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Viaggio a Tokyo recensione del film di Yasujiro Ozu

Viaggio a Tokyo recensione del film di Yasujiro Ozu

Viaggio a Tokyo – Shūkichi (Ryū Chishū) e Tomi (Higashiyama Chieko) lasciano la campagna di Onomichi per far visita ai figli a Tokyo. Arrivati nella grande metropoli, vengono accolti tiepidamente dai figli che, a fatica, sopportano la loro presenza.

Con un pretesto li mandano in una località turistica a passare il fine settimana. Solo la nuora Noriko, vedova da otto anni, li tratta con benevolenza e gentilezza. Alla fine saranno costretti a intraprendere il viaggio di ritorno verso casa.

Era il 3 novembre 1953 quando Viaggio a Tokyo usciva per la prima volta nei cinema giapponesi. Il 2015 è l’anno che riporta alla luce questa e altre cinque opere del geniale regista Ozu Yasujiro.

Restaurate e digitalizzate dalla major nipponica Shochiku, arrivano in Italia grazie alla Tucker Film. Un autore epocale, riportato nei cinema italiani a distanza di mezzo secolo perché, come disse Wim Wenders “mai prima di lui e mai dopo di lui il cinema è stato così prossimo alla sua essenza e al suo scopo ultimo”.

Viaggio a Tokyo recensione del film di Yasujiro Ozu

Un soggetto all’apparenza banale, uno stile essenziale. Sulla scia dei film del cosiddetto genere shomingeki, dedicato alla rappresentazione realistica e quotidiana delle classi popolari, allora specialità della Shochiku, proprio per questo convinta alla produzione del film.

Esaltata dalla capacità registica di Ozu, proprio l’essenzialità dell’opera ne fa una delle cose più vere e commoventi mai portate sullo schermo cinematografico.

Viaggio a Tokyo è vita vera, perciò così capace di toccare quei frammenti di esistenza che ognuno porta addosso. Così abile nel trasportare lo spettatore accanto ai visi bonari dei due anziani protagonisti, grazie all’utilizzo di camera fatto da Ozu, che la pone centralmente e in basso, proprio lì dove i personaggi usano riunirsi, inginocchiati l’uno di fronte all’altro.

Una storia familiare, che racconta l’incomunicabilità tra genitori e figli, sempre più acuita dal cambiamento dei giovani che crescono, dallo scorrere del tempo, che i long-take rappresentano così nitidamente sullo schermo.

Viaggio a TokyoViaggio a Tokyo è, a tutti gli effetti, la rappresentazione del Giappone del dopoguerra. Le nuove generazioni così poco attente ai genitori e alle tradizioni, trasformate dal trasferimento dalla campagna alla metropoli.

Un passaggio dalla semplicità alla corsa allo sviluppo, dall’umanità alla disumanizzazione dei rapporti, tipica della realtà urbana.

Il viaggio è il modo degli anziani Shūkichi e Tomi di tirare le somme della propria esistenza, di osservare il distacco dei figli, senza mai dare giudizi di valore. La gentilezza della figlia più giovane, Kyōko, e della nuora Noriko sono le ultime tracce di umanità che il nuovo Giappone sembra aver preservato.

Viaggio a Tokyo è il canto della solitudine, dello scorrere del tempo, della vita e della morte. Ozu, nonostante il toccante finale, non trasforma il film in un dramma, ma in un delicato racconto con venature da commedia. Il nuovo Giappone non ha più tempo per le tradizioni, è frenetico, disumano, egoista. Eppure esistono ancora anime candide come quelle di Kyōko e Noriko. Il mutamento è la chiave. Il tempo scorre e le persone, come la società, cambiano inesorabilmente, nel bene o nel male.

Viaggi nel tempo, 10 dettagli che i film sbagliano sempre

Viaggi nel tempo, 10 dettagli che i film sbagliano sempre

Sebbene sia una delle idee più popolari della fantascienza, i film sbagliano molti dettagli sui viaggi nel tempo. Non è mai esistito un esempio reale di viaggio nel tempo, almeno non uno che sia stato confermato all’unanimità dalla comunità fisica internazionale. Ci sono film sui viaggi nel tempo che hanno effettivamente senso da un punto di vista scientifico, ma sono molto più numerosi quelli che non ne hanno. I film che riescono a far funzionare bene questo tipo di espediente aprono la strada al pubblico per una migliore comprensione della scienza complessa, ma per il pubblico che vuole capire meglio il tropo più popolare della fantascienza, vale allora la pena di vedere cosa sbagliano sempre la maggior parte dei film.

La separazione di spazio e tempo

I film sui viaggi nel tempo non sempre tengono conto della relazione tra tempo e spazio. Tuttavia, la maggior parte degli scienziati concorda con la teoria della relatività di Albert Einstein, uno dei cui principi fondamentali è che lo spaziotempo esiste come variabile inseparabile. Ad esempio, poiché la macchina del tempo di Doc Brown in Ritorno al futuro ha solo le coordinate temporali, Marty non sarebbe stato trasportato nello stesso luogo in cui la DeLorean ha funzionato per la prima volta. Marty sarebbe invece finito nel vuoto dello spazio, poiché la Terra si sarebbe trovata in una posizione completamente diversa della galassia, decenni dopo.

Come le macchine del tempo possono potenzialmente funzionare

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In genere i fisici prendono sul serio solo due metodi teorici di viaggio nel tempo: il viaggio più veloce della luce (FTL) e l’utilizzo di wormhole o buchi neri. Tuttavia, questo aspetto è spesso ignorato dalla maggior parte delle macchine del tempo cinematografiche, il cui funzionamento interno è generalmente lasciato all’immaginazione degli spettatori. Ciò risale al romanzo di H.G. Wells del 1895 La macchina del tempo, accreditato per aver reso popolare l’idea di una macchina che può permettere a una persona di tornare volontariamente indietro o avanti nel tempo.

I wormhole/buchi neri come portali verso dimensioni diverse

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In Interstellar, Cooper attraversa un buco nero e raggiunge uno strano luogo in cui il tempo è rappresentato da stanze compartimentate. Nel frattempo, Event Horizon immagina come l’attraversamento di un wormhole possa non solo portare all’inferno, ma anche causare echi casuali del passato. In teoria, tuttavia, se i wormhole esistono – e se è possibile viaggiare nello spazio attraverso i buchi neri – è probabile che portino a un altro punto definito dello spaziotempo. Detto questo, anche se il modo in cui funzionano i buchi neri e i wormhole è una delle cose che i film sbagliano sempre sui viaggi nel tempo, l’elemento di fantasia delle diverse dimensioni è un ottimo elemento cinematografico.

I loop temporali diventano scientificamente plausibili

Edge of Tomorrow, Looper, 12 Monkeys, Source Code e Groundhog Day sono solo alcuni dei film che presentano i loop temporali nelle loro trame. La popolarità dei loop temporali ne fa una delle cose più comuni che i film sbagliano sui viaggi nel tempo. Come spiega Stephen Hawking nella sua teoria delle congetture sulla protezione cronologica, “le leggi della fisica non consentono la comparsa di curve temporali chiuse“. Il discorso del loop temporale è più una svolta narrativa del classico viaggio nel tempo che una vera e propria teoria scientifica. Forse sono più implausibili del viaggio nel tempo stesso, ma i loop temporali rimangono efficaci espedienti narrativi.

L’iperguida non tiene conto della dilatazione temporale

snowspeeder in star wars

Basata su motori a curvatura teorici, l’iperguida nei film di Star Wars spiega perché il viaggio FTL è possibile nella galassia. Tuttavia, nessuno dei film di Star Wars ha mai spiegato come questo possa portare al viaggio nel tempo o alla dilatazione temporale. Da un lato, dato che questi film non prevedono viaggi nel tempo, è possibile che l’FTL non provochi distorsioni temporali. Inoltre, dato che la fisica in Star Wars sembra funzionare come nel mondo reale, l’FTL dovrebbe almeno causare dilatazioni temporali degne di nota.

L’esistenza dei tachioni

trailer

I film di Star Trek collegano quasi sempre gli eventi di viaggio nel tempo all’esistenza dei tachioni, che nel mondo reale sono particelle teoriche che esistono solo a velocità FTL e sono quindi potenzialmente in grado di viaggiare nel tempo. Anche il film Land of the Lost prevede un “amplificatore di tachioni” che trasporta l’utente in un punto apparentemente diverso dello spazio e del tempo. Sebbene sia divertente immaginare l’esistenza di tali particelle, i tachioni provengono esclusivamente dall’immaginazione del fisico e autore di divulgazione scientifica Gerald Feinberg. Inoltre, non sono stati condotti esperimenti in grado di dimostrare l’esistenza dei tachioni nel mondo reale.

I viaggi nel tempo non esistono ancora

 

Tecnicamente parlando, viaggiare nel tempo a velocità inusuali avviene già. Gli astronauti e i satelliti in orbita viaggiano già nel tempo millisecondi più lentamente delle persone sulla Terra, perché si muovono a velocità molto più elevate. Un altro esempio è il modo in cui guardare le stelle attraverso i telescopi è tecnicamente un modo di guardare indietro nel tempo: il risultato è che la luce impiega il suo tempo per viaggiare attraverso le grandi distanze tra i corpi celesti. Anche nei film di fantascienza che affrontano correttamente il tema del viaggio nel tempo, è molto raro che vengano affrontate queste nozioni scientifiche di base relative al tempo spaziale, anche se potrebbero aiutare in modo significativo gli spettatori a capire come sia possibile viaggiare nel tempo.

Un paradosso temporale distruggerebbe l’universo

Avengers Endgame Scott Cassie Lang MCU

Da The Flash e Ritorno al futuro ad Avengers: Endgame, gli scienziati dei film che infrangono le regole del viaggio nel tempo hanno messo in guardia gli aspiranti viaggiatori dagli infiniti pericoli che si corrono modificando il continuum spazio-temporale, il cui apice è la distruzione dell’universo stesso. Come nel caso dei loop temporali o di qualsiasi altro paradosso che comporti una distorsione temporale, non esiste una vera e propria teoria, nemmeno nella fisica quantistica, che indichi che i paradossi causino effetti così apocalittici. I paradossi temporali e i loro effetti devastanti sono più che altro esperimenti di pensiero creativo, non concetti supportati dalla scienza.

Viaggi ad alta velocità che coinvolgono un diverso piano fisico di realtà

Regno Quantico

La maggior parte delle versioni del viaggio FTL prevede un regno in cui il tempo è un po’ strano, come l’iperspazio di Star Wars, la rete miceliale di Star Trek o il Regno Quantico del MCU. La “strada” del viaggio nel tempo si trasforma in un altro piano fisico di esistenza. Tuttavia, questo suggerisce che il viaggio nel tempo è possibile solo in una dimensione diversa con regole fisiche diverse, anche se questi film hanno apparentemente una fisica simile a quella del mondo reale. Sebbene il viaggio alla velocità della luce possa teoricamente trasportare qualcuno all’indietro nello spaziotempo, non ci sono teorie che sostengano come il viaggio FTL possa in qualche modo portare a una realtà diversa al di fuori dell’universo conosciuto.

Persone inspiegabilmente sopravvissute a velocità FTL

Contact trama viaggi nel tempo

Persino film acclamati dalla critica come Interstellar e Contact non riescono a spiegare come le persone che viaggiano in FTL – oltre 670.000.000 di miglia all’ora – sopravvivano all’accelerazione. Mentre il viaggio nel tempo attraverso l’FTL è teoricamente possibile, ciò che è impossibile è che gli esseri umani sopravvivano inspiegabilmente alle forze causate dall’accelerazione a velocità in pochi secondi. I moderni aerei a reazione, che accelerano a oltre 4.000 miglia orarie in meno di un minuto, sottopongono i piloti di caccia a importanti addestramenti attraverso tute specializzate.

ViaEmiliaDocFest: Voci e colori dell’Africa in Les Fleurs A’ la fenetre di Giovanni Princigalli!

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Intervista esclusiva a Giovanni Princigalli regista di Les fleurs à la fenetre in concorso al primo festival italiano online del cinema documentario, visibile su www.viaemiliadocfest.tv Con Les fleurs à la fenetre Giovanni Princigalli, documentarista pugliese ma residente a Montereal da diversi anni,

Via libera al Lego su grande schermo

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Tanta carne al fuoco Phil Lord e Chris Miller, registi del remake cinematografico della serie 21 Jump Street: i due stanno già lavorando sull’adamento del romanzo Carter beats the devil; tuttavia, nella loro agenda di impegni è entrato un progetto ben più ambizioso e per certi versi folle: una pellicola che dovrebbe portare sul grande schermo i celebri mattoncini della Lego.

I due ne hanno parlato in una recente intervista: Lord ha affermato che la fonte d’ispirazione per il progetto è arrivata dai tanti video in stop motion che affollano la rete realizzati coi Lego che riproducono scene di film o celebri video musicali; l’idea è stata: perché non provare a fare qualcosa del genere, ma al cinema e con milioni di dollari a disposizione? Chris Miller ha aggiunto che nel progetto verrà coinvolto anche il popolo degli appassionati. Il film sarà realizzato per lo più in CGI: realizzarlo in stop – motion utilizzando ogni volta veri mattoncini, avrebbe richiesto miliardi di dollari… Tuttavia, potrebbero essere comunque presenti sequenze in stop motion, e comunque l’effetto finale sarà molto vicino a  all’aspetto dei veri mattoncini. L’uscita del film, ancora senza titolo,  è prevista nel 2014.

Fonte: Empire

Via dalla pazza folla: Thomas Vinterberg dirige Mulligan e Schoenaerts

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Thomas Vinterberg dirige Carey Mulligan e Matthias Schoenarts in Via dalla pazza folla, tratto dall’opera di Thomas Hardy. Se ne parlava da tempo e arriva l’annuncio ufficiale: oggi sono cominciate le riprese di Via dalla pazza folla, il nuovo film diretto da Thomas Vinterberg tratto dal celebre romanzo di Thomas Hardy.

L’acclamato regista de Il Sospetto (Palma d’oro a Mads Mikkelsen a Cannes 2012) dirige un ricco cast che vede Carey Mulligan (Il Grande Gatsby, Drive) nei panni della protagonista. Il cast maschile include invece Matthias Schoenaerts (Un sapore di ruggine e ossa, Blood Ties), Michael Scheen (Midnight in Paris, Frost/Nixon) e Tom Sturridge (On the Road). Completa il cast Juno Temple (Il Cavaliere Oscuro – Il Ritorno).

La sceneggiatura del film è stata scritta da David Nicholls (One Day). Le riprese si svolgeranno a Londra e nel Dorset, Oxfordshire e Buckinghamshire.

A proposito della pellicola, Vinterberg ha dichiarato: “Sono felicissimo di lavorare con DNA, Fox Searchlight e un cast e una crew talentuosi in Via dalla pazza folla. Per me è un privilegio portare sul grande schermo un’opera straordinaria della letteratura inglese“.

Via dalla pazza folla racconta la storia di Bathsheba Everdene (Mulligan), una donna bellissima, testarda e indipendente corteggiata da tre uomini: Gabriel Oak (Schoenaerts), un giovane pastore, Frank Troy (Sturridge), un affascinante sergente, e William Boldwood (Sheen), un proprietario terriero.

Nella troupe tecnica del film, troviamo Charlotte Bruss Christensen (Il Sospetto) alla fotografia, lo scenografo Kave Quinn (The Woman in Black) e la costumista Janet Patterson (Lezioni di Piano, Bright Star).

Fonte: CS

Via dalla pazza folla: prime foto ufficiali

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Via dalla pazza folla: prime foto ufficiali

Ecco le prime foto ufficiali di Via dalla pazza folla, il nuovo film di Thomas Vinterberg con Carey Mulligan e Matthias Schoenarts tratto dal romanzo di Thomas Hardy.

Qualche settimana fa, vi abbiamo annunciato l’inizio delle riprese di Via dalla pazza folla diretto da Thomas Vinterberg (Il Sospetto). Mentre continuano le riprese del film, Empire ha pubblicato le prime foto ufficiali della pellicola tratta dal romanzo di Thomas Hardy. Le foto ci mostrano la protagonista Carey Mulligan e due dei suoi corteggiatori, ossia il pastore interpretato da Matthias Schoenaerts e l’ufficiale interpretato da Tom Sturridge.

Nel cast del film, anche Michael Sheen e Juno Temple.

Via dalla pazza folla racconta la storia di Bathsheba Everdene (Mulligan), una donna bellissima, testarda e indipendente corteggiata da tre uomini: Gabriel Oak (Schoenaerts), un giovane pastore, Frank Troy (Sturridge), un affascinante sergente, e William Boldwood (Sheen), un proprietario terriero.

Via dalla pazza folla: libro, trama e cast del film con Carey Mulligan

Il regista danese Thomas Vinterberg si è negli anni affermato come uno dei maggiori autori cinematografici europei attualmente in attività. Con gli ultimi suoi film, come Il sospetto, Kursk e Un altro giro, ha guadagnato sempre più onori fino ad essere attualmente nominato come miglior regista ai premi Oscar. Tra i suoi titoli più apprezzati si colloca anche Via dalla pazza folla, diretto nel 2015 e basato sull’omonimo romanzo dello scrittore britannico Thomas Hardy. Da qui prende dunque un dramma in costume, all’interno del quale si ritrovano però sentimenti e tematiche universali, che ancora oggi riescono a raccontare l’essere umano e i suoi tormenti.

Il film, scritto da David Nicholls, è il quarto adattamento cinematografico del romanzo. Vinterberg ha però apportato il suo personale tocco alla vicenda, rielaborando alcune scene e aggiungendone di nuove che permettono di approfondire determinate tematiche. Per lui si è trattato inoltre del secondo film in lingua inglese dopo Dear Wendy, del 2005. Al momento della sua uscita, Via dalla pazza folla si è poi affermato come un nuovo successo per il danese. Non solo il film ha riscontrato buoni incassi in tutto il mondo, ma ha anche ricevuto grandi lodi da parte della critica, che lo indica come il miglior adattamento del romanzo.

Sono infatti tanti gli elementi che impreziosiscono il film, dalla regia di Vinterberg al cast di grandi attori, dalle ricostruzioni storiche agli struggenti e appassionanti temi. Per tutti gli amanti del genere, si tratta di un’opera decisamente imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Via dalla pazza folla: la trama del film

La vicenda si svolge in Inghilterra, in piena epoca vittoriana. Protagonista del film è la giovane orfana Bathsheba Everdene, la quale si trova ad ereditare la fattoria del defunto zio. Rimboccandosi le maniche, la giovane non si perde d’animo e riesce a sfruttare quell’occasione per diventare economicamente indipendente. Così facendo, però, attira su di sé le attenzioni di tre pretendenti, i quali da subito manifestano il grande desiderio di sposarla. Il primo di questi è Gabriel Oak, il quale dopo essere caduto in rovina svolge ora alcuni impieghi proprio presso i possedimenti di Bathsheba.

Il secondo corteggiatore è invece William Boldwood, ricco scapolo i cui possedimenti confinano con quelli della protagonista. Entrambi gli uomini si propongono alla giovane, che però rifiuta poiché non si sente adatta per il matrimonio, a causa del suo carattere dirompente. L’unico che riesce però a convincerla a dar vita ad un matrimonio è l’attraente soldato Frank Troy. Ben presto, però, la donna si troverà a dover fare i conti con aspetti del neo marito che non immaginava. Ciò la porterà a riconsiderare l’amore che credeva di provare, e a confonderle ancor di più le idee vi sarà la presenza continua di Oak e Boldwood.

Via dalla pazza folla cast

Via dalla pazza folla: il cast del film

Per scegliere l’attrice giusta per il ruolo di Bathsheba Everdene sono bastate a Vinterberg dieci pagine di sceneggiatura. Dopo aver letto queste, infatti, si rese conto che l’unica interprete in grado di dar vita alla sensibilità della protagonista sarebbe stata Carey Mulligan. Attratta dalla forza del personaggio, questa si disse da subito disponibile a partecipare al progetto. La sua interpretazione è stata poi particolarmente apprezzata e giudicata come la migliore tra quelle dei vari adattamenti del romanzo. Accanto a lei, nei panni del pretendente William Boldwood vi è invece il noto attore Michael Sheen, mentre il soldato Frank Troy ha il volto di Tom Sturridge.

Per il personaggio di Gabriel Oak, da Vinterberg giudicato importantissimo, si ricercò a lungo il giusto interprete. Fu soltanto dopo che la Mulligan vide Matthias Schoenaerts recitare in Un sapore di ruggine e ossa che espresse il desiderio di recitare con lui. Vinterberg incontrò così l’attore belga, rimanendo impressionato dalla sua sincerità e dalla sua conoscenza del personaggio. Infine, sono presenti anche le attrici Juno Temple nei panni di Fanny Robin e Jessica Barden in quelli di Liddy. Tutto il cast, inoltre, si è sottoposto a diverse attività per apprendere la vita da fattoria. Schoenaerts, in particolare, ha imparato quanto c’era da sapere sulle pecore, dal come tosarle a come lavarle.

Via dalla pazza folla: il finale, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Nell’approcciarsi all’adattamento del romanzo, Vinterberg era inizialmente intenzionato a cambiare il finale del racconto. Come da lui dichiarato, il suo desiderio era di far salire Oak sulla nave che lo avrebbe portato in America, separandolo dunque irreparabilmente da Bathsheba. I produttori si opposero però a questo cambiamento, e il regista comprese di non poter stravolgere fino a quel punto il racconto. Ha tuttavia reso il finale molto più complesso, facendo sì che entrambi i personaggi si guadagnassero il loro ricongiungimento, comprendendo l’importanza della devozione che provavano l’un l’altro. Attraverso la conclusione realizzata, Vinterberg ha così potuto mostrare come essere indipendenti non significa non lasciarsi andare all’amore.

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Via dalla pazza folla è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 15 aprile alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.

Fonte: IMDb

Via dalla pazza folla primo trailer italiano

Via dalla pazza folla primo trailer italiano

via dalla pazza follaGuarda il primo trailer italiano di Via dalla pazza folla, l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Thomas Hardy.

La 20 Century Fox ha rilasciato il primo trailer italiano di Via dalla pazza folla (Far From The Madding Crowd), l’attesa pellicola diretta da Thomas Vinterberg (Il Sospetto) che racconta la storia di Bathsheba Everdene (Carey Mulligan), una donna forte e indipendente dell’Inghilterra vittoriana contesa da tre uomini: il pastore Gabriel Oak (Matthias Schoenaerts), il fittavolo William Boldwood (Michael Sheen) e il sergente Frank Troy (Tom Sturridge).

Ecco il trailer italiano, accompagnato dalle splendide note di “Let no man steal your thyme” cantata da Carey Mulligan e Michael Sheen.

Via dalla pazza folla uscirà in Italia il 17 settembre 2015. Il cast del film scritto da David Nicholls include anche Juno Temple e Jessica Barden.

Via dall’incubo: la spiegazione del finale del film

Via dall’incubo: la spiegazione del finale del film

Diretto da Michael AptedVia dall’incubo (il cui titolo originale è Enough) è un film thriller d’azione uscito nel 2002. Scritto da Nicholas Kazan, questo è basato sul romanzo del 1998 “Black and Blue” di Anna Quindlen. Protagonista è Jennifer Lopez nei panni di Slim, una donna sposata che vive una relazione violenta con il marito Mitch. Tuttavia, quando Slim si rende conto fino a che punto è disposto ad arrivare il marito, decide di fuggire dalla sua morsa insieme alla figlia piccola. Ne consegue un gioco al gatto e al topo tra marito e moglie. Se vi state chiedendo come andrà a finire la lotta di Slim per liberarsi dagli abusi di Mitch, ecco tutto quello che c’è da sapere sul finale del film.

La trama di Via dall’incubo

Via dall’incubo segue dunque le vicende di Slim, una cameriera in una tavola calda di Los Angeles. Un giorno, Slim viene molestata da un cliente che cerca di sedurla. Tuttavia, Mitch Hiller, un altro cliente della tavola calda, interviene e la salva. Da quel momento, Slim e Mitch iniziano a frequentarsi, per poi sposarsi e avere una figlia piccola di nome Gracie. La famiglia vive poi felicemente insieme fino a quando Slim scopre il segreto di Mitch, ovvero che la tradisce.

Quando lei lo affronta riguardo alla sua infedeltà e minaccia di lasciarlo, Mitch esclama che è lui il capofamiglia, giustificando le sue azioni. Slim è devastata dalla reazione del marito, che diventa anche fisicamente e verbalmente violento nei confronti della donna e si rifiuta di porre fine alla sua relazione. Mitch minaccia anche Slim di intraprendere un’azione legale se lei cercherà di lasciarlo. Lei cade dunque in depressione e confida le sue difficoltà alla madre di Mitch. Tuttavia, la signora Hiller insinua che la colpa degli abusi sia di Slim.

Dopo aver capito che non riceverà alcun aiuto dalla signora Hiller, Slim si confida con la sua migliore amica Ginny. Lei la incoraggia a sporgere denuncia contro Mitch. Di conseguenza, Slim va alla polizia e spiega di essere vittima di violenza domestica. Tuttavia, l’agente di polizia non riesce a garantire a Slim che sarà protetta legalmente dal marito se sporge denuncia. Slim, dunque, si scoraggia e torna a casa, dove Mitch la maltratta nuovamente.

Jennifer Lopez e Billy Campbell in Via dall'incubo
Jennifer Lopez e Billy Campbell in Via dall’incubo © 2002 Columbia Pictures Industries

L’uomo rivela inoltre di essere a conoscenza delle conversazioni di Slim con sua madre e picchia ulteriormente la moglie per aver agito alle sue spalle. Slim capisce che ormai non può più vivere con Mitch perché mette a repentaglio la sicurezza di sua figlia. Quindi, con l’aiuto delle sue amiche, pianifica di fuggire con Gracie. Tuttavia, Mitch scopre il loro piano e intrappola Slim e Gracie in casa. Alla fine, le due escogitano un piano e riescono a fuggire, recandosi a Seattle, dove trovano rifugio presso un vecchio amico di Slim, Joe.

Joe aiuta dunque Slim e la figlia a nascondersi da Mitch. Tuttavia, l’FBI si presenta a casa di lui e le cerca. I due agenti si rivelano degli impostori, che iniziano a maltrattare Joe. Slim e Gracie fuggono quindi dall’appartamento di Joe, ma non hanno un posto dove andare. Di conseguenza, Slim rintraccia Jupiter, il padre da cui si era allontanata, che sostiene di non essere a conoscenza della sua esistenza. Tuttavia, quando Jupiter viene a sapere della minaccia alla vita di Slim e Gracie, usa la sua ricchezza per aiutarle a scomparire. Mentre Mitch cerca freneticamente Slim e Gracie, loro iniziano una nuova vita lontano dal suo comportamento distruttivo con nuove identità.

La spiegazione del finale: Mitch trova Slim e Gracie?

Per gran parte del film, Slim è dunque costretta a fuggire con sua figlia Gracie. Le situazioni in cui Slim si trova si aggravano sempre più e diventano pericolose man mano che Mitch la insegue. Alla fine, Slim trova un po’ di tregua quando incontra Jupiter. Anche se Jupiter rifiuta di riconoscere Slim come sua figlia, capisce che la sua vita è in pericolo. Pertanto, aiuta Slim a proteggere se stessa e sua figlia. Con l’aiuto del padre, Slim ottiene abbastanza soldi e risorse per iniziare una nuova vita sotto l’identità di Erin Ann Shleeter. Tuttavia, un giorno Slim incontra Joe, permettendo a Mitch di rintracciarla.

Alla fine, Mitch e Slim si ritrovano così faccia a faccia e la nuova identità di quest’ultima viene smascherata. Tuttavia, Slim riesce a fuggire ancora una volta. L’interazione di Slim con Mitch le fa capire che non può più fuggire dal marito violento. Pertanto, decide finalmente di prendere in mano la situazione. Sebbene Mitch riesca a rintracciare Slim e sua figlia, lei decide di reagire. Quindi, manda Gracie in un luogo sicuro e, con l’aiuto di Jupiter, elabora un piano per vendicarsi del marito.

Jennifer Lopez e Bruce A. Young in Via dall'incubo
Jennifer Lopez e Bruce A. Young in Via dall’incubo © 2002 Columbia Pictures Industries

Slim capisce infatti che deve affrontare il suo aggressore invece di nascondersi dal problema. Inoltre, è motivata dal desiderio di proteggere sua figlia. Sa che non può proteggere legalmente Gracie se la questione finisce in tribunale. Alla fine, non ha altra scelta che vendicarsi di Mitch, che continua a perseguire lei e Gracie senza pietà. D’altra parte, l’uomo è motivato dal suo comportamento egoistico, poiché si rifiuta di permettere a Slim di portargli via sua figlia. Ben presto, la donna inizia ad allenarsi nelle arti marziali per proteggere se stessa e sua figlia dal comportamento violento e dal tormento costante di Mitch.

Slim uccide Mitch?

Slim, dunque, inizia ad allenarsi nella forma di arte marziale conosciuta come Krav Maga, utilizzata principalmente per l’autodifesa. Mentre si allena per aumentare la sua abilità fisica nel combattimento, lavora anche tatticamente per superare in astuzia Mitch. Con l’aiuto di Jupiter, assume una donna che le assomiglia. Slim usa quindi la sua sosia per ingannare Mitch e fargli credere di sapere dove si trova. Tuttavia, sta segretamente complottando per eliminare il marito violento. Durante il climax, Slim usa quindi le sue nuove abilità per introdursi nella casa di Mitch e aspetta l’occasione giusta per disarmarlo.

Nel frattempo, blocca anche il suo telefono e gli lascia una lettera. Nella lettera, afferma di essere disposta a negoziare con lui e a discutere della custodia condivisa della loro figlia. Nel frattempo, Mitch continua la sua relazione extraconiugale e non mostra alcun segno di rimorso per aver abusato fisicamente e verbalmente di sua moglie. Quando torna a casa, Slim lo affronta ma si rifiuta di attaccarlo apertamente. Tuttavia, Mitch insulta Slim per il fatto di essere una donna e si rifiuta di credere che lei possa batterlo in un combattimento leale.

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Jennifer Lopez e Billy Campbell in Via dall’incubo © 2002 Columbia Pictures Industries

Ha quindi luogo il tanto atteso scontro tra Mitch e Slim. Slim picchia Mitch e lo punisce per averla maltrattata e sottovalutata. Tuttavia, nonostante tutto il dolore e le sofferenze che Mitch le ha causato, Slim non riesce a ucciderlo. Di conseguenza, Slim diventa emotivamente vulnerabile e contempla l’idea di risparmiare Mitch. In quel momento, però, Mitch approfitta della situazione e attacca Slim. Di conseguenza, Slim è costretta a calciare Mitch dal secondo piano, causandone la morte.

Alla fine, Slim uccide dunque Mitch e la sua morte viene giudicata come legittima difesa. La donna si ricongiunge con Gracie e finalmente sono libere dal tormento dell’uomo. Il finale dà forza a Slim, che da semplice donna incapace di opporsi al marito diventa una donna disposta ad affrontare il proprio trauma e a superarlo. Le azioni di Slim sono giustificate dal fatto che i suoi innumerevoli tentativi di fuggire da Mitch falliscono uno dopo l’altro. Pertanto, non ha altra scelta che combattere Mitch. Alla fine, ottiene il suo lieto fine con Gracie e il film si conclude con la madre e la figlia che guardano con speranza al futuro.

Cosa ci lascia il film Via dall’incubo?

Via dall’incubo non è solo un thriller d’azione, ma una riflessione sulla resilienza e sul potere trasformativo della consapevolezza. Il film ci lascia con una domanda cruciale: fino a che punto può spingersi una donna per proteggere sé stessa e sua figlia? Slim rappresenta tutte quelle persone che, soffocate dalla violenza domestica e dall’indifferenza istituzionale, scelgono di non essere più vittime. Il suo percorso da preda a combattente ci ricorda che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la decisione di affrontarla. Il film ci parla di autodeterminazione, giustizia personale e della forza dell’amore materno come ultima risorsa per sopravvivere.

Via dall’incubo: dal cast alle differenze con il libro, tutte le curiosità sul film

Nota come una delle celebrità più poliedriche del panorama statunitense, Jennifer Lopez è stata anche protagonista di film di vario genere e di buon successo. Tra questi si annoverano titoli come Le ragazza di Wall Street, Ricomincio da me, Il ragazzo della porta accanto e Shall We Dance?. Prima di tutti questi vi è però stato il thriller Via dall’incubo, diretto nel 2002 da Michael Apted, regista noto per film come La ragazza di Nashville, Occhi nelle tenebre e Le cronache di Narnia – Il viaggio del veliero. Scritto da Nicholas Kazan, il film in questione ha permesso alla Lopez di affermarsi come attrice drammatica e ricca di carisma.

Il film è l’adattamento cinematografico di Black and Blue, un romanzo scritto da Anna Quindlen nel 1998 e divenuto uno dei best seller assoluti del momento. All’interno di questo racconto si sviluppano una serie di temi ancora oggi particolarmente attuali. Il tutto ruota intorno ad una donna succube che decide di riprendere in mano la propria vita rispondendo ai soprusi del marito. Il film si concentra così sugli aspetti peggiori della figura maschile, comunque non generalizzata. Ne nasce un’opera che mira all’emancipazione e anche ancora oggi è in grado di insegnare molto a riguardo.

Forse un po’ dimenticato, si tratta di un titolo che meriterebbe di essere riportato in auge, anche alla luce della recente scomparsa del suo regista. Tra colpi di scena e tanta tensione, non mancherà di attrarre i fan del genere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle differenze con il libro. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Jennifer Lopez e Billy Campbell in Via dall'incubo
Jennifer Lopez e Billy Campbell in Via dall’incubo © 2002 Columbia Pictures Industries

La trama di Via dall’incubo

Protagonista del film è Slim, una giovane cameriera in una tavola calda di Los Angeles. Proprio sul luogo di lavoro, la ragazza incontra un giorno il ricco e affascinante Mitch, dal quale rimane subito stregata. In breve i due intraprendono una relazione che li porta nel giro di breve a sposarsi e a dare alla luce una figlia Gracie. Gli spensierati anni che Slim ha passato insieme al marito vengono però irrimediabilmente macchiati dalla scoperta dei molteplici tradimenti di lui. Nel tentativo di riaffermare la propria dignità, Slim decide di chiedere il divorzio, andando però incontro ad una reazione inaspettata.

Mitch, infatti, si dimostra violento come non mai, arrivando a colpirla e a negarle quanto lei chiede. Dal suo punto di vista, Slim è di sua proprietà. Da quel momento la donna si ritrova a vivere un vero e proprio incubo. Nonostante il suo tentativo di fuga insieme alla figlia, verrà continuamente rintracciata da Mitch, ormai più folle che mai. Slim comprende allora che l’unico modo per uscire da quella situazione non è scappare, ma contrattaccare. Inizia così ad apprendere l’uso delle arti marziali, in attesa di scontrarsi nuovamente con il suo inseguitore.

Il cast del film

Per il ruolo di Slim era inizialmente stata considerata l’attrice Sandra Bullock. Tuttavia, i produttori finirono con lo scegliere Jennifer Lopez. Il regista si disse piuttosto preoccupato di questa scelta, essendosi imbattuto in voci che descrivevano la cantante e attrice come una diva particolarmente autoritaria. Tali pettegolezzi si rivelarono però infondati nel momento in cui la Lopez si dimostrò completamente disponibile al dialogo e pronta a intraprendere anche azioni complesse per il suo personaggio. L’attrice, inoltre, si impegnò nell’imparare a praticare l’arte del krav maga. Tali allenamenti le permisero di sfoggiare poi una buona preparazione fisica nelle scene che richiedevano scontri fisici.

Via dall'incubo cast

Nei panni della figlia Gracie vi è l’attrice Tessa Allen, qui al suo debutto cinematografico. Oggi la Allen è nota in particolare per le serie Providence e General Hospital. Billy Campbell, noto anche per i film Le avventure di Rocketeer e Dracula di Bram Stoker, interpreta qui il marito violento Mitch. Juliette Lewis, attrice affermatasi negli anni Novanta per i film Cape Fear e Assassini nati – Natural Born Killers, è invece presente nel ruolo di Ginny, migliore amica di Slim. Dan Futterman è Joe, ex ragazzo di Slim, mentre Fred Ward è il padre della protagonista. L’attrice Janet Carroll compare invece nel ruolo della madre di Mitch.

Le differenze tra il libro e il film

Come anticipato, Via dall’incubo è liberamente tratto dal romanzo Black and Blue di Anna Quindlen, ma il film del 2002 si prende numerose libertà narrative rispetto alla fonte letteraria. La differenza più evidente sta nel tono e nel genere: mentre il romanzo è un dramma psicologico incentrato sul trauma emotivo e sulla ricostruzione interiore della protagonista Fran (questo il nome della protagonista nel libro), il film punta sul ritmo incalzante del thriller d’azione, trasformando Slim in una sorta di eroina determinata a vendicarsi. Dove il libro esplora la dimensione dell’abuso con delicatezza e introspezione, il film opta per un arco narrativo di empowerment più spettacolare, culminando in un confronto fisico tra vittima e carnefice.

Anche i personaggi subiscono cambiamenti significativi. Fran, nel romanzo, si trasferisce in una nuova città con il figlio (invece della figlia del film) e vive nel terrore costante di essere ritrovata dal marito, costruendo una nuova identità fragile ma dignitosa. Slim, invece, è molto più proattiva: si allena, inganna il marito e, alla fine, lo affronta in un combattimento corpo a corpo. Inoltre, il film inserisce personaggi e situazioni inedite — come l’addestramento in Krav Maga o l’uso della sosia — che non compaiono nel libro. Queste differenze rendono il film più spettacolare, ma anche meno realistico e più distante dalla cruda verità emotiva raccontata da Quindlen.

Il trailer di Via dall’incubo e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Via dall’incubo è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV e Chili. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 14 luglio alle ore 21:25 sul canale Nove.

Fonte: IMDb

Via Col Vento: recensione film di Victor Fleming

Via Col Vento: recensione film di Victor Fleming

Via Col Vento è un film del 1939 diretto dal grande Victor Fleming che vede protagonisti Vivien Leigh, Clark Gable, Olivia de Havilland, Leslie Howard, Hattie McDaniel.

La trama del film Via col vento

Sud degli Stati Uniti alla vigilia dello scoppio della Guerra di Secessione. Due ricche e felici famiglie della Georgia: gli O’Hara e i Wilkes. La figlia maggiore degli O’Hara ama Ashley Wilkes, che però vuole sposare Melania Hamilton. Durante il ricevimento per l’annuncio delle nozze, nella tenuta dei Wilkes, Rossella parla con Ashley e gli dichiara il suo amore, ma questi non intende cambiare idea sul suo matrimonio.

Intanto si prepara la guerra, in cui si fronteggeranno due opposte visioni: i nordisti, che vogliono un’America industriale libera dalla schiavitù, e i sudisti, come le due famiglie protagoniste, che sulla schiavitù basano la loro fortuna, facendo coltivare proprio agli schiavi neri i loro campi di cotone. Ashley sposa Melania e Rossella per ripicca accetta di sposare il fratello di lei Carlo. Entrambi gli uomini partono per la guerra, mentre un altro personaggio conosciuto da Rossella a casa dei Wilkes accumula fortune durante il conflitto: lo scaltro Rhett Butler.

Durante la guerra Carlo muore e Rossella, rimasta vedova, raggiunge Melania e la zia ad Atlanta. Melania aspetta un bambino da Ashley e partorisce proprio quando la guerra volge a sfavore dei sudisti e i nordisti assediano la città. Appena dopo il parto, perciò, le due donne, con l’aiuto di Rhett Butler, fuggono da Atlanta per tornare nella tenuta degli O’Hara, Tara. Rhett, prima di lasciarle e arruolarsi, dichiara il suo amore a Rossella, la quale però lo respinge, perché ama ancora Ashley. A Tara, tutto è cambiato: la famiglia di Rossella distrutta, la miseria, la terra incolta. Solo la schiava governante Mamy accoglie la padrona come un tempo. Rossella si fa coraggio e prendere le redini della proprietà, che con duro lavoro e fatica, assieme alle sorelle, riesce a rimettere in piedi, ma senza i fasti di un tempo.

A guerra finita, Ashley torna e resta a Tara con moglie e figlio, collaborando alla gestione della tenuta. Bisognosa di denaro per pagare le nuove tasse, Rossella non trova di meglio che “rubare” il fidanzato alla sorella Susele e sposarlo non solo per i soldi, ma anche per convincerlo ad aprire una segheria, che poi gestirà lei stessa e che farà la sua fortuna. La donna infatti è ossessionata dal desiderio di ricchezza e non si fa scrupolo di fare affari anche coi nordisti. Alla morte del secondo marito, Rossella si ritrova sola e accetta così finalmente la proposta di matrimonio di Rhett. I due hanno una figlia, Diletta. Ma Rossella non sembra essere una buona madre, inoltre Rhett, il cui amore è sincero, si accorge che lei non ha ancora dimenticato Ashley ed è sempre più infastidito dalla volubilità della donna. Quando Diletta muore in un incidente, i rapporti tra i due s’incrinano definitivamente. Solo dopo la morte di Melania, quando Ashley ammette di aver sempre amato solo sua moglie, Rossella si accorge di aver inseguito un’illusione e scopre che il suo unico sentimento reale è quello nei confronti di Rhett. Nonostante lui l’abbia lasciata, lei non si perde d’animo e si ripromette di tornare a casa, a Tara, e di riconquistarlo.

Via col vento, il film dei record

Via col vento recensioneVia col vento  è senza dubbio il film dei record:  è una delle più grandi produzioni della sua epoca, ad opera di David O. Selznick – che volle portare sullo schermo il romanzo omonimo di Margaret Mitchell – nonché il film che ha incassato di più in assoluto (è stato scalzato dalla vetta solo nel 2010 da Avatar) e la prima pellicola che spopolò in tutto il mondo.

Da record anche la durata di Via col vento: quasi quattro ore. O. Selznick chiamò a dirigerlo Victor Fleming, ma alla regia lavorarono anche George Cukor e Sam Wood. Il cast vanta una star come Clark Gable tra i protagonisti e Vivien Leigh, già attrice di teatro, che proprio con la sua complessa e intensa interpretazione di Rossella vinse il suo primo Oscar e raggiunse la fama internazionale. A renderlo di indubbio fascino sono poi i temi: da un lato la storia coinvolgente dell’eroina romantica, coraggiosa, bella e capricciosa che è Rossella.

Una ragazza e una donna che vive del suo amore ideale per un uomo, ma che al tempo stesso non si tira indietro di fronte alle difficoltà concrete della vita, che affronta con coraggio la guerra, la fatica, il duro lavoro, che con la sua indipendenza e spregiudicatezza, inusuali per l’epoca, dirige proficuamente un’azienda. Un’eroina anche cinica, egoista e ipocrita, che paga alla fine questa sua indole con la solitudine e l’abbandono. Personaggio sfaccettato di non facile catalogazione, cui Vivien Leigh sa dare corpo in maniera egregia, come farà spesso nella sua carriera trovandosi alle prese con ruoli complessi. Senza dimenticare, poi, il grande affresco storico creato dal regista e fortemente voluto dal produttore, il cui intento era quello di non relegare quest’elemento a mero sfondo.

durata di Via col vento

E dunque l’America lacerata dalla guerra di secessione, un paese ridotto alla fame e a un cumulo di macerie da una guerra civile. A questo proposito, è vero che Via col vento evoca spesso nostalgicamente il vecchio sud prebellico (e dunque anche schiavista) e i suoi valori, primo tra tutti il forte legame con la propria terra, più volte ribadito. Tuttavia, per contro assistiamo all’emergere sulla scena proprio degli schiavi che cessano di essere tali, e assumono un ruolo tutt’altro che secondario nella narrazione. Emblematico in proposito il personaggio di Mamy, che ha le fattezze, la vitalità e l’efficacia di Hattie McDaniel e che è stata tra i premiati con l’Oscar per la sua interpretazione.

Altro punto di forza di Via col vento è poi il bilanciamento tra le componenti: quella sentimentale e melodrammatica è certamente assai rilevante – legata al tema dell’amore, della guerra e delle sue conseguenze – ma accanto ad essa troviamo quella realistica e pragmatica e anche quella ironica e sarcastica, affidata principalmente alle pungenti battute di Rhett (Clark Gable), che svelano l’ipocrisia di Rossella, e guardano con disincanto al mondo. Tra queste, l’ultima da lui pronunciata è celeberrima: quel “Francamente, me ne infischio.” con cui lascia, forse per sempre, una Rossella disperata. Ma come suo costume, la protagonista non si perde d’animo, ribadendo la perseveranza e l’incrollabile determinazione che l’hanno sempre contraddistinta nell’altrettanto celeberrimo: “E troverò un modo per riconquistarlo. Dopotutto, domani è un altro giorno!”.

La pellicola resta perciò una delle più famose di tutti i tempi, nonché delle più premiate. Ha infatti al suo attivo ben nove statuette, tra cui: miglior film, regia, attrice protagonista Vivien Leigh, attrice non protagonista appunto la McDaniel, sceneggiatura, montaggio. In Italia, Via col vento arrivò solo nel 1948.

Via Col Vento: HBO Max ritira momentaneamente il film dal catalogo

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A meno di due settimane dal lancio, HBO Max ha rimosso Via Col Vento dalla sua offerta di streaming. È una mossa che sicuramente non passa inosservata, data la popolarità e lo status del film, il più alto incasso della storia del cinema con l’adeguamento dell’inflazione.

HBO Max ha diffuso un comunicato che dice:

Via Col Vento è un prodotto del suo tempo e raffigura alcuni dei pregiudizi etnici e razziali che, purtroppo, sono stati all’ordine del giorno nella società americana. Queste rappresentazioni razziste erano sbagliate allora e lo sono oggi, e abbiamo ritenuto che mantenere questo titolo senza una spiegazione e una denuncia di quelle rappresentazioni sarebbe irresponsabile.

Queste rappresentazioni sono certamente in contrasto con i valori di WarnerMedia, quindi quando restituiremo il film a HBO Max, tornerà con una discussione sul suo contesto storico e una denuncia di quelle stesse rappresentazioni, ma sarà presentato come è stato originariamente creato, perché altrimenti sarebbe lo stesso che affermare che questi pregiudizi non sono mai esistiti. Se vogliamo creare un futuro più giusto, equo e inclusivo, dobbiamo prima riconoscere e comprendere la nostra storia.

Lunedì, lo sceneggiatore e regista John Ridley (12 anni schiavo), vincitore del premio Oscar, ha chiesto la rimozione del film da HBO Max, dicendo “Non si tratta solo di “non essere all’altezza” per quanto riguarda la rappresentazione. È un film che glorifica il sud del periodo precedente alla guerra. È un film che, quando non ignora del tutto gli orrori della schiavitù, si sofferma su alcuni degli stereotipi più dolorosi delle persone di colore.”

In effetti, il film del 1939 non sta invecchiando bene in un’era di proteste contro la brutalità della polizia e l’ingiustizia razziale. L’epopea della Guerra Civile ambientata nel Sud degli Stati Uniti ritrae gli schiavi per lo più felici della loro sorte e fedeli ai loro proprietari fino alla fine. Riduce anche – se non elimina del tutto – gli orrori della schiavitù, romanticizzando la sofferenza della protagonista, Rossella O’Hara, interpretata da Vivien Leigh, prima, durante e dopo la guerra civile.

Continua Ridley: “È un film che romanticizza la Confederazione in un modo che continua a dare legittimità all’idea che il movimento secessionista fosse qualcosa di più, o meglio, più nobile di quello che era – una sanguinosa insurrezione per mantenere il “diritto” di possedere, vendere e comprare esseri umani.”

Via Col Vento ha vinto 8 Oscar competitivi, incluso il primo Oscar mai assegnato a una persona di colore. Quella statua è andata a Hattie McDaniel per il suo ruolo della fedele schiava domestica Mammie. È stato anche premiato come Miglior film; Miglior regista; Migliore attrice protagonista; Miglior sceneggiatura; Migliore fotografia, colore; Miglior montaggio cinematografico e Migliore direzione artistica. L’AFI ha classificato Gone With the Wind come il quarto miglior film mai realizzato nella sua lista dei 100 migliori film di tutti i tempi.

Fonte: Deadline

Via col vento: grandi attori celebrano le migliori battute – VIDEO

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Arriva da W Megazine un video con 29 attori che celebrano un classico intramontabile del cinema, Via col vento. Nel video star del cinema del calibro di Cate Blanchett, Bryan Cranston, Kristen Wiig, Samuel L. Jackson, Eddie Redmayne, Amy Schumer, Charlize Theronrifanno Rossella O’Hara (Vivien Leigh) e Rhett Butler (Clarke Gable) nelle migliori frasi del film:

https://www.youtube.com/watch?v=uFW2bmReOq0

Via col vento: 10 cose che non sai sul film

Via col vento: 10 cose che non sai sul film

Se c’è un film iconico e che ha fatto la storia del cinema, quello è Via col vento. Ormai sono passati 80 anni dalla sua realizzazione, ma ad ogni proiezione non li dimostra mai, lasciando il pubblico sempre di stucco.

Di questo film non si ricorda solo la storia, tratta dall’omonimo libro di Margaret Mitchell, ma anche gli attori che ne hanno fatto parte e tutte le vicende nate dietro le quinte. Ecco, allora, dieci cose da sapere su Via col vento.

Via col vento film

via col vento

1. La prima scena ad essere girata è stata la fuga da Atlanta. Sebbene Via col vento inizi con la presentazione dei personaggi, le prime riprese in assoluto sono state dedicate alla scena della fuga da Atlanta. Per dare un insieme realistico del fuoco e delle fiamme che avvolgono Atlanta, si decise di bruciare molti set precedenti, tra cui quello di Il giardino di Allah (1936) e di King Kong (1933). Data l’unicità del momento, si decise di riprendere il più possibile su pellicola, realizzando quasi 2 ore di girato.

2. Max Steiner ha avuto solo tre mesi per comporre la colonna sonora. La colonna sonora è un elemento importantissimo e di gran sostegno per Via col vento. Tuttavia, per realizzarla, il Max Steiner ebbe solo tre mesi, considerato che il 1939 è stato un anno molto intenso per lui (solo per quell’anno compose musica per ben 12 film). Per poter rispettare le consegne, Steiner si mise a lavorare per venti ore al giorno filate, prendendo delle pillole di Benzedrine per poter stare sveglio. Con quasi tre ore di musica composta, la colonna sonora di Via col vento è una delle più lunghe mai realizzate.

3. Il film ha avuto diversi registi. David O. Selznick fu l’indiscusso produttore del film e, in un certo senso, anche un po’ regista. Pare, infatti, che il tycoon fosse solito ad invadere il set, ad obbligare registi, sceneggiatori e persino gli attori a fare le cose in una certa maniera (cioè alla sua). Sin dall’inizio, l’accordo era quello di avere alla regia del film George Cukor, con cui aveva realizzato tutta la pre-produzione, ma dopo tre settimane il regista venne licenziato da Selznick. Al suo posto, egli chiamo Victor Fleming, che arrivò ad avere un esaurimento nervoso perché di giorno era in cabina di regia, di notte montava Il mago di Oz e in tutto l’insieme Selznick si intrometteva. Presosi una vacanza da tutto, venne chiamato Sam Wood, anch’egli cacciato e sostituito dallo scenografo William Cameron Menzies, in attesa che Fleming tornasse.

Via col vento libro

4. Margaret Mitchell venne chiamata per dare critiche alla produzione. Lo stesso produttore David O. Selznick si mise ad implorare la scrittrice del romanzo, Margaret Mitchell, di poter dare qualche suggerimento in merito alla produzione del film, per evitare che, anche scenograficamente, non si discostasse troppo dall’ideale del libro. La stessa autrice, persona molto riservata e sulle sue, si mise a dare qualche consiglio in merito al design del modello di Tara, che però venne ignorata. Da quell’esperienza, decise di non collaborare più, rifiutando ogni commento su qualsiasi aspetto della produzione.

5. I personaggi del libro sono basati su conoscenti dell’autrice. Sembra che i personaggi appartenenti al libro di Via col vento siano stati basati su conoscenti di Margaret Mitchell. Nella fattispecie, Ashley Wilkes si basava su un cugino dell’autrice, tale John “Doc” Holliday, mentre Melania era basata su un terzo cugino e la cugina e amica intima di Doc, Mattie “Sister Melanie” Holliday.

6. Da Via col vento sono stati realizzati altri due libri. Quando nel 1936 uscì il libro di Via col vento, Margaret Mitchell divenne subito famosa insieme al suo romanzo, tanto da far precipitare David O. Selznick ad acquistarne subito i diritti, ma non solo. Infatti, da questo romanzo sono stati scritti Rossella nel 1991, da Alexandra Ripley, idealizzato come un possibile seguito – che ha avuto anche un adattamento televisivo con la miniserie del 1994 -, mentre, nel 2008, lo scrittore Donald McCaig ha scritto Il mondo di Rhett. Il ritorno di Via col vento, ovvero la storia narrata dal punto di vista di Rhett Butler.

Via col vento cast

via col vento

7. Vivien Leigh venne pagata meno di Clark Gable. Vivien Leigh è la colonna portante del film, un’attrice dal talento indiscutibile e dalla bellezza eterea e unica, come la Rossella del libro da cui il film è tratto. Nonostante fosse lei la protagonista e che abbia recitato più di tutti, lavorando per 125 giorni, ricevette uno stipendio di soli 25 mila dollari, mentre Clark Gable, pur lavorando 71 giorni, ne guadagnò 120 mila.

8. Olivia de Havilland ha visitato un ospedale. Per poter dare un tocco di realismo in più al personaggio di Melania Hamilton, Olivia de Havilland decise di andare a visitare un ospedale per capire qualcosa di più sulla maternità, dato che non aveva ancora avuto figli e avrebbe dovuto girare diverse scene, tra cui quella del parto.

9. Non tutti gli attori hanno amato i loro personaggi. Nonostante la notorietà e il gran successo del libro, non tutti gli attori di Via col vento hanno amato i loro personaggi, arrivando ad interpretarli anche solo per affari. Clark Gable, ad esempio, è stato indotto ad accettare il ruolo di Rhett Butler per poter divorziare dalla moglie e sposare Carole Lombard, mentre Rand Brooks – che ha interpretato il primo marito di Rossella, Carlo Hamilton – era un uomo d’affari e si era anche opposto dall’interpretare un personaggio da lui ritenuto schifoso. E, ancora, Leslie Howard si sentiva troppo vecchio per vestire i panni di Ashley Wilkes, lamentandosi del fatto che i suoi costumi lo facevano sentire come un “portiere fatato”, mentre la stessa Butterfly McQueen, che interpretava Prissy, non apprezzava lo stereotipo negativo del suo personaggio.

Via col vento frasi

Sono moltissime le frasi di Via col vento che sono rimaste nell’immaginario collettivo, tanto da essere ancora citate numerose volte sin dal 1939, anno di realizzazione del film. Eccone alcune:

  • Dopotutto, domani è un altro giorno. (Rossella O’Hara)
  • Francamente, me ne infischio. (Rhett Butler)
  • Quello che uomini dire e quello che uomini pensare essere due cose, e a me non parere che lui avere chiesto di sposarti. (Mami)
  • Trai la forza da questa terra, da Tara, Rossella. Tu ne sei parte ed essa è parte di te. (Rhett Butler)
  • Ne ho abbastanza di tutto. Cerco la pace. Vedrò se la vita può darmi ancora un po’ di serenità e di dolcezza.

Via col vento streaming

10. Via col vento si trova su diverse piattaforme streaming. Pur essendo un film del 1939, Via con vento è ancora oggi un film molto richiesto ed è possibile rivederlo, o approcciarsi per la prima volta ad esso, grazie alle piattaforme digitali di Rakuten Tv, Chili, Google Play, iTunes e TimVision.

Fonti: IMDb

Via Castellana Bandiera: recensione del film di Emma Dante

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Via Castellana Bandiera: recensione del film di Emma Dante

E’ una delle figure più note del nostro teatro e passando al cinema Emma Dante ha scavalcato la staccionata che la teneva relegata nelle tre pareti del palcoscenico. Via Castellana Bandiera, opera prima dell’attrice che dirige ed interpreta il film, offre una fotografia colorita e caratteristica di uno spaccato di vita italiana, quella vita che sembra sepolta sotto la polvere delle stradine di paese e che invece pullula di animosità e di fervente voglia di vivere.

Una famiglia palermitana è di ritorno dalla spiaggia, al volante c’è nonna Samira (Elena Cotta). Rosa (Emma Dante), palermitana di nascita è scappata dal suo paese, torna per accompagnare la compagna Clara (Alba Rohrwacher) ad un matrimonio. Le due automobili che trasportano un retaggio così diverso eppure accomunato dalle stesse radici isolane si trovano faccia a faccia in una stretta via, Via Castellana Bandiera appunto, e nessuna delle due donne al volante, Rosa da un lato e nonna Samira dall’altro, vuole cedere il passo. Da questo incrocio fortuito nasce una querelle che ci offre la possibilità di dare uno sguardo da vicino ad un mondo che sembrava essere sparito.

Via Castellana Bandiera, tra semplicità e grandi protagoniste

Via Castellana Bandiera è un film semplice, fatto da grandi protagoniste e straordinari comprimari, che permettono alla storia di strizzare l’occhio a quel neorealismo degli anni ’50 che ormai non c’è più. Una storia banale raccontata con un occhio che appare tutt’altro inesperto del racconto cinematografico e che pur non rientrando in quella perfezione tecnica che i puristi della macchina da presa apprezzano, riesce a puntare il suo sguardo esattamente dove deve essere, funzionando in ogni suo meccanismo.

Alba Rohrwacher non sembra (stranamente) a suo agio, mentre le due protagoniste ingaggiano un duello eccezionale di bravura, riproponendo campi e controcampi strettissimi di sguardi carichi di astio, testardaggine e una immotivata ostilità che però costituisce tutto il senso del film. Elena Cotta, ad 82 anni al suo migliore ruolo cinematografico dopo una vita di teatro, si trova davanti una sfida che ogni attore di qualità vorrebbe affrontare, ovvero portare avanti un film recitando solo con lo sguardo (a lei solo tre parole in tutto il film). La Cotta è emozionante ed inquietante allo stesso tempo, assurgendo a vera protagonista del film, conservando un alone di mistero, proprio delle cose (e delle persone) antiche.

Presentato in concorso alla 70esima edizione del Festival di Venezia, Via Castellana Bandiera è il film che non ti aspetti, una preziosa fotografia del quotidiano, un ritratto veritiero e affascinante di un mondo che sembra non esserci più.

Vi presento Toni Erdmann recensione del film di Maren Ade

Vi presento Toni Erdmann recensione del film di Maren Ade

Arriva il 2 marzo al cinema Vi presento Toni Erdmann, nuovo film di Maren Ade.

Insegnante di musica eccentrico ed originale, Winfried (Peter Simonischek) rimane senza studenti e senza l’affezionato cane Willi, morto di vecchiaia. Una fugace visita della figlia Ines (Sandra Huller), sfuggente donna in carriera e con la quale non ha dialogo, lo convince a partire per Bucarest, dove la ragazza lavora, per passare un po’ di tempo insieme. Dopo essere stato accolto con freddezza e fastidio dalla figlia, Winfried deciderà di rimanere a sua insaputa nella città rumena, ripresentandosi a lei e ai suoi colleghi sotto le mentite spoglie di Toni Erdmann, presunto quanto bizzarro uomo d’affari. Pur avendolo riconosciuto immediatamente, Ines si presta al gioco del padre che darà vita ad una serie di situazioni farsesche e comiche che aiuteranno padre e figlia a ritrovarsi più vicini.

Vi presento Toni Erdmann è una commedia tedesca diretta e co-prodotta da Maren Ade, regista che non ha una filmografia particolarmente corposa ma che con il suo secondo lungometraggio, Alle anderen, vinse ben due Orsi d’argento alla Berlinale 2009. Con questo suo ultimo lavoro, la Ade esplora e affronta i difficili rapporti filiali nella società moderna, la totale mancanza di dialogo tra un padre eccentrico ed una figlia presa unicamente dal proprio lavoro. Il film ruota tutto intorno al disperato tentativo di Winfried, di riportare un minimo di luce nella grigia vita della figlia che dietro ad un impiego importante e remunerativo, nasconde un’esistenza fatta di solitudine e rapporti vuoti e di convenienza. Con l’arma dell’ironia, Winfried tenterà di riavvicinarsi alla figlia facendole capire i veri valori della vita.

Toni Erdmann: Jack Nicholson protagonista del remake USA

Vi presento Toni Erdmann è un film difficilmente catalogabile in quanto non può essere considerato come una semplice commedia così come non è certo un film drammatico. Si ride è vero, ma sono quasi sempre risate amare, a mezza bocca, perchè il fondo di base è malinconico e triste, le pazzie di Winfried perseguono sempre lo stesso e disperato fine, riconquistare una figlia fredda e anafettiva. Un film che, in diverse sequenze, sconfina nel grottesco se non nel farsesco, con improvvise quanto incomprensibili cadute di stile. Lungo, troppo, e dal ritmo non sempre fluido e scorrevole, lunghi silenzi che vogliono raccontare l’incomunicabilità tra padre e figlia, ma con la sensazione finale che forse qualche taglio sarebbe stato necessario.

Vi presento Toni Erdmann è un film che nonostante alcune perplessità riesce a far sorridere così come a commuovere ma soprattutto a far riflettere sull’importanza di vivere la vita senza perdere di vista le cose che contano davvero, come gli affetti ed i legami veramente importanti. Molto bravi i due protagonisti,  Peter Simonischek e  Sandra Huller, cui interpretazioni sono intense e indubbiamente convincenti.

Vi presento Joe Black: la spiegazione del finale del film con Brad Pitt

Vi presento Joe Black è il film drammatico del 1998 dove si mescolano romanticismo e fantasy, diretto e prodotto da Martin Brest, con Brad PittAnthony Hopkins e Claire Forlani come protagonisti. Il film è liberamente basato sulla pellicola del 1934 Death Takes a Holiday, adattamento della commedia italiana del 1924 La morte in vacanza di Alberto Casella e in esso si esplorano argomenti come il significato della morte, della vita e di tutti i piaceri che essa può offrire a chi sa osservarli e coglierli. Per quanto non sia stato accolto in modo particolarmente positivo al momento della sua uscita, negli anni è divenuto un piccolo cult.

Cosa c’è da ricordare sulla trama di Vi presento Joe Black

Il miliardario Bill Parish (Anthony Hopkins) si sveglia una mattina con una voce che solo lui può sentire, che sussurra dolcemente una parola: “”. Mentre la figlia maggiore, Allison (Marcia Gay Harden), prepara una sontuosa festa per il suo 65° compleanno, Bill è sul punto di fondere la sua società di media con un altro conglomerato, guidato dal suo spietato luogotenente, Drew (Jake Webber). Drew è fidanzato con la figlia più giovane di Bill, la giovane dottoressa Susan (Claire Forlani), ma Bill ha dei dubbi sull’accordo. Incoraggia la figlia a tenere aperte le sue opzioni, perché, come le dice, non si sa mai quando può arrivare il fulmine.

Il colpo di fulmine avviene proprio quel giorno in una caffetteria, dove Susan incontra un affascinante giovane (Brad Pitt) appena arrivato in città. I due flirtano davanti a una tazza di caffè, ma l’uomo è così distratto che, mentre si separano, viene ucciso mentre attraversa la strada. La Morte decide allora di prendere il controllo del suo corpo e di usarlo per esplorare il mondo umano. Facendosi chiamare Joe Black, egli va a trovare Bill, che soffre di dolori al petto, e fa un patto con lui: ritarderà l’inevitabile morte del vecchio se questi accetterà di fargli fare un giro e di insegnargli la vita.

Vi presento Joe Black Brad Pitt Anthony Hopkins

La spiegazione del finale del film

Il giorno della sua festa di compleanno, Bill fa i conti con la sua morte imminente. Quello che non vuole accettare è il progetto di Joe di portare Susan nell’aldilà con lui. Joe gli dice che la questione non è in discussione e gli assicura che alla fine della serata Susan sarà passata all’aldilà con lui. Nel frattempo, Allison accetta di essere la seconda preferita del padre, dicendogli che, anche se lui ama chiaramente di più Susan, lei non ha mai voluto nulla da lui. Mentre la festa ha inizio, Quince, marito di Allison, esprime il rimorso per aver aiutato Drew a distruggere l’azienda di Bill.

Bill escogita però un piano per riprendere il controllo della Parrish Communications. Manda Quince a portare Drew alla festa e convoca il Consiglio di amministrazione per una riunione segreta in vivavoce.  Quando Drew arriva, Joe rivela la sua “vera” identità e la natura del suo rapporto con Bill: è un agente del fisco che ha reclutato Bill per aiutarlo a indagare sugli affari sporchi della società per la quale Drew ha fatto il doppio gioco. Il Consiglio di amministrazione vota per licenziare Drew, bloccare la fusione e reintegrare Bill come capo. Con la sua eredità professionale salvata, Bill si dedica nuovamente a salvare sua figlia sfruttando la ritrovata umanità di Joe.

Susan sa che Joe è la morte?

Essendosi innamorata di Joe, Susan è sconvolta dalla notizia che presto se ne andrà. Mentre ballano insieme alla festa, lei ricorda qualcosa di cui avevano discusso durante il loro primo incontro alla caffetteria (prima che la Morte prendesse il controllo del suo corpo): lui le aveva chiesto se c’era qualcosa di sbagliato nel fatto che un uomo volesse prendersi cura di una donna che si prende cura di lui, e lei gli aveva risposto che al giorno d’oggi avrebbe avuto difficoltà a incontrare una donna del genere. Ora, gli dice, lui ha incontrato quella donna, e lei sarà felice di partire con lui nonostante sappia ben poco di lui.

Vi presento Joe Black Claire Forlani Brad Pitt

Ben presto, però, guardando attentamente Joe negli occhi vede qualcuno che non riconosce. È quasi come se fosse un’altra persona, gli dice, e quando lui le chiede chi pensa che sia, lei esita e risponde: “Tu sei Joe”. Qualcosa nella sua voce indica che sa che non si tratta dello stesso uomo della caffetteria, anche se non è ancora chiaro se sappia o meno chi sia veramente. Più tardi, guarda Joe e Bill allontanarsi insieme e, quando Joe torna da solo, gli dice che avrebbe voluto conoscere suo padre. L’implicazione è chiara: Susan sa che Joe era la Morte e che la Morte ha reclamato il suo amato padre.

Joe restituisce il corpo?

A pensarci bene, uccidere un povero ragazzo ignaro è un modo orribile di iniziare la sua esplorazione sulla terra, ma d’altra parte la Morte non è mai stata famosa per la sua correttezza. Quando incontra Bill Parrish per la prima volta, il vecchio è incredulo che la Morte possa essere un ragazzo in giacca e cravatta. “Avevo bisogno di un corpo”, gli dice Morte, che fosse o meno il momento di andarsene. Cosa succede al ragazzo della caffetteria dopo che la Morte ha deciso di porre fine alla sua vacanza? Beh, si scopre che la Morte potrebbe aver maturato un po’ di coscienza durante la sua permanenza sulla Terra.

Dopo aver scortato Bill nell’altra vita, il giovane precedentemente conosciuto come Joe Black riemerge con un aspetto confuso e spettinato. Trova Susan e la riconosce come la bella donna a cui aveva offerto una tazza di caffè. Più parlano, più diventa chiaro che non ricorda nulla degli eventi degli ultimi giorni. In effetti, non ricorda nulla tra il primo incontro con Susan e il momento in cui l’ha rivista alla festa. Quello che sa è che è follemente innamorato di questa donna che ha incontrato una sola volta, e questo è sufficiente per lei. I due si tengono per mano e guardano i fuochi d’artificio esplodere davanti a loro prima di tornare alla festa e iniziare la loro vera vita insieme.

Vi presento Joe Black Brad Pitt

Cosa significa il finale di Vi presento Joe Black

Mentre Bill Parrish si prepara alla sua inevitabile morte, sale sul palco della sua festa di compleanno per quello che equivale a un discorso di addio. Dopo aver spento l’unica candelina in cima alla sua torta gigante, rivela alla folla il suo desiderio: “Che possiate avere una vita fortunata come la mia, in cui possiate svegliarvi una mattina e dire: “Non voglio più niente””. All’improvviso si acquieta e dice, quasi tra sé e sé: “65 anni… Non passano in un batter d’occhio?”.

Dopo aver condiviso un ballo d’addio con Susan, va da Joe per incontrare il suo destino e i due assistono allo spettacolo pirotecnico che segue. “È difficile lasciarsi andare, vero?”. Bill chiede a Joe. “Beh, è la vita. Cosa posso dirti?”. Mentre attraversano il ponte, Bill chiede a Joe se deve avere paura di ciò che lo aspetta dall’altra parte. “Non un uomo come te”, risponde Joe.

In questa manciata di scene, lo sceneggiatore Bo Goldman riassume la tesi di Vi presento Joe Black: la vita è breve ed è meglio goderne ogni secondo, perché può finire da un momento all’altro. Tuttavia, per quanto la morte sia spaventosa, è comunque una parte della vita e, in ultima analisi, la parte che rende le nostre vite degne di essere vissute. Non c’è dunque da stupirsi che la Morte stessa abbia difficoltà a tornare nell’aldilà, dopo aver goduto dei piaceri dell’amore, della famiglia e, naturalmente, del burro di arachidi.

Il trailer di Vi presento Joe Black e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di Vi presento Joe Black grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Netflix, Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 19 agosto alle ore 21:25 sul canale Rete 4.

Vi presento i nostri: trama, cast e curiosità sul film con Ben Stiller

Quando nel 2000 Ti presento i miei arrivò sul grande schermo, si rivelò un grandissimo successo al botteghino, riuscendo a proporre secondo schemi a dir poco esilaranti il più classico dei topoi cinematografici, ovvero il conflitto fra il futuro genero e il padre della sposa. Grazie soprattutto alla dicotomia tra Ben Stiller e Robert De Niro. Con il sequel Mi presenti i tuoi?si alzò poi il tiro con risultati altrettanto divertenti. Nel 2010, a dieci anni dal primo film, è infine stato realizzato l’ultimo capitolo della trilogia, Vi presento i nostri, diretto stavolta da Paul Weitz, regista dell’acclamatissimo American Pie.

Questo nuovo capitolo, come suggerisce anche il film, porta gli spettatori a conoscere ora la famiglia formata da Greg, Pam e i loro due gemelli. Allo stesso tempo, però, gli sceneggiatori Larry Stuckey e John Hamburg hanno descritto il film come un racconto che, in modo naturalmente comico, riflette anche su temi delicati come la morte, il divorzio e tutte quelle altre cose a cui si inizia a pensare una volta che si diventa più grandi. Tra graditi ritorni nel cast e nuovi volti, tra tanta comicità e buoni sentimenti, anche questo terzo film della serie si è poi affermato come un grande successo.

Pur non replicando lo stratosferico incasso del secondo film, che aveva superato i 500 milioni, Vi presento i nostri ha comunque raggiunto la considerevole cifra di 310 milioni di dollari. Per gli appassionati dei primi due film, anche questo terzo conclusivo risulta essere quanto mai imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Vi presento i nostri: la trama del film

Questo ultimo capitolo della trilogia racconta sposta l’attenzione sulla nuova famiglia di Greg Fotter, ormai da tempo sposato con la sua Pam e padre di due gemellini. Il suo più grande traguardo sembra però l’aver davvero conquistato definitivamente il rispetto del suocero ed ex agente della CIA Jack Byrnes. Questi lo ha infatti designato nuovo capo famiglia, rinominandolo Don Fotter. Grazie alle sue qualità, Greg è stato però notato anche dall’affascinante Andi Garcia, rappresentante di una casa farmaceutica, che lo vuole come testimonial del suo farmaco contro le disfunzioni sessuali.

La paura di non farcela a occuparsi economicamente della sua famiglia convince infine Greg a prestarsi come testimonial per il farmaco. Naturalmente, il suo avvicinarsi ad Andi diventa oggetto di sospetti da parte di Jack, che teme che Greg stia tradendo la figlia. L’incombente festa di compleanno per i 5 anni dei due gemellini si presenta come l’occasione che Jack stava aspettando da sempre per poter finalmente screditare il genero e riavvicinare la sua adorata figlia al perfetto e benestante ex fidanzato Kevin Rawley. Ancora una volta Greg dovrà dunque impegnarsi a dimostrare la sua innocenza, in un crescendo di imprevisti particolarmente comici.

Vi presento i nostri cast

Vi presento i nostri: il cast del film

Ancora una volta ad interpretare Greg Fotter vi è il popolare attore comico Ben Stiller. Come per il precedente film, egli fece scrivere per il suo personaggio una comicità verbale più che fisica, con la quale si sentiva più a suo agio. Stiller ebbe poi anche l’opportunità di improvvisare diverse scene, acquisendo così totale disinvoltura con il personaggio. Nei panni della sua fidanzata Pam vi è anche in questo caso l’attrice Teri Polo, mentre Blythe Danner riprende il ruolo di Dina Byrnes. L’attore Robert De Niro interpreta invece Jack Byrnes, un ruolo comico per cui si è preparato approfonditamente ricercando nuovi dettagli per caratterizzare il personaggio. Nel film è poi presente anche Owen Wilson, nei panni di Kevin Rawley, ex fidanzato di Pam particolarmente apprezzato dai genitori di lei.

Il personaggio di Bernie Fotter, il padre di Greg, era inizialmente assente dal film, poiché l’attore Dustin Hoffman si era dichiarato insoddisfatto della storia. Tuttavia, i produttori riuscirono ad arrivare ad un accordo con lui affinché apparisse in sei scene. Al momento dell’accordo, però, il film era già stato completato e si dovettero eseguire delle riprese aggiuntive. Nel film è poi presente anche Barbra Streisand, nuovamente nei panni di Rosalind Fotter, la madre di Greg. Laura Dern interpreta Prudence, la direttrice della scuola frequentata dai piccoli Fotter, mentre Jessica Alba è l’affascinante Andi Garcia. Nel film vi è poi il grande amico di De Niro, Harvey Keitel, nei panni del dottor Bob. Fu proprio De Niro a suggerire l’amico per il ruolo.

Vi presento i nostri: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Vi presento i nostri è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili, Google Play, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 9 dicembre alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

Fonte: IMDb

Vi presento i nostri: ritornano Stiller e De Niro

Vi presento i nostri: ritornano Stiller e De Niro

Durante le feste i cinepanettoni governano incontrastati nelle sale cinematografiche italiane, costringendo molti concorrenti d’oltre oceano ad arrivare con grande ritardo nel timore di restare schiacciati . “ Little Fockers “ appartiene alla grande categoria degli esclusi , avendo esordito in patria il 22 dicembre con 34 milioni di dollari per poi arrivare in Italia il 14 gennaio col titolo di “vi presento i nostri “; ciononostante, l’ultimo capitolo delle disavventure familiari di Greg Fotter può a ragione definirsi un cugino d’oltreoceano di Christian De Sica per temi intenzioni , forte dei grandi incassi e di un cast stellare che da tempo ha rinunciato a prendersi troppo sul serio . Sono passati dieci anni ormai da quando “ti presento i miei “ (meet the parents ) arrivò sul grande schermo rivelandosi un grandissimo successo al botteghino ( 330 milioni di dollari raccolti in tutto il mondo ) riuscendo a proporre secondo schemi a dir poco esilaranti il più classico dei topoi cinematografici ( storico conflitto fra il futuro genero e il padre della sposa sin dal primo incontro ) grazie  soprattutto alla dicotomia Ben StillerRobert De Niro , entrambi in grande forma anche se è quest’ultimo a stupire di certo con un lato comico assolutamente inedito . “mi presenti i tuoi “ alzò il tiro con risultati altrettanto divertenti , ammettendo nel clan Dustin Hoffman e Barbra Streisand nei panni dei genitori di Greg e incassando un totale di quasi 516.642.939 dollari .

Vi presento i nostriL’ultimo capitolo racconta sposta l’attenzione sulla nuova famiglia di Greg Fotter , ormai da tempo sposato con la sua Pam e padre di due gemellini che sembrava davvero aver conquistato definitivamente il rispetto del suocero ex agente della Cia Jack Byrnes . Quando la paura di non farcela a occuparsi della sua famiglia convince Greg a prestarsi a spacciare in nero un particolare farmaco illegale su consiglio della conturbante Andie , la festa di compleanno per i 5 anni dei gemellini si presenta come l’occasione che Jack stava aspettando da sempre per poter finalmente screditare il genero e riavvicinare la sua adorata figlia al perfetto e benestante ex fidanzato Kevin Rawley .

Vi presento i nostriLa saga familiare più redditizia degli ultimi anni si è dunque trovata a correre il rischio di una possibile stanchezza ,ma anche con difficoltà produttive di non poco conto : Jay Roach rimane in veste di produttore e lascia la regia a Paul Weisz , fratello buono di Chris , che con “about a boy “ e il sottovalutato “aiuto vampiro” aveva dimostrato non poche qualità , pur confrontandosi per la prima volta con una pellicola brillante ; il cast già stellare si arricchisce di altri volti indimenticabili (da Jessica Alba ad Harvey Keitel fino a Laura Dern ) e proprio l’esorbitante cache ha causato un curioso episodio che ha coinvolto uno dei suoi membri storici ; Dustin Hoffman , che incapace di arrivare a un accordo coi produttori aveva definitivamente lasciato il cast , è stato addirittura ripescato a pellicola ultimata a causa del cattivo esito di alcuni test screener : per soli 5 giorni di riprese e poche battute , la Paramount lo ha voluto alla modica cifra di 7 milioni e mezzo di dollari .

Inevitabile chiedersi quale possa essere stato il risultato e come quest’incursione improvvisa si sia potuta amalgamare con un prodotto ormai concluso : la critica in patria sembra unanime nel massacrare il film sotto tutti i punti di vista , con un misero 10 % sul noto sito di critica cinematografica “Rotten Tomatoes “ , nonostante gli accorati appelli dello stesso Robert De Niro che osanna la sua ultima fatica come un’opera genuina ,capace di far ridere e parodiare anche l’impossibile ( proprio quest’ultimo prenderebbe in giro addirittura” il padrino “, una delle sue cinematografiche più amate  ) senza volgarità . Possiamo sentirci di concordare col grande Robert? Solo una visione ce lo dirà .

Vi segnaliamo Trailer e Recesione in anteprima.

Vi presento i Nostri: recensione del film con Ben Stiller

Vi presento i Nostri: recensione del film con Ben Stiller

Arriva al cinema Vi presento i Nostri,  terzo capitolo per una della famiglie più conosciute degli ultimi anni al cinema. Ritornano dopo il sequel “Mi presenti i tuoi?” del fortunatissimo “Ti presento i miei”, e dal titolo fanno già intendere che hanno l’ambizione di dare continuità alla fortunata serie con questo: Vi presento i Nostri.

In questo ultimo episodio Vi presento i Nostri, ritroviamo Jack Byrnes (bravissimo Robert De niro) e Greg Focker (altrettanto bravo Ben Stiller) in un nuovo e tutto sommato simpatico duetto, alle prese però con problemi di relazione coniugale dopo l’arrivo dei piccoli due gemelli, oltre che ai problemi di salute del ex Agente CIA Jack Byrnes. Il film racconta le vicissitudini di una famiglia in crescita, rispettando i difetti oramai abitudinari di un Nonno troppo premuroso e ficcanaso e di un padre sotto pressione di fronte al suocero con il fiato sul collo. In più a fare da contorno c’è ormai l’età che incombe  sul povero De Niro, e spaventato da ciò mette alla prova Greg con l’intento di assegnarli dopo un test finale il titolo di futuro Patriarca della famiglia. Il film con pochissime difficoltà supera i primi venti minuti che fanno da intro agevolmente dando prova di uno spigliato senso dell’umorismo.

La regia di Paul Weitz, avvezzo al genere riesce a mantenere equilibrato un ritmo non troppo calzante che discretamente amalgama il tutto seppur mantenendo sempre qualche riserva. Tuttavia, il film non riesce ad eguagliare le vette di comicità del primo capitolo, ingabbiato forse nei continui e forse ormai spremuti caratteri dei personaggi. Forse il limite più grande per questa commedia è proprio quello di non dire altro di nuovo se non ripetere gli stessi tratti dei due precedenti film, forse un tantino meno pomposi ed esagerati della seconda puntata. Le novità sono poche e troppo marginali per poter dire la loro: come il personaggio di Jessica Alba, o quello di Laura Dern.

Anche la sceneggiatura sembra ingabbiata in questi caratteri, anche se in alcuni frangenti ci sono delle gag davvero divertenti come la scena di combattimento fra Jack e Greg, che fa il verso a Lo squalo con tanto di effetto vertigo sul volto di un Stiller spaventato dal De Niro in versione pescecane immerso in una piscina di palline gommose. Alla fine ci ritroviamo solo con i nonni, i figli e i nipoti. Ma tutto sommato, il film è molto piacevole e godibile, aiutato da un cast davvero eccezionale che da quel tocco in più alla vicenda e ne fa assaporare il gusto. Piacevoli anche Owen Wilson, Laura Dern e Jessica Alba. Quest’ultima nelle simpatiche vesti di una rappresentante farmaceutica che affascinerà il povero Greg e che di sicuro strapperà più di una risata alla platea.

Vi presento Christopher Robin: trailer del film con Margot Robbie

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Sarà nelle sale dal 3 gennaio, distribuito da 20th Century FoxVi presento Christopher Robin, l’emozionante pellicola diretta da Simon Curtis (MarilynWoman in Gold) che ha riportato sul grande schermo l’intima storia dello scrittore inglese A.A. Milne (interpretato da Domhnall Gleeson), e di suo figlio Christopher Robin (Will Tilston) i cui giocattoli hanno stimolato la fantasia e l’estro creativo del padre che per lui e poi per milioni di bambini ha dato vita all’animato e incantato mondo dell’orsetto Winnie the Pooh. 

La storia incantata del rapporto tra lo scrittore A.A. Milne, creatore di “Winnie the Pooh”, e suo figlio Christopher Robin dal 3 gennaio al cinema con 20th Century Fox 

Vi presento Christopher Robin Trailer 

https://www.youtube.com/watch?v=fVbfcuB0GSM&feature=youtu.be

La necessità di ripresa dopo il primo conflitto mondiale spinse molti lettori ad appassionarsi alle vicende incantevoli e piene di speranza racchiuse nei fantasiosi racconti di Milne, proprio il successo mondiale travolse l’intera famiglia di Christopher, tra cui la moglie Daphne (Margot Robbie) e la sua tata Olive (Kelly Macdonald), mettendo in discussione gli equilibri del piccolo e dei suoi cari.  

Dopo aver letto la sceneggiatura – scritta a quattro mani da Frank Cottrell e Boycesimon Vaughans – il regista Curtis ne è rimasto affascinato: “Il testo comprendeva tante questioni che mi stanno davvero a cuore: si parlava dell’essere genitori e di avere figli, e ancora di lasciarli andare. Era una storia che riguardava l’Inghilterra tra le due guerre, un momento così importante, e al tempo stesso l’atto di creazione di una delle storie più amate di sempre”. 

VHS retrò per i film moderni: cofanetti da collezione

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VHS retrò per i film moderni: cofanetti da collezione

Per la serie “cose fighissime” oggi vi segnaliamo questa splendida collezione dal gusto retrò di VHS che ci mostra come sarebbero state le cover di film moderni come The Revenant, Mad Max e molti altri.

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VFS Awards 2016: trionfano Star Wars e Mad Max

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VFS Awards 2016: trionfano Star Wars e Mad Max

Sono stati affegnati i VFS Awards 2016 (Visual Effects Society) e tra i film premiati spiccano, anche un po’ annunciati, i titoli di Star Wars il Risveglio della Forza e di Mad Max Fury Road, con Revenant Redivivo che pure ha fatto sentire la sua voce.

Ecco la lista completa dei vincitori:

Outstanding Visual Effects in a Photoreal Feature
“Star Wars: The Force Awakens”

Outstanding Supporting Visual Effects in a Photoreal Feature
“The Revenant”

Outstanding Visual Effects in an Animated Feature
“The Good Dinosaur”

Outstanding Visual Effects in a Real-Time Project
“The Order: 1886”

Outstanding Visual Effects in a Photoreal Episode
Game of Thrones” — “The Dance of Dragons”

Outstanding Visual Effects in a Commercial
SSE — “Pier”

Outstanding Visual Effects in a Special Venue Project
“Fast and Furious: Supercharged”

Outstanding Created Environment in a Photoreal Feature
“Star Wars: The Force Awakens” — Falcon Chase/Graveyard

Outstanding Supporting Visual Effects in a Photoreal Episode
“Vikings” — “To the Gates”

Outstanding Animated Performance in a Photoreal Feature
“The Revenant” — The Bear

Outstanding Animated Performance in an Animated Feature
“Inside Out” — Joy

Outstanding Created Environment in an Animated Feature
“The Good Dinosaur” — The Farm

Outstanding Animated Performance in an Episode, Commercial or Real-Time Project
SSE — “Pier” — Orangutan

Outstanding Created Environment in an Episode, Commercial or Real-Time Project
“Game of Thrones” — City of Volantis

Outstanding Virtual Cinematography in a Photoreal Project
“Star Wars: The Force Awakens” — Falcon Chase/Graveyard

Outstanding Effects Simulations in an Episode, Commercial or Real-Time Project
“Game of Thrones” — “Hardhome”

Outstanding Compositing in a Photoreal Feature
“The Revenant” — Bear Attack

Outstanding Models in a Photoreal or Animated Project
“Star Wars: The Force Awakens” — BB-8

Outstanding Effects Simulations in a Photoreal Feature
Mad Max: Fury Road” — Toxic Storm

Outstanding Compositing in a Photoreal Episode
“Game of Thrones” — “Hardhome”

Outstanding Effects Simulations in an Animated Feature
“The Good Dinosaur”

Outstanding Compositing in a Photoreal Commercial
SSE — “Pier”

Outstanding Visual Effects in a Student Project
“Citipati”

Visionary Award
Syd Mead

Lifetime Achievement Award
Ridley Scott

Vetro, la recensione del film di Domenico Croce

Vetro, la recensione del film di Domenico Croce

In anteprima allo scorso Bif&st, l’opera prima di Domenico Croce ci provoca sin dal titolo, e dalle prime scene affidate alla Carolina Sala premiata dal Festival di Bari con una menzione speciale. In Vetro – in sala dal 7 aprile – è lei la protagonista, la giovane ragazza hikikomori di Torino. Forse. Ché non ci sono certezze nel film del regista di Anne, cortometraggio premiato con il David di Donatello 2021, per una precisa scelta, sulla quale si basano le premesse del racconto, più che il suo sviluppo successivo.

A partire da un certo punto, infatti, l’evolversi dell’intreccio diventa più prevedibile, perdendo in thrilling e coinvolgimento. Una leggerezza che nulla toglie all’interessante costruzione della situazione di fronte alla quale veniamo messi. Tipica di molti adolescenti, ormai non solo giapponesi (da dove era arrivata inizialmente notizia del fenomeno), ma insieme tutt’altro che scontata, almeno nelle intenzioni di Croce, dei suoi sceneggiatori Ciro Zecca e Luca Mastrogiovanni e di tutto il team produttivo della Fidelo di Daniele Basilio e Silvio Maselli, con Valerio Mastandrea ed Elisa Barucchieri, di Vision Distribution che lo presenta, in collaborazione con Sky e Amazon Prime Video.

Vetro la storia di una hikikomori italiana

La ragazza protagonista vive – chissà da quando – entro le mura della propria stanza, senza mai uscirne. Circondata dai suoi disegni e da un emblematico acquario, trascorre anche lei ‘sotto vetro’ una vita che ha scelto di dividere solo con il padre, che non vediamo e al quale però non è concesso di varcare la soglia della sua stanza, e con il cagnolino, che fa avanti e indietro attraverso la porticina attraverso la quale comunica con il genitore, scambiandosi vassoi e libri.

Una rigida routine che scandisce le sue giornate, e che si interrompe quando, osservando dalla finestra, si convince che nel palazzo di fronte una donna sia tenuta segregata da un anziano poliziotto. Combattuta tra il desiderio di salvarla e l’impossibilità di uscire dalla propria prigione, online conosce un ragazzo più grande con il quale inizia una relazione fatta di chat e videochiamate, e che sarà suo complice nel capire cosa stia succedendo realmente nel palazzo di fronte. E non solo. Ché dietro un Vetro non tutto è davvero come appare.

Tensione, colpi di scena e un finale confuso

Questa la frase chiave, ovviamente. E nella paura della ragazza dell’esterno, della vita, delle emozioni e dei rischi che comportano sono tutte le ragioni di una condizione che nel film viene sfruttata narrativamente in maniera non pietistica, anzi. Con un cast ristretto a pochi elementi – con Tommaso Ragno e Marouane Zotti ad affiancare Carolina Sala – e grazie a una più che discreta gestione registica di spazi e luci, il thriller cresce. Nonostante la richiesta di una forte sospensione dell’incredulità iniziale e anche se l’aspetto psicologico resta più connesso al contesto che alla caratterizzazione dei personaggi stessi, in balia di un agire troppo strumentale e a volte poco verosimile.

Al culmine della tensione, tra sdoppiamenti e stati di allucinazione, si tende a perdere un po’ il filo e a restare preda più  della confusione che dell’inquietudine. Sia con una certa coerenza nei confronti della protagonista, che scoprendo le crepe del suo acquario inizia a non sapere più a cosa credere e quale sia la realtà, sia per una cronologia che dopo l’unico vero colpo di scena punta sull’accumulo e si affretta verso la conclusione con una escalation non esente da frettolosità, retorica e qualche lacuna.

Vesper: la spiegazione del finale del film

Vesper: la spiegazione del finale del film

Il film lituano, francese e belga Vesper è un’inquietante pellicola distopica che rimane impressa nella mente dello spettatore per giorni dopo la visione. Il futuro della Terra che qui si dipinge per il pubblico è infatti cupo. Il pianeta ha subito un collasso ecologico che lo ha reso incapace di produrre colture. Al loro posto, ora sono gli alberi a respirare, le radici dei miceli si aggrappano alla pelle e i vermi spuntano dal terreno per mordere le zone esposte. Vesper, una ragazza con un talento per la bioingegneria, vive con il padre costretto a letto, comunicando con lui tramite un drone.

I due sognano di fuggire in una delle cittadelle, comunità tecnologicamente avanzate all’interno di gigantesche cupole biologiche. Ma quando Vesper salva una donna misteriosa di nome Camellia, il cui aereo è precipitato, tutto cambia. Alla fine del film, Vesper rimane sola, avendo perso tutte le persone a cui teneva, ma avendo scoperto il segreto per sbloccare i semi della cittadella, ispirando la speranza che la Terra possa tornare ad essere ciò che era un tempo. I co-registi Kristina Buozyte e Bruno Samper hanno iniziato a lavorare al film anni fa, decidendo infine di girarlo nelle cupe foreste fiabesche della Lituania.

Invece di girare davanti a uno schermo verde, Buozyte e Samper hanno infatti utilizzato i boschi come sfondo, aggiungendo effetti visivi surreali per accentuare l’atmosfera post-apocalittica della produzione. Proprio per dare ordine a questo contesto e comprendere appieno ciò che avviene nel film, in questo articolo si riportata una descrizione (ricca di spoiler) dei momenti finali del film, grazie alla quale poter avere un quadro completo del racconto e comprenderne meglio i suoi significati.

Oltre le cittadelle

Una volta incontrata Camellia, l’obiettivo di Vesper è quello di aiutarla e usarla come mezzo per entrare in una delle cittadelle. Dopo aver scoperto che la donna non è ciò che finge di essere, ma è invece una forma di vita artificiale conosciuta come “jug”, le cittadelle le sembrano ancora più lontane e forse non più un rifugio perfetto. Le città da sogno rappresentano il paradiso, dove nessuno soffre la fame, gli animali estinti esistono ancora e le cure mediche consentono ai residenti di vivere una vita incredibilmente lunga.

Alla fine, Vesper si allontana però dalle cittadelle, letteralmente, lasciando svanire la speranza di una vita futura gloriosa e facile. L’immagine finale del film la mostra che sale in cima alla torre dei pellegrini, voltando lentamente le spalle alle cittadelle, guardando verso il fiume e le foreste grigie che la circondano e liberando i semi vitali nel vento. Vesper non aspetta più che le cittadelle la salvino, rendendosi conto che non sono la risposta ai problemi del mondo. È lei la risposta. Il finale è dunque in definitiva pieno di speranza, poiché Vesper si rende conto di poter rendere la Terra un posto migliore per tutti.

Rosy McEwen e Raffiella Chapman in Vesper
Rosy McEwen e Raffiella Chapman in Vesper. Foto di © Natrix Natrix – Rumble Fish Productions

L’identità di Camelia

Per quanto riguarda Camellia, un “jug” è una creatura artificiale simile all’uomo progettata per svolgere lavori manuali. È però illegale crearne uno intelligente. Nel corso del film, inoltre, Camellia sembra smentire l’affermazione per cui i jug non provano dolore. Diventa persino una figura materna per Vesper, confortandola e insegnandole come si svolge la vita nella cittadella, mentre la sostiene nella sua ricerca di un modo per diffondere i semi. Alla fine, Camellia compie il sacrificio estremo, sacrificando la propria vita affinché Vesper possa continuare il suo percorso.

Anche se “Vesper” è un film spesso cupo e inquietante, i personaggi principali Vesper e Camellia incarnano la speranza e l’amore; è attraverso la loro capacità di prendersi cura l’una dell’altra che l’umanità sopravviverà. È anche un espediente narrativo intelligente, perché per molti versi Camellia è la chiave del futuro. Non solo il suo DNA contiene le chiavi per sbloccare i semi, permettendo loro di diventare vitali, ma lei stessa si sacrifica per Vesper.

Un mondo di malvagi

In Vesper c’è però più di un cattivo. I soldati della cittadella rappresentano una solida malvagità senza volto, la Terra stessa è un ambiente ostile e lo zio di Vesper, Jonas (interpretato da Eddie Marsan), è così crudele da far rabbrividire. Jonas è infatti un uomo pericoloso. Anche se accetta di aiutare Vesper, lo fa solo dopo che lei gli offre le sue vene, permettendogli di prelevare un po’ del suo sangue da usare come moneta di scambio con la cittadella. C’è anche il fatto inquietante che sembra sessualizzare sua nipote, accarezzandole lascivamente il viso quando le chiede di unirsi alla loro comunità, portando Vesper a informarlo che non sarà una delle sue “riproduttrici”.

Alla fine, il suo rapporto con la cittadella lo rende centrale nella trama, poiché Jonas riferisce alla cittadella di aver trovato Camellia. Jonas è dunque uno strumento della cittadella, un collaboratore e, per molti versi, rappresenta un abile promemoria delle metafore di classe insite in Vesper. Jonas adora e detesta allo stesso tempo le cittadelle, facendo da fattorino mentre disprezza il modo in cui lo usano. Alla fine, Jonas viene ucciso dai soldati della cittadella, giustiziato insieme alla maggior parte della sua piccola comunità, liberando così Vesper dai legami che la vincolavano a un vecchio modo di vivere.

Eddie Marsan e Raffiella Chapman in Vesper
Eddie Marsan e Raffiella Chapman in Vesper. Foto di © Natrix Natrix – Rumble Fish Productions

La maternità è un tema importante nel film

In una delle prime scene del film, Vesper si interroga su sua madre e su cosa possa averla spinta ad andarsene. Sua madre sembra essere diventata una pellegrina, una di quelle donne velate che vagano nella foresta alla ricerca di rottami metallici. Questi pellegrini hanno enormi paraocchi che coprono il viso, simili a grandi ombrelli, e si crede che un virus li costringa ad abbandonare le loro famiglie e a vagare per la Terra. Ogni volta che Vesper vede uno di questi pellegrini, lo fissa, determinata a trovare sua madre. “Non tornerà”, le dice suo padre con tono severo. Entra poi in scena Camellia, la gentile donna proveniente da una delle cittadelle.

Lei, come Vesper, è orfana di madre. Per gran parte del film, Vesper è circondata da uomini – suo padre, suo zio e i suoi cugini maschi – mentre tutte le donne sono pellegrine senza volto. Camellia e Vesper stringono quindi un legame, ululando come lupi quando Camellia le insegna i versi degli animali, e Vesper condivide il suo interesse per la botanica e il bio-hacking. Alla fine, l’amore di Camellia per la ragazza salva Vesper, che si consegna ai soldati della cittadella. Dopo che Vesper si sveglia e scopre che Camellia se n’è andata, segue i pellegrini – tra cui potrebbe esserci sua madre – fino alla loro torre, utilizzando ciò che queste donne hanno costruito per spargere i semi e, si spera, salvare la Terra.

L’Intelligenza artificiale

Vesper copre molti argomenti per un film di meno di due ore. Alcune scene sono brutali, strazianti e profondamente inquietanti, e rimangono impresse a lungo dopo i titoli di coda. In particolare, l’omicidio di un jug all’inizio del film è un momento scioccante. Nel contesto di questo mondo, l’uccisione di questa persona non è un gran problema, poiché i jug sono considerate creature non intelligenti, prive di sensibilità, al pari di un robot o di un drone. Anche Vesper, una giovane donna gentile e sensibile, non se ne preoccupa. Vesper è così profondamente radicata nella sua visione del mondo che non riesce a vedere la discrepanza tra il modo in cui tratta le sue piante e la sofferenza dei jug.

Per lei, i jug non hanno lo stesso valore delle foglie e dei fiori nella sua serra. Più tardi, quando scopre che Camellia è un jug, Vesper la spinge, tradita dalla falsa promessa che Camellia le aveva fatto di portarli alla cittadella e arrabbiata perché le aveva mentito sulla sua identità. In nessun momento del film c’è un dibattito esplicito sull’intelligenza o la capacità emotiva di questi esseri. Invece, il cambiamento di atteggiamento di Vesper nei confronti di Camellia, il modo in cui la salva quando cerca di farsi del male, è mostrato attraverso le loro azioni reciproche. Anche suo padre, Darius, arriva a rispettare Camellia.

Raffiella Chapman in Vesper
Raffiella Chapman in Vesper. Foto di © Natrix Natrix – Rumble Fish Productions

Il tema centrale della speranza

Vesper, nonostante i suoi elementi più cupi, sembra un film per giovani adulti, poiché il mondo è mostrato dalla prospettiva dell’adolescente protagonista. Mentre gli adulti che la circondano hanno una visione cupa della realtà, Vesper mantiene la sua curiosità giovanile e la sua sincera fiducia nella bontà degli altri; è per questo che aiuta Camellia, contro il parere di suo padre. Alla fine del film, Vesper ha perso suo padre, la sua amica (e talvolta figura materna) e suo zio, ma questo non la ferma, anche se è completamente sola al mondo.

Secondo i registi Buozyte e Samper, era fondamentale creare un film che potesse mostrare la bellezza e l’amore, anche nelle situazioni più disperate. In un’intervista rilasciata in occasione dell’uscita del film, Buozyte ha dichiarato: “Il nostro desiderio era quello di realizzare un film sulla speranza. Anche nelle situazioni peggiori e più disperate, se siamo in grado di vedere la bellezza, non sarà facile, ma avremo sempre un motivo per vivere, lottare e cambiare l’ordine delle cose“.

Vesper trasmette un messaggio chiaro da parte dei suoi registi

Questo può dunque essere un film inquietante e sconvolgente, che non esita a mettere a disagio gli spettatori. Tuttavia, per quanto il film possa sembrare cupo, il suo messaggio è essenzialmente di speranza e crede che l’umanità sia capace di cambiare. “La giovane protagonista è ancora in fase di crescita e ha una mente aperta, non accetta le regole prestabilite e non si è adattata al mondo”, spiega Buozyte. “Quindi chi sta crescendo e chi sta cercando il modo di vivere, di andare avanti, di lottare, semplicemente di essere in questo mondo”.

Volevamo creare un mondo mai visto sul grande schermo e il genere biopunk-fiabesco ci ha dato questa possibilità”, aggiunge Samper. “Abbiamo lavorato su questo universo per diversi anni. Abbiamo fatto molte ricerche sulle innovazioni più recenti nell’architettura organica, nel bio-design, nell’ingegneria genetica e persino nella sessualità delle piante”. Il mondo è cambiato notevolmente negli ultimi dieci anni e questi cambiamenti hanno ispirato Buozyte e Samper a creare una protagonista determinata e pragmatica per Vesper. In un’intervista con Screen Daily, Samper spiega il loro pensiero. “Non cercare una terra promessa utopica altrove”, dice, “ma usa invece le tue radici e la tua ambizione per cambiare la realtà del luogo in cui ti trovi”.

VES Awards 2014: trionfa Gravity

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VES Awards 2014: trionfa Gravity

VES Awards 2014Questa notte a Los Angeles si sono svolti i VES Awards 2014, i premi che assegna l’industria degli effetti visivi in piena season awards e in vista degli Oscar, che si fanno sempre più vicini.

In un’annata in cui quello che sembra essere il migliore film dell’anno è uno sci fi (Gravity), non ci stupiamo se a trionfare in questa categoria così specifica sia proprio lui, il film di Alfonso Cuaron dalla produzione difficile ma dalla vita, a quanto pare, lunga e prospera. Oltre ai premi al film, il regista si è anche portato a casa il Visionary Award.

Accanto a Gravity, che ha vinto in tutte le categorie tranne che in quello per il miglior personaggio animato (premio andato a Lo Hobbit con Smaug), è stato Frozen della Disney a vincere nelle quattro categorie riservate ai film d’animazione.

Nelle categorie per la tv hanno invece vinto Game of Thrones e Banshee.

Di seguito la lista completa dei vincitori dei VES Awards 2014:

Gravity-poster-itaOutstanding Visual Effects in a Visual Effects-Driven Feature Motion Picture
Gravity
Tim Webber, Nikki Penny, Neil Corbould, Richard McBride

Outstanding Animation in an Animated Feature Motion Picture
Frozen
Chris Buck, Jennifer Lee, Peter Del Vecho, Lino Di Salvo

Outstanding Visual Effects in a Broadcast Program
Game of Thrones: Valar Dohaeris
Steve Kullback, Joe Bauer, Jörn Großhans, Sven Martin

Outstanding Supporting Visual Effects in a Feature Motion Picture
The Lone Ranger
Tim Alexander, Gary Brozenich, Shari Hanson, Kevin Martel

Outstanding Supporting Visual Effects in a Broadcast Program
Banshee: Pilot
Armen Kevorkian, Mark Skowronski, Jeremy Jozwik, Ricardo Ramirez

Outstanding Real-Time Visuals in a Video Game
Call of Duty: Ghosts
Mark Rubin, Richard Kriegler, David Johnson, Alessandro Nardini

Outstanding Visual Effects in a Commercial
Call of Duty: Epic Night Out
Chris Knight, Daniel Thuresson. Nick Tayler. Dag Ivarsory

Outstanding Visual Effects in a Special Venue Project
Space Shuttle Atlantis
Daren Ulmer, John Gross, Cedar Connor, Christian Bloch

hobbit-desolation-of-smaug-poster-eyeOutstanding Animated Character in a Live Action Feature Motion Picture
The Hobbit: The Desolation of Smaug: Smaug
Eric Reynolds, David Clayton, Myriam Catrin, Guillaume Francois

Outstanding Animated Character in an Animated Feature Motion Picture
Frozen: Bringing the Snow Queen to Life
Alexander Alvarado, Joy Johnson, Chad Stubblefield, Wayne Unten

Outstanding Animated Character in a Commercial or Broadcast Program
PETA: 98% Human
Vince Baertsoen, Jimmy Gass, Dave Barosin

Outstanding Created Environment in a Live Action Feature Motion Picture
Gravity: Exterior
Paul Beilby, Kyle Mcculloch, Stuart Penn, Ian Comley

Outstanding Created Environment in an Animated Feature Motion Picture
Frozen: Elsa’s Ice Palace
Virgilio John Aquino, Alessandro Jacomini, Lance Summers, David Womersley

Outstanding Created Environment in a Commercial or Broadcast Program
Game of Thrones: The Climb
Patrick Zentis, Mayur Patel, Nitin Singh, Tim Alexander

Outstanding Virtual Cinematography in a Live Action Feature Motion Picture
Gravity
Tim Webber, Emmanuel Lubezki, Richard McBride, Dale Newton

Outstanding Virtual Cinematography in a Live Action Commercial or Broadcast Program
The Crew
Dominique Boidin, Rémi Kozyra, Léon Bérelle, Maxime Luère

Outstanding Models in a Feature Motion Picture
Gravity: ISS Exterior
Ben Lambert, Paul Beilby, Chris Lawrence, Andy Nicholson

Outstanding FX and Simulation Animation in a Live Action Feature Motion Picture
Gravity: Parachute and ISS Destruction
Alexis Wajsbrot, Sylvain Degrotte, Horacio Mendoza, Juan-Luis Sanchez

Outstanding FX and Simulation Animation in an Animated Feature Motion Picture
Frozen: Elsa’s Blizzard
Eric W. Araujo, Marc Bryant, Dong Joo Byun. Tim Molinder

Outstanding FX and Simulation Animation in a Commercial or Broadcast Program
PETA: 98% Human
Vince Baertsoen, Jimmy Gass, Dave Barosin

Outstanding Compositing in a Feature Motion Picture
Gravity
Mark Bakowski, Anthony Smith, Theodor Groeneboom, Adrian Metzelaar

Outstanding Compositing in a Broadcast Program
Game of Thrones: The Climb
Kirk Brillon, Steve Gordon, Geoff Sayer, Winston Lee

Outstanding Compositing in a Commercial
Call of Duty: Epic Night Out
Chris Knight, Daniel Thuresson. Nick Tayler. Dag Ivarsory

Outstanding Visual Effects in a Student Project
Rugbybugs
Matthias Baeuerle, Carl Schroeter, Martin Lapp. Emanuel Fuchs

Very Young Frankenstein: in sviluppo una serie basata sul film Frankenstein Junior

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Instancabile Mel Brooks! All’età di 98 anni (99 il 28 giugno), il leggendario regista, produttore e attore ha da poco annunciato un sequel legato al suo celebre film Balle Spaziali e ora si è impegnato anche nel produrre una serie televisiva intitolata Very Young Frankenstein, basata su un altro suo iconico film: Frankenstein Junior. Come riportato da Deadline, FX avrebbe infatti ordinato un episodio pilota di una serie di cui però non è stato rivelato ad ora nulla, né sulla trama né su un possibile cast. Il titolo, tuttavia, lascia pensare che la serie potrebbe essere un prequel, magari incentrato sulla formazione del giovane Frederick Frankenstein.

Sempre Deadline riporta che Brooks ha dato la sua approvazione al progetto e sarà il produttore esecutivo dello show insieme a Stefani Robinson, il regista premio Oscar Taika Waititi e Garrett Basch di What We Do In The Shadows. Robinson sarà anche sceneggiatrice e showrunner, mentre Waititi dirigerà l’episodio pilota. Il produttore di Frankenstein JuniorMichael Gruskoff, è coinvolto nel progetto, così come il produttore di The History of the World, Part 2 e Balle Spaziali 2, Kevin Salter.

Frankenstein Junior, un film senza tempo

Con un punteggio su Rotten Tomatoes del 95% e un punteggio Popcornmeter del 92%, Frankenstein Junior (il titolo originale Young Frankenstein) è considerato un classico della commedia e presenta alcuni dei personaggi più divertenti di Mel Brooks. Il dottor Frederick Frankenstein di Gene Wilder, Igor di Marty Feldman e Frau Blücher di Cloris Leachman continuano a essere citati e ricordati per i loro numerosi momenti esilaranti anche a distanza di decenni. Ma al di là dei suoi personaggi Frankenstein Junior ha in generale lasciato un segno indelebile nella cultura popolare, influenzando intere generazioni di spettatori e artisti.

Il film è stato fonte di ispirazione per innumerevoli parodie, sketch comici e omaggi in cinema, televisione e teatro. La sua fusione unica di humour sofisticato e slapstick ha definito un nuovo standard per la commedia demenziale, mentre le sue battute e gag visive continuano a essere citate e celebrate in tutto il mondo. Non è raro che frasi come “Si-può-fare!” o il celebre nitrito di terrore legato a Frau Blücher vengano ancora oggi riconosciute anche da chi non ha mai visto il film, a conferma della sua eredità duratura. Sarà dunque interessante scoprire in che modo la serie si rapporterà con tutto ciò.

Very Ralph: il doc HBO su Ralph Lauren in onda il 16 novembre

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Very Ralph: il doc HBO su Ralph Lauren in onda il 16 novembre

Presentato in anteprima alla quattordicesima edizione Festa del Cinema di Roma, sabato 16 novembre alle 21.15 arriva in prima visione assoluta su Sky Arte Very Ralph, il documentario HBO realizzato sullo stilista Ralph Lauren, inventore di un marchio che ha definito lo stile americano.

Prodotto e diretto da Susan Lacy, vincitrice di Emmy e produttrice di titoli come Jane Fonda in Five Acts e Spielberg, Very Ralph cerca di raccontare l’uomo che si cela dietro l’icona della moda e uno dei più grandi brand di successo nella storia della fashion industry. Con un’innata abilità di convertire i suoi sogni in realtà, Ralph Lauren ha trasformato le sue aspirazioni in un impero mondiale e multimilionario, diventando la prova vivente dell’ottimismo americano e dell’American Dream. Per più di cinquant’anni egli ha celebrato l’iconografia dell’America ridefinendone lo stile, traducendo la sua visione e la sua ispirazione in uno dei brand più conosciuti al mondo.

Very Ralph: il documentario

Nel documentario Very Ralph, alla vigilia del suo sessantesimo anno di attività, Lauren riflette sul suo viaggio da quando era un giovane ragazzo del Bronx che non sapeva cosa fosse uno stilista, fino a diventare l’emblema dello stile americano in tutto il mondo. Nel corso del film condivide alcuni aspetti inediti della sua vita e del suo lavoro e racconta, durante diverse interviste, la sua infanzia, i suoi cinquant’anni di matrimonio, gli albori della sua società di moda, le sue reazioni alle critiche, le sue creative campagne pubblicitarie e la sua visione pioneristica della moda. Lauren è stato infatti il primo stilista a creare una linea completa dedicata alla vita di tutti i giorni e a portarla nelle case; uno dei primi a sapersi contraddistinguere nel mondo della moda e in quello della pubblicità e infine il primo stilista ad aver creato delle catene di abbigliamento all’avanguardia capaci di trasformare l’esperienza stessa dello shopping.

Il documentario offre inoltre una vera e propria full immersion nell’archivio del marchio, con interviste alla sua famiglia, ai colleghi di vecchia data e agli esponenti più influenti del fashion biz come Anna Wintour, Karl Lagerfeld, André Leon Talley, Hillary Clinton, Jason Wu, Naomi Campbell, Martha Stewart, Calvin Klein, Diane von Furstenberg, Tyson Beckford, Tina Brown, Jessica Chastain, Vanessa Friedman e Paul Goldberger.

Very Ralph è un documentario prodotto e diretto da Susan Lacy; trasmesso da HBO arriva in Italia in esclusiva su Sky Arte (canale 120 e 400 di Sky) sabato 16 novembre alle 21.15 ed è disponibile on demand su Sky e NOW TV.

 

Very Good Girls: foto dal set con Elizabeth Olsen e Dakota Fanning

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Vi proponiamo cinque scatti dal set di Very Good Girls, attualmente in lavorazione a New York. Diretto da Naomi Foner, madre di Jake e Maggie Gyllenhaal all’esordio come regista – viene dalla sceneggiatura: una nomination all’Oscar nel 1988 per Vivere in fuga di Sidney Lumet – Very Good Girls racconta di due amiche per la pelle, interpretate da Elizabeth Olsen (La fuga di Martha) e Dakota Fanning (The Twilight Saga), intenzionate a perdere la verginità nell’estate che segue il diploma all’high school; l’amicizia tra le due è messa a dura prova quando s’innamorano dello stesso principe azzurro. Nel cast, anche Anton Yelchin, Peter Sarsgaard, Richard Dreyfuss, Dustin Hoffman, Sissy Spacek e Boyd Holbrook. Ecco le foto, dove si vedono le due protagoniste e il bel maschio conteso (Holbrook).

Vertigo miglior film di tutti i tempi, scalzato Quarto potere

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Vertigo miglior film di tutti i tempi, scalzato Quarto potere

Dopo cinquant’anni passati al comando, Quarto potere (Citizen Kane) di Orson Welles lascia il gradino più alto del podio a La donna che visse due volte (Vertigo) di