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Frankenstein: Guillermo del Toro e il cast del film posano insieme per una foto

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Il cast del film Frankenstein di Guillermo del Toro si è riunito per una nuova foto in vista delle riprese, anche se, come si può notare, tra i presenti manca l’attore più importante. L’immagine è stata scattata all’interno del locale Pai di Toronto, dove il regista e gli attori Mia GothOscar IsaacCharles Dance Christoph Waltz si devono essere recati per un incontro in vista del film. Manca però all’appello Jacob Elordi, recentemente scelto per interpretare la Creatura di Frankenstein nel film. Come noto, il nuovo progetto del regista premio Oscar sarà un nuovo adattamento dell’iconico romanzo gotiche del 1818 di Mary Shelley, a cui indubbiamente del Toro apporterà un tocco personale.

Tutto quello che c’è da sapere sul Frankenstein di Guillermo del Toro

Guillermo del Toro scrive, dirige e produce Frankenstein insieme a J. Miles Dale, che è stato produttore di Guillermo del Toro’s Cabinet Of Curiosities per Netflix. Il romanzo classico di Mary Shelly segue la storia di Victor Frankenstein, uno scienziato brillante ma egoista che dà vita a una creatura in un mostruoso esperimento che alla fine porta alla distruzione sia del creatore che della sua tragica creazione. Del Toro sta sviluppando il progetto Frankenstein da diverso tempo e da tempo desiderava realizzare un film incentrato sull’iconica storia di Shelley, ma non si sa ancora quale sarà il suo punto di vista sul racconto classico.

Nel film Oscar Isaac interpreterà Victor Frankenstein, mentre Mia Goth sarà la protagonista femminile, ma il suo ruolo effettivo è ancora sconosciuto. Così come è sconosciuto il ruolo che avranno Christoph Waltz e Charles DanceAndrew Garfield era inizialmente stato scelto per interpretare la Creatura, ma ha dovuto rinuciare al film per via di altri impegni, venendo sostituito da Jacob Elordi. Le riprese del film dovrebbero svolgersi nel corso dei prossimi mesi, con una distribuizione prevista su Netflix per il 2025.

Frankenstein: Guillermo del Toro aggiorna sul film e conferma il cast

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L’imminente adattamento di Frankenstein di Guillermo del Toro ha finalmente ricevuto un aggiornamento dal regista, appena sette mesi dopo un rapporto iniziale sul processo di casting. Acclamato per film come Il labirinto del fauno, Hellboy, La forma dell’acqua – grazie a cui ha vinto l’Oscar come miglior regista – e La fiera delle illusioni, del Toro si prepara dunque ora a realizzare la propria versione della creatura di Mary Shelley. Il film sarà, come già anticipato, prodotto da Netflix, con cui il regista torna a collaborare dopo lo splendido Pinocchio.

Come riportato da Collider, appena sette mesi dopo che Oscar Isaac, Mia Goth e Andrew Garfield sono stati scelti per i ruoli chiave di Frankenstein, del Toro ha aggiornato ora sullo stato attuale del suo prossimo adattamento. Il regista non solo ha riconfermato la presenza di tali star nel cast, ma ha svelato che ad esse si è ora aggiunto anche il due volte premio Oscar Christoph Waltz. del Toro ha poi rivelato che intende iniziare le riprese nel febbraio 2024, spiegando che: Ci stiamo lavorando. Inizieremo le riprese a febbraio, ed è un film che volevo fare da 50 anni, da quando ho visto il primo Frankenstein”.

Ho avuto un’illuminazione, ed è fondamentalmente un film che ha richiesto molta crescita e molti strumenti, per cui non avrei potuto farlo 10 anni fa. – continua del Toro – Ora sono abbastanza coraggioso o abbastanza pazzo o qualcosa del genere, e affronteremo la cosa. Nel cast ci sono Oscar Isaac, Andrew Garfield, Christoph Waltz, Mia Goth e ci stiamo lavorando”. Già da ora, il film è uno dei progetti più attesi tra quelli in preparazione, considerando la capacità del regista messicano di esplorare i conflitti interiori dei mostri e degli esseri più disumani, unendo tutto ciò ad un gusto estetico senza eguali.

Il Frankenstein di del Toro sarà un film “profondamente emotivo”

Il produttore J. Miles Dale ha recentemente anticipato che il Frankenstein di del Toro offrirà una storia “profondamente emotiva”, che rivisiterà il romanzo originale del 1818 per dare al racconto una svolta incentrata sulla famiglia, un tema ricorrente che è stato presente già nel lavoro del regista negli ultimi anni. “Negli ultimi due film, con Nightmare Alley e poi con Pinocchio, abbiamo affrontato l’intero rapporto padre-figlio. Questa versione di Frankenstein segue molto quella strada tematica. Quindi, si può dire che sia il terzo film di una trilogia sui padri di Guillermo. È eccitante, e quando leggi la sceneggiatura, è molto emozionante e, ovviamente, molto iconica“, ha spiegato Dale.

Frankenstein: Blumhouse resuscita il remake?

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Frankenstein: Blumhouse resuscita il remake?

Jason Blum vuole realizzare un nuovo film su Frankenstein. Nuovo re mida del genere horror, Blum è noto per essere il fondatore della Blumehouse Production, la casa di produzione che nell’ultimo decennio si è resa responsabile dell’incredibile successo di franchise quali Paranormal Activity, Insidious, The Purge, Sinister e Ouija, ma anche di acclamate pellicole quali Whiplash e Scappa – Get Out

In un recente podcast con The Evolution of Horror (via ComicBook), Jason Blum ha dichiarato che amerebbe realizzare un nuovo adattamento del celebre romanzo gotico di Mary Shelley, già trasposto sul grande schermo innumerevoli volte. A tal proposito, Blum ha spiegato: “Mi piacerebbe provarci. Sto soltanto aspettando una grande idea”. Probabilmente, l’intendo del produttore è quello di servirsi della storia universale della Shelley per realizzare un adattamento fresco e moderno, al pari di quanto fatto con il recente L’Uomo Invisibile. 

Il film, diretto da Leigh Whannell, ha come protagonista Elisabeth Moss, ma è purtroppo ancora inedito in Italia: la pellicola, che sarebbe dovuto uscire a fine febbraio nelle nostre sale, è stata infatti posticipata a data da definirsi a causa dell’emergenza Coronavirus.

LEGGI ANCHE – Frankenstein: recensione del film di James Whale

L’Uomo Invisibile è stato un grande successo al box office americano: non è da escludere che la Universal decida di affidare al regista un’altra rivisitazione di uno dei suoi Classici Mostri: di recente, lo stesso ha espresso interesse nel voler realizzare un nuovo adattamento di Dracula.

Tra le più celebri iterazioni cinematografiche di Frankenstein si ricordano il film della Universal degli anni ’30 e della Hammer degli anni ’50. Altre celebri trasposizione sono quella del 1994 di Kenneth Branagh. In tempi più recente, si ricorda il film Victor – La storia segreta del dott. Frankenstein del 2015, con James McAvoy e Daniel Radcliffe.

Frankenstein, spiegazione del finale: come Guillermo Del Toro aggiorna il classico dell’horror per l’era moderna

Sebbene l’adattamento cinematografico del romanzo di Mary Shelley realizzato da Guillermo del Toro sia piuttosto fedele all’opera originale, Frankenstein si prende alcune interessanti libertà rispetto al materiale di partenza. Opera fondamentale della letteratura fantascientifica e horror, Frankenstein ha ispirato innumerevoli adattamenti nel corso degli anni. Quello di Del Toro è uno dei più spettacolari dal punto di vista visivo, grazie al suo approccio all’art design.

Nel processo di adattamento, tuttavia, del Toro modifica alcuni momenti e relazioni dei personaggi per sottolineare temi specifici del romanzo. Nel farlo, Guillermo del Toro introduce anche un tocco molto moderno alla storia, reinventando parti della storia originale e adattandole più strettamente al suo tipico approccio artistico.

Frankenstein rende Victor il cattivo della sua stessa storia

Frankenstein (la nostra recensione) gioca con il materiale originale in modi interessanti, tra cui l’enfasi sugli aspetti più oscuri di Victor Frankenstein. Anche nei ricordi di Victor sulla sua storia, egli non è mai necessariamente ritratto in una luce lusinghiera. Al contrario, Victor è descritto come inutilmente severo, casualmente crudele e irascibile, con un senso di arroganza che guida i suoi disperati esperimenti.

Si tratta di una divergenza oscura dal modo in cui Victor è stato ritratto nei film precedenti, che ricorda più il cupo eroe byroniano del materiale originale. La sua attenzione egocentrica e la sua incapacità di accettare i propri difetti sono amplificate, influenzando il suo rapporto travagliato con la fidanzata di suo fratello, le sue lotte con la sua famiglia e, in ultima analisi, il suo conflitto con la sua creazione.

Victor scarica sempre la colpa sugli altri, mentendo spudoratamente per convincere le persone che non è lui il responsabile della morte di Henrich ed Elizabeth. Ci vogliono la morte di suo fratello e le sue ultime parole, che condannano Victor come il “vero mostro”, per far finalmente capire a Victor i propri errori.

Anche allora, Victor cerca di vendicarsi dell’auto-riflessione, dando vita a una caccia sanguinosa e dolorosa. È solo nelle sue ultime ore di vita che Victor sembra riconoscere pienamente ciò che è diventato, ammettendo sinceramente i suoi rimpianti e implorando il perdono della creatura. Il fatto che lo ottenga sottolinea l’umanità della creatura, che lascia Victor morire in pace.

La tragica storia d’amore del mostro con Elizabeth è la chiave emotiva del Frankenstein di Del Toro

Frankenstein Film 2025
© Cortesia di Netflix

Uno degli elementi più emotivi di Frankenstein è il legame che si sviluppa tra Elizabeth e la creatura. Al loro primo incontro, tra i due scatta immediatamente una scintilla. In contrapposizione alle crudeli lezioni di Victor, Elizabeth offre empatia. È in questo momento che la creatura mostra per la prima volta la sua vera umanità, gettando le basi per il suo arco narrativo finale.

Si sottintende anche che questo sia il colpo di grazia per Victor. Quando decide che la creatura è stata un errore, le concede una possibile tregua se riuscirà a dire un’altra parola oltre a “Victor”. Quando la creatura dice “Elizabeth”, Victor cerca comunque di ucciderla, implicitamente per gelosia, poiché lei ha respinto le sue avance.

Il concetto di una storia d’amore tra Elizabeth e il mostro ha senso, data la storia della filmografia di Del Toro, il regista che ha vinto un Oscar per La forma dell’acqua. Questo filo conduttore finisce però per essere uno degli elementi più tragici di Frankenstein. Quando la creatura dà la caccia a Victor, scopre Elizabeth nella sua prima notte di nozze.

I due hanno un breve ricongiungimento in cui sembrano ritrovare il loro legame, ma Elizabeth viene ferita mortalmente quando Victor li vede e spara alla creatura. Ferita a morte, muore da sola con la creatura, confessando che non era destinata a questo mondo. A causa dell’immortalità della creatura, tuttavia, lui non ha alcuna possibilità di ricongiungersi con lei nella morte.

È allora che la creatura inizia a comportarsi in modo veramente mostruoso nei confronti di Victor, reagendo in modo più vendicativo. Frankenstein non è mai stata una storia felice, ma questi elementi aggiungono un tocco dolorosamente tragico al conflitto tra la creatura e il suo creatore, l’incapacità di quest’ultimo di accettare la prima che porta alla morte della donna che entrambi amavano.

Cosa sta succedendo con l’angelo della morte di Frankenstein?

Frankenstein di Guillermo Del Toro

Un motivo visivo ricorrente in Frankenstein è l’arcangelo che appare a Victor nei suoi sogni. Basato su una statua che aveva da bambino e che conserva anche da adulto, i pochi momenti in cui Victor abbraccia la fede piuttosto che le scienze naturali che lo circondano derivano dalle sue preghiere all’angelo affinché lo guidi e lo assista.

Victor vede ripetutamente l’angelo nel corso del film, che gli appare tra le fiamme nei suoi sogni. Tuttavia, l’angelo alla fine si toglie la sua bella maschera e rivela un volto scheletrico, trasformando il segnale di speranza in mezzo al caos in un presagio di sventura. Questo riflette la sua graduale discesa dall’ambizione elevata al rimpianto amaro.

Il fuoco che circonda l’angelo anticipa il destino finale del laboratorio di Victor, ridotto in macerie nel suo tentativo di distruggere la sua creazione. L’angelo potrebbe essere visto come una rappresentazione di diversi elementi della storia. L’interpretazione più ovvia sembra essere quella dell’angelo della morte, che incombe su Victor e gli ricorda che non può essere veramente sconfitto.

Tuttavia, potrebbe anche essere visto come una manifestazione dell’ambizione interiore di Victor. Quando considera il suo lavoro corretto e adeguato alle scienze naturali, è angelico. Una volta che si è rivoltato contro la creatura, l’angelo rivela il suo volto scheletrico. Questo riflette lo stato emotivo interiore di Victor e la sua visione delle proprie azioni.

L’angelo della morte potrebbe anche essere visto come un presagio delle azioni di Victor nel corso del film, che si avvicina man mano che più persone muoiono intorno a lui. La sua prima visione dell’angelo fiammeggiante arriva dopo la morte di sua madre, e le visioni si ripetono quando Henrich, Elizabeth e William muoiono intorno a lui. In un certo senso, Victor era il loro angelo della morte.

Come Frankenstein cambia il finale del romanzo

Mia Goth in Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

Frankenstein‘s framing device è tratto direttamente dal romanzo omonimo. In entrambe le versioni, Victor racconta la sua storia a un capitano nell’Artico prima che vengano trovati dal mostro. In entrambe le versioni, la creatura arriva per piangere la morte del suo creatore. Tuttavia, le circostanze esatte di questo finale e ciò che ne è stato della creatura in seguito differiscono.

Nel libro, la creatura non raggiunge Victor prima della sua morte. Victor non muore ammettendo i suoi errori e i suoi rimpianti, ma cercando invece di convincere la barca a salpare per la stessa gloria che un tempo era abbastanza ambizioso da cercare. Nel film, Victor chiede umilmente perdono alla creatura, ottenendolo alla fine prima di morire.

L’ultima conversazione di Victor con la sua creazione implora anche la creatura di abbracciare la vita. Questo porta alla natura ambigua del finale del film, che prepara la creatura a un futuro unico e inconoscibile. Si tratta di una grande divergenza rispetto al romanzo, che invece si concludeva con la creatura che ammetteva che, con la morte del suo creatore, era finalmente pronta a uccidersi.

Un tema importante della versione di Del Toro di Frankenstein è l’incapacità della creatura di morire, risultato degli esperimenti di Victor che hanno portato a un avanzato fattore di guarigione per la creatura. Il finale del libro assume un tono più apertamente cupo rispetto al film, che invece si conclude con una nota agrodolce di speranza per la creatura e il suo futuro.

Il vero significato del Frankenstein di Guillermo Del Toro

Oscar Isaac in Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

Frankenstein è un film sulle qualità mostruose dell’umanità, che stabilisce che i più grandi fallimenti delle persone spesso derivano dalle loro scelte e dai loro errori. L’ego e l’ambizione portano gli uomini a grandi altezze, ma li trasformano anche in mostri. Anche al di là di Victor, questo tema può essere visto nei destini di Leopold Frankenstein e Henrich Harlander.

Leopold era il padre di Victor, un brillante chirurgo determinato a far sì che suo figlio seguisse le sue orme. Questo lo portò a picchiare fisicamente suo figlio durante le lezioni, un tratto che fu tramandato a Victor. Il film mette in parallelo l’insegnamento fallito di Victor alla creatura con il trattamento abusivo di Leopold, creando un filo conduttore tra le loro peggiori qualità.

Henrich è il principale benefattore di Victor, presentandosi inizialmente come incuriosito dalla possibilità di entrare nella storia. In realtà, soffre di sifilide e spera che il processo possa essere utilizzato per prolungare la sua vita. Quando Victor gli dice senza mezzi termini che non funzionerà, Henrich reagisce violentemente, danneggiando i macchinari e facendosi uccidere.

Al contrario, il vecchio cieco di cui la creatura diventa amica è umile e gentile. La sua morte dopo l’attacco di un lupo è descritta come tranquilla e cupa, con la sua umanità che traspare nei suoi ultimi momenti. Questo ha un grande impatto sulla creatura, che impara da lui non solo a leggere e a parlare, ma anche a essere umano.

In tutto Frankenstein, sono le azioni avventate e rabbiose degli uomini a causare la morte loro e degli altri. Da Victor fino agli uomini senza nome che attaccano la creatura e vengono uccisi per legittima difesa, la violenza è ricambiata con la stessa moneta dal mondo in generale. In Frankenstein, la crescita emotiva più potente deriva dalla gentilezza e dall’empatia.

Frankenstein Junior: il film cult di Mel Brooks

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Frankenstein Junior: il film cult di Mel Brooks

Frankenstein Junior è il film culto del 1974 di Mel Brooks con protagonisti nel cast Gene Wilder (Dottor Frederick Frankenstein), Marty Feldman (Igor), Peter Boyle (la creatura), Madeline Kahn (Elizabeth), Cloris Leachman (Frau Blücher), Teri Garr (Inga).

La trama di Frankenstein Junior

Brooks ambienta la sua storia nel 1900, a New York, dove un giovane neurochirurgo, il Dottor Frederick Frankenstein sto sostenendo con vigore, durante una lezione universitaria, che il sistema nervoso centrale non può essere riparato. Il Dottor enuncia con maggior enfasi questa tesi soprattutto per allontanare le nubi di vergogna che gravano sul suo nome; egli è infatti il nipote del famoso Barone Viktor von Frankenstein, conosciuto per i suoi esperimenti che rasentavano la necrofilia.

Così il giovane medico ha cambiato la pronuncia del suo nome in Frankenstin e cerca in ogni modo di distanziarsi dalla mediocre reputazione del nonno. Un giorno però gli viene consegnato il testamento del Barone, che lo dichiara suo unico erede e lo spinge malvolentieri ad un viaggio in Romania, per regolare le questioni burocratiche relative ai possedimenti e al castello del nonno. Nel uso viaggio incontra Inga, la sua procace assistente, Igor -un maiuscolo Marty Feldman- aiutante e nipote anche lui del famoso Igor aiutante del Barone e Frau Blücher, misteriosa domestica che si rivelerà ben più di una semplice cameriera. Frederick troverà ben presto la sua strada e scoprirà segreti e possibilità che non aveva osato immaginare.

Frankenstein Junior, il film

Facendo il verso al Frankenstein di James Whale del 1931 e al suo seguito La moglie di Frankenstein, il genio di Mel Brooks ha portato sullo schermo Frankenstein Junior, uno dei suoi film di maggiore successo e senza dubbio una pietra miliare del cinema mondiale con un enorme successo di critica e pubblico.

Mel Brooks in Frankenstein Junior, rivede e corregge il romanzo di Mary Shelley, sfruttando la grande popolarità del film su di esso basato diretto da Whale, riprendendone lo stile e modificandone le situazioni rilette in chiave più che comica.

Frankenstein Junior  è interamente girato in bianco e nero, lo stile di ripresa, le dissolvenze che ci portano da un luogo all’altro e i tagli di scena sono ripresi dal cinema dei primi anni ’30 e addirittura alcuni oggetti di scena usati da Whale sono stati riproposti da Brooks nella stessa posizione del film originale. L’intento del regista è quindi palesemente quello di omaggiare il classico dell’horror, pur sbeffeggiandone i personaggi e realizzando caricature efficaci ed esilaranti dei personaggi principali.

Molteplici sono le battute divenute leggendarie, dalla più famosa <<Si può fare!>> a quella eccezionale di Igor <<Potrebbe andare peggio, potrebbe piovere… (e giù il diluvio)>>. Poche sono le pellicole che entrano così tanto nel DNA dei cinefili da costituire parte integrante del loro linguaggio quotidiano.

Frankenstein Junior è riuscito proprio a far questo: penetrare nella memoria comune con una colonna sonora disturbante, una messa in scena perfettamente fedele ai canoni estetici del cinema horror degli anni ’30, un sonoro (letteralmente) da Oscar e un cast perfettamente assortito e calato in maniera addirittura seriosa nel ruolo. Ed è qui che nasce la comicità più pura, ovvero nel contrasto vivace tra la considerazione di sé che ha il personaggio e la considerazione che lo spettatore ha pian piano del personaggio stesso. Gene Wilder in stato di grazia è un magnifico professor Frankenstein che, in un percorso di formazione, prende coscienza delle proprie capacità, del proprio destino e addirittura dei veri desideri del suo cuore.

Parallelamente a lui c’è Peter Boyle, che interpreta la creatura, il mostro reietto che spaventa la società, pur dimostrando chiaramente il suo terrore per ciò che lo circonda, per il fuoco addirittura. Con lui Frederick instaura un rapporto paterno ed entrambi troveranno sostegno reciproco davanti alle avversità del finale. Infine l’uno salverà l’atro, ricevendo in dono un ‘grande’ beneficio per la sua vita…coniugale.

Un sotteso senso di mistero si mescola alla battuta di spirito, con un risultato che conduce ad una delle migliori commedie di sempre, realizzata con grande bravura da parte degli attori, ma soprattutto che porta la firma geniale e la battuta fulminante della grande stella Brooks.

Frankenstein Junior torna al cinema dal 27 Febbraio

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Frankenstein Junior torna al cinema dal 27 Febbraio

“Si-può-fare!”, “Rimetta a posto la candela”, “Potrebbe essere peggio… potrebbe piovere”, ”Se-da-ta-vo??”: sono solo alcune delle esilaranti battute entrate nella memoria dei fan di Frankenstein Junior. Per tutti gli appassionati del Dottor Frederick Frankenstein, discendente del famoso barone Victor, il capolavoro comico di Mel Brooks, con l’indimenticabile doppiaggio di Oreste Lionello, arriva nelle sale italiane solo dal 27 febbraio al 1° marzo con la Frankenstein Junior Night al cinema, tre notti di festeggiamenti in attesa del 50esimo anniversario del film uscito nel 1974.

Dopo il successo dell’evento di dieci anni fa, quando Nexo Digital riportò nelle sale il film raccogliendo migliaia di spettatori, si ripeterà uno dei riti più amati dagli appassionati di cinema. Anche in questo caso, infatti, l’invito, per celebrare a dovere l’anniversario, sarà quello di recarsi al cinema vestiti come gli indimenticabili protagonisti del film (con gobbe, carri, candele, mantelli, proprio come accaduto nel 2013) pronti a recitarne le battute salienti e a rivivere su grande schermo le scene entrate nella leggenda. Nelle sale italiane saranno inoltre disponibili materiali visuali per scattare il proprio selfie accanto al poster celebrativo e speciali allestimenti a tema. Al via sui social, con l’hashtag #FrankensteinJuniorNight, anche un challenge per sfidarsi nella messa in scena dei passaggi più famosi: l’incontro tra Igor e il Dottor Frankenstein, la (piovosa) notte al cimitero, il sorprendente balletto del Dottor Frankenstein e della creatura, l’incontro con l’eremita cieco, i misteriosi cervelli “abnormal” e le candele che celano stanze segrete, ma che è meglio rimettere al loro posto.

Film cult senza tempo e capolavoro del divertimento Frankenstein Junior, vede protagonisti personaggi entrati a pieno titolo nell’immaginario collettivo: il geniale Gene Wilder nei panni del Dottor Frankenstein, lo straordinario gobbo Igor reso immortale da Marty Feldman, la terribile e innominabile Frau Blücher interpretata da Cloris Leachman, la creatura – mostro portata in scena dall’immenso Peter Boyle e Madeline Kahn in Elizabeth.

Frankenstein Jr. torna al cinema!

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Frankenstein Jr. torna al cinema!

FrankensteinJr

Frankenstein Jr. tornerà al cinema in versione digitale rimasterizzata il 2 e il 3 febbraio 2011, all’interno del Legend Film Festival: ecco un cartonato molto particolare realizzato per promuovere l’evento…

Frankenstein di nuovo al cinema?

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Frankenstein di nuovo al cinema?

Frankenstein

Presto si potrebbe rivedere al cinema il dottor Frankenstein insieme alla sua creatura, ma l’attesa potrebbe essere quasi alla fine.

Frankenstein di Guillermo del Toro: una nuova foto dal set

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Frankenstein di Guillermo del Toro: una nuova foto dal set

Una nuova immagine dal set di Frankenstein di Guillermo del Toro sembra anticipare una scena chiave del libro di Mary Shelley da cui il film si fa ispirare. Raccontando la storia di un giovane scienziato ambizioso che crea un nuovo essere formati di parti di cadaveri di persone defunte, e lo rianima, il famoso romanzo di Shelley fu originariamente pubblicato nel 1818. Da allora, il romanzo ha visto adattamenti cinematografici e televisivi, con numerose interpretazioni diverse.

Ora, un nuovo post di Guillermo del Toro sembra rivelare il set di una scena del suo film Frankenstein. Su Twitter, il regista ha pubblicato un’immagine di lui accanto all’attore Nikolaj Lie Kaas e al direttore della fotografia Dan Laustsen, mentre sorride alla telecamera. Dietro di loro c’è un set che ricrea una nave.

Del Toro scrive come didascalia “due dei miei danesi preferiti” in riferimento a Kaas e Laustsen. E poi aggiunge: “Riprese di F,” dove F. significa molto probabilmente Frankenstein.

Chi c’è nel cast del Frankenstein di Guillermo del Toro?

Guillermo del Toro scrive, dirige e produce Frankenstein insieme a J. Miles Dale, che è stato produttore di Guillermo del Toro’s Cabinet Of Curiosities per Netflix. Il romanzo classico di Mary Shelly segue la storia di Victor Frankenstein, uno scienziato brillante ma egoista che dà vita a una creatura in un mostruoso esperimento che alla fine porta alla distruzione sia del creatore che della sua tragica creazione. Del Toro sta sviluppando il progetto Frankenstein da diverso tempo e da tempo desiderava realizzare un film incentrato sull’iconica storia di Shelley, ma non si sa ancora quale sarà il suo punto di vista sul racconto classico.

Nel film Oscar Isaac interpreterà Victor Frankenstein, mentre Mia Goth sarà la protagonista femminile, ma il suo ruolo effettivo è ancora sconosciuto. Così come è sconosciuto il ruolo che avranno Christoph Waltz e Charles DanceAndrew Garfield era inizialmente stato scelto per interpretare la Creatura, ma ha dovuto rinunciare al film per via di altri impegni, venendo sostituito da Jacob Elordi. Le riprese del film dovrebbero svolgersi nel corso dei prossimi mesi, con una distribuizione prevista su Netflix per il 2025.

Frankenstein di Guillermo del Toro: rivelati i ruoli di Oscar Isaac, Andrew Garfield e Mia Goth

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Continuano ad arrivare aggiornamenti sull’imminente adattamento di Frankenstein di Guillermo del Toro ha finalmente ricevuto un aggiornamento dal regista, appena sette mesi dopo un rapporto iniziale sul processo di casting. Dopo avervi rivelato il cast, oggi abbiamo maggiori dettagli su chi interpreteranno i protagonisti annunciati e Oscar Isaac, Mia Goth e Andrew Garfield.

Secondo What’s on Netflix , Oscar Isaac interpreterà il ruolo del mostro nel film Frankenstein di Guillermo del Toro, che attualmente ha “Prodigal Father” come titolo provvisorio. Mia Goth interpreterà il ruolo della sposa, mentre Andrew Garfield interpreterà il dottore. “Ambientato nell’Europa dell’Est nel 19° secolo, la storia del Dr. Pretorious, che ha bisogno di rintracciare il mostro di Frankenstein, che si ritiene sia morto in un incendio quarant’anni prima, per poter continuare gli esperimenti del Dr. Frankenstein” si legge sull’attuale sinossi. Anche Christoph Waltz, che ha recentemente doppiato il ruolo del Conte Volpe nel Pinocchio di Guillermo del Toro del 2022, è stato scelto nel film in un ruolo non rivelato.

Il Frankenstein di Guillermo del Toro

Acclamato per film come Il labirinto del fauno, Hellboy, La forma dell’acqua – grazie a cui ha vinto l’Oscar come miglior regista – e La fiera delle illusioni, del Toro si prepara a realizzare la propria versione Frankenstein, la creatura di Mary Shelley. 

Dopo aver anticipato che stava “lavorando su un film di mostri” nel dicembre 2022, Deadline ha confermato che del Toro stava realizzando un adattamento live-action di Frankenstein con Garfield, Isaac e Goth nel marzo 2023. Scritto e diretto da del Toro, il film è in fase di rilascio e distribuzione da Netflix .

Il produttore J. Miles Dale ha recentemente anticipato che il Frankenstein di del Toro offrirà una storia “profondamente emotiva”, che rivisiterà il romanzo originale del 1818 per dare al racconto una svolta incentrata sulla famiglia, un tema ricorrente che è stato presente già nel lavoro del regista negli ultimi anni. “Negli ultimi due film, con Nightmare Alley e poi con Pinocchio, abbiamo affrontato l’intero rapporto padre-figlio. Questa versione di Frankenstein segue molto quella strada tematica. Quindi, si può dire che sia il terzo film di una trilogia sui padri di Guillermo. È eccitante, e quando leggi la sceneggiatura, è molto emozionante e, ovviamente, molto iconica“, ha spiegato Dale.

Frankenstein di Guillermo Del Toro: le nuove foto offrono uno sguardo più dettagliato sul mostro interpretato da Jacob Elordi

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Sono state rivelate nuove immagini della versione di Guillermo del Toro di Frankenstein. Il regista di La forma dell’acqua sta affrontando il classico testo di Mary Shelley con lo stesso titolo. La sua versione vedrà Oscar Isaac nei panni di Victor Frankenstein e Jacob Elordi in quelli del suo mostro, con un cast di supporto che include Mia Goth, Charles Dance, Christoph Waltz, Burn Gorman, David Bradley, Felix Kammerer e Christian Convery.

Questo film horror con mostri durerà circa 2 ore e mezza e sarà distribuito da Netflix. L’uscita è prevista per novembre.

Secondo Vanity Fair, sono state rivelate nuove immagini di Frankenstein, tra cui uno sguardo al mostro di Elordi. Le immagini includono alcune immagini sorprendenti dello scenario, tra cui del Toro che parla con Isaac mentre esamina un cadavere finto. Un’altra foto mostra Waltz su una scala in penombra.

Parte del volto di Elordi è visibile nell’immagine del suo personaggio mostruoso. In un’altra inquadratura, esamina una foto che gli nasconde il volto. Anche il personaggio di Elizabeth, interpretato da Goth, è mostrato in modo più dettagliato in queste immagini. Guarda le immagini qui sotto:

Fonte Vanity Fair © Netflix
Fonte Vanity Fair © Netflix

Cosa significa questo per Frankenstein

Il trailer di Frankenstein non ha rivelato l’aspetto completo del mostro interpretato da Elordi. Pur confermandone la presenza fisica dominante e le tendenze violente, ha nascosto il suo volto al pubblico. Queste immagini mostrano per la prima volta il volto di Elordi nel ruolo, anche se è ancora parzialmente nascosto.

La seconda immagine è ancora più accurata nel nascondere i lineamenti del mostro. In essa, Elordi tiene una foto davanti al viso. Si intravedono i lunghi capelli della creatura, ma l’unica parte di pelle visibile sono le mani e un po’ della fronte. Questo lascia ancora molto da scoprire in Frankenstein.

Le immagini rivelano anche alcuni dei costumi eccezionali di Frankenstein. Ciò è particolarmente evidente in Goth, che interpreta Elizabeth, la fidanzata di Victor nel libro. Goth indossa abiti sontuosi e dai colori vivaci.

Frankenstein di Guillermo del Toro: la sua poetica trova qui la massima espressione?

Frankenstein di Guillermo del Toro è finalmente nelle mani di tutti. Il film, scritto e diretto dal regista messicano e ispirato al celebre romanzo Frankenstein, o il moderno Prometeo di Mary Shelley, è stato distribuito su Netflix il 7 novembre ed è stato in concorso alla 82ª edizione della Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Nel cast figurano Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth e Christoph Waltz. E dopo averlo visto, la domanda sorge spontanea: è lui il film “summa” di Del Toro?

Dal libro… a Guillermo del Toro

Dopo il successo del suo Pinocchio, premiato agli Oscar, Del Toro torna a confrontarsi con la letteratura classica e con una delle figure più emblematiche della narrativa gotica. Un progetto che sognava da oltre un decennio – fin dal 2010 – e che ora sembra pronto a diventare il manifesto definitivo della sua poetica cinematografica. Lo pensavamo prima che uscisse, ora è certo: Del Toro ha seguito, bene o male, la storia originale (sia a livello di veicolazione del messaggio che di impostazione), arricchendola però con la sua visione autoriale.E l’idea che la creatura di Frankenstein possa rappresentare il “mostro” per eccellenza del suo cinema non appare affatto azzardata. Per capirlo, però, bisogna partire dal principio.

Oscar Isaac in Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

I mostri di Guillermo del Toro

Guillermo del Toro ama i mostri. Sono loro il cuore pulsante del suo cinema: creature orrorifiche ma dolenti, protagoniste di fiabe dark che mettono in discussione l’umanità. Per lui, il monstrum non è un’entità negativa. Al contrario, incarna un Bene nascosto, frainteso, che la società condanna solo perché diverso. È su questo sguardo che si fonda l’intera visione autoriale del regista. Del Toro racconta l’Altro – il diverso, l’emarginato – perché è da lì che viene.

Le sue creature sono figure tragiche, spesso più umane degli uomini stessi, immerse in contesti storici segnati da violenza, guerra e oppressione. Ed è proprio l’uomo, il “normale”, a risultare spesso il vero mostro. E in Frankenstein, lo stesso uomo, alla fine, lo ammette.

Frankenstein: la sua creatura è davvero il suo mostro per eccellenza?

Due tra i suoi film più acclamati, Il labirinto del fauno e La forma dell’acqua, incarnano perfettamente questo principio. In entrambi i casi, Del Toro inserisce figure inquietanti – il Fauno e l’Uomo Anfibio – che inizialmente suscitano diffidenza ma si rivelano strumenti di salvezza per le protagoniste, a differenza dei loro antagonisti umani: il capitano Vidal e il colonnello Strickland.

Il Fauno guida Ofelia verso una verità nascosta – forse verso la morte, forse verso un ritorno al suo regno sotterraneo – ma è il crudele Vidal, simbolo del potere fascista, a toglierle la vita. L’Uomo Anfibio, invece, viene studiato come cavia militare e brutalizzato. Eppure salva Elisa, restituendole una nuova esistenza. In entrambi i film, perciò, i mostri sono salvifici. Mettono in luce la degenerazione dell’essere umano, la sua incapacità di accettare ciò che non comprende.

Con Pinocchio, il discorso si evolve. Il burattino, questa volta, è una creazione recente. Non nasce già “altro”, ma viene plasmato da un uomo – da un padre – e cresce in un contesto che prova a cambiarlo. Pinocchio è ribelle, curioso, pieno di slancio infantile verso la conoscenza e la bellezza. La sua scelta finale – schierarsi contro il Male, incarnato da Benito Mussolini – è un atto di libertà morale. Ed è proprio da qui che Del Toro approda naturalmente a Frankenstein. Se il Fauno e l’Uomo Anfibio sono creature già compiute, e Pinocchio un’anima in  formazione che sceglie il Bene, la creatura di Frankenstein si pone in mezzo: è un essere che nasce neutro, ma viene corrotto. E non trova un vero e proprio lieto fine.

Frankenstein Film 2025
© Cortesia di Netflix

Una riflessione sul mondo

Nel romanzo originale di Mary Shelley (così come nel film), la creatura è inizialmente pura. È come un neonato gettato nel mondo: non conosce odio, dolore, nemmeno linguaggio. Un po’ come Pinocchio, a ben pensarci. Victor Frankenstein, però, la rifiuta. Non riesce ad accettare ciò che ha generato. La creatura impara a vivere da sola, spia una famiglia per apprendere emozioni, sogna il Bene. Ma viene respinta, odiata, tradita. Ed è lì che qualcosa si spezza.

Da spettatore silenzioso e sensibile, diventa assassino. Uccide, si vendica, agisce per rabbia. Non perché malvagio, ma perché ferito. La sua evoluzione – da innocente a mostro – è causata interamente dal comportamento umano. Del Toro, che ha sempre mostrato come i suoi mostri incarnino una purezza alternativa rispetto al mondo, trova proprio in questa figura il punto più profondo della sua poetica. Frankenstein non è una creatura che nasce mostro: lo diventa per colpa dell’uomo. È l’incarnazione materiale delle sue colpe, delle sue paure, della sua violenza. Questo lo vediamo sin dall’inizio anche nel film: Victor, che dovrebbe essere suo padre, lo tratta con disprezzo. Lo ferisce – anche fisicamente – con costanza, finché non tenta di bruciarlo vivo.

Tutto perché la Creatura pronuncia solo il suo nome – che, come dirà Elizabeth, “significa tutto per lui” – ma per lo scienziato è solo un errore di creazione. Da questo momento in poi non c’è più un confine netto tra Bene e Male. Nella Creatura convivono entrambi. Ma a prevalere è il Male che ha assorbito dal mondo e dal suo stesso padre. Ed è come se, attraverso di lei, Del Toro volesse mostrarci quanto facilmente la crudeltà umana possa deformare persino ciò che nasce incline al Bene – specie se trasmessa dalle persone che amiamo o che abbiamo accanto.

Il mostro perfetto per il suo cinema

La Creatura di Guillermo del Toro ne è consapevole più di tutti gli altri mostri raccontati nelle sue pellicole. Anzi, è come se fosse la rappresentazione di tutti loro. Capisce che l’uomo è egoista, che può essere malvagio, e sa che non accetta nulla che esca dai suoi canoni distorti. Lo dice lui stesso in una frase commovente: “Forse era così che andava il mondo. Vieni cacciato e ucciso solo perché sei quello che sei.” È da lì che parte tutto: la ricerca, la rabbia accecante. E quando alla fine arriva il perdono della stessa Creatura, assume un significato ancora più potente. In quel momento c’è la summa di tutto: c’è l’uomo che capisce di essere mostro – lo stesso Victor lo ammette: “Il mostro sono io”– e c’è il mostro che sa di poter essere più uomo dell’uomo stesso.

Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

L’uomo mostro, il mostro uomo

Il libro di Shelley lo diceva bene: viviamo in un mondo che ci rende cattivi, che è cattivo, e che, senza rendersene conto, condanna l’altro a credere di essere peggio di lui. L’altro che nasce puro, incontaminato, e una volta messo al mondo affronta una prova difficilissima: dover combattere contro tutti gli orrori che vede per non soccombere a essi. E quando ce la fa – quelle poche volte – l’altro, il Mostro, il diverso, diventa anche la prova che si può sempre tornare indietro. Anche quando si hanno tutte le ragioni per lasciarsi travolgere dall’odio.

Ci insegna che si può essere migliori. Anzi, che chi è migliore è proprio colui che si etichetta come il male. Per tutte queste ragioni, Frankenstein rappresenta il punto di sintesi più potente del cinema di Guillermo del Toro: un film che, anche attraverso una rilettura personale della storia, diventa il suo manifesto definitivo. Perché la vera paura – e Del Toro ce lo ricorda da sempre – non risiede nelle creature diverse da noi, ma negli occhi che le guardano. E questa è un’opera che parla del nostro tempo più di quanto vorremmo ammettere.

Frankenstein di Guillermo del Toro: iniziate le riprese del film con Jacob Elordi

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Frankenstein di Guillermo del Toro è ad un passo dal diventare realtà, con il regista che annuncia attraverso i suoi account sui social media che le riprese per il suo prossimo progetto sono iniziate. Con un selfie in mezzo a un campo innevato, Guillermo del Toro ha fatto sapere al pubblico che le riprese hanno preso il via per l’ultimo adattamento della storia senza tempo scritta da Mary Shelley. Frankenstein  segnerà il primo film di del Toro dall’uscita di Pinocchio, poiché il regista distingue la sua versione della storia dei mostri dagli adattamenti precedenti grazie al suo stile visivo caratteristico e all’amore per i misteri irrisolti.

Frankenstein è rimasto per molto tempo un progetto che ha appassionato Guillermo del Toro, e il regista messicano ha finalmente riunito un cast potente per dare vita alla storia. Jacob Elordi ha recentemente sostituito Andrew Garfield nel ruolo del mostro, unendosi a Oscar Isaac, Mia Goth e Christoph Waltz come parte del cast. Oscar Isaac interpreterà lo stesso Dottor Victor Frankenstein, uno scienziato che spinge i confini tra la vita e la morte con i suoi esperimenti non convenzionali. Il resto dei personaggi del film non sono stati ancora rivelati e, a giudicare dai luoghi freddi che il regista ha visitato durante la ricerca dei luoghi delle location, sembra che la storia del Dottor Frankenstein e della sua creazione sarà ambientata in un luogo lontano e misterioso.

Chi c’è nel cast del Frankenstein di Guillermo del Toro?

Guillermo del Toro scrive, dirige e produce Frankenstein insieme a J. Miles Dale, che è stato produttore di Guillermo del Toro’s Cabinet Of Curiosities per Netflix. Il romanzo classico di Mary Shelly segue la storia di Victor Frankenstein, uno scienziato brillante ma egoista che dà vita a una creatura in un mostruoso esperimento che alla fine porta alla distruzione sia del creatore che della sua tragica creazione. Del Toro sta sviluppando il progetto Frankenstein da diverso tempo e da tempo desiderava realizzare un film incentrato sull’iconica storia di Shelley, ma non si sa ancora quale sarà il suo punto di vista sul racconto classico.

Nel film Oscar Isaac interpreterà Victor Frankenstein, mentre Mia Goth sarà la protagonista femminile, ma il suo ruolo effettivo è ancora sconosciuto. Così come è sconosciuto il ruolo che avranno Christoph Waltz e Charles DanceAndrew Garfield era inizialmente stato scelto per interpretare la Creatura, ma ha dovuto rinunciare al film per via di altri impegni, venendo sostituito da Jacob Elordi. Le riprese del film dovrebbero svolgersi nel corso dei prossimi mesi, con una distribuizione prevista su Netflix per il 2025.

Frankenstein di Guillermo Del Toro: il rating conferma che sarà violento e per adulti!

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Il Frankenstein di Guillermo del Toro continua il trend di successo dell’iconica storia del mostro. Il film Netflix in uscita a novembre è un adattamento dell’omonimo romanzo horror classico del 1818 di Mary Shelley. Il prossimo Frankenstein vanta un cast stellare che include  Oscar IsaacMia GothJacob ElordiChristoph Waltz. Charles Dance, Christian Convery, Ralph Ineson. Segna il primo rifacimento di un iconico mostro della Universal da parte di del Toro dopo il suo film vincitore dell’Oscar del 2017, La forma dell’acqua, ispirato a Il mostro della laguna nera del 1954.

Secondo FilmRatings.com, Frankenstein di Guillermo del Toro ha ricevuto una classificazione MPA di R, che continua la tendenza moderna di adattamenti del romanzo originale di Mary Shelley sempre più grafici, violenti e per adulti. La maggior parte dei primi adattamenti o continuazioni più noti del classico letterario sono classificati PG, PG-13 o Approved (nel periodo pre-MPA/MPAA), tra cui il film del 1931 con Boris Karloff, La moglie di Frankenstein del 1935 (che vedeva Karloff tornare al fianco di Elsa Lanchester) e La maledizione di Frankenstein del 1957 (con Christopher Lee e Peter Cushing).

Cosa significa questo per Frankenstein di Guillermo del Toro

Continua anche una tendenza per il regista

La tendenza seguita dal nuovo film di Guillermo del Toro non ha iniziato a prendere piede fino agli anni ’70, che hanno visto l’uscita di una serie di film su Frankenstein classificati R, tra cui The Horror of Frankenstein della Hammer, il film blaxploitation Blackenstein e il controverso Flesh for Frankenstein di Paul Morrissey. Da allora, tra film per famiglie come Hotel Transylvania, Frankenweenie e The Monster Squad, hanno iniziato a spuntare sempre più adattamenti vietati ai minori, tra cui quello di Kenneth Branagh del 1994, il film di Roger Corman del 1990 Frankenstein Unbound e l’adattamento di Bernard Rose del 2015 con Xavier Samuel e Carrie-Anne Moss.

Mary Shelley’s Frankenstein del 1994 vantava un cast stellare che includeva Branagh, Robert De Niro, Helena Bonham Carter, Ian Holm, John Cleese e Aidan Quinn.

Questa classificazione ha senso perché i film di Guillermo del Toro tendono a fondere elementi fantasy con una realtà raccapricciante. Sebbene abbia realizzato film classificati PG e PG-13, la maggior parte della sua produzione è stata classificata R, con Frankenstein che è diventato il suo nono film su 13 a ottenere tale classificazione. Gli altri suoi film classificati R sono Cronos (il suo film d’esordio), Mimic, Il dorso del diavolo, Blade II, Il labirinto del fauno, Crimson Peak, La forma dell’acqua e Nightmare Alley.

Frankenstein di Guillermo Del Toro per Netflix stabilisce il record di pubblico su Rotten Tomatoes dai tempi di Il labirinto del fauno

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Il film Frankenstein di Guillermo del Toro ha stabilito un nuovo record su Rotten Tomatoes per la carriera acclamata del regista. Il suo impressionante curriculum include successi come Blade II, Hellboy, Il labirinto del fauno, Pacific Rim, La forma dell’acqua e Pinocchio. L’adattamento gotico moderno di Del Toro del classico racconto Frankenstein di Mary Shelley ha ricevuto recensioni estremamente positive dalla critica, con un punteggio dell’86% su Rotten Tomatoes.

Per quanto riguarda il punteggio del pubblico, Frankenstein ha aiutato la carriera del regista a raggiungere nuovi traguardi. Il Popcornmeter su Rotten Tomatoes è attualmente al 95%,il punteggio più alto mai ottenuto da un film di del Toro. Prima di questo, il suo film più apprezzato dal pubblico era stato Il labirinto del fauno con il 91%, seguito dal film vincitore dell’Oscar Pinocchio con il 90%.

Gli altri film di Del Toro che hanno ricevuto un’accoglienza prevalentemente positiva da parte degli spettatori sono La spina del diavolo (89%), Pacific Rim (77%), La forma dell’acqua (73%), Hellboy II: The Golden Army (71%), Cronos (69%), Blade II (68%), Nightmare Alley (68%) e Hellboy (66%). Mimic, attualmente al 37%, è l’unico film di del Toro a non aver ricevuto un punteggio del pubblico superiore al 50%.

Tuttavia, se si considerano anche le sue serie TV, Frankenstein non è il progetto di del Toro con il miglior punteggio complessivo del pubblico. Questo onore spetta a Trollhunters: Tales of Arcadia, che ha un punteggio del 96%, seguito da Wizards: Tales of Arcadia con il 92%. Le altre serie da lui create sono 3Below: Tales of Arcadia (83%), The Strain (79%) e Cabinet of Curiosities (72%).

Con grandi elogi da parte della critica e del pubblico, Frankenstein ha avuto un ottimo inizio dopo la sua uscita il 7 novembre su Netflix. A ottobre, il film ha avuto una distribuzione limitata nelle sale, dove ha incassato 422.705 dollari al botteghino.

Non è solo il punteggio del pubblico a decretare il successo di Frankenstein. Il film è in cima alla classifica dei 10 film più visti su Netflix negli Stati Uniti, aggiornata all’11 novembre. Anche KPop Demon Hunters, Tyler Perry’s A Madea Christmas, Wanted Man, The Hangover, The Hangover Part II, Fatman, The Hangover Part III, Bride Wars e Turbo sono nella Top 10.

Frankenstein è disponibile sulla piattaforma di streaming solo da cinque giorni, ma una volta che Netflix pubblicherà le classifiche dei film globali e statunitensi della scorsa settimana, è molto probabile che il nuovo film di del Toro sarà nella Top 10 anche lì.

Oscar Isaac interpreta Victor Frankenstein, con Jacob Elordi nel ruolo della Creatura, mentre del Toro reinterpreta la classica storia dell’orrore. Il cast di Frankenstein include anche Mia Goth, Felix Kammerer, Christoph Waltz, David Bradley, Lars Mikkelsen, Charles Dance, Kyle Gatehouse, Lauren Collins, Sofia Galasso, Ralph Ineson e Burn Gorman.

Frankenstein ha già vinto diversi premi, tra cui quelli dei festival cinematografici per Isaac (Savannah Film Festival), Elordi (Santa Barbara International Film Festival), la costumista Kate Hawley (Middleburg Film Festival) e il film in generale (San Francisco International Film Festival e Venice International Film Festival).

Del Toro esplora regolarmente l’horror e il fantasy dark con i suoi film, quindi Frankenstein si inserisce perfettamente nella sua filmografia. Il regista, sceneggiatore e produttore ha un altro successo tra le mani e il pubblico lo sta ricoprendo delle lodi che merita.

Frankenstein di Guillermo Del Toro ottiene una data di uscita nelle sale con una mossa insolita da parte di Netflix

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Frankenstein, l’attesissimo film del regista premio Oscar Guillermo del Toro con Oscar Isaac, Jacob Elordi, Mia Goth e Christoph Waltz, che sarà presentato in concorso alla 82ª Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, sarà disponibile in cinema selezionati dal 22 ottobre e su Netflix dal 7 novembre.

Il regista premio Oscar Guillermo del Toro adatta il classico racconto di Mary Shelley su Victor Frankenstein, uno scienziato brillante ma egocentrico che dà vita a una creatura in un esperimento mostruoso che sarà la rovina sia del creatore stesso che della sua tragica creazione.

Netflix ha annunciato le date di uscita di Frankenstein tramite X. Frankenstein sarà distribuito in sala in edizione limitata a partire dal 17 ottobre 2025 e sarà disponibile su Netflix poco dopo, a partire dal 7 novembre. Netflix raramente distribuisce i suoi film originali nelle sale cinematografiche, ma fa un’eccezione per quelli che richiedono un’esperienza cinematografica completa. Dai un’occhiata al post e ai nuovi poster del film qui sotto:

Cosa significano queste date di uscita per Frankenstein

L’annuncio di Netflix che distribuirà Frankenstein nelle sale cinematografiche prima che arrivi sulla piattaforma di streaming un mese dopo è una mossa significativa da parte del servizio di streaming. Questo tipo di distribuzione è un chiaro segno della fiducia di Netflix nel progetto, e probabilmente è dovuto al fatto che Guillermo del Toro è in corsa agli Oscar, aumentando le possibilità di Frankenstein di essere nominato.

Per i fan di lunga data di del Toro, questo film rappresenta molto più di un semplice adattamento: è un ritorno al horror gotico nella sua forma più pura, che combina temi che il regista ha esplorato per decenni. Inoltre, le date di uscita nelle sale a metà ottobre e in streaming all’inizio di novembre collocano Frankenstein in una posizione perfetta per la stagione di Halloween, il che non fa che aumentare l’attesa per questo evento cinematografico.

Frank: una scena red band con Maggie Gyllenhaal e Domnhall Gleeson

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Ecco una clip esclusiva (via Comingsoon.net) di Frank, in cui sono protagonisti Maggie GyllenhaalDomnhall Gleeson in una travolgente scena V.M.

Di seguito la clip!

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Domnhall Gleeson, entrato nei cuori dei cineamatori grazie a Questione di Tempo, sta vivendo decisamente un buon momento, considerando che sarà trai protagonisti del prossimo Star Wars Episodio VII e che con Frank aggiunge un prezioso pezzetto alla sua filmografia.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILMDomhnall Gleeson

Frank è diretto da Lenny Abrahamson, e vede nel cast Michael Fassbender, Maggie GyllenhaalDomnhall Gleeson.

La pellicola racconta di  una band musicale con leader il testone Frank, che è anche un cervellone che ha inventato un nuovo sistema musicale, nuovi strumenti naturali e ha ideato un regime fisico rigido per mantenere in forma i suoi musicisti. Purtroppo è anche un po’ troppo severo e spesso va fuori di testa e l’unico modo per fermarlo è gridargli contro la parola cincillà.

Frank: recensione del film con Michael Fassbender

Frank: recensione del film con Michael Fassbender

Presentato in anteprima italiana al Biografilm Festival di Bologna e- con molta probabilità- pronto ad essere distribuito, nel nostro Paese, il 30 ottobre 2014, il film di Lenny Abrahamson Frank è una “tragicommedia” (come è stata definita) o, meglio ancora, una commedia amara su un improponibile gruppo di teneri-ed irresistibili- disadattati.

In Frank Jon (Donmhall Gleeson) è un giovane musicista alla ricerca del suo vero io artistico ma, soprattutto, dell’ispirazione e di un ingaggio. La sua vita cambia all’improvviso quando incontra la band dei Soronprfbs: costituita dalla cupa maniaca- depressiva Clara (Maggie Gyllenhaal), dal feticista Don (ossessionato dai manichini), dal taciturno chitarrista francese Barraque e dall’inquietante batterista, il ragazzo viene accolto come nuovo tastierista al posto del vecchio, finito addirittura in una clinica psichiatrica. A guidare la band c’è Frank (Michael Fassbender): un misterioso ed enigmatico leader che indossa una testona di cartapesta che non toglie mai. Registrare il nuovo album della band si rivela, per Jon, un’esperienza più complessa e profonda del previsto che non lo farà essere più lo stesso a partire da quel momento.

Figura liberamente ispirata a Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista britannico Chris Sievey, oltre ai cantautori Daniel Johnston e Captain Beefheart, Frank è una biografia impossibile ed utopica che rovescia, sovversivamente, tutti i cliché tipici del mondo “rock’n’roll” seguendo le caotiche vicende di una band dal nome impronunciabile e del suo leader: inquietante figura celata dietro un’ingombrante maschera, fa sorgere nello spettatore una domanda riguardo alla vera natura della sua identità, per capire fino in fondo l’inafferrabile enigma che si cela dietro quella testa gigante che permette, a Frank, di esprimersi davvero senza vergogna o reticenza, innescando un illimitato processo creativo completamente fuori dagli schemi.

frank posterLo stile di Abrahamson, veloce, sintetico e complesso ricorda lo sguardo alienato e straniante del miglior Wes Anderson quando si cimenta con le storie di ordinaria follia di teneri disadattati, personaggi che vivono al limite tra genio e follia e che rischiano di restare schiacciati dallo scontro col mondo esterno.

Ed è quello che capita a Frank stesso, interpretato da un sorprendente Michael Fassbender che si cala con delicatezza e determinazione nei panni di una improbabile rock star suo malgrado, che riesce a gestire sempre meno- e sempre peggio- i problemi psichici che lo affliggono man mano che aumenta la sua popolarità. Per questo Frank affronta, inoltre, con occhio disincantato e irresistibilmente umoristico, un problema serio come l’instabilità mentale dimostrando come anche dietro una commedia, tra gags e dialoghi surreali, ci sia la volontà di riflettere su temi importanti, oppure di lanciare nuovi sguardi su tematiche delicate.

Frank: prima foto di Michael Fassbender!

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Frank: prima foto di Michael Fassbender!

Dopo tanti prove intense e drammatiche, Michael Fassbender ha deciso di concedersi una commedia: ecco la prima foto ufficiale di Frank, diretto da Lenny Abrahamson e prodotto da Film4 e dalla Irish Film Board  su una sceneggiatura di Jon Ronson e Peter Straughan (L’uomo che fissa le capre).

Frank trailer del film con Michael Fassbender

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Frank trailer del film con Michael Fassbender

Presentato al Sundance Film Festival di quest’anno, Frank, con protagonista Michael Fassbender, e dopo aver trovato una casa di Distribuzione nella Magnolia Pictures, il film è quasi pronto ad uscire negli States. Ecco infatti il trailer del film in uscita il 9 maggio:

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Michael Fassbender-FrankFrank è diretto da Lenny Abrahamson, e vede nel cast Michael Fassbender, Maggie GyllenhaalDomnhall Gleeson.

La pellicola racconta di  una band musicale con leader il testone Frank, che è anche un cervellone che ha inventato un nuovo sistema musicale, nuovi strumenti naturali e ha ideato un regime fisico rigido per mantenere in forma i suoi musicisti. Purtroppo è anche un po’ troppo severo e spesso va fuori di testa e l’unico modo per fermarlo è gridargli contro la parola cincillà.

Fonte: Empire

Frank recensione del film con Michael Fassbender

Frank recensione del film con Michael Fassbender

Presentato in anteprima italiana al Biografilm Festival di Bologna e- con molta probabilità- pronto ad essere distribuito, nel nostro Paese, il 30 ottobre 2014, il film di Lenny Abrahamson Frank è una “tragicommedia” (come è stata definita) o, meglio ancora, una commedia amara su un improponibile gruppo di teneri-ed irresistibili- disadattati.

Jon (Donmhall Gleeson) è un giovane musicista alla ricerca del suo vero io artistico ma, soprattutto, dell’ispirazione e di un ingaggio. La sua vita cambia all’improvviso quando incontra la band dei Soronprfbs: costituita dalla cupa maniaca- depressiva Clara (Maggie Gyllenhaal), dal feticista Don (ossessionato dai manichini), dal taciturno chitarrista francese Barraque e dall’inquietante batterista, il ragazzo viene accolto come nuovo tastierista al posto del vecchio, finito addirittura in una clinica psichiatrica. A guidare la band c’è Frank (Michael Fassbender): un misterioso ed enigmatico leader che indossa una testona di cartapesta che non toglie mai. Registrare il nuovo album della band si rivela, per Jon, un’esperienza più complessa e profonda del previsto che non lo farà essere più lo stesso a partire da quel momento.

Figura liberamente ispirata a Frank Sidebottom, alter ego del comico e musicista britannico Chris Sievey, oltre ai cantautori Daniel Johnston e Captain Beefheart, Frank è una biografia impossibile ed utopica che rovescia, sovversivamente, tutti i cliché tipici del mondo “rock’n’roll” seguendo le caotiche vicende di una band dal nome impronunciabile e del suo leader: inquietante figura celata dietro un’ingombrante maschera, fa sorgere nello spettatore una domanda riguardo alla vera natura della sua identità, per capire fino in fondo l’inafferrabile enigma che si cela dietro quella testa gigante che permette, a Frank, di esprimersi davvero senza vergogna o reticenza, innescando un illimitato processo creativo completamente fuori dagli schemi.

frank posterLo stile di Abrahamson, veloce, sintetico e complesso ricorda lo sguardo alienato e straniante del miglior Wes Anderson quando si cimenta con le storie di ordinaria follia di teneri disadattati, personaggi che vivono al limite tra genio e follia e che rischiano di restare schiacciati dallo scontro col mondo esterno.

Ed è quello che capita a Frank stesso, interpretato da un sorprendente Michael Fassbender che si cala con delicatezza e determinazione nei panni di una improbabile rock star suo malgrado, che riesce a gestire sempre meno- e sempre peggio- i problemi psichici che lo affliggono man mano che aumenta la sua popolarità. Per questo Frank affronta, inoltre, con occhio disincantato e irresistibilmente umoristico, un problema serio come l’instabilità mentale dimostrando come anche dietro una commedia, tra gags e dialoghi surreali, ci sia la volontà di riflettere su temi importanti, oppure di lanciare nuovi sguardi su tematiche delicate.

Frank nuovo poster del film con Michael Fassbender

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Frank nuovo poster del film con Michael Fassbender

Ecco un nuovo bellissimo poster di Frank (in esclusiva per Empire Magazine), il film che vede protagonista Michael Fassbender del quale però non vediamo mai la testa, perchè nascosta in un grande guscio di cartapesta! Ecco il bel poster:frank posterFrank è diretto da Lenny Abrahamson, e vede nel cast Michael Fassbender, Maggie GyllenhaalDomhnall Gleeson.

La pellicola racconta di  una band musicale con leader il testone Frank, che è anche un cervellone che ha inventato un nuovo sistema musicale, nuovi strumenti naturali e ha ideato un regime fisico rigido per mantenere in forma i suoi musicisti. Purtroppo è anche un po’ troppo severo e spesso va fuori di testa e l’unico modo per fermarlo è gridargli contro la parola cincillà.

Fonte: Empire

Frank Miller su un progetto DC ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale

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Non avrà avuto la stessa risonanza del trailer di Guardiani della Galassia Vol. 2, ma le dichiarazioni di Frank Miller al Comic-con Experience in Brasile sono state altrettanto interessanti.

Durante il panel a lui dedicato, Miller ha rivelato l’intenzione di lavorare a un progetto DC Comics ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale. “Ho la fissazione per la Seconda Guerra Mondiale e sto parlando con la DC per realizzare un progetto con gli eroi a quel tempo.”

Dopo un periodo in cui Frank Miller ha lavorato in proprio, la sua relazione con la DC adesso è più forte che mai. Nel 2016 è tornato a lavorare con il Cavaliere Oscuro, insieme a Brian Azzarello, Andy Kubert e Klaus Janson per Dark Knight III: The Master Race, e da allora ha reso palese l’intenzione non solo di continuare con Batman, ma di occuparsi anche di altri personaggi DC.

Frank Miller vuole portare Superman in un campo di sterminio

Sempre di quest’anno è la dichiarazione che Frank Miller avrebbe voluto esplorare le radici giudaiche di Superman, un’eredità che l’Uomo d’Acciaio ha grazie alla religione del suo stesso creatore. “Ha una storia nella Seconda Guerra Mondiale – ha detto Miller – e mi piacerebbe rimetterlo lì. Superman ha bisogno di confrontarsi con le sue origini giudaiche, e mi piacerebbe scriverne. Mi piacerebbe vederlo confrontarsi con i campi di sterminio.”

Che ne pensate? Il progetto sembra feroce e ben delineato, che possa trovare spazio nelle fumetterie e poi anche al cinema?

Fonte: CBR

Frank Miller presenta Sin City 2: “Ci sarà sempre bisogno di fuorilegge”

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Fran Miller e Robert Rodriguez Roma 2“Ci sarà sempre bisogno di banditi e fuorilegge, altrimenti non ci sarebbe spazio per Superman, Batman o Marv.” A parlare è la leggenda Frank Miller, che oggi è arrivato a Roma, insieme a Robert Rodriguez, per presentare la loro ultima incursione nella città del peccato. Arriverà il prossimo 2 ottobre al cinema Sin City Una Donna per Cui Uccidere, ed ecco cosa hanno raccontato i due registi.

GUARDA IL VIDEO: Frank Miller e Robert Rodriguez parlano di Electra, Daredevil, Holy Terror

Frank Miller parla di Alan Moore e di Batman v Superman

Robert Rodriguez sulle sfide tecniche del progetto: “I tecnici del primo film non avevano familiarità con il green screen e si sono dovuti fidare di me. Questa seconda volta sono stati tutti a loro agio, perchè con gli anni la tecnica si è diffusa. Questo ha reso le cose più semplici. L’innovazione maggiore in questo caso è stato il 3D. I disegni di Frank con questo 3D prendono vita in maniera molto più efficace e ci è servito per fare un balzo in avanti ulteriore.”

Frank Miller sull’approccio tecnico e sui riferimenti cinematografici dei suoi personaggi: “Il merito di questo film è di Robert. Ho capito con il tempo che con questa tecnologialadomanda da fare non era più ‘possiamo fare questa cosa’ ma ‘come la facciamo’, perchè so che alla fine lui riesce a fare tutto. I riferimenti cinematografici nei miei fumetti vengono da diverse fonti. Per quanto riguarda il personaggio di Eva Green per esempio, io volevo che lei diventasse la quint’essenza della famme fatale. E quando l’abbiamo incontrata abbiamo capito che ci avrebbe messo tutto, e infatti come avete potuto vedere è riuscita a creare un personaggio al tempo stesso terrificante, sexy e anche molto tragico. Per costruire i personaggi comincio in genere con lo scrivere una frase sul muro. Nel caso di Marv avevo scritto ‘Conan con un trench’, volevo realizzare un personaggio che mi superasse, e creare una sorta di barbaro che però vive in un contesto urbano.”

sin_city_a_dame_to_kill_for.posterRodriguez sulla sostituzione nel cast di Clive Owen con Josh Brolin: “Clive Owen era disponibile solo sei mesi dopo, e così abbiamo pensato che potevamo aspettare, perchè nel mondo di Sin City tutto è possibile. Durante le riprese abbiamo visto come lavorava bene Josh Brolin e ci siamo detti ‘proviamo a farla per vedere come va con lui, se poi non va bene aspettiamo Clive’. Poi come avete visto anche voi, Josh è stato perfetto e abbiamo deciso di tenerlo.”

Miller in difesa degli attori: “Gli attori amano lavorare e quelli bravi sono sempre impegnati. Siamo però riusciti ad avere il cast che volevamo, sono tutti meravigliosi. Sono sempre stato molto ispirato da loro, anche perchè in questo secondo film, approfondendo i personaggi, ci siamo affezionati anche a loro. E volevo sfatare un mito sugli attori: molti dicono che non sia vero, in realtà sono grandi lavoratori che contribuiscono al successo del film e sono una parte importante per quello che è il risultato del film.”

Sulle scene di nudo nel film, Rodriguez: “Abbiamo inserito molte scene di nudo perchè volevamo essere fedeli al fumetto di Miller. All’inizio abbiamo capito che sarebbe stato un po’ difficile cinematograficamente, ma se vedete i disegni vi rendete conto che sono molto eleganti. E agli attori l’abbiamo spiegato mostrando i disegni, non la sceneggiatura. Così hanno capito che i nudi erano funzionali alla storia.” Miller: “Mi sorprende la domanda, non stiamo tenendo una conferenza in Ohio ma a Roma in Italia, che c’è di male nel vedere tante belle donne nude. Non mi aspettavo una domanda del genere a Roma.”

Rodriguez sul valore del 3D: “In questo film il 3D aiuta tantissimo. L’universo di Miller è astratto e le immagini sono essenziali. Il 3D ti aiuta a concentrare l’attenzione sugli elementi fondamentali che Miller voleva che avessero risalto.”

Frank Miller parla di Alan Moore e di Batman v Superman [Video]

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Frank Miller parla di Alan Moore e di Batman v Superman [Video]

Dopo il trionfale evento di domenica 14 settembre a Roma, Frank Miller e Robert Rodriguez hanno presentato il loro ultimo film, Sin City Una Donna per Cui Uccidere, alla stampa romana. Ovviamente l’occasione è stata buona per chiedere al Maestro Miller del suo rapporto con Alan Moore e soprattutto per avere un suo parere sul nuovo progetto cinematografico che coinvolge Batman, Batman v Superman Dawnof Justice. Sentite cosa ha risposto:

http://youtu.be/JnWT5jxkMSM

Sulla relazione con Alan Moore: “Io e Alan siamo amici e siamo rimasti amici da molti anni, ma non riusciamo a essere d’accordo su niente. Quindi lui continua a pensarla come vuole, e io continuo a dire quello che dico.”

Su Batman v Superman Dawn of Justice: “Io non l’ho visto, non voglio vederlo. Possono fare quello che vogliono con Batman, io non ne faccio parte.”

Ricordiamo come Batman v SupermanDawn of JusticeZack Snyder è stato scritto da Chris Terrioda un soggetto di David S. Goyer. Nel film saranno presenti Henry Cavill nel ruolo di Superman/Clark Kent Ben Affleck nei panni di Batman/Bruce WayneNel cast ci saranno ancheAmy AdamsLaurence FishburneDiane LaneJesse EisenbergRay Fisher, Jason Momoa e Gal Gadot. Batman v SupermanDawn of Justice arriverà nelle sale di tutto il mondo il 6 maggio 2016.

Frank Miller

Frank Miller ha amato Wonder Woman e Spider-Man Homecoming

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Frank Miller ha amato Wonder Woman e Spider-Man Homecoming

Il lavoro di Frank Miller nel mondo dei fumetti è stato fondamentale nella storia di questo mezzo di espressione artistica e quindi sembra normale conferire al grande autore autorità anche in merito ai cinecomic.

Durante una conversazione con Deadline, Miller ha avuto parole di grande lode per il Wonder Woman di Patty Jenkins, che ha paragonato al Superman di Richard Donner: “Questo è il miglior momento che abbiamo mai avuto per i cinecomics. Intendo, abbiamo avuto il magnifico sprazzo di sole del Superman con Christopher Reeves. Quello è stato solo un raggio di sole. Abbiamo avuto alti e bassi negli anni. Ora guardate che abbiamo, Wonder Woman è come il gioiello della corona.”

Frank Miller su un progetto DC ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale

Frank Miller continua, elogiando il cast del film: “Questo film è riuscito a fare tutto bene. L’attrice israeliana Gal Gadot, non solo è bella in modo spettacolare ma è anche eroica e con quel costume è magnifica. Avere Chris Pine, il ragazzo che ha interpretato il Capitano Kirk, a interpretare Steve Trevor… è stato impeccabile… hanno costruito un film d’azione con il senso dell’avventura e della mitologia. Le parti nel regno delle Amazzoni sono mozzafiato. La madre, interpretata da Connie Nielsen, è stata semplicemente magnifica.”

Le stesse lodi sono state offerte a Spider-Man Homecoming, in cui Frank Miller ha mostrato di apprezzare non solo la performance di Tom Holland, ma anche la colonna sonora: “Mi sono sentito come un bambino guardando Spider-Man. Hanno fatto un ottimo lavoro nella scelta dell’attore, non trovate? E poi questo era molto più divertente, con una musica adeguata.”

Le dichiarazioni provenienti da Miller sono abbastanza sorprendenti, considerato il suo approccio severo a questo tipo di trasposizione cinematografica.

Frank Miller e Robert Rodriguez parlano di Electra, Daredevil, Holy Terror [Video]

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Dopo il trionfale evento di domenica 14 settembre a Roma, Frank Miller e Robert Rodriguez hanno presentato il loro ultimo film, Sin City Una Donna per Cui Uccidere, alla stampa romana. Oltre a parlare del film, i due hanno risposto anche a domande relative al mondo dei fumetti al cinema e, nel caso di Miller, al suo lavoro di vero e proprio Maestro del fumetto mondiale.

http://youtu.be/4Zl_vD4oxtE

Robert Rodriguez sul cameo che lui e Miller hanno nel film: “Il personaggio di Jessica da sceneggiatura guardava un vecchio film e così abbiamo detto ‘quando avremo tempo’. Volevamo girare qualcosa, ma non avevamo tempo e non avevamo scelto nessun attore. Così l’abbiamo fatto l’ultimo giorno alle 5 di mattina, e l’abbiamo fatto noi. Ci sono anche altre scene ma penso che le inseriremo nella versione Home Video.”

Robert Rodriguez sul rifare un film con protagonista Daredevil: “A dire il vero non ci ho mai pensato”

Miller sui film tratti da cinecomics: “Ho imparato tantissimo su questo set e ho capito che se si vuole fare un buon film tratto dai fumetti bisogna possedere e controllare il materiale di partenza…Bisognerebbe avere il controllo di tutto, ma la vita è troppo breve per preoccuparsene.”  “Se volete vedere uno dei miei film su una eroina, io farei qualcosa su Martha Washington, ma non su Elektra, lei non è mia … non ho il controllo di questi personaggi, ho imparato che c’è una lunga fila d’attesa di cani che sono pronti a sbranare fino all’ultimo pezzetto. Loro continuano a fare ciò che vogliono, e io scriverò quello che mi pare.”

Miller sulle critiche al suo Holy Terror: “Nel 2001 circa 3000 dei miei concittadini sono stati assassinati in maniera brutale, quello che ho scritto e disegnato è stata una mia reazione a ciò che era successo. Sono fiero di quello che ho fatto, non mi devo scusare con nessuno e non mi aspetto scuse.”

http://youtu.be/mSun8gXkbQg

Miller sul suo rapporto con Will Eisner e sulla loro visione dei fumetti: “Quando ho disegnato le storie di Sin City non dovevano essere riproducibili sul grande schermo. Poi ho incontrato Robert che ha inventato una nuova forma di cinema e come avete potuto vedere ha cambiato le cose. Per quanto riguarda Eisner, siamo stati amici per 25 anni, passavamo tanto tempo insieme.Discutevamo sempre dei fumetti, lui li vedeva come una forma letteraria più pertinente con il teatro, mentreper me se ne poteva fare anche cinema. Abbiamo avuto un rapproto molto intenso, passavamo serate a discutere su qualsiasi cosa, anche su una cornice per un disegno o sul tipo di matita da usare. Veramente abbiamo discusso su qualsiasi cosa proprio perchè ci volevamo molto bene e ci rispettavamo. Abbiamo avuto questo rapporto burrascoso ma molto molto intenso.”

A dirigere il film torna Robert Rodriguez. Tornano in Sin City Una Donna per cui Uccidere  come “Marv,”  come “Nancy,” Bruce Willis è di nuovo Hartigan,  “Gail” e  è “Goldie/Wendy”con l’aggiunta in questo secondo viaggio nella città del peccato di  come “Dwight,”  è “Johnny”,   è “Bob” è “Miho”,  è “Joey”,  è “Sally” e Julia Garner “Marcy.”

Sin City Una donna per cui uccidere intreccia insieme due delle classiche storie di Frank Miller con nuovi racconti in cui si incrociano nella città alcuni dei suoi più ripugnanti abitanti. In Sin City: Una donna per cui uccidere vediamo Dwight (Brolin) che si fa incastrare dall’unica donna che abbia mai amato, Ava Lord (Green). Cronologicamente questa storia ha luogo prima di “Un’abbuffata di morte” (The Big Fat Kill) e spiega come è possibile che Dwight (interpretato da Clive Owen) arriverà in questa nuova pellicola ad avere invece un volto totalmente differente con le fattezze di un altro attore, Josh Brolin.

Frank Miller e Robert Rodriguez a Roma per Sin City Una Donna per Cui Uccidere

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Dopo il trionfale evento di domenica 14 settembre a Roma, Frank Miller e Robert Rodriguez hanno presentato il loro ultimo film, Sin City Una Donna per Cui Uccidere, alla stampa romana. Oltre a parlare del film, i due hanno risposto anche a domande relative al mondo dei fumetti al cinema e, nel caso di Miller, al suo lavoro di vero e proprio Maestro del fumetto mondiale.

Robert Rodriguez sul cameo che lui e Miller hanno nel film: “Il personaggio di Jessica da sceneggiatura guardava un vecchio film e così abbiamo detto ‘quando avremo tempo’. Volevamo girare qualcosa, ma non avevamo tempo e non avevamo scelto nessun attore. Così l’abbiamo fatto l’ultimo giorno alle 5 di mattina, e l’abbiamo fatto noi. Ci sono anche altre scene ma penso che le inseriremo nella versione Home Video.”

Robert Rodriguez sul rifare un film con protagonista Daredevil“A dire il vero non ci ho mai pensato”

Miller sui film tratti da cinecomics“Ho imparato tantissimo su questo set e ho capito che se si vuole fare un buon film tratto dai fumetti bisogna possedere e controllare il materiale di partenza…Bisognerebbe avere il controllo di tutto, ma la vita è troppo breve per preoccuparsene.”  “Se volete vedere uno dei miei film su una eroina, io farei qualcosa su Martha Washington, ma non su Elektra, lei non è mia … non ho il controllo di questi personaggi, ho imparato che c’è una lunga fila d’attesa di cani che sono pronti a sbranare fino all’ultimo pezzetto. Loro continuano a fare ciò che vogliono, e io scriverò quello che mi pare.”

Miller sulle critiche al suo Holy Terror“Nel 2001 circa 3000 dei miei concittadini sono stati assassinati in maniera brutale, quello che ho scritto e disegnato è stata una mia reazione a ciò che era successo. Sono fiero di quello che ho fatto, non mi devo scusare con nessuno e non mi aspetto scuse.”

Frank Miller concluderà la saga con The Dark Knight III: The Master Race

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Frank MillerLa DC Entertainment ha annunciato che Frank Miller tornerà a scrivere per concludere la saga a fumetti The Dark Knight  con il prossimo  The Dark Knight III: The Master Race. Questo volume seguirà il classico  del 1986 The Dark Knight Returns e il Batman The Dark Knight. Frank Miller lavorerà al fianco dello scrittore  Brian Azzarello.

Lo stesso Miller ha così commentato: “Batman rimane il mio eroe preferito dei fumetti, e un sequel di Dark Knight sta per essere sviluppato, far emodel nostro meglio”.

“Siamo entusiasti di vedere Frank far ritorno a casa per scrivere una nuova storia di Batman” dicono Dan Didio e Jim Lee, co-editori di DC Entertainment “La storia che lui e Brian hanno messo insieme è una conclusione stupefacente e trionfante per la saga che ha influenzato tante generazioni e autori allo stesso tempo.”

Frank Miller – American Genius, recensione del documentario sull’icona moderna #RFF16

Uno dei più grandi, sceneggiatori o disegnatori che dir si voglia, Frank Miller è sicuramente nella top 5 di tutti i tempi. Questo il succo del documentario su di lui presentato nella Selezione Ufficiale della Festa del Cinema di Roma e diretto da Silenn Thomas, da tempo Amministratrice Delegata della Frank Miller Inc. e tra i produttori delle incursioni cinematografiche dello storyteller statunitense.

La scelta di darsi alla regia nasce dall’urgenza di colmare una lacuna incomprensibile, quella della mancanza di un documentario sul soggetto in questione, seguito e raccontato dai suoi inizi – e anche prima – fino al giorno d’oggi.

Frank Miller – American Genius, un’agiografia

Un’agiografia a tutti gli effetti – soprattutto considerando l’assenza di alcuni protagonisti della sua vita e di parentesi più controverse (come la causa intentata dall’ex produttore di Sin City) – che però assolve perfettamente al suo compito e ci restituisce un’immagine ad almeno 350° di Miller attraverso un montaggio tematico di suoi interventi e apparizioni pubbliche, oltre che una serie di interessanti interventi dei suoi più preziosi collaboratori e maestri, da Stan Lee, Neal Adams, Bill Sienkiewicz, Klaus Janson, a Robert Rodriguez, Jessica Alba, Rosario Dawson, Milo Manara e Tanino Liberatore, solo per fare i nomi più importanti.

Nelle loro testimonianze del giovane Frank, anarchico e insofferente di ogni limite, più che nei ricordi dello stesso o nella raccolta documentale la vera forza dell’operazione. Che si stacca dalla cronaca celebrativa soprattutto nella prima parte, offrendo una versione del mito alla quale siamo meno abituati e che ce lo rende più umano e interessante. I destinatari di un documentario del genere, d’altronde, sono sicuramente in buona parte già degli entusiasti follower del nostro eroe, di lunga data o di recente acquisizione è facile che siano a conoscenza delle incredibili tappe di una carriera che dai primi fallimenti lo ha portato agli emozionanti exploit di Daredevil e Elektra facendone esplodere il genio.

Un samurai senza padrone

Chi più, chi meno, tutti sappiamo del suo Dark Knight e di 300, dei difficili esordi cinematografici con Robocop 2 e della rivincita che costituì Sin City o del flop dell’amato The Spirit, ma sono snodi fondamentali e imprescindibili di un autore che per sua stessa ammissione ha sempre pensato a se stesso come a uno dei Ronin della serie pubblicata dalla DC tra il 1983 e il 1984. Un samurai senza padrone, come dicevamo, che sembra divertirsi a presentarsi ora come disegnatore, ora come sceneggiatore, e a far finta di risentirsi della confusione altrui.

Si mescolano anime diverse nelle quasi due ore di biografia, molto probabilmente per il fatto di averci lavorato in un momento nel quale Miller stava riprendendosi da uno dei suoi momenti più duri, da un ‘down’ che gli aveva fatto rischiare di morire. Un bene, valutandolo a posteriori: narrativamente e umanamente, visto che traspare in tutta la seconda parte del film l’attuale desiderio di rifarsi del tempo perduto, di viaggiare, incontrare fan e amici, di lavorare a nuovi progetti o espandere ulteriormente la sua aura.

I miti di Frank Miller

La passione per Calvin & Hobbes e l’omaggio all’immenso Quino, l’esempio dei SUOI miti Johnny Cash e Bob Dylan, l’amicizia con il nostro Milo Manara, la speranza legata a Xerxes e la delusione Holy Terror, il ripensamento sul suo essere più politico, l’incontro con Alan Moore e i suoi Watchmen sono i picchi di un Iceberg che svela un personaggio capace di leggere i tempi e il mestiere altrettanto bene del suo pubblico e dei suoi desideri più inconfessati. Ma resta difficile riassumere le tante informazioni raccolte – e faticosamente fin troppo ordinate – dalla Thomas, meglio forse sintetizzare ulteriormente l’insegnamento definitivo che Frank Miller affida allo schermo, attraverso le parole dell’amico e mentore Neal Adams: “Let Him Go“. Un invito alla libertà che potremmo leggere in ogni sua tavola, in ogni suo disegno, anche in quelli rimasti nascosti nell’incredibile archivio della DC… al quale speriamo che qualcuno dedichi presto un altro documentario.