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La New Line torna ad acquisire un film dopo otto anni

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La New Line torna ad acquisire un film dopo otto anni

new line logoL’Hollywood Reporter ha diffuso la notizia secondo la quale la New Line avrebbe acquisito ufficialmente i diritti per la distibuzione del film horror low budget Superstition dalla Blumhouse Productions. L’acquisizione è importante non tanto per gli attori in gioco, quanto perchè è la prima mossa del genere che fa la New Line da otto anni a questa parte.

Superstition è un un horror “found footage” a basso budget ambientato in un liceo ed è stato paragonato a So Cosa Hai Fatto (I Know What You Did Last Summer) del 1997. Il film è diretto da due esordienti Chris Lofing e Travis Cluff.

Fonte: CS

La neve nel cuore: in sviluppo un sequel per onorare Diane Keaton

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A oltre 20 anni dall’uscita del film natalizio originale con un cast stellare, un sequel di La neve nel cuore (il cui titolo originale è The Family Stone) è ora in lavorazione, poiché lo sceneggiatore e regista Thomas Bezucha ha in programma di scrivere il tanto atteso sequel. La notizia arriva subito dopo la morte della leggenda del cinema Diane Keaton, che nel film del 2005, originariamente prodotto dalla 20th Century Fox, ora di proprietà della Disney, interpretava Sybil, la matriarca della famiglia Stone.

In un’intervista alla CNN, Bezucha ha rivelato che sta lavorando alla sceneggiatura del sequel di La neve nel cuore per “onorare Keaton ancora di più”, sottolineando anche che c’è più pressione per realizzare un sequel perfetto e “fare un buon lavoro con il resto del cast” dopo la scomparsa dell’attrice quest’anno. Tuttavia, il regista-sceneggiatore ha spiegato che deve ancora consegnare la versione finale della sua nuova sceneggiatura allo studio.

Bezucha ha anche detto al suo produttore che avrebbe iniziato a scrivere il sequel solo se il cast originale fosse stato interessato a tornare. Dopo aver contattato gli attori, Bezucha ha a quanto pare ricevuto risposte positive da tutti loro. Gli attori principali del film includono Sarah Jessica Parker, Rachel McAdams, Dermot Mulroney, Luke Wilson, Elizabeth Reaser, Craig T. Nelson, Claire Danes e Tyrone Giordano, il che richiederebbe un’altra uscita ricca di star nella storia della famiglia Stone.

Sebbene il cast originale abbia espresso interesse per un sequel, nessuno degli attori ha però firmato ufficialmente per il film, né La neve nel cuore 2 è stato confermato da alcuna casa di produzione. Tuttavia, membri del cast come Nelson e Mulroney hanno fatto notare nelle ultime settimane che ci sono state discussioni riguardo alla realizzazione di un sequel.

Il film del 2005 raccontava il Natale della famiglia Stone, con tutti e cinque i fratelli adulti, Everett (Mulroney), Susannah (Reaser), Ben (Wilson), Thad (Giordano) e Amy (McAdams), che tornavano a casa dei loro genitori, Sybil (Keaton) e Kelly (Nelson). Tuttavia, questo Natale mette alla prova la famiglia quando Everett porta a casa la sua nuova fidanzata, Meredith (Parker), alla quale intende chiedere di sposarlo nonostante i contrasti con i membri della sua famiglia. Per sentirsi più a suo agio, Meredith invita sua sorella Julie (Danes) a trascorrere il Natale a casa degli Stone, aggiungendo un ulteriore elemento di caos alle festività.

La nave sepolta, la recensione del film con Ralph Fiennes

La nave sepolta, la recensione del film con Ralph Fiennes

Simon Stone, acclamato regista teatrale australiano –  nonostante la sua giovane età ha già portato in scena opere tratte da Ibsen e Brecht, Strindberg e Garcia Lorca – al suo secondo lavoro cinematografico dopo il debutto con The Daughter, anch’esso adattamento da Ibsen, con Geoffrey Rush e Sam Neill, presentato alle Giornate degli Autori a Venezia 72 nel 2015, arriva ora su Netfilx con il suo La nave sepolta – titolo originale The dig, lo scavo. 

La storia vera alla base de La nave sepolta

Il film, tratto da una storia vera e basato sul romanzo omonimo di John Preston, ricostruisce le vicende che ruotano attorno alla storica scoperta archeologica degli scavi di Sutton Hoo, ovvero il rinvenimento di una serie di monumenti funerari risalenti ad epoca anglosassone, dunque databili VI- VII secolo d. C., nella contea del Suffolk, il principale dei quali costituito da un’intera nave e destinato ad ospitare la sepoltura di un re, con relativo pregiatissimo corredo funerario.  

La trama de La nave sepolta

Suffolk, Inghilterra, 1939. L’archeologo autodidatta Basil Brown, Ralph Fiennes, viene contattato dalla giovane vedova Edith Pretty, Carey Mulligan, per condurre uno scavo archeologico nelle sue terre. È infatti convinta che nel sottosuolo vi siano dei reperti di epoca vichinga, di cui però il museo della piccola cittadina di Sutton Hoo non intende occuparsi, visto che l’Inghilterra potrebbe presto prendere parte alla Seconda Guerra Mondiale e ciò bloccherebbe qualsiasi tipo di lavoro. Brown accetta e dopo un primo ritrovamento che conferma la presenza di reperti, prosegue lo scavo, arrivando ad una scoperta sensazionale: un monumento funebre costituito da una nave di epoca anglosassone con annesso corredo funerario. A questo punto però, la scoperta ha già attirato l’attenzione del British Museum, che si è precipitato sul posto con una squadra per assumere la direzione dei lavori, non accettando che questa sia affidata a un seppur esperto autodidatta come Brown.  Man mano che lo scavo procede, dunque, diventa sempre più un’opera collettiva e dall’alto valore simbolico. Il sito si anima di uomini e donne impegnati in una corsa contro il tempo per preservare bellezza, cultura, arte e memoria in un mondo dove la furia cieca della guerra sta per portare distruzione. 

la nave sepolta recensioneUn cast stellare made in UK per il racconto corale de La nave sepolta

Per portare sullo schermo la storia di uno degli scavi più prestigiosi dell’archeologia britannica, Stone non può non affidarsi a un cast di attori in massima parte provenienti dal Regno Unito, che ben si accordano con la dettagliata ricostruzione d’epoca – i costumi sono di Alice Babidgee con gli splendidi panorami della campagna inglese, qui ben resi dalla fotografia di  Mike Eley. È così che mette insieme stelle del calibro di Ralph Fiennes – della cui lunga e fruttuosa carriera si possono citare Schindler’s List, Il paziente inglese, Grand Budapest Hotel, ma anche Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Pottere e l’ordine della Fenice – e Carey Mulligan Shame, il grande Gatsby, Suffragette. I due interpreti sanno dar vita ai protagonisti lavorando con cura e misura sulle sfumature del rapporto di vicinanza tra due spiriti profondamente inquieti, segnati da malattia e morte, ma anche animati da una grande passione comune per l’archeologia, l’arte e la cultura.

Stone sceglie però abilmente anche i comprimari nelle loro varie caratterizzazioni e ciò gli consente di rendere il racconto davvero corale e ricco di temi e filoni narrativi che si fondono e lo fanno apprezzare a più livelli. Tra gli esperti del British Museum spiccano il direttore dei lavori Charles Phillips, interpretato da Ken Stott (Lo Hobbit, Casanova, ma anche La guerra di Charlie Wilson, Le cronache di Narnia – Il principe Caspian) e i coniugi Piggott, interpretati da Lily James (Downtown Abbey, Cenerentola di Kenneth Branagh, L’ora più buia) e Ben Chaplin (Quel che resta del giorno, La sottile linea rossa, Dorian Gray, Snowden). La loro relazione è travagliata e introduce l’elemento dell’omosessualità trattandolo in modo non stereotipato e assai moderno. L’arrivo di Rory Lomax, Jhonny Flynn (Sils Maria, Emma, Stardust), cugino della signora Pretty, fotografo che si offre di raccontare per immagini i lavori di scavo in attesa di arruolarsi nell’aeronautica, metterà definitivamente in crisi il rapporto. A completare un cast affiatato e di spessore, che sostiene il film, Monica Dolan, che interpreta la moglie di Brown, James Dryden e Robert Wilfort.

La nave sepolta, dramma poetico ma non stucchevole, tra impegno e sentimenti

Stone fonde i due elementi che ritiene fondamentali in una storia. Sceglie un contenuto “politico”, il tema della guerra, della distruzione che essa porta con sé, contrapposta al valore fondamentale della cultura, dell’arte e della storia per il futuro sviluppo dell’umanità e dunque al valore della conservazione. Riesce però a coinvolgervi il pubblico con scene d’impatto dall’alto valore simbolico, come quella assai suggestiva in cui Brown resta sepolto sotto il suo stesso scavo e ne viene estratto scavando a mani nude. È quanto di più efficace per veicolare l’idea dell’abnegazione di un uomo che è tutt’uno col suo lavoro, di un uomo che fin dall’infanzia vive per l’archeologia e di un paesino di anime che, sia pur incolte, non si tirano indietro e collaborano con lui. Ciò introduce poi all’altro tema politico, quello della rivalità e dello snobismo di una grande istituzione museale come il British Museum, che stenta ad accettare di collaborare con Brown e ancor più a riconoscere il valore del suo lavoro e delle sue conoscenze, solo perché questi non fa parte dell’ambiente accademico.

Il regista australiano, però, non perde di vista la necessità di coinvolgere anche il pubblico più distante dalle tematiche fin qui descritte. Perciò introduce altri filoni nell’assetto narrativo, grazie al solido contributo della sceneggiatrice Moira Buffini, anche drammaturga, regista e attrice teatrale – già sceneggiatrice di Tamara Drew, come del Jane Eyre diretto da Cary Fukunaga. Non tralascia sfumature romantiche e più in generale si dedica a quella che è l’altra sua passione: l’esplorazione dell’interiorità e delle relazioni umane. È così che si inquadrano il rapporto fra Brown e il giovane Robert Pretty, Archie Barnes, orfano di padre, o quello fra il protagonista e la sua committente, signora Pretty, o ancora quello con la moglie May, oltre al filone più propriamente romantico, che coinvolge la giovane archeologa Peggy Piggott e il fotografo Rory. Il regista ama i toni pacati e realistici, dialoghi che rivelano uno spirito disincantato e concreto, riuscendo per lo più a tenersi lontano da stereotipi e retorica. Vira invece verso un approccio poetico e forse pecca di virtuosismo, quando sceglie di proporre dialoghi asincroni rispetto all’azione dei personaggi, mentre si concentra sulle loro espressioni o sugli sguardi che si scambiano.  

La nave sepolta è senz’altro un film che merita la visione – e meriterebbe anche il grande schermo – mostrando le qualità di un regista giovane ma di talento, accurato, che riesce a unire poesia e realismo, impegno e interiorità e ricorda a chi guarda che la cultura è memoria, è storia e allo stesso tempo, lavoro e fatica. Da lì si riparte per costruire il futuro dopo i momenti più bui.

La Nave Dolce: recensione del film di Daniele Vicari

La Nave Dolce: recensione del film di Daniele Vicari

Dopo Diaz, Daniele Vicari torna con il suo cinema verità, con La Nave Dolce ma questa volta per parlarci di immigrazione. Nel film l’8 agosto 1991 in un caldo e afoso pomeriggio estivo, la Vlora, un’enorme nave mercantile vecchia e arrugginita, si stagliava all’orizzonte del porto di Bari. A bordo della nave quasi ventimila profughi albanesi stipati e ammassati all’inverosimile fissavano con occhi sgranati e pieni di speranza le coste italiane, la terra promessa.

Anche per La nave dolce Daniele Vicari opta per la via documentaristica come strumento per raccontare e raccontarci le drammatiche vicende che, vent’anni fa, ebbero come disperati protagonisti venti mila immigrati albanesi giunti sulle coste pugliesi a bordo di un fatiscente mercantile “occupato” al porto di Durazzo. Come per il tanto discusso Diaz il regista laziale anche in questo film lascia che siano le immagini d’archivio, le immagini reali, a mostrare senza bisogno di troppi orpelli e contorni vari, la drammaticità di un fenomeno con cui l’Italia ha imparato a convivere in quest’ ultima porzione della sua storia recente.

Immagini forti, crude e dirette che raccontano di uomini e donne, giovani e meno giovani, giunti sul porto di Bari sfiniti e assetati, molti completamente privi di forze. Nei loro occhi e nei loro sguardi allucinati la disperata speranza di essere al sicuro e ormai lontani dalla miseria senza soluzione del loro paese, un’Albania appena uscita dalla lunga oppressione sovietica.

La Nave Dolce, il film

Al racconto visivo delle immagini Vicari accompagna musiche coinvolgenti e soprattutto testimonianze postume di chi oggi nel nostro paese si è creato una vita e addirittura una popolarità, ma che al tempo delle vicende narrate era là in mezzo a tanti compatrioti disperati. E’ il caso del ballerino Kledi Kadiu che per abbeverarsi arrivò a bere l’acqua del mare, come il regista Robert Budina che per sfuggire alle guardie si finse moribondo o come Eva Karafili oggi neolaureata in economia. Ma interessante è ascoltare anche le testimonianze di coloro che, da parte italiana, hanno dovuto affrontare nella totale emergenza e impreparazione una situazione assolutamente inedita per il nostro paese. Poliziotti, volontari della Protezione Civile e politici del tempo che raccontano attraverso le loro parole e i loro ricordi, quello che videro e vissero in una delle settimane peggiori e più imbarazzanti della nostra storia recente.

La completezza del filone narrativo ci porta alla conoscenza di aspetti e problematiche che permettono di farsi una ragione alquanto esaustiva del fenomeno “Vlora”. Le incomprensioni tra governo e amministrazione cittadina sulla gestione dell’emergenza, gli inevitabili attriti di carattere politico nonché pratico, la fermezza di Roma che si scontrava con l’istinto solidaristico di coloro che avevano davanti agli occhi quell’esercito di sporchi e affamati uomini in cerca di aiuto. Ma la preziosa testimonianza di chi era in mezzo a quella folla agognante dignità e una vita migliore, ci porta alla conoscenza di deprecabili e ignobili atti di violenza e prevaricazione che le frange più agitate e poco raccomandabili esercitavano ai danni dei loro compatrioti più deboli.

Un film, quello di Vicari, che riporta d’attualità una vicenda di cronaca quasi dimenticata o che forse abbiamo volutamente rimosso dalla nostra memoria. Uno dei primi episodi della lunga e controversa epopea dell’immigrazione con cui ancora oggi il nostro paese deve fare i conti. Di quei venti mila più di diciottomila furono rimpatriati, chi con l’inganno e chi volontariamente, ma per loro, così come per molti altri che arriveranno poi , l’Italia era e rimarrà la terra promessa.

La natura dell’amore: recensione del film di Monia Chokri

La natura dell’amore: recensione del film di Monia Chokri

Dopo la presentazione all’ultimo Festival di Cannes, nella sezione Un Certain Regard, anche nei cinema italiani arriva la canadese Monia Chokri. Un gradito ritorno quello dell’attrice di Xavier Dolan (Les amours imaginaires, Laurence Anyways), che si conferma regista da non trascurare con il nuovo La natura dell’amore, dal 14 febbraio in sala distribuito da Wanted Cinema in collaborazione con Tinder, che lo presenta come “la commedia sentimentale dell’anno“. Un colpo di fulmine, un amore apparentemente impossibile tra due persone diverse e lontanissime tra loro, sono l’innesco di una sorta di celebrazione dell’amore, ma non solo, alla quale danno vita Magalie Lépine-Blondeau e Pierre-Yves Cardinal – con Francis-William Rhéaume e la stessa Chokri – e che potrebbe regalarvi un retrogusto amaro, oltre che stuzzicarvi e divertirvi, se cercate un San Valentino diverso dal solito.

La trama di La natura dell’amore

Sophia (Lépine-Blondeau), 40 anni, è docente di filosofia all’Università di Montreal, dove da dieci anni vive una consolidata e monotona relazione con Xavier (Rhéaume), anche lui professore. Una vita convenzionale basata su agio, stabilità e intesa, soprattutto intellettuale, ormai, visto che la passione tra i due sembra essersi assopita. A rompere una routine fatta di vernissage e interminabili cene tra amici, però, interviene Sylvain (Cardinal), il falegname tuttofare incaricato di ristrutturare la casa di campagna della coppia… e la vita di Sophia cambia all’improvviso. Di famiglia colta e benestante lei, figlio di una rumorosa tribù proletaria e “semplice” (come da titolo originale, Simple comme Sylvain) lui, i due non potrebbero essere più diversi, ma anche dimostrare a tutti che gli opposti si attraggono. O no?

La stagione dell’amore viene e va

Non manca un pizzico di cinismo nel racconto della regista canadese, che partendo dal presupposto secondo il quale “due individui possano amarsi a prescindere dalle loro differenze” mette in scena una sciarada ricca di implicazioni sociali e culturali. Una sfida che vogliamo immaginare divertita, nel suo ammiccare tra l’omaggio e la parodia a tanto cinema francese di genere, romantico, erotico, intellettuale. Soprattutto intellettuale. Cerebrale persino. Elementi che il film tiene a sottolineare sin dalle diverse scene nelle quali Sophia e Xavier discettano di filosofia e massimi sistemi con amici colti come loro, convivi che danno la misura dell’ambiente d’origine della donna, e non fanno che scavare ancor più profondamente il solco che la divide dal suo inatteso amante.

E se di sfida si deve parlare – ché così la definisce la Chokri – quella dei due amanti e del loro amore ‘in salita’ è forse meno ardua di quella vissuta dalla regista, attenta a tenere in equilibrio ironia e sensibilità, il racconto dell’incontro-scontro e il rischio di scadere nel classismo. O nel cliché della moglie annoiata e insoddisfatta, sensibile al fascino passionale e trasgressivo, divertita dalla possibilità di essere dominata, posseduta, oggettivata, salvo poi spaventarsi della prospettiva di perdere il controllo del gioco o di esser costretta a viverlo ogni giorno.

La natura dell'amore Magalie Lépine Blondeau

Tra esperimento sociale e di stile

Ma senza voler bruciare le tappe e suggerire troppo, sarà bene affidarsi alla scansione temporale pensata dalla regista, interessata a osservare i suoi personaggi a distanza, come in “un documentario sugli animali“. Definizione nella quale è facile vedere la conferma della poca empatia nei confronti dei due esemplari “sul punto di accoppiarsi” e della sostanziale scelta del punto di vista femminile – comprensibile e non una novità nel suo cinema – nel racconto di qualcosa di più di un amore, di un colpo di fulmine, di una passione. Anche la scelta di una fotografia ispirata a Robert Altman e ai film romantici degli anni ’70, alla Love Story, o a certa patinatura alla David Hamilton, come anche a una estetica e certe scelte registiche quasi da B-movie o da horror, denunciano un grande lavoro preparatorio e impreziosiscono il gioco, davanti e dietro la macchina da presa, che rischia di incatenare tanto i burattini quanto la burattinaia

Come nasce un amore? Cosa ci attrae nell’altro? Quanto contano differenze e somiglianze? E quanto è giusto cercare di migliorare l’altro, di cambiarlo? Interrogativi che rendono universale la storia, nella sua classicità. E che per questo ha bisogno di una serie di personaggi di contorno ben scritti come l’amica di Sophie – interpretata dalla stessa Chokri – che la sostiene e conforta, a differenza della madre, che forse conosce la figlia meglio di quanto lei stessa sappia, o il padre di Xavier, malato di Alzheimer e tifoso della vita, per il quale tutto va vissuto prima che sia troppo tardi. L’affresco va componendosi in maniera attraente, ed è facile farsi trascinare dal turbine iniziale, ma sono diversi gli agguati che la regista ha in serbo per il pubblico, e sono quelli la forza di La natura dell’amore. Nel quale sarà forse fin troppo facile empatizzare ora con questa ora con quello o reagire come ci si aspetta davanti a scene anche disturbanti, imbarazzanti, persino terrificanti a modo loro, ma che difficilmente lascerà impassibili. E magari potrà far riflettere sui propri bisogni e sulle scelte future.

La nascita della Troma e il mito di The Toxic Avenger

La nascita della Troma e il mito di The Toxic Avenger

È il 1974 quando nasce la Troma Entertainment, casa di produzione statunitense fondata da Lloyd Kaufman e Michael Herz, specializzata in film a bassissimo costo e altissimo tasso di splatter, nudità, irriverenza, e tutto ciò che di più sgradevolmente divertente riuscite a immaginare.

Con Troma esordiscono autori del calibro di Trey Parker e Matt Stone, futuri creatori di South Park e soprattutto quel James Gunn che sono sicura avete sentito nominare. Ma soprattutto, nel 1984, Troma passa da micro-casa di produzione exploitation a vera e propria mitologia cult facendo uscire nelle sale The Toxic Avenger. Nel film, diretto dagli stessi Herz e Kaufman conosciamo Melvin, timido addetto alle pulizie di una palestra che, buttato in un barile di rifiuti tossici, si trasforma in un mostro buono: il vendicatore tossico o, per gli amici, Toxie! Armato di mocio e senso della giustizia, ripulisce la corrotta Tromaville a colpi di vendetta iper-violenta dal taglio volontariamente cartoonesco.

Toxic AvengerUn’estetica da Z-Movie contro l’America reaganiana

Utilizzando un’estetica da Z-Movie per mettere in berlina le contraddizioni dell’America reaganiana, il film ha dimostrato per la prima volta che anche dalla scena indie più low budget poteva nascere una vera e propria icona pop. Il suo successo è stato tale da generare tre sequel, il cartoon Toxic Crusaders e un remake con Peter Dinklage nel ruolo del protagonista che, dopo essere stato presentato nel circuito dei festival, esce finalmente nelle sale cinematografiche.

The Toxic Avenger è il film del 2023 diretto da Macon Blair con Peter Dinklage, Jacob Tremblay, Elijah Wood, Kevin Bacon, Julia Davis, remake dell’originale del 1984. Il film uscirà al cinema il 30 ottobre 2025 distribuito da Eagle Pictues.

The Toxic Avenger
Photo courtesy of Yana Blajeva – Legendary Pictures e Eagle Pictures

Winston Gooze è un umile inserviente di fabbrica, un uomo qualunque schiacciato da turni massacranti e ignorato da una società che non lo vede. Ma una notte, un incidente lo condanna: il suo corpo viene inondato da sostanze tossiche che ne divorano la carne, lo deformano e lo trasformano in qualcosa di mostruoso… e indistruttibile. Dalle sue ceneri nasce Toxic Avenger, un antieroe dall’aspetto mostruoso e dalla forza sovrumana. Ma dietro i muscoli e le cicatrici ribolle una sete di vendetta radioattiva. Quando spietati magnati minacciano suo figlio, Toxie non ha scelta: deve scatenare la sua furia contaminata. In un mondo marcio, corrotto e divorato dall’avidità, la giustizia non ha più volto umano. Ora è un mostro. E la vendetta… ha l’odore della carne bruciata.

La NASA omaggia Gravity di Alfonso Cuaron

La National Aeronautics and Space Administration sul suo profilo Instagram sempre aggiornatissimo ha pubblicato, nella giornata di ieri, una serie di immagini che omaggiano il film e gli Oscar portati a casa dalla squadra di Cuaron.

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Nonostante non sia riuscito a portare a casa 11 Oscar su 11, Gravity di Alfonso Cuaron è da considerarsi senza dubbio il grande vincitore dell’86esima edizione degli Academy Awards con i suoi sette magnifici e meritatissimi Oscar. Il film deve essere piaciuto moltissimo anche alla NASA, nonostante qualche licenza poetica rispetto alle leggi fisiche vigenti nello spazio, necessarie per la realizzazione del film.

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A questo link trovate l’elenco dei premiati alla 86esima edizione degli Oscar: QUI

A questo link i look del red carpet: QUI

Di seguito invece un commento alla serata: QUI

La musica di Longlegs significa molto più di quanto si pensi

La musica di Longlegs significa molto più di quanto si pensi

Avete presente quando si dice che il rock ‘n’ roll è roba del diavolo? Beh, Osgood Perkins ha realizzato un film horror proprio per loro. Longlegs combina l’orrore e la grande musica come pochi altri del genere, con la band glam rock T. Rex che gioca un ruolo particolarmente importante. Il film si apre con i versi della loro classica canzone “Get It On (Bang a Gong)”, ma i riferimenti all’iconico gruppo di Marc Bolan vanno ben oltre. In effetti, in un modo strano, sembra che i T. Rex abbiano seguito il regista Perkins durante la maggior parte della lavorazione di Longlegs, rendendo il collegamento tra il film e la band inequivocabile.

Longlegs contiene tre brani dei T. Rex

Il primo accenno ai T. Rex in Longlegs arriva proprio all’inizio del film, quando i versi del loro inno “Get It On (Bang a Gong)” vengono mostrati su uno sfondo rosso acceso: “Beh, sei magra e sei debole / Hai i denti dell’idra su di te / Sei sporca, dolce e sei la mia ragazza”. Questa canzone viene suonata anche all’inizio dei titoli di coda e il testo dà il tono all’intero film in modo strano, visto il suono glamour dei T. Rex e la cupezza del film. 

Il testo di “Get It On” fa anche rima con il passo del Libro dell’Apocalisse che fa parte del puzzle che Lee Harker (Maika Monroe) deve risolvere: “E stetti sulla sabbia del mare e vidi una bestia sorgere dal mare, con sette teste e dieci corna, e sulle sue corna dieci corone, e sulle sue teste il nome di bestemmia”. La bestia menzionata è l’Anticristo stesso, e la canzone di T. Rex cita anche un mostro, l’idra. Nella canzone, l’idra ha i suoi denti sulla ragazza del cantante, riflettendo l’ossessione di Longlegs (Nicolas Cage) per Harker. Il secondo brano dei T. Rex è “Jewel”, che viene eseguito subito dopo il titolo del film. Il testo parla di una donna idealizzata che sembra quasi una figura mitica e che ha “elfi sotto di sé”, il che potrebbe essere visto come un cenno alla trama soprannaturale del film. Infine, “Planet Queen” suona nell’auto di Longlegs mentre si reca al negozio per comprare gli attrezzi per la semina. Il testo parla di una ragazza rapita da un’entità aliena e il verso “dammi tua figlia” viene ripetuto continuamente, un chiaro riferimento all’accordo di Longlegs con la madre di Harker, Ruth (Alicia Witt).

T. Anche il T. Rex ha contribuito allo sviluppo di “Longlegs”.

In un’intervista con Rolling Stone, Osgood Perkins ha raccontato come i T. Rex siano entrati nel suo radar dopo aver visto la serie di documentari di Apple TV 1971: The Year That Music Changed Everything mentre sviluppava Longlegs. “Non mi è sembrato subito un abbinamento perfetto. Ma questo è il tipo di strano disallineamento che lo ha reso ancora più attraente per me”. La strana sinergia tra la band e il film alla fine gli è apparsa più chiara: “È diventata questa strana cosa sinergica a cui mi sono ispirato. Era la miscela perfetta di poesia biblica e demoniaca e di glam rock”. Per coincidenza, anche Nicolas Cage era appassionato di T. Rex in quello stesso momento della sua vita. Suo figlio maggiore stava imparando a suonare la chitarra e Cage gli suonò l’assolo di “Cosmic Dancer”, il tutto mentre l’attore si stava preparando per il suo ruolo in Longlegs. “Stava ascoltando le stesse cose che ascoltavo io”, dice Perkins, che si è sentito ‘come un’ulteriore prova da parte dell’universo’ che i T. Rex dovevano essere presenti in modo massiccio nel suo film.

Osgood Perkins usa altri riferimenti al rock ‘n’ roll in ‘Longlegs’

Oltre alle gocce d’ago, l’iconografia del rock ‘n’ roll è presente in Longlegs. Nella camera da letto di Longlegs, ad esempio, sono appesi uno accanto all’altro i poster di Marc Bolan, leader dei T. Rex, e di Lou ReedL’aspetto androgino e la silhouette del killer si ispirano molto a queste icone del rock. Osgood Perkins ha anche sottolineato come il trucco bianco del viso di Longlegs sia stato ispirato da Bob Dylan, che indossava un trucco simile durante il suo tour Rolling Thunder Revue e il suo film iconico, Renaldo e Clara. Inoltre, forse non è stato spiegato nel film, ma Perkins ha anche ideato una storia del personaggio di Longlegs. L’assassino è un ex glam rocker, anche se non di successo, da cui deriva il suo aspetto, la rabbia e la frustrazione che lo hanno reso il contenitore perfetto per il suo “amico del piano di sotto”. Il primo degli omicidi di Longlegs è avvenuto nel 1974, un periodo in cui i T. Rex erano piuttosto popolari, quindi la cronologia funziona, dando all’assassino tutto il tempo necessario per escogitare il suo piano e metterlo in atto.

La musica che non ti ho detto: trama e cast del film con J. K. Simmons

La malattia è un tema particolarmente ricorrente nella storia del cinema. Sono infatti molti i film che la affrontano per spogliarla di ogni paura e misteriosità. Da Beautiful Mind a Still Alice, questi film permettono di entrare a contatto con realtà difficili, alle quali si può però reagire in modi sorprendenti e imparare molto sulla vita in generale. Tra i film più toccanti degli ultimi anni su simili tematiche vi è La musica che non ti ho detto, diretto nel 2011 da Jim Kohlberg qui alla sua prima regia cinematografica. Scritto da Gwyn Lurie e Gary Marks, questo è un toccante racconto tra padre e figlio pronti a riscoprirsi.

Il film è basato sul saggio The Last Hippie, presente nella raccolta scientifica An Anthropologist on Mars: Seven Paradoxical Tales, scritta nel 1995 da Oliver Sacks. All’interno di questa si raccontano sette casi medici molto particolari, il più dei quali coinvolge condizioni neurologiche di vario tipo. All’interno di The Last Hippie si descrive infatti il caso di un uomo affetto da un tumore cerebrale, che a causa di questo si è ritrovato privo di una buona parte della propria memoria. Proprio da qui parte il film di Kohlberg, coniugando memoria, malattia e intenso rapporto famigliare, per costruire una storia toccante ma non smielata, capace di emozionare sinceramente.

Sentimentale al punto giusto, La musica che non ti ho detto è passato in sordina al momento della sua uscita, ma grazie alla presenza di alcuni celebri attori, tra cui un premio Oscar, questo è stato negli anni riscoperto. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La musica che non ti ho detto: la trama del film

La storia si svolge quasi 20 anni dopo che il diciottenne Gabriel Sawyer ha lasciato la casa dei suoi genitori in preda alla rabbia. A spingerlo verso questa fuga è stato principalmente il sentimento di incomprensione che avvertiva nei suoi confronti. Per i genitori Henry e Helen Sawyer la scomparsa improvvisa del figlio è un duro colpo da affrontare, che non hanno mai del tutto superato. Contro ogni loro previsione, vengono un giorno convocati in un ospedale dove scoprono che il loro unico figlio è brutte condizioni dopo la rimozione di un tumore benigno al cervello. Gran parte della memoria di Gabriel è scomparsa. Il ragazzo soffre anche di depressione e a malapena riesce a muoversi.

Ancora amareggiato dal suo allontanamento, Henry non vuole però rassegnarsi, e decide di trovare un modo per aiutare suo figlio. Non potendo fare affidamento sui ricordi del ragazzo, né su particolari capacità comunicative, decide allora di rivolgersi alla musicoterapia, una forma innovativa di trattamento. Con l’aiuto di una terapista premurosa di nome Dianne Daley e della musica che Gabriel amava, il genitore spera di sbloccare la memoria di suo figlio e quindi di riportarlo in vita. Il processo sarà lungo e faticoso, ma non ci sarà nulla che il padre non sarà disposto a fare per suo figlio.

La musica che non ti ho detto cast

La musica che non ti ho detto: il cast del film

Ad interpretare Henry Sawyer, padre del ragazzo malato, vi è l’attore premio Oscar J. K. Simmons. All’epoca di girare il figlio egli non aveva ancora ottenuto la consacrazione conosciuta con Whiplash, ma era comunque noto per una serie di ruoli da caratterista in film come Spider-Man o Juno. Dopo aver letto la sceneggiatura di La musica che non ti ho detto, Simmons si è dichiarato entusiasta di poter interpretare un ruolo da protagonista tanto intenso, rimanendo particolarmente emozionato da ciò che il suo personaggio compie in aiuto del figlio. Accanto a lui, nei panni di sua moglie Helen vi è invece l’attrice Cara Seymour, celebre per i suoi ruoli in film come Il ladro di orchidee, American Psycho e Hotel Rwanda.

Ad interpretare il figlio privo di memoria, Gabriel Sawyer, vi è invece l’attore Lou Taylor Pucci. Oggi noto per alcuni titoli horror come La casa o la serie American Horror Story, per lui questo fu uno dei primi ruoli importanti della sua carriera. Egli riuscì a convincere i produttori ad affidargli la parte, nonostante avesse dieci anni in meno rispetto all’età del personaggio. Nel film sono poi presenti Scott Adsit nei panni del dottor Biscow e James Urbaniak in quelli di Mike Tappin. Julia Ormond, celebre per serie come Le streghe dell’East End, Mad Men e The Walking Dead: World Beyond, è invece presente nei panni della terapista Dianne Daley.

La musica che non ti ho detto: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su una delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. La musica che non ti ho detto è infatti disponibile nel catalogo di Infinity. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale alla piattaforma in questione o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. In alternativa, il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 15 aprile alle ore 21:10 sul canale La 5.

Fonte: IMDb

 

 

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La Mummia: un prequel potrebbe essere in sviluppo alla Universal

Nonostante le recensioni contrastanti all’epoca, La mummia di Stephen Sommers si è rivelato un discreto (anche se non spettacolare) successo quando è uscito nel 1999, e nel corso degli anni è rimasto uno dei film preferiti dai fan.

Due sequel diretti e uno spin-off del Re Scorpione con Dwayne “The Rock” Johnson non hanno avuto lo stesso successo, e il più recente reboot della Universal Pictures con Tom Cruise è stato un tale fallimento da chiudere i piani dello studio per un franchise del Dark Universe dopo un solo film.

Nonostante ciò, persistono le voci che un altro film sulla Mummia sia in fase di sviluppo. Precedenti rapporti hanno affermato che potrebbe essere in lavorazione un nuovo reboot o un sequel diretto dell’originale del ’99, ma l’insider Daniel Richtman ritiene che il progetto sarà in realtà un prequel.

Per il momento non abbiamo molto altro su cui basarci, ma si dice che Wes Tooke (Midway, The Rescue) sia legato alla sceneggiatura.

Una storia ambientata prima degli eventi del primo film si concentrerebbe, presumibilmente, sulla prima vita del mostro titolare, Imhotep, o forse sul personaggio di Brendan Fraser, Rick O’Connell, e su quello di Rachel Weisz, Evie.

Un prequel significherebbe anche che un altro attore verrebbe scritturato per il ruolo di un Rick più giovane, il che potrebbe non essere la mossa più saggia vista la rinascita della popolarità di Fraser negli ultimi due anni.

Quando gli è stato chiesto se fosse interessato a riprendere il suo ruolo più famoso in un’intervista del 2023, l’attore di The Whale è sembrato più che disposto a tornare a combattere le forze dell’oscurità.

Non sono contrario, non conosco un attore che non voglia un lavoro. Non credo di essere stato così famoso e non stipendiato allo stesso tempo nella mia vita professionale, quindi iscrivetemi!”.

La mummia tornerà al cinema questa estate

Staremo a vedere se ne uscirà qualcosa, ma i fan dell’originale avranno la possibilità di rivederlo sul grande schermo (negli USA almeno) quando La mummia tornerà nelle sale per il suo 25° anniversario il 5 luglio.

Empire ha pubblicato un nuovo poster e un nuovo trailer per l’occasione, che potete vedere qui sotto. “La mummia è un’epopea emozionante, piena di suspense e terrificante che racconta di una spedizione di esploratori in cerca di tesori nel deserto del Sahara nel 1925. Incappando in un’antica tomba, i cacciatori scatenano involontariamente un’eredità di terrore vecchia di 3.000 anni, che si incarna nella vendicativa reincarnazione di un sacerdote egiziano che era stato condannato a un’eternità come uno dei morti viventi”.

La Mummia: un nuovo terrorizzante spot tv

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La Mummia: un nuovo terrorizzante spot tv

È stato diffuso un nuovo spot tv de La Mummia in cui vedremo Tom Cuise e Annabelle Wallis alle prese con il mostro interpretato da Sofia Boutella.

Parlando del personaggio, Sofia Boutella ha dichiarato: “Interpretare un mostro è stato molto interessante per me, ma anche il fatto che la mummia fosse una donna. Ogni volta che succede qualcosa, c’è sempre un mostro dentro di noi”.

La Mummia: Tom Cruise a gravità zero per uno stunt del film

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

La Mummia: un mostruoso Tom Cruise nel trailer finale

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La Mummia: un mostruoso Tom Cruise nel trailer finale

Ecco il trailer finale de La Mummia, diffuso dalla Universal Pictures, che vede Tom Cruise alle prese con la mostruosa creatura ma anche con una trasformazione spaventosa.

La Mummia: Tom Cruise a gravità zero per uno stunt del film

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

La Mummia: un flop negli USA ma un successo internazionale

La Mummia: un flop negli USA ma un successo internazionale

La Mummia, ‘primo’ film del cosiddetto Dark Universe prodotto da Universal, sembra essere ufficialmente un flop al botteghino americano ma sta ottenendo un discreto successo a livello internazionale. Il reboot horror di Universal venne in realtà avviato da Dracula Untold nel 2014, tuttavia scartato da questo nuovo universo cinematografico.

Nonostante la critica abbia generalmente demolito il reboot del film con Tom Cruise (ottenendo un misero 17% sull’aggregatore Rotten Tomatoes), Universal non sembra intenzionata a cambiare rotta, forte degli incassi globali.

Leggi la nostra recensione de La Mummia

Secondo Variety, La Mummia ha a malapena raggiunto i 30 milioni di dollari negli Stati Uniti, ma ha riscosso molto di più in altre regioni del mondo (soprattutto in Cina, dove ha incassato 52,2 milioni di dollari). In totale, durante il suo primo weekend, il film con Tom Cruise ha ottenuto 174 milioni di dollari, recuperando il budget di 125 milioni.

Variety ha inoltre specificato che il film non ha superato al botteghino i precedenti film sulla Mummia con Brendan Fraser e Rachel Weisz che, al tempo delle loro uscite, incassarono di più e ottennero il favore della critica.

Un altro problema per quest’ultima versione de La Mummia è la concorrenza con Wonder Woman, che continua a dominare il box-office internazionale.

Sebbene il film con Tom Cruise potrebbe incassare anche il doppio del budget speso, i risultati finora ottenuti non lasciano ben sperare per i prossimi film del Dark Universe targato Universal. D’altro canto è anche giusto sottolineare che i primi film del DC Extendend Universe, sebbene grandi successi al box-office, ricevettero pessime recensioni e Wonder Woman pare abbia salvato il franchise, soprattutto a livello di critica. Non resta che attendere i prossimi sei film del Dark Universe prima di giudicarne il risultato finale.

La Mummia: Tom Cruise tra azione e soprannaturale nella prima clip

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La Universal ha diffuso la prima clip ufficiale de La Mummia, l’atteso nuovo reboot che lancerà il Dark Universe della major, per un universo espanso di mostri. 

Nella prima clip il protagonista Tom Cruise deve vedersela con lo spirito di Ahmanet:

 

La Mummia: un mostruoso Tom Cruise nel trailer finale

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

Tom Cruise sarà il protagonista della spettacolare e completamente rivisitata versione della leggenda che ha affascinato le culture di tutto il mondo sin dall’inizio dell’umantà: La Mummia (The Mummy).  

Creduta sepolta in una cripta in profondità sotto un deserto che non perdona, un’antica regina (Sofia Boutella di Kingsman – Secret Service e Star Trek Beyond) il cui destino le è stato ingiustamente strappato via, si risveglia nei giorni nostri portando con se una malvagità cresciuta con lei nel corso dei millenni e terrori che sfidano la comprensione umana.  

Dalle vaste sabbie del Medio Oriente fino ad arrivare a labirinti nascosti sotto un’odierna Londra, La Mummia (The Mummy) porta una sorprendente intensità e un mondo di meraviglie ed emozioni in una nuova e fantastica visione che inaugura un nuovo universo di dei e mostri.  

Tom Cruise sarà affiancato da un cast d’eccezione che comprende anche Annabelle Wallis (presente nel prossimo King Arthur e nella serie televisiva Peaky Blinders), Jake Johnson (Jurassic World) e Courtney B. Vance (della serie televisiva American Crime Story: The People V. O.J. Simpson).

Il team creativo di questo nuovo mix di azione e avventura è guidato dal regista / produttore Alex Kurtzman e dal produttore Chris Morgan, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella crescita di alcune delle serie di maggior successo degli ultimi anni, con l’apporto di Kurtzman nella sceneggiatura e nella produzione di Transformers, Star Trek e la serie di Mission: Impossible, e le capacità di ingegnere narrativo Morgan in Fast & Furious come abbiamo potuto constatare dalla sua crescita esplosiva dal terzo capitolo della saga in poi. Sean Daniel, che ha prodotto la più recente trilogia de “La Mummia”, sarà anch’egli produttore al fianco di Kurtzman e Morgan.

La Mummia: Tom Cruise e Sofia Boutella nel nuovo spot

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La Mummia: Tom Cruise e Sofia Boutella nel nuovo spot

In attesa dell’arrivo nelle sale che avverrà la prossima estate, il reboot de La Mummia torna a mostrarsi un nuovo spot tv che vede protagonista il trio composto da Tom CruiseSofia Boutella Annabelle Wallis.

https://www.youtube.com/watch?v=OGB21RGelhI

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

La Mummia: il trailer del film

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

Fonte: Comic Book Movie

La Mummia: Tom Cruise e Sofia Boutella faccia a faccia

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La Mummia: Tom Cruise e Sofia Boutella faccia a faccia

Atteso per le sale il prossimo 9 giugno, la nuova immagine promozionale de La Mummia ci presenta, per la prima volta, i protagonisti Tom Cruise Sofia Boutella impegnati in un faccia a faccia.

The Mummy: Tom Cruise a gravità zero per uno stunt del film

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

La Mummia: il trailer del film

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

Fonte: Comic Book Movie

La Mummia: Tom Cruise e Annabelle Wallis in azione sul set – foto

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Si stanno ancora svolgendo a Londra le riprese de La Mummia, remake del classico dell’horror che rientra nell’ambito dell’ambizioso progetto della Universal che intende creare un universo condiviso dei suoi mostri.

Di seguito gli scatti dal set con Tom Cruise e Annabelle Wallis alle prese con una scena d’azione.

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Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Russell Crowe su La Mummia: “Vedetela dalla prospettiva di A Beautiful Mind”

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

Fonte: CS

La Mummia: Tom Cruise adora fare i suoi stunt

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La Mummia: Tom Cruise adora fare i suoi stunt

Anche nel suo prossimo film, La Mummia, Tom Cruise delizierà i suoi fan con le mirabolanti scene d’azione per le quali è ormai diventato celebre.

L’attore infatti realizza sempre il prima persona i suoi stunt, per quanto follie e pericolosi possano essere, e, come lui stesso riferisce, adora farli.

Nella Sneak Peek di seguito potete andare dietro le quinte del film che vedrà protagoniste anche Annabelle Wallis e l’affascinante Sofia Boutella nel ruolo della temibile Mummia del titolo.

La Mummia: Tom Cruise a gravità zero per uno stunt del film

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

La Mummia: Russell Crowe presenta il suo Dr. Jekyll

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La Mummia: Russell Crowe presenta il suo Dr. Jekyll

Pochi giorni fa, tramite il proprio profilo ufficiale TwitterRussel Crowe ha ufficializzato la propria partecipazione, nei panni di Dr. Jekyll, al reboot del La Mummia, pellicola che segnerà l’avvio dell’universo condiviso dei Mostri Universal. In seguito alla notizia, l’attore ha anche voluto rilasciare un’anticipazione di quello che sarà il suo ruolo nel film:

“Interpreterò Dr. Jekyll, membro della Royal Society. Ciò che hanno intenzione di realizzare è davvero interessante. Ho avuto un paio di incontri col regista. Conosco Tom Cruise dal 1992, o qualcosa di simile. Quando era sposato con un’Australiana eravamo buoni amici, ma quando hanno divorziato sono stato parte della separazione e sono andato a Nicole.”

Malgrado si pensasse che fosse al sicuro, deposta in una cripta sepolta nelle profondità dell’arido deserto, un’antica Regina (Sofia Boutella vista in Kingsman: Secret Service e prossimamente in Star Trek: Beyond), privata ingiustamente della vita, viene risvegliata ai nostri giorni portando con sé tutta la malevolenza cresciuta nel corso dei millenni e un terrore che sfida l’umana comprensione.

Dalle dune del deserto mosse dal vento nel Medio Oriente agli intricati labirinti sotterranei della Londra moderna, La Mummia porta una sorprendente intensità e un equilibrio di meraviglia ed emozioni in una nuova versione che inaugura un nuovo mondo di dei e mostri.

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

La MummiaAlla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

Ricordiamo che il progetto è inserito nel contesto di un universo condiviso dei Mostri Universal che è organizzato con la supervisione di Alex Kurtzman. Trai progetti in sviluppo, oltre alla Mummia, ci sono L’uomo invisibile e La moglie di Frankenstein.

 Fonte: Collider

La Mummia: rivelata la data di uscita del reboot con Tom Cruise

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Ora che Tom Cruise è ufficialmente a bordo del reboot de La Mummia, la Universal ha svelato la nuova data di uscita del film nelle sale americane, fissata per il 9 giugno 2017, che andrà a inaugurare la stagione estiva dei blockbuster.

Tom Cruise non compare al momento tra i produttori del film, ma interpreterà uno dei personaggi principali in quello che sarà uno dei primi titoli dell’Universo Condiviso dei Mostri voluto dalla Universal e sviluppato da Alex Kurtzman (Transformers) e Chris Morgan (Fast & Furious). Proprio Alex Kurtzman dirigerà il reboot de La mummia e lo produrrà insieme a MorganSean Daniel.

Della storia, attualmente nelle mani dello sceneggiatore Jon Spaihts, non si sa ancora nulla di specifico, se non che il film dovrebbe essere essere ambientato ai nostri giorni. La ballerina e attrice franco-algerina Sofia Boutella incarnerà con tutta probabilità il mostro del titolo. Restiamo in attesa di nuovi dettagli sulla trama del reboot.

Fonte: Variety

 

La mummia: recensione del film di Stephen Sommers

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La mummia: recensione del film di Stephen Sommers

La mummia è il film del 1999 di Stephen Sommers e con protagonisti Brendan Fraser, Rachel Weisz, John Hannah, Arnold Vosloo.

La mummia, la trama: Nel 1719 a. C., a Tebe in Egitto, nasce un amore proibito tra il cattivo gran sacerdote Imhotep e Anck Su Namum, amante del Faraone. Anck si uccide e Imhotep si lascia andare a gesti disperatia Humunaptra, Città dei Monti, suscitando così lira degli dei. Gli dei gli infliggono una tremenda maledizione per la sua condotta immorale: il suo corpo sarà mummificato ma Imhotep non morirà, vivrà per sempre un’esistenza torturata a meno che qualcuno non riporti alla luce il suo cadavere in decomposizione. Le urla di dolore del disgraziato si affievoliscono man mano che il suo sarcofago viene calato giù nella fossa; la maledizione si avvera e il suo cuore cattivo e vendicativo comincia a battere nel buio con un suono sinistro e incessante.

La mummia, analisi

Tra tutti i film d’avventura e azione il colossal La mummia del 1999 merita particolare attenzione. Prima pellicola della trilogia (La mummia – Il ritorno del 2001 e La mummia – La tomba dell’Imperatore Dragone del 2008), la saga comprende anche due spin-off Il Re Scorpione e Il Re Scorpione 2 – Il destino di un guerriero.

Con la regia di Stephen SommersLa mummia è il remake dell’omonima pellicola del 1932, diretta da K.Freund con Boris Karloff. Prodotto dalla Universal, ambientato nell’Egitto del 1290 a.C. incentrato sulla storia di Imhotep, sacerdote amante della consorte di Seti I, che si suicida dopo l’assassinio del faraone; ad Hamunaptra, Imhotep e i suoi seguaci iniziano la cerimonia per resuscitare la bella ma vengono catturati. Per la profanazione sacrilega vengono mummificati vivi, a Imhotep viene imposta la maledizione del “Hom Dai”, seppellito vivo secondo un rituale che lo consegna all’eterna dolorosa agonia.

Questa storia leggendaria si lega, tremila anni dopo, nel 1923, alla vita del legionario Rick O’Connell, scopritore di tesori, che s’imbatte nell’antichissima città dei morti. Stringe amicizia con la simpatica egittologa Evelyn Carnahan e col fratello Jonathan che trova un misterioso “scrigno” che conduce alla mitica città. Inizia la spedizione, la donna scopre il Libro di Amun-Ra che, unito allo scrigno si trasforma nella “chiave” per leggere il rito di rinascita ma accidentalmente risveglia anche la mummia trovando per caso il sarcofago di Imhotep. Si scatenano le piaghe d’Egitto e i poteri della mummia riprendono ad imperversare; contemporaneamente una squadra di profanatori scopre i segreti dell’antica sepoltura di Anck-su-Namun.

La mummia film 1999

La mummia si evolve in un crescendo d’azione e avventura finché si scatena la maledizione della Mummia, ritornata completamente in vita “rubando” le energie vitali dai corpi di cui s’appropria. Così i profanatori vengono uccisi, mentre l’intento di Imhotep è di servirsi della bella Evelyn per riprendere il rituale lasciato in sospeso e riportando in vita Anck-su-Namun. Rick lo interrompe e dopo una serie di situazioni rocambolesche si ritrova in volo pilotando un biplano a sfidare la mummia che si trasforma in un gigantesco muro di sabbia. Nella sfida finale Rick combatte direttamente con Imhotep, che diventa mortale ma viene trafitto con una spada e annega nell’inferno delle anime dannate ritornando mummia.

Hamunaptra inizia a scomparire nella sabbia, Rick conquista il cuore di Evelyn nell’happy end finale. La mummia unisce azione, humour, avventura e fantastico con fantastici effetti speciali che lasciano senza fiato. Il regista ha compiuto un lavoro davvero entusiasmante insieme ai light & sound designers della “Industrial Light & Magic” fondata dal geniale George Lucas.

Di rilievo le suggestive scenografie arricchite da inquadrature e panoramiche dalla grandissima potenza visiva. La Mummia rappresenta l’esempio più riuscito degli ultimi anni nel genere “adventure” grazie anche all’interpretazione di Brendan Fraser, Arnold Vosloo, straordinario interprete della mummia. Voci parlano di un remake che la Universal vorrebbe realizzare con la sceneggiatura di Jon Spaihts collaboratore di Ridley Scott.

La Mummia: recensione del film con Tom Cruise

La Mummia: recensione del film con Tom Cruise

C’erano una volta i Mostri Universal, creature fantastiche tratte dai migliori romanzi gotici e portate sullo schermo dagli Studi Universal. A partire dagli ormai lontanissimi anni ’20 del Novecento, il cinema di genere ha raccontato le storie di Frankestein, Dracula, la Mummia, l’Uomo Lupo e compagnia bella, grazie a questa grande casa di produzione americana, segnandone di fatto la cosiddetta golden age.  Col passare del tempo e delle mode, il favore del pubblico verso queste strane creature è scemato, lasciandole in un letargo sonnacchioso dal quale solo ogni tanto venivano ripescate per essere però oggetto di manipolazioni più o meno riuscite, e tornare quindi nell’oblio.

Messi da parte i vampiri che sbrilluccicano e i lupi mannari da appartamento, il nuovo conclamato intento della Universal è quello di riportare in auge i Mostri con la “M” maiuscola, i grandi classici che la hanno resa famosa. La prima creatura all’appello è La Mummia – consacrata nell’immaginario filmico grazie alla prima famosa interpretazione di Boris Karloff (La Mummia, 1932) – e che nel 1999 aveva visto la nascita di una nuova saga in stile Indiana Jones, con Brendan Fraser e Rachel Weisz.

Lo sceneggiatore David Koepp, tra i più quotati e apprezzati di Hollywood (i suoi script variano dal primo Mission: Impossible a Jurassic Park, da Spiderman all’ultimo Indiana Jones), prende alla lettera l’intento “purista” della Universal, portando su schermo una storia classica e ponendo le basi per ripartire da zero con la saga dei Mostri gotici. Sì perché, come è evidente dalle numerose, seppur sottili strizzatine d’occhio al pubblico, il film de La Mummia servirà da apripista ad una sequela di monografie sulle varie creature del cinema horror/fantasy.

la mummia

La trama è semplice, con un ribaltamento dei ruoli che vede per la prima volta nel ruolo della mummia una donna, la principessa Ahmanet, interpretata dalla sexy e “plastica” Sofia Boutelle. A dare il calcio di inizio a tutto, un Tom Cruise meno Tom Cruise del solito che –  se si escludono un paio di scene stile Mission: Impossible – riesce a dare spazio e voce anche ai co-protagonisti, per altro tratteggiati anche meglio del suo personaggio. Ecco quindi che la spalla di Tom è un sempre più lanciato Jake Johnson (il Nick di New Girl), qui nel ruolo di “zombie” maledetto, e al centro di ironici e azzeccati siparietti con il compagno di avventure, in una sorta di Week-end Con il Morto in salsa horror.

Ancor più importante è la presenza di Russel Crowe, nelle vesti di un erudito Dottor Jeckyll/ Mr Hyde, il cui ruolo risulta essenziale ai fini dei prossimi film programmati da casa Universal. In un vedo-non vedo di pochi secondi, il laboratorio dello strampalato Dottore ci regala degli indizi su cosa ci aspetterà nel futuro prossimo: un teschio con dei canini lunghissimi; lo scheletro di un licantropo; la zampa de Il Mostro della Laguna conservata sotto forma aldeide. Insomma, materiale ne abbiamo, e in abbondanza!

Merito forse anche della rinascita odierna del cinema Horror, grazie agli ottimi risultati ottenuti dalla Blum House e a registi come James Wan, il tentativo di rilancio dei “grandi classici” da parte della Universal è apprezzabile. Inoltre, la consapevolezza di non prendersi troppo sul serio e la capacità di fondere all’horror generi più alla portata di tutti come l’action e il fantasy, rendono La Mummia un buon prodotto, godibile e al di sopra di certi pregiudizi che il pubblico più integralista era già pronto a sfoggiare. Inutile e fastidioso l’uso del 3D, che causa per altro un forte inscurimento dei toni già saturi della pellicola.

La Mummia: prime foto dal set con Tom Cruise

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La Mummia: prime foto dal set con Tom Cruise

Ecco le prime immagini dal set de La Mummia, il film Universal che inaugurerà l’Universo Condiviso dei Mostri progettato e supervisionato da Alex Kurtzman, che in questa occasione si occuperà anche della regia del film con protagonista Tom Cruise.

L’attore di Top Gun è stato fotografato sul set del film al fianco di Annabelle Wallis.

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I dettagli sulla storia sono ancora piuttosto scarsi, ma quello che sappiamo per adesso è che il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione.

La MummiaAlla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis e Jake Johnson.

Fonte: CS

La Mummia: nuove adrenaliniche clip con Tom Cruise

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La Mummia: nuove adrenaliniche clip con Tom Cruise

Ecco nuove clip da La Mummia, con protagonista Tom Cruise. Il film, al cinema dall’8 giugno, riporterà sul grande schermo il terrore dall’antico Egitto e inaugurerà il nuovo Dark Universe della Universal Pictures.

La Mummia: il Dark Universe nell’affascinante terzo trailer

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

The Mummy la mummiaTom Cruise sarà il protagonista della spettacolare e completamente rivisitata versione della leggenda che ha affascinato le culture di tutto il mondo sin dall’inizio dell’umantà: La Mummia (The Mummy).

Creduta sepolta in una cripta in profondità sotto un deserto che non perdona, un’antica regina (Sofia Boutella di Kingsman – Secret Service e Star Trek Beyond) il cui destino le è stato ingiustamente strappato via, si risveglia nei giorni nostri portando con se una malvagità cresciuta con lei nel corso dei millenni e terrori che sfidano la comprensione umana.

Dalle vaste sabbie del Medio Oriente fino ad arrivare a labirinti nascosti sotto un’odierna Londra, La Mummia (The Mummy) porta una sorprendente intensità e un mondo di meraviglie ed emozioni in una nuova e fantastica visione che inaugura un nuovo universo di dei e mostri.

Tom Cruise sarà affiancato da un cast d’eccezione che comprende anche Annabelle Wallis (presente nel prossimo King Arthur e nella serie televisiva Peaky Blinders), Jake Johnson (Jurassic World) e Courtney B. Vance (della serie televisiva American Crime Story: The People V. O.J. Simpson).

Il team creativo di questo nuovo mix di azione e avventura è guidato dal regista / produttore Alex Kurtzman e dal produttore Chris Morgan, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella crescita di alcune delle serie di maggior successo degli ultimi anni, con l’apporto di Kurtzman nella sceneggiatura e nella produzione di Transformers, Star Trek e la serie di Mission: Impossible, e le capacità di ingegnere narrativo Morgan in Fast & Furious come abbiamo potuto constatare dalla sua crescita esplosiva dal terzo capitolo della saga in poi. Sean Daniel, che ha prodotto la più recente trilogia de “La Mummia”, sarà anch’egli produttore al fianco di Kurtzman e Morgan.

La Mummia: new entry nel cast del film con Tom Cruise

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La Mummia: new entry nel cast del film con Tom Cruise

L’universo dei Mostri della Universal sta prendendo una forma più definita e mentre procedono le riprese de La Mummia con protagonista Tom Cruise, Deadline annuncia che un nuovo attore si aggiunge al cast del film diretto da Alex Kurtzman. Si tratta di Courtney B. Vance, già trai protagonisti dell’acclamato The People v. O.J. Simpson.

I dettagli sulla storia sono ancora piuttosto scarsi, ma quello che sappiamo per adesso è che il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange). Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis e Jake Johnson.

La mummia: Len Wiseman abbandona il reboot

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Len Wiseman, regista di Underworld e del più recente Total Recall, avrebbe dovuto dirigere il reboot de La mummia. Arriva adesso la notizia che Wiseman ha deciso di abbandonare il progetto a causa di altri impegni. I produttori Sean Daniels, Alex Kurtzman e Roberto Orci sono adesso alla ricerca di un nuovo regista, nella speranza di poter ancora far uscire la pellicola per l’estate del 2014. La sceneggiatura del reboot de La mummia, il cui primo episodio del 1999 ha incassato da solo 415 milioni di dollari, è stata scritta da Jon Spaihts, già autore di Prometheus di Ridley Scott.

Kurtzman ed Orci hanno in mente di realizzare una versione più oscura e spaventosa della mitologia de La mummia, traendo ispirazione dai romanzi di Michael Crichton per riportare sul grande schermo un personaggio della mummia sicuramente terrificante ma forse con una personalità più umana.

La mummia Len Wiseman

Fonte: Coming Soon

La Mummia: le location del film con Tom Cruise

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La Mummia: le location del film con Tom Cruise

Arriverà l’8 giugno al cinema La Mummia, film di Alex Kurtzman che inaugurerà il Dark Universe, universo condiviso che riporterà sul grande schermo i leggendari mostri della Universal. A seguire vi mostriamo un promo del film, con protagonista Tom Cruise, che ci accompagna nelle location del film.

La Mummia: il Dark Universe nell’affascinante terzo trailer

Il film, remake del classico horror del 1932, sarà ambientato ai nostri giorni, a differenza della trilogia con Brendan Fraser, e che il personaggio di Cruise non sarà un archeologo ma un militare in pensione, la Wallis sarà una scienziata. Sofia Boutella interpreterà la Mummia, mentre per Jake Johnson è stato creato appositamente un ruolo: sarà un membro dell’esercito.

Alla regia ci sarà Alex Kurtzman, titolare dello sviluppo dell’Universo Condiviso dei Mostri Universal, e che la sceneggiatura è stata scritta da Jon Spaihts (Doctor Strange).

Nel cast del film Tom Cruise, Sofia Boutella, Annabelle Wallis, Russell Crowe e Jake Johnson.

The Mummy la mummiaTom Cruise sarà il protagonista della spettacolare e completamente rivisitata versione della leggenda che ha affascinato le culture di tutto il mondo sin dall’inizio dell’umantà: La Mummia (The Mummy).

Creduta sepolta in una cripta in profondità sotto un deserto che non perdona, un’antica regina (Sofia Boutella di Kingsman – Secret Service e Star Trek Beyond) il cui destino le è stato ingiustamente strappato via, si risveglia nei giorni nostri portando con se una malvagità cresciuta con lei nel corso dei millenni e terrori che sfidano la comprensione umana.

Dalle vaste sabbie del Medio Oriente fino ad arrivare a labirinti nascosti sotto un’odierna Londra, La Mummia (The Mummy) porta una sorprendente intensità e un mondo di meraviglie ed emozioni in una nuova e fantastica visione che inaugura un nuovo universo di dei e mostri.

Tom Cruise sarà affiancato da un cast d’eccezione che comprende anche Annabelle Wallis (presente nel prossimo King Arthur e nella serie televisiva Peaky Blinders), Jake Johnson (Jurassic World) e Courtney B. Vance (della serie televisiva American Crime Story: The People V. O.J. Simpson).

Il team creativo di questo nuovo mix di azione e avventura è guidato dal regista / produttore Alex Kurtzman e dal produttore Chris Morgan, che hanno svolto un ruolo fondamentale nella crescita di alcune delle serie di maggior successo degli ultimi anni, con l’apporto di Kurtzman nella sceneggiatura e nella produzione di Transformers, Star Trek e la serie di Mission: Impossible, e le capacità di ingegnere narrativo Morgan in Fast & Furious come abbiamo potuto constatare dalla sua crescita esplosiva dal terzo capitolo della saga in poi. Sean Daniel, che ha prodotto la più recente trilogia de “La Mummia”, sarà anch’egli produttore al fianco di Kurtzman e Morgan.

La mummia: la Universal sarebbe interessata ad altri film con Brendan Fraser

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Una nuova versione di La mummia del regista Lee Cronin arriverà nei cinema il prossimo anno, ma sembra che la Universal Pictures sia ancora interessata a rivisitare una versione più leggera del classico mostro cinematografico. Nonostante le recensioni contrastanti ricevute all’epoca, il film originale di Stephen Sommers del 1999 si è rivelato un discreto successo (anche se non spettacolare) al momento della sua uscita, e nel corso degli anni è rimasto uno dei preferiti dai fan.

I due sequel diretti e lo spin-off Il Re Scorpione con Dwayne Johnson non però hanno avuto lo stesso successo, e il recente reboot della Universal con Tom Cruise è stato un tale fiasco che ha chiuso definitivamente i piani dello studio per un franchise Dark Universe dopo un solo film. Ciononostante, continuano a circolare voci secondo cui sarebbe in fase di sviluppo un altro film de La Mummia e, mentre notizie precedenti sostenevano che il progetto fosse stato concepito come un prequel, Daniel Richtman ritiene che lo studio sia determinato a realizzare un sequel diretto con Brendan Fraser nuovamente nel ruolo dell’avventuriero Rick O’Connell.

Quando gli è stato chiesto se fosse interessato a riprendere il suo ruolo più famoso in un’intervista del 2023, Fraser sembrava più che disposto a tornare a combattere le forze dell’oscurità. “Non sono contrario, non conosco nessun attore che non voglia lavorare. Non credo di essere mai stato così famoso e allo stesso tempo senza stipendio nella mia vita professionale, quindi ci metterei la firma!”. Non resta a questo punto che attendere di scoprire se davvero la Universal deciderà di realizzare altri film di quella celebre serie.

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La mummia di Lee Cronin

Cronin ha invece recentemente rivelato di aver terminato le riprese principali di un nuovo film sulla Mummia della Blumhouse/Atomic Monster, con Jack Reynor, Laia Costa, Veronica Falcón, May Calamawy e May Elghety nei ruoli principali. “Questo film sarà diverso da qualsiasi altro film della Mummia che abbiate mai visto prima. Sto scavando in profondità nella terra per riportare in superficie qualcosa di molto antico e molto spaventoso”, ha dichiarato Cronin in un comunicato all’inizio della produzione.

La mummia: la spiegazione del finale del film

La mummia: la spiegazione del finale del film

La mummia, uscito nel 1999 e diretto da Stephen Sommers, si inserisce nella lunga tradizione dei “mostri della Universal”, rileggendo in chiave moderna uno dei grandi classici dell’horror degli anni ’30. Tuttavia, anziché limitarsi a un semplice remake, il film abbraccia un approccio più spettacolare e avventuroso, trasformando la figura iconica della mummia in un catalizzatore per un’avventura piena di azione, effetti speciali e ironia. Il risultato è un prodotto ibrido che mescola horror, fantasy e commedia, contribuendo a ridefinire lo stile dei blockbuster d’inizio anni Duemila.

La concezione del film affonda le radici nel desiderio di rendere nuovamente accessibili al grande pubblico le creature del cinema classico, ma con un linguaggio più dinamico e divertente. Il tono leggero, unito a una regia votata al ritmo e allo spettacolo, ha reso La mummia un successo inatteso, capace di conquistare spettatori di diverse generazioni grazie al perfetto equilibrio tra tensione e intrattenimento. Nonostante la presenza di elementi horror, il film preferisce puntare sull’avventura esotica in stile saga di Indiana Jones, offrendo un’esperienza adrenalinica più che realmente spaventosa.

Un ruolo fondamentale nel trionfo della pellicola è stato quello di Brendan Fraser, che con il personaggio di Rick O’Connell ha trovato il ruolo della consacrazione. Fino ad allora conosciuto soprattutto per commedie leggere, l’attore si è imposto come eroe action carismatico e autoironico, conquistando il pubblico con una fisicità da protagonista ma un’umanità da antieroe riluttante. La mummia ha segnato l’inizio di una carriera internazionale e ha reso Fraser una delle icone d’avventura di fine millennio. Nel resto dell’articolo analizzeremo il finale del film, spiegandone il significato e rivelando anche quale fosse l’epilogo originale previsto in fase di produzione.

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La trama di La mummia

La storia ha inizio nel 1719 a.C. a Tebe, in Egitto. Il sacerdote Imhotep, custode dei morti viene sepolto vivo e maledetto a sofferenze eterne per aver ucciso l’imperatore Seti insieme alla sua amante Anck-su-Namun. Il racconto si sposta poi al 1923, al Cairo, dove l’avventuriero Rick O’Connell, la bibliotecaria ed egittologa Evelyn e suo fratello Jonathan sono alla ricerca del favoloso tesoro di Imhotep. I tre, convinti che sia stato seppellito insieme al sacerdote, si recano a Hamunaptra, la Città dei Morti. Durante le loro ricerche, il gruppo libererà però la mummia di Imhotep, che da tremila anni bramava di tornare tra i vivi per compiere la sua vendetta.

La spiegazione del finale

Nel terzo atto de La mummia la missione per fermare Imhotep si trasforma in una corsa contro il tempo. Dopo la cattura di Evelyn da parte del sacerdote maledetto, Rick, Jonathan e Ardeth decidono di tornare a Hamunaptra per salvarla prima che venga sacrificata nel rituale volto a riportare in vita Anck-su-namun. Grazie all’aiuto del capitano Havelock riescono a raggiungere la Città dei Morti dall’alto, ma Imhotep scatena una tempesta di sabbia che fa precipitare l’aereo nel deserto. Sopravvissuti allo schianto, Rick e Jonathan si inoltrano tra le rovine ormai infestate da servitori resuscitati, mentre Ardeth resta a combatterli per guadagnare tempo.

All’interno della camera rituale, Rick libera Evelyn mentre Jonathan, grazie al Libro di Amon-Ra, prende il controllo delle creature non morte, ribaltando la situazione. Mentre Anck-su-namun viene richiamata alla vita ma ancora incompleta nel suo corpo rigenerato, Evelyn riesce a leggere l’incantesimo che rende Imhotep mortale. Privato dei suoi poteri divini, il sacerdote non è più invincibile e Rick lo affronta con determinazione, riuscendo a trafiggerlo con una lama. Imhotep crolla lentamente nella vasca sacrificale, tornando alla sua forma mummificata e promettendo vendetta prima di essere inghiottito dalle acque.

La mummia cast
Brendan Fraser, Rachel Weisz e Arnold Vosloo in La mummia. © 1999 – Universal Pictures – All Rights Reserved

Tuttavia, la minaccia non è ancora conclusa: Beni, impegnato a saccheggiare i tesori nascosti, attiva accidentalmente un meccanismo che innesca il crollo dell’intera città. I protagonisti fuggono all’ultimo istante, mentre il ladro rimane intrappolato e viene divorato dagli scarabei. Una volta all’esterno, Rick, Evelyn e Jonathan ritrovano Ardeth vivo e si allontanano nel deserto, ignari di aver portato con sé parte dell’oro rubato da Beni. Il finale di La mummia rappresenta dunque la perfetta sintesi dei temi avventurosi e romantici che permeano l’intero film.

La resurrezione di Imhotep, concepita come un atto d’amore disperato e proibito, viene contrapposta alla relazione nascente tra Rick ed Evelyn, costruita invece sulla fiducia e sul sacrificio reciproco. Se Imhotep è disposto a distruggere il mondo pur di riottenere Anck-su-namun, Rick rischia la vita non per possesso, ma per proteggere la persona che ama. In questo modo il film rimette in equilibrio l’antica tragedia con un epilogo luminoso, ribadendo che l’amore autentico nasce non dall’ossessione ma dal rispetto. Anche la sconfitta di Imhotep assume un valore simbolico: privato dell’immortalità, egli diventa fragile come qualsiasi essere umano

Si dimostra così che nessun potere è davvero eterno di fronte al coraggio e alla solidarietà. Il crollo di Hamunaptra non è solo la distruzione fisica di un luogo maledetto, ma la chiusura definitiva di un ciclo di vendetta e profanazione iniziato millenni prima. Rick ed Evelyn si allontanano dal deserto non solo come sopravvissuti, ma come eroi trasformati dall’esperienza. Così, il finale del film non è semplicemente la sconfitta di un mostro, bensì la celebrazione della rinascita attraverso l’avventura, dell’amore che vince sulla morte e del mito che continua a vivere nel racconto.

Brendan Fraser La mummia

Il finale originale del film

La scena della morte di Imhotep nel film è tuttavia stata modificata in modo significativo rispetto a come era stata originariamente concepita. Nel commento audio del DVD de La mummia, il montatore Bob Duscay menziona che, dopo essere stato pugnalato dal giovane protagonista Rick O’Connell, Imhotep “doveva semplicemente entrare nella palude e dire ‘La morte è solo l’inizio’” nella sua scena di morte. Tuttavia, quando si era in fase di post-produzione, è stato deciso che “doveva succedere qualcosa di più”, come dice Sommers, con Duscay che descrive il finale come simile a “un tizio che salta in una vasca idromassaggio davvero sporca”.

Ciò ha portato all’aggiunta di alcuni nuovi effetti CGI alla discesa di Imhotep nella palude. Con la linea temporale della serie che ha inizio nell’antico Egitto, il film è ricco sia di elementi soprannaturali che di scene di morte davvero terrificanti. Essendo Imhotep il principale artefice di entrambi questi aspetti, è giusto che la sua scena finale li coinvolga. Con Imhotep che ritorna al suo stato originale di mummia soggetta a migliaia di anni di decomposizione, La mummia termina anche con un promemoria che, nonostante tutte le sue trame avventurose, è comunque un film horror.

Concludendosi con la minaccia di Imhotep “La morte è solo l’inizio”, la fine sporca a cui è condannato fa risuonare quelle parole come una minaccia con una rabbia maggiore rispetto alla precedente morte di Imhotep. L’interpretazione di Imhotep da parte di Arnold Vosloo in La mummia è quella di un cattivo indimenticabile. Con Vosloo nei panni di una mummia con il potere di conquistare il mondo, la scena della morte di Imhotep doveva essere memorabile quanto la sua resurrezione. Grazie ai miglioramenti apportati in post-produzione con la CGI alla sua scena finale in La mummia, Imhotep è riuscito a lasciare il film, come direbbe lo stesso Jonathan, con una nota alta.

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La Mummia: John Hannah non era felice di una delle sue scene più iconiche

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John Hannah, trai protagonisti de La Mummia, non era entusiasta della sua scena più iconica.

L’attore ha rivelato che ha cercato di far rimuovere dal classico film d’avventura degli anni ’90 una scena specifica, diventata poi iconica e tra le preferite dai fan tra quelle che lo vedono protagonista. La Mummia del 1999 è considerata una rivisitazione classica del mostro horror della Universal. Con un cast guidato da Brendan Fraser e Rachel Weisz, il film rimane una venerata interpretazione del mostro classico.

Tuttavia, John Hannah, non era soddisfatto di una scena in particolare de La Mummia. Parlando con il Telegraph, Hannah, che interpreta il comic relief Jonathan Carnahan, ha rivelato di non essere soddisfatto di una scena in cui il suo personaggio fingeva di essere uno degli zombie canterini di Imhotep. Cantava per mimetizzarsi tra loro.

Nonostante la comicità della scena, Hannah la trovò “imbarazzante”, non cogliendone la visione comica. Sfortunatamente per lui, quella scena si rivelò una delle migliori de La Mummia, ottenendo il riscontro più positivo tra tutti i momenti delle proiezioni di prova iniziali del film. Ecco cosa ha detto Hannah:

C’è una scena de La Mummia che ho sempre odiato, in cui corro fuori dal museo per prendere la macchina e ci sono tutti questi zombie che cantano “Imhotep” [il nome del cattivo]. Avrei dovuto unirmi a loro e fingere di essere uno zombie anch’io, e gemere “Imhotep” mentre mi superavano, per poi tornare indietro a prendere la macchina. Pensai che fosse la cosa più stupida e imbarazzante di sempre. Ho cercato di convincere Steve [il regista Stephen Sommers] a cambiarla. Ma sono andato a una delle proiezioni di prova e quella scena mi ha strappato una risata fragorosa e un applauso. Mi sbagliavo di grosso.

Sebbene l’attore non sia stato un fan del momento più divertente di Jonathan, ha consolidato il suo personaggio come una parte esilarante e memorabile della trilogia. Riflette anche quanto questa versione del film fosse diversa rispetto alla vecchia versione incentrata sull’horror. I momenti più divertenti de La Mummia si fondono con azione e avventura, offrendo un valido remake del film classico.

Non è chiaro se i momenti divertenti di Jonathan continueranno ne La Mummia 4. Al momento, solo Fraser e Weisz sono confermati per il ritorno nei ruoli di Rock O’Connell ed Evelyn Carnahan. Dato che Jonathan è il fratello di Evelyn e un membro classico del team originale, avrebbe senso che tornasse al loro fianco.