Le regole del delitto
perfetto è una di quelle serie che ha contribuito a
rivoluzionare il mondo seriale internazionale, grazie alla sua
struttura narrativa e visiva. Nata nel 2014, la serie è
ancora in produzione grazie ai grandi ascolti e all’enorme successo
che ha avuto in tutto il mondo, tanto da arrivare a confermare una
sesta stagione.
Ecco, allora, dieci cose da
sapere su Le regole del delitto perfetto.
Le regole del delitto perfetto
serie
1. Nasce da diverse
influenze. Pare che la serie sia nata dall’ispirazione
data dalla serie tv Damages (2007) e dal film La
rivincita delle bionde (2001). In sostanza, questo show ha
incorporato alcuni elementi di questi due prodotti audiovisivi per
essere realizzato e quest’unione ha avuto molto successo.
2. Ha vinto diversi
premi. Nel corso del suo sviluppo, la serie ha vinto
diversi premi: basti pensare che nel 2014 ha vinto un American Film
Institute Awards per il Miglior programma televisivo dell’anno,
mentre nel 2015 la serie si è portata a casa un GLAAS Media Awards
per la Miglior serie drammatica, due NAACP Image Awards sempre per
la Miglior serie drammatica, Miglior sceneggiatura e Miglior
attrice per una serie drammatica. Inoltre, nello stesso anno ha
vinto il People’s Choice Awards per la Miglior attrice in una nuova
serie tv, un Emmy per la Miglior attrice e un Screen Actors Guild
Awards per la Miglior performance di un’attrice in una serie
drammatica. Quest’ultimo premio è stato vinto nuovamente l’anno
successivo.
3. Una produttrice
d’oro. La
serie è prodotta, non a caso, da Shonda Rhimes, la regina delle serie tv.
Infatti, quella che si potrebbe definire come Re Mida dei giorni
nostri, ha già prodotto due serie dall’enorme successo: Grey’s Anatomy, Scandal e Private Practice.
Le regole del delitto perfetto
episodi
4. Una stagione lunga
cinque stagioni.Le regole del delitto perfetto è
una serie che è durata ben cinque stagioni, sviluppandosi per un
totale di 75 episodi da 43 minuti l’uno. Inoltre, il titolo di ogni
episodio è una parte del dialogo che fa parte dell’episodio
stesso.
5. C’è un episodio
crossover. Il 3 gennaio del 2018, la produzione ha
confermato che Le regole del delitto perfetto avrebbe
avuto un episodio crossover con un’altra serie di Shonda Rhimes, Scandal (2012), più
precisamente la settima stagione.
Le regole del delitto perfetto
streaming
6. La serie è disponibile
in streaming digitale. Vedere o rivedere Le regole del
delitto perfetto è possibile grazie alla sua presenza sulla
piattaforma di streaming digitale e legale di Netflix, disponibile anche in versione originale.
Le regole del delitto perfetto
cast
7. Ha un vinto un
Emmy. Per il suo ruolo da protagonista, Viola Davis è stata la prima donna
afro-americana a ricevere un Emmy Award come miglior attrice
protagonista in una serie drammatica. L’attrice ha vinto il
prestigioso premio nel 2015.
8. Karla Souza aveva in
mente un altro ruolo. Inizialmente, l’attrice aveva fatto
l’audizione per il ruolo di Michaela Pratt e, successivamente, di
Rebecca Sutter, prima di essere interrogata dal creatore dello
show, Peter Nowalk, per un provino per il ruolo di
Lauren Castillo.
9. Due attrici erano già
apparse in uno show di Shonda Rhimes. Infatti,
Liza Weil (Bonnie ) e Amy Okuda
(Catherine Hapstall) sono apparse anche in Grey’s Anatomy,
altro show creato da Shonda Rhimes.
Le regole del delitto perfetto
Rai
10. La Rai ha censurato
degli episodi. Nel 2016, la Rai aveva iniziato a
trasmettere in prima serata i primi tre episodi della serie su Rai
2. Tuttavia, alcune scene intime omosessuali sono state censurate,
provocando un lecito disappunto tra gli spettatori e anche tra gli
attori, lo sceneggiatore e la produttrice della serie. In seguito,
la rete ammiraglia ha trasmesso nuovamente gli episodi senza
censure, quindi, in modalità integrale.
Dopo sei intense stagioni, Le regole del delitto perfetto (How to Get Away with
Murder) è giunta al termine con una serie di morti
e rivelazioni dell’ultimo minuto, ma cosa è successo nel finale e
cosa significa tutto questo? Il finale della serie “Stay” inizia
con l’ultima morte flash-forward della serie, quando una persona
misteriosa viene uccisa a colpi di pistola sui gradini del
tribunale. Naturalmente, questa volta c’è solo un episodio per
capire chi sia, invece del solito svolgimento lungo tutta la
stagione, ma ci sono molte altre sorprese e morti lungo il
percorso.
La sesta stagione di Le regole del delitto perfetto
(How to Get Away with Murder)è l’ultima della
longeva serie drammatica legale che segue la professoressa di
diritto Annalise Keating (Viola
Davis) e cinque dei suoi studenti di legge. Acclamata
dalla critica per la trama complessa e la forte interpretazione
della Davis, l’episodio finale di Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away with Murder) risponde ad alcune
delle domande più importanti della serie, insieme al misterioso
omicidio che apre l’episodio, il tutto sullo sfondo del processo ad
Annalise: sarà dichiarata colpevole?
I fan sono anche ansiosi di sapere
se i suoi studenti o chiunque altro nella sua cerchia si
rivolteranno contro di lei. Le domande sulla scena del funerale in
flash-forward e sull’apparente ricomparsa di Wes (Alfred
Enoch) trovano una risposta, ma “Stay” fa molto di più che
risolvere le questioni più ovvie. Come finale, offre una
conclusione per ciascuno dei personaggi principali, trasmettendo al
contempo un messaggio sorprendentemente morale sul dire la verità e
sul superare le cose che ciascuno dei protagonisti ha fatto.
La trama centrale è, ovviamente, il
processo stesso. Il finale presenta alcuni colpi di scena, anche se
nessuno grande quanto il sorprendente sostegno di Laurel
(Karla
Souza) ad Annalise nell’episodio precedente. Jorge
Castillo (Esai Morales) sale sul banco dei
testimoni e dichiara la sua innocenza, insieme al governatore
Birkhead (Laura Innes), e c’è un breve momento di
suspense quando Annalise riesce a fornire una registrazione di
Hannah (Marcia
Gay Harden) che parla con Xavier (Gerardo
Celasco) della cospirazione. Anche Gabriel (Rome
Flynn) viene convinto (grazie a una valigetta piena di
contanti) a non testimoniare, ma alla fine del processo tutti
questi momenti sembrano quasi irrilevanti.
Questi colpi di scena finali
aggiungono plausibilità alla vittoria di Annalise, ma il vero colpo
al cuore del suo caso giudiziario non ha nulla a che vedere con
Birkhead, Hannah, Gabriel o persino i membri sopravvissuti dei
Keating 5. Si tratta invece del discorso finale di Annalise. In una
scena mozzafiato, lei svela il vero fulcro di tutta questa
intricata cospirazione: Annalise ha commesso il crimine di essere
nera, ambiziosa, antipatica, bisessuale, potente, capace. Dalla
scena in cui si toglie la parrucca, al montaggio in cui si veste
per andare in tribunale, alla sua decisione di mostrare i suoi
capelli naturali, Le regole del delitto perfetto (How to Get
Away with Murder) ha lanciato un messaggio sempre più
forte sul ruolo delle donne di colore. Il finale raddoppia questo
messaggio, rifiutando di nascondere la sua posizione, la sua
crescita o il suo posto nel mondo, ed è questo che fa esultare i
fan quando riceve il verdetto di “non colpevolezza”.
Naturalmente, il finale non poteva
concludersi semplicemente con un discorso appassionato, una
vittoria e un lieto fine. Ci sono ancora troppi personaggi in piedi
e c’è quel misterioso omicidio da risolvere che, insieme ai
flash-forward del funerale, ha portato molti fan a supporre che
Annalise avrebbe finito per subire la punizione narrativa
definitiva della morte per la sua schiettezza. Tuttavia, Annalise
sopravvive, fino al funerale che alla fine si rivela avvenire dopo
che lei ha vissuto una lunga vita. Anche Tegan (Amirah
Vann) sopravvive alla carneficina e viene vista ballare
con Annalise in futuro. Laurel riesce a salire in macchina con il
piccolo Christopher e a fuggire non appena partono gli spari,
proteggendo il suo bambino come sempre, e sia Connor (Jack
Falahee) che Oliver (Conrad Ricamora)
ce la fanno, anche se Connor è destinato alla prigione e Oliver sta
affrontando il divorzio. Anche Michaela (Aja
Naomi King) sopravvive, fuori di prigione, ma senza
amici e sola.
Gli altri, invece, sono tutti
morti. Wes e Asher (Matt McGorry) se ne sono
andati da tempo, insieme a Sam (Tom Verica) e
Hannah. Il governatore Birkhead è vittima della sparatoria al
tribunale, ucciso da Frank in preda alla rabbia. Anche Bonnie
(Liza
Weil) e Frank (Charlie
Weber) muoiono entrambi sui gradini quel giorno, Frank
ucciso dalle guardie, Bonnie colpita dal fuoco incrociato.
Il funerale e il cerchio che si
chiude
La serie si conclude con il
funerale mostrato all’inizio, quello di Annalise, ormai anziana.
Connor e Oliver sono lì insieme, e Laurel è lì con suo figlio
adulto, che assomiglia esattamente a Wes. La cosa affascinante di
come si conclude la serie, soprattutto considerando il funerale e i
momenti finali, è che impiega sei stagioni per costruire assassini
complessi e simpatici e poi finisce con una conclusione
sorprendentemente moralistica (ma realistica), in cui tutti
sembrano ottenere ciò che meritano in base a quante bugie hanno
detto e quante persone hanno ucciso. Annalise, bugiarda consumata,
in realtà non uccide nessuno, viene scagionata, ne esce forte e poi
vive una vita piena e amata prima della sua morte. Laurel, che alla
fine ha detto tutta la verità, si è redenta diventando un’amica di
famiglia di Annalise. Connor e Oliver, che non hanno ucciso, ma
hanno mentito e sono stati complici, alla fine erano disposti ad
accettare la loro punizione (se non a dire la verità), e questo ha
riabilitato Connor, mentre Oliver ha dovuto affrontare anni da solo
e riconquistare la fiducia di suo marito per la sua disponibilità a
tradire Annalise per motivi egoistici.
I peggiori bugiardi e assassini del
gruppo sono quelli che sono morti: Asher, che ha ucciso e mentito
come talpa per l’FBI; Wes, che ha ucciso Sam; Bonnie, che ha ucciso
una ragazza indifesa; Frank, che ha ucciso molte persone; e persino
Birkhead, che ha ucciso e cospirato. Tuttavia, ad eccezione di
Birkhead, che alla fine rifiuta di essere onesto, nessuna di queste
morti è stata inflitta come un giudizio pietoso. La morte di Bonnie
è la morte straziante di un’innocente, mentre quella di Frank è la
morte dolorosa di una vittima. Le regole del delitto perfetto
(How to Get Away with Murder) riesce a evitare di
simpatizzare con gli assassini, ma mostra anche la loro paura e le
loro motivazioni, assicurandosi che non vengano glorificati o
celebrati.
Michaela, in particolare, è degna
di nota in quanto unica sopravvissuta a non partecipare al funerale
di Annalise; ha rinunciato alla “famiglia” che aveva trovato nei
Keating 5 tradendoli, ma lo ha fatto volontariamente e
consapevolmente per mettersi al sicuro. Questo riflette il modo in
cui si è sempre tenuta leggermente in disparte rispetto a loro, fin
dal primo momento in cui ha voluto andare alla polizia mentre gli
altri non lo hanno fatto. È anche degno di nota il fatto che suo
padre non si veda più, ma in un flash-forward si vede lei che
presta giuramento, il che riecheggia la storia di Annalise.
Domande a cui i fan vogliono
ancora una risposta
Se la scena finale sembra
familiare, è perché è quasi una ricostruzione diretta delle scene
iniziali originali con Christopher che sostituisce Annalise. Il
finale mostra Christopher/Wes che attraversa di nuovo il campus di
Middleton in bicicletta, ma questa volta è Christopher che si
dirige a insegnare nella vecchia classe di Annalise, esattamente
allo stesso modo. Intravede persino Annalise seduta in classe che
gli sorride. Dopo il suo discorso potente e la sua serie di azioni
volte a incarnare con forza esattamente chi è, questa è una
rivendicazione della donna che in realtà non ha ucciso, ma che ha
cercato di fare da madre e di sopravvivere. Il momento in cui il
cerchio si chiude è soddisfacente e fornisce il “lieto fine”, pur
consentendo a tutte queste persone complicate che hanno fatto cose
terribili di essere adeguatamente “punite” per esse. Sembra anche
una conclusione definitiva, quindi è improbabile che ci sarà
un’altra stagione o uno spin-off, nonostante alcune domande rimaste
senza risposta alla fine.
Non è ancora chiaro come Annalise,
Laurel e Wes siano finiti in una dinamica familiare/mentore. Laurel
ha riallacciato i rapporti con Annalise subito dopo la morte di suo
padre in prigione?
E, cosa ancora più importante, è
stata lei a causarne la morte, trovando finalmente la libertà dalla
sua famiglia? Connor e Oliver si sono riconciliati immediatamente e
hanno aspettato che Connor scontasse la pena detentiva, o ci è
voluto molto più tempo? Tegan e Annalise si sono messe insieme, o
le loro scene di ballo erano semplicemente amicizia? E infine,
naturalmente, cosa aspetta Christopher a Middleton come professore?
Questi potrebbero essere gli ultimi segreti cheLe regole del
delitto perfetto (How to Get Away with Murder) custodisce.
Esistono prodotti
televisivi che non conoscono mai crisi. Uno tra questi è la serie
Le Regole del Delitto
Perfetto, arrivata ormai alla sua sesta stagione.
Creata dalla regina delle televisione americana, nostra signora
degli incidi d’ascolto, Shonda Rhimes, la serie della ABC
continua a fare strage di telespettatori.
In onda dal 2014 e
con 6 stagioni e 90 episodi al
suo attivo, Le Regole del Delitto Perfetto (titolo originale
How To Get Away With Murder), è sola una delle
famose serie dell’universo Shondaland. HTGAWM segue le vicende di
Annalise Keating (Viola
Davis), famoso avvocato e professoressa di diritto
penale, e della sua cerchia di fedeli assistenti e
studenti.
Nel corso delle sei
stagioni, Annalise e i suoi sono costretti ad affrontare molte
sfide in campo professionale e non. Tutto il team si muove spesso
ai confini della legge, infrangendola per cercare di tirarsi fuori
da situazione spiacevoli o pericolose. E a rimettere insieme i
pezzi è sempre lei, Annalise, che ad un certo punto, oppressa dalle
mille responsabilità, finisce per crollare. Tra omicidi, casi
irrisolti, criminali a piede libero, intrighi e tradimenti, ne Le
Regole del Delitto Perfetto non c’è mai un minuto di noia.
Le Regole del
Delitto Perfetto 6 trama
Essere
Annalise Keating non è mai stato facile e negli
anni l’avvocato ne ha passate davvero tante, andando dritta
all’inferno e ritorno. Per proteggere i suoi studenti, i
suoi collaboratori e i suoi assistiti, la Keating ha commesso
tantissimi errori, cadendo in una spirale di solitudine e
autodistruzione. Tutto questo l’ha portata sempre più vicina
all’alcol, da cui ormai è completamente dipendente.
[SPOILER
ALERT]
Nonostante i suoi
numerosi sforzi per ripulirsi e riabilitare il suo nome, dopo la
morte di Emmett (Timothy Hutton) e la misteriosa
scomparsa sia di Laurel (Karla
Souza) che di Christopher (Alfred
Enoch), Annalise ritorna alle sue bottiglie e viene
rispedita in un centro di riabilitazione. Dopo aver completato il
suo periodo di disintossicazione da alcolici, la Keating torna a
Philadelphia dove ad aspettarla trova una situazione quasi
disastrosa.
Quando Annalise è
andata fuori città per la riabilitazione, ha lasciato dietro di se
una lunga serie di drammi. La presenza di Gabriel Maddox
(Rome Flynn), presunto figlio di Bonnie (Liza
Weil), e Vivian (Marsha Stephanie
Blake), sua madre adottiva, si fa sempre più ingombrante e
Michaela (Aja
Naomi King) sembra essere sempre più fuori controllo.
La ragazza ha infatti scoperto di essere la figlia biologica di
Solomon Vick (Ray Campbell), un ricco uomo
d’affari nonché vecchia fiamma di Annalise.
Nel frattempo Nate
(Billy Brown) continua a indagare sul governatore
e sui Castillo, la pericolosa famiglia di Laurel. Allo stesso tempo
Frank (Charlie
Weber), sulle tracce della Laurel, viene rapito e
torturato proprio da uno dei membri del suo clan, Xavier Castillo
(Gerardo Celasco). Tutto questo scatenerà una
serie di reazioni a catena che porteranno al dissotterramento di
alcune scomode verità.
Le Regole del
Delitto Perfetto sesta stagione cast
In questo clima di
totale follia e incertezza, i ragazzi arrivano finalmente alla fine
del loro percorso di studi e al conseguimento della laurea. La
notte prima della cerimonia del loro diploma Michaela (Aja
Naomi King), Connor (Jack
Falahee), Oliver (Conrad Ricamora),
Bonnie (Liza
Weil) e Frank (Charlie
Weber), fanno una sorprendente scoperta che riguarda
Asher (Matt
McGorry). Il ragazzo ha per mesi fornito di nascosto
informazioni ai federali contro Annalise.
[SPOILER
ALERT]
Il team al completo
si reca a casa di Asher per affrontarlo e per capire quando danno
abbiano già fatto le sue dichiarazioni all’FBI ma quando arrivano
al suo appartamento lo trovano già morto. Il ragazzo pare sia stato
uccido da un attizzatoio da camino proveniente dalla casa di Connor
e Michaela. Questo ingegnoso piano per incolpare i ragazzi è stato
messo in atto da Sara Gordon che, lavorando per il governatore e i
Castillo, è riuscita a infiltrarsi nelle indagini dei federali
spacciandosi per l’agente Denise Pollock.
Connor e Michaela
vengono quindi arrestati con l’accusa di omicidio e poi costretti a
fare un accordo con i federali in cambio della libertà. Nel
frattempo Annalise tenta la fuga dal paese con l’aiuto di Solomon
(Ray Campbell) ma viene riacciuffata dalla polizia
e riportata a Philadelphia. A causa quindi delle prove raccolte
dall’FBI, viene istruito un processo contro la Keating che stavolta
dovrà rispondere a una lunga serie di capi d’accusa.
Durante il processo
molti dei segreti di Annalise e del suo team vengono a galla; si
parla del doloroso passato di Bonnie, dell’infanzia di Frank, degli
insabbiamenti della Keating e della sua condotta ai limiti del
criminale. A causa dell’accordo fatto con i federali, Connor e
Michaela forniscono testimonianze a favore dell’accusa. Bonnie,
Frank, Laurel, Nate invece si schierano dalla parte di
Annalise.
Le Regole del
Delitto Perfetto 6 finale
Il processo è lungo
ed estenuante e Annalise non riesce a trovare insieme al suo team
un appiglio procedurale per cavarsela ancora una volta. Nonostante,
infatti, i suoi metodi poco convenzionali, tutte le sue azioni
passate, anche quelle più discutibili, hanno sempre avuto come
obiettivo la protezione del suo team, la sua seconda famiglia.
[SPOILER
ALERT]
Mentre le
testimonianze contro la Keating continuano ad accumularsi, Frank
lavora nell’ombra cercando prove che possano scagionare il suo
capo. I veri responsabili sono i Castillo e Frank è intenzionato a
fargliela pagare. A salvare Annalise in corner è il
ritrovamento di una testimonianza fornita da Wes (Alfred
Enoch), ucciso da un incendio in casa della Keating anni
prima. Il ragazzo aveva conservato tutto in una cassetta di
sicurezza, rubata da Xavier Castillo, poi recuperata da Nate e
restituita ad Annalise come prova della sua innocenza.
Grazie quindi
all’aiuto di tutti i suoi collaboratori, la Keating, scagionata da
tutte le accuse, riesce ancora una volta a evitare la reclusione.
Purtroppo però Connor, che aveva firmato un accordo di immunità con
i federali, a causa del rilascio di Annalise, finisce in carcere.
Durante il suo periodo dietro le sbarre, il ragazzo chiede il
divorzio da Oliver (Conrad Ricamora), il suo
compagno, e finisce di scontare la sua pena.
Alla fine del
processo, durante una conferenza stampa, Frank spara al governatore
per vendicarsi dei Castillo ma, durante il conflitto a fuoco muore
insieme alla povera Bonnie, colpita da una pallottola vagante.
Diversi anni più
tardi, Laurel e suo figlio Christopher,
Connor e Oliver si ritrovano al funerale
di Annalise, morta anziana di vecchiaia. I ragazzi
sono gli univi a essere rimasti in contatto dall’ultimo processo
mentre gli altri anno preso strade diverse.
Michaela, assente al funerale, è infatti riuscita
a buttarsi il passato alle spalle e a diventare un brillante
giudice. Anche Nate, grazie alla ricompensa da 20
milioni di dollari ottenuta per la sua testimonianza in tribunale,
ha aperto un centro di assistenza per le famiglie dei detenuti, in
onore di suo padre.
Anche il giovane
Christopher Castillo, figlio di Laurel e Wes,
ormai cresciuto, ha trovato la sua strada. Seguendo le orme del suo
mentore, il ragazzo si laurea in legge e diventa successivamente
docente di diritto penale alla Middleton University.
Le Regole del
Delitto Perfetto 6 dove vederla
Le prime cinque
stagioni de Le Regole del Delitto Perfetto sono
disponibili sulla piattaforma di streaming a pagamento di
Netflix. La sesta e ultima
stagione della serie, in onda negli States sul canale della
ABC, arriverà su Netflix Italia, presumibilmente, solo nel
2021. Nel frattempo, gli abbonati
Sky, potranno gustarsi le ultime puntate della
serie in onda su Fox
Italia.
Il
trailer, carico di tensione e mistero, anticipava la resa dei conti
finale per Annalise Keating e i suoi studenti, promettendo un
epilogo drammatico e ricco di colpi di scena. Con un montaggio
serrato e un tono cupo, il video metteva in primo piano i temi
cardine della serie — la colpa, la verità e il sacrificio — aprendo
la strada a una stagione conclusiva che avrebbe chiuso tutti i nodi
narrativi lasciati in sospeso.
Un addio carico di emozione
La sesta stagione di Le regole del delitto
perfetto ha segnato la fine di un viaggio lungo sei anni,
culminato in un finale tanto atteso quanto sorprendente. Nel
trailer si intravedono frammenti del processo di Annalise, tensioni
tra i protagonisti e un senso di ineluttabilità che accompagna ogni
scena. Il video è stato accolto con entusiasmo dai fan, desiderosi
di scoprire come si sarebbe conclusa la storia della carismatica e
tormentata avvocata di Philadelphia.
Il successo della serie
Dal suo debutto nel 2014, Le
regole del delitto perfetto ha conquistato pubblico e critica
grazie alla scrittura complessa, alla struttura a puzzle e alla
straordinaria interpretazione di Viola Davis, che per il ruolo di
Annalise Keating ha vinto un Primetime Emmy Award, diventando la prima donna
afroamericana a ottenere il riconoscimento come miglior attrice
protagonista in una serie drammatica.
Il trailer della stagione finale rimane uno dei momenti più iconici
della campagna promozionale della serie, un vero e proprio
manifesto del tono intenso e drammatico che ha reso la produzione
una pietra miliare del catalogo ABC e Netflix.
La
sesta e ultima stagione di Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away
with Murder) segna la conclusione di una delle serie più
amate e controverse dell’ultimo decennio. Creata da Peter Nowalk e
prodotta da Shonda Rhimes, la serie con protagonista
Viola Davis si
è chiusa nel 2020 dopo sei stagioni di colpi di scena, misteri e
una scrittura serrata che ha ridefinito il genere legal drama.
Quando è uscita e dove vederla in streaming
La
sesta stagione di Le regole del delitto
perfetto è andata in onda negli Stati Uniti su
ABC dal 26
settembre 2019 al 14 maggio 2020. In Italia è stata distribuita in
prima visione su Fox e successivamente resa disponibile in
streaming su Netflix. Composta da
15 episodi, la
stagione finale chiude tutti i fili narrativi lasciati in sospeso e
porta a compimento l’arco di Annalise Keating, tra processi,
rivelazioni e inevitabili perdite. Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away with
Murder)in streaming è
disponibile sulle seguenti piattaforme:
Trama e cosa succede nella stagione finale
La stagione 6 si apre con Annalise che affronta le conseguenze
della scoperta del corpo di Laurel e del figlio Christopher. Mentre
l’FBI intensifica le indagini sulla scomparsa di Laurel e sul
passato oscuro di Annalise, la donna decide di affrontare i propri
demoni e difendere se stessa in tribunale. Parallelamente, Connor,
Michaela e Asher si trovano divisi tra lealtà e sopravvivenza,
stretti nella morsa di un’indagine federale che li costringe a fare
scelte irreversibili. Il ritmo resta serrato e i flashforward,
elemento distintivo della serie, costruiscono un puzzle narrativo
che solo nel finale trova il suo pieno significato.
La stagione mescola tensione giudiziaria e introspezione personale,
esplorando temi come la colpa, la redenzione e il potere della
verità. L’ultima difesa di Annalise diventa anche una metafora
della lotta per la libertà e l’identità, trasformando il processo
in un momento catartico.
Cast e nuovi personaggi
Tornano Viola Davis nei panni di Annalise
Keating, Billy
Brown (Nate Lahey), Jack Falahee (Connor Walsh), Aja Naomi King (Michaela Pratt),
Matt McGorry
(Asher Millstone), Charlie Weber (Frank Delfino) e Liza Weil (Bonnie Winterbottom).
Completano il cast Conrad
Ricamora (Oliver), Amirah Vann (Tegan Price) e Rome Flynn (Gabriel Maddox). Nella
stagione finale fanno la loro comparsa anche volti nuovi e guest
star di rilievo, che contribuiscono a chiudere i cicli narrativi
principali.
Cosa aspettarsi dal finale di serie
Il finale di Le regole del delitto
perfetto rappresenta una delle chiusure più
discusse e simboliche del panorama televisivo recente. L’ultimo
episodio, intitolato Stay, mostra il processo finale di Annalise e la resa
dei conti con il proprio passato. Attraverso un sapiente gioco di
flashforward, il pubblico scopre il destino di tutti i
protagonisti: alcuni trovano pace, altri soccombono alle
conseguenze delle proprie azioni. La serie si chiude con una
riflessione profonda sulla giustizia e sull’eredità morale delle
scelte compiute, con un epilogo poetico e malinconico che celebra
la complessità di Annalise Keating, interpretata magistralmente da
Viola Davis.
Perché vale la pena (ri)vederla
La sesta stagione di Le
regole del delitto perfetto è una chiusura intensa, coerente e
ricca di emozione per una serie che ha saputo innovare il genere
legal thriller con un approccio narrativo audace e una protagonista
fuori dagli schemi. La performance di Viola Davis — premiata con
l’Emmy come miglior attrice protagonista — resta uno dei punti più
alti della serialità contemporanea, rendendo il finale un addio
degno di una delle figure più complesse della TV moderna.
Il commento di Cinefilos.it
Con la sesta stagione, Le
regole del delitto perfetto si congeda dal pubblico con una
scrittura matura e una direzione emotiva impeccabile. Peter Nowalk
firma un finale che non cerca facili colpi di scena, ma chiude un
cerchio narrativo costruito con intelligenza e coerenza. Viola
Davis regala una performance memorabile, capace di condensare
fragilità, forza e ambiguità in un solo sguardo, confermando
Annalise Keating come una delle figure femminili più complesse
della TV contemporanea. Un epilogo che non dimentica le origini, ma
le sublima, lasciando allo spettatore la sensazione di aver
assistito non solo a un legal drama, ma a una vera e propria
tragedia moderna in sei atti.
La
quinta stagione di Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away
with Murder) rappresenta una delle più complesse e
drammatiche dell’intera serie. Dopo le rivelazioni e i colpi di
scena della quarta stagione, Annalise Keating torna in aula più
determinata che mai, pronta a difendere i suoi principi – e se
stessa – da nuovi pericoli. Ideata da Peter Nowalk e prodotta da
Shonda Rhimes, la serie continua a
combinare thriller, dramma giudiziario e tensione psicologica,
mantenendo intatto il suo fascino e la sua imprevedibilità.
Quando è uscita e dove vederla in streaming
La
quinta stagione è andata in onda negli Stati Uniti su
ABC dal
27 settembre
2018 al 28
febbraio 2019, per un totale di 15 episodi. In Italia è stata trasmessa su
Fox e
successivamente resa disponibile in streaming su Netflix. Il successo internazionale della
serie, sostenuto dal carisma di Viola Davis, ha consolidato
Le regole del delitto
perfetto come uno dei legal thriller più seguiti e
discussi degli anni 2010.<Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away with
Murder)in streaming è
disponibile sulle seguenti piattaforme:
Trama e sviluppi principali
All’inizio della stagione, Annalise ottiene l’autorizzazione a
lanciare un innovativo programma di difesa legale gratuito presso
l’Università di Middleton, con l’obiettivo di offrire una seconda
possibilità a persone condannate ingiustamente. La sua apparente
rinascita professionale, però, si intreccia presto con nuovi
intrighi e bugie. I Keating Five — Connor, Michaela, Laurel, Asher
e Oliver — si trovano coinvolti in un nuovo caso che metterà alla
prova la loro lealtà e la loro capacità di sopravvivere. Come da
tradizione, la narrazione alterna presente e flashforward: l’evento
chiave della stagione è un misterioso matrimonio che si trasforma in tragedia,
attorno al quale ruotano tutti i segreti.
Nel corso degli episodi emergono nuove dinamiche familiari,
alleanze inaspettate e un’indagine federale che mette a rischio il
futuro di Annalise e dei suoi studenti. La serie affronta con
coraggio temi come la manipolazione del potere, la moralità della
giustizia e le conseguenze delle proprie azioni.
Cast e nuovi personaggi
Tornano Viola
Davis nel ruolo di Annalise Keating, Jack Falahee (Connor Walsh),
Aja Naomi King
(Michaela Pratt), Matt
McGorry (Asher Millstone), Karla Souza (Laurel Castillo),
Charlie Weber
(Frank Delfino) e Liza
Weil (Bonnie Winterbottom). Nel cast anche
Conrad Ricamora
(Oliver Hampton) e Billy
Brown (Nate Lahey). Tra le novità della stagione, spicca
l’arrivo di Rome
Flynn nel ruolo di Gabriel Maddox, misterioso nuovo studente la cui
identità diventerà un nodo cruciale per l’intera serie.
Il finale della stagione 5
Il finale di stagione, intitolato Please Say No One Else Is Dead, chiude il cerchio
aperto dai flashforward e rivela la verità dietro l’omicidio
avvenuto durante il matrimonio. L’episodio intreccia tensione e
dolore, mostrando come le scelte di Annalise abbiano effetti
devastanti su chi la circonda. Il sacrificio e la colpa diventano i
temi centrali, mentre la serie prepara il terreno per la stagione
conclusiva. Ancora una volta, la scrittura di Peter Nowalk riesce a
sorprendere, costruendo un equilibrio perfetto tra dramma personale
e thriller giudiziario.
Il commento di Cinefilos.it
La quinta stagione di Le
regole del delitto perfetto conferma la straordinaria capacità
della serie di reinventarsi, spostando continuamente il confine tra
giustizia e menzogna. Viola Davis offre una performance di grande
intensità, mentre la regia e la sceneggiatura mantengono alto il
livello di tensione emotiva e narrativa. La stagione riesce a
bilanciare la complessità psicologica dei personaggi con un ritmo
sempre più cinematografico, portando la serie verso un finale
maturo e coerente. Un capitolo necessario, denso e preparatorio,
che segna la definitiva trasformazione di Annalise Keating da
avvocata brillante a donna consapevole del peso delle proprie
scelte.
Il
trailer mostrava Annalise Keating, interpretata da
Viola Davis, pronta a ricominciare una
nuova fase della sua carriera dopo aver ottenuto la possibilità di
costruire un corso di difesa legale gratuito per gli studenti. Ma
dietro la parvenza di rinascita si nascondeva un nuovo mistero: un
matrimonio, un delitto e un segreto destinato a sconvolgere ancora
una volta il gruppo dei Keating Five.
Il ritorno della suspense e dei segreti
La quinta stagione di Le regole del delitto
perfetto ha riportato al centro la tensione che da sempre
caratterizza la serie, intrecciando casi legali e conflitti
personali. Il trailer anticipava una narrazione più corale, con
nuovi personaggi pronti a mettere in discussione la fiducia di
Annalise nei suoi studenti e nel sistema giudiziario. Le immagini
rapide, i flashforward enigmatici e il tono sempre più cupo hanno
subito catturato l’attenzione dei fan, lasciando intendere che
nessuno sarebbe rimasto davvero innocente.
Il successo prima del capitolo finale
Con la quinta stagione, Le
regole del delitto perfetto consolidava la sua reputazione
come uno dei legal thriller più originali della TV contemporanea.
Viola Davis confermava la sua intensità interpretativa, mentre la
serie affrontava con coraggio temi sociali e morali legati al
potere, alla giustizia e alla redenzione. Il trailer della stagione
5 rappresentava dunque il preludio perfetto al gran finale, che
sarebbe arrivato un anno dopo con la sesta stagione.
La
quarta stagione di Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away
with Murder) segna una svolta emotiva e narrativa nella
serie creata da Peter
Nowalk e prodotta da Shonda Rhimes. Dopo la tragedia che ha
chiuso la stagione precedente, Annalise Keating e i suoi studenti
affrontano le conseguenze delle loro azioni in un racconto più
introspettivo, che esplora dolore, perdita e possibilità di
rinascita. Con una scrittura sempre più matura e una protagonista
straordinaria interpretata da Viola Davis, la serie conferma la sua
capacità di rinnovarsi senza perdere intensità.
Quando è uscita e dove vederla in streaming
La
quarta stagione è andata in onda negli Stati Uniti su
ABC dal
28 settembre
2017 al 15 marzo
2018, per un totale di 15 episodi. In Italia è stata trasmessa in prima
visione su Fox e
successivamente resa disponibile in streaming su Netflix. Il suo debutto è stato accolto
positivamente da critica e pubblico, con elogi per la capacità
della serie di esplorare le fragilità dei personaggi mantenendo
alto il livello di suspense. Le regole del delitto
perfetto (How to Get Away with
Murder)in streaming è
disponibile sulle seguenti piattaforme:
Trama e sviluppi principali
All’inizio della stagione troviamo Annalise profondamente segnata
dagli eventi della stagione precedente. Dopo la perdita di un caro
amico e la fine del gruppo dei Keating Five, decide di interrompere
le lezioni e di concentrarsi su se stessa, iniziando un percorso di
terapia e introspezione. Ma la quiete dura poco: la protagonista si
ritrova presto coinvolta in un nuovo caso di giustizia sociale,
scegliendo di difendere un gruppo di detenuti poveri e
discriminati. Parallelamente, i suoi ex studenti cercano di rifarsi
una vita, ma il passato torna a perseguitarli. I segreti irrisolti
e le bugie si accumulano fino a esplodere in un nuovo mistero che
ruota attorno alla famiglia Castillo e al piccolo Christopher.
Come da tradizione, la struttura narrativa gioca con il tempo e con
i flashforward, costruendo un puzzle che si completa solo negli
ultimi episodi. Ogni personaggio è costretto a confrontarsi con la
propria coscienza, mentre il confine tra giustizia e vendetta si fa
sempre più sottile.
Cast e nuovi personaggi
Oltre all’incredibile Viola Davis nei panni di Annalise Keating, la
quarta stagione vede il ritorno di Jack Falahee (Connor Walsh),
Aja Naomi King
(Michaela Pratt), Matt
McGorry (Asher Millstone), Karla Souza (Laurel Castillo),
Charlie Weber
(Frank Delfino), Liza
Weil (Bonnie Winterbottom) e Billy Brown (Nate Lahey). Tra le novità,
spiccano Jimmy
Smits nel ruolo dello psicologo Isaac Roa, figura chiave
nel percorso emotivo di Annalise, e Amirah Vann come Tegan Price, destinata a
diventare uno dei personaggi più importanti nelle stagioni
successive.
Il finale della stagione 4
Il finale, intitolato Nobody
Else Is Dying, chiude un ciclo drammatico e prepara il terreno
per una nuova fase della serie. Annalise, dopo aver affrontato le
proprie ombre, ritrova la forza di tornare in aula e di rimettere
in gioco la sua carriera. L’episodio rivela nuovi segreti sulla
famiglia Castillo e segna un punto di svolta per Laurel, il cui
ruolo centrale nel mistero lega definitivamente tutti i
protagonisti a un destino comune. Ancora una volta, la serie riesce
a combinare tensione legale e introspezione personale, regalando un
epilogo emotivo e catartico.
Il commento di Cinefilos.it
Con la quarta stagione, Le
regole del delitto perfetto abbandona i toni più puramente
thriller per abbracciare una dimensione più psicologica e intima.
Viola Davis
raggiunge nuove vette interpretative, restituendo un ritratto
complesso di una donna distrutta e resiliente allo stesso tempo. La
regia, più sobria ma densa di significato, accompagna la
trasformazione di Annalise da figura di potere a essere umano
vulnerabile. Una stagione di passaggio e di grande profondità
emotiva, che prepara con coerenza la nuova fase narrativa e
riafferma la serie come una delle opere più sofisticate del
panorama televisivo contemporaneo.
Il
trailer anticipava un nuovo capitolo nella vita di
Annalise Keating
(Viola Davis), decisa a ricostruire se
stessa e la propria carriera dopo gli eventi traumatici della
stagione precedente. Tuttavia, come da tradizione, la promessa di
redenzione lasciava presto spazio a nuovi misteri e segreti
destinati a riemergere dal passato.
Un trailer ricco di suspense e nuovi enigmi
Con un montaggio serrato e una colonna sonora carica di tensione,
il trailer della quarta stagione mostrava Annalise alle prese con
la perdita, la colpa e il bisogno di ricominciare. Intorno a lei, i
Keating Five cercavano di affrontare le conseguenze delle proprie
azioni, mentre nuove indagini minacciavano di travolgere ogni
equilibrio. Il video lasciava intravedere lacrime, tradimenti e un
futuro incerto per tutti i protagonisti, accendendo la curiosità
dei fan in vista dei nuovi episodi.
Il successo della serie e l’attesa per la rinascita di
Annalise
Le regole del delitto
perfetto era ormai un fenomeno consolidato della TV
americana, capace di rinnovarsi a ogni stagione mantenendo una
qualità narrativa costante. Dopo il drammatico finale della terza
stagione, il pubblico attendeva con ansia di scoprire come Annalise
avrebbe affrontato il dolore e la perdita, elementi centrali nella
nuova trama. Il trailer della stagione 4 segna così l’inizio di un
ciclo narrativo più introspettivo, in cui la protagonista affronta
la propria vulnerabilità, ma senza mai rinunciare alla sua
indomabile forza.
Nel corso della sua lunga e
brillante carriera, Alan Rickman si è reso
celebre per diversi memorabili ruoli, dal terrorista Hans Gruber di
Trappola di cristallo allo sceriffo di Nottingham in
Robin Hood – Principe dei ladri, dal colonnello Brandon in
Ragione e Sentimento al
professor Severus Piton nella saga di Harry Potter. Oltre
ad essere un grande attore, in due occasioni si è cimentato anche
nella regia, dapprima nel 1997 con L’ospite d’inverno e in
seguito nel 2014 con Le regole del caos
(qui la recensione).
Quest’ultimo, girato solo due anni prima della sua scomparsa, è un
apprezzato racconto sentimentale ambientato nella Francia del
1600.
Scritto da Rickman insieme ad
Alison Deegan e Jeremy Brock, il
film non è l’adattamento di un romanzo, bensì una versione
parzialmente ispirata alla vera costruzione del celebre giardino di
Versailles. Pur raccontando una storia vera, Rickman decise di
prendersi diverse libertà a fini cinematografici. Gli eventi, ad
esempio, si svolgono circa venti anni dopo rispetto alla realtà dei
fatti, mentre diversi sono i personaggi inventati appositamente per
il film, tra cui la stessa protagonista. Per Rickman, il cuore del
racconto, non è da ritrovarsi nella realtà storica quanto nella
volontà di certi uomini di dar vita a qualcosa di meraviglioso per
il mondo intero.
Girato non in Francia bensì in
Inghilterra, Le regole del caos non ha mancato di attrarre
gli appassionati di questa tipologia di film. Il merito va anche
alle grandiose ricostruzioni scenografiche, agli sfarzosi costumi
e, ovviamente, ad un cast di attori di altissimo livello. Prima di
intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile
approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo.
Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare
ulteriori dettagli relativi alla trama e al
cast di attori. Infine, si elencheranno anche le
principali piattaforme streaming contenenti il
film nel proprio catalogo.
Le regole del caos: la
trama del film
La vicenda narrata dal film si
svolge nell’anno 1682. Protagonista è Sabine De
Barra, una donna volitiva e talentuosa che lavora come
paesaggista nei giardini e nelle campagne francesi. Un giorno, con
sua grande sorpresa, riceve un invito inaspettato: Sabine è in
lizza per l’assegnazione di un incarico alla corte del re
Luigi XIV. Pur se inizialmente restia a lasciare
il mondo da lei conosciuto, Sabine si convince infine ad
intraprendere il suo viaggio per raggiungere la capitale. Qui si
trova però a doversi scontrare, una volta giunta a corte, con il
celebre paesaggista, André Le Notre, incaricato di
scegliere chi otterrà il lavoro.
Se, al primo incontro, l’artista di
corte appare disturbato e indispettito dall’occhio attento di
Sabine e dalla sua lungimirante natura, alla fine sceglie proprio
lei per realizzare uno dei giardini principali del nuovo Palazzo di
Versailles. Malgrado, e forse proprio grazie, al poco tempo a
disposizione, il valore della ricerca artistica individuale di
Sabine, del suo “piccolo caos” sarà presto riconosciuto anche da Le
Notre. Nonostante gli scontri iniziali, i rapporti personali e
professionali tra André e Sabine regaleranno a entrambi
comprensione, creatività e appagamento, elementi da cui nascerà poi
una delle realizzazioni più stupefacenti di sempre.
Le regole del caos: il
cast del film
Per dar vita al personaggio di
Sabine De Barra, Rickman non aveva dubbi sull’attrice da scegliere.
Questa era Kate Winslet, la quale
aveva già lavorato con Rickman per il film Ragione e
Sentimento. La premio Oscar si trovò così a dar vita ad un
personaggio totalmente inventato in un contesto storico reale. Per
riuscire in ciò si affidò molto alle lunghe conversazioni avute con
il regista riguardanti Sabine e allo studio della storia dietro
Versailles. A due settimane dall’inizio delle riprese, l’attrice si
scoprì incinta. Decise però di mantenere il segreto per un po’,
interpretando personalmente anche le scene più fisicamente
impegnative.
Per il ruolo di André Le Notre,
Rickman scelse invece l’attore Matthias Schoenaerts,
essendo rimasto incantato dalla sua interpretazione in Un
sapore di ruggine e ossa. Il regista temeva però che l’attore,
di origini belghe, non parlasse un perfetto inglese. Dopo averlo
incontrato, Schoenaerts tolse ogni dubbio a riguardo e si disse
onorato di accettare il ruolo. Lo stesso Rickman compare nel ruolo
di re Luigi XIV, ritrovando nel sovrano diverse qualità richieste
anche ad un regista. Nel film si ritrovano poi anche gli attori
Stanley Tucci nel ruolo
di Filippo I, Helen McCrory in quelli
di Madame Le Notre e Jennifer Ehle nel ruolo di
Madame de Montespan.
Le regole del caos: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Le regole del
caos è infatti disponibile nel catalogo di
Chili, Infinity, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per
vederlo, basterà noleggiare il singolo film, avendo così modo di
guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È
bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite
temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente
nel palinsesto televisivo di lunedì 18 luglio alle
ore 23:40 sul canale La 5.
Ecco il trailer ufficiale in
italiano di Le Regole del Caos – A Little
Chaos, il film diretto e interpretato
da Alan Rickman con protagonista l’attrice
premio Oscar Kate Winslet:
La trama del film è la seguente:
Nel 1682, Sabine De Barra (Kate Winslet),
donna volitiva e talentuosa, lavora come paesaggista nei giardini e
nelle campagne francesi. Finché un giorno riceve un invito
inaspettato: Sabine è in lizza per l’assegnazione di un incarico
alla corte di Luigi XIV (Alan Rickman). Se, al
primo incontro, l’artista di corte André Le Notre (Matthias
Schoenaerts) appare disturbato e indispettito dall’occhio
attento di Sabine e dalla sua lungimirante natura, alla fine
sceglie proprio lei per realizzare uno dei giardini principali del
nuovo Palazzo di Versailles. Malgrado – e forse proprio grazie – al
poco tempo a disposizione, il valore della ricerca artistica
individuale di Sabine, del suo “piccolo caos” sarà presto
riconosciuto anche da Le Notre e i rapporti personali e
professionali tra André e Sabine regaleranno a entrambi
comprensione, creatività e appagamento.
Nel cast di Le regole del caos ci
sono anche Stanley Tucci e Danny
Webb.
Le regole del caos – Corre l’anno
1682. Sabine De Barra (Kate Winslet), talentuosa paesaggista
francese, si vede recapitare un prestigioso invito: è stata difatti
selezionata per l’assegnazione di un incarico alla corte di Re Sole
(Alan
Rickman), la costruzione di una sala da ballo
all’aperto.
Sebbene il primo incontro con
l’artista di corte, André La Notre (Matthias
Schoenaerts), non abbia granché successo a causa del
“piccolo caos” che caratterizza il gusto artistico della donna e
che regna nei suoi progetti, qualcosa che lui considera un difetto
da debellare a tutti i costi, tra i due scoppierà infine una
graduale passione sullo scenario di intrighi di corte, lutti reali,
drammi femminili e l’incantevole paesaggio della reggia di
Versailles, apogeo del massimo splendore dell’Ancien Régime .
Con Le Regole del
Caos, Alan Rickman si cimenta in una nuova prova
registica – a distanza di ben 18 anni dal debutto con
L’Ospite d’Inverno – riproponendo il
personaggio di una donna da poco vedova e parzialmente incapace di
elaborare un lutto, che cerca di ritagliarsi un posto all’interno
della società, ricalcando i caratteri del romance novel.
Amabilmente appropriata dunque la
scelta dell’attrice premio Oscar Kate Winslet nei
panni di Sabine, la quale aveva già recitato affianco a Rickman in
Ragione e Sentimento, in grado di reggere
da sola il peso dell’intera pellicola e compensare le mancanze del
co-protagonista, un tristemente mono-espressivo ma promettente
Matthias Schoenaerts nei panni di André La
Notre.
A differenza di quest’ultimo spicca
uno Stanley Tucci che riesce sempre a
distinguersi, seppur relegato nel ruolo marginale del Duca
d’Orléans, fratello del Re.
Mescolando realtà e finzione nella
vicenda e curando ogni dettaglio, dai costumi alle scenografie,
Rickman offre una buona prova registica, tendenzialmente classica,
pur lasciandosi andare talvolta a qualche virtuosismo, regalando
paesaggi stupendi e un’opera dal taglio melodrammatico di rara
delicatezza.
Nonostante la sceneggiatura si
srotoli in maniera piuttosto prevedibile, a illuminare la pellicola
insieme a un Rickman che conquista sia dietro che davanti la
macchina da presa nei panni di un magnetico Luigi XIV, è la
Winslet, portando sullo schermo la figura di una donna forte,
semplice ma allo stesso tempo ossessionata dai fantasmi e incapace
di lasciarsi amare. Delicatissimo a questo proposito il paragone
fra la rosa delle quattro stagioni e la donna: nel porgere il fiore
come omaggio al Re, Sabine spiega che essa “sboccia, fiorisce e
appassisce” pur senza rendersene conto, un po’ come sta cercando di
fare lei nel tentativo di accettare e vivere il suo presente.
Ecco la prima clip in italiano
di Le Regole del Caos (A Little
Chaos), il film diretto e interpretato
da Alan Rickman con protagonista l’attrice
premio Oscar Kate Winslet. La pellicola uscirà in
Italia il 4 giugno:
La trama del film è la seguente:
Nel 1682, Sabine De Barra (Kate Winslet),
donna volitiva e talentuosa, lavora come paesaggista nei giardini e
nelle campagne francesi. Finché un giorno riceve un invito
inaspettato: Sabine è in lizza per l’assegnazione di un incarico
alla corte di Luigi XIV (Alan Rickman). Se, al
primo incontro, l’artista di corte André Le Notre (Matthias
Schoenaerts) appare disturbato e indispettito dall’occhio
attento di Sabine e dalla sua lungimirante natura, alla fine
sceglie proprio lei per realizzare uno dei giardini principali del
nuovo Palazzo di Versailles. Malgrado – e forse proprio grazie – al
poco tempo a disposizione, il valore della ricerca artistica
individuale di Sabine, del suo “piccolo caos” sarà presto
riconosciuto anche da Le Notre e i rapporti personali e
professionali tra André e Sabine regaleranno a entrambi
comprensione, creatività e appagamento.
Nel cast di Le
regole del caos ci sono anche Stanley Tucci e Danny
Webb.
Chi l’ha detto che il crimine è un
affare da uomini? Sono tante le donne che nel corso della storia si
sono distinte come perfette leader di gruppi criminali e il cinema
non ha mancato di raccontare di loro in diverse occasioni, talvolta
anche semplicemente prendendo liberamente spunto dalle loro
vicende. È il caso di film come
Bling Ring,
Widows – Eredità criminale,
Le ladre o l’italiano Brave ragazze. A questi si può però aggiungere anche
il film del 2019 Le
regine del crimine, opera prima della regista
Andrea
Berloff (meglio nota come sceneggiatrice dei film
Blood Father, Sleepless
– Il giustiziere e The Mother).
Il film è basato sull’omonima serie
limitata della DC/Vertigo Comics ideata da Ollie
Masters e Ming Doyle, ed è anche il primo
film live action della DC a essere classificato R (ovvero vietato
ai minori) dopo Watchmen (2009). In Le
regine del crimine si alternano infatti violenza e
linguaggio scurrile, ma anche situazioni capaci di divertire e
appassionare. Un vero e proprio gangster movie al
femminile, che però purtroppo è andato incontro a risultati molto
al di sotto delle aspettative. I guadagni del film sono infatti
stati all’incirca della metà rispetto al budget di produzione e
anche le recensioni con cui è stato accolto non sono affatto
positive.
A distanza di qualche anno dalla sua
uscita, però, è questo un film da riscoprire, non solo per la
presenza delle tre protagoniste – attrici di alto livello – ma
anche per una serie di scenari e situazioni che possono piacere
agli appassionati del genere. In questo articolo, approfondiamo
dunque alcune delle principali curiosità relative a Le
regine del crimine. Proseguendo qui nella lettura sarà
infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla
trama, al cast di attori e alla
storia vera dietro il film. Infine, si
elencheranno anche le principali piattaforme
streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.
Le
regine del crimine è ambientato a New York nel 1978
nel famigerato quartiere di Hell’s Kitchen, 20 isolati di banchi
del pegno, locali porno e bar malfamati, gestiti o controllati
dalla mafia irlandesi e compresi tra l’Ottava Avenue e il fiume
Hudson. È qui che si svolge la storia di Kathy, Ruby e
Claire, tre casalinghe, mogli di mafiosi mandati in
prigione dall’FBI. Lasciate da sole a gestire gli interessi
personali dei coniugi, le donne dovranno prendere in mano le azioni
criminali della mafia irlandese, dimostrandosi inaspettatamente
abili in tutto: dalla gestione del giro di racket, fino
all’eliminazione – letterale – della concorrenza.
Ad interpretare Kathy, Ruby e Claire
vi sono le attrici
Melissa McCarthy, Tiffany Haddish ed
Elisabeth
Moss.
Domhnall Gleeson interpreta invece Gabriel O’Malley,
veterano del Vietnam e alleato delle tre donne. James Badge
Dale è Kevin O’Carroll, marito di Ruby, mentre
Brian d’Arcy James è Jimmy Brennan, marito di
Kathy. Jeremy Bobb, invece, è Rob Walsh, marito di
Claire. Recitano poi nel film Margo
Martindale nel ruolo di Helen O’Carroll, madre di
Kevin, Common in quello di Gary Silvers,
agente dell’FBI, e Bill Camp in quello del
mafioso Alfonso Coretti.
La storia vera dietro il film e le differenze con il
fumetto
Nonostante sia basato sul fumetto
“The Kitchen” della Vertigo comic, la trama di
Le
regine del crimine è ispirata anche a una storia vera,
quella dei Westies, banda criminale irlandese
americana con sede a New York, responsabile di racket, traffico di
droga e omicidio su commissione, attiva principlamente tra il 1968
e il 1986. In particolare, si basa sulle vicende di Edna
Coonan e Sissy Featherstone, mogli dei
banditi Jimmy Coonan e Mickey
Featherstone. Dopo l’arresto e l’incarcerazioni dei due
uomini, le loro mogli hanno infatti in mano le sorti della banda,
gestendone personalmente gli affari criminali fino allo
scioglimento del gruppo.
Quando nel 2014 è stato chiesto ad
Ollie Masters riguardo l’ispirazione per i fumetti da cui il film è
tratto, egli ha dichiarato a USA Today che la criminalità
della vita reale ha avuto un ruolo importante nel suo processo
creativo. “Abbiamo tutti amato fare ricerche per questo
fumetto, perché tutto ciò che riguarda quel periodo sembra così
pericoloso ma eccitante. Il crimine era dilagante in città, la
mafia e le bande irlandesi come i Westies di Hell’s Kitchen erano
una parte importante della vita quotidiana della gente, più di
quanto non lo siano ora. Nelle strade c’era questa sorta di Far
West gangsteristico, ma c’era anche un boom della creatività e la
sensazione che tutto potesse accadere”.
Per quanto riguarda le differenze
tra il film e il fumetto, quest’ultimo è composto solo da otto
numeri, quindi ci si è presi delle libertà creative. “È una
storia molto piccola”, ha detto
Melissa McCarthy. “Quindi è stata presa come punto
di partenza ed espansa in tre storie complete, molto più reali e
complicate”. Tra le principali differenze, vi è poi l’aver
reso Ruby una donna di colore, cosa che ha richiesto una serie di
modifiche sul modo in cui il personaggio viene trattato e
interagisce con gli altri, che in base al periodo storico
potrebbero provare un certo tipo di sentimenti verso le persone di
colore.
Il trailer di Le regine del
crimine e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di
Le
regine del crimine grazie alla sua presenza su alcune
delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete.
Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Apple
TV, Google Play e
Prime Video. Per vederlo, una volta
scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo
film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di
guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film
è inoltre presente nel palinsesto televisivo di venerdì 24
maggio alle ore 21:00 sul canale
20 Mediaset.
Dal prossimo 16 dicembre non ci sarà
persona sulla faccia della Terra che non saprà chi sono
Daisy Ridley e John
Boyega, per adesso i due protagonisti di
Star
Wars il Risveglio della Forza si godono il
piacere dell’attesa.
Di seguito potete vedere la loro
reazione alla visione del trailer esteso del film:
[nggallery id=1221]
Star Wars Il Risveglio della
Forzauscirà
sul grande schermo il 18 dicembre 2015 con un cast che include il
ritorno di Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark
Hamill, Anthony Daniels, Peter
Mayhew e Kenny Panettiere con
le nuove aggiunte John
Boyega, Daisy
Ridley, Adam Driver, Oscar Isaac, Andy
Serkis, Domhnall
Gleeson, Lupita
Nyong’o, Gwendoline
Christiee Max
von Sydow.
Una New
York quasi dantesca fa da sfondo alle vicende di
Hustlers (da noi tradotto con Le
ragazze di Wall Street – Business is Business), film
scritto e diretto da Lorene Scafaria che trae
ispirazione dall’articolo “The Hustlers at Scores” di Jessica
Pressler del 2015. Graficamente, e culturalmente, la città è la
perfetta rappresentazione di una realtà divisa in gironi e cornici
e istantanea della società capitalistica americana, dove tutto è
business, le persone lavorano per vivere e non viceversa e lavorare
ti rende libero, indipendente, ma soprattutto potente. Chi parte
dal basso può togliersi dalla povertà e arrivare in alto scalando,
ma se un attimo tocchi il cielo con un dito, l’attimo dopo puoi
ritrovarti con i piedi per terra, nel buio di uno strip club che
sembra una caverna.
In
questo viaggio che contempla il mondo dello spogliarello e la
cronaca di un’epoca, la nostra guida sarà Destiny – un nome, un
programma – attraverso il racconto a posteriori con una
giornalista; stesso espediente usato da Sofia Coppola in Bling Ring, che con Le ragazze di Wall Street – Business is
Business condivide più di una somiglianza,
solo che lì la prospettiva sui ladruncoli adolescenti era parziale
se non proprio assente e di certo la regista non empatizzava con
loro. Qui la Scafaria sceglie dichiaratamente da quale parte parte
schierarsi, attenta a mostrare ogni dinamica del carattere
femminile, dal rapporto tra donna e donna al fatto che sanno essere
competitive ma anche solidali, gelose e protettive, e che possono
diventare violente, egoiste, criminali solo per il gusto di
esserlo.
Le ragazze di Wall Street, strip
club, gerarchie e crisi finanziaria
Dall’inferno al paradiso, e in mezzo un lungo, estenuante,
forse infinito purgatorio. La vita del cittadino medio americano,
peggio ancora se immigrato e figlio di famiglie povere, non ammette
stabilità ma una serie di up e down continui. E
infatti il luogo dell’incontro tra Destiny e Ramona, interpretata
da Jennifer Lopez, avviene prima dentro il
locale, poi sopra il tetto di un grattacielo, dove la “matrona”
delle stripper avvolge la nuova arrivata dentro la sua costosa
pelliccia; forse è un diavolo tentatore, forse una Beatrice
salvifica, o forse il simbolo di un rito di passaggio necessario.
Un gesto che vuole essere materno ma anche un’affermazione di
potere (lei sceglie come e dove posizionare la macchina da presa):
ecco chi comanda in questa gerarchia, e la gerarchia è ovunque,
perché definisce il tuo ruolo nella società e ti mette in
condizione di ambire al livello superiore.
Il
2007, sibila la voce narrante di Constance Wu, è
stato un anno fantastico per le spogliarelliste-truffatrici. In tv
spopolavano le Kardashian, a Wall Street – Il denaro non dormiva mai
(parafrasando il titolo del film di
Oliver Stone), il futuro sorrideva a coloro che
sapevano approfittare della fortuna, e questo senso di nostalgia
per un passato relativamente recente (ricordiamo che poco dopo la
crisi finanziaria avrebbe messo in ginocchio il paese) coincide con
uno sguardo ammiccante tuttavia malinconico. Il peggio deve ancora
venire, e il momento di massimo splendore arriva – almeno nel film
– grazie alla scena dell’ingresso di Usher (pop
star divenuta molto popolare ad inizi duemila) nel locale, montata
giustamente al rallentatore per enfatizzare la realtà o per
restituirla come veniva vista dalle ragazze. Benessere e
capitalismo in una fotografia piuttosto esplicativa di un sistema
in cui “c’è chi lancia i soldi, e chi invece
balla”.
È giusto sottolineare la bravura e
il magnetismo della Lopez, e quell’estetica gratificante che spesso
aiuta a nascondere una certa retorica e un commento sociale troppo
tardivo rispetto a questioni già affrontate da tanti autori
contemporanei (compreso Steven Soderbergh nel ben più complesso e
sottovalutato Magic Mike), come è doveroso
riconoscere che Le ragazze di Wall
Street – Business is Business provi ad
argomentare lo stesso problema da un punto di vista inedito,
politicamente rilevante dati i recenti sviluppi. Che ci riesca o
meno, il risultato finale ci sembra in linea con le
aspettative.
Il film Le ragazze di
Wall Street (qui la recensione) è diretto
dalla regista Lorene Scafaria, e vede tra le
principali protagoniste le attrici Constance Wu,
Jennifer
Lopez, Julia
Stiles, Keke Palmer, Lili Reinhart e
Cardi B. La storia in esso raccontata è basata
sull’articolo del New York Magazine del 2015, intitolato The
Hustlers at Scores, e narra le vicende di un gruppo di
spogliarelliste, le quali in seguito alla crisi economica del 2008
organizzano una complessa truffa ai danni di alcuni facoltosi
clienti, tutti facenti parte del mondo della finanza di Wall
Street.
Pur essendo basato su di una storia
vera, Le ragazze di Wall Street presenta naturalmente
delle differenze da questa, necessarie per rendere il film più
fruibile da un punto di vista del linguaggio cinematografico. Di
seguito, ecco dunque cosa c’è da sapere sulla vera
storia e sulle differenze riscontrabili nel
film. In conclusione, si può invece trovare un elenco con
le piattaforme streaming dove sarà possibile
vedere (o rivedere) il film.
Le ragazze di Wall Street: la vera storia e le
differenze con il film
Nella realtà tutto nasce da un idead
Samantha Barbash, nel film interpretata da
Jennifer Lopez con il nome di Ramona.
Il suo piano, posto in atto insieme a Roselyn Keo
(nel film interpretata dall’attrice Constance Wu)
prevede il cosiddetto “andare a pesca”, ovvero trovare ricchi
uomini d’affari e convincerli a recarsi nello strip club. Qui,
circondati da numerose spogliarelliste, gli uomini venivano
derubati delle loro carte di credito senza che se ne accorgessero.
La Barbash ha affermato di essere rimasta profondamente scontenta
del ritratto fatto di lei nel film. La donna ha infatti dichiarato
che nella pellicola il personaggio basato su di lei ricopre ancora
il ruolo di spogliarellista in un età in cui in realtà lei aveva
già smesso di esserlo. Dopo aver cessato di esibirsi, la donna ha
infatto lavorato prevalentemente come hostess in un club per adulti
di Manhattan.
Per quanto riguarda Roselyn Keo,
proprio come nella storia proposta al cinema, ha realmente studiato
al Berkeley College in New Jersey. Abbandonata dai suoi genitori,
la ragazza ha vissuto a lungo con i propri nonni, contribuendo al
loro sostentamento economico. La Keo abbandonò per un periodo la
carriera da spogliarellista per dare alla luce la figlia. Tornata
in seguito a calcare le scene, conosce la Barbash, che le propone
il suo piano criminale. A quei clienti che si mostravano più restii
all’idea di spendere soldi, le spogliarelliste offrivano dei drink
speciali a cui veniva aggiunta dell’ecstasy. Ciò li rendeva più
disinibiti e propensi a lasciare i propri soldi alle donne del
club. Le vera storia dietro al film conferma che il gruppo di
spogliarelliste che perpetravano tali truffe tenevano perfettamente
organizzati i loro guadagni in un’agenda apposita, rendendo il loro
un vero e proprio business.
La droga che le spogliarelliste
fornivano ai loro clienti generava in loro un vero e proprio
blackout, che non gli permetteva di ricordare nulla dell’accaduto.
Quei pochi che avevano la capacità di ricordare, preferirono tacere
sui furti, poiché renderli noti avrebbe significato ammettere di
essere stati in uno strip club, con il rischio di perdere il lavoro
e la famiglia. È per questo che il piano del gruppo di donne
funzionava così bene. Le spogliarelliste utilizzavano poi davvero i
soldi ottenuti per vivere una vita facoltosa? Nel film questo
aspetto sembra essere particolarmente esagerato, ma non lontano
dalla realtà. Il gruppo di spogliarelliste utilizzò effettivamente
i soldi guadagnati per comprare vestiti costosi o macchine di
lusso.
Stando all’articolo da cui è tratto
il film, infine, il gruppo di spogliarelliste iniziò a diventare
sempre più avido, iniziando a truffare anche estranei al mondo di
Wall Street. Uno di questi non ebbe problemi a denunciare la cosa,
presentando alla polizia anche alcune registrazioni che
incriminavano le spogliarelliste. Queste vennero così incastrate e
il loro giro di truffe venne allo scoperto. Le quattro principali
artefici delle truffe furono portate in tribunale con numerosi capi
d’accusa, tra cui furto, aggressione e falsificazione. Le donne si
dichiararono colpevoli e Samantha Barbash fu condannata a cinque
anni di libertà vigilata. Roselyn Keo patteggiò la sentenza, mentre
Karina Pascucci e Marsi Rosen
furono costrette a quattro mesi di carcere da scontare nei soli
weekend in aggiunta a cinque anni di libertà vigilata.
Le ragazze di Wall Street:
dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire di Le
ragazze di Wall Street grazie alla sua presenza su
alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in
rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten
TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per
vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà
noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale.
Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo
di martedì 17 maggio alle ore
21:20 su Canale 5.
Dopo aver sbancato il box office
U.S.A. con un incasso di oltre 63 milioni di dollari in
sole due settimane, conquistato la critica del Toronto
International Film Festival, e lasciato a bocca aperta il mondo
della moda e dello spettacolo alla Milano Fashion Week,
Jennifer Lopez arriva al cinema
in Italia dal 7 novembre con Le ragazze di Wall Street (tit. orig.
Hustlers), distribuito da Universal
Pictures e Lucky Red. Il film, che ha incassato 33 milioni
di dollari solo nel primo weekend segnando il
miglior debutto di J.LO al cinema in termini di
botteghino, vede al fianco di Jennifer Lopez un grande cast di
donne, un gruppo di spogliarelliste pronte a tutto al grido di
“business is business”: Constance Wu, Lili Reinhart, Julia Stiles,
Cardi B e Lizzo.
SINOSSI
Dopo il successo di Ricomincio
da me, Jennifer Lopez torna sul grande schermo affiancata da
un cast d’eccezione tutto al femminile. Cardi B, Constance Wu,
Lizzo e Lili Reinhart sono un gruppo di spregiudicate
spogliarelliste di New York che, guidate da Jennifer Lopez,
uniscono le forze per attuare un piano criminale in grande stile:
derubare i loro clienti, per la maggior parte ricchi broker di Wall
Street.Il film, basato su un’incredibile storia vera raccontata sul
New York Magazine e diventata subito virale, è un avvincente mix di
umorismo, spettacolo e crime.
Le ragazze del
surf è la nuova serie per bambini e famiglie co-sviluppata
dalla vincitrice del premio WGA e showrunner May Chan (“American
Girl: Corinne Tan”, “The Astronauts”), insieme ad Alex Diaz e Julie
Sagalowsky Diaz (“The Shannara Chronicles”, “What’s Up Warthogs!”),
e basata sull’omonima serie bestseller di graphic novel IDW
dell’autrice Kim Dwinell.
Le ragazze del surf:
quando esce e dove vederla in streaming
Le ragazze del
surf uscirà il 19 agosto in streaming su Apple
TV+
Le ragazze del surf: trama
e cast
La serie segue i migliori amici Sam e Jade risolvere misteri
soprannaturali nella loro sonnolenta cittadina balneare della
California. Questi due ragazzi devono combinare le loro forze
opposte di immaginazione e logica per risolvere i misteri
apparentemente soprannaturali che si nascondono appena sotto la
superficie della loro città.
Le ragazze del
surf è interpretata da Miya Cech (“Marvelous and the Black
Hole”, “Rim of the World”), YaYa Gosselin (“We Can be Heroes”,
“FBI: Most Wanted”) e Spencer Hermes-Rebello (“Troppo”); è prodotta
da Endeavour Content e IDW Entertainment, e co-sviluppata, scritta
e prodotta da May Chan, che è anche showrunner. Paul Stupin
(“Switched at Birth – Al posto tuo”, “Dawson’s Creek”) è il
produttore esecutivo. Alex Diaz e Julie Sagalowsky Diaz (“The
Shannara Chronicles”, “What’s Up Warthogs!”) hanno
co-sviluppato la serie di cui sono anche sceneggiatori e produttori
esecutivi. America Young (“Roswell, New Mexico”, “Legacies”) è
regista e produttrice esecutiva dei primi due episodi. Anche Lydia
Antonini (“Locke
& Key“, “Halo 4: Forward Unto Dawn”, “October Faction”) è
produttrice esecutiva della serie, così come Paul Davidson e Jeff
Brustrom, per conto di IDW.
Il lungo elenco di film e serie originali per bambini e famiglie
su Apple TV+ include anche il film acclamato dalla critica,
recentemente presentato in anteprima “Supersorda”; “La nostra
piccola fattoria”; “Anatra e Oca”; “Pigna e Pony”, “Fraggle Rock:
ritorno alla grotta” e “Professione spia” di The Jim Henson
Company; “Ciao, Jack! Che spettacolo la gentilezza” di Jack
McBrayer e Angela C. Santomero; “Wolfboy e la fabbrica del tutto”
di Joseph Gordon-Levitt, HITRECORD e Bento
Box Entertainment; “Mettiamoci in moto, Otis!” e “Cuccioli cercano
casa”; i vincitori del Daytime Emmy Award “Lo scrittore fantasma” e
“Helpster” di Sesame Workshop; il film d’animazione candidato
all’Oscar “Wolfwalkers – Il popolo dei lupi”; la serie vincitrice
del premio Peabody “Acquasilente”; nuove serie e speciali di
Peanuts e WildBrain, tra cui la seconda stagione di “Snoopy nello
spazio”, “It’s the Small Things, Charlie Brown” e “For Auld Lang
Syne”; “Noi siamo qui: dritte per vivere sul pianeta Terra” –
l’evento televisivo vincitore del Daytime Emmy Award e basato sul
bestseller del New York Times e Miglior Libro dell’anno per il TIME
di Oliver Jeffers.
Dall’assenza in Italia di una scena
analoga e dal desiderio di crearne una, è nato così il
progetto Le Ragazze del Porno/MY SEX, un film composto da
dieci corti, le cui riprese inizieranno a luglio 2014,
all’interno del quale ogni regista sarà libera di scegliere
un’estetica e un punto di vista, di lavorare su fiction, gonzo,
documentario o videoarte, senza censure. Citando Mia Engberg, al
cui manifesto per una pornografia al femminile LE RAGAZZE DEL PORNO
hanno aderito: “L’erotismo è buono e ne abbiamo bisogno”.
LE RAGAZZE DEL
PORNO sono Mara Chiaretti, Erika Z. Galli e
Martina Ruggeri per Industria Indipendente, Tiziana Lo
Porto (ideatrice del progetto), Anna Negri, Regina
Orioli, Titta Cosetta Raccagni, Lidia Ravviso, Emanuela Rossi,
Slavina, Monica Stambrini, Roberta Torre. Hanno tra i 25
ai 70 anni, lavorano professionalmente nel cinema e nella
televisione, ma anche nel teatro e nella video arte.
Le Ragazze del
Porno sono un gruppo di registe che nel 2012 hanno
deciso di lavorare insieme a dei film pornoerotici. Progetti simili
sono stati realizzati in Svezia da Mia Engberg, regista svedese con
l’antologia di cortometraggi “Dirty Diaries” (dirtydiaries.org), in Spagna da
Erika Lust (erikalust.com) e da
un’attiva scena post-pornografica indipendente nel resto del
mondo. In Francia ci sono le registe coinvolte nelle
antologie di corti “X-Femmes” prodotte da Canal + e recentemente
distribuite in Italia in dvd, negli Stati Uniti Annie
Sprinkle e il suo porno post-modernista (anniesprinkle.org), in Danimarca la
casa di produzione Zentropa (zentropa.dk) fondata da Lars Von
Trier.
LE RAGAZZE DEL PORNO /MY SEX
LE RAGAZZE DEL PORNO /MY SEX è il film di cortometraggi a cui
lavorano LE RAGAZZE DEL PORNO. Questi i dieci corti: “Educazione
sentimentale di Hot Rabbit” scritto e diretto da Mara Chiaretti,
“Seratina” scritto e diretto da Anna Negri, “Mano di velluto”
scritto e diretto da Regina Orioli, “I sogni muoiono all’alba”
scritto e diretto da Titta Cosetta Raccagni, “Harem” scritto da
Melissa Panarello e diretto da Lidia Ravviso, “Il sesso degli
angeli” scritto e diretto da Emanuela Rossi, “Gang Banging” scritto
e diretto da Slavina, “Queen Kong” scritto e diretto da Monica
Stambrini, “Alicia in the supermarket” scritto e diretto da Roberta
Torre. I corti verranno realizzati in più tappe partendo dai primi
tre (“Seratina”, “Mano di velluto”, “Queen Kong”) che verranno
finanziati grazie al crowdfunding che partirà da fine marzo sulla
piattaforma INDIEGOGO e da Art for Porn una vendita di opere
di artisti date in donazione. L’uso del crowdfunding (o
finanziamento dal basso), con il quale si chiede alla gente di
contribuire al finanziamento di un progetto, ancora poco praticato
in Italia, è ampiamente diffuso in America. Tra i progetti più
recenti già realizzati o che verranno realizzati grazie al
crowdfunding The Canyons scritto da Bret Easton
Ellis e diretto da Paul Schrader e The
Newest Hottest Spike Lee Joint di Spike Lee.
ART FOR PORN
ART FOR PORN è una vendita di opere d’arte liberamente offerte
da artisti per sostenere LE RAGAZZE DEL PORNO e contribuire al
finanziamento dei primi tre cortometraggi di LE RAGAZZE DEL
PORNO/MY SEX. Per contribuire al finanziamento del progetto, che da
marzo sarà anche sulla piattaforma di crowdfunding Indiegogo, LE
RAGAZZE DEL PORNO hanno chiesto ad artisti e collezionisti di
donare o dare in conto vendita opere da vendere all’interno di un
evento organizzato l’ultimo fine settimana di marzo (28-30 marzo) a
Roma, nello studio del fotografo Marco Delogu in Via Natale del
Grande 21. Esposti e in vendita quadri, fotografie, incisioni,
disegni, fumetti e gioielli. Tra gli artisti che hanno aderito ad
ART FOR PORN Jacopo Benassi, Cecialia Capuana, Silvia Codignola,
Angelo Cricchi, Marco Delogu, Tea Falco, Elisa Montessori, Corrado
Sassi.
IL CROWDFUNDING PERCHÉ: UNA NOTA DELLE RAGAZZE DEL
PORNO
Da due anni ci siamo ritrovate, un gruppo di registe e
scrittrici, con l’idea e il desiderio di realizzare dei
cortometraggi porno/erotici in Italia. Mai prima era successo che
delle registe italiane si mettessero insieme con l’idea di
collaborare fra loro – ed è interessante che ad unirci sia stato un
genere fino a poco tempo fa così prettamente “maschile” come il
porno. E questo è il nostro primo grande traguardo.
Seguendo l’esempio di progetti simili fuori dall’Italia,
credevamo fosse più facile trovare i soldi per realizzare il nostro
progetto anche in Italia, ma ci siamo scontrate con le
problematiche di censura, distribuzione, crisi economica.
Così abbiamo pensato di rivolgerci direttamente al
pubblico, per cominciare a realizzare qualcosa subito, con voi e
con il crowdfunding.
Finanziandoci, anche con una piccola quota, diventerete i
nostri produttori, parteciperete al processo di
realizzazione dei film e soprattutto li vedrete (in
anteprima)!
Ogni regista ha scritto un piccolo film, confrontandosi con
le altre sia a livello artistico che produttivo. Con questo
crowdfunding – di questi dieci corti ne potremo realizzare tre.
Saranno i primi tre film che comporranno un lungometraggio e che ci
aiuteranno a trovare i finanziamenti per gli altri.
I soldi che chiediamo servono a coprire le spese vive
perché molti dei nostri collaboratori ci stanno aiutando a titolo
gratuito.
Abbiamo già una piccola troupe – prevalentemente femminile
– che ha collaborato con noi alla realizzazione del promo, anche se
ogni regista sarà libera di lavorare con chi preferisce.
La nostra maggiore difficoltà sarà quella trovare degli
attori disposti a girare scene di sesso esplicite… ma sarà anche
divertente scoprire che forse non è così difficile come sembra.
Anzi se siete interessati fatevi avanti.
Mettere in scena il desiderio di donna in Italia non è
comune e nemmeno facile, ma evidentemente è un’esigenza sempre più
sentita. Lo vediamo dall’entusiasmo e dall’adesione delle registe e
degli artisti che ci chiedono di partecipare al progetto.
Il nostro sogno è quello di allargarci e di poter produrre
sempre più film, di qualsiasi natura, gender e immaginario
possibile. Crediamo fermamente che questo sogno sia importante non
solo per noi donne ma anche per gli uomini, per l’arte e la cultura
in Italia.
Arriva il 21 agosto sulle principali
piattaforme video on demand Le ragazze del Pandora’s
Box, una divertente commedia che celebra la libertà
dell’essere chi realmente si vuole grazie alla stravagante
emancipazione delle draq queen e al capovolgimento del
tradizionalista animo di una madre che, con qualche difficoltà,
dovrà fare i conti con la vita di un figlio perso troppo
presto.
Diretto da Thom Fitzgerald, regista
e drammaturgo canadese, il film è interpretato tra gli altri anche
da Jacki Weaver (Silver Linings Playbook) e Lucy Liu
(Charlie’s Angels, Chicago), due donne dal
carattere diametralmente opposto che si troveranno a vivere
un’inaspettata avventura che cambierà le loro vite.
Le ragazze del Pandora’s
Box sarà disponibile dal 21 agosto e per quattro settimane
sulle principali piattaforme VOD: SKY, TIMVISION, CHILI, GOOGLE
PLAY, YOU TUBE, RAKUTEN, HUAWEI VIDEO e INFINITY.
Sinossi di Le ragazze del Pandora’s
Box
Maybelline (Jacki Weaver),
direttrice del coro di una chiesa in Texas, eredita
inaspettatamente il Drag Queen Club appartenuto al figlio defunto.
Sorprendendo il marito e gli amici, conservatori come lei, si
trasferisce a San Francisco per salvare il locale dal fallimento.
In questo ambiente tanto burrascoso quanto vivace, trova una nuova
ragione di vita diventando ‘mamma’ per gli artisti eccentrici che
frequentano il club…sino a quando una visita improvvisa non
minaccerà di sconvolgere ancora una volta la sua
esistenza. Nel cast Adrian Grenier, Mya Taylor e Jackie
Beat.
Arriva il 21 agosto sulle
principali piattaforme video on demand Le ragazze del
Pandora’s Box, una divertente commedia che celebra la
libertà dell’essere chi realmente si vuole grazie alla stravagante
emancipazione delle draq queen e al capovolgimento del
tradizionalista animo di una madre che, con qualche difficoltà,
dovrà fare i conti con la vita di un figlio perso troppo
presto.
Diretto da Thom
Fitzgerald, regista e drammaturgo canadese, il film è
interpretato tra gli altri anche da Jacki Weaver
(Silver Linings Playbook) e Lucy Liu (Charlie’s Angels,
Chicago), due donne dal carattere diametralmente opposto
che si troveranno a vivere un’inaspettata avventura che cambierà le
loro vite.
Le ragazze del Pandora’s Box: dove vederlo in
streaming
Le ragazze del Pandora’s Box sarà disponibile dal 21
agosto e per quattro settimane sulle principali piattaforme VOD:
SKY, TIMVISION, CHILI, GOOGLE PLAY, YOU TUBE, RAKUTEN, HUAWEI VIDEO
e INFINITY.
Le ragazze del Pandora’s Box: la trama e il
cast
Maybelline (Jacki
Weaver), direttrice del coro di una chiesa in Texas,
eredita inaspettatamente il Drag Queen Club appartenuto al figlio
defunto. Sorprendendo il marito e gli amici, conservatori come lei,
si trasferisce a San Francisco per salvare il locale dal
fallimento. In questo ambiente tanto burrascoso quanto vivace,
trova una nuova ragione di vita diventando ‘mamma’ per gli artisti
eccentrici che frequentano il club…sino a quando una visita
improvvisa non minaccerà di sconvolgere ancora una volta la sua
esistenza. Nel cast Adrian Grenier, Mya Taylor e
Jackie Beat.
Negli ultimi anni piattaforme come
Netflix o Amazon Prime Video hanno
iniziato a diversificare molto di più i loro contenuti. Mentre
prima quasi la totalità del catalogo di ognuna di esse era
riservata ai prodotti made in USA, oggi in streaming si possono
trovare film o serie tv provenienti da ogni parte del mondo. A
catturare l’attenzione del pubblico, di recente, sono
principalmente prodotti televisivi spagnoli come La Casa di
Carta, Elite, La Cattedrale del
Mare e ovviamente Le Ragazze del
Centralino.
Quest’ultima serie tv, ideata
Ramón Campos, Gema R. Neira e
Teresa Fernández Valdéz per
Netflix, si è trasformata in pochissimo tempo in
un vero e proprio fenomeno televisivo. Distribuita solo ed
esclusivamente dalla celebre piattaforma streaming, Le
Ragazze del Centralino (titolo originale Las
Chicas del Cable) è in onda dal 2017 e conta al suo attivo
ben 5 stagioni e 42 episodi
complessivi. Ambientata nella Spagna degli anni trenta, la serie
racconta la storia di un gruppo di giovani donne alle prese con una
nuova entusiasmante opportunità lavorativa.
Le Ragazze del Centralino cast e
trama
Siamo nel 1928 e ci troviamo nella
splendida città di Madrid. Le protagoniste della nostra storia sono
quattro donne, provenienti da zone diverse della Spagna e ognuna di
loro con un passato assai travagliato alle spalle. Spinte da un
forte desiderio di indipendenza ed emancipazione, in un paese in
cui i diritti della donne sono ancora vergognosamente ignorati,
tutte loro accettano un nuovo impiego presso la prima e più grande
compagnia telefonica nazionale.
Incontratesi al lavoro, le quattro
donne, da semplici colleghe, diventano presto amiche, pronte a
supportarsi nei momenti più bui. Una delle protagoniste è Maria
Inmaculada Suárez Pazos, detta semplicemente Marga (Nadia
Santiago), definita come la classica ragazza di campagna,
semplice e forse troppo ingenua per affrontare la vita in città.
Tra le sue colleghe c’è Carlota Rodríguez de Senillosa (Ana
Fernández García), proveniente invece da una famiglia
molto ricca, che ha deciso di scappare dalle rigide regole imposte
da suo padre, generale dell’esercito, per trovare la sua
libertà.
La terza delle gruppo è Angeles
Vidal (Maggie Civantos), donna mite e insicura,
oppressa dal marito, Mario Pérez (Sergio Mur),
possessivo e violento, che lei stessa definisce come un tiranno. In
ultimo abbiamo Lidia Aguilar Dàvila (Blanca
Suàrez) una volta conosciuta con il nome di Alba Romero
Méndez, dal passato oscuro. Arrivata molti anni prima a Madrid
insieme al fidanzato Francisco Gomez (Yon
Gonzàlez), a causa di un brusco incidente, Alba è
costretta a separarsi dal suo innamorato.
Dieci anni più tardi, Alba,
costretta dagli eventi, è diventata una ladra e, per sfuggire al
suo passato, ha cambiato identità. Adesso il suo nome è Lidia e,
proprio come le altre sue colleghe, sta cercando di rimettere in
piedi la propria vita. Tuttavia, l’incontro casuale con Francisco,
riaccenderà in lei vecchi ricordi e sentimenti latenti.
Le Ragazze del Centralino 5
trama
Le avvincenti storie de Le
Ragazze del Centralino hanno tenuto il pubblico incollato
allo schermo per ben quattro stagioni, trasformando la serie in un
successo senza precedenti. Grazie alla risposta incredibilmente
positiva degli spettatori, autori e produttori hanno deciso di
rinnovare Las Chicas del Cable per una quinta e ultima
stagione.
A differenza delle prime quattro,
di 8 episodi ciascuna, la quinta stagione della serie è invece di
10 episodi ed è stata mandata in onda divisa in
due parti. I primi cinque episodi della quinta
stagione sono andati in onda a partire dal 14 febbraio
2020 mentre gli altri – considerati dal pubblico come una
stagione autonoma, Le Ragazze del Centralino 6 –
sono apparsi su Netflix solo dal 3 luglio
2020. Scopriamo adesso insieme cos’è successo nella
stagione finale della serie.
[SPOILER
ALERT]
La quinta stagione della serie
comincia con un salto temporale di alcuni anni dagli avvenimenti
che hanno chiuso la stagione precedente. In Spagna, infatti, è
scoppiata la Guerra Civile (1936) e le quattro
donne si rincontrano dopo anni di separazione.
Con lo scoppio della guerra civile
spagnola, la compagnia telefonica è stata chiusa e convertita
nell’ufficio di stampa e censura, dove ancora lavorano Marga
(Nadia de Santago), Pablo (Nico
Romero), Carlota (Ana Fernández García) e
Oscar (Ana Polvorosa). Mentre i primi due sono dei
semplici impiegati, Carlota e Oscar invece sono impegnati come
redattori e si occupano di scrivere reportage di guerra con lo
pseudonimo di ‘Faraday’.
Nel frattempo, Lidia
(Blanca Suárez) si è trasferita a New York, dove
ha vissuto per alcuni anni insieme a Eva (Carla
Apolonio), Francisco (Yon Gonzàlez) e
Sofia (Denisse Peña), figlia di Angeles
(Maggie Civantos). Nonostante in America le cose
sembrano andare a gonfie vele, Lidia è costretta dagli eventi a
fare ritorno di Spagna.
Tornati in patria, finalmente le
quattro donne si ricongiungono ma per loro non c’è tempo per
festeggiare. Sofia, infatti, scappa per arruolarsi nell’esercito
dei repubblicani, lasciando dietro di sè solo una lettera.
Determinati a ritrovare Sofia e a riportarla sana e salva negli
States, Lidia, Carlota, Marga e Oscar si mettono sulle sue
tracce.
Tutta la prima metà della quinta
stagione è dedicata quindi alla ricerca di Sofia e alle avventure
del gruppo, costretto dagli eventi ad affrontare il duro scenario
della guerra civile. Le bombe che cadano dall’alto distruggendo
ogni cosa, la corsa delle persone ai rifugi antiaerei, i corpi
martoriati dalle esplosioni improvvise: è tutto un incubo. A
risentire maggiormente della situazione è Lidia che, dopo aver
vissuto lontana nella pacifica America, non riesce a sopportare
tanto orrore.
Mentre le ricerche continuano, la
situazione si complica ulteriormente quando una vecchia conoscenza
di Lidia riappare all’orizzonte. Si tratta di Carlos
(Martiño Rivas), comparso per anni dai radar, e
che ora è generale dell’esercito repubblicano. In pratica l’unica
persona in grado di aiutare il gruppo a ritrovare Sofia è anche la
stessa persona che ancora oggi prova rancore verso Lidia.
Il destino dunque fa reincontrare i
due ex amanti, riportando alla luce sentimenti dimenticati,
rivisitando la loro tormentata storia d’amore. Ma questo
incredibile incontro è solo il primo dei tanti ostacoli che Lidia e
gli altri dovranno superare per poter un giorno riabbracciare
Sofia.
L’amore continua a essere il filo
conduttore delle avventure del gruppo. Oltre al brusco incontro tra
Lidia e Carlos, assistiamo anche al dramma di Pablo e Marga,
separati dalla chiamata alle armi. Anche Carlota vive una
tormentata storia con il fotografo e giornalista americano James
Lancaster (Alex Hafner), impegnato in guerra con i
suoi reportage dal fronte.
Le Ragazze del Centralino, finale
di serie
Mentre i drammi sentimentali del
gruppo continuano, le ricerche si fanno sempre più complesse e
pericolose e a farne le spese è proprio Lidia. La ragazza viene,
infatti, catturata e rinchiusa in un campo di rieducazione, gestito
da una vecchia conoscenza. A capo della struttura del regime
fascista c’è la malvagia donna Carmen (Concha
Velasco) sua acerrima nemica.
Nonostante le continue percosse e
vessazioni, le vendette personali e le torture psicologiche alle
quali viene sottoposta, Lidia non molla, mostrando al nemico di
essere più forte, in attesa che qualcuno la venga a liberare. Nel
frattempo, infatti, Francisco e le sue amiche stanno facendo di
tutto per scoprire dove sia stata rinchiusa.
Una volta scoperta l’ubicazione
esatta del campo di prigionia, la squadra irrompe nella ‘fortezza’
salvando Lidia e centinaia di altre prigioniere. Tuttavia, la
strada verso la salvezza è ancora tutta in salita. Lidia, Marga,
Carlota e Oscar devono correre e raggiungere la stazione per poter
salire sull’ultimo treno per la Francia, dove finalmente saranno al
sicuro.
Proprio quando tutte insieme
arrivano in stazione, capiscono di non avere scampo. Il treno è
lontano, sta per partire e loro sono inseguite dai soldati armati
di fucili. Nonostante tutti gli sforzi fatti per ritrovarsi e
sfuggire alla guerra, tutte e quattro, insieme, decidono di
sacrificarsi per proteggere i bambini. Le donne si schierano quindi
davanti all’esercito, facendo da scudo umano alle nuove generazioni
che, salendo su quel treno, potranno raggiungere la salvezza in
terra francese.
Le Ragazze del Centralino in
streaming: dove vederla
Tutte le stagioni de Le
Ragazze del Centralino sono disponibili in streaming sulla
piattaforma a pagamento di Netflix.
In uscita il 28 maggio nelle sale
italiane, il film di Michelangelo FrammartinoLe quattro volte, ha vinto premio
SACD nella Quinzane des Realizateurs all’ultimo Festival di Cannes.
Le quattro
volte segue gli ultimi giorni di un pastore calabrese
vecchio e malato. Lo vediamo portare al pascolo le capre, o recarsi
nella chiesa del paese, dove prende della polvere che a sera beve
disciolta nell’acqua e che, secondo una antichissima tradizione
calabra, dovrebbe guarirlo.
Alla morte del pastore, il film
mostra la nascita di un capretto e i suoi primi mesi di vita.
Quando esce per la prima volta al pascolo, rimane isolato rispetto
al gregge e si ripara ai piedi di enorme abete. L’albero passa
di stagione in stagione, finché viene tagliato e trasformato
dapprima in una sorta di “Albero della cuccagna” per la festa del
paese, poi viene trasformato in carbone nella fornace che abbiamo
visto all’inizio del film.
Il titolo del film e la sua
struttura quadripartita fanno riferimento a una frase della scuola
pitagorica secondo cui l’uomo deve conoscersi quattro volte, nella
sua essenza umana, animale, vegetale, minerale.
Vite che scivolano l’una
nell’altra, quasi per metempsicosi, in questo film di Frammartino,
già autore dell’acclamato “Il dono”, che qui costruisce un film
sulla meraviglia delle cose evidenti e di quelle nascoste, come il
fumo della fornace di carbone che, nel prologo e nel finale,
alternativamente copre e scopre il luogo da cui proviene. O più in
generale, mostra eventi semplici, ma in maniera tale da farci
sentire coinvolgente anche l’immagine più banale, come volesse
farci vedere le cose per la prima volta, siano esse il barbaglio
della polvere in una striscia di luce, o la nascita di un
capretto.
Le quattro volte
Qualcuno lo ha definito come film
di “fantascienza senza effetti speciali”. Forse perché vedere le
cose per la prima volta ce le fa apparire magiche, come avessero
ancora addosso la patina dell’ignoto e del mistero. Sono i casi in
cui il reale è ancora più straordinario dell’irreale, e il film di
Frammartino ne vede molti.
È così, ad esempio, nella scena
della morte del pastore, con la casa invasa dalle capre fuggite
dall’ovile e poste attorno al letto del moribondo. È una scena in
cui si perde la definizione tra gli spazi esterni e interni
(Frammartino ammette a questo proposito di esser rimasto molto
affascinato dalle ambientazioni dei film di
Tarkovskij, dai luoghi paradossali come
le stanze di Stalker e le casa di
Solaris, al cui interno piove
copiosamente). O ancora, si potrebbe ricordare la scena precedente,
quella di un pianosequenza formidabile per come sfrutta i fuori
campo visivi e sonori, per la coordinazione tra i vari eventi, gli
attori, nonché gli animali coinvolti. La scena vede una sacra
rappresentazione in costume per le vie del paese, con il recinto
delle capre da un lato, gli astanti e gli interpreti del corteo
dall’altro. Se nella scena della morte del pastore avevamo la
confusione dello spazio, in questo pianosequenza abbiamo la
confusione del tempo, la sua sospensione (il film è stato girato
tra Alessandria del Carretto, Caulonia, Serra San Bruno, stupendi
paesi calabresi dove per fortuna o purtroppo il tempo si è davvero
fermato), o l’impossibilità di distinguere in esso ciò che è
passato e ciò che è presente, arcaico e contemporaneo, quasi a
suggerire una dimensione di eternità/perpetuità, che è poi la
dimensione dei cicli naturali di trasformazioni raccontati dal
film, che si apre e si chiude con una fornace di carbone, quasi
alchemico athanor per la trasformazione della materia.
Anche il film funziona come “corpo”
da trasformare, nelle parole del regista: “considero il film un
corpo morto che ha bisogno dello sguardo attivo dello spettatore
per prendere vita”. Se questo film riesce a convolgerci –e lo
fa-, se riesce a farci entusiasmare mostrando cose semplici,
evidenti, quotidiane ma forse dimenticate, allora è sicuramente un
film vivente.
Narrare di imprese epiche, dove a
dominare i protagonisti non sono che il cuore e il coraggio, è da
sempre una peculiarità del cinema. Sono numerosi i kolossal di
questo tipo passati sul grande schermo, da Lawrence
d’Arabia a Il paziente inglese.
Nel 2002 è stata la volta di Le quattro
piume, diretto dall’indiano Shekhar
Kapur, autore noto anche per Elizabeth ed
Elizabeth: The Golden Age. Quella racconta è infatti una
storia che si colloca appieno in tale filone, portando in scena
l’amore che sopravvive anche a situazioni tragiche e disperate come
può esserlo una guerra. Passioni, conflitti e colpi di scena si
ritrovano dunque all’interno dell’avvincente storia qui
narrata.
Questa, in realtà, non è la prima
volta che viene raccontata al cinema. Il film è infatti il sesto
adattamento dell’omonimo romanzo di Alfred Edward
Woodley, pubblicato nel 1902. Si tratta però di un
adattamento diverso rispetto tanto alle precedenti versioni quanto
al romanzo in questione. Gli eventi si svolgono qui in concomitanza
con la Battaglia di Abu Klea, svoltasi nel 1885 in Sudan, mentre
nelle differenti versioni l’ambientazione risulta essere più
prossima al Novecento. In particolare, però, il regista sceglie di
riadattare anche molti dei temi contenuti nel romanzo, tra cui il
concetto di mascolinità e lo scontro tra la civiltà occidentale e
quella orientale.
In aggiunta a ciò, il film si avvale
di imponenti ricostruzioni scenografiche, affascinanti costumi e
una colonna sonora firmata dal compositore premio Oscar
James Horner. Le quattro piume
tuttavia non ottenne un grande risultato al box office, incassando
appena 30 milioni di dollari. Si tratta però di un film da
riscoprire nella sua bellezza, ma prima di intraprendere una
visione di questo sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Le quattro piume: la trama
del film
La vicenda si svolge
nell’Inghilterra del 1884, in piena epoca vittoriana. Harry
Faversham è un giovane cadetto dell’esercito britannico
prossimo a completare il suo addestramento in accademia. Proprio in
concomitanza di ciò, viene annunciata la partenza del suo
reggimento per il Sudan, dove dovranno scontrarsi con l’esercito di
Mhammad Ahmad, che sta conducendo una guerra di
resistenza contro il colonialismo inglese. Harry, che in quello
stesso periodo festeggia il suo fidanzamento con Ethne
Eustace, si trova però profondamente in conflitto con la
chiamata alle armi. Per questo motivo decide di rassegnare le
missioni, finendo però con l’essere considerato un codardo.
Per tale motivo, si vedrà recapitare
quattro piume bianche, simbolo di disonore e vigliaccheria.
Abbandonato dagli amici, dalla famiglia e dalla stessa Ethne, Harry
manifesta il desiderio di provare il proprio valore, e per farlo si
vede costretto a partire per la guerra in Africa. Qui dovrà
scontrarsi con gli orrori del conflitto, imbattendosi in imprevisti
nemici e preziosi alleati. Più di ogni altra cosa, però, Harry
aspira a poter salvare la vita dei propri compagni, tornando in
patria da eroe e riconquistare la sua amata. Per riuscirci, però,
dovrà prima di tutto riuscire a sopravvivere all’acceso
conflitto.
Le quattro piume: il cast
del film
Per dar vita a personaggi tanto
ricchi di conflitti e passioni, i produttori del film hanno
condotto lunghe ricerche, al fine di trovare gli interpreti più
idonei. Inizialmente per la parte di Harry Faversham era stato
considerato Jude Law, ma a
vestire i panni di questi è stato un giovane Heath Ledger,
qui ancora ai suoi primi ruoli cinematografici. Questi si era
distinto l’anno precedente grazie a Il destino di un
cavaliere, dimostrando una certa predisposizione ai film
d’avventura. Per ricoprire il ruolo, questi si trovò dunque a dover
studiare l’addestramento dei militari dell’epoca, al fine di
risultare più credibile nel ruolo. Accanto a lui, nei panni della
bella Ethne Eustace vi è invece l’attrice Kate Hudson.
Celebre per Quasi famosi, questa rifiuto la parte di
Mary-Jane in Spider-Man pur di poter recitare in questo
film.
L’attore Wes
Bentley, noto per il ruolo di Seneca Crane in Hunger Games,
interpreta invece il miglior amico di Harry, Jack Durrance. Questi
sarà l’unico a non rinnegare il protagonista in seguito alla sua
scelta. Gli attori Kris Marshall, Rupert
Penry-Jones e Michael Sheen danno invece
vita a Castelton, Willoughby e Trench, i tre compagni di corso di
Harry che doneranno a questi le piume bianche della vergogna.
L’attore Djimon Hounsou,
candidato all’Oscar per Blood Diamond, interpreta
l’indigeno Abou Fatma. Questi salverà Harry nel corso della guerra,
divenendo suo alleato. Nel film è inoltre presente la modella
sudanese Alek Wek, la quale appare nei panni della
principessa schiave Aquol. Membro del Comitato statunitense
Advisory Councili, questa dichiarò di aver accettato la
parte per porre ulteriormente in risalto la drammatica situazione
degli indigeni di tutto il mondo.
Le quattro piume: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile vedere o rivedere il
film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari
piattaforme streaming presenti oggi in rete. Le quattro
piume è infatti disponibile nel catalogo di
Chili Cinema, Apple iTunes e
NowTV. Per vederlo, in base alla piattaforma
scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo film. Si avrà
così modo di poter fruire di questo per una comoda visione
casalinga. È bene notare che in caso di solo noleggio, il titolo
sarà a disposizione per un determinato limite temporale, entro cui
bisognerà effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in
televisione il giorno sabato 22 ottobre alle
ore 22:00 sul canale La
7.
Con
Avengers: Doomsday
destinato a diventare uno dei capitoli più ambiziosi del Marvel Cinematic Universe, cresce
l’attenzione su quali
personaggi potrebbero rientrare in scena, soprattutto
quelli legati all’universo di Captain
Marvel. Tra multiverso, grandi ritorni e
possibili addii, il film sembra pronto a giocare con le aspettative
del pubblico, riaprendo la porta a figure chiave viste negli ultimi
anni.
Il
destino di Carol Danvers e dei personaggi a lei collegati
resta uno dei temi più discussi, soprattutto dopo gli eventi che
hanno ridefinito gli equilibri cosmici dell’MCU e il crescente peso
del multiverso nella narrazione.
Carol Danvers e gli altri: chi ha più possibilità di tornare
La
presenza di Carol
Danvers appare, al momento, la più
probabile. Captain Marvel è uno dei personaggi più potenti dell’MCU
e la sua assenza in un evento corale come Avengers: Doomsday risulterebbe difficile da
giustificare narrativamente. La minaccia rappresentata da Doctor
Doom e le fratture tra universi rendono plausibile un suo
coinvolgimento diretto, soprattutto in uno scontro di portata
cosmica.
Accanto a Carol, uno dei nomi più citati è quello di Monica
Rambeau. Dopo gli ultimi sviluppi che
l’hanno collocata in una posizione delicata all’interno del
multiverso, Avengers:
Doomsday potrebbe rappresentare l’occasione ideale per
riportarla in scena e chiarire il suo destino. Il suo legame con
Carol Danvers, oltre che con le dinamiche dimensionali, la rende
una pedina narrativa strategica.
Più incerta, ma non da escludere, la presenza di
Kamala Khan.
Ms. Marvel incarna il lato più giovane e ottimista dell’MCU, e il
film potrebbe utilizzarla come contrappunto emotivo in una storia
che si preannuncia più cupa e complessa. Tuttavia, la natura corale
del progetto potrebbe ridurre il suo spazio, limitandone il ruolo a
un’apparizione mirata.
Infine, restano sullo sfondo altri personaggi secondari legati
all’universo di Captain Marvel, il cui ritorno dipenderà
soprattutto dalla direzione scelta da Marvel Studios: chiudere
alcuni archi narrativi o lasciare questioni aperte in vista di
progetti futuri.
Nel complesso, Avengers:
Doomsday sembra costruito per riunire, rimescolare e talvolta congedare
figure chiave dell’MCU. Il ritorno dei personaggi legati a Captain
Marvel non risponde solo alla logica della nostalgia, ma a una
necessità narrativa: dare coerenza a un universo sempre più
frammentato. Chi tornerà davvero lo scopriremo solo con annunci
ufficiali, ma una cosa è certa: Carol Danvers e il suo mondo
restano centrali nel futuro Marvel.
Il marchio d’alta moda Marchesa ha
mostrato a sua nuova collezione a New York, e qualcuno (Vogue) ha pensato che poteva
essere divertente vedere come sarebbero statele principesse Disney
se avessero indossato abiti di questo design.
Ecco gli esiti:
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Marchesa è nota per essere
molto amata dalle star di Hollywood anche per il suo stile
principesco, appunto, e scommettiamo che sul red carpet degli oscar
del prossimo 22 febbraio ci sarà grande spazio per il brand e per i
suoi strascichi da principessa Disney!
Abbiamo aggiornato oggi la gallery
delle principesse Disney vestite come il loro principi. Se prima vi
avevamo mostrato una versione, per così dire, edulcorata, adesso vi
facciamo vedere delle versioni più realistiche delle principesse,
solo alcune purtroppo, in abiti maschili. Ecco il risultato opera
dell’artista sud africano Ogo:
Sono da sempre simboli di buoni
sentimenti, di allegria e felicità, di caparbietà e di forza di
volontà, qualche volta di ribellione. Ebbene possono essere anche
molto seducenti.
Ecco le principesse
Disney sexy in lingerie, come non le avete mai viste!
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I disegni sono opera di
Biaani, user di
DeviantArt.
Le
Principesse Disney diventano personaggi di Star
Wars