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Love Me Love Me 2: Prime Video conferma il sequel!

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Love Me Love Me 2: Prime Video conferma il sequel!

Prime Video annuncia oggi Love Me Love Me 2, il nuovo capitolo cinematografico tratto dall’omonimo romanzo fenomeno di Stefania S, che ha conquistato oltre 25 milioni di letture su Wattpad (pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer). Dopo il successo del primo film, Prime Video prosegue il racconto con un nuovo lungometraggio che espanderà l’universo narrativo di Love Me Love Me, riportando sullo schermo i personaggi e le emozioni che hanno appassionato milioni di lettori e spettatori nel mondo.

Girato in inglese, Love Me Love Me 2 è il nuovo film Original italiano che continuerà la storia iniziata con il primo capitolo. I protagonisti Mia Jenkins, Pepe Barroso Silva, e Luca Melucci torneranno nei rispettivi ruoli, accompagnando il pubblico in un nuovo capitolo della saga.

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Prime Video_Love Me Love Me 2_Pepe Barroso Silva_Mia Jenkins_Luca Melucci

Love Life, recensione del film di Koji Fukada

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Love Life, recensione del film di Koji Fukada

Nonostante un titolo fuorviante, Love Life di Koji Fukada, in concorso a Venezia 79, è un racconto di dolore e di lutto, profondamente ancorato nel tessuto e nella cultura sociale giapponese, lì dove tutto, troppo spesso, deve essere detto ed espresso con uno sguardo.

Love Life, la trama

Taeko (Fumino Kimura) e Jiro (Kento Nagayama) sono sposati da circa un anno, si sono conosciuti diversi anni prima nell’ufficio di assistenza sociale dove ora lavorano entrambi. Taeko aveva già un figlio, Keita (Tetta Shimada), da un precedente matrimonio con un uomo che li aveva abbandonati quando il bimbo era molto piccolo, un immigrato coreano sordo che a mala pena riusciva a prendersi cura di sé. Dopo averlo cercato per anni, Taeko di rifà una vita con Jiro, cosa che però non fa piacere alla famiglia di lui. I genitori, in particolare, non sono contenti che il loro unico figlio abbia sposato una donna più grande, con un figlio che non ha il loro sangue. E, quando una tragedia improvvisa si abbatte sulla famiglia, questi legami affettivi verranno messo a dura prova e un intervento esterno continuerà a minare un equilibrio apparente molto più precario di quanto non sia sembrato a prima vista.

Fukada presenta queste vicende con un occhio fermo e glaciale, resta a distanza da emozioni forti e tragedie, quasi a emulare l’atteggiamento di apparente distacco con cui i protagonisti affrontano delle questioni anche molto dolorose che per una cultura occidentale sarebbero tutte esternate con reazioni animate e rumorose.

Forse il principale ostacolo che Love Life presenta per il pubblico è proprio questo gap culturale che non permette l’identificazione non tanto in ciò che accade agli sventurati protagonisti, quanto nelle maniera algida con cui tentano di gestire questi avvenimenti. 

Un melodramma normalizzato

Tutto quello che succede nella storia appartiene al genere del melodramma, tuttavia il film non diventa mai tale. La musica, la fotografia, la formula di messa in scena, tutto prova a indicare allo spettatore che non si sta guardando una storia drammatica. Fukada quindi opera una normalizzazione del melodramma, che se da una parte si presenta come un’operazione linguisticamente interessante, dall’altra fa crollare tutto l’impianto drammatico della storia, annullando il coinvolgimento dello spettatore. Ci si potrebbe sentire, alla fine, come se non fosse accaduto nulla di così doloroso come invece si verifica.

Love Life è un dramma familiare che ricorda il cinema muto, quasi, dove ogni piccolo gesto assume un significato profondo e altro, che dovrebbe essere decodificato da una sensibilità affine a quella dell’autore e che, in mancanza di un dialogo tra chi racconta e chi riceve il racconto, potrebbe risultare troppo ostico per essere apprezzato.

Love Life, quando esce; trama, cast, trailer e dove vederla

Love Life, quando esce; trama, cast, trailer e dove vederla

Love Life è l’annunciata serie tv romantica targata HBO con protagonista Anna Kendrick. La serie sarà una serie antologica, quindi ogni stagione avrà nuove storie e nuovi protagonisti ed è prodotta da Bridget Bedard, Sam Boyd, Paul Feig Jessie Henderson e Anna Kendrick.

Love Life: quando esce e dove vederla in streaming

Love Life debutterà negli USA sul servizio di streaming HBO Max per il suo lancio il 27 maggio 2020. AL momento in Italia la serie non ha una collocazione.

Love Life: trailer ufficiale

HBO MAX ha diffuso il trailer ufficiale della serie tv il 25 Maggio 2020.

https://youtu.be/uZp_g271jpo

Love Life: la trama e il cast

Una serie di antologie che segue una persona diversa ogni stagione dalla loro prima storia d’amore fino alla loro ultima storia d’amore.  In Love Life protagonisti sono Anna Kendrick nel ruolo di Darby, Zoë Chao nel ruolo di Sara, Yang Sasha Compère nel ruolo di Mallory, Peter Vack nel ruolo di Jim e Lesley Manville in un ruolo ancora inedito. Nei ruoli ricorrenti troveremo Scoot McNairy nel ruolo di Bradley Field, John Gallagher Jr. e Kingsley Ben-Adir nel ruolo di Grant.

Love life, ecco tutti gli episodi;

Il primo episodio si intitolerà “Bradley Field” ed è scritto da Bridget Bedard. Il secondo episodio si intitolerà “Claudia Hoffman” ed è scritto da Megan Mercier. Il terzo episodio si intitolerà “Danny Two Phones” ed è scritto da Ali Liebegott. Il quarto episodio si intitolerà “Love Life” ed è scritto da Sam Boyd. Il quinto episodio si intitolerà “Luke Ducharme” ed è scritto da Sam Boyd. Il sesto episodio si intitolerà “Magnus Lund” ed è scritto da Brigitte Munoz-Liebowitz. Il settimo episodio si intitolerà “Magnus Lund Part II” ed è scritto da Brigitte Munoz-Liebowitz e Jack Moore. L’ottavo episodio si intitolerà “Sara Yang” ed è scritto da Ali Liebegott.

Love Lies Bleeding: recensione del film con Kristen Stewart e Katy O’Brian

L’amore ha i denti, i denti mordono, i morsi non guariscono mai” scrive Stephen King in Il corpo (il racconto che ha ispirato il film Stand by me – Ricordo di un estate). Una frase che può benissimo descrivere il nuovo film della regista Rose GlassLove Lies Bleeding, con protagoniste Kristen Stewart Katy O’Brian. Un film in cui l’amore è una forza talmente potente da portare chi ne viene colpito a perdere completamente il controllo, arrivando a compiere atti del tutto estranei alla propria persona. Un amore che lascia lividi, quindi, come suggerisce il titolo, traducibile letteralmente con “l’amore giace sanguinando”.

Nel mondo di Love Lies Bleeding non sembra infatti esistere altra forma d’amore rispetto a quello che colpisce, ferisce e lascia stesi al tappeto agonizzanti tra sangue, vomito e lacrime. Attorno a questo sentimento così feroce, Glass fa gravitare una serie di personaggi dannati, i cui destini sembrano già scritti. Personaggi in cerca però di una possibilità di fuga, che sia da una vita che non è come la si sognava o da una gabbia mentale che impedisce al corpo di esplodere in tutta la propria meraviglia. Ed è proprio alle capacità del corpo – che si fa carico di raccontare anche tutto ciò che contiene – che il film dedica grandi attenzioni.

Katy O'Brian Love Lies Bleeding
Katy O’Brian in Love Lies Bleeding. Foto di Anna Kooris – © Crack in the Earth LLC

La trama di Love Lies Bleeding

In Love Lies Bleeding la scontrosa e solitaria Lou (Kristen Stewart), gestisce una palestra frequentata da personaggi di ogni tipo. Un giorno, tra questi, spunta  Jackie (Katy O’Brian), un’ambiziosa culturista diretta a Las Vegas per inseguire il suo sogno. Tra loro sboccia da subito un amore irrestitibile e passionale. Ciò che Lou non sa, però, è che Jackie ha trovato lavoro presso il poligono di tiro di suo padre (Ed Harris), un trafficante d’armi con il quale ha da tempo interrotto i rapporti. Ben presto, il loro amore le trascinerà in un vortice di dipendenza e violenza, facendole precipitare nella rete criminale della famiglia di Lou.

Non il solito crime movie

Sulla carta, Love Lies Bleeding – da Glass scritto insieme a Weronika Tofilska – potrebbe sembrare un classico crime movie dove due giovani amanti si ritrovano invischiate in giochi di potere potenzialmente letali. Per quanto non si sbaglierebbe nell’etichettarlo in questo modo, gli si farebbe però un torto nel considerarlo solo come tale. Partendo da dinamiche di questo tipo, Love Lies Bleeding va poi proporre una serie di elementi capaci di catturare l’attenzione dello spettatore e portarlo poi verso territori inaspettati, caratterizzati dal progressivo deteriorarsi della situazione e da un surreale che prende piano piano il sopravvento, giustificando l’accostamento a David Lunch oltre che quello ai fratelli Coen.

Love Lies Bleeding Kristen Stewart
Kristen Stewart in Love Lies Bleeding

Vittime dell’amore

Non sono dunque i risvolti crime ad avere la priorità nel film, motivo per cui potrebbero risultare prevedibili o poco elaborati per poter proporre qualcosa di inedito. L’attenzione della regista è invece interessata ad esplorare le vittime di questo contesto, che sono anche tutte vittime dell’amore. Jackie, Lou, ma anche sua sorella Beth (interpretata da Jena Malone) e la sua ex fiamma Daisy (Anna Baryshnikov) sono tutte accomunate dal confronto con questo sentimento e con i segni che lascia sulla pelle o nell’anima. Segni che portano a girare per strada a capo chino, a cercare di passare quanto più possibile inosservati, nascondendo i propri lividi.

Non è infatti un caso che la prima volta che in Love Lies Bleeding ci si imbatte in Lou e Jackie, il loro volto ci venga inizialmente negato ed entrambe siano alle prese con situazioni che le vedono sottomesse e umiliate. Mentre Lou è ormai già disincantata nei confronti di questa vita, Jackie mantiene un certo ottimismo per il proprio futuro. Ottimismo che però si scontra ben presto non tanto con il nuovo decadente contesto quanto con la forza di quel sentimento che lascia senza fiato e le farà perdere completamente la bussola oltre che la confidenza in sé stessa.

Ed è proprio il corpo di Jackie a farsi manifesto delle teorie e delle riflessioni che Love Lies Bleeding intende proporre. Esplorato da cima a fondo, passando per ogni centimetro di pelle e – soprattutto – ogni muscolo e vena che si gonfiano e sembrano vivere di vita propria, il corpo di Jackie è portatore di molteplici valori a seconda di dove lei si trovi nel racconto. Nonostante la sua possenza, ci appare talvolta piccolissima quando è vulnerabile ed esposta ai colpi. Al momento opportuno, però, è in grado di trasformarsi, liberarsi delle catene che la imprigionano e dare sfogo a tutta la sua forza.

Love Lies Bleeding Katy O'Brian
Katy O’Brian in Love Lies Bleeding. Foto di Anna Kooris – © Crack in the Earth LLC

L’amore modella le proprie regole sui corpi di Katy O’Brien e Kristen Stewart

Love Lies Bleeding offre dunque sin dalle prime inquadrature una serie di corpi mostrati nelle loro forme, protuberanze, bagnati dal sudore, corrotti da agenti esterni, offesi ma anche liberati. Il corpo è la lavagna dove l’amore scrive le proprie regole e il lavoro svolto su quello dell’attrice Katy O’Brian è particolarmente entusiasmante. Già vista in The Mandalorian e in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, l’attrice trova qui l’occasione di mettersi letteralmente a nudo e dimostrare non solo convincenti doti attoriali quanto anche una presenza scenica impressionante. Non è da meno Kristen Stewart, che ha però ormai già da tempo dimostrato di essere un’ottima attrice, intensa e passionale.

Nella loro presenza nel film e nell’evolvere del loro rapporto la regista trova dunque la possibilità di dar sfogo a questo viaggio infernale nei lati peggiori dell’amore. Riesce a farlo non solo grazie al lavoro sul corpo fin qui descritto, ma anche richiamandosi ad un’estetica anni Ottanta (periodo in cui il film è ambientato) che contribuisce all’atmosfera cupa che caratterizza il film. E anche quando si presentano una serie di ingenuità, di leggerezze narrative o di eccessive deviazioni nell’estetica fine a sé stessa, Love Lies Bleeding risulta un’opera che lascia il segno, riuscendovi probabilmente anche in virtù di questo suo seguire l’istinto e gli impulsi dimenticandosi di ogni possibile controllo.

Love Lies Bleeding: le prime foto del film con Kristen Stewart

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Love Lies Bleeding: le prime foto del film con Kristen Stewart

Il Sundance Film Festival ha svelato la sua lineup per l’imminente edizione del festival nel 2024, e tra i film in concorso ci sono Love Lies Bleeding, un thriller che vede protagonisti Kristen Stewart e Katy O’Brian.

Love Lies Bleeding proviene dalla regista Rose Glass, che scriverà e dirigerà il film. Secondo il sito del Sundance, il film racconterà la storia della “solitaria direttrice di palestra Lou che si innamora di Jackie, un’ambiziosa bodybuilder diretta a Las Vegas per inseguire il suo sogno. Ma il loro amore scatena la violenza, trascinandoli nella rete della famiglia criminale di Lou.

A24 produrrà e distribuirà il thriller

A24 produrrà il film, insieme ad Andrea Cornwell per Lobo Films e Oliver Kassman per Escape Plan Productions. La società gestirà anche l’uscita globale del film, con Film4 che ha contribuito a sviluppare il film insieme ai registi e ha cofinanziato il film con A24.

Questo sarà il secondo lungometraggio di Rose Glass, dopo Saint Maud presentato in anteprima nel 2019 prima di essere rinviato a causa della pandemia di COVID-19 e infine distribuito nel 2021. Il film, tuttavia, ha ricevuto enormi elogi al suo lancio ed è stato visto come un successo complessivo per un film d’esordio.

Di recente Kristen Stewart  è apparsa in due film, Spencer del 2021, che l’ha vista interpretare Diana, principessa del Galles, un ruolo per il quale ha ottenuto una nomination all’Oscar come migliore attrice. Successivamente è apparsa in Crimes of the future di David Cronenberg.

Katy O’Brian è meglio conosciuta per i suoi ruoli come Jentorra in Ant-Man and the Wasp: Quantumania, e ha anche recitato nella serie di successo Z Nation di Syfy, così come in Black Lightning e Agents of SHIELD. È apparsa anche nella secondo e terza stagione di The Mandalorian nei panni dell’ufficiale delle comunicazioni imperiali Elia Kane.

Love Lies Bleeding: la spiegazione del finale del film con Kristen Stewart

Il surreale thriller poliziesco Love Lies Bleeding (qui la recensione) di A24 si avvale di un forte simbolismo, confondendo il confine tra realtà e delirio e rendendo la sua ambigua risoluzione finale difficile da analizzare. Il ritorno di Kristen Stewart al genere thriller tesse un’intricata rete di ossessione, violenza e dramma familiare utilizzando una combinazione di cupo realismo e l’onirico bagliore al neon degli Stati Uniti sud-occidentali degli anni Ottanta. Due giovani donne, Lou (Stewart) e Jackie (Katy O’Brian), si innamorano, ma la loro relazione è complicata da una serie di eventi violenti che sfuggono al controllo, aiutati dal diabolico padre di Lou, un trafficante di armi (Ed Harris).

Al centro di Love Lies Bleeding c’è dunque quella che sembra essere una storia d’amore abbastanza pura, ma quando la relazione tra Jackie e Lou si dipana e i cadaveri iniziano ad accumularsi, viene il dubbio che ci sia effettivamente qualcosa di puro o di buono nei personaggi coinvolti. La regista Rose Glass (Saint Maud) gioca con metafore pesanti per tutto il film e non rinuncia a mettere un filtro oscuro e contorto sulla realtà per farlo. Il finale del film non fa altro che confondere ulteriormente il confine tra fantasia e realtà, lasciando pertanto ampio spazio all’interpretazione.

Cosa succede nel finale di Love Lies Bleeding?

Dopo essere quasi riuscita a sfuggire all’agente di polizia che il padre aveva mandato per ucciderla, Lou si precipita nella villa del padre per affrontarlo e liberare la prigioniera Jackie. I due si riconciliano rapidamente prima di separarsi, in modo che Jackie possa sfuggire agli agenti dell’FBI in avvicinamento mentre Lou cerca suo padre, ma Lou Sr. le spara alla gamba prima che lei possa vendicarsi. L’uomo procede a torturarla, facendo leva sul foro del proiettile, e confuta definitivamente le affermazioni di Lou secondo cui sarebbe stato lui a uccidere la madre, dicendo che lei se n’è andata a causa di ciò che hanno fatto loro due (riferendosi alle loro attività criminali passate).

Proprio mentre sta per uccidere Lou, i muscoli di Jackie iniziano a crescere come altre volte nelle scene precedenti. Questa volta, però, continua a crescere fino a diventare letteralmente alta 15 metri e riesce a staccare facilmente Lou Sr. da Lou e a bloccarlo a terra. Lou medita brevemente di uccidere il padre prima di decidere di lasciarlo agli agenti dell’FBI. Le due donne, entrambe ormai di dimensioni gigantesche e con abiti di paillettes, scappano tra le nuvole.

Le due guidano nella notte con il furgone di Lou, fermandosi solo quando Lou si accorge che Daisy, che credeva morta nel letto del furgone, inizia a dimenarsi. Jackie sta dormendo e, invece di svegliarla, Lou strangola Daisy e inizia a trascinare il suo corpo nel deserto da sola. La sua lotta per farlo è giocata per un’ultima oscura risata, data la relativa mancanza di forza di Lou.

Katy O'Brian Love Lies Bleeding
Katy O’Brian in Love Lies Bleeding. Foto di Anna Kooris – © Crack in the Earth LLC

Jackie è davvero cresciuta nelle dimensioni?

In diversi momenti di Love Lies Bleeding, i muscoli di Jackie si gonfiano brevemente fino a raggiungere proporzioni incredibili, prima di tornare alle dimensioni normali. La sua trasformazione finale in un gigante è presentata in modo simile, ed è chiaro che ha un significato simbolico anche se è presentata come realtà, con Lou e Lou Sr. che guardano Jackie verso l’alto come se fosse alta 15 metri. La crescita di Jackie è una metafora della sua fiducia e della sua liberazione dall’insicurezza; alla fine del film, sia lei che Lou la vedono come un gigante perché crede pienamente nella propria forza.

Quando Jackie incontra Lou Sr. per la prima volta, gli dice che non le piacciono le armi e che preferisce affidarsi alla propria forza. Questa è la forza trainante delle sue azioni nel corso del film. Mentre in precedenza era diventata una culturista in modo naturale grazie al duro lavoro, si rivolge agli steroidi per continuare a proteggersi letteralmente e metaforicamente. Sfortunatamente, l’ossessione di aumentare la sua forza ha delle conseguenze. La sua forma più pura, simile a quella di un gigante, non è un prodotto degli steroidi, ma della sua stessa fiducia in se stessa. È la versione più completa di se stessa, in parte grazie all’amore di Lou per lei.

Come fa Daisy ad essere ancora viva nel finale?

Il pericolo dell’ossessione è un tema importante in tutto Love Lies Bleeding, e in nessun altro caso è più evidente che nel personaggio di Anna Baryshnikov, Daisy. La giovane donna è infatuata di Lou nonostante sia stata respinta in più occasioni, ed è chiaro che lei e Lou hanno avuto una relazione in passato prima di riallacciare i rapporti nel corso del film. La sua ossessione la porta letteralmente a farsi sparare in faccia. Anche se non è immediatamente evidente quando le viene sparato il primo colpo, il proiettile le entra in faccia in un punto in cui non colpisce il midollo spinale o il cervello.

Alla fine del film è riuscita almeno a sollevare la testa e non è chiaro quanto fosse effettivamente vicina alla morte. Questo è un elemento importante dell’omicidio di Daisy da parte di Lou: si è trattato di un’uccisione per pietà di una persona in punto di morte o di un omicidio a sangue freddo di una persona che avrebbe potuto riprendersi completamente? La questione è lasciata ambigua per gettare intenzionalmente un’ombra sul fatto che Lou fosse gentile o spietata come suo padre quando si trattava di chiudere le questioni in sospeso.

Love Lies Bleeding Kristen Stewart
Kristen Stewart in Love Lies Bleeding. Foto di Anna Kooris/Anna Kooris – © Crack in the Earth LLC

Qual è il rapporto di Lou con suo padre?

L’omicidio di Daisy da parte di Lou è il capitolo finale di una narrazione costruita nel corso di Love Lies Bleeding. Si scopre che, pur avendo scelto di non parlare con il padre, non si è mai liberata dal suo controllo. Lui è il proprietario della palestra in cui lei lavora e lei è stata complice del traffico d’armi che lui gestisce. Per quanto spregevole possa essere stato il suo passato, Lou è rappresentata come l’eroina del film perché ha scelto di allontanarsi da quella vita.

Ma potrebbe essere più simile al padre di quanto voglia ammettere. Dimostra di essere disposta a fare qualsiasi cosa, compresi l’occultamento di cadaveri e l’omicidio vero e proprio, per proteggere coloro che ama. In un modo contorto, suo padre stava facendo lo stesso per lei quando ha tramato per incolpare Jackie degli omicidi di JJ e Daisy. Sebbene sembri aver scelto una strada diversa quando risparmia il padre e fugge con Jackie, l’omicidio di Daisy conferma che, anche se si vede in modo diverso, Lou è disposta a fare cose atroci per proteggere se stessa e i suoi cari.

Cosa è successo alla madre di Lou?

Nel confronto finale di Love Lies Bleeding, Lou accusa il padre di aver ucciso la madre, così come aveva risolto tante altre sue questioni in sospeso, dopo aver appreso dall’FBI che la madre intendeva fornire loro informazioni sul padre. Lui nega, sostenendo invece che lei li ha lasciati entrambi 12 anni fa. Lou Sr. ha ancora un ritratto di loro due appeso nella sua villa, il che è un piccolo indizio che potrebbe dire la verità sul fatto che non l’ha uccisa.

Tuttavia, ci sono troppe prove del contrario per credere alle sue affermazioni. Non esita a mandare un sicario contro la propria figlia quando questa lo minaccia, quindi c’è poco da credere che Lou Sr. avrebbe mostrato moderazione con la moglie nella stessa situazione. L’FBI sostiene di non essere riuscita a trovare alcuna traccia di lei da quando si è rivolta a loro per fornire informazioni sulle attività di Lou Senior, il che è semplicemente una coincidenza troppo grande. Tutto ciò che viene mostrato di Lou Sr. in Love Lies Bleeding indica che è stato lui a uccidere la madre di Lou.

Love Lies Bleeding Kristen Stewart
Kristen Stewart in Love Lies Bleeding

L’importanza degli steroidi in Love Lies Bleeding

Pur essendo presentato in forme diverse, il tema centrale di Love Lies Bleeding è che “l’amore è una droga”. La dipendenza e l’ossessione sono presenti in tutto il film e si manifestano in modo diverso in ogni personaggio. Lou combatte la sua dipendenza dalla nicotina, Jackie è ossessionata dal diventare più forte, Daisy è infatuata di Lou e persino Beth è emotivamente legata al marito, che abusa in modo seriale, nonostante i molti modi in cui lui le fa torto. Il film chiarisce che il risultato dell’ossessione è spesso la violenza, e gli steroidi di Jackie ne sono la metafora più toccante.

Jackie viene introdotta agli steroidi durante il suo primo incontro con Lou e il suo uso di steroidi cresce parallelamente al loro amore. Purtroppo, entrambi questi elementi si trasformano in qualcosa di malsano. Jackie perde il controllo con gli steroidi, che le provocano allucinazioni e diventano sempre più violente e aggressive, e tutto ciò si concretizza durante la gara di bodybuilding a Las Vegas. Diventa ossessionata da Lou al punto che, dopo aver sparato a Daisy, preme il grilletto su Lou (la pistola fa solo un clic e non spara) perché era andata a letto con Daisy.

Come rivela il finale di Love Lies Bleeding, gli steroidi impedivano a Jackie di essere più forte a causa della loro natura distruttiva, proprio come la sua ossessione per Lou. Quando alla fine Jackie diventa gigantesca, lo fa senza l’uso di steroidi e lo fa per proteggere la persona che ama, Lou. Il loro rapporto passa dall’ossessione all’amore vero e sano quando si riconciliano sul campo da tennis della villa di Lou Senior, proprio quando Jackie smette di affidarsi agli steroidi e si appoggia alla propria forza interiore.

Come la regista di Love Lies Bleeding, Rose Glass, ha spiegato il finale

In un’intervista con Inverse, la regista Rose Glass ha parlato apertamente di alcuni degli elementi più surreali del finale di Love Lies Bleeding. Glass si è riferita in particolare alla scena in cui le due donne scappano dalla villa di Lou Sr. sotto forma di giganti, dicendo: “… si sentono euforiche e invincibili, e tutte le cose che si possono provare quando si è innamorati perdutamente… anche se è tutto piuttosto assurdo”. Per Glass era importante avere un finale surreale dopo averlo anticipato per tutto il film.

Abbiamo sicuramente scritto delle versioni dell’intera resa dei conti, che si è svolta pienamente nel mondo reale, e non è successo nulla di surreale”, dice Glass. “E continuavamo a trovarlo insoddisfacente. Avevamo già questi momenti in cui il suo corpo iniziava ad accennare alla trasformazione e dovevamo dare seguito a ciò che avevamo flirtato nel regno fantastico”.

Dopo aver assistito allo svolgersi degli strazianti eventi, caratterizzati da molteplici e macabri omicidi, il finale surreale funge da punto esclamativo. Come dice Glass, è il culmine della crescita metaforica che si verifica nel corso della narrazione e fornisce una conclusione memorabile alla storia. Love Lies Bleeding esplora efficacemente il significato di forza, i pericoli della dipendenza e il confine tra ossessione e amore con metafore sottili e palesi in una storia cruda e potente.

Love Lies Bleeding, trailer e poster del film con Kristen Stewart

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Arriva al cinema il 12 settembre Love Lies Bleeding di Rose Glass, indie-movie targato A24 che, dopo l’ottima accoglienza al Sundance Film Festival, ha scosso la platea del Festival di Berlino dove è stato presentato fuori concorso nella sezione Berlinale Special.

Secondo lungometraggio della regista britannica Rose Glass dopo il debutto con Saint Maud, presentato in anteprima a Midnight Madness al Toronto International Film Festival e nominato a due BAFTA, il film le è valso il riconoscimento come Migliore Regista Esordiente ai British Independent Film Awards 2020.

Love Lies Bleeding il poster

Nel cast di Love Lies Bleeding Kristen Stewart, icona del cinema contemporaneo che si distingue per la sua capacità di sperimentare e sorprendere, l’esordiente Katy M. O’Brian, Ed Harris, Dave Franco e Jena Malone, in un thriller ambientato nel New Mexico, intriso di umorismo crepuscolare e di personaggi epici.

Rose Glass rompe gli schemi mescolando grandi scenografie, effetti speciali e improvvise incursioni nel fantasy; spazia attraverso diversi generi cinematografici, dallacommedia noir, al crime, al revenge movie, mettendo in scena la forza distruttiva dell’eccesso, dell’ambizione e dell’amore folle.

Love Lies Bleeding, la trama

Lou (Kristen Stewart), scontrosa e solitaria, gestisce la palestra del padre (Ed Harris)quando nella sua vita arriva Jackie, (Katie O’Brien), un’ambiziosa culturista diretta a Las Vegas per inseguire il suo sogno. Le due si innamorano perdutamente, ma il loro amore le trascina in un vortice di violenza, facendole precipitare nella rete criminale della famiglia di Lou.

Love is Strange: trailer del film con John Lithgow e Alfred Molina

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Sony Pictures Classics ha distribuito tramite Yahoo! Movies un trailer del film Love is Strange, con protagonisti John Lithgow e Alfred Molina. Il film è scritto e diretto da Ira Sachs.

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Love is StrangeDopo quasi quarant’anni insieme, Ben e George finalmente decidono di sposarsi a Manhattan. Ma quando George perde il suo lavoro, la coppia deve vendere l’appartamento in cui vive e, vittima del reale stato del mercato di New York, decide di vivere temporaneamente divisa fino a che non si presenterà l’occasione di una casa adeguata. Mentre George si trasferisce in un appartamento con due poliziotti, che vivono nello stesso condominio, Ben si trasferisce a Brooklyn dal suo nipote, sua moglie e il loro figlio adolescente con il quale Ben divide la stanza. Mentre sono afflitti dalla sofferenza che gli provoca lo stare separati, Ben e George devono anche affrontare tensioni intergenerazionali, capricciose dinamiche familiari e le loro nuove situazioni di vita.

Il film, un vero trionfo al Sundance, verrà distribuito il 22 agosto a New York e Los Angeles. Non sappiamo se il film troverà mai distribuzione in Italia.

Fonte: CS

Love is in the Air: le location dove è stato girato il film di Netflix

Uno dei più popolari generi che si possono ritrovare su Netflix è senza dubbio quello del film romantico. Titoli come La probabilità statistica dell’amore a prima vista, Voglio crederci, Tattiche d’amore 2, Da me o da te, Dalla mia finestra: Al di là del mareo Choose Love, si sono affermati tra i film Netflix più visti sulla piattaforma. A questi aggiunge ora anche Love Is in the Air, diretto da Adrian Powers (già distintosi quest’anno per il film Un principe da sogno) e contenente luoghi e panorami mozzafiato dell’Australia, dove il racconto è ambientato e dove sono effettivamente avvenute le riprese.

Love Is in the Air ha debuttato direttamente nella Top 10 dei film più visti su Netflix in molti paesi, compresi gli Stati Uniti, unendosi dunque all’elenco delle migliori commedie romantiche di Netflix e dimostrando il continuo successo di cui gode tale genere. Questo perché le storie proposte da questi film sono sempre capaci di emozionare e regalare una visione spensierata, grazie alla quale potersi riappacificare con il mondo. Love Is in the Air non fa eccezione, anche per merito appunto delle bellissime location che sfoggia.

Queste sono lo sfondo perfetto per la vicenda d’amore che si svolge in primo piano e che viene influenzata proprio dagli ambienti naturali, i quali non fanno che rappresentare il contraltare ideale alla frenetica vita di città. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori, passando poi all’elenco delle location dove è stato girato il film.

Love Is in the Air location

La trama e il cast di Love Is in the Air

Protagonista del film è Dana Randall, una dedicata pilota della compagnia aerea non a scopo di lucro Fullerton Airways, che opera nella pittoresca area del Far North Queensland, in Australia. Insieme al padre Jeff e alla migliore amica Nikki che fa la meccanica, lavora per fornire un servizio aereo essenziale per le comunità isolane. Quando però William, un rappresentante finanziario di Londra, arriva sul posto per controllare le finanze dell’organizzazione, le cose per Dana sembrano mettersi male. La donna lo accoglie infatti sapendo che la sua azienda conta molto sui sussidi della ditta di lui.

Un rapporto negativo di William, dunque, potrebbe mettere a rischio il futuro della sua compagnia aerea. Sfortunatamente per lei, l’uomo è lì proprio per questo, per verificare i problemi finanziari della compagnia e trovare anche solo un piccolo pretesto per farla chiudere. Tuttavia, dopo aver passato un po’ di tempo con Dana e la comunità dell’isola, William si sente sempre meno sicuro di voler portare a termine il suo compito. Tra lui e Dana inizia inoltre a nascere un sentimento di amore sincero, ma i motivi della sua visita non tarderanno a complicare le cose tra loro.

Ad interpretare Dana, protagonista femminile del film, vi è Delta Goodrem, nota cantautrice nonché una delle artiste australiane di maggior successo con più di 10 milioni di dischi venduti in tutto il mondo. Love Is in the Air è per lei il suo secondo film, dopo Hating Alison Ashley del 2005. L’attore Joshua Sasse, noto per aver recitato nella serie Galavant e nel film Sognando Parigi, ricopre invece il ruolo di William. Accanto a loro si ritrovano poi Roy Billing nel ruolo di Jeff, padre di Dana, e Steph Tisdell in quelli di Nikki, la migliore amica della protagonista. Simon Brook McLachlan è invece il barista Heath.

Love Is in the Air Delta Goodrem Joshua Sasse

Le location di Love Is in the Air: ecco dove è stato girato il film

Love Is in the Air è stato girato interamente in Australia, principalmente nel Queensland. Le scene all’aeroporto, ad esempio, sono state girate all’aeroporto di Whitsunday (nel film chiamato Aeroporto di Fullerton). Si tratta di un aeroporto privato che vanta un moderno hangar e, proprio come mostrato in Love Is in the Air, una zona residenziale per i proprietari di piccoli aerei. Nel film si sottolinea come tutto sia vicino a questo luogo, ad esempio il bar di Heath, il luogo in cui Nikki, Jeff e Dana si ritrovano, esiste nella realtà sotto il nome di The Hangar Cafe and Bar, ed è effettivamente a pochi metri dalla pista.

Il vero nome della città di Fullerton può invece essere visto subito dopo che Dana ha accolto William nella sua macchina. Si tratta di Airlie Beach, a ovest dell’aeroporto di Whitsunday. Incastonata nella Pioneer Bay, Airlie Beach offre il punto di arrivo perfetto per i visitatori delle Isole Whitsunday, che vantano una natura selvaggia sia a terra che in mare, data la loro vicinanza alla Grande Barriera Corallina. Durante le loro numerose visite a comunità remote, Dana e William vedono invece dall’alto una bellissima spiaggia di sabbia bianca.

Anche se nel film non è specificato quale essa sia, si tratta di una delle spiagge considerate tra le più belle del mondo. Si tratta della Whitehaven Beach, situata sull’isola più grande dell’arcipelago, che si estende per oltre sette chilometri ed è raggiungibile in barca o sorvegliata tramite elicotteri e piccoli voli aerei (tramite il sito ufficiale del Queensland). Le Isole Whitsunday, dunque, offrono lo sfondo perfetto per la commedia romantica australiana, mettendo in mostra la straordinaria bellezza naturale dell’arcipelago e spiegando allo stesso tempo benissimo perché William dovrebbe essere indotto a restare in quei luoghi.

Il trailer di Love Is in the Air e come vedere il film in streaming su Netflix

Come anticipato, è possibile fruire di Love Is in the Air unicamente grazie alla sua presenza nel catalogo di Netflix, dove attualmente è al 4° posto della Top 10 dei film più visti sulla piattaforma in Italia. Per vederlo, basterà dunque sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma scegliendo tra le opzioni possibili. Si avrà così modo di accedere al catalogo e di guardare il titolo in totale comodità e al meglio della qualità video, avendo poi anche accesso a tutti gli altri prodotti presenti nella piattaforma.

Fonti: IMDb, Atlas of Wonders

Love Is All You Need: Teodora film distribuisce il film di Susanne Bier

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Dopo il successo planetario di In un mondo migliore, vincitore dell’Oscar e del Golden Globe come miglior film straniero, Susanne Bier firma l’attesissimo Love

Love is all you need: recensione del film di Susanne Bier

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Love is all you need: recensione del film di Susanne Bier

La regista danese Susanne Bier non sembra subire l’ansia di prestazione dopo la vittoria dell’oscar per In un mondo migliore (2010) e con Love is all you need porta sullo schermo una commedia romantica ben calibrata, dai toni lievi e la giusta dose di malinconia.

In Love is all you need il matrimonio in Italia di una coppia di giovani danesi porta le due famiglie in una suggestiva e decadente villa di Sorrento, mettendo a nudo, con disincanto ed ironia, le rispettive turbe, i conflitti generazionali, e gli strascichi di sfide complicate e, purtroppo, sempre aperte. Ida (Trine Dyrholm), madre della futura sposa, deve fare i conti con un matrimonio fallito e, soprattutto, con la paura di non aver sconfitto un cancro al seno; Philip (Pierce Brosnan), il padre dello sposo, con il dolore, mai superato, della perdita: la morte incidentale della moglie amata.

Love is all you need, il film di Susanne Bier

Love is all you needSe i preparativi delle nozze si possono considerare la chiave di volta della narrazione, sono i due personaggi di mezza età il cuore dei giochi e della riflessione: infatti spiccano su tutti, sia per la maturità dell’interpretazione, sia perché costruiti più in profondità. Ida e Philip sono riflessi sfumati e familiari di quella che si può considerare l’ironia dell’esistenza: non tutto vien per nuocere, e anche l’angoscia e la tristezza non distruggono la voglia di vivere e di amare. L’importante è che si lasci uno spiraglio aperto: intelligenza ed umorismo fanno il resto.

Attorno a loro una serie di personaggi scombinati e comunque interessanti per le loro diverse sfaccettature: i figli sono insicuri, arrabbiati; la cognata di Philip invadente, insopportabile ma, probabilmente, semplicemente sola. E poi c’è il marito di Ida, macchietta insensibile e “sempliciotta” che finisce per scaturire pena.

Fatta eccezione per un’iniziale omaggio da cartolina a una Sorrento ultra romantica e luminosa, in Love is all you need  anche l’ambientazione gioca la sua parte e, se a tratti è sul punto di scadere nello stereotipo italiano (da cui, ad esempio, Woody Allen ha di recente “sgraziatamente” attinto), tra passeggiate all’ombra di alberi d’agrumi e le note fastidiose di  “That’s Amore”; a ben vedere è semplice funzione dei sentimenti raccontati, tra cui non manca la nostalgia del tempo che fu, giustamente evocata dalle mura degradate della villa, in passato animata dalle vacanze estive del protagonista e della sua famiglia.

Love Hard: recensione del film Netflix con Darren Barnet

Love Hard: recensione del film Netflix con Darren Barnet

Love Hard è il nuovissimo film natalizio disponibile su Netflix dal 5 novembre 2021. Già in cima alle classifiche della piattaforma in 87 paesi, la commedia di Hernán Jiménez García racconta l’avventura di Natalie (Nina Dobrev), una scrittrice di Los Angeles che decide di fare una pazzia per amore: attraversare il paese per passare il Natale con Josh (Jimmy O. Yang), il ragazzo conosciuto su un’app di incontri. Romantica, leggera ed ironica, Love Hard è la pellicola adatta al clima delle feste.

Love Hard: la trama del film

La californiana Natalie (Nina Dobrev), colleziona insuccessi amorosi e primi appuntamenti deludenti. I fallimenti nella vita sentimentale sono però la garanzia del suo successo lavorativo: gli articoli che scrive come giornalista traggono linfa dalle storie disastrate che Natalie vive con gli uomini. Poco prima di Natale però, la protagonista sembra trovare l’uomo perfetto su un’app di incontri: bello e interessante, il Josh conosciuto online la conquista. L’unico problema è non averlo ancora conosciuto di persona: abita a Lake Placid, una cittadina dello stato di New York, a chilometri di distanza. Natalie decide di fare a Josh una sorpresa per Natale e raggiungerlo nella sua città, convinta che il ragazzo sia ”quello giusto” e pronta a scrivere una storia con un lieto fine. Sarà lei però a ricevere una sorpresa: il vero Josh (Jimmy O. Yang) ha un aspetto completamente diverso da quello online (e non migliore).

Fortunatamente per Natalie, il ragazzo delle foto usate da Josh sull’app esiste davvero: si chiama Tag (Darren Barnet) e abita anche lui a Lake Placid. Per farsi perdonare da NatalieJosh le propone un accordo: lui l’aiuterà ad ottenere un appuntamento con Tag, mentre lei dovrà fingersi la fidanzata di Josh con i suoi familiari. Ormai costretta a restare a Lake Placid fino a Natale, Natalie accetta l’accordo, ma la situazione diventa più complicata di quanto pianificato…

Catfishing e bugie: l’online come l’offline

Love Hard inserisce nella classica commedia natalizia temi attuali, in chiave ironica. Le disavventure legate agli incontri sulle dating app, dove tutti cercano di mostrare una versione migliore di sé, hanno infinite sfaccettature: dalla bugia in fin di bene fino al reato della falsa identità. Josh fa catfishing, nasconde la sua vera persona dietro alle foto di qualcun altro, spacciandole per proprie. Non diversamente però, Natalie mente su chi è veramente per piacere a Tag: si finge sportiva, dice di amare uno scrittore che detesta, mette in discussione i suoi principi. Seppur non online, anche lei è disonesta. Il film vuole proprio evidenziare come, in forme diverse, le insicurezze su di sè portino a mentire quando si vuole piacere a qualcuno.

L’intenzione del regista era forse quella di inserire una riflessione profonda, ma il discorso di Love Hard rimane quasi sempre in superficie: l’aspetto esteriore gioca un enorme ruolo all’interno del film. C’è la protagonista, mostrata come la canonica bellezza acqua e sapone, c’è Josh, il ragazzo asiatico un po’ nerd, con gli occhiali e impacciato, contrapposto a due uomini affascinanti: suo fratello Owen, arrogante primogenito adorato dai genitori e Tag, tipico maschio sportivo che va a caccia e mangia bistecche. Il risultato è una critica che in fin dei conti rimane sempre inserita nella cultura messa in discussione.

Love Hard è la crasi di Love Actually e Die Hard

Estremamente citazionista, Love Hard riprende innumerevoli aspetti dei classici film natalizi americani. Oltre alle ambientazioni, piene di lucine e addobbi, oltre alle camicie a quadri, gli scarponi e le sciarpe, non mancano le canzoni natalizie, come sfondo sonoro oppure intonate dai protagonisti. I riferimenti ad altri film di Natale sono una costante, soprattutto nei dialoghi: dall’inizio alla fine Josh e Natalie discutono su quale tra Love Actually e Die Hard sia il miglior Christmas movie. Per i fan del genere, è possibile apprezzare in Love Hard le citazioni esplicite e le scene riprese dai film sull’ultima settimana dell’anno.

Se siete già nel mood natalizio, pronti a stendervi sul divano con una coperta e una cioccolata calda per una serata all’insegna della spensieratezza, Love Hard è il film che fa per voi. Ironico, caotico e divertente, ma sicuramente non adatto a chi si sente un po’ come il Grinch.

Love Hard: quale personaggio sei, in base al tuo segno zodiacale?

Nella commedia romantica di Netflix Love Hard, Natalie (Nina Dobrev) utilizza un’app di appuntamenti, non l’astrologia, per trovare il corteggiatore più compatibile con la sua personalità. La tecnologia potrebbe rivelarsi molto utile, dice, a patto che la persona all’altro capo sia onesta. Tuttavia, verrà condotta dall’altra parte del paese per incontrare il suo corteggiatore e scoprire che non tutto è come sembra.

Il suo compagno Josh avrebbe potuto dare più credito all’astrologia se gliene fosse stata data la possibilità. È l’unico nel film, dopo tutto, a notare il segno astrologico di suo fratello e a riflettere su ciò che pensa dica su di lui. Gli appassionati di astrologia che si approcciano alla visione di Love Hard potrebbero non essere d’accordo con la valutazione di Josh, anche se possiamo dire che le sfaccettature di tutti i segni zodiacali vengono ben rappresentati nel film. Forse Natalie avrebbe dovuto consultare le stelle invece che lo schermo del suo telefono?

Ariete: Kerry

Kelly Love HardKerry non appare molto in Love Hard, dato che è tornata in California mentre il grosso della storia si svolge a New York. Quello che il pubblico può carpire di lei è che è il tipo di persona che dice le cose come stanno e spinge i suoi amici fuori dalla loro zona di comfort.

È un po’ più impulsiva di Natalie, incoraggiandola a fare un salto nell’ignoto senza una rete di sicurezza, anche se si accerta che Natalie abbia dei metodi efficaci per assicurarsi che non incontri un serial killer. Kerry ha inoltre proprio la passione di un Ariete.

Toro: Signora Lin

Signora Lin Love HardIl Toro è conosciuto come il segno più testardo; il pubblico non vede necessariamente questo nella signora Lin di Love Hard, ma si sofferma sull’amore del Toro per la routine e il lusso.

La concezione del lusso della signora Lin prevede una colazione elaborata e decorazioni natalizie: si aggrappa alle stesse tradizioni che la famiglia Lin ha avuto per anni, come il caroling, andare di casa in casa cantando canti tipici natalizi, anche quando le feste in questione prevedono un ospite inaspettato. E’ sinceramente entusiasta del fatto che Josh abbia una ragazza e sia felice, anche se il cambiamento inizialmente la manda in tilt.

Gemelli: Chelsea

Chelsea Love HardLa cognata di Josh torna a casa per le vacanze con suo fratello. Inizialmente è una donna di poche parole, ma si adatta bene alla famiglia. Chelsea è affascinante, ride alle battute giuste e aiuta con le decorazioni natalizie, ma per lo più si rimette al comando del marito.

Come Gemelli, Chelsea è perfettamente a suo agio ovunque. Riesce a fondersi con la famiglia facilmente, in qualsiasi situazione presentaci in Love Hard: che si tratti di una festa imbarazzante, del ruolo di cantante di riserva per i canti di Natale, o essere “appesa” fuori davanti all’albero di Natale, Chelsea è un Gemelli adattabile.

Cancro: Nonna Lin

Nonna Lin Love HardNonna Lin accoglie rapidamente Natalie nella casa della famiglia Lin. Come Cancro, è solita instaurare rapidamente dei legami con gli altri e si preoccupa profondamente della felicità degli altri. A questo proposito, cerca in Love Hard di compensare la solitudine di tutti coloro che conosce in una casa di riposo, creandogli un profilo di incontri online.

È anche così premurosa che fa un grande gesto per Josh e Natalie: si toglie l’anello dal dito per concederlo a Josh, che lo userà come anello di fidanzamento.

Leo: Owen

Owen Love HardQuando Josh e Natalie discutono del bisogno del fratello maggiore di essere al centro dell’attenzione, Josh dice a Natalie che ciò è inevitabile perché Owen è un Pesci; tuttavia, la valutazione di Josh sembra in realtà più in linea con un Leone.

I Leo amano avere tutti gli occhi puntati addosso: sono intrattenitori nati. Non solo Owen attira tutta l’attenzione della famiglia Lin, ma prende anche il comando del loro canto di Natale. Anche se sembra incredibilmente egoista in superficie, Owen è anche molto leale alla sua famiglia e capisce velocemente che sta succedendo qualcosa a Natalie, cercando di coglierla in fallo e proteggere il suo fratellino.

Vergine: Lee

Lee Love HardCome persona che gestisce il sito web/rivista per cui Natalie scrive, Lee deve essere organizzato. È anche apparentemente un maestro del multitasking, dato che si allena anche nel suo ufficio mentre fa riunioni con gli impiegati. Inizialmente, sembra un perfezionista con una visione molto specifica che vuole attenersi alla sua tabella di marcia, il che è molto Vergine di Lee.

Lee, tuttavia, mostra anche un sorprendente lato morbido con un po’ di istinto virginiano. E’ Lee che si siede con Natalie e la aiuta a riflettere sul perché non ha lasciato Lake Placid nel momento in cui ha scoperto di essere stata presa in giro. E’ il momento da mamma-amica di cui Natalie ha bisogno.

Bilancia: Tag

Tag Love HardI Bilancia sono affascinanti quanto i Gemelli, ma dove i Gemelli tendono a seguire la corrente, i Bilancia risultano essere leader naturali. Questo è il motivo per cui Tag finisce per essere il re del ballo, una stella del football e Mr. Popular al liceo ma comunque mantiene ancora il suo status di adulto che passa la maggior parte del suo tempo da solo nei grandi spazi all’aperto.

B ha anche il forte senso etico di una Bilancia. E’ indignato dal fatto che Natalie gli abbia mentito sui suoi interessi solo perché la sua foto è stata usata per fare il catfish. Naturalmente, il pubblico non vede mai come affronta la sua rabbia, a differenza di Natalie, ma certamente il suo comportamento riflette le tendenze della Bilancia.

Scorpione: la versione “profilo” di Natalie

Nina e Tag Love HardCi sono due Natalie molto diverse in Love Hard: la vera Natalie, e quella che diventa mentre cerca di catturare l’attenzione di Tag. È giusto che la falsa Natalie abbia il suo segno zodiacale.

Questa versione di Natalie, quella che è aggressiva nell’ottenere ciò che vuole, sia attraverso un assolo al karaoke o mentendo a Tag per rimanere ad un appuntamento con lui, è uno Scorpione. Gli Scorpioni tendono ad essere tenaci ma anche molto introversi: Natalie raramente si apre con Tag durante la sua ricerca di un appuntamento con lui, il che alla fine le fa capire che il suo personaggio da profilo è completamente sbagliato per lei. Per un vero Scorpione, avrebbe funzionato benissimo.

Sagittario: Mr. Lin

Mr Lin Love HardIl Sagittario è il segno noto per il suo spirito avventuroso. Amano imparare, raccontare storie e abbracciare l’ignoto. Mr. Lin potrebbe non sembrare così prima vista, ma questo potrebbe essere il risultato del fatto che è diventato la forza stabilizzatrice nella vita dei suoi figli quando erano giovani.

Il pubblico può vedere quell’amore per l’avventura in lui quando Josh parla di suo padre che vende attrezzature a coloro che scalano il Monte Everest, o che dà ai subacquei la loro attrezzatura per esplorare la Grande Barriera Corallina. Mr. Lin si apre anche con raccontando alcune storie d’avventura a Natalie durante alcuni dei momenti più tranquilli del film.

Capricorno: Natalie

Natalie Love HardNatalie è incredibilmente motivata. Vuole avere successo nella carriera che ha scelto, ed è disposta a fare qualsiasi cosa per farlo accadere, incluso usare la sua incasinata storia sentimentale come ispirazione per il suo lavoro. Continua persino a consegnare il lavoro nonostante il suo capo l’abbia licenziata più volte.

Questo impulso e l’ambizione fanno di Natalie un sicuro Capricorno. Ha anche, tuttavia, la tendenza del Capricorno alla perfezione. E’ molto concentrata sul fatto che tutto accada esattamente come vuole lei, il che la porta a creare una personalità completamente diversa per se stessa in base a ciò che sa di Tag.

Acquario: Eric

Eric Love HardEric incoraggia Natalie a lasciarsi andare sul sedile del conducente della sua auto in Love Hard
Eric, o E-Rock come preferisce che lo chiamino gli amici, non ha l’ambizione del Capricorno di Natalie, ma il modo per essere esattamente chi vuole, non soffermandosi su quello che gli altri pensano di lui.

Natalie lo trova confuso quando si incontrano per la prima volta, e anche un po’ scortese all’aeroporto, ma Eric non lascia che questo lo faccia arrabbiare. Ha la vera auto-riconoscenza di un Acquario, che segue senza vergogna alcuna la sua strada.

Pesci: Josh

Josh potrebbe scherzare sul fatto che il comportamento di Owen alla ricerca di attenzione è quello proprio dei Pesci, ma il sognatore dello zodiaco in realtà si adatta molto meglio a Josh. Capisce il desiderio di Natalie di connettersi con qualcuno perché si sente allo stesso modo. Il suo senso di colpa per il catfishing lo vede offrire una soluzione creativa, anche se non etica, al suo problema mentre la aiuta a ottenere un appuntamento con Tag.

Josh tende anche a trovare modi per sfuggire alla propria felicità, che è un tratto distintivo dei Pesci. Si ritira nella sua stanza nel seminterrato e crea candele che gli ricordano i tempi migliori, senza dire alla sua famiglia dell’hobby che vorrebbe fosse la sua carriera. Scappa anche nel mondo degli incontri online con l’aiuto della foto di Tag.

Love For Rent, serie tv: trama, cast, episodi e dove vederla

Love For Rent è la miniserie drammatica romantica turca creata da Meriç Acemi e andata in onda nel 2015. La serie è stata diretta da Metin Balekoğlu (1–20) Barış Yöş (21–43) Şenol Sönmez (44–69). La serie è prodotta da Müge Turalı Pak Yelda Perahya Yalçın Mehmetcan Yüksel.

Love For Rent: trama e cast

Nella serie una cameriera di nome Defne Topal (Elçin Sangu) si ritrova in un gioco d’amore quando ha bisogno di soldi per saldare il debito di suo fratello. Defne si prende cura di sua nonna, sua sorella giovane e suo fratello maggiore, perché suo padre li abbandona e dopo che sua madre li ha lasciati per un altro uomo. Un giorno, un uomo di nome Ömer İplikçi (Barış Arduç) la bacia bruscamente perché vuole salvarsi da un appuntamento al buio che sua zia ha organizzato per lui. Sconosciuto a Defne e Ömer, la zia di Ömer Neriman (Nergis Kumbasar) ha visto il bacio. Dopodiché, Neriman arriva con un’offerta a Defne di sposarsi e poi lascia l’uomo per cui l’ha affittata. Neriman è pronto a dare 400.000 lire, ma Defne prende solo i soldi di cui ha bisogno (200.000 lire) e accetta l’offerta di salvare suo fratello dalle persone a cui è indebitato. Inizia come assistente vicino a Ömer İplikçi, ignara del fatto che lui è l’uomo che l’ha baciata fino a quando non lo vede nel suo primo giorno di lavoro. Ha 6 mesi per sposarsi e poi lasciarlo, ma non ne era abbastanza consapevole e si è accidentalmente innamorata di lui!

In Love For Rent protagonisti sono Barış Arduç nel ruolo di Ömer İplikçi, Elçin Sangu nel ruolo di Defne Topal, Salih Bademci nel ruolo di Sinan Karakaya, Onur Büyüktopçu nel ruolo di Koray Sargın, Müjde Uzman – Seda Berensel, Seçkin Özdemir – Pamir Marden, Sinem Öztürk nel ruolo di Yasemin Kayalar, Nergis Kumbasar nel ruolo di Neriman İplikçi, Melisa Şenolsun nel ruolo di Sude İplikçi, Levent Ülgen nel ruolo di Necmi İplikçi, Ferdi Merter nel ruolo di Hulusi İplikçi, e Ayberk Atilla nel ruolo di Sadri Usta.

Nel cast anche Devrim Yalçın nel ruolo di Deniz Tranba (ospite), Elifcan Ongurlar è Fikret Gallo (ospite), Ismail Karagöz nel ruolo di Şükrü, Hande Ağaoğlu come Mine, Hikmet Körmükçü nel ruolo di Türkan Topal, Melisa Giz Cengiz nel ruolo di Esra Topal, Kerem Fırtına come İsmail, Sanem Yeles nel ruolo di Nihan Topal, Osman Akça nel ruolo di Serdar Topal, Ragıp Gülen è Zübeyir Taşçalan, Selin Uzal nel ruolo di Derya, Simge Doğanlar nel ruolo di Ece, Leyla Lydia Tuğutlu come İz (separata dall’array), Özlem Gezgin come Nazlıcan (separato dall’array), Ender Sakallı come Vedat (separato dalla matrice), Bariş Murat Yagci nel ruolo di Eymen, e Natiq M. Dhahir nel ruolo di Alhawashim.

Love For Life – recensione

Love For Life – recensione

In un piccolo villaggio cinese un traffico illecito di sangue ha diffuso l’AIDS nella comunità. La famiglia Zhao è al centro della vicenda: Qi Quan, il figlio maggiore, è stato il primo a indurre i vicini a donare il sangue con la promessa di denaro veloce.

Love Con Revenge: la vendetta dei cuori infranti, cosa è successo dopo che i truffatori sono stati smascherati?

Per molti, le truffe romantiche non sono solo un titolo da prima pagina, ma una realtà devastante. Love Con Revenge di Netflix svela il mondo delle truffe romantiche online, mostrando come i truffatori riescano a creare relazioni false per manipolare persone innocenti e sottrarre loro ingenti somme di denaro. La serie segue la conduttrice Cecilie Fjellhøy, lei stessa ex vittima del famigerato “Tinder Swindler”, e la veterana investigatrice privata Brianne Joseph mentre aiutano queste vittime a reagire. In molti di questi casi, ottenere giustizia non è facile e Love Con Revenge rivela sia la devastazione emotiva e finanziaria che ne deriva, sia i numerosi ostacoli che le vittime devono affrontare per assicurare i presunti responsabili alla giustizia.

Tuttavia, Cecilie e Brianne sperano che la serie incoraggi gli spettatori che hanno subito frodi sentimentali a parlare e che aiuti gli altri a rendersi conto di quanto siano diffuse le truffe sentimentali. “Incontrerete queste persone di persona. Non è solo una storia folle. Purtroppo, però, questo accade ogni singolo giorno. E dobbiamo solo esserne consapevoli”, dice Cecilie a Tudum.

Di seguito, Cecilie e Brianne analizzano i casi e l’impatto duraturo di queste truffe e riflettono sulle domande che gli spettatori si pongono dopo aver visto Love Con Revenge.

Cosa succede in Love Con Revenge?

In ogni episodio, Cecilie e Brianne indagano su una diversa truffa sentimentale, svelando le elaborate tattiche utilizzate – come professioni false, tragedie inventate e opportunità di investimento fasulle – per sfruttare le vittime. La serie rivela anche le sfide uniche che le vittime devono affrontare, dalla riluttanza delle forze dell’ordine ad agire al forte senso di vergogna che può indurre le vittime a tacere.

Le origini dello show, dicono le conduttrici, affondano le radici in un senso di scopo condiviso. Dopo essere stata sommersa da richieste di aiuto in seguito a The Tinder Swindler, Cecilie ha capito che aveva bisogno di una partner investigativa. “Io [potevo] fornire il supporto psicologico”, dice, “ma avevo bisogno di qualcuno come Brianne per andare più a fondo”.

“Condividevamo un obiettivo comune, ovvero ottenere giustizia per le persone che avevano bisogno di aiuto”, dice Brianne.

Quali sono state le truffe romantiche più scioccanti?

Cecilie e Brianne sono rimaste colpite dalla portata e dalla complessità di tutte le truffe che hanno indagato, ma Cecilie indica il caso presentato nell’episodio 2, “Fallen Soldier”, come particolarmente grave. Bridget è stata manipolata per anni da Ricky, un ex soldato dell’esercito statunitense che ha inventato storie di traumi di guerra per guadagnarsi la sua fiducia. L’ha convinta a separarsi da migliaia di dollari, sostenendo che gran parte di essi erano destinati alla famiglia di un compagno caduto che, in realtà, conosceva a malapena. (Ha anche prelevato altre migliaia di dollari dal suo conto bancario). Sentendosi tradita e sopraffatta, Bridget si è rivolta a Cecilie e Brianne per chiedere aiuto.

“Usare l’eredità e la memoria di un uomo morto per prendere i soldi di qualcuno e ottenere quella empatia è orribile”, dice Cecilie.

Secondo la serie, Ricky è stato infine processato per tre reati di frode e furto ai danni di Bridget, è stato riconosciuto colpevole di tutti i capi d’accusa e ora è in attesa di sentenza. E mentre vedere giustizia fatta in tribunale ha emozionato Cecilie, è stato il recupero della determinazione di Bridget – e la sua capacità di ricostruire la sua vita – che le è rimasto più impresso.

“Vedere [Bridget] rifiorire e uscirne vincitrice è stato davvero commovente per me, perché lei è una vera combattente”, afferma.

Per Brianne, uno dei casi più sconcertanti è stato quello dell’episodio 3, “Il truffatore in famiglia”. Qui, Dorian ha sposato Shareza, fingendo di essere un medico, e avrebbe manipolato lei e le sue figlie in un piano che ha comportato una frode di circa 2 milioni di dollari.

“È incredibile fino a che punto questo tizio si sia spinto per creare questa falsa identità semplicemente per frodare qualcuno”, dice Brianne. “Ha permesso ai bambini di prendere il suo cognome per creare quell’identità e li ha completamente devastati”.

Cosa è successo alle vittime e ai truffatori dopo Love Con Revenge?

Come mostra la serie, quando le vittime si fanno avanti e condividono le loro storie, possono davvero fare la differenza. Todd, il “truffatore dei selfie” dell’episodio 1, è stato dichiarato fallito e costretto a vendere la sua attività, Sanjara, per pagare i debiti. Otto donne, tra cui Jill, la cui storia è raccontata nell’episodio, si sono fatte avanti denunciando la frode. Le vittime continuano a cercare giustizia, anche se Todd nega tutte le accuse.

In alcuni casi, la giustizia ha fatto passi avanti in modo drammatico. Da quando le riprese sono terminate, uno dei casi trattati ha persino portato a un’incriminazione federale: a luglio, Christopher, il cosiddetto “truffatore della Major League” degli episodi 5 e 6, è stato arrestato con 14 capi d’accusa per aver utilizzato app di incontri per frodare le vittime, tra cui le sopravvissute Lindsay e Lauren, per oltre 2 milioni di dollari. Se condannato, potrebbe rischiare decenni di carcere. (Christopher nega le accuse a suo carico).

“Quando l’FBI si occupa di un caso, significa che è una cosa seria”, dice Cecilie. “Ero alle udienze per il fallimento con [Christopher]… solo per vederlo contorcersi e vedere l’FBI lì, capivi che stava succedendo qualcosa”.

Altri casi rimangono irrisolti o hanno avuto esiti contrastanti. Dorian, dell’episodio 3, ha affermato che il suo titolo di “Dr” si riferiva a un dottorato di ricerca e non è stato accusato di alcun reato, mentre Shareza ora deve affrontare una denuncia per aver presentato una falsa denuncia alla polizia; entrambe le parti hanno ritirato le loro cause civili. Sabrina, la truffatrice al centro dell’episodio 4 “Geek Girl Con”, si è dichiarata colpevole di aver rubato oltre 600.000 dollari a conoscenti tramite frode telematica. Tuttavia, la vittima Aaron non ha potuto recuperare le sue perdite da Sabrina a causa di un termine di prescrizione di cinque anni.

Cosa è successo quando le vittime hanno affrontato i loro truffatori?

In alcuni dei momenti più intensi della serie, Cecilie e Brianne hanno aiutato le vittime a confrontarsi con i loro truffatori in pubblico e davanti alle telecamere, ma solo se lo desideravano. Anche se confrontarsi con il proprio truffatore è stato un modo per riprendere il controllo della propria vita e della propria narrativa, “non è una cosa che tutti possono fare”, dice Cecilie. “Deve essere una scelta della vittima, e deve avvenire nel contesto giusto e al momento giusto. … Lo fai per te stessa, per poter dire le cose che avresti voluto dire prima“.

Brianne aggiunge che questi confronti non sono uno spettacolo, ma servono ad aiutare le vittime a ritrovare il loro senso di autonomia e a chiudere con il passato. ”Non volevamo che fosse caotico, né che fosse un momento pericoloso”, dice. “Non si tratta di urlare e gridare e cercare di avere un momento di gloria. Si trattava semplicemente di restituire loro la voce… per esprimere la frustrazione e il dolore”.

Love and Monsters: trailer del film Netflix con Dylan O’Brien

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Love and Monsters: trailer del film Netflix con Dylan O’Brien

Netflix ha diffuso il trailer di Love and Monsters il film che vede protagonisti Dylan O’Brien, Jessica Henwick, Michael Rooker diretti da Michael Matthew. In arrivo su Netflix dal 14 aprile.

In Love and Monsters Sette anni dopo un’apocalisse di mostri, l’umanità è costretta a vivere in colonie sotterranee. Quando Joel Dawson (Dylan O’Brien) si ricollega via radio con Aimee, la sua ragazza del liceo che vive sulla costa a 130 chilometri di distanza, i sentimenti per lei riemergono. Joel si rende conto di non avere alcun motivo per rimanere sottoterra e nonostante tutti i pericoli presenti sul cammino decide di uscire allo scoperto per seguire il suo vero amore.

Love and Monsters, la recensione del film con Dylan O’Brien 

Si presenta come l’outsider della corsa agli Oscar 2021 per i migliori effetti speciali Love and Monsters. Protagonista Dylan O’Brien, la star di Maze Runner amata dai teenagers, che il regista Michael Matthews  ha voluto per interpretare Joel, in viaggio a rischio della vita in uno scenario post-apocalittico pieno di creature naturali mostruose, per ritrovare l’amore.

La trama di Love and Monsters

Dopo che un asteroide, rischiando di colpire la terra, è stato frantumato da missili terrestri, con rilascio massiccio di sostanze chimiche, gli animali a sangue freddo, ossia rettili, insetti e simili, hanno iniziato a mutare, diventando enormi mostri capaci di attaccare e distruggere l’uomo. Così il 17enne Joel, Dylan O’Brien, si è rifugiato assieme ad un gruppo di superstiti in un bunker sotterraneo, dove vive da sette anni. Mentre la minaccia dei mostri “naturali” si fa sempre più pericolosa, Joel decide di uscire dal bunker e abbandonare la sua colonia umana per andare a cercare Aimee, Jessica Henwick, il suo amore, che era stato costretto a lasciare per scappare dai mostri sette anni prima. Quello verso la colonia di Aimee sarà un vero e proprio viaggio di formazione: pieno di insidie, ma anche ricco di incontri e nuove amicizie, come quella con il cane Boy, e farà del timido Joel un adulto consapevole e coraggioso.  

Love and Monsters nella corsa agli Oscar

Love and Monsters conta sugli effetti speciali curati dai supervisori Matt Sloan e Steve Boyle, che hanno pensato un efficace mix di effetti reali e digitali per creare i suggestivi mostri che danno filo da torcere al protagonista. Hanno le fattezze di enormi rettili o insetti. Ci sono, ad esempio, la formica gigante, la lumaca rocciosa, o anche il granchio. Ciascuno con la sua caratteristica e il suo potere offensivo. Tutto ben fatto. Tuttavia, la strada per ottenere la statuetta più preziosa del cinema non sarà certo spianata. Il film, infatti, dovrà vedersela con avversari più che temibili. Si parte da Tenet di Christopher Nolan per passare a The Midnight Sky di e con George Clooney.

Anche in quest’ultimo lavoro, peraltro, gli umani superstiti si sono nascosti sottoterra dopo la fine del mondo, a seguito di una serie di catastrofi naturali e il protagonista si è rifugiato invece al Polo Nord. Anche lui, come Joel, scopre di non essere solo. Vi sono poi L’unico e insuperabile Ivan di Thea Sharrock, film Disney con Bryan Cranston, che vede protagonista uno scimpanzé, e Mulan di Niki Caro, remake del film d’animazione omonimo, con Liu Yifei. Anche questa una produzione Disney. La natura e le sue creature non umane, il suo essere matrigna, è dunque molto presente in questa edizione degli Oscar ancora segnata dalla pandemia. 

Amore e mostri, un buon cinema per ragazzi che parla di oggi

Love and Monsters è il classico film per ragazzi. È un racconto di formazione, è avventuroso e coinvolgente. A catalizzare l’attenzione c’è l’aspetto orrorifico, la pericolosità e la spettacolarità dei mostri. Senza dimenticare l’amore. Quell’amore romantico e da favola, irrinunciabile in ogni storia destinata ai teenagers che è ben interpretato da due prtagonisti idoli dei più giovani, come Dylan O’Brien (già nella serie tv Teen Wolf, poi protagonista di Maze Runner) e Jessica Henwick (Il Trono di Spade, Iron Fist). Ma ci sono anche valori come l’amicizia, il senso di comunità e c’è una lezione sul rispetto della natura che sembra figlia dei tempi che stiamo vivendo. In un certo senso, infatti, Love and Monsters è un po’ una metafora della situazione che tutto il pianeta si trova ad affrontare con la pandemia da Covid-19. Il mondo intero non è forse ostaggio di una minaccia che arriva dalla natura stessa?

Durante il lockdown non si è forse costretti a chiudersi in casa, letteralmente a rifugiarvisi per sfuggire a questa minaccia, che è il virus? Si è anche parlato di come l’insorgere del virus possa avere cause in qualche misura legate ad alcuni comportamenti umani – le pratiche utilizzate all’interno dei cosiddetti wet market, il disboscamento, con conseguente ampliamento degli insediamenti umani, l’inquinamento atmosferico.  Allo stesso modo, nel film, gli animali a sangue freddo diventano mostri pericolosi a causa dei composti chimici contenuti nei missili che gli uomini lanciano contro l’asteroide Agatha 616. La natura insomma, diventa nemica, come conseguenza di un comportamento umano. Sta al protagonista riscoprire, pian piano, che “La natura non è niente male quando non vuole ucciderti”.  Il regista Michael Matthews, dunque, crea un mondo  fantascientifico per invitare il pubblico a riflettere su quanto sta accadendo. 

I punti di forza del film, oltre che la buona idea di partenza – il soggetto è di Brian Duffield – e una efficace costruzione delle creature mostruose, sono anche i bei disegni animati che accompagnano tutto il film. Joel infatti disegna e  tiene un diario in cui annota tutte le creature che incontra e le esperienze che fa. Poi c’è l’altro vero protagonista, il cane Boy, che diventa un inseparabile amico di Joel a cui lo spettatore si affeziona subito. Simpatici sono anche Clyde, Michael Rooker, e Minnow, Ariana Greenblatt. Il regista riesce a bilanciare le diverse componenti – avventura, amore, fantascienza, riflessione –  e porta avanti il film con un piglio ironico che non guasta. Il risultato è piacevole, tanto che da più parti si parla già di un sequel. Per ora, Love and Monsters è disponibile su Netflix, prodotto da 21 Lapse Entertainment, Entertainment One e Paramount Pictures.

Love and Mercy: una featurette dal film con Paul Dano

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Love and Mercy: una featurette dal film con Paul Dano

Ecco una nuova featurette ufficiale di Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. Il film sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment a partire dal 31 marzo.

GUARDA IL TRAILER

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Fonte: Adler Entertainment

Love and Mercy: una clip e una featurette dal film sui Beach Boys

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Ecco una nuova featurette ufficiale e una clip italiana di Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. Il film sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment a partire dal 31 marzo.

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Fonte: Adler Entertainment

Love and Mercy: trailer italiano del film con John Cusack e Paul Dano

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Ecco il trailer italiano di Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. Il film sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment a partire dal 21 aprile.

https://www.youtube.com/watch?v=4DbLkuaOGBo&feature=youtu.be

Ecco le foto ufficiali del film:

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Love and Mercy: recensione del film con Paul Dano

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Love and Mercy: recensione del film con Paul Dano

In un periodo in cui Hollywood sforna biopic e remake a profusione, essere originali proprio attraverso questi percorsi è estremamente difficile, ma il produttore (The Tree of Life, Into the Wild) votatosi alla regia Bill Pohlad sceglie una via poco trafficata, un tratto personale, un occhio a cavallo di una generazione per raccontare la straordinaria vita, la malattia, la musica e l’amore di Brian Wilson, brillante artista, musicista ispirato e sperimentatore, patrimonio artistico del nostro tempo, cuore dei Beach Boys. Love and Mercy è incentrato in un momento storico in cui in Europa infuriava la lotta tra Beatles e Rolling Stones, e dall’America arrivavano le ondate di folck di Bob Dylan e il rock culminato con Woodstock, la musica leggera, orecchiabile, rassicurante e casalinga di questi fratelli/cugini/amici è passata ingiustamente in sordina, fino a che non è arrivata Pet Sounds, un album di rottura, artistica e personale della band, che ha messo in luce Wilson come vero talento del gruppo.

Love and Mercy di Pohlad si focalizza su due momenti fondamentali per la musica e la vita di Wilson: da una parte un giovane Brian (Paul Dano) cerca di barcamenarsi tra la sua ispirazione violenta e urgente e l’ottica imprenditoriale e più chiusa, pragmatica, dei suoi compagni; dall’altra un Brian più maturo (John Cusack) fa i conti con la malattia mentale e la prigionia, letteralmente, a cui lo costringe il suo psichiatra Eugene Landy (Paul Giamatti) nel momento in cui Wilson incontra l’amore della sua vita, Melinda Laedbetter (Elizabeth Banks).

Love and MercyIl regista decide di raccontare due storie diverse, due mondi diversi. Il primo è agitato, con colori saturi e una magistrale interpretazione di Paul Dano che mette in scena un one man show vergognosamente passato sotto silenzio, il secondo è calmo, come la risacca del mare sulla battigia, immerso in un azzurro terso che potrebbe rappresentare l’anelata tranquillità di una mente martoriata dai farmaci così come era quella di Wilson quando ha incontrato Melinda. La Banks, dismessi i panni comici, costruisce un fiore d’acciaio, una donna volitiva, decisa, eppure magicamente dolce e materna, avvolta in colorati completi anni ’80, che trascina fuori dal baratro l’uomo che diventerà suo marito e il padre dei suoi figli.

Love and Mercy attinge a piene mani a tutte le tecniche di montaggio musicale e sonoro per mettere in scena una melodia che nasceva nella testa di Wilson e che l’artista cercava di tirare fuori, anche attraverso la sperimentazione forsennata, con tecniche e metodi poco ortodossi e per questo poco compresi. Un passato di abusi e una sensibilità fuori dal comune hanno fatto di Wilson uno degli artisti più sensibili e importanti per la musica del nostro tempo, un artista poco celebrato a cui Love and Mercy porge un tributo dovuto e riuscito, aggirando i luoghi comuni e offrendo la possibilità di conoscere uno dei più grandi musicisti del secolo.

Love and Mercy: poster italiano del film con Paul Dano

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Love and Mercy: poster italiano del film con Paul Dano

Ecco il poster italiano di Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. Il film sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment a partire dal 31 marzo.

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Love and Mercy: in arrivo in Italia con Adler Entertainment

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Love and Mercy: in arrivo in Italia con Adler Entertainment

Sarà Adler Entertainment a distribuire in Italia, a partire dal 21 aprile prossimo, Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. La pellicola verrà presentata in anteprima domani, 30 dicembre, al Capri Hollywood, festival del cinema organizzato e diretto da Pascal Vicedomini giunto alla diciannovesima edizione.

Ecco le foto ufficiali del film:

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Love and Mercy: il 21 e 22 marzo con Sala Bio

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Love and Mercy: il 21 e 22 marzo con Sala Bio

Lunedì 21 marzo alle ore 21.15 al Cinema Odeon di Bologna e Martedì 22 marzo al Cinema Colosseo di Milano, torna Sala Bio, l’evento settimanale dedicato alle più grandi anteprime cinematografiche in lingua originale promosso e organizzato da Biografilm Festival di Bologna, il primo festival interamente dedicato alle biografie e ai racconti di vita.

La prossima settimana Sala Bio presenta l’anteprima in versione originale sottotitolata di Love and Mercy, l’attesissimo biopic su Brian Wilson, l’enigmatico cantante, compositore e co-fondatore dei Beach Boys, diretto e prodotto da Bill Pohlad (già produttore de I segreti di Brokeback Mountain, Radio America e 12 anni schiavo).

Love and Mercy sarà presentato in anteprima anche a Sala Bio Bologna lunedì 21 marzo e distribuito nelle sale italiane a partire dal 31 marzo da Adler Entertainment.

LOVE AND MERCY

di Bill Pohlad

(Stati Uniti / 2014 / 121’)

Un ritratto intimo e non convenzionale di Brian Wilson, l’enigmatico cantante, compositore e co-fondatore dei Beach Boys. Alla luce del pensiero rivoluzionario di Wilson che ha definito un’epoca della musica, il film esamina il viaggio personale dell’icona il cui successo internazionale è stato ripagato con un prezzo personale estremamente alto. Percorrendo più di trenta anni della vita di Wilson, il film rivela il lato più oscuro e più complesso della storia che giace dietro la felice apparenza di una musica spensierata e baciata dal sole, inclusa la battaglia di Wilson contro la malattia mentale e gli abusi di droga, i suoi anni sotto l’influenza del terapista Eugene Landy e la relazione redentiva con Melinda Ledbetter, il tutto incorniciato nel contesto della sua impareggiabile vita da musicista.

Uscita: 31 marzo (Adler Entertainment)

Love and Mercy: ecco il poster italiano ufficiale con Paul Dano

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Love and Mercy: ecco il poster italiano ufficiale con Paul Dano

Ecco il poster italiano ufficiale di Love and Mercy, biopic dedicato a Brian Wilson, frontman e co-fondatore dei Beach Boys, iconico gruppo rock statunitense la cui musica negli anni Sessanta divenne il simbolo dell’emergente cultura dei surfer californiani. Il film sarà distribuito in Italia da Adler Entertainment a partire dal 31 marzo.

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Love and Mercy dipinge un ritratto non convenzionale di Brian Wilson, cantante, cantautore e leader dei Beach Boys. Con la sue canzoni a far da colonna sonora, il film esplora intimamente il travagliato percorso personale dell’artista che Paul McCartney ha definito un genio. Nascosta da un’apparente semplicità la sua musica ha segnato per sempre la storia del pop, mentre la sua mente è stata considerata per anni affetta da una forma di schizofrenia. L’incontro con la futura moglie Melinda (Elizabeth Banks) riuscirà a portare l’equilibrio nella sua mente e nella sua vita.

A dare il volto al giovane Wilson nel film del regista Bill Pohlad, già produttore – tra gli altri – di 12 anni schiavo e Wild, è il talentuoso Paul Dano, la cui convincente interpretazione dell’instabile musicista ha colto il plauso della critica. Dano, infatti, ha vinto il Gotham Award come miglior attore per la sua performance nel film, ha ottenuto una candidatura ad un Golden Globe ed è nel novero dei papabili anche per una nomination all’Oscar.

Oltre a Dano, nel cast figurano anche John Cusack – nei panni del Wilson più maturo – Elizabeth Banks, Paul Giamatti e Jake Abel.

Love and Friendship: il romanzo di Jane Austen al cinema?

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Love and Friendship: il romanzo di Jane Austen al cinema?

Amazon Studios e la casa di distribuzione cinematografica Roadside Attractions stanno collaborando per portare sul grande schermo la commedia romantica diretta da Whit Stillman basata su Lady Susan, romanzo epistolare di Jane Austen scritto nel 1871 e pubblicato solo dopo la morte dell’autrice. L’annuncio è stato fatto al Sundance Film Festival.

Amazon e Roadside Attraction proseguono quindi la loro collaborazione, inaugurata con il film Chi-Raq diretto da Spike Lee.

L’eroina della storia Lady Susan Vernon (interpretata da Kate Beckinsale), rimasta vedova, decide di rifugiarsi nella tenuta di Churchill, per fuggire dalle voci che circolano a Londra su una sua doppia relazione con un uomo sposato, Mr Manwaring, e con un uomo molto più giovane di lei, Mr James Martin, di cui è innamorata la nipote di Mr Manwaring. Lady Susan è una donna scaltra e calcolatrice, vuole trovare un buon partito sia per la figlia che per se stessa, ma resta vittima delle sue macchinazioni. Ad aiutarla nei suoi intrighi e sotterfugi è la cara amica americana Alicia Johnson (interpretata da Chloë Sevigny).

Nel cast anche Xavier Samuel e Stephen Fry.

Il regista Whit Stillman è famoso per aver diretto Metropolitan (Oscar per la migliore sceneggiatura originale) e The Last Days of Disco (nel quale recitavano sia Beckinsale che Sevigny).

Fonte: Variety

Love and Death, la recensione della serie con Elizabeth Olsen

Love and Death, la recensione della serie con Elizabeth Olsen

Dopo il successo di The Undoing sempre per HBO, la coppia formata dallo sceneggiatore David E. Kelley e da Nicole Kidman (qui in veste di produttore esecutivo) torna a collaborare con una miniserie che possiede molti punti di contatto con lo show appena citato. Come il precedente Love and Death esplora ancora una volta le pieghe oscure e sanguinose di un tessuto sociale soltanto in apparenza stabile e armonico. In realtà il germe che conduce alla disfatta dello stesso nasce proprio dall’istituzione primaria della civiltà come lo conosciamo, ovvero la famiglia. Ispirata da una storia vera, la miniserie racconta infatti la storia di Candy Montgomery, moglie e madre che nel Texas del 1980 assassinò barbaramente la moglie dell’uomo con cui aveva avuto una relazione clandestina.

Rispetto a The Undoing possiamo notare fin dal primo episodio una definizione molto più precisa di ambientazione e personaggi. Dove infatti la regista del precedente show Susanne Bier aveva prediletto la forza della messa in scena badando meno alla sua veridicità, nel caso di Love and Death la regista Lesli Linka Glatter procede in direzione esplicitamente opposta.

Love and Death, la trama

La piccola e coesa comunità che volge da teatro della vicenda viene tratteggiata con minuzia di particolari, al fine di trovare quell’omogeneità di visione necessaria per rendere ancor più credibili i fatti narrati. Anche la progressione narrativa di Love and Death evita quasi programmaticamente di arrivare al cuore del dramma prediligendo al contrario un tono che spesso scivola nella commedia di costume. D’altronde l’assurdità della vicenda, dei suoi sviluppi e della conclusione si prestano perfettamente a un gioco di specchi che consente alla regista e al cast di lavorare sulle pieghe grottesche della miniserie con indubbia efficacia. Quello che alla fine colpisce maggiormente di Love & Death è la pacata, serafica compostezza con cui sia la comunità che gli stessi protagonisti vivono il crimine atroce commesso da Candy Montgomery.

La Glatter si concentra talmente sul voler evitare gli eccessi del melodramma che talvolta forse pecca in senso opposto, non dotando ovvero lo sviluppo narrativo della forza emotiva necessaria per dargli la spinta finale. Le puntate dello show infatti arrivano a intrigare lo spettatore, a irretirlo con il tono ondivago e leggermente folle della messa in scena, ma mai del tutto a soggiogarne mente e cuore. Il che non è chiaramente l’intento dei creatori e della regia, e ancor meno del cast.

Love and Death
Foto : HBO Max

Elizabeth Olsen, convincente protagonista

Elizabeth Olsen nel ruolo della Montgomery offre infatti una prova molto convincente proprio perché straniante, respingente. Il suo giocare con i lati frivoli di questa figura femminile, i quali si accompagnano con una forza d’animo ottusa, bigotta ma inarrestabile, le consente di mettere in piedi scena dopo scena una performance notevole. Dopo gli anni passati dentro l’universo Marvel in un ruolo che sembrava averne definitivamente tarpato le ali artistiche, l’attrice sembra aver ritrovato una parte di quella forza propositiva che aveva dimostrato nel film che l’ha lanciata, ovvero il notevole La fuga di Martha di Sean Durkin. Accanto a lei il sempre efficace Jesse Plemons quando si tratta di dare spessore dolceamaro a fuori di uomini senza qualità, a cui si aggiungono altri caratteristi di sicuro affidamento come Elizabeth Marvel, Lily Rabe, Patrick Fugit e un Tom Pelphrey che sale in cattedra nelle ultime puntate. Sono questi interpreti il cuore pulsante di Love & Death, il motivo fondamentale per cui merita una visione attenta e incuriosita.

Ci sono prodotti televisivi a cui bisogna dare il tempo di “crescere”, di comporre il proprio mosaico a livello di narrazione e messa in scena per arrivare a produrre sul pubblico un effetto preciso e voluto. Love and Death si prende il suo tempo per farlo, forse anche un po’ troppo, ma è indubbio si tratti di un’operazione che non va assolutamente incontro al grande pubblico per ingraziarselo. Neppure vuole scuoterlo con eccessivi momenti ad effetto o figure in chiaroscuro. Al contrario questa miniserie preferisce insinuare con pazienza e lucidità un senso di disagio che a tratti arriva a farci sorridere a denti stretti. Una qualità che non dovrebbe mai essere sottovalutata.

Love Again: la spiegazione del finale del film

Love Again: la spiegazione del finale del film

Il film Love Again (qui la recensione) del 2023 si conclude con il classico ricongiungimento delle commedie romantiche, ma eleva la sua storia con riflessioni sul dolore e sul potere della musica di Celine Dion. Diretto e scritto da James C. Strouse, Love Again è un remake del film tedesco del 2016 SMS für Dich, anch’esso basato sull’omonimo romanzo del 2009. In esso, Mira Ray sta piangendo la morte del suo fidanzato, tragicamente scomparso due anni prima, e trova conforto nell’inviare messaggi romantici e pieni di nostalgia al suo vecchio numero di telefono.

Questo numero è però stato riassegnato al giornalista Rob Burns, che è affascinato dalla misteriosa mittente e, con l’aiuto della protagonista del suo articolo, Celine Dion, escogita un piano per incontrare Mira e conquistare il suo amore. Con Priyanka Chopra Jonas e Sam Heughan nei ruoli principali, il cast e i personaggi di Love Again adattano così la storia della ricerca dell’amore attraverso la perdita, integrando la tecnologia moderna, il difficile processo del lutto e la rinnovata fede nell’amore e nella speranza.

Nel corso del film, dopo aver organizzato l’incontro con Mira, Rob si sorprende a comprendere finalmente i testi romantici di Celine Dion, mentre il legame di Mira con Rob la incoraggia finalmente ad andare avanti dopo la morte di John. Sebbene la storia d’amore della coppia sia costellata di ostacoli, come la scoperta da parte di Mira che Rob aveva letto i suoi messaggi a John, il finale di Love Again vede prevalere il loro amore quando entrambi decidono di abbracciare l’onestà, seguire il consiglio di Celine Dion e sostenersi a vicenda attraverso le delusioni amorose che continueranno a influenzarli.

Sam Heughan e Celine Dion in Love Again

Perché Rob ha pubblicato delle scuse a Mira invece del suo articolo su Celine Dion

Il critico musicale Rob Burns ha iniziato la storia di Love Again con un incarico del suo editore di scrivere un profilo sulla famosa cantante Celine Dion. Mentre inizialmente era restio ai suoi testi a causa del suo passato strazio e dell’incapacità di comprenderne le parole, Celine gli ha dato dei consigli sull’amore e ha ribaltato l’intervista su di lui. In Love Again, Celine ribalta la situazione e diventa la giornalista che cerca di convincere Rob a essere onesto e a rivelare i suoi segreti più intimi, così Rob usa il suo articolo per paragonare il suo percorso alla ricerca dell’amore alle parole di Dion e al suo ritorno sul palcoscenico statunitense dopo una pausa decennale.

Quando arriva il momento di pubblicare il profilo di Celine Dion scritto da Rob, l’articolo che lui pubblica è invece “Texts for Mira”, in cui si scusa per non averle detto la verità sul fatto di essere il destinatario dei suoi messaggi destinati a John. L’articolo diventa virale e fa guadagnare a Rob più favore da parte del suo capo, nonostante non abbia scritto l’articolo che gli era stato effettivamente assegnato, anche se Rob aggira il problema includendo comunque notizie su Celine Dion nella narrazione. Ispirato dalle canzoni e dai testi di Dion, Rob usa l’articolo per seguire il suo consiglio ed esprimere invece il suo amore per Mira, cosa che alla Dion semi-romanzata del film sembrava interessare più di un altro profilo sul suo tour di ritorno.

Il colpo di scena dell’articolo di Rob fa riferimento alle ispirazioni del libro Love Again

L’articolo di scuse di Rob intitolato “Texts for Mira” è un riferimento al libro che ha ispirato Love Again, poiché il titolo inglese di SMS für Dich è Text for You. Rob si rende essenzialmente l’autore del libro scrivendo la loro storia d’amore e dandogli questo titolo, con il suo articolo di alto profilo che gli permette di mostrarsi vulnerabile riguardo ai suoi sentimenti in modo simile a Mira nei suoi messaggi reali. Love Again era stato inizialmente sviluppato con il titolo Text for You, ma cambiarlo ha permesso di enfatizzare meglio il conflitto centrale di Mira e Rob che imparano a ritrovare l’amore. Tuttavia, è un bel tocco che il titolo del libro sia entrato a far parte della storia di Love Again.

​Priyanka Chopra Jonas e Sam Heughan in LOVE AGAIN. Foto di: Liam Daniel

Come l’opera di Orfeo ed Euridice riflette la storia di Mira e Rob

La vera opera Orfeo ed Euridice è spesso citata nella storia di Love Again, poiché il racconto mitologico era uno dei preferiti del defunto fidanzato di Mira, John, e rappresentava il suo dolore. Nell’opera, la coppia si innamora prima che Euridice muoia inaspettatamente, lasciando Orfeo con un dolore immenso. Orfeo decide quindi di recarsi nell’Ade per riportare in vita sua moglie, e Ade acconsente a condizione che lei cammini dietro di lui lungo il percorso e che lui non si volti a guardarla. Quando Orfeo raggiunge l’uscita, perde la fede e si volta a guardare Euridice, rimandandola così nell’Ade.

In alcune versioni del finale della storia, Orfeo chiede allora la morte per poter ricongiungersi con Euridice e viene ucciso o ricompensato con la resurrezione di Euridice. Love Again riprende la leggenda, ma la modifica con un finale più ottimistico. Mira, come Orfeo, piange la morte improvvisa del suo amore ed è afflitta da un dolore straziante. Mira non riesce a superare la morte di John e arriva persino a dire che senza di lui non vede alcun futuro per sé stessa, mentre la sua famiglia le fa notare che, pur non essendo morta, non sta vivendo.

A differenza di Orfeo, che invoca la morte per stare con Euridice, Mira accetta il suo dolore ma sceglie di andare avanti con la vita, poiché non può riportarlo in vita e sa che John non avrebbe voluto che lei agisse come Orfeo. Invece di continuare a sprofondare nell’oscurità, Mira si dirige quindi verso una nuova luce con Rob nel finale di Love Again, imparando a vivere oltre quel dolore e ad aprirsi alla possibilità di amare ancora, come suggerisce il titolo del film.

Perché Mira è finalmente pronta a lasciar andare John

In Love Again, infatti, Mira prova per Rob una scintilla che non provava da quando John era vivo, dimostrando a se stessa che andare avanti è possibile e che può ancora avere una vita appagante. I suoi messaggi a John erano uno sfogo per il suo dolore, che l’aiutavano ad andare avanti ed esprimere i sentimenti che non lasciava uscire, mentre le sue visioni di lui le permettevano di fare pace con il suo ricordo mentre dava un’altra possibilità all’amore. Proprio come il bruco nei libri per bambini che scrive, John dice che vuole ancora che Mira prosperi e “voli” nel suo futuro senza di lui.

Mira è stata influenzata anche dallo chef Mo, che ha deciso di andare ad appuntamenti dopo la morte di sua moglie perché ha bisogno di compagnia e connessione umana autentica che un ricordo non può dargli. Celine Dion condivide un consiglio simile quando torna sul palco dopo aver pianto la morte del marito, poiché il cuore di Mira deve ancora andare avanti dopo la scomparsa di John. Dopo questa presa di coscienza, Mira disegna finalmente il suo bruco come una farfalla e si toglie l’anello di fidanzamento, segnalando la sua intenzione di andare avanti e dare un’altra possibilità all’amore.

La spiegazione del discorso finale di Mira a Rob (e perché lei lo perdona)

Quando Rob e Mira finalmente si riconciliano nel finale di Love Again, lei gli dice che lo perdonerà a poche condizioni. Innanzitutto, gli spiega che non potrà mai più mentirle, per quanto dolorosa o brutta possa essere la verità, poiché questa è stata la causa della loro rottura. Il personaggio di Priyanka Chopra Jonas afferma poi che amerà sempre John, e Rob deve capire che anche se il suo dolore potrà cambiare in futuro, lui farà sempre parte di lei. Infine, Mira dichiara che, su consiglio di Celine Dion, Rob dovrà lavare i piatti e imparare a cucinare perché lei non è in grado di farlo.

Mira ha perdonato Rob nel finale di Love Again perché ha capito quanto lui la amasse davvero e che, sebbene abbia commesso un errore non dicendole la verità sui messaggi, lo ha fatto perché non voleva perderla. Rob ha già capito che Mira amerà sempre John e che lei può ancora amarlo nonostante il suo dolore, il che è un altro livello di accettazione che riporta Mira da lui. Mira era sinceramente felice e ispirata di nuovo con Rob, quindi non avrebbe lasciato che questo amore finisse così rapidamente. Invece, si è assicurata che lui imparasse dal suo errore e capisse cosa lei può apportare alla loro relazione.

Cosa significa davvero il finale di Love Again

Il finale di Love Again trasmette il messaggio che, anche se può sembrare impossibile, è sempre possibile ritrovare l’amore. Per chi è in lutto, il processo di trovare una nuova persona è particolarmente spaventoso, poiché è difficile lasciar andare la vita che avrebbero dovuto avere con la persona scomparsa. Tuttavia, dopo due anni, Mira stessa si rende conto che ha bisogno di ricominciare a vivere e di aprirsi nuovamente alle prospettive dell’amore e a tutte le sue possibilità. Trovare l’amore dopo una perdita non significa però cancellare la persona che è venuta a mancare, ma accettare entrambi gli amori ed essere in grado di andare avanti con la propria vita.

Love Again, la recensione del film con Priyanka Chopra e Sam Heughan

Dopo aver svestito i panni dell’agente segreto Nadia in Citadel, spy story di Amazon Prime Video in catalogo da aprile, Priyanka Chopra Jonas è pronta a cambiare pelle per dare carattere a Mira in Love Again, commedia a tinte drama scritta e diretta da Jim Strouse. Se già il titolo anticipa una trama che, bene o male, seguirà stilemi e dettami del genere, non risultando dunque qualcosa di contenutisticamente inedito, attorno al film l’attenzione è comunque alta ed è tutta rivolta al debutto cinematografico della cantante pop Céline Dion.

Nessun personaggio fittizio è stato scritto per lei, Dion interpreta se stessa e porta i suoi meravigliosi testi – che alla fine sono la parte più interessante di tutta l’opera – per comporre una colonna sonora armoniosa e commovente, in cui spicca una delle sue canzoni più celebri, It’s All Coming Back To Me Now, il cui titolo sarebbe dovuto essere lo stesso del film per renderle omaggio, prima di essere ribattezzato con il nome attuale. Love Again arriva nelle sale cinematografiche dall’11 maggio ed è distribuito da Sony Pictures.

Love Again, la trama

Dopo aver perso il compagno in un incidente ed essere stata due anni lontana da casa, Mira (Priyanka Chopra Jonas), sotto la spinta di sua sorella Suzy (Sofia Barclay), decide di far ritorno a New York per riprendere in mano la sua vita. Il dolore, però, è ancora profondo e così la donna, per sentirsi ancora vicina al fidanzato defunto, inizia a mandargli dei messaggi. Ma quel numero non è più il suo, appartiene a Rob (Sam Heughan), un critico musicale fra l’altro impegnato a scrivere un pezzo su Céline Dion. Quando inizia a ricevere gli sms di Mira, Rob è colpito dalle sue parole, tanto che si innamora di lei senza neppure conoscerla davvero. A quel punto l’uomo fa di tutto per poterla incontrare e, alla fine, i due iniziano a frequentarsi nonostante lui non riesca a confessarle il suo segreto. Nel frattempo, mentre cerca di trovare il coraggio, Rob si rivolge a Céline Dion per chiederle consigli d’amore.

Quando l’amore non emoziona

I generi, volente o nolente, fondano il loro discorso narrativo seguendo una specifica traccia in grado di distinguerli l’uno dall’altro. Le loro caratteristiche interne non mutano, mentre invece cambia il modo in cui queste vengono rappresentate, sottostando a una visione precisa e chiara di uno sceneggiatore o di un regista. Nel caso della commedia sentimentale, la strada da perseguire è una ed è totalmente focalizzata sulla love story che si va a strutturare. Ciò che rende una comedy di questo stampo originale è il modo in cui viene arricchita e riformulata, per dare al suo pubblico qualcosa di inedito, che però ha al suo interno codici riconoscibili, volti a non fargli perdere la sua identità.

Cadere nei soli cliché, soprattutto nel caso di un’opera romantica, è molto facile se la narrazione non è sostenuta da un’idea valida che possa valorizzarla e renderla attraente. Perché i topoi, come abbiamo ribadito in Book Club – The Next Chapter, saranno sempre inseriti per far progredire la storia, ma se proposti funzionalmente e con maestria, la loro presenza non appesantisce l’intero prodotto, ma anzi può risultare piacevole. Tutti questi problemi, invece, si riscontrano in Love Again da subito. Sin dall’incidente scatenante si percepisce quale sarà l’aria che tirerà all’interno del film: pesantissima. Per poi risultare perfino stucchevole in alcuni ridondanti passaggi. La colpa è dell’impostazione del racconto, che dopo un incipit frettoloso, continua la sua furiosa corsa per tutti i suoi centoquattro minuti, disorientando lo spettatore e non permettendogli di respirare.

Una storia che arranca e non splende

La storia d’amore fra Mira e Rob nasce da un pretesto anche abbastanza interessante, ma poi si sviluppa troppo velocemente da non risultare credibile. Non hanno il tempo di conoscersi che subito si innamorano e altrettanto subito vanno in crisi, con un finale praticamente telefonato. Sono personaggi sostanzialmente vuoti e piatti i loro, e trainano una narrazione altrettanto scialba e incolore. Il cui coinvolgimento con il pubblico si perde fin da quando il regista restituisce un assurdo e sfiancante primo piano di Chopra nella scena dell’incidente del compagno, che tutto trasmette tranne che compassione o emozione. Non c’è anima nel racconto, non c’è l’intento del regista di affrontare un determinato argomento con il pubblico. Considerato pure che manca di spunti di riflessione.

Non c’è neppure la voglia di mettere a servizio della storia il proprio sguardo artistico. Non sono serviti neanche gli incontri fra Priyanka Chopra Jonas e Sam Heughan prima delle riprese a dare un tono alla pellicola, e la chimica che con tanto impegno hanno provato ad avere non emerge sullo schermo, indi per cui risulta veramente impossibile empatizzare con loro. L’unica ad animare il film è Dion, con la sua carismatica presenza e lo struggente racconto del suo compianto René Angélil, seppur ad un certo punto si trasformi in Cupido e faccia psicoterapia di coppia (ma a lei concediamo qualsiasi cosa).

Love Again è un’opera che, a quanto pare, ha perso di vista l’obiettivo e forse non ha mai avuto un vero e proprio intento. Non si abbellisce di nessun messaggio da trasmettere, ma anzi al contrario fa augurare allo spettatore che finisca tutto il prima possibile. Si cristallizza nella spenta relazione dei due protagonisti, non dando modo di approfondirne gli aspetti più stuzzicanti. Avrebbe potuto avere del potenziale… se solo ci fosse stata la volontà di farla splendere.