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Clip per Vampires Suck

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Clip per Vampires Suck

E’ online una nuova clip tratta da Vampires Suck, la nuova spoof-comedy prodotta dai realizzatori di Date Movie, Epic Movie e TrecIento – Chi l’ha duro la vince e che uscirà in Italia il 17 settembre.

Clip estesa per Lincoln dopo il dibatto presidenziale di ieri sera

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Un promo televisivo esteso per Lincoln, il nuovo biopic di Steven Spielberg è stato trasmesso ieri sera dopo il dibattito presidenziale sulla ABC, CBS e CNN.

Lo spot traccia una linea diretta tra Abraham Lincoln, eventi storici importanti come il suffragio femminile e la fine dell’apartheid in Africa, e personaggi storici rilevanti come Martin Luther King Jr. e Gandhi.

“Abolendo la schiavitù viene deciso il destino di milioni di persone che attualmente vertono in quelle condizioni, e di altrettanti milioni di bambini non ancora nati” dice Daniel Day-Lewis nei panni di Lincoln. La clip mostra inoltre i primi motivi di discordia matrimoniale tra il presidente e la first lady Mary Todd (interpretata da Sally Field) e un veloce assaggio di Joseph Gordon-Levitt nei panni del figlio Robert.

Il film della Dreamworks Pictures e 20th Century Fox è programamto per il prossimo 16 Novembre.


Fonte: THR

Clip esclusiva di Diaz – Don’t clean up this blood

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Clip esclusiva di Diaz – Don’t clean up this blood

Ecco una clip esclusiva di Diaz – Don’t clean up this blood un film di Daniele Vicari dal 13 Aprile al cinema. Nel film Claudio Santamaria, Jennifer Ulrich, Elio Germano, Davide Iacopini,  Ralph Amoussou, Emilie de Preissac, Fabrizio Rongione, Renato Scarpa, Mattia Sbragia, Paolo Calabresi, Alessandro Roja, Rolando Ravello, Monica Birladeanu.

Ecco il video:

Clip e podcast con le Q&A dei BAFTA di Les Misérables!

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Clip e podcast con le Q&A dei BAFTA di Les Misérables!

LGuarda la nuova clip in esclusiva di Les Misérables di Tom Hooper, insieme al  podcast con le Q&A dei BAFTA su iTunes:

Clip di Passion Play

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Megan_Fox

Sabato sera al Toronto International Film Festival è stato presentato Passion Play, la commedia romantica di Mitch Glazer con Mickey Rourke e Megan Fox ambientata negli anni cinquanta.

Clip del corto Disney Pixar Non c’è festa senza Rex 

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Clip del corto Disney Pixar Non c’è festa senza Rex 

Ecco una clip del nuovo corto targato Pixar con i personaggi di Toy Story, intitolato Non c’è festa senza Rex e diretto da Mark Walsh, l’esperto animatore della Pixar, e prodotto da Kim Adams.

Clint Eastwood: The Mule sarà il suo prossimo film?

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Mentre si avvia serenamente verso i 90 anni (88 maggio), Clint Eastwood ha già scelto il suo prossimo progetto da regista, mentre ancora in Italia aspettiamo 15:17 – Attacco al treno. Si tratta di Il Corriere – The Mule, storia di Leo Sharp, un uomo che a 90 anni è stato un corriere della droga. Nonostante l’età avanzata, Clint Eastwood non accenna a rallentare la sua produzione che, anzi, con l’andare degli anni diventa sempre più solida.

Tra gli ultimi film del regista infatti ricordiamo Sully e American Sniper, tutti tratti da storie vere e con grandi ambizioni, entrambi arrivati alla Notte degli oscar con diverse candidature. The Tracking Board riferisce che se Clint Eastwood dovesse accettare di partecipare al film, sarebbe interprete del protagonista, produttore e regista del film. A scrivere l’ultima versione della sceneggiatura c’è Dave Holstein, che ha lavorato su un precedente script di Nick Schenk, già autore di Gran Torino.

15:17 – Attacco al treno, il trailer del nuovo film di Clint Eastwood

Eastwood (“Sully”, “American Sniper”) dirige il film da una sceneggiatura di Dorothy Blyskal, basata sul libro The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes di Anthony SadlerAlek Skarlatos, Spencer Stone e Jeffrey E. Stern. Eastwood è anche il produttore della pellicola, insieme a Tim Moore, Kristina Rivera e Jessica Meier. Il produttore esecutivo è Bruce Berman.

Il team creativo è composto dagli assidui collaboratori del regista: Tom Stern, che ha lavorato come direttore della fotografia su 13 film di Eastwood; Deborah Hopper, che ha curato i costumi di 17 film di Eastwood e Blu Murray, che recentemente si è occupato del montaggio di “Sully”. Il veterano direttore artistico Kevin Ishioka, che ha curato le scene di “Sully” e dell’imminente “Dunkirk”, è lo scenografo della produzione.

Il film sarà distribuito dalla Warner Bros. Pictures, una società della Warner Bros. Entertainment e in alcuni territori selezionati dalla Village Roadshow Pictures.

Il Corriere – The Mule, la recensione

Clint Eastwood: il prossimo film sarà l’ultimo, secondo Warner Bros. Lui non conferma

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Dopo oltre sessant’anni e quasi 50 film a suo nome come attore e regista, sembra che Clint Eastwood stia per concludere la sua leggendaria carriera. Secondo DiscussingFilm, Eastwood sta cominciando a lavorare a quello che dovrebbe essere il suo prossimo film, che dovrebbe essere l’ultimo.

Si dice che il film approderà alla Warner Bros, dove Clint Eastwood sviluppa progetti da quasi 50 anni. Dall’uscita di Gran Torino nel 2008, Eastwood ha diretto in esclusiva per la Warner Bros, dirigendo altri 10 film per lo studio tra cui Invictus, Sully, American Sniper e Richard Jewell. Il suo film più recente, Cry Macho, è stato distribuito da HBOMax e Warner Bros nel settembre 2021.

La volontà dello studio di lavorare con Eastwood potrebbe essere un segno di un cambiamento di atteggiamento da parte del nuovo CEO David Zaslav. È stato riferito che dopo che Discovery ha acquisito WarnerMedia lo scorso anno, Zaslav abbia interrogato coloro che erano coinvolti nel dare il via libera a Cry Macho solo a causa del coinvolgimento di Eastwood. “Non dobbiamo alcun favore a nessuno“, ha detto Zaslav. Ma le recenti notizie suggeriscono che l’esecutivo potrebbe aver cambiato tono.

Per quanto riguarda i dettagli riguardanti l’ultimo progetto di Eastwood, si dice che sia un thriller attualmente intitolato Juror #2. Si dice che la storia si concentri su un giurato in un processo per omicidio che si rende conto che potrebbe essere lui l’assassino e lotta con il dilemma di costituirsi o manipolare la giuria per farla franca.

Mentre Clint Eastwood è irremovibile sulla scrittura e la regia del film, non è certo se Juror # 2 sarà davvero il suo progetto finale. Sebbene il film sia etichettato internamente come tale, Eastwood non ha dichiarato personalmente le sue intenzioni riguardo al ritiro. Tuttavia, con il quattro volte vincitore dell’Oscar che sta per compiere 93 anni e oltre 5 decenni sulla sedia da regista, è probabile che questo sia il suo ultimo film. Non sono state rilasciate ulteriori informazioni, ma è stato suggerito che Eastwood abbia individuato una giovane star di Hollywood per il ruolo principale.

Juror #2 sarà il 40esimo film diretto da Clint Eastwood, a complemento di un’eredità che comprende anche la sua leggendaria carriera di attore. Oltre alle vittorie per il miglior regista e il miglior film per Unforgiven e Million Dollar Baby, il metodo one-take e l’abilità di Eastwood nel realizzare film sotto budget lo hanno distinto dagli altri registi di Hollywood. Ha anche ottenuto nomination all’Oscar per film come Mystic River e Letters From Iwo Jima, così come il dramma del 2008 Changeling, con Angelina Jolie.

Clint Eastwood: dove osano solo i grandi

Clint Eastwood: dove osano solo i grandi

Sarà prossimamente nelle sale italiane l’ultimo lavoro da regista di Clint Eastwood, Hereafter. E siccome l’attore americano dietro la macchina da presa non sbaglia un colpo, specie nelle pellicole della maturità, l’attesa e la curiosità sono molte. Nel frattempo, cogliamo l’occasione per ripercorrere le tappe della carriera artistica di questo mito vivente di Hollywood.

Nato a San Francisco il 31 maggio 1930, da una famiglia di origini modeste, studia economia e poi si arruola nell’esercito, dove non si fa mancare rocambolesche avventure, degne dei film che lo avrebbero visto poi protagonista. Ma non intende restare nell’esercito. Così, nel 1954, si fa convincere da due amici a fare un provino per la Universal e viene selezionato per alcuni film horror. Si aggiudica poi il ruolo televisivo del cowboy Rowdy Yates. È l’inizio di una lunga e fruttuosa carriera, che conoscerà anche momenti di crisi, da cui però Eastwood saprà uscire con determinazione e tenacia. Avrà enorme successo sia in America che in Europa con i suoi due ruoli più celebri: quello del pistolero solitario nella Trilogia del dollaro di Sergio Leone e quello dell’ispettore dai modi spicci e il grilletto facile Harry Callaghan. In entrambi i casi, sarà una figura di rottura, che inaugurerà un nuovo tipo di cinema, rinnovando i rispettivi generi.

Partiamo dal primo. È il1958, Clint Eastwood interpreta Rowdy Yates in Rowhide. È proprio questa sua prova ad arrivare sul tavolo di Sergio Leone, che cerca un protagonista per i suo prossimo western: Eastwood gli sembra adatto e ha più modeste pretese economiche rispetto al più esoso James Coburn, che Leone avrebbe preferito. Clint viene così scritturato in Per un pugno di dollari (1964), dove è protagonista nel ruolo dello “straniero senza nome”, che arriva in una cittadina messicana al confine con gli Stati Uniti. Lì trova due fazioni in lotta e si schiera ora con l’una, ora con l’altra, per opportunismo e denaro. Accanto a lui, da antagonista, Ramón/Gian Maria Volontè e poi una serie di ottimi caratteristi e le straordinarie musiche di Ennio Morricone (Nastro d’Argento) ad accompagnare il tutto, qui come nei successivi due episodi. Il film inaugura un nuovo filone, quello degli spaghetti-western, innovando profondamente gli stilemi del genere western di stampo USA. Sarà un successo planetario, che ricoprirà di denaro – ben oltre il pugno di dollari!- i pur poco fiduciosi produttori. Nascono così il mito di Sergio Leone e quello di Eastwood, rafforzati dai due film successivi: Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto e il cattivo (1966).

Clint Eastwood: dove osano solo i grandi

Nel secondo, Leone sceglie lo stesso cast (Clint Eastwood, Volontè), al quale si aggiunge però Lee Van Cleef, per riproporre con qualche variazione il  tema del precedente: qui i pistoleri sono più di uno, prezzolati per eliminare banditi. Il regista cura maggiormente le immagini e i dialoghi e i protagonisti ripropongono lo stile che gli ha dato il successo: l’uno (Eastwood) la sua impassibilità e freddezza, l’altro (Volontè) l’aspetto truce e rabbioso. L’ultimo episodio della trilogia si discosta maggiormente dai precedenti, per la componente fortemente ironica che lo caratterizza, con punte di grottesco. Abbiamo tre uomini senza scrupoli, assassini -il Biondo (Eastwood), Tuco (Eli Wallach) e Sentenza (Van Cleef) – durante la Guerra di Secessione, che si trovano a cercare insieme un tesoro, non senza rivalità. Seguono rocambolesche avventure e l‘eliminazione di Sentenza. Il tutto narrato con graffiante ironia, seguendo la sceneggiatura, firmata non a caso anche da Age e Scarpelli. Inutile dirlo, terzo successo, con relativi botteghini sbancati.

D’ora in avanti, Eastwood prende parte a una serie considerevole di pellicole, soprattutto film di guerra e western. Alla prima categoria appartiene, ad esempio,  Dove osano le aquile (1969) di Brian G. Hutton, in cui l’attore americano recita a fianco a Richard Burton; alla seconda si ascrive invece Gli avvoltoi hanno fame, dello stesso anno, che vede l’inizio della collaborazione con il regista Don Siegel. Questa darà i suoi frutti migliori nella prima delle pellicole incentrate sulla figura dell’ispettore Harry Callaghan: Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo (1971). Sono questi infatti, i panni che più si confanno a Eastwood, dopo il poncho. Non siamo nel west, ma in un contesto metropolitano, ai nostri giorni. Tuttavia, il fare freddo, cinico e spietato è lo stesso, come è la stessa la sua abituale compagna: la pistola. L’ispettore Callaghan combatte il crimine a suon di spari e sentenze laconiche, non preoccupandosi se i suoi metodi sono poco ortodossi. Questi comportamenti gli valgono il soprannome di Dirty Harry. Non sembra insomma molto diverso dagli assassini che fronteggia. (Il treiler originale del film recita press’a poco così: “Questa è la storia di due assassini. Quello col distintivo è Callaghan”). Il fisico asciutto e scattante di Clint, il suo sguardo impassibile fanno il resto. Anche qui, si innova profondamente un genere, quello poliziesco, introducendo un nuovo uso della violenza, che suscitò anche aspre polemiche. Il successo però fu enorme. La pellicola avrà numerosi sequel: Una “44 Magnum” per l’ispettore Callaghan (1973), per la regia di Ted Post, sceneggiatura di John Milius e Michael Cimino; Cielo di piombo, ispettore Callaghan (1976), diretto da James Fargo; Coraggio… fatti ammazzare (1983), regia dello stesso Clint Eastwood .

Clint Eastwood OscarNel 1971, infatti, si era aperto un altro capitolo importante della carriera dell’attore californiano: quello che lo vede dietro la macchina da presa. L’esordio, poco apprezzato, è con il giallo Brivido nella notte. E in sordina sarà tutta la prima parte della sua attività da regista, specie in patria, dove sarà rivalutato inizialmente solo grazie alla risonanza e all’apprezzamento ottenuti all’estero, specie a partire da metà anni ’80. Nel frattempo Clint, che è diventato anche produttore, con la sua Malpaso, va avanti senza farsi scoraggiare. Si cimenta nella direzione di film western che lo vedono anche protagonista, con risultati di valore crescente: Lo straniero senza nome (1973), Il texano dagli occhi di ghiaccio (1976), dove dà corpo al personaggio del fuorilegge Josey Wales, fino alla consacrazione, nel 1992, con Gli spietati, che gli vale sia l’Oscar alla Regia, che quello come Miglior Film.

In oltre, si fa dirigere da altri registi in diverse occasioni, tra le quali ricordiamo soprattutto: Una calibro 20 per lo specialista (1974), di Michael Cimino, allora agli esordi, e di nuovo Don Siegel, per un’altra grande interpretazione, quella dell’ergastolano in Fuga da Alcatraz (1979). Nel primo film, interpreta John Doherty: un rapinatore fuggito di galera che si mette alla ricerca del bottino nascosto. Sulla sua strada incontra un giovane col quale cercherà di raggiungere l’obiettivo e farà amicizia – un  giovane Jeff Bridges – passando attraverso mille imprevisti e avventure su e giù per l’America. Per Siegel, cinque anni dopo, sarà Frank Morris: assieme a due compagni di cella, l’unico a riuscire nella fuga dal più blindato penitenziario Usa, la notte dell’11 giugno ‘62. Film carico di suspense, in cui la recitazione asciutta di Eastwood trova perfetta collocazione.

Tuttavia, l’obiettivo di Clint Eastwood  resta quello di veder riconosciuto il suo talento registico. Ci riesce per la prima volta in maniera indiscutibile nel 1988, attingendo alla sua passione per la musica. È stato infatti anche un trombettista e pianista jazz e coltiva una grande passione per il genere. È da qui che nasce l’idea di omaggiare in una pellicola la figura di Charlie Parker, tra i più grandi trombettisti di tutti i tempi, morto a soli 35 anni. Ci riesce magnificamente con il toccante ritratto Bird (1988), facendosi da parte come attore, ma dirigendo con indubbia maestria un intensissimo Forest Whitaker. Arriva così il primo Golden Globe per la Regia, mentre Whitaker ottiene la Palma d’Oro a Cannes come Miglior Attore. Quattro anni dopo arriva un altro successo e altri premi piovono sulla testa dell’ormai 62enne Eastwood: è l’anno de Gli spietati, Oscar per Miglior Regia e Film, come s’è detto. E ancora una volta per Clint il successo ha il sapore del western. Torna infatti alle origini, reinterpretando però a modo suo il genere, ancora una volta. William Munny/Eastwood è un (ex) assassino che parte alla ricerca di due balordi, rei di aver aggredito e sfregiato una prostituta. È spinto dal solito movente: il denaro, ovvero una ricompensa di mille dollari. Porta con sé il suo amico di colore (Morgan Freeman) e un giovane, e deve scontrarsi con lo sceriffo locale, che non approva il suo modo di procedere (Gene Hackman – Oscar per Miglior Attore non protagonista). Non c’è però, ecco la novità e l’attualizzazione, spazio per eroismi in questo lungometraggio. Stavolta ci sono esclusivamente violenza, avidità, cupidigia, aridità, e uno sguardo disincantato sulla società americana, che su questi pilastri ha posto le basi.

Clint Eastwood figliDopo questo successo, la strada è spianata per Clint Eastwood regista: dirige e affianca Kevin Costner in Un mondo perfetto (1993), poi Meryl Streep, coprotagonista assieme a lui in I ponti di Madison County (1995), dimostrando la sua sensibilità nel cimentarsi col genere romantico. Si prende poi di nuovo il gusto di dirigere altri attori, limitandosi a stare dietro la macchina da presa in Mezzanotte nel giardino del bene e del male (1997), per cui vuole nel cast John Cusack, Kevin Spacey e Jude Law. Nel ’99 Clint si auto dirige di nuovo e inaugura il corso che gli sarà proprio nel nuovo millennio: comincia cioè ad affrontare problematiche della società di oggi, cercando una conciliazione degli opposti, o quantomeno, una visione complessiva dei fenomeni, che renda giustizia dei vari punti di vista. Il film è Fino a prova contraria, e tratta l’annosa questione della pena di morte, seppur veicolata dalla solita figura, impersonata egregiamente da Clint Eastwood, di uomo solitario, irriverente, cinico, con spregio delle regole. Un giornalista di cronaca nera, che ha le ore contate per dimostrare l’innocenza di un condannato all’esecuzione. E mentre lui si dà da fare, noi scopriamo le contraddizioni e i difetti della tanto osannata democrazia americana e del suo sistema giudiziario. Nel 2003 dirige un cast d’eccezione per un’altra prova potente e scomoda: Mystic River, storia di vite perdute in una società dominata da violenza e vendetta. Essenziale la direzione da parte di Clint Eastwood e straordinarie le prove dei protagonisti, Sean Penn, Tim Robbins e Kevin Bacon. Siamo così all’altro capolavoro dell’attore-regista californiano: quel Million dollar baby (2005) che gli ha portato di nuovo l’Oscar per la Miglior regia e il Miglior Film, oltre che il Golden Globe, sempre per la Miglior Regia. È infatti una delle prove migliori del regista, che continua a stupire per l’estrema sensibilità. È la storia di una ragazza (Meggie Fitzgerald/Hilary Swank) e della determinazione con la quale persegue il suo obiettivo: diventare un pugile e vincere. Incontra così quello che dopo l’iniziale riluttanza diventerà il suo allenatore (Frankie Dunn/ Clint Eastwood). Tra i due nasce un rapporto di profondo affetto. La ragazza progredisce a tempo di record e miete vittorie. Presto sale sul ring per il match più importante. Qui si consuma la tragedia che dà la svolta al film. La pellicola è dunque un concentrato di temi: la determinazione a costruire il proprio destino, l’amore filiale, la morte e, più delicato tra tutti i temi trattati, ma senza retorica, l’eutanasia. Nulla da eccepire al saggio Clint.

Una sequela di successi, dunque, per lui negli ultimi anni, come dimostra anche la fortuna dei più recenti Gran Torino (2009), in cui si misura ancora una volta con la violenza e qui anche col razzismo, interpretando Walt Kovalski, e Invictus (2010), sulla figura di Mandela e i primi passi del Sud Africa, che rinasce sulle ceneri dell’apartheid. Si può ben dire perciò, che Clint Eastwood sia uno dei più stimati registi americani, cui si riconosce non solo la bravura attoriale, ma una notevole sensibilità artistica nella direzione cinematografica e un’innegabile crescita nella capacità di affrontare in modo non semplicistico temi via via più complessi, tipici della contemporaneità, e avventurandosi anche in territori spinosi, zone d’ombra in cui sembra essere insolitamente a suo agio e nelle quali non teme di inoltrarsi, per proporne letture composite ed illuminanti. È così che questo fiero conservatore – ha spesso appoggiato apertamente candidati di destra alle elezioni, ultimo John McCain, ed è stato lui stesso sindaco di una cittadina californiana- con due matrimoni alle spalle e una copiosa prole (otto figli), ci sa stupire.

Ci aspettiamo quindi di essere sorpresi ancora una volta dalla sua ultima fatica, Hereafter, in cui affronta il tema della morte, dirigendo ancora Matt Damon, dopo Invictus. È inoltre in preparazione un film biografico sulla figura di Edgard Hoover, per molti anni a capo dell’FBI. Per questo ruolo il regista ha scelto invece Leonardo Di Caprio.

Clint Eastwood: 10 cose che non sai sull’attore e regista

Clint Eastwood: 10 cose che non sai sull’attore e regista

Considerato l’ultimo dei grandi autori classici, Clint Eastwood è una vera e propria leggenda vivente. Con una lunghissima carriera alle spalle, divisa tra recitazione e regia, egli è oggi uno dei più prolifici uomini di cinema in circolazione, capace con ogni suo film di indagare tanto sulla natura umana quanto sul complesso rapporto con i media, la giustizia e lo Stato. Giunto alla soglia dei novant’anni, Eastwood non accenna a rallentare il ritmo, sempre pronto a lavorare su nuove e complesse storie.

Ecco 10 cose che non sai di Clint Eastwood.

Parte delle cose che non sai sul regista

Clint Eastwood Oscar

Clint Eastwood: i suoi film da regista e attore

10. È autore di celebri film. Nel 1971 Eastwood esordisce alla regia con il film Brivido nella notte. Dopo una serie di titoli come Lo straniero senza nome (1973) e Coraggio… fatti ammazzare (1983), nel 1992, con Gli spietati, viene riconosciuto come grande autore, e da quel momento realizza acclamati titoli come Un mondo perfetto (1993), con Kevin Costner, I ponti di Madison County (1995), Space Cowboys (2000), Mystic River (2003), con Sean Penn, Million Dollar Baby (2004), con Hilary Swank, Flags of Our Fathers (2006), Lettere da Iwo Jima (2006), Changeling (2008), Gran Torino (2008), Invictus (2009), con Morgan Freeman, Hereafter (2010), J. Edgar (2011), con Leonardo DiCaprio, Jersey Boys (2014), American Sniper (2014), Sully (2016), con Tom Hanks, Ore 15:17 – Attacco al treno (2018), The Mule (2018) e Richard Jewell (2019).

9. Ha iniziato la sua carriera come interprete. Eastwood debutta come attore nel film Francis in the Navy (1955), ottenendo però solo ruoli di poco rilievo. La svolta arriva quando viene scelto come protagonista dei film Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965) e Il buono, il brutto, il cattivo (1966). Dal western passa poi a recitare in noti polizieschi come Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo! (1971), Una calibro 20 per lo specialista (1974) e Coraggio… fatti ammazzare (1983). Divenuto celebre come regista, Eastwood ha iniziato a ricoprire il ruolo del protagonista nei propri film, tra cui Gli spietati, Million Dollar Baby e Gran Torino. Nel 2018 torna a ricoprire il ruolo principale per il suo film The Mule.

8. Ha composto molte colonne sonore. Da sempre è nota la passione di Eastwood per la musica, ed egli stesso si è affermato negli anni come talentuoso compositore. Ha infatti scritto le colonne sonore per molti dei suoi film, ricevendo in più occasioni importanti riconoscimenti. Tra le più celebri si annoverano per quelle per Gli spietati, Mystic River, Million Dollar Baby e Gran Torino.

Clint Eastwood e gli Oscar

7. Ha vinto diversi premi Oscar. Il punto di svolta per Eastwood come regista è stato il film Gli spietati, che gli ha permise di vincere due premi Oscar, come miglior regista e miglior film. Viene poi nominato in queste stesse categorie nel 2004, per il film Mystic River, senza però riportare vittorie. Ha modo di rifarsi l’anno seguente, quando vince nuovamente come miglior film e miglior regista per Million Dollar Baby. È stato poi nominato come miglior regista per Lettere da Iwo Jima, e per il miglior film American Sniper. Nel 1995 gli è inoltre stato assegnato un Oscar alla memoria.

Clint Eastwood: il suo patrimonio

6. È tra le personalità più ricche del cinema. Eastwood negli anni ha dimostrato una grande poliedricità, distinguendosi tanto come interprete quanto come regista, ma ricoprendo anche il ruolo di produttore e compositore delle colonne sonore. Grazie ai suoi film, i quali hanno complessivamente guadagnato quasi due miliardi di dollari, oggi Eastwood vanta un patrimonio di circa 375 milioni di dollari.

Parte delle cose che non sai sul regista

Clint Eastwood figli

Clint Eastwood è una canzone dei Gorillaz

5. Gli è stata dedicata una celebre canzone. Tra i brani più celebri della band Gorillaz, vi è senza dubbio Clint Eastwood. La canzone si apre come un vero e proprio omaggio al personaggio interpretato dal regista ne La Trilogia del Dollaro, i celebri film western che lo resero famoso. Nel testo, come anche nel videoclip, si possono infatti ritrovare riferimento al personaggio interpretato da Eastwood, tra cui la frase “I got sunshine in a bag“, la quale indicherebbe il denaro che lo Straniero senza nome porta con sé nella borsa.

Clint Eastwood: chi sono i suoi figli

4. I suoi figli hanno intrapreso carriere artistiche. Nel corso della sua lunga vita, Eastwood ha avuto diverse relazioni, che lo hanno fatto diventare padre in più occasioni. I primi due figli, Kyle, musicista, e Alison, attrice, sono nati rispettivamente nel 1968 e nel 1972. Da una relazione extraconiugale, nel 1986, ha invece avuto il figlio Scott Eastwood, oggi noto attore. Nel 1993 nasce invece la figlia Francesca, anche lei divenuta attrice, mentre nel 1996 diventa padre per l’ultima volta di Morgan Colette.

Clint Eastwood: il suo ultimo film

3. Aveva rinunciato al progetto. L’ultimo film per ora uscito in sala del regista è stato Richard Jewell, storia di un uomo che viene inizialmente acclamato come eroe per aver sventato un attacco terroristico, salvo poi essere accusato di esserne lui stesso l’autore. Il film era stato proposto a Eastwood nel 2016, ma egli aveva declinato l’offerta per dirigere invece 15:17 – Attacco al treno. Il progetto passò allora in mani diverse, senza però trovare sviluppi concreti. Nel 2018, Eastwood, ora libero da altri impegni, si dichiarò interessato e firmò per curarne la regia.

2. Non ha interrotto il lavoro neanche per un incendio. Impegnato nel montaggio del film, Eastwood non ha voluto interrompere il lavoro neanche nel momento in cui un pericoloso incendio era divampato nei pressi degli studi della Warner Bros. Le uniche parole del regista a riguardo sarebbero state “C’è un lavoro da finire”, confermando, nonostante l’età avanzata, il suo celebre carattere indomito e la grande passione verso la sua professione.

Clint Eastwood: età e altezza

1. Clint Eastwood è nato a San Francisco, in California, Stati Uniti, il 31 maggio 1930. L’attore è alto complessivamente 193 centimetri.

Fonte: IMDb

Clint Eastwood: “Io sono contro la guerra”

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Clint Eastwood: “Io sono contro la guerra”

Il suo ultimo film, American Sniper, ha fatto molto discutere. L’apologia del reduce ha separato nettamente i sostenitori e i detrattori di un film che nel confine tra giusto e sbagliato cela la sua bellezza e la sua forza. Adesso il regista stesso, Clint Eastwood, si esprime nella sua posizione decisa contro la guerra.

Ecco cosa ha raccontato il regista premio Oscar:

Credo che sia un film che può essere apprezzato dai veterani perché mostra quello che devono attraversare, così come le loro famiglie. È un grande esempio di quello che affrontano. Credo che tutto questo contribuisca a formare un messaggio contro la guerra.

Cosa ne pensate voi? Avete apprezzato American Sniper?

Clint Eastwood vuole di nuovo Di Caprio

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Come si era già detto tempo fa, Clit Eastwood ha in programma, una volta terminato il biopic su J. Edgar Hoover, un remake di E’ nata una stella. La notizia nuova è che il buon vecchio Clint

Clint Eastwood torna al cinema con 15:17 to Paris

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Dopo il magnifico Sully, Clint Eastwood torna alla regia con un nuovo progetto ispirato a una storia vera. Questa volta però il regista di trasferisce in Europa e nel cuore caldo e ancora sanguinante degli attentati terroristici che hanno funestato il Vecchio Continente.

Stando al report di Deadline, Eastwood adatterà in Ore 15:17 Attacco al treno  il libro The 15:17 to Paris: The True Story of a Terrorist, a Train, and Three American Heroes, che racconta dei tre americani che hanno ostacolato l’attentato dell’ISIS del 21 agosto 2015 a Parigi. Si tratta di Spencer Stone, uomo della Air Force Prima Classe, di Alek Skarlatos, militare delle forze speciali della Guardia Nazionale, e del loro amico Anthony Sadler.

La sceneggiatura sarà scritta da Jeffery E. Stern, autore anche del libro, e ha già ricevuto una prima stesura da parte di Dorothy Blyskal, già collaboratrice di Eastwood in Sully.

Ore 15:17 Attacco al treno  comincerà la produzione in autunno con Warner Bros, mentre il cast sarà annunciato a breve.

Sully recensione del film di Clint Eastwood con Tom Hanks

Clint Eastwood torna a recitare?

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Clint Eastwood, potrebbe tornare sui suoi passi dopo aver deciso che Gran Torino sarebbe stata la sua ultima apparizione come attore. E lo potrebbe fare per un film di Robert Lorenz, produttore e aiuto regista dello stesso Clint.

Clint Eastwood si da al Musical?

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Una nuova versione del Musical  A star I Born è in cerca di un regista che ne prenda il tipone e dopo alcuni nomi pare che Clint Eastwood abbiam deciso di produrre e dirigerlo in prima persona, con protagonista Beyoncé.

All’inizio sembra che invece il ruolo maschile potesse andare a Russell Crowe, con la regia di Nick Cassavetes. Ma poi non se ne fece più nulla. Ora sembra la volta buona. Non si sa ancora quale major sia nel progetto ma una prima stesura dello script era di Will Fetters, sceneggiatore che gira nell’orbita della Warner Bros. A questo punto non ci resta che attendere conferme ufficiali.

Ricordiamo che questa sarà la quarta volta che sul grande schermo si porta la storia di A Star is Born. Memorabile il film del 1954 con protagonista una straordinaria Judy Garland.

Fonte: slashfilm.com

Clint Eastwood salva la vita ad un uomo

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Clint EastwoodArriva dall’Associated Press e ripresa da THR la notizia che l’attore e regista  Clint Eastwood ha salvato la vita da una persona durante un evento di beneficenza. Infatti pare che l’attore nella serata di Mercoledì abbia partecipato all’apertura del torneo di Golf PGA Tour al Monterey Conference Center e nella circostanza il direttore dell’evento, Steve John ha iniziato a soffocare a causa di un pezzo di formaggio, e mentre tutti gli invitati erano pietrificati, Clint Eastwood invece ha prontamente eseguito la manovra di Heimlich, liberando così le vie respiratorie del malcapitato e salvandogli la vita.

Il protagonista della sventurata cena ha dichiarato che l’attore si è reso subito conto che non riusciva a respirate.Dal canto suo Clint ha dichiarato “L’ho guardato in faccia e ho visto quello sguardo di panico che hanno le persone quando gli passa tutta la vita davanti agli occhi. Le cose si stavano mettendo male“. La cosa incredibile secondo Steve John è che Eastwood sia riuscito a sollevarlo da terra: Non riesco ancora a crederci, peso oltre 90 chili e lui mi ha sollevato in aria tre volte”.

Fonte: THR via Badtaste

Clint Eastwood riceve il Jhon Ford Award

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clint-eastwoodSabato scorso, Clint Eastwood ha ricevuto il John Ford Award, istituito per onorare i registi che seguono la sua eredità. Di fatti, come Ford, Clint Eastwood

Clint Eastwood racconterà il rapimento di Jessica Buchanan?

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Clint Eastwood racconterà il rapimento di Jessica Buchanan?

Mentre si attende con una certa trepidazione il suo nuovo lavoro, Sully, arriva la notizia di un nuovo progetto che potrebbe vedere l’instancabile Clint Eastwood tornare molto presto dietro la macchina da presa. E anche questa volta si tratterà di raccontare una storia vera.

Il regista di Million Dollar Baby e American Sniper, infatti, sembra essere intenzionato a portare sul grande schermo la vicenda di Jessica Buchanan, basandosi sull’autobiografia della donna dal titolo Impossible Odds. Per farlo, Eastwood dovrebbe tornare a collaborare con lo sceneggiatore Brian Helgeland, già autore dello script di Mystic River.

Jessica Buchanan è stata, insieme a Poul Hagen Thisted, ostaggio dell’operazione militare dei Navy SEALs nota come Operazione Octave Fusion. I due vennero catturati da un gruppo di nove miliziani somali e condotti in un accampamento nel deserto, 12 miglia a nord della città di Adow.

Jessica e Poul lavoravano entrambi come umanitari per il Danish Refugee Council, un progetto umanitario danese, incaricati allo sminamento delle mine antiuomo e di insegnare ai bambini somali come evitare le mine.

I diritti di sfruttamento del romanzo sono stati acquistati dalla Warner Bros.

 

Clint Eastwood racconterà la storia del rapimento di Jessica Buchanan

In attesa si sapere se Clint Eastwood si imbarcherà ufficialmente nel progetto, ricordiamo che il suo prossimo film, Sully, uscirà nelle sale il 1 dicembre 2016 e sarà presentato in anteprima alla prossima edizione del Torino Film Festival.

La pellicola racconterà l’impresa del capitano Sully Sullenberger che il 15 gennaio 2009 fece ammarare il suo aereo nell’Hudson, salvando la vita a tutti i passeggeri. L’evento trasformò il capitano in un eroe e venne soprannominato il Miracolo dell’Hudson, poi però Sully venne sottoposto a delle inchieste che minacciarono di rovinare la sua vita.

Fonte: ScreenRant

Clint Eastwood ne I mercenari 3?

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I mercenari 2 è piombato nei cinema italiani ad agosto saziando tanti fan con le imprese macho di Sylvester Stallone, Jean-Claude Van Damme, Arnold Schwarzenegger e compagnia menante. Un po’ di ceffoni e di proiettili pare siano avanzati: molto probabile, dunque, un terzo capitolo della serie. Pare che Nicholas Cage abbia già prenotato il camerino per l’eventuale Expendables 3. Il produttore del franchise Avi Lerner, intenzionato ad aggiungere alla terza sgroppata di Sly e soci un tocco di classe ed esperienza, ha dichiarato d’aver presto contatti – udite udite! – con Clint Eastwood.

L’82enne attore e regista californiano è stato sentito in merito da ExtraTV; quando gli è stato domandato se Stallone lo voglia nel cast de I mercenari 3, Eastwood è caduto dalle nuvole: “Davvero mi vuole? – ha detto – Non ho ancora avuto l’occasione di vedere I mercenari. E non ho letto nulla”

Quando gli è stato chiesto se, qualora arrivasse un’offerta, la prenderebbe in considerazione, il texano dagli occhi di ghiaccio ha risposto: “Probabilmente no. Credo di essere più adatto a dirigere qualcosa. Forse sarò il regista de I mercenari 3

Beffardo, ironico Clint. Chissà se i contatti di cui parla Lerner ci sono stati davvero. Ad ogni modo, l’accoppiata Expendables-Eastwood (attore o regista) non sembra proprio azzeccata. Anche se, a ben pensarci, Space Cowboys (2000), di e con CE, non è estraneo a uno spirito revival a tratti affine a quello, certo più sempliciotto, che anima il franchise de I mercenari. Clint Eastwood sarà nelle sale italiane dal 29 novembre con Trouble With the Curve (regia di Robert Lorenz), suo ritorno davanti alla macchina da presa dopo l’annuncio di ritiro del 2008, seguito all’uscita del pregevole Gran Torino.

Fonte: Expendables Premiere

 

Clint Eastwood è Old Man Logan per Frisbeeman

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Clint Eastwood è Old Man Logan per Frisbeeman

L’artista The Frisbeeman ha immaginato un’attore diverso da Hugh Jackman per Old Man Logan e la scelta è ricaduta nel leggendario Clint Eastwood. L’artista sviluppando a sua opera d’arte l’ha immaginata a cavallo con in spalla un hulk bambino. Negli anni Clint Eastwood ha sempre affascinato decine di artisti che lo hanno immaginato come un vecchio Batman o appunto un vecchio Wolverine. Oggi questo è il risultato.

Clint Eastwood Old Men LoganLa didascalia recita “Pensare a Clint Eastwood come Logan …Old Man Logan come un cowboy occidentale.”

Logan: Hugh Jackman in due intense foto dal film

Che dire vedere Clint Eastwood in uno di quei personaggi iconici anche se non accadrà mai possiamo facilmente immaginare che sarebbe stato fantastico.

Vi ricordiamo che presto approderà una versione vecchia di Wolverine nell’annunciato Logan, ultima interpretazione di Hugh Jackman. Per l’attore questo ritorno nei panni del mutante con gli artigli di adamantio sarà la sua ottava volta (se si conta anche il cameo di X-Men L’Inizio) nel personaggio. È l’attore che più di tutti rappresenta i mutanti Marvel al cinema, una sorta di Robert Downey Jr per il corrispettivo MCU, e potrebbe essere arrivato alla fine del suo coinvolgimento nel franchise proprio con questo film.

Old Man Logan

Logan ha un’uscita prevista per il 3 marzo 2017. Alla regia c’è James Mangold (già regista di Wolverine L’Immortale), mentre nel cast ci saranno Hugh Jackman, Boyd Holbrook, Richard E. Grant, Stephen Merchant, Eriq La Salle, Elise Neal e Patrick Stewart.

Clint Eastwood e Leonardo DiCaprio di nuovo insieme?

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Secondo quanto riportato da Deadline, Clint Eastwood sarebbe interessato alla regia del biopic della 20th Century Fox, ancora senza titolo, dedicato a Richard Jewell, guardia di sicurezza che nel 1996 divenne in poco tempo un eroe nazionale e il primo sospettato nell’esplosione del parco Olimpico di Atlanta.

La pellicola, alla quale inizialmente era stato associato il regista Paul Greengrass, avrà come protagonisti Jonah Hill, nei panni dell’agente Jewell, e Leonardo DiCaprio, in quelli del suo avvocato; i due torneranno così a lavorare insieme dopo The Wolf of Wall Street. La storia raccontata nel film indagherà l’aspetto umano della vicenda e prenderà spunto dall’articolo di Vanity Fair scritto da Marie Brenner.

Se Clint Eastwood dovesse essere confermato come regista, sarà la seconda volta che dirigerà Leonardo DiCaprio: i due, infatti, avevano già lavorato insieme per J. Edgar del 2011. Vi terremo aggiornati.

Fonte

Clint Eastwood e il tanto annunciato ritiro: il figlio Scott fa chiarezza

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Clint Eastwood potrebbe non aver detto ancora l’ultima parola sul cinema. Dopo le recenti dichiarazioni del figlio Kyle Eastwood, che sembravano confermare il ritiro definitivo del regista e attore premio Oscar, un nuovo intervento di Scott Eastwood ha rimesso tutto in discussione. Secondo l’attore, suo padre non avrebbe mai annunciato personalmente l’addio alla regia o alla recitazione, lasciando aperta la porta a un possibile ritorno nonostante i suoi 96 anni.

Durante un’intervista con ScreenRant per promuovere il film Lucky Strike, Scott Eastwood ha spiegato di non aver mai sentito direttamente dal padre alcuna conferma sul pensionamento. L’attore ha preferito concentrarsi sull’enorme eredità artistica costruita da Clint Eastwood nel corso di oltre sessant’anni di carriera, definendola una continua fonte di ispirazione. Le sue parole arrivano pochi giorni dopo quelle del fratello Kyle, che durante un concerto in Francia aveva dichiarato che il regista fosse ormai ritirato. Tuttavia, in assenza di una comunicazione ufficiale da parte dello stesso Eastwood, il suo futuro professionale resta ancora incerto.

La notizia è interessante perché dimostra quanto Clint Eastwood rappresenti un caso unico nella storia di Hollywood. A differenza di molti grandi autori che hanno annunciato pubblicamente il proprio addio, Eastwood ha sempre lasciato che fossero i suoi film a parlare per lui. Anche Giurato n° 2, accolto da molti come una possibile opera testamentaria, non è mai stato presentato ufficialmente come il suo ultimo lavoro. Questo rende ogni indiscrezione sul suo ritiro particolarmente delicata e alimenta la percezione che, finché non sarà lui stesso a dirlo, nessuno possa davvero considerare conclusa la sua carriera.

L’eredità di Clint Eastwood va oltre il concetto stesso di pensionamento

La particolarità della situazione è che il dibattito sul ritiro di Clint Eastwood riguarda molto più di un semplice regista. Eastwood è una delle ultime figure viventi capaci di collegare direttamente la Hollywood classica a quella contemporanea. Dalla trilogia del dollaro di Sergio Leone fino ai premi Oscar conquistati con Gli Spietati e Million Dollar Baby, la sua carriera attraversa intere epoche del cinema americano.

Negli ultimi decenni il regista ha inoltre costruito una seconda vita artistica dietro la macchina da presa, firmando opere profondamente diverse tra loro, dai war movie come Flags of Our Fathers e Lettere da Iwo Jima ai drammi contemporanei come Gran Torino, Sully e Richard Jewell. Questa capacità di reinventarsi continuamente ha contribuito a creare l’immagine di un autore che non segue le regole tradizionali dell’industria, nemmeno quando si parla di pensionamento.

Anche per questo motivo le parole di Scott Eastwood assumono un significato particolare. Più che smentire definitivamente il ritiro del padre, suggeriscono che la decisione finale appartenga soltanto a Clint Eastwood stesso. E considerando una carriera costruita sull’indipendenza creativa e sulla capacità di sorprendere il pubblico, non sarebbe affatto sorprendente se il regista decidesse ancora una volta di tornare dietro la macchina da presa.

Clint Eastwood dirigerà l’adattamento di Jersey Boys?

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Già dallo scorso novembre si vociferava di un possibile adattamento cinematografico del celebre musical Jersey Boys, inizialmente prodotto dalla Sony e poi clamorosamente scaricato alla Warner Bros. In realtà, a parte l’euforia del momento, il progetto sembrava entrato definitivamente in una fase di stallo.

Il famosissimo ed acclamatissimo musical degli anni ’60, incentrato sulla famosa band The Four Seadons era già da un paio d’anni in fase di sviluppo grazie all’appoggio di Graham King e della sua GK Films, che aveva affidato la sceneggiatura a John Logan di Hugo Cabret e alla regia era stato menzionato Jon Favreau. Ora però sappiamo che la Warner avrebbe voluto avviare il progetto entro il 2013, mirando ad un rilascio natalizio, ma il tutto era stato abbandonato dopo la rinuncia di Favreau. Ora però, secondo l’Hollywood Reporter, pare che tutto sia destinato a cambiare in meglio, poiché pare che nientemeno che Clint Eastwood si sia appassionato talmente tanto al progetto da convincere la Warner Bros ad affidargli la regia. Per il momento sono soltanto voci di corridoio, ma questo non può far altro che farci sperare per il meglio.

Fonte: hollywoodreporter

Clint Eastwood compie 95 anni, sta già pianificando un altro film

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Clint Eastwood non ha intenzione di fermarsi. L’acclamato attore e regista, che oggi compie 95 anni, ha confermato di essere già al lavoro su un altro film, dopo aver tenuto il pubblico con il fiato sospeso con Giurato n. 2. Il regista sembra ansioso di proseguire il suo percorso come una delle più grandi icone della storia del cinema. Clint Eastwood è sembrato molto fiducioso quando ha parlato della sua salute a Kurier, ma l’artista si è rifiutato di fornire dettagli sulla premessa del suo prossimo progetto. Solo il tempo ci dirà cosa sta preparando in questo momento.

L’ultima volta che il pubblico ha potuto ammirare la magia del talento di Clint Eastwood sul grande schermo è stato l’anno scorso, quando Giurato n. 2 ha ritratto un uomo tormentato dai sensi di colpa durante un processo per omicidio. Justin Kempt (Nicholas Hoult) è stato chiamato a fare da giuria. Il personaggio rimase sorpreso quando, ascoltando i dettagli del caso di omicidio, si rende conto di poter essere coinvolto nella morte della vittima. Anche Toni Collette e J.K. Simmons hanno recitato in questo thriller legale che ha incassato oltre 24 milioni di dollari al botteghino globale.

Prima che la devastante storia di Justin Kemp arrivasse sul grande schermo, Clint Eastwood aveva lavorato a Cry Macho e Richard Jewell. La Warner Bros. è stata la casa di produzione che ha prodotto i recenti lavori registici del leggendario artista. La società che ha prodotto Superman e Dune: Parte 2 ha collaborato con Clint Eastwood per anni, dando al regista carta bianca per sviluppare le acclamate storie che ha realizzato nel corso dell’ultima fase della sua carriera. Resta da vedere se la Warner Bros. produrrà anche il prossimo progetto di Eastwood.

Il film segnerà un ulteriore passo avanti in una traiettoria senza pari nell’industria dell’intrattenimento. Eastwood è diventato uno degli uomini più riconoscibili nella storia del cinema. Indipendentemente da ciò che tratterà il suo prossimo film, l’artista ha consolidato la sua fama grazie alle sue interpretazioni indimenticabili e alla sua spiccata capacità narrativa. Nessuno sa quando uscirà il prossimo film di Clint Eastwood. Nel frattempo, gli spettatori hanno a disposizione un vasto catalogo di magie da godersi attraverso diverse piattaforme di streaming.

Clint Eastwood batte gli Avengers e gira Sully in IMAX

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Clint Eastwood batte gli Avengers e gira Sully in IMAX

Sully Clint EastwoodI fratelli Russo pensavano che sarebbero stati i primi a girare un film completamente in IMAX (in riferimento a Avengers Infinity War), e invece una vera leggenda del cinema li ha preceduti. Secondo Variety, Clint Eastwood ha utilizzato questo particolare formato per Sully, girato quasi completamente in IMAX con le nuove cineprese digitali Arri Alexa 65.

La conferma dal sito della Arri che riporta:

Arri Rental e IMAX Corporation hanno lavorato insieme allo sviluppo del sistema ALEXA IMAX, basato sulla cinepresa digitale Alexa 65 e sul sistema di lenti Hasselblad Prime 65. Alexa Imax è stato utilizzato in Captain America: Civil War (per alcune scene selezionate) e Sully, e verrà utilizzato per Avengers: Infinity War.

Il motivo che ha spinto Eastwood a scegliere questo formato è stato che gli sono piaciute molto le nuove macchine e ha quindi optato per utilizzarle su tutto il film, che non è un blockbuster nè ha una grossa dose di effetti visivi.

Sully uscirà nei cinema statunitensi il 9 settembre 2016, proiettato anche nel circuito IMAX, che in Italia comprende le sale di Pioltello e Afragola.

La storia racconterà l’impresa del capitano che il 15 gennaio 2009 fece ammarare il suo aereo nell’Hudson, salvando la vita a tutti i passeggeri. L’evento trasformò il capitano in un eroe e venne soprannominato il Miracolo dell’Hudson, poi però Sully venne sottoposto a delle inchieste che minacciarono di rovinare la sua vita.

Con Tom Hanks, nel cast di Sully, anche Aaron Eckhart e Laura Linney. Il film sigla la prima collaborazione tra due icone del cinema moderno, Tom Hanks eClint Eastwood.

Clint Eastwood alla regia di un nuovo biopic

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85 anni e non sentirli! Quale miglior modo per festeggiare il compleanno che l’ufficializzazione dell’avvio di un nuovo progetto cinematografico?
Dopo il controverso campione d’incassi American Sniper, un’altra storia vera per Clint Eastwood che secondo il The Hollywood Reporter si appresta a girare un dramma sulla vita del Capitano Chesley ” Sully ” Sullenberger.
Si tratta del pilota veterano che nel 2009 riuscì a salvare i passeggeri del volo US Airways 1549 effettuando un ammaraggio di emergenza nel fiume Hudson.

Bradley Cooper e Clint EastwoodEastwood dirigerà la pellicola per la Warner Bros e produrrà assieme ad Allyn Stewart e Frank Marshall, che si sono occupati di acquisire i diritti di “Highest Duty”, libro di memorie di Sully, ancora nel 2011. Todd Komarnicki (Resistance) si sta occupando della sceneggiatura. Non sono ancora stati diffusi dettagli sull’inizio delle riprese e sull’eventuale data di uscita della pellicola.

Accantonato il progetto sulla trasposizione cinematografica di “American Nightmare: The Ballad of Richard Jewell” con protagonisti Leonardo Di Caprio e Jonah Hill, (storia della guardia di sicurezza che sventò un attentato alle Olimpiadi di Atlanta del 1996), e la possibilità di dirigere A Star Is Born (alla cui regia sembra essere approdato Bradley Cooper), ora Eastwood potrà dedicarsi totalmente a questo nuovo progetto, perciò i tempi d’attesa non dovrebbero essere troppo estesi.

Fonte: Collider

Climax: il trailer del nuovo film di Gaspar Noé

Climax: il trailer del nuovo film di Gaspar Noé

Tre anni dopo il suo ultimo e criticato lavoro, Love, Gaspar Noé torna in sala con Climax, pellicola che sarà distribuita dalla A24 a partire dal 19 settembre.

Qui sotto trovate il primo trailer ufficiale. Nel cast Sofia Boutella, Romain GuillermicSouheila Yacoub.

La sinossi:

Un gruppo di giovani ballerini si riunisce in un remoto e vuoto edificio scolastico per provare le proprie coreografie. Dopo un’ indimenticabile esibizione, inizia una festa notturna che diventerà presto un incubo mentre i ragazzi scoprono di aver contaminato le loro coppe di sangria con l’LSD.

Climax, il film di Gaspar Noé al cinema dal 13 Giugno

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Climax, il film di Gaspar Noé al cinema dal 13 Giugno

Mial Vision ed Europictures annunciano l’arrivo nelle sale italiane a partire dal 13 giugno di CLIMAX, l’ultimo film di Gaspar Noé con Sofia Boutella presentato alla Quinzaine des Réalisateurs della 71° edizione del Festival di Cannes.

Dopo il film scandalo Love e l’ipnotico Enter the Void, Noé mescola ora coreografie, colori, e incubi in un viaggio lisergico che porta lo spettatore verso un climax visivo e sonoro.

Climax vede protagonisti un ensemble di eccezionali ballerini, tutti professionisti, e una colonna sonora strepitosa in pieno clima anni ’90, con brani dei Daft Punk, Rolling Stones, Giorgio Moroder, Aphex Twin e tanti altri. Dopo aver scosso pubblica e critica con le sue sequenze visive al limite tra follia, sogno e delirio, Climax arriva finalmente nelle sale italiane dal 13 giugno.

Ispirato a un fatto di cronaca, siamo nel 1996. Una compagnia di ballerini si ritrova in una sala prove isolata, vicino una foresta, non ci sono ancora né cellulari, né internet. Alla fine delle prove i ragazzi decidono di fare una festa per rilassarsi ma qualcuno ha versato una strana sostanza nella sangria. Da qui un tuffo nella follia e nell’orrore, in un delirio collettivo da trance, tutti saranno condotti verso il caos.

 

Climax in Italia vietato? Allora ingressi free per i minori di 18 anni!

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Gaspar Noé è stato a Milano presso la Fondazione Prada dove ha tenuto una conferenza su Climax, il film presentato alla 71° edizione del festival di Cannes e in uscita al cinema in Italia a partire dal 13 giugno grazie a Mial Vision ed Europictures.  Una lunga conversazione che, partendo da Climax, ha toccato tutti i punti fondamentali del suo cinema. Dall’improvvisazione attoriale e registica alla cinefilia, dall’utilizzo delle sostanze psicotrope a scopo creativo, fino alle nuove tecniche cinematografiche, come la realtà virtuale, che ci proiettano verso una nuova concezione di cinema.

Alla domanda sul divieto ai minori di 18 che il film ha subito in Italia, Noé ha risposto: “Non mi interessa essere categorizzato come provocatore. Quando faccio un film non penso all’effetto che avrà sullo spettatore e in realtà non credo che i miei film siano scioccanti ma se lo sono non mi dispiace. Quando ero ragazzo, come succede a tutti, più un film aveva il divieto, più mi veniva voglia di vederlo.”  Soffermandosi in seguito sulla contemporaneità e sulla censura dei social media, il regista ha affermato: “Credo sia assurdo che si oscuri un simbolo di vita come i capezzoli delle donne… stiamo tornando al Medioevo!”

In relazione al divieto ai minori di 18 anni imposto dai censori italiani, la distribuzione sta valutando di promuovere un’iniziativa del tutto innovativa. “Non riteniamo che questo film meriti una tale limitazione, non ci sono scene particolarmente scabrose, sicuramente meno di quello che si vede in tante serate in tv. È un grande film e deve essere visto al cinema per la sua qualità visiva e per la potenza della colonna sonora. Ricorreremo in appello ma se il divieto verrà confermato stiamo pensando di regalare il biglietto ai minori che si presentino in sala accompagnati da un genitore. L’operazione si chiamerà “Fatti portare dalla mamma” fanno sapere i distributori.

Dopo il film scandalo Love, il violento Irréversible e l’ipnotico Enter the Void, Noé mescola ora coreografie, colori, e incubi in un viaggio lisergico che porta lo spettatore verso un climax visivo e sonoro. Climax vede protagonisti, assieme a Sofia Boutella, un ensemble di eccezionali ballerini, tutti professionisti, e una colonna sonora strepitosa in pieno clima anni ’90, con brani dei Daft Punk, Rolling Stones, Giorgio Moroder, Aphex Twin, Cerrone e tanti altri. Mial Vision ed Europictures vi invitano a prendere visione nelle sale italiane a partire dal 13 giugno di Climax, film vincitore dell’Art Cinema Award alla Quinzaine des Réalisateurs durante la 71° edizione del Festival di Cannes.

Ispirato a un fatto di cronaca, siamo nel 1996. Una compagnia di ballerini si ritrova in una sala prove isolata, vicino una foresta, non ci sono ancora né cellulari, né internet. Alla fine delle prove i ragazzi decidono di fare una festa per rilassarsi ma qualcuno ha versato una strana sostanza nella sangria. Da qui un tuffo nella follia e nell’orrore, in un delirio collettivo da trance, tutti saranno condotti verso il caos.

Climate Summit 2014: Leonardo DICaprio davanti alle Nazioni Unite [VIDEO]

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Climate Summit 2014 leonardo dicaprioDue giorni fa si è tenuta la cerimonia di apertura del Climate Summit 2014, evento mondiale che si prefigge di porre all’attenzione di chi di dovere il problema del surriscaldamento globale. Presente alla solenne cerimonia c’era un ospite d’eccezione, Leonardo DiCaprio, in veste di Ambasciatore ONU che ha pronunciato il suo discorso davanti alle Nazioni Unite.

Ecco il video: