Dopo le dichiarazioni di
Scarlett Johansson in difesa di Woody Allen, è lo stesso
regista newyorkese a prendere la parola riguardo i recenti eventi
che lo hanno visto preso di mira dal movimento #MeToo.
“Ho lavorato con centinaia di
attrici, e non una sola di loro si è mai lamentata di me. – ha
dichiarato Allen durante un’intervista con France24 – Ho
lavorato con donne impiegate in ogni settore del cinema per anni e
le abbiamo sempre pagate in modo eguale agli uomini. Ho fatto tutto
quello che il movimento #MeToo desidererebbe ottenere con
chiunque.”
Il caso più recente che ha coinvolto
Allen è la decisione da parte degli Amazon Studios di cancellare la
distribuzione americana di Un giorno di
pioggia a New York in seguito al ritorno in superficie
delle accuse di molestie ricevute dal regista nel 1991.
Il film otterrà tuttavia una
distribuzione europea, e sarà presentato in anteprima al Deauville
Film Festival in Francia.
“Il film uscirà comunque nei
cinema di tutto il mondo. Se al pubblico piacerà, eventualmente
sarà possibile distribuirlo anche negli Stati Uniti.” Ha
affermato il regista.
Ad Allen non sembra infatti
importare se qualcuno ad Hollywood si distanzia da lui o dai suoi
film, come l’attore Timothée
Chalamet, il quale ha affermato di rimpiangere l’aver
lavorato con il regista per Un giorno di pioggia a New
York.
“Non potrebbe importarmi
di meno. Non ho mai lavorato ad Hollywood. Ho sempre lavorato a New
York. – spiega Allen – Se domani nessuno volesse più
finanziare i miei film, le mie opere teatrali, o pubblicare i miei
libri, io comunque mi alzerei dal letto e continuerei a scrivere,
perché questo è ciò che faccio. Continuerò a lavorare sempre,
quello che accade ai miei film a livello commerciale è un altro
discorso.”
Vi ricordiamo che Un giorno
di pioggia a New York uscirà invece in Italia il 3
ottobre. Il film, scritto e diretto da Woody Allen
ha nel proprio cast gli attori Timothée Chalamet, Elle Fanning, Selena Gomez, Jude
Law, Diego Luna e Liev Schreiber.
Dopo ore di silenzio, Woody
Allen ha risposto alle accuse voltegli dalla sua
figliarstra Dylan Farrow, in merito ad una
violenza sessuale che la donna, all’epoca dei fatti una bambina, ha
sostenuto di aver subito in una lettera aperta.
Così ha risposto il regista,
attreverso un portavoce, sulle pagine del Mother Jones: “Mr. Allen ha letto
l’articolo è l’ha trovato falso e vergognoso. Risponderà molto
presto. Al momento una indagine approfondita è stata condotta da
esperti, che hanno concluso che non c’è credibilità nè prova di
molestie; che Dylan Farrow aveva un’incapacità di distinguere la
fantasia dalla realtà; che la bambina era stata all’epoca
probabilmente ammaestrata dalla madre. Nessuna accusa fu mai
depositata.”
Questa dichiarazione è arrivata a
seguito di quelle rilasciate da Alec Baldwin e
Cate Blanchett, entrambi tirati in
ballo da Dylan nella sua lettera aperta pubblicata dal New York
Times. La Farrow Junior nella lettera si è rivolta ai due attori
che hanno di recente collaborato con Allen in Blue Jasmine dicendo
loro “e se si fosse trattato dei vostri figli?”.
I due attori hanno risposto
prendendo le parti del regista, ma se la Blanchett ha usato toni
cauti e pacati, Baldwin non le ha mandate a dire a nessuno. Ecco
cosa ha risposto Cate Blanchett: “E’
ovviamente una situazione lunga e dolorosa per la famiglia e spero
che troveranno una sorta di risoluzione in pace.”
Di tutt’altro stampo la risposta di
Alec Baldwin, che risponde spazientito a dei tweet
in cui gli veniva chiesto un parere in merito alla situazione:
“Cosa c&@% c’è di sbagliato in voi che pensate che tutti
dobbiamo esprimere un nostro giudizio in merito ad una cosa così
personale? Vi sbagliate se pensate che c’è un posto per me o per
chiunque altro, in una questione di famiglia.”
“Gli USA dovrebbero essere il
luogo in cui si ottiene un giusto processo – continua Baldwin
– Un giusto processo può essere condotto con le opinioni di
tutti su internet? Gli americani sono caduti vittima di una
ipocrisia su cose che conoscono poco. Non si ‘difendono’ entrambe
le parti. Si difende giusto processo.”
Nonostante tutti i problemi che ha
dovuto affrontare in fase di produzione (inclusa una battaglia
legale con Amazon), alla fine Un Giorno di Pioggia a New York, l’ultimo film
di Woody
Allen, è uscito in diversi paesi europei (Italia
inclusa), riscuotendo un ottimo successo e incassando oltre 20
milioni di dollari. Adesso il film si prepara ad essere lanciato
sulle piattaforme on demand britanniche, e proprio per tale
occasione Allen ha rilasciato una nuova intervista al
Daily Mail.
Parlando del successo commerciale
del film, nonostante tutte le polemiche (legate anche alla vita
privata del regista) che lo hanno accompagnato prima e dopo
l’uscita, Woody
Allen ha spiegato: “Non sento di essere stato
‘vendicato’ perché significherebbe che in qualche modo mi sentivo
preoccupato. Non vorrei passare come una persona insensibile, ma
non lo ero. Ovviamente so bene di essere oggetto di gossip e di
essere al centro di scandali, ma non posso lasciarmi disturbare o
anche solo distrarre da queste cose. Continuo a vivere la mia vita.
Lavoro. Suono il jazz. Seguo lo sport. Vedo i miei amici. Non ho
mai letto nulla di ciò che mi riguarda. Anche perché si tratta di
accuse false che sono servite ad inscenare un vero dramma da
tabloid.”
In seguito agli ultimi avvenimenti
personali che hanno caratterizzato la vita di Allen, numerose star
di Hollywood hanno pubblicamente difeso il regista, tra cui
Scarlett Johansson,
Kate Winslet e anche la sua ex partner ed ex musa
Diane Keaton. Altre, come Timothée Chalamet (protagonista – tra l’altro
– di
Un Giorno di Pioggia a New York), lo hanno invece
condannato, specificando di non voler più lavorare con lui.
Woody Allen sul successo di Un
Giorno di Pioggia a New York e sul voltafaccia di Timothée
Chalamet
A proposito del voltafaccia di
Chalamet – che vedremo prossimamente in Dune di
Denis Villeneuve – Woody Allen ha
ribadito quanto già raccontato nella sua autobiografia
“A proposito di
niente” (edita in Italia da La nave di
Teseo): “Timothée disse a mia sorella che era importante
per lui dissociarsi da me perché concorreva all’Oscar con Chiamami
Col Tuo Nome. È stata una mossa strategica. Che cosa posso
mai fare? Anche se Dylan dicesse di essersi inventata tutto e
chiedesse scusa, ci sarebbe comunque qualcuno che continuerebbe a
credere alla sua versione. Posso soltanto ignorare tutto e
continuare a lavorare ed andare avanti. Sono circondato da persone
che conosco da tantissimo tempo. Loro sanno la verità.”
Infine, parlando della sua
personalità e del fatto che gran parte del mondo lo “etichetti”
come un intellettuale, Allen ha spiegato: “Credo di essere una
persona normalissima. Le persone mi hanno sempre visto come un
intellettuale, cosa che non sono. Leggo solo fumetti da quando
avevo 18 anni. Però ho sempre portato gli occhiali e quando i
direttori di casting guardando qualcuno come me, che non sono
propriamente un Sylvester Stallone, allora finiscono
sempre per affidargli il ruolo del professore. Di conseguenza,
tutti pensano che io sia un intellettuale. Funziona così.”
Ricordiamo che il prossimo film di
Woody
Allen sarà Rifkin’s Festival, girato in Spagna e
realizzato grazie al sostegno della Tripictures. Il film avrà come
protagonisti Elena Anaya, Louis
Garrele Gina Gershon, e
racconterà la storia di una coppia americana sposata che si reca al
San Sebastián Film Festival. La coppia resta folgorata dalla magia
del festival e dei film in concorso, oltre che dalla bellezza e dal
fascino della Spagna. La donna avrà una relazione con un brillante
regista francese, mentre l’uomo si innamorerà di una bellissima
donna spagnola del luogo.
A pochi giorni dalla causa presentata contro Amazon
Studios (che non distribuirà, come d’accordo, l’ultimo film del
regista americano A Rainy Day In New York per
colpa delle accuse di cattiva condotta sessuale) Woody
Allen torna ufficialmente sul set per girare il suo
prossimo lavoro in Spagna, finanziato dalla compagnia di
produzione Mediapro che aveva già collaborato sui progetti di
Vicky Cristina Barcelona e Midnight In
Paris.
“Il nostro rapporto
professionale con Allen dura ormai da dieci anni e come tutti i
film che produciamo, ci piace giudicare l’artista per ciò che
crea“, hanno fatto sapere i dirigenti della Mediapro. Una
presa di posizione piuttosto netta che sembra opporsi
all’atteggiamento adottato da Amazon nei confronti del regista.
“Tutti i nostri progetti hanno una personalità specifica e
supportiamo tutti i tipi di voci e idee artistiche dando vita a
storie ben definite e creative per il pubblico di tutto il
mondo“.
Nella causa indotta dal regista si
accusa Amazon di non aver distribuito A Rainy Day a
New York. Come sapete il film che vede
protagonisti Selena Gomez, Elle
Fanninge Timothée Chalamet, è finito da
oltre sei mesi ma secondo Allen, la società non gli ha fornito
alcun motivo specifico per la mancata distribuzione.
L’accordo iniziale prevedeva cinque
film, alcuni già stati realizzati e distribuiti (Cafe
Society e Wonder Wheel),
mentre A Rainy A Day In New York era
destinato a diventare il prossimo film sempre inserito in
quell’accordo, ma è stato archiviato indefinitamente da Amazon a
causa delle accuse contro Allen. Si crede ovviamente che il rifiuto
di Amazon di distribuire il film sia legato alle accuse rivolte al
regista, accuse tuttavia confutate in tribunale. Allen è stato
infatti trovato innocente dai tribunali di tre Stati.
È stato un periodo davvero difficile
per Woody Allen che, dopo la bufera che lo ha
travolto, legata al riaffiorare delle accuse di molestie e stupro
che gli erano state rivolte, si è trovato, come tutti, a fare i
conti anche con la chiusura dei cinema, che hanno messo di nuovo a
dura prova la sua vena creativa e la sua volontà di continuare a
realizzare bei film.
Durante una recente intervista con
il Financial Times, Woody Allen si è
lasciato andare a dichiarazioni cariche di sconforto, legate
soprattutto al suo lavoro nell’industria del cinematografica, non
solo a seguito delle sue vicende personali, ma anche per la
pandemia, che ha causato la chiusura dei cinema di tutto il mondo,
compresi quelli di New York, la sua città.
Woody Allen abbandona il cinema?
Sappiamo che Woody
Allen è al lavoro su
Rifkin’s Festival, il suo prossimo film, che è già
pronto, ma potrebbe essere anche il suo ultimo film, stando a
quanto ha dichiarato al giornale. Per lui, dice, ogni film è
diventato una vera e propria battaglia e a confermarlo c’è la
brutta storia di Un Giorno di Pioggia a New York, che ha avuto
una vita distributiva tanto difficile in tutto il mondo e
arrivato da noi con Lucky Red.
A peggiorare le aspettative di Allen
riguardo al suo futuro nel cinema c’è stata la pandemia. Per il
regista e sceneggiatore il lockdown è stato “un altro chiodo
nella bara” dell’industria cinematografica. Una visione
davvero nera che però ha anche delle ragioni di esistere, dal
momento che Woody Allen è estremamente legato alla
sala e alla fruizione del cinema in maniera tradizionale.
“Potrebbe avere un effetto
negativo su di me, tutte le sale qui sono chiuse e non so se molte
di queste riapriranno mai. La gente sta pensando che in fondo non è
male stare a casa, che possono cenare e poi vedere un film su una
televisione dallo schermo molto grande, in alta definizione e con
il suono surround. Ma io non voglio fare film per la
televisione, per cui potrei smettere di farne”.
Rifkin’s Festival di Woody Allen è già
pronto
Da programma, Rifkin’s
Festival doveva essere presentato al mondo nel corso del
Festival di San Sebastian, visto che a differenza
di Cannes, prima meta del film, il Festival basco è confermato per
il prossimo ottobre. Nonostante dichiarazioni così dure e nere
verso il futuro, Allen ha però già scritto un’altra sceneggiatura
per un film che doveva essere girato quest’estate a Parigi, riprese
interrotte dalla pandemia.
“Ho 84 anni e presto sarò morto
– dice Woody Allen– Anche se avessi
scritto la migliore sceneggiatura del mondo, non ci sarebbe nessuno
per produrlo e nessun posto in cui proiettarlo, per cui non ho
proprio grandi incentivi. Sono abituato a finire una sceneggiatura,
tirarla fuori della macchina da scrivere, correre dal mio
produttore che prepara il budget, fare il casting e quindi girare.
L’ho fatto per anni e anni nella stessa maniera, un processo molto
semplice. Ma ora non funziona… cosa posso fare?”.
Woody Allen si è
affrettato a smentire le voci sul suo ritiro emerse da
un’intervista rilasciata a una rivista spagnola, in cui ha detto
che il suo prossimo film sarebbe stato l’ultimo. Il regista 86enne
ha rilasciato una dichiarazione per chiarire cosa intendesse,
dicendo:
“Woody Allen non ha mai detto
che sarebbe andato in pensione, non ha detto che stava scrivendo un
altro romanzo. Ha detto che stava pensando di non fare film poiché
fare film che vanno direttamente o molto rapidamente su piattaforme
di streaming non è così divertente per lui, poiché è un grande
amante dell’esperienza cinematografica. Attualmente, non ha
intenzione di ritirarsi ed è molto entusiasta di essere a Parigi
per girare il suo nuovo film, che sarà il 50°”.
La confusione sembra essere stata
generata da un’intervista rilasciata da Allen a La
Vanguardia all’inizio delle riprese di Wasp 22, film che sarà
girato in Europa, in cui diceva: “La mia idea, in linea di
principio, è quella di non fare più film e concentrarmi sulla
scrittura”. Aggiungendo che il suo prossimo progetto sarebbe
stato un romanzo.
La sua incursione a Parigi gli ha
appena fruttato un Oscar, e Woody Allen, dopo aver lasciato Roma si
potrebbe apprestare a trasferirsi a Copenhagen. Dopo Londra,
Barcellona,
In una conversazione con Alec Baldwin trasmessa in live streaming su
Instagram, Woody Allen ha detto che intende
dirigere “uno o due altri” film, ma ha anche detto che
“il brivido è passato” a causa del declino dell’esperienza
cinematografica.
Senza rivelare i dettagli sul
progetto, Allen ha detto che dirigerà un film che girerà a Parigi
tra la fine dell’estate o l’inizio dell’autunno. Il suo ultimo film
è stato Rifkin’s Festival, che ha incassato solo 2,3
milioni di dollari, uscendo negli Stati Uniti in una distribuzione
limitata all’inizio di quest’anno ma con scarso impatto.
MPI Media Group ha gestito quel
film, intervenendo per Amazon Studios, che ha ritirato il suo
accordo di distribuzione da 80 milioni di dollari con Allen nel
2019. Il regista ha visto le sue opzioni di carriera restringersi
negli ultimi anni a causa del riemergere della sua questione legale
per le accuse di abusi sessuali. Anche l’editore di libri Hachette
ha annullato la pubblicazione delle sue memorie nel 2020.
Anche prima del Covid, il
cambiamento del mercato della distribuzione stava pesando molto sul
lavoro di Woody Allen. “Quando ho iniziato,
giravi un film che andava in un cinema e nei cinema di tutto il
paese, e le persone venivano a centinaia per guardarlo in grandi
gruppi su un grande schermo”, ha detto. “Ora, fai un film
e ti ritrovi un paio di settimane in un cinema, forse sei
settimane, quattro settimane, qualunque cosa. E poi passa
direttamente allo streaming o direttamente al pay-per-view, e le
persone adorano sedersi a casa con i loro grandi schermi e
guardarli sui loro televisori”. Di conseguenza, ha continuato:
“Non è più così divertente per me”.
In cinque decenni, dagli anni ’60 al
2010, Allen ha girato una media di circa un film all’anno,
scrivendo e dirigendo più di 50 lungometraggi.
In merito alla sua nuova routine
quotidiana, Woody Allen ha detto: “Non devo sentire freddo
d’inverno o caldo d’estate o sveglio alle 5 del mattino, per
prendere decisioni tutto il giorno. Sono a casa e non posso fare
altro che fare esercizio fisico, esercitarmi con il clarinetto e
scrivere. Ero a casa a scrivere. Ho scritto molte opere teatrali…
Ho pensato tra me e me: ‘E se non facessi più un film? Questo è un
bel modo di vivere.’ E ho pensato: ‘Beh, forse ne farò uno o due in
più.'”
Soltanto il tempo ci dirà quale sarà
il futuro di Woody Allen al cinema.
Arrivano da Cannes 2015, le dichiarazioni
sorprendenti che Woody Allen ha
rilasciato in merito al suo prossimo approdo in televisione Amazon.
Infatti, come è noto il regista dirigerà e scriverà una serie tv
per il network americano, ma a quanto pare si è già pentito della
cosa:
Mi sono pentito ogni secondo da
quando ho detto OK. E’ stato molto difficile per me. Ho avuto una
fiducia arrogante, tipo ‘beh, la farò come faccio un film… sarà un
film in sei parti’. Ma è venuto fuori che non lo è. Per me è stato
molto, molto difficile. Ho avuto problemi, e problemi e problemi.
Spero solo che quando finalmente la farò – devo, fino alla fine del
2016 – non vengano schiacciate dalla delusione perché sono belle
persone e non voglio deluderle.
Ennesimo gran colpo per
gli Amazon Studios, infatti, il nuovo network ha
messo sotto contratto Woody Allen per scrivere e
dirigere la sua prima serie televisiva ancora senza titolo. A
rivelarlo è Variety, aggiungendo che lo show sarà
strutturato con episodi di mezz’ora circa e saranno tutti diretti e
scritti dal regista premio Oscar. La serie sarà disponibile in
esclusiva su Amazon Prime Instante Video, negli USA, nel Regno
Unito e in Germania.
Il regista ha commentato
ironicamente: “Non so come sono arrivato in questo progetto. Non so
da dove comincare. quello che posso dire è che Roy Price (Ceo
Amazon Studios) rimpiangerà questa cosa”
E’ stato annunciato ieri
dalla Hollywood Foreign Press Association che Woody
Allen riceverà il Cecil.B de Mille Award 2014, ovvero il
Golden Globe alla carriera, il prossimo 12 Gennaio. Il presidente
dell’associazione ha dichiarato in merito che ““Non c’è nessuno
più degno di questo premio di Woody Allen. I suoi contributi alla
cinematografia sono stati fenomenali e lui è veramente un tesoro
nazionale”.
Ogni anno questo premio viene
consegnato a chi ha avuto un impatto forte sul mondo dello
spettacolo, come Morgan Freeman nel 2012, Anthony Hopkins nel 2011, Al
Pacino nel 2001 e tantissimi altri grandi del cinema.Il grande
regista ha alle spalle oltre 45 film girati, 9 Premi Oscar e 22
candidature, 7 nomination ai Golden Globe e 2 vinti: il primo per
La rosa purpurea del Cairo (1986) e il secondo per il
recente Midnight in Paris, nel 2011. Premio alla
carriera, quindi, più che meritato per un regista amato e seguito
in tutto il mondo.
“Amo queste città sofisticate. È
fantastico avere la possibilità di lavorare qui, così come aver
girato Manhattan a New York, Match Point a Londra e
Vicky Cristina Barcelona a Barcellona”
così il regista Woody Allen ha commentato la
notizia riguardo al suo prossimo film.
Questo infatti verrà girato a Roma,
ma “Non chiedetemi del cast e della sceneggiatura” ha
detto Woody, sottolineando la sua superstizione a
riguardo. Il regista di Match Point aprirà il prossimo
Festival di Cannes con il suo
ultimo film Midnight in Paris.
Woody Allen ha
presentato una causa da 68 milioni di dollari contro Amazon
Studios. Il regista afferma che la società ha rinunciato a un
contratto cinematografico multi-film a causa delle accuse di
cattiva condotta sessuale nei suoi confronti. La figlia adottiva di
Allen, Dylan Farrow, ha accusato Allen di averla
molestata quando era piccola. Allen ha definito le affermazioni
come un’accusa infondata nella sua causa contro Amazon.
Oltre a non onorare l’accordo, Allen
accusa Amazon di non aver distribuito A Rainy Day a New
York. Il film, con Selena Gomez, Elle Fanning e Timothée Chalamet, è finito da
oltre sei mesi. Secondo Allen, Amazon non gli ha fornito alcun
motivo specifico per cui il film non sia stato distribuito. La
causa è stata depositata nel distretto meridionale di New
York.
Allen ha inizialmente firmato un
accordo con cinque film con Amazon Studios. Alcuni progetti sono
già stati realizzati e distribuiti, e di questi fanno parte
Cafe Society e Wonder Wheel. A Rainy A Day
In New York era destinato a diventare il prossimo film
sempre inserito in quell’accordo, ma è stato archiviato
indefinitamente da Amazon a causa delle accuse contro Allen. Si
crede ovviamente che il rifiuto di Amazon di distribuire il film
sia legato alle accuse rivolte al regista, accuse tuttavia
confutate in tribunale. Allen è stato infatti trovato innocente dai
tribunali di tre Stati.
Soprattutto in seguito alle sentenze
che scagionano Allen, il comportamento di Amazon
Studios è davvero incomprensibile e tutta la comunità
cinematografica di estimatori e amanti del cinema si è schierata
dalla parte del regista. Jude
Law in particolare si era espresso a favore del regista,
contro alla decisione di Amazon, mentre Chalamet, protagonista del
film in questione, ha donato il suo compenso al Time’s
Up, prendendo le distanze dal regista.
Woody Allen ha
annunciato i nomi degli attori che si uniranno a lui nel suo
prossimo film. Oltre a quelli già annunciati, Timothée Chalamet, Elle Fanning e Selena
Gomez, entrano a far parte del nuovo Untitled
Woody Allen’s MovieJude
Law (Sherlock
Holmes), Diego
Luna (Rogue One: A Star Wars
Story), Liev Schreiber (X-Men
le Origini: Wolverine), Annaleigh Ashford
(Frozen), Rebecca Hall (Professor Marston
and the Wonder Women), Cherry Jones
(American Crime), Will Rogers
(Il Ponte delle Spie) e Kelly Rohrbach
(Baywatch).
Sarà Amazon
Studios a distribuire il film nei cinema.
L’ultimo film che Allen ha girato,
Wonder Wheel, vede protagonisti James
Belushi, Juno
Temple, Justin Timberlake e Kate Winslet, e sarà presentato
probabilmente nell’ambito del New York Film Festival, a
Ottobre.
Prodotto da Letty
Aronson, Erika Aronson e Ed Walson, e
finanziato da Amazon Studios, il film drammatico è ambientato a
Coney Island negli anni ’50 e comprende personaggi importanti,
amori, infedeltà e gangster.
Amazon distribuirà anche questo
film su schermi selezionati a partire dall’1 Dicembre, con una
distribuzione in tutti gli USA a seguire.
Quale altra storia deciderà di
raccontare il caro Allen al suo affezionato e impaziente
pubblico?
L’ultimo film di Woody
Allen arrivato in sala è stato Cafè
Society, che è stato scelto per aprire la selezione del
Festival di Cannes 2016.
Woody Allen è
attualmente oggetto di pesanti critiche dopo la sua partecipazione
alla Settimana Internazionale del Cinema di Mosca.
Il Ministero degli Esteri ucraino ha definito il regista una
“vergogna”, accusandolo di chiudere un occhio sulle “atrocità”
commesse dalla Russia nella guerra in Ucraina. Allen, intervenendo
in videoconferenza all’evento – moderato dal regista russo e
alleato di Putin, Fyodor Bondarchuk – ha elogiato
il cinema russo e ha persino accennato alla possibilità di girare
un film nel Paese.
Le polemiche si sono diffuse a tal
punto che Allen ha dovuto difendere la sua partecipazione e
presentare delle scuse parziali in una dichiarazione inviata
all’Associated Press e alla CNN.
“Per quanto riguarda il conflitto in Ucraina, credo fermamente
che Vladimir Putin abbia completamente torto. La guerra che ha
causato è spaventosa“, ha detto Allen. ”Ma, qualunque cosa
abbiano fatto i politici, non credo che interrompere il dialogo
artistico sia mai un buon modo per aiutare“.
Woody Allen, come noto, è stato in
gran parte emarginato da Hollywood da quando sono riemerse le
accuse di violenza sessuale durante l’era #MeToo, ma continua a
girare film in Europa, tra cui Francia e Spagna. Il suo progetto
più recente è infatti Un colpo di
fortuna – Coup de Chance, girato in lingua francese e
presentato Fuori Concorso al Festival di Venezia nel 2023. Il film
era anche stato ben accolto dalla critica, con Allen stesso
presente al festival per raccontare quella sua nuova fatica
cinematografica.
A questo punto, dunque, Allen non
sembra avere nulla da perdere. Emarginato negli Stati Uniti, sembra
intenzionato ad accettare tutti gli inviti che gli vengono
proposti, sfruttandoli per rimanere in contatto con il pubblico e
continuare a fare ciò che ama: parlare di cinema. Il suo progetto
più recente, che avrebbe dovuto essere girato a Barcellona
quest’estate, è fallito a causa dei problemi di finanziamento e al
momento non ci sono novità riguardo ad un suo nuovo
lungometraggio.
Il regista nevrotico e cittadino per
eccellenza si dedica di nuovo al teatro, e lo fa riportando in
scena il Gianni Schicchi che allestì per il Los Angeles
Opera nel 2008 insieme al tenore Placido Domingo.
Woody Allen e Domingo ritorneranno a collaborare
per il teatro Reale di Madrid.
Lo spettacolo che vedrà
Woody Allen di nuovo alle prese con l’opera di
Giacomo Puccini andrà in scena dal 30 giugno al 12
luglio del 2015; il regista si occuperà ovviamente della regia di
scena, mentre alle musiche penserà il direttore Giulano
Carell; i costumi saranno di Santo
Loquasto e le luci di Mark Jonathan.
Mentre Woody si avvia ad essere l’artefice di un altro premio
Oscar ad un’attrice (immaginiamo che Cate Blanchett abbia già la statuetta
in tasca per Blue Jasmine), da un punto
di vista operativo, il regista attore e sceneggiatore è impegnato
nella realizzazione di Magic in the
Moonlight, suo prossimo film con Colin Firth e Emma
Stone.Fonte: Variety
Woody Allen
presenta al Festival del cinema di Venezia il suo ultimo
film, Coup de Chance, un thriller romantico che sarà
il suo cinquantesimo e che potrebbe essere il suo ultimo film. Il
film in lingua francese, proiettato in uno dei maggiori festival
europei, rappresenta il continuo abbraccio reciproco tra il
regista e il continente, dice
Variety, dopo che le controversie legali che lo hanno visto
protagonista lo hanno allontanato dagli Stati Uniti.
“Ho così tante idee per i film
che sarei tentato di realizzarli, se fosse facile finanziarli
– ha spiegato Woody Allen – Ma oltre a ciò, non so se ho
la stessa verve di un tempo per andare a cercare i
fondi.”
Nel corso dell’intervista con
Variety, il regista ha anche ribadito il fatto di essere un
sostenitore del #MeToo. “Penso che qualsiasi
movimento in cui ci sia un beneficio reale, in cui si fa qualcosa
di positivo, in questo caso per le donne, sia una buona cosa.
Quando diventa sciocco, è sciocco. Ho letto casi in cui è stato
molto vantaggioso, in cui la situazione è stata molto vantaggiosa
per le donne, e questo è positivo. Quando leggo di alcuni casi in
un articolo sul giornale in cui il movimento diventa sciocco,
allora lo è.”
E quando gli viene chiesto di
spiegarsi meglio, Woody Allen risponde: “È sciocco, sai, quando
non è realmente una questione femminista o una questione di
ingiustizia nei confronti delle donne. Quando si è troppo estremi
nel cercare di trasformarlo in un problema quando, in realtà, la
maggior parte delle persone non considererebbe la situazione
specifica per nulla offensiva.”
E per quello che riguarda la sua
esperienza personale, Allen conferma di non aver mai ricevuto
lamentele riguardo ai suoi set e al suo modo di lavorare: “Non
ho mai ricevuto lamentele. Anni fa ho detto che avrei dovuto essere
un manifesto [del movimento #MeToo] e ne sono rimasti tutti
entusiasti. Ma la verità è che è proprio così. Ho realizzato 50
film. Ho sempre avuto ottime parti femminili, ho sempre avuto donne
nella troupe, le ho sempre pagate esattamente la stessa cifra che
pagavamo agli uomini, ho lavorato con centinaia di attrici e non ho
mai, mai avuto una sola lamentela da parte di nessuna di loro in
nessun caso. Punto. Nessuno ha mai detto: “Lavorando con lui, era
cattivo o molesto”. Questo non è stato un problema. I miei
redattori sono state donne. Non ho alcun problema con questo. Non è
mai stato nella mia mente in alcun modo. Assumo chi penso sia
adatto al ruolo. Come ho detto, ho lavorato con centinaia di
attrici, attrici sconosciute, star, attrici di medio livello.
Nessuno si è mai lamentato e non c’è niente di cui
lamentarsi.”
E sulla cancel culture e sull’eventualità di esserne vittima,
Woody Allen spiega: “Sento che se questa cultura vuole
cancellarti, allora va bene. Trovo che sia tutto così sciocco. Non
ci penso. Non so cosa significhi essere cancellato. So che nel
corso degli anni per me è stato tutto uguale. Faccio i miei film.
Ciò che è cambiato è la presentazione dei film. Sai, lavoro e per
me è la stessa routine. Scrivo la sceneggiatura, raccolgo i soldi,
realizzo il film, lo giro, lo monto, esce. La differenza non è
dovuta alla cultura dell’annullamento. La differenza è il modo in
cui presentano i film. È questo il grande cambiamento.”
Woody Allen presenterà al Festival di
Venezia 80, nel
Fuori Concorso, Coup de Chance.
Woody Allen aprirà il festival di Cannes con il suo ultimo film,
Midnight in Paris.
Si tratta di una commedia romantica
che racconta le avventure di una famiglia in viaggio per affari
nella capitale francese: tra i vari personaggi c’è anche una
giovane coppia di fidanzati le cui vite verranno profondamente
cambiate nel corso del viaggio. Nel cast di Midnight in Paris,
Adrien Brody, Marion Cotillard, Rachel McAdams, Owen Wilson, Carla Bruni e molti altri.
Una premiere mondiale
prestigiosa quella che si è tenuta a Roma venerdì 13, un giorno
sfortunato per gli americani superstiziosi, fortunatissimo (anche
se bagnato) per tutto il cast americano del film di Woody Allen che
ha presentato nella Capitale l’ultimo suo film: To Rome
with Love.
In
Midnight in Parigi di Woody Allen Gil Pender,
sceneggiatore hollywoodiano di successo, tornare a Parigi sembra
l’occasione della vita: finalmente, potrà dedicarsi a scrivere il
suo romanzo e diventare un vero scrittore, ispirato da tutti i
luoghi dei suoi autori preferiti e dal ricordo di quella che per
lui, eterno sognatore, sarebbe l’epoca perfetta in cui vivere: i
ruggenti anni 20′. Peccato che Inez, la fidanzata con cui Gil è
prossimo alle nozze che lo ha accompagnato in vacanza insieme
ai genitori, sia tutto fuorché interessata alle aspirazioni del
fidanzato: americana fino al midollo e incapace di vivere altrove
che in patria, la giovane è attratta solo dal lato modaiolo e
turistico della città e sembra decisamente affascinata da Paul, suo
ex professore universitario incontrato per caso nella Ville Lumiere
e sempre pronto a umiliare Gil, mettendosi in mostra con le sue
infinite conoscenze e pretendendo di avere sempre ragione.
Per sfuggire all’ennesima serata
col pedante Paul, Gil inizia a camminare senza meta per le strade
di Parigi, fino a quando a mezzanotte uno strambo gruppo di persone
gli offre un passaggio a bordo di un’auto d’epoca: sarà un viaggio
nel tempo straordinario, che ogni notte a mezzanotte lo porterà
alla scoperta della Parigi degli anni 20′ e a conoscere i più
grandi scrittori e artisti della “Generazione Perduta”, da Francis
Scott e Zelda Fitzgerald a Getrude Stein, da Salvador Dalì a Ernest
Hemingway e in fine Adriana, modella di Picasso e donna ideale.
Un’imbarazzante situazione è però dietro l’angolo: vivere la vita
che ha sempre sognato rifugiandosi nel passato o accettare la
realtà e vivere il presente?
Dopo aver omaggiato gli inquietanti
misteri di Londra e le trasgressioni di una Barcellona che non
dorme mai, per Woody Allen l’incontro con la regina di cuori
delle capitali europee era ormai inevitabile: Midnight in Paris, presentato fuori concorso
all’ultimo Festival di Cannes con grande successo
arriva finalmente in Italia, dopo aver incasso ben 55 milioni di
dollari negli States diventando uno dei maggiori successi del
regista di “Manhattan”, da sempre più amato in Europa che in
Patria(il suo ultimo grande successo commerciale fu “Hanna e le sue
Sorelle” e incassò 40 milioni di dollari nel lontano 1986, mentre
il suo penultimo lavoro”incontrerai l’uomo dei tuoi sogni” fu un
disastro al botteghino); un risultato sorprendente che potrebbe
lanciare la pellicola verso la corsa agli Academy
Awards, con probabili nominations per il miglior film e
la miglior fotografia dell’iraniano Darius
Khondji.
Per il suo nuovo film Allen ha
chiamato Owen Wilson, nei panni di uno
sceneggiatore Hollywoodiano insoddisfatto che è l’ennesima
incarnazione del regista e Rachel McAdams, per una volta non nel ruolo
della prima donna ma egualmente in parte come fidanzata snob e
insofferente: i due tornano quindi insieme sul set a undici anni
dalla commedia “2 single a nozze”, una pellicola che aveva lasciato
un pregiudizio sull’idoneità di Wilson al ruolo di Gil favorendo
invece la scelta della McAdams: «Owen Wilson è un bravo attore
e l’ho ammirato a lungo. Non avevo però a disposizione un ruolo
adatto a lui ed in effetti non credevo potesse recitare in
questo», ha dichiarato il regista «Per anni ho ritenuto che
fosse un tipo troppo “californiano”, troppo biondo, troppo un
ragazzo da spiaggia. Lo trovavo sbagliato. Di una cosa però ero
sicuro, di voler lavorare assolutamente con Rachel. L’avevo vista
nel film e l’avevo trovata sensazionale, bellissima, sexy e
divertente».
Ad essere a lungo chiacchierato dai
giornali non è stato però il ricchissimo cast che conta di
Marion Cotillard,
Adrien Brody, Katie Bates e
Tom Hiddleston, ma la prova attoriale della Premiere
Dame Carla Bruni, voluta con insistenza nel progetto per una parte
a lungo avvolta nel più fitto mistero, poi rivelatasi quella di
un’abbastanza innocua guida turistica del Museo Rodin.
Girato interamente nella capitale
francese, Midnight in Paris è stato definito dal
regista la sua “lettera d’amore a Parigi”( un amore già ampiamente
dimostrato in “Tutti
Dicono I Love You”): «Il mio film celebra il grande
amore che un uomo prova per Parigi – ha detto Allen – e, allo
stesso tempo, esplora l’illusione della gente, nel momento in cui
si pensa che una vita diversa potrebbe essere migliore ».
Numerosissime le locations
indimenticabili, alcune più turistiche di altre ma egualmente
imperdibili per tutti gli amanti della città e per quelli che
devono ancora scoprirla: sei giardini della Reggia di Versailles
sono facilmente riconoscibili come lo è l’Île de la Cité o il Museo
Rodin, una vera chicca sono invece i Giardini di Monet a Giverny,
Rue Montagne St. Genevieve(dove Gil inizia il suo viaggio nel tempo
ogni sera a mezzanotte), la libreria Shakespeare and Co. sulla Rive
Gauche (recentemente oggetto di uno splendido corto di Spike Jonze)
e il ristorante Maxim de Paris, perla dell’Art Noveau. Prima di
arrivare nelle sale italiane il 2 dicembre, Midnight in Paris sarà
presentato in Anteprima al Torino Film Festival.
Leonardo DiCaprio sarà il
produttore di un biopic della Warner Bros
incentrato sulla vita del presidente degli Stati Uniti
Woodrow Wilson. La notizia è stata diffusa da The
Hollywood Reporter. Il film sarà basato sull’autobiografia
“Wilson”, scritta dal premio Pulitzer A. Scott
Berg. A produrre insieme all’attore statunitense ci sarà,
oltre allo stesso Berg, anche Jennifer Davisson
Killoran. Al momento non sappiamo se DiCaprio sarà
coinvolto nel progetto anche nelle vesti di attore.
Woodrow Wilson è
stato il 28° Presidente degli Stati Uniti d’America, dal 1913 al
1921, vincendo anche il Nobel per la Pace nel 1919. La biografia di
A. Scott Berg è probabilmente il lavoro più intimo
e personale mai realizzato sulla vita dell’ex presidente. Berg è
stato il primo scrittore ad aver avuto accesso ad una serie di
materiali assolutamente privati, appartenenti a persone che erano
molto vicine a Wilson; grazie a questi documenti, è riuscito a
ricreare un profilo mai rivelato prima del carattere e della vita
di Woodrow.
In occasione del decino anniversario
dell’uscita al cinema de La Compagnia dell’Anello, Empire ha
organizzato un reunon degli Hobbit del film, che, rimasti amici
dopo l’incredibile esperienza
“Marilyn Manson è nato per
interpretare questo ruolo, e con l’apporto all’insieme
dell’intensità drammatica di Evan Rachel Wood, non ho dubbi che il
film porterà il genere horror a un altro livello”
Wonka
è da poco approdato nelle nostre sale, pronto a invadere con la sua
magia e dolcezza il periodo natalizio. Un comfort movie dal cuore
puro e tenero, volto proprio a coccolarci nelle feste e regalarci
un meritato sorriso. Diretto da Paul King, il film
si discosta dai suoi predecessori, Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato di Mel Stuart
con Gene Wilder, e La fabbrica di cioccolato di
Tim Burton con Johnny Depp, puntando i riflettori su un Willy
Wonka più giovane e sognatore, dagli occhi pieni di incanto e
desideri, interpretato da un brillante Timothée Chalamet. Un prequel musical, dunque,
che pur non attingendo a piene mani dal romanzo per bambini di
Roal Dahl come gli altri due, presenta tantissimi
Easter Eggs e riferimenti, tutti da scoprire.
Il bastone di Willy
Wonka
Chi dimenticherà mai
la divertente quanto rappresentativa entrata in scena del Willy
Wonka interpretato da Gene Wilder? Quando si aprono i cancelli
della fabbrica, il cioccolataio avanza verso la folla trepidante
con un bastone che, ad un certo punto si incastra, lasciandolo
sprovvisto di un aiuto. Wonka continua a camminare senza fino a
che, accortosi della mancanza del supporto, fa finta di cedere con
le gambe, ma poco prima di toccare terra si esibisce in una bella
capriola. Il Wonka di Timothee Chalamet, pur
ricordandoci la scena, non fa lo stesso: ha sempre un bastone, ma
questo rimane in piedi e il cioccolataio prosegue nel suo cammino,
senza fingere né di cadere né di zoppicare.
Le frasi
sbagliate
Se molti hanno a
cuore il personaggio di Wonka è soprattutto merito della resa che
gli ha dato l’indimenticabile Gene Wilder. Il cioccolataio
interpretato dall’attore è un tipo eccentrico, sempre in bilico fra
esuberanza e sprazzi di malinconia. È dal Wonka di
Wilder che provengono alcune delle citazioni più famose, basti
pensare a tutte le volte in cui il personaggio, preso dall’euforia,
sbagliava le frasi dicendo cose del tipo “abbiamo così tanto
tempo e così poco da vedere”, per poi correggersi
nell’immediato. Anche il Wonka di Chalamet fa lo stesso quando dice
“giù le orecchie e sù la voce”, ma quando si rende conto
di aver sbagliato, rettifica dicendo “Non è così,
inverti!”.
Quando Wonka viene
ingannato da Bleacher per alloggiare nell’ostello della signora
Scrubbitt, questa dà al ragazzo un contratto da firmare per poter
rimanere per la notte e pagarla il giorno dopo. Il contratto è
infinitamente lungo e le lettere sono molto piccole e Wonka, non
sapendo leggere, non si accorge di ciò che in realtà c’è davvero
scritto, ritrovandosi l’indomani imprigionato. In Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato, il Wonka di
Wilder fa firmare ai bambini un contratto in cui le scritte in
piccolo indicano che non avrebbero potuto vincere il premio se
avessero rubato le sue invenzioni, cosa che alla fine fanno tutti,
compreso Charlie.
Il lavatoio della
signora Scrubbitt
Continuando con le
clausole del contratto della signora Scrubbitt, possiamo dire che
queste non solo descrivevano in dettaglio tutte le cose che Wonka
avrebbe dovuto pagare, ma anche che, per pagare i suoi debiti,
doveva lavorare nella sua lavanderia insieme ad altri ospiti
truffati. In Willy Wonka e la fabbrica di
cioccolato, la madre di Charlie Bucket lavora in una
lavanderia, dove Charlie va a trovarla, di tanto in tanto
aiutandola, confidandole che il suo più grande desiderio è di
trovare uno dei Biglietti d’Oro.
Ad un certo punto,
in Wonka, il cioccolataio racconta a Noodle dei suoi viaggi in giro
per il mondo, spiegando di aver visitato Mumbai e poi la Baviera.
Nel romanzo di Dahl e nel film di Tim Burton, Willy Wonka accetta
di costruire un palazzo di cioccolato per il principe indiano
Pondicherry, seppur il primo avesse avvertito il secondo che non
avrebbe retto. Poco dopo vediamo chiaramente le conseguenze di
quanto Wonka aveva predetto: il castello si scioglie a causa delle
temperature troppo alte, ma il cioccolataio non lo ricostruirà mai
per via dei suoi impegni di lavoro.
I nemici di
Wonka
La creatività e il
genio di Wonka sono qualcosa di affascinante, come i suoi dolciumi,
e per questo attirano l’attenzione di tutti, compresa quella dei
produttori di caramelle rivali, i quali hanno come unico scopo
(causa l’invidia) rubargli le magiche ricette. Sono Arthur
Slugworth, Prodnose e
Fickelgruber, personaggi che compaiono nel romanzo
di Roal Dahl, con il primo menzionato nel film del 1971, dove si
vedono le sue caramelle e quelle di Fickelgruber al Bill’s Candy
Shop. Nella versione di
Tim Burton, invece, i tre fanno una brevissima apparizione
quando Nonno Joe racconta a Charlie delle spie che rubavano gli
ingredienti dalla fabbrica di Wonka, motivo per cui il cioccolataio
decise di chiuderla al pubblico per diversi lunghi anni.
Scorta di
cioccolato per sempre!
In
Wonka, il cioccolataio promette alla sua
nuova amica Noodle che, se lo aiuterà, riceverà una fornitura a
vita dei suoi cioccolatini. Una promessa per niente sconosciuta al
pubblico, poiché già presente nelle sue versioni precedenti. Sia il
Wonka di Gene Wilder che quello di Johnny Depp, quando hanno l’idea
dei Biglietti d’Oro, promettono ai fortunati bambini che li
trovano, di ricevere per sempre una scorta delle sue prelibatezze.
Qualcosa che alla fine ottiene Charlie diventando – come da piano –
erede della fabbrica.
“Buona
giornata, signore!”
Di Willy Wonka e la fabbrica di
cioccolato ricordiamo tutti una scena in particolare, che
ci segnò quando la vedemmo per la prima volta. È collocata nel
finale, quando Nonno Joe e Charlie entrano nella stanza di Wonka,
dove tutte le cose sono a metà, per chiedergli spiegazioni sulla
fornitura di cioccolato per il bambino. In quel momento il
cioccolataio, dopo aver scoperto che hanno bevuto la bevanda
frizzante, è molto arrabbiato, e pronuncia una delle sue più famose
frasi: “Buona giornata signore!“. La stessa battuta è
stata inserita in Wonka, ma non è il cioccolataio a pronunciarla,
bensì Lofty, l’Umpa Lumpa. Egli si congeda educatamente da Wonka
con “Buona giornata, signore!“, senza però la medesima
rabbia.
Nella terra degli
Umpa Lumpa
In
Wonka seguiamo il cioccolataio nelle sue
svariate imprese e nella realizzazione del suo sogno. In
contemporanea facciamo la conoscenza dell’Umpa Lumpa Lofty, che
vediamo seguire Wonka per anni e rubargli il cioccolato. Più
avanti, quando Wonka lo cattura, scopriremo il perché: quando il
cioccolataio viaggiava nella terra degli Umpa Lumpa, prese i loro
semi di cacao mettendo nei guai Lofty, che avrebbe dovuto fare la
guardia. Un rimando più che esplicito ai viaggi del Wonka di
Johnny Depp, che Burton stesso
ci mostra nel suo film. Il maestro del cioccolato, infatti, si reca
nella terra degli Umpa Lumpa alla ricerca di nuovi sapori per le
sue caramelle, ma invece di limitarsi a prendere gli ingredienti
necessari, fa un accordo con loro, portandoli poi a lavorare nella
sua fabbrica.
La canzone degli
Umpa Lumpa
Molti sono rimasti
sorpresi nello scoprire che Wonka fosse un musical. Per la natura
del suo genere di riferimento il film è costellato di canzoni,
molte delle quali originali, tranne un paio che sono tratte dalla
pellicola del 1971. Una di queste è la famosa, oltre che iconica,
canzone “Oompa Loompa”. È Lofty ad intonarla quando
racconta a Willy del debito che ha con la sua gente e del motivo
per cui lo segue da anni. La melodia ritorna poi nella scena
post-credits, usata per rivelare cosa è successo a Noddle e al
resto degli amici del cioccolataio.
Le caramelle che
fanno crescere i capelli
Quando Wonka apre
finalmente il suo magico negozio di caramelle, tutta la gioia e la
felicità provata scompaiono nel momento in cui alcuni clienti
iniziano ad avere degli effetti collaterali. Scopriremo poi in
seguito che i cioccolatini sono stati contaminati dalla signora
Scrubbitt e Bleacher con il sudore dello yeti, causando una
crescita eccessiva dei capelli e lo scolorimento della pelle. Ne
La fabbrica di
cioccolato, Willy Wonka spiega ai bambini e ai loro
genitori che una delle sue ultime invenzioni si è ritorta contro di
lui e ha causato una crescita eccessiva dei capelli, con un Umpa
Lumpa che se ne va in giro ricoperto di tantissimi peli.
Wonka e Noodle
annegati nel cioccolato
A frenare
l’immaginazione di Wonka, come capiamo sin dal trailer, è
un’associazione che non vede di buon occhio le invenzioni del
ragazzo, e si chiama il Cartello di Cioccolato. Nel terzo atto del
film, questi infatti cattura sia Wonka che Noodle, costringendoli a
entrare nel caveau dove custodiscono le riserve di cioccolato per
annegarli dentro. La scena in cui Wonka e Noodle nuotano nel
cioccolato cercando di salvarsi, ricorda quanto accaduto ad
Augustus Gloop nel libro e nei film precedenti, quando cade nel
fiume cioccolatoso mentre stanno facendo il tour della fabbrica per
poi essere risucchiato in un tubo.
Gli effetti
collaterali degli Hoverchocs
La prima caramella
di Wonka ad essere mostrata nel film sono gli “hoverchocs”, dei
cioccolatini che fanno volare chi li mangia e che, per tornare a
terra, devono scoreggiare. Essi ricordano le bibite frizzanti
create dal Wonka di Wilder, che vengono provate nella
divertentissima scena con Nonno Joe e Charlie. I due, per evitare
un incontro fatale con la ventola del soffitto, capiscono che
l’unico modo per salvarsi è emettere numerosi rutti, che li
spingono verso terra. Una sequenza memorabile!
Sia in Willy
Wonka e la fabbrica di cioccolato che in La fabbrica di
cioccolato, il pubblico – e i visitatori dell’azienda – sono
messi al corrente della commestibilità delle decorazioni. Dentro
tutto si può mangiare e bere, persino l’erba. Seppur in
Wonka la fabbrica ancora non esista, il
primo negozio del cioccolataio ha la stessa idea di decorazione
commestibile, che diventa la chiave del rapido e breve successo del
negozio.
Il primo biglietto d’oro di Willy
Wonka
Nel corso del film
Wonka dice che l’amore per il cioccolato è qualcosa che gli ha
trasmesso la madre, ed è proprio per lei che decide di aprire poi
il suo primo negozio di caramelle. Dopo essere scomparsa, Wonka
conserva l’ultima tavoletta di cioccolato che la madre aveva
preparato e, alla fine, la scarta e trova un biglietto d’oro con un
messaggio di sua madre, in cui dice che il cioccolato è meglio
condividerlo. Questa scena conferisce ai biglietti d’oro
del concorso di Willy Wonka un significato più profondo ed
emotivo, in quanto il cioccolataio ricorda le parole di
sua madre e, in un certo senso, omaggiandola, la fa continuare a
vivere negli altri, nelle sue opere d’arte e nei suoi successi.
Ecco il trailer di
Wonka,
il film con protagonistaThimothée
Chalametnei panni dell’iconico proprietario
della Fabbrica di cioccolato.
Grazie a questo trailer, si può ora dare uno sguardo più
approfondito a Chalamet nei panni di Wonka
e ad alcuni elementi della storia che il film proporrà. Come noto,
il musical avrà cme protagonista un giovane Willy Wonka prima che
apra la sua famosa fabbrica di cioccolato. Si parla dunque di un
vero e proprio prequel del libro di Roald DahlWilly Wonka e la fabbrica di
cioccolato.
Wonka, tutto quello che sappiamo sul film
Wonka
è diretto dal regista di “Paddington” Paul
King e vede come co-protagonisti Keegan-Michael
Key, Rowan Atkinson, Sally Hawkins e
Olivia Colman.
Chalamet ha dichiarato alla stampa al CinemaCon di
aprile che la sua versione del personaggio non sarebbe stata
“cinica” come le precedenti iterazioni interpretate da Gene Wilder
o Johnny Depp. “Questo è un Willy
pieno di gioia, speranza e desiderio di diventare il più grande
cioccolatiere“, ha detto Chalamet, che ha anche rivelato di
aver nuotato nel vero cioccolato fuso durante le riprese delle
scene del film.
Wonka
è basato sui personaggi di Roald Dahl, ispirato in particolare da
uno dei personaggi più amati di Dahl e si svolge prima degli eventi
di Charlie e la fabbrica di cioccolato,
si legge nella sinossi. Nel cast anche Matthew Baynton, Jim
Carter, Tom Davis, Simon Farnaby, Rich Fulcher, Kobna
Holdbrook-Smith, Paterson Joseph, Calah Lane, Matt Lucas, Colin O’
Brien, Natasha Rothwell, Rakhee Thakrar e Ellie White.
Willy Wonka è
stato creato dal famoso autore Roald Dahl. Il
personaggio ha debuttato nel romanzo del 1964, Charlie e la
fabbrica di cioccolato. Il libro è stato adattato due volte
per lo schermo, nel 1971 e nel 2005, quando Tim Burton ha scelto Johnny Depp per il ruolo in
questione. Paul King, il regista dietro la
serie di Paddington, firma la regia di
Wonka, che
uscirà al cinema il 14 dicembre 2023.
Timothée Chalamet ha offerto una prima
occhiata al suo costume in Wonka,
il prossimo film in cui interpreterà una versione molto giovane del
celebre cioccolataio già visto al cinema con il volto di
Gene Wilder e di Johnny Depp.
L’attore ha pubblicato la foto sul
suo account Instagram con la didascalia “La suspense è
terribile, spero che durerà”, riferendosi a una battuta
pronunciata dal Wonka di Gene Wilder
nell’adattamento originale del 1971, Willy Wonka e
la fabbrica di cioccolato. Chalamet ha anche pubblicato l’immagine
sul suo Twitter, mentre Warner Bros. l’ha condivisa tramite
Facebook e Instagram.
Mentre i dettagli della trama
vengono tenuti nascosti, per ora si sa che il prequel della Warner
Bros. esplorerà il modo in cui Willy Wonka è diventato un illustre
produttore di caramelle. Al momento si sa che il film sarà un
musical e che quindi Chalamet sarà impegnato anche con canto e
ballo, oltre che con la recitazione.
Willy Wonka è stato
creato dal famoso autore Roald Dahl. Il
personaggio ha debuttato nel romanzo del 1964, Charlie e la
fabbrica di cioccolato. Il libro è stato adattato due volte
per lo schermo, nel 1971 e nel 2005, quando Tim
Burton ha scelto Johnny Depp per il ruolo in
questione.
Paul King, il regista dietro la serie di
Paddington, firma la regia di Wonka.
David Heyman produce. Insieme a Timothée Chalamet, il cast comprende anche
Rowan Atkinson, Sally Hawkins, Olivia Colman, Keegan-Michael Key.
Wonka uscirà nelle sale il 17 marzo
2023.
Timothée Chalamet interpreta il
cioccolatiere più famoso del mondo nell’imminente musical Warner
Bros. Wonka,
ma oggi scopriamo che non è stato il materiale originale scritto da
Roald Dahl a suscitare il suo interesse ad unirsi al progetto. Il
candidato all’Oscar ha detto alla rivista Vogue di essere
stato attratto dall’interpretare Willy Wonka per il
semplice fatto che sarà un film per una fascia di pubblico più
giovane e ottimista.
“Lavorare su qualcosa che avrà un
pubblico giovane e non cinico, è stata solo una grande gioia“,
ha detto Chalamet. “Ecco perché ne sono stato
attratto. In un momento e in un clima di intensa retorica
politica, quando ci sono sempre così tante cattive notizie, si
spera che questo sia un pezzo di cioccolato.
Wonka è
diretto dal regista di “Paddington” Paul
King e vede come co-protagonisti Keegan-Michael
Key,
Rowan Atkinson, Sally Hawkins e
Olivia Colman. Chalamet ha
dichiarato
alla stampa al CinemaCon di aprile che la sua versione di Wonka
non sarebbe stata “cinica” come le precedenti iterazioni
interpretate da Gene Wilder o Johnny Depp. “Questo è un Willy pieno di
gioia, speranza e desiderio di diventare il più grande
cioccolatiere“, ha detto Chalamet, che ha anche rivelato di
aver nuotato nel vero cioccolato fuso durante le riprese delle
scene del film.
Wonka, il
film
Wonka è
basato sui personaggi di Roald Dahl, ispirato in particolare da uno
dei personaggi più amati di Dahl, Willy Wonka, e si svolge prima
degli eventi di Charlie e la fabbrica di
cioccolato ”, si legge nella sinossi. Nel cast anche
Rowan Atkinson, Matthew Baynton, Jim Carter,
Olivia Colman, Tom Davis, Simon Farnaby, Rich Fulcher, Sally
Hawkins, Kobna Holdbrook-Smith, Paterson Joseph, Keegan-Michael Key, Calah Lane,
Matt Lucas, Colin O’ Brien, Natasha Rothwell, Rakhee Thakrar e
Ellie White.
Willy Wonka
è stato creato dal famoso autore
Roald Dahl.
Il personaggio ha debuttato nel romanzo del 1964,
Charlie e la fabbrica di cioccolato.
Il libro è stato adattato due volte per lo schermo, nel 1971 e nel
2005, quando
Tim Burton
ha sceltoJohnny Depp
per il ruolo in questione. Paul
King, il regista dietro la serie di
Paddington, firma la regia di Wonka e
uscirà al cinema il 14 dicembre 2023
Nel corso di una recente intervista
con GamesRadar+, il candidato all’Oscar
Timothée
Chalamet ha ammesso che inizialmente era scettico
sull’idea di interpretare una versione più giovane di una figura
iconica della cultura pop come Willy Wonka. Ha rivelato
che dopo aver letto la sceneggiatura di Paul King e Simon
Farnaby per Timothée
Chalamet, è rimasto così colpito dal loro testo che le
sue preoccupazioni sul progetto si sono affievolite.
“Come molte persone, quando ci
sono dei remake, mi sento molto protettivo nei confronti del
personaggio originale e delle versioni che ami“, ha detto
Timothée
Chalamet. “Le sopracciglia si alzano per lo
scetticismo, per capire se si tratta di una storia legittima e
degna di nota o di una cinica presa di denaro. Ma stavo leggendo le
prime tre pagine della sceneggiatura e la canzone ‘Hat Full of
Dreams’ era lì”, continua Timothée
Chalamet, riferendosi al numero musicale di apertura
del film.
“Non c’era musica per
accompagnarla, ma il testo era così intelligente. [Parla di questo
giovane Willy, che non era assolutamente la versione folle, cinica,
un po’ stordita e cerebrale che vediamo nei due film precedenti, ma
era molto speranzoso, giovane, ambizioso, che non accettava un no
per una risposta, forse un po’ ingenuo. Penso che sia molto
intelligente“.
Wonka, tutto quello che
sappiamo sul film
Wonka
è diretto dal regista di “Paddington” Paul
King e vede come protagonisti Timothée
Chalamet, Keegan-Michael Key, Rowan Atkinson, Sally Hawkins e
Olivia Colman. Hugh Grant
interpreta invece un Oompa Loompa. Timothée
Chalametha dichiarato alla stampa al CinemaCon di
aprile che la sua versione del personaggio non sarebbe stata
“cinica” come le precedenti iterazioni interpretate da Gene Wilder
o Johnny
Depp. “Questo è un Willy pieno di gioia,
speranza e desiderio di diventare il più grande
cioccolatiere“, ha detto Chalamet, che ha anche rivelato di
aver nuotato nel vero cioccolato fuso durante le riprese delle
scene del film.
Wonka
è basato sui personaggi di Roald Dahl, ispirato in particolare da
uno dei personaggi più amati di Dahl e si svolge prima degli eventi
di Charlie e la fabbrica di cioccolato,
si legge nella sinossi. Nel cast anche Matthew Baynton, Jim
Carter, Tom Davis, Simon Farnaby, Rich Fulcher, Kobna
Holdbrook-Smith, Paterson Joseph, Calah Lane, Matt Lucas, Colin O’
Brien, Natasha Rothwell, Rakhee Thakrar e Ellie White.
Willy Wonka è
stato creato dal famoso autore Roald Dahl. Il
personaggio ha debuttato nel romanzo del 1964, Charlie e la
fabbrica di cioccolato. Il libro è stato adattato due volte
per lo schermo, nel 1971 e nel 2005, quando Tim Burton ha scelto Johnny Depp per il ruolo in
questione. Paul King, il regista dietro la
serie di Paddington, firma la regia di
Wonka, che
uscirà al cinema il 14 dicembre 2023.