Federico Alvarez
intervista al regista dell’atteso remake de La Casa,
l’horror cult di Sam Raimi del 1981, che uscirà nelle sale
italiane il 9 maggio distribuito da Warner Bros. Pictures
Italia. Vi inviamo un’intervista a Fede Alvarez realizzata sul set
e il link ad un gioco dedicato al film. La Casa sarà
proiettato in anteprima come film di chiusura della XV
edizione della rassegna cinematografica.
“E’ stato il film più pauroso che io abbia visto
quando avevo 12 anni”, commenta Federico
Alvarez sulla sua esperienza con La Casa
“sono andato a noleggiare un video ed ho chiesto la cosa più
paurosa che avessero…il commesso, dopo aver cercato un po’, mi ha
suggerito questo film”.
Dopo
che Alvarez è
stato scelto per girare questo film è stato colto da un attimo di
sconforto, così ha chiesto a Sam Raimi se poteva
anche scrivere il copione. Raimi ha risposto
“Certo, se poi non va, lo faremo fare a qualcun altro”. “All’inizio
non era esattamente quello che voleva” ammette Alvarez, “il tono
era giusto, ma la trama era cambiata, sembrava più un sequel, così
Sam ha detto ‘noi vogliamo fare un remake’. Alvarez ha un
bellissimo ricordo di quest’esperienza “abbiamo fatto qualche
modifica e l’hanno adorato. Ne abbiamo fatto una prima versione,
poi una seconda ed è piaciuto moltissimo. Sam è un produttore
fantastico perché essendo lui stesso un regista, riesce a dare
sempre supporto al regista ”. Alvarez ammette che ha lavorato a
questo copione per più di un anno per realizzare un film migliore,
“alcuni film sono soggetti a limiti di tempo e vengono elaborati in
corso d’opera. Credo che questa soluzione sia un po’ infantile, e
non è assolutamente il caso de La
Casa”.
Quindi come ha gestito Alvarez la
questione del remake? “Ci sono così tanti modi di vedere questo
film; La
Casa è così tante cose e così tante persone”
spiega Alvarez “non ho mai cercato di riprodurre quegli elementi
ormai cult che sarebbero stati impossibili da ricreare”. Ad
esempio, abbiamo deciso di non inserire Ash (il protagonista
interpretato da Bruce Campbell), “non abbiamo voluto mettere un
attore in questa difficile posizione. È proprio in questo che Sam
(Raimi), Bruce (Campbell) ed io ci siamo trovati così d’accordo.
Per noi La Casa è stato più violento, cruento e fantastico
di qualsiasi altro film horror”.
“L’approccio che abbiamo deciso di
adottare è abbastanza realistico” commenta Alvarez quando gli
chiediamo del tono del film, “gli elementi soprannaturali non
appaiono proprio dall’inizio del film. Nella prima metà del film
vediamo solo il gruppo di ragazzi alle prese con cose reali come
ritirare i soldi; sono persone reali in situazioni reali.” Alvarez
spiega che è solo quando appare il Libro dei Morti che il tono del
film si modifica, “a quel punto è impossibile mantenere il tono del
film ad un livello realistico. Tutto diventa completamente folle;
questi ragazzi si ritrovano a dover affrontare demoni provenienti
da un’altra dimensione”. Questo tipo di dinamiche lo affascinano
particolarmente e ci dice che “è veramente interessante vedere
persone reali trovarsi in situazioni di questo genere”.
Alvarez comprende perfettamente la
resistenza che hanno avuto alcuni fan, “se avessi letto di qualcuno
che voleva fare un remake de La Casa avrei pensato ‘guarda
questa cavolo di Hollywood’” ammette “ma io ci lavoro, e so come
funziona, questa non è l’immensa macchina di Hollywood che cerca di
fare soldi, è ad un livello molto più personale di così”. Per
convincerci ulteriormente che il remake è in buone mani,
Alvarez sottolinea che La Casa è un prodotto
unico “Questo è uno di quei rari e strani casi in cui il film è
un grande cult dell’horror ma è di proprietà di Rob Tapert,
Sam Raimi and Mr Bruce Campbell. In questo caso abbiamo il
grosso studio che ci copre le spalle, ma dal punto di vista della
creatività, dipende tutto da questi ragazzi” Alvarez conclude
dicendo “la versione originale rimarrà sempre, non scomparirà
certo perché ne facciamo una nuova”.
Quindi quale è stato l’aspetto più
stimolante, per il giovane regista, nel riportare sul grande
schermo La
Casa? “Non prendere scorciatoie. Questo è stato
l’aspetto più difficile. In questo film ogni elemento è lì per una
ragione, e non solo perché c’era nella versione originale”.
Infine, tutti i presenti vogliono
disperatamente sapere se il co-protagonista e co-produttore Bruce
Campbell farà un piccolo cameo. “Lo speriamo tutti. C’è già una
scena pronta per lui” Alvarez ci rivela che Campbell disse di
chiamarlo se mai fosse andato a Miami, “sono rimasto a casa sua
durante tutta la settimana in cui girava il suo show Burn
Notice” dice Alvarez. “Una sera, dopo le riprese, abbiamo
bevuto una cosa insieme. La mattina dopo, a colazione, mi ha detto
‘mi pare che mi abbia offerto un ruolo nel tuo film ieri sera’. Ed
io ho risposto ‘Sì. Mi pare di sì’, ‘Sì. Decisamente’. Così, quel
giorno, ho scritto la scena che trovate ora nel copione. Ora
dobbiamo cercare di incastrarci con i suoi impegni. Ma sarebbe
incredibile averlo nel film”.