Home Blog Pagina 1980

Il Grande e Potente O: la prima clip … nelle bolle!

0
Il Grande e Potente O: la prima clip … nelle bolle!

Ecco a seguire, pubblicata dalla fan page Facebook del film e dal canale Youtube della Disney, la prima clip de Il Grande e Potente Oz, atteso film diretto da Sam Raimi in cui un giovane Oz arriva nella città di Smeraldo e si proclama re. Peccato che per farlo dovrà fare i conti con forze oscure…

Ecco il video:

Con James Franco, Michelle Williams, Mila Kunis, Rachel Weisz, Abigail Spencer e Zach Braff e diretto da Sam Raimi (Spider-Man). Il Grande e Potente Oz arriva in Italia al cinema a marzo 2013. Quando Oscar Diggs (James Franco), il mago di un piccolo circo, grazie ad un trucchetto di troppo, si ritrova nel fantastico mondo di Oz, dovrà trasformarsi davvero nel grande e potente Mago, oltre che in un uomo migliore.

Il grande dittatore, il capolavoro di Charlie Chaplin

0
Il grande dittatore, il capolavoro di Charlie Chaplin

Il grande dittatore è il film culto del 1940 di Charlie Chaplin con protagonisti lo stesso Chaplin e Paulette Goddard

  • Anno: 1940
  • Regia: Charlie Chaplin
  • Cast: Charlie Chaplin, Paulette Goddard.

La sua prima edizione risale al 15 ottobre del 1940, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Rappresenta una forte satira del nazismo e prende di mira direttamente Adolf Hitler e il movimento nazista tedesco. Stupenda la scena finale, con il finto Hitler che parla di speranza anziché di disumane minacce al Mondo, dedicando la parte finale del discorso alla donna che amava, ma che l’efferata violenza degli uomini probabilmente non gliela farà più incontrare; si chiama Hannah e forse in realtà è dedicato alla madre, morta in una casa di cura psichiatrica.

Il grande dittatore, il film parodia 

Il Grande DittatoreUn barbiere ebreo partecipa alla Prima Guerra Mondiale, dove ha un incidente aereo e perde la memoria. Viene così rinchiuso in un ospedale per vent’anni, dove non viene a conoscenza di nulla, nemmeno del fatto che nel suo Paese, la Tomania, si è instaurata una dittatura per opera di Adenoid Hynkel, il quale tra le tante atrocità, perseguita gli ebrei. Il barbiere conosce Annah, donna tenace dai tanti sogni e desideri. Ma i tempi in cui vivono sono difficili e il loro quartiere è sovente preso di mira dalle autorità. Il barbiere e il dittatore vivono due vite parallele, col primo che patisce le decisioni del secondo. Ma accadrà qualcosa di imprevedibile, che in qualche modo cambia le sorti del barbiere e forse dell’umanità intera. Almeno nel film.

Benché le tecniche cinematografiche già lo prevedano da un decennio, Chaplin dona la voce ai suoi personaggi a partire da questo film. Anche perché i suoi film precedenti erano prevalentemente corti o slapstick, dunque potevano fare a meno della voce. Il Grande Dittatore può essere considerato una perla del cinema. Tecnicamente il film non è un capolavoro; ma il modo con il quale Chaplin racconta l’avanzata nazista in Europa è magistrale, utilizzando di fatto due delle sue armi migliori: la malinconia da un lato e l’ironia dall’altro. I protagonisti di una vicenda così drammatica sono trattati con un’ironia disarmante, arrivando al punto di deriderli completamente, ma il tutto è ricoperto da quel velo di tristezza e malinconia che sempre caratterizza i film di Chaplin.

Il grande dittatoreD’altronde si parla sempre di un periodo tragico e Chaplin lo sa bene. Gli unici riferimenti non diretti nei confronti della Germania nazista, forse per non calcar troppo la mano contro il regime, sono i nomi dei personaggi (comunque facilmente riconducibili), i simboli della “doppia X” al posto della svastica nazista, e l’uso di parole di fantasia nelle iscrizioni del ghetto ebraico (come la parola “Restauraciz” per ristorante) oppure in esperanto, seppur a volte sgrammaticato (come “Ĉambroj” o “Vestaĵoj”, in esperanto ispettivamente “Camere” e “Vestiti”).

La realizzazione del film fu accompagnata dallo sfiorire del rapporto sentimentale tra Chaplin e Paulette Goddard, splendida protagonista nonché sua terza moglie, in procinto di chiedere il divorzio. Durante la lavorazione, nel dicembre del 1939, Chaplin fu anche raggiunto dalla comunicazione della morte improvvisa dell’amato Douglas Fairbanks, che soltanto un mese prima gli aveva fatto visita sul set. Egli ne fu sconvolto e la perdita del “solo vero amico che abbia mai avuto”, come ebbe a dire Chaplin stesso, rimarrà una ferita mai rimarginata.

Il grande dittatore, censurato

Il grande dittatore fu sottoposto a più censure. Venne vietato in quasi tutta l’Europa dal 1940 al 1945 a causa del potere nazifascista che ne proibì la distribuzione. In Inghilterra venne censurato per timore di peggiorare i già difficili rapporti diplomatici con la Germania; tuttavia proprio lo stesso anno la situazione tra i due belligeranti precipitò irreparabilmente e così, affrancata dalla censura, la pellicola vide la sua prima proiezione a Londra già nel 1941.

Uscì in Italia per la prima volta nel 1945, con la caduta del fascismo. La versione era integrale e sottotitolata. Nel 1949 il film era stato già doppiato (probabilmente integralmente) in un’edizione con la voce di Augusto Marcacci per Chaplin, ma al contrario di come riportano molte fonti questa versione non fu mai distribuita nei cinema e oggi è probabilmente andata perduta.  Il film venne censurato di alcune scene quando uscì ridoppiato nel 1972 (con la voce di Oreste Lionello per Chaplin) e la direzione del doppiaggio di Roberto Bertea, in particolare nella scena del ballo e della ridicola danza tra la sig. Napoloni e Hynkel. Il personaggio della moglie di Napoloni fu eliminato totalmente per non urtare la sensibilità della vedova Rachele Mussolini, ancora in vita. Il nuovo prestigioso adattamento del copione è del comandante Roberto De Leonardis, noto per le sue versioni italiane di tutti i film Disney d’epoca. Nel 1988, per un’edizione in videocassetta a cura della Skema video, il film fu integralmente ridoppiato con la voce di Claudio Trionfi per Chaplin.

Questa versione fu eseguita sulla versione francese del film e non su quella originale; la qualità del doppiaggio è molto discutibile, ma se non altro si trattava della prima versione italiana integrale. I nuovi dialoghi italiani sono di Patrizia D’Agostino e la direzione del doppiaggio è di Umberto Fizz. Nel 2002 il film è stato ridistribuito integralmente e restaurato dalla BIM distribuzione. Le scene censurate sono state doppiate ex novo in italiano con nuove voci e, a detta di molti, il nuovo doppiaggio stride troppo con le restanti scene che conservano l’audio del 1972. Le voci delle sequenze reintegrate sono troppo diverse e i dialoghi aggiunti non tengono conto dell’adattamento di De Leonardis come se le nuove scene fossero state tradotte senza vedere l’intero film in italiano (ad esempio Napaloni nelle sequenze del 1972 si rivolge ad Hinkel chiamandolo Hikelino, mentre in quelle re integrate con Hinkey).

Nel 1941 Il Grande Dittatore ottenne cinque candidature al premio Oscar, inclusi miglior film e miglior attore allo stesso Chaplin. Nel 1940 il National Board of Review of Motion Pictures l’ha inserito nella lista dei migliori dieci film dell’anno. Nel 1997 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Nel 2000 l’American Film Institute lo ha inserito al trentasettesimo posto nella classifica delle cento migliori commedie americane di tutti i tempi.

Il grande carro: recensione del film con Louis Garrel

0
Il grande carro: recensione del film con Louis Garrel

Nato dal lavoro di collaborazione del regista Philippe Garrel con i figli Louis (The dreamers, piccole donne), Esther (Chiamami col tuo nome) e Lena, Il grande carro è una pellicola drammatica franco svizzera. Il film è stato proiettato per la prima volta alla settantatreesima edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino, dove partecipò per l’Orso d’Oro. Nel cast si ritrovano anche Aurélien Recoing nel ruolo del padre, Francine Bergé nei panni della nonna e Damien Mongin come Pieter.

Il grande carro: un dramma familiare

Louis, Martha e Lena gestiscono insieme al padre un teatro di burattini fin dalla tenera età. Nonostante la morte della madre, la famiglia si mantiene unita grazie alla passione comune che li porta ad esibirsi insieme; altro elemento di legame è sicuramente la nonna, a cui specialmente Martha è molto legata. Al quadro familiare si aggiunge Pieter, artista squattrinato che decide di abbandonare momentaneamente la pittura per entrare a far parte della compagnia di burattinai. Questa situazione di apparente perfetto equilibrio viene rotta dalla improvvisa morte del padre: da questo momento in poi nulla potrà essere come prima, il filo invisibile che li teneva insieme sembra essersi rotto.

All’inizio, Louis cerca di mantenere unita la compagnia, dando inizio ad una nuova tournee, ma si insinua dentro di lui un sentimento di insoddisfazione verso gli spettacoli di burattini e la propria vita così com’era. Contemporaneamente, Pieter lascia Helene, con cui nel frattempo ha avuto un figlio, per stare con Laura e riscoprire la sua passione per la pittura, mentre Louis vuole dare una svolta alla sua vita con il teatro. Il destino del teatro di burattini di famiglia sembra essere segnato da un inevitabile declino.

il grande carro

Un intreccio di lentezza e silenzio

Ne Il grande carro non sono presenti grandi picchi nello scorrimento delle vicende: i pochi eventi emblematici per la trama vengono presentati allo spettatore in maniera alquanto piatta, tale da non instaurare alcun sentimento di empatia nel pubblico verso i personaggi. Gli stessi dialoghi vengono interpretati dagli attori con toni abbastanza piatti. Un esempio è la separazione tra Helene e Pieter: un padre decide di lasciare, la propria compagna, madre del proprio figlio, subito dopo la nascita del bambino. Si dovrebbe trattare di un momento denso di rabbia da parte di Helene, abbandonata, ma nessuna emozione viene mostrata sullo schermo.

L’unico caso in cui viene trasmesso più pathos allo spettatore è la morte del padre: questa avviene durante uno spettacolo, vengono mostrate allo spettatore le marionette che di punto in bianco cadono di colpo, con il sipario che viene poi chiuso dopo pochi secondi.

A contribuire a questa condizione di monotonia del film c’è anche la quasi totale assenza di musica. La colonna sonora o comunque delle forme di background musicale possono contribuire a trasmettere uno specifico stato d’animo allo spettatore; l’assenza di questo elemento rende la pellicola ancora più inespressiva.

Nonostante una trama interessante e abbastanza originale, Il grande carro finisce per non mantenere interamente l’attenzione del pubblico per la mancanza di elementi che possano coinvolgere lo spettatore.

Un inizio comune, tanti finali divisi

Il grande carro è caratterizzato dalla presenza di tanti personaggi, tutti molto diversi tra loro. Pur partendo da una situazione iniziale comune, ovvero il teatro dei burattini, nel momento in cui le loro strade si dividono mostrano le loro personali peculiarità caratteriali. Se con il padre in vita tutti i figli e Pieter erano un collettivo comune, una compagnia in cui contava l’insieme più che il singolo soggetto, con la morte del padre ognuno prende strade differenti e separate, facendo emergere le loro reali passioni.

Un esempio di ciò è sicuramente Louis: quando il padre è in vita lui non ha problemi a lavorare nella compagnia, perché naturalmente era bello e gratificante potersi esibire insieme alla propria famiglia e contribuire a ciò che il padre aveva creato. Con la sua morte però i burattini diventano qualcosa di soffocante per Louis: si rende conto che ciò che rendeva gli spettacoli di burattini così entusiasmanti per lui era la famiglia al completo, ma oramai quella magia sembra svanita. A questo punto Louis scopre la sua vera passione, il teatro, dove riesce a farsi strada e ad ottenere un grande successo.

Al contrario, Lena e Martha continuano ad aggrapparsi al teatro dei burattini, vedendola come una sorta di eredità del padre. Le due cercano in ogni modo di portare avanti la compagnia da sole, senza però ottenere il successo degli anni passati.

Il gran giorno di Paolo Sorrentino.

Il gran giorno di Paolo Sorrentino.

E’ oggi il grande giorno di Paolo Sorrentino. Il regista italiano presenterà stamane il suo ultimo film This Must Be the Place con Sean Penn da protagonista.

Il gobbo di Notre Dame: la Disney produrrà il live action

0
Il gobbo di Notre Dame: la Disney produrrà il live action

La Disney è ufficialmente al lavoro per portare sul grande schermo la versione in live action de Il gobbo di Notre Dame, classico d’animazione uscito nelle sale nel 1996 e tratto dal romanzo Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Deadline, che ha riportato la notizia, fa sapere che il vincitore del Tony Award David Henry Hwang scriverà il nuovo adattamento mentre Alan Menken e Stephen Schwartz torneranno a curare le musiche originali.

Josh Gad, che ha già preso parte all’ultima versione cinematografica de La bella e la bestia, comparirà fra i produttori del film e si vocifera di un suo ulteriore coinvolgimento come attore nei panni del gobbo.

Il gobbo di Notre Dame – in arrivo il live action

Vi ricordiamo che è in programma un altro adattamento che vedrà protagonista Idris Elba  prodotto da Netflix di cui l’attore curerà anche la colonna sonora (avendo coltivato parallelamente alla carriera cinematografica quella di DJ per molti anni).

Michael Mitnick, sceneggiatore del dramma storico con Benedict Cumberbatch The Current War e The Giver, è stata affidata la stesura del copione, mentre Fred Berger (La La Land) e Brian Kavanaugh-Jones (Midnight Special) produrranno il film insieme alla società di Elba e Ana Garanito.

Fonte: Deadline

Il gobbo di Notre Dame: il live action nel limbo

0
Il gobbo di Notre Dame: il live action nel limbo

Diversi remake live-action di film classici del Rinascimento Disney sono attualmente in fase di sviluppo, anche se almeno uno di loro, Il gobbo di Notre Dame, si troverebbe in uno stato di limbo a causa di quello che è stato suggerito essere un importante problema della storia. Il compositore Alan Menken, che ha lavorato a film d’animazione come La sirenetta, ha recentemente parlato con ComicBook.com e ha offerto uno sfortunato aggiornamento su tale progetto. Egli ha infatti dichiarato: “È difficile, perché il film Il gobbo di Notre Dame, la storia del gobbo, coinvolge molti problemi reali e che sono problemi importanti e dovrebbero essere esplorati adeguatamente per poterne discutere“.

Menken ha poi continuando soostenendo che “deve esserci un accordo su come affrontare questi problemi. Del tipo, possiamo fare il film senza il brano ‘Hellfire’? Non credo… Quindi si trova in uno stato di limbo in questo momento“. Nel 2019 era stato annunciato che l’attore Josh Gad avrebbe prodotto il film live-action di Il gobbo di Notre Dame, con la possibilità di riservarsi anche il ruolo del protagonista, ma su tale progetto non ci sono stati aggiornamenti da oltre due anni ormai. Stando a quanto ora riferito dal compositore, il motivo sarebbero elementi della storia difficilmente adattabili tanto in live-action quanto per i tempi odierni.

Il film d’animazione del 1996 tocca infatti temi come il genocidio, il razzismo, la lussuria e altro ancora, Iguadagnandosi la reputazione di uno dei film d’animazione più oscuri della Disney. Basato sul romanzo di Victor Hugo del 1831, questo è incentrato sul campanaro Quasimodo, adottato con riluttanza dal giudice Claude Frollo e tenuto nascosto tra le mura della cattedrale di Notre Dame. Questo finché non incontra Esmeralda, una ballerina rom braccata da Frollo, per la quale Quasimodo deciderà di esporsi come mai prima. Alla sua uscita in sala, ci furono addirittura lamentele sul fatto che il film non fosse propriamente adatto ai bambini.

La sirenetta, il nuovo remake in live action della Disney

Nell’attesa di scoprire se un adattamento di Il gobbo di Notre-Dame verrà mai realizzato, ricordiamo che il prossimo live-action della Disney ad arrivare in sala, dal 25 maggio, sarà La sirenetta. Il film è interpretato dalla cantante e attrice Halle Bailey (grown-ish) nel ruolo di Ariel; Jonah Hauer-King (Un viaggio a quattro zampe) nel ruolo del principe Eric; Noma Dumezweni (Il Ritorno di Mary Poppins) nel ruolo della regina Selina; Art Malik (Homeland – Caccia alla spia) nel ruolo di Sir Grimsby; con il vincitore del premio Oscar® Javier Bardem (Non è un paese per vecchi) nel ruolo di Re Tritone; e con la due volte candidata all’Academy Award® Melissa McCarthy (Copia originale, Le amiche della sposa) nel ruolo di Ursula.

La Sirenetta è diretto dal candidato all’Oscar® Rob Marshall (Chicago, Il Ritorno di Mary Poppins), con una sceneggiatura del due volte candidato all’Oscar David Magee (Vita di Pi, Neverland – Un sogno per la vita). Le musiche delle canzoni sono composte dal pluripremiato agli Academy Award® Alan Menken (La Bella e la Bestia, Aladdin), con i testi di Howard Ashman e i nuovi testi del tre volte vincitore del Tony Award® Lin-Manuel Miranda. Il film è prodotto dal due volte vincitore dell’Emmy® Marc Platt (Jesus Christ Superstar Live in Concert, Grease: Live!), da Lin-Manuel Miranda, dal due volte vincitore dell’Emmy John DeLuca (Tony Bennett: An American Classic) e da Rob Marshall, mentre Jeffrey Silver (Il Re Leone) è il produttore esecutivo.

Il gladiatore: trama, cast e sequel del film con Russell Crowe

Il gladiatore: trama, cast e sequel del film con Russell Crowe

I peplum, i film di carattere storico ambientati prevalentemente ai tempi dell’antica Grecia e dell’Impero Romano, hanno conosciuto una grande popolarità nei primi decenni della storia del cinema, raggiungendo l’apice negli anni Sessanta. Successivamente, il genere venne quasi del tutto abbandonato e così rimase fino all’uscita nel 2000 di Il gladiatore, il film di Ridley Scott che riportava gli spettatori all’epoca degli imperatori romani, dei gladiatori e degli scontri brutali all’interno del Colosseo. Vero e proprio colossal storico, questo riaccese non solo l’interesse verso questa tipologia di film, ma si affermò anche come un successo senza eguali.

Nonostante sia ricco di incongruenze storiche, dovute per lo più a motivi di messa in scena cinematografica, Il gladiatore ha nuovamente dimostrato il potere degli effetti speciali, qui particolarmente presenti nella completa ricostruzione dell’antica Roma e delle sue architetture. Memorabili restano inoltre i combattimenti che si svolgono all’interno del Colosseo, i quali rappresentano alcuni dei momenti più avvincenti dell’intero film. Oltre a ciò, sono molti gli elementi che hanno reso grande il film, dal cast ai dialoghi, dalla colonna sonora di Hans Zimmer alle grandi passioni contenute nella storia.

Vincitore di ben cinque premi Oscar, tra cui miglior film, e con un incasso di oltre 457 milioni in tutto il mondo, Il gladiatore è ancora oggi un esempio insuperato nel suo genere, nonché uno dei titoli più maestosi e importanti del nuovo millennio. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al suo sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il gladiatore: la trama del film

La storia qui narrata si svolge nell’anno 180 d.C., con il generale Massimo Decimo Meridio alla guida dell’esercito romano. Per le sue eccezionali abilità come stratega e guerriero, egli si guadagna la piena stima e fiducia dell’imperatore Marco Aurelio. Anziano e malato, questo confiderà al generale l’intenzione di voler lasciare proprio a lui il ruolo di imperatore, ignorando dunque la presenza di suo figlio Commodo come legittimo erede. Sfortunatamente, proprio quest’ultimo scopre le intenzioni del padre, uccidendolo e ordinando di dare la caccia a Massimo e alla sua famiglia.

Riuscito a fuggire, Massimo non ha però neanché il tempo di piangere i suoi cari che viene catturato e ridotto in schiavitù. Condotto nuovamente a Roma, egli viene trasformato in un gladiatore da combattimento e in breve tempo inizia a guadagnare una sempre maggiore popolarità presso il popolo romano che accorre al Colosseo per vederlo. Comprendendo di come quello sia l’unico modo per giungere a Commodo e ottenere la sua vendetta, Massimo inizia a farsi largo tra i propri nemici, sempre più indirizzato verso lo scontro finale e la sua liberazione.

Il gladiatore cast

Il gladiatore: il cast del film

Dopo che Mel Gibson rifiutò il ruolo di Massimo Decimo Meridio, Russell Crowe accettò il ruolo e cominciò a lavorarci su durante il film che stava girando, ovvero Insider – Dietro la verità. Per questo film aveva preso molti chili e per Il Gladiatore li avrebbe dovuti perdere tutti e acquisire una certa muscolatura. A detta di Crowe, pare che non abbia fatto nulla di speciale tranne che praticare dei normali lavori di fattoria in Australia. Durante le riprese de Il Gladiatore, Crowe era continuamente scontento della sceneggiatura, tanto da riadattarla con le proprie mani. La sua intensa interpretazione divenne però memorabile e lo portò a vincere il premio Oscar come miglior attore. Nei panni di suo figlio vi è l’attore Giorgio Cantarini, meglio noto per il film La vita è bella.

Per il ruolo di Commodo Ridley Scott non aveva dubbi su chi dovesse essere il suo interprete. Anche dopo aver provinato diversi attori, Joaquin Phoenix si confermò la scelta giusta. Nonostante avesse recitato già in altri film, per Phoenix si trattò del ruolo più importante ottenuto fino a quel momento. Egli era per questo molto nervoso sul set, tanto da chiedere a Crowe di dargli una mano per far sì che potesse concentrarsi su sé stesso, trovando così il narcisismo adatto al personaggio. L’attore Oliver Reed, presente nei panni di Marco Aurelio, morì tre settimane prima di finire le scene principali. Le parti che non era riuscito a girare sono state sistemate in post produzione. Sono poi presenti gli attori Djimon Hounsou nei panni dello schiavo Juba e Connie Nielsen in quelli di Augusta Lucilla, sorella di Commodo.

Il gladiatore: il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Sin dall’uscita del film si è parlato di dar vita ad un sequel del film. Scott ha però sempre dichiarato che se questo deve essere realizzato, Massimo Decimo Meridio deve esserne protagonista con il volto di Crowe. Data la morte del personaggio alla fine del film è però sempre risultato complesso scrivere un seguito che lo avesse come personaggio principale. Dopo anni di tentativi respinti, nel 2017 Scott ha affermato di aver trovato un modo per riportare in vita il personaggio di Massimo. La nuova storia, inoltre, dovrebbe svolgersi circa 30 anni dopo gli eventi di Il gladiatore. Recentemente, però, lo stesso Crowe ha affermato di non aver saputo nulla di concreto a riguardo, lasciando per ora in sospeso le sorti di questo ipotetico sequel.

In attesa di poterlo magari vedere un giorno, è possibile fruire del film del 2000 grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il gladiatore è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Netflix, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 26 maggio alle ore 21:20 su Canale 5.

Fonte: IMDb

 

Il Gladiatore: Ridley Scott ha un’idea per un sequel

0
Il Gladiatore: Ridley Scott ha un’idea per un sequel

Mentre continua a lavorare in maniera febbrile per portare sullo schermo il maggior numero possibile di sequel di Alien, Ridley Scott ha anche un’idea per un sequel de Il Gladiatore

Il regista, che nel 2000 ha diretto uno dei film di più grande successo a Hollywood e nel mondo intero, ha dichiarato infatti di avere in serbo qualche spunto per poter realizzare un nuovo film che potrebbe dare un seguito alle gesta di Massimo Decimo Meridio.

“So come portarlo indietro. Parlavo con le persone allo studio, ‘ma è morto’. Ma c’è un modo per portarlo indietro. Se dovesse o meno accadere non lo so. Il Gladiatore è del 2000, quindi Russell è cambiato un po’. Sta facendo delle cose adesso, ma sto cercando di farlo tornare qui giù.”

L’idea è insieme interessante e inquietante e ci fa pensare al fatto che forse il talento di Scott potrebbe essere meglio applicato a idee innovative. Che ne pensate?

Il 19 maggio arriverà al cinema Alien Covenant, ultimo film di Scott regista, mentre il prossimo autunno arriverà al cinema Blade Runner 2049, di cui Ridley Scott è produttore.

Il Gladiatore: il trailer onesto del film di Ridley Scott

Il gladiatore (Gladiator) è un film del 2000 diretto da Ridley Scott, interpretato da Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed e Tomas Arana. Crowe interpreta il fedele generale Maximus (italianizzato in “Massimo”), che viene tradito quando Commodo, l’ambizioso figlio dell’imperatore, assassina il padre e s’impossessa del trono. Ridotto in schiavitù, Massimo ricompare nell’arena tra le file dei gladiatori per vendicare l’assassinio della sua famiglia e del suo imperatore.

La pellicola uscì nelle sale cinematografiche il 5 maggio 2000 negli USA, il 12 maggio nel Regno Unito e il 19 maggio in Italia; il film ha ottenuto un notevole successo al botteghino, ricevendo recensioni generalmente positive e risultando vincitore di cinque Premi Oscar e di molti altri riconoscimenti.

Fonte: EW

Il gladiatore: quanto è accurato il film rispetto alla storia vera

Quando Il gladiatore di Ridley Scott uscì nel 2000, il film conquistò pubblico e critica, imponendosi come uno dei grandi kolossal storici moderni. Tuttavia, fin da subito, la sua aderenza alla realtà dell’antica Roma è stata oggetto di dibattito: quanto c’è di vero nella storia di Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) e quanto invece è frutto di costruzione narrativa? La risposta, come spesso accade nel cinema storico, è complessa e stratificata.

Il film alterna infatti ricostruzioni sorprendentemente accurate a licenze creative molto marcate. Scott si è circondato di consulenti storici e ha cercato un certo realismo, soprattutto nell’atmosfera, nelle dinamiche militari e nella psicologia dei personaggi. Ma allo stesso tempo ha modificato eventi, inventato figure e semplificato processi storici per costruire un racconto epico, accessibile e fortemente emotivo. Analizzare quanto Il gladiatore sia storicamente accurato significa quindi entrare nel cuore del rapporto tra storia e cinema.

Il simbolo della libertà, la figura di Marco Aurelio e il realismo dei gladiatori: quando Il gladiatore si avvicina alla storia

Uno degli elementi più solidi dal punto di vista storico riguarda il percorso dei gladiatori e il significato della libertà all’interno dell’arena. Il personaggio di Proximo, ex gladiatore diventato lanista, riflette in modo credibile una realtà documentata: i combattenti che riuscivano a sopravvivere abbastanza a lungo potevano ottenere la libertà ricevendo il rudis, una spada di legno simbolica. Questo dettaglio, apparentemente secondario, restituisce bene la dimensione rituale e sociale dei giochi gladiatori, dove la violenza era codificata e inserita in un sistema di premi e riconoscimenti.

Anche la rappresentazione di Marco Aurelio è, nel complesso, coerente con le fonti storiche. Pur con alcune semplificazioni, il film restituisce l’immagine di un imperatore equilibrato, riflessivo e orientato a un’idea di governo giusto. La sua figura di sovrano filosofo, capace di pensare al bene dell’Impero oltre la propria persona, è ben radicata nella tradizione storiografica. La scelta di presentarlo come mentore morale di Massimo rafforza questa dimensione, traducendo in chiave narrativa un tratto reale del personaggio storico.

Massimo Decimo Meridio de Il Gladiatore

Lo status sociale dei gladiatori e il loro rapporto con il pubblico: tra realtà e costruzione narrativa credibile

Il film compie un’operazione interessante nel rappresentare lo status dei gladiatori. Da un lato, introduce una dimensione spettacolare e quasi eroica, soprattutto nel caso di Massimo, che diventa una figura amata dal pubblico. Dall’altro, non rinuncia a mostrare la condizione marginale e brutale di questi combattenti, considerati socialmente inferiori e spesso destinati a una vita breve e violenta.

Storicamente, la maggior parte dei gladiatori non combatteva fino alla morte: l’investimento economico che rappresentavano rendeva conveniente preservarli. Il film accenna a questa realtà, anche se privilegia la tensione drammatica dello scontro mortale. La scelta di presentare Massimo come un’eccezione – un gladiatore capace di conquistare il favore delle folle – è coerente con una logica narrativa, ma non del tutto scollegata dalla possibilità storica di figure carismatiche emergenti.

La guerra in Germania, la struttura dell’esercito romano e la lealtà delle legioni: ricostruzioni credibili e funzionali al racconto

L’incipit del film, con la campagna militare in Germania, è uno dei momenti più spettacolari ma anche uno dei più solidi sul piano storico. L’Impero romano, sotto Marco Aurelio, fu effettivamente impegnato in conflitti prolungati lungo il confine settentrionale contro le tribù germaniche. La rappresentazione di una guerra dura, sporca e logorante è coerente con le testimonianze dell’epoca.

Anche la dinamica interna dell’esercito romano è resa con una certa accuratezza. La forte lealtà dei soldati verso i propri generali è un elemento ben documentato: comandanti che condividevano le difficoltà dei legionari e garantivano ricompense concrete, come terre o pensioni, godevano di un rispetto profondo. Il personaggio di Massimo incarna perfettamente questo modello, risultando credibile pur essendo inventato. Inoltre, la tensione tra legionari e Guardia Pretoriana – più privilegiata e meno esposta ai rischi – riflette una frattura reale all’interno dell’apparato militare romano.

il gladiatore

Massimo, il protagonista inventato e l’uso della religione: quando Il gladiatore si allontana dalla realtà

Se molte dinamiche sono plausibili, il cuore narrativo del film è costruito su una figura completamente fittizia. Massimo Decimo Meridio non è mai esistito: è un personaggio creato per incarnare valori romani ideali, come onore, lealtà e rifiuto del potere personale. La sua costruzione si ispira a figure storiche reali, come Cincinnato, ma resta una sintesi narrativa funzionale al racconto cinematografico.

Un’altra significativa deviazione riguarda la presenza del cristianesimo. Il film suggerisce, seppur in modo sottile, che questa religione fosse già influente durante il regno di Marco Aurelio. In realtà, nel II secolo d.C., il cristianesimo era ancora minoritario e spesso perseguitato. La sua introduzione serve a creare un punto di contatto con lo spettatore moderno, ma rappresenta una semplificazione storica rilevante.

LEGGI ANCHE: Massimo Decimo Meridio de Il Gladiatore era una persona reale? la spiegazione delle influenze storiche

Armi, giochi gladiatori e gesti iconici: spettacolarizzazione e falsi miti consolidati dal cinema

Il cinema storico tende spesso a enfatizzare l’aspetto spettacolare, e Il gladiatore non fa eccezione. L’uso di armi e macchine da guerra nella battaglia iniziale, come catapulte mobili e lanciatori, non è accurato: questi strumenti erano utilizzati principalmente negli assedi, non in battaglie campali in ambienti boschivi. Si tratta di una scelta visiva pensata per aumentare l’impatto scenico.

Anche la rappresentazione dei giochi gladiatori presenta alcune distorsioni. L’idea che Marco Aurelio abbia abolito i combattimenti è errata: pur essendo critico verso la loro brutalità, li mantenne per ragioni politiche e sociali. Allo stesso modo, il celebre gesto del pollice verso, utilizzato per decidere la sorte dei combattenti, è più un’invenzione iconografica moderna che una pratica storicamente documentata. Il film contribuisce così a consolidare un immaginario già radicato, più che a correggerlo.

Il gladiatore cast

Intrighi familiari, politica romana e morti degli imperatori: tra dramma cinematografico e riscrittura storica

Le libertà creative diventano ancora più evidenti nella rappresentazione dei rapporti familiari e degli eventi politici. La relazione tra Commodo e Lucilla, caricata di tensioni morbose, non trova riscontro nelle fonti storiche, pur partendo da una base reale di conflitto. È una scelta narrativa che serve a intensificare il ritratto del villain, rendendolo più disturbante e memorabile.

Ancora più marcate sono le modifiche relative alla morte di Marco Aurelio e di Commodo. Il primo non fu assassinato dal figlio, ma morì probabilmente per cause naturali. Il secondo, invece, non trovò la morte nell’arena, bensì fu ucciso in una congiura. Queste alterazioni sono centrali per la struttura del film: trasformano la storia in una tragedia personale e costruiscono un arco narrativo chiaro e potente, culminante nello scontro finale tra eroe e antagonista.

In definitiva, Il gladiatore non è un film storicamente accurato nel senso stretto del termine, ma non è nemmeno una ricostruzione arbitraria. È piuttosto un’opera che utilizza la storia come base per costruire un racconto epico, selezionando e adattando elementi reali per renderli funzionali alla narrazione. Ed è proprio questo equilibrio tra verità e invenzione a spiegare il suo successo: non un documentario sull’antica Roma, ma una potente interpretazione cinematografica della sua immagine.

LEGGI ANCHE: Il gladiatore: la spiegazione del finale del film

Il gladiatore: la spiegazione del finale del film

Il gladiatore: la spiegazione del finale del film

Massimo Decimo Meridio è stato uno degli eroi cinematografici più iconici, ma il finale di Il gladiatore gli ha riservato una conclusione inaspettata. Il film racconta la vita di un generale romano (Russell Crowe). Massimo stringe un forte legame con l’attuale imperatore romano, Marco Aurelio (Richard Harris), che gli comunica che sarà nominato Protettore di Roma alla sua morte. Commodo (Joaquin Phoenix), figlio di Marco Aurelio, viene a conoscenza di questo piano e uccide suo padre, poi ordina ai suoi uomini di giustiziare Maximus e uccidere la sua famiglia.

Sebbene Massimo riesca a fuggire, non è in grado di salvare sua moglie e suo figlio. In seguito, Massimo finisce per essere catturato dagli schiavisti e costretto a diventare un gladiatore. Dopo molte vittorie, Massimo viene portato a Roma per combattere davanti all’imperatore, ora Commodo. Dopo aver scoperto l’identità di Massimo, Commodo cerca di organizzare la sua morte nell’arena, ma il piano fallisce. Massimo elabora un piano per mettere l’esercito contro Commodo, ma Commodo lo scopre e lo cattura. Commodo sfida Massimo a duello e, sebbene Massimo uccida Commodo, muore a causa delle ferite riportate.

Perché Massimo muore in Il gladiatore

Massimo muore in Il gladiatore a causa della ferita da taglio al polmone, inflittagli da Commodo prima del loro duello finale. Commodo voleva riconquistare il rispetto del popolo romano uccidendo Massimo, il loro campione. Tuttavia, Commodo sapeva di non poterlo sconfiggere in un combattimento leale, quindi andò a trovare Massimo prima del combattimento e lo pugnalò alla schiena. Nonostante questa grave ferita, Massimo riesce a uccidere Commodo in un duello, ma muore dissanguato poco dopo il combattimento.

Massimo Decimo Meridio de Il Gladiatore

Il respiro affannoso di Massimo e la posizione della ferita inflitta da Commodo indicano che è stata una perforazione al polmone a ucciderlo. Il film uccide così il suo protagonista per un paio di motivi. In primo luogo, la vendetta deve avere delle conseguenze e la vendetta di Massimo non dovrebbe avere un finale completamente felice. Alla fine, Massimo sta cercando di uccidere qualcuno per vendicare l’omicidio della sua famiglia e, sebbene l’omicidio possa essere giustificato, questo tipo di vendetta violenta è sempre autodistruttiva.

In secondo luogo, la morte era la conclusione naturale della sua storia. La famiglia di Massimo era il suo scopo, e dopo la loro morte, la vendetta era tutto ciò che gli era rimasto. Dopo aver ottenuto la sua vendetta, non ha più motivo di continuare a vivere. In realtà, Massimo era chiaramente pronto ad affrontare la sua fine e a ricongiungersi con la sua famiglia nell’aldilà.

Cosa intende Lucilla quando dice a Massimo: “Sei a casa”?

Mentre Massimo muore alla fine del film Il gladiatore, Lucilla gli sussurra che è a casa. Le sue ultime parole a Massimo gli giungono mentre lui ha delle visioni di sua moglie e suo figlio nella loro fattoria a Trujillo. Lucilla dice che è a casa perché sa che sarà con sua moglie e suo figlio nell’aldilà. Anche se la sua casa è stata distrutta nel mondo dei vivi, lei sa che la rivedrà nell’Eliseo e si ricongiungerà con la sua famiglia.

La morte di Massimo portò a una nuova Roma

Per quanto riguarda ciò che accadde a Roma dopo gli eventi narrati in Il gladiatore, nessuno di questi eventi è realmente accaduto nella vita reale. Il vero Commodo governò per 12 anni dopo la morte di suo padre e la Repubblica non fu mai vicina alla restaurazione. Tuttavia, si può presumere che il Senato romano abbia ripreso il potere dopo la morte di Commodo. Commodo non ha figli nel film e non nomina mai un erede, quindi è ragionevole supporre che il Senato sia stato lasciato a colmare il vuoto di potere. L’unico personaggio vivente de Il gladiatore che avrebbe potuto rivendicare il titolo di imperatore sarebbe stato Lucio, il figlio di Lucilla.

il gladiatore

Tuttavia, Lucilla era favorevole al piano di Marco Aurelio e Massimo di restaurare la Repubblica, quindi è improbabile che avrebbe presentato suo figlio come pretendente al trono. Inoltre, il Senato aveva già un enorme potere e influenza, quindi non sarebbe stato difficile per loro prendere il controllo. Il popolo romano sembrava provare risentimento nei confronti di Commodo ed è improbabile che desiderasse un altro imperatore dopo il suo regno. Detto questo, l’unica conclusione logica è che il Senato abbia restaurato la Repubblica come desiderava Massimo.

Il vero significato del finale di Il gladiatore

Il finale di Il gladiatore riguarda il trionfo dell’onore e della disciplina di Massimo sulla codardia e il sadismo di Commodo. Inoltre, riguarda la complessa moralità della vendetta. Massimo ha un motivo onorevole per perseguire la vendetta, ma questa diventa il suo unico scopo nella vita. La sua morte alla fine del film mostra che una persona consumata dalla vendetta perde il resto di sé stessa. Dopo aver ucciso Commodo, l’unica cosa che Massimo vuole fare è stare di nuovo con la sua famiglia, quindi non ci sarebbe stato nulla da fare con il suo personaggio se fosse sopravvissuto.

Mentre la morte di Massimo può servire da monito contro la vendetta, la sua vittoria su Commodo serve a esaltare le virtù sottolineate da Marco Aurelio subito dopo l’epico inizio di Il gladiatore. Commodo menziona la fede di suo padre nelle quattro virtù principali: saggezza, temperanza, giustizia e fortezza d’animo. Sebbene Massimo possieda queste caratteristiche, Commodo ammette che le sue virtù, come l’ambizione, risiedono altrove. La vittoria di Massimo nell’arena è simbolica del trionfo delle sue virtù su quelle di Commodo.

Il Gladiatore: in vendita la tenuta della Val d’Orcia

0
Il Gladiatore: in vendita la tenuta della Val d’Orcia

La spettacolare tenuta utilizzata nel film Il Gladiatore è in vendita su Casa.it il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate. Il film, ambientato nell’antica Roma che vede come protagonista Russell Crowe nei panni del Generale Massimo Decimo Meridio, ha ottenuto 12 candidature all’Oscar vincendone 5.

La tenuta immersa nel cuore della Val d’Orcia, arroccata in una posizione collinare che permette di avere viste mozzafiato sulla campagna toscana patrimonio dell’UNESCO, si trova a breve distanza da tutti i centri medievali della zona, tra cui Pienza, Montalcino, Montepulciano e Monticchiello.

Come gli appassionati di cinema sapranno, il viale privato di cipressi fornisce l’accesso alla tenuta dove è presente lo storico casolare sviluppato su 3 piani per una totale superficie di 1300 metri quadrati, 17 ettari di terreno e un panorama unico nel suo genere.

La proprietà presenta eccezionali dettagli architettonici toscani originali come la pietra medievale, le arcate, le colonne, i soffitti a volta, i pavimenti in cotto, le travi in legno a vista e gli elementi in travertino.

Al piano terra troviamo garage, cantine, locale tecnico. Al primo piano: 6 camere da letto, 2 bagni, 2 cucine, 2 soggiorni con camino, sala da pranzo, studio, ripostiglio, terrazza panoramica. Al secondo piano: 6 camere da letto supplementari, 1 bagno e 1 ripostiglio.

La villa è circondata da 17 ettari di terreno, tra cui due dedicati all’uliveto.

Gli amanti del film possono sognare a occhi aperti scorrendo le immagini della villa sulla collina, del campo di grano e del viale di cipressi come il protagonista Massimo Decimo Meridio, semplicemente navigando su Casa.it.

Il Gladiatore: il trailer onesto del film di Ridley Scott

0
Il Gladiatore: il trailer onesto del film di Ridley Scott

Screen Junkies è noto per la sua irriverenza e certamente se un film è acclamato da pubblico e critica lo risparmia dai suoi “trattamenti speciali”. Di seguito potete vedere il trailer onesto de Il Gladiatore, celebre film premio Oscar di Ridley Scott, con protagonista uno straordinario Russell Crowe.

Il gladiatore (Gladiator) è un film del 2000 diretto da Ridley Scott, interpretato da Russell Crowe, Joaquin Phoenix, Connie Nielsen, Richard Harris, Oliver Reed e Tomas Arana. Crowe interpreta il fedele generale Maximus (italianizzato in “Massimo”), che viene tradito quando Commodo, l’ambizioso figlio dell’imperatore, assassina il padre e s’impossessa del trono. Ridotto in schiavitù, Massimo ricompare nell’arena tra le file dei gladiatori per vendicare l’assassinio della sua famiglia e del suo imperatore.

La pellicola uscì nelle sale cinematografiche il 5 maggio 2000 negli USA, il 12 maggio nel Regno Unito e il 19 maggio in Italia; il film ha ottenuto un notevole successo al botteghino, ricevendo recensioni generalmente positive e risultando vincitore di cinque Premi Oscar e di molti altri riconoscimenti.Il Gladiatore

Il Gladiatore: il produttore parla della sfida più grande del sequel

0

Doug Wick, produttore de Il Gladiatore, ha spiegato che la più grande sfida dell’annunciato sequel sarà dover fare i conti con il fatto che il personaggio di Massimo Decimo Meridio è morto alla fine del primo film. Il Gladiatore è stato un grandissimo successo al box office e, all’epoca della sua release nel 2000, venne accolto positivamente anche dalla critica. Il film contribuì ad accrescere la fama a livello internazionale di Russell Crowe e a consacrare la figura di Ridley Scott come uno dei più grandi registi di tutti i tempi.

Il film ottenne anche 5 premi Oscar, incluso miglior film e miglior attore protagonista. Sono anni ormai che si parla di un possibile sequel de Il Gladiatore: le ultime news in merito risalgono al 2018, quando lo stesso Scott aveva dichiarato che sarebbe tornato dietro la macchina da presa e che stava lavorando alla sceneggiatura con Peter Craig. La storia dovrebbe raccontare di Lucio, il figlio di Lucilla che fu interpretata da Connie Nielsen nel film del 2000. Sarà ambientata 25 anni dopo, quando Lucio sarà ormai adulto ma avrà ancora come punto di riferimento il sacrificio di Massimo.

Adesso, in una recente intervista con ComicBook, il produttore Doug Wick ha spiegato che per il team al lavoro sul sequel, la più grande sfida è rappresentata proprio dal fatto di dover riportare il personaggio di Massimo Decimo Meridio in vita. Wick ha specificato che tutte le persone coinvolte nel primo film lo hanno amato, e che non hanno intenzione di menomarne l’eredità realizzando un seguito narrativamente debole, cercando di sfruttare unicamente la popolarità del film originale.

Ridley Scott amerebbe realizzare il sequel de Il Gladiatore

“A Ridley piacerebbe farlo”, ha spiegato Wick. “Tutti quelli che sono stati coinvolti nell’originale, adorano troppo il film per considerare uno sfruttamento economico. L’unico problema è puramente creativo e riguarda il lavoro sulla sceneggiatura. Ridley ci sta lavorando: davvero, è soltanto una questione relativa alla maniera più degna per poterlo realizzare… e, naturalmente, bisogna considerare anche che il protagonista è morto.”

Wick ha anche rivelato che quando è uscito il primo film, l’agente di Crowe lo ha chiamato e, in maniera scherzosa, proprio sulla scia del grande successo che stava ottenendo il film, aveva proposto che il modo più semplice per riportare in vita Massimo in un eventuale sequel era mostrare – durante la sequenza d’apertura – che il finale del precedessore era tutta una farsa. Quest’idea, chiaramente, non è mai stata considerata dal produttore!

Il Gladiatore II: spiegazione del legame tra Massimo e Lucius nel sequel de Il Gladiatore

Dopo oltre vent’anni, Ridley Scott torna nel mondo che ha definito una generazione di cinema epico. Il Gladiatore II raccoglie l’eredità del cult del 2000 e costruisce un racconto di continuità e trasformazione, dove il passato di Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) diventa la forza invisibile che muove il presente di Lucius (Paul Mescal).

Il film non è un semplice sequel, ma una riflessione su come il mito possa sopravvivere all’uomo. E il legame tra Massimo e Lucius è il cuore pulsante di questa eredità.

Il bambino che osservava l’eroe

Nel film originale, Il Gladiatore, Lucius era il piccolo figlio di Lucilla (Connie Nielsen) e nipote dell’imperatore Commodo (Joaquin Phoenix). È proprio attraverso i suoi occhi che lo spettatore, allora, poteva cogliere la grandezza morale di Massimo: un uomo che preferisce la giustizia alla vendetta, l’onore al potere.

Quel bambino, cresciuto tra i marmi di Roma, ha assistito alla caduta di un impero e al sacrificio dell’uomo che ne incarnava i valori più puri. In Il Gladiatore II lo ritroviamo adulto, segnato da quell’esperienza: Lucius è un testimone che porta dentro di sé il fantasma di un eroe.

L’eredità di Massimo

Massimo è morto nell’arena, ma il suo spirito non è mai uscito da Roma. La sua memoria vive nel modo in cui il popolo ricorda il gladiatore che sfidò l’imperatore e vinse morendo.
Nel sequel, quella leggenda diventa la bussola morale di Lucius, che si ritrova a fare i conti con un mondo che ha dimenticato l’integrità e la pietà.

Ridley Scott costruisce un parallelo tra i due personaggi: se Massimo era un soldato che si ribellava al potere, Lucius è un uomo che cerca di riconciliare la sua eredità aristocratica con la libertà dello spirito gladiatorio.
L’uno ha combattuto per onorare la memoria della sua famiglia; l’altro combatte per comprendere cosa significhi davvero essere degni di quella memoria.

Un legame spirituale e tematico

Il legame tra Massimo e Lucius non è solo genealogico o narrativo: è spirituale. Massimo rappresenta il passato che non smette di chiedere riscatto, la voce della coscienza che attraversa il tempo. Lucius è, in un certo senso, il suo riflesso speculare: un uomo diviso tra dovere e libertà, attratto dalla stessa tensione verso la giustizia che ha portato Massimo al sacrificio.

In più momenti del film, questo filo invisibile si manifesta non attraverso apparizioni o flashback, ma attraverso gesti, parole e scelte morali. È così che Scott intreccia due epoche in un’unica idea di eroe: quella di chi, pur schiacciato dal potere, trova il coraggio di agire secondo coscienza.

La continuità di un mito

Come già accaduto nel film del 2000, Il Gladiatore II parla di potere, memoria e identità. Ma questa volta lo fa da una prospettiva diversa: non più quella dell’uomo che affronta la morte, ma di chi vive nel solco lasciato da quell’esempio. Lucius non eredita il titolo di gladiatore: eredita l’idea stessa di libertà, il valore che Massimo ha consegnato alla storia.

Il rapporto tra i due diventa così il ponte tra due epoche: il mondo degli dei e quello degli uomini, il mito e la realtà. Ed è proprio in questo equilibrio che Ridley Scott trova la chiave per proseguire la sua saga senza tradirne lo spirito originario.

L’eredità morale di un gladiatore

Nel percorso di Lucius, ogni scelta sembra dialogare con l’ombra di Massimo. È come se l’intera Roma del film fosse ancora abitata dal suo fantasma — non come presenza sovrannaturale, ma come coscienza collettiva. Attraverso lo sguardo di Lucius, Scott ci mostra che la vera eredità di un eroe non è la gloria, ma la responsabilità di ricordare perché si combatte.

Per la spiegazione del finale di Il Gladiatore II e di come si chiude il cerchio tra passato e presente, leggi l’approfondimento completo qui: Il Gladiatore II – Spiegazione del finale .

Il Gladiatore II: Russell Crowe si sente “leggermente a disagio” per il sequel

0

La star di Il Gladiatore, Russell Crowe, ha dichiarato di sentirsi “leggermente a disagio” nei confronti del sequel Il Gladiatore II. Nell’ultimo episodio di Kyle Meredith With… l’attore ha infatti parlato della malinconia che tutte le notizie sul sequel gli hanno fatto provare. Nonostante il suo personaggio muoia alla fine del film del 2000, Crowe ritiene che avrebbe potuto essere maggiormente coinvolto, in un modo o nell’altro, in questo nuovo progetto, provando una strana sensazione nel guardare tutto questo dall’esterno. “Mi mette un po’ a disagio il fatto che ne stiano facendo un altro, sapete? Perché ovviamente sono morto e non ho voce in capitolo su quello che viene fatto“, ha ammesso Russell Crowe.

Un paio di cose che ho sentito dire mi hanno fatto pensare: ‘No, no, no. Non rientra nel percorso morale di quel particolare personaggio’. Ma sapete, non posso dire nulla. Non è il mio posto. Sono sotto terra. Quindi vedremo come sarà“. “Ripenso all’età che avevo quando ho fatto quel film e a tutte le cose che sono venute dopo e alle porte che quel film in particolare mi ha aperto“, ha poi ricordato l’attore. “Quindi c’è sicuramente una sfumatura – e questo è puramente onesto – una sfumatura di malinconia, una sfumatura di gelosia“.

Il gladiatore 2 film
Russell Crowe in una scena di Il Gladiatore

Cosa sappiamo di Il Gladiatore II?

L’imminente sequel di Il GladiatoreIl Gladiatore II è diretto ancora una volta da Ridley Scott, che ha anche diretto il film originale con Russell Crowe, uscito nel 2000. La sceneggiatura è stata scritta da David Scarpa, che ha già collaborato con Ridley Scott per Tutti i soldi del mondo (2017) e Napoleon (2023).

Paul Mescal interpreterà Lucius Verus, il figlio del personaggio di Connie Nielsen (interpretato da Spencer Treat Clark nel film originale), ne Il Gladiatore II. La Nielsen riprenderà anche il ruolo di Lucilla. “Lucius è stato nelle terre selvagge per, vediamo, l’ultima volta l’abbiamo visto quando aveva 12 anni“, ha detto Ridley Scott in precedenza a Rotten Tomatoes a proposito del personaggio di Mescal. “Ora sono passati circa 12 o 15 anni. È stato nella natura selvaggia e ha perso i contatti con sua madre. Sua madre ha perso i contatti con lui, non sa dove sia. Pensa che possa essere morto“.

Il Gladiatore II è interpretato anche da Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, May Calamawy, Derek Jacobi, Lior Raz, Peter Mensah, Matt Lucas e Tim McInnerny.

La produzione del film è iniziata nel giugno 2023, ma è stata sospesa circa un mese dopo a causa dello sciopero della Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA). Le riprese sono riprese nel dicembre 2024 e la produzione è terminata ufficialmente il 17 gennaio 2024. Ridley Scott produce Il Gladiatore II insieme a Michael Pruss, Douglas Wick, Lucy Fisher e David Franzoni. Il film arriverà nelle sale statunitensi il 22 novembre 2024, distribuito da Paramount Pictures.

Il Gladiatore II: Ridley Scott definisce il sequel “uno dei migliori” film che abbia mai fatto

0

Il Gladiatore II si preannuncia come uno dei più grandi blockbuster del resto dell’anno, con il primo trailer che offre un’azione ad alto tasso di tensione e nuovi sguardi al suo cast all-star. Il sequel, che riprende gli eventi de Il Gladiatore del 2000, è l’ultimo film del leggendario regista Ridley Scott, il cui lavoro decennale nell’industria ha spaziato da Alien a Blade Runner al recente Napoleon. In una recente intervista con Empire, Scott ha elogiato il suo lavoro su Il Gladiatore II, sostenendo che potrebbe diventare un punto di forza della sua filmografia complessiva. “È la cosa migliore che abbia mai fatto”, ha affermato Scott. “Anche se [ho] fatto molti altri grandi film”.

Il Gladiatore II Paul Mescal
Paul Mescal in Il Gladiatore II

Cosa sappiamo di Il Gladiatore II?

L’imminente sequel di Il GladiatoreIl Gladiatore II è diretto ancora una volta da Ridley Scott, che ha anche diretto il film originale con Russell Crowe, uscito nel 2000. La sceneggiatura è stata scritta da David Scarpa, che ha già collaborato con Ridley Scott per Tutti i soldi del mondo (2017) e Napoleon (2023).

Paul Mescal interpreterà Lucius Verus, il figlio del personaggio di Connie Nielsen (interpretato da Spencer Treat Clark nel film originale), ne Il Gladiatore II. La Nielsen riprenderà anche il ruolo di Lucilla. “Lucius è stato nelle terre selvagge per, vediamo, l’ultima volta l’abbiamo visto quando aveva 12 anni“, ha detto Ridley Scott in precedenza a Rotten Tomatoes a proposito del personaggio di Mescal. “Ora sono passati circa 12 o 15 anni. È stato nella natura selvaggia e ha perso i contatti con sua madre. Sua madre ha perso i contatti con lui, non sa dove sia. Pensa che possa essere morto“.

Il Gladiatore II è interpretato anche da Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, May Calamawy, Derek Jacobi, Lior Raz, Peter Mensah, Matt Lucas e Tim McInnerny.

La produzione del film è iniziata nel giugno 2023, ma è stata sospesa circa un mese dopo a causa dello sciopero della Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA). Le riprese sono riprese nel dicembre 2024 e la produzione è terminata ufficialmente il 17 gennaio 2024. Ridley Scott produce Il Gladiatore II insieme a Michael Pruss, Douglas Wick, Lucy Fisher e David Franzoni. Il film arriverà nelle sale statunitensi il 22 novembre 2024, distribuito da Paramount Pictures.

Il Gladiatore II: recensione del film di Ridley Scott con Paul Mescal

Più instancabile che mai, Ridley Scott – esattamente un anno dopo aver portato al cinema il colossal Napoleon – torna sul grande schermo con Il Gladiatore II, sequel di una delle opere per cui è maggiormente ricordato. Se nel 2000 Il Gladiatore aveva risvegliato l’interesse per i film epici e consacrato la carriera di Russell Crowe con il ruolo di Massimo Decimo eridio, questo inaspettato seguito (scritto da David Scarpa, già autore di Napoleon) si fa ora promotore non solo di quella stessa epica ma anche di un forte messaggio politico che richiama alla decadenza – politica e morale – degli attuali “imperi”.

Ed è proprio in questo sguardo fortemente politico che si ritrova il meglio del film, che usa sapientemente il passato per parlare dell’oggi, attraverso la decadenza del più importante impero di tutti i tempi. L’epica di Il Gladiatore II si ritrova allora qui, non tanto negli scontri all’interno del Colosseo quanto negli intrighi di palazzo, nelle vicende politiche che inquinano l’anima di Roma e la condannano ad una fine apparentemente inevitabile. Scott trova dunque occasione qui di unire le sue due anime: la spettacolarità esagerata ed esagitata e l’esplorazione delle oscurità dell’animo umano.

La trama di Il Gladiatore II

Il Gladiatore II – Paul Mescal

Anni dopo aver assistito alla tragica morte del venerato eroe nonché padre Massimo Decimo Meridio per mano del suo perfido zio, Lucio (Paul Mescal) si trova costretto a combattere nel Colosseo dopo che la sua patria viene conquistata da parte delle centurie di Marco Acacio (Pedro Pascal) per ordine dei due tirannici imperatoriGeta (Joseph Quinn) e Caracalla (Fred Hechinger), che ora governano Roma. Con il cuore ardente di rabbia e il destino dell’Impero appeso a un filo, Lucio deve affrontare pericoli e nemici, riscoprendo nel suo passato la forza e l’onore necessari per riportare la gloria di Roma al suo popolo.

Bentornati nell’arena

Il Gladiatore II – Paul Mescal e Pedro Pascal

Ci si è chiesti a lungo se fosse o meno necessario un sequel di Il Gladiatore II e con grandi probabilità c’è chi – comprensibilmente – se lo chiede anche ora che questo seguito è realtà. Partiamo subito con il dire che questo nuovo film non si discosta poi molto da quanto mostrato e compiuto dal primo. Anzi, ne segue attentamente le orme con un fare celebrativo. Non a caso, sono innumerevoli i riferimenti al titolo del 2000, che come un’ombra si aggira su questo sequel quasi a guidarne ogni passo.

Ciò significa che questo sequel propone di nuovo tutta l’epica già evocata dal primo, seppur con tutte le prodezze tecnologiche e di effetti speciali che un quarto di secolo in più ha portato a disposizione. Questo non necessariamente comporta che questo sequel sia più spettacolare, ma certamente riesce ad essere al di sopra della media degli odierni blockbuster di questo tipo. Merito della capacità di Scott – ad 87 anni – di immaginare scenari e situazioni dotati di un senso della grandiosità e della meraviglia da far invidia.

Poco – anzi nulla – importa quindi se la verosimiglianza storica non è di casa neanche stavolta, perché per quanto la rappresentazione di battaglie navali e i combattimenti con babbuini o rinoceronti possa essere forzata, possiede quel certo fascino che soddisfa la voglia di un intrattenimento, certamente folle, ma capace di far parlare di sé. Gli stessi scontri tra gladiatori o le battaglie di più ampia portata sono sempre poste in scena con una brutalità che, tra sangue, sudore e muscoli che si flettono, trasmette proprio quell’eccitazione e quella tensione che gli spettatori sugli spalti del Colosseo devono aver provato.

Il Gladiatore II tra Shakespeare e monito sul presente

Il Gladiatore II – Denzel Washington

Di certo, come si diceva in apertura, l’aspetto più interessante del film è la vicenda politica che porta avanti. Leader assoluto in ciò è il Macrino di Denzel Washington, perfetto Riccardo III shakespeariano che machiavellicamente trama per ribaltare completamente il proprio status. Un personaggio magnifico il suo, con cui Washington dimostra di essere un fuoriclasse. Per quanto il cast sia composto di ottimi attori, è lui a fagocitare tutte le attenzioni, rubando facilmente la scena ai suoi colleghi.

Con lui, Scarpa e Scott propongono un ritratto di quei subdoli uomini di potere che oggigiorno riescono, facendo leva sulla pancia del popolo, a raggiungere i propri loschi obiettivi, ponendo sempre più in crisi la democrazia. In questo il film diventa dunque un monito che si unisce all’intrattenimento offerto. Certo, il racconto di Lucio – l’effettivo protagonista – si muove su diverse soluzioni narrative piuttosto facili e poco convincenti ma, come valeva per Napoleon, anche con Il Gladiatore II si può chiudere un occhio quando nel complesso Scott si dimostra ancora una volta un tale maestro nello spettacolo cinematografico.

Il Gladiatore II: le prime foto ufficiali mostrano l’azione nell’arena!

0

Sono state diffuse tramite Vanity Fair le prime foto ufficiali di Il Gladiatore II. Il sequel ha come nuovo protagonista Paul Mescal, che interpreta la versione adulta di Lucius, il giovane nipote di Commodo (interpretato da Joaquin Phoenix nel film originale). Oltre al protagonista Mescal, le foto mostrano anche Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn e Connie Nielsen che torna nei panni di Lucilla.

Il Gladiatore è uscito nel 2000 ed è diventato subito un successo sia di critica che commerciale. Il film ha ottenuto un notevole incasso al botteghino, con oltre 460 milioni di dollari in tutto il mondo, ed è stato anche molto apprezzato nel circuito dei premi, vincendo cinque Academy Awards, tra cui quello per il miglior film e quello per il miglior attore per Russell Crowe, su un totale di dodici nomination. Crowe, da parte sua, non è molto entusiasta della realizzazione del film, come ha dichiarato la scorsa settimana.

Il Gladiatore II arriverà nelle sale il 15 novembre a livello internazionale e il 22 novembre in Nord America.

Il Gladiatore II: le foto ufficiali e il poster del film di Ridley Scott

0

Ecco le foto ufficiali di Il Gladiatore II. Il sequel ha come nuovo protagonista Paul Mescal, che interpreta la versione adulta di Lucius, il giovane nipote di Commodo (interpretato da Joaquin Phoenix nel film originale). Oltre al protagonista Mescal, le foto mostrano anche Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn . Nel film anche Connie Nielsen che torna nei panni di Lucilla.

Il Gladiatore II – il poster

Il Gladiatore II poster
Il Gladiatore II poster

Il Gladiatore è uscito nel 2000 ed è diventato subito un successo sia di critica che commerciale. Il film ha ottenuto un notevole incasso al botteghino, con oltre 460 milioni di dollari in tutto il mondo, ed è stato anche molto apprezzato nel circuito dei premi, vincendo cinque Academy Awards, tra cui quello per il miglior film e quello per il miglior attore per Russell Crowe, su un totale di dodici nomination. Crowe, da parte sua, non è molto entusiasta della realizzazione del film, come ha dichiarato la scorsa settimana.

Il Gladiatore II arriverà nelle sale il 15 novembre a livello internazionale e il 22 novembre in Nord America.

Il Gladiatore II, il film

  • PRODUTTORI ESECUTIVI – Walter Parkes, Laurie MacDonald, Raymond Kirk, Aidan Elliott
  • PRODOTTO DA – Douglas Wick, Ridley Scott, Lucy Fisher, Michael Pruss, David Franzoni
  • BASATO SU PERSONAGGI DI – David Franzoni
  • STORIA DI – Peter Craig e David Scarpa
  • SCENEGGIATURA DI – David Scarpa
  • DIRETTO DA – Ridley Scott
  • INTERPRETI – Paul Mescal, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, Lior Raz, Derek Jacobi, con Connie Nielsen e Denzel Washington

Il Gladiatore II: la vera storia dietro al film

Il Gladiatore II: la vera storia dietro al film

A più di vent’anni dall’impatto culturale di Il Gladiatore, Ridley Scott è tornato nell’arena con Il Gladiatore II (leggi qui la recensione), sequel che prova a raccogliere l’eredità del cult con Russell Crowe spostando però il focus su una nuova generazione di personaggi e su una Roma ancora più corrotta, brutale e spettacolare. Il film segue il percorso di Lucio Vero, cresciuto lontano dall’Impero ma trascinato nuovamente nel cuore della macchina politica e militare romana dopo l’invasione della Numidia. Tra battaglie navali nel Colosseo, complotti imperiali e scontri gladiatori, il film costruisce un grande racconto epico che mescola personaggi realmente esistiti e invenzioni puramente cinematografiche.

Fin dalla sua uscita, però, una delle domande più frequenti degli spettatori riguarda proprio il rapporto tra realtà e finzione. Il Gladiatore II è basato su una storia vera? La risposta è complessa, perché il film utilizza figure storiche autentiche — dagli imperatori Geta e Caracalla fino a Macrino e Lucilla — ma rielabora completamente cronologie, relazioni e avvenimenti per creare un racconto drammatico coerente con l’estetica tragica voluta da Scott. Ed è proprio questo equilibrio tra accuratezza storica e spettacolarizzazione hollywoodiana a rendere il film particolarmente interessante da analizzare.

LEGGI ANCHE: Il Gladiatore II, la spiegazione del finale: Lucius completa l’eredità di Massimo

La vera storia dietro Il Gladiatore II: gli imperatori Geta e Caracalla sono realmente esistiti

Il Gladiatore II Joseph Quinn
Il Gladiatore II – Joseph Quinn

Uno degli aspetti più sorprendenti di Il Gladiatore II è che molti dei suoi personaggi principali non sono invenzioni narrative, ma figure realmente appartenute alla storia dell’Impero Romano. Gli imperatori Geta e Caracalla, presentati nel film come governanti instabili, violenti e paranoici, sono realmente esistiti e governarono Roma all’inizio del III secolo d.C. Dopo la morte dell’imperatore Commodo — già protagonista del primo film — l’Impero attraversò una lunga fase di instabilità culminata nell’ascesa di Settimio Severo, padre dei due fratelli.

Alla morte di quest’ultimo, Caracalla e Geta divennero co-imperatori, ma il loro rapporto degenerò rapidamente in una feroce lotta per il potere. Il film accentua moltissimo il lato teatrale e grottesco dei due sovrani, ma la realtà non fu meno brutale. Le fonti storiche raccontano infatti che Caracalla fece assassinare Geta dopo mesi di tensioni interne, ordinando poi una vera e propria damnatio memoriae contro il fratello, cancellandone immagini e riferimenti ufficiali.

Questo elemento viene ripreso abbastanza fedelmente dal film, anche se i tempi narrativi vengono compressi per aumentare il senso di caos politico. Anche Macrino, figura centrale del secondo atto del film, fu realmente un imperatore romano e partecipò davvero alla caduta di Caracalla, anche se il suo regno durò oltre un anno e non pochi giorni come mostrato nella pellicola. Ridley Scott utilizza quindi eventi storici concreti come base narrativa, ma li rimodella in chiave drammatica per costruire un racconto più diretto e cinematografico.

Lucio Vero, Lucilla e la Numidia: quanto della storia del film arriva davvero dall’antica Roma

Il Gladiatore II – Paul Mescal

Anche i personaggi di Lucio Vero e Lucilla affondano le radici nella storia romana, ma qui il film si prende libertà ancora più marcate. Lucilla, sorella di Commodo, è realmente esistita e fu coinvolta in una congiura contro il fratello, finendo poi uccisa dopo il fallimento dell’attentato. Nel film precedente sopravviveva invece agli eventi del Colosseo, mentre nel sequel la sua figura assume un ruolo quasi mitologico nella costruzione del destino di Lucio. Ancora più distante dalla realtà è proprio il protagonista: il vero Lucio Vero morì infatti giovanissimo e non divenne mai un gladiatore né una figura rivoluzionaria pronta a restaurare la Repubblica romana.

Il personaggio interpretato nel film rappresenta dunque una completa reinvenzione narrativa, costruita per raccogliere idealmente l’eredità morale di Massimo Decimo Meridio. Tuttavia, il contesto storico attorno a lui contiene diversi elementi autentici. La Numidia, ad esempio, fu realmente coinvolta in conflitti con Roma, anche se il celebre assedio mostrato nel film avvenne storicamente circa tre secoli prima rispetto al periodo narrato.

Il re Jubartha sembra inoltre richiamare la figura storica di Giugurta, protagonista della guerra giugurtina combattuta tra il II e il I secolo a.C. Ancora una volta, Il Gladiatore II non cerca la precisione cronologica assoluta, ma utilizza episodi e figure storiche come materiale narrativo per rafforzare la sensazione di autenticità del suo universo.

Quanto è accurato Il Gladiatore II: battaglie navali, animali feroci e spettacoli nel Colosseo

Il Gladiatore II – Paul Mescal e Pedro Pascal

Dal punto di vista visivo, Il Gladiatore II punta tutto sull’idea di una Roma gigantesca, crudele e ossessionata dall’intrattenimento violento. Molti spettatori hanno pensato che alcune sequenze fossero completamente inventate, soprattutto la spettacolare battaglia navale all’interno del Colosseo. In realtà, questo elemento ha basi storiche concrete. Le cosiddette naumachie erano veri spettacoli organizzati nell’antica Roma, durante i quali enormi bacini venivano riempiti d’acqua per simulare scontri tra navi davanti al pubblico.

Diverse fonti storiche suggeriscono che anche il Colosseo venisse occasionalmente allagato per questi eventi, rendendo una delle scene più incredibili del film sorprendentemente plausibile. Anche l’utilizzo di animali esotici nell’arena ha fondamenti storici. Babbuini, rinoceronti e altre creature rare venivano davvero impiegati nei giochi gladiatori come dimostrazione della potenza imperiale romana. Tuttavia, il film esaspera questi dettagli per motivi spettacolari.

I rinoceronti cavalcati dai gladiatori, ad esempio, appartengono chiaramente alla fantasia hollywoodiana, così come gli squali presenti nella battaglia navale. Gli storici concordano infatti sul fatto che trasportare squali vivi nel Colosseo sarebbe stato praticamente impossibile per l’epoca. Più realistico sarebbe stato l’uso di coccodrilli o altri animali acquatici già documentati nelle fonti romane. È qui che emerge la filosofia del film: usare la realtà come trampolino per creare immagini sempre più epiche e memorabili.

Il sogno di Roma raccontato da Ridley Scott è reale oppure completamente inventato?

Il Gladiatore II – Pedro Pascal

Uno dei temi centrali sia del primo Gladiatore sia del sequel è il cosiddetto “sogno di Roma”, ovvero l’idea che l’Impero possa tornare ai valori della vecchia Repubblica. Nel film questo ideale viene associato prima a Marco Aurelio, poi a Massimo e infine a Lucio, trasformandosi in una sorta di eredità morale tramandata tra generazioni. Storicamente, però, questa visione è largamente romanzata. Dopo la trasformazione della Repubblica Romana in Impero nel 27 a.C., Roma non tornò mai realmente al vecchio sistema repubblicano.

L’idea di restaurare una democrazia romana è quindi più un’invenzione narrativa che un obiettivo politico concretamente perseguito dagli imperatori dell’epoca. Questo non significa però che il film ignori del tutto le tensioni storiche reali. L’Impero Romano attraversò effettivamente periodi di fortissima instabilità politica, con continue lotte interne, assassinii e guerre civili. Il Gladiatore II sfrutta queste fratture per costruire un racconto che parla di potere assoluto, propaganda e corruzione morale.

Anche personaggi come Ravi, il medico dei gladiatori, hanno basi storiche realistiche: i gladiatori venivano realmente curati da medici specializzati perché rappresentavano un investimento economico enorme per Roma. Persino la figura del cerimoniere del Colosseo interpretata da Matt Lucas richiama ruoli realmente esistiti nell’intrattenimento romano. Il film, insomma, alterna continue invenzioni a dettagli sorprendentemente accurati, mantenendo sempre il focus sull’impatto emotivo più che sulla precisione documentaria.

La vera forza di Il Gladiatore II sta nel modo in cui trasforma la storia in mito cinematografico

Il Gladiatore II – Paul Mescal

Alla fine, parlare della “storia vera” dietro Il Gladiatore II significa soprattutto capire come Ridley Scott utilizzi l’antica Roma non come semplice ricostruzione storica, ma come enorme palcoscenico tragico. Il film non vuole essere un documentario e non tenta mai davvero di rispettare rigidamente la cronologia degli eventi. Preferisce invece costruire una narrazione simbolica fatta di vendetta, potere, identità e libertà, usando figure storiche autentiche come fondamenta emotive del racconto. In questo senso, la pellicola continua perfettamente la linea del primo Gladiatore: prendere la Storia e trasformarla in leggenda cinematografica.

Ed è probabilmente proprio questo il motivo per cui il pubblico continua a esserne affascinato. Anche quando altera eventi, anticipa guerre o inventa personaggi, Il Gladiatore II riesce comunque a trasmettere qualcosa di autentico sul mondo romano: la brutalità del potere, il culto dello spettacolo e la fragilità degli uomini che cercano di opporsi a sistemi enormi e corrotti. La verità storica, dunque, non coincide quasi mai con quella mostrata nel film, ma il fascino dell’opera nasce proprio dalla capacità di fondere realtà e mito in un grande racconto epico moderno.

LEGGI ANCHE: Le 10 maggiori inesattezze storiche in Il Gladiatore II

Il Gladiatore II: la descrizione dell’epico trailer del film con Paul Mescal

0

La Paramount Pictures ha presentato il primo trailer de Il Gladiatore II sul palco del Colosseo del Caesars Palace, un hotel di Las Vegas che reimmagina l’Antica Roma in tutto il suo decadente splendore. Stando a quanto mostrato – e a quanto riportato da Variety – il regista Ridley Scott sembra offrire una versione più cruenta di quell’epoca lontana, che vede Paul Mescal entrare nell’arena nei panni di un nobile che ha rinunciato ai suoi privilegi e si ritrova in una lotta tra la vita e la morte per il divertimento del popolo romano.

Il Gladiatore II riprende dunque l’epicità e le sequenze d’azione sconvolgenti del primo film, mostrando Mescal affrontare un rinoceronte in carica, un’orda di feroci babbuini e anche Pedro Pascal. Ci sono anche bombardamenti navali, intrighi politici in abbondanza e una coppia di diabolici imperatori che sembrano ancora più folli dello squilibrato monarca di Joaquin Phoenix del primo film. Il co-imperatore Geta e il co-imperatore Caracalla, interpretati rispettivamente da Fred Hechinger e Joseph Quinn, vengono anche mostrati con della pittura facciale mentre osservano con soddisfazione l’intero spettacolo dei gladiatori dai loro palchi imperiali.

A manipolare tutto è l’oscuro operatore di Denzel Washington. Sembra che sia lui a tirare le fila, con l’intenzione di usare Mescal come strumento contundente per controllare un impero che è andato seriamente fuori controllo. “Roma deve cadere“, dice a un certo punto del filmato. “Devo solo darle una spinta“. “È forse ancora più straordinario del primo“, ha detto Scott in un video messaggio. “È valsa la pena di aspettare“. Non resta a questo che attendere ora che tale trailer venga svelato pubblicamente, così da poter avere idee più precise su quanto aspettarsi dal film.

Cosa sappiamo di Il Gladiatore II?

L’imminente sequel del GladiatoreIl Gladiatore II è diretto ancora una volta da Ridley Scott, che ha anche diretto il film originale con Russell Crowe, uscito nel 2000. La sceneggiatura è stata scritta da David Scarpa, che ha già collaborato con Ridley Scott per Tutti i soldi del mondo (2017) e Napoleon (2023).

Paul Mescal interpreterà Lucius Verus, il figlio del personaggio di Connie Nielsen (interpretato da Spencer Treat Clark nel film originale), ne Il Gladiatore II. La Nielsen riprenderà anche il ruolo di Lucilla.

[Lucius] è stato nelle terre selvagge per, vediamo, l’ultima volta l’abbiamo visto quando aveva 12 anni“, ha detto Ridley Scott in precedenza a Rotten Tomatoes a proposito del personaggio di Mescal. “Ora sono passati circa 12 o 15 anni. È stato nella natura selvaggia e ha perso i contatti con sua madre. Sua madre ha perso i contatti con lui, non sa dove sia. Pensa che possa essere morto“.

Il Gladiatore II è interpretato anche da Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, May Calamawy, Derek Jacobi, Lior Raz, Peter Mensah, Matt Lucas e Tim McInnerny.

La produzione del film è iniziata nel giugno 2023, ma è stata sospesa circa un mese dopo a causa dello sciopero della Screen Actors Guild-American Federation of Television and Radio Artists (SAG-AFTRA). Le riprese sono riprese nel dicembre 2024 e la produzione è terminata ufficialmente il 17 gennaio 2024. Ridley Scott produce Il Gladiatore II insieme a Michael Pruss, Douglas Wick, Lucy Fisher e David Franzoni. Il film arriverà nelle sale statunitensi il 22 novembre 2024, distribuito da Paramount Pictures.

Il Gladiatore II: il trailer italiano

0
Il Gladiatore II: il trailer italiano

Dopo le immagini ufficiali, Paramount ha diffuso il primo trailer de Il Gladiatore II, con Paul Mescal pronto a scendere nell’arena e a raccogliere l’eredità che fu di Russell Crowe. Oltre al protagonista Mescal, le foto mostrano anche Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn . Nel film anche Connie Nielsen che torna nei panni di Lucilla.

Il Gladiatore è uscito nel 2000 ed è diventato subito un successo sia di critica che commerciale. Il film ha ottenuto un notevole incasso al botteghino, con oltre 460 milioni di dollari in tutto il mondo, ed è stato anche molto apprezzato nel circuito dei premi, vincendo cinque Academy Awards, tra cui quello per il miglior film e quello per il miglior attore per Russell Crowe, su un totale di dodici nomination. Crowe, da parte sua, non è molto entusiasta della realizzazione del film, come ha dichiarato la scorsa settimana.

Il Gladiatore II arriverà nelle sale il 15 novembre a livello internazionale e il 22 novembre in Nord America.

Il Gladiatore II, il film

  • PRODUTTORI ESECUTIVI – Walter Parkes, Laurie MacDonald, Raymond Kirk, Aidan Elliott
  • PRODOTTO DA – Douglas Wick, Ridley Scott, Lucy Fisher, Michael Pruss, David Franzoni
  • BASATO SU PERSONAGGI DI – David Franzoni
  • STORIA DI – Peter Craig e David Scarpa
  • SCENEGGIATURA DI – David Scarpa
  • DIRETTO DA – Ridley Scott
  • INTERPRETI – Paul Mescal, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, Lior Raz, Derek Jacobi, con Connie Nielsen e Denzel Washington

Il Gladiatore II, la spiegazione del finale: Lucius completa l’eredità di Massimo

A più di vent’anni dal film di Ridley Scott che ha ridefinito il kolossal storico moderno, Il Gladiatore II (leggi qui la recensione) torna nell’arena con un obiettivo preciso: trasformare l’eredità di Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe) in qualcosa di politico, spirituale e profondamente generazionale. Il sequel non si limita a recuperare personaggi, immagini e suggestioni del primo capitolo, ma costruisce un discorso sulla memoria di Roma, sulla trasmissione del potere e sul peso di una discendenza che Lucius (Paul Mescal) ha cercato di ignorare per gran parte della sua vita. Il film parte da una storia di vendetta classica per poi aprirsi progressivamente verso un racconto sulla responsabilità.

Ridley Scott usa ancora una volta il Colosseo come spazio simbolico in cui il potere si mette in scena davanti al popolo, ma stavolta il centro emotivo del racconto non è il sacrificio di un uomo già formato come Massimo. Lucius è un personaggio più instabile, attraversato da rabbia, perdita e disillusione. La morte della moglie e la scoperta della propria eredità lo costringono a scegliere se diventare l’ennesimo strumento della violenza romana oppure l’uomo capace di riportare in vita il sogno di Marco Aurelio. Il finale del film chiarisce che Il Gladiatore II non parla semplicemente della caduta di un tiranno, ma della possibilità di spezzare un ciclo storico fondato sul dominio e sulla vendetta.

Ridley Scott trasforma Il Gladiatore II in un’eredità spirituale del primo film tra tragedia storica e racconto politico

Il Gladiatore II – Paul Mescal

Il Gladiatore II si inserisce nello stesso universo del film del 2000, ma cambia radicalmente prospettiva. Se il primo capitolo era costruito come una tragedia personale che si concludeva con la morte eroica di Massimo, questo sequel ragiona sulle conseguenze di quel sacrificio e su ciò che Roma è diventata dopo la caduta di Commodo. Scott riprende il linguaggio del peplum epico, fatto di grandi battaglie, intrighi imperiali e scontri nel Colosseo, ma lo usa per parlare di successione morale. Lucius non eredita semplicemente il sangue di Massimo: eredita una visione incompiuta di Roma.

La presenza costante del passato è evidente in tutto il film. Le immagini dei campi di grano, la musica “Now We Are Free”, il richiamo al sogno di Marco Aurelio e perfino la struttura narrativa che porta un uomo schiavo a diventare simbolo di ribellione servono a creare un dialogo continuo con il primo Il Gladiatore. Scott però evita di trasformare il sequel in un’operazione nostalgica pura. Lucius vive in una Roma ancora più corrotta, manipolata da imperatori folli e uomini di potere come Macrino (Denzel Washington), figure che comprendono come il caos possa essere usato per controllare il popolo. Il film sposta così il conflitto dal piano personale a quello istituzionale.

LEGGI ANCHE: Russell Crowe critica Il Gladiatore II per aver tradito l’eredità del film originale

La spiegazione del finale de Il Gladiatore II: Lucius sconfigge Macrino e accetta finalmente il proprio destino come erede di Roma

Il Gladiatore II Denzel Washington
Denzel Washington in Il Gladiatore II. Foto di Cuba Scott/Cuba Scott – © 2024 Paramount Pictures.

Nel finale del film, Lucius comprende che la sua sete di vendetta era stata indirizzata verso il bersaglio sbagliato. Per gran parte della storia crede che il generale Acacio sia il responsabile della morte di sua moglie e concentra su di lui tutta la propria rabbia. Solo negli ultimi atti emerge la verità: Acacio combatteva per proteggere Lucilla e tentava di arginare la follia degli imperatori Geta e Caracalla. Il vero manipolatore è Macrino, personaggio che usa il caos politico per conquistare il potere personale e trasformare Roma in una macchina di controllo ancora più brutale.

La morte di Lucilla segna il punto di rottura definitivo. L’immagine della freccia che la colpisce richiama direttamente quella estratta dal corpo della moglie di Lucius all’inizio del film. Ridley Scott costruisce un parallelismo preciso: Lucius capisce che la sua rabbia avrebbe dovuto colpire uomini come Macrino, simboli di un potere fondato sulla manipolazione e sull’ambizione personale. Dopo aver sconfitto il suo nemico davanti agli eserciti romani e alla guardia pretoriana, Lucius si proclama principe di Roma, rivendicando apertamente la propria discendenza da Marco Aurelio e Massimo. È il momento in cui smette di nascondersi e accetta il ruolo che aveva sempre rifiutato.

L’ultima scena nel Colosseo vuoto completa questa trasformazione. Lucius si inginocchia sulla sabbia e chiede idealmente a Massimo di parlargli. Le immagini della mano che sfiora il grano, riprese dal primo film, collegano definitivamente padre e figlio sul piano spirituale. Massimo aveva combattuto per restituire Roma al popolo; Lucius adesso può davvero provare a realizzare quel progetto.

La freccia, il Colosseo e il sogno di Roma: i simboli che spiegano il vero significato del finale

Il Gladiatore II – Paul Mescal e Pedro Pascal

Il Gladiatore II usa simboli molto semplici ma estremamente efficaci per costruire il proprio discorso sul potere. La freccia che Lucius conserva dopo la morte della moglie rappresenta inizialmente il trauma personale, il desiderio di vendetta che domina il protagonista. Quando Lucilla muore trafitta da un’altra freccia, il simbolo cambia significato: Lucius comprende che la violenza privata è sempre il riflesso di una violenza politica più grande. Il problema non è il singolo uomo che brandisce un’arma, ma il sistema che produce continuamente guerre, tradimenti e massacri.

Anche il Colosseo assume una funzione diversa rispetto al primo film. Nell’opera del 2000 era il luogo in cui Massimo smascherava la corruzione dell’Impero attraverso il sacrificio personale. Qui diventa invece uno spazio di passaggio dinastico e ideologico. Lucius entra nell’arena come schiavo e ne esce come uomo destinato a governare Roma. È significativo che il film si chiuda con il Colosseo vuoto: l’arena smette per un attimo di essere teatro di sangue e torna a essere un luogo di memoria.

Il sogno di Roma evocato da Marco Aurelio attraversa entrambi i film come un ideale quasi impossibile. Scott lo presenta come un’utopia politica continuamente tradita da imperatori incapaci di rinunciare al potere assoluto. Lucius eredita questo sogno in un momento storico devastato dalla paranoia e dalla propaganda. La sua vittoria finale non è quindi una celebrazione eroica tradizionale, ma l’inizio di una responsabilità enorme.

Macrino come vero antagonista del film e la trasformazione di Lucius da vendicatore a leader politico

Denzel Washington Il Gladiatore 2

La scelta di fare di Macrino il vero villain del film è centrale per comprendere la direzione del racconto. A differenza di Commodo, dominato dall’ossessione personale e dal bisogno di approvazione, Macrino rappresenta un male più moderno e strategico. Manipola gli imperatori, orchestra esecuzioni pubbliche, controlla gli eserciti e sfrutta il caos per costruire consenso. È un personaggio che comprende perfettamente il funzionamento della paura politica.

Per questo Lucius deve superare la dimensione puramente emotiva della vendetta. Finché combatte per il proprio dolore personale resta intrappolato nello stesso sistema che vuole distruggere. Solo quando accetta la propria eredità e comprende il significato del sacrificio di Massimo riesce a diventare qualcosa di diverso da un gladiatore. Il film insiste molto su questo passaggio: Lucius non vuole governare, ma viene progressivamente costretto a capire che fuggire dal potere significa lasciarlo nelle mani di uomini peggiori.

Scott costruisce qui un parallelo evidente con Il Padrino, riferimento dichiarato dal regista stesso. Come Michael Corleone, Lucius finisce per occupare una posizione che inizialmente rifiutava. La differenza è che il protagonista del Il Gladiatore II prova a usare quel potere per interrompere il ciclo della violenza invece che perpetuarlo.

Il significato del finale de Il Gladiatore II e cosa può raccontare un eventuale terzo capitolo

Alexander Karim e Paul Mescal in Il gladiatore II (2024)
Foto di Aidan Monaghan/Aidan Monaghan – © 2024 Paramount Pictures.

Il finale del film lascia Roma in una fase di transizione. Lucius ha ottenuto il sostegno dell’esercito e della guardia pretoriana, ma il vero conflitto inizia soltanto adesso. Governare Roma significa confrontarsi con un sistema fondato sul sangue, sulla propaganda e sulla continua lotta per il controllo. Il film suggerisce che realizzare davvero il sogno di Marco Aurelio sarà molto più difficile che conquistare il potere.

Per questo il finale funziona anche come possibile apertura verso un terzo capitolo. Lucius ha completato il proprio arco di trasformazione personale, ma deve ancora dimostrare di poter cambiare davvero l’Impero. La differenza fondamentale rispetto a Massimo è che lui sopravvive. Non diventa un martire, ma un sovrano costretto a convivere con il peso delle proprie decisioni.

L’ultima immagine della mano di Massimo tra i campi di grano racchiude il cuore dell’intera saga. “Quello che facciamo in vita riecheggia nell’eternità” non è soltanto una frase iconica: è la chiave interpretativa dell’intero finale. Massimo ha lasciato un’eredità morale che Lucius ora prova a trasformare in realtà politica. Il Gladiatore II si chiude quindi sulla possibilità che Roma possa finalmente cambiare, anche se Ridley Scott lascia volutamente aperto il dubbio più importante: un uomo può davvero salvare un impero costruito sulla violenza?

Il Gladiatore II anticipa l’uscita nelle sale europee

0
Il Gladiatore II anticipa l’uscita nelle sale europee

I fan internazionali che attendono di vedere sul grande schermo Il Gladiatore II di Ridley Scott avranno la possibilità di farlo con un po’ di anticipo rispetto agli abitanti del Nord America. L’atteso sequel arriverà nelle sale il 15 novembre in tutto il mondo, mentre i fan di Stati Uniti e Canada dovranno aspettare fino al 22 novembre. Il sequel ha come nuovo protagonista Paul Mescal, che interpreta la versione adulta di Lucius, il giovane nipote di Commodo (interpretato da Joaquin Phoenix nel film originale).

Paul Mescal, che ha raggiunto la notorietà grazie al suo ruolo in Normal People, ha ammesso che entrare nel ruolo e raccogliere l’eredità del Gladiatore è una sfida scoraggiante. “Sono molto emozionato, ma è difficile allontanarsi un po’ dall’eredità del film“, ha dichiarato Paul Mescal a Esquire lo scorso anno. “Penso che sia davvero ben scritto e che renda omaggio al primo, ma è qualcosa in cui penso di poter entrare e fare comodamente da solo”.

Oltre a Paul Mescal, il cast de Il Gladiatore 2 comprende anche Denzel Washington, che si è unito al cast nel ruolo di un ex schiavo, poi trasformato in un ricco mercante. Connie Nielsen e Derek Jacobi riprendono i loro ruoli rispettivamente di Lucilla e del senatore Gracco. Inoltre, Joseph Quinn interpreterà l’imperatore Caracalla e Pedro Pascal vestirà i panni di un ex comandante militare che, in seguito a un incidente in cui disobbedisce a ordini diretti, è costretto a combattere come gladiatore, insieme a May Calamawy di Moon Knight, che ha firmato anche lui.

Cosa raccontava Il gladiatore?

Connie-Nielsen-Il-gladiatore

Il Gladiatore è uscito nel 2000 ed è diventato subito un successo sia di critica che commerciale. Il film ha ottenuto un notevole incasso al botteghino, con oltre 460 milioni di dollari in tutto il mondo, ed è stato anche molto apprezzato nel circuito dei premi, vincendo cinque Academy Awards, tra cui quello per il miglior film e quello per il miglior attore per Russell Crowe, su un totale di dodici nomination. Crowe, da parte sua, non è molto entusiasta della realizzazione del film, come ha dichiarato la scorsa settimana.

“Sono leggermente a disagio per il fatto che ne stiano facendo un altro – perché, ovviamente, sono morto e non ho voce in capitolo su ciò che viene fatto”, ha ammesso Crowe. “Un paio di cose che ho sentito dire mi fanno pensare: ‘No, no, no, non rientra nel percorso morale di quel particolare personaggio’. Ma non posso dire nulla, non è il mio posto, sono sotto terra. Quindi vedremo come sarà“.

Il Gladiatore II arriverà nelle sale il 15 novembre a livello internazionale e il 22 novembre in Nord America.

Il gladiatore 2: video e foto dal set offrono uno sguardo ad una maestosa città

0

Arrivano dai social i primi video e foto del film Il gladiatore 2, offrendo un primo sguardo approfondito alla pellicola diretta da Ridley Scott, seguito del suo epico film pluripremiato del 2000. Ambientato decenni dopo l’originale, questo segue Lucius, figlio di Lucilla e nipote di Commodo, da adulto. Lucius è interpretato dal candidato all’Oscar Paul Mescal con il cast del sequel che include anche il ritorno di Connie Nielsen nei panni di Lucilla, Derek Jacobi nei panni del senatore Gracchus e Djimon Hounsou nei panni di Juba. I nuovi arrivati includono Joseph Quinn nei panni dell’imperatore Caracalla, Fred Hechinger nei panni dell’imperatore Geta, Pedro Pascal e Denzel Washington.

Mentre continua le riprese di questo sequel, che ha una data di uscita prevista per il novembre 2024, un video e delle foto sono emersi online rivelando uno sguardo approfondito al set di un’antica città. Il video e le foto vedono il ministro della Cultura del Marocco, Mohammed Mehdi Bensaid, visitare e passeggiare per l’enorme set cittadino del sequel, incontrare il regista Ridley Scott per una chiacchierata e posare per una foto con le comparse vestite con l’armatura. Prima che iniziassero le riprese del sequel, la costruzione del set era iniziata il mese precedente, con le prime foto che rivelano la realizzazione di un Colosseo.

Le nuove foto e il video sembrano invece provenire ora da un set cittadino diverso ma altrettanto elaborato. Con le truppe corazzate che montano una difesa all’interno delle mura della città, lasciando presagire un potenziale assedio che potrebbe rivaleggiare con la battaglia di apertura del film originale, dove il generale Massimo guidava l’esercito romano alla vittoria contro le tribù germaniche. Sulla base del nuovo look, il valore di produzione di Il gladiatore 2 sembra essere alla pari e potrebbe persino superare l’originale. Ecco di seguito il post con le foto e il video fin qui descritti:

Il gladiatore 2: un incidente sul set ha causato numerosi feriti

0
Il gladiatore 2: un incidente sul set ha causato numerosi feriti

Si è verificato un incidente sul set del film Il gladiatore 2 che ha causato diversi feriti tra i presenti sul set. Secondo Variety, sei membri della crew hanno dovuto ricevere trattamenti medici, mentre altri quattro sono stati ricoverati in ospedale. In una dichiarazione, un portavoce della Paramount Pictures ha sottolineato che in ogni caso nessuno ha “subito ferite mortali“, dopo che una sequenza di acrobazie non è andata a buon fine. La dichiarazione continua poi con: “I team di sicurezza e servizi medici completi in loco sono stati in grado di agire rapidamente in modo che coloro che sono stati colpiti ricevessero immediatamente le cure necessarie“, prima di promettere che “sono tutti in condizioni stabili e continuano a ricevere le cure“.

Tutti i membri dell’equipaggio colpiti dalla cosa sarebbero stati curati per ustioni, secondo un individuo a conoscenza della produzione. Altri due membri dell’equipaggio sono invece stati curati localmente e poi dimessi. L’incidente, sempre secondo tale fonte, è avvenuto verso la fine della giornata di riprese. Nessun membro del cast è invece rimasto coinvolto  nella cosa. Il portavoce della Paramount ha aggiunto: “Il benessere del cast e della troupe è della massima importanza per noi e abbiamo rigorose procedure di salute e sicurezza in tutte le nostre produzioni. Continueremo a monitorare la situazione e a prendere tutte le precauzioni necessarie mentre riprendiamo la produzione”.

Il gladiatore 2, tutto quello che sappiamo sul film

Come ormai noto, un sequel di Il gladiatore (attualmente noto solo come Il gladiatore 2) è a tutti gli effetti in lavorazione, con Ridley Scott che torna alla regia del film che vedrà protagonista Paul Mescal nei panni di Lucius, ma anche il ritorno di Connie Nielsen nei panni di Lucilla e Djimon Hounsou in quelli di Juba. Vi sono però anche gli ingressi del premio Oscar Denzel Washington, la star di The Mandalorian Pedro Pascal e l’attore di Stranger Things Joseph Quinn. Fred Hechinger ricopre invece il ruolo dell’imperatore Gela, ottenuto dopo che Barry Keoghan ha dovuto rinunciarvi per via di altri impegni. Fanno poi parte del cast anche la star di Moon Knight, May Calamawy e Derek Jacobi, che riprenderà il ruolo di Gracchus dal primo film.

Al momento non sono noti dettagli sulla trama, ma è possibile immaginare che tra Lucius, il figlio dell’amante di Massimo, Lucilla, e Geta possa generarsi uno scontro al pari di quello tra Massimo e Commodo visto nel primo film. Non resta dunque che attendere che le riprese di Il gladiatore 2 abbiano inizio, così da poter ricevere maggiori dettagli a riguardo come anche le prime foto in costume dei protagonisti. Ricordiamo che Russell Crowe non sembra essere coinvolto in alcun modo nel progetto, specialmente alla luce del fatto che il suo Massimo moriva al termine del primo film. Ad ora, questo sequel è atteso in sala per il 2024.

Il Gladiatore 2: si sono concluse le riprese del film di Ridley Scott

0

Paul Mescal ha condiviso una storia sul suo account personale di Instagram in cui comunica ai suoi follower che le riprese de Il gladiatore 2, in cui è stato diretto da Ridley Scott, si sono concluse.

Come seguito del pluripremiato film del 2000 sempre di Ridley Scott, il sequel sarà la storia di Lucius Verus (Paul Mescal) molti anni dopo la morte di Massimo di Russell Crowe. Sebbene sia uno dei film più attesi del 2024, l’epico sequel ha dovuto affrontare ritardi nelle riprese a causa del doppio sciopero di Hollywood che ha costretto la produzione a fermarsi. Il gladiatore 2 ha ripreso la produzione nel dicembre 2023 dopo la fine degli scioperi, a quel punto Scott ha rivelato che il film necessitava ancora di circa 90 minuti in più di riprese.

In una conversazione con IndieWire, Scott ha rivelato di aver “finito quasi l’85% de Il Gladiatore 2”. Ha detto che aveva bisogno di altri dieci giorni di produzione prima di poter finire il sequel. E infatti adesso arriva la conferma che il set si è chiuso.

Intanto, Paul Mescal se pure emozionato all’idea di un film di così grande portata, ha espresso delle preoccupazioni in merito alla fama che questo film, che sarà visto da moltissimi presumibilmente, gli darà.

Chi c’è nel cast de Il gladiatore 2?

Il gladiatore 2 è diretto da Ridley Scott e si basa su una sceneggiatura scritta da David Scarpa. A guidare l’atteso sequel è Paul Mescal nel ruolo di Lucio, il figlio di Lucilla e nipote dell’imperatore Commodo del primo capitolo. A Paul Mescal si aggiungono i membri del cast Connie Nielsen nel ruolo di Lucilla e Derek Jacobi in quello di Gracco. Nel cast ci saranno anche Denzel Washington, Pedro Pascal, Joseph Quinn, Fred Hechinger, May Calamawy, Lior Raz e altri ancora.

Il gladiatore 2  è prodotto da Ridley Scott, Michael Pruss, Douglas Wick e Lucy Fisher. Il film è considerato una produzione in joint-venture tra Paramount, Universal Pictures, Scott Free Productions e Parkes/MacDonald Productions. Ricordiamo che Russell Crowe non è coinvolto in alcun modo nel progetto, specialmente alla luce del fatto che il suo Massimo muore, appunto, al termine del primo film. La produzione de Il gladiatore 2 è ripresa all’inizio del mese dopo la fine degli scioperi a Hollywood. Attualmente il film dovrebbe arrivare nelle sale il 22 novembre 2024.

Il Gladiatore 2: Russell Crowe sulla “resurrezione” di Massimo

0
Il Gladiatore 2: Russell Crowe sulla “resurrezione” di Massimo

È da tempo ormai che si parla di un possibile sequel de Il Gladiatore, l’ormai classico film di Ridley Scott che vedeva contrapporsi il gladiatore Russell Crowe contro l’imperatore Joaquin Phoenix. Essendo il personaggio di Massimo Decimo Meridio morto alla fine della pellicola originale, in molti hanno cominciato a chiedere in che modo l’ipotetico sequel avrebbe fatto i conti con il destino dell’iconico personaggio.

Le ultime news in merito ad un sequel de Il Gladiatore risalgono al 2018, quando Ridley Scott in persona aveva dichiarato che sarebbe tornato dietro la macchina da presa e che stava lavorando alla sceneggiatura con Peter Craig. Secondo le primissime indiscrezioni, la storia del sequel dovrebbe raccontare di Lucio, il figlio di Lucilla che fu interpretata da Connie Nielsen nel film del 2000: sarà ambientata 25 anni dopo, quando Lucio sarà ormai adulto ma avrà ancora come punto di riferimento il sacrificio di Massimo.

Lo scorso giugno, il produttore Doug Wick aveva spiegato che per il team al lavoro sul sequel, la più grande sfida è rappresentata proprio dal fatto di dover riportare il personaggio di Massimo Decimo Meridio in vita: “A Ridley piacerebbe farlo”, aveva dichiarato Wick. “Tutti quelli che sono stati coinvolti nell’originale, adorano troppo il film per considerare uno sfruttamento economico. L’unico problema è puramente creativo e riguarda il lavoro sulla sceneggiatura. Ridley ci sta lavorando: davvero, è soltanto una questione relativa alla maniera più degna per poterlo realizzare… e, naturalmente, bisogna considerare anche che il protagonista è morto.” 

Adesso, in occasione della promozione del film Il giorno sbagliato, è stato proprio Russell Crowe ha parlato per la prima volta dell’ardito progetto, rivelando però di non saperne nulla e di non essere mai stato coinvolto in nessuna delle discussioni che si sono susseguite nel corso di questi anni. Intervistato da Screen Rant, l’attore premio Oscar ha spiegato: “Se stanno avendo conversazioni circa un sequel, si tratta di conversazioni che non mi hanno mai incluso. Non sono sicuro di cosa abbiano in mente. Posso solo dire che, in buona sostanza, stanno parlando delle stesse cose dal 2000.”

Come sarebbe dovuto tornare in vita Massimo in un possibile sequel de Il Gladiatore

Sempre nel corso della medesima intervista con Screen Rant, Crowe ha poi commentato le precedenti dichiarazioni di Wick: “Non parlo con Doug da tempo. L’ultima volta mi raccontò di aver avuto questa grande idea che vedeva Massimo portato via dall’arena per poi essere deposto, ricoperto di oli e unguenti, in questa caverna a cui si aveva accesso spostando una grande roccia. Poi la roccia si apriva e lui usciva. Gli dissi che non avevamo i diritti per quella storia. Ma è una cosa accaduta anni fa e non so ancora se abbia apprezzato o meno il mio senso dell’umorismo.”

Il gladiatore 2: Russell Crowe dice la sua sul mancato coinvolgimento nel sequel

0

L’attore Russell Crowe ha finalmente espresso il proprio parere sul fatto che non gli è stato chiesto di tornare in Il gladiatore 2, sequel di quel film che lo ha visto interpretare Maximus Decimus Meridius e gli ha permesso di vincere l’Oscar per la sua interpretazione del generale romano diventato gladiatore. Dopo molti anni di sviluppo, un sequel con Ridley Scott che torna come regista ha dunque iniziato a fare progressi, con la star di Normal People e Aftesun Paul Mescal scelto per il ruolo principale di Lucius adulto, il figlio della Lucilla di Connie Nielsen.

Durante una recente intervista al The Ryan Tubridy Show su RTÉ Radio One per promuovere il suo nuovo film, L’esorcista del papa, Crowe ha dunque risposto ad alcune domande su Il gladiatore 2, ribadendo che non tornerà nel sequel e ammettendo di essere leggermente geloso di Mescal. “Sono sicuro che prima o poi vorranno chiedermi qualcosa, ma è da un po’ che non ho notizie. – afferma Crowe – È un’estensione della narrazione, ma è molto oltre la morte di Massimo, quindi non mi coinvolge affatto. Ho sentito che il giovane Paul è un bravo ragazzo e gli auguro buona fortuna. Penso che, dove stanno riprendendo la storia, sia un’idea molto intelligente nel mondo del film che abbiamo creato”.

“Non voglio soffermarmici troppo, perché mi riporta a un periodo in cui ovviamente ero significativamente più giovane. […] C’è una leggera punta di gelosia per il fatto che le persone abbiano quell’esperienza che ho avuto io una volta”, rivela poi l’attore. Allo stato attuale delle cose, dunque, sembra che Massimo Decimo Meridio non verrà riportato in vita come precedentemente ideato. È possibile che Crowe appaia in Il gladiatore 2 tramite un flashback o una sequenza onirica, specialmente se è il padre di Lucius, come alcuni hanno ipotizzato. Tuttavia, Crowe ha lasciato intendere che attualmente questa non è una possibilità.

Fonte: ScreenRant

Il Gladiatore 2: Ridley Scott rivela perché ha scelto Paul Mescal

0

In un’intervista con Total Film, il regista di Il gladiatore 2 Ridley Scott ha spiegato il motivo per cui ha scelto il candidato all’Oscar Paul Mescal per il ruolo principale nell’imminente epopea d’azione. Ridley Scott ha rivelato di essere diventato un fan del talento di Mescal dopo averlo visto nella serie drammatica della BBC Normal People, che è stata il progetto di successo dell’attore irlandese.

Ho guardato Normal People. Non è il mio genere di show, ma ho visto quattro episodi di seguito: boom, boom, boom. Stavo pensando: ‘Chi diavolo è questo Paul Mescall’“, ha ricordato Scott. “E poi ho guardato tutta la serie. E poi, all’improvviso, è uscito Il Gladiatore 2, perché la sceneggiatura funzionava piuttosto bene. E continuavo a pensare a Paul. E questo è tutto.

Cosa sappiamo de Il Gladiatore 2?

Come ormai noto, un sequel di Il gladiatore (attualmente noto solo come Il gladiatore 2) è a tutti gli effetti in lavorazione, con Ridley Scott che torna alla regia del film che vedrà protagonista Paul Mescal nei panni di Lucius, ma anche il ritorno di Connie Nielsen nei panni di Lucilla e Djimon Hounsou in quelli di Juba. Vi sono però anche gli ingressi del premio Oscar Denzel Washington, la star di The Mandalorian Pedro Pascal e l’attore di Stranger Things Joseph Quinn. Fred Hechinger ricopre invece il ruolo dell’imperatore Gela, ottenuto dopo che Barry Keoghan ha dovuto rinunciarvi per via di altri impegni. Fanno poi parte del cast anche la star di Moon Knight, May Calamawy e Derek Jacobi, che riprenderà il ruolo di Gracchus dal primo film.

Al momento non sono noti dettagli sulla trama, ma è possibile immaginare che tra Lucius, il figlio dell’amante di Massimo, Lucilla, e Geta possa generarsi uno scontro al pari di quello tra Massimo e Commodo visto nel primo film. Non resta dunque che attendere che le riprese di Il gladiatore 2 abbiano inizio, così da poter ricevere maggiori dettagli a riguardo come anche le prime foto in costume dei protagonisti. Ricordiamo che Russell Crowe non sembra essere coinvolto in alcun modo nel progetto, specialmente alla luce del fatto che il suo Massimo moriva al termine del primo film. Ad ora, questo sequel è atteso in sala per il 2024.