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I viziati, la recensione della nuova commedia francese su Netflix

I viziati è l’adattamento della celebre pellicola messicana Nosotros Los Nobles (2013) di Gary Alazraki. Il regista Nicholas Cuche ne fa una divertente commedia tutta francese, giocando sugli stereotipi del lusso e della ricchezza del Principato di Monaco. Anche grazie ad un cast eccezionalmente simpatico, I viziati ha scalato le classifiche di Netflix in pochi giorni dal rilascio sulla piattaforma.

La trama de I viziati

Francis è un imprenditore vedovo che vive e lavora nel Principato di Monaco. Nato povero, si è costruito da sé e ora può permettere ai tre figli ventenni una vita da mantenuti. Philippe (Victor Artus Solaro), il maggiore, inventa progetti strampalati senza mai svilupparli e passa le serate a sballarsi. Stella (Camille Lou) è viziata e arrogante, pronta a sposare il bell’argentino Juan solo per indispettire il padre. Alexandre (Louka Meliava), anarchico conquistatore di donne attempate, non vuole saperne di finire l’università. Francis, privo del supporto della moglie e sempre impegnato per lavoro, comprende di aver cresciuto i figli senza porre alcuna regola e di averli resi oltremodo viziati. Decide così di metterli alla prova: finge una bancarotta. Privati di carte di credito, cellulari e agi, i ragazzi si trovano a dover vivere a Marsiglia senza letteralmente un soldo in tasca. L’unica possibilità di salvezza è fare una cosa mai fatta prima: lavorare.

Costretti a cercare lavoro ma senza alcun tipo di esperienza, StellaJuan e Alexandre affrontano un mondo a loro sconosciuto: quello dei lavori in nero e della povertà, scoprendo tutte le sfumature di una vita modesta…

Stella vs Alexandre vs Philippe

I tre fratelli sono indubbiamente i protagonisti de I viziati. Sono un trio improbabile, comico già solo a vedersi. Camille Lou, magra e sempre impeccabile affianca Louka Meliava, basso e fisicato, e il gigante paffuto Victor Artus Solaro. I litigi e le battutine tra i tre sono quei battibecchi tipici dei fratelli. Sono tre bambinoni, immaturi ed egocentrici, in netto contrasto con lo stoico Francis. Gerard Jugnot veste bene i panni del padre assente che per i sensi di colpa diventa incapace di imporsi a ogni desiderio dei figli.

I viziati: una storia alla francese

La gestualità e la mimica dei personaggi sono elementi forti del film, che danno una connotazione territoriale ad una trama che è diventata ormai internazionale. Per gli italiani infatti la storia de I viziati può sembrare già nota. Il film messicano Nosotros Los Nobles infatti è già stato adattato da Guido Chiesa nel 2015 con Belli di papà, commedia con Diego Abatantuono.

Come è successo per Benvenuti al sud e come accade spesso per le commedie, gli adattamenti spiccano quando riescono a modellarsi per bene con il contesto che rappresentano. I viziati riesce nell’impresa: la parodia della ricca società francese è ben orchestrata, a partire dall’ironica introduzione sui ”veri valori” dei giovani di Monaco. La villa lussuosa in stile Beverly Hills è l’unico elemento un po’ troppo ‘americano’ per un film francese, che però subito viene rimpiazzata dal vecchio casolare di Marsiglia in cui si ritrovano a vivere i protagonisti.

I valori nascosti dietro ai vizi

Non c’è nulla di nuovo nella morale del film: è il classico paragone tra vita agiata ma frivola e vita povera ma profonda, densa di affetti ed emozioni. Il ritorno alla campagna per riscoprire i valori veri dell’esistenza è un motivo che torna da secoli, ma che, a quanto pare, non stanca mai il pubblico.

Per i tre ragazzi, l’esperienza è una sorta di viaggio di formazione. Anche quest’ultimo un tema discusso all’infinito in ogni società. L’ingresso nella vita adulta, con tutti le difficoltà di adattamento e i disagi è ben rappresentato ne i Viziati. Il contrasto iniziale tra il mondo adulto di Francis, fatto di responsabilità, e quello giovanile, quasi infantile dei figli, dominato dal gioco e dal divertimento pian piano si annulla.

Per concludere, I viziati tutto sommato riesce bene perché tocca in modo ironico corde profonde dell’animo umano. Archetipi che, se ben maneggiati, sono potentissimi: la crescita, la fratellanza, l’invecchiamento.

 

I vitelloni: trama, cast e curiosità del film di Federico Fellini

Dopo aver diretto Lo sceicco bianco nel 1952, il grande Federico Fellini torna al cinema con una storia particolarmente personale. I vitelloni è infatti il racconto di un gruppo di amici alle prese con una piatta esistenza nella città di Rimini, dove il regista nacque. Presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il film vinse il Leone d’argento, affermandosi da subito per la sua forza narrativa e comunicativa. Con il tempo sarebbe infatti diventato uno dei più acclamati titoli nella filmografia del celebre regista, e uno di quelli che meglio di altri riesce a racchiuderne la poetica.

I vitelloni ottenne importanti riconoscimenti anche all’estero, dove si affermò come un grandissimo successo. Oltre a ricevere una nomination al premio Oscar per la miglior sceneggiatura, il film venne indicato dalla critica statunitense come uno dei migliori film dell’anno. In molti riconobbero la nascita di un nuovo autore, destinato a fare grandi cose all’interno del panorama cinematografico mondiale. Con questo film, infatti, Fellini iniziò ad ottenere numerosi ammiratori in ogni parte del mondo, ispirando generazioni di registi.

Sono molte le curiosità relative al film, dal casting alla sceneggiatura e fino al titolo del film. Questo infatti non andava a genio ai produttori, ma Fellini insistette per mantenerlo. Vitellone indicava infatti un buono a nulla, e sembra fosse il modo in cui Fellini venne apostrofato dalla vittima di un suo scherzo. Un titolo semplice ma che racchiude tutto il senso del film e dei suoi personaggi protagonisti. Continuando nella lettura, sarà possibile scoprire tutto ciò che c’è da sapere sul film, come anche dopo è possibile ritrovarlo in streaming.

I vitelloni: la trama del film

Protagonisti del film sono un gruppo di cinque amici romagnoli, ognuno con le proprie particolarità ma tutti accomunati da una certa noia nei confronti della vita di provincia e dalla ribellione verso ogni forma di responsabilità. Questi sono l’intellettuale Leopoldo, il donnaiolo Fausto, il maturo Moraldo, l’infantile Alberto e l’inguaribile giocatore Riccardo. Le loro vite si snodano attraverso una serie di episodi nell’amata e odiata città di Rimini. Il gruppo tenta in tutti i modi di inseguire il divertimento ad ogni costo, ma dovranno ben presto scontrarsi con la necessità di entrare a far parte del mondo adulto.

Alberto, in particolare, si ritrova a doversi cercare un lavoro dopo che la sorella, unica della casa a lavorare, abbandona lui e la madre. Fausto, invece, finisce con il mettere incinta la fidanzata Sandra, ritrovandosi così a dover onorare l’amore nei suoi confronti portandola all’altare. Allo stesso modo anche gli altri tre si renderanno conto che forse è giunto il momento di cercare il proprio posto nel mondo. Tra scorribande e goliardiche feste, si ritroveranno ad avvertire la fine di un periodo importante della loro vita. L’unica possibilità di salvezza potrebbe allora essere il lasciare la città, oppure rimanere e continuare la vita di sempre.

I vitelloni film

I vitelloni: il cast del film

Per dar vita al suo gruppo di vitelloni, Fellini decise di affidarsi ad una serie di attori con cui aveva già collaborato, i cui nomi erano però ancora pressocché sconosciuti all’epoca. Egli affidò infatti a Franco Interlenghi il ruolo di Moraldo, a Franco Fabrizi quello di Fausto, a Leopoldo Trieste quello di Leopoldo e a suo fratello Riccardo Fellini quello di Riccardo. Il ruolo di Alberto venne invece interpretato dall’amico Alberto Sordi, con cui Fellini aveva già collaborato per il precedente film. Tali scelte portarono il regista a scontrarsi duramente con il produttore Lorenzo Pegoraro. Questi lamentava infatti l’assenza di un attore di fama nel cast. L’unico più noto, Sordi, si era invece rivelato un fiasco al botteghino con i film precedenti, e rappresentava dunque un rischio.

Fellini fu però irremovibile riguardo la scelta degli attori. Pegoraro gli chiese allora di bilanciare la cosa coinvolgendo almeno un noto attore. Il regista allora si rivolse al celebre Vittorio De Sica, offrendogli la parte dell’anziano attore di teatro Sergio Natali. De Sica si dimostrò interessato al ruolo, salvo poi rifiutare. Al suo posto venne allora scelto Achille Majeroni, il quale vantava una buona fama. Nel film si ritrovano poi anche Leonora Ruffo nei panni di Sandra e l’attrice austriaca Claude Farell in quelli di Olga, sorella di Alberto. Nel film è inoltre presente un inaspettato cameo di Fellini. La sua voce doppia infatti l’ultima battuta di Moraldo alla fine del film. Ciò sottolineo il carattere autobiografico del momento della sua partenza dalla città natale.

I vitelloni: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Per gli appassionati del film, o per chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne grazie alla sua presenza nel catalogo di una delle principali piattaforme streaming oggi disponibili. I vitelloni è infatti disponibile su Infinity. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale, avendo poi accesso a questo come a tutti gli altri titoli del catalogo. Una soluzione di questo tipo permetterà di non avere tempi di scadenza sul titolo, e di poterlo dunque vedere ogni volta che lo si vorrà. Il film è inoltre in programma in televisione per sabato 10 ottobre alle ore 21:10 sul canale Rai Storia.

Fonte: IMDb

 

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I villeggianti: trailer del film di Valeria Bruni Tedeschi

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I villeggianti: trailer del film di Valeria Bruni Tedeschi

Guarda il teaser trailer di I villeggianti, il nuovo film di e con Valeria Bruni Tedeschi, presentato oggi alla 75° Mostra del cinema di Venezia e in uscita nelle sale italiane il prossimo 20 dicembre.

Nel cast tra gli altri, anche Valeria Golino Riccardo Scamarcio.

Una grande e bella proprietà in Costa Azzurra. Un posto che sembra essere fuori dal tempo e protetto dal mondo. Anna arriva con sua figlia per qualche giorno di vacanza. In mezzo alla sua famiglia, ai loro amici e al personale di servizio, Anna deve gestire la sua recente separazione e la scrittura del suo prossimo film. Dietro le risate, la rabbia, i segreti, nascono rapporti di supremazia, paure e desideri. Ognuno si tappa le orecchie dai rumori del mondo e deve arrangiarsi con il mistero della propria esistenza.

La regista ha commentato: Da quando sono nata, ho sempre trascorso le vacanze in una grande e bella casa sulla Costa Azzurra. È un posto senza tempo e lontano dal resto del mondo. Con questo film, racconto la storia di un gruppo di persone in questa casa: la famiglia dei proprietari, gli amici e i dipendenti. Descrivo la solitudine di ognuno di essi, nonostante si trovino insieme, le dispotiche dinamiche nei rapporti, le paure, la vergogna, la rivolta, i desideri e gli amori. La mia intenzione è di raccontare come ogni persona scelga deliberatamente di ignorare il frastuono del mondo esterno, il tempo che passa, la morte in agguato; come ognuno sia solo di fronte al mistero della propria esistenza.

I Villain di Batman in versione anni quaranta!

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Come si sarebbero vestiti i mitici villain dei fumetti, se fossero vissuti nella prima parte del XX secolo? Una domanda apparentemente oziosa ma che si è posto anche il disegnatore Jason Mark, che per darsi una risposta, ha realizzato dei bellissimi ritratti, sotto forma di foto segnaletiche, dei villain più famosi contro cui combatte Batman a Gotham City.

I ritratti sono stati realizzati in modo tale da ricordare uno stile anni ’40, sia per la qualità dell’immagine, sia per l’abbigliamento molto elegante dei soggetti. Mark si è dedicato ai ritratti di Harvey Dent, Victor Fries, Oswald Cobblepot e … John Doe. Se non conoscete i loro nomi in ‘borghese’, riconoscerete sicuramente i loro alias: ecco a voi Due Facce, Mr. Freeze, il Pinguino e Joker!Batman villain Two-faceBatman villain Mr. FreezeBatman villain PenguinBatman villain JokerFonte: Badtaste

I villain di Batman illustrati come squali [FOTO]

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Ne Il Cavaliere Oscuro abbiamo visto il caro Bruce Wayne/Batman alle prese con dei cani belli grossi, tanto che il ricco supereroe ha dovuto chiedere l’intervento di Lucius Fox perchè gli rinforzasse il costume contro gli attacchi canini. Ma cosa potranno mai le astute e tecnologiche invenzioni di Fox contro i denti affilati di uno squalo?

L’artista Jeff Victor ha infatti raffigurato i principali nemici dell’Uomo Pipistrello come se fossero squali. Ecco i villain di Batman illustrati come squali:

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Che ve ne pare? Ogni celeberrimo villain è rappresentato con una specie di squalo differente e ogni disegno sembra rispecchiare a pieno la personalità, spesso contorta e assolutamente sopra le righe, degli amati e temuti personaggio della DC Comics. Qual è il vostro squalo preferito?

villain di Batman

Fonte: CBM

I Vichinghi: nuova clip del film con Tom Hopper

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I Vichinghi: nuova clip del film con Tom Hopper

Esce oggi al cinema I Vichinghi, con protagonista l’attore britannico Tom Hopper.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

Di seguito una clip dal film:

Protagonista del film, diretto da Claudio Fäh, è un gruppo di Vichinghi esiliati dalla propria terra che decide di salpare verso la Gran Bretagna per saccheggiare Lindisfarne del suo oro. Quando, però, vengono sorpresi da una terribile tempesta, finiscono per naufragare sulla costa scozzese. L’unica loro possibilità di sopravvivenza è quella di raggiungere la roccaforte vichinga di Danelage. Peccato che il viaggio si tramuti in una corsa contro il tempo, a causa dei più temuti mercenari mandati sulle loro tracce dal re di Scozia. Ambientata nel nono secolo d.C., la pellicola si focalizza su Asbjörn (Tom Hopper) e sugli altri impavidi Vichinghi. Conosciamo meglio questo popolo selvaggio e coraggioso in attesa del loro approdo sugli schermi italiani, attraverso un prontuario dalla A alla Z.

I Vichinghi posterArmi: per affrontare i nemici, i Vichinghi si servivano prevalentemente di spade e lance dalla lama lunga oltre 70 cm e dall’impugnatura di legno o di corno. In battaglia, questo popolo utilizzava anche asce, coltelli, archi e frecce, oltre a scudi per proteggersi.

Berserker: guerrieri con la passione smodata per la lotta. Il prefisso del loro nome (berr-) significa “nudo” e si riferisce alla parte superiore del corpo di questi uomini, solitamente scoperta.

Donne: nell’economia della casa, uomini e donne erano sullo stesso piano. Le donne si occupavano delle faccende domestiche, mentre gli uomini partivano in viaggio. Le donne potevano chiedere il divorzio se il marito le picchiava o le tradiva.

Drakkar: la cosiddetta barcaccia vichinga, lunga fino a 30 metri e fatta di legno. Il drakkar presentava una vela rettangolare, fatta di lino e spesso imbottita di un ampio strato di lana. Per muovere l’imbarcazione, erano necessari fino a 30 timoni.

Feste: durante le celebrazioni, vino e idromele scorrevano a fiumi; per bere, i Vichinghi si servivano di coppe e di corni, che non potevano essere appoggiati sulla tavola e, per questo motivo, venivano passati di mano in mano finché non restavano vuoti. In occasione di queste feste, i Vichinghi erano soliti raccontare storie, fare indovinelli, giocare a dadi ed organizzare giochi e competizioni.

Mitologia: i Vichinghi erano devoti a dei forti e temerari, la cui ira poteva incutere panico e terrore. La loro benevolenza, però, poteva essere conquistata con regali e sacrifici. Il capo degli dei era Odino, dio della saggezza, che abitava nel castello di Asgard, costituito da dodici palazzi, che includevano il Valhalla, il luogo dove si radunavano tutti i combattenti caduti in battaglia.

Rune: i Vichinghi avevano una propria scrittura, costituita da caratteri chiamati rune. Si trattava di linee semplici incise nel legno, nell’osso, nel metallo o nella pietra, grazie ad oggetti appuntiti.

Thing: a livello di assetto politico, i Vichinghi dirimevano le controversie nel thing, una specie di parlamento democratico costituito da tutti gli uomini liberi. I membri di questa assemblea prendevano anche decisioni per l’intera comunità.

Il film vede protagonisti, oltre a Hopper, Charlie Murphy (Philomena), Ryan Kwanten (True Blood), Anatole Taubman (Quantum of Solace), Ed Skrein (Game Of Thrones), James Norton (Rush) e il frontman della band metal Amon Amarth, Johan Hegg.

I Vichinghi: nuova clip “In battaglia” del film con Ryan Kwanten

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I Vichinghi: nuova clip “In battaglia” del film con Ryan Kwanten

Sono da giovedì al cinema i I Vichinghi di Claudio Fäh, l’action a sfondo storico con protagonisti Ryan Kwanten, Ed Skrein e Johan Hegg.

LEGGI LA RECENSIONE DEL FILM

Protagonista del film, diretto da Claudio Fäh, è un gruppo di Vichinghi esiliati dalla propria terra che decide di salpare verso la Gran Bretagna per saccheggiare Lindisfarne del suo oro. Quando, però, vengono sorpresi da una terribile tempesta, finiscono per naufragare sulla costa scozzese. L’unica loro possibilità di sopravvivenza è quella di raggiungere la roccaforte vichinga di Danelage. Peccato che il viaggio si tramuti in una corsa contro il tempo, a causa dei più temuti mercenari mandati sulle loro tracce dal re di Scozia. Ambientata nel nono secolo d.C., la pellicola si focalizza su Asbjörn (Tom Hopper) e sugli altri impavidi Vichinghi. Conosciamo meglio questo popolo selvaggio e coraggioso in attesa del loro approdo sugli schermi italiani, attraverso un prontuario dalla A alla Z.

I Vichinghi posterArmi: per affrontare i nemici, i Vichinghi si servivano prevalentemente di spade e lance dalla lama lunga oltre 70 cm e dall’impugnatura di legno o di corno. In battaglia, questo popolo utilizzava anche asce, coltelli, archi e frecce, oltre a scudi per proteggersi.

Berserker: guerrieri con la passione smodata per la lotta. Il prefisso del loro nome (berr-) significa “nudo” e si riferisce alla parte superiore del corpo di questi uomini, solitamente scoperta.

Donne: nell’economia della casa, uomini e donne erano sullo stesso piano. Le donne si occupavano delle faccende domestiche, mentre gli uomini partivano in viaggio. Le donne potevano chiedere il divorzio se il marito le picchiava o le tradiva.

Drakkar: la cosiddetta barcaccia vichinga, lunga fino a 30 metri e fatta di legno. Il drakkar presentava una vela rettangolare, fatta di lino e spesso imbottita di un ampio strato di lana. Per muovere l’imbarcazione, erano necessari fino a 30 timoni.

Feste: durante le celebrazioni, vino e idromele scorrevano a fiumi; per bere, i Vichinghi si servivano di coppe e di corni, che non potevano essere appoggiati sulla tavola e, per questo motivo, venivano passati di mano in mano finché non restavano vuoti. In occasione di queste feste, i Vichinghi erano soliti raccontare storie, fare indovinelli, giocare a dadi ed organizzare giochi e competizioni.

Mitologia: i Vichinghi erano devoti a dei forti e temerari, la cui ira poteva incutere panico e terrore. La loro benevolenza, però, poteva essere conquistata con regali e sacrifici. Il capo degli dei era Odino, dio della saggezza, che abitava nel castello di Asgard, costituito da dodici palazzi, che includevano il Valhalla, il luogo dove si radunavano tutti i combattenti caduti in battaglia.

Rune: i Vichinghi avevano una propria scrittura, costituita da caratteri chiamati rune. Si trattava di linee semplici incise nel legno, nell’osso, nel metallo o nella pietra, grazie ad oggetti appuntiti.

Thing: a livello di assetto politico, i Vichinghi dirimevano le controversie nel thing, una specie di parlamento democratico costituito da tutti gli uomini liberi. I membri di questa assemblea prendevano anche decisioni per l’intera comunità.

Il film vede protagonisti, oltre a Hopper, Charlie Murphy (Philomena), Ryan Kwanten (True Blood), Anatole Taubman (Quantum of Solace), Ed Skrein (Game Of Thrones), James Norton (Rush) e il frontman della band metal Amon Amarth, Johan Hegg.

I Vichinghi Trailer del film con Tom Hopper

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È disponibile il trailer di I Vichinghi, nelle sale dal 27 novembre, distribuito da Eagle Pictures.

Nono secolo d.C. Un gruppo di predoni vichinghi, sotto il comando del giovane leader Asbjörn (Tom Hopper, già visto in Black Sails), salpa per la costa della Bretagna per saccheggiare Lindisfarne del suo oro. Una violenta tempesta però manda in pezzi la loro imbarcazione al largo della Scozia e lascia i vichinghi intrappolati nel territorio nemico. L’unica loro possibilità di sopravvivenza è quella di raggiungere la roccaforte vichinga di Danelage. Peccato che il viaggio si tramuti in una corsa contro il tempo, a causa dei più temuti mercenari mandati sulle loro tracce dal re di Scozia. Girato in Sudafrica, I Vichinghi racconta una battaglia incredibile per la sopravvivenza in mezzo a flutti tempestosi, che vede come protagonisti eroi e crudeli antagonisti dall’anima autentica.
Diretto da Claudio Fäh, il film vede protagonisti, oltre a Hopper, Charlie Murphy (Philomena), Ryan Kwanten (True Blood), Anatole Taubman (Quantum of Solace), Ed Skrein (Game Of Thrones), James Norton (Rush) e il frontman della band metal Amon Amarth, Johan Hegg.

I Vichinghi recensione del film con Tom Hopper

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I Vichinghi recensione del film con Tom Hopper

Esiliati e cacciati dalla propria terra e dal proprio re, un gruppo di impavidi Vichinghi arriva in Gran Bretagna, con l’intento di trovare una nuova casa in questa terra.

Guidati dal coraggioso Asbjörn (Tom Hopper), i Vichinghi si trovano però a far fronte ad una situazione inaspettata: la loro nave viene distrutta da una tempesta e così il gruppo di guerrieri deve trovare il modo per attraversare una terra straniera nella quale sono considerati nemici. Intrappolati dietro la linea nemica, i nostri hanno una sola possibilità di sopravvivere: raggiungere un insediamento vichingo a sud del Paese.

 Sul loro cammino incontreranno la fiera e combattiva principessa Inghean (Charlie Murphy), che potrebbe rappresentare un prezioso ostaggio da scambiare con oro e incolumità, e un misterioso monaco cattolico che si rivelerà una risorsa indispensabile, mentre dovranno riuscire a scappare dall’armata dei Lupi, i mercenari che il re ha messo sulle tracce della figlia.

I Vichinghi, diretto da Claudio Fäh, è un racconto d’avventura dal sapore antico, che rivela con chiarezza e anche con ingenuità lo sforzo non solo di rappresentare un’epica epopea di sopravvivenza mentre ripropone sul grande schermo una popolazione nordica affascinante e misteriosa per i più, che nell’ultimo periodo è stata rappresentata per il pubblico di massa principalmente dalle sue riletture fumettistiche con Thor, Loki e compagnia.

Hopper ha senza dubbio il fisico adatto ad interpretare il rude vichingo dai sentimenti nobili e dal cuore d’oro. Con lui si affacciano nel film diversi volti ben noti agli appassionati seriali. Da una parte infatti riconosciamo il fu Daario Naharis di Game of Thrones, nei lineamenti contratti dalla cattiveria di Ed Skrein, dall’altra, sotto al cappuccio di saio dell’uomo di chiesa si nasconde il fratello di Sookie Stackhouse, Jason, trai protagonisti della vampiresca serie True Blood, Ryan Kwanten.

I Vichinghi

Anche se lo stampo del film è inevitabilmente hollywoodiano, si tratta di un progetto nato e prodotto completamente tra Svizzera, Germania e Sudafrica, i Paesi che sono serviti anche da set naturali.

Non ci sono ambizioni storiche e intellettuali, non si tratta della bella serie canadese con lo stesso titolo; l’intrattenimento de I Vichinghi è genuino, puro, forse per questo un po’ semplice e schematico, ma proprio per questo il film è un prodotto onesto, dalla struttura definita e coesa che diverte, racconta e adempie più che bene al solo scopo che si prefigge: divertire.

I Viaggiatori: trailer del film Sky Original in arrivo su SKY

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I Viaggiatori: trailer del film Sky Original in arrivo su SKY

È stato diffuso oggi il trailer de I Viaggiatori, film Sky Original di Ludovico Di Martino, prodotto da Sky Studios e Groenlandia, che dal 21 novembre sarà in esclusiva su Sky Cinema e in streaming solo su NOW e che sarà presentato in anteprima ad Alice nella città il 22 ottobre.

I Viaggiatori è una storia d’avventura che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che, grazie a una strana macchina del tempo, viaggeranno fino al 1939, nella Roma fascista di Benito Mussolini. Nel cast, Matteo Schiavone nel ruolo di Max, Fabio Bizzarro nei panni di Flebo, Andrea Gaia Wlderk in quelli di Greta, Francesca Alice Antonini in quelli di Lena, Gianmarco Saurino nel ruolo di Beo e Federico Tocci nel ruolo di Vulcano. Con la partecipazione di Fabrizio Gifuni nel ruolo di Luzio e con Vanessa Scalera nei panni della Dottoressa Sestrieri.

Il soggetto e la sceneggiatura sono di Ludovico Di Martino e Gabriele Scarfone. Il distributore internazionale è NBCUniversal Global Distribution per conto di Sky Studios.

La trama del film I Viaggiatori

Beo Fulci, un giovane ricercatore di fisica quantistica, è scomparso assieme al suo capo in circostanze misteriose. Suo fratello Max, 14 anni, ragazzino svelto dall’intelligenza vivace, trova conforto nei due amici più cari che ha – Flebo, 14 anni, impacciato e ansioso, appassionato di videogiochi e di tecnologia, e Greta, 15 anni, giovane donna coraggiosa – nonostante il dolore di quella perdita l’abbia reso sfuggente. Una sera i tre finiscono per scoprire una strana macchina del tempo e il modo per farla funzionare, trovandosi così nel 1939 in una Roma scossa dalle leggi razziali. Dovranno salvare il mondo dalla minaccia di un’arma con cui si vuole cambiare il corso della Storia.

I Viaggiatori: il film arriva su Sky Cinema e Now

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I Viaggiatori: il film arriva su Sky Cinema e Now

Arriva in esclusiva su Sky I Viaggiatori, film Sky Original di Ludovico Di Martino, prodotto da Sky Studios e Groenlandia, il 21 novembre alle 21.15 su Cinema Uno, in streaming solo su NOW e disponibile on demand.

Presentato in anteprima ad Alice nella città, “I viaggiatori” è una storia d’avventura che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che, grazie a una strana macchina del tempo, viaggeranno fino al 1939, nella Roma fascista di Benito Mussolini.

Nel cast, Matteo Schiavone nel ruolo di Max, Fabio Bizzarro nei panni di Flebo, AndreaGaia Wlderk in quelli di Greta, Francesca Alice Antonini in quelli di Lena, Gianmarco Saurino nel ruolo di Beo e Federico Tocci nel ruolo di Vulcano. Con la partecipazione di Fabrizio Gifuni nel ruolo di Luzio e con Vanessa Scalera nei panni della Dottoressa Sestrieri.

Il soggetto e la sceneggiatura sono di Ludovico Di Martino e Gabriele Scarfone. Il distributore internazionale è NBCUniversal Global Distribution per conto di Sky Studios.

La trama del film

Beo Fulci, un giovane ricercatore di fisica quantistica, è scomparso assieme al suo capo in circostanze misteriose. Suo fratello Max, 14 anni, ragazzino svelto dall’intelligenza vivace, trova conforto nei due amici più cari che ha – Flebo, 14 anni, impacciato e ansioso, appassionato di videogiochi e di tecnologia, e Greta, 15 anni, giovane donna coraggiosa – nonostante il dolore di quella perdita l’abbia reso sfuggente. Una sera i tre finiscono per scoprire una strana macchina del tempo e il modo per farla funzionare, trovandosi così nel 1939 in una Roma scossa dalle leggi razziali. Dovranno salvare il mondo dalla minaccia di un’arma con cui si vuole cambiare il corso della Storia.

I Viaggiatori: al via le riprese del nuovo film Sky Original italiano

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Sky annuncia le riprese de I Viaggiatori, il nuovo film Sky Original, prodotto da Groenlandia. Diretto da Ludovico Di Martino (Skam Italia 3, La Belva) e scritto da Ludovico Di Martino e Gabriele Scarfone, I Viaggiatori è un film d’avventura che vede come protagonisti un gruppo di ragazzi che, grazie a una macchina del tempo, viaggeranno fino al 1939, nella Roma fascista di Benito Mussolini.

Nel cast di I Viaggiatori accanto a Matteo Schiavone nel ruolo di Max, Fabio Bizzarro (I cavalieri di Castelcorvo) nei panni di Flebo, Andreagaia Wlderk, in quelli di Greta, Francesca Alice Antonini (Gomorra)  in quelli di Lena, Gianmarco Saurino (Maschile singolare) nel ruolo di Beo e Federico Tocci (Sulla mia Pelle, La Squadra, Speravo de Morì prima) nel ruolo di Vulcano, troviamo Fabrizio Gifuni (Lei Mi Parla Ancora, Il Capitale Umano) nel ruolo di Luzio e Vanessa Scalera (Romulus, Bella Addormentata) nei panni della Dottoressa Sestrieri. 

I Viaggiatori, la trama

Un gruppo di amici, alla ricerca del fratello scomparso di uno di loro, attiva per sbaglio un misterioso macchinario che li catapulta nella Roma del 1939, tra guardie fasciste e leggi razziali. Un viaggio nel tempo nella città eterna sull’orlo di un nuovo conflitto mondiale.

Il regista, Ludovico di Martino ha dichiarato: “I viaggiatori è sicuramente il racconto più appassionante, personale e complesso al quale io mi sia approcciato finora. Ringrazio di cuore Sky e Groenlandia per avermi concesso la fiducia necessaria a realizzare questo film al massimo delle sue potenzialità”. 

Nils Hartmann, Senior Director Sky Original Productions ha dichiarato: “Con I Viaggiatori ci caliamo in un’avventura fantastica, un viaggio attraverso il tempo, in cui i protagonisti vengono catapultati in un’epoca su cui ancora oggi, più che mai, dobbiamo riflettere, per come ha segnato la storia del nostro Paese. Firma questa nuova produzione originale Sky, suo terzo lungometraggio, un regista giovane e vulcanico, Ludovico Di Martino, che dirige un cast altrettanto giovane e promettente, perché continuiamo a credere che investire sulla creatività e sui nuovi talenti sia la strada giusta da battere, sempre. Con questo film sperimentiamo inoltre un genere cinematografico, quello dei viaggi nel tempo, poco battuto in Italia. Che qui non resta un’avventura fine a se stessa né punta ad un target di (soli) teenager, ma anzi mostra tutta l’ambizione e il potenziale di una storia capace di unire e appassionare genitori e figli”.

Matteo Rovere, CEO di Groenlandia, ha dichiarato: “Siamo davvero orgogliosi di questo progetto, un racconto di avventura ma anche una storia emotiva, di grande partecipazione, che parla di amicizia adolescenziale e fratellanza. Un viaggio nel tempo spettacolare e rocambolesco capace di tornare a una pagina buia del nostro passato, sperando che questo possa aiutare a sensibilizzare le nuove generazioni e a nutrire la loro memoria. Il percorso di Groenlandia continua nell’esplorazione di vari generi e con I Viaggiatori vuole tentare la via dell’intrattenimento alternando fantasia e racconto del passato, in un esperimento inedito nel nostro panorama. Ludovico di Martino è un regista di grande talento che sosteniamo fin dagli esordi e con il quale siamo davvero felici di tornare a lavorare insieme a Sky, partner e alleato con cui ci sentiamo profondamente in sintonia”.

I viaggi di Indiana Jones disegnati su mappa!

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I viaggi di Indiana Jones disegnati su mappa!

indiana-jonesEcco una bella curiosità che viene direttamente dal blog Super Punch (via Badtaste). Si tratta di tre mappe, disegnate dal grafico Andrew DeGraff, che riassumono

I veri sentimenti del CEO della Warner Bros. sull’accordo con la Paramount rivelati in una telefonata trapelata

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Il futuro di Warner Bros. Discovery si gioca su una delle partite industriali più delicate degli ultimi anni. Dopo settimane di trattative e rilanci, Paramount è rimasta l’ultima protagonista nella corsa all’acquisizione del gruppo guidato da David Zaslav, in uno scenario che potrebbe ridefinire gli equilibri di potere a Hollywood.

In un primo momento era stata Netflix ad annunciare un accordo per acquisire WBD in una fusione destinata a scuotere profondamente l’industria dell’intrattenimento. L’intesa prevedeva un’offerta da 27,75 dollari per azione, ma la controffensiva di Paramount – guidata dal CEO David Ellison – ha cambiato rapidamente il quadro. Paramount ha prima messo sul tavolo 30 dollari per azione, poi ha alzato la proposta a 31 dollari, costringendo Netflix a riconsiderare la propria posizione.

Secondo quanto riportato da Business Insider, una telefonata trapelata nelle ultime ore ha rivelato il vero stato d’animo del CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, di fronte al sorpasso di Paramount. Zaslav avrebbe ammesso che “è successo tutto molto rapidamente”, aggiungendo però di ritenere che WBD e Paramount “possono diventare una grande azienda”.

Cosa c’è dietro il rilancio di Paramount e il passo indietro di Netflix

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Nella stessa telefonata, Zaslav avrebbe chiarito la posta in gioco con parole che fotografano il momento cruciale attraversato dal gruppo: “Se Warner Bros. vuole sopravvivere, allora dovevamo essere più grandi, e dovevamo essere globali. L’accordo potrebbe non chiudersi. Se non si chiude, incassiamo 7 miliardi di dollari e torniamo al lavoro.”

L’offerta di Paramount Skydance è stata giudicata superiore, lasciando a Netflix la possibilità di pareggiare, rilanciare o ritirarsi. Il colosso dello streaming ha scelto di non eguagliare l’ultima proposta, spiegando ufficialmente: “La transazione che avevamo negoziato avrebbe creato valore per gli azionisti con un percorso chiaro verso l’approvazione normativa. Tuttavia, siamo sempre stati disciplinati e, al prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance, l’accordo non è più finanziariamente attraente, quindi decliniamo di pareggiare l’offerta di Paramount Skydance.”

Netflix ha poi aggiunto: “Warner Bros. è un’organizzazione di livello mondiale e vogliamo ringraziare David Zaslav, Gunnar Wiedenfels, Bruce Campbell, Brad Singer e il Consiglio di amministrazione di WBD per aver condotto un processo equo e rigoroso. Crediamo che saremmo stati solidi custodi dei marchi iconici di Warner Bros. e che il nostro accordo avrebbe rafforzato l’industria dell’intrattenimento, preservando e creando più posti di lavoro nella produzione negli Stati Uniti. Ma questa transazione è sempre stata un ‘piacere averla’ al giusto prezzo, non un ‘doverla avere’ a qualsiasi prezzo.

Paramount ha vinto la gara con 31 dollari per azione, includendo incentivi aggiuntivi e una reverse termination fee da 7 miliardi di dollari legata a eventuali problemi prima della chiusura dell’accordo. Inoltre, Paramount si è impegnata a coprire la penale da 2,8 miliardi che Warner Bros. avrebbe dovuto versare a Netflix per il recesso dall’intesa iniziale. David Ellison ha commentato con soddisfazione: “Siamo lieti che il Consiglio di amministrazione di WBD abbia confermato all’unanimità il valore superiore della nostra offerta, che garantisce agli azionisti di WBD un valore più elevato, certezza e rapidità nella chiusura.”

Resta da capire quando – e se – l’operazione verrà finalizzata. Quel che è certo è che l’esito di questa trattativa potrebbe ridefinire la mappa del potere a Hollywood, con Paramount pronta a imporsi come nuovo polo dominante, mentre Warner Bros. Discovery si gioca una trasformazione cruciale per il proprio futuro globale.

FOTO DI COPERTINA Il presidente della Warner Bros. Discovery David Zaslav arriva alla première di Los Angeles di Warner Bros. ‘The Flash’ tenutasi al TCL Chinese Theatre IMAX il 12 giugno 2023 a Hollywood, Los Angeles, California, Stati Uniti. — Foto di Image Press Agency via DepositPhotos.com

I veri motivi di Oh Father e la devozione per Homelander nella quinta stagione di The Boys spiegati da Daveed Diggs

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La stagione finale di The Boys alza ulteriormente la posta introducendo Oh Father, un nuovo e inquietante super interpretato da Daveed Diggs. Il personaggio entra nei Seven portando con sé un’influenza religiosa che si intreccia direttamente con il potere politico e mediatico già dominato da Patriota (Homelander). È una svolta narrativa significativa: la serie non si limita più a satirizzare i supereroi, ma attacca frontalmente il rapporto tra fede, propaganda e controllo.

Oh Father è a capo della Samaritan’s Embrace Ministries, una chiesa trasformata nella “Democratic Church of America”, con Homelander elevato a figura profetica. Dietro la facciata spirituale si nasconde però un sistema ben più cinico: la religione diventa uno strumento di marketing e distribuzione del Compound V, in continuità con le strategie di Vought. Come spiegato dallo stesso Diggs, il personaggio è essenzialmente un “venditore”, un opportunista che ha trovato nella fede il mezzo perfetto per accumulare potere e legittimazione.

Dal punto di vista narrativo, l’introduzione di Oh Father rappresenta uno dei commenti più espliciti della serie sulla realtà contemporanea. The Boys ha sempre lavorato per eccesso e provocazione, ma qui il confine tra satira e cronaca si assottiglia drasticamente. Il legame tra religione organizzata e potere politico, incarnato anche dal matrimonio con Ashley Barrett, diventa il vero campo di battaglia della stagione: non più solo superpoteri, ma ideologia e manipolazione di massa.

Religione, propaganda e potere: la deriva finale dell’universo di The Boys

L’arco narrativo della quinta stagione sembra portare alle estreme conseguenze temi già presenti nelle stagioni precedenti. Fin dall’inizio, The Boys ha costruito un mondo in cui i supereroi sono strumenti di corporazioni e governi; con Oh Father, questa struttura si completa, aggiungendo la religione come terzo pilastro del controllo.

Il personaggio si inserisce idealmente nel solco tracciato da figure come Ezekiel, ma ne rappresenta un’evoluzione molto più sofisticata. Non si tratta più solo di ipocrisia morale, ma di un sistema organizzato che ridefinisce la fede come brand politico. La relazione con Ashley Barrett — inizialmente strategica e poi sorprendentemente autentica — aggiunge un ulteriore livello di complessità, mostrando come anche i rapporti personali possano essere assorbiti e trasformati da dinamiche di potere.

In termini tematici, la serie continua a riflettere — e amplificare — tensioni reali, in particolare la crescente sovrapposizione tra religione e politica negli Stati Uniti. La forza di The Boys sta proprio qui: non “predire” il futuro, ma intercettare dinamiche profonde e renderle visibili attraverso la lente del genere.

Con la stagione finale, la domanda non è più chi vincerà lo scontro tra i protagonisti, ma quanto il sistema stesso sia ormai irreversibile. Oh Father, in questo senso, non è solo un nuovo villain: è il simbolo di un mondo in cui ogni forma di potere converge e si rafforza reciprocamente.

I Vendicatori: video dal set e due artwork

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I Vendicatori: video dal set e due artwork

Arrivano altre piccole novità dal set de I Vendicatori. Prima di tutto ecco due artwork promozionali che ritraggono da una parte i nostri in formazione di combattimento, dall’altra Loki,

I vendicatori: Ritratti e altre foto in anteprima!

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I vendicatori: Ritratti e altre foto in anteprima!

Entertainment Weekly ha pubblicato oggi  nuove foto e i ritratti dei protagonisti dei Vendicatori. L’attesissimo film che riunisce tutti gli eroi dell’universo Marvel visti fin’ora al cinema.

I vendicatori: riprese in New Mexico!

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I vendicatori: riprese in New Mexico!

E’ ufficiale: le riprese del film dei Vendicatori si terranno in New Mexico, dove già è stato girato Thor, tra aprile e settembre 2011.

I Marvel Studios hanno infatti rivelato dove si terranno le riprese del film, e si tratta di quel New Mexico dove ultimamente si tengono le riprese diversi film di Hollywood, tra cui buona parte di Thor. Il governatore dello stato Bill Richardson ha annunciato la notizia come “un regalo di Natale per tutti gli abitanti del New Mexico”: l’economia locale, infatti, subirà degli influssi positivi, trattandosi della più grossa produzione Hollywoodiana mai girata nello stato:

Oltre a essere la più grande produzione mai girata in questo stato, sarà anche la più avanzata a livello tecnologico, e sarà un vero e proprio campo di addestramento avanzatissimo per le nostre troupe. (…) Si tratta di un esempio perfetto della creazione di posti di lavoro, di impatto economico e visibilità globale che l’industria cinematografica ha portato nel nostro stato negli ultimi otto anni, e dobbiamo proseguire su questa strada.

I Vendicatori, diretto da Joss Whedon, uscirà il 4 maggio 2012.

I Vendicatori: il trailer uscirà Martedì!

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I Vendicatori: il trailer uscirà Martedì!

Direttamente dalla pagina ufficiale di Facebook di Marvel’s The Avengers, i Marvel Studios hanno annunciato che il primo trailer del kolossal supereroistico sui Vendicatori diretto da Joss Whedon verrà pubblicato online tra cinque giorni, martedì.

I Vendicatori sono soli e dispersi nella Fase 4 del MCU

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I Vendicatori sono soli e dispersi nella Fase 4 del MCU

Il team dei Weta VFX di Shang-Chi e La Leggenda dei Dieci Anelli ha parlato del lavoro svolto sul film e in particolare sulla scena post credits con Bruce Banner. Sebbene avesse un suo filo narrativo isolato, Destin Daniel Cretton aveva bisogno di stabilirne la connessione con il più grande MCU. Ciò è stato ottenuto principalmente con l’apparizione di volti familiari, incluso il Banner di Mark Ruffalo, che sembrava significativamente diverso rispetto all’ultima volta che lo abbiamo visto sullo schermo.

Cosa è successo ai Vendicatori dopo Avengers: Endgame?

In una nuova intervista, il supervisore degli effetti visivi di Weta Sean Walker, che ha lavorato alla scena post-crediti di Shang-Chi e de La leggenda dei dieci anelli, ha rivelato che Banner era nel suo laboratorio durante l’incontro. Oltre a doverci dare delle indicazioni sul fatto che Banner non è più Smart Hulk, questa risposta rivela anche segretamente lo stato dei Vendicatori nella Fase 4 dell’MCU poiché implica che tutti sono dispersi e dopo Avengers: Endgame, sono dispersi, ognuno per la sua strada.

Come membro fondatore dei Vendicatori che ha avuto il rapporto di lavoro più stretto con Iron Man (Robert Downey Jr.), Banner avrebbe dovuto trasferirsi nella struttura dei Vendicatori nello stato di New York e presidiare il quartier generale allo stesso modo di Black Widow (Scarlett Johansson) nei cinque anni successivi allo SNAP di Thanos. La decisione di Natasha Romanoff di farlo ha permesso alla squadra di rimettersi insieme facilmente cinque anni dopo. Ora, senza che nessuno agisca da coordinatore primario tra i restanti eroi del MCU, riunirsi nel caso in cui arrivasse un’altra minaccia sarebbe molto più difficile.

Cosa ci riserva il futuro dei Vendicatori, nella Fase 4?

I Vendicatori leggono una versione “addolcita” di Infinity War per i bambini

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Il finale di Avengers: Infinity War, con la metà degli eroi polverizzati, ha lasciato i fan sbalorditi: possibile che gli Eroi più Potenti della Terra abbiano perso la prima loro battaglia?

A quanto pare, è stato proprio così, i Vendicatori hanno perso contro Thanos. Ma sembra che nel corso della promozione di Avengers: Endgame, i protagonisti del film che interpretano i personaggi rimasti in vita abbiano tentato di offrire una versione dei fatti “addolcita”, una specie di racconto “kid-friendly” della Decimazione.

L’occasione si è presentata durante la presenza del cast al Jimmy Kimmel Live!. Ecco l’esilarante risultato!

Nel cast di Avengers: Endgame ci sono Robert Downey Jr.Chris HemsworthMark RuffaloChris EvansScarlett JohanssonBenedict Cumberbatch, Don Cheadle, Tom HollandChadwick Boseman, Paul BettanyElizabeth Olsen, Anthony MackieSebastian Stan, Letitia Wright, Dave Bautista, Zoe Saldana, Josh BrolinChris Pratt, Jeremy Renner, Evangeline Lilly, Jon Favreau, Paul Rudd, Brie Larson.

Dopo gli eventi devastanti di Avengers: Infinity War (2018), l’universo è in rovina a causa degli sforzi del Titano Pazzo, Thanos. Con l’aiuto degli alleati rimasti in vita dopo lo schiocco, i Vendicatori dovranno riunirsi ancora una volta per annullare le azioni del villain e ripristinare l’ordine nell’universo una volta per tutte, indipendentemente dalle conseguenze che potrebbero esserci.

I vantaggi del tradimento: recensione del nuovo film Netflix

I vantaggi del tradimento: recensione del nuovo film Netflix

I vantaggi del tradimento è una nuova pellicola brasiliana disponibile su Netflix, classificata come thriller, ma maggiormente assimilabile come erotico o sentimentale. Il film, diretto da Diego Freitas, è tratto dall’omonimo romanzo della scrittrice Sue Hecker. Il cast è formato principalmente da figure esordienti ed emergenti del panorama cinematografico: tra gli attori più conosciuti presenti ne I vantaggi del tradimento ricordiamo Leandro Lima (City of God), il quale interpreta il giudice Marco, mentre Giovanna Lacellotti è nel ruolo della protagonista Barbara. Altre figure importanti sono Thiago, interpretato da Bruno Montaleone, e Caio, interpretato da Micael Borges.

I vantaggi del tradimento: dalla rottura alla rinascita

Barbara “Babi” è sul punto di sposarsi con Caio, giovane imprenditore con un importante giro di affari e cliente dell’ufficio di commercialisti di Babi. La relazione dei due sembra essere perfetta, fin quando, durante l’addio al nubilato, un ammiratore segreto regala a Babi delle foto che attestano i tradimenti del suo promesso sposo. A questo punto la ragazza, ferita ed arrabbiata, prende dall’ufficio di Caio il computer, per cercare delle ulteriori prove della sua infedeltà. Nel frattempo, Babi rientra in contatto con un giudice, Marco, che aveva conosciuto durante un’udienza in cui era coinvolto il l’ex fidanzato; tra i due scatta un legame fin dal primo sguardo. I due iniziano a frequentarsi, pur non volendosi legare in maniera seria.

Ciononostante, qualcosa, o qualcuno, sembra opporsi alla loro relazione. Una volta sbloccato il computer di Caio, però, Babi scoprirà la verità su tutto, mettendosi in grave pericolo.

Un thriller totalmente mancato

Come è già stato accennato sopra, I vantaggi del tradimento, viene classificato erroneamente come un thriller. Una pellicola appartenente a questo particolare genere dovrebbe avere il potere di suscitare un certo senso di suspense nel pubblico e, allo stesso tempo, di coinvolgere lo spettatore in una serie di vicende legate a degli assassini o comunque d’azione. Tutti questi elementi tendono a mancare in gran parte della pellicola, non definibile, dunque, come thriller.

I vantaggi del tradimento può essere più facilmente riconosciuto come un film sentimentale o più propriamente erotico. Nello svolgersi delle vicende risulta chiara la preponderanza di scene di sesso piuttosto che d’azione: tutta la prima parte del film si incentra semplicemente sulla vita sessuale della protagonista.

Una delle tematiche trattate dal film riguarda proprio la libertà sessuale: questa viene impersonificata da Patty, amica di Babi, ma anche da Babi stessa. Se all’inizio della pellicola la ragazza risulta essere insoddisfatta della propria vita sessuale, una volta interrotta la relazione con Caio, Babi libera la sua parte più spontanea, vivendo anche meglio i propri desideri, in maniera più sicura. Si potrebbe affermare che la protagonista viva dei cambiamenti anche riguardo altri aspetti: Babi rivalorizza la sua passione per le moto, si tinge i capelli e sembra essere più forte e determinata.

La presenza di tante scene “a luci rosse”, riporta alla memoria alcune pellicole più o meno conosciute e molto discusse negli ultimi anni, probabilmente proprio per l’evidenza con cui il sesso è mostrato allo spettatore: si pensi alla trilogia di 50 sfumature o 365 giorni. Si tratta di film molto visti soprattutto dai giovani, e particolarmente espliciti. Talvolta la presenza di tali scene potrebbe essere usata anche come una forma di denuncia sociale contro il taboo della nudità: i vantaggi del tradimento non sembrano essere un esempio di ciò. Qui le scene di sesso non sembrano avere uno scopo ben preciso, arrivano semplicemente a far sentire a disagio lo spettatore. Si tratta di momenti, talvolta presentati in slow motion, con un sottofondo musicale sensuale che risultano essere troppo esagerati.

Binomio attori/ personaggi

I personaggi di I vantaggi del tradimento, non sono granché sviluppati: l’unico di cui viene scavata la personalità più nel profondo è il giudice Marco. Ad ogni modo, i vari personaggi del film mancano anche di un’interpretazione adeguata che li valorizzi. Per quanto si tratti di una delle prime esperienze nel mondo della recitazione per molti membri del cast, si richiederebbe comunque una professionalità e veridicità di performance degna del grande schermo e di Netflix.  L’unico attore che dà prova della propria bravura è Bruno Montaleone, nella sua interpretazione di Thiago: il personaggio, infatti, vive un certo cambiamento durante il  film e questo viene rappresentato abbastanza bene dall’attore.

I vampiri neonati di Eclipse

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Il sito di MTV ha pubblicato una nuovissima foto di The Twilight Saga: Eclipse, nella quale vediamo l’esercito dei vampiri neonati capeggiato da Riley (Xavier Samuel). Nell’immagine non compaiono  invece la “creatrice” dell’esercito, Victoria (interpretata in questo film da Bryce Dallas Howard, dopo il “licenziamento” di Rachelle Lefevre), né Bree Tanner, l’altra neonata, i cui panni nel film saranno vestiti da Jodelle Ferland.

Ecco l’immagine:

Fonte: badtaste.it

I Tre Moschettieri: una lunga storia d’amore con il cinema

I Tre Moschettieri: una lunga storia d’amore con il cinema

Tutti per uno, uno per tutti” è un motto entrato nel linguaggio comune che tutti usano e che quasi tutti sanno provenire da I Tre Moschettieri, di Alexandre Dumas (padre) che, insieme a Auguste Maquet, nel 1844 cominciò a pubblicare a puntate sul giornale Le Siècle quella che sarebbe diventata la più avvincente avventura mai raccontata. La storia di Athos, Porthos e Aramis, tre leggende al servizio di Luigi XIII Re di Francia e della Regina Anna, la loro lotta contro il potere del Cardinale Richelieu e contro le malizie di Milady de Winter, il loro farsi carico di quel guascone romantico di nome Charles D’Artagnan, è diventata mito letterario e, grazie al cinema, rivive periodicamente sul grande schermo da quando esiste la settima arte.

Dal 1909, quando è stato realizzato il primo cortometraggio ispirato alla storia de I Tre Moschettieri, fino al 2023, anno in cui arriva al cinema il 6 aprile I tre moschettieri – D’Artagnan, prima parte di un dittico che sarà completato alla fine dell’anno con l’uscita di I tre moschettieri – Milady, ecco una cronistoria della lunghissima relazione d’amore tra il cinema e I Tre Moschettieri.

I tre moschettieri – D’Artagnan

I tre moschettieri - D’Artagnan Il film, diretto da Martin Bourboulon è una riproposizione classica del romanzo che però per la prima volta divide i suoi avvenimenti in due capitoli. Il primo incentrato sul personaggio di D’Artagnan, da sempre il quarto moschettiere più amato dal pubblico, il secondo su quello della misteriosa e affascinante Milady de Winter. Giovane, sconsiderato, romantico, il guascone D’artagnan è la chiave del racconto ed è considerato generalmente un ruolo divertente da interpretare. Lo sa bene François Civil che per questo adattamento veste i suoi panni con spavalda disinvoltura. Civil però non è solo, perché il cast di questa irresistibile avventura è ricco di volti gravidi di fascino. A partire dagli interpreti dei Moschettieri stessi: Vincent Cassel è Athos il saggio, l’uomo di armi e di principi; Romain Duris è Aramis, il gesuita, che usa la sua conoscenza e la sua spada con uguale e impeccabile abilità; Pio Marmaï è Porthos, allegro viveur e letale combattente. E chi mai può tenere testa a questo quartetto se non una donna carismatica e affascinante come Eva Green?

L’attrice si carica di uno dei ruoli più seducenti della narrazione, quello di Milady de Winter, colei che con la sua astuzia, sfruttando la sua bellezza e la sua intelligenza riesce ad avere in pugno il Cardinale Richelieu, l’uomo più potente di Francia dopo Luigi XIII, che in questo film ha il volto di Louis Garrel. A dare corpo alla splendida Regina Anna c’è invece Vicky Krieps, che sembra impersonare alla perfezione l’enigma di questa sovrana che è tutto’altro che secondaria nelle avventure dei Moschettieri. Il cast stellare e la storia solida e divertente sono tutti ingredienti vincenti per un’avventura che, sebbene rispetti messa in scena e ambientazione dell’originale, con scenografie sontuose e ricchissimi costumi, si propone come una rilettura contemporanea del classico senza tempo. Dal 6 aprile al cinema.

La lettura di Giovanni Veronesi

Moschettieri del ReTra il 2018 e il 2020 sono usciti in Italia due adattamenti da Dumas. Il primo è Moschettieri del re – La penultima missione e il secondo Tutti per 1 – 1 per tutti. Alla regia e scrittura c’era Giovanni Veronesi che si è avvalso di un quartetto di assi d’eccezione per mettere in scena dei Moschettieri alla fine della loro carriera, con qualche acciacco, qualche considerazione più o meno disfattista sulla loro vita, ma con ancora tanto coraggio e dedizione alla cappa. Pierfrancesco Favino è D’Artagnan, Rocco Papale è Athos, Valerio Mastandrea è Porthos e Sergio Rubini è Aramis. A conferire grazia e bellezza a questi quattro moschettieri cialtroni, Margherita Buy nei panni della Regina Anna. L’esperimento in costume in una cornice immaginaria è vincente per quanto riguarda l’esito del box office e insolito per la produzione nazionale. Certo forse non brilla per fattura, ma il dittico di Veronesi è una lettura all’italiana divertente e sincera del classico.

La serie – The Musketeers

Anche la serialità ha provato a raccontare a suo modo I Tre Moschettieri. La serie in questione, trasmessa da BBC One, è andata in onda dal 19 gennaio 2014 al 1 agosto 2016. Creata da Adrian Hodges, è arrivata in Italia l’11 maggio 2015, in onda in streaming su Mediaset Infinity, mentre la terza stagione è finita direttamente su Netflix e mai trasmessa in chiaro. Sebbene sia arrivata a tre stagioni, la serie non può considerarsi un successo, forse anche a causa di un cast poco carismatico, in cui spiccava soltanto uno splendido Peter Capaldi nei panni del Cardinale Richelieu.

Moschettieri Action Packed

I tre moschettieri film 2011È il 2011 e il re di Resident Evil, Paul W.S. Anderson, realizza I tre moschettieri, un adattamento temporale in cui Milady fa Sky diving, i galeoni volano e l’azione è l’unica direttrice su cui si fonda tutta la storia, che è sempre la stessa, e per questo gli vogliamo comunque bene. Il film si avvale di un super cast, volti puliti, eroi senza macchia, fieri e scavezzacollo: Logan Lerman, Matthew Macfadyen, Luke Evans, Ray Stevenson, Orlando Bloom, Christoph Waltz, Juno Temple, Mads Mikkelsen, James Corden e, come in ogni film di Paul W.S. Anderson, l’irresistibile Milla Jovovich, ovviamente nei panni di una Milady de Winter irrefrenabile, letale e… acrobata. Un adattamento moderno nella misura in cui forza i canoni del film in costume, aggiunge (forse un po’ troppa) immaginazione e una dose massiccia di azione cinematografica allo stato più puro ed estremo, impossibile diremmo.

L’animazione – Barbie e Topolino

Alexandre Dumas scrive I Tre Moschettieri pensando anche a una storia di formazione, principalmente per il personaggio di D’Artagnan che, trasferitosi in città dalla provincia, entra nel corpo dei Moschettieri e salva l’onore della Regina Anna grazie a una missione segreta per suo conto. Ecco, storie del genere sono un piatto ricco per il cinema d’animazione tradizionalmente rivolto ai più piccoli. Sia Mattel che Disney ci hanno quindi pensato, realizzando il primo un adattamento a tema Barbie, dal titolo Barbie e le tre moschettiere, del 2009, e il secondo una bella versione dell’originale intitolata Topolino, Paperino, Pippo: I tre moschettieri, del 2004. Letture edulcorate che avvicinano però ancora oggi i più piccoli alle avventure di Athos, Porthos, Aramis e D’Artagnan.

Una versione All Stars

Chi ben conosce l’opera di Dumas, sa che la storia dei Moschettieri è l’inizio di una trilogia, che comprende Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). In questi romanzi seguenti, Dumas ha raccontato anche l’età avanzata degli eroi, che fanno i conti con il passare del tempo e con i loro errori del passato. In questi romanzi, in particolare ne Il Visconte di Bragelonne, si racconta anche la vicenda de La Maschera di Ferro, portata diverse volte al cinema e che narra non solo di un gemello segreto per Luigi XIV, tenuto prigioniero dentro la Bastiglia e costretto a indossare una maschera di ferro per celarne l’identità, ma anche delle conseguenze dell’amore tra D’Artagnan e la Regina Anna. Come quella dei Moschettieri, anche questa storia ha ricevuto diversi adattamenti, ma La maschera di Ferro del 1998 ha un valore particolare per la generazione dei Millennials, dal momento che si tratta del primo film con Leonardo DiCaprio uscito nell’Era “post-Titanic”, in cui, non solo la star compare in un doppio ruolo (Luigi/Filippo), ma è anche circondata da quattro mostri sacri del cinema. Nel modesto film diretto da Randall Wallace, i quattro moschettieri erano interpretati da: John Malkovich, Jeremy Irons, Gerard Depardieu e Gabriel Byrne. E scusate se è poco.

Un classico moderno – I tre moschettieri (1993)

Siamo nel 1993 e si comincia già a respirare aria di classico per un pubblico moderno. Stephen Herek, regista che non ha mai brillato per la sua filmografia precedente e successiva, realizza una versione del romanzo di Dumas veramente vincente, avvalendosi non solo di una trama e di una atmosfera che conosciamo bene, ma soprattutto di un cast iconico: Charlie Sheen, Kiefer Sutherland, Oliver Platt, un giovanissimo Chris O’Donnell non ancora diventato Robin per Schumacher, Tim Curry, Julie Delpy, Michael Wincott e molti altri popolano una versione molto rassicurante e classica del romanzo, ma lo fa per un pubblico moderno, che parla agli anni ’90 e lo fa con grande efficacia.

Il classico: 1948 – 1973

George Sidney e Richard Lester sono i registi che hanno raccontato in quelle che per moltissimo tempo sono state le versioni più famose e viste de I Tre Moschettieri al cinema e in tv. Sia il film del 1948 che quello del 1973 presentano letture molto fedeli e tradizionali della storia originale, con una particolare menzione al titolo del 1948 in cui tutta la storia legata ai personaggi di Athos e Milady de Winter assume una statura tragica e epica che nessun altro adattamento è poi stato in grado di replicare. Certo quel linguaggio oggi non è più attuale, e proposto ad un pubblico di oggi forse sarebbe accolto con poca clemenza, ma resta uno dei momenti più alti di questo franchise con così tante teste e una storia così lunga.

Le origini: 1921 – 1935

Il cinema è ancora una creatura nuova eppure, sia gli anni ’20 che gli anni ’30 hanno avuto la loro “dose di Moschettieri”. Fred Niblo e Rowland V. Lee hanno firmato i due film che citiamo in questa circostanza, principalmente per tenere traccia di quella che è la fortuna di questa storia nel corso del tempo. Da subito il cinema è stato considerato strumento adatto a raccontare I Tre Moschettieri e da subito i cineasti si sono lasciati travolgere dall’avventura e dal ritmo incalzante delle parole di Dumas, tanto da tradurle in immagini.

Il principio – un cortometraggio italiano

Questo viaggio a ritroso nel tempo, attraverso la storia degli adattamenti basati sul romanzo di Dumas, ci porta fino al 1909, anno in cui si registra il primo adattamento della storia. Un cortometraggio omonimo a opera dell’italiano, Mario Cesarini. Distribuito nei principali paesi europei nello stesso anno, è un progetto avvolto nel mistero ma che per primo ha testimoniato la traducibilità e la modernità del linguaggio di Dumas.




I tre moschettieri: Milady, il trailer del film con Eva Green

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I tre moschettieri: Milady, il trailer del film con Eva Green

Dopo il successo del primo capitolo, uscito lo scorso aprile, sta per arrivare in sala I tre moschettieri: Milady, sequel del colossale adattamento cinematografico, basato sul capolavoro della letteratura francese di Alexandre Dumas. I riflettori in questo film sono puntati sull’enigmatica figura di Milady de Winter e i suoi intrighi di corte. A darle il volto è Eva Green. Al suo fianco, Vincent Cassel riprenderà il ruolo di Athos e Louis Garrel quello di Re Luigi XIII, sempre diretti da Martin Bourboulon (Eiffel, Papa ou Maman e Papa ou Maman 2). Nei panni dell’iconico D’Artagnan ritroviamo François Civil(Wolf Call), affiancato da Romain Duris nei panni di Aramis e Pio Marmaï in quelli di Porthos, mentre Vicky Krieps e Lyna Khoudri torneranno rispettivamente nei ruoli della regina consorte Anna d’Austria e di Constance.

I tre moschettieri: Milady sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures a partire dal 14 febbraio 2024.

Inoltre, dal 9 febbraio saranno disponibili in libreria il romanzo e il manga ufficiali del film I tre moschettieri: Milady, editi in Italia da Gallucci Editore. L’adattamento del romanzo è stato pensato appositamente per avvicinare i giovani lettori a questo grande classico; il manga è ad opera dell’autore di fumetti franco-tunisino Néjib e illustrato da Cédric Tchao.

I tre moschettieri: Milady, la trama

Constance viene rapita sotto gli occhi di D’Artagnan. In una frenetica ricerca per salvarla, il giovane moschettiere è costretto a unire le sue forze con quelle della misteriosa Milady de Winter. Mentre il Re è in balia del cardinale Richelieu, D’Artagnan e i Moschettieri sono l’ultimo baluardo prima del caos. Ma, con la Francia che rischia di essere messa a ferro e fuoco, il destino li porterà davanti a una scelta: sacrificheranno coloro che amano per portare a termine la loro missione?

I tre moschettieri: Milady, al cinema dal 14 febbraio 2024 con Notorious Pictures

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Dopo il successo del primo capitolo, uscito lo scorso aprile, sta per arrivare in sala I tre moschettieri: Milady, sequel del colossale adattamento cinematografico, basato sul capolavoro della letteratura francese di Alexandre Dumas. I riflettori in questo film sono puntati sull’enigmatica figura di Milady de Winter e i suoi intrighi di corte. A darle il volto è Eva Green. Al suo fianco, Vincent Cassel riprenderà il ruolo di Athos e Louis Garrel quello di Re Luigi XIII, sempre diretti da Martin Bourboulon (Eiffel, Papa ou Maman e Papa ou Maman 2). Nei panni dell’iconico D’Artagnan ritroviamo François Civil(Wolf Call), affiancato da Romain Duris nei panni di Aramis e Pio Marmaï in quelli di Porthos, mentre Vicky Krieps e Lyna Khoudri torneranno rispettivamente nei ruoli della regina consorte Anna d’Austria e di Constance.

I tre moschettieri: Milady sarà distribuito in Italia da Notorious Pictures a partire dal 14 febbraio 2024.

I tre moschettieri: Milady – la trama

Constance viene rapita sotto gli occhi di D’Artagnan. In una frenetica ricerca per salvarla, il giovane moschettiere è costretto a unire le sue forze con quelle della misteriosa Milady de Winter. Mentre il Re è in balia del cardinale Richelieu, D’Artagnan e i Moschettieri sono l’ultimo baluardo prima del caos. Ma, con la Francia che rischia di essere messa a ferro e fuoco, il destino li porterà davanti a una scelta: sacrificheranno coloro che amano per portare a termine la loro missione?