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Fino All’Ultimo Indizio in esclusiva digitale da venerdì 5 marzo

Fino All’Ultimo Indizio in esclusiva digitale da venerdì 5 marzo

Fino All’Ultimo Indizio, il thriller con protagonisti i premi Oscar Denzel Washington, Rami Malek e Jared Leto, che per la sua interpretazione nel film ha ricevuto la nomination ai Golden Globe come “Miglior attore non protagonista”, arriva in Italia in esclusiva digitale da venerdì 5 marzo, disponibile per l’acquisto e il noleggio premium su Amazon Prime Video, Apple Tv, Youtube, Google Play, TIMVISION, Chili, Rakuten TV, PlayStation Store, Microsoft Film & TV e per il noleggio premium su Sky Primafila e Infinity.

In occasione dell’arrivo in Italia della pellicola, che John Lee Hancock dirige da una sua sceneggiatura originale, sul canale Youtube ufficiale di Warner Bros. Italia sono già disponibili 10 minuti in anteprima del film:

Il Vice Sceriffo della Kern County, Joe “Deke” Deacon (Washington) viene mandato a Los Angeles per quello che doveva essere un veloce incarico di raccolta di prove. Al contrario, si trova coinvolto nella caccia al killer che sta terrorizzando la città. A guidare l’indagine, il Sergente Jim Baxter (Malek) che, colpito dall’istinto di Deke, richiede il suo aiuto non ufficiale. Ma mentre danno la caccia al killer, Baxter ignora che l’indagine sta riportando a galla alcune situazioni vissute in passato da Deke, svelando segreti scomodi che potrebbero mettere a repentaglio molto più che il suo caso.

Il cast principale di Fino All’Ultimo Indizio include anche Natalie Morales, Terry Kinney, Chris Bauer, Joris Jarsky, Isabel Arraiza e Michael Hyatt. Fino All’Ultimo Indizio è prodotto dal premio Oscar ed Emmy, Mark Johnson e Hancock, con Mike Drake e Kevin McCormick come produttori esecutivi.

Dietro la cinepresa, Hancock ha chiamato a lavorare con lui alcuni dei suoi collaboratori di lungo corso, tra cui il direttore della fotografia candidato all’Oscar, John Schwartzman, lo scenografo candidato all’ Oscar, Michael Corenblith, il montatore Robert Frazen e il costumista Daniel Orlandi. Le musiche sono del compositore più volte candidato all’Oscar, Thomas Newman. Warner Bros. Pictures presenta una produzione Gran Via, Fino All’Ultimo Indizio, che sarà distribuita in tutto il mondo da Warner Bros. Pictures.

Fino a qui tutto bene: trailer del film di Roan Johnson

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Fino a qui tutto bene: trailer del film di Roan Johnson

Ecco il nuovo trailer di Fino a qui tutto bene, diretto da Roan Johnson e interpretato da Alessio VassalloPaolo CioniSilvia D’AmicoGuglielmo FavillaMelissa Anna Bartolini con l’amichevole partecipazione di Isabella Ragonese

Uscirà nelle sale il prossimo 19 marzo, distribuito da Microcinema, Fino a qui tutto bene, il film di Roan Johnson (I primi della lista) che ha conquistato il Festival Internazionale del Film di Roma vincendo il Premio del Pubblico BNL – Cinema Italia.

FQTB_35x50Interpretato da un cast di giovani attori (Alessio VassalloPaolo CioniSilvia D’AmicoGuglielmo FavillaMelissa Anna Bartolini, con l’amichevole partecipazione di Isabella Ragonese), Fino a qui tutto bene racconta l’ultimo weekend insieme di cinque ragazzi che hanno studiato e vissuto nella stessa casa, dove si sono consumati sughi scaduti e paste col nulla, lunghi scazzi e brevi amplessi, nottate sui libri e feste all’alba, invidie, gioie, spumanti, amori e dolori. Ma adesso quel tempo di vita così acerbo, divertente e protetto, sta per finire e dovranno assumersi le loro responsabilità. Prenderanno direzioni diverse, andando incontro a scelte che cambiano tutto. Chi rimanendo nella propria città, chi partendo per lavorare all’estero. Il racconto degli ultimi tre giorni di cinque amici che hanno condiviso il momento forse più bello della loro vita, di sicuro quello che non scorderanno mai.

​«Nel 2013 – spiega Johnson – l’Università di Pisa mi chiede di fare un documentario e mi sorprendo ad ascoltare ragazzi che, anziché lamentarsi per la crisi, dimostrano un atteggiamento di sfida. Di rilanciare, piuttosto che arrendersi. 

Per questo, quando ci è venuta l’idea per raccontare la fine di quel periodo protetto e acerbo, anziché seguire il classico percorso che ci avrebbe portato a sentirci dire che avremmo dovuto aspettare, che i soldi erano finiti, che avremmo dovuto scendere a compromessi produttivi, abbiamo deciso di fare da soli, di non arrenderci, di puntare in alto.

Questo film sull’amicizia è stato fatto grazie agli amici, alcuni professionisti del settore, altri semplicemente amici. L’organizzatore era il proprietario di una libreria, il data manager uno stagista del Tirreno, la segretaria di edizione era la sceneggiatrice e mia compagna, incinta di cinque mesi. Avevamo un solo macchinista/elettricista, una sola costumista/scenografa. Con questa “Armata Brancaleone” siamo stati liberi di fare un film che ci apparteneva. Gli attori dormivano nella casa in cui stavamo girando così da essere davvero coinquilini.

Questo clima ci ha fatto diventare i personaggi del film: gli attori indossavano i loro veri vestiti, le stanze erano le loro, e quando abbiamo dovuto lasciare quella casa, avevamo tutti davvero un groppo in gola»

Fino a qui tutto bene è prodotto da Roan Johnson con la collaborazione degli autoriattori e troupe del film, con il commovente supporto di D-Vision Italia, con la partecipazione di Regione Toscana – Toscana Film Commission, in collaborazione (ai sensi delle norme sul tax credit) con Filippo Fabozzi e Associati sas e Studio Flu, con il supporto di Net7. Distribuzione: Microcinema.

Fino a Qui Tutto Bene: la conferenza stampa

Fino a Qui Tutto Bene: la conferenza stampa

Il regista Roan Johnson, insieme agli attori Alessio Vassallo, Paolo Cioni, Silvia D’Amico, Guglielmo Favilla e Melissa Anna Bartolini e alla sceneggiatrice Ottavia Madeddu hanno presentato in anteprima stampa il film Fino a Qui Tutto Bene, che ha debuttato allo scorso Festival del Film di Roma dove ha ricevuto il premio del pubblico BNL (oltre ad altri premi- in totale quattro- tra i quali il Premio della giuria per la miglior interpretazione femminile andato a Silvia D’Amico); l’uscita è prevista per la prossima settimana, in ottanta copie, distribuito da Microcinema.

La prima domanda riguarda il regista: visto che il pubblico ha accolto molto bene il film, anche dopo il passaggio al festival, è arrivato il momento di fare un bilancio: il regista è ottimista e sorpreso dal successo insperato che la pellicola ha ottenuto anche all’estero (con delle proiezioni a Parigi e a Tolosa), festival dove gli spettatori hanno apprezzato- nonostante i sottotitoli e le difficoltà nella comprensione- soprattutto le scene vive, realistiche e l’improvvisazione degli attori, elemento in realtà ridotto al minimo. La sceneggiatura è stata mantenuta e seguita in modo ferreo, è stato dato poco spazio all’improvvisazione degli attori mentre un contributo fondamentale è stato quello fornito dalla sceneggiatrice (compagna del regista), che ha avuto l’idea di una commedia low budget incentrata su un gruppo di amici, pronti ad abbandonare la casa dove hanno vissuto i loro migliori anni universitari.

E proprio la Madeddu spiega come ha evitato i vari cliché, raccontando una storia basata su una precedente idea nata da lei e da Johnson e incentrata su un documentario con protagonisti gli studenti di Pisa. Alla fine, dalle storie raccolte, hanno ricavato un film piuttosto che una cronaca delle vicende degli universitari.

La metafora più caratterizzante della pellicola è quella del mare, dell’acqua: il mare aperto, la piscina, dall’inizio sono il leitmotiv delle esistenze di questi giovani universitari, abbandonati in alto mare dopo gli studi, pronti però a rimboccarsi le maniche e ad investire tutto sul loro futuro e sulle loro passioni, senza farsi fermare mai da niente o da nessuno (crisi inclusa).

Viene chiesto a Johnson qual è il suo rapporto con la commedia: il regista e la sceneggiatrice- diplomati entrambi al Centro Sperimentale- hanno avuto una formazione incentrata sulla commedia all’italiana tradizionale, che ben conoscono e molto apprezzano nei suoi meccanismi; nel momento in cui si sono approcciati al film, naturalmente si sono mossi in direzione dei personaggi, cercando di arricchirli nella loro complessità ed eliminando come unico elemento il cinismo, regalando quindi dei protagonisti “abbracciati” (Johnson dixit) nella loro umanità, forse perché si sono affezionati alle storie che hanno ascoltato, sviluppando una forma di empatia incrementata dalle passate esperienze universitarie di ciascuno di loro.

Tra gli attori- e la troupe- si è creato davvero un rapporto unito e solido come quello che spesso si crea (realmente) tra studenti fuorisede: Silvia D’Amico ammette di non avere modelli di comicità specifici, ma ritiene che il realismo è nato soprattutto dalla spontaneità nell’azione e dalla naturalezza con la quale si sono approcciati ai personaggi.

Per quanto riguarda il già citato spettro della crisi, quest’ultimo aleggia sulle “teste” di tutti- a maggior ragione sulla generazione dei 30/ 40enni alla quale appartengono il cast e la troupe- ma li ha spinti a realizzare un film dal gusto “garibaldino”, anarchico e goliardico, strutturato come una pellicola indipendente pur essendo- in fin dei conti- quasi un prodotto mainstream, forse una delle rare volte in cui è possibile, da parte di un autore, “dettare legge” affermando la propria indipendenza creativa.

Questo film rappresenta una speranza, una possibilità di sfuggire ad una crisi legata- in ambito cinematografico, soprattutto- a dei meccanismi produttivi, elementi dai quali Johnson è sfuggito a tutti i costi, scegliendo ad esempio gli attori non in base alla notorietà o ad altri elementi, quanto in base alla “purezza” della sua idea. Il regista descrive nei dettagli l’iter che lo ha portato fino a questo punto: la prima fase di trattativa con la Palomar che era però occupata con altri nomi noti (Martone, Amelio etc.); poi l’Università di Pisa- convinta anche da un editoriale apparso su Il Corriere della Sera, che ha fatto pressione per realizzare un documentario o un mediometraggio incentrato sulle vite degli universitari; infine la nascita di un film low budget che potesse essere svincolato da qualunque meccanismo produttivo tradizionale (e quindi dal classico percorso “produzioni- ministeri- fondi regionali”  etc…) per realizzare, infine, che l’unico modo per lavorare in totale libertà era rischiare: per cui ognuno (membri della troupe e del cast) hanno investito sul film e detengono una percentuale sulla pellicola.

In fondo, Fino a Qui Tutto Bene è un film sulle grandi speranze; qual è allora il consiglio che può dare Johnson a chi vuole andare avanti in questo ambito?

Partendo dal presupposto che la sua paura più grande era l’incertezza legata all’impossibilità di poter girare  il film, il regista consiglia di fare più cose contemporaneamente, buttandosi fino ad arrivare al punto di verificare effettivamente ciò che si è seminato; mettersi in gioco anche provando ad entrare in qualche scuola o accademia, trait d’union secondo lui necessari attraverso i quali si possono creare dei collegamenti, dei contatti veri e propri con i quali incrementare la propria creatività.

Il film ha avuto un budget di circa 500mila euro, e visto il suo successo Roan Johnson è già pronto a lanciarsi nella sua prossima avventura, un progetto ambientato a Roma e che vedrà protagonisti due ventenni e sarà intitolato Piuma.

 

 

 

Fino a qui tutto bene recensione del film di Roan Johnson

Fino a qui tutto bene recensione del film di Roan Johnson

Fino a Qui Tutto Bene, prima che essere un titolo, è una sorta di mantra. Un mantra positivo e rassicurante che i protagonisti del film di Roan Johnson continuano a ripetersi quasi inconsciamente, come la maggior parte degli studenti universitari arrivati alla fine del loro percorso di studi e pronti ad essere abbandonati nel mare aperto della vita, con solo un salvagente di sicurezza e potendo contare esclusivamente sulle loro forze.

La pellicola immortala gli ultimi giorni di un variegato gruppo di studenti universitari pisani pronti ad abbandonare la loro amata casa, teatro di gioie, dolori, successi, cadute e amori: due ragazze e tre ragazzi, ognuno col suo mondo, le sue aspettative, ognuno pronto ad affrontare l’esterno e ad uscire dal guscio protettivo della famiglia “improvvisata” che si sono creati. Ma quell’inesorabile senso di fine che aleggia sulle loro teste non fa altro che aumentare la malinconia nei confronti di una “tarda adolescenza” che pian piano sfuma, per scivolare nel mondo degli adulti.

Fino a Qui Tutto BeneJohnson, prendendo spunto dalle storie vere confessate dagli universitari di Pisa, ha mescolato la realtà con i suoi ricordi per realizzare questa commedia agrodolce ed accogliente, brillante e realistica, raccontando con occhio “incantato” il periodo spensierato dell’università, proprio mentre si avvia verso il suo delicato crepuscolo. “Incantato” perché i personaggi che prendono vita sullo schermo sembrano privi di quei difetti umani che spesso rendono impossibili anche le migliori convivenze: non c’è traccia di egoismo, competitività, invidie o gelosie all’interno del gruppetto, anzi, tutti sono pronti a sostenersi l’un l’altro, a condividere esperienze, gioie e dolori anche nei momenti di tensione, che sembrano svanire repentinamente in una bolla di sapone; il regista immortala una “meglio gioventù” universitaria goliardica e “garibaldina”, giovane e pronta ad affrontare il mondo facendo leva solo sulle proprie forze e sui propri sogni, per costruirli e far prendere loro corpo. La sceneggiatura scoppiettante e fresca si districa con disinvoltura passando da un registro “sopra le righe”, ad uno dal taglio documentaristico fino ad uno più intimo destinato ai momenti di riflessione; ad accompagnarla, una fotografia luminosa che immortala il paesaggio toscano in estate, restituendo il calore e la spensieratezza degli animi e delle risate; insieme alla naturalezza degli attori, calati completamente nei loro ruoli tanto da trasmettere questa complicità anche allo spettatore.

Fino a qui tutto bene è stato presentato alla nona edizione del Festival del Film di Roma riscuotendo un ottimo successo e vincendo diversi premi: nonostante alcune debolezze drammaturgiche ed una struttura più simile ad un collage di frammenti vari sparsi tra ricordi ed eventi, Johnson gira una comedy dal gusto on the road che immortala una generazione- quella che è nata e cresciuta nella lunga ombra della crisi- e costruisce un ideale racconto di formazione restringendolo all’arco narrativo di un paio di giorni, sospendendo il giudizio e annullando i pronostici, aprendo la porta alle infinite possibilità che il destino può riservare ad ognuno di noi.

Fino a prova contraria: trama, cast e curiosità sul film di Clint Eastwood

Nel corso della sua lunghissima carriera, Clint Eastwood si è negli anni costruito una particolare fama grazie alle sue interpretazioni di antieroi, personaggi dal carattere duro e scontroso, con metodi il più delle volte poco ortodossi. Film come Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan, Corda tesa, Gunny e La recluta fanno parte di questo filone, culminato poi nel 2008 in Gran Torino. Un personaggio ancora diverso, ma simile nel carattere, lo si ritrova anche nel film del 1999 Fino a prova contraria, da lui prodotto, interpretato e diretto.  Anche in questo caso, dunque, Eastwood si trova a vestire i panni di un uomo solo contro la legge, in un crescendo di adrenalina e tensione.

Il film è infatti basato sul romanzo True Crime, dello scrittore Andrew Klavan. Celebre per i suoi racconti ricchi di suspence e incentrati sul mondo del crimine, Klavan ha pubblicato tale romanzo nel 1995, e da subito Eastwood se ne è interessato in modo particolare. All’interno di questo il premio Oscar ha infatti ritrovato molte delle tematiche e delle caratteristiche ricorrenti nel suo cinema. Per l’occasione, egli ha inoltre rispolverato anche la sua grande passione per la musica, componendo il brano Why Should I Care, presente poi durante i titoli di coda e cantato dalla celebre Diana Krall.

Nonostante l’impegno profuso da Eastwood in tale progetto, Fino a prova contraria è arrivato ad un incasso complessivo di soli 16 milioni di dollari, a fronte di un budget di 55. Si è trattato del secondo peggior incasso di Eastwood negli anni Novanta, decennio altrimenti ricco di soddisfazioni. Prima di riscoprire il film con una visione, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Fino a prova contraria: la trama del film

Protagonista del film è Steve Everett, anziano cronista da poco uscito dalla dipendenza dall’alcol, a causa del quale ha rischiato di distruggere la propria carriera e la propria vita. Ripreso così a lavorare a pieno ritmo, egli si ritrova affidato il compito di scrivere un articolo sull’imminente esecuzione di Frank Beechum, un trentenne di colore accusato dell’omicidio di una giovane donna bianca. Ricercando informazioni per scrivere il pezzo, Everett si imbatte però in una serie di indizi e particolari che la polizia sembra non aver preso in considerazione. Tali elementi portano il giornalista a pensare che il giovane non sia il vero colpevole, e che si stia per uccidere un uomo innocente.

Desiderando andare fino in fondo a tale vicenda, Everett inizia a condurre una propria indagine, ricercando il vero colpevole. Tale iniziativa lo porta però a scontrarsi tanto con il suo capo quanto con la moglie. Il primo arriva infatti a licenziarlo, mentre la seconda chiede il divorzio stanca del suo comportamento. Nonostante i numerosi ostacoli, il giornalista sente però di non poter lasciare che una vita venga spezzata così, e per impedirlo dovrà dar vita ad una vera e propria corsa contro il tempo, arrivando a poter dimostrare concretamente l’innocenza di Beechum.

True Crime cast

Fino a prova contraria: il cast del film

Originariamente per il ruolo del giornalista Steve Everett la Warner Bros. aveva ipotizzato George Clooney come attore protagonista. Con il sempre maggiore interessaento di Eastwood, però, fu questi ad ottenere di poter interpretare il personaggio principale. Egli si dedicò così con grande cura a dar vita al suo personaggio, richiedendo alcuni cambiamenti nella sceneggiatura al fine di potersi meglio immedesimare nei panni di Everett. Nei panni di Frank Beechum vi è invece l’attore Isaiah Washington, noto per aver interpretato il personaggio di Preston Burke nella serie TV Grey’s Anatomy. L’attrice Lisa Gay Hamilton, celebre per la serie The Practice – Professione avvocati, è invece presente nei panni di Bonnie Beechum, moglie di Frank.

L’attore James Woods interpreta qui Alan Mann, mentre Denis Leary, celebre per essere la voce americana di Diego in L’era glaciale, è Bob Findley. Leary ha raccontato di non aver mai rivisto il film, non riuscendo a credere di aver avuto l’occasione di recitare insieme a Eastwood. La moglie di Everett ha qui il volto dell’attrice Diane Venora, mentre Casey Lee è Warren Russell, il sospettato numero uno dal protagonista. Nel film compare inoltre, in un breve cameo, anche l’attrice Lucy Liu, nei panni di una commessa di un negozio di giocattoli. Fino a prova contraria segna anche il debutto cinematografico di Francesca Eastwood, figlia del regista, e qui presente nei panni di sua figlia Kate. Vi sono inoltre due delle ex mogli di Clint: Dina Eastwood, nei panni di Wilma Francis, e Frances Fisher, nei panni di Cecilia Nussbaum.

Fino a prova contraria: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

è possibile fruire di Fino a prova contraria grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 17 dicembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Finn Wolfhard: 10 cose che non sai sull’attore

Finn Wolfhard: 10 cose che non sai sull’attore

Divenuto celebre grazie alla serie Netflix Stranger Things, il giovanissimo attore Finn Wolfhard è ora pronto a conquistare il cinema e la tv con la sua grinta e il suo talento. Dopo le numerose lodi di critica e pubblico, l’attore è ora alla ricerca del ruolo giusto per confermare le sue abilità e la sua versatilità. Dal fenomeno It di Stephen King ai nuovi progetti in arrivo nel 2025, ecco 10 curiosità aggiornate sulla vita e sui lavori di Finn Wolfhard.

Finn Wolfhard, oggi: film, successi e nuovi progetti in arrivo

1. Ha recitato in un blockbuster di successo. Il debutto cinematografico di Finn Wolfhard avviene nel 2017 con It, adattamento del romanzo di Stephen King e uno dei film horror di maggior successo di sempre, in cui interpreta Richie Tozier. Torna nel ruolo anche in It – Capitolo Due (2019). Nello stesso periodo prende parte a Dog Days e a Il cardellino, tratto dal bestseller di Donna Tartt. Successivamente entra nel franchise Ghostbusters con Ghostbusters: Legacy e con il sequel Ghostbusters – Minaccia Glaciale (2024), dove interpreta Trevor Spengler.

Wolfhard ha inoltre prestato la voce al personaggio di Candlewick nel Pinocchio di Guillermo del Toro (2022), vincitore del premio Oscar. Nel 2023 ha recitato nel film fantasy The Legend of Ochi e ha esordito alla regia e co-sceneggiatura con il teen-horror Hell of a Summer, presentato in anteprima nei festival internazionali. Parallelamente, continua a lavorare alla stagione finale di Stranger Things, uno dei progetti più attesi dell’ultimo decennio.

Oggi Finn Wolfhard è impegnato su più fronti: recitazione, musica e regia. Continua a lavorare a progetti cinematografici indipendenti, partecipa alle attività della sua band The Aubreys e promuove i cortometraggi che ha scritto e diretto. Inoltre è coinvolto nella fase conclusiva di Stranger Things, mentre sviluppa nuove collaborazioni come doppiatore e autore. La sua immagine pubblica è più matura, con interessi culturali che spaziano dalla musica alternativa al cinema d’autore.

Finn Wolfhard alla regia

Negli ultimi anni Finn Wolfhard ha sviluppato una forte identità come regista. Ha scritto e diretto il corto Night Shifts e sta lavorando a nuovi progetti dietro la macchina da presa, dichiarando più volte che la regia è una delle direzioni principali della sua carriera futura.

2. È famoso grazie alle serie TV. L’attore ha debuttato come attore in televisione nel ruolo di Zoran nella serie televisiva The 100 (2014), segue il ruolo di Jordie Pinsky in Supernatural (2015) e dal 2016 ricopre il ruolo di Mike Wheeler nella serie Netflix Stranger Things, che gli permette di raggiungere la popolarità mondiale.

3. È anche doppiatore. L’attore si è cimentato anche nel doppiaggio con le serie animate Young Math Legends (2018), Howard Lovecraft and the Kingdom of Madness (2018) e Carmen Sandiego (2019). Presta poi la sua voce al personaggio Pugsley Addams nel film d’animazione La famiglia Addams (2019).

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Finn Wolfhard su Instagram

4. Ha un account personale. L’attore è presente su Instagram con un profilo seguito da oltre 20 milioni di utenti, dove alterna scatti musicali, contenuti creativi, backstage e aggiornamenti sui suoi lavori. Mantiene comunque un uso controllato e non eccessivamente personale del social.

Finn Wolfhard ha una band

5. Ha una propria band musicale. Oltre ad essere attore, Wolfhard è il cantante e chitarrista della rock band Calpurnia. Nel 2018 esce il loro primo EP, intitolato Scout, composto da 6 tracce. La band ha raggiunto negli ultimi anni una buona popolarità, esibendosi in numerose serate in locali in giro per gli Stati Uniti.

Finn Wolfhard in Stranger Things

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6. Ha sostenuto un provino tramite video. L’attore si è candidato per una parte nella serie Netflix attraverso un “open casting call”, inviando semplicemente un video di sé, registrato nella propria camera e con il proprio cellulare. I fratelli Duffer, ideatori della serie, hanno adorato il carattere dell’attore, richiamandolo per un colloquio conoscitivo, tramite cui poi ebbe la parte.

7. Ha dovuto guardare i grandi classici degli anni ottanta. Gli ideatori hanno imposto al giovane cast di attori di guardare i principali film fantasy degli anni ottanta. Wolfhard ha dichiarato che per lui non è stato un problema, poiché adora la cultura retrò e i film di quegli anni come I Goonies e E.T. – L’extraterrestre.

Finn Wolfhard in It

Finn Wolfhard in It

8. È stato richiamato per il ruolo. Il giovane attore viene inizialmente scelto per il ruolo di Riche dal regista Cary Fukunaga, all’epoca designato per realizzare il film. Quando Fukunaga però lasciò il progetto per divergenze creative, l’attore perse il ruolo. Tuttavia Andy Muschietti, subentrato alla regia, lo richiamò per un provino, assegnandogli nuovamente il ruolo.

Finn Wolfhard ha una fidanzata?: cosa sappiamo davvero della sua vita sentimentale

9. Finn Wolfhard ha sempre mantenuto una forte riservatezza sulla propria vita privata. L’unica relazione confermata pubblicamente è stata quella con l’attrice Elsie Richter, diventata nota dopo che l’attore aveva condiviso alcune foto sui social. Negli ultimi anni, tuttavia, Wolfhard ha scelto di non rendere pubbliche le proprie relazioni e ha smesso di condividere dettagli personali, preferendo concentrarsi sul lavoro. Come spesso accade per le giovani star, online circolano molte speculazioni sul suo “status sentimentale”, ma l’attore non ha confermato alcuna nuova relazione. La sua posizione è chiara: la vita privata resta privata.

Finn Wolfhard è malato? 

Nasce soprattutto da speculazioni e fake news circolate negli anni sui social. È importante chiarire che non esiste alcuna dichiarazione ufficiale dell’attore, della sua famiglia o dei suoi rappresentanti riguardo a malattie o condizioni mediche. Wolfhard appare regolarmente in pubblico, partecipa a eventi, interviste e set cinematografici in ottima forma. Come molte celebrità molto giovani e molto esposte mediaticamente, è stato spesso oggetto di allarmismi infondati. La realtà è semplice: Finn Wolfhard sta bene e continua la sua carriera senza pause legate alla salute.

Età, altezza e origini di Finn Wolfhard

10. Finn Wolfhard è nato a Vancouver, in Canada, il 23 dicembre 2002. L’altezza complessiva dell’attore è di 178 centimetri.

Fonte: IMDb

FOTO DI COPERTINA: Finn Wolfhard arriva alla premiere di Los Angeles della quinta stagione della serie Netflix “Stranger Things”. Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

Finite le riprese di Harry Potter e i Doni della morte

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Finite le riprese di Harry Potter e i Doni della morte

Sono terminate l’altro ieri ufficialmente le riprese del settimo e ottavo film di Harry Potter (Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2. Lo ha annunciato Warwick Davis via Twitter:

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 è la fine di un’era. Oggi è l’ultimo giorno delle riprese principali di Harry Potter. Per sempre. E’ un onore essere presente nel momento in cui il regista grida “STOP” per l’ultima volta. Addio Harry & Hogwarts, è stato magico! x …e aggio Griphook!

Le riprese sono iniziate a febbraio 2009 (dopo i test il mese precedente) e sono durate un anno e mezzo, con varie interruzioni, fino al 12 giugno 2010. Pochi giorni fa era stato Tom Felton (Draco) ad annunciare di aver terminato la propria porzione di riprese:

Mi aspettavo una conclusione molto più emozionante, ma invece il primo assistente regista ha preso il microfono e ha elencato i nomi degli attori che avevano concluso le riprese quel giorno, chiedendo alla troupe di applaudire. Poi siamo andati via, e questo è quanto.

Il motivo per cui non sento ancora questa cosa totalmente “mia” è perché di solito ci richiamano sempre per qualcosa, e sono sicuro che quella non è stata l’ultima volta che ho visto questi studios.

Effettivamente ieri si sono concluse le riprese ufficiali, ma dal momento in cui il secondo film uscirà a luglio 2011, è praticamente scontato che si terranno delle riprese di pick-up (per correggere problemi nel montaggio, rigirare alcune sequenze o correzioni) da qui a un anno.

Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 uscirà il 19 novembre 2010, e Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2 il 15 luglio 2011. Maggiori informazioni li potete trovare nel nostro speciale!

Fonte: twitter, Badtaste.it

Finita la proiezione stampa di This Must Be the Place di Sorrentino

Giungono le prime reazioni da Cannes per This must be to place di Sorrentino.

Finisce Daredevil: Rinascita – Stagione 2: qual è la prossima serie Marvel e quando esce VisionQuest

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Con la conclusione della seconda stagione di Daredevil: Rinascita, i fan Marvel si pongono subito una domanda inevitabile: quale sarà la prossima serie del MCU e quando arriverà su Disney+? Dopo settimane di attesa e sviluppo narrativo, il finale segna non solo la chiusura di un arco, ma anche il passaggio verso una nuova fase televisiva dell’universo Marvel.  La prossima serie Marvel dopo Daredevil: Rinascita è VisionQuest. Non ha ancora una data ufficiale, ma è attesa tra fine 2026 e inizio 2027.

Subito dopo Daredevil, il calendario Marvel non resta vuoto: tra progetti già annunciati e altri in sviluppo, il prossimo tassello è già definito, anche se con alcune incognite sulle tempistiche.

Quando esce VisionQuest

VisionQuest riporterà al centro Vision, interpretato da Paul Bettany, riprendendo direttamente gli eventi di WandaVision. In particolare, la serie seguirà il percorso del cosiddetto White Vision, la versione ricostruita del personaggio che, dopo aver recuperato i ricordi del passato, è scomparsa senza lasciare traccia.

Le riprese della serie sono già concluse, un elemento che suggerisce come l’uscita non sia troppo lontana, anche se Marvel Studios non ha ancora ufficializzato una data precisa. L’ipotesi più concreta resta quindi una finestra compresa tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, in linea con la nuova strategia del MCU, che sta rallentando il ritmo delle uscite per dare maggiore peso ai singoli progetti.

Dal punto di vista narrativo, VisionQuest potrebbe avere un ruolo chiave nel futuro dell’universo Marvel. Il ritorno di personaggi legati al passato di Vision – tra cui Ultron, già anticipato da diverse indiscrezioni – e il tema dell’identità del protagonista potrebbero collegarsi direttamente agli eventi più ampi della saga, soprattutto in vista dei nuovi capitoli degli Avengers.

Le prossime serie Marvel in arrivo dopo Daredevil

Dopo Daredevil: Born Again, il calendario Marvel per le serie TV resta ricco, anche se con meno certezze sulle date ufficiali. Tra i titoli più attesi troviamo:

Con la fine di Daredevil, quindi, il MCU televisivo entra in una nuova fase di transizione, e VisionQuest si prepara a diventare uno dei progetti più importanti per collegare il passato di WandaVision al futuro della saga Marvel.

Fingernails – Una diagnosi d’amore, le prime immagini del film Apple Originals

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Apple Original Films ha annunciato che Fingernails – Una diagnosi d’amore, l’atteso film interpretato da Jessie Buckley, Riz Ahmed, Jeremy Allen White e Luke Wilson e già selezionato al Toronto International Film Festival, uscirà il 3 novembre su Apple TV+.

Anna e Ryan hanno trovato il vero amore. È stato dimostrato da una nuova e controversa tecnologia. C’è solo un problema: Anna non è ancora sicura. Poi accetta un posto in un istituto di sperimentazione amorosa e incontra Amir.

Fingernails – Una diagnosi d’amore è il secondo lungometraggio e il primo film in lingua inglese del visionario regista/scrittore/produttore Christos Nikou, il cui debutto alla regia è stato l’acclamato “Apples”.

Il film è scritto da Christos Nikou con Stavros Raptis e Sam Steiner ed è prodott, oltre allo stesso Nikou, da Cate Blanchett, Andrew Upton e Coco Francini per Dirty Films e Lucas Wiesendanger per FilmNation Entertainment. Il film è prodotto esecutivamente da Glen Basner, Milan Popelka, Alison Cohen e Ashley Fox della FilmNation Entertainment insieme a Kevin Lafferty e Jerome Duboz.

Fingernails – Una diagnosi d’amore: svelato il trailer del film Apple Original

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Apple Original Films ha presentato il trailer di Fingernails – Una diagnosi d’amore, il film interpretato da Jessie Buckley, Riz Ahmed, Jeremy Allen White e Luke Wilson in uscita il 3 novembre su Apple TV+. Anna (Jessie Buckley) e Ryan (Jeremy Allen White) hanno trovato il vero amore. È stato dimostrato da una nuova e controversa tecnologia. C’è solo un problema: Anna non ne è ancora sicura. Poi accetta un posto in un istituto di sperimentazione amorosa e incontra Amir (Riz Ahmed).

Fingernails – Una diagnosi d’amore è il secondo lungometraggio e il primo film in lingua inglese del visionario regista/scrittore/produttore Christos Nikou, il cui debutto alla regia è stato l’acclamato “Apples”. Fingernails – Una diagnosi d’amore è scritto da Christos Nikou con Stavros Raptis e Sam Steiner ed è prodotto, oltre allo stesso Nikou, da Cate Blanchett, Andrew Upton e Coco Francini per Dirty Films e Lucas Wiesendanger per FilmNation Entertainment. “Fingernails – Una diagnosi d’amore” è prodotto esecutivamente da Glen Basner, Milan Popelka, Alison Cohen e Ashley Fox della FilmNation Entertainment insieme a Kevin Lafferty e Jerome Duboz.

Fingernails – Una diagnosi d’amore: recensione del film Apple TV+

Alcuni ritengono che l’Amore sia la malattia più diffusa del mondo, nonché incurabile. Tra gli effetti fisici che può causare ci sono eccessiva sudorazione, battito cardiaco accelerato, contrazione dello stomaco e perdita dell’appetito. Per non parlare, poi, degli effetti psichici, come enorme stress, inspiegabile adrenalina, dipendenza emotiva e tremenda confusione. Ma nonostante tutto questo, l’Amore resta la malattia più bella, profonda e coinvolgente di sempre. Ed è un po’ ciò che cerca di dirci il regista greco Christos Nikou nel suo dramma romantico Fingernails – Una diagnosi d’amore, disponibile dal 3 novembre su Apple TV+.

Dopo il suo esordio alla regia con il misterioso film metafisico Apples (2020), Nikou torna dunque ora con una tenera e intima storia d’amore che vanta un cast di grandi interpreti: la candidata all’Oscar Jessie Buckley (Women Talking, Sto pensando di finirla qui), il premio Oscar Riz Ahmed (The Sound of Metal) e il vincitore del Golden Globe Jeremy Allen White (The Bear, Shameless)

Fingernails – Una diagnosi d’amore: la trama del film

Anna (Jessie Buckley) e Ryan (Jeremy Allen White) sono l’uno per l’altra il vero amore. E a certificarglielo è stato il Love Institute, un istituto scientifico che utilizza un controverso macchinario all’avanguardia che – attraverso l’analisi di un’unghia – è in grado di verificare se i partners siano davvero innamorati. Ma, a distanza di anni da quest’accurata conferma, Anna non è più certa di ciò che prova, sentendosi sola e persa. Interessata a comprendere tutti gli aspetti e le evoluzioni dell’amore, decide di mettere da parte la sua professione di insegnante per accettare un lavoro presso il Love Institute. È qui che incontra Amir (Riz Ahmed), un ermetico e sensibile scienziato che la porterà ad interrogarsi sui limiti del macchinario.

«Come puoi sapere con certezza di aver trovato il vero amore? Immagina un test che potrebbe dare una risposta definitiva a questa domanda confrontando l’unghia di una persona con quella dell’altra. Vorresti conoscerne il risultato? E riusciresti ad accettarlo?» – Fingernails

Fingernails - Una diagnosi d’amore Jessie Buckley Riz Ahmed
Jessie Buckley e Riz Ahmed in “Fingernails – Una diagnosi d’amore”.

L’Amore come malattia, il progresso come controllo

Con una regia poetica e delicata, Christos Nikou racconta una triste storia d’amore dove l’innamoramento è considerato doloroso e terrificante quanto una malattia. Ce lo preannuncia nei titoli di testa, dove allude anche a una breve spiegazione del titolo: “I primi segnali dei problemi di cuore spesso si riscontrano in macchie, fragilità o decolorazione delle unghie”. L’Amore di Nikou, al pari di una malattia cardiaca, ritrova nelle unghie la chiave essenziale (e metaforica) per la propria diagnosi. I protagonisti, per sentirsi sicuri di aver trovato il vero amore, si sottopongono a un brutale test, in cui l’estrazione dell’unghia avviene senza alcuna anestesia né esitazione. In fondo, niente al mondo è tanto potente da riuscire ad anestetizzare lo straziante dolore che solo l’Amore sa provocare.

E se da un lato Nikou scava nei sentimenti e desideri più intimi e controversi degli esseri umani, dall’altro denuncia ed elenca le criticità di una società algoritmica, fredda e categorica, in cui l’evoluzione tecnologica arriva a dettare regole anche su un sentimento così complesso e individuale. Ma per quanto la scienza possa fare passi avanti, l’Amore scompone e sconvolge ogni cosa, ogni verità, lasciando sempre più domande che risposte.

Tutti, almeno una volta nella vita, come Anna

A calamitare l’attenzione del pubblico sull’opera di Nikou – a tratti un po’ troppo lenta e flemmatica – è senz’altro la bellissima e brillante interpretazione di Jessie Buckley. Anna, con la sua estrema semplicità e delicatezza, racconta i continui tentativi e compromessi che l’Amore richiede ogni giorno e che non sempre hanno l’effetto sperato. Mentre lei cerca di ricreare atmosfere melense e passionali e dare nuovi stimoli alla relazione, Ryan risponde con assordante monotonia e indifferenza. Non coglie i segnali d’attenzione di lei e, anzi, arriva addirittura a ignorarli quando Anna gli presenta con sincerità tutti i dubbi in cui sta annegando. Ed è proprio ciò che vive la goffa e irrequieta protagonista di Fingernails a rendere la storia tristemente vera e “universale”, al di là dell’eccessiva drammatizzazione e del tono più fantascientifico e surreale.

Fingernails - Una diagnosi d’amore Jessie Buckley
Jessie Buckley in “Fingernails – Una diagnosi d’amore”

Un film d’autore stanco dei cliché della commedia romantica

Con sottile umorismo – espresso attraverso le curiose pratiche del Love Institute (come, per esempio, l’uso del francese perché è “la lingua più erotica di tutte”, o il rumore della pioggia diffuso nell’edificio perché “stimola il romanticismo”) – il regista gioca con i cliché e déjà vu della commedia romantica per narrare un amore più silenzioso, disinvolto e privo di esibizionismo. Dopo Apples, Nikou dà dunque una nuova dimostrazione del suo film d’autore, tanto assurdo e incomprensibile quanto sincero e reale. Un film d’autore quasi ossimorico nella sua essenza, che altro non vuole che stimolare il pubblico a interrogarsi e responsabilizzarsi sulle proprie emozioni.

Come spiega Amir ad Anna, Guardare una storia d’amore è rassicurante, ma l’amore – così come questo film di Christos Nikou – non lo è.”

Finestkind: prima foto del film del crime thriller con Jenna Ortega

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E’ stata diffusa la prima foto ufficiale del crime thriller Finestkind che vedrà protagonista tra gli altri Jenna Ortega. Oltre all’interprete di Mercoledì, questo film presenterà anche Tommy Lee Jones e Ben Foster. “Due fratelli separati stringono un accordo con un sindacato criminale di Boston, che mette in pericolo i fratelli e il loro padre, nonché una misteriosa giovane donna“, recita la sinossi. Guarda la prima foto di seguito, che presenta il cast del film con espressioni solenni:

FinestkindIl cast include Tommy Lee Jones, Ben Foster, Toby Wallace, Jenna Ortega, Tim Daly, Clayne Crawford, Aaron Stanford, Scotty Tovar, Lolita Davidovich, Meghan Leather, Ismael Cruz Córdova, Fernanda Andrade, Charlie Thurston, Jackie Sandler, Rebecca Gibel, e Kevin Craig West. Finestkind è scritto e diretto da Brian Helgeland, che in precedenza ha scritto le sceneggiature di LA Confidential e Mystic River e ha diretto film come 42 e Legend. È prodotto da Gary Foster, Russ Krasnoff, Taylor Sheridan e David C. Glasser. Inizialmente il film doveva essere interpretato da Jake Gyllenhaal, Ansel Elgort e Zendaya, ma tutti hanno abbandonato il progetto.

Finding Her Edge, la spiegazione del finale: Adriana sceglierà Brayden o Freddie?

Il finale della prima stagione di Finding Her Edge di Netflix chiude il cerchio del triangolo sentimentale che ha guidato l’intera narrazione, chiarendo finalmente chi Adriana Russo decide di scegliere tra Brayden Elliot e Freddie O’Connell. Ma la risposta, come spesso accade nelle storie più mature, non è solo romantica: è profondamente emotiva, legata al lutto, alle responsabilità familiari e all’impossibilità di lasciar andare il passato.

A due anni dalla morte della madre, le sorelle Russo vivono sotto il peso di un’eredità difficile da sostenere. Mimi è un talento emergente nella danza su ghiaccio, Elise è una promessa del pattinaggio artistico con ambizioni olimpiche, mentre Adriana ha abbandonato le competizioni per tenere in piedi l’attività di famiglia. Quando Elise si infortuna, è Adriana a dover tornare sul ghiaccio per salvare il futuro economico dei Russo, accettando una partnership inaspettata con Brayden, il “bad boy” della danza su ghiaccio. Nel frattempo, il suo ex partner e primo amore Freddie si ritrova a pattinare con Riley, la sua migliore amica, creando una frattura emotiva che alimenta tensioni, gelosie e scelte dolorose.

Perché Adriana sceglie Freyoddie e non Brayden

Per gran parte della stagione, tutto sembra condurre verso Brayden. Tra lui e Adriana nasce una chimica evidente, fatta di attrazione, scontro e crescita reciproca. Insieme diventano versioni migliori di sé stessi, dentro e fuori dal ghiaccio. Proprio per questo la decisione finale di Adriana di tornare da Freddie risulta sorprendente, ma coerente sul piano psicologico.

La chiave sta nel passato irrisolto. Due anni prima degli eventi della serie, il padre di Adriana la costringe a interrompere sia la relazione sentimentale che quella sportiva con Freddie. Una scelta subita, mai realmente elaborata, che priva Adriana della possibilità di una chiusura emotiva. Brayden rappresenta il presente e il cambiamento, ma Freddie incarna ciò che Adriana non ha mai potuto scegliere davvero.

A questo si aggiunge il peso delle perdite: la madre, la stabilità economica, il rapporto con la sorella maggiore. Adriana è costretta a essere il pilastro della famiglia in un momento in cui avrebbe bisogno, lei per prima, di essere sostenuta. Per questo finisce per cercare una figura che percepisce come stabile e rassicurante. Anche se Brayden evolve e dimostra maturità, Adriana vede in Freddie una sicurezza già “conosciuta”, una zona di conforto emotiva a cui tornare prima di potersi concedere davvero qualcosa di nuovo.

La vittoria ai Mondiali e la nascita di una nuova coppia sul ghiaccio

Brayden e Adriana arrivano ai Mondiali quasi per caso, grazie alla squalifica per doping della coppia favorita. All’inizio nulla lascia presagire una vittoria: la routine che portano in gara è tecnicamente impeccabile, ma emotivamente distante. Non appartiene davvero a loro, perché è stata concepita per Adriana e Freddie, e riflette una dinamica sentimentale completamente diversa.

La svolta arriva quando decidono di ricominciare da zero. La nuova coreografia nasce dalla loro relazione reale: più intensa, più carnale, più istintiva. La musica, i movimenti e la costruzione del numero valorizzano finalmente i loro punti di forza e permettono una connessione autentica. È in quel momento che Brayden e Adriana diventano una coppia vera sul ghiaccio, conquistando giudici e pubblico e portando a casa l’oro mondiale.

Il sacrificio di Will e il futuro della famiglia Russo

Parallelamente, la serie chiude anche l’arco narrativo di Will Russo, il padre, alle prese con debiti insostenibili e la minaccia di perdere casa e pista. La sua scelta è dolorosa ma necessaria: vendere il palazzetto alla compagnia rivale Voltage. Questo significa rinunciare al ruolo di allenatore e accettare una nuova visione della pista, orientata principalmente alla danza su ghiaccio.

In cambio, però, Will ottiene la sicurezza economica per la sua famiglia e la possibilità per Adriana ed Elise di restare coinvolte nella pista, seppur in ruoli diversi. Elise, infatti, dopo l’infortunio e una lunga fase di rabbia autodistruttiva, trova una nuova identità come allenatrice, dimostrando che il futuro non passa sempre dalla competizione.

I genitori assenti e il trauma condiviso di Freddie e Brayden

Uno degli aspetti più riusciti di Finding Her Edge è il modo in cui affronta il trauma maschile. Freddie e Brayden scoprono di avere molto più in comune di quanto immaginassero: entrambi cresciuti con genitori emotivamente assenti, entrambi segnati da aspettative e abbandoni.

Freddie ha una madre affetta da dipendenza dall’alcol, incapace di essere presente nella sua vita. Brayden, invece, è trattato dalla famiglia come una risorsa economica, utile solo finché porta medaglie e sponsor. La serie evita scorciatoie melodrammatiche e permette ai due personaggi di esprimere fragilità e dolore, offrendo una rappresentazione rara e credibile della vulnerabilità maschile.

Un finale che prepara il terreno alla seconda stagione

Il finale si chiude con una scelta destabilizzante: Adriana sceglie Freddie, Brayden abbandona i Mondiali prima dello showcase finale e sembra deciso a lasciare il pattinaggio. Ma l’epilogo ribalta nuovamente le carte. Nel salto temporale, scopriamo che i partner vengono scambiati: Adriana torna a pattinare con Freddie, mentre Brayden viene affiancato a Riley.

La rivalità è servita. Entrambe le coppie sono campionesse e sotto i riflettori, e Adriana appare tutt’altro che serena nel vedere Brayden accanto a Riley. La seconda stagione si preannuncia come un’esplorazione ancora più profonda di gelosia, crescita e identità, dimostrando che la vera competizione di Finding Her Edge non è solo sul ghiaccio, ma nel cuore dei suoi personaggi.

Finding Her Edge vola in classifica: la serie romantica ispirata a Jane Austen conquista Netflix

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La nuova serie romantica in otto episodi Finding Her Edge ha debuttato con un risultato immediato e significativo, entrando direttamente nella Top 10 globale di Netflix a poche ore dal suo arrivo in piattaforma. Ispirata al romanzo omonimo di Jennifer Iacopelli e apertamente influenzata da Persuasione di Jane Austen, la serie si è rapidamente imposta come uno dei titoli più visti a livello internazionale.

La storia segue Adriana Russo, interpretata da Madelyn Keys, una giovane danzatrice sul ghiaccio costretta a tornare alle competizioni con un nuovo partner, Brayden (Cale Ambrozic), proprio mentre il suo ex compagno di danza e primo amore, Freddie (Olly Atkins), rientra improvvisamente nella sua vita, riaprendo ferite e sentimenti mai risolti.

L’autrice Jennifer Iacopelli ha dichiarato di essersi ispirata direttamente a Jane Austen, in particolare a Persuasione, romanzo in cui la protagonista Anne Elliot è intrappolata in un triangolo amoroso tra il primo amore e una scelta socialmente più conveniente. Finding Her Edge rilegge quel conflitto in chiave contemporanea e young adult, ambientandolo nel mondo competitivo e ad alta pressione del pattinaggio artistico.

Come Anne Elliot, anche Adriana è segnata dall’insicurezza economica: la sua famiglia rischia di perdere tutto se non riuscirà a ottenere sponsorizzazioni decisive. Brayden rappresenta una possibilità concreta di successo sportivo, ma il suo cuore resta legato a Freddie, nonostante entrambi cerchino, in modi diversi, di andare avanti.

I numeri: Top 10 globale e primi posti in Europa

La serie ha debuttato su Netflix il 22 gennaio e, già il giorno successivo, ha raggiunto la terza posizione nella Top 10 globale, dietro Seven Dials e His & Hers. Negli Stati Uniti è attualmente quinta, nel Regno Unito sesta, mentre in Canada – paese di produzione della serie – ha conquistato il terzo posto.

Il successo è ancora più evidente in Europa orientale, dove Finding Her Edge ha raggiunto il primo posto in diversi Paesi, tra cui Slovacchia, Romania, Ungheria e Repubblica Ceca. Con il weekend alle porte, la serie potrebbe crescere ulteriormente grazie al binge-watching di tutti gli otto episodi.

Il legame emotivo tra Adriana e Brayden, molto più profondo rispetto al modello austeniano, e il cliffhanger sentimentale costruito nel finale offrono una base solida per un possibile seguito. Sebbene Jennifer Iacopelli non abbia scritto un sequel del romanzo, un eventuale rinnovo darebbe agli sceneggiatori ampia libertà creativa, come già accaduto con altri successi young adult di Netflix.

In un momento storico in cui il sottogenere romantico-sportivo è in forte espansione, e mentre il mondo celebra i 250 anni dalla nascita di Jane Austen, Finding Her Edge si conferma come una delle sorprese più interessanti del catalogo Netflix di inizio 2026.

Tutti gli episodi di Finding Her Edge sono disponibili in streaming su Netflix.

Finding Her Edge rinnovato per la seconda stagione da Netflix

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Finding Her Edge rinnovato per la seconda stagione da Netflix

Netflix ha ordinato una seconda stagione della serie YA Finding Her Edge, basata sul libro di Jennifer Iacopelli. La serie è rimasta nella Top 10 della TV inglese di Netflix sin dalla sua uscita il 22 gennaio, salendo al terzo posto questa settimana, secondo la piattaforma di streaming. Ha raggiunto la top 10 in 81 paesi con oltre 12 milioni di visualizzazioni, afferma Netflix.

La serie segue le tre sorelle Russo, eredi di una dinastia di pattinatori artistici in difficoltà. Nella prima stagione, la sorella di mezzo, la diciassettenne Adriana (Madelyn Keys), si allena per i Campionati del Mondo con il nuovo compagno Brayden (Cale Ambrozic), mentre nutre ancora sentimenti per il suo primo amore ed ex compagno, Freddie (Olly Atkins). La sua vita si complica quando lei e Brayden fingono di essere una coppia fuori dal ghiaccio per ottenere una sponsorizzazione e mantenere a galla la pista di pattinaggio dei Russo, in difficoltà finanziarie.

“Ho deciso di realizzare una serie sull’amore, con personaggi che affrontano un percorso particolarmente difficile nella loro vita e nel loro sport”, ha dichiarato lo showrunner Jeff Norton. “È un vero dono poter lavorare con un cast così talentuoso per estendere il percorso di questi personaggi nella seconda stagione, con il supporto di Netflix e WildBrain. Sono certo che i fan saranno entusiasti di approfondire i due triangoli amorosi che sono alla base della nostra serie: quello romantico e quello familiare. Ci saranno molti drammi sia dentro che fuori dal ghiaccio”.

Nel cast figurano anche Harmon Walsh (Gossip Girl, I misteri di Murdoch), Alexandra Beaton (Overcompensating, La ragazza più fortunata del mondo), Meredith Forlenza (Law & Order Toronto: Criminal Intent, Blindspot), Alice Malakhov (Anna With an E, Reverse 1999), Niko Ceci (Mi sono svegliato un vampiro, Odd Squad) e Millie Davis (The Umbrella Academy, Wonder).

“Sono al settimo cielo per l’accoglienza che Finding Her Edge ha ricevuto dagli spettatori di tutto il mondo”, ha detto Iacopelli. “Vedere il mio libro prendere vita e vedere il mondo innamorarsi dei miei personaggi è stato un sogno che si è avverato, e ora che questo sogno continua con una seconda stagione, non vedo l’ora che il pubblico scopra cosa riserva il futuro ad Adriana, Brayden, Freddie e al resto del Team Russo.”

Norton è produttore esecutivo con Josh Scherba, Stephanie Betts e Angela Boudreault per WildBrain. Shamim Sarif (You, The Way Home) e Jacqueline Pepall (Horrible Histories, Goldie’s Oldies) sono alla regia. Shelley Scarrow è capo sceneggiatrice (Wynonna Earp, Degrassi: The Next Generation), insieme agli autori Sabrina Sherif (The Summer I Turned Pretty, Wild Cards), Norton e Jacqueline Pepall.

Finding Her Edge avrà una stagione 2? Tutto quello che sappiamo finora

A oggi, Netflix non ha ancora annunciato ufficialmente il rinnovo di Finding Her Edge per una stagione 2. La serie è arrivata in piattaforma il 22 gennaio 2026 e, come spesso accade con i titoli YA appena usciti, la decisione dipenderà soprattutto dai numeri delle prime settimane (visualizzazioni, completamento stagione, “retention”).

Detto questo, il finale di stagione è costruito chiaramente per continuare: la scelta di Adriana, l’uscita di scena di Brayden e il “rimescolamento” delle coppie sul ghiaccio sono un gancio narrativo molto netto, che apre a rivalità e nuovi equilibri sentimentali in un possibile capitolo successivo.

Cosa suggerisce il finale: nuovi partner e una rivalità pronta a esplodere

Il punto non è solo “chi sceglie Adriana”, ma cosa succede dopo. Il finale mette Adriana di nuovo accanto a Freddie (anche professionalmente) e affianca Brayden a Riley, una decisione che alza la posta: la stagione 2, se arriverà, avrebbe già un conflitto centrale pronto (competizione sportiva + gelosia + identità).

In altre parole: la serie chiude un arco emotivo, ma riapre il campo di gioco. È una strategia tipica dei teen drama sportivi: dare una risposta al pubblico e, nello stesso gesto, piantare il seme della prossima “battaglia”.

Cast e produzione: cosa dicono le fonti “ufficiali” e gli indizi recenti

Finding Her Edge

Sul fronte ufficiale, Netflix (Tudum) ha pubblicato materiali informativi su cast e serie in questi giorni, ma non parla di rinnovo.

Parallelamente, alcune interviste e articoli post-finale riportano che il cast ha discusso apertamente di possibilità e desideri legati a una seconda stagione, segno che l’idea è sul tavolo almeno a livello creativo/promozionale, anche se non equivale a un via libera di Netflix.

Quando potrebbe uscire, se Netflix la rinnova

Non esiste una data ufficiale. Se Netflix dovesse rinnovare in tempi rapidi (nelle prossime settimane), una finestra realistica per l’uscita sarebbe tra fine 2026 e 2027, a seconda di scrittura, riprese e post-produzione. Questa è una stima prudente basata sulle tempistiche tipiche delle serie Netflix, non una conferma.

La cosa più importante da monitorare nei prossimi giorni

Se vuoi “leggere” in anticipo l’aria che tira, i segnali chiave sono: presenza della serie nella Top 10, continuità per più settimane, buzz social e soprattutto tasso di completamento (quanto pubblico arriva all’episodio 8). È spesso una metrica determinante quando Netflix valuta un rinnovo, specialmente per i titoli YA.

Finding Her Edge – cast e personaggi: guida completa agli interpreti della serie Netflix

Finding Her Edge è un teen drama sportivo che intreccia competizione agonistica, tensioni familiari e incertezze sentimentali, ambientato nel mondo ad alta pressione del pattinaggio artistico competitivo. Adattata dall’omonimo romanzo del 2024 di Jennifer Iacopelli, la serie utilizza lo sport come lente per raccontare il peso dell’eredità, il lutto e la difficoltà di scegliere chi essere quando il passato continua a reclamare spazio.

Al centro della storia c’è Adriana Russo, una giovane danzatrice sul ghiaccio costretta a rientrare in gara dopo la morte della madre, ex campionessa olimpica. Intorno a lei si muove un cast corale che dà forma a un racconto emotivo fatto di rivalità, desiderio e responsabilità. Ecco chi sono i protagonisti di Finding Her Edge e quali personaggi interpretano.

Madelyn Keys è Adriana Russo

Madelyn Keys nel ruolo di Adriana Russo

Madelyn Keys interpreta Adriana Russo, il cuore emotivo della serie. Adriana era una promessa del pattinaggio artistico, ma ha abbandonato le competizioni dopo la morte improvvisa della madre, figura leggendaria nello sport. Il suo ritorno sul ghiaccio non nasce da un desiderio personale, ma da una necessità: salvare l’eredità familiare e sostenere economicamente i Russo.

Il personaggio vive una frattura profonda tra ciò che desidera e ciò che sente di dover fare. Adriana è combattuta, fragile, spesso bloccata dal passato, e proprio per questo rappresenta uno dei ritratti più complessi della serie. Keys restituisce questa ambivalenza con un’interpretazione misurata, capace di reggere sia il dramma intimo che la dimensione sportiva.

Cale Ambrozic è Brayden Elliott

Finding Her Edge

Cale Ambrozic veste i panni di Brayden Elliott, il nuovo partner di Adriana sul ghiaccio. Brayden è considerato il “bad boy” del pattinaggio: talentuoso, imprevedibile, emotivamente chiuso. L’incontro con Adriana è inizialmente conflittuale, ma la loro rivalità si trasforma gradualmente in attrazione e poi in una connessione più profonda.

Brayden è un personaggio costruito sulla trasformazione. Dietro l’arroganza e l’istinto competitivo si nasconde un ragazzo cresciuto sotto il peso delle aspettative familiari, valutato solo in base ai risultati. Ambrozic lavora molto sulle crepe del personaggio, rendendo credibile il suo percorso di maturazione.

Olly Atkins è Freddie O’Connell

Finding Her Edge

Olly Atkins interpreta Freddie O’Connell, ex partner e primo amore di Adriana. Freddie rappresenta il passato irrisolto: una relazione spezzata non per scelta, ma per pressione esterna. Il suo ritorno sulla scena, con una nuova partner, riapre ferite mai guarite e alimenta il triangolo sentimentale che guida la prima stagione.

Freddie appare inizialmente come la figura più stabile e rassicurante, ma la serie ne complica progressivamente il ritratto, mostrando le fragilità legate a un’infanzia segnata dall’abbandono emotivo. Atkins costruisce un personaggio meno “eroico” di quanto sembri, coerente con il tono realistico della serie.

Alexandra Beaton è Elise Russo

Alexandra Beaton nel ruolo di Elise Russo

Alexandra Beaton interpreta Elise Russo, la sorella maggiore di Adriana. Destinata a diventare la nuova stella del pattinaggio della famiglia, Elise vede il suo futuro infrangersi a causa di un grave infortunio. Il trauma la rende rancorosa, aggressiva e spesso crudele nei confronti di chi le sta vicino.

Elise è uno dei personaggi più spigolosi di Finding Her Edge, ma anche uno dei più umani. Il suo arco narrativo parla di perdita d’identità e della difficoltà di accettare una vita diversa da quella immaginata. Beaton riesce a rendere credibile questo crollo emotivo senza mai renderlo caricaturale.

Alice Malakhov è Maria Russo

Alice Malakhov nel ruolo di Maria Russo

Alice Malakhov interpreta Maria Russo, la sorella minore. È il personaggio più silenzioso ma anche quello che osserva tutto: tensioni, sacrifici, non detti. Maria incarna l’innocenza messa ai margini da un contesto familiare in costante emergenza.

La sua presenza è fondamentale per mantenere l’equilibrio emotivo del racconto, ricordando allo spettatore ciò che è davvero in gioco: non solo medaglie o carriere, ma una famiglia che rischia di disgregarsi.

Millie Davis è Riley Monroe

Millie Davis nel ruolo di Riley Monroe

Millie Davis veste i panni di Riley Monroe, migliore amica di Adriana e nuova partner – sul ghiaccio e fuori – di Freddie. Riley entra nella storia come elemento destabilizzante: da confidente a rivale, sia sportiva che sentimentale.

Il personaggio è costruito senza stereotipi: Riley non è un’antagonista “cattiva”, ma una giovane donna che coglie un’opportunità, anche a costo di ferire chi ama. Davis riesce a darle una tridimensionalità che rende il conflitto ancora più doloroso.

Harmon Walsh è Will Russo

Harmon Walsh nel ruolo di Will Russo

Harmon Walsh interpreta Will Russo, il padre delle sorelle. Vedovo e ossessionato dal mantenere viva l’eredità sportiva della moglie, Will prende decisioni drastiche che finiscono per allontanarlo emotivamente dalle figlie.

È un personaggio tragico, incapace di distinguere tra ambizione e amore genitoriale. Walsh restituisce bene la rigidità di un uomo che crede di fare la cosa giusta, anche quando sta distruggendo ciò che resta della sua famiglia.

I personaggi secondari

Completano il cast Meredith Forlenza nel ruolo di Camille St-Denis, figura di riferimento nel mondo del pattinaggio competitivo, e Niko Ceci nei panni di Charlie Monroe, membro della famiglia di Riley. Personaggi apparentemente marginali, ma fondamentali per arricchire il contesto sportivo e sociale della serie.

Finding Dory: prima foto e poster dal sequel

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Finding Dory: prima foto e poster dal sequel

L’esposizione Disney 2015, D23, ha portato alla luce le primissime immagini di Finding Dory, atteso sequel di Alla Ricerca di Nemo con protagonista lo smemorato pesciolino chirurgo doppiato in originale da Ellen Degeneres.

Ecco le immagini: [nggallery id=1943]

Andrew Stanton dirige con Angus MacLane il film che uscirà il 17 giugno 2016.

finding-doryCon Ellen DeGeneres, tornano anche Albert Brooks (Marlin) e Willelm Dafoe (Branchia) si uniscono anche Diane Keaton e Eugene Levy che daranno la voce ai genitori di Dory. Hayden Rolence darà la voce a Nemo mentre Ed O’Neil sarà il polpo Hank e Ty Burrell il beluga Bailey.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

Finding Dory: novità sul film pixar

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Finding Dory: novità sul film pixar

finding-doryA dieci anni di distanza dal successo planetario che la Pixar raccolse con Alla Ricerca di Nemo, premio Oscar come miglior film d’animazione nel 2004, gli animatori del famoso studio sono pronti a tuffarsi nuovamente negli oceani in un sequel dal titolo Finding Dory.

Dopo anni di lavorazione, finalmente nel corso del Comic Con Experience in Brasile, il presidente della Disney Pixar Jim Morris ha ufficializzato quella che sarà la storia alla base dell’atteso film d’animazione.

Il film seguirà le avventure di Dory, Merlin e Nemo, trio che si lancerà alla scoperta del passato di Dory, alla ricerca dei genitori perduti. Il film sarà ambientato nel Marine Biology Institute of California, un complesso adibito alla riabilitazione della fauna marina. Dory scoprirà di essere nata e cresciuta proprio in questa struttura prima di essere poi stata liberata nell’oceano. Nel film esordiranno nuovi personaggi come un polpo ed un leone marino.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish, gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

Vi ricordiamo che Finding Dory è atteso al cinema per il 17 giugno 2016 e che nel cast troveremo Ellen DeGeneresWillem Dafoe, Idris ElbaDiane KeatonDominic WestAlbert BrooksEugene Levy Ty Burrell.

Fonte: Comic Book Movie

Finding Dory: ecco il teaser poster

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Finding Dory: ecco il teaser poster

“Lei ha continuato a nuotare… “. Ecco il primo teaser poster per Finding Dory, atteso sequel di Alla Ricerca di Nemo con protagonista lo smemorato pesciolino chirurgo doppiato in originale da Ellen Degeneres.

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Andrew Stanton dirige con Angus MacLane il film che uscirà il 17 giugno 2016.

Con Ellen DeGeneres, tornano anche Albert Brooks (Marlin) e Willelm Dafoe (Branchia) si uniscono anche Diane Keaton e Eugene Levy che daranno la voce ai genitori di Dory. Hayden Rolence darà la voce a Nemo mentre Ed O’Neil sarà il polpo Hank e Ty Burrell il beluga Bailey.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

Finding Dory: ecco il primo trailer ufficiale del sequel Disney Pixar

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Guarda il primo trailer ufficiale di Finding Dory, l’atteso sequel targato Disney/Pixar del film cult Alla Ricerca di Nemo, diretto da Andrew Stanton insieme a Angus MacLane. 

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Andrew Stanton dirige con Angus MacLane il film che uscirà il 17 giugno 2016.

Con Ellen DeGeneres, tornano anche Albert Brooks (Marlin) e Willelm Dafoe (Branchia) si uniscono anche Diane Keaton e Eugene Levy che daranno la voce ai genitori di Dory. Hayden Rolence darà la voce a Nemo mentre Ed O’Neil sarà il polpo Hank e Ty Burrell il beluga Bailey.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

Finding Dory Willem Dafoe torna nel ruolo di Branchia

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Finding Dory Willem Dafoe torna nel ruolo di Branchia

Finding Dory Willem DafoeMentre sapevamo già che Ellen DeGeneres e Albert Brooks sarebbero tornati in Finding Dory per dare le voci ai loro personaggi, rispettivamente Dory e Marlin, lo status di partecipazione degli altri talento non era ancora chiaro e Andrew Stanton è impegnato a raccogliere la maggior parte dei componenti del cast originale.

Oggi, via Total Film, arriva la conferma che Willem Dafoe tornerà a prestare la voce a Branchia (Gill nella versione originale), il minaccioso, ma infondo paterno pesce chirurgo dell’acquario che aiuta Nemo a credere in se stesso e a scappare verso l’oceano.

Willem Dafoe“Si, ho già cominciato – ha detto Dafoe – E’ anche meglio della prima volta, è fantastico”.

A DeGeneres, Brooks e Dafoe si uniscono anche Diane Keaton e Eugene Levy che daranno la voce ai genitori di Dory.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

Vedremo presto Willem Dafoe accanto a Ellen Page nel video game Beyond: two souls e con Christian Bale, Casey Affleck e Zoe Saldana nel film di Scott Cooper, Out of the Furnace.Fonte: CS

Finding Dory prime novità sul sequel de La ricerca di Nemo

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Finding Dory prime novità sul sequel de La ricerca di Nemo

finding-doryDurante la D23 sono stati rivelati diversi dettagli sui prossimi progetti Disney e Pixar. Si sa finalmente qualcosa di più corposo sul tanto annunciato Finding Dory, un sequel ideale di Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo) che vedrà però protagonista l’adorabile pesce chirurgo Dory. Nella nuova avventura accompagneremo Dory, doppiata sempre da Ellen DeGeneres, alla ricerca dei suoi genitori che saranno doppiati da Diane Keaton ed Eugene Levy.

La storia è ambientata in un parco acquatico e sembra che a seguito di un documentario sul SeaWorld intitolato Blackfish gli autori della sceneggiatura avrebbero preferito modificare il finale della storia e concludere la vicenda lasciando aperta la possibilità, ai pesci ospiti del parco, di poterlo lasciare appena l’avessero voluto. Il documentario infatti parla di quanto sia complicato e dannoso tenere i pesci e i grossi mammiferi acquatici in cattività.

All’uscita del film mancano ancora due anni, per cui tutto può ancora cambiare e per tutte le novità vi terremo aggiornati.

Fonte: BT

Finding Carter 1×03: anticipazioni e promo

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Si intitolerà Drive, Finding Carter 1×03, la nuova serie tv  targata MTV. Di seguito anticipazioni e il promo del terzo episodio.

In questo episodio, Carter ha tutta l’intenzione di vendicarsi di Elizabeth e di punirla per la sua pessima abitudine di scegliere sempre di perdere la testa per i cattivi ragazzi o comunque per i tipi sbagliati e lo farà architettando una strategia particolarmente subdola e raffinata, che potrebbe anche riscuotere un certo successo.Finding Carter 1x03

Finding Carter 1×01: anticipazioni e promo della nuova serie

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E’ il giorno del debutto di Finding Carter 1×01, la nuova serie tv Finding Carter  targata MTV. Di seguito anticipazioni e il promo del pilot.

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Finding Carter 1x01In Finding Carter 1×01, Carter, un’adolescente la cui vita perfetta con sua madreLori viene totalmente rovinata quando in seguito all’irruzione della polizia durante un party, scopre di essere stata rapita da bambina e si ritroverà così costretta riunirsi alla sua famiglia biologica, nonostante tutto quello che desideri sia ritornare a vivere con Lori.

Find Me Falling, recensione della rom-com di Stelana Kliris

Find Me Falling, recensione della rom-com di Stelana Kliris

Le commedie romantiche sono spesso tra le proposte settimanali di Netflix e l’ultima aggiunta di questo genere al nutrito catalogo della piattaforma streaming è Find Me Falling, rom-com prodotta negli Stati Uniti, ma ambientata nella splendida isola di Cipro. Purtroppo, nonostante una premessa accattivante, l’insolita location che fa da sfondo alla narrazione è l’unica differenza sostanziale rispetto ad altre proposte di natura simile e Find Me Falling atterra non esattamente in piedi sul parterre delle pellicole “da piattaforma” assai dimenticabili.

Find Me Falling, la trama: un inizio sinistro… per una storia dimenticabile

Non lasciatevi ingannare dalla scena d’apertura del film Netflix, che lascia intendere di trovarsi di fronte a una commedia complicata e un po’ cupa, con temi difficili come il suicidio. L’inizio curioso – che sembra prelevato direttamente da un romanzo di Nick Hornby – lascia presto il posto a una commedia romantica, dispiace dirlo, assolutamente convenzionale. A guidare la storia, un musicista rock americano di nome John Allman (Harry Connick Jr.), che non ha avuto successo per molto tempo e si è trasferito in una casa su una scogliera alla periferia di un villaggio di Cipro dove tutti si conoscono. È felice perché l’ha comprata a un prezzo stracciato ma, ben presto, si rende conto del perchè: la scogliera su cui è costruito l’edificio è un luogo in cui molti abitanti del posto vanno a suicidarsi. Mentre John si adatta a questa nuova e inquietante ambientazione, incontra personaggi locali che danno vita alla comunità cipriota.

La ragazza sulla spiaggia…canzoni e note dimenticate

Il problema principale di Find me Falling è che, una volta che si propone di essere una commedia con un taglio leggermente sinistro, abbandona rapidamente il suo potenziale per diventare la più convenzionale e trita delle commedie romantiche possibili, con incidenti, problemi e colpi di scena tanto blandi quanto poco convincenti. Allman incontra per caso una ragazza più giovane, Melina (Ali Fumiko Whitney), che si diletta a cantare qualche serata nei bar di paese e tra i due sembra nascere una sorta di legame istantaneo.

Ma tutto cambia rapidamente quando, durante una cena, John si imbatte in Sia (Agni Scott), una donna più vicina a lui per età: i due si scambiano uno sguardo intenso e si riconoscono. Solo allora, lui le racconta di essere stato a Cipro decenni fa e di aver scritto lì la sua famosa canzone. Inutile dirlo: gli sguardi fanno capire che la “ragazza sulla spiaggia” è questa Sia e che forse era quello il vero motivo del suo soggiorno lì. Quello che non sarà così semplice, al di là dei sorrisi e della chimica iniziale tra i due, è riuscire a ricostruire il rapporto. I motivi? A metà tra l’estroso, l’esagerato e l’assurdo, tutti già sperimentati in mille commedie romantiche precedenti.

Una scena del film Find Me Falling
Credits: Netflix

Find Me Falling conserva ogni tappa (prevedibile) delle rom-com

Quella di Find Me Falling è una sceneggiatura insipida e ricca di stereotipi, che brucia l’opportunità di approfondire la cultura locale e che tenta, a fatica, di bilanciare elementi diversi come romanticismo, commedia, dramma personale e un’esplorazione superficiale di temi più oscuri. La struttura narrativa della rom-com Netflix segue uno schema familiare alle commedie romantiche, con incomprensioni, riconciliazioni ed epifanie personali. Se da un lato questo approccio può essere confortante per gli appassionati del genere, dall’altro rende il film prevedibile e, a volte, poco originale.

Per quanto riguarda le interpretazioni, Harry Connick Jr. offre una performance solida nel ruolo di John Allman, anche se a tratti sembra disconnesso dal personaggio: tuttavia, il suo carisma naturale e le sue abilità musicali compensano parzialmente questa mancanza di profondità. Anche Ali Fumiko Whitney brilla nel ruolo di Melina, portando una ventata di freschezza e autenticità in ogni scena in cui appare. Il film cerca anche di affrontare temi più seri, come la depressione e la perdita di uno scopo, ma questi elementi spesso risultano scollegati dal tono generale più leggero. Il trattamento del tema del suicidio, in particolare, è problematico e oscilla tra la commedia imbarazzante e il dramma superficiale.

In definitiva, Find Me Falling è una storia abbastanza leggera sulle seconde opportunità e sulla possibilità di riallacciare i rapporti con persone che, per vari motivi, la vita ha portato su altre strade. A parte i sorprendenti primi cinque minuti, il resto è immediatamente dimenticabile: quasi come i successi musicali del suo protagonista…

Find Me Falling – Un’isola dove innamorarsi, spiegazione del finale: la canzone d’amore perfetta per vincere tutto

Netflix ha aggiunto Find Me Falling – Un’isola dove innamorarsi alla sua libreria il 19 luglio 2024. Diretto da Stelana Kliris, il film ha come protagonista Harry Connick Jr. nei panni di John, una famosa rockstar di New York che viene a Cipro per prendersi una pausa dalla musica, ma il destino ha in serbo per John qualcosa di meglio. A Cipro, incontra la ragazza della spiaggia Sia (interpretata da Agni Scott) dopo decenni, e anche sua figlia Melina (interpretata da Ali Fumiko Whitney) per la prima volta. Il film si conclude con la canzone inedita di John Find Me Falling – Un’isola dove innamorarsi che riunisce finalmente la famiglia.

Il testo di Find Me Falling – Un’isola dove innamorarsi non solo dimostra a Sia che John vuole stare con lei e che la ama ancora, ma spinge anche Melina a intraprendere il cammino verso la tanto attesa fama.

Il finale di Find Me Falling spiegato

Find Me Falling - Un'isola dove innamorarsi

John incontra Melina per la prima volta

Il film inizia con John Allman, un famoso musicista di New York che è venuto a Cipro per prendersi una pausa dalla sua carriera musicale.

John ha comprato la casa sbagliata vicino a una scogliera a Cipro, che è un luogo di suicidio. John cerca di costruire una recinzione intorno alla scogliera per impedire altri suicidi. A Cipro incontra per la prima volta Melina, che viene a consegnargli la spesa. Lei dice a John che ha bisogno di una nuova amante per imparare una nuova lingua.

John si riunisce con Sia e incontra di nuovo Melina

John incontra Sia a una festa dopo decenni John incontra Manoli, l’agente di polizia, che sembra colpito da lui dopo che ha impedito a una signora di suicidarsi. Più tardi, quella sera, Manoli porta John a una festa a Cipro, dove incontra nuovamente Melina. Mentre Manoli presenta John ai suoi ospiti alla festa, John incontra Sia, la ragazza sulla spiaggia, che l’ha lasciata e la stessa ragazza che è rimasta indietro.

Mentre John chiama la ragazza del suo colpo una ragazza immaginaria, sa che sta mentendo a se stesso e a Sia.Presto, quando John sta per andarsene, Sia corre da lui e lo ferma. I due si baciano e passano la notte insieme, rievocando vecchi ricordi e ricordando come John pronunciasse erroneamente il suo nome Athanasia come Euthanasia. La stessa sera Sia chiede a John perché è tornato, ma John non risponde: Sia pensa che la musica sia l’amore della sua vita. I due innamorati parlano poi dei motivi per cui non si sono ancora sposati. John rivela di non aver trovato la persona giusta e Sia sostiene la stessa cosa.

La mattina dopo, John vibra ancora una volta con la ragazza della drogheria Melina. Le rivela di aver incontrato la ragazza sulla spiaggia prima di ottenere tutta la fama. John rivela anche che Sia (la ragazza sulla spiaggia) lo amava per quello che era. Poco dopo, John imbraccia la chitarra e canta per la prima volta Find Me Falling, su richiesta di Melina.

Il primo appuntamento

Il primo caotico appuntamento John non è ancora a conoscenza della figlia di Sia, Melina. Melina, che si è recata a casa di John per consegnare la spesa, convince John a prendere la sua chitarra e a suonare qualche canzone, dopodiché cucinerà la cena per lui e il suo accompagnatore.Tuttavia, Sia si presenta in anticipo all’appuntamento mentre Melina è ancora a casa di John. Anche la sorella di Manoli arriva nello stesso momento, mandando all’aria l’appuntamento di John, poiché c’è una confusione totale tra le tre donne e John che si trovano sotto lo stesso tetto.

Melina è la figlia di Sia e John. Sia dice a John che era persino andata a New York per parlargli di Melina anni fa, ma vedendo lo stile di vita da rockstar di John e tutte le ragazze che lo circondavano per la sua fama, non gli aveva detto di Melina. Aggiunge che in precedenza aveva detto a Melina che suo padre era solo la sua scappatella estiva.

Si torna al bar con grandi rivelazioni

John crea una scena al bar Ancora una volta, John, Sia e Melina sono tutti sotto lo stesso tetto.

Find Me Falling - Un'isola dove innamorarsi film

Melina canta la canzone di John The Girl on the Beach davanti agli ospiti e a Sia. John è inebetito quando prende il microfono e rivela a tutti i presenti al bar il segreto della figlia; ora Melina sa di essere la figlia di John e Sia. Quando il segreto dei geni canori di Melina viene finalmente svelato, Sia cerca di spiegare a Melina come le rockstar non siano dei buoni padri. Tuttavia, Melina non è d’accordo con Sia. Vuole che lei dia una possibilità a John, cosa che non ha mai fatto in passato. Più tardi nel film, John riceve una telefonata dal suo produttore che gli dice come la sua nuova canzone possa fargli riguadagnare tutta la fama, e forse essere il prossimo successo in classifica.

John fa ancora una volta il salvatore

John salva Anna John salva una ragazza incinta dal suicidio e la fa stare a casa sua mentre lei rivela di non avere un posto dove andare. Mentre lei dorme sul divano, John veglia su di lei. La mattina dopo, mentre entrambi fanno colazione, la ragazza parla della sua vita e sembra anche incuriosita dal tatuaggio di John athanasia. Più tardi, John va a lasciarla a casa e scopre che è Anna, la figlia di Manoli. Anna rivela come John le abbia salvato la vita, ma Manoli definisce il nipote non ancora nato una catastrofe. Mentre la madre accoglie la figlia, Manoli continua a maledirla. Presto la scena si sposta su Anna che è in travaglio. Sia, che è un medico, fa nascere il bambino.

John decide di lasciare Sia ancora una volta

John dice a Sia di averla lasciata. Quando John si reca in ospedale per incontrare Manoli e Co, vi trova Sia. Qui John rivela a Sia che presto se ne andrà. Parla anche della sua grande opportunità a New York, con il suo nuovo album. Sia non è contenta della sua decisione. Più tardi, la scena si sposta su John che tiene in braccio il nipotino di Manoli che ora porta il suo nome.Più tardi, John rompe la recinzione e, mentre il sole splende, va da Melina. Si scusa con lei e le dice che non sa come può diventare un buon padre durante la notte, ma ci proverà. John canta una canzone d’amore greca per Sia John cerca di impressionare Sia John va fuori dalla finestra di Sia e canta una canzone d’amore greca, la stessa che Melina aveva cantato nel bar prima. Melina si unisce a lui per impressionare Sia insieme.

Sia finalmente si impressiona, pronta a perdonare John, che l’aveva umiliata davanti a tutti al bar e aveva anche abbandonato lei e la figlia non ancora nata l’ultima volta. A questo punto, sembra che la loro storia d’amore abbia una fine perfetta. Tuttavia, Sia impedisce alle sue emozioni di aprire la porta e di ricongiungersi con John. John è deluso per il suo tentativo fallito. Consegna a Melina la trascrizione della sua canzone inedita Find Me Falling e se ne va. Più tardi Sia rivela a Melina come non creda che John sia cambiato, anche se ha aspettato una vita e attraversato un oceano, finché Melina non le consegna il testo di Find Me Falling.

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Credit Netflix

Sia torna da John La mattina dopo, Sia va a casa di John e i due si ricongiungono finalmente con un bacio infinito. Il film si conclude con la fama di Melina che registra Find Me Falling in studio per la prima volta nella sua carriera musicale. John e Sia la chiamano su Facebook e le rivelano quanto amano la sua nuova canzone. Il film si conclude con John, Sia e Manoli che festeggiano.

La canzone di John Find Me Falling non solo lo riunisce a Sia, ma lo rende anche un padre perfetto per Manila. Melina registra Find Me Falling in uno studio di New York Con la lontananza di John per i primi anni, Manila non aveva nessuno che guidasse la sua carriera musicale e Sia non aveva nessuno che la amasse. Con John tornato sull’isola senza alcuna speranza di ricongiungersi con la sua ragazza sulla spiaggia, alla fine si ricongiunge con lei e la loro storia ha un finale perfetto. Il film si chiude con Sia e John finalmente insieme e Manila pronta a conquistare il mondo con la canzone del padre Find Me Falling. Find Me Falling è ora in streaming su Netflix

Fincher rifà Stieg Larsson

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Fincher rifà Stieg Larsson

David Fincher ha smentito di aver mai accettato di dirigere il film biografico su Bobby Fischer, ma ha invece ufficializzato che

Fincher e Walker per 20.000 leghe sotto i mari

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L’accoppiata vincente che diede vita a Seven, tra il regista David Fincher e lo sceneggiatore Kevin Walker potrebbe riformarsi in occasione del nuovo adattamento cinematografico del capolavoro di Giulio Verne. Del progetto si parla da tempo, ma i passi in avanti non sono stati molti: diversi sono stati gli scrittori presi in esame, ma Fincher non sembra essere stato convinto fino in fondo di nessuna delle possibilità valutate: per questo, si sarebbe pensato a Walker (che negli ultimi anni ha sceneggiato, tra gli altri Sleepy Hollow e The Wolfman), riformando il team che fu alle spalle del capolavoro con Pitt e Freeman: certo c’è da domandarsi come si troveranno i due a cooperare sulle avventure del Capitano Nemo & Co. a bordo del Nautilus, così lontane dal precedente thriller.

A produrre il film sarà la Disney, cui peraltro si deve il precedente adattamento del libro, negli anni ’50. Gli appassionati di Giulio Verne potrebbero  però dover pazientare: diversi sono infatti i progetti attualmente al vaglio di Fincher, fresco reduce dalla lavorazione di The Girl With The Dragon Tattoo, adattamento di Uomini che odiano le donne, primo capitolo della ‘Millennium Trilogy’ di Stieg Larsson.

Fonte: EMPIRE