Venerdì 2 marzo – The
Woman in Black: Dalla Londra in cui vive con il
figlioletto di tre anni e una governante, l’avvocato Arthur Kipps
si reca per conto del suo studio legale in uno sperduto villaggio
della brughiera inglese al fine di sbrigare alcune questioni legate
a Eal Marsh House. Che la tetra e isolata magione spaventi a morte
gli abitanti del luogo appare subito chiaro dalla diffidenza
dimostratagli così come da una diffusa ritrosia a parlare di una
spaventosa leggenda temuta da tutti. A sue spese, Kipps decide di
andare a fondo in un groviglio di paura e dolore in cui le
apparizioni di una donna in nero sembrano strettamente connesse
alla morte improvvisa di alcuni bambini.
Uscite al cinema del 2 e 7 marzo 2012
The Cabin In The Wood – Trailer del film diretto da Drew Goddard (Cloverfield e Lost)
Opera prima di Drew Goddard
(già produttore e sceneggiatore di Cloverfield e delle serie tv
Alias e Lost), scritto a quattro mani con Joss Whedon (padre di
Buffy l’ammazzavampiri e Angel, regista di The Avengers) che ne è
anche produttore, l’attesissimo, allucinante horror THE CABIN IN
THE WOODS uscirà nelle sale italiane il 13 aprile in contemporanea
con gli USA, distribuito da M2 Pictures.
Nel cast Chris Hemsworth (Thor), Jesse Williams (star di Gray’s Anatomy), Richard Jenkins, Bradley Whitford, Kristen Connolly e in un cameo anche Sigourney Weaver. Un gruppo di amici, in vacanza in un cottage isolato fra i boschi, deve improvvisamente affrontare una minaccia di origine sconosciuta. Una pellicola che, dichiara Goddard: “metterà la parola fine a tutti gli altri horror sulle case stregate”.
La furia dei Titani: trailer Italiano
La furia dei titani (Wrath of the Titans) è un film previsto per il 2012 diretto da Jonathan Liebesman, sequel di Scontro tra titani del 2010. Già nel marzo del 2010 si è iniziato a parlare di un sequel, ancora prima dell’uscita nelle sale di Scontro tra titani. Ad aprile 2010 è stato comunicato che il regista Louis Leterrier non avrebbe diretto il sequel, ma che sarebbe stato produttore esecutivo della pellicola.
Lo sceneggiatore Greg Berlanti ha iniziato a scrivere una storia, ma nel giugno 2010, la Warner Bros. ha assunto David Leslie Johnson e Dan Mazeau per scrivere la sceneggiatura. Inoltre viene comunicato che il film sarà girato direttamente in 3D, e non successivamente convertito. Nel mese di agosto 2010, il The Hollywood Reporter annuncia che Jonathan Liebesman ha firmato un accordo per dirigere il sequel.
Nel settembre del 2010, Liebesman ha confermato la presenza di Sam Worthington,Ralph Fiennes e Liam Neeson anche nel sequel. Al cast si aggiungono Bill Nighy nel ruolo di Efesto, Toby Kebbell, nel ruolo di Agenore, e Édgar Ramírez nei panni del Dio della guerra Ares, precedentemente interpretato da Tamer Hassan. Per il ruolo di Andromeda, interpretato da Alexa Davalos in Scontro tra titani, si è fatto il nome di varie attrici, tra cui Hayley Atwell, Janet Montgomery, Dominique McElligott e Clémence Poésy. Infine la parte è stata assegnata a Rosamund Pike. Le riprese sono iniziate il 23 marzo 2011, negli studi di fuori Londra. Successivamente le riprese hanno avuto luogo a Surrey, Inghilterra, e nelle Isole Canarie, più precisamente sulle isole di Tenerife e La Gomera. Il film verrà distribuito negli Stati Uniti, Regno Unito e Italia il 30 marzo 2012.
Rock of ages – Trailer italiano
Ecco il Trailer Italiano del film “ROCK OF
AGES”, tratto dal grande successo di Broadway, che uscirà il 22
giugno, distribuito da Warner Bros. Pictures Italia. Fra i
protagonisti del film diretto da Adam Shankman: Tom
Cruise, nel ruolo di una rockstar anni 80, Julianne Hough,
Diego Boneta, Paul Giamatti, Russell Brand, Mary J. Blige,
Malin Akerman, Bryan Cranston, Catherine Zeta-Jones, Alec
Baldwin.
“Rock of Ages” racconta la storia di Sherrie, una giovane
ragazza che lascia la sua sperduta cittadina nel kansas per
inseguire i suoi sogni a Los Angeles. Il suo incontro con Drew, un
ragazzo che sogna di diventare una rockstar, cambierà per sempre la
sua vita.
La loro storia d’amore rock ‘n’ roll è raccontata attraverso
i grandi successi di: Def Leppard, Joan Jett, Journey, Foreigner,
Bon Jovi, Night Ranger, REO Speedwagon, Pat Benatar, Twisted
Sister, Poison, Whitesnake, e altri.
Killer Elite – Trailer italiano
Lucky Red presenta KILLER ELITE, film di Gary
McKendry con Jason Statham, Clive
Owen e Robert De Niro.
SINOSSI
Danny (Jason Statham) è un killer e, insieme al suo mentore e amico
Hunter (Robert De Niro) e ad un ristretto gruppo di fedelissimi,
uccide su commissione. Ormai stanco della sua spietata professione
di mercenario, Danny si ritira in luogo privato, lontano dalle
brutalità commesse e alla ricerca di una serenità mai avuta
precedentemente. Quando però scopre che Hunter è prigioniero del
sultano dell’Oman, abbandona tutto per salvarlo. Il costo della
vita dell’amico è molto alto. Per liberarlo, infatti, dovrà
accettare un compito molto difficile: vendicare la morte dei figli
del sultano, uccisi per mano di alcuni ex membri dei SAS (Servizi
Aerei Speciali Britannici) durante la segreta Guerra dell’Oman.
L’impresa si complica ulteriormente quando Danny scopre che i suoi
bersagli sono protetti da una squadra clandestina di uomini
spietati: i “Feather Men”, capitanati da Spike (Clive Owen), ex SAS
assetato di combattere una nuova guerra. Danny con la sua squadra e
Spike con i suoi “Feather Men” sono missili la cui traiettoria è
destinata a scontrarsi, ciascuno pronto a battersi per ciò che
ritiene giusto. KILLER ELITE è la storia della loro guerra segreta,
combattuta dalla Gran Bretagna all’Oman, da Parigi
all’Australia.
KILLER ELITE è tratto dal romanzo di Ranulph Fiennes The Feather Men e arriverà nelle sale italiane il 20 aprile.
Red Carpet: and the winner is …
Red Carpet – Atmosfera strabiliante, luci e colori, sfarzo e profusione, lustrini e magnificenza e tanta sontuosa eleganza sul tappeto rosso della notte degli Oscar! In un disteso e glorioso défilé, da degne protagoniste dell’ambito red carpet, le star hanno generosamente dato spettacolo della loro bellezza, eleganza, fascino, vanità.
Red Carpet – Rosso, bianco, nero, oro, i colori prevalenti degli abiti scelti dalle star. Strascichi, accessori ricchi e luminosi, acconciature sobrie ovvero frivole. E qualche nota stonata, che non manca quasi per nessuno.
Rosso su Red Carpet per Natalie Portman, Emma Stone e Michelle Williams. La prima, in un lungo abito vintage Christian Dior del ’54 e adornata di un collier di diamanti Harry Winston, mostra una indiscutibile naturale bellezza classica sciupata appena, forse, da una acconciatura poco morbida. Diamanti anche per Emma Stone, che attinge dalla collezione Louis Vuitton High Jewelry e veste un Giambattista Valli rosso fuoco, con strascico discreto e una larga cravatta a fiocco, indubbiamente meno discreta. Per Michelle Williams infine, un abito firmato Louis Vuitton accompagnato da una pochette Bottega Veneta disarmonicamente rosa e un girocollo in diamanti Fred Leighton.
Bianco, invece, il colore scelto da Jennifer Lopez, Cameron Diaz, Rooney Mara, Gwyneth Paltrow, Octavia Spencer, Milla Jovovich. In stile supersexy Jennifer Lopez, con un abito Zuhair Murad che, mettendole ampiamente in risalto le curve, le dona le sembianze di una sirena. Note stonate, l’acconciatura piuttosto seria e rigida e l’effetto vedo-non vedo dell’abito. Coordinata alla co-presentatrice Jennifer Lopez, Cameron Diaz veste un Gucci Premiere e indossa gioielli Tiffany & Co.. Di Givenchy Couture è l’abito di Rooney Mara, spoglia di accessori e dallo stile severo dell’acconciatura. Una austera ma bellissima Gwyneth Paltrow veste Tom Ford, un’elegante Octavia Spencer sceglie un prezioso e lumioso Tadashi Shoji, mentre un’affascinante Milla Jovovich attinge da Elie Saab Couture.
Fuori dal coro per la scelta del colore, si è contraddistinta una Penelope Cruz in stile fiabesco con un lungo abito color grigio perla Giorgio Armani. Bellissima, adornata di diamanti Chopard, si è presentata con un’acconciatura e trucco anni cinquanta. Fuori dal coro anche Viola Davis, in un abito verde smeraldo Vera Wang. Per Sandra Bullock un Marchesa bianco-nero-dorato lungo, asciutto e semplice si è rivelato piuttosto dissonante con la sua figura, come pure l’austera acconciatura.
Nero invece per Rose Byrne, in un Vivienne Westwood di paillettes e gioielli Chanel. E nero per una splendida Angelina Jolie in elegante abito Versace dal lungo spacco e bustier asimmetrico, un’acconciatura naturale e morbida, e il sorriso smagliante contornato dall’immancabile rossetto rosso. Il tutto armoniosamente in sintonia con il red carpet.
A chi dunque la statuetta per l’eleganza da tappeto rosso?
Se l’eleganza è, come professa Valentino, l’equilibrio tra proporzioni, emozione e sorpresa, chi è riuscito a ben mescolare questi elementi la notte scorsa? Molto probabilmente la statuetta non cadrebbe nelle mani di Sandra Bullock, come di Jennifer Lopez o Rooney Mara. Come forse nemmeno in quelle di Michelle Williams o Cameron Diaz … Allora forse in quelle della regale Penelope Cruz con il suo abito da fiaba? O di Angelina Jolie con la sua naturale bellezza e l’innata eleganza?
Box Office ITA del 27 febbraio 2012
Buon fine settimana per le novità che si piazzano sul podio: Viaggio nell’isola misteriosa è primo, ma la migliore media è di Quasi amici, subito dietro. Terza posizione per In Time, mentre le altre new entry non sfondano…
Sul fronte degli incassi italiani, il week-end che si è appena concluso con la proclamazione dei vincitori agli Academy Awards non ha ovviamente beneficiato della risonanza della magica notte del cinema: soltanto a partire dai feriali si potrà parlare di quanto i vincitori degli Oscar attireranno un pubblico maggiore per via della visibilità ottenuta dai premi conquistati qualche ora fa; potremo quindi fare un bilancio soltanto il prossimo fine settimana.
Negli ultimi tre giorni al box office italiano si è registrato un testa a testa fra due new entry. Si tratta di Viaggio nell’isola misteriosa, che apre in prima posizione con 1,6 milioni di euro, e Quasi amici. La brillante commedia francese campione d’incassi in patria debutta al secondo posto con 1,5 milioni incassati in un centinaio di sale in meno rispetto al film per famiglie con Dwayne Johnson e senza beneficiare del 3D, ottenendo così la migliore media della top10. Il passaparola potrebbe inoltre garantire un’ottima tenuta nei prossimi giorni.
Scende al terzo posto In Time, giunto a 2,7 milioni con altri 797.000 euro. Segue Paradiso amaro (Oscar per la migliore sceneggiatura non originale), che ottiene altri 722.000 euro per 2,2 milioni complessivi.
Com’è bello far l’amore scende in quinta posizione con 717.000 euro, giungendo a quota 6,1 milioni. Subito dietro Hugo Cabret, consacrato da 5 Oscar tecnici, che arriva a 6,1 milioni con altri 500.000 euro.
Seguono tre new entry che ottengono risultati discreti. Knockout – resa dei conti apre al settimo posto con 434.000 euro, seguito da Hysteria (271.000 euro), presentato all’ultimo Festival del Film di Roma, e Un giorno questo dolore ti sarà utile, con appena 218.000 euro.
Chiude la top10 War Horse, rimasto a mani vuote a Los Angeles, arrivato a 961.000 euro complessivi con altri 211.000 euro.
I magnifici vincitori: ecco le loro reazioni
Frances Fisher in The Host
Uscito nel 2008, The Host (L’Ospite), ha rappresentato l’abbandono da parte di Stephanie Meyer degli scenari vampireschi per esplorare territori più alieni. Come era prevedibile, il romanzo avrà presto un adattamento per il grande schermo, che sarà diretto da Andrew Niccol (Gattaca, Lord Of War, In Time).
Frances Fisher (il cui ruolo più conosciuto, in una carriera nella quale ha alternato cinema televisione, è stato forse quello della madre di Kate Winslet in Titanic) è la più recente aggiunta a un cast che vedrà Saoirse Ronan (Hanna) nel ruolo della protagonista affiancata tra gli altri da William Hurt, Diane Kruger e Jake Abel. Il film è ambientato trai pochi terrestri sopravvissuti a un particolare tipo di invasione aliena, quella delle Anime, che prendono possesso degli abitanti dei paesi da loro visitati per condurli a una vita pacifica. La protagonista si rivelerà particolarmente ‘resistente’ all’influenza aliena, cercando di convivere assieme a un piccolo gruppo di ribelli. Le riprese del film sono appena cominciate; l’uscita è prevista alla fine di marzo 2013.
Fonte: Empire
Christian Bale e Viggo Mortensen forse assieme in Out Of The Furnace
Si intitola Out Of The Furnace il nuovo film diretto da Scott Cooper (Crazy Heart) su una sceneggiatura di Brad Ingelsby. Il progetto, appartenente al filone dei ‘film di vendetta’ aveva in precedenza attirato l’attenzione di Ridley Scott e Leonardo DiCaprio, sebbene il coinvolgimento dei due sia poi sfumato. Dopo aver trovato il regista, è ora la volta del cast: Christian Bale sarà il protagonista che, uscito dal carcere dopo quattro anni di prigionia, si metterà al ricerca degli assassini del fratello minore.
Scott Cooper ha preso le redini del film nell’aprile 2011, riscrivendo la scenggiatura in base alle proprie esigenze; trai nomi che circolano attorno al progetto vi è quello di Viggo Mortensen, che potrebbe interpretare il ‘cattivo’ della situazione, mentre per il fratello del protagonista sembra che Cooper stia valutando, tra gli altri Casey Affleck, Garett Hedlund, Taylor Kitsch e Channing Tatum; al film potrebbe inoltre partecipare anche Robert Duvall. Christian Bale sarà presto sugli schermi con The Dark Knight Rises e, in seguito, nei due nuovi film di Terrence Malick, Lawless e Knight Of Cups.
Fonte: Empire
Prometheus: rivelato il ruolo di Guy Pearce
Giugno si avvicina, e con esso l’uscita di Prometheus, ritorno di Ridley Scott a territori spaziali con quello che sarà una sorta di prequel di Alien; della partita sarà anche Guy Pearce, che ha affermato recentemente che il suo sarà un ruolo marginale: il personaggio da lui interpretato si chiamerà Peter Weyland, e sarà il proprietario dell’astronave da cui il film prende il nome.
Il cognome non risulterà nuovo ai patiti di Alien: Weyland-Yutani è infatti il nome della corporation che ricorre nei vari film della saga: in Aliens ad esempio Carte Burke, uno dei responsabili della compagnia, era interpretato da Paul Reiser, mentre in Aliens vs Predator Lance Henriksen vestiva i panni del fondatore della compagnia.
Fonte: Empire
Tom Hollander nel biopic su Dickens
Si intitola La donna invisibile, ma non è l’ennesimo film dedicato ai fumetti della Marvel: si tratta invece del film dedicato a Charles Dickens, del quale quest’anno ricorre il bicentenario della nascita. L’occasione era fin troppo ghiotta, e infatti nel corso dell’anno fioccheranno i progetti dedicati allo scrittore e alla sua opera; tra questi, particolarmente atteso l’adattamento di Grandi Speranze, diretto da Mike Newell e, appunto The Invisible Woman, diretto da Rlph Fiennes che sarà anche davanti alle telecamere, nel ruolo dello stesso Dickens.
Al progetto si è unito recentemente anche Tom Hollander che interpreterà Wilkie Collins, amico e collaboratore del creatore di Oliver Twist. Il titolo del film è un riferimento a Ellen ‘Nelly’ Ternan, attrice con la quale Dickens ebbe una relazione nell’ultima parte della propria vita, lasciando per questa la moglie. Relazione ‘scandalosa’ sia per la professione della donna (ai tempi il lavoro di attrice era ben poco considerato, anzi…), sia per la giovane età (la Ternan era più giovane di un anno della figlia maggiore dello scrittore). La relazione venne tenuta segreta praticamente per tutta la sua durata, visto che se fosse venuta alla luce avrebbe gettato ancora più discredito sulla donna, diventando nota solo dopo la morte di Dickens. Il ruolo della Ternan sarà interpretato da Felicity Jones, mentre Kristin Scott-Thomas sarà la moglie dello scrittore. La sceneggiatura del film è stata stesa da Abi Morgan (Shame) sulla base di un libro di Claire Tomalin, risalente al 1991. Le riprese prenderanno il via in aprile.
Fonte: Empire
Box Office USA del 27 Febbraio
Nel weekend degli Oscar, in cima al Box Office statunitense, non troviamo uno dei candidati alla statuetta, ma una nuova uscita: Act of valor, che narra le vicende di alcuni Navy seals che devono recuperare un agente della CIA rapito. Il film ha incassato quasi 25 milioni di dollari. In seconda posizione troviamo invece Good deeds, un film interamente realizzato da Tyler Perry, attore conosciuto in patria per i film in cui interpreta l’anziana e corpulenta Madea, nella serie di film omonima. Questa commedia invece incassa 16 milioni di dollari. Dopo una settimana passata oltre la metà bassa della classifica, risale Journey 2: the mysterious island che incassa 13.5 milioni di dollari arrivando ad un totale di 76. Safe house, che aveva dominato il box office statunitense la scorsa settimana, lo troviamo in quarta posizione, con un incasso settimanale di 11 milioni di dollari che portano il suo totale a 98. A metà classifica la storia di amore e di riconquista di The vow, presente in classifica da 3 settimane, ha raggiunto quota 103 milioni di dollari.
In sesta posizione si ferma Ghost rider: Spirit of vengeance, Nicolas Cage è stato candidato ai Razzie Awards sia come peggior attore che come peggior coppia (sulla fiducia, chiunque gli fosse stato al fianco in uno qualsiasi dei film usciti quest’anno con lui protagonista) chissà se l’incasso settimanale del film, di quasi 9 milioni di dollari, è stato influenzato da questa doppia nomination. In settima posizione troviamo invece la spy story This means war, che incassa 8.5 milioni di dollari, mentre la nuova commedia con Paul Rudd e Jennifer Aniston esordisce all’ottavo posto; Wanderlust incassa infatti solo 6 milioni di dollari. Chiudono la classifica il thriller con Amanda Seyfried Gone, che incassa 5 milioni di dollari e il film di animazione Arrietty in decima posizione con un incasso totale di 14 milioni di dollari.
La prossima settimana usciranno: Project X, che racconta di tre ragazzi arrivati all’anno finale al college che decidono di organizzare una festa indimenticabile, ma che ad un certo punto va fuori controllo; Boy, film campione d’incassi in Nuova Zelanda che ha raccolto tramite Kickstarter, un sito di crowdfunding, i soldi necessari per l’uscita negli Stati Uniti, e addirittura, l’italianissimo Gianni e le donne, distribuito come Salt of life, vedremo che riscontro avrà in sala.
Oscar 2012: un commento a caldo
Appena conclusa la cerimonia degli Oscar 2012 gli ambiti Academy Awards. Come al solito nessuno è contento un po’ perché non si possono premiare tutti i film (che premi sarebbero!) un po’ perché i criteri di premiazione sono sempre più arbitrari. Tuttavia non facciamo polemiche a quest’ora e in questa sede, andiamo un po’ a vedere chi si è portato a casa la preziosa statuetta di Oscar 2012.
Oscar 2012 è il trionfo di The Artist
Il trionfo telefonatissimo di The Artist era prevedibile, il film di Hazanavicius si è portato a casa miglior colonna sonora, miglior regia, miglior attore Jean Dujardin, miglior costumi e naturalmente miglior film. Nulla da obbiettare, un bel film premiato senza dubbio tuttavia il premio alla regia resta quello più strano da inquadrare quanto in gara c’erano Scorsese con un bellissimo Hugo e quel genio di Malick, ancora una volta snobbato. Anche Hugo però ha vinto cinque statuette tutte ‘tecniche’: miglior fotografia, miglior effetti speciali, miglior scenografia (unico premio italiano a Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo), miglior missaggio e montaggio del suono. Tutti meritati invece i premi agli attori: Dujardin come migliore protagonista è sicuramente una scelta scontata ma eccellente e lo stesso dicasi per la bravissima Octavia Spencer per The Help.
Christopher Plummer per The Beginners si è portato a casa la sua prima statuetta in 60 anni di carriera accogliendola con queste dolci parole: “Sei appena due anni più vecchio di me, dove sei stato tutto questo tempo?“. E infine il premio a sorpresa a Meryl Streep che con la sua 17esima nomination e la sua terza statuetta l’attrice è entrata nella storia, ha raggiunto Jack Nicholson, Ingrid Bergman e Walter Brennan e si candida con questo ritmo a eguagliare il primato assoluto di quattro premi Oscar detenuto adesso dall’immensa Katherine Hepburn.
Meritata la statuetta alla sceneggiatura originale di Midnight in Paris, oggettivamente l’unico film che potesse vincere in questa categoria, e Allen come al solito non era presente a ritirare il premio! Un po’ dura da mandar giù invece la statuetta assegnata ad Alexander Payne per la sceneggiatura non originale di Paradiso Amaro. Trionfo annunciato per il bellissimo Una separazione di Asghar Farhadi, film iraniano che è per l’interpretazione la regia e soprattutto la sceneggiatura il meritatissimo vincitore della categoria miglior film straniero, un premio per cui l’Italia detiene il maggior numero di vittorie, 11 Oscar, ma che da troppo tempo latita nel nostro Paese (dai tempi de La Vita è Bella di Benigni).
Promossa a pieni voti invece la conduzione, Billy Crystal si è dimostrato come al solito un ottimo ospite, ha canticchiato, ha fatto qualche battuta, ha presentato con sobrietà l’omaggio ai deceduti dell’ultimo anno, momento sempre molto commovente, ha accompagnato con eleganza e ironia la serata al termine, e con lui grandi sono stati i co-presentatori, attori e attrici che hanno assegnato i premi. Si segnalano per bellezza e simpatia Emma Stone, la coppia Diaz-Lopez e il loro splendido lato B e Will Ferrell e Zach Galifianakis nel loro piccolo momento comico che ogni anno qualcuno si addossa.
Qualche piccolo rimpianto questa serata se lo porta dietro, a partire dal mancato premio a Terrence Malick per la regia, ma soprattutto alle bravissime attrici e ai bravissimi attori rimasti a bocca asciutta, su tutti Max Von Sydow, Jessica Chastain e soprattutto la bravissima Glenn Close.
Il giudizio dell’Academy è insindacabile, sempre più spesso imperscrutabile ma infondo a tutti va bene così, gli Oscar fanno sognare, ridere, arrabbiare e battere il cuore, e così continueranno a fare.
Oscar 2012: ecco i vincitori!
Oscar 2012: ecco il red carpet in diretta!
Oscar al miglior film 2012: per voi vince Hugo!
E’ eloquente e non ammette repliche,
per i lettori di Cinefilos.it l’Oscar al miglior film per il 2012
va a Hugo, il delicato fantasioso e tridimensionale omaggio di
Martin Scorsese al cinema di Georges
Méliès.
Edward mani di forbice, il film di Tim Burton
Edward mani di forbice è il film del 1990 di Tim Burton con protagonisti nel cast Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Alar Arking e Vincent Prince.
- Anno: 1990
- Regia: Tim Burton
- Cast: Johnny Depp (Edward); Winona Ryder (Kim Boggs); Dianne Wiest (Peggy Boggs); Alan Arkin (Bill Boggs); Robert Oliveri (Kevin Boggs); Anthony Michael Hall (Jim); Vincent Prince (l’inventore).
Trama: Ad un ridente e colorato quartiere si
contrappone un tetro e tenebroso castello dove da troppo
tempo ormai vive in completa solitudine il giovane Edward, creatura
quasi umana, la cui imperfezione lo costringe ad isolarsi dal resto
del mondo, timoroso di affacciarsi ad una società poco incline ad
accettarlo.
Edward, che per mani ha delle forbici a causa della prematura morte del suo creatore, sviluppa così una straordinaria capacità creativa che grazie alla premura e alla generosità di Peg, rappresentante Avon alla disperata ricerca di clienti, varrà l’amicizia dell’intero vicinato. Il coraggio di questa donna e la voglia di Edward di conoscere una realtà diversa da quella sino ad allora vissuta non basteranno pero perché il quartiere si liberi definitivamente di quei pregiudizi di cui tanto paventava il giovane, costretto a rapportarsi con un bigottismo ed una ipocrisia a causa dei quali preferirà tornare alla sua cara e fedele solitudine.
Edward mani di forbice, il film la cui favola romantica ha emozionato milioni di persone
Analisi: Per molti il lavoro in assoluto più
autobiografico di questo eccentrico ed eccelso regista, per altri
un film il cui genere fantasy la dice lunga sulla possibilità di
auspicare ad un buon riscontro al box office, per il cui confronto
con altre pellicole cinematografiche ci si aspetti lo sviluppo di
un tema lontano dal fiabesco, per altri ancora il delicato
tentativo di
Tim Burton di trasferire quanto di più
essenziale nonché prezioso nella vita di ciascuno di noi in cento
minuti raccontati con una leggerezza straordinaria. Perché ai tanti
cimentatesi in Edward mani di forbice non passa
certamente in sordina il messaggio che il regista ha voluto far
trapelare, sebbene in maniera curiosa e tipica di chi delle proprie
pellicole ne ha fatto sempre motivo di grande riflessione morale:
la diversità sociale e la forsennata ricerca di una perfezione
stereotipata e omologante.
Con Edward mani di forbice Tim Burton sperimenta il suo primo lungometraggio da “solista”, fondando la Tim Burton Productions in collaborazione con la Fox; il tema, reduce da bozzetti che l’hanno ispirato tra i banchi di scuola, testimonia la grande sensibilità di un uomo intento a render protagonisti nei suoi lavori coloro che nella vita protagonisti non sono affatto. Il diverso viene percepito e rappresentato come unica variante alla piattezza e alla paranoica vita dell’ammasso sociale, intrappolato nella propria abitudinarietà fatta di banali e insignificanti certezze, in uno sfondo di drammatica ipocrisia.
In Edward, magnificamente interpretato da un favoloso Johnny Depp la cui partecipazione varrà un sodalizio con il regista che ad oggi conta ben sei film da protagonista, è facile cogliere quello spirito pop e reazionario che fanno di Tim Burton un regista assolutamente esclusivo, lontano dai tradizionali schemi hollywoodiani. La sua penna è assolutamente inconfondibile sia come sceneggiatore che come regista e in ciascuno dei suoi capolavori firma quell’universo che gli è tanto caro, fatto di nobili sentimenti, sebbene coltivati nella propria interiorità e difficilmente condivisi con il resto del mondo. Il cinema di Tim Burton racconta proprio questo, il mondo introverso che è proprio di ciascuno di noi e lo fa con una semplicità ingannevolmente subdola ed infantile, scegliendo quell’atmosfera favolistica troppo semplice da criticare, ma effettivamente la sola in grado di far volare chiunque entri nei suoi personaggi, purché mossi da un animo sensibile e sognante.
I
contrasti cromatrici che si ravvisano costituiscono il filtro di
cui si avvale Burton per rappresentare la favola della diversità
sociale, la cui essenzialità, che si colora di sgargianti tinte
pastello, e la spigliatezza del quartiere, estremizzato da strade
deserte e aridi giardini privi di qualsiasi connotato naturale, si
oppongono ad un castello tetro e opprimente il cui aspetto poco
rassicurante ne costituisce però solo un ingannevole facciata,
dietro la quale si nasconde un meraviglioso giardino, lontano dagli
schemi convenzionali tipici del qualunquismo di massa.
Dunque il genio incompreso per antonomasia, percepito dal resto della società come un fenomeno da baraccone, la cui artisticità sembra sconvolgere positivamente i fanatici buonisti, allegoria della società dei consumi dai tipici tratti statunitensi. La metafora delle forbici, causa dell’isolamento di Edward, si plasma in dono meraviglioso percepito come tale dal momento in cui la società alla quale il giovane si affaccia si spoglia della diffidenza verso il diverso, cogliendone quei tratti per i quali si è in grado di nutrire affetto.
Ma la curiosità tollerante per il nuovo ha breve durata e il nichilismo e la scaltrezza del popolino alla fine prevalgono. L’animo gentile e l’ingenuità pura di Edward non riescono infatti a scalfire il resto della collettività, incapace di andare oltre quella corazza fatta di tratti e connotati troppo distanti dagli stereotipi in voga in quegli anni, simbolo di una spaventosa involuzione umana. Non è un caso che il solo a mostrare comprensione e affatto nei confronti di Edward sia l’agente di colore, unico tra l’altro tra gli inconfondibili “bianchi” , icona della diversità per eccellenza, come a dire tra diversi ci si capisce e ci sostiene.
La
musica, a cura dell’amico Danny Elfman, precede in
simbiosi con l’aspetto favolistico del film, attraverso la
riproduzione di modulazioni che riecheggiano suoni gradevoli e
sognanti, in grado di proiettare chiunque l’ascolti nella propria
lontana o vicina infanzia. Sebbene l’aspetto musicale non pervada
totalmente la pellicola, questa ne costituisce certamente un
elemento fondamentale che accompagna quelle scene la cui portata
morale si intensifica.
Edward mani di forbice è un capolavoro che conferma la grandiosità di un regista profondamente attento alle tematiche sociali, alternativamente rappresentate attraverso un forte e predominante aspetto anticonformista, un film che lascia il segno della sua rilevante portata riflessiva: questo Edward mani di forbici di Tim Burton.
Spirit Awards 2012: trionfo per The Artist
Fatiche erculee per Dwayne “The Rock” Johnson?
Dwayne Johnson è in trattativa con la MGM per
entrare nel cast di Hercules, di Brett Ratner (Tower Heist); come è
facile intuire, a “The Rock” toccherebbe
Posti in piedi in paradiso: Verdone e il cast raccontano il film
Nomination Razzie Awards: Adam Sandler fa il pieno!
La Golden Raspberry Award Foundation ha annunciato le nomination per la 32ma
edizione dei Razzie Awards, gli “anti-Oscar” che vanno a
premiare
Joel Kinnaman sarà il nuovo Robocop?
La MGM ha offerto all’attore svedese
Joel Kinnaman il ruolo principale nel nuovo
Robocop, che sarà diretto da José Padilha (Tropa de
Elite) a partire
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The Avengers – Iron Man: Eroe. Uomo d’affari. Sopravvissuto. Inventore. Vendicatore.
The Avengers – E’ un supereroe in un’armatura ma non è un cavaliere; Iron Man è un prodigio della meccanica, che grazie alle risorse della sua mente, è in grado di affiancare i supereroi dell’Universo Marvel, senza in realtà possedere alcun potere naturale. Creato nel 1963, Iron Man è uno dei pochi eroi che non ha segreti sulla propria identità.
Infatti Tony Stark è un businessman, un inventore e un geniale anticonformista altrettanto noto quanto il suo alter ego Iron Man che si adopera per salvare il mondo.
The Avengers – recensione
Fondatore dei Vendicatori e pilastro del multiforme Universo Marvel, Iron Man è senza dubbio uno dei personaggi più interessanti del mondo dei fumetti.
“La cosa che più mi piaceva di Iron Man, quando ho iniziato ad esplorare il suo personaggio, è proprio Tony Stark”, afferma il noto scrittore di Iron Man, David Michelinie. “Ecco un supereroe senza superpoteri; un uomo dotato di un grande intelletto e di una incredibile immaginazione , grazie ai quali ha ideato strumenti e meccanismi volti al bene, per rendere il mondo un posto migliore. E nel contempo riesce persino a dirigere una redditizia multinazionale!”
Iron Man: Eroe. Uomo d’affari. Sopravvissuto. Inventore. Vendicatore.
Nei fumetti Tony Stark è il leader della sua società, il capo dei Vendicatori e persino di S.H.I.E.L.D. Anche senza il costume di Iron Man, Stark sarebbe una presenza dominante nel mondo, ma la sua armatura e le ragioni per cui la indossa, lo rendono un personaggio davvero unico.
“Iron Man è l’eroe della Marvel che preferisco e secondo me è la sua origine a renderlo importante”, afferma il Chief Creative Officer della Marvel, Joe Quesada. “Infatti la sua etica, prima di diventare Iron Man, era piuttosto dubbia”.
Prima di assumere l’identità di Iron Man, Tony Stark ha infatti dedicato gran parte della sua vita a fabbricare armi, e a venderle al migliore offerente. Ma quando viene rapito e ferito al cuore, inizia a dedicarsi al bene, a salvare la vita altrui, iniziando da se stesso. Durante la prigionia Stark crea il primo modello di armatura per proteggere il suo cuore e per riuscire a fuggire dal carcere.
“Questo cambiamento di personalità lo rende un personaggio accattivante; lui stesso afferma: “Ho fatto tanti errori nella mia vita ma ora voglio cambiare e fare del bene’”, spiega Quesada. “Gli eroi migliori sono quelli che possiedono un senso innato di umanità; ognuno di noi porta con sé un fardello, il rimpianto di qualcosa che vorrebbe poter cambiare”.
Il personaggio di Iron Man è evoluto nel corso degli anni, al pari della sua armatura. Le avventure di Iron Man non si limitano alle classiche peripezie dei supereroi, dato che le invenzioni tecnologiche di Tony Stark possono diventare una vera minaccia, se cadono nelle mani sbagliate.
“’La Guerra delle Armature’ mette in mostra tutto il senso di responsabilità di Tony”, spiega Michelinie, che ha scritto oltre 80 storie di Iron Man nel corso degli anni. “Si confronta con i suoi amici, con il suo Paese e col mondo intero, per riuscire a recuperare la tecnologia di sua invenzione ed evitare che continui ad essere impiegata in modo sbagliato e ad essere causa di indicibili sofferenze per l’umanità”.
Spesso i supereroi sono profondamente scissi fra la loro identità normale e quella da supereroe; Tony Stark è invece un eroe molto compatto, e la sua personalità è la stessa, sia che si trovi nel suo ufficio che nel campo di battaglia. In questo senso è uno dei pochi supereroi che vive alla luce del sole.
“Quando ho scritto il personaggio, nel 2000, non aveva senso, per me, che Iron Man nascondesse la sua identità civile di Tony Stark. I miei editori all’epoca non amavano la mia idea ma quando sono diventato capo redattore ho optato per questa versione”, spiega Quesada. “Tony non è un cittadino anonimo, che nessuno conosce, bensì uno degli scienziati più brillanti del mondo, oltre ad essere un famoso industriale. Tony è già un bersaglio. Gente del calibro di Richard Branson e di Steve Jobs deve essere prudente, ha bisogno di essere protetta. Quindi in fondo non c’era una ragione logica perché Tony avesse un alter-ego e fingesse di non essere Iron Man. Se fossi Tony, vorrei che la gente sapesse che sono Iron Man. Vorrei che la gente sapesse che quando hai a che fare con me, hai anche a che fare con Iron Man”.
Nonostante sia stato un importante membro della squadra dei fumetti Marvel per quasi 50 anni, solo nel 2008, con l’uscita del film live-action “Iron Man” e la predente rivitalizzazione dei Vendicatori, Iron Man si è imposto all’attenzione del grande pubblico.
“Prima di allora Iron Man non era un personaggio immediatamente riconoscibile come Spider-Man, ma ora, nel 2012, è ormai uno dei personaggi più popolari della Marvel, al cinema, nell’animazione e nei fumetti”, dice Quesada. “E’ senza dubbio uno dei supereroi più noti. Per me è davvero gratificante vederlo godere di tanta notorietà, considerando che quando ho iniziato a scrivere le sue storie, lo conoscevano solo gli appassionati dei fumetti. Sono molto affezionato a Tony Stark e ad Iron Man, e sono contento che il resto del mondo abbia imparato a conoscerlo”.
di Chris Arrant
Posti in piedi in Paradiso: recensione del film di Carlo Verdone
In Posti in piedi in Paradiso Ulisse, Fulvio e Domenico vivono in una situazione di precarietà fuori tempo massimo: tutti tra i 40 e i 50 anni, divorziati, sono ex uomini di successo caduti in disgrazia dopo la separazione dalle compagne e la relativa spesa mensile per gli alimenti. I tre si trovano insieme un po’ per caso un po’ per sopravvivenza, e a loro si uniranno altre persone più o meno nella stessa situazione, a testimonianza che la precarietà non è appannaggio solo dei trentenni.
Carlo Verdone torna al cinema con una commedia dai toni amari. I suoi protagonisti sono dei falliti o poco ci manca, ma quello che è evidente è che non fanno nulla di costruttivo per uscire fuori da questa situazione, è lo stesso personaggio interpretato da Verdone, l’ex produttore musicale di successo Ulisse a dirlo: “Siamo una generazione di disastrati”. I tre personaggi, che hanno vissuto quasi, sembrerebbe, una vita precedente di successi e riconoscimenti, non sono riusciti a rimettersi in discussione una volta che il caso e magari il troppo orgoglio hanno rovinato il loro equilibrio precedente. In effetti, quello che emerge da questa commedia, è non la volontà dei tre di riscattarsi, ma piuttosto quella di svoltare, così come volevano fare i “soliti ignoti” di Mario Monicelli 50 anni fa.
Posti in piedi in Paradiso, il film
Così Domenico (Marco Giallini) sbarca il lunario affittando case di giorno, accompagnando anziane signore di notte e cercando la fortuna con il gratta e vinci, Fulvio (Pierfrancesco Favino), ex critico cinematografico ridimensionato alla cronaca rosa perché reo di avere concupito la moglie del direttore del giornale per cui lavora, cerca di mantenere un contegno ma allo stesso tempo seduce una starlette ventenne affascinandola con le sue conoscenze cinematografiche, e Ulisse, appunto, ex discografico, si aggrappa al passato glorioso, dal quale non si vuole separare, come non si vuole separare dalla cintura appartenuta a Jim Morrison che ha nel negozio di vinili che gestisce e in cui abita finché non decide di dividere un appartamento con gli altri due disgraziati.
A loro si unisce una cardiologa un po’ svampita e un po’ sopra le righe, interpretata da Micaela Ramazzotti che conferma la sua bravura in ruoli leggeri e comici con tempi, mimica e interpretazione perfetti che fa da tratto di unione tra la generazione dei tre e quella dei figli, che ai loro occhi è altrettanto disgraziata, ma che invece nasconde la volontà di riscatto che i tre genitori non hanno. Da un lato quindi Verdone comunica un certo sconforto per i tempi attuali ma dà uno speranzoso occhio al futuro e alle generazioni future, che da questo film escono comunque più coscienti dei padri di cosa sia essenziale fare per riscattarsi nella vita.
Ulisse è un personaggio da cui traspare molto Verdone, anzi, il personaggio si adatta alle caratteristiche ormai note del personaggio Verdone: sono suoi alcuni tic e manie che ormai sono diventate note a chi lo conosce: la sua ipocondria e la conoscenza perfetta di alcune patologie e i medicinali adatti alla cura. Posti in piedi in Paradiso esce in sala il 2 Marzo.
Pollo alle Prugne – Trailer Italiano
Teheran, 1958. Nasser Ali Khan,
celebre musicista, ha perso il gusto per la vita. Da quando il suo
violino si è rotto a causa di un incidente, nessuno strumento
musicale riesce più a dargli l’ispirazione. La sua tristezza si è
accentuata da quando ha incontrato per caso il suo amore di
gioventù all’angolo di una strada ma lei non lo ha riconosciuto.
Dopo aver tentato invano di rimpiazzare lo strumento rotto che gli
aveva regalato il suo maestro di musica, Nasser giunge all’unica
soluzione possibile: visto che nessun altro violino riuscirà più a
dargli la gioia di suonare, si metterà a letto e attendederà la
morte.
Il Cavaliere Oscuro: il ritorno – Hans Zimmer parla della Colonna Sonora!
Hans Zimmer intervistato da Hero Complex ha rilasciato alcune interessanti riflessioni sulla partitura realizzata per Il cavaliere oscuro – Il ritorno, terzo film di Batman diretto da Christopher Nolan. Il compositore ha anche commentato la segretezza che avvolge per ora il film:
La maniera giusta per inquadrare un sequel è trattarlo come se fosse un film autonomo. Altrimenti ti ritroveresti a dover trattare tutti gli elementi peggiori che potresti avere quando lavori a un seguito. Mi è balenata in testa un’idea addirittura prima d’iniziare a lavorare a Sherlock Holmes e che Christopher cominciasse a girare. Sono andato al dipartimento musicale della Warner e ho chiesto “Mi sono guadagnato la possibilità di prenotare, per un paio di giorni la più grande e folle orchestra e fare qualche esperimento per Il Cavaliere Oscuro: il ritorno? Se va male o se a Chris non piace, potremmo solo fingere che tutto questo non sia mai accaduto”.
La mia idea era scrivere la musica in maniera differente dal solito, e di ottenerla con un’orchestra atipica in grado di suonare in maniera diversa. Ha funzionato e potete già sentirne qualche frammento grazie al trailer. Mi ritrovo ad avere 25 minuti di materiale, molto, molto radicale e inconsueto.
Sull’atmosfera di assoluta segretezza che Christopher Nolan mantiene intorno alla sua pellicola il compositore è assolutamente d’accordo:
Il nostro compito dovrebbe essere quello di stupirvi. Parte dell’esperienza cinematografica dovrebbe basarsi, appunto, sulla sorpresa. Lavoriamo sodo per mantenere vivo questo aspetto del filmmaking anche se oggigiorno pare che il mondo non sia più interessato. Tutti vogliono sapere tutto e subito, sulle star coinvolte, su questo, su quello. Tutta roba che per noi non conta. Dico davvero, per noi l’importante è la scrittura, la sceneggiatura, le idee e il viaggio. Ingredienti che vanno trasformati in un’opera realmente valida.
Vi ricordiamo che ulteriori info sulla pellicola le troverete nel nostre speciale Batman 3 e nella nostra Scheda Film: Il Cavaliere Oscuro: il ritorno.
César 2012: nuovo trionfo per The Artist
The Artist ha di nuovo fatto incetta di premi: stavolta l’occasione sono i César 2012, massimo riconoscimento del cinema francese, che sono stati consegnati ieri sera a Parigi.
Il film muto di Michel Hazanavicius ha conquistato quasi tutte le categorie principali ovvero film, regia, attrice (Berenice Bejo), fotografia (Guillaume Schiffman), scenografia (Laurence Bennett) e colonna sonora (Ludovic Bource): a restare a mani vuote è stato invece Jean Dujardin, al quale è stato a sorpresa preferito Omar Sy, protagonista del film campione d’incassi in patria Quasi amici (Intouchables). Difficile ormai non immaginare chi sarà il trionfatore alla cerimonia degli Oscar 2012 che si terrà domani sera a Los Angeles.
Il premio per il miglior film straniero è andato invece a Una separazione, altro grande favorito nella corsa alla statuetta.
Star Trek 2: prime foto dal set!
Sono da poco iniziate le riprese di Star Trek 2, nuovo capitolo del reboot della serie cult di fantascienza diretto da JJ Abrams che arriverà nei cinema americani nel maggio 2013: al momento restano sconosciuti sia il titolo ufficiale che la trama, ma due scatti esclusivi sono arrivati dal blindatissimo set di Los Angeles.
Le interessanti immagini mostrano in azione Spock( Zachary Quinto) e Uhura(la star di Avatar Zoe Saldana) visibilmente impegnati a combattere contro un personaggio sconosciuto, interpretato dalla Star di Sherlock Benedict Cumberbatch; il ruolo di Cumberbatch nel film non è stato ancora reso noto, ma gli scatti sembrano non lasciare dubbi sul fatto che si tratti di un villain. Secondo voi chi potrebbe essere?
fonte: mtv.com













