Uno dei film più acclamati di A24,
Midsommar, è stato riproposto giovedì in oltre 300
sale IMAX nazionali, continuando la serie di riedizioni solo IMAX
di alcuni dei suoi titoli più significativi dal punto di vista
culturale. Il festival ha coinciso con il debutto dell’ultimo
successo di A24,
Civil War, ed è iniziato a marzo con
Ex Machina di Alex Garland. È proseguito ad
aprile con
Hereditary di Ari Aster e a maggio con Uncut Gems dei fratelli
Safdie.
Uscito originariamente nel 2019 e
anch’esso diretto da Aster,
Midsommar ha incassato 400.000 dollari giovedì in
circa 340 sale IMAX nazionali. Questo porta l’incasso totale del
film negli Stati Uniti a circa 28 milioni di dollari. Il film
horror ha concluso la sua corsa globale nelle sale con poco meno di
50 milioni di dollari, a fronte di un budget dichiarato di 9
milioni di dollari.
A titolo di confronto,
Hereditary ha guadagnato 400.000 dollari e Ex Machina ha
incassato 260.000 dollari nelle rispettive riedizioni di marzo e
aprile. Uncut Gems ha incassato 204.000 dollari in circa 325 sale a
maggio, il che significa che Aster rimane il più grande regista
interno dello studio, nonostante la grande sottoperformance del suo
ultimo film, Beau is Afraid. Uscito nel 2023, la commedia
surreale si è fermata a circa 11 milioni di dollari in tutto il
mondo, a fronte di un budget dichiarato di 35 milioni di
dollari.
A24 sta per affermarsi come studio
hollywoodiano di media grandezza, aumentando i budget dopo un
decennio di produzione e distribuzione di piccoli film di genere.
Diretto da Garland, Civil War ha ottenuto il budget più alto di A24
– 50 milioni di dollari – e ha incassato circa 115 milioni di
dollari in tutto il mondo. È il secondo più grande successo di
tutti i tempi dello studio, dopo il premio Oscar Everything Everywhere All at Once.
Midsommar, invece, si colloca tra i 10
migliori film di A24 di sempre.
Midsommar ha incassato quasi 50
milioni di dollari in tutto il mondo alla sua uscita originale
Interpretato da Florence Pugh nel ruolo di una giovane donna
in lutto, Midsommar è un horror a fuoco lento che
segue una coppia americana mentre viene risucchiata da una setta
omicida nella campagna svedese. Il film ha ricevuto ampi consensi
al momento dell’uscita, con elogi particolari per l’interpretazione
centrale della Pugh, per la stretta aderenza di Aster al tono
terrificante, per l’ossessionante colonna sonora di Bobby Krlic e
per la splendida fotografia di Pawel Pogorzelski.
Midsommar ha un punteggio “fresco” dell’83% sul
sito aggregatore Rotten Tomatoes. Nella sua recensione, Haleigh
Foutch di Collider l’ha descritto come “un’esperienza viscerale e
travolgente” che culmina in “un’impegnativa resa emotiva che non
offre risposte facili”.
Midsommar ha diviso il pubblico,
che gli ha assegnato un punteggio CinemaScore C+ piuttosto basso.
Il film era interpretato anche da William Jackson Harper, Vilhelm
Blomgren, Ellora Torchia, Archie Madekwe e Will Poulter. La
riedizione di Midsommar arriva dopo le numerose riedizioni di
quest’anno, tra cui Star
Wars: Episodio I – La minaccia fantasma e La mummia, e
più recentemente la trilogia originale del Signore degli
Anelli.
Midsommar – Il Villaggio dei Dannati (qui
la recensione) di Ari Aster ha portato il pubblico a
compiere un viaggio all’interno di una relazione tossica. Giocando
con le prefigurazioni e i commenti toccanti, Aster ha creato un
film horror di culto, ispirandosi pesantemente al genere del folk
horror, che di solito si basa su ambientazioni isolate e tradizioni
pagane per generare terrore nello spettatore. Sebbene in questa
tipologia di film i mostri possano essere talvolta soprannaturali,
spesso si tratta di esseri umani comuni che commettono atti
terrificanti in nome di credenze religiose.
Midsommar – Il Villaggio dei Dannati presenta
inoltre analogie fondamentali con il precedente film di Aster,
Hereditary, che trattava anch’esso di elementi bizzarri,
di situazioni inspiegabili e del dolore come tema chiave. Ma la sua
vera forza risiede nel modo in cui intreccia l’ambientazione e la
trama con gli orrori molto più banali delle relazioni tossiche. In
apparenza, questo film si concentra sul tentativo della
protagonista di superare un lutto andando a fare un viaggio con il
suo ragazzo e i suoi amici. In realtà si trattava del
deterioramento della loro relazione.
A partire da queste premesse, Aster
costruisce dunque un film angosciante, capace di far provare tutta
la frustrazione e il senso di impotenza dei suoi protagonisti. Un
titolo dunque da non perdere per gli appassionati di questo genere.
In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali
curiosità relative a Midsommar – Il Villaggio dei Dannati.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla
spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.
Protagonisti del film sono
Dani e Christian, una giovane
coppia americana con una relazione in crisi. Dopo che una tragedia
familiare si abbatte sulla vita di Dani, la ragazza decide di
unirsi al compagno e ai suoi amici in un viaggio, che ha come meta
un remoto villaggio svedese, per festeggiare il
Midsommar, la tradizionale festa di mezza estate
che si svolge nei giorni del solstizio, tra il 21 e il 25 giugno.
Una volta lì, però, si renderanno conto di essere capitati nel bel
mezzo di un diverso tipo di festa, legata al culto pagano praticato
in quelle zone e con esiti orripilanti.
Ad interpretare Dani vi è l’attrice
Florence Pugh, oggi nota anche per i film
Black Widow e Piccole donne. Nel ruolo del
compagno Christian, invece, vi è l’attore Jack Reynor. Will Poulter, attore visto anche in
Detroit e Guardiani della Galassia Vol.
3, interpreta Mark, mentre Ellora Torchia è
Connie. Completano il cast William Jackson Harper
nel ruolo di Josh, Vilhelm Blomgren in quelli di
Pelle e Archie Madekwe in quello di Simon. Vi sono
poi Hampus Hallberg nel ruolo di Ingemar, mentre
Isabelle Grill interpreta Maja.
La spiegazione del finale del
film
Quando il Midsommar raggiunge il suo
culmine, si scopre che la comunità ha piani molto specifici per
Dani, Christian, Josh, Mark, Connie e Simon. Nell’atto finale,
tutti gli estranei, eccetto Christian e Dani, sono “scomparsi” e il
rituale di mezza estate continua con una gara di ballo del maypole,
che Dani vince. Dopo la gara, Dani viene incoronata Regina di
Maggio e viene portata in giro per la comune per benedire i
raccolti. Nel frattempo, Christian viene portato via e gli viene
chiesto di accoppiarsi con la giovane Maja per portare un po’ di
sangue esterno nella comunità.
In seguito, viene drogato e, nel suo
stato di alterazione, Christian esegue effettivamente il rituale
sessuale, distruggendo definitivamente il suo legame con Dani.
Quando Dani torna, sente il rituale e assiste all’infedeltà di
Christian. Corre fuori, inorridita e singhiozzante, ma questa volta
non è sola. Le donne della comune circondano Dani, la seguono nelle
stanze da letto e iniziano a fare eco alle sue grida. I membri di
questa comunità apprezzano l’unione sopra ogni cosa e quando Dani
si angoscia per la scoperta dell’infedeltà di Christian, gli
abitanti del villaggio condividono letteralmente il suo dolore.
Questo è in netto contrasto con il
resto del film, durante il quale Dani è costretta a soffrire in
silenzio e da sola, mentre Christian ignora i suoi crolli o le
offre delle banalità a metà. Alla fine di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, viene
rivelato il vero motivo per cui questi forestieri sono arrivati al
villaggio. Per il finale della festa di mezza estate è necessario
un sacrificio rituale. Apprendiamo così che Josh, Mark, Connie e
Simon sono già stati uccisi e serviranno come sacrifici nel
rituale, che ora ha bisogno di due volontari del villaggio e di un
ulteriore sacrificio.
Per la scelta finale, Dani può
scegliere chi far morire. Christian o un abitante del villaggio
selezionato dalla lotteria. Con il cuore spezzato, Dani sceglie di
far morire Christian, scegliendo a sua volta questa comunità come
sua famiglia. Christian viene quindi infilato (paralizzato, ma
ancora vivo) nella carcassa di un orso e collocato nel tempio sacro
insieme ai quattro estranei morti e a due volontari. Mentre il
tempio viene dato alle fiamme, gli abitanti del villaggio guardano.
Quando uno dei volontari urla di angoscia mentre brucia vivo, gli
abitanti del villaggio iniziano a imitare le sue grida,
contorcendosi e gridando.
E mentre Dani, ancora vestita da
regina di maggio, inizialmente guarda con orrore, alla fine il suo
volto si incurva in un sorriso e si unisce agli abitanti del
villaggio nei loro festeggiamenti. All’inizio di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati, Dani è
sola nel suo dolore. Alla fine, condivide non solo il dolore e la
sofferenza, ma anche la gioia e la celebrazione. Quando la sua
famiglia è morta, Christian e i suoi amici non sono riusciti a
colmare il vuoto. Dani era sola, isolata e priva di una
considerevole empatia o compassione da parte di coloro che la
circondavano.
Alla fine del film, Dani ha invece
abbracciato i valori di questa comunità – valori di comunità e di
famiglia ritrovata – e finalmente si sente vista, ascoltata e
sentita. Ma il tema primario di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati è
l’importanza delle emozioni condivise. Le relazioni sono difficili
e il trauma che Dani aveva bisogno di aiuto per elaborare era
immenso e incredibilmente complicato. Christian non riusciva ad
essere empatico nei suoi confronti, mentre nel villaggio Dani trova
quel senso di comunità di cui aveva bisogno per condividere le sue
emozioni, positive o negative che siano.
Il trailer di Midsommar –
Il Villaggio dei Dannati e dove vedere il film in
streaming e in TV
È possibile fruire di Midsommar – Il Villaggio dei Dannati grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei
cataloghi di Rakuten TV, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la
piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 20 agosto alle ore
21:20 sul canale Rai 4.
In svedese, Midsommar significa Mezza
Estate, il periodo dell’anno in cui la natura celebra la
sua lussureggiante vita, in cui le giornate sono lunghe e luminose
e in cui è ambientato il film che proprio da questo giorno prende
il nome: Midsommar – il villaggio dei dannati,
opera seconda di Ari Aster (Hereditary).
A dispetto dell’immaginario evocato
(estate, luce, fiori e colori), già il sottotitolo del film, creato
a esclusivo beneficio del pubblico italiano, indica che qualcosa,
in questa festosa e lussureggiante estate svedese, non quadra. E la
storia, a dire il vero, comincia negli Stati Uniti, con Dani,
attanagliata da attacchi di panico, durante una sequenza notturna
claustrofobica, da manuale. Siamo di fronte alla nostra
protagonista, una ragazza che deve fare i conti con una terribile
perdita familiare e che si aggrappa con tutta se stessa a Chris, il
fidanzato che non la ama più e che, a sua volta, non riesce a
staccarsi da lei proprio perché la ragazza sta vivendo questo
grande dolore ed è sola al mondo. Per cercare di tirarla su di
morale, il ragazzo decide quindi di portarla in vacanza con lui e i
suoi amici in Svezia, nel villaggio immaginario di Hårga, dove in
occasione della Mezza Estate si celebrano rituali antichi di
rigenerazione e purificazione, all’interno di una comunità rurale
ancorata alle tradizioni del posto.
Aster adotta una struttura narrativa con climax ascendente
Come in
Hereditary, la donna deve gestire un forte senso di
inadeguatezza e deve elaborare un lutto in un contesto estraneo che
la mette a disagio, mantenendola sotto stress. Tuttavia, se nel suo
esordio, Aster adotta una struttura narrativa con climax
ascendente, secondo cui la rivelazione finale mette tutti i pezzi
del puzzle al suo posto e sfrutta al meglio i canoni del cinema
horror, sia da un punto di vista formale che contenutistico, in
Midsommar – il villaggio dei dannati il regista
mescola le carte, disperde il concetto di maligno e mette lo
spettatore di fronte a un racconto che dalla metà del film in poi
diventa un lungo rettilineo che ci costringiamo a percorrere,
sapendo che alla fine qualcosa di orribile accadrà, ma continuando
a mettere un piede davanti all’altro perché cullati dai colori
sgargianti, dai suoni ovattati, dalla luce accecante che non va mai
del tutto via, come accade ogni estate nel Nord del Mondo.
Ari Aster sembra
adottare per il suo film la forma del dolore, nel senso che
abbandona le strutture narrative tradizionali e realizza un
racconto che resta fermo, nell’immobilità della luce accecante,
nella perfezione delle simmetrie sulle quali indugia, sulla ricerca
linguistica di una simbologia scritta che racconta di credenze,
riti e incantesimi che non vengono mai spiegati, ma costantemente
suggeriti, ad aumentare la sensazione di inquietudine.
Come la protagonista, anche lo
spettatore, da un certo punto in poi, smette di combattere contro
ciò che non comprende ed abbraccia la danza, il rito, la fine della
realtà per come la conosce, lascia andare persino il suo dolore,
riversandolo in un ritrovato senso di appartenenza al quale sembra
aggrapparsi soltanto perché le offre la possibilità di lasciarsi
alle spalle quel nero pozzo di disperazione nel quale stava
affondando.
Visivamente, Midsommar – il
villaggio del dannati raggiunge i suoi lussureggianti
picchi di bellezza nel finale, quando le coreografie dei riti
pagani, le danze, le decorazioni, conferiscono alle immagini una
bellezza statica che ricorda Peter Greenaway,
nelle suggestioni, ribadendo però la sua forte identità di prodotto
unico.
Con Midsommar – il
villaggio dei dannati, Ari Aster riesce a
raccontare uno stato d’animo attraverso impressioni, e anche per
questo la comunicazione in senso stretto diventa secondaria,
lasciando spazio alla vitalità espressiva dell’immagine.
Arriverà al cinema il prossimo 25 luglio Midsommar – Il villaggio dei dannati, il nuovo
film di Ari Aster che segue il successo di
Hereditary e promette un
nuovo appuntamento con il terrore. Ecco qui il trailer italiano del
film distribuito da Eagle Pictures.
Il film vede nel cast principale
Florence Pugh, Jack
Reynor, William Jackson Harper e Will
Poulter. Arriverà in estate negli Stati Uniti e quindi
probabilmente in autunno in Italia. Il primo trailer si
caratterizza da colori e atmosfere che sembrano molto lontane dal
genere horror ma allo stesso tempo sembra rievocare alcuni dettami
che abbiamo riscontrato anche in Hereditary.
Nel trailer si vede una persona
deforme, come già capitato nel primo film, e sembra che le
circostanza della narrazione siano legate a un culto dei boschi,
una qualche religione animista, lo spiritismo che poi si rivela
essere la base della storia nell’altro film.
Aspetteremo con ansia di essere
ammaliati e spaventati, ancora una volta, da Midsommar di Ari Aster,
mentre intanto il cinema ci offre l’opera seconda dell’altro
giovane regista considerato il nuovo guru dell’horror,
Jordan Peele e il suo Noi.
Da diversi anni si vocifera che i
Marvel Studios stiano
sviluppando un film su Midnight Suns che ruota
attorno agli eroi soprannaturali del MCU. Di recente, però,
potrebbe essere stato fatto un grande passo in avanti: lo scooper
@MyTimeToShineH sostiene che Kevin Feige sia intenzionato a affidare il
progetto al regista Fede Álvarez.
Fede Álvarez non è
nuovo all’horror dopo aver diretto Evil Dead,
Don’t Breathe e il prossimo Alien:
Romulus. Ha anche scritto Don’t
Breathe 2 e la storia di Texas Chainsaw
Massacre del 2022. Visto il clima positivo che circonda il
prossimo film di Alien, questa voce ha molto senso.
“No. Guarda. Molti di quei film
sono belli e il pubblico li va a vedere“, ha detto
Álvarez nel 2016 a proposito di una precedente
trattativa con i Marvel Studios. “È solo che
come regista è più difficile avere la tua visione in quei film, se
vai a fare un film Marvel“.
“A un certo punto abbiamo avuto
delle conversazioni e… hanno già capito tutto. Hanno capito lo
stile. Hanno capito il modo in cui li girano. Hanno capito i
colori, l’umorismo. Cosa farei io? Ho molta più libertà di questo.
Non lo so“, ha continuato il regista. “Alla fine potrei
farlo. E dipende probabilmente dai personaggi delle
storie“.
“Ma una cosa del mio lavoro di
regista che mi piace molto è creare le mie cose. Cerco di creare il
mio stile quando giro e di impostare il tono da solo… Evil Dead è
stata una sfida sotto questo aspetto“.
Nel MCU, ci sono
diversi personaggi che potrebbero costituire i Midnight
Suns, tra cui Moon Knight, Clea, Black Knight e
Man-Thing. Tuttavia, con i prossimi film sugli
Avengers che si avvicinano rapidamente, è
difficile dire se ci sarà tempo per introdurre questa squadra prima
di Secret
Wars.
Chi sono i Midnight
Suns?
Midnight Suns sono
una squadra fittizia di supereroi soprannaturali apparsi nei
fumetti americani pubblicati dalla Marvel Comics. Comprendente i Ghost Riders
Danny Ketch e Johnny Blaze, Blade e Morbius, la squadra originale si è formata per
la prima volta come parte dell’arco narrativo Rise of the Midnight
Sons, culminando nella prima apparizione completa della squadra in
Ghost Rider (vol. 6). In seguito al successo dei crossover, la
Marvel ha marchiato tutte le storie che coinvolgevano il gruppo con
un’impronta familiare e un trattamento di copertina distinti, che
sono durati dal dicembre 1993 all’agosto 1994. La squadra è stata
ripresa più volte con personaggi diversi, ma i membri più frequenti
sono Morbius, Blade e almeno uno Spirito della
Vendetta.
Siamo vicini al 18
marzo, data in cui vedrà la luce Midnight Special, lo sci-fi
diretto da Jeff Nichols con
protagonisti Michael
Shannon, Kristen
Dunst, Adam Driver, Sam
Shepard e Joel Edgerton.
Per l’occasione
la Warner Bros. ha reso disponibile
online una carrellata di immagini dell’attesa pellicola.
L’acclamato regista di Take
Shelter e Mud si cimenta con il genere in
quello che è tutt’ora un vero e proprio mistero. Infatti non si sa
molto sul film, se non che due genitori scoprono di avere un figlio
dotato di potere soprannaturale e quando inziano ad avere a che
fare con tali doni, la famiglia è costretta a mettersi in fuga da
estremisti religiosi e polizia locale.
Il regista ha commentato la
propria creatura definendola un film di fantascienza simile ad
una caccia ed ha citato alcuni riferimenti come Incontri
ravvicinati del terzo tipo, ET, Starman come fonti
d’ispirazione.
Midnight
Special arriverà al cinema il 18 Marzo 2016 negli
USA.
La Warner Bros. Pictures
ha diffuso il primo atteso trailer di Midnight Special, il nuovo film
dell’acclamato regista Jeff Nichols e con
protagonisti Michael Shannon, Kirsten
Dunst, Adam Driver, Joel Edgerton, e Sam
Shepard.
L’acclamato regista di Take
Shelter e Mud si cimenta con il genere in
quello che è tutt’ora un vero e proprio mistero. Infatti non si sa
molto sul film, se non che due genitori scoprono di avere un figlio
dotato di potere soprannaturale e quando inziano ad avere a che
fare con tali doni, la famiglia è costretta a mettersi in fuga da
estremisti religiosi e polizia loca.e
L’immagine arriva da
EW e lo stesso regista ha commentato sostenendo
che sarà un film di fantascienza simile ad una caccia ed ha citato
alcuni riferimenti come Incontri ravvicinati del terzo
tipo, ET, Starman come fonti d’ispirazione.
Guarda il secondo trailer ufficiale
di Midnight Special, il
film diretto da Jeff Nichols (Mud,
Take Shelter) con protagonisti Michael
Shannon,Joel Edgerton e Kirsten
Dunst.
L’acclamato regista di Take
Shelter e Mud si cimenta con il genere in
quello che è tutt’ora un vero e proprio mistero. Infatti non si sa
molto sul film, se non che due genitori scoprono di avere un figlio
dotato di potere soprannaturale e quando inziano ad avere a che
fare con tali doni, la famiglia è costretta a mettersi in fuga da
estremisti religiosi e polizia loca.e
L’immagine arriva da
EW e lo stesso regista ha commentato sostenendo
che sarà un film di fantascienza simile ad una caccia ed ha citato
alcuni riferimenti come Incontri ravvicinati del terzo
tipo, ET, Starman come fonti d’ispirazione.
Midnight Special arriverà al cinema
il 18 Marzo 2016 negli USA
Dalla realizzazione di
Take Shelter, del 2011, sono passati
ormai cinque anni, qualcosa di irrisolto però doveva ancora
annidarsi nella mente di Jeff Nichols:
quell’ossessione spasmodica verso altri mondi, verso nuove
speranze. Midnight Special ha infatti tutta
l’aria di essere la continuazione ideale di quel secondo film, un
lavoro interamente costruito sui contrasti e sull’ignoto. Ogni cosa
ha inizio con il rapimento di un bambino di soli otto anni, Alton,
conteso da un padre protettivo disposto a tutto, una setta
religiosa che si ritrova in un ranch nel cuore della notte, l’FBI e
la CIA.
Come avvolto da una ‘luccicanza’,
quasi al pari di Danny Torrance in
Shining, il piccolo Alton ha infatti il
potere di vedere cose inesistenti, di comandare oggetti elettronici
tramite onde elettromagnetiche, di irradiare luce accecante dagli
occhi. Un “mistero ambulante” su cui tutti vogliono mettere le
mani, mentre il bambino sente un solo, unico scopo, raggiungere una
determinata location per far ritorno al mondo cui –
probabilmente – appartiene.
Quello che banalmente sembra un
omaggio al cinema science-fiction d’altri tempi, più precisamente
una dichiarazione d’amore a Steven Spielberg e ai suoi
E.T. L’extraterrestre e Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo, è forse
un modo decisamente originale di riporre nelle nuove generazioni i
nostri desideri più positivi. Oltre la fede, quindi la religione,
si innalzano sul piedistallo i padri, le madri, spesso assenti e
insicuri nel mondo frenetico che abbiamo creato. Dopo una prima ora
segnata dall’oscurità, dal dubbio, da sensazioni generalmente
negative tramite cui Nichols sparge sul tavolo le sue carte
migliori, il film cambia marcia e colori, per aprire le sue porte
al sogno, all’illusione più esplicita, annegando in un candore
abbagliante. Unico file rouge costante la
tensione, l’inafferrabile inquietudine con cui il regista
dell’Arkansas tiene l’interesse dello spettatore legato allo
schermo in modo ipnotico.
Il suo talento nel guidare la
macchina da presa, aiutato dalla complicata fotografia di
Adam Stone sempre ai due estremi dell’istogramma,
trasforma ogni elemento negativo in positivo, ogni ombra in fonte
di luce, ogni dubbio in certezza. Come a voler marcare
ulteriormente il legame con Take Shelter, ritorna sullo
schermo il volto rude e profondo di Michael Shannon, perfetto nel ruolo del padre
che ha da reinventare il suo ruolo; ugualmente essenziali Joel Edgerton e Kirsten Dunst al servizio di un giovanissimo
Jaeden Lieberher, bambino prodigio tanto quanto
Jacob Tremblay in
Room. Più in disparte Adam Driver, volutamente impacciato e
incredulo, un po’ come il pubblico che osserva con il groppo in
gola. Non siamo più negli anni ’80, E.T. è a casa da un bel po’ e
alle musiche non c’è John Williams, eppure
Midnight Special resta un film che non ti
aspetti, che ti lascia in bocca un buon sapore.
Ecco un nuovo trailer di
Midnight Special, il film che
Jeff Nichols ha presentato all’ultimo Festival di Berlino. Nel film, il
registadi Take Shelter torna a lavorare
con Michael Shannon. Nel cast del film anche
Joel Edgerton e Kirsten
Dunst.
L’acclamato regista di Take
Shelter e Mud si cimenta con il genere in
quello che è tutt’ora un vero e proprio mistero. Infatti non si sa
molto sul film, se non che due genitori scoprono di avere un figlio dotato
di potere soprannaturale e quando inziano ad avere a che fare con
tali doni, la famiglia è costretta a mettersi in fuga da estremisti
religiosi e polizia locale.
Il regista ha commentato la
propria creatura definendola un film di fantascienza simile ad
una caccia ed ha citato alcuni riferimenti come Incontri
ravvicinati del terzo tipo, ET, Starman come fonti
d’ispirazione.
Midnight
Special arriverà al cinema il 18 Marzo 2016 negli
USA.
Il regista Jeff Nichols è uno dei più
interessanti cineasti oggi in attività negli Stati Uniti. Dopo un
brillante film d’esordio – Shotgun Stories – ha nel 2011
realizzato Take Shelter, un thriller psicologico dove attraverso
una grande metafora si riflette sulla malattia mentale e sulla
delicata natura del matrimonio. Anni dopo, nel 2016, Nichols ha
compiuto un operazione simile con il suo quarto film Midnight
Special, un thriller fantascientifico dove il genere e
il racconto si rivelano essere il mezzo per raccontare qualcosa di
molto più profondo e umano. Non per nulla, Nichols ha rivelato di
aver scritto il film come una riflessione sul suo essere diventato
padre.
Traendo ispirazione da film come
Starman di John
Carpenter e Incontri ravvicinati del terzo tipo
ed E.T. l’extra-terrestre di Steven Spielberg, Nichols costruisce dunque un
racconto profondamente emotivo alla scoperta della natura umana.
Per quanto riguarda il titolo, poiché la luce e la visione di un
nuovo mondo sono elementi fondamentali del racconto, questo sembra
essere un riferimento all’omonima canzone blues del 1923,
che parla di un treno di Houston chiamato appunto Midnight Special. Secondo la leggenda, se a
mezzanotte la sua luce illumina la cella della prigione in cui si è
rinchiusi, si riceverà la salvezza.
E proprio di salvezza, in senso
lato, parla il film, affrontando dunque il rapporto tra un padre e
un figlio attraverso l’elemento fantascientifico e il tema della
fede. Midnight
Specialè dunque, ricorrendo ad un gioco di parole, un
film davvero speciale, che è meglio non lasciarsi sfuggire. Prima
di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine,
si elencheranno anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Midnight Special
Protagonista del film è
Alton Meyer, un ragazzo diverso da tutti gli altri
al mondo, con poteri bizzarri e strane debolezze. Suo padre
Roy, però, è spaventato dalle capacità del figlio
e segretamente lo allontana dal culto che lo venera, determinato a
proteggerlo e a riavere il bambino innocuo che conosceva. Le
capacità di Alton, però, sono state notate anche dal governo degli
Stati Uniti, che è altrettanto insistente nel voler andare a fondo
di questo mistero. Paul Sevier, della National
Security Agency, viene dunque posto all’inseguimento di Roy, il
quale si ritroverà costretto ad una corsa disperata verso un
appuntamento incombente con il destino che potrebbe cambiare
tutto.
Ad interpretare Roy Tomlin vi è
l’attore Michael
Shannon, frequente collaboratore di Nichols che ha ad
oggi lavorato in tutti e sei i film del regista. Accanto a lui, nel
ruolo del figlio Alton vi è invece il giovane Jaeden
Lieberher, noto per aver recitato anche in St.
Vincent e per essere stato l’interprete del giovane Bill
Denbrough nei film It e It – Capitolo 2. Recitano
poi nel film Kirsten Dunst nel ruolo di Sarah, moglie
di Roy e madre di Anton e
Joel Edgerton in quelli di Lucas, amico di Roy.
Adam Driver interpreta invece l’agente Paul Sevier,
mentre Sean Bridgers è Frederick e
Sam Shepard è il pastore Calvin Meyer.
La spiegazione del finale di
Midnight Special e il significato del film
Alla fine del film, i militari sono
riusciti a catturare Alton e sembra che ogni speranza sia
momentaneamente perduta. Il ragazzo, però, guardando Sevier negli
occhi e mostrandogli la sua luce, riesce a portarlo immediatamente
dalla sua parte. Il film prosegue poi con il suo esaltante climax,
in cui Sevier riesce a riunire Alton con i suoi genitori e tutti si
affannano a portare il ragazzo in una palude della Florida, dove
finalmente stabilisce un contatto con le entità che lo chiamavano
in continuazione. Una volta che li ha raggiunti, scompare con loro
nel nulla. Non viene spiegato chi quegli esseri fossero né dove
hanno portato il ragazzo, ma è proprio su queste non risposte che
si fonda il film.
Notiamo però che quando Alton ha il
tanto atteso incontro con le misteriose entità, una forte luce
avvolge gran parte del territorio degli Stati Uniti e tutti coloro
che si trovano nel suo raggio possono improvvisamente vedere le
strutture strabilianti di un mondo che apparentemente è sempre
esistito. Gli esseri che accolgono Alton sono a loro volta
costituiti dalla stessa luce magica che attraversa lui, lasciando
dunque aperta la questione sulla loro vera natura. Non viene però
specificato se quel mondo coesiste parallelamente con il nostro,
invisibile all’essere umano, o se ha una diversa collocazione
spazio-temporale.
Ma, a prescindere dalle risposte a
queste domande, una cosa è certa: si tratta di entità di conoscenza
e saggezza superiore. Il film li codifica pesantemente come tali,
immaginando visivamente il loro mondo come un futuro hi-tech al di
là dei nostri sogni umani più sfrenati, e mostra il momento di
contatto degli umani con loro come una grande, universale alba di
chiarezza. Si può dire che l’evento lascia tutti coloro che lo
toccano fondamentalmente cambiati. Tutto ciò rimanda dunque ai
grandi temi spirituali indagati dal film.
Midnight Special è un film sulla fede
La grande domanda posta da
Midnight
Special riguarda dunque la natura della fede. Come già
detto, i personaggi non sanno il come e il perché dei poteri di
Alton, perché questo è proprio un film sul non sapere. Ma il fatto
di non sapere è che non preclude la possibilità di credere, e la
fede è una forza trainante in questo racconto. Non viene spiegato,
ad esempio, come Alton possa essere entrato a far parte del mondo
delle entità se è figlio di due umani, ma ciò che conta è che Roy e
Sarah credano che egli appartenga a quel nuovo mondo. Ogni
tentativo di razionalizzare quanto avviene nel finale viene messo a
tacere dalla manifestazione di qualcosa che semplicemente non può
essere spiegato.
Questo tema si riflette più
chiaramente attraverso il personaggio di Roy. Egli ripone una
fiducia cieca nei confronti di suo figlio, comprendendolo come
nessun altro. Ma come fa a essere così istintivamente capace di
simpatizzare con un’esperienza così aliena? L’inquadratura finale
di Midnight
Special offre due possibili risposte: guardando l’alba
dalla prigione, gli occhi di Roy brillano brevemente di una luce
che ricorda quella di Alton. Questo significa che Roy appartiene
alla stessa specie di Alton? Ha rinunciato ai suoi poteri per
rimanere sulla Terra? Oppure quel barlume è solo la luce del sole?
La risposta di ogni spettatore dipenderà da ciò che egli stesso è
propenso a credere riguardo alla fede.
Il trailer di Midnight
Special e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Midnight
Special grazie alla sua presenza su alcune delle
più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è
infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google
Play, Apple
TV e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 7 agosto alle ore
21:00 sul canale 20 Mediaset.
Deadline ha
rivelato che Kirsten Dunst è in trattative per
entrare a far parte della nuova pellicola di Jeff
Nichols, lo sci-fi Midnight Special. L’attrice
statunitense andrà così ad affiancare Michael
Shannon e Joel Edgerton, già da tempo confermati
come protagonisti del film.
La produzione è stata affidata allo
stesso Nichols in collaborazione con Sarah
Green e Brian Kavanaugh-Jones.
La trama di questo sci-fi ruoterà intorno alla fuga di un padre ed
un figlio che avrà inizio quando il bambino, di soli otto anni,
scoprirà di avere degli straordinari
poteri. Midnight Special sarà la
prima pellicola non indipendente di Jeff Nichols.
Il regista statunitense e Michael Shannon avevano
già lavorato insieme in Shotgun
Stories e Take Shelter.
L’ultima volta che abbiamo visto
Kirsten Dunst sugli schermi italiani è stato lo
scorso febbraio con Upside Down, in cui l’attrice ha
recitato al fianco di Jim
Sturgess per la regia di Juan
Solanas.
È da un po’ di tempo che si sente
dire che i Marvel Studios potrebbero
progettare un film sui Midnight Sons e il
progetto starebbe effettivamente facendo dei passo avanti, secondo
alcune indiscrezioni. Come riportato da Comicobookmovie.com, secondo
l’insider Daniel Richtman, il regista di Werewolf by NightMichael Giacchino –
meglio noto come compositore e premio Oscar per la colonna sonora
di Up – sarebbe in trattative per dirigere il
film.
Anche se un film dei Midnight Sons
non è ancora stato annunciato ufficialmente, i Marvel Studios
potrebbero facilmente riunire il loro roster di personaggi
soprannaturali/magici per un evento di squadra. Nel corso degli
anni, diversi personaggi hanno fatto parte o sono stati associati
alla squadra nei fumetti, ma la formazione del MCU includerebbe
probabilmente Moon Knight, Doctor Strange, Il lupo mannaro di Werewolf By Night, Man-Thing e
Blade.
Già Oscar Isaac, interprete di Moon
Knight, ha
recentemente mostrato interesse a riprendere il suo ruolo per
un progetto sui Midnight Sons. “Penso che ci sia un’opportunità
interessante con i Midnight Sons. Ci sono personaggi così
interessanti e ora che abbiamo gettato le basi per capire chi sono
Marc, Steven e Jake, potrebbe essere un’opportunità interessante
vederlo come parte di una squadra e quale sarebbe la dinamica.
Quindi penso che sarebbe eccitante e spero proprio che ci sia
spazio per esplorare questa possibilità“.
I Figli della
Mezzanotte (Midnight Sons) sono un gruppo di personaggi
dei fumetti pubblicati dalla Marvel Comics, spesso impegnati in avventure a
sfondo soprannaturale, sono i successori di un antico ordine di
protettori mistici. La squadra venne creata dai Ghost
Rider, Danny Ketch e Johnny
Blaze, quando lo spirito della vendetta ebbe una visione
in cui Lilith, madre di tutti i demoni,
resuscitava e progettava di conquistare la Terra. Successivamente,
gli eroi dovettero riunirsi per combattere un loro stesso membro,
Blade, posseduto da un’entità demoniaca. Del
gruppo fa parter anche il vampiro Morbius.
È da un po’ che si sente dire che i
Marvel Studios potrebbero
progettare un film sui Midnight Sons, e ora
potremmo avere un’idea più precisa dei personaggi che comporranno
la squadra quando il progetto inizierà finalmente a prendere forma.
Anche se un film su Midnight Sons non è ancora
stato annunciato ufficialmente, i Marvel Studios potrebbero infatti
facilmente riunire il loro roster di personaggi
soprannaturali/magici per un evento di squadra, ora che ce ne sono
così tanti in circolazione.
Nel corso degli anni, diversi
personaggi hanno fatto parte o sono stati associati alla squadra
nei fumetti, ma secondo Alex Perez di The Cosmic Circus,
la formazione del MCU includerà molto probabilmente:
Wong, Moon Knight, Ghost Rider, Blade, Werewolf by Night e
Man-Thing. “Altri nomi che ho sentito, dal più
al meno probabile, sono Black Knight, Scarlet Scarab, Elsa
Bloodstone, Dr. Strange e persino Agatha Harkness. Ma se dovessi
indovinare quanti membri mi aspetto per questa squadra, direi tra i
6 e i 9 membri“, ha aggiunto Perez.
Moon Knight sembra ad oggi il più
probabile, dato anche che in
una recente intervista la star di Moon
KnightOscar Isaac si era detto interessato a
riprendere il suo ruolo per un progetto sui Midnight
Sons. “Ho pensato che ci fosse un’opportunità
interessante con Midnight Suns. Ci sono personaggi così
interessanti e ora che abbiamo gettato le basi per capire chi sono
Marc, Steven e Jake, potrebbe essere un’opportunità interessante
vederlo come parte di una squadra e quale sarebbe la dinamica.
Quindi penso che sarebbe eccitante, credo che per me, spero proprio
che ci sia spazio per esplorare questa possibilità“.
Il Moon Knight interpretato da Oscar Isaac nel MCU
Chi sono i Midnight Sons?
I Midnight Sons
sono una squadra fittizia di supereroi soprannaturali apparsi nei
fumetti americani pubblicati dalla Marvel Comics.
Comprendente i Ghost Riders Danny Ketch e Johnny Blaze, Blade e
Morbius, la squadra originale si è formata per
la prima volta come parte dell’arco narrativo Rise of the Midnight
Sons, culminando nella prima apparizione completa della squadra in
Ghost Rider (vol. 6).
In seguito al successo dei
crossover, la Marvel ha marchiato
tutte le storie che coinvolgevano il gruppo con un’impronta
familiare e un trattamento di copertina distinti, che sono durati
dal dicembre 1993 all’agosto 1994. La squadra è stata ripresa più
volte con personaggi diversi, ma i membri più frequenti sono
Morbius, Blade e almeno un Ghost Rider.
I Marvel Studios potrebbero aver
fatto un grande passo avanti nello sviluppo del film
Midnight Sons, poiché una nuova voce sostiene che
il progetto abbia arruolato uno sceneggiatore. Non è il primo
aggiornamento sul progetto che riportiamo negli ultimi
giorni!
Secondo Nexus Point News – che in
precedenza aveva rivelato alcuni scoop significativi come DCULeaks
– Michael Green è stato ingaggiato per scrivere la
sceneggiatura del film. Green ha scritto la sceneggiatura originale
per il tanto atteso riavvio di Blade e ha anche
lavorato su progetti del calibro di Blue Eye
Samurai di Netflix, la trilogia di Hercule
Poirot di Kenneth Branagh, Blade Runner 2049 e
Logan.
Anche se Green sarebbe quasi
certamente una scelta caldeggiata dal pubblico, è importante tenere
presente che un film su Midnight Sons deve ancora
essere annunciato ufficialmente, anche se diremmo che per i Marvel
Studios sarà inevitabile assemblare i loro personaggi
soprannaturali ad un certo punto.
Diversi personaggi hanno fatto parte
o sono stati associati alla squadra nei fumetti nel corso degli
anni, ma secondo un’altra voce recente di The Cosmic Circus, la
formazione del MCU molto probabilmente includerà:
Wong, Moon
Knight, Ghost Rider, Blade, Werewolf by Night e
Man-Thing.
“Altri nomi che ho sentito, dal
più al meno probabile, includono Black Knight, Scarlet Scarab, Elsa
Bloodstone, Dr. Strange e persino Agatha Harkness. Ma se dovessi
indovinare quanti membri mi aspetterei per questa formazione della
squadra, direi tra 6-9 membri.”
La star di Moon
Knight,
Oscar Isaac, ha mostrato interesse nel riprendere il
suo ruolo(i) per un progetto di Midnight
Sons in una recente intervista. “Ho pensato che
ci fosse un’opportunità interessante con Midnight Sons. Ci sono
personaggi così interessanti lì dentro, e ora che abbiamo impostato
il lavoro di base con l’apprendimento di chi sono Marc, Steven e
Jake, potrebbe essere un’interessante opportunità di vederlo come
parte di una squadra e quale dinamica potrebbe essere avere un po’
di spazio per esplorare questa possibilità.”
Per chi ancora non lo sapesse da
tempo era stato dato il via alla lavorazione
di Midnight Rider, biopic dedicato
alla vita di Gregg Allman, musicista
rock a 360 gradi, nonchè fondatore, insieme al fratello, degli
storici Allman Brothers.
Il film, che affronterà la carriera
musicale del polistrumentista originario di Nashville, avrebbe
dovuto vedere l’attore William
Hurt vestire i panni di Allman.
Usiamo il condizionale, in quanto, in seguito ad un grave incidente
che in corso di ripresa è costato la vita alla
cameraman Sarah Jones, è stato reso noto
che Hurt abbandonerà il progetto,
lasciando, dunque, il ruolo di protagonista nuovamente vacante.
In seguito all’abbandono
di Hurt, secondo una fonte raccolta
da Deadline, sembrerebbe che il futuro della
pellicola sia attualmente in bilico e che la produzione sia
intenzionata a rivedere l’intero cast di Midnight
Rider.
Accanto a William
Hurt sarebbero dovuti apparire nel film
anche Bradley Whitford, Eliza
Dushku, Joel David
Moore e Charles S. Dutton. A
dirigere la pellicola, invece, era stato
chiamato Randal Miller.
Il Grand Jury della Georgia ha accusato i cineasti diMidnight Rider,
Randall Miller,
Jody Savin
e
Jay Sedrish,
di essersi avventurati sui binari e i tralicci della ferrovia senza
autorizzazione, quel 20 febbraio che portò la morte della
ventisettenne assistente alla macchina
Sarah Jones.
Compito del Grand Jury è esaminare le prove presentate
dall’accusa e, se le
ritiene sufficienti, accusare formalmente l’imputato di aver
commesso il reato, stabilendo di fatto se le prove raccolte
siano sufficienti per iniziare un processo.
I tre sono stati incriminati con
l’accusa di omicidio colposo e violazione di domicilio. Si
sarebbero infatti spinti sui binari illegalmente e senza autorità,
dopo aver ricevuto una nota dal proprietario in cui veniva negata
l’autorizzazione all’accesso. I produttori del film hanno affermato
di aver ricevuto l’e-mail dalla ferrovia, che dichiarava implicito
consenso, ma nessuno di questi messaggi è stato reso pubblico.
L’accusa di omicidio colposo deriva
invece dalla trasgressione e dal fatto che questa violazione
avrebbe causato il decesso di Sarah Jones, morta
sui binari il primo giorno di riprese di Midnight
Rider. il regista, Randall
Miller, stava girando una sequenza onirica su un
ponte sui tralicci con l’utilizzo di un letto sopra i binari. La
troupe è però stata colta di sorpresa dal fischio di un treno in
arrivo e la Jones, il secondo assistente alla cinepresa, è stata
colpita da un detrito che l’ha fatta cadere a terra sui binari,
prima di essere uccisa dal treno che non ha potuto fermare la sua
corsa.
Gli imputati non sarebbero
riusciti a ottenere il permesso di utilizzare il ponte della
ferrovia dove è avvenuto l’incidente mortale, e avrebbero nascosto
questo fatto e il pericolo dei loro piani di ripresa al resto della
troupe, portandoli a pensare di lavorare sui binari con il permesso
della ferrovia.
Dopo questa sentenza il processo
potrà dunque avere luogo. L’accusa di omicidio colposo comporta un
potenziale di 10 anni di carcere in base al diritto in Georgia. Lo
sconfinamento abusivo comporta invece una potenziale condanna a un
anno.
L’ultima fatica di Mike
Flanagan è finalmente approdata su Netflix dal 24 Settembre: Midnight
Mass si propone la sfida di replicare il successo
strepitoso ormai connaturato alle opere seriali di Flanagan
(The
Haunting of Hill House e Bly Manor), che dimostrano di riuscire a
coniugare l’impatto da cinema mainstream con una visione autoriale.
La nuova serie riprende sicuramente alcune propensioni narrative e
visive delle precedenti, pur stanziandosi prettamente su
un’assimilazione personale ed emotiva degli stilemi orrorifici
prediletti dal regista.
Midnight Mass: il progetto imponente di Mike Flanagan
Protagonista di Midnight
Mass è Riley Flynn (Zack
Gilford) che, dopo aver provocato da ubriaco la morte di
una giovane ragazza in un incidente stradale, ha scontato quattro
anni di carcere e, successivamente, è tornato a vivere assieme alla
sua famiglia nella desolata Crockett Island. La vita di questa
comunità isolata e intransigente subirà uno scossone all’arrivo del
nuovo prete, Padre Paul (Hamish
Linklater) che sembrerà portatore di miracoli e misteriosi
eventi sovrannaturali e il quale si rivolge ai membri della piccola
comunità come se li conoscesse da sempre: tra loro incontriamo non
solo la famiglia di Riley – composta da Annie
(Kristin Lehman), Ed
(Henry Thomas) e Warren
(Igby Rigney)-, ma anche la dottoressa
Sarah Gunning (Annabeth Gish) e
sua madre (Alex Essoe), affetta da demenza senile;
la figlia del sindaco, Leeza (Annarah
Cymone) rimasta paralizzata in un incidente; il nuovo
sceriffo (Rahul Kohli), di religione musulmana, e
suo figlio Ali (Rahul Abburi);
Erin Greene (Kate
Siegel), una donna incinta tornata a vivere nella casa
di sua madre dopo il matrimonio con un marito violento; l’alcolista
Joe Collie (Robert Longstreet) e
la devota Bev Keane (Samantha
Sloyan), fedele spalla del reverendo.
Flanagan ha dichiarato che
Midnight Mass era in cantiere da ben 10 anni e,
scovando attentamente nella sua filmografia, possiamo individuare
plausibili indizi: ne Il gioco di Gerlad, infatti,
vediamo inquadrato un libro fittizio intitolato proprio
Midnight Mass, che sarebbe scritto da
Maddie Young, sorda protagonista di Hush –
Il terrore del silenzio. Flanagan inoltre dirige
personalmente ognuno dei 7 episodi da cui è composta la serie, a
differenza di Hill House, e il salto registico qualitativo è
notevole.
Midnight Mass
esplora innumerevoli nuclei tematici, iponimi di un macro tema
piuttosto elaborato: fervore religioso e tormenti, devozione e
senso di colpa, misteri e miracoli sono dicotomie connaturate alla
vita dei cittadini di Crockett, emblema della comunità fiabesca
degenerata, lasciata appassire da una sinfonia decadente, come se
un metaforico Pifferaio magico avesse toccato con mano ogni
abitazione del territorio, derubandolo di ogni fonte di gioia e
speranza.
L’approccio che Flanagan aveva già
precedentemente adottato per incorniciare la suddivisione narrativa
in capitoli di Doctor
Sleep, ritorna in Midnight Mass, a
testimonianza di come il regista ambisca ad innovare il prodotto
seriale, concependo ciascun episodio come atto, capitolo, di un
libro da sfogliare. Scelta, questa, piuttosto interessante se
visualizzata tenendo in considerazione gli intenti registici di
Flanagan, ma che, tuttavia, va a discapito del ritmo narrativo
serrato che aveva caratterizzato Hill House. Indubbiamente si
tratta di una decisione stilistica e congeniale all’economia
narrativa, eppure difficilmente i primi episodi indurranno il
pubblico al binge watching.
Midnight Mass
rivela tutte le carte della concezione di cinema-seriale
elaborata da Flanagan: un’epopea discendente e intrinsecamente
umana, declinata attraverso un uso sapiente della macchina da presa
e del montaggio, che vada ad appigliarsi alla sensorialità
umbratile dello spettatore. La superstizione, tema cardine della
narrazione, si nutre di pregiudizi, timori irrazionali e credenze
irreprensibili che fanno parte della vita quotidiana e che non
faticheranno ad arrivare al cuore dello spettatore, benché le
tempistiche con cui queste riflessioni vengono lasciate fluire non
ricalchino il consueto, e ottimale, utilizzo del minutaggio da
parte di Flanagan.
Vera rivelazione di
Midnight Mass è l’interpretazione di Linklater,
magnetico e carismatico nella rappresentazione di un personaggio
cardine della comunità, che convoglia il fervore religioso con un
inquietante colpevolezza di fondo di difficile decodifica. Egli
riesce a incarnare effettivamente lo spirito dell’opera di
Flanagan, che si fonda su nuclei di pensiero, momenti, basati
sull’immersione in una realtà assoluta e filtrata dalla coscienza
individuale del soggetto, piuttosto che sulla fattualità della
vicenda.
L’accezione di horror con cui si
presenta Midnight Mass è sicuramente meno
spettacolarizzata rispetto a quella di
Hill House e
Bly Manor, ma certamente altrettanto disturbante: il racconto
di Flanagan indaga le tensioni sopite dietro al volto di ciascun
fedele della comunità, il concetto di misericordia cristiana visto
sotto una lente conturbante e dicotomie opprimenti che vengono
caratterizzate già a partire dalla messa in scena e dalla
encomiabile fotografia.
E’ doveroso citare l’influenza
dell’ormai riconoscibile sodalizio implicito tra Flanagan
e un maestro dell’horror quale Stephen King. L’influenza tematica e
stilistica di quest’ultimo è infatti evidente nell’immaginario di
Flanagan, che riesce a inserire riflessioni sul perdono, famiglia e
libero arbitrio all’interno della serie, marcati dal comune
denominatore del racconto horror. E’ proprio l’impiego delle
geometrie e della cornice caratteristica del racconto orrorifico a
marcare nel cinema mainstream: l’utilizzo dell’horror
come veicolo è ormai purtroppo quasi esclusivamente una qualifica
del cinema indipendente, e Flanagan risulta uno dei pochi registi
in grado di fondere la bellezza visiva dell’horror con una
visione autoriale personale.
Detective
Knight, Survive the Night,
Reprisal,I predoni e
Trauma Center – Caccia al
testimone, questi sono solo alcuni dei film a cui ha preso
parte l’attore Bruce Willis
negli ultimi anni. Si tratta per lo più di thirller d’azione a
basso costo, nei quali Willis ha in realtà spesso e volentieri dei
ruoli marginali, ma che i suoi fan apprezzano per il genuino gusto
per l’intrattenimento che essi offrono. Tra questi suoi ultimi
titoli prima del ritiro forzato, si annovera
anche Midnight in the Switchgrass,
film del 2021 anche noto con il sottotitolo Caccia al
serial killer, diretto da Randall
Emmett e basato sulla vera storia di uno dei più
crudeli assassini degli Stati Uniti.
Willis, che ha negli ultimi anni
ridotto drasticamente i suoi impegni cinematografici, limitandosi a
brevi apparizioni che comportano dunque il minimo impegno
possibile, si è trovato con Midnight in the Switchgrass a
prendere ad un film più impegnativo rispetto agli altri in cui ha
recitato in questi ultimi anni. Si tratta inoltre del suo ultimo
film uscito al cinema, in quanto quelli venuti dopo sono tutti
stati distribuiti direttamente in home-video. Tra thriller,
detective story ed elementi orrorifici, questo suo nuovo
prodotto è dunque un titolo che i suoi fan non possono
perdersi.
Ora che l’attore ha annunciato il suo ritiro,
recuperare anche questi suoi ultimi film può essere un dovuto
omaggio alla sua carriera. Prima di intraprendere una visione di
Midnight in the Switchgrass, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative ad esso.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama, al
cast di attori e alla vera storia a
cui siispira. Infine, si elencheranno
anche le principali piattaforme streaming
contenenti il film nel proprio catalogo.
La trama e il cast di Midnight in the Switchgrass
La tranquilla cittadina di
Pensacola, in Florida, viene improvvisamente sconvolta da una serie
di brutali omicidi. Le forze dell’ordine danno allora il via ad una
frenetica operazione di ricerca, con l’obiettivo di svelare chi si
nasconde dietro quei raccapriccianti delitti. Ad interessarsi del
caso è anche l’agente Byron Crawford, convinto che
si tratti dell’opera di un serial killer che sta ricercando da
anni. Nel frattempo, però, l’agente dell’FBI Karl
Helter e la sua partner sotto copertura Rebecca
Lombardi sono impegnati su un caso di traffico sessuale.
Ben presto, si renderanno conto di star inseguendo la medesima
persona e uniranno le forze per cercare di trovarla e
arrestarla.
Come anticipato,
Bruce Willis è presente nel ruolo dell’agente Karl
Helter, mentre la sua partner Rebecca Lombardi è interpretata da
Megan Fox, attrice divenuta celebre grazie
alla saga di Transformers. Emile Hirsch, noto in particolare per il
film Into the Wild – Nelle terre selvagge, interpreta
invece l’aggente Byron Crawford. Fanno poi parte del cast gli
attori Lukas Haas nel ruolo di Peter,
Colson Baker in quelli di Calvin e
Michael Beach nei panni della detective
Yarbrough. Completano il cast Caitlin
Carmichael nei panni di Tracey Lee e Welker
White come Georgia Kellogg. Sistine
Stallone, figlia di Sylvester
Stallonee qui al suo secondo film, è invece
Heather.
Midnight in the Switchgrass è ispirato ad una storia
vera?
Il film – pur spostando in Florida
la vicenda – è basato sulla storia vera del più pericoloso serial
killer del Texas, Robert Benjamin Rhoades, noto anche
come The Truck Stop
Killer (L’assassino dell’autogrill). Serial killer
e stupratore americano, è stato confermato che Rhoades ha torturato
e ucciso almeno due coppie in Illinois e in Texas nel 1989 e nel
1990, ed è inoltre sospettato di aver torturato, stuprato e ucciso
più di cinquanta donne tra il 1975 e il 1990, sulla base dei dati
relativi ai percorsi dei suoi camion e alle donne scomparse in
quegli anni che corrispondevano al profilo delle sue vittime
preferite.
La prima parte della vita di Rhoades
è stata relativamente normale, a parte problemi sociali durante gli
anni scolastici. Partecipava però attivamente alle attività
extrascolastiche delle scuole che frequentava e si impegnava in
vari sport e altri programmi, tra cui calcio, wrestling, coro e
club di francese. Durante questo periodo, le attività criminali di
Rhoades si limitavano ad un arresto nel 1961 all’età di 16 anni per
manomissione di un veicolo e ad un arresto per rissa in pubblico
nel 1962 all’età di 17 anni. Dopo essersi diplomato alla Thomas
Jefferson High School di Council Bluffs nel 1964, si è arruolato
nel Corpo dei Marines, ma venne poi congedato con disonore per il
suo coinvolgimento in una rapina.
Le sue attività da serial killer
vengono poi alla luce a partire dal 1990, quando l’agente Tim
Miller, insospettito dal camion di Rhoades, va a perquisirlo e vi
ritrova una donna nuda e ammanettata. Miller procedette subito con
l’arresto del proprietario e dopo ulteriori indagini si stabilì un
collegamento con alcuni casi precedenti di omicidi. Tra le vittime
identificate di Rhoades vi sono la ventiquattrenne Patricia
Candace Walsh e il marito ventiseienne Douglas Scott
Zyskowski, la quattordicenne Regina Kay Walters e il
fidanzato diciottenne Ricky Lee Jones. La diciottenne
Shana Holts aveva invece avvisato le autorità di essere
stata adescata da Rhoades ma ha poi rifiutato di sporgere denuncia,
ritenendo che non sarebbe stata creduta nonostante le numerose
prove.
Nel 1994, Rhoades è stato condannato
per l’omicidio di primo grado di Regina Kay Walters e all’ergastolo
senza condizionale presso il Menard Correctional Center di Chester,
Illinois. In seguito Rhoades è stato estradato in Texas per
l’omicidio di Walters e Jones, dove Rhoades, in cambio
dell’annullamento della pena di morte, si è dichiarato colpevole
della loro morte e ha ricevuto una seconda condanna all’ergastolo.
Rhoades, oggi 78enne, continua ancora adesso a scontare la sua
condanna all’ergastolo senza condizionale presso il Menard
Correctional Center di massima sicurezza di Chester, Illinois.
Il trailer di Midnight in the
Switchgrass e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Midnight in the Switchgrass grazie alla
sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming
presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi
di Rakuten TV, Google Play, Apple
TV, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 22
febbraio alle ore 23:30 sul canale
Rai 4.
Midnight in
Paris è il film del 2011 scritto e diretto da
Woody Allen e con protagonisti nel cast
Owen Wilson,
Rachel MacAdams,
Adrien Brody, Tom Hiddleston, Michael Shwwn,
Marion Cotillarde Lea
Seydou Una commedia brillante e surreale sullo sfondo
della città dell‘amour, una Parigi travolgente,
esteticamente mozzafiato, con le sue luci, le sue strade, i suoi
inimitabili luoghi.
Midnight in Paris,
in uscita nelle sale il prossimo 2 Dicembre, è l’omaggio del grande
regista Woody Allen alla sua amata Parigi, un amore
indimenticabile sbocciato durante le riprese di Ciao Pussycat, suo
debutto come sceneggiatore e attore cinematografico. Un amore
sconfinato per un luogo da amare e da sognare, un amore degenerato
inevitabilmente in rimpianto. Perché, come ha detto lo stesso
Allen, «se non vivessi a New York, Parigi sarebbe la mia città di
adozione» e perché Parigi non si può non amare. Allo stesso modo,
Gil, protagonista di questa stupefacente pellicola, si ritrova
improvvisamente a Parigi con la sua fidanzata Inez, al seguito dei
genitori di lei.
Vagando per la città sogna
ad occhi aperti, vuole essere libero, coltivare la sua passione per
la scrittura nonostante l’insistenza della fidanzata a proseguire
nel suo talentoso e molto più remunerativo lavoro da sceneggiatore.
Pressato, vorrebbe rifuggire la realtà, dedicarsi al suo libro,
scrivere sulle orme dei suoi grandi idoli americani degli anni
Venti.
Finché, una notte, alla scoccare
della mezzanotte, Gil viene invitato da alcuni sconosciuti a salire
su di una macchina. Ed è qui che inizia il viaggio di Gil
nella Parigi del passato. Tra un locale ed un altro conosce la
coppia Fitzgerald, gli artisti Salvador
Dalì e Pablo Picasso, il suo adorato
Hemingway. Ma soprattutto conosce Adriana, bella e
sensuale, della quale si innamora perdutamente. Eppure Gil capisce
che l’amore non può vivere in un non presente.
Dopo un viaggio nella
Belle Epoqué parigina, tanto sognata da Adriana, Gil sceglie di
tornare nel presente e di restarci, lasciando la sua amata a vivere
nel passato del passato assieme a famosi pittori. In fondo, come
osserva lui stesso, in qualsiasi passato si scelga di vivere ci
sarà sempre un rimpianto per un passato ritenuto migliore.
Stanziarsi nel presente significa, invece, annullare
l’insoddisfazione per la vita e seguire i propri istinti e le
proprie passioni.
Gil sceglierà quindi di alimentare
la sua libertà, di ancorarsi infine ad una Parigi intrisa di magia,
posto speciale dove poter camminare anche sotto la pioggia
assaporando ogni magnifico squarcio di questa stupenda città.
Midnight in Paris
(qui la recensione) è tra i film
più apprezzati tra gli ultimi realizzati dal regista Woody
Allen. Dopo essere stato a Londra e a Barcellona, l’autore
newyorkese si dirige a Parigi per dar vita ad una commedia
sentimentale in quella che è tutt’ora considerata la capitale
dell’amore. Come sempre, Allen confeziona una sceneggiatura
brillante, ricca di umorismo e riflessioni sull’esistenza. In poco
più di novanta minuti riesce così a dar vita ad una storia leggera,
spensierata, che non ha mancato di attrarre il pubblico e la
critica internazionale.
Ideato e scritto a partire dalla
passione di Allen per la Parigi degli anni Venti, dove si
concentrava una fervida attività culturale comprendente alcuni tra
i maggiori artisti dell’epoca, il film venne poi presentato in
anteprima al Festival di Cannes, nella sezione Fuori
Concorso. Qui ottenne recensioni entusiastiche, che elogiavano la
scrittura, le interpretazioni e l’atmosfera generale del film.
Uscito poi in sala, il film si rivelò essere il maggior incasso
nella filmografia del regista. Con un budget di soli 17 milioni di
dollari, Midnight in Paris arrivò a guadagnarne
complessivamente 154 a livello mondiale.
Numerosi furono poi i riconoscimenti
tributati ad Allen, agli attori principali e al film in sé. Il
titolo divenne infatti uno dei grandi protagonisti della stagione
dei premi, guadagnando nomination ai Critic’s Choice Award, al
premio Goya, agli Indipendent Spirit Award, ai Satellite
Award, ai Bafta Awards e ai Golden Globe. A quest’ultimo si
aggiudicò il premio per la migliore sceneggiatura originale. Nella
stessa categoria vincerà anche al premio Oscar, dove era candidato
anche come miglior film, miglior regia e migliore scenografia. Con
la statuetta vinta, Allen ha così raggiunto il record di ben tre
premi alla sceneggiatura.
La trama di Midnight
in Paris
La vicenda si svolge a Parigi, dove
lo sceneggiatore statunitense Gil Pender si trova
in vacanza con la sua fidanzata e promessa sposa
Inez. Con loro, vi sono inaspettatamente anche i
genitori di lei, i quali non nascondono un certo astio verso il
fidanzato della figlia. A Gil però importa soltanto di poter
visitare e lasciarsi conquistare dalla magica capitale francese.
Egli non nasconde infatti il desiderio di trasferirsi a vivere lì,
stanco della vita e del mondo di Hollywood, e di dar finalmente
luce al romanzo che progetta da tempo. Le sue aspirazioni trovano
però l’opposizione della stessa Inez, la quale sminuisce l’opera
letteraria considerando la carriera da sceneggiatore ben più
remunerativa.
Per Gil, però, Parigi ha in serbo
ancora numerose sorprese. Rimasto a passeggiare da solo fino a
notte tarda, allo scoccare della mezzanotte questi si ritrova ad
accettare un passaggio su un’affascinante auto d’epoca. Come per
incanto, da qui si ritrova trasportato nella mitica Parigi degli
anni Venti, dove ha modo di incontrare personalità come
Francis Scott Fitzgerald, Ernest
Hemingway, Gertrude Stein,
Salvador Dalì, Pablo Picasso e
Luis Buñuel. A colpirlo in special modo, però,
sarà l’affascinante Adriana. Desideroso di
rivederla, Gil ogni notte a mezzanotte si farà trovare nel punto in
cui quella magia ha avuto inizio, pronto a vivere nuovamente quel
periodo per lui straordinario e grazie al quale potrà capire cosa
desidera davvero per sé.
Il cast del film
Per il film, Allen aveva pensato al
protagonista Gil come ad un intellettuale della costa East degli
Stati Uniti, con tutte le influenze culturali che ciò portava con
sé. Gli attori pensati originariamente per la parte, però, si
rivelarono occupati in altri progetti. A quel punto, Allen decise
di offrire il ruolo ad Owen
Wilson. Il suo ingresso portò a riscrivere il
personaggio come appartenente alla cultura californiana, e in
particolare all’ambiente di Hollywood. Wilson raccontò di aver
incontrato Allen soltanto al momento delle riprese a Parigi, e di
aver quindi dovuto lavorare da sé sul carattere del personaggio.
Per sua fortuna, la descrizione fatta dal regista in sceneggiatura
era talmente precisa che non gli fu necessario inventarsi molto di
più.
Nel film sono poi presenti una
grande quantità di interpreti particolarmente famosi nei ruoli
delle personalità che il protagonista incontra. Si ha infatti
Kathy
Bates nei panni di Gertrude Stein, Adrien
Brodyin quelli di Salvador Dali, e
Alison Pil nel ruolo di Zelda
Williams. Celebre è poi la presenza di Corey Stoll
nel ruolo di Ernest Hemingway. L’attore raccontò di essersi sentito
molto a disagio nell’interpretare il celebre scrittore, non
sentendosi la scelta giusta. Fu però smentito dalle lodi ricevute
da Allen stesso, il quale è noto per non complimentarsi mai con i
suoi attori. Tom
Hiddleston è invece il volto di Francis Scott
Fitzgerald. All’attore, il regista non disse nulla riguardo al
film, ma soltanto quale personaggio avrebbe interpretato.
Infine, la premio Oscar Marion
Cotillard dà vita all’affascinante Adriana. L’attrice
raccontò di essere rimasta sbalordita nel ricevere la chiamata di
Allen, e di aver accettato subito di partecipare al progetto senza
neanche sapere di cosa parlasse. Per i personaggi appartenenti al
presente, invece, si ritrovano le attrici Rachel
McAdams nei panni di Inez, Carl Bruni
in quelli di una guida di un museo, e Léa Seydoux
in quelli della bella Gabrielle. La McAdams fu entusiasta di
partecipare, e decise anche di prendere lezioni di francese per
potersi calare ulteriormente nel contesto. La Bruni, invece,
all’epoca delle riprese era la first lady francese, in quanto
moglie dell’allora presidente Sarkozy.
Midnight in Paris:
il significato del film
Midnight in Paris
è, oltre ad una brillante commedia, un film incentrato in modo
inequivocabile sulla nostalgia. Tale tema viene trattato
nel corso dell’intera narrazione, sino a trovare massima
espressione con il “viaggio nel tempo” del protagonista.
Dimostratosi sin da subito appassionato di un’epoca che non esiste
più, né per i suoi modi né per la sua cultura, Gil appare essere un
personaggio perfettamente fuori dal suo tempo. Questa tensione
verso un passato mai vissuto ma ugualmente desiderato, gli
impedisce però di vivere appieno il presente, e di comprendere le
varie fratture che sempre più si manifestano nella sua vita.
Questo viene reso esplicito grazie a
due precisi eventi. Il primo è la scoperta del tradimento di Inez.
Occupato ad ammirare il passato, Gil non si accorge di quanto
accade nel presente. Vivendo, qui letteralmente, in due epoche
diverse, finisce con il non essere realmente presente né in una né
nell’altra. Il secondo momento è invece la scoperta che come lui
anche Adriana guarda con desiderio al passato, provando un
sentimento di insoddisfazione per quegli anni Venti che invece lui
ammira. Mentre dunque lei sceglie di inseguire il passato, lui
comprende l’importanza del presente, unica epoca in cui è dato
esistere.
Così, accettando infine di vivere il
presente, Gil si accorge finalmente di quanto questo possa essere
altrettanto ricco di fascino e occasioni. Terminata l’asfissiante
relazione con Inez, ha modo di perseguire i suoi sogni,
rincontrando sul suo percorso la bella Gabrielle già
precedentemente incontrata. Sarà proprio lei a suggellare
l’importanza di non rimanere incastrati in nulla che non sia il
presente. Tra alti e bassi, ciò che conta si troverà sempre lì. In
un momento storico in cui si guarda con fin troppa facilità al
passato come ad un periodo brillante e migliore, Allen ricorda
dunque che è proprio questa distrazione a fare del presente un
luogo meno sicuro. Concentrarsi su di esso potrebbe risolvere tanti
problemi dell’umanità, e dell’animo.
Il trailer di Midnight in
Paris e dove vederlo in streaming e in TV
Per gli appassionati del film, o per
chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Midnight in
Paris è infatti presente su Rakuten TV, Apple
TV+, Infinity, Now e Prime Video. In base alla piattaforma
scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o sottoscrivere
un abbonamento generale al catalogo. In questo modo sarà poi
possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio della
qualità video. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione
sabato 6 luglio alle ore
21:15 sul canale
TwentySeven.
E’ stato Midnight in Paris di Woody
Allen, il film d’apertura dell’edizione 2011 del Festival di Cannes. Come al solito c’erano
tante attese attorno alla pellicola che dava il via alla
kermesse.
Ecco l’unboxing di
Middle-Earth Limited Collector’s Edition, il
sontuoso cofanetto che racchiude la trilogia de Il
Signore degli Anelli e de Lo
Hobbit in una sola specialissima edizione
limitata.
Come potete vedere di seguito,
l’operazione di apertura del magnifico cofanetto è fatta da
Dominic Monaghan, che ne Il Signore
degli Anelli interpreta Merry.
Il cofanetto che definiremo da
esposizione più che da collezione contiene 30 Blu-Ray Disk con le
edizioni estese di Un Viaggio Inaspettato, La
Desolazione di Smaug, La Battaglia delle Cinque Armate, La
Compagnia dell’Anello, Le Due Torri e Il
Ritorno del Re.
Oltre alle edizioni estese già viste
negli anni passati, il cofanetto include anche documentari estesi
ed inediti. Ogni film è “confezionato” in un prezioso cofanetto di
pelle e tutti insieme sono posizionati su una mensola di legno.
In aggiunta ai film, la confezione
comprende anche il Libro Rosso di Bilbo, con
immagini e concept dai film, oltre alle riproposizioni delle
illustrazioni di Alan Lee e John
Howe.
Il prezzo è di 800 dollari e sarà in
vendita dal 4 ottobre. Se siete dei fan DOC non potete
perdervelo!
Negli ultimi giorni vi abbiamo
ampiante parlato della Middle-Earth Limited Collector’s
Edition, un cofanetto sontuoso che racchiude la trilogia
de Il Signore degli
Anelli e de Lo Hobbit in una sola
specialissima edizione limitata esposta da Amazon.com.
In seguito al lancio del
preziosissimo cofanetto, molti fan hanno cominciato a chiedersi
quale fosse l’opinione del regista Peter Jackson
in merito. Ebbene, gli stessi resteranno molto delusi
nell’apprendere che Jackson non è stato in alcuni modo coinvolto
nell’operazione.
A rivelarlo è stato il regista della
celebre esalogia a TheOneRing.net. Alcuni anni fa Jackson e
Michael Pelleri, il produttore delle Appendici (i
contenuti speciali delle edizioni estese), avevano proposto alla
Warner Bros. la realizzazione di uno speciale
cofanetto che contenesse tutti e sei i film con l’aggiunta di
documentari retrospettivi e un valanga di contenuti mai visti
prima, ma la major bocciò l’idea.
“La Warner avrebbe dovuto
accedere ai negativi originali, digitalizzare i blooper, le scene
tagliate e le sequenze aggiuntive. Si rifiutarono di farlo, il che
rese il piano mio e di Michael Pellerin per realizzare dei
documentari esaustivi impossibile da produrre. Né io né Michael
siamo stati coinvolti in questa uscita. Forse la Warner deciderà di
sostenere il nostro documentario in occasione del 25esimo
anniversario, ci piacerebbe davvero farlo prima o poi”.
Il cofanetto – più da
esposizione che da collezione – contiene 30 Blu-Ray Disk con
le edizioni estese di Un Viaggio Inaspettato, La
Desolazione di Smaug, La Battaglia delle Cinque Armate, La
Compagnia dell’Anello, Le Due Torri e Il
Ritorno del Re.
Oltre alle edizioni estese già viste
negli anni passati, il cofanetto include anche documentari estesi
ed inediti. Ogni film è “confezionato” in un prezioso cofanetto di
pelle e tutti insieme sono posizionati su una mensola di legno.
In aggiunta ai film, la confezione
comprende anche il Libro Rosso di Bilbo, con
immagini e concept dai film, oltre alle riproposizioni delle
illustrazioni di Alan Lee e John
Howe.
Il prezzo è di 800 dollari e sarà in
vendita dal 4 ottobre.
Quando si dice Medio Oriente spesso la
prima immagine che ci viene in mente è quella di una terra
perennemente afflitta da drammi e conflitti, un’immagine da tg,
insomma. A Firenze, però, in questo periodo Medio Oriente
vuol dire soprattutto creatività, energia, vitalità. Vuol dire
MIDDLE EAST NOW, festival internazionale – giunto
quest’anno alla sua 5^ edizione – dedicato ai Paesi
dell’area mediorientale, fra cinema, musica, arte, fotografia,
cucina e letteratura.
Dal 9 al 14 aprile, infatti,
i cinema Odeon e Stensen, insieme ad altri luoghi della
città, ospiteranno le numerose iniziative ideate
dall’associazione culturaleMap of Creation, per una
full immersion nella cultura di Paesi che ci suonano familiari
perché sempre più spesso occupano le prime pagine dei giornali, ma
che in fondo non conosciamo affatto, o ne conosciamo solo gli
aspetti più cupi e problematici, ignorando la ricchezza di colori,
sapori, odori e suggestioni che ciascuno di essi offre. Con un programma che conta oltre 50
film (tra lungometraggi, corti e documentari), una selezione di
videoclip musicali, una serie di degustazioni di
specialità locali, mostre fotografiche e incontri
con personalità di spicco della cultura mediorientale, il MIDDLE
EAST NOW si propone, appunto, di farci esplorare luoghi come
l’Iran, l’Iraq, il Libano, Israele, la Palestina, l’Egitto,
l’Afghanistan, la Siria, il Marocco, da un punto di vista diverso,
inedito, privilegiato.
Fra gli eventi di questa edizione
2014, l’anteprima italiana di Omar, film di apertura
della kermesse (9 aprile, ore 21) per la regia di Hany
Abu-Assad, già vincitore del Gran Premio della Giuria a Cannes
e candidato agli Oscar 2014 come Miglior film straniero. Il regista
è l’unico palestinese che sia mai stato nominato agli Academy
Awards ( per ben due volte – prima di Omar,
Paradise Now, che nel 2005 lo ha reso famoso a
livello internazionale) e sarà ospite del Festival anche per una
retrospettiva a lui dedicata. Altro appuntamento
imperdibile, il documentario Return to Homs del
siriano Talal Derki, vincitore del World Cinema Grand Jury
Prize all’ultimo Sundance Film Festival. Tra una proiezione
e l’altra, c’è spazio anche per la musica dal vivo, con una serata
speciale all’Auditorium Flogvenerdì 11 aprile: ad
animare il palco, i Mashrou’ Leila, band libanese
indie-rock dalle sonorità mediorientali che in pochissimo tempo
è diventata un vero e proprio ‘cult’, ispirando un movimento
giovanile trasversale che ha inondato i vari paesi teatro delle
primavere arabe. Il ricavato del concerto sarà interamente devoluto
ad Oxfam per un progetto in Siria.
Un Medio Oriente che non ti aspetti,
quello che si accinge a invadere Firenze.
Se ha ragione il regista Hany
Abu-Assad, se è vero che “la vita reale è diventata falsa e l’unico
luogo dove si possono provare emozioni vere è il cinema”, allora
l’appuntamento è all’Odeon mercoledì 9 aprile.
Il Middle East Now fa parte della
Primavera di Cinema Orientale realizzata per Regione
Toscana da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana.
Anche Jonah Hill ha deciso di effettuare il
passaggio alla regia, e per la A24 ha realizzato
Mi90s, un film ambientato negli anni Novanta che
racconta la storia di un tredicenne che passa l’estate con dei
nuovi amici, conosciuti in un negozio di skateboard. Per il suo
esordio alla regia, l’attore due volte nominato agli Oscar ha
scelto il formato 4:3.
Ecco il trailer:
Nel cast del film ci sono Sunny
Suljic, Katherine Waterson, Jerrod Carmichael, Alexa Demie, Jax
Malcolm e Lucas Hedges. Il film arriverà nelle sale statunitensi in
un numero limitato di copie a partire dal 19 ottobre.
Le console di gioco dopo il
GameCube non hanno più seguito la tendenza di
avere prodotti integrati con altri universi. Ebbene almeno fino a
questo momento perché Microsft ha appena rivelato la nuova
Xbox Series X a tema Mjölnir in occasione
dell’uscita al cinema imminente di Thor: Love and Thunder. La
consoli a tiratura limitatissima ovviamente potrà essere vinta da
un solo fortunato.
Dall’account Twitter ufficiale di
Xbox si potrà accedere al concorso a premi che è già iniziato e
termina alle 20:00 ore USA del 21 luglio. Per partecipare al
concorso, gli utenti devono seguire l’account Xbox e ritwittare il
tweet sopra con l’hashtag #ThorLoveandThunderXboxSweepstakes. C’è
solo una versione in palio e gli utenti devono seguire l’account
Xbox per almeno sette giorni dopo il periodo di ingresso. Tuttavia,
probabilmente dovrebbenno continuare a seguire per almeno 14 giorni
dopo, poiché è allora che il vincitore verrà annunciato. Gli utenti
devono anche avere il proprio account Twitter impostato su “non
protetto” o “pubblico” e non avere alcun contenuto “offensivo” nel
proprio retweet. C’è solo una Xbox Series X in palio in questo
concorso a premi, ma sembra che alcuni partecipanti
riceveranno un premio del valore di $ 25, almeno secondo le sue
regole ufficiali. Cosa aspetti a partecipare?!
Thor: Love and
Thunder è il quarto capitolo sulle avventure del
Dio del Tuono nel MCU, ma ad impugnare
il Mjolnir stavolta sarà Jane
Foster, interpretata di nuovo daNatalie
Portman, come confermato sabato durante il panel
dei Marvel
Studios al Comic-Con. L’uscita nelle sale è fissata invece
al 6 Luglio 2022.
Il film segue Thor
(Chris
Hemsworth) in un viaggio diverso da quelli affrontati
fino ad ora, alla ricerca della pace interiore. Ma il suo riposo è
interrotto da un killer galattico conosciuto come Gorr il
Macellatore di Dei (Christian
Bale), che cerca l’estinzione degli dei. Per
combattere la minaccia, Thor si affida all’aiuto di Valchiria
(Tessa
Thompson), Korg (Taika Waititi) e
dell’ex fidanzata Jane Foster (Natalie
Portman) che, con stupore di Thor, brandisce
inspiegabilmente il suo martello magico, Mjolnir, come Mighty Thor.
Insieme, intraprendono una sconvolgente avventura cosmica per
scoprire il mistero della vendetta di Gorr il macellatore di dei e
fermarlo prima che sia troppo tardi.
Taika Waititi tornerà alla regia di Thor: Love and
Thunder, un film dei Marvel Studios
dopo
Thor: Ragnarok, così come Chris
Hemsworth e Tessa
Thompson riprenderanno i rispettivi ruoli di Thor e
Valchiria dopo l’ultima apparizione in
Avengers: Endgame. Nel cast anche
Christian Bale nei panni del villain Gorr il
Macellatore di Dei, e
Russell Crowe in quelli di Zeus. L’ispirazione del
progetto arriva dal fumetto “The Mighty Thor”, descritto da Waititi
come “la perfetta combinazione di emozioni, amore, tuono e storie
appassionanti con la prima Thor femmina dell’universo“.
Michel Gondry
(Se mi lasci, ti cancello) ha diffuso attraverso il suo
profilo ufficiale Facebook il trailer del suo nuovo film
Microbe et Gasoil, che arriverà nei
cinema francesi il prossimo 8 luglio. Il film
racconterà la storia di due ragazzi che decidono di costruire una
macchina e di intraprendere un viaggio in auto attraverso la
Francia senza i loro genitori. Potete vederlo di seguito: