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Lucky Red distribuirà Sea of Trees, Carol, The Secret Scripture e …

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Lucky RedDopo i successi della stagione cinematografica che sta per concludersi, Lucky Red  annuncia le acquisizioni ultimate durante il mercato di Cannes. Oltre ai già annunciati Cavalieri dello zodiaco, Il Piccolo principe Max Steel ecco i nuovi titoli della lineup:

SEA OF TREES

Il titolo che ha incendiato il mercato di Cannes: Gus Van Sant e il premio Oscar Matthew McConaughey in uno dei film più attesi del prossimo anno!

Un uomo ritrova se stesso attraverso uno straordinario viaggio che lo vedrà affrontare le sue paure nel cuore del Giappone.

CAROL

Todd Haynes torna finalmente al cinema dopo Lontano dal Paradiso e il premiatissimo Mildred Pierce. Scritto da Phyllis Nage, il film è tratto dal best seller di Patricia Highsmith, The price of Salt. Protagoniste il premio Oscar Cate Blanchett e Rooney Mara.

Nella New York degli anni ’50, due donne molto diverse,  una ragazza che lavora in un grande magazzino e una donna ricca e infelicemente sposata, si innamorano ma la loro passione è destinata ad essere ostacolata.

FRANNY

Commedia romantica firmata dal giovane e talentuoso Andrew Renzi che vede come protagonista uno straordinario Richard Gere, affiancato da Dakota Fanny (La guerra dei mondi, Twilight) e Theo James (l’idolo del pubblico teen con Divergent).

Franny è un filantropo che, affezionandosi ad una giovane coppia ed entrando nella loro vita, torna a rivivere la giovinezza perduta.

 

RITORNO ALL’AVANA

Palma d’oro al Festival di Cannes 2008 (La Classe), Laurent Cantet torna ad emozionare con una storia corale, scritta a quattro mani con il romanziere cubano Leonardo Padura.

Su una terrazza che sovrasta l’Avana, cinque amici si ritrovano e si raccontano: presente e passato, la giovinezza, le speranze e i sogni infranti.

TRE UOMINI E UNA BARA

Tornano sul grande schermo i protagonisti di Tre uomini e una pecora, Kevin Bishop, Kris Marshall e Xavier Samuel, questa volta alle prese con un esilarante viaggio attraverso l’Australia in compagnia… di una bara!

Alla regia Dean Craig, già autore di Tre uomini e una pecora Funeral party .

LOOMIS FARGO

Owen Wilson e Zack Galifianakis sono i protagonisti di una scatenata commedia on the road,ricca di colpi di scena!

THE SECRET SCRIPTURE

Cast all star per il nuovo film del pluricandidato agli Oscar Jim Sheridan: Jessica Chastain, Vanessa Redgrave, Jonathan Rhys Meyers e Jeremy Irons. Tratto dal best seller di Sebastian Barry, il film è l’emozionante storia della centenaria Roseanne McNulty, paziente psichiatrica da oltre 50 anni dell’ospedale Roscommon in Irlanda, che sul finire della vita decide di raccontare in un diario il suo toccante passato.

WILD TALES (Relatos Salvajes)

Arriva dall’Argentina il film rivelazione dell’ultimo Festival di Cannes. Una divertentissima commedia diretta da Danian Szifron e prodotta da Pedro Almodovar che rivela agli spettatori cosa succederebbe se le convenzioni sociali venissero meno e lo spirito animalesco di ognuno di noi prendesse il sopravvento.

COMING HOME

Dopo otto anni Zhang Yimou ritrova la sua musa Gong Li. Presentato fuori concorso al Festival di Cannes, il film che ha strappato applausi e lacrime, è la storia di un amore lungo una vita che non si esaurisce neppure difronte alle più grandi difficoltà.

WINTER SLEEP

Seconda Palma d’oro consecutiva per Lucky Red, che dopo il successo de La vita di Adele porterà nelle sale – insieme a Parthénos – Winter Sleep, il nuovo capolavoro di Nuri Bilge Ceylan.

Dal regista di C’era una volta in Anatolia, un emozionante e poetico viaggio nell’animo umano.

Lucky Red compra Love Lies Bleeding e molto altro all’European Film Market di Berlino

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Grandi acquisti per Lucky Red all’European Film Market di Berlino. Entrano nel listino Lucky Red molti nuovi attesi titoli tra cui Love Lies Bleeding, Crossing e il film di Steven Soderbergh Presence

Love Lies Bleeding di Rose Glass

Indie-movie targato A24 che dopo l’ottima accoglienza al Sundance Film Festival ha scosso la platea del Festival di Berlino, dove è stato presentato fuori concorso nella sezione Berlinale Special.

Diretto da Rose Glass (Saint Maud), Love Lies Bleeding vanta come protagonista Kristen Stewart, icona del cinema contemporaneo nota per la sua capacità di sperimentare e sorprendere. Nel film veste i panni di Lou, una ragazza che lavora della palestra del padre (Ed Harris) e che incrocia il suo destino con Jackie (Katie O’Brien), ambiziosa bodybuilder alle prese con una competizione importante. Un rapporto tempestoso che sarà alla base di un revenge movie al femminile ricco di tensioni e colpi di scena.

CROSSING di Levan Akin

Sempre da Berlino arriva Crossing, nuovo film di Levan Akin (And then we danced, candidato svedese all’Oscar per il Miglior film internazionale nel 2019), presentato alla 74esima edizione della Berlinale nella sezione Panorama, dove ha vinto il secondo premio del Panorama Audience Award e il Teddy award della giuria.

Accolto dal plauso della critica internazionale, un road movie delicato e toccante che vede come protagonista Lia (Mzia Arabuli), un’insegnante in pensione che dalla Georgia si mette in viaggio verso Istanbul per esaudire l’ultimo desiderio della sorella: ritrovare Talka, la figlia perduta. L’incontro con un avvocato che si batte per i diritti delle persone transgender le farà scoprire un mondo nuovo. Un film di piccoli gesti, inno alla solidarietà e all’accettazione dell’altro.

GRAND TOUR di Miguel Gomes

Coprodotto dall’italiana Vivo film, Grand Tour segna il ritorno dietro la macchina da presa di Miguel Gomes (Tabu, Le mille e una notte), talentuoso regista portoghese, da molti considerato tra i nomi più rilevanti del cinema europeo contemporaneo.

Girato in bianco e nero, con alcune sequenze a colori, il film inizia nella Birmania del 1917. Edward, un funzionario dell’Impero britannico, fugge dalla fidanzata Molly il giorno in cui lei arriva per il loro matrimonio. Durante il viaggio, però, il panico lascia il posto alla malinconia. Contemplando il vuoto della sua esistenza, Edward si chiede cosa ne sia stato di Molly. Nel frattempo Molly, decisa a sposarsi e stranamente divertita dalla fuga del fidanzato, segue le sue tracce in questo grand tour asiatico.

WE LIVE IN TIME di John Crowley

Dal regista di Brooklyn, una commedia romantica, divertente ed emozionante, con protagonisti Andrew Garfield e Florence Pugh, due delle star più amate di Hollywood, per la prima volta insieme sul grande schermo.

Prodotto da StudioCanal con la produzione esecutiva di Benedict Cumberbatch, We Live in time ha completato le riprese ed è stato acquistato da A24 per la distribuzione negli Stati Uniti.

PRESENCE di Steven Soderbergh

Uno dei registi più eclettici e originali del cinema americano rivisita il genere delle case infestate spostando per la prima volta la prospettiva dalle persone che vivono nella casa alla presenza spettrale che le osserva. David Koepp, sceneggiatore del film Presence e storico collaboratore di Steven Spielberg e Brian De Palma, lo definisce “una sua personale versione di Shining, ambientata però in una piccola casa di periferia”.Presentato con scalpore e molto apprezzato al Sundance film festival, il film sarà distribuito negli Stati Uniti da Neon.

Lucky Red annuncia le ultime acquisizioni dall’European Film Market di Berlino

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Sono dodici i nuovi titoli che entrano nel listino Lucky Red. Molti grandi autori e registi affermati saranno nuovamente distribuiti dalla società di Andrea Occhipinti: i nuovi film di Woody Allen (Coup de chance), Kore’eda (Monster, acquisito insieme a Bim), Mike Leigh (titolo da definire, acquisito insieme ad Academy Two) e, dopo l’acclamato esordio “Les Miserables”, Ladj Ly (Les indésiderables).

Ai grandi ritorni, si aggiungono nuovi talenti e interessanti scoperte: l’opera prima di Celine Song, che firma Past Lives, il film più conteso del mercato, prodotto da A24 e presentato con grande successo di pubblico e critica sia al Sundance che a Berlino; Miller’s Girl di Jade Halley Bartlett, thriller con Jenna Ortega, l’acclamata protagonista della serie Mercoledì; Reality di Tina Satter con protagonista, oltre che produttrice, Sydney Sweeney (Euphoria), una delle attrici più promettenti di Hollywood; Scrapper di Charlotte Regan, presentato in concorso al Sundance Film Festival dove ha vinto il World Cinema Grand Jury Prize; Silver Haze di Sacha Polak, presentato nella sezione Panorama del Festival di Berlino, vincitore del Teddy Jury Award per la performance dell’attrice protagonista Vicky Knight e Deep Sea, secondo lavoro del regista cinese Xiaopeng Tian, presentato nella sezione Generation del Festival di Berlino, già uscito a gennaio nelle sale cinematografiche cinesi dove ha raggiunto gli oltre 135 milioni di dollari di incasso al box office.

Per concludere, altri due film presentati nella sezione Panorama del Festival di Berlino: Opponent, opera seconda del regista Milad Alami, svedese di origine iraniana, con protagonista Payman Maadi (Una separazione) e The Teacher’s Lounge di Ilker Çatak, vincitore come Miglior film per la giuria C.I.C.A.E. e del Premio EUROPA CINEMAS LABEL.

Lucky Logan: un cast all-star per il film di Steven Soderbergh

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Daniel CraigKatherine Heigl sono gli ultimi importanti nomi ad aggiungersi al cast di Lucky Logan, il ritorno al grande schermo di Steven Soderbergh dopo il successo della serie tv The Knick.

Il film racconta del piano criminale di due fratelli che dovrebbe concretizzarsi durante una gara del campionato Nascar (l’associazione proprietaria di diversi eventi automobilistici negli Stati Uniti ha già dichiarato il suo sostegno al film). Si tratterebbe di una sorta di Ocean Eleven in salsa South.

Lucky Logan può già contare sugli annunciati Seth MacFarlane, Adam Driver, Channing Tatum Riley Keough. Il film, le cui riprese dovrebbero iniziare in autunno, sarà prodotto da Mark Johnson, Gregory JacobsReid Carolin.

Fonte

Lucky Hank: teaser trailer del nuovo dramma AMCI con Bob Odenkirk

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AMC ha finalmente diffuso il teaser promo di Lucky Hank, l’imminente adattamento in serie del romanzo del 1997 dell’autore vincitore del Premio Pulitzer Richard Russo intitolato Straight Man. La serie dovrebbe debuttare negli USA il 19 marzo su AMC e AMC+. Il video anticipa il ritorno di Bob Odenkirk alla AMC, cinque mesi dopo che Better Call Saul ha concluso la sua serie di sei stagioni. Presenta l’attore vincitore di un Emmy che interpreta Hank, un professore universitario che sembra non piacere a nessuno.

Lucky Hank sarà incentrato su una storia di crisi di mezza età ambientata al Railton College. La storia sarà raccontata attraverso gli occhi di William Henry Devereaux, Jr. (Odenkirk), l’improbabile presidente del dipartimento di inglese in un college gravemente sottofinanziato nella cintura di ruggine della Pennsylvania.Bob Odenkirk sarà affiancato da Mireille Enos, Olivia Scott Welch, Suzanne Cryer, Diedrich Bader, Sara Amini e Cedric Yarbrough insieme a Kyle MacLachlan, Tom Bower e Chris Diamantopoulos.

La serie sarà adattata e prodotta da Aaron Zelman e Paul Lieberstein, con Peter Farrelly alla regia. I produttori esecutivi sono Odenkirk, Farrelly, Russo, Naomi Odenkirk e Marc Provissiero. È una produzione di TriStar TV e Gran Via di Sony Pictures. Questo segna l’ultima collaborazione di Odenkirk con AMC dopo aver lavorato con loro per oltre sette anni con la serie prequel di Breaking Bad, Better Call Saul . Per la sua interpretazione da protagonista nella serie AMC, ha ottenuto cinque nomination ai Golden Globe e dieci agli Emmy, inclusa quella come Miglior Attore in una Serie Drammatica.

Luck: recensione della serie tv con Dustin Hoffman

Luck: recensione della serie tv con Dustin Hoffman

A dieci anni dalla cancellazione, dovuta alla carenza di pubblico e alla morte accidentale di tre dei cavalli utilizzati per le riprese, Sky recupera la serie tv Luck (2011), creata da David Milch che combina dramma, azione e introspezione psicologica dei personaggi grazie a un ottimo lavoro di messa in scena e scrittura. Inoltre, lo show presenta un cast eccezionale, capitanato da Dustin Hoffman e Nick Nolte e un episodio pilota diretto da Michael Mann.

Luck: la trama

Luck è una serie tv ambientata nel mondo delle corse ippiche. Fulcro della narrazione è l’ippodromo, dove si incrociano personaggi che vi lavorano ma anche chi, su quel mondo, specula tramite scommesse e sotterfugi vari. Dustin Hoffman è Ace Bernstein, grande burattinaio del mondo delle scommesse, gangster finito in galera per salvare alcuni suoi complici. La serie muove le fila dal suo rilascio, tuttavia senza concentrarsi esclusivamente su questo personaggio. Luck si presenta infatti come una serie corale: già a partire dal pilot si sviluppano almeno 4 storyline che, pur essendo legate fra loro, riusciranno a ritagliarsi una loro dimensione identificativa. Ci troviamo immersi nel mondo di scommettitori, alle prese con la puntata più importante della loro vita, giovani fantini, allenatori, dai tratti caratteriali ambigui moralmente. C’è l’autista/scagnozzo di Chestern, Gus “Il Greco” Demitriou (Dennis Farina) che lo aiuta nel gestire il suo cavallo da corsa dato che Ace, come pregiudicato, non può possederne uno; il romantico allenatore Walter Smith (Nick Nolte), che combatte contro il sistema marcio e corrotto di chi vuole scommettere sui suoi cavalli, e contrappunto del personaggio di Turo Escalante (John Ortiz), che aveva già lavorato con Mann in Miami Vice e qui interpreta un immigrato peruviano che si è fatto strada fino a diventare un addestratore di cavalli, dalle tattiche poco raccomandabili. Ci sono poi Joey Rathburn (Richard Kind), un agente di fantini viscido e avaro e il duo di giocatori incalliti Marcus e Renzo (Kevin Dunn e Ritchie Coster).

Serie tv Luck

Luck: un sodalizio artistico che porta a una scrittura e uno stile visivo ben riconoscibile

Per quanto riguarda la componente visiva, Mann dà il meglio di sé nelle sequenze delle corse dei cavalli: un effetto imponente, scandito da un occhio cinematografico che riesce a mettere in evidenza particolari come i fasci muscolari degli animali, che conferiscono sfumature pittoriche all’inquadratura. Le corse dei cavalli si identificano come il momento filmico in cui la potenza lirica delle immagini e quella narrativa permettono alla serie di fare un salto di qualità. Nonostante alcuni momenti di lenta e scialba tensione e coinvolgimento emotivo, i momenti in cui seguiamo le corse si confermano sempre di grande partecipazione emotiva. Merito di Milch è il riuscire a fondere un mondo affascinante e sporco (le scommesse e il relativo giro di affari), con l’adrenalina, l’istintualità e il pathos della competizione.
Gli stereotipi del gangster movie e della malavita connessa a questo genere sembrano preponderanti, con figure come scommettitori cronici e quella del procuratore dei fantini, talmente estremi da sembrare la riproposizione di tipologie di personaggi di contorno di qualche gangster movie anni ’40.

Alla regia si alternano, oltre a Michael Mann, altri navigati sceneggiatori/produttori: Terry George (Nel Nome del Padre, Hotel Rwanda), Allen Coulter (i Soprano, BoardWalk Empire, Vinyl), Phillip Noyce (Dead Calm, Rabbit-Proof Fence), Bryan Kirk (Game of Thrones, Penny Dreadful), Henry Bronchtein (i Soprano) e Mimi Leder: quest’ultima, direttrice del finale di stagione (conseguentemente anche di serie) a volte si appoggia troppo a certa retorica e a certune convenzionalità (notiamo un montaggio alternato purtroppo non sfruttato al meglio e piuttosto piatto, per esempio durante le due gare di cavalli) ma riesce a ritagliarsi anche intuizioni più riuscite: ad esempio l’inserimento e l’utilizzo delle due canzoni (“Nasty Letter” di Otis Taylor per Mon Gateau ed “Elements and Things” di Tony Joe White per Gettin’ up Morning vs. Pint of Plain). Altra nota di merito della serie sono infatti le tracce musicali: una soundtrack rifinita di tutto punto e che accompagna al meglio lo sviluppo della narrazione.

Ulteriore punto di forza della serie è la scenografia, soprattutto il come sono stati curati gli esterni scelti per le riprese, nello specifico l’ippodromo, vero e proprio personaggio principale della serie (già protagonista di A Day at the Races di Sam Wood & Marx Brothers) di Santa Anita Park, Arcadia, California, il cui fascino è suggellato dalle svettanti e verdeggianti palme californiane e dal profilo delle San Gabriel Mountains sullo sfondo.

Come molte serie HBO, Luck richiede allo spettatore pazienza per poter ingranare la marcia ed entrare nel vivo dello sviluppo narrativo. La trama è in realtà piuttosto densa, ricca di personaggi sfumati e il montaggio non sente il bisogno di precipitarsi e martellare i temi principali. L’avvicendarsi degli eventi renderà ogni episodio più avvincente e caratterizzato da una scrittura arguta e ambiziosa, che cerca di ripagare l’attesa nel traguardo.

Nonostante la mancata conclusione narrativa generale, tutte le altre sottotrame riescono a giungere a una risoluzione, in particolare la storyline connessa al gruppo di scommettitori, quasi coro greco dell’intera vicenda, onnisciente dall’alto delle gradinate dell’ippodromo. Interessante come il loro bagaglio linguistico sia estremamente gergale e specialistico, quasi impenetrabile per noi spettatori, eppure emerge l’ingegno di Milch nel riuscire a comporre dialoghi pregni di musicalità dove spicca prepotentemente l’importanza del rapporto interpersonale e di gruppo rispetto al linguaggio e alle parole del singolo.

Luck, come da titolo, affronta tematiche connesse alle varie manifestazioni della fortuna nel ciclo vitale e alla loro progressione nel tempo. La Storia, il destino, la determinazione e le coincidenze sono il motore trainante delle differenti storyline: la fortuna, il bene e il male che incontriamo sembrano arrivare a noi senza troppe spiegazioni, e resistono a giudizi morali. Ciò in cui Luck eccelle è il dipingere la disperazione venale del gioco di azzardo, teatro di nuovi giocatori che cercano insaziabilmente di arricchirsi in poco tempo, e di giocatori di vecchia data che ambiscono continuamente ad aumentare la propria fortuna, in un circolo vizioso che non conosce tregua.

Luck: il trailer del film Apple Tv+ disponibile dal 5 agosto

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Luck: il trailer del film Apple Tv+ disponibile dal 5 agosto

Ecco il trailer di Luck, diretto da Peggy Holmes il film vede nel cast originale Jane Fonda, Whoopi Goldberg, Eva Noblezada, Simon Pegg, Flula Borg, Colin O’Donoghue, John Ratzenberger e Adelynn Spoon. Dal 5 agosto su Apple Tv+.

Da Apple Original Films arriva la storia di Sam Greenfield, la persona più sfortunata del mondo che, quando si imbatte nella Terra della Fortuna, mai vista prima, parte alla ricerca di un po’ di buona sorte da riportare a casa per il suo miglior amico. In quel posto, però, gli esseri umani non sono ammessi e a Sam non resta che un’unica possibilità per riuscire nella sua missione: collaborare con le creature magiche che vivono lì.

Luck è prodotto da Skydance Animation ed è doppiato, nella versione originale, da Jane Fonda, Whoopi Goldberg, Eva Noblezada, Simon Pegg, Flula Borg, Colin O’Donoghue, John Ratzenberger e Adelynn Spoon. Il film è diretto da Peggy Holmes, da una sceneggiatura di Kiel Murray, con John Lasseter, David Ellison, Dana Goldberg e David Eisenmann che producono per Skydance Animation.

Luck: Apple annuncia il film d’animazione con Whoopi Goldberg

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Luck: Apple annuncia il film d’animazione con Whoopi Goldberg

La leggendaria interprete e vincitrice dell’EGOT Whoopi Goldberg sarà la voce di uno dei protagonisti nell’attesissimo film d’animazione originale di Apple/Skydance Luck. L’attrice doppierà “The Captain”, inflessibile Capo della Sicurezza per la Terra della Buona Sorte. Il Capitano è nota per i suoi vigili occhi da falco e per la sua acuta capacità d’intuizione, ancor più della sua conoscenza dei codici di Luck Security. È impegnata nel suo lavoro di tenere lontana la sfortuna e proteggere i ragazzi fortunati a tutti i costi. Whoopi Goldberg si unisce ad un altro membro del cast vocale precedentemente annunciato, Jane Fonda.

Diretto da Peggy Holmes (“Trilli e il segreto delle ali”, “Trilli e la nave pirata”, “La sirenetta – Quando tutto ebbe inizio”) e scritto da Kiel Murray (“Cars”, “Cars 3”), Luck racconta la storia della ragazza più sfortunata del mondo, che, dopo essersi imbattuta nel mondo mai visto prima della buona e della cattiva sorte, deve unirsi a creature magiche per scoprire una forza più potente persino della fortuna stessa. John Lasseter, David Ellison, Dana Goldberg e David Eisenmann lo producono per Skydance Animation. Goldberg fa parte dell’élite di artisti che hanno vinto il Grammy, l’Academy Award, il Golden Globe, l’Emmy e un Tony. È anche una prolifica produttrice, imprenditrice ed è famosa in tutto il mondo per i sue numerose battaglie umanitarie. Nata e cresciuta a New York City, si è esibita a San Diego e nella Bay Area con la compagnia teatrale Blake Street Hawkeyes. È stato lì che ha creato i personaggi che hanno dato vita allo spettacolo teatrale “The Spook Show”, divenuto poi spettacolo di successo a Broadway, vincitore del Grammy all’album dell’anno e nello speciale della HBO che ha contribuito a lanciare la sua carriera. Whoopi è apparsa di recente nell’adattamento del romanzo best-seller di Stephen KingThe Stand“, serie limitata in streaming su CBS All Access. La vedremo anche in un ruolo ricorrente nel prossimo “Harlem” di Amazon.

All’inizio di quest’anno, Apple ha annunciato un’ampia partnership pluriennale con Skydance Animation per offrire film premium d’animazione innovativi e le prime serie televisive animate di alta qualità in oltre 100 paesi su Apple TV+. Oltre a “Luck“, il film musicale “Spellbound“, la serie TV “The Search for Wondla” e il cortometraggio inaugurale “Blush” danno il via alla partnership insieme a molti altri lungometraggi e a serie televisive che saranno annunciati nel corso dell’accordo. “Blush” è stato presentato in anteprima mondiale come parte del programma di cortometraggi animati del Tribeca Festival, curato proprio dalla stessa Whoopi Goldberg, lo scorso 13 giugno. I film e le serie creati e prodotti da Skydance Animation saranno presentati in anteprima insieme agli Apple Original Films, tra cui “Wolfwalkers”, che ha ricevuto una nomination all’Oscar® per il miglior film d’animazione; il Candidato all’Oscar® “Greyhound”; “Palmer” candidato al Critics Choice Award; il film nominato ai Golden Globe e ai Critics Choice Award “On The Rocks”; il due volte vincitore del Critics Choice Documentary Award e vincitore del Grand Jury Prize del Sundance Film Festival “Boys State” e il candidato al premio Critics Choice Documentary “Fireball: Visitors from Darker Worlds”.

Luck, di Apple Original Films e Skydance Animation, sarà presentato il 5 agosto

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Apple Original Films e Skydance Animation hanno annunciato oggi che l’attesissimo film d’animazione Luck uscirà in tutto il mondo il 5 agosto su Apple TV+.

Luck racconta la storia di Sam Greenfield, la persona più sfortunata del mondo. Quando scopre la Terra della Fortuna, mai vista prima, deve unirsi alle creature magiche che la popolano per cambiare la sua sorte. Eva Noblezada (“Hadestown”, “Miss Saigon”, “Yellow Rose”) presterà la voce a Sam, una ragazza che, divenuta troppo grande per essere affidata a una famiglia, scopre la Terra della Fortuna iniziando una ricerca che potrebbe cambiare per sempre il suo destino. Simon Pegg (“Mission: Impossible”, “L’era glaciale”, “Star Trek Beyond”) sarà la voce di Bob, un gatto nero della Terra della Fortuna, dove Il Capitano, doppiato dalla vincitrice dell’Oscar®, dell’Emmy, Grammy e Tony Award, Whoopi Goldberg, è a Capo della sicurezza. Bob diventa il partner di Sam nella ricerca di un penny fortunato che sperano possa preservare la sua vita fortunata.

A loro si unisce anche Flula Borg (“Suicide Squad 2”, “Pitch Perfect”, “Trolls World Tour”), che presterà la voce a Jeff, l’Unicorno, uno straordinario ingegnere capace di progettare strutture incredibili e che si occupa della manutenzione della macchina magica che distribuisce la buona e la cattiva sorte al mondo umano; il suo sogno è di ritrovarsi un giorno con il suo unico vero amore, il CEO di Buona Fortuna, Il Dragone, doppiato dalla due volte vincitrice del premio Oscar® Jane Fonda. Lil Rel Howery (“Free Guy – Eroe per gioco”, “Gli amici delle vacanze”, “Judas and the Black Messiah”) fornirà la voce a Marv, il proprietario del negozio “Flowers & More” dove Sam trova il suo primo lavoro: un personaggio ottimista, ben vestito e sempre pronto a regalare una parola di incoraggiamento alla sfortunata Sam.

Altri membri del cast includono Colin O’Donoghue (“C’era una volta”, “The Right Stuff – Uomini veri”, “Il rito”) che fornirà la voce a Gerry, un leale folletto che adora il suo lavoro con Bob agli “Arrivi” e “Partenze” nella Terra della Buona Fortuna; è sempre il primo a offrirsi volontario per qualsiasi compito, portando buon umore ovunque vada. John Ratzenberger (“Cin cin”, “L’Impero colpisce ancora”, “Quell’ultimo ponte”) doppierà Rootie, uno sfortunato incallito auto-nominatosi sindaco di Cattiva Sorte, che gestisce “The Lucky Shot”, l’unico abbeveratoio della sfortuna, dove è specializzato in consigli gratuiti. Adelynn Spoon (“Watchmen”, “Tell Me Your Secrets”, “Il colore delle magnolie”) sarà la voce di Hazel, la coinquilina e migliore amica di Sam alla Summerland Home for Girls, che ha cinque anni e crede che sarà adottata per sempre dalla sua famiglia non appena troverà un vero penny fortunato, che Sam è determinata a cercare.

Magico e avventuroso, il film d’animazione “Luck” è diretto dalla regista vincitrice di un Emmy Peggy Holmes (“La sirenetta – Quando tutto ebbe inizio”, “Trilli e il segreto delle ali”, “Trilli e la nave pirata”); la sceneggiatura originale è scritta da Kiel Murray (“Raya e l’ultimo drago” “Cars 3,” “Cars”) e Jon Aibel e Glenn Berger (“Kung Fu Panda 2,” “Trolls”). John Lasseter, David Ellison, Dana Goldberg e David Eisenmann producono per Skydance Animation.

“Luck” si unisce alla rosa in espansione dei titoli nati dalla partnership tra Apple Original Films e Skydance Animation, come l’attesissimo film “Spellbound” e la serie animata “The Search for WondLa”, insieme a molti altri lungometraggi e serie televisive ancora da annunciare. “Luck” segue la recente nomination NAACP di Apple/Skydance per il miglior cortometraggio animato e la nomination agli Annie Awards per la Migliore Musica per “Blush”, scritto e diretto dal regista vincitore di un Emmy Joe Mateo (“Prep & Landing”, “Big Hero 6”), composta dalla vincitrice degli Hollywood Music in Media Awards Joy Ngiaw (“Red,” “Fish Head”), ora in streaming su Apple TV+.

I film e le serie creati e prodotti da Skydance Animation saranno presentati in anteprima insieme agli Apple Original Films, tra cui il vincitore dell’AFI Award “CODA”, due volte nominato ai SAG Award e il primo film con un cast prevalentemente sordo a ricevere una nomination Outstanding Performance per il cast in un film; l’acclamato “Macbeth” di Joel Coen, candidato ai SAG Award e vincitore dell’AFI Award, con Denzel Washington e Frances McDormand; “Swan Song” con Mahershala Ali e Naomie Harris, tutti ora in streaming in tutto il mondo su Apple TV+. Tra gli altri film Apple Original che verranno presto presentati in anteprima c’è l’adattamento YA “Il cielo è ovunque”, diretto da Josephine Decker e interpretato da Grace Kaufman, Cherry Jones e Jason Segel; “Emancipation”, del regista Antoine Fuqua, interpretato e prodotto dal candidato all’Oscar® Will Smith; “Killers of the Flower Moon” di Martin Scorsese, con Leonardo DiCaprio e Robert De Niro; “Sharper”, in collaborazione con A24, Brian Gatewood e Alessandro Tanaka, interpretato e prodotto dal premio Oscar® Julianne Moore, e altro ancora.

Lucisano Media Group acquisisce i diritti di Moonfall, il nuovo kolossal di Roland Emmerich 

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Con un budget di 150 milioni di dollari – il più alto tra quelli delle opere in vendita al Festival 2019 – il film racconta di un gruppo di eroi che cercheranno di impedire lo schianto della luna sulla Terra Lucisano Media Group S.p.A. (AIM: LMG), società quotata su Aim a capo del noto gruppo attivo nel settore audiovisivo, annuncia di avere acquisito i diritti per l’Italia di “Moonfall”, kolossal fantascientifico diretto da Roland Emmerich, regista tedesco noto per aver firmato blockbuster di successo in tutto il mondo come “Independence Day”, “Stargate”, “Godzilla”, “The Day After Tomorrow” e “2012”.

Moonfall è un progetto da 150 milioni di dollari – il budget più alto tra i film in vendita al mercato del Festival di Cannes 2019 – e si muoverà sulla scia di “Independence Day” e “2012”, come ha dichiarato lo stesso regista, rivelando che il film racconterà la missione impossibile di un manipolo di eroi chiamati a salvare l’umanità quando la luna uscendo dalla propria orbita minaccerà di distruggere la terra. Una nuova spettacolare epopea fantascientifica speziata di umorismo e arguzia che, come ha sottolineato Emmerich, nasce dal fascino che la Luna – “l’oggetto più strano che esista” – esercita su di lui.

Il film sarà prodotto dalla Centropolis Entertainment di Roland ed Ute Emmerich, i cui film ad oggi hanno incassato più di 4 miliardi di dollari nel mondo, ed è stato scritto e sviluppato dallo stesso Emmerich con Harald Kloser (“2012,” “White House Down,” “Independence Day: Resurgence”) e da Spenser Cohen.

L’acquisizione di ‘Moonfall’ rappresenta un ulteriore passo verso la crescita delle attività di distribuzione del Gruppo, a cui avevamo dato un impulso importante già lo scorso anno, qui a Cannes, rilevando i diritti di ‘Midway’, un altro kolossal firmato da Roland Emmerich in uscita nei prossimi mesi, da cui ci aspettiamo grandi soddisfazioni”, ha commentato Federica Lucisano, Amministratore Delegato di Lucisano Media Group.

Lucio Fulci spiega cos’è la paura ai suoi fans in un messaggio audio

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 Uno dei maestri dell’horror e thriller mondiale è stato sicuramente Lucio Fulci, sottovalutato o forse sottostimato dai suoi contemporanei, oggi invece è figura di riferimento per molti registi (due per tutti, Quentin Tarantino e Wes Craven), che hanno ammirato il lavoro dell’eclettico regista, capace di spaziare nei generi e condire ogni sua pellicola con un tocco tanto personale quanto originale.

Lucio’s Message to His Fans by Fabio Frizzi on Grooveshark

Autore di autentici gioielli di genere come Zombi 2, Paura nella Città dei Morti Viventi o Quella Villa Accanto al Cimitero, Fulci ha sempre tenuto un filo conduttore nelle sue pellicole che si può trovare nel rapporto tra violenza e paura.

Proprio di quest’ultima ci parla nel breve messaggio audio che vi riportiamo in calce all’articolo. Il messaggio è l’introduzione a un Cd di 28 brani intitolato Lucio Fulci’s Horror & Thriller, raccolta di alcune delle sue tracce più famose (scritte da compositori quali Ennio Morricone, Francesco De Masi e Franco Piana) prese da film quali Lo Squartatore di New York o Una Lucertola con la Pelle di Donna.

Fonte: Splatter Container

Lucifer: prima foto della nuova serie FOX/DC Comics

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Lucifer: prima foto della nuova serie FOX/DC Comics

Arriva dalle pagine di The Sandman e dalla sua popolare serie a fumetti  e diventerà presto anche una serie tv Lucifer targata Fox, che oggi diffonde la prima foto ufficiale:

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Lucifer: nuovo poster per la nuova serie in arrivo

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Lucifer: nuovo poster per la nuova serie in arrivo

Cresce l’attesa per scoprire molto di più su Lucifer, l’attesissima nuova serie televisiva basata sul noto fumetto della Vertigo e che sarà trasmesso dal network americano Fox che oggi diffonde il poster ufficiale.

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Lucifer: le mamme americane chiedono la cancellazione

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Lucifer: le mamme americane chiedono la cancellazione

La Fox sta avendo qualche problema non calcolato per la produzione di Lucifer. L’associazione statunitense One Million Moms, interessata a proteggere i bambini dalle cattive influenze, è in procinto di dichiarare guerra alla casa di produzione proprio per questo prodotto che chiedono venga cancellato prima ancora di essere messo in onda.

LuciferLa serie è incentrata sul noto personaggio creato da Neil Gaiman e pubblicato da Vertigo e segue le “avventure” del Signore dell’Inferno, interpretato da Tom Ellis, che lascia il suo regno per trasferirsi a Los Angeles, dove apre un bar dal nome Lux.

Nella petizione lanciata dall’associazione si legge che la serie potrebbe “glorificare Satana facendolo apparire come una persona simpatica e premurosa”. 

In merito alla petizione ecco cosa ha dichiarato invece il creatore del personaggio, Neil Gaiman in persona.

Sembra solo ieri (ma era il 1991) che le ‘Madri Preoccupate d’America’ annunciavano che avrebbero boicottato SANDMAN perché conteneva personaggi Bi e Transessuali, Gay e Lesbiche. Wanda era quella che le scombussolava di più: l’idea di una Donna Trans in un fumetto… Ci dissero che stavano organizzando il boicottaggio di SANDMAN, e che si sarebbero fermate solo se avessimo scritto alla American Family Association con la promessa di rimetterlo sulla retta via. Mi chiedo se abbiano notato che l’ultima volta non ha funzionato, o…

Lucifer: ecco il protagonista della serie tratta da Sandman di Neil Gaiman

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LuciferArriva da TVLine la conferma che l’attore Tom Ellis è stato ingaggiato per interpretare il ruolo da protagonista in Lucifer, la nuova serie televisiva in sviluppo in casa FOX basata sul personaggio introdotto in Sandman di Neil Gaiman.Tom Ellis, attore di origine gallese è meglio conosciuto per aver interpretato Robin Hood in Once Upon a Time. Vi ricordiamo che il pilot di Lucifer sarà diretto da Len Wiseman (Underworld) e vedrà produttori esecutivo Tom Kapinos, Jerry Bruckheimer e Jonathan Littman.

Lucifer: ecco il primo trailer della serie Fox/DC

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Lucifer: ecco il primo trailer della serie Fox/DC

Il network americano della FOX ha diffuso il primo trailer dell’annunciata nuova serie televisiva Lucifer, basata sul personaggio apparso in Sandman di Neil Gaiman.dell’universo della DC Comics:

Lucifer: due nuovi promo della serie tratta dal lavoro di Neil Gaiman

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Il network americano della FOX ha diffuso due nuovi promo inediti di Lucifer, l’attesa nuova serie televisiva basata sul personaggi creato da Neil Gaiman.

https://youtu.be/orUqhQjG978

https://youtu.be/TYQ2XuzbzBQ

Lo show racconta la storia di Lucifer (Tom Ellis) che dopo il suo abbandono degli Inferi si trasferisce a Los Angeles, dove apre  un locale chiamato Lux.

Lucifer prende in prestito una star da Arrow

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Lucifer prende in prestito una star da Arrow
Kevin Alejandro in Lucifer
Kevin Alejandro in Lucifer

Kevin Alejandro, noto per aver partecipato ad Arrow e Golden Boy, si è unito al cast della serie Fox Lucifer, basata sull’omonima serie a fumetti drammatico/procedurale. Stando a quanto riferisce Deadline, l’attore sarà un regular della serie e interpreterà Dan, un detective della omicidi che prova risentimento nei confronti di Lucifer, per via della sua connessione con la moglie e con la figlia. Alejandro rimpiazzerà Nicholas Gonzalez, che nel pilot interpretava lo stesso personaggio.

L’attore ha interpretato Sebastian Blood in Arrow 2 e ora si unisce al cast già formato da Lauren German, Lesley Ann-Brandt e Tom Ellis che interpreta il signore dell’inferno in persona.

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Lucifer esordirà sulla Fox all’inizio del 2016, nel periodo mid-season.

Lucifer – Stagione 6: quando uscirà ? gli autori e gli attori lo rivelano

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Dopo il debutto della quinta stagione di Lucifer, è partito il countdown per l’arrivo di Lucifer 6, o la seconda parte di Lucifer 5. Ebbene anche se al momento non c’è una data certa, gli autori dello show e gli attori incalzati su questa domanda hanno rivelato una possibile collocazione.

Tom Ellis, che interprete del protagonista Lucifer, ha dichiarato in merito: “Non sono sicuro di quando usciranno gli altri otto episodi, perché abbiamo ancora il finale da girare. Eravamo circa a metà delle riprese, quindi torneremo indietro, inizieremo con quello, e poi andremo direttamente alla sesta stagione. Quindi spero che sarà pronto per andare, immagino, verso Natale o all’inizio del prossimo anno.”

Aimee Garcia, che interpreta Ella Lopez: “Inizieremo la produzione in autunno e so che sarà molto controllata e molto sicura. Penso che noteremo come tutta questa pandemia cambierà la narrazione, ma siamo organizzati per iniziare la produzione molto presto.”

Nella quinta stagione stanco e infelice di essere il Signore degli inferi, Lucifer abbandona trono e regno per la follia scintillante di Los Angeles, dove si diletta ad aiutare la polizia locale in generale… e l’abile detective Chloe Decker in particolare. Nella prima parte della quinta stagione, dopo aver trascorso un periodo all’inferno, Lucifer deve tornare sulla Terra a gestire il caos lasciato dal fratello gemello Michael, che nel frattempo aveva preso il suo posto. Inoltre affronterà finalmente i sentimenti che prova per Chloe e darà una risposta alla domanda che i fan si fanno fin dall’inizio della serie: lo faranno o no?

Lucifer 5

Lucifer 5 è l’annunciata quinta stagione della serie televisiva ideata da Tom Kapinos per Fox e passata a Netflix. In merito alla nuova stagione gli showrunner Joe Henderson e Ildy Modrovich hanno commentato: “Siamo così incredibilmente grati a Netflix per aver resuscitato il nostro spettacolo la scorsa stagione, e ora ci ha permesso di finire la storia di Lucifero alle nostre condizioni. Soprattutto, vogliamo ringraziare i fan per la loro incredibile passione e supporto. Il meglio deve ancora venire.”

Nella quinta stagione protagonisti sono Lucifer Morningstar, interpretato da Tom Ellis. Signore degli Inferi annoiato del suo ruolo, diventa consulente della polizia di Los Angeles e gestisce il suo locale, chiamato “Lux”.  Chloe Decker (stagione 1-in corso), interpretata da Lauren German. Detective della omicidi della LAPD, aiutata da Lucifer nei vari casi. È l’unica persona finora nota ad essere immune ai suoi poteri di persuasione di Lucifer, e la propria presenza inoltre sembra renderlo mortale. Dan Espinoza (stagione 1-in corso), interpretato da Kevin Alejandro (Nicholas Gonzalez nell’episodio pilota). Detective della omicidi, ex marito di Chloe, che non vede di buon occhio Lucifer. Amenadiel (stagione 1-in corso), interpretato da D. B. Woodside. Un angelo che cerca di convincere Lucifer a tornare al suo posto negli Inferi. Lesley-Ann Brandt nel ruolo di Mazikeen: confidente e devoto alleato di Lucifer Morningstar, in breve “Maze”. Scarlett Estevez nel ruolo di Beatrice “Trixie” Espinoza: la figlia di Chloe e Dan, che fa amicizia con Lucifero e Mazikeen.

Via Collider

Lucifer – Stagione 5: trama, cast, uscita e dove vederla in streaming

Con la quinta stagione, Lucifer raggiunge una maturità narrativa e tematica che segna il punto di svolta definitivo della serie. Dopo la chiusura del quarto capitolo e l’apparente risoluzione del conflitto interiore del protagonista, i nuovi episodi rimettono tutto in discussione, riportando il Diavolo – interpretato con carisma da Tom Ellis – a fare i conti con la sua natura più profonda. Distribuita da Netflix in due parti tra il 2020 e il 2021, la stagione si compone di sedici episodi che ampliano l’universo mitologico costruito nel corso degli anni, mescolando noir, humour e riflessioni esistenziali sul libero arbitrio.

Lucifer 5: la trama e i temi di una stagione divisa tra inferno e redenzione

La quinta stagione riprende dopo il ritorno di Lucifer all’Inferno, dove ha scelto di restare per mantenere l’ordine tra le anime dannate. Tuttavia, il suo equilibrio viene infranto dall’arrivo del fratello gemello Michael, anch’egli interpretato da Tom Ellis, che decide di scendere sulla Terra e prendere il suo posto. Da questa sostituzione nasce un intreccio di inganni, gelosie e confronti morali che riflette il dualismo stesso della serie: il bene e il male, il peccato e la colpa, l’amore e la paura del cambiamento. Il ritorno di Lucifer a Los Angeles, inevitabile e catartico, diventa così il punto di partenza per un percorso di consapevolezza in cui la detective Chloe Decker (Lauren German) rappresenta ancora una volta la luce che lo costringe a guardarsi dentro.

Un cast consolidato e nuove apparizioni divine

Il cuore emotivo della stagione rimane la chimica tra Tom Ellis e Lauren German, ma attorno a loro ruota un ensemble ormai iconico: D.B. Woodside nei panni dell’angelo Amenadiel, Lesley-Ann Brandt come la demone Mazikeen, Rachael Harris (Linda), Aimee Garcia (Ella) e Kevin Alejandro (Dan). La seconda parte della stagione introduce anche una figura chiave: God, interpretato da Dennis Haysbert, la cui presenza sposta la narrazione su un piano metafisico e familiare. L’arrivo del Padre costringe i figli caduti a fare i conti con l’eredità divina, ma anche con la necessità di perdonare se stessi.

Gli episodi si distinguono per una sorprendente varietà stilistica: dal tono musicale e surreale di Bloody Celestial Karaoke Jam all’episodio in bianco e nero It Never Ends Well for the Chicken, ambientato in un passato da detective story anni ’40. Questa libertà di linguaggio conferma la volontà degli autori di sperimentare senza perdere coerenza con l’essenza della serie.

Uscita, ricezione e impatto sulla saga

Divisa in due blocchi da otto episodi ciascuno, la parte 1 è stata distribuita il 21 agosto 2020, mentre la parte 2 è arrivata il 28 maggio 2021 su Netflix. La decisione di suddividerla ha permesso di bilanciare i toni: i primi episodi più leggeri e investigativi, gli ultimi più spirituali e intensi, fino all’emozionante confronto tra Lucifer e Dio. La critica ha elogiato la capacità della serie di evolversi, passando da procedural a dramma mitologico e psicologico, senza perdere ironia né ritmo. La stagione 5 ha inoltre preparato il terreno per il capitolo finale, diventando una sorta di ponte emotivo tra la redenzione e la consapevolezza del sacrificio che attende il protagonista.

Dove vedere Lucifer – Stagione 5 in streaming

Lucifer – Stagione 5 è disponibile in streaming su Netflix, piattaforma che ha acquisito la serie dopo la cancellazione da parte di Fox nel 2018, trasformandola in uno dei titoli più popolari del suo catalogo. Tutti i sedici episodi sono visibili in versione originale sottotitolata e doppiata in italiano, con qualità video fino a 4K UHD.

Lucifer 5 e la riflessione finale sulla natura umana

Con la quinta stagione, Lucifer abbandona la semplice rappresentazione del Diavolo come figura di ribellione per abbracciare la complessità dell’essere umano. Le domande che attraversano gli episodi – sul destino, sull’amore, sulla possibilità di cambiare – non appartengono solo al mito, ma parlano direttamente allo spettatore. L’elemento soprannaturale diventa un linguaggio per raccontare la fragilità, la solitudine e il desiderio di redenzione. È questo, in fondo, il segreto della longevità della serie: dietro le ali, il sarcasmo e i casi da risolvere, Lucifer racconta il nostro eterno bisogno di sentirci degni di essere amati, anche quando crediamo di non meritarlo.

Lucifer – Stagione 4: recensione della nuova stagione targata Netflix

Dopo tante preghiere e un po’ di attesa, Lucifer torna a fare bella mostra di sé grazie al salvataggio compiuto da Netflix. La piattaforma ha dato infatti ascolto ai fan dello show, che a gran voce avevano chiesto di salvare questo Barabba dal limbo produttivo in cui Fox l’aveva scaraventato.

E così, come un anti-Cristo redivivo dal sepolcro, la serie con protagonista Tom Ellis e Lauren German torna “a riveder le stelle” grazie al servizio di streaming, accolta trionfante dalla frangia di appassionati, e con un po’ di timore da tutti gli altri. Se i primi, infatti, si sono subito spesi in salamelecchi e inchini, gli altri si son giustamente chiesti come, l’arrivo su Netflix, avesse potuto incidere sugli equilibri di un serial che, pur essendo stato creato da Tom Kapinos (Californication), non è mai stato veramente sconvolgente dal punto di vista della rappresentazione della sessualità o di altri contenuti VM, salvo ovviamente l’aspetto sanguinolento CGI oriented.

Il cambiamento è anche strutturale, perché Lucifer passa da un formato ampio, 13 episodi la prima stagione, 18 la seconda e 29 la terza, ad uno più conforme allo stile di Netflix, con soli 10 episodi, dal minutaggio appena più lungo, e con la possibilità che il diavolo infiammi lo spettatore senza preoccuparsi più del cilicio costrittivo imposto dal rating e da censure varie ed eventuali. A queste domande è facile trovare risposta sin dall’inzio di questo nuovo ciclo. Lucifer è cambiato poco e niente, tranne che per il fatto che la stagione è più corta e questo influisce positivamente sul ritmo del racconto.

Avevamo lasciato la serie con un notevole cliffangher di chiusura per la terza stagione. Dopo innumerevoli episodi a speculare su come e quando Chloe avrebbe scoperto la vera identità di Lucifer, la rivelazione arriva in chiusura di stagione, giusto un attimo prima che Fox cancellasse la serie scaraventando rovinosamente i fan dal paradiso all’inferno. Il nuovo corso Netflix non riprende le cose esattamente da quel punto, ma lascia passare un mese dalla fine della stagione precedente, con Lucifer che si strugge per amore verso una Chloe che si è presa una vacanza con Trixie, allontanandosi volutamente da Los Angeles e da quel diavolo che un po’ la spaventa e un po’, evidentemente, la conturba.

Dopo un attimo di smarrimento, in cui la serie ha bisogno di far ordine tra le carte sparpagliatesi sul tavolo, lo show gioca subdolamente con lo spettatore, riportandolo ben presto sulla strada fin troppo nota di quel serial da sempre a metà tra un criminal drama e una versione per scolarette di Californication, con una manciata di riferimenti provenienti da tutto ciò che rimane dalle ceneri di Streghe, Teen Wolf, Grimm e tutte quelle altre serie tv basate sul sovrannaturale che da almeno un ventennio scorrazzano liberamente tra i palinsesti della via cavo US.

Fino ad oggi, Lucifer è sempre stato uno show diesel, a lenta carburazione, che ha avuto spesso bisogno di numerose puntate per muovere (lentamente) i pezzi sulla sua scacchiera, ma sotto l’egida Netflix lo show ha subìto una brusca accelerata, eliminando tutto ciò che era superfluo, e concentrandosi sostanzialmente solo sui personaggi e la loro maturazione psicologica, lasciando in sottofondo, dove è giusto che resti, quella traccia criminal drama che appartiene comunque al suo DNA.

La gestione e la costruzione del tempo è infatti il più grande cambiamento che lo show ha subìto nel passaggio a Netflix. Non solo perché, come detto, la stagione dura nel complesso circa la metà rispetto al passato, ma anche perché è proprio il modo in cui il tempo trascorre nella serie ad essersi contratto. Se in passato non si aveva mai un’idea veramente chiara di quanto tempo trascorresse tra certi eventi ed altri, oggi abbiamo un chiaro indizio del fatto che l’intera stagione si sviluppi nell’arco di quasi un anno, concentrando quindi, in 10 episodi di circa 50 minuti, una considerevole quantità di tempo e un mucchio di risvolti narrativi e sentimentali, snocciolati nell’arco di 9/10 mesi. Considerando la ricchezza di svolte narrative, avvenimenti e situazioni da gestire, non è poco per lo sviluppo di un cast così nutrito di personaggi.

Tutto questo si traduce in uno show che, come da impostazione delle stagioni 2 e 3, si prende il tempo che serve per parlare dei personaggi e dei loro turbamenti, ma che si libera anche di tante situazioni del tutto accessorie che, in passato, non facevano che mettere sotto i riflettori il fare – spesso macchiettistico – di Lucifero. Quest’aspetto del personaggio viene però conservato e piegato in maniera più funzionale alla narrazione, cadenzato anche da un montaggio più veloce e sintetico. Un pregio, a nostro giudizio, dell’intero show, è stato proprio quello di diventare un racconto corale in cui, benché nessuno dei personaggi abbia lo stile (e la versatilità recitativa) del Lucifero di Tom Ellis, ognuno ha dei momenti di interesse e coinvolgimento per lo spettatore.

L’avvento di Netflix non ha quindi contaminato lo show, né ha utilizzato l’assenza della censura tipica delle tv in chiaro per spendersi in un tripudio di sesso e droghe pesanti, semmai ha semplicemente reso l’intero show più denso e dinamico a patto che, ovviamente, lo spettatore sia a suo agio con il tempo televisivo che trascorre così rapidamente. I salti temporali, in effetti, non sono gestiti benissimo, ed anzi a metà stagione si compie inspiegabilmente un salto di qualche mese, raccontato allo spettatore solo per mezzo di un breve dialogo tra Maze e Linda. L’ellissi temporale non è gestita bene, ma in fin dei conti non lede al carisma dello show, in debito in egual misura all’aspetto sovrannaturale e verso quello poliziesco.

Se l’aspetto investigativo, in questo ciclo, sembra però un pochino sottotono, quel che ne ha guadagnato è lo sviluppo morale e, soprattutto, emotivo dei personaggi, praticamente tutti intenti a fare i conti con un nuovo lato di sé stessi, chi per puro caso (Maze), chi per motivazioni più profonde (Dan), chi per un inaspettato plot twist (Laura e Amenadiel). Il risultato è un nuovo cambio di rotta per una serie che, comunque, sin dai suoi esordi ha sempre cercato di affiancare ai suoi personaggi tematiche nuove e modi alternativi di affrontare le stesse, cercando di mantenersi comunque in equilibrio sulle sue venature più squisitamente sovrannaturali. Venature che qui si mostrano – finalmente – con maggior concretezza, in una serie di situazioni che lasciano ben sperare per il futuro, augurato ma non ancora confermato, della serie.

Lucifer è quindi cambiato? Potremmo dire che l’approdo a Netflix ha portato dei cambiamenti e che i fan della prima ora se ne sono accorti, ma la verità (che questi stessi fan ben conoscono) è che la serie ha sempre avuto voglia di non adagiarsi sugli allori del carisma del suo protagonista, mettendosi in gioco con una serie di ritratti e personaggi secondari che in questa nuova veste emergono più valorizzati e divertiti che mai.

Il pregio del passaggio a Netflix è stato quello di lasciare lo show libero di esprimersi come voleva, scendendo a patti col diavolo solo per la volontà di ridurre il numero di episodi per stagione e, di conseguenza, l’investimento economico. Un risparmio che, per fortuna, non ha leso né al cast né al resto dell’impianto produttivo, mantenendo intatti il divertimento e l’esagerazione che, dal primo episodio, complice l’interesse per Gaiman, aveva spinto gli spettatori a sedersi davanti alla tv.

Lucifer – Stagione 3: trama, cast, uscita e dove vederla in streaming

Con la terza stagione, Lucifer consolida la sua identità di serie brillante e provocatoria, in grado di fondere la leggerezza del procedural con una dimensione mitologica e psicologica sempre più complessa. Dopo aver affrontato le origini del male e le conseguenze delle proprie scelte, il Diavolo di Tom Ellis torna a Los Angeles per un nuovo ciclo di episodi che ridefinisce il suo rapporto con l’umanità e con sé stesso. Prodotta da Warner Bros. Television e trasmessa originariamente su FOX, la stagione ha segnato un punto di svolta per lo show, ampliandone i toni, la struttura e la profondità emotiva.

Lucifer 3: la trama e il ritorno delle ali del Diavolo

La stagione si apre con un colpo di scena: dopo essere stato rapito e risvegliatosi nel deserto, Lucifer Morningstar scopre di avere di nuovo le ali, simbolo della sua natura angelica e della dualità che non riesce mai a risolvere. Determinato a capire chi lo abbia catturato e perché, Lucifer intraprende una nuova indagine che lo porterà a scontrarsi con forze misteriose e con il proprio passato. Nel frattempo, la sua relazione con Chloe Decker (Lauren German) evolve in un equilibrio fragile tra attrazione e diffidenza, mentre il ritorno del tenente Marcus Pierce (interpretato da Tom Welling) aggiunge un nuovo livello di tensione e ambiguità morale.

La terza stagione esplora in modo più profondo il concetto di identità: Lucifer non è soltanto il diavolo che sfida Dio, ma un essere diviso tra il desiderio di redenzione e la paura di essere condannato per sempre alla solitudine. Gli episodi alternano toni ironici e momenti drammatici, rivelando quanto la serie riesca a oscillare tra la leggerezza del racconto poliziesco e la densità di un viaggio interiore.

Un cast corale e nuovi antagonisti

Il successo della terza stagione si deve anche alla forza del suo cast, ormai perfettamente sincronizzato. Accanto a Tom Ellis e Lauren German, tornano D.B. Woodside (Amenadiel), Lesley-Ann Brandt (Mazikeen), Rachael Harris (Linda Martin), Aimee Garcia (Ella Lopez) e Kevin Alejandro (Dan Espinoza). L’ingresso di Tom Welling, ex volto di Smallville, nel ruolo del misterioso tenente Pierce, introduce un personaggio carismatico e complesso, destinato a cambiare il corso della storia.

Pierce nasconde infatti un segreto che affonda nelle origini stesse dell’umanità, legato alla leggenda di Caino: un’anima immortale condannata a vagare sulla Terra. Questo elemento biblico si intreccia con la narrazione contemporanea, rendendo la terza stagione la più ambiziosa dal punto di vista tematico e morale. Attraverso i dialoghi, gli scontri e le scelte dei personaggi, Lucifer riflette su colpa, perdono e desiderio di riscatto, trasformando l’intrattenimento in un vero e proprio laboratorio di emozioni.

Uscita, ricezione e impatto narrativo

Composta da 26 episodi, la terza stagione è andata in onda negli Stati Uniti dal 2 ottobre 2017 al 28 maggio 2018 su FOX. È stata l’ultima prodotta dalla rete prima che la serie venisse salvata da Netflix, dopo una campagna globale dei fan (#SaveLucifer) che ne ha ribadito il valore culturale e affettivo.
La critica ha accolto positivamente il tono più maturo e la capacità di fondere dramma e ironia, pur segnalando qualche sbilanciamento di ritmo nella parte centrale. Tuttavia, l’arco narrativo complessivo e il cliffhanger finale hanno confermato Lucifer come una delle serie più amate e discusse del panorama televisivo internazionale.

Dove vedere Lucifer – Stagione 3 in streaming

Oggi Lucifer – Stagione 3 è disponibile in streaming su Netflix, dove è possibile recuperare tutte le stagioni in ordine cronologico. La piattaforma offre la serie in versione originale sottotitolata e doppiata in italiano, con qualità fino a 4K Ultra HD.

In alternativa, gli episodi possono essere acquistati singolarmente o in blocco su Apple TV, Google Play Film e Amazon Prime Video Store. L’accessibilità multipiattaforma ha contribuito a rilanciare il successo dello show, permettendo anche ai nuovi spettatori di riscoprire la prima fase del viaggio di Lucifer e Chloe.

Lucifer 3 e il peso della libertà

Con la terza stagione, Lucifer trova un equilibrio perfetto tra intrattenimento e introspezione, mescolando comicità, azione e filosofia morale. Il ritorno delle ali diventa metafora di un conflitto eterno: la libertà di essere sé stessi contro il destino imposto.
È una stagione che parla di perdono, di seconde possibilità e della difficoltà di accettare la propria natura quando il mondo ti costringe a scegliere tra luce e oscurità. Tom Ellis conferma qui la sua prova più sfaccettata, capace di rendere il Diavolo un personaggio profondamente umano, mentre la regia e la scrittura si concedono spazi di sperimentazione che anticipano la svolta più spirituale delle stagioni successive.

Lucifer – Stagione 3: arriva il trailer della terza stagione

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Lucifer – Stagione 3: arriva il trailer della terza stagione

Dopo l’attesa e il rilancio della saga, è finalmente disponibile il trailer ufficiale della terza stagione di Lucifer. Una nuova fase si apre per il diavolo più affascinante della televisione: tra detective, misteri sovrannaturali e la conflittualità dell’anima, il video lascia intuire che Lucifero Morningstar (interpretato da Tom Ellis) sarà messo davvero alla prova.

Cosa mostra il trailer e cosa aspettarsi

Il trailer rilancia l’ambientazione di Los Angeles, il club Lux, la detective Chloe Decker e un nuovo antagonista intrigante, Tom Welling nei panni di Marcus Pierce. Le sequenze alternate tra scene d’azione, indagini e momenti più intimi suggeriscono che il tema centrale sarà l’identità: al diavolo che ha scelto una vita sulla Terra si affianca un conflitto interiore che pare destinato a cambiare gli equilibri. Secondo alcune anticipazioni, “una piccola scintilla” aprirà un percorso che toccherà le ali cadute, il senso di colpa e la redenzione.

La trama della terza stagione di Lucifer

Dopo essere stato rapito e risvegliatosi nel deserto con le sue ali tornate al loro posto, Lucifer Morningstar deve scoprire chi lo ha catturato e perché. Mentre tenta di riappropriarsi della propria libertà, la sua relazione con Chloe si complica ulteriormente, e la tensione cresce quando entra in scena il nuovo tenente Pierce, che sembra nascondere un segreto oscuro.  Nel frattempo, Mazikeen e Amenadiel affrontano a modo loro il conflitto tra natura celeste e umana, mentre il club Lux diventa ancora una volta teatro di intrighi e rivelazioni. La stagione promette di esplorare più a fondo il tema del destino, dell’identità e del prezzo della redenzione.

Quando e dove vederla

La terza stagione è partita negli Stati Uniti il 2 ottobre 2017 su Fox. In Italia sarà disponibile tramite le piattaforme di streaming e distribuzione che detengono i diritti della serie per il mercato locale (come ad esempio Netflix per alcuni territori). Nel frattempo, il trailer ufficiale resta un’anticipazione decisiva per tutti i fan che vogliono vedere “il diavolo” in una nuova, più intensa sfida.

Lucifer – Stagione 2: recensione della stagione con Tom Ellis

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Lucifer – Stagione 2: recensione della stagione con Tom Ellis

Dopo una prima stagione a dir poco scoppiettante, che ha tenuto incollati alla tv milioni di telespettatori in tutto il mondo, quel diavolo di Tom Ellis torna a far danni con un nuovissimo episodio di Lucifer.

Nel season finale avevamo lasciato un Lucifer Morningstar (Tom Ellis) sanguinante alle prese con la fuga di sua madre dagli inferi per ritrovarlo poi impegnato, in coppia con l’angelico fratello Amenadiel (D.B. Woodside), nella ricerca della loro genitrice nella caotica città di Los Angeles. Eppure questa assurda caccia al topo non è l’unica cosa che rende inquieto Lucifer; ad infastidirlo ci sono infatti le insistenti domande della sua bella detective Chloe Decker (Lauren German) che ancora non riesce a spiegarsi come il suo collega sia uscito indenne dalla sparatoria. A turbare inoltre entrambi i fratelli è la misteriosa scomparsa di Maze (Lesley-Ann Brandt) che Lucifer crede possa essere l’artefice della fuga di sua madre. Intanto un terribile omicidio sconvolge la città…

La fortunata serie fantasy crime della Fox, Lucifer, riparte con la 2×01 dal titolo Everything’s Coming Up Lucifer, un episodio purtroppo non molto convincente. Durante l’ultima puntata della prima stagione, in soli quaranta minuti, ne erano successe di cotte e di crude e molte questioni ovviamente erano rimaste irrisolte; tutti i personaggi sembravano infatti ad un bivio e si aveva l’impressione che da quel momento in poi tutto sarebbe cambiato. Questo primo assaggio di stagione sembra però aver tradito un po’ le aspettative del pubblico: tutto infatti sembra esattamente come prima. Nonostante il duo Lucifer-Amenadiel funzioni meglio della coppia Totò e Peppino, è impossibile non far caso al comportamento anomalo di alcuni dei personaggi secondari; in primis la fuga di Maze, che sembra in preda ad un’assurda crisi esistenziale, e secondo il reintegro del detective Dan ‘Douche’ Espinoza (Kevin Alejandro) che, dopo essere finito in prigione per aver tradito la polizia, viene riammesso in servizio a distanza di quelle che sembrano essere poche settimane (se non giorni!) di carcere.

Ma se questi bizzarri elementi narrativi ci hanno fatto storcere il naso, al contrario invece c’è una nuova ‘coppia’ che merita la nostra attenzione; pare infatti che tra Maze e la dottoressa Linda Martin (Rachael Harris) sia nata una sorta di strana amicizia che in effetti potrebbe portare alla luce alcuni dettagli ancora nascosti del passato della bella demone. A portare inotre un po’ di brio nella serie ci pensa la new entry di questa stagione; il dipartimento di polizia ha infatti un nuovo esperto forense Ella Lopez (Aimee Garcia), una bizzarra ed adorabile creatura dotata di una grande fede religiosa, che sembra aver catturato già l’attenzione di Lucifer.

Come sempre l’elemento puramente crime risulta assai debole anche se, grazie alle indagini autoconclusive dell’episodio, questa volta riusciamo a scoprire qualcosa in più sul rapporto tra il nostro diabolico protagonista e sua madre. Immancabile ovviamente il cliffhanger che, arrivando proprio negli ultimi minuti di gioco, ci fa sperare in una seconda puntata col botto.

La prossima puntata di Lucifer, la 2×02 dal titolo Liar, Liar, Slutty Dress on Fire, andrà in onda negli States lunedì 3 ottobre sempre sul canale della Fox.

Lucifer – Stagione 2, promo: Chi è sfuggito all’inferno?

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Lucifer – Stagione 2, promo: Chi è sfuggito all’inferno?

A prescindere dal nome con cui lo si chiama, Satana, alias Lucifer, è stato raffigurato nella cultura popolare praticamente da quando esiste il concetto stesso di cultura popolare. In realtà è perfettamente logico, poiché è difficile trovare un cattivo più minaccioso del Principe delle Tenebre, un essere generalmente considerato l’incarnazione vivente del male e dell’odio. Naturalmente, non tutte le rappresentazioni cinematografiche di Satana sono state puramente negative, molte delle quali presentano “Old Scratch” come un personaggio gravemente imperfetto, ma non del tutto spregevole.

L’ultimo di questa serie di Satana simpatici è Lucifer Morningstar, il protagonista della serie drammatica di successo della FOX Lucifer. Interpretato dall’attore gallese Tom Ellis (The Strain), Lucifer è incentrato sul diavolo titolare, che è diventato sempre più annoiato dalla gestione delle operazioni quotidiane dell’Inferno. Desideroso di nuovi orizzonti, Lucifer si trasferisce a Los Angeles e ben presto inizia a risolvere casi insieme alla detective outsider della polizia di Los Angeles Chloe Decker. Perché Lucifer dovrebbe interessarsi alla risoluzione dei crimini? La risposta è semplice: per il gusto di smascherare pubblicamente i peccatori. È anche affascinato da Chloe perché lei è in qualche modo immune agli effetti dei suoi poteri infernali. La serie è basata su un fumetto Vertigo con lo stesso nome ed è stata sviluppata per la TV dal creatore di Californication, Tom Kapinos.

Lucifer è stato un successo piuttosto sorprendente per la FOX nella scorsa stagione, con molti che dubitavano che una premessa così insolita potesse funzionare sul network. Ora, Lucifer si avvia alla sua seconda stagione con grande attesa da parte dei fan, che sperano che la serie non subisca una sorta di crisi da secondo anno. A tal fine, la FOX ha pubblicato un nuovo promo per la seconda stagione di Lucifer, che anticipa la risoluzione del colpo di scena finale della prima stagione, ovvero la fuga dall’inferno della madre di Lucifer, che ha portato Dio ad affidare a Lucifer il compito di catturarla.

Interpretata dalla veterana di Battlestar Galatica Tricia Helfer, la madre di Lucifero è a tutti gli effetti l’“ex moglie” di Dio e madre non solo di Lucifero, ma di tutti gli angeli del Signore. È stata rinchiusa all’inferno per millenni e, naturalmente, Dio non è affatto contento quando lei finalmente riesce a liberarsi e ad arrivare sulla Terra in forma umana. Apparentemente, lei dice di essere lì solo per ricongiungersi con i suoi figli, ma Lucifero sospetta che ci sia qualcosa di più di quanto sembri. Sfortunatamente, i suoi poteri soprannaturali ovviamente non funzionano su di lei, costringendolo a cercare di scoprire cosa sta tramando alla vecchia maniera.

Con Lucifer ormai parte integrante del palinsesto autunnale della FOX, Ellis si trova in un ruolo che potrebbe lanciare la sua carriera. Recita da quasi vent’anni, principalmente nel Regno Unito, ma non è mai riuscito a ottenere una parte abbastanza importante da diventare famoso negli Stati Uniti. Se la seconda stagione di Lucifer dimostrerà che il successo iniziale della serie non è stato un caso, Ellis potrebbe benissimo continuare a cavalcare questa onda demoniaca per molte stagioni a venire.

Lucifer torna con la seconda stagione il 19 settembre 2016.

Lucifer – Stagione 1: recensione: nascita di un’icona pop tra procedural e mito, tra libero arbitrio e desiderio di redenzione

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La prima stagione di Lucifer inaugura un universo dove il crime da quaranta minuti alza costantemente l’asticella grazie a un protagonista capace di cannibalizzare la scena con carisma e ironia. Fin dal pilot – elegante nella confezione ma narrativamente ancora prudente – la serie dichiara il proprio impianto: fish out of water con accento britannico, sorriso beffardo e una voragine interiore che chiede di essere colmata, mentre Los Angeles (e il club Lux) diventano palcoscenico di una commedia nera sul senso di colpa. La scelta di far collaborare il Diavolo con la polizia non è solo un espediente per incasellare il racconto nel procedural, ma il modo più rapido per mettere Lucifer in attrito con l’umanità; e se l’indagine settimanale è spesso il segmento più scolastico, è nelle fratture tra caso e confessione che il personaggio trova la sua ragione d’essere.

Dal pilot alla costruzione del mito: quando l’intrattenimento incontra la teologia pop

Il pilot scorre senza inciampi, appoggiandosi quasi totalmente al magnetismo di Tom Ellis, che trasforma Lucifer Morningstar in una maschera pop irresistibile: seduzione e sarcasmo, onnipotenza e vulnerabilità, blasfemia e bisogno di essere visto. L’impianto fumettistico Vertigo viene addomesticato rispetto alle suggestioni più cupe: scelta che potrà deludere i puristi, ma che consente alla serie di dialogare con un pubblico ampio. La somiglianza estetica con altri fantasy-crime Fox (Sleepy Hollow su tutti) non è casuale e rimanda a un immaginario lucido, patinato, nobilitato dalla regia dei primi episodi. Così, mentre il caso Delilah mette Lucifer sulla strada della detective Chloe Decker (ottima Lauren German, controcampo pragmatico e ferito), si definisce la vera architettura del racconto: non “chi ha ucciso?”, ma “chi sei, davvero, quando smetti di mentire a te stesso?”.

Identità, libero arbitrio e umanità: il filo rosso che tiene insieme i personaggi

La stagione lavora a strappi, ma il tema del libero arbitrio resta la cucitura che non salta mai. Lucifer è il ribelle per antonomasia, eppure il suo desiderio di scegliere – l’umanità, la mortalità, l’amore – lo rende più umano degli umani. La linea Maze (Lesley-Ann Brandt) si fa via via centrale: la fedeltà al “padrone” vacilla, emergono gelosie e bisogni non negoziabili, e il demone scopre che anche l’inferno dell’identità può essere rinegoziato. Amenadiel (D.B. Woodside) entra in scena come antagonista teologico, poi si rivela detonatore drammaturgico: spinge, tenta, manipola, e costringe Lucifer a prendere posizione. Le sedute con Linda (Rachael Harris) sono le valvole di decompressione e, insieme, il dispositivo critico con cui la serie verbalizza i suoi dilemmi: colpa, perdono, fallibilità. Quando la scrittura mette questi elementi in primo piano, Lucifer abbandona l’inerzia del procedurale e si fa racconto morale travestito da intrattenimento.

L’alchimia del cast e il turning point: quando la serie smette di nascondersi

Il cast corale funziona perché distribuisce peso e ritmo: Dan (Kevin Alejandro) è l’ambiguità quotidiana, Trixie (Scarlett Estevez) l’innocenza che smonta le pose, Ella arriverà più avanti ma qui il perno è la coppia Ellis–German, capace di generare una chimica “platonica” che non anestetizza la tensione, anzi la carica di ironia e tenerezza. Tra gli episodi, 1×06 “Favorite Son” e 1×09 “A Priest Walks into a Bar” segnano due snodi: il primo svela crepe e ossessioni del protagonista; il secondo eleva il tono con un confronto sulla fede che scavalca la formula case of the week e consegna momenti di autentica emozione. È qui che Lucifer smette di nascondersi: abbassa il volume dello sberleffo e fa parlare la ferita, lasciando intravedere il cuore tragico sotto il glamour.

I limiti del procedural e i meriti della messa in scena: ritmo, musica, città-personaggio

Non tutto fila, e va detto con chiarezza. La componente investigativa resta spesso piatta e intercambiabile; alcuni episodi centrali soffrono di allungamenti, ripetono pattern (entrata in scena, indizio ironico, tentazione, confessione), mettono il pilota automatico. Ma la confezione tiene il quadro: Los Angeles è città-personaggio, il Lux un teatro di specchi, e la colonna sonora – volutamente peccaminosa – funge da commento psicologico puntuale. Quando la regia indulge nel patinato è perché la serie sceglie consapevolmente il registro pop, e lo fa senza complessi, cercando un equilibrio tra noir levigato e allegoria teologica. L’ultimo tratto di stagione accelera: la vulnerabilità di Lucifer in presenza di Chloe riorganizza i rapporti di forza, #TeamLucifer prova a sporcarsi le mani con il satanismo “di superficie”, e il cliffhanger pre-finale promette che il gioco, d’ora in poi, si farà più grande dei singoli casi.

Giudizio: il diavolo nei dettagli (giusti)

Lucifer S1 è, insieme, promessa e fondazione: intrattenimento brillante sostenuto da un protagonista “larger-than-life”, che funziona anche quando la trama poliziesca non incide. I puristi Vertigo possono rimpiangere spigoli levigati, ma la serie – proprio grazie a quella levigatezza – costruisce un mito accessibile, capace di parlare a domande universali con strumenti pop. Quando ascolta i suoi personaggi e lascia emergere il tema del perdono (degli altri e di sé), la stagione trova un respiro che va oltre la formula e prepara il terreno a sviluppi più ambiziosi. Non è perfetta, ma è già necessaria: perché dietro il sorriso di Lucifer, la serie intercetta la nostra fragilità più contemporanea, il bisogno di scegliere chi essere, anche quando il mondo ci ha già etichettati.

Luciano Ligabue e il cast presentano Made in Italy

A pochi giorni dall’uscita nelle sale del suo terzo lavoro da regista, prevista per il 25 gennaio, Luciano Ligabue parla di Made in Italy, ritorno dietro la macchina da presa per il rocker emiliano a 20 anni dall’esordio con Radiofreccia. Accanto a lui i protagonisti Stefano Accorsi e Kasia Smutniak e il cast.

Il film nasce dall’album Made in Italy [del 2016 ndr], in che modo?

Luciano Ligabue: “Nasce come progetto “balordo”. Oggi è anacronistico fare un concept album, la musica si ascolta con una certa velocità […], chiedere a qualcuno di ascoltare un album intero è al limite della presunzione, ma era ciò che volevo fare. Da lì ho contattato Domenico Procacci [produttore del film ndr], che ha amato il disco, e a quel punto sono cadute le mie resistenze a fare un altro film. Fare film infatti è un mestiere faticosissimo per me, che sono abituato a fare i conti con emozioni che fluiscono. […] Significa un po’ “progettare” le emozioni, fare in modo che una serie di pezzetti di pochi secondi riescano, attraverso un processo molto mentale, a produrre qualcosa che tu vorresti fosse di cuore”. “Mi sono riavvicinato alla regia perché non avevo più la scusa di non avere una storia da raccontare”. E sul suo approccio da regista precisa: “Ho voluto sempre essere il più specifico possibile, già dai tempi di Radiofreccia. […] Continuano ad interessarmi storie specifiche che non per forza raccontano di tutti. Poi, se altri vi si riconoscono, vuol dire che l’opera di fantasia ha funzionato”.

Il  concetto di cambiamento è centrale nel film, ce ne parla?

Luciano Ligabue: “Il cambiamento fa paura, siamo propensi a pensare che non porti buone cose. Se poi ti ancori alle certezze, hai ancora meno voglia di avventurartici. Però, il cambiamento è il movimento naturale della vita. Più che gli eventi, è come noi reagiamo agli eventi a produrre la nostra realtà. […] Riko sente che ciò che ha gli va stretto, nonostante lo ami. Ha bisogno di cambiare il punto di vista. Il film è il racconto di questo suo percorso”.

È difficile tenere insieme storia d’amore e un discorso forte sull’Italia, come lei fa qui?

Ligabue: “Ho cominciato a raccontare del mio sentimento verso il paese dieci anni fa, con Buona notte all’Italia. […] Con questa e altre canzoni volevo raccontare l’amore per questo Paese, che non viene meno nonostante la frustrazione per tutti i problemi irrisolti. Nel film racconto questo sentimento attraverso gli occhi di chi ha meno privilegi di me. Riko vive una vita normale […] e ha un rapporto molto forte con le radici. […] Mi interessava soprattutto raccontare gli stati d’animo di un gruppo di persone per bene che, come tali mediamente non hanno voce in capitolo, o non vengono raccontate perché non sono interessanti dal punto di vista drammaturgico”.

Crede sia possibile spezzare il cordone ombelicale che la lega così fortemente alla provincia?

Ligabue: “No, non credo, perché ci vivo da un numero inenarrabile di anni e ci vivo bene. È la mia dimensione ed è anche per questo che magari il mio raggio d’azione è limitato geograficamente, perché voglio raccontare ciò che conosco bene”.

Come avete lavorato ai vostri personaggi e com’è stata quest’esperienza?

Kasia Smutniak: “Il personaggio di Sara è stato difficile da affrontare. Mi ha aiutato poter lavorare su una base di musica e parole ed avere molto chiaro il mondo nel quale mi trovavo, il mondo di Luciano. […] Mi sono ispirata alla forza delle donne. Di Sara mi piace la coerenza, il suo stare coi piedi per terra. È una donna che sa quello che vuole. […] Nei momenti difficili prende una decisione e non ha paura di farlo”.

Stefano Accorsi: “Riko è un uomo che sta, sta in questa sua vita avendo vissuto anche anni molto diversi per questo paese. Lo troviamo in un momento di crisi. […] Il bello è che non succede nulla di eclatante nella sua vita, se non cose normali. È il suo modo di rapportarsi a queste cose che cambia. Cambiando punto di vista, Riko si rigenera. È raro mettere in scena questo tipo di personaggi raccontati in questo modo. Di solito si cercano sempre i cattivi, o anche qualcosa di straordinario. Invece qui non è così. […] Questo è ciò che ci ha permesso di interpretare i personaggi in modo autentico.

Fausto Maria Sciarappa [nel film interpreta Carnevale, amico di Riko ndr]: “C’è una canzone di Luciano, […] G come giungla, che dice: non basta restare al riparo, chi vuol sopravvivere deve cambiare. […] Ho vissuto sulla mia pelle questo cambiamento. Negli anni ’90 ho lasciato l’Italia per l’Inghilterra, dove sono stato dieci anni. Vedere il film alla proiezione a Correggio mi ha emozionato. Una cosa che ha detto Luciano mi ha colpito molto: che uno dei suoi obiettivi era quello di far venire la nostalgia dell’Italia non agli italiani all’estero, ma a quelli che vivono in Italia”.

Luciana Littizzetto e Rocco Papaleo raccontano E’ nata una Star?

La conferenza stampa di presentazione del film È nata una star? Si è svolta venerdì 16 Marzo a Roma. Presenti all’incontro Luciana Littizzetto, Rocco Papaleo, Pietro Castellitto e Lucio Pellegrini. Maggior risalto, da parte degli attori e del regista, è stato dato al messaggio che la pellicola intende veicolare più che agli elementi frivoli e piccanti della storia.

Luciana Littizzetto e Fabio Fazio e il doppiaggio con i Minions

Luciana Littizzetto e Fabio Fazio e il doppiaggio con i Minions

In arrivo al cinema il prossimo 27 agosto, Minions racconta le avventure dei piccoli aiutanti dei malvagi prima che trovassero in Gru, protagonista di Cattivissimo Me, il padrone ideale da servire.

A doppiare il film per la versione italiana sono stati chiamati Luciana Littizzetto e Fabio Fazio. Ecco cosa hanno raccontato sull’esperienza  in sala di doppiaggio con Fiamma Izzo.

Scarlet Sterminator è la madre di tutte le cattive, icone di stile e determinazione. Mentre suo marito Herb è uno scienziato pazzo e un gran fustacchione. Intanto, siete sposati?


Fabio Fazio:
Si ci ha sposati Terrence Hill a Sanremo. 

Luciana Littizzetto: Adesso c’è il divorzio breve potremmo pensarci, comunque lui è innamoratissimo di me che sono spietata, perfida, cattiva feroce ma ho anche questa parte morbida e docile perché sono innamorata di lui che è mio marito ed è un cretino totale! Ma è quello che capita alle grandi donne di potere che hanno questa parte fragile che si innamorano facilmente di balenghi che non ti immagineresti mai… poi leggi tu il sotto testo….

Fabio tu hai fatto fatica a manifestare tutto il tuo amore?

F.F.: Quello è il lavoro, il professionismo…
L.L: … è fare finta.
F.F.: È fare finta, poi noi ormai siamo oltre.
L.L.: Noi battibecchiamo spesso ma nella vita normale non litighiamo.
F.F.: Ci vorrebbe pure…! Il film come avete capito è totalmente autobiografico per quanto riguarda Luciana, è la storia della sua vita.
L.L: Ma anche per te!
F.F.: Si per certi versi anche per me, io sto scontando una pena e i servizi sociali mi hanno affidato Luciana.
L.L: E poi non so se notate la fisicità di Fabio somiglia molto a quella di…
F.F.: Jon Hamm che ha doppiato…
L.L.: No a Herb che ha queste lunghissime gambe magre, un po’ senza culo e questo nasone!

Essere scelti per un personaggio dei cartoni animati aumenta la propria autostima o la mette in discussione?

F.F.: La aumenta enormemente, diventare voce di un cartone vuol dire che si finisce nell’immaginario dei bambini, ho due figli piccoli e lo confesso, l’ho fatto soprattutto per piacere a loro…
L.L.: … e guadagnare punti.
F.F.: E guadagnare punti e ho sempre desiderato avere questa possibilità, finire in un cartone animato significa, ora esagero, trascendere dall’aspetto umano, diventi più che umano, immortale, è una cosa meravigliosa. A noi a Sanremo hanno dedicato una volta una storia di Topolino, più di quello non c’è.
L.L: E ti da la possibilità di recitare di nuovo, io nasco come attrice…
F.F.: Chi, tu?
L.L: Si attrice e doppiatrice…
F.F.: Quando?
L.L.: Vedete la fatica?!? Si attrice di telenovela dove facevo i bambini maschi.
F.F.: Come Rita Pavone con Giamburrasca!
L.L.: (ride) Si uguale! Nella televisione non reciti, sei tu. Quindi l’idea di recitare ed essere diretta da Fiamma Izzo vuol dire essere portata per mano da una persona che sa tutto, ma è anche libera e talmente professionista, che ti fa fare quello che vuoi tu ma ti dice anche come puoi modificare e cambiare, che non è da tutti.

Luciana visto la tua esperienza, come se l’è cavata Fabio?

L.L.: Benissimo, si che è un cretino, ma lui ha iniziato facendo l’imitatore e questo vuol dire che ha una padronanza della voca pazzesca, tant’è che diventa la voce degli altri. Quindi per lui questo è stato il primo esperimento ma in realtà è una cosa che gli veniva abbastanza facile.
F.F.: Sei stata molto gentile… è stata un’esperienza molto divertente, la prima e forse anche l’ultima, ma Fiamma mi ha aiutato in tutto aldilà della direzione, gli aspetti tecnici, ma proprio nel trovare la voce adatta al personaggio, e farsi venire un’idea che per me era difficile. Luciana ha fatto qualunque cosa e infatti è arrivata lì e sembrava Sandra Bullock
L.L.:… si stessa fisicità…
F.F.: A parte quello, la voce era sovrapposta e identica, io invece ho fatto togliere la voce originale perché mi distraeva…
L.L.: Perché tu sei uno straccia palle! No perché sei professionista, perché sei pignolo!

Avete lavorato insieme durante i turni di doppiaggio?

F.F.: No! No per carità questa è stata una clausola, stanze separate!
L.L.: Piste separate! Abbiamo cominciato con lui perché essendo alle prime armi ci è voluto molto più tempo, no?! Poi non voleva vedere me perché magari gli mettevo l’agitazione quindi il primo giorno ha fatto tutto lui da solo, ripetendo ossessivamente le cose perché sbagliava molto! Poi sono arrivata io e in un attimo…
F.F.: Come in montagna il primo che parte è quello più bravo perché deve tirare i compagni.
L.L.: Peccato che poi l’hai dovuta rifare per metà!
F.F.: No non è vero ci tenevo a rifarla… per me è stato tutto difficile, trovare lo studio! E capire se riuscivo a fare due cose insieme, vedere e parlare, e fare tutto prima dell’arrivo di Luciana… che era la cosa più importante.
L.L.: Io non l’ho visto mentre doppiava, mentre lui invece mi ha visto, e avrei voluto vederlo.
F.F.: Io ho impiegato un attimo!
L.L.: Lui sempre un attimo!

Se dovreste scegliere un cattivo da adorare, come fanno i Minions, chi scegliereste?

F.F.: Oggi ce l’hanno fatta spesso questa domanda, eppur essendo in due stanze diverse con gruppi diversi abbiamo detto lo stesso nome, per dire quanto siamo affini, il dittatore coreano.
L.L.: Kim Jong-un.
F.F.:
Il cattivo vero non puoi adorarlo, uno che fa un po’ ridere si. E lui è un po’ ridicolo, e potrebbe essere quello che oggi i Minions cercano, fisicamente gli assomiglia anche no?

L.L.: Si un enorme pinolo obeso.
F.F.: Un enorme Minions, anche perché con i cattivi veri non ci puoi né scherzare né esserci complice.

Secondo voi qual è il mix di successo di questo film?

F.F.: Hanno un linguaggio totalmente surreale, dicono una parola e quella assume un significato pazzesco!
L.L.: Cuccaraccia!
F.F.: (ride) Libertà assoluta, ecco sono liberi, c’è molta libertà nell’essere cattivi nel poter dire cose apparentemente senza senso e magari dire una parola e tutto il resto diventa inutile e quindi sconvolge l’ordirne logico delle cose, la cattiveria diventa bontà, fai il tifo per i cattivi è tutto uno sconvolgimento dell’ordine stabilito.
L.L.: Che poi funziona con i bambini piccoli, con quelli un po’ più grandi, con gli adolescenti e gli adulti. Hanno un pubblico pazzesco!

Lucia Ocone: 10 cose che non sai sull’attrice

Lucia Ocone: 10 cose che non sai sull’attrice

Lucia Ocone è un’apprezzata attrice, attiva tanto al cinema quanto in televisione. La sua partecipazione a film di grande successo le ha fatto guadagnare le attenzioni di pubblico e critica, e i suoi ruoli di rilievo le hanno più volte permesso di mettere in mostra le sue doti attoriali.

Ecco 10 cose che non sai sull’attrice.

Lucia Ocone film

1. Ha partecipato a lungometraggi di successo. Il debutto dell’attrice avviene nel 2001 nel film Un altr’anno e poi cresco. Successivamente partecipa a Mari del sud (2001), Mi fido di te (2007), Generazione 1000 euro (2009), Maschi contro femmine (2010), La banda dei Babbi Natale (2010), Nessuno mi può giudicare (2011), dove recita accanto all’attrice Paola Cortellesi, Immaturi – Il viaggio (2012), Viva l’Italia (2012), Tutta colpa di Freud (2014), Poveri ma ricchi (2016), Metti la nonna in freezer (2018), dove recita accanto all’attrice Miriam Leone.

2. Ha recitato in televisione. L’attrice ha recitato anche in popolari serie televisive come Lo zio d’America (2002), Una famiglia in giallo (2005), 7 vite (2007), I liceali 3 (2011), Il commissario Manara (2009-2011) e Tutti insieme all’improvviso (2016).

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Lucia Ocone Instagram

3. Ha un account personale. L’attrice è presente sul social network Instagram con un proprio profilo, seguito da 85 mila persone. All’interno di questo l’attrice è solita condividere fotografie scattate in momenti di svago, ma non mancano anche immagini e video promozionali dei progetti cinematografici e televisivi a cui l’attrice ha preso parte.

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4. Non ha figli. In un’intervista l’attrice ha dichiarato di non essere sposata e di non avere figli. Ha aggiunto che non sopporta il giudizio rivolto alle donne non sposate e non madri, frutto di una cultura primitiva. L’attrice è una forte sostenitrice del fatto che si possa essere realizzate e in pace con sé stesse anche senza un compagno o dei figli.

Lucia Ocone Quelli che il calcio

5. Ha preso parte al programma televisivo. L’attrice è ospite ricorrente nel programma, dove è apparsa per la prima volta nel 2005. Prenderà parte poi fino all’edizione del 2009. Nel 2015 torna a far parte del programma, di cui è tutt’ora tra i membri del cast principale, imitando diversi personaggi famosi d’attualità e portando in scena personaggi di sua invenzione.

Lucia Ocone Anna Moroni

6. È tra le sue imitazioni più celebri. Una delle interpretazioni più riuscite dell’attrice è quella di Anna Moroni, celebre cuoca e personaggio televisivo, apparso per anni nel programma La prova del cuoco. L’imitazione della Ocone ripercorreva tutte le principali caratteristiche della cuoca, e ha mostrato le vere potenzialità dell’attrice come interprete.

Lucia Ocone Mina

7. Ha imitato la celebre cantante. Un’altra delle più celebri imitazioni è quella della cantante Mina, che l’attrice ha interpretato più volte all’interno del programma Quelli che il calcio. Nei panni della cantante, la Ocone si sbizzarrisce a dire la propria opinione sull’attuale panorama musicale italiano.

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Lucia Ocone Poveri ma ricchi

8. Ha recitato nel film di Fausto Brizzi. Nel film Poveri ma ricchi l’attrice interpreta Loredana Bertocchi, moglie del personaggio interpretato da Christian De Sica. La vicenda del film ruota intorno all’incredibile vincita di cento milioni di euro da parte della famiglia protagonista, la quale vede cambiare improvvisamente il proprio status economico e trovandosi ad affrontare situazioni sempre più comiche.

Lucia Ocone Paola Cortellesi

9. Ha più volte recitato con l’attrice. La Ocone e la Cortellesi hanno recitato insieme nel film Nessuno mi può giudicare, ma hanno anche diviso più volte la scena all’interno del programma Quelli che il calcio, dove hanno dato vita a duetti comici imitando personalità dello spettacolo o personaggi di loro invenzione.

Lucia Ocone età e altezza

10. Lucia Ocone è nata ad Albano Laziale, il 3 maggio 1974. L’altezza complessiva dell’attrice è di 165 centimetri.

Fonte: IMDb