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L’evoluzione di Spiderman tra cinema e fumetti in 24 foto

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Siamo tutti abituati ad immaginare Spiderman con la classica tutina rossa e blu, che si aggira per i grattacieli di New York tessendo ragnatele. Ma quanti sono stati i costumi di Spiderman? Quali le evoluzioni della tutina del tessitele nel corso dei lunghi anni che lo hanno visto protagonista degli albi a fumetti e dei film su grande schermo? Ecco un percorso storico sull’evoluzione dell’Uomo Ragno in 24 foto: [nggallery id=630]

Ricordiamo che in The Amazing Spider-Man 2 sono ritornati i protagonisti Andrew Garfield e Emma Stone ai quali si aggiungono Jamie Foxx nel ruolo di Electro, ​​Dane DeHaan come Harry Osborn, il villain Paul Giamatti Felicity Jones. Tutte le news sul film le trovate nel nostro speciale: The Amazing Spider-Man 2. La pellicola è diretta ancora una volta da Marc Webb su una sceneggiatura di  Alex Kurtzman, Jeff Pinkner, Roberto Orci.

In The Amazing Spider-Man 2, per Peter Parker (Andrew Garfield) affronta la vita post diploma. Lasciatosi alle spalle le scuole superiori si è ritrovato sempre più impegnato vestendo i panni di Spiderman, senza, però, dimenticare la promessa fatta al padre di Gwen (Emma Stone): proteggerla. A disturbare gli equilibri ci penserà l’arrivo di un nuova nemesi, Electro (Jamie Foxx) ed il ritorno di un vecchio amico, Harry Osborn (Dane DeHaan).

L’evoluzione degli effetti speciali dal 1878 ad oggi [video]

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Si può in soli 3 minuti riassumere la storia degli effetti speciali? Jim Casey ci ha provato, e nel video sottostante potete vedere i vari passaggi effettuati in questa categoria, dalla stop motion fino alla moderna motion capture, passando per gli animatronics; il tutto illustrato con le pellicole e i protagonisti più significativi: dall’illusionista Méliès fino alle moderne Weta e ILM.

L’Evocazione The Conjuring di James Wan dal 21 Agosto al cinema!

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L’Evocazione The Conjuring di James Wan dal 21 Agosto al cinema!

Il nuovo atteso film di James Wan ha una nuova data di uscita, infatti  L’Evocazione – The Conjuring uscirà in Italia Mercoledì 21 agosto 2013 e vedrà protagonisti Vera Farmiga Patrick Wilson, in quello che sarà il nuovo Thriller/Horror del regista di Saw e Insidious.

L’Evocazione – The Conjuring doveva uscire a Gennaio, ma la Warner Bros ha deciso di spostarlo in estate negli USA, il 19 Luglio 2013 mentre da noi come già detto arriverà il 21 Agosto.

Trama: ispirato a eventi realmente accaduti, L’Evocazione The Conjuring racconta la storia degli investigatori Ed e Lorraine Warren, chiamati ad aiutare una famiglia per liberare la loro casa da una presenza maligna. Il demone contro cui si troveranno a combattere terrorizza gli stessi Warren, che dovranno affrontare il caso più inquietante della loro vita.

L’evocazione poster internazionale

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L’evocazione poster internazionale

Ecco un nuovo poster internazionale di L’evocazione – The Conjuring. Il film, al cinema a partire dal 19 luglio negli States, è un thriller a sfondo horror che vede nel cast Vera Farmiga, Patrick Wilson, Ron Livingston, Lili Taylor, Joey King, Shanley Caswell, Haley McFarland, Mackenzie Foy, Kyla Deaver e Sterling Jerins.

L'evocazione poster internazionale

L’evocazione – The Conjuring è ispirato a eventi realmente accaduti, e racconta la storia degli investigatori Ed e Lorraine Warren, chiamati ad aiutare una famiglia per liberare la loro casa da una presenza maligna. Il demone contro cui si troveranno a combattere terrorizza gli stessi Warren, che dovranno affrontare il caso più inquietante della loro vita.

Fonte: CS

L’evocazione – The Conjuring: tutte le curiosità sul film

L’evocazione – The Conjuring: tutte le curiosità sul film

Distribuito nel 2013, L’evocazione – The Conjuring è il film che ha contribuito ad una vera e propria rivoluzione del genere horror nel cinema contemporaneo. Diretto da James Wan, questo ha dato non solo origine al “Conjuring Universe“, composto di diversi film che ampliano ed esplorano la mitologia raccontata in questa prima pellicola, ma ha anche riportato in auge quei film dedicati ad eventi paranormali realmente documentati. Come gli altri film realizzati negli anni seguenti, The Conjuring è infatti basato sui reali eventi paranormali riportati dai coniugi Ed e Lorrelain Warren, celebri esperti di demonologia.

La coppia ha infatti negli anni raccolto numerose registrazioni e testimonianze scritte circa i loro incontri con persone o luoghi tormentati da eventi demoniaci. Queste sono poi state riadattate nei film che compongono la saga. L’idea di narrare in un film uno dei tanti casi con cui hanno avuto a che fare i Warren, fu lanciata dallo stesso Edward Warren circa venti anni prima dell’inizio della produzione di questo L’evocazione – The Conjuring. Ci sono voluti però anni affinché il progetto si realizzasse, con continui rimaneggiamenti sulla sceneggiatura e il consolidarsi della fede nel bene come cuore narrativo dell’opera.

Con una chiara ispirazione agli horror degli anni ’70, la saga di Conjuring vanta ad oggi un enorme successo di pubblico in tutto il mondo, tanto da giustificare la continua realizzazione di ulteriori capitoli. Dopo questo primo capitolo sono infatti stati realizzati i sequel Il caso Enfield Per ordine del diavolo, come anche gli spin-off The Nun Annabelle. Prima di intraprendere una visione del film, sarà certamente utile approfondire alcune curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

L’evocazione – The Conjuring: la trama e il cast del film

La vicenda qui narrata si svolge nel 1971 e vede i coniugi Carolyn e Roger Perron trasferirsi con le loro cinque figlie in un’accogliente casa di campagna, ad Harrisville. Il loro entusiasmo, però, si spegne ben presto nel momento in cui strani fenomeni accadono nella casa. Questi culminano in veri e propri attacchi da parte di spiriti maligni ai danni della famiglia. Per cercare di liberarsi dal male che abita in quelle mura, i Perron decidono di rivolgersi ai demonologi Ed e Lorraine Warren. Giunti sul luogo, i due dovranno cercare di risalire alla storia che si nasconde dietro quella casa, scoprendo verità terribili. Per sconfiggere i demoni lì presenti sarà necessario un esorcismo, che sarà però ostacolato dalle forze del male lì presenti.

Ad interpretare Ed e Lorraine Warren vi sono gli attori Patrick Wilson e Vera Farmiga, ormai celebri proprio grazie a questa saga. Per prepararsi ai rispettivi personaggi, i due hanno anche avuto modo di incontrare Lorraine Warren, apprendendo da lei molti dei suoi segreti, nonché quante più informazioni possibili su quello specifico caso. Wilson e la Farmiga si sono poi concentrati sull’interpretare gli Warren nella maniera più accurata possibile, evitando di giudicare le loro azioni. Accanto a loro, nei panni dei coniugi Perron vi sono gli attori Ron Livingston e Lili Taylor. Le cinque figlie dei due sono invece interpretate da Joey King, Shanley Caswell, Hayley McFarland, Mackenzie Foy e Kyla Deaver.

L'evocazione - The Conjuring storia vera

L’evocazione – The Conjuring: la vera storia dietro il film

Riguardo la vera storia dietro al film ci sono diverse versioni e pareri contrastanti. La versione ufficiale riportata dagli Warren li vede impegnati nell’esorcismo della casa della famiglia Perron a Harrisville, nel Rhode Island. Qui i Perron sperimentarono situazioni apparentemente inspiegabili e riconducibili a vere e proprie manifestazioni paranormali. Gli Warren stabilirono che la casa era infestata da una donna, presunta strega, chiamata Bathsheba Sherman, la quale visse lì nel XIX secolo. La donna, realmente esistita, è stata in realtà tacciata come tale dopo che uno dei suoi figli morì in circostanze misteriose. Gli abitanti del luogo si convinsero che la donna aveva sacrificato l’infante a Satana e per tale crimine fu anche processata. Per mancanza di prove fu però prosciolta da ogni accusa.

Ed e Lorraine Warren si convinsero che ad infestare la casa dei Perron fosse Bathshba per via di alcune ferite riportate dalle figlie e che somigliavano molto a quelle ritrovate sul corpo del figlio della presunta strega. Rispetto a quanto mostrato nel film, tuttavia, sembra che gli Warren non abbiano mai praticato alcun esorcismo nei confronti dell’ambiente e che le manifestazioni paranormali siano cessate con il tempo. I Perron vissero in quella casa per nove anni e in seguito pubblicarono diversi libri dove riportarono il loro punto di vista. Gli scettici riguardo tale vicenda sono ancora oggi molti, ma sia gli Warren che i Perron hanno sempre sostenuto di aver davvero fatto esperienza di eventi spaventosi in quell’ambiente.

L’evocazione – The Conjuring: il trailer e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di L’evocazione – The Conjuring grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Infinity+, Google Play e Apple TV. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 22 novembre alle ore 21:20 sul canale Rai 4.

Fonte: IMDb, USAToday, HistoryVsHollywood

L’Evocazione – The Conjuring: Trailer Italiano

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L’Evocazione – The Conjuring: Trailer Italiano

Arriva finalmente il Trailer italiano ufficiale del film campione d’incassi negli USA L’Evocazione – The Conjuring l’atteso nuovo film del regista di Saw, James Wan.

Protagonisti del film L’Evocazione – The Conjuring ci sono Vera Farmiga Patrick WilsonLa pellicola doveva uscire a Gennaio, ma la Warner Bros ha deciso di spostarlo in estate negli USA, il 19 Luglio 2013 mentre da noi come già detto arriverà il 21 Agosto.

Trama: ispirato a eventi realmente accaduti, L’Evocazione – The Conjuring racconta la storia degli investigatori Ed e Lorraine Warren, chiamati ad aiutare una famiglia per liberare la loro casa da una presenza maligna. Il demone contro cui si troveranno a combattere terrorizza gli stessi Warren, che dovranno affrontare il caso più inquietante della loro vita. All’inizio c’era Amityville, poi Harrisville. “L’Evocazione – The Conjuring” narra la vera storia di Ed e Lorraine Warren (Patrick Wilson, Vera Farmiga), investigatori del paranormale di fama mondiale, chiamati ad aiutare una famiglia terrorizzata da una presenza oscura in una fattoria isolata. Costretti ad affrontare una potente entità demoniaca, i Warrens si trovano coinvolti nel caso più terrificante della loro vita.

Dalla New Line Cinema, un film tratto dalla storia degli investigatori Ed e Lorraine Warren. L’Evocazione – The Conjuring è interpretato dall’attrice candidata al premio Oscar Vera Farmiga (“Tra le nuvole,” “Orphan”) e da Patrick Wilson (“Young Adult,” “Prometheus”) nella parte dei coniugi Warren, e da Ron Livingston (“Band of Brothers” della HBO”) e Lili Taylor (“Nemico pubblico”) nella parte di Roger e Carolyn Perron, gli abitanti della casa.
Joey King (“Crazy, Stupid, Love”), Shanley Caswell (“Detention”), Haley McFarland (“Lie to Me” per la TV”), Mackenzie Foy (“The Twilight Saga: Breaking Dawn”) e l’emergente Kyla Deaver interpretano le cinque figlie della famiglia Perron, Sterling Jerins (prossimamente in “World War Z”) è la figlia dei coniugi Warren, Judy.

James Wan (“Saw – L’enigmista,” “Insidious”) è il regista del film tratto da una sceneggiatura di Chad Hayes & Carey W. Hayes (“I segni del male”). Il film è prodotto da Peter Safran, Tony DeRosa-Grund e Rob Cowan, e Walter Hamada e Dave Neustadter sono i produttori esecutivi. Insieme al regista lavorano nuovamente i professionisti creativi del film “Insidious”: il direttore della fotografia John Leonetti, il montatore Kir Morri e la costumista Kristin M. Burke, nonché la sua scenografa del film “Saw-L’enigmista”, Julie Berghoff. Le musiche sono composte da Joseph Bishara. La New Line Cinema presenta una produzione della Evergreen Media Group/ Safran Company un film di James Wan: “L’Evocazione — The Conjuring”

 

L’Evocazione – The Conjuring avrà due spin-off

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L’Evocazione – The Conjuring avrà due spin-off

Dopo il grandissimo successo ottenuto da L’Evocazione – The Conjuring (oltre 300 milioni di dollari incassati a fronte di una spesa di soli 20), New Line Cinema ha deciso di mettere in cantiere almeno due spin-off per il film di James Wan.

Se su uno dei due il segreto è ancora massimo(o più probabilmente ancora senza un preciso soggetto),per l’altro sappiamo che John Darko e John R. Leonetti(quest’ultimo ha fotografato, con uno splendido lavoro,il film originale di Wan) avranno una co-regia. Il progetto dovrebbe intitolarsi The Annabelle Story(chiaro il rimando alla bambola demoniaca con cui si apre l’horror originale) e sarà un prequel rispetto alle vicende narrate nell’evocazione. Per ora non sono stati forniti ulteriori dettagli per quanto riguarda trama, budget, cast ma le riprese dovrebbero iniziare già il mese prossimo.

Insieme a questi spin-off, New line sta sviluppando anche il seguito di The Conjuring sulla base di una sceneggiatura di Chad e Carey Hayes;anche qui però non sono disponibili altri dettagli e probabilmente non ce ne saranno ulteriori finché James Wan non avrà terminato Fast and Furious 7.

Fonte: BloodDisgusting

L’Événement, recensione del film di Audrey Diwan

L’Événement, recensione del film di Audrey Diwan

L’evento è un libro scritto nel 2000 da Annie Ernaux. L’autrice francese molto prolifica, vincitrice anche del Premio Strega nel 2016, compone le proprie opere traendo spunto dalla sua storia personale, traumi compresi, anzi, partendo soprattutto da quelli.

La regista Audrey Diwan lo traspone su pellicola (L’Événement) fino a farlo arrivare in concorso alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Per lei è il suo secondo lungometraggio, il primo era stato Mais vous êtes fous nel 2019, che affrontava il tema della dipendenza dalla droga. E anche questa volta l’argomento non è meno leggero né meno importante.

L’Événement, la trama

Annie Ernaux, rispetto alla propria vita, ha spesso raccontato quanto sia stata devastante l’esperienza dell’aborto nell’anno 1963, quando praticarlo era illegale e si rischiava la galera, e lei di anni ne aveva ventitré.

Perché è esattamente di questo che parla il suo romanzo, che è più un flusso di coscienza, ed è quanto viene messo in scena da Audrey Diwan con Anamaria Vartolomei che ne interpreta la protagonista.

La giovane e incantevole Anne, brillante studentessa di lettere che sta preparandosi per la maturità, spiccando in acume e applicazione agli studi, scopre di essere incinta. Ma il problema è che l’evento – infatti – creerebbe una battuta d’arresto ai suoi progetti futuri e, probabilmente, non si tratterebbe solo di questo.

C’è da dire che Anne non ha un rapporto rappacificato con le origini umili dei suoi genitori, e questo aspetto torna spesso nei libri della Ernaux, quindi la forte spinta a volersi garantire una ricca formazione cela insieme a un desiderio di forte riscatto anche il rifiuto delle proprie radici. Ma, di nuovo, non è comunque solo questo il punto.

Il racconto del dolore lacerante che la ragazza prova dentro, fuori, nel corpo e nell’anima, nei rapporti e in ogni parte di sé, parla di un abbandono che è prima di tutto relazionale, da cui solo in seguito accade a cascata tutto il resto.

Ci sono certi problemi che vengono affrontati solo dopo che tante grida sono state lanciate. Sembra retorica, ma è un fatto. E spesso la risoluzione che viene trovata nell’immediato finisce col generare nuovi problemi. Ed è ciò che accade quando l’intervento non si fa sul cuore della ferita che per prima ha iniziato a sanguinare, ma sul tamponare un danno che ormai ha già ridotto quasi tutto a brandelli.

L’Événement mostra la vita di Anne che, anche all’inizio, nella sua spensieratezza, ha amiche che fondamentalmente sono delle egoiste, un amico che sembra che la corteggi, ma quando lei gli chiede di aiutarla, acconsente ma tenta di approfittarsene. E così in progressione, sequenza dopo sequenza, la spina dorsale della protagonista deve trovare sempre di più un proprio modo per riuscire a sostenersi, senza crollare.

E la regista preme fortissimo nel concentrarsi su di lei, che viene resa in modo pazzesco dall’attrice franco-rumena, capace di combinare ogni piccola sfumatura della crescita e decrescita degli stati emotivi del personaggio. Il corpo della giovane diviene dunque il linguaggio del film, il canale attraverso cui esprimere ciò che sta accadendo, e lo splendido volto di lei ne è la continua didascalia.

La più grande sofferenza che Anne subisce, prima di ogni altra, è la solitudine come risultato dell’indifferenza di tutti quelli che le ruotano attorno, tutti quanti. Al di là del ruolo, dell’età e della posizione sociale.

E alla fine, l’aborto che lei vorrebbe compiere è verso ciò che ha gettato la luce sulle relazioni instaurate fino a quel momento, sul mondo che aveva costruito e quello che aveva ricevuto, e su tutto quanto non riesce più a capire. L’evento scatenante non è affatto diverso da tutto quello che normalmente ci capita ma che mai avremmo voluto che succedesse. Come sempre, il vero ostacolo non è l’ostacolo in sé, ma tutto quello che genera non appena si manifesta. E nel trovarsi a vivere tutta questa montagna di roba, Anne non può che cavarsela da sola, usando quell’angoscia come calce per cementificare e saldare le sue ferite: fisiche e psichiche.

L’Événement non è solo la spiegazione di un fallimento di un ordine socio-culturale, ma la descrizione di quanto accade quando veniamo dimenticati.

L’Eternauta, la spiegazione del finale: chi sta controllando gli umani?

L’Eternauta è una serie fantascientifica targata Netflix, ambientata a Buenos Aires, dove una misteriosa nevicata letale trasforma la città in un incubo. Basata sull’omonimo fumetto argentino, la serie segue Juan Salvo e un gruppo di persone comuni costrette a lottare per la sopravvivenza, mentre strani eventi apocalittici si intensificano. Tra creature aliene e complotti umani, Juan ha una sola priorità: ritrovare sua figlia Clara, scomparsa nel caos. Tuttavia, il suo viaggio si trasforma in un’indagine sulle forze oscure che stanno cercando di controllare l’umanità.

Riepilogo della trama

Inizia tutto in un tranquillo venerdì sera, quando una nevicata fuori stagione uccide chiunque venga toccato dai fiocchi. Juan Salvo e i suoi amici si salvano per caso, trovandosi riuniti a casa dell’ingegnere Favalli. La consapevolezza della gravità della situazione cresce rapidamente, soprattutto quando uno di loro, Russo, muore tentando di uscire. Inga, una fattorina, si unisce al gruppo dopo essersi rifugiata nel garage.

Juan, preoccupato per la figlia Clara, decide di affrontare la neve con una tuta protettiva improvvisata. Il suo viaggio tra le strade deserte rivela una città distrutta e segnata dalla morte. Dopo aver fallito nel ritrovare Clara, torna al rifugio, ma la ragazza riesce a ricongiungersi al gruppo da sola. I sopravvissuti progettano di rifugiarsi sull’isola di Tigre, ma il viaggio viene interrotto da nuovi incontri e minacce.

Il pericolo si espande

Durante una sosta in un supermercato trasformato in rifugio, il gruppo affronta un assalto armato. Poco dopo, incontrano l’esercito, che li porta a Campo de Mayo. Tuttavia, sorgono dubbi sulla fedeltà dei militari, soprattutto quando emerge il personaggio di Moro, un soldato ambiguo in contatto con le creature aliene.

Favalli teorizza che la nevicata sia il risultato di una mutazione ambientale, ma ben presto scoprono la presenza di creature aliene simili a scarafaggi, e meteoriti color sangue che hanno invaso l’atmosfera.

Il mistero degli umani alleati con gli alieni

Tra i soldati e i sopravvissuti emergono individui che sembrano collaborare con gli invasori. Gli alieni non agiscono da soli: una creatura superiore, identificata come “la Mano”, sembra controllare mentalmente sia le bestie che gli umani. Lo stadio illuminato da luci blu diventa il centro di questo orrore: qui Juan osserva una creatura con decine di dita, simbolo di questa intelligenza superiore.

L’invasione appare quindi strategica: la neve ha isolato le persone, instillando paura, mentre gli insetti hanno spinto i superstiti alla violenza. Quando la confusione ha preso il sopravvento, la Mano ha esercitato il proprio potere mentale, creando un esercito obbediente.

Il ciclo temporale di Juan

Con l’avanzare degli eventi, Juan comincia ad avere flashback e ricordi che non sembrano provenire solo dal passato. In particolare, riconosce il macchinista che lo accompagna, senza che ci siano state presentazioni. La rivelazione finale è sconvolgente: Juan ha già vissuto tutto. È intrappolato in un loop temporale, costretto a ripetere le stesse esperienze senza ricordarle consapevolmente. I déjà vu che prova sono reali, tracce di un’esistenza ciclica e tormentata.

Resta da capire se solo Juan sia intrappolato nel ciclo o se anche altri ne siano vittime. Potrebbe essere un effetto collaterale del controllo mentale della Mano, oppure Juan è uno dei pochi ad esserne immune.

Clara e l’arruolamento sospetto

Nel finale, scopriamo che Clara si è arruolata nell’esercito. È una trasformazione inquietante: da adolescente traumatizzata e confusa, Clara diventa una combattente senza emozioni. Soffre di amnesie e frequenti mal di testa, sintomi coerenti con un condizionamento mentale. Il suo stato ricorda quello di altri umani controllati dalla Mano. Questo suggerisce che il controllo mentale degli alieni si sia esteso fino alla base militare, forse servendosi di mezzi tecnologici o della stessa trasmissione radio installata dal gruppo di Juan.

Il suicidio di Lucas: vittima o complice?

Un altro caso emblematico è Lucas. Fin dall’inizio, mostra comportamenti strani: è spesso ubriaco, prende decisioni impulsive e sembra favorire involontariamente i piani dei militari. Il suo crollo culmina in un’aggressione a Omar, seguita da un monologo delirante e dal suicidio. Parla di una “Fondazione” minacciosa, lasciando intendere che sia legata agli alieni.

Il controllo mentale su Lucas appare diverso: forse più sofisticato, oppure incompleto. Potrebbe essere stato reclutato per condurre Juan e gli altri verso il centro, e una volta adempiuto al suo compito, si è tolto la vita – o è stato spinto a farlo.

Una missione radio sotto sorveglianza

Un altro punto chiave è la missione radio. Juan e i suoi vengono incaricati di installare un trasmettitore nel centro della città. Sorprendentemente, la missione procede senza ostacoli da parte degli alieni, suggerendo che la Mano abbia voluto che si completasse. Ma perché?

Una teoria plausibile è che gli alieni abbiano usato la trasmissione radio come mezzo per estendere il proprio controllo mentale. Il segnale non servirebbe a dare speranza, ma a influenzare altri sopravvissuti, sottomettendoli al potere psichico della Mano. La scena finale, in cui Clara appare trasformata in una combattente senza volontà, sembra confermare questa ipotesi.

L’eterna illusione: in rassegna quaranta commedie dell’epoca d’oro di Hollywood

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A partire da domenica 24 settembre al cinema Quattro Fontane di Roma, inizia “L’eterna illusione”, rassegna curata da Cesare Petrillo e organizzata da Circuito Cinema: quaranta commedie dell’epoca d’oro di Hollywood in versione originale sottotitolata restaurate e digitalizzate torneranno sul grande schermo con cadenza settimanale, fino alla fine di giugno. Un appuntamento per i nostalgici del cinema del passato e per i giovani desiderosi di scoprire sul grande schermo per la prima volta i film di Lubitsch, Hawks e tanti altri che hanno fatto la storia del cinema. “L’eterna illusione” dimostrerà che il cinema classico non è qualcosa di noioso nè indigesto, ed è concepita all’insegna della risata e del puro intrattenimento. Uno spirito anarchico anima la commedia americana classica, sia quella di matrice più sofisticata di cui Ernst Lubitsch fu iniziatore e maestro indiscusso sia quella conosciuta come screwball comedy, che divampò in America nel 1934 con Ventesimo secolo di Howard Hawks, Accadde una notte di Frank Capra e L’uomo ombra di W.S. Van Dyke.

Fu con gli anni Trenta e l’affermazione del cinema sonoro che i geni del muto, Chaplin e Buster Keaton e tanti altri lasciarono il posto a una generazione di registi, sceneggiatori e attori che rivoluzionarono il genere. Dialoghi a raffica, situazioni paradossali, ritmo serrato, scenografia lussuosa, illuminazione leggera, riprese in campo medio, ma soprattutto la centralità della coppia attore/attrice al posto del vecchio capocomico maschio.  E naturalmente l’eccellenza nella regia, scrittura e recitazione. Oltre a Lubitsch, Capra e Hawks si affermarono registi nuovi e sceneggiatori che diventarono registi a loro volta negli anni Quaranta.

Con grande celerità gli Studios si accaparrarono le star del teatro in grado di “parlare” – James Stewart, Henry Fonda, Claudette Colbert, Margaret Sullavan, Katharine Hepburn, Miriam Hopkins, Ginger Rogers, Barbara Stanwyck, Fredric March, Melvyn Douglas, Spencer Tracy, e non ultimo Cary Grant. Il fenomeno della commedia si allargò tanto che gli artisti più insospettabili ne furono contagiati: Greta Garbo, Alfred Hitchcock, Errol Flynn e Bette Davis. Il filo conduttore che fa della commedia classica un corpo unico, una fabbrica di risate, è il comportamento stravagante, al limite della follia, dei personaggi principali. Soprattutto delle donne. Avventurosa, irriverente, testarda, l’eroina screwball è disposta a tutto fuorché a vivere nei binari della convenzione. L’eroe, l’anima gemella, è anche lui un diverso; sta al di fuori del ruolo tradizionale di maschio e gioisce dello spirito adulto e indipendente della sua donna. Lui non comanda, lei non obbedisce, lui non lavora, lei non fa faccende domestiche. Sono amici, compagni e amanti nella vita e nel gioco.

La rassegna “L’eterna illusione” si propone di scoprire o riscoprire quaranta classici indimenticati ma mai abbastanza conosciuti (L’uomo ombra, Accadde una notte, Susanna, Ventesimo secolo, Ninotchka) alternandoli a piccoli tesori nascosti (La bisbetica innamorata, Jim il gentiluomo, Jane Palmer, I milioni della manicure, Le vie della fortuna).

L’Été dernier: recensione del film di Catherine Breillat – Cannes 76

A dieci anni dall’ultimo Abus de faiblesse, e dopo il Une vieille maîtresse con Asia Argento del 2007, Catherine Breillat torna al Festival di Cannes con una storia in grado di far discutere e sfidare principi e convenzioni del pubblico. A promettere scandalo stavolta è L’Été dernier (Last Summer), remake del candidato danese agli Oscar 2020 Dronningen/Queen of Hearts di May el-Toukhy. Una storia familiare di inganni e torbidi intrecci che riporta all’attenzione internazionale il nome della regista francese dopo le accuse della Caroline Ducey protagonista di Romance, film che segnò anche l’esordio – nel cinema non porno – di Rocco Siffredi (richiamato poi dalla Breillat anche nel Pornocrazia del 2004).

Un’estate in famiglia

Anne e Pierre cono una felice coppia matura, divisa tra il lavoro e la cura delle due figlie piccole Serena e Angela, adottate per l’impossibilità di lei di avere figli a causa di un passato aborto. Una vita felice ed equilibrata, che viene stravolta dall’arrivo del figlio diciassettenne del precedente matrimonio di lui, Theo.

In poche settimane, l’attitudine conflittuale del giovane crea più di un conflitto, che Anne cerca di ricomporre nella speranza di facilitare il ricongiungimento tra padre e figlio. Così facendo, però, la donna e l’adolescente stabiliscono una complicità particolare, che finisce per sfociare in un rapporto proibito che mette in pericolo la sua carriera e la sua vita familiare.

Libertà, verosimiglianza, paternità

Tutto nella vicenda di Anne – ovviamente Pierre – e Theo è voluto e costruito per mettere in discussione ruoli e aspettative, genitoriali, in primis, ma sono forse i personaggi dipinti e alcuni loro comportamenti a sconcertare più dello scandalo o lo sdegno che si suppone il pubblico dovrebbe provare nel vederli agire contro ogni regola. Anche se non sempre per passione.

Spesso – come cantava il poeta – spinta “a soddisfare le proprie voglie”, qui non è questa a spingere i vari attori a fare quel che fanno. Ognuno ha o può avere ragioni diverse per andare contro la morale comune, sia il borghese Pierre, intenzionato a non perdere lo status familiare acquisito dopo una vita di lavoro, sia Theo, figlio ribelle e pronto a tutto per vendicarsi di un padre assente. Sia Anne, una donna che la Léa Drucker del magnifico Close di Lukas Dhont rende il soggetto meno prevedibile di questo triangolo irregolare.

Segnata dal rimpianto di un sesso più felice, oltre che dalla rinuncia alla maternità naturale e dai tanti casi di abusi dei quali si fa carico professionalmente ogni giorno (la vediamo sin dall’incipit, e poi durante il film, seguire un caso di stupro), le sue sono le pulsioni più forti e intriganti, quelle che di più sfidano lo spettatore, anche non “benpensante”. Non per la trasgressione insita nel gesto, non per la volontà di seguire il proprio istinto a ogni costo e con deliberata consapevolezza, quanto piuttosto per la risposta – lucida, cinica, spietata – alle conseguenze che la Breillat orchestra.

Il problema, purtroppo, insorge nelle libertà che giustamente la regista decide di prendersi – insieme ai rischi – per fare della sua un’opera originale. Forse troppo condizionata dal ‘bisogno’ di sottolineare temi e scelte stilistiche tipici del suo cinema, lo sviluppo inizia a traballare tra dialoghi forzati, lunghe e insistite scene di sesso, mai troppo esplicite e meno intense di quanto desiderato, e una drammatica scelta narrativa che distaccandosi dal film danese dà in una sola scena il colpo di grazia a una rappresentazione altrimenti ricca. Che avrebbe potuto regalare alla Drucker un Humbert Humbert moderno e diverso e dare forza al finale – più amaro di quel che ci si sarebbe aspettati – che pure trasforma senso di colpa in determinazione e libertà e il tormento personale in una sconfitta comune.

L’età dell’Ira: il teen drama con la star di Elite Manu Rios, in esclusiva su RaiPlay

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Sarà disponibile da venerdì 17 maggio, in esclusiva su RaiPlay, L’età dell’Ira, la miniserie in quattro episodi scritta da Juanma Ruiz Cordoba e Lucia Carballal, con la regia di Jesús Rodrigo, e tratta dal romanzo omonimo di Nando Lopez del 2011, “La edad de la ira”. Questo coinvolgente teen drama coniuga sapiententemente elementi thriller con quelli del racconto di formazione, mischiando la ricostruzione di un delitto con il difficile percorso di presa di coscienza e di accettazione della propria omosessualità da parte del protagonista, Marcos, interpretato dalla star internazionale della serie “Elite”, Manu Rios.

L’età dell’ira narra la storia di Marcos, un adolescente dalla vita apparentemente normale che frequenta un liceo nella Madrid dei nostri giorni. Quando Marcos viene accusato dell’omicidio del padre, la notizia cade come una doccia fredda sulla vita dei suoi compagni di classe che cominciano a interrogarsi su cosa ci sia dietro il delitto. Inizialmente presentato come il ragazzo perfetto, bello, intelligente e popolare, con il procedere degli eventi scopriamo che Marcos vive un’esistenza soffocante e piena di frustrazioni a causa delle vessazioni subite in casa, per mano di un padre violento e prevaricatore. Violenze che giungono al culmine quando l’uomo si rende conto che il figlio è omosessuale.

Asfissiato dalla figura paterna, che cerca in ogni modo di adeguare il figlio ad un modello di rettitudine e perfezione, provato dall’improvvisa e dolorosa scomparsa della madre, Marcos, come sottolinea il titolo della serie, attraversa un percorso di rabbia e frustrazione che lo conduce, di impeto, a cercare di risolvere i suoi problemi in maniera furiosa, inizialmente portandolo ad offese verbali e fisiche nei confronti delle persone omosessuali, poi cercando  situazioni sempre più promiscue. Il ragazzo, come molti adolescenti, vive un tumultuoso e complesso viaggio alla scoperta di sé stesso. Solo Álvaro (Eloy Azorín), il suo insegnante di letteratura, lo aiuterà ad accettarsi e a intraprendere la strada della consapevolezza.

Ognuno dei quattro episodi de L’età dell’ira narra il fatto, e gli eventi precedenti ad esso, dal punto di vista di ciascuno dei quattro protagonisti: prima Sandra (Amaia Aberasturi), compagna di classe che ha una cotta per Marcos; poi Ignacio (Carlos Alcaide), fratello maggiore di Marcos e figlio prediletto dal padre; segue Raúl (Daniel Ibáñez), il “nerd” del gruppo per cui Marcos scopre di avere un’attrazione; infine riviviamo la storia con gli occhi di Marcos stesso scoprendo, con un colpo di scena, la verità sull’omicidio del padre. La serie ritrae l’adolescenza utilizzando il thriller per affrontare le complessità sociali che riguardano i giovani delle nuove generazioni. Le tematiche affrontate, infatti, sono molto attuali e connesse alla sensibilità della “Gen. Z”: la scoperta della propria identità e delle preferenze sessuali, l’omofobia, il bullismo, il contrasto generazionale sono alcuni degli argomenti più discussi dell’ultimo decennio, così come l’attenzione che i ragazzi chiedono alla scuola e alla famiglia mentre attraversano la loro “età dell’ira”.

L’età dell’innocenza: libro, trama e cast del film di Martin Scorsese

Conosciuto prevalentemente per i suoi film incentrati sulla mafia e sulla corruzione, il regista Martin Scorsese ha in diverse occasioni dimostrato di possedere anche una spiccata sensibilità per i sentimenti dell’animo umano. Uno dei film in cui ciò emerge di più è L’età dell’innocenza, film in costume del 1993 dove la violenza concretamente espressa in opere come Taxi Driver o The Departed, è qui ugualmente presente in modo però molto più velato. Si tratta infatti di un racconto che vede contrapposto un nobile della fine dell’Ottocento a due donne completamente diverse, che incarnano due contrastanti aspetti della società dell’epoca.

Il film è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo del 1921 scritto da Edith Wharton, e vincitore del premio Pulitzer. La Wharton fu la prima scrittrice donna a vincere tale prestigioso riconoscimento. Il libro finì nelle mani di Scorsese nel 1980, dopo che l’amico e sceneggiatore Jay Cocks glielo consigliò. In esso, il regista ritrovò, seppur in chiave diversa, molte delle tematiche a cui si sentiva legato, e decise pertanto di realizzarne una trasposizione. Ci vollero però ben 13 anni prima che L’età dell’innocenza arrivasse sul grande schermo. Al momento della sua uscita ottenne un’ottima accoglienza di critica, come anche 5 nomination all’Oscar, vincendo quello per i migliori costumi.

Nonostante ciò, la pellicola si affermò come un insuccesso economico, guadagnando appena 32 milioni di dollari a fronte di un budget di 34. Ciò ha in parte reso L’età dell’innocenza uno dei titoli meno noti e citati dell’autore newyorkese, maggiormente ricordato per altri generi. Tale film merita però di essere riscoperto, tanto per la bellezza della sua messa in scena quanto dei sentimenti presenti nella storia. Proseguendo qui nella lettura si potranno approfondire ulteriormente alcuni aspetti di questo, come la trama e il cast di attori. Si vedranno inoltre le principali differenze tra il film e il romanzo, e infine anche le piattaforme streaming dove poter ritrovare il film.

L’età dell’innocenza: la trama del film

La storia si svolge nella New York del 1870. Newland Archer è un giovane avvocato, membro dell’alta società di New York. Il gentiluomo, particolarmente rispettoso delle regole dell’ambiente in cui vive, è inoltre fidanzato con la bella aristocratica May Welland. I due sono prossimi al matrimonio, ma la vita perfetta di Newland viene improvvisamente sconvolta dall’arrivo in città della contessa Ellen, cugina di May. Questa si distingue per la sua vita lontana dalle convenzioni sociali, come anche per l’essere fuggita da un disastroso matrimonio. Nonostante la donna venga vista in modo estremamente negativo dalla società, Newland finirà per il provare un sentimento particolarmente forte nei suoi confronti, arrivando a mettere a rischio tutto ciò che possiede.

L'età dell'innocenza cast

L’età dell’innocenza: il cast del film

Per dar vita ai tre personaggi principali del film, Scorsese ebbe chiaro sin da subito a quali attori rivolgersi. Per lui, Newland non poteva che avere il volto di Daniel Day-Lewis. Già vincitore del premio Oscar nel 1990, questi si era affermato come uno dei migliori interpreti della sua generazione, anche grazie alla sua devozione verso i personaggi che si trovava ad interpretare. Anche per Newland egli ricorse così al suo metodo, consistente nel calarsi quanto più possibile nei panni del personaggio. E proprio indossando i panni di un aristocratico di fine Ottocento Day-Lewis spese diverse settimane, adattandosi così a tale ruolo. Accanto a lui, nei panni dell’anticonformista Ellen, si ritrova invece Michelle Pfeiffer. Per lei si trattò della prima collaborazione con Scorsese, per la quale l’attrice si disse entusiasta.

A farsi particolarmente notare è però la giovanissima Winona Ryder, che al momento delle riprese aveva appena 22 anni. Questa fu entusiasta di assumere i panni di May Welland, la promessa sposa di Newland, in quanto da sempre appassionata del romanzo della Wharton. Per la sua interpretazione, la Ryder venne poi candidata al premio Oscar come miglior attrice non protagonista, affermandosi come una delle più quotate interpreti della sua generazione. Nel film sono poi presenti anche Geraldine Chaplin nei panni della signora Welland, madre di May, e Miriam Margolyes in quelli di mrs. Mingott. Il noto attore di film horror Michael Gough venne personalmente scelto da Scorsese, il quale lo ammirava molto. Richard E. Grant è invece Larry Lefferts. Sono inoltre presenti Charles e Catherine Scorsese, genitori di Martin, in un breve cameo.

L’età dell’innocenza: le differenze tra il film e il romanzo

Nell’adattare il celebre romanzo, Cocks e Scorsese, qui in una delle sue poche volte da sceneggiatore, si sono mantenuti particolarmente fedeli alla storia scritta dalla Wharton. Vi sono però inevitabilmente alcune differenze, che hanno permesso al racconto di acquisire una forma più consona al mezzo cinematografico. La prima di queste si ritrova nel rapporto che Newland, il protagonista, ha con il contesto che lo circonda. Nel film egli dimostra sin da subito una certa insofferenza per le convenzioni sociali vigenti, mentre nel romanzo questo distacco avviene in modo più graduale, specialmente dopo aver incontrato Ellen. Ciò ha permesso, per il film, di rappresentare da subito i due personaggi come anime affini e destinate a lottare insieme contro il mondo circostante. Differente è anche l’evoluzione del personaggio di May. Nel film questa è dall’inizio alla fine una personalità infantile, mentre nel romanzo finisce con il diventare una donna saggia.

Ulteriore, e notevole, differenza è quella relativa al rapporto che Newland ha con le due donne. Nel film di Scorsese, infatti, questi si invaghisce di Ellen sin dal primo momento in cui la incontra, e si dimostra da subito propenso ad abbandonare May. Nel romanzo, invece, i due fidanzati hanno un rapporto particolarmente solido, e il loro distacco avviene in modo molto meno rapido. Tale cambiamento ha permesso di sottolineare quanto l’amore tra Newland ed Ellen sia particolarmente forte e imprescindibile. Tale decisione ha di conseguenza portato anche ad un loro amore molto più fisico rispetto a quello presente nel romanzo. In esso, infatti, i due personaggi hanno un grande pudore e a stento si toccano. Nel film, invece, è possibile vederli scambiarsi diversi baci appassionati. Tutti questi cambiamenti hanno così portato a rimuovere uno degli aspetti più importanti del romanzo, ovvero l’indecisione di Newland tra le due donne.

L’età dell’innocenza: il trailer e dove vedere il film in streaming

È possibile fruire di L’età dell’innocenza grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale, e si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà a disposizione soltanto un determinato limite temporale entro cui guardare il film. Questo sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno giovedì 7 gennaio alle ore 21:10 sul canale Paramount Channel.

Fonte: IMDb

L’età dell’innocenza di Martin Scorsese

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L’età dell’innocenza Anno: 1993 Regia: Martin Scorsese Cast: Daniel Day Lewis, Michelle Pfeiffer, Winona Ryder, Richard E. Grant, Geraldine Chaplin, Miriam Margoyles, Robert Sean Leonard, Sian Philipps, Alexis Smith

Sinossi: Nella New York del 1873 l’affascinante Newland Archer sta per convolare a giuste nozze con la sua promessa sposa, May Welland, ma il ritorno dall’Europa di Ellen Olenska, cugina della fidanzata e suo amore d’infanzia, sconvolge tutto. Tra Ellen, fuggita da un marito fedifrago, e Newland nasce un profondo sentimento, ma le regole sociali impediranno loro di poter realizzare il loro amore, e entrambi seguiranno due strade preordinate, Newland con May, Ellen libera da suo marito e in Europa. Anni dopo, ormai vedovo e libero, Newland rifiuterà di reincontrare Ellen per rimanere legato ad un antico ricordo di passione mai consumata fino in fondo.

Analisi: Niente mafia, né serial killer psicopatici, né gang di strada impegnate in scontri all’ultimo sangue: eppure la buona società descritta da Edith Wharton e trasposta in film da Scorsese è altrettanto spietata (omicidi a parte) degli universi da lui descritti in altre storie.

Come Kubrick in Barry Lindon, anche Scorsese sceglie un mondo perfetto e raffinato, ricostruito da musiche, dalle scenografie di Dante Ferretti, dai costumi di Gabriella Pescucci, ma che nasconde dietro una crudeltà di riti e di regole spietata.

E se il dilemma di Newland Archer è tra ragione, cioè fare quello che tutti si aspettano da lui, e sentimento, seguire un cuore che non riuscirà a far palpitare, Daniel Day Lewis è perfetto come gentiluomo ottocentesco, tormentato ma incapace di andare fino in fondo a costo di negarsi una vita completa e l’amore, mentre Michelle Pfeiffer, dona anima all’eroina romantica e moderna Ellen Olenska, oggetto di desiderio e disapprovazione ma anche femminista ante litteram. Tra i due emerge Winona Ryder, perfetta e a tratti odiosa moglie alto borghese, pronta a sacrificare tutto pur di tenere insieme il suo mondo familiare: per questo ruolo l’allora ventiduenne attrice ebbe una candidatura all’Oscar, confermandosi tra le migliori interpreti degli anni Novanta, premesse che non sono poi state mantenute fino in fondo.

L’età dell’innocenza è una gioia per gli occhi per la cura della realizzazione, per la resa meticolosa di ogni scena, per i dettagli esatti che rivivono insieme ad un’epoca comunque affascinante sullo schermo, e sa colpire al cuore per la sua storia d’amore senza speranza, fuori dal tempo e romantica, manierata ma nello stesso tempo straziante nella sua tragicità.

L’Estate più Calda: teaser trailer del nuovo film Original Italiano Prime Video

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Prime Video ha svelato oggi il teaser trailer del nuovo film Original Italiano L’Estate più Calda, interpretato da Gianmarco Saurino, Nicole Damiani, Alice Angelica, Nino Frassica e Stefania Sandrelli. Il film, una storia d’amore fra due ragazzi profondamente idealisti, sarà disponibile in esclusiva su Prime Video dal 6 luglio. L’Estate più Calda è l’ultima novità per i clienti Amazon Prime, che in Italia beneficiano di spedizioni veloci, offerte esclusive e intrattenimento, incluso Prime Video, con un solo abbonamento al costo di €49,90/anno o €4,99/mese.

Il film è diretto da Matteo Pilati e vede nel cast Gianmarco Saurino, Nicole Damiani, Alice Angelica con la partecipazione di Stefania Sandrelli, Nino Frassica, Michela Giraud e Giuseppe Giofrè.  L’Estate più Calda è prodotto da Notorious Pictures e Amazon Studios, in collaborazione con Rufus Film.

Inoltre, il nuovo singolo di Francesca Michielin “Fulmini addosso” (Columbia Records/Sony Music Italy), fuori dal 9 Giugno in radio e su tutte le piattaforme digitali, è il brano originale di L’Estate più Calda. La cantate, cantautrice e polistrumentista italiana, si presta ancora una volta a colonne sonore cinematografiche.

L’Estate più Calda si unirà a migliaia di film, show e serie già presenti nel catalogo di Prime Video tra cui le produzioni italiane Original The Bad GuyPrismaBang Bang Baby, Gianluca Vacchi: Mucho Más, Laura Pausini – Piacere di conoscerti, le due stagioni di The Ferragnez – La serie, All or Nothing: Juventus, Anni da cane, Dinner Club, Vita da Carlo, FERRO, le prime 3 stagioni di Celebrity Hunted – Caccia all’Uomo e di LOL: Chi ride è fuori; le serie pluripremiate Fleabag e The Marvelous Mrs. Maisel e i grandi successi come Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, Citadel, Argentina 1985, Jack Ryan, The Boys, Borat – Seguito di film cinema, Il principe cerca figlio, Senza Rimorso, Good Omens e Carnival Row, oltre a contenuti in licenza disponibili in oltre 240 paesi e territori nel mondo, e le dirette in esclusiva in Italia delle 16 migliori partite del mercoledì sera della UEFA Champions League, oltre che della Supercoppa UEFA, fino alla stagione 2026/27. Altre produzioni Original già annunciate sono Everybody Loves Diamonds e e Citadel: Diana, il capitolo italiano dell’universo Citadel.

L’estate più calda: recensione del film su Prime Video

L’estate più calda: recensione del film su Prime Video

Noi siamo degli strumenti imperfetti.” – L’estate più calda.

L’odore della salsedine, la brezza fra i capelli, i balli in spiaggia. I piedi immersi nella sabbia, il suono delle onde, quell’alba che si aspetta emozionati accanto agli amici o alla persona che ci fa battere il cuore. L’estate è la stagione dell’anno più amata e vissuta. Quella che, una volta giunta al termine, lascia un sapore malinconico e nostalgico che si appiccia sulla pelle e aggroviglia lo stomaco. Eppure è lo stesso periodo che non si dimentica mai e si aspetta sempre con ansia. Ogni anno.

Sono tutte queste emozioni e sensazioni ad essere racchiuse in L’estate più calda, nuovo film di Matteo Pilati (Maschile Singolare), il quale firma anche la sceneggiatura insieme a Giuseppe Paternò Raddusa e Tommaso Triolo. Quello proposto da Prime Video nel mese di luglio è il tipico summer movie, in cui al centro regna sovrana una storia fatta di rapporti viscerali, sentimenti contrastanti, e il dolce profumo della gioventù che ricorderanno molto, a chi conosce la materia, i libri di Nicholas Sparks e i suoi adattamenti sullo schermo.

L’estate più calda, la trama

Lucia (Nicole Damiani) e Valentina (Alice Angelica) sono amiche inseparabili. La prima, però, è quella che fra le due deve salutare la sua Sicilia, per poter cominciare il percorso universitario a Roma. L’ultima estate, quindi. Un’estate che, in special modo Valentina, vuole ricordare. A smuovere la vita tranquilla di paese arriva ad un certo punto Nicola (Gianmarco Saurino), che a breve dovrà prendere i voti per diventare prete. Valentina, stregata dal ragazzo, è pronta a sedurlo e farlo rinunciare alla chiamata di Dio, e chiede aiuto all’amica. D’altro canto Lucia è restia a spingerla nelle braccia di un (quasi) prete, fino a quando non si lascia convincere e prova a darle una mano. Le cose cambieranno quando, alla fine, Lucia scoprirà di essere connessa a Nicola molto più di quanto pensasse e viceversa, dando inizio ad una bollente e romantica relazione, dove ciò che conta è solo vivere il momento e non pensare alle scelte future e… ai propri sbagli.

L'estate più calda Gianmarco Saurino e Nicole Damiani

Un summer movie pregno di romanticità

L’estate più calda è il canonico film da guardare in vacanza, perché assicura quella magia tipica del periodo estivo, nel quale ogni cosa è concessa e possibile, e i sogni – persino quelli improbabili – possono diventare realtà. È come se fosse un tempo sospeso, in cui tutto ciò che accade ha il gusto della spensieratezza e della libertà, fatta però di altalene sia felici che tristi. A renderla così bella è il fatto che la si percepisce fin dentro le ossa, essendo più breve e quindi più intensa, mentre si ha l’impressione di guardare il mondo circostante con la lente di ingradimento. C’è meraviglia in ogni angolo in cui lo sguardo va posandosi, anche quando lo fa su qualcosa che non dovrebbe appartenerti.

Ed è proprio quello che accade a Nicola e Lucia, anime compatibili ma il cui ruolo nella società non permette nessuna unione che non porti come conseguenza una scelta difficile. Qui troviamo il motore dell’intero film, il pretesto che accende ogni segmento narrativo, grazie al quale gli eventi innescati (dalla crisi di Nicola allo slancio amoroso di Lucia) garantiscono un’apprezzata romanticità alle scene – con un merito alla buona sceneggiatura che dà ritmo alla narrazione – e la concessione di sognare ad occhi aperti. Ricordando molto Dear John dell’autore americano Sparks, L’estate più calda offre un racconto dai toni caramellosi, in cui rispecchiarsi è più facile di quanto sembri perché o è qualcosa che si è vissuto o è qualcosa che si desidera ardentemente vivere, e che cresce ad ogni cambio di fotogramma.

Un’estate da ricordare

Se L’estate più calda riesce ad ingranare nelle offerte italiane della piattaforma, è poi merito del suo cast principale. Gianmarco Saurino, conosciuto per i suoi ruoli in Doc – Nelle tue mani e Che Dio ci aiuti, si cala bene nel ruolo del combattuto diacono, ed è accompagnato da due comprimarie in fioritura, Alice Angelica e Nicole Damiani, che riescono a dare al film la giusta freschezza per poterlo apprezzare. Abbracciati da una costante fotografia calda che enfatizza ancor di più l’atmosfera, con sullo sfondo la cornice naturale di una Sicilia soleggiata, i tre danno corpo e tono a personaggi che, pur diversi, hanno in comune il desiderio di sfidare se stessi per rendere ogni attimo meritevole di un ricordo.

Per ognuno di loro, in special modo per Nicola, ogni passo compiuto è un rischio, che può portare a un bellissimo inizio o a un terrificante epilogo. Ma è proprio nelle azioni da loro compiute che giace il senso di L’estate più calda. Oltre al piacere della love story, il film porta in scena quello che è realmente l’estate: non solo un momento in cui non esistono freni inibitori, i pensieri si sciolgono e non si ha controllo della propria vita. Ma la miglior occasione in cui poter essere se stessi e forse conoscersi davvero.

L’estate nei tuoi occhi: recensione della serie Amazon Prime Video

Dopo il successo di Tutte le volte che ho scritto ti amo (2018), adattamento di un suo romanzo nonché uno dei recenti film originali Netflix più riusciti, la talentuosissima scrittrice Jenny Han firma una nuova produzione: si tratta della serie tv L’estate nei tuoi occhi, ora disponibile su Amazon Prime Video, e trasposizione su schermo del romanzo The Summer I turned pretty. Nel cast della serie, Lola Tung, Jackie Chung (Coming Home Again), Rachel Blanchard (Deep Water), Christopher Briney, Gavin Casalegno (I Am Gabriel), Sean Kaufman, Alfredo Narciso (Demolition) e Minnie Mills.

Primi colpi di fulmine sotto il sole di Cousins Beach

Si tratta di una storia di formazione che racconta il primo amore, i colpi di fulmine e la magia di un’estate perfetta. Come sempre, è una protagonista carismatica e adorabile (la nuova promessa Lola Tung), e soprattutto “canonica” nel senso migliore del termine, che veicola il senso e l’entusiasmo di una storia d’amore da film, perfetta per la maratona del fine settimana.

La trama di L’estate nei tuoi occhi segue Isabel (Tung), che tutti chiamano Belly, adolescente che trascorre ogni estate a Cousins Beach, durante il suo periodo preferito dell’anno. Come dice lei stessa nel primo episodio, la sua agenda si organizza intorno a questi due mesi – il motivo? Non si tratta tanto di fare castelli di sabbia sulla spiaggia quanto di passare del tempo con Conrad (Briney) e Jeremiah (Casalegno), i figli della proprietaria di Cousins Susannah (Rachel Blanchard), nonché migliore amica della madre di Belly, Laurel (Jackie Chung).

Le due famiglie, accomunate da un grande affetto ma anche da evidenti tensioni sociali ed economiche, sono abituate a trascorrere l’estate insieme, ma quest’anno sarà tutto diverso, soprattutto perché Belly non è più una ragazza con gli occhiali e l’apparecchio per i denti, bensì una giovane donna che sta per compiere 16 anni e che inizia a manifestare un forte bisogno di indipendenza dalla madre. E’ cosi che la protagonista cercherà di rompere le barriere che la separano dal mondo degli adulti, in un classico coming-of-age dalla forte componente romantica ma, e questa è una delle scelte narrative migliori del prodotto, non si dimentica mai che Bellynon è il centro dell’universo“, e che intorno a lei possono esserci drammi più seri della prima ubriacatura, dal punto di vista degli adulti.

L'estate nei tuoi occhi serie tv

L’estate negli occhi, e nel cuore, di Belly

Questo contrasto tra l’adolescenza e il mondo degli adulti, il carisma della sua entusiasta protagonista e la sua playlist deliziosamente pop (non può ovviamente mancare “thank u, next” di Ariana Grande) la rendono davvero divertente, pur con qualche ostacolo narrativo che sarebbe bene non incontrare in una seconda stagione. L’estate nei tuoi occhi gioca con la giusta combinazione di freschezza e divertimento, senza mai tralasciare la malinconia e la tristezza, stati d’animo spesso evocati non solo dalla calura estiva ma anche da un periodo di transizione delicato come quello dell’adolescenza.

Team Conrad o Team Jeremiah? Questo sarà il dibattito probabilmente più in voga sui social nelle prossime settimane. Christopher Briney e Jeremiah Gavin Casalegno sono fatti della materia dei classici rubacuori del cinema adolescenziale: Conrad è lunatico fino all’arroganza e Jeremiah si diverte a infastidire chiunque. L’estate nei tuoi occhi, di fronte a questo dilemma romantico, decide di mettere da parte gli orpelli dell’interesse amoroso in favore di una crescita significativa del personaggio. Si tratta di una scelta funzionale solo a metà, nel senso che fa sicuramente bene all’arco di Belly, ma non altrettanto alla chimica tra i personaggi, che fatica a carburare e che è invece un elemento cruciale delle vivide memorie dell’autrice nei libri.

Anche se la storia si prenda il suo tempo per costruire il triangolo amoroso, che prende forma solo a stagione inoltrata, lo schema relazionale è un po’ problematico: Jeremiah è un personaggio affascinante, ma il suo ingresso nella vita sentimentale di Belly sembra più un modo per creare problemi al fratello Conrad che la prova di un sentimento sincero, e la direzione del’episodio finale dimostra di non riuscire a sviscerare completamente la questione. Nonostante i suoi aspetti meno convincenti, L’estate nei tuoi occhi continuerà con nuovi episodi (già confermati da Prime Video) e non vediamo l’ora di vedere se Jenny Han riuscirà a far rivivere i fuochi d’artificio non solo nel cielo di Cousins, ma anche nelle relazioni tra i suoi protagonisti.

Sebbene L’estate nei tuoi occhi non reinventi esattamente il genere seriale della teen summer, con la sua prima stagione riesce a consolidarsi come un discreto prodotto di intrattenimento, molto abile nel delineare l’arco della sua simpaticissima protagonista, ma non altrettanto a fissare la cornice dei rapporti interpersonali.

L’estate nei tuoi occhi: la storia di Belly si concluderà con un film

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Prime Video ha confermato che L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) si concluderà con un film. La serie di successo basata sui libri best seller di Jenny Han ha riscosso un enorme successo su Prime, con Belly (Lola Tung) coinvolta in un triangolo amoroso con due fratelli, Conrad (Christopher Briney) e Jeremiah (Gavin Casalegno). La terza stagione è stata una delle serie più chiacchierate dell’estate 2025.

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Con l’ultimo episodio di L’estate nei tuoi occhi ora in streaming, la notizia conferma che la storia di Belly non è finita. Han dirigerà il film, scrivendo la sceneggiatura insieme a Sarah Kucserka, anche se i dettagli sulla trama sono ancora segreti. Han ha comunque anticipato qualcosa sul futuro nell’annuncio di Prime Video:

C’è un’altra grande tappa importante nel viaggio di Belly e ho pensato che solo un film potesse renderle giustizia. Sono molto grata a Prime Video per aver continuato a sostenere la mia visione di questa storia e per aver reso possibile condividere questo capitolo finale con i fan”.

Sebbene non sia stato confermato nell’annuncio, presumiamo che Tung, Briney, Casalegno e altri personaggi amati dai fan del cast di L’estate nei tuoi occhi torneranno per il film.

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La terza stagione di L’estate nei tuoi occhi, episodio 11, “At Last”, lo ha reso ufficiale: Belly e Conrad finiscono insieme. I due si ritrovano a Parigi, dove parlano onestamente della loro storia prima di riaccendere la loro relazione. Dopo la loro riunione, c’è un salto temporale in cui vediamo Belly e Conrad tornare alla casa al mare a Cousins mentre il finale volge al termine.

I lettori del libro, tuttavia, sanno che la storia non finisce qui. Il libro presenta un epilogo di quattro pagine in cui Belly rivela che lei e Conrad si sono sposati. Questo avrebbe senso come “grande traguardo” a cui Han ha fatto riferimento nell’annuncio del film. Ancora una volta, al momento non vengono condivisi dettagli sul film, ma considerando che Han ha già detto ai lettori che Belly e Conrad finiscono per sposarsi, avrebbe senso regalare ai fan questo momento monumentale con il film.

L’estate nei tuoi occhi: 10 modifiche rispetto al libro

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L’estate nei tuoi occhi: 10 modifiche rispetto al libro

L’estate 2022 vede il lancio di molte anteprime molto attese, tra cui Dali Land, uscito nelle sale il 18 luglio. Con Ben Kingsley nei panni dell’eccentrico ma straordinariamente talentuoso Salvador Dalí, il film cattura un momento frenetico della vita dell’artista, in cui il suo assistente affronta ogni sorta di dramma nel tentativo di lanciare la mostra di Dalí del 1973. Il film vanta un cast stellare che include la star emergente Christopher Briney, protagonista anche della serie di grande successo L’estate nei tuoi occhi.

Ispirato alla popolare trilogia di Jenny Han, “L’estate nei tuoi occhi” debutta quest’estate su Amazon Prime, portando sul piccolo schermo un pezzo di vita, un innocente racconto estivo. I fedeli fan dei romanzi di Jenny Han su Belly Conklin e il suo primo incontro con l’amore e la femminilità a Cousins Beach troveranno alcune differenze nella serie Amazon Prime rispetto al primo libro.

Diversità nella serie L’estate nei tuoi occhi

Una differenza immediata è la diversità del cast della serie Amazon Prime rispetto al libro. Mentre il primo libro non specifica mai che Belly è bianca, la copertina originale del libro del 2009 la raffigurava come una ragazza bionda e bruna, mentre nella serie TV è per metà coreana e per metà bianca, dando un’immediata sensazione del mondo diversificato di oggi.

Creare una trama con al centro una famiglia asiatica conferisce alla serie la profondità, la complessità e l’immediata sensazione di inclusività che Jenny Han voleva dare alla serie. L’aggiunta di un nuovo personaggio alla serie, Cleveland, che ha origini filippine, arricchisce ulteriormente la trama e l’atmosfera degli anni 2020, spiegando il suo immediato fascino globale sui teenager.

Deb Ball

Una delle discrepanze più evidenti tra il libro e la serie è il fatto che il ballo delle debuttanti non esisteva nel libro. Si tratta di un cambiamento importante nella trama, aggiunto da Han in un’intervista a Wrap… per dare davvero vita a un rito di passaggio come un rito cerimoniale di passaggio all’età adulta, per vederlo davvero visualizzato, perché penso che culture diverse abbiano molti modi diversi di segnare quel momento di transizione tra l’adolescenza e l’età adulta”.

Il ballo delle debuttanti è un aspetto importante in questa storia d’amore estiva e aggiunge un tocco alla Bridgerton alla trama, poiché Belly deve scegliere un accompagnatore ufficiale. Questo fa emergere anche il triangolo amoroso della storia, poiché lei deve scegliere tra Jeremiah e Steven. Lo sfarzo e la cerimonia di questo rituale vittoriano si intrecciano con le notizie sulla salute di Susannah e creano una piacevole tensione adolescenziale che collega la serie.

La dinamica tra Belly e Taylor

Le relazioni sono una componente importante di L’estate nei tuoi occhi, e fondamentale per il personaggio di Belly è la sua migliore amica, Taylor, che lei ama e ammira e con cui finisce per scontrarsi sia nella serie che nel primo libro di Jenny Han. La differenza nella serie Amazon Prime è che la loro amicizia è più centrale e viene ulteriormente sviluppata dall’apparizione di Taylor in alcuni episodi, che agita le acque con i sentimenti nascenti di Belly per i ragazzi Fisher.

Taylor (interpretata da Rain Spencer), invece di apparire in flashback come nel libro, visita effettivamente la città di Cousins, creando scintille con i crescenti interessi amorosi di Belly, Jeremiah e Steven. La serie crea una dinamica più equilibrata tra le migliori amiche, poiché Belly e Taylor litigano per il bacio di Taylor ai ragazzi Fisher, proprio come nella vita reale, aiutandole a esaminare la loro amicizia per quello che è e a risolvere il loro conflitto, rendendola più appetibile per lo spettatore moderno.

Razzismo

Grazie alla diversità del cast, la serie TV ha l’opportunità di commentare il razzismo nella città immaginaria di Cousins Beach, in una scena tesa con il fratello di Belly, Steven, al country club locale.

Steven, che lavora al country club locale per pagarsi il college, subisce alcuni insulti razzisti nei confronti degli asiatici mentre serve alcuni clienti presuntuosi nella sala da gioco, portando alla ribalta la realtà odierna in cui gli asiatici sono vittime di discorsi di odio e crimini. Si tratta di una divergenza rispetto al libro, ma ancora una volta aggiunge spessore e credibilità alla trama per il pubblico contemporaneo.

Erba contro sigarette

Non c’è modo migliore per rinfrescare il personaggio del “fumatore” Conrad che la scelta dell’erba nella serie TV rispetto alle sigarette che facevano parte del romanzo di Han. La storia d’amore estiva ruota attorno all’atteggiamento timido e innamorato di Belly nei confronti di Conrad. La scelta di vizi minori, ovvero le sigarette rispetto all’erba, aggiunge qualcosa alla trama e fa emergere l’amore adolescenziale di Belly per Conrad e il modo in cui lei è sempre rimasta incantata da ogni sua parola.

Questo cambiamento nella trama permette agli spettatori della serie Amazon Prime Video di vedere l’innocenza e la crescente infatuazione di Belly per Conrad Fisher, persino nelle sue scelte in fatto di fumo.

Più che la storia di Belly

Il libro L’estate nei tuoi occhi è visto in gran parte attraverso gli occhi di Belly, dando molto meno spazio alle altre personaggi femminili del libro. La serie, tuttavia, sviluppa alcune trame secondarie, tra cui il rapporto solido e talvolta competitivo tra le madri, ovvero la madre di Belly, Laurel (interpretata da Jackie Chung), e Susannah Fisher interpretata da Rachel Blanchard.

Essendo la migliore amica di Laurel dai tempi del college, la dinamica tra lei e Susannah aggiunge un altro aspetto di amicizia femminile alla trama e una tensione interessante alla storia. Il nuovo amore di Laurel, Cleveland Castillo, un autore locale ma molto famoso, amplia ulteriormente la portata della storia oltre Belly.

La collana Infinity di Belly

I sentimenti di Conrad per Belly si approfondiscono e si sviluppano nel corso del primo e del secondo libro (It’s Not Summer Without You), quando lei scopre il regalo di Conrad, una collana Infinity nascosta nella sua scrivania. La serie TV, al contrario, introduce questa scena fondamentale nella seconda parte della prima stagione.

Il momento in cui Belly scopre il regalo di compleanno nascosto nella prima stagione influisce sicuramente sul modo in cui gli spettatori vedono Belly e Conrad e sulla serietà dei sentimenti di lui per lei, aumentando l’interesse e l’attesa degli spettatori.

Il ruolo di Cam

Il primo incontro di Belly con un ragazzo e il suo primo assaggio di “bellezza” avviene quando incontra per caso il personaggio di Cam in una stazione di servizio locale a Cousins, che la invita a unirsi a lui al falò che si terrà quella sera. Nel libro, Cam ha un ruolo più centrale, interagisce maggiormente con i ragazzi Fisher e Steven, e decide di rompere con Belly vedendo che lei sembra essere innamorata di Conrad e Jeremiah.

Nella serie, Belly assume maggiore controllo dei propri sentimenti ed è lei a rompere con Cam. Questa decisione e questo cambiamento nella trama si adattano meglio al tema sottostante del passaggio all’età adulta, in cui lei assume improvvisamente maggiore controllo della propria vita, soprattutto per quanto riguarda i suoi interessi romantici.

Cameo!

In un divertente colpo di scena, Jenny Han, (l’autrice e creatrice di L’estate nei tuoi occhi) appare in una scena durante il Deb Ball dove prende un bicchiere di champagne. Si tratta di una scelta audace ma divertente, dato che il Deb Ball non ha mai fatto parte del libro.

Inoltre, si adatta bene all’atmosfera divertente e stravagante di questa serie TV, che ricorda una commedia romantica ambientata sulla spiaggia, e aumenta l’ammirazione per Jenny Han come forza creativa dietro di essa.

Un finale più positivo

Il libro, nonostante i momenti dolci e estivi, ha una trama più negativa per quanto riguarda la cura del cancro di Susannah. Nel romanzo L’estate nei tuoi occhi, lei rimane determinata a non sottoporsi alle cure nonostante i desideri della sua famiglia, mentre gli spettatori di Amazon Prime hanno una visione più ottimistica di questa trama. Nella serie, Jeremiah e Conrad convincono la madre a sottoporsi alle cure dopo che il suo cancro è stato tristemente rivelato al ballo delle debuttanti.

Il cambiamento più positivo nella trama rende l’atmosfera generale della serie più leggera, in sintonia con il tono sognante e adolescenziale che caratterizza la serie fin dal primo episodio. È anche degno di nota il fatto che la serie mostra un rapporto più forte tra Conrad e Belly alla fine della stagione, suggellato da un romantico bacio sulla spiaggia, mentre nel libro il loro futuro è piuttosto incerto.

L’estate nei tuoi occhi – stagione 3: la spiegazione del finale di serie e come si confronta con i libri

Il finale della serie L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) è stato ricco di emozioni, risolvendo una volta per tutte la questione su quale dei fratelli Fisher Belly fosse destinata a stare insieme. Dopo il finale sospeso del penultimo episodio della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty), in cui Conrad (Christopher Briney) ha prenotato un biglietto last minute per Parigi per il 22° compleanno di Belly (Lola Tung), il finale della serie doveva dare il massimo.

Belly e Conrad sarebbero tornati insieme, dopo tutto quello che era successo tra loro e Jeremiah? Oppure Belly era cambiata troppo durante il suo soggiorno a Parigi, permettendole di lasciarsi Conrad alle spalle? Fortunatamente, per tutti quelli che tifavano per Conrad, l’episodio 11 della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty), intitolato “At Last”, ha offerto un finale incredibilmente commovente, sorprendentemente sexy e romantico.

Ciononostante, alcuni fan potrebbero desiderare che alcuni dettagli aggiuntivi tratti dai libri originali di Jenny Han fossero stati inclusi in questo ultimo episodio di L’estate nei tuoi occhi, in cui Conrad e Belly finalmente si sistemano nella loro nuova vita insieme e tornano a casa a Cousins.

Perché Belly sceglie Conrad e come finalmente tornano insieme

Quando Conrad si presenta alla porta di Belly (subito dopo quel magnifico taglio di capelli), all’inizio le cose tra loro sono un po’ imbarazzanti. Belly non sa come comportarsi e Conrad ha paura di spaventarla. Alla fine, però, trascorrono la giornata insieme come turisti a Parigi e iniziano lentamente ad aprirsi l’uno con l’altra riguardo alle loro esperienze mentre erano separati.

Di conseguenza, Belly chiede a Conrad di unirsi a lei per la cena pre-compleanno. A cena, Conrad non riesce a staccarle gli occhi di dosso, soprattutto quando scopre che Benito (Fernando Cattori) e Belly non stanno più insieme. Improvvisamente, Conrad inizia a flirtare apertamente con Belly, le fa dei regali meravigliosamente sentimentali e condivide con lei un momento speciale mentre lei spegne le candeline sulla torta.

Più tardi, trascorrono il resto della serata da soli e le cose raggiungono il culmine mentre ballano sulle rive della Senna. Parlano del disastro che è stato il ballo di fine anno, parlano dello sfogo inutile di Belly al funerale di Susannah e Belly ammette quanto le siano state importanti le sue lettere. Alla fine, Conrad le chiede se lo ha dimenticato e, in risposta, Belly lo bacia.

Dopo un viaggio carico di sensualità verso l’appartamento di Belly, tutto sembra perfetto. Sono insieme, sono ancora innamorati e possono risolvere tutto. Ma non è così semplice. La vera paura di Belly viene finalmente rivelata: e se la malattia e la morte di Susannah fossero l’unica ragione per cui si sono messi insieme, l’unica ragione per cui si sono innamorati?

Per fortuna, Conrad la rassicura e le dice che l’unica costante nella sua vita è stato il suo amore per lei. Dopotutto, era stata proprio la morte di Susannah a creare la relazione tra Belly e Jeremiah, che non riuscivano a capire come affrontare da soli un momento così traumatico.

Eppure, Belly aspetta che Conrad se ne sia andato per rendersi conto che vuole stare con lui e, in vero stile romantico, lo insegue attraverso una stazione ferroviaria e su un treno. “Conrad, ti scelgo di mia spontanea volontà”, dice Belly quando lo trova. “Se esistono infiniti mondi, ogni versione di me ti sceglie in ognuno di essi”.

Questo è un momento importante per entrambi. Belly ammette finalmente che il suo amore per Conrad non ha nulla a che vedere con l’intromissione ben intenzionata di Susannah o con il suo dolore, e Conrad riesce finalmente a essere quello scelto, invece di vederla scegliere qualcun altro.

Cosa succede a Belly e Conrad dopo il finale della serie TSITP

Pochi minuti dopo, abbiamo un breve assaggio della vita insieme di Conrad e Belly dopo la loro parentesi parigina. La voce fuori campo di Belly ci dice che “alla fine” è tornata a Cousins, e ci viene mostrata un’immagine di Belly e Conrad che guidano insieme lungo la spiaggia. Naturalmente, finiscono a casa, e c’è una bella immagine di loro che entrano insieme prima di finire accanto alla piscina.

Nel libro finale della trilogia di Han, We’ll Always Have Summer, l’epilogo rivela che Belly ha quasi 24 anni. È lecito supporre che la scena finale di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty)  si svolga nella stessa linea temporale, circa due anni dopo Parigi. Stranamente, però, Belly e Conrad che entrano insieme in casa è significativamente meno memorabile di ciò che accade nell’epilogo originale.

Non è chiaro fino a che punto sia arrivata la loro relazione nella serie. Vivono insieme? Hanno parlato del loro futuro?

La nuova storia d’amore di Jeremiah con Denise e le prospettive di carriera spiegate

Mentre Conrad è a Parigi, Jeremiah (Gavin Casalegno) sta lavorando a una cena di presentazione, dato che è rapidamente diventato uno degli chef emergenti più “alla moda” di Boston. A causa di circostanze impreviste, la cena finisce per essere organizzata nella casa al mare dei Cousins, riunendo tutti i personaggi rimanenti di TSITP per un ultimo hurrà.

Tra questi c’è Denise (Isabella Briggs), che è diventata la coinquilina e la nuova migliore amica di Jeremiah dopo la sua rottura con Belly. Denise è stata un bene per Jeremiah; è stata una vera amica e non ha avuto paura di rimproverarlo per i suoi problemi. Lo fa anche in questo episodio, quando gli dice che l’unico veramente ossessionato dal successo di Conrad nella vita è Jeremiah stesso.

Denise non è stata l’unica a dire la dura verità, però. In un momento di crescita sorprendente e innegabilmente gradito, Jeremiah ammette che il motivo per cui ha chiesto a Belly di non andare a Parigi dopo il loro fidanzamento era perché era egoista, aveva paura di rimanere solo. La sua matura accettazione di essere rimasto solo a Boston è però in qualche modo sminuita da ciò che accade dopo.

Chiaramente, Jeremiah non era destinato a rimanere single a lungo, dato che Denise e Jeremiah si scambiano un bacio appassionato in cucina dopo che lui le ha fatto assaggiare il suo dessert al cioccolato. Se la loro storia d’amore funzionerà a lungo termine è un punto interrogativo che aleggia sul finale della serie L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty), dato che l’impresa commerciale di Steven (Sean Kaufman) e Denise li sta portando a San Francisco.

La decisione di Steven e Taylor sulla California e la spiegazione della loro storia d’amore finale

Mentre il futuro di Jeremiah e Denise rimane incerto, Steven e Taylor (Rain Spencer) hanno fatto molta strada. Anche se l’episodio finale di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) include una lite lunga e in qualche modo inutile tra la coppia secondaria di TSITP, poiché Steven non aveva ancora detto a Taylor dell’imminente trasferimento a San Francisco, i due decidono di trasferirsi lì insieme.

Come Taylor dice a Steven sul molo, lei si trasferisce “con” lui, non “per” lui. Questa è una differenza enorme per lei, soprattutto se paragonata a come è iniziata la storia di Steven e Taylor all’inizio di questa stagione, quando lei è praticamente saltata fuori da un’auto in corsa per evitare di affrontare i suoi sentimenti per lui.

Aveva tanta paura di stare con lui, di essere vulnerabile. Ammettere quella vecchia paura e accettare questa nuova avventura è un passo enorme per lei, ed è bello vedere Steven e Taylor così stabili. Trasferirsi e iniziare una nuova vita insieme è un sogno che si avvera per entrambi.

Come il finale della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) si confronta con il libro

Mentre la terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) finisce più o meno nello stesso punto dell’epilogo del libro – Belly e Conrad insieme a Cousins – il finale di stagione in realtà fornisce molti meno dettagli sullo stato della loro relazione e sul loro futuro. L’epilogo del libro include la lettera che Susannah scrive a Belly il giorno del suo matrimonio, e Belly, a sua volta, rivela di aver appena sposato Conrad dopo che si sono ritrovati grazie alle sue lettere.

Nell’epilogo di quattro pagine, lei e Conrad hanno appena abbandonato il loro ricevimento di nozze, fuggendo invece sulla spiaggia per correre insieme nell’oceano. È un modo incantevole per concludere la loro storia, gran parte della quale si è svolta su quel tratto di sabbia, tanto che sembra un po’ strano avere un finale così diverso nella serie.

Almeno abbiamo potuto vedere un assaggio del terzo Natale insieme di Belly e Conrad, anche se non sapremo mai chi ha scattato quelle foto.

Fortunatamente, nonostante alcuni cambiamenti nella trama, Belly e Conrad finiscono proprio dove dovrebbero essere nel finale della serie L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty): innamorati e liberi di stare insieme, con tutti i loro segreti e sentimenti finalmente allo scoperto.

Tutti gli episodi della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) sono ora disponibili in streaming su Prime Video.

L’estate nei tuoi occhi – Stagione 3: Jenny Han parla delle controverse modifiche del libro

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L’autrice  Jenny Han ha affrontato le principali modifiche apportate al libro dalla terza stagione di L’estate nei tuoi occhi, dopo la recente uscita del finale della serie. L’episodio 11 della terza stagione, intitolato “At Last”, rivela infatti finalmente con quale dei fratelli Fisher Belly (Lola Tung) si mette insieme, dopo essersi presa del tempo per sé stessa durante un lungo soggiorno a Parigi.

Nonostante una stagione drammatica e piuttosto controversa, Belly ha trovato il suo posto nel mondo nel finale della serie, felice e in una relazione con Conrad (Christopher Briney) a Cousins. Questo riflette ciò che accade nell’ultimo libro di Han, We’ll Always Have Summer, anche se ci sono alcune differenze evidenti tra gli ultimi tre episodi della serie e gli ultimi capitoli del libro.

La serie ha essenzialmente ripreso da dove il libro si era interrotto, approfondendo le conseguenze del matrimonio fallito tra Jeremiah (Gavin Casalegno) e Belly e la vita di Belly all’estero. Durante un’intervista con The Hollywood Reporter, Jenny Han ha ora descritto come ha deciso di apportare questi cambiamenti, ponendosi una domanda fondamentale: cosa è più importante per il pubblico?

C’erano alcune cose non negoziabili per me in termini di ciò che volevo mantenere dal libro. Ma sono sempre stata aperta durante tutto il processo. Mi chiedo: “Cosa penso che il pubblico abbia bisogno di vedere?” L’episodio 8 di 11 è dove il libro finiva, in un certo senso. Non hai letto le conseguenze di cosa significhi interrompere un matrimonio tra queste due famiglie che si conoscono da tutta la vita. Vedere Belly andare a Parigi, vederla crescere in quel periodo, diventare se stessa e mettersi alla prova, erano cose che sapevo di voler aggiungere. Era solo una questione di come raccontarlo, ma ho sempre saputo quale forma avrebbe preso”.

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Cosa ha significato questo per la terza stagione di L’estate nei tuoi occhi (e per il suo finale)

In pratica, il desiderio di Han di esplorare più a fondo le vite di Belly, Conrad e Jeremiah al di là del disastro del matrimonio ha fatto sì che la terza stagione di L’estate nei tuoi occhi fosse più lunga di qualsiasi stagione precedente, dopo che la prima stagione aveva prodotto solo sette episodi e la seconda stagione era composta da otto episodi.

Presumibilmente, questa è stata una decisione facile per Prime Video. L’estate nei tuoi occhi è uno degli show di maggior successo che abbiano mai creato, dominando le classifiche di streaming ogni settimana da quando la terza stagione è stata trasmessa per la prima volta a luglio. Semmai, la durata prolungata e la pubblicazione settimanale dello show ne hanno solo aumentato la popolarità.

Dal punto di vista narrativo, tuttavia, la decisione di Han di prolungare la storia ha significato che i personaggi e le loro relazioni reciproche sono stati esplorati in modo molto più dettagliato. Il desiderio di Belly di riscoprire la sua autonomia, la natura altruista di Conrad e la paura di Jeremiah di rimanere solo hanno tutti giocato un ruolo fondamentale negli ultimi episodi della serie.

Se questi nuovi momenti dei personaggi abbiano funzionato per il pubblico è tutta un’altra questione. Ad ogni modo, è stato rivelato che è in sviluppo un film che concluderà la vicende di Belly e probabilmente racconterà ciò che ad oggi è rimasto fuori dal terzo libro. Per cui, sarà ancora possibile vedere un finale “coerente” con quello del romanzo di Han.

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L’estate nei tuoi occhi – Stagione 3: cast, trama, trailer e tutto quello che sappiamo

L’estate nei tuoi occhi (The Summer I Turned Pretty) di Prime Video è una delle serie romantiche più popolari attualmente in streaming, ma lo show è destinato a concludersi dopo la terza stagione. La prima stagione di L’estate nei tuoi occhi è stata un successo per Amazon. Ha dominato i social media ancora prima che la serie fosse disponibile in streaming, e la seconda stagione ha seguito le orme della prima, quindi è facile capire perché L’estate nei tuoi occhi sia stata rinnovata per una terza stagione.

La serie è basata su una trilogia di romanzi di Jenny Han, con ogni stagione ispirata a uno dei libri, anche se L’estate nei tuoi occhi  ha apportato alcune piccole modifiche alla trama originale. Seguendo questo particolare formato, la terza stagione di L’estate nei tuoi occhi è basata su We’ll Always Have Summer, l’ultimo romanzo sulle avventure amorose estive di Belly (Lola Tung). L’ultimo romanzo porta Belly al college e oltre, fornendo un finale perfetto per la serie Amazon, mentre L’estate nei tuoi occhi volge al termine con la terza stagione.

Ultime notizie su L’estate nei tuoi occhi – stagione 3

Finalmente annunciata la data di uscita della terza stagione

Circa un mese dopo la pubblicazione delle prime immagini dei nuovi episodi, le ultime notizie confermano finalmente la data di uscita della terza stagione di The Summer I Turned Pretty. La terza e ultima stagione è ora prevista per mercoledì 16 luglio 2025. Questa data è in linea con il tema estivo della serie e uscirà più o meno nello stesso periodo delle due precedenti.

In concomitanza con la data di uscita, Prime Video ha condiviso un nuovo poster della terza stagione di The Summer I Turned Pretty su X (ex Twitter). Nel poster, Belly viene baciata sulla guancia da Jeremiah mentre Conrad guarda geloso.

Data di uscita della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi

L’ultima stagione arriva quest’estate

L’estate nei tuoi occhi – stagione 3 è stata ufficialmente confermata da Amazon il 4 agosto 2023, ma ci vorranno quasi due anni prima che il nuovo episodio ottenga finalmente una data di uscita. Ora, Amazon Prime Video ha programmato la terza e ultima stagione di L’estate nei tuoi occhi per il debutto mercoledì 16 luglio 2025. La stagione che conclude la trilogia sarà composta da 11 episodi in totale.

  • Tutte e tre le stagioni di The Summer I Turned Prettysono disponibili in streaming esclusivamente su Amazon Prime Video.

The Summer I Turned Pretty, la seconda stagione è terminata il 28 agosto 2023.

Il cast della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi

Belly e i cugini torneranno per un’ultima volta

Il cast della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi sarà in gran parte lo stesso delle stagioni precedenti. Tuttavia, La seconda stagione di L’estate nei tuoi occhi ha aggiunto alcuni nuovi membri al cast, e la terza stagione probabilmente farà lo stesso. Lola Tung tornerà nei panni di Belly, affiancata da Christopher Briney nel ruolo di Conrad Fisher e Gavin Casalegno in quello di Jeremiah Fisher, dato che il loro triangolo amoroso è il cuore della serie. Si prevede che anche la maggior parte del cast tornerà, soprattutto perché Prime Video non ha annunciato alcuna partenza.

La trama della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi

La fine del triangolo amoroso?

Mentre “L’estate in cui sono diventata bella” nel suo complesso è una storia di formazione, il terzo romanzo della trilogia, “We’ll Always Have Summer”, è quello in cui i personaggi crescono davvero. Se la trama della terza stagione di “L’estate in cui sono diventata bella” seguirà i romanzi, vedrà Belly diplomarsi al liceo, frequentare l’università e prepararsi per il futuro. Il terzo romanzo fa anche un salto in avanti nel tempo fino alla laurea di Belly e oltre, permettendo al pubblico di vedere dove finisce e con chi sta.

Dato che è stato anche annunciato che la terza stagione sarà l’ultima, è logico che la storia possa seguire abbastanza fedelmente il romanzo. È fondamentale fornire una conclusione soddisfacente e, anche se vengono apportate piccole modifiche al libro, We’ll Always Have Summer è un modo appropriato per concludere l’adattamento. I primi materiali promozionali hanno utilizzato il titolo del libro come slogan, suggerendo che farà parte della storia.

Come il finale della seconda stagione ha preparato il terreno per la terza stagione di L’estate nei tuoi occhi

La seconda stagione ha lasciato molte domande senza risposta

La storia della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi non deve necessariamente avere lo stesso finale del romanzo, anche se tutti gli eventi finora hanno portato Belly a fare quella scelta definitiva.

La trama della terza stagione di “The Summer I Turn Pretty” non è direttamente collegata agli eventi della seconda stagione. Nel finale, Belly capisce i sentimenti dei due ragazzi che le hanno rubato il cuore negli ultimi anni, e questo influisce sulla storia d’amore della terza stagione. Alla fine della seconda stagione di “The Summer I Turned Pretty”, Belly ha avuto la possibilità di esplorare i propri sentimenti sia per Conrad che per Jeremiah.

La terza stagione dovrebbe vedere Belly in grado di guardare a ciascuna delle sue relazioni con maggiore maturità. Dopo tutto l’amore e la perdita che ha vissuto, Belly avrà una migliore comprensione del proprio cuore e una maggiore disponibilità ad aprirsi e ad essere onesta sui propri sentimenti. Questo le permetterà finalmente di scegliere tra i due, proprio come nel romanzo. Anche se la trama della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi non dovrà necessariamente avere lo stesso finale del romanzo, tutti gli eventi accaduti finora hanno portato Belly a compiere quella scelta definitiva.

Trailer della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi

Guarda il teaser trailer della terza stagione qui sotto

Poco dopo l’annuncio della data di uscita, Amazon Prime Video ha rivelato il trailer della terza stagione di L’estate nei tuoi occhi nell’aprile 2025. Il teaser mostra Belly e Jeremiah mentre si divertono insieme e, in generale, formano una coppia carina. Tuttavia, le cose prendono una piega interessante negli ultimi momenti del teaser, quando Conrad appare improvvisamente alla porta di casa di Belly.

L’estate in cui imparammo a volare 2: trailer dei nuovi episodi in arrivo su Netflix

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Netflix ha annunciato lunedì che la seconda parte di L’estate in cui imparammo a volare 2 sarà presentata in anteprima il 27 aprile 2023. Il colosso dello streaming ha inoltre rilasciare un nuovo trailer del lotto dei prossimi sette episodi. Nel cast tornano i protagonisti Katherine Heigl, Sarah Chalke, Ali Skovbye, Roan Curtis, Ben Lawson, Beau Garrett, Yael Yurman, India de Beaufort, Greg Germann, Jolene Purdy e Ignacio Serricchio.

L’estate in cui imparammo a volare 2 – Parte 2: i sette episodi finali sono disponibili il 27 aprile 2023

Cosa potrebbe aver causato la fine del forte legame trentennale tra Tully e Kate, le “amiche del cuore per sempre”? Lo scopriremo in questa stagione, ma prima Kate deve affrontare le dolorose conseguenze della sfortunata missione di Johnny in Iraq. Tully invece resta coinvolta in una causa legale dopo aver abbandonato il suo talk show e deve ricominciare la carriera da zero. Tutto ciò la fa riflettere sulla propria natura e provenienza, spingendola anche a cercare il padre che non ha mai conosciuto nonostante le obiezioni di Nuvola, la riservata madre hippy. Negli anni ’80 vediamo Kate e Johnny che all’inizio della loro storia d’amore causano tensioni nella redazione in cui lavorano entrambi, mentre Tully fa carriera e si scontra (e flirta!) con lo spavaldo commentatore sportivo Danny Diaz. Lui potrebbe essere la sua anima gemella, se solo riuscissero a smettere di litigare per cinque minuti. Negli anni ’70 le adolescenti Kate e Tully faticano a mantenere intatta la loro amicizia quando Nuvola finisce in carcere per traffico di droga e Tully va a vivere con la nonna, lontana da Firefly Lane. Mentre le ragazze affrontano separatamente le difficoltà della scuola superiore, sanno bene di aver bisogno l’una dell’altra.

 

L’estate in cui imparammo a volare 2, la recensione della seconda parte della serie Netflix

“You can dance, you can jive, having the time of your life. Ooh, see that girl, watch that scene, digging the dancing queen…”.

È sulle note della canzone degli ABBA, storico gruppo musicale da cui nasce Mamma mia! (musical e film), che Tully danza nell’ultimo episodio della seconda parte de L’estate in cui imparammo a volare 2. Un brano non casuale, quello scelto per l’ultima scena, che scolpisce e incornicia nella memoria tutto quello che sono state le protagoniste della serie fino alla fine: giovani (nonostante l’età che avanza), libere e invincibili. Quando nel 2021 la serie debuttò su Netflix, il pensiero che fosse una delle solite dramedy trite e ritrite è affiorato nella mente di chiunque. Eppure Maggie Friedman (Le streghe dell’East End) è stata brava (dobbiamo per forza usare il passato) e, con l’aiuto della piattaforma, ha portato in catalogo una storia che, pur avvalendosi dei soliti cliché del caso, è riuscita a farsi valere.

Nella quale i luoghi comuni menzionati sono stati inseriti in maniera ingegnosa e funzionale in un racconto che nella prima stagione non è mai scivolato nel banale. Qualche affanno si è poi iniziato a intravedere con l’arrivo della prima parte della seconda season, rilasciata a dicembre scorso, nella quale è stata evidente un po’ di stanchezza da parte della showrunner che, dal romanzo di Kristin Hannah, aveva saputo plasmare uno show con una precisa visione narrativa. Regalandoci sia una bella storia di amicizia alla Telma e Louise di Ridley Scott, che due protagoniste complesse e complete (e con degli attributi, finalmente). Il blocco finale, arrivato in piattaforma ad aprile, cerca così di dare una degna conclusione al percorso di Tully e Kate, scegliendo saggiamente di non continuare a tessere le fila di una storyline che, a ben guardare, sarebbe dovuta terminare molto prima.

L’estate in cui imparammo a volare 2, trama seconda parte

Tornata dal suo viaggio in Alaska, Tully (Katherine Heigl) viene accolta dalla spiacevole notizia della malattia di Kate (Sarah Chalke), attraverso la quale però le due amiche riescono a riallacciare i rapporti. Nel frattempo torniamo agli anni Settanta, in cui le due sono alle prese con nuovi amori, professori irresistibili, teatro e una morte scioccante. Un salto temporale ci porta agli anni Ottanta, inizio anni Novanta, alle porte sbattute in faccia a lavoro da uomini sessisti e alla nascita della piccola Mara avuta con Johnny (Ben Lawson). Siamo poi di nuovo negli anni Duemila: Kate decide di risposare il marito mentre nel frattempo inizia la chemio per potersi sottoporre a un intervento che, in teoria, dovrebbe salvarle la vita. Fra alti e bassi, le due migliori amiche affronteranno la sfida più grande di sempre: riuscire a superare il cancro di Kate e fare i conti con una morte che potrebbe arrivare.

Perdersi nel racconto

La prima parte de L’estate in cui imparammo a volare 2 ci aveva lasciato con un grosso punto interrogativo: Tully sta per sposarsi con Johnny? Dopo il litigio fra le due migliori amiche a causa dell’incidente, l’episodio si era concluso con la scoperta del cancro di Kate. A questo era seguito un flashforward in cui si vedeva Tully prepararsi per un imminente matrimonio. Giocando con l’ambiguità e i dialoghi della scena, la serie aveva fatto intendere che fosse lei ad essere attesa all’altare e Johnny lo sposo in ansia del suo ritardo. I continui dubbi seminati nel racconto sono stati, d’altronde, una delle carte vincenti dello show, il quale non ha fra l’altro mai smesso di arricchire l’intreccio con colpi di scena e cambi di rotta. Una strategia furba ma efficace, soprattutto perché sfruttata in tutti e tre gli archi temporali, con l’obiettivo di alimentare ancor di più la curiosità dello spettatore.

E se all’inizio è servito per dare maggiore spessore e colore alla storia e più tridimensionalità a Tully e Kate, nella seconda stagione ha finito per essere un problema, oltre che una tortura. Le domande hanno trovato subito risposta e i plot twist sono diventati scontati, inseriti come filler per far progredire un racconto andatosi a incepparsi nei suoi stessi ingranaggi, appesantendone le dinamiche e non suscitando più nessuna reazione. Il continuo saltare dagli anni ’70, agli ’80/’90, per poi tornare agli anni 2000 è riuscito solo a generare confusione, rendendo la fruizione monotona e, in alcuni casi, superficiale e grigia. Troppa carne al fuoco, troppi punti da voler toccare e nessuno su cui focalizzarsi davvero poiché impegnati più a seguire il solito schema, che il suo effettivo contenuto. Da qui, una frettolosità di scrittura e una reiterazione di eventi che hanno fatto spegnere la narrazione. La quale avrebbe dovuto focalizzarsi di più sul presente e sulla attuale crisi delle protagoniste per risultare impattante, facendo delle sequenze del passato solo dei brevi ricordi di supporto al contesto.

L’amicizia salva… ma non questa volta

Neanche l’amicizia fra Tully e Kate, vero carburante della storia, riesce a far mantenere alta la concentrazione. Gli unici momenti che riescono a coinvolgere, suscitando un minimo interesse, sono quelli in cui le protagoniste devono confrontarsi con la malattia di Kate. Per Tully, infatti, la sua morte le cambierebbe per sempre la vita, impedendole di essere felice. Un inserto interessante, che stimola una semplice ma dolorosa riflessione sull’affrontare una possibile dipartita delle persone che amiamo, soprattutto se queste sono pilastro portante della nostra esistenza. Sulla paura di rimanere soli se chi abbiamo accanto dovesse abbandonarci e sulla forza che dovremmo trarre dall’amore che quella stessa persona ci ha trasmesso, trasformandolo in motore della vita.

Concetti bellissimi nella loro importanza, che proprio per questo avrebbero meritato di essere approfonditi meglio sullo schermo, e dei quali abbiamo solo un’insoddisfacente assaggio. Bisogna però ammettere che, pur avendo giocato in sottrazione e con tutte le incrinature presenti, i momenti di pathos, per quanto brevi, risultano commoventi. Lo sono, in verità, per due ragioni. La prima è la più lampante: c’è un impegno, specie negli episodi finali (e nell’ultima scena), a voler costruire immagini dalla lacrima facile, emotivamente e visivamente toccanti. Seppur consapevoli, è innegabile la loro riuscita.

Questo ci porta al motivo numero due, ossia la brillantezza del lavoro svolto in precedenza. L’attimo è reso struggente più dal ricordo che noi spettatori abbiamo di Tully e Kate che dalla composizione della messa in scena. È questo, in realtà, che che fa galoppare davvero l’emozione. Merito di Maggie Friedman e del suo aver sviluppato personaggi definiti e una relazione fra le protagoniste solida e compiuta nella prima stagione, restituendoci una conoscenza a tutto tondo di Tully e Kate. Un’operazione mirata a empatizzare con loro puntata dopo puntata, e che alla fine è servita a rendere il finale de L’estate in cui imparammo a volare 2 tutto sommato significativo, più dolce che amaro. Pur con le sue notevoli sbavature.

L’estate in cui imparammo a volare 2, la recensione della prima parte della seconda stagione su Netflix

Maggie Friedman è tornata a raccontare i drammi delle inseparabili Kate e Tully con L’estate in cui imparammo a volare 2, adattamento dell’omonimo romanzo drammatico-sentimentale di Kristin Hannah. Fedeli, come nel rapporto dei loro personaggi, anche le rispettive interpreti, Katherine Heigl e Sarah Chalcke, le quali sembrano nate per interpretarne i ruoli grazie soprattutto alla chimica sullo schermo.

In questa seconda stagione le attrici hanno dovuto confrontarsi con una storia dall’evoluzione molto più angosciosa e intricata rispetto alla prima stagione in cui Tully e Kate devono affrontare una crisi profonda che rischia di distruggere irreparabilmente il loro legame. Netflix ha rilasciato la prima parte della serie il 2 dicembre, mentre la seconda è prevista per l’8 giugno 2023.

L’estate in cui imparammo a volare 2, la trama

Sono gli anni ’70. Tully (Katherine Heigl) non vive più a Firefly Lane e perciò è costretta a scambiarsi delle lettere con Kate (Sarah Chalke) per poterle parlare. Il ritrovo di una foto però fa nascere in Tully il dubbio che l’uomo sull’immagine insieme a sua madre Nuvola (Beau Garrett) possa essere il padre, e così decide di partire insieme a Kate per poterlo conoscere. Negli anni ’90, le due giovani amiche sono alle prese con amori che sbocciano, contrasti e carriera, specialmente quella di Tully, che con l’aiuto dell’amica vuole arrivare ad avere il posto come conduttrice nel programma della redazione per cui lavorano, decisa a sfondare nei talk show.

Nel presente, datato 2004, Kate soffre per la separazione dal marito Johnny (Ben Lawson), mentre Tully deve affrontare la dura verità riguardo alla famiglia del padre e il suo passato, decidendo perfino di realizzare un documentario sulla ricerca. Un incidente improvviso mette però in crisi il rapporto fra le due donne, che dopo trent’anni di amicizia si trovano di fronte ad un vero e proprio bivio.

Il punto di rottura

La storia si riaggancia agli eventi lasciati in sospeso nella prima stagione, riprendendo la struttura dei tre archi temporali: 1970, 1990 e gli anni 2000. Le date, mostrate in sovrimpressione solo in determinate sequenze, scandiscono il periodo adolescenziale e adulto delle protagoniste, mentre si destreggiano nei problemi prima scolastici e poi lavorativi che le forgiano in quanto donne. La struttura narrativa della prima parte di L’estate in cui imparammo a volare 2 ha come punto di rottura principale un incidente, del quale alla fine di ogni episodio viene raccontato uno specifico momento, fino a quando non si arriva allo svelamento nel finale. È attorno a questa vicenda che ruotano tutte le altre, e mentre la lancetta del tempo scorre avanti e indietro, tutti i dissapori di Tully e Kate vengono svelati fino alla crisi ultima delle due.

Questo meccanismo di navigazione, in cui sono i flashback a prevalere, è servito per dare ancor più tridimensionalità alle protagoniste, spiegando le ragioni delle loro scelte e permettendo a chi le guarda di entrare a trecentosessanta gradi nel loro rapporto intimo, identificandosi con loro e rendendo così il climax finale più emotivamente sconvolgente. Seppur la trama si basa su una sceneggiatura fluida ed efficace nella sua semplicità, non è esente da alcune pecche a livello di diegesi.

L’esplorare continuamente il passato di Tully e Kate, specie quello adolescenziale, si perde in alcune dinamiche già analizzate nella prima stagione. Nonostante l’intreccio delle tre fasi del loro percorso sia la caratteristica più peculiare della serie, è anche vero che alcune sequenze l’abbiano appesantita e rallentata, restituendo un prodotto decisamente troppo lungo, che si sarebbe potuto evitare tagliando i segmenti non essenziali della storia.

Un’amicizia in cui “non bisogna dire mi dispiace”

In amore non bisogna dire mi dispiace. È questa la frase che Tully e Kate si ripetono spesso negli episodi della prima parte di L’estate in cui imparammo a volare 2. Le protagoniste hanno alle spalle un rapporto di più di trent’anni e questo, come spesso ribadiscono, è paragonabile ad una relazione sentimentale e come tale il prezzo da pagare è sempre alto.

La cifra dominante di tutta la serie è la loro radicata amicizia, analizzata in tutte le sue sfaccettature e incrinature per coglierne l’aspetto positivo e negativo. Tully e Kate sono due facce della stessa medaglia, l’una l’opposto dell’altra, ed è grazie al loro essere agli antipodi che riescono a rimanere unite, completandosi. Ma un’amicizia così forte, in cui si vive in simbiosi, non può che portare ad emozioni eccessive, siano queste piacevoli o meno.

È su questo concetto dell’eccesso che si gioca tutta la partita, poiché se è vero che un’amicizia tanto solida può essere una salvezza, è anche vero che allo stesso modo sia fonte di distruzione. Attraverso i loro diverbi, le rinunce, i sacrifici, la serie lancia un messaggio specifico: poter condividere un legame così intimo con una persona è un dono raro, purché con essa si trovi un equilibrio che freni, quando è necessario, il sovrastare di una sull’altra seppur inconsciamente.

Tully, uno schiaffo in faccia al patriarcato

L’estate in cui imparammo a volare 2, esattamente come accadeva nella prima stagione, è piena di cliché. A volte la loro presenza spegne la vivacità della narrazione, ma molto spesso queste dinamiche comuni sono inserite in modo funzionale nel contesto trattato e servono per avvalorarne lo sviluppo. La serie punta a essere un manifesto del femminismo, in questo caso rappresentato dalla sagace e avvenente Tully Hart. Molto della trama decide di virare sulla crescita della giornalista, attraversando i suoi momenti di up e di down, ponendo molta attenzione sul suo cammino alla ricerca di se stessa.

In un mondo maschilista e patriarcale, in cui le donne sono viste come oggetto del desiderio di un uomo e, ancora peggio, incapaci di potersi cimentare in determinate carriere, Tully diventa la dimostrazione che solo non assoggettandosi a qualcosa o qualcuno ma piuttosto lottando per i propri principi e ideali, si può dimostrare l’esatto opposto. Nel suo percorso a ostacoli, Tully riesce ad arrivare al traguardo nonostante le ferite, il sudore e le lacrime, trasformando le cicatrici nel suo punto di forza. La protagonista dimostra così che il pregiudizio e le critiche spronano a combattere ancor più ferocemente per quello in cui si crede, se lo si crede, e non ad arrendersi alle provocazioni.

L’estate in cui imparammo a volare 2 è un prodotto che continua a portare avanti tematiche ancora essenziali e contemporanee, come l’indipendenza delle donne e l’importanza della loro voce nel mondo, oltre che veicolare un bel messaggio d’amicizia. È chiaro però che la palese diluizione degli eventi è il segnale che la storia sente il bisogno di trovare una degna conclusione.

L’estate dei segreti perduti: tutti i cambiamenti rispetto al libro spiegati dall’autore e showrunner

La nuova serie Prime Video, L’estate dei segreti perduti, è basata sul libro omonimo di E. Lockhart. Si tratta di un horror psicologico che racconta la storia di una ragazza che ha perso parte dei suoi ricordi dopo un terribile incidente. Come nella maggior parte degli adattamenti, alcuni elementi hanno dovuto essere modificati per il grande schermo. Ciò è stato particolarmente difficile perché le showrunner, Julie Plec e Carina Adly MacKenzie, sono grandi fan del libro. Sorprendentemente, hanno avuto più difficoltà ad accettare i cambiamenti rispetto all’autrice.

E. Lockhart ha anche scritto Family of Liars: The Prequel to We Were Liars e We Fell Apart: A We Were Liars Novel. Se la serie dovesse ottenere un grande successo, questi libri potrebbero facilmente essere adattati come seconda e terza stagione. L’intera prima stagione di L’estate dei segreti perduti sarà disponibile su Prime Video il 18 giugno.

ScreenRant ha parlato con le showrunner Julie Plec e Carina Adly MacKenzie, insieme all’autrice E. Lockhart, della serie in uscita. Hanno descritto in dettaglio la dinamica nella sala degli sceneggiatori, soprattutto quando è arrivato il momento di apportare modifiche. Hanno anche discusso del loro desiderio di continuare la serie, mentre Lockhart ha rivelato cosa ha provato nel vedere i suoi personaggi e la sua storia prendere vita.

Gli showrunner di L’estate dei segreti perduti hanno avuto più difficoltà dell’autrice ad apportare modifiche al libro

“Quando BookTok inevitabilmente si arrabbierà per le modifiche apportate, sappiate che anch’io sono arrabbiata”

Grazie all’amore che gli showrunner nutrono per il libro L’estate dei segreti perduti, hanno trovato grande soddisfazione nella collaborazione con l’autrice. “Abbiamo invitato Emily nella sala degli sceneggiatori fin dall’inizio. È stata con noi per le prime dieci settimane e poi ha anche scritto il finale”, ha spiegato Plec. “È stata un’esperienza davvero fantastica. Ad essere sincera, pensavo che sarebbe stato molto difficile per lei perché so che io sarei stata molto protettiva nei confronti del mio libro. Ma è nella natura di questo lavoro apportare modifiche. Pensavo che si sarebbe sentita come se qualcuno stesse operando il suo bambino. Ma no, si è fidata davvero di noi come se fossimo i suoi babysitter.

C’erano cose nel libro a cui mi aggrappavo con tutte le mie forze, ed Emily mi diceva: ‘Non ha importanza’.

Ha poi rivelato che loro, in qualità di showrunner, hanno avuto più difficoltà ad apportare modifiche. “C’erano cose nel libro a cui mi aggrappavo con tutte le mie forze, ed Emily mi diceva: ‘Non ha importanza’. Ero il mediatore tra Emily Lockhart, disposta a lasciar perdere qualsiasi cosa, e Carina, che rifiutava in modo militante e ossessivo di separarsi da quella parola.” MacKenzie ha ammesso che era vero, affermando: “Quando Booktok inevitabilmente si arrabbia per i cambiamenti apportati, sappiate che anch’io sono arrabbiato. Sono una di voi.

Lockhart ha ammesso che la parte che ha preferito di tutto il processo è stata la fase di montaggio post-produzione. ”Sono stata coinvolta nel processo di casting e nella ricerca delle location. Sono stata sul set per dieci settimane. Ho scritto il finale e poi ho dato delle indicazioni durante la post-produzione. Ho davvero amato il processo di post-produzione. Guardare gli episodi più e più volte, dare indicazioni e pensare a come la storia stava davvero prendendo forma in quel processo di montaggio.

E. Lockhart è stata estremamente coinvolta nel processo creativo e ha adorato vedere il suo libro prendere vita

We Were Liars Sinclair

“Ero praticamente in iperventilazione per tutto il tempo”

Alla domanda sull’ispirazione dietro questa storia, Lockhart ha spiegato: “Mi interessa sempre molto la domanda: cosa fai con te stesso quando hai fatto qualcosa di orribile? Penso che tutti abbiamo fatto cose di cui ci pentiamo, e questo è solo portare il concetto all’estremo. È una domanda che ricorre spesso nei miei libri, quindi scrivo partendo da lì”.

Ha ricordato cosa ha provato nel vedere la sua storia e i suoi personaggi prendere letteralmente vita davanti ai suoi occhi, ammettendo che “ero praticamente in iperventilazione continua”. Grazie alla nuova serie Prime Video, l’opera di Lockhart sarà sicuramente scoperta, o riscoperta, da molti, cosa che lei non prende alla leggera. “Penso che qualsiasi autore che continui a trovare lettori per una storia undici anni dopo la sua pubblicazione debba ritenersi fortunato.

Molti libri vanno fuori stampa, o semplicemente svaniscono e vendono solo poche centinaia di copie all’anno. Sono stata davvero molto fortunata ad avere un pubblico fedele per questo libro.“

Gli showrunner hanno preparato il terreno per l’adattamento del prequel di L’estate dei segreti perduti

Singclair We Were Liars

”Pensiamo che la gente lo amerà così tanto che vorrà semplicemente vedere ancora di più tutti i personaggi”

Sapendo che c’è altro da adattare della storia di L’estate dei segreti perduti, gli showrunner lo hanno tenuto a mente mentre lavoravano alla prima stagione. MacKenzie ha spiegato: “Quando abbiamo iniziato a scrivere la prima stagione, una delle cose che dovevamo assicurarci di fare era rendere la madre e le tre sorelle personaggi interessanti e abbastanza sfaccettati da far sì che lo spettatore volesse sapere come sono diventate così”. Ha aggiunto: “Speriamo che, se avremo successo, potremo approfondire questa storia nella seconda stagione. Ci ha aiutato molto. Avere questo retroscena e conoscere i loro segreti ha aiutato molto noi e, credo, anche le attrici a capire chi sono questi personaggi”.

Plec ha aggiunto che la storia si conclude nella prima stagione, ma che c’è ancora molto da raccontare, quindi pensa che il pubblico vorrà vedere altro. “L’estate dei segreti perduti è una serie basata su un libro che ha chiaramente un finale vero. Sì, potrebbe funzionare molto bene come serie limitata. Pensiamo che il pubblico lo amerà così tanto che vorrà vedere ancora tutti i personaggi, e noi siamo pronti a darglielo. Speriamo che il prossimo capitolo, per così dire, di questo viaggio sia la possibilità di portare altre stagioni nel mondo.

L’estate dei segreti perduti, la spiegazione del finale: Cosa è successo la notte dell’incidente di Cadence

Alla fine di L’estate dei segreti perduti di Prime Video, una rivelazione sensazionale ribalta l’intera trama, quando Cadence finalmente capisce la verità dietro l’incidente che le ha fatto perdere la memoria. Sebbene abbia implicazioni scioccanti per tutti i personaggi principali della storia, solleva anche ulteriori domande sull’ambiguità delle altre parti della serie, in particolare perché gli elementi di mistero e dramma familiare si intrecciano in modo complicato nelle fasi finali. Pertanto, il destino dei Liars (Cadence, Johnny, Mirren e Gat) dipende da come la protagonista percepisce il suo passato e cerca di dargli un senso senza perdere la speranza e la fiducia in se stessa. Tuttavia, l’incertezza cresce man mano che la natura della rivelazione finale viene alla luce alla fine, lasciando Cadence in uno stato di caduta libera. SPOILER IN ARRIVO.

Cosa succede in L’estate dei segreti perduti?

La serie inizia con una serie di flashback, la maggior parte dei quali derivanti dai ricordi frammentari di Cadence a seguito di un misterioso incidente. Sebbene non ricordi nulla di ciò che le è successo, Cadence ricorda che l’incidente è avvenuto verso la fine dell’estate del 2016, l’ultima vacanza estiva che ha trascorso a Beechwood Island. Ogni anno, la ricca famiglia di Cadence, i Sinclair, trascorre le vacanze sull’isola privata al largo della costa del New England di proprietà del patriarca della famiglia, Harris. I suoi ricordi dell’isola sono puri e idilliaci perché è il luogo dove può trascorrere le estati con i cugini Johnny e Mirren e la sua migliore amica Gat. Nell’estate del 2016, si è riunita con tutti loro e si è divertita per la maggior parte del tempo. Tuttavia, le cose sono andate storte quando un incidente ha sconvolto le loro vite e Cadence è rimasta affetta da amnesia.

Mentre si riprendeva dalle ferite e dalle frequenti emicranie, Cadence è tornata sull’isola per l’estate del 2017 per cercare risposte su ciò che le era successo durante le vacanze precedenti. Tuttavia, al suo ritorno, si rende conto che le cose non sono più le stesse sull’isola perché la villa di suo nonno, Clairmont, è stata ricostruita dal suo originale stile architettonico classico in una struttura moderna chiamata New Clairmont, che sembra fredda e sprezzante. Ma soprattutto, i Liars (Johnny, Mirren e Gat) si rifiutano di dirle cosa le è successo durante l’estate del 2016 o perché non l’hanno mai contattata durante il suo processo di recupero dopo l’incidente. Dopo averli pressati incessantemente, finalmente le dicono che hanno ricevuto l’ordine esplicito di non divulgare informazioni perché potrebbero risvegliare ricordi traumatici.

Determinata a scoprire tutta la verità, Cadence si allea con i Liars per ricostruire ciò che non ricorda, anche se loro sono riluttanti ad aiutarla per paura di causarle ulteriore dolore. Tuttavia, più tempo trascorre sull’isola, più i ricordi iniziano a riaffiorare, la maggior parte dei quali riguardano la sua relazione con Gat, che ha un ruolo fondamentale nel suo passato e nel suo presente. La loro storia d’amore in fiore rimane al centro della narrazione, soprattutto dal punto di vista emotivo. Tuttavia, man mano che i ricordi riaffiorano, Cadence si rende anche conto che l’estate del 2016 è stata tormentata da drammi, segreti, bugie e inganni, molti dei quali derivanti dalla natura disfunzionale della sua stessa famiglia. Tutto questo porta a ciò che è realmente accaduto la notte in cui ha perso la memoria, una notte che ha cambiato la sua vita in meglio o in peggio.

Il finale di L’estate dei segreti perduti: i bugiardi sono fantasmi? Cadence sta sognando?

Dopo aver affrontato diverse prove, tribolazioni e falsità nel corso della storia, la verità dietro l’incidente viene finalmente rivelata alla fine della stagione, quando le lacune nella memoria frammentaria di Cadence vengono colmate. La notte dell’incidente, la protagonista convinse i Liars che le ragioni principali dei dissidi e delle lotte intestine all’interno della famiglia Sinclair derivavano in gran parte dall’influenza di Harris su tutta la famiglia, in particolare dal modo in cui utilizzava la prospettiva dell’eredità per tenere tutti sotto controllo. Così, appiccarono il fuoco alla villa dei Clairmont, sperando che distruggendola avrebbero potuto porre fine al dramma familiare. Tuttavia, il piano fallì perché tutte le Liars tranne Cadence finirono per morire, una tragedia che lasciò una profonda cicatrice psicologica nel suo cervello, facendola dimenticare come le sue azioni avessero portato alla morte dei suoi cari.

Sebbene la rivelazione sul destino delle Liars sia sconvolgente, solleva una domanda ancora più grande: come fa Cadence a incontrare le Liars nell’estate del 2017 se sono morte un anno prima? La risposta arriva nelle parti finali, quando scopriamo che Cadence li ha immaginati, sia come meccanismo di difesa naturale della sua mente per impedirle di scoprire cosa è successo, sia perché sono semplicemente dei fantasmi. Sebbene la seconda spiegazione porti la storia nel territorio del soprannaturale, il finale sembra suggerire che ci sia una sovrapposizione tra il regno psicologico e quello spirituale. Poiché il cervello di Cadence ha cercato di proteggerla dalle conseguenze delle sue azioni, il che probabilmente si estende alla creazione di una realtà in cui immagina che Johnny, Mirren e Gat siano ancora vivi, potrebbe anche essere un modo per aiutarla ad andare avanti, attraverso un prodotto della sua immaginazione o una manifestazione dello spirito.

Durante tutta l’estate del 2017, Cadence è stata completamente sola, anche se credeva di interagire continuamente con le Liars. Nel finale, ci viene mostrato un flashback di tutte le scene dell’estate del 2017 in cui Cadence conversa con Johnny, Mirren o Gat. In realtà, in quel momento non c’era nessuno intorno a lei. I segni sottili erano sempre stati presenti, in modo implicito o esplicito, che le cose non erano come sembravano, anche nei piccoli indizi lasciati dalle Liars quando parlavano con lei. Nessuna di loro voleva che scoprisse la verità perché sapevano cosa era successo la notte in cui aveva perso la memoria, che era una piccola cosa rispetto a ciò che aveva realmente perso quella notte. Tuttavia, allo stesso tempo, aveva anche bisogno di sapere la verità per avere una possibilità di andare avanti.

Cadence si riconcilia con le Liars?

Singclair We Were Liars

Una volta che Cadence ha accettato il fatto che il piano che aveva ideato con le Liars alla fine è costato loro la vita, piange la loro perdita mentre la verità finalmente affiora. Durante tutti i suoi precedenti tentativi, ogni volta che veniva a sapere della morte delle Liars attraverso i social media, online o tramite i suoi parenti, il suo cervello cancellava completamente la sua memoria, lasciandola senza alcun ricordo di ciò che era successo. Tuttavia, dopo aver attraversato il processo di ricordare organicamente tutto ciò che è successo nell’estate del 2016, è in grado di assimilare le informazioni in modo più permanente. Tuttavia, questo lascia ancora un vuoto incolmabile nel suo cuore perché le conseguenze delle sue scelte non potranno mai essere cancellate dalla sua psiche. A tal fine, trova un po’ di conforto nell’ultimo incontro con i fantasmi delle Liars (o nella sua allucinazione di loro).

Verso la fine, Cadence ha l’opportunità di parlare individualmente con Johnny, Mirren e Gat, che le confessano per l’ultima volta i loro rimpianti, i loro errori, i loro difetti e le loro paure. Nonostante si sentano in colpa per averli effettivamente condotti alla morte, i tre le dicono di non sentirsi troppo in colpa perché tutti loro hanno scelto di dare fuoco a Clairmont. Tuttavia, è solo che sono stati commessi degli errori e nessuno di loro era un piromane esperto. Tuttavia, la tragedia dell’incidente pesa ancora su tutti, anche se le altre Liars potrebbero essere semplicemente un prodotto del subconscio di Cadence che cerca di affrontare il proprio conflitto interiore. Tra le cose di cui parlano, Johnny le confessa la sua paura di bruciare, Mirren ammette che sua madre non l’ha mai vista e Gat è triste perché la sua relazione con Cadence deve finire.

Sebbene le conversazioni con i Liars possano essere semplicemente frutto della sua immaginazione, offrono a Cadence un senso di chiusura e riconciliazione di cui ha disperatamente bisogno per chiudere questo capitolo della sua vita. Considerando la tragedia che le ha stravolto la vita, sarebbe in una situazione ancora peggiore se non avesse i Liars a tenerle compagnia, sia sotto forma di allucinazioni che in altro modo. Alla fine della storia, vediamo Cadence tuffarsi in acqua con tutte loro, ricordando come si tuffavano tutte insieme durante l’estate. Tuttavia, questa volta non riemergono con lei, ma scompaiono nell’oceano. Questo probabilmente simboleggia il fatto che Cadence ha superato il trauma di averle perse ed è ora che loro se ne vadano e tornino al nulla.

Come reagisce la famiglia Sinclair dopo la tragedia?

Dopo il terribile incidente, in apparenza sembra che nulla sia cambiato per i Sinclair. Tuttavia, in realtà, il loro mondo è completamente diverso ora che Johnny, Mirren e Gat sono morti. I cambiamenti più evidenti si notano nelle sorelle Sinclair, Carrie, Penny e Bess, che trascorrono gran parte della narrazione litigando continuamente tra loro. Tuttavia, dopo la tragedia, sono meno inclini alle lotte intestine e a mettersi i bastoni tra le ruote a vicenda per ottenere vantaggi personali e ingraziarsi il padre, Harris. Ciò è probabilmente dovuto al fatto che tutte e tre hanno subito perdite catastrofiche sotto forma della morte definitiva dei propri figli. Penny è l’unica la cui figlia è sopravvissuta, ma l’amnesia e le cicatrici psicologiche di Cadence sono così profonde che anche lei non ne esce indenne.

La tragedia di vedere le sorelle Sinclair cambiare in parte il loro comportamento è che ormai è troppo tardi per salvare i loro figli. Il loro egoismo e l’incapacità di vedere oltre i propri interessi portano i loro figli a pagare il prezzo della loro follia. In un certo senso, questo incarna il modo in cui gli errori di una generazione vengono tramandati a quella successiva. Ad esempio, Bess tratta Mirren con disprezzo e sdegno per tutta la storia perché crede che diventare madre abbia in qualche modo limitato la sua capacità di essere perfetta e di realizzare grandi cose nella vita. Questo punto di vista egocentrico mostra come lei metta se stessa prima di tutti gli altri, compresa Bess. Di conseguenza, Bess cresce sentendosi emarginata nella sua famiglia dalla propria madre, una situazione triste per qualsiasi bambino.

Alla fine della stagione, Bess dice a Carrie che ha esposto tutte le opere d’arte di Mirren alla galleria Sound’s Edge, nel disperato tentativo di garantire che la vita e il lavoro di sua figlia siano preservati, ammirati e apprezzati dalla gente. Prova rimorso per non aver trascorso più tempo con Mirren, incoraggiandola e sostenendola come avrebbe dovuto fare una madre. Se ne rende conto troppo tardi, quando non c’è più nulla da salvare se non un piccolo ricordo di una ragazza la cui vita è finita troppo presto. Lo stesso vale per il rapporto di Carrie con Johnny e il legame di Penny con Cadence. I genitori usano costantemente i propri figli per i propri scopi. Solo dopo la tragedia si rendono conto di quanto abbiano sbagliato, soprattutto quando si tratta di giustificare il loro comportamento.

Cadence accetterà la proposta di Harris? Cosa le riserva il futuro?

We Were Liars Sinclair

Nonostante abbia riacquistato la memoria, la battaglia di Cadence contro il dominio dei Sinclair continua a causa della proposta di Harris di prendere il controllo del suo impero come nuova figura di riferimento. Anche se la protagonista sembra esitante ad accettare, si rende conto che potrebbe non avere scelta, perché Harris dirà al mondo intero come le sue azioni hanno finito per costare la vita a Johnny, Mirren e Gat. A tal fine, sembra più che probabile che la sua decisione finale sarà positiva. Harris la informa che presto un giornalista passerà sull’isola per intervistarla sull’intero piano di successione, rendendolo ufficiale. La costringe ad accettare di mentire per lui durante l’intervista, obbligandola a dire le cose giuste per sostenere il valore, la tradizione e l’onore del nome Sinclair. Data la natura delle tattiche intimidatorie di Harris, le opzioni di Cadence sembrano limitate.

Nonostante la pressione esercitata dal nonno prepotente, alla fine della stagione la protagonista prende la coraggiosa decisione di ignorare tutte le minacce e di andarsene dall’isola. Questo sorprende tutti, specialmente Harris, che si rende conto che la sua nipote maggiore ha più grinta di quanto pensasse possibile. Nel frattempo, Penny e le sue sorelle guardano con ammirazione la nuova generazione che mostra loro la strada da seguire per liberarsi dal ciclo di oppressione e dominio imposto loro dal patriarca della famiglia. Dai loro sguardi è evidente che le tre sorelle sono orgogliose di Cadence per aver avuto il coraggio di sfidare Harris, cosa che loro non sono mai state in grado di fare per un motivo o per l’altro. Questo dimostra la sua forza di carattere e il percorso che ha intrapreso nel corso della narrazione.

Sebbene sia difficile sapere cosa riserva il futuro a Cadence, il suo viaggio può prendere molte direzioni ora che ha rinunciato alla responsabilità di succedere come erede della famiglia Sinclair. Anche se accetta che sarà sempre una Sinclair, il suo valore come essere umano sarà determinato dalle sue azioni e non dall’eredità della sua famiglia. A tal fine, è probabile che prenda esempio da Gat e decida di andare alla scoperta del mondo. È innegabile che lui le abbia aperto gli occhi in più di un modo, anche sulle ingiustizie che avvengono nel suo stesso vicinato. Potrebbe quindi trovare allettante l’idea di vagare per il mondo e vedere come vivono le persone altrove e le situazioni che devono affrontare quotidianamente. Probabilmente sarà molto diverso dalla sua esistenza idilliaca a Beechwood Island, ma potrebbe anche fungere da catalizzatore per un’ulteriore crescita.

Johnny è ancora vivo?

We Were Liars Johnny

L’estate dei segreti perduti conclude la maggior parte delle trame entro la fine della stagione. Tuttavia, la scena finale lascia una porta aperta che potrebbe essere esplorata in una stagione futura. Mentre l’estate volge al termine, vediamo Carrie e Will lasciare Beechwood Island con l’aiuto di Ed. Dopo aver detto a Ed di andare avanti, lei torna in casa per prendere un flacone di pillole, che sembrano farmaci. A quanto pare, è ancora in una spirale di dipendenza, che probabilmente è peggiorata dopo la morte di Johnny. Si mette una pillola in bocca e cerca di trovare sollievo nei suoi effetti. Tuttavia, si spaventa quando si accorge che c’è qualcuno seduto dietro di lei. Si gira e si rivolge a lui dicendo: “Pensavo te ne fossi andato”. Successivamente, scopriamo che la persona con cui sta parlando è Johnny, che le dice: “Non credo di poterlo fare”.

L’apparizione di Johnny alla fine suggerisce che c’è ancora una possibilità che sia vivo. Sebbene ciò cambierebbe completamente le carte in tavola, sembra un po’ inverosimile considerando tutto ciò che abbiamo visto in precedenza. A tal fine, la sua presenza può essere spiegata con la tossicodipendenza di Carrie. Analogamente a Cadence, Carrie sta probabilmente assumendo molte droghe per alleviare il suo dolore, il che potrebbe averle provocato delle allucinazioni, proprio come è successo alla protagonista. Questo spiegherebbe perché vediamo Johnny alla fine. Tuttavia, esiste ancora la possibilità che Johnny sia vivo e che la sua morte sia stata una messinscena inventata da altre persone per alimentare Cadence con una storia falsa. Ciò porterebbe la narrazione in un territorio molto più sinistro di quanto sembri in superficie. Per quanto riguarda come potrebbe essere successo, potremmo scoprire la verità in caso di un potenziale seguito nella seconda stagione.

L’estate dei segreti perduti è basato su una storia vera? I Sinclair sono basati su una famiglia realmente esistita?

L’estate dei segreti perduti di Prime Video è la storia di una diciassettenne di nome Cadence Sinclair alla ricerca dei ricordi perduti dell’anno appena trascorso. Il mistero ruota attorno ai ricchi Sinclair, durante la loro vacanza estiva annuale sulla loro isola privata al largo della costa del Massachusetts. Mentre la famiglia appare unita e perfetta davanti alle telecamere, sotto si celano oscuri segreti e avidità, e ogni adulto gioca i propri giochi. Le Liars – Cadence, Mirren, Johnny Sinclair e Gat Patil – hanno trascorso ogni estate su quest’isola, promettendosi di non lasciare mai che le cose cambino. Ma il mistero dietro “Estate 16” di Cadence ha cambiato tutto. Riunitasi con le altre Liars quest’estate, Cadence, ancora alle prese con il trauma dell’incidente, ripercorre i suoi passi. I ricordi che scopre la cambiano per sempre.

Creata da Julie Plec e Carina Adly MacKenzie, la serie thriller psicologica vede protagonisti Emily Alyn Lind, Shubham Maheshwari, Esther McGregor, Joseph Zada, Candice King, Mamie Gummer, Caitlin FitzGerald e David Morse, dando vita alla straziante realtà di Beechwood Island. Usando la menzogna come strumento, la storia si intreccia sapientemente con complesse dinamiche familiari, evidenziando il prezzo che queste possono comportare per i membri di ogni età. Le loro ansie sono catturate in modo estremamente realistico, utilizzando l’ambiente come strumento narrativo per comprendere i meccanismi interni della mente del protagonista.

L’estate dei segreti perduti è un adattamento di un romanzo di fantasia

L’estate dei segreti perduti è una storia interamente di fantasia, adattata dall’omonimo romanzo del 2014, scritto da E. Lockhart e sviluppata per il grande schermo dalle creatrici Julie Plec e Carina Adly MacKenzie. Sebbene gli showrunner apportino diverse modifiche alla narrazione, il nucleo rimane invariato. Numerose ispirazioni tratte dalla vita reale hanno portato alla creazione del libro, a partire dalle esperienze personali dell’autrice. Ha affermato che il concetto di Cadence è nato come una trasposizione delle sue ambizioni e dei suoi sentimenti di rabbia e disperazione, nonostante l’autrice e il personaggio conducano vite molto diverse. Altri episodi della vita di Lockhart, come il periodo in cui ha ottenuto una borsa di studio in una scuola privata, hanno ispirato il personaggio di Gat Patil. Il collegamento qui sembra essere un senso di distacco e disillusione nei confronti dei privilegi e dell’élite.

Inoltre, Lockhart ha affermato che, pur non avendo mai sofferto di emicrania, diverse persone a lei vicine ne hanno sofferto, e ha usato questa affermazione come base per esplorare come il dolore e l’instabilità mentale possano influenzare il modo in cui si percepisce il mondo e si reagisce ai suoi stimoli. L’autrice ha spiegato che la rivalità tra fratelli per la proprietà e la ricchezza di Harris Sinclair deriva principalmente dal racconto di Re Lear. Tuttavia, l’inserimento di Cime Tempestose nel racconto sorprende persino l’autrice stessa. Questa consapevolezza le è giunta molto più tardi, il che implica che specifiche esperienze di vita reale si siano inconsciamente infiltrate in questo mistero. Profondamente radicate nell’esperienza di vita reale, le emozioni di amore e disperazione e i temi della razza e della coscienza di classe pervadono la narrazione.

L’estate dei segreti perduti affronta le molteplici forme di razzismo e classismo

Singclair We Were Liars

Gat Patil diventa il principale portavoce della storia, sottolineando la differenza tra la vita delle persone comuni e quella dei ricchi. Il privilegio diventa uno dei punti chiave della discussione: i bugiardi arrivano a disprezzare la superficialità e la vanità dei genitori, arrivando infine a prendere misure drastiche per contrastarla. La narrazione riflette sulle numerose ingiustizie che le persone vittime di razzismo subiscono e su come la ricchezza venga spesso generata sullo sfruttamento ambientale, con vite innocenti spinte ancora più in basso nella povertà. Questi momenti di acuta consapevolezza portano un profondo cambiamento nella mente della protagonista, che inizia a vedere la sua vita in modo diverso. I personaggi principali rifiutano la crudeltà che deriva dal privilegio e mostrano una grande sensibilità alla disparità.

Uno dei motivi centrali della narrazione è quello delle fiabe. Secondo gli autori di L’estate dei segreti perduti, le fiabe hanno un peso grazie alla verità umana che racchiudono. Queste storie mitologiche e meravigliose vengono riprodotte nel corso dei secoli, esprimendo i desideri fondamentali dell’umanità attraverso la fantasia, raggiungendo una qualità senza tempo. Questo aspetto della narrazione si riflette nelle invenzioni di verità di Cadence, che ritrovano la strada per il futuro a prescindere da quante volte tenti di seppellirle. Allo stesso modo, la protagonista, ispirandosi alla nonna, usa le fiabe per fare un’analogia con il mondo immaginario in cui vive e, per estensione, può fungere da analogia per la società in generale. Certe verità possono essere trasmesse attraverso le storie solo per attenuarne l’impatto, e L’estate dei segreti perduti funziona come una di queste.

I Sinclair traggono ispirazione dalle esperienze infantili dell’autore

We Were Liars Sinclair

I Sinclair sono una famiglia immaginaria creata appositamente per L’estate dei segreti perduti. Tuttavia, sembrano ispirarsi a una serie di famiglie benestanti realmente esistite che l’autrice incontrò da bambina. Durante i suoi viaggi in traghetto di ritorno a casa, la giovane Lockhart notò numerose isole private con lussuose case isolate. Questo diede il via a un esercizio di fantasia che avrebbe dato vita all’ambientazione della storia. Pertanto, le famiglie miliardarie che possiedono intere isole in America possono fungere da ispirazione per i Sinclair. Tra queste, grandi nomi come la famiglia Malone, proprietaria di Samsan Clay Island alle Bahamas, e la famiglia Ziegler, che usava le proprie proprietà a Hay Island, nel Connecticut, come cottage estivo.

Poiché si dice che Beechwood Island si trovi nella regione del Massachusetts, in particolare tra le isole elisabettiane, l’ispirazione più probabile per i Sinclair è la famiglia Forbes, che possiede la maggior parte delle isole di quella regione. Sebbene si sappia poco altro sulle attività commerciali della famiglia, la loro considerevole ricchezza e le loro conoscenze sembrano implicare che abbiano messo le mani in molte importanti industrie. Il patriarca, Harris, è descritto come un capitalista dal profondo razzismo e arcaismo. Il suo controllo si riflette nei disperati tentativi delle figlie di ereditare la proprietà dei Sinclair. Ciò riflette come il potere possa rapidamente accecare le persone, seminando caos e sfiducia, che possono essere superati solo rafforzando i legami con i propri cari.

L’estate dei segreti perduti debutta con un ottimo punteggio su Rotten Tomatoes

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Prime Video ha affrontato il genere thriller per adolescenti con la sua nuova serie L’estate dei segreti perduti (We Were Liars), basata su un libro best seller, che ha debuttato con un ottimo punteggio su Rotten Tomatoes. Gli abbonati al gigante dello streaming potranno godersi questa nuova serie, che piace sia agli adolescenti che agli adulti nonostante sia tratta da un libro per giovani adulti. L’estate dei segreti perduti segue le vicende di Cadence “Cady” Sinclair, una ragazza adolescente benestante che trascorre ogni estate sull’isola privata della sua famiglia insieme alle sue migliori amiche. Dopo un incidente che le provoca un trauma cranico e un’amnesia post-traumatica, torna per ricostruire ciò che è realmente accaduto. Quasi tutti i personaggi di L’estate dei segreti perduti diventano sospettati.

L’estate dei segreti perduti stagione 1 ha debuttato il 18 giugno con un punteggio dell’83% su Rotten Tomatoes basato su 12 recensioni della critica. I critici hanno elogiato la sua soap opera, le complesse dinamiche familiari e il colpo di scena alla fine di We Were Liars. Nonostante ciò, i punteggi sono destinati a fluttuare nelle prime settimane della serie, man mano che arriveranno altre recensioni.

Cosa significa il punteggio di debutto di L’estate dei segreti perduti

L’estate dei segreti perduti parte con il piede giusto

Anche se è troppo presto per dire se avrà successo o meno, il punteggio di debutto di L’estate dei segreti perduti è un ottimo segno che questa serie potrebbe effettivamente riscuotere successo tra il pubblico. Gli aspetti elogiati dai critici nelle recensioni iniziali compaiono anche in altre serie popolari del passato e del presente, come The White Lotus, Big Little Lies e Pretty Little Liars.

Inoltre, guardando i punteggi di Rotten Tomatoes sui recenti originali Prime Video, il punteggio di L’estate dei segreti perduti è in linea con la maggior parte delle altre serie TV, anche se alcune hanno ottenuto punteggi più alti. Ciò dimostra che Prime Video ha trovato il suo ritmo quando si tratta di realizzare serie divertenti che piacciono sia alla critica che al pubblico generale.

L’estate addosso: 10 cose che non sai sul film

L’estate addosso: 10 cose che non sai sul film

L’estate addosso è un film di Gabriele Muccino ha conquistato il pubblico per la sua frizzantezza e per il fatto di raccontare un passaggio adolescenziale che non è così semplice come può sembrare. Questo film ha il sapore dell’estate, di quegli amori che sono destinati a nascere altrove, di amicizie che resteranno tali anche una volta tornati casa. Una stagione del cuore per diversi motivi. Ecco, allora, dieci cose da sapere su L’estate addosso.

L’estate addosso, il film

l'estate addosso

1. È un film molto personale. Come lo stesso regista, Gabriele Muccino, ha avuto modo di dichiarare, c’è sempre un po’ della sua vita nei film che fa e anche questo non poteva essere da meno. Anche se non è una vera e propria autobiografia, con questo film il regista ha voluto raccontare una parte della sua vita, introducendo elementi a lui conosciuti e dando vita ad un gruppo autentico di personaggi.

2. La collaborazione con Jovanotti è stata importante. Prima di dare via al film, Muccino ha fatto leggere la sceneggiatura al suo amico Lorenzo Cherubini, aka Jovanotti, che si è messo a comporre dapprima una canzone e poi l’intera colonna sonora del film. Tra i vari brani, quello che riprende il titolo del film, L’estate addosso, è quello diventato più famoso, diventando la chiave di lettura del film stesso.

3. America come sinonimo di libertà. Non è un caso il fatto che Muccino abbia voluto girare il film in America. I motivi sono presto detti: ampio respiro, una libertà di narrazione e di vedute che in Italia sembra mancare. Ciò si lega anche alla parte di vita vissuta dal regista negli Stati Uniti, conscio della propria vastità e delle diversità che vanno di Stato in Stato.

L’estate addosso, dove vederlo in streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse vedere o rivedere L’estate addosso, è possibile farlo grazie alla sua presenza sulle varie piattaforme di streaming online digitali come Rakuten Tv, Now, Google Play, Apple TV+, Rai Play, Prime Video, Disney+ e Tim Vision.

L’estate addosso, il trailer

5. Un trailer dal sapore estivo. Prima di visionare il film, potrebbe essere opportuno vedere il trailer, ottimo motivo per godere di un assaggio estivo e di quello che è il film.

L’estate addosso, il cast del film

l'estate addosso

6. Brando Pacitto non è stato scelto per il merito di Braccialetti rossi. A dispetto di quanto si possa pensare, l’attore non è stato scelto per il fatto di essere diventato famoso grazie alla serie di Rai 1. Per poter avere la parte, ha dovuto fare diversi provini, riuscendo a vincere su centinaia di ragazzi che si erano proposti per la parte.

7. Matilda Lutz si è davvero trasferita negli Stati Uniti per sfondare. Sebbene il film parli di giovani ragazzi che intraprendono un viaggio negli Usa alla scoperta di sé stessi, l’attrice Matilda Lutz ha deciso di fare le stessa cosa alla fine del diploma, andando negli States per sfondare come attrice. Paradossalmente, però, è stata la moglie di Muccino a notarla mentre lei si manteneva come cameriera in un ristorante americano.

8. Il passaggio dall’adolescenza all’età adulta è il vero protagonista. A rubare la scena ai ragazzi protagonisti del film, è proprio questo sottile ma deciso passaggio. Il fatto di passare dall’adolescenza spensierata all’età adulta con tutte le sue cattiverie ed il suo disincanto è messo sotto la lente di ingrandimento del regista, continuando un percorso che è iniziato da Come te nessuno mai e che è stato affrontato, più o meno marginalmente, anche nei film successivi.

L’estate addosso, la trama del film

9. L’estate come stagione dei nuovi incontri. Marco (interpretato da Brando Pacitto) ha diciotto anni e sta per ottenere il diploma. Tuttavia, si rende conto di essere tremendamente insicuro e turbato dal proprio futuro. Sarà un incidente in scooter e, soprattutto, il risarcimento dell’assicurazione a permettergli un viaggio alla scoperta di se stesso.

10. Non tutto è come sembra. Al momento della partenza, il protagonista scopre che anche la compagna di scuola Maria (Matilda Lutz), soprannominata La Suora, sta per partire per la stessa meta, ospitati da una stessa coppia di amici che si riveleranno essere una coppia gay consolidata. Ma ci vorrà poco tempo per conoscersi meglio e capire che non tutto è davvero come appare.

Fonti: IMDb, La Stampa