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Il giorno sbagliato: tutto quello che c’è da sapere sul film con Russell Crowe

Il male è sempre fin troppo seducente ed è dunque fin troppo semplice finire con l’essere il cattivo di una data situazione. È questo ciò che accade in Il giorno sbagliato (qui la recensione), thriller del 2020 con protagonista il premio Oscar Russell Crowe. Diretto da Derrick Borte, il film presenta infatti l’attore nei panni di un pericoloso automobilista il quale cede al peso delle proprie pressioni psicologiche, dando vita ad una giornata decisamente “sbagliata”.

Scritto da Carl Ellsworth, sceneggiatore anche di Disturbia e L’ultima casa a sinistraIl giorno sbagliato porta dunque sul grande schermo una riflessione sulle nevrosi contemporanee, dimostrando quanto sia facile con alcune banalità far scattare la follia omicida in persone già cariche di odio e risentimento. Situazioni di cui si sente parlare ogni giorno nei telegiornali trovano qui rappresentazione, in modo certamente estremizzato, ma non del tutto lontane dalla realtà dei fatti.

Il film non è ovviamente esente da problematiche narrative, ma si configura ad ogni modo come un prodotto capace di trasmettere una forte tensione, senza dimenticare di omaggiare alcuni classici del cinema che gli sono chiaramente serviti come ispirazione. Prima di andare a scoprire a quali titoli si fa riferimento, scopriamo di più sulla trama e il cast di attori del film, ma anche su quali piattaforme di streaming è disponibile Il giorno sbagliato.

Il giorno sbagliato cast

La trama e il cast di Il giorno sbagliato

Protagonista del film è Rachel Hunter, madre di Kyle e da poco divorziata dal marito. Per lei il giorno che si appresta ad iniziare è un giorno come un altro, ma quando per accompagnare il figlio a scuola si trova bloccata nel traffico, in preda alla frustrazione commette l’errore di suonare con prepotenza il clacson al suv che davanti a lei non parte allo scattare del verde del semaforo. L’uomo alla guida del veicolo, Tom Cooper, inizierà infatti da quel momento ad inseguirla per tutta la città, con il chiaro intento di fare del male a lei e alle persone a lei care.

Ad interpretare il minaccioso Tom Cooper vi è Russell Crowe, che per questo ruolo ha acquisito numerosi chili al fine di risultare più massiccio e pertanto capace di incutere timore. Nel ruolo di Rachel, la vera protagonista della storia, si ritrova invece l’attrice Caren Pistorius, già vista in film quali Gloria Bell e Macchine mortali. Nel ruolo di Kyle, figlio di Rachel, vi è invece il giovane Gabriel Bateman, visto anche in The Fabelmans. Jimmy Simpson interpreta invece l’avvocato amico di Rachel, mentre Austin P. Mackenzie è Fred, fratello della protagonista.

 

Il giorno sbagliato, tra storia vera e i film simili

Il giorno sbagliato è basato su una storia vera? Ufficialmente no, ma come accennato in apertura è decisamente ispirato a innumerevoli fatti di cronaca di questo tipo. Si racconta infatti di una problematica particolarmente diffusa nella nostra società contemporanea, ovvero quegli incontrollabili scatti di rabbia che danno vita a vere e proprie stragi, che siano di portata più o meno ampia, perpetrati da persone psicologicamente fragili o comunque vittime di stress e nevrosi provocate da motivi più o meno personali.

Il titolo inglese del film Il giorno sbagliato è infatti Unhinged, termine con il quale si indicano quelle persone mentalmente instabili. Si tratta di una problematica che il cinema ha già affrontato, in particolare con il cult Un giorno di ordinaria follia. Il film del 1993 interpretato da Michael Douglas è stato un’evidente ispirazione per Il giorno sbagliato, in quanto raccontava a sua volta di un uomo che, in seguito ad una situazione di forte stress, decide di lasciare la propria auto bloccata in mezzo al traffico e attraversare la città a piedi per poter giungere in tempo alla festa di compleanno di sua figlia.

Il giorno sbagliato film simili

Lungo il suo tragitto, il protagonista si imbatte però in situazioni che pongono in evidenza le contraddizioni della società statunitense, alle quali egli cercherà a suo modo di “porre rimedio”. Quel film, diretto da Joel Schumacher, va a sua volta a rappresentare una serie di problematiche di particolare impatto e non per niente è ancora oggi ricordato come un’opera particolarmente importante per quanto riguarda il ritratto della tensione razziale, sociale ed economica che effettivamente c’era nella città di Los Angeles (ma in generale negli Stati Uniti) in quel periodo.

Il giorno sbagliato deve però molto anche al film Duel di Steven Spielberg. Gli inseguimenti e gli scontri tra l’auto di Rachel e il Suv di Tom ricorda infatti molto quello tra l’autocisterna e l’auto del film del 1971. Uno scontro che si protrae per tutto il film, costringendo gli indifesi protagonisti a dover trovare il modo di neutralizzare il minaccioso nemico. In un certo, senso, infine, il film sembra anche omaggiare Lo squalo, sempre di Spielberg, con il grosso suv che assume in questo caso il ruolo dello squalo a caccia della sua preda.

Il trailer del film e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di Il giorno sbagliato grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 28 maggio alle ore 21:20 sul canale Rai 2.

Fonte: IMDb

Il Giorno Sbagliato: trailer del film con Russell Crowe

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Il Giorno Sbagliato: trailer del film con Russell Crowe

01 Distribution ha diffuso il trailer ufficiale di Il Giorno Sbagliato, il thriller psicologico molto serrato, che esplora il fragile equilibrio di una società sempre al limite, mostrandoci qualcosa che tutti noi conosciamo bene , la rabbia al volante in mezzo al traffico e del conseguente sfogo con esiti imprevedibili e terrificanti.

Diretto da Derrick Borte nel cast di Il Giorno Sbagliato protagonisti Russell Crowe, Caren Pistorius, Gabriel Bateman, Jimmi Simpson e Austin P. McKenzie. Un’esclusiva per l’Italia LEONE FILM GROUP distribuito da 01 Distribution.

In Il Giorno Sbagliato Rachel (Caren Pistorius) è in ritardo al lavoro quando si trova a discutere al semaforo con uno sconosciuto (Crowe) che si trova in una delicata fase della sua esistenza in cui si sente impotente e invisibile. Così Rachel diventerà, insieme a tutti quelli che ama, il bersaglio di un uomo che decide di lasciare un ultimo segno nel mondo impartendole una serie di lezioni… mortali. Ne scaturirà un pericoloso gioco al gatto e al topo che dimostrerà che non si può mai sapere quanto si è vicini a qualcuno che sta sul punto di esplodere.

Il giorno sbagliato: la recensione del film con Russell Crowe

Il giorno sbagliato: la recensione del film con Russell Crowe

Il titolo inglese del film Il giorno sbagliato è Unhinged, termine con il quale si indicano quelle persone mentalmente instabili. Da subito, infatti, si introduce lo spettatore ad una sequenza iniziale dove si affronta il tema del crescente nervosismo sociale, il quale è alla base degli atti di violenza di ogni tipo. Diretta da Derrick Borte e scritto da Carl Ellsworth, la pellicola tenta dunque di riflettere su una realtà preoccupantemente sempre più radicatà, in particolare negli Stati Uniti, affidandosi ai toni e alle caratteristiche del genere thriller. Nonostante le premesse iniziali particolarmente interessanti, il film finisce però per attrarre più per il cosa racconta che non per il come.

Protagonista del film è Rachel Hunter (Caren Pistorius), madre di Kyle e da poco divorziata dal marito. Per lei il giorno che si appresta ad iniziare è un giorno come un altro, ma quando per accompagnare il figlio a scuola si trova bloccata nel traffico, con la conseguenza di ritrovarsi anche licenziata dal suo unico lavoro, capirà che quello è proprio un giorno sbagliato. I guai per lei non sono però ancora realmente iniziati. In preda alla frustrazione, infatti, commetterà l’errore di suonare con prepotenza il clacson al suv che davanti a lei non parte allo scattare del verde del semaforo. L’uomo alla guida del veicolo, Tom Cooper (interpretato da un mastodontico Russell Crowe), inizierà infatti ad inseguirla per tutta la città, con il chiaro intento di fare del male a lei e alle persone a lei care.

Un duel(lo) urbano

Era il 1971 quando il regista Steven Spielberg dimostrava con Duel quanto potesse essere avvincente il duello tra due automobilisti. Una lotta per la sopravvivenza tra grande e piccolo, tra spietato squalo e indifeso pesciolino, che è ora alla base anche di Il giorno sbagliato. Per il film di Borte l’opera di Spielberg sembra infatti essere una chiara fonte d’ispirazione, la cui vicenda viene però ora ricollocata nella snervante città di New Orleans. Il nuovo contesto permette così di trattare una problematica sempre più diffusa (negli Stati Uniti in particolare, ma non da meno anche nel resto del mondo), ovvero quella della violenza al volante. La premessa di base è infatti particolarmente intrigante. In una società sempre più afflitta da nevrosi, non puoi sapere chi ti circonda in mezzo alla strada. Né tantomeno come potrebbe reagire ad un tuo errore.

È così che quando avviene l’incidente che scatena la furia dell’automobilista interpretato da Crowe, ha inizio un thriller inquietante proprio perché non troppo lontano da episodi realmente accaduti. Il pregio di Il giorno sbagliato è infatti quello di costruire una vicenda che dà sfogo a paure che ogni spettatore può aver vissuto mentre si trovava al volante. Tutto ciò è inoltre avvalorato dalla semplicità con cui il conflitto ha inizio, e da cui prendono poi piede inaspettate conseguenze al limite dello splatter. È allora qui che entra in gioco la lezione di Spielberg. Gli inseguimenti e i depistaggi tra le due automobili protagoniste sono avvincenti, lasciano lo spettatore con il fiato sospeso. Il mastodontico suv guidato da Crowe, dal canto suo, sembra un vero e proprio squalo della strada, imprevedibile e inarrestabile.

La lotta tra i due personaggi risulta ancor più convincente per via delle loro simili vicende personali. Rachel è una donna nel bel mezzo di un divorzio, Cooper un uomo che dalla separazione coniugale ne è uscito in ginocchio e mentalmente provato. Egli rivede così in Rachel la donna che lo ha distrutto. Nel marito di lei sé stesso. La sua caccia diventa allora personale e sempre più aggressiva. Da questo punto di vista, il personaggio di Crowe è paragonabile al Bill Foster di Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia, altra probabile fonte di ispirazione per il film. Tematiche e personaggi con un gran potenziale narrativo, dunque, che finiscono però con lo sprecarsi mano mano che la narrazione prosegue.

Il giorno sbagliato recensione

Il giorno sbagliato: la recensione

Come anticipato, la prima parte del film risulta essere la più convincente proprio per via delle premesse che vengono offerte allo spettatore. Quelle degli inseguimenti tra i due protagonisti, come detto, risultano essere tra le sequenze più emotivamente forti del film. La stessa regia di Borte sembra particolarmente ispirata, dando vita ad un ambiente claustrofobico e a un ritmo teso. Si rimane dunque contrariati nel momento in cui ciò viene lentamente a trasformarsi per diventare altro. È certamente interessante la scelta di far diventare obiettivo di Tom Cooper anche le persone care a Rachel. Questa si rivela però infine controproducente nel momento in cui ci si allontana dal focus originale. Quando la storia si amplia, assumendo risvolti eccessivi, si perde il controllo del mezzo, finendo fuori strada.

Il giorno sbagliato rientra a quel punto nei binari di un più classico thriller, non portando a compimento quanto inizialmente promesso. La sensazione diventa allora quella di star assistendo ad un film che, come detto in apertura, risulta più affascinante per cosa racconta che non per il come. Fortunatamente, la presenza dei due interpreti principali aiuta a mantenere vivo l’interesse. Crowe è quanto mai minaccioso, e sfoggia una presenza scenica raramente vista nelle sue interpretazioni più recenti. La giovane Pistorius, invece, permette di nutrire una certa empatia per il suo personaggio, seguendone le disavventure fino all’ultimo. Giungendo al finale, pur se non pienamente soddisfatti, il film riesce comunque a lanciare il suo messaggio di allarme. E sarebbe bello immaginare che dopo la visione de Il giorno sbagliato ci si penserà due volte prima di suonare il clacson a sproposito.

 

 

Il Giorno Sbagliato con Russell Crowe dal 24 Settembre

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Il Giorno Sbagliato con Russell Crowe dal 24 Settembre

Il vincitore del premio Oscar, Russell Crowe, è il protagonista de Il Giorno Sbagliato, un thriller psicologico molto serrato, che esplora il fragile equilibrio di una società sempre al limite, mostrandoci qualcosa che tutti noi conosciamo bene , la rabbia al volante in mezzo al traffico e del conseguente sfogo con esiti imprevedibili e terrificanti.

Diretto da Derrick Borte nel cast di Il Giorno Sbagliato anche Caren Pistorius, Gabriel Bateman, Jimmi Simpson e Austin P. McKenzie. Un’esclusiva per l’Italia LEONE FILM GROUP distribuito da 01 Distribution.

In Il Giorno Sbagliato Rachel (Caren Pistorius) è in ritardo al lavoro quando si trova a discutere al semaforo con uno sconosciuto (Crowe) che si trova in una delicata fase della sua esistenza in cui si sente impotente e invisibile. Così Rachel diventerà, insieme a tutti quelli che ama, il bersaglio di un uomo che decide di lasciare un ultimo segno nel mondo impartendole una serie di lezioni… mortali. Ne scaturirà un pericoloso gioco al gatto e al topo che dimostrerà che non si può mai sapere quanto si è vicini a qualcuno che sta sul punto di esplodere.

Il giorno più bello: tutte le curiosità sul film con Luca e Paolo

I matrimoni sono da sempre una delle specialità del cinema italiano. Solo di recente film come Un matrimonio da favola, Il grande giorno o il più recente Improvvisamente a Natale mi sposo, sono solo alcuni esempi di ciò. A questi si può aggiungere però anche Il giorno più bello, opera prima di Andrea Zalone che offre un divertente racconto che ruota attorno alla complessa organizzazione di un matrimonio, dando vita a personaggi e situazioni quantomai stravaganti. Uscito in sala nel 2022, questo ha inoltre riportato sul grande schermo la coppia comica composta da Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri.

Per gli appassionati di commedie italiane incentrate sul giorno più felice per una coppia e su tutto ciò che porta ad esso, Il giorno più bello è allora un titolo da non perdere, capace di regalare risate ed emozioni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle location. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di Il giorno più bello

Protagonista del film è Aurelio, che di mestiere fa il wedding planner ed è a capo della sua azienda familiare chiamata “Il giorno più bello“. Il suo obiettivo nella vita è stato sempre quello di regalare la felicità agli sposi nel giorno del loro matrimonio. Qualcosa, però, in lui è cambiato in seguito al suo divorzio. Ora però, Aurelio avverte che è il momento di voltare pagina, specialmente dal momento in cui si scopre innamorato di Serena, la sua collaboratrice, con la quale vorrebbe lasciare il suo attuale lavoro per solcare gli oceani in barca a vela. Prima però dovrebbe vendere l’azienda, ma soprattutto convincere Serena a lasciare il marito Giorgio, suo amico di lunga data.

Ma il Aurelio è deciso a seguire il suo obiettivo e, nonostante diversi rifiuti iniziali, alla fine trova anche un acquirente per Il giorno più bello, il dottor Musso. Prima di chiudere l’accordo, non gli resta che organizzare il suo ultimo matrimonio, quello di Pier e Chiara, due rampolli dell’alta borghesia. Il giorno del ricevimento, tuttavia, Aurelio scopre che il dottor Musso è proprio il padre della ragazza e deciderà se comprare l’azienda o no solo dopo il matrimonio della figlia, valutando l’operato di Aurelio e del suo team. Quell’ultimo matrimonio si rivelerà dunque per lui una sfida più complessa del previsto, resa ulteriormente difficile dal coinvolgimento nella cerimonia dello stesso Giorgio e di Serena.

Recensione film Il giorno più bello

Il giorno più bello è il remake di un film francese

Il film, scritto da Fabio Bonifacci e da Andrea Zalone, non è basato su un soggetto originale, bensì sulla commedia francese del 2017 C’est la vie – Prendila come viene, di Toledano e Nakache. Interpretato da Gilles Lellouche, è stato uno dei film con maggiore successo in Francia, dove ha incassato ben 27 milioni di euro. Dopo un’anteprima alla 12ª edizione della Festa del Cinema di Roma, il film è stato poi con successo distribuito anche in Italia, dove ha dunque attirato le attenzioni di diversi produttori, interessati a realizzarne un remake operando però i dovuti cambiamenti affinché divenisse culturalmente più vicino al nostro Paese.

Il cast di Il giorno più bello e le location del film

Il giorno più bello è caratterizzato dalla presenza di un cast di attori particolarmente noti, a partire dal duo Paolo Kessisoglu e Luca Bizzarri rispettivamente nei ruoli di Aurelio e Giorgio. L’attrice Valeria Bilello interpreta invece Serena, mentre Violante Placido è l’assistente di Aurelio, Adele. Ludovico Guenzi, noto per essere il frontman del gruppo Lo Stato Sociale, interpreta invece il cantante Billy. Ad interpretare i due sposi, Pier e Chiara, vi sono invece Stefano De Martino e Fiammetta Cicogna, mentre il padre di lei, il dottor Musso, è interpretato da Carlo Buccirosso. Completano il cast Massimo De Lorenzo nel ruolo di Camillo, Orsetta De Rossi in quelli della madre di Pier e Riccardo Lombardo nei panni di Tiziano.

Per quanto riguarda le location del film, Il giorno più bello è stato girato interamente a Torino nel corso di 6 settimane. La città, capoluogo del Piemonte, ha dunque offerto ambienti come il Palazzo Civico, il Circolo Esperia, l’Hotel Golden Palace ma anche al Castello de Biandrate a San Giusto Canavese, comune in provincia di Torino dove si trova un importante centro di produzione cine-televisiva i Telecittà Studios. Si tratta di luoghi turistici e di cultura, che grazie al film hanno ottenuto maggiore visibilità invogliando gli spettatori a visitarli. Al Palazzo Civico, d’altronde, era stago girato anche il film Il divo, diretto da Paolo Sorrentino.

Il trailer di Il giorno più bello e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Il giorno più bello grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 6 dicembre alle ore 21:25 sul canale Rai 1.

Il giorno più bello, recensione del film con Luca e Paolo

Il giorno più bello, recensione del film con Luca e Paolo

E’ attualmente disponibile nelle sale italiane Il giorno più bello, film del regista Andrea Zalone con Luca e Paolo alla guida di un cast variopinto, composto da Violante Placido, Valeria Bilello, Stefano De Martino, Lodo Guenzi, Massimo De Lorenzo, Fiammetta Cicogna e Carlo Buccirosso. Remake dell’acclamatissimo C’est la vie – Prendila come viene (2017), commedia francese di Olivier Nakache ed Éric Toledano (Quasi Amici), Il giorno più bello è distribuito da 01 Distribution.

Da C’est la vie – Prendila come viene a Il giorno più bello

Andrea Zalone, storico collaboratore di Maurizio Crozza, attore, doppiatore e autore televisivo, si confronta con una sfida dal rischio elevatissimo: adattare non una commedia francese qualunque, bensì quella che si è stabilizzata come una delle più argute degli ultimi anni nel panorama cinematografico europeo, ricevendo ben 9 nomination ai premi César e 2 agli European Film Awards.

Aurelio (Paolo Kessisoglu) ha ereditato il mestiere di wedding-planner dal padre: guida l’azienda di famiglia, “Il giorno più bello”, e per tutta la vita ha sacrificato i propri sogni in nome di una missione: regalare la felicità. Oggi, però, complice la crisi e un divorzio alle spalle, sente il bisogno di un cambiamento radicale. È innamorato di Serena (Valeria Bilello), una sua collaboratrice, e con lei sogna di iniziare una nuova vita, mollando tutto per solcare gli oceani in barca a vela. Prima di assaporare la libertà, però, Aurelio deve risolvere due questioni non di poco conto: vendere “Il giorno più bello” e convincere Serena a divorziare da Giorgio (Luca Bizzarri), che di Aurelio è amico fraterno dai tempi del liceo.

Ma il wedding planner è deciso a seguire il suo obiettivo e, nonostante diversi rifiuti iniziali, alla fine trova anche un acquirente per Il giorno più bello, il Dottor Musso (Carlo Buccirosso). Con un nuovo progetto di vita in mente, e il pensiero di un meritato riposo e successo personale, Aurelio si prepara a organizzare il suo ultimo matrimonio, ovvero quello degli sposi Pier e Chiara (Stefano De Martino e Fiammetta Cicogna), due rampolli dell’alta borghesia. Tuttavia, il giorno del ricevimento Aurelio scopre che il Dottor Musso è proprio il padre della ragazza.

L’equilibrio precario di un ricevimento ancora in fase di organizzazione è sicuramente il punto di contatto migliore tra una sceneggiatura adattata ma che vuole trovare un proprio spazio, e il brio di un duo comico inarrestabile, che torna a lavorare con Fabio Bonifacci in quello che, sulla carta, sembrerebbe un ritorno in grande stile, alla E allora Mambo (1999), film in cui Luca e Paolo avevano già collaborato con lo sceneggiatore.

Luca e Paolo Il giorno più bello

Una rielaborazione riuscita a metà

Lo dice lo stesso Aurelio: quella che era partita come una missione per “regalare felicità”, accompagnare gli sposi nel loro giorno più bello, onorando la professione e la diligenza di un padre che non c’é più, si è tramutata in un “regalare noia a caro prezzo”, che significa anche faticare a comprendersi, pianificare senza un vero disegno, tanto nella propria vita quanto sul posto di lavoro. E, come nella migliore tradizione della commedia “all’italiana”, sarà un comprimario a portare con se il cambiamento, una spalla inaspettata ma in ultima istanza fondamentale, che ci farà arrabbiare, ma anche ridere a crepapelle, e credere che non è mai troppo tardi per riguardagnarsi il propio posto perduto.

E’ così che, dall’intuizione del duo di registi francesi, che tesse sapientemente una collezione di gag esilaranti e dialoghi frizzanti, consegnandoli nelle mani di un catalogo di personaggi brillanti, si passa con Il giorno più bello a un adattamento verso Luca e Paolo, che spinge sul senso della loro amicizia fuori e dentro il testo, abbandonando la pungente satira borghese dell’originale. E’ attorno al triangolo amoroso formato da Aurelio, Giorgio e Serena che si sviluppa l’azione, e a cui è affidato il coinvolgimento dello spettatore, facendo leva sull’italianità della commedia, gli equivoci che coinvolgono una coppia di amici, piuttosto che una specifica classe sociale.

Nota dolente di Il giorno più bello è che viene a perdersi il senso della musica, che nell’originale seguiva la corrente scapestrata di equivoci e catastrofi inaspettate in un giorno di festa, aggravandone la portata o ironizzandone sull’effetto. Il giorno più bello predilige l’impostazione “da matrimonio”, con una tracklist preconfezionata e sostituibile, relegando l’unico momento di slancio musicale allo sketch con protagonista Lodo Guenzi, che riprende il personaggio di James (interpretato da Gilles Lellouch) e che, in C’est la Vie ci aveva regalato uno dei frangenti in assoluto più divertenti con il suo “Se bastasse una bela canzone”.

E’ sempre interessante capire cosa, e come, siamo in grado di adattare nel cinema italiano; in che modo l’italianità andrà ad abbracciare prodotti non originali, radicati in un tipo di comicità che non è la nostra. Per questo, ad Andrea Zalone va sicuramente il merito di essersi approcciato alla rielaborazione di un’opera che spaventerebbe anche i più temerari, e aver riunito un cast bene assortito, pur con qualche ingenuità di scrittura e un ritmo generalmente sottotono, molto più ordinato e meno scanzonato dell’originale.

Il giorno più bello del mondo: trama e cast del film di Alessandro Siani

Negli ultimi anni Alessandro Siani si è affermato come uno dei comici italiani più popolari a livello nazionale, nuovo portatore di quei valori partenopei che tanta storia hanno alle spalle. Affermatosi inizialmente come attore, questi ha poi debuttato alla regia con Il principe abusivo, per poi replicarsi con Si accettano miracoli e Mister Felicità. Attualmente, il suo ultimo film è Il giorno più bello del mondo, portato con grande successo al cinema nel 2019. Per lui si è trattato di un progetto particolarmente importante, con cui ha dato vita ad una storia sospesa tra realtà e magia, dotata di quell’incanto con cui sempre si dovrebbe guardare alla vita.

Sian, infatti, ha voluto dar vita ad una storia ricca di tanto cuore ma anche di sbalorditivi effetti speciali. Attraverso questi ha infatti costruito un delicato equilibrio tra ciò che si vede e ciò che invece è invisibile agli occhi. L’ambientazione per tutto ciò non poteva che essere la città di Napoli. Non solo perché patria del regista, ma specialmente perché da sempre è un luogo dove il surreale si mescola con il folklore, dando vita a personaggi o situazioni che esulano da ogni logica. Siani ha dunque qui realizzato ad un significativo esempio di commedia che incontra il genere fantasy.

Anche per questi motivi, il film si è affermato come un nuovo buon successo da regista per lui, arrivando ad un incasso di oltre 6 milioni di euro. Ad essere stata particolarmente apprezzata è la sperimentazione che il film propone con il suo linguaggio non comune nel panorama italiano. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il giorno più bello del mondo: la trama del film

Protagonista del film è Arturo Meraviglia, piccolo impresario teatrale ormai sull’orlo del fallimento, gestore di un teatro ormai chiuso e dal futuro quantomai incerto. Per sua fortuna, un inaspettato lascito da parte di un lontano zio gli accende la speranza di sanare i suoi numerosi debiti. L’eredità, però, non è la cifra astronomica che lui tanto sperava, bensì due bambini, Rebecca e Gioele. Sconfortato, Arturo si ritrova così ad iniziare un’indesiderata e burrascosa convivenza con i due. Scoprirà solo per caso che Gioele possiede un potere straordinario: è infatti in grado di fare vere e proprie magie. Arturo comprende dunque come tale dono del bambino possa in realtà aiutarlo molto più dei soldi.

Essendo il suo un teatro di avanspettacolo, Gioele potrebbe infatti essere la soluzione ai suoi problemi e la salvezza di un presente in declino e senza futuro. Ma Arturo non è l’unico interessato al talento del piccolo, infatti anche un gruppo di scienziati lo tiene sott’occhio, intenzionati a studiare cosa nascondano le sue grandi doti da illusionista e da dove provengano. L’impresario si ritroverà quindi nella posizione di proteggere il bambino, sia per la sua impresa che per l’affetto che ha inevitabilmente sviluppato per lui. Ad aiutarlo ci saranno amici fuori dal comune e un’affascinante ricercatrice, tutti pronti a correre all’avventura pur di aiutare Arturo a vivere il giorno più bello del mondo.

Il giorno più bello del mondo cast

Il giorno più bello del mondo: il cast del film

Ancora una volta, Siani non si limita a scrivere e dirigere i propri film, ma li interpreta anche. Egli è infatti il volto di Arturo Meraviglia, un personaggio per il quale si è preparato con molta spontaneità, cercando di esaltare tanto gli aspetti più fanciulleschi quanto quelli più maturi dell’impresario teatrale. Il suo personaggio si muove infatti a metà tra furbizia e ingenuità, ma sempre con quella bontà di cuore che Siani regala od ogni suo personaggio. Per i due bambini protagonisti insieme a lui, Siani ha scelto, dopo lunghe ricerche, i giovanissimi Leone Riva e Sara Ciocca. Quest’ultima, in particolare, ha recitato anche nel film di Ferzan Ozpetek La Dea Fortuna.

Nei panni di Flavia Mainardi, la ricercatrice che aiuterà Arturo nelle sue imprese, vi è l’attrice Stefania Spampinato. Nata a Catania, questa è nota principalmente per una serie di ruoli oltreoceano. È infatti nota per aver recitato in numerosi episodi della celebre serie Grey’s Anatomy nei panni di Carina DeLuca. Ruolo che ha poi ripreso anche nello spin-off Station 19. Tra gli altri attori noti nel film si ritrova anche Giovanni Esposito, attore napoletano classe 1970 che ha interpretato diversi ruoli da caratterista e che è stato diretto da Siani già in Mr. Felicità. Infine, sono presenti anche Stefano Pesce nei panni di Francesco Gagliardi, Leigh Gill in quelli di Orazio Bollè e Jun Ichikawa per il personaggio di Kaori.

Il giorno più bello del mondo: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il giorno più bello del mondo è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione soltanto un dato periodo temporale entro cui vedere il titolo. In alternativa, il film è inoltre presente, in prima TV assoluta, nel palinsesto televisivo di martedì 20 aprile alle ore 21:20 su Canale 5.

Fonte: IMDb

 

Il giorno più bello del mondo: anteprima gratuita con Cinefilos.it, cerca la tua città!

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Siamo lieti di invitarvi all’anteprima del film IL GIORNO PIU’ BELLO DEL MONDO il 28 ottobre. Il film sarà in sala dal 31 ottobre distribuito da Vision Distribution. Nel cast del film Alessandro Siani, Stefania Spampinato, Giovanni Esposito e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva.

Cinefilos.it offre la possibilità a pochi fortunati di vedere il film gratis, in anteprima il 28 ottobre! Ci sono a disposizione tanti inviti gratuiti validi per l’ingresso di 2 persone, per ognuna delle città.

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IL GIORNO PIU’ BELLO DEL MONDO – la sinossi

Arturo Meraviglia è l’impresario di un piccolo teatro di avanspettacolo ormai in declino. Un inaspettato lascito da parte di un lontano zio gli accende la speranza di risolvere i problemi con i debitori, ma quando scopre che l’eredità sono due bambini, Rebecca e Gioele, cade nello sconforto. Dopo i primi momenti di convivenza burrascosa, un bel giorno scopre che Gioele ha un potere sorprendente!!!

Le magie che il bambino è in grado di compiere sembrano essere la chiave per risolvere i problemi di Arturo e risollevarlo dal vicinissimo tracollo. Il talento del piccolo illusionista non sfugge però a un team di loschi scienziati che vogliono scoprire cosa si cela dietro queste grandi doti. Con l’aiuto di buffi e sconclusionati amici e di una bella ricercatrice, tra colpi di scena e avventurose situazioni, Arturo farà di tutto per proteggere Gioele e per rimettere in piedi il suo teatro e vivere così il giorno più bello del mondo.

IL GIORNO PIU’ BELLO DEL MONDO – il trailer

Il giorno più bello del mondo: al via il film di Alessandro Siani

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Sono iniziate ieri al Teatro Politeama di Napoli le riprese del nuovo film di Alessandro Siani, Il giorno più bello del mondo prodotto da Bartleby Film con Vision Distribution in associazione con Buonaluna.

Siani, che è autore del soggetto e della sceneggiatura insieme a Gianluca Ansanelli, torna sul set dopo il grande successo di Mister Felicità che nel 2016 ha superato i 10 milioni di euro al Box Office. L’attore e regista napoletano, sarà il protagonista insieme con Stefania Spampinato, conosciuta per il suo ruolo di Carina De Luca nella fortunata serie americana Grey’s Anatomy, al debutto assoluto in un lungometraggio italiano, Giovanni Esposito e i piccoli Sara Ciocca e Leone Riva.

La lavorazione durerà 9 settimane e toccherà oltre Napoli, le città di Roma, Cernobbio e Colmar in Francia. Il giorno più bello del mondo sarà nelle sale nel 2019, con Vision Distribution.

Il giorno più bello del mondo

Il giorno in più: recensione del film con Fabio Volo

Il giorno in più: recensione del film con Fabio Volo

Trainato dalle polemiche sorte intorno alla mancata proiezione del 27 Novembre scorso al Torino Film Festival, viene presentato a distanza di un giorno qui a Roma in anteprima il nuovo film tratto dal best seller omonimo di Fabio Volo, Il giorno in più.

La storia, apparentemente “surreale” per certi aspetti, è quella di Giacomo Pasetti (Fabio Volo), un quasi quarantenne apparentemente affetto da quella che tutti chiamano “sindrome di Peter Pan”. Ma cambia quando, sul tram che prende tutte le mattine, il suo sguardo si incontra con quello di una misteriosa ragazza (Isabella Ragonese) e ne rimane talmente affascinato da proiettare, quasi per gioco, su di lei i caratteri di una donna immaginaria: le dà un nome fittizio, Agnese, e comincia a convincere il resto del mondo dell’esistenza di questa donna che lo ha fatto capitolare. Ma all’improvviso accade l’imprevedibile: la misteriosa “lei” sul tram si avvicina e tenta di conoscerlo.

Il giorno in più, il film

Ma nonostante le difficoltà la loro prova per il grande schermo sembra più che riuscita: il  film si presenta come una classica “rom-com” che parla di sentimenti ma… non indugia nel sentimentalismo; scorrevole e mai banale, merito dei dialoghi brillanti, riesce a far dimenticare allo spettatore quegli aspetti più “surreali” e cinematografici della vicenda (che la allontanano dalla verosimiglianza con la realtà) grazie alle forti caratterizzazioni dei personaggi di Giacomo e Michela ma pure dei comprimari che ruotano intorno al loro microcosmo. Si parla di amore in questa pellicola, ma non solo: si parla dell’amore ai tempi della crisi, che è una crisi globale, che investe i ruoli e le strutture sociali; i due protagonisti incarnano i dubbi e le ansie di una generazione di passaggio, che vuole prima di tutto lottare per l’affermazione di sé come individuo all’interno della caotica vita odierna, e che è talmente impegnato nella ricerca spasmodica del proprio posto nel mondo da non avere tempo di pensare a “qualcun altro”, a un compagno/a, relegando così la sfera del sentimento a un secondo piano apparentemente meno necessario.

Gran parte del fascino de Il giorno in più risiede, inoltre, nella scelta accattivante delle location: Milano e New York, due metropoli caotiche ed indifferenti, la seconda addirittura è una sorta di “non luogo” cinefilo e urbano in cui tutto può davvero succedere inaspettatamente. Naturalmente questa pellicola  ha un debito forte con la ricca tradizione della commedia sentimentale americana ed inglese a cui rimanda continuamente, tirando in ballo film di culto come Harry ti presento Sally di Rob Reiner o pellicole più recenti dal fascino fortemente indie come (500) giorni insieme di Marc Webb.

Il giorno in più uscirà nelle sale italiane il 2 Dicembre 2011 e si appresta a richiamare al cinema un pubblico composto da amanti delle commedie brillanti e, naturalmente, da tutti coloro che hanno letto il libro e si sono letteralmente “innamorati” della storia di Giacomo e Michela.

Il Giorno In Più – Trailer Ufficiale

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Tratto dal bestseller di Fabio Volo, dal 2 dicembre al cinema. La storia di Giacomo Bonetti: bravo nel lavoro, con le donne e soprattutto nell’evitare accuratamente ogni sorta d’impegno affettivo e sentimentale. La sua vita cambia quando incontra una ragazza su un tram (Isabella Ragonese): un’apparizione improvvisa in mezzo ai passeggeri, uno scambio di sguardi, una bellezza sfugg…ente che divengono presto una vera e propria ossessione. La incontra tutte le mattine andando a lavorare sul trenta barrato che attraversa la città. Ma si può amare una donna di cui non si conosce nemmeno il nome? Quando finalmente riesce a parlarle e passare una serata con lei viene a sapere che si chiama Michela e che è il suo ultimo giorno in Italia; sta per andare a vivere a New York dove le hanno offerto un incarico in una prestigiosa casa editrice. Un bacio lunghissimo e poi più niente, solo un saluto dal finestrino di un taxi. Si sono incontrati troppo tardi. A Giacomo propongono un grosso affare in Sud America, lui accetta, ma durante il trasferimento l’aereo fa scalo in una città non troppo distante da New York. È un attimo, un impulso irresistibile. È il cuore a comandare. Giacomo scende dall’aereo. La va a cercare…

Il giorno del Raymond Chandler Award a Mick Herron e l’Italia in concorso con Ferine

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Il giovedì del Noir in Festival si prepara ad accogliere uno dei momenti più attesi con la cerimonia del Raymond Chandler Award, che il festival assegna quest’anno a Mick Herron, protagonista assoluto della giornata.

Voce tra le più originali e acclamate della spy fiction contemporanea, creatore dell’universo narrativo di Slow Horses, saga bestseller pubblicata in Italia da Feltrinelli e divenuta un cult internazionale anche grazie alla fortunata trasposizione seriale targata Apple TV, e autore di Down Cemetery Road, da cui è tratta la nuova serie omonima ora in visione sempre su Apple TV, Mick Herron raccoglie l’eredità dei grandi maestri britannici del genere.

L’autore britannico sarà protagonista di un doppio appuntamento nella giornata di giovedì 4 dicembre: al mattino presso l’Auditorium dell’Università IULM riceverà il prestigioso Premio Chandler e incontrerà il pubblico insieme al prof. Fabio Vittorini (Iulm Università) e Adrian Wootton (CEO di Film London), per raccontare la sua opera e i nuovi codici della spy fiction contemporanea; mentre nel pomeriggio, a partire dalle ore 18.00 a Casa Manzoni, presenterà il suo Le regole di Londra (Feltrinelli), nuovo capitolo della serie dedicata all’antieroe Jackson Lamb, in dialogo con Matteo Persivale.

Ferine in Concorso

Grande attesa anche per il concorso internazionale con l’unico film italiano in competizione: Ferine, opera prima di Andrea Corsini con protagoniste Carolyn Bracken, Caroline Goodall e Paola Lavini (ore 21.00, Cineteca Milano Arlecchino). Ferine è una storia intensa ed emozionante sul conflitto tra la parte razionale e quella animale della nostra natura, e su come il trauma possa far emergere le ombre più profonde dell’animo umano. Il regista incontrerà il pubblico al termine della proiezione. In concorso anche Hell in Paradise della regista francese Leïla Sy (ore 21.00, Cineteca Milano Arlecchino), viaggio teso e visionario nei territori più oscuri della violenza per un thriller ricco d’azione con una straordinaria protagonista che si ritrova in una spirale di bugie e manipolazioni.

Ultime proiezioni per i film in lizza per il Premio Caligari, con Elisa di Leonardo Di Costanzo (ore 15.00, Iulm 6 – sala dei 146), thriller psicologico di grande successo presentato a Venezia, e L’isola degli idealisti di Elisabetta Sgarbi (ore 17.30, Iulm 6 – sala dei 146), tratto dal romanzo di Giorgio Scerbanenco.

Nel pomeriggio, a Casa Manzoni (ore 17.00), il Noir rende omaggio al Centenario di Andrea Camilleri presentando il volume di Luca Crovi Andrea Camilleri. Una storia (Salani) in dialogo con Antonio Franchini, introdotti da Mauro Novelli, per una riflessione sulla figura e sull’eredità dello scrittore siciliano, nume tutelare del festival.

A chiudere la giornata, un evento speciale della Cineteca Milano: la proiezione del cult The Devil in Miss Jones di Gerard Damiano, in programma alle ore 22.45.

Il giorno degli zombi: Mark Tonderai dirigerà il remake

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Il giorno degli zombi: Mark Tonderai dirigerà il remake

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Lo scorso Luglio la Millennium Films aveva annunciato il remake per il grande schermo dell’horror cult di George A. Romero Il giorno degli zombi (Day of the Dead). Oggi, arriva la notizia, tramite Deadline, che il film sarà portato nuovamente nelle sale cinematografiche da Mark Tonderai, regista di HATES – House at the End of the Street con Jennifer Lawrence. Tonderai si occuperà anche della sceneggiatura, in collaborazione con Lars Jacobson.

Il remake sarà distribuito dalla Millennium Films e dalla Taurus Entertainment e verrà prodotto da Christa Campbell e Lati Grobman. Entrambi avevano già prodotto il recente Non aprite quella porta 3D.

La riprese inizieranno alla fine di quest’anno, mentre l’uscita è stata fissata per il 2014.

Fonte: Coming Soon

Il Gioiellino: recensione del film con Sarah Felberbaum

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Il Gioiellino: recensione del film con Sarah Felberbaum

Un gioiellino, questa è la Leda (ne Il Gioiellino), azienda agro-alimentare estesa ai cinque continenti, quotata in borsa, e alla continua ricerca di mercati sui quali espandersi. Amanzio Rastelli, padrone dell’azienda, ha messo a capo della sua ‘creazione’ la famiglia (figlio e nipote) e alcuni amici, non troppo qualificati ma capaci e degni di fiducia. Ma il gruppo si indebita e il falso in bilancio non basta più a coprire il buco che si trasformerà in una vera a propria voragine che trascinerà sempre più a fondo Rastelli e tutti suoi collaboratori.

Il Gioiellino, diretto da Andrea Molaioli, si ispira al crac Parmalat e indirettamente a tutti quei fallimenti che hanno colpito aziende grandi e piccole, italiane e non. Molaioli, dopo La ragazza del lago, ritrova la super star Toni Servillo, questa volta in un ruolo nel quale non siamo troppo abituati a vederlo, non è un leader né colui intorno al quale gravitano tutte le attenzioni, ma si autodefinisce ‘il Capo’ ed è in qualche modo artefice della vicenda narrata. Sempre molto bravo questa volta però non può fare affidamento sulla sua incredibile mimica, ma la sua voce e la sua presenza scenica fanno il resto. Accanto a Servillo un ottimo Remo Girone nei panni di Rastelli, convincente e integerrimo, l’attore incarna secondo gli sceneggiatori la blanda schizofrenia, costitutiva della società italiana, di coloro che davanti al disastro fingono che tutto sia in ordine. A completare il terzetto di protagonisti la bella Sarah Felberbaum, che interpreta Laura, nipote di Rastelli e capace donna d’affari, scaltra e passionale.

Il Gioiellino

Molaioli conduce senza indugio un buon film, che per la prima parte risulta sinceramente godibile ma che al momento del cambio di registro, quando cioè si viene a contatto con i primi sentori di problemi finanziari, non muta il ritmo del suo racconto, dilatando i tempi e saltando i passaggi, peccando principalmente di mancanza di chiarezza nella narrazione. Il che è un gran peccato, considerando che per il resto il film aveva tutte le potenzialità per essere un prodotto davvero bello: a contribuire al suo volare artistico, oltre ai già citati grandi attori e al racconto ben condotto nella prima parte, concorrono una considerevole colonna sonora, una splendida fotografia di Luca Bigazzi e una sceneggiatura buona soprattutto nei dialoghi ricchi di una sottile ironia attribuibile soprattutto al personaggio di Servillo.

Il Gioiellino è comunque un buon film, ben confezionato, che racconta una pagina non molto felice, e forse neanche conclusa, della storia di questa grande crisi economica mondiale, e italiana.

Il Gioiellino

Il Gioiellino di Molaioli presentato all’Adriano

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Il Gioiellino di Molaioli presentato all’Adriano

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Toni Servillo, Remo Girone e Andrea Molaioli sono stati i protagonisti, questa mattina, della conferenza stampa de Il Gioiellino, ultimo film dei regista de La Ragazza del Lago, che mette in scena un film a metà strada tra l’apologo morale, l’esigenza artistica con una virata sul film d’inchiesta liberamente ispirato alla vicenda del crac Parmalat.

Il gioco di ruolo ufficiale Secret Wars della Marvel uscirà ad agosto 2026

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Il multiverso Marvel si prepara ad arrivare anche sui tavoli da gioco. Marvel ha annunciato l’uscita di Secret Wars, la nuova espansione ufficiale del Marvel Multiverse Role-Playing Game, il gioco di ruolo da tavolo ambientato nell’universo della Casa delle Idee. L’espansione sarà disponibile dal 18 agosto 2026 e accompagnerà l’attesa per i prossimi capitoli cinematografici dedicati agli Avengers, in particolare Avengers: Doomsday e Avengers: Secret Wars.

Dopo il buon successo riscosso dal gioco base e dalle prime espansioni, Marvel punta ora sul suo evento fumettistico più iconico, offrendo ai giocatori la possibilità di vivere in prima persona le battaglie del Battleworld e creare nuove avventure ispirate al celebre crossover che ha ridefinito il multiverso.

La notizia arriva dopo mesi di anticipazioni: il progetto era stato annunciato nel 2025 e ulteriori dettagli erano stati diffusi a inizio 2026. Ora è stata finalmente confermata la data d’uscita, mentre alcuni negozi specializzati hanno già ospitato eventi dimostrativi durante il Free RPG Day.

La nuova espansione introduce numerose novità pensate per ampliare sensibilmente le possibilità del gioco. Oltre alla riproduzione del Battleworld, il gigantesco mondo creato durante Secret Wars, saranno disponibili nuovi poteri, equipaggiamenti, armature, manovre di squadra, schede personaggio aggiornate e meccaniche dedicate agli scontri su scala cosmica. Tra i protagonisti confermati figurano anche personaggi come Galactus, aprendo la porta ad avventure di dimensioni ben più vaste rispetto a quelle del regolamento base.

Secret Wars espande il Marvel Multiverse RPG e prepara il terreno ai prossimi film degli Avengers

L’arrivo di questa espansione non è casuale. Negli ultimi mesi Marvel sta costruendo una forte sinergia tra fumetti, videogiochi e prodotti dedicati ai fan in vista dell’arrivo della nuova saga cinematografica del Multiverso. Dopo il crossover con Magic: The Gathering e le novità dedicate al videogioco di Wolverine, anche il gioco di ruolo ufficiale entra così nella fase “Secret Wars”.

Per gli appassionati dei fumetti rappresenta un’occasione per esplorare Battleworld ben oltre le pagine della storica miniserie, mentre per chi conosce l’evento solo attraverso le anticipazioni sui prossimi film Marvel potrebbe diventare un perfetto punto d’ingresso per approfondire personaggi, ambientazioni e dinamiche del celebre crossover.

L’espansione dimostra inoltre quanto Marvel continui a investire nel Marvel Multiverse Role-Playing Game, considerato ormai uno dei prodotti tabletop più importanti dedicati ai supereroi. Considerando l’enorme quantità di mondi, eroi e villain disponibili nell’universo Marvel, Secret Wars potrebbe essere soltanto il primo di una lunga serie di grandi aggiornamenti destinati ad accompagnare l’evoluzione del franchise nei prossimi anni.

Il Gioco di Gerald: su Netflix il film tratto dal romanzo di Stephen King

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Fan di Stephen King, questa notizia è per voi. Netflix ha acquistato i diritti per trasformare in un film uno dei romanzi più apprezzati del celebre scrittore statunitense, ossia Il Gioco di Gerald.

Alla regia dell’adattamento ci sarà Mike Flanagan, regista di Oculus Il Riflesso del Male, Somnia e del prossimo Ouija Le origini del male. La scelta è ricaduta sul regista statunitense dopo che la piattaforma online ha caricato nel proprio catalogo horror il film Il Terrore del Silenzio, diretto da Flanagan nel 2008.

La risposta degli abbonati alla pellicola è stata piuttosto buona, e lo stesso Stephen King avrebbe elogiato su Twitter il lavoro del regista.

Pare che al momento ci siamo già stati alcuni incontri tra Netflix e Flanagan per discutere sulla maniera più adeguata per portare sullo schermo una storia come quella de Il Gioco di Gerald.

il gioco di gerald

Di seguito potete leggere la trama del romanzo:

Ne Il gioco di Gerald,  Stephen King abbandona il filone horror e si cimenta in una vicenda dal carattere onirico, in cui l’introspezione psicologica della protagonista costituisce la parte principale della narrazione. La storia è quella di una donna che si ritrova costretta nella sua casa al lago in circostanze grottesche. La solitudine, la forzata immobilità e la paura porteranno la sua mente a spingersi decisamente oltre i limiti, fino a rievocare un terribile segreto d’infanzia per lungo tempo rimosso.

Non mancano però le note sanguinolente, nel tipico stile King, soprattutto nella narrazione delle gesta di un efferato killer, che si svolge parallelamente alla vicenda della donna.

Ricordiamo che al momento sono in corso le riprese di altri due adattamenti cinematografici tratti dalle opere di Stephen King: il primo è IT, che vedràe Bill Skarsgård nei panni del terrificante Pennywise; il secondo è invece La Torre Nera, che avrà come protagonisti il premio Oscar Matthew McConaughey e Idris Elba.

Fonte: ScreenRant

Il gioco di Gerald, la spiegazione del finale

Il gioco di Gerald, la spiegazione del finale

Il gioco di Gerald di Netflix è un film basato sull’omonimo romanzo di Stephen King che molti fan ritenevano non adattabile, soprattutto a causa dello scioccante finale di Il gioco di Gerald. Tuttavia, Mike Flanagan, abituale collaboratore di King, ha trovato il modo di trasformare la storia in un film. Basato sull’omonimo romanzo di King del 1992, all’apparenza il film è un po’ diverso dai soliti horror di King ambientati nel Maine. Ne Il gioco di Gerald, Jessie (Carla Gugino) finisce ammanettata a un letto in una casa isolata dopo che il marito Gerald (Bruce Greenwood) muore di infarto a metà di un tentativo di ravvivare la loro vita sessuale.

Quello che segue sono i suoi disperati tentativi di sopravvivenza e di fuga, ma anche una regressione nella sua psiche, con visioni cinematografiche di se stessa, di suo marito e del suo passato traumatico che vengono alla luce. Quando aveva 12 anni, Jessie è stata abusata sessualmente dal padre durante un’eclissi solare e in seguito è stata indotta al silenzio colpevole, cosa che ha influenzato il resto della sua vita. Non si tratta solo di fuggire dai confini metallici, ma anche di fuggire dalla mente. Gerald’s Game si conclude con un cauto lieto fine, ma con un colpo di scena sconvolgente.

Cosa succede nel finale di Il gioco di Gerard?

Dopo aver avuto un’epifania in seguito a una visione di se stessa più giovane, Jessie si taglia i polsi e usa la lubrificazione del sangue per sfuggire alle manette nella scena più cruenta di Il gioco di Gerard. Si schianta con l’auto e fugge dalla casa – con altre visioni lungo la strada – e alla fine viene salvata da una coppia vicina. Come descritto nella sua lettera a se stessa più giovane, dopo tutto questo, accadde quello che ci si aspettava: fu portata in ospedale e interrogata dalla polizia, ma mentì e disse di non ricordare nessuno degli orrori vissuti nella casa.

Si stabilì che Gerald era morto per un attacco di cuore, non per essere stato spinto giù dal letto da lei. e in seguito la sua società coprì gli elementi sessuali del caso; in sostanza, la verità fu repressa. Jessie si sottopose a diversi innesti di pelle per la sua mano maciullata e usò il ricavato dell’assicurazione sulla vita per creare una fondazione che aiutasse le vittime di abusi sui minori, incanalando la sua tortura immaginata mentre era legata al letto in qualcosa di pratico e utile.

Il vero significato del finale de Il gioco di Gerald

Nonostante gli orrori fisici, il viaggio di Jessie è un viaggio di riscoperta e accettazione. Fin da bambina ha represso ciò che il padre le ha fatto – sia l’abuso sessuale in sé che la copertura del suo complesso vittimario – e non è mai stata in grado di ammetterlo nemmeno a coloro di cui presumibilmente si fidava. Ma ha anche lottato per evitare di affrontare i problemi del suo matrimonio (si oppone al fatto che Gerald si faccia chiamare “papà” durante il sesso); Gerald è evidentemente un sostituto del padre e, a un livello più elementare, ha nascosto a se stessa per anni la vera natura del loro rapporto incrinato.

Nel corso del film, tutti questi pensieri vengono lentamente alla ribalta grazie alle visioni striscianti, alla solitudine e all’incombente possibilità che la morte la costringa ad affrontare il passato. Tutto è incorniciato dal momento dell’eclissi – sedersi sulle ginocchia del padre è stato il momento in cui l’innocenza è andata perduta – con visioni che si tingono del suo bagliore rosso altamente saturo. Questo è il punto di partenza del suo stato mentale.

Il finale di Il gioco di Gerald è quindi un’interpretazione senza fronzoli del passato e del suo apprendimento. Jessie riesce a fuggire solo ricordando di essersi tagliata accidentalmente con un vetro dopo l’eclissi, e la sua nuova vita dopo le manette si basa sull’uso di tutto ciò che ha fatto per andare avanti, superandolo ma anche usandolo. Per ribadire questo concetto, il film le fa indirizzare la lettera a Mouse (la se stessa più giovane, che fornisce retroattivamente la speranza ai preadolescenti) e l’inquadratura finale mostra persino la fine dell’eclissi del 2017.

Raymond Andrew Joubert

Mentre la maggior parte di ciò che Jessie sperimenta è nella sua mente, gli ultimi minuti rivelano qualcosa di molto più pericoloso. Durante la notte, mentre è legata al letto, Jessie riceve la visita di una figura alta e sproporzionata. Se ne sta in silenzio nell’angolo con una borsa piena di ossa e oggetti personali, muovendosi lentamente verso di lei ogni volta che lei distoglie lo sguardo, come un terrore notturno da cui non riesce a svegliarsi. La maggior parte della sua “storia” deriva da un’autosuggestione nella mente di Jessie.

Mentre cerca di razionalizzare l’Uomo Chiaro di Luna come uno scherzo della luce (o dei raggi lunari), inizia a vederlo come un’incarnazione della morte. In tutto questo, c’è un suggerimento in agguato che c’è davvero qualcosa di fisico: il cane che si sta cibando lentamente di Gerald è spaventato dalla sua presenza e un’impronta insanguinata è lasciata sul pavimento. Il tutto si risolve quando lei scappa e lui si trova proprio alla fine del corridoio dell’ultimo piano. Passando lentamente davanti a lui, deposita la fede nuziale nella sua borsa di gingilli.

L’ultima volta che lo si vede è nel corpo del film, sul retro dell’auto, che la fa precipitare. Le immagini di lui continuano a perseguitare Jessie anche dopo la fuga, rappresentando come l’aver fatto i conti con il proprio passato e l’aver aiutato gli altri non l’abbia liberata del tutto; in un agghiacciante richiamo a ciò che pensava tra sé e sé sul letto, l’anello nuziale che aveva dato alla figura non è mai stato ritrovato. E la spiegazione è davvero terrificante.

Il mostro era in realtà Raymond Andrew Joubert, un vero necrofilo trasformato in serial killer che soffriva di acromegalia, il che ha portato alle sue proporzioni estreme. Iniziò come vandalo in un cimitero dell’Alabama, rubando gioielli da cadaveri sepolti di recente, poi aumentò, profanando i corpi e infine rubando varie parti dell’anatomia – e a un certo punto “conservò” anche la sua famiglia. Joubert si è imbattuto in Jessie apparentemente per caso, sottraendo parti del corpo a Gerald (che lei ha supposto essere l’azione del cane affamato). Alla fine è stato scoperto quando ha ucciso qualcuno ed è stato colto in flagrante.

Sebbene il colpo di scena dimostri ovviamente che Joubert era reale, ci sono evidentemente momenti in cui tutto era nella testa di Jessie; non si intrufolava nel suo appartamento ogni notte. Ogni volta che Joubert appare nella luce rossa dell’eclissi o con gli occhi soprannaturalmente luminosi, è tranquillamente nella testa di Jessie; la sua mente ha preso la sua immagine e la sta usando come emblema della sua paura. L’altro caso in cui si tratta di un assassino immaginario è quando Jessie parla con Gerald di lui sotto il letto: la mano che si alza deve essere nella sua mente. Tutto il resto, però, sembra essere reale.

Inizialmente non è chiaro perché Joubert abbia risparmiato Jessie. Nella lettera, lei presume che sia perché si dice che lui favorisca le vittime maschili quando si tratta di mutilazioni, il che, nel contesto del suo stalking, è ancora più inquietante. Quando Jessie lo affronta all’udienza preliminare, tuttavia, i due condividono una strana connessione; vedendola, lui si libera delle manette e dice: “Non sei reale, sei fatto solo di luce lunare”, esattamente come lei pensava che fosse.

Apparentemente questo suggerisce che Joubert non ha ucciso Jessie perché non sapeva che c’era qualcosa da uccidere. Ma la battuta finale – “Sei molto più piccolo di quanto ricordassi” – riporta la storia al vero fulcro: Jessie è libera. Il gioco di Gerald è un film che esplora come il viaggio, per quanto tortuoso, ti formi; e quindi il finale non è solo catartico per il personaggio, ma è un messaggio di speranza per tutti.

Come il finale de Il gioco di Gerald si confronta con il libro di Stephen King

Ci sono differenze significative tra il romanzo Il gioco di Gerald di Stephen King e il film. È sempre così con i film di King, perché l’autore usa molto l’interiorizzazione nelle sue storie. Inoltre, nel caso de Il gioco di Gerald, è impossibile adattarlo come un film fedele, poiché tutto si svolge con Jessie sola e ammanettata al letto. Tutto ciò che accade nel film dopo la morte di Gerald è il pensiero di Jessie sulla sua vita e sui suoi traumi passati. Tuttavia, oltre all’aggiunta di scene che non erano presenti nel libro per rendere la storia cinematograficamente accattivante, sono state apportate altre modifiche.

La morte di Gerald è diversa nel film. Nel libro era davvero un uomo cattivo, poiché aveva pianificato di aggredire sessualmente la moglie, e Jessie lo uccide per legittima difesa. Sono state apportate modifiche anche alla fine della storia, in quanto Jessie non ha scritto la lettera a se stessa più giovane nel libro. La scrisse invece a Ruth Neary, che era la compagna di stanza di Jessie al college. Nel libro c’era anche un collegamento con Dolores Claiborne, poiché l’eclissi era la stessa in entrambi i romanzi. Tuttavia, la fuga è fedele al romanzo, così come la scena del tribunale.

Come è stato accolto il finale di Il gioco di Gerald

La critica ha apprezzato Il gioco di Gerald, che è uno dei pochi adattamenti di Stephen King ad essere stato certificato fresco su Rotten Tomatoes con un 91%. Il punteggio del pubblico non è stato altrettanto alto, ma è stato comunque un fresco 70% di voti positivi. Tuttavia, per quanto riguarda il finale di Gerald’s Game, non tutti gli spettatori hanno apprezzato il modo in cui si è concluso. Un recensore ha scritto: “Tutto si è legato alla sua fuga molto bene. Ma dopo la sua fuga il film è andato in picchiata”, perché non ha gradito la rivelazione di Joubert.

Ma sul fronte della critica, anche le recensioni negative sembravano amare il finale. Nella sua recensione per Entertainment Weekly, il critico cinematografico Darren Franich ha scritto che il finale “è anche una delle cose più disgustose che abbia mai visto in un film. Varrebbe quasi il prezzo del biglietto d’ingresso; di certo vale la pena di cliccare su Netflix. Ma la costruzione richiede molto tempo”. Tuttavia, le recensioni positive superano di gran lunga quelle negative. Nella sua recensione positiva per IndieWire, Eric Kohn ha scritto che Flanagan ha reso omaggio a King nel finale:

Il gioco di Gerald” è il re del libro. Quindi, quando il film arriva a un climax fenomenale, a rotta di collo, e poi continua con un colpo di scena del tutto implausibile, si attiene alla regola non scritta: Non rimporta chi guida, tutti devono inchinarsi al Re“.

 

Il Gioco di Gerald di Stephen King arriverà al cinema con la regia di Mike Flanagan

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il-gioco-di-geraldLa lista dei film che il cinema ha tratto dai libri di Stephen King è lunghissima e non sembra voler finire, perché dopo i vari Shining, Il Miglio Verde, Carrie, IT ecc. ora anche Il Gioco di Gerald entrerà in produzione sotto la guida della Intrepid Pictures che ha affidato la regia del film a Mike Flanagan, fresco del successo di Oculus (Qui la recensione) in cui ha mostrato di avere grande talento per la regia di un horror.
Il film sarà scritto dallo stesso regista con la collaborazione di Jeff Howard.
Di seguito la sinossi del libro tratta da Amazon:

In una casa isolata su un lago, Jessie si piega all’ennesima fantasia sessuale del marito Gerald, che questa volta l’ammanetta al massiccio letto in legno. Ma quando umiliata, lei lo allontana con un calcio, l’uomo si affloscia inerte, stroncato da un infarto. Il tempo passa e Jessie, immobilizzata e dolorante, sembra votata a una morte lenta, resa ancora più atroce dalla comparsa di un affamato cane randagio e da un’ombra misteriosa e irreale che fa capolino nella stanza…”

Fonte: CS.net

Il gioco delle coppie: trama, cast e curiosità sul film

Il gioco delle coppie: trama, cast e curiosità sul film

Sempre più negli ultimi anni Olivier Assayas si è affermato come uno degli autori più interessanti e acuti della cinematografia francese. Tra i suoi titoli più recenti, Sils Maria e Personal Shopper hanno conquistato numerose lodi e portato nuove riflessioni sul ruolo dell’arte e e del suo rapporto con l’essere umano. Nel 2018, invece, Assayas ha presentato Il gioco delle coppie (il cui titolo originale è Doubles vies, letteralmente “doppie vite”). Si tratta di un film insolito nella sua filmografia, poiché è questo una pura commedia ricca di situazioni e dialoghi sagaci. Un genere a suo modo inedito nel cinema di Assayas, che riesce però a raccontare ugualmente qualcosa della contemporaneità.

Presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, con Il gioco delle coppie (qui la recensione) Assayas costruisce dunque un confronto serrato tra analogico e digitale, realtà e finzione, vita e letteratura. La doppia vita non è dunque solo quella che i personaggi possiedono, ma si estende anche al mondo della comunicazione sempre più frammentato e in costante mutamento proprio come se, appunto, stesse vivendo una seconda vita. Per Assayas il cuore del racconto è dunque il modo in cui si sceglie di rapportarsi a queste inevitabili trasformazioni, tra chi vi si oppone fermamente e chi invece vi si adatta ritrovandovi dei vantaggi.

Il gioco delle coppie è dunque una fotografia dei nostri tempi, spesso esilarante, alimentata da una serie di conversazioni su ciò che questa transizione tecnologica significa per tutti noi, su cosa si guadagna e cosa si perde. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il gioco delle coppie: la trama del film

In Il gioco delle coppie, Alain Danielson è un editore parigino di successo che fa fatica ad adattarsi alla rivoluzione digitale che sta investendo il mondo della comunicazione e dell’editoria. Mentre cerca di capire come muoversi all’interno di questo caotico territorio per lui ancora inesplorato, egli cerca di continuare il suo lavoro nel modo più tradizionale possibile, leggendo e selezionando nuovi manoscritti da pubblicare. Tra questi compare anche il nuovo romanzo di Leonard Spiegel, suo autore e amico da lungo tempo. Alain, che non ha mai mancato di pubblicare i libri di Leonard, si trova inaspettatamente a doversi opporre a questa nuova opera.

Il lavoro di Leonard risulta infatti già vecchio e profondamente banale. Eppure,  Selena, moglie di Alain e attrice di successo, sembra aver preso molto a cuore il progetto, considerandolo un vero capolavoro, il miglior libro mai scritto da Leonard. Di parere opposto sembra invece la moglie dello scrittore, Valérie, la quale è ormai totalmente disinteressata al marito in favore della sua brillante carriera. A complicare la situazione l’azienda di Alain assume una giovane e ambiziosa donna, Laure, con il compito di facilitare l’accesso dell’azienda nell’era digitale. Ben presto, i rapporti di questi personaggi finiranno per intrecciarsi e diventare caotici come il mondo della comunicazione che li circonda.

Il gioco delle coppie cast

Il gioco delle coppie: il cast del film

Ad impreziosire il film di Assayas vi sono alcuni tra i più celebri interpreti del cinema francese, a partire da Guillaume Canet nei panni dell’editore Alain. Recentemente visto in titoli come Gli infedeli, 7 uomini a mollo e La belle époque, Canet si disse molto interessato al progetto di Assayas, apprezzando la volontà di raccontare il mondo della comunicazione contemporanea attraverso il genere della commedia. Accanto a lui, nel ruolo di sua moglie Selena, vi è l’attrice vincitrice del premio Oscar Juliette Binoche. Per lei si è trattato del terzo film girato sotto la regia di Assayas dopo Ore d’estate sils Maria.

L’attore Vincent Macaigne, visto anche in Eden, C’est la vie e The French Dispatch, interpreta invece lo scrittore Leonard. Per lui è stata la prima collaborazione con Assayas. Nei panni della moglie Valérie si ritrova invece Nora Hamzawi, vista poi l’anno successivo nell’acclamato film Alice e il sindaco. La giovane Christa Théret, celebre grazie ai film Cacciatore di teste, LOL – Il tempo dell’amore e La figlia del capo, interpreta qui il ruolo di Laure, la giovane neo impiegata presso l’azienda di Alain. Nel film si ritrovano poi gli attori Pascal Greggory, visto in La vie en Rose e Frankie, nel ruolo di Marc-Antoine Roulvel e Antoine Reinartz in quello di Blaise.

Il gioco delle coppie: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il gioco delle coppie è infatti disponibile nei cataloghi di Chili e Rai Play. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì 10 maggio alle ore 21:15 sul canale Rai 5.

Fonte: IMDb

Il gioco delle coppie, il trailer del nuovo film di Olivier Assayas

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Sono stati diffusi in rete da I Wonder Pictures il trailer e il poster di Il gioco delle coppie, il cui titolo originale è Non Fiction (Double Vies), il nuovo film di Olivier Assayas presentato nella selezione ufficiale dell’ultimo Festival di Venezia e premiato dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI.

Ecco il trailer:

Il film che ha divertito il pubblico dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia, firmato dal regista francese Olivier Assayas, arriva in sala in Italia dal 3 gennaio, distribuito da I Wonder Pictures, col titolo italiano IL GIOCO DELLE COPPIE (titolo internazionale Non Fiction – Doubles Vies). Nel cast, Guillaume Canet, Juliette Binoche, Vincent Macaigne, Nora Hamzawi, Christa Théret, Pascal Greggory.

Il film è stato designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani – SNCCI con la seguente motivazione: «Acuto narratore della contemporaneità, stavolta Assayas ci porta con la sua brillante scrittura dentro un confronto serrato tra analogico e digitale, realtà e finzione, vita e letteratura, in una giostra, apparentemente leggera e scanzonata, dove anche tradimenti e segreti rappresentano un segnale evidente di questi tempi controversi».

Ecco il poster del film:

Il gioco delle coppie poster
Analogici o digitali, fedeli o fedifraghi… Il Vecchio Mondo, quello di carta e libri, e il Nuovo Mondo, quello degli e-book e del digitale… Olivier Assayas racconta con brio queste trasformazioni dei tempi moderni in una raffinatissima commedia che indaga le relazioni e i giochi di coppia di un gruppo di uomini e donne sull’orlo di una crisi di valori e certezze. Una fotografia dei nostri tempi, spesso esilarante, alimentata da una serie di conversazioni su ciò che questa transizione tecnologica ha significato per tutti noi, su cosa si guadagna e cosa si perde.

Alain (Guillaume Canet) è un editore di libri di successo e sicuro di sé che lotta con i pro e i contro della sua vita professionale e privata. Il suo rapporto con la moglie Serena, star delle serie tv (Juliette Binoche), è un po’ stantio, e deve trattare delicatamente con uno dei suoi autori di lunga data (Vincent Macaigne), per la pubblicazione del suo nuovo libro. A complicare la situazione è l’interesse di Alain per i media digitali e social, che lo ha portato ad assumere una giovane donna incredibilmente ambiziosa come “responsabile della transizione digitale” nella sua azienda…

Leggi la recensione de Il gioco delle coppie

«Il nostro mondo è in continuo cambiamento – dichiara il regista – è sempre stato così. La questione è la nostra capacità di tenere d’occhio tale flusso, di capire che cosa è veramente in gioco e poi di adattarci o meno. Dopo tutto, questo è il senso della politica e dell’opinione pubblica. La digitalizzazione del nostro mondo e la sua riduzione ad algoritmi è il vettore moderno di un cambiamento che ci confonde e ci travolge inesorabilmente. Questo film cerca di osservare, a volte in modo divertente, le domande che assillano ciascuno di noi».

Il film è scritto e diretto dal pluripremiato regista Olivier Assayas (Qualcosa nell’aria, Sils Maria, Personal Shopper), la fotografia è di Yorick Le Saux, il montaggio di Simon Jacquet, è prodotto da Charles Gillibert – CG Cinéma, in coproduzione con Vortex Sutra ARTE France Cinéma, Playtime in associazione con Lynk Investment Trading Service Construction Company Ltd, con la partecipazione di ARTE France, Canal+, Cine+. In Italia è distribuito da I Wonder Pictures dal 3 gennaio.

Il gioco della piramide: trailer della nuova serie thriller sudcoreana

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Paramount+ ha presentato il trailer ufficiale della nuova serie thriller sudcoreana Il gioco della piramide (Pyramid Game). Il gioco della piramide è interpretato dagli attori Kim Jiyeon (Twenty-Five Twenty-One), Jang Da A, RYU DA IN, Shin Seul Ki e Kang Na Eon. La serie è diretta da Bak So Yeon (The Heavenly Idol) e scritta da Choi Sui.

Dopo BARGAIN e A BLOODY LUCKY DAY, acclamati dalla critica, Il gioco della piramide è il nuovo progetto sviluppato da Paramount+ e TVING grazie a una partnership tra Paramount e la principale società di intrattenimento CJ ENM. IL GIOCO DELLA PIRAMIDE è prodotto da Film Monster e CJ ENM STUDIOS e distribuito da Paramount Global Content Distribution al di fuori di Corea, Giappone e Taiwan.

Il gioco della piramide in streaming, quando esce!

Il gioco della piramide in streaming uscirà con tutti i 10 episodi saranno trasmessi in anteprima giovedì 30 maggio su Paramount+ in Italia, oltre che negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Canada, Australia, America Latina, Brasile, Francia, Germania, Svizzera e Austria.

Il gioco della piramide: trama

Ne Il gioco della piramide, Seong Su-ji è una studentessa appena arrivata alla Baekyeon Girls’ High School. Tra i bulli, lo studio e la lotta per la popolarità, il liceo sembra già un gioco di sopravvivenza per Su-ji. Ma quando le viene presentato un sistema di classificazione che sceglie gli emarginati della classe attraverso un voto segreto, Su-ji deve decidere se accettare il suo status e le sue violente conseguenze o guidare una rivolta contro il “Gioco della Piramide”.

Il gioco del destino e della fantasia, il trailer del film dal 26 agosto al cinema

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«Divertitevi ad essere sorpresi dall’imprevedibilità del mondo!». Certe volte bastano solo otto parole (e un punto esclamativo) per condensare una filosofia artistica. O, almeno, bastano ad Hamaguchi Ryusuke, nome forte del nuovo cinema giapponese. Una filosofia, una visione, che gli ha fatto vincere a distanza ravvicinata l’Orso d’Argento a Berlino con Il gioco del destino e della fantasia (Wheel of Fortune and Fantasy) e il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes con Drive My Car.

Sarà la Tucker Film, reduce dal successo della monografia su Wong Kar Wai, a portare nei cinema italiani entrambi i capolavori di Hamaguchi, cominciando da Il gioco del destino e della fantasia: l’uscita è fissata per giovedì 26 agosto, mentre l’uscita di Drive My Car è programmata per la fine di settembre.

Cosa succede quando il caso comincia a muovere le sue pedine? Quanto può influire sulla nostra vita un semplice imprevisto? Il gioco del destino e della fantasia indaga sulla rotta di collisione tra cuore e sorte. Un tema per cui Hamaguchi elabora tre variazioni narrative, dettando il ritmo attraverso i dialoghi (Hamaguchi firma anche lo script) e disegnando quattro intensi personaggi femminili alle prese con i propri sentimenti, con la propria immaginazione e con l’imprevedibile geometria delle coincidenze e delle casualità. Questo il filo rosso che mette in connessione i tre capitoli (Magia, Porta spalancata, Ancora una volta) e le anime delle quattro donne (Meiko, Nao, Natsuko, Nana), questo il motore di un grande film dove Tokyo, pur mantenendo la propria essenza giapponese, diventa teatro di emozioni universali…

Nato nel 1978 a Kanagawa, Hamaguchi Ryusuke si è laureato all’Università di Tokyo e ha studiato regia alla Tokyo University of the Arts. Il film con cui si è laureato, Passion, è stato selezionato per il Tokyo Filmex del 2008, ma la vera svolta è avvenuta con Happy Hour (2015), della durata di oltre cinque ore, che ha fatto incetta di premi. Il suo primo film commerciale, Asako I & II, è stato selezionato in concorso al Festival di Cannes nel 2018. Due anni più tardi, Hamaguchi ha firmato la sceneggiatura di Wife of a Spy di Kurosawa Kiyoshi (Leone d’Argento).

Il Giocatore: Rounders – recensione del film con Matt Damon

Il Giocatore: Rounders – recensione del film con Matt Damon

Il Giocatore: Rounders è il film del 1998 diretto da John Dahl e con protagonisti nel cast Matt Damon, Edward Norton, Martin Landau, John Turturro, Famke JanssenJohn Malkovich.

  • Anno: 1998
  • Regia: John Dahl
  • Cast: Matt Damon, Edward Norton, Martin Landau, John Turturro, Gretchen Mol, John Malkovich, Famke Janssen

La trama del film Il Giocatore: Rounders

Trama: Michael (Matt Damon, protagonista “acqua e sapone” perfettamente a suo agio nella parte)  è uno studente newyorkese di giurisprudenza che ha una passione (o forse un’ossessione compulsiva) per il poker. È abile, ha fiuto, si sa muovere in mezzo agli “squali” e sa come spennare per bene i “polli” più ingenui.

Una sera crede di compiere il colpo della sua vita vincendo contro il russo Teddy Kgb (John Malkovich), affiliato della mala, battendolo direttamente sul suo campo di gioco (il club di sua proprietà); ma il ragazzo sbaglia i calcoli, forse pecca di Hybris e si abbandona alla propria arroganza…  fatto sta che perde la partita. 30.000$ dollari, i risparmi di una vita, la retta universitaria, e perfino il suo rapporto con la fidanzata Jo (Gretchen Mo) ne risente.

L’amico, giocatore e mentore Joey Knish (John Turturro) gli offre un lavoro serio, pulito. Per sei mesi Mike esce dal giro, smette di giocare. Ma il richiamo del tavolo verde è troppo forte, e le mille luci di Las Vegas semplicemente irresistibili… la situazione si complica ulteriormente quando esce di prigione l’amico di sempre, il “fratello” Lester Murphy detto “verme”- nomen omen, come dicevano i latini- (Edward Norton), il quale non faticherà troppo a riportarlo sulla “retta via” del vizio e del gioco…

Analisi: Nel 1998 il regista John Dahl regala alla storia del cinema un film senza grandi pretese ma con un cast all-stars assolutamente d’eccezione che riesce a diventare in breve tempo un oggetto di culto non solo per gli appassionati del genere.

Il Giocatore, il mondo del poker attraverso gli occhi di un giovane Matt Damon

Il Giocatore è un film sullo sport? Probabile, se mescolare un mazzo di carte e calare una mano vincente è uno sport nazionale. Perché Il Giocatore Rounders analizza nel profondo il mondo del poker filtrandolo attraverso gli occhi di un giovane, ma esperto, giocatore (un rounder, appunto) che sa bene come giocare le carte che il destino gli ha servito, non senza incontrare numerosi ostacoli sul proprio cammino.

A suo modo, forse, può anche  raccontare una storia esistenziale, perché Michael ha sempre respirato e vissuto in quel mondo, lui le regole del gioco non le ricorda nemmeno più: ormai fanno parte del suo dna, del suo tessuto umano e personale. E negando la sua vera natura- o “vocazione”, se preferite- per amore della fidanzatina Jo non raggiungerà la felicità personale né la piena realizzazione di sé.

Snodandosi tra citazioni dei più famosi giocatori della storia del poker e partite giocate fino all’ultimo respiro, il film Il Giocatore risulta, in definitiva, un pregevole prodotto pronto a soddisfare qualunque tipo di palato, dall’appassionato pokerista al cinefilo più incallito fino allo spettatore casuale.

La regia asciutta, mai prolissa, la trama scarna ed essenziale come i dialoghi ricreano con sapiente maestria il sottobosco newyorkese popolato da volti pallidi e stanchi, barbe sfatte dopo sessantaquattro ore di partita, mafiosi russi, creditori sadici, club fumosi, night-club infimi e bari da quattro soldi; sembra quasi di ritrovare, in quei vicoli malfamati illuminati dalle luci artificiali le atmosfere del miglior Martin Scorsese “nudo e crudo”, e la voce narrante di Michael che fa da “colonna sonora” alle prime immagini ci riporta dalle parti del cinema noir, come nei grandi classici della letteratura hard-boiled.

Nonostante sia una pellicola lenta e riflessiva, proprio come una partita di poker, dove fino alla fine si attende il colpo di scena che sovvertirà la partita e decreterà il vincitore, forse ci regala alcune tra le più belle interpretazioni degli attori protagonisti: un taciturno John Malkovich impone la propria presenza sullo schermo pur pronunciando soltanto una manciata di parole, ma il suo modo di masticare i biscotti Oreo non lascia spazio all’immaginazione… Edward Norton è perfetto nel ruolo di verme, un viscido codardo che risulta, però, agli occhi dello spettatore come un’irresistibile canaglia; Matt Damon mette in scena in modo credibile e intenso il dilemma morale e personale che affligge il suo personaggio: mollare tutto e mettere la testa apposto, oppure assecondare la propria vera natura?

Come insegna il professor Abe Petrovsky (interpretato da un convincente Martin Landau), è difficile non seguire la propria vocazione. Anche se il gioco potrebbe rivelarsi più pericolo del previsto e si potrebbe correre il rischio di… restare bruciati.

Il gigante: trama, cast e curiosità sul film con James Dean

Il gigante: trama, cast e curiosità sul film con James Dean

Sono bastati tre film all’attore James Dean per entrare nella storia del cinema come uno dei più importanti interpreti di sempre. Un talento unico il suo, tragicamente spezzato all’età di 24 anni in seguito ad un incidente d’auto. Tra il 1955 e il 1956 egli si è infatti distinto con le pellicole La valle dell’Eden, Gioventù bruciata e, in ultimo, Il gigante. Sono queste le sue uniche volte da protagonista, dove ha potuto dar prova di tutta la sua intensità e del suo valore. Il suo ultimo film, diretto da George Stevens e basato sull’omonimo romanzo di Edna Ferber, è ancora oggi considerato uno dei più belli della storia.

Il film è un ritratto epico di una potente famiglia di allevatori del Texas (il gigante del titolo) sfidata dai tempi che cambiano e dall’arrivo del grande petrolio. Allo stesso tempo, è un’opera che riflette sulla società statunitense, sul razzismo e sull’importanza dei diritti umani. Al momento della sua uscita in sala fu accolto da pareri critici estremamente entusiasti, che ne evidenziavano la profondità delle tematiche e della sua ricca messa in scena. Si rivelò anche un grande successo di pubblico, arrivando a guadagnare oltre 39 milioni di dollari a fronte di un budget di appena 5.

Candidato a ben nove premi Oscar, ma vincitore soltanto di quello per la miglior regia, il film è dunque un’opera imprescindibile per i cinefili e gli appassionati spettatori. La grandezza de Il gigante è infatti anche quella di saper apertamente parlare anche al pubblico di oggi. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il gigante: la trama del film

La vicenda si svolge nel Texas degli anni Venti, un’epoca di transizione e di pieno sviluppo per gli Stati Uniti, sempre più indirizzati verso la modernità. In questo contesto il barone Bick Benedict sposa la bellissima Leslie Lynnton e la relega al ruolo di moglie. La donna deve infatti da subito misurarsi con una serie di difficoltà all’interno della sua nuova casa, tra cui l’ostilità della cognata Luz Benedict, ma anche il modo di pensare locale, estremamente chiuso e patriarcale. Allo stesso tempo, anche Bick ha i suoi problemi, notando i mutamenti del suo mondo ma incapace ad adattarvisi per via dei suoi valori ormai all’antica. Ciò è ben presto causa di crisi economica per la famiglia.

Tra i braccianti di Bick spica Jett Rink, il quale si innamora perduta di Leslie, pur consapevole dell’impossibilità di dare un futuro a quell’amore. Inaspettatamente, egli si ritrova però ad ereditare un piccolo terreno che cambierà per sempre le sue sorti. Quel pezzo di terra, infatti, rivela giacimenti di petrolio che conferiranno al giovane ricchezza e prestigio inimmaginabili. Ora egli ha la possibilità di conquistare Leslie e condurla verso una vita felice. Prima, però, dovrà fare i conti con Bick, il quale non è disposto a vedersi privato anche della sua donna. La rivalità tra i due avrà così inizio, destinata a durare per anni.

Il gigante cast

Il gigante: il cast del film

Ad interpretare il ruolo del bracciante Jett Rink vi è l’attore James Dean, il quale desiderava così tanto recitare in questo film da accettare di lavorare per il minimo salariale. Per interpretare al meglio il suo ruolo, egli fece in modo che i cowboy locali gli insegnassero come maneggiare un lazo e il cappello affinché potesse risultare più realistico nel maneggiarli. Egli decise infatti di calarsi quanto più possibile nel ruolo, assumendo una serie di atteggiamenti e movenze tipiche di un uomo di quel periodo. Tale metodo lo portò ad avere diversi scontri con il regista, il quale però non riuscì a fargli cambiare atteggiamento. Per la sua intensa interpretazione, Dean venne candidato ai premi Oscar come miglior attore protagonista e fu il primo a ricevere tale onore postumo.

Nei panni di Bick Benedict vi è invece il noto attore Rock Hudson. Questi venne scelto principalmente per la sua possibilità di risultare realistico sia come uomo di trent’anni che come sessantenne, come appare il suo personaggio alla fine del film. Durante le riprese, però, Hudson non ebbe un buon rapporto con Dean, criticando anch’egli il suo metodo lavorativo. L’astio tra i due li aiutò a risultare ancor più realistici nel dar vita a quello dei loro personaggi. Per il ruolo di Leslie Lynnton, fu infine Hudson a scegliere l’attrice Elizabeth Taylor. Nel film sono poi presenti Dennis Hopper nel ruolo di Jordan Benedict III e Carroll Baker per Luz Benedict II. L’attrice Mercedes McCambridge è invece Luz Benedict, sorella di Bick.

Il gigante: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il gigante è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili, Apple iTunes, Tim Vision e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 6 aprile alle ore 21:00 sul canale Warner TV.

Fonte: IMDb

Il Gigante di Ferro: Vin Diesel annuncia il sequel?

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Il Gigante di Ferro: Vin Diesel annuncia il sequel?

Proprio oggi abbiamo riportato la notizia del ritorno nei cinema Usa del film Il gigante di ferro in versione rimasterizzata, in vista di una edizione digital video che verrà presentata al Comic Con 2015.

Ora Vin Diesel, attore che doppiava il personaggio, potrebbe aver rivelato una notizia ancora più interessante: WB starebbe preparando un sequel. Ecco cosa ha scritto l’attore:

vin-diesel-il-gigante-di-ferro

Il gigante di ferro racconta la storia dell’amicizia che nasce fra Hogarth, un bambino di 9 anni orfano del padre e un enorme robot di metallo, piovuto dal cielo in una notte di pioggia. Ciò che era stato creato per essere un’arma mortale diventa, grazie a questo profondo legame, umano ed intensamente sensibile, fino a compiere l’estremo sacrificio per le persone che ama ed in cui crede.

Fonte: CBM

Il gigante di ferro torna al cinema: il nuovo poster

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Il gigante di ferro torna al cinema: il nuovo poster

Il gigante di ferro torna al cinema in versione rimasterizzata. Il 30 settembre e il 4 ottobre l’esordio alla regia di Brad Bird ritorna nei cinema Usa, in vista di una edizione digital video che verrà presentata al Comic Con 2015 in corso.

La storia dell’amicizia che nasce fra Hogarth, un bambino di 9 anni orfano del padre e un enorme robot di metallo, piovuto dal cielo in una notte di pioggia. Ciò che era stato creato per essere un’arma mortale diventa, grazie a questo profondo legame, umano ed intensamente sensibile, fino a compiere l’estremo sacrificio per le persone che ama ed in cui crede.

Nella versione originale del 1999, il gigante robot protagonista era doppiato da Vin Diesel.

Di seguito il nuovo poster del film:

Il gigante di ferro

Il Gigante di Ferro torna al cinema, ecco il trailer

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Il Gigante di Ferro torna al cinema, ecco il trailer

Il gigante di ferro torna al cinema in versione rimasterizzata. Il 30 settembre e il 4 ottobre l’esordio alla regia di Brad Bird ritorna nei cinema Usa, in vista di una edizione digital video che verrà presentata al Comic Con 2015.

La storia dell’amicizia che nasce fra Hogarth, un bambino di 9 anni orfano del padre e un enorme robot di metallo, piovuto dal cielo in una notte di pioggia. Ciò che era stato creato per essere un’arma mortale diventa, grazie a questo profondo legame, umano ed intensamente sensibile, fino a compiere l’estremo sacrificio per le persone che ama ed in cui crede.

Nella versione originale del 1999, il gigante robot protagonista era doppiato da Vin Diesel.

Il Gigante di Ferro al Tiff 2015 [foto]

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Brad Bird sta promuovendo la versione rimasterizzata del suo esordio alla regia nonchè uno dei suoi migliori film e trai migliori film d’animazione della storia del mezzo espressivo, Il Gigante di Ferro. Ecco le foto della presentazione al Tiff 2015.

Il giardino delle vergini suicide: 10 cose che non sai sul film

Il giardino delle vergini suicide: 10 cose che non sai sul film

Il giardino delle vergini suicide è uno dei film che ha segnato il cinema di fine anni ’90, raccontando sentimenti ed emozioni della fascia d’età adolescenziale, rimanendo un film autoriale, preciso e rispettoso.

Sofia Coppola, dopo alcuni corti, ha debuttato alla regia proprio con questo lungometraggio che ha da subito avuto pareri e critiche positive, sia per quanto riguardano le tematiche narrate (in quanto la regista è stata anche sceneggiatrice) sia per le sue innate qualità registiche.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Il giardino delle vergini suicide.

Il giardino delle vergini suicide film

1. A Sofia Coppola era stato consigliato il libro. Sembra che Thurston Moore della band Sonic Youth abbia suggerito di leggere Il giardino delle vergini suicide a Sofia Coppola, prestandole una copia. Dopo averlo letto, la regista decise di adattarlo in un film.

2. La Coppola non era l’unica interessata all’adattamento. Dopo aver scritto la sceneggiatura, Sofia Coppola ci rimase male nel sapere che già un’altra compagnia stava lavorando ad un adattamento del libro. Tuttavia, essi non erano contenti del loro lavoro, così lei mostrò loro il suo lavoro che alla fine venne usato per la realizzazione del film.

3. Un film per teenager (e non solo) di qualità. Stando alle dichiarazioni della regista, sembra che lei abbia voluto realizzare Il giardino delle vergini suicide perché connessa con i temi affrontati nell’omonimo romanzo e anche per la volontà di dare vita ad un film sui teenagers che fosse di qualità, con una buona fotografia e trattando gli argomenti con il dovuto rispetto.

Il giardino delle vergini suicide streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse vedere o rivedere questo film, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle piattaforme di streaming digitale legale come Rakuten Tv, Google Play e iTunes.

Il giardino delle vergini suicide cast

5. Scarlett Johansson era stata considerata per un ruolo. Dopo averla vista nel film Manny & Lo (1996), Sofia Coppola trovò che Scarlett Johansson sarebbe stata perfetta nel suo film e le offrì un ruolo. Tuttavia, l’attrice considerò la sceneggiatura troppo intensa e preferì rifiutare l’offerta.

6. Una prova d’attrice per Kirsten Dunst. Secondo Kirsten Dust, interpretare il ruolo di Lux Lisbon è stata una prova attoriale non di poco conto. È proprio grazie al suo personaggio che la giovane attrice ha potuto dimostrare di avere tutte le capacità per interpretare un ruolo complesso.

Il giardino delle vergini suicide libro

7. Il film è l’adattamento di un romanzo del 1993. In quell’anno venne pubblicato il romanzo Le vergini suicide, scritto da Jeffrey Eugenides. Con questo libro, l’autore cerca di raccontare la vita dei teenager e, attraverso un narratore che si fa portavoce di un gruppo di ragazzi, viene raccontatala storia delle cinque sorelle Lisbon a distanza di vent’anni dallo svolgimento degli eventi.

8. Il romanzo è anche una fotografia sui legami famigliari. Oltre che analizzare l’adolescenza vissuta dai protagonisti, il libro di Eugenides prova a fare una fotografia circa le dinamiche che uniscono una famiglia, l’evoluzione che può avvenire e le conseguenze dettate da certe azioni, proponendo un parallelismo con la malattia che colpisce gli alberi della città.

9. Cinque copie della stessa ragazza. Se si legge attentamente il romanzo, ci si può rendere conto come le cinque ragazze non siano altro che punti di vista e osservazioni di una stessa ragazza, mentre altre volte ognuna sembra essere completamente diverse dall’altra.

Il giardino delle vergini suicide frasi

il giardino delle vergini suicide

10. Frasi che rimangono nella memoria. Non sono molti i film che riescono a rimanere nella memoria collettiva grazie a delle frasi incisive: tuttavia, questo è stato il caso de Il giardino delle vergini suicide. Ecco, allora, qualche esempio:

  • Evidentemente lei, dottore, non è mai stato una ragazzina di tredici anni… (Cecilia Lisbon)
  • Scoprimmo che le ragazze sapevano tutto di noi e che noi non potevamo capirle affatto.
  • Quello che abbiamo qui è un sognatore. Qualcuno completamente fuori dalla realtà (Tim Weiner)
  • Nel corso degli anni sono state dette tante cose sulle ragazze, ma non abbiamo mai trovato una risposta. In fondo non importava la loro età, né che fossero ragazze… La sola cosa che contava è che le avevamo amate… e che non ci hanno sentito chiamarle… e ancora non ci sentono che le chiamiamo perché escano dalle loro stanze… dove sono entrate per restare sole per sempre… e dove non troveremo mai i pezzi per rimetterle insieme.

Fonti: IMDbThe Guardian