Bellissima, minuta e sorridente, ma
anche cinefila, gentile e divertente, la canadese Sarah
Gadon, musa di David Cronenberg, si è
prestata al blockbuster per entrare nel ruolo di Mirena, dolce e
innamorata moglie di Vlad L’Impalatore, uomo dietro alla leggenda
di cui si narra in Dracula
Untold. Un ruolo romantico e appassionato, che la
Gadon ha amato molto interpretare e che l’ha portata a Roma, per
parlare con la stampa di questa avventura accanto a
Luke
Evans.
Qual è l’aspetto più
interessante del personaggio?
SG: “Ci sono molti aspetti di
lei che mi piacciono, è una persona dai forti valori morali e una
delle cose che mi piace di lei è il suo amore per la vita e il
marito. Vuole fare le scelte giuste e questo è davvero centrale
nella storia.”
Quale scena ti è piaciuta
girare di più?
SG: “Una delle scene più belle
è quella finale. Mi è piaciuto molto quando l’ho rivista sul grande
schermo. Sono rimasta stupita di quello che il cinema riesce a
fare.”
Qual è il tuo rapporto con
la letteratura, con il romanzo di Bram Stoker?
SG: “Amo tantissimo la
letteratura gotica e romantica e il romanzo di Bram Stoker. Sono
appassionata di questo tipo di racconti, mi piace molto anche
Frankenstein di Mary Shelley e Jena Eyre. L’idea di interpretare
una storia su Dracula e sulle sue origini mi ha fatto davvero
piacere. Non so se ho visto tutti i film su Dracula. Mi piace
moltissimo il Dracula di Coppola e penso che il nostro film sia
un’espansione dei primi dieci minuti di quel film. Ma ho sempre
amato i racconti di vampiri, guardavo anche Buffy
L’Ammazzavampiri.”
Come ti sei rapportata
alle Spose di Dracula, tu sei la moglie di Vlad ma la tradizione
vede protagoniste della storia le spose di Dracula. Come ti sei
rapportata a loro, se lo hai fatto?
SG: “A me piace pensare che lui
sia solo mio marito (ride). Nel film lei mantiene il marito in uno
stato di amore puro, di sentimento puro e incondizionato. Qui si
tratta di una vera storia d’amore e mi piace pensare a
questo.”
Il
tuo personaggio è una moglie ma è anche una madre. Quanto è stato
difficile immedesimarsi nell’amore di
madre?
SG: “Ho un rapporto davvero
stretto con mia madre, non ho figli ma so come ama una madre,
conosco quel tipo d’amore.”
Sembra che il tuo percorso
lavorativo ti porti a scegliere ruoli in grandi produzioni e in
piccoli film, lavorando con esordienti e con registi di fama
affermata come Cronenberg. E’ una scelta precisa per la tua
carriera?
SG: “In realtà penso che il
mondo è pieno di persone che vogliono fare le attrici e io lo
faccio e sono fortunata. C’è tanta gente che non riesce a recitare
né a lavorare al giorno d’oggi e quindi io penso che sia
importantissimo tenermi occupata e continuare a lavorare.”
Hai fatto tre film con
David Cronenberg, che tipo di rapporto hai con lui?
SG: “Maps to the Star uscirà al
cinema tra poco (da noi in Italia è arrivato subito dopo il
Festival di Cannes, ndr), e sono molto
grata di aver lavorato con lui. La nostra collaborazione ha
cambiato completamente la mia prospettiva su questo lavoro, penso
che lui non mi abbia mai voluto insegnare nulla consapevolmente ma
mi ha cambiata e ispirata. Lavorare con lui è un’esperienza
completamente folle.”
Con quale regista ti
piacerebbe lavorare adesso?
SG: “Vivi o morti? Mi sarebbe
piaciuto davvero tanto lavorare con Vittorio De Sica, ma per quanto
riguarda i registi vivi, mi piacerebbe continuare con David
Cronenberg, con Sofia Coppola, con Luca Guadagnino. Mi piacerebbe
continuare a lavorare.”
Sei già stata in
Italia?
SG: “Si ho molti bei ricordi
legati all’Italia. La mia prima volta ad un Festival, su un tappeto
rosso, è stato a Venezia per A Dangerous Method. Ho un ricordo
molto bello di quella esperienza.”
Che film ami guardare da
spettatrice?
SG: “Io guardo qualsiasi cosa,
i film in IMAX ma anche quelli in tv, i documentari, sono una vera
cinefila. Mi piace il cinema di tutto il mondo, il cinema
giapponese, il cinema italiano, quello francese. Ci sono così tanti
film da vedere in tutto il mondo che a volte non riesco a
scegliere.”