Sono state rese pubbliche tre nuove
immagini di Lovelace, biopic su Linda Lovelace, protagonista del
film scandal
Lovelace Trailer italiano con nuova data di uscita
È disponibile il trailer con la nuova
data di uscita di Lovelace, biopic che racconta la
vera storia della star di Gola Profonda, dall’8 Maggio
al cinema. Nel 1972, prima dell’avvento di Internet e
dell’esplosione dell’industria del porno, Gola
Profonda fu un fenomeno: si trattava del primo film
pornografico pensato per il grande schermo, con una vera e propria
trama, dello humour, ed una sconosciuta ed improbabile
protagonista, Linda Lovelace (Amanda Seyfried). Nel tentativo di
fuggire dalla morsa di una famiglia severa e religiosa, Linda
scoprì la libertà e la bella vita quando si innamorò e sposò il
carismatico protettore Chuck Traynor. Sotto lo pseudonimo di Linda
Lovelace divenne una celebrità a livello internazionale, non tanto
ragazza di Playboy, quanto accattivante ragazza della
porta accanto. Completamente immersa nella sua nuova identità,
Linda divenne un’entusiasta portavoce della libertà sessuale e
dell’edonismo senza freni. Sei anni più tardi, Linda presentò al
mondo un’altra versione dei fatti completamente contraddittoria
rispetto alla precedente, in cui emergeva come sopravvissuta ad una
storia molto più buia. Un ricchissimo cast nel film:
accanto adAmanda Seyfried, nel ruolo di protagonista, la
bellissima Sharon Stone nel ruolo della madre di
Linda, Peter Sarsgaard nelle vesti del
marito/manager, Juno
Temple e James Franco. La regia è affidata
ai registi Premio Oscar Rob
Epstein e Jeffrey Friedman.
Lovelace trailer italiano con Amanda Seyfried
E’ disponibile il trailer italiano del film Lovelace, nelle sale italiane dal 27 marzo e che vi mostriamo di seguito.
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Dopo essere stato presentato al
Sundance e alla Berlinale dello scorso anno, la pellicola
che ha fatto tanto discutere arriva sugli schermi italiani
distribuita da Barter. Il racconto della vita di Linda Lovelace
prende vita grazie all’immaginario e al lavoro di due grandi
registi, il Premio Oscar Rob Epstein e
Jeffrey Friedman, che si affidano
all’interpretazione di un cast del calibro di Amanda Seyfried, Peter Sarsgaard, Wes Bentley, Adam Brody,
Sharon Stone, Bobby Cannavale e James
Franco.
Un biopic – Lovelace – lontano dagli stereotipi del genere, che dipinge, in maniera sincera e appassionata, la prima star del cinema hard cogliendone l’aspetto più intimo e sfaccettato. Atmosfere anni ’70, curate nei minimi particolari attraverso costumi, colori e design, fanno da sfondo alla pellicola dedicata al percorso convulso di Linda, dalla celebrità – portavoce entusiasta della libertà sessuale e dell’edonismo senza freni – alla denuncia della violenza sulle donne, da lei stessa subita per mano del marito/manager, interpretato da Peter Sarsgaard.
Lovelace trailer e poster del film con Amanda Seyfried
Interpretare un personaggio realmente esistito è sempre una grande sfida per un attore, soprattutto se si tratta di dover riportare sul grande schermo la vita di un collega del passato. Lo sa bene Amanda Seyfried, che nel biopic Lovelace interpreta Linda Lovelace, la nota pornostar scomparsa nel 2002 in seguito ad un incidente d’auto, protagonista del cult-movie Gola profonda (Deep Throat).
Linda Lovelace è stata una delle più famose attrici porno della storia del cinema. Quando la sua carriera finì, destò scalpore il suo schieramento a fianco delle femministe contro il mondo della pornografia. Lovelace è stato presentato all’ultima edizione del Sundance Film Festival e a Berlino ed è diretto da Rob Epstein e Jeffrey Friedman (Urlo – Howl). Al fianco della Seyfriend troviamo Peter Sarsgaard (nei panni di Chuck Traynor, marito di Linda), Hank Azaria (in quelli di Jerry Damiano, il regista che scelse Linda come protagonista di Gola profonda, introducendola così nel mondo del cinema a luci rosse), Wes Bentley, Bobby Cannavale, Chris Noth, Robert Patrick, Chloe Sevigny, Debi Mazar, Sharon Stone e James Franco. Il film uscirà in America il prossimo 9 agosto; in Italia non sappiamo quando la pellicola verrà rilasciata.
Qui il poster del film:
Qui
Lovelace trailer:
http://youtu.be/9vJADecKL-4
L’ultima volta che abbiamo visto Amanda Seyfried al cinema è stato con Les misérables di Tom Hooper. Recentemente l’attrice statunitense ha prestato la sua voce al personaggio di Mary Katherine nel film d’animazione Epic e recitato al fianco di Robert De Niro, Diane Keaton e Susan Sarandon in The Big Wedding, non ancora uscito nelle nostre sale.
Lovecraft e il cinema: i migliori film di ispirazione lovecraftiana
Per chi ne conosce l’opera, sembra scontato dire che Lovecraft e il cinema sono fatti l’uno per l’altro. Tuttavia sembra interessante dire che a dispetto del fatto che il suo immaginario si è infiltrato profondamente nella cultura popolare e nel cinema, sono davvero pochi gli adattamenti dichiarati ai suoi testi, mentre innumerevoli sono i film di ispirazione lovecraftiana che abbiamo visto negli anni, in particolare, ovviamente, nel genere horror.
Il concetto di orrore esposto da Lovecraft includeva elementi come follia, maledizioni familiari, persone maledette che potrebbero non essere ciò che sembrano, culti oscuri, le cose che si nascondono nelle profondità dell’oceano ed entità che esistono negli angoli più remoti dello spazio o forse anche al di fuori dello spazio e del tempo stessi, il mistero e l’indicibilità dello stesso. E spesso, proprio questa indicibilità ha rappresentato lo scoglio più grande per l’adattamento al cinema.
Tuttavia alcuni film, più o meno consciamente, hanno messo in scena paure, ambienti ed atmosfere che richiamano dal vicinissimo quello che in maniera così vivida ha scritto Lovecraft. Ecco di seguito i film di ispirazione lovecraftiana che meglio hanno portato a termine il loro compito.
La cosa
La
cosa di John Carpenter (1982)
potrebbe essere considerato uno dei migliori film horror di tutti i
tempi, non solo uno dei migliori film lovecraftiani. Il
film segue un team di scienziati intrappolati in una base in
Antartide durante una spedizione di ricerca. Quando un elicottero
si schianta nelle vicinanze e le persone della squadra iniziano a
scomparire, tutti perdono rapidamente ogni senso di lucidità,
comincia così una lotta per la sopravvivenza.
C’è un mostro alieno nella base che può impossessarsi dei cadaveri delle persone che ha ucciso, e la chiave per vincere questa lotta si rivela presto essere la capacità di identificare ed eliminare l’orrore inconoscibile prima che sia troppo tardi.
Dark City
Dark City
(1998) è un film molto interessante e oltre a contenere delle
declinazioni horror legate a Oldboy, è sicuramente
un titolo che si inserisce nel filone della cinematografia
lovecraftiana. Seguiamo il nostro protagonista, John Murdoch, che
di se stesso non sa nulla più di quanto non sappiamo noi.
Ha perso la memoria ed è ricercato per diversi omicidi orchestrati da un misterioso gruppo di creature chiamato The Strangers, che hanno la capacità di cancellare i ricordi e far addormentare le persone a loro piacimento. Sicuramente la fantascienza cinematografica, in questo caso, come in molti altri, è stata inconsciamente manipolata.
The Lighthouse
The
Lighthouse (2019) è il secondo film di Robert
Eggers, che si è fatto conoscere dal mondo intero perché
ha esordito con The VVitch, uno degli horror
rurali migliori di sempre. Il suo secondo film è decisamente
lovecraftiano, non certo solo per i tentacoli di piovra che
possiamo vedere già dal trailer.
Mentre le tensioni aumentano tra due guardiani del faro bloccati sulla piccola isola (interpretati da Robert Pattinson e Willem Dafoe), sia i personaggi che lo spettatore perdono le coordinate della realtà, e non capiscono più cosa sia vero e cosa no. Questo elemento rappresenta sicuramente un omaggio alla letteratura dell’autore americano, una rappresentazione accurata del delirio che spesso si ritrova nelle sue pagine.
The Mist
Probabilmente sorprenderà
molti trovare
The Mist (2007) in questo piccolo elenco, visto che
chiaramente è un film basato su un romanzo di Stephen King, e non di H.P.
Lovecraft, tuttavia siamo perfettamente in tema, visto che
anche l’ispirazione di King è lovecraftiana, sia per questo
racconto che in generale per la sua produzione. In effetti, le
loro ambientazioni sono spesso notevolmente simili perché entrambi
provengono dal New England.
Il film racconta la storia di una nebbia che cala su una piccola città, portando con sé un gruppo di creature invisibili assetate di sangue. Mentre tutti i cittadini si rifugiano in un piccolo supermercato, in cui, come spesso accade, i veri portatori di orrore sono gli umani e non le creature misteriose. Naturalmente, la lotta per la sopravvivenza finirà molto male.
Quella casa nel bosco
Quella
casa nel bosco (2011) è un film che all’inizio sembra
solo una divertente satira sugli slashers-movie, in cui si prendono
ad esempio tutti i cliché di quel tipo di film e si esasperano. Il
film vede protagonista tra un gruppo di amici che decidono di
andare in campeggio, una specie di topos narrativo per questo
genere di film.
Pian piano, a seguito di eventi misteriosi, questi ragazzi si trovano a fronteggiare mostri di ogni tipo e provenienza. Solo alla fine scopriamo che i mostri in realtà sono guidati da un gruppo di scienziati che cerca di salvare il pianeta da una minaccia ancora più grande, molto più lovecraftiana.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: tutto quello che non sai sulla nuova serie
Lovecraft Country – La terra dei demoni, è la nuova serie HBO tratta dall’omonimo romanzo di Matt Ruff prodotta da J.J. Abrams (co-creatore di Lost e Fringe e regista di numerosi film di successo) e Jordan Peele (regista di Noi e Scappa – Get Out e produttore di BlacKkKlansman e The Twilight Zone).
La serie è creato da Misha Green nota per aver co-scritto da Heroes e e Sons of Anarchy. Ambientata negli Stati Uniti della metà degli anni Cinquanta, Lovecraft Country – La terra dei demoni racconta del veterano della guerra di Corea Atticus “Tic” Freeman interpretato da Jonathan Majors arrivato a Chicago dalla Florida per cercare il padre scomparso.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: quando esce e dove vederla in streaming
La serie debutta il 31 ottobre alle 21.15, ogni sabato su Sky Atlantic. Lovecraft Country – La terra dei demoni in streaming è su NOW TV e in On Demand su SKYGO.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: trama e il cast
Insieme allo zio George (Courtney B. Vance) e all’amica d’infanzia Letitia “Leti” Dandrige (Jurnee Smollett), Tic intraprenderà uno spaventoso e adrenalinico viaggio on the road attraverso l’America razzista delle leggi di Jim Crow. Ciò che Atticus troverà tra le terre del New England, però, non saranno solo creature innominabili e antichi culti, ma anche l’odio di un’America malata di razzismo.
Nel cast protagonisti sono Courtney B. Vance (American Crime Story – The Immortal Life of Henrietta Lacks) e Jurnee Smollett (True Blood, Underground), anche Abbey Lee (Mad Max: Fury Road) nel ruolo di Christina Braithwhite, figlia del leader di un ordine segreto chiamato “I figli di Adamo”; Aunjanue Ellis (When They See Us) nei panni di Hippolyta Freeman, la moglie di George e zia di Atticus; Jada Harris (The Resident) che interpreta Dee, figlia di George e Hippolyta; Wunmi Mosaku (The End of the F***ing World) nel ruolo della sorellastra di Leti, Ruby Baptiste; Michael Kenneth Williams (The Wire, Boardwalk Empire) nel ruolo del padre di Atticus, Montrose Freeman. E ancora, Jamie Chung (C’era una volta) nel ruolo dell’infermiera Ji-Ah e Jordan Patrick Smith (Vikings) nei panni di William, tirapiedi di Cristina, amante, guardia del corpo, spia e qualsiasi cosa lei vuole che lui sia.
Lovecraft Country – La terra dei demoni: trailer ufficiale
Lovecraft Country – La terra dei demoni: gli episodi
Lovecraft Country 1×01

In Lovecraft Country 1×01 che si intitolerà “Sundown” Veterano e appassionato di narrativa polacca Atticus Freeman (Jonathan Majors) viaggia da Jim Crow a sud verso il suo sud Lato della città natale di Chicago in cerca del padre scomparso Montrose (Michael Kenneth Williams). Dopo aver reclutato suo zio George (Courtney B. Vance) e l’amica d’infanzia Letitia (Jurnee Smollett) per unirsi a lui, il trio parte per “Ardham”, MA, dove pensano che Montrose possa essere andato a cercare informazioni sulla progenie della defunta madre di Atticus . Mentre attraversano il Midwest, Tic, Leti e George incontrano pericoli in agguato ad ogni angolo, specialmente dopo il tramonto. “Sundown” è stato scritto da Misha Green; diretto da Yann Demange.
Lovecraft Country 1×02

In Lovecraft Country 1×02 che si intitolerà “Whitey’s on the Moon” Inspiegabilmente guariti dalla loro notte terrificante, Leti e George si godono il loro nuovo ambiente, mentre Atticus insospettisce i padroni di casa dell’Ardham Lodge – Christina Braithwhite (Abbey Lee) e il suo sfuggente padre Samuel (Tony Goldwyn) – che svelano i piani criptici per il ruolo di Atticus nella loro imminente cerimonia “Figli di Adam”. Più tardi, dopo che Tic, Leti e George si imbattono in un indizio che potrebbe portarli a Montrose, ognuno intraprende una sgradita passeggiata lungo il sentiero della memoria. “Whitey’s on the Moon” è stato scritto da Misha Green; diretto da Daniel Sackheim.
Lovecraft Country 1×03

In Lovecraft Country 1×03 che si intitolerà “Holy Ghost ” Sperando di riparare la sua relazione con sua sorella Ruby (Wunmi Mosaku), Leti trasforma una sgangherata vittoriana Il North Side di Chicago in una pensione – uno sforzo che alimenta il razzismo del quartiere e risveglia gli spiriti dormienti bloccati in casa. Nel frattempo, Atticus rimane oppresso da una coscienza sporca mentre la moglie di George Ippolita (Aunjanue Ellis) lo pressa per la storia completa di ciò che è accaduto ad Ardham. Sceneggiatura di Misha Green; diretto da Daniel Sackheim.
Lovecraft Country 1×04

In Lovecraft Country 1×04 che si intitolerà “A History of Violence” Dopo che Christina si presenta misteriosamente alla sua porta, Leti affronta Atticus sul suo piano di tornare furtivamente in Florida. Più tardi, alla ricerca di pagine mancanti per un testo cruciale, Leti, Tic e Montrose si dirigono a Boston, con Hippolyta e Diana (Jada Harris) per il viaggio. A Chicago, un affascinante sconosciuto nutre la delusione di Ruby per un’opportunità di lavoro sprecata. “A History of Violence” è stato scritto da Misha Green; Storia di Wes Taylor; diretto da Victoria Mahoney.
Lovecraft Country 1×05

In Lovecraft Country 1×05 che si intitolerà “Strange Case” dopo aver fatto un patto diabolico con William, Ruby si mette nei panni di una donna bianca, ma lei la trasformazione non fa che rafforzare il suo risentimento per la divisione razziale. Un tradimento di Montrose scatena la rabbia repressa di Atticus, lasciando Leti profondamente turbata e mandando Montrose tra le braccia confortanti del suo amante segreto. “Strange Case” è stato scritto da Misha Green, Jonathan Kidd e Sonya Winton; diretto da Cheryl Dunye.
Lovecraft Country 1×06

In Lovecraft Country 1×06 che si intitolerà “Meet Me in Daegu” Atticus si imbatte in uno studente infermieristico coreano nel mezzo della guerra di Corea e non è in grado di ricordare il loro presentazione violenta l’uno all’altro. In Lovecraft Country 1×06 protagonisti sono Jurnee Smollett (attore), Jonathan Majors (attore), Aunjanue Ellis (attore), Courtney B. Vance (attore), Wunmi Mosaku (attore), Abbey Lee (attore).
Lovecraft Country 1×07

In Lovecraft Country 1×07 che si intitolerà “I Am.” La ricerca incessante di risposte di Hippolyta (Aunjanue Ellis) la porta in un viaggio multidimensionale alla scoperta di sé e di Atticus (Jonathan Majors) consulta un vecchio amico di famiglia. “I Am.” è scritto da Misha Green e Shannon Houston; diretto da Charlotte Sieling.
Lovecraft Country 1×08

In Lovecraft Country 1×08 che si intitolerà “Jig-A-Bobo” Diana finisce per ricevere un’attenzione potenzialmente pericolosa dal capitano Lancaster; Atticus e Leti si trovano a cercare di proteggere il loro futuro all’arrivo di un visitatore inaspettato dal passato di Atticus alla pensione.
Lovecraft Country 1×09

In Lovecraft Country 1×09 che si intitolerà “Rewind 1921” Con Hippolyta (Aunjanue Ellis) al timone, Leti (Jurnee Smollett), Tic (Jonathan Majors) e Montrose (Michael Kenneth Williams) intraprendono un viaggio. Sceneggiatura di Misha Green, Jonathan Kidd e Sonya Winton; diretto da Jeffrey Nachmanoff.
Lovecraft Country 1×10

In Lovecraft Country 1×10 che si intitolerà “Full Circle”.
Love: nuovo trailer per il film di Gaspar Noé
Ecco un nuovo trailer per Love, nuovo irriverente (a dir poco) film di Gaspar Noé, in cui amore e sesso sono indagati nel più brusco e profondo dei modi. Combinazioni, emozioni, esplorazioni. Il film di Noé, come datradizione, rompono barriere e aprono orizzonti. Ecco il trailer del film presentato all’ultimo Festival di Cannes.
Trama: Murphy ha sposato Omi con un matrimonio riparatore, poichè Omi è rimasta incinta della loro figlioletta durante un rapporto non protetto. Quel rapporto occasionale è stato la causa della drammatica rottura fra Murphy e il suo grande amore, Electra. La mattina del primo dell’anno la madre di Electra telefona a Murphy e lo informa di non avere più notizie della figlia, ed essere preoccupata perchè la ragazza soffre di tendenze suicide. Nell’arco di 24 ore Murphy ripercorrerà con la memoria le tappe della sua folle passione per la sua ex anima gemella, cercandone il perdono.
Love, Victor: recensione della serie Star Original di Disney+
Quella di Simon Spier è la storia di un diciassettenne ricco di dubbi e insicurezze, che riesce però a scoprire sé stesso e il proprio orientamento sessuale grazie alla presenza di persone speciali intorno a lui. La sua vicenda, raccontata nell’acclamato Tuo, Simon, sembra proprio quella di un perfetto film con lieto fine. Una conclusione a cui però non tutti hanno modo di aspirare. Proprio da questa premessa ha dunque inizio la serie Love, Victor, disponibile su Disney+ a partire dal 23 febbraio. Il giovane protagonista inizia da subito con il prendersela con Simon, poiché non tutti sono fortunati come lui. Seguendo questo nuovo personaggio si ha infatti modo di entrare in contatto con realtà ben diverse e più simili alla realtà dei fatti.
Si tratta dunque di uno spin-off del film, a sua volta basato sul romanzo Simon vs. the Homo Sapiens Agenda. Ideata da Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger, la serie segue Victor (Michael Cimino) nel suo viaggio alla scoperta di sé stesso. Da poco trasferitosi in una nuova città, questi si trova infatti a doversi abituare ad un contesto particolarmente nuovo e potenzialmente ricco di insidie. Mentre affronta alcune difficoltà all’interno di un ambiente famigliare di tradizione latino-americana, Victor dovrà fare anche i conti con quello scolastico, tra amici, nemici e potenziali cotte sentimentali. Il suo più grande interrogativo ruota infatti attorno alla scoperta e alla definizione del suo orientamento sessuale.
La complessa scoperta di sé stessi
Sono sempre di più le serie che esplorano il mondo della sessualità giovanile, dalla spensierata Sex Education di Netflix alla più audace Euphoria di HBO. Rispetto a queste due, Love, Victor potrà forse non presentare evidenti particolarità, ma i suoi punti di forza si nascondono proprio in un racconto che trova sincerità nella sua semplicità. Già a partire dalla presentazione del protagonista si delineano infatti una serie di sottotesti e contesti che accrescono l’interesse tanto verso il personaggio quanto per la sua storia. Victor è un giovane di origini latinoamericane, appena trasferitosi dal Texas. Si tratta di uno Stato notoriamente conservatore che, senza voler generalizzare, non è noto per la sua benevolenza verso le minoranze.
Se il “problema” di Simon era “solo” quello di riuscire ad essere accettato per la sua omosessualità, Victor si trova dunque a dover gestire ulteriori problematiche. A partire da ciò si evidenza dunque l’importanza che una serie come questa può avere nell’attuale panorama di prodotti per adolescenti e giovani. Si va infatti a spogliare la storia di Tuo, Simon di quegli elementi che potrebbero averla resa distante dalle problematiche vissute ogni giorno dai ragazzi alla ricerca di sé stessi. Gli amici e i famigliari comprensivi vengono dunque qui sostituiti con personaggi che manifestano più sfumature e che rientrano meno nei classici stereotipi.
Vi sono ovviamente gli elementi ricorrenti di questo genere, dall’amico buffo al bello di turno, dal bullo alla caotica festa in villa. Eppure ognuno di questi riesce a mostrare qualcosa di nuovo capace di renderlo più interessante agli occhi dello spettatore. Più di ogni altra cosa, però, la serie non sembra partire subito con il presupposto che il protagonista sia già consapevole della propria omosessualità. Il suo orientamento è ancora tutto da scoprire e l’attrazione che egli prova tanto per un ragazzo quanto per una ragazza lascia aperte una serie di possibilità particolarmente attraenti. Da questo punto di vista Love, Victor non si configura come la necessità di capire come rivelare qualcosa agli altri, bensì come il bisogno di capire prima di tutto qualcosa di sé, per sé.

Love, Victor: la delicatezza alla base di tutto
Trattare tutto ciò è oggi quanto mai complesso, e rischia di portare in territori particolarmente impervi. Il pericolo è ancor più alto nel momento in cui, come avviene qui, si inseriscono anche elementi relativi all’appartenenza etnica. Per evitare di rendere la serie eccessivamente pesante o involontariamente superficiale, i due autori optano per la strada della delicatezza. Affidandosi ad essa, Love, Victor assume quel tono spensierato che solo le migliori storie di questo genere riescono a vantare. Il protagonista vive con un certo peso ciò che gli accade intorno e dentro di sé, ma si tratta di un percorso vissuto con la consapevolezza che il traguardo ripagherà di fatiche e dolori. L’attore protagonista, Michael Cimino, risulta straordinariamente adatto a far trasparire tutto ciò.
Sin da subito, dunque, Love, Victor si presenta come la storia giusta per raccontare una serie di difficoltà universali. Questa vuole essere un buon esempio, ma sembra anche preannunciare di non avere una risposta valida per tutti. È per questo che lo spettatore viene invogliato a seguire Victor passo dopo passo, scoprendo insieme a lui tutto ciò che conta sapere. Basterà intraprendere la visione dei primi episodi per lasciarsi conquistare dall’atmosfera, scoprendo di trovarsi dinanzi ad un prodotto che non intende affatto addolcire la pillola. La serie, rilasciata come Star Original, era infatti stata giudicata troppo matura per il target di spettatori tipici di Disney+. Ai fini di una più realistica rappresentazione di questo tipo di vicende, ciò non può essere che visto come un bene.
Love, Marilyn – I diari segreti: recensione del film
The Space Cinema e Feltrinelli Real Cinema presentano in esclusiva italiana l’ultimo lavoro di Liz Garbus, il documentario biografico Love, Marilyn – I diari segreti. Prodotto da Stanley F. Buchthal, Amy Hobby e dalla stessa Garbus, il film nasce dal ritrovamento dell’archivio privato composto di lettere, poesie e riflessioni profonde di Marilyn Monroe, custodite in due scatole rinvenute 50 anni dopo la scomparsa della diva nella casa del suo maestro di recitazione e amico Lee Strasberg.
Focalizzandosi sugli anni della carriera cinematografica, il documentario racconta la vita privata di Marilyn, non solo attraverso gli aneddoti di amici, amanti e colleghi, ma attraverso le stesse parole dell’attrice, scritte in quei diari segreti e recitate in modo personale, intimo da grandi attrici: Elizabeth Banks, Hope Davis, Ellen Burstyn, Marisa Tomei, Viola Davis, Uma Thurman, Glenn Close, Jennifer Ehle, Evan Rachel Wood, Lili Taylor e Lindsay Lohan. Grazie ad altri attori di rilievo, ai brani di Marilyn si alternano estratti di libri o lettere private di persone che l’hanno conosciuta o che sono state profondamente influenzate dalla sua storia. Janet McTeer è Natasha Lytess, la sua prima insegnate di recitazione, Jeremy Piven è Elia Kazan, Oliver Platt è Billy Wilder, Paul Giamatti è George Cukor, Adrien Brody è Truman Capote; partecipano anche Ben Forster, Jack Huston, F. Murray Abraham e David Strathairn. I vari aneddoti s’intrecciano alle memorie di Marilyn, che sveste così i panni della diva e si mostra semplice donna, essere umano imperfetto e incompleto. Tutto ciò che sapevamo di lei, tutte le foto e i video d’archivio che conoscevamo sono ora illuminati da una luce diversa, più calda e meno artificiale, visti senza il velo del gossip e delle malignità. All’improvviso davanti a noi appaiono due donne: Marilyn Monroe, la star sensuale, capricciosa, che incanta gli uomini e fa indivia alle donne, e Norma Jeane Mortenson, la donna fragile e insicura, che non si è mai arresa, che ha studiato per diventare un’attrice migliore, una moglie che si è impegnata per conciliare matrimonio e carriera, un’amica leale.
La narrazione di Love, Marilyn – I diari segreti procede con l’alternarsi di diversi materiali: immagini di repertorio dei set e della vita privata dell’attrice cedono il passo, in maniera precisa e fluida, a vecchie interviste di amici e colleghi, oppure all’attore/attrice di turno che recita il suo brano, rivolgendosi direttamente al pubblico. Liz Garbus riesce in modo acuto e garbato a riunire tutti i pezzi e ricomporre il vero carattere di Marilyn, nascosto dietro il suo personaggio migliore: la star. Love, Marilyn è un documentario piacevole, delicato e intimo. Nelle 36 sale del circuito The Space Cinema dal 30 settembre al 2 ottobre, come evento esclusivo The Space Extra.
Love, Divided, la spiegazione del finale, Valentina e David si innamorano?
Il film Netflix Love, Divided (Pared con pared) segue la giovane pianista Valentina (Aitana) che si sta preparando per un’importante audizione. Tuttavia, il suo talento musicale viene sconvolto quando si scontra con il vicino di casa David (Fernando Guallar), un arcigno inventore di giochi che richiede il silenzio assoluto per svolgere il suo lavoro. Ma questi vicini in guerra possono trovare un compromesso o potrebbe sbocciare qualcosa di diverso da dietro il muro?
Valentina si trasferisce in un nuovo appartamento per ricominciare dopo aver rotto con l’ex fidanzato Óscar (Miguel Ángel Muñoz) e si sta allenando per un’audizione. Sebbene Valentina voglia concentrarsi giorno e notte sull’audizione, alla fine cede alle richieste di sua cugina Carmen che le chiede di trovare un lavoro al locale bar di frullati.
Nel frattempo, il suo nuovo vicino David è un progettista di giochi agorafobico ed è circondato dai gadget che ha creato. Il suo amico Nacho arriva con la spesa e incoraggia David a cambiare il suo stile di vita da eremita.

Più tardi, il talento musicale di Valentina viene interrotto da una cacofonia di rumori spaventosi provenienti dalla porta accanto e lei fugge dall’appartamento, passando la notte a casa di Oscar.
Una Valentina terrorizzata affronta David attraverso il muro e lui le rivela che i loro appartamenti sono a malapena insonorizzati e che per lavorare ha bisogno di silenzio assoluto. David è riuscito a scacciare tutti gli altri inquilini che si sono trasferiti nell’appartamento accanto creando invenzioni rumorose che emettono rumori inquietanti a tutte le ore.
Ma Valentina è decisa a resistere e si sfidano in una gara di rumore per vedere chi lascerà per primo il loro appartamento. Lui la sveglia di prima mattina con forti rumori, ma viene spinto oltre il limite quando Valentina lascia il suo metronomo a ticchettare tutto il giorno mentre va al lavoro.
David cede e accetta con riluttanza di lasciare che Valentina suoni il suo pianoforte al mattino, mentre lui lavora nel pomeriggio. Tuttavia, le tensioni aumentano quando David critica il modo in cui Valentina suona il piano e in seguito si scusa con lei.
I due parlano attraverso i loro lati del muro e si conoscono. David incoraggia Valentina a continuare a scrivere e cantare le sue canzoni, ma lei non crede abbastanza in se stessa perché Óscar l’ha spinta a concentrarsi solo sul pianoforte per avere successo.
Quando i vicini mettono da parte la loro faida e iniziano a creare un legame genuino, Valentina e David si innamoreranno? Ecco cosa succede alla fine di Love, Divided…
Love, Divided finale: Valentina e David si innamorano?

Nonostante non si siano mai visti di persona, Valentina e David iniziano a provare qualcosa l’uno per l’altra e riorganizzano i loro appartamenti in modo che i loro letti condividano la parete e possano dormire vicini.
In un caso, Valentina crede che un cliente a caso del bar di frullati sia David dopo che lui ha fatto un commento sul fatto che indossa stivali da cowboy tutti i giorni. Dopo avergli dato il suo numero, Valentina invita lo sconosciuto a cena, ma si rende subito conto di aver commesso un grosso errore e lo scorta rapidamente fuori dal suo appartamento.
Altrove, Nacho attira David fuori dal suo appartamento con una bugia e lo porta in un negozio di giocattoli che vuole acquistare i diritti dei suoi giochi. Tuttavia, David rifiuta furiosamente la loro offerta e viene scortato fuori dalla sicurezza quando si scaglia contro di loro.
Tornati a casa loro, David invita Valentina a cena, ma lei suggerisce di mantenere la loro relazione così com’è e di comunicare attraverso il muro, senza vedersi mai. Entrambi riconoscono che amano stare da soli e si accordano in modo insolito per stare “insieme ma separati”.
Valentina trova la sciarpa di Carmen sul pavimento e capisce cosa è successo, ma quando tenta di spiegare la situazione, David la respinge.
Pensando che David non si fidi di lei, Valentina mette fine alla loro relazione e David guarda un video d’infanzia in cui lui, Nacho e una bambina di nome María giocano nel negozio di giocattoli che ora possiede con Nacho.
Quando David fa visita al negozio di giocattoli, è sconvolto dal fatto che stia per chiudere, ma Nacho non glielo ha mai detto. Nacho incoraggia David a riprendersi la sua vita dopo la morte della fidanzata María, che era anche la sorella di Nacho.
È il giorno dell’audizione di Valentina e, mentre lei sale sul palco, David si intrufola dietro le quinte e le dà dei consigli su come suonare Beethoven. Valentina accetta il suo suggerimento e si esibisce con un pezzo originale scritto da lei.
Sebbene Valentina non superi l’audizione, il giudice le dice di mettersi in contatto con un suo caro amico produttore discografico e ne elogia il talento. Tuttavia, Óscar è furioso, ma lei non se ne cura ed è pronta ad affrontare il suo futuro e a vedere David nella vita reale.
Quando Valentina corre a casa, lei e David abbattono il muro che separa i loro appartamenti. Lei si arrampica attraverso l’apertura e si butta tra le sue braccia mentre si vedono per la prima volta.
Love, Death + Robots 4: la spiegazione del finale di ogni episodio
La serie antologica (per lo più) animata di Netflix Love, Death + Robots 4 presenta 10 storie diverse che trattano una vasta gamma di argomenti, tutte meritevoli di un’analisi più approfondita. Love, Death + Robots è sempre stata una serie antologica profondamente riflessiva e simbolica. Ogni episodio nasconde una verità più profonda sul mondo strano e moderno in cui viviamo o sui fantastici mondi fantascientifici verso cui ci stiamo dirigendo. Ecco perché è una delle migliori serie su Netflix. Fortunatamente, la narrazione metaforica di Love, Death + Robots non ha perso slancio nel volume 4.
Uno degli obiettivi di ogni volume è quello di portare Love, Death + Robots a “nuovi livelli”, e l’ultima puntata non ha deluso le aspettative.
Dalle critiche pungenti alla società moderna ai viaggi sinceri verso l’illuminazione spirituale e religiosa, fino a un raro cortometraggio live-action, Love, Death + Robots volume 4 ha aperto una nuova strada per la serie antologica. Nel trovare questa nuova strada, però, la serie ha anche esplorato nuovi territori narrativi. Alcuni degli episodi più simbolici e significativi di Love, Death + Robots volume 4 potrebbero richiedere qualche spiegazione in più.
Can’t Stop

Can’t Stop visualizza il potere trascendentale della musica
Il primo episodio di Love, Death + Robots volume 4, “Can’t Stop”, non sembra avere un significato molto profondo. Il cortometraggio è, dopotutto, solo un modo diverso di visualizzare la performance live dei Red Hot Chili Peppers di “Can’t Stop”.
La regia di David Fincher e l’animazione di Blur Studio, tuttavia, hanno dato a “Can’t Stop” un nuovo livello di significato. Raffigurando i Red Hot Chili Peppers e la folla come marionette, Love, Death + Robots ha visualizzato il potere trascendentale della musica. Tutti i partecipanti, compresi gli artisti, erano essenzialmente marionette attraverso cui fluivano la musica e la passione del momento, creando un’esperienza incredibile.
Close Encounters of the Mini Kind

Close Encounters of the Mini Kind mette in evidenza il posto minuscolo dell’umanità nell’universo
Il secondo esperimento di Love, Death + Robots con le tecniche tilt-shift in “Close Encounters of the Mini Kind” si è rivelato estremamente importante per il suo messaggio. “Close Encounters of the Mini Kind” descrive un’invasione aliena della Terra piuttosto standard ma unica nel suo genere e ricca di umorismo. Tuttavia, il fatto di inquadrare l’invasione aliena come una “Mini Kind” sottolinea che l’umanità ha una visione di sé molto più grande di quella che abbiamo in realtà nel grande schema dell’universo. Le immagini finali del cortometraggio, quando il sistema solare viene inghiottito da un buco nero, mettono in risalto quanto siamo piccoli.
L’immagine eccessivamente importante che l’umanità ha di sé stessa ha anche contribuito a trasmettere il secondo tema principale del cortometraggio: che spesso gli esseri umani sono responsabili della propria distruzione. Gli alieni in “Close Encounters of the Mini Kind” sono arrivati sulla Terra in pace e la loro invasione è iniziata solo dopo che gli umani hanno sparato per primi. Poi, la Terra è stata inghiottita da un buco nero creato dagli umani utilizzando la tecnologia aliena. I tentativi accaniti dell’umanità di difendersi e l’eccessiva propensione alla violenza hanno finito per garantire la nostra distruzione (due volte) in “Close Encounters of the Mini Kind.” Un approccio più ponderato e freddo avrebbe salvato gli umani sia all’inizio che alla fine.
Spider Rose

Spider Rose è una storia sulla natura totalizzante della vendetta e del dolore
La Spider Rose del terzo episodio del volume 4 di Love, Death + Robots era il fulcro del significato della storia. Come abbiamo appreso, Spider Rose un tempo si chiamava Lydia, ma ha scelto un nome meno umano dopo che il suo amore è stato ucciso da Jade, un membro del gruppo Shaper di Schismatrix di Bruce Sterling. Spider Rose ha anche spiegato che aveva vissuto completamente sola da quando il suo amore era stato ucciso, fino al momento in cui aveva ricevuto Nosey dagli Investitori. Spider Rose è una storia su come il dolore e la sete di vendetta possano consumare figurativamente una persona, proprio come Nosey ha consumato letteralmente lei.
Dopo aver ucciso Jade, Spider Rose disse a Nosey che era “morta” prima che gli Investitori glielo dessero. Gli disse che aveva degli amici da qualche altra parte nella galassia e che si era completamente isolata nel dolore per la perdita del suo amore e nella ricerca del vero Jade. Nosey è quasi riuscito a liberare Spider Rose dalla sua ossessione consumante per la vendetta, ma l’amore dell’animale è arrivato troppo tardi per salvarla. Poi, in un simbolico scherzo del destino, Spider Rose ha lasciato che Nosey banchettasse con la sua carne e consumasse letteralmente ciò che il dolore non era ancora riuscito a distruggere: il suo corpo.
400 Boys

400 Boys vede bande rivali unirsi come alleati per combattere un nemico comune
Sebbene veda bande rivali combattere contro enormi mostri simili a bambini, “400 Boys” è senza dubbio l’episodio più pieno di speranza del volume 4 di Love, Death + Robots. “400 Boys” stabilisce rapidamente che le numerose bande dotate di superpoteri sparse per la città si odiano a vicenda, ma si uniscono per combattere i “ragazzi” che hanno raso al suolo la città. “400 Boys” è una metafora di come un nemico comune, come i ragazzi, possa unire l’umanità e persino superare aspre rivalità e anni di ostilità. Le bande mettono da parte i loro litigi e i rancori del passato e riescono a scacciare i ragazzi.
“400 Boys” ha anche qualcosa da dire sul potere dell’amore e dei legami umani. Solo unendosi le bande hanno avuto abbastanza potere, sia fisico che psichico, per sconfiggere i ragazzi. Solo dopo aver visto morire Croak, Slash è stato in grado di affrontare i ragazzi da solo.
Alla fine, l’amore di Slash per gli altri membri della sua banda gli ha dato il coraggio e la forza necessari per guardare negli occhi il “dio o ragazzo” e ucciderlo. Anche se la città è stata rasa al suolo, le bande di “400 Boys” sono riuscite a stringere legami autentici e a respingere gli invasori.
The Other Large Thing

I piani di Dingleberry Jones per dominare il mondo evidenziano quanto gli esseri umani si fidino di una tecnologia che forse non comprendono appieno
Alcuni episodi di Love, Death + Robot sono più comici di altri, ma anche “The Other Large Thing” ha un significato più profondo. “The Other Large Thing” è in gran parte una storia su come l’umanità sia troppo incline a fidarsi e ad affidarsi a cose che non comprende appieno, che si tratti di robot o gatti. Gli umani di Dingleberry Jones non avevano nemmeno iniziato a capire di cosa fosse capace Thumb Bringer, come dare fuoco al loro appartamento e chiuderli dentro a distanza, e non capivano la sete di dominio mondiale di Dingleberry Jones. Questa mancanza di comprensione è costata loro la vita e, presumibilmente, anche quella del resto dell’umanità.
Golgotha

Golgotha è una dura critica all’incapacità dell’umanità di agire come custode della Terra
Love, Death + Robots raramente usa mezzi termini, ma “Golgotha” è forse una delle sue critiche sociali più pungenti. Prendendo il nome dal luogo della crocifissione di Gesù Cristo, “Golgotha” segue padre Maguire (Rhys Darby) mentre entra in contatto per la prima volta con una razza aliena conosciuta come i Lupo. I Lupo credono che un delfino sia il loro messia e, dopo aver sentito come gli umani trattano i delfini e il mare, decidono di iniziare una crociata contro gli umani. Il messaggio principale di “Golgotha” è stato riassunto da Maguire: “Abbiamo fottuto tutto”. Non prendendosi cura della Terra e dei suoi animali, come i delfini, l’umanità ha fatto sì che i Lupo cercassero vendetta contro di noi.
Non riuscendo a prendersi cura della Terra e dei suoi animali, come i delfini, l’umanità ha fatto sì che i Lupo cercassero vendetta contro di noi.
“Golgotha” è ricco di simbolismo religioso, in particolare per i cristiani. Il suo riferimento più importante al cristianesimo è un insegnamento fondamentale di Gesù Cristo stesso: “fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te”. Questo insegnamento è raramente preso alla lettera e ancora più raramente applicato agli animali della Terra. “Golgotha” è l’eccezione. “Golgotha” pone il delfino come una figura simile a Gesù nei confronti dei Lupo e gli esseri umani come Ponzio Pilato, poi chiede al pubblico se i Lupo hanno ragione a iniziare una crociata contro gli assassini del loro messia. La risposta è abbastanza facile da capire dopo aver considerato le fuoriuscite di petrolio, i cambiamenti climatici e altri disastri naturali causati dall’uomo.
The Screaming of the Tyrannosaur

The Screaming of the Tyrannosaur è una storia sulle lotte di classe e sul potere collettivo degli oppressi
Sebbene Love, Death + Robots volume 4 abbia un cameo di Mr. Beast, non è lui il protagonista di “The Screaming of the Tyrannosaur”. Il protagonista è un gladiatore senza nome doppiato da Bai Ling. “The Screaming of the Tyrannosaur” è una storia su come il tirannosauro rex e il gladiatore, due creature costrette a combattere e morire per il divertimento degli altri, sfruttano il loro potere collettivo per trovare un briciolo di giustizia. Lavorando insieme, il gladiatore e il dinosauro sono riusciti a infliggere una dose di dolore e umiliazione alla classe dominante, che stava letteralmente bevendo il loro sangue.
Cosa c’è di meglio di un malvagio game master che prova un tale piacere nel sottoporre queste povere persone indifese a tutte queste prove? Mi sembrava proprio un episodio di Beast Games. Non so voi, ma io ho guardato quella serie e tante volte ho pensato: “Oh mio Dio, è così crudele”, quindi ho pensato che sarebbe stato perfetto per quel ruolo.
– Tim Miller, creatore di Love, Death + Robots, in un’intervista a ScreenRant.
“The Screaming of the Tyrannosaur” non è sottile nel suo commento sulla lotta di classe. Mr. Beast (un multimilionario nella vita reale) e il resto degli aristocratici sono ritratti come edonisti letteralmente assetati di sangue e spietati che desiderano solo divertirsi. I gladiatori sono messi l’uno contro l’altro proprio perché il loro potere collettivo è l’unica cosa che può minacciare i governanti. “The Screaming of the Tyrannosaur” è una storia di oppressione che si schiera chiaramente dalla parte degli oppressi, anche se questi muoiono nei momenti finali del cortometraggio.
How Zeke Got Religion

Il viaggio di Zeke è un viaggio di fede e credenza in un potere superiore
La fede e la religione sono temi ricorrenti in Love, Death + Robots volume 4, e sono stati rappresentati in modo ancora più chiaro in “How Zeke Got Religion”. Durante una missione aerea per sventare un piano nazista per evocare un demone, Zeke e il resto del suo equipaggio vengono attaccati nel loro bombardiere B-52 dal suddetto demone. Solo dopo aver scoperto che un crocifisso può ferirlo, Zeke uccide il demone e riconsidera il suo ateismo. “How Zeke Got Religion” è una metafora del difficile percorso verso il vero risveglio spirituale e religioso. Zeke ha combattuto un demone letterale prima di accettare la religione, ma il percorso della maggior parte delle persone è più sottile.
All’inizio del cortometraggio, Zeke mostra letteralmente il dito medio a Dio come segno del suo ateismo. Per sconfiggere il demone, tuttavia, Zeke ha dovuto riporre la sua fede nel potere del crocifisso, simbolo della fede cristiana, e credere che potesse danneggiare questa entità malvagia.
Zeke è stato letteralmente salvato dalla fede e la sua nuova convinzione lo ha aiutato a sconfiggere i suoi demoni. “How Zeke Got His Religion” utilizza l’iconografia cristiana, ma è una storia su come molte persone devono lottare con i propri “demoni” prima di accettare qualsiasi potere superiore in cui scelgono di credere.
Smart Appliances, Stupid Owners

Love, Death + Robots mette in evidenza i modi divertenti e assurdi in cui interagiamo quotidianamente con la tecnologia
Non tutti i cortometraggi di Love, Death + Robots parlano di profondi viaggi spirituali, e “Smart Appliances, Stupid Owners” lo dimostra. “Smart Appliances, Stupid Owners” è essenzialmente una lunga battuta su come spesso usiamo (o abusiamo) la tecnologia quotidiana in modi assurdi. A un livello leggermente più profondo, mette in evidenza alcune delle sciocchezze della nostra vita mondana e tecnologica. Ad esempio, un WC deve essere “intelligente”? Allo stesso modo, che senso ha uno spazzolino “intelligente” che non usiamo mai? Non c’è alcun invito all’azione, ma “Smart Appliances, Stupid Owners” mette in evidenza alcuni modi divertenti in cui interagiamo con il nostro mondo sempre più tecnologico.
For He Can Creep

For He Can Creep è sia un’ode ai gatti che un commento sul potere dell’amore
L’ultimo episodio del volume 4 di Love, Death + Robots, “For He Can Creep”, è una storia curiosa su Jeoffrey, un gatto, e il suo poeta, assediato da Satana, che vuole una poesia per porre fine al mondo. In sostanza, “For He Can Creep” è sia un’ode alle curiose creature che sono i gatti. “For He Can Creep” descrive i gatti come esseri antichi e divini, capaci di danneggiare persino il diavolo in persona, e nutre un profondo amore per tutto ciò che è felino. Considera i gatti come eroi dal cuore buono e adorabili che tengono a bada l’oscurità, in senso letterale e figurato.
Mentre Jeoffrey e il resto dei gatti combattono letteralmente contro il diavolo, il gatto del poeta combatte figurativamente contro i demoni che lo perseguitano.
Oltre alla sua visione favorevole dei gatti, “For He Can Creep” ha anche molto da dire sul potere dell’amore, in particolare l’amore per un buon animale domestico. Lo dimostra il poeta, che è rinchiuso in un manicomio. Mentre Jeoffrey e gli altri gatti combattono letteralmente contro il diavolo, il gatto del poeta combatte figurativamente contro i demoni che lo perseguitano. È chiaro come il sole negli ultimi versi del poeta: egli vede Jeoffrey come un amico e un confidente e crede che possa scacciare l’oscurità della sua malattia mentale. Love, Death + Robots volume 4 ha trovato una nota felice con cui concludersi.
Love, Death & Robots – Volume 2: trailer della serie di corti Netflix
Netflix Italia ha diffuso il trailer ufficiale di Love, Death & Robots – Volume 2, la seconda parte di raccolta di corti originali Netflix Love, Death & Robots. I corti debutteranno in streaming il 14 maggio 2021.
“Love, Death & Robots” è una collezione di racconti brevi animati che spazia tra i generi di fantascienza, fantasy, horror e commedia. Caratterizzati da narrazioni audaci, gli episodi sono ideati per essere facili da guardare ma difficili da dimenticare. Con la produzione esecutiva di David Fincher, Tim Miller, Jennifer Miller e Josh Donen, la serie riunisce animatori di prim’ordine e storie accattivanti in un’antologia di racconti brevi animati, la prima del suo genere, che non mancherà di regalare agli spettatori un’esperienza unica e intensa.
Love, Antosha: il trailer del documentario su Anton Yelchin
Chris Pine ha presenziato la celebrazione del decimo anniversario di Star Trek, in cui, ricordiamo, interpreta il Capitano Kirk. L’attore si è presentato domenica scorsa, 9 giugno, alla Hollywood Forever, per la proiezione speciale del film, ma in quell’occasione si è svolto un altro importante evento, la presentazione del trailer del documentario Lova, Antosha, dedicato ad Anton Yelchin.
Love, Antosha è un film documentario diretto e prodotto da Garret Price, incentrato sulla vita e la carriera del defunto attore Anton Yelchin, che era il co-protagonista con Chris in Star Trek. Il film è stato presentato in anteprima al Doc Sunder Film Festival nel 2019 e sarà distribuito da Lurker Productions a New York e Los Angeles il prossimo agosto.
Anton Yelchin si è spento il 19 luglio 2016, a causa di un incidente stradale, a soli 27 anni. La famiglia ha anche intentato una causa alla Fiat per la morte del giovanissimo attore. Attivo sin da piccolissimo, Anton ha partecipato a molti film, tra cinema indie e grandi blockbuster, tra cui Terminator Salvation e Star Trek.
Love Untangled, la spiegazione del finale
Originariamente intitolato “Gobaekui Yeoksa”, Love Untangled di Netflix è una commedia romantica sul passaggio all’età adulta che racconta la sfortunata vita sentimentale di una studentessa liceale. Il film coreano, ambientato nel 1998, è incentrato sulla diciannovenne Park Se-ri, che è in eterna lotta con i suoi capelli ricci e ribelli. Di conseguenza, quando decide di confessare i suoi sentimenti al ragazzo più popolare della scuola, Kim Hyeon, giura anche di trovare una soluzione definitiva per i suoi capelli. Fortunatamente per lei, il nuovo studente trasferitosi nella sua classe, Han Yun-seok, è proprio il figlio del proprietario di un salone di bellezza famoso per la sua abilità nel lavorare i capelli. Di conseguenza, Se-ri e le sue amiche finiscono inevitabilmente per fare amicizia con il nuovo studente distaccato, coinvolgendolo nelle loro disavventure quotidiane. Tuttavia, con l’avvicinarsi del momento della grande confessione della liceale, i suoi sentimenti iniziano a vacillare, costringendola a rivalutare tutto, dai suoi capelli ai segreti dell’amore. SPOILER IN ARRIVO!
La Trama di Love Untangled
Park Se-ri ha fatto molte confessioni d’amore nella sua vita, ma nessuna ha avuto particolare successo. Per lo stesso motivo, nel suo ultimo anno di liceo, decide di rinunciarvi per sempre. Tuttavia, la sua determinazione dura solo per un po’, soprattutto dopo un incontro casuale con il fantastico Kim Hyeon sulla spiaggia. Quando il ragazzo inizia a notare la sua presenza nei corridoi, l’adolescente non può fare a meno di diventare ottimista riguardo alle sue possibilità di trovare il vero amore. Tuttavia, il fatto che quasi tutte le altre ragazze della scuola abbiano le stesse illusioni non aiuta. Ciononostante, lei va nel suo posto segreto sulla spiaggia nella speranza di incontrare di nuovo Hyeon. Questa volta, invece della sua cotta, finisce per incrociare un altro ragazzo. Il loro primo incontro rimane caotico, poiché quest’ultimo rischia di annegare e Se-ri finisce per salvargli la vita trascinandolo sulla costa.
Il giorno dopo a scuola, Se-ri si rende conto che lo sconosciuto della spiaggia è Yun-seok, il nuovo studente trasferitosi, che è un anno più grande di tutti gli altri della classe. Dopo essere quasi annegato nell’oceano, il ragazzo sembra essersi fatto male alla gamba e deve camminare con le stampelle. Così, Se-ri e le sue amiche finiscono per aiutarlo con riluttanza, invitandolo inavvertitamente nel loro gruppo. Nello stesso periodo, Flintstone, l’unica ragazza della scuola con i capelli ricci come quelli di Se-ri, si presenta con i capelli lisci come spaghetti. Il suo segreto si rivela essere un trattamento lisciante speciale e costoso proveniente da Seul. Per coincidenza, la proprietaria di questo nuovo salone che offre il servizio non è altro che la madre di Yun-seok. Di conseguenza, Se-ri escogita un piano per guadagnarsi la permanente in cambio dell’aiuto a Yun-seok, offrendogli la sua amicizia e compagnia.
Anche se Yun-seok tende ad essere un po’ riservato e distratto, si integra rapidamente nel gruppo di amici di Se-ri. Riesce persino a ottenere un invito aperto al nascondiglio segreto della ragazza: il magazzino di suo padre, pieno di innumerevoli fumetti e attrezzature fotografiche. Inevitabilmente, come gli altri suoi amici, anche lui viene coinvolto nell’aiutarla a orchestrare il piano perfetto per confessare il suo amore a Hyeon. Alla fine, mentre la sua classe si prepara per la gita di fine anno, Se-ri ha tutto pronto, compresi i suoi capelli ora lisci e setosi. Tuttavia, quando arriva il momento e si trova di fronte a Hyeon, si rende conto di aver avuto un’idea sbagliata per tutto questo tempo. Nel tentativo di cambiare se stessa per diventare degna di Hyeon, Se-ri si è in qualche modo innamorata di Yun-seok, che sembra apprezzarla sinceramente per quello che è.
In seguito, ci vuole un po’ di tempo perché i due adolescenti arrivino alla stessa conclusione. Inizialmente, Yun-seok continua a evitare Se-ri, ma questo cambia rapidamente quando si rende conto che lei non è più interessata a Hyeon. D’altra parte, quest’ultimo continua a interrogarsi sui sentimenti della sua amica, soprattutto quando lui continua a fare di tutto per soddisfare ogni suo capriccio e renderla felice. Alla fine, i due finiscono per tornare senza meta alla spiaggia dove si sono incontrati per la prima volta. Lì, Yun-seok rivela finalmente quanto Se-ri abbia cambiato drasticamente la sua vita, portando speranza e felicità nelle sue giornate. Così, l’amicizia dei due si trasforma senza soluzione di continuità in qualcosa di più quando iniziano a frequentarsi. Tuttavia, quando il passato di Yun-seok lo raggiunge sotto forma del padre violento, le cose sfuggono rapidamente di mano. Alla fine, le strade della coppia finiscono per divergere sulla scia di una rottura devastante.
Finale di Love Untangled: Se-ri e Yun-seok tornano insieme?
Dopo l’arco narrativo che li vede passare da amici ad amanti, la storia d’amore di Se-ri e Yun-seok attraversa un periodo particolarmente difficile. I primi passi della coppia nel mondo degli appuntamenti rimangono magici, poiché le loro routine sono già intrecciate in modo intricato. La loro amicizia preesistente rafforza il loro legame, formando una base affidabile per la loro nuova relazione. A differenza della sua cotta per Hyeon, i sentimenti di Se-ri per Yun-seok sono più profondi di una semplice attrazione superficiale. Allo stesso modo, l’affetto del ragazzo per lei gli viene naturale, poiché non ha mai cercato di nasconderlo prima. Tuttavia, mentre il funzionamento interno della loro relazione rimane senza complicazioni, lo stesso non si può dire delle forze esterne che influenzano le loro vite. Per lo stesso motivo, dopo alcuni mesi di frequentazione frenetica, Se-ri finisce per rompere con Yun-seok al telefono mentre quest’ultimo si trova a Seul, dove sua madre è stata ricoverata in ospedale.
Così, nel bene e nel male, le strade della coppia si dividono. In seguito, Se-ri si diploma al liceo e intraprende nuove avventure all’università, dove studia sport acquatici. Anche se non ha più contatti con il suo ormai ex fidanzato, rimane in stretto contatto con i suoi compagni di liceo, che sono tutti consapevoli della sua sfortuna in amore. Tuttavia, la incoraggiano a non rinunciare all’amore e le organizzano persino un appuntamento al buio. È evidente che Se-ri ha perso il suo lato romantico da quando ha rotto con Yun-seok. Nonostante ciò, accetta di dare una possibilità all’appuntamento, almeno all’inizio. Tuttavia, inevitabilmente cambia idea e finisce per lasciare il bar prima che il ragazzo arrivi. Tuttavia, mentre è in spiaggia, il suo appuntamento al buio la contatta tramite messaggi e una telefonata.
Inizialmente, la perseveranza del suo appuntamento infastidisce Se-ri, che è portata a trarre conclusioni affrettate. Tuttavia, tutte le sue supposizioni si rivelano errate quando capisce chi è realmente il suo appuntamento al buio. Con una svolta sorprendente, l’uomo dall’altra parte del telefono, che ora è in piedi davanti a Se-ri, è Yun-seok. Nonostante la loro brutale rottura e tutto il tempo trascorso lontani, il ragazzo non ha mai dimenticato il suo primo amore. Infatti, come rivela attraverso un grande barattolo di uova di gru origami, piegate in memoria di Se-ri, Yun-seok non ha mai smesso di pensare a lei. Così, tornati sulla spiaggia, che ha significato così tanto per la coppia nel corso degli anni, trovano finalmente la strada per tornare insieme, disposti a dare una seconda possibilità al loro amore.
Se-ri impara ad amare i suoi capelli ricci?
Un aspetto degno di nota della narrazione di Se-ri rimane legato al suo complicato rapporto con i suoi capelli. Gli standard di bellezza dell’epoca e della sua città costringono la ragazza a crescere detestando i suoi riccioli. Il fatto che la sua gemella perfetta, Hye-ri, abbia i capelli lisci come spaghetti non aiuta di certo. Per lo stesso motivo, interiorizza la retorica secondo cui deve sbarazzarsi dei suoi ricci per essere desiderabile e ricercata. Diventa quindi ossessionata dall’idea di lisciare definitivamente i capelli nel salone della madre di Yun-seok prima di confessare i suoi sentimenti a Hyeon. Tuttavia, mentre continua a inseguire questa versione irrealistica e idealizzata di se stessa, che può essere degna del ragazzo più popolare della scuola, sullo sfondo si sviluppa una storia d’amore più morbida e graduale.
Durante la loro amicizia, Yun-seok continua a mostrare il suo amore e affetto per Se-ri indipendentemente dallo stato dei suoi capelli. Spesso è confuso sul motivo per cui lei sia così desiderosa di cambiare i suoi ricci e insiste che gli piacciono i suoi capelli così come sono. Allo stesso tempo, continua anche ad amarla e ad accettarla per ogni altro aspetto della sua personalità. Gli piace il carattere più esuberante di Se-ri e la sostiene persino nel suo tentativo di impressionare Hyeon. Di conseguenza, dimostrandole che merita di essere amata senza cambiare nulla di sé stessa, Yun-seok svolge un ruolo cruciale nel suo percorso verso l’amore per se stessa. Per lo stesso motivo, Se-ri accetta i suoi capelli naturali dopo la loro rottura. Alla fine della storia, una volta che la liceale è diventata una studentessa universitaria, accetta completamente i suoi capelli ricci, senza più cercare di domarli o nasconderli.
Perché Se-ri ha rotto con Yun-seok? Lui si trasferisce in America?
La relazione tra Se-ri e Yun-seok affronta una complicazione importante quando quest’ultimo deve tornare a Seul dopo che sua madre ha avuto un’emergenza medica. Il passato della famiglia Han prima dell’arrivo a Busan è sempre stato un mistero. Il ragazzo e sua madre sembrano essere soli, senza altri familiari. Inoltre, la turbolenta vita accademica del ragazzo, nonostante la sua evidente intelligenza, dipinge un quadro curioso. Alla fine, tutto diventa chiaro: alcuni giorni dopo la partenza di Yun-seok e il suo continuo silenzio radio, Se-ri viene a sapere che il salone di sua madre sta chiudendo. Il fatto che né Yun-seok né sua madre siano direttamente coinvolti nella vendita della loro casa a Busan sembra naturalmente sospetto alla ragazza.
Pertanto, ricordando i pettegolezzi del vicinato, Se-ri capisce che l’improvvisa partenza del suo ragazzo dalla città deve avere qualcosa a che fare con suo padre. Anche se non sa quasi nulla di quest’uomo, ha sentito voci su quanto fosse violento con sua moglie e suo figlio. Secondo quanto si dice, è geloso della professione di Jang-mi e maltratta regolarmente Yun-seok per i suoi studi. In realtà, è lui il motivo per cui il ragazzo aveva inizialmente deciso di non sostenere gli esami CSAT. Una volta che Se-ri collega il rapporto difficile di Yun-seok con suo padre all’improvvisa emergenza medica di sua madre a Seul, la verità viene inevitabilmente alla luce. Così, senza preamboli, raccoglie i suoi ultimi risparmi e sale su un treno per Seul.
L’istinto porta Se-ri all’ospedale, dove si dice che il padre di Yun-seok sia un medico. Qui trova il suo ragazzo seduto accanto al letto di sua madre. Per coincidenza, riesce a origliare la loro conversazione sul trasferimento in America per sfuggire agli abusi incessanti del padre. Tuttavia, nonostante l’insistenza della zia sul trasferimento, Yun-seok rimane riluttante ad andarsene. Vuole invece tornare alla vita che aveva a Busan. Se-ri sa che il suo ragazzo era in una situazione difficile prima di incontrarla. Infatti, stava pensando al suicidio nel fatidico giorno in cui i due si sono incontrati sulla spiaggia. Pertanto, capisce quanto sia difficile per lui scegliere tra Busan e l’America. Allo stesso tempo, sa anche che una delle due opzioni è leggermente più sicura per lui e sua madre. Per lo stesso motivo, invece di rivelargli la sua presenza, Se-ri decide di lasciargli un messaggio da una cabina telefonica vicina, ponendo fine alla loro relazione. Così facendo, spezza il cuore di entrambi, ma si assicura che l’amore della sua vita possa rimanere al sicuro, lontano dagli abusi di suo padre.
Come ha fatto Yun-Seok a ritrovare Se-ri?
Sebbene il ricongiungimento di Se-ri e Yun-seok sia una conclusione commovente della loro storia, non si può fare a meno di chiedersi come quest’ultimo sia riuscito a ritrovare la sua fidanzata del liceo. Anche se non viene specificato il periodo di tempo trascorso tra la loro rottura e il loro ricongiungimento, è evidente che è passato almeno un anno dai tempi del liceo. In quel periodo, Se-ri ha iniziato l’università, fiduciosa nella sua passione per il nuoto e gli sport acquatici. Tuttavia, mentre lei sembra essersi adattata alla sua nuova vita, i suoi amici continuano a percepire il suo entusiasmo e la sua gioia di vivere ormai offuscati. Capiscono che lei ha ancora il cuore spezzato per come sono finite le cose tra lei e Yun-seok.
Nel frattempo, anche Yun-seok è ancora affranto per la fine della loro relazione. La fatidica notte della loro rottura, Se-ri gli ha lasciato un messaggio dicendogli che, dopo aver riflettuto a fondo, si era resa conto di non provare più nulla per lui. Il messaggio è brutale e schietto, inteso a dare al ragazzo la spinta finale per tagliare i ponti con Busan. Tuttavia, prima di inviare questo messaggio, Se-ri ne ha registrato un altro in cui rivelava quanto le mancasse terribilmente il ragazzo. Anche se ha interrotto la chiamata, la cabina telefonica ha finito per inviare il messaggio vocale a Yun-seok. Di conseguenza, per tutto questo tempo, lui ha saputo del sacrificio che Se-ri aveva fatto, barattando la sua felicità per il suo futuro sicuro. Pertanto, quando arriva il momento, quando il pericolo rappresentato da suo padre non incombe più su Yun-seok, lui contatta i suoi vecchi compagni di liceo, Baek Seong-rae e le ragazze, che alla fine lo aiutano a tornare da Se-ri.
Love Untangled è una storia vera? La Garam High School esiste davvero?
La commedia romantica coreana di Netflix Love Untangled (il cui titolo originale è “Gobaekui Yeoksa”) racconta la storia commovente di un’adolescente e della sua vena romantica. Park Se-ri è sempre stata alla ricerca del vero amore. Tuttavia, ha collezionato solo una serie di tentativi falliti. Ma questa volta è determinata a cambiare le cose quando Kim Hyeon, il ragazzo più affascinante della scuola, attira la sua attenzione. Di conseguenza, chiede aiuto alle sue amiche per preparare il terreno per una confessione magica.
Allo stesso tempo, lavora alla sua missione personale di trovare un modo per domare i suoi capelli perennemente ricci, che sono stati fonte di complessi per tutta la vita. Tuttavia, lungo il percorso accade qualcosa di inaspettato quando Se-ri stringe amicizia con Han Yun-seok, lo studente trasferitosi da Seul, distaccato e cinico. Il regista Sun Namkoong racconta la storia di una romantica storia d’amore che sicuramente toccherà il cuore nostalgico degli spettatori attraverso temi universali legati al passaggio all’età adulta.
Love Untangled è una storia di fantasia sull’amore adolescenziale e l’accettazione di sé
“Love Untangled” è una storia di fantasia che attinge a elementi realistici dell’adolescenza per portare sullo schermo personaggi con cui è facile identificarsi. Scritto dagli sceneggiatori Ji Chun-hee e Wang Du-ri, il film ha come protagonista Park Se-ri, una giovane donna afflitta da idee romantiche senza speranza e da insicurezze di lunga data su se stessa.
Di conseguenza, la sua storia, ricca di commedia, romanticismo e temi di scoperta di sé, presenta una narrazione con cui molti potranno facilmente identificarsi. In particolare, il complicato rapporto di Se-ri con i suoi capelli ricci diventa un aspetto cruciale della sua caratterizzazione. Ambientato alla fine degli anni ’90, il film attinge agli standard di bellezza ristretti e rigidi dell’epoca, in particolare per quanto riguarda i capelli lisci come spaghetti nella cultura. In quanto tale, la permanente magica coreana rimane parte integrante della narrazione.
Si dice che la permanente coreana Magic Straight Perm, un trattamento di stiratura permanente dei capelli, abbia raggiunto la notorietà negli anni ’90, quando è entrata nel mainstream culturale. Da allora, è diventata una tecnica di stiratura dei capelli molto popolare, utilizzata da molte persone per domare i propri capelli naturalmente ricci.
Nel film, Se-ri interpreta il ruolo di una ragazza di 19 anni con i capelli ricci che desidera disperatamente adattarsi allo standard e acquisire sicurezza nella sua sfortunata vita sentimentale. Tuttavia, nel processo di ricerca dello standard di bellezza, finisce per scoprire un amore vero che supera le insicurezze superficiali. Di conseguenza, data l’universalità delle insicurezze e dei dubbi su se stessi che si riscontrano nell’adolescenza e oltre, la storia della protagonista rimane autenticamente riconoscibile.
In una conferenza stampa, la regista Sun Namkoong ha condiviso la natura dell’approccio del film a questo aspetto della narrazione di Se-ri e ha detto: “La condizione dei suoi capelli (di Se-ri), che lei non può controllare, è il suo più grande complesso e l’origine del suo dolore”. Ha poi aggiunto: “Ho pensato che potessimo almeno sollevare la questione se lei abbia davvero bisogno di cambiarli”.
In alternativa, l’attenzione del film sull’amore adolescenziale e il suo impatto trasformativo sugli individui cerca anche di dare un senso di realismo. Invece di una relazione iper-romantizzata e idealizzata, la storia si concentra in realtà su un amore realistico e graduale che si trova nei luoghi più inaspettati ma confortanti. Così, anche senza un collegamento con la vita reale, la storia immaginaria di Se-ri riesce a colpire alcuni punti realistici.
La Garam High School è un istituto fittizio
Proprio come il film stesso, anche la sua location centrale, la Garam High School, rimane un’opera di finzione. Tuttavia, i fan potrebbero trovare istituti scolastici con un nome simile. Ad esempio, un istituto con lo stesso nome esiste nel webtoon “Tiki-Taka” di Hahayeong. I due luoghi condividono alcune notevoli somiglianze, come i colori, l’ambiente misto e lo status scolastico generale.
Tuttavia, quest’ultima non ha alcun collegamento diretto con la scuola di Se-ri in “Love Untangled”. Pertanto, la scuola superiore sullo schermo rimane confinata all’interno dei limiti fittizi del film. Tuttavia, nonostante la sua finzione, il luogo conserva un notevole senso di realismo. La narrazione di Se-ri cerca sempre di essere autentica, in modo da suscitare la nostalgia del pubblico.
Di conseguenza, la Garam High School di Busan rimane disseminata di elementi che identificano un’esperienza scolastica facilmente riconoscibile. Così, insegnanti di classe scontrosi ma in fondo amichevoli, partite di dodgeball competitive e ricche di drammi, superstizioni intrecciate con storie d’amore e altri elementi riconoscibili caratterizzano l’identità della scuola fittizia.
Inoltre, le sfumature che caratterizzano il rapporto di Se-ri con i suoi amici, tra cui il suo compagno di banco Baek Seong-rae e la sua rivale Ko In-jeong, aggiungono ulteriore realismo al luogo. In definitiva, questi elementi narrativi e visivi finiscono per circondare la Garam High School di un’aria di realismo. Tuttavia, la scuola stessa non ha corrispondenti diretti nella vita reale.
Love to hate you: recensione della nuova serie Netflix
Approda sulla nota piattaforma streaming statunitense un nuovissimo k-drama, Love to hate you. Si tratta di una serie formata al momento da una sola stagione di dieci episodi, ognuno di circa sessanta minuti. Diretta dal regista sudcoreano Kim Jung-kwon, e scritta da Choi Soo-young, Love to hate you è stata prodotta dalla casa di produzione asiatica Binge Works. Nel cast si ritrovano figure abbastanza affermate nel cinema nazionale: Kim Ok-vin, una nota attrice nel panorama sudcoreana, vincitrice al Sitges film festival ed agli MBC film awards, interpreta Yeoh Mir-an. Ritroviamo Kim Chi-Hun (Decision to leave), un attore sudcoreano emergente anche a livello internazionale, nel ruolo del protagonista maschile Nam Kang-ho.
Love to hate you: un rapporto amore-odio
Yeoh Mir-an è una giovane avvocatessa di Seul, uno spirito libero e femminista. Abbandona la casa dei suoi genitori, contro il volere del padre, per essere più indipendente e vivere con l’amica Shin Na-eun. Avendo avuto dei problemi nel vecchio studio in cui lavorava, Mir-an viene assunta alla Gilmu: si tratta di un prestigioso studio legale che si occupa delle pratiche legali degli attori, in cui vengono solitamente assunti solo uomini.
Contemporaneamente, Mir-an ascolta per caso una conversazione tra Nam Kang-ho, star del cinema, ed il suo manager, in cui il primo esprime tutte le sue critiche nei confronti del gnere femminile, visto solo come manipolatore, superficiale ed opportunista. I pregiudizi di Mir-an derivanti da queste affermazioni la porteranno a crearsi un’idea particolarmente negativa dell’attore, tanto da volerlo in qualche modo punire o smascherare. Essendo Kang-ho cliente della Gilmu, i due inizieranno a lavorare insieme, sempre più a stretto contatto: Mir-an avrà la possibilità di conoscere il giovane meglio e di poter scoprire la verità sul suo conto.
Una colorata commedia romantica
Love to hate you è caratterizzata da una particolare allegria e comicità che percorre tutti gli episodi; anche momenti più drammatici tendono in alcuni casi ad essere sdrammatizzati in vari modi. Interessante è, ad esempio, la presenza di disegni in stile fumetto in alcune delle scene clou della serie, come i cuoricini durante i baci tra i personaggi. Altro elemento che tende a dare una certa tinta di colore è la musica: durante tutti gli episodi sono presenti canzoni come background musicale appartenenti al genere k pop, molto simili come melodia ai brani della nota band coreana BTS.
Dal punto di vista tematico, in love to hate you emergono, attraverso alcuni dettagli, alcuni particolari della cultura sudcoreana, primo fra tutti, la concezione della donna. Viene presentata la società come ancora fortemente patriarcale; a fianco di questa concezione sociale, si accostano anche alcune tradizioni tipiche, ad esempio il consumo di liquori tipici, come il Soju, affiancati sempre da alcuni piatti tipici. Dalla serie emerge anche una certa chiusura mentale ed austerità riguardo al tema del nudo e della sessualità. Mentre in moltissimi film e serie occidentali sono presenti, se non addirittura frequenti, scene di nudo anche solo parziale, in Love to hate you l’unica scena in cui sarebbero risultati visibili i seni del personaggio di Yeoh Mir-an viene censurata, o più precisamente potremmo dire pixellata.
Yeoh Mir-an: l’eroina di una società patriarcale
Un fattore focale in Love to hate you è la contrapposizione tra la protagonista Mir-an e la società sudcoreana. Lei è una figura molto indipendente, forte e combattiva; vive la sua vita amorosa e sessuale in maniera molto flessibile, frequentando moltissimi ragazzi, molti per poi finire per punirli in qualche modo. Grazie alla sua velocità ed alla sua conoscenza di numerose arti marziali, combatte contro ladri, molestatori e uomini ingiusti per riportare la giustizia. La società, rappresentata da figure come suo padre, non riesce a vederla per quello che è, ma solo come una donna sbagliata, che non rispetta le regole della società e del buon costume.
In questa società fortemente patriarcale la donna è vista solo come un essere fragile, emotivo e superficiale, destinata in fin dei conti solo per il matrimonio. Lo afferma lo stesso Kang-ho: anche le donne che lavorano lo fanno solo per aumentare il loro “potenziale” in vista di un matrimonio. Un altro caso in cui si esterna la chiusura mentale della società sudcoreana è il dilagarsi di forti pregiudizi verso la figura di Mir-an solamente per aver frequentato più uomini, e quindi vista come non degna di affiancarsi a Kang-ho.
Love the Coopers: il trailer della commedia di Natale
Winter is coming, anche
se non si direbbe in questi giorni ancora estivi. Lionsgate,
in collaborazione con CBS Films, ha infatti diffuso online il primo
scoppiettante trailer di Love the
Coopers, commedia corale natalizia che uscirà nelle
sale americane il 13 novembre.
Il film, diretto da Jesse Nelson, racconta la movimentata vigilia di Natale della famiglia Cooper, quando visitatori inaspettati e una serie di eventi imprevisti porteranno le quattro generazioni riunite a riscoprire l’autentico spirito delle feste e il valore dei legami familiari. Il cast è a dir poco promettente, essendo composto da Diane Keaton, John Goodman, Olivia Wilde, Ed Helms, Amanda Seyfried, Marisa Tomei, Alan Arkin, Jake Lacy e Anthony Mackie. A Steve Martin è affidato il ruolo di voce narrante.
Ecco il trailer:
Fonte: Collider
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, storia vera: quanto è accurata la serie Disney+?
La miniserie di Ryan Murphy, Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, racconta la storia vera della relazione tra i due protagonisti del titolo. La serie limitata, primo capitolo dell’antologia Love Story di Ryan Murphy, esplora il rapporto tra John F. Kennedy Jr. (interpretato da Paul Anthony Kelly) — figlio del presidente John F. Kennedy e della first lady Jackie Kennedy — e Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon).
La serie in nove episodi mostra come JFK Jr. sia passato da una relazione altalenante con l’attrice Daryl Hannah (Dree Hemingway) a innamorarsi gradualmente di Bessette, allora giovane collaboratrice di Calvin Klein, dopo averla conosciuta tramite il suo influente capo.
Oltre alla storia d’amore travolgente tra JFK Jr. e Bessette, la serie offre scorci del suo rapporto complesso con la madre Jackie (Naomi Watts) e con la sorella Caroline Kennedy (Grace Gummer).
Love Story, che ha debuttato con i primi tre episodi il 12 febbraio, si ispira al libro di Elizabeth Beller, Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy. Sebbene diversi elementi della serie siano fedeli alla realtà, altri sono stati enfatizzati o modificati per esigenze narrative.
Ecco cosa è reale e cosa è romanzato in Love Story!
JFK Jr. ebbe davvero un breve “flirt” con Madonna
Sebbene la serie si concentri soprattutto sulla relazione con Bessette, non evita di mostrare la vita sentimentale precedente di JFK Jr. In una scena, un amico menziona casualmente un suo coinvolgimento con Madonna. Il riferimento allude alle sue relazioni della fine degli anni ’80, che includevano effettivamente Madonna.
Nel libro JFK Jr.: An Intimate Oral Biography, l’amico Robert Littell afferma: “Madonna fu solo un flirt. Nulla di più. A malapena un flirt.” RoseMarie Terenzio, assistente di JFK Jr. e coautrice insieme a Liz McNeil di An Intimate Oral Biography, ha raccontato che JFK Jr. voleva Madonna sulla copertina della sua rivista politica George travestita da sua madre. La cantante, però, rifiutò con un fax ironico.
Oltre a Madonna, JFK Jr. fu legato sentimentalmente anche a Julie Baker e a Daryl Hannah, con cui ebbe una relazione intermittente dal 1988 al 1994. La serie accelera questi alti e bassi per concentrarsi maggiormente sulla storia con Bessette.
L’incontro tra JFK Jr. e Bessette: Calvin Klein o una raccolta fondi?
Nella serie, Calvin Klein presenta Bessette a JFK Jr. durante un evento benefico per la foresta amazzonica nel 1992, e tra i due scatta subito la scintilla.
Nella realtà, le versioni divergono. Secondo Elizabeth Beller, si conobbero nel 1992 mentre JFK Jr. si stava facendo confezionare un abito da Calvin Klein. Altre fonti, invece, sostengono che si incontrarono proprio a una raccolta fondi.
Il produttore esecutivo Brad Simpson ha dichiarato che, di fronte a narrazioni contrastanti, la produzione ha scelto la versione più diffusa: quella dell’incontro all’evento benefico.
Jackie Kennedy non detestava Daryl Hannah come suggerisce la serie
Nei primi episodi, la serie mostra tensioni tra JFK Jr. e Daryl Hannah, in particolare per la presunta antipatia di Jackie nei confronti dell’attrice. In una scena intensa, Hannah si presenta a cena nell’appartamento newyorkese di Jackie con Caroline e il marito Edwin Schlossberg. Jackie, però, non si presenta, e Hannah interpreta l’episodio come un segnale di ostilità.
Hannah suggerisce persino che Jackie la disprezzasse perché le ricordava Marilyn Monroe, con cui JFK avrebbe avuto una relazione. Secondo diverse testimonianze, Jackie non approvava la relazione, ma l’astio mostrato nella serie sembra essere stato accentuato per esigenze drammatiche. L’autore Randy Taraborrelli, nel libro The Kennedy Heirs, ha scritto che Jackie non era favorevole, ma non nutriva un vero odio.
JFK Jr. trasportò davvero le ceneri del cane di Daryl Hannah
Un momento toccante della serie mostra JFK Jr. perdere il cane di Hannah, investito da un’auto a New York. Nella realtà, l’episodio accadde davvero (a Central Park, non a Tribeca), e JFK Jr. volò a Los Angeles con le ceneri dell’animale per il funerale.
Secondo quanto riportato in An Intimate Oral Biography, l’amico Sasha Chermayeff raccontò che JFK Jr. fu risentito per aver dovuto partire mentre la madre stava peggiorando a causa del cancro.
La marijuana trovata a Hyannis Port
Nel terzo episodio, dopo la morte di Jackie per linfoma non-Hodgkin nel maggio 1994, emerge un ricordo legato alla scoperta di piante di marijuana nella proprietà di famiglia a Hyannis Port.
Nella realtà, il Servizio Segreto e la polizia del Massachusetts trovarono effettivamente marijuana nel complesso. Tuttavia, secondo il libro White House by the Sea: A Century of the Kennedys at Hyannis Port di Kate Storey, Caroline e JFK Jr. erano troppo giovani per esserne responsabili.
JFK Jr. e Bessette erano davvero in crisi prima della morte?
La serie si apre con gli ultimi momenti della coppia prima del volo verso il matrimonio a Hyannis Port. JFK Jr., Bessette e la sorella di lei, Lauren, morirono in un incidente aereo nell’Atlantico il 16 luglio 1999. La serie suggerisce che fossero in un momento critico del matrimonio e forse separati. Le testimonianze reali, però, sono contrastanti.
Elizabeth Beller scrive che una settimana dopo il 4 luglio 1999 JFK Jr. disse ad alcuni amici che si stavano separando, ma altri sostenevano che apparissero felici insieme anche pochi giorni prima. Secondo Carole Radziwill, parlare di matrimonio “allo sfascio” è inesatto. Anche Taraborrelli ha dichiarato che stavano lavorando sulla relazione e credevano di avere tutto il tempo per sistemare le cose.
Nel libro America’s Reluctant Prince: The Life of John F. Kennedy Jr., Steve Gillon conclude: “Se qualcuno dice di sapere cosa sarebbe successo a quella relazione, mente. John e Carolyn non lo sapevano.”
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, il recap completo e la spiegazione del finale
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette di Ryan Murphy è una serie costruita su un paradosso narrativo: rivela il suo finale fin dall’inizio e, nonostante ciò, riesce a mantenere intatta — e anzi amplificare — la sua potenza emotiva. Presentata come una miniserie di nove episodi, rappresenta una delle iterazioni più intime e dolorose del progetto American Story, spostando il focus dalla dimensione storica o politica a quella profondamente personale.
Creata da Connor Hines e ispirata alla biografia di Elizabeth Beller, la serie ricostruisce la relazione tra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette, trasformandola da mito mediatico a tragedia umana. Il cuore del racconto non è tanto la dinastia Kennedy quanto il tentativo, destinato al fallimento, di preservare un amore privato sotto la pressione costante dello sguardo pubblico.
Le interpretazioni centrali contribuiscono a questo approccio: Carolyn è ritratta come una figura complessa, indipendente e progressivamente erosa, mentre John incarna il fascino e il peso di un’identità ereditata. La serie si configura così come uno studio sulla collisione tra identità individuale e narrazione collettiva.
L’apertura
La scena iniziale stabilisce immediatamente il tono e il destino della storia. È il 16 luglio 1999, giorno della tragedia. Carolyn è nascosta in un salone per unghie a Manhattan, circondata da paparazzi. La sua figura appare già trasformata: non più la donna sicura e luminosa che conosceremo, ma una presenza contratta, consumata.
Quando raggiunge John alla pista d’atterraggio, la tensione tra loro è evidente, anche se mitigata da gesti di affetto: scuse, parole d’amore, un bacio. La presenza della sorella Lauren introduce un ulteriore elemento di osservazione, quasi come se fosse testimone di un momento già segnato.
La partenza del Piper Saratoga chiude il prologo con una consapevolezza inevitabile: lo spettatore sa che quell’aereo non arriverà mai. Questo dispositivo narrativo trasforma ogni evento successivo in qualcosa di intrinsecamente tragico. Non c’è suspense su cosa accadrà, ma su come e perché.
Episodi 1–3: costruzione dei mondi
La narrazione torna al 1992 per costruire separatamente i due protagonisti prima del loro incontro.
Il mondo di John è definito dal privilegio e dalla pressione. È visto come un “principe” moderno, costantemente osservato e giudicato. Il suo desiderio di normalità si scontra con l’impossibilità di sfuggire al proprio cognome. I fallimenti professionali e le aspettative materne evidenziano una tensione interna: il bisogno di autonomia contro il peso della tradizione.
La figura materna svolge un ruolo chiave, anticipando il destino della relazione: chi entra nella famiglia Kennedy perde inevitabilmente centralità, diventando orbitale rispetto a un sistema già definito.
Parallelamente, la sua relazione con Daryl Hannah mostra una dinamica di debolezza emotiva: incapacità di chiudere, ciclicità, dipendenza da schemi disfunzionali.
Il mondo di Carolyn è invece quello dell’autodeterminazione. Lavora nella moda, costruisce la propria identità con disciplina e intelligenza, e mantiene una distanza emotiva dagli uomini. Il suo approccio è pragmatico: proteggere sé stessa evitando coinvolgimenti eccessivi.
Il contrasto tra i due mondi è netto: uno dominato dalla visibilità e dall’eredità, l’altro dall’autonomia e dal controllo.
L’incontro avviene in modo apparentemente casuale ma carico di tensione. John è subito attratto, Carolyn invece mantiene il controllo. Il loro primo contatto è già segnato da un disequilibrio: lui insiste, lei stabilisce le regole.
Il primo avvicinamento viene però interrotto, sia dalla consapevolezza di Carolyn sia dal ritorno di dinamiche passate di John. Questo rafforza il tema della diffidenza e della vulnerabilità.
La morte di Jacqueline Kennedy Onassis rappresenta il vero punto di svolta. La perdita materna rompe la struttura emotiva di John e lo porta, per la prima volta, a cercare conforto autentico. Il fatto che si rivolga a Carolyn e non ad altri segna l’inizio reale della loro relazione.
La notte trascorsa insieme non è solo un evento romantico, ma un atto di apertura reciproca: è lì che il rapporto passa da possibilità a necessità.
Episodio 4: crepe
iniziali
Il quarto episodio accelera il rapporto ma introduce anche i primi segnali di disintegrazione.
La relazione segreta crea uno spazio di intimità, fatto di piccoli gesti e complicità, ma allo stesso tempo evidenzia la necessità di nascondersi. Questa doppia natura — privata ma sotto minaccia — definisce tutta la loro storia.
L’ingresso di Carolyn nel mondo sociale di John segna un momento critico. L’incomprensione da parte degli amici e l’ostilità implicita mostrano come il sistema Kennedy non sia neutrale: giudica, classifica, respinge.
Il disastro del compleanno rafforza questo isolamento. Carolyn viene esposta senza preparazione e lasciata sola, simbolicamente abbandonata all’interno di un ambiente che non la riconosce.
La lettera anonima rappresenta un attacco diretto e sistemico. Non è solo un conflitto di coppia, ma un sabotaggio interno. La reazione di John — dubitare — rivela una frattura fondamentale: l’incapacità di proteggerla.
La riconciliazione avviene, ma il danno è fatto. L’ingresso definitivo dei media segna un punto di non ritorno: la loro relazione diventa pubblica e quindi vulnerabile.
Episodi 5–6: consolidamento e perdita
La fase centrale della serie mostra il tentativo di stabilizzare la relazione, ma anche il progressivo sacrificio dell’identità di Carolyn. La proposta di matrimonio è consapevole ma inevitabile. Carolyn accetta non per ingenuità, ma nonostante la consapevolezza dei rischi.
Le tensioni pubbliche e private si intensificano, dimostrando che l’amore non riesce a compensare la pressione esterna. Le preoccupazioni familiari evidenziano che il problema non è solo interno alla coppia, ma strutturale. Il matrimonio segreto rappresenta un momento sospeso: un tentativo di creare uno spazio protetto. Tuttavia, è solo temporaneo. Anche nel momento più intimo, la minaccia esterna è presente.
Episodi 7–8: disintegrazione
La parte finale della serie mostra la completa erosione della relazione. Carolyn diventa irriconoscibile: da soggetto attivo a oggetto osservato. La sua vita è interamente mediata dallo sguardo altrui. Ogni gesto viene interpretato, ogni scelta giudicata. Il parallelo con altre figure pubbliche rafforza il tema della perdita di identità all’interno di sistemi istituzionali e mediatici.
La distanza tra John e Carolyn diventa insormontabile. Lui è adattato alla pressione, lei ne è schiacciata. Questa differenza non è colpa di nessuno, ma rende la relazione insostenibile. Nell’episodio “Exit Strategy”, Carolyn cerca una via d’uscita, ma le opzioni sono limitate. Il conflitto sul futuro evidenzia una incompatibilità strutturale: non tra loro come individui, ma tra loro e il contesto. John, al contrario, è sempre più legato al proprio destino pubblico. Questo crea una divergenza irreversibile.
Il finale
Il ritorno al 16 luglio 1999 chiude il cerchio narrativo. Ora ogni gesto iniziale assume un nuovo significato: la stanchezza di Carolyn, la tensione tra loro, il bisogno di riconciliazione. Non è solo un momento isolato, ma la sintesi di anni di pressione. Il volo rappresenta l’ultimo spazio condiviso. Le condizioni sfavorevoli e l’inesperienza di John introducono la dimensione fattuale della tragedia.
La scelta di non mostrare l’incidente enfatizza l’aspetto emotivo piuttosto che spettacolare. Il focus resta sui momenti precedenti: le parole, il contatto, la presenza reciproca. La scomparsa dell’aereo e il lutto collettivo trasformano la loro storia in mito, completando il passaggio da privato a pubblico.
Spiegazione del finale di Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette
La serie rilegge la tragedia non come destino inevitabile, ma come risultato di forze sistemiche. I media, le aspettative familiari e la cultura della celebrità agiscono come agenti distruttivi. L’incidente è solo l’atto conclusivo di un processo già in atto. L’arco di Carolyn rappresenta il nucleo tematico: la perdita progressiva dell’identità. Non è una debolezza individuale, ma l’effetto di un sistema che assorbe e ridefinisce.
La figura materna aveva già anticipato tutto, ma l’amore ignora gli avvertimenti. Questo introduce una dimensione tragica classica: la consapevolezza non impedisce il destino. John incarna invece il conflitto tra identità imposta e autodeterminazione. I suoi tentativi di definire sé stesso falliscono perché inseriti in una struttura troppo rigida.
L’immagine finale sintetizza il messaggio: l’amore non è sufficiente a proteggere dalla realtà esterna. Tuttavia, resta l’unico elemento che dà significato all’esperienza umana. In questo senso, Love Story non è solo una storia romantica o biografica, ma una riflessione sulla fragilità dell’identità sotto pressione e sul costo umano della visibilità.
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette dal 13 febbraio su Disney+
Disney+ ha annunciato che Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette di FX debutterà il 13 febbraio sulla piattaforma streaming in Italia. Esplorando l’innegabile alchimia, il corteggiamento lampo e il matrimonio sotto i riflettori di una delle coppie più iconiche del XX secolo, il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy è una serie ispirata al libro di Elizabeth Beller “Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy”. Composta da nove episodi, la serie debutterà con i primi tre, seguiti da un episodio a settimana, ogni venerdì.
È stata una storia d’amore che ha catturato l’attenzione della nazione: John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) era la figura più vicina alla regalità americana. Il Paese lo ha visto trasformarsi da ragazzo a scapolo amato e celebrità mediatica. Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon) era una star a pieno titolo. Fieramente indipendente e con uno stile singolare, era passata da commessa a dirigente presso Calvin Klein, diventando una fidata confidente dell’omonimo fondatore. Il legame tra John e Carolyn fu immediato, elettrizzante e innegabile. Man mano che la loro storia d’amore prendeva forma sotto gli occhi dell’intera nazione, la fama crescente e la conseguente attenzione dei media minacciavano di separarli. Con Grace Gummer (Caroline Kennedy), Naomi Watts (Jackie Kennedy Onassis), Alessandro Nivola (Calvin Klein), Leila George (Kelly Klein), Sydney Lemmon (Lauren Bessette) e Constance Zimmer (Ann Marie Messina), Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette racconta il viaggio complesso e straziante di una coppia il cui amore privato è diventato un’ossessione nazionale.
La serie FX Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette è stata creata da Connor Hines e vede come executive producer Ryan Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Connor Hines, Eric Kovtun, Nissa Diederich, Scott Robertson, Monica Levinson, Kim Rosenstock, D.V. DeVincentis e Tanase Popa. Max Winkler è executive producer e regista dell’episodio pilota. La serie è prodotta da 20th Television.
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette – il trailer
Disney+ ha diffuso il trailer ufficiale di Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, la serie FX che esplora l’innegabile alchimia, il corteggiamento lampo e il matrimonio sotto i riflettori di una delle coppie più iconiche del XX secolo, John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) e Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon). È il primo capitolo dell’antologia “Love Story” di Ryan Murphy, ispirata al libro di Elizabeth Beller “Once Upon a Time: The Captivating Life of Carolyn Bessette-Kennedy”. Composta da nove episodi, la serie debutterà con i primi tre, seguiti da nuovi episodi ogni settimana.
Cosa racconta Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette?
È stata una storia d’amore che ha catturato l’attenzione della nazione: John F. Kennedy Jr. (Paul Anthony Kelly) era la figura più vicina alla regalità americana. Il Paese lo ha visto trasformarsi da ragazzo a scapolo amato e celebrità mediatica. Carolyn Bessette (Sarah Pidgeon) era una star a pieno titolo. Fieramente indipendente e con uno stile singolare, era passata da commessa a dirigente presso Calvin Klein, diventando una fidata confidente dell’omonimo fondatore. Il legame tra John e Carolyn fu immediato, elettrizzante e innegabile. Man mano che la loro storia d’amore prendeva forma sotto gli occhi dell’intera nazione, la fama crescente e la conseguente attenzione dei media minacciavano di separarli. Con Grace Gummer (Caroline Kennedy), Naomi Watts (Jackie Kennedy Onassis), Alessandro Nivola (Calvin Klein), Leila George (Kelly Klein), Sydney Lemmon (Lauren Bessette) e Constance Zimmer (Ann Marie Messina), Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette racconta il viaggio complesso e straziante di una coppia il cui amore privato è diventato un’ossessione nazionale.
La serie FX Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette è stata creata da Connor Hines e vede come executive producer Ryan Murphy, Nina Jacobson, Brad Simpson, Connor Hines, Eric Kovtun, Nissa Diederich, Scott Robertson, Monica Levinson, Kim Rosenstock, D.V. DeVincentis e Tanase Popa. Max Winkler è executive producer e regista dell’episodio pilota. La serie è prodotta da 20th Television.
Un efficace sistema di parental control assicura che Disney+ rimanga un’esperienza di visione adatta a tutti i membri della famiglia. Oltre alla “Modalità Junior” già presente sulla piattaforma, gli abbonati possono impostare dei limiti di accesso ai contenuti per un pubblico più adulto e creare profili con accesso tramite PIN, per garantire massima tranquillità ai genitori.
Love Punch al Toronto Film Festival
Siamo ormai ai giorni finali del Toronto Film Festival, e dopo una successione di proiezioni di successo ieri è stata la volta di Love Punch, commedia con Pierce Brosnan e Emma Thompson, diretta da Joel Hopkins.
Nel film i due attori interpretano una coppia in crisi che si avventura in Europa ,mettendo in atto una caccia all’uomo per rintracciare un malfattore che li ha truffati, riscoprendo intanto il loro reciproco amore.
I due attori, che erano presenti ieri sul red carpet del festival per presentare il film, hanno dichiarato di essersi trovati davvero bene sul set, tanto che Brosnan ha detto che la sua partner riusciva a farlo sentire un grande attore e sempre felice.
Anche la Thompson ha dichiarato di essersi divertita molto durante le riprese e di aver ritrovato in Joel Hopkins un regista eccentrico ma molto bravo e professionale, dato che avevano già collaborato in Oggi è già domani,film del 2008 con Dustin Hoffman.
Love Punch dovrebbe uscire nelle sale inglesi il prossimo Dicembre.
Fonti: www.torontosun.com
Love N’Dancing – Edizione DVD in VENDITA dal 20 LUGLIO 2011
Love N’ Dancing in DVD
Love Me Love Me: teaser trailer del Prime Original Italiano in lingua inglese
Prime Video ha svelato oggi il teaser trailer e annunciato il mese di uscita del suo nuovo film Prime Original italiano girato inglese Love Me Love Me, tratto dal primo romanzo fenomeno della serie di quattro libri “Love Me Love Me” di Stefania S. (oltre 23 milioni di letture sulla piattaforma Wattpad e ora pubblicato da Sperling & Kupfer). Il young adult romance presenta un cast internazionale guidato da Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva, e Luca Melucci, affiancati da Andrea Guo, Michelangelo Vizzini, Madior Fall e Vanessa Donghi.
Love Me Love Me è diretto da Roger Kumble, scritto da Veronica Galli e Serena Tateo, co-prodotto da Lotus Production – una società Leone Film Group – e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions, e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo a febbraio 2026. Love Me Love Me è l’ultima novità per i clienti Amazon Prime, che in Italia beneficiano di spedizioni veloci, offerte esclusive e intrattenimento, incluso Prime Video, con un solo abbonamento al costo di €49,90/anno o €4,99/mese.
La trama di Love Me Love Me
June si trasferisce in Italia per un nuovo inizio dopo la morte del fratello. Nella sua nuova scuola d’élite, è attratta da James, un ragazzo carismatico e tormentato coinvolto in incontri clandestini di MMA, ma inizia a frequentare il suo migliore amico, Will, il perfetto studente modello. Tuttavia, le apparenze ingannano e June scopre presto che nessuno nella sua scuola è come sembra, ognuno nasconde un segreto. Mentre le tensioni aumentano e le verità nascoste vengono alla luce, June deve decidere a chi appartiene veramente il suo cuore.
Love Me Love Me: svelato il cast completo del nuovo film Original di Prime Video
Prime Video ha svelato oggi il cast completo del nuovo film Original italiano girato in inglese Love Me Love Me, tratto dal primo romanzo fenomeno della serie di quattro libri “Love Me Love Me” di Stefania S. (oltre 23 milioni di letture sulla piattaforma Wattpad e ora pubblicato da Sperling & Kupfer). Andrea Guo, Michelangelo Vizzini, Madior Fall e Vanessa Donghi reciteranno nel romance young adult insieme ai protagonisti Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva, e Luca Melucci.
Love Me Love Me è diretto da Roger Kumble, scritto da Veronica Galli e Serena Tateo, co-prodotto da Lotus Production – una società Leone Film Group – e Amazon MGM Studios, con il supporto di Wattpad WEBTOON Studios, e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo nel 2026.
La trama di Love Me Love Me
June si trasferisce in Italia per un nuovo inizio dopo la morte del fratello. Nella sua nuova scuola d’élite, è attratta da James, un ragazzo carismatico e tormentato coinvolto in incontri clandestini di MMA, ma inizia a frequentare il suo migliore amico, Will, il perfetto studente modello. Tuttavia, le apparenze ingannano e June scopre presto che nessuno nella sua scuola è come sembra, ognuno nasconde un segreto. Mentre le tensioni aumentano e le verità nascoste vengono alla luce, June deve decidere a chi appartiene veramente il suo cuore.
Love Me Love Me: il trailer ufficiale del film dal 13 febbraio su Prime Video
Prime Video ha lanciato oggi il trailer ufficiale del nuovo film Original italiano girato in inglese Love Me Love Me, tratto dal primo romanzo fenomeno della serie di quattro libri “Love Me Love Me” di Stefania S. (oltre 23 milioni di letture sulla piattaforma Wattpad e ora pubblicato da Sperling & Kupfer). Il young adult romance presenta un cast internazionale guidato da Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva, e Luca Melucci, affiancati da Andrea Guo, Michelangelo Vizzini, Madior Fall e Vanessa Donghi.
Love Me Love Me è diretto da Roger Kumble, scritto da Veronica Galli e Serena Tateo, co-prodotto da Lotus Production – una società Leone Film Group – e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions, e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo il 13 febbraio 2026.
La trama di Love Me Love Me
Dopo la morte di suo fratello, June si trasferisce a Milano per ricominciare da capo. Nella sua nuova scuola d’élite internazionale, inizia a frequentare Will, lo studente modello. Ma il suo fragile equilibrio viene scosso da una rivalità esplosiva con James, il migliore amico di Will: un ragazzo carismatico e tormentato che nasconde una vita pericolosa fatta di combattimenti clandestini di MMA. Il risentimento si trasforma presto in un’attrazione irresistibile, costringendo June a scegliere tra la sicurezza e un amore che mette in discussione tutto ciò che credeva di desiderare.
Love Me Love Me: il cast presenta il film a Roma
Dal successo su Wattpad all’adattamento cinematografico: Love Me Love Me si prepara a incontrare il suo pubblico in una nuova forma, pronta a parlare (ancora) di amore, amicizia e fragilità. Il film sarà disponibile dal 13 febbraio in streaming su Amazon Prime Video e oggi, durante la conferenza stampa alla Casa del Cinema, il cast e il regista hanno raccontato l’emozione dietro un progetto nato dalla passione dei lettori e cresciuto fino a diventare un film.
Alla conferenza erano presenti gli attori Mia Jenkins (June White), Pepe Barroso Silva (James Hunter) e Luca Melucci (Will Cooper), insieme al regista Roger Kumble, che ha guidato la trasposizione sullo schermo dell’universo creato da Stefania S., autrice del romanzo.
Emozioni, casting e spirito di squadra
Uno dei momenti più autentici della conferenza è arrivato quando agli attori è stato chiesto come avessero reagito alla notizia del casting. Le risposte hanno restituito un entusiasmo sincero, senza filtri. Luca Melucci ha raccontato di essersi commosso, travolto da un’emozione “incredibile”; anche Mia Jenkins ha parlato di una reazione simile, dicendo che per lei “è stato lo stesso”: felicissima, emozionata, “molto contenta di far parte di un progetto incredibile”. Pepe Barroso Silva, invece, ha sottolineato un aspetto che chiunque lavori nel settore conosce bene: spesso non si ottiene nessuna risposta, si resta in attesa. Questa volta, però, la risposta positiva è arrivata, e per lui è stato “emozionante”.
Quando si è passati agli aneddoti dal set, la sensazione comune è stata chiara: la produzione ha creato un clima raro, leggero, quasi familiare. Gli attori hanno sottolineato come Armando Pizzuti, casting director, abbia messo insieme “un cast davvero ottimo”, e come l’ambiente fosse talmente positivo da far sembrare le riprese reali e non artificiose. Mia Jenkins ha raccontato che sul set si è creata “un’atmosfera meravigliosa”, resa tale da tanti momenti divertenti e dalla forte complicità.
Roger Kumble e l’Italia: un desiderio diventato realtà
Molto interessante anche il racconto del regista Roger Kumble, che ha spiegato quanto lavorare in Italia fosse, per lui, più di una semplice scelta di produzione. Ha ricordato che anni fa lavorava in un videostore dove esisteva un reparto dedicato al cinema italiano: proprio lì è nata una fascinazione che col tempo si è trasformata in desiderio concreto. Girare qui, con una troupe italiana, è stato per lui “un onore”, e ha definito la crew italiana “le persone migliori”, sottolineando lo spirito di collaborazione italiano e il valore del lavoro di squadra.
Kumble ha anche parlato del rapporto con l’autrice, spiegando di aver trovato in Stefania S. “un’ottima partner”: un confronto creativo che ha reso possibile portare sullo schermo personaggi già amatissimi dai lettori. “È stato un onore dare vita a questi personaggi”, ha dichiarato, ribadendo la gratitudine per un’autrice che “conosce molto bene anche il linguaggio del cinema”.
Internazionalità e ambientazione: un melting pot di esperienze
Un altro passaggio importante ha riguardato il respiro internazionale del progetto: attori italiani e stranieri, un regista americano e una lavorazione in Italia. Melucci ha sottolineato l’orgoglio e l’accoglienza del contesto italiano. Jenkins ha parlato con entusiasmo dell’Italia e di Roma come di “un posto incredibile”, ricordando anche le scene girate a Milano. Barroso Silva, invece, ha evidenziato quanto Italia e Spagna siano simili, e come questo lo abbia aiutato a sentirsi subito a suo agio. L’attore ha ricordato anche la bellezza dell’esperienza: un cast internazionale che ha avuto la possibilità di vivere nella capitale italiana.
Kumble ha poi aggiunto un dettaglio interessante sull’ambientazione: nel libro la storia si svolge a Venice, in California, ma nel film ha scelto di puntare su una scuola internazionale in Italia, per costruire un’idea più universale e condivisa, non legata solo all’identità americana. Un vero crocevia di esperienze comuni, con un focus più sui conflitti emotivi e sulle relazioni che su una specifica appartenenza culturale.
Love Me Love Me: personaggi e interpretazione
Inevitabile anche il riferimento ai paragoni con icone del passato: James Hunter e l’ombra di James Dean. Barroso Silva ha risposto con decisione: non voleva farsi condizionare da altri ruoli o archetipi cinematografici, ma restare fedele al James del libro. Si è affidato al regista, e ha sottolineato quanto Kumble abbia reso tutto più semplice e naturale.
Dal canto suo, il regista ha ribadito la centralità della “verità del personaggio”: passare dall’azione alla contemplazione significa cercare autenticità, reazioni oneste, un approccio pulito. E per farlo servono attori capaci di ascoltare e restituire emozioni reali, senza “copiarle” da altre reference cinematografiche.
A una domanda su quale generazione racconti Love Me Love Me, Melucci ha risposto spostando il punto di vista: non è un film “di una generazione”, ma un film che parla al presente attraverso temi universali. Amore, amicizia, salute mentale: elementi che attraversano età e contesti, e che possono far sentire chiunque coinvolto.
Sequel e futuro: la speranza del cast (e del fandom)
Ultima domanda, inevitabile: ci sarà un sequel? La risposta è stata unanime: lo sperano tutti. Barroso Silva, in particolare, ha invitato il pubblico a vedere il film più volte, perché è anche così che un progetto può crescere e continuare. In fondo Love Me Love Me è il primo di una serie di romanzi; nasce da un fandom e a quel fandom torna, chiedendo di continuare a sostenerlo anche in questa nuova forma.
Infine, un pensiero è stato rivolto all’origine di tutto: Stefania S., presente in sala, ha raccontato di non aspettarsi che la storia prendesse questa piega. Aveva iniziato a pubblicare su Wattpad senza pressione, quasi per necessità creativa, e si è ritrovata con un universo narrativo capace di diventare film. Il suo ringraziamento più grande è andato ai lettori: è da lì che tutto è cominciato, ed è grazie a loro se le sue creazioni continuano a prendere vita.
Love Me Love Me: ecco il poster ufficiale del film dal 13 febbraio su Prime Video
Prime Video ha svelato oggi il poster ufficiale e annunciato che Love Me Love Me sarà disponibile in tutto il mondo dal prossimo 13 febbraio 2026. Il nuovo film Prime Original italiano girato in inglese è tratto dal primo romanzo fenomeno della serie di quattro libri “Love Me Love Me” di Stefania S. (oltre 23 milioni di letture sulla piattaforma Wattpad e ora pubblicato da Sperling & Kupfer). Il young adult romance presenta un cast internazionale guidato da Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva, e Luca Melucci, affiancati da Andrea Guo, Michelangelo Vizzini, Madior Fall e Vanessa Donghi.

Love Me Love Me è diretto da Roger Kumble, scritto da Veronica Galli e Serena Tateo, co-prodotto da Lotus Production – una società Leone Film Group – e Amazon MGM Studios, con il supporto di WEBTOON Productions, e sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in tutto il mondo il 13 febbraio 2026.
Dopo la morte di suo fratello, June si trasferisce a Milano per ricominciare da capo. Nella sua nuova scuola d’élite internazionale, inizia a frequentare Will, lo studente modello. Ma il suo fragile equilibrio viene scosso da una rivalità esplosiva con James, il migliore amico di Will: un ragazzo carismatico e tormentato che nasconde una vita pericolosa fatta di combattimenti clandestini di MMA. Il risentimento si trasforma presto in un’attrazione irresistibile, costringendo June a scegliere tra la sicurezza e un amore che mette in discussione tutto ciò che credeva di desiderare.

Love Me Love Me, recensione del film con Pepe Barroso, Mia Jenkins e Luca Melucci
C’è un momento, nell’adolescenza, in cui tutto sembra definitivo: un amore, un litigio, una frase detta male in corridoio. Love Me Love Me lavora proprio su quel tipo di assolutismo emotivo, su quella sensazione febbrile che trasforma ogni giornata in una piccola apocalisse privata. Basato sull’omonimo romanzo di Stefania S., il film – disponibile dal 13 febbraio su Amazon Prime Video – mette in scena un racconto di formazione dal cuore romanticamente classico, ma con uno sguardo contemporaneo capace di intercettare fragilità e pressioni molto riconoscibili.
Al centro c’è un triangolo amoroso che non si limita a essere motore narrativo, ma diventa lente attraverso cui osservare desiderio, appartenenza e identità.
Un triangolo amoroso che parla di scelta
La protagonista è June White (Mia Jenkins), ragazza inglese che si trasferisce in Italia per seguire la madre, pittrice, in un cambiamento che ha un forte sapore di rinascita. L’arrivo a Milano è, per June, una frattura: lasciare casa significa perdere coordinate, amicizie, certezze. E il film riesce a far percepire quell’instabilità non come un semplice espediente narrativo, ma come una condizione emotiva.
È alla Saint Mary, scuola internazionale milanese, che June incontra i due poli del suo conflitto interiore: Will Cooper (Luca Melucci) e James Hunter (Pepe Barroso Silva).
Will è lo studente modello della “Milano bene”, quello che sa stare al mondo e dentro le aspettative: educato, controllato, affidabile. James, al contrario, è burrascoso, inquieto, con una passione per la boxe che sembra tanto un hobby quanto un lavoro. Sono migliori amici, ma anche opposti complementari: la calma e la tempesta. June arriva e diventa fin da subito una variabile imprevista, rappresentando per i due amici una possibilità: di cambiare, di sentirsi visti, di essere amati.
E qui Love Me Love Me centra perfettamente una delle sue intuizioni più efficaci: non racconta il triangolo come una gara o un gioco di conquista, bensì come un dilemma interiore. June non sceglie solo chi amare, ma chi diventare.
Love Me Love Me: il liceo come universo totale
La Saint Mary non è soltanto un’ambientazione: è un microcosmo, un palcoscenico sociale in cui ogni gesto pesa. Il film restituisce bene quel senso di vita “in vetrina” tipico dell’età liceale: gli sguardi degli altri sono giudizi, le amicizie sono alleanze, l’amore è un’identità pubblica oltre che privata.
Accanto ai protagonisti si muove un gruppo di amici che, pur restando sullo sfondo, contribuisce a costruire un mondo credibile: Blaze (Michelangelo Vizzini), Amelia (Andrea Guo) e Jackson (Madior Fall). Sono presenze che ampliano lo spettro emotivo della storia e ricordano che l’adolescenza non è mai un’esperienza solitaria: è un caos condiviso, una confusione collettiva in cui si cresce anche imitando, confrontandosi e, talvolta, scontrandosi.
Il film segue i sentimenti, le avventure e i ricordi dei ragazzi con un andamento che alterna slanci romantici e momenti più intimi, quasi diaristici. A volte sembra di assistere a un ricordo in costruzione: non importa tanto ciò che accade, quanto piuttosto ciò che resterà.
Primi amori: tutto è troppo, tutto è vero
Love Me Love Me funziona soprattutto quando abbraccia la logica emotiva dell’adolescenza: la sproporzione. I primi amori sono totalizzanti non perché siano necessariamente giusti, ma perché sono i primi a dare un nome a ciò che si prova. E quando finalmente si riesce a definire le proprie emozioni “amore”, quel sentimento diventa enorme, occupa tutto.
Il film racconta bene anche l’ambivalenza tipica di quell’età: desiderare qualcuno e, al tempo stesso, temerlo. Voler essere scelti e avere paura di essere scoperti. Sentirsi invincibili e fragilissimi nello stesso momento.
June è una protagonista che incarna questo cortocircuito: straniera, nuova, vulnerabile, ma anche capace di un magnetismo che non è seduzione, ma voglia di connessione. E i due ragazzi che la circondano sono, in modi diversi, figure speculari: Will è l’amore che rassicura, James l’amore che brucia.
Love Me Love Me: salute mentale e corpo come campo di battaglia
Sotto la superficie romance, Love Me Love Me lascia emergere un tema più scuro e attuale: la salute mentale. Non è un film che si trasforma in manifesto o in trattato, ma si percepisce la volontà di suggerire che dietro l’apparenza perfetta dei personaggi, si nascondano forti fragilità.
Questo vale soprattutto per i personaggi maschili, ed è interessante perché ribalta uno stereotipo frequente: qui la vulnerabilità non è solo un attributo della protagonista. Will e James, entrambi, portano sulle spalle pressioni diverse e ugualmente logoranti.
Una storia classica, ma non fuori dal tempo
Dal punto di vista narrativo, Love Me Love Me segue un’impostazione piuttosto classica: triangolo, amicizie, gelosie, rotture e riavvicinamenti. Ma ciò che lo rende contemporaneo è la capacità di raccontare l’adolescenza non come un ricordo edulcorato, bensì come una zona emotiva instabile, piena di contraddizioni.
Non tutto è perfettamente bilanciato e a tratti il film indulge in alcune dinamiche prevedibili del genere, ma è anche vero che la sua forza sta nella sincerità con cui sceglie di essere esattamente ciò che è: un racconto sentimentale che vuole parlare a chi ha amato, a chi ha scelto (magari troppo presto), a chi ha confuso un colpo di fulmine con un destino.
Young Romance da vedere
Love Me Love Me è un film che usa la cornice del romance per raccontare qualcosa di più profondo: la paura di non essere abbastanza, la voglia di essere visti, l’urgenza di appartenere. Il triangolo tra June, Will e James non è soltanto una dinamica da tifo, ma una rappresentazione di quella fase della vita in cui l’amore sembra una questione di sopravvivenza.
Ed è forse questo il suo merito principale: ricordarci che l’adolescenza non è un preludio alla vita vera. È già vita vera, solo più rumorosa e più assoluta.






















