L’uscita di Miss
Marvel sembrava prevista per quest’anno, ma in
realtà ci sarà da attendere fino al 2022. La data ufficiale non è
ancora stata annunciata e con il rilascio in streaming di Hawkeye e
The
Book of Boba Fett non sembra possibile fare spazio anche
per Miss
Marvel. I fan si augurano di poter vedere il film già
all’inizio del nuovo anno, ma la star Mohan Kapur
(che interpreta il padre di Kamala, Yusuf) ha affermato
che la serie non arriverà fino a giugno/luglio. In ogni caso, nulla
è ancora certo fino all’annuncio da parte della Marvel.
In un recente dialogo coi fan sui
social, Kapur ha annunciato che la serie The
Marvelssi farà attendere fino all’inizio
dell’estate. La notizia è nella risposta ad un tweet: la star parla
di giugno o luglio 2022. I tempi in effetti potrebbero essere
corretti: The
Marvels uscirà nelle sale a luglio e l’arrivo di
Miss
Marvel nello stesso periodo o poco dopo potrebbe
condurre agilmente al sequel di Captain Marvel. Tuttavia, le tempistiche
risulterebbero troppo brevi per dare tempo ai fan occasionali di
aggiornarsi con la serie prima dell’arrivo del film al cinema.
Per ora la Marvel non ha ancora
dichiarato la programmazione del 2022 su Disney+,
ma viste le circostanze sembra che i fan dovranno attendere qualche
mese prima dell’arrivo di Miss Marvel.
Sicuramente, fino al 2022.
Miss
Marvel è l’annuncia serie tv in arrivo prodotta dai
Marvel Studios creata da Bisha K. Ali per il
servizio di streaming Disney+, basata sul fumetto
Marvel del personaggio Kamala Khan/Ms. Marvel. Nel cast della
serie troviamo Iman Vellani
che interpreta Kamala Khan/Ms. Marvel.
Protagonisti anche Saagar Shaikh,Aramis Knight, Matt Lintz Zenobia Shroff e Mohan
Kapur. La serie farà parte della Fase Quattro del MCU e
servirà come una sorta di prequel per il film The
Marvels (2022), in cui Vellani riprenderà
il suo ruolo di Khan insieme ad altri membri del
cast.
Ecco il primo trailer di
Miss Julie, film che vede sullo schermo
l’inedita coppia formata da Colin Farrell e Jessica Chastain. Un amore torbido,
una donna bella e crudele interpretata da un’attrice superba, un
uomo sottomesso e innamorato a cui da voce e corpo un attore che
sembra essere arrivato ad un grado di maturazione artistica
notevole, un film che promette emozioni fortissime.
Miss Julie è
scritto e diretto da Liv Ullmann, basato su un
lavoro teatrale di August Strindberg. Nel cast del
film Colin Farrell, Jessica Chastain e
Samantha Morton.
Il film racconta la storia di una
figlia instabile dell’alta aristocrazia anglo-irlandese che,
durante una notte di mezza estate, a Fermanagh nel 1890, cerca di
sedurre il valletto di suo padre.
In precedenza, parlando del suo
lavoro a Miss Julie, Colin
Farrell ha dichiarato: “E’ difficile, tanto difficile
quanto può essere questo tipo di lavoro. E’ stato il periodo più
difficile che ho affrontato in 15 anni. E’ stato difficile e
brutale. Il comportamento crudele e il trauma sono
semplicemente brutali. E’ stato bello, interessante ma difficile.
Sono stato felice quando è finito tutto, io come altri. E’ stata
una vera sfida, ma sarà interessante vedere come diventerà poi il
film.”
Miss Julie è scritto e diretto da
Liv Ullmann, basato su un lavoro teatrale di
August Strindberg. Nel cast del film Colin
Farrell, Jessica Chastain e Samantha
Morton.
Il film racconta la storia di una
figlia instabile dell’alta aristocrazia anglo-irlandese che,
durante una notte di mezza estate, a Fermanagh nel 1890, cerca di
sedurre il valletto di suo padre.
In precedenza, parlando del suo
lavoro a Miss Julie, Colin
Farrell ha dichiarato: “E’ difficile, tanto difficile
quanto può essere questo tipo di lavoro. E’ stato il periodo più
difficile che ho affrontato in 15 anni. E’ stato difficile e
brutale. Il comportamento crudele e il trauma sono
semplicemente brutali. E’ stato bello, interessante ma difficile.
Sono stato felice quando è finito tutto, io come altri. E’ stata
una vera sfida, ma sarà interessante vedere come diventerà poi il
film.”
Ecco alcune belle immagini da
Miss Julie, film che vede sullo schermo
l’inedita coppia formata da Colin Farrell e Jessica Chastain. Nelle immagini,
dominate dal contrasto dei colori caldi emanati dalla bellissima
Chastain e i colori freddi dei suoi costumi, vediamo i due
protagonisti baciarsi appassionatamente: [nggallery id=787]
Miss
Julie è scritto e diretto da Liv
Ullmann, basato su un lavoro teatrale di August
Strindberg. Nel cast del film Colin Farrell,
Jessica Chastain e Samantha Morton.
Il film racconta la storia di una
figlia instabile dell’alta aristocrazia anglo-irlandese che,
durante una notte di mezza estate, a Fermanagh nel 1890, cerca di
sedurre il valletto di suo padre.
In precedenza, parlando del suo
lavoro a Miss Julie, Colin
Farrell ha dichiarato: “E’ difficile, tanto difficile
quanto può essere questo tipo di lavoro. E’ stato il periodo più
difficile che ho affrontato in 15 anni. E’ stato difficile e
brutale. Il comportamento crudele e il trauma sono
semplicemente brutali. E’ stato bello, interessante ma difficile.
Sono stato felice quando è finito tutto, io come altri. E’ stata
una vera sfida, ma sarà interessante vedere come diventerà poi il
film.”
Arriva online il trailer
internazionale di Miss Julie, dramma
basato sul lavoro teatrale di August
Strindberg, ora sceneggiato e diretto da
Liv Ullmann che ha scelto per i ruoli principali
Colin Farrell e Jessica Chastain.
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Miss
Julie è scritto e diretto da Liv
Ullmann, basato su un lavoro teatrale di August
Strindberg. Nel cast del film Colin Farrell,
Jessica Chastain e Samantha Morton.
Il film racconta la storia di una
figlia instabile dell’alta aristocrazia anglo-irlandese che,
durante una notte di mezza estate, a Fermanagh nel 1890, cerca di
sedurre il valletto di suo padre.
In precedenza, parlando del suo
lavoro a Miss Julie,Colin
Farrell ha dichiarato: “E’ difficile, tanto
difficile quanto può essere questo tipo di lavoro. E’ stato il
periodo più difficile che ho affrontato in 15 anni. E’ stato
difficile e brutale. Il comportamento crudele e il trauma
sono semplicemente brutali. E’ stato bello, interessante ma
difficile. Sono stato felice quando è finito tutto, io come altri.
E’ stata una vera sfida, ma sarà interessante vedere come diventerà
poi il film.”
Miss Julie
sarà presentato in anteprima mondiale al festival di Toronto
2014
Paramount+ annuncia l’inizio delle
riprese di Miss
Fallaci, la nuova serie Paramount+ original con
protagonista Miriam Leone, che debutterà prossimamente in
esclusiva sul servizio di streaming.
Miss
Fallaci è la serie in 8 episodi
prodotta da Paramount e Minerva Pictures che racconta un periodo
molto intenso e poco esplorato della vita di Oriana Fallaci,
quando, alla fine degli anni ’50, inizia a viaggiare tra New York e
Hollywood per intervistare le star del cinema, prima di diventare
la prima inviata di guerra e una delle più importanti scrittrici e
firme del giornalismo italiano nel mondo, con 20 milioni di copie
vendute e tradotte in 25 lingue.
Nella serie, ambientata tra il 1956
e il ‘59 tra Milano, New York, Los Angeles, Roma, Londra, Firenze,
Oriana Fallaci – interpretata da Miriam Leone – è una giovane inviata de
L’Europeo, intelligente, brillante, dal piglio polemico e
insofferente alle dinamiche di una redazione di soli uomini che
possono occuparsi di politica mentre lei è relegata al ruolo della
“ragazza del cinema”. Grazie alla sua determinazione, Oriana riesce
a ottenere un viaggio a New York, con la promessa di intervistare
la star più ambita e irraggiungibile:
Marilyn Monroe.
Mettere a soqquadro la città,
tuttavia, non l’aiuta a trovare l’attrice. Scrive invece di come
non ce l’ha fatta, un articolo che le fa assegnare una serie di
reportage da Hollywood. Con sguardo disincantato e l’inconfondibile
stile caustico e irriverente della sua penna, Oriana racconta la
“fabbrica dei divi”, smascherando le contraddizioni della società
americana, in bilico tra moralismo ed emancipazione.
Miss
Fallaci è la storia degli inizi della brillante
carriera di Oriana, che affronta e racconta per la prima volta la
società americana degli anni Cinquanta. Ma è anche la storia di
come una giovane e testarda donna di Firenze diventerà l’impavida
reporter per cui è oggi ricordata e di che cosa ha sacrificato
sulla strada del successo. Seguiremo Oriana nel suo viaggio per
diventare una giornalista politica, un’autrice di best seller,
un’icona mondiale che ha reinventato il giornalismo e la scrittura,
documentando il mondo con l’obiettivo di cercare la verità, in una
società dominata principalmente dagli uomini.
Miss Fallaci
è una coproduzione Paramount e Minerva Pictures, prodotta da Santo
Versace e Gianluca Curti, in associazione con
RedString. La serie è basata su eventi raccontati
dalla stessa Fallaci ne “I sette peccati di Hollywood” e “Penelope
alla guerra”, editi da Rizzoli.
Scritta da un team internazionale,
guidato dai creator e head writer Viola Rispoli
(CIRCEO, “Il commissario Ricciardi”, “Doc nelle tue mani”,
“Non uccidere”) e Thomas Grieves (“Safe Space”,
“Dracula”), di cui fanno parte la stessa Miriam Leone, Laura Grimaldi (“Nero a
metà”, “Mental”), Alice Urciuolo (“Skam”, “Prisma”), e
Alessandra Gonnella, autrice e regista di “A cup
of coffee with Marilyn”, il corto vincitore del Nastro
d’Argento sulla giovane Fallaci che cerca di intervistare
l’imprendibile diva, che ha ispirato la serie. Edoardo
Perazzi, nipote ed erede di Oriana Fallaci, è tra i
consulenti del progetto. Produttore creativo Francesca de
Michele. Head Director è Luca Ribuoli,
che dirige i primi 4 episodi, mentre la regia degli altri è
affidata a Giacomo Martelli (episodi 5-7-8) e
Alessandra Gonnella (episodio 6). Ivan
Casalgrandi è direttore della fotografia, Eva
Coen è la costumista, Paolo Bonfini lo
scenografo. Casting di Maurilio Mangano, Montaggio di Pietro
Morana, Marco Spoletini. Produttore associato Diego
Loreggian. Head Line Producer Gabriele Guidi, produttore Gianluca
Curti.
Ambientato nella Patagonia
argentina, Miss Carbon porta sullo schermo la
storia vera di Carla Antonella Rodriguez
(interpretata da
Lux Pascal, sorella di Pedro), una ragazza transgender cresciuta in
un contesto tanto ostile quanto realistico. Nata Carlos, Carla
affronta fin da giovanissima l’esclusione familiare e sociale: la
famiglia non la accetta più in casa, la comunità la emargina, e il
gelo della Patagonia diventa metafora del suo isolamento
interiore.
Prima ancora di desiderare di
essere donna, racconta alle amiche transgender, sognava di fare la
“minera”, di lavorare in miniera come gli uomini della sua città.
Ma una superstizione locale vieta alle donne di entrare in miniera,
con l’eccezione del giorno in cui si festeggia la “Regina del
Carbone”. È un divieto simbolico che disegna i confini di un mondo
dove il genere stabilisce il posto che ti è concesso nella
società.
L’identità come lavoro
quotidiano
Miss Carbon segue
Carla nel suo percorso di affermazione personale e di ricerca di un
posto nel mondo. La regista Agustina Macri
racconta la transizione non come un evento isolato, ma come un
cammino complesso, fatto di ostacoli e piccoli gesti di resistenza
quotidiana.
Il film attraversa gli anni che
precedono il 2012, quando in Argentina viene approvata la legge che
riconosce il diritto all’identità di genere. Per Carla questo
momento rappresenta una svolta: può finalmente vedersi riconosciuta
dallo Stato e, formalmente, essere ciò che è sempre stata.
Eppure, quella che sembra
una conquista si trasforma in una nuova esclusione. Nel mondo del
lavoro, dove aveva trovato un raro equilibrio, la sua
trasformazione la relega dietro una scrivania, tra colleghe
diffidenti. Prima, quando non era ancora legalmente donna, le era
permesso lavorare in miniera perché formalmente ancora uomo. Dopo,
quando finalmente la burocrazia la riconosce in qualità di entità
femminile, viene allontanata.
Il paradosso è evidente e doloroso:
prima non riconosciuta, ma accettata nel lavoro maschile; poi
riconosciuta, ma esclusa da ciò che amava fare. È qui che si
concentra il cuore politico e umano del film: il riconoscimento
formale non basta, se la cultura e il pensiero collettivo restano
fermi.
La forza del lavoro e il peso
del genere
Macri costruisce un racconto sobrio
e intenso, privo di retorica. La messa in scena si muove tra primi
piani e silenzi sospesi, restituendo un realismo quasi
documentaristico che valorizza il corpo e lo sguardo della
protagonista. Le mani annerite dal carbone, i rumori della miniera,
il contrasto tra luce e polvere creano una dimensione fisica e
sensoriale che accompagna la metamorfosi di Carla.
Attraverso di lei, Miss
Carbon racconta la doppia discriminazione di una donna
transgender in un mondo che non sa accettare né la diversità né la
femminilità come forza. L’amore con un ingegnere, breve e fragile,
e la morte violenta di un’amica trans riportano la narrazione alla
realtà più cruda, dove la normalità resta un privilegio negato.
Lux Pascal, con
una prova misurata e profonda, dà vita a una protagonista complessa
senza mai scivolare nel melodramma. La sua Carla è vulnerabile ma
determinata, lucida e sognatrice. In lei convivono la dignità del
lavoro e la dolcezza di chi ha imparato a vivere controvento. Non
cerca privilegi, ma giustizia. Vuole solo poter amare, lavorare,
esistere.
Miss Carbon e il diritto di
essere accettati
Carla ottiene finalmente il
riconoscimento legale del proprio nome, ma scopre che la vera
battaglia è un’altra: essere accolta per ciò che è, non per ciò che
rappresenta. La sua vittoria non apre le porte, le chiude: viene
allontanata proprio da quel mestiere che le aveva dato forza e
senso di sé.
È questa la contraddizione più
potente del film, che si trasforma in una riflessione universale
sul prezzo dell’autenticità. Quanto costa essere se stessi in un
mondo che definisce i ruoli prima ancora delle persone?
Miss Carbon non offre risposte, ma lascia emergere
domande profonde sull’inclusione, sull’uguaglianza e sulla libertà
di esistere senza dover giustificare la propria presenza.
Miss Carbon è un
film che scava, come la sua protagonista, nella miniera più
profonda: quella dell’animo umano. Un’opera necessaria, che parla
di coraggio, dignità e del bisogno di essere parte di un mondo che,
troppo spesso, non sa ancora accogliere.
Nel giorno in cui Nanni Moretti
presenta il suo attesissimo “Habemus Papa”, Cannes si prepara a
conoscere il primo dei due film messicani presenti alla rassegna:
Miss Bala di Gerardo Naranjo.
Miss Americana è
l’atteso film documentario
originale Netflix in uscita, diretto da Lana
Wilson, che segue la cantautrice americana Taylor
Swift e la sua vita nel corso di diversi anni della sua
carriera.
Miss Americana è
stato presentato il 23 gennaio 2020 al Sundance Film Festival.
Netflix ha descritto il film come “crudo ed
emotivo sguardo rivelatore “l’artista” durante un periodo di
trasformazione della sua vita mentre impara ad abbracciare il suo
ruolo non solo come cantautrice e performer, ma come donna che
sfrutta tutto il potere della sua voce “.
Miss Americana: quando esce e dove vederlo in streaming
Miss Americana uscirà su Netflix
e in alcuni cinema il 31 gennaio 2020.
Miss Americana: trailer ufficiale
Curiosità sul film
Taylor Swift ha
rivelato del documentario a novembre 2019, quando ha dichiarato che
il proprietario e fondatore della sua ex etichetta Big Machine
Records, ovvero Scooter Braun e Scott Borchetta, le hanno impedito
di usare le musiche più vecchia e filmati di performance per il
documentario. Ha inoltre aggiunto che il documentario non menziona
Braun, Borchetta o Big Machine. Big Machine successivamente ha
negato le accuse in una dichiarazione In risposta, un
rappresentante della Swift ha pubblicato un’email di un dirigente
di Big Machine rifiuta di rilasciare licenze in relazione al
documentario. A dicembre, Variety ha riferito che Big Machine ha
autorizzato l’uso del materiale più vecchio di Swift per il
film.
Il documentario includerà una nuova
canzone ” Only the Young “, che verrà riprodotta durante i titoli
di coda del film. Swift ha scritto la canzone dopo le elezioni
negli Stati Uniti del 2018.
Nuovo ingresso nel cast del
thriller Misfortune, che ha già da
tempo individuato in John Cusack il suo
protagonista. L’attrice Willa Fitzgerald,
protagonista della serie di MTV Scream, è
pronta ad unirsi al progetto.
A produrre la pellicola ci sono
Lee Nelson e David Buelow di
Envision Media Arts.
Cusack, un uomo d’affari
implacabile, si lascia tutto alle spalle, anche la sua famiglia,
per iniziare una nuova vita dopo essersi indebitamente impossessato
di tutti i soldi di un suo cliente. Tutto procede secondo i suoi
piani fino a che non perde i suoi soldi in un territorio desolato.
Tre giovani amici troveranno il tesoro, mentre lui farà di tutto
per trovare e riprendersi la sua fortuna.
Willa Fitzgerald
sarà una della ragazze dei tre giovani amici.
L’8 luglio, John
Cusack arriverà nei cinema americani con
Cell, film diretto di
Tod Williams con
Samuel L. Jackson.
Misery non deve
morire è uno di quei film che ha letteralmente fatto la
storia del cinema, appassionando milioni di spettatori in tutto il
mondo. Tratto dal romanzo Misery di Stephen King, questo film è ben riuscito anche
grazie a delle interpretazioni meravigliose, tra cui quella di
Kathy Bates. Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Misery non deve morire.
Misery non deve morire film
1. Rob Reiner ha studiato
Hitchcock. Per capire come girare un thriller, Reiner
decise di guardare tutti i film di Alfred Hitchcock. Ne rimase talmente
influenzato e appassionato tanto da sembrare quasi che lo
rappresentasse sul set nei modi di fare.
2. Ha fatto piangere Kathy
Bates. A un certo punto delle riprese, l’attrice
non ne poteva più della violenza, tanto da scoppiare a piangere
appena prima di girare la scena di violenza cruciale del film.
L’attrice ha pianto anche prima di realizzare la sequenza
finale.
3. Ha conquistato un
Oscar. Grazie a Misery non deve morire,
Kathy Bates è riuscita a conquistare un Oscar alla
Miglior attrice protagonista nel 1991.
Misery non deve morire
streaming
4. Il film non è
disponibile in streaming. Ad ora, Misery non deve
morire, non dispone di nessuna distribuzione sui canali
streaming digitali legali.
Misery non deve morire trama
5. Cadere vittima di
un’ammiratrice. Paul Sherldon è un autore di romanzi di
successo e nella sua ultima opera, ormai stanco, decide di uccidere
Misery, la sua eroina. Mentre torna a casa a New York sotto una
nevicata, la sua auto si capovolge e perde i sensi, risvegliandosi
in casa di Annie Wilkes, un’infermiera quarantenne che lo assiste
prontamente. Annie è felice di accoglierlo in casa perché è una sua
grande fan, soprattutto di Misery: ma la felicità scompare dal
volto quando, leggendo l’ultimo romanzo, scopre che la sua eroina è
condannata a morte. La donna rimane così scontenta da obbligare
l’autore a riscrivere il romanzo dall’inizio.
Misery non deve morire cast
6. A Jack Nicholson era stato offerto un
ruolo. All’attore
si era proposto di interpretare Paul Sheldon, ma decise di
rifiutare perché non era sicuro di voler fare un altro film basato
su uno dei romanzi di Stephen King dopo aver realizzato Shining (1980).
7. James Caan è arrivato
sul set con i postumi della sbornia. L’attore
si è presentato in questo stato una volta sola. Tuttavia, le scene
girate quel giorno erano praticamente inutilizzabili e avrebbe
dovuto rigirarle tutte. Quando Caan ha capito che il problema era
stato suo, si è offerto di coprire i soldi persi quel giorno.
Misery non deve morire libro
8. Il racconto di una
battaglia contro la droga. Dopo essersi rifiutato per anni
di parlare delle motivazioni che hanno spinto
Stephen King a scrivere Misery, l’autore ha
dichiarato il libro è davvero un racconto sulla sua battaglia
contro l’abuso si sostanze. Il personaggio di Kathy Bates è una
rappresentazione della sua dipendenza dalle droghe e di ciò che ha
fatto al suo corpo, facendolo sentire solo e separato da tutto,
mentre ogni tentativo di fuga sembrava vano.
9. King non voleva vendere
i diritti del libro. Inizialmente, l’autore non era
convinto della realizzazione di un film basato su Misery
perché scettico sul fatto che uno studio di Hollywood potesse
rimanere federe alla sua visione. Tuttavia, King è rimasto
impressionato dall’adattamento cinematografico di Stand by Me – Ricordo di un’estate (1986) e ha
accettato di vendere i diritti di Misery a condizione che
ci fosse Rob Reiner alla produzione o alla regia del film.
Misery non deve morire frasi
10. Frasi impossibili da
dimenticare. Un film come questo non poteva non dare vita
a frasi rimaste nell’immaginario collettivo. Ecco qualche
esempio:
Come batte il suo cuoricino! Come
lotta per liberarsi! Come noi, Paul. Proprio come noi…
(Annie Wilkes)
Per una sorpresa come questa io
brucio tutti i miei libri. (Paul Sheldon)
Tu non sai la paura di perdere un
uomo come te quando si è come me. (Annie
Wilkes)
Ti conviene sperare che non accada
niente a me, perché se muoio io, muori anche tu! (Annie
Wilkes)
Io ho regole ferree su chi debba
leggere i miei lavori non appena scritti: soltanto il mio editore,
il mio agente e chiunque riesce a salvarmi da una morte certa!
(Paul Sheldon)
Mise en abyme è un
cortometraggio del regista Edoardo Smerilli attualmente in fase di
post produzione. Dopo una settimana di shooting nel luglio 2016 e
sei mesi di pre produzione, una squadra di 3d artist ed una di vfx
artist stanno lavorando duramente ad interventi ambiziosi e
complessi: una intera città è stata ricostruita in 3D, così come
una delle protagoniste del cortometraggio, una farfalla e la casa
dell’eccentrico aristocratico al centro della storia. Il progetto
ha l’appoggio di co produzione da parte di due società bolognesi,
Maxman Soc. Coop. E Bloomik Creative & Post Production Studio.
Ciò che ci manca sono dei
finanziamenti per le render farm, risorse finanziarie ed umane da
appoggio ai professionisti coinvolti, finanziamenti per una
strategia distributiva efficace e pervasiva.
Sinossi: Un eccentrico signore, aristocratico ed appartato
dedica la maggior parte del suo tempo ad una bizzarra attività.
Ossessionato dalla bellezza, ogni giorno si reca nel bosco della
città, alla caccia di rarissime farfalle. Una volta catturate, le
imprigiona e le trasforma in disturbanti forme di decorazione. Si
renderà presto conto che egli stesso farà parte a sua volta di una
collezione ancora più vasta.
Originariamente
intitolata Beyond
Deceit, Misconduct, la
pellicola che riunisce sul set i due premi Oscar Al
Pacino e Anthony Hopkins, si mostra nel primo
trailer ufficiale.
Diretto da Shintaro
Shimosawa Misconduct vanta nel proprio
cast, oltre i già citati Al
Pacino e Anthony Hopkins,
anche Malin Akerman, Julia
Stiles, Alice
Eve e Josh Duhamel.
https://www.youtube.com/watch?v=n8lL5skZhK4
La sceneggiatura è firmata da
Simon Boyes e Adam Mason, che
insieme hanno già lavorato precedentemente a film
quali Senza uscita, La
sedia del diavolo e Broken – Nessuno vi
salverà. A produrre sono invece Jonathan
Sanger (Vanilla
Sky,The Elephant Man) ed
Ellen S. Wander (Impulsi
Mortali, Amore a doppio
senso).
C’è chi la ricorda per il suo ruolo
più celebre nella serie
The O.C e chi invece di Mischa Burton
ricorda solo gli incidenti con l’auto e i suoi continui esaurimenti
nervosi. Noi oggi vogliamo rispolverare un po’ tutti gli step della
lunga carriera dell’attrice statunitense.
Venite con noi a (ri)scoprire
tutto quello che c’è da sapere su Mischa
Barton.
Mischa Barton vita privata:
l’inizio della sua carriera
10. Nata a Londra
il 24 gennaio del 1986, Mischa si trasferisce molto presto con la
sua famiglia negli States. Cresciuta a New York, entra subito in
contatta con l’atmosfera più artistica della Grande Mela. Nel 1994,
infatti, inizia a prendere lezioni di recitazione, imparando dai
migliori come lo scrittore e regista James Lapine,
Naomi Wallace e Tony Kushner.
9. I suoi primi
passi nel mondo dello spettacolo, Mischa li muove all’età di soli
nove anni quando viene scelta da Tony Kushner per la sua opera
teatrale Slavs!: Thinking About the Longstanding Problems
of Virtue and Happiness. L’opera, ambientata tra il 1985 e
il 1992, racconta della dissoluzione dell’Unione Sovietica e della
successiva nascita di nuove nazioni indipendenti. In Slavs! Mischa
interpretava la parte della protagonista, Vodya Domik, una bambina
russa scappata dalla guerra ma purtroppo contaminata dalle
radiazioni.
L’interpretazione della Barton,
nonostante la sua giovane età, convince e sconvolge il pubblico
che, stupito, s’innamora di quel talento così autentico e
primordiale.
8. Grazie ad un
inizio così spumeggiate, la carriera teatrale di Mischa Barton
prosegue negli anni successivi. Dal 1995 al 1997, la giovane
attrice viene scelta come protagonista di altri tre spettacoli,
Twelve Dreams (1995), Where the Truth
Lies (1996) e One Flea
Spare (1997).
7. Dopo aver avuto
un assaggi di notorietà con i suoi successi teatrali, Mischa Barton
si butta nel mondo del cinema. Alla fine degli anni novanta,
l’attrice partecipa a diverse produzioni minori come Lawn
Dogs (1997), Pups (1999) e ad altre molto
più importanti come Notting Hill (1999) e
Il Sesto Senso (1999).
6. Nonostante non
le sia stato ancora assegnato il ruolo della protagonista, Mischa
continua la sua scalata. Gli anni duemila sono per lei estremamente
importanti; l’attrice infatti è continuamente impegnata sul set di
qualche film. Sono di questo periodo i film
Paranoid (2000), Skipped Parts
(2000), L’altra metà dell’amore (2001),
Julie Johnson (2001), Tart – Sesso, droga
e… college (2001), Octane (2003),
Prima o poi s…vengo! (2006) Closing the
Ring (2007), St. Trinian’s (2007),
Decameron Pie (2007), The Assassination –
Al centro del complotto (2008), Walled In – Murata
viva (2009) e Homecoming (2009).
5. Negli ultimi
dieci anni, parallelamente alla sua carriera in tv, Mischa continua
a recitare sul grande schermo. In questo periodo ricordiamo
Don’t Fade Away (2010), You and I
(2011), Beauty and the Least: The Misadventures of Ben
Banks (2012), I Will Follow You Into The
Dark (2012), 1303 – La paura ha inizio
(2012), A Resurrection (2013), Beyond
Justice (2014), Mining for Ruby (2014),
Starcrossed (2014), Bhopal: A Prayer for
Rain (2014), Hope Lost (2015),
Zombie Killers: Elephant’s Graveyard (2015),
24 Hours (2015), The Hoarder
(2015), L.A. Slasher (2015),
Checkmate (2015), American Beach
House (2015), Codice d’emergenza (2015),
The Disaster
Artist (2017), Gli acchiappamostri
(2018), Painkillers (2018), Ouija
House (2018), Camper Killer (2018),
Papa (2018), The Basement (2018)
e Spree (2020).
Mischa Barton serie tv
4. Dopo il teatro
e parallelamente al cinema, Mischa inizia a esplorare anche il
mondo della televisione. Il suo primo esperimento televisivo
riguarda il film Un Angelo a New York, trasmesso
in tv nel 1996. A questo primo assaggio di tv ne seguono altri.
Negli anni successivi vediamo
Mischa nei film per la tv Frankie & Hazel (2000) e
A Ring of Endless Light (2002) e con ruoli minori
nelle serie Ancora Una Volta (2001-2002) e
Fastlane (2003).
Mischa Barton in The O.C.
Mischa Barton in “The O.C.”
3. La vera grande
occasione per Mischa Barton arriva solo nel 2003 quando viene
scelta per la nuovissima serie The O.C..
Creata da Josh
Schwartz, The O.C è un teen drama che racconta la storia
delle famiglie facoltose di Newport Beach, a Orange County,
località della California, Stati Uniti. Pur essendo una serie
corale, la storia è tutta incentrata sul personaggio di Ryan Atwood
(Benjamin
McKenzie), un ragazzo problematico e con una famiglia
disastrata alle spalle. Senza casa né prospettive, Ryan viene
adottato da Sandy Cohen (Peter Gallagher) e sua
moglie Kirsten Cohen (Kelly Rowan) che vivono in
una lussuosa villa a Newport Beach con il loro unico figlio, Seth
Cohen (Adam
Brody).
Ryan entra quindi a far parte di un
mondo a lui completamente estraneo, fatto di case da sogno, scuole
private e adolescenti problematici. Tra i primi incontri di Ryan
c’è Marissa Cooper (Mischa Barton), figlia
maggiore dei Cooper, che vivono proprio nella villa accanto ai
Cohen. Tra i due c’è subito una forte attrazione ma qualcuno ci si
mette di mezzo…
Andata in onda per ben quattro
stagioni prima della cancellazione, dal 2003 al 2007, la serie
conta un totale di 92 episodi complessivi. Mischa Barton, tuttavia,
ha lasciato la serie nel 2006 alla fine della terza stagione.
L’ultima puntata che vede Marissa Cooper nella serie è la
3×25, dal titolo “I
Diplomati”.
2. Conclusasi la
sua avventura sul set di The O.C., Mischa continua la sua carriera
tra cinema e televisione. Mentre al cinema continua a partecipare a
film più o meno dello stesso genere, in tv si dedica a progetti
sempre diversi. In questi anni la vediamo ricoprire piccoli ruoli
in serie come La Valle dei Pini (2006),
The Beautiful Life (2009), Law & Order –
SVU (2010) e Recovery Road (2016).
Mischa Barton oggi: tra meltdown e
problemi giudiziari
1. Entrare a far
parte del mondo dello spettacolo molto giovane non è quasi mai un
bene. Ne sa qualcosa Mischa che soprattutto negli ultimi dieci
anni, ne ha passate di cotte e di crude. Dal suo primo
arresto nel 2007 per guida in stato d’ebbrezza, per
l’attrice è stato tutto una lunga parabola discendente.
Dopo essere stata arrestata e messa
in libertà vigilata, nel 2009 la Barton viene portata in ospedale
per un sospetto tentativo di suicidio a base di
tranquillanti. Nonostante l’attrice abbia poi spiegato di aver
preso gli antidolorifici a causa di un dente dolorante, Mischa
resta in osservazione e completa la sua riabilitazione.
Per la Barton sembra andare tutto
bene fino a quando nel 2015 decide di far causa a sua
madre, nonché sua ex manager, per averle sottratto dei
soldi a sua insaputa. Il processo, problematico e doloroso, porta
Mischa di nuovo in una spirale autodistruttiva. Nel gennaio del
2017, infatti, viene di nuovo arrestata a seguito
di una chiamata da parte dei vicini per schiamazzi notturni.
L’attrice viene condotta in ospedale dove scopre di essere sotto
l’effetto di GHB, la cosiddetta droga da
stupro.
La Barton cerca di andare avanti e
buttarsi alle spalle quella brutta esperienza eppure quello stesso
anno, nel 2017, finisce col fare causa al suo ex per
‘revenge porn’. L’attrice scopre che il fidanzato
l’ha filmata in atteggiamenti compromettenti a sua indaputa e che
ha intenzione di rendere pubblici quei video. Prontamente Mischa
chiede un ordine restrittivo e riesce a recuperare i video in
questione.
Dopo averne passate di cotte e di
crude, Mischa Barton oggi pare aver ripreso di nuovo in mani le
redini della sua vita. Il suo ultimo progetto televisivo che le ha
restituito un pizzico di popolarità è il
reboot dell’iconico reality show The
Hills.
Ecco il trailer di
Mirror Mirror, altra rilettura del mito di Biancaneve ad opera del
regista del momento, quel Tarsem che sta spopolando al cinema con
il suo Immortals.
Ecco una clip in esclusiva da
Miroirs No. 3 – Il mistero di Laura di
Christian Petzold, in arrivo nelle sale italiane
con Wanted in versione originale sottotitolata il 26 febbraio.
Dopo il successo internazionale di
Il cielo brucia, Christian
Petzold torna sul grande schermo, con un film intimo e
magnetico che esplora il trauma, la perdita e la possibilità di una
rinascita. Miroirs No. 3 – Il mistero di
Laura è un film sulla sopravvivenza emotiva, sul
bisogno umano di inventare una nuova storia per poter continuare a
vivere e ad accogliere nuovi giorni. Protagonista assoluta del film
è Paula Beer, musa di Petzold e vincitrice dell’Orso d’Argento e
del Premio del Cinema Europeo per Undine.
Miroirs
No.3 – Il mistero di
Laura è
l’ultimo lavoro del regista tedesco Christian Petzold,
un piccolo dramma psicologico che fonde spostamento, sostituzione e
la delicata quotidianità di una torta di prugne appena sfornata.
Con una durata di soli 86 minuti, il film non mira a essere una
delle opere principali del regista, ma incarna tutte le
caratteristiche che rendono il suo cinema unico: la combinazione di
texture sottili, toni caldi e freddi, e un’enigmatica esplorazione
della psiche dei personaggi. Lo sfondo di un’estate calda e secca,
con l’erba bruciata nelle pianure tedesche e la costante minaccia
di un tempo più duro, crea un’atmosfera che è al contempo
accogliente e disturbante, e accompagna il viaggio interiore dei
protagonisti in maniera silenziosa ma intensa.
Petzold torna a lavorare
con Paula Beer, che interpreta Laura, una giovane
studentessa di pianoforte. Beer offre una performance distante e
camaleontica, perfettamente adatta al ruolo di una donna tormentata
da demoni silenziosi. Il personaggio di Laura appare inizialmente
irraggiungibile, e la sua incapacità di comunicare con gli altri,
incluso il fidanzato Jakob, getta lo spettatore in un clima di
tensione sottile ma costante. Il film non cerca spiegazioni facili
o climax melodrammatici: al contrario, lascia spazio
all’osservazione dei dettagli e dei silenzi, creando un puzzle
emotivo che affascina e confonde in egual misura.
La crisi e
l’incidente che cambiano tutto
All’inizio del film,
Laura affronta una crisi mentale non specificata, incapace di
soddisfare le aspettative del fidanzato Jakob, un musicista
impaziente che la vorrebbe “fidanzata modello” durante un weekend
di vela con un potenziale produttore. Quando Laura decide
improvvisamente di cambiare idea, Jakob la riporta di corsa in
città con la sua decappottabile sportiva, ma l’auto si schianta
terribilmente, uccidendolo e lasciando Laura viva, ma in uno stato
di angoscia catatonica ancora più profonda.
Petzold mostra solo il
momento immediatamente precedente e l’aftermath dell’incidente,
senza spiegare né il perché né il come. Questa scelta narrativa,
tipica del regista, mette in evidenza l’effetto del trauma a lungo
termine, piuttosto che il trauma stesso. È in questo spazio sospeso
che entra in scena Betty (Barbara Auer), la
donna di mezza età che Laura aveva incrociato brevemente prima
dell’incidente. Con calma e gentilezza, Betty salva Laura dai
detriti e la accoglie nella sua modesta fattoria, creando il nucleo
di una storia che si sviluppa attraverso l’osservazione dei gesti
quotidiani e delle relazioni mutevoli.
La costruzione della
nuova famiglia in Miroirs No.3 – Il mistero di Laura
Nella fattoria, Laura
inizia a integrarsi in un microcosmo domestico complesso. Betty non
è sola: il marito Richard (Matthias Brandt)
e il figlio adulto Max (Enno Trebs) vivono
nelle vicinanze e gestiscono insieme un’officina meccanica.
L’arrivo di Laura sconvolge inizialmente la routine della famiglia,
ma gradualmente si sviluppa un legame intimo e delicato tra i
quattro. Max e Laura instaurano una connessione particolare, mentre
Betty assume un ruolo materno, equilibrando protezione e
scoperta.
Questa strana e
improvvisata unità familiare non nasce da un’esigenza logica, ma da
motivazioni emotive intense e specifiche. Betty chiama Laura con un
altro nome e i vicini osservano con sguardi interrogativi: i
dettagli della vita quotidiana – dalla cucina ai momenti di
silenzio – diventano terreno di comprensione e guarigione
reciproca. Petzold mostra come il legame tra i personaggi si
sviluppi attraverso gesti minimi, espressioni fugaci e piccole
concessioni emotive, dando vita a una storia di rinascita lenta e
sottile, piuttosto che a un colpo di scena spettacolare.
Silenzi, musica e
dettagli emotivi
Un elemento centrale del
film è la musica, che collega i personaggi e funge da filo
narrativo invisibile. Il titolo stesso, Miroirs
No.3 – Il mistero di
Laura, richiama il brano per pianoforte di Ravel
eseguito in un momento cruciale. Laura suona anche Chopin su
richiesta di Betty, un gesto che lega i ricordi di un personaggio
al futuro di un altro e permette di osservare lo sviluppo delle
loro relazioni in modo non verbale. La musica diventa così uno
strumento di connessione emotiva e di introspezione.
Dal punto di vista
visivo, la fotografia di Hans Fromm mantiene colori caldi e neutri,
spesso appassiti dal sole, creando un senso di immobilità inquieta.
I movimenti di macchina sono parsimoniosi e servono a sottolineare
l’equilibrio precario tra calma apparente e tensione sottesa. Il
suono gioca un ruolo altrettanto importante: la colonna sonora
alterna ronzio estivo, fruscii naturali e silenzi improvvisi,
offrendo ai personaggi spazi per confrontarsi con i propri pensieri
e alle emozioni di emergere lentamente. Episodi di caos o assurdità
– come la decappottabile rossa ribaltata o una lavastoviglie
esplosa – risultano ancora più stranianti proprio grazie alla
compostezza generale del racconto, enfatizzando la vulnerabilità e
l’inquietudine dei personaggi.
Miroirs
No.3 – Il mistero di Lauraracconta
la sopravvivenzaemotiva
Miroirs
No.3 – Il mistero di
Laura non è solo una storia di trauma e perdita, ma
una riflessione sulla possibilità di reinventare la propria vita.
Petzold osserva come i personaggi costruiscano nuovi legami e nuove
identità attraverso la quotidianità e i piccoli gesti. Laura
sopravvive non solo alla tragedia, ma anche alla propria incapacità
iniziale di comunicare e di comprendere se stessa, trovando una
forma di rinascita all’interno di una famiglia improvvisata.
Paula
Beer, protagonista assoluta, porta sullo schermo una
presenza enigmatica e sensibile, in grado di trasmettere le
sfumature del dolore e della trasformazione interiore senza mai
forzare la drammaticità. Il film, in arrivo nelle sale italiane con
Wanted il 26 febbraio in versione originale sottotitolata, è
un’opera che conferma la maestria di Petzold nel raccontare le
tensioni interiori attraverso un cinema di gesti, sguardi e
silenzi, e dimostra che anche nei suoi lavori più brevi e
concentrati si può cogliere l’eleganza e la profondità che
caratterizzano tutta la sua filmografia contemporanea.
Mirko Trovato è un
giovane attore laziale che ha saputo conquistare una gran parte di
pubblico. A soli vent’anni, Trovato ha alle spalle una gavetta
fatta di qualche serie televisiva e di qualche film che lo hanno
fatto conoscere al pubblico, conquistandolo letteralmente.
Trovato è un attore capace e
versatile, in grado di interpretare ruoli diversi e di farsi
comunque amare dagli spettatori. Ma più che un attore, Trovato è un
ragazzo con la testa ben piantata sulle spalle, che conosce il suo
pubblico e non fa per il niente il prezioso: infatti, cerca sempre
di soddisfare tutti i suoi fan.
Ecco dieci cose da sapere su
Mirko Trovato.
Mirko Trovato: film
1. È celebre grazie ad
alcune serie. Mirko Trovato ha iniziato a recitare nel
2014, a soli 15 anni, nella serie che lo ha reso famoso:
Braccialetti Rossi. In questa serie, Mirko ha
interpretato, per tre stagioni, il ruolo di Davide. Nel 2015,
Trovato ha recitato anche nella web serie intitolata Lontana da
me: incentrata sulla vita degli adolescenti, anche questa
serie è prodotta dalla Rai e da Palomar. Nel 2018, invece, il
giovane attore ha partecipato a Baby, la serie italiana
targata Netflix, dividendo il piccolo schermo con Benedetta
Porcaroli, Claudia
Pandolfi, Lorenzo Zurzolo
e Alice Pagani.
2. Mirko Trovato sta
conquistando il cinema. Nel 2017 Trovato esordisce al
cinema, debuttando nel film Non c’è campo, diretto da
Federico Moccia e con un cast che comprende
Vanessa Incontrada e Gianmarco
Tognazzi. In seguito ha recitato in Restiamo
amici e Un nemico che ti vuole bene. Restiamo
amici è un film Antonello Grimaldi, dove
Trovato divide il grande schermo con Michele Riondino, Alessandro Roja,
Violante
Placido e Libero de Rienzo,
interpretando il figlio adolescente di un pediatra vedovo sull’orlo
della depressione. In Un nemico che ti vuole bene, invece,
Trovato fa parte di un thriller con Diego
Abatantuono, Antonio Folletto,
Massimo Ghini, Sandra Milo,
Roberto Ciufoli e Antonio
Catania.
Mirko Trovato è su Instagram
3. Mirko Trovato ha un
profilo Instagram ufficiale. Per la gioia dei suoi fan,
anche Mirko Trovato ha un account Instagram ufficiale seguito da
668 mila persone. L’attore, classe 1999, ha una bacheca molto
variegata, nella quale posta foto che lo ritraggono in momenti
lavorativi ed eventi mondani, ma che, soprattutto, evidenziano la
spensieratezza tipica dei suoi vent’anni.
Mirko Trovato in Braccialetti
rossi
4. Non pensava sarebbe
tornato per le stagioni successive. Come saprà chi ha
seguito la serie Braccialetti rossi, al termine della
prima stagione il personaggio interpretato da Trovato va incontro
alla morte. Proprio per via di tale risvolto, l’attore non era
certo di tornare anche per le stagioni successive. Gli
sceneggiatori hanno però deciso di farlo comparire come spirito
guida, permettendo così ad un personaggio molto amato di continuare
ad apparire nella serie e ispirare quanti erano ancora vivi.
Mirko Trovato: età e altezza
5. Mirko Trovato è molto
giovane. Mirko Trovato è un attore molto giovane, che ha
visto la fortuna sorridergli quando aveva solo 15 anni. Facendo
fronte alla sua biografia, Trovato è nato il 13 febbraio del 1999 a
Pomezia, vicino a Roma, sotto il segno dell’Acquario.
6. Mirko Trovato non è un
ragazzo particolarmente alto. Rispetto agli altri suoi
colleghi coetanei, Mirko Trovato non è particolarmente alto:
l’attore, infatti, è alto poco meno di 170 centimetri, ma occorre
considerare il fatto che, avendo compiuto da poco i vent’anni,
potrebbe ancora crescere di qualche centimetro.
Mirko Trovato è fidanzato?
6. Mirko Trovato è
fidanzato. Dall’estate 2018 Mirko Trovato ha
cominciato a frequentare la modella statunitense Jennifer
Marino, ha un anno più grande di lui. La prima occasione
ufficiale in cui sono stati visti insieme è stato L’Ischia Global
Fest, a cui Mirko era invitato. Inutile dire che le sue giovani fan
si siano disperate alla notizia e che sperino di poterlo un giorno
conquistare. Nel settembre del 2020, tuttavia, i due hanno
annunciato la rottura della relazione.
7. Mirko Trovato ha un buon
rapporto con le sue fan. Sebbene le sue fan possano
risultare piuttosto agguerrite e pronte a farsi avanti per poter
strappare magari un appuntamento, il giovane attore ha rivelato,
qualche hanno fa, quando si dichiarava single, di avere l’imbarazzo
della scelta, proprio perché per lui tutte le ragazze sono a loro
modo carine. Poco importa se si trova gruppi di dieci o venti
persone sotto casa: con loro si presta a fotografie e autografi, e
risponde anche alle lettere che gli arrivano. Tuttavia, in passato
è stato costretto a cambiare numero di telefono per le continue
chiamate, anche notturne, da parte di fan sfegatate che erano
riuscite ad impossessarsi del suo numero.
Mirko Trovato in Baby
9. Mirko Trovato ha fatto
parte del cast di Baby. Tra i vari membri del cast che ha
dato vita alla serie Baby, c’è anche Mirko Trovato. In
questa serie, Mirko recita la parte di Brando, uno dei ragazzi che
la fanno da padrona al liceo Collodi, un ragazzo di buona famiglia
che vuole avere sempre la situazione sotto il suo controllo.
10. Con Baby, Mirko Trovato
è cresciuto come attore. Baby è una serie che ha voluto
raccontare un’età della vita, il passaggio da adolescenti ad
adulti, parlando d’amore, poiché ogni personaggio, anche quello di
Trovato, cerca un amore in un mondo dove questo sentimento non
esiste. Di fatto Trovato, pur non essendo il protagonista primario,
è riuscito a dare un contributo deciso alla realizzazione di questa
serie targata Netflix.
L’attrice di Harry
PotterMiriam Margolyes mantiene la sua
posizione secondo cui la serie è per bambini. Margolyes è nota per
aver interpretato la Professoressa Sprout nella
serie. L’attrice è apparsa in due film del franchise, Harry
Potter e la camera dei segreti nel 2002 e Harry
Potter e i Doni della Morte: Parte 2 nel 2011.
Ora, l’attrice torna a commentare il
fatto che i fan di Harry Potter siano troppo grandi per il
franchise. In un video di abcnews_au, Margolyes ha detto che “se ti
sono cadute le palle, allora è ora di dimenticarsene”. Ha sostenuto
di pensare che “è per i bambini” piuttosto che per gli adulti,
generando forti risate da parte degli intervistatori adulti e
decisamente fan della serie. Poi ha articolato dicendo “no sul
serio” e “È stato 25 anni fa, crescete!” Ha
incoraggiato gli adulti a dare un’occhiata a Dickens piuttosto che
a Harry Potter.
Questo commento arriva dopo un’altra
recente dichiarazione da parte di Margolyes. È stato in questa
dichiarazione che l’attrice ha detto che “è per bambini” e che
“si preoccupa per i fan di Harry Potter“. Pur sostenendo
di ritenere che la serie sia “meravigliosa” e di esserne “molto
grata”, afferma che “è finita”.
L’affermazione di Margolyes potrebbe
risultare offensiva nei confronti di un’enorme percentuale dei fan
di Harry Potter. Il primo libro della serie è
stato pubblicato nel 1997 e l’ultimo film nel 2011. Questo lasso di
tempo significa che più generazioni sono cresciute con i libri e/o
i film di Harry Potter che costituiscono una parte importante della
nostra cultura pop. Sebbene deridere i fan di Harry Potter, che
sono ovunque e hanno qualsiasi età non sembra una mossa molto
saggia, il discorso di Miriam Margolyes punta
piuttosto il dito sull’infantilizzazione del pubblico, che invece
può rappresentare un problema nello sviluppo culturale della
società contemporanea.
È un’accusa insolita quella che
Miriam Margolyes ha lanciato a Arnold Schwarzenegger. L’attrice di
Harry Potter ha rivelato nel podcast “I’ve Got
News For You” che non le è piaciuto lavorare con Arnold Schwarzenegger nel film d’azione
soprannaturale del 1999 Giorni contati – End of
Days. Schwarzenegger avrebbe scoreggiato sulla faccia di
Margolyes durante una pausa tra le riprese. Margolyes ha detto che
Schwarzenegger l’ha fatto “deliberatamente” e lei non lo ha ancora
perdonato.
“È un po’ troppo pieno di sé e
invece a me non importa affatto di lui. È un repubblicano, cosa che
non mi piace”, ha detto Margolyes di Schwarzenegger. “In
realtà era piuttosto scortese. Mi ha scoreggiato in faccia. Ora,
scoreggio anche io, ovviamente, lo faccio, ma non scoreggio in
faccia alle persone. L’ha fatto deliberatamente, dritto in
faccia”.
“Stavo interpretando la sorella
di Satana e lui mi stava uccidendo, quindi mi ha messo in una
posizione in cui non potevo scappare, sdraiata sul pavimento. E ha
scoreggiato”, ha continuato Margolyes. “Non era durante le
riprese, era in una delle pause, ma non l’ho perdonato per
questo”.
Giorni contati – End of
Days è stato diretto da Peter Hyams e
interpretato da
Schwarzenegger nei panni di un ex poliziotto a caccia di Satana
prima che potesse realizzare l’Anticristo. Margolyes, nota a molti
per aver interpretato il Professor Sprite nei film di Harry
Potter, è apparsa nel film come una delle assistenti di
Satana. Il cast comprendeva anche Gabriel Byrne, Robin
Tunney, Kevin Pollak e Rod Steiger.
Variety ha contattato i rappresentanti di Schwarzenegger per un
commento.
Negli anni l’attrice Miriam
Leone ha dimostrato di non essere solo particolarmente
bella, ma anche molto talentuosa, prendendo parte a film e serie TV
di successo. Qui ha potuto mettersi in gioco, sfoggiando doti
recitative che le hanno permesso di ottenere le attenzioni di
critica e pubblico. Ad oggi, è certamente tra le attrici più
promettenti dell’attuale panorama cinematografico italiano.
Ecco 10 cose che non sai di
Miriam Leone.
Miriam Leone film
1. Ha recitato in film di
successo. La carriera cinematografica dell’attrice ha
inizio nel 2010 con il film Genitori & figli – Agitare
bene prima dell’uso. Successivamente compare nei
film I soliti idioti – Il film (2011), dove recita al
fianco di Francesco
Mandelli, Fratelli
unici (2014), La scuola più bella del
mondo (2014), Un paese quasi
perfetto (2016), In guerra per
amore(2016), Fai bei
sogni(2016), Metti la nonna in
freezer(2018), Il testimone
invisibile (2018) e L’amore a
domicilio (2019).
2. Ha recitato anche in
televisione. L’attrice è nota anche per aver preso parte a
serie TV di successo come Distretto di polizia
(2011-2012), Un passo dal cielo (2012), La dama
velata (2014-2015), 1992 (2015), dove recita accanto
all’attore Stefano
Accorsi nel ruolo di Veronica Castello, ruolo che
riprende anche nei seguiti 1993 (2017) e 1994
(2019). Partecipa inoltre al film TV In arte Nino, dove
recita accanto agli attori Elio
Germano e Stefano
Fresi.
Miriam Leone Instagram
3. Ha un account
personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un proprio profilo verificato, seguito da 937 mila
persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere
fotografie scattate in momenti di svago o per riviste di moda. Non
mancano anche foto promozionali dei suoi progetti cinematografici e
televisivi.
Miriam Leone vita privata
4. Si hanno poche
notizie. Nonostante l’attrice sia molto attiva sui social
network, si guarda bene dal condividere notizie in merito alla
propria vita privata e riguardo la sfera sentimentale. Non si è
infatti a conoscenza di eventuali relazioni dell’attrice.
Miriam Leone Miss Italia
5. Ha vinto il
titolo. Nel 2008 l’attrice partecipa al programma Miss
Italia. Durante il concorso viene inizialmente eliminata, per poi
essere ripescata in seguito e arrivare fino alla vittoria grazie
alla sua bellezza.
Miriam Leone La dama velata
6. Ha recitato nella serie
Rai. In La dama velata Miriam Leone interpreta la
contessa Clara Grandi, e, stando a quanto da lei dichiarato, la
possibilità di girare con costumi d’epoca ha favorito
l’immedesimazione necessaria per entrare nel personaggio.
Miriam Leone 1993 e 1994
7. Sarà nuovamente
protagonista della serie. L’attrice tornerà nella terza ed
ultima stagione della serie che narra in chiave romanzata le
vicende che hanno portato alla cosiddetta tangentopoli. L’attrice
riprende per la terza volta il ruolo di Veronica Castello,
soubrette in cerca di fama, che nei nuovi episodi cercherà di
ottenere pur con il suo cuore fragile e puro.
Miria Leone sarà Eva Kant
Diabolik
8. Reciterà nel film dei
Manetti Bros. L’attrice è stata scelta per ricoprire il
ruolo di Eva Kant nel film Diabolik, dove reciterà al
fianco di Luca Marinelli, che ricoprirà il
ruolo del celebre personaggio. Per l’occasione l’attrice si è tinta
di biondo i capelli, sfoggiando la nuova acconciatura in una foto
pubblicata sul proprio profilo Instagram.
Miriam Leone misure e capelli
9. È nota anche per i suoi
capelli. L’attrice può vantare una splendida chioma rossa,
che si sposa con i suoi occhi verdi. Nonostante in più occasioni,
sia per il cinema che per la TV, si sia vista a tingersi o
indossare una parrucca di altro colore, l’attrice adora sfoggiare
il suo colore naturale, che è certamente tra le sue caratteristiche
principali.
Miriam Leone età e altezza
10. Miriam Leone è nata a
Catania, in Sicilia, il 14 aprile 1985. L’altezza
complessiva dell’attrice è di 176 centimetri.
Sono bastati pochi ruoli tra cinema
e televisione a Miriam Dalmazio per affermarsi
come una delle attrici italiane più quotate del momento. Capace di
passare con naturalezza da un genere ad un altro, trasformandosi
radicalmente, è lei uno dei nomi della recitazione da tenere bene a
mente, pronta a dar vita a numerose altre prove che ne dimostrino
le capacità e il talento.
Ecco 10 cose che non sai su Miriam
Dalmazio.
Miriam Dalmazio: i suoi film e le serie TV
1. Ha recitato in celebri
film. Il debutto sul grande schermo con un ruolo di
rilievo arriva per lei nella commedia Sole a catinelle, con
protagonista Checco Zalone (alias Luca Medici).
In seguito ha recitato in Che strano chiamarsi Federico
(2013), Maldamore (2014), Una donna per amica
(2014) e Meraviglioso Boccaccio (2015). Nel 2021 è invece
stata protagonista del film Il mio corpo vi
seppellirà, dove interpreta Errè, recitando accanto ad
Antonia Truppo e Guido
Caprino.
2. È celebre per diverse
fiction. La Dalmazio inizia a recitare per la televisione
nel 2011 nel film Come un delfino, con Raoul Bova, e
nella popolare fiction Che Dio ci aiuti, dove con il ruolo
di Margherita Morbidelli rimmarrà fino al 2017. Ha poi preseo parte
ad altre note fiction come Sposami (2012), Il
commissario Montalbano (2016), Squadra mobile (2017),
Il cacciatore (2018-2021), La vita promessa
(2018-2020), I Medici (2018), Leonardo (2021) e
Anna (2021). Nel 2021 recita anche nel film per la TV
Appunti di un venditore di
donne, mentre nel 2022 recita nella serie Studio
Battaglia.
Miriam Dalmazio: chi è suo marito
3. È molto riservata sulla
sua vita privata. L’attrice ha sempre preferito evitare
che l’attenzione dei media si spostasse dalla sua attività
lavorativa alla vita privata. Di questa sappiamo dunque molto poco,
se non che da diversi anni è impegnata con un uomo di nome Paolo,
anch’egli siciliano e imprenditore, proprietario di un isola vicino
Bali. Nel 2016, infine, i due hanno dato alla luce un bambino,
chiamato Ian. Lui non è però solito comparire accanto a lei in
occasioni ufficiali, ulteriore segno del loro voler mantenere
privata la propria vita sentimentale.
Miriam Dalmazio in Che Dio ci aiuti
4. Si è ritrovata molto nel
suo personaggio. Nella fiction Che Dio ci aiuti
interpreta – nella prima, seconda e terza stagione – la timida e
impacciata dottoressa Margherita Morbidelli, una ragazza di
provincia trasferitasi nel convitto gestito da Suor Angela per
motivi di studio. L’attrice ha raccontato di essersi ritrovata
molto nel carattere del suo personaggio, anche se ha affermato
esserci differenze sul modo in cui lei e Margherita esprimo i
propri stati d’animo.
5. Ha lasciato la serie dopo
la terza stagione. Nel corso della terza stagione, come
noto, Margherita rimane incinta e vive profondi sconvolgimenti
emotivi. Al termine della stagione il suo personaggio viene fatto
uscire di scene e ciò ha significato anche l’abbandono della
Dalmazio. L’attrice ha poi avuto modo di comparire in alcuni
episodi della quarta stagione, ma per via di altri impegni non ha
potuto riprendere il suo ruolo a tempo pieno.
Miriam Dalmazio in Studio Battaglia
6. Ha fatto un sacrificio
per recitare nella serie. Per recitare nei panni
dell’avvocato Nina nella serie Studio Battaglia, l’attrice
ha dovuto sacrificare i suoi amati capelli ricci. Nella serie
compar infatti con un taglio più corto e liscio. Allo stesso tempo,
però, ha dovuto imparare a nascondere il suo accento palermitano
per sfoggiarne invece uno milanese, ovvero quello richiesto per il
ruolo.
Miriam Dalmazio in Sole a catinelle
7. È stato il suo primo
ruolo al cinema. Nel 2013 l’attrice ha l’occasione di
recitare nel film campione di incassi Sole a catinelle.
Qui interpreta Daniela Parisi, la protagonista femminile del film
nonché ex Moglie di Checco e Mamma di Nicolò. Ama tanto il figlio e
prova ancora sentimenti per il suo ex marito, sebbene lei lo abbia
lasciato per la crisi. È stato proprio questo ruolo a conferire
ulteriore notorietà all’attrice.
Miriam Dalmazio è stata Miss Italia?
8. Non ha partecipato al
noto concorso. Recentemente è circolata in rete la
convinzione che l’attrice, prima di divenire celebre, avesse
partecipato al concorso di bellezza Miss Italia. La notizia,
tuttavia, non ha trovato conferma. Prima della notorietà, infatti,
la Dalmazio ha piuttosto frequentato il Centro Sperimentale di
Cinematografia, studiando dunque per divenire attrice.
Miriam Dalmazio è su Instagram
9.Ha un
account personale. L’attrice è presente sul social network
Instagram con un profilo personale seguito da circa 60 mila
persone. All’interno di questo, con oltre 700 post, l’attrice è
solita condividere immagini o video relativi al suo lavoro, con
curiosità e dietro le quinte. Non mancano però anche post relativi
alla sua vita privata, con eventi, luoghi visitati o momenti di
svago insieme ad amici o famigliari. Seguendola, dunque, si potrà
rimanere aggiornati su tutte le sue attività.
Miriam Dalmazio: età e altezza dell’attrice
10. Miriam Dalmazio è nata
il 14 settembre del 1987 a Palermo, Italia. L’attrice è
alta complessivamente 168 centimetri.
Mireille Enos, nota al grande pubblico
per la sua partecipazione alla serie tv The Killing, per la quale
si è assicurata anche una candidatura al Golden Globe, prenderà
parte a Ten, ultimo lavoro di David Ayer.
Divenuto celebre per i suoi
film erotici, dove il corpo femminile è esaltato in tutte le
sue forme, il regista Tinto Brass firma nel 1985 uno dei suoi titoli
più celebri. Miranda è infatti uno dei
più popolari titoli del regista milanese, in cui si ritrovano molti
dei temi a lui più cari. Confezionato come una commedia piccante,
il titolo trae libera ispirazione da La locandiera di Caro
Goldoni, riadattandola storia nella Pianura Padana dei primi anni
Cinquanta. Il nome della protagonista, che dà il titolo al film, è
infatti un chiaro omaggio alla Mirandolina dell’opera teatrale. Il
film ha inoltre il merito di aver reso celebre la sua protagonista,
l’attrice Serena Grandi.
Al momento della sua uscita la
pellicola non riscontrò particolari apprezzamenti da parte della
critica, venendo trascurato come già capitato ad altri film del
regista. Con il tempo, però, Miranda è stato
rivalutato. Si è in particolare sottolineato come questo
rappresenti un’affascinante e piccante affresco dell’Italia
post-bellica. Brass, come sempre, ha il merito di aver saputo
raccontare in modo leggero temi spesso considerati tabù, e che
trovano qui invece ampio spazio.
Con Miranda, Brass si è
così riconfermato maestro del voyeurismo. Il film, da lui ideato, è
inoltre stato scritto insieme alla moglie Carla Cipriani, da sempre
sua fidata collaboratrice e vera e propria musa ispiratrice del
regista. Sono numerose le curiosità legate al titolo, dalla
scoperta dell’attrice protagonista fino alle principali location
utilizzate. Nonostante l’ambientazione padana, molto del film è
stato infatti girato ad Ancona, mentre una delle sequenze più
celebri, quella del ballo, si è svolta sulla spiaggia di
Senigallia.
Miranda: la trama del film
La vicenda narrata si svolge nei
primi anni Cinquanta, in un’Italia che sta ancora uscendo dal
trauma della Seconda guerra mondiale. In questo contesto, nel cuore
della Pianura padana, vive una prosperosa locandiera, di nome
Miranda, la quale attende ormai da anni il ritorno dell’amato
marito. Questi era infatti partito per la guerra, e sembra essere
disperso. Mentre attende notizie circa la sorte del coniuge,
Miranda non riesce però a resistere alle tentazioni e agli impulsi
sessuali. Nel gestire la sua locanda, infatti, si imbatte in una
serie di bizzarri personaggi, con i quali intreccia storie
passionali più o meno serie.
Tra questi vi è l’autotrasportatore
Berto, amante fisso con il quale dà spesso vita ad accesi litigi
per via della gelosia di lui; il ricco ex fascista Carlo, costretto
al confine per la sua appartenenza politica; il giovane americano
Norman, tecnico di professione; e perfino Toni, il garzone della
locanda. Trovandosi a lavorare a stretto contatto con Miranda,
quest’ultimo ne è segretamente innamorato. La donna ha però ben
intuito i suoi sentimenti, e cerca in tutti i modi di impedirgli di
manifestarli. Passando così da un incontro sessuale all’altro,
Miranda si intrattiene, tentando di condurre una vita
spensierata.
Miranda: il cast del film
Ad interpretare il ruolo
dell’esuberante protagonista vi è l’attrice Serena
Grandi. Questa ha raggiunto la massima popolarità negli
anni Ottanta grazie alla sua partecipazione ad alcune delle più
famose pellicole del cinema erotico italiano. Grazie a questi film
ha così avuto modo di mostrare le proprie forme da pin up. È però
proprio la parte di Miranda a farle guadagnare il successo
definitivo. Grazie a quel ruolo la Grandi è entrata
nell’immaginario collettivo anche grazie alla sua prosperosità. Il
ruolo della donna ambigua che si destreggia tra numerosi amori sarà
poi quello da lei più ricoperto negli anni. Nel 1998 è inoltre
tornata a recitare con Brass per il film Monella.
Nel film sono inoltre presenti
anche altri noti nomi del cinema italiano di quegli anni. L’attore
Franco Branciaroli, celebre interprete teatrale,
conobbe grande successo grazie a questo film, dove ricopre il ruolo
del garzone Toni. Franco Interlenghi, noto per
essere stato uno dei protagonisti del film premio Oscar
Sciuscià, ha qui recitato nei panni dell’ex fascista
Carlo, uno dei personaggi principali del film. Per il ruolo
dell’americano Norman, Brass affidò il ruolo al musicista blues
Andy J. Forest, che in quegli anni stava vivendo
una parentesi come attori. Infine, nel panni di Berto, si può
ritrovare Andrea Occhipinti, oggi meglio noto come
produttore cinematografico e fondatore, nel 1987, della società
Lucky Red.
Miranda: il trailer e dove vedere
il film in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o
per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Romanzo criminale
è infatti presente su Chili Cinema e
Google Play. In base alla piattaforma scelta, sarà
possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento
generale al catalogo. In questo modo sarà poi possibile fruire del
titolo in tutta comodità e al meglio della qualità video. È bene
però notare che il noleggio permette la visione soltanto entro un
tempo prestabilito, concluso il quale non sarà poi più disponibile.
Il film verrà inoltre trasmesso in televisione sabato
3ottobre alle
ore 21:15 sul canale
Cielo.
Sono trapelate delle foto dal set di
Il Diavolo Veste Prada 2 in cui vediamo una Meryl Streep in grande forma tornare nei panni
della famigerata Miranda Priestly, una delle villain peggiori che
la storia del cinema recente ricordi.
David Frankel, che
ha diretto il film del 2006, e Aline Brosh
McKenna, che ha scritto la sceneggiatura originale,
torneranno per il sequel insieme alla produttrice Karen
Rosenfelt. Basato sul romanzo di Lauren Weisberger, un
romanzo a chiave sul lavoro per Anna Wintour a Vogue, “Il
diavolo veste Prada” segue l’aspirante giornalista Andy
Sachs (Hathaway) che viene assunta come assistente in una rivista
di moda patinata ma si ritrova in balia del suo capo esigente. Il
film è stato un successo di critica e pubblico, incassando 326
milioni di dollari in tutto il mondo e ottenendo una nomination
all’Oscar per Streep.
Quentin Tarantino è sotto i
riflettori per il suo prossimo film, Django Unchained che
sarà a Natale nei cinema americani e per le dichiarazioni
rilasciate da egli stesso su Playboy in cui ha detto: “I
registi peggiorano quando invecchiano. Di solito, gli ultimi 4 film
di una filmografia sono i peggiori. Un brutto film ne cancella 3
buoni”. E aggiunge “10 film potrebbero bastare. Per ora ne
ho realizzati 7. Se dovesse succedere qualcosa nel mio cuore, se
avessi una nuova storia, potrei tornare. Ma se dovessi fermarmi a
10 film sarebbe un buon manifesto
artistico” sull’onda delle reazioni generali, la
Miramax ha deciso di rilasciare in rete molto foto inedite del film
Kill
Bill vol 2.
Ciò che emerge dalle foto è
l’esperienza del set e del caos orchestrato dal regista americano,
inoltre ci sono numerose foto di lui steso con membri del cast, tra
cui Carradine, Uma
Thurman, Samuel L. Jackson e Daryl Hannah.
Altri scatti riguardano scene solo intraviste nel finale del
film.
La Miramax e gli
oltre 700 film di cui possiede i diritti sono nuovamente in
vendita. A distanza di cinque anni dall’acquisizione per 660
milioni di dollari dalla Disney, Colony Capital e Qatar Holding
stanno incontrando banchieri per gestire la transazione.
L’intenzione è quella di ricavare un
miliardo dalla transazione, prezzo forse troppo alto per un
catalogo che negli ultimi anni non è stato per niente rinfoltito.
Nell’ultimo lustro infatti i proprietari non sono riusciti a
lanciare nuovi prodotti, ma hanno sfruttato le proprietà
preesistenti con investimenti su sequel e spin-off.
Nei prossimi giorni la compagnia
vedrà arrivare al cinema Mr. Holmes, di
Bill Condon, con Ian
McKellen.
Nonostante non sia aggiornatissima,
la library miramax potrebbe essere oggetto di interesse per
studios in espansione, o per piattaforme digitali, come Netflix.
Miraculous – Le storie di
Ladybug e Chat Noir è una serie dedicata a bambini e
teenager e ha avuto molto successo con questo tipo di pubblico,
tanto che viene attesa una terza stagione e ne sono state
annunciate anche una quarta e una quinta (l’obiettivo sarebbe
quello di arrivare fino alla sesta). Tra video in rete, giochi
dedicati e la (ri)trasmissione delle puntate, la serie di
caratterizza per essere piacevole e molto originale.
La serie mischia alcune tipologie
provenienti dai vari paesi che hanno contribuito alla sua
realizzazione (Francia, Giappone e Corea del Sud), riuscendo a
trattare diversi temi e sotto-temi (leggibili e interpretabili a
seconda della fascia di età), come il rispetto per l’altro
individuo, il sapere e sapersi far perdonare e l’importanza della
propria famiglia e dei propri amici.
Ecco tutto quello che non
sapevate della serie Miraculous.
Miraculous Ladybug
Miraculous, chiamato anche
con il sottotitolo Le storie di Ladybug e Chat Noir, è una
serie realizzata tutta in computer grafica ed è
franco-giapponese-coreana. Prodotta da Zagtoon, Toei Animation,
SAMG Animation e Method Animation, racconta la storia
di due quattordicenni parigini, Marienette
Dupain-Cheng e Adrien Agreste, che hanno
il potere di trasformarsi nei supereroi Ladybug e
Chat Noir e sono sempre pronti a combattere i
super cattivi creati da Papillon (spesso sono loro
compagni di scuola oppure dei loro conoscenti).
I due ragazzi, che vengono aiutati
nelle trasformazioni da due piccoli spiriti Kwami,
frequentano la scuola secondaria chiamata Collège François Dupont:
François Dupont è l’identità civile di Fantômette, una supereroina
francese, personaggio introdotto nel 1961. Fantômette è stato il
primo supereroe femminile ad essere introdotto nella letteratura
francese.
La serie ha avuto la sua prima
trasmissione in Corea del Sud dai primi di settembre del 2015 e in
seguito ha debuttato in Francia su TF1. Nel febbraio dell’anno
successivo, il 2016, la serie è andata in onda sul canale Disney Channel. La
serie è durata per due stagioni ed è stato realizzato anche uno
speciale natalizio. In realtà, è stata realizzata anche una terza
stagione, che dovrebbe andare in onda ad inizio 2019 e sono state
annunciate sia la quarta che la quinta stagione, pensando di
arrivare fino a una sesta.
Della serie animata è stata creata
la webserie, con il primo episodio uscito su You Tube nel gennaio
del 2017. In Italia sono rimasti inediti alcuni episodi spin-off,
ma anche integrati nella serie stessa, realizzato tra il 2016 e
l’anno successivo. Parlando di webserie, ne esiste una anche in
stile chibi, pubblicata sempre su You Tube nella fine di agosto del
2018, con episodi della durata complessiva di due minuti.
Miraculous: episodi
Gli episodi seguono
solitamente il solito schema narrativo: qualche
personaggio prova dei sentimenti negativi in seguito a un episodio
di ingiustizia o di altra natura. Da questo momento compare sempre
l’antagonista Papillon che corrompe il personaggio di turno e lo
trasforma in un super cattivo, infondendogli l’obiettivo di
sconfiggere i super eroi e prendere il loro miraculous, per
ottenere il potere assoluto.
Come risoluzione dell’episodio,
Ladybug e Chat Noir riescono a sconfiggere il cattivo e a far
tornare tutto come era prima. I Miraculous sono dei gioielli che
donavano poteri straordinari e per diversi millenni alcuni eroi se
ne servivano per combattere il male che cercava di penetrare
nell’umanità e trasformarne tutto il bene.
Gli adolescenti parigini vengono
scelti dal Maestro Fu che era riuscito a salvare i
Miraculous da un incendio, ma ne perse due, che vennero trovati da
un uomo e utilizzò la spilla della Farfalla per diventare quello
che poi sarà il criminale Papillon. I due ragazzi, invece
riceveranno in dono gli orecchini della Coccinella a l’anello del
Gatto Nero.
La prima stagione, che si divide in
26 episodi, è andata in onda su Disney Channel dal febbraio 2016 a
dicembre dello stesso anno. Della prima stagione fa parte anche uno
speciale natalizio musicale. La seconda stagione, di 25 episodi, è
andata in onda in Italia dalla fine del 2017 all’inizio del
2018.
Miraculous: sigla
Per quanto riguarda l’edizione
trasmessa nel nostro paese, la serie ha subito dei cambiamenti con
la sigla. Su Disney Channel la sigla ha seguito la versione
francese, adattando la traduzione dalla versione inglese della
stessa, mentre Super! ha utilizzato una sigla in versione
allungata, tagliata e adattata.
La sigla italiana che è stata usata
per Disney Channel era cantata da Ilaria Rosa,
quella di Super! da Gaia Gozzi e
Briga. Di questa serie esiste anche una sigla
lunga con videoclip annesso in versione francese e inglese.
Miraculous: giochi
Di Miraculous sono stati
realizzati una serie di giochi online e fisici. È possibile trovare
online diversi giochini molto basilari che riguardano alcune
avventure dei due protagonisti, mentre sono state realizzate delle
vere e proprie collezioni fisiche, dalle bambole dedicate
all’oggettistica utilizzata nella serie dai supereroi.
Di questa serie si è realizzato un
vero e proprio merchandising, dagli zaini ai fermagli per capelli,
dai pupazzi a collanine e braccialetti. Oltre le numerose e diverse
bambole, è possibile diventare davvero uno dei supereroi della
serie grazie ai costumi dedicati e ottenibili grazie ai più comuni
siti di compravendita online. Di questa serie è stato realizzato
anche un magazine ufficiale di Ladybug, dove è possibile
trovate tutte le informazioni che riguardano la supereroina ed i
suoi amici, con tanti approfondimenti, rubriche di vario genere e
taglio e tanti giochi.
Miraculous: streaming
La serie Miraculous è
disponibile in streaming online. Chi volesse recuperare la serie o
farla vedere ai propri bambini, è possibile farlo grazie alla
piattaforme online di Now Tv e Netflix: rispettivamente, Now Tv dispone di entrambe
le stagioni, Netflix
sono della prima.
Fondata nel 1981 da
Steven Spielberg, Kathleen
Kennedy e Frank Marshall, la compagnia di
produzione Amblin Entertainment ha nel corso degli
anni Ottanta dato vita a film divenuti iconici dei generi fantasy e
fantascienza come Gremlins, I Goonies e Ritorno al futuro. Tra
questi si annovera poi anche Miracolo sull’8ª
strada (titolo italiano di *batteries not
included), diretto nel 1987 da Matthew
Robbins, il quale ne ha anche curato la sceneggiatura
insieme a Brent Maddock, S. S.
Wilson e Brad Bird (quest’ultimo noto per
aver diretto i film Pixar Gli incredibili e
Ratatouille). Tra
fantasia, magia e anche tanto umorismo, il film è una deliziosa
storia incredibile.
Non a caso, originariamente, l’idea
per questo racconto era stata pensata per diventare un episodio di
Storie incredibili, popolare serie televisiva andata in
onda dal 1985 al 1987 e strutturata in modo antologico, con episodi
a sé che rispondevano in modo diverso a generi come fantascienza,
fantasy, thriller e horror. Quando Spielberg, ideatore della serie,
lesse però la sceneggiatura di Miracolo sull’8ª strada,
apprezzò così tanto la storia da chiedere ai suoi autori di
ampliarla per poterne fare un lungometraggio per il cinema. Nacque
così il film, particolarmente apprezzato da critica e pubblico e
vincitore di importanti premi per gli effetti speciali.
La commistione tra fantascienza e
umorismo, l’atmosfera ricca di mistero e suspence, insieme anche
alle interpretazioni dei protagonisti, hanno fatto di questo film
un cult degli anni Ottanta, ancora oggi riscoperto con piacere
dagli appassionati del genere. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Miracolo sull’8ª strada: la trama del film
Protagonisti del film sono
Frank e Faye Riley, una coppia di
anziani gestori di un condominio e di una tavola calda nell’East
Village di New York. La pacifica esistenza dei due viene
bruscamente minacciata dal desiderio di un cinico industriale di
costruire dei nuovissimi grattacieli proprio in quell’area. Per
tentare un approccio il meno brusco possibile, l’uomo invia sul
campo il criminale Carlos Chavez, con il compito
di convincere gli abitanti del palazzo a lasciare le proprie
abitazioni in cambio di un inconguo risarcimento. In breve, il
vecchio palazzo dei Riley rimane l’unico edificio rimasto,
intralciando dunque i piani dell’industriale.
Oltre ai due anziani coniugi, vi
sono anche altri abitanti che non intendo lasciare le proprie case.
Questi sono Harry Noble, un anziano pugile di
colore, Mason Baylor, un artista, e Marisa
Esteval, una giovane ispanica incinta. Davanti alla loro
resistenza, Carlos decide di passare alle maniere forti, mettendo
in atto una serie di intimidazioni. Proprio quando le cose sembrano
andare per il peggio, appaiono misteriosamente alcuni piccoli
esseri extraterrestri, che riparano rapidamente i danni fatti al
palazzo. Quando Carlos nota la cosa, sospetta che siano stati i
residenti ad eseguire le riparazioni e decide di spingersi oltre
nel desiderio di distruzione. I piccoli alieni, però, sono pronti a
difendere quel palazzo con ogni mezzo.
Miracolo sull’8ª strada: il cast del film
Ad interpretare il ruolo
dell’anziano Frank Riley vi è l’attore Hume
Cronyn, noto grazie a film come L’ombra del dubbio, La
settima croce e Cocoon – L’energia dell’universo. Nel
ruolo di sua moglie Faye vi è invece JessicaTandy, la più anziana attrice premio Oscar,
vincitrice del premio per A spasso con Daisy. Nella
realtà, Cronyn e la Tandy sono realmente stati sposati dal 1942 al
1994, anno della scomparsa di lei, ed hanno avuto due figli. Per i
due attori non si è trattato della prima volta che recitavano nello
stesso film, e anche dopo Miracolo sull’8ª strada hanno
recitato insieme altretre volte.
Nel ruolo dell’anziano pugile di
colore Harry Noble, invece, vi è l’attore Frank
McRae, il quale prima di entrare nel mondo del cinema era
in realtà stato un giocatore di football. Egli è noto per aver
recitato anche in Last Action Hero.
Elizabeth Peña è invece Marisa Esteval, mentre
Dennis Boutsikaris è l’artista Mason Baylor.
L’attore Michael Carmine interpreta il criminale
Carlos, in quello che è stato uno dei suoi ruoli più importanti
prima della scomparsa avvenuta nel 1989, a soli 30 anni. Infine,
Michael Green è Lacey, lo spregiudicato
industriale. Sul finale del film, inoltre, si può ritrovare anche
un giovane Luis Guzman, celebre caratterista noto
per film come Carlito’s Way, Ubriaco d’amore e
Il collezionista di
ossa.
Miracolo sull’8ª strada: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Miracolo
sull’8ª strada è infatti disponibile
nei cataloghi di Google Play e Apple iTunes. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
venerdì 27 agosto alle
ore 23:20 sul canale Iris.