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Villain: Casey Affleck protagonista del thriller

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Villain: Casey Affleck protagonista del thriller

Casey Affleck sarà il protagonista del thriller Villain, basato su una sceneggiatura che ha anche scritto lui stesso.

Alla regia ci sarà Mikael Marcimain, con Teddy Schwarzman e Ben Stillman alla produzione, tramite la Schwarzman’s Black Bear Pictures, insieme con Affleck.

Il film è ambientato in una città sconvolta dai crimini. La vita del personaggio di Affleck perde di significato quando una brutale invasione in casa lascia la sua famiglia morta e due proiettili depositati nella sua testa. Il trauma gli lascia in eredità un potere unico, la capacità di vedere passato, presente e futuro delle persone. Inizia così una missione per trovare gli uomini che hanno ucciso la sua famiglia e ripulire la città.

Fonte: Variety

Villain Marvel: 5 cattivi che potrebbero redimersi e 5 senza alcuna possibilità

Dai film degli Avengers a quelli degli X-Men, abbiamo visto molti cattivi dell’universo Marvel con obiettivi completamente diversi. Alcuni vogliono soltanto causare distruzione e danneggiare quante più vite senza una ragione apparente; altri, invece, hanno una visione distorta della realtà e vogliono davvero fare la differenza, ma semplicemente non sanno come farlo. Alcuni cattivi, come Nebula in Guardiani della Galassia, sono semplicemente dei servitori che eseguono gli ordini e desiderano una vita migliore. Quali sono, dunque, i peggiori cattivi senza possibilità di redenzione e quali, invece, potrebbero riscattarsi?

Riscattabile: Magneto

Magneto potrebbe aver preso molte decisione estreme, ma non si può nascondere il fatto che era il migliore amico di Charles Xavier e una volta avevano obiettivi simili.

Magneto vuole che i mutanti siano riconosciuti per quello che sono, piuttosto che doversi mimetizzare e nascondersi nella società perché estremamente potenti. In un certo senso, non ha torto, ma i suoi metodi sono stati comunque severi. Se Magneto era nella squadra di Xavier prima, è probabile che possa essere riscattato e unirsi di nuovo al suo vecchio amico.

Troppo cattivo: Thanos

A differenza di molti altri cattivi, Thanos voleva diventare l’essere più potente del mondo, ma senza una ragione legittima. Ha genato il caos su ogni pianeta su cui ha messo piede, strappato i bambini ai loro genitori e distrutto interi pianeti.

Thanos è stato anche responsabile dello schiocco che ha trasformato in polvere milioni di persone e che ha separato molti dalle loro famiglie. Lo ha fatto per nessuna ragione se non per causare distruzione, motivo per cui è chiaro che Thanos non potrà mai diventare un eroe.

Riscattabile: Killmonger

Non è difficile intuire perché Killmonger volesse prendere il trono di Black Panther. Il padre di T’challa era responsabile della morte del padre di Killmonger e quest’ultimo voleva quindi seguire le orme di suo padre.

Inoltre, gli obiettivi di Killmonger nel complesso non erano poi così malvagi, considerando che aveva pianificato di condividere la tecnologia di Wakanda con l’Africa e porre fine a tutta l’oppressione nel paese. Le sue tecniche e la mancanza di cura per la vita umana sono ciò che lo hanno ufficialmente etichettato come cattivo, ma se le cose fossero state leggermente diverse avrebbe potuto essere un grande eroe.

Troppo cattivo: Teschio Rosso

Teschio Rosso è stato uno dei primi grandi cattivi di Captain America e tra tutti i presenti in questa lista è probabilmente il personaggio meno probabile che riesca a trovare una redenzione. Ha fatto del male a molte persone innocenti e non solo, ed è stato anche un nazista.

Le sue alleanze con i nazisti sono troppo profonde per considerare Teschio Rosso un cattivo che possa essere salvato in qualche modo. Combatte per tutte le cose più sbagliate nel mondo e anche se ha tentato di cambiare, il suo legame con il razzismo è troppo forte perché possa essere accettabile. 

Riscattabile: Mysterio

Mysterio, più che essere malvagio, è in realtà  soltanto egocentrico e geloso. Ha messo le persone in pericolo semplicemente per poter fingere di salvarle ed essere considerato lui stesso un eroe.

La sua idea di manipolare il mondo facendogli credere di essere incredibilmente potente ed eroico era qualcosa legato più alla follia che alla malvagità. Considerando che tutto ciò che voleva era diventare il nuovo Iron Man piuttosto che conquistare il mondo o ferire le persone, è probabile che Mysterio possa riscattarsi e possa alla fine trasformarsi in un vero eroe.

Troppo cattivo: Ronan

Ronan l’Accusatore è noto per molti dei suoi atti malvagi. Ha danneggiato molti rifugiati e in particolare è stato responsabile della morte della famiglia di Drax. In Guardiani della Galassia, racconta senza cuore a Drax di come sua moglie e i suoi figli urlavano mentre toglieva loro la vita.

Essendo uno dei servitori di Thanos, Ronan era così malvagio da non essere nemmeno fedele al suo padrone. Una volta scoperto il potere della Gemma, voleva tutto per sé, cosa che in seguito portò alla sua stessa morte.

Riscattabile: Loki

Loki potrà anche essere il Dio dell’Inganno, ma ha dimostrato di non essere così malvagio come molti si aspettavano che fosse. Ci sono state molte volte in cui lo abbiamo visto effettivamente salvare vite umane piuttosto che prenderle, come in Thor: Ragnarok. In The Avengers voleva conquistare il pianeta terra, ma a differenza di molti altri cattivi, voleva semplicemente governare invece di distruggere.

L’inclinazione di Loki a salvare vite umane dalla cattura in Thor: Ragnarok, risparmiando la vita di suo padre, e il forte dolore che ha mostrato quando sua madre è stata uccisa, dimostrano che non è il cattivo più malvagio della Marvel.

Troppo cattivo: Apocalisse

Essendo il primo mutante mai nato, Apocalisse deteneva molto potere nell’Universo Marvel. Avrebbe portato distruzione in ogni luogo in cui fosse mai andato, con un solo obiettivo in mente: provocare l’apocalisse del mondo.

Il suo nome è abbastanza letterale, in quanto questo è in realtà ciò che intendeva causare. Considerando che tutto ciò che vuole è distruggere il pianeta, e con pochissime ragioni e cura della vita su di esso, diremmo che Apocalisse è ben lungi dall’essere redento.

Riscattabile: Hela

Thor RagnarokHela voleva governare Asgard, schiavizzare la sua gente e fare in modo che tutto ruotasse intorno a lei. Non è così lontano da ciò che suo fratello Loki ha tentato di fare con la Terra, nonostante abbia dimostrato di essere abbastanza riscattabile nel tempo. Hela ha sicuramente dimostrato di condividere lo stesso senso dell’umorismo e la stessa predisposizione drammatica.

In aggiunta a ciò, nessuno può negare che Hela abbia effettivamente diritto al trono asgardiano per diritto di nascita. Era condannata agli inferi, nonostante fosse la sorella maggiore. Il suo tentativo di essere la regina di Asgard era effettivamente valido.

Troppo cattivo: Green Goblin

C’è una cosa a cui Green Goblin non potrà mai porre rimedio, ed è la morte di Gwen Stacy. È responsabile del tentativo costante di rovinare la vita di Peter Parker e danneggiare le persone a lui più vicine, praticamente in ogni adattamento.

Dal minacciare la vita dei bambini su uno scuolabus nei primi film di Spider-Man, a strappare effettivamente la vita della fidanzata di Peter Parker, Green Goblin è un cattivo che si è spinto troppo oltre così tante volte che è quasi impossibile prevedere per lui un arco narrativo basato sulla redenzione.

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Villain Marvel e DC: i cattivi dei fumetti che hanno cambiato identità

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Attraverso l’infinità vastità della storia dei fumetti, i cambiamenti per villain ed eroi, è inevitabile. Moltissimi sono infatti i casi in cui le maschere dei personaggi, dei cattivi, sono state modificate nel corso delle storie, sia in casa Marvel che in casa DC.

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Villain Marvel e DC: i cattivi dei fumetti che hanno cambiato identità

I super-villain operano sulla lunga distanza ed è inevitabile, a volte, cambiere spoglie per svincolarsi dal placcaggio stretto dell’eroe di turno. Di seguito ecco i cattivi, le squadre, i personaggi malvagi che nel corso delle loro storie a fumetti hanno cambiato nome.

Peter Petruski / Paste-Pot Pete / The Trapster

Eddie Brock / Venom / Anti-Venom / Toxin

Eobard Thawne / Professor Zoom / Reverse-Flash / Black Flash

Roderick Kingsley / Hobgoblin / Devil-Spider

Thunderbolts

Victor Fries / Mr. Zero / Mr. Freeze

Mac Gargan / Scorpion / Venom / Spider-Man

Victor von Doom / Doctor Doom / Iron Man

Thaddeus Thawne II / Inertia / Kid Zoom / Reverse Impulse

Kaine / Kaine Parker / Scarlet Spider / The Other

Otto Octavius / Doctor Octopus / Master Planner / Superior Spider-Man

Hunter Zolomon / Zoom / Reverse-Flash

Dark Avengers

Norman Osborn / Green Goblin / Iron Patriot / Goblin King

villain

Red Hood / Joker

Villain Disney: le foto segnaletiche dei cattivi delle fiabe

Villain Disney: le foto segnaletiche dei cattivi delle fiabe

Nessuno dei villain Disney ha mai subìto un processo. Per quanto cattive possano essere state le loro gesta, la loro fine è sempre stata estranea a una corte che ne sancisse la colpevolezza.

Ebbene, Jennifer Shari Ewing, artista di San Francisco, ha deciso che anche loro hanno diritto a essere giudicati da una corte imparziale, e così ha realizzato queste serie di ritratti segnaletici di alcuni dei villain Disney più famosi.

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Probabilmente nessuno del cattivoni rappresentati riuscirebbe a sfuggire alla prigione ma scommettiamo che le principesse (o gli eroi) di turno non avrebbero nulla in contrario all’eventualità di un processo.

Ricordiamo che vedremo presto alcuni di questi villain negli adattamenti in live action attualmente in produzione alla Disney. In particolare, mentre il film su La Sirenetta è ancora in una fase iniziale della produzione, sappiamo che le riprese di La Bella e la Bestia si sono già concluse e sappiamo che il perfido e stupido Gaston avrà, sul grande schermo, l’affascinante volto di Luke Evans.

Villaggio dei dannati: trama, cast e altre curiosità sul film di John Carpenter

Considerato uno dei più grandi maestri dei generi thriller ed horror, John Carpenter ha nel corso della sua carriera realizzato alcuni grandi capolavori del cinema. Tra questi si annoverano Halloween, La cosa, 1997: Fuga da New York, Essi vivono e Il seme della follia. A partire dalla metà degli anni Novanta egli ha però sempre più diradato la sua attività come regista, deluso e contrariato dalle nuove politiche intraprese dalle major cinematografiche. Uno dei suoi ultimi film, risalente al 1995, è Villaggio dei dannati, un nuovo adattamento del celebre romanzo del 1957 I figli dell’invasione, di John Wyndham.

Tale opera era già stata portata al cinema nel 1960 con un film intitolato Il Villaggio dei dannati, ma nelle mani di Carpenter ha naturalmente assunto forme diverse. Il regista ha infatti colto l’occasione per poter essere più fedele al romanzo, calcando la mano su alcuni temi e sulla violenza esplicita, omessi invece dal primo adattamento cinematografico. Fan di quel film, Carpenter decise però di non ignorarlo nell’ideare il suo Villaggio dei dannati, riprendendo una serie di scenari e idee narrative secondo lui particolarmente funzionali. Con un budget di 22 milioni di dollari, il film si configurò dunque da subito come un nuovo progetto molto atteso del maestro dell’horror.

Sfortunatamente, Villaggio dei dannati fu un cocente flop al box office, venendo accolto in modo negativo dalla critica e dal pubblico. Con il tempo è tuttavia stato rivalutato e indicato come uno dei film che, pur non raggiungendo le vette del cinema di Carpenter, ne racchiude tutte le caratteristiche principali. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Villaggio dei dannati: la trama del film

Nella tranquilla cittadina di Midwich, in California, un collasso collettivo colpisce l’intera popolazione. Al risveglio simultaneo dei cittadini, tutto sembra essere però nella norma e il misterioso evento rimane senza spiegazione. Ben presto, però, un ulteriore elemento insolito emerge. Dieci donne, tra cui alcune vergini, si rivelano essere rimaste incinta in modo inspiegabile. Il dottore locale, Alan Chaffee si interessa al caso, cercando di trovare una correlazione tra questa scoperta e il collasso generale. Per fare ciò, invita nella cittadina la dottoressa Susan Verner e con lei inizia ad indagare sul caso.

Nel frattempo, nove delle dieci donne partoriscono i figli portati in grembo, tutte nello stesso momento. La cosa più sconvolgente, però, sarà notare come crescendo i nove bambini si assomiglino sempre più tra loro. Essi hanno infatti tutti i capelli bianchi e gli occhi color ghiaccio. Inoltre, formano tra loro di loro delle coppie fisse, tranne David, rimasto privo della compagna, la bambina morta al momento del parto. Le stranezze non finiscono però qui. Questi nove ragazzi rivelano di possedere degli oscuri poteri, capaci di influenzare le azioni degli abitanti di Midwich. Il caos non tarderà a scatenarsi.

Villaggio dei dannati cast

Villaggio dei dannati: il cast del film

Protagonista del film, nei panni del dottor Alan Chaffee è l’attore Christopher Reeve. L’attore, celebre per aver interpretato Superman nell’omonimo film del 1978, dà qui vita alla sua penultima interpretazione per il cinema. Nello stesso 1995, infatti, una brutta caduta da cavallo lo rese permanentemente paralizzato. Accanto a lui, si ritrovano gli attori Kirstie Alley nel ruolo della dottoressa Susan Verner e Linda Kozlowski in quelli di Jill McGowan, preside della scuola locale e madre di David. Nel film compare anche Mark Hamill, celebre Luke Skywalker della saga di Star Wars, qui impegnato ad interpretare il reverendo George. Peter Jason, frequente collaboratore di Carpenter, è invece Ben Blum.

Ad interpretare i nove bambini vi sono invece Cody Dorkin nel ruolo di Robert, Trishalee Hardy in quello di Julie, Jessye Quarry in quello di Dorothy e Adam Robbins come Isaac, figlio del reverendo George. Gli altri sono John Falk nei panni di Matt, Renee Rene Simms in quelli di Casey e Danielle Keaton in quelli di Lily. Thomas Dekker, interpreta invece David, mentre Lindsey Haun è Mara, la più crudele del gruppo. Per dar vita ai loro personaggi, alcuni indossarono una parrucca, mentre ad altri furono tinti i capelli di biondo platino. Come raccontato in seguito, Reeve cercò di non familiarizzare con i giovani interpreti, così da rendere più realistico il rapporto di sfida tra il suo personaggio e i nove bambini.

Villaggio dei dannati: la serie, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Proprio nel 2022 si è riacceso l’interesse nei confronti del romanzo I figli dell’invasione e del film di Carpenter. Il motivo è la messa in onda di una serie, intitolata anch’essa Il villaggio dei dannati, ideata da David Farr e interpretata da Keeley Hawes e Max Beesley. Tale titolo è attualmente trasmesso in Italia dal 17 giugno su Sky Atlantic. Pur se accolta in modo contrastante dalla critica e dal pubblico, la serie ha sicuramente il merito di aver fatto riscoprire il racconto ideato da Wyndham nel 1957 e di conseguenza anche l’adattamento realizzato da Carpenter.

È possibile fruire di Villaggio dei dannati grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 26 agosto alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb

Villaggio dei dannati: la spiegazione del finale del film

Villaggio dei dannati: la spiegazione del finale del film

Villaggio dei dannati, uscito nel 1995, rappresenta uno dei titoli più discussi e anomali all’interno della filmografia di John Carpenter. Dopo aver rivoluzionato l’horror con opere come Halloween, 1997: Fuga da New York e La cosa, il regista affronta qui un progetto meno personale ma comunque perfettamente in linea con il suo interesse per il controllo, la paranoia e l’inquietudine del quotidiano. Il film segna inoltre uno degli ultimi lavori del suo periodo hollywoodiano prima del progressivo allontanamento dai grandi studi, confermando il suo sguardo disincantato verso l’America profonda e le sue paure latenti.

Il film è un rifacimento dell’omonimo classico del 1960 diretto da Wolf Rilla, a sua volta ispirato al romanzo fantascientifico I figli dell’invasione scritto da John Wyndham nel 1957. Carpenter mantiene l’impianto narrativo originale, incentrato su una misteriosa gravidanza collettiva che porta alla nascita di bambini dotati di poteri telepatici e intenzioni ambigue, ma lo rilegge con il suo stile visivo e tematico. Dove l’originale puntava su un’atmosfera più british e contenuta, Carpenter spinge verso un orrore più esplicito e perturbante, senza rinunciare a una riflessione sociale sul timore dell’alterità e sulla perdita di controllo delle comunità.

Villaggio dei dannati si inserisce perfettamente nel genere della fantascienza horror, mescolando atmosfere da invasione aliena con dinamiche da thriller psicologico. I temi affrontati sono molteplici: dall’angoscia per la maternità forzata al conflitto generazionale portato all’estremo, fino alla paura del diverso come minaccia incompresa. Carpenter utilizza i bambini come incarnazione dello straniamento, simbolo di un futuro che non appartiene più agli adulti e che si ribella al loro dominio. Nel resto dell’articolo analizzeremo nel dettaglio il finale del film, spiegando come si conclude la vicenda e quale messaggio emerge dallo scontro finale tra umani e “creature” superiori.

Villaggio dei dannati cast

La trama di Villaggio dei dannati

Nella tranquilla cittadina di Midwich, in California, un collasso collettivo colpisce l’intera popolazione. Al risveglio simultaneo dei cittadini, tutto sembra essere però nella norma e il misterioso evento rimane senza spiegazione. Ben presto, però, un ulteriore elemento insolito emerge. Dieci donne, tra cui alcune vergini, si rivelano essere rimaste incinta in modo inspiegabile. Il dottore locale, Alan Chaffee si interessa al caso, cercando di trovare una correlazione tra questa scoperta e il collasso generale. Per fare ciò, invita nella cittadina la dottoressa Susan Verner e con lei inizia ad indagare sul caso.

Nel frattempo, nove delle dieci donne partoriscono i figli portati in grembo, tutte nello stesso momento. La cosa più sconvolgente, però, sarà notare come crescendo i nove bambini si assomiglino sempre più tra loro. Essi hanno infatti tutti i capelli bianchi e gli occhi color ghiaccio. Inoltre, formano tra loro di loro delle coppie fisse, tranne David, rimasto privo della compagna, la bambina morta al momento del parto. Le stranezze non finiscono però qui. Questi nove ragazzi rivelano di possedere degli oscuri poteri, capaci di influenzare le azioni degli abitanti di Midwich. Il caos non tarderà a scatenarsi.

La spiegazione del finale del film

Il terzo atto di Villaggio dei dannati culmina nella crescente tensione tra gli abitanti di Midwich e i bambini misteriosi, dotati di poteri psichici e privi di coscienza. Dopo ripetuti episodi violenti che hanno portato alla morte di cittadini e all’allontanamento delle autorità scientifiche, la situazione precipita quando il dottor Alan elabora un piano drastico per porre fine alla minaccia. Il climax si raggiunge nella classe-barn dove i bambini si sono rifugiati: Alan, tramite la sua capacità di concentrarsi e creare una barriera mentale, tenta di mantenere nascosta la presenza della bomba contenuta in una valigetta. La tensione aumenta, poiché i bambini cominciano a sospettare del suo comportamento e la loro leader, Mara, dimostra tutta la sua potenza, scardinando la barriera.

Mentre Alan cerca disperatamente di salvare David, l’unico bambino dotato di compassione e diverso dagli altri, i bambini restanti scoprono la bomba. L’esplosione finale distrugge la classe e uccide tutti i bambini presenti, così come Alan, che sacrifica sé stesso per proteggere David. La scena è accompagnata dalla visione angosciante della violenza dei poteri dei bambini, ormai incontrollabili, e della devastazione che ne deriva. Jill, madre di David, lo tiene al sicuro all’esterno, simboleggiando la sopravvivenza di una scintilla di umanità e la possibilità di un futuro libero dalla minaccia sovrumana che ha dominato Midwich.

Villaggio dei dannati film

Il finale del film evidenzia come il sacrificio individuale e la scelta morale possano prevalere di fronte a un pericolo collettivo apparentemente invincibile. La morte di Alan e dei bambini “dannati” rappresenta la necessità di azioni drastiche per salvaguardare la società, ma allo stesso tempo sottolinea la tragedia di una nuova forma di vita che, pur essendo innocente nella sua essenza, è incapace di comprendere le regole e la moralità umana. La sopravvivenza di David, l’unico con una coscienza, serve a rafforzare l’idea che l’umanità e l’empatia siano elementi insostituibili per la convivenza.

Questo finale porta a compimento i temi centrali del film, come il confronto tra natura e civiltà, il pericolo dell’alterità incomprensibile e la responsabilità morale degli adulti di fronte a forze superiori. La distruzione dei bambini è dolorosa ma inevitabile, enfatizzando la tensione tra empatia e necessità, mentre la scelta di salvare David offre uno spiraglio di speranza. Carpenter utilizza la catastrofe finale per evidenziare l’inevitabile conflitto tra il potere incontrollabile e l’ordine umano, sottolineando il prezzo dell’ignoranza e della paura collettiva.

Il messaggio finale del film lascia dunque allo spettatore un misto di sollievo e riflessione. La sopravvivenza di David con Jill suggerisce che l’umanità, rappresentata dall’empatia e dalla coscienza, può emergere anche in mezzo alla devastazione. Al contempo, la tragedia di Midwich e la morte dei bambini simboleggiano il pericolo di forze che non possono essere comprese o controllate, invitando a una riflessione sul rispetto della vita, sui limiti della scienza e sulla responsabilità morale in situazioni estreme. Il film ci ricorda che la sopravvivenza e la moralità sono spesso intrecciate in modi dolorosi ma inevitabili.

Village Roadshow fa causa alla Warner Bros

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Village Roadshow fa causa alla Warner Bros

La Warner Bros, che è riuscita a eludere il contenzioso nel 2021 nonostante una grandinata di proteste per le tattiche aggressive del genitore WarnerMedia con il servizio di streaming HBO Max, è stata chiamata in causa da Village Roadshow.

L’entità di produzione e fornitore di lunga data dello Studio, ha citato in giudizio la WB nella Corte Superiore di Los Angeles oggi, accusandola di violazione del contratto. La denuncia di 50 pagine (che Deadline fornisce a questo link) non usa mezzi termini. Il testo distrugge “gli sforzi coordinati deliberati e coerenti di WB per sviscerare il valore significativo della proprietà intellettuale di Village Roadshow”.

In una dichiarazione, la Warner Bros ha risposto: “Questo è un tentativo frivolo da parte di Village Roadshow di evitare il loro impegno contrattuale a partecipare all’arbitrato che abbiamo avviato contro di loro la scorsa settimana. Non abbiamo dubbi che questo caso si risolverà a nostro favore”.

Al centro della denuncia c’è The Matrix Resurrections, la quarta puntata del franchise, che ha zoppicato sulla soglia dei 200 milioni di dollari al botteghino mondiale dopo la sua uscita a dicembre. Village Roadshow sostiene che WarnerMedia ha ostacolato le prospettive commerciali del film favorendo lo streaming.

Nel corso di una relazione di 25 anni con la Warner Bros, Village Roadshow ha pagato 4,5 miliardi di dollari per produrre e distribuire quasi 100 film, sostiene la causa. In quel quarto di secolo non c’è stato un groviglio legale precedente, un fatto descritto come “unico nel settore dello spettacolo”.

Non solo il franchise di Matrix ha generato circa 2 miliardi di dollari al botteghino, osserva la causa, ma anche altre proprietà di Village Roadshow hanno preso il volo finanziariamente dopo il successo delle corse cinematografiche. L’abito nomina Joker, la serie Ocean’s, Charlie e la Fabbrica di cioccolato e Edge of Tomorrow.

Con il box office che assume un valore secondario, data la prospettiva dello streaming, i partner di produzione sono lasciati indietro, secondo Village Roadshow. “In qualità di distributore e co-proprietario del copyright, WB ha il dovere fiduciario di rendere conto a Village Roadshow di tutti i guadagni derivanti dallo sfruttamento dei diritti d’autore dei film, non solo di quelli che non può nascondere”, afferma la causa.

La bordata di Village Roadshow arriva dopo un anno teso, poiché WarnerMedia ha pianificato una fusione da 43 miliardi di dollari con Discovery, un accordo che è ancora in sospeso.

Un altro partner di produzione chiave, Legendary Entertainment, ha inizialmente fatto rumore l’anno scorso in merito al destino di Dune e Godzilla vs. Kong, ma alla fine nessuno ha intentato un’azione legale, in parte perché la società ha speso nell’ordine di $ 200 milioni per compensare dozzine di partner per i mancati ricavi al botteghino.

La Disney, ovviamente, ha affrontato una situazione simile pubblica la scorsa estate con la causa intentatale da Scarlett Johansson, per l’uscita di Black Widow della Marvel. Il caso si è risolto settimane dopo, ma ha messo in luce le tensioni tra talent e distributori durante il boom dello streaming.

Con il Covid che ha alterato il panorama e chiuso i cinema per mesi nel 2020, le società di media già impegnate in una battaglia per colmare il divario con Netflix hanno fatto una serie di mosse drammatiche. Con HBO Max che ha avuto un inizio lento dopo il suo lancio nel maggio 2020 e l’ex dirigente Amazon e Hulu Jason Kilar ai controlli di WarnerMedia, la società stava cercando di cavalcare lo streaming. Mentre altre società procedevano caso per caso, la Warner Bros si è imbarcata in quello che internamente era noto come Project Popcorn. Senza alcun preavviso a nessuno dei suoi partner, lo studio ha pubblicato tutte le 17 uscite del 2021 su HBO Max nello stesso momento in cui sono arrivate nei cinema.

La mossa, svelata alla fine del 2020, è stata denunciata da registi come Christopher Nolan, capi delle principali agenzie e altri. Presto, però, il clamore si è placato e la società ha indicato che prenderà decisioni sulle singole pellicole, piuttosto che sull’intera lista, nel 2022.

La causa di Village Roadshow ha indicato Project Popcorn come un “piano clandestino per ridurre materialmente il botteghino e le entrate accessorie correlate generate dai film blockbuster”.

Vikings: Valhalla: trailer della seconda stagione in arrivo su Netflix

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Netflix ha rilasciato il trailer ufficiale dell’imminente seconda stagione dello storico dramma d’azione Vikings: Valhalla. La serie di successo farà il suo ritorno il 12 gennaio 2023.

Il trailer di Vikings: Valhalla – Stagione 2 presenta Leif, Frida e Harald in fuga dai cacciatori di taglie dopo essere diventati fuggitivi. Questo improvviso cambiamento li porta a intraprendere viaggi individuali, dove troveranno l’opportunità di ricostruire ciascuna delle loro eredità. Dai un’occhiata al trailer ufficiale di Vikings: Valhalla Stagione 2 qui sotto:

Vikings: Valhalla – stagione 2

In un passato di oltre mille anni fa all’inizio dell’11° secolo, Vikings: Valhalla narra le eroiche avventure di alcuni dei più famosi vichinghi mai esistiti: il leggendario esploratore Leif Eriksson (Sam Corlett), la sua impavida e tenace sorella Freydis Eriksdotter (Frida Gustavsson) e l’ambizioso principe del Nord Harald Sigurdsson (Leo Suter). La seconda stagione ritrova i nostri eroi poco dopo la tragica caduta di Kattegat, un evento che ha infranto i loro sogni e alterato i loro destini. Trovandosi improvvisamente fuggitivi in Scandinavia, sono costretti a mettere alla prova le loro ambizioni e il loro coraggio in mondi che vanno oltre i fiordi di Kattegat.

La produzione esecutiva di Vikings: Valhalla è affidata a Jeb Stuart, Morgan O’Sullivan, Michael Hirst, Sheila Hockin, Steve Stark, James Flynn, John Weber, Sherry Marsh, Alan Gasmer e Paul Buccieri. Vikings: Valhalla è tratta dalla serie Vikings ideata da Michael Hirst.

Vikings: Valhalla è ambientato più di cento anni dopo la fine della serie originale ed è una nuova avventura che fonde autenticità storica e dramma con un’azione grintosa e coinvolgente. Le stagioni 1 e 2 provengono dallo showrunner e produttore esecutivo Jeb Stuart, che tornerà anche per la terza stagione.

Lo spin-off è interpretato da Sam Corlett nei panni di Leif Eriksson, Frida Gustavsson nei panni di Freydis Eriksdotter, Leo Suter nei panni di Harald Sigurdsson, Caroline Henderson nei panni di Jark Haakon, Bradley Freegard nei panni di King Canute, Jóhannes Haukur Jóhannesson nei panni di Olaf Haraldsson, Pollyanna McIntosh nei panni di Ælfgifu di Northampton, Asbjørn Krogh nei panni di Jarl Kare, David Oakes nei panni di Earl Godwin, Pääru Oja nei panni di Arne Gormsson, Louis Davison nei panni del principe Edmund e altri ancora.

Vikings: Valhalla, la serie Netflix finirà con la terza stagione

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Vikings: Valhalla, la serie Netflix finirà con la terza stagione

In vista della première della terza stagione, prevista per quest’anno, Netflix ha annunciato che il dramma storico d’azione Vikings: Valhalla non tornerà per la quarta stagione.

Sono così grato di aver avuto tre stagioni per raccontare le storie di Leif, Harald e Freydís“, ha dichiarato il co-creatore Jeb Stuart in un comunicato (via Tudum). “Sapevo fin dall’inizio che volevo mostrare l’evoluzione di come tre dei più famosi vichinghi sono diventati le icone che conosciamo oggi, e ci siamo riusciti. Spero che quando il pubblico vedrà la nuova stagione, sarà entusiasta di tutte le nuove vette che abbiamo portato questi eroi“.

Inoltre, sono state rivelate le foto in anteprima di Vikings: Valhalla Stagione 3, che mostrano la fine dei viaggi di Leif, Freydís e Harald. Le immagini del finale di stagione mostrano anche l’introduzione di due nuovi personaggi: Il generale bizantino Maniakes interpretato da Florian Munteanu e Erik il Rosso interpretato da Goran Višnjić.

Chi è coinvolto in Vikings: Valhalla?

Vikings: Valhalla è ambientata più di cento anni dopo la fine della serie originale ed è una nuova avventura che fonde autenticità storica e dramma con un’azione grintosa e coinvolgente. Le stagioni 1 e 2 sono state ideate dallo showrunner e produttore esecutivo Jeb Stuart, che tornerà anche per la terza stagione.

Lo spin-off è interpretato da Sam Corlett nel ruolo di Leif Eriksson, Frida Gustavsson nel ruolo di Freydis Eriksdotter, Leo Suter nel ruolo di Harald Sigurdsson, Caroline Henderson nel ruolo di Jark Haakon, Bradley Freegard nel ruolo di Re Canuto, Jóhannes Haukur Jóhannesson nel ruolo di Olaf Haraldsson, Pollyanna McIntosh nel ruolo di Ælfgifu di Northampton, Asbjørn Krogh nel ruolo di Jarl Kare, David Oakes nel ruolo di Earl Godwin, Pääru Oja nel ruolo di Arne Gormsson, Louis Davison nel ruolo del Principe Edmund e altri ancora.

Vikings: Valhalla – stagione 3, la spiegazione finale: cosa succede nel finale di serie?

In nome di Odino, cosa è successo nell’emozionante finale della terza stagione dell’epico show di Netflix Vikings: Valhalla? Fino all’ultimo episodio, i nostri tre protagonisti principali, Freydis Eriksdotter (Frida Gustavsson), Leif Erikson (Som Corlett) e Harald Sigurdsson (Leo Suter), non erano riusciti ad unirsi come alcuni avevano previsto. In realtà, non sono mai stati così lontani l’uno dall’altro come in questo finale. Lo show creato da Jeb Stuart ha riportato Freydis nella sua terra natale, la Groenlandia, dopo aver abbandonato Jomsborg, dove ha a che fare con l’ambiguo padre, Erik il Rosso (Goran Visnjic).

Ora più che altro accademico e filosofo, Leif viaggia per il mondo e finisce per tornare a Gattegat con Re Canuto (Bradley Freegard), alla ricerca di un passaggio verso un nuovo mondo occidentale. Per quanto riguarda Harald, la sua insaziabile sete di potere e l’imperatrice Eleana (Sofya Lebedeva) lo hanno riportato in catene a Costantinopoli, accusato ingiustamente di aver ucciso l’imperatore Romanos III (Nikolai Kinski), ed è alla mercé della sua nemesi, il generale George Maniakes (Florian Munteanu). Inutile dire che nell’episodio finale, “Destini”, ci sarà da risolvere un bel po’ di questioni, che porteranno al punto di partenza.

Tutte le strade riconducono a Kattegat per i nostri tre personaggi principali

Nel penultimo episodio, “Hardrada”, Freydis deve fare i conti con suo padre, Erik il Rosso, la cui disperazione per sfamare il suo popolo sull’arida isola della Groenlandia lo ha costretto a rapire Harald Jr. Freydis lo sfida in battaglia ed è pronta a ucciderlo, ma non può farlo finché non ha riavuto suo figlio al sicuro. Finisce per imbarcarsi su una nave per tornare a Kattegat. Harald fugge dalla prigione come Edmond Dantès ne “Il conte di Monte Christo” e torna in un piccolo villaggio a nord di Kettegat, dove si imbatte in Leif, che vuole vendicarsi di quella che crede essere la morte di Freydis. Infine, si ritrovano tutti e tre insieme nella stessa sala comune di Kattegat dove si erano riuniti per la prima volta nella Stagione 1. Dopo i viaggi sensazionali di Freydis, Harald e Leif, nel finale della serie si ritroveranno nella roccaforte dell’Impero vichingo.

Chi finirà sul trono di Canuto morente alla fine?

Vikings: Valhalla - stagione 3

Quando tutti arrivano a Gattegat, ci sono una manciata di potenziali eredi al trono del malato re Canuto. In punto di morte, Canuto vuole che sua moglie, la regina Emma di Normandia (Laura Berlin), assuma il ruolo. Harald si considera ancora l’opzione migliore per guidare i suoi concittadini. La minaccia più mortale è rappresentata dal folle figlio di Olaf (Johannes Haukur Johannesson), Magnus Olafsson (Set Sjostrand). Egli uccide Svein (Charlie O’Connor), il re di Norvegia in carica, e sua madre, la regina Aelfgifu (Pollyanna McIntosh), mentre tenta di fare un colpo di stato. Quando gli anziani decidono di far governare insieme la Norvegia ad Harald e Magnus, questi ultimi accettano. Tuttavia, Magnus chiede che la “strega pagana” Freydis venga bruciata viva. Vuole vendicare la morte del padre avvenuta per mano di Freydis alla fine della seconda stagione. Harald inizialmente accetta, ma nessuno crede che né lui né Leif permetteranno mai che ciò accada. Dopo che Canuto è stato messo a riposo, la battaglia per l’unico vero sovrano è iniziata.

Le scene finali di “Vikings: Valhalla” spiegate

Mentre Freydis è legata a un palo che sta per essere bruciato, inizia a invocare gli Antichi Dei per far sentire la loro presenza. Le fiamme nascono e si sviluppano in diverse direzioni, provocando la colluttazione della folla. Mentre la pira si accende ai suoi piedi, Leif la soccorre e la fa scendere dal palo della strega. Quando il fumo si dirada, Magnus vede che Freydis è fuggita. Nel frattempo, a Londra, il perfido Conte Godwin (David Oakes) ha compiuto il suo colpo di stato e ha piazzato il suo fantoccio accanto a Emma. Sempre fredda come un cetriolo, la saggia regina Emma asseconda il piano, aspettando l’opportunità di convalidare i desideri del defunto marito Canuto.

Una volta chiarito, Harald abbraccia Frydis e stringe la mano al suo compagno, Leif, prima di metterli su una barca per l’Islanda. Una volta che i suoi amici sono al sicuro lontano da Kattegat, Harald fa imprigionare Magnus per il suo tentativo di colpo di stato. Harald sfida poi tutti i vichinghi presenti nella sala a contestare il suo governo. Nessuno lo fa. Gli viene consegnato l’elmo del re e si proclama re di Norvegia, “Harold Hardrada”. Gli uomini si battono il petto per sostenere il nuovo re e cantano all’unisono “Hardrada”. L’inquadratura finale immortala Freydis e Leif felici e contenti mentre salpano verso il mare aperto, chiudendo in modo appropriato uno spettacolo fantastico e divertente.

Vikings: Valhalla – stagione 2: il recap in vista della Stagione 3

Vikings: Valhalla di Jeb Stuart è un racconto epico degli eventi che circondano la brutale lotta per i cuori e le menti del popolo norreno alla fine dell’XI secolo. È prevista una terza stagione e dobbiamo ripercorrere quanto accaduto alla fine della seconda stagione per prepararci alla terza, che debutterà l’11 luglio. Lo show ruota attorno a tre personaggi: Leif Eriksson (Sam Corlett), sua sorella Freydis Eriksdottir (Frida Gustavsson) e Harald Sigurdsson (Leo Suter).

Le prime due stagioni hanno visto un’enorme quantità di spargimenti di sangue e di amori perduti, e la terza stagione non mancherà di riproporre le stesse cose. Anche se Freydis è stata separata da Leif e Harald, è probabile che gli archi caratteriali dei tre protagonisti si intreccino mentre la lotta tra i vichinghi pagani degli Antichi Dei e il movimento cristiano continua a creare uno scisma all’interno dei numerosi clan della nazione vichinga. Vediamo dove ci siamo lasciati alla fine della Stagione 2 e come si evolve la situazione nella Stagione 3.

Cosa è successo a Freydis in “Vikings: Valhalla” Stagione 2?

Dopo essere fuggita da Kattegat e dallo spietato re Sweyn Forkbeard (Soren Pilmark), Freydis si separa da Harald. Viene portata nella roccaforte vichinga di Jomsborg da Lord Herekr (Bradley James), che condivide la sua visione di un futuro tradizionale del popolo norreno basato sull’ideologia pagana degli Antichi Dei. Al suo arrivo, c’è subito tensione per il modo in cui Herekr separa gli abitanti della città in un sistema di classi. Anche se Herekr cerca di placare Freydis facendola diventare un’alta sacerdotessa, lei lo contesta per il trattamento che riserva agli abitanti di Jomsborg.

Dopo che Freydis ha dato alla luce il figlio suo e di Harald, i due vengono alle mani per il modo in cui la religione degli Antichi Dei viene interpretata e applicata alla gente di Jomsborg. Il disaccordo continua ad acuirsi e si conclude con la morte di Harekr, rendendo Freydis il sovrano della città. La battaglia più importante per Jomsborg arriva quando Jarl Olaf Haraldsson (Johannes Haukur Johannesson) porta il suo esercito sulle coste di Jomsberg e sfida Freydis e il suo ordine degli Antichi.

Questa è la sequenza più cruciale alla fine della Stagione 2. Olaf sfida il governo di Freydis e lei è più che pronta ad affrontarlo. Dopo aver sferrato un attacco a sorpresa che lascia la ciurma di Olaf morta, Freydis dimostra di essere la più grande e cattiva vichinga abbattendo Olaf con una lancia nel petto dopo un combattimento corpo a corpo. In vista della terza stagione, Freydis è il personaggio più potente e influente dello show.

Leif e Harald compiono un viaggio insidioso a Costantinopoli

Vikings: Valhalla stagione 3 episodio 7 goran visnjic, frida gustavsson
Cr. Bernard Walsh/Netflix © 2023

Quando Harald si rende conto di aver bisogno di un’enorme quantità di denaro e di un esercito per diventare il leader che immagina, lui e Leif si imbarcano in una pericolosa missione per assicurarsi entrambi e sfidare Re Canuto (Bradley Freegard). Dopo un pericoloso viaggio attraverso una brutale e spietata strada ghiacciata, arrivano nella capitale Costantinopoli. Lungo la strada, Leif incontra e si innamora di una studiosa di nome Mariam (Hayat Kamille). Lei gli insegna a leggere e a scrivere, ma è affetta da una malattia terminale e muore alla fine del loro viaggio.

Per la seconda volta in due stagioni, Leif si ritrova con il cuore spezzato e ognuno dei suoi amori muore tra le sue braccia. Nel frattempo, anche Harald si innamora di quella che crede essere la figlia dell’uomo che gli ha venduto la barca. In realtà, Elena (Sofya Lebvedva) è la donna promessa all’imperatore Romanos III (Nikolai Kinski). È un duro colpo per il sicuro Harald, ma Elena lo rassicura sul fatto che prova ancora qualcosa per lui e che ora ha l’esercito necessario per sfidare Canuto. Un’altra possibilità da non scartare è che Harald rimanga a Costantinopoli per corteggiare Elena. È stato un imprevedibile jolly durante le prime due stagioni dello show. Il diavolo irascibile sembra aver già dimenticato il figlio avuto con Freydis.

Cosa sta succedendo a Londra con la regina Emma?

Vikings: Valhalla stagione 3
Cr. Bernard Walsh/Netflix © 2023

Nel castello di Londra, governato dalla regina Emma (Laura Berlin), si sono verificati una serie di giochi di testa e di politica simili a quelli di Game of Thrones. La sua tumultuosa relazione con il viscido conte Godwin (David Oakes) ha visto alti e bassi. Ma dopo un attentato alla sua vita, Emma è più che mai sospettosa di Godwin.

Ha dimostrato di essere il personaggio più saggio e lucido della serie e ora che ha avuto la conferma che la malizia è alle porte di casa sua, sarà interessante vedere come la affronterà. Re Canuto ha appoggiato Godwin consegnandogli in sposa la nipote Gytha (Henessi Schmidt) e unendo le famiglie norrene e inglesi. Jeb Stuart ha lasciato una terza stagione ricca di possibilità deliziose, e sarà affascinante vedere dove andrà Vikings: Valhalla nella terza stagione.

Vikings 4: primo promo ufficiale “Bring the Pain”

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Vikings 4: primo promo ufficiale “Bring the Pain”

Guarda il primo promo ufficiale di Vikings 4, l’attesissimo quarto ciclo di episodi della serie televisiva di successo. Il primo contributo video si intitola “Bring the Pain”:

Vikings 3x08Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3×10: promo del finale “The Dead”

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Vikings 3×10: promo del finale “The Dead”

Guarda il promo ufficiale del gran finale di Vikings 3×10, il decimo e ultimo episodio che si intitolerò “The Dead” e che chiuderà questo terzo ciclo:

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3×08: promo dell’episodio “To the Gates”

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Vikings 3×08: promo dell’episodio “To the Gates”

Il network americano della ha diffuso il promo ufficiale di Vikings 3×08, l’ottavo episodio che si intitolerà “To the Gates”:

https://www.youtube.com/watch?v=NSsTPRSy4hM

Vikings 3x08Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3×03: promo e anticipazioni

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Vikings 3×03: promo e anticipazioni

Si intitola Warrior’s FateVikings 3×03 il terzo episodio della terza stagione della serie di successo trasmessa dal network americano History

https://www.youtube.com/watch?v=gn0fz2qwShQ

In Vikings 3×03 King Ecbert fa visita al nuovo accampamento vichingo quando le prime messi stanno per essere raccolte e la sua presenza alimenta le critiche che gli sono state mosse dai nobili; nel frattempo, le forze militari di Wessex e dei Vichinghicontinuano il loro assalto a Mercia ed infine a Kattegat, la presenza di Harbard affascinaHelga ed Aslaug, ma Siggy nutre alcuni sospetti nei confronti di Harbard, specialmente dopo alcuni tragici avvenimenti a Kattegat.

Vikings 3×01: anticipazioni e promo

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Vikings 3×01: anticipazioni e promo

Si intitole MercenaryVikings 3×01, il primo episodio dell’attesissimo terzo ciclo di puntate della serie di successo Vikings:

https://www.youtube.com/watch?v=uxkY-VgBpyw

Vikings 3×01In Vikings 3×01 Ragnar si organizza per colonizzare Wessex e per farlo dovrà chiedere l’aiuto di Ecbert ed allo stesso tempo essere pronto a rompere questa alleanza prima che il suo regno possa diventare vulnerabile e preda facile sia per i Norsemen che per il leader di Wessex: riuscirà Ragnar a trovare il giusto equilibrio politico per estendere i suoi domini nell’Europa continentale?

Vikings 3: tre nuovi promo dello show

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Vikings 3: tre nuovi promo dello show

Cresce l’attesa per la messa in onda di Vikings 3, l’attesissimo terzo ciclo di puntate e oggi arrivano tre nuovi promo ufficiali:

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3: tre nuovi attori nel cast!

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Vikings 3Manca molto all’arrivo di Vikings 3, l’annunciato terzo ciclo di episodi della serie di successo di History e oggi arriva la conferma di tre nuovi attori che entrano a far parte del cast dello show. Si tratte degli attori  Kevin Durand, Morgane Polanski e Lothaire Bluteau.

 Lothaire Bluteau, sarà l’imperatore Carlo di Francia, un uomo potente che vede la lotta contro i vichinghi spirituale. Kevin Durand un vagabondo, un uomo misterioso che non è quello che sembra. Morgane Polanski sarà la principessa Gisla, l’elegante figlia di Charles.

Si uniscono ai già annunciati: Ben Robson che sarà Kalf, Travis Fimmel – Ragnar, Katheryn Winnick – Lagertha, un conte e un uomo coraggioso, Clive Standen – Rollo, il fratello di Ragnar, Alexander Ludwig – Bjorn e altri.

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, cha ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History. La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La serie, ambientata in Scandinavia durante l’alto medioevo, ripropone in chiave romanzata la storia del leggendario vichingo Ragnar Lodbrok, dei suoi compagni e della sua famiglia.

Ragnar (Travis Fimmel) è presentato come un giovane guerriero vichingo che anela alla scoperta di nuove civiltà attraverso i mari, è infatti il primo della sua gente a voler salpare verso occidente, attraversando le acque del mare del Nord, convinto che vi sia altro per cui valga la pena rischiare. La prima caratteristica che distingue il protagonista dalla sua gente è la sete di conoscenza, addirittura superiore a quella di conquista, che possiede ugualmente. Con il suo amico, il geniale artigiano Floki (Gustaf Skarsgård), Ragnar costruisce in segreto una nuova generazione di Longships più veloci e sfida il governatore locale, lo jarl Haraldson (Gabriel Byrne), un uomo avido e di vedute altrettanto strette, per concedere incursioni nell’inesplorato sud-ovest, in Inghilterra, attirandone così una mal celata ostilità e l’invidia.

Ragnar tenta ugualmente la sorte assieme a suo fratello Rollo (Clive Standen) ed un gruppo di compagni, ma quando torna portando con se oro e vari preziosi a testimoniare le sue corrette intuizioni e la sua abilità, diventa uno dei guerrieri più rispettati del villaggio, ma anche uno dei meno ben visti da Haraldson e da i suoi fedeli, con tutto ciò che ne consegue.

Vikings 3: prime scene della terza stagione

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Arrivano le prime scene di Vikings 3, l’atteso terzo ciclo di episodio della serie televisvia di successo creata ed interamente scritta da Michael Hirst e trasmessa sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

Vikings 3Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

Ragnar è presentato come un giovane fattore vichingo che anela alla scoperta di nuove civiltà attraverso i mari. È infatti il primo della sua gente a voler salpare verso occidente, attraversando le acque del mare del Nord, convinto che vi sia altro per cui valga la pena rischiare. La prima caratteristica che distingue il protagonista dalla sua gente è la sete di conoscenza, addirittura superiore a quella di conquista, che possiede ugualmente. Egli vive con la moglie Lagertha, una fanciulla dello scudo, e i figli Bjorn e Gyda. Con il suo amico, il geniale artigiano Floki, Ragnar costruisce in segreto una nuova generazione di navi lunghe più veloci e sfida il governatore locale, lo jarl Haraldson, un uomo avido e di vedute altrettanto strette. Haraldson è contrario alle proposte di Ragnar, ma il giovane vichingo parte comunque per l’inesplorato sud-ovest, scatenando così una mal celata ostilità da parte dello jarl. Quest’ultimo governa lo jarldon con l’aiuto del suo consigliere Svein e dell’Indovino.

Tra l’equipaggio di Ragnar vi è suo fratello Rollo, figura imponente e grande guerriero. Rollo brama la moglie di Ragnar e prova una forte invidia per il fratello. Infatti, mentre quest’ultimo persegue fermamente le sue ambizioni, Rollo cerca di affrontare una gelosia che mette alla prova la sua maturità e pianta i semi del risentimento. L’imbarcazione di Ragnar si rivela essere una potente risorsa, in quanto conduce i razziatori vichinghi sulle coste del regno inglese della Northumbria. Un monastero viene facilmente attaccato ed espugnato con una brutalità implacabile, emblematica di tutte le incursioni vichinghe. Gli “uomini del nord” lasciano l’isola con un bottino di ricchezze e schiavi, tra i quali vi è il monaco Athelstan, la cui enigmatica devozione alla fede cristiana instilla in Ragnar molta curiosità. Ritornato in patria, a Kattegat, l’equipaggio viene fermato da Haraldson, il quale pretende che la maggior parte delle ricchezze vadano a lui. Ragnar non può far altro che accettare, ma riesce comunque a prendere Athelstan come suo servo. Una seconda spedizione non provoca soltanto l’inimicizia con re Aelle di Northumbria, ma innesca una serie di scontri sempre più violenti con l’autocratico Haraldson, il quale accetta di duellare con Ragnar. Quest’ultimo lo uccide e diventa il nuovo jarl. La moglie di Haraldson, Siggy, rimane dunque vedova ed decide di lasciare Kattegat dopo aver ucciso lo jarl Bjarni, un anziano signore scelto da Haraldson come marito di sua figlia Thyri. Rollo, però, dice a Siggy che potrà restare e le promette che nessuno farà del male a lei o a sua figlia.

Vikings 3: nuovo spettacolare promo con Katheryn Winnick

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Vikings 3: nuovo spettacolare promo con Katheryn Winnick

Presto ritorneranno gli amati vichingi e oggi il network History, ha diffuso un nuovo spettacolare promo di Vikings 3, lo show di successo con  Katheryn Winnick.

 

vikings 3-trailerVikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3: nuovo promo della serie con Katheryn Winnick

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Continuano ad arrivare contenuti video di Vikings 3, l’atteso terzo ciclo di episodi dello show di successo trasmesso dal network History che oggi pubblica un nuovo promo:

Vikings 3

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3: nuovo promo della serie

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Cresce l’attesa per la messa in onda di Vikings 3, terzo ciclo di episodi dello show di successo targata History e oggi un nuovo promo uffciale in attesa della season premiere:

Mentre cresce l’attesa per l’arrivo di Vikings 3, terzo ciclo di episodi dello show di successo targata History che oggi ha diffuso un nuovo trailer:

Vikings 3Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3: nuovo promo con Katheryn Winnick

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Mentre cresce l’attesa per l’arrivo di Vikings 3, terzo ciclo di episodi dello show di successo targata History che oggi ha diffuso un nuovo trailer:

Vikings 3Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Vikings 3: anticipazioni su Siggy, Helga ed Aslaug

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Vikings 3: anticipazioni su Siggy, Helga ed Aslaug

vikings 3Cresce l’attesa per la messa in onda dei nuovi episodi di Vikings 3, il terzo ciclo di episodi dello show di successo, e oggi per ingannare l’attesa vi sveliamo alcune anticipazioni su

In Vikings 3, il personaggio di Kevin Durand, che aveva destato l’interesse di Siggy, Helga ed Aslaug, si presenterà con una mano fasciata che gronderà sangue nel secondo episodio dello show

Vikings è una serie televisiva canadese di genere storico creata ed interamente scritta da Michael Hirst, che ha debuttato il 3 marzo 2013 sulla rete televisiva History in Canada e su History negli Stati Uniti.

La serie racconta, in chiave romanzata, le avventure del guerriero vichingo Ragnarr Loðbrók, interpretato dall’attore australiano Travis Fimmel.

La prima stagione è andata in onda in prima visione assoluta su History (CA) e su History (US) dal 3 marzo al 28 aprile 2013, la seconda dal 27 febbraio al 1º maggio 2014, la terza verrà trasmessa dal 19 febbraio 2015.In Italia la prima stagione è stata trasmessa in prima visione assoluta su Rai 4 dal 28 maggio al 23 luglio 2014, la seconda verrà trasmessa da marzo 2015, la terza è inedita.

La prima e la seconda stagione sono state distribuite sul servizio on demand TIMvision il 4 novembre 2014, la terza è inedita.

Viking Wolf – Il lupo vichingo: tutto quello che c’è da sapere sul film Netflix

Una delle uscite più interessanti su Netflix nel mese di febbraio è il film horror Viking Wolf – Il lupo vichingo, di produzione svedese e diretto dalla regista Stig Svendsen, già autrice dei thriller Elevator e Kings Bay. Disponibile sulla piattaforma streaming dal 3 febbraio, questo titolo è divenuto da subito uno dei più guardati dagli utenti, schizzando in breve al primo posto tra i film più visti attualmente in Italia su Netflix. Ma qual è il successo dietro tale pellicola? Primo film svedese dedicato alla figura dei lupi mannari, Viking Wolf si configura come un omaggio ai grandi classici del passato, con però numerosi elementi originali ricchi di fascino.

Il lupo mannaro è stato più volte protagonista di film per il cinema, dall’iconico Un lupo mannaro americano a Londra (1984) sino a titoli più recenti come Wolf – La belva è fuori (1994), Underworld (2003), Wolfman (2010) o Licantropus (2022), lo speciale televisivo di genere horror prodotto dai Marvel Studios. Il processo di trasformazione che da esseri umani porta a diventare lupi feroci dotati di una forza straordinaria ha infatti sempre avuto un forte fascino, dando forma a quegli istinti primordiali che albergano in ognuno di noi. Viking Wolf – Il lupo vichingo porta tale dinamica a nuovi livelli, offrendo una versione dei licantropi particolarmente spaventosa e brutale.

A differenza di altri titoli sui lupi mannari, i quali hanno puntato sulla violenza intrinseca di tali creature, il film Netflix non dimentica di mostrare anche quanto la presenza della creatura porti dolore, perdita e senso di angoscia nella popolazione che deve fare i conti con tale presenza. Viking Wolf – Il lupo vichingo è dunque un gradito ritorno del lincantropo come protagonista di un film che ha il coraggio di osare e spaventare attraverso espedienti che rielabora dai film precedenti ma anche da altri classici del cinema. Prima di andarlo a vedere, però, sarà bene sapere qualcosa di più questo film.

La trama e il cast di Viking Wolf – Il lupo vichingo

Il film ha per protagonista la diciassettenne Thale, la quale si è appena trasferita da Oslo nella piccola cittadina di Nybo con la madre poliziotta Liv, il patrigno Arthur e la sorellina Jenny. Una sera, Thale viene invitata a una festa, dove insieme all’amico Jonas assiste a una brutale aggressione ai danni della coetanea Elin, senza però riuscirea vedere chi, o cosa, ha perpretrato quel crimine. Liv e lo sceriffo Eiler cominciano dunque le loro indagini e, con l’aiuto del veterinario William, trovano indizi che indicano come dietro l’aggressione potrebbe esserci un grosso lupo. Allo stesso tempo, però, Thale inizia a sperimentare strane cose al chiaro di luna, segno che il pericolo per gli abitanti di Nybo non è affatto finito ma è anzi più spaventoso di quanto si potrebbe immaginare.

Ad interpretare tali personaggi vi è naturalmente un cast composto da attori svedesi, dunque non particolarmente noti al di fuori dei propri confini nazionali. La giovane Elli Müller Osborne interpreta Thale, mentre l’attrice Liv Mjönes è sua madre, la poliziotta Liv. Vidar Magnussen e Mia Fosshaug Laubacher sono invece gli interpreti del patrigno Arturh e della sorellina di Thale, Jenny. L’attore Sjur Vatne Brean ricopre invece il ruolo di Jonas, mentre Silje Øksland Krohne è Elin, la ragazza aggredita dal lupo. Completano invece il cast gli attori Øyvind Brandtzæg e Arthur Hakalahti, rispettivamente nei ruoli dello sceriffo Eiler e del veterinario William.

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Viking Wolf – Il lupo vichingo: alcune curiosità sul film

Il racconto del film si svolge in epoca contemporanea, ma si apre con un prologo su come i Vichinghi abbiano introdotto il lupo in Norvegia circa mille anni fa. Si gettano così le basi per un orrore proveniente dal passato, spostando poi il tutto al presente, nella cittadina dove vivono i personaggi che saranno protagonisti della vicenda. La regista, insieme allo sceneggiatore Espen Aukan, ha dunque ideato tale premessa per intrecciare i canoni del thriller con le leggende nordiche dei vichinghi e delle maledizioni che essi portavano con sé. Oltre a queste fonti di ispirazione e ai titoli precedentemente citati come modelli di film sui licantropi, Viking Wolf – Il lupo vichingo fa suo un importante insegnamento del film di Steven Spielberg Lo squalo.

Nel corso del film della Svendsen, infatti, a generare maggior terrore è l’idea che si ha del lupo mannaro, che non la sua effettiva manifestazione. A lungo tale creatura rimane nell’ombra, mostrandosi molto poco, e sono proprio i momenti in cui si hanno meno certezze e meno si vede quelli che risultano più funzionali a generare quel senso di paura dilagante e invincibile. Che Lo squalo sia una fonte d’ispirazione per questo film è reso esplicito durante la scena dell’autopsia di uno dei personaggi. Porzioni del dialogo presente in tale scena sono infatti riprese fedelmente da quelli che si possono ascoltare durante l’autopsia della ragazza di nome Chrissie nel film di Spielberg.

Un’altra fonte d’ispirazione è poi anche il videoclip della popolarissima canzone Thriller, di Michael Jackson. Il titolo originale del film doveva infatti essere “Thriller“, proprio in omaggio al video musicale diretto da John Landis. Anche se poi il titolo è stato cambiato, rimangono alcuni riferimenti al videoclip, come si può notare dalla scena in cui Thale si trasforma e attacca Jonas, esplicitamente ispirata al video musicale del brano di Jackson. Viking Wolf – Il lupo vichingo, dunque, prende ispirazione da opere dedicate alla figura del licantropo, specialmente se provenienti dagli Stati Uniti, ma offre una personale rielaborazione di tale creatura, inserendola dunque all’interno della propria mitologia nazionale.

Viking Wolf – Il lupo vichingo: il trailer del film Netflix

Fonte: IMDb

Vijay, il mio amico indiano: l’applicazione Vijay Yourself

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Vijay, il mio amico indiano: l’applicazione Vijay Yourself

vijay il mio amico indiano recensioneArriva nelle sale il 13 febbraio “Vijay, il mio amico indiano”, il nuovo film del regista di “Irina PalmSam Garbarski.

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Interpretato dall’attore Moritz Bleibtreu (“Soul Kitchen”, “World War Z”, “Vallanzasca gli angeli del male”) e da Patricia Arquette (“Al di là della vita”, “Human Nature” e le serie TV “Medium” e “Boardwalk Empire”), il film è la storia di Will, attore fallito, il cui quarantesimo compleanno viene dimenticato dagli amici e dalla moglie. Will vede in questo la possibilità di una nuova vita e, creduto morto, si reinventa una vita come fece Mattia Pascal. Will diventa Vijay, un saggio indiano che dispensa massime di vita e consigli. Con un turbante in testa e una nuova identità riesce a riconquistare persino sua moglie, tra incontri focosi, gelosie ed equivoci…

Hai mai pensato di diventare un altro? I tuoi amici ti chiedono sempre consigli? Vorresti dispensare massime di vita come Vijay? Ora puoi. Grazie all’applicazione “Vijay Yourself” tutti possiamo essere un po’ Vijay. Officine Ubu, distributore italiano del film, ha rilasciato una divertente applicazione Facebook con la quale tutti possiamo indossare un turbante e diventare saggi come Vijay!

Per provare basta andare al link https://www.facebook.com/officineubu/app_378426145626964

Seguire le semplici istruzioni e… condividere con tutti gli amici per dire a tutto il mondo che anche tu sei un saggio indiano!

 

Vijay Il Mio Amico Indiano recensione del film

Vijay Il Mio Amico Indiano recensione del film

vijay il mio amico indiano recensione

Will Wilder (Moritz Bleibtreu) è un ex-attore che ora si confronta solo con un programma televisivo per bambini, dove veste i panni di un gigantesco coniglio. Depresso, frustrato, incompreso e la goccia arriva quando nessuno della sua famiglia, moglie (Patricia Arquette) inclusa, sembra ricordarsi del suo 40esimo compleanno. Grazie ad un equivoco, parenti e amici lo credono morto e Will, invece di confessare la verità, sfrutterà l’occasione per cambiare identità, diventando l’indiano Vijay Singh. Scoprirà di essere più felice lui e tutti quelli che gli sono intorno ma non solo: troverà una nuova intesa con la (ormai) ex-moglie.

 vijay il mio amico indiano recensioneVijay, il mio amico indiano di Sam Garbarski è una commedia semplice, o meglio semplicistica, dove si rimane sempre un filino sotto l’approfondimento, così da risultare ripetitivi, prevedibili e a tratti paradossali. L’eco de Il Fu Mattia Pascal è forte, almeno nel soggetto, ma resta solo un dettaglio della trama, una citazione fine a se stessa, perché il tema non viene mai condotto fino in fondo, probabilmente per scelta. Ci sono anche altri echi pirandelliani, come le “maschere” indossate dal protagonista, in una complessiva voglia di riscatto che rimane “in attesa di giudizio” agli occhi dello spettatore: è lecita oppure no?

Garbarski è riuscito a donare all’indiano interpretato da Bleibeteu, autore di una buona prova attoriale, una doppia dose di fascino: una estetica, più interessante ed esotica rispetto alla “prima” versione di Will; ed una immateriale, distaccata dal concetto esteriore, che accompagna il personaggio durante tutto il film. Del resto, così com’è affascinante il protagonista, lo è anche l’occasione che gli si prospetta: uscire dalla statica quotidianità, avere una speranza di cambiamento, ma soprattutto, sapere cosa gli altri pensano di lui. Senza tralasciare la chicca di poter partecipare al proprio funerale. Che si spalanchino le porte anche per il cuore allora, un riscoprirsi affettivo che ha dell’incredibile, ma tant’è.

Pur con un andamento che a volte sembra voler essere delicato e raffinato per forza, Vijay, il mio amico indiano resta un prodotto godibile, una commedia alla fine poco riflessiva per nulla basata sui dialoghi, che fa della rappresentazione fascinosa del suo protagonista il suo punto di forza, rimanendo però costantemente dentro alla pagina della superficialità.

Viggo Mortensen: il Re del cinema contemporaneo

Viggo Mortensen: il Re del cinema contemporaneo

Per tutti i cinefili del mondo Viggo Mortensen è il Re per antonomasia, non solo perché deve la sua fama internazionale al personaggio di Aragorn nato dalla penna del professor Tolkien, ma perché è regale in tutto, e persino il suo modo di sorridere ricorda quello di un affascinante e benevolo sovrano che dall’alto del suo sconfinato potere dispensa saggezza e bellezza in ogni sua espressione.

Viggo Mortensen è stato Aragorn, ma è stato anche un Lupo Solitario, un artista incaricato di assassinare una donna, un padre disperato nel mondo in rovina, un sicario mafioso, un luminare della psicoanalisi e tantissimo altro ancora, riuscendo sempre, in ogni sua trasformazione, a tratteggiare personaggi maschili di grande carisma e spessore morale, nel bene e nel male.

Viggo Peter Mortensen Jr. nasce a New York nel 1958. Americano doc vanta però origini danesi, canadesi e norvegesi e trascorre l’infanzia in Argentina, dove impara lo spagnolo, capacità che ne favorirà alcune scelte artistiche nel futuro. Dopo il divorzio dei genitori trascorre un breve periodo a Copenaghen, per poi tornare nello stato di New York, dove si diploma alla Watertown High School a Watertown. Si laurea in scienze politiche e letteratura spagnola, ma si trasferisce poi in Danimarca e fa i lavori più diversi: camionista, barista, cameriere e fioraio. Solo quando torna negli Stati Uniti, all’inizio degli ani ’80, comincia seriamente a pensare ad una carriera da attore.

Viggo MortensenDopo un’esperienza teatrale piuttosto intensa e qualche provino andato male, Peter Weir lo sceglie per un ruolo nel suo Witness – Il Testimone del 1985. Nell’anno precedente gli era già capitato di recitare per Jonathan Demme e Woody Allen (i film sono Swing Shift – Tempo di swing e La Rosa Purpurea del Cairo) ma viene tagliato al montaggio. Stessa sorte gli capiterà più avanti nel 1998 con La Sottile Linea Rossa di Terrence Malick, destino che ha condiviso con moltissimi altri attori (Edward Norton e Billy Bob Thorton tra gli altri). Doveva interpretare il Sergente Elias per Oliver Stone in Platoon, ma il ruolo andò a Willem Defoe, divenuto poi suo grande amico. Insomma l’esordio è difficile e pieno di delusioni, fino a che nel 1991 l’esordio alla regia di Sean Penn con Lupo Solitario gli offrirà il primo ruolo di rilievo. Inizia un periodo di parti di rilievo in film importanti: nel ’93 è accanto a Al Pacino nel bellissimo Carlito’s Way, nel ’95 diventa Lucifero ne L’ultima profezia, in cui lotta con l’Arcangelo Gabriele/Christopher Walken, mentre nell’ anno seguente recita accanto a Nicole Kidman in Ritratto di Signora di Jane Champion, nell’appassionato ruolo di Caspar Goodwood. Oltre a partecipare all’esordio alla regia di Penn, Viggo è anche in Insoliti Criminali, esordio dietro la macchina da presa di un altro grande attore, Kevin Spacey.

Viggo Mortensen: il Re del cinema contemporaneo

E’ un periodo piuttosto impegnato per Mortensen, rispetto alle delusioni iniziali. L’attore inanella infatti una serie di interpretazioni di rilievo: recita in Allarme Rosso e in Soldato Jane, e si trova a prendere parte a due remake di film del grande Maestro Alfred Hitchcock, Il Delitto Perfetto e Psycho. Entrambi i film non sono molto riusciti, anche se Psycho (diretto da Gus Van Sant) è un remake shot-for-shot dell’originale, ma il nostro ha la possibilità di misurarsi con il thriller e di mettere ancora una volta alla prova il suo incredibile talento attoriale. Intanto trova il tempo di partecipare a due commedie con due partner d’eccezione: il 28 giorni è accanto a Sandra Bullock, mentre in A Walk on the Moon – Complice la luna è l’innamorato di Diane Lane.

Viggo MortensenSiamo ormai nel 2000 è la vita di Viggo Mortensen sta per cambiare definitivamente. Peter Jackson, che ha messo in cantiere il folle progetto di una trasposizione cinematografica del Il Signore degli Anelli di John Ronald Reuel Tolkien, sta cercando un attore per interpretare Aragorn il Ramingo e per caso manda la sceneggiatura a Viggo. L’attore, contattato appena due gironi prima dell’inizio delle riprese stava per rifiutare l’incarico, quando suo figlio allora ragazzino, gli chiese di accettare perché conosceva bene la saga letteraria. Mai scelta fu più saggia! Viggo Mortensen trova così il successo e l’affermazione mondiale che merita, e il mondo trova il suo Re dell’Ovest. Nei panni di Aragord, Viggo non dimentica la gavetta e mette nel personaggio tutto se stesso: il tono riflessivo, l’ardore in battaglia, la sopraffazione di fronte al proprio destino e la volontà di fare del bene e di sacrificarsi per gli amici. Mortensen porta alla luce in maniera eccelsa una delle tante straordinarie figure cristologiche di Tolkien, restituendolo per l’eternità al cinema e alla memoria collettiva. Dopo la Compagnia dell’Anello nel 2001, seguono quindi Le Due Torri nel 2002 e nel 2003 Il Ritorno del Re, vera e propria consacrazione del suo personaggio che lascia per sempre le spoglie di Grampasso il Ramingo e diventa agli occhi della Terra di Mezzo Aragorn figlio di Arathorn, erede di Isildur, Elessar, Gemma elfica del suo popolo. Il trionfo di Viggo Mortensen è totale e il suo nome e il suo volto diventano tra quelli più noti al mondo. Il suo viso che stringe la spada Andùril campeggia da quel momento in poi nelle camerette di tutti gli adolescenti (e non) del globo e tutti i registi vogliono lavorare con “l’attore che interpreta Aragorn”.  La verità però è che Viggo è effettivamente una Gemma, un uomo prezioso e un artista raro. Si dice che sul set de Il Signore degli Anelli, Viggo abbia stretto una grande amicizia con il suo cavallo, e lo stesso farà con il suo compagno a quattro zampe in Hidalgo – Oceano di Fuoco, film immediatamente successivo, tanto da portarsi a casa gli esemplari equini. Segue Il destino di un Guerriero, altro film cappa e spada che lo vede protagonista.

Viggo Mortensen

Dopo il grande successo comincia per Mortensen un altro periodo, inaugurato dalla doppia collaborazione con David Cronenberg. Da Spider in poi, la filmografia del regista di Videodrome ha preso una piega inaspettata; cominciando ad indagare le mutazioni mentali e non più quelle fisiche, Cronenberg trova in Mortensen il suo attore ideale. La collaborazione con Cronenberg porta alla luce due dei film migliori della sua filmografia, e lo stesso vale per il regista: A History of Violence e La Promessa dell’Assassino mostrano come Mortensen non sia necessariamente legato allo stereotipo del “cavaliere senza macchia”, ma come invece sappia trovare in sé ogni personaggio richiesto dalla sceneggiatura. Per Le Promessa dell’Assassino il consenso è così unanime tra pubblico e critica che l’attore si guadagnò un British Independent Film Award e un Satellite Award, fu candidato al Golden Globe e agli Oscar 2008, dove però dovette cedere il passo al Daniel Day-Lewis de Il Petroliere.

Nel 2008 Viggo Mortensen arriva in Italia e all’allora Festa del film di Roma, presenta ben due film, concedendosi al pubblico per un bellissimo incontro sul suo cinema e per una valanga di foto, autografi, battute e risposte decise, gentili, dimostrando ancora una volta la sua grande sensibilità di uomo e di artista. Alla Festa Viggo presenta Appaloosa, western sui-generis in cui è diretto da Ed Harris, che recita al suo fianco insieme a Renée Zellweger e Jeremy Irons, e Good, bellissimo film che ci racconta l’altro lato del campi di concentramento, in cui Viggo è un professore tedesco – ariano, che si trova coinvolto per convenienza nel regime nazista, scoprendo troppo tardi che il suo tacito consenso è costato la vita a moltissime persone di origine ebraica, tra cui un suo caro amico professore, interpretato da Jason Isaacs. Il film purtroppo non è uscito nei cinema italiani ma rimane una delle più belle interpretazioni di Mortensen.

Nel 2009 è il momento di un’altra grande performance per il nostro Mortensen. John Hillcoat lo sceglie per interpretare il personaggio protagonista in The Road, adattamento del crudo e omonimo romanzo di Cormac McCarthy. Viggo è un padre disperato che lotta per il figlio in un mondo in rovina. Nel 2011 arriva per lui la terza e infelice collaborazione con David Cronenberg. Il regista lo sceglie per interpretare Sigmund Freud in A Dangerous Method, e Viggo ce la mette tutta per dare corpo al capostipite della psicanalisi, ma la sua bella performance si scontra con un film brutto, verboso e troppo lungo.

Viggo MortensenNel 2012 Mortensen ha partecipato al film argentino Todos tenemos un Plan, in cui mette in mostra il suo fluente spagnolo e presto lo vedremo in On The Road, film tratto dal romanzo di Jack Kerouac e diretto da Walter Salles, in cui interpreta Old Bull Lee/William S. Burroughs.

Viggo Mortensen è un attore, anzi una persona, che mette d’accordo tutti: i piccoli e i grandi, i giovani e i vecchi, gli uomini e le donne. La sua bellissima personalità traspare in maniera disarmante con i fan e le sue doti artistiche vanno al di là della recitazione. Compositore, pittore e bravissimo fotografo, Viggo coltiva i suoi talenti con passione, conscio dell’importanza che l’arte ha per lo spirito. Le sfumature caratteriali dei suoi personaggi hanno dimostrato quanto sia importante saper fare e amare tante cose diverse nella vita. Balzato in età avanzata  alla ribalta del successo ha offerto tantissimi ritratti eccezionali di uomini e anime, ma nella memoria collettiva rimarrà sempre il Re dell’Ovest.

Viggo Mortensen: anche Laura Linney nel suo debutto alla regia

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Viggo Mortensen: anche Laura Linney nel suo debutto alla regia

Arriva da Deadline riferisce che Laura Linney si è unita al cast di un nuovo progetto con protagonista Viggo Mortensen, in cui l’attore esordirà alla regia. Il Re dell’Occidente della Trilogia de Il Signore degli anelli è stato protagonista del recente film di Peter Farrelly, Green Book, che ha vinto 3 premi Oscar, compreso quello al miglior film.

La Linney è conosciuta per il suo lavoro in Love Actually di Richard Curtis, The Truman Show di Peter Weir e Il Calamaro e la Balena di Noah Baumbach. Mortensen ha scritto la sceneggiatura e reciterà nel film, intitolato Falling, e, come accennato, ne sarà anche regista. A parte il suo recente ruolo dell’italo americano Tony Lip Vallelonga, in Green Book, l’attore-regista è ovviamente noto per i fantasy di Peter Jackson tratti da Tolkien, in cui interpreta Aragorn, ma si è costruito anche una solida carriera lavorando con molti registi illustri, in particolare con David Cronenberg.

Linney interpreterà la sorella del protagonista di Mortensen, John Peterson, un omosessuale la cui vita si scontra con quella del suo padre che disapprova il suo stile di vita e che verrà interpretato da Lance Henriksen, meglio conosciuto per aver interpretato Bishop in Aliens di James Cameron. A completare il cast di Falling ci sono Hannah Gross (Mindhunter) nei panni di sua madre e Terry Chen (Jessica Jones e Almost Famous) in quelli del suo compagno.

Nella squadra produttiva, Mortensen ha voluto Ronald Sanders al montaggio e Carol Spier per la scenografia. Entrambi sono frequenti collaboratori di David Cronenberg e hanno lavorato con Mortensen in A History of Violence e La promessa dell’assassino. Il ruolo del direttore della fotografia sarà di Marcel Zyskind, con il quale Mortensen ha lavorato in passato in I due volti di Gennaio di Hussein Amini.