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WAKANDA: lo spin-off BLACK PANTHER di Ryan Coogler sarà una serie animata su Disney+?

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Durante il Comic-Con del 2022 a San Diego, i Marvel Studios hanno presentato le sue prossime offerte animate in un panel specificamente dedicato ai prossimi progetti Disney+. Da allora, gli aggiornamenti sono stati pochi e rari, portando i fan a pensare che titoli come Spider-Man: Freshman Year e Marvel Zombies potrebbero essere caduti nel dimenticatoio. Al memento i più ottimisti pensano ancora che la seconda stagione di What If? e X-Men ’97 arriveranno nel 2024, ma oltre a ciò, possiamo solo supporre che il resto rimanga in varie fasi della produzione. The Cosmic Circus  ha recentemente condiviso un aggiornamento dopo aver scavato e portato alla luce una serie di società di produzione fondate dai Marvel Studios.

Questi sono tutti per i prossimi progetti animati, incluso uno chiamato “Maglev Train” che sta lavorando su “Golden City“. Quelli erano precedentemente riservati a quella che si pensava fosse la serie spin-off ambientata a Wakanda del regista di Black Panther Ryan Coogler, ma il progetto live-action sarà ora animato. Questo potrebbe essere stato il piano fin dall’inizio, ovviamente, dato che ci si basata solo ed esclusivamente sulle voci arrivate online, e questa è oggi la voce più recente sul progetto. In merito alla serie si dice che la Dora Milaje sia il punto focale di uno spettacolo che riprenderà dopo gli eventi di Black Panther: Wakanda Forever e speriamo di avere ragione nel supporre che Coogler utilizzerà uno stile di animazione unico che rende omaggio alle opere d’arte africane.

Altrove, il sito ipotizza che “Great Pumpkin” possa essere un cenno a  Spider-Man: Freshman Year o Marvel Zombies, anche se non sono sicuri a cosa potrebbe fare riferimento “Rock the Bells” trovato nei documenti di Battle Anybody Productions LLC. È qui che le cose si fanno davvero interessanti, però; il sito ritiene che “Mortlach” della Speyside Productions LLC potrebbe essere legato a X-Men ’97, forse indicando che uno spin-off è in lavorazione. Sembra che i Marvel Studios stiano puntando tutto sul seguito di X-Men: La serie animata , quindi potrebbero avere in programma di espandere il franchise (forse, come suggerisce il sito, con uno spettacolo basato sui Morlock, un clan underground). società dei mutanti). Al momento ovviamente si tratta solo di voci, dunque dovremo aspettare una conferma, ma sembra che l’animazione avrà un posto nel MCU in futuro!

Wakanda: in sviluppo una serie su Disney+

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Wakanda: in sviluppo una serie su Disney+

Una serie ambientata in Wakanda è in fase di sviluppo presso Disney Plus. La serie fa parte di un nuovo contratto televisivo pluriennale che Ryan Coogler e la sua Proximity Media hanno firmato con The Walt Disney Company e includerà altri progetti televisivi in ​​futuro. Coogler ha già diretto e co-sceneggiato il film Marvel di successo Black Panther, ambientato nell’immaginaria nazione africana di Wakanda. Coogler è attualmente al lavoro sul sequel del film.

L’accordo consentirà a Proximity di sviluppare serie tv anche per altre divisioni della Walt Disney Company. Insieme a Coogler, i dirigenti di Proximity sono Zinzi Coogler, Sev Ohanian, Ludwig Göransson, Archie Davis e Peter Nicks.

“Ryan Coogler è un singolare narratore la cui visione e portata lo hanno reso uno dei registi di spicco della sua generazione – ha detto Bob Iger, presidente esecutivo di The Walt Disney Company – Con ‘Black Panther’, Ryan ha dato vita a una storia rivoluzionaria e a personaggi iconici in un modo reale, significativo e memorabile, creando un momento culturale di svolta. Siamo entusiasti di rafforzare il nostro rapporto e non vediamo l’ora di raccontare altre grandi storie con Ryan e il suo team”.

Disney Plus ha recentemente lanciato il suo primo show, WandaVision, mentre Falcon and the Winter Soldier e Loki arriveranno a breve. Altri progetti annunciati includono Hawkeye, She-Hulk, Mrs. Marvel e Ironheart.

“È un onore collaborare con The Walt Disney Company – ha detto Coogler – Lavorare con loro in ‘Black Panther’ è stato un sogno diventato realtà. Come avidi consumatori di televisione, non potremmo essere più felici di lanciare la nostra attività televisiva con Bob Iger, Dana Walden e tutti i fantastici studi sotto l’ombrello Disney. Non vediamo l’ora di imparare, crescere e costruire una relazione con il pubblico di tutto il mondo attraverso le piattaforme Disney. Siamo particolarmente entusiasti del fatto che faremo il nostro primo lavoro con Kevin Feige, Louis D’Esposito, Victoria Alonso e i loro partner ai Marvel Studios, dove lavoreremo a stretto contatto con loro su programmi MCU selezionati per Disney+. Siamo già coinvolti in alcuni progetti che non vediamo l’ora di condividere “.

Black Panther è stato un grande successo per Disney e Marvel, incassando quasi 1,35 miliardi di dollari in tutto il mondo. Il film ha assunto un significato crescente negli ultimi tempi dopo la morte improvvisa del protagonista, Chadwick Boseman, lo scorso agosto.

Waiting for the Barbarians: il trailer del film con Mark Rylance

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Waiting for the Barbarians: il trailer del film con Mark Rylance

Ecco il trailer di Waiting for the Barbarians, il film diretto da Ciro Guerra con Mark RylanceJohnny Depp e Robert Pattinson.

Dopo aver entusiasmato pubblico e critica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2019, dove è stato presentato in concorso, arriva nelle sale italiane l’atteso Waiting for the Barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra (che nel 2015 ha diretto Embrace of the Serpent, primo film colombiano della storia ad essere candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero).

Waiting for the Barbarians – leggi la recensione

Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si ribella al regime. Il cast stellare è composto da Mark Rylance (Premio Oscar come Miglior attore non protagonista per Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nonché vincitore di tre Tony Awards, due Olivier Award e due BAFTA), Johnny Depp (tre volte nominato agli Oscar come Miglior Attore Protagonista per La maledizione della prima lunaNeverland – Un sogno per la vita e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street) e Robert Pattinson (protagonista della saga cult Twilight e dei film Bel Ami – Storia di un seduttore e Come l’acqua per gli elefanti, nonché prossimo Batmannell’attesissimo film di Christopher Nolan), affiancati da Gana Bayarsaikhan (Ex Machina, Wonder Woman) e Greta Scacchi (La ragazza nella nebbia, Presunto innocente, I protagonisti). Prodotto e distribuito da Iervolino EntertainmentWaiting for the Barbarians sarà al cinema dal 24 settembre.

Andrea Iervolino ha così dichiarato: “Dopo l’uscita del film in Usa e Canada, siamo molto felici che il nostro film veda la luce anche in Italia, grazie alla collaborazione con il circuito UniCi e la distribuzione in circa 100 sale. Il film vanta la partecipazione di un cast stellare dal grande talento incorniciato nella raffinata e potente regia di Ciro Guerra e la straordinaria fotografia del Premio Oscar Chris Menges. Il film, di nazionalità italiana, da valore aggiunto a questo progetto che, non solo è stato girato anche in Italia, ma vanta maestranze nostrane di tutto rispetto come Jacopo Quadri al montaggio, Domenico Sica alla scenografia e Carlo Poggioli ai costumi, solo per citarne alcuni. L’Italia ha bisogno di avere un respiro internazionale, perché merita di ritornare ad essere la culla del cinema e io sono contento di poter dare il mio contributo affinché questo possa accadere molto presto.”

La trama di Waiting for the Barbarians

Il Magistrato, amministratore di un isolato insediamento di frontiera al confine di un impero senza nome, è in attesa di andare in pensione con l’arrivo del Colonnello Joll, il cui compito è di riferire sulle attività dei “barbari” e sulla situazione di sicurezza al confine. Joll inizia a condurre una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari” per mano del Colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara” portano il Magistrato a una crisi di coscienza e a un atto di ribellione.

Waiting for the Barbarians: distribuito negli USA da Samuel Goldwyn Films

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La società americana di produzione cinematografica Samuel Goldwyn Films ha annunciato di avere acquisito i diritti nordamericani per il film di Ciro Guerra, Waiting for the Barbarians da AMBI, il sales agent internazionale che aveva acquisito dalla Iervolino Entertainment i diritti di vendita del film per la distribuzione internazionale.

Il film è interpretato dal Premio Oscar Mark Rylance (Il Ponte delle Spie), dal candidato all’Oscar Johnny Depp (Pirati dei Caraibi, La Fabbrica di Cioccolato, Animali Fantastici e dove trovarli), Robert Pattinson (Twilight e nuovo interprete di Batman), Gana Bayarsaikhan (Ex Machina) e Greta Scacchi (La ragazza nella nebbia).

Waiting for the Barbarians, in pieno trend con altre major come Warner Bros e Universal, uscirà su piattaforme on demand e digitali via cavo a partire da agosto 2020.

Un magistrato, amministratore di un isolato avamposto di frontiera al confine di un impero senza nome, aspetta con impazienza la tranquillità della pensione, fino all’arrivo del Colonnello Joll. Incaricato di riferire sulle attività dei “barbari” e sulla sicurezza al confine, Joll conduce una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari” per mano del colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara” spingono il magistrato a una crisi di coscienza che lo porterà a compiere un atto di ribellione donchisciottesco.

Waiting for the barbarians, recensione del film con Johnny Depp

Il film è ricco di momenti potenti e commoventi interpretati da Mark, Johny, Robert e Gana. La fo-tografia è bellissima e il regista Ciro Guerra crea un mondo che ci spinge a guardare più in pro-fondità dentro noi stessi e porta a chiederci: “Cosa farei io?”.

Waiting for the Barbarians è diretto da Ciro Guerra e scritto dall’autore vincitore del premio No-bel J.M. Coetzee, che ha adattato la sceneggiatura del romanzo omonimo. Il vincitore del premio Oscar Chris Menges è il direttore della fotografia.

I produttori del film sono Andrea Iervolino, Monika Bacardi, Michael Fitzgerald, Olga Segura. I produttori esecutivi sono Sir Martin Franklin, Cristina Gallego, Danielle Maloni, Deborah Dobson Bach e Penelope Glass.

Andrea Iervolino, Presidente e Fondatore di Iervolino Entertainment, produttore del film, ha commentato: “Siamo molto felici che questo film, da noi prodotto, di nazionalità italiana, vedrà presto la luce nel mercato US grazie alla distribuzione della major americana Samuel Goldwyn. E’ stato un progetto fortemente voluto, con un regista e un cast eccezionali, che dà prestigio al nostro cinema e segue i punti cardine del nostro business model. Questo progetto conferma la direzione del percorso qualitativo che la nostra società sta intraprendendo, dalla partecipazione al Festival del Cinema di Venezia, a quello di Deauville, al London Film Festival al Film Festival di Zurigo”.

“Samuel Goldwyn Films è orgogliosa di portare questo film al pubblico”, ha affermato Peter Goldwyn, Presidente di Samuel Goldwyn Films. “È stato un grande onore lavorare con questo cast meraviglioso e questo gruppo appassionato che ha portato il capolavoro di J.M. Coetzee sullo schermo. È una storia senza tempo che parla di ar-gomenti appartenenti al mondo d’oggi e noi siamo molto felici ed entusiasti di averlo finalmente portato al pubblico negli Stati Uniti attraverso questa collaborazione con la Samuel Goldwyn”, ha dichiarato il regista Ciro Guerra.

Waiting for the barbarians, recensione del film con Johnny Depp #Venezia76

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Presentato in Concorso a Venezia 76, il nuovo film del regista colombiano Ciro Guerra, Waiting for the barbarians, è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di J.M. Coetzee. Nel cast del film compaiono Mark Rylance, Johnny Depp e Robert Pattinson.

Un magistrato, amministratore di un isolato avamposto di frontiera al confine di un impero senza nome, aspetta con impazienza la tranquillità della pensione, fino all’arrivo del colonnello Joll. Incaricato di riferire sulle attività dei barbari e sulla sicurezza al confine, Joll conduce una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei barbari per mano del colonnello e la tortura di una giovane donna barbara spingono il magistrato a una crisi di coscienza che lo porterà a compiere un atto di ribellione donchisciottesco.

Nel mettere in scena questo luogo di frontiera, costantemente minacciato dall’incombere degli stranieri, i nomadi, i barbari, Guerra sembra adottare i modi e lo stile di vita del protagonista, interpretato da Rylance, un uomo mite che si scontra con dei poteri più grandi di lui, con i quali non riesce a comunicare e che finiscono per annientare il suo approccio alla vita, ma anche alla professione di magistrato di frontiera.

Questo punto di vista però non contribuisce a renderci partecipi della storia, anzi, rallenta in maniera deprimente il ritmo, il coinvolgimento e anche l’interesse verso le vicende raccontate. Non basta l’entrata in scena del cattivo colonnello Joll (Depp), né quella del suo servizievole tirapiedi, interpretato da Robert Pattinson, a dare spina dorsale a un racconto pigro.

Tutti gli attori sono estremamente in parte eppure nella scrittura e nelle scelte di regia Waiting for the barbarians rivela tutte le sue carenze. La trasformazione di un avanposto da oasi tranquilla a presidio militare avviene in maniera poco appassionante, in rapidi passaggi e con la messa alla berlina, quasi letteralmente, del mite magistrato, che non può fare altro che osservare la rovina di ciò che ha tentato di costruire.

Il problema è che ogni passaggio psicologico, ogni trasformazione di comunità e paesaggio è così schietta e semplice che diventa banale.

Waiting for the Barbarians primo per media copie al Box Office Italia

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Waiting for the Barbarians diretto da Ciro Guerra, con il vincitore premio Oscar Mark Rylance, il candidato al premio Oscar Johnny Depp si piazza primo al box office per media copia, con un grande successo di pubblico nel circuito milanese. Waiting for the Barbarians, film dal cast hollywoodiano ma prodotto da una società italiana, la Iervolino Entertainment, conquista il pubblico al suo primo week-end di uscita nelle sale. Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee.

Waiting for the Barbarians – leggi la recensione

Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si ribella al regime. Il cast stellare è composto da Mark Rylance (Premio Oscar come Miglior attore non protagonista per Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nonché vincitore di tre Tony Awards, due Olivier Award e due BAFTA), Johnny Depp (tre volte nominato agli Oscar come Miglior Attore Protagonista per La maledizione della prima lunaNeverland – Un sogno per la vita e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street) e Robert Pattinson (protagonista della saga cult Twilight e dei film Bel Ami – Storia di un seduttore e Come l’acqua per gli elefanti, nonché prossimo Batmannell’attesissimo film di Christopher Nolan), affiancati da Gana Bayarsaikhan (Ex Machina, Wonder Woman) e Greta Scacchi (La ragazza nella nebbia, Presunto innocente, I protagonisti). Prodotto e distribuito da Iervolino EntertainmentWaiting for the Barbarians sarà al cinema dal 24 settembre.

Andrea Iervolino ha così dichiarato: “Dopo l’uscita del film in Usa e Canada, siamo molto felici che il nostro film veda la luce anche in Italia, grazie alla collaborazione con il circuito UniCi e la distribuzione in circa 100 sale. Il film vanta la partecipazione di un cast stellare dal grande talento incorniciato nella raffinata e potente regia di Ciro Guerra e la straordinaria fotografia del Premio Oscar Chris Menges. Il film, di nazionalità italiana, da valore aggiunto a questo progetto che, non solo è stato girato anche in Italia, ma vanta maestranze nostrane di tutto rispetto come Jacopo Quadri al montaggio, Domenico Sica alla scenografia e Carlo Poggioli ai costumi, solo per citarne alcuni. L’Italia ha bisogno di avere un respiro internazionale, perché merita di ritornare ad essere la culla del cinema e io sono contento di poter dare il mio contributo affinché questo possa accadere molto presto.”

La trama di Waiting for the Barbarians

Il Magistrato, amministratore di un isolato insediamento di frontiera al confine di un impero senza nome, è in attesa di andare in pensione con l’arrivo del Colonnello Joll, il cui compito è di riferire sulle attività dei “barbari” e sulla situazione di sicurezza al confine. Joll inizia a condurre una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari” per mano del Colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara” portano il Magistrato a una crisi di coscienza e a un atto di ribellione.

Waiting for the Barbarians al cinema dal 24 settembre

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Waiting for the Barbarians al cinema dal 24 settembre

Dopo aver entusiasmato pubblico e critica alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, dove è stato presentato in concorso, arriva nelle sale italiane l’atteso Waiting for the Barbarians del regista e sceneggiatore colombiano Ciro Guerra (che nel 2015 ha diretto Embrace of the Serpent, primo film colombiano della storia ad essere candidato agli Oscar come Miglior Film Straniero).

Basato sul pluripremiato romanzo “Aspettando i Barbari” dell’autore Premio Nobel J. M. Coetzee, che ne firma anche la sceneggiatura, il film racconta la storia della crisi di coscienza di un Magistrato che si ribella al regime. Il cast stellare è composto da Mark Rylance (Premio Oscar come Miglior attore non protagonista per Il ponte delle spie di Steven Spielberg, nonché vincitore di tre Tony Awards, due Olivier Award e due BAFTA), Johnny Depp (tre volte nominato agli Oscar come Miglior Attore Protagonista per La maledizione della prima lunaNeverland – Un sogno per la vita e Sweeney Todd – Il diabolico barbiere di Fleet Street) e Robert Pattinson (protagonista della saga cult Twilight e dei film Bel Ami – Storia di un seduttore e Come l’acqua per gli elefanti, nonché prossimo Batmannell’attesissimo film di Christopher Nolan), affiancati da Gana Bayarsaikhan (Ex Machina, Wonder Woman) e Greta Scacchi (La ragazza nella nebbia, Presunto innocente, I protagonisti). Prodotto e distribuito da Iervolino EntertainmentWaiting for the Barbarians sarà al cinema dal 24 settembre.

Andrea Iervolino ha così dichiarato: “Dopo l’uscita del film in Usa e Canada, siamo molto felici che il nostro film veda la luce anche in Italia, grazie alla collaborazione con il circuito UniCi e la distribuzione in circa 100 sale. Il film vanta la partecipazione di un cast stellare dal grande talento incorniciato nella raffinata e potente regia di Ciro Guerra e la straordinaria fotografia del Premio Oscar Chris Menges. Il film, di nazionalità italiana, da valore aggiunto a questo progetto che, non solo è stato girato anche in Italia, ma vanta maestranze nostrane di tutto rispetto come Jacopo Quadri al montaggio, Domenico Sica alla scenografia e Carlo Poggioli ai costumi, solo per citarne alcuni. L’Italia ha bisogno di avere un respiro internazionale, perché merita di ritornare ad essere la culla del cinema e io sono contento di poter dare il mio contributo affinché questo possa accadere molto presto.”

La trama di Waiting for the Barbarians

Il Magistrato, amministratore di un isolato insediamento di frontiera al confine di un impero senza nome, è in attesa di andare in pensione con l’arrivo del Colonnello Joll, il cui compito è di riferire sulle attività dei “barbari” e sulla situazione di sicurezza al confine. Joll inizia a condurre una serie di spietati interrogatori. Il trattamento dei “barbari” per mano del Colonnello e la tortura di una giovane donna “barbara” portano il Magistrato a una crisi di coscienza e a un atto di ribellione.

Wahlberg e Neeson nel Neuromante?

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Uscito nel 1984, Neuromante è stato il romanzo d’esordio di William Gibson e capostipite del filone fantascientifico cyberpunk:di un adattamento per il grande schermo si parla ormai da qualche anno, per la regia di Vincenzo Natali (Il Cubo). L’arrivo del produttore Lorenzo di Bonaventura (Transformers, G.I. Joe), sembra aver rilanciato il progetto: i ruoli dei protagonisti sarebbero stati offerti a Mark Wahlberg e Liam Neeson.

Wahlberg sarebbe Case, l’hacker al centro della storia, un tossicodipendente che a seguito di un colpo andato male si è ritrovato col sistema nervoso danneggiato e incapace di accedere al cyberspazio. Neeson avrebbe invece il ruolo di Armitage, un ex militare che si offre di aiutare Case in cambio della partecipazione a una missione segreta contro la potente famiglia Tessier-Ashpool e l’intenlligenza artificiale Wintermute. La sfida appare impegnativa sopratutto per Wahlberg: il personaggio di Case ha infatti 24 anni e presumibilmente, avendo trascorso gran parte della propria vita viaggiando nel cyberspazio, non dovrebbe avere un fisico granché atletico. Nessuno dei due al momento è comunque entrato ufficialmente nel progetto.

Ulteriore elemento di interesse sarà l’attrice cui verrà affidato il ruolo di Molly, che affiancherà Case nella missione: Molly è una samurai ipertecnologica che nasconde lame retrattili sotto le unghie e con gli occhi perennemente coperti da lenti nere multifunzione: forse il personaggio più affascinante del libro, la cui raffigurazione cinematografica sembra fatalmente destinata a dare fama, notorietà e status di culto a chi la interpreterà…

Fonte: Empire

Waffle + Mochi, recensione della serie prodotta da Barack e Michelle Obama

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Disponibile dal 16 marzo su Netflix, Waffle + Mochi è la nuova serie Netflix per bambini che si avventura nel mondo del cibo con un approccio didattico ma divertente e leggero, perfetto per un pubblico in età pre-scolare. La serie è prodotta da Higher Ground, la casa di produzione di Barack e Michelle Obama, e si mette perfettamente in scia con l’impegno che la coppia, specialmente Michelle, profonde da anni nella promozione dell’agricoltura biologica e dell’alimentazione naturale e sana. Infatti famoso, durante la presidenza Obama, è stato l’orto di Michelle alla Casa Bianca. Questa missione, che fa parte delle tante cause che sposano gli Obama, è diventata Waffle + Mochi, un’avventura in giro per il Mondo, e non solo, alla scoperta dei cibi e delle ricette e del loro valore sociale.

Waffle + Mochi, la trama

Waffle, figlio di un Waffle e di una Yeti, e Mochi, un mochi rosa, vivono in un paese in cui è tutto ghiacciato. Il loro sogno è di diventare chef, ma è difficile inseguire questo sogno quando tutto quello che puoi cucinare sono ghiaccioli, granite e cubetti di ghiaccio. Un giorno però dalla loro finestra, vedono avvicinarsi un furgoncino delle consegne. Decidono così di tentare una fuga da quel paese ghiacciato salendo a bordo del veicolo che li porta in un luogo magico, colorato, che non avevano idea potesse esistere sulla loro stessa terra: un supermercato. Qui incontrano la Signora Obama, che gestisce il posto e che decide di dar loro la possibilità di un impiego, affidandogli dei compiti da svolgere che porteranno Waffle + Mochi a scoprire tantissime cose sul cibo.

Scritta in maniera semplice e diretta, Waffle + Mochi e una serie principalmente didattica, che però riesce a coniugare leggerezza, istruzione (in una certa forma), divertimento in una forma che è complessa perché la sfrutta diversi stili: alle riprese in live action si aggiungono inserti di animazione, mentre i due protagonisti sono dei simpatici pupazzi che fanno del loro occhio ingenuo il drive principale per far andare avanti gli episodi.

Dieci episodi da circa 30 minuti formano la prima stagione, un formato forse troppo “impegnativo” per il pubblico di destinazione così giovane, ma che è bilanciato da una vena davvero simpatica e coinvolgente. Waffle + Mochi è un prodotto garbato, che fa della didattica il suo scopo principale senza rimanere schiacciato da questo compito che si autoimpone, ma sfruttandolo per visitare luoghi, culture, stimolando la fantasia, la curiosità e… l’appetito! 

Wachowski: una rilettura di Matrix alla luce della transessualità delle registe?

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Dopo l’annuncio della transizione da uomo a donna, Lilly Wachowski (fu Andy) ha partecipato al suo primo evento pubblico con la sua nuova identità in occasione dei GLAAD Media Awards, dove è stata premiata per Sense 8.

Durante il discorso di ringraziamento, che potete vedere di seguito, Lilly, facendosi portavoce anche della sorella Lana, ha gioito per la rilettura in atto dei loro film, proprio a seguito dei loro cambiamenti più o meno recenti; una rilettura positiva, secondo Lilly, “perché ci ricorda come l’arte non sia mai statica”.

In particolare The Mary Sue suggerisce una rilettura radicale di Matrix, considerato a buon diritto il loro capolavoro, dal momento che il film tratta benissimo temi quali latrasformazione, l’immagine di sè, l’accettazione della propria identità oltre i confini di un sistema definito o predefinito alla nascita.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=113&v=bHBq_PF7va4

“Dove troviamo il coraggio di liberarci dalla gabbia delle nostre vite, per trascendere e vincere la tragedia – i mostri dentro di noi e la violenza che ci facciamo quando abbiamo troppa paura di essere noi stessi? […]

C’è un nuovo occhio critico nei confronti dei lavori miei e di Lana, attraverso la lente della nostra transessualità. È molto interessante, perché ci ricorda come l’arte non sia mai statica. E sebbene le idee di identità e trasformazione siano componenti di importanza critica nei nostri lavori, il fondamento di tutte queste idee risiede nel concetto di amore.”

WA! JAPAN FILM FESTIVAL: il Sol Levante illumina il grande schermo

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JAPAN FILM FESTIVAL logo Il cinema giapponese è pronto a sbarcare a Firenze (8-11 maggio, Cinema Odeon) e a Milano (13-15 maggio, Auditorium San Fedele, Cinema Apollo) con la 4^ edizione del WA! JAPAN FILM FESTIVAL (ex Rassegna di Cinema Giapponese Firenze), l’unico evento in Italia esclusivamente dedicato alla produzione nipponica. “WA!” è uno degli ideogrammi con cui anticamente veniva denominato il Giappone, ma è anche un suono onomatopeico che esprime entusiasmo e viene usato come suffisso per indicare il concetto di armonia, pace, circolarità. Per questo il direttore del Festival, Takaaki Matsumoto, lo ha scelto: perché due sole lettere bastano a coniugare la lunga tradizione del Paese con il suo inarrestabile fermento culturale. Due lettere e 15 lungometraggi che, insieme ai 19 corti, animeranno gli schermi di Firenze e Milano per una full immersion nel cinema del Sol Levante in 3 sezioni.

JAPAN FILM FESTIVALWA! ESSAI è il focus sul cinema autoriale e vanta titoli come The Little House, premiato all’ultimo Festival di Berlino con l’Orso d’argento per la migliore attrice (Haru Kuroki), e The Great Passage, pellicola che ha rappresentato il Giappone per la selezione del miglior film straniero agli Oscar 2014. WA! POP è invece lo spazio dedicato alla cultura più popolare, con opere di genere che mettono in scena le nuove tendenze della società giapponese, come la moda ‘gothic lolita’ dell’omonimo Gothic Lolita Battle Bear (dal regista cult Noboru Iguchi, già autore di Dead Sushi). E in una rassegna dedicata al cinema nipponico non può certo mancare la sezione WA! MANGA, che cavalca l’onda di un fenomeno in costante crescita, ovvero la trasposizione su grande schermo di celebri manga made in Japan. Il titolo di punta è l’attesissimo Lupin the 3rd vs Detective Conan: The Movie, un crossover che fa incontrare due eroi dei manga giapponesi, il mitico Lupin III del disegnatore Monkey Punch e il Detective Conan creato da Gosho Aoyama.

Il Japan Village allestito in Piazza Strozzi a Firenze offrirà, inoltre, ai visitatori i prodotti gastronomici di Kagoshima e le creazioni artigianali di Takaoka, le due città ‘gemellate’ col Festival per l’edizione 2014. Per gli appassionati e i curiosi, da non perdere la suggestiva sfilata in kimono organizzata anche quest’anno per le vie del centro del capoluogo toscano (giovedì 8 maggio alle 12.30). Per i più golosi, immancabili le degustazioni di sushi, sake, shochu e altre prelibatezze tipiche.

Non resta che impugnare le bacchette e fare un salto al Cinema Odeon di Firenze giovedì 8 maggio alle 20.30 per l’inaugurazione del Festival. SAYONARA!

In occasione della Festa del Cinema, i biglietti costano solo 3 euro!

WA! JAPAN FILM FESTIVAL è promosso dall’associazione culturale giapponese Tokaghe ed è inserito nel cartellone della Primavera di Cinema Orientale realizzato per Regione Toscana da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana.

Programma completo & info: www.wajapanfilmfest.it[email protected]Gothic Lolita Battle BearLupin III

VR What If…? – An Immersive Story: i Marvel Studios annunciano l’esperienza VR in arrivo su Vision Pro

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I fan della Marvel saranno invitati a entrare nel MCU nei panni dei personaggi principali in una nuova applicazione di realtà mista in arrivo esclusivamente sulle cuffie Vision Pro di Apple. Marvel Studios e ILM Immersive, lo studio di narrazione di Lucasfilm, hanno annunciato “What If…? – An Immersive Story“, un’esperienza AR e VR della durata di un’ora, presentata come la prima storia interattiva originale Disney+ creata per il Vision Pro di Apple, introdotto di recente.

La data di uscita è ancora da definire e Marvel non ha detto se “What If…? – An Immersive Story” sarà disponibile gratuitamente. In ogni caso, si tratta di un gioco di fascia alta: È necessario avere il Vision Pro, il dispositivo di calcolo spaziale da 3.500 dollari che Apple ha pubblicizzato come “l’esperienza di intrattenimento definitiva”. L’applicazione si basa sulla serie animata Marvel “What If…?” su Disney+, che esplora linee temporali alternative nel Multiverso su cosa sarebbe successo se i momenti più importanti dei film del MCU si fossero svolti in modo diverso.

Cos’è What If…? – An Immersive Story? 

Secondo la descrizione dell’applicazione, “What If…? – An Immersive Story” reimmagina gli eventi “del Marvel Cinematic Universe (MCU) in modi inaspettati”. Ora, i fan sono stati scelti per entrare nel ruolo di protagonista di una nuovissima storia immersiva che trasforma lo spazio intorno a loro mentre attraversano le realtà. Nel corso del loro viaggio, si troveranno faccia a faccia con varianti multiversali dei loro personaggi preferiti, impareranno le arti mistiche e avranno il compito di sfruttare il potere delle Pietre dell’Infinito“.

Questa esperienza è davvero innovativa e diversa da qualsiasi cosa abbiamo fatto prima“, ha dichiarato il produttore esecutivo Jamie Voris, EVP e CTO dei Walt Disney Studios. “È un modo nuovo ed entusiasmante di entrare a far parte del MCU attraverso una storia profondamente emotiva e avvincente“.

E se…? – An Immersive Story”, ha commentato Dave Bushore: “Da bambino, le mie storie preferite parlavano di mondi lontani dal mio, di tecnologie avanzate e di eroi che viaggiavano nello spazio e nel tempo. E se…? – An Immersive Story” è la prossima evoluzione del modo in cui raccontiamo le nostre storie, dove i fan di tutte le generazioni possono viverle e vivere l’avventura insieme ai loro eroi preferiti. Questa esperienza apre le porte dell’Universo Marvel ed è un assaggio di ciò che ho aspettato per tutta la vita”.

Marvel e ILM Immersive affermano che l’app consentirà agli utenti di “passare dalla realtà aumentata a quella virtuale mentre vivono la loro avventura narrativa, interagendo con il mondo che li circonda usando gli occhi e le mani”.

I fan entreranno in ambienti mozzafiato che li collocheranno in luoghi nuovi e iconici del MCU, e si sentiranno completamente immersi grazie a immagini e audio spaziale mozzafiato. Insieme, queste caratteristiche ricorderanno ai fan che il tempo, lo spazio e la realtà sono più di un percorso lineare“, si legge nell’annuncio della Marvel.

What If…? – An Immersive Story

What If…? – An Immersive Story è diretto da Bushore dei Marvel Studios e prodotto da Shereif M. Fattouh della ILM Immersive. L’esperienza è scritta da David Dong e Phil McCarty (“The Learning Curve”), con le musiche della compositrice Laura Karpman (“American Fiction”, “The Marvels”).

I produttori esecutivi sono Bushore, Fattouh e Brad Winderbaum (“What If…?”, “X-Men ’97”), mentre Bryan Andrews (“What If…?”, “Primal”) è il produttore consulente. Tra i produttori europei figurano anche Vicki Dobbs Beck, vicepresidente dei contenuti immersivi di Lucasfilm e ILM Immersive, Mark S. Miller, vicepresidente dello sviluppo creativo e della produzione di ILM Immersive, e Voris dei Walt Disney Studios.

Voyez comme ils dansent: recensione del film con Maya Sansa

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Voyez comme ils dansent: recensione del film con Maya Sansa

In Voyez comme ils dansent Lise (Marina Hands) è una regista francese che attraversa il Canada in treno, da oriente erso occidente, cercando le immagini giuste per un suo documentario. Sulla strada incontra Alexandra (Maya Sansa), medico di frontiera, che in comune con Lise ha un uomo: un artista, funambolo bizzarro e clown triste che è scomparso nel nulla, marito della prima e poi compagno della seconda. Le due donne cercheranno così l’una dentro l’altra la ragione che ha spinto lo stesso uomo ad amare entrambe, in modi, tempi e continenti diversi imparando dalla reciproca sofferenza il prezzo che l’arte ha nella vita di chi le dedica tutto.

In Voyez comme ils dansent Claude Miller mette in scena questo menage romantico con grande grazia, avvalendosi di un affastellamento temporale tramite il montaggio di flashback con scene contemporanee che se da un lato disorienta lo spettatore dall’altro lo coinvolge ancora di più nella storia, punteggiando la pellicola di piccoli momenti spettacolari dei numeri di Vic Clèment (James Thiérrée). Miller annoda e snoda così le fila di un grande racconto, intimo e personale, che ricostruisce non solo una storia, ma una vita, un’anima.

Voyez comme ils dansent, il film

Ben presto però scopriamo che i personaggi principale di Voyez comme ils dansent non sono tre bensì quattro. Alle due donne e al misterioso artista si aggiunge il paesaggio canadese: potente, selvaggio eppere delicato sotto la coltre di neve che lo ricopre, straordinariamente cinematografico per la sua bellezza, anche grazie alle sapienti inquadrature di Miller.

Stella di Voyez comme ils dansent è senz’altro Maya Sansa, vero orgoglio italico all’estero, recita con disinvoltura e senza alcun tipo di accento in francese e in inglese, interpretando una discendente dei nativi americani del nord. I suoi trattidecisi e simmetrici,le sua pelle olivastra e i suoi colori scuri, insieme ad una rara espressività dello sguardo, ne fanno un’interprete perfetta e perfettamente credibile nell’economia del racconto, contribuendo in maniera decisiva ad aumentare il valore del film. Per quanto è incisiva la Sansa, tanto sembra insignificante la Lise di Marina Hands, sperduta in un Paese e in un paesaggio che non le appartengono e incredula nello scoprire la parte dolce, romantica, quasi umana, dell’uomo che pensava di conoscere.

Voyez comme ils dansent si chiude con il pensiero e l’immagine su Vic, sul suo balletto aereo insieme alle riprese aeree del Canada, e lo spettatore resta a vedere come, loro due insieme, l’uomo e la natura, danzano.

Voyagers: trailer italiano dello Sci-fi con Colin Farrelll

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Voyagers: trailer italiano dello Sci-fi con Colin Farrelll

La Universal Pictures ha diffuso il trailer italiano di Voyagers, il nuovo film di fantascienza diretto da Neil Burger con Colin Farrell, Tye Sheridan, Isaac Hempstead Wright, Lily-Rose Depp, Viveik Kalra, Fionn Whitehead.

Il futuro del genere umano è in pericolo e un gruppo di giovani uomini e donne, cresciuti valorizzando intelligenza e obbedienza sono imbarcati per una spedizione che punta a colonizzare un pianeta distante. Quando però scoprono alcuni sconcertanti segreti della propria missione, iniziano a rifiutare le regole imposte per esplorare la propria natura più primitiva. La vita sulla navicella spaziale viene travolta dal caos, con i giovani protagonisti travolti dalla paura, dalla lussuria e un’insaziabile fame di potere. Scritto e diretto da Neil Burger (Limitless, L’Illusionista – The Illusionist), il film vede la partecipazione di Tye Sheridan (la saga diX-Men), Lily-Rose Depp (Selvaggi), Fionn Whitehead (Dunkirk), Chanté Adams (Roxanne Roxanne), Isaac Hempstead Wright (IlTrono di Spade – Game of Thrones),Viveik Kalra (Blinded by the Light – Travolto dalla Musica), Archie Madekwe (Midsommar – Il Villaggio dei Dannati), Quintessa Swindell (Trinkets), Madison Hu (Bizaardvark)e Colin Farrell (The Gentlemen).

Voyage of Time: trailer del documentario di Terrence Malick

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Voyage of Time: trailer del documentario di Terrence Malick

Ecco finalmente il trailer ufficiale di Voyage of Time, nuovo documentario diretto da Terrence Malick. Il film, in versione IMAX, si avvarrà della voce narrante di Brad Pitt e durerà 40 minuti (il titolo di questa versione sarà Voyage of Time: The IMAX Experience). Per quanto riguarda invece la versione classica da 90 minuti (dal titolo Voyage of Time: Life’s Journey), in quel caso lo spettatore potrà godere della voce narrante di Cate Blanchett.

Potete vedere il trailer di seguito:

https://www.youtube.com/watch?v=YVyWObJY9FQ

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, arriverà negli Stati Uniti il 7 ottobre 2016.

Voyage of Time: prime immagini del nuovo film di Terrence Malick

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Voyage of Time: prime immagini del nuovo film di Terrence Malick

Mentre in Italia ancora aspettiamo Knight of Cups e mentre è stato ufficializzato il suo prossimo Weightless dalla sua collaboratrice di lunga data Sarah Green, Terrence Malick è pronto a mostrarci le prime immagini del suo Voyage of Time, un documentario in IMAX che si presenta come un inno alla Terra.

Ecco le immagini in alta risoluzione:

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, verrà rilasciato nel 2016, probabilmente in due differenti versioni.

Fonte: TFS

Voyage of Time: prime clip dal documentario di Terrence Malick

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Voyage of Time: prime clip dal documentario di Terrence Malick

Arrivano online le prime due clip tratte da Voyage of Time, nuovo documentario diretto da Terrence Malick. Il film, in versione IMAX, si avvarrà della voce narrante di Brad Pitt e durerà 40 minuti (il titolo di questa versione sarà The IMAX Experience). Per quanto riguarda invece la versione classica da 90 minuti (dal titolo Life’s Journey), in quel caso lo spettatore potrà godere della voce narrante di Cate Blanchett.

Potete vedere le clip di seguito:

https://www.youtube.com/watch?v=VS8hvJLmbPc

https://www.youtube.com/watch?v=Px_u0HFNi1A

Voyage of Time Life’s Journey recensione del film di Terrence Malick

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, arriverà negli Stati Uniti il 7 ottobre 2016.

Fonte: Collider

 

Voyage of Time: nuovo trailer del doc di Terrence Malick

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Voyage of Time: nuovo trailer del doc di Terrence Malick

Ecco il secondo trailer ufficiale di Voyage of Time, nuovo documentario diretto da Terrence Malick. Il film, in versione IMAX, si avvarrà della voce narrante di Brad Pitt e durerà 40 minuti (il titolo di questa versione sarà Voyage of Time: The IMAX Experience). Per quanto riguarda invece la versione classica da 90 minuti (dal titolo Voyage of Time: Life’s Journey), in quel caso lo spettatore potrà godere della voce narrante di Cate Blanchett.

Potete vedere il trailer di seguito:

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, arriverà negli Stati Uniti il 7 ottobre 2016.

Fonte: Empire

Voyage of Time: il poster IMAX del documentario di Terrence Malick

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Ecco il nuovo intenso poster di Voyage of Time, nuovo documentario diretto da Terrence Malick. Il film, in versione IMAX, si avvarrà della voce narrante di Brad Pitt, come chiaramente dice il poster che trovate in gallery. Per quanto riguarda invece la versione classica, in quel caso lo spettatore potrà godere della voce narrante di Cate Blanchett.

Nella gallery il poster IMAX:

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, arriverà negli Stati Uniti il 7 ottobre 2016.

Fonte: IndieWire

Voyage of Time: il poetico poster del documentatio di Terrence Malick

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Ecco un nuovo poster ufficiale di Voyage of Time, nuovo documentario diretto da Terrence Malick. Il film, in versione IMAX, si avvarrà della voce narrante di Brad Pitt e durerà 40 minuti (il titolo di questa versione sarà The IMAX Experience). Per quanto riguarda invece la versione classica da 90 minuti (dal titolo Life’s Journey), in quel caso lo spettatore potrà godere della voce narrante di Cate Blanchett. Il poster in questione fa riferimento proprio a quest’ultima versione.

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Voyage of Time: nuovo trailer del doc di Terrence Malick

Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Voyage of Time 2Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, arriverà negli Stati Uniti il 7 ottobre 2016.

Voyage of Time: ecco quando uscirà il nuovo film di Terrence Malick

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Mentre in Italia ancora aspettiamo Knight of Cups e mentre è stato ufficializzato il suo prossimo Weightless dalla sua collaboratrice di lunga data Sarah Green, Terrence Malick è pronto a mostrarci finalmente il suo Voyage of Time, un documentario in IMAX che si presenta come un inno alla Terra.

Nonostante il film (come in molti avevano predetto) non sarà presentato al prossimo Festival di Cannes, non bisognerà attendere ancora molto per vedere l’ambiziosissimo progetto, la cui colonna sonora sarà curata dal maestro Ennio Morricone: è stata proprio l’IMAX Corporation, infatti, a confermare che il film arriverà nelle sale il 7 ottobre 2016.

Ciò significa che la pellicola potrebbe essere presentata in anteprima alla prossima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venzia o al prossimo Toronto International Film Festival.

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Voyage of Time è un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad.

Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni Brad Pitt sarà la voce narrante della versione IMAX del film, mentre Cate Blanchett la voce della versione standard.

Voyage of Time 2Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, verrà rilasciato nel 2016 in due differenti versioni.

Fonte

Voyage of Time, dal 3 marzo al cinema il documentario di Terrence Malick

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ll 3 marzo debutterà nelle sale italiane Voyage of Time, documentario diretto dal geniale regista Terrence Malick (La sottile linea rossa, The Tree of Life), con la voce narrante di Cate Blanchett eprodotto da Brad Pitt. Presentato alla 73ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il film, nella sua grandiosa versione integrale per la sala, è distribuito da Double Line in collaborazione con Lo Scrittoio.

L’opera arriva finalmente sul grande schermo per condurre lo spettatore all’esplorazione del passato planetario e al contempo alla ricerca di una futura collocazione nell’universo per l’umanità. Un inno alla natura e alla vita che si propone di forgiare una nuova, ipnotica storia della stessa vita della Terra, cogliendo la magia espressiva del cosmo non facilmente osservabile, ma del quale siamo partecipi in ogni istante della nostra esistenza.

In Voyage of Time Malick invita lo spettatore a sondare in profondità 14 miliardi di anni tra passato, presente e futuro, ricostruendo la cronologia scientifica della Terra, dalla nascita delle stelle alla comparsa dell’uomo sul pianeta. Nell’arco di diversi anni, Malick con questo lavoro ha voluto creare un nuovo formato sperimentale, al confine tra effetti speciali tradizionali ed effetti digitali all’avanguardia. Dalla microfotografia alle immagini generate da supercomputer, da creature viventi a immagini che somigliano a specie preistoriche, l’interrogativo è: possiamo riprodurre sullo schermo gli eventi cosmologici più immensi e le forme di vita più bizzarre di cui nessuno è mai stato testimone e farlo in modo da consentire alle persone di relazionarsi, valutandone la bellezza, il significato e le conseguenze da un punto di vista personale?

Voyage of Time consente al pubblico di sperimentare in modo diretto ciò che la scienza comprende del nostro mondo, della nostra storia, della nostra esistenza, grazie al potenziale del cinema di documentare e, a volte, simulare la cruda realtà, la capacità della macchina da presa di amplificare e manipolare il tempo. Il mondo invisibile intorno a noi diventa improvvisamente immaginabile, conoscibile, da tutti. A contribuire l’uso di suoni capaci di evocare il vorticoso crescendo dell’energia creativa della vita.

Prima di iniziare la produzione di questo film, Malick si è immerso in studi astronomici, biologici e filosofici, raccogliendo appunti e parlando con professori, ricercatori e innovatori in campi in rapida evoluzione, spaziando dalla fisica all’antropologia. Tale lavoro preparatorio è confluito in un film che sa ritagliarsi una nuova forma espressiva, intersecando scienza e arte.

La bellezza estetica del film non fa che valorizzare la scienza sottostante in uno scambio dinamico, un dare e ricevere, tra il romanticismo dell’arte e il rigore della ricerca scientifica. La scienza è stata erroneamente considerata nemica del mistero e del senso di meraviglia è piuttosto il contrario, in realtà. La conoscenza non diminuisce il senso della bellezza e del mistero; lo accresce. In quanto scienziati, il nostro compito è tuffarci in quel mistero e cercare di formare per consentire la comprensione. Ciò che fa anche Terry con questo film” – Andrew Knoll, Fisher Research Professor di Storia Naturale presso l’Università di Harvard, consulente della NASA e responsabile della veridicità e accuratezza dal punto di vista scientifico della rappresentazione.

Voyage of Time Life’s Journey: recensione del film di Terrence Malick

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Dalle profondità complesse e imperscrutabili della mente di Terrence Malick sono nati alcuni dei grandi film della storia del cinema. Opere sempre raffinate, non per forza capolavori a ogni costo, ma sempre pezzi d’arte di cui discutere, parlare, opere che aiutano ad affrontare la materia cinema con cognizione e approccio critico. Non fa eccezione il suo ultimo lavoro, Voyage of Time: Life’s Journey, documentario naturalistico presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2016 e che si colloca esattamente dietro a Tree of Life (Palma d’Oro a Cannes nel 2011).

Venezia 73: Terrence Malick e il suo viaggio nel tempo e nella vita in Voyage of Time Life’s Journey 

L’approccio naturalistico di Malick alla creazione e all’evoluzione del mondo e della vita sulla Terra passa attraverso le immagini colossali di una natura venerata nella sua selvaggia potenza ma anche nella sua intima bellezza e poesia. Con Voyage of Time, Malick chiude quel cerchio cominciato all’inizio della sua carriera, già da La Rabbia Giovane, che vedeva le donne portatrici di senso nelle sue storie. In particolare dopo la Pocahontas di The New World e la madre di Tree of Life, il regista texano riesce a fare il passo ulteriore aggirando le figure intermediarie e rivolgendosi direttamente alla Madre Natura, mai prima d’ora interpellata con questa immediatezza e questa serenità.

Il discorso poetico si fa quindi completo e vivo alla luce di un’intenzione forte che si rispecchia anche nella doppia natura del progetto, diviso tra una formato in IMAX, documentaristico in senso scientifico più stretto, e uno cinematografico, la “versione veneziana”, che si adegua alle esigenze narrative del regista. Con questa esperienza immersiva e nuova, Malick ha voluto mettere in gioco completamente, senza filtri narrativi (per quanto siano ormai diventati sfilacciati), la sua idea cosmologica.

Voyage of Time Life's JourneyVisivamente e musicalmente impeccabile, Voyage of Time Life’s Journey rappresenta una vetta tematica importante per Malick, che sfodera un’altra opera complicata e interessante, che conferma la sua abitudine a fare del grande cinema di cui si discute, che matura e cresce, che lascia traccia di sé nello spettatore e insegnamento ed esempio per chi si approccia all’arte del cinema.

Voyage of Time di Terrence Malick in anteprima a Cannes

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Voyage of Time di Terrence Malick in anteprima a Cannes

La Wild Bunch ha acquistato i diritti internazionali di Voyage of Time, il nuovo progetto di Terrence Malick, e presenterà le prime immagini del film all’imminente Festival di Cannes, per un gruppo selezionato di potenziali acquirenti. Si tratta di un progetto che Malick aveva in cantiere da oltre 30 anni, e che metterà nuovamente insieme la squadra di produttori di The Tree of Life, tra cui Dede Gardner, Nicolas Gonda (che ha anche prodotto To the Wonder), Sarah Green (The New World), Brad Pitt, Grant Hill e Bill Pohlad. Tra i produttori esecutivi figurano invece Tanner Beard, Mary Bing, Yves Chevalier e Donald Rosenfeld. Secondo le prime indiscrezioni, Brad Pitt potrebbe essere anche una delle voci fuori campo del film.

Voyage of Time è una celebrazione del pianeta Terra, un vero e proprio viaggio nel tempo, dalla nascita dell’universo fino al suo collasso finale. Il film, a cui Malick lavora dal 1970, verrà rilasciato nel 2016, probabilmente in due differenti versioni.

Fonte

Voyage of Time di Malick avrà la voce di Brad Pitt

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Dopo avervi anticipato alcune indiscrezioni sui prossimi progetti di Terrence Malick ecco arrivare una nuova notizia riguardante i suo documentario IMAX  Voyage of Time.

Vox Lux: recensione del film con Natalie Portman #Venezia75

Vox Lux: recensione del film con Natalie Portman #Venezia75

A inaugurare questo settimo giorno di festival oggi è Brady Corbet, alla sua seconda prova come regista, con Vox Lux, film che vanta una protagonista d’eccellenza, la bella Natalie Portman.

E’ il 1999 quando la piccola Celeste (Raffey Cassidy), di appena quattordici anni, sopravvive a una violenta tragedia. Dopo una lunga e lenta riabilitazione è chiamata a parlare alla commemorazione delle vittime di questa strage e il suo discorso si trasforma in una canzone, scritta a quattro mani con la sorella Eleanor (Stacy Martin). Il momento, ripreso dalle reti televisive, stuzzica la curiosità di un talent manager (Jude Law), che si impegna a trasformare Celeste in una famosa popstar. I due quindi cominciano a lavorare insieme e, mentre gli anni passano, la fama di Celeste cresce a tal punto da trasformare una semplice ragazzina in un’icona della musica pop. Arriviamo al 2017 con una Celeste adulta (Natalie Portman) ormai senza freni che, tra famiglia, lavoro e il suo nuovo tour Vox Lux, non riesce più a gestire lo stress…

leggi anche: Venezia 75: Dragged Across Concrete, recensione del film con Mel Gibson e Vince Vaughn

Dopo aver trionfato nel 2015 a Venezia nella sezione Orizzonti con la sua opera prima, Childhood of a Leader, Brady Corbet porta sul grande schermo della Mostra un nuovo film del tutto diverso dal precedente, complesso, inquietante e psichedelico. Vox Lux, a metà strada tra un biopic e dramma in musica – le canzoni sono tutte originali e scritte da Sia -, racconta l’ascesa al successo della piccola Celeste che, per puro caso, si ritrova a dover gestire una popolarità fin troppo ingombrante. Non a caso, infatti, il regista decide di ambientare la sua storia tra la fine degli anni novanta e l’inizio del nuovo millennio, periodo prospero della cultura pop.

L’elemento che più attira e sconvolge del film è il paralellismo che Corbet sembra voler tracciare tra l’ossessiva ricerca della fama e la perdita di valori che spesso sfocia in violenza. La storia di Celeste viene spesso interrotta da inserti di cronaca nera degli ultimi venti anni; una sparatoria in una scuola, la tragedia dell’11 settembre a New York, un’altra sparatoria in una spiaggia della Croazia. Questi tragici avvenimenti colpiscono sempre in qualche modo la protagonista che, si trova a dover rivivere il trauma subito e a dover fare i conti con il disturbo da stress post traumatico.

Vox Lux

Vox Lux, in un certo senso punta il dito contro l’industria della musica che, pur di continuare a far soldi, tratta adolescenti come Celeste come carne da macello. Nonostante appaia sin dall’inizio molto calma e sicura di sé, la giovane protagonista, infatti, non ci mette molto a crollare sotto il peso dello stress e delle responsabilità. Passa in breve tempo da ragazzina tutta casa e chiesa a festaiola impazzita amante delle droghe e dell’alcol. Si parla quindi di perdita dei valori e della moralità in favore di una vita più eccitante e di una popolarità travolgente.

La prima parte del film, quella che segue la crescita e la formazione della protagonista, è senza dubbio la più completa e interessante sia dal punto di vista estetico che narrativo. E’ infatti solo nel quarto capitolo, dal titolo Rigenesi, che Vox Lux perde un po’ della sua originalità. Nell’ultima parte del film arriviamo finalmente ai giorni nostri nel 2017 e incontriamo una Celeste ormai cresciuta e formata che risplende della bellezza di una Natalie Portman purtroppo un po’ fuori ruolo. La sua celeste così eccessiva e quasi grottesca risulta in alcuni momenti fin troppo sopra le righe per essere davvero credibile. Ma a deludere più di ogni altra cosa è il finale così approssimativo da lasciare lo spettatore quasi disorientato; all’abbondanza di contenuti e virtuosismi registici della prima parte segue purtroppo un epilogo troppo sbrigativo e inconcludente.

Vox Lux: Natalie Portman e il brano originale di Sia nel nuovo trailer

Presentato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, Vox Lux è il secondo film diretto Brady Corbet (dopo L’infanzia di un capo – The Childhood of a Leader) interpretato da Natalie Portman. Nel cast figurano anche Jude Law, Stacy Martin e Raffey Cassidy.

Di seguito trovate il nuovo trailer ufficiale accompagnato dal brano originale di Sia.

Vox Lux, recensione del film con Natalie Portman

La sinossi:

È il 1999 quando la piccola Celeste (Raffey Cassidy), di appena quattordici anni, sopravvive a una violenta tragedia. Dopo una lunga e lenta riabilitazione è chiamata a parlare alla commemorazione delle vittime di questa strage e il suo discorso si trasforma in una canzone, scritta a quattro mani con la sorella Eleanor (Stacy Martin). Il momento, ripreso dalle reti televisive, stuzzica la curiosità di un talent manager (Jude Law), che si impegna a trasformare Celeste in una famosa popstar. I due quindi cominciano a lavorare insieme e, mentre gli anni passano, la fama di Celeste cresce a tal punto da trasformare una semplice ragazzina in un’icona della musica pop. Arriviamo al 2017 con una Celeste adulta (Natalie Portman) ormai senza freni che, tra famiglia, lavoro e il suo nuovo tour Vox Lux, non riesce più a gestire lo stress…

Fonte: NEON

 

Vox Lux: il nuovo trailer del film con Natalie Portman

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Vox Lux: il nuovo trailer del film con Natalie Portman

È stato diffuso un nuovo trailer di Vox Lux, il film diretto da Brady Corbet che vede protagonista Natalie Portman nei panni di una pop-star. Il film è stato presentato in Concorso all’ultima Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia. Ecco il trailer:

Vox Lux, recensione del film con Natalie Portman

Da adolescente, Celeste rimane coinvolta in una sparatoria a scuola. L’evento la scuote nel profondo e per dare sfogo al suo malessere scrive una canzone. Sarà questo il primo passo verso una carriera da pop star, che la lancerà, insieme alla sorella maggiore, nel mondo dello spettacolo.

Fonte: NEON

Vox Lux: disponibile in streaming la colonna sonora del film

Vox Lux: disponibile in streaming la colonna sonora del film

Con l’uscita nelle sale americane di Vox Lux è stata rilasciata anche la colonna sonora del film che si pregia di nove brani originali scritti da Sia e delle musiche composte da Scott Walker (che aveva già lavorato al primo lungometraggio di Brady Corbet, The Childhood of a Leader).

Vox Lux è stato presentato in anteprima e in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia e vede nel cast Natalie PortmanStacy Martin, Jude Law e Raffey Cassidy.

Di seguito potete ascoltare in streaming la soundtrack.

Vox Lux, recensione del film con Natalie Portman

La sinossi:

È il 1999 quando la piccola Celeste (Raffey Cassidy), di appena quattordici anni, sopravvive a una violenta tragedia. Dopo una lunga e lenta riabilitazione è chiamata a parlare alla commemorazione delle vittime di questa strage e il suo discorso si trasforma in una canzone, scritta a quattro mani con la sorella Eleanor (Stacy Martin). Il momento, ripreso dalle reti televisive, stuzzica la curiosità di un talent manager (Jude Law), che si impegna a trasformare Celeste in una famosa popstar. I due quindi cominciano a lavorare insieme e, mentre gli anni passano, la fama di Celeste cresce a tal punto da trasformare una semplice ragazzina in un’icona della musica pop. Arriviamo al 2017 con una Celeste adulta (Natalie Portman) ormai senza freni che, tra famiglia, lavoro e il suo nuovo tour Vox Lux, non riesce più a gestire lo stress…

Vought Rising: svelati i costumi dei protagonisti dello spin-off di The Boys

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Amazon Prime Video ha svelato le prime immagini dei costumi della serie prequel di The Boys, Vought Rising (le si può vedere qui). La serie vede protagonisti Jensen Ackles (Soldier Boy), Mason Dye (Bombsight), Will Hochman (Torpedo) ed Elizabeth Posey (Private Angel). La serie vede anche la partecipazione di Aya Cash (Stormfront), KiKi Layne, Jorden Myrie, Nicolò Pasetti, Ricky Staffieri e Brian J. Smith.

Di cosa parla Vought Rising?

Vought Rising è “un contorto giallo sulle origini della Vought negli anni ’50, le prime imprese di Soldier Boy e le manovre diaboliche di una supereroina nota ai fan come Stormfront, che all’epoca si chiamava Clara Vought”, hanno detto Eric Kripke e Paul Grellong quando la serie è stata commissionata la scorsa estate. Grellong è poi stato nominato produttore esecutivo e showrunner del dramma della durata di un’ora sviluppato dal creatore del franchise Kripke.

Kripke, Seth Rogen, Evan Goldberg, James Weaver, Neal H. Moritz, Ori Marmur, Pavun Shetty, Ken Levin, Jason Netter, Garth Ennis, Darick Robertson, Michaela Starr e Jim Barnes sono anche produttori esecutivi. Cash e Ackles sono a loro volta produttori. Vought Rising è prodotto da Sony Pictures Television e Amazon MGM Studios in collaborazione con Kripke Enterprises, Point Grey Picture,s e Original Film.