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JJ Abrams parla di Star Wars e di Star Trek

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JJ Abrams parla di Star Wars e di Star Trek

Quasi tutti i nerd della fantascienza vorrebbero essere al posto di JJ Abrams in questo momento. Il regista è infatti diviso trai due franchise sci-fi più seguiti e amati della storia: da una parte sta lavorando incessantemente alla promozione di Star Trek Into Darkness, dall’altra invece si sta occupando della pre-produzione di Star Wars: Episodio VII. Le reazioni dei fan sono però discordanti, se da un lato molti sono felici che il regista lavori ad entrambi i franchise, dall’altra molte persone lo ritengono un po’ “avaro” a tenersi per sè questa grossa fetta di cinema. Parlando a Playboy, Abrams ha raccontato un po’ di cose sia riguardo a Star Trek che a Star Wars. Ecco alcuni estratti dall’intervista:

“Ho imparato così tanto facendo il primo Star Trek. Non avevo mai lavorato ad un film del genere, con quell’ambientazione. Sapevamo che il secondo sarebbe dovuto essere più grande e la storia ce l’ha concesso. Abbiamo già dato un ampio sguardo all’Enterprise, ma adesso andremo ad esplorare posti mai visti prima. E anche il cattivo di questo film è più complesso. Eric Bana era un romulano arrabbiato e pieno di voglia di vendetta. Adesso invece la storia del personaggio di Benedict Cumberbatch è molto più complessa, è una specie di terrorista dello spazio, e lui è davvero incredibile nell’interpretazione. L’oscurità è reale in questo film” “I mondi di Star Trek e Star Wars sono molto diversi. E onestamente è stato questo il motivo per cui ho detto di no a Star Wars all’inizio. Non potevo immaginare di farli entrambi. Ma quando ho detto che la mia lealtà era tutta per Star Trek era letteralmente riferito al fatto che stavo montando il film. Non potevo occuparmi di un altro film. Era come essere su una spiaggia bellissima, e qualcuno mi avesse detto ‘da quest’altra parte c’è una montagna magnifica, vieni a vederla’. Non potevo fare e ntrambe le cose, così ho lasciato Star Wars”.

Sappiamo poi che grazie all’insistenza di Kathleen Kennedy, JJ Abrams ha detto si anche all’universo lucasiano. Qui trovate il resto dell’intervista.

La Disney ha stabilito l’uscita di Star Wars Episodio VII per l’estate del 2015, seguito poi per ogni estate da un film della nuova trilogia e da uno spin off alternati. Inoltre,nonostante il da fare, Abrams rimane ottimista riguardo ad un terzo film di Star Trek.

Star Trek Into Darkness sarà diretto, come il precedente film, dal genio registico di J.J.Abrams e vedrà nel cast Alice Eve, Ben Cross, Benedict Cumberbatch, Bruce Greenwood, Chris Pine, John Cho, Karl Urban, Leonard Nimoy, Simon Pegg, Winona Ryder, Zachary QuintoZoe Saldana.

Trama del film: Quando l’Enterprise viene richiamata sulla Terra, l’equipaggio si rende conto che una terrificante e inarrestabile forza ha devastato dal suo interno la flotta e tutto quello che essa rappresenta gettando il pianeta nel caos. Il Capitano Kirk si ritroverà allora a dover condurre una caccia all’uomo per scovare un’arma di distruzione di massa. In un’epica partita tra la vita e la morte, l’amore verrà messo in discussione, gli amici si troveranno divisi e Kirk dovrà fare dei sacrifici per salvare l’unica famiglia che gli rimane: il suo equipaggio.

Fonte: superherohype

JJ Abrams parla del videogioco di Star Trek

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Star Trek – Into Darkness è l’ultimo lavoro di JJ Abrams uscito nelle sale di tutto il mondo, in bilico tra un buon giudizio della critica e un velato malcontento dei fan della serie tv e dell’intero franchise. Il regista è così tornato a parlare di questo malcontento, trovando uno dei possibili motivi nel videogioco che è stato tratto dal film.

Nel videogame di Star Trek, in vendita dallo scorso aprile, Kirk e Spock avevano le sembianze e le voci di Chris Pine e Zachary Quinto, gli attori che li interpretano al cinema. Ecco l’opinione di JJ Abrams in merito: Secondo me il videogame sarebbe potuto essere qualcosa che avrebbe potuto davvero aiutare la serie e risultare divertente da giocare, con un ottimo gameplay, ma non è stato così ed è stato emotivamente doloroso, perché noi ci siamo fatti il c*lo per fare il film. Poi arriva questo videogioco, e non che si tratta solo del mio giudizio, visto che è stato universalmente stroncato, che senza ombra di dubbio non ha giovato a Into Darkness, anzi.

Ecco il video in cui il regista ha parlato del fallimento del videogioco dedicato a Star Trek e rivelato alcuni dettagli di altri progetti a cui sta lavorando, da Portal ad Half Life:

JJ Abrams mostrerà Into Darkness per un fan morente

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JJ Abrams mostrerà Into Darkness per un fan morente

Qualche giorno fa, una moglie di un uomo di 41 anni malato di cancro ha fatto una richiesta per il marito. L’uomo, che ha poche settimane di vita a causa di una diagnosi sbagliata, è un grande fan del franchise di Star Trek e così la moglie, non potendo fare più nulla per il marito a livello medico, vorrebbe almeno che lui potesse vedere i primi nove minuti del film prima di morire.

Sappiamo che negli USA i primi minuti del film eran trasmessi prima dello Hobbit, ma il cinema in cui la donna ha portato suo marito Dan non li ha proiettati. Appena appresa la notizia, JJ Abrams ha parlato con la Paramount e ha organizzato una proiezione privata per Dan in cui mostrerà allo sfortunato fan non solo i nove minuti iniziali, ma forse anche tutto il film Star Trek Into Darkness, che uscirà nei cinema solo il prossimo 17 maggio.

JJ Abrams girerà i nuovi Star Wars in pellicola

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JJ Abrams girerà i nuovi Star Wars in pellicola

L’idea di una nuova trilogia e di ulteriori spinn off su Star Wars mette in agitazione e in fibrillazione più o meno tutti i fan della saga fantascientifica più amata del mondo. Già l’uscita degli Episodi I, II e III aveva fatto storcere il naso ai fan puristi, e ora che la tecnologia ci ha portati ulteriormente aventi a livello tecnologico, ci siamo chiesti, chi più chi meno, quanto il lavoro di JJ Abrams con i nuovi film differirà da quello originale di Lucas.

A quanto pare, almeno da un punto di vista visivo, il film sarà una buona sorpresa per chi ama l’old style, infatti è stato ufficializzato che JJ Abrams girerà i nuovi film in pellicola. A dichiararloè stata la produttrice Kathleen Kennedy che conferma l’idea di fare il meno possibile ricorso alla computer grafica, dicendo che il regista sceglierà per il fim la pellicola a 35 millimetri.

Inoltre pare che a dirigere la fotografia del film sarà Dan Mindel, già collaboratore di Tony Scott e direttore per Abrams in Mission Impossible 3 e nei due Star Trek.

JJ Abrams e la decisione di dirigere Star Wars Il Risveglio della Forza

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Dopo le buffe dichiarazioni sull’utilizzo dei lens flare, JJ Abrams ha ripreso a parlare della sua decisione di girare Star Wars Il Risveglio della Forza. Una decisione importante ma, si sa, anche rischiosa.

Ecco cosa ha dichiarato allo show radiofonico di Howard Stern:

Inizialmente ho detto “No” perché non volevo fare un altro sequel, avevo fatto un Mission: Impossible, due Star Trek, ero stanco di film con dei numeri nel titolo. Volevo solo andare al cinema a vedere il film come un fan […] Poi Kathy Kennedy mi ha chiesto se potevamo vederci per discuterne. E abbiamo iniziato a parlare di come sarebbe potuto essere Star Wars e, improvvisamente, mi sono sentito come folgorato. Quando abbiamo cominciato a discutere dei personaggi, l’idea che Luke, Han, Leia… avevano combattuto 40 anni prima, quindi per un diciannovenne potevano benissimo essere solo delle figure leggendarie. Chi può dire cosa sanno di loro? Magari la gente potrebbe anche ignorare chi siano.

(…)

La cosa che mi ha colpito, che mi ha catturato, è stata la sensazione di questo nuovo personaggio – una protagonista femminile di cui non sapevamo ancora nulla nella discussione che stavamo intabulando – che domanda “Ma chi è Luke Skywalker?”. Non so perché, ma mi ha fatto pensare “Cazzo, questa roba è una figata!”. Che ci sarebbe stata una scoperta, perché si tratta sostanzialmente di ragazzini che non hanno visto loro stessi che Star Wars è accaduto nel loro stesso universo. L’idea di riscoprire questo mondo.

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Star Wars Il Risveglio della Forza uscirà sul grande schermo il 16 dicembre 2015 con un cast che include il ritorno di Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Kenny Baker con le nuove aggiunte John BoyegaDaisy RidleyAdam DriverOscar IsaacAndy SerkisDomhnall GleesonLupita Nyong’oGwendoline Christie Max von Sydow.

Traduzione BT

JJ Abrams e il suo amore per Star Wars

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JJ Abrams e il suo amore per Star Wars

Il regista e sceneggiatore più in voga degli ultimi anni, non smette di stupire. Mentre attendiamo con impazienza di vedere il seguito di Star Trek, JJ Abrams è al lavoro sul nuovo capitolo della saga di Star Wars. Proprio nei riguardi di questo film, il poliedrico regista, ha rilasciato un’intervista per Empire Magazine Us, dove racconta il suo amore per l’universo di  George Lucas.

Star Wars conteneva commedia, dramma, romanticismo, avventura e azione, era spettacolare e ambizioso e colossale.Quando vidi il film la prima volta la mia mente si ampliò di colpo.La verità è che era tutto molto coraggioso. Combinavano ogni trucco esistente del mestiere, ma soprattutto lavoravano a fondo sui personaggi.”

JJ Abrams quindi ha un amore quasi paterno nei riguardi di questa saga cinematografica. Sarà quindi un punto a suo favore per la realizzazione del settimo capitolo di un sempreverde franchise? Per la release dovremo aspettare il 2015, ma sicuramente, presto o tardi, saremo invasi da molte news riguardo il ritorno di uno dei film più amati di sempre.

Vi ricordiamo che il primo film uscirà al cinema nel 2015, per la regia di J.J. Abrams, basato su una sceneggiatura di Michael Arndt. Per tutte le notizie sulla nuova trilogia targata Disney vi segnaliamo il nostro speciale: Star Wars. La scheda del film: Star Wars: Episodio VII.

Vi ricordiamo che il prossimo film Star Trek: Into Darkness uscirà nelle sale il 06 Giugno 2013. Nel cast del film Chris PineZachary QuintoBenedict CumberbatchSimon Pegg, Winona Ryder,  Zoe Saldana Alice Eve, Ben Cross, Bruce Greenwood,  John Cho, Karl Urban, Leonard Nimoy. Tutte le news sul film le trovate nel nostro speciale: Star Trek 2.

JJ Abrams e Daisy Ridley di nuovo insieme per Kolma

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JJ Abrams e Daisy Ridley di nuovo insieme per Kolma

Dopo il fortunatissimo connubio di Star Wars, un’altra forza soprannaturale riunirà presto il regista JJ Abrams e l’attrice Daisy Ridley. Dopo il grandissimo successo de Il Risveglio della Forza, infatti, il duo tornerà a lavorare insieme per volere della Paramount nel dramma fantastico Kolma.

Il film sarà prodotto dalla Bad Robot di Abrams, con la Ridley in trattative per interpretare il ruolo della protagonista. La pellicola sarà diretta invece dalla regista Marielle Heller, che ha debuttato alla regia lo scorso anno con l’apprezzatissimo Diario di una teenager.

Il film, la cui sceneggiatura porterà la firma di Megan Holley (Sunshine Cleaning), sarà un remake del film tv israeliano All I’ve Got (Kol Ma in originale) e racconterà la storia di una donna che, dopo aver perso l’amore della sua vita in un tragico incidente, riuscirà finalmente a ricostruirsi una vita al fianco di un altro uomo, con il quale metterà su famiglia. Quando anche la donna muore, nell’aldilà le verranno offerte due possibilità: tornare alla vita con suo marito o incontrare di nuovo il suo grande amore.

Ricordiamo che sia JJ Abrams che Daisy Ridley sono attualmente impegnati con le riprese di Star Wars Episodio VIII. Nelle ultime settimane si è iniziato a parlare di un possibile coinvolgimento di Daisy Ridley come protagonista dell’annuncio reboot di Tomb Raider, ma al momento non ci sono ancora conferme ufficiali.

Fonte

JJ Abrams dirigerà Star Wars: Episodio VII

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JJ Abrams dirigerà Star Wars: Episodio VII

jjabrams“E’ fatta!” così Deadline sancisce la questione tramite una non meglio identificata fonte. Di cosa si tratta? Del settimo episodio di Star Wars e del suo regista. Ebbene sarà JJ Abrams.

JJ Abrams condivide un regalo ricevuto da Carrie Fisher durante lo Star Wars Day

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Durante lo Star Wars Day, il 4 maggio, JJ Abrams ha condiviso un’immagine di un regalo che Carrie Fisher gli fece durante la lavorazione di Star Wars: Il Risveglio della Forza.

Il regista e produttore ha firmato il primo e terzo capitolo della trilogia sequel di Star Wars, ed è stata una delle ultime persone in assoluto a lavorare con Carrie Fisher, prima che l’attrice morisse nel 2016.

Ora, in occasione del May the Fourth, Abrams ha condiviso l’immagine di un regalino che Carrie gli fece durante la loro collaborazione:

JJ Abrams chiede scusa per l’abuso del Lens Flare

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JJ Abrams chiede scusa per l’abuso del Lens Flare

JJ Abrams è diventato uno dei registi più famosi di Hollywood, specie dopo il suo lavoro nei primi due Star Trek e per quello che avremmo modo di ammirare in Star Wars Episodio VII. Se esiste però una cosa che i fan criticano di Abrams è sicuramente il suo abuso del Lens Flare. In una recente intervista, il regista ha dichiarato di non essersi mai accorto di aver effettivamente abusato dell’effetto riflesso. Ecco le sue dichiarazioni:

“So che tutti mi criticano per questo – ha detto – Spesso capita che, mentre sto girando una scena, penso: “Oh, questa sarebbe veramente incredibile… con un lens flare”.  Lo so che è veramente troppo, e per questo mi scuso. Ne sono consapevole adesso. Una volta ho mostrato a mia moglie una prima scena di Star Trek Into Darkness e mi ha detto: “Non riesco a capire cosa sta succedendo. Non capisco questo cos’è”. Ecco, queste sue parole mi hanno fatto letteralmente impazzire“.

Si, sono stupido – ha continuato il regista – Talmente stupido che ho dovuto chiedere alla Industrial Light & Magic di rimuovere i Lens Flare da alcune scene. E’ veramente da idioti, ma se ci pensate per un drogato, ammettere la propria dipendenza, è il primo passo verso la guarigione“.

Fonte: Worstpreviews

JJ Abrams accenna ad un possibile Star Trek 3

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JJ Abrams accenna ad un possibile Star Trek 3

Come ci ha ben insegnato fino ad ora, JJ Abrams è un regista e produttore molto riservato quando si tratta del proprio lavoro, dal momento che pare ritenga che anche il più piccolo dettaglio sul film possa rovinarne la visione da parte dei fan. Il regista infatti non ha ancora confermato la natura del personaggio interpretato da Benedict Cumberbatch in Star Trek Into Darkness, ma ha però rivelato che la Paramount Pictures sta mettendo in programma un terzo capitolo di Star Trek.

“Sono certo che lo Studio amerebbe un terzo episodio, ma spetta al pubblico decidere se ne ha bisogno o meno – ha detto Abrams – Ci sono cose di cui abbiamo parlato, ma non c’è nessuna storia o sceneggiatura. Solo un’idea”. Il primo Star Trek diretto da Abrams, uscito nel 2009, costò 250 milioni e ne incassò 385. Questo secondo sarà un film molto più grande e così sarà più difficile per Abrams raggiungere quelle vette di incassi. Siamo però sicuri che il regista di Mission Impossible III farà un grande lavoro.

Fonte: WP

Jingle Bell Heist, la spiegazione del finale del film natalizio di Netflix

È il momento giusto per guardare i film di Natale su Netflix, come la nuova commedia romantica a tema natalizio appena uscita oggi sulla piattaforma, Jingle Bell Heis.

Diretto da Michael Fimognari, con una sceneggiatura scritta da Abby MacDonald, Jingle Bell Heist vede protagonisti Olivia Holt e Connor Swindells nei panni di due ladruncoli che vivono a Londra e che si alleano per compiere un grande colpo la vigilia di Natale. E potrebbero anche innamorarsi lungo il percorso.

Con Lucy Punch e Peter Serafinowicz nei ruoli secondari, Jingle Bell Heist è proprio come te lo aspetteresti. Carry On, questo non lo è. Detto questo, Jingle Bell Heist presenta uno o due colpi di scena drammatici e, se così si può dire, leggermente sciocchi, che gli spettatori probabilmente non si aspetterebbero.

Se vi siete persi lungo il percorso, non temete, perché Decider è qui per aiutarvi. Continuate a leggere per una sintesi della trama del film Jingle Bell Heist e la spiegazione del finale del film Jingle Bell Heist, compreso il colpo di scena di Jingle Bell Heist.

Cosa succede in Jingle Bell Heist

Sophie (Olivia Holt) ha due lavori per mantenere se stessa e la madre malata, che sta subendo una sorta di vaga cura contro il cancro. Sophie è anche un’abile borseggiatrice e di tanto in tanto ruba dei contanti. Mentre lavora in un grande magazzino chiamato Sterlings, Sophie ruba un collare per cani tempestato di diamanti a un cliente maleducato. Sophie lo lascia nella sezione di sicurezza del negozio riservata ai prodotti di alta gamma. Lì ruba un po’ di contanti e osserva gli altri gioielli costosi conservati lì.

A chilometri di distanza, un uomo di nome Nick O’Connor (Connor Swindells) osserva Sophie mentre lo fa sul video di sicurezza dello Sterlings. Nick ha installato lui stesso questo sistema di telecamere di sicurezza e ha ancora accesso al video. Ma è stato licenziato e si è dichiarato colpevole di aver rubato dal negozio. Ha trascorso due anni in prigione e sta lottando per trovare un posto dove vivere, oltre che per mantenere un rapporto con la sua giovane figlia e la madre del bambino.

Nick fa visita a Sophie al lavoro. Usando il filmato di Sophie che ruba i contanti, Nick la ricatta affinché lo aiuti a rapinare il caveau di sicurezza dello Sterling. Sophie inizialmente rifiuta, ma dopo che un medico le comunica che sua madre ha bisogno di cure costose per guarire, accetta. I due mettono in atto un piano per rapinare il caveau, ma quando arrivano sul posto scoprono che i gioielli sono già stati rubati da qualcun altro.

Il giorno dopo al lavoro, Sophie sente per caso un collega dire che Sterling tiene 500.000 dollari in contanti nella cassaforte personale nel suo ufficio. Propone quindi a Nick di provare a rubare quelli. Dopo alcune ricognizioni, elaborano un piano.

Sophie capisce che tipo di cassaforte è quella di Sterling e dice a Nick che sa come aprirla (a quanto pare, suo nonno le ha insegnato come fare). Ma hanno bisogno di procurarsi un portachiavi che genera un nuovo codice per la cassaforte ogni sessanta secondi, che Sterling tiene nella sua camera da letto a casa.

Dopo un tentativo fallito di hackerare i server del negozio, Nick confessa una cosa a Sophie: non ha mai rubato da Sterling. È stato il proprietario stesso, Maxwell Sterling (Peter Serafinowicz), a rubare dal proprio negozio per incassare i soldi dell’assicurazione. Sterling ha incastrato Nick. Nick, di fronte alla possibilità di una pena molto più lunga, ha accettato un patteggiamento, nonostante fosse innocente. Sophie, a sua volta, confessa a Nick che suo padre l’ha ripudiata quando era bambina.

I due escogitano un nuovo piano per ottenere il portachiavi con il codice della cassaforte di Sterling. Nick sedurrà la moglie di Sterling, Cynthia (Lucy Punch), alla festa natalizia e la convincerà a portarlo a casa. Incredibilmente, sembra funzionare… finché Cynthia non rivela di sapere esattamente cosa stanno tramando Nick e Sophie. Invece di denunciarli al marito, Cynthia rivela di voler partecipare. Consegna il portachiavi con il codice, a condizione di ottenere metà del denaro.

Nick e Sophie irrompono nell’ufficio di Sterling dopo l’orario di chiusura della vigilia di Natale. Usano il codice del portachiavi per aprire la cassaforte. Ma dietro la prima porta della cassaforte c’è… una seconda porta, senza serratura. Un computer richiede un campione di DNA di Sterling. Nick pensa che tutto sia perduto. Ma Sophie si fa avanti e offre il suo dito per prelevare un campione di DNA. Funziona: la cassaforte si apre.

Jingle Bell Heist: spiegazione del colpo di scena del film

Jingle Bell Heist - Rapina a Natale

Colpo di scena: Sophie è in realtà la figlia illegittima di Sterling. Sophie spiega che anche sua madre lavorava nel negozio, fino a quando non è stata licenziata dopo che Sterling l’ha messa incinta. È stato Sterling a dire a Sophie che non era sua figlia e a tagliare i ponti con lei e sua madre. Che cattivo!

Nick e Sophie riescono a entrare nel caveau, ma a causa di uno starnuto inopportuno vengono scoperti dalla guardia di sicurezza del negozio. Sophie si offre di prendersi la colpa al posto di Nick, in modo che lui possa stare con sua figlia. Fortunatamente, supplica la guardia di sicurezza, sua amica, di lasciarla andare, perché Sterling è il vero ladro. La guardia accetta.

Nel frattempo, Sterling si precipita al negozio con la polizia per aprire la sua cassaforte. Quando Sterling apre la cassaforte, sotto lo sguardo della polizia, scopre che non è stato rubato nulla. Anzi, è stato aggiunto qualcosa: i gioielli rubati di recente dalla cassetta di sicurezza. Eh?

Jingle Bell Heist spiegazione del finale del film:

Ecco cosa è successo: quando Cynthia ha detto a Sophie e Nick che voleva partecipare, aveva in mente molto più dei gioielli. Cynthia voleva incastrare suo marito e prendere il controllo della sua intera azienda. Ha promesso di prendersi cura di Sophie e Nick se l’avessero aiutata. Cynthia ha fatto sapere a Sophie e Nick dove Sterling nascondeva la merce rubata, prima che arrivasse il risarcimento dell’assicurazione. Così Sophie e Nick hanno scassinato l’armadietto, hanno rubato la merce rubata e l’hanno messa nella cassaforte di Sterling. Così, Sterling, che ha incastrato Nick e la nuova guardia di sicurezza, è ora quello che viene incastrato, per un crimine che ha commesso.

La polizia arresta Sterling e Cynthia rileva l’azienda. Fedele alla sua parola, paga Sophie e Nick. Non sappiamo esattamente quanto, ma è abbastanza perché Sophie possa pagare le cure di sua madre e abbastanza perché Nick possa promettere di prendere un appartamento tutto suo ovunque finisca sua figlia. Tutto è bene quel che finisce bene! Nell’ultima scena del film, Sophie, la madre di Sophie, l’amica di Sophie del bar, Nick, la figlia di Nick e il coinquilino di Nick si riuniscono tutti per una cena di Natale. Con questo, iniziano i titoli di coda e il film finisce.

Alla fine, il finale di Jingle Bell Heist sembra un po’ affrettato e contorto. Ma ehi, è solo un film di Natale leggero. Non è così profondo.

Jingle Bell Heist è basato su una storia vera?

Jingle Bell Heist è basato su una storia vera?

Diretto da Michael Fimognari, la commedia romantica Jingle Bell Heist racconta una storia in cui l’amore sboccia nel bel mezzo di una rapina. La trama ruota attorno a Sterlings London, un elegante grande magazzino gestito da Maxwell Sterling, un uomo d’affari detestabile. Sophia è una dipendente americana di Sterlings che fatica a pagare le spese mediche della madre e ha l’abilità di usare i suoi giochi di prestigio per rubare occasionalmente piccoli importi in contanti dal negozio. Alla fine, uno di questi furti la porta a incrociare il cammino di Nick O’Connor, un ex consulente di sicurezza che ha un conto in sospeso con il suo datore di lavoro. Di conseguenza, i due si ritrovano a collaborare per unire i loro talenti unici e derubare l’uomo d’affari della sua fortuna. Lungo il percorso, anche se sorgono nuove complicazioni, i due continuano a pensare rapidamente, pianificando ogni caos. Tuttavia, l’unica cosa che non avevano previsto era la possibilità di innamorarsi. Il film Netflix porta un tocco festoso a temi divertenti come il romanticismo e il crimine, raccontati attraverso narrazioni ricche di personaggi ben delineati.

Jingle Bell Heist è una storia di fantasia che unisce una rapina natalizia a una storia d’amore

Jingle Bell Heist è un’opera di finzione scritta dalle sceneggiatrici Abby McDonald e Amy Reed. In quanto tale, la storia affonda le sue radici esclusivamente nella creatività del duo, senza alcun riferimento diretto o ispirazione nella vita reale. Ogni elemento narrativo, dai personaggi ai dettagli del mondo che li circonda, fino alla premessa, è confinato nei limiti fittizi del film. In generale, la principale fonte di familiarità e identificazione della storia deriva dalla sua identità riconoscibile come film natalizio. La storia di Nick e Sophia offre una miscela unica di temi natalizi familiari, fondendo i generi molto amati della commedia romantica e della commedia poliziesca in un unico film. Negli ultimi decenni, questo genere stagionale di nicchia ha sviluppato una predilezione per storie come questa.

Ad esempio, dai classici come “Love Actually” e “When Harry Met Sally” alle commedie romantiche moderne come “Last Christmas” e “Love Hard”, il periodo natalizio si è ritagliato un posto speciale nel regno delle storie d’amore cinematografiche. Allo stesso modo, anche le commedie o i film di rapine sono diventati una sorta di classico delle festività grazie a titoli come la serie Mamma ho perso l’aereo , “Kiss Kiss Bang Bang” e persino “Die Hard”. Pertanto, combinando questi due generi amati in un unico film natalizio, “Jingle Bell Heist” offre agli spettatori una storia familiare ma distintamente unica. Inoltre, la combinazione dei generi apre lo spazio a trame incentrate sui personaggi. Pertanto, anche se la nascente storia d’amore tra Nick e Sophia rimane al centro del film, sono le loro caratteristiche individuali, le loro difficoltà e le loro vittorie a definire il corso della narrazione. Di conseguenza, i protagonisti appaiono più completi e sviluppati, tanto che gli spettatori possono trovare elementi di autentica identificazione nelle loro esperienze.

Jingle Bell Heist sposta l’attenzione dalle festività materialistiche alla famiglia e alla crescita personale

 

Uno dei temi centrali di “Jingle Bell Heist” deriva dalle trame incentrate sui personaggi che sottolineano l’importanza della famiglia, delle amicizie e dell’amore, soprattutto durante le festività natalizie. Il film rimane leggero e incentrato sull’intrattenimento. Tuttavia, l’impiego di un magnate degli affari e delle sue pratiche commerciali malvagie come centro della trama antagonistica evoca alcune classiche narrazioni natalizie. In un certo senso, quasi assegna al cattivo principale, Maxwell Sterling, un ruolo simile a quello di Scrooge prima della sua esperienza paranormale. Allo stesso modo, la natura svantaggiata dei protagonisti, un lavoratore con salario minimo e un ex dipendente licenziato, ricrea una risonanza tematica emozionante ma familiare.

L’attenzione della storia sulla vita personale di Nick e Sophia sottolinea ulteriormente questo aspetto del film. Nella storia, Sophia è una dipendente che deve fare due lavori per potersi permettere le cure mediche per la madre a cui è stato diagnosticato un tumore. Nonostante si sia trasferita a Londra per l’assistenza sanitaria, fatica ancora ad arrivare a fine mese, il che la porta a prendere in considerazione soluzioni legalmente dubbie. Di conseguenza, il suo personaggio mantiene una motivazione altamente realistica e facilmente riconoscibile, che non può che suscitare l’interesse e l’empatia degli spettatori. Nick, un padre divorziato che vive sul divano di un amico, si trova più o meno nella stessa situazione. L’ex consulente di sicurezza nutre un odio profondo per Maxwell Sterling a causa delle offese che l’uomo d’affari gli ha inflitto, rovinandogli la vita. Tuttavia, il suo desiderio di vendetta è accompagnato dal disperato bisogno di raggiungere la stabilità finanziaria per poter essere un buon padre per la sua giovane figlia, Maddie. Tutto ciò culmina in caratterizzazioni sfumate che infondono un livello di realismo alla narrazione. Tuttavia, in definitiva, i personaggi, proprio come il film stesso, rimangono opere di finzione.

Jingle Bell Heist – Rapina di Natale, spiegazione del finale: cosa fa Sophie?

Jingle Bell Heist – Rapina di Natale è una commedia romantica natalizia disponibile su Netflix, che unisce furti, inganni e romanticismo in una trama leggera ma piena di colpi di scena. Diretto da Michael Fimognari e scritto da Abby MacDonald, il film racconta la storia di Sophie (Olivia Holt) e Nick (Connor Swindells), due giovani londinesi con una vita difficile, che si incontrano e decidono di collaborare per realizzare un grande colpo la vigilia di Natale. Durante la loro avventura, tra furti e piani complicati, emerge una possibile storia d’amore.

Sophie lavora in due impieghi per sostenere se stessa e sua madre malata, impegnata in un trattamento oncologico costoso. Oltre ai suoi lavori legittimi, Sophie è una borseggiatrice abile e occasionale. Mentre lavora nel grande magazzino Sterlings, ruba un collare per cani tempestato di diamanti a un cliente maleducato e lo deposita nella sezione di sicurezza destinata ai prodotti di lusso, approfittando dell’occasione anche per sottrarre contanti e osservare gli altri gioielli custoditi.

A distanza, Nick, ex-dipendente di Sterlings, osserva Sophie attraverso le telecamere di sicurezza che aveva installato prima di essere licenziato per un’accusa di furto. In realtà, Nick è innocente: il vero ladro era il proprietario del negozio, Maxwell Sterling, che aveva inscenato il furto per incassare l’assicurazione, incastrando Nick. Dopo aver scontato due anni di carcere, Nick cerca di rimettere insieme la propria vita, mantenendo un rapporto complicato con la figlia e la madre della bambina.

Credits Rob Baker Ashton/Netflix ©2025

Usando il filmato di Sophie che ruba contanti, Nick la ricatta per convincerla ad aiutarlo a svaligiare la cassaforte di Sterlings. Sophie rifiuta inizialmente, ma, quando scopre che sua madre ha bisogno di un trattamento costoso, accetta. Tuttavia, quando arrivano alla cassaforte, scoprono che i gioielli sono già stati rubati da qualcun altro.

Il giorno successivo, Sophie scopre da un collega che Sterling tiene 500.000 dollari in contanti nella sua cassaforte personale in ufficio. Propone a Nick di tentare questo nuovo colpo. Dopo un po’ di ricognizione, scoprono che per aprire la cassaforte è necessario un portachiavi speciale che genera un codice nuovo ogni sessanta secondi, conservato nella camera da letto di Sterling. Durante la pianificazione, Nick confessa a Sophie la verità sul suo passato: lui non aveva mai rubato da Sterlings, ma era stato incastrato. Sophie, a sua volta, racconta di essere stata disconosciuta dal padre da bambina. Questo momento segna l’inizio di un legame di fiducia tra i due.

Per ottenere il portachiavi, i due elaborano un piano audace: Nick sedurrà Cynthia, moglie di Sterling, durante la festa di Natale, per convincerla a collaborare. Con grande sorpresa, Cynthia accetta, a patto di ricevere metà del denaro. Successivamente rivelerà le sue vere intenzioni: incastrare il marito e prendere il controllo dell’azienda, promettendo ricompense a Sophie e Nick se collaborano.

La vigilia di Natale, Sophie e Nick si introducono nell’ufficio di Sterling e utilizzano il portachiavi per aprire la cassaforte. Dietro la prima porta, scoprono una seconda porta con richiesta di DNA. Sophie si offre di fornire il campione tramite il dito, riuscendo a sbloccare la cassaforte. È qui che viene rivelato il colpo di scena principale: Sophie è in realtà la figlia illegittima di Sterling, frutto di una relazione con sua madre. Sterling, in passato, aveva negato questa parentela e tagliato ogni legame con lei e la madre.

Dopo il furto, i due ladri vengono scoperti da una guardia. Sophie decide di prendersi la colpa per proteggere Nick, permettendogli di stare con sua figlia. La guardia, consapevole della verità, lascia andare Sophie, poiché Sterling è il vero colpevole. Grazie alle informazioni fornite da Cynthia, Sophie e Nick riposizionano i gioielli rubati nella cassaforte di Sterling prima che l’assicurazione intervenga, incastrando così lui per i propri crimini.

La polizia arresta Sterling, mentre Cynthia prende il controllo della società, mantenendo la promessa di ricompensare Sophie e Nick. Le somme ottenute permettono a Sophie di pagare le cure mediche della madre e a Nick di assicurare un appartamento adatto per la figlia. Il film si conclude con una scena di festa natalizia: Sophie, sua madre, amici e la famiglia di Nick riuniti attorno a un tavolo, celebrando insieme la stagione con gioia e serenità.

In sintesi, Jingle Bell Heist è una commedia leggera e divertente che combina furti, colpi di scena e romanticismo, pur senza pretendere di essere un film profondo. Il ritmo della narrazione mantiene alta la tensione con momenti comici e inganni intelligenti, mentre il finale, seppur un po’ affrettato e complesso, offre una conclusione soddisfacente e positiva. Il film sfrutta l’atmosfera natalizia come sfondo per una storia di ingegno, collaborazione e riscatto personale, facendo emergere temi di famiglia, lealtà e giustizia in modo giocoso e festoso.

La commedia riesce a intrattenere senza appesantire, mostrando come due persone marginali possano unirsi per affrontare ingiustizie e trasformare una situazione complicata in una vittoria personale, sia economica sia emotiva. Il legame tra Sophie e Nick, insieme alle dinamiche con Cynthia e Sterling, arricchisce la trama, rendendo Jingle Bell Heist un film di Natale piacevole, perfetto per chi cerca una storia leggera con colpi di scena e un finale soddisfacente.

Jimmy Neutron ragazzo prodigio: recensione del film film di John A. Davis e Steve Oedekerk

Jimmy_Neutron_Boy_Genius_poster Anno: 2001

Regia: John A. Davis, Steve Oedekerk

Voci: Debi Derryberry (Jimmy Neutron), Rob Paulsen (Carl Wheezer), Patrick Stewart (Re Goobot), Martin Short (Ooblar)

Trama: Ambientato nell’immaginaria Retroville, cittadina del futuro ma dal sapore anni sessanta, Jimmy Neutron racconta la storia di un bambino geniale ma come spesso accade incompreso dai suoi coetanei e dalla stessa famiglia, che pur volendogli bene e incoraggiando il suo genio vorrebbe che vivesse la vita di un bambino normale e che non fosse preso in giro ed emarginato dai compagni: gli unici amici di Jimmy all’inizio della storia sono Carl, ragazzino ipocondriaco goffo e grassottello e un uno cagnolino robot costruito dallo stesso Jimmy di nome Goddard.

Jimmy Kimmel: i video parodia in occasione degli Oscar 2014

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Come da tradizione ormai, Jimmy Kimmel, nella puntata del suo show trasmessa dopo la cerimonia degli Oscar 2014, ha presentato due video parodia che hanno visto la partecipazione di numerose star del cinema. L’idea di quest’anno è stata quella di prendere alcuni video molto popolari su YouTube e trasformarli in vere e proprie pellicole cinematografiche ad alto budget.

Nel primo video, intitolato Bitman Begins, in cui compaiono anche Tom Hanks e Meryl Streep, i protagonisti sono Chris Hemsworth e Liam Hemsworth, che interpretano gli attori del video Charlie Bit My Finger da adulti; nel secondo, invece, dal titolo Ameowdeus e ispirato a Keyboard Cat, Hamster on a Piano e a Dramatic Chipmunk, recitano Kevin Spacey, Christoph Waltz, Gary Oldman, Ben Kingsley, Abbie Cornish e Mandy Patinkin. Eccoli per voi di seguito:

Qui di seguito, invece, anche i video parodia di Sweet Brown: Ain’t Nobody Got Time For That, con Matt Damon e Queen Latifah, e di David After Dentist Double Rainbow Oh My God!, con Joseph Gordon-Levitt e Catherine Zeta-Jones.

Jimmy Kimmel, Stephen Colbert e altri commentano l’attacco alla democrazia dei sostenitori di Trump

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Gli eventi dello scorso 6 gennaio a Capitol Hill hanno scosso profondamente il mondo intero. Sostenitori di un presidente uscente (Donald Trump) che ha perso le elezioni, istigati dallo stesso, hanno assaltato gli edifici del congresso e impedito al Senato di ratificare l’elezione del nuovo Presidente (Joe Biden).

Il tragico attacco, che è costato anche delle vite, ha naturalmente destato l’attenzione di tutti quei presentatori e anchormen che in genere fanno intrattenimento e satira. Ebbene, il loro intervento, di fronte ad un attacco così imperdonabile alla democrazia, sostenuto dal presidente stesso, è stato addolorato ma anche lucido e tagliente.

Ecco gli interventi a “The Tonight Show Starring Jimmy Fallon,” “Jimmy Kimmel Live,” “Late Night with Seth Meyers,” “The Late Show with Stephen Colbert,” and “The Late Late Show with James Corden”:

 

Jimmy Kimmel presenterà la cerimonia degli Oscar 2017

Jimmy Kimmel è stato scelto per presentare la notte degli Oscar 2017. Apprendiamo la notizia tramite Variety.

Kimmel, famoso per il suo show Jimmy Kimmel Live!, ha presentato diverse cerimonie di premiazione prestigiose nel corso del tempo, più di recente gli Emmy Awards nel 2016 e quelli del 2012. Kimmel ha anche presieduto i ESPYS del 2007  e gli American Music Awards per la ABC cinque volte. Ma gli Oscar 2017 saranno la sua prima volta. Lo show sarà prodotto da Michael De Luca e Jennifer Todd.

Jimmy Kimmel presenterà la cerimonia degli Oscar 2017

Dopo la prestazione agli Emmy, Ben Sherwood, capo gruppo della Disney/ABC Television, ha opzionato Kimmel per la serata. Adesso dichiara: “Pensiamo che Jimmy abbia elevato gli Emmy, e siamo certi che Jimmy se lo sia guadagnato, e siamo più che sicuri che lui faccia bene agli Oscar 2017.”

A confermare la scelta dell’Academy è stato proprio Jimmy Kimmel via Twitter, che ha detto: “Sì, presenterò gli Oscar. Non è uno scherzo, e se lo è la mia vendetta sull’Academy sarà terribile e dolce.”

La 86esima edizione degli Oscar si svolgerà domenica 26 febbraio sulla ABC.

Jimmy Kimmel omaggia gli Oscar con il corto The Movie: 2V!

jimmy-kimmel-movie-the-movie-2v-watch-nowJimmy Kimmel ha celebrato ha celebrato gli Oscar 2013 con un suo appuntamento annuale post-evento dove ha lanciato il suo nuovo cortometraggio/trailer  The Movie.2V.

Jimmy Kimmel interrompe gli Oscar per rispondere a Donald Trump, che ha definito lo show “noioso”

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Jimmy Kimmel si è preso un momento durante la trasmissione degli Oscar, subito prima che Al Pacino presentasse il miglior film, per leggere ad alta voce l’ultimo post di Donald Trump sui social media che criticava Kimmel come conduttore degli Oscar di quest’anno.

C’è mai stato un conduttore peggiore di Jimmy Kimmel agli Oscar. La sua apertura è stata quella di una persona inferiore alla media che cerca di essere qualcosa che non è, e che non potrà mai essere. Sbarazzatevi di Kimmel e magari sostituitelo con un altro ‘talento’ della ABC, George Slopanopoulos, che è stato fatto a pezzi ma a basso costo“, ha scritto Trump, intendendo probabilmente George Stephanopoulos. “Farebbe sembrare tutti sul palco più grandi, più forti e più affascinanti“.

Anche uno show politicamente corretto davvero pessimo stasera, e per anni – Disarticolato, noioso e molto ingiusto“, ha continuato Trump. “Perché non danno gli Oscar a chi se li merita? Forse in questo modo il pubblico e gli ascolti televisivi torneranno a galla. RENDIAMO L’AMERICA DI NUOVO GRANDE!”.

Kimmel ha risposto a Trump sul palco dicendo: “Bla, bla, bla… Ok, ora vediamo se riuscite a indovinare quale ex presidente ha appena postato questa frase su TruthSocial. Qualcuno? No? Beh, grazie, Presidente Trump. Grazie per aver guardato, sono sorpreso che tu sia ancora – non è passato il tempo della prigione?“.

A parte la frecciatina di Kimmel prima dell’annuncio del premio finale, gli Oscar 2024 sono stati una serata sostanzialmente priva di riferimenti a Trump. Tuttavia, la politica ha giocato un ruolo importante. Molti partecipanti agli Oscar, tra cui Mark Ruffalo e Billie Eilish, hanno indossato spille rosse a sostegno del cessate il fuoco a Gaza. Le proteste legate al conflitto in corso a Gaza hanno attirato centinaia di partecipanti intorno al Kodak Theater e hanno finito per bloccare il traffico al punto che la cerimonia è iniziata con cinque minuti di ritardo.

 

Jimmy Kimmel attacca la CBS agli Oscar per non aver sostenuto la libertà di parola e scherza dicendo che Trump “si arrabbierà” perché “Melania” non è candidato

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Jimmy Kimmel non ha presentato gli Oscar quest’anno, ma presentando le categorie documentari, il conduttore di “Jimmy Kimmel Live” ha comunque avuto la possibilità di lanciare qualche frecciatina.

Salendo sul palco per presentare gli Oscar per il miglior cortometraggio e il miglior documentario, Kimmel ha scherzato dicendo che O’Brien era uscito e si era accidentalmente “esposto la faccia al sole ed era stato incenerito. Quindi finirò io il resto della cerimonia”.

Tornando serio, ha poi osservato che, nel campo dei documentari, “sentiamo parlare molto di coraggio in programmi come questo, ma raccontare una storia che potrebbe costarti la vita è vero coraggio. Come sapete, ci sono alcuni Paesi i cui leader non sostengono la libertà di parola. Non posso dire quali. Diciamo solo che si tratta della Corea del Nord e della CBS”.

Questo, ovviamente, si riferisce alla recente decisione della CBS di non permettere al “Late Show With Stephen Colbert” di ospitare il deputato del Texas James Talarico, a causa delle minacce della FCC. (La CBS aveva precedentemente bloccato anche un servizio di “60 Minutes” che era stato pubblicizzato). Naturalmente, Kimmel se ne intende anche di libertà di parola: il conduttore è stato bruscamente allontanato dalla trasmissione lo scorso autunno dopo essere stato attaccato dal presidente della FCC Brendan Carr, un gesto della Disney che è diventato un grido di battaglia per i sostenitori della libertà di parola.

“Fortunatamente per tutti noi, esiste una comunità internazionale di cineasti dediti a raccontare la verità, spesso a grande rischio, per realizzare film che ci insegnano, che denunciano le ingiustizie, che ci ispirano ad agire, e ci sono anche documentari in cui si gira per la Casa Bianca provando delle scarpe”, ha aggiunto, lanciando una frecciatina a “Melania” di Amazon MGM.

Cosa che ha ripetuto più tardi, premiando il miglior documentario. A quel punto Kimmel ha scherzato: “Oh, cavolo, si arrabbierà un sacco perché sua moglie non è stata nominata”. Per quanto riguarda i vincitori, “All the Empty Rooms” (diretto da Joshua Seftel e Conall Jones) ha vinto nella categoria miglior cortometraggio documentario, mentre “Mr Nobody Against Putin” ha trionfato per David Borenstein, Helle Faber, Alžběta Karásková, Radovan Síbrt e Lucie Kon.

Jimmy Fallon fa la barba a Jared Leto

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Jimmy Fallon fa la barba a Jared Leto

Jared Leto ha senza dubbio subito un esponenziale aumento della sua visibilità dopo aver trionfato (ce lo aspettavamo tutti) agli ultimi Oscar. L’attore e musicista sfoggia da quella notte una magnifica barba folta e lunga che però a quanto pare non piaceva troppo a Jimmy Fallon, che ha deciso di darci un taglio.

Ospite al The Tonight Show, Jared Leto ha visto Jimmy improvvisarsi barbiere e tagliargli l’adorata barba. Non sappiamo se la gag sia stata preparatao meno, ma il risultato è decisamente esilarante!

Jared è impegnato a promuovere il suo nuovo tour con i 30 Seconds to Mars. Intanto le sue fan ringraziano Jimmy Fallon per aver restituito parziamente alla luce il bel viso del 42enne americano.

Jimmy Fallon condurrà gli Oscar 2013?

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Il Los Angeles Times ha appena rivelato che  l’Academy, puntando ad uno show scoopiettante e rivolto soprattutto ai più giovani, ha proposto al comico Jimmy Fallon di condurre gli Oscar 2013.

Jimmy Bobo – Bullet to the Head: la spiegazione del finale del film

Jimmy Bobo – Bullet to the Head (leggi qui la recensione del film), diretto da Walter Hill, è l’adattamento cinematografico della graphic novel francese Du plomb dans la tête di Alexis Nolent e Colin Wilson. Il film si inserisce nel solco dei crime action duri e lineari, costruiti su una narrazione essenziale e su un protagonista guidato da un codice morale personale. La storia segue un sicario di New Orleans costretto a collaborare con un poliziotto per vendicare la morte dei rispettivi partner, sviluppando così una dinamica classica ma efficace che richiama il noir urbano e il polar europeo da cui trae origine.

All’interno della filmografia di Walter Hill, autore di cult come 48 ore e I guerrieri della notte, il film rappresenta un ritorno alle atmosfere più asciutte e muscolari del suo cinema, fatto di uomini duri, dialoghi secchi e violenza improvvisa. Hill recupera qui la sua cifra stilistica più riconoscibile, puntando su una regia essenziale e su una messa in scena priva di orpelli. Allo stesso modo, per Sylvester Stallone il film si colloca nella fase più tarda della carriera, accanto a titoli come The Expendables, in cui l’attore riflette sul proprio mito cinematografico incarnando figure segnate dal tempo ma ancora letali.

Il genere è quello dell’action thriller venato di buddy movie, dove l’incontro tra due figure opposte genera tensione e collaborazione forzata. Jimmy Bobo – Bullet to the Head si distingue per il suo tono diretto e per un approccio quasi old school alla violenza e alla narrazione, privilegiando scontri fisici e confronti ravvicinati rispetto a effetti spettacolari più moderni. Nel resto dell’articolo si proporrà una spiegazione del finale del film, analizzando come la vicenda si conclude e in che modo i temi della vendetta e della giustizia trovano una loro risoluzione.

Sung Kang e Sylvester Stallone in Jimmy Bobo - Bullet to the Head
Sung Kang e Sylvester Stallone in Jimmy Bobo – Bullet to the Head. Foto di Frank Masi – © 2012 Dark Castle Holdings, LLC

La trama di Jimmy Bobo – Bullet to the Head

Nella città di New Orleans, lo scaltro sicario italo-americano Jimmy Bobo (Sylvester Stallone) e il suo fidato compare Louis Blanchard (Jon Seda) hanno appena fatto fuori in una stanza d’albergo il loro ultimo bersaglio, il poliziotto corrotto Hank Greely (Holt McCallany). Prima di poter essere pagati per il lavoro svolto, Louis viene però ucciso dallo spietato mercenario Keegan (Jason Momoa). In seguito il killer fugge, avendo fallito nel tentativo di eliminare anche Jimmy.

Nel frattempo, fa il suo arrivo in città Taylor Kwon (Sung Kang), detective del dipartimento di Washington, il quale sta svolgendo delle indagini sulla morte del suo ex collega Greely. Ben presto il poliziotto entra nel mirino di due agenti corrotti, che cercano di farlo fuori, ma per sua fortuna viene salvato da Jimmy. Sebbene sia stato proprio Bobo a uccidere Greely, i due decidono di allearsi per fare chiarezza sulla faccenda e trovare il vero mandante degli omicidi dei loro rispettivi partner.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto di Jimmy Bobo – Bullet to the Head, la situazione precipita quando Robert Morel decide di colpire direttamente Jimmy rapendo sua figlia Lisa per costringerlo a consegnare la chiavetta con le prove dei suoi traffici. Lo scambio avviene in un clima di tensione crescente, con Jimmy che si presenta determinato a salvare la figlia a ogni costo. Dopo il rilascio di Lisa, Keegan, ormai fuori controllo e animato da un codice personale violento, uccide Morel, eliminando il mandante e trasformando lo scontro finale in una resa dei conti diretta tra lui e Jimmy.

Lo scontro culmina in un combattimento fisico brutale, dominato da un duello con le asce che riporta il film a una dimensione primitiva e istintiva della violenza. Jimmy riesce a sopraffare Keegan colpendolo gravemente, mentre Kwon interviene sparando e ponendo fine alla minaccia. Recuperata la chiavetta, Kwon sembra aver finalmente ottenuto le prove necessarie per incastrare l’intera rete criminale. Subito dopo, però, Jimmy gli spara alla spalla, inscenando una fuga che gli permetta di restare fuori dal sistema giudiziario e di chiudere i conti secondo le proprie regole.

Jason Momoa e Sarah Shahi in Jimmy Bobo - Bullet to the Head
Jason Momoa e Sarah Shahi in Jimmy Bobo – Bullet to the Head. Foto di Frank Masi – © 2012 Dark Castle Holdings, LLC

Il finale mette in evidenza la distanza tra giustizia istituzionale e giustizia personale. Jimmy agisce secondo un codice morale autonomo, che non coincide con quello della legge ma che appare coerente con la sua visione del mondo. La sua decisione di non consegnarsi e di manipolare la versione dei fatti sottolinea la sua natura di outsider, incapace di reintegrarsi in un sistema che percepisce come corrotto. Kwon, al contrario, rappresenta la possibilità di una giustizia legale, anche se compromessa dalle infiltrazioni criminali che hanno attraversato l’intera vicenda.

La relazione tra Jimmy e Kwon trova una risoluzione ambigua ma significativa. I due uomini, inizialmente diffidenti e contrapposti, sviluppano una forma di rispetto reciproco che li porta a proteggersi a vicenda, pur restando su fronti opposti. Il fatto che Kwon scelga di non denunciare Jimmy dimostra come anche lui abbia compreso la complessità morale della situazione. Il finale suggerisce che la linea tra giusto e sbagliato non è netta, ma si costruisce attraverso le azioni e le scelte individuali in un contesto segnato dalla corruzione.

Ciò che il film lascia è una riflessione sul valore del codice personale e sulla difficoltà di distinguere tra vendetta e giustizia. Jimmy incarna una figura archetipica del cinema d’azione, un uomo che opera ai margini e che trova una propria etica nella violenza che esercita. La storia suggerisce che, in un mondo corrotto, le istituzioni non sono sempre in grado di garantire equilibrio e ordine, lasciando spazio a figure come Jimmy. Resta però aperta una tensione irrisolta, che riguarda il prezzo umano di questa libertà e la solitudine che inevitabilmente comporta.

Jimmy Bobo – Bullet to the Head: recensione del film

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Jimmy Bobo – Bullet to the Head: recensione del film

Dopo le adrenaliniche e un po’ costruite esperienze nel primo e secondo I Mercenari, Sylvester Stallone torna in un film che unisce azione, ironia, botte e un super cattivo da sconfiggere: tutti elementi che fanno gola a Sly, i quale ancora una volta dimostra di avere ancora tanto da dire al suo affezionato pubblico.

L’occasione è l’ultimo film di Walter Hill, Bullet to the Head, in cui Stallone è il protagonista Jimmy Bobo, un criminale che commette omicidi su commissione e che è costretto ad allearsi con un giovane detective della polizia (Sung Kang di Fast Five) per vendicare l’assassinio del partner per mano del temibile Keegan (Jason Momoa). Intenzionato a giocare ‘pulito’, Bobo verrà messo in una situazione difficile quando verrà rapita la figlia Lisa (Sarah Shahi).

Bullet to the Head

Walter Hill dirige un film perfetto, con una grande sceneggiatura firmata dall’italiano Alessandro Camon e splendidamente girata per le strade di New Orleans. Tratto da un fumetto francese, il film omaggia e riprende tutti i temi cari al genere anni ’70, deformandoli e modernizzandoli, e riportando in auge il nodo fondamentale alla base di tanti classici dell’action: il conflitto morale. E’ questo nodo che regola i rapporti di Jimmy con il detective, e sarà questo nodo  a tenere alta la tensione anche trai buoni per tutto il film.

Arma vincente della sceneggiatura è l’ironia costruita soprattutto sull’imperturbabilità del personaggio di Sylvester Stallone. L’attore e regista si sente perfettamente  a suo agio nel ruolo del sicario dal cuore d’oro e interpreta con perfetta cadenza ogni battuta, dimostrando dei tempi comici insospettati; inoltre è ammirevole la sua forma fisica che, con o senza ritocchi chirurgici, sembra resistere sempre meglio all’incombere dell’età.

Bullet to the Head Walter Hill si conferma un regista in grado di raccontare storie adrenaliniche senza per questo perdere di vista la storia e il racconto, dimostrandosi eccezionale in alcune intuizioni come la scena finale in cui l’eroe e l’anti-eroe combattono con due asce (scena presagita nel trailer) e in cui l’attuale Conan il Barbaro, le da e le prende di santa ragione dell’inossidabile Sly.

Bullet to the Head è un film da vedere perché mantiene tutte le promesse che fa al pubblico, cn un pizzico di ironia in più rispetto a quanto ci aspetteremo.

Jimmy Bobo – Bullet to the Head: due nuove clip

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Jimmy Bobo – Bullet to the Head: due nuove clip

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Ecco due nuove clip dell’ultimo film di Sylvester Stallone diretto da Walter Hill, Jimmy Bobo – Bullet to the Head, in cui l’immortale Rambo/Rocky interpreta appunto

Jimmy Bobo – Bullet to the Head – clip in italiano

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Jimmy Bobo – Bullet to the Head – clip in italiano

Bullet-to-the-HeadGuarda due clip in italiano per Jimmy Bobo- Bullet to The Head, Action che vede protagonisti Sylvester Stallone e Jason Momoa.

Jimmi Simpson entra nel cast di The Walking Dead: Dead City Stagione 3

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Il candidato agli Emmy Jimmi Simpson (Dark Matter) è stato scelto come nuovo personaggio fisso della serie, al fianco di Lauren Cohan e Jeffrey Dean Morgan, nella prossima The Walking Dead: Dead City – stagione 3, serie AMC. Simpson interpreterà Dillard, ma i dettagli sul personaggio sono ancora segreti. La produzione della terza stagione è in corso a Boston.

The Walking Dead: Dead City segue Maggie (Cohan) e Negan (Morgan) mentre viaggiano in una Manhattan post-apocalittica, isolata dalla terraferma da molto tempo. Nella seconda stagione, nella crescente guerra per il controllo di Manhattan, Maggie e Negan si ritrovano intrappolati su fronti opposti. Mentre i loro percorsi si intrecciano, scoprono che la via d’uscita per entrambi è più complicata e straziante di quanto avessero mai immaginato.

Quando la serie è stata rinnovata per una terza stagione, è stato annunciato che il veterano del franchise Seth Hoffman avrebbe assunto il ruolo di showrunner. Hoffman, Scott Gimple, Robert Kirkman, Gale Anne Hurd, Dave Alpert, Brian Bockrath, Colin Walsh, Cohan e Morgan sono produttori esecutivi.

Simpson è attualmente protagonista di Dark Matter disponibile su Apple Tv+, che sta per iniziare la seconda stagione. Interpreta diverse versioni del brillante neuroscienziato Ryan Holder in diverse realtà. Presta inoltre la voce al personaggio di Abaddon, un demone intrappolato nel corpo di un ragazzino, nella serie Netflix Haunted Hotel. Simpson è stato candidato agli Emmy per il ruolo di William in Westworld e ha ricevuto una nomination ai BAFTA TV Award per il ruolo di William in Black Mirror, che ha ripreso nell’episodio sequel di quest’anno. Ha anche condiviso un Independent Spirit Award per il miglior cast corale per Pachinko nel 2023.

Jimi All Is By My Side: In Digital Download

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Jimi All Is By My Side: In Digital Download

E’ disponibiel in digital download Jimi All Is By My Side grazie alla collaborazione con I Wonder Pictures & Unipol Biografilm Collection. Jimi All Is By My Side vede protagonista  André Benjamin nel ruolo di Jimi Hendrix e con la partecipazione di Hayley Atwell, Imogen Poots, Andrew Buckley e Ruth Negga.

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Per scaricare il film clicca qui:
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Jimi_All_is_By_My_Side_Poster_ItaliaIl film sarà disponibile anche su TimVision, Chili e Psn.Descritta dallo scrittore e regista John Ridley come una delle vicende meno raccontate della Storia del rock, JIMI: ALL IS BY MY SIDE delinea solo un anno della vita di un uomo: l’anno in cui sbocciò
e divenne Jimi Hendrix, l’anno in cui, giovane musicista, tentò di sfondare per le strade e i club di Londra,
in Inghilterra. Gli amori, le amicizie e i colleghi musicisti che lo aiutarono a riuscire nell’intento.

Scritto e diretto da John Ridley (U-Turn – Inversione di marcia, Three Kings, 12 Anni Schiavo) e con André Benjamin (Idlewild, Smokin’ Aces, Il Grande Gatsby) nel ruolo di Jimi Hendrix, JIMI: ALL IS BY MY SIDE vede anche la partecipazione di Hayley Atwell (Captain America – Il primo Vendicatore), Imogen Poots (28 Settimane Dopo), Andrew Buckley (I Borgia) e Ruth Negga (World War Z).

JIMI: ALL IS BY MY SIDE è prodotto da Sean McKittrick, Jeff Culotta e Danny Bramson della Darko Entertainment, da Brandon Freeman e Anthony Burns della Freeman Productions, da Tristen Orpen Lynch della Subotica e Nigel Thomas della Matador Pictures, con Edward H. Hamm,
Jr. e John Ridley come produttori esecutivi.

Importanti membri della troupe sono il direttore della fotografia Tim Fleming (Once – Una volta), il progettista di produzione Paul Cross (I mercenari 2), il produttore musicale Danny Bramson (Almost Famous – Quasi Famosi, Austin Powers, Jerry Maguire), la costumista Leonie Pendergast (What Richard Did), i responsabili del montaggio Hank Corwin (L’albero della vita) e Chris Gill (28 Giorni Dopo), e il sound designer/supervisore del montaggio sonoro Glenn Freemantle (vincitore del Premio Oscar per “Gravity”).

Sinossi: Jimi, e non serve un cognome: arriva la musica. Lo stile inconfondibile che cambiò il destino del rock. Il regista John Ridley riporta in vita l’icona mondiale che trasformò una chitarra nel simbolo di una generazione, tanto forte da spezzare ogni catena. Per dipingere un mito, Ridley decide di raccontare il talento di Jimi e il cammino che lo rese tale, soffermandosi su un anno cruciale: dall’incontro nel 1966 con la sua amica e mentore Linda Keith fino al giorno prima dell’indimenticabile esibizione di Monterey nel 1967, dove il musicista di Seattle, dando fuoco alla sua chitarra, entrò nella leggenda. Da allora in poi il rock non sarebbe più stato lo stesso. Dal regista premio Oscar per la sceneggiatura di 12 anni schiavo, un film che vede il musicista André 3000 (nome d’arte di André Benjamin) nel ruolo che nessuno finora aveva osato interpretare.

Jimi All is By My Side recensione

Jimi All is By My Side recensione

Jimi All is By My SideDa sempre, nel patinato mondo di Hollywood affascinato dal mito del Rock ‘n’ Roll, si rincorre l’utopia di immortalare definitivamente, sul grande schermo, le icone che lo hanno popolato, assurgendo allo status di miti generazionali.

Alcuni di loro, però, non sono riusciti così facilmente a trovare un loro spazio vitale nel panorama cinefilo del fiction biopic, restando così sospesi nell’immaginario creativo di autori, registi e attori. È il caso del mito di Jimi Hendrix, icona della generazione hippie di Woodstock, troppo presto stroncato dalla morte a nemmeno trent’anni, che ha segnato- con la sua musica psichedelica e malinconica- uno spartiacque tra la concezione canonica del blues e del rock fino a quel momento concepiti ed ascoltati.

John Ridley, premio Oscar 2014 per la sceneggiatura di 12 Anni Schiavo, si accolla il difficile compito di raccontare, tramite linguaggio audiovisivo, la vita, gli amori, la fama, la personalità ma soprattutto la musica di Jimi Hendrix, il suo mondo considerato fino ad oggi così inaccessibile e quasi impossibile da tradurre in immagini. Per farlo, sceglie di concentrarsi su un momento cronologicamente ben preciso: gli anni precedenti al suo concerto di Monterey del 1967, durante il quale diede fuoco alla sua chitarra consacrandosi definitivamente ed entrando nel mito.

Seguiamo così, sullo schermo, l’affermazione e l’ascesa di Jimi James (così si faceva chiamare in un primo momento): dai locali dell’underground newyorkese, passando per l’incontro con Linda Keith (compagna di Keith Richards, “mentore”, amica innamorata da sempre), la trasferta londinese sotto l’egida sapiente del bassista degli Animals improvvisatosi manager fino alla nascita della Jimi Hendrix Experience, con il successo delle prime esibizioni (e con la benedizione dei Beatles) fino alla partenza per Monterey. Il tutto, però, raccontato senza cadere nella classica retorica da biopic, dove troppo spesso si assiste soltanto allo scorrere passivo di immagini sullo schermo: l’abilità di Ridley sta nel tentativo di analizzare il mondo di Hendrix ma soprattutto la sua particolare visione di esso e della realtà, la sua volontà (involontaria) di voler cambiare il corso degli eventi e le persone solo con la sua musica, una musica atipica che sfuggiva a qualunque catalogazione, compensando le sue scarse doti di timido oratore con la potente voce vibrante della sua chitarra. L’uomo, l’artista, il mito: la regia particolare e attenta, mai sciatta o banale, che si allontana dal classico documentario, conferisce maggior forza alla potenza del racconto, insieme ovviamente alle interpretazioni magistrali degli attori (su tutti, il sorprendente protagonista Andrè Benjamin, già frontman degli OutKast) che non si limitano ad interpretare dei personaggi reali, cadendo così nel controsenso della scialba imitazione, ma… riportano in vita (soprattutto nel caso di Hendrix/ Bejamin) glorie e miti che hanno segnato la storia personale di un singolo, prima che quella di una generazione.