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12 12 12: Anthony Mackie e Jamie Dornan protagonisti della serie

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12 12 12: Anthony Mackie e Jamie Dornan protagonisti della serie

È in fase di sviluppo una nuova serie limitata intitolata 12 12 12 con protagonisti la star del Marvel Cinematic Universe Anthony Mackie e la star di Cinquanta sfumature Jamie Dornan

Jeff Sneider di The InSneider ha riferito che Anthony Mackie e Jamie Dornan saranno i protagonisti di una serie  incentrata su rapine firmata da Kari Skogland. La Skogland ha già diretto episodi di diverse serie televisive importanti, tra cui House of Cards, The Walking Dead e The Punisher della Marvel. In precedenza ha lavorato con Anthony Mackie in The Falcon and the Winter Soldier, di cui ha diretto tutti e sei gli episodi.

Secondo le fonti di Sneider, Jim Keeble e Dudi Appleton avrebbero scritto la sceneggiatura della serie, anche se al momento i dettagli sulla trama sono scarsi, a parte la presenza di una rapina. La serie sarà prodotta dalla Skydance di David Ellison, insieme alla Make It With Gravy di Anthony Mackie, alla Anonymous Content e alla Inspire Entertainment.

In cos’altro ha recitato Anthony Mackie di recente?

Anthony Mackie ha recentemente recitato in Twisted Metal, che è stato rinnovato per una seconda stagione.

Twisted Metal è l’adattamento televisivo in live-action dell’omonima serie di videogiochi della PlayStation. Descritta come una commedia d’azione ad alto tasso di tensione, la serie di Peacock è scritta e prodotta esecutivamente da Michael Jonathan Smith, che ne è anche lo showrunner. La serie è interpretata da Anthony Mackie, Stephanie Beatriz, Thomas Haden Church, Will Arnett e Joe Seanoa, oltre alle guest star Neve Campbell, Richard Cabral, Mike Mitchell, Tahj Vaughans, Lou Beatty Jr.

11.22.63: foto e data della premiere della serie di Stephen King e JJ Abrams

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Hulu ha annunciato la data della premiere di 11.22.63, la nuova serie prodotta da Stephen King e JJ Abrams con protagonista James Franco.

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11.22.63 è un thriller politico e un viaggio indietro nel tempo e farà il suo debutto il 15 Febbraio 2016. Franco sarà Jake Epping, personaggio che ritorno indietro nel tempo per fermare l’assassinio del presidente americano John F. Kennedy. Di seguito sinossi ufficiale.

 La serie originale di Hulu 11.22.63 è un thriller che racconta la storia dell’insegnante di Liceo Jake Epping (James Franco) che viaggia indietro nel tempo per impedire l’assassinio del presidente John F. Kennedy – ma la sua missione è minacciata da Lee Harvey Oswald e il passato stesso, che non vuole essere cambiato. Nel cast anche Chris Cooper, Josh Duhamel, T.R. Cavaliere, Cherry Jones, Sarah Gadon, Lucy Fry, George MacKay e Daniel Webber.

11.22.63, spiegazione del finale: Jake impedisce l’assassinio di JFK?

Il finale di 11.22.63 continua a far discutere per il modo in cui chiude una storia costruita sul paradosso del viaggio nel tempo e sulle conseguenze delle scelte individuali. La miniserie, tratta dall’omonimo romanzo di 11/22/63 di Stephen King, segue Jake Epping nel suo tentativo di impedire l’assassinio di John F. Kennedy, mettendo però in chiaro, fino all’ultima scena, che il passato non può essere manipolato senza pagare un prezzo.

Cosa succede davvero nel finale

Dopo essere riuscito a impedire l’attentato a Dallas, Jake scopre che il mondo “salvato” è profondamente alterato. Il futuro che lo accoglie è instabile, segnato da catastrofi naturali, disordine sociale e un senso diffuso di decadenza. La serie chiarisce così uno dei suoi temi centrali: il tempo si oppone ai cambiamenti, e ogni intervento forzato genera conseguenze imprevedibili e spesso peggiori dell’evento che si voleva evitare.

Di fronte a questo scenario, Jake è costretto a una scelta radicale. Tornando indietro e annullando la sua missione, ripristina la linea temporale originale, accettando che l’assassinio di Kennedy faccia parte di un equilibrio storico doloroso ma necessario. È una resa solo apparente: il personaggio comprende che non tutto ciò che è tragico può o deve essere corretto.

Il significato della scelta finale di Jake

11.22.63 James Franco

Il vero cuore emotivo del finale non è politico, ma intimo. Rinunciando a cambiare la Storia, Jake rinuncia anche alla vita che aveva costruito nel passato, in particolare al suo amore per Sadie. Quando i due si incontrano di nuovo, ormai anziani, la serie chiude su una nota malinconica ma coerente: l’amore esiste anche se non può essere vissuto, e alcune connessioni sopravvivono al tempo, pur trasformandosi.

Questo epilogo riflette fedelmente lo spirito del romanzo di King, che usa il viaggio nel tempo come strumento per parlare di rimpianto, responsabilità e accettazione. La serie suggerisce che la maturità di Jake non sta nell’aver salvato il mondo, ma nell’aver capito quando fermarsi.

Un finale coerente con il messaggio della serie

11.22.63 si chiude quindi rifiutando la fantasia del controllo totale sul destino. Il passato è fragile, reattivo, quasi “vivo”, e ogni tentativo di riscriverlo porta a una perdita. Il finale ribadisce che le cicatrici della Storia fanno parte di ciò che siamo, e che il desiderio di correggerle può essere più distruttivo del dolore stesso.

È una conclusione amara ma lucida, che trasforma una storia di fantascienza in una riflessione umana sul limite, sul tempo e sulle scelte che definiscono una vita.

11 volti realizzati con un mash-up di personaggi famosi

Sono bellissimi, famosi e ricchi, ma potrebbero essere ancora più belli! Ecco 22 volti di personaggi di Hollywood che, grazie alle folli abilità di That Nordic Guy con photoshop, si fondono in un mash-up straordinario in 11 volti da sogno.

Matt Bomer e Jake Gyllenhall

Natalie Dormer e Emma Watson

 Tom Hardy e Heath Ledger

Mila Kunis e Natalie Portman

 Emma Watson e Kristen Stewart

 Arnold Schwarzenegger e Colin Farrell

 Elizabeth Olsen e Scarlet Johansson

Keira Knightley e Natalie Portman

 Ethan Hawke e Brad Pitt

Megan Fox e Angelina Jolie

Taylor Swift e Emma Watson

 

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11 settembre 1683 di Renzo Martinelli – recensione

11 settembre 1683 di Renzo Martinelli – recensione

11 settembre 1683 – Primi mesi dell’anno 1683, il Sultano di Istanbul incarica il Gran Visir Kara Mustafa (Enrico Lo Verso) di guidare un esercito di 300 mila uomini contro la “mela d’oro” ossia la città di Vienna, prima tappa verso la conquista musulmana del mondo occidentale.

Le potenze europee, e l’imperatore asburgico in particolare, si fanno cogliere divisi ed impreparati di fronte a questa terribile minaccia che rischia di cancellare la libertà, le tradizioni e la fede cristiana in nome di un altro dio, in nome di Allah. E’ solo grazie l’intercessione e la mediazione provvidenziale di un umile frate in odore di santità, Marco da Aviano (Murray Abraham), che la Lega Santa riesce ad organizzare una disperata controffensiva che permetterà di ricacciare gli assedianti della mezza luna nonostante una scoraggiante inferiorità numerica.

Renzo Martinelli si cimenta nuovamente in una trattazione storica dopo il non entusiasmante precedente di Barbarossa. Martinelli cambia contesto storico concentrandosi sull’eroica quanto fondamentale difesa di Vienna che, nell’anno 1683, impedì all’Impero Ottomano di estendere i propri confini e le proprie moschee sino all’interno della vecchia Europa. Il titolo 11 settembre 1683 ricollega volutamente l’evento con il più recente attentato alle Twin Towers in una sorta di parallelismo tra la Jiihad condotta dal Gran Visir Kara Mustafa e quella attuale operata dagli estremisti di Al Qaeda.

11 settembre 1683 filmPer la sceneggiatura Martinelli si è avvalso della competenza e conoscenza storica di Valerio Massimo Manfredi archeologo e scrittore che da anni realizza saggi e romanzi storici spesso utilizzati in ambito cinematografico. Al centro della narrazione troviamo Marco da Aviano, che oltre ad avere un ruolo chiave a livello storico, incarna anche e sopratutto quel messaggio di pace e fratellanza che Martinelli vuole trasmettere con questo film; questo proposito lo si intuisce in particolar modo in una delle ultime sequenze dove il frate piange affranto dinanzi al corpo dell’amico musulmano caduto in battaglia.

11 settembre 1683 di Renzo Martinelli – recensione

Sebbene non dubitiamo sulla fedeltà storica della struttura narrativa, riconoscendo l’affidabilità di Manfredi, ci permettiamo di avanzare delle riserve riguardo altri aspetti del film che non sono per nulla convincenti. Innanzitutto la ricostruzione scenografica: un uso-abuso di effetti creati a computer in digitale che conferiscono al film una veste quasi da video-game, da fiction più che da cinema, fotomontaggi rudimentali e scadenti che tolgono qualsiasi anelito di veridicità al contesto nel quale si muovono gli attori. Ecco, gli attori: il povero Murray Abraham nelle vesti di Marco d’Aviano è l’unico degno di nota, anche se fa tristezza ricordarlo nella bianca tunica di inquisitore ne Il nome della rosa circondato da ben altri interpreti. In  11 settembre 1683 Abraham, in virtù del saio che indossa, “predica” nel deserto della recitazione, dove si susseguono uno stuolo di attori poco convincenti.

11 settembre 1683 è un film che in nome di un’eccessiva dose di retorica tralascia altri rilevanti aspetti storici che vengono colpevolmente sottaciuti; ma sopratutto è un film che delude dal punto di vista tecnico e visivo. Lo spettatore una volta terminata la visione ha la sensazione di aver assistito ad una puntata di Superquarq più che ad un film per il cinema, come fiction poteva ancora essere accettabile. In uscita nelle sale italiane il prossimo 11 aprile.

11 elementi di Infinity War che suggeriscono cosa aspettarci in Avengers 4

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ATTENZIONE, l’articolo contiene SPOILER su Avengers: Infinity War, al cinema dal 25 aprile.

Oltre ad averci emozionato, Avengers: Infinity War ha anche, ovviamente, aumentato l’attesa per l’arrivo di Avengers 4, attualmente in post-produzione. E oggi, dopo avervi rivelato 40 Easter Eggs nel film Parte 1 e Parte 2, vi sveliamo 11 elementi del film che potrebbero rivelarci cosa aspettarci nella prossima avventura collettiva dei Marvel Studios, che chiuderà questa emozionante Fase 3.

Thanos ha ancora le gemme d’infinito

Dopo aver schioccato le dita e spazzato via metà dell’universo, Thanos si ritira con il Guanto dell’Infinito ora danneggiato dalla pura potenza che doveva generare per compiere una tale impresa. Nonostante ciò, le gemme dell’Infinito le abbiamo viste chiaramente ancora nelle sue mani, il che significa che Thanos può ancora usarle e scagliare il loro potere di nuovo contro chiunque.

… ma Thanos ha anche trovato la pace

Il film si conclude con Thanos – ferito da Thor ma ancora vivo – che sorride e guarda il tramonto sapendo che ha raggiunto il suo obiettivo e “salvato” l’universo dal futuro annientamento. 

Questo finale riprende anche la fine del fumetto Infinity Gauntlet quando il titano pazzo fu sconfitto e decise di diventare un semplice contadino… la differenza fondamentale qui, naturalmente, è che Thanos ha vinto! Come gli Eroi più potenti della Terra lo rintracceranno e lo costringeranno a uscire dalla sua pace non è chiaro, ma il modo in cui utilizzeranno il potere delle gemme dell’infinito potrebbe essere spiegato grazie a un breve momento visto prima nel film… che svegliamo di seguito…

L’altro guanto dell’Infinito

Nel film Eitri, personaggio interpretato da Peter Dinklage ammette di essere stato costretto a creare il guanto dell’infinito per Thanos, ma guardando attentamente nelle scene su Nidavellir si può notare  che ce n’è un altro e anche se non è stato completato si potrà sempre usare lo stampo del guanto per crearne uno nuovo. Ciò significa che i vendicatori potrebbero essere in grado di crearne un altro nel prossimo film ed utilizzarlo per riportare  in vita tutte quelle persone morte.

Perché Hawkeye torna all’azione

Dopo tutte le indiscrezioni che Occhio di Falco avrebbe giocato un ruolo chiave in Avengers: Infinity War, alla fine il personaggio non si è nemmeno fatto vedere! Invece, nel film veniamo a sapere che sia lui che Scott Lang sono ora agli arresti domiciliari dopo che gli accordi di Sokovia hanno causato tanto dolore. Tuttavia, il buon senso dice che Clint Barton potrebbe tornerà all’azione. 

Ricordiamo che nelle l foto del set di Avengers 4 lo hanno presentato molto simile al Ronin, quindi c’è una buona probabilità che Clint scenda in campo in un modo molto più oscuro, magari dopo aver perso la sua famiglia in seguito alle azioni di Thanos

Thor può viaggiare nel cosmo con Stormbreaker

La morte di Heimdall all’inizio del film significa che il personaggio non è più in grado di aiutare Thor a viaggiare attraverso il cosmo. Stormbreaker, tuttavia, è in grado di aprire le porte nell’universo affinché le persone possano viaggiare e attraverso le quali il Dio del Tuono porta Rocket e Groot sulla Terra per unirsi alla lotta nel Wakanda. 

Di conseguenza, possiamo aspettarci che il nuovo martello di Thor venga usato per trasportare gli Avengers attraverso la galassia mentre vanno a caccia di Thanos e questo sarà probabilmente il modo in cui Iron Man e Nebula si riuniranno alla squadra per la lotta finale.  

Il nuovo Re di Wakanda

Black Panther è morto (di nuovo) quindi il Wakanda avrà bisogno di un nuovo re (di nuovo). Mentre è difficile dire quanto la nazione africana possa contare in Avengers 4, M’Baku è ancora vivo, quindi è probabile che verrà nominato nuovo Re in assenza di T’Challa. Questo elemento potrebbe essere destinato ad avere un impatto nel sequel del personaggio ma è anche possibile che Shuri scelga di intervenire… presumendo che sia ancora viva.

Valchiria poteva scendere in campo

Valchiria è completamente assente in Avengers: Infinity War  e non scopriamo se è stata uccisa da Thanos o in qualche modo è riuscita a scappare con alcuni rifugiati asgardiani mentre Thanos stava attaccando la nave di Thor. Anche Korg e Miek sono assenti e possiamo solo supporre che in qualche modo ritorneranno nel prossimo film. 

È difficile dirlo con certezza, ma ci sono stati molti indizi su come Tessa Thompson sia stata coinvolta nel quarto film, quindi è probabile che presto lo verremo a saperlo in via ufficiale.

Nick Fury non potrà dare una mano

Nella scena post credits del film, Nick Fury e Maria Hill tentano di capire cosa diavolo sta succedendo mentre le persone iniziano a scomparire proprio davanti ai loro occhi poco dopo un’ondata di energia dal Wakanda. Sfortunatamente, non ci vuole molto prima che Maria scompaia come il resto delle vittime, e quando tutti pensano che Fury possa finalmente tornare ad aiutare i vendicatori anche lui inizia a disintegrarsi. 

Tuttavia, prima di scomparire, Fury fa qualcosa che cambierà per sempre il MCU …

Captain Marvel sta arrivando

Usando quello che sembra cercapersone, Fury riesce a inviare un segnale di soccorso e ci rendiamo presto conto che il messaggio è stato ricevuto prima che logo molto familiare ai fan dei fumetti venga visualizzato sullo schermo. Captain Marvel è stata contattata e senza dubbio significa che sta tornando sulla Terra per Avengers 4. Resta da vedere come si legherà al suo film da solista, ma certamente la sua lunga assenza verrà spiegata nel film. 

In Avengers: Infinity War è stato evidente come i vendicatori non sono stati abbastanza forti da poter sconfiggere Thanos, quindi l’arrivo dell’eroe più potente dell’Universo Marvel darà una grossa svolta a tutta la storia. 

Captain America e Iron Man tornano a combattere insieme

Questo è qualcosa che tutti noi ci aspettiamo. In Avengers: Infinity War è Bruce Banner che fa la telefonata a Steve Rogers nel momento in cui il mondo ha più bisogno di Capitan America per guidare gli eroi più potenti della terra contro Thanos.

Il destino ha lasciato che entrambi rimanessero in vita dopo lo sterminio di massa per mano di Thanos, questo significa che la loro riappacificazione potrà essere determinante, oltre ad essere uno dei momenti più emozionanti che vedremo in Avengers 4. 

L’arco narrativo di Hulk

Mark Ruffalo ha detto che Thor: Ragnarok,  Avengers: Infinity War e Avengers 4 sarebbero stati come una specie di racconto in tre parti, centrale per il Gigante di Giada ed ora è chiaro cosa sarà. Dopo essere stato sconfitto in modo così brutale da Thanos, Hulk ha chiaramente paura di uscire e lottare nuovamente, quindi il prossimo film esplorerà senza dubbio quello e il modo in cui il rapporto tra lui e Banner si sta evolvendo. Percorso che potrebbe portare Banner a raggiungere il pieno controllo di Hulk.

11 Easter Eggs nascosti in film famosissimi

11 Easter Eggs nascosti in film famosissimi

Che R2 D2 abbia fatto una capatina in I Predatori dell’Arca Perduta è cosa nota, ma forse nessuno ha fatto caso al pavimento nella casa di Andy, bimbo i cui giocattoli sono i protagonisti di Toy Story. Ecco 11 Easter Eggs che forse nessuno ha mai notato in film molto famosi.

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11 cose che non sapevi su Capitan Harlock

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E’ il pirata spaziale più famoso al mondo, solca i cieli a bordo della sua Arcadia dal 1978 e le sue avventure hanno appassionato adulti e ragazzi di almeno 3 generazioni.
Eppure, ci sono cose di lui che ancora non conosci, e che noi ti spieghiamo volentieri in questo video. Ecco 11 cose che non sapevi su Capitan Harlock:

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11 coppie di film gemelli usciti a distanza di pochi mesi

11 coppie di film gemelli usciti a distanza di pochi mesi

In un periodo in cui i reboot e i remake sono all’ordine del giorno, è bene non dimenticare la tendenza costante di Hollywood a produrre spesso film gemelli, qualche volta da far uscire in periodi simili oppure a distanza di pochi mesi.

Ecco 11 coppie di film gemelli usciti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro:

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Quando si parla di film gemelli si ci riferisce al fatto che in molti casi, pur trattandosi di toni e criteri diversi, i film in questione raccontano storie simili, come nel caso di Biancaneve e il Cacciatore e Biancaneve, entrambe riletture della fiaba classica, oppure come per Armageddon e Deep Impact, in cui un asteroide mette in pericolo la vita sulla Terra.

Riuscite a scegliere, da ogni coppia, il vostro film preferito?

11 concept inediti scoperti dal Batman di Tim Burton

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11 concept inediti scoperti dal Batman di Tim Burton

Molto tempo prima che Christopher Nolan portasse l’aterego di Bruce Wayne sul grande schermo, Tim Burton mise mano sul Cavaliere Oscuro con il suo gotico e personalissimo sguardo in due film diventati dei veri e propri cult.  Entrambi i film, Batman e Batman Il Ritorno hanno conquistato si il grande pubblico che i critici più scettici, oltre ad aver aperto la strada ai franchise sui supereroi in un periodo piuttosto buio del genere.

Il successo di questo film, che hanno anche contribuito e consolidato il cosiddetto concetto di Blockbuster moderno, è riscontrabile anche in grandi autori di fumetti che spesso hanno considerato il Batman di Michael Keaton la versione cinematografica migliore fino ad ora vista, persino migliore di quella di Christian Bale. Ebbene oggi ripercorriamo quei film attraverso sedici inediti concept art, alcuni firmati da Tim Burton in persona.

Batman di Tim Burton

Batman di Tim Burton

In merito al personaggio l’artista David Russell dichiarò: “Sin dall’inizio, Tim voleva che Batman fosse un film molto scuro”“Ho iniziato a progettare a matita, poi a nero, ma Tim continuava a desiderare uno stile di immagini ancora più scuro, quindi alla fine del mio incarico, sono ho passato alla matita bianca e alla carta nera”.

Il Joker di Batman

BURTONS-JOKERS

Come molti di voi sapranno, Tim Burton oltre ad essere un produttore, sceneggiatore e regista è soprattutto un grande disegnatore, tanto da essere oggetto di numerose personali in giro per il mondo.

Questi che vedere sono i primi schizzi che Burton fece per immaginarsi il suo Joker, quello che poi avrà il volto di Jack Nicholson.

BATWING

BATWING

In Batman (1989), una delle scene più forti del film vede Batman utilizzare il Batwing per contrastare il Joker e, naturalmente, la macchina doveva essere progettata prima che fosse inserita nel film. Sopra è uno dei primi progetti di concept artist  di David Russell

Il VESTITO DI CATWOMAN

Il vestito di Catwoman di Michelle Pfeiffer di Batman il Ritorno è uno degli elementi più iconici dell’adattamento cinematografico firmato da Tim Burton. Quindi non è sorprendente che il risultato finale è stato un lavoro di squadra tra Mary Vogt, Bob Ringwood e Burton stesso.

Batman sui grattacieli

Batman

Contrariamente alla credenza popolare, la mente di Burton non vede sempre le cose in bianco e nero. Infatti, rimane di incredibile fattura la scena durante il 200° anniversario della parata colorata di Gotham City, quando irrompe il Joker e il Cavaliere Oscuro interviene scontrandosi con gli scagnozzi di quest’ultimo. Ecco un bellissimo concept del film.

Gotham City

In merito alla Gotham City del film che possiamo in questi affascinanti concept art, Anton Furst ha commentato “Volevo rendere Gotham City la metropoli più brutta e più brillante immaginabile. Abbiamo immaginato che cosa potrebbe diventare New York City senza una commissione di pianificazione urbanistica. Una città gestita dalla criminalità, con una miscuglio di stili architettonici. Come se l’inferno scoppiasse attraverso il marciapiede e continuasse a muoversi”.

Il costume di Batman

Il costume di Batman

Il costume di Batman è cambiato molte volte sul grande schermo. Soprattutto con il suo passaggio dal colore blu e grigio al nero; qualcosa che i fan hanno apprezzato particolarmente.  Il concept artist Bob Ringwood che ha ammesso di odiare la versione in blu ha rivelato poi alcuni aneddoti sul lavoro svolto.

“I pipistrelli sono neri, naturalmente – non blu – e il nero è molto più sinistro e sexy. Dopo aver parlato con il creatore di Batman Bob Kane, abbiamo scoperto che aveva sempre pensato a Batman in nero, ma che era molto difficile disegnare un disegno nero su nero per un fumetto. L’aveva disegnato in blu in modo da poter usare con diversi toni del color. Nella sua mente, l’azzurro era solo una versione simbolica del nero. Il nostro costume nero era più vicino al suo concetto originale “.

Batcaverna

Batcaverna

In Batman, il Bruce Wayne di Keaton rivela il suo alter ego del crimine al suo interesse di amore, Vicki Vale (Kim Basinger) e poi introduce alla Batcaverna. David Russell ha rivelato il lavoro svolto per quella particolare sequenza che alla DC Comics ritenevano una delle più delicate del film.

È interessante notare, come il regista Tim Burton era così desideroso di avere la suea visione più scura possibile, che Russell effettivamente ha disegnato il concept con la matita bianca su carta nera;

Il PINGUINO

Con la sua figura corta e rotonda e il naso appuntito, il supervillain Oswald Cobblepot, il pinguino, è probabilmente uno dei personaggi più amanti della trasposizione di Tim Burton.

Nel film, è quasi caricato, ma tutto questo aggiunge semplicemente un elemento “creepy” nel suo look. I disegni di Mark ‘Crash’ di McCreery – anche prima che Danny DeVito entrassero nel costume – sono altrettanto meravigliosi con le loro marcature del viso.

BATMOBILE

Mentre l’anno nel quale Batman è ambientato non è mai stato dichiarato, l’ambientazione è suggerita durante tutto il film. Ad esempio, quando il personaggio di Kim Basinger sta leggendo un giornale, si leggono riferimenti al presidente messicano Miguel Aleman e del presidente Truman in una sfilata di Motorcade – avvenuta nel 1947.

Dunque è chiaro che quell’epoca ha ispirato l’aspetto finale del Batmobile. Parlando del suo progetto, il designer di produzione Anton Furst ha spiegato in precedenza: “Abbiamo esaminato i componenti degli aerei a getto d’aria. Abbiamo guardato le macchine da guerra. Alla fine siamo entrati in puro espressionismo; prendendo qualcosa daii Racers Salt Flat degli anni ’30 e le macchine Sting Ray degli anni ’50. L’auto è stata costruita su una Chevrolet Impala, mentre lo sviluppo precedente (fallito) è avvenuto su una Jaguar e Ford Mustang”.

Il ROBIN non utilizzato

Robin

Dopo Batman Il Ritorno Tim Burton era disposto a guidare un terzo film. Tuttavia, lo studio ha finito per disimpegnare il regista – perché volevano ridurre l’oscurità del franchising – e hanno assunto Joel Schumacher per dare più colore ai nuovi film. Prima che le cose cambiassero, Burton voleva avere Marlon Wayans per interpretare Robin nel film, ma Schumacher come abbiamo visto aveva altre idee; Infatti ingaggiò Chris O’Donnell  per il ruolo.

Il film, che ha anche ha poi dovuto cambiare protagonista in seguito al cambio di regia ha come attori Val Kilmer, Jim Carrey e Nicole Kidman. Molti sostengono che Batman Forever, colorito e campanilistico di Schumacher, non accontentò pubblico e critica in merito alla versione sullo schermo di Caped Crusader. I costumi di Batman e Robin erano un punto debolissimo del film e tutti ricordano la ironia sull’aggiunta di “capezzoli” sui vestiti. Ecco che oggi possiamo vedere come sarebbe stato Robin se Tim Burton fosse rimasto al suo posto. Il concept è di Tim Burton stesso e l’artista Bob Ringwood.

11 celebrità che si sono sposate all’insaputa di tutti

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Di solito ad Hollywood siamo abituati a matrimoni sfarzosi e grandi attese, mega eventi e spese milionarie ma forse molti no sanno che non tutte le celebrità amano strafare quando si tratta di matrimoni. Ebbene ecco 11 celebrità che nella storia più o meno recente hanno deciso di sposarsi senza dirlo in giro.

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11 attrici imbruttitesi per un ruolo

11 attrici imbruttitesi per un ruolo

La maschera piace al cinema, e a Hollywood. Ecco 11 attrici che seguendo le esigenze di scena si sono “imbruttite” per interpretare determinati personaggi.

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Anche se è ovvio che non si più parlare di donne brutte nel senso comune del termine, è inevitabile constatare come sia stata scelta la deglamourizzazione di donne che siamo abituate a vedere sempre al top. 11 attrici imbruttitePur sforzandosi, alcune attrici però non riescono a sembrare davvero brutte: Jessica Chastain, Emma Stone, la stessa Nicole Kidman con tanto di naso finto non si possono comunque definire brutte, nemmeno mascherate e struccate a seconda dei casi.

Per quanto riguarda invece due delle donne più desiderate di Hollywood, Jennifer Lawrence e Anne Hathaway, i loro esempi sono presi da uno stato molto avanzato della loro carriera, in cui pur vedendosi già la loro naturale bellezza, questa non era ancora sbocciata nell’aspetto folgorante che le due hanno di consueto.

11 attori che hanno apertamente ripudiato un loro film

In ogni professione ci sono le cattive scelte e il mestiere d’attore non esula da momenti in cui si vorrebbe aver preso una decisione diversa. Ecco 11 attori che hanno apertamente ripudiato un loro film:

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Megan Fox 3Se in alcuni casi ci sembra ovvio e condivisibile (vedi Catwoman per Halle Berry o Australia per Nicole Kidman), in altri casi ci sembra di poter dire che gli attori in questione siano piuttosto ingrati, considerando il tipo di film che dicono di non aver troppo gradito. Esempi fulgidi di questa seconda categoria sono Alec Guinnes e Christopher Plummer che rispettivamente hanno sempre deprecato il loro lavoro in Star Wars e Tutti insieme appassionatamente.

Altri casi invece soo incredibili per altri motivi, ovvero quando la star in questione deve praticamente tutta la sua notorietà a un film che poi disprezza. Sembra questo il caso di Megan Fox che, a parte Tartarughe Ninja, non ha fatto molto altro dopo Transformers 2, oppure di Angus T. Jones, il simpatico bambino di Due Uomini e Mezzo.

E voi, che ne pensate?

10050 Cielo Drive: la vera storia dietro al film

10050 Cielo Drive: la vera storia dietro al film

Recentemente ricordato in C’era una volta a… Hollywood (dove però la storia viene riscritta per differire dalla realtà dei fatti), l’eccidio di Cielo Drive rimane una delle pagine più nere della storia statunitense del Novecento. Nel 1969, tale tragico evento rappresentò un vero e proprio momento di passaggio verso un periodo particolarmente cupo, segnato da un senso di paura dilagante. Prima del film di Quentin Tarantino, questo episodio era stato raccontato anche nei film Charlie Says, Sharon Tate – Tra incubo e realtà e, in particolare, da 10050 Cielo Drive. Quest’ultimo, diretto nel 2016 da John R. Leonetti, regista anche di Annabelle, affronta l’accaduto in chiave horror.

Con il titolo originale di Wolves at the Door, il film punta infatti sull’accentuare l’orrore che realmente si verificò in quella notte d’agosto. Questo si configura dunque come un home invasion che prende spunto dai fatti verificatisi per seguire poi un proprio percorso non necessariamente fedele a quanto avvenuto. Restano però i riferimenti alle vere persone coinvolte in quel massacro, cosa che rende dunque 10050 Cielo Drive un’operazione piuttosto controversa. Pur se lodato per regia e interpretazioni, il film è stato infatti stroncato dalla critica, che ha sottolineato l’immoralità insita nell’affrontare un dramma di quel tipo in modo tanto poco rispettoso.

10050 Cielo Drive non è dunque il film da guardare se si cerca una fedele ricostruzione di quanto avvenuto, ma rimane un thriller di buona fattura, che può regalare più di un brivido ai fan del genere. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla vera storia dietro il film. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il titolo nel proprio catalogo.

10050 Cielo Drive: la trama e il cast del film

Ambientato nel 1969, il film ha per protagonisti Sharon Tate, Jay Sebring, Abigail Folger, Wojciech Frykowski e Steven Parent. Riuniti in casa della Tate per una serata tra amici, questi si trovano a confrontarsi con alcuni psicopatici intenzionati ad ucciderli uno ad uno. Quando alcuni di loro iniziano a scomparire o essere ritrovati bruttalmente accoltellati, coloro ancora vivi comprendono di essere stati scelti per un sadico gioco che non può che prevedere la morte di tutti loro. In quella che sarà una notte lunghissima, Sharon e i suoi amici cercheranno di salvarsi, trovandosi però a dover lottare contro orrori indicibili e esseri umani più simili a diavoli.

Per dar vita ai protagonisti del film, Leonetti si è affidato ad alcuni attori più noti e altri grossomodo sconosciuti. L’attrice Sharon Tate è qui interpretata da Katie Cassidy, nota per aver interpretato il demone Ruby in Supernatural e Dinah Laurel nelle serie Arrow, The Flash e Legends of Tomorrow. Elizabeth Henstridge, nota come Jemma Simmons in Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D., è qui Abigail Folger, mentre Adam Campbell è il suo fidanzato Wojciech Frykowski. Miles Fisher, visto anche in Final Destination 5, è Jay Sebring, mentre Lucas Adams interpreta Steven Parent. In ultimo, Spencer Daniels interpreta William Garretson.

10050 Cielo Drive storia vera

10050 Cielo Drive: la vera storia dietro al film

Quello che è ricordato come l’eccidio di Cielo Drive avvenne nella notte tra l’8 e il 9 agosto del 1969. I criminali Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Charles “Tex” Watson, appartenenti alla Famiglia Manson, si introdussero nell’abitazione dell’attrice Sharon Tate, al 10050 di Cielo Drive. Charles Manson, il mandante degli omicidi, disse ai suoi fedeli discepoli di uccidere tutti i presenti nella maniera più macabra possibile. Nella casa, quella sera, oltre all’attrice (incinta di otto mesi), si trovavano anche altre 4 persone, amici e ospiti della Tate. Arrivati all’abitazione, i criminali la isolarono tagliando la linea telefonica, dopodiché si introdussero nell’abitazione e iniziarono ad uccidere i presenti accoltellandoli ripetutamente e sparando loro più volte.

Dopo attente indagini, nell’ottobre del 1969 molti membri della famiglia Manson furono arrestitati allo Spahn Ranch nella Valle della Morte. Dei tre colpevoli materiali dell’omicidio, la Atkins è morta in carcere di tumore al cervello nel 2009, mentre la Krenwinkel e Watson stanno tutt’oggi scontando l’ergastolo in carcere. Nel corso degli anni, è stata loro negata la libertà condizionale rispettivamente per 13 e 17 volte. Manson, inizialmente, condannato alla pena di morte, vide poi commutata la pena nell’ergastolo. È deceduto all’età di 83 anni in carcere, a seguito di un arresto cardiaco, ma da tempo era anche malato di cancro al colon. Ancora oggi, quanto avvenuto in quella tragica notte del 1969 è considerato uno degli eventi più spaventosi e imprevedibili della storia americana.

10050 Cielo Drive: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di 10050 Cielo Drive grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Google Play, Apple iTunes e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 14 giugno alle ore 21:15 sul canale Italia 2.

Fonte: IMDb

1000 AE: forse nel cast Zoe Kravitz e Sophie Okonedo

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All’inizio di quest’anno era circolata la voce che Will Smith e suo figlio, Jaden Smith, avrebbero preso parte al prossimo progetto cinematografico di  M. Night Shyamalan,

100%Lupo dal 29 ottobre al cinema

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100%Lupo dal 29 ottobre al cinema

Debutterà dal 29 ottobre al cinema 100%Lupo, il film d’animazione diretto da Alexs Stadermann e con le voci italiane di Captain Blazer e Ninna & Matti.

100%Lupo,  film d’animazione tratto dal libro omonimo, scritto dall’autrice di Perth Jayne Lyons. La narrazione esplora l’imbarazzo di diventare un adolescente, in particolare quando sei un po’ diverso … ok, nel caso di Freddy … molto diverso! E’ una commedia dark con uno spiccato senso dell’umorismo, perfetta per le notti di luna piena…sarà nelle sale italiane per Halloween.

Freddy è un outsider che sta lottando per identificarsi con il suo “branco” di licantropi, ma durante la sua prima trasformazione di luna piena qualcosa è andato storto e si ritrova ad essere, un batuffolosso e ridicolo barboncino rosa! A prenderlo in giro ci pensano i suoi cugini invidiosi, i gemelli Harriet & Chariot, a cui hanno dato voce Ninna & Matti (Mattia Stagni e Corinna Navoni), coppia nella vita e su YouTube, che tra challenge e scherzi divertenti hanno conquistato oltre mezzo milione di giovani followers). E poi c’è Captain Blazer (Samuele Matteini) che nella vita è il guru dellla community di Fortnite Italia con i suoi 1.32mln di fan su YouTube, qui interpreta il mentore Bruno, leale, onesto e risoluto. Tutti e tre sono rappresentati dalla casa di produzione What The Factory.

100%Lupo, la trama

Freddy Lupin, erede alla guida di un’orgogliosa linea familiare di lupi mannari. E’ certo di diventare il lupo mannaro più temibile di sempre, ma allo scoccare del suo 14° compleanno, durante il rito della sua prima trasformazione qualcosa va storto e Freddy si trova trasformato in un feroce… barboncino. Isolato dagli anziani del branco, Freddy ha tempo fino al prossimo sorgere della luna per dimostrare di avere il cuore di un lupo, o rischiare di essere cacciato per sempre. Con l’aiuto di un improbabile alleato, un randagio di strada chiamato Batty, Freddy deve superare il suo aspetto rosa e soffice per dimostrare di essere ancora al 100% Lupo.

100 serie tv in pillole – Manuale per malati seriali: dal 30 Agosto in libreria

Una nuova dipendenza sta contagiando un numero sempre maggiore di persone in tutto il mondo. La passione per le serie tv si sta infatti trasformando in un fenomeno sociale che ha portato anche al diffondersi di maratone fameliche, su canali streaming e servizi On Demand, ed estenuanti conti alla rovescia in attesa della nuova stagione della serie preferita.

In aiuto delle situazioni più fuori controllo arriva Movieplayer che il 30 agosto porta nelle migliori librerie d’Italia il libro “100 serie tv in pillole – Manuale per malati seriali”.

Scritto a sei mani dalle tre penne più brillanti del web magazine di cinema e serie tv del gruppo Netaddiction, Luca Liguori, Antonio Cuomo e Giuseppe Grossi, è il frutto di un duro lavoro di ricerca, critica e sintesi: le migliori 100 serie TV degli ultimi trent’anni, analizzate e catalogate in base al grado di dipendenza che provocano e suddivise in base agli effetti sui “malati seriali”, senza dimenticare le controindicazioni.

Un libro che sancisce anche un importante traguardo per Movieplayer, che festeggia nel 2018, i dieci anni di attività.

“In questi primi dieci anni abbiamo lavorato con grande passione, raccontando film e registi, attori e saghe e sconfinando anche nel sempre più attuale e amato mondo delle serie tv. Ma è solo con l’uscita di questo libro che sentiamo veramente di poterci dire soddisfatti: ancor di più che nel mondo del cinema, sono innumerevoli le serie tv, tra cui selezionare quelle davvero indispensabili e imperdibili” racconta Luca Liguori, responsabile editoriale di Moviplayer e autore del libro. “Abbiamo scelto di limitare le nostre scelte agli ultimi 30 anni di storia della TV, ben consci che anche così non avremmo mai potuto rendere giustizia a tutti gli show che ci hanno fatto sognare. E che ci hanno dimostrato che ci sono storie la cui importanza non è necessariamente proporzionale alle dimensioni dello schermo su cui viene raccontata.

Seppur non completo, il manuale raccoglie svariate tipologie di serial: dalla sitcom alla serie di fantascienza, dai drama pluripremiati alle serie tv con protagonisti i più famosi supereroi. Presente anche un numero ridottissimo di cartoni animati, dedicati anche a un pubblico adulto (South Park, gli immancabili Simpson, etc.). Una lista nutrita che permette ai lettori, e futuri spettatori, di muoversi con consapevolezza tra i titoli delle serie che da anni fanno viaggiare il pubblico nello spazio e nel tempo con storie sempre avvincenti.

Dai fenomeni tv più attuali come Gomorra, Narcos e Game of Thrones a veri e propri classici che hanno fatto la storia della televisione (Friends, Star Trek, Seinfeld, etc.), tutti i serial vengono raccontati con professionalità e precisione.

Sono infatti indicati numero di stagioni per ogni serie, durata degli episodi e orario complessivo di binge watching richiesto per completare la visione di tutto il serial. L’abitudine di guardare un episodio dopo l’altro è ormai un fenomeno sempre più diffuso, spopolato ovunque anche con l’avvento di piattaforme come Netflix.

Nel libro, per ogni serie tv, vengono analizzati e descritti, sempre con molta ironia, i possibili effetti collaterali che la visione prolungata e continuativa delle puntate può provocare: si informa, per esempio, in merito alla possibilità del manifestarsi di piccoli attacchi d’ansia o improvvisi atteggiamenti doppiogiochisti negli spettatori assidui delle più adrenaliniche serie tv o serial thriller.

Gli autori evidenziano anche l’episodio più memorabile di ogni serial, il momento più significativo e di rilievo, suggerendolo ma con grande attenzione ad evitare ogni possibile spoiler e anticipazione, i peggiori nemici per un appassionato di serie.

Per evitare brutte sorprese è poi fondamentale seguire i consigli presenti nel libro e leggere a quale tipologia di persona è consigliata ogni specifica serie tv.

La stessa attenzione va posta anche alle persone con cui guardare le puntate del serial prescelto: in alcuni casi è suggerita la presenza della persona amata, in altri di parenti e amici, in altri ancora è consigliata la visione da soli, per meglio immergersi nel mood della storia raccontata.

Alla fine del libro è presente un prezioso glossario per muoversi con agilità tra i termini tecnici del mondo dei serial tv: si può scoprire cos’è un bottle episode (episodio girato in un unico ambiente ristretto – realizzato in un’ottica di risparmio), uno spin-off (serial derivato da una serie principale, in cui una vicenda secondaria o un personaggio minore vengono messi al centro dello show), la differenza tra un personaggio regular (uno dei personaggi principali di una serie, quelli che muovono la storia e ne sono protagonisti) e un recurring (interprete che appare in più episodi, interpretando un personaggio con un ruolo ben delineato nel mondo della storia) e molte altre curiosità.

Informazioni Editoriali

Titolo: 100 serie tv in pillole – Manuale per malati seriali
Autore: Luca Liguori, Antonio Cuomo, Giuseppe Grossi
Collana: Movieplayer
Genere: saggio
Formato: paperback
Prezzo: 14,90 €

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100 Nights Of Hero, Trailer del nuovo fantasy con Maika Monroe e Emma Corrin

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100 Nights of Hero, con Maika Monroe, ha ufficialmente pubblicato un nuovo trailer del film fantasy che mostra il cast stellare e un potenziale triangolo amoroso.

La sinossi ufficiale di 100 Nights of Hero è:

“Ambientato a Darkly End, un mondo alternativo governato dal dispotico Birdman. Cherry è infelicemente sposata con Jerome, che non vuole passare del tempo con lei. Considerando il loro “dovere” di generare un erede, la situazione è preoccupante. L’unico raggio di sole nella giornata di Cherry è la sua domestica, Hero. Hero fa parte di una società segreta che raccoglie storie di donne che si sono ribellate e hanno incontrato destini ingiusti, giurando che i loro sacrifici non saranno dimenticati…

Perché la morte non è mai lontana per le donne qui. Quindi, quando Jerome parte misteriosamente per un “viaggio di lavoro” e lascia Cherry con il suo amico donnaiolo Manfred, Hero ha un brutto presentimento. Mentre l’affascinante Manfred si sistema, Cherry si ritrova intrappolata tra l’unico uomo che l’ha mai ascoltata e la domestica per cui sta sviluppando sentimenti proibiti. Tutte le donne ribelli finiscono per morire: Cherry e Hero riusciranno a sfuggire a quel destino?

Il cast include Emma Corrin nel ruolo di Hero, Nicholas Galltzine nel ruolo di Manfred, Monroe nel ruolo di Cherry, Charli XCX nel ruolo di Rosa e Richard E. Grant nel ruolo di Birdman. La data di uscita ufficiale del film è il 5 dicembre. Il film ha attualmente un punteggio perfetto del 100% su Rotten Tomatoes prima della sua uscita, con i critici che lodano la narrazione “eccentrica e divertente” di Jackman.

Questo fantasy storico è il secondo lungometraggio della regista Julia Jackman, dopo il film Bonus Track del 2023 e numerosi cortometraggi. 100 Nights of Hero è basato sul romanzo grafico di Isabel Greenberg intitolato The One Hundred Nights of Hero. Il film esplora la sessualità, il desiderio e la misoginia in un’ambientazione fantasy in stile gotico con scenografie e costumi elaborati.

L’adattamento del romanzo di Greenberg è distribuito dalla Independent Film Company e ha avuto la sua prima mondiale al Festival Internazionale del Cinema di Venezia il 6 settembre. Non ci sono dati ufficiali in termini di budget, ma trattandosi di un film indipendente, è probabile che il budget non sia troppo elevato. Tuttavia, il cast impressionante è un punto di forza per portare questo fantasy eccentrico alla stagione dei premi.

Monroe interpreta l’innocente sposa Cherry, mentre Corrin interpreta la sua damigella Hero. La chimica tra Monroe e Corrin ha conquistato il cuore dei critici, essendo uno dei motivi principali delle recensioni e dei commenti così positivi, che hanno portato a un punteggio perfetto su Rotten Tomatoes.

100 metri dal paradiso: recensione del film

100 metri dal paradiso: recensione del film

In 100 metri dal paradiso Monsignor Angelo Paolini (Domenico Fortunato) è esperto in comunicazione e ha un’idea fissa: svecchiare l’immagine e il linguaggio della Chiesa per renderla più interessante, cosicché la gente vi si avvicini. Per far ciò, si prodiga nei modi più disparati, incontrando non poche resistenze tra i suoi superiori più tradizionalisti. Finché un giorno, l’idea geniale: far partecipare il Vaticano a un importante evento sportivo e mediatico: le Olimpiadi di Londra 2012.  Quest’idea arriva per caso, quando un suo vecchio amico, Mario Guarrazzi (Jordi Mollà) – ex campione dei cento metri, ma mai qualificatosi ai giochi olimpici – gli rivela che suo figlio Tommaso, anche lui centometrista, vuole abbandonare gli allenamenti per la qualificazione olimpica e lo sport per farsi frate. La Nazionale Olimpica del Vaticano appare così ad Angelo il modo migliore per tenere insieme sport e fede e aiutare l’amico, che ha riposto tante speranze e aspettative nella carriera sportiva del figlio. Da qui ha inizio l’avventura che porterà l’intraprendente monsignore a mettere insieme una squadra olimpica bislacca e variopinta, in grado di gareggiare per le Olimpadi 2012.

100 metri dal paradiso, il film

L’idea della Nazionale Olimpica Vaticana è strampalata quanto azzeccata e si rivela efficace. Consente infatti agli sceneggiatori (il regista della pellicola Raffaele Verzillo, assieme a Pier Francesco Corona e Salvatore De Mola) di sbizzarrirsi nel mettere insieme un gruppo eterogeneo e basare sulle sue individualità spesso agli antipodi e complessivamente ben caratterizzate il meccanismo comico. Su tutti spicca  senz’altro il personaggio del fisioterapista/preparatore atletico Ottavio, interpretato da Giorgio Colangeli, attore che spesso in questi anni abbiamo visto offrire eccellenti prove in ambito drammatico, ma che qui dimostra di reggere ottimamente anche ruoli comici. Da citare senz’altro anche altre caratterizzazioni che funzionano bene: quella di padre Livio (Enzo Garinei), quella dell’assillante industriale Montolina (Luis Molteni), del segretario Liborio (Angelo Orlando), di alcuni religiosi-atleti come il prete di strada Padre Rocco (Gennaro Silvestro), o Suor Adele (Chiara Rosa, vera primatista nel getto del peso). Questi personaggi vengono resi attraverso pochi tratti distintivi del loro modo di essere, o alcune battute chiave che spesso pronunciano. Il che funziona, lo dicevamo, per i ruoli non di primo piano.

Per quanto riguarda i personaggi principali, invece, ci saremmo aspettati forse qualcosa di più. Perché è soprattutto attraverso di loro che il regista mettere sul piatto temi importanti e meritevoli di approfondimento. Primo fra tutti quello attorno a cui ruota tutto il film: il rinnovamento della Chiesa di cui Angelo avverte la necessità e l’urgenza, ma che è puramente formale, d’immagine, non di contenuti. Questa sua convinzione non viene mai messa in dubbio, o scandagliata neppure di fronte alle obbiezioni della sorella, una brava Giulia Bevilacqua. Angelo è ottimista, sa sempre cosa fare, cos’è giusto, mentre sua sorella è un po’ pasticciona, e ancora in cerca di una piena realizzazione. Ma a parte questo gioco di opposti, chi sono questi due personaggi? La lente del regista resta in superficie, li osserva bisticciare e far pace perché in fondo, e questo è l’importante, si vogliono bene. Lo stesso può dirsi della coppia formata da Angelo e dal suo amico d’infanzia Mario Guarrazzi: giocano un po’ come il gatto e il topo, si becchettano ma alla fine sono uniti.

A Mario e al figlio Tommaso (Lorenzo Richelmy) è affidato poi un altro tema che il film ci propone, ma risolve forse un po’ troppo semplicemente: quello del rapporto padre-figlio e in particolare delle aspettative spesso eccessive che i genitori riversano sui figli, condizionando anche pesantemente la loro vita. Mario proietta sé stesso su Tommaso, gli interessa esclusivamente che suo figlio gareggi e arrivi dove lui non è arrivato. Ma non ostacola la sua scelta di farsi frate. Inoltre, se sport e fede paiono inizialmente inconciliabili, arriva poi provvidenziale l’idea di Angelo  che li riunisce, evitando strappi troppo duri. Tra padre e figlio non ci sono mai veri e aspri confronti. Non vediamo neppure come Tommaso vive la vocazione nel rapporto coi suoi coetanei. L’ottica che emerge è quella dei buoni sentimenti, delle tensioni (sempre lievi) che si ricompongono in nome dell’amore e dell’amicizia, evidente anche in qualche scivolata retorica dei dialoghi.

Ne risulta una commedia da tranquillo salotto casalingo. E d’altronde, il regista Verzillo ne sa, visto che ha lavorato a Un medico in famiglia 6 e 7 e ad altre fiction. Una commedia con buoni meccanismi comici, per far sorridere e divertire, e per la quale Verzillo ha chiamato a raccolta proprio diversi volti noti delle fiction tv – Giulia Bevilacqua (Distretto di Polizia), Gennaro Silvestro (La Squadra), Lorenzo Richelmy (I Liceali), Milena Miconi (Don Matteo), tra gli altri. Una commedia che piacerà alla Chiesa, perché la tiene lontana dalle sue ombre, dai clamori delle cronache e dagli scandali, ricordando agli spettatori il suo volto più umile e vicino alla gente (a onor del vero, regalandole anche un paio di scene e battute quasi  da spot pubblicitario). Un lavoro, però, privo di quel graffio, di quell’ironia che fa riflettere e che al cinema ci aspetteremmo di più. Sarà nelle sale da venerdì 11 maggio in 150 copie, prodotto da Scripta e Rai Cinema e distribuito da 01 Distribution.

 

100 metri dal Paradiso: il cast racconta

100 metri dal Paradiso: il cast racconta

Al cinema Barberini di Roma per presentare l’ultimo lavoro di Raffaele Verzillo, una commedia che si sviluppa tra Chiesa e mondo secolare coniugando sport e fede attraverso un’originale intuizione, interviene lo stesso regista, assieme a una nutrita rappresentanza del cast, sia tecnico che artistico.

100 litri di birra: recensione del film di Teemu Nikki

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100 litri di birra: recensione del film di Teemu Nikki

Dopo il Noir in Festival del 2021 con NIMBY e la Festa di Roma con La morte è un problema dei vivi, il finlandese Teemu Nikki sceglie di nuovo il festival della Capitale per portare in Italia il suo ultimo film, 100 Litri di Birra, una tragicommedia che ci porta nel cuore della Finlandia rurale.

La trama di 100 Litri di Birra

Due sorelle, Taina e Pirkko, si imbarcano in un’avventura tanto assurda quanto disperata. Alla richiesta della sorella minore in procinto di sposarsi, le due protagoniste promettono di produrre ben 100 litri di sahti, una birra tradizionale e opaca, unica nel suo genere. Tuttavia, questa impresa apparentemente semplice diventerà per loro una lotta tra obblighi familiari, passione per l’alcol e conti irrisolti col passato, il tutto avvolto in un’atmosfera tanto surreale quanto malinconica. Dopo aver prodotto i migliori 100 litri di sahti della loro vita, le due lo bevono tutto, e dovranno affrontare un’impresa eroica per procacciarseli di nuovo entro la data del matrimonio.

Teemu Nikki è conosciuto per il suo stile provocatorio e ironico, già evidente nei suoi film precedenti (NIMBY è un piccolo gioiello delirante). In 100 Litri di Birra, il regista continua a esplorare temi di emarginazione e di dipendenze, attraverso la sua lente grottesca. L’alcol non è solo un vizio per Taina e Pirkko: lo sahti, prodotto tradizionale della loro famiglia, è parte della loro identità e del loro legame con un padre severo e spesso irraggiungibile. Quindi la sfida è doppia, perché le due donne non solo devono procurarsi di nuovo i 100 litri consumati nella loro folle notte di bagordi, e vogliono riuscire a ricreare la perfezione del sapore dello sahti paterno, simbolo di un traguardo che sembra sempre più lontano e impossibile da raggiungere, ma si sentono anche in obbligo con la sorella minore, verso la quale nutrono un enorme senso di colpa.

Il rituale dello sahti e la Finlandia rurale

Nikki ci offre uno sguardo autentico sulla cultura dello sahti, lontano dalla concezione di una semplice birra. Prodotto con ginepro e privo di bollicine, la bevanda è più vicino a un’esperienza rituale che a un drink vero e proprio. È scuro, torbido, ha un tasso alcolico elevato (tra il 7% e il 12%) e accompagna ogni festa e ricorrenza della zona di Sysmä, piccola cittadina di 3500 abitanti dove Nikki stesso è nato. Questo legame con la Finlandia rurale conferisce al film un’atmosfera fortemente territoriale, e allo stesso tempo astratta e poetica, che richiama le luci e i paesaggi lussureggianti del Nord. Nonostante la semplicità della trama, l’ambiente crea un contesto in cui i personaggi, e soprattutto le loro emozioni, sembrano quasi sospesi in un limbo tra passato e presente.

100 Litri di Birra procede a ritmo di tragicommedia, ricordando, non solo per il tasso alcolemico, il realismo malinconico di Thomas Vinterberg in Un altro giro, sebbene Nikki si orienti più verso un umorismo nero, che mette in risalto le vicende tragiche delle protagoniste con toni dissacranti. Il film offre una serie di situazioni paradossali: le sorelle, tra furti maldestri, bevute monumentali e crisi di panico, oscillano tra l’autocommiserazione e il desiderio di riscatto.

100 Litri di Birra – Elina Kinhtilä e Pirjo Lonka-photo credit Rami Rusinen

Una slapstick comedy e un legame traumatico

Nikki fa qui un uso marcato della comicità fisica piuttosto che del dialogo. Il film si concentra sui movimenti goffi, le cadute, i disastri che sfiorano il grottesco, distanziandosi dalla profondità dei dialoghi che caratterizzava personaggi come Risto e Arto in La morte è un problema dei vivi, ma allo stesso tempo aderendo alla natura quasi picaresca del film che nella seconda parte diventa davvero un on the road sbilenco. L’ironia non nasce tanto dalla battuta, quanto dalle interazioni fisiche e dalla disperazione di due personaggi che cercano di sopravvivere a un’esistenza senza scopo, affidandosi all’unico appiglio emotivo che hanno: l’alcol.

Questo aspetto comico archetipico si fonde però con una relazione tra sorelle basata su un amore incondizionato e allo stesso tempo tossico: le due sono legate da un trauma nel quale si dovrebbe ricercare la causa della loro precarietà emotiva. La dinamica tra Taina e Pirkko nasconde un lato cupo e umano che si svela piano piano, oltre i litri di birra e le situazioni assurde in cui le due si cacciano.

La leggerezza dentro il dramma

Un aspetto fondamentale del film, che rappresenta la cifra fondamentale di Teemu Nikki e della sua visione del mondo è la capacità di non perdere mai la leggerezza anche di fronte alla messa in scena del dramma, perché persino in 100 Litri di Birra alla fine il dramma arriva, e colpisce durissimo, senza mai far perdere il sorriso.

Sicuramente Teemu Nikki non è un regista per tutti, ma una volta abbracciato il suo punto di vista sull’umanità e il suo modo personale e distintivo di mettere in scena le miserie umane, non si può non rimanere ammaliati dal suo cinema e 100 Litri di Birra costituisce un altro prezioso tassello della sua rappresentazione del mondo.

100 Litri di birra, al cinema dal 17 luglio il nuovo film di Teemu Nikki

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Il 17 luglio arriva nelle sale italiane, distribuito da I Wonder Pictures, 100 Litri di birra (titolo internazionale 100 Litres of Gold), l’ultimo originale e divertente lungometraggio del regista finlandese Teemu Nikki, presentato in concorso alla Festa del Cinema di Roma 2024 e al Festival International du Film de Fribourg 2025. Uscito a marzo in Finlandia, il film è diventato rapidamente il più visto dell’anno e a 10 settimane dall’uscita resta tuttora saldo tra i primi 5 posti al box office finlandese, al punto che la prestigiosa Hans Bubby, la casa di produzione di Dennis Lehane (Mystic River, Shutter Island, Gone Baby Gone, The Drop – Chi è senza colpa, La legge della notte), ne ha recentemente acquisito i diritti per un remake in lingua inglese. Il film, inoltre, sarà presentato in anteprima italiana il 10 giugno alla presenza del regista nell’ambito della 21ª edizione di Biografilm (Bologna, 6-16 giugno 2025), per poi approdare nei principali Festival europei: Emden-Norderney Filmfestival 2025, BIFAN 2025 ed Europe on Screen 2025.

Partendo dalla ricca tradizione legata alla produzione del sahti – una birra molto forte aromatizzata al ginepro, che si trova solo in Finlandia e che si produce preferibilmente in casa secondo metodi secolari – Nikki porta ancora una volta sul grande schermo una galleria di personaggi indimenticabili, catapultati in contesti grotteschi e situazioni esilaranti all’interno di una commedia assolutamente sui generis.

La trama di 100 Litri di birra  

Taina e Pirkko, due sorelle stralunate, vivono alla giornata, con poche idee e poche prospettive, ma con un talento indiscutibile: il loro sahti – la tipica birra artigianale che in Finlandia, per tradizione, accompagna ogni festa, matrimonio o funerale – è spaziale. Quando promettono di prepararne ben 100 litri per un matrimonio in famiglia, si superano e producono il lotto migliore di sempre, un sahti da 10, talmente buono che… finiscono per berselo tutto da sole! Alle prese con gli enormi postumi della sbornia, le due si troveranno coinvolte in una serie di esilaranti disavventure, mentre cercano disperatamente di procurarsi altra birra (con ogni mezzo necessario!), salvare il matrimonio e riconquistare la loro reputazione di migliori birrarie del villaggio.

Teemu Nikki dimostra di essere un cineasta unico nel panorama contemporaneo per la sua capacità di raccontare storie originali e coinvolgenti allo stesso tempo, mescolando trovate ironiche a formule introspettive dal forte coinvolgimento emotivo. 100 Litri di birra non fa di certo eccezione e va ad aggiungersi al “Teemu Nikki Universe” – 16 opere del regista, tra lungometraggi, corti e serie – un affascinante insieme di storie capaci di incantare il pubblico di tutte le età, scoperte e distribuite in Italia da I Wonder Pictures, e successivamente disponibili su IWONDERFULL Prime Video Channel.

100 Litri di Birra – Elina Kinhtilä e Pirjo Lonka-photo credit Rami Rusinen

100 Litri di birra è il candidato finlandese agli Oscar 2026

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100 Litri di birra è il candidato finlandese agli Oscar 2026

All At Once, casa di produzione italiana con sede a Bologna e partner produttivo del distributore indipendente I Wonder Pictures, è lieta di celebrare la selezione di 100 LITRI DI BIRRA, l’irriverente birra-western di Teemu Nikki, come candidato finlandese agli Oscar® 2026.

Leggi la nostra recensione di 100 Litri di Birra

Coprodotto da All at Once powered by the Culture Business – insieme alla finlandese It’s Alive Films di Jani Pösö – e uscito nei cinema a luglio scorso, 100 LITRI DI BIRRA si è rapidamente affermato come uno dei titoli più sorprendenti della stagione: in Finlandia è stato il film più visto dell’anno, rimanendo per settimane nella top 5 del box office nazionale e raccogliendo oltre 230mila spettatori; rapportando i numeri al mercato e alla popolazione italiani, è un risultato equivalente a quello ottenuto qui da noi da film-evento come Diamanti e Follemente.

Un successo che non è sfuggito oltre-oceano: la prestigiosa casa di produzione Hans Bubby, fondata da Dennis Lehane (Mystic River, Shutter Island, Gone Baby Gone), ha infatti acquisito i diritti per un remake del film in lingua inglese.

Secondo film di Nikki coprodotto da All At Once – il primo è stato La morte è un problema dei vivi nel 2023 – 100 LITRI DI BIRRA è in realtà l’ennesima tappa di un rapporto professionale di lungo corso: sono anni infatti che I Wonder Pictures distribuisce i film del regista finlandese in Italia, portando al cinema e su piattaforma titoli come Euthanizer (2017), Il cieco che non voleva vedere Titanic (premio del pubblico alla 78° Mostra del Cinema di Venezia) e la serie tv Fallo tutti i giorni – Sesso, potere e competizione (premio Best Series al CanneSeries Television Festival 2021).

Sono tanti i progetti in cantiere visto il grande successo ottenuto in Finlandia. Teemu Nikki non è il solo autore che il gruppo segue e distribuisce con continuità: tra questi, si possono citare artisti come Radu Jude, Werner Herzog e Kaouther Ben Hania.

«Come I Wonder Pictures, siamo abituati a distribuire film che concorrono agli Oscar o che comunque sono selezionati agli Oscar dai rispettivi paesi, come quest’anno è accaduto con La voce di Hind Rajab per la Tunisia, Left-Handed Girl per Taiwan e Sound of Falling per la Germania», commenta Andrea Romeo, produttore e direttore editoriale di All At Once e fondatore di I Wonder Pictures, «ma arrivarci non come distributore, ma come produttore è una cosa del tutto diversa, un risultato inaspettato che mi riempie di soddisfazione e che festeggio. Sarà un’esperienza preziosa, che porteremo avanti grazie ai tanti amici Oscar voters che presto Teemu andrà a incontrare in giro per il mondo.»

La trama di 100 Litri di birra

Taina (Pirjo Lonka) e Pirkko (Elina Knihtilä), due sorelle stralunate, vivono alla giornata, con poche idee e poche prospettive, ma con un talento indiscutibile: il loro sahti – la tipica birra artigianale che in Finlandia, per tradizione, accompagna ogni festa, matrimonio o funerale – è spaziale. Quando promettono di prepararne ben 100 litri per un matrimonio in famiglia, si superano e producono il lotto migliore di sempre, un sahti da 10, talmente buono che… finiscono per berselo tutto da sole! Alle prese con gli enormi postumi della sbornia, le due si troveranno coinvolte in una serie di esilaranti disavventure, mentre cercano disperatamente di procurarsi altra birra (con ogni mezzo necessario!), salvare il matrimonio e riconquistare la loro reputazione di migliori birraie del villaggio.

100 film a ritmo di danza in un divertente mash-up [Video]

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100 film a ritmo di danza in un divertente mash-up [Video]

Il cinema ci ha insegnato per anni a ballare e ora un bellissimo mashup ripercorre 100 sorprendenti pellicole che hanno questo comune denominatore:

100 Domeniche: concluse le riprese del nuovo film di Antonio Albanese

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Sono terminate le riprese di 100 Domeniche, il nuovo film di Antonio Albanese scritta da Antonio Albanese e Piero Guerrera. Il film è stato girato a Lecco e dintorni e le riprese hanno avuto una durata di 7 settimane ed è prodotto da Palomar e Leo in collaborazione con Vision Distribution, sarà distribuito in Italia e nel mondo da Vision Distribution.

Nel cast di 100 Domeniche oltre ad Antonio Albanese ci sono Liliana Bottone, Sandra Ceccarelli, Bebo Storti, Maurizio Donadoni, Elio De Capitani e con la partecipazione straordinaria di Giulia Lazzarini. 

L’attore ha così commentato la fine delle riprese: “Con la fine delle riprese di “100 Domeniche” si conclude un’esperienza umana e professionale che ricorderò per sempre. Un gruppo di lavoro bello e coeso, che ha sposato un progetto condividendone le motivazioni più profonde. Una grande compagnia di attori al servizio di un’idea. Una comunità – che conosco bene, essendoci nato e cresciuto – che ci ha regalato un appoggio incondizionato, discreto e felice. Raccontare quella provincia, i suoi sogni, le sue ambizioni, quella straordinaria coesione sociale e umana, è la realizzazione di un sogno che accarezzavo da parecchio tempo.”

La trama del film

Antonio, ex operaio di un cantiere nautico, conduce una vita mite e tranquilla: gioca a bocce con gli amici, si prende cura della madre anziana, ha una ex moglie con cui è in ottimi rapporti ed Emilia, la sua unica e amatissima figlia. Quando Emilia un giorno gli annuncia che ha deciso di sposarsi, Antonio è colmo di gioia, può finalmente coronare il suo sogno regalandole il ricevimento che insieme hanno sempre sognato potendo contare sui risparmi di una vita. La banca di cui è da sempre cliente sembra però nascondere qualcosa, i dipendenti sono all’improvviso sfuggenti e il direttore cambia inspiegabilmente di continuo.  L’impresa di pagare il matrimonio di sua figlia si rivelerà sempre più ardua e Antonio scoprirà, suo malgrado, che chi custodisce i nostri tesori non sempre custodisce anche i nostri sogni.

100 Bullets: in arrivo il film con Tom Hardy

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Arriva dal The Hollywood Reporter la notizia che 100 Bullets della DC Comics diventerà un film con Tom Hardy.  Dunque svelato il progetto segreto in casa Warner/DC con l’attore che ha dovuto lasciare Suicide Squad per problemi conflittuali di lavorazione.

Da quanto sappiamo l’attore oltre ad essere il protagonista, sarà anche il produttore della pellicola con la New Line Cinema. La pellicola si baserà su una sceneggiatura scrita da Chris Borrelli.

100 Bullets è una serie a fumetti scritta da Brian Azzarello e disegnata da Eduardo Risso (con copertine di Dave Johnson), pubblicata dalla DC Comics sotto l’etichetta Vertigo. È stata premiata con l’Eisner Award in varie edizioni e per diverse categorie.

Ha un’ambientazione di genere noir e pulp, che richiama la cifra stilistica di romanzieri come Elmore Leonard, Eddie Bunker,Dashiell Hammett, Raymond Chandler e che recupera le atmosfere di film di successo come Le iene e I soliti sospetti.

10.000 A.C.: tutto quello che c’è da sapere sul film

10.000 A.C.: tutto quello che c’è da sapere sul film

Il regista Roland Emmerich è celebre per film catastrofici come Independence Day, The Day After Tomorrow, 2012 o il recente Moonfall. Nella sua filmografia si ritrovano però anche titoli di diverso genere, come i drammi storici Il patriota, Anonymous e Stonewall. Sempre legato alla storia, o meglio alla preistoria, è anche uno dei suoi film più singolari. Si tratta di 10.000 A.C., ambientato nell’anno indicato dal titolo e basato su ricostruzioni storiche particolarmente avanzate di quell’epoca lontanissima dai giorni nostri. Emmerich conduce dunque lo spettatore in un’avventura insolita, ricca di meraviglie paesaggistiche, animali ormai estinti e storie a dir poco epiche.

Scritto dallo stesso Emmerich insieme al compositore Harald Kloser, il film è stato ideato prendendo spunto da quanto ipotizzato nel libro Impronte degli dei, del giornalista britannico Graham Hancock. In questo saggio di natura archeologica e antropologica, lo scrittore sostiene l’esistenza di civiltà pre-diluviane, come anche che l’esistenza di alcuni siti archeologico come le Piramidi di Giza, siano in realtà molto più antiche di quello che si crederebbe. 10.000 A.C. fa dunque sue queste teorie, immaginando cosa potrebbe significare la loro effettiva veridicità e come poteva essere la vita nel X millennio a.C.

Costato 105 milioni di dollari, il film si affermò come un buon successo economico, pur se in molti lo indicano come uno dei titoli meno entusiasmanti del regista. A distanza di oltre un decennio dalla sua uscita è però un film da riscoprire, anche solo per il fascino delle sue teorie storiche. Prima di intraprendere una visione del film, sarà certamente utile approfondire alcune curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

10.000 A.C.: la trama del film

Ambientato nell’epoca delle prime manifestazioni umane, quando gli uomini erano guidati da spiriti e profezie ed ogni loro azione era compiuta in nome della natura, il film narra le avventure di un giovane cacciatore di mammut di nome D’leh, appartenente ad una tribù primitiva. Con il ritorno degli imponenti animali, per lui e i suoi simili riprende la stagione della caccia. Insieme a D’leh c’è anche Evolet, una bellissima ragazza dagli occhi blu di cui il protagonista è follemente innamorato. Quella che doveva essere una comune battuta di caccia si trasforma però in una vera e propria missione di salvataggio.

Evolet e altri membri della tribù vengono infatti rapiti da misteriosi guerrieri che intendono rendere loro schiavi i prigionieri. D’leh e quanti rimasti con lui si mettono dunque da subito sulle loro tracce per salvarli, compiendo un viaggio ben oltre le terre da loro conosciute. Spingendosi ai confini del loro mondo, il gruppo si troverà a dover affrontare innumerevoli pericoli, da impervie montagne innevate ad attacchi di pericolosi animali, come le temute tigri dai denti a sciabola. Il loro cammino li condurrà poi in quello che è oggi noto come Egitto, dove si dovrà consumare una battaglia all’ultimo sangue.

10.000 AC film

10.000 A.C.: il cast del film, la lingua e il finale alternativo

Per questo film Emmerich ha preferito affidarsi ad attori sconosciuti, convinto che far interpretare i personaggi protagonisti a dei volti noti del cinema avrebbe dato vita ad un tipo di film lontano da quello che lui voleva realizzare. Per il ruolo di D’leh è dunque stato scelto Steven Strait, qui in uno dei suoi primi ruoli da protagonista. Nel ruolo di Evolet vi è invece Camilla Belle, mentre Cliff Curtis è Tic’Tic, amico di D’leh. L’attore Affif Ben Badra è Warlord, il leader dei guerrieri nemici e Marco Khan è il suo braccio destro One-Eye. Completano il cast Mona Hammond nei panni della vecchia madre e Tim Barlow in quelli de L’Onnipotente.

Nel concepire il film, si era inizialmente ipotizzato di utilizzare una lingua antica similmente a come avvenuto per La passione di Cristo e Apocalypto. Emmerich però rifiutò l’idea, sostenendo che l’utilizzo di una simile caratteristica avrebbe tolto emozione al racconto. Si optò invece per concepire insieme ad alcuni esperti un differente tipo di linguaggio, poi utilizzato nel film. Esiste inoltre un finale alternativo, ambientato anni dopo la conclusione del film, dove l’anziano narratore, interrogato da un bambino, afferma che le Montagne degli Dei, ovvero le Piramidi, erano state dimenticate ed erano finite sepolte sotto la sabbia, ricollegandosi dunque all’idea che la loro riscoperta millenni dopo avrebbe portato ad un’errata datazione della costruzione delle piramidi.

10.000 A.C.: il trailer e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di 10.000 A.C. grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes, Amazon Prime Video e Tim Vision. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di martedì agosto alle ore 00:30 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

10 villain che meritano una seconda (o terza) possibilità

10 villain che meritano una seconda (o terza) possibilità

Molto spesso capita che alcuni dei migliori personaggi dei fumetti non ricevano troppa giustizia sul grande schermo. Molto spesso capita con i villain che vengono sacrificati per dare spazio all’eroe di turno. Ebbene, vi segnaliamo 10 villain che meriterebbero una seconda possibilità al cinema:

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Quali di questi vi sono piaciuti al cinema? E quali invece vorreste rivedere in altre vesti? Quali villain, secondo voi, mancano all’appello? Fatecelo sapere nei commenti!

10 uscite di scena che hanno fatto male ai cinecomic

10 uscite di scena che hanno fatto male ai cinecomic

Lo scorso aprile Avengers: Infinity War ha abbattuto qualsiasi limite stabilendo il nuovo di record di personaggi morti alla fine del film. Spesso, nella storia dei cinecomic, uno degli eroi viene sacrificato per favorire la narrazione o per innescare le trame del futuro, lasciando i fan a disperarsi per la loro scomparsa o a pregare affinché tornino in scena.

Tuttavia ci sono stati dei “sacrifici” che hanno oggettivamente danneggiato i franchise, a volte rimediati in extremis (come nel caso di Superman nel DCEU): ecco di seguito i dieci più importanti scelti tra l’universo Marvel e quello DC.

Superman (Batman v Superman: Dawn of Justice)

I piani affrettati della DC Film sulla creazione di un universo cinematografico condiviso hanno più volte mostrato i propri limiti in queste fasi iniziali. Cominciando già da Batman v Superman: Dawn of Justice, lasciando uscire di scena troppo presto il suo personaggio chiave, ovvero Superman.

Se peggio di così non potesse andare, l’eroe è stato immediatamente resuscitato nel film successivo, Justice League, gettando alle ortiche il punto di riflessione cruciale di Dawn of Justice (la perdita della speranza). Insomma un errore a cui la DC ha rimediato abbastanza goffamente.

Jimmy Olsen (Batman v Superman: Dawn of Justice)

Torniamo ancora una volta in casa DC con il cameo di Jimmy Olsen in Batman v Superman, uno dei momenti più amati dai fan passato quasi in sordina.

Olsen è un agente della CIA sotto copertura che lavora come fotografo accanto a Lois Lane durante il suo viaggio in Africa prima di essere brutalmente ucciso da una pallottola. Prima della conferma di Zack Snyder arrivata dopo l’uscita nelle sale, il personaggio era rimasto senza nome ed è probabile che non ci sarebbe stato abbastanza spazio per il personaggio nell’universo DC in continua espansione.

Ciclope (X-Men: Conflitto Finale)

Dopo aver ricoperto il ruolo del leader degli X-Men, era lecito immaginare che Ciclope avrebbe avuto più spazio nel terzo film del franchise, tuttavia il personaggio viene ucciso in X-Men: Conflitto Finale, destando la rabbia di molti.

La cosa peggiore, a ripensarci, è che la scena della sua morte si interrompe prima che Dark Phoenix finisca il suo “lavoro”, e si vocifera che la sequenza sia stata volutamente troncata a causa dell’attore James Marsden che aveva abbandonato la serie sugli X-Men per girare Superman Returns.

Gwen Stacy (The Amazing Spider-Man 2)

Una strategia infallibile per distruggere un franchise molto popolare è liberarsi dall’attore più carismatico del cast. È forse questo il caso di The Amazing Spider-Man 2, che ha visto l’uscita di scena della Gwen Stacy interpretata da Emma Stone, e sebbene la scena sia stata di grande impatto resta l’amaro in bocca per le occasioni sprecate.

Innanzitutto per il talento della Stone, e poi per l’innegabile chimica con l’allora partner Andrew Garfield, per alcuni la cosa migliore del reboot sull’Uomo Ragno.

Jonathan Kent (L’uomo d’acciaio)

È davvero difficile dimenticare il momento in cui Clark lascia che suo padre venga inghiottito da un tornado nel primo atto di L’uomo d’acciaio: il sacrificio di Jonathan Kent ci aveva lasciati piuttosto perplessi (perché l’uomo sceglie di non essere salvato da suo figlio supereroe?), e inoltre la sua uscita di scena non ha permesso di approfondire troppo un personaggio dalle grandi potenzialità.

Ra’s al Ghul (Batman Begins)

Batman ha solo una regola: non uccide i suoi nemici. Se così non fosse, Bruce Wayne scivolerebbe nel regno dell’ambiguità insieme a molti dei suoi avversari. Questo è in definitiva ciò che ha reso il cavaliere oscuro un personaggio così avvincente, tuttavia la sua morale sembra vacillare quando si scontra con il suo ex allenatore Ra’s al Ghul in Batman Begins.

Nello stesso film Wayne risparmia la vita a Spaventapasseri, ma decide di non rendere giustizia a Ra’s abbandonandolo su un treno destinato alla distruzione.

Quicksilver (Avengers: Age of Ultron)

Meno di un anno dopo dall’esordio di Evan Peters nei panni di Quicksilver in X-Men: Giorni di un futuro passato, Aaron Taylor-Johnson viene scelto per interpretare lo stesso personaggio in Avengers: Age of Ultron.

Ma al contrario della sua controparte degli X-Men, questa versione è stata oggettivamente sacrificata dai Marvel Studios per la trama del film. A causa della complicata sovrapposizione tra Fox e Marvel in termini di diritti, sia Pietro che Wanda Maximoff sono stati privati ​​delle loro origini mutanti e trasformati in esperimenti  dell’HYDRA.

E prima che Quicksilver potesse davvero entrare nell’universo come membro degli Avengers, il personaggio è stato ucciso da un attacco di proiettili.

Venom (Spider-Man 3)

Dopo il grande successo di Spider-Man 2, le aspettative sul terzo film gravavano sulle spalle di Sam Raimi che, originariamente, non avrebbe voluto inserire Venom nel film, mentre gli studios si.

Insomma, questo conflitto insanabile ha portato ad un ritratto del personaggio troppo vago, ed era chiaro che le sue scene siano state affrontate con una diversa “attenzione”, forse più superficiale, finendo per perdersi nella lunga schiera di villain presenti.

Deadpool (X-Men: Le origini – Wolverine)

Dal suo look ai suoi poteri, tutto ciò che riguarda l’incarnazione di Deadpool in X-Men: Le Origini – Wolverine è stato gestito nella maniera più sbagliata possibile.

Probabilmente l’uccisione per mano di Wolverine è la cosa migliore che gli capita durante l’intero film, fino a quando la seconda scena post credits ha suggerito un eventuale futuro per il supereroe.  Per fortuna, grazie a Ryan Reynolds siamo riusciti a ottenere l’adattamento di Deadpool che tutti si aspettavano.

Zio Ben (The Amazing Spider-Man)

Una delle cose peggiori che un reboot possa fare è caplestare lo stesso terreno del franchise precedente. Uscito dieci anni dopo il primo Spider-Man di Sam Raimi, The Amazing Spider-Man ha riproposto diverse cose già affrontate, come la morte di zio Ben come momento decisivo nella vita di Peter Parker.

Sappiamo però che è possibile raccontare le origini di Spider-Man anche senza questo intreccio, e i Marvel Studios l’hanno dimostrato, quindi perché la Columbia Pictures non ha fatto lo stesso?

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