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Instant Family: la storia vera dietro il film con Mark Wahlberg

Instant Family: la storia vera dietro il film con Mark Wahlberg

Il film Instant Family, diretto da Sean Anders e interpretato da Mark Wahlberg e Isabela Merced, si inserisce in un filone preciso del cinema contemporaneo: quello che racconta la famiglia non come dato acquisito, ma come costruzione complessa, fragile e spesso imprevedibile. A prima vista, il film sembra una commedia leggera, costruita su gag e dinamiche familiari riconoscibili, ma già nei primi minuti emerge una domanda implicita che guida lo spettatore: quanto di questa storia è reale?

La risposta è più interessante di quanto si possa immaginare, perché Instant Family non è solo “ispirato a una storia vera”, ma nasce direttamente dall’esperienza personale del suo regista. Tuttavia, come spesso accade nel passaggio dalla vita al cinema, quella storia viene rielaborata, ampliata e in parte trasformata per adattarsi alle esigenze narrative. Il risultato è un equilibrio sottile tra autenticità emotiva e costruzione cinematografica, che rende necessario distinguere con precisione ciò che è accaduto davvero da ciò che il film decide di raccontare.

La storia vera di Instant Family: l’esperienza reale di Sean Anders e l’adozione di tre fratelli

Alla base di Instant Family c’è la vicenda reale di Sean Anders e di sua moglie, che decisero di intraprendere un percorso di affido e successiva adozione. Proprio come accade ai protagonisti del film, la loro vita cambiò radicalmente in un tempo brevissimo: da coppia senza figli si ritrovarono improvvisamente genitori di tre bambini. Non si trattò di un passaggio graduale, ma di un vero e proprio salto nel vuoto, con tutte le implicazioni pratiche ed emotive che questo comporta.

Nel 2012, la coppia accolse tre fratelli – di sei anni, tre anni e appena diciotto mesi – entrando in un sistema, quello dell’affido, che richiede adattamento continuo e una forte capacità di gestione dell’imprevisto. L’anno successivo, quei bambini divennero ufficialmente parte della loro famiglia attraverso l’adozione. Questo elemento è centrale per comprendere la verità del film: la dimensione improvvisa, quasi destabilizzante, dell’ingresso dei figli non è una trovata narrativa, ma un dato reale.

I primi mesi, come raccontato dallo stesso Anders, furono particolarmente difficili. La sensazione non era quella di costruire lentamente un legame, ma di trovarsi immediatamente immersi in una responsabilità totale, senza il tempo necessario per “abituarsi”. Questa esperienza di disorientamento è uno degli aspetti più autentici del film, perché restituisce con precisione la complessità di un processo che il cinema spesso tende a semplificare.

Dalla realtà al racconto: l’incontro mancato con una teenager e la nascita del personaggio di Lizzy

Mark Wahlberg e Rose Byrne in Instant Family

Uno degli elementi più significativi del film, la presenza della figlia adolescente Lizzy, nasce da un episodio reale ma profondamente rielaborato. Durante il percorso di adozione, Anders e sua moglie entrarono effettivamente in contatto con una ragazza più grande, che li colpì per maturità e senso di responsabilità. La giovane si prendeva cura dei fratelli minori e rappresentava una possibilità concreta di adozione.

Tuttavia, quella storia non si concretizzò: la ragazza decise di rifiutare il collocamento, nella speranza di poter tornare dalla madre biologica. Questo evento, pur non portando alla formazione della famiglia così come mostrata nel film, lasciò un segno profondo nel regista, al punto da diventare il punto di partenza per costruire uno dei personaggi più complessi della narrazione.

La Lizzy del film, quindi, non è una trasposizione diretta di una persona reale, ma una sintesi di esperienze diverse: da un lato quell’incontro mancato, dall’altro le testimonianze raccolte da Anders parlando con altri ragazzi cresciuti nel sistema dell’affido. Questo approccio evidenzia un aspetto cruciale: Instant Family non racconta solo una storia personale, ma cerca di rappresentare un’intera gamma di esperienze legate all’adozione, ampliando il proprio orizzonte oltre il vissuto diretto del regista.

Quanto è accurato Instant Family: tra autenticità emotiva e costruzione cinematografica

Instant Family cast

Quando si passa a valutare l’accuratezza del film, emerge un dato interessante: Instant Family è meno preciso nei dettagli biografici, ma sorprendentemente fedele nella resa emotiva e nei meccanismi del sistema di affido. Molte delle situazioni mostrate – dai corsi di preparazione per genitori adottivi ai gruppi di supporto, fino alle difficoltà quotidiane nella gestione dei bambini – derivano direttamente dall’esperienza vissuta da Anders e da altre famiglie incontrate durante il percorso.

Il film riesce a catturare un elemento spesso trascurato: l’estrema eterogeneità delle famiglie coinvolte nel sistema. Non esiste un modello unico, ma una pluralità di storie unite da un intento comune, quello di offrire stabilità e affetto a bambini provenienti da contesti difficili. Questo aspetto restituisce una verità sociale importante, che va oltre la singola vicenda narrata.

Allo stesso tempo, però, il film introduce semplificazioni evidenti. La presenza di una figlia adolescente, ad esempio, serve a creare un conflitto narrativo più forte e immediato, così come alcune dinamiche familiari vengono accelerate o enfatizzate per esigenze di ritmo. Anche il tono generale, che alterna momenti drammatici a una forte componente comica, contribuisce a rendere più accessibile una realtà che, nella vita reale, può essere molto più complessa e meno “risolvibile”.

Una storia vera filtrata dal cinema: cosa resta di autentico e perché funziona davvero

Octavia Spencer, Rose Byrne, Tig Notaro e Mark Wahlberg in Instant Family

Alla fine, la forza di Instant Family non sta nella sua precisione documentaria, ma nella sua capacità di trasmettere un’esperienza autentica attraverso una forma narrativa accessibile. Il film non pretende di essere una cronaca fedele, ma una rielaborazione che cerca di restituire la verità emotiva dell’adozione: la paura, l’incertezza, i momenti di crisi, ma anche la costruzione lenta e faticosa di un legame.

Questa distinzione è fondamentale per comprendere il suo valore. Da un lato, la storia reale di Sean Anders dimostra quanto l’adozione sia un processo complesso, fatto di tentativi, incontri mancati e adattamenti continui. Dall’altro, il film sceglie di condensare queste esperienze in una struttura narrativa più lineare, capace di coinvolgere un pubblico ampio senza perdere del tutto il contatto con la realtà.

In questo equilibrio tra verità e finzione si gioca il senso profondo dell’opera: Instant Family non racconta esattamente ciò che è accaduto, ma riesce a dire qualcosa di vero su cosa significhi diventare una famiglia. Ed è proprio questa capacità di trasformare un’esperienza personale in una riflessione universale che rende il film efficace, anche quando si prende delle libertà rispetto ai fatti.

Instancabile J.J Abrams

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Un progetto per J.J. Abrams e Phil Alden Robinson. L’ultimo film di Phil Alden Robinson, che ha firmato piccoli cult come L’uomo dei sogni con Kevin Costner, risale al 2002, quando il regista realizzò Al vertice della tensione con Ben Affleck.

Inspira, espira, uccidi: recensione del thriller tedesco di Netflix

L’ossessione per un lavoro frustrante e insoddisfacente, la pressione familiare, il desiderio di trascorrere più tempo con la figlia senza riuscirci davvero, l’incomprensione della moglie: sono difficoltà in cui chiunque potrebbe riconoscersi. Ma quando la già frenetica quotidianità dell’avvocato Diemel si scontra con le richieste assurde di clienti mafiosi dal temperamento esplosivo, cosa si può fare per ritrovare un po’ di pace interiore? Creata e scritta da Doron WisotzkyInspira, espira, uccidi (titolo internazionale Murder MindfullyAchtsam Morden in originale tedesco) è una serie thriller tedesca, ironica e ricca di humor nero, tratta dall’omonimo romanzo del 2018 di Karsten Dusse.

Composta da 8 episodi di circa 30 minuti ciascuno, la serie segue l’inatteso percorso interiore di Björn Diemel, interpretato dall’ironico Tom Schilling, che scopre nella mindfulness gli strumenti per rimettere ordine nella sua vita… anche se questo comporta eliminare qualche ostacolo di troppo.

Inspira, espira, uccidi è disponibile dal 31 ottobre su Netflix.

La trama di Inspira, espira, uccidi

Quando è sul punto di perdere la sua famiglia, l’affermato e amorale avvocato Björn Diemel decide di accontentare la moglie e partecipare a un seminario sulla mindfulness. Grazie alle tecniche apprese, Diemel inizia a ritrovare un equilibrio tra vita privata e lavoro, creando piccole “isole temporali” da dedicare alla figlia Emily e affrontando ogni ostacolo stressante con un respiro profondo. Tutto sembra finalmente ritrovare il suo posto, finché non decide di applicare la mindfulness anche con il suo cliente più problematico: il folle e violento boss mafioso Dragan Sergowicz (interpretato da Sascha Geršak).

Così, l’avvocato si ritrova invischiato in un guaio ben più grande, con la polizia e un’intera banda criminale alle calcagna. Eppure, nonostante l’assurda e pericolosa situazione, Björn riesce a mantenere il sangue freddo, trasformando la sua vita in modo radicale. Se ora eliminare qualche “ostacolo” è diventato necessario per risolvere i suoi problemi, lui sa che è solo una naturale conseguenza della sua nuova e sana consapevolezza.

La terapia può salvarti… fino a prova contraria

Omicidi a sangue freddo, malviventi maldestri e poliziotti corrotti. Inspira, espira, uccidi è una dark comedy che, pur vestendo i toni leggeri di una farsa, riesce a toccare corde profonde dello stato emotivo degli adulti di oggi. L’estrema frustrazione, l’ansia soffocante e la rabbia latente del protagonista, l’avvocato Björn Diemel, sono sentimenti che rispecchiano le inquietudini di un’intera generazione, stanca e insoddisfatta. Di fronte a un mondo caotico e terribilmente immutabile, ciò che rimane da fare è modificare il nostro atteggiamento verso i problemi, tentando di adattarci anziché combattere.

E così cerchiamo soluzioni: paghiamo uno psicoterapeuta nella speranza che ci indichi la via, ci iscriviamo a corsi di yoga, proviamo la terapia occupazionale o ci rivolgiamo a chi può ipnotizzarci per liberarci dai pensieri ossessivi. Oppure, come fa Diemel, ci affidiamo alla mindfulness. Ed è proprio questo approccio, per quanto singolare, a cambiare la sua vita: tra un’inspirazione e un’espirazione, Diemel si ritrova a commettere un omicidio e a scatenare una guerra tra bande. Eppure, grazie alla sua nuova filosofia, la sua esistenza sembra davvero migliorare… o, almeno, così crede.

Trovare pace nel proprio caos

Non sono solo le emozioni comuni a rendere coinvolgente la surreale avventura criminale del protagonista. Oltre ai sentimenti condivisibili, Inspira, espira, uccidi cattura il pubblico grazie a un’intelligente regia, che riesce a sopperire a una sceneggiatura a tratti ripetitiva e prevedibile. Inoltre, uno dei punti di forza della serie è il modo in cui Björn Diemel rompe la quarta parete, rivolgendosi direttamente in camera e creando un rapporto intimo e quasi complice con lo spettatore.

In questi intermezzi, il tempo sembra sospendersi: il mondo intorno a Diemel si ferma per qualche secondo, dandogli modo di raccontare o spiegare ciò che lo spettatore ha bisogno di sapere per comprendere — o addirittura giustificare — i suoi inganni, le sue manipolazioni e il sangue che si ritrova inevitabilmente sulle mani. Questi momenti non solo svelano i ragionamenti contorti del protagonista, ma anche il tentativo di razionalizzare il caos e gli eccessi della sua vita, trascinando lo spettatore in un vortice emotivo in cui persino le azioni più spietate appaiono, per un attimo, stranamente comprensibili.

Tutto è bene quel che… non finisce bene

Non è comune vedere produzioni tedesche comparire nell’iconica Top 10 di Netflix. Eppure, Inspira, espira, uccidi è riuscita in un’impresa sorprendente: in soli due giorni ha scalato rapidamente la classifica, avvicinandosi alla vetta e puntando a raggiungere il podio, attualmente dominato da La legge di Lidia Poet. La serie ideata da Doron Wisotzky si distingue per il suo sarcasmo pungente, il tono semplice e diretto, una leggera irriverenza e una spiazzante sincerità. Nonostante le situazioni paradossali e la narrazione a tratti prevedibile, l’atipico e goffo avvocato Björn Diemel riesce a intrattenere e a coinvolgere il pubblico con la sua comicità disarmante.

La serie miscela perfettamente dark comedy e momenti di introspezione, che spingono lo spettatore a riflettere sulle follie quotidiane dell’era moderna, in cui ci si sente sempre più soli e incompresi. Tom Schilling nei panni di Diemel diverte e convince, anche quando le sue decisioni sfociano nell’assurdo, lasciandoci sospesi tra il sorriso e la perplessità. Ora, però, resta l’immancabile interrogativo: Netflix saprà resistere alla tentazione di sfornare una seconda stagione, rischiando di trasformare una storia già completa e autoironica in un brodo troppo allungato per risultare appetibile?

Inspector Zende: la spiegazione del finale del film Netflix

Inspector Zende: la spiegazione del finale del film Netflix

Il film thriller d’azione di Netflix Inspector Zende racconta la storia adrenalinica di una caccia all’uomo per catturare un temibile criminale di nome Carl Bhojraj, evaso dal carcere di Tihar a Delhi. L’ispettore Madhukar Bapurao Zende della polizia di Mumbai riceve l’incarico dal suo superiore, il DGP Purandare, di catturare il fuggitivo e assicurarlo alla giustizia. Il film esamina in modo intricato temi quali l’inganno, la segretezza, le false identità e il coraggio, analizzando al contempo il funzionamento del dipartimento di polizia e le sfide che esso deve affrontare nello svolgimento di missioni pericolose.

Man mano che la narrazione giunge alla sua conclusione, Zende e la sua squadra si trovano di fronte a una grande opportunità per catturare Carl e dimostrare il loro valore al dipartimento. Spinto dalla sua convinzione, il protagonista giura di catturare il criminale a qualsiasi costo e di trasportarlo nel Maharashtra. Il destino di Carl e Zende è in bilico mentre si preparano ad affrontare qualsiasi sfida si presenti loro.

La trama di Inspector Zende

La narrazione inizia con una presentazione della città di Mumbai nell’anno 1986 e della vita quotidiana dell’ispettore Madhukar Bapurao Zende. Si diffonde la notizia che Carl Bhojraj, un famigerato criminale ricercato dall’Interpol, noto anche come “Swimsuit Killer”, è evaso dal carcere di Tihar a Delhi, insieme ad altri detenuti: David Jones, Lalit Khatana, Ratan Tomar e Subhash Tyagi. Alla stazione di polizia di Agripada, Zende riceve una telefonata dal DGP Purandare, dopo di che il protagonista racconta come ha arrestato Carl quindici anni fa. Dimostra inoltre di conoscere molto bene la storia criminale di Carl, compreso il suo altro soprannome “Snake” e le sue origini indiane, francesi e libanesi. Il superiore incarica il poliziotto di trovare e arrestare nuovamente il detenuto evaso.

Dopo numerose indagini in città, Zende ottiene finalmente un indizio: uno straniero sospetto ha preso alloggio all’Hotel Airport Plaza. Tuttavia, Carl riesce a sfuggire a Zende e alla sua squadra in modo fortuito. Il DGP viene rimproverato dal ministro dell’Interno e dal signor Swamy dell’Interpol per non essere riuscito a catturare Carl. Un agente di nome Jacob si unisce al protagonista per aiutarlo nella caccia all’uomo. Alla stazione di polizia ferroviaria di VT, uno dei fuggitivi, Ratan Tomar, viene catturato e afferma che il suo vero nome è Ajay Agarwal. Dopo che Zende lo ha picchiato per ottenere informazioni su Carl, il fuggitivo lo indirizza verso l’Hotel Panchratna a Panvel, dove Subhash Tyagi viene catturato. Dopo essere stato minacciato da Zende e dalla sua squadra, Tyagi rivela che Carl ha acquistato una moto “Rajdoot” di colore blu e che potrebbe essere diretto a Goa.

Carl uccide Lalit a Goa e progetta di fuggire negli Stati Uniti. Il DGP convoca Zende e altri agenti per una missione segreta con l’obiettivo di catturare Carl a Goa. Il protagonista sceglie gli agenti Jacob, Patil, Deshmane, Patekar e Naik come membri della squadra segreta. La squadra si registra in un ostello a Goa usando nomi falsi e inizia a cercare Carl, dopodiché decide di perlustrare hotel e club a cinque stelle, ma senza molto successo. Più tardi, Zende si intrufola a una festa travestito da hippie e sta per individuare il killer in costume da bagno. Carl, con l’aiuto di David, uccide un turista straniero di nome John Miller per usare il suo documento d’identità per ottenere un passaporto. Patil perlustra l’isola di Divar e trova la moto blu Rajdoot, insieme a David e Carl, ma non riesce a seguirli a causa della sua paura, per cui Zende lo rimprovera.

Il protagonista deduce che Carl potrebbe usare le strutture di commutazione telefonica per contattare sua moglie americana, Chantelle, che in realtà possiede la maggior parte del denaro del criminale. La squadra scopre che alcune persone stanno usando illegalmente le strutture di chiamata internazionale dell’O’Coqueiro. La squadra incontra il signor Vyas della polizia di Delhi, che ha una squadra di sedici agenti per catturare il Serpente. Ma il poliziotto di Delhi si rivela un individuo scortese e condiscendente, che non mostra alcun interesse a collaborare. Zende e la sua squadra deducono che Carl potrebbe tentare di fuggire imbarcandosi su una nave chiamata “Seafern” e viaggiando verso gli Stati Uniti. Zende decide di sorvegliare l’O’Coqueiro, convinto che Carl tornerà.

Il finale dell’ispettore Zende: come fa Zende a catturare Carl?

L’ispettore Zende individua finalmente l’O’Coqueiro Hotel & Banquet come il luogo più probabile in cui lui e la sua squadra possono catturare Carl Bhojraj. Continua a sorvegliare il ristorante, dove si svolge un ricevimento di nozze con festeggiamenti sfrenati e musica ad alto volume. Mentre gli altri membri della squadra si preparano a partire per il porto per tenere d’occhio i potenziali tentativi di fuga di Carl, si trovano inaspettatamente alle prese con dei problemi all’auto, che li costringono a rimanere all’O’Coqueiro. In un momento scioccante, Zende individua finalmente il “Killer in costume da bagno” al ristorante, mentre cena tranquillamente con il suo socio, David Jones. Zende si rende conto che il suo obiettivo è a portata di mano e si traveste da cameriere per avvicinarsi ai due fuggitivi. Una volta avvicinatosi, inizia a lottare fisicamente con David e chiama Patil in aiuto.

Carl inizia immediatamente a resistere e a reagire. Mentre Patil impedisce a David di scappare, Zende e Carl si scambiano colpi violenti, mentre intorno a loro continua il ricevimento di nozze. Muovendosi tra gli ospiti, il criminale e il poliziotto continuano a lottare e Zende ha temporaneamente difficoltà a contenere Carl. Tuttavia, la situazione cambia quando gli agenti Jacob, Deshmane, Patekar e Naik arrivano sulla scena. I membri della squadra corrono in aiuto del loro capo, Zende, e collaborano per contenere il temibile criminale. Gli ospiti e il personale dell’hotel sono inizialmente scioccati nel vedere ciò che sta accadendo davanti ai loro occhi, ma alla fine capiscono cosa sta succedendo.

È importante ricordare che se Zende avesse rifiutato di fidarsi del suo istinto e si fosse precipitato al porto, avrebbe potuto inavvertitamente lasciare fuggire Carl ancora una volta. La risolutezza del protagonista, unita ai fortunati problemi alla macchina del resto della squadra, ha fatto sì che il killer dei costumi da bagno fosse catturato appena in tempo. Nonostante il suo fascino e le sue abilità di combattimento, Carl scopre che non può sempre fuggire, soprattutto quando chi lo insegue si rifiuta di mollare.

Come fa Zende a trasferire Carl nel Maharashtra?

Dopo aver catturato Carl Bhojraj, Zende e i suoi uomini affrontano una nuova sfida, ovvero trasportare il criminale fuori dalla giurisdizione della polizia di Goa e nello stato del Maharashtra. Tuttavia, non hanno un veicolo funzionante che possa essere utilizzato per svolgere il compito. Di fronte a questa sfida, trovano aiuto in modo inaspettato. Gli sposi del ricevimento di nozze esprimono la loro felicità per la cattura di Carl durante il loro matrimonio e chiedono di scattare una foto con Zende e la sua squadra. Il protagonista sfrutta abilmente questa opportunità e chiede di poter scattare la foto con loro solo se gli permettono di utilizzare il loro veicolo decorato per il matrimonio per trasportare il criminale.

Dopo aver posato per la macchina fotografica, la squadra di poliziotti prende il furgone “Matador” degli sposi e si dirige verso il confine del Maharashtra. Tuttavia, Fonseca viene informato dal suo superiore che Zende e la sua squadra stanno per allontanarsi dalla giurisdizione di Goa con Carl in custodia. Nonostante Naik e Deshmane abbiano consegnato David Jones, Fonseca insegue il Matador. Mentre la squadra di cattura si avvicina al confine, Carl cerca di fuggire sostenendo di dover urinare sul ciglio della strada, ma Zende non glielo permette. Dopo aver bloccato il criminale, la squadra si dirige verso il confine, ma vede che è barricato.

Patil non trova il coraggio di superare la barricata, quindi la squadra scende e inizia a camminare verso il territorio del Maharashtra. Tuttavia, Fonseca e la sua squadra arrivano proprio in tempo. Zende cerca di correre verso il confine, e lo stesso fa Carl. Nel caos che ne segue, Fonseca ha difficoltà a contenere così tanti uomini, dopodiché il protagonista riesce a raggiungere il territorio del Maharashtra insieme al criminale. Il poliziotto di Goa cerca di minacciare il protagonista, ma fa marcia indietro quando vede arrivare un intero gruppo di poliziotti del Maharashtra, guidati dal DGP Purandare. Una volta confermato che Carl è ora saldamente sotto la sua custodia, il DGP si congratula con Zende e la sua squadra, dopodiché anche il protagonista dà un po’ di merito a Fonseca e alla polizia di Goa. Carl viene quindi portato con successo nel territorio del Maharashtra, dopo che Zende gli ha sarcasticamente detto addio.

Zende si riunisce con Viju? Diventa popolare?

Zende e sua moglie conducono un matrimonio felice con un legame genuino. Tuttavia, la moglie è spinta in uno stato di panico costante dopo che Zende accetta la missione di catturare Carl. In un momento commovente, dopo aver portato a termine con successo la sua missione, il protagonista torna a casa da Viju. Vedendolo, la moglie si precipita verso il poliziotto e lo abbraccia profondamente. Esprime sollievo per il fatto che suo marito sia finalmente tornato a casa sano e salvo. Gli chiede persino se ha avuto modo di mangiare il “Puran Poli”, un dolce che gli ha mandato. Anche Zende esprime gioia dopo essersi riunito con sua moglie, che chiama affettuosamente “Commissario”. Quando la sua partner gli chiede quale sia stata la sorte di Carl, l’ispettore le dice di aspettare la radio. Lei gli porge un cartone di bottiglie vuote e gli chiede di andare a prendere il latte per la giornata.

Le persone al negozio di latte ascoltano la radio, dove scoprono che il loro vicino, Zende, ha catturato uno dei criminali più pericolosi al mondo. Quando vedono Zende avvicinarsi al negozio, lo salutano con orgoglio usando i cartoni del latte pieni come simbolo di rispetto. Il protagonista diventa un uomo popolare grazie alla sua determinazione e alla sua forte moralità, che lo hanno portato al successo nella sua pericolosa missione. Questo momento è anticipato da Carl, che dice a Zende che la caccia all’uomo gli darà fama. Nonostante non desideri la fama o l’attenzione, Zende ottiene il rispetto e la popolarità che merita, il che conclude la narrazione con una nota di ottimismo e speranza.

Insospettabili Sospetti: in rete anche il trailer italiano

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Insospettabili Sospetti: in rete anche il trailer italiano

Dopo avervi proposto il primo trailer ufficiale di Going In Style, pellicola diretta da Zach Braff che vede protagonista un cast d’eccezione composto da Michael CainMorgan Freeman Alan Arkin, è giunto il momento di presentarvi il medesimo trailer in versione italiana. Vi ricordiamo che la pellicola giungerà sul mercato italiano il 7 aprile 2017 col titolo Insospettabili Sospetti.

Trama:

Willie, Joe e Al decidono di progettare una rapina in banca quando il loro fondo pensione viene prosciugato dall’azienda per cui lavorano. Nel disperato tentativo di pagare le bollette e portare avanti le loro famiglie, i tre rischieranno tutto pur di riprendersi i propri soldi.

Zach Braff dirige da una sceneggiatura di Theodore Melfi.

L’uscita di Insospettabili Sospetti è prevista per il 7 Aprile 2017.

Fonte: Warner Bros Italia

Insospettabili sospetti: il film è tratto da una storia vera?

Insospettabili sospetti: il film è tratto da una storia vera?

Il famoso attore di “Scrubs Zach Braff è anche un regista che sa come raccontare una storia, come dimostra l’heist movie (film di rapine) del 2017 Insospettabili sospetti. Inoltre, con attori leggendari come Morgan Freeman, Michael Caine, Alan Arkin e Christopher Lloyd a guidare il cast, il film si rivela accattivante e molto efficace dal punto di vista comico. Un trio di pensionati si ritrova con le spalle al muro quando le loro pensioni vengono improvvisamente cancellate. Tuttavia, poiché hanno ancora delle famiglie da mantenere, i tre tentano di mettere a segno un’audace rapina.

La vecchiaia è senza dubbio d’oro in questa commedia d’azione, che nasconde temi come la famiglia e la gerontologia dietro un abito esilarante e presentabile. Dopo la sua anteprima nell’estate del 2017, il film ha ottenuto una buona risposta da parte dei fan, ma un’accoglienza mista da parte della critica, che ha sottolineato come il film non si discosti troppo dagli schemi. Tuttavia, ci si potrebbe chiedere se il film sia basato su una storia vera di pensionati privati dei loro diritti che rivendicano ciò che è loro dovuto. In tal caso, esaminiamo la credibilità della storia.

Insospettabili sospetti è basato su una storia vera?

No, Insospettabili sospetti non è basato su una storia vera. Zach Braff ha diretto il film da una sceneggiatura scritta da Theodore Melfi, che ha tratto la storia dall’omonimo film di Martin Brest del 1979. Edward Cannon ha invece scritto la storia originale. Nel XXI secolo abbiamo assistito a diversi remake di titoli classici, il che dimostra l’importanza dei classici nella cultura popolare e nell’immaginario collettivo. Il 12 ottobre 2012, la New Line Cinema e la Warner Brothers hanno così reso noto che stavano valutando la possibilità di realizzare un remake della commedia del 1979. Tony Bill, coproduttore del film originale, ha ricoperto anche il ruolo di produttore esecutivo nel remake.

Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin in Insospettabili sospetti
Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin in Insospettabili sospetti

Tuttavia, il film aggiorna la trama del film precedente per un finale più felice. Melfi ha insistito per aggiornare la storia originale, dato che i personaggi principali muoiono o finiscono in prigione nel finale del film del 1979. Non si tratta affatto di un lieto fine, e Melfi ha ragionato che non avrebbe voluto vedere un film con un finale tragico dopo due ore in cui gli spettatori tifavano per gli eroi. Ha cercato di far compiere agli eroi una rapina perfetta e di farli fuggire con il denaro verso il tramonto, e i produttori erano d’accordo con lui. È così che è nata la storia del film del 2017.

Il discorso che Joe tiene dopo il trapianto di rene di Willie e Al sembra quasi un discorso funebre, anche se in seguito si scopre che si tratta di un discorso di nozze. Questa scena è stata scritta in omaggio al film precedente, in cui i personaggi di Willie e Al muoiono di vecchiaia poco dopo la rapina. La sceneggiatura di Melfi era ricca di colpi di scena e adrenalina, e Zach ha affermato che il cast di veterani ha accettato di partecipare dopo aver apprezzato la sceneggiatura.

Sir Michael Caine avrebbe poi affermato che questo è stato uno dei film più felici della sua lunga carriera di attore. Le riprese si sono svolte durante le vacanze estive e la star ha così potuto raddoppiare il programma con una vacanza in famiglia. Ha portato con sé la sua famiglia, ha trovato un alloggio vicino al set e si è goduto le vacanze con i suoi cari. Tornando all’aspetto del realismo, gli attori veterani hanno eseguito la maggior parte delle acrobazie da soli e gli stuntman non hanno dovuto fare molto. Secondo il regista, gli attori erano fin troppo felici di partecipare alle scene d’azione perché provavano un’inevitabile scarica di adrenalina.

Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin nel film Insospettabili sospetti
Morgan Freeman, Michael Caine e Alan Arkin nel film Insospettabili sospetti

Inoltre, Joey King ha trascorso settimane con un vero allenatore di softball per perfezionare le sue scene di softball. Anche il veicolo utilizzato per la rapina risulta piuttosto realistico. Il team di scenografi ha preso in considerazione diversi veicoli per la sua realizzazione, tra cui la Mystery Machine di “Scooby-Doo”. La banca immaginaria, chiamata Williamsburg Savings Bank (WSB), è forse un po’ meno immaginaria di quanto si possa pensare. Una banca con questo nome esisteva davvero fino a quando la HSBC Bank non ne ha rilevato le attività. Le scene sono state girate anche nella vecchia sede della WSB nel quartiere di Brooklyn.

Durante la rapina, Joe, Al e Willie nascondono la loro identità indossando maschere di Frank Sinatra, Dean Martin e Sammy Davis, Jr. Conosciuto collettivamente come il “Rat Pack”, l’iconico trio ha recitato nell’originale “Ocean’s 11”. Un altro film di rapine citato nel film è “Quel pomeriggio di un giorno da cani” di Sidney Lumet, un classico del genere. Considerando tutti gli aspetti, il film è abbastanza consapevole dei suoi predecessori e, anche se non è così realistico, regala risate di cuore.

Insospettabile follia: dal cast al finale, tutte le curiosità sul film

Quello del revenge movie è da sempre un filone di film particolarmente popolari e acclamati, dove il protagonista di turno intraprende una spedizione punitiva nei confronti di quanti hanno ucciso o rapito dei suoi cari. Da prima genere prettamente pensato per un pubblico maschile, negli ultimi anni, fortunatamente, sono stati realizzati sempre più film dove ad andare in cerca di vendetta è un personaggio femminile. Da Il buio nell’anima a Colombiana, da Peppermint – L’angelo della vendetta fino al recente Becky. Un particolare esempio di revenge movie è però quello rappresentato da Insospettabile follia.

In questo caso, infatti, ad andare in cerca di vendetta non è l’eroe di turno, bensì il vero e proprio antagonista del film, il cui punto di vista è però centrale all’interno del racconto. Diretto da , questo film offre dunque un percorso alternativo per i canoni di questo genere, che vengono qui tutto sommato rispettati seppur, appunto, sotto una diversa prospettiva. Si costruisce così un film dalla premessa avvincente e dallo sviluppo intrigante, che non mancherà di entusiasmare i fan delle opere di questo tipo.

Disponibile ora grazie alla sua messa in onda televisiva, è dunque questo un buon titolo da vedere se si è in cerca di una serata “da brivido”. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a Insospettabile follia. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Insospettabile follia trama

La trama e il cast di Insospettabile follia

Protagonista del film è Trudee Smith, una giovane ladruncola e truffatrice che mette a segno piccoli furti insieme all’amato fratello Pete. Il prossimo obiettivo che i due hanno individuato è il mercatino dell’usato organizzato da Marcia Clattenburg fuori dal garage della sua casa in un tranquillo e benestante sobborgo. Purtroppo questa volta le cose non vanno per il verso giusto. Durante il tentativo di furto, infatti, Pete rimane ucciso. In preda alla rabbia e alla disperazione per la perdita del fratello, Trudee inizia a preparare il suo piano di vendetta contro Marcia.

Quattro mesi dopo, sotto le mentite vesti di una appassionata di mercatini dell’usato, la ragazza si riaffaccia nella vita di Marcia, con la quale poco a poco riesce a entrare in confidenza e a stringere amicizia. Mentre prepara meticolosamente il suo piano di vendetta, Trudee non sa che Candice, la figlia di Marcia, giovane giornalista e blogger, trova piuttosto strano il rapporto che si è instaurato tra la giovane ragazza e sua madre e ha iniziato ad avere dei seri sulle reali intenzioni di Trudee, il cui piano mortale è ora a rischio.

Ad interpretare Trudee Smith vi è l’attrice Juliana Destefano, nota per aver recitato in un episodio della serie Tredici e nei film Sorelle di sangue e Trinity – Intrecci pericolosi. Nel ruolo di suo fratello Pete vi è invece Christian Seavey, mentre Arye’ Campos interpreta Marcia. Completano il cast Autumn Noel nel ruolo di Candice, Matthew Pohlkamp in quello di Rick Breedlove, padre di Trudee, e Shaun Duke Jr. in quello del detective West. Pascale Roger-McKeever interpreta infine Evelyn Rodgers, capo dell’associazione di quartiere.

Insospettabile follia castLa spiegazione del finale del film

Nel corso del film, Trudee – grazie anche all’aiuto di suo padre Rick – riesce da prima a sottrarre una grossa somma di denaro a Marcia e in seguito a far arrestare sua figlia Candice per un presunto omicidio. Ma Trudee intende portare via alla donna ogni cosa e il prossimo obiettivo è sottrarle la casa. Mentre Marcia pulisce quest’ultima, Trudee le fa notare che le era sfuggito un punto, riferendosi alla macchia di sangue lasciata dalla morte di Pete. Questo dettaglio porta Marcia a nutrire dei primi sospetti nei confronti di Trudee.

Per verificare i suoi dubbi, afferma che Pete meritava di morire, facendo dunque esplodere la rabbia della ragazza. Trudee chiama dunque suo padre ed esprime il desiderio di uccidere Marcia, che però sta ascoltando di nascosto la telefonata. A quel punto, Marcia rintraccia Trudee nel nascondiglio di lei e Rick e ascoltato il loro piano per prenderle la casa. I due si accorgono poi della sua presenza e la catturano, ordinandole di firmare per consegnargli la casa. Ma Trudee non si accontenta, vuole uccidere la donna e far passare la cosa come un suicidio.

Rick cerca di fermare la figlia, ma viene messo ko. In quel momento, però, si odono le sirene della polizia, richiamata sul luogo grazie ad un segnale di soccorso inviato da Marcia. Inizialmente Trudee tenta di fuggire, ma Marcia riesce a sottometterla e a stenderla con un bidone della spazzatura. Nelle scene finali del film, Candice – che intanto è stata rilasciata di prigione – rivela che sia Trudee che Rick sono stati arrestati per i loro crimini e che lei e sua madre possono ora tornare a vivere nella loro casa.

Dove vedere Insospettabile follia in streaming e in TV

Sfortunatamente il film non è presente su nessuna delle piattaforme streaming attualmente attive in Italia. È però presente nel palinsesto televisivo di sabato 13 luglio alle ore 21:20 sul canale Rai 2. Di conseguenza, per un limitato periodo di tempo sarà presente anche sulla piattaforma Rai Play, dove quindi lo si potrà vedere anche oltre il momento della sua messa in onda. Basterà accedere alla piattaforma, completamente gratuita, per trovare il film e far partire la visione.

Insonnia d’amore: trama, cast e frasi del film con Tom Hanks

Insonnia d’amore: trama, cast e frasi del film con Tom Hanks

Nora Ephron è universalmente riconosciuta come una delle migliori sceneggiatrici della commedia romantica statunitense. Negli anni ha infatti regalato al cinema opere iconiche come Harry, ti presento Sally…, C’è posta per te e Julie & Julia. Tra i suoi lavori più apprezzati si annovera però anche il film del 1993 intitolato Insonnia d’amore, il cui titolo originale è Sleepless in Seattle. Giocando ancora una volta con i sentimenti dei protagonisti, l’autrice, qui anche regista, costruisce la romantica vicenda di due personaggi attratti l’uno dall’altra ma separati da una considerevole distanza geografica.

Come sempre, la Ephron si dimostra una maestra nel dar vita ad una serie di ostacoli che arricchiscono il racconto, evitando con grande astuzia cliché e simili. Prende così vita uno dei film sentimentali più noti degli anni Novanta, apprezzato ancora oggi come modello esemplare per il suo genere di riferimento. Ad arricchire questo vi sono anche le interpretazioni di due tra i maggiori interpreti di Hollywood del momento, che hanno saputo rendere particolarmente umani e memorabili i rispettivi personaggi. A dare ulteriore prestigio al film vi sono poi i risultati da questo ottenuti in seguito alla sua distribuzione in sala.

Insonnia d’amore arrivò infatti ad affermarsi come uno dei titoli più redditizi del suo anno, guadagnando un totale di 227 milioni di dollari a livello mondiale a fronte di un budget di soli 21. Il film venne poi candidato al prestigioso premio Oscar nelle categorie per la miglior canzone originale “A Wink and a Smile”, e per la miglior sceneggiatura originale. Ancora oggi questo è il film perfetto da riguardare in occasione di una serata di puro piacere, ma prima di fare ciò è certamente utile scoprire alcune delle principali curiosità legate a tale opera. Proseguendo nella lettura sarà dunque possibile scoprire molte di queste, dalla trama al cast alle piattaforme su cui è disponibile il film.

Insonnia d’amore: la trama del film

Protagonista del film è Sam Baldwin, giovane architetto rimasto da poco vedovo. Per tentare di elaborare il lutto, egli decide di trasferirsi da Chicago a Seattle con suo figlio Jonah, di 8 anni. Nonostante il passare del tempo, però, Sam sembra non riuscire proprio ad accettare l’assenza dell’amata moglie. Stanco di vedere il padre così triste, suo figlio decide di attuare un piano per aiutarlo. Jonah si rivolge infatti ad un noto programma radiofonico, confidando il desiderio di vedere il padre nuovamente innamorato e felice. Il caso di Sam raggiunge in breve una portata nazionale, suscitando la commozione di numerose donne.

Tra queste vi è la giornalista Annie Reed, la quale però vive a Baltimora, dall’altra parte degli Stati Uniti. La donna, inoltre, è prossima alle nozze con il fidanzato Walter Jackson, un brav’uomo per il quale tuttavia non avverte quel sentimento magico sperato. Dopo aver scritto quasi per gioco a Sam, la lettera di Annie viene pescata tra tante, suscitando l’interesse dell’architetto. Ha così inizio un’accesa corrispondenza tra i due, che porterà entrambi a riscoprire l’amore. La distanza che li separa è però considerevole, e i due dovranno mettercela tutta per riuscire ad incontrarsi e coronare i loro desideri.

Insonnia d'amore cast

Insonnia d’amore: il cast del film

Come sempre accade per questo genere di film, molto del successo si basa sulla giusta scelta degli interpreti principali e sulla chimica di coppia che si forma tra questi. Per il ruolo di Sam Baldwin, dunque, vennero condotte lunghe ricerche che portarono a considerare attori come Dennis Quai, Michael Keaton e John Travolta. Alla fine, tuttavia, venne scelto Tom Hanks, il quale era diventato disponibile in seguito allo stop di un suo altro progetto. L’attore viveva però un periodo particolarmente impegnato, e mentre recitava in Insonnia d’amore doveva anche registrare le sue battute di dialogo per il film Pixar Toy Story. Per il ruolo di Annie Reed, allo stesso modo, vennero considerate diverse attrici.

Tra queste si annoverano Julia Roberts, celebre per le sue commedie romantiche, Kim Basinger, Michelle Pfeiffer e Jodie Foster. Tutte finirono però con il rifiutare il ruolo, o per via di altri impegni o non credendo nella validità del progetto. Alla fine, fu Meg Ryan ad ottenere la parte. L’attrice era già divenuta celebre per aver recitato nel precedente film della Ephron Harry, ti presento Sally…. Accanto a loro, nel ruolo del fidanzato Walter, vi è invece l’attore Bill Pullman, noto per Independence Day. Ross Malinger, che oggi non svolge più la professione di attore, interpreta invece Jonah, il figlio di Sam. Vi sono poi le attrici Rosie O’Donnell nei panni di Becky, Gaby Hoffmann in quelli di Jessica, e Carey Lowell come Maggie Abbott, la defunta moglie di Sam.

Insonnia d’amore: le frasi più belle, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Per gli appassionati del film è possibile fruire di Insonnia d’amore grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il film è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play e Amazon Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno sabato 5 dicembre alle ore 21:10 sul canale Rai Movie.

Nel film sono inoltre presenti diverse frasi oggi entrate a far parte dell’immaginario comune. Si tratta di battute e affermazioni che descrivono alla perfezione non solo il contesto in cui si svolge la storia ma anche i protagonisti che le pronunciano. Di seguito si riportano le più belle e più importanti del film.

  • “Il destino è una cosa che ci siamo inventati per non affrontare il fatto che tutto succede in modo assolutamente casuale.” (Annie Reed)
  • “Tu non vuoi essere innamorata, tu vuoi essere innamorata in un film!” (Becky)
  • “È più facile essere uccisi da un terrorista che sposarsi dopo aver superato i quaranta.” (Victoria)
  • “Te lo mostro io un segno… Dov’è Seattle? Dov’è Baltimora? Aha, qui! Uno, due, tre, quattro! Ci saranno venti stati tra qui e Baltimora. Questo è un segno!” (Sam Baldwin)

Fonte: IMDb

Insonnia d’amore recensione

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Insonnia d’amore recensione

Insonnia d’amore è un film del 1993 diretto da Nora Ephoron che vede protagonisti Tom Hanks (Sam Baldwin), Meg Ryan (Annie Reed), Bill Pullman (Walter), Ross Malinger (Jonah Baldwin), Rosie O’Donnell (Becky), Carey Lowell (Maggie Abbott Baldwin).

Insonnia d'amore filmTrama: Sam Baldwin, giovane architetto rimasto vedovo, si trasferisce da Chicago a Seattle con il figlio Jonah, 8 anni, sperando che il cambio d’aria li aiuti a superare il dolore. A un anno e mezzo dalla perdita, Jonah, di nascosto, chiama una trasmissione radiofonica per parlare del padre, solo e triste. Spinto dal figlio, controvoglia, anche Sam parla alla radio della sua condizione. Tra gli ascoltatori c’è Annie, giovane giornalista di Baltimora ormai a un passo dal matrimonio con l’ipocondriaco Walter. La ragazza sente subito un magico feeling con il giovane vedovo, “l’insonne di Seattle”. Amore? Pietà? Un fragile e prevedibile desiderio di fuga dal matrimonio e dalle responsabilità? Senz’altro qualcosa che Annie non può ignorare…

Insonnia d’amore recensione

Analisi: Bravi interpreti, musiche sognanti, dialoghi frizzanti, l’amore, il destino (alleato fedele degli sceneggiatori!), il dolore: tutto questo è Insonnia d’amore, commedia sentimentale di Nora Ephron ispirato da Un amore splendido, titolo del 1957 (con Cary Grant e Deborah Kerr) che trova generosamente spazio nei televisori e nelle parole dei personaggi, con le storie dei due film che si inseguono senza creare eccessivi e sgradevoli corto circuiti.

La nascita di un amore che congiunge East e West Coast di un America piovosa e scintillante ha in Jonah Baldwin (Ross Malinger) il suo irriverente e precoce cupido di 8 anni. Il piccolo è davvero un gioiellino e strappa più di un sorriso. Irresistibili i siparietti con Victoria (Barbara Garrick), la iena che esce con papà Sam (Tom Hanks). E nei panni del messaggero d’amore, Jonah, non è niente male. Come biasimarlo: Annie (una Meg Ryan d’incanto), come nuova mamma, ce la vede proprio bene.

Anche la più semplice delle commedie, per essere di qualità, non deve cedere alla semplificazione estrema dei personaggi e delle situazioni. Una tentazione che Insonnia d’Amore rifugge agilmente. Lo dimostra, su tutto, la caratterizzazione di Walter (Bill Pullman), promesso sposo di Annie.

Insonnia d'amoreÈ carino, affermato (è vice direttore del giornale in cui lavora la Reed), elegante, ma è anche e soprattutto ipocondriaco, paranoico, poco avventuroso, ingessato. Tuttavia, questo sbilanciamento sul versante della noia e dell’ordinarietà, non lo rende un fantoccio insapore da sposare per una vita monotona. Non è l’uomo per Annie, probabilmente, e quando lei glielo fa capire, Walter non azzarda un “non sai che ti perdi”: la sparata tipica dei bellimbusti, tanto utili in certe pellicole magari piene di colore, ma paludate in un eterno bianco e nero sentimentale, morale, narrativo.

Ulteriore merito del film di Ephron è il non dimenticare mai il dramma all’origine della storia – la morte di una giovane moglie e madre – senza tuttavia zavorrare di amaro miele e strazi l’intero lungometraggio. E il messaggio è chiaro sin dall’inizio: c’è il diritto di cercare un’altra storia d’amore. Non il dovere di appaiarsi per forza con qualcuno, né di lasciarsi corrodere dall’insonnia e dal dolore. Né di accettare – è il caso di Annie – una relazione che non ha più niente da dire; accettarla magari solo per ragioni anagrafiche, per disincanto, per pigrizia, per quella ragion di stato che si accoccola sulle spalle dei trentenni e consiglia navigazioni rigorosamente sottocosta.

Insomnia: trama, cast e curiosità sul film di Christopher Nolan

Insomnia: trama, cast e curiosità sul film di Christopher Nolan

Oggi noto per grandi blockbuster come Il cavaliere oscuro, Inception e Tenet, il regista Christopher Nolan ha iniziato la propria carriera dirigendo alcuni sofisticati thriller che già lasciavano intravedere tutte le sue capacità e i suoi interessi cinematografici. Dopo aver esordito come Following, ed aver acquisito grande popolarità con Memento, Nolan si è poi dedicato a Insomnia, forse uno dei suoi film meno citati ma altrettanto ricco di fascino. Uscito nel 2002, questo rappresenta un vero e proprio unicum nella filmografia di Nolan, essendo l’unico film dove egli non ha anche scritto la sceneggiatura, affidata invece a Hillary Seitz.

Insomnia, inoltre, non è un progetto originale, ma è invece il remake di un omonimo thriller norvegese del 1997, diretto da Erik Skjoldbjærg. Nolan accettò però di dirigere tale rifacimento poiché affascinato dalla complessa storia che questo presenta, ritrovandovi una serie di tematiche a lui particolarmente care. Girato nei freddi ambienti dell’Alaska e della Columbia Britannica, il film è così una continua trappola per lo spettatore, costretto a confrontarsi con eventi e personaggi che sono ben lontani da ciò che sembrano essere in apparenza. Costato appena 46 milioni di dollari, anche questo film di Nolan si affermò come un grande successo.

Il film arrivò infatti a superare i 113 milioni di incasso, con la critica nella sua quasi totalità impegnata ad elogiare l’opera come uno dei thriller psicologici più importanti e avvincenti degli ultimi tempi. Per gli amanti del cinema di Nolan, si tratta di un titolo imperdibile. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Al Pacino e Hilary Swank in Insomnia
Al Pacino e Hilary Swank in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

La trama di Insomnia

La vicenda narrata si svolge a Nightmute, in Alaska, dove per sei mesi il sole non tramonta mai, costringendo gli abitanti del luogo a confrontarsi anche con gli aspetti più negativi di questa luce perenne. Protagonista è l’anziano Will Dormer, veterano della squadra omicidi di Los Angeles, che si ritrova spedito lì a causa del suo aver falsificato le prove contro un uomo accusato di pedofilia. Arrivato a Nightmute, Will si trova subito a dover indagare sull’omicidio della diciassettenne Kay Connell. Ad aiutarlo al caso, per sua fortuna, vi è il collega Hap Eckhart.

Guidati dalla detective locale Ellie Burr, i due poliziotti iniziano a cercare quanti più indizi possibili sulla morte della giovane, individuando una serie di sospettati. A destare particolarmente interesse, però, è il ritrovamento del diario della giovane, dove questa raccontava di avere una vera e propria ossessione per i romanzi polizieschi di Walter Finch, scrittore residente in quella stessa città. Più scoprono cose, però, più sembra loro di allontanarsi dalla verità. A complicare le cose, inoltre, vi è l’insonnia di cui Will ha iniziato a soffrire per il sole perenne. Sarà proprio la mancanza di sonno, però, a condurlo sulle giusta strada.

Insomnia cast
Al Pacino and Robin Williams in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Il cast del film

Ad interpretare il protagonista, il controverso agente Will Dormer vi è l’attore premio Oscar Al Pacino. Egli, noto per il suo essere un interprete particolarmente metodico, si preparò al ruolo approfondendo molto il personaggio, la sua storia e le sue motivazioni. Studiò gli effetti dell’insonnia e incontrò alcune persone che ne sono affette, al fine di poter dar vita ad un interpretazione più realistica. A lui, Nolan concesse la possibilità di sperimentare molto con il personaggio. Nei panni del suo collega, l’agente Hap Eckhart, vi è invece l’attore Martin Donovan, mentre la modella Crystal Lowe è la giovane Kay Connell, la ragazza uccisa su cui indagano i due agenti.

Nel film spicca poi Robin Williams nei panni del misterioso scrittore Walter Finch. L’attore noto per commedie come Mrs. Doubtfire è stato fortemente voluto da Nolan per i panni dell’antagonista. Il regista desiderava infatti mostrare il premio Oscar in un vesti completamente inedita dalle sue solite. Nonostante sia uno dei protagonisti, Williams non compare però nel film che dopo un’ora dall’inizio. L’attore ha poi affermato che l’isolamento delle riprese in esterni in Alaska ha contribuito alla sua ricaduta nell’abuso di alcol. Nel film è infine presente anche la premio Oscar Hilary Swank, nei panni della detective Ellie Burr. L’attrice, al contrario dei suoi colleghi, preferiva fare poche riprese, mantenendo così la concentrazione sul personaggio.

Il trailer di Insomnia e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Insomnia è infatti disponibile nel catalogo di Rakuten TV, Chili, Infinity e Tim Vision. Per vederlo, basterà noleggiare il singolo film, avendo così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 23 giugno alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

Insomnia: la spiegazione del finale del film di Christopher Nolan

Il thriller del 2002 Insomnia di Christopher Nolan è ricco di colpi di scena che molti fan del regista trovano divertenti, se non addirittura sconcertanti. Il film segue le vicende del detective Dormer (Al Pacino), che si reca nell’Alaska sempre illuminata dal sole insieme al suo partner Hap Eckhart (Martin Donovan) e alla detective dell’Alaska Burr (Hilary Swank) per indagare sull’omicidio di una donna. Lì, Dormer uccide accidentalmente il suo partner e viene tormentato dall’assassino della donna, Walter Finch (Robin Williams), che conosce il suo segreto. Insomnia non ha il tipico finale a sorpresa di Nolan, ma ha un momento finale piuttosto ambiguo.

Insomnia è relativamente lineare, con attori e regista che vantano tutti una notevole esperienza cinematografica. Questa professionalità e l’ambientazione del film hanno reso questo un film molto apprezzato, con un punteggio del 92% su Rotten Tomatoes. Lo stesso Christopher Nolan considera il film sottovalutato, oscurato dai suoi altri grandi successi. Tuttavia, Insomnia è particolarmente memorabile e toccante nei suoi momenti finali, anche se alcuni si chiedono cosa significhi il suo finale. In questo approfondimento cerchiamo di rispondere proprio a questi dubbi.

Cosa succede nel finale di Insomnia

Alla fine di Insomnia, Dormer ha perso ogni contatto con la realtà ed è quasi troppo stanco per ragionare. Confessa anche i dettagli della sua indagine interna, illustrando al pubblico la sua concezione di moralità e il suo lavoro. Tuttavia, si rende conto che Burr è in pericolo quando lei va da Finch per raccogliere prove e la segue per aiutarla. Dopo una caotica allucinazione mentre si reca alla rimessa delle barche di Finch, Dormer arriva appena in tempo. Lui e Finch combattono, finendo entrambi colpiti da un proiettile. Finch muore sul colpo, mentre Dormer barcolla fuori dalla casa e trova Burr.

Al suo fianco, Burr si offre di aiutarlo a sbarazzarsi del bossolo che lo collega all’omicidio del suo partner all’inizio del film. Ma come ultimo desiderio, Dormer le dice di non immischiarsi e di lasciarlo dormire, il che significherebbe finalmente chiudere l’indagine degli affari interni. Il film termina con Dormer che muore tra le braccia di Burr sul molo, mentre lei guarda il suo corpo e la distesa dell’Alaska, pensando a cosa fare.

Insomnia film
Al Pacino in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Il significato della location dell’Alaska in Insomnia

Insomnia è ambientato nella piccola città di Nightmute, in Alaska. L’ambientazione piuttosto brulla ma bellissima è resa evidente dalle riprese aeree dell’aereo dei detective che vola verso la città. In questa scena viene anche rivelato che Nightmute è lontana dalle altre città, sottolineando la lontananza e l’isolamento del luogo. Tuttavia, il dramma di Dormer lo segue anche al nord. Come gli dice il gestore dell’hotel: “Ci sono due tipi di persone che vivono in Alaska: quelle che sono nate qui e quelle che vengono qui per sfuggire a qualcos’altro”. Dormer è chiaramente il secondo tipo.

In particolare, l’ambientazione nel nord dell’Alaska significa che in estate il sole non tramonta mai. Questo diventa un punto fondamentale della trama del film, poiché Dormer fatica a dormire a sufficienza. Senza dormire, Dormer perde la concentrazione e il contatto con la realtà, diventando pericoloso. L’ambientazione permette anche scene di inseguimento emozionanti ed esplorazioni di luoghi specifici. Questo emerge in scene come l’inseguimento sui tronchi galleggianti o l’inseguimento nella nebbia, che sfruttano le caratteristiche particolari dell’ambientazione dell’Alaska.

Perché Dormer ha un’allucinazione di un camion

All’inizio del film, quando Dormer accompagna in auto Tanya, l’amica di Kay, lontano dal funerale, la spaventa giocando a chi ha più coraggio con un camion sulla strada. Rimane nella corsia del camion mentre si avvicinano l’uno all’altro a tutta velocità. Dormer lo fa per spaventare Tanya, costringendola a dirgli la verità. Questo dimostra anche quanto possa essere folle come persona. Funziona, poiché lei rivela presto la verità sul suo rapporto difficile con Kay.

Ma più avanti nel film, mentre Dormer guida per proteggere Burr, vede di nuovo il camion. Privato del sonno e ipnotizzato dai tergicristalli, Dormer alza lo sguardo sulla strada e vede un camion che gli viene incontro a tutta velocità. Sterza, facendo girare la sua auto per evitare la collisione, solo per rendersi conto che non c’è nessun camion. Anche questo incontro con il camion dimostra che Dormer può essere irrazionale, ma serve a spaventarlo al punto da non fidarsi più del proprio giudizio. Dimostra che non ha più il controllo come una volta, quando giocava con il suo destino e quello di Tanya.

Al Pacino e Hilary Swank in Insomnia
Al Pacino e Hilary Swank in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Cosa significano le ultime parole di Dormer

Alla fine del film, mentre Dormer muore davanti a Burr, le chiede di “lasciarlo dormire”. Letteralmente, questo è un riferimento al riposo che finalmente otterrà dopo tante notti illuminate dal sole in Alaska. Metaforicamente, sta anche chiedendo riposo dallo stress e dalla pressione a cui è stato sottoposto dall’inizio dell’indagine degli Affari Interni. Se Burr ascolta il suo avvertimento, l’indagine finirà con la sua morte e sarà finalmente conclusa.

Prima di questa richiesta finale, dice anche a Burr: “Non perdere la strada”. Questo in riferimento alla promessa che lei gli ha fatto di aiutarlo a evitare guai eliminando le prove che lo collegano al crimine. Sebbene sia un gesto carino, Dormer sa che questo porterà Burr allo stesso stress e dramma che lo hanno tormentato nell’ultimo anno. Vuole dunque che lei impari da lui, ma senza seguire le sue orme.

Cosa succede al proiettile dopo il finale di Insomnia

Dormer ferma Burr proprio prima che lei si sbarazzi delle prove che lo collegano all’omicidio del suo partner. Mentre lei sta per gettare il bossolo nell’acqua, lui le dice dunque di non perdere la strada. Dopo la sua morte, c’è una chiara inquadratura di lei che rimette il bossolo nella busta delle prove. Tuttavia, ciò che fa con la busta rimane vago. Si può dedurre che la consegni come prova, soprattutto perché, nel corso del film, Burr viene descritto come un agente eccezionale, il che implica che lei seguirebbe il protocollo.

Sebbene abbia un momentaneo cedimento nel giudizio, offrendosi di aiutare a distruggere le prove e proteggere il nome di Dormer, lei trova la sua strada, proprio come le chiede Dormer. Si rende conto delle conseguenze a lungo termine di prendere decisioni affrettate sul momento. Questo si ricollega a ciò che Dormer conclude in precedenza, ovvero che ciò che si pensava fosse giusto in quel momento è diverso da ciò con cui si è disposti a convivere.

Insomnia cast
Al Pacino and Robin Williams in Insomnia © 2002 Warner Home Video. All rights reserved.

Perché Finch si definisce “una carta jolly”

Come scrittore, Finch è convinto di sapere cosa rende un romanzo poliziesco di successo: una “carta jolly”. Per lui, questo significa qualcosa che metterà sotto pressione tutto ciò che ostacola i loro piani. In altre parole, significa qualcosa che può fuorviare la polizia. Anche se alla fine questo significa il fidanzato di Kay, che lui cerca di incolpare per l’omicidio, Finch sottolinea anche che lui stesso è la carta jolly, poiché fuorvia l’indagine. Si definisce la carta jolly diverse volte nel corso del film, anche dopo aver rivelato che stava registrando l’intera conversazione con Dormer.

Mentre lui e Dormer litigano alla fine del film, sembra che Dormer abbia il sopravvento, puntando la pistola contro Finch. Tuttavia, Finch estrae rapidamente una pistola e avverte Dormer che ha “dimenticato la carta jolly”, riferendosi ancora una volta a se stesso e alla sua imprevedibilità. Questa imprevedibilità è evidente in tutto il film, poiché Finch sembra quasi onnisciente e onnipresente. Chiama Dormer a ore strane, sapendo che è sveglio, come se potesse vederlo. Inoltre, dice sempre che farà una cosa e poi spesso ne fa un’altra, approfittando dello stato delirante di Dormer, privato del sonno. La presenza ripetuta della carta jolly risalta dunque nei momenti finali di Insomnia.

Insieme per forza: recensione del film con Adam Sandler

Insieme per forza: recensione del film con Adam Sandler

Insieme per forza segna la terza collaborazione tra Adam Sandler e Drew Barrymore, dopo Prima o poi me lo sposo (1998) e 50 volte il primo bacio (2004). Ancora una volta, il duo artistico, nonostante l’avventura surreale in cui la sceneggiatura del film li catapulta, si dimostra all’altezza della situazione, riuscendo, grazie alla favolosa alchimia che li contraddistingue, a risollevare le sorti di una commedia romantica certamente non esule da difetti.

In Insieme per forza dopo un disastroso appuntamento al buio, Lauren (Drew Barrymore) e Jim (Adam Sandler), due genitori single, hanno le idee chiare: non intendono vedersi mai più. Ma senza saperlo, entrambi organizzano la stessa vacanza in un safari con i propri figli e si ritrovano a dover condividere la stessa suite in un lussuoso resort africano, per un’intera settimana.

Insieme per forza, il film

Frank Coraci, che aveva già diretto Sandler e la Barrymore in Prima o poi me lo sposo, trasferisce questa volta i due protagonisti in un’Africa tanto lussureggiante quanto a tratti inverosimile, che poco ha in comune con la genuinità del racconto di fondo, il cui centro è rappresentato dall’importanza della famiglia e dal bisogno, in quanto genitori, di assumersi le proprie responsabilità. A stonare all’interno del film – strano a dirsi – è dunque la location estremamente irreale, testimone non solo delle disavventure di questa famiglia allargata, ma anche dei numerosi siparietti musicali (divertenti ma che alla lunga annoiano) del gruppo vocale dei Thatoo che, irrompendo sulla scena, commentano tutto quello che succede ai due protagonisti.

Non solo l’importanza della famiglia, ma anche dell’amore. In effetti, guardando Insieme per forza si ha l’impressione di rivedere uno di quei vecchi family movie della Disney, confezionati appositamente per un pubblico composto da famiglie, in cui a trionfare sono sempre e comunque i buoni sentimenti. Indubbiamente il film non brilla per originalità e, forse, non vuole nemmeno esserlo. Non ha la pretesa di fingersi qualcos’altro: conosce i suoi limiti e riesce a trasformarli (a parte quando calca troppo la mano) nei suoi punti di forza. E’ onesto con il pubblico, perfettamente consapevole che si tratta di un prodotto costruito attorno agli equilibri che i due attori principali sono in grado di creare recitando fianco a fianco.

Insieme per forza, nei cinema italiani dal 2 Luglio, è una commedia che vive di eccessi e di situazioni spesso paradossali. Ciononostante, pur gonfiando in modo sfrenato alcuni dei suoi momenti, riesce nell’intento di far ridere e di intrattenere. Adam Sandler e Drew Barrymore si confermano, per la terza volta, una delle coppie meglio assortite di Hollywood, ed è proprio alla loro incredibile armonia sul grande schermo che si deve la riuscita (anche se non assoluta) della pellicola.

Insieme per forza: intervista al produttore Mike Karz

In occasione dell’imminente uscita italiana di Insieme per forza, la nuova commedia romantica che vede recitare insieme per la terza volta Drew Barrymore e Adam Sandler, abbiamo incontrato il produttore del film, Mike Karz.

Karz, che vanta oltre 25 anni di esperienza come produttore di successo per il cinema e per la televisione, nonché come scrittore televisivo ed executive, ha parlato del film, dell’incredibile rapporto che esiste tra Drew Barrymore e Adam Sandler, e anche di alcune curiosità legate al suo mestiere. Ecco quello che ci ha raccontato.

Com’è nata l’idea di realizzare questo film?

“Sembra incredibile, ma ci sono voluti quasi 10 anni per realizzare questo film. Qualche anno fa ho letto che esistono alberghi che offrono la cosiddetta “familymoon”, una vacanza per le neo coppie che hanno figli da matrimoni precedenti. Gli sposi novelli possono portare con sé i propri figli in luna di miele, trascorrendo così un bel momento insieme, lontano dalle pressioni della vita di tutti i giorni. Ho pensato che poteva essere un’idea piuttosto interessante per un film. Dopo aver ricevuto la sceneggiatura, ho proposto la cosa ad Adam, che ha subito amato il progetto. Così, ha chiamato Drew: era da parecchio tempo che voleva tornare a lavorare con lei. Drew ha subito accettato. Anche la Warner Bros. ha amato immediatamente il film, che è poi arrivato nelle mani del regista Frank Coraci, che aveva già diretto Adam e Drew in Prima o poi me lo sposo. In un batter d’occhio, ci siamo ritrovati a girare in Africa. Ecco come sono andate le cose”.

Perché avete scelto di ambientare il film in Africa?

“Siamo rimasti affascinati dall’Africa e abbiamo pensato che potevamo divertirci parecchio con gli animali. Cosa ancora più importante, penso che in nessun altro film venga mostrata l’Africa nella maniera in cui viene mostrata in questo film. Penso che sia un film davvero divertente da vedere anche per questo motivo. Adam, soprattutto, è rimasto entusiasta della scelta della location. E’ fermamente convinto che la location debba essere funzionale alla storia, e mai come in questo film lo è: l’Africa rende ancora più complicato questo viaggio pazzesco che intraprendono il suo personaggio e il personaggio di Drew”.

Quali sono gli aspetti legati al lato umano di questa storia che l’hanno convinta a produrre il film?

“Mi interessava il rapporto che esiste tra i due personaggi principali della storia. Due persone che hanno paura di intraprendere una nuova relazione. Eppure, contro ogni previsione, alla fine riescono a superare tantissimi ostacoli. Inoltre, mi interessava l’esplorazione delle dinamiche familiari: vedere come due famiglie diverse potessero alla fine interagire l’una con l’altra. Penso che gli sceneggiatori abbiano fatto un lavoro incredibile”.

Come spiega l’alchimia che esiste tra Drew Barrymore e Adam Sandler?

“Drew e Adam hanno un’alchimia incredibile. Credo che la motivazione principale di quest’alchimia sia il fatto di essere davvero cresciuti insieme. Sono grandissimi amici e si rispettano moltissimo. Amano lavorare insieme. Credo che il film sia una testimonianza di quanto si siano divertiti a girarlo”.

Quanto ha influito il fatto che Adam e Drew siano adesso due genitori sul loro modo di recitare?

“Adam e Drew sono entrambi genitori adesso, quindi hanno avuto la possibilità di approcciarsi alla storia in un modo che forse prima non sarebbe stato possibile. Penso che questo sia il film perfetto per dove si trovano adesso con le loro vite. Il fatto di essere due genitori davvero incredibili ha permesso loro di approcciarsi alla storia nel modo giusto. Amano i loro figli tantissimo e penso che abbiamo trasportato tutto quest’amore all’interno del film”.

Quali sono i punti di forza di questa commedia?

“Credo che ce ne siano parecchi. E’ una commedia, ma è anche un film in grado di attirare il pubblico più diversificato. E’ una commedia romantica, ma si parla anche dell’importanza della famiglia. C’è poi quest’incredibile avventura che riguarda il viaggio dei protagonisti in Africa. Insomma, la storia può essere letta da più punti di vista e attrarre tante tipologie di pubblico”.

Qual è la parte del suo lavoro che odia di più?

“La parte più difficile, per me, è quando il film è finito e devi aspettare che venga rilasciato. Devi aspettare per sapere se alla gente piacerà o meno, se il pubblico lo accoglierà positivamente o no, ed è una cosa piuttosto snervante. Ecco, questa è la sfida più grande per me e la cosa che mi mette più alla prova. Tutto il resto, lo adoro”.

Le piacerebbe produrre un film girato in Italia?

“Certamente. L’Italia ha delle location incredibili. Sarebbe fantastico, ad esempio, girare una commedia romantica in Italia. Se dovessi scegliere qualcuno, probabilmente scegliere di nuovo Drew Barrymore. Ad ogni modo, spero che gli italiani apprezzino Insieme per forza”.

In futuro realizzerà un film ambientato nel giorno dell’anno più importante per il football, la domenica del Super Bowl. Può svelarci qualche dettaglio a riguardo?

“Si tratta di un film che realizzerò con la Warner Bros. Si chiamerà probabilmente Super Sunday. Il Super Bowl è uno degli eventi più importanti per gli americani. Si tratterà di una storia d’amore ambientata durante il giorno del Super Bowl. Inizieremo a girare il prossimo anno e probabilmente uscirà nel 2016”.

Insieme per forza, diretto da Frank Coraci e prodotto da Mike Karz, Adam Sandler e Jack Giarraputo, uscirà al cinema in Italia il prossimo 2 Luglio.

Insidiuos 2 James Wan torna a raccontarci il Male

3S7C7147.CR2 E’ dai tempi di William Friedkin e del suo Esorcista che la possessione al cinema ha assunto non solo il ruolo di spauracchio prediletto da registi e sceneggiatori, ma anche quello di grande elemento di intrattenimento per gli amanti delle storie di fantasmi, spiriti e demoni. Due anni fa, era il 2011, Insidious ci aveva regalato forti emozioni che ci ha fatto ricordare da vicino il terrore puro visto e raccontato al cinema nei suoi anni d’oro.

insidious 2 james wan 2Forte di un grande successo in patria e in tutto il mondo, e soprattutto di una squadra creativa che lo accompagna in ogni suo progetto (tra gli altri lo sceneggiatore Leigh Whannell, che lo ha seguito anche nel cult Saw – L’enigmista), il regista James Wan porta al cinema per la seconda volte le disavventure della famiglia Lambert. Dal successo del primo film possiamo già prevedere che Insidiuos 2 sarà una vera garanzia, soprattutto perché, così come il leggendario Scream, è una storia dell’orrore che segue le vicissitudini fuori dall’ordinario di una famiglia e quindi degli stessi personaggi che con il tempo impareranno a fare i conti con gli spiriti e con un passato oscuro da cui viene generato lo stato attuale delle cose.

In questo secondo capitolo ritroviamo la famiglia Lambert alle prese con un trasloco e con una nuova casa. I nostri protagonisti tentano di rimettere insieme le loro vite e i loro legami dopo le traumatiche esperienze vissute nella “vecchia casa”, ma qualcosa ben presto farà capire loro che non c’è spostamento o trasloco che possa arginare un male che è fortemente legato alle loro stesse vite e al loro stesso passato.

Il film, che arriverà da noi il prossimo 10 ottobre, ha già fatto record d’incassi negli Stati Uniti, il che ci fa ben sperare per un sequel all’altezza delle atmosfere cupe e strabordanti di suspence che hanno fatto la fortuna del primo Insidious.

A guidarci in questa seconda disavventura ritroviamo i Lambert al completo, interpretati ancora da Patrick Wilson, Rose Byrne, Lin Shaye e Ty Simpkins qui impegnati ad indagare su un mistero risalente all’infanzia, un evento oscuro responsabile degli eventi di possessione che si trovano adesso a contrastare.

Insidious: recensione del film di James Wan

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Insidious: recensione del film di James Wan

Insidious è il film del 2010 diretto da James Wan e con protagonisti nel cast Patrick Wilson, Rose Byrne, Ty Simpkins, Lin Shaye, Leigh Whannell

James Wan ci riprova. Dopo aver scosso il mondo dell’horror con Saw – L’Enigmista (2004) e dopo la parentesi meno remunerativa di Dead Silence (2007), torna ora nelle sale con Insidious, ghost-story ambiziosa che strizza l’occhio ad innumerevoli classici del genere. In molti hanno storto il naso, tra critici ed appassionati del genere, quando la diffusione del primo materiale promozionale lasciava presagire l’ennesima vicenda soprannaturale, patinata e schiava di quei meccanismi scenici e registici che Hollywood sembra voler applicare a quasi ogni sua creatura, trasformando anche la più buona delle idee in un prodotto mediocre.

Insidious, sorprendentemente, riesce in buona parte a distaccarsi da quel pantano di remake scialbi e stanchi che hanno affossato l’horror, proponendoci una storia sinistra ed ottimamente orchestrata che, pur non inventando nulla di particolarmente originale, si fa carico di tutti i luoghi comuni del genere utilizzandoli in maniera efficace: porte cigolanti, sussurri ed apparizioni agghiaccianti fanno capolino in una sceneggiatura che gioca le sue carte migliori nei primi due atti della pellicola, a fronte di un terzo più confusionario e fuori controllo.

Insidious film 2010

Nell’epoca del gore più gratuito e fine a se stesso, dove il mercato sembra voler imporre agli autori la necessità di mostrare più violenza possibile, Wan gioca tutto sull’atmosfera, su di un impianto sonoro quasi minimale, avvalendosi anche di una fotografia chiaroscurale sempre al servizio della storia e ricca di zone d’ombra in cui nascondere i suoi spettri, in un continuo gioco di equilibri tra il “vedo/non vedo”; carrelli lenti, inquadrature fisse e ben studiate, che rivelano un lavoro di storyboard senza dubbio notevole, rappresentano i trucchi vincenti di una regia furbissima nel suo voler sempre spiazzare le attese dello spettatore, che si ritrova suo malgrado a gettare l’occhio in ogni angolo della scena, sicuro di scorgere uno dei molti spettri di cui la pellicola è disseminata, un campionario di fantasmi spaventoso, grottesco e sostenuto da un mirabile lavoro di make-up.

I veterani del genere, inoltre, potranno compiacersi dei continui rimandi, sia in termini di mood che di situazioni, agli intramontabili capostipiti di cui Insidious è debitore: echi di pietre miliari come Gli Invasati di Robert Wise (1963), Amytiville Horror di Stuart Rosenberg (1979), Poltergeist di Tobe Hooper (1982) ed anche lo stesso L’Esorcista di William Friedkin (1973) sono sparsi ovunque.

Insidious

Non tutto comunque funziona, a partire dal comparto attoriale, dove l’unica prova pregevole e coinvolgente è rappresentata dal personaggio della medium interpretato da Lin Shaye, in grado di gelare il sangue persino in una sequenza (una delle migliori del film) prettamente descrittiva; Non splende affatto invece Patrick Wilson, troppo ingessato e spaesato nei panni di un padre in procinto di rischiare tutto per salvare suo figlio, un anonimo (ma gli va concessa l’attenuante della giovane età) Ty Simpkins. Chiude la lista dei comprimari Rose Byrne, che qui interpreta in maniera appena discreta una madre apprensiva e sconvolta dagli eventi.

Un plauso invece agli attori che danno “corpo” e “forma” a spiriti e demoni, tutti inquietanti ed espressivi; l’ultimo vero neo del film è rappresentato dall’atto finale, che alterna momenti di indubbio fascino visionario ad altri decisamente più gratuiti e scontati, andando in parte a scalfire quanto di buono fatto precedentemente, per poi affidare la conclusione dell’opera ad un colpo di scena piuttosto prevedibile.

Insidious, nonostante diversi difetti, resta quindi consigliatissimo a tutti coloro che, tra una lista fin troppo lunga di horror deludenti, cercano un prodotto efficace, dal sapore quasi vintage e, finalmente, davvero in grado di spaventare.

Insidious: Lynn Shaye aggiorna sul futuro della saga horror

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Insidious: Lynn Shaye aggiorna sul futuro della saga horror

L’ultimo capitolo della saga di Insidious ad essere arrivato nelle sale è stato Insidious – L’ultima chiave del 2018, che in realtà è un prequel ai primi due film del franchise horror partorito dalla mente di James Wan. Da allora non ci sono stati più aggiornamenti sul futuro della saga, ma adesso è stata l’iconica Lynn Shaye a parlarne in una recente intervista con ComingSoon.net.

L’attrice, che è apparsa in tutti e quattro i film del franchise nei panni della medium Elise Rainier, ha spiegato che ora come ora non conosce i piani della Blumhouse in merito alla saga, ma che ovviamente amerebbe tornare per un eventuale nuovo film. “Penso che ora come ora siamo tutti preoccupati in merito al film horror della nostra società. Stiamo già vivendo una sorta di horror”, ha ironizzato l’attrice in merito a quanto sta accadendo nel mondo. “Ad un certo punto sembrava che James Wan avesse in mente un altro Insidious, poi non ho avuto più aggiornamenti in merito. Credo che al momento siano tutti abbastanza preoccupati. A me andrebbe bene realizzarne un altro. D’altronde il mio personaggio è già nell’Altrove, quindi sarebbe tutto molto differente.”

Insidious è il film che ha dato il via ad una delle saghe horror più viste degli ultimi anni, capostipite di un sequel e due prequel. Nella fattispecie, il primo film del 2010 è il terzo andando nell’ordine cronologico degli eventi. L’ultima capitolo del franchise, Insidious – L’ultima chiave, è il capitolo della serie che ha incassato di più al box office.

Insidious: La Porta Rossa, trailer del film di Patrick Wilson

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Insidious: La Porta Rossa, trailer del film di Patrick Wilson

Sony Pictures ha diffuso il trailer ufficiale di Insidious: La Porta Rossa, il quinto capitolo della serie horror di culto che è diretto e interpretato da Patrick Wilson.

In Insidious: La Porta Rossa, il cast originario del franchise horror si riunisce nell’ultimo capitolo della terrificante saga della famiglia Lambert. Per mettere a tacere i loro demoni una volta per tutte, Josh (Patrick Wilson) e Dalton (Ty Simpkins), ormai in età da college, devono spingersi nell’“Altrove” più a fondo di quanto non abbiano mai fatto, affrontando l’oscuro passato della loro famiglia e una serie di nuovi e più spaventosi terrori che si nascondono dietro la porta rossa.

Insidious: La Porta Rossa, final trailer del nuovo horror in arrivo al cinema!

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Il capitolo finale della serie horror di culto sta per arrivare al cinema! Insidious: La Porta Rossa, diretto e interpretato da Patrick Wilson arriverà al cinema dal 5 Luglio distribuito da Sony Pictures Italia.

In Insidious: La Porta Rossa, il cast originario del franchise horror si riunisce nell’ultimo capitolo della terrificante saga della famiglia Lambert. Per mettere a tacere i loro demoni una volta per tutte, Josh (Patrick Wilson) e Dalton (Ty Simpkins), ormai in età da college, devono spingersi nell’“Altrove” più a fondo di quanto non abbiano mai fatto, affrontando l’oscuro passato della loro famiglia e una serie di nuovi e più spaventosi terrori che si nascondono dietro la porta rossa.

Insidious: l’ultima chiave, recensione del film con Lin Shaye

Insidious: l’ultima chiave, recensione del film con Lin Shaye

Torna sugli schermi il 18 gennaio, Insidious: l’ultima chiave, un nuovo capitolo della saga horror.

Insidious: l’ultima chiave – Un mondo del terrore

Questo piccolo microcosmo orrorifico è nato nel 2010 dalla fertile mente del regista James Wan, ormai noto nell’ambito del cinema horror per aver portato nuova linfa al genere, con film campioni di incassi come Saw-L’Enigmista, The Conjuring e, appunto, Insidious. A produrre, oltre lo stesso Wan, sono Oren Peli (regista di Paranormal Activity) e la Blumhouse di Jason Blum.

Dove eravamo rimasti

Nata dalla penna dello sceneggiatore Leigh Whannell (che nei film interpreta anche Specs), la storia di Insidious segue principalmente le vicende della medium Elise Rainer (Lin Shaye) e dei vari casi che di volta in volta deve affrontare. Elise ha messo su infatti una sorta di squadra assieme ai due giovani e simpatici Specs (Leigh Wallen) e Tucker (Angus Sampson), che la aiutano con i loro macchinari di rilevazione.

Nei primi due capitoli Elise aiuta la famiglia Lambert, il cui piccolo figlio Dalton sembra caduto in un coma irreversibile, quando in realtà è stato confinato nel cosiddetto “Altrove” da un demone maligno.

Nel terzo capitolo, Insidious 3 – L’Inizio, la medium similmente aiuterà Quinn Brenner a disfarsi di un’entità malefica che la ha presa di mira.

La trama di Insidious: l’ultima chiave

Il vero inizio della saga però, è narrato in questo quarto capitolo. Assistiamo alla prima infanzia di Elise Rainer e alla nascita dei suoi poteri psichici. Tornati ai giorni nostri, un’ormai anziana Elise dovrà fare ritorno alla sua casa natia ed affrontare i demoni, reali e spettrali, che essa racchiude.

Un classico che ritorna

L’intera saga di Insidious ha mirato sin dagli inizi alla rivisitazione del grande classico della casa stregata, rileggendolo in chiave moderna e intelligente. Ma se nei primi capitoli si faceva un uso sapiente dello spavento indotto senza troppi effetti speciali (ma solamente giocato sulla psicologia dello spettatore) questo quarto capitolo perde originalità sia in fatto di narrazione che di messa in scena.

La storia è davvero troppo simile alle precedenti, complice anche la presenza dei medesimi personaggi (che stemperano, al solito, il clima cupo con battute già sentite) e di un mostro quasi uguale a quelli dei capitoli di cui sopra.

A causa del buon successo del franchise, forse gli autori non hanno voluto azzardare in eccessivi cambiamenti stilistico-narrativi, che però questa volta finiscono per tirare troppo per le lunghe una storia di cui già si conosce il finale (la trama di Insidious 4 infatti è direttamente collegata ai primi due capitoli, e questo fa perdere allo spettatore il piacere di scoprire come andrà a finire).

Le citazioni dei grandi classici del genere – primaria caratteristica dei primi Insidious – sono meno sorprendenti.

Certo la coerenza narrativa c’è, la saga funziona grazie anche ai personaggi ormai noti, ma si ha l’impressione di assistere più ad una serie tv che ad un film a sè stante.

Sulla scia delle vecchie saghe horror di serie B, la visione di Insidious: L’Ultima Chiave cela qualcosa di nostalgico. Il ricordo va istintivamente alle innumerevoli VHS che racchiudevano le saghe di Venerdì 13, Hellraiser e tanti altri horror pieni di capitoli più o meno riusciti.

In questo senso, quella di Insidious potrebbe essere una discreta “operazione nostalgia” che cavalca l’onda incredibilmente attuale del revival anni ‘80 e di tutto ciò che ne consegue.

Insidious: L’Ultima Chiave, l’esperienza a 360° – video

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Insidious: L’Ultima Chiave, l’esperienza a 360° – video

SonyPicturesIT ha diffuso un nuovo contenuto promozionale per Insidious: L’Ultima Chiave, il film horror in arrivo al cinema dal prossimo 18 Gennaio.

Le menti creative dietro il successo della trilogia di Insidious tornano con Insidious: L’Ultima Chiave e torna anche Lin Shaye nella parte della dottoressa Elise Rainier, la brillante parapsicologa che stavolta deve affrontare la sua ossessione più terribile, proprio all’interno della sua famiglia.

Il film è scritto dal cocreatore Leigh Whannell (Saw), che ha realizzato la trilogia e ha diretto l’episodio n. 3; prodotto da Jason Blum (lnsidious, La notte del giudizio, Scappa-Get Out), da Oren Peli (Paranormal Activity) e dal cocreatore James Wan (L’evocazione-The Conjuring, Fast&Furious 7); e diretto da Adam Robitel (The Taking of Deborah Logan).

Nel cast, insieme a Shaye, Angus Sampson, Whannell, Josh Stewart, Caitlin Gerard, Kirk Acevedo, Javier Botet, Bruce Davison, Spencer Locke, Tessa Ferrer, Ava Kolker e Marcus Henderson.

Steven Schneider, Brian Kavanaugh-Jones, Charles Layton, Bailey Conway Anglewicz, Couper Samuelson e Whannell sono i produttori esecutivi. La Sony Pictures Worldwide Acquisitions (“SPWA”) ha prodotto e finanziato Insidious: L’Ultima Chiave. Il film sarà distribuito nelle sale italiane il 18 gennaio da Warner Bros. Entertainment.

Insidious: L’Ultima Chiave dal 18 Gennaio al Cinema

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Insidious: L’Ultima Chiave dal 18 Gennaio al Cinema

Debutterà al cinema il 18 Gennaio 2018 Insidious: L’Ultima Chiave, il nuovo capitolo del franchise Horror Insidious.  Diretto da Adam Robitel e prodotto da Jason Blum e Oren Peli, James Wan Insidious: L’Ultima Chiave vede protagonista assoluta Lin Shaye. 

Le menti creative dietro il successo della trilogia di Insidious tornano con INSIDIOUS: L’ULTIMA CHIAVE e torna anche Lin Shaye nella parte della dottoressa Elise Rainier, la brillante parapsicologa che stavolta deve affrontare la sua ossessione più terribile, proprio all’interno della sua famiglia.

Il film è scritto dal cocreatore Leigh Whannell (Saw), che ha realizzato la trilogia e ha diretto l’episodio n. 3; prodotto da Jason Blum (lnsidious, La notte del giudizio, Scappa – Get Out), da Oren Peli (Paranormal Activity) e dal cocreatore James Wan (L’evocazione – The Conjuring, Fast & Furious 7); e diretto da Adam Robitel (The Taking of Deborah Logan).

Nel cast, insieme a Shaye, Angus Sampson, Whannell, Josh Stewart, Caitlin Gerard, Kirk Acevedo, Javier Botet, Bruce Davison, Spencer Locke, Tessa Ferrer, Ava Kolker e Marcus Henderson. Steven Schneider, Brian Kavanaugh-Jones, Charles Layton, Bailey Conway Anglewicz, Couper Samuelson e Whannell sono i produttori esecutivi.  La Sony Pictures Worldwide Acquisitions (“SPWA”) ha prodotto e finanziato INSIDIOUS: L’ULTIMA CHIAVE. Il film sarà distribuito nelle sale italiane il 18 gennaio da Warner Bros. Entertainment

Insidious: Fuori dall’Altrove – trailer e poster ufficiali

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Insidious: Fuori dall’Altrove – trailer e poster ufficiali

Dopo aver incassato oltre 740 milioni di dollari in tutto il mondo, la saga di Insidious torna con una nuova famiglia e un orrore che ridefinisce i confini dell’Altrove.

In Insidious: Fuori dall’Altrove, Amelia Eve interpreta Gemma, una giovane madre che cresce la figlia nella casa in cui è nata e che scopre di poter viaggiare nell’Altrove, il regno-purgatorio delle anime perdute al centro dell’universo di Insidious. Quando un’entità malvagia inizia a darle la caccia, Gemma scopre un’abilità che cambia ogni cosa: non si limita solo a entrare nell’Altrove ma può portare ciò che vive lì nel mondo reale. Una volta che i demoni comprendono il suo potere, il nostro mondo diventa il loro terreno di gioco.

Insidious: Fuori dall’Altrove arriverà al cinema il 19 agosto distribuito da Sony Pictures.

Insidious: Fuori dall’Altrove - Poster
Insidious: Fuori dall’Altrove – Poster

Insidious: Fuori dall’Altrove, il primo trailer del nuovo capitolo della saga horror

Insidious: Fuori dall’Altrove si mostra finalmente con il suo primo trailer ufficiale al CinemaCon, anticipando un cambio di rotta importante per la saga horror di Sony Pictures Entertainment. Il sesto capitolo introduce infatti una nuova protagonista e, soprattutto, una minaccia più radicale: il mondo degli spiriti non è più confinato nell’Altrove, ma sta iniziando a contaminare la realtà.

Il film riprende indirettamente gli eventi di Insidious: La porta rossa, spostando però il focus su Gemma, una dentista che scopre di poter viaggiare liberamente tra il nostro mondo e il piano astrale. Secondo quanto mostrato nel trailer, questa connessione diventa presto incontrollabile, portando entità demoniache nel mondo reale in modo permanente. Il ritorno di Elise Rainier, interpretata da Lin Shaye, servirà da ponte con i capitoli precedenti, ma sarà Gemma il nuovo centro narrativo. Durante la presentazione, Adam Bergman di Sony ha definito il film “il più spaventoso della saga”, sottolineando l’intensità dell’approccio.

Questa svolta rappresenta un momento chiave per il franchise: dopo cinque film legati, direttamente o indirettamente, alla famiglia Lambert e alla figura di Elise, Insidious decide di reinventarsi. L’introduzione di un personaggio completamente nuovo e di una minaccia più “fisica” segna il passaggio da un horror psicologico e dimensionale a qualcosa di più invasivo e apocalittico. In termini narrativi, significa espandere l’universo della saga e alzare la posta, rischiando però di perdere parte della tensione minimalista che aveva reso iconici i primi capitoli.

Quando l’Altrove invade il mondo reale: la nuova direzione horror della saga Insidious

Il concetto più interessante introdotto da Fuori dall’Altrove è quello della contaminazione tra dimensioni. Nei film precedenti, l’Altrove era un luogo separato, accessibile solo tramite proiezione astrale o stati alterati di coscienza. Ora, invece, il confine si assottiglia fino quasi a scomparire.

Questo elemento era già stato suggerito nella scena post-credit di Insidious: La porta rossa, dove una luce riaccendeva il collegamento tra i due mondi. Il nuovo film sembra sviluppare proprio questa idea, trasformandola nel fulcro della narrazione: non è più l’uomo a entrare nell’Altrove, ma è l’Altrove a entrare nel nostro mondo.

Gemma, con la sua capacità di attraversare i due piani, diventa così una figura chiave e ambigua: potenziale salvezza, ma anche origine del problema. Il suo potere ricorda in parte quello dei sensitivi già visti nella saga, ma con una differenza sostanziale: la permanenza delle entità nel mondo reale cambia completamente le regole del gioco.

Il ritorno di Elise suggerisce che il film manterrà un legame forte con la mitologia originale, ma è evidente che l’obiettivo sia aprire una nuova fase narrativa. In questo senso, Insidious: Fuori dall’Altrove potrebbe funzionare come un vero e proprio “reboot interno”, capace di rilanciare la saga introducendo nuovi personaggi, nuove dinamiche e un orizzonte più ampio.

Se questa direzione verrà sviluppata fino in fondo, il franchise potrebbe evolversi verso un horror più corale e sistemico, dove la minaccia non riguarda più solo una famiglia, ma l’intero equilibrio tra mondi.

Insidious: Chapter 3 Dermot Mulroney entra nel cast

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Insidious: Chapter 3 Dermot Mulroney entra nel cast

insidious3Jason Blum e la sua Blumhouse Pictures hanno comunicato di aver ingaggiato Dermot Mulroney per il prossimo Insidious: Chapter 3 di cui ancora si sa poco o nulla sia a livello di trama che altri componenti del cast, non sono infatti stati confermati i protagonisti dei capitoli precedenti ovvero Patrick Wilson e Rose Byrne.
Inoltre sappiamo già che alla regia non ci sarà più James Wan ma bensì Leigh Whannell; Wan però rimane come produttore e consulente insieme a Oren Peli.
Di seguito un’immagine di benvenuto a Mulroney nel cast di Insidious

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Fonte: THR

Insidious: 10 cose che non sai sul film

Insidious: 10 cose che non sai sul film

Insidious è il film che ha dato il via ad una delle saghe horror più viste degli ultimi anni, capostipite di un sequel e due prequel. Nella fattispecie, questo film è il terzo andando nell’ordine cronologico degli eventi.

Tra eventi inquietanti, manifestazioni di carattere soprannaturale e possibilità di esplorare tanti e diversi universi, questo lungometraggio ha spaventato, affascinato e coinvolto milioni di persone in tutto il mondo.

Ecco, allora, dieci cose da sapere su Insidious, uno dei film horror per ecellenza.

Insidious film

insidious

1. James Wan ha lavorato al film con The Conjuring in mente. Mentre stava girando il primo capitolo di Insidious, James Wan aveva già il franchise di The Conjuring in mente. Non a caso, infatti, è possibile notare alcuni spunti, tratti dai primi due film di Insidious, che hanno dato vita ad una delle saghe horror più seguite, e i primi film dell’altro franchise. Di fatto, con la creazione di questi due franchise, Wan è diventato uno dei maggior registi dei film horror e del cinema in generale.

2. S’intravede Saw. Nella prima metà del film, dietro al personaggio di Patrick Wilson, è possibile vedere un personaggio molto conosciuto. Si tratta del protagonista del film Saw – L’Enigmista, disegnato sulla lavagna con il numero otto scritto al di sotto.

3. Non sangue, ma rossetto. Quando le lenzuola vengono trovate con delle impronte rosse di mani, questo è stato confuso per sangue, ma in realtà era rossetto rosso. Il demone dalla faccia rossa (noto come “il demone del rossetto”) lascia impronte delle mani ovunque, mostrando di essere molto vicino a Dalton ad un certo punto del film.

Insidious streaming

4. Il film è disponibile in streaming digitale. Chi volesse vedere o rivedere questo film, è possibile farlo grazie alla sua presenza su diverse piattaforme di streaming digitale legale come Rakuten Tv, Chili, Google Play e iTunes.

Insidious cast

insidious

5. Ethan Hawke sarebbe potuto essere nel cast. Pare che la prima scelta per il ruolo di Josh Lambert fosse Ethan Hawke. Tuttavia, l’attore ha deciso di rifiutare il ruolo, anche se non sono chiari i motivi, che poi è andato a Patrick Wilson.

6. Patrick Wilson in un ruolo da perseguitato. In Insidious, Patrick Wilson interpreta il ruolo di Josh Lambert, perennemente perseguitato dai fantasmi che vogliono invadere il suo corpo. Tutto ciò si può intendere quasi come l’opposto della serie tv A Gifted Man (2011) in cui Micheal Holt, il personaggio di Wilson) è in grado di vedere il fantasma di Anna Paul, sua moglie defunta, al fine di migliorarlo come medico e come persona.

7. Un attore che è anche compositore. In Insidious è presente un demone che è interpretato da Joseph Bishara. Ma costui non ha lavorato al film sono in quanto attore: infatti, egli è stato anche il compositore del lungometraggio, realizzando la colonna sonora.

Insidious trailer

8. Un trailer fenomenale. Prima di mettersi alla prova con il film di James Wan, è consigliabile dare un occhio al trailer. Ci si accorgerà subito di come questa prima visione farà capire la direzione e il senso del film, oltre che assaggiare il livello di paura intrinseco.

Insidious sequel

9. È stato realizzato un prequel. Dato l’enorme successo generato dal Insidious, si è deciso di dare vita a un film sequel. Nel 2013, infatti, è stato realizzato Oltre i confini del male: Insidious 2 che vede nuovamente protagonisti Patrick Wilson e Rose Byrne.

10. Sono usciti due film prequel. Con il successo dei due film di Insidious, realizzare altri film legati a questo molto era scontato. Non a caso, sono stati realizzati ben due prequel: nel 2015 è uscito Insidious 3 – L’inizio e nel 2018 è arrivato al cinema Insidious – L’ultima chiave, prequel del terzo capitolo.

Fonte: IMDb

Insidious, L’Ultima Chiave: motion poster del film

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Insidious, L’Ultima Chiave: motion poster del film

La Warner Bros ha diffuso il motion poster di Insidious: L’Ultima Chiave, il film di Adam Robitel e prodotto da Jason Blum, Oren Peli, James Wan e con Lin Shaye.

 

Le menti creative dietro il successo della trilogia di Insidious tornano con Insidious: L’Ultima Chiavee torna anche Lin Shaye nella parte della dottoressa Elise Rainier, la brillante parapsicologa che stavolta deve affrontare la sua ossessione più terribile, proprio all’interno della sua famiglia.

Il film è scritto dal co-creatore Leigh Whannell (Saw), che ha realizzato la trilogia e ha diretto l’episodio n. 3; prodotto da Jason Blum (lnsidious, La notte del giudizio, Scappa – Get Out), da Oren Peli (Paranormal Activity) e dal co-creatore James Wan (L’evocazione-The Conjuring, Fast & Furious 7); e diretto da Adam Robitel (The Taking of Deborah Logan).

Nel cast, insieme a Shaye, Angus Sampson, Whannell, Josh Stewart, Caitlin Gerard, Kirk Acevedo, Javier Botet, Bruce Davison, Spencer Locke, Tessa Ferrer, Ava Kolker e Marcus Henderson.

Steven Schneider, Brian Kavanaugh-Jones, Charles Layton, Bailey Conway Anglewicz, Couper Samuelson e Whannell sono i produttori esecutivi.  La Sony Pictures Worldwide Acquisitions (“SPWA”) ha prodotto e finanziato INSIDIOUS: L’ULTIMA CHIAVE. Il film sarà distribuito nelle sale italiane il 18 gennaio da Warner Bros. Entertainment.

Insidious Chapter 4: Lin Shaye in una foto promozionale

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Insidious Chapter 4: Lin Shaye in una foto promozionale

Lin Shaye è pronta a tornare a vestire i panni della parapsicologa Elise Rainer in Insidius Chapter 4, quarto capitolo della fortunata saga horror inaugurata nel 2010 da James Wan, a testimoniarlo una nuova immagine promozionale che la ritrae in compagnia di Tessa Ferrer, interprete di un nuovo personaggio di nome Aubrey.

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Lin Shaye, che è stata presente in tutti e tre i film, ritorna come la parapsicologa Elise Rainier. Sony Pictures Worldwide Acquisitions finanzierà il film. Sony si occuperà della distribuzione internazionale, mentre Universal si occuperà della distribuzione domestica. La pellicola ha come data prevista d’uscita quella del 20 Ottobre 2017.

Insidious Chapter 4 sarà scritto dal co-creatore della serie, Leigh Whannell, con Jason Blum, Oren Peli e il co-creatore James Wan alla produzione. Adam Robitel, che ha diretto l’horror indie The Taking of Deborah Logan, dirigerà la pellicola; Steven Schneider(Paranormal Activity), Brian Kavanaugh-Jones e Charles Layton saranno i produttori esecutivi. Lin Shaye riprenderà il ruolo di Elise Rainier in questo quarto film.

Fonte: Screenrant

Insidious Chapter 3: trailer del film

Insidious Chapter 3: trailer del film

Insidious-chapter-3

Arriva online il primo trailer di  Insidious Chapter 3, terzo capitolo della saga creata da James Wan. Per il terzo film il timone passa però a Leigh Whannell, sceneggiatore di molti film di Wan, compreso il primo capitolo di Insidious.

In questo capitolo l’attenzione sarà concentrata maggiormente su The Further, l’extra dimensione oscura rivelata nel  primo film, e sul principio dell’infestazione della famiglia Lambert.
Il cast è al completo e  sappiamo che non si rivedranno più i volti di Rose Byrne e Patrick Wilson mentre resta Lyn Shaye affiancata da Dermot Mulroney.

Ecco il trailer:

https://www.youtube.com/watch?v=kKJo002h3i0

Sebbene la sceneggiatura del film sia completa ancora non si conosce la trama. La cosa certa è che Insidious Chapter 3 non sarà in alcun modo connesso al finale del precedente capitolo.

Fonte: CBM

Insidious Chapter 3: nuovo trailer

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Insidious Chapter 3: nuovo trailer

Ecco un trailer per Insidious Chapter 3, terzo capitolo, nonché prequel, della serie nata dall’ingegno del duo composto da James Wan Leigh Wannell:

Insidious chapter 3Vi ricordiamo che, per questa terza incarnazione, la pellicola non sarà diretta come in passato dal solito James Wan, ma sarà lo stesso Leigh Wannell a raccoglierne l’eredità, non limitandosi più a firmarne la sceneggiatura.

In questo capitolo l’attenzione sarà concentrata maggiormente The Further, l’extra dimensione oscura rivelata nel  primo film, e sul principio dell’infestazione della famiglia Lambert.

Nel cast non troveremo più i volti di Rose Byrne e Patrick Wilson, mentre è confermata la presenza di Lyn Shaye che per l’occasione sarà affiancata da Dermot Mulroney, Angus Sampson Stefanie Scott.

Insidious Chapter 3  è atteso nelle sale americane il prossimo 29 maggio 2015.

Fonte: CS

Insidious Chapter 3: il trailer internazionale

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Insidious Chapter 3: il trailer internazionale

Focus Features ha diffuso il trailer internazionale di Insidious Chapter 3, terzo capitolo, nonché prequel, della serie nata dall’ingegno del duo composto da James Wan Leigh Wannell. Potete vederlo di seguito:

Vi ricordiamo che, per questa terza incarnazione, la pellicola non sarà diretta come in passato dal solito James Wan, ma sarà lo stesso Leigh Wannell a raccoglierne l’eredità, non limitandosi più a firmarne la sceneggiatura.

In questo capitolo l’attenzione sarà concentrata maggiormente The Further, l’extra dimensione oscura rivelata nel  primo film, e sul principio dell’infestazione della famiglia Lambert. Nel cast non troveremo più i volti di Rose Byrne e Patrick Wilson, mentre è confermata la presenza di Lyn Shaye che per l’occasione sarà affiancata da Dermot Mulroney, Angus Sampson Stefanie Scott.

Insidious Chapter 3  è atteso nelle sale americane il prossimo 29 maggio 2015.

Fonte