“Un classico contemporaneo”: è
questa la premessa per l’intramontabile classico film di Natale
della Disney. Dal 19 Dicembre al cinema arriva
Frozen – Il Regno di
Ghiaccio, ispirato alla favola del 1845 di Hans
Christian Andersen “La Regina delle Nevi“. I Walt
Disney Animation Studios
(Rapunzel e Ralph Spaccatutto) quest’anno ci
provano con una storia che sembra confezionata apposta per la magia
del Natale, proponendo una avventurosa commedia condita da
divertenti ed emozionanti canzoni (ormai quasi sparite dai cartoni
animati di oggi, sostituite da argute battutine).
Ambientato in un incantevole fiordo
norvegese in Frozen – Il Regno di Ghiaccio il
regno di Arendelle rimane intrappolato sotto una maledizione di un
inverno senza fine a causa della Regina Elsa. Elsa, cresciuta
dietro le mura del suo castello per proteggere i suoi sudditi ma in
particolare la sua amata sorella Anna dai suoi poteri glaciali, ne
perde il controllo e scatena una tempesta di neve che investirà
tutto il regno. Per non far più del male a nessuno, Elsa scappa,
vedendola come sua unica soluzione. Toccherà alla coraggiosa ed
ottimista Principessa Anna andarla a cercare per riportarla a casa
e farle spezzare l’incantesimo, lasciando a badare al regno
gelato il promesso sposo, il Principe Hans. Ma non sarà sola nel
suo viaggio verso la Montagna del Nord: con lei il montanaro
Kristoff e la sua fedele amica renna Svenn e un buffissimo pupazzo
di neve di nome Olaf, che manco a dirlo, ama i caldi abbracci!
Combattendo contro il freddo e le insidie sul loro cammino, non
sarà facile scoprire per Anna cosa aiuterà lei e sua sorella Elsa a
rompere la maledizione.
Con una squadra vincente alle
spalle, costituita da Chris Buck (regista di
diversi film di animazione candidati all’Oscar) e Jennifer
Lee (sceneggiatrice e regista di lungometraggi Disney) e
prodotta da Peter Del Vecho e John
Lasseter, Frozen – Il Regno di
Ghiaccio convince già dalle prime scene. Con un
accurato studio specifico dietro agli effetti speciali, tutte le
reazione e comportamenti della neve e del ghiaccio sono
perfettamente realizzati in questa animazione 3D, che stupisce e
incanta. Frozen – Il Regno di
Ghiaccio è dedicato ad un pubblico di età molto
bassa, e i suoi personaggi sono ben caratterizzati, buffi e dallo
spirito forte, giusti esempi da seguire e ammirare. La Principessa
Anna fa parte di quella schiera di nuove Principesse Disney, vere e
proprie eroine moderne, coraggiose e che non hanno mai bisogno di
aiuto, che inseguono i loro ideali e sono spiritose e inconsapevoli
della loro bellezza. Nei suoi canonici 100 minuti, la storia
fila in modo veloce e coinvolgente, facendo appassionare lo
spettatore alle vicende di Anna e Kristoff.
Sicuro punto di forza di
Frozen – Il Regno di Ghiacciosono
le canzoni, parte integrante nell’intreccio della narrazione. Come
anticipato, è un ritorno alle origini per la Disney che ha fatto
sognare milioni di bambini con i grandi classici dell’animazione ,
dando questo arduo compito al compositore Christophe
Beck. Già vincitore del premio Oscar per il cortometraggio
Paperman e dietro alla coinvolgente
colonna sonora della trilogia di Una Notte da Leoni, Beck si è
impegnato molto nel riuscire a comunicare emozioni attraverso la
musica e arruolando Kristen Anderson-Lopez e
Robert Lopez per firmare otto canzoni originali
per il film. Nella versione originale del film, la Regina Elsa è
doppiata da una delle voci più apprezzate di Broadway
Idina
Menzel e la principessa Anna dalla divertente e
spumeggiante Veronica Mars della televisione, Kristen Bell. Mentre nella versione italiana
danno una buona prova di doppiaggio e canto le nostre
Serena Autieri e
Serena Rossi nei ruoli di Elsa e Anna, con l’aiuto di
Enrico Brignano nei panni del pupazzo di neve
Olaf. Sui titoli di coda in fine, Martina Stoessel , l’interprete della serie tv
cult di Disney Channell Violetta, ricanta la canzone di punta del
cambiamento di Elsa, “All’Alba sorgerò”, adattamento italiano di
“Let It Go” cantata dalla star della Disney oltreoceano Demi
Lovato.
Full trailer in inglese per il
nuovo progetto Disney
Frozen – Il regno di ghiaccio, in uscita nelle sale a
Natale. La storia è basata sull’omonima fiaba di
Andersen e si svolge in un regno di ghiaccio, dove l’inverno
è eterno a causa di un incantesimo. Qui Anna si mette alla ricerca
di sua sorella, Elsa, l’unica in grado di spezzare l’incantesimo, e
si farà aiutare da Kristoff, un uomo di montagna che viaggia
insieme alla sua renna, e da un curioso pupazzo di neve di nome
Olaf. Sul loro cammino incontreranno magie, pericoli e avventura,
che non fermeranno una sorella determinata a riuscire nella sua
missione. Notiamo che il nuovo trailer ci svela particolari ancora
non visti, come il fatto che Elsa sia lei stessa la causa
dell’eterno inverno del suo regno, a causa di un potere che non
riesce a controllare, quello di trasformare tutto quello che tocca
in ghiaccio.
Nel film troveremo numerosi numeri
musicali, com’è consueto nella tradizione disneyana, che nella
versione originale saranno accompagnati dalla splendida voce di
Idina Menzel, vincitrice di un Tony Award, che darà voce a
Elsa. Sulle orme di Rapunzel, la Disney ci
propone questa nuova avventura che aspettiamo di vedere nelle
sale.
Per celebrare il successo mondiale
del nuovo capolavoro d’animazione
Frozen – Il regno di ghiaccio, Disney ha realizzato
per tutti i fan uno speciale video contenente una versione
multilingue di ‘Let it Go’, la canzone principale del
film.
Premiato ai Golden Globe® 2014 come
Miglior lungometraggio d’animazione e candidato a due Academy
Awards® come Miglior lungometraggio d’animazione e per la
Miglior canzone originale, il nuovo classico Disney diretto da
Chris Buck (Tarzan, Surf’s Up) e
Jennifer Lee (sceneggiatrice di Ralph
Spaccatutto) ha incassato oltre 760 milioni di
dollari al box office globale. In ItaliaFrozen –
Il regno di ghiaccio, attualmente nelle sale, ha
conquistato il cuore del pubblico, divenendo il film d’animazione
del 2013 più visto, con un incasso di circa 19 milioni di euro.
Un successo raggiunto anche grazie
all’emozionante colonna sonora composta da Kristen
Anderson-Lopez e Robert Lopez,
all’interno della quale spicca il brano ‘Let it Go’, che
accompagna l’epica scena in cui Elsa, fuggita da Arendelle,
costruisce il suo palazzo di ghiaccio.
In occasione della presentazione
dell’ultimo film animato della Disney
Frozen – Il regno di ghiaccio abbiamo incontrato
i doppiatori italiani Serena Autieri , Serena Rossi ed
Enrico Brignano. La favola di Natale, nei cinema dal 19
Dicembre e in anteprima in circa 100 sale in tutta Italia il 15
Dicembre, racconta il coraggioso viaggio della Principessa Anna
alla ricerca della sorella, la Regina Elsa, che ha intrappolato il
loro reame in un inverno eterno. Nel primo week-end di uscita in
America, durante la festività del Giorno del Ringraziamento, Frozen
ha sbancato i botteghini, stabilendo un nuovo record per la
Walt Disney Aniamted Studios con oltre 93 milioni di dollari
di incasso.
Ma cos’è che accomuna di
più i nostri attori italiani con i personaggi da loro
doppiati?
Risponde per prima Serena
Rossi, voce della Principessa Anna : “Anna è buffa e
goffa. E’ una persona pura e buona. Come si fa a non innamorarsi di
lei? Dice quello che pensa senza filtro e fa di tutto per la
sorella. Io sono molto legata alla mia famiglia, e quindi ho
vissuto con molto trasporto questa storia. Con Anna condivido
sicuramente il sorriso e l’ottimismo. “
Serena Autieri
invece dà la voce alla Regina Elsa, un personaggio potente e
complesso : “In comune con Elsa ho i poteri!” risponde con un
sorriso. “No, a parte gli scherzi Elsa è un super personaggio e
avevo sulle spalle una grande responsabilità per la canzone
All’Alba Sorgerò. Pensate che di notte mi sognavo il provino e
quando poi ho saputo di averlo passato per me è stato come vincere
la lotteria. Elsa è un bellissimo personaggio : sembra
rigida,austera e fredda, ma invece è molto tenera perché
fa tutto quello che fa solo per proteggere la sua famiglia e la sua
sorellina. E’ un film che fa commuovere e divertire. I numeri che
sono usciti al box office in America questo week-end sono perché è
un film dove c’è tutto. Può piacere ai piccini ma forse più a noi
adulti!”
Enrico Brignano
continua : “Doppiare un cartone già di suo molto divertente,
specialmente perché noi facciamo gli attori e doppiare è molto
difficile. Doppiare un cartone poi ed arrivare ai bambini
attraverso un personaggio è stata una bellissima esperienza ma
soprattutto una grande responsabilità. Ringrazio per questo Fiamma
Izzo. Il personaggio di Olaf è divertente già di suo e io
addirittura ridevo molto mentre lo doppiavo perché l’originale era
esilarante. E’ un inguaribile ottimista e la cosa folle è che
parliamo di un pupazzo di neve che ama il sole! Il canto pure era
importantissimo, non è stato un doppiaggio facile: c’è stata una
cura quasi maniacale da parte del maestro di canto, tutto preciso e
sorprendentemente perfetto.”
Rispetto ad Elsa ed Anna,
il personaggio di Olaf era forse il più complicato da doppiare,
come hai lavorato al doppiaggio?
Enrico Brignano
racconta: “Ho seguito la traccia originale ovviamente. I
creatori ormai danno delle immagini alle voci, non il contrario.
Loro prendono gli attori americani e ci costruiscono il
personaggio intorno alla loro voce, quindi sincronizzando il tutto
perfettamente. Noi doppiatori stranieri invece dobbiamo seguire la
traccia dei doppiatori americani. In questo caso l’attore che
interpretava Olaf ( Josh Gad , n.d.r.) era divertentissimo : aveva
una voce piena ed ironica con un espressività immediata. Quindi ho
dovuto fare questa scelta : devo essere riconoscibile o no?Ho
cercato di uniformarmi all’originale ma cercando di essere
riconoscibile. Molto spesso ho dovuto modificare i toni e renderli
più leggeri per il mio personaggio.”
Cosa avete provato nell’essere stati
scelti?
“Quando mi hanno dato l’ok ho
esultato e mia figlia mi guardava strano.Ci tenevo tantissimo a
questa opportunità, doppiare un cartone Disney è sempre stato un
mio sogno e aver ottenuto la parte di Elsa è stato molto
gratificante.” risponde Serena Autieri,
spalleggiata da Serena Rossi che continua “E
stato bellissimo, un sogno perché è una cosa che rimarrà per
sempre.Nella vita uno fa tante cose: molte cose passano,
fiction,film e teatro. Mentre un cartone Disney rimarrà per sempre!
Mi immagino i miei nipotini che guardano questo cartone e
riconoscono la mia voce!”
“Se ci conoscete un po’,
noterete che siamo molto simili a questi personaggi. Quando
aspettavamo i risultati dei provini mi sono permesso di suggerire
Serena Rossi, che io avevo appena provinato per il mio musical e
quando ci hanno poi scelto ho pensato “Le due Serene sono proprio
come le due sorelle!”. Ho lavorato con entrambe e le rivedo nelle
due sorelle. In questo caso le canzoni sono dove ho visto la
maggior professionalità e mi vorrei complimentare con le due
protagoniste.” conclude Enrico Brignano, in
scena proprio con Serena Rossi in questi mesi con il musical
Rugantino.
La Disney torna al successo,
riappropriandosi del trono che le appartiene da quasi 80 anni,
quello dell’animazione.
Frozen – Il regno di ghiaccio è il 53° classico
dei Walt Disney Animation Studios, in
uscita il prossimo 19 dicembre. La pellicola è diretta a quattro
mani da Chris Buck (Tarzan e
Pocahontas) e Jennifer Lee
(sceneggiatrice di Ralph Spaccatutto e
prima regista donna in casa Disney).
La tradizione si incontra con
l’innovazione, dal momento che le parti parlate saranno combinate a
parti cantante, come succedeva ne La bella e la
bestia e Aladdin. Tratto
dalla favola La regina delle nevi di Hans Christian
Andersen, la storia vede come protagoniste due sorelle
molto piccole: Anna ed Elsa. Elsa è la primogenita
della famiglia regale Arandelle, dall’omonimo regno, e ha un dono:
può controllare il tempo atmosferico facendo apparire ghiaccio e
neve a volontà. Nelle mani di una bambina così piccola però questo
dono si trasforma in una maledizione, e finisce involontariamente
per ferire la sorella mentre giocavano. L’evento segnerà per sempre
la bambina, che decide di isolarsi dalla famiglia e dalla sorella.
Passa il tempo, le bambine crescono, Elsa è repressa, solitaria,
mentre Anna è solare, piena di vita, intenta nella ricerca del vero
amore. Chiederà così al primo principe, conosciuto alla festa della
sorella, di sposarlo, mettendo Elsa in crisi, al punto di farla
scappare dal castello lanciando una maledizione su Arandelle che
avrebbe lasciato il regno in un costante inverno.
Si ritira quindi in eremitaggio,
mentre la sorella Anna parte all’avventura accompagnata da
Kristoff, dalla sua renna Sven e dal pupazzo di neve
Olaf (doppiato da Enrico Brignano). Riusciranno a far
scoprire ad Elsa che il suo potere non dev’essere per forza
considerato una maledizione, o diventerà una nuova strega cattiva?
L’appuntamento è a partire dal 19 dicembre al cinema, per un altro
grande capolavoro Disney, e per riscoprire un po’ della magia del
natale in mezzo alla neve.
Ogni volta che si pensa a
Frozen – Il regno di ghiaccio, si immagina l’algida
Elsa rinchiusa nel suo castello imbiancato. Tuttavia anche la
giovane principessa Anna ha il suo gruppo di fan, e lo dimostra il
bellissimo cosplay di Angelina, che si è
cinematata in un’Anna a festa nel giorno dell’incoronazione. Ecco
le immagini:
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Intanto sappiamo che il discusso e
atteso Frozen 2 si farà. Lo ha
annunciato la Disney all’annuale assemblea degli
azionisti che si è svolta a San Francisco lo scorso anno. In
particolare, a rivelare i piani della major sul sequel è stato
John Lasseter, supervisore creativo di tutti i
film e progetti congiunti della Walt Disney e della Pixar Animation
Studios, insieme al presidente e Ceo della Disney Bob
Iger e Josh Glad, voce originale del
personaggio di Olaf.
Nonostante avessero smentito le
voci di un sequel, i registi del primo amatissimo film
Jennifer Lee e Chris Buck sono
confermati alla guida del progetto, riunendosi con il produttore
Peter Del Vecho. Non sono però stati resi noti
ulteriori dettagli relativi alla produzione o alla data di
uscita.
La Disney non è dunque intenzionata
ad abbandonare la sua gallina dalle uova d’oro, considerando
l’importanza di Frozen nel rilancio dei Walt
Disney Animation Studios. Il film non ha solo ottenuto l’Oscar, ma
ha travolto i box office di tutto il mondo, guadagnando 1,3
miliardi di dollari e sfondando con il merchandising e l’home
video.
Nel frattempo, si può ingannare
l’attesa con il corto Frozen Fever, distribuito prima di
Cenerentola di Kenneth Branagh, in uscita il 12 marzo in
Italia. Lasseter si è detto entusiasta di ritornare nel mondo di
Frozen, rivelando come Jennifer
Lee e Chris Buck abbiano avuto una grande
idea per il sequel.
Fra i grandi nomi che hanno
partecipato al doppiaggio del nuovo film Disney di Natale
Frozen – Il regno di ghiaccio, spicca certamente
quello del popolare attore Enrico Brignano. E’ sua
infatti la voce del simpaticissimo Olaf, il pupazzo di neve che ama
i caldi abbracci e sogna l’estate.
A parlarcene è direttamente
l’attore romano in questo video:
Avventura, magia e musica sono gli
ingredienti di questo Natale Disney: arriva al cinema Frozen Il
Regno di Ghiaccio, il nuovo emozionante film
d’animazione diretto da Chris Buck e
Jennifer Lee con la produzione esecutiva di
John Lasseter. Nato dal genio creativo degli
autori di Rapunzel – L’intreccio della
torre e Ralph Spaccatutto, il nuovo capolavoro
d’animazione Disney sarà nelle sale italiane dal 19 dicembre in
Disney Digital 3D™. Anticiperanno l’uscita dell’incantato
capolavoro 100 esclusive anteprime, nei cinema di tutta Italia.
Ispirato alla fiaba di Hans
Christian Andersen “La regina delle nevi” (pubblicata per la prima
volta nel 1845),
Frozen – Il regno di ghiaccio trasporterà il
pubblico in una grande ed emozionante avventura, tra paesaggi da
sogno ispirati agli spettacolari fiordi norvegesi, per un Natale
ancora più ricco di magia. Con la valorosa e ottimista
Anna (nella versione italiana doppiata da Serena Rossi) e
il coraggioso Kristoff, accompagnati dalla renna Sven e dal pupazzo
di neve Olaf (interpretato da Enrico Brignano), saremo
protagonisti di un viaggio epico alla ricerca di Elsa (che ha
la voce di Serena Autieri), sorella di Anna, che con i suoi poteri
ha intrappolato il regno di Arendelle in un inverno senza fine.
“Siamo incredibilmente orgogliosi
di questo film che fa onore alla nostra esperienza dei Walt Disney
Animation Studios con le sue radici senza tempo – afferma Lasseter
– Tuttavia i suoi personaggi forti, la sua narrazione straordinaria
e i favolosi elementi visivi sono destinati completamente al
pubblico di oggi”.
Martina Stoessel, la star della
serie Tv cult Violetta e premiata agli Argentinean Martin Fierro
Awards 2013 come Migliore Artista Esordiente, interpreta la
versione per i titoli di coda della canzone “All’alba sorgerò”,
adattamento italiano di “Let it go”. La colonna sonora del film,
che in Italia uscirà il 3 dicembre distribuita da Universal Music,
include otto nuove canzoni originali composte da Kristen
Anderson-Lopez (In Transit, Winnie the Pooh) e dal vincitore del
Tony® Award Robert Lopez (The Book of Mormon, Avenue Q).
A Roma per presentare l’ultimo film
d’animazione della Disney , Frozen Il Regno Di
Ghiaccio , sono arrivati i due registi creativi
Chris Buck e Jennifer Lee e il
produttore Peter Del Vecho.
La storia di Frozen è
ispirata dalla favola classica di Hans Christian Andersen “La
Regina delle Nevi”, come mai avete deciso di dare nuova vita a
questa storia?
Jennifer Lee :
” Quello che ci piaceva era la contrapposizione tra amore e
negatività e amore e paura. Il personaggio di Gerda ha ispirato la
nostra Anna, un personaggio che combatte contro la negatività. Ma
poi ci siamo allontanati da questa storia in particolare perché il
personaggio della Regina delle Nevi era troppo cattiva ed era una
figura troppo vaga per noi. “
Ma la tradizione dei
Classici Disney è piena di personaggi cattivi, qual era il problema
con La Regina delle Nevi, che in Frozen è rappresentata da
Elsa?
Jennifer Lee :
“Quando abbiamo iniziato ad esplorare questo personaggio
abbiamo capito che sarebbe stato bello cambiare un po’ le cose. Ne
abbiamo visti tanti di personaggi cattivi e basta, noi volevamo un
personaggio più complesso, meno lineare. Volevamo un personaggio
più imprevedibile piuttosto che il classico binomio
buono/cattivo.”
Interviene Chris
Buck rivelando una curiosità dietro alla scrittura del
personaggio: “All’inizio Elsa era realmente più cattiva, ma
dopo che fu scritta la canzone Let It Go, abbiamo
deciso di riscrivere il suo personaggio. Quella canzone ha cambiato
quasi completamente la nostra visione di Elsa : per la potenza e il
significato di quei versi, Jen ha quasi dovuto riscrivere
totalmente il primo atto. Così è diventato un personaggio che lo
spettatore riesce ad avere più a cuore.”
E’ un classico avere anche
un corollario di comprimari buffi e divertenti, che sono le vere
colonne portanti della storia, e con Frozen troviamo il pupazzo di
neve Olaf…
” Si Olaf è stata una bella
sfida. Chris se l’è inventato e tutti lo hanno amato da subito. Ma
per me era difficile inserirlo nella storia di Anna e Elsa:
ho insistito molto che dovesse essere pertinente per la storia,
rilevante e non solo un personaggio divertente. Quando abbiamo
capito come inserirlo, abbiamo capito che Olaf era perfetto per
rappresentare l’amore puro delle due sorelle.” risponde
Jennifer Lee.
Frozen si va ad inserire
nel filone della tradizione dei Classici Disney, come ci si sente a
farne parte?
Chris Buck
afferma “E’ un onore lavorare per i Walt Disney Animated
Studios e continuare a raccontare le favola. Io sono cresciuto con
i classici e il mio preferito è Pinocchio.” e
Jennifer Lee conferma: “Avevamo sentito
che addirittura Walt Disney in persona volesse lavorare sul
soggetto de La Regina delle Nevi e quindi sono più che onorata di
averci potuto lavorare. Sono anche contenta del fatto di esser
riusciti a realizzare nel 2013 un film che mantiene un tocco
classico ma in cui è facile ritrovarcisi oggi.”. Conclude
Peter Del Vecho, produttore della Disney :
“Quello che noi vogliamo è raccontare storie, non
necessariamente realistiche, ma storie credibili. Vogliamo
avvolgere gli spettatori con queste storie.”
La Principessa Anna fa
parte di quel filone di Principesse Disney coraggiose e sicure di
sé, da regista donna, come vede questo cambiamento?
“Crescendo con la Disney ho
amato le eroine Disney. Però erano realizzate per i tempi che
erano, noi invece siamo registi nel 2013 e amiamo creare personaggi
più contemporanei. Preferiamo personaggi incasinati e buffi, non
più perfetti e precisi.Non era un cambiamento pianificato,
semplicemente abbiamo adattato le principesse a come siamo noi
donne oggi.” risponde Jennifer Lee,
prima regista donna nella storia dei lungometraggi della
Walt Disney Animation Studios. “Quando sono entrata a
far parte della Disney non sapevo ci fosse questo problema di
troppi registi maschi e non penso se ne debba fare un problema. Ma
credo che avere un equilibrio in termini numerici di registi uomini
e donne abbia aiutato a creare personaggi più bilanciati. E il
mondo dell’animazione ha merito in questo senso, perché ad esempio
nei film sono rimasti un po’ indietro a livello di equilibrio di
visione di certi personaggi.”
Ecco un suggestivo poster francese
del prossimo film d’animazione Disney
Frozen – Il regno di ghiaccio in cui sulla
protagonista Anna incombe un picco innevato spazzato dal vento
all’interno del quale è incastonato un palazzo di ghiaccio.
Basato sulla storia originale di
Hans Christian Andersen,
Frozen – Il regno di ghiaccio racconta
dell’avventura di Anna e Olaf, e del loro affascinante incontro con
la Regina delle Nevi. Nella versione originale del film le voci dei
doppiatori saranno di Kristen Bell, Idina Menzel, Josh
Gad e Jonathan Groff.
Quando una profezia intrappola il
regno in un eterno inverno, Anna, una ragazza ottimista e senza
paura, si allea con un ragazzo di montagna Kristoff e insieme alla
renna Sven partono pr un viaggio avventuroso alla ricerca di Elas,
la sorella di Anna e regina delle nevi. Solo lei infatti può
mettere fine all’incantesimo. I due incontreranno creature
mistiche, troll, un divertente pupazzo di neve di nome Olaf e
scaleranno picchi alti come l’Everest. Scontrandosi con la magia,
Anna e Kristoff ingaggeranno una battaglia contro gli elementi per
salvare il regno dalla distruzione. L’uscita americana del film è
prevista per il 27 novembre 2013, mentre arriverà da noi il 19
dicembre.
Ecco il primo poster italiano
dell’atteso 53esimo film d’animazione Disney Frozen
– Il regno di ghiaccio in cui vediamo il piccolo
pupazzo di neve Olaf alle prese con un tuffo nell’acqua
ghiacciata.
I Walt Disney Animation Studios
presentano Frozen
– Il regno di ghiaccio, un’avventura da brivido
per il grande schermo, dagli autori di Rapunzel –
L’intreccio della torre e Ralph
Spaccatutto. Quando una profezia intrappola un intero
regno in un inverno senza fine, Anna, valorosa e ottimista, insieme
al coraggioso uomo di montagna Kristoff e alla sua renna Sven,
intraprende un viaggio epico alla ricerca della sorella Elsa, la
Regina delle Nevi, per riuscire a porre fine al glaciale
incantesimo. Anna e Kristoff incontreranno sul loro cammino
creature fantastiche come i trolls, un buffo pupazzo di neve di
nome Olaf, montagne alte come l’Everest e magia dietro ogni angolo,
e combatteranno contro tutti gli elementi della natura per salvare
il regno dalla distruzione.
Basato sulla storia originale di
Hans Christian Andersen,
Frozen – Il regno di ghiaccio racconta
dell’avventura di Anna e Olaf, e del loro affascinante incontro con
la Regina delle Nevi. Nella versione originale del film le voci dei
doppiatori saranno di Kristen Bell, Idina Menzel, Josh
Gad e Jonathan Groff.
Quello della frontiera è un tema
estremamente radicato nella cultura statunitense, che sul desiderio
di espandersi continuamente in terre tutte da esplorare ha
costruito un ricchissimo immaginario. Tra i primi a trattare
l’argomento furono i film western, dove si narrano le vicende di
pionieri ed esploratori pronti a spingersi sempre al di là del
consentito. Il cinema ha poi continuamente rielaborato tali
tematiche, ancora oggi presenti in storie che affrontano le
contemporanee derive dei confini, in particolare quello tra Stati
Uniti e Messico. Un recente e sottovalutato western a concentrarsi
su di ciò è Frontera, uscito nel 2014 per
la regia di Michael Berry.
Scritto dallo stesso Berry in
collaborazione con Luis Moulinet III, il film
affronta una serie di dinamiche già in atto da tempo negli Stati
Uniti, ma anticipa anche determinati punti di vista che sarebbero
poi diventati centrali durante la presidenza di Donald Trump.
Ancora una volta dunque attraverso un dramma di genere si può
riflettere su ciò che accade in questi luoghi al limite, dove la
legge fatica ad essere radicata quanto dovrebbe. Pur trattando
dunque tematiche molto importanti, al momento della sua uscita
Frontera finì con il passare in sordina, mancando di
ottenere il riscontro sperato.
Ancora oggi è un film poco noto,
certamente imperfetto e non all’altezza di altri titoli simili, ma
anche in questo si possono ritrovare elementi che per chi ha a
cuore l’argomento vantano un certo fascino.
Riscoprire Frontera può dunque rivelarsi un
bella sorpresa, consentendo di avere un ulteriore punto di vista
sull’argomento. Prima di intraprendere una visione del film, però,
sarà certamente utile approfondire alcune delle principali
curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama e al cast di attori.
Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Frontera: la trama del film
Ambientato nella tumultuosa zona
della città di confine tra Arizona e Messico, Frontera ha
per protagonista Roy McNary, ex sferiffo locale
che vede sua moglie Olivia morire inaspettatamente
a seguito di una caduta da cavallo. Indagando sullo strano caso,
egli arriva ad individuare come colpevole il messicano
Miguel Ramirez. L’uomo, infatti, si è introdotto
illegalmente negli Stati Uniti ed ha avuto contatti proprio con
Olivia poco prima dell’incidente. Insieme all’attuale sceriffo
Randall Hunt, Roy intraprende dunque una caccia
all’uomo, alla ricerca di risposte su quanto realmente accaduto.
Più si avvicina al suo obiettivo, però, si scontra con una serie di
rivelazioni che porteranno alla luce una vicenda più complicata,
proprio come i rapporti tra Stati Uniti e Messico.
Frontera: il cast e il finale del film
Ad interpretare il ruolo
dell’anziano ex sceriffo Roy McNary vi è l’attore candidato
all’Oscar Ed Harris.
Questi non è nuovo al genere western, avendone diretto uno,
Appaloosa, nel 2008. Accanto a lui, nei panni della moglie
Olivia vi è l’attrice Amy Madigan, che nella
realtà è realmente la sposa di Harris. I due avevano già avuto modo
di collaborare in diverse occasioni, in particolare per il film
Pollock. Nei panni di Miguel Ramirez, il messicano
ricercato da Roy, vi è l’attore Michael Peña,
noto per i film
Ant-Man, Crash – Contatto fisico e Sopravvisuto – The
Martian. L’attrice Eva Longoria,
nota per la serie Desperate
Housewives, interpreta invece Paulina Ramirez, la moglie
di Miguel. Aden Young, infine, è lo sceriffo
Randall Hunt.
Tutti questi personaggi arrivano
infine a confrontarsi sul finale, quando Roy finalmente incontra
Miguel e ottiene la versione dei fatti di quest’ultimo. Commosso da
quanto raccontatogli, l’anziano comprende di come egli non abbia
colpe nella morte della moglie. Decide dunque di aiutarlo ad uscire
di prigione e a ritrovare la sua compagna Paulina, che intanto era
entrata negli Stati Uniti per cercarlo. Roy decide infine di
offrire un lavoro al messicano, prendendolo sotto la sua protezione
e facendogli riparare la recinzione che divide la sua terra dal
Messico. Sul finale, dunque, pur se il confine viene ripristinato,
ciò avviene in seguito alla pace ottenuta dalle rispettive parti,
lanciando così un messaggio di unione.
Frontera: il trailer e dove vedere
il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Frontera
è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity e Mediaset
Play. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di
riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un
abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale
comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso
di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui
guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto
televisivo di sabato 7 agosto alle ore
21:00 sul canale Iris.
Paramount+
ha rivelato oggi i nuovi componenti del cast della terza stagione
di FROM, che arriverà in Italia su Paramount+ dal 4 ottobre.
Robert Joy
(CSI: NY) e Samantha Brown (Y: The Last Man) si
uniranno al cast dell’ensemble. Joy interpreterà Henry, un uomo
scurrile a cui gli anni non sono stati gentili, mentre Brown
interpreterà Acosta, un nuovo agente di polizia.
La trama e il cast di FROM – stagione
3
Girato nella
pittoresca Nuova Scozia in Canada , FROM svela il mistero
di una città da incubo che intrappola tutti coloro che entrano.
Mentre i residenti riluttanti lottano per mantenere un senso di
normalità e cercano una via d’uscita, devono anche sopravvivere
alle minacce della foresta circostante, comprese le terrificanti
creature che escono quando il sole tramonta. Sulla scia dell’epico
cliffhanger della seconda stagione, la fuga diventerà una
possibilità molto reale mentre la vera natura della città viene
messa a fuoco, e i cittadini scatenano l’offensiva contro gli
orrori che li circondano.
La serie è
interpretata da Harold Perrineau (Lost) che dirige un cast
che comprende Catalina Sandino Moreno (Maria Full of
Grace, The Affair), Eion Bailey (Band of
Brothers, Once Upon a Time), Hannah Cheramy
(Under Wraps, Van Helsing), Simon Webster
(Strays), Ricky He (The Good Doctor), Chloe Van Landschoot
(Charity, Skin), Corteon Moore (Utopia
Falls), Pegah Ghafoori (The Perfect Wedding), David
Alpay (Castle Rock), Elizabeth Saunders
(Clarice), Elizabeth Moy e Avery Konrad (Honor
Society). La seconda stagione ha aggiunto nuovi series regular
tra cui Scott McCord (East of Middle West), Nathan D.
Simmons (Diggstown, This Hour Has 22 Minutes),
Kaelen Ohm (Hit & Run, Eumenides Falls), Angela
Moore (A Series of Unfortunate Events, Maid), AJ
Simmons (Reacher) e Deborah Grover (My Next Door
Nightmare,Jann).
FROM è
stato creato e prodotto da John Griffin (Crater), diretto
e prodotto da Jack Bender (Lost, Game of Thrones, Mr. Mercedes)
e prodotto dallo showrunner Jeff Pinkner (Fringe,
Alias, Lost). Accanto a Pinkner, Griffin e
Bender, ci sono Josh Appelbaum, André Nemec, Scott Rosenberg di
Midnight Radio, Anthony e Joe Russo e Mike Larocca da
AGBO e Lindsay Dunn. Adrienne Erickson di Midnight Radio è
co-produttore esecutivo.
In Italia le
stagioni 1 e 2 sono disponibili per lo streaming in esclusiva su
Paramount+. FROM è una serie originale di MGM+ distribuita
a livello internazionale dalla Paramount Global Content
Distribution.
I
fan di From
possono finalmente iniziare a segnare una finestra temporale sul
calendario. Dopo mesi di attesa e silenzio ufficiale, arriva un
aggiornamento significativo direttamente dal cast:
Catalina Sandino
Moreno, interprete di Tabitha Matthews, ha
fornito nuove indicazioni sulla possibile uscita della
stagione 4, lasciando intendere che il ritorno della serie
horror di MGM+ sia ormai molto vicino.
Nel corso di un’intervista, l’attrice ha spiegato di non conoscere
ancora una data precisa, ma di ritenere altamente probabile un
debutto tra marzo e aprile
2026. Un’informazione che, pur non essendo una conferma
ufficiale da parte del network, rappresenta il segnale più concreto
arrivato finora sul futuro immediato della serie. Moreno ha inoltre
espresso grande entusiasmo per i nuovi episodi, definendo la quarta
stagione come una delle migliori mai realizzate.
Una finestra di uscita più vicina del previsto e grandi aspettative
narrative
Secondo quanto dichiarato da Catalina Sandino Moreno, la
lavorazione della nuova stagione si è rivelata particolarmente
coinvolgente, sia sul piano creativo che su quello dell’esperienza
sul set. L’attrice ha descritto From come una serie “addictive”, paragonandola a
qualcosa che si consuma senza riuscire a smettere, episodio dopo
episodio. Un’immagine efficace che restituisce bene il tipo di
coinvolgimento che la serie è riuscita a costruire nel tempo,
soprattutto a partire dalla seconda e dalla terza stagione.
Le sue parole assumono un peso ancora maggiore se lette alla luce
del calendario produttivo. Le riprese della stagione 4 si sono
concluse nel novembre 2025 e MGM+ ha già confermato che
From tornerà nel 2026,
insieme alla seconda stagione di The Institute. Un’uscita fissata tra marzo e aprile
implicherebbe un periodo di post-produzione relativamente breve,
soprattutto se confrontato con i lunghi hiatus che caratterizzano
molte produzioni streaming contemporanee.
L’attesa è particolarmente alta anche per ragioni narrative. La
terza stagione, conclusasi il 24 novembre 2024, ha rappresentato un
punto di svolta per l’intera serie. Il finale ha incluso la morte
di uno dei personaggi principali, rivelazioni capaci di rimettere
in discussione l’intero impianto mitologico dello show e
l’introduzione di una nuova e inquietante figura, l’Uomo in Giallo.
Elementi che hanno ampliato ulteriormente l’orizzonte narrativo,
lasciando aperte numerose domande sul destino dei protagonisti e
sulla vera natura della Township.
Nel corso degli anni, From è passata da debutto relativamente silenzioso a
titolo di culto, guadagnando una crescente attenzione critica e di
pubblico. I numeri parlano chiaro: un punteggio del 96% su Rotten
Tomatoes da parte della critica e un consenso solido anche tra gli
spettatori, con la terza stagione che ha raggiunto addirittura il
100% di gradimento critico. A rafforzarne lo status è arrivato
anche l’apprezzamento pubblico di Stephen King, che ha
contribuito a legittimare la serie come uno degli horror televisivi
più interessanti degli ultimi anni.
Con una finestra di uscita ormai sempre più definita e una promessa
di qualità che arriva direttamente da una delle sue protagoniste,
From stagione 4 si
prepara a tornare in un momento cruciale, chiamata a rispondere ai
misteri ancora irrisolti e a spingere ulteriormente i confini del
suo racconto. Se le aspettative verranno confermate, il 2026
potrebbe segnare un nuovo punto di svolta per la serie MGM+.
Nel corso del
quarto episodio di From,
Victor torna ancora una volta a contare i passi
che separano la Casa Coloniale dal margine della foresta, per poi
rifare il tragitto al contrario. Anche se inizialmente è
riluttante, accetta la compagnia del padre Henry, che cerca di
supportarlo, sebbene fatichi a comprendere. In modo enigmatico,
Victor spiega che questo rituale gli serve per capire
“quanto velocemente sta passando il tempo”,
facendogli notare che tutto sta cambiando in fretta e la neve
presente fino a poco tempo prima ha ora lasciato spazio al verde
della foresta.
Nella
quarta stagione, l’ossessione di Victor per gli alberi e per i
cambiamenti anomali delle stagioni assume un significato più
profondo rispetto a quanto visto nella prima stagione. Non si
tratta più soltanto di dettagli inquietanti: questi fenomeni
sembrano infatti legati alla particolare percezione del
tempo all’interno della Città. Alla luce delle rivelazioni
emerse negli
episodi più recenti, il modo in cui il tempo scorre potrebbe
essere decisivo per le speranze di fuga degli
abitanti della città.
Lo scorrere del tempo nella Città
è legato ai suoi “cicli”
La scoperta
fatta da
Tabitha e Jade sui bambini “anghkooey” ha rivelato che
le loro anime continuano a ritornare nella Città
ancora e ancora, nel tentativo, mai riuscito, di salvare i bambini
sacrificati dai mostri. In “Of Myths and Monsters”
emergono altri dettagli che rafforzano l’idea della natura
ciclica della Città, soprattutto quando Victor racconta
che, molti anni prima,
l’Uomo in Giallo “arrivò in macchina proprio come tutti gli
altri”.
Anche la comparsa dell’Uomo in
Giallo attraverso
Sophia sembra seguire lo stesso schema, facendo capire che non
si tratta di qualcosa di casuale, ma di un evento destinato
a ripetersi nel tempo. Inoltre, il personaggio ha ribadito
più volte che ciò che sta per succedere è la sua “parte preferita”,
lasciando intendere di aver già assistito a tutto questo in
passato.
Prima
dell’arrivo della famiglia Matthews, la Città viveva in una sorta
di equilibrio statico: un lungo periodo relativamente tranquillo,
con pochi pericoli, ma anche pochissimi progressi. Ora però
qualcosa sta cambiando. Gli abitanti stanno iniziando a
comprendere meglio le forze che controllano il luogo e queste forze
stanno reagendo.
Gli eventi sembrano
accelerare sempre di più il percorso di questo ciclo verso
la sua inevitabile conclusione e ciò si riflette anche nel modo in
cui il tempo scorre. Per mesi il clima era rimasto invariato e gli
alberi non si muovevano mai. Adesso, invece, tutto sta cambiando
contemporaneamente e, come osserva Victor, “tutto si sta
muovendo troppo in fretta”.
Victor sa quando questo ciclo
finirà
Victor non si
limita a registrare e osservare i cambiamenti della Città: sembra
anche sapere cosa rappresentino davvero. Nel quarto episodio,
appare particolarmente scosso dalla posizione degli alberi,
sottolineando che “una volta li misurava sempre” e rimproverandosi
per non aver continuato a prestare attenzione.
Essendo l’unico abitante ad
aver assistito a un ciclo precedente, Victor possiede
informazioni preziose che nessun altro conosce. Ha già visto come
finiscono questi eventi e, nel corso degli anni, ha osservato
attentamente anche i dettagli più insignificanti che accompagnavano
quel cambiamento. Per lui, misurare la distanza degli alberi
equivale a capire lo scorrere del tempo nella Città ed è proprio
questo a terrorizzarlo: rendersi conto di quanto il momento
finale sia vicino.
Questo lascia intendere che Victor
sappia non solo cosa stia per arrivare, ma anche quando accadrà.
Per sopravvivere alla sua infanzia segnata dal trauma e dalla
solitudine, ha sepolto molti dei suoi ricordi più
dolorosi, compresi quelli legati all’Uomo in Giallo.
Tuttavia, grazie alle conversazioni e agli stimoli ricevuti dagli
altri personaggi, alcuni di quei ricordi stanno lentamente
riaffiorando e nel quarto episodio lo vediamo dissotterrare insieme
al padre vecchi disegni che riguardano proprio l’Uomo in
Giallo.
Riprendendo
il tema degli alberi in movimento, uno dei misteri più antichi e
inquietanti della serie, presente fin dalla prima stagione, “Of
Myths and Monsters” suggerisce che la vera forza della
Città potrebbe risiedere proprio nelle conoscenze accumulate da
Victor nel corso degli anni, incluse quelle memorie che
lui stesso fatica a ricordare finché qualcosa non le riporta alla
luce.
Il mondo di From sembra ormai
trasformato in una sorta di conto alla rovescia
invisibile, con un grande orologio che scandisce il tempo
restante, ma di cui, forse, soltanto Victor sa leggere le
lancette.
La serie sci-fi From
si avvicina alla sua conclusione: MGM+ ha ufficialmente
rinnovato lo show per una quinta e ultima stagione,
confermando così che il mistero della città maledetta avrà un
epilogo definitivo.
L’annuncio arriva a pochi giorni
dal debutto della
quarta stagione, previsto per il 19 aprile. La quinta stagione
entrerà in produzione nel corso del 2026 a Halifax, in
Nuova Scozia, con una messa in onda attesa per il
2027.
Creata da John
Griffin (Crater),
From racconta la storia di una cittadina inquietante che intrappola
chiunque vi entri, senza possibilità di fuga. Alla guida del
progetto troviamo lo stesso Griffin insieme allo showrunner
Jeff Pinkner (Lost, Alias, Fringe) e al
regista Jack Bender (Lost, Game of
Thrones).
Secondo quanto dichiarato dai
creatori, la quinta stagione rappresenterà la chiusura definitiva
della storia: “Siamo entusiasti di aver iniziato ufficialmente il
lavoro sulla stagione 5, il che significa che potremo
portare la storia alla sua conclusione. Le domande
avranno risposta, le risposte verranno messe in discussione, e ci
sarà una cascata di lacrime e terrore nel mezzo”, hanno spiegato in
un comunicato congiunto, ringraziando anche i fan della “FROMily” e
MGM+ per il supporto.
Cosa aspettarsi dalla stagione
finale
La
quarta stagione, che farà da ponte verso il gran finale,
porterà i protagonisti sempre più vicini alle verità nascoste della
città, ma anche a nuovi e più pericolosi orrori. Tra i principali
interrogativi rimasti aperti: chi è il misterioso Uomo in Giallo?
Qual è il vero significato delle rivelazioni di Jade e Tabitha? E
soprattutto, la comunità riuscirà a sopravvivere mentre Boyd lotta
per mantenere il controllo nonostante il suo progressivo crollo
fisico e mentale?
Il cast della
serie include Harold Perrineau, Catalina Sandino Moreno,
Eion Bailey, Hannah Cheramy, Simon Webster, Ricky He, Chloe Van
Landschoot, Corteon Moore, Pegah Ghafoori, David Alpay, Elizabeth
Saunders, Avery Konrad, Scott McCord, Nathan D. Simmons, Kaelen
Ohm, Angela Moore, A.J. Simmons, Julia Doyle, Robert Joy e Samantha
Brown.
Nel commentare il rinnovo finale,
Michael Wright, responsabile globale di MGM+, ha
sottolineato come From rappresenti perfettamente la filosofia della
piattaforma: produzione di alto livello, grandi talenti e
narrazione cinematografica capace di mantenere alta la tensione. Ha
dichiarato: “Ho atteso con impazienza il giorno in cui avremmo
potuto portare ai fan l’epica conclusione di From”, per poi
aggiungere “vi abbiamo ascoltato, siamo con voi e vi promettiamo un
capitolo finale indimenticabile quanto il mistero stesso.”
La serie è prodotta da MGM+
Studios con la partecipazione di diversi produttori
esecutivi, tra cui Harold Perrineau, Josh Appelbaum, André Nemec,
Scott Rosenberg, Anthony e Joe Russo e Mike Larocca. La
distribuzione internazionale è affidata a Paramount Global
Content Distribution.
Autore di noti film di genere
action thriller come The Transporter, Io vi troverò e
The Gunman, il francese
Pierre Morel ha ottenuto grande successo anche con
il film del 2010 From Paris With Love
(qui la recensione), appartenente
al medesimo genere e anche in questo caso interpretato da un gruppo
di celebri attori internazionali. Come per altri titoli della sua
filmografia, inoltre, anche questo vanta poi la partecipazione del
celebre regista Luc Besson (noto per film come
Léon, Nikita e Lucy), qui in qualità di
autore del soggetto su cui si è basata la sceneggiatura di
Adi Hasak.
La vicenda ruota ancora una volta
intorno al mondo del terrorismo, con due agenti profondamente
diversi tanto nei modi quanto nel carattere chiamati a sventare una
serie di attentati. Pur presentando una situazione da puro
thriller, con sequenze d’azione ricche di adrenalina e sparatorie,
From Paris With Love si caratterizza anche per una dose di
umorismo portata avanti in particolare proprio dal protagonista.
Pur se inizialmente accolto in modo piuttosto freddo dalla critica
e dal pubblico, negli anni il film è andato incontro ad una
crescente popolarità tra gli amanti del genere.
Quanti ricercano infatti della pura
e scellerata azione che non offre altro se non intrattenimento
visivo, trovano infatti in From Paris With Love l’opera
giusta capace di far ciò. I motivi per riscoprire questo film,
dunque, sono diversi, a partire proprio dalle interpretazioni del
cast. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà
certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità
relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti
possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e al suo
potenziale sequel. Infine, si elencheranno anche
le principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
From Paris With Love: la
trama del film
Protagonista del film è l’agente
segreto James Reese, il quale lavora sotto
copertura come assistente dell’ambasciatore
Bennington a Parigi e attende con ansia il momento
di poter entrare in azione. Reese, fidanzato con l’avvenente
Caroline, ha fatto del suo lavoro un culto e si
attiene sempre alle regole portando a termine i suoi incarichi in
modo egregio. La routine di Reese cambia radicalmente quando gli
viene affiancato l’agente della CIA Charlie Wax,
un uomo intrepido e dai metodi poco ortodossi. I due hanno il
compito di porre fine agli affari di un’organizzazione criminale
cinese, arrestando il leader Wong e sgominando il
contrabbando di droga nei sobborghi di Parigi.
Affiancato da Wax, Reese dovrà
abbandonare le sue sicurezze e la sua dedizione al manuale per
cercare di adeguarsi alle spericolate azioni del suo partner. Dopo
aver fatto irruzione in un bordello ed essersi presentati
all’incontro di pericolosi narcotrafficanti, Wax e Reese
scopriranno l’esistenza di un gruppo di estremisti pakistani che
tramano per organizzare un pericoloso attentato. I terroristi,
connessi al mondo del narcotraffico cinese, vogliono uccidere il
rappresentante americano nel corso di una conferenza che si terrà
nella capitale francese. Dopo aver affrontato rocamboleschi
inseguimenti e aver rischiato più volte la vita, Reese scoprirà il
vero mandante dell’attentato e potrà contare solo sull’aiuto del
caotico Wax.
From Paris With Love: il
cast del film
Ad interpretare il ruolo dell’agente
segreto James Reese vi è l’attore Jonathan Rys Meyers,
celebre per film come Match Point e Alexander e
serie quali I Tudors e Vikings. Accanto a lui,
nei panni della sua fidanzata Caroline vi è invece l’attrice
italiana Kasia Smutniak, mentre
Richard Durden è l’ambasciatore Bennington. Vero e
proprio protagonista del film è però il personaggio di Charlie Wax,
interpretato da John Travolta,
ingrassato e rasatosi i capelli per il ruolo. Completano il casto
Yin Bing nei panni di Wong e Amber Rose
Revah in quelli di Nichole. Nel film compare poi anche il
regista Luc Besson, con un cameo che lo vede
coinvolto in una delle scene d’azione del film.
From Paris With Love: il
sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
Parallelamente all’uscita del film,
Besson aveva affermato che c’era l’interesse a dar vita ad una vera
e propria saga action con numerosi sequel. Lo stesso Travolta ha
poi dichiarato che, per via della struttura del primo, sarebbe
stato possibile riprendere quegli stessi personaggi per calarli
continuamente in contesti diversi. Idealmente, dunque, si sarebbero
potuti realizzare film come “From London With Love”,
“From New York With Love”, “From Prague With Love” e molti
altri ancora. I modesti incassi di From Paris With Love,
tuttavia, devono aver rallentato tali intenzioni, poiché al 2021
ancora non si hanno notizie in merito a ulteriori sequel.
Nell’attesa di poterli forse vedere
un giorno, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. From Paris With Love è infatti
disponibile nei cataloghi di Chili, Google Play, Apple
iTunes, Now e Amazon Prime Video. Per vederlo, una
volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il
singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così
modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità
video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un
dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è
inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 11
febbraio alle ore 21:00 sul canale
20 Mediaset.
In From Paris with
Love Charlie Wax (John Travolta) è un
agente segreto americano rozzo e maleducato mentre il suo partner
James Reese (Jonathan
Rhys Meyers) è un diplomatico agente, educato e amante
degli scacchi. I due saranno protagonisti di inseguimenti e
sparatorie in cerca di terroristi islamici pronti a tutto per far
fuori una delegazione americana in quei giorni a Parigi.
Il tutto è condito da una forte
dose di ironia che permea soprattutto il personaggio di Travolta
facendo scorrere la pellicola senza problemi sino alla fine. Di
certo From Paris with Love non ha la
presunzione di voler insegnar qualcosa ma solo di essere un’ora e
mezza di puro intrattenimento ai limiti del ludico (vedasi
inseguimento autostradale a suon di bazooka a riguardo) rientrando
a pieno in quello che noi italiani chiamiamo “americanata”.
From Paris with Love –
recensione
Ciò fa sì che la trama sia solo un
escamotage, un mcguffin per le acrobazie di Travolta che con i suoi
100 kilogrammi e passa sembra agile come una libellula. Da
segnalare inoltre la partecipazione di Kasia Smutniak, attrice conosciuta
soprattutto da noi in Italia ma che qui sembra leggermente fuori
parte non dando mai l’impressione di essere tagliata per il ruolo
(o forse per fare l’attrice).
La regia di Pierre
Morel si dimostra capace, ai limiti del videoclip musicale
donando un taglio moderno come Hollywood vuole da un po’ di anni,
da segnalare inoltre le solite pubblicità più o meno palesi di
automobili, aerei e quanto altro, d’altronde c’è aria di crisi
anche nel cinema. Consiglio quindi il film agli amanti degli
action movie in salsa John Woo, non ne resteranno
delusi.
Ecco il teaser trailer della seconda
puntata di From Dusk Till Dawn 2, serie
basata sull’omonimo film scritto da Quentin Tarantino.
La serie televisiva è intitolata
From Dusk till Dawn: The Series, creata e
diretta da Robert Rodriguez. La serie avrà come
protagonisti Seth Gecko (D.J. Cotrona) e Richard
“Richie” Gecko (Zane Holtz).
Il network americano della El Rey
Network ha diffuso il primo promo di From Dusk Till
Dawn 2, il secondo ciclo di episodi della serie di
successo basata sul film diretto da Robert Rodriguez e scritto da
Quentin Tarantino, Dal Tramonto
all’Alba.
Una serie televisiva intitolata
From Dusk till Dawn: The Series, creata e diretta da Robert
Rodriguez, andrà in onda da marzo 2014. La serie avrà come
protagonisti Seth Gecko (D.J. Cotrona) e Richard “Richie” Gecko
(Zane Holtz).
Con la
quarta stagione, From
compie il passo più importante dalla sua prima puntata. Dopo anni
di misteri, teorie e indizi disseminati tra visioni, mostri e
simboli apparentemente incomprensibili, la serie MGM+ inizia
finalmente a mostrare il vero disegno dietro l’incubo che tiene
prigionieri gli abitanti della cittadina.
Se
il
finale della terza stagione aveva già fornito alcune risposte
fondamentali – dall’origine dei mostri al significato della parola
“Anghkooey”, passando per il legame tra Tabitha, Jade e le loro
vite precedenti – il quarto capitolo amplia enormemente il quadro
narrativo. Molti interrogativi aperti fin dalla prima stagione
trovano finalmente una spiegazione, mentre altri assumono un
significato completamente diverso alla luce delle nuove
rivelazioni.
Il risultato è una stagione che prepara il terreno al gran finale
della serie. Con la quinta stagione già confermata come conclusiva,
gli autori hanno iniziato a svelare le regole che governano il
Township, ridefinendo il ruolo dei protagonisti e chiarendo alcuni
dei misteri più discussi dagli spettatori.
10. Come può
Fatima essere viva pur risultando clinicamente
morta?
Il destino di Fatima rappresenta una delle rivelazioni più
sconvolgenti dell’intera stagione. Dopo aver dato alla luce la
creatura conosciuta come Smiley nel
finale della terza stagione, la giovane continua a percepire un
inquietante legame con il mostro resuscitato. Nel corso degli
episodi questa connessione diventa sempre più evidente, fino al
punto da permetterle perfino di influenzarlo temporaneamente.
Contemporaneamente, però, il suo corpo comincia a trasformarsi. Le
vene diventano scure, il suo organismo smette di comportarsi come
quello di un essere umano e gli esami medici confermano qualcosa di
apparentemente impossibile: Fatima dovrebbe essere morta.
Il finale della stagione chiarisce finalmente il motivo. La
gravidanza non si è limitata a riportare in vita Smiley, ma ha
avviato una lenta trasformazione della stessa Fatima in uno dei
mostri notturni che popolano la città. Quando comprende ciò che sta
accadendo, decide di sacrificarsi, rimanendo nelle caverne affinché
Tabitha, Jade, Boyd ed Ellis possano fuggire con le ossa dei
bambini.
La serie introduce così un nuovo concetto: i mostri non sono
semplicemente vivi o morti, ma esistono in uno stato intermedio.
Fatima diventa il primo personaggio umano a mostrare concretamente
questo processo di trasformazione, aprendo nuovi interrogativi
sulla vera natura delle creature.
Che cosa
significano davvero le visioni di Jade?
Fin dalla prima stagione Jade è tormentato da immagini
apparentemente scollegate tra loro: il misterioso simbolo,
Christopher, un soldato della Guerra Civile, un uomo schiacciato da
un masso e numerose altre figure che sembravano prive di un filo
logico.
Negli episodi precedenti era stato rivelato soltanto che il simbolo
rappresentava le radici dell’albero delle bottiglie e che
Christopher era una precedente reincarnazione dello stesso Jade. La
quarta stagione completa finalmente questo quadro.
Ogni figura vista nelle sue allucinazioni rappresenta infatti una
delle sue vite precedenti trascorse nella cittadina. Tutte queste
incarnazioni condividono un destino tragico: non vengono uccise dai
mostri, ma dagli stessi abitanti del luogo. È una rivelazione che
cambia completamente il significato delle sue visioni,
trasformandole da semplici immagini inquietanti a veri e propri
ricordi frammentati.
Questa scoperta conduce anche alla rivelazione successiva: il
recupero delle ossa dei bambini non è una semplice missione, ma il
tassello che tutte le precedenti incarnazioni di Jade avevano
sempre mancato.
Perché gli
abitanti vengono trascinati nella città?
Uno dei misteri più discussi della serie riguarda il motivo per cui
persone completamente diverse tra loro finiscono improvvisamente
intrappolate nel Township. Dopo anni di ipotesi, la quarta stagione
offre finalmente la prima spiegazione convincente.
Quando Jade racconta la verità sulle proprie reincarnazioni e su
quelle di Tabitha, suggerisce che gli altri residenti siano stati
attratti dal luogo perché hanno inconsapevolmente “sentito il
richiamo dei bambini”. Non sarebbero quindi i protagonisti della
storia, ma persone trascinate dentro un conflitto molto più
antico.
Gli showrunner hanno confermato questa interpretazione, spiegando
che Jade e Tabitha rappresentano il centro del ciclo, mentre tutti
gli altri sono individui coinvolti indirettamente. Esiste però un
elemento che accomuna ogni personaggio: tutti si trovavano in un
momento di svolta della propria vita quando sono arrivati nella
cittadina.
Boyd aveva appena lasciato l’esercito, altri stavano affrontando
crisi familiari o personali. La città sembra quindi scegliere
persone emotivamente vulnerabili, trasformandole in pedine di una
guerra soprannaturale che dura da generazioni.
Che cosa sono
davvero i totem dell’insediamento?
L’insediamento introdotto nella terza stagione aveva lasciato
numerosi interrogativi, soprattutto riguardo agli inquietanti totem
con volti scolpiti che circondavano l’area. Per molto tempo
sembravano semplici elementi rituali o decorativi, ma la quarta
stagione ne rivela finalmente lo scopo.
Quando dal lago emergono le terrificanti creature simili a bambole,
Tabitha scopre quasi per caso che i totem rappresentano l’unica
arma realmente efficace contro questi esseri. Colpendone uno con
uno dei manufatti, riesce infatti a respingerli, mentre gli altri
mostri evitano immediatamente di avvicinarsi.
Questo significa che i totem svolgono una funzione analoga a quella
dei talismani, ma contro una minaccia completamente diversa.
L’insediamento è stato costruito proprio accanto al lago perché
qualcuno, molto tempo prima, aveva già affrontato quelle creature e
aveva sviluppato un sistema di difesa specifico.
La rivelazione amplia ulteriormente la mitologia della serie: non
esiste un solo tipo di mostro e nemmeno una sola forma di
protezione. Ogni entità soprannaturale sembra obbedire a regole
differenti, suggerendo che il Township sia molto più antico e
complesso di quanto i protagonisti avessero immaginato.
Sin
dalla prima stagione Sara Myers è uno dei personaggi più enigmatici
della serie. Le misteriose voci che le parlano promettono di
riportare tutti a casa, ma in cambio le chiedono di compiere azioni
terribili, arrivando persino a uccidere altri abitanti del
Township. Per molto tempo non è stato chiaro se quelle voci
appartenessero ai mostri, a un’entità superiore o a qualcosa di
completamente diverso.
La
quarta stagione risolve finalmente questo mistero. A manipolare
Sara fin dall’inizio è sempre stato il Man in Yellow, il vero antagonista della
serie. Dopo essere rimasto nell’ombra per anni, il personaggio
torna a servirsi delle stesse voci per esercitare nuovamente il
proprio controllo sulla ragazza.
La
serie mostra anche il modo in cui questa manipolazione avviene.
Sotto le sembianze di Sophia, il Man in Yellow continua a
insinuarsi nella mente di Sara, dimostrando che la sua influenza va
ben oltre quella dei mostri che escono di notte. La rivelazione
ridefinisce completamente gli eventi delle prime stagioni: Sara non
era impazzita, ma era stata utilizzata come uno strumento fin dal
principio.
L’idea che qualcuno collaborasse segretamente con le forze che
governano il Township è una delle teorie più longeve tra i fan di
From. Per molto tempo i
sospetti si erano concentrati su Tillie, ma la sua morte nella
terza stagione sembrava aver definitivamente archiviato questa
possibilità.
La quarta stagione dimostra invece che la teoria era corretta,
anche se con un protagonista completamente diverso. Sophia si
rivela essere il Man in Yellow sotto mentite spoglie, mentre Clara
confessa di aver stretto un patto con lui molti anni prima: in
cambio della promessa di poter tornare a casa avrebbe dovuto
eseguire i suoi ordini.
Per gran parte della serie Clara non ha realmente sabotato i propri
compagni, ma quando il Man in Yellow decide di reclamare il favore
pattuito, la donna diventa una vera infiltrata. È lei ad aiutare il
nemico a rimuovere i talismani che proteggevano la città e, molto
probabilmente, è anche responsabile dell’accelerazione della
trasformazione di Fatima dopo averle offerto la bevanda
contaminata.
Fin dalle rivelazioni sulle reincarnazioni di Jade e Tabitha è
diventato evidente che il loro destino fosse legato ai misteriosi
bambini che continuano ad apparire nelle visioni. Il problema,
però, sembrava impossibile da risolvere: come si possono salvare
bambini morti da tempo immemorabile?
La risposta arriva grazie a una nuova visione di Jade, provocata
dall’assunzione di funghi allucinogeni. Attraverso questa
esperienza comprende che la chiave non è cercare di salvare
direttamente i bambini, bensì recuperare le loro ossa nascoste
nelle caverne.
Anche il bambino in bianco e
l’Uomo in giallo confermano indirettamente l’importanza di quei
resti. Recuperarle rappresenta soltanto il primo passo: i
protagonisti possiedono finalmente ciò che serve per interrompere
il ciclo, ma devono ancora capire quale rituale compiere e come
utilizzare le ossa per liberare definitivamente le anime dei
bambini.
Che cosa significa
davvero il simbolo inciso sui talismani?
Credit: Chris Reardon/MGM+
I
talismani hanno rappresentato la principale forma di difesa degli
abitanti fin dalla prima stagione, ma il loro simbolo è sempre
rimasto avvolto nel mistero. Nessuno conosceva la sua origine né il
motivo della sua efficacia contro i mostri.
Nel finale della quarta stagione Tabitha osserva attentamente
l’incisione mentre i bambini morti continuano a indicarla. È allora
che comprende un dettaglio fondamentale: il simbolo rappresenta
proprio lei e Jade.
Per questo motivo i due devono essere gli unici a entrare nelle
caverne per recuperare le ossa. Non si tratta semplicemente di una
scelta narrativa, ma di una regola precisa imposta dalla misteriosa
magia che governa il Township. I talismani sono quindi collegati
direttamente al ciclo delle reincarnazioni dei due protagonisti e
alla loro missione di salvare i bambini.
La stagione lascia ancora aperta una domanda importante: chi ha
creato i talismani e chi ha conferito loro questo potere? Tuttavia
introduce un concetto destinato ad avere un ruolo centrale nel
finale della serie: nei rituali di From non conta solo ciò che viene fatto, ma soprattutto
come viene
eseguito.
Perché il bambino in bianco non voleva che l’albero
delle bottiglie venisse abbattuto?
Uno
dei comportamenti più enigmatici del bambino in bianco
riguarda il suo disperato tentativo di impedire a Victor, prima, e
a Tabitha e Henry, poi, di abbattere il celebre albero delle
bottiglie. Per stagioni il personaggio si è espresso in maniera
volutamente criptica, ma su questo punto è sempre stato categorico:
quell’albero non doveva essere toccato.
Il
finale della quarta stagione spiega finalmente il motivo. Non
appena l’albero viene sradicato, l’equilibrio che governava il
Township si spezza. Il giorno lascia immediatamente spazio alla
notte, un violento terremoto scuote l’intera area, il cielo viene
attraversato da fulmini rossi e Tabitha e Jade restano intrappolati
nelle caverne.
Questi eventi dimostrano che l’albero non era un semplice punto di
riferimento, ma uno dei pilastri che mantenevano stabile la realtà
del luogo. Il bambino in bianco conosceva perfettamente le
conseguenze della sua distruzione e aveva cercato di evitarle senza
poter spiegare apertamente il perché.
La scena suggerisce inoltre che il peggio debba ancora arrivare.
L’entusiasmo con cui Sophia osserva il caos generato dalla caduta
dell’albero lascia intendere che il Man in Yellow stesse aspettando
proprio questo momento per completare il proprio piano. La quinta
stagione partirà quindi da un mondo profondamente cambiato, dove le
regole che avevano governato il Township fino a quel momento
potrebbero non essere più valide.
Quali sono le vere
intenzioni del bambino in bianco?
Dalla prima stagione il bambino in bianco è stato uno dei
personaggi più misteriosi dell’intera serie. È comparso a Victor
quando era ancora un bambino, lo ha aiutato a sopravvivere per anni
completamente solo e, in diverse occasioni, ha guidato anche
Tabitha e altri protagonisti. Allo stesso tempo, però, il suo modo
di comunicare estremamente ambiguo ha alimentato il sospetto che
stesse manipolando gli abitanti della città per fini
sconosciuti.
Il
finale della quarta stagione ribalta definitivamente questa
percezione. La scena conclusiva conferma che il bambino in
bianco e il Man in Yellow appartengono a due fazioni opposte e
che il misterioso bambino ha sempre cercato di aiutare i
protagonisti, pur essendo costretto a farlo attraverso messaggi
incompleti e simbolici.
La speranza mostrata dal bambino in bianco dopo il
recupero delle ossa dei bambini suggerisce che il ciclo di
reincarnazioni e fallimenti possa finalmente essere vicino alla
conclusione. Per la prima volta dall’inizio della serie sembra
davvero credere che Jade, Tabitha e gli altri possano riuscire dove
tutte le incarnazioni precedenti hanno fallito.
Rimangono comunque molte domande aperte. Chi è realmente il
bambino in bianco? Da dove provengono i suoi poteri? Per
quale motivo non può rivelare tutta la verità ai protagonisti? Sono
interrogativi che la quinta stagione dovrà affrontare, ma una
certezza ormai esiste: il misterioso bambino non è il nemico. È
probabilmente l’ultimo alleato rimasto contro le forze che
governano il Township.
La quarta stagione
prepara il finale definitivo di From
Più che limitarsi a risolvere singoli enigmi, la quarta stagione di
From ridefinisce
completamente la mitologia della serie. Molti elementi introdotti
fin dal primo episodio trovano finalmente una spiegazione, mentre
altri assumono un significato completamente diverso alla luce delle
nuove rivelazioni.
La trasformazione di Fatima, il ruolo centrale di Jade e Tabitha,
la vera identità del Man in Yellow, il significato dei talismani e
la conferma delle intenzioni del bambino in bianco
dimostrano che gli autori stanno preparando il terreno per un
epilogo già pianificato. La quinta stagione, annunciata come
conclusiva, avrà ora il compito più difficile: non solo rispondere
alle ultime domande rimaste, ma soprattutto chiudere
definitivamente il ciclo che tiene prigionieri gli abitanti del
Township da generazioni.
Il
finale della quarta stagione di From ha
regalato uno dei momenti più dolorosi dell’intera serie, mettendo
definitivamente in crisi il rapporto tra Henry e Victor. Dopo
essere stato manipolato fino a credere che il borgo e tutte le
persone che vi abitano non siano reali, Henry arriva infatti a
puntare una pistola contro suo figlio, convinto che ucciderlo sia
l’unico modo per liberarsi da quella che considera una realtà
fittizia. Ora gli interpreti Robert Joy e
Scott McCord hanno raccontato cosa rappresenta
davvero quella scena e come potrebbe influenzare la quinta e ultima
stagione della serie MGM+.
Intervistati
da ScreenRant, i due attori hanno spiegato il peso
emotivo del confronto finale, sottolineando come quel tradimento
rischi di compromettere per sempre il rapporto tra padre e figlio.
Le loro dichiarazioni suggeriscono inoltre che le conseguenze
psicologiche di quanto accaduto saranno uno degli elementi centrali
dell’ultima stagione.
Il finale
lascia Henry in uno stato mentale profondamente compromesso. Robert
Joy spiega infatti che il suo personaggio, ormai da diversi
episodi, vive nel dubbio costante su quale realtà sia quella
autentica. Dopo essere stato convinto che Victor rappresenti
“l’ancora” che lo tiene imprigionato nel Township, arriva a
compiere il gesto più estremo della sua vita. Secondo l’attore, la
vera domanda non riguarda tanto la sopravvivenza fisica di Henry,
quanto quella mentale.
Joy racconta
infatti di essere curioso di scoprire se il suo personaggio
riuscirà mai a recuperare completamente la propria identità oppure
se quella frattura psicologica sarà ormai irreversibile. Un
cambiamento che potrebbe trasformarlo in una figura ancora più
vulnerabile nella stagione conclusiva.
Il tradimento di Henry cambia
definitivamente il rapporto con Victor
Anche Scott
McCord ha raccontato quanto fosse importante che Victor reagisse
con una rabbia mai mostrata prima.
L’attore
spiega che nella sceneggiatura il creatore della serie John
Griffin aveva scritto semplicemente che “Victor esplode
contro suo padre”, lasciando però grande libertà interpretativa.
Fino a quel momento Victor aveva sempre represso le proprie
emozioni, scegliendo di contenerle anche nei momenti più difficili.
Il finale della quarta stagione rappresenta invece il punto di
rottura definitivo.
Secondo
McCord, tutto ciò che Henry aveva costruito nei mesi precedenti —
dichiarando continuamente il proprio amore e cercando di recuperare
il rapporto con il figlio — rende quel gesto ancora più devastante.
Per Victor non si tratta semplicemente di essere stato minacciato
con una pistola, ma di vedere tradita l’unica figura familiare che
aveva finalmente imparato a fidarsi dopo decenni di isolamento.
Lo stesso
Robert Joy ha raccontato che la produzione gli ha persino fatto
indossare una protezione sotto gli abiti durante le riprese della
scena, visto che Victor lo afferra con violenza nel momento
dell’esplosione emotiva.
Gli attori
sottolineano inoltre come questa sequenza rappresenti il perfetto
contraltare della scena al pianoforte vista all’inizio della
stagione. In quel momento Victor aveva scelto di trattenere ogni
emozione; nel finale, invece, tutto ciò che aveva represso esplode
improvvisamente.
Dal punto di
vista narrativo, il confronto sancisce un cambiamento definitivo
per entrambi i personaggi.
Henry
potrebbe non recuperare mai completamente la lucidità. Già dopo
l’episodio 7 Robert Joy aveva anticipato che le visioni stavano
alterando profondamente la mente del suo personaggio. Dopo gli
eventi del finale, questa trasformazione potrebbe essere ormai
irreversibile, rendendolo un bersaglio ideale per il misterioso
Uomo in Giallo e per Sophia, pronti probabilmente a sfruttarne la
fragilità nella stagione conclusiva.
Victor,
invece, dovrà trovare il modo di andare avanti nonostante il trauma
appena vissuto. Negli ultimi anni la serie ha dimostrato più volte
come sia proprio lui il depositario delle informazioni più
importanti sul mistero del Township. È stato Victor a conoscere il
significato dell’albero delle bottiglie e a comprendere dinamiche
che gli altri abitanti hanno ignorato, spesso pagando conseguenze
gravissime.
Con la quinta
stagione già annunciata come conclusione definitiva della serie, il
rapporto tra Henry e Victor diventa quindi uno dei nodi emotivi più
importanti ancora da risolvere. Anche se i protagonisti riuscissero
finalmente a lasciare il Township, nulla potrà cancellare ciò che è
accaduto nel finale della quarta stagione. Dopo aver trascorso
quasi tutta la vita intrappolato in quel luogo e aver ritrovato il
padre solo da poco tempo, Victor dovrà decidere se sarà mai
possibile perdonare un gesto destinato a cambiare per sempre il
loro rapporto.
Dopo appena un episodio, From – stagione
4 ha già iniziato a sciogliere uno dei misteri più disturbanti
della serie: l’identità dell’uomo in giallo. Il personaggio,
interpretato da Douglas E. Hughes,
era apparso nel finale della terza stagione, segnando un punto di
svolta brutale con l’uccisione di Jim Matthews e lasciando dietro
di sé una scia di indizi inquietanti.
Il
primo episodio della nuova stagione, intitolata “Arrival”, riprende esattamente da quel momento,
approfondendo il ruolo di questa figura enigmatica e suggerendo con
forza che la sua presenza non sia un evento isolato, ma parte di un
disegno molto più ampio e radicato nella storia del villaggio. Un
dettaglio che cambia completamente la percezione del personaggio e
del suo potere.
L’uomo in giallo si nasconde tra i
sopravvissuti: la teoria dell’infiltrazione prende forma
Il primo episodio della stagione 4 conferma una delle teorie più
discusse dai fan: l’uomo in giallo non è solo una presenza esterna
o una voce che manipola gli eventi, ma può infiltrarsi direttamente
tra gli abitanti del villaggio assumendo nuove identità. La
rivelazione più significativa è infatti il suo travestimento nei
panni di Sophia, apparentemente una nuova arrivata.
Questo elemento non solo
rafforza l’idea che il personaggio sia sempre stato parte
integrante del ciclo narrativo della serie, ma introduce un livello
di tensione completamente nuovo. Se in passato agiva nell’ombra –
come voce alla radio o figura evocata nei dipinti – ora diventa una
minaccia interna, invisibile e impossibile da riconoscere.
La scelta narrativa è
tutt’altro che casuale: permette al villain di manipolare
direttamente i protagonisti, sabotare i tentativi di fuga e,
soprattutto, alimentare il sospetto reciproco. È un cambio di
paradigma che sposta l’orrore dalla dimensione esterna a quella
psicologica e relazionale.
Il
vero piano dell’uomo in giallo: trasformare gli abitanti in
carnefici
La rivelazione più inquietante
arriva quando il personaggio lascia intendere quale sarà la fase
successiva del suo piano. Non si tratta più solo di sopravvivere ai
mostri o alle visioni, ma di assistere alla distruzione interna
della comunità. Il suo “momento preferito”, come lo definisce, è
vedere gli abitanti rivoltarsi gli uni contro gli altri.
Questo suggerisce che il ciclo
di violenza che intrappola i protagonisti si sia già ripetuto in
passato e che il villaggio sia teatro di un meccanismo più antico e
strutturato di quanto si pensasse. Il fatto che alcuni personaggi
inizino a recuperare frammenti di vite precedenti rafforza
ulteriormente questa lettura.
La stagione 4, quindi, non si
limita a proseguire il mistero, ma alza la posta in gioco: il vero
nemico non è più solo l’ignoto, ma la perdita di fiducia tra i
sopravvissuti. E con l’uomo in giallo nascosto tra loro,
riconoscerlo potrebbe essere già troppo tardi.
Con
la quarta stagione, From compie un’operazione narrativa
tutt’altro che scontata: trasformare uno dei personaggi più
irritanti e difficili da sostenere in una figura credibile, umana e
persino centrale. Randall Kirkland, interpretato da A.J. Simmons,
era stato introdotto nella seconda stagione come un elemento
destabilizzante, dominato dalla paranoia e incapace di costruire un
rapporto autentico con gli altri abitanti della Township.
Fin dal suo arrivo, il suo comportamento aveva generato conflitti
continui: aggressivo, sospettoso e spesso violento, Randall aveva
incarnato una minaccia interna alla comunità, tanto quanto i
pericoli esterni. Eppure, nel corso delle stagioni successive, la
serie ha iniziato a lavorare in profondità sul personaggio,
trasformando gradualmente quella rabbia cieca in qualcosa di più
complesso e leggibile.
Randall è finalmente redento dopo
essere stato il personaggio più insopportabile di From
Per comprendere la portata di questa trasformazione bisogna tornare
alle sue origini nella serie. In From 2, Randall si
distingue subito per il suo atteggiamento ostile: prova a uscire
durante la prima notte, mette in pericolo gli altri abitanti e
arriva perfino a sequestrare Donna, convinto che l’intero sistema
della Township sia una messinscena.
Anche quando mostra sporadici segnali di umanità – come il
tentativo di aiutare Jim – questi vengono rapidamente oscurati da
scelte egoistiche e distruttive. Nella terza stagione, il
personaggio non migliora davvero: resta chiuso nel proprio disagio,
incapace di integrarsi, spesso guidato più dalla paura e dalle
visioni (come quelle delle cicale) che da una reale volontà di
cambiamento.
Eppure è proprio lì che la serie semina i primi segnali di
evoluzione. Il rapporto con Julie, l’aiuto a Tabitha e,
soprattutto, la consapevolezza del proprio comportamento passato
iniziano a incrinare la sua immagine. La redenzione non arriva
improvvisa, ma viene costruita passo dopo passo, rendendo credibile
ciò che accade nella
stagione 4.
Randall cambia davvero in From 4
e diventa un personaggio affidabile
Il vero punto di svolta arriva negli episodi 2 e 3 della quarta
stagione. Se nel secondo episodio Randall dimostra già un lato più
empatico, accompagnando Julie alle rovine e sostenendola
emotivamente, è in “Merrily We Go” che avviene il salto
definitivo.
La differenza rispetto al passato è sottile ma fondamentale:
Randall non agisce più solo in risposta agli altri, ma prende
iniziativa. Quando vede Julie in difficoltà, non aspetta che sia
lei a chiedere aiuto, ma interviene spontaneamente. Questo cambio
di prospettiva segna la maturazione del personaggio.
Il gesto più emblematico è quello di offrirsi di entrare nella casa
crollata per recuperare i libri di Ethan al posto suo. È un atto
semplice, ma carico di significato: mette da parte sé stesso per
proteggere qualcun altro. Una scelta impensabile per il Randall
delle stagioni precedenti.
In questo nuovo equilibrio, il suo rapporto con Julie assume una
dimensione quasi familiare. Randall diventa una sorta di fratello
maggiore, una figura di riferimento in un momento in cui la ragazza
è particolarmente vulnerabile, sia per la perdita del padre sia per
il peso crescente delle sue esperienze legate allo
“storywalking”.
From 4 prepara la redenzione di
un altro personaggio insopportabile
Mentre Randall completa il suo percorso, la serie sembra spostare
l’attenzione su un nuovo personaggio problematico: Acosta.
Introdotta nella terza stagione, aveva già lasciato una pessima
impressione, prima con l’uccisione accidentale di Nicky e poi con
un atteggiamento rigido e giudicante, legato alla sua identità di
poliziotta.
Nella quarta stagione, il suo comportamento peggiora ulteriormente,
culminando nel gesto impulsivo di rubare un’ambulanza e creare
ulteriore caos in una comunità già fragile. A questo punto, Acosta
diventa di fatto il nuovo “elemento insopportabile” della serie,
prendendo il posto che era stato di Randall.
Tuttavia, proprio come accaduto con lui, From sembra voler avviare un percorso di
trasformazione anche per lei. Boyd, riconoscendo in Acosta qualcosa
che gli ricorda la moglie Abby, decide di cambiare approccio:
invece di scontrarsi, prova a guidarla, assegnandole un compito
concreto nel seminterrato della Colony House.
È
un gesto narrativamente piccolo, ma significativo: dare uno scopo a
un personaggio perso è il primo passo verso la sua evoluzione. Con
la serie già confermata per concludersi con la quinta stagione,
questa dinamica appare tutt’altro che casuale. From sta preparando i suoi personaggi
per l’endgame, ridefinendo ruoli e relazioni in vista del
finale.
La redenzione di Randall, quindi, non è solo un arco individuale
riuscito, ma un segnale più ampio della direzione narrativa della
serie: anche nei contesti più estremi, il cambiamento resta
possibile, purché sia costruito con coerenza.
Paramount+ ha diffuso oggi il primo
teaser ufficiale della quarta stagione di FROM,
l’acclamata serie sci-fi horror amatissima dai fan.
Creata da John
Griffin (Crater) e prodotta da Griffin, dallo showrunner
Jeff Pinkner (Lost, Alias, Fringe) e dal regista Jack
Bender (Lost, Game of Thrones, The Institute), la
serie svela il mistero di una cittadina da incubo che intrappola
chiunque vi entri. La nuova stagione debutterà lunedì 20 aprile su
Paramount+ in Italia.
Nella
quarta stagione, più gli abitanti della città si avvicinano
alle risposte che cercano, più la loro ricerca diventa
terrificante. Chi è l’Uomo in Giallo e cosa vuole? La rivelazione
di Jade e Tabitha sarà la chiave per tornare finalmente a casa? Per
quanto tempo Boyd riuscirà a tenere unita la città, mentre il suo
corpo e la sua mente stanno cedendo? E quale ruolo avrà l’ultimo
arrivato in città negli eventi a venire? La quarta stagione aprirà
porte che alcuni abitanti finiranno per desiderare fossero rimaste
chiuse.
La serie è
interpretata da Harold Perrineau (Lost) e da un cast
corale che include Catalina Sandino Moreno (Maria Full of
Grace, The Affair), Eion Bailey (Band of Brothers),
Hannah Cheramy (Under Wraps, Van Helsing), Simon Webster
(Strays), Ricky He (The Good Doctor), Chloe Van Landschoot
(Charity, Skin), Corteon Moore (Utopia Falls),
Pegah Ghafoori (The Perfect Wedding), David Alpay
(Castle Rock), Elizabeth Saunders (Clarice),
Avery Konrad (Honor Society), Scott McCord (East of
Middle West), Nathan D. Simmons (Diggstown, This Hour Has
22 Minutes), Kaelen Ohm (Hit & Run, Eumenides Falls),
Angela Moore (A Series of Unfortunate Events, Maid), A.J.
Simmons (Reacher), Julia Doyle (Astrid And Lilly Save
The World), Robert Joy (CSI: NY) e Samantha Brown
(Y: The Last Man).
Le prime tre
stagioni di FROM sono disponibili in streaming su Paramount+.
FROM è una produzione MGM+ Studios. Oltre a Pinkner,
Griffin e Bender, figurano come produttori esecutivi Perrineau,
Josh Appelbaum, André Nemec e Scott Rosenberg per Midnight Radio,
Anthony e Joe Russo e Mike Larocca per
AGBO, e Lindsay Dunn. Adrienne Erickson di Midnight Radio ricopre
il ruolo di co-produttrice esecutiva. La serie è distribuita a
livello internazionale da Paramount Global Content
Distribution.
La prima stagione di From è
approdata su MGM+ nel febbraio 2022. Da allora, la serie ha
mantenuto un calendario di uscite costante, con una nuova puntata
in anteprima ogni anno consecutivo. Le serie TV horror spesso
faticano a mantenere la stessa qualità narrativa in ogni stagione,
soprattutto quando sono costrette a operare con scadenze fisse.
Fortunatamente, From è migliorata
con ogni nuova stagione. Tuttavia, la serie ha finalmente
interrotto il suo trend di uscite non pubblicando alcun nuovo
episodio nel 2025. La lunga attesa per il prossimo episodio è stata
dolorosa, ma un nuovo aggiornamento sulla produzione conferma che
gli spettatori non dovranno aspettare troppo a lungo per la sua
uscita.
Le riprese della quarta
stagione di From sono ufficialmente terminate
Elizabeth Saunders, che interpreta
Donna in From, ha pubblicato una storia sul suo account
Instagram ufficiale. La storia rivelava una foto dietro le
quinte di lei sul set di From e conteneva il testo “Donna wrapping
(S4).” Date un’occhiata alla sua storia qui sotto:
La storia Instagram di Saunders
sembra indicare chiaramente che la
stagione 4 di From ha finalmente terminato le riprese o
almeno si sta avvicinando alla fine delle riprese principali.
Questa è un’ottima notizia, poiché conferma che la produzione della
serie sta procedendo rapidamente e che la sua uscita su MGM+ non è
troppo lontana.
La quarta stagione di From
dovrebbe uscire intorno a maggio 2026
Considerando le precedenti tendenze
di uscita della serie e i tempi di produzione, la quarta stagione
di From rimarrà probabilmente in post-produzione per almeno cinque
mesi. Sulla base di ciò, sembra improbabile che arriverà su MGM+
prima di aprile 2026. Tuttavia, dopo l’aggiornamento sulle riprese,
sembra molto probabile che la
quarta stagione di From debutterà nell’estate 2026.
Dato che il 2025 è ancora a poco
più di un mese dalla fine, la quarta stagione di From è ancora un
po’ troppo lontana. Tuttavia, la leggera certezza che circonda la
sua finestra di uscita rende il periodo di attesa più facile.
L’attesa per la quarta stagione
di From è stata lunga, ma probabilmente ne varrà la pena
La maggior parte dei programmi
televisivi in streaming fatica a mantenere un calendario di uscita
costante. From è stata una delle poche serie con un ritmo di uscita
abbastanza costante e sorprendentemente affidabile. La sua prossima
stagione ha leggermente interrotto il suo slancio, ma è difficile
non credere che la lunga attesa per la sua uscita ne varrà comunque
la pena.
Anche dopo tre stagioni, From
mantiene un punteggio quasi perfetto di 96% su Rotten Tomatoes. Per
questo motivo, sembra improbabile che la qualità della quarta
stagione subisca un improvviso calo. Se la quarta stagione di
From riuscirà a essere all’altezza delle precedenti, gli
spettatori non avranno nulla di cui lamentarsi e anche il leggero
ritardo nella sua uscita sarà perdonabile.
La serie horror soprannaturale di
Paramount+Fromha già riscosso un grande successo
con le sue tre stagioni e ora è stata rinnovata per una quarta
stagione. Debuttata nel 2022, la serie racconta la storia di una
misteriosa città dell’America centrale che intrappola chiunque vi
entri ed è circondata da mostri letali che infestano i boschi fuori
dalla città. Riprendendo la trama contorta di serie come Lost e
aggiungendo un tocco spaventoso, From si è rapidamente affermata
come una delle serie horror di punta nel mondo altamente saturo
delle serie TV in streaming.
Il finale della seconda stagione di
From ha preparato il terreno per una terza stagione ancora più
terrificante, e ogni nuova scoperta solleva più domande invece di
dare risposte. Il vero potere della serie è stato il mistero che la
avvolge e, come nei migliori puzzle, ogni colpo di scena rende la
trama ancora più contorta. Con From che ha ottenuto un
successo quasi unanime (compresi gli elogi del maestro dell’horror
Stephen King), il futuro della serie sembra
roseo. Il futuro sembra ancora più roseo ora che MGM+ ha deciso di
rinnovare la serie per una quarta stagione.
Ultime notizie su From –
stagione 4
Diversi mesi dopo il rinnovo dello
show, arrivano le ultime notizie sotto forma di un’anticipazione
sulla data di uscita della stagione 4. Il produttore
esecutivo Jeff Pinkner e il co-produttore/creatore della serie John
Griffin hanno espresso opinioni contrastanti sulla data di ritorno
della serie, anche se Griffin sembra aver avuto l’ultima parola.
Anche se Pinker ha detto che c’erano grandi speranze che la serie
tornasse prima della fine del 2025, Griffin ha sottolineato che
“probabilmente sarà all’inizio del 2026”. Questo
perché le riprese della quarta stagione non finiranno prima delle
vacanze del 2025.
Un intervallo di poco più di un anno
tra una stagione e l’altra non è insolito nell’era dello streaming,
e tutte e tre le stagioni di From sono state rilasciate
in periodi diversi dell’anno. I commenti di Pinker sull’arrivo
entro la fine del 2025 erano probabilmente solo un pio desiderio, o
forse aveva semplicemente dimenticato il calendario di produzione.
In ogni caso, la risposta più certa di Griffin significa che
l’inizio del 2026 è la data più probabile per l’uscita.
Leggi qui i commenti di Griffin e
Pinker:
Griffin: “Prima di
passare alla prossima domanda, vorrei intervenire, se posso, perché
non voglio che Jeff o io veniamo presi di mira da persone
arrabbiate. Jeff, correggimi se sbaglio, probabilmente non finiremo
le riprese prima delle vacanze. Quindi, molto probabilmente, sarà
all’inizio del 2026, no?”
Pinkner:“Probabilmente sarà all’inizio del 2026”.
La quarta stagione è
confermata
Fin dall’inizio della terza
stagione, sono iniziate le speculazioni sulla quarta stagione di
From, ma MGM+ non ha lasciato i fan con il fiato sospeso a lungo. A
pochi giorni dal finale della terza stagione, MGM+ ha deciso di
rinnovare la serie horror per un’altra stagione. Questo conferma la
fiducia della piattaforma di streaming nella serie originale, molto
apprezzata, e probabilmente significa che lo show potrebbe andare
avanti ancora per un bel po’. È stato anche annunciato che le
riprese della quarta stagione inizieranno nel 2025 e che l’uscita è
prevista per l’inizio del 2026.
Per commemorare il rinnovo, la
pagina ufficialeFromsu X (precedentemente Twitter) ha condiviso un
video del protagonista della serie Harold Perrineau che strappa una
bottiglia da un albero con la scritta “From stagione 4 in
arrivo”.
Dettagli sul cast della quarta
stagione
Il cast della quarta stagione di
From è difficile da prevedere, dato che la terza stagione
eliminerà senza dubbio alcuni personaggi prima che sia tutto
finito. Tuttavia, la forza costante durante l’intera serie è stata
Harold Perrineau nei panni di Boyd Stevens, lo sceriffo e
leader de facto della città, che dovrebbe tornare nella quarta
stagione. Nonostante il suo status fosse incerto all’inizio della
terza stagione, si prevede che Catalina Sandino Moreno tornerà a
interpretare Tabitha Matthews.
Jim Matthews, interpretato da Eion
Bailey, sembrava un altro candidato sicuro per il cast della quarta
stagione, ma la sua morte scioccante nella terza stagione significa
che probabilmente non tornerà. Tuttavia, con i viaggi nel tempo,
quasi tutti potrebbero tornare ad un certo punto. Come negli anni
precedenti, la quarta stagione probabilmente aggiungerà anche
alcuni membri del cast, anche se è impossibile prevederlo finché
non saranno disponibili ulteriori informazioni.
Dai dettagli della trama della
quarta stagione
Come molte serie horror
sconvolgenti, la trama di From è costellata da colpi di
scena enormi che potrebbero portare la serie in qualsiasi direzione
in un attimo. Il finale della terza stagione di From non è
stato privo di sorprese scioccanti, anche se è servito
principalmente a rivelare la natura ciclica del male che affligge
la città. Con la rinascita di Smiley, c’è un oscuro senso di
disperazione, poiché tutto sembra essere vano. Tuttavia, alcune
cose sono cambiate con la morte di Jim e gli abitanti della città
sono in grado di minacciare i mostri a modo loro.
Scoprire che tutto è un ciclo
può sembrare disperato, ma offre anche ai sopravvissuti la
possibilità di analizzare lo schema e trovare il modo di
spezzarlo.
La prossima stagione vedrà
probabilmente i sopravvissuti cercare di sfruttare ciò che hanno
imparato e apportare modifiche. Scoprire che tutto è un ciclo può
sembrare disperato, ma offre anche ai sopravvissuti la possibilità
di analizzare lo schema e trovare il modo di spezzarlo. Tuttavia,
più resistono al ciclo, più le loro vite sono in pericolo in
From – Stagione 4.
Fin dall’inizio, la
quarta stagione aveva gettato le basi per questo finale di
stagione ricco di colpi di scena. La
rivelazione della terza stagione all’Albero delle Bottiglie è
stata un momento cruciale per la serie, ma ora è chiaro che
sbloccare i ricordi delle vite passate di Tabitha e Jade nella
Township è stato solo il primo ostacolo nel loro tentativo di
fermare i massacri ciclici. L’ostacolo successivo, ben più
impegnativo, era salvare le ossa dai tunnel.
Mentre il piano da scienziata pazza
di Jade prendeva forma, gli abitanti della Township complottavano
per sradicare l’Albero delle Bottiglie e creare una via di fuga per
Tabitha, Jade e le ossa appena recuperate. Come ha fatto notare
Jade, non si presentava un’alternativa migliore, quindi hanno
portato avanti il piano nonostante l’insistenza di Victor e del
Ragazzo in Bianco affinché l’Albero delle Bottiglie rimanesse
intatto.
Mentre gli abitanti della città di
From comunicavano meglio che mai nella quarta stagione, la
trasformazione dell’Uomo Giallo in Sophia ha mandato all’aria i
loro piani meglio congegnati, anche se la maggior parte di loro
rimaneva ignara delle sue tattiche. I piani degli abitanti per le
ossa e l’Albero delle Bottiglie, e i tentativi dell’Uomo Giallo di
ostacolarli, sono culminati in un tragico epilogo nel finale della
quarta stagione, “If a Tree Falls in the Forest…”.
Chi è morto nel finale della
quarta stagione di From?
Una volta abbattuto l’Albero delle
Bottiglie, i piani degli abitanti del villaggio iniziarono ad
andare a rotoli. In un istante, il giorno si trasformò in notte e i
tunnel furono scossi da un terremoto. Il sisma creò un nuovo varco
per Tabitha e Jade, permettendo loro di passare, mentre la squadra
in attesa sopra di loro si ritrovò improvvisamente vulnerabile ai
mostri. In mezzo a questo caos totale, Smiley puntò gli occhi su
Fatima, che si trovava in clinica con Marielle.
Dopo essere entrato in clinica,
Smiley attaccò Marielle, apparentemente per un esperimento volto a
testare il suo legame con Fatima. Soddisfatto dei risultati, il
mostro lasciò Fatima in vita, mentre Marielle sanguinava
copiosamente. Nonostante gli sforzi di Kristi, Marielle morì dopo
un addio straziante, lasciando Kristi completamente distrutta dal
dolore.
Nel frattempo, Sophia aveva
rinchiuso Elgin e Clara nella tavola calda dopo che Elgin aveva
trovato una vecchia fotografia di Sophia, scoprendo
involontariamente che l’Uomo Giallo può assumere la forma dei
defunti abitanti del villaggio. Quando Elgin si rifiutò di obbedire
agli ordini di Sophia, lei lo uccise. Fu una fine triste ma eroica
per Elgin, che, dopo essere stato ingannato dalla Donna Kimono,
aveva finalmente imparato a non dare ascolto alle forze negative
del Villaggio.
Mentre in superficie imperversavano
caos e carneficina, Jade e Tabitha si ritrovarono intrappolate nei
tunnel. Furono salvate da Boyd, Fatima ed Ellis, ma si trovarono
subito di fronte ai mostri. Fatima esortò il gruppo ad andarsene,
dicendo che avrebbe potuto far guadagnare loro del tempo. Poi, le
sue mani si allungarono trasformandosi in artigli, il suo volto si
contorse e si scontrò con la moltitudine di mostri, diventando lei
stessa una di loro.
Spiegazione della trasformazione
in mostro di Fatima
Sebbene la sua condizione fosse un
mistero fino a quel momento, la trasformazione iniziò poco dopo la
nascita di Smiley. Inizialmente, Fatima sentì una connessione con
Smiley che le provocava una sensazione di “freddo”. Dopo aver usato
questi poteri collettivi per salvare Kenny, notò delle vene scure e
allarmanti che le si diffondevano sull’addome. Si recò in clinica,
dove Kristi e Marielle notarono un battito cardiaco incredibilmente
lento.
Biologicamente, Fatima aveva
cessato di essere un essere umano normale molto prima di “If a Tree
Falls in the Forest…”. Sebbene la trasformazione fosse già in atto,
il processo fu probabilmente accelerato dal sangue che aveva bevuto
inconsapevolmente per mano di Clara, seguendo gli ordini di
Sophia.
È interessante notare, tuttavia,
che Fatima mantenne la sua personalità e il suo spirito fino alla
fine. Fisicamente, era diventata un mostro, ma il suo
comportamento, le sue emozioni e la sua lealtà erano ancora
profondamente umani, distinguendola dagli altri mostri. Prima di
affrontare i mostri in quello che era quasi certamente un atto di
morte, disse a Ellis di “ricordarsi di me come ero”.
From ha già confermato che
l’origine dei mostri deriva da un oscuro commercio in cui il
sacrificio dei propri figli garantiva l’immortalità. Sebbene fosse
legato alla nascita, il caso di Fatima è diverso. La trasformazione
è stata lenta, puramente fisica e completamente contro la sua
volontà. Il suo destino sembra essere una delle vittime più
tragiche della serie, vittima dei poteri oscuri e ritualistici del
Comune.
Come il sacrificio di Fatima ha
salvato i Bones
Affrontando i mostri nel tunnel,
Fatima ha probabilmente dato a Tabitha, Jade, Boyd ed Ellis il
tempo necessario per fuggire con le ossa. Sebbene fosse in netta
inferiorità numerica, le sue nuove capacità mostruose le hanno
sicuramente conferito la forza per combattere meglio e più a lungo
di quanto avrebbero potuto fare anche tutti e quattro i suoi
compagni messi insieme.
Questo è il vero motivo per cui
Fatima ha insistito per entrare nei tunnel. La sua decisione
immediata di mandare via tutti, la consapevolezza di essere l’unica
in grado di far guadagnare loro tempo e la sua ultima supplica a
Ellis dimostrano che aveva già capito cosa le stava succedendo.
Costruire il Golem ha aiutato Fatima a non perdere la speranza, ma
la morte di Marielle le ha probabilmente dato la lucidità
necessaria per sacrificarsi.
Perché abbattere l’Albero delle
Bottiglie ha scatenato le Forze Maligne del Villaggio
Negli ultimi istanti di “Se un
albero cade nella foresta…”, il Ragazzo in Bianco dice a Sophia che
“stavolta perderà”, sottolineando che Tabitha e Jade sono riuscite
a ottenere le ossa. Sophia non si lasciò scoraggiare e gli comunicò
allegramente che, nonostante tutto, “l’Albero delle Bottiglie non
c’era più”. Il fatto che questa fosse una buona notizia per l’Uomo
in Giallo significava che non poteva che essere una cattiva notizia
per gli abitanti del villaggio.
In effetti, la perdita dell’Albero
delle Bottiglie scatenò un’immediata sequenza di eventi senza
precedenti. Il calar della notte a mezzogiorno, il terremoto e la
violenta tempesta di fulmini rossi sembravano tutti direttamente
correlati alla caduta dell’albero. Oltre a ciò, però, i poteri di
Sophia sembravano molto più illimitati dopo la perdita dell’albero.
Dove prima aveva ordinato a Clara di raccogliere tutti i talismani,
ora aveva iniziato a farlo lei stessa.
Anche la morte di Elgin è
probabilmente una conseguenza della caduta dell’Albero delle
Bottiglie. I metodi indiretti di Sophia per sabotare i piani degli
abitanti del villaggio, come coinvolgere altre persone, tagliare la
scala di corda e manipolare le persone psicologicamente piuttosto
che fisicamente, suggeriscono che l’Uomo in Giallo non potesse fare
molto di più direttamente per cambiare il corso degli eventi.
Soprattutto considerando che il
Ragazzo in Bianco, ora definitivamente in contrasto con l’Uomo in
Giallo, voleva mantenerlo in piedi, sembra che l’Albero delle
Bottiglie possa essere stato la fonte del sistema di controllo e
bilanciamento delle forze malvagie di From.
Come il finale della quarta
stagione di From prepara il terreno per la quinta stagione
Dopo tutto ciò che è accaduto in
questo episodio, la quinta e ultima stagione di From si discosterà
significativamente dalle precedenti. Un elemento importante e senza
precedenti è il fatto che tutti i talismani sono ormai fuori gioco.
Dopo averli raccolti, Sophia li ha gettati giù dall’Albero Lontano,
rendendoli di fatto perduti.
Sebbene alcuni personaggi, come
Boyd, Donna e Victor, abbiano raccontato le loro esperienze prima
del ritrovamento dei talismani, la serie non ha mai mostrato
direttamente la Città senza di essi. Nonostante From abbia fatto
molti commenti inquietanti sull’avvicinarsi della fine e sul tempo
che sta per scadere, la perdita dei talismani fa scattare un vero e
proprio conto alla rovescia, poiché gli abitanti della Città
possono sopravvivere solo fino a un certo punto senza di essi.
Ora che le ossa sono state
recuperate, il prossimo ostacolo per la Città è cosa farne, una
domanda a cui Jade ha già ammesso di non avere una risposta. Mentre
il Ragazzo in Bianco sembrava pensare che il recupero delle ossa
avesse ribaltato le sorti della battaglia a favore degli abitanti,
la sua conversazione con Sophia suggerisce che la lotta è
tutt’altro che finita.
In definitiva, la posta in gioco si
è alzata vertiginosamente in vista della quinta stagione di From,
in cui la Città dovrà mettere insieme gli ultimi pezzi del puzzle,
combattendo sia contro i mostri che contro le lotte intestine che
minacciano di distruggerla dall’interno e di far ricominciare il
ciclo da capo.
L’attesa per la quarta stagione di
From
si allunga, secondo quanto dichiarato dalla star Catalina Sandino
Moreno. Anche se il
finale della terza stagione di From è andato in onda su
MGM+ quasi un anno fa, debuttando nel novembre 2024 e concludendosi
con la morte di un personaggio importante, gli spettatori sono
stati lasciati a speculare su cosa succederà dopo a causa della
lunga pausa tra gli episodi.
In un’intervista con The
Direct, Sandino Moreno ha confermato che l’attesa per
From – stagione 4 sarà un po’ più lunga. L’attrice
candidata all’Oscar, che interpreta Tabitha Matthews nella serie
horror fantascientifica, ha detto che le riprese dovrebbero
concludersi a novembre e che i nuovi episodi potrebbero arrivare
all’inizio del prossimo anno.
Penso che il prossimo anno,
penso che la fine dell’anno sia una svolta piuttosto rapida, perché
sento che finiremo [a] novembre. Quindi, non ho grandi speranze per
la fine dell’anno, ma il prossimo anno, all’inizio del prossimo
anno, arriverà.
Cosa significa questo per la
quarta stagione di From
From – stagione 4 dovranno affrontare alcuni
importanti colpi di scena. Il terzo episodio rivela che Tabitha e
Jay sono ricreazioni di persone legate al luogo misterioso in cui
sono tutti intrappolati. Questo coincide con il fatto che Jim,
il marito di Tabitha, viene brutalmente assassinato da un mostro
con una camicia gialla. Tuttavia, c’è il suggerimento che la
morte potrebbe essere annullata dal viaggio nel tempo.
Nella stessa intervista, Sandino
Moreno è stato chiesto di fornire alcune anticipazioni sui prossimi
episodi. L’attrice, che ha ricevuto una nomination all’Oscar per il
suo ruolo da protagonista nel film del 2005 Maria Full of Grace,
ha dichiarato di “non aver ancora letto la prima
sceneggiatura”. In ogni caso, gli spettatori avranno molte
domande su dove il creatore John Griffin e il team di produzione
intendono portare la storia.
Dopo il colpo di scena iniziale che ha ridefinito completamente le
regole del gioco — Sophia è in realtà il Man in Yellow — From entra
in una fase molto più sottile e pericolosa. Nell’episodio 3 della
stagione 4, la decisione apparentemente semplice di scegliere dove
vivere diventa un gesto carico di significato: Sophia decide di
andare da Sara. Non è una scelta emotiva. È una mossa
strategica.
Quello che la serie fa qui è spostare il conflitto: non più solo
esterno (le creature, la notte, il mistero), ma interno alla
comunità. Il Man in Yellow non vuole solo uccidere. Vuole
frammentare il gruppo
dall’interno, e l’ingresso “in incognito” come Sophia è il
primo vero passo in questa direzione. Non osserva più.
Interviene.
Sara, interpretata da Avery Konrad, è il
punto di accesso perfetto. È già isolata, già giudicata, già
fragile. Ed è proprio questa condizione a renderla centrale nel
nuovo equilibrio narrativo.
Sophia sceglie Sara per innescare
la frattura della comunità
La scelta di vivere con Sara funziona su più livelli, ed è qui che
la scrittura di From
mostra la sua maturità. In superficie, Sophia parla di
“gentilezza”, prova a umanizzare Sara agli occhi di Kenny e degli
altri. Ma questa lettura è solo la facciata.
In realtà, il Man in Yellow sta giocando una partita molto più
complessa: non vuole
confermare i sospetti del gruppo su Sara, vuole distruggerli
dall’interno. Se la comunità continua a diffidare di lei,
resta compatta. Se invece viene portata a fidarsi di nuovo — e poi
tradita — la rottura sarà molto più profonda.
È
una dinamica di “costruzione e demolizione” che la serie ha già
suggerito, ma qui viene portata a un livello superiore. Non si
tratta più di manipolare singoli individui, ma di
riscrivere i legami tra
loro.
Questo rende la scelta di Sophia ancora più inquietante: non sta
cercando il bersaglio più debole, ma quello più “instabile”, quello
che può generare il massimo danno sistemico.
Il vero obiettivo: trasformare il
gruppo nel proprio nemico
Il Man in Yellow lo aveva già anticipato: la parte migliore deve
ancora arrivare, quando “si distruggeranno tra loro”. Questo
episodio inizia a mostrare come. Non con eventi eclatanti, ma con
infiltrazioni lente, decisioni ambigue, piccoli spostamenti di
fiducia.
Sara è fondamentale anche per un altro motivo: è uno dei pochi
personaggi che ha già avuto un contatto diretto con le forze oscure
della città. Le voci che l’hanno guidata in passato — ora sappiamo
— potrebbero essere riconducibili proprio al Man in Yellow. Questo
crea un legame implicito tra i due, una connessione che può essere
riattivata o sfruttata.
Ma qui la serie introduce un elemento interessante: Sara è
cambiata. Ha sviluppato una consapevolezza nuova, una cautela che
potrebbe renderla meno manipolabile. Ed è proprio questo a rendere
la situazione più pericolosa. Se Sophia riuscisse comunque a
piegarla, il danno sarebbe doppio: non solo per la comunità, ma per
la stessa identità di Sara.
Dalla minaccia esterna al
collasso psicologico: la nuova fase di From
Quello che From sta
costruendo con questo episodio è un cambio di paradigma. La paura
non nasce più solo da ciò che accade fuori, ma da ciò che può
accadere tra le persone. Il vero orrore diventa la perdita di
fiducia, la paranoia, il sospetto continuo.
La scelta di Sophia non è quindi un dettaglio narrativo, ma un
segnale chiaro: la serie sta entrando in una fase più psicologica,
più crudele, dove il nemico non è più identificabile con
precisione. Può essere chiunque. Può essere già dentro casa.
E
in questo scenario, Sara non è solo una vittima potenziale. È il
detonatore.
Il
terzo episodio della
quarta stagione di From continua a spingere la serie verso una
zona sempre più ambigua, in cui il confine tra allucinazione,
manipolazione mentale e manifestazione reale diventa quasi
impossibile da distinguere. Dopo la morte di Jim, il ritorno di
Smiley e l’arrivo di nuovi segnali inquietanti, la Township sembra
aver cambiato di nuovo le proprie regole, colpendo non solo i corpi
dei suoi abitanti, ma anche la loro memoria, il lutto e il senso
stesso della realtà.
Il
finale dell’episodio ruota attorno a Boyd, che si reca sulla tomba
di Abby per parlare con lei e dare voce ai propri pensieri più
oscuri. Proprio in quel momento, una mano emerge dal terreno e
cerca di trascinarlo nella fossa. La domanda è inevitabile: era
davvero il fantasma di Abby? O la città sta usando ancora una volta
il dolore di Boyd per spezzarlo definitivamente?
Come finisce From – Stagione 4,
episodio 3: Boyd affronta il ricordo di Abby e viene quasi
trascinato nella sua tomba
Il finale di From – Stagione 4, episodio 3 arriva
dopo un episodio costruito interamente sulla fragilità psicologica
dei personaggi. Boyd è ancora scosso da ciò che è accaduto ad
Acosta, dal ritorno del caos nella comunità e dal ricordo di Abby,
la moglie che in passato aveva perso il controllo e iniziato a
uccidere gli abitanti della Township convinta che tutto fosse un
sogno. Non è casuale che l’episodio si apra proprio con un incubo
legato a lei: la serie sta riportando Boyd nel punto più traumatico
della sua esperienza, costringendolo a rivivere il momento in cui
non è riuscito a salvare la donna che amava.
Quando Boyd va sulla tomba di Abby, non cerca davvero una risposta
soprannaturale. Cerca uno spazio in cui ammettere la propria
stanchezza, la propria paura e la tentazione di arrendersi. È in
quel momento che la mano esce dalla terra e tenta di trascinarlo
giù. La scena può essere letta in due modi: come una manifestazione
reale del potere della Township, oppure come una visione costruita
sul senso di colpa di Boyd. In entrambi i casi, il significato è lo
stesso: Abby non torna per confortarlo, ma per rappresentare la
possibilità della resa. Il fatto che Boyd riesca a liberarsi è
decisivo, perché mostra che, nonostante tutto, non è ancora pronto
a morire.
Il vero significato del finale:
Abby non è solo un fantasma, ma la forma del senso di colpa di
Boyd
La forza della scena non sta tanto nel domandarsi se quella mano
sia “davvero” Abby, ma nel modo in cui From usa il suo fantasma come proiezione del
conflitto interiore di Boyd. Abby rappresenta il trauma mai
risolto, il fallimento originario, la persona che Boyd non è
riuscito a fermare prima che la città la spezzasse. Per questo il
suo ritorno, reale o mentale, ha un peso diverso rispetto ad altre
apparizioni: non è solo una minaccia esterna, ma qualcosa che
appartiene profondamente alla coscienza del personaggio.
Il tentativo di trascinarlo nella tomba funziona come immagine
simbolica della depressione, della colpa e della tentazione del
suicidio. Poco prima, Boyd aveva cercato di aiutare Acosta proprio
perché aveva riconosciuto in lei una traiettoria simile a quella di
Abby: una persona che sta perdendo la presa sulla realtà e che
potrebbe essere spinta dalla città verso l’autodistruzione.
Aiutando Acosta, Boyd prova in realtà a correggere il passato. Ma
la Township sembra capirlo e lo colpisce esattamente lì, usando
Abby come arma emotiva. Il punto non è ucciderlo fisicamente, ma
convincerlo che ogni sforzo è inutile.
From 4×03 conferma che la
Township sta cambiando le regole contro i suoi abitanti
L’episodio non riguarda solo Boyd. Tutte le storyline sembrano
suggerire che la città stia entrando in una fase diversa, più
aggressiva e più personalizzata. Ethan cerca il Lago delle Lacrime
dopo l’incontro con il “fantasma” di Jim, Tabitha vuole tornare
all’Albero delle Bottiglie ma scopre dal Ragazzo in Bianco che le
regole sono cambiate, Julie prova a riattivare il suo story-walking
e Jade continua a inseguire una teoria sulla reincarnazione che
sembra sempre più pericolosa. Ogni personaggio viene spinto verso
il proprio punto debole, come se la Township sapesse esattamente
quale ferita riaprire.
Anche Sophia, ormai sempre più sospetta, sembra muoversi come un
agente del caos. Il suo desiderio di vivere con Sara, la sua
conoscenza di eventi che non dovrebbe conoscere e il modo in cui
provoca Julie indicano che la città non si limita più ad attaccare
dall’esterno. Sta lavorando dall’interno della comunità, isolando i
personaggi, alimentando sospetti e sfruttando il lutto. In questo
quadro, la mano di Abby non è un episodio isolato, ma parte di una
strategia più ampia: distruggere la fiducia, spingere i personaggi
alla paranoia e farli crollare prima ancora che arrivino i
mostri.
Cosa può succedere dopo From –
Stagione 4, episodio 3: Boyd è ancora vivo, ma la città sa come
colpirlo
Il finale non dice che Boyd sia salvo. Dice solo che, per ora, ha
resistito. E questa distinzione è fondamentale. La città ha capito
che Boyd non può essere spezzato solo con la paura fisica: deve
essere colpito attraverso il lutto, la responsabilità e il senso di
colpa. Abby diventa quindi una minaccia perfetta, perché costringe
Boyd a confrontarsi con tutto ciò che non è riuscito a salvare.
Nei prossimi episodi è probabile che questa pressione aumenti.
Acosta potrebbe diventare uno specchio del passato di Abby, mentre
Jade, Tabitha, Ethan e Julie sembrano avvicinarsi a elementi chiave
del mistero: il Lago delle Lacrime, il Faro, l’Albero delle
Bottiglie e forse la vera origine della Township. Ma più i
personaggi si avvicinano alla verità, più la città cambia le
regole. Il messaggio lasciato dopo la morte di Jim — “la conoscenza
ha un costo” — continua a essere il principio guida della stagione.
E Boyd, più di tutti, sembra destinato a pagarlo.