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Mad Max Collection in Blu-ray dal 28 Agosto!

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Mad Max Collection in Blu-ray dal 28 Agosto!

Mad Max CollectionA distanza di poche ore dalla pubblicazione del Trailer del gioco, Warner Home Video presenta, nella straordinaria qualità dell’Alta Definizione Blu-Ray,  la trilogia di Mad Max, l’ex agente diventato vendicatore,

Mad Max 5: le riprese al via in autunno?

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Mad Max 5: le riprese al via in autunno?

L’ultima volta che abbiamo sentito parlare di Mad Max è stato a dicembre, quando il regista George Miller aveva dichiarato: “Non ho chiuso con la storia di Mad Max. Ci sarà certamente un altro film”. I numerosi problemi tra il regista e la Warner Bros. durante la lavorazione di Mad Max: Fury Road non sembrano aver scoraggiato Miller, ancora intenzionato a proseguire la storia di Max Rockatansky sul grande schermo.

Adesso, stando a quanto riportato da Geeks WorldWide, sembra che la produzione del quinto capitolo della saga sia ufficialmente pronta a partire. Lo studio sembra aver approvato il film: le riprese dovrebbero svolgersi in Australia a partire dal prossimo autunno. Al momento non sappiamo se Tom Hardy e Charlize Theron torneranno nel film. Prima del nuovo Mad Max, Miller sarà impegnato sul set con Idris Elba e Tilda Swinton per il suo prossimo progetto cinematografico, Three Thousand Years of Longing

Stando ai piani originali di George Miller, ci dovrebbero essere altri due film del franchise con protagonista Tom Hardy (l’attore ha firmato un contratto per quattro film) e persino uno spin-off sul personaggio di Furiosa con Charlize Theron. La battaglia legale tra Miller e la Warner Bros. a causa del budget impiegato per Fury Road ha inevitabilmente rallentato i lavori sulla saga e lo sviluppo dei nuovi film.

LEGGI ANCHE – Tom Hardy spera ancora in un nuovo film di Mad Max

Mad Max: Fury Road ha avuto un successo travolgente. Dalla presentazione a Cannes alla vittoria di sei Oscar (su dieci nomination), il film con Tom Hardy e Charlize Theron è certamente uno dei migliori film degli ultimi dieci anni.

Mad Max 5: Anya Taylor-Joy sarà una giovane Furiosa?

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Mad Max 5: Anya Taylor-Joy sarà una giovane Furiosa?

Alcune settimane fa vi avevamo riportato la notizia secondo cui George Miller starebbe progettando un nuovo film della saga di Mad Max, ossia un prequel di Fury Road che si focalizzerà su una giovane Furiosa, prima che il personaggio interpretato da Charlize Theron nel film del 2015 diventasse una Figlia di Guerra.

Adesso, come spiega Variety, pare che il prossimo film del franchise a vedere la luce sarà effettivamente questo. Secondo la fonte, Miller spera di iniziare a girare il film già il prossimo anno, ma non è tutto: sembra, infatti, che Anya-Taylor Joy (Split, The New Mutants) sia la favorita per interpretare la giovane Furiosa e raccogliere quindi l’eredità della Theron. La fonte specifica comunque che l’attrice non è l’unica ad aver incontrato Miller per discutere della parte: ciò significa che, alla fine, il ruolo potrebbe essere affidato a qualcun’altro.

In precedenza avevamo appreso che l’attore Yahya Abdul-Mateen II, visto in Aquaman e Watchmen, sarebbe il favorito per interpretare il protagonista maschile dello spin-off. L’attore sarà il protagonista dell’atteso Candyman e figura anche nel cast di Matrix 4, attualmente in fase di produzione.

Naturalmente vi terremo aggiornati su tutti gli sviluppi.

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Stando ai piani originali di George Miller, ci dovrebbero essere altri due film del franchise con protagonista Tom Hardy (l’attore ha firmato un contratto per quattro film) e persino uno spin-off sul personaggio di Furiosa con Charlize Theron. La battaglia legale tra Miller e la Warner Bros. a causa del budget impiegato per Fury Road ha inevitabilmente rallentato i lavori sulla saga e lo sviluppo dei nuovi film.

Mad Max: Fury Road ha avuto un successo travolgente. Dalla presentazione a Cannes alla vittoria di sei Oscar (su dieci nomination), il film con Tom Hardy e Charlize Theron è certamente uno dei migliori film degli ultimi dieci anni.

Mad Max 5 sarà un prequel su Furiosa, Charlize Theron non tornerà

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In una recente intervista con il New York Times, è stato il regista George Miller – dopo i rumor delle ultime settimane – a confermare che Mad Max 5, il nuovo capitolo della saga post-apocalittica, sarà un prequel dedicato al personaggio di Furiosa che non vedrà il ritorno del premio Oscar Charlize Theron nei panni della ribelle Imperatrice.

Al prestigioso quotidiano statunitense, Miller ha confermato di essere al lavoro su un prequel dedicato a Furiosa che sarà basato su una sceneggiatura scritta insieme a Nick Lathouris, già co-autore dello script di Mad Max: Fury Road. La sceneggiatura è stata scritta anni prima che Fury Road facesse il suo debutto nelle sale. Miller ha inoltre confermato che la Theron non tornerà ad interpretare il personaggio, rivelando però di aver considerato a lungo l’idea di utilizzare il de-aging (la stessa tecnica usata da Martin Scorsese in The Irishman) per ringiovanire l’attrice sullo schermo e permetterle di tornare sul set. Alla fine però, proprio dopo aver visto il film di Scorsese, Miller ha avuto la sensazione che quella tecnica non sia ancora arrivata al massimo del suo potenziale:

“Per lungo tempo ho pensato che avremmo potuto semplicemente usare il de-aging su Charlize, ma credo che non ci siamo ancora del tutto per quanto riguarda quella tecnica. Nonostante i valorosi tentativi visti in The Irishman, penso che sia ancora un territorio misterioso che vada studiato. Sembra che tutti siano sul punto di scoprirne il massimo potenziale, in particolare i progettisti di videogiochi giapponesi, ma credo che ci sia ancora molta strada da fare.”

Al momento non sappiamo ancora quale attrice interpreterà la giovane Furiosa. Circa due mesi fa era emersa la notizia che Anya-Taylor Joy (SplitThe New Mutants) sarebbe la favorita per raccogliere l’eredità della Theron, anche se all’epoca venne specificato che l’attrice non è stata l’unica ad aver incontrato Miller per discutere della parte.

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Stando ai piani originali di George Miller, ci dovrebbero essere altri due film del franchise con protagonista Tom Hardy (l’attore ha firmato un contratto per quattro film) e persino uno spin-off sul personaggio di Furiosa con Charlize Theron. La battaglia legale tra Miller e la Warner Bros. a causa del budget impiegato per Fury Road ha inevitabilmente rallentato i lavori sulla saga e lo sviluppo dei nuovi film.

Mad Max: Fury Road ha avuto un successo travolgente. Dalla presentazione a Cannes alla vittoria di sei Oscar (su dieci nomination), il film con Tom Hardy e Charlize Theron è certamente uno dei migliori film degli ultimi dieci anni

Mad Max 4: ecco le prime foto dal set!

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Arrivano foto dal set in Namibia del quarto episodio della saga Mad Max. Le immagini ritraggono alcuni dei tanti veicoli coinvolti nel film.

Mad Max – High Octane Collection: in arrivo in blu-ray

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Mad Max – High Octane Collection: in arrivo in blu-ray

Il Guerriero della Strada torna di nuovo in azione nella fantastica edizione Mad Max – High Octane Collection disponibile nel formato Blu-ray e distribuita da Warner Bros. Entertainment Italia.

Mad Max Fury Road recensione del film con Tom Hardy

Più furioso che mai, Mad Max arriva in Home Video con le storie post-apocalittiche del visionario regista George Miller, dense di azione e raccolte in una collezione di quattro film che lo hanno fatto entrare nella leggenda. Avremo quindi la possibilità di rivedere tutti i film che negli anni ci hanno accompagnato ora rimasterizzati in Blu-Ray, partendo da Interceptor, del 1979, con l’allora giovanissimo Mel Gibson, fino a giungere all’ultimo capitolo della saga, Mad Max – Fury Road che con Tom Hardy e Charlize Theron porta il Guerriero della Strada direttamente nel nuovo millennio.

Mad Max – High Octane Collection

La Mad Max – High Octane Collection, inoltre, contiene la versione in bianco e nero dell’ultimo film Mad Max – Fury Road Black And Chrome che finalmente potremo apprezzare in Home Video per espressa volontà del regista. George Miller, infatti, ha più volte affermato che la versione decolorata del film è di enorme impatto, dando allo spettatore un senso di autenticità che dona a questo film un taglio unico nel suo genere.

Mad Max – Interceptor: trama, cast e curiosità sul film con Mel Gibson

I film con ambientazione postapocalittica sono notevolmente aumentati negli anni, raccontando a loro modo un progressivo deteriorarsi di una serie di elementi simbolo di civiltà e umanità. Ognuna di queste opere nutre, in modo più o meno evidente, un forte debito nei confronti di Mad Max – Interceptor, primo film di una delle serie di questo genere più importanti e acclamate di sempre. Uscito nel 1979, questo è stato il primo lungometraggio diretto dall’australiano George Miller, ed è divenuto nel tempo un cult unico, dove si fonde fantascienza e distopia.

All’interno di questo Miller da dunque vita ad una serie di tematiche sempre attuali, dal consumo delle risorse terrestri alla regressione dell’essere umano in momenti di anarchia. Originariamente Miller avrebbe voluto che il progetto si sviluppasse come un film privo di dialoghi e con solo sonoro, dando così piena centralità al potere delle immagini. Gli altri produttori del film non volevano però che il film fosse così estremo, essendo già difficile finanziare un’opera di quel genere nel contesto australiano. Miller si concentrò dunque su altri aspetti, dando ugualmente vita ad un film tanto violento e cupo quanto assolutamente memorabile.

Affermatosi poi come un grandissimo successo, è diventato negli anni uno dei più importanti titoli del suo genere, da cui sono poi stati realizzati ben quattro sequel: Interceptor – Il guerriero della strada, Mad Max oltre la sfera del tuono e Mad Max: Fury Road. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Mad Max – Interceptor: la trama del film

La vicenda del film si svolge in un’Australia distopica di un futuro non troppo lontano. Le riserve di energia scarseggiano ormai da tempo, portando l’intero paese a vivere in un contesto di semi anarchia, con bande di criminali intenti ad aggredire quanti vengono trovati indifesi lungo le deserte strade. Per contrastare ciò, vengono istituite delle speciali task force della polizia federale, al fine di mantenere la legge e l’ordine. Tra gli incaricati di ciò vi è anche il poliziotto Max Rockatansky. Egli rimane però particolarmente scioccato nel momento in cui il suo collega Jim “Goose” Rains viene brutalmente ucciso dalla banda dello spietato Toecutter.

Nel tentativo di prendersi una pausa dal lavoro, Max decide allora di intraprendere una vacanza con la moglie Jessie e il loro figlio infante. La loro fuga di pace verrà però tragicamente interrotta dall’intromissione di Toecutter e i suoi uomini, i quali porteranno via per sempre la famiglia di Max. Accecato dall’odio e assetato di vendetta, egli decide dunque di rimettersi la divisa da poliziotto, con l’obiettivo di trovare e uccidere ognuno dei responsabili della morte della moglie e del figlio. Nonostante i tentativi di fermarlo, Toecutter comprenderà ben presto di trovarsi di fronte ad una forza inarrestabile.

Mad Max - Interceptor cast

Mad Max – Interceptor: il cast e l’auto del film

Quello di “Mad” Max Rockatansky è oggi uno dei personaggi più iconici nella carriera dell’attore Mel Gibson. Quando venne scelto per il ruolo egli era praticamente uno sconosciuto, avendo recitato solo in un film prima di quello. Gibson non si era neanche ufficialmente presentato per la parte, trovandosi alle audizioni solo per accompagnare un amico. Dopo essere stato notato dal regista, però, gli venne chiesto di partecipare ai casting, ottenendo poi il ruolo. Nei panni di Jim “Goose” Rains vi è invece Steve Bisley, proprio l’amico che Gibson aveva accompagnato alle audizioni. Joanne Samuel interpreta Jessie, la moglie di Max, mentre Tim Burns è Johnny the Boy, uno dei membri della gang di Toecutter. Quest’ultimo è interpretato da Hugh Keays-Byrne, che avrebbe poi dato vita anche ad Immortan Joe in Mad Max: Fury Road.

Celebre del film e della serie intera è l’auto V8 Interceptor, utilizzata da Max per compiere la sua vendetta. Costruita sulla base di una Ford Falcon XB GT Coupé del 1973, questa compare nel film per circa un quarto d’ora, nelle scene in cui il protagonista intraprende il proprio viaggio di vendetta. Il suo compressore volumetrico, che le dava più velocità, è l’unico elemento di fantascienza vera e propria che si presenta nel film, benché molti veicoli dragster possano in realtà essere anche più potenti. Per costruire tale versione dell’auto, furono necessari circa 35 mila dollari, tre volte il compenso dato a Gibson per recitare nel film. Proprio per la sua bellezza, questa è stata poi indicata come una delle auto più importanti mai apparse in un film.

Mad Max – Interceptor: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile vedere o rivedere il film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in reteMad Max – Interceptor è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, in base alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di poter fruire di questo per una comoda visione casalinga. È bene notare che in caso di solo noleggio, il titolo sarà a disposizione per un determinato limite temporale, entro cui bisognerà effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno venerdì 14 aprile alle ore 21:00 sul canale Warner TV.

Fonte: IMDb

Mad Max – Interceptor: la spiegazione del finale del film

Mad Max – Interceptor: la spiegazione del finale del film

Mad Max – Interceptor, uscito nel 1979 e diretto da George Miller, rappresenta una vera e propria rivoluzione all’interno del genere action e post-apocalittico. Realizzato con un budget ridottissimo, il film ha saputo unire l’estetica cruda e violenta del cinema d’exploitation con un’inedita attenzione per le sequenze d’azione dinamiche e le spettacolari corse automobilistiche. La pellicola ha così imposto un nuovo standard nella rappresentazione della violenza e del caos stradale. L’ambientazione in un’Australia prossima al collasso sociale e morale ha contribuito a creare un’atmosfera cupa e disperata, capace di catturare l’immaginario collettivo di un’epoca segnata da crisi energetiche e timori per un futuro incerto.

Il film ha inoltre dato vita a uno dei franchise più iconici e longevi della storia del cinema. A partire da Mad Max – Interceptor, infatti, sono nati sequel sempre più ambiziosi come Interceptor – Il guerriero della stradaMad Max oltre la sfera del tuono, fino al sequel/reboot Mad Max: Fury Road, capaci di rinnovare e ampliare l’universo creato da Miller senza mai tradirne lo spirito originario. La figura del protagonista Max Rockatansky, interpretato da un giovane Mel Gibson, è diventata simbolo di un eroe tragico e solitario, costretto a sopravvivere in un mondo dove la legge e la civiltà hanno lasciato spazio alla barbarie.

Il successo del film, oltre a consacrare il regista e l’attore, ha contribuito a rafforzare l’influenza del cinema australiano sulla scena internazionale. Nel corso di questo approfondimento ci soffermeremo in particolare sul finale di Mad Max – Interceptor, un epilogo tanto crudo quanto emblematico, che segna la trasformazione definitiva del protagonista e pone le basi per gli sviluppi narrativi futuri. Analizzeremo le scelte di Max, il senso morale (o amorale) delle sue azioni e come queste siano diventate parte integrante del mito che circonda la saga.

Mel Gibson in Mad Max - Interceptor

La trama di Mad Max – Interceptor

La vicenda del film si svolge in un’Australia distopica di un futuro non troppo lontano. Le riserve di energia scarseggiano ormai da tempo, portando l’intero paese a vivere in un contesto di semi anarchia, con bande di criminali intenti ad aggredire quanti vengono trovati indifesi lungo le deserte strade. Per contrastare ciò, vengono istituite delle speciali task force della polizia federale, al fine di mantenere la legge e l’ordine. Tra gli incaricati di ciò vi è anche il poliziotto Max Rockatansky. Egli rimane però particolarmente scioccato nel momento in cui il suo collega Jim “Goose” Rains viene brutalmente ucciso dalla banda dello spietato Toecutter.

Nel tentativo di prendersi una pausa dal lavoro, Max decide allora di intraprendere una vacanza con la moglie Jessie e il loro figlio infante. La loro fuga di pace verrà però tragicamente interrotta dall’intromissione di Toecutter e i suoi uomini, i quali porteranno via per sempre la famiglia di Max. Accecato dall’odio e assetato di vendetta, egli decide dunque di rimettersi la divisa da poliziotto, con l’obiettivo di trovare e uccidere i responsabili della morte della moglie e del figlio. Nonostante i tentativi di fermarlo, Toecutter comprenderà ben presto di trovarsi di fronte ad una forza inarrestabile.

La spiegazione del finale

Nel terzo atto di Mad Max – Interceptor, la spirale di violenza raggiunge il culmine quando Max Rockatansky, ormai devastato dal dolore e dalla sete di vendetta, si lancia in una missione solitaria contro la gang responsabile dell’uccisione della sua famiglia. Dopo aver perso la moglie Jessie e il figlioletto Sprog sotto le ruote impietose dei motociclisti guidati da Toecutter, Max abbandona dunque ogni legame con la legge e la morale che un tempo aveva difeso come agente della Main Force Patrol. Armato della sua iconica Ford Falcon XB GT e di un arsenale letale, si mette sulle tracce dei membri della banda, eliminandoli uno ad uno in una serie di agguati brutali ed efficaci.

Mad Max - Interceptor cast

L’ultimo confronto vede Max inseguire Toecutter fino a un drammatico schianto contro un camion, che segna la fine del leader della gang. Il film si chiude  poicon una sequenza particolarmente emblematica: Max cattura Johnny the Boy, uno degli ultimi membri della banda, e lo lascia legato a un’auto incidentata destinata a esplodere, dandogli una scelta impossibile — amputarsi la caviglia con una sega o morire nell’esplosione imminente. Mentre Max si allontana nell’oscurità, lasciando Johnny al suo destino, la macchina esplode alle sue spalle. Questo atto finale segna il punto di non ritorno per il protagonista: un tempo simbolo della giustizia, ora trasformato in un angelo della vendetta che non fa più distinzione tra legge e punizione sommaria.

Il significato di questo finale è dunque strettamente legato alla discesa psicologica di Max nell’abisso della disperazione e della disumanizzazione. La perdita della famiglia rappresenta il crollo definitivo delle sue ultime connessioni affettive e morali, trasformandolo da difensore della società in una figura solitaria e implacabile. Il mondo di Mad Max è ormai un luogo dove la legge non esiste più e l’unica regola è la sopravvivenza a qualsiasi costo. Il gesto di lasciare Johnny the Boy a una morte crudele non è quindi solo un atto di vendetta, ma l’emblema della metamorfosi di Max: da uomo a mito della strada, spogliato di ogni pietà e umanità.

Questo finale prepara idealmente il terreno per i film successivi, in particolare Interceptor – Il guerriero della strada, dove troviamo un Max ancora più isolato, divenuto ormai una leggenda vagante in un mondo post-apocalittico. La sua trasformazione in simbolo del caos e della sopravvivenza è avviata proprio in questo epilogo, che chiude il primo capitolo con una nota amara e disperata, ma al tempo stesso apre un universo narrativo in cui la lotta per la vita e la giustizia si gioca su un terreno sempre più arido e privo di regole. Il finale di Mad Max – Interceptor è quindi la nascita del mito di Mad Max, un uomo che ha perso tutto e che diventa l’incarnazione della resistenza individuale in un mondo al collasso.

Mad Heidi: trama, cast e curiosità sul film

Mad Heidi: trama, cast e curiosità sul film

Negli ultimi anni si è manifestata una certa tendenza nel riproporre alcuni racconti e personaggi particolarmente noti attraverso chiavi di lettura ben diverse da quelle per cui sono note. Sono così nati film come Winnie the Pooh: Sangue e miele o The Mouse Trap, basato su un orrorifico Topolino. Un alto esperimento simile, che ha saputo ottenere un certo seguito, è Mad Heidi, film ispirato al noto romanzo Heidi di Johanna Spyri e che ripropone la celebre ragazzina dei monti come una letale guerriera.

Il film si configura dunque come una continua follia “alla Quentin Tarantino“, con esplosioni, sangue, combattimento e chi più ne ha più ne metta. Un’opera del genere ha naturalmente da subito attratto una nutrita schiera di interessanti, divenendo in breve un piccolo cult. Limitato nella sua distribuzione dalla pandemia di Covid-19, Mad Heidi arriva ora finalmente anche sulle televisioni italiane, permettendo così a chi lo avesse perso di poterlo recuperare.

In vista di quel momento, in questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Mad Heidi. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Mad Heidi David Schofield
David Schofield in Mad Heidi. © 2022 Swissploitation Films / madheidi.com

La trama di Mad Heidi

Il racconto si svolge in un futuro prossimo distopico in cui il mondo vive un’epoca di conflitti e caos. L’unica isola felice sembra essere la Svizzera governata dal Presidente Meili (Casper Van Dien), un ricco magnate del formaggio. Ma l’idillio è tutta apparenza e in realtà l’uomo è un terribile tiranno che vuole conquistare il mondo. Il contadino Peter (Kel Matsena), fidanzato di Heidi (Alice Lucy), è un sovversivo e produce il proprio formaggio rifiutandosi di aderire al Regime.

Proprio per questa sua attività illecita, viene infine arrestato e giustiziato davanti agli occhi dell’amata Heidi, la quale viene invece messa in prigione e riformata per diventare una guerriera. Ma quando la giovane donna esce di carcere non ha nient’altro che sete di vendetta. Decisa ad usare tutto quello che ha imparato in carcere, Heidi lotterà per liberare la Svizzera e il mondo intero dal terribile Meili.

Mad Heidi Casper Van Dien
Casper Van Dien in Mad Heidi. © Swissploitation Films / madheidi.com

Il cast del film e altre curiosità

Ad interpretare Heidi, come riportato, vi è l’attrice Alice Lucy, che prima di effettuare le riprese del film ha potuto sottoporsi a due settimane e mezzo di addestramento al combattimento. Ciò le ha permesso di poter interpretare personalmente tali sequenze, senza dunque dover ricorrere a controfigure. L’attore David Schofield – noto per aver interpretato il senatore Falco ne Il gladiatore (2000) e Ian Mercer in Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma e Ai confini del mondo – interpreta Alpöhi, nonno di Heidi.

L’attore Casper Van Dien interpreta invece il crudele Presidente Hermann Meili. Van Dien è noto in particolare per il film Starship Troopers – Fanteria dello spazio. In Mad Heidi, a circa 9 minuti e mezzo dalla fine del film, c’è un cortometraggio video intitolato “Nutrizione e patriottismo”. Diversi personaggi in questo corto dicono: “Sto facendo la mia parte”. Si tratta di un omaggio propriio a Starship Troopers, di cui Van Dien era protagonista. Infine, il personaggio della Signorina Rottweiler, interpretato da Katja Kolm è una parodia della Signorina Rottermeier, la perfida governante di Klara nel romanzo originale di Heidi.

Il trailer di Mad Heidi e dove vedere il film in streaming e in TV

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 28 agosto alle ore 21:20 sul canale Rai 4. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Rai Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

Mad Bills to Pay: recensione dell’esordio di Joel Alfonso Vargas – #RoFF20

“Don’t ever stop me if I’m fucking up. If I am a dickhead let me know please.”
(“Non fermarmi mai se sto sbagliando. Se mi comporto da stronzo, per favore, dimmelo.”)

Con questa scritta, diretta e vulnerabile, si apre Mad Bills to Pay (or Destiny, dile que no soy malo), l’esordio alla regia di Joel Alfonso Vargas, che firma una delle opere più autentiche e vibranti presentate nella sezione Progressive Cinema della Festa del Cinema di Roma. Ambientato nel Bronx, il film racconta la crescita improvvisa e dolorosa di un ragazzo che deve imparare a diventare adulto e imparare dai propri errori prima del tempo.

Mad Bills to Pay: una storia di crescita tra spiaggia e cemento

Rico (Juan Collardo), diciannovenne di origini ispaniche, vive con la madre e la sorella Sally (Nathaly Navarro). Trascorre le giornate vendendo “Nutties” – drink artigianali e illegali, ottenuti mischiando alcol e succhi – sulla spiaggia libera di Orchard Beach. Tutto cambia quando scopre che Destiny (Destiny Checo), una ragazza di sedici anni con cui ha avuto una relazione occasionale, è incinta.

Juan Collado e Destiny Checo in Mad Bills To Pay 2025
Cortesia della Festa del Cinema di Roma

Rico accoglie la notizia con una sorprendente serenità: decide di prendersi cura di Destiny, la porta a vivere in casa nonostante le resistenze della madre e della sorella, e si convince che il bambino sarà un maschio. “Voglio essere il padre che non ho avuto”, afferma con disarmante semplicità. È questo il cuore del film: il desiderio di riscatto di un giovane che tenta di costruire, in mezzo al caos, una nuova idea di famiglia.

Crescere prima del tempo

Vargas racconta una storia di formazione maschile, coming of age, con una sensibilità inconsueta, lontana da qualsiasi retorica machista o da cliché del cinema urbano americano. Il Bronx non è rappresentato come un inferno sociale, ma come un ecosistema complesso e pieno di contraddizioni: le case popolari, i murales, la musica reggaeton che si mescola alle urla dei bambini e al rumore dei treni sopraelevati.

Rico si muove in questo ambiente con un misto di ingenuità e determinazione, oscillando tra i sogni e la necessità. Vuole smettere di bere, trovare un lavoro, e diventare un punto fermo per Destiny, che nel frattempo sogna di studiare in futuro economia al college. Il loro conflitto – lui che immagina un futuro familiare ma ha difficoltà a mettersi sulla buona strada, lei che teme di rinunciare al proprio – è il motore emotivo del film. Il sottotitolo, Destiny, dile que no soy malo (“Destiny, digli che non sono cattivo”), diventa una supplica universale: il bisogno di essere visti come migliori di ciò che si è stati.

Lo sguardo di Vargas in Mad Bills to Pay: tra realismo e poesia urbana

La regia di Alfonso Vargas colpisce per il suo equilibrio tra spontaneità e consapevolezza visiva. Nativo del Bronx, la sua visione scenica permette allo spettatore di passeggiare nelle vie che hanno segnato la sua giovinezza. L’inquadratura è spesso ampia, quasi grandangolare, includendo nei margini lo spazio urbano che ingloba i personaggi. Rico e Destiny appaiono piccoli tra i palazzi e le spiagge, frammenti di un mondo che li osserva ma non li ascolta. Questa scelta visiva traduce perfettamente il tema del film: la difficoltà di affermare la propria voce in un contesto che tende a soffocarla.

Nathaly Navarro Mad Bills To Pay 2025
Cortesia della Festa del Cinema di Roma

Vargas adotta una fotografia calda e naturale, prediligendo la luce del tardo pomeriggio, come se la storia si svolgesse costantemente in una zona di transizione – tra infanzia e maturità, tra giorno e notte, tra illusione e responsabilità. Il montaggio fluido accompagna il ritmo della crescita di Rico, alternando scene di quotidianità a momenti di pura introspezione.

Un debutto che promette

Mad Bills to Pay (or Destiny, dile que no soy malo) è un racconto di formazione intimo e universale, che cattura con sincerità la fragilità dei primi passi verso l’età adulta. Alfonso Vargas firma un esordio che sorprende per maturità narrativa e per la capacità di fondere realismo e tenerezza.

Rico non è un eroe, ma un ragazzo che tenta di non “sbagliare più”, come nella frase iniziale del film: una confessione, ma anche una promessa.

Mackenzie Davis: 10 cose che non sai sull’attrice

Mackenzie Davis: 10 cose che non sai sull’attrice

La giovane Mackenzie Davis si è negli anni affermata come interprete dotata di grande versatilità ma con una predilezione per il genere fantascientifico. Con i ruoli fino ad ora ricoperti ha potuto sfoggiare anche una trasformazione fisica che l’ha in alcuni casi resa irriconoscibile, dimostrando le sue capacità di mimesi e di completa aderenza al personaggio. Ecco 10 cose che non sai di Mackenzie Davis.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

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Mackenzie Davis: i suoi film e le serie TV

10. Ha recitato in film molto popolari. Dopo aver esordito in alcuni ruoli da caratterista in film come Smashed (2012), What If (2013), Passione innocente (2013) e Quel momento imbarazzante (2014), ottiene un ruolo di maggior rilievo nel film Sopravvissuto – The Martian (2015), dove recitano anche gli attori Matt Damon, Jessica Chastain e Kate Mara. Prende poi parte a Blade Runner 2049 (2017), recitando accanto a Ryan Gosling e Ana de Armas. Con la maggior popolarità acquisita entra a far parte del cast di Tully (2018), Terminator – Destino oscuro (2019), The Turning (2020) e Irresistible (2020).

9. Ha preso parte a una nota serie TV. La Davis ha una prima occasione per farsi notare recitando nella serie Halt and Catch (2014-2017), dove ricopre il ruolo del genio informatico Cameron Howe. Diventa poi estremamente popolare recitando nel ruolo di Yorkie nell’acclamato episodio San Junipero delle serie Black Mirror. Nel 2020 torna in televisione per la serie Station Eleven, dove recita nel ruolo di Kirsten.

Mackenzie Davis: chi è il suo fidanzato

8. È molto riservata. Divenuta celebre solo negli ultimi anni, l’attrice ha da subito mantenuto una certa distanza tra la propria vita personale e quella lavorativa. Non possedendo account social, infatti, la Davis ha evitato che circolassero troppe informazioni riguardo la propria vita sentimentale, anche se l’essersi fatta vedere durante eventi di gala con il modello Gus Thompson hanno lasciato ipotizzare una loro relazione.

Mackenzie Davis in Terminator

7. Ha recitato nuda. Nel film era prevista una sequenza dove il personaggio dell’attrice, Grace, combatteva nudo contro uno dei villain. Alla Davis fu proposto di indossare un costume che sarebbe poi stato rimosso in post-produzione, ma lei rifiutò affermando di voler girare la scena così come era scritta, in modo da poter sfruttare la sensazione dell’essere nudi a suo favore.

6. Era nervosa all’idea di accettare il ruolo in Terminator: Destino oscuro. Nel corso di un’intervista l’attrice ha affermato di essere stata inizialmente titubante all’idea di accettare il ruolo di Grace nel nuovo Terminator. La Davis non si sentiva infatti adeguata a tale parte, ma alla fine il suo desiderio di uscire dalla propria “comfort zone” ha prevalso, spingendola ad accettare.

Parte delle cose che non sai sull’attrice

mackenzie-davis-black-mirror

Mackenzie Davis: il suo fisico

5. Ha messo su molti muscoli per un ruolo recente. Per interpretare Grace nel post-apocalittico Terminator – Destino oscuro, l’attrice si è sottoposta ad un duro allenamento che ne ha particolarmente trasformato il fisico. La Davis è infatti stata seguita da un team di allenatori che l’hanno aiutata a guadagnare massa muscolare, così da poter prendere parte alle sequenze d’azione previste dal film.

Mackenzie Davis in Black Mirror

4. È una grande fan della serie. L’attrice ha dichiarato di essere da sempre fan della serie, ancor prima di ottenere il ruolo in San Junipero. Ha infatti raccontato di aver visto i primi due episodi della prima stagione in una sola serata in compagnia di amici, rimanendo stregata dalle tematiche trattate. Quando le fu offerta una parte non esitò dunque ad accettare.

3. Si è basata sulle sensazioni. Yorkie è pressoché l’avatar di una donna in coma da oltre 40 anni. Per l’attrice è stata una vera sfida cercare di dar vita ad un personaggio simile, dove ogni cosa che compie la compie praticamente per la prima volta, senza sapere se sia reale o meno. Per riuscire a rendere tutti questi aspetti, la Davis ha affermato di non essersi persa troppo in riflessioni, ma di essersi basata sugli effetti che le sensazioni provate dal personaggio potevano avere in lei.

2. È affascinata dal messaggio politico dell’episodio. L’attrice ha dichiarato che oltre ad essere stata colpita dalla storia in sé, di San Junipero ha particolarmente apprezzato il fatto che racconti di persone che altrimenti non avrebbero avuto una propria storia. Le due protagoniste dell’episodio sono inoltre libere di scegliere, una possibilità che non a tutti è concessa.

Mackenzie Davis: età e altezza

1. Mackenzie Davis è nata a Vancouver, in Canada, il 1 aprile 1987. L’attrice è alta complessivamente 178 centimetri.

Fonte: IMDb

Mackenzie Davis nel cast di Tully al fianco di Charlize Theron

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Mackenzie Davis (Halt and Catch Fire) è entrata a far parte del cast di Tully, prossimo progetto da regista di Jason Reitman che farà di nuovo squadra con due premi Oscar: la sceneggiatrice Diablo Cody e l’attrice Charlize Theron.

La commedia racconta di Marlo (Theron), una madre di tre bambini, tra cui un neonato, a cui viene fatto dono di una babysitter di notte da suo fratello. La donna all’inizio è riluttante ad accettare questa tata di nome Tully, giovane e stravagante.

Il film segna le reunion di Charlize Theron con Diablo Cody e Jason Reitman dopo Young Adult, film che li aveva visti lavorare insime nei ruoli, rispettivamente, di protagonista, sceneggiatrice e regista.

Mackenzie Davis fa parte del cast di Blade Runner 2 che vede protagonisti Harrison Ford e Ryan Gosling e che sarà diretto da Denis Villeneuve.

Fonte: Variety

Mackenzie Davis nel cast del film Blumhouse Speak No Evil

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Mackenzie Davis nel cast del film Blumhouse Speak No Evil

Dopo la notizia che il candidato al Golden Globe James McAvoy aveva firmato per recitare nel prossimo remake inglese prodotto da Blumhouse del film thriller danese del 2022 Speak No Evil, oggi scopriamo che ad affiancare l’attore sarà Mackenzie Davis. Secondo Deadline, Mackenzie Davis (Blade Runner 2049, Terminator: Dark Fate) ha firmato per recitare al fianco di James McAvoy  nel prossimo remake inglese  prodotto da Blumhouse e Universal Pictures Speak No Evil, film basato sull’omonimo film thriller danese del 2022. Speak No Evil uscirà nelle sale è previsto per il 9 agosto 2024.

Mackenzie Davis non è estranea al genere horror, poiché in precedenza ha recitato nel thriller soprannaturale del 2020 The Turning. Ha anche ottenuto riconoscimenti per le sue esibizioni in serie tv come Halt and Catch Fire e in un episodio di Black Mirror. I suoi lavori più recenti sono la miniserie HBO Max dell’anno scorso Station Eleven e la serie antologica Netflix Love, Death + Robots.

Il remake di Speak No Evil sarà scritto e diretto dal regista di The Woman in Black James Watkins. Il film sarà prodotto da Jason Blum, con Paul Ritchie, Christian Tafdrup, Jacob Jarek e Bea Sequeira come produttori esecutivi. Il film originale è stato diretto da Christian Tafdrup, che ha anche co-scritto la sceneggiatura con Mads Tafdrup. La storia è incentrata su due famiglie che si sono incontrate durante una vacanza in Toscana. Quello che doveva essere un fine settimana idilliaco inizia lentamente a sgretolarsi mentre le famiglie danesi cercano di rimanere educate di fronte alla spiacevolezza. Il remake inglese dovrebbe arrivare nelle sale il 9 agosto 2024.

Machine Gun Preacher: la storia vera dietro il film con Gerard Butler

Machine Gun Preacher (2011) prende ispirazione dalla vita reale di Sam Childers, ex motociclista e criminale tossicodipendente che, dopo una profonda crisi personale, decide di dedicarsi al salvataggio dei bambini coinvolti nella guerra civile in Sudan. Il film di Marc Forster traduce questa storia controversa in un racconto d’azione e redenzione, oscillando costantemente tra biografia drammatica e cinema bellico. Proprio questa combinazione permette alla pellicola di mostrare come un singolo uomo possa provare a reinventarsi e lasciare un’impronta nel mondo, anche attraverso scelte moralmente complicate.

Dal punto di vista del genere, il film unisce elementi da action movie, melodramma e war drama, creando un ibrido narrativo che punta a coinvolgere lo spettatore tanto emotivamente quanto attraverso la tensione dei combattimenti. L’uso della violenza è costante e spesso brutale, ma è inserito in una cornice che mette al centro il tema della responsabilità individuale. La figura di Childers diventa così quella di un anti-eroe che cerca la propria redenzione combattendo un male tangibile, ma finisce per incarnare un’altra forma di radicalità.

I temi affrontati dal film spaziano dalla trasformazione personale alla complessità morale del “fare del bene” in un contesto di guerra. Machine Gun Preacher riflette sull’ambiguità di un uomo che vuole salvare vite ma lo fa imbracciando un’arma, interrogandosi sui limiti etici della violenza quando viene presentata come necessaria. Al centro c’è anche la questione dell’Occidente che interviene in terre lontane, tra altruismo e protagonismo. Nel resto dell’articolo si approfondirà la storia vera dietro il film e il modo in cui è stata accolta dall’opinione pubblica, mostrando come la figura di Childers abbia suscitato dibattiti accesi.

Gerard Butler in Machine Gun Preacher
Gerard Butler in Machine Gun Preacher

La trama di Machine Gun Preacher

Il film segue le vicende di Sam Childers (Gerard Butler), ex motociclista un tempo dipendente da alcool e droghe che vive in Pennsylvania. Quando esce di prigione e torna a casa scopre che sua moglie Lynn (Michelle Monaghan) ha smesso di fare la spogliarellista per dedicarsi a Dio. L’uomo non ne vuole sapere e riprende la sua vecchia vita tra festini e sbronze con l’amico Donnie (Michael Shannon). Tutto cambia quando una sera, completamente stordito dagli stupefacenti, sta quasi per uccidere un vagabondo.

Una volta tornato lucido, decide di provare a convertirsi e andare con Lynn in chiesa dove si battezza. Le cose iniziano ad andare bene: trova un buon lavoro, poi avvia la sua ditta edile e, infine, decide di partire per l’Uganda come missionario per aiutare i rifugiati. La situazione si complica quando l’uomo chiede a un soldato dell’SPLA di accompagnarlo in Sudan, sebbene sia molto pericoloso per via della guerra.

La storia vera dietro il film

Sam Childers nacque negli Stati Uniti e in gioventù fu un membro attivo di una gang motociclistica e — come ammette lui stesso — visse un periodo di tossicodipendenza e delinquenza, segnato da droga e violenza. Dopo un episodio traumatico, decise di abbandonare quella vita. Si convertì al cristianesimo e — spinto anche dalla moglie Lynn — cercò di ricostruire una vita normale, lavorando in costruzioni e rifondando dignità e speranza. In seguito, guidato da un forte senso di missione, iniziò nel 1998 un viaggio in Africa come volontario.

Fece la prima esperienza in Uganda e poi nel Sudan del Sud, dove rimase profondamente scosso dalle atrocità commesse contro villaggi e bambini vittime dell’azione di gruppi come l’Lord’s Resistance Army (LRA). Da quel punto in poi, Childers fondò l’associazione umanitaria Angels of East Africa e avviò l’orfanotrofio noto come Children’s Village di Nimule (al confine con l’Uganda), con l’obiettivo di proteggere e accogliere bambini sottratti alla guerra, all’abuso e all’arruolamento forzato come baby-soldati.

Gerard Butler nel film Machine Gun Preacher
Gerard Butler nel film Machine Gun Preacher

Nel corso degli anni, dichiara di aver contribuito al salvataggio di centinaia (alcune sue affermazioni parlano di migliaia) di bambini in Sudan e Uganda, offrendo loro un tetto, istruzione e protezione. Tuttavia, la figura di Childers e la sua attività non sono prive di critiche e controversie. Già nei primi anni 2010, alcune fonti — ONG, operatori umanitari locali e investigazioni giornalistiche — hanno denunciato gravi carenze nell’orfanotrofio: bambini malnutriti, condizioni igieniche precarie, scarsità di medicine e accuse di gestione approssimativa.

Alcuni ex collaboratori e leader comunitari in Sud Sudan contestano che le sue operazioni di “salvataggio” siano state in realtà fotografie messe in scena per raccogliere fondi, e negano che i bambini fossero veramente evacuati da zone di guerra o guerriglia. Anche l’Sudan People’s Liberation Army (SPLA) — che in film e dichiarazioni ufficiali veniva presentato come alleato — ha preso le distanze, dichiarando di non sapere nulla di Childers o di aver collaborato con lui. Sono però emerse anche obiezioni di natura etica e strategica: critici del settore umanitario hanno definito il suo metodo come “vigilantesimo” piuttosto che cooperazione internazionale.

Si è infatti sostenuto che l’uso di armi e milizie private in contesti di guerra complichi ulteriormente una situazione già precaria e metta a rischio la protezione dei civili. Alcune di queste critiche sottolineano come interventi armati privati rischino di alimentare i conflitti anziché risolverli. Infine, per un periodo, anche le autorità statunitensi — tramite perquisizioni della sua proprietà in Pennsylvania da parte di FBI e IRS — hanno indagato su presunte irregolarità finanziarie legate alle donazioni, anche se in seguito Childers è stato prosciolto da ogni accusa.

In sintesi, la storia reale dietro Machine Gun Preacher è quella di un uomo che ha attraversato un profondo cambiamento personale: da criminale e tossicodipendente a missionario armato, disposto a rischiare la vita per cercare di salvare bambini vittime della guerra. Ma è anche la storia di una missione controversa: sollevata da accuse di inefficienza, abusi, gestioni discutibili e dubbi sul vero impatto delle sue azioni. Resta una vicenda complessa, che pone questioni concrete sul confine tra empatia, intervento umanitario e uso della violenza.

Machine Gun Preacher: la spiegazione del finale del film

Machine Gun Preacher: la spiegazione del finale del film

Tra i film ispirati a storie vere che raccontano il rapporto tra fede, violenza e redenzione, Machine Gun Preacher occupa un posto particolare. Diretto da Marc Forster e interpretato da Gerard Butler, il film ricostruisce la vicenda di Sam Childers, ex criminale, motociclista e tossicodipendente che, dopo una conversione religiosa, decide di dedicare la propria vita al salvataggio dei bambini vittime della guerra civile in Sudan.

Il risultato è un racconto che sfugge alle convenzioni del classico film biografico edificante e preferisce muoversi in una zona molto più ambigua, dove il bene e il male convivono continuamente. Il finale di Machine Gun Preacher rappresenta il punto più importante di questa ambiguità morale.

Dopo aver trascorso gran parte del film oscillando tra missione umanitaria e spirito guerriero, Sam arriva a comprendere che la vera battaglia non si combatte contro il nemico esterno, ma contro l’odio che rischia di consumarlo dall’interno. Le ultime scene non raccontano semplicemente una vittoria militare contro l’LRA di Joseph Kony, ma il recupero di un’umanità che il protagonista aveva quasi perduto durante il proprio percorso.

Come Marc Forster trasforma una storia vera in un racconto sulla fede messa costantemente alla prova dalla violenza

Gerard Butler in Machine Gun Preacher

La filmografia di Marc Forster è caratterizzata da protagonisti che affrontano profonde crisi esistenziali. Film come Neverland – Un sogno per la vita, Il cacciatore di aquiloni e Monster’s Ball mostrano personaggi costretti a ridefinire la propria identità dopo eventi traumatici. In Machine Gun Preacher, questa ricerca assume una dimensione ancora più estrema perché coinvolge temi religiosi, politici e umanitari.

All’inizio della storia, Sam Childers è lontanissimo dall’immagine del predicatore che diventerà in seguito. Vive tra droga, alcol, violenza e criminalità, incapace di immaginare un futuro diverso. La sua conversione religiosa rappresenta il primo passaggio di una trasformazione che sembra avvicinarlo alla salvezza. Tuttavia il film evita di raccontare una redenzione lineare.

Quando Sam scopre la tragedia vissuta dai bambini sudanesi, la sua missione spirituale entra rapidamente in conflitto con il desiderio di reagire attraverso la forza. È proprio questa tensione a definire l’intera narrazione. Il protagonista vuole salvare vite, ma finisce spesso per adottare gli stessi strumenti di un mondo dominato dalla guerra. Il film costruisce così un interrogativo costante: fino a che punto è possibile combattere il male senza esserne contaminati?

Cosa succede nel finale e perché il salvataggio dei bambini rappresenta una rinascita personale per Sam Childers

Gerard Butler nel film Machine Gun Preacher

La parte conclusiva del film arriva dopo una lunga discesa emotiva del protagonista. Sam ha costruito un orfanotrofio, ha salvato centinaia di bambini e ha attirato l’attenzione dei ribelli dell’LRA, che arrivano a mettere una taglia sulla sua testa. Tuttavia i continui massacri, la perdita di persone care e il senso di impotenza finiscono per trasformarlo. L’uomo che era partito con una visione spirituale diventa progressivamente dominato dalla rabbia.

La morte di molti bambini che non riesce a salvare, insieme alla ricaduta fatale dell’amico Donnie, rappresentano il punto più basso della sua esistenza. Sam perde fiducia negli altri, si allontana dalla famiglia e sembra aver smarrito perfino la propria fede. Quando decide di tornare definitivamente in Sudan, appare più vicino a un soldato ossessionato dalla guerra che a un missionario.

Il cambiamento arriva grazie a William, il ragazzo costretto da bambino a uccidere la madre. Attraverso il suo racconto, Sam comprende che il vero rischio non consiste nel perdere una battaglia contro i ribelli, ma nel lasciarsi consumare dall’odio. Questa consapevolezza modifica il suo atteggiamento e prepara il terreno per l’ultima missione. Quando salva un nuovo gruppo di bambini rapiti dall’LRA e decide di restare con quelli che non possono essere evacuati immediatamente, Sam compie una scelta diversa rispetto al passato. Non agisce per vendetta o per rabbia. Agisce per proteggere. È una differenza fondamentale che ridefinisce il significato della sua missione.

Il conflitto tra violenza e compassione è il vero tema nascosto dietro il finale del film

Gerard Butler in Machine Gun Preacher

L’aspetto più interessante di Machine Gun Preacher riguarda la sua capacità di evitare una visione semplicistica dell’eroismo. Sam Childers viene spesso presentato come una figura controversa proprio perché il suo operato si sviluppa all’interno di una contraddizione permanente. Da una parte costruisce scuole, chiese e orfanotrofi; dall’altra parte impugna armi e partecipa a operazioni militari.

Il finale affronta direttamente questa contraddizione. Il film non suggerisce che la violenza sia una soluzione ideale, né condanna completamente le scelte del protagonista. Piuttosto evidenzia il prezzo psicologico che tali decisioni comportano. Ogni volta che Sam assiste a un massacro o perde qualcuno che cerca di proteggere, una parte della sua umanità viene erosa. La guerra rischia di trasformarlo nella stessa persona che combatte.

William assume quindi un ruolo simbolico centrale. La sua esperienza rappresenta la dimostrazione concreta delle conseguenze dell’odio. Costretto da bambino a commettere un atto indicibile, il ragazzo riesce comunque a conservare una forma di speranza e di fede. È lui a ricordare a Sam che la sopravvivenza fisica non basta. Se la lotta produce soltanto altra rabbia, allora la vittoria perde significato. Il finale mostra proprio il tentativo del protagonista di recuperare questa prospettiva.

Perché il film non chiude davvero la guerra e lascia aperto il destino della missione di Sam

Michelle Monaghan e Gerard Butler in Machine Gun Preacher

Uno degli elementi più significativi della conclusione è l’assenza di una vittoria definitiva. Joseph Kony non viene catturato, il conflitto non termina e la minaccia dell’LRA continua a esistere. Da un punto di vista narrativo potrebbe sembrare una conclusione incompleta, ma è proprio questa scelta a rendere il finale coerente con la realtà che il film racconta.

Le guerre civili africane rappresentate nel film non possono essere risolte attraverso un singolo gesto eroico. Sam comprende che il suo compito non consiste nel cambiare da solo il corso della storia, ma nel salvare quante più vite possibile. Questa consapevolezza ridimensiona la figura del protagonista. Nel corso del film aveva spesso assunto atteggiamenti quasi messianici, convinto di poter risolvere problemi enormi attraverso la propria determinazione. Le ultime scene mostrano invece un uomo che accetta i propri limiti.

Anche il rapporto con la famiglia acquista un significato diverso. La telefonata alla figlia e il recupero di una dimensione affettiva indicano che Sam ha finalmente capito quanto la sua missione abbia rischiato di distruggere i legami che cercava di difendere. Il finale suggerisce quindi un equilibrio nuovo tra vocazione personale e responsabilità verso le persone amate.

Cosa significa davvero il finale di Machine Gun Preacher per il percorso di redenzione del protagonista

Gerard Butler in Machine Gun Preacher

Il significato più profondo del finale riguarda il concetto stesso di redenzione. All’inizio del film Sam Childers cerca una forma di salvezza personale dopo anni di autodistruzione. La sua conversione religiosa sembra offrirgli una risposta immediata, ma gli eventi successivi dimostrano che la redenzione non è un traguardo raggiunto una volta per tutte.

Ogni esperienza vissuta in Sudan mette alla prova la sua fede e la sua capacità di restare umano. Le atrocità della guerra lo spingono continuamente verso il cinismo, la rabbia e la disperazione. Per questo motivo il momento decisivo della storia non coincide con una vittoria sul campo di battaglia, ma con il recupero della propria compassione.

Quando Sam sceglie di restare accanto ai bambini che non possono essere evacuati immediatamente, il film mostra finalmente l’uomo che aveva sperato di diventare dopo la conversione. Non è un santo e non è un eroe perfetto. È una persona che continua a portare dentro di sé le proprie contraddizioni, ma che ha imparato a non lasciarsene dominare.

Machine Gun Preacher si conclude quindi con una riflessione complessa sul significato della fede e dell’impegno umanitario. La vera vittoria di Sam Childers non consiste nell’aver sconfitto un nemico armato. Consiste nell’aver impedito che la guerra gli rubasse definitivamente la capacità di amare, proteggere e sperare. È questa conquista interiore a dare senso all’intero racconto e a trasformare il finale in una storia di redenzione autentica, lontana dalle semplificazioni tipiche del cinema biografico.

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Machete: recensione del film di Robert Rodriguez

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Machete: recensione del film di Robert Rodriguez

Torrez, boss messicano che controlla il traffico di droga con gli States, fa fuori la famiglia di Machete, federale incorruttibile, che però riesce a scappare allo stesso destino. Dopo tre anni, clandestino in Texas, Machete viene assoldato da Booth per uccidere un senatore. L’incarico si rivela essere una trappola e il nostro, coinvolto anche dalla battaglia contro l’immigrazione clandestina dei suoi connazionali, si troverà a difendere innocenti, salvare donzelle e vendicare finalmente la sua famiglia.

Machete di Robert Rodriguez

Perfetta summa dello stile di Rodriguez, a sua volta mutuato dal collega e amico Tarantino, Machete mantiene tutto ciò che promette: tantissimo sangue, donne bellissime e pericolose, violenza, armi e soprattutto coltelli. Partito da una costola di Grindhouse, il film risale in realtà molto più in la con gli anni, da quando Rodriguez, amante dei film di John Woo, voleva realizzarne una controparte messicana, aiutato nella sua idea dalla conoscenza del ‘magnifico’ Danny Trejo.

E’ lui la star del film: parla poco ma il suo viso segnato dice tutto il necessario, si esprime quasi per aforismi, parlando di sé in terza persona e senza ombra di dubbio ha un irresistibile, inspiegato, appeal sulle belle donne! Il film può essere ad oggi considerato forse il capolavoro di Robert Rodriguez, che segue la produzione nel più singolo dettaglio, corredando la narrazione non solo di azione e sfacciato divertimento, ma anche di un tema politico, quello dell’immigrazione clandestina, che resta sempre presente per tutta la pellicola.

Machete Jessica AlbaFilm anarchico, senza capo né coda, Machete è il perfetto esempio di entertainment senza secondi scopi; lo stesso tema politico al quale si è accennato, sebbene per molti sia un vero e proprio problema sociale molto grave e sentito, viene tratteggiato come se fosse riferito ad un mondo parallelo, senza regole né forza di gravità, dove le macchine schiacciano gli uomini alzandosi sulle ruote posteriori con la naturalezza di un Decepticon (i cattivi di Transformers) e uomini di Dio forniscono i propri confessionali di registratori audio e video perché non si può mai sapere a chi possono servire. Al volto espressionistico di Trejo si affianca un cast vario e improbabile: da Lindsay Lohan e Robert De Niro, Rodriguez non si è fatto mancare nessuno.

E sebbene proprio la Lohan sia il personaggio forse meno riuscito, il suo momento di gloria nei panni di ‘Suor Vendetta’ ce la farà ricordare per un po’. Oltre a Lindsay, altre due bellezze, sicuramente più di spessore: Jessica Alba, nei panni di Sartana, agente addetto all’immigrazione, un po’ appannata in confronto alla prorompente Michelle Rodriguez, sempre a suo agio tra le armi e incredibilmente tosta e sexy, è Luz scintilla della rivoluzione che riuscirà a smuovere l’animo di Machete alla causa degli immigrati.

Machete Michelle RodriguezDivertimento e risate, questo è Machete, soprattutto quando l’inverosimile lascia spazio all’impossibile e allora succede qualunque cosa, anche che spiegazioni di medici alle infermiere, relative alla lunghezza dell’intestino umano, possano essere utili in combattimento! Il mostro finale, quello che nei videogiochi è l’ultimo della lista, nel film è Torrez, interpretato da uno Steven Segal che ha perso forse irrimediabilmente la sua forma e che, contro il nostro Machete, non fa certo una bella figura. Il film metterà probabilmente tutti d’accordo e chi è appassionato del genere amerà certo anche questo exploitation al guacamole.

Machete Trailer

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Machete Trailer

E’ stato pubblicato il Full Trailer di Machete, nuovo film di Robert Rodriguez, con Danny Trejo. Per vedere il trailer

Machete Kills: video dal set con Mel Gibson!

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Arriva il primo video dal set di Machete Kills, nuovo film su Machete ancora diretto da Robert Rodriguez. Protagonista del dietro le quinte Mel Gibson, nuovo villain del film.

Machete Kills: recensione del film di Robert Rodriguez

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Machete Kills: recensione del film di Robert Rodriguez

Il regista messicano Robert Rodriguez continua la sua avventura e celebrazione del genere exploitation con Machete Kills, corrente cinematografica nella quale le scene d’azione, iper-violenza e sesso, sono costruite ad hoc per il puro intrattenimento. Rodriguez rivitalizza un filone che negli anni Settanta e Ottanta divertiva il pubblico nel senso più puro e autentico del termine, e in questo secondo capitolo di Machete (il personaggio nasce da un finto trailer inserito in Planet Terror, seconda parte del dittico Grindhouse, diretto in coppia con l’amico Quentin Tarantino) porta il personaggio e la storia ad un livello di esasperazione tale da far perdere, forse, il gusto della visione.

In Machete Kills l’ex-agente Federale Machete Cortez, ha una nuova missione da compiere: il Presidente degli Stati Uniti lo assolda per eliminare un pericoloso rivoluzionario messicano in possesso di una bomba atomica puntata e pronta a distruggere l’America. Missione impossibile? Non per Machete, il quale si mette subito sulle sue tracce, scoprendo a sue spese che dietro questo piano per distruggere il mondo c’è un individuo ancora più potente.

Nel primo film l’irriverenza della violenza, gratuita il più delle volte (e forse per questo divertente ed votata all’intrattenimento), il volto e le espressioni del suo interprete, un Danny Trejo impagabile, nonché la presenza di armi da fuoco al limite dell’umana immaginazione, utilizzate a più riprese da un cast stellare, sono gli ingredienti che hanno reso Machete un film di culto. Quando però i dettami del genere vengono dilatati in maniera convulsa e l’efferata violenza del protagonista risulta essere un copione già visto (avevamo già potuto “ammirare” nel primo film l’utilizzo delle budella dell’avversario come corda o gancio di traino), il film perde di vivacità, consegnando allo spettatore persino qualche sbadiglio.

Machete Kills recensione

Dicevamo cast stellare: ritroviamo infatti Jessica Alba e Michelle Rodriguez, e adottiamo Mel Gibson, Sofia Vergara, Cuba Gooding Jr, Antonio Banderas,  nonché Lady Gaga e Charlie Sheen, quest’ultimo una vera e propria riscoperta e garanzia di grottesco. A farla da padrona, elemento più per i cinefili ed appassionati che per il grande pubblico, un corollario di citazioni da Il Dottor Stranamore a Guerre Stellari.

Nell’attesa di Machete Kills again …in space, il terzo film che sarà ambientato nello spazio, come preannuncia il finto trailer all’inizio del film, Machete Kills risulta più fiacco rispetto al precedente, ma non per questo meno commercialmente riuscito.

Recensione di Serena Guidoni

Machete Kills: Danny Trejo torna ad uccidere

Machete Kills: Danny Trejo torna ad uccidere

Machete Kills recensione 2 Se volete andare a vedere un film in cui donne belle, tamarre e seminude sparano proiettili a mitraglietta dal reggiseno o con tanga dalle protuberanze particolari, Machete Kills è stato girato per voi. La pellicola, scritta e diretta da Robert Rodriguez (Sin City e Planet Terror) è il sequel di Machete del 2010, e uscirà nelle sale italiane il 7 novembre. A parte rilevare che il suddetto reggiseno è ampiamente copiato da quello di Xena: Principessa guerriera, in questo seguito i cammeo e le partecipazioni illustri sono più numerose di quelle del lungometraggio precedente. Oltre al protagonista, il granitico e mono espressivo Danny Trejo, ci sono, nell’ordine, Amber Heard, ultima fiamma di Johnny Depp, poi Mel Gibson e Demian Bichir, nella parte dei cattivi, Antonio Banderas, Lady Gaga, Cuba Gooding Jr., e di nuovo Jessica Alba che, per l’interpretazione di Machete del 2010, meritò il premio come Peggior attrice non protagonista da Razzie Awards.

Machete Kills recensione posterLa trama. Il presidente degli Stati Uniti ingaggia l’ex agente federale Machete per eliminare un trafficante di armi e un pazzo rivoluzionario messicano che vuole lanciare un missile su Washington e destabilizzare l’ordine mondiale. Per compiere la missione e scongiurare l’avvento dell’anarchia nel paese, l’agente si farà aiutare, tra gli altri, da una finta reginetta di bellezza, Miss San Antonio. Il film è stato presentato negli Stati Uniti a ottobre, ma rispetto al precedente è stato un flop, sia al botteghino che agli occhi della critica, che non ha apprezzato né le scene di violenza, ancora più estreme rispetto a quelle del precedente lavoro, né il continuo ricorso a personaggi e sequenze sempre più shockanti e che spesso rasentano il ridicolo. Questa dimensione, sicuramente voluta da Rodriguez, è sembrata eccessiva anche a quella stampa che aveva recensito positivamente il film del 2010, elogiando la satira sulla questione dell’immigrazione e quella del razzismo. Questi elementi sono presenti anche in Machete Kills, ma soffocati dal caravanserraglio che si pone a metà strada tra fumetto, film di serie B e videoclip che Rodriguez, una volta di troppo, trascina alle sue estreme conseguenze.

Una particolare menzione va alla presenza di Charlie Sheen che veste i panni del presidente degli Stati Uniti. Nei titoli di presentazione e di coda, l’attore di Hot shots! è quotato con il suo vero nome, Carlos Estévez, a mo di provocazione a proposito della discriminazione nei confronti delle comunità ispaniche negli Stati Uniti.

Non si può non considerare che il film esce proprio nel periodo dello scandalo intercettazioni, mentre Obama è nell’occhio del ciclone e gli americani non ammetterebbero mai che, forse, sarebbe stato davvero meglio dare il voto all’ispanico Charlie Sheen.

Machete Kills recensione

Machete Kills: Charlie Sheen userà il suo vero nome!

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Per la prima volta in carriera, l’attore Charlie Sheen utilizzera, in Machete Kills, il suo vero nome: Carlos Estevez. Questo il nome che comparirà nelle locandine, in tutte le cartelle stampa, nei poster e nei titoli di coda della pellicola, in uscita il 13 settembre.

Ecco un immagine di Charlie Sheen alias Carlos Estevez nei titoli:

machete kills

Machete Kills, il nuovo film diretto da Robert Rodriguez, sequel della fortunata pellicola precedente, che con un budget di soli 10 milioni di dollari riuscì ad incassarne ben 44.

Machete Kills uscirà, come detto, nel settembre 2013. Nel cast, oltre Sofia Vergara, anche ,  , .

Machete Kills: Alexa Vega sexy assassina Killjoy nel character poster

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Dopo l’ultimo trailer in cui protagonista era il personaggio di  Lady Gaga (guarda qui) ecco arrivare un nuovo character poster dell’atteso film di Robert Rodriguez, Machete Kills, sequel del fortunatissimo primo capitolo che vede protagonista   nei panni del terrificante Machete. Protagonista di questo nuovo poster è invece l’attrice Alexa Vega, che nel film interpreta la sexy assassina Killijoy:

machete-kills-poster-alexa-vega

 

Mel Gibson, Lady Gaga, Antonio Banderas, Jessica Alba, Michelle Rodriguez, Charlie Sheen, Cuba Gooding Jr e Sofia Vergara è il cast all-star di Machete Kills, il nuovo film di Robert Rodriguez che segna il ritorno del mercenario più irriverente del cinema americano, Machete Cortez (Danny Trejo).
Dopo il successo del primo “Machete,” diventato un autentico cult cinematografico in tutto il mondo, il visionario regista di Sin City, Robert Rodriguez, torna con uno dei film più attesi della nuova stagione: Machete Kills, dal 7 novembre al cinema.
L’ex-agente Federale Machete viene ingaggiato dal governo degli Stati Uniti per eliminare un pazzo rivoluzionario e un eccentrico trafficante d’armi miliardario (Mel Gibson) il cui piano è diffondere guerra e anarchia in tutto il pianeta.

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast oltre a , anche Sofia Vergara,  ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Fonte:Badtaste

Machete Kills, nuova foto con Sofia Vergara

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Machete Kills, nuova foto con Sofia Vergara

Machete Kills

Non manca ormai molto all’uscita di Machete Kills, atteso nelle sale italiane il 3 Ottobre 2013, distribuito da Lucky Red. L’attesa per il sequel di Machete (2010) è parecchia, considerando anche il nutrito cast che il film può vantare, ma anche e soprattutto la schiera dei fan che il regista Robert Rodriguez riesce ad avere intorno a se, sin dai tempi dell’inizio della Trilogia dei Mariachi.

Nonostante manchi soltanto poco più di un mese all’uscita, c”è ancora il tempo per gustarsi però una nuova immagine appartenente al film, dove possiamo ammirare tre attrici presenti nel cast della pellicola:  Sofia Vergara, Alexa Vega e Elle LaMont.

Non crediamo sia necessario aggiungere altro, visto che l’immagine in questione libererà poche parole, ma molti occhi…

Machete Kills

Fonte: Comingsoon.net

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà il 3 Ottobre 2013. Nel cast, oltre Sofia Vergara, anche ,  ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Machete Kills Trailer ufficiale del fim!

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Machete Kills-TrailerEcco l’atteso Trailer di Machete Kills, il sequel che rivede riuniti nuovamente il regista Robert Rodriguez e l’attore  in una nuova avventura, e a presentare il filmato sono proprio questi ultimi due.

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast, oltre Sofia Vergara, anche ,  ,  Lady Gaga.

Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Machete Kills Trailer sottotitolato in italiano

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Machete Kills-TrailerGuarda il Trailer sottotitolati in italiano di Machete Kills, sequel del fortunatissimo primo film sempre diretto da Robert Rodriguez.

Mel Gibson, Lady Gaga, Antonio Banderas, Jessica Alba, Michelle Rodriguez, Charlie Sheen, Cuba Gooding Jr e Sofia Vergara è il cast all-star di Machete Kills, il nuovo film di Robert Rodriguez che segna il ritorno del mercenario più irriverente del cinema americano, Machete Cortez (Danny Trejo).
Dopo il successo del primo “Machete,” diventato un autentico cult cinematografico in tutto il mondo, il visionario regista di Sin City, Robert Rodriguez, torna con uno dei film più attesi della nuova stagione: Machete Kills, dal 7 novembre al cinema.
L’ex-agente Federale Machete viene ingaggiato dal governo degli Stati Uniti per eliminare un pazzo rivoluzionario e un eccentrico trafficante d’armi miliardario (Mel Gibson) il cui piano è diffondere guerra e anarchia in tutto il pianeta.

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast oltre a , anche Sofia Vergara,  ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Machete Kills prima clip del film con Sofia Vergara

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Machete Kills prima clipChi per passione, chi per ossessione, chi ancora per cercare di capire fino a dove si è spinto l’estro “creativo” di Robert Rodriguez, siamo tutti in trepidante attesa per veder tornare sullo schermo il leggendario Machete, che arriverà il 7 novembre al cinema con la sua seconda avventura, Machete Kills.

Ecco che oggi vi mostriamo, grazie a Comingsoon.net la prima clip del film in cui spicca una scatenata Sofia Vergara.

Ecco la clip del film:

 

Dopo il successo del primo Machete, diventato un autentico cult cinematografico in tutto il mondo, il visionario regista di Sin City, Robert Rodriguez, torna con uno dei film più attesi della nuova stagione: Machete Kills, dal 7 novembre al cinema.

L’ex-agente Federale Machete viene ingaggiato dal governo degli Stati Uniti per eliminare un pazzo rivoluzionario e un eccentrico trafficante d’armi miliardario (Mel Gibson) il cui piano è diffondere guerra e anarchia in tutto il pianeta.

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast oltre a , anche Sofia Vergara, ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Machete kills nuovo trailer del film con Danny Trejo

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Machete kills nuovo trailer del film con Danny Trejo

machete kills nuovo trailerEcco il nuovo trailer di Machete Kills sequel di Machete in cui ritroviamo l’acclamato protagonista e una lunga lista di attori e guest star che renderanno questo film ancora più improbabile, esilarante e divertente di quello precedente.

Già il trailer ci mostra alcune dinamiche e miracoli balistici che possono nascere solo da menti illuminate (o fulminate) quali quella di Robert Rodriguez.

Machete kills nuovo trailer :

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast oltre a , anche Sofia Vergara,  ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Fonte: comingsoon.net

Machete Kills nuovo poster e nuovo spot

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Machete torna a colpire e con lui tutta la banda di strambi personaggi che ruotano intorno a lui. Ecco un nuovo surreale spot per Machete Kills, seconda avventura cinematografica di Machete/Danny Trejo, diretto da Robert Rodriguez.

Ecco lo spot tv del film e a seguire un nuovo poster:

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machete kills poster

Dopo il successo del primo Machete, diventato un autentico cult cinematografico in tutto il mondo, il visionario regista di Sin CityRobert Rodriguez, torna con uno dei film più attesi della nuova stagione: Machete Kills, dal 7 novembre al cinema.

L’ex-agente Federale Machete viene ingaggiato dal governo degli Stati Uniti per eliminare un pazzo rivoluzionario e un eccentrico trafficante d’armi miliardario (Mel Gibson) il cui piano è diffondere guerra e anarchia in tutto il pianeta.

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast oltre a , anche Sofia Vergara,  Lady Gaga.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Ecco la Trama: L’ex-agente Federale Machete Cortez, è stato assunto dal Presidente degli Stati Uniti per una missione che sarebbe impossibile per qualsiasi uomo mortale. Deve eliminare un rivoluzionario pazzo e un eccentrico miliardario trafficante d’armi che ha ordito un piano per diffondere la guerra in tutto il pianeta.

Machete Kills nuovo poster con Carlos Estevez

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Machete Kills nuovo poster con Carlos Estevez

Ecco un nuovo poster di Machete Kills, prossimo film di Robert Rodriguez in cui vedremo finalmente sullo schermo ancora una volta  nei panni di Machete.

Il poster raffigura Carlos Estevez, che nel film interpreta il Presidente degli Stati Uniti. Ma chi è Carlos Estevez? Nessun’altro che , che per Rodriguez è diventato appunto Carlos Estevez.

Ecco il poster:

Carlos Estevez Machete Kills poster

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast, oltre Sofia Vergara, anche ,  ,  Lady Gaga.

Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.

Ecco tutta la Foto Gallery del film:

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Fonte: WP

Machete Kills nuovo character poster

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è stato diffuso da Yahoo Spain un nuovo character Poster per Machete Kills, dedicato a Demian Bichir nei panni di Mendez.

Potete vederlo qui sotto:

bichir_machete kills

Diretto da Robert RodriguezMachete Kills uscirà nel 2013. Nel cast, oltre Sofia Vergara, anche ,  ,  Lady Gaga.

Ecco la Trama: Il governo degli Stati Uniti recluta Machete mandandolo in Messico per rintracciare e eliminare un trafficante d’armi che cerca di lanciare un’arma nello spazio.