Il
27 Novembre uscirà nelle sale Frozen 2 – Il segreto di
Arendelle, atteso sequel sulle avventure dei
personaggi che sei anni fa hanno conquistato il pubblico di tutto
il mondo e l’oscar al miglior film d’animazione. A presentarlo, per
l’anteprima italiana, sono arrivati i registi Jennifer
Lee e Chris Buck, il produttore Peter Del
Vecho, le voci italiane di Anna e Olaf, Serena
Rossi ed Enrico Brignano, e
l’interprete del brano “Nell’ignoto”, Giuliano
Sangiorgi.
La
conversazione non poteva che iniziare con le ragioni dietro la
scelta di realizzare un secondo capitolo, ed è la Lee ad aprire le
danze dicendo che “con due protagoniste così affascinanti
sapevamo di avere ancora tanto da dire, soprattutto in merito alle
origini dei poteri magici di Elsa.
L’obiettivo è stato rimanere fedeli ai personaggi e aprire
una finestra sul futuro di queste due sorelle dalla forza
sorprendente. Potevano davvero arrivare ovunque”.
“L’approccio – spiega Buck – è
stato lavorare sull’idea di un secondo atto di un musical, dove nel
primo avevamo costruito i personaggi e nel secondo li abbiamo
approfonditi. Il divertimento non è mancato e la sfida di portare
avanti la trama è stata entusiasmante e
meravigliosa.”
Parte
del fascino di Frozen (già nel capitolo
originale, ma ancora di più in questo secondo episodio) è la
bellezza dell’impianto scenografico e degli abiti disegnati per
evidenziare le qualità di Elsa e Anna. “Fortunatamente possiamo
vantare la collaborazione di un incredibile costumista e di una
squadra incredibile che hanno creato pezzi eccezionali, tra cui
quattro nuove versioni per entrambe le protagoniste. Per arrivarci
abbiamo esaminato cento costumi, perché dovevano mostrare al
pubblico quanto e come fossero maturate”.

Frozen 2: Elsa e Anna non sono perfette
Dal 2018
Jennifer Lee (prima regista di un film
d’animazione della storia) è diventata direttrice creativa della
Walt Disney Studios, sostituendo di fatto John
Lasseter a capo della divisione e raccogliendone
l’eredità. Sul suo ruolo ha confessato: “John mi ha
accompagnato in questo viaggio e messo su un team fantastico, e nel
tempo abbiamo cercato di aiutarci discutendo sul percorso migliore
per i film e cercando di farlo più bello che potessimo. Lui stesso,
prima di andare via, ci ha parlato del futuro e rispondendo alle
nostre domande, e credo che la chiave sia proprio avere un rapporto
stretto con tutti i creativi e i collaboratori.”
Sono
molti i temi affrontati da Frozen 2 – Il segreto di
Arendelle, che però sembra ribadire la centralità
delle donne e un bisogno sempre più urgente di rappresentazione di
genere. “Vedo l’animazione come un modo per entrare da un mondo
all’altro”, spiega la regista, “E in questo mondo vogliamo
mostrare l’amore tra sorelle, perché non esiste solo l’amore in
senso romantico, ma anche quello familiare.
Penso che un altro punto importante del film sia il senso
di responsabilità che queste due giovani donne a capo di un regno
devono fronteggiare e portare sulle spalle. Per farlo devi essere
sicuramente forte”. “Anna e Elsa hanno un’enorme eco nel
mondo perché partono da due coscienze reali”, aggiunge Del
Vecho, “Non sono perfette ma è chiaro che quel loro essere
imperfette le rende più vicine al pubblico”.
Elsa gay? Al momento pensa alla sorella, al regno e ai suoi
poteri
E che
dire delle teorie e speculazioni sull’orientamento sessuale di
Elsa, al centro di dibattiti da anni? La Lee prova a rispondere
dicendo: “Sia nel primo capitolo che nel secondo abbiamo
sentito la necessità di concentrarci su di lei come una donna in
fase di scoperta e accettazione di sé. Che è già un percorso
importante e faticoso. Sicuramente abbiamo sentito quelle voci sul
fatto che Elsa fosse gay, ma al momento non
pensavamo fosse pronta per nessun tipo di relazione amorosa. Per
ora deve occuparsi della sorella, del regno e dei suoi
poteri”.

“Questa è una storia davvero potente. Da donna sono
orgogliosa di poter raccontare ai più piccoli la forza, l’amore, i
difetti e le fragilità di due giovani donne“, interviene
Serena Rossi, la voce italiana della principessa
Anna. “La cosa che mi commuove in cui credo è che l’amore può
salvarci: quello per noi stessi e quello che ci viene dato dalle
persone che abbiamo intorno. Ed è bello anche interrogarsi sul
proprio passato, perché spesso siamo portati a guardare solo in
avanti con tanta fretta, per farci capire chi
siamo.”
Dell’esperienza con la Disney parla anche Brignano, interprete
di Olaf: “Ci sono arrivato a per caso. Avevo doppiato un
piccolo personaggio di Asterix e Obelix anni fa, poi mi chiesero di
doppiare il pupazzo di neve in Frozen. All’epoca
non sapevo nulla del lato emozionale di questo lavoro…tra il fare
il provino e doppiare la parte è nata mia figlia Martina che mi ha
completamente cambiato e stravolto. Sapevo che non era un provino
per la Disney, ma per mia figlia. Era la testimonianza del lavoro
destinato ad una bambina così piccola”.
Possiamo
allora aspettarci, dopo Frozen 2, un
Frozen
3, considerando che il successo di pellicole del
genere è (quasi) una garanzia? “Ogni film del genere è una
maratona. Siamo felici di arrivare alla fine e rilassarci”,
commenta Buck sorridendo. “Dopo il primo c’è voluto un anno
anche solo per pensare alla prossima storia. Posso dire che siamo
innamorati del personaggi, e che potremmo riparlarne tra un
anno”.