Home Blog Pagina 2019

I produttori di Spiderman dicono NO ad un film su Miles Morales

0

miles moralesNon tutti sanno che le incarnazioni di Spiderman sono dverse. Ebbene sì, non esiste solo Peter Parker, ma ci sono diversi uomini-ragno che negli anni hanno indossato il costume rosso e blu (con qualche variante). Dal clone Ben Reilly al nuovo Ultimate Miles Morales, passando per Miguel o’Hara e Gerald Drew sono diversi i volti dietro la maschera. La domanda che è stata fatta ai produttori del franchise cinematografico, Matt Tolmach e Avi Arad, è stata proprio relativa a Miles Morales, primo Spiderman di colore subentrato a Peter Parker in seguito alla storia “La morte di Spider-Man”. A domanda diretta Matt Tolmach è stato molto chiaro: “No.” è stata la sua risposta.

Avi Arad invece ha spiegato questo rifiuto secco del collega: “L’unica cosa da non fare, quando si ha a che fare con un personaggio che ha superato la prova del tempo, è quella di cambiare, devi essere fedele al personaggio reale che hai messo all’interno. Chi è Peter Parker? Quali sono i suoi affetti? Poi si può disegnare un contesto e lo si può modificare in molti modi. Ma avere più Spiderman? …la Marvel ci ha provato, ed è stata quasi la fine di Spiderman.”

Quindi pare che dovremmo accontentarci sempre, almeno per ora, di avere Peter Parker sotto la maschera. Cosa che, infondo, non ci da troppo fastidio!

Fonte: CS

I produttori di Across the Spider-Verse sulla stanchezza da supereroi: “l’importante sono le storie”

0

L’espressione “stanchezza da supereroe” è entrata nel lessico culturale ormai da tempo. Come concetto, si riferisce all’idea che, mentre i film basati sui fumetti sono stati di grande successo per un periodo, ora hanno iniziato a stancare il loro pubblico, portando anche ad una qualità percepità come sempre inferiore. Una teoria supportata dai risultati al box office dei film Marvel e DC non particolarmente entusiasmanti. Per Christopher Miller e Phil Lord, sceneggiatori e produttori del più recente cinecomic arrivato in sala, Spider-Man: Across the Spider-Verse, il problema non è però la quantità di film, bensì le loro storie.

Durante un’intervista a Rolling Stones, i due hanno parlato di tale fenomeno, notando ad esempio come Guardiani della Galassia Vol. 3 sia un perfetto esempio di come dovrebbe essere un film di supereroi. “In Guardians of the Galaxy, ti sembra che questi disadattati abbiano trovato la loro famiglia. Ed è quello che stai guardando. Ecco perché quei film sono amati”, ha affermato Lord. “Non credo che esista una stanchezza da supereroi, credo che sia più un caso di ‘film che sembra un altro film che ho visto una dozzina di volte prima’”, ha poi aggiunto Miller.

Se stai usando la stessa struttura della storia, lo stesso stile, lo stesso tono e la stessa atmosfera dei film e degli spettacoli che sono venuti prima, non importa di che genere si tratti. Sarà sempre noioso per le persone.” Lord si dice d’accordo, sottolineando che “non può essere tutta una gratificazione immediata e, per usare un’espressione del wrestling, un “pop da quattro soldi” per ottenere una reazione dal pubblico senza un’adeguata costruzione o una significativa posta in palio. Il pubblico al cinema non può accontentarsi di easter eggs o particolari colpi di scena e neanché dei grandi pericoli del multiverso“.

“Si preoccupano solo della relazione tra Rocket Raccoon e Groot. E per questo tale storia è così radicata nei genitori e nei bambini. Con l’ultimo film [Across the Spider-Verse] ci è stato che doveva concentrarci sulle varianti di Spider-Man, perché quella era la cosa eccitante. Ma noi non eravamo d’accordo. Perché la cosa che sembra piacere a tutti sono le scene più tranquille con Miles e sua madre e suo padre. Il pubblico ne ha mai abbastanza. E sono così felice che siamo rimasti fedeli a ciò che il pubblico ci stava dicendo”.

Leggi anche

I Primitivi: trailer italiano del nuovo film della Aardman

0

Lucky Red ha diffuso il trailer italiano de I primitivi, il nuovo film della casa di produzione Aardman, lo studio di Wallace e Gromit.

Il film è realizzato da Nick Park e vede nel cast Maisie Williams e Eddie Redmayne.

I primitivi racconta di Dug, un cavernicolo che diventa leader dei suoi simili per “affrontare l’Età del Bronzo”. Secondo le prime informazioni legate al progetto, Dug dovrebbe avere la voce di Eddie Redmayne, premio Oscar per La Teoria del Tutto, che vedremo al cinema in Animali Fantastici e Dove Trovarli a partire da novembre. Nel cast vocale anche Russell Brand.

Guarda il video annuncio di I Primitivi

La Aardman produce il film in collaborazione con la DreamWorks Animation e con Canal Plus, che aveva già lavorato a Shaun vita da pecora – il film.

L’ultima volta che Park ha lavorato come regista per la Aardman risale al 2008, quando ha diretto A Matter of Loaf and Death, un cortometraggio di Wallace & Gromit.

I primitivi: teaser poster del nuovo film della Aardman

0
I primitivi: teaser poster del nuovo film della Aardman

I primitivi, il film di animazione più atteso del 2018, al cinema dall’8 febbraio, segna il ritorno sul grande schermo della Aardman, uno degli studi di animazione più amati al mondo e del regista Premio Oscar Nick Park, creatore tra i tanti, di capolavori assoluti come Wallace & Gromit, Galline in fuga e Shaun Vita da pecora.

La versione italiana dei I primitivi vedrà il coinvolgimento di 7 doppiatori d’eccezione, tutti assoluti fuoriclasse del loro campo (da gioco): RICCARDO SCAMARCIO sarà l’ ottimista DAG, PAOLA CORTELLESI sarà la vivace GINNA, SALVATORE ESPOSITO sarà il tirannico LORD NOOTH, GREG sarà il simpatico GRULLO, CHEF RUBIO sarà il famelico GORDO, ALESSANDRO FLORENZI sarà il campione DRIBBLO e con CORRADO GUZZANTI che sarà il saggio BARBO.

I primitiviAll’alba dei tempi, tra creature preistoriche e natura incontaminata, la vita è perfetta per il primitivo Dag e per la sua adorabile e bizzarra tribù. La tranquillità dell’Età della Pietra viene però travolta dall’arrivo della potente Età del Bronzo, che  costringe tutti ad abbandonare la propria casa. Lo scontro tra civiltà prende la forma di un’epica sfida in un gioco di cui fino a quel momento Dag non aveva mai sentito parlare, a differenza dei suoi nemici, già maestri in campo grazie a Dribblo.

Contro qualsiasi probabilità di vittoria e schierandosi contro il parere del prudente e saggio Barbo, Dag insegnerà a Grullo, Gordo e agli altri imbranati cavernicoli come giocare… a calcio!

Il risultato è un completo disastro. Quando però Dag recluta Ginna, energica e appassionata tifosa, le cose iniziano a migliorare. Usando come campo di allenamento i vulcani ribollenti, i geyser fumanti e le rocce dei canyon, i primitivi imparano a superare i propri limiti e a credere in sé stessi. Nonostante i tentativi di Lord Nooth di indebolire la squadra dei primitivi nascondendo segreti importanti sul loro passato, niente e nessuno riuscirà a fermarli.

 

I Primitivi: le nuove clip dal film Aardman

0
I Primitivi: le nuove clip dal film Aardman

Sono state diffuse da Lucky Red le nuove clip da I primitivi, il nuovo film in animazione stop-motion della Aardman che arriverà al cinema a partire dell’8 Febbraio.

I Primitivi: i doppiatori italiani presentano il film Aardman

I primitivi racconta di Dug, un cavernicolo che diventa leader dei suoi simili per “affrontare l’Età del Bronzo”. Secondo le prime informazioni legate al progetto, Dug dovrebbe avere la voce di Eddie Redmayne, premio Oscar per La Teoria del Tutto, che vedremo al cinema in Animali Fantastici e Dove Trovarli a partire da novembre. Nel cast vocale anche Russell Brand.

La Aardman produce il film in collaborazione con la DreamWorks Animation e con Canal Plus, che aveva già lavorato a Shaun vita da pecora – il film.

L’ultima volta che Park ha lavorato come regista per la Aardman risale al 2008, quando ha diretto A Matter of Loaf and Death, un cortometraggio di Wallace & Gromit.

I Primitivi: il trailer italiano del film

I Primitivi: il secondo trailer italiano del film

0
I Primitivi: il secondo trailer italiano del film

Lucky Red ha diffuso il secondo trailer italiano de I primitivi, il nuovo film della casa di produzione Aardman, lo studio di Wallace e Gromit.

I primitivi è realizzato da Nick Park e vede nel cast Maisie Williams e Eddie Redmayne.

I primitivi racconta di Dug, un cavernicolo che diventa leader dei suoi simili per “affrontare l’Età del Bronzo”. Secondo le prime informazioni legate al progetto, Dug dovrebbe avere la voce di Eddie Redmayne, premio Oscar per La Teoria del Tutto, che vedremo al cinema in Animali Fantastici e Dove Trovarli a partire da novembre. Nel cast vocale anche Russell Brand.

Guarda il video annuncio di I Primitivi

La Aardman produce il film in collaborazione con la DreamWorks Animation e con Canal Plus, che aveva già lavorato a Shaun vita da pecora – il film.

L’ultima volta che Park ha lavorato come regista per la Aardman risale al 2008, quando ha diretto A Matter of Loaf and Death, un cortometraggio di Wallace & Gromit.

I Primitivi: i doppiatori italiani presentano il film Aardman

I Primitivi: i doppiatori italiani presentano il film Aardman

La Aardam Animation, società di produzione di capolavori in stop motion come Galline in Fuga e Wallace & Gromit e la Maledizione del Coniglio Mannaro, ha sfornato I primitivi, un altro specialissimo cartone in plastilina.

Il film è l’ultima fatica di Nick Park e, seppur ambientato all’età della pietra, tratta del più moderno tema del calcio e del gioco di squadra. Al doppiaggio un team di tutto rispetto. Se nell’originale inglese celebrity del calibro di Eddie Redmayne, Tom Hiddleston e Maisie Williams hanno prestato la loro voce ai vari personaggi del cartone, in Italia non siamo stati da meno.

Il protagonista Dag è doppiato da Riccardo Scamarcio e la controparte femminile, Ginna, prende invece la voce di Paola Cortellesi«Doppiare Ginna è stato un modo per tornare ragazzina, e quando me ne danno la possibilità la colgo sempre al volo – afferma la Cortellesi – Tra l’altro questo personaggio mi è piaciuto da subito, nel suo modo di essere così tenacemente femminista. L’ho sentita una tematica molto vicina».

I Primitivi uscirà nei cinema italiani l’8 febbraio

A sorprendere particolarmente è il Lord Nooth di Salvatore Esposito. Seppur alla sua prima esperienza in sala doppiaggio, il protagonista di Gomorra si produce in una performance azzeccata e divertente. «Il mio personaggio, ovviamente un cattivo, doveva essere una sorta di vichingo. Quindi mi sono ingegnato per restituirgli un miscuglio di vari dialetti, dal tedesco a quello altoatesino. Inoltre abbiamo dovuto dare una nostra chiave di lettura e di interpretazione ai personaggi, visto che in lingua originale le voci sono molto differenti»

«Sì la difficoltà è stata proprio questa, adattare le nostre voci, le nostre parole e la mimica labiale a quella molto differente dei protagonisti in plastilina, che sono inglesi» conferma Corrado Guzzanti, che presta la sua voce roca e un po’ falsata al saggio capo villaggio de I primitivi, Barbo.

Tra gli altri personaggi famosi che regalano la loro personalissima interpretazione ai protagonisti in plastilina troviamo Greg (all’anagrafe Claudio Gregori) nei panni di Grullo; Chef Rubio che riproduce le “masticate” e l’amore per il cibo d Gordo; il calciatore Alessandro Florenzi che per doppiare Dribblo (giocatore della squadra avversaria ai Primitivi), si cimenta in un divertentissimo accento tedesco (ispirandosi, a suo dire, ad
Antonio Rüdiger della Nazionale Tedesca).

I Primitivi, recensione del nuovo film della Aardman

I Primitivi, recensione del nuovo film della Aardman

In arrivo l’8 febbraio, I Primitivi è l’ultimo capolavoro animato della Aardman Animation, famoso studio di animazione inglese tra i più prestigiosi. 

Vincitore di diversi riconoscimenti, tra cui l’Oscar al Miglior film d’Animazione per Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, è entrata nel cuore degli spettatori per la caratteristica tutta particolare di utilizzare personaggi in plastilina e animazione in stop motion. Con I Primitivi, i protagonisti non sono simpatici animali dalle fattezze più o meno semplificate, bensì degli esseri umani, benché sempre simpaticamente stilizzati. Siamo all’Età della Pietra. Una piccola tribù di bonari primitivi che si dedicano alla caccia al coniglio (quando riescono, tra mille difficoltà, a catturarlo) è minacciata dall’arrivo di una civiltà già precipitosamente entrata nell’Era del Bronzo. Costretti ad abbandonare il proprio bucolico villaggio, i Primitivi sfideranno i più evoluti “uomini del bronzo” nel gioco che tutti amano… il calcio!

A partire dalla trovata esilarante di immettere uno sport moderno in un’epoca preistorica, il lungometraggio è un susseguirsi di anacronismi divertenti. Riecheggiando molto le trovate de I Flinstones, ne I Primitivi ritroviamo moltissimi riferimenti alla vita tecnologica dei nostri tempi, come il divertentissimo piccione viaggiatore che funge da segreteria telefonica.

Le citazioni riferite al cinema e alla cultura odierna sono sparse ovunque, a partire dal gioco del calcio che serve come metafora per trasmettere un messaggio importante (cosa apprezzabile in ogni film della Aardam): il valore del gioco di squadra e l’accettazione di chi ci sembra diverso.

La tecnica in stop motion ha richiesto una lavorazione immensa. Oltre 150 persone sono state impiegate nella produzione de I Primitivi, 33 animatori impegnati a muovere 273 pupazzi, per un totale di 30 mesi di lavoro.

Dall’8 Febbraio I Primitivi al cinema

A completamento di tanto impegno, la Aardam ha modellato personaggi (e bocche) sulle voci di attori di prim’ordine. Il protagonista prende la voce di Eddie Redmayne; la controparte femminile quella di Maisie Williams; il cattivone di turno invece spetta a Tom Hiddleston, che qui improvvisa un improbabile accento francese.

Procedimento inverso invece una volta che il film è arrivato nelle sale di doppiaggio italiane. Ormai i giochi erano fatti, e se gli Studios inglesi hanno potuto adattare le particolari labbra cicciottelle (segno distintivo della Aardam) alle voci dei propri attori britannici, in Italia sono stati i nostri doppiatori a doversi adattare ad un labiale molto pronunciato.

In sala doppiaggio un cast strepitoso. Il protagonista Dug è doppiato da Riccardo Scamarcio, Ginna da Paola Cortellesi, e il cattivo Lord Nooth da un irriconoscibile Salvatore Esposito (che si cimenta in un buffo accento tedesco). Non da meno i personaggi secondari, cui prestano le voci nomi come Corrado Guzzanti, Greg (Claudio Gregori), Chef Rubio e il calciatore della Roma Alessandro Florenzi.

I Primitivi è un film per famiglie, dalla morale gentile e dall’umorismo pacato. Forse è un po’ distante dai coloratissimi cartoni animati di oggi, pieni di effetti speciali, ma proprio per questo rappresenta una piacevole voce fuori dal coro all’interno del variegato panorama di animazione che si offre a un pubblico di tutte le età. 

I primi della Lista: recensione del film

0
I primi della Lista: recensione del film

I primi della Lista è una storia vera. Siamo nel 1970: Renzo Lulli è un liceale di buona famiglia e fa parte del movimento studentesco pisano. Tramite un suo amico, Fabio Gismondi, ottiene un provino con Pino Masi, famoso cantastorie del movimento sessantottino e autore della celebre “Ballata del Pinelli”.

Per Lulli è un’occasione da non perdere e prendere al volo nonostante l’imminente esame di maturità. Mentre sta provando a casa del Masi una voce si rincorre: in Italia sta per essere effettuato un golpe militare, come è già avvenuto in Grecia nel 1967. I tre, in preda al panico, prendono la macchina di Lulli, e si dirigono prima verso il confine slavo e poi verso quello austriaco. Bisogna chiedere asilo politico, scappare dall’Italia, perché gli intellettuali, soprattutto i ragazzi iscritti a vari movimenti di sinistra, saranno i primi a essere prelevati dalle case. Nasce così un viaggio verso la salvezza che ha dell’incredibile.

I primi della Lista, il film

I primi della Lista che vede l’esordio dietro la macchina da presa di Roan Johnson  è divertente, surreale, ma soprattutto vera. A raccontarla al regista è il protagonista della vicenda, Renzo Lulli, il ragazzo borghese trascinato , inconsapevolmente, dalla figura paranoica e trascinatrice di Pino Masi. Il cantautore è preoccupato e isterico, vittima del suo stesso vittimismo. I tre, in viaggio da molte ore,  si ritrovano sul loro cammino numerosi convogli militari diretti a Roma.

La paura cresce e il contrasto tra i due gruppi è rappresentato in modo sublime: la goliardia dei soldati si contrappone alla rigidità facciale e ai movimenti composti dei tre fuggiaschi, che finalmente hanno la loro conferma dei proprio sospetti. L’universo in cui è immerso” I primi della lista” è quello che emerge nel dopo ’68. L’Italia è a un bivio e si ritrova da una parte l’ingenuità e i sogni dei giovani studenti e dall’altra il pericolo concreto di una cruenta lotta interna. Ci si ritrova immersi nel periodo appena precedente alla strage di Piazza Fontana; l’aria degli anni sessanta non si è ancora dispersa, è ancora viva e la si percepisce nei sottotesti delle canzoni di lotta, che i tre protagonisti cantano a squarciagola durante la loro fuga.

La macchina da presa di Johnson predilige un taglio intimista. Si concentra sui primi piani dei tre personaggi, incarnati perfettamente dagli esordienti Francesco Turbanti e Paolo Cioni e dall’ormai veterano Claudio Santamaria, raccontando il loro piccolo mondo fatto di convinzioni e isterismi, di scontri ideologici e di strategie militari.

Tre spiriti liberi, forse troppo creduloni, che grazie a questo viaggio, imparano a crescere e ad affrontare la vita, senza nascondersi. Sono emblematici i titoli di coda del film, che mostrano i veri protagonisti oggi (Masi elemosina soldi cantando in strada, Gismondi ha girato il mondo e vende antiquariato esotico nei mercatini italiani e Lulli vive in Marocco dove realizza sculture in legno) rimasti aggrappati a quel sentimento di libertà ed entusiasmo, rifuggendo le convenzioni moderne della società industrializzata e votata al profitto.

Nell’ultima sequenza i tre amici si ritrovano a cantare la canzone “Quello che non ho” di De Andrè, una perfetta chiusura di pellicola, un racconto in musica di quello che accadde dopo quegli anni: la fine di un’era, la delusione di una generazione incantata e piena di speranze disattese. Pellicola spiritosa e scanzonata, un omaggio all’entusiasmo giovanile, uno sguardo disincantato all’Italia che una volta esisteva, un’esperienza anarchica che ci ricorda il bello del nostro paese e della nostra gente.

I primi della lista: cast e regista presentano il film

0

Sono simpatici, buffi e appassionati, sono “i primi della lista’”. Il regista pisano Roan Johnson ci ha presentato la sua opera prima e il suo cast (Francesco Turbanti, Paolo Cioni e Claudio Santamaria) presso la casa del Cinema. La pellicola, a metà tra la commedia e il grottesco, porta in scena una storia vera, avvenuta tra Pisa e il confine austriaco il 1 giugno 1970.

I primi cento: omaggio a Dylan Dog e al contempo attenta analisi del rapporto tra personaggi e lettori.

0

È disponibile in pre-order (uscita ufficiale 18 aprile) sul sito dell’editore Weird Book (www.weirdbook.it) la graphic novel I primi cento, scritta da Andrea Guglielmino e Marco Scali e disegnata da Luciano Costarelli.

Damien Donovan è un detective dell’occulto che opera a New York, “da qualche parte negli anni Ottanta”, ha un assistente che ricorda un comico famoso, un look molto delineato (non sembra un po’ James Spader?), fascinoso, sensibile, vegetariano, astemio. E soprattutto, ha degli ammiratori molto invadenti, che vogliono assolutamente dire la loro sul suo operato… Dicono che Damien non sia più quello di una volta, che si sia rammollito, che i suoi casi non siano più interessanti come un tempo… che erano meglio i primi cento.
Ma quando Damien entra in contatto con i suoi ammiratori, si scatenano le forze oscure più temibili che si possano immaginare, quelle del fandom tossico che tutto mette in discussione e a volte tutto distrugge. Perché l’incubo peggiore di un personaggio, a volte, sono proprio i suoi fan…

Ma cos’è I primi cento? Uno scherzo? Una parodia? Un tentativo di plagio di Dylan Dog?
Niente di tutto questo. È piuttosto un omaggio a Dylan Dog e al contempo attenta analisi del rapporto tra personaggi e lettori, soprattutto nella linea di confine in cui diventa tossico.
«Se vi ricorda Dylan», sottolinea l’ideatore Andrea Guglielmino, «è esattamente quello che volevamo. Al limite, è un omaggio. L’omaggio più sentito e sincero che potessimo realizzare. Pensate a quello che fa Watchmen con la Justice League. Usare degli alias per analizzare il fumetto supereroistico dall’interno, scardinandone i punti d’appoggio e al contempo rifondandolo. Quando leggerete l’albo, ricordatevi sempre che il protagonista non è Damien Donovan, ma i suoi lettori. E quindi, siete voi. Anzi, mi ci metto dentro anche io. Siamo noi».

SCHEDA TECNICA
Titolo: I primi cento
Autore: A. Guglielmino, M. Scali, L. Costarelli
Editore: Weird Book
Collana: Weird Comics
Genere: Fumetto
Pagine: 108
Prezzo: 17,90 €
Formato: 17 x 24 cm
ISBN: 979-12-81603-12-7

I premiati al Los Angeles Film Critics Association!

0
I premiati al Los Angeles Film Critics Association!

Assegnato i primi riconoscimenti della stagione dei premi che sta per iniziare. Sono stati assegnati a Los Angels i premi della Los Angeles Film Critics Association.  

A trionfare la serata  è stato il film di Kathryn Bigelow, Operazione Zero Dark Thirty. Vincono anche Paul Thomas Anderson,  Joaquin Phoenix e  Amy Adams per The Master. Premi anche a Jennifer Lawrence e Roger Deakins. Frankenweenie miglior film d’animazione. Assegnati anche i premi da parte del The New York Film Critics Online (NYFCO). Ecco tutti i premiati:

Los Angeles Film Critics Association:

  • Best Film: Amour
  • Best Director: Paul Thomas Anderson – The Master
  • Best Actress: (tie) Jennifer Lawrence – Silver Linings PlaybookEmmanuelle Riva – Amour
  • Best Actor: Joaquin Phoenix – The Master
  • Best Supporting Actress: Amy Adams – The Master
  • Best Supporting Actor: Dwight Henry – Beasts of the Southern Wild
  • Best Editing: Dylan TichenorWilliam Goldenberg – Zero Dark Thirty
  • Best Cinematography: Roger Deakins – Skyfall
  • Best Score: Behn ZeitlinDan Romer – Beasts of the Southern Wild
  • Best Screenplay: Chris Terrio – Argo
  • Best Production Design: Jack Fisk – The Master
  • Best Animated Film: Frankenweenie
  • Best Documentary: The Gatekeepers

The New York Film Critics Online (NYFCO)

  • FILM Zero Dark Thirty (Sony)
  • DIRECTOR Kathryn Bigelow, Zero Dark Thirty
  • ACTOR Daniel Day-Lewis, Lincoln
  • ACTRESS Emmanuelle Riva, Amour
  • SUPPORTING ACTOR Tommy Lee Jones, Lincoln
  • SUPPORTING ACTRESS Anne Hathaway, Les Misérables
  • SCREENPLAY Zero Dark Thirty (Mark Boal)
  • FOREIGN LANGUAGE Amour (Sony Pictures Classics)
  • DOCUMENTARY The Central Park FIve (Sundance Selects)
  • ANIMATED FEATURE Chico and Rita (GKIDS)
  • CINEMATOGRAPHY Life of Pi (Claudio Miranda)
  • USE OF MUSIC Django Unchained (Mary Ramos, music supervisor)
  • BREAKTHROUGH PERFORMER Quvenzhané Wallis, Beasts of the Southern Wild
  • DEBUT AS DIRECTOR Benh Zeitlin, Beasts of the Southern Wild
  • ENSEMBLE CAST Argo

Fonte: Comingsoon.net

I premi collaterali di Venezia 74

Assegnati da associazioni di critici cinematografici, cineclub e circoli di cultura cinematografica, associazioni culturali i premi collaterali di Venezia 74.

Premio Arca CinemaGiovani

miglior film di Venezia 74: FOXTROT di Samuel Maoz

miglior film italiano: BEAUTIFUL THINGS di Giorgio Ferrero

Premio del Pubblico BNL – Giornate degli Autori

GA’AGUA (LONGING) di Savi Gabizon

Premio Brian

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama

Premio Circolo del Cinema di Verona – 32. Settimana internazionale della critica

TEAM HURRICANE di Annika Berg

Premio Civitas Vitae

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini

Premio Fair Play cinema

EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman          

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei

Premi Fedeora (Federazione dei Critici Europei e dei Paesi Mediterranei)

miglior film: EYE ON JULIET di Kim Nguyen

miglior regista esordiente: SARA FORESTIER  per M

miglior attore: REDOUANNE HARJANE per M

Premio FEDIC

LA VITA IN COMUNE di Edoardo Winspeare

menzione speciale: NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli

menzione FEDIC – Il giornale del cibo: LE VISITE di Elio Di Pace

Premio FIPRESCI

EX LIBRIS – THE NEW YORK PUBLIC LIBRARY di Frederick Wiseman          

miglior film d’esordio: LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami

Premio Fondazione Mimmo Rotella

GEORGE CLOONEY, MICHAEL CAINE e AI WEIWEI

Premio Enrico Fulchignoni – CICT-UNESCO

HUMAN FLOW di Ai Weiwei

Premio Future Film Festival Digital Award

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro

menzione speciale: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone 

GdA Director’s Award – Giornate degli Autori

CANDELARIA di Jhonny Hendrix Hinestroza

Premio Green Drop 

FIRST REFORMED di Paul Schrader   

Premio Human Rights Nights al Cinema dei Diritti Umani

THE RAPE OF RACY TAYLOR di Nancy Buirski

menzione speciale: L’ORDINE DELLE COSE di Andrea Segre

menzione speciale: HUMAN FLOW di Ai Weiwei

Premio Interfilm

LOS VERSOS DEL OLVIDO di Alireza Khatami

Premio Label Europa Cinemas

M di Sara Forestier                                                                                                       

Premio Lanterna Magica (CGS)

L’EQUILIBRIO di Vincenzo Marra

Premio La Pellicola d’Oro

DANIELE SPINOZZI migliore direttore di produzione di un film italiano per Ammore e Malavita

RICCARDO MARCHEGIANI migliore direttore di produzione di un film internazionale per Mektoub My Love: Canto Uno

ROBERTO DI PIETRO premio al miglior macchinista per Hannah

Premio Leoncino d’Oro Agiscuola

THE LEISURE SEEKER di Paolo Virzì  

segnalazione cinema for UNICEF 2017: HUMAN FLOW di Ai Weiwei

Premio Lizzani

GÉRÔME BOURDEZEAU e DOMINIQUE BATTESTI

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini

Premio Lina Mangiacapre

LES BIENHEUREUX di Sofia Djama

Premio Mouse d’Oro

MEKTOUB, MY LOVE: CANTO UNO di Abdellatif Kechiche

Mouse d’Argento: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone 

Premio NuovoImaie Talent Award

FEDERICA ROSELLINI per Dove cadono le ombre

MIMMO BORRELLI per L’equilibrio

Premio Open

GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone

Premio Francesco Pasinetti – SNGCI

AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros.     

premio speciale: GATTA CENERENTOLA di A. Rak, I. Cappiello, M. Guarnieri, D. Sansone 

premio speciale: NICO, 1988 di Susanna Nicchiarelli                                                                       

Premio Gillo Pontecorvo – Arcobaleno Latino

MIAO XIAOTIAN, CEO di China Film Coproduction Corporation

Premio Queer Lion

MARVIN di Anne Fontaine

Premio Mario Serandrei – Hotel Saturnia & International per il Miglior contributo tecnico – 32. Settimana internazionale della critica

LES GARÇONS SAUVAGES di Bertrand Mandico

Premio Sfera 1932

LA MÉLODIE di Rachid Hami   

Premio del Pubblico SIAE – 32. Settimana internazionale della critica

TEMPORADA DE CAZA di Natalia Garagiola

Premio SIGNIS

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: FOXTROT di Samuel Maoz

Premio C. Smithers Foundation – CICT-UNESCO

THE SHAPE OF WATER di Guillermo del Toro

Premio Sorriso Diverso Venezia 2017 – Ass Ucl

IL COLORE NASCOSTO DELLE COSE di Silvio Soldini

Premio Soundtrack Stars

ALEXANDRE DESPLAT per The Shape of Water

premio speciale: AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros.

premio alla carriera: ANDREA GUERRA

Premio UNIMED

LA VILLA di Robert Guédiguian

menzione speciale: BRUTTI E CATTIVI di Cosimo Gomez

I predoni: tutto quello che c’è da sapere sul film con Bruce Willis

Negli ultimi anni della sua carriera, l’attore Bruce Willis si è dedicato senza sosta a partecipare ad una serie di film di genere d’azione e thriller. Tra questi si ritrovano titoli come Detective KnightSurvive the Night, Reprisal o Trauma Center – Caccia al testimone. Tra questi si annovera anche I predoni, dove Willis ha però un ruolo da antagonista. Il film è diretto da Steven C. Miller, che con l’attore ha realizzato anche Extraction e First Kill, oltre ad aver diretto anche Escape Plan 2 – Ritorno all’inferno e Live! Corsa contro il tempo.

È però bene notare che, nonostante sia indicato come protagonista del film, Willis abbia in realtà un ruolo molto ridotto. L’attore, infatti, ha negli ultimi anni ridotto drasticamente i suoi impegni cinematografici, limitandosi a brevi apparizioni che comportano dunque il minimo impegno possibile. Questa formula, da molti criticata, si è dimostrata particolarmente vantaggiosa per lui, che ha così avuto modo di districarsi tra diversi lungometraggi girati tutti in brevi periodi.

Ora che l’attore ha annunciato il suo ritiro, recuperare anche questi suoi ultimi film può essere un dovuto omaggio alla sua carriera. Prima di intraprendere una visione di I predoni, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

I predoni Dave Bautista
Dave Bautista e Christopher Meloni in I predoni. Foto di Brian Douglas

La trama di I predoni

La storia si apre su una banda di criminali armati fino ai denti mette che a segno il colpo perfetto sottraendo a un noto istituto di credito una cifra pari a circa 3 miliardi di dollari, lasciandosi alle spalle una sconvolgente scia di morti e sangue. Per investigare sulla brutale rapina, verrà chiamato l’agente dell’FBI Jonathan Montgomery, affiancato dal suo collega Stockwell e dall’ultimo arrivato Wells. I sospetti dei tre ricadono immediatamente sul ricco magnate e proprietario della banca Jeffery Hubert, che sembra aver agito per conto di alcuni suoi potenti clienti.

Mentre le indagini conducono sempre più verso una fitta rete di intrighi e corruzione, un’altra rapina, sempre in una banca appartenente a Hubert, non farà altro che confermare le ipotesi di partenza: è in atto una potente cospirazione segreta, dovuta forse a un vecchio debito da riscattare, che il ricco magnate vuole nascondere a ogni costo. Gli agenti dell’FBI, che per risolvere il caso si spingeranno al confine tra bene e male, scopriranno però che dietro le terribili rapine potrebbe celarsi qualcosa che non ha niente a che fare con il denaro.

Il cast del film

Ad interpretare l’agente speciale Jonathan Montgomery vi è l’attore Christopher Meloni, noto per aver interpretato il detective Elliot Stabler nel legal drama della NBC Law & Order: Unità vittime speciali. Nel ruolo dell’agente Stockwell vi è invece Dave Bautista, oggi noto principalmente per il ruolo di Drax nel Marvel Cinematic Universe ma anche per film come Bussano alla porta e Glass Onion. L’agente Wells, invece, è interpretato da Adrian Grenier, noto soprattutto per la sua interpretazione di Vincent Chase nella serie televisiva Entourage.

Vi sono poi Texas Battle nel ruolo del Ranger TJ Jackson e Johnathon Schaech in quello del Detective Brian Mims. Bruce Willis ricopre il ruolo di Jeffrey Hubert, il proprietario della banca che subisce un furto, sul quale però ricadono diversi sospetti. Willis accettò di partecipare a I predoni a patto di girare tutte le proprie scene nel minor numero possibile di giorni. Completano poi il cast gli attori Lydia Hull nei panni dell’agente speciale Lydia Chase, Tyler Jon Olson in quelli del Detective Zach Derohan e Danny A. Abeckaser in quelli del Detective Antonio Leon.

I predoni spiegazione finale
Una scena di I predoni. Foto di Brian Douglas

La spiegazione del finale di I predoni

Nel finale del film si scopre che Hubert aveva cospirato con il senatore Cook per impedire a suo fratello Alexander di rilevare l’azienda. I due hanno informato l’unità Ranger con informazioni false su una minaccia terroristica in Costa Rica. I Ranger inviati vennero quindi giudicati come agenti disonesti e caddero in un’imboscata di una squadra di Forze Speciali che non sapeva della loro innocenza. TJ fu l’unico sopravvissuto e fu salvato da Wells, allora cecchino delle Forze Speciali.

Con i suoi beni congelati, Hubert effettua dunque frettolosamente grossi prelievi di denaro non autorizzati per fuggire dal Paese. TJ viene invece rintracciato dall’FBI in un locale per concerti e preso in custodia. L’agente speciale Wells dell’FBI si rivela a questo punto essere il capo della banda di ladri e tre membri delle forze speciali che hanno attaccato la squadra di TJ sono suoi complici. Wells ha infatti pianificato le rapine come vendetta per il massacro dei Ranger a cui ha preso parte.

Ricordando un dettaglio chiave nella posizione di una mappa, il detective Mims prevede che Wells sia il ladro e arriva mentre egli si prepara a lasciare il nascondiglio con il denaro. Tormentato dalla coscienza sporca e dalla prognosi terminale di cancro della moglie, Mims supplica Wells di permettergli di restituire il denaro rubato e di fare ammenda. Wells cerca di ragionare con Mims, ma lo uccide quando Mims alza la pistola. Qualche tempo dopo, Montgomery rintraccia Hubert a Tijuana, in Messico.

Trova Wells che si sta preparando a uccidere Hubert in un ristorante e gli dice che il denaro rubato non avrebbe riportato indietro nessuno, ma che ci sono molte persone che invece soffrono per le sue azioni. Montgomery si siede allora al tavolo di Hubert, sorseggia del vino con lui solo per poi pugnalarlo con una lama nascosta. Wells, dopo aver sparato alla guardia del corpo di Hubert, scambia uno sguardo con Montgomery e se ne va. Il film, dunque, si conclude portando alla luce temi come la corruzione nelle sfere del potere e il labile confine tra bene e male.

Il trailer di I predoni e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di I predoni grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 27 giugno alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

I Predatori: trailer del film di Pietro Castellito

0
I Predatori: trailer del film di Pietro Castellito

Fandango ha diffuso il trailer ufficiale de I predatori, il debutto alla regia di Pietro Castellito, presentato in Concorso in Orizzonti alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore del Premio Migliore Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia.

Protagonisti sono Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Nando Paone, Vinicio Marchioni, Claudio Camilli, Liliana Fiorelli, Renato Marchetti, Giulia Petrini, Francesco Borghese.

I Predatori, la trama

Nel film  I predatori È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.,

I predatori è una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci, opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

I Predatori: due clip del film di di Pietro Castellito, al cinema

0

Guarda due clip di I predatori, il debutto alla regia di Pietro Castellito, presentato in Concorso in Orizzonti alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore del Premio Migliore Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia.

Protagonisti sono Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Nando Paone, Vinicio Marchioni, Claudio Camilli, Liliana Fiorelli, Renato Marchetti, Giulia Petrini, Francesco Borghese.

I Predatori, la trama

Nel film  I predatori È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.,

I predatori è una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci, opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

I Predatori, recensione del film di e con Pietro Castellitto

0
I Predatori, recensione del film di e con Pietro Castellitto

Dopo il premio in Orizzonti a Venezia 77, Pietro Castellitto arriva al cinema con I Predatori, suo esordio alla regia che segue una carriera d’attore già lunga e che lo vede mettere in immagini una storia scritta poco più che ventenne. Il film, premiato proprio alla sceneggiatura, racconta la collisione di due mondi che si trovano messi accidentalmente in comunicazione da Federico, interpretato proprio dallo stesso Castellitto.

La trama de I Predatori

Federico Pavone, rampollo di una famiglia alto borghese intellettuale, padre chirurgo e madre regista, è un giovane dottorando di filosofia che segue da vicino il suo professore, alimentato dalla bruciante passione verso Nietzsche. Quando il progetto che lo vede coinvolto e che riguarda proprio la riesumazione della salma dal filoso tedesco lo esclude per ragioni surreali, Federico medita vendetta. Le sue maldestre e plateali scelte lo porteranno ad entrare in contatto con i Vismara, proletari, ignoranti, di estrema destra e con una illegale dimestichezza con le armi da fuoco.

I Predatori racconta di mondi che si scontrano, ognuno dei quali incontra e incrocia l’altro nella totale inconsapevolezza. I ricchi sono ignari dei poveri che guardano ai ricchi che disprezzano. Un ritratto di lotta svogliata di classe in cui le generazioni a confronto finiscono soltanto per urlarsi addosso senza però ascoltarsi né tanto meno parlarsi e comunicare. Simbolica di questa cattiva abitudine è la scena di una surreale cena di famiglia, con il personaggio interpretato da Maria Catellitto che in rima spiattella sotto al naso di ogni generazione tutte le discrepanze e le incongruenze della loro vita.

Lotta di classi e di generazioni

La sensazione è che Pietro Castellitto guardi con benevolenza il proletario con il quale non ha niente in comune e allo stesso tempo scriva con distacco e feroce critica di quella borghesia alta a cui, grazie alla sua famiglia, di fatto appartiene. Ma oltre ai conflitti privati della persona (che in questa sede poco importano), è interessante vedere come il giovane esordiente non ancora trentenne abbia un occhio per la regia che si sforza di cercare angolazioni insolite e inquadrature ricercate, mentre mostri proprio nella sceneggiatura il suo vero punto di forza.

I Predatori recensioneQuella de I Predatori è una partitura raffinata per un’orchestra formata da tanti strumenti, di ogni ordine e grado, che all’inizio partono tutti insieme discordanti, indipendenti, e solo alla fine trovano un’armonia comune, una storia coesa. Questo tipo di scelta, con tanti personaggi tra raccontare, tante piccole storie da far collimare, fa di questa storia un esordio assolutamente insolito che è sintomo di uno sguardo sveglio sulla contemporaneità e uno spiraglio di speranza per quello che sarà il racconto del nostro tempo al cinema, nel prossimo futuro.

Una commedia grottesca

I Predatori è una commedia grottesca, che offre un punto di vista disincantato, un racconto acido sulle piccolezze della comunità che merita compassione e biasimo, ma che sempre inconsapevole si fronteggia con i propri limiti e i proprio spettri rappresentati con la stessa indifferenza e inconsapevolezza. Fa ridere di gusto, lascia spiazzati, intriga e diverte.

I Predatori disponibile sulla principali piattaforme on demand

I Predatori disponibile sulla principali piattaforme on demand

Dall’11 dicembre, I predatori, il debutto alla regia di Pietro Castellito, presentato in Concorso in Orizzonti alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e vincitore del Premio Migliore Sceneggiatura alla Mostra del Cinema di Venezia, è disponibile in streaming sulle principali piattaforme on-demand.

Protagonisti sono Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Nando Paone, Vinicio Marchioni, Claudio Camilli, Liliana Fiorelli, Renato Marchetti, Giulia Petrini, Francesco Borghese.

I Predatori, la trama

Nel film  I predatori È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.,

I predatori è una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci, opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

I Predatori, la recensione

I predatori di Pietro Castellitto in Concorso in Orizzonti

0
I predatori di Pietro Castellitto in Concorso in Orizzonti

I predatori, film d’esordio alla regia di Pietro Castellitto sarà presentato in Concorso in Orizzonti alla 77° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Protagonisti sono Massimo Popolizio, Manuela Mandracchia, Pietro Castellitto, Giorgio Montanini, Dario Cassini, Anita Caprioli, Marzia Ubaldi, Antonio Gerardi, Nando Paone, Vinicio Marchioni, Claudio Camilli, Liliana Fiorelli, Renato Marchetti, Giulia Petrini, Francesco Borghese.

Sono profondamente felice – dichiara il regista – che il mio film venga presentato nella sezione Orizzonti. Lo sconquasso della pandemia ha distrutto molte certezze aprendo le porte a un nuovo scontro fra culture e visioni del mondo, premessa fondamentale per qualsiasi era artistica. C’è un che di bellico in quest’alba veneziana e farne parte è motivo di orgoglio. Ringrazio Alberto Barbera e tutti i selezionatori per la fiducia data. Spero di esserne all’altezza.

       Pietro.

Nel film  I predatori È mattina presto, il mare di Ostia è calmo. Un uomo bussa a casa di una signora: le venderà un orologio. È sempre mattina presto quando, qualche giorno dopo, un giovane assistente di filosofia verrà lasciato fuori dal gruppo scelto per la riesumazione del corpo di Nietzsche. Due torti subiti. Due famiglie apparentemente incompatibili: i Pavone e i Vismara. Borghese e intellettuale la prima, proletaria e fascista la seconda. Nuclei opposti che condividono la stessa giungla, Roma. Un banale incidente farà collidere quei due poli. E la follia di un ragazzo di 25 anni scoprirà le carte per rivelare che tutti hanno un segreto e nessuno è ciò che sembra. E che siamo tutti predatori.

I predatori è una produzione FANDANGO con RAI CINEMA prodotto da Domenico Procacci e Laura Paolucci, opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo.

I predatori dell’arca perduta: la spiegazione del finale del film

La prima avventura di Indiana Jones in I predatori dell’arca perduta è un classico del genere azione-avventura, ma il finale della storia ha anche un significato più profondo. Dal suo debutto nel 1981, la popolarità del film ha portato alla realizzazione di quattro sequel e il suo protagonista è diventato una delle figure più iconiche della cultura popolare. Seguendo l’archeologo avventuriero Indiana Jones nel suo tentativo di recuperare l’Arca dell’Alleanza perduta per impedire che finisca nelle mani dei nazisti, I predatori dell’arca perduta è un capolavoro cinematografico di intrattenimento narrativo.

Il film presenta una serie di momenti iconici quasi quanto lo stesso Indiana Jones. Momenti come l’indimenticabile scena iniziale del film hanno lasciato un segno indelebile nella cultura popolare, essendo stati da allora parodiati in quasi tutti i modi immaginabili. Altri momenti, come quello in cui Indiana Jones spara al spadaccino, sono invece diventati sinonimo della natura incrollabile e intraprendente del personaggio, contribuendo in modo significativo alla sua rilevanza duratura per un pubblico che abbraccia più generazioni.

Forse però nessun momento di Indiana Jones è iconico quanto il finale di I predatori dell’arca perduta, in cui l’arca titolare viene aperta e il suo potere liberato. La scena si conclude con una dimostrazione di potere soprannaturale che ha messo alla prova i limiti degli effetti visivi dell’epoca e che parla anche dei complessi temi sociali e culturali del film. Sebbene il film possa essere un’avventura divertente e piacevole in superficie, non esita a esaminare una serie di temi più profondi e interessanti.

Harrison Ford e Karen Allen in I predatori dell’arca perduta

Cosa è successo all’Arca alla fine di I predatori dell’arca perduta

Nelle scene finali del film, i nazisti decidono di aprire l’Arca nel deserto, dando vita al finale mozzafiato che conosciamo. Indiana Jones e Marion Ravenwood riescono a sopravvivere all’apertura dell’Arca, ma vengono lasciati soli con essa nel deserto. Il film fa poi un salto in avanti di alcune settimane per mostrare Jones e il suo collega, Marcus Brody, che discutono con i funzionari del governo riguardo all’Arca, i quali intendono studiare l’Arca. Tuttavia, i momenti finali del film mostrano che in realtà è stata collocata in una cassa anonima e nascosta in un colossale magazzino pieno di numerose altre casse identiche.

Come Indiana Jones è sopravvissuto al viaggio in sottomarino

Considerata da molti una piccola incongruenza nella trama del film, la questione di come Indy sia sopravvissuto al viaggio sul sottomarino tedesco in I predatori dell’arca perduta è in realtà relativamente semplice. Come rivelato nel romanzo tratto dal film, Jones è sopravvissuto usando la sua frusta per agganciarsi al periscopio del sottomarino, poi si è staccato e ha nuotato dietro al veicolo mentre questo attraccava nel nascondiglio nazista. Tuttavia, la storia aggiunge ulteriori dettagli su come ciò sia stato possibile.

Gli U-Boot tedeschi dell’epoca si immergevano completamente solo quando si preparavano ad attaccare le navi nemiche. Questo perché utilizzavano principalmente motori diesel, che richiedevano una fornitura di ossigeno per funzionare, il che significa che è perfettamente plausibile che il sottomarino abbia viaggiato lungo la superficie dell’acqua. Il viaggio probabilmente non è stato piacevole per Indiana Jones, ma non si tratta della falla nella trama che si è a lungo supposto.

Harrison Ford in I predatori dell'arca perduta
Harrison Ford in I predatori dell’arca perduta

Come ha fatto l’Arca a uccidere i nazisti e chi erano gli spiriti?

Uno dei momenti più famosi della saga di Indiana Jones è proprio la scena finale di questo primo film. Tuttavia, a causa della natura relativamente improvvisa della fine dei nazisti, i dettagli del potere soprannaturale dell’Arca non vengono esplorati a fondo. Ciò è intenzionale, poiché il potere dell’Arca è mostrato come il potere di Dio, ed è proprio la mancanza di comprensione e di rispetto per questo potere da parte dei nazisti a causarne la morte. Ciò è dimostrato dalla sopravvivenza di Jones e Ravenwood, che mostrano il giusto rispetto per l’Arca non guardandola.

Gli spiriti che emergono dall’Arca sono invece impliciti come angeli. Apparendo per la prima volta dall’interno dell’Arca dopo che è stata aperta, gli spiriti hanno inizialmente un aspetto tradizionalmente angelico prima di trasformarsi in qualcosa di più sinistro e letale, uccidendo tutti i nazisti presenti al rituale. Tuttavia, poiché sono un’estensione del potere dell’Arca, I predatori dell’arca perduta non descrive esplicitamente la loro natura.

Perché l’Arca dell’Alleanza è stata nascosta

L’ultima scena è dunque ambientata nel magazzino in cui l’arca è nascosta dal governo degli Stati Uniti. In seguito, in Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, si scopre che si tratta dell’Hangar 51, un deposito governativo in cui sono conservati importanti reperti di natura soprannaturale o extraterrestre. Il motivo per cui l’Arca è stata nascosta viene rivelato solo in modo implicito: il suo potere si è dimostrato incredibilmente pericoloso e deve essere studiato dai “migliori esperti”. L’Arca viene quindi portata nel magazzino proprio per tenerla al sicuro da coloro che vorrebbero sfruttarne il potere per i propri fini.

Una scena di I predatori dell'arca perduta
Una scena di I predatori dell’arca perduta

I predatori dell’arca perduta parla della contrapposizione tra scienza e religione

La rappresentazione del potere tangibile di Dio in I predatori dell’arca perduta conferisce alla serie un tono soprannaturale (oltre ad aver dato vita a un’interessante teoria su Indiana Jones che diventerebbe un angelo). Tuttavia, il film stesso si concentra principalmente sull’equilibrio tra scienza e religione e sull’intersezione tra le due. La scienza del film è l’archeologia di Jones, la scienza della storia. Poiché la trama riguarda la ricerca e la scoperta di uno dei più importanti manufatti religiosi esistenti, Jones si trova ad affrontare una crisi di fede: è costretto a mettere da parte le sue convinzioni scientifiche e ad affidarsi al potere dell’intangibile per sopravvivere.

Nel corso del film, Indiana Jones viene messo alla prova sia nella sua conoscenza del passato e del folklore, sia nella sua capacità di rispettare le cose che non capisce. È solo superando queste prove che Indiana Jones capisce che non deve toccare l’Arca, dimostrando che la conoscenza senza fede non gli sarebbe stata sufficiente. Riconciliando la contrapposizione tra scienza e religione, Indiana Jones si afferma come un eroe degno di nota, mentre altri sono stati rovinati dal loro trattamento sconsiderato delle forze che hanno scelto di non cercare di comprendere appieno.

Il vero significato del finale di I predatori dell’arca perduta

Il vero significato del finale di I predatori dell’arca perduta è quindi una dichiarazione sul potere. L’Arca rappresenta un potere al di là della portata dell’uomo comune e, nel tentativo di sfruttarlo, i personaggi coinvolti si trovano in grave pericolo. Tuttavia, il rispetto di Indiana Jones per quel potere e il suo rifiuto di tentare di distorcerlo per i propri fini è ciò che lo rende il vero eroe del film. La sete di potere dei nazisti si rivela la loro rovina, che rappresenta l’abuso di potere. Il governo degli Stati Uniti che prende l’Arca e la nasconde tra i numerosi manufatti dei film di Indiana Jones rappresenta il controllo, o l’uso appropriato del potere. Indiana Jones stesso rappresenta la persona comune, e I predatori dell’arca perduta lo vede accettare che il potere non è per lui.

Sebbene il suo messaggio specifico sia lasciato relativamente aperto all’interpretazione, il finale di I predatori dell’arca perduta sembra essere un avvertimento. Implica che i tentativi di impossessarsi dell’imprevedibile o dell’incontrollabile sono sempre destinati a fallire e che la linea di condotta più appropriata è quella di rispettare il fatto che certe cose vanno oltre la comprensione umana. Questo fa sì che il finale di I predatori dell’arca perduta assuma una nota leggermente più sinistra, ma poiché il film descrive Dio come dotato di un potere tangibile sulla Terra, è forse la nota giusta con cui concludere il film.

I Predatori dell’Arca Perduta: le stampe alla Bottleneck per il 35esimo anniversario

La  Bottleneck Gallery di Brooklyn ha messo in esposizione, in occasione del 35esimo anniversario dell’uscita al cinema di Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta, le stampe realizzate da Laurent Durieux e autorizzate dalla LucasFilm.

Potete vedere di seguito le immagini insieme alle altre stampe da collezione esposte nella gallery con soggetti Alien e la trilogia originale di Star Wars.

[nggallery id=2783]

Indiana Jones 5 arriverà al cinema il 19 luglio del 2019. Steven Spielberg che ha diretto i precedente quattro film della saga sarà di nuovo alla regia del progetto che vedrà tornare anche il leggendario protagonista, Harrison Ford. I veterani del franchise, Kathleen Kennedy e Frank Marshall, si occuperanno della produzione.

Alan Horn, Presidente dei Walt Disney Studios, ha dichiarato: “Indiana Jones è uno dei più grandi eroi della storia del cinema. È raro avere una tale perfetta combinazione di regista, produttori, attore e personaggi e noi non potevamo essere più eccitati di avere quest’altra avventura con Harrison e Steven.”

Indiana Jones e i predatori dell'arca perduta

I predatori dell’arca perduta: dal cast alle location, tutte le curiosità sul film

Nel corso della sua storia il cinema ha dato vita a personaggi oggi talmente iconici da essere diventati immortali. Uno di questi è certamente l’archeologo protagonista dei film di Indiana Jones, interpretato dall’attore Harrison Ford. I cinque lungometraggi a lui dedicati sono oggi considerati una delle migliori saghe d’avventura di tutti i tempi, merito anche degli autori Steven Spielberg e George Lucas, e la sua influenza culturale è oggi talmente ampia da aver dato vita ad un vero e proprio franchise. Ad aver dato inizio a tale iconica saga, è stato nel 1981 l’acclamato film I predatori dell’arca perduta.

Tutto nacque quando Lucas iniziò a scrivere una prima sceneggiatura nel 1973, intitolandola Le avventure di Indiana Smith. Dopo diversi tentativi di realizzare per sé il progetto, decise infine di proporlo all’amico Spielberg durante una loro vacanza insieme. Il regista di Lo squalo sembrava infatti aver espresso il desiderio di dirigere un film di James Bond, ma dopo aver letto la sceneggiatura del film di Lucas la considerò un’idea ancora migliore, definendolo “un film di James Bond senza gadget”. Il nome del personaggio è poi cambiato in Jones, ed il resto è storia.

Con un’influenza culturale unica nel suo genere, il film si affermò come un successo straordinario, ottenendo ben 5 premi Oscar a fronte di 9 nomination. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a I predatori dell’arca perduta. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alle location dove è stato girato. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

I predatori dell'arca perduta trama
Harrison Ford in I predatori dell’arca perduta. © 1981 – Lucasfilm, Ltd.

La trama di I predatori dell’arca perduta

Nel primo film della saga, l’archeologo Indiana Jones, appena tornato all’Università di Princeton da una spedizione in Perù, viene coinvolto da alcuni agenti dei servizi segreti in una missione particolarmente delicata. L’intento è quello di impedire che i nazisti si impossessino della leggendaria Arca dell’Alleanza, contenente i frammenti delle tavole della Legge donate da Dio attraverso Mosé. Partito dunque per il Nepal, Jones si mette alla ricerca di un medaglione che dovrebbe svelare il luogo in cui si nasconde l’Arca.

Nel corso della sua avventura l’archeologo si imbatte in Marion, donna con cui in passato ebbe una relazione. È lei a possedere il medaglione, cosa che la mette a sua volta nel mirino dei nazisti. Con il precipitare degli eventi, Marion si ritroverà così a seguire Indiana sino in Egitto, dove l’archeologo dovrà disperatamente cercare di anticipare le mosse dei suoi nemici, intenzionato a trovare per primo l’antico oggetto prima che cada in mani sbagliate.

Il cast del film

È oggi impensabile immaginare il personaggio di Indiana Jones con un volto diverso da quello di Harrison Ford. Eppure, inizialmente, questi era stato rifiutato dallo stesso Lucas, il quale, avendo già collaborato con l’attore per la trilogia di Star Wars, non voleva che lo si identificasse come il suo attore feticcio. Tuttavia, quando a tre settimane dall’inizio delle riprese ancora non si era trovato il giusto attore, Spielberg convinse il collega ad assumere Ford, il quale si rivelò il più convincente per la parte. Questi, particolarmente entusiasta del ruolo, decise di prepararsi fisicamente per poter eseguire personalmente le varie acrobazie previste, senza ricorrere eccessivamente a controfigure.

Accanto a lui, nei panni di Marion, vi è l’attrice Karen Allen, poi tornata a riprendere il personaggio anche per il quarto e il quinto film della serie. Per il ruolo del rivale del protagonista, Paul Belloq, Spielberg avrebbe voluto l’attore Giancarlo Giannini. Poiché questi non parlava l’inglese, però, il ruolo venne infine affidato a Paul Freeman. John Rhys-Davies, noto per essere stato Gimli in Il Signore degli Anelli, interpreta Sallah, amico di Jones. All’inizio del film è infine presente con un cameo anche l’attore Alfred Molina, qui in uno dei suoi primi ruoli nei panni del traditore Satipo.

I predatori dell'arca perduta cast
Harrison Ford e Karen Allen in I predatori dell’arca perduta. © 1981 – Lucasfilm, Ltd.

Le location dove è stato girato il film

Per quanto riguarda le location, la sequenza di apertura ambientata nella foresta del Perù è in realtà stata girata alle Hawaii, mentre le scene ambientate in Egitto sono invece state girate in Tunisia, in una località già usata da George Lucas per le scene ambientate su Tatooine in Star Wars. Spielberg descrisse la fase delle riprese nel deserto come una delle sue peggiori esperienze in campo cinematografico: le temperature del deserto raggiungevano spesso i 54 °C e molti membri della troupe ebbero problemi di salute in seguito ad intossicazione alimentare. Altre riprese furono effettuate a La Rochelle in Francia, negli Elstree Studios in Inghilterra, e a San Francisco in California.

I sequel di Indiana Jones

Successivamente al successo del film, sono stati realizzati due sequel, Indiana Jones e il tempio maledetto (1983) e Indiana Jones e l’ultima crociata (1989). Dopo anni di attesa, nel 2008 è infine arrivato il quarto capitolo della serie, intitolato Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, ambientato circa vent’anni dopo gli eventi del terzo film. Da quel momento si è poi iniziato a parlare anche di un possibile quinto capitolo, poi finalmente portato in sala nel 2023 con il titolo Indiana Jones e il Quadrante del Destino, dove accanto a Ford si ritrovano gli attori Mads Mikkelsen e Phobe-Waller Bridge.

Il trailer di I predatori dell’arca perduta e dove vedere il film in streaming e in TV

In attesa di vedere tali sequel, è possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. I predatori dell’arca perduta è infatti disponibile nel catalogo di  Prime Video, Paramount+, Now e Disney+. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 13 luglio alle ore 21:20 sul canale Italia 1.

I poteri del Frutto del Diavolo di Nico Robin e l’enorme taglia di One Piece spiegati

La seconda stagione del live-action di One Piece su Netflix espande notevolmente l’universo della serie introducendo nuovi personaggi destinati a diventare centrali nella storia. Tra le figure più intriganti c’è Nico Robin, conosciuta anche con il nome di Miss All Sunday, interpretata dall’attrice Lera Abova. Il personaggio entra in scena come uno dei membri più misteriosi dell’organizzazione criminale Baroque Works, ma fin dal primo momento la sua presenza suggerisce che dietro la sua apparente freddezza si nasconda molto di più.

Gli spettatori che seguono soltanto l’adattamento live-action potrebbero trovarsi davanti a diversi interrogativi: quali sono esattamente i poteri di Nico Robin? Perché la sua taglia è più alta di quella di Luffy? E soprattutto quali sono le sue vere motivazioni? La seconda stagione inizia a rispondere solo parzialmente a queste domande, ma il manga originale di Eiichiro Oda offre già un quadro molto più ampio del ruolo che il personaggio avrà nella saga.

In One Piece 2, Nico Robin viene introdotta come una figura calma e calcolatrice, capace di muoversi nell’ombra mentre manipola gli eventi che coinvolgono la ciurma di Monkey D. Luffy. Il suo comportamento distaccato e la sua intelligenza strategica la rendono immediatamente uno dei personaggi più affascinanti della nuova stagione.

Come funziona il potere del Frutto del Diavolo di Nico Robin

One Piece - Stagione 3

I poteri di Nico Robin derivano dal Flower Flower Fruit (Hana Hana no Mi), un Frutto del Diavolo di tipo Paramecia che le consente di far spuntare parti del proprio corpo su qualsiasi superficie all’interno del suo campo visivo. Mani, braccia o gambe possono comparire improvvisamente su muri, pavimenti o persino nell’aria, permettendole di immobilizzare i nemici o eseguire movimenti complessi senza muoversi fisicamente.

Questa abilità rende Robin estremamente pericolosa in combattimento. Può bloccare un avversario in pochi istanti, afferrarlo da più direzioni contemporaneamente o eseguire tecniche elaborate sfruttando decine di arti che si moltiplicano rapidamente. Nel live-action Netflix, questi poteri vengono rappresentati con effetti visivi che richiamano l’estetica del manga, con le braccia che sbocciano come petali.

Uno degli aspetti più distintivi del potere di Robin è proprio la sua eleganza strategica. A differenza di altri personaggi che combattono con forza bruta, Robin usa precisione e controllo, trasformando il campo di battaglia in un’estensione del proprio corpo. Questo stile di combattimento contribuisce a rendere il personaggio unico all’interno dell’universo di One Piece.

Perché la taglia di Nico Robin è più alta di quella di Luffy

Nico Robin potere One Piece 2

Un altro elemento che sorprende molti spettatori della seconda stagione riguarda la taglia sulla testa di Nico Robin, che nel mondo di One Piece ammonta a 79 milioni di Berry, molto più alta rispetto ai 30 milioni di Berry assegnati inizialmente a Luffy.

La ragione di questa differenza non è legata soltanto alle sue abilità di combattimento. In realtà, il Governo Mondiale considera Nico Robin pericolosa soprattutto per ciò che sa, non per ciò che può fare.

Robin possiede infatti una capacità rarissima: è in grado di leggere i Poneglyph, antiche tavole di pietra che custodiscono frammenti della vera storia del mondo. Queste iscrizioni raccontano eventi del cosiddetto “Secolo Vuoto”, un periodo storico cancellato dai registri ufficiali dal Governo Mondiale.

Chiunque sia in grado di decifrare questi testi diventa automaticamente una minaccia politica enorme. Se le informazioni contenute nei Poneglyph venissero rese pubbliche, l’intero equilibrio del potere globale potrebbe crollare. Per questo motivo il Governo Mondiale ha emesso una taglia su Robin quando era ancora bambina, marchiandola come criminale fin dalla giovane età.

Il vero obiettivo di Nico Robin nella storia di One Piece

Nel corso della seconda stagione, Nico Robin appare come una fedele agente dell’organizzazione Baroque Works, che opera nell’ombra per realizzare i piani del misterioso Crocodile. Tuttavia, questa alleanza rappresenta solo una fase della sua storia.

Nel manga originale, Robin è in realtà un’archeologa il cui obiettivo principale è trovare il leggendario Rio Poneglyph, una serie di iscrizioni che rivelerebbero la vera storia del mondo. Tutte le sue alleanze e le sue scelte sono guidate da questa missione.

Il suo passato è segnato dalla distruzione dell’isola di Ohara, dove vivevano studiosi che cercavano di studiare i Poneglyph. Dopo quell’evento, Robin è diventata una fuggitiva costretta a vivere nell’ombra e a diffidare di chiunque.

Proprio per questo motivo il suo incontro con i Pirati di Cappello di Paglia rappresenta uno dei percorsi narrativi più importanti dell’intera saga. Nel tempo, Robin scoprirà qualcosa che non ha mai avuto: un vero senso di appartenenza.

La seconda stagione del live-action inizia appena a costruire questa evoluzione. Se la serie continuerà a seguire fedelmente il manga di Eiichiro Oda, il personaggio di Nico Robin è destinato a diventare uno dei pilastri della storia e della ciurma di Luffy nelle stagioni future.

I Poster super ritoccati o improbabili

0
I Poster super ritoccati o improbabili

Quanti di voi guardando un poster hanno pensato “Impossibile” o “si vabbè, ritoccatissima”. Ebbene oggi approfittiamo dell’uscita dei primi poster dell’atteso nuovo film dei  fratelli Andy e Lana Wachowski, Jupiter Ascending,  per deliziarvi di una raccolta di locandine o ritoccate o dalla composizione improbabile nella vita reale.

[nggallery id=476]

Jupiter_AscendingA proposito di Jupiter Ascending, vi ricordiamo che nel cast del film diretto da  ci sono , ,  , Doona BaeJames D’Arcy e Tim Pigott-Smith. 

GUARDA IL TRAILER ITALIANO DI JUPITER ASCENDING

Trama: Jupiter Jones (Mila Kunis) è nata sotto un cielo notturno, con i segni di un destino eccezionale. Ormai adulta, Jupiter sogna le stelle, ma la sua dura realtà è fatta di bagni da pulire e una sequenza infinita di sfortune. Quando Caine (Channing Tatum), un ex militare cacciatore di taglie geneticamente modificato, arriva sulla Terra per rintracciarla, Jupiter inizia a intravedere il destino che aveva tanto atteso: il suo DNA la indica come destinataria di una straordinaria eredità che potrebbe alterare l’equilibrio dell’Universo.

Jupiter Ascending Il destino dell’universo uscirà in Italia il 28 agosto 2014.

I poster Mondo per La Casa 2 e L’Armata delle Tenebre

0

evil-dead-2-poster-randy-ortizOrmai non c’è più bisogno di introduzione per Mondo, la casa che da anni firma bellissimi e suggestivi poster, unici nel loro genere nel cogliere l’essenza del film rappresentato.
Questa volta gli artisti Randy Ortiz, Tom Whalen e Richey Beckett ci regalano i manifesti di due classici dell’horror firmati Sam Raimi ovvero La Casa 2 e L’Armata delle Tenebre.
Potete vedere i lavori degli artisti direttamente qua sotto.

I poster di film famosi ridisegnati in stile retrò

I poster di film famosi ridisegnati in stile retrò

L’artista Peter Stults ha realizzato una serie di illustrazioni che rappresentano poster di film celebri reinventandone cast and crew e ambientandoli nel passato, utilizzando uno stile retrò. Così Sylvester Stallone diventa il protagonista di Hellboy, o Audrey Hepburn quella di V per Vendetta.

Eccoli di seguito:

[nggallery id=2404]

I poster dei classici LEGO-lizzati per la Brick Fiesta

I poster dei classici LEGO-lizzati per la Brick Fiesta

In occasione dell’edizione 2015 del Brick Fiesta, la fiera dedicata ai fan di LEGO di tutto il mondo, tenutasi a Austin in Texas lo scorso 25 luglio, Paul Lee, fumettista e grandissimo fan dei mattoncini colorati ha LEGO-lizzato i poster di alcuni dei grandi classici del cinema pop.

[nggallery id=1895]

NB probabilmente gli incassi esorbitanti di Jurassic World hanno concesso al film di occupare un posto in mezzo ai capolavori presi in considerazione da Lee.

Fonte: CBR

 

I poster 3D di Kili e Dori de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato!

0
I poster 3D di Kili e Dori de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato!

Ecco i poster 3D de Lo Hobbit: un viaggio inaspettato. Sono dei poster lenticolari che permettono una visione animata dei personaggi, sotto potete vedere quelli dedicati a Kili e Dori.