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Micro: Dreamworks porta al cinema il romanzo di Michael Crichton

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Dopo il ritorno del franchise Jurassic Park sullo schermo cinematografico, con Jurassic World che sta sbancando al botteghino, un’altra opera dello scrittore Michael Crichton arriverà al cinema. Si tratta di Micro, ultimo romanzo dell’autore, rimasto incompiuto alla sua morte, avvenuta nel 2008. Micro è stato completato successivamente da Richard Preston e pubblicato da HarperCollins nel 2011: è stato uno dei best seller del New York Times. Ora Dreamworks ha acquisito i diritti per farne un film.

Micro racconta la storia di un gruppo di studenti, che arrivano alle Hawaii per lavorare in una misteriosa compagnia di biotecnologie. I ragazzi si ritroveranno miniaturizzati e scaraventati nella foresta pluviale.

«Siamo veramente soddisfatti di poter produrre un film su Micro – ha detto Steven Spielberg – per Michael le dimensioni non contavano, né se si trattava di enormi dinosauri né se si parlava degli umani infinitamente piccoli di Micro». Nel 2009 Dreamworks aveva già acquistato i diritti di un’altra opera di Crichton, pubblicata postuma anch’essa: Pirate Latitudes, sul quale, però, ancora non ci sono notizie.

Fonte: Deadline

Mickey Rourke: 10 cose che non sai sull’attore

Mickey Rourke: 10 cose che non sai sull’attore

Mickey Rourke è stato uno degli attori più popolari degli anni ’80, caduto però poi nel silenzio anche per via della sua turbolenta vita al di fuori dello schermo. Riportato a nuova vita dal film The Wrestler, Rourke è riuscito ad affermare nuovamente la propria figura, fondata sul ruolo dell’antieroe dal carattere ruvido e solitario. Si è così trovato a vivere una seconda giovinezza cinematografica, dimostrando ancora di poter essere quell’interprete drammatico di grande levatura, il quale nasconde talento dietro ad ogni cicatrice.

Ecco 10 cose che non sai di Mickey Rourke.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Mickey Rourke pugile

Mickey Rourke: i film in cui ha recitato

10. Ha avuto una lunga carriera con celebri lungometraggi. Rourke esordisce al cinema con un ruolo nel film 1941 – Allarme a Hollywood (1979), per poi prendere parte a celebri pellicole come I cancelli del cielo (1980), Brivido caldo (1981), Rusty il selvaggio (1983), L’anno del dragone (1985), 9 settimane e ½ (1986) e Angel Heart (1987), con Robert De Niro. Negli anni successivi l’attore vive un forte declino, che lo porterà anche ad abbandonare temporaneamente le scene. Torna alla ribalta soltanto nel 2008, quando viene scelto come protagonista del film The Wrestler, dove recita accanto a Marisa Tomei e Evan Rachel Wood. Da quel momento vive una nuova parentesi di popolarità, che lo porta ad apparire in film come Iron Man 2 (2010), con Robert Downey Jr., I Mercenari (2010), di Sylvester Stallone, Immortals (2011) e Sin City – Una donna per cui uccidere (2014), con Eva Green.

9. Ha scritto alcune sceneggiature. Nel corso della sua carriera Rourke non si è limitato soltanto alla recitazione, collaborando anche alla scrittura di alcuni soggetti e sceneggiature di film a cui si è dichiarato particolarmente legato. Tra queste si annoverano il drammatico Homeboy (1988), incentrato sul pugile Johnny Walker, F.T.W. – Fuck The World (1994), la cui vicenda ruota intorno ad un cowboy accusato d’omicidio, e Bullet (1995), con protagonista un ex detenuto in cerca di riscatto. Rourke è poi apparso in qualità di protagonista all’interno di questi film.

8. È stato nominato all’Oscar. Nel 2008 l’attore ottiene grandi attenzioni all’interno di Hollywood per il suo ruolo in The Wrestler. Grazie a questo film non solo rilancia la propria carriera, ma inizia a ricevere sempre più riconoscimenti durante la stagione dei premi. Arriva infine ad ottenere la sua prima nomination come miglior attore ai prestigiosi premi Oscar. Qui viene tuttavia sconfitto dall’amico Sean Penn, ma grazie a tale fortunata stagione Rourke ottiene la possibilità di rientrare a far parte dell’industria, ottenendo nuovi ruoli di rilievo in importanti film.

Mickey Rourke: chi è sua moglie

7. Si è sposato due volte. Nel 1981 l’attore sposa Debra Feuer, con la quale reciterà insieme nel film Homeboy. Poco dopo aver girato la pellicola, tuttavia, i due annunciano il divorzio nel 1989. Successivamente si sposa una seconda volta con l’attrice Carré Otis, conosciuta sul set del film softcore Orchidea selvaggia. Dopo una turbolenta relazione, anche il secondo matrimonio di Rourke finisce con il divorzio, annunciato nel 1998. Attualmente non è noto se l’attore si impegnato in una relazione sentimentale o meno.

Mickey Rourke e la carriera da pugile

6. Ha avuto una promettente carriera nel pugilato. Prima di entrare nel mondo della recitazione Rourke si è costruito una certa fama come pugile, con un’attività dilettantistica che vantava 17 incontri vinti per KO su 20 totali. L’attore abbandona però lo sport, salvo riprenderlo nei primi anni Novanta. Qui si riconferma ancora come un pugile particolarmente forte, ma non riesce a raggiungere una caratura sportiva di livello nazionale. Per tale motivo, dopo poco decide di abbandonare per sempre la disciplina, affermando che tale periodo gli è però servito per ritrovare la grinta giusta per recitare.

Parte delle cose che non sai sull’attore

Mickey Rourke The Wreslter

Mickey Rourke in The Wrestler

5. Si è realmente procurato delle ferite. Nel mondo del wrestling è pratica diffusa quella di procurarsi delle piccole ferite con dei rasoi per aggiungere “colore” all’incontro, spargendo così del sangue sul ring. Anche Rourke, nel ricoprire il ruolo del lottatore Randy Robinson, decise di adottare tale stratagemma, ferendosi realmente la fronte per aggiungere realismo alla scena. I tagli da lui eseguiti sono sempre stati sotto controllo, ma hanno certamente sconvolto gli spettatori per via della loro cruda realisticità.

4. Era la prima e unica scelta per il ruolo. Quando il regista Darren Aronofsky propose il film ai produttori, questi non erano d’accordo con la scelta di Rourke per il protagonista, considerando questi un attore ormai fuori dai radar dell’industria. Al suo posto suggerirono l’attore Nicolas Cage. Il regista, tuttavia, si oppose però in modo ferreo a tale proposta, insistendo e infine riuscendo ad ottenere che fosse chi diceva lui a ricoprire la parte. La scelta si rivelò poi ovviamente vincente, e la performance di Rourke ha certamente contribuito al successo del film.

3. Non era convinto di voler accettare la parte. Nonostante fosse la prima ed unica scelta del regista, Rourke si era inizialmente dimostrato restio all’idea di accettare la parte, non apprezzando particolarmente né la sceneggiatura né il mondo del wrestling. Pur di convincerlo, Aronofsky gli permise allora di riscrivere insieme alcuni dialoghi e scene, così da spingerlo ad accettare la parte. Rourke si dedicò dunque a perfezionare il personaggio, rendendolo più vicino alle proprie corde e al proprio vissuto. In seguito a ciò, si convinse ad accettare la parte.

Mickey Rourke in Iron Man 2

2. Ha partecipato alla costruzione del personaggio. Per ricoprire il ruolo del villain Whiplash in Iron Man 2, l’attore ha richiesto di poter lavorare personalmente sull’aspetto estetico del personaggio. Diede così il suo parere su alcuni dei tatuaggi previsti per la parte, così come sulla dentiera dorata e perfino sul pappagallino che il personaggio porta sempre con sé. Ha poi preteso di poter recitare metà delle sue battute in russo, sostenendo che questo avrebbe conferito ulteriore carattere al personaggio e alla sua interpretazione.

Mickey Rourke: età, altezza e dov’è oggi

1. Mickey Rourke è nato a Schenectady, New York, Stati Uniti, il 16 settembre 1952. L’attore è alto complessivamente 180 centimetri. Dopo aver vissuto una seconda possibilità all’interno di Hollywood, ad oggi l’attore sembra essere tornato ad apparire prevalentemente in progetti di scarso rilievo, mantenendo però una certa prolificità.

Fonte: IMDb

 

Mickey Rourke, Whiplash in Iron Man 2, lancia l’ennesima “frecciatina” alla Marvel

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Mickey Rourke ha interpretato Ivan Vanko/Whiplash in Iron Man 2, ma a quanto pare i rapporti con i Marvel Studios non sarebbero stati particolarmente idilliaci, dal momento che l’attore ha più volte accusato lo studio di aver eliminato dal film gran parte delle sue scene.

Prima dell’inizio delle riprese, si vociferava che Rouke avesse trascorso del tempo in una vera prigione per meglio prepararsi al ruolo. Tuttavia, Whiplash non è stato molto apprezzato dai fan, ma ad oggi è impossibile dire se le scene che sono state tagliate dal film avrebbe potuto restituire un ritratto diverso del personaggio e, di conseguenza, far apparire la performance di Rourke sotto un’altra luce.

Indipendentemente da ciò, negli anni l’attore candidato agli Oscar per The Wrestler non ha mai perso occasione per lanciare qualche frecciatina (neanche troppo velata) ai Marvel Studios. Negli ultimi giorni, pare che l’attore abbia trascorso molto tempo a guardare la serie tv Law & Order – Unità vittime speciali e in un lungo post su Instagram ne ha “approfittato” per scagliarsi ancora una volta contro la Casa delle Idee.

Nell’elogiare la popolare serie tv, Rourke ha scritto: “Rispetto per tutti voi. Il lavoro che fate è vera recitazione, non come quella m***a della Marvel”. Il post di Rourke è stato condiviso lo scorso 8 maggio, solo un giorno dopo l’undicesimo anniversario dell’uscita di Iron Man 2.

Inutile dire che Rourke non tornerà mai più a recitare nel MCU nei panni di Whiplash, ed è improbabile che voglia affrontare un altro ruolo in un film di supereroi… 

Mickey Rourke a ruota libera contro Tom Cruise: “Penso sia irrilevante”

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Mickey Rourke ha quattro cose da dire a Tom Cruise. Naturalmente il successo di Top Gun: Maverick al box office è una boccata d’aria per le sale e per l’intrattenimento al cinema, ma non tutti sono colpiti da Cruise e dalla sua capacità duratura di attirare il pubblico nei cinema.

Mickey Rourke, suo contemporaneo, prende di mira la star, in occasione di una apparizione  recente in Piers Uncensored usando parole forti contro l’attore di Top Gun: Maverick. Rourke ha detto:

“Questo non significa un c***o per me. Il ragazzo fa la stessa parte da 35 anni. Non ho rispetto per questo. Non mi interessano soldi e potere. Mi interessa, quando guardo lavorare Al Pacino, e i primi lavori di Chris Walken e De Niro. Il lavoro di Richard Harris, il lavoro di Ray Winstone. Monty Clift. Brando ai tempi. E un sacco di ragazzi che hanno appena cercato di farsi spazio come attori… Penso che [Cruise] sia irrilevante nel mio mondo.”

A dispetto dell’opinione personale di Mickey Rourke, Tom Cruise è un attore molto solido e versatile, che in più di un’occasione, soprattutto all’inizio della sua carriera, ha dimostrato di poter affrontare qualsiasi ruolo e che ancora oggi è capace di offrire grande intrattenimento al suo pubblico. Cosa che non si può dire, oggi, di Rourke.

Mickey Rourke terrorista in Java Heat!

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Mickey Rourke sarà un terrorista e adro di gemme in Java Heat. La pellicola è un  thriller indipendente diretta da Conor Allyn. La storia segue le vicende di un americano, interpretato dal Kellan Lutz  (Twilight),

Mickey Rooney muore a 93 anni

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Mickey RooneyAltra perdita per il mondo del cinema, infatti, muore all’età di 93 anni l’attore Mickey Rooney noto tra le altre, per la sua interpretazione in  Capitani coraggiosi” del 1937 e “La città dei ragazzi” del 1938 (dove recitò come coprotagonista con Spencer Tracy). La sua ultima apparizione sul grande schermo risale al 2006, quando interpretò il guardiano notturno nel film “Una notte al museo“. Rooney è stato sposato nove volte, la prima con Ava Gardner nel 1941.

Esordisce precocissimo nel 1922, all’età di 2 anni, in spettacoli di vaudeville insieme al padre, un immigrato scozzese di Glasgow. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1926 nel film Not to Be Trusted, cui segue una lunga serie di cortometraggi che ne fanno un bambino-prodigio e nei quali interpreta i più svariati ruoli, dal detective all’artista di circo, dallo studente al piccolo rubacuori, dal giovanissimo affarista al domatore di animali feroci.Tra il 1927 e il 1936 seguita ad interpretare ruoli da protagonista in film di buon successo, sempre nel ruolo di Mickey McGuire. Dalla seconda metà degli anni trenta e fino al 1958 interpreterà più volte il personaggio di Andy Hardy, un giovane ragazzo ribelle, in una serie di popolari lungometraggi della MGM, in alcuni dei quali recita a fianco dell’attrice Judy Garland, alla quale fu legato da fraterna amicizia.Grazie al suo eclettico talento e al suo dinamismo di interprete, ottiene grande successo sul grande schermo anche in ruoli meno leggeri, come nei celebri drammi Capitani coraggiosi (1937) e La città dei ragazzi (1938), in entrambi i quali è co-protagonista con Spencer Tracy, mentre nel 1939 viene nominato per l’Oscar grazie al film Ragazzi attori (1939).Nel 1943 fa da padrino a un’attrice che diventerà leggendaria, Elizabeth Taylor, in Gran Premio. Durante la seconda guerra mondiale è attivo alla radio, con spettacoli di intrattenimento destinati a tenere alto il morale delle truppe. Finita la guerra, la sua carriera cinematografica prosegue con altri film di successo, tra i quali il musical Parole e musica (1948). Dopo aver girato l’ultimo film della serie Andy Hardy, nella stagione 1954-1955 appare in una serie televisiva da protagonista principale, la sitcom Mickey Rooney Show, trasmessa dalla CBS, che ottiene un buon successo di pubblico.All’inizio degli anni sessanta, in un’epoca in cui Hollywood tende a non utilizzare attori orientali, interpreta lo scorbutico giapponese Yunioshi in Colazione da Tiffany (1961). Due anni più tardi ritrova Spencer Tracy nella commedia Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo (1963). Da allora in poi intensifica l’attività teatrale, a discapito del cinema. Uniche eccezioni, il dramma pugilistico Una faccia piena di pugni (1962) e l’avventuroso Black Stallion (1979). Sempre negli anni settanta svolge attività di doppiatore, dando la voce a Babbo Natale in tre distinti special natalizi televisivi.

Mickey occhi blu: trama e cast del film con Hugh Grant

Mickey occhi blu: trama e cast del film con Hugh Grant

Negli anni Novanta l’attore Hugh Grant si afferma come uno dei principali interpreti della commedia sentimentale con film come Quattro matrimoni e un funerale, Imprevisti d’amore e Notting Hill. Tra questi suoi film, uno dei meno noti è Mickey occhi blu. Diretto nel 1999 da Kelly Makin, il film è oggi principalmente ricordato per i numerosi collegamenti con I Soprano. Molti sono infatti gli attori di questo lungometraggio che avrebbero poi recitato nell’acclamata serie televisiva, e la stessa trama ruota in entrambi i casi intorno all’attività mafiosa. Oltre a ciò, però, Mickey occhi blu è un brillante commedia tutta da riscoprire.

All’epoca della sua uscita, il film non ottenne un particolare successo, riscontrando tiepide recensioni e modesti incassi. Eppure, le paradossali situazioni comiche in cui il protagonista non fa altro che cacciarsi sono ancora oggi fonte di buon umorismo. Lo stesso Mickey del titolo diventa a suo modo una parodia di certi veri mafiosi statunitensi. In particolare, fonte di ispirazione è stato tra gli altri Vincent Alo, gangster noto come “Jimmy Blue Eyes”, e proprio dal suo soprannome nasce lo spunto per il film. Con il tempo, la popolarità del film è poi cresciuta, fino ad ottenere anche un remake di Bollywood dal titolo Welcome.

Per gli appassionati di commedie particolarmente movimentate, o anche solamente di Hugh Grant, Mickey occhi blu è un film tutto da riscoprire, che pur al netto dei suoi difetti riesce a regalare del buon intrattenimento. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Mickey occhi blu: la trama del film

Protagonista del film è Michael Felgate, inglese trasferitosi a New York per lavorare come manager della galleria d’arte Cromwell’s. Ora che la sua vita sembra aver trovato una stabilità lavorativa, egli decide di chiedere alla sua fidanzata Gina Vitale di sposarlo. Con sua sorpresa, però, la ragazza lo rifiuta non senza dispiacersene. Dovendo spiegare il perché della sua contrarietà al loro matrimonio, Gina racconta a Michael di come tutta la sua famiglia sia composta da noti gangster, affiliati al mondo della mafia locale. La ragazza, dunque, teme che il fidanzato possa essere coinvolto nei loro loschi affari.

Michael, però, la tranquillizza assicurandole di saper distinguere la legalità dall’illegalità, e che pertanto non potrà accadergli di essere coinvolto in attività controverse. Con questa promessa, Gina acconsente a sposarlo. Durante la festa per il loro fidanzamento, tuttavia, Michael conosce la famiglia di lei, e nel giro di breve si ritrova ad infrangere suo malgrado quanto promesso. Iniziando con il fare un favore, egli si ritrova intrappolato in un giro di illeciti sempre crescenti. Nel momento in cui anche l’FBI inizierà ad interessarsi alle strane attività di Michael, egli dovrà riuscire da questa situazione senza pagarne le conseguenze.

Mickey occhi blu cast

Mickey occhi blu: il cast del film

Come anticipato, ad interpretare il ruolo di Michael Felgate vi è l’attore Hugh Grant, il quale si preparò a ruolo studiando approfonditamente la figura del gangster del cinema. Per sua fortuna, ha potuto vantare la presenza sul set dell’attore James Caan, noto per essere stato Santino Corleone nel film Il padrino, notoriamente ambientato nel mondo mafioso. In Mickey occhi blu Caan è così tornato a recitare nel ruolo di un criminale, in questo caso come Frank Vitale, zio di Gina. Sul set, l’attore ha poi non solo dato consigli a Grant, ma gli ha anche affibbiato il soprannome di Whippy, derivato dagli Whippet, una razza di cani inglesi noto per il loro tremare molto.

Nel ruolo di Gina Vitale, la fidanzata di Michael, vi è invece l’attrice Jeanne Tripplehorn, anche nota per i film Basic Instinct e Sliding Doors. Sono poi presenti gli attori Burt Young nel ruolo di Vito Graziosi e James Fox in quelli di Philip Cromwell. Joe Viterelli è Vinnie D’Agostino, mentre Gerry Becker è l’agente FBI Bob Connell. Altri attori presenti sono ancora Maddie Corman nel ruolo di Caro e Tony Darrow nei panni di Angelo. Tony Sirico, noto in I Soprano per il ruolo di Paulie Gualtieri, è qui il braccio destro di Risolli, quest’ultimo interpretato da Joseph Rigano. Vincent Pastore, che ne I Soprano è celebre per il ruolo di Sal Bonpensiero, in questo film interpreta invece Al, della famiglia Risolli.

Mickey occhi blu: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Mickey occhi blu è infatti disponibile nei cataloghi di Tim Vision e Mediaset Play. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 26 maggio alle ore 21:10 sul canale TwentySeven.

Fonte: IMDb

Mickey e l’Oceano perduto: il primo numero della collana di graphic novel

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Mickey e l’Oceano Perduto, il primo numero della collana di graphic novel internazionali inedite che porteranno i lettori a scoprire i più amati personaggi Disney  in una nuova veste.

È in arrivo una collana di graphic novel davvero unica, una serie di titoli che porteranno i lettori in un universoaffascinante dai sontuosi disegni, riscoprendo i personaggi Disney più amati sotto un altro punto di vista. Panini Comics porta in edicola, fumetteria e su Panini.it le graphic novel  Disney edite in Francia da Glénat per il mercato d’oltralpe. A dare il via alle pubblicazioni è Mickey e l’Oceano Perduto, una meravigliosa prova d’autore di Denis-Pierre Filippi, con i disegni di Silvio Camboni e i colori di Gaspard Yvan e JessicaBodart. In quest’opera avventura, azione, umorismo e poesia si uniscono in una graphic novel destinata a entrare di diritto nella Storia del Fumetto.

Mickey e l’Oceano Perduto si apre con un mondo finalmente in pace dopo anni di conflitti. Topolino, Minni e Pippo si dedicano al recupero di preziosi relitti tecnologici, sfidando la concorrenza di Pietro Gambadilegno. Dopo aver risposto a un annuncio, i tre amici mettono le mani su uno strano cubo situato nelle profondità dell’oceano. Non immaginano nemmeno le vere intenzioni del loro mecenate né la portata dei poteri di questo artefatto, a prima vista inoffensivo ma in grado di sovvertire l’esistenza di tutti… Se Denis-Pierre Filippi ha sapientemente dosato un mix di momenti ironici e leggeri a scene più ricche di pathos e suspense, si deve al talento di Silvio Camboni la realizzazione grafica di quell’immaginifica realtà “steampunk” che fa da scenario all’intera avventura. A chiudere il volume, inoltre, una ricca sezione che raccoglie schizzi, bozzetti e altri preziosi materiali inediti di Camboni, commentati dall’autore, che dichiara:“Vedere l’edizione italiana di Mickey e l’Oceano Perduto, un libro per me molto importante, mi rende molto felice; che poi a pubblicarlo sia Panini, l’editore di Topolino, rende il tutto ancora più piacevole e chiude in qualche modo il cerchio intorno alle mie diverse anime professionali”.

Mickey e l'Oceano PerdutoMickey e l’Oceano Perduto è il primo titolo della collana Panini Comics che porterà in Italia le graphic novelfirmate da grandi autori con i character Disney inseriti in modi nuovi e alternativi rispetto a come sono stati sempre rappresentati.

Non è mai facile confrontarsi e lavorare con eroi raccontati in decenni di storie, spesso di grande valore e qualità. Personaggi che hanno acquisito uno spessore e un’identità talmente marcati da diventare a volte vere e proprie icone del nostro tempo” commenta Alex Bertani, Direttore di Topolino. “Eppure la progettualità, l’idea forte di questa collana è proprio questa: la volontà e lo sforzo di uscire da una rappresentazione più classica e tradizionale per provare a esplorare nuove atmosfere e nuovi territori. Da sempre apprezzo il coraggio e la voglia di evolversi e sperimentare. Non posso quindi che essere fiero di proporre al pubblico italiano questa iniziativa editoriale”.

Il prossimo appuntamento della collana sarà con Mickey e l’Oceano Perduto, di Fabrizio Petrossi e Dab’s, un viaggio nel tempo senza precedenti disponibile a partire da giugno.

Mickey 17: svelate alcune scene del film di Bong Joon-ho con Robert Pattinson

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Il filmato di Mickey 17 mostrato al CinemaCon rivela qualcosa di più sul misterioso film di fantascienza di Bong Joon-ho con Robert Pattinson. Il nuovo film del regista di Parasite è basato sul libro di Edward Ashton, Mickey 7, che segue le vicende di un impiegato sacrificabile inviato in una spedizione per colonizzare il pianeta ghiacciato Niflheim, e dopo che ogni iterazione di Mickey muore, un nuovo corpo viene rigenerato con la maggior parte i suoi ricordi intatti. Oltre a Pattinson nel ruolo dell’omonimo personaggio, il cast include anche Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo.

Ora, al CinemaCon 2024 Warner Bros. ha presentato il nuovo filmato di Mickey 17 che inizia con una nave nello spazio e un pianeta sullo sfondo. La mano di Mickey viene tagliata mentre è fuori a fare una passeggiata nello spazio. È in un tubo in stile MRI e gli viene detto che stanno facendo letture dei suoi ricordi e del suo corpo per renderlo “sacrificabile” per aiutare a ricreare il suo corpo in seguito. Muore in diversi modi, incluso ucciso da un orso. Una volta, Mickey si sveglia e vede un duplicato di se stesso e urla, e uno di loro cerca di uccidere l’altro.

Mickey 17 è molto atteso dato che è il nuovo lavoro di Bong Joon-ho dopo Parasite, che ha vinto il premio Oscar come miglior film nel 2020. Essendo un film di fantascienza, dovrebbe essere un drastico cambio di ritmo rispetto a Parasite. Spiegando il motivo del cambio di titolo rispetto al romanzo, Bong dice: “L’ho ucciso altre 10 volte”. Il regista ha anche minimizzato gli elementi di fantascienza, dicendo: “È la storia di un uomo semplice che finisce per salvare il mondo. È difficile dire fantascienza, è una storia umana”.

Di cosa parla Mickey 17?

Questo nuovo progetto del regista sudcoreano, successivo a Parasite, è tratto dal romanzo di Edward Ashton del 2022, descritto dalla casa editrice St. Martin Press come un thriller cerebrale high-concept facente parte di quel filone di film come “The Martian” e “Dark Matter“. In Mickey 17 Pattinson interpreta qui un “sacrificabile”, ovvero un dipendente usa e getta di una spedizione umana inviata a colonizzare un pianeta ghiacciato, che improvvisamente si rifiuta però di lasciare che il suo clone sostitutivo prenda il suo posto.

Oltre che una semplice immagine e un breve teaser, ad oggi non è stato mostrato altro del film, su cui vige dunque un certo mistero. Sappiamo però che nel cast vi sono anche gli attori Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo. Bong, oltre ad aver scritto e diretto, produce anche il film attraverso la sua società Offscreen. Con la data d’uscita di Mickey 17 fissata al 31 gennaio 2025, non resta dunque che attendere maggiori informazioni e qualche nuovo materiale promozionale.

Mickey 17: svelata la nuova data d’uscita del film

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Mickey 17: svelata la nuova data d’uscita del film

Recentemente la Warner Bros. aveva comunicato il rinvio di Mickey 17il nuovo film di Bong Joon-ho, con protagonista Robert Pattinson, inizialmente previsto per il marzo di quest’anno. La decisione di spostare l’attesissimo film di fantascienza del regista coreano, reduce dalle molteplici vittorie agli Oscar nel 2019 per Parasite, è stata presa per avere più tempo per terminare il progetto, che era stato condizionato dagli scioperi dello scorso anno e da altri vari spostamenti di produzione. Stando ora a quanto riportato da Variety, l’uscita del film è ora prevista per il 31 gennaio 2025, poiché Bong Joon-ho e la sua troupe avranno bisogno di più tempo del previsto per completare gli effetti visivi.

Di cosa parla Mickey 17?

Questo nuovo progetto del regista sudcoreano, successivo a Parasite, è tratto dal romanzo di Edward Ashton del 2022, descritto dalla casa editrice St. Martin Press come un thriller cerebrale high-concept facente parte di quel filone di film come “The Martian” e “Dark Matter“. In Mickey 17 Pattinson interpreta qui un “sacrificabile”, ovvero un dipendente usa e getta di una spedizione umana inviata a colonizzare un pianeta ghiacciato, che improvvisamente si rifiuta però di lasciare che il suo clone sostitutivo prenda il suo posto.

Oltre che una semplice immagine e un breve teaser, ad oggi non è stato mostrato altro del film, su cui vige dunque un certo mistero. Sappiamo però che nel cast vi sono anche gli attori Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo. Bong, oltre ad aver scritto e diretto, produce anche il film attraverso la sua società Offscreen. Con la data d’uscita di Mickey 17 fissata al 31 gennaio 2025, non resta dunque che attendere maggiori informazioni e qualche nuovo materiale promozionale.

MICKEY 17: Robert Pattinson non riesce a smettere di morire nel trailer bizzarro del film di Bong Joon Ho

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Dopo la breve anteprima di ieri ecco finalmente è arrivato il trailer ufficiale di Mickey 17 di Bong Joon-ho, che offre un primo sguardo deliziosamente bizzarro al prossimo film di fantascienza del regista vincitore di tre premi Oscar, con la star di The Batman Robert Pattinson nel ruolo principale di un impiegato usa e getta che viene ripetutamente ucciso e clonato, durante uno sforzo per colonizzare un misterioso nuovo mondo di ghiaccio.

Come si evince dal trailer, la diciassettesima iterazione sarà al centro del film e ci saranno molti colpi di scena mentre si troverà faccia a faccia con un…

Nel cast figurano Robert Pattinson nel ruolo di Mickey Barnes, Naomi Ackie (Star Wars: The Rise of Skywalker; Whitney Houston: I Wanna Dance with Somebody), Steven Yeun (Minari; The Walking Dead), Toni Collette (Hereditary; Il sesto senso), Mark Ruffalo (Spotlight; Avengers: Endgame), Holliday Grainger (I Borgia; Animals), Anamaria Vartolomei (Happening; My Revolution), Thomas Turgoose (This Is England; Kingsman: Il cerchio d’oro), Angus Imrie (The Kid Who Would Be King; The Crown), Patsy Ferran (Jamestown; God’s Creatures), Daniel Henshall (Snowtown; The Babadook) e Steve Park (Fargo; The French Dispatch). Mickey 17 arriverà nelle sale il 31 gennaio!

Guarda il trailer ufficiale qui sotto:

Cosa si prova a morire?

Dal regista Bong Joon-ho, arriva Mickey 17 – solo nelle sale il 31 gennaio 2025. Lo sceneggiatore/regista premio Oscar di “Parasite”, Bong Joon-ho, presenta la sua prossima esperienza cinematografica innovativa, “Mickey 17”. L’improbabile eroe Mickey Barnes (Robert Pattinson) si è trovato nella straordinaria circostanza di lavorare per un datore di lavoro che esige il massimo impegno nel lavoro… morire, per vivere.

Scritto e diretto da Bong Joon-ho, “Mickey 17” è interpretato da Robert Pattinson (“The Batman”, “Tenet”), Naomi Ackie (“Star Wars: Episodio IX – L’ascesa di Skywalker”), Steven Yeun (“Nope”) e dai candidati all’Oscar Toni Collette (“Hereditary”) e Mark Ruffalo (“Poor Things”).

Il film è prodotto da Dede Gardner (premio Oscar per “Moonlight”, “12 anni schiavo”), Jeremy Kleiner (premio Oscar per “Moonlight”, “12 anni schiavo”), Bong Joon Ho e Dooho Choi (“Okja”, “Snowpiercer”). È basato sul romanzo Mickey 7 di Edward Ashton. I produttori esecutivi sono Brad Pitt, Jesse Ehrman, Peter Dodd e Marianne Jenkins. Il direttore della fotografia è Darius Khondji (nomination all’Oscar per “Bardo: Cronaca falsa di una manciata di verità”, ‘Okja’). La production designer è Fiona Crombie (nomination all’Oscar per “The Favourite”, “Crudelia”). Il montaggio è affidato a Yang Jinmo (nomination all’Oscar per “Parasite”, “Okja”). Il supervisore degli effetti visivi è Dan Glass (“Fantastic Beasts: I segreti di Silente”, ”Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw”). La costumista è Catherine George (“Okja”, “Snowpiercer”).

Warner Bros. Pictures presenta An Offscreen Production / A Kate Street Picture Company Production, un film di Bong Joon Ho: “Mickey 17”. Il film sarà distribuito in tutto il mondo dalla Warner Bros. Pictures, nelle sale solo a livello nazionale il 31 gennaio 2025 e a livello internazionale a partire dal 28 gennaio 2025.

Mickey 17: il teaser trailer del nuovo film di Bong Joon Ho

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Mickey 17: il teaser trailer del nuovo film di Bong Joon Ho

Il prossimo film del regista premio Oscar Bong Joon Ho, Mickey 17, interpretato da Robert Pattinson, uscirà nei cinema nel 2024. Il film della Warner Bros. è attualmente in produzione e debutterà sul grande schermo il 29 marzo 2024, negli USA.

La storia di fantascienza è adattata dal romanzo di Edward Ashton, descritto dall’editore St. Martin Press come un thriller cerebrale di alto livello sulla scia di The Martian e Dark Matter. Pattinson interpreterà un “sacrificabile” – un impiegato usa e getta in una spedizione umana inviato a colonizzare il mondo ghiacciato di Nifheim – che si rifiuta di lasciare che il suo clone sostitutivo prenda il suo posto. I dettagli della trama del film non sono stati confermati e non è chiaro quanto Bong intenda attenersi al materiale originale. Il libro di Ashton è stato pubblicato nel febbraio 2022.

Oltre a scrivere e dirigere, Bong Joon Ho produrrà anche il prossimo film attraverso la sua società Offscreen. Altri produttori includono Dede Gardner e Jeremy Kleiner di Plan B e Dooho Choi di Kate Street Pictures. Peter Dodd supervisionerà per conto della Warner Bros.

Mickey 17 è il primo film di Bong Joon Ho dopo Parasite, che è diventato il film sudcoreano con il maggior incasso nella storia, nonché il primo film non in lingua inglese a vincere il premio al miglior film agli Oscar. Delle sue sei nomination all’Oscar, la commedia nera ha portato a casa premi per la sceneggiatura originale, la regia e il lungometraggio internazionale. Prima che Parasite diventasse un successo, Bong era noto per film acclamati come Snowpiercer, The Host, Okja e Barking Dogs Never Bite.

La Warner Bros. ha in programma diverse uscite di alto profilo per il 2024, tra cui Il Signore degli Anelli: La Guerra dei Rohirrim (12 aprile), lo spin-off di Mad Max Furiosa con Anya Taylor-Joy (maggio 24) e Joker: Folie à Deux (4 ottobre).

Mickey 17, spiegazione del finale: cosa significa lo sci-fi di Bong Joon-ho

L’attesissimo Mickey 17 di Bong Joon-ho è finalmente in sala (qui la nostra recensione), ed ecco di seguito un’analisi sul finale del film, nel tentativo di spiegare cosa succede in questo bizzarro approccio alla fantascienza del regista premio Oscar. Basato sul romanzo Mickey 7, Mickey 17 costruisce un nuovo mondo fantascientifico in cui le persone, previo consenso, possono diventare “sacrificabili”. Il protagonista (interpretato da Robert Pattinson) è uno di questi, che vengono sacrificati per fare degli esperimenti e capire come e quando un uomo muore. Dopo OGNI SINGOLA MORTE, Mickey viene ristampato, con tutte le sue emozioni pregresse. Il problema insorge quando Mickey 17 non muore come dovrebbe, mentre dalla centrale operativa stampano un nuovo Mickey 18.

Alla fine del film, le cose sono degenerate a un livello pericoloso. Mickey 18 ha tentato di assassinare il capo della colonia Kenneth Marshall (Mark Ruffalo), mentre lui e i suoi seguaci radicali si stanno preparando a spazzare via le specie native del pianeta, i creepers, che però Mickey sa essere pacifiche, dal momento che è proprio grazie al loro intervento che non è morto. Fortunatamente, Mickey 17, Mickey 18 e Nasha (Naomi Ackie) riescono a sventare il piano di Marshall. E alla fine Mickey 18 si sacrifica per uccide Marshall e liberare Nilfheim.

Mickey 17 elimina il programma dei “sacrificabili” dopo il sacrificio di Mickey 18

Il programma dei sacrificabili è l’amo principale del film, l’intera storia è incentrata sulla pratica di clonare Mickey dopo ogni sua morte. Nel mondo di Mickey 17, il programma è incredibilmente controverso, essendo stato reso illegale sulla Terra. Anche mentre è a Nilfheim, molti coloni guardano dall’alto in basso Mickey per la sua iscrizione al programma. Tuttavia, Marshall ritiene che sia una necessità, perché Mickey viene inviato in tutti i tipi di missioni pericolose e sottoposto a tutti i tipi di esperimenti.

Alla morte di Marshall, Nasha viene promossa in una posizione politica di potere su Nilfheim. Così, Mickey e Nasha colgono questa opportunità per porre fine al programma dei sacrificabili. Durante una cerimonia, a Mickey viene permesso di far esplodere l’unica stampante per umani di Nilfheim, gesto che rende illegale il programma anche su altri pianeti, così come lo è sulla Terra. Poiché Mickey 18 è morto poco prima, Mickey 17 è l’ultimo Mickey. Quindi, quando inevitabilmente morirà, la sua morte rimarrà permanente.

I Creepers possono davvero uccidere tutta l’umanità?

L’atto finale di Mickey 17 è piuttosto intenso, incentrato su uno scontro tra i coloni umani di Nilfheim e i creepers. Marshall ha rapito un cucciolo di creeper e ha intenzione di sterminare tutti i creeper in una volta sola mentre circondano la base umana. Quando i deu Mickey vengono mandati a parlare con i creeper, scoprono che i creeper possono emettere una frequenza che ucciderà tutta l’umanità, minacciando di farlo se il cucciolo di creeper non verrà riportato indietro.

Dopo che Marshall viene ucciso e il programma dei sacrificabili termina, il protagonista riesce ad avere un’altra conversazione con i creeper. Durante questa conversazione, lui scopre che i creeper non possono effettivamente uccidere tutta l’umanità. La minaccia della frequenza era un bluff, dato che sono per lo più innocui. Tuttavia, questo bluff è esattamente ciò di cui avevano bisogno per salvare la loro specie.

Perché Kenneth Marshall voleva spazzare via i Creepers e colonizzare Nilfheim

Kenneth Marshall è il principale antagonista del film e, mentre la performance di Mark Ruffalo è satirica, il piano del potente politico è invece genocida. Come spiega il film, Kenneth Marshall è un politico popolare che ha perso un’elezione. Per questo motivo, Marshall e i suoi seguaci hanno iniziato la missione Nilfheim, con la colonizzazione di un pianeta lontano in grado di supportare la vita. Una volta arrivato, Marshall vuole che Nilfheim sia interamente per gli umani. Ecco perché vuole uccidere tutti i Creepers, ottenendo un pianeta in cui lui è l’autorità suprema.

Cosa significa in realtà la sequenza onirica di Mickey 17

Sebbene Mickey 18 uccida Marshall e sua moglie Ylfa venga imprigionata, questa non è la fine del conflitto di Mickey 17. Verso la fine del film, Mickey sogna che la stampante umana è ancora in funzione. Vede Ylfa lì, che gli dice di provare una nuova salsa. Poi, Ylfa inizia a stampare un’altra versione di Marshall, che apparentemente torna in vita. Sebbene questa sia una sequenza onirica, il pubblico non se ne accorge subito.

I sogni di Mickey 17 mettono in luce la sua paranoia e, sebbene sia impossibile che Kenneth Marshall stesso torni, Mickey ha paura che qualcuno come lui salga al potere. Questa è la chiave del commento politico di Mickey 17. Anche se quel politico fascista, un’altra persona come lui potrebbe facilmente ribellarsi e destabilizzare di nuovo le cose. La stampante in sé dovrebbe essere un simbolo di questo ciclo e Mickey dovrà continuare a combattere per impedire che questo sogno si avveri.

Mickey 17 imposta il libro sequel, Antimatter Blues?

Mickey 17 è basato sul romanzo di Edward Ashton Mickey 7 e, sebbene molti spettatori potrebbero non saperlo, il libro ha in realtà un sequel. Ashton ha anche scritto il romanzo del 2023 Antimatter Blues, che si svolge due anni dopo gli eventi di Mickey 7. Nel libro, Mickey scopre che una bomba è stata nascosta a Nilfheim e deve trovarla per rifornire la base dei coloni evitando il conflitto con i creepers.

È improbabile che si realizzi un sequel del film Mickey 17, poiché Bong Joon-ho non è noto per aver realizzato sequel. Sebbene sia possibile, poiché la storia potrebbe basarsi sul finale di Mickey 17, probabilmente non accadrà a meno che Mickey 17 non sia un enorme successo finanziario (e sembra improbabile).

Il vero significato di Mickey 17

Come altri film di Bong Joon-ho, Mickey 17 è pieno di riflessioni su classe, politica, potere e capitalismo. Il programma dei sacrificabili è pensato per essere parallelo a quanto siano sacrificabili molti lavoratori, con l’atteggiamento indifferente di Nilfheim nei confronti di Mickey che è simile agli atteggiamenti di molti superiori nei confronti dei loro dipendenti. Kenneth Marshall è anche chiaramente ispirato da alcuni politici della vita reale, con la sua retorica e i suoi obiettivi non lontani da alcune ideologie politiche nonostante l’ambientazione fantascientifica del film.

Mickey 17, recensione del film di Bong Joon-ho

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Mickey 17, recensione del film di Bong Joon-ho

Bong Joon-ho torna sul grande schermo con Mickey 17, il suo primo film dopo il trionfo agli Oscar con Parasite nel 2019. Basato sul romanzo Mickey7 di Edward Ashton, il film si inserisce nel filone della fantascienza satirica, combinando elementi di critica sociale con uno stile visivo spettacolare, che, nel contesto della filmografia di Bong, ci riporta alla mente Snowpiercer. Con Robert Pattinson alla guida del cast, il film si propone di essere un viaggio surreale e filosofico nella colonizzazione spaziale, nell’etica del sacrificio e nella natura dell’identità umana.

La trama di Mickey 17

La storia segue Mickey Barnes, interpretato da Pattinson, un uomo senza particolari capacità o pregi che, per sfuggire a problemi finanziari, accetta di diventare un “sacrificabile” per una missione interplanetaria. Il suo compito è quello di svolgere incarichi estremamente pericolosi, con la consapevolezza che ogni volta che muore il suo corpo verrà ricreato attraverso un processo di bio-stampa, mantenendo intatti i suoi ricordi e la sua personalità. Tuttavia, quando Mickey 17 sopravvive inaspettatamente a una incursione su un pianeta remoto e si trova faccia a faccia con il suo sé successivo, Mickey 18, la situazione sfugge di mano, mettendo in discussione le regole della missione e il concetto stesso di identità.

Bong Joon-ho, con la sua inconfondibile capacità di sovvertire i generi cinematografici, costruisce una narrazione che oscilla tra la satira distopica e la riflessione esistenziale. Il regista riprende le atmosfere di Snowpiercer e Okja, mescolando critica sociale e immaginario sci-fi. Mickey 17 infatti ambisce anche a proporsi come una satira sui magnati della tecnologia, con Kenneth Marshall (interpretato da Mark Ruffalo) che incarna la figura di un leader carismatico e autoritario, convinto che lo spazio sia la soluzione ai problemi ambientali della Terra e che gli esseri umani siano sacrificabili per il progresso. I riferimenti alla contemporaneità si sprecano!

Un nucleo narrativo diluito

Anche se visivamente potente e coinvolgente, pensato (per fortuna) per il grande schermo, Mickey 17 diluisce il suo nucleo narrativo, soprattutto nella seconda parte, e si dilunga, spingendo lo spettatore fuori dal flusso narrativo legato alla storia principale focalizzata sul protagonista. I temi portanti del film, legati come detto soprattutto all’identità, passano totalmente in secondo piano, e Bong comincia a raccontare un’altra storia, di invasioni e lotte inter-specie, che sembrano portare il film fuori dal suo asse di racconto. Questa deviazione, forse necessaria per inserire nella storia un elemento di azione spettacolare in più, rende il film molto meno incisivo rispetto alle opere precedenti di Bong.

Uno degli aspetti più intriganti nelle intenzioni del film è la questione della morte e della rinascita. Mickey, avendo sperimentato la morte sedici volte, viene continuamente interrogato su cosa significhi morire e se sia un’esperienza che lascia traccia. Eppure, nonostante la sua esperienza unica, il protagonista non sembra avere una risposta definitiva, lasciando intendere che la coscienza umana sia qualcosa di inafferrabile e misterioso. Peccato che anche questo aspetto appaia superficiale e sacrificato a parti della storia che ne annacquano il cuore filosofico.

Robert Pattinson al meglio delle sue capacità

D’altro canto, però, Robert Pattinson offre un’interpretazione notevole, alternando momenti di smarrimento comico a scene di intensa introspezione, regalando al suo personaggio una grande tenerezza che, almeno per la prima parte della storia, riesce a creare una connessione intima con lo spettatore. Il suo Mickey è un eroe improbabile, un uomo comune costretto a confrontarsi con il suo stesso doppio e con un destino apparentemente scritto. Il contrasto con Mickey 18, più aggressivo e determinato, aggiunge un elemento di tensione alla narrazione, mentre la sua relazione con Nasha (Naomi Ackie) introduce una componente emotiva che rende il personaggio ancora più sfaccettato.

Non mancano riferimenti a classici della fantascienza, come Alien di Ridley Scott, ma, a differenza di altri film del genere, Mickey 17 non si abbandona al puro horror o alla disperazione. Bong Joon-ho introduce un’insolita vena ottimistica, suggerendo che l’umanità possa trovare una via per sopravvivere senza distruggere tutto ciò che incontra.

Al netto dei troppi momenti di stallo narrativo e una durata forse eccessiva (due ore e diciassette minuti), Mickey 17 potrebbe anche essere visto come un film affascinante e stimolante. Conferma la bravura e la capacità immaginativa di Bong Joon-ho, anche se non è il capolavoro che era stato Parasite, né l’efficace adattamento che avevamo visto con Snowpiercer.

Mickey 17 descritto come una commedia di fantascienza dopo le anteprime ai CinemaCon

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Robert Pattinson e il regista Bong Joon-ho erano presenti alla presentazione del CinemaCon della Warner Bros. all’inizio di questa settimana a Las Vegas per far debuttare un nuovo filmato di Mickey 17, che è stato da poco posticipato a gennaio 2025.

Anche se sembra che la WB non pubblicherà presto il trailer online, abbiamo appreso una tonnellata di nuove informazioni sul filmato grazie alle reazioni sui social media e ai vari filmati raccolti da diversi siti web. Tuttavia, la cosa più sorprendente è che, secondo i presenti, il film ha un chiaro taglio comico nella narrazione.

Il romanzo Mickey 7 di Edward Ashton, acclamato dalla critica, è servito da ispirazione per il film. Il titolo del film è stato modificato in Mickey 17 perché Bong Joon-ho ha dichiarato di aver ucciso il personaggio del titolo 10 volte in più rispetto ad Ashton.

Sebbene Pattinson interpreti diversi cloni nel film, Mickey 17 e Mickey 18 sono le due varianti principali. Nonostante abbiano lo stesso patrimonio genetico, i due cloni hanno personalità distinte.

Per Mickey 18, Robert Pattinson ha detto che il personaggio è come “interpretare un fratello malvagio” che è “fuori controllo“, mentre Mickey 17, sostiene, è maltrattato dalla vita ma è “felice di far parte di una squadra“.

Mickey 17 doveva inizialmente uscire nelle sale a marzo, ma è stato tolto dalla programmazione della Warner Bros. e riprogrammato per il 31 marzo 2025. Il motivo del ritardo è stato presumibilmente la necessità di Bong Joon-ho di avere più tempo per completare i VFX del film.

La nuova data di uscita ha però preoccupato alcuni critici, in quanto il mese di gennaio è solitamente considerato una discarica per i film che gli studios ritengono non avranno un buon rendimento.

Di cosa parla Mickey 17?

Questo nuovo progetto del regista sudcoreano, successivo a Parasite, è tratto dal romanzo di Edward Ashton del 2022, descritto dalla casa editrice St. Martin Press come un thriller cerebrale high-concept facente parte di quel filone di film come “The Martian” e “Dark Matter“. In Mickey 17 Pattinson interpreta qui un “sacrificabile”, ovvero un dipendente usa e getta di una spedizione umana inviata a colonizzare un pianeta ghiacciato, che improvvisamente si rifiuta però di lasciare che il suo clone sostitutivo prenda il suo posto.

Oltre che una semplice immagine e un breve teaser, ad oggi non è stato mostrato altro del film, su cui vige dunque un certo mistero. Sappiamo però che nel cast vi sono anche gli attori Naomi Ackie, Steven Yeun, Toni Collette e Mark Ruffalo. Bong, oltre ad aver scritto e diretto, produce anche il film attraverso la sua società Offscreen. Con la data d’uscita di Mickey 17 fissata al 31 gennaio 2025, non resta dunque che attendere maggiori informazioni e qualche nuovo materiale promozionale.

Michiel Huisman si spoglia (anche) per Adaline – L’eterna giovinezza

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Il grande pubblico ha fatto la conoscenza di Michiel Huisman in occasione della quarta stagione di Game of Thrones. L’attore, che nella serie HBO interpreta Daario Naharis, è il protagonista maschile di Adaline – L’eterna giovinezza, film fantastico con Blake Lively, e anche in questa pellicola, così come nella serie tv, non si risparmia epidermide in vista. Ecco una foto dal film che lo ritrae in tutta la sua bellezza.

Adaline – L’eterna giovinezza è basato su una sceneggiatura di J. Mills Goodloe, Salvador Paskovitz e Allison Burnett. La pellicola racconta di  una donna nata all’inizio del ventesimo secolo e diventata immortale in seguito ad un incidente. Dopo anni di solitudine, la donna incontra un uomo per il quale potrebbe perdere il suo dono.

 Fonte: JJ

Michelle Yeoh: 10 cose che non sai sull’attrice

Michelle Yeoh: 10 cose che non sai sull’attrice

Popolare attrice di origine cinese, Michelle Yeoh si è negli anni affermata grazie alla partecipazione ad importanti film d’autore, per poi confermare la sua popolarità con blockbuster di grande successo. L’attrice ha così dimostrato una versatilità che le ha permesso di affrontare ruoli e generi sempre diversi, inserendosi senza problemi all’interno dell’industria cinematografica statunitense.

Ecco 10 cose che non sai sull’attrice.

Michelle Yeoh: i suoi film

1. È diventata celebre grazie a celebri film. Dopo aver recitato a lungo in Cina, l’attrice diventa popolare anche nel resto del mondo grazie al film La tigre e il dragone (2000), diretto dal regista Ang Lee. Successivamente, con la popolarità acquisita, ottiene ruoli nei film Memorie di una geisha (2005), Sunshine (2006), La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone (2008), Babylon A.D. (2008), True Legend (2010), The Lady (2011), Crouching Tiger, Hidden Dragon: Sword of Destiny (2016), Morgan (2016), per poi raggiungere maggior popolarità grazie al film Guardiani della Galassia vol. 2 (2017), dove ricopre il ruolo di Aleta Ogord. Successivamente recita anche in Crazy Rich Asians (2018) e Last Christmas (2019). Il 2022 è l’anno di Everything Everywhere All At Once, film che le fa vincere tutti i premi di categoria, fino al premio Oscar per la migliore interpretazione protagonista. La sua carriera subisce così una rinnovata spinta e nel 2024/2025 è trai protagonisti del blockbuster Wicked e Wicked – Parte 2.

2. Ha recitato anche in TV. L’attrice ha ricoperto anche dei ruoli di rilievo in televisione, dove ha recitato nelle serie Strike Back (2015), Marco Polo (2016) e Star Trek: Discovery (2017-in corso), dover interpreta il personaggio di Philippa Georgiou.

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Michelle Yeoh è su Instagram

3. Ha un proprio account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram, dove il suo profilo ufficiale conta oltre 600 mila follower (dato aggiornato al 2025). Condivide fotografie di momenti privati, partecipazioni a eventi internazionali, premi e progetti cinematografici, come le sue apparizioni nei film Wicked e Everything Everywhere All At Once.

Michelle Yeoh e Jean Todt

4. Ha una relazione con il famoso dirigente sportivo. Nel dicembre 2004, durante una conferenza stampa, Jean Todt, all’epoca direttore della scuderia Ferrari, annunciò il suo fidanzamento con la Yeoh. Nel 2008 l’attrice ha confermato nuovamente la relazione con il dirigente.

Michelle Yeoh non ha figli

5. Non ha avuto figli dalle sue relazioni. L’attrice non ha avuto figli dall’attuale compagno, Jean Todt, né dal matrimonio avuto con il businessman Dickson Poon.

Michelle Yeoh in Guardiani della Galassia

6. Ha avuto un piccolo ruolo nel film Marvel. Nel 2017 l’attrice appare in un piccolo ruolo nel film Guardiani della Galassia, dove ricopre il ruolo di Aleta Ogord, membra della vecchia squadra capitanata da Yondu e Stakar, basata sui Guardiani della Galassia originali.

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Michelle Yeoh: gli inizi e il futuro

7. Michelle Yeoh da giovane. L’attrice aveva uno pseudonimo all’inizio della sua carriera. Il suo nome completo è Michelle Yeoh Choo Kheng ma in quei primi giorni e per i suoi primi progetti decise di farsi chiamare Michelle Khan.

8. Sarà tra i protagonisti dei sequel di Avatar. L’attrice ha firmato per i quattro sequel previsti per il film Avatar, diretto da James Cameron. La Yeoh ricoprirà il ruolo, di cui non si hanno ancora informazioni, della dottoressa Karina Mogue. L’attrice sarà impegnata con tale ruolo fino al 2027.

Michelle Yeoh: una bond girl esperta di arti marziali

9. Uno dei ruolo più importanti dei suoi inizi è stato in James Bond. Al fianco di Pierce Brosnan, Michelle Yeoh è stata una bond girl in Il domani non muore mai nel 1997. Le sua esperienza nelle arti marziali, che non ha esitato di dimostrare in altri suoi progetti, le è stata sicuramente utile a mettere in scena un personaggio credibile al fianco di 007.

Michelle Yeoh età e altezza

10. Michelle Yeoh è nata a Ipoh, in Malaisia, il 6 agosto 1962. L’altezza complessiva dell’attrice è di 163 centimetri.

Fonte: IMDb

Michelle Yeoh tornerebbe a interpretare Evelyn solo in un specifico spin-off di Everything Everywhere All at Once

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La star di Everything Everywhere All at Once, Michelle Yeoh, dice che sarebbe disposta a tornare al ruolo del film solo per uno specifico spin-off. L’attrice protagoniste della stagione dei premi di quest’anno interpreta Evelyn Quan Wang, una donna, madre e moglie in difficoltà, proprietaria di una lavanderia a gettoni nel selvaggio film del 2022, che ha guadagnato un sacco di elogi sin dalla sua uscita. Dato il successo critico e commerciale del film dei Daniels, molti si sono chiesti se il film genererà un sequel, che potrebbe potenzialmente continuare la storia di Evelyn e sua figlia Joy (Stephanie Hsu) o esplorare uno dei tanti universi introdotti nel film.

Durante un’intervista con Variety, a Michelle Yeoh è stato chiesto se fosse interessata a tornare nel ruolo di Evelyn per un secondo film Everything Everywhere All at Once. Mentre l’attrice afferma chiaramente che non ha alcun interesse a vedere o partecipare a un sequel del film multiversale, sembra più incline a considerare uno spin-off. Se l’attrice dovesse tornare per uno spin-off di Everything Everywhere All at Once, vorrebbe interpretare una variante “rock star” del suo personaggio, citando cantanti come Adele, Enya e Lady Gaga come ispirazione. “Non lo so. Voglio un universo in cui sono una rock star. Voglio tornare, se devo tornare, come qualcuno che ha questa voce incredibile, sai… Questo è ciò che manca al nostro mondo in questo momento, c’è pace e amore, e credo che per raggiungere altre realtà e più persone possibili, una gran voce è lo strumento migliore.”

Everything Everywhere All at Once: intervista a The Daniels

Dai fratelli Russo (produttori esecutivi), A24 e Ley Line Entertainment, il film definitivo sul multiverso con le icone del cinema Michelle Yeoh (La Tigre e il Dragone, Shang-Chi) e Jamie Lee Curtis (Halloween, Una poltrona per due) dirette dal duo di registi visionari The Daniels. Il caso dell’anno al botteghino USA.

Scritto, diretto e prodotto dai The Daniels. Il film è prodotto anche da Jonathan Wang, dalla AGBO dei fratelli Russo e da A24. I produttori esecutivi sono Ley Line Entertainment, IAC e Josh Rudnick.

Michelle Yeoh torna nel sequel de La Tigre e il Dragone

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Michelle Yeoh torna nel sequel de La Tigre e il Dragone

Vi avevamo già informati che è in cantiere un sequel per La Tigre e il Dragone. La notizia che giunge nuova e bene accetta è che l’attrice Michelle Yeoh tornerà nel franchise ad interpretare il ruolo di Shu Lien.

Sappiamo inoltre che il film, dal titolo originale Crouching Tiger, Hidden Dragon II – The Green Destiny, non sarà diretto da Ang Lee, che cede il posto a Yuen Woo-Ping uno dei più famosi coreografi di arti marziali di Hong Kong, che quindi assicura al film un alto tasso di spettacolarità.

Anche questo film, come il precedente sarà tratto dalla pentalogia di Wang Du Lu, dal quinto volume in particolare intitolato “Silver Vase, Iron Knight”. I personaggi invece saranno tratti dallo sceneggiatore John Fusco dal secondo e terzo volume della saga.

La tigre e il Dragone era tratto invece dal quarto volume e racconta di Li Mu Bai, un maestro di arti marziali la cui spada viene ritenuta dotata di poteri magici. Li Mu Bai ama la bella e coraggiosa Yu Shu Lien, ma non può rendere espliciti i suoi sentimenti perché la ragazza è stata fidanzata al suo fratello di sangue. Un giorno decide di consegnare la spada a Shu Lien ( Michelle Yeoh ) perché la porti al signor Tè che dovrà custodirla. Ma il dignitario se la fa rubare. Shu Lien avrà però la fortuna di incontrare la figlia del governatore Yu, ormai promessa a un futuro sposo e desiderosa invece di percorre i sentieri dell’avventura.

Michelle Yeoh risponde al presunto affronto ai danni di Emma Stone e spiega perché è stata Jennifer Lawrence a darle l’Oscar

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Michelle Yeoh ha risposto al suo presunto affronto nei confronti di Emma Stone agli Oscar 2024. Stone ha vinto come miglior attrice per la sua interpretazione di Bella Baxter in Povere Creature!. A competere contro di lei per il premio c’erano Lily Gladstone per Killers of the Flower Moon, Carey Mulligan per Maestro, Annette Bening per Nyad e Sandra Hüller per Anatomia di una caduta.

Per quest’anno l’Acvademy ha replicato la formula della cerimonia del 2009, in cui cinque ex premi Oscar annunciano le nomination e premiano ogni singola categoria attoriale. Per la Migliore attrice protagonista, l’Academy ha schierato Jennifer Lawrence, Jessica Lange, Charlize Theron, Sally Field e ovviamente Michelle Yeoh, vincitrice di categoria dello scorso anno. Al momento della consegna della statuetta, Yeoh non ha dato subito l’Oscar a Stone, ma lo ha passato a Jennifer Lawrence che a sua volta lo ha dato a Stone.

Il post di Michelle Yeoh su Instagram spiega perché ha lasciato che Jennifer Lawrence consegnasse l’Oscar a Emma StoneYeoh ha detto di aver “confuso” Stone, ma poi ha continuato spiegando perché Jennifer Lawrence ha finito per consegnare il premio. Yeoh voleva che Lawrence e Stone potessero condividere il momento perché Lawrence è una “cara amica” di Stone. Ciò ha ricordato all’attrice Everything Everywhere All At Once la sua “amica Jamie Lee Curtis”, in quanto, come Curtis e Yeoh, Stone e Lawrence sono “sempre lì l’una per l’altra“.

Michelle Yeoh reciterà in Avatar 4 e Avatar 5

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Michelle Yeoh reciterà in Avatar 4 e Avatar 5

Si è discusso molto sulla possibilità che James Cameron ottenga il via libera per realizzare Avatar 4 e Avatar 5. Cameron aveva precedentemente dichiarato a CrewCall che “dobbiamo guadagnare molto per poter continuare”, senza però specificare una cifra esatta. La preoccupazione riguarda principalmente i costi di produzione dei film di Avatar e la possibilità che la tecnologia necessaria diventi più economica tra tre o quattro anni. Detto questo, Cameron ha già girato alcune scene del quarto capitolo, alcune delle quali vedono la partecipazione di una nuova attrice: Michelle Yeoh, stando a quanto riportato da TVBS News Japan.

Michelle Yeoh sarà sicuramente nel cast di Avatar 4, se riusciremo a realizzarlo. L’industria cinematografica è in crisi in questo momento e Avatar 3 è costato molto. Dobbiamo fare bene per poter continuare. Non solo dobbiamo avere successo, ma anche trovare un modo per realizzare Avatar 4 in modo più economico per poter andare avanti. Michelle sarà in Avatar 4 e Avatar 5. Interpreterà un personaggio in performance capture. Il nome del suo personaggio è Palakpuelat ed è una Na’vi”.

Cameron, come noto, ha girato Avatar: La via dell’acqua, Avatar: Fuoco e Cenere e una parte di Avatar 4 uno dopo l’altro durante i primi anni di produzione (circa dal 2017 al 2020), in gran parte a causa di problemi logistici come l’età dei membri più giovani del cast. Nell’ambito di queste riprese prolungate, Michelle Yeoh ha dunque a sua volta già girato alcune scene di Avatar 4.

Nonostante ciò, al momento il quarto e il quinto film non sono ancora confermati, ma è sempre più probabile che lo diventino. Avatar: Fuoco e Cenere, costato circa 400 milioni di dollari, sta raggiungendo il traguardo di 1,3 miliardi di dollari al botteghino mondiale e, secondo la maggior parte dei resoconti, è probabilmente al punto di pareggio. Il problema è che il capitolo precedente ha incassato 2,3 miliardi di dollari in tutto il mondo. Con ogni capitolo di Avatar, gli incassi al botteghino hanno registrato una tendenza al ribasso.

Detto questo, come ha specificato Cameron sopra, se riuscirà a trovare un modo per realizzare il prossimo film con un budget leggermente inferiore, allora non c’è motivo per cui la Disney non gli dia l’ok per realizzare Avatar 4. Ad ogni modo, la corsa in sala di Avatar: Fuoco e Cenere non è ancora finita e c’è ancora dunque margine di miglioramento per quanto riguarda i suoi incassi. Maggiori certezze potrebbero allora arrivare nelle prossime settimane.

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Michelle Yeoh protagonista della serie Blade Runner 2099

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Michelle Yeoh protagonista della serie Blade Runner 2099

Secondo quanto appreso da Variety, la serie su Blade Runner in lavorazione per Prime Video ha trovato nella premio Oscar Michelle Yeoh la sua protagonista. La serie, intitolata Blade Runner 2099, è stata ordinata ad Amazon nel settembre 2022 e si tratta di un sequel del film originale Blade Runner e del suo seguiot Blade Runner 2049. I dettagli esatti della trama sono stati tenuti nascosti, ma le fonti dicono che la Yeoh interpreterà un personaggio di nome Olwen, descritto come un replicante vicino alla fine della sua vita. Ad ora, Amazon non ha fornito ulteriori dettagli specifici su altri personaggi.

Michelle Yeoh dai primi ruoli all’Oscar

Yeoh ha vinto l’Oscar come miglior attrice per “Everything Everywhere All at Once” nel 2023, diventando così la prima attrice asiatica a vincere il premio. Per il suo lavoro nel film ha vinto anche i SAG Awards, gli Independent Spirit Awards e i Golden Globes. È nota anche per i suoi ruoli in film come “Crazy Rich Asians”, “La tigre e il dragone”, “Memoria di una Geisha”, il film di James BondIl domani non muore mai” e “Sunshine”. In televisione, ha recentemente recitato in serie come “The Brothers Sun”, “American Born Chinese” e “The Witcher: Blood Origin”. Inoltre, reciterà nel film spinoff di “Star Trek: Discovery”: “Star Trek: Section 31”, presso Paramount+.

Cosa sappiamo di Blade Runner 2099

Al momento i dettagli sulla trama di Blade Runner 2099 sono stati tenuti nascosti; tuttavia, in base al titolo della serie, sembra che lo show si svolgerà 50 anni dopo gli eventi di Blade Runner 2049 del 2017, diretto da Denis Villeneuve. Blade Runner 2049, invece, è ambientato 30 anni dopo Blade Runner di Ridley Scott, uscito nel 1982.

Silka Luisa è scrittrice, produttrice esecutiva e showrunner di Blade Runner 2099. Ridley Scott è produttore esecutivo insieme a Michael Green, Andrew Kosove, Broderick Johnson, Ben Roberts, David W. Zucker, Clayton Krueger, Cynthia Yorkin, Frank Giustra, Isa Dick Hackett, Tom Spezialy e Richard Sharkey.

Amazon Studios ha ufficialmente acquisito la serie per Prime Video nel settembre 2022. “L’originale Blade Runner, diretto da Ridley Scott, è considerato uno dei più grandi e influenti film di fantascienza di tutti i tempi, e siamo entusiasti di presentare Blade Runner 2099 ai nostri clienti globali di Prime Video“, ha dichiarato all’epoca Vernon Sanders di Amazon, secondo Deadline. “Siamo onorati di poter presentare questa continuazione del franchise di Blade Runner e siamo certi che, grazie alla collaborazione con Ridley, Alcon Entertainment, Scott Free Productions e la bravissima Silka Luisa, Blade Runner 2099 manterrà l’intelletto, i temi e lo spirito dei suoi predecessori“. La data di uscita di Blade Runner 2099 non è ancora stata fissata.

Michelle Yeoh conferma: non ci sarà nessun sequel per Everything Everywhere All at Once

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Dopo una carriera di quattro decenni, Michelle Yeoh ha finalmente vinto un premio Oscar, lo scorso marzo, per Everything Everywhere All at Once, il film diretto dai Daniels che ha portato a casa sette statuette durante la notte delle stelle di Hollywood. Intervistata da Variety, l’attrice ha parlato di come è cambiata la percezione nell’industria per gli attori asiatici e di quello che il cinema riserva alla saga di Evelyn e della sua lavanderia.

Durante la cerimonia di Women in Motion a Cannes, al Festival di Cannes, Michelle Yeoh ha raccontato della prima volta che ha partecipato all’evento, per presentare La tigre e il Dragone, oltre 20 anni fa. Per Yeoh “è abbastanza ovvio” che all’epoca Hollywood non fosse pronta a riconoscere il valore degli attori asiatici. Il film di Ang Lee è stato un successo al botteghino, guadagnando oltre 200 milioni di dollari in tutto il mondo e ottenendo 10 nomination agli Oscar, tra cui miglior film, miglior regista e sceneggiatura. Ma nessuno degli attori è stato nominato.

Michelle Yeoh afferma che il successo di Everything Everywhere All at Once è la prova che la narrazione inclusiva dovrebbe essere abbracciata e che il pubblico è interessato a nuove idee. “È solo questione di spingersi oltre e rifiutarsi di dire che questo è il ‘modo normale’. Nel ‘modo normale’, sarebbe stato nominato ‘Everything Everywhere All At Once’? Le probabilità dicono di no, cinque o dieci anni fa”, dice Yeoh.

Per Michelle Yeoh non è solo una questione etnica, ma anche di genere, dal momento che attori suoi coetanei non vivono il peso degli anni e per loro sembra esserci sempre spazio: “Ci sono mega film che subiscono terribili perdite, eppure continuano a fare la stessa cosa”, ha detto Yeoh. “Sono gli studi che pensano che sia la loro zona di comfort: questi film, i budget aumentano e ci mettono più violenza, più CGI pensando che questi interventi li renderanno migliori, ma la verità è che non è così. L’importante è davvero la narrazione. In “Everything Everywhere All At Once”, anche se abbiamo viaggiato nei multi-versi, il tema principale era l’amore.” E poi conferma che non ci sarà un sequel per il film, perché un sequel potrebbe essere soltanto un ripetersi, e non è quello che vogliono fare.

Michelle Yeoh commenta finalmente l’esclusione di Wicked – Parte 2 dalla corsa agli Oscar 2026

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Michelle Yeoh ha finalmente espresso la sua opinione in merito all’esclusione di Wicked – Parte 2 dagli Oscar del 2026.

Il primo film di Wicked ha vinto i premi per i Migliori Costumi e la Migliore Scenografia. È stato anche candidato per Miglior Film, Migliore Attrice Protagonista (Cynthia Erivo), Migliore Attrice Non Protagonista (Ariana Grande), Miglior Montaggio, Miglior Trucco e Acconciatura, Miglior Colonna Sonora Originale, Miglior Sonoro e Migliori Effetti Visivi. Wicked – Parte 2, invece, è stato completamente snobbato quando le nomination sono state rivelate la mattina del 22 gennaio.

Durante un’intervista con Variety, Yeoh ha parlato della mancanza di nomination agli Oscar per Wicked – Parte 2. Ha ammesso di essere rimasta “sotto shock” quando ha appreso la notizia.

Michelle Yeoh, che ha vinto l’Oscar per Everything Everywhere All At Once, si è chiesta se i membri votanti abbiano scelto di ignorare Wicked – Parte 2 perché il primo film ha ricevuto riconoscimenti, in modo che altri film avessero la possibilità di brillare. Se questo ha avuto un ruolo, lei è fermamente in disaccordo con la decisione. “No, dai! È un film così bello e ben fatto”, ha esclamato.

Come minimo, Wicked – Parte 2 si è meritato le nomination agli Oscar per Migliori Costumi, Miglior Trucco e Acconciatura, Miglior Regia, Miglior Fotografia e Miglior Scenografia, secondo Yeoh, che ha aggiunto: “Se lo si confronta [con i candidati del 2026], dovrebbe esserci”.

Michelle Yeoh
Michelle Yeoh al Festival di Cannes – Foto di Luigi De Pompeis © Cinefilos.it

Michelle Yeoh ha continuato dicendo che Wicked – Parte 2 non è una replica di Wicked. “È più elaborato e ci sono molte più nuove destinazioni in Wicked: For Good”. Crede che tutto il duro lavoro profuso nella produzione debba essere riconosciuto. “Sono rimasta davvero, davvero molto delusa” quando il film non ha ricevuto un premio agli Oscar.

“Non sono sorpresa. Sono sotto shock! Davvero. Credo che a volte il problema sia che la gente pensa: ‘Oh, hai già ottenuto così tanto con il primo, lascia che gli altri abbiano una possibilità’. Ma poi ti ritrovi a dire: ‘No, dai!’. È un film così bello e ben fatto. Paul [Tazewell] per i costumi, le acconciature e il trucco. Se lo si confronta [con i concorrenti di quest’anno], dovrebbe essere lì. Per Jon Chu, per [la direttrice della fotografia] Alice Brooks, per la scenografia. Non è la replica del primo. È più elaborato e ci sono molte più nuove destinazioni in Wicked: For Good. Quindi sono rimasta davvero, davvero molto delusa.”

Michelle Yeoh ha interpretato Madame Morrible in entrambi i film di Wicked, un personaggio che cerca di ottenere potere su Oz manipolando tutti coloro che la circondano, comprese Elphaba e Glinda.

Non è una cantante, quindi inizialmente non si sentiva l’attrice migliore per interpretare la Morrible, ma alla fine è stata disposta a correre un rischio e ha imparato molto dalla sua “straordinaria vocal coach” per realizzare l’interpretazione accattivante vista sullo schermo.

“Non che non volessi esserlo. Stiamo parlando di un film con Cynthia Erivo e Ariana Grande e c’è anche il canto. Ho pensato: ‘Jon, questa Madame Morrible canta, giusto? E io non canto’. È questo il bello del correre rischi, sai? E Jon, che è così affascinante, ha detto: ‘Ah, è un gioco da ragazzi!'” E penso che alla fine della giornata, devi essere disposto a imparare una nuova abilità, fondamentalmente. Così mi hanno trovato un’insegnante di canto fantastica. E ho imparato tantissime cose. In genere, sono terrorizzato dal canto perché penso di avere una voce molto roca e bassa. Voglio dire, la mattina, quando chiamo per il servizio in camera, c’è un ‘Sì, signor Yeoh’, e io rispondo: ‘Amico, mio ​​padre non c’è, ok?’ Mi scambiano sempre per un uomo.”

L’esperienza cinematografica in due parti ha avuto origine tra le pagine di Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, il racconto revisionista di Gregory Maguire de Il Mago di Oz.

Otto anni dopo l’uscita del romanzo, un adattamento musicale di Stephen Schwartz e Winnie Holzman ha debuttato a Broadway e ha vinto i premi come Migliore Attrice in un Musical (Idina Menzel), Migliore Scenografia e Migliori Costumi ai Tony Awards.

Michelle Williams: terzo film con Kelly Reichardt

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Michelle Williams: terzo film con Kelly Reichardt

Michelle Williams sarà diretta per la terza volta dalla regista indipendente americana Kelly Reichardt. La loro terza collaborazione le vedrà impegnate in un film drammatico, di cui ancora non sono stati resi noti il titolo e i dettagli della trama. L’attrice de I segreti di Brokeback Mountain aveva già recitato in Wendy and Lucy (2008) e nel western anticonvenzionale Meek’s Cutoff (2010), entrambi apprezzati dalla critica, che hanno raccolto attenzioni e riconoscimenti in molti festival. In particolare, Michelle Williams aveva ottenuto il premio come miglior attrice al festival di Toronto e una nomination agli Spirit Awards per il suo ruolo in Wendy and Lucy.

Già in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia con Meek’s Cutoff, Kelly Reichardt, che scriverà la sceneggiatura anche di questo nuovo lavoro, ha portato nella competizione principale in Laguna nel 2013 il suo “eco-noir” Night Moves, con protagonisti Dakota Fanning, Jesse Eisenberg e Peter Sarsgaard. Attendiamo di vedere Michelle Williams in Suite francese, che uscirà in Italia il 12 marzo. Il film, tratto dal romanzo di Irène Némirovsky, vede nel cast anche Matthias Schoenaerts, Kristin Scott Thomas, Lambert Wilson e Margot Robbie. L’attrice dovrebbe, inoltre girare Manchester-by-the-Sea per la regia di Kenneth Lonergan al fianco di Casey Affleck, ma probabilmente solo dopo aver partecipato al nuovo progetto di Kelly Reichardt.

Fonte: Variety

Michelle Williams: da star tv a ritratto di un’icona

Michelle Williams: da star tv a ritratto di un’icona

Michelle Williams – Appena trentenne e già può vantare tre nomination all’Oscar. Star televisiva di fine anni novanta, alterna il cinema indipendente a produzioni più imponenti. E lungi dall’essersi cristallizzata nel ruolo dell’adolescente ribelle, la talentuosa Michelle Williams si misura oggi con una delle più grandi icone della storia del cinema.

Michelle Williams nasce a Kalispell, un piccolo paese del Montana, il 9 settembre 1980. E’ la più piccola di cinque figli e nel 1983 la sua famiglia si trasferisce a Solana Beach, in California, evento che sarà importante per la sua futura carriera di attrice. La piccola Michelle coltiva il sogno della recitazione già all’età di 8 anni, quando rimane particolarmente colpita da uno spettacolo teatrale. Il suo primo ingresso nel mondo dello spettacolo è facilitato dalla sua vicinanza a Hollywood: appena ragazzina fa alcune apparizioni in serie di successo come Baywatch, mentre nel 1994 debutta al cinema nel film Lassie, diretto da Daniel Petrie.

A 17 anni decide di seguire il sogno della recitazione, lasciando la famiglia dopo essere stata legalmente emancipata dai suoi genitori. Si trasferisce dunque a Los Angeles e ottiene uno dei ruoli più importanti della sua carriera, quello di Jen Lindley, l’adolescente ribelle della serie tv cult Dawson’s Creek. La sua Jen è una ragazza trasgressiva e apparentemente superficiale che però matura e mostra tutta la sua sensibilità nel corso della serie. Michelle diventa molto amata dal pubblico grazie a questo ruolo, che interpreta per le sei stagioni del telefilm, fino al 2003.

Michelle Williams: da star tv a ritratto di un’icona

In virtù della popolarità televisiva conquistata, rischia di rimanere prigioniera del personaggio che l’ha resa celebre. Alterna tuttavia il serial con alcuni ruoli cinematografici, scegliendo il cinema indipendente: recita con Kirsten Dunst in Le ragazze della Casa Bianca, nel 2001 è in Prozac Nation al fianco di Christina Ricci, Jessica Lange e Jonathan Rhys Meyers.

La sua maturità di attrice prosegue anche a teatro nella pièce Killer Joe e ne Il giardino dei ciliegi di Anton Checov, diretto dal grande Mike Leigh.

Il 2004 è uno degli anni più importanti della sua vita, non soltanto per la sua carriera. Ang Lee la sceglie infatti come coprotagonista nell’acclamato I segreti di Brokeback Mountain, la storia della passione tormentata fra due cowboy del Wyoming, interpretati da Heath Ledger e Jake Gyllenhaal. Michelle interpreta la casalinga Alma, moglie di Ennis Del Mar, la quale scopre che suo marito ama un altro uomo. L’attrice mostra tutto il suo talento conquistando la critica mondiale. Il film riceve una pioggia di candidature e premi in tutto il mondo: la venticinquenne Michelle ottiene così le sue prime nomination come Migliore attrice non protagonista rispettivamente ai SAG, al Golden Globe, ai BAFTA e agli Oscar, e si aggiudica il Critic’s Choice Movie Award nel 2006.

Ma Brokeback Mountain non è soltanto fonte di soddisfazioni professionali per la giovane attrice. Anche la vita privata di Michelle va incontro a una svolta. L’attrice americana si fidanza infatti con Heath Ledger, al quale rimane legata sino alla fine del 2007, prima della prematura scomparsa del compianto attore il 22 gennaio 2008.

Il 28 ottobre 2005 Michelle dà alla luce la piccola Mathilda Ledger, i cui padrini sono Jake Gyllenhaal e Busy Philipps, amica dell’attrice dai tempi di Dawson’s Creek.

Dopo una pausa dal set per maternità, Michelle torna al cinema in L’amore giovane, diretto da Ethan Hawke, adattamento dell’omonimo libro scritto dall’attore, in cui offre una delle sue interpretazioni più apprezzate.

Nel 2007 partecipa a Io non sono qui, l’originale biopic su Bob Dylan con un cast stellare che comprende Christian Bale, Cate Blanchett, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Julianne Moore  e Charlotte Gainsbourg. Michelle interpreta Coco Rivington, che corrisponde alla “It-Girl” di Andy Warhol, Edie Sedgwick.

L’anno successivo è la protagonista Jane nel thriller Senza apparente motivo di Sharon Maguire, in cui è affiancata da Ewan McGregor. Ritrova McGregor in Sex List – Omicidio a tre, con cui è coinvolta in un triangolo amoroso insieme a Hugh Jackman.

Nel 2010 viene diretta da uno dei più grandi autori di Hollywood, Martin Scorsese. Michelle recita infatti in Shutter Island, dove interpreta Dolores, la moglie defunta del protagonista Teddy (Leonardo DiCaprio). Nello stesso anno, gira uno dei suoi film più acclamati (ancora inedito in Italia): Blue Valentine. Nel film indipendente diretto da Derek Cianfrance, Michelle è la tormentata Cindy, della quale si racconta il matrimonio in crisi alternato a flashback sulla relazione passata con Dean, un intenso Ryan Gosling. Michelle mostra una grande versatilità, passando con semplicità dalla studentessa di medicina bella e ingenua alla matura donna sposata insoddisfatta del presente. La sua interpretazione, caratterizzata da una potenza e da una profondità strepitose, è accolta dalla critica e da nuove candidature: Michelle è nominata infatti al Golden Globe e ottiene una nuova nomination all’Oscar, questa volta come attrice protagonista.

Il 2011 è l’anno del grande rischio. L’attrice decide infatti di misurarsi con una delle maggiori icone del cinema, l’intramontabile Marilyn Monroe. Ottiene infatti la parte della diva in My week with Marilyn di Simon Curtis, basato sui diari di Colin Clark, che era aiuto regista sul set de Il principe e la ballerina, interpretato da Marilyn e da Laurence Oliver (qui un magnetico Kenneth Branagh). Il film, in arrivo a giugno in Italia con il titolo Marilyn, racconta la settimana trascorsa dalla diva in Gran Bretagna durante la lavorazione del film.

Michelle si prepara con assoluta cura a questo ruolo, legge biografie, guarda tutti i film di Marilyn, impara a muoversi e a parlare come lei, ma la sua acclamata interpretazione non si traduce in semplice emulazione. Michelle fa suo il personaggio, ne rivela il brio e le fragilità, rendendolo personale e non imitandolo. Il suo perfetto ritratto della diva è accolto da una nuova nomination agli Academy Awards e ai BAFTA come migliore attrice protagonista, sino a vincere il Golden Globe. Nel suo discorso di accettazione dedica il premio all’adorata figlia, affermando: “Mi considero innanzitutto una madre, e un’attrice in secondo luogo”, rivelando come essere madre sia per lei la priorità assoluta nella vita.

Oltre ad amare la recitazione, Michelle colleziona libri rari e ha scritto una sceneggiatura, intitolata Don’t Blink, che tuttavia non è stata ancora realizzata.

A giugno debutterà negli States Take this Waltz, un dramma romantico in cui Michelle recita insieme a Seth Rogen. In occasione della presentazione del film al Tribeca Film Festival, l’attrice si è detta disponibile per un’eventuale reunion del cast di Dawson’s Creek, il che dimostra che non ha affatto voltato le spalle al piccolo schermo, né al ruolo che l’ha lanciata, ma ricorda con affetto gli anni che le hanno regalato una certa notorietà.

Il prossimo anno vedremo Michelle in Oz: The Great and the Powerful, diretto da Sam Raimi. Nel prequel del classico Mago di Oz, Michelle sarà Glinda, una delle streghe buone del mondo di Oz, e affiancherà Mila Kunis, Rachel Weisz e James Franco. Si tratta dell’ennesima dimostrazione della versatilità di questa talentuosa attrice, di certo fra le più promettenti che al momento Hollywood può vantare.

Michelle Williams: 10 cose che non sai sull’attrice

Michelle Williams: 10 cose che non sai sull’attrice

Tra le più apprezzate interpreti della sua generazione, l’attrice Michelle Williams ha negli anni conquistato le attenzioni di critica e pubblico grazie alle sue interpretazioni, dove ha dato voce a donne delicate, ferite, ma mai spezzate dalla vita. La Williams è infatti una di quelle interpreti a cui bastano pochi minuti in scena per mostrare il suo talento e la sua grande generosità da emotiva.

Ecco 10 cose che non sai di Michelle Williams.

Michelle Williams: i suoi film

1. Ha recitato in celebri lungometraggi. L’attrice ha esordito al cinema recitando nel film Lassie (1994), ma ottiene grande popolarità grazie al film I segreti di Brokeback Mountain (2005). Successivamente recita infatti in L’amore giovane (2006), Io non sono qui (2007), Synecdoche, New York (2008) e Shutter Island (2010). Con Blue Valentine (2010) e Marilyn (2011), ottiene nuove lodi. Recita poi in Il grande e potente Oz (2013), Suite francese (2014), Manchester by the Sea (2016), La stanza delle meraviglie (2017), The Greatest Showman (2017), Tutti i soldi del mondo (2017), Come ti divento bella (2018), Venom (2018) e Dopo il matrimonio (2019).

2. Ha preso parte a produzioni televisive. La Williams diventa inizialmente celebre grazie al ruolo di Jen Lindley nella serie Dawson’s Creek, in cui recita dal 1998 al 2003. Successivamente torna a recitare in televisione per la miniserie Fosse/Verdon (2019), dove recita da protagonista accanto all’attore Sam Rockwell, nel ruolo di Gwen Verdon.

3. Ha ricoperto il ruolo di produttrice. Oltre a distinguersi come interprete, la Williams ha ricoperto in diverse occasioni il ruolo di produttrice. La prima volta avviene per il film Blue Valentine, del quale è anche protagonista insieme all’attore Ryan Gosling. Successivamente è produttrice esecutiva della serie Fosse/Verdon, e riprenderà il ruolo per l’annunciato film This Is Jane, di cui sarà anche protagonista.

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Michelle Williams ha una figlia

4. Ha avuto una figlia dalla relazione con un noto attore. Nel 2005 l’attrice da alla luce Matilda Ledger, avuta durante la sua relazione con il compianto attore Heath Ledger, conosciuto sul set del film I segreti di Brokeback Mountain, con cui è stata fidanzata sino al 2007.

Michelle Williams: chi è il marito

5. Ha avuto un breve matrimonio. Particolarmente riservata circa la sua vita sentimentale, l’attrice annunciò nel luglio del 2018 di aver sposato in gran segreto il musicista Phil Elverum. Tuttavia la coppia si separa soltanto sei mesi più tardi, dichiarando però di essere rimasti in buoni rapporti.

Michelle Williams: i suoi capelli

6. Il suo look è un pegno d’amore. L’attrice, nota anche per il suo taglio di capelli particolarmente corto, ha affermato di sentirsi a suo agio con questo look. La decisione di portare i capelli corti deriva anche dal fatto che era come piacevano ad Heath Ledger, e l’attrice ha deciso di portarli così anche in suo onore e del loro amore.

Michelle Williams in Venom

7. Ha accettato il ruolo per lavorare con Tom Hardy. Nel 2018 l’attrice recita al fianco di Tom Hardy nel film Venom, dove ricopre il ruolo di Anne Waying, ex compagna del protagonista. La Williams ha affermato che uno dei motivi per chi ha accettato di ricoprire il ruolo è stato per poter lavorare insieme ad Hardy, attore che lei ammira molto per la capacità di trovare elementi di verità anche in contesti stranianti.

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8. È il suo primo film di supereroi. Tutti prima o poi partecipano ad un film di supereroi, e per la Williams Venom è stata la prima volta. L’attrice ha affermato di essersi voluta mettere in gioco, sperimentando ruoli, generi e cose mai fatte prima.

Michelle Williams: il suo 2019

9. Ha ottenuto importanti premi. Nel 2019 l’attrice è stata protagonista della miniserie Fosse/Verdon, per cui ha ottenuto importanti riconoscimenti. Ha infatti vinto il prestigioso Emmy Award come miglior attrice protagonista in una miniserie o film, ottenendo poi anche un Golden Globe per la medesima categoria.

Michelle Williams: età e altezza

10. Michelle Williams è nata a Kalispell, in Montana, Stati Uniti, il 9 settembre 1980. L’attrice è alta complessivamente 163 centimetri.

Fonte: IMDb

Michelle Williams, Cillian Murphy e Daniel Craig nel prossimo film di Damien Chazelle

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Michelle Williams è l’ultima star ad unirsi al nuovo film drammatico ancora senza titolo di Damien Chazelle, con Cillian Murphy e Daniel Craig già confermati nel cast, come riportato da Deadline. Chazelle dirigerà il film, ne ha scritto la sceneggiatura e lo produrrà insieme a Olivia Hamilton sotto la loro etichetta Wild Chickens Productions. La Paramount Pictures distribuirà il film. Sebbene non sia ancora confermato, fonti interne affermano  – come già riportato in precedenza – che il film sarà ambientato in una prigione. La produzione dovrebbe iniziare entro la fine dell’anno.

Chazelle aveva valutato diversi progetti lo scorso anno, tra cui un film su Evel Knievel con Leonardo DiCaprio nel ruolo del protagonista. Alla fine quel film è stato accantonato, consentendo a Chazelle di dedicarsi al prison movie che stava sviluppando. Una volta che Murphy e Craig si sono impegnati a recitare nel film, Chazelle ha iniziato a corteggiare altre star per i ruoli secondari. Dopo il successo di film come Whiplash e La La Land, le star sono sempre incuriosite quando una delle sceneggiature di Chazelle arriva sul mercato e questo caso non ha fatto eccezione, con Williams che ha firmato per prendere parte al prossimo progetto del premio Oscar.

Michelle Williams ha appena vinto il Golden Globe come migliore attrice in una miniserie o film per la sua acclamata interpretazione in Dying For Sex. La sua performance le è valsa anche una nomination agli Emmy. Per quanto riguarda il cinema, la sua recente interpretazione romanzata della madre di Steven Spielberg in The Fabelmans (2022) le è valsa una nomination ai Golden Globe e la sua quinta nomination agli Oscar. Non resta a questo punto che scoprire quale sarà il suo ruolo in questo nuovo e ancora misterioso progetto.

Michelle Williams spiega perché Venom è stato importante per la sua carriera

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In un recente profilo di Variety, Michelle Williams ha riflettuto su molti dei suoi ruoli passati, incluso il recente franchise come Venom.

Durante l’intervista, Williams ha offerto il suo punto di vista su come per il suo ruolo di Anne Weying (una deviazione significativa da molti dei suoi personaggi emotivamente turbati) la sfida sia stata molto impegnativa e come anche quel ruolo in un film ritenuto non un successo artistico l’abbia comunque aiutata a crescere come interprete. In particolare Michelle Williams fa riferimento alla scena del film in cui viene posseduta dal simbionte.

“Fingere che un mostro entri nel tuo corpo e poi prenda il controllo e poi che lo lasci, è difficile. Voglio continuare a crescere e Venom è un passo importante nella mia crescita.”

Intanto il franchise va avanti, e il terzo film di Venom è stato ufficializzato da SONY.

Michelle Williams risponde alla donazione di Mark Wahlberg

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Tutti i soldi del mondo di Ridley Scott ha fatto parlare moltissimo di sé, forse non per le ragioni “giuste”. Il film è stato al centro dell’attenzione per i reshoot che hanno “sostituito” Kevin Spacey con Christopher Plummer, all’indomani delle accuse di molestie ricevute da Spacey.

Tutti i soldi del Mondo: Michelle Williams pagata meno dell’1% rispetto a Mark Wahlberg per i reshoot

Successivamente il polverone si è alzato intorno alla diversa retribuzione che Michelle Williams e Mark Wahlberg hanno ricevuto per partecipare a questi reshoot. I due sono rappresentati dalla stessa agenzia, per cui la notizia ha fatto molto scalpore, dal momento che la Williams ha incassato meno dell’1% rispetto a quanto avuto da Wahlberg.

Di ieri invece la notizia che Wahlberg ha deciso di donare alla #TimesUp la cifra, 1,5 milioni, a nome della Williams stessa. Non si è fatta attendere la replica dell’attrice. Secondo quanto riporta The Wrap, Michelle Williams si è congratulata con Wahlberg per la sua donazione all’associazione. L’attrice ha anche lodato Anthony Rapp, la prima persona a sollevare le accuse contro Kevin Spacey.

Mark Wahlberg dona il compenso dei reshoot di Tutti i soldi del Mondo alla #Timesup

Oggi non si tratta di me, le mie compagne attrici sono state al mio fianco e si sono alzate in piedi per me, i miei amici attivisti mi hanno insegnato ad usare la mia voce, e gli uomini più potenti in carica, hanno ascoltato e hanno agito. Se immaginiamo veramente un mondo equo, ci vuole lo stesso sforzo e sacrificio. Oggi è uno dei giorni più indelebili della mia vita a causa di Mark Wahlberg, della WME e di una comunità di donne e uomini che condividono questo risultato.”

La dichiarazione molto diplomatica della Williams stride con la comica di SNL, Aidy Bryant, che ha dichiarato: “Certo, era cosa giusta da fare, ma sarebbe stato meglio se non fosse passata un’intera settimana di gogna mediatica per farla.”