In principio, il
Creatore forgiò la Ruota del
Tempo, la quale intesse il Disegno delle Ere utilizzando
le vite degli uomini come suoi fili. Sette sono i raggi della
Ruota, ognuno rappresentante un’epoca, e a farla girare vi è
l’Unico Potere, forza motrice dell’Universo. Il Creatore, inoltre,
imprigionò Shai’tan il Tenebroso, una entità
potente e malvagia per tenerlo lontano dalla Ruota. Ma con il
ruotare delle ere, il Tenebroso trovò il modo per interferire con
il mondo e per difendersi da questa minaccia la Ruota provocò la
nascita periodica del cosiddetto Drago, potente campione della
Luce. A lui spetta il compito di imprigionare Shai’tan ancora e
ancora, fino alla fine dei tempi.
Parte da tale premessa la nuova
serie fantasy di Amazon intitolata La Ruota del
Tempo. Questa è basata sull’imponente ciclo
letterario ideato da Robert Jordan,
scritto nel corso di vent’anni e completato da Brandon
Sanderson in seguito alla scomparsa dello scrittore,
avvenuta nel 2007. Composto da 14 romanzi, ognuno non inferiore
alle 800 pagine, è questo uno dei maggiori racconti fantasy degli
ultimi decenni, il quale da tempo aspettava di poter essere
adattato in opera audiovisiva. Grazie allo showrunner Rafe
Judkins ciò è infine divenuto realtà, con una prima
stagione composta da 8 episodi ed una seconda già confermata e in
fase di riprese.
Questa prima stagione, in
particolare, si concentra sulla ricerca da parte di
Moiraine Damordred (Rosamund
Pike), strega appartenente alla potente
organizzazione delle Aes Sedai, della reincarnazione del Drago
Rinato, colui che potrà riportare l’ordine nell’Universo.
Individuandolo in uno tra i giovani Rand al’Thor
(Josha Stradowski), Perrin
(Marcus Rutherford), Mat
(Barney Harris), Egwene
(Madeleine Madden) e
Nynaeve (Zoë Robins), Moiraine
decide di portarli tutti e cinque con sé verso la Torre Bianca,
intraprendendo un viaggio che cambierà per sempre le loro vite e le
sorti del mondo.
La nuova avventura fantasy di Amazon
In un panorama cinematografico e
televisivo sempre più ricco di racconti fantasy, molti dei quali
finiscono per assomigliarsi fin troppo tra loro, La Ruota del
Tempo aspira evidentemente a proporsi come qualcosa di
diverso. Un’ambizione tutt’altro che facile da soddisfare,
considerando quanto titoli come Il Signore degli Anelli e
Il Trono di Spade si siano imposti
nell’immaginario collettivo, ridefinendo canoni e modalità di
rappresentazione. Dalla sua, tuttavia, la serie ideata da Judkins
vanta una base letteraria particolarmente solida, complessa e ricca
di concetti a loro modo originali.
Dai primi tre episodi potuti vedere
in anteprima, questa introduce infatti senza esitazioni nel pieno
dell’azione, in un contesto dove la magia è un qualcosa di molto
raro e accessibile solo ad alcune donne prescelte. Potrebbe questo
sembrare un risvolto frutto dei più recenti movimenti di rivalsa
femminile, se non fossero dinamiche descritte da Jordan più di
vent’anni fa. Già solo questo elemento permette di comprendere
quanto tale serie possa risultare sorprendete nel suo racconto,
composto naturalmente da quelle tappe tipiche del genere ma nelle
quali si possono ritrovare gradite sorprese o eventi tali da
attirare l’attenzione dello spettatore.
Tra ambienti selvaggi e lerce
taverne, tra poteri da scoprire e cruenti nemici da affrontare,
La Ruota del Tempo si misura così con i suoi simili con la
consapevolezza di quali siano i suoi punti di forza e puntando su
tale patrimonio per potersi distinguere. Ciò che più di ogni altra
cosa può aiutare in ciò è la concezione filosofica ed universale
alla base della storia, la quale sembra acquistare di spessore
episodio dopo episodio. All’interno della Ruota, ognuno può
scoprire poteri e origini imprevedibili, rendendo di fatto ogni
personaggio una potenziale continua sorpresa.

La Ruota del Tempo: la recensione
Adattare un racconto tanto ampio e
complesso come quello de La Ruota del Tempo è
un’operazione a dir poco spaventosa. Ciò che dai primi episodi
visti si può rimproverare agli sceneggiatori è l’aver condensato in
poco tempo un ampio numero di eventi, i quali probabilmente
avrebbero meritato un ritmo più disteso, un maggiore
approfondimento e, in alcuni momenti, una messa in scena più
accattivante. Allo stesso tempo, occorrerà scoprire quanto i
personaggi fin qui potranno affermarsi e rendersi memorabili. Nei
primi tre episodi si intuisce il loro potenziale, senza però che
questo si esprima in modo ancora del tutto convincente.
Nonostante ciò, in quanto si vede
si può ritrovare una gradita rielaborazione di determinati
elementi, dalla magia agli elementi più sanguinolenti, i quali
acquistano una valore estetico più adeguato al mezzo qui
utilizzato. Gli scontri con i Trolloc, terribili creature simili a
tori antropomorfi, sono particolarmente violenti e lasciano intuire
come la serie possa passare da momenti più spensierati ad altri ben
più cupi. Nel complesso, inoltre, è bene notare come il racconto
rimanga perfettamente comprensibile anche da chi non ha mai letto i
libri di Jordan.
Se quanto visto nei primi tre
episodi, intitolati Commiato, L’ombra attende e Un
luogo sicuro, dovesse confermarsi anche nei successivi
quattro, questa prima stagione potrebbe davvero affermarsi come una
gradita sorpresa. Visivamente ricca tra imponenti scenografie e con
un’atmosfera che raggiunge anche toni da horror, vi è infatti una
magnificenza di buon livello. In attesa anche di poter vedere la
nuova serie de Il Signore degli
Anelli, prevista per il 22 settembre 2022 sempre su
Amazon Prime Video, La Ruota del Tempo è
dunque un titolo fantasy di particolare fascino per ogni amante del
genere, nonché una buona occasione per riscoprire l’omonima saga
letteraria.