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Love Again, la recensione del film con Priyanka Chopra e Sam Heughan

Dopo aver svestito i panni dell’agente segreto Nadia in Citadel, spy story di Amazon Prime Video in catalogo da aprile, Priyanka Chopra Jonas è pronta a cambiare pelle per dare carattere a Mira in Love Again, commedia a tinte drama scritta e diretta da Jim Strouse. Se già il titolo anticipa una trama che, bene o male, seguirà stilemi e dettami del genere, non risultando dunque qualcosa di contenutisticamente inedito, attorno al film l’attenzione è comunque alta ed è tutta rivolta al debutto cinematografico della cantante pop Céline Dion.

Nessun personaggio fittizio è stato scritto per lei, Dion interpreta se stessa e porta i suoi meravigliosi testi – che alla fine sono la parte più interessante di tutta l’opera – per comporre una colonna sonora armoniosa e commovente, in cui spicca una delle sue canzoni più celebri, It’s All Coming Back To Me Now, il cui titolo sarebbe dovuto essere lo stesso del film per renderle omaggio, prima di essere ribattezzato con il nome attuale. Love Again arriva nelle sale cinematografiche dall’11 maggio ed è distribuito da Sony Pictures.

Love Again, la trama

Dopo aver perso il compagno in un incidente ed essere stata due anni lontana da casa, Mira (Priyanka Chopra Jonas), sotto la spinta di sua sorella Suzy (Sofia Barclay), decide di far ritorno a New York per riprendere in mano la sua vita. Il dolore, però, è ancora profondo e così la donna, per sentirsi ancora vicina al fidanzato defunto, inizia a mandargli dei messaggi. Ma quel numero non è più il suo, appartiene a Rob (Sam Heughan), un critico musicale fra l’altro impegnato a scrivere un pezzo su Céline Dion. Quando inizia a ricevere gli sms di Mira, Rob è colpito dalle sue parole, tanto che si innamora di lei senza neppure conoscerla davvero. A quel punto l’uomo fa di tutto per poterla incontrare e, alla fine, i due iniziano a frequentarsi nonostante lui non riesca a confessarle il suo segreto. Nel frattempo, mentre cerca di trovare il coraggio, Rob si rivolge a Céline Dion per chiederle consigli d’amore.

Quando l’amore non emoziona

I generi, volente o nolente, fondano il loro discorso narrativo seguendo una specifica traccia in grado di distinguerli l’uno dall’altro. Le loro caratteristiche interne non mutano, mentre invece cambia il modo in cui queste vengono rappresentate, sottostando a una visione precisa e chiara di uno sceneggiatore o di un regista. Nel caso della commedia sentimentale, la strada da perseguire è una ed è totalmente focalizzata sulla love story che si va a strutturare. Ciò che rende una comedy di questo stampo originale è il modo in cui viene arricchita e riformulata, per dare al suo pubblico qualcosa di inedito, che però ha al suo interno codici riconoscibili, volti a non fargli perdere la sua identità.

Cadere nei soli cliché, soprattutto nel caso di un’opera romantica, è molto facile se la narrazione non è sostenuta da un’idea valida che possa valorizzarla e renderla attraente. Perché i topoi, come abbiamo ribadito in Book Club – The Next Chapter, saranno sempre inseriti per far progredire la storia, ma se proposti funzionalmente e con maestria, la loro presenza non appesantisce l’intero prodotto, ma anzi può risultare piacevole. Tutti questi problemi, invece, si riscontrano in Love Again da subito. Sin dall’incidente scatenante si percepisce quale sarà l’aria che tirerà all’interno del film: pesantissima. Per poi risultare perfino stucchevole in alcuni ridondanti passaggi. La colpa è dell’impostazione del racconto, che dopo un incipit frettoloso, continua la sua furiosa corsa per tutti i suoi centoquattro minuti, disorientando lo spettatore e non permettendogli di respirare.

Una storia che arranca e non splende

La storia d’amore fra Mira e Rob nasce da un pretesto anche abbastanza interessante, ma poi si sviluppa troppo velocemente da non risultare credibile. Non hanno il tempo di conoscersi che subito si innamorano e altrettanto subito vanno in crisi, con un finale praticamente telefonato. Sono personaggi sostanzialmente vuoti e piatti i loro, e trainano una narrazione altrettanto scialba e incolore. Il cui coinvolgimento con il pubblico si perde fin da quando il regista restituisce un assurdo e sfiancante primo piano di Chopra nella scena dell’incidente del compagno, che tutto trasmette tranne che compassione o emozione. Non c’è anima nel racconto, non c’è l’intento del regista di affrontare un determinato argomento con il pubblico. Considerato pure che manca di spunti di riflessione.

Non c’è neppure la voglia di mettere a servizio della storia il proprio sguardo artistico. Non sono serviti neanche gli incontri fra Priyanka Chopra Jonas e Sam Heughan prima delle riprese a dare un tono alla pellicola, e la chimica che con tanto impegno hanno provato ad avere non emerge sullo schermo, indi per cui risulta veramente impossibile empatizzare con loro. L’unica ad animare il film è Dion, con la sua carismatica presenza e lo struggente racconto del suo compianto René Angélil, seppur ad un certo punto si trasformi in Cupido e faccia psicoterapia di coppia (ma a lei concediamo qualsiasi cosa).

Love Again è un’opera che, a quanto pare, ha perso di vista l’obiettivo e forse non ha mai avuto un vero e proprio intento. Non si abbellisce di nessun messaggio da trasmettere, ma anzi al contrario fa augurare allo spettatore che finisca tutto il prima possibile. Si cristallizza nella spenta relazione dei due protagonisti, non dando modo di approfondirne gli aspetti più stuzzicanti. Avrebbe potuto avere del potenziale… se solo ci fosse stata la volontà di farla splendere.

Love Again, il trailer e il poster del film con Priyanka Chopra Jonas

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Ecco il trailer e il poster di Love Again, la nuova commedia romantica distribuita da Sony, con Priyanka Chopra Jonas, Sam Heughan e Celine Dion. Il film arriverà nelle nostre sale il prossimo 11 maggio, con le musiche inedite di Celine Dion!

Ecco la trama di Love Again

Dopo aver perso il fidanzato, Mira Ray continua a inviare romantici messaggi al suo vecchio numero di cellulare senza rendersi conto che è stato riassegnato al telefono aziendale del giornalista Rob Burns. Rob rimane colpito dalle parole di Mira e, quando gli viene affidato il compito di scrivere un articolo sulla superstar Celine Dion (che interpreta se stessa nel suo primo ruolo cinematografico), chiede il suo aiuto per capire come incontrare Mira di persona e conquistare il suo cuore.

Ecco il poster di Love Again

Love Affair – Un grande amore: la spiegazione del finale del film

Love Affair – Un grande amore, del 1994, è un film romantico diretto da Glenn Gordon Caron, noto soprattutto per il lavoro televisivo e cinematografico che mescola dramma e commedia sentimentale. Si tratta di un remake di Un amore splendido (1957), a sua volta basato sul classico del 1939 Love Affair, con Cary Grant e Deborah Kerr. La pellicola ripropone la storia di due sconosciuti che si incontrano casualmente e si innamorano, ma vengono separati dalle circostanze, mantenendo l’intreccio romantico e malinconico che ha reso celebre il film originale.

Il film è un melodramma romantico che esplora temi universali come il destino, la fedeltà, il rimpianto e la forza dell’amore che trascende il tempo e le difficoltà. Glenn Gordon Caron mantiene uno stile elegante e misurato, valorizzando la chimica tra gli attori protagonisti: Warren Beatty interpreta l’uomo affascinante e carismatico, mentre Annette Bening dà vita a una donna sensibile e determinata. L’ambientazione e la regia puntano a evocare la raffinatezza dei grandi classici romantici, pur aggiornando la storia agli anni Novanta.

Il remake si distingue dagli originali per alcune scelte stilistiche e narrative, con un tono più contemporaneo e una maggiore introspezione dei personaggi principali. Le emozioni e i conflitti interiori dei protagonisti sono al centro della narrazione, mentre il romanticismo è enfatizzato dalla fotografia e dalla colonna sonora. Nel resto dell’articolo verrà proposta una spiegazione dettagliata del finale, analizzando come la storia si conclude, il destino dei personaggi e il messaggio che il film intende trasmettere sul vero amore.

Annette Bening e Warren Beatty in Love Affair - Un grande amore
Annette Bening e Warren Beatty in Love Affair – Un grande amore

La trama di Love Affair – Un grande amore

Mike Gambril (Warren Beatty), ex campione di football e cronista sportivo, sta per sposare la celebre giornalista televisiva Lynn Weaver (Kate Capshaw). Sul volo per Sidney è però attirato da Terry McKay (Annette Bening), una cantante sconosciuta, che deve sposare Ken Allen (Pierce Brosnan), finanziere rampante. L’aereo è costretto ad un atterraggio di fortuna su un atollo del Pacifico, e tutti sono trasbordati su una nave russa. Tra Mike e Terry nasce da quel momento un idillio, favorito anche dalla visita di Mike alla vecchia zia Ginny (Katharine Hepburn, qui nel suo ultimo ruolo), che suona il piano per i due. Decidono poi di incontrarsi dopo tre mesi sull’Empire State Building: qualora uno non si presentasse, l’altro non dovrà più chiederne notizia.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto di Love Affair – Un grande amore, la storia si concentra sul periodo successivo al loro incontro sull’atollo e sulla nave, dove Mike e Terry hanno consolidato la loro connessione romantica, interrompendo le rispettive relazioni precedenti. Tornati a New York, entrambi iniziano nuove vite: Terry si dedica alla carriera musicale, mentre Mike lascia il suo lavoro in televisione e si concentra sulla pittura e sull’insegnamento. La tensione cresce in vista del loro appuntamento all’Empire State Building, simbolo del test del loro amore e della loro capacità di rinunciare al passato e seguire il cuore.

Il momento culminante si raggiunge quando, nel giorno stabilito per il loro incontro, Terry è vittima di un grave incidente stradale che la lascia paraplegica. Mike, ignaro dell’accaduto, attende invano sulla sommità dell’Empire State Building, sperando di vedere la donna amata. Dopo ore di attesa sotto la pioggia, comprende la mancata comparsa di Terry come un rifiuto, ignorando le reali motivazioni. Questa sequenza trasforma la tensione romantica in un momento di grande dramma e rivelazione, mostrando come la vita possa intervenire con circostanze inaspettate.

Annette Bening e Pierce Brosnan in Love Affair - Un grande amore

Il finale si chiarisce mesi dopo, quando Terry, ormai accettata la sua condizione e riservata, vive una nuova quotidianità come insegnante di musica. Mike la incontra casualmente durante un concerto, ma entrambi mantengono le distanze, incapaci di affrontare apertamente la realtà della tragedia. Solo durante una visita natalizia, Mike comprende la verità grazie alla scoperta del ritratto di Terry che vede ora appeso alla sua parete: l’opera immortala il ricordo del loro amore, rivelandogli perché lei non si è presentata all’incontro. Il film si chiude così, con un senso di malinconia e accettazione.

Il finale porta a compimento i temi del film evidenziando il contrasto tra desiderio e realtà, destino e scelta. L’amore tra Mike e Terry, pur genuino e intenso, si scontra con le conseguenze imprevedibili della vita. La narrazione sottolinea l’importanza della pazienza, della comprensione e del rispetto dei limiti imposti dalle circostanze, mostrando come l’amore non possa sempre risolversi con un lieto fine tradizionale. La distanza e il silenzio tra i protagonisti diventano simbolo della maturità emotiva e dell’accettazione della realtà.

Infine, il film lascia come morale la consapevolezza che l’amore autentico implica non solo passione e incontro romantico, ma anche empatia, rispetto e riconoscimento delle sfide della vita. Terry e Mike, pur separati dalle circostanze, mantengono la loro connessione attraverso ricordi e gesti simbolici, come il ritratto. La storia insegna che alcune vicende non si concludono secondo le aspettative, ma che la memoria e la dedizione emotiva possono preservare l’essenza di un legame unico, trasformando il dolore in consapevolezza e apprezzamento della profondità dei sentimenti condivisi.

Love Actually: recensione del film di Richard Curtis

Love Actually: recensione del film di Richard Curtis

Love Actually è il film del 2003 scritto e diretto da Richard Curtis e con protagonisti un cast d’eccezione composto da Hugh Grant, Emma Thompson, Alan Rickman, Colin Firth, Keira Knightley, Bill Nighy, Liam Neeson, Laura Linney, Martin Freeman, Andrew Lincoln, Rodrigo Santoro, Kris Marshall e Rowan Atkinson.

Trama: Dieci storie si intrecciano nella Londra scintillante nell’arco di cinque settimane fino alla notte di Natale. Ventidue personaggi alle prese con l’amore in tutte le sue declinazioni: l’amore del Primo Ministro inglese per la maldestra domestica, una rockstar sbandata, amori celati nel segreto, semplici flirt, amore corrisposto nel non detto, un matrimonio in crisi, la complicità tra un padre e un bambino innamorato della più bella della scuola, sino a un amore oltre le barriere linguistiche e geografiche.

Love Actually, l’analisi

Love Actually è il debutto alla regia di Richard Curtis, già apprezzato sceneggiatore di commedie sentimentali quali Quattro matrimoni e un funerale, Notting Hill e Il diario di Bridget Jones (e sequel). Scritto e diretto con brio, il film di Richard Curtis riunisce un cast di stelle britanniche perfettamente in parte nei rispettivi ruoli, spesso irriverenti e sopra le righe, come la rockstar Billy Mack interpretata da Bill Nighy (premiato col Bafta come attore non protagonista), che conquista già dai titoli di testa con la sua Christmas is all around, ormai inscindibile dal repertorio delle canzoni natalizie.

Love ActuallyCiascun personaggio suscita la simpatia dello spettatore, come il Primo Ministro interpretato da un irresistibile Hugh Grant, perfettamente a suo agio in questo tipo di ruolo: il suo David è un affascinante politico single che comincia a flirtare con l’attraente domestica Natalie, nonostante alcuni episodi imbarazzanti fra loro. Ma l’attaccamento per lei è persino in grado di ispirare un discorso celebrativo del merito british (fra cui Shakespeare, i Beatles, Harry Potter, il destro e il sinistro di David Beckham!), con cui la stampa e i cittadini inglesi lo acclamano con fervore.

Sua sorella Karen è meno fortunata, poiché alle prese con l’attrazione del marito (Alan Rickman), manager di un’agenzia di design, per la provocante segretaria. Karen è una splendida Emma Thompson, che ci offre una scena commovente quando scopre la (quasi) infedeltà del marito, conservando tuttavia la sua esemplare dignità.

Ma gli ostacoli in Love Actually sono fatti per essere superati, soprattutto quando si tratta di amore. E l’amore non ha età e deve essere dichiarato anche ad appena undici anni, come intende fare il piccolo Sam per la compagna di scuola Joanna. Sam può contare sul supporto del patrigno Daniel, interpretato da Liam Neeson che siamo soliti vedere in ruoli drammatici o d’azione, ma che qui si concede una parentesi leggera e brillante.

L’amore non conosce barriere, men che meno quelle linguistiche, come vediamo nella storia di Jamie (Colin Firth), scrittore tradito dalla fidanzata che finisce per innamorarsi, ricambiato, della domestica Aurélia: benché quest’ultima parli soltanto portoghese, i due riescono comunque a comunicare e a comprendersi, talvolta con tentativi maldestri e altri più efficaci, sino a una complicità che va al di là delle parole.

Ma Love Actually non concede soltanto storie d’amore felici e flirt che vanno in porto. Non mancano infatti storie più o meno sofferte, come la relazione sul punto di sbocciare apertamente tra Sarah (Laura Linney) e Karl (Rodrigo Santoro), che apre gli occhi sulle occasioni non colte e che possono sfociare nel rimpianto. Persino una simulata ostilità rivela qualcosa di più profondo, ovvero un’inconfessabile tenerezza che non può essere svelata, quando la donna amata è la moglie del migliore amico: tuttavia Mark troverà il modo di dichiararsi a Juliet (Keira Knightley) in una scena toccante diventata ormai cult. A interpretarlo è Andrew Lincoln, al tempo non particolarmente noto, ma ora divenuto popolare per la serie tv The Walking Dead.

Oltre a vantare un cast stellare, questa pellicola è stata infatti anche un trampolino di lancio per interpreti non molto conosciuti nel 2003, tra i quali Martin Freeman (qui nel ruolo di una timida controfigura nelle scene di sesso in un film), ormai indimenticabile Bilbo Baggins e moderno John Watson per il grande pubblico.

Pur in un contesto divertente e spassoso, Love Actually ci offre inoltre un interessante spunto riflessivo sui cliché che non mancano nei rapporti con l’altro. Pensiamo all’inglese Colin (Kris Marshall), che decide di partire per gli Stati Uniti alla ricerca di avventure di letto, certo del proprio successo per via del suo accento e della sua appartenenza al Vecchio Continente. E infatti non mancano disinibite ragazze americane pronte a soccombere al suo essere british… Da non dimenticare infine l’irriverente cameo di Rowan Atkinson, quel Mr. Bean inventato proprio in collaborazione con Richard Curtis.

Love Actually

Accompagnato da una colonna sonora soft e d’atmosfera firmata da Craig Armstrong e da alcune hit tra cui Too lost in you, Here with me e All I want for Christmas is you, Love Actually è una commedia sentimentale divenuta un must per il periodo natalizio (e non solo), in grado di catturare proprio grazie ai personaggi e alle storie narrate che si intrecciano l’una con l’altra, sino a imporre quasi una moda al cinema negli ultimi anni: film all star che mettono in scena momenti quotidiani in prossimità di eventi festivi (Capodanno, San Valentino). In questi casi, tuttavia, la qualità si rivela alquanto scadente, mentre il brio e l’armonia corale di Love Actually si dimostrano irripetibili.

Love Actually: la scena che ha frustrato di più Alan Rickman

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Alan Rickman era frustrato quanto il suo personaggio durante una scena particolare di Love Actually. Diretto da Richard Curtis, Love Actually presentava un talentuoso cast corale che attraversava in nove storie d’amore intrecciate nelle settimane che precedono il Natale. La commedia romantica del 2003 vedeva Rickman nei panni di Harry, un uomo sposato che inizia a innamorarsi della sua segretaria Mia (Heike Makatsch).

Una delle scene più tristi del film arriva quando la moglie di Harry, Karen (Emma Thompson), si rende conto della potenziale infedeltà del marito a causa del fatto che lui le ha regalato un CD di Joni Mitchell dopo che lei aveva scoperto una collana d’oro nella tasca del suo cappotto.

Quando Harry decide di acquistare la suddetta collana, lo fa mentre è al centro commerciale con sua moglie, che parte da sola per comprare regali per le loro madri. Harry ha un breve lasso di tempo in cui acquistare la collana per Mia e viene quasi sventato dall’esilarante lungo processo di confezionamento del regalo dell’addetto alla gioielleria Rufus (Rowan Atkinson). Durante The Laughter & Secrets of Love Actually: 20 Years Later – A Diane Sawyer Special della ABC (tramite Vanity Fair), Richard Curtis rivela che Rickman era frustrato quanto il suo personaggio durante la famosa scena di Atkinson. “Rowan si stava prendendo il suo tempo, quindi faceva riprese di undici minuti, [poi] diceva… ‘guarda, torniamo indietro e facciamolo, ricominciamo [di nuovo]’, e il povero Alan [Rickman] era lì tutto il tempo a dire ‘grr, ugh.’”

Questa storia è una delle tante che nel corso degli anni sono emerse in merito a Love Actually. Basti pensare che solo negli ultimi giorni, abbiamo ottenuto una confessione di Hugh Grant in merito ad una scena del film e anche la notizia che, su quel set, Keira Knightley era convinta che il suo film successivo, Pirati dei Caraibi, sarebbe stato un flop.

Love Actually: il trailer onesto

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Screen Junkies è senza pietà, e non risparmia nemmeno i migliori film, quelle commedie romantiche che hanno segnato la storia e soprattutto un periodo, quello natalizio, durante il quale è difficile fare la differenza, data l’abbondanza di titoli che lo affollano.

Ebbene, il famoso canale youtube dei ‘trailer onesti’ è riuscito a realizzare un trailer onesto perfetto di Love Actually, in cui si mettono in ridicolo i cliché del film scritto e diretto da Richard Curtis ma allo stesso tempo, con ironia, se ne riconosce l’innegabile pregio:

Love Actually – L’amore davvero (Love Actually) è un film corale del 2003 scritto e diretto da Richard Curtis, con un ricco cast che vede Hugh Grant, Colin Firth, Emma Thompson, Sienna Guillory, Liam Neeson, Alan Rickman, Bill Nighy, Keira Knightley, Martin Freeman, Andrew Lincoln, Laura Linney, Rowan Atkinson e Thomas Sangster.

La trama è un intreccio di relazioni e di amori: dieci storie, con protagonisti inglesi molto diversi tra loro, accumunate dal fatto di svolgersi contemporaneamente e di iniziare 5 settimane prima di Natale.

Love Actually: Hugh Grant parla della scena che ha odiato girare

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Love Actually: Hugh Grant parla della scena che ha odiato girare

La star di Love Actually, Hugh Grant, dice che non voleva fare la sua ormai famosa scena di ballo nel film di Richard Curtis. Il classico film di Natale Love Actually ha debuttato nel 2003, con un cast stellare che comprende Emma Thompson, Alan Rickman, Liam Neeson e Grant. Diretto da Richard Curtis, la commedia romantica segue nove storie d’amore interconnesse di varia natura: alcune romantiche, altre familiari e altre platoniche. La trama di Grant nel film vede l’attore nei panni di David, un neoeletto Primo Ministro del Regno Unito, che sviluppa un’attrazione per un membro del suo staff, Natalie (Martine McCutcheon).

Mentre David si adatta al suo nuovo ruolo, ottiene una grande vittoria sia personalmente che professionalmente resistendo al Presidente degli Stati Uniti (Billy Bob Thornton) durante un discorso entusiasmante al suo popolo e agli uomini del Presidente. Più tardi quella notte, una stazione radio trasmette “Jump” delle Pointer Sisters in suo onore, e David balla in un momento dolce e sciocco che da allora è diventato sinonimo del film. Durante un’apparizione in The Laughter & Secrets of Love Actually: 20 Years Later con ABC News (tramite Deadline), Curtis e Grant discutono della scena della danza del Primo Ministro, rivelando la riluttanza di Grant a filmarla nonostante fosse sotto “una ghigliottina contrattuale“. Ha detto Hugh Grant: “L’ho visto nella sceneggiatura e ho pensato: ‘Beh, odierò farlo. Non mi piaceva affatto fare il ballo, figuriamoci provarlo… E fino ad oggi, ci sono molte persone, e sono d’accordo con loro, che pensano che sia la scena più straziante mai affidata alla celluloide. Ma poi ad alcune persone piace.”

Da parte di chi scrive ringraziamo Hugh Grant per essere comunque riuscito a girare quella scena che è ormai a tutti gli effetti un piccolo culto.

Love Actually: Hugh Grant è di nuovo il Primo Ministro – foto

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Love Actually: Hugh Grant è di nuovo il Primo Ministro – foto

Continuano le riprese dello speciale del Red Nose Day in cui sarà coinvolto il cast di Love Actually, per la regia di Richard Curtis.

Di seguito ecco le prime immagini di Hugh Grant dal set, in compagnia di Martine McCutcheon, ovvero il Primo Ministro e la sua Natalie, ora marito e moglie.

Le foto, condivise da Emma Freud, produttrice del Red Nose Day, mostrano gli attori alle prese con una scena e di seguito ecco Grant, intento a pronunciare un discorso da PM che potrebbe, con un po’ di fortuna, essere epico almeno quanto il suo primo grande ormai famoso discorso “contro” il Presidente degli USA Billy Bob Thorton.

La reunion di Love Actually per il Red Nose Day

Richard Curtis, regista e sceneggiatore del film, ha dichiarato: “In tutti questi anni, ho sempre amato lo speciale tv del Red Nose Day e ho sempre pensato di volerci lavorare. È sembrata un’idea interessante realizzare degli sketch basati sul mio primo film, dal moemnto che adesso il Red Nose Day si festeggia negli USA e in Inghilterra. Non avrei mai osato sognare di scrivere un sequel per Love Actually, ma penso che sarà divertente farlo per una buona causa e per uno speciale di 10 minuti. Chi è invecchiato meglio? Sarebbe una buona domanda… è così ovvio che sia Liam? Siamo tutti deliziati e grati del fatto che così tanti membri del cast siano in grado di tornare per farne parte. Sarà sicuramente un momento nostalgico essere tutti insieme e ricreare i personaggi di 14 anni fa. Speriamo di fare qualcosa che sarà divertente nello spirito del Red Nose Day e che porterà un sacco di visualizzazioni e soldi allo show”.

Per l’occasione Hugh Grant, Martine McCutcheon, Keira Knightley, Andrew Lincoln, Colin Firth, Lucia Moniz, Liam Neeson, Thomas Brodie-Sangster, Olivia Olson, Bill Nighy, Marcus BrigstockeRowan Atkinson si riuniranno nella realizzazione di Red Nose Day Actually che andrà in onda il 25 maggio. Ognuno di loro tornerà chiaramente nei panni del rispettivo personaggio del film.

Il Red Nose Day è un’evento di raccolta fondi organizzato dall’associazione Comic Relief e che si ripete dal 2015. 

Love Actually, commedia natalizia per eccellenza del 2003, è uno dei migliori prodotti di genere mai realizzati, un film corale, brillante, divertente ed emozionante, che, nel corso di questi 14 anni, non ha perso per nulla lo smalto e si lascia guardare continuamente e con piacere.

Love Actually reunion: il trailer per il Red Nose Day

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Love Actually reunion: il trailer per il Red Nose Day

Ecco il teaser trailer della reunion di Love Actually (2003) per un’occasione molto speciale: il Red Nose Day. Il cortometraggio  sarà trasmesso dalla NBC.

Per l’occasione Hugh Grant, Martine McCutcheon, Keira Knightley, Andrew Lincoln, Colin Firth, Lucia Moniz, Liam Neeson, Thomas Brodie-Sangster, Olivia Olson, Bill Nighy, Marcus BrigstockeRowan Atkinson si riuniranno nella realizzazione di Red Nose Day Actually che andrà in onda il 25 maggio. Ognuno di loro tornerà chiaramente nei panni del rispettivo personaggio del film.

https://www.youtube.com/watch?v=MK4o8gLKm4U

La reunion di Love Actually per il Red Nose Day

Richard Curtis, regista e sceneggiatore del film, ha dichiarato: “In tutti questi anni, ho sempre amato lo speciale tv del Red Nose Day e ho sempre pensato di volerci lavorare. È sembrata un’idea interessante realizzare degli sketch basati sul mio primo film, dal moemnto che adesso il Red Nose Day si festeggia negli USA e in Inghilterra. Non avrei mai osato sognare di scrivere un sequel per Love Actually, ma penso che sarà divertente farlo per una buona causa e per uno speciale di 10 minuti. Chi è invecchiato meglio? Sarebbe una buona domanda… è così ovvio che sia Liam? Siamo tutti deliziati e grati del fatto che così tanti membri del cast siano in grado di tornare per farne parte. Sarà sicuramente un momento nostalgico essere tutti insieme e ricreare i personaggi di 14 anni fa. Speriamo di fare qualcosa che sarà divertente nello spirito del Red Nose Day e che porterà un sacco di visualizzazioni e soldi allo show”.

Impossibile però non pensare alla nota triste di questa reunion, e cioè al fatto che Alan Rickman non potrà far parte del gruppo.

Il Red Nose Day è un’evento di raccolta fondi organizzato dall’associazione Comic Relief e che si ripete dal 2015.

Love Actually, commedia natalizia per eccellenza del 2003, è uno dei migliori prodotti di genere mai realizzati, un film corale, brillante, divertente ed emozionante, che, nel corso di questi 14 anni, non ha perso per nulla lo smalto e si lascia guardare continuamente e con piacere.

Love Actually reunion: il cast di nuovo insieme per il Red Nose Day

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Il cast di Love Actually (2003) tornerà per una reunion molto speciale in occasione del Red Nose Day. Il cortometraggio che verrà realizzato sarà trasmesso dalla NBC il prossimo maggio.

Per l’occasione Hugh Grant, Martine McCutcheon, Keira Knightley, Andrew Lincoln, Colin Firth, Lucia Moniz, Liam Neeson, Thomas Brodie-Sangster, Olivia Olson, Bill Nighy, Marcus BrigstockeRowan Atkinson si riuniranno nella realizzazione di Red Nose Day Actually che andrà in onda il 25 maggio. Ognuno di loro tornerà chiaramente nei panni del rispettivo personaggio del film.

La reunion di Love Actually per il Red Nose Day

Richard Curtis, regista e sceneggiatore del film, ha dichiarato: “In tutti questi anni, ho sempre amato lo speciale tv del Red Nose Day e ho sempre pensato di volerci lavorare. È sembrata un’idea interessante realizzare degli sketch basati sul mio primo film, dal moemnto che adesso il Red Nose Day si festeggia negli USA e in Inghilterra. Non avrei mai osato sognare di scrivere un sequel per Love Actually, ma penso che sarà divertente farlo per una buona causa e per uno speciale di 10 minuti. Chi è invecchiato meglio? Sarebbe una buona domanda… è così ovvio che sia Liam? Siamo tutti deliziati e grati del fatto che così tanti membri del cast siano in grado di tornare per farne parte. Sarà sicuramente un momento nostalgico essere tutti insieme e ricreare i personaggi di 14 anni fa. Speriamo di fare qualcosa che sarà divertente nello spirito del Red Nose Day e che porterà un sacco di visualizzazioni e soldi allo show”.

Impossibile però non pensare alla nota triste di questa reunion, e cioè al fatto che Alan Rickman non potrà far parte del gruppo.

Il Red Nose Day è un’evento di raccolta fondi organizzato dall’associazione Comic Relief e che si ripete dal 2015. 

Love Actually, commedia natalizia per eccellenza del 2003, è uno dei migliori prodotti di genere mai realizzati, un film corale, brillante, divertente ed emozionante, che, nel corso di questi 14 anni, non ha perso per nulla lo smalto e si lascia guardare continuamente e con piacere.

Love Actually reunion: Andrew Lincold nel primo teaser

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Love Actually reunion: Andrew Lincold nel primo teaser

Grazie a Hello Giggles vi proponiamo il teaser trailer della Reunion di Love Actually in occasione del Red Nose Day. Protagonista del breve filmato è Andrew Lincoln, che torna nei panni dell’innamorato non corrisposto, Mark.

https://www.youtube.com/watch?v=fRdsw7ceQg8

Di seguito la scena che ha fatto la storia del cinema romantico:

Love Actually: Hugh Grant è di nuovo il Primo Ministro – foto

Richard Curtis, regista e sceneggiatore del film, ha dichiarato: “In tutti questi anni, ho sempre amato lo speciale tv del Red Nose Day e ho sempre pensato di volerci lavorare. È sembrata un’idea interessante realizzare degli sketch basati sul mio primo film, dal moemnto che adesso il Red Nose Day si festeggia negli USA e in Inghilterra. Non avrei mai osato sognare di scrivere un sequel per Love Actually, ma penso che sarà divertente farlo per una buona causa e per uno speciale di 10 minuti. Chi è invecchiato meglio? Sarebbe una buona domanda… è così ovvio che sia Liam? Siamo tutti deliziati e grati del fatto che così tanti membri del cast siano in grado di tornare per farne parte. Sarà sicuramente un momento nostalgico essere tutti insieme e ricreare i personaggi di 14 anni fa. Speriamo di fare qualcosa che sarà divertente nello spirito del Red Nose Day e che porterà un sacco di visualizzazioni e soldi allo show”.

Per l’occasione Hugh Grant, Martine McCutcheon, Keira Knightley, Andrew Lincoln, Colin Firth, Lucia Moniz, Liam Neeson, Thomas Brodie-Sangster, Olivia Olson, Bill Nighy, Marcus BrigstockeRowan Atkinson si riuniranno nella realizzazione di Red Nose Day Actually che andrà in onda il 25 maggio. Ognuno di loro tornerà chiaramente nei panni del rispettivo personaggio del film.

Il Red Nose Day è un’evento di raccolta fondi organizzato dall’associazione Comic Relief e che si ripete dal 2015. 

Love Actually, commedia natalizia per eccellenza del 2003, è uno dei migliori prodotti di genere mai realizzati, un film corale, brillante, divertente ed emozionante, che, nel corso di questi 14 anni, non ha perso per nulla lo smalto e si lascia guardare continuamente e con piacere.

Love & Mercy, nuovo trailer per il film sul leader dei Beach Boys

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On line un nuovo trailer per Love & Mercy, dramma diretto da Bill Pohlad (produttore di 12 anni schiavo, Into the Wild – Nelle terre selvagge, I segreti di Brokeback Mountain) sul fondatore e leader dei Beach Boys Brian Wilson.

Il film ha un approccio unico in quanto biopic: si concentra infatti su due periodi ben precisi della vita di Wilson: Paul Dano (Little Miss Sunshine, Prisoners) lo ritrae nel momento in cui è al lavoro sull’album-capolavoro della band “Pet Sounds” e iniziano a manifestarsi i primi segni di malattia mentale, mentre John Cusack (Alta fedeltà, Essere John Malkovich) interpreta un Wilson nei primi anni ’90, solo, afflitto dalla malattia, e sotto totale controllo del suo manager.

Nel cast del film anche Paul Giamatti nel ruolo dello psicoterapeuta Eugene Landy che tiene Wilson sotto schiavitù farmacologica e legale, e Elizabeth Banks, che interpreta la seconda moglie di Wilson, determinata a salvarlo dalla manipolazione del dottore.
Il film, presentato nel 2014 al Toronto Film Festival, ha riscosso successo di pubblico e critica. Sarà distribuito a livello internazionale dalla Lions Gate Entertainment e in America dalla Roadside Attractions.
L’uscita è programmata negli USA per il prossimo 5 giugno.

Fonte: Collider

Love & Gelato: intervista ai protagonisti del film Netflix

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Love & Gelato: intervista ai protagonisti del film Netflix

Susanna Skaggs, Saul Nanni e Tobia de Angelis sono i protagonisti di Love & Gelato, il nuovo film originale Netflix, che sarà disponibile il 22 giugno sulla piattaforma.

“Prima di cominciare a girare, non avevo molte aspettative, non sapevo cosa aspettarmi dalla città e dall’esperienza. Sapevo solo che mi sarebbe piaciuto visitare il Paese e imparare la lingua. Quello che mi ha colpito di più del lavoro sul set è stato il modo in cui si sono superate le barriere linguistiche sul set. Erano due culture che si mescolavano sul set, tra l’italiano e l’inglese, e l’ho trovato davvero brillante.”

Esordisce così Susanna Skaggs, protagonista di Love & Gelato, il nuovo film Netflix in cui interpreta Lina, una ragazza americana che, dopo aver perso la madre, arriva a Roma per esaudirne l’ultimo desiderio: passare un’estate nella Città Eterna, dove da ragazza sua madre ebbe un’esperienza indimenticabile.

“Quello che ho ammirato di Roma invece è che tutto è molto antico. Camminare tra edifici così vecchi che ancora stanno in piedi e vengono usati… persino l’edificio in cui c’è il McDonald è un posto bellissimo. È tutto così diverso rispetto al posto in cui vivo io!”

Come ogni americana a Roma, Lina sarà “contesa” tra più giovani italiani. In questo caso si tratta di Alessandro e Lorenzo, interpretati rispettivamente da Saul Nanni e Tobia de Angelis. Entrambi i giovani interpreti hanno recitato in inglese, un’esperienza nuova per loro, dalla quale però escono entrambi vincitori.

“Per me è stato bellissimo avere l’occasione di cimentarsi in un’altra lingua – spiega Nanni – qualche anno fa ho vissuto a Los Angeles e questa è stata una bella possibilità che ti porta a vivere in un altro mondo. Dovevo interpretare un ragazzo italiano, per cui andava anche bene l’accento che avevo io. È stato bellissimo costruire il rapporto con il regista in un’altra lingua.”

Tobia de Angelis aveva più timori, come spiega: “Ero abbastanza spaventato per la doppia lingua, perché in italiano posso improvvisare e aggiungere cose. Mentre in inglese dovevo mantenere un tono, una fluidità. Abbiamo però deciso che avrei mantenuto il mio accento, dal momento che dovevo interpretare un ragazzo italiano. Abbiamo cercato una via di mezzo tra ciò che era accettabile per un pubblico americano e quello che invece andava bene per il mio personaggio. Quello che infatti mi ha aiutato era sporcare con alcuni intercalari in italiano.”

In che modo, in Love & Gelato, il percorso dei personaggi coincide con quello degli interpreti?

Susanna Skaggs: “Per fortuna, rispetto alla sorte di Lina, mia madre è qui con me e sono molto contenta di questo, è stata con me per tutte le riprese. Mi immedesimo nell’ansia di Lina nel provare nuove cose e nel permettere a me stessa di apparire strana. Ho davvero apprezzato la sua forza di volontà nel lasciarsi andare. Mi sento in connessione con questo aspetto, e ho capito che a volte basta solo avere coraggio e saltare da una scogliera con un ragazzo italiano. Essere aperta a nuove esperienze.”

Nanni interpreta invece un ragazzo costretto dalla famiglia a seguire un percorso che lui non sente suo: “Conosco tante persone che hanno avuto una vita scritta da altri. Ho anche tanti amici che vivono questa situazione. Io per fortuna ho avuto una famiglia che mi ha sempre supportato nelle mie scelte. È stata una bella esperienza portare sullo schermo questo aspetto perché appartiene ad altri che conosco.” De Angelis, invece ha cercato di aggiungere un po’ di spirito al suo Lorenzo, per renderlo più simile a se stesso, meno “bravo ragazzo” in senso bidimensionale e più persona con cui entrare in relazione. 

Ma cosa c’è di affascinante per gli americani nel nostro Paese? Secondo Tobia de Angelis “L’Italia e l’America hanno un rapporto privilegiato. Siamo una specie di figliocci degli Stati Uniti, e qualche volta sono loro i nostri figliocci, quindi c’è la fascinazione reciproca. Rispetto ad altri paesi non è così, nella mia esperienza spesso l’italiano non è visto di buon occhio.”

Nonostante il film ricordi una certa cinematografia che vede lo straniero in Italia a confronto con sapori, luoghi e amori del posto (basti pensare a Vacanze Romane o Io ballo da sola), il regista Brandon Camp ha assegnato dei compiti ai protagonisti che prevedevano la visione di una serie di commedie romantiche di fine anni Novanta inizio Duemila, un suggerimento per rettare il tono del film. 

E Susanna, Tobia e Saul hanno fatto i compiti con grande diligenza, pur avendo in mente loro stessi dei modelli e delle ispirazioni a cui tendere per quello che riguarda la propria carriera. E se Susanna Skaggs si è dimostrata molto attenta a alle giovani interpreti americane, facendo il nome, tra le altre, di Florence Pugh, Nanni e de Angelis si sono divisi i Golden boys del cinema italiano contemporaneo, ispirandosi rispettivamente a Alessandro Borghi e Luca Marinelli (con una nomination particolare, da parte di Tobia, per la personalità e il talento di Elio Germano).

Love & Gelato arriva su Netflix a partire dal 22 giugno.

Valentina Lodovini racconta la sua esperienza in Love & Gelato

Love & Gelato, il trailer ufficiale e la key art

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Love & Gelato, il trailer ufficiale e la key art

Primo trailer ufficiale, key art e nuove immagini ufficiali di Love & Gelato, film Netflix, una produzione esecutiva HT Film, scritto e diretto da Brandon Camp. Nel cast Susanna Skaggs, Tobia De Angelis, Owen McDonnell, Valentina Lodovini, Saul Nanni e Anjelika Washington.

Il film, basato sull’omonimo romanzo di Jenna Evans Welch, è stato girato principalmente in Italia tra Roma e Firenze. Love & Gelato è prodotto da Brandon Camp e da Viola Prestieri. Il film sarà disponibile dal 22 giugno solo su Netflix.

Love & Gelato, la trama

Lina, una diciassettenne americana, si trova a dover compiere un viaggio a Roma per onorare la memoria della madre. Catapultata in un Paese sconosciuto, troppo disordinato e pieno di caos per la sua indole seria, metodica e anche un po’ nerd, si troverà costretta a dover fare i conti con tutte le sue manie, ansie e paure ma anche a doversi confrontare con il passato della madre che cela qualche sorpresa e qualche segreto… Immersa in paesaggi magici e in cibi sconosciuti ed inebrianti, affascinata dallo stile unico della moda italiana, sopraffatta da imprevisti romantici e travolta da una nuova e anomala famiglia, Lina imparerà a guardare al mondo e a se stessa con un occhio finalmente diverso.

Love & Secrets: il trailer italiano

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Love & Secrets: il trailer italiano

Ecco il trailer del film Love & Secrets, prodotto nel 2010 e finalmente in uscita nelle nostre sale il prossimo 1 gigno.

I protagonisti del film sono Ryan Gosling e Kristen Dunst,

Love & Death: Elizabeth Olsen nel trailer della nuova serie crime HBO

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È stato diffuso il trailer ufficiale di Love & Death per l’imminente miniserie True Crime di HBO Max, con Elizabeth Olsen nei panni di una normale casalinga di periferia che diventa un’assassina dopo aver ucciso il suo vicino con un’ascia. Il dramma limitato sarà disponibile per lo streaming negli USA il 27 aprile.

Il video mostra Candy Montgomery interpretata da Elizabeth Olsen mentre inizia una relazione con il marito della sua amica nel tentativo di portare eccitazione nella sua vita. Tuttavia, questa relazione alla fine prende una svolta oscura, dopo che la sua amica viene brutalmente assassinata. Dai un’occhiata al trailer di Love & Death qui sotto:

https://www.youtube.com/watch?v=Z778sJGKB3E

La serie tv Love & Death

Love & Death sarà incentrato su due coppie che vanno in chiesa e si godono la vita familiare in una piccola città del Texas, finché qualcuno non prende in mano un’ascia. È basato sul libro intitolato Evidence of Love: A True Story of Passion and Death in the Suburbs e una raccolta di articoli del Texas Monthly (“Love & Death in Silicon Prairie”, Part I & II).

La miniserie è interpretata da Elizabeth Olsen (WandaVision) nei panni di Candy Montgomery, Jesse Plemons (Jungle Cruise) nei panni di Allan Gore, Lily Rabe (American Horror Story) nei panni di Betty Gore, Krysten Ritter (Jessica Jones) nei panni di Sherry Cleckler, Patrick Fugit (Outcast) nei panni di Pat Montgomery, Keir Gilchrist (Agraphical) nel ruolo del pastore Ron Adams, Elizabeth Marvel (House of Cards) nel ruolo del pastore Jackie Ponder e Tom Pelphrey (Ozark) nel ruolo di Don Crowder.

Love & Death è scritto e prodotto esecutivamente da David E. Kelley ( The Undoing ) attraverso la sua David E. Kelly Productions, con Lesli Linka Glatter ( Mad Men ) alla regia. I produttori esecutivi sono Glatter, Nicole Kidman e Per Saari attraverso Blossom Films, Scott Brown e Megan Creydt attraverso Texas Monthly, Matthew Tinker, Michael Klick e Helen Verno. Lionsgate produrrà la serie limitata.

Lourdes – recensione del film di Jessica Hausner

Lourdes – recensione del film di Jessica Hausner

Lourdes – Dopo una sfilza di premi ricevuti in giro per l’Europa tra i quali, ahimè, è mancato quello a Venezia, sbarca l’11 febbraio 2010 (stesso giorno della prima visione di Bernadette a Lourdes) nei cinema nostrani l’ultima creatura di Jessica Hausner, talentuosa regista austriaca arrivata al suo terzo lungometraggio. Lourdes è la storia di Christine che trascorre la sua vita su una sedia a rotelle a causa di sclerosi multipla. Recatasi a Lourdes per un pellegrinaggio religioso, si scopre dopo pochi giorni miracolata ed in grado di camminare.

Christine dovrà quindi affrontare la gelosia e l’ammirazione degli altri pellegrini ma anche l’amore di un affascinante membro dell’Ordine di Malta, che incomincerà a interessarsi a lei dopo la miracolosa guarigione. Allo stesso tempo il comitato medico preposto all’esame dei presunti miracoli, resta incerto in quanto la malattia alla quale è soggetta la ragazza è imprevedibile e legata anche a rapidi quanto brevi miglioramenti. Già dal precedente film “Hotel”, la Hausner sembra prediligere ambienti chiusi e situazioni soffocanti, non a caso entrambe le protagoniste sotto una parvenza distaccata nascondono un animo sensibile ma anche forte.

Lourdes pone interessanti questioni senza però conferirne un aspetto preciso ma preferendo stimolare nello spettatore una riflessione sui contenuti filosofici – religiosi del lungometraggio.
La protagonista Christine non esce mai di casa, le uniche possibilità di “svago” sono i viaggi di pellegrinaggio.

Con uno spirito disincantato e non profondamente devoto affronta il viaggio a Lourdes con le insicurezze tipiche di chi vive in uno stato di disabilità e non riesce a trovare le risposte nella chiesa. “Perché è successo proprio a me?” – “Perché alcuni guariscono e altri no?” , il lungometraggio ci mostra crudelmente come un prete che accompagna il gruppo della ragazza non riesca a trovare risposte esaurienti a questi quesiti, risultando spesso evasivo e involontariamente ironico.

“Se il Signore è buono e contemporaneamente onnipotente perché non guarisce tutti? Forse non è buono ma cattivo” questo si chiede uno dei tanti credenti accorsi nelle piscine miracolose di Lourdes, la Hausner ci trasmette quindi tutte le perplessità di chi, magari anche più volte all’anno, compie viaggi della speranza e col tempo vede scemare quest’ultime, ma ci mostra anche l’ipocrisia di tanti che a dispetto di dettami cattolici ben precisi non si fanno problemi a sbeffeggiare il prossimo se “miracolato”, il tutto è girato con tanta naturalezza e originalità con uno stile che ricorda molto Dreyer e Bresson ma anche Bunuel citato dalla stessa regista.

Lourdes

Maria, una giovane e bella volontaria che accudisce Christine durante tutte le giornate a Lourdes è l’archetipo della sua vita ideale, socievole e allegra, preferisce frequentare i suoi coetanei, è attratta dall’affascinante guardia dell’Ordine di Malta ed è sfuggevole nei confronti della malattia della protagonista, durante il film l’invidia farà un tragitto andata e ritorno nel rapporto tra i due personaggi e Christine si appoggerà alla signora Hartl, burbera e solitaria vecchietta senza alcun malanno fisico che tenta a Lourdes di ritrovare un senso alla sua vita o quella che nel film viene sbandierata più volte come “cura dell’anima” dal sacerdote di turno.

Alla fine Christine, nonostante un repentino peggioramento delle sue condizioni fisiche, sentirà la necessità di non abbandonare i suoi sogni e di credere nel “miracolo”,  mantenendo intatto la positività che l’aveva contraddistinta.

 

Lounge Italo Club: inaugurazione per star e passeggeri

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Lounge Italo Club: inaugurazione per star e passeggeri

Appuntamento domenica 14 febbraio, dalle 13 alle 20.00 alla Stazione Termini di Roma. Italo inaugura l’esclusiva “Lounge Italo Club”, il nuovo stile di accoglienza per iniziare l’esperienza di viaggio appena arrivati in stazione, e invita chiunque viaggi con Italo il 14 febbraio a festeggiare insieme l’evento.

Tanti gli ospiti che si uniranno ai viaggiatori, per dare un tocco di mondanità all’inaugurazione. Hanno già confermato la loro presenza tanti volti conosciuti e amatissimi del cinema e della televisione: da Lino Banfi a Giorgio Pasotti, da Andrea Bosca a Filippo Nigro, da Eleonora Giorgi a Katy Sanders, da Francesca Reggiani a Claudia Coli. E, ancora: Lorenzo Flaherty, Federico Costantini, Lele Propizio, Giulia Elettra Gorietti, Rossana Banfi, Luca Calvani, Camilla Filippi, solo per citarne alcuni. A scaldare l’atmosfera, sarà un  DJ Set, accompagnato da prestigiose proposte enogastronomiche.

Italo è sbarcato alla stazione Termini nel giugno del 2015, e ora con l’apertura della lounge, la nuova biglietteria e le numerose biglietterie elettroniche distribuite all’interno della stazione, potrà garantire un servizio e una presenza di qualità per tutti i suoi passeggeri.

La Lounge Italo Club, situata accanto al binario 24, è un mix di confort ed eleganza, luogo ideale per una comoda pausa prima di mettersi in viaggio. Dedicata ai passeggeri di Club Executive e ai titolari delle carte Italopiù Black, Italopiù Platino e Italopiù Sprint, potrà essere utilizzata anche come luogo d’incontro e di lavoro. Aperitivi Made in Italy, wi-fi veloce per ottimizzare i tempi d’attesa, giornali, riviste e schermi video per essere sempre informati e una biglietteria per ogni esigenza operativa.

La Lounge Italo Club della Stazione Termini sarà solo la prima di numerose altre sale che verranno inaugurate lungo tutto il network di Italo, sedi di tante iniziative dedicate ai viaggiatori, luoghi perfetti per offrire servizi e prodotti esclusivi.

Louise Fletcher, si è spenta l’infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo

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Louise Fletcher, la cui interpretazione de l’Infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo venne premiata con l’Oscar nel 1975, si è spenta all’età di 88 anni nella sua casa di Montdurausse, in Francia.

Con il suo personaggio, Fletcher ha dato vita a uno dei villain più memorabili della storia di Hollywood, ancora oggi vetta inarrivata di messa in scena del male nella sua forma più “quotidiana e banale”. Tanto che, 45 anni dopo, il suo personaggio è diventato protagonista di una serie tv, interpretata da Sarah Poulson e ideata da Ryan Murphy.

La sua morte è stata annunciata a Deadline dalla sua famiglia tramite l’agente David Shaul. Sebbene non sia stata specificata alcuna causa, Shaul ha detto che Louise Fletcher è morta nel sonno nella casa che aveva realizzato in mezzo a una fattoria di 300 anni, circondata dalla famiglia. Poco prima di morire avrebbe detto alla sua famiglia riguardo alla sua amata casa: “Non posso credere di aver creato qualcosa di così significativo per il mio benessere”.

Sebbene per sempre legata al suo personaggio più famoso, Fletcher ha goduto di una carriera di attrice che è durata più di 60 anni e che include numerose apparizioni sia in televisione che al cinema. Ha avuto un ruolo ricorrente in Star Trek: Deep Space Nine nei panni del leader religioso bajorano Kai Winn Adami, e i ruoli da guest star in Picket Fences e Joan of Arcadia hanno ottenuto nomination agli Emmy rispettivamente nel 1996 e nel 2004.

Nata il 22 luglio 1934 a Birmingham, AL, da genitori non udenti – ha usato il linguaggio dei segni nel suo discorso di accettazione dell’Oscar, uno dei momenti più memorabili dell’Oscar (guardalo sotto) – Louise Fletcher ha iniziato la sua carriera di attrice alla fine degli anni ’50 in alcuni episodi di Serie TV come Lawman, Bat Masterson, Maverick, The Untouchables e 77 Sunset Strip.

Ruoli simili seguirono a ritmo costante per tutti gli anni ’60, con apparizioni in Sugarfoot, Perry Mason e The Life e Legend of Wyatt Earp. È apparsa in un film nel 1963 A Gathering of Eagles e in Gang (Thieves Like Us) del 1974, diretto da Robert Altman. È stata la sua interpretazione in quest’ultimo film che ha attirato l’interesse del regista Miloš Forman, che era in procinto di scegliere il cast per il suo adattamento cinematografico di Qualcuno volò sul nido del cuculo, il romanzo di Ken Kesey del 1962 ambientato in un istituto psichiatrico e incentrato sul conflitto tra un uomo che finge di pazzia per evitare la prigione e la caposala che chiede conformismo e obbedienza a tutti i costi.

Con Jack Nicholson pronto a interpretare il caparbio paziente anti-eroe Randle McMurphy, Forman ha trascorso la maggior parte dell’anno alla ricerca di una potenziale co-protagonista che potesse tenere testa all’attore, cavalcando il successo di Chinatown. Secondo quanto riferito, il regista ha fatto offerte, tra gli altri, a Colleen Dewhurst, Ellen Burstyn, Anne Bancroft e Geraldine Page prima di decidere di aver trovato la sua tirannica Mildred Ratched in Louise Fletcher.

Qualcuno volò sul nido del cuculo è stato un immediato successo di critica e al botteghino e ha spazzato via gli Oscar dell’anno vincendo i premi per il miglior film, il miglior regista, il miglior attore protagonista, la migliore attrice protagonista e, per il lavoro di Lawrence Hauben e Bo Goldman, Miglior sceneggiatura.

Vincendo il suo Oscar, Fletcher è diventata la terza donna a vincere l’Academy Award, il BAFTA Award e il Golden Globe Award per una singola interpretazione.

Louise Fletcher è stata sposata con il produttore cinematografico Jerry Bick dal 1959 fino al loro divorzio nel 1977. Le sopravvivono i figli John e Andrew Bick; la nipote Emilee Kaya Bick; la sorella Roberta Ray e il cognato Edward Ray; e 10 nipoti e nipoti.

Louis Garrel: 4 prossimi ruoli da non perdere assolutamente

Louis Garrel: 4 prossimi ruoli da non perdere assolutamente

Louis Garrel, classe 1983, è uno degli attori più dinamici del cinema francese, diventato anche regista. È salito alla ribalta grazie al suo ruolo di protagonista in The Dreamers, diretto da Bernardo Bertolucci. È poi apparso regolarmente in film del regista francese Christophe Honoré, tra cui Ma Mère, Dans Paris, Les Chansons d’amour, La Belle Personne e Non ma fille, tu n’iras pas danser. Ha partecipato anche a film diretti dal padre, Philippe Garrel, tra cui Les Amants réguliers, La frontière de l’aube, Un été brûlant e La Gelosia.

Garrel ha recitato anche in quattro lungometraggi da lui scritti e diretti: Due amici, con Golshifteh Farahani e Vincent Macaigne; L’uomo fedele, con Laetitia Casta e Lily-Rose Depp, La crociata, sempre con Laetitia Casta e L’innocente, con Noémie Merlant. Tra le tipologie di personaggi che interpreta più spesso, spiccano uomini nel bel mezzo di triangoli amorosi o importanti figure storiche, come Jacques de Bascher in Saint Laurent, Jean-Luc Godard in Le Redoutable e Alfred Dreyfus in L’ufficiale e la spia. Per le sue interpretazioni, l’attore ha ricevuto numerose nomination ai Premi César.

È noto anche per aver lavorato con diverse registe come Valeria Bruni Tedeschi, Brigitte Sy, Maïwenn e Nicole Garcia. Nel 2019, Garrel ha interpretato il suo primo ruolo in lingua inglese: Friedrich Bhaer nell’adattamento di Piccole donne di Greta Gerwig. Con il suo prossimo progetto, I tre moschettieri: D’Artagnan, in arrivo nelle sale italiane il 6 aprile, vediamo insieme altri tre film in arrivo con Louis Garrel da non perdere assolutamente!

I tre moschettieri: D’Artagnan

Louis Garrel I tre moschettieri - D'ArtagnanCi sono stati almeno 50 adattamenti cinematografici e televisivi in tutto il mondo del celebre romanzo di Alexandre Dumas del 1844, che sta per raggiungere il 30° adattamento cinematografico. Ma cosa dobbiamo aspettarci di nuovo da questa inedita versione de I tre moschettieri con Eva Green e Vincent Cassel protaogonisti? Per iniziare, il film del regista francese Martin Bourboulon non solo è stato concepito come una saga in due parti, ma introdurrà anche un nuovo personaggio, Hannibal (Ralph Amoussou), il primo moschettiere nero della storia francese, personaggio basato sulla storia vera di Louis Anniaba, il principe di Assinie.

L’epica duologia d’avventura si ispira, come già detto, al capolavoro letterario di Dumas e segue l’eroico D’Artagnan che si unisce ai tre leali e formidabili amici moschettieri, Athos, Porthos e Aramis; insieme complottano per rovesciare un malvagio consigliere reale, avendo anche a che fare con la seducente spia Milady de Winter. Primo film della serie in due parti, I tre moschettieri: D’Artagnan è incentrato sull’eroe spavaldo e sui suoi tentativi di proteggere la Regina di Francia e di salvare il Paese da una guerra contro l’Inghilterra. Il secondo film, Tre moschettieri: Milady, si concentrerà invece sul desiderio di Milady di rovesciare la corona e come riuscirà ad attuare questo piano. Oltre ai film, si è parlato anche di serie televisive spinoff, tra cui una incentrata sul personaggio di Hannibal e che segue le avventure meno conosciute del moschettiere in carne e ossa, ma di questo si parlerà certamente più avanti.

La Favorite

Louis Garrel torna a collaborare con l’attrice e regista Maïwenn in La Favorite, film biografico francese di prossima uscita scritto e diretto, appunto, da Maïwenn e interpretato da Johnny Depp, Maïwenn, Louis Garrel, Pierre Richard e Noémie Lvovsky. Il film sarà presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes 2023 nel maggio 2023, prima di essere distribuito da Netflix.

La trama del film segue Jeanne, una giovane donna della classe operaia affamata di cultura e di piacere, che sfrutta la sua intelligenza e il suo fascino per salire uno dopo l’altro i gradini della scala sociale. Diventa la favorita del re Luigi XV che, ignaro del suo status di cortigiana, ritrova attraverso di lei il suo appetito per la vita. I due si innamorano perdutamente e, contro ogni correttezza e galateo, Jeanne si trasferisce a Versailles, dove il suo arrivo scandalizza la corte.

Le grand chariot

Louis Garrel tornerà a recitare in un film diretto dal padre Philippe Garrel dal titolo Le grand chariot, co-prodotto da Francia e Svizzera. Interpretato, appunto, da Louis Garrel, Damien Mongin, Esther Garrel, Lena Garrel e Francine Bergé, racconta la storia del destino romantico e tragico di una famiglia di artisti burattinai. Ha concorso per l’Orso d’oro al 73° Festival internazionale del cinema di Berlino, dove è stato presentato in anteprima mondiale il 21 febbraio 2023. L’uscita del film nelle sale francesi è prevista per l’8 marzo 2023.

Il film ruota attorno a tre fratelli, che costituiscono l’ultima generazione di una famiglia di burattinai guidata con passione dal padre. Sono dei veri e propri maghi, ma riescono a malapena a sbarcare il lunario, lavorando soprattutto per amore del loro mestiere. Anche la nonna contribuisce, non solo come sarta ma anche come depositaria di ricordi e saggezza. Un evento tragico metterà a dura prova il desiderio di ogni fratello di andare avanti. Oltre a Louis Garrel, Esther Garrel e Lena Garrel nei ruoli dei fratelli Louis, Martha e Lena, sono stati scritturati Francine Bergé nel ruolo della nonna, Aurélien Recoing, figlio di Alain Recoing, nel ruolo del padre, Damien Mongin nel ruolo di Pieter, Mathilde Weil nel ruolo di Hélène e Asma Messaoudene nel ruolo di Laura. Jean-Louis Aubert, come per i precedenti film di Philippe Garrel, si è occupato della colonna sonora.

Saint-Ex, Pablo Agüero

Sono passati tre anni dal suo ultimo lungometraggio, Il Sabba e il regista argentino Pablo Agüero, noto per altri titoli come Eva no duerme o Salamandra, prepara il suo ritorno al lungometraggio con questo nuovo progetto dal titolo Saint-Ex, in cui ha l’opportunità di contare sul talento di tre importanti attori europei: Vincent Cassel, Louis Garrel e Diane Kruger.

Il film ci trasporterà indietro nel tempo al 1930, ed è incentrato su Antoine de Saint-Exupéry, pilota di posta aerea in Argentina. Quando il suo migliore amico Henri Guillaumet, il miglior pilota dell’Airmail, scompare sulle Ande, Saint-Ex decide di andare a cercarlo contro ogni previsione. Questa ricerca impossibile lo costringerà a superare i suoi limiti, trasformando la sua capacità di sognare nella sua più grande forza. Le riprese del film, una coproduzione franco-belga, sono iniziate il 27 febbraio.

Louis Garrel: 10 cose che non sai sull’attore

Louis Garrel: 10 cose che non sai sull’attore

Volto noto in Francia, l’attore Louis Garrel si è negli anni costruito la fama di attore eclettico e capace di adattarsi a differenti tipi di personaggi e generi. Nato come attore, Garrel ha poi compiuto anche il salto dietro la macchina da presa, dimostrando ulteriormente le sue competenze e la sua capacità di rinnovarsi.

Ecco 10 cose che non sai di Louis Garrel.

Louis Garrel carriera

1 I film. La celebrità apre le sue porte all’attore quando questi interpreta uno dei protagonisti nel film The Dreamers di Bernardo Bertolucci, nel 2003. Successivamente l’attore prende parte a film quali Ma mère (2004), Les chansons d’amour (2007), Actrices (2007), Le Belle Personne (2008), Les amours imaginaires (2010), Un castello in italia (2013), Mon roi (2015), Due amici (2015), Planetarium (2016), dove recita accanto all’attrice Natalie Portman, Il mio Godard (2017), L’uomo fedele (2018), L’ufficiale e la spia (2019) e Piccole donne (2019).

2 Regista e sceneggiatore. Dopo aver partecipato a numerosi film altrui, Garrel ha infine scritto e diretto due suoi lungometraggi, intitolati Due amici e L’uomo fedele. In questi, Garrel figura anche come protagonista.

Louis Garrel famiglia e vita privata

3 È figlio d’arte. L’attore è figlio del noto regista Philippe Garrel, grazie al quale ha compiuto il suo debutto cinematografico all’età di 6 anni nel film Les Baisers de secours. Padre e figlio hanno poi collaborato ad altri cinque film insieme.  

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4 Ha avuto una relazione con Valeria Bruni Tedeschi. L’attore ha avuto per diversi anni una storia d’amore con l’attrice protagonista di La pazza gioia, di Paolo Virzì. Garrel ha anche recitato nei film Actrices e Un castello in Italia, diretti proprio dalla Tedeschi. Insieme i due hanno anche adottato una bambina di origine senegalese. In seguito si sono separati senza richiamare le attenzioni della stampa.

5 È sposato. Dal 2015 l’attore è sentimentalmente legato alla modella e attrice francese Laetitia Casta, con la quale si è poi sposato nel giugno del 2017 in Corsica.

Louis Garrel social network

6 Non ha profili personali. L’attore si è più volte dichiarato non interessato al mondo dei social network, affermando di non avere profili né su Instagram né su Facebook. Esistono tuttavia alcune fanpage dedicate all’attore, all’interno delle quali è possibile trovare le ultime novità riguardanti l’attore.

Louis Garrel Christophe Honoré

7 Hanno all’attivo numerose collaborazioni. Il regista francese Christophe Honoré è certamente uno di quelli che ha saputo meglio valorizzare il talento di Garrel. I due infatti hanno collaborato insieme a ben 6 film: Ma mère, Dans Paris, Les Chansons d’amour, La Belle Personne, Non ma fille, tu n’ira pas danser, Les Bien-Aimés.

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Louis Garrel premi e nomination

8 Ha vinto un César Award. L’attore è stato nominato per ben 4 volte ai prestigiosi César Awards, riportando una vittoria alla sua prima nomination, avvenuta nel 2006 per il film Les amants réguliers. Successivamente è stato nominato come miglior attore non protagonista per i film Sain Laurent e Mon roi. È stato invece nominato nuovamente nel 2018 come miglior attore per Il mio Godard.

Louis Garrel L’uomo fedele

9 Si è ispirato ai suoi modelli francesi. Nel girare il suo secondo film, L’uomo fedele, l’attore ha dichiarato di essersi ispirato ai film francesi da lui sempre amati, cercando attraverso il rapporto tra i personaggi di rappresentare il meglio del cinema del suo paese, puntando non tanto sui grandi eventi ma sulle piccole variazioni.

Louis Garrel età e altezza

10 Louis Garrel è nato a Parigi, in Francia, il 14 giugno 1983. L’altezza complessiva dell’attore è di 183 centimetri.

Fonte: IMDb

Louis Garrel nella nuova clip di I tre moschettieri – D’Artagnan

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Louis Garrel nella nuova clip di I tre moschettieri – D’Artagnan

Louis Garrel  è il protagonista della nuova clip di I tre moschettieri – D’Artagnan che debutta oggi al cinema in tutta Italia distribuito da Notorious Pictures.

Il capolavoro della letteratura francese, I tre moschettieri di Alexandre Dumas, tornerà in un nuovo, colossale adattamento cinematografico. Eva Green, Vincent Cassel e Louis Garrel saranno i protagonisti del primo dei due lungometraggi che completeranno il racconto, entrambi diretti da Martin Bourboulon (Eiffel, Papa ou Maman e Papa ou Maman 2), I tre moschettieri – D’Artagnan. Eva Green si calerà nei panni di Milady de Winter, Vincent Cassel interpreterà il ruolo di Athos e Louis Garrel sarà Re Luigi XIII. Nei panni dell’iconico protagonista, François Civil (Wolf Call), affiancato da Romain Duris nei panni di Aramis e Pio Marmaï in quelli di Porthos, mentre Vicky Krieps sarà la regina consorte Anna d’Austria.

La trama del film

D’Artagnan, giovane e vivace guascone, viene dato per morto dopo aver cercato di salvare una ragazza da un rapimento. Quando arriva a Parigi, cerca in tutti i modi di scovare gli aggressori ma non sa che la ricerca lo condurrà nel cuore di una vera guerra che mette in gioco il futuro della Francia. Alleandosi con Athos, Porthos e Aramis, tre Moschettieri del Re, D’Artagnan affronterà le macchinazioni del Cardinale Richelieu. Ma, innamorandosi di Constance, la confidente della Regina, si metterà in serio pericolo guadagnandosi l’inimicizia di colei che diventerà il suo peggior nemico: Milady.

Louis Garrel è Jean-Luc Godard in Redoutable – foto

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Louis Garrel è Jean-Luc Godard in Redoutable – foto

Sono ufficialmente iniziate in Francia le riprese di Redoutable, il nuovo film di Michel Hazanavicius (The Artist, The Search), una commedia incentrata sulla tumultuosa storia d’amore tra l’iconico regista e sceneggiatore francese Jean-Luc Godard e l’attrice e scrittrice francese Anne Wiazamesky, nata nel 1967 sul set del film La cinese.

Nel film, basato sul libro di memorie della stessa Wiazamesky dal titolo Un an après, Jean-Luc Godard sarà interpretato dall’attore francese Louis Garrel (The Dreamers, Saint Laurent), mentre Anne Wiazamesky avrà il volto di Stacy Martin, la giovane Joe del chiacchieratissimo Nymphomaniac di Lars Von Trier.

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Courtesy of Les Compagnons du Cinema

Louis Garrel e Marion Cotillard a Cannes 2016 per Mal de Pierres

Completano il cast del film Berenice Bejo (The Past) e Gregory Gadebois (Angele et Tony). Sul suo profilo Facebook, il regista Michel Hazanavicius ha scritto: “Ammiro profondamente il lavoro di Godard. Sono da sempre affascinato da questo periodo della nostra storia e dal suo immaginario. Volevo assolutamente adattare quel libro per il grande schermo e farne una commedia”.

Fonte: Variety

Lou: una breve clip dal nuovo corto Pixar

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Lou: una breve clip dal nuovo corto Pixar

Ecco una prima breve clip da Lou, il nuovo cortometraggio della Pixar che verrà proiettato al cinema in testa a Cars 3, il prossimo luglio.

Il film racconterà di una creatura misteriosa che si nasconde in una scatola di oggetti smarriti di una scuola. Il mostro, di nome Lou, ha due palle da baseball per occhi inserite in un cappuccio rosso, e osserva il cortile della scuola, guardando i bambini giocare, terrorizzato dal bulletto della scuola, J.J.

Lou: il nuovo cortometraggio Pixar con Cars 3

Lou sarà prodotto da Dana Murray (production manager per Inside Out) e diretto da Dave Mullins (animatore per Cars, Alla ricerca di Nemo e Up). Per Mullins si tratta della prima volta alla regia e ha dichiarato che la sua ispirazione per il cortometraggio arriva dalla sua infanzia: “Vorresti essere invisibile, perché non conosci nessuno o sei imbarazzato e non vuoi essere visto. Ho pensato che sarebbe stato bello avere un personaggio che si può nascondere in piena vista.”

Lou vuole raccontare che i bulli, a volte, si sentono soli e isolati, invisibili, proprio come tutti gli altri, e questo potrebbe aiutare a risolvere le situazioni.

Lou: trailer del thriller Netflix con Allison Janney e Jurnee Smollett

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Netflix USA ha diffuso il trailer ufficiale di Lou, l’atteso thriller Originale diretto da Anna Foerster che vede protagoniste Allison Janney e dalla candidata all’Emmy Award Jurnee Smollett insieme a Logan Marshall-Green e Ridley Asha Bateman. Anna Foerster ha diretto il film da una sceneggiatura di Maggie Cohn e Jack Stanley, con la produzione di JJ Abrams, Hannah Minghella e Jon Cohen di Bad Robot. La pellicola debutterà il 23 Settembre 2022.

Logline

Infuria una tempesta e una ragazzina viene rapita. La madre (Jurnee Smollett) si allea con la misteriosa donna della porta accanto (Allison Janney) per inseguire il rapitore in un viaggio che metterà alla prova i loro limiti esponendo scioccanti segreti del loro passato.

La trama di LOW

Pensando di essersi lasciata il pericolo alle spalle, Lou (Allison Janney) scopre che la sua vita tranquilla è interrotta da una madre disperata (Jurnee Smollett) che la prega di salvare la figlia rapita. Mentre infuria una forte tempesta, le due donne rischiano la vita in una missione di salvataggio che metterà alla prova i loro limiti esponendo scioccanti e terribili segreti del loro passato. L’attrice premio Oscar Allison Janney e la candidata agli Emmy Jurnee Smollett recitano in “Lou” al fianco di Logan Marshall-Green e Ridley Asha Bateman. Il film sceneggiato da Maggie Cohn e Jack Stanley è diretto da Anna Foerster, mentre la produzione è affidata a JJ Abrams, Hannah Minghella e Jon Cohen di Bad Robot.

Lou: il nuovo cortometraggio Pixar con Cars 3

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Lou: il nuovo cortometraggio Pixar con Cars 3

Si intitola Lou il nuovo cortometraggio Pixar che arriverà al cinema insieme a Cars 3, i 16 giugno 2017. Grazie a USA Today abbiamo i primi dettaglio del corto che durerà sei minuti.

Cars 3 racconterà di una creatura misteriosa che si nasconde in una scatola di oggetti smarriti di una scuola. Il mostro, di nome Lou, ha due palle da baseball per occhi inserite in un cappuccio rosso, e osserva il cortile della scuola, guardando i bambini giocare, terrorizzato dal bulletto della scuola, J.J.

Lou: il nuovo cortometraggio Pixar con Cars 3

lou

Lou sarà prodotto da Dana Murray (production manager per Inside Out) e diretto da Dave Mullins (animatore per Cars, Alla ricerca di Nemo e Up). Per Mullins si tratta della prima volta alla regia e ha dichiarato che la sua ispirazione per il cortometraggio arriva dalla sua infanzia: “Vorresti essere invisibile, perché non conosci nessuno o sei imbarazzato e non vuoi essere visto. Ho pensato che sarebbe stato bello avere un personaggio che si può nascondere in piena vista.”

Lou vuole raccontare che i bulli, a volte, si sentono soli e isolati, invisibili, proprio come tutti gli altri, e questo potrebbe aiutare a risolvere le situazioni.

Cars 3 arriverà al cinema il 16 giugno 2017 e sarà diretto dall’esordiente Brian Fee che fino a questo momento aveva lavorato alla saga di Cars come storyboard artist.

Fonte: SR

Lou Ferrigno conferma un film di Hulk dopo Age of Ultron

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Di tutti i personaggi della Marvel portati sul grande schermo, Hulk sembra quello dalla vita più turbolenta, considerando che le sue tre apparizioni cinematografiche hanno avuto tre diversi corrispettive incarnazioni e che la realizzazione di un film intorno al Gigante di Giada sembra particolarmente ostica.

Kevin Feige anticipa i piani Marvel per Hulk e Occhio di Falco

lou ferrignoTuttavia sembra che adesso le cose si stiano muovendo. Infatti in una recente intervista, Lou Ferrigno, storico interprete di Hulk nella vecchia serie tv, e voce dell’Hulk interpretato da Mark Ruffalo in The Avengers, ha dichiarato che un film sul personaggio potrebbe vedere il grande schermo ma non prima del 2015 e cioè dopo The Avengers Age of Ultron, in accordo con quanto precedentemente dichiarato da Kevin Feige.

Hulk: il prossimo film incentrato su Mark Ruffalo?

A quanto pare i calcoli di Ferrigno sono esatti, anche perchè nella Fase 3 Marvel, quella che va dal 2016 al 2017 ci sono in calendario almeno un paio di film di cui non sappiamo ancora nemmeno il titolo. Perchè un di questi non potrebbe essere dedicato a Hulk?

Hulk con Mark Ruffalo : Kevin Feige parla del possibile film

Inoltre alla Marvel sono circolate anche voci che volevano a breve un adattamento della storyline di Planet Hulk. Tutto quello che sappiamo con un certo margine di certezza è che in un eventuale nuovo film ‘solo’ per Hulk, la presenza di Mark Ruffalo dovrebbe essere garantita.

Vi Ricordiamo che tutte le info utili del film le trovate nella nostra Scheda: The Avengers Age of Ultron. Mentre per tutte le notizie e news invece potete consultare il nostro speciale The Avengers. Ritorneranno nel film gli attori già confermati Anthony MackieChris EvansChris HemsworthCobie SmuldersJeremy Renner, Mark Ruffalo, Robert Downey Jr.Samuel L. JacksonScarlett JohanssonL’uscita al cinema della pellicola è prevista per l’estate 2015.

Fonte: CBM

Lou Doillon figlia di Jane Birkin sarà la protagonista di una stravagante commedia prodotta da Nanni Moretti

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La poliedrica francese Lou Doillon, figlia di Jane Birkin, sarà la protagonista della commedia italiana “Quasi a casa” diretta da Carolina Pavone, ex assistente alla regia di diversi film di Nanni Moretti. Sono in corso a Roma le riprese di questa commedia sofisticata, in cui Doillon – modella, attrice e cantautore, come la sua sorellastra Charlotte Gainsbourg – interpreta un cantante eclettico e di successo che stringe un’amicizia turbolenta con una musicista più giovane che idolatra suo.

Lou Doillon è diventata un’icona della moda francese da adolescente dopo aver lavorato con il famoso atelier Givenchy ed è attualmente la testimonial della nuova collezione di orologi Baignoire di Cartier. La star parigina ha recitato per la prima volta in Italia in “Go Go Tales” di Abel Ferrara e più recentemente è apparsa in “Polisse” del regista francese Maïween e in “A Child of Yours” diretto da suo padre, Jacques Doillon.

Pavone è un giovane regista che ha lavorato con Moretti in “Mia Madre” e “Tre Piani”, e più recentemente è stato assistente alla regia nell’ultimo lavoro dell’autore “Il sol dell’avvenire”, lanciato a livello internazionale a maggio dal Festival di Cannes. e successivamente ha avuto un buon successo al botteghino italiano.

Gli altri membri del cast del film includono Maria Chiara Arrighini, Stefano Abbati (“Mia Madre”) e Michele Eburnea (“Il sol dell’avvenire). Nanni Moretti, a cui piace sostenere i giovani talenti italiani, sta coproducendo “Quasi a casa” attraverso la sua Sacher Films, in tandem con Vivo Film e RAI Cinema. Vivo Film è la società di produzione indipendente dietro gli ultimi lavori dei registi italiani Susanna Nicchiarelli (“Chiara”), Laura Bispuri (“Il paradiso del pavone”) e Andrea de Sica (“Don’t Kill Me”).

Lotus Production inaugura Lotus Factory per sviluppare i progetti di genere

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LOTUS PRODUCTION – società di LEONE FILM GROUP – guidata da Marco Belardi, inaugura LOTUS FACTORY, nuovo dipartimento produttivo che si pone l’obiettivo di sviluppare progetti di genere pensati per dar vita a franchise declinate su larga scala: cinema, editoria, game e videogame. A guidare LOTUS FACTORY con il ruolo di Creative Producer è Nicola Abbatangelo, 32 anni, regista del cortometraggio Beauty e di The Land of Dreams, musical prodotto da Lotus Production con Rai Cinema, in associazione con 3 Marys Entertainment, che sarà distribuito prossimamente da 01 Distribution.

Tra i primi progetti Lotus Factory:

–        un live action che racconterà la storia di Nikolas, il bambino destinato a diventare Babbo Natale. Un’idea di Nicola Abbatangelo che sta scrivendo anche insieme a Fabio Guaglione (Mine, True Love), Robert Lence (La bella e la bestia, Il Re Leone, Toy Story, Shrek) e Jim Capobianco (Il ritorno di Mary Poppins, Ratatouille, Leonardo)

–        Fear Tales, film d’animazione che narra le avventure del bambino più pauroso del mondo e di quella che diventerà la sua migliore amica: proprio la Paura. Nel team di animazione anche Sandro Lucio Cluezo (Il ritorno di Mary Poppins, Il gigante di ferro, La principessa e il ranocchio)

Uno degli aspetti fondanti di LOTUS FACTORY è dar vita  a un nuovo polo creativo che unisca professionisti provenienti da tutto il mondo al fine di creare progetti di respiro internazionale e formare nuovi talenti anche attraverso l’organizzazione di workshop aperti al pubblico.

Dopo esserci affermati nel cinema italiano con commedie, dramedy e film sentimentali, sentivo che era arrivato il momento di “sperimentare” nuovi generi e rielaborare quei generi che hanno reso grande il cinema italiano in passato – afferma Marco Belardi, CEO & Founder di Lotus ProductionL’incontro col giovane talentuoso regista Nicola Abbatangelo e il suo medesimo desiderio di sperimentazione hanno così portato alla nascita di Lotus Factory”.

Durante le riprese di The land of dreams, io e Marco ci siamo trovati spesso a parlare delle sfide che stavamo vivendo e di come, in un certo senso, quel “sogno” che stavamo creando non poteva/doveva morire con la fine dello shooting – racconta Nicola Abbatangelo Creative Producer di Lotus Factory – Già sul set immaginavamo nuovi scenari, nuove sfide e nuovi modi per raccontare storie Emozionanti e dai generi poco esplorati ma dal grande potenziale. Lotus factory nasce proprio da questo desiderio. Un sentimento positivo verso un panorama produttivo che guarda all’estero senza mai dimenticare il potere creativo italiano di cui siamo sempre più convinti””.

LOTUS FACTORY è al lavoro anche su un horror, un thriller e una trilogia di genere distopico ambientata in un prossimo futuro.

Lotta continua, recensione del docufilm della Rai

Lotta continua, recensione del docufilm della Rai

Presentato il 2 dicembre al Torino Film Festival come fuori concorso, Lotta continua è un documentario prodotto da Rai documentari e rai play, diretto da Tony Saccucci. Il film si basa su fatti realmente accaduti, su testimonianze dirette di alcuni ex militanti e sul libro I ragazzi che volevano fare la rivoluzione di Aldo Cazzullo. Lotta continua racconta, attraverso figure come i giornalisti Giampiero Mughini ed Erri De Luca o l’ex parlamentare Marco Boato, la creazione di Lotta continua, una delle maggiori formazioni extraparlamentari di orientamento comunista rivoluzionario nel periodo tra il 1969 ed il 1976

Lotta continua: gli inizi

Gli albori di Lotta continua si ritrovano non tra gli studenti universitari, che poi ne prenderanno la direzione, bensì nelle fabbriche. Nel 1969 a Torino sorge una delle maggiori fabbriche a livello nazionale: l’industria Fiat. Basata sul modello di industria fordista, in questa fabbrica lavorano operai poco specializzati, provenienti dalle classi più povere, spesso immigrati dal sud Italia. Costretti a lavorare per lunghi turni, svolgendo sempre la stessa mansione in una ferrea catena di montaggio, alienandosi nel loro stesso lavoro, producendo beni che non gli potranno mai appartenere. La situazione di tensione e malcontento sfocia nei primi scioperi e tentativi di sabotaggio della produzione, con ingenti perdite da parte della Fiat. A questi si affiancheranno gli studenti universitari, i giovani che lottano per una società più equa e per i loro diritti.

Lotta continua
I militanti di Lotta continua durante una manifestazione

Una parabola discendente: dall’inizio degli scontri allo scioglimento di LC

3 luglio 1969: gruppi studenteschi ed operai della Fiat organizzano una grande manifestazione a Torino per denunciare le condizioni dei lavoratori. A Corso Traiano vengono caricati con forza dalle forze di polizia con particolare violenza, con idranti, lacrimogeni. Da questo momento, parte un’escalation di lotta armata che porterà alla morte di numerosi “compagni”, tra cui l’appena diciottenne Piero Bruno nel 1975, durante una piccola manifestazione contro l’ambasciata dello Zaire (attuale Repubblica del Congo), e il ferroviere Giuseppe Pinelli nel 1969. Per vendicare quest’ultimo, nel 1972 venne ucciso il commissario Luigi Calabresi da alcuni militanti di Lotta Continua perché considerato responsabile della morte del compagno Pinelli. La morte del ferroviere durante il suo fermo in questura resta ancora un mistero.

Dal 69 la militanza di Lotta continua si espande da Torino a tutta l’Italia e viene appoggiata da altri gruppi di lavoratori, operai di altre fabbriche che vivono nelle stesse alienanti condizioni di lavoro. Per quanto le forze armate provino a portare avanti dure repressioni delle manifestazioni, la lotta continua tramite manifestazioni, volantini ed un giornale, in cui vengono espresse in maniera esaltata tutte le idee del gruppo politico.

Con lo svilupparsi da un lato dei gruppi radicali di impronta terrorista, le Brigate rosse, e dall’altro dei movimenti femministi, il cerchio di vita di Lotta continua si chiude con il secondo congresso generale a Rimini nel 1976. Sconfitti alle elezioni politiche, ottenendo solo il due percento, non volendosi schierare né con le forze nazionali, né con i militanti terroristi, il gruppo di sinistra finisce per disgregarsi.

La forza di un’idea

Lotta continua è un articolato docufilm che alterna vecchi video, spezzoni di telegiornali o video di militanti, agli interventi di coloro che hanno vissuto quegli anni, hanno vissuto dentro il movimento. Il documentario trasmette molto allo spettatore: il coraggio, la forza di volontà di dare tutto, in alcuni casi anche la vita per una causa, per un’idea. Ciò non significa che il film in sé sia un semplice inneggiare a Lotta continua ed alla bontà dei loro principi: gli stessi intervistati fanno emergere quelle che divennero le problematiche maggiori del movimento. Si trattava pur sempre di giovani, esaltati dalla lotta per la giustizia, che manifestavano per avere una società migliore, che però agivano guidati dalla loro rabbia. Per quanto l’ideale della salvaguardia dei diritti dei lavoratori fosse un giusto motivo per manifestare ed agire, la militanza di Lotta continua è negli anni sfuggita di mano, causando la morte di molte persone e non ottenendo i risultati sperati. Documentari come questo ci permettono di ricordare una parentesi molto buia della storia del nostro paese dopo la Seconda guerra mondiale, ma anche di riflettere sulla rilevanza che può avere il diritto a manifestare pubblicamente la propria opinione per portare il cambiamento. Alla fine, le vere riforme partono sempre, dal deviante, dal dissenziente.