Margot Robbie e
Alexander Skarsgård sono i protagonisti del film
panni di Jane e Tarzan. The Legend of
Tarzan è il nuovo adattamento del romanzo di
Edgar Rice Burroughs e
diretto da David Yates.
A differenza degli altri adattamenti
del celebre romanzo, The Legend of Tarzan
parte dall’Inghilterra, dove John Clayton III, Lord Greystoke vive
con sua moglie Jane. Tarzan ha infatti già lasciato le foreste del
Congo per tornare nella società civilizzata vittoriana e
rivendicare il suo titolo.
Nel film, Lord Greystoke
verrà inviato però in Congo come ambasciatore, ed è qui che
comincia la storia raccontata nel film.
Al fianco di Margot
Robbie e Alexander Skarsgård ci sono
Djimon Hounsou, Samuel L. Jackson e
Christoph Waltz.
Il film arriverà al cinema il primo
luglio 2016.
“È l’opposto di un racconto
classico, in cui si prova a domare l’istinto animale. Questo film
racconta di un uomo che torna indietro e lentamente, mentre
scivolano via gli strati, torna al suo stato animale e lascia
libera quella parte della sua personalità” ha dichiarato
Skarsgård interprete del protagonista.
Dopo essere stata tra le
protagoniste di questo Comic Con
2015, Margot Robbie oggi è la protagonista
di Elle nella cover dell’edizione Agosto 2015 del noto giornale di
Glamour.
Come era prevedibile, molte riviste
di cinema Oltreoceano stanno parlando della Harley Quinn di
Margot Robbie, purtroppo non per
elogiare le doti della giovane attrice, ma criticandone
l’abbigliamento molto succinto scelto per il personaggio che
apparirà in Suicide Squad.
In merito alla scelta dell’outfit,
Margot Robbie ha commentato che la sua Harley
indossa calzoncini così corti perché le sembrano luccicosi e
divertenti e non di certo per mostrare il suo fondoschiena agli
uomini. “Come Margot, non mi piace indossarli – ha
spiegato l’attrice – mi piacciono gli hamburger a pranzo e sono
perfettamente consapevole chepoi si va fare una scena in cui mi ritroverò
bagnata fradicia in una T-shirt bianca e appiccicosa”. “Non credo che una
salopette di jeans sarebbe stata indicata per il personaggio”
ha concluso Margot.
Suicide
Squad si concentrerà sulle gesta di un gruppo di
supercattivi dei fumetti DC che accettano di svolgere incarichi per
il governo in modo da scontare le loro condanne.
Il film arriverà al cinema il 18
agosto del 2016. Nel cast vedremo Will
Smith nei panni di Deadshot, Margot
Robbie in quelli di Harley Quinn, Jay
Courtney nel ruolo di
Capitan Boomerang, Cara
Delevingne sarà Enchantress, Joel Kinnaman nei panni di Rick
Flag, Viola Davis nel ruolo di Amanda
Waller e Jared
Leto sarà l’atteso Joker.
Trama: Un’agenzia governativa
segreta arruola i super cattivi in prigione per eseguire pericolose
missioni promettendo loro in cambio la libertà.
Margot Robbie è in trattative per
entrare nel cast di Goodbye Christopher
Robin, in cui tornerà di nuovo a recitare al fianco
di Domhnall Gleeson che aveva già incontrato in
Questione di Tempo di
Richard Curtis.
Simon Curtis vuole
la Robbie per interpretare la moglie di A.A.
Milne, autore di Winnie the
Pooh, nella storia che racconta del difficile
rapporto dello scrittore con il figlio Christopher, a cui poi si è
ispirato per Christopher Robin, amichetto dell’orsetto Winnie.
Anche il nome dell’orso goloso di miele fu preso da quello del
giocattolo preferito del figlio, così come tutti gli altri nomi dei
personaggi della nota storia: Tigro, Ih-Oh e Pimpi.
Damian Jones
produce con l’ex capo della Pinewood Pictures, Steve
Christian. La Pathe ha sviluppato il progetto.
Quest’anno vedremo Margot
Robbie in The Legend of Tarzan e in
Suicide Squad in cui interpreta
Harley Quinn. La Warner Bros ha inoltre già annunciato un nuovo
film che la vedrà tornare nei panni della folle villain DC al
fianco di altri personaggi femminili di quell’universo
fumettistico.
Insieme ai tre attori sono
stati confermati – ma per ruoli minori – anche alcune vecchie
conoscenze della filmografia tarantiniana, ovvero
Tim Roth, Kurt Russell e Michael
Madsen. Burt Reynolds potrebbe entrare nel cast e
interpretare George Spahn, ma si attendono conferme ufficiali
da parte della produzione.
Oltre al titolo ufficiale
è stata rivelata dallo stesso Tarantino la sinossi del film,
collegata come annunciato mesi fa all’assassinio
di Sharon Tate:
La storia
si svolge a Los Angeles nel 1969, al culmine di quella che viene
chiamata “hippy” Hollywood. I due protagonisti sono Rick Dalton
(Leonardo DiCaprio), ex star di una serie televisiva western, e il
stunt di lunga data Cliff Booth (Brad Pitt). Entrambi stanno
lottando per farcela in una Hollywood che non riconoscono più. Ma
Rick ha un vicino di casa molto famoso…Sharon Tate.
L’uscita nelle sale
di Once Upon a Time In Hollywood è
fissata al 9 agosto 2019.
Nel corso di una recente intervista
con Variety, Margot Robbie, insieme ai soci produttori
Tom Ackerley e Josey McNamara, ha
risposto agli incoraggianti commenti di George Clooney sul prequel di Ocean’s Eleven, dopo che recenti
notizie avevano suggerito che Robbie e Ryan Gosling avrebbero potuto interpretare i
genitori di Danny Ocean. “Onestamente, sono molto contenta di
sentirlo“, ha detto Robbie. “È un elogio estremamente
importante. Wow, che emozione!“. Tuttavia, Robbie, Ackerley e
McNamara hanno rivelato che stanno ancora lavorando alla trama e
alla sceneggiatura del film e che quindi non ci sarebbe ancora
nulla di definitivo.
Senza smentire o confermare,
Margot Robbie ha infatti chiarito che l’inclusione dei genitori
di Danny Ocean nel prequel di Ocean’s Eleven non è ancora
certa, lasciando intendere che lei e Gosling potrebbero
interpretare ruoli diversi da quelli inizialmente ipotizzati.
“Quindi non so chi saranno o non saranno i suoi genitori alla
fine…“, ha detto, aggiungendo al suo commento: “O se i
suoi genitori saranno effettivamente presenti nel film“. Ad
oggi di questo prequel sappiamo che dovrebbe svolgersi a Monte
Carlo negli anni Sessanta. Jay Roach, che ha già
collaborato con Robbie in Bombshell del 2019, dirigerà il
progetto.
L’ultima volta che il franchise è
stato visto sul grande schermo è stato in occasione di Ocean’s 8 del 2018, con un capitolo in cui
Sandra Bullock guidava una squadra che
comprendeva solo donne tra i suoi ranghi. Il piano era semplice:
infiltrarsi nel Met Gala e rubare una collana molto costosa.
L’alchimia tra il cast ha portato il film a un comodo bottino di
297 dollari al botteghino mondiale, dando allo studio la fiducia
necessaria per andare avanti con la serie. Le riprese di questo
prequel sarebbero dovute iniziare nell’estate del 2023, ma la cosa
è stata rimandata per via degli scioperi verificatisi.
Arriva da Variety la notizia che la
bella e brava Margot Robbie sarà la protagonista e
la produttrice di Bad Monkeys, action
thriller basato sul romanzo omonimo di Matt Ruff
che sarà distribuito dalla Universal.
Scott Stuber e Dylan Clark
produrrano il film attraverso la loro Bluegrass Films. La Robbie si
occuperà della produzione grazie alla sua LuckyChap Entertainment,
con Josey McNamara che figurerà invece come produttore
esecutivo.
Di seguito la sinossi ufficiale del
romanzo: Jane Charlotte è stata arrestata per omicidio. Interrogata
dalla polizia ammette di far parte della Bad Monkeys, ramo
operativo di una misteriosa organizzazione segreta il cui compito è
liberare il mondo dal male. Questa confessione le costa però un
soggiorno nella sezione psichiatrica della prigione dove viene
sottoposta a interminabili sedute sulla sua carriera di assassina.
Più il racconto di Jane si popola di assurdità – messaggi nascosti
nelle parole crociate, dollari con occhi e orecchie, inquietanti
clown armati – più il dottore che la interroga fatica a distinguere
la verità dall’invenzione. E nessuno, nemmeno voi, riuscirà a
capire se Jane è pazza, bugiarda o se le cose sono completamente
diverse da come sembrano. Tra il fumetto lisergico avant-punk e il
romanzo di formazione con sotterranei riferimenti religiosi, è un
thriller martellante e sexy. Un vortice di messaggi subliminali,
cospirazioni e complotti che si sgretolano e si ricompongono, come
in un gioco di scatole cinesi dagli esiti sempre imprevedibili.
Margot Robbie è
attualmente nelle nostre sale con The Legend of Tarzan di
David Yates al fianco di Alexander Skarsgard (qui la nostra
recensione del film). Dal 13 agosto invece arriverà in Italia
Suicide Squad, in
cui l’attrice interpreta il ruolo di Harley Quinn al fianco di
Will
Smith, Joel Kinnaman e Jared
Leto.
Tra i prossimi progetti
dell’attrice figurano il biopic dedicato alla pattinatrice
Tonya Harding, il thriller noir
Terminal e Goodbye
Christopher Robin incentrato sulla vita di A.A.
Milne, autore di Winnie the Pooh.
Impegnata con la promozione di
C’era una volta a
Hollywood, il nuovo film di Quentin Tarantino che la vede
protagonista insieme a Leonardo DiCaprio e
Brad
Pitt, Margot
Robbie ha svelato una “terribile” verità sul suo
conto, qualcosa che ogni appassionato della cultura pop potrebbe
accogliere con sgomento: l’attrice non ha mai visto un episodio
della saga di Guerre Stellari.
“Non ho mai visto Star
Wars. E in un certo senso non continuo a farlo solo perché fa
infuriare la gente così tanto. ‘Come è possibile?’, mi chiedono,
‘Come mai non hai mai visto Star Wars?’, e voglio solo vedere per
quanto tempo posso resistere“, ha raccontato la Robbie in
un’intervista con MTV.
Non sembra cavarsela nemmeno il
collega Brad Pitt, che ammette di non aver mai guardato Via
col vento e Tutti insieme
appassionatamente, due pietre miliari del cinema
americano.
La storia si
svolge a Los Angeles nel 1969, al culmine di quella che viene
chiamata “hippy” Hollywood. I due protagonisti sono Rick Dalton
(Leonardo DiCaprio), ex star di una serie televisiva western, e lo
stunt di lunga data Cliff Booth (Brad Pitt). Entrambi stanno
lottando per farcela in una Hollywood che non riconoscono più. Ma
Rick ha un vicino di casa molto famoso…Sharon Tate.
Nel cast anche Damian Lewis, Dakota Fanning, Nicholas
Hammond,Emile
Hirsch, Luke
Perry, Clifton Collins
Jr., Keith
Jefferson, Timothy Olyphant, Tim Roth, Kurt
Russelle Michael
Madsen. Rumer Willis, Dreama
Walker, Costa Ronin, Margaret Qualley, Madisen
Beaty e Victoria Pedretti.
Infine Damon Herriman sarà Charles
Manson.
“Ho lavorato alla sceneggiatura
per cinque anni, e vissuto nella contea di Los Angeles per gran
parte della mia vita, anche nel 1969, e all’epoca avevo sette
anni“, ha dichiarato Tarantino. “Sono davvero felice di
poter raccontare la storia di una città e di una Hollywood che non
esistono più, e non potrei essere più entusiasta dei miei due
attori protagonisti.“
Un live action incentrato su
Barbie è
in sviluppo da diversi anni. La prima volta che si è parlato del
film è stato nel 2015, quando la Sony aveva annunciato che Amy Schumer sarebbe stata la protagonista del
film. In seguito, la comica statunitense decise di abbandonare il
progetto e per un po’ di tempo si parlò del premio Oscar Anne Hathaway come sua possibile sostituta. Il
film passò poi nelle mani della Warner Bros. e nel 2018 Robbie
firmò ufficialmente per recitare nel film e per figurare anche in
qualità di produttrice. Lo scorso anno è stato invece confermato
che ad occuparsi della sceneggiatura saranno Greta Gerwig(Piccole
donne) e Noah
Baumbach(Storia
di un matrimonio).
Adesso, in una nuova intervista
rilasciata a THR e dedicata principalmente alla sua cada di
produzione, la LuckyChap, Margot Robbie ha offerto alcune anticipazioni
su ciò che i fan dovranno aspettarsi da Barbie.
In sostanza, l’attrice ha rivelato che il live action sarà
completamente diverso da ciò che il pubblico potrebbe
aspettarsi.
Margot Robbie su Barbie:
“Daremo ai fan il film che non sapevano di volere.”
“Ci piacciono le cose che
sembrano allontanarsi dal centro, da quello che è il focus.
Prendiamo ad esempio Barbie: per via della proprietà, del nome
stesso, le persone credono di sapere cosa aspettarsi. Già le senti:
‘Oh, Margot interpreta Barbie. Già so come sarà’. E invece il
nostro obiettivo è riuscire a stupirle. Il nostro obiettivo è
regalare al pubblico qualcosa di completamente diverso da ciò che
credono di sapere. Soprattutto, regalare loro il film che non
sapevano di volere.”
Barbie, che
rappresenta un marchio globale con vendite superiori a 3 miliardi
di dollari in tutto il mondo, ha “interpretato” più di 150 ruoli
attraverso i suoi oltre 50 anni di vita, tra cui principessa,
presidente, sirena e stella del cinema. L’adattamento
di Barbie segna l’esordio della Mattel Films
di Robbie Brenner, e la prima collaborazione tra Mattel Films
e Warner Bros. Pictures.
Di recente Margot Robbie è stata intervista da
Josh Horowitz (via
CBM) ed ha parlato di tutta una serie di attesissimi progetti
che la vedranno impegnata nei prossimi anni. Naturalmente, tra
questi il più atteso di tutti è probabilmente The
Suicide Squad, in cui l’attrice tornerà ancora una
volta ad interpretare l’amatissima Harley Quinn.
Robbie aveva debuttato nei panni del
personaggio in Suicide
Squad di David Ayer. Proprio per questo, durante la
conversazione, è saltato fuori l’argomento Ayer Cut, ossia la versione del cinecomic così
com’era stato inizialmente pensato dal regista. A differenza della
Snyder Cut di Justice
League, però, il taglio originale del film di Ayer non
sembra essere destinato ad una distribuzione ufficiale.
A tal proposito, Margot Robbie ha dichiarato: “Non ho mai
visto la Ayer Cut. So che abbiamo girato un sacco di cose che non
sono state inserite nel film. Sarei molto curioso anch’io di
vederla”. Horowitz ha poi menzionato il fatto che Jared Leto tornerà ad essere nuovamente il
Joker nella versione mai vista prima di Justice
League, e la notizia – almeno apparentemente – è stata una
sorpresa per l’attrice, che ha così commentato: “Davvero? Non
lo sapevo. Fantastico.”
E sempre a proposito di cinecomic,
la Robbie ha aggiornato anche in merito a Tank Girl, nuovo adattamento dell’omonimo
fumetto di Jamie Hewlett e Alan Martin, in cui l’attrice figurerà
in qualità di produttrice. Il regista Miles
Joris-Peyrafitte – presente anche lui nel corso
dell’intervista (ha già diretto Robbie in
Dreamland) – ha spiegato che il progetto è stato
momentaneamente messo in stand-by a causa del Covid-19, mentre
Margot ha aggiunto di non aver mai visto il film originale del 1995
ma di aver soltanto letto i fumetti, di trovarli assolutamente
“malati” e al tempo meravigliosi.
Ovviamente, un altro grande progetto
a cui
Margot Robbie è stata associata di recente è
l’annunciato reboot al femminile di Pirati dei Caraibi, su cui però l’attrice non
ha potuto rivelare nulla, limitandosi a dire: “Forse. Siamo
agli inizi. Non dico altro… per ora.”
Si è già parlato tanto di
quanto Margot Robbie si sia impegnata per il
ruolo di Harley Quinn in Suicide Squad. I primi commenti
dei suoi colleghi parlavano di una controfigura pagata praticamente
per mangiare perché l’attrice faceva tutto da sola, e adesso lei
stessa ha raccontato al Tonight
Show Starring Jimmy Fallon della sua preparazione con un
istruttore di immersione per girare una particolare scena, che si
intravede in uno dei trailer circolati in rete, in cui Harley è
sott’acqua.
La bella Margot ha dichiarato di
aver trattenuto il respiro per 5 minuti!
Ecco il video:
Di seguito, altri momenti divertenti dell’incontro di Margot
Robbie con Fallon:
Suicide Squad si
concentrerà sulle gesta di un gruppo di supercattivi dei fumetti DC
che accettano di svolgere incarichi per il governo in modo da
scontare le loro condanne.
Il film arriverà al cinema
il 13 agosto del 2016. Nel cast vedremo Will
Smith nei panni di Deadshot, Margot Robbie in quelli
di Harley Quinn, Jay Courtney nel ruolo di Capitan
Boomerang, Cara Delevingne sarà Enchantress, Joel Kinnaman nei panni di Rick Flag,
Viola Davis nel ruolo di Amanda Waller e
Jared
Leto sarà l’atteso Joker.
Tutte le news sul mondo dei film
della DC COMICS
nel nostro canale dedicata alla DC FILMS.
Trama: Un’agenzia governativa
segreta arruola i super cattivi in prigione per eseguire pericolose
missioni promettendo loro in cambio la libertà. Lo scopo della Task
Force è obbedire agli ordini o morire, così come chiariscono ai
componenti il leader della squadra Rick Flagg, la
sua spada giurata, la samurai Katana e il
dispositivo esplosivo inserito nei loro colli e gentilmente offerto
dalla Wayne Enterprise. Poi c’è il
Joker, che comparendo sia nel presente che in
alcuni flashback, cercherà di mandare a monte il piano della Waller
e di ricongiungersi con il suo vero amore,
Harley.
L’annunciata serie tv
Margo’s Got Money Troubles, con protagonista
Nicole Kidman , ha trovato una casa: Apple TV+
ha infatti vinto la guerra per la serie drammatica.
L’Hollywood Reporter ha
rivelato che Margo’s Got Money Troubles ha
ricevuto da Apple un ordine per otto episodi, direttamente a serie,
dopo una guerra di offerte tra gli streamer. Il romanzo su cui si
baserà la serie sarà pubblicato da William Morrow
– un’impronta della casa editrice HarperCollins – il prossimo
giugno.
“Figlia di una cameriera di
Hooters e di un ex lottatore professionista, Margo ha sempre saputo
che avrebbe dovuto farcela da sola“, si legge nella
descrizione del libro. “Così si iscrive alla scuola media
locale, anche se non riesce a immaginare come potrà mai guadagnarsi
da vivere. Sta ancora cercando di capire le cose e non ha mai
pianificato di avere una relazione con il suo professore di inglese
– e anche se la loro relazione è breve, non è abbastanza breve da
impedirle di rimanere incinta. Nonostante i consigli di tutti,
decide di tenere il bambino, soprattutto per ingenuità e desiderio
di qualcosa di più grande.
“Ora, a vent’anni, Margo è sola
con un bambino, disoccupata e sull’orlo dello sfratto. Ha bisogno
di un’iniezione di denaro, e in fretta. Quando Jinx, il padre da
cui si è allontanata, si presenta alla sua porta e le chiede di
trasferirsi da lei, accetta in cambio di un aiuto per la cura dei
bambini. A quel punto Margo inizia a formulare un piano: avvierà un
OnlyFans come esperimento e presto si troverà ad adattare alcuni
dei consigli di Jinx dal mondo del wrestling. Ad esempio, come
creare un personaggio convincente e far innamorare il pubblico.
Prima di rendersene conto, lo trasforma in un successo
inarrestabile“.
Chi produrrà Margo’s Got Money
Troubles?
Matthew Tinker
sarà produttore esecutivo per la David E. Kelley
Productions insieme a
Elle Fanning,
Dakota Fanning, Brittany Kahan Ward di
Lewellen Pictures, Nicole Kidman con la sua Blossom Pictures e
Per Saari con l’autore Thorpe per
A24.
L’adattamento di Apple
TV di Margo ha problemi di soldi
conElle Fanning
apporta molte modifiche al bestseller di
Rufi Thorpe,
la maggior parte delle quali migliorano la narrazione già presente
nel libro.Margo ha problemi di soldi
è uno degli adattamenti televisivi con tempi di uscita più brevi
che abbia visto da molto tempo, con la serie TV uscita a soli due
anni dall’uscita del romanzo.
Questa rapidità avrebbe potuto essere un brutto segno, dato che lo
sviluppo di un libro per una serie TV può richiedere anni.
Tuttavia, la commedia originale di Apple TV ha compreso la sfida.
Il cast diMargo ha problemi di soldi
ha dato vita a personaggi molto complessi e disordinati, e la loro
storia nella serie TV è altrettanto esilarante di quella del libro.
Tuttavia, il team creativo non ha realizzato un adattamento fedele
al libro. Secondo un’intervista rilasciata a The Hollywood
Reporter, Rufi Thorpe intendeva dare loro piena libertà creativa
sulla serie. La sua unica richiesta, quando le fu chiesto delle sue
paure, fu che non si dimenticassero del bambino.
Grazie a questa libertà,
Margo ha problemi di soldi ha apportato
grandi cambiamenti al libro, arricchendo l’arco narrativo dei
personaggi. Ecco i principali cambiamenti dagli episodi 1 al 3.
Questo articolo verrà aggiornato
ogni settimana con l’uscita dei nuovi episodi. Tornate a trovarci
per ulteriori aggiornamenti!
Shyenne è meno aggressiva
all’inizio della serie TV
Basandomi sui primi
episodi di Margo ha problemi di soldi,
sono convinto che lo showrunner e gli sceneggiatori vogliano
rendere Shyenne, interpretata da Michelle Pfeiffer, un personaggio più
empatico sullo schermo. Nel libro, il personaggio è piuttosto
detestabile. Pur non essendo particolarmente simpatica, Shyenne
sembra almeno preoccuparsi del benessere di Margo. Questo viene
mostrato in due momenti chiave.
Innanzitutto, non prende a pugni
un’infermiera mentre Margo è in ospedale a partorire. La scena del
libro, che avrebbe dovuto essere un gesto protettivo, risulta
invece inutilmente aggressiva ed egoista. Sua figlia aveva bisogno
di lei. Tuttavia, nella serie si assicura di essere presente.
In secondo luogo, si arrabbia con
Jinx per essere diventata la coinquilina di Margo, invece di
consigliarla. Che abbia ragione o meno, la sua discussione con Jinx
nasce da una sincera preoccupazione. Fa notare giustamente che
Margo è una giovane madre che sta crescendo un bambino e non ha
bisogno dello stress di prendersi cura di un’altra persona.
In definitiva, senza cambiamenti
radicali, Shyenne non rimarrà un personaggio empatico. Tuttavia, è
almeno un piccolo passo nella giusta direzione.
Susie è una grande fan di Jinx e
del wrestling professionistico
Nel libro
Margo ha problemi di soldi, Susie non ha
la minima idea di chi sia Jinx quando arriva per la prima volta nel
suo appartamento e in quello di Margo. È aperta all’idea di
imparare qualcosa sul wrestling professionistico, perché pensa che
sia simile al cosplay. Alla fine del libro, è una grande
appassionata di wrestling. Questo aspetto è completamente diverso
nella serie TV.
Prima ancora che Jinx si presenti
all’appartamento di Margo in Margo ha problemi di
soldi, Susie ama già il wrestling professionistico e
lo guarda quasi tutti i giorni. È ossessionata dal personaggio di
Jinx, arrivando persino a copiare le sue mosse più famose. Margo
tiene nascosto a Susie il fatto che Jinx sia suo padre, quindi
Susie si emoziona quando Jinx si presenta.
Questo espediente raggiunge diversi
obiettivi importanti nell’adattamento televisivo di
Margo ha problemi di soldi. Dà a Susie
una ragione per accettare che Jinx diventi il loro coinquilino.
Non si capisce bene perché all’inizio del libro sia così tranquilla
all’idea che lui si trasferisca. Da fan, vorrebbe passare più tempo
con lui.
Inoltre, Jinx afferma di dover
rimanere con Margo invece di andare a vivere per conto suo perché
ha bisogno di qualcuno per cui fingere di essere sano di mente. Con
sua figlia accanto, Jinx ha una figura di riferimento stabile.
Tuttavia, il fatto che Susie sia una sua fan lo mette in difficoltà
perché gli ricorda costantemente il periodo della sua vita in cui
abusava di droghe.
Nella serie Apple TV
Margo ha problemi di soldi, Margo è molto
meno ingenua
Nel libro di Rufi Thorpe,
Margo è un personaggio che si sente allo stesso tempo intelligente
ed estremamente ingenua. Le piace leggere e scrivere e ha una
grande immaginazione. Poi, il suo inquietante professore la
manipola facendole credere di essere in qualche modo più matura e
intelligente dei suoi coetanei.
Dopo la nascita di Bodhi, scopre
rapidamente di non sapere quasi nulla sulla vita, sul denaro, sul
potere, sulla genitorialità, ecc. Non ha nemmeno idea di cosa sia
OnlyFans o di come funzioni. A questo punto, queste sono
informazioni piuttosto comuni, il che la fa sembrare davvero una
bambina.
Nella serie Apple TV, Margo è molto
meno protetta e ingenua. Sembra almeno in parte consapevole del
fatto di non essere la persona più intelligente del gruppo, anche
se le lusinghe del suo professore continuano a fare effetto.
Margo è un po’ più consapevole che
essere genitore sarà difficile, ma nel complesso non è preparata
alla dura realtà di essere una madre single. Inoltre, almeno sa
cos’è OnlyFans. Questo rende meno strano per lei buttarsi a
capofitto sul sito di contenuti per adulti. In definitiva, la sua
intelligenza e la sua ignoranza coesistono, in bilico su un filo
sottile. Questo fa di Margo una perfetta rappresentante della vita
da giovane adulta.
Margo ha problemi di
soldi mostra Jinx nel suo programma di
riabilitazione
Nel libro di Rufi Thorpe,
Jinx non viene mostrato fino a quando non si presenta alla porta di
Margo. Veniamo a conoscenza della sua dipendenza, del suo momento
più buio e della sua riabilitazione attraverso delle spiegazioni.
Questo funzionava nel romanzo, che si concentrava specificamente
sul punto di vista limitato di Margo. Tuttavia, la serie TV offre
maggiore flessibilità, permettendo di mostrare momenti di cui Margo
non sarebbe a conoscenza.
L’aggiunta più importante è il
trattamento di riabilitazione di Jinx per la dipendenza da
oppioidi, che finalmente vediamo. Viene mostrato mentre fa boxe in
palestra come sfogo emotivo e un consulente gli dà consigli sulla
sua sobrietà. Queste scene contribuiscono a rendere più facile
entrare in empatia con il personaggio di Margo ha
problemi di soldi tratto dal libro.
Senza questo contesto, è difficile
distinguere la realtà dalla finzione. Parlando senza giudicare, la
sua malattia lo spinge a mentire e imbrogliare pur di procurarsi la
sostanza di cui abusa. Era difficile capire quanto fosse onesto con
se stesso e con gli altri riguardo alla sua riabilitazione.
Spesso si ha la sensazione che Jinx
cerchi di nascondere le sue emozioni e le vere difficoltà della
dipendenza. Afferma i fatti come se non avesse alcuna esperienza
emotiva legata al suo abuso di sostanze. Tuttavia, Nick Offerman
conferisce a Jinx un’autenticità e un’intensità emotiva difficili
da guardare, ma anche profondamente toccanti.
Mark incontra Bodhi nella serie
Apple TV
In Margo ha
problemi di soldi, Mark si rifiuta di incontrare suo
figlio fino alla conclusione del processo. In realtà, l’accordo di
riservatezza stabilisce esplicitamente che lei non può nemmeno
contattarlo, rendendo impossibile per lei presentare Mark a suo
figlio. Nel momento in cui incontra Bodhi, lo adora
perdutamente.
Il fatto che Mark non abbia mai
incontrato Bodhi rende ancora più incomprensibile la sua richiesta
di affidamento esclusivo senza alcun diritto di visita per Margo.
Non conosce nemmeno suo figlio. Tuttavia, Margo presenta Bodhi a
Mark quando va a reclamare il denaro.
Mark è completamente affascinato da
Bodhi, anche se pensa che sia stato un errore da parte di Margo
averlo avuto. Questo entusiasmo per suo figlio rende un po’ meno
strano e subdolo il suo tentativo di portarglielo via dopo averle
fatto firmare l’accordo di riservatezza.
Almeno ha un po’ più senso che si
preoccupi per il bambino. La presenza fisica di Bodhi davanti a
Mark lo rende più reale, non solo un’idea nella sua testa. Ha
finalmente qualcuno da proteggere e di cui prendersi cura. Certo,
resta comunque un farabutto, ma almeno è un po’ meno malvagio.
L’accordo tra la mamma di Mark e
Margo non prevede alcun pagamento anticipato
Nel romanzo
Margo ha problemi di soldi di Rufi
Thorpe, Margo firma un contratto che le garantisce un pagamento
forfettario immediato di 10.000 dollari e un fondo fiduciario di
50.000 dollari per Bodhi al compimento dei 18 anni. In cambio, non
può rivelare la paternità del bambino, frequentare il Fullerton
College o contattare Mark o la sua famiglia.
Questo le dà almeno un piccolo
gruzzolo da parte mentre cerca di capire cosa fare per vivere.
Certo, non è una soluzione ideale, visto che i bambini costano.
Inoltre, trovare una babysitter è difficile, figuriamoci
permettersela. Tuttavia, è pur sempre qualcosa.
La serie TV cambia radicalmente la
situazione. Margo non riceve nulla in anticipo ed è vincolata alle
stesse regole. Tuttavia, quando Bodhi compirà 18 anni, riceverà
circa 250.000 dollari. L’offerta è praticamente impossibile da
rifiutare perché garantirà a suo figlio una sicurezza finanziaria
per il futuro.
Tuttavia, ciò significa anche che
ha un bisogno imminente di un lavoro. Non può permettersi di
perdere tempo a pensarci, dato che non ha soldi per pagare
l’affitto, il cibo o qualsiasi altra spesa relativa a Bodhi. Il
tempo stringe. Questo rende ancora più comprensibile il fatto che
non valuti i pro e i contro del lavoro prima di buttarsi su
OnlyFans in Margo ha problemi di
soldi.
Margo ha problemi di soldi è una serie
Apple
TV che segue le difficoltà personali e creative di
Margo, tra famiglia, responsabilità e identità pubblica. Il
racconto mescola dramma e satira sociale, mettendo al centro
relazioni complicate e scelte ambigue.
La
prima stagione sviluppa diverse linee narrative che convergono in
un finale ricco di tensione: la disputa sull’affidamento, la
segnalazione ai servizi di protezione minori (CPS) e una
rivelazione legata a Hungry Ghost che lascia chiaramente
intendere una seconda stagione ancora più caotica. Il finale,
“Lock and Load”, non offre a Margo Millet un lieto fine
tradizionale e questo è coerente con una serie che funziona meglio
quando i personaggi sono complessi, contraddittori
e spesso intrappolati tra affetto, paura, orgoglio e
autoinganni.
L’ottavo episodio
conclude la disputa legale per Bodhi, ma allo stesso tempo apre
nuove strade narrative per il lavoro di Margo, il percorso di
guarigione di Jinx, il futuro romantico di Shyanne e il ruolo di
Kenny all’interno della famiglia. Ecco alcune delle risposte alle
domande più frequenti, prima dell’arrivo della seconda
stagione.
Margo ha ottenuto la custodia di Bodhi?
Sì,
Margo (Elle
Fanning) conquista la custodia principale di
Bodhi nel finale della prima stagione di Margo ha problemi di soldi. Il tribunale
concede a Mark (Michael Angarano) due fine
settimana al mese, permettendogli comunque di mantenere un rapporto
con il figlio, mentre Margo resta il genitore di
riferimento. La scena in aula evita una vittoria facile o
celebrativa. In precedenza, Margo rischia seriamente di
compromettere la sua posizione quando Mark la provoca, insultandola
definendola una sex worker e mettendo in discussione la sua
idoneità come madre.
Il
suo test psicologico conferma che è mentalmente stabile, ma Mark sa
bene come provocarla e riesce a farla reagire in modo impulsivo.
Questo porta il caso davanti alla corte superiore, aumentando la
tensione della vicenda. Quando la causa arriva davanti al giudice
Andrew Spencer, però, l’andamento cambia. Spencer evidenzia la
responsabilità di Mark nell’intera situazione e chiede a Margo se
sia orgogliosa di ciò che sta facendo.
All’inizio Margo risponde con prudenza, poi però ammette di
esserlo, spiegando che sta crescendo Bodhi con l’aiuto
della sua famiglia e che sta facendo del suo meglio.
Perché il giudice ha chiesto a tutti di tenere Bodhi in
braccio?
Il giudice chiede a ciascuna
persona legata al mondo di Margo di tenere Bodhi in braccio perché
vuole osservare la situazione reale del bambino,
invece di basarsi solo sugli argomenti legali presentati in aula.
Susie (Thaddea Graham) entra con Bodhi e il
giudice la considera a tutti gli effetti parte della famiglia di
Margo, non una semplice coinquilina. Jinx (Nick
Offerman) ammette apertamente il suo passato di
dipendenza, ma Bodhi reagisce con naturalezza e affetto nei suoi
confronti. Shyanne (Michelle
Pfeiffer) si commuove quando il bambino non piange tra
le sue braccia: è un momento importante per lei e, allo stesso
tempo, la fa sentire finalmente riconosciuta nel ruolo di
nonna.
Successivamente è Mark a prendere
Bodhi in braccio, e il bambino inizia a piangere. Anche
Mark si emoziona, perché è la prima volta in cui
riesce davvero a stringere suo figlio. La scena ammorbidisce la
percezione del tribunale nei suoi confronti, senza però
trasformarlo in una figura positiva in senso assoluto.
Mark riconosce le proprie
responsabilità e ammette di aver sbagliato, pur
ribadendo il desiderio di costruire un rapporto con Bodhi. La
decisione finale del giudice tiene insieme entrambe le prospettive:
Margo ha creato un ambiente stabile per la vita quotidiana del
bambino, ma Mark non viene completamente escluso dalla sua
crescita.
È stato Mark a chiamare i servizi
sociali?
No, non è Mark ad aver contattato i
servizi di protezione dei minori (CPS). Nel finale di
Margo ha problemi di soldi
si scopre che la segnalazione è stata fatta da
Kenny (Greg
Kinnear). Questo dettaglio è importante perché, anche
se il comportamento di Mark durante la disputa per la custodia era
già stato problematico, la chiamata ai CPS arriva in realtà
dall’interno del nucleo familiare allargato di Margo. Kenny
afferma di aver agito per precauzione, dopo
l’overdose di Jinx e perché, secondo lui, nessuno stava realmente
gestendo la situazione in modo responsabile.
In teoria può sembrare un gesto
dettato dalla preoccupazione, ma nella pratica risulta molto più
controverso: Kenny agisce senza dirlo a Shyanne e finisce per
mettere a rischio la posizione di Margo nella causa per la
custodia. A questo si aggiunge anche una componente personale
difficile da ignorare. Kenny lascia intendere di sapere che Shyanne
è ancora legata a Jinx e questo fa sembrare la sua decisione meno
oggettiva di quanto dichiari. Anche se può aver creduto di
proteggere Bodhi, di fatto ricorre a un intervento ufficiale contro
una famiglia che non comprende pienamente.
Shyanne lascerà Kenny dopo il
colpo di scena dei servizi sociali?
Il finale non mostra una
separazione netta, ma lascia intendere che la relazione tra
Shyanne e Kenny sia in forte difficoltà. La scelta di
Kenny di contattare i servizi di protezione dei minori senza
confrontarsi con lei non è un dettaglio secondario: mette in
pericolo Margo, Bodhi e il delicato equilibrio che Shyanne stava
cercando di mantenere nel suo ruolo di madre e nonna.
Per gran parte dell’episodio
conclusivo, Shyanne è combattuta dal senso di
colpa. Si scusa con Elizabeth (Marcia
Gay Harden) dopo averla colpita e riceve in cambio un
altro insulto su Margo definita una delusione. Questa volta però
riesce a non reagire, segno di una crescente fragilità e paura. Il
timore principale è che, se Margo dovesse perdere la custodia di
Bodhi, la famiglia non riuscirebbe più a ritrovare stabilità.
In questo contesto, la rivelazione
su Kenny pesa ancora di più. Lui non si è fidato abbastanza da
coinvolgerla e ha sottovalutato le possibili conseguenze di una
segnalazione ai CPS per Margo. Anche se la sua preoccupazione per
Jinx può avere una base reale, il modo in cui ha gestito la
situazione rischia di diventare qualcosa che Shyanne non riesce a
perdonare.
Perché Jinx si scusa con
Susie?
Jinx si scusa con Susie perché la sua overdose l’ha
spaventata profondamente. In precedenza, Margo e Susie lo
avevano trovato svenuto nella vasca da bagno con una siringa di
eroina, un episodio che ha lasciato Susie chiaramente scossa. Susie
non è soltanto la coinquilina di supporto di Margo: nel corso della
stagione sviluppa un legame emotivo con la famiglia Millet, anche
grazie alla sua vecchia ammirazione per Jinx ai tempi della
carriera nel wrestling.
Quando Jinx la va a trovare, non cerca una scena né pretende
assoluzione. È consapevole del male che ha causato
e riconosce che Susie aveva bisogno di sentirlo dire apertamente.
Il dettaglio di “Shadowheart” corretto da Susie è particolarmente
tenero, perché mostra un rapporto che ha un suo codice personale.
Il modo in cui Jinx la chiama inizialmente “Shadow Hat” è ironico,
ma la correzione rende evidente che Susie desidera essere
riconosciuta da lui nel modo giusto. Le sue scuse non
risolvono il problema della dipendenza, ma segnano comunque
l’inizio di un’assunzione di responsabilità.
Cosa significa il “Tunnel dell’Amore” di Margo?
La
rivelazione del “Tunnel dell’Amore” segna un cambio di prospettiva
per Margo: Hungry Ghost non è più soltanto una soluzione economica
temporanea. Inizia infatti a considerarlo come uno spazio
creativo e come un mezzo per esercitare controllo sul
proprio corpo, sulla propria narrazione e sulle proprie entrate.
Nel corso del finale, KC (Rico Nasty) e Rose
(Lindsey
Normington) la spingono a esplorare contenuti più
espliciti. Margo però ribadisce di non fare sex
work e si definisce un’artista, una risposta che le irrita
perché sottolineano come il sex work possa essere anche espressione
artistica e performance.
Margo li ascolta, anche se non è ancora pronta ad accettarlo
pienamente. Più tardi confida a Shyanne che potrebbe iniziare a
pubblicare contenuti legati al “Tunnel del’Amore” all’interno del
suo concept fantascientifico. Shyanne le propone un aiuto economico
se il problema è il denaro, ma Margo ammette che potrebbe
continuare anche senza necessità economiche. Il punto centrale è
proprio questo: Hungry Ghost non rappresenta più solo la
sopravvivenza, ma sta diventando per Margo uno spazio in
cui creare, esibirsi, guadagnare e provocare.
Il
lavoro di Margo su OnlyFans viene mostrato come soldi facili?
No, ed è uno degli aspetti più
riusciti della serie. Margo ha
bisogno di soldinon tratta il sex work online
come una scorciatoia semplice o immediata per fare soldi.
Al contrario, mette in evidenza tutto ciò che comporta: lavoro di
performance, costruzione di un’identità pubblica, gestione del
pubblico, collaborazioni, senso di vergogna, rischi per la
sicurezza e tenuta emotiva.
Margo ha una forte vena
creativa e riesce a trasformare Hungry Ghost in qualcosa
di unico grazie alla sua immaginazione e al suo istinto narrativo.
Allo stesso tempo, la serie mostra chiaramente che questa
scelta ha conseguenze sul piano sociale, legale ed
emotivo. Mark la usa contro di lei in tribunale, Becca
(Sasha Diamond) ne mette in discussione le
decisioni, Shyanne fatica ad accettarla e persino gli sconosciuti
arrivano a riconoscerla. La decisione più significativa del finale
è che Margo non perde nulla di ciò che ha costruito: riesce a
mantenere sia Bodhi sia Hungry Ghost. Un equilibrio tutt’altro che
scontato.
Cosa potrebbe succedere a Susie
nella seconda stagione di Margo
ha problemi di soldi?
Susie rappresenta uno dei fili
narrativi più aperti in vista di una possibile seconda stagione di
Margo ha problemi di
soldi. Ormai fa parte a pieno titolo della famiglia di Margo,
ma il suo passato rimane ancora poco approfondito.
È appassionata di cosplay, wrestling, supporta Margo nella
creazione dei contenuti e si occupa anche di Bodhi, ma la serie ha
solo iniziato a esplorare la sua storia.
Una seconda stagione potrebbe
indagare meglio il motivo del suo legame così forte con Jinx e con
l’ambiente del wrestling. Allo stesso tempo, potrebbe darle
un ruolo più centrale nell’estetica di Hungry
Ghost, soprattutto se Margo dovesse sviluppare ulteriormente la
parte sci-fi dei suoi contenuti. Susie appare già come una
figura tuttofare: tra costumista, “zia” della famiglia,
sostegno emotivo e presenza un po’ fuori dagli schemi. Ora però
avrebbe bisogno di uno spazio narrativo tutto suo.
Cosa aspettarsi dalla seconda
stagione di Margo ha problemi di
soldi?
La seconda stagione di
Margo ha problemi di soldi
probabilmente si concentrerà sulla crescente notorietà
pubblica di Margo, sul ruolo più limitato di Mark come
padre di Bodhi, sul percorso di recupero di Jinx, sui sentimenti di
Shyanne nei confronti di Jinx, sul tradimento di Kenny e
sull’evoluzione di Hungry Ghost verso una realtà sempre più
strutturata e professionale. La questione della custodia è stata
risolta per il momento, ma la famiglia resta tutt’altro che
stabile.
Il nodo centrale della prossima
stagione potrebbe essere l’esposizione pubblica.
Il profilo di Margo continua a crescere e, più aumenta la sua
visibilità, più diventa complicato separare la sua vita privata
dall’immagine che proietta online. Un fan, un critico, un problema
legale o persino le sue stesse scelte potrebbero innescare
nuovi conflitti.
Margo ha problemi di
soldi è disponibile su Apple TV
+.
Apple
TV ha svelato il trailer di Margo ha problemi di
soldi, con la candidata agli Emmy e ai Golden
Globe Elle
Fanning, la candidata agli Oscar® e agli Emmy
Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman, vincitrice dell’Oscar® e
dell’Emmy, nel ruolo di protagoniste e produttrici esecutive.
Il rinomato cast è completato dal vincitore dell’Emmy Nick Offerman
e da Thaddea Graham. Prodotta da A24 e dal pluripremiato David E.
Kelley, la serie Apple Original basata sull’omonimo romanzo
best-seller di Rufi Thorpe farà il suo debutto su Apple
TV mercoledì 15 aprile con tre episodi degli otto
totali, seguiti da nuovi episodi ogni mercoledì fino al 20
maggio.
“Margo ha problemi di soldi” è un
dramma familiare audace, commovente e comico che segue Margo
(Fanning), aspirante scrittrice che ha recentemente abbandonato
l’università, figlia di un’ex cameriera di Hooter’s (Pfeiffer) e di
un ex wrestler professionista (Offerman), costretta a cavarsela con
un neonato, una montagna di bollette da pagare e sempre meno
possibilità di farcela. La serie vede anche la partecipazione della
vincitrice dell’Oscar® Marcia Gay Harden, del candidato dell’Oscar®
e vincitore dell’Emmy Greg Kinnear, di Michael Angarano, Rico Nasty
e Lindsey Normington.
“Margo ha problemi di soldi” è
prodotta per Apple TV da A24. David E. Kelley è showrunner e
sceneggiatore, nonché produttore esecutivo insieme a Elle Fanning, Dakota Fanning e Brittany Kahan Ward per
Lewellen Pictures. Tra i produttori esecutivi della
serie figurano anche Nicole Kidman e Per Saari di Blossom
Films; Matthew Tinker per David E. Kelley
Productions; Michelle Pfeiffer, l’autrice Rufi Thorpe, Eva
Anderson e Boo Killebrew; la vincitrice di un BAFTA e di un
Emmy, Dearbhla Walsh, che dirige anche il pilot. Ad
alternarsi con lei alla regia ci sono Kate Herron e Alice
Seabright.
La serie segna l’ultima
collaborazione tra Kelley e Apple TV, dopo la dramedy di successo
candidata agli Emmy, “Presunto innocente”, di cui è attualmente in
produzione la seconda stagione.
Elle Fanning è a capo di un cast che dà un
nuovo significato alla parola “dinamico” nella spassosa nuova
miniserie di Apple
TV, Margo ha problemi di soldi. Basata
sull’omonimo romanzo bestseller del 2024 di Rufi Thorpe, la
protagonista interpretata da Fanning è una brillante studentessa
universitaria con il sogno di diventare scrittrice, la cui vita
prende una svolta inaspettata quando una relazione con il suo
professore di inglese la lascia incinta e senza un soldo.
Decisa a tenere il bambino e a
crescerlo alle sue condizioni, Margo cerca modi creativi per
guadagnare soldi e finisce per aprire un account OnlyFans per
pagare le bollette. Questo fa storcere il naso alla madre, ex
cameriera di Hooters, e al padre, ex wrestler da poco sobrio, che
tuttavia sono determinati a sostenere Margo in ogni modo
possibile.
Margo ha problemi di soldi è una
commedia drammatica in ogni senso della parola, un genere
notoriamente difficile da realizzare bene. La serie sfrutta appieno
l’ilarità derivante dalle difficoltà di prendersi cura di un
neonato e di svolgere un lavoro non convenzionale, senza mai
scadere nell’eccesso. Allo stesso tempo, la serie affronta temi
estremamente seri, dalle famiglie disfunzionali alla maternità
single, con una schiera di persone pronte a dire a Margo che sta
sbagliando tutto.
Trovare questo equilibrio richiede
attori di talento al culmine della loro carriera, e
Margo ha problemi di soldi ci riesce alla
perfezione con il suo cast. Da Michelle Pfeiffer e Nick Offerman nei panni
dei genitori di Margo, un po’ pasticcioni ma affettuosi, a Thaddea
Graham nel ruolo della sua eccentrica e leale coinquilina, fino
alla bravissima Elle Fanning, questa serie di Apple TV vanta uno
dei migliori cast televisivi degli ultimi tempi.
Elle Fanning nel
ruolo di Margo Millet
Attrice: Nata a
Conyers, in Georgia, Elle Fanning ha iniziato a recitare a 3 anni,
debuttando al cinema nel 2001 con “Mi chiamo Sam” (I Am Sam),
interpretando la versione più giovane del personaggio di sua
sorella Dakota Fanning. La carriera di Elle come
attrice bambina e adolescente è continuata a fiorire, con la sua
grande svolta arrivata con il ruolo della Principessa Aurora nel
film live-action Disney “Maleficent”.
Da allora, Fanning ha continuato a
costruire una filmografia impressionante, recitando in film come
“The Neon Demon”, “L’inganno” (The Beguiled) e
“A Complete Unknown”. Nel 2026 ha ricevuto la sua prima nomination
all’Oscar per il ruolo dell’attrice Rachel Kemp in “Sentimental
Value”.
Fanning non è nuova al mondo della
televisione, avendo ricevuto una nomination agli Emmy per la
commedia storica di Hulu “The Great”, in cui ha interpretato
Caterina la Grande. Ha anche recitato nella miniserie basata su una
storia vera “The Girl from Plainville”.
Personaggio: Margo
inizia la serie come una tipica studentessa universitaria: al verde
e con difficoltà a pagare le bollette, alle prese con i soliti
conflitti con i coinquilini. Tuttavia, quando il suo professore
Mark elogia il suo lavoro eccezionale, Margo si sente speciale,
come la scrittrice che ha sempre sognato di diventare. Abbassa la
guardia e inizia una relazione con lui che si conclude con una
gravidanza inaspettata.
Questo sconvolge il mondo di Margo
e, nonostante sia costretta ad abbandonare l’università e non abbia
un piano per provvedere al suo bambino, Bodhi, lotta per farcela.
Venuta a conoscenza di OnlyFans, Margo mette a frutto la sua
creatività e sviluppa il suo personaggio HungryGhost, un’aliena
spaziale sexy con un passato complesso. Attraverso il suo lavoro,
Margo trova la sua forza, sia come artista che come madre.
Michelle Pfeiffer nel ruolo di
Shyanne Millet
Attrice:
L’attrice veterana Michelle Pfeiffer è nata a Santa Ana, in
California. Pfeiffer ha ottenuto il primo riconoscimento per il suo
ruolo da protagonista nel film cult Grease 2, ma è stata la sua
interpretazione di Elvira Hancock in Scarface a lanciarla
definitivamente alla fama. Le sue performance in Le relazioni
pericolose e I favolosi Baker Boys le sono valse due nomination
consecutive all’Oscar.
La prolifica filmografia di
Pfeiffer include anche successi commerciali come Batman Returns, Le
verità nascoste e Hairspray. Sebbene la sua carriera televisiva non
sia altrettanto estesa quanto quella cinematografica, Pfeiffer è la
protagonista della commovente serie western di Taylor Sheridan, The
Madison, nel ruolo della matriarca Stacy Clyburn.
Personaggio:
Shyanne Millet è la rumorosa madre di Margo, con la passione per le
stampe leopardate. Madre single ed ex cameriera di Hooters, Shyanne
ora lavora da Bloomingdale’s ed è determinata ad avere una vita
stabile. Ha una relazione stabile con il religioso Kenny e sente il
bisogno di nascondere i suoi vizi e addolcire la sua personalità
per far funzionare le cose. Shyanne continua a sostenere la figlia,
nonostante disapprovi la scelta di vita di Margo.
Nick Offerman nel ruolo di Jinx
Millet
Attore: Nato a
Joliet, Illinois, Nick Offerman è diventato famoso
per il ruolo del libertario impassibile Ron Swanson in Parks and
Recreation. È anche noto per la sua commovente interpretazione in
The Last of Us, premiata con un Emmy, e ha
fatto parte del cast della seconda stagione di Fargo e di Pam &
Tommy.
Tra i film in cui ha recitato
Offerman figurano Come ti spaccio la famiglia e La guerra civile
americana. Offerman è anche un prolifico doppiatore e ha prestato
la sua voce a film d’animazione come The Lego Movie e Sing, oltre a Hotel Transylvania 2, L’era glaciale 2 –
In rotta di collisione e I Puffi.
Personaggio: Jinx
Millet, un ex wrestler appena uscito dalla
riabilitazione, Jinx scopre con sgomento che la sua giovane
figlia è incinta. Pronto a dare una svolta alla sua vita e
bisognoso di un posto dove stare, si trasferisce da Margo per
aiutarla a prendersi cura di Bodhi. Sebbene inizialmente Jinx sia
inorridito dalla nuova carriera di Margo, impara ad accettarla e
usa persino le sue abilità nel wrestling e nella narrazione per
aiutarla a creare contenuti.
Thaddea Graham nel ruolo di
Susie
Attrice: Nata in
Cina, Thaddea Graham è stata adottata da un
orfanotrofio di Changsha ed è cresciuta nella contea di Down,
nell’Irlanda del Nord. Il suo ruolo di svolta è stato quello di
Hanmei Collins nella serie distopica britannica Curfew, e tra le
sue altre apparizioni televisive figurano Doctor Who, Sex Education
e Bad Sisters. Sebbene la sua carriera cinematografica non sia
molto estesa, Graham è apparsa in After the Hunt di Luca Guadagnino
e sarà la protagonista del suo prossimo film, Artificial.
Personaggio: Susie
è la stravagante coinquilina di Margo, una vera e propria compagna
di avventure. Cosplayer e grande appassionata di wrestling, Susie è
emozionatissima di incontrare Jinx e le due stringono subito una
forte amicizia, diventando il punto di riferimento e di supporto di
Margo. Susie aiuta anche Margo con i suoi costumi e con i contenuti
più espliciti per la sua pagina OnlyFans.
Greg Kinnear nel ruolo di
Kenny
Attore:Greg Kinnear è nato a Logansport, Indiana, e il
suo film di svolta è stato “Qualcosa è cambiato” nel 1997, per il
quale ha ricevuto una nomination all’Oscar. Tra gli altri suoi film
più importanti ricordiamo “Stuck on You”, “Little Miss Sunshine” e
“Flash of Genius”. Pur non essendo noto per la sua carriera
televisiva, Kinnear ha interpretato due presidenti degli Stati
Uniti: John F. Kennedy in “The Kennedys” e Joe Biden in
“Confirmation”.
Personaggio: Kenny
è il fidanzato di Shyanne, un ragazzo religioso e con i piedi per
terra. Sebbene un po’ rigido, Kenny è più aperto di quanto Shyanne
creda e accetta Margo e la sua nuova situazione.
Cast e personaggi secondari di
Margo ha problemi di soldi
Nicole
Kidman nel ruolo di Lace:Nicole Kidman, anche produttrice esecutiva di
Margo ha problemi di soldi, interpreta
Lace, un’amica di Jinx dai tempi del wrestling che ora lavora come
avvocato. La Kidman è una delle attrici più famose e prolifiche di
Hollywood e la sua filmografia include Practical Magic, Moulin
Rouge! e Babygirl, tra molti altri. L’attrice pluripremiata è nota
anche per il suo lavoro televisivo in Big Little Lies, The Perfect
Couple e Scarpetta.
Michael Angarano nel ruolo
di Mark: Mark è il professore di inglese di Margo, un tipo
senza spina dorsale e padre di suo figlio, che non la sostiene. Tra
i film in cui ha recitato Michael Angarano figurano Music of the
Heart, Lords of Dogtown e Oppenheimer. È anche noto per i suoi ruoli nelle
serie TV Will & Grace e This Is Us.
Marcia Gay Harden nel ruolo di Elizabeth: Marcia Gay
Harden interpreta Elizabeth, la ricca e algida madre di Mark, in
Margo ha problemi di soldi. Harden è nota
per i suoi ruoli in film d’autore come Miller’s Crossing, Pollock e
Mystic River. Altrettanto notevole è la sua carriera televisiva,
che include ruoli in serie come How to Get Away with Murder,
Uncoupled e The Morning Show.
Lindsey Normington nel
ruolo di Rose: Lindsey Normington interpreta Rose, una
creatrice di contenuti di successo su OnlyFans che finisce per
collaborare con Margo. La poliedrica Normington è attrice, regista,
sceneggiatrice e spogliarellista, nota soprattutto per il suo ruolo
di Diamond, l’antagonista del film premio Oscar “Anora”.
Rico Nasty interpreta
KC: KC, il personaggio interpretato da Rico Nasty, è
l’amica di Rose e sua partner su OnlyFans. Nasty è una rapper che
si è fatta da sé, conosciuta per i suoi album “Nightmare Vacation”,
“Las Ruinas” e “Lethal”. Margo ha problemi di
soldi segna il suo debutto come attrice.
Apple
TV ha annunciato il rinnovo per una seconda
stagione di “Margo
ha problemi di soldi”, l’acclamata serie con la
candidata agli Emmy e ai Golden Globe Elle Fanning, la candidata agli Oscar® e agli
Emmy Michelle Pfeiffer e
Nicole Kidman, vincitrice dell’Oscar® e dell’Emmy, nel
ruolo di protagoniste e produttrici esecutive. Il rinomato cast è
completato dal vincitore dell’Emmy Nick Offerman e
da Thaddea Graham. Prodotta da A24 e dal
pluripremiato David E. Kelley, la serie Apple Original – basata
sull’omonimo romanzo best-seller di Rufi Thorpe – si prepara al
finale della prima stagione, in arrivo il 20 maggio su Apple
TV.
Sin dal suo debutto, “Margo ha
problemi di soldi” è stata acclamata come “una delle migliori serie
dell’anno”, ottenendo rapidamente la valutazione Certified Fresh su
Rotten Tomatoes. la critica l’ha elogiata come una commedia “calda,
divertente ed emotivamente accurata”, definendola “scritta in modo
brillante” e sottolineando le “interpretazioni impeccabili” del suo
“cast d’eccezione”.
«Imbarcarmi nell’avventura di
portare Margo sullo schermo è stata una delle gioie più grandi
della mia vita», ha dichiarato la produttrice esecutiva e
protagonista, Elle Fanning. «Quando ho letto per la prima
volta la splendida storia di Rufi, mi è sembrata del tutto
originale e, soprattutto, umana; poi, con la sceneggiatura di David
e il nostro cast epico dalle interpretazioni intense, ho davvero
sentito che avevamo realizzato qualcosa di speciale. Avere
l’opportunità di portare al pubblico altri problemi, la creatività,
lo spirito intrepido e l’autenticità di Margo con una seconda
stagione mi rende incredibilmente felice ed entusiasta. Posso
promettere a tutti che li aspetta un viaggio selvaggio, caotico e
bellissimo».
«“Margo ha problemi di
soldi” mi ha conquistato fin dal primo giorno», ha dichiarato
il creatore, produttore esecutivo e sceneggiatore David E. Kelley.
«Mi sono innamorato dell’universo di Rufi e dei suoi personaggi
imprevedibili ed è stato davvero gratificante vedere il pubblico
accogliere con entusiasmo questa serie. Non vediamo l’ora di
continuare questa storia insieme ai nostri partner di Apple e
A24».
«Da quando ha debuttato l’acuto
adattamento di David del romanzo di Rufi, il pubblico si è
affezionato a questi personaggi avvincenti e al brillante cast che
li interpreta, guidato da Elle, Michelle, Nick e Thaddea», ha
dichiarato Matt Cherniss, responsabile della programmazione di
Apple TV. «Siamo entusiasti di vedere Margo e l’intera famiglia
continuare a sfidare le avversità nella seconda stagione, nel modo
in cui solo loro sanno fare, con umorismo, determinazione e
creatività».
“Margo ha problemi di soldi” è un
dramma familiare audace, commovente e comico che segue Margo
(Fanning), aspirante scrittrice che ha recentemente abbandonato
l’università, figlia di un’ex cameriera di Hooter’s (Pfeiffer) e di
un ex wrestler professionista (Offerman), costretta a cavarsela con
un neonato, una montagna di bollette da pagare e sempre meno
possibilità di farcela. La serie vede anche la partecipazione della
vincitrice dell’Oscar® Marcia Gay Harden, del candidato dell’Oscar®
e vincitore dell’Emmy Greg Kinnear, di Michael Angarano, Rico Nasty
e Lindsey Normington.
“Margo ha problemi di soldi” è
prodotta per Apple TV da A24, con David E. Kelley che è showrunner,
sceneggiatore e produttore esecutivo, mentre Eva Anderson sarà
co-showrunner nella seconda stagione. Tra i produttori esecutivi
della serie figurano anche Nicole Kidman e Per Saari di Blossom Films;
Matthew Tinker per David E. Kelley Productions; Michelle Pfeiffer, l’autrice Rufi Thorpe,
Eva Anderson e Boo Killebrew; la vincitrice di un BAFTA e di un
Emmy, Dearbhla Walsh, che dirige anche il pilot. Ad alternarsi con
lei alla regia ci sono Kate Herron e Alice Seabright.
La serie segna l’ultima
collaborazione tra Kelley e Apple TV, dopo la dramedy di successo
candidata agli Emmy, “Presunto innocente”, di cui è attualmente in
produzione la seconda stagione.
Emanuele Linfatti e
Matteo Creatini, protagonisti di Margini, raccontano com’è stato lavorare
all’unico film italiano nella selezione ufficiale della 37°
Settimana della Critica a Venezia 79.
Ecco la nostra intervista a
Niccolò Falsetti, Francesco
Turbanti e Zerocalcare, rispettivamente
regista/sceneggiatore, attore/sceneggiatore e special thanks di
Margini, l’unico film italiano selezionato nel
Concorso della 37° Settimana della Critica a Venezia 79.
Quando sei giovane e
pieno di energia, voglia di fare e di vivere, ma sei a “due ore da
tutto” e vivi ai margini, l’unica strada possibile
per la sopravvivenza è l’ingegno, e così Niccolò
Falsetti trova la sua strada verso l’opera prima,
selezionata alla
37° Settimana della Critica nell’ambito di Venezia
79.
Margini, la
storia
Si intitola proprio
Margini il film che Falsetti ha diretto e scritto
insieme a Francesco Turbanti e Tommaso
Renzoni e che racconta la storia di tre amici malati di
punk: Edoardo, Iacopo e Michele. Stanchi di esibirsi solo alle
feste dell’Unità e alle sagre, hanno la possibilità di organizzare
proprio a Grosseto, un “posto di mezzo”, un vero e proprio concerto
punk, con una band famosa, i Defense, per i quali
apriranno proprio loro tre. Scontrandosi con ogni tipo di ostacolo
e con tutte le difficoltà possibili, i tre amici scopriranno i
limiti della loro amicizia e di ciò che è possibile raggiungere
quando i sogni sono più forti delle avversità.
Con un tono genuino da
commedia e un’energia contagiosa, Falsetti mette in scena
un’avventura scapestrata, piena di imprevisti, emozioni e
inconvenienti. Non si può non voler bene a questi tre ragazzi
scapestrati, che mettono in secondo piano qualsiasi cosa, anche
affetti e famiglia, pur di perseguire il loro obbiettivo. Si
scontrano contro la burocrazia, la pubblica amministrazione, la
mancanza di immaginazione, la poca ispirazione, il gretto realismo
e l’ostilità verso il nuovo, ma affrontano tutto con grande fatica
ed energia, proprio perché mossi da una voglia di rivalsa che alla
fine li lascerà ammaccati eppure con ancora l’energia di cantare e
di sognare.
Il punk e l’amicizia “a due ore da
tutto”
Francesco
Turbanti (lo stesso del team di sceneggiatori),
Emanuele Linfatti e Matteo
Creatini sono i protagonisti, che riescono da subito a
suscitare simpatia, sia per la loro genuinità nell’interpretazione,
sia perché la scrittura è limpida e informale, diretta e
realistica.
In questo affresco così
vivace spiccano due figure femminili di grande spessore:
Valentina Carnelutti, che interpreta la madre di
Edoardo e Silvia D’Amico che è invece la compagna
di Michele. Nella loro profonda diversità, di età e condizione, le
due donne rappresentano sono delle colonne solide che sostengono i
protagonisti, con una grazia e una pazienza che risultano, anche in
questo caso, estremamente realistiche, anche quando vengono meno o
quando rimangono ferme e granitiche al loro fianco.
Ambientato in un passato
recente, il 2008, che sembra riportarci indietro di molto più
tempo, Margini racconta il sogno, l’amicizia, il
punk come stile di vita, la voglia di costruire anche dove la terra
non con sente di gettare fondamenta. Racconta ragazzi fuori di
testa, con un cuore grande e idee un po’ folli, per i quali non si
può fare a meno di fare il tifo.
Cinefilos.it offre
la possibilità di vedere al cinema, gratis, Margini, un film di Niccolò Falsetti con
Francesco Turbanti, Emanuele
Linfatti e Matteo Creatini presentato in
concorso alla 37° Settimana della Critica in occasione di Venezia
79.
Ecco le date in cui sarà possibile partecipare alle proiezioni
presso i cinema di Roma e Milano:
GIULIO CESARE ROMA
Giovedì 8 settembre – 10
inviti
Venerdì 9 settembre – 10
inviti
Sabato 10 settembre – 10
inviti
MIGNON ROMA
Giovedì 8 settembre – 10 inviti
Venerdì 9 settembre – 10 inviti
Sabato 10 settembre – 20 inviti
ANTEO PALAZZO DEL CINEMA MILANO
Giovedì 8 settembre – 5
inviti
Venerdì 9 settembre – 5
inviti
Sabato 10 settembre – 5
inviti
I biglietti saranno validi per
qualsiasi spettacolo indicato e potranno essere richiesti, fino ad
esaurimento, inviando una email a [email protected]
in cui andranno specificati
il giorno
in cui si intende utilizzare i biglietti e un
secondo giorno alternativo
nel caso per il giorno prescelto non ci sia più disponibilità di
posto.
Gli orari delle proiezioni andranno consultati direttamente sui
siti dei cinema.È di fondamentale importanza che nell’email venga evidenziato
che si sta chiedendo l’invito via CINEFILOS.
I biglietti potranno essere ritirati direttamente alla cassa dei
cinema presentando la email di conferma ricevuta unitamente ad un
documento di identità
La formazione come animatrice, la
fondazione del collettivo Muta
Animations durante il periodo della pandemia, lo sviluppo
del documentario animato The Meatsellers e
l’incontro con Luca
Guadagnino, la partecipazione alla Mostra del Cinema
di Venezia e infine il
David di Donatello per il Miglior cortometraggio. È questo il
percorso artistico compiuto fino ad oggi da Margherita
Giusti, classe 1991, che ospite al Bellaria Film
Festival svela i sogni, le speranze e le paure vissute in
questi anni tanto intensi che l’hanno però ora portata ad essere
guardata come una delle nuove voci dell’animazione italiana.
Il suo The
Meatsellers è la storia vera di Selinna
Ajamikoko, una ragazza nigeriana che sogna di diventare
una macellaia come sua madre. Per esaudire il proprio desiderio si
imbarca in un lungo viaggio verso l’Italia, pieno di atrocità e
bestialità. Si costruisce così una storia raccontata tramite il
colore, il sangue, il corpo e i tagli. Un viaggio animato che
accompagna la voce di Selinna e guida gli spettatori in quella
ricerca di identità che caratterizza l’essere umano.
“Mi sono diplomata al Centro
Sperimentale insieme a due colleghe, Elisabetta
Bosco e Viola Mancini, realizzando un
breve documentario animato. – racconta Margherita
Giusti–Una volta completati gli studi
volevo realizzare delle pillole di animazione incentrate su storie
di donne che si emancipano tramite il lavoro. È così che ho
conosciuto Selinna Ajamikoko, sulla cui esperienza
ho poi concepito The Meatsellers. Inizialmente il progetto doveva
coinvolgere anche altre donne, ma Selinna è emersa come un
personaggio troppo forte, che meritava uno spazio
maggiore“.
“A quel punto mi occorreva
trovare una produzione e ho deciso di mandare quello che avevo a
Luca Guadagnino, che aveva già visto il mio film
di diploma. Io volevo solo una consulenza, chiedergli come avrebbe
agito. Lui però ha apprezzato molto il progetto e si è offerto di
produrlo con la sua Frenesy Film Company. In pochi pensano
all’animazione in questa maniera. Luca è stato un vero coach. A
quel punto ho potuto iniziare a lavorare sull’animazione insieme
alle mie colleghe del collettivo Muta
Animation”.
Il collettivo Muta Animations
“Muta
Animationnasce perché io, Elisabetta Bosco e
Vera Mancini, abbiamo fatto il nostro film di diploma insieme e
volevamo continuare a lavorare come gruppo. – racconta
Margherita Giusti – Quando siamo partire purtroppo è scoppiato
il covid e ognuna era a casa propria. Facevamo una call una volta
ogni tot giorni e piano piano abbiamo deciso il nome, poi il logo e
così via. Ognuna di noi è specializzata in cose diverse. Quest’anno
però abbiamo chiamato anche Elisa Bonandin, che ha
fatto sempre con noi un altro corto di diploma, e siamo sempre
state tutte insieme“.
“Non siamo tutte registe,
abbiamo ruoli diversi rispetto all’animazione, ma in qualche modo
funzioniamo, anche se poi alla fine non siamo nulla ancora, quattro
freelancer insieme”. Aggiunge però che: “C’è il sogno di
aprire uno studio, solo che è un po’ complicato, perché per
sopravvivere ognuna di noi attualmente lavora anche ad altro. Però
è piaciuto molto avere a disposizione un team per The Meatseller.
Con Muta c’è la possibilità di sviluppare dei progetti che diano
lavoro anche ad altre persone. Questo per me resta il sogno. Poi
vedremo, speriamo“.
L’animazione in Italia
Impossibile non chiedere
alla giovane animatrice un suo parere sullo stato dell’animazione
in Italia, ancora troppo spesso trattata come un prodotto
esclusivamente per un pubblico di bambini. “In Italia abbiamo
maestranze bravissime, ma che lavorano all’estero per grandi Studi
come Disney e purtroppo qui non sono riconosciute.
In Italia non esiste un sistema produttivo che funzioni veramente
per l’animazione e credo per questo di essere stata molto
fortunata“.
La regista aggiunge però
anche che: “Credo comunque che ci sia una maggiore apertura nei
confronti dell’animazione. Il fatto che Luca Guadagnino volesse
produrre un’opera d’animazione è indicativo, e anche
Zerocalcare con la sua serie ha aiutato.
Secondo me la richiesta del pubblico è forte, perché arriva da
fuori. Anche il mondo del fumetto ha avuto un’esplosione negli
ultimi dieci anni. Piano piano arriveremo, ma il problema è prima
di tutto economico. L’animazione costa troppo per il nostro
cinema“.
“Io tendenzialmente
faccio 2D. Mi è piaciuto molto lavorare sulla carta, è una cosa che
vorrei continuare a fare. Ma se mi sposto sul lungometraggio è
difficile che il pubblico sia disposto a seguire il tipo di
sperimentazione adoperato per The Meatsellers. Ad ogni modo, è
pieno di donne nell’animazione, soprattutto quella 2D. Forse perché
è un mondo più chiuso e sereno rispetto ai set normali“.
Margherita Giusti racconta poi che: “Ho fatto 6 anni come aiuto
regista e sono stata davvero male. Ero molto giovane, intorno ai 20
anni. L’animazione mi ha salvata”.
“Certo, è un ambiente
competitivo, ma più sano rispetto al set. Io principalmente ho
fatto fiction e quelli sono set dove non si riesce a imparare
reciprocamente. Nell’animazione invece ti senti sicura perché è un
ambiente protetto. In realtà è un peccato che le donne non si
sentano troppo sicure sul set, ma credo che anche questa cosa stia
cambiando. Il punto è ch spesso le ragazze sul set non hanno punti
di riferimento“.
Guardando al futuro
Quando le viene chiesto
di cosa la aspetta ora nell’immediato futuro, Margherita Giusti
racconta: “Ora Luca vuole che non mi sieda sugli allori ma
continui a lavorare. Svilupperemo un lungometraggio insieme. Il
problema è che, appunto, si tratta di animazione, quindi ci vorrà
molto tempo. Una storia però c’è già, non posso dire molto ma non
sarà un altro documentario. Sicuramente sara in 2D, è la tecnica a
cui sono legata e che non ho intenzione di abbandonare“.
Margherita Hack ci ha lasciati il 29
giugno 2013, ma il 12 giugno 2022 ricorrevano i cento anni dalla
sua nascita, e in occasione di quella ricorrenza nasce il film
Margherita delle stelle, affidato dalla Rai a
Giulio Base – e a una “squadra molto importante”,
come la definisce Maria Pia Ammirati direttrice di Rai Fiction – e
dal 5 marzo disponibile in prima serata su Rai 1 e su RaiPlay.
A riportare in vita la
grande astrofisica italiana c’è Cristiana Capotondi, da poco apparsa sul
grande schermo con Alessandro Siani e nel
televisivo Le fate ignoranti, che qui troviamo
accompagnata da Cesare Bocci, Sandra Ceccarelli e
Flavio Parenti in alcuni ruoli chiave di questo
“ritratto intimo” e personale di colei che ancora oggi dovrebbe
essere un modello per tutti, di emancipazione, coraggio, libertà di
pensiero e impegno civile. Come dimostrano le sue parole, oggi più
che mai valide e attuali: “Cerchiamo di vivere in pace,
qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della
nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a
tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni
forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la
guerra“.
Margherita delle stelle, la trama
Come si vede sin dalle
prime scene del film, nelle quali ci viene presentata la piccola
Margherita (interpretata da Sveva Zalli), autonoma
e curiosa sin da bambina e sostenuta da due genitori
straordinariamente anticonformisti (Bocci e Ceccarelli) che le
insegnano la libertà di scegliere e di opporsi a certi dogmi dalla
società, primi fra tutti quelli dell’oppressiva ideologia fascista.
Vegetariana, amante dello studio e della natura, Margherita cresce
fuori dagli schemi, diversa, per modo di vestire e di pensare, da
tutte le sue coetanee, anche quando, liceale, alza la voce contro
l’espulsione di una insegnante ebrea dal proprio istituto,
rischiando di subire la stessa sorte. Ma sono anche gli anni della
scoperta dello sport agonistico, altra sua grande passione, della
scoperta delle stelle e del ritorno del piccolo Aldo (Parenti),
ormai cresciuto e con il quale nasce un legame che li unirà – anche
in matrimonio – fino alla morte. E che la accompagnerà nelle
successive tappe della sua vita, sempre affrontate con coraggio e
indipendenza, che l’hanno portata a emergere in un mondo fatto e
governato da soli uomini, grazie alle sue forza di volontà e
competenza, che da fenomenale ricercatrice l’hanno fatta arrivare
al centro Astronomico di Merate, dominato da dinamiche baronali e
maschiliste, e diventare la prima donna a dirigere l’Osservatorio
Astronomico di Trieste.
Margherita Hack, stella polare
Già protagonista di
documentari e imperdibili interviste (disponibili su RaiPlay, oltre
che su YouTube), Margherita Hack continua a essere un raro esempio
di libertà e onestà intellettuale, oltre che di tenacia.
Caratteristiche che insieme allo studio indefesso e a una
incrollabile forza di volontà l’hanno resa la donna corretta,
indipendente e geniale che non poteva che meritare un ulteriore
approfondimento. Che in questo caso si ispira – “liberamente” al
libro “Nove vite come i gatti” scritto dalla stessa Hack con
Federico Taddia, dal quale Monica Zapelli ha tratto la
sceneggiatura di quello che si configura come vero e proprio
romanzo di formazione, un coming of age che sceglie di
raccontare Margherita più che la Professoressa Hack, non a caso
partendo dalla sua infanzia e adolescenza.
Una missione, in un certo
senso, dalla valenza educativa più auspicata che dichiarata, ma che
della unicità del singolarissimo personaggio fa il suo principale
punto di forza. Una chiave perfetta per raccontare la possibilità
di non piegarsi alle barbarità – passate e presenti – della nostra
società, senza abbandonarsi alla pigrizia (non solo mentale) o
cedere al sopruso, che vive della simpatia e delle conquiste della
protagonista, encomiabilmente interpretata da una Cristiana
Capotondi resa dal trucco quasi più credibile come Margherita
adolescente che con il doppio mento e i capelli grigi. Elementi che
sicuramente hanno pesato sul ritorno di Giulio Base alla produzione
televisiva dopo più di dieci anni e dopo l’ultimo À la
recherche presentato alla Festa del Cinema di Roma, ma che non
possono non averlo condizionato – e in definitiva frenato – nella
sua intenzione di realizzare un “racconto poco ortodosso, poco
lineare, poco scontato” e capace di emozionare.
Margherita delle stelle, da vedere
Compito non semplice,
d’altronde, dovendo selezionare ampiamente tra i tanti momenti
fondanti di una vita come quella della Hack e gli episodi più
rappresentativi e coerenti con la storia di empowerment femminile,
ma non priva di leggerezza, che si puntava a costruire. Nella quale
sono sorprese positive gli inserimenti di materiale di repertorio e
foto d’epoca, ma che procede spesso per tappe fin troppo sintetiche
e affrettate. Che nulla tolgono al valore di testimonianza e
dell’operazione in generale, ma che non riescono a far dimenticare
l’origine celebrativa della stessa e a toccare le corde
sperate.
Ispirato liberamente
all’autobiografia Nove vite come i gatti. I miei
primi novant’anni laici e ribelli, il film
Margherita delle stelle (qui
la recensione) porta in TV la storia di Margherita Hack, tra
le più apprezzate astrofisiche a livello internazionale e
incarnazione di una serie di valori e ideali tanto nobili quanto
troppo spesso trascurati. A dirigere questo biopic è Giulio
Base (già regista di film come Il maledetto e À la recherche), che affida a Cristiana Capotondi il ruolo della Hack,
raccontata dalla giovinezza e fino all’età adulta, ripercorrendo le
tappe più importanti della sua vita e facendone emergere l’unicità
d’animo e di pensiero.
Il film, che attinge da fonti
inedite ed esclusive, tra cui la già citata autobiografia Nove
vite come i gatti, scritta dalla stessa Hack insieme al
giornalista e divulgatore scientifico FedericoTaddia, celebra dunque le battaglie portate avanti
dall’astrofisica contro il regime fascista, contro il maschilismo
degli ambienti accademici, ma anche la sua passione per lo sport,
l’amore con il compagno di tutta una vita e il forte legame con i
genitori. Nel 2022 ricorreva il centenario dalla nascita di Hack,
motivo per cui il film a lei dedicato diventa l’occasione per
riscoprire una delle personalità che più hanno conferito prestigio
all’Italia.
Coprodotto da Rai Fiction e Minerva
Pictures e scritto da Monica
Zapelli insieme allo stesso Taddia, Margherita
delle stelle si presenta dunque come un coming of age intimo ed emozionante di una donna che è
stata, oltre che una grande astrofisica, un vero modello di
emancipazione, curiosità e autenticità. Prima di intraprendere una
visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune
delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama, al cast di
attori e ad alcuni accenni sulla storia
vera di Margherita Hack. Infine, si riporterà dove e
quando poter vedere il film in TV o in streaming.
La trama e il cast di Margherita delle stelle
Il film racconta gli anni meno noti
di Margherita Hack, dall’infanzia agli anni
scolastici dove è costretta a scontrarsi con le imposizioni di un
mondo maschile e con la diffusione dell’ideologia fascista.
Margherita cerca di opporsi però a tutte le forze che le si pongono
contro, cercando di crescere mantenendo sempre quella voglia di
libertà e autonomia insegnatale dai due amorevoli genitori.
L’adolescente diventa poi la giovane donna che si innamora del
mondo delle stelle e, a dispetto di tutte le convenzioni e i limiti
posti alle aspirazioni femminili, riuscirà ad emergere in un mondo
fatto e governato da soli uomini.
Ad interpretare Margherita
Hack vi è l’attrice Cristiana Capotondi, nota per film come
Notte prima degli esami, Nome di
donna e la miniserie Le fate ignoranti. Capotondi interpreta qui la
scienziata dai suoi anni giovanili fino a quelli dell’anzianità,
sfoggiando per questi ultimi un trucco che le ha permesso di
somigliare maggiormente alla vera Hack. Nel ruolo di Aldo
de Rosa, amico e poi marito di Margherita, vi è invece
l’attore Flavio Parenti, recentemente visto anche
in La lunga notte – La caduta del Duce. Cesare
Bocci (il celebre Mimi Augello di Il commissario
Montalbano e Sandra Ceccarelli interpretano
invece Roberto e Maria Luisa Poggesi Hack, genitori di
Margherita.
La vera storia dietro Margherita delle stelle
Il film, dunque, si concentra sul
racconto dei primi anni di vita di Margherita Hack, durante i quali
si formerà come persona e svilupperà le idee che la porteranno poi
a diventare la celebrata astrofisica che oggi conosciamo. Hack, che
nasce nel 1922, anno della Marcia su Roma, consegue nel 1940 il
diploma di maturità classica, laureandosi poi in fisica cinque anni
più tardi, nel 1945 con una tesi di astrofisica sulle Cefeidi,
realizzata presso l’osservatorio di Arcetri di
Firenze. Proprio in quegli anni, però, Hack si trova a
scontrarsi con le imposizioni del regime fascista, che mal vedevano
la presenza di una donna in ambienti considerati esclusivamente
maschili.
Hack dichiererà infatti di essere
stata “fascista fino al 1938, fino al giorno in cui entrarono
in vigore le leggi razziali“, momento a partire dal quale capì
che il nazionalismo professato dal partito intendeva porsi al di
sopra di tutto e tutti, cosa che non era disposta ad accettare.
Ebbe dunque numerosi scontri negli ambienti accademici, dove
dovette in più occasioni dimostrare il doppio dei colleghi uomini
per provare di meritarsi il proprio posto in quel contesto. Dopo
aver insegnato all’Università di Firenze dal 1948
al 1951, dal 1954 al 1963 passa a lavorare all’Osservatorio
astronomico di Merate e ottenendo poi nel 1964 la cattedra
di astronomia all’Università di Trieste dove
insegnerà fino al 1º novembre 1992
È stata la prima donna italiana a
dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal
1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale. Oltre al suo
lavoro di scienziata, Hack in gioventù praticò con successo la
pallacanestro e l’atletica leggera e fu campionessa di salto in
alto e in lungo in campionati universitari. Negli anni, si betté
poi per i diritti civili, da quelli per gli omosessuali a quello
per l’eutanasia e fino a quelli della vita animale. Accanto a lei,
per tutto il tempo, c’è stato il marito Aldo de
Rosa, sposato il 19 febbraio 1944 e con il quale rimase
insieme fino alla fine dei loro giorni.
Il trailer di Margherita delle
stelle e quando vedere il film su Rai 1 e in streaming su
RaiPlay
Il film è presente nel palinsesto
televisivo di martedì 5 maggio alle ore
21:25 sul canale Rai 1. Di
conseguenza, sarà poi presente anche sulla piattaforma
Rai
Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il
momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma,
completamente gratuita, per trovare il film e far partire la
visione.
Se c’è un’attrice simbolo delle
commedie borghesi, scalcagnate e un po’ sfigate dell’Italia anni
’90, quella è proprio Margherita Buy. Diventata
famosa già piuttosto giovane, ha esordito nel 1986 ne La
seconda notte di Nino Bizzarri e dopo diverse partecipazioni
ad altri film, nel 1990 lavora ne La stazione di Sergio Rubini, grazie al quale inizia a
ricevere i primi riconoscimenti fino ad arrivare, oggi, a un totale
di sette David di Donatello, sette Nastri d’argento, cinque Globi
d’oro e tredici Ciak d’oro, detenendo il record di attrice con il
maggior numero di premi vinti.
Da quel momento parte la sua ascesa
nel mondo del cinema italiano, e inizia anche a delinearsi un
profilo stilistico recitativo, che poi diventerà la sua nota
caratteristica. È nel 1992 che prende parte all’iconico ruolo di
Maledetto il giorno che ti ho incontrato, per il quale
Carlo Verdone l’aveva appositamente scelta
regalandole la consacrazione ad esilarante nevrotica della commedia
romana. Da lì in poi le collaborazioni con registi dai nomi
altisonanti diventano innumerevoli: da Mario Monicelli a
Giuseppe Tornatore, Cristina Comencini, Daniele Luchetti, Paolo
Virzì, Roberto Faenza,
Ferzan Özpetek. Il regista turco, in particolare, le
cuce addosso un altro personaggio che le darà una nuova ondata di
meriti: nel 2001 con Le fate ignoranti si
designa un cult che resterà nella cinematografia nostrana come uno
dei punti fermi rispetto alle nuove tinte narrative emergenti,
oltre che lo specchio della necessità di mettere in scena tipi di
storie e caratteri che ancora si vedevano poco.
Esterno notte
Tra gli ultimi lavori che
l’hanno vista sul grande schermo c’è Esterno notte di
Marco Bellocchio: una serie suddivisa in sei puntate – ma è
stata definita “film lungo” da Toni Servillo che è parte del cast. Candidata
ai David di Donatello, vede nuovamente per il regista
l’approfondimento della vicenda del caso Moro, che aveva già
affrontato nel 2003 in Buongiorno, notte. Ogni puntata
segue uno dei protagonisti coinvolti negli eventi, con il suo punto
di vista e il suo stato d’animo. Si inizia ovviamente dal
presidente della DC, eseguito egregiamente da Fabrizio Gifuni, per poi proseguire con
Cossiga, descritto nella sua debolezza e spaesamento dall’attore
Fausto Russo Alesi, la terza puntata è su Papa Paolo VI fatto dalla
maestria di Toni Servillo, poi Adriana Faranda, la
brigatista parte attiva del sequestro interpretata da Daniela
Marra, e Eleonora Chiavarelli (Buy), moglie di Aldo Moro, che si
trova a dover reggere praticamente sola una situazione più grande
di lei e che Bellocchio riesce a raccontare molto bene. Uscito a
maggio dell’anno scorso, Esterno notte era stato diviso in
due parti e la seconda è andata in sala il mese successivo.
Presentato per intero a Cannes, è andato poi in onda a novembre
sulla Rai nell’attuale versione a puntate e da dicembre è
disponibile su Netflix. È stato un prodotto di grande
impatto sia sul pubblico che, ovviamente, sulla critica,
confermando la bravura nel lavoro di cesello del regista, che è
riuscito a mostrare dettagliatamente una ferita della storia della
politica italiana, rendendo il contesto in maniera profonda e
misurandone la tensione, potendosi appoggiare alle performance di
attori eccezionali.
Il primo giorno della mia
vita
Il primo giorno della mia
vita è in sala dal 26 gennaio. Scritto e diretto da
Paolo Genovese, è tratto da un suo stesso romanzo.
Qui Buy si cala nei panni di una poliziotta depressa, e divide il
set e l’umore sotto i tacchi insieme a Sara Serraiocco,
Valerio Mastandrea, di nuovo Toni Servillo e il giovane Gabriele
Cristini. L’eterogeneo gruppo comprende persone che hanno deciso di
mettere fine alla propria vita, ognuno con le sue sacrosante
motivazioni, ma ai quali viene concessa una battuta d’arresto sul
gesto fatale da un personaggio non proprio terreno (Servillo) e con
cui ciascuno di loro potrà rivedere la propria vita nel pieno stile
di Canto di Natale di Charles Dickens.
Margherita Buy
aveva lavorato con Genovese già nel 2008 per la serie tv Mediaset
Amiche mie e dopo quindici anni tornano con una
collaborazione dal sapore, però, del tutto differente. Il regista
ha spiegato che questo film sorge da una fatica che è frutto del
periodo pandemico ma che ha molto dei temi a lui cari come,
soprattutto, le seconde possibilità. L’eco di
The Place da lontano un po’ si sente, così come un certo
cinismo spettrale che in effetti a poco della speranza che
notoriamente un’altra chance dovrebbe infondere. Ad ogni modo, le
prove attoriali sono ben riuscite e altrettanto l’intento del
messaggio. Certo è che tra i predecessori cinematografici che per
primi avevano affrontato il tema (La vita è meravigliosa,
Non buttiamoci giù) gli elementi arricchenti erano stati
di più.
10 minuti
Nel novero dei molti registi con i
quali per Buy è nato uno speciale sodalizio, c’è Maria Sole
Tognazzi di cui a breve uscirà con il film 10 minuti, le
riprese sono terminate proprio lo scorso autunno. Con la regista,
infatti, l’attrice aveva già partecipato nel 2013 a Viaggio
sola e nel 2015 a Io e lei con Sabrina Ferilli, pellicole che avevano
sondato a fondo personaggi femminili caleidoscopici, contraddittori
e dai quali sviluppano scelte imperniandole sulle loro relazioni.
Per entrambi i film Tognazzi vince il Nastro d’argento, Buy il
David di Donatello per Viaggio sola e Ferilli il Ciak d’oro.
Anche in questo caso Tognazzi si
concentra con passione traboccante sui volti e le storie di donne,
scandagliandone le pieghe, le contorsioni e le impennate
energetiche che cambiano la vita. La trama è tratta da un romanzo
di Chiara Gambareale e i dieci minuti del titolo fanno riferimento
ad un piccolo allenamento quotidiano che, fatto in quel lasso di
tempo apparentemente insignificante, possono addestrare una persona
al superamento della sua più grande paura, o al rivoluzionamento
del suo quotidiano. Del cast, oltre a Buy, fanno parte Barbara
Ronchi, Fotinì Peluso e Alessandro Tedeschi e la sceneggiatura è
stata scritta dalla regista insieme a Francesca Archibugi.
Il sol
dell’Avvenire
Del nuovo film di
Nanni Moretti è da poco uscito il trailer che
ha suscitato un’ondata di reazioni frementi e senza dubbio molto
incuriosite. Con ottime probabilità presente tra i film che saranno
proiettati a Cannes 2023, Il sol dell’avvenire ha un cast
nutrito e ognuno degli attori ha la sua bella dose di tratti
distintivi. Tra questi, insieme ovviamente a Margherita
Buy, spiccano Mathieu Almaric, Barbora Bobulova,
Silvio Orlando, Elena Lietti, Jerzy Stuhr e Valentina
Romani. In meno di due minuti di anticipazione, già
traspare tanto delle tracce pungenti e sarcastiche che il regista
romano ci ha fatto amare di sé: sicuramente assisteremo a
frecciatine verso gli attuali costumi produttivi e distributivi
dell’industria cinematografica, così come elementi politici e
naturalmente dissacranti. Buy interpreterà la sua compagna e già si
evince che non verranno evitati attimi di riflessione sui rapporti
di coppia e tanta autoanalisi. Moretti e l’attrice romana, tra
l’altro, condividono insieme un curriculum cinematografico che
vanta i quattro titoli de Il caimano, Habemus
papam, Mia madre e il
recentissimoTre piani. E stavolta, dopo
molto tempo, parrebbe che il regista abbia rispolverato alcune
delle sue vecchie glorie stilistiche, a partire dalle citazioni di
se stesso, l’uso di Franco Battiato nella colonna sonora e il
cinema nel cinema. Il sol dell’Avvenire sarà in
sala dal 20 aprile e l’attesa, dunque, è già trepidante.
Mai una parola fuori posto.
Carattere schivo e introverso. Una delle più grandi dive
(in)dimenticate dei nostri tempi e del cinema italiano
contemporaneo. Parliamo di Margherita Buy. Attrice
romana classe 1962, che ha sempre preferito far parlare di sé per
le sue grandi prove artistiche e i ruoli ricercati. Uscita dai
radar negli ultimi anni, vogliamo rivedere alcuni momenti della sua
carriera attraverso queste curiosità.
Ecco 10 cose che non sai su
Margherita Buy.
Margherita Buy e i suoi film
10. Ha recitato in oltre 60
film. La carriera di Margherita Buy è costellata
da moltissimi film di successo, ma in pochi sanno che il suo
curriculum ha all’attivo più di 60 pellicole: esordisce al
cinema ventiquattrenne nel 1986 con La seconda
notte, film di Nino Bizzarri; il primo
ruolo, quello di Lea, le vale anche il primo premio di una lunga
serie, il Globo d’oro come miglior “attrice rivelazione”. Al grande
pubblico inizia a farsi conoscere con La Stazione
(1990) di Sergio Rubini, ma è con Carlo
Verdone e il sua commedia campione di incassi Maledetto il
giorno che ti ho incontrata che la Buy spopola definitivamente.
9. Ha lavorato con registi del
calibro di Virzì, Özpeteck,
Moretti e Monicelli. Il talento
di Margherita Buyl’ha poi portata a collaborare
con alcuni dei registi più in vista del nostro cinema. Nel 1995
recita in Facciamo paradiso, film diretto dal re
della satiraMario
Monicelli, che però si
rivelerà un flop di critica e botteghino. Nel nuovo millennio è un
giovane e promettenteFerzan Özpetecka regalarle uno dei ruoli più importanti
della sua carriera con Le fate ignoranti; la collaborazione tra i
due proseguirà anche in Saturno contro (2007)
eMagnifica Presenza(2011). È conPaolo Virzìinvece che nei primi anni 2000 la
Buy torna alla commedia inCaterina va in città(2003), pellicola che le vale il doppio
premio ai Nastri ed ai David.
Di tutti questi grandi autori è
Nanni Moretti a fare approdare ai lidi
del Festival di Cannes l’attrice romana:
Il Caimano (2006) è la prima parte rivestita in un
film di Moretti, con cui lavorerà anche per Habemus Papam (2011) e Mia Madre (2015). Un autentico sodalizio
quello che si è andato ad instaurare tra l’attrice e il regista,
tanto che per
il suo ultimo film prossimo all’uscita nel 2020, Nanni Moretti abbia scelto nuovamente la
Buy come protagonista del suo Tre piani, questa
volta assieme a
Riccardo Scamarcio.
Negli ultimi anni Margherita Buy è
stata coinvolta in numerosi progetti che
spaziavano dallo struggente dramma romantico alla commedia
in costume: nel 2016 recita in
Io & Lei in duo con Sabrina Ferilli,
l’anno dopo è la volta dello “scontro” con Claudia Geriniin Nemiche per la pelle, passando sempre nel 2016
per Questi
giorni, La
vita impossibile e Come diventare grande
nonostante i genitori. Nel 2017 all’attivo solo
Piccoli crimini coniugali, mentre chiudono gli
anni ’10 del 2000 la commedia teologica Io
c’è (2018) e la commedia d’avventura Moschettieri
del Re (2018) di Veronesi. Nel 2020 l’attrice
esordirà alla regia con il film NON HO TEMPO, in
co-regia conGiuseppe Piccioni e vedrà protagonisti
Mauro Marino e
Silvio Orlando.
Margherita Buy e la pioggia di premi
8. Buy pigliatutto:
record di Nastri d’argento e David di Donatello. Vi avevamo già
anticipato di onorificenze parlandovi della sua carriera, eppure in
pochissimi sanno che Margherita Buy è la “Meryl
Streep” italiana: detiene il record di vittorie sia ai
David di Donatello, sia ai Nastri d’argento. Numeri da capogiro,
con 16 candidature e ben 7 vittorie ai David, altrettante vittorie
e 15 nomination ai Nastri. A questi premi vanno aggiunti 5 Globi
d’oro e 13 Ciak d’oro.
7. Lavora da gli anni ’80 nel
teatro. Margherita Buy si è diplomata
all’Accademia Nazionale dell’Arte Drammatica di Roma, dove ha
iniziato con piccoli ruoli teatrali, il primo ne Ascesa e
caduta della città di Mahagonny (1985). Nel corso della
sua carriera non ha mai abbandonato il teatro, con l’ultimo
spettacolo del 2014 dal titolo Nel nome del padre
basato sul soggetto di Luigi Lunari, per la regia
di Patrick Rossi Gastaldi.
Margherita Buy e Sergio Rubini
6. Margherita Buy
è stata sposata con l’attore
Sergio Rubini. Durante il suo percorso accademico
incontra Sergio Rubini (Manuale
d’amore): i due diventano coinquilini, recitano insieme
nel film La Stazione e nel 1991 si sposano. Il matrimonio con il
collega però dura solo un paio d’anni e i due si separano.
Nonostante l’allontanamento sentimentale, tra i due prosegue un
ottimo rapporto soprattutto sui set cinematografici.
Margherita Buy ha una figlia dalla relazione con Renato
De Angelis
5. Margherita Buy ha una
figlia. Dalla relazione successiva, con il chirurgo
Renato De Angelis, nasce nel 2001 la sua prima ed
unica figlia, Caterina. Nelle interviste rilasciate
Margherita Buy si è sempre detta molto legata alla
figlia, tanto da aver rinunciato ad alcuni ruoli anche importanti
per poter starle vicino ed essere un modello per lei.
4. Non si guarda mai nei
film in cui ha recitato. Verrebbe da chiedersi chissà, con
tutti i film girati in carriera, quante volte Margherita
Buy si sarà rivista sul grande schermo… In realtà
pochissime, quasi nessuna. L’attrice ha sempre dichiarato di
trovarsi a disagio di fronte a se stessa mentre recita, e di avere
paura di non piacersi. Preferisce piuttosto fidarsi del parere di
amici e amiche, che commentano il suo lavoro.
3. LaBuy
approda in radio nel 2017. Non solo
cinema e teatro, ma anche radio: dal 2017 è ospite fissa negli
studi di Radiodue nel programma d’attualità “Non è un paese per
giovani” condotto e diretto da Massimo Cervelli e Giovanni
Veronesi.
Margherita Buy e la parodia nel film
Boris
2. Vittima di una parodia nel film
Boris. Quando i fari della ribalta ti illuminano e
vieni visto come un modello, lo scherzo è sempre dietro l’angolo.
Dopo aver lavorato anche in alcune serie tv italiane,
Margherita Buy qui diventa preda della satira
parodistica di Boris: nel 2011 il film sugli studios televisivi
italiani, il personaggio di Marilita Loly viene presentato come
l’attrice italiana più in voga del momento e non può non richiamare
proprio Margherita Buy. Una bellissima parodia e un attestato di
stima enorme, vedere per credere.
Età e altezza.Margherita Buy
è nata a Roma, il 15 gennaio 1962. L’attrice è alta 168 cm.
Curiosità: Margherita Buy è su instagram
L’attrice ha un profilo pubblico su
Instagram sul quale posta sia materiale promozionali sulla sua
carriera ma anche numerose finestre sulla sua vita privata.
Margherita Buy e
Claudia Gerini per la prima volta insieme.
Arriverà nelle sale italiane il prossimo 14 aprile Nemiche per la
pelle, la nuova commedia di Luca Lucini
(Tre metri sopra al cielo, Solo un padre)
che annovera nel cast anche Giampaolo Morelli e
Paolo Calabresi.
La pellicola racconta la storia di
Lucia e Paola, due donne che si conoscono da anni e che per anni si
sono contese l’amore di Paolo, ex marito di Lucia e attuale marito
di Fabiola. La morte dell’uomo sembra segnare l’ultimo momento che
le due donne saranno costrette a condividere. Paolo però, che con
loro due di figli non ne aveva mai voluti, ha lasciato al suo amico
e avvocato Stefano una lettera in cui invita le due donne a
prendersi cura congiuntamente di un bambino di cui nessuna delle
due era a conoscenza. Lucia e Fabiola iniziano così un viaggio
dentro se stesse e dentro una maternità tardiva e inattesa.
Questa mattina il cast e il regista
hanno presentato alla stampa il film, nato da un’idea della stessa
Margherita Buy insieme Doriana
Leondeff e Francesca Manieri. A tal
proposito, l’attrice ha dichiarato: “Volevo mettere a confronto
due donne diverse. È un cosa che mi ha sempre affascinato. Ogni
donna è un mondo a parte e ognuna guarda l’altra a volte con
ammirazione, a volte con grandissima curiosità. Mi divertiva l’idea
di mettere a confronto due universi femminili diametralmente
opposti con un bambino, nel mezzo, a fare da collante. La commedia
è un genere che mi piace molto. Nella mia carriera spesso mi
succede di inseguire un genere ben preciso. Poi, quando decido di
esplorare, mi piace farlo con la commedia. Credo inoltre che la
commedia con protagoniste le donne abbia una possibilità in più.
Quando si esplora il nostro mondo, anche in maniera esasperata, è
sempre divertente.”
Il regista Luca
Luchini ha invece spiegato l’idea di film che aveva in
mente, facendo anche riferimento al lavoro sul set con Margherita e
Claudia: “Lavorare con queste due attrici meravigliose è stato
stupendo. Sono complementari quando sono in scena, sotto tutti i
punti di vista. Sono una coppia incredibile. Quando eravamo sul
set, c’è qualcosa di magico nell’aria. Tutto sembrava funzionare
alla perfezione grazie alla loro intesa. È stata una grandissima
sorpresa, anche perché non è così scontata come cosa.
Fondamentalmente, Nemiche per la pelle è una commedia femminile,
non solo nei personaggi, ma anche e soprattutto nella scrittura. E
credo sia stata proprio questa componente femminile così forte a
dare una tridimensionalità a questi personaggi, che nel film è uno
degli aspetti cruciali. È una commedia, sicuramente. Ma è una
commedia che tocca temi profondi attraverso personaggi profondi.
Temi che sono diventati ancora più attuali rispetto a quando
Doriana (Leondeff) e Francesca (Manieri) hanno iniziato a
scriverlo.”
A proposito dei loro personaggi, le
due protagoniste hanno spiegato: “I nostri sono due personaggi
che collaborano nell’educazione di questo bambino”, ha detto
Claudia Gerini. “Si parla di una maternità
imposta, non scelta. Quindi cerchiamo di tirare fuori il nostro
lato materno per riuscire ad occuparci al meglio di questa
creatura. Non diventiamo amiche: siamo due donne che collaborano, e
questo credo sia un concetto molto importante. Fabiola è una donna
completamente diversa da me. È cinica, attaccata al denaro. Forse i
tacchi sono l’unica cosa che ci accomuna (ride). Al di là delle
diversità è stato comunque molto divertente
interpretarla.”
“Sono due personaggi molto
diversi da noi – ha aggiunto Margherita Buy –
Forse Lucia mi assomiglia un po’ nel look, ma al di là di
questo non ci sono cose che ci accomunano. Io sono madre e in
quanto tale non potrei essere così egoista come invece è il mio
personaggio nel film. Come ha detto però Claudia, è stato
bellissimo interpretarlo proprio perché è una donna lontana anni
luce da quella che sono io.”
Nemiche per la
pelle verrà distribuito da Good Films in circa 200
copie.
Alla Casa del Cinema
di Roma è stato presentato alla stampa il nuovo film di
Margarethe Von Trotta, Hannah
Arendt, con Barabara Sukowa e
Alxel Milberg. Alla conferenza oltre alla regista
era presente Angelo Draicchio della Ripley’s Film.
Il film sarà nelle sale il 27 e 28 gennaio.
– Ciò che sembra emergere dal
film, è che forse Hannah Arendt è stata anche l’oggetto di accuse
di revisionismostorico. C’è stata una grande difficoltà, al
tempo, nel capire il suo pensiero in relazione al processo di
Eichmann. La sua opinione a proposito?
M. Von Trotta:
La questione della cooperazione dei capi ebrei nelle
deportazioni ai lager era una tematica venuta fuori proprio durante
il processo. La Arendt sosteneva che se doveva fare la reporter al
processo, non poteva lasciare fuori questo elemento solo perché
avrebbe sollevato critiche. Inoltre questo fattore era qualcosa che
toccava il suo stesso popolo, essendo lei stessa ebrea.
Oggi si dice che la Arendt non
abbia capito Eichmann: beh, al processo c’era anche uno scrittore
olandese, anch’egli ebreo, e anche lui descrisse tutto alla stessa
maniera. Nessuna delle persone che hanno accusato la Arendt in
America erano presenti al processo.
–Il discorso toccato nel film
attraverso la figura della Arendt è di un’attualità estrema: non si
ama un popolo, si amano le persone. Come mai ha scelto una chiave
così diversa e interessante per raccontarlo?
M.V.T: Ne “Le
origini del totalitarismo” la Arendt fa un paragone tra il nazismo
e il comunismo, che noi non potevamo accettare perché non si poteva
neanche toccare il comunismo, per noi che inoltre venivamo dal ’68.
Dopo la caduta del muro di Berlino abbiamo capito molte cose, ci
siamo resi conto che lei aveva visto cose prima di noi. È per
questo che la Arendt è diventata così importante, perché ha posto
la questione di pensare con la propria testa e la nostra capacità
di ragionare. Un problema fondamentale anche per voi italiani, che
venite dal periodo del berlusconismo…
– Secondo lei la reazione così
dura alla Arendt è stata anche una questione di genere; avrebbe
avuto un altro trattamento se non fosse stata una donna?
M.V.T: Sì,
credo di sì. Ho girato alcune scene nell’ufficio del Rettore
americano all’Università di Lussemburgo, il quale mi ha detto che
in vita sua non aveva mai sentito un rimprovero verso un suo
collega maschile così accanito come quello di cui fu oggetto la
Arendt.
– La relazione con Heiddeger è
stata molto importante nella vita della filosofa. Come mai ha
scelto di voler raccontare questo personaggio solo sullo sfondo,
con dei flashback?
M.V.T: Certo,
se avessi scelto di raccontare la loro storia d’amore, avrei
sicuramente più successo: la storia tra il filosofo filo-nazista e
la ragazza-allieva ebrea. Ma non era questo che mi interessava.
Inoltre lei parla sempre del nazista Eichmann come di qualcuno che
non sa pensare, è lei la pensatrice e Heidegger era il suo maestro
di pensiero. Un maestro che, nonostante tutto, cadde di fronte al
nazismo.
Ma con la Arendt resta questa
utopia della filosofia come qualcosa che può salvare la
persona.
– Come mai il film esce solo per
2 giorni?
Draicchio:In
realtà il film doveva uscire lo scorso ottobre, ma poi non è stato
possibile. E quindi abbiamo ri-organizzato in poco tempo per farlo
uscire adesso, in occasione della Giornata della Memoria. Esce il
27 e il 28 ma poi forse continuerà ad essere nelle sale, in circa
100 sale italiane. C’è una grande attenzione da parte di molte
associazioni, per non parlare delle scuole, quindi speriamo possa
proseguire il suo percorso.
– Secondo lei, l’orrore di
un’esperienza come il nazismo come è potuto accadere nella
Germania, un paese civile? Forse l’abitudine che il popolo tedesco
ha sempre avuto, sin dall’infanzia, nei confronti
dell’obbedienza?
M.V.T:Forse
sì, anche. L’obbedienza, sin dai tempi della Prussia, era
considerata una delle “virtù” e dei pregi del popolo tedesco. Può
darsi che questo fattore storico abbia contribuito.
–Che risposta di pubblico ha
avuto il film in Germania e America?
M.V.T:Per ora
sta avendo successo in Germania, Francia, Spagna e America. Per
essere un film così difficile sta andando molto bene, e ne sono
felice: ho aspettato 8 anni per trovare i fondi. In Germania c’è
stata solo la polemica di qualche storico che dice di aver trovato
dei documenti dimostranti la falsità di Eichmann. Ma quando si fa
un film sulla Arendt, bisogna seguire lei, il suo pensiero, senza
andare oltre o cercare di scoprire e narrare la Storia.
Anche l’ultimo assistente di
Hannah ha molto apprezzato l’opera, dicendomi che per la prima
volta in un unico film vengono mostrate la parte privata e quella
intellettuale della Arendt. È uscito anche in Israele, dove ho
avuto molti supporti, tra cui quello della Film Commission. Strano
considerato che il suo libro (La banalità del male, ndr), in
Israele è uscito solo nel 2002 per la controversia che lei aveva
avuto con Gurian.
Margaret Qualley,
tenera ed elettrizzante attrice americana, ha sfilato sul tappeto
rosso del Festival di Cannes 2022 per
presentare Stars at Noon, un thriller romantico tratto
dal romanzo di Denis Johnson del 1986 e portato sul grande schermo
dalla regista francese Claire Denis.
In concorso nella selezione
ufficiale del Festival, il film racconta una storia d’amore sullo
sfondo di una rivoluzione politica. Una storia che vede
protagonista Margaret Qualley, una giovane attrice
che ha già tutte le carte in regola per diventare una grande
attrice. In attesa di scoprirla i prossimi ruoli, ecco tutto
quello che c’è sapere sulla giovane attrice.
Margaret Qualley è appassionata di
danza
Appassionata di danza,
Margaret Qualley si è inizialmente formata come
ballerina, entrando a far parte di rinomate
compagnie (North Carolina School of the Arts, American Ballet
Theatre, Professional Children’s School di New York). In seguito,
ha trasformato la sua passione in un ruolo cinematografico,
interpretando la ballerina e coreografa Ann Reinking, un’artista
che ammirava da tempo, nella serie statunitense Fosse/Verdon.
Margaret Qualley come modella
Ha poi deciso di fare la modella,
firmando con la prestigiosa agenzia IMG Models nel 2015. Ha
partecipato a diverse campagne, è apparsa su riviste di moda e ha
calcato le passerelle di importanti case come Valentino,
Alberta Ferretti e Chanel, di cui è una musa. Per la
stagione Autunno/Inverno 2021-2022, Margaret
Qualley è stata anche la sposa prescelta per la sfilata di
haute couture di Chanel, chiudendo così lo show.
Nel 2016 il volto di
Margaret Qualley era ovunque, ed è diventata un
nome noto grazie al suo ruolo nello spot del profumo Kenzo World.
In questo potente video diretto da Spike Jonze, la
giovane donna offre una vera e propria performance artistica con
l’aiuto del coreografo Ryan Heffington, lasciando
che la danza si impossessi di lei come una trance euforica, in un
abito verde smeraldo.
Ha recitato nel video Sweet Sounds
of Ignorance dell’attrice e cantante Soko nel 2017, accanto alla
sorella Rainey Qualley.
Margaret Qualley, i film che
l’hanno lanciata nel firmamento di Hollywood
Margaret Qualley
ha avuto a che fare con alcuni dei più grandi nomi di Hollywood,
fin dal suo debutto cinematografico. Nel 2013 ha ottenuto un
piccolo ruolo nel film indipendente
Palo Alto di Gia Coppola, che le ha dato l’opportunità
di recitare accanto a
Emma Roberts e
James Franco. Ma l’avventura era solo all’inizio,
perché un film dopo l’altro si susseguivano sempre più ruoli. Nel
2016 è apparsa nella commedia The Nice
Guys, con Ryan Gosling, poi con Kristen Stewart in Seberg nel 2019. Nello stesso anno ha
interpretato Cat, una hippie della Manson Family, accanto
a
Leonardo DiCaprio, Brad
Pitt, Margot
Robbie in C’era
una volta… a Hollywood di
Quentin Tarantino.
Margaret Qualley è la figlia dell’attrice Andy MacDowell
La mamma di Margaret Qualley
è Andy MacDowell, modella e attrice
affermata, e di Paul Qualley, musicista ed ex modello.
Un’eredità forte come la sua già intensa carriera.
Margaret Qualley in MAID
Nel 2021, l’attrice si è riunita
con sua madre, Andy MacDowell, davanti alla
telecamera nella serie sensazionale di Netflix
Maid. La serie è stata diretta da Molly Smith Metzler
ed è basata sul libro di memorie di Stephanie Land Maid: Hard
Work, Low Pay, and a Mother’s Will to Survive, che è diventato
un bestseller quando è stato pubblicato in Francia nel 2020. Sul
piccolo schermo, Margaret assume il ruolo di
Alex, una giovane madre single maltrattata da un partner
violento e dalla povertà, che lotta per tirare avanti e provvedere
a sua figlia. Acclamata per la sua inquietante precisione, questa
interpretazione le è valsa una nomination ai Golden Globes
del 2022, insieme a
Kate Winslet, Cynthia Erivo e
Jessica Chastain.
Margaret Qualley instagram
L’attrice non ha un profilo instagram come molte delle sue
coetanee. Ha fatto una scelta contro corrente e probabilmente
saggia.