre”, ha detto. “La mia idea principale sarà appunto immaginare: cosa succederebbe se tutto questo accadesse davvero? Voglio avere un approccio molto concreto e realistico nei confronti del film”.

Ma quali saranno gli effetti speciali, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto che avrà il mostro? “Non ho mai lavorato così duramente, così a lungo” risponde Edwards, e aggiunge:  “Non mi era mai capitato di essere stato così emotivamente coinvolto in qualcosa che è durato solo pochi secondi, da quando ho perso la mia verginità! Ma la reazione è stata incredibile e non vedo l’ora per tutti i fan, di vedere il nostro prodotto finale”.

Godzilla è stato creato dal giapponese Tomoyuki Tanakaed è il ‘risultato’ dei disastri nucleari. Il primo remake americano su di lui fu diretto da Roland Emmerich nel 1998.

Godzilla, il film

Vi ricordiamo che Godzilla, diretto da Gareth Edwards, comprende nel cast attori del calibro di Aaron Taylor-JohnsonBryan CranstonElizabeth Olsen David Strathairn, Juliette Binoche e la new entry Ken Watanabe. La pellicola arriverà in Italia il 15 Maggio 2014. Akira Takarada, protagonista della pellicola originale, dovrebbe, inoltre, avere anche una piccola parte in questa rivisitazione, tornando sul set di Godzilla a sessanta anni di distanza dalla sua interpretazione.

Scritto da Max Borenstein, che ha rielaborato uno script di David S. Goyer e David Callaham, Godzilla sarà il film di punta della Warner Bros dell’anno 2014, visto che la data di uscita preventivata è stata infatti individuata nel 16 maggio 2014. Un film da cui la produzione si aspetta molto che, però, dovrà scontrarsi al botteghino con altre pellicole in uscita nello stesso periodo, quali The Amazing Spiderman 2, il reboot delle tartarughe ninja e il sequel dell’Alba del pianeta delle scimmie.

Gareth Edwards parla di Rogue One e si sente “incredibilmente fortunato” ad aver realizzato un film di Star Wars

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Gareth Edwards ha finalmente condiviso i suoi pensieri sulla realizzazione di Rogue One: A Star Wars Story. Gareth Edwards è stato il regista di Rogue One, ma diversi rapporti hanno affermato che Lucasfilm ha assunto Tony Gilroy, un co-sceneggiatore del film, per supervisionare e condurre cinque settimane di riprese.

Mentre parlava con Variety, Gareth Edwards ha evitato di affrontare direttamente le notizie mai confermate sulla supervisione di Tony Gilroy. Invece, Edwards ha espresso gratitudine per aver avuto l’opportunità di realizzare un film di Star Wars, in una galassia molto, molto lontana.

Cosa ha detto Gareth Edwards su Rogue One?

Senti, l’unica cosa che posso dire è che sono stato incredibilmente fortunato“, ha detto Edwards. Devo fare un film di Star WarsHo vinto alla lotteria, in questo senso. L’idea di qualcuno privilegiato come me che in qualche modo implica che sia stata qualcosa di diverso dall’esperienza straordinaria che è stata in una certa misura – tipo, non ho alcuna empatia per quella persona, e non voglio essere così nemmeno una persona.”

Ci sono state molte speculazioni sulla produzione di Rogue One. Quanto del successo del film dovrebbe essere attribuito a Edwards? Gilroy, che ha co-scritto Rogue One con Chris Weitz, merita più credito per aver rimodellato l’atto finale? Dave Filoni ha filmato la scena finale che coinvolge Darth Vader? Variety ha notato che il punto in cui Edwards si è avvicinato di più all’affrontare la controversia su Rogue One è stato quando ha parlato della perdita del “controllo sul processo”. “Il modo in cui realizzi un film è importante quanto la sua sceneggiatura“, ha detto Edwards. “Sceglierei sempre il pieno controllo del processo e una sceneggiatura mediocre invece di una sceneggiatura davvero buona e zero controllo sul processo.

Gilroy è tornato nell’universo di Star Wars nel 2022 con Andor per Disney+. La serie è una sorta di prequel di Rogue One, e segue il viaggio di Cassian Andor (Diego Luna) da ladro a eroe della ribellione. La serie è stata elogiata dalla critica e dai fan, molti l’hanno definita il miglior spettacolo di Star Wars .

Gareth Edwards è passato da Star Wars ed è entrato nella guerra contro l’intelligenza artificiale nel suo nuovo thriller fantascientifico, The Creator. Il film segue Joshua (John David Washington), un ex agente delle forze speciali incaricato di uccidere la mente dell’intelligenza artificiale conosciuta come “il Creatore”. The Creator arriva nelle sale il 29 settembre 2023.

Gareth Edwards lascia la regia di Godzilla 2

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Gareth Edwards lascia la regia di Godzilla 2

Deadline riporta che Gareth Edwards ha lasciato la regia di Godzilla 2 allo scopo di coltivare dei suoi progetti personali più piccoli. Il regista, che al momento è impegnato con Rogue One a Star Wars Story, avrebbe lasciato Legendary e Warner Bros in termini amichevoli.

Il film, che rientra nel franchise più lungo della storia del cinema con ben 31 film, è stato di recente posticipato al 22 marzo 2019, ma Gareth Edwards e lo studio erano già d’accordo in merito a questa separazione prima dell’annuncio.

Intanto, mentre cercano un sostituto per la regia di Godzilla 2, Warner e Legendary sono anche impegnate insieme nello sviluppo di Godzilla Vs Kong, previsto per il 20 maggio 2020.

Intanto Gareth Edwards arriverà al cinema il prossimo 14 dicembre 2016 con Rogue One A Star Wars Story.

Gareth Edwards in trattative per dirigere un film del franchise di Jurassic World

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Il regista di Rogue One: A Star Wars Story, Gareth Edwards, è in trattative per dirigere Jurassic World 4, un nuovissimo film del franchise di Jurassic World, per la Universal. La notizia arriva pochi giorni dopo che le trattative dello studio con David Leitch sono andate a monte.

Jurassic World 4 sarà prodotto da Steven Spielberg attraverso Amblin Entertainment. Frank Marshall e Patrick Crowley produrranno, e anche David Leitch e Kelly McCormick produrranno attraverso 87North. David Koepp, lo sceneggiatore originale di Jurassic Park e Jurassic Park: il regno perduto, scriverà la sceneggiatura.

Il progetto Jurassic World 4 attualmente senza titolo, la cui uscita è prevista per il 2 luglio 2025, segnerà l’inizio di una nuova trama nella serie decennale sui dinosauri. Non è ancora chiaro se qualche star precedente, tra cui Bryce Dallas HowardChris PrattLaura Dern, Sam Neill o Jeff Goldblum, tornerà. Koepp è già stato co-sceneggiatore dell’originale Jurassic Park con Michael Crichton e ha scritto il primo sequel del franchise, Il mondo perduto: Jurassic Park. Più recentemente, Koepp ha scritto Indiana Jones e il quadrante del destino e il prossimo film di Steven Soderbergh Presence.

Il più recente credito alla regia di Edwards è stato The Creator, film di fantascienza che segue un ex agente delle forze speciali (John David Washington) inviato a distruggere un’arma costruita per ribaltare l’ago della bilancia della guerra tra l’umanità e L’intelligenza artificiale. Il film è nominato per il miglior suono e i migliori effetti visivi agli Oscar 2024. I suoi altri film includono Monsters del 2010 e Godzilla del 2014.

Gareth Edwards ha immaginato “un robot che esce per la prima volta alla luce del sole” per The Creator

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A distanza di ben sette anni dal suo ultimo film (Rogue One: A Star Wars Story), Gareth Edwards si prepara ancora una volta a trasportare i suoi spettatori in un mondo fantascientifico con The Creator, la sua nuova storia al cinema dal 28 settembre in sala.

“Ho immaginato un robot, costruito in una fabbrica, che ad un certo punto esce alla luce del sole, e vede il cielo, l’erba, per la prima volta. Come deve essere?” Ha spiegato Edwards nel corso di un incontro on line con la stampa. “Ho visto questa fabbrica abbandonata in mezzo a un campo di erba alta, ho cominciato a pensare a cosa potesse esserci lì dentro. E da questa suggestione è nata questa storia. Ero in vacanza, in viaggio, e arrivato a destinazione avevo già elaborato tutta la base per il film.”

Un film che parla di Intelligenza Artificiale e sembra effettivamente molto contemporaneo, ma che Gareth Edwards ha pensato nel 2018, quando molte delle AI ora in uso erano ancora solo delle ipotesi. “Ho iniziato a scrivere The Creator nel 2018, quando l’intelligenza artificiale era un concetto astratto, come le macchine volanti e la vita sulla luna. Sai, era più un’ipotesi. Ho la sensazione che ogni grande svolta tecnologica avvenuta nell’ultimo secolo o giù di lì, come l’elettricità, i computer, Internet, abbia sempre portato cambiamenti sismici nelle industrie. Ma d’altro canto, quando poi le acque si calmano, tutti sono grati per quegli sviluppi tecnici. Io sono felice che abbiamo l’elettricità, che abbiamo i computer. Sono felice che abbiamo Internet. E penso che la questione legata all’Intelligenza Artificiale avrà la stessa parabola. Ad esempio, i prossimi anni saranno probabilmente un po’ complicati. Ma penso che il lato positivo sia che si tratta di uno strumento così potente e che aiuterà così tante cose nel mondo, che penso che gli aspetti positivi supereranno quelli negativi. E lo dico perché quando arriverà davvero l’apocalisse dei robot, loro vedranno questa registrazione e decideranno di non schiavizzarmi come accadrà al resto di voi.”

A scene still from 20th Century Studios’ THE CREATOR. Photo courtesy of 20th Century Studios. © 2023 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Come è già capitato nei film precedenti di Gareth Edwards, l’ambientazione reale della storia, le location, sono sempre state parte integrante della storia, nella sua stessa realizzazione. Una storia come quella di The Creator richiedeva una varietà geografica importante e soprattutto impegnativa da un punto di vista economico, tanto che la prospettiva di girare tutto in location reali aveva non poco spaventato i produttori.

E così Edwards ha trovato la soluzione: “Se l’organico della troupe era formato da poche persone, il costo sarebbe stato così basso che sarebbe stato più economico farli volare in qualsiasi parte del mondo che costruire un set. E così, all’improvviso, l’idea di scegliere ogni singola location migliore in base alla scena è diventata realtà. E così, abbiamo scelto i vulcani dell’Indonesia, i templi buddisti dell’Himalaya, le rovine della Cambogia, i villaggi galleggianti e tutto il resto – ha spiegato il regista – Sono andato in otto paesi diversi e, in una certa misura, ho girato il film più come si gira film indipendente che un film dall’alto budget.”

E questo lavoro è stato premiato perché poi il budget risparmiato è stato investito tutto con i VFX, aspetto per il quale il film sicuramente eccelle: “Quando abbiamo finito le riprese, avevamo una grossa fetta del budget per Industrial Light and Magic e alcuni altri fornitori. Fondamentalmente, abbiamo montato il film, ottenuto fotogrammi da ogni inquadratura del film e li abbiamo consegnati allo scenografo e al concept artist. E quello che normalmente accade un anno e mezzo prima, accadeva poi durante il montaggio. Dipingevano e progettavano la fantascienza sulle scene già girate.”

Il risultato, almeno dal punto di vista visivo, è certamente stupefacente e lo si potrà vedere al cinema dal 28 settembre distribuito da The Walt Disney Company Italia. The Creator, scritto e diretto da Gareth Edwards, vede protagonisti John David Washington, Madeleine Yuna Voyles, Gemma Chan, Allison Janney e Ken Watanabe.

THE CREATOR
© 2023 20th Century Studios. All Rights Reserved.

Gareth Edwards ha “lasciato tutto” per dirigere il nuovo film Jurassic World

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Le cose stanno veloce ancora una volta per uno dei più grandi franchise più redditizi della storia del cinema. È stato appena annunciato che il regista di Rogue One e The CreatorGareth Edwards, prenderà le redini della regia di Jurassic World 4, il prossimo film della serie Jurassic World, e sembra che sia entusiasta dell’incarico, qualcosa che lo ha allontanato dal lavorare sui propri progetti originali per cogliere tale opportunità.

All’evento FYC di Collider per The Creator ieri sera, moderato da Steve Weintraub , Edwards ha potuto parlare un po’ dell’ottenimento del lavoro, che lo pone accanto a grandi del settore come Colin TrevorrowJA Bayona e Steven Spielberg. Dato che la notizia è venuta fuori così in fretta, dice di aver tentato di avvisare la sua famiglia prima che arrivasse su Internet, anche se è un compito difficile al giorno d’oggi. “Ho fatto del mio meglio per contattare mia madre e dirglielo prima che la notizia fosse pubblicata su Internet”, dice, “e ho fatto lo stesso con mia sorella. Ho svegliato mia sorella per dirglielo. Ho lasciato un messaggio a mio padre, ma a causa della differenza di fuso orario sta dormendo. Quindi spero che non guarderà su Internet quando si sveglierà”.

Edwards si unisce a un franchising iconico

Come fa di solito ogni regista, Gareth Edwards ha anche elogiato molto il regista originale di Jurassic Park Steven Spielberg, che cita come “la ragione per cui [lui] ha sempre voluto diventare un regista“. L’opportunità di lavorare sul franchise è stata una di quelle che ha colto al volo immediatamente, anche se era destinato ad allontanarsi dal cinema per un po’ dopo la corsa agli Oscar per The Creator :

“Stavo per prendermi una pausa e ho iniziato a scrivere la mia prossima idea per un film e questo è l’unico film che mi farebbe mollare tutto come un sasso e tuffarmi dentro. Adoro Jurassic Park. Penso che il primo film sia un capolavoro cinematografico… quindi questa opportunità è come un sogno per me. E lavorare con Frank Marshall, la Universal e David Koepp, che sta scrivendo la sceneggiatura, penso che siano tutte leggende. Quindi sono semplicemente molto emozionato”.

Edwards è il secondo regista ad avere il suo nome associato al nuovo film di Jurassic World , dopo che il regista di The Fall Guy, David Leitch, è stato per un breve periodo in trattative con il regista. David Koepp, responsabile sia della sceneggiatura di Jurassic Park che del suo seguito, Il mondo perduto, scriverà la sceneggiatura, e sembra che le cose stiano andando in una direzione positiva per il sequel, nonostante abbia una data di uscita nel 2025 e nessuna cast o finestra delle riprese già impostata. Steven Spielberg produrrà anche Jurassic World 4 attraverso la sua Amblin Entertainment, insieme a Frank Marshall, ma nessuna stella di Jurassic Park o Jurassic World tornerà per il nuovo sequel.

Il sequel Jurassic World 4, ancora senza titolo, segnerà il settimo capitolo della serie Jurassic Park, senza contare la serie spin-off animata di NetflixJurassic World: Camp Cretaceous. L’ultimo film della serie, Jurassic World – Il Dominio, è uscito nel 2022, è stato in gran parte un successo finanziario, incassando oltre 1 miliardo di dollari in tutto il mondo, con il ritorno (che provoca nostalgia) di Sam Neill , Laura Dern e Jeff Goldblum, con protagonista accanto a Chris Pratt e Bryce Dallas Howard, tra gli altri.

Gareth Edwards dirigerà il sequel di Jurassic World – La rinascita

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Jurassic World – La rinascita (qui la recensione) ha superato gli 870 milioni di dollari al box-office mondiale e, secondo nuove indiscrezioni, Universal sarebbe al lavoro sul prossimo capitolo della saga. Come riportato da The InSneider, il regista Gareth Edwards sarebbe in trattative finali per tornare dietro la macchina da presa e dirigere il nuovo film del franchise. Il sequel dovrebbe vedere nuovamente protagonista Scarlett Johansson nel ruolo dell’esperta di operazioni sotto copertura Zoe Bennett. Attesi al ritorno anche Jonathan Bailey e Mahershala Ali.

Non è ancora stato indicato lo sceneggiatore, ma tra i possibili nomi figura David Koepp, già autore del nuovo film della saga. In Jurassic World – La rinascita, la storia riprendeva cinque anni dopo gli eventi di Il dominio: i dinosauri esistono ancora in alcune aree isolate del pianeta e la comunità internazionale ritiene di aver ristabilito il controllo. Zoe Bennett guida una missione per ottenere campioni di DNA dai tre esemplari più grandi di terra, mare e aria, materiali considerati decisivi per potenziali sviluppi medici. La situazione, però, cambia rapidamente nel corso dell’operazione.

La regia del film era passata a Gareth Edwards — già autore de The Creator e Rogue One: A Star Wars Story — dopo l’uscita dal progetto del precedente regista David Leitch, ufficialmente per “divergenze creative”. Non sono ancora note tempistiche di produzione o data di uscita. Ulteriori aggiornamenti sul cast, sullo sviluppo e sulla distribuzione saranno annunciati da Universal nei prossimi mesi.

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Garance, recensione: la vita un giorno alla volta per Adèle Exarchopoulos – Cannes 79

Dopo il narrativamente pregno All Your Faces, che affrontava la questione della giustizia riparativa, Jeanne Herry arriva per la prima volta in concorso al Festival di Cannes con Garance, studio su una figura femminile che si trova a un bivio nella vita, sospesa tra le intemperie di un presente di precarietà e insoddisfazione, e l’idea di un futuro intoccabile, a cui lei stessa sembra mettere i bastoni tra le ruote.

Trovare il proprio spazio nel mondo

Garance (Adèle Exarchopoulos) è una giovane attrice di talento, dotata di un magnetismo istintivo e di un’energia fuori dal comune, ma ancora lontana dal riconoscimento che desidera. Vive a Parigi, in un piccolo appartamento, facendo i conti con una precarietà economica sempre più soffocante, relazioni passeggere, un’ansia crescente e una dipendenza dall’alcol che, poco a poco, stringe la sua presa sulla sua vita.

In mezzo al caos, però, Garance trova ancora alcuni appigli: l’amore profondo per la sorella minore malata e l’inizio di una relazione tenera con Pauline, che sembra offrirle una possibilità di respiro. Man mano che questi legami diventano più importanti, la giovane trova la forza di affrontare l’oscurità che ha cercato a lungo di evitare, intraprendendo un percorso difficile ma necessario verso una possibile rinascita.

Garance vive grazie ad Adèle Exarchopoulos

Forse Garance non è il tipo di film che ci aspetterebbe di trovare in concorso, ma è un dramedy davvero godibile su una ragazza apparentemente in frantumi che cerca di ricostruire la propria vita nel bel mezzo di un caos esistenziale. Certo, se non ci fosse Adèle Exarchopoulos a interpretarla, molto probabilmente alla storia mancherebbe quell’energia e quella verve che, anche negli anfratti più duri e turbolenti della vita di Garance, non vengono mai meno.

Garance è, come dicevamo, soprattutto la sua interprete: abbiamo imparato a voler bene all’attrice francese dal lontano 2013, che la portò alla ribalta con La vita di Adele. Da lì, tra commedie, drammi e thriller, si è fatta riconoscere tra i volti giovanili più noti del cinema europeo, e ha attraversato il Festival di Cannes in lungo e in largo, l’ultima volta giusto qualche anno fa con l’eclettico L’amore che non muore.

Con un equilibrio abbastanza efficace tra dramma e leggerezza, Garance racconta le variopinte difficoltà del vivere un giorno alla volta di una ragazza alle prese con un’esistenza in divenire.

GANTZ O: recensione del film di Yasushi Kawamura

GANTZ O: recensione del film di Yasushi Kawamura

In GANTZ O il giovanissimo Masaru Kato, vive con il fratello più piccolo, che accudisce dalla prematura scomparsa dei genitori. Una sera, tornando a casa, viene accoltellato da un folle in metropolitana e muore. Si sveglia catapultato in un gioco assurdo, dove le persone morte sono impiegate per difendere le città giapponesi dall’invasione di un orda di mostri di origini aliene. Le regole sono semplici e spietate. Se si viene uccisi durante il gioco la morte è definitiva e irreversibile. Se si riesce a finire il gioco si accumulano punti, in base alla quantità e all’ importanza dei mostri massacrati. Arrivati a 100 punti si può scegliere se possedere armi potentissime, o far resuscitare un compagno ucciso, oppure tornare in vita ed essere liberati per sempre dal gioco, tornando alla propria vita.

Ma non si tratta di un semplice gioco virtuale, perché i mostri uccidono le persone vive e minacciano il Giappone. Inoltre vari team sono in gara tra loro, in particolare quello di Tokyo, a cui appartiene Kato e quella di Osaka. Se si rimane feriti, anche gravemente, tutto viene risanato alla fine del gioco, comprese amputazioni e ferite gravissime. Durante i cruenti scontri Kato si avvicina a Anzu Yamasaki, giovane madre single e combattente del Team Osaka; sarà lei, oltre al fratellino, a spingerlo a tentare l’impossibile.

GANTZ O

Esordio alla regia per l’esperto creatore di videogame e animazioni Yasushi Kawamura, che decide di portare al cinema il manga di grandissimo successo creato da Hiroya Oku. Il film è interamente realizzato in animazione digitale 3D, caratterizzata da un grande realismo, accuratissima nei dettagli  e in perfetto, quanto accattivante, stile videogame. I personaggi sono ben caratterizzati visivamente e si dimentica quasi immediatamente che sono completamente sintetici, nonostante la mancanza di una maggiore tavolozza espressiva. Ma sicuramente il fruitore di questa tipologia di cinema non cerca certo la buona recitazione, ma altresì tanta adrenalina, azione concitata e sangue a fiumi, e in questo non rimarrà certamente deluso.

Sarebbe stata una scelta molto azzeccata differenziare la vita reale con il gioco, utilizzando magari attori in carne e ossa per le brevi sequenze iniziali. Divertenti e a volte piacevolmente sorprendenti gli innumerevoli mostri scellerati, di fogge e dimensioni varie, dai giganti feroci con arti multipli, artigli, zanne e ali da pipistrello, ai nanetti malefici dalle armi inaspettate. Su tutti sorprende un vecchietto calvo e capoccione che una volta minacciato rigetta dal proprio occhio seni e glutei femminili, che a poco a poco si aggrovigliano andando a formare un gigante fatto di suadenti ragazze nude.

GANTZ O

GANTZ O è un giocattolone tecnologico ben riuscito, dove la violenza è talmente esagerata da trasformarsi in un qualcosa di godibile in tutta tranquillità. La storia è semplice, lineare, ma funzionale. I personaggi sono ben assortiti e discretamente raccontati, pur nella loro semplicità e funzione basilare, dichiarata fin dai primi minuti.

Nonostante la fuga dalla sala degli spettatori più spocchiosi, o semplicemente  impreparati su cosa stavano per vedere, fa piacere trovare nel programma del festival un prodotto come questo, perché conferma la volontà dei selezionatori di voler cercare di dare uno sguardo più ampio possibile sui modi di fare cinema, senza preclusioni di temi, tecniche e generi. Solo per sanguinari amanti del sushi con tanto wasabi. Sconsigliato a chi cerca metafore sofisticate o emuli di Kurosawa & co.

GANTZ O – il trailer del film d’animazione

Gangster: oltre 30 film in arrivo su SKY

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Gangster: oltre 30 film in arrivo su SKY

È uno dei generi cinematografici più longevi e floridi, nella classica contrapposizione tra il bene e il male che ha dato vita ad alcune delle storie più appassionati del cinema. E da sabato 20 a domenica 28 febbraio Sky Cinema celebra i gangster movies con Sky Cinema Collection – Gangster, un canale interamente dedicato al genere con oltre 30 film, tra cui alcuni grandi cult e una prima visione da non perdere. I titoli sono disponibili anche on demand su Sky e in streaming su NOW TV nella collezione dedicata.

In evidenza, sabato 20 febbraio alle 21.15 su Sky Cinema Uno e alle 21.45 su Sky Cinema Collection Gangster la prima visione del film Capone con Tom Hardy che veste i panni del noto gangster, nel biopic con Linda Cardellini, Kyle MacLachlan e Matt Dillon. La pellicola racconta gli ultimi anni di Al Capone quando, a soli 47 anni, dopo aver trascorso 10 anni in prigione, inizia a soffrire di demenza e alterna la follia al senso di colpa per i crimini commessi. E con extra, il programma fedeltà di Sky, il film “Capone” è già disponibile per i clienti Sky da più di 3 anni, on demand nella sezione extra.

Tra gli altri film in programmazione si segnalano alcune pietre miliari del genere: il capolavoro di Brian De Palma The Untouchables – Gli Intoccabili”, dove anche qui troviamo Al Capone, interpretato da Robert De Niro, che si scontra con la giustizia, rappresentata da Kevin Costner e Sean Connery, che per questo ruolo ottenne Oscar e Golden Globe; il gangster-movie di Brian De Palma e sceneggiato da Oliver Stone Scarface, in cui Al Pacino è un rifugiato cubano che scala i vertici della malavita e del narcotraffico; il gioiello di Martin Scorsese, miglior regia a Venezia, Quei Bravi Ragazzi” sullo spietato mondo della mafia newyorkese e interpretato da Robert De Niro, Ray Liotta e Joe Pesci, premiato con l’Oscar; e il capolavoro di Sergio Leone C’era Una Volta In America, in versione estesa e restaurata, in cui sulle note di Ennio Morricone si racconta l’ascesa e il declino di due gangster, Robert De Niro e James Woods, divisi dall’amore per la stessa donna.

Non mancano autori come Robert Rodriguez e il suo C’era Una Volta In Messico con Antonio Banderas, Johnny Depp e Salma Hayek, e Quentin Tarantino e il suo film-simbolo “Pulp Fiction, premiato con Oscar, Golden Globe e Palma d’oro a Cannes e interpretato da un cast stellare capitanato da John Travolta, Uma Thurman, Samuel L. Jackson e Bruce Willis. Infine segnaliamo: il film di Ridley Scott “American Gangster” sulla vera storia del potente trafficante di eroina Frank Lucas, interpretato da Denzel Washington, a cui dà la caccia il detective interpretato da Russell Crowe; l’action carcerario La Fratellanza con Nikolaj Coster-Waldau (Il trono di spade) che, finito in carcere, entra a far parte di un clan a cui appartengono i detenuti più violenti; e la pellicola sceneggiata da Nick Cave Lawless con Tom Hardy, Jessica Chastain e Shia LaBeouf nell’America del Proibizionismo.

Gangster Squad: un nuovo poster promozionale

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Il sito americano Just Jared ha pubblicato un bellissimo poster del film Gangster Squad che vede riformarsi sullo schermo la coppia formata da Ryan Gosling e Emma Stone, già vista in Crazy, Stupid, Love. Questa volta accanto alla coppia di giovani superstar ci sono dei pezzi da novanta del calibro di Sean Penn, Nick Nolte e Josh Brolin.

Ecco il poster:

Clikka sull’immagine per vederla ad alta risoluzione.

Gangster Squad: trama, cast e la vera storia dietro al film

Gangster Squad: trama, cast e la vera storia dietro al film

Quello del gangster movie è un genere cinematografico che da sempre vanta un enorme fascino. Le vicende, più o meno reali, di perfidi criminali alle prese tanto con il successo quanto con la lotta contro le autorità, ha nel corso dei decenni costruito un vero e proprio immaginario culturale. Titoli come Scarface, Il padrino, Quei bravi ragazzi, Nemico pubblico e The Irishman hanno rappresentato l’evoluzione tanto di un genere quanto dei suoi protagonisti, sempre più complessi e affascinanti. Un altro recente film di questo filone, ispirato ad una vicenda reale, è Gangster Squad (qui la recensione), diretto nel 2013 dal regista Ruben Fleischer.

Basato sulla vera vicenda che portò all’arresto di un noto criminale, il film trae particolare ispirazione da una serie di racconti pubblicati da Paul Lieberman sul Los Angeles Times con il titolo Tales from the Gangster Squad. Prodotto dalla Warner Bros., il film fa così ampio uso di tutti quei riferimenti iconografici tipici del genere, dalla Los Angeles di fine anni Quaranta ai costumi e alle riproduzioni fedeli fino al minimo dettaglio a quelli dell’epoca. Arricchito da un grande cast di interpreti, tra cui diversi premi Oscar, Gangster Squad dimostrò ancora una volta tutto il potenziale che questo genere di storie hanno sul grande pubblico.

Con un incasso globale di circa 105 milioni di dollari, il film ottenne un buon successo, proponendo sul grande schermo una storia poco nota ma particolarmente avvincente. I suoi personaggi, in particolare, sembrano non avere nulla da invidiare ai più noti di questo genere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori ed alla sua storia vera. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Gangster Squad: la trama del film

La vicenda narrata si svolge nella Los Angeles del 1949. Lo spietato gangster Mickey Cohen domina la città, raccogliendo guadagni illeciti dalla droga, dalle armi, dalla prostituzione e dalle scommesse. E tutto questo avviene non solo con l’aiuto dei suoi scagnozzi, ma anche con quello di politici e agenti corrotti. Nel tentativo di porre un freno a questo suo sempre più vasto impero criminale, il sergente della polizia John O’Mara decide di dar vita ad una squadra con cui poter sgominare Cohen e i suoi affari illeciti. Per riuscirvi, avrà bisogno dell’aiuto del suo braccio destro Jerry Wooters come anche dell’aiuto di altri validi agenti di polizia. Quella che viene chiamata la gangster squad intraprende dunque la sua pericolosa battaglia contro il crimine.

Gangster Squad cast

Gangster Squad: il cast del film

Come anticipato, il film vanta un ricco cast di grandi interpreti. Il primo di questi è il due volte premio Oscar Sean Penn, qui presente nei panni del crudele gangster Mickey Cohen. Per interpretarlo, l’attore si è documentato molto su di lui, cercando di calarsi in quella mentalità. Ad aiutarlo vi sono inoltre state le circa tre ore di trucco a cui si sottoponeva ogni giorno al fine di assomigliare maggiormente al vero Cohen. Nei panni del sergente John O’Mara, invece, vi è l’attore Josh Brolin. Questi aveva già recitato con Penn nel film biografico Milk, mentre di recente è divenuto celebre per aver dato vita a Thanos, il potente villain Marvel. La premio Oscar Emma Stone, invece, è presente nei panni di Grace Faraday, la ragazza di Cohen.

Ryan Gosling interpreta qui Jerry Wooters, braccio destro di O’Mara. L’attore accettò di recitare nel film per due motivi. Il primo era la possibilità di recitare nel film, il secondo era quello di poter sparare con una mitra Thompson. Gosling rimase deluso quando seppe di non aver nessuna scena in comune con Penn, ma ottenne comunque la possibilità di sparare con l’arma richiesta. Nel film sono poi presenti gli attori Michael Peña ed Anthony Mackie, rispettivamente nei panni di Navidad Ramirez e Coleman Harris, membri della gangster squad. Nick Nolte è Bill Parker, capo del dipartimento di polizia, mentre Robert Patrick è l’agente Max Kennard. Quest’ultimo per interpretare il ruolo dovette sottoporsi ad una ferrea dieta che lo portò a perdere circa 30 chili.

Gangster Squad: la vera storia dietro il film

Seppur molto romanzata, la storia è ispirata ad un vero gruppo di ufficiali che nel corso degli anni Quaranta venne denominato “gangster squad”, il cui intento era quello di combattere la criminalità organizzata. Nel film tale gruppo nasce per opporsi al dominio del criminale Mickey Cohen. Nella realtà, questo si formò soltanto in seguito all’arresto del mafioso. Il loro scopo era infatti quello di prevenire che altri gangster arrivassero in città per prendere il posto di Cohen. La notizia del suo arresto, infatti, lasciò scoperte tutte quelle attività fino a quel momento da lui gestite. Numerosi furono infatti i criminali arrivati a Los Angeles con l’intento di subentrare a Cohen nella gestione dei suoi affari, ma la gangster squad contribuì ad impedire il formarsi di un nuovo dominio di quel tipo in città.

L’attività da criminale di Cohen, infatti, era negli anni divenuta quasi leggendaria. Dopo aver iniziato a spacciare alcol sin dall’età di diciannove anni, decise di trasferirsi a Chicago. Qui iniziò a lavorare nella malavita locale, rendendosi anche protagonista di numerosi omicidi di membri di bande rivali. Tornato a Los Angeles, gestì con sempre maggior autorità una serie di giochi d’azzardo, divenendo celebre per i suoi modi brutali e violenti. Ormai noto anche alle autorità, queste iniziarono una vera e propria guerra contro di lui. Fu solo nel 1950 che il suo dominio subì una battuta d’arresto. Arrestato per evasione fiscale, fu condannato a quattro anni di reclusione. Rilasciato, tornerà a svolgere le stesse attività illegali, ma con meno forza. Dal 1961 al 1972 verrà nuovamente imprigionato, per poi trovare la morte nel sonno nel 1976.

Gangster Squad: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Gangster Squad è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 14 novembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Gangster Squad: trailer italiano del film con Ryan Gosling

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Gangster Squad: trailer italiano del film con Ryan Gosling

Arriva il Trailer di Gangster Squad diretto da Ruben Fleischer (Zombieland) e interpretato da Josh Brolin (“Milk”, “Il Grinta”) e Ryan Gosling (“Half Nelson”, “Blue Valentine”) nel ruolo, rispettivamente, del sergente. John O’Mara e di Jerry Wooters;

Il premio Academy Award Sean Penn (“Milk”, “Mystic River”) in quello del gangster Mickey Cohen; e Emma Stone nei panni di Grace Faraday, la donna di Cohen, oggetto però anche delle attenzioni di Wooters. La sceneggiatura è di Will Beall (“Castle” per la tv), basata su una serie di articoli di Paul Lieberman dal titolo “Tales From the Gangster Squad”, e i produttori sono Dan Lin (“Sherlock Holmes”), Kevin McCormick (“Ho cercato il tuo nome”) e Michael Tadross (“Arthur”). Gangster Squad è interpretato anche da Robert Patrick (“Flags of Our Fathers”), l’ufficiale di polizia Max Kennard che pattuglia Olvera Street; Michael Peña (“World Invasion”), il suo braccio destro, Navidad Ramirez; Giovanni Ribisi (“Avatar”) l’esperto di elettronica Conway Keeler; e Anthony Mackie (“I guardiani del destino”) nei panni di Coleman Harris, un poliziotto armato di coltello a serramanico cui è affidata una delle zone più malfamate della città.

Fleischer ha voluto con sé i suoi collaboratori di sempre, lo scenografo Maher Ahmad e il montatore Alan Baumgarten (“30 Minutes or Less”, “Zombieland”), oltre al direttore della fotografia premio Oscar Dion Beebe (“Memorie di una Geisha”) e la costumista candidata all’Oscar Mary Zophres (“Il Grinta”).

Gangster Squad: torna il gangster movie sul grande schermo

Gangster Squad: torna il gangster movie sul grande schermo

Estetica retrò, bulli, pupe, gangster sanguinari,metropoli crepuscolari e una spolverata di citazionismo cinefilo: sembrano essere questi gli elementi vincenti del cocktail preparato dal regista Ruben Fleischer (Benvenuti a Zombieland) per servire alle platee internazionali, a partire dai primi mesi del 2013, il suo ultimo film, che risponde al titolo di Gangster Squad.

Iconografico, patinato, cool il film già non manca di avere i suoi detrattori che difficilmente si lasciano convincere dalle scelte di Fleischer e già condannano la pellicola come una mera imitazione dei tradizionali Gangster Movie che hanno popolato la Hollywood degli anni ’30 e ’40.

Le carte in regola sembrano esserci tutte: storia laconica e criminale dell’ascesa del boss Mickey Cohen (uno Sean Penn irriconoscibile con tanto di naso posticcio) nella Los Angeles degli anni ’40, in un turbinio di violenza, eccesso, soldi, prostituzione, droga, corruzione e contrabbando, ma l’inarrestabile avanzata del quasi pugile Cohen viene contrastata dal capo della polizia della città degli angeli “Whiskey Bill” Parker (Nick Nolte) che decide di mettere insieme una squadra speciale capitanata dal sergente John O’Mara (Josh Brolin) e dal suo collega Jerry Wooters (Ryan Gosling), i quali potranno contare sulla collaborazione di altri agenti come Coleman Harris (Anthony Mackie), Conwell Keeler (Giovanni Ribisi), Max Kennard (Robert Patrick) e Navidad Ramirez (Michael Peña). Naturalmente, sulle loro strade si pongono ostacoli di ogni tipo e le difficoltà sembrano diventare via via sempre più insormontabili man mano che cresce l’ombra oscura del potere di Cohen, se poi Jerry Wooters si innamora della pupa mozzafiato del boss, Grace Faraday (Emma Stone), allora sì che le cose potrebbero solo che complicarsi…

Gangster SquadLa sceneggiatura del film (realizzata da Will Beall) mescola fatti reali e immaginari, ispirandosi alla storia vera del boss Mickey Cohen quanto ad una serie di racconti pubblicati da Paul Lieberman sul Los Angeles Times e intitolati “Tales From The Gangster Squad”, i cui diritti vennero acquistati dalla Warner Bros. nel 2008. Il casting iniziò nei primi mesi del 2011 e già nel mese d’Aprile dello stesso anno vennero annunciati con sicurezza i primi membri del cast (dopo un inesorabile “giro di vite” legato a numerose celebrità che rinunciarono in corsa ai ruoli).

Le riprese del film sono cominciate il 6 Settembre 2011 ma hanno subito una serie di battute d’arresto, soprattutto in seguito ai tragici fatti di Aurora (Usa) avvenuti nel Luglio 2012 e che hanno spinto la produzione a rigirare intere scene sostitutive del film, tra cui quella che raffigurava una sparatoria proprio in un cinema. Negli Stati Uniti la pellicola è stata distribuita già a partire dall’11 Gennaio 2013, mentre noi italiani dovremo attendere il 21 Febbraio per poter ammirare la fatica del regista di Zombieland.

C’è chi, vedendo il film, ha letteralmente “ululato” al miracolo perché ha letto nella pellicola la possibilità di riscrivere le regole di un genere, cosa che avevano già fatto in tempi non sospetti i vari Intoccabili e L.A. Confidential. Addirittura alcuni hanno urlato al miracolo vero e proprio, c’è chi è rimasto spiazzato dalle immagini patinate e chi si è scandalizzato di fronte alla riproduzione perfetta del massacro di Aurora; altri hanno scomodato un certo Quentin Tarantino perché, prima d’ora, non hanno mai visto niente di simile. Non ci resta che aspettare l’uscita in sala e goderci lo spettacolo.

Gangster Squad: recensione del film con Ryan Goslin

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Gangster Squad: recensione del film con Ryan Goslin

Gangster Squad si basa su fatti veramente accaduti, e come potrebbe essere diversamente, negli anni in cui, dopo il proibizionismo, gli Stati Uniti sembravano allo sbando. L’ambientazione è simile a quella di LA Confidential, film di Curtis Hanson del 1997 che già tratteggiava come in quegli anni, a Los Angeles, il limite tra legale e illegale fosse spesso travalicato con facilità e con poco controllo.

IN Gangster Squad nel 1949 Los Angeles è messa sotto scacco dal gangster Mickey Cohen (Sean Penn), la polizia non ha molte forze per opporsi, in alcuni casi è connivente con il mafioso, tranne che per il sergente O’Mara (Josh Brolin) determinato a non lasciare che suo figlio nasca in una città in mano ad un delinquente. Il sergente viene incaricato dal capo della polizia di Los Angeles, Parker (Nick Nolte), di mettere insieme una squadra di giustizieri che si occupi di rendere la vita di Mickey Cohen difficile e cercare così di farlo andar via dalla città degli angeli. O’Mara mette insieme una squadra di sbandati della forza pubblica che si muovono al limite tra il lecito e l’illegale ed entrerà in azione.

Gangster Squad, il film

 

Gangster Squad castCome nei migliori film di gangster anche in questo un cattivo senza morale si oppone un buono senza indecisioni, che usa però anche mezzi poco morali per arrivare a quello che è il suo scopo, ossia eliminare il boss dalla sua città. Alle spalle di Gangster Squad c’è un tracciato di molti altri film di guerra senza quartiere tra giustizia e delinquenti, il primo che viene in mente, anche per diverse associazioni tra il fatto di opporre l’ordine al caos dell’illegalità di Cohen, è  I magnifici sette,  per il modo in cui vengono reclutati i vari personaggi che comporranno lo “squad” ma anche per l’essenza della missione, molto probabilmente fallimentare di un manipolo di persone contro l’esercito messo insieme da Cohen.

Spicca, è facile dirlo l’interpretazioni di Sean Penn, che assume una mimica a metà strada tra Brando ne la trilogia de Il padrino e De Niro ne Gli intoccabili, a cui fanno chiaro riferimento anche alcune scene, girate molto probabilmente avendo in mente molta storia del cinema di questo genere. La novità è invece data, e questo è grazie sicuramente alla mano del regista Ruben Fleischer, che aveva diretto anni fa una delle prime commedie sull’apocalisse zombie, Zombieland, tratta da un fumetto. Gli effetti visivi sono ad uso narrativo, i colori saturi abbastanza da dare un senso quasi di fumetto, ma non ai livelli di Sin City, alle inquadrature, e raggiungono il punto migliore, visivamente parlando in una delle lunghe scene di sparatoria.

Sicuramente la produzione ha voluto sperimentare mettendo il film nelle mani di un regista giovane ma promettente, ma ha anche giocato sul sicuro con il cast, che oltre che a Sean Penn e Josh Brolin mette insieme Ryan Goslin forse un po’ troppo sprecato ancora una volta nel ruolo dell’infaticabile seduttore che viene messo in riga dalla femme fatale dell’occasione, una Emma Stone che sembra fatta apposta per indossare abiti anni ’50, ma anche un bel ritorno come quello di Giovanni Ribisi e un quasi irriconoscibile Nick Nolte, nel ruolo dell’integerrimo capo della polizia. Gangster Squad punta ad intrattenere senza dare altre velleità di lettura, a parte mettere in campo l’eterna lotta tra male e bene, ed esce nelle nostre sale il prossimo 21 Febbraio.

Gangster Squad: prima foto ufficiale!

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Gangster Squad: prima foto ufficiale!

Verso la fine del 2012 uscirà nelle sale Gangster Squad, terzo lungometraggio (segue Benvenuti a Zombieland 30 Minutes or Less) del giovane regista statunitense Ruben Fleischer.

Il film, un thriller-poliziesco dalle tinte noir, è basato su una serie di articoli di giornale che documentano i tentativi delle forze dell’ordine di arginare lo strapotere della criminalità organizzata nella Los Angeles del secondo dopoguerra. Il ricco cast comprende Sean Penn, Josh Brolin, Emma Stone, Ryan Gosling, Nick Nolte, Giovanni Ribisi.

Al termine dell’articolo, la prima foto ufficiale del film, che mostra, in atteggiamenti ben poco amichevoli, il gangster Mickey Cohen (Sean Penn) e l’integerrimo poliziotto John O’Mara (Josh Brolin).

Fonte: Entertainment Weekly

Gangster Squad: nuovo trailer Italiano di con Sean Penn!

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Gangster Squad: nuovo trailer Italiano di con Sean Penn!

Guarda il Trailer italiano del film Gangster Squad con protagonisti Ryan Gosling, Sean Penn, Josh Brolin e Emma Stone.

Diretto da Ruben Fleischer(“Benvenuti a Zombieland”), Gangster Squad è un gangster movie che racconta gli sforzi della polizia di Los Angeles per contrastare il potere del più spietato boss mafioso di tutti i tempi. La pellicola arriverà dal 21 Febbraio in Italia.

In Gangster Squad lo spietato gangster Mickey Cohen (Sean Penn) domina la città, raccogliendo guadagni illeciti dalla droga, dalle armi, dalla prostituzione e dalle scommesse. E tutto questo avviene non solo con l’aiuto dei suoi scagnozzi, ma anche con quello di politici e agenti corrotti. Sembrerebbe sufficiente a intimidire perfino il più coraggioso e duro poliziotto di strada… a parte, forse, la piccola e segreta squadra della LAPD guidata dal sergente John O’Mara (Josh Brolin) e dal suo braccio destro Jerry Wooters (Ryan Gosling), decisi a tutto per catturare Cohen.

Diretto da Ruben Fleischer (“Benvenuti a Zombieland”), Gangster Squad è un gangster movie che racconta gli sforzi della polizia di Los Angeles per contrastare il potere del più spietato boss mafioso di tutti i tempi. Nel film il candidato agli Oscar Josh Brolin (“Milk”, “Il Grinta”) e Ryan Gosling (“Half Nelson”, “Blue Valentine”) nel ruolo, rispettivamente, del sergente John O’Mara e di Jerry Wooters; il premio Academy Award Sean Penn (“Milk”, “Mystic River”) in quello del gangster Mickey Cohen; il candidato agli Oscar Nick Nolte (“Affliction,” “Il Principe delle Maree”) in quello del Capo della Polizia di Los Angeles “Whiskey Bill” Parker e Emma Stone nei panni di Grace Faraday, la donna di Cohen, oggetto però anche delle attenzioni di Wooters.

Nel film anche Anthony Mackie (“I guardiani del destino”) nei panni di Coleman Harris, un poliziotto armato di coltello a serramanico cui è affidata una delle zone più malfamate della città; Giovanni Ribisi (“Avatar”) l’esperto di elettronica Conway Keeler; Robert Patrick (“Flags of Our Fathers”), l’ufficiale di polizia Max Kennard che pattuglia Olvera Street; Michael Peña (“World Invasion”), il suo braccio destro, Navidad Ramirez; e Mireille Enos, Connie la moglie di O’Mara.

Gangster Squad: la prima featurette

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Oggi vi mostriamo grazie alla Warner Bros, la prima featurette di Gangster Squad, il gangster movie con un super cast diretto da Ruben Fleischer e basata sulla vera storia del gangster Mickey Cohen, interpretato dal due volte premio Oscar Sean Penn.

Senza paura di puntare troppo in alto, Fleischer dice di rifarsi a titoli come Il Padrino e Gli Intoccabili, chiarendo l’intenzione di realizzare un gangster movie per le nuove generazioni. Le premesse ci sono tutte, basta guardare al cast, che oltre a Penn comprende Josh Brolin, Ryan Gosling, Emma Stone, Nick Nolte, Michael Peña, Anthony Mackie e Giovanni Ribisi.

Di seguito la prima featurette:

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Gangster a Lucca: Bugs si tinge di noir

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Gangster a Lucca: Bugs si tinge di noir

“Gangster vive negli anni ’30, tra New York, Chicago e Cleveland e muovendosi tra il proibizionismo, la grande depressione e Al Capone, vuole essere la conferma di come la BUGS voglia rapportarsi con i suoi lettori, non per cosa racconta ma per come lo racconta”.

G. Fumasoli

Dopo aver affrontato l’horror con Mostri e la fantascienza con Alieni, BUGS Comics, la casa editrice romana guidata da Gianmarco Fumasoli e Paolo Altibrandi, approda a qualcosa di completamente nuovo e controcorrente.

Ecco la cover:

GANGSTER rappresenta sia l’approccio della BUGS a un genere difficile da raccontare senza cadere in classici luoghi comuni, sia il passaggio a un tipo di fumetto più realistico, dove spariscono i classici appigli del fantastico e ogni storia deve avere un modo del tutto specifico di raccontare.

Presentato a Lucca 2017 con la cover regular di Pierluigi Minotti, una black cover e un variant di Francesco Dossena, queste ultime due a tiratura limitata e numerata, Gangster vede al lavoro l’ormai rodata squadra della BUGS, assieme a nuovi autori entrati a far parte del gruppo sempre più numeroso.

Le storie sono scritte dallo stesso Fumasoli, Marco Scali, Massimiliano Filadoro, Andrea Guglielmino, Luca Ruocco e Alissa Barone per i disegni di Alessio Maruccia, Fernando Proietti, Umberto Giampà, Letizia Cadonici, David Ferracci, Francesco Prenzy Chiappara, Pierluigi Minotti, Giorgio Spalletta e Mattia Iacono.

Tanti autori in gamba, entrati a far parte di importanti realtà editoriali quali Sergio Bonelli Editore, Cosmo, Shockdom o Tunuè, che realizzano un volume che vi terrà con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.

Il tono delle storie del volume, come sempre autoconclusive e indipendenti le une dalle altre, varia dall’ironico al drammatico ma senza mai uscire da ciò che è reale. Si parlerà di vendetta, di regolamento di conti tra boss rivali, di omicidi, di contrabbando di alcolici, di baseball e di killer in pensione. A intervallare i fumetti, come nella tradizione BUGS, accurate rubriche con approfondimenti e curiosità.

Un viaggio nel noir e nella violenza di un periodo storico sempre poco trattato nel mondo del fumetto. Appuntamento a Lucca!

Scheda Tecnica

Nome: Gangster Vol.1
Editore: Bugs Comics
ISBN: 978-88-99542-22-1

Formato: 16,8×25,6
Pagine: 112
Colore: B/N
Caratteristiche: Cartonato, copertina a colori

Data di pubblicazione: 01/11/2017
Prezzo: €. 14,90

Gangs of Paris: la spiegazione del finale del film

Gangs of Paris: la spiegazione del finale del film

Gangs of Paris (titolo originale Apaches) è un thriller criminale del 2023 che si distingue per il suo approccio visivo crudo e per l’intensità del ritmo narrativo. Diretto da Romain Quirot, il film immerge lo spettatore nei meccanismi violenti e labirintici della criminalità organizzata parigina, restituendo una visione cupa e implacabile di una città frammentata tra legalità e caos. Il film – che si rifà vagamente a Gangs of New York – si impone come un’opera viscerale, in cui la tensione è costantemente alimentata da una regia che predilige inquadrature ravvicinate, atmosfere notturne e sequenze d’azione dal forte impatto. L’estetica urbana è parte integrante della narrazione, costruendo un universo realistico e inquietante che tiene incollati allo schermo.

Una delle caratteristiche più interessanti di Gangs of Paris è la sua capacità di raccontare la violenza non come spettacolo, ma come inevitabile conseguenza di un sistema sociale che si regge su fragili equilibri. I personaggi, mossi da una miscela di istinto di sopravvivenza e senso dell’onore, si muovono in un contesto in cui la linea tra vittima e carnefice è spesso sottile. La sceneggiatura evita volutamente facili moralismi, preferendo mostrare le scelte difficili e le zone grigie della vita criminale. Questo rende il film più vicino a un noir moderno che a un classico gangster movie.

Nel prosieguo dell’articolo ci concentreremo in particolare sul finale del film, che rappresenta una sintesi potente dei temi trattati e che offre allo spettatore un momento di riflessione sulle conseguenze delle azioni dei protagonisti. Si tratta di un epilogo che, pur mantenendo la coerenza con il tono realistico dell’opera, introduce un livello ulteriore di ambiguità e tensione. La spiegazione dettagliata di quanto accade nelle scene finali e del loro significato simbolico ci permetterà di comprendere meglio il messaggio complessivo di Gangs of Paris e il modo in cui il film si inserisce nel panorama contemporaneo del cinema europeo di genere.

Alice Isaaz e Niels Schneider in Gangs of Paris
Alice Isaaz e Niels Schneider in Gangs of Paris

La trama di Gangs of Paris

Quando uccidono Ficelle (Malik Frikah), viene ingiustamente arrestata sua sorella Billie (Alice Isaaz), una ladra di strada che deve scontare quindici anni di galera. Mentre è in carcere, la giovane donna progetta la sua vendetta nei confronti di Jésus (Niels Schneider), capo carismatico degli Apaches e assassino di suo fratello. Uscita di prigione, Billie si infiltra, senza farsi riconoscere, nel gruppo criminale per poter agire dall’interno. Li uccide uno ad uno per arrivare all’odiato Jésus. Ma più si avvicina a lui e più ne subisce il fascino diabolico.

La spiegazione del finale del film

Il finale di Gangs of Paris rappresenta il culmine tragico e simbolico di un percorso segnato da dolore, vendetta e alienazione. Billie, la protagonista della vicenda, dopo aver affrontato un violento viaggio di sangue e sopravvivenza, si ritrova faccia a faccia con Jésus, il carismatico ma spietato leader della gang responsabile della morte di suo fratello. Con la pistola in mano e l’emozione che le attanaglia il petto, Billie è a un passo dal compiere l’atto che ha giustificato ogni scelta, ogni rischio e ogni caduta nel baratro morale. Ma proprio quando potrebbe premere il grilletto e chiudere il cerchio, si ferma. La sua mano trema, non per debolezza, ma per la consapevolezza che, nell’inseguire la vendetta, è diventata simile a coloro che odiava.

Il momento che segue è denso di contraddizioni. Invece di uno sparo, nasce un gesto inaspettato: Billie e Jésus si scambiano un bacio, carico di tensione, desiderio e disperazione. Più che un atto d’amore, è una confessione silenziosa di ciò che entrambi hanno perso e di ciò che non saranno mai: redenti. La pioggia che cade su di loro pare voler purificare quella violenza che li ha segnati, ma la tregua emotiva è di breve durata. L’irruzione della polizia interrompe brutalmente l’attimo sospeso e suggella il loro destino. I colpi di arma da fuoco li abbattono insieme, fianco a fianco, come se la storia volesse ricordare che chi vive nel crimine, indipendentemente dalle motivazioni, è destinato a pagarne il prezzo.

Alice Isaaz in Gangs of Paris
Alice Isaaz in Gangs of Paris

Questa conclusione, brutale e definitiva, sovverte le aspettative del genere. Non c’è giustizia compiuta, non c’è vendetta portata a termine, né redenzione possibile. La morte di Billie e Jésus è la manifestazione più cruda dell’assenza di una via d’uscita in un mondo in cui la violenza genera solo altra violenza. Nessun vincitore, solo corpi a terra e sogni infranti. Lo spettatore, lasciato in silenzio di fronte a questo epilogo, non può che interrogarsi sul senso dell’intera spirale autodistruttiva che ha animato i personaggi.

Il film, in questo modo, va ben oltre la semplice struttura del revenge movie. Gangs of Paris si inserisce in quella tradizione del noir urbano europeo che affonda le mani nel realismo psicologico, nella messa in scena di marginalità e scelte impossibili. Il regista sceglie di non offrire consolazione o chiusura catartica: il bacio sotto la pioggia e la morte immediata parlano di una condanna esistenziale, di anime perdute che si sono riconosciute solo un attimo prima della fine.

In ultima analisi, il film solleva domande importanti sul significato della vendetta e sulla possibilità di redenzione nei contesti in cui il crimine è l’unica lingua parlata. Billie parte con la determinazione di vendicare il fratello, ma nel cammino perde se stessa. La sua esitazione finale è il gesto più umano di tutta la vicenda, e paradossalmente, anche il più tragico. Invece di affrancarsi dalla violenza, ne viene inghiottita, proprio mentre sembrava vicina a un barlume di umanità. Gangs of Paris ci ricorda così che la vendetta non salva: distrugge, lentamente, chi la insegue.

Gangs of New York: la storia vera dietro il film

Gangs of New York: la storia vera dietro il film

Martin Scorsese ha impiegato quasi 30 anni per realizzare Gangs of New York del 2002. Negli anni ’70, Scorsese si imbatté in un libro intitolato “The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld” (Le bande di New York: una storia informale della malavita), scritto da Herbert Asbury. Il libro descriveva in dettaglio le bande e i movimenti politici nella New York del XIX secolo, prima del dominio della mafia. Sebbene oggi sia ampiamente considerato un’esagerazione degli eventi dell’epoca, il libro di Asbury ha fortemente ispirato Scorsese.

Italo-americano cresciuto a Little Italy, Scorsese amava la sua città e la sua storia di bande. Era affascinato dalla storia e dalla descrizione della vecchia Five Points di New York descritta nel libro, che oggi ospita Chinatown, Columbus Park e il Manhattan Civic Center. In una vecchia puntata della NPR, Scorsese è citato mentre spiega con parole sue che “Questo film rappresenta in un certo senso le fondamenta su cui si basano tutti i miei altri film. Crea una sorta di mondo in cui si inseriscono quelli che descrivo in Mean Streets, Quei bravi ragazzi e Toro scatenato”, una sorta di antefatto al genere del gangster movie.

Gangs of New York segna inoltre la prima collaborazione tra l’ormai leggendario duo Scorsese-Leonardo DiCaprio. Gran parte del film è finzione, o verità non confermate, come l’esistenza della spaventosa Hellcat Maggie (Cara Seymour). Tuttavia, è stato elogiato per la sua rappresentazione dello storico quartiere Five Points e per aver richiamato l’attenzione sugli eventi storici dell’epoca. Gangs of New York segue Amsterdam Vallon, interpretato da DiCaprio, figlio del prete Vallon (Liam Neeson).

Il film inizia 16 anni prima degli eventi narrati, con uno scontro tra le bande del Five Points, in cui il prete cattolico Vallon viene ucciso da Bill “The Butcher” Cutting (Daniel-Day Lewis). Amsterdam inizia dunque a tramare la sua vendetta contro l’assassino di suo padre, e veniamo trasportati nel 1862, l’epoca in cui è ambientato il film. Gangs of New York è incentrato sulle bande reali della New York della metà del XIX secolo, tra cui The Plug Uglies, The Forty Thieves, The O’Connell Guards, The Shirt Tails, The Chichesters, The Daybreak Boys, The Swamp Angels e molte altre, ma la trama centrale è di fantasia.

Quanto di Gangs of New York è vero?

Guardare Gangs of New York nel 2025 significa ricordare che la storia tende a ripetersi, o che alcune parti della storia non finiscono mai veramente. Uno dei temi principali del film è la tensione tra cattolici, immigrati e “nativi” protestanti nella New York del XIX secolo, in particolare nella Little Italy, all’epoca città natale di Scorsese. Come affermato dalla Khan Academy, molti degli immigrati erano cattolici, mentre molti degli americani nativi erano protestanti. Il film riflette un sentimento di xenofobia nei confronti dell’elevato afflusso di immigrati che alla fine ha portato gran parte della popolazione degli Stati Uniti a diventare cittadini naturalizzati.

Coloro che erano nati negli Stati Uniti e quindi si consideravano “nativi” temevano che la crescente popolazione di immigrati e di americani naturalizzati potesse influenzare negativamente la loro vita sia dal punto di vista politico che economico. Di conseguenza, molti iniziarono a organizzare società politiche la cui missione era quella di sostenere i politici nativi o incoraggiare la candidatura di leader politici nativi, privando al contempo gli immigrati e i cittadini naturalizzati dei diritti civili. Questi gruppi entrarono a far parte del Native American Party, conosciuto colloquialmente come “Know Nothings” (i “Non so nulla”), perché quando ai membri veniva chiesto delle loro organizzazioni, veniva loro insegnato a rispondere: “Non so nulla”.

William “The Butcher” Poole

Un membro famoso dei Know Nothings era William “The Butcher” Poole, che ispirò il personaggio di William Cutting. Come riportato da History Daily, Poole era un macellaio di professione, ma era conosciuto come “The Butcher” per la sua reputazione spietata di pugile che distruggeva fisicamente i suoi avversari. Poole faceva parte della banda dei Bowery Boys che, come la banda di Day-Lewis, era incentrata sulle idee nativiste.

Poole avrebbe incontrato la sua fine in modo simile a Cutting, per mano di un uomo amico di un immigrato irlandese con cui aveva avuto un conflitto in precedenza. Si dice che le sue ultime parole siano state: “Addio ragazzi, muoio da vero americano”, che sono quasi congruenti con le ultime parole di Day-Lewis nei panni di Cutting: “Grazie a Dio. Muoio da vero americano”. I Know-Nothing furono una forza potente con cui fare i conti per un certo periodo, ma furono decimati durante la guerra civile, poiché molti si concentrarono sulla politica della schiavitù.

Daniel Day-Lewis in Gangs of New York

Le rivolte di New York contro la leva militare

La lotta tra Cutting e Amsterdam ebbe luogo durante le rivolte di New York contro la leva militare, che si verificarono nel luglio 1863. I commercianti di New York City non accolsero con favore l’inizio della guerra civile, poiché temevano di perdere il Sud come partner commerciale redditizio. I politici e i periodici contrari alla guerra e alla libertà degli schiavi nel Sud instillarono paura in molti cittadini bianchi della classe operaia, avvertendoli che avrebbero sostituito la manodopera precedentemente fornita dagli schiavi.

Quando fu firmata la Proclamazione di emancipazione, ciò sconvolse la classe operaia e coloro che apprezzavano la conservazione dell’Unione, ma non necessariamente la libertà degli uomini e delle donne di colore nel Sud. Questo tono razzista è presente in tutto il film Gangs of New York. Pertanto, quando fu approvata la legge sulla coscrizione militare della guerra civile del 1863, ciò portò allo scoppio di disordini civili tra i residenti di New York. Gangs of New York menziona anche una norma che consentiva agli uomini di essere esentati dalla coscrizione se potevano pagare una tassa di 300 dollari.

La maggior parte degli uomini non poteva permettersi la tassa, il che aumentava la loro rabbia. Uomini, donne e persino bambini di colore divennero bersaglio di violenze, così come gli abolizionisti, gli edifici governativi e quelli militari. Le rivolte durarono solo pochi giorni, ma causarono migliaia di vittime. Sono ricordate come una delle rivolte più sanguinose della storia americana.

Daniel Day-Lewis e Leonardo DiCaprio in Gangs of New York

I Dead Rabbits e la Five Points Gang

I Dead Rabbits, guidati da Priest Vallon nel film, erano anch’essi una vera banda composta da immigrati irlandesi. Come riportato da History.com, si ritiene che Hellcat Maggie facesse parte della banda dei Dead Rabbits, così come nel film Gangs of New York. I membri dei Dead Rabbits, insieme a diverse altre bande dell’epoca, avrebbero poi formato la Five Points Gang. La Five Points Gang sarebbe sopravvissuta fino agli anni ’10 e avrebbe ospitato due dei membri di bande più famigerati del XX secolo: Al Capone e Lucky Luciano, inaugurando così una nuova generazione di bande a New York.

Mentre dagli altoparlanti risuona “The Hands That Built America” degli U2, il passato si trasforma gradualmente in presente fino a quando vediamo New York City per quella che molti un tempo conoscevano. Il film mostra lo skyline dal ponte di Brooklyn, comprese le Torri Gemelle. Gangs of New York è stato girato prima dell’11 settembre, quindi il World Trade Center rimane nell’ultima inquadratura. In un certo senso, questo sembra profondamente patriottico quando si parla di un film basato sugli anni formativi ma movimentati degli Stati Uniti, in particolare di New York City.

Guardare Gangs of New York oggi ricorda a molti di noi giorni ormai passati, lontani nella periferia della memoria, ma importanti oggi come lo erano allora. Giorni inizialmente segnati dall’incertezza, ma ricordati come giorni in cui una città ha perseverato e è cresciuta. Un simbolo di forza e speranza, come a dire che, a volte, romanticizzare il passato è esattamente ciò di cui abbiamo bisogno, perché non si tratta di vera e propria romanticizzazione. È un ricordo onesto della storia, della sopravvivenza e dello spirito.

Gangs of New York, la spiegazione del finale del film di Martin Scorsese

Il finale di Gangs of New York conclude un film complesso e intenso di Martin Scorsese. Il dramma del 2002 vede Leonardo DiCaprio nel ruolo principale di Amsterdam Vallon, affiancato da Daniel Day-Lewis nei panni del malvagio William “Bill il Macellaio” Cutting. All’inizio del film, Bill uccide il padre di Amsterdam, e questo dà il tono al resto del film. Gangs of New York fa poi un salto in avanti di 16 anni, quando Amsterdam ha un piano per vendicare la morte di suo padre. Lungo la strada, incontra Jenny Everdeane, interpretata da Cameron Diaz, e si innamora di lei nonostante alcuni conflitti iniziali nella loro relazione.

Gangs of New York è vagamente ispirato a una storia vera, che Martin  Scorsese ha scoperto dopo aver letto il libro di Herbert Asbury The Gangs of New York: An Informal History of the Underworld. Il libro copre lo stesso periodo del film di Scorsese, ma gran parte della trama di quest’ultimo è stata romanzata. Tuttavia, molti personaggi sono stati ispirati da persone reali, come Bill (basato su William Poole) e Amsterdam (apparentemente basato su John Morrissey). Il personaggio di DiCaprio sembrava però essere per lo più frutto di fantasia. Indipendentemente da ciò, il film trasmette un messaggio significativo sulla storia, che risplende in modo particolare nel finale di Gangs of New York.

Amsterdam uccide Bill per vendicare la morte di suo padre

Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002)
© 2002 – Miramax

Amsterdam usa il coltello di suo padre per uccidere Bill

Amsterdam alla fine riesce a raggiungere esattamente l’obiettivo che si era prefissato, anche se le cose non vanno secondo i piani. All’inizio di Gangs of New York, Amsterdam progetta di uccidere Bill perché questi ha assassinato suo padre 16 anni prima. Tuttavia, lungo il percorso, Amsterdam diventa il protetto di Bill e, anche se questo sembra facilitare il suo compito, Bill scopre la verità su Amsterdam e questo manda all’aria i suoi piani.

Johnny capisce chi è Amsterdam quando si incontrano e, più avanti nel film, rivela a Bill la vera identità di Amsterdam e il suo piano di ucciderlo. Tuttavia, durante lo scontro finale alla fine di Gangs of New York, Bill viene ferito da una scheggia, dando ad Amsterdam l’opportunità di sconfiggerlo definitivamente. Amsterdam usa il coltello di suo padre per uccidere Bill in un finale che chiude il cerchio del film.

Perché Amsterdam seppellisce il coltello vicino alle tombe di suo padre e di Bill

Amsterdam ammette di aver compreso ciò che suo padre gli ha insegnato

Dopo aver ucciso Bill alla fine di Gangs of New York, Amsterdam seppellisce il coltello da barba di suo padre vicino alle tombe di suo padre e di Bill. All’inizio del film, il padre di Amsterdam si taglia con il coltello e quando il ragazzo cerca di pulire il sangue, il padre risponde: “No, figliolo. Il sangue resta sulla lama. Un giorno capirai.” Questa è una citazione significativa perché trasmette il messaggio del film di Scorsese.

Amsterdam non ha più nulla per cui lottare.

Non c’è modo di cancellare il passato, quindi pulire il sangue dalla lama non cambierà il fatto che un tempo c’era del sangue su di essa. Seppellendo il coltello, Amsterdam sta assicurando a suo padre che, come gli aveva detto da bambino, ora capisce il significato del suo messaggio. Significa anche che Amsterdam non ha più nulla per cui lottare, quindi sta consegnando l’arma e restituendola a suo padre.

Come il cambiamento dello skyline di New York si collega all’ultima battuta di Amsterdam

Daniel Day-Lewis e Leonardo DiCaprio in Gangs of New York
Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002)

Questo significa che il mondo andrà avanti

Gangs of New York termina con lo skyline di New York che passa dall’ambientazione del film, gli anni ’60 del XIX secolo, al suo aspetto moderno degli anni 2000. L’ultima battuta del film viene pronunciata mentre questo accade, con Amsterdam che spiega che dopo tutto quello che è successo, nessuno lo ricorderà negli anni a venire. Amsterdam dice: Per il resto del tempo, sarà come se nessuno avesse mai saputo che siamo stati qui.

Lo skyline in continua evoluzione esemplifica queste parole. Mentre le tombe si arrugginiscono e poi presto si sgretolano del tutto, lo skyline continua a cambiare. Il mondo continua a evolversi e ad andare avanti mentre il passato si disintegra in una storia di cui non si parla spesso.

Cosa è successo ad Amsterdam e Jenny dopo Gangs of New York?

Daniel Day-Lewis in Gangs of New York
Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002)

I due potrebbero essersi trasferiti in California

Gangs of New York non offre una risposta chiara su cosa sia successo ad Amsterdam e Jenny, anche se si suggerisce che lui abbia lasciato New York con lei per trasferirsi a San Francisco. All’inizio del film, dopo che Bill ha attaccato Amsterdam, Jenny ha suggerito ad Amsterdam di andare con lei sulla costa occidentale. Tuttavia, Amsterdam è determinato a vendicarsi di Bill, quindi torna a Five Points per farlo. Alla fine del film, però, sembra probabile che si unisca a Jenny nel trasferimento sulla costa occidentale.

Ora che ha finalmente ottenuto la sua vendetta, non c’è più nulla per Amsterdam a New York.

Jenny rimane accanto ad Amsterdam mentre lui seppellisce il coltello, e quando ha finito se ne vanno insieme. I due svaniscono mentre la battuta finale di Amsterdam nel film viene riprodotta in voce fuori campo, suggerendo che rimarranno insieme e molto probabilmente porteranno a termine il piano di Jenny. Non c’è più nulla per Amsterdam a New York ora che ha finalmente ottenuto vendetta per la morte di suo padre. Sarebbe meglio per entrambi se non rimanessero lì, perseguitati dalle tragedie di cui sono stati parte.

Quanti newyorkesi sono morti nella vita reale?

Gangs of New York storia vera
Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002)

Il numero ufficiale dei morti è 119, ma le stime si avvicinano a 1.200

Sebbene gran parte di Gangs of New York sia romanzata, il film è basato sulla vera violenza delle gang che ha avuto luogo a Five Points, New York, nel XIX secolo. Nel film, le rivolte contro la leva militare scoppiano perché gli uomini sono indignati per essere stati arruolati nella guerra civile e l’unica via d’uscita è pagare una tassa di 300 dollari che la persona media non può permettersi. Questo avviene nello stesso momento in cui le bande si preparano a combattere e Amsterdam uccide Bill.CorrelatiTutti i film di Leonardo DiCaprio classificati dal peggiore al migliore (incluso Don’t Look Up)Da Titanic a The Revenant e oltre, Leonardo DiCaprio è una delle più grandi star del cinema, ma come si classificano i suoi film dal peggiore al migliore?

Nella vita reale, le rivolte della guerra civile portarono alla morte di 119 persone, anche se le stime parlano di circa 1.200 vittime (History.com). Gli afroamericani furono quelli che soffrirono di più durante le rivolte, come mostrato brevemente in Gangs of New York nella scena della morte di Jimmy. Tuttavia, gli effetti reali delle rivolte della guerra civile furono molto più dannosi.

Il vero significato del finale di Gangs of New York

Gangs of New York
Leonardo DiCaprio, Daniel Day-Lewis in Gangs of New York (2002)

Non si può cancellare la storia

Il significato del finale di Gangs of New York potrebbe essere ricondotto alla citazione del padre di Amsterdam. Si può lavare via il sangue, ma non si può cancellare la storia, anche se il mondo intero cerca di dimenticare le tragedie del passato. Il messaggio che Scorsese voleva trasmettere era che la storia si ripete se la società non la riconosce.

Le riprese di Gangs of New York sono terminate prima degli attacchi dell’11 settembre 2001, il che significa che nelle riprese dello skyline di New York City sono visibili le torri gemelle. Questa scena finale è sufficiente a trasmettere il messaggio del film, poiché gli attacchi dell’11 settembre continuano a tormentare la società. Anche se le giovani generazioni sembrano distaccate e hanno cercato di andare avanti come se nulla fosse successo, proprio come le tombe distrutte durante i disordini della Guerra Civile, non c’è modo di sfuggire alla storia.

Come è stato accolto il finale di Gangs of New York

Gangs of New York è un film che è stato certificato fresco su Rotten Tomatoes, ma che nel tempo è sceso al 72% di freschezza, mentre il punteggio del pubblico rimane più alto, all’81%. Tuttavia, non tutti gli spettatori erano soddisfatti, poiché alcuni hanno ritenuto che fosse un ottimo film, ma hanno scritto: “È semplicemente troppo lungo. Ha diversi momenti in cui è un film epico con molto da offrire al pubblico, il migliore dei quali è la performance di Daniel Day Lewis.

Sebbene gli abbia dato una recensione positiva (3,5 su 4 stelle), Roger Ebert non era sicuro che gli piacessero i personaggi, nemmeno gli eroi, di Gangs of New York:

“I gangster dei suoi film precedenti sono motivati dall’avidità, dall’ego e dal potere; amano le belle auto, le scarpe, gli abiti, le cene, le donne. Uccidono come costo per fare affari. I personaggi di “Gangs of New York” uccidono perché gli piace e perché lo vogliono. Sono assetati di sangue e motivati dall’odio. Penso che a Scorsese piacessero gli eroi di “Goodfellas”, ‘Casino’ e “Mean Streets”, ma non sono sicuro che gli piaccia questa gente”.

Per quanto riguarda le ultime scene del finale di Gangs of New York, c’era un thread su Reddit che lo analizzava. L’autore del post ha scritto: “Quando l’ho visto per la prima volta, mi è sembrato che danneggiasse l’atmosfera che era stata creata e mi ha lasciato l’amaro in bocca quando ho finito di guardarlo… Rivedendolo, la scena mi piace.“ Questo ha portato a una discussione sul significato di quella scena. Mentre una persona ha visto il simbolismo dell’11 settembre, un’altra ha scritto: ”Mostrava il passare del tempo e come nulla duri per sempre.”

Gangs of London: la nuova serie Sky Original

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Gangs of London: la nuova serie Sky Original

GANGS OF LONDON,  è la nuova e adrenalinica serie tv targata Sky Original ambientata nel cuore più nero di Londra, e firmata da Gareth Evans. Recensioni entusiastiche e ascolti da record ne hanno fatto un vero e proprio fenomeno nel Regno Unito e le sono già valsi il rinnovo per la seconda stagione.

Gangs of London è stata creata dal visionario e pluripremiato regista del franchise The Raid Gareth Evans e dal suo partner creativo Matt Flannery. La serie è prodotta da Pulse Films in associazione con Sister Pictures per Sky Studios. Thomas Benski e Lucas Ochoa sono i produttori esecutivi per Pulse Films insieme a Jane Featherstone per Sister. La serie è stata commissionata da Zai Bennett, Managing Director of Content di Sky UK e Cameron Roach, Director of Drama degli Sky Studios, con Gabriel Silver come produttore esecutivo per Sky Studios.

GANGS OF LONDON: quando esce e dove vederla in streaming

GANGS OF LONDON debutta il 6 luglio alle 21.15 su Sky Atlantic e in streaming NOW TV (e sarà ovviamente disponibile on demand).

GANGS OF LONDON: la trama e il cast

Gangs of London è un’elettrizzante epopea criminale in nove episodi prodotti dagli Studios di Sky con Pulse Films e Sister Pictures e firmati dal maestro dell’action-fighting Gareth Evans (il franchise The Raid). Con Joe Cole (Peaky Blinders) e Michelle Fairley (Il Trono di Spade) a guidare il talentuosissimo e multienico cast – diretto da Evans con Xavier Gens e Corin Hardy – nel sottobosco criminale della capitale inglese, la serie racconta la storia dei Wallace, famiglia criminale vecchio stampo di origini irlandesi che controlla i traffici e assicura la pace fra le gang di Londra.

Da più di 20 anni Finn Wallace (Colm Meaney, Hell on Wheels), il temuto e rispettato patriarca, è infatti il criminale più potente della città, con miliardi di sterline che circolano ogni anno nella sua organizzazione. Basa il proprio potere su una fragile ma remunerativa alleanza di bande da ogni angolo del mondo, giunte a Londra a contrabbandare ogni cosa. Ora è morto, e nessuno sa chi ne ha commissionato l’omicidio: chi può aver voluto rinunciare a uno status quo in cui tutti potevano fare ordinatamente e impunemente sporchissimi affari accumulando montagne di soldi? Il figlio di Finn, Sean Wallace (Joe Cole, Peaky Blinders), è pronto a prendere il posto del padre ai vertici dell’impero, non prima di aver scoperto chi e perché lo ha ucciso e di averlo vendicato nel sangue. Per farlo, darà il via a una caccia all’uomo che metterà a repentaglio la difficile alleanza fra le gang della capitale britannica.

Sean sarà aiutato dalla madre Marian (Michelle Fairley, Il Trono di Spade) e dalla famiglia Dumani, di origini nigeriane, formata da Ed – interpretato da Lucian Msamati (His Dark Materials  – Queste oscure materie, Il Trono di Spade), da sempre bracciodestro e amico fraterno di Finn, dal figlio Alexander (Paapa Essiedu), dall’aspetto impeccabile, un mago della finanza perfettamente inserito nel mondo della buona società londinese, e dalla figlia Shannon – Pippa Bennett-Warner (MotherFatherSon) – che collabora agli affari sporchi dei Wallace nascondendo la ricchezza di milionari e miliardari attraverso l’arte e le proprietà immobiliari. Ad aiutare Sean Wallace nella sua crociata si aggiungerà Elliot Finch, interpretato da Sope Dirisu(Black Mirror), uno scagnozzo dei Wallace, che è stato considerato per tutta la vita un perdente ed è pronto a tutto per ottenere un ruolo più importante nell’organizzazione criminale.

GANGS OF LONDON: recensione e accoglienza

Gli echi di Gomorra – La serie, il gusto per il pulp di Tarantino, una Londra che strizza l’occhio a Gotham City e, al centro della narrazione, una famiglia che richiama, anche nella sua composizione, quella de Il Padrino ne fanno infatti una delle serie più attese dell’estate, già premiata anche dalla critica di casa nostra. “La Gomorra di Sua Maestà”, ha titolato Il Venerdì di Repubblica, “Fenomenale!” (Ciak), “Un thriller tra i più appassionanti dell’anno” per Vanity Fair, mentre Wired la definisce “un esempio incredibile di cosa si possa fare con la televisione”.

GANGS OF LONDON: personaggi

Sope Dirisu (Black Mirror) è ELLIOT FINCH, un delinquente di basso rango, scagnozzo dei Wallace, da tutti considerato un perdente, che non ha mai smesso di lottare per migliorare la propria condizione. Suo padre è stato un pugile mercenario che accettava denaro per farsi battere sul ring. Elliot odiava quello che faceva perché pensava che suo padre meritasse di più dalla vita. Ex militare, ha perso sua moglie e suo figlio. Desidera con tutte le sue forze un’altra occasione nella vita e cerca in tutti i modi di guadagnarsi la fiducia di Sean Wallace.

Colm Meaney (Hell on Wheels, Star Trek: Deep Space Nine) interpreta FINN WALLACE, figura di spicco della mala londinese per due decenni, è stato il boss di un’organizzazione che riuniva sotto la propria egida le bande criminali più importanti della capitale. Dopo il suo assassinio, spetta al resto della famiglia proteggere l’organizzazione. Finn arriva a Londra da giovane immigrato irlandese e riesce a costruire un impero dal nulla. Incontra Ed Dumani quando sono entrambi adolescenti e fra i due si instaura fin da subito un legame profondo. Sono uniti nella loro “alterità” rispetto ad una città che vorrebbe tagliarli fuori. Finn subodora subito il potenziale inespresso di questa città multiculturale, riciclando il denaro sporco dei principali leader delle bande di Londra e degli investitori internazionali su vasta scala. Finn ha tre figli – Billy, Sean e Jacqueline – avuti da sua moglie Marian.

Michelle Fairley (Il trono di spade) nel ruolo di MARIAN WALLACE, moglie di Finn e roccia della famiglia. Estremamente protettiva nei confronti dei figli, è altrettanto ambiziosa e risoluta nel fare tutto il necessario per mantenere il potere. Prima di diventare madre, era profondamente coinvolta negli affari di suo marito. Ma dopo aver dato alla luce Jacqueline, Finn chiede a Marian di fare una scelta: rimanere coinvolta in prima linea nell’attività criminale o fare un passo indietro per crescere i bambini. Marian sceglie i suoi figli – e con quella decisione vedrà ridimensionata la sua statura nel mondo criminale.

Joe Cole (Peaky Blinders) nei panni di SEAN WALLACE, ragazzo cresciuto elemosinando l’amore e l’approvazione di suo padre. Ha sempre mostrato interesse per la parte criminale dell’azienda, volendo sapere di più su ciò che faceva suo padre. Ma quando quest’ultimo lo mette davanti ad una terribile prova d’iniziazione in occasione del suo 14esimo compleanno chiedendogli di uccidere un uomo per entrare nell’organizzazione, Sean non riuscirà a farlo. Il ragazzo ne uscirà profondamente cambiato. Sentirà di aver fallito. Ed è proprio in quel momento che maturerà la sua propensione alla violenza. Non vuole più essere quel ragazzo che non è riuscito a premere il grilletto. Sean è uno stratega carismatico e di successo e, soprattutto, ama la sua famiglia. Vede i Dumani come parte della famiglia, e per lui sono vitali come suo fratello, sua sorella e i suoi genitori. Con la morte di suo padre, Sean ha ora due obiettivi: scoprire chi ha ordinato il suo assassinio e consolidare il proprio posto ai vertici dell’impero dei Wallace. Presto scoprirà che raggiungere entrambi gli obiettivi è tutt’altro che semplice. Ossessionato dal pensiero che l’assassino di suo padre sia all’interno della sua organizzazione, Sean lascerà prevalere il suo lato violento e impulsivo al punto che l’organizzazione dei Wallace rischierà di perdere tutto.

Brian Vernel (Star Wars: Il risveglio della Forza) è BILLY WALLACE, il figlio maggiore. Ha cercato di esorcizzare il mondo disfunzionale nel quale è cresciuto sviluppando una dipendenza dall’eroina. Non si occupa degli affari sporchi della famiglia ma ha un rapporto di co-dipendenza con suo padre in quanto fornitore della droga di cui Billy ha estremo bisogno per sentirsi vivo. Come molti tossicodipendenti, Billy ha una vasta rete di contatti – e sa che questo potrebbe essere un enorme risorsa per Sean, se solo suo fratello la vedesse in quel modo. Dopo tutto, Billy ama molto il fratello: i due condividono la consapevolezza di cosa significa essere stati i figli di Finn Wallace, anche se le loro traiettorie nella vita sono state nettamente diverse.

Valene Kane (Thirteen) interpreta JACQUELINE ROBINSON, figlia minore di Finn e Marian. Jacqueline non vuole avere più niente a che fare con la sua famiglia e con le loro attività criminali. A differenza di Sean e Billy, durante la sua adolescenza è stata tenuta all’oscuro del lato criminale degli affari di famiglia e quando finalmente scopre la verità decide di chiudere i rapporti con loro. Continua a voler bene a Billy e Sean ma detesta il fatto che sua madre e suo padre li abbiano coinvolti nei loro affari criminali. Determinata a reinventarsi, si dedica anima e corpo a fare del bene e diventa così un instancabile medico del pronto soccorso per restituire qualcosa alla comunità. Ma è difficile lasciarsi completamente alle spalle i Wallace, e quando suo padre verrà ucciso, sua madre intensificherà i suoi sforzi per ricondurla all’ovile.

Lucian Msamati (His Dark Materials – Queste oscure materie, Il Trono di Spade) è ED DUMANI, braccio destro di Finn Wallace. Ed Dumani e Finn Wallace si sono conosciuti quando erano due giovani immigrati, desiderosi di farsi strada e diventare qualcuno a Londra proprio al tempo del famigerato “No blacks, no Irish”. Insieme, hanno preso il controllo del sottobosco criminale di Londra e da allora Ed è stato il braccio destro di Finn.  È un abile stratega e una figura influente all’interno dell’organizzazione Wallace ed è lui che gestisce la parte criminale dell’azienda. Ha mantenuto i segreti di Finn e si è assicurato che gli omicidi avvenissero lontano da sguardi indiscreti, tenendo i corpi lontani dalle strade. Padre di Alexander e Shannon e nonno di Danny, è stato felicemente sposato con Ayana e quando a sua moglie viene diagnosticato un cancro allo stadio terminale Ed è dilaniato dal dolore. Mentre Ayana è sul letto di morte, Finn e Marian si offrono di ospitare in casa loro Alex e Shannon per un po’, per evitare ai ragazzi il dolore di vedere la propria madre spegnersi in un modo così terribile. Ed è immensamente grato per questo gesto anche se è proprio durante quel periodo che Finn si accorge del potenziale di Alexander e dunque dal quel momento in poi Ed sa che il destino di suo figlio non sarà più nelle sue mani. Ma la paura per il destino di suo figlio va di pari passo con il suo orgoglio. Sa che Alex è il futuro dell’organizzazione. Ma quando Finn viene ucciso e Sean gli subentra, tutte queste certezze crollano in un batter d’occhio – e ora Ed deve lottare per tenersi stretto tutto ciò per cui ha lavorato una vita.

Paapa Essiedu nel ruolo di ALEXANDER DUMANI, il figlio di Ed, ragazzo acuto, intelligente, carismatico e vero e proprio mago della finanza. Quando la famiglia Wallace accoglie lui e sua sorella durante l’agonia della madre, stringe un profondo legame con Finn che è come un secondo padre per lui e Sean diventa come un fratello. Finn si interessa molto a lui, coltiva il suo talento e capisce che Alexander ha l’acume necessario per poter trasformare l’impero dei Wallace. Alexander è devastato quando Finn viene ucciso e parte di ciò che lo spinge ad andare avanti è il desiderio di onorare ciò che ha iniziato con Finn. Alexander è profondamente fedele a Sean ma ha l’obbligo di proteggere l’azienda. Capisce il suo amico, sa che c’è di più in lui oltre alla rabbia e alla vendetta. Tuttavia, Alex è una persona estremamente ambiziosa che ha le sue personali opinioni sulla direzione futura dell’azienda.

Pippa Bennett-Warner (MotherFatherSon) nei panni diSHANNON DUMANI, sorella di Alexander, lavora per l’organizzazione Wallace con il compito di contribuire a nascondere la ricchezza di milionari e miliardari attraverso l’arte e le proprietà immobiliari. Si mescola con quel genere di persone che qualcuno definirebbe sofisticate ed altri chiamerebbero amorali. È madre single di Danny, ma non lascia che le sue responsabilità le impediscano di divertirsi. Forse è per questo che rimane attratta da Elliot quando lo incontra.

Nei panni dei temibili leader delle gangs di Londra:

Asif Raza Mir (Tanhaiyaan) interpreta ASIF AFIDI, pakistano, un magnate dell’eroina che controlla la maggior parte della droga che entra nel Regno Unito. Suo figlio Nasir è candidato a sindaco mentre lui si occupa delle “altre cose”. Alleato di lunga data dei Wallace, il suo business rappresenta una grossa fetta delle entrate della famiglia Wallace. Asif è un traffichino spietato, ma i suoi incessanti tentativi di annientare un suo storico rivale curdo lo vedranno entrare in rotta di collisione con Lale, che sta cercando vendetta.

Orli Shuka (Save Me) nel ruolo LUAN DUSHAJ, un padre di famiglia devoto e ambizioso capomafia albanese, punta a diventare una pedina importante della giungla criminale di Londra. Molti all’interno dell’ecosistema criminale di Londra non si fidano di lui, ma Luan pensa che sia solo un pregiudizio. Di recente ha preso alcune decisioni rischiose, entrando in una partnership che potrebbe renderlo potente come gli stessi Wallace. Ma quando Finn viene ucciso, le cose iniziano rapidamente a prendere una brutta piega per Luan – e ben presto si renderà conto di aver fatto il passo più lungo della gamba.

Narges Rashidi (L’ombra della paura) nei panni di LALE. Lale gestisce un’attività di spaccio di eroina che finanzia la sua lotta per l’indipendenza curda. Ma le sue ambizioni politiche sono complicate dal suo desiderio di vendetta nei confronti di Asif, che ritiene responsabile dell’assassinio di suo marito. Gestisce la sua operazione da un bunker segreto nei sotterranei del negozio delle sue sorelle. Intelligente, affascinante e feroce, rifiuta di lasciare che la decisione di Sean di chiudere tutte le operazioni criminali a Londra le impedisca di fare soldi.

Mark Lewis Jones (Master & Commander – Sfida ai confini del mare) nel ruolo di KINNEY, terrificante e brutale leader di una delle bande criminali di Londra. Kinney potrà anche non avere tanti soldi o potere come alcuni degli altri capi delle gang della serie, ma questo non gli impedisce di essere uno dei personaggi più temibili della città. Quando suo figlio diventa il bersaglio della rabbia di Sean, è costretto a sfidare la potenza della famiglia Wallace.

Nel cast anche.

Ray Panthaki (Marcella) nel ruolo di JEVAN KAPADIA, una figura ambigua e sfuggente del business criminale londinese. Lavora come intermediario, collegando bande criminali con individui potenti e ricchi che non vogliono essere visti andare a braccetto con il mondo della criminalità. Un tempo dirigeva la sua società di intelligence privata, ha lavorato per un periodo al ministero degli Esteri e si mormora abbia numerosi contatti con agenzie di intelligence in tutto il mondo. È molto benestante perché è nato nella ricchezza, ha studiato a Cambridge e ha una fitta rete di conoscenze.

Jing Lusi (The Malay Chronicles: Bloodlines) nei panni di VICKY, una poliziotta ambiziosa che indaga sugli affari dei Wallace. È convinta che facendo bene il suo lavoro e magari risolvendo un caso importante – quale è quello dei Wallace – sarà ricompensata.