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Il texano dagli occhi di ghiaccio: cast, trama e frasi del film

Il texano dagli occhi di ghiaccio: cast, trama e frasi del film

La carriera di Clint Eastwood è generalmente iniziata grazie ai celebri western di Sergio Leone. Da Per un pugno di dollari fino a Il buono, il brutto e il cattivo, questi permisero all’attore di ottenere fama mondiale. Grande appassionato di questo genere, Eastwood si dichiarò poi particolarmente insoddisfatto di vedere mediocri film statunitensi basati su quell’immaginario, e decise pertanto di proporsi come ideale successore di Leone. Fu così che nel 1976 portò al cinema il suo nuovo film da regista, intitolato Il texano dagli occhi di ghiaccio.

Il film venne definito come uno dei migliori dell’anno e come uno dei migliori di genere western da diversi anni a quella parte. Qui Eastwood interpreta nuovamente l’archetipo del pistolero solitario, dotato però di un cuore che lo rende profondamente umano. La storia narrata è basata sul romanzo Gone to Texas, scritto dall’ex leader del Ku Klux Klan Forrest Carter. Nell’adattare il testo, gli sceneggiatori dovettero fare molta attenzione a rimuovere la grande presenza di razzismo insita nel testo, mantenendo però il racconto di base.

Al momento dell’uscita in sala, il film si affermò come un grande successo arrivando ad incassare oltre 31 milioni di dollari a fronte di un budget di circa 3.7. Nel corso degli anni Il texano dagli occhi di ghiaccio ottenne prestigiosi riconoscimenti, venendo indicato come un film culturalmente, storicamente ed esteticamente ricco di valore. Ancora oggi Eastwood ha affermato di considerarlo uno dei punti più alti della sua carriera. Un film che ha segnato un primo significativo passo per la sua fortunata carriera da regista, la quale ha poi trovato consacrazione in un altro western, Gli spietati, uscito nel 1992.

La trama di Il texano dagli occhi di ghiaccio

Protagonista del film è Josey Wales, un uomo dedito al pesante lavoro nei campi della sua piccola proprietà nel Missouri. La sua è una vita pacifica, condotta insieme alla moglie e al figlio tra il lavoro e la gioie della casa. Wales è un uomo fortunato, poiché è riuscito ad evitare la guerra di Secessione, che insanguina in quegli anni il territorio americano. La sua fortuna si spezza però nel momento in cui un gruppo di cavalieri nordisti, capitanati dal fanatico Terrill, finiscono per invadere il suo territorio, uccidendo senza pietà la moglie e il figlio. Wales si ritrova ad essere tramortito e creduto morto, e solo per questo risparmiato.

Animato dal desiderio di vendetta e senza più nulla da perdere, questi decide di unirsi alle bande sudiste e combattere contro gli assassini della sua famiglia. In breve, Wales ottiene grande fama per la sua abilità con le armi da fuoco. Con la fine della guerra e la sconfitta del Sud, però, egli si ritrova ad essere ora un fuorilegge con una pesante taglia sulla sua testa. Nel corso del suo viaggio senza meta, l’uomo incontrerà inaspettati amici e alleati, accrescendo la propria fama e sempre intenzionato a trovare lo spietato nordista Terrill per consumare la propria vendetta. Attorno a lui, intanto, con la fine della guerra, c’è un’America sull’orlo del cambiamento, tra nostalgici e progressisti convinti nell’arrivo imminente di un futuro più roseo.

Il texano dagli occhi di ghiaccio cast

Il texano dagli occhi di ghiaccio: il cast del film

Per il ruolo del fuorilegge Josey Wales fu subito chiaro che sarebbe stato Eastwood a dargli volto. L’attore stesso acquistò i diritti sul libro, intenzionato ad interpretare il personaggio. Prepararsi per questo non fu una novità per lui, che solo dieci anni prima era impegnato sui set degli western di Leone. Eastwood decise infatti di costruire un personaggio caratterialmente simile a quello dell’uomo senza nome, dotandolo però di maggiori emozioni e umanità. Nel film è poi presente l’attrice Sondra Locke nei panni di Laura Lee. Eastwood insistette perché avesse lei il ruolo, nonostante il personaggio fosse poco più che adolescente e l’attrice avesse già superato i 30 anni. La collaborazione tra i due attori sfociò poi in un rapporto sentimentale che sarebbe proseguito fino alla fine degli anni Ottanta, e che li avrebbe portati a recitare insieme in altri 6 film.

Particolarmente importante nel film è invece il personaggio del vecchio indiano Lone Watie, il quale si unisce a Wales durante il suo viaggio. Ad interpretarlo venne chiamato Chief Dan George, appartenente ad una tribù di nativi americani e già candidato all’Oscar per il film Il piccolo grande uomo. A causa dell’età particolarmente avanzata, questi era solito dimenticare le proprie battute, ed era proprio Eastwood a suggerirgliele di nascosto durante le riprese. Bill McKinney, noto per i suoi ruoli da caratterista e da villain, è qui l’interprete dello spietato capitano Terrill, mentre John Vernon ha il ruolo del capo dell’esercito unionista Fletcher. Molti di questi attori divennero ulteriormente popolari proprio grazie ai ruoli qui ricoperti, e diversi di loro tornarono in più occasioni a collaborare con Eastwood per i suoi film da attore o regista.

Il trailer di Il texano dagli occhi di ghiaccio e dove vedere il film in streaming e in TV

Per gli appassionati del film è possibile fruire di questo grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il texano dagli occhi di ghiaccio è infatti disponibile nel catalogo di Apple TV, Google Play, Now e Prime Video. Per vederlo, basterà sottoscrivere un abbonamento generale o noleggiare il singolo film. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si ha soltanto un determinato periodo di tempo entro cui vedere il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 31 gennaio alle ore 21:00 sul canale Iris.

Le frasi più belle dal film Il texano dagli occhi di ghiaccio

Del film, giudicato come uno dei migliori western dei suoi anni, sono inoltre rimaste particolarmente celebri alcune della frasi pronunciate dai protagonisti. Molte di queste sono rimaste nell’immaginario comune, e ancora oggi sono indicate come tra le più belle citazioni che si possono fare nell’omaggiare il film e il genere western. Ecco di seguito alcune delle più famose e ricordate:

  •  “Io ero un grande guerriero. Gli anni si fanno sentire.” “Non è la vecchiaia. E’ la civiltà che avanza, amico mio.” 
  • “Bisogna sempre tenere il coltello dalla parte del manico. Se vuoi vivere, devi metterti in posizione di vantaggio. Quando spari, abbi l’accortezza di stare con il sole alle spalle.”
  • “Ah, ricordatevi… se si mette male, e vi vedete in pericolo, diventate cattivi, feroci, spietati come belve ferite. Perché se vi perdete d’animo, non vincerete e non vivrete. E’ la legge della guerra.”
  • “Certo che è finita… e siamo morti un pò tutti in quella maledetta guerra.”
  • “Le nuvole… in cielo. Sono come… i sogni quando vagano nel fondo della nostra mente.”

Fonte: IMDb

Il Testimone Invisibile: trailer ufficiale con Riccardo Scamarcio

Warner Bros Italia ha diffuso il trailer di Il Testimone Invisibile con protagonisti  Riccardo Scamarcio, Miriam LeoneFabrizio Bentivoglio e Maria Paiato

Picomedia e Warner Bros. Entertainment presentano “Il testimone Invisibile”, il nuovo film di Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio e Maria Paiato, al cinema dal 13 Dicembre 2018, distribuito da Warner Bros. Pictures.

Il Testimone Invisibile, la trama

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo chiusa dall’interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura (Miriam Leone). Viene accusato di omicidio ma si dichiara innocente. Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa.

L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della sua difesa e a cercare la prova della sua innocenza. Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità.

Il testimone invisibile: iniziate le riprese del film con Miriam Leone

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Sono iniziate le riprese di Il testimone invisibile, il nuovo film di Stefano Mordini, interpretato da Riccardo Scamarcio, Miriam LeoneFabrizio Bentivoglio e Maria Paiato. Le riprese del film avranno una durata di sei settimane e si svolgeranno in Trentino e a Roma.

Di seguito la prima sinossi del film:

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo chiusa dall’interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura (Miriam Leone). Viene accusato di omicidio ma si dichiara innocente.

Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della sua difesa e a cercare la prova della sua innocenza. Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità.

Il Testimone Invisibile: anteprima gratuita con Cinefilos.it, cerca la tua città!

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Uscirà il 13 dicembre 2018, distribuito da Warner Bros, Il Testimone Invisibile, il nuovo thriller diretto da Stefano Mordini, con Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato.

Cinefilos.it offre la possibilità a pochi fortunati di vedere il film gratis, in anteprima il 5 dicembre alle ore 20.30 (in alcuni cinema alle 20.00, consultare bene gli orari di inzio spettacolo)! Ci sono a disposizione tanti inviti gratuiti validi per l’ingresso di 2 persone, per ognuna delle città.

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Il trailer de Il Testimone Invisibile

La trama de Il Testimone Invisibile

Adriano Doria (Riccardo Scamarcio), un giovane imprenditore di successo, si risveglia in una camera d’albergo chiusa dall’interno accanto al corpo senza vita della sua amante, l’affascinante fotografa Laura (Miriam Leone). Viene accusato di omicidio ma si dichiara innocente. Per difendersi, incarica la penalista Virginia Ferrara (Maria Paiato), famosa per non aver mai perso una causa. L’emergere di un testimone chiave e l’imminente interrogatorio che potrebbe condannarlo definitivamente, costringe Adriano e l’avvocato Ferrara a preparare in sole tre ore la strategia della sua difesa e a cercare la prova della sua innocenza. Spalle al muro, Adriano sarà costretto a raccontare tutta la verità.

Il Testamento di Ann Lee: trailer del film, nelle sale italiane dal 12 marzo 2026

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È stato diffuso il trailer di Il Testamento di Ann Lee, il nuovo film scritto e diretto dalla pluripremiata regista e sceneggiatrice Mona Fastvold (The World to Come, The Brutalist). La protagonista è Amanda Seyfried, candidata all’Oscar, che interpreta Ann Lee, figura storica e visionaria fondatrice della comunità religiosa degli Shakers. Il film arriverà nelle sale italiane il 12 marzo 2026.

Una storia vera tra estasi, tormento e fede utopica.

Il Testamento di Ann Lee ripercorre la vita dell’indomabile leader Shaker, che predicava l’uguaglianza di genere e l’armonia sociale, diventando un punto di riferimento spirituale per i suoi seguaci. Il film esplora la devozione assoluta che circondava Ann Lee, mescolando dimensione mistica, rigore religioso e conflitti interiori.

A rendere l’esperienza ancora più immersiva, la pellicola include oltre una dozzina di inni tradizionali Shaker reinterpretati come movimenti estatici, coreografati da Celia Rowlson-Hall (Vox Lux), e una colonna sonora originale firmata dal premio Oscar® Daniel Blumberg (The Brutalist).

Cast creativo e produzione

Scritto da Mona Fastvold insieme al candidato all’Oscar Brady Corbet (The Brutalist), il film è prodotto da Andrew Morrison (The Brutalist), Joshua Horsfield (Le Gemelle Silenziose), Viktória Petrányi (The Brutalist), Fastvold, Corbet, Gregory Jankilevitsch (Questa sono io), Klaudia Śmieja-Rostworowska (Le Gemelle Silenziose), Lillian LaSalle (Brooklyn, Minnesota) e Mark Lampert (The Brutalist).

Il Testamento di Ann Lee sarà distribuito nelle sale italiane dal 12 marzo 2026.

Il Testamento di Ann Lee: recensione del film di Mona Fastvold – Venezia 82

Tra le voci più autentiche e riconoscibili della nuova generazione di cineasti, Brady Corbet ha saputo inquadrare nel corso di tre film tre epoche storiche differenti, il tutto tramite lo sguardo di personaggi fittizi che potrebbero incontrare a ogni angolo la realtà. Per farlo, ha sempre intrecciato le mani con Mona Fastvold, sua compagna anche nella vita. Dopo il Leone d’oro alla miglior regia lo scorso anno a Venezia con The Brutalist, poi consacrato definitivamente agli Academy Awards, è ora Mona ad approdare come regista in concorso a Venezia 82 con Il Testamento di Ann Lee, supportata dal marito alla sceneggiatura.

Il film è una rivisitazione speculativa della vita della predicatrice religiosa Ann Lee, fondatrice del movimento radicale degli Shakers, diffusosi prima in Inghilterra e poi negli Stati Uniti sul calare del XVIII secolo, qui interpretata da Amanda Seyfried. Il nome di questo ramo del calvinismo puritano deriva proprio dai movimenti agitati e “tremolanti” che caratterizzavano gli atti estatici da cui erano composti i loro rituali.

La donna vestita di sole

Il primo canto è di una ragazza di Manchester. Al posto di sognare futili giocattoli, la piccola Ann Lee aveva visioni celesti. Il disprezzo per la convivenza carnale si manifestò presto nel suo cuore, controbilanciato da una distesa d’amore infinita per il fratello, il piccolo William (Lewis Pullman). Cercando di dare un senso al grigiore del suo destino, ma ancora senza una strada precisa, Ann incontra e sposa Abrahm (Christopher Abbott), uomo la cui attitudine decisamente autoritaria rinchiude la spiritualità della donna. Insieme, hanno quattro figli, tutti nati morti o sopravvissuti solo fino all’anno di nascita. Così, obbligata a rinunciare a ciò che sentiva (il matrimonio al posto della fede), piegata dalla sofferenza dei lutti improvvisi, Ann ha una visione mistica in cui le si rivela l’intero mondo spirituale e di essere la seconda venuta di Cristo in forma di donna.

Ann, nel frattempo confinata in prigione, giunge a una consapevolezza: trasformerà il dolore in evangelizzazione. La sua tenda terrena si distrugge, freme dentro di lei la fame e sete di giustizia. Aggregandosi a sè alcuni membri di una comunità di quaqqueri (tra questi ci sono Thomasin McKenzie e Stacey Martin), inizia a predicare che l’abnegazione tramite il celibato e il duro lavoro sono la chiave per garantirsi l’accesso al paradiso. La donna è però preoccupata per il tempo perso, che scorre, in maniera analoga a un altro “padre fondatore” americano, Hamilton, che il mondo letterario e dello spettacolo hanno riportato in auge con il musical di Lin-Manuel Miranda.

Le radici dell’albero della fede

Il Testamento di Ann Lee

Il secondo è di una donna. Tutto è concerto, tutto è estate: cantando questi inni di gioia il gruppo approda a New York con l’obiettivo di piantare l’albero della fede nella Nuova Terra. Fastvold, il cui background è profondamente radicato nelle arti performative, intesse un racconto musicale in cui l’espressione artistica è legge massima dello stare in gruppo, un’utopia tramite cui reinventare la propria vita che divenne rapidamente molto più appetibile di altre, perchè madre Ann non avrebbe mai professato principi invalidi per lei o che non avrebbe potuto praticare in prima persona.

Amanda Seyfried è perfetta nell’incarnare l’idea di una leader evangelica che chiama a sè, non impone mai. I canti e le danze esplodono solo all’unisono, sulla dolce scia di una voce guida, che non attira mai l’attenzione seguendo il principio dell’adorazione, ma vuole solo sprigionare empatia ed uguaglianza.

Una casa dove tutto ha un proprio posto

Il terzo è di una madre. Dopo essersi radicati nelle foreste di Niskeyuna, inizia la crociata spirituale. Ann si cura poco della guerra che infuria attorno a lei, porta avanti un’utopia di totale equità, che riunisce persone di ogni genere in un’America in realtà completamente divisa e annientata dalla piaga della schiavitù. Nonostante i tentativi di negare questa leadership femminile – verrà accusata di stregoneria e verrà dichiarato che, pur avendo sembianze femminili, non può essere definita donna – Ann sbarca nel Nuovo Mondo con un solo obiettivo: creare una casa dove ogni cosa ha un posto. E proprio questa forza propulsiva, questo progetto così preciso che la mistica ha in mente guardando al futuro, è ravvisabile nel lavoro su ogni reparto assemblato da Fastvold e Corbet. Si capisce che, quello alle loro spalle, è un team ormai ben consolidato che, con questo film, ha confermato ulteriormente che creare ha senso solo nela condivisione.

Il testamento di Ann Lee: la vera storia della fondatrice degli Shakers raccontata nel film

Il film Il testamento di Ann Lee (The Testament of Ann Lee), diretto da Mona Fastvold e interpretato da Amanda Seyfried, riporta sullo schermo una figura poco conosciuta ma straordinaria della storia religiosa occidentale: Ann Lee, la donna che nel XVIII secolo fondò il movimento degli Shakers.

Presentato nei festival di Venice Film Festival e Toronto International Film Festival, il film viene descritto dalla regista come una “rilettura speculativa” della vita della protagonista. Non si tratta quindi di una biografia tradizionale, ma di un racconto che mescola ricostruzione storica e interpretazione artistica per restituire la forza spirituale e politica di una figura rivoluzionaria.

La storia reale, tuttavia, è già di per sé straordinaria.

Chi era davvero Ann Lee, la donna che fondò il movimento degli Shakers

Ann Lee nacque il 29 febbraio 1736 a Manchester, in Inghilterra. Seconda di otto figli, crebbe in una famiglia operaia in condizioni di estrema povertà, in un contesto in cui intere famiglie vivevano e dormivano nello stesso spazio.

Secondo diverse testimonianze storiche, queste esperienze contribuirono a sviluppare in lei una forte avversione verso la sessualità e l’intimità fisica, elementi che in seguito avrebbero influenzato profondamente la sua visione religiosa.

Nel 1758 entrò in contatto con un piccolo gruppo religioso guidato da James e Jane Wardley, noti come Shaking Quakers. Il loro nome derivava dai movimenti estatici – tremori, danze e canti – che accompagnavano le loro preghiere. Proprio da queste pratiche nacque il termine “Shakers”.

Il gruppo predicava idee radicali per l’epoca, tra cui la convinzione che la seconda venuta di Cristo potesse manifestarsi in forma femminile. Col tempo, molti membri arrivarono a considerare Ann Lee la realizzazione di quella profezia, attribuendole il titolo di Mother Ann.

Il principio radicale della comunità: celibato ed uguaglianza

Il Testamento di Ann Lee Amanda Seyfried

Nel 1761 Ann Lee sposò Abraham Standarin, ma il matrimonio fu segnato da profonde difficoltà. Tutti e quattro i loro figli morirono in tenera età, un trauma che segnò profondamente la donna.

Dopo una serie di visioni mistiche, Lee proclamò uno dei principi fondamentali del movimento Shaker: la purezza spirituale poteva essere raggiunta solo attraverso il celibato.

Questo portò alla decisione radicale di eliminare completamente il matrimonio all’interno della comunità religiosa.

Allo stesso tempo Lee predicava uguaglianza tra uomini e donne, rifiuto delle gerarchie sociali e una forma di vita comunitaria basata sul lavoro e sulla condivisione. Idee estremamente avanzate per l’Inghilterra del XVIII secolo, che portarono la Chiesa anglicana a considerarla eretica.

Il viaggio in America e la nascita della comunità Shaker

Il Testamento di Ann Lee

Dopo persecuzioni e periodi di detenzione, nel 1774 Ann Lee e un gruppo di seguaci lasciarono Liverpool per raggiungere l’America.

Si stabilirono nella contea di Albany, nello Stato di New York, dove fondarono una comunità chiamata Niskayuna, destinata a diventare uno dei primi insediamenti Shaker.

La comunità viveva secondo regole rigide: celibato, lavoro costante, disciplina spirituale e ricerca della perfezione morale. Per sostenersi economicamente gli Shakers producevano oggetti artigianali, in particolare mobili e utensili domestici, diventati celebri per il loro design minimalista.

Nonostante il pacifismo del gruppo, gli Shakers subirono persecuzioni anche negli Stati Uniti, soprattutto durante la Guerra d’Indipendenza americana, quando il loro rifiuto di partecipare al conflitto generò sospetti e violenze.

Ann Lee morì nel 1784, a soli 48 anni, senza vedere il massimo sviluppo del movimento.

L’eredità degli Shakers oggi

Il Testamento di Ann Lee Amanda Seyfried

Nel XIX secolo il movimento Shaker raggiunse il suo apice con circa 6.000 membri nel 1840. Tuttavia, proprio il principio del celibato – che impediva la nascita di nuove generazioni – portò nel tempo al progressivo declino della comunità.

Oggi esiste un solo villaggio Shaker attivo al mondo, il Sabbathday Lake Shaker Village nel Maine, con pochissimi membri ancora praticanti.

Il film Il Testamento di Ann Lee racconta proprio la nascita di questa straordinaria esperienza spirituale, mettendo al centro la figura di una donna che sfidò le convenzioni religiose e sociali del suo tempo per costruire una comunità fondata su lavoro, uguaglianza e fede.

Il Testamento di Ann Lee: il significato spirituale e storico del film di Mona Fastvold

Il film Il testamento di Ann Lee (The Testament of Ann Lee), diretto da Mona Fastvold e interpretato da Amanda Seyfried, racconta la nascita di uno dei movimenti religiosi più radicali della storia moderna: quello degli Shakers.

Presentato in anteprima alla Venice Film Festival e successivamente al Toronto International Film Festival, il film non si limita a ricostruire la vita della fondatrice Ann Lee, ma utilizza la sua figura per riflettere su temi molto più ampi: fede, comunità, utopia sociale e libertà spirituale.

La pellicola si presenta infatti come una sorta di racconto simbolico che intreccia storia religiosa e riflessione politica, trasformando la vicenda di Ann Lee in una meditazione sulla possibilità di costruire un mondo alternativo.

Il film racconta la nascita di un’utopia spirituale

Al centro della storia c’è l’idea di creare una società completamente diversa da quella del XVIII secolo. Ann Lee immagina una comunità basata su principi radicali: uguaglianza tra uomini e donne, vita collettiva, lavoro come forma di devozione e rifiuto della proprietà individuale.

Il movimento degli Shakers rappresenta così una delle prime esperienze di comunità utopica nella storia americana. L’obiettivo non è soltanto religioso ma anche sociale: creare uno spazio in cui le persone possano vivere liberate dalle gerarchie e dalle disuguaglianze del mondo esterno.

Il film utilizza questa prospettiva per raccontare il fascino e allo stesso tempo le contraddizioni di un progetto che tenta di trasformare radicalmente la vita quotidiana dei suoi membri.

Il significato del celibato nella visione religiosa di Ann Lee

Shakers

Uno degli aspetti più radicali della dottrina Shaker – e uno dei temi centrali del film – è il celibato assoluto. Ann Lee sostiene che la purezza spirituale possa essere raggiunta solo attraverso la rinuncia completa alla sessualità.

Questa scelta non è presentata solo come una regola religiosa, ma come una forma di liberazione da un sistema sociale dominato dal matrimonio e dalle strutture patriarcali. Nel contesto storico del XVIII secolo, l’idea che uomini e donne potessero vivere insieme in una comunità senza rapporti matrimoniali rappresentava una vera rivoluzione culturale.

Il film esplora questo aspetto come un tentativo radicale di ridefinire il rapporto tra corpo, spiritualità e società.

Il ruolo delle donne e la visione di uguaglianza degli Shakers

Il testamento di Ann Lee

Uno dei temi più sorprendenti della storia degli Shakers è il ruolo centrale attribuito alle donne. Nelle comunità fondate da Ann Lee, uomini e donne avevano uguale autorità spirituale e organizzativa, una scelta estremamente innovativa per l’epoca.

La figura di Ann Lee diventa quindi simbolo di una leadership femminile che sfida apertamente le gerarchie religiose tradizionali. In un mondo dominato da istituzioni maschili, la fondatrice degli Shakers propone una visione della spiritualità in cui il divino può manifestarsi anche in forma femminile.

Il film sottolinea questo elemento trasformando la storia di Ann Lee in una riflessione più ampia sul potere e sull’autonomia delle donne nella storia.

Musica, danza e trance: la spiritualità fisica degli Shakers

Un elemento particolarmente originale del film è la presenza della musica e della danza come strumenti narrativi. Questa scelta deriva direttamente dalle pratiche religiose degli Shakers, che utilizzavano movimenti ritmici, canti e danze estatiche durante le loro cerimonie.

Da queste pratiche deriva anche il nome del movimento: Shakers, cioè “coloro che tremano”. La dimensione fisica della preghiera diventa quindi un modo per rappresentare la ricerca di purificazione spirituale e la liberazione dal peccato.

Attraverso queste sequenze, il film suggerisce che la spiritualità non è solo un’esperienza mentale o dottrinale, ma anche un’esperienza corporea, emotiva e collettiva.

Una storia di fede, persecuzione e resistenza

La vicenda di Ann Lee è anche una storia di persecuzione religiosa. In Inghilterra le sue idee furono considerate eretiche e pericolose, portando alla sua incarcerazione e a numerosi episodi di repressione.

Il viaggio in America rappresenta quindi non solo una migrazione geografica ma anche la ricerca di uno spazio in cui costruire una nuova comunità spirituale. Anche negli Stati Uniti, tuttavia, gli Shakers dovettero affrontare sospetti e ostilità, soprattutto durante la Guerra d’Indipendenza, quando il loro pacifismo li rese bersaglio di violenze.

Il film racconta questo percorso come la storia di una fede incrollabile che continua a resistere nonostante le persecuzioni.

Il Testamento di Ann Lee come riflessione sulle utopie nella storia

Al di là della dimensione religiosa, Il Testamento di Ann Lee può essere letto come una riflessione sulle utopie nella storia umana. La comunità Shaker rappresenta il tentativo di immaginare una società diversa, più giusta e spiritualmente pura.

Il film suggerisce che queste esperienze, anche quando non sopravvivono nel tempo, lasciano comunque un segno profondo nella cultura e nell’immaginario collettivo. La storia degli Shakers dimostra come le idee radicali possano trasformare la vita delle persone e influenzare generazioni successive.

In questo senso, la figura di Ann Lee diventa il simbolo di una ricerca spirituale che continua a interrogare il presente, ricordando quanto sia potente il desiderio umano di costruire comunità fondate su valori condivisi.

Il Testamento di Ann Lee: 10 curiosità sulla vera storia degli Shakers che forse non conosci

Il film Il testamento di Ann Lee (The Testament of Ann Lee), diretto da Mona Fastvold e interpretato da Amanda Seyfried, racconta la nascita di uno dei movimenti religiosi più singolari della storia moderna: quello degli Shakers. Il movimento fu fondato dalla predicatrice inglese Ann Lee, figura centrale della comunità religiosa. Abbiamo raccontato in dettaglio chi era davvero Ann Lee, la fondatrice degli Shakers.

Fondato nel XVIII secolo dalla predicatrice inglese, il movimento ha lasciato un segno sorprendente nella cultura americana, influenzando spiritualità, organizzazione sociale e perfino il design dei mobili. La storia degli Shakers è piena di episodi poco conosciuti e dettagli sorprendenti. Ecco alcune curiosità che aiutano a capire meglio il contesto storico raccontato nel film.

1. Il nome “Shakers” deriva dal modo in cui pregavano

Il termine Shakers nasce dai movimenti fisici che accompagnavano le loro cerimonie religiose. Durante la preghiera i fedeli cantavano, danzavano e si muovevano in modo estatico, spesso tremando o scuotendo il corpo.

Questi rituali erano considerati un modo per purificare l’anima e liberarsi dal peccato.

2. Ann Lee era chiamata “Mother Ann”

I seguaci consideravano Ann Lee una guida spirituale eccezionale e iniziarono a chiamarla Mother Ann. Alcuni arrivarono persino a credere che rappresentasse la manifestazione femminile della seconda venuta di Cristo.

Un’idea estremamente radicale per il XVIII secolo.

3. Gli Shakers credevano nell’uguaglianza tra uomini e donne

Una delle idee più rivoluzionarie del movimento era l’uguaglianza tra i sessi. Nelle comunità Shaker uomini e donne avevano pari autorità religiosa e organizzativa, una struttura molto diversa rispetto alle istituzioni religiose tradizionali dell’epoca.

4. La loro regola più famosa era il celibato

Gli Shakers credevano che la purezza spirituale potesse essere raggiunta solo attraverso il celibato assoluto. Per questo motivo all’interno della comunità non esistevano matrimoni.

Questo principio, però, avrebbe contribuito nel tempo al declino del movimento.

5. Emigrarono in America per sfuggire alle persecuzioni

Le idee di Ann Lee furono considerate pericolose dalle autorità religiose inglesi. Dopo diversi arresti e persecuzioni, nel 1774 lei e un gruppo di seguaci decisero di lasciare l’Inghilterra e trasferirsi in America.

Negli Stati Uniti fondarono le prime comunità Shaker.

6. Le comunità Shaker erano organizzate come società utopiche

La vita nelle comunità era completamente collettiva. I beni erano condivisi e ogni membro contribuiva con il proprio lavoro al benessere della comunità.

Il lavoro quotidiano era considerato una forma di preghiera e di devozione.

7. Sono diventati famosi per i loro mobili

Gli Shakers sono ricordati anche per il loro design minimalista. I mobili Shaker erano semplici, funzionali e privi di decorazioni inutili.

Uno degli elementi più caratteristici era l’abitudine di appendere le sedie alle pareti quando non venivano utilizzate, per mantenere gli ambienti ordinati.

8. Nel XIX secolo erano migliaia

Nel periodo di massimo sviluppo, intorno al 1840, il movimento Shaker contava circa 6.000 membri distribuiti in numerose comunità negli Stati Uniti.

Era una delle esperienze comunitarie più grandi e organizzate dell’epoca.

9. Oggi esiste ancora una comunità Shaker

Nonostante il declino del movimento, gli Shakers non sono completamente scomparsi. Oggi esiste ancora una comunità attiva nel Sabbathday Lake Shaker Village, nello stato del Maine.

Si tratta dell’ultimo luogo al mondo dove questa tradizione continua a essere praticata.

10. Il film racconta una storia poco conosciuta

La storia degli Shakers è poco conosciuta al grande pubblico, ma rappresenta una delle esperienze religiose e sociali più originali della storia americana.

Con Il Testamento di Ann Lee, il cinema riporta alla luce la figura della donna che diede origine a questo movimento e il tentativo di costruire una comunità fondata su principi spirituali radicali.

Il Testamento di Ann Lee, il nuovo trailer del film con Amanda Seyfried

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Il nuovo trailer de Il Testamento di Ann Lee, il film targato Searchlight Pictures che arriverà nelle sale italiane il 12 marzo. Leggi la nostra recensione in anteprima dal Festival di Venezia 82.

Dalla pluripremiata sceneggiatrice e regista Mona Fastvold (The World to Come, The Brutalist) arriva la straordinaria storia vera di Ann Lee, fondatrice della setta religiosa nota come gli Shakers. La candidata all’Oscar® Amanda Seyfried interpreta l’indomabile leader del movimento, che predicava l’uguaglianza di genere e sociale ed era venerata dai suoi seguaci. Il Testamento di Ann Lee cattura l’estasi e il tormento della sua missione utopica, con oltre una dozzina di inni tradizionali Shaker reinterpretati come movimenti estatici, coreografati da Celia Rowlson-Hall (Vox Lux) e accompagnati da brani originali e colonna sonora firmati dal vincitore dell’Oscar® Daniel Blumberg (The Brutalist).

Fastvold si è imbattuta negli inni degli Shaker, che l’hanno spinta a riportare alla luce la storia di Ann Lee, una figura così forte eppure sorprendentemente poco conosciuta come “leader religiosa femminista ribelle nell’America della fine del 1700”, ricorda. Convinta che Lee fosse stata completamente ignorata dalla storia, Fastvold ha deciso di scrivere, produrre e dirigere questo film con grande passione, spiegando: “Per me, essere un’artista significa sempre lottare per creare l’impossibile: è questo che mi ha attratto di Ann Lee. Questo film è un omaggio al suo sogno e al silenzio che ora lo circonda”.

Scritto da Fastvold e Brady Corbet, Il Testamento di Ann Lee ha ottenuto molti riconoscimenti nei festival cinematografici e ha ricevuto numerose nomination, tra cui quella ai Golden Globe come Miglior Attrice in un Film – Musical o Comedy e quella della Critics Choice Association. Il film, che vede anche la partecipazione di Thomasin McKenzie, Lewis Pullman, Stacy Martin, Tim Blake Nelson e Christopher Abbott, arriverà nelle sale italiane il 12 marzo.

Il Testamento di Ann Lee dal 20 maggio su Disney+

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Il Testamento di Ann Lee dal 20 maggio su Disney+

Il Testamento di Ann Lee, il film targato Searchlight Pictures, sarà disponibile in streaming su Disney+ dal 20 maggio.

Dalla pluripremiata sceneggiatrice e regista Mona FastvoldIl Testamento di Ann Lee vede Amanda Seyfried nei panni della leader degli Shakers che predicava l’uguaglianza sociale e di genere. La storia di Ann Lee si intreccia con gli inni degli Shakers reintrepretati che accompagnano con grande forza il suo percorso verso la creazione di una società migliore. Nel cast figurano anche Thomasin McKenzie, Lewis Pullman e Stacy Martin.

Fastvold descrive Lee come una “leader religiosa femminista ribelle” la cui vita era stata completamente ignorata dalla storia. Scritto da Fastvold e Brady Corbet, Il Testamento di Ann Lee ha ottenuto molti riconoscimenti nei festival cinematografici e ha ricevuto numerose nomination, tra cui quella ai Golden Globe come “Migliore Attrice in un Film – Musical o Comedy”. Il Testamento di Ann Lee, targato Searchlight Pictures, ha inoltre ottenuto un punteggio dell’86% Certified Fresh su Rotten Tomatoes®, con i critici che ne hanno elogiato lo storytelling audace e le interpretazioni suggestive.

La trama di Il Testamento di Ann Lee

Ispirato a una leggenda vera, il film racconta la storia della fondatrice della setta religiosa nota come gli Shakers. Amanda Seyfried interpreta la venerata e irrefrenabile leader degli Shakers, che predicava l’uguaglianza sociale e di genere. Con inni degli Shakers reintrepretati, Il Testamento di Ann Lee cattura l’estasi e il tormento della missione utopica della sua protagonista.

Il tesoro dell’Amazzonia: trama, cast e sequel del film con Dwayne Johnson

Oggi riconosciuto come una delle principali star di Hollywood grazie a film come Jumanji – Benvenuti nella giungla e Rampage – Furia animale, Dwayne Johnson ha intrapreso la sua carriera d’attore nei primi anni Duemila, e già al suo secondo lungometraggio si è affermato per le sue grandi capacità. Questo è Il tesoro dell’Amazzonia, diretto nel 2003 da Peter Berg, autore anche di pellicole come Boston – Caccia all’uomo e Hancock. Mescolando avventura e commedia, all’interno di questo si seguono le peripezie che portano un duro cacciatore di taglie ad imbattersi in guai più grossi di lui, tra narcotrafficanti e antichi tesori da recuperare.

Il progetto nacque dal desiderio del regista di dar vita ad un film in cui il pubblico potesse ritrovare degli scontri corpo a corpo vecchio stile, con personaggi che risolvono i loro problemi a suon di pugni. L’ispirazione arrivò grazie al film Essi vivono, dove il wrestler Roddy Piper si dilungava in un’accesa rissa da strada. Fu proprio tale particolare momento a spingere Berg a realizzare un film che potesse intrattenere con contenuti di questo tipo. Per riuscirvi, egli poté avvalersi di un budget di circa 85 milioni di dollari, grazie ai quali dare vita a grandi effetti speciali e particolarità di ogni tipo.

Pur se accolto in modo non particolarmente entusiasmante, con un incasso di soli 80 milioni in tutto il mondo, Il tesoro dell’Amazzonia contribuì a lanciare la carriera di Johnson come attore, sottraendolo sempre di più al mondo del wrestling. Per i suoi fan, questo è certamente un film da non perdere, ricco di adrenalina e comicità. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e al sequel. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Il tesoro dell’Amazzonia: la trama del film

Protagonista del film è il cacciatore di taglie Beck, il quale aspira ora a ritirarsi e dar vita al suo sogno di aprire un ristorante. Prima, però, dovrà necessariamente estinguere un debito contratto con un potente boss, il quale gli chiede di ritrovare suo figlio Travis nella foresta amazzonica e riportarlo a casa. Il ragazzo svolge lì una dilettantesca attività da archeologo, e sembra che mentre era in cerca di un fantomatico tesoro si sia cacciato in brutti guai. Se Beck porterà a termine quest’ultima missione, potrà ritenersi un uomo libero. Per lui ha così inizio un viaggio ricco di insidie, che lo porterà ad imbattersi nel giovane, il quale però non vuole saperne di seguirlo.

Beck scoprirà però ben presto che la foresta non sarà l’unico ostacolo sul suo percorso. Egli si imbatterà infatti in Cornelius Hatcher, un avido proprietario terriero che gestisce in quelle terre delle miniere per l’estrazione dell’oro. Questi vuole infatti sapere da Travis dove si nasconda il “O Gato do Diabo”, prezioso manufatto che potrebbe renderlo ancor più potente. Per il cacciatore di taglie e il giovane archeologo ha così inizio una fuga, che li porterà ad incontrare un gruppo di ribelli capitanati da Mariana. Insieme, dovranno progettare la distruzione dell’impero di Hatcher.

Il tesoro dell'amazzonia cast

Il tesoro dell’Amazzonia: il cast del film

Per dar vita ad un film ricco di combattimenti corpo a corpo, senza esclusione di colpi, era necessario assumere un attore che potesse risultare credibile in questi. Dwayne Johnson, che aveva all’attivo solo un film, risultò la scelta perfetta per la parte di Beck. Egli accettò entusiasta di prendere parte al film, convinto che questo gli avrebbe permesso di sfoggiare tanto le sue capacità fisiche quanto quelle più attoriali. Per essere in ottima forma, egli si allenò ancor più intensamente del suo solito, avendo così l’atleticità giusta per poter prendere parte anche ad alcune delle sequenze più complesse del film. Accanto a lui, nel ruolo dello scapestrato Travis, vi è invece l’attore Seann William Scott, divenuto celebre per il ruolo di Steve Stifler nella saga di American Pie.

A dare vita allo spietato Hatcher è invece il premio Oscar Christopher Walken. Questi si disse affascinato dal personaggio e dalla sua psicologia, costruendolo in modo tale da evidenziare la sua ambiguità e imprevedibilità. Ewen Bremner, conosciuto prevalentemente per il ruolo di Spud in Trainspotting, interpreta invece il pilota Declan. Rosario Dawson, oggi interprete di Ahsoka Tano in The Mandalorian, è qui presente nei panni di Mariana, la leader dei ribelli che si unirà a Beck nella sua battaglia. Con questo personaggio, l’attrice ebbe modo di mettere ulteriormente alla prova le proprie capacità fisiche. All’inizio del film, inoltre, è presente un brevissimo cameo dell’attore Arnold Schwarzenegger, il quale, amico di Johnson, accettò di comparire nel film.

Il tesoro dell’Amazzonia: il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

Durante un’intervista del 2016, il regista ha affermato di aver intenzione di sviluppare un sequel del film. Berg è stato abbastanza avido su eventuali dettagli riguardanti il sequel e la sua trama. Ha però garantito l’intenzione di avere un ritorno di Dwayne Johnson come protagonista. Inoltre, ha affermato di avere un attore in mente per il ruolo di co-protagonista. Ciò starebbe a significare che molto probabilmente Seann William Scott non dovrebbe comparire fuori nel progetto. A distanza di anni da quelle affermazioni, però, non si sono più avute notizie in merito.

In attesa di un possibile sequel, è possibile vedere o rivedere il film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Il tesoro dell’Amazzonia è infatti disponibile nel catalogo di Chili Cinema, Apple iTunes e Netflix. Per vederlo, in base alla piattaforma scelta, basterà iscriversi o noleggiare il singolo film. Si avrà così questo a disposizione per un determinato limite temporale entro cui effettuare la visione. Il film sarà inoltre trasmesso in televisione il giorno domenica 18 dicembre alle ore 21:15 sul canale Cielo.

Fonte: IMDb

Il Tesoro dell’Amazzonia con Dwayne Johnson avrà un sequel

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Il Tesoro dell’Amazzonia con Dwayne Johnson avrà un sequel

il-tesoro-dell-amazzoniaDurante un’intervista con Collider il regista di Battleship e Hancock Peter Berg ha affermato che sta attivamente sviluppando un sequel alla sua pellicola del 2003, Il tesoro dell’Amazzonia con protagonista Dwayne Johnson. Peter Berg è stato abbastanza avido su eventuali dettagli riguardanti il sequel, ma il punto più importante è che il regista ha recentemente avuto modo di presiedere ad un incontro con gli scrittori, ed ha parlato con Dwayne Johnson dell’eventualità di un ritorno come protagonista. Inoltre, Berg ha un attore in mente per il ruolo di co-protagonista, il che starebbe a significare che molto probabilmente Seann William Scott (co-protagonista dell’originale) è fuori dal progetto.

Per quanto riguarda i tempi di arrivo del film, in primo luogo c’è bisogno di trovare gli scrittori giusti.

Il tesoro dell’Amazzonia è un film diretto da Peter Berg. Vede come protagonisti il wrestler The Rock e l’attore Seann William Scott. Nel tentativo di estinguere un debito, un noto cacciatore di taglie decide di assumere un compito che lo spedirà diretto nella foresta amazzonica, per recuperare un presunto criminale, per conto del padre di questi. Con il passare del tempo scopre che quello a cui lui dà la caccia non è per nulla un criminale come gli era stato detto e, una volta trovato, insieme si metteranno alla ricerca del Gatto d’Oro, un artefatto indigeno dai leggendari poteri e dall’incredibile valore. In questo film fa una comparsa brevissima l’attore Arnold Schwarzenegger nel ruolo del padrone di un locale notturno: proprio qui, nella scena iniziale, incrocia fugacemente The Rock dicendogli “Divertiti”.

Fonte: Collider

Il terzo omicidio al cinema dal 19 Dicembre

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Il terzo omicidio al cinema dal 19 Dicembre

Debutterà dal 19 Dicembre il thriller Il terzo omicidio diretto dal pluripremiato regista giapponese Hirokazu Kore’eda.

Il terzo omicidio: trailer

La trama del film Il terzo omicidio

Shigemori, un avvocato di successo, assume la difesa di Misumi, un uomo di mezza età accusato di aver brutalmente ucciso e derubato il pro- prio capo. Il presunto assassino aveva già scontato una lunga pena de- tentiva per un duplice omicidio di cui si era macchiato 30 anni prima. Le possibilità di Shigemori di evitare la condanna a morte per il suo assistito sono poche, dato che l’uomo ha già ammesso chiaramente la propria colpevolezza.

Mentre approfondisce il caso, ascoltando le testimonianze dei cono- scenti di Misumi, dei familiari della vittima e dello stesso indiziato, Shige- mori inizia a dubitare che l’uomo sia davvero colpevole.

Il terzo omicidio è un dramma processuale ricco di suspense. Da dove ha tratto l’ispirazione?

In primo luogo, volevo rappresentare in modo corretto il lavoro di un legale. Poi, quando ho parlato con gli avvocati e con il supervisore le- gale di Father and Son, tutti mi hanno detto: «La corte non è il luogo dove stabilire la verità». Mi dissero che nessuno può conoscere la ve- rità. Ho pensato che fosse un argomento interessante e ho sentito di voler fare un lm di genere forense in cui la verità non viene rivelata.

Durante la stesura della sceneggiatura è incappato in molti passi falsi…

In passato, ho realizzato lm da una prospettiva in cui i personaggi non venivano giudicati. In altre parole, ho lmato senza una prospetti- va onnisciente. Tuttavia, i lm di suspense e i drammi processuali non funzionano senza una prospettiva di questo tipo. Nonostante questo, non ne volevo adottare una, perciò ho lottato con questo con itto.

Il terrorista Carlos arriva anche in Italia

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Il terrorista Carlos arriva anche in Italia

Su Sky in onda una miniserie di tre puntate del film che ha vinto un Golden globe. La miniserie Carlos, in prima assoluta in Italia, racconta la storia del terrorista internazionale anche noto come “lo Sciacallo” Ilich Ramírez Sánchez (l’attore Edgar Ramirez, nominato ai Golden Globe come miglior attore protagonista), che per due decenni è stato uno dei terroristi più ricercati del mondo.

Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini fuori concorso a Venezia 81

Sarà presentato stasera fuori concorso all’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica Il tempo che ci vuole di Francesca Comencini con Fabrizio Gifuni, Romana Maggiora Vergano, Anna Mangiocavallo.

In merito al film Francesca Comencini ha dichiarato: “Dopo tanti anni passati a fare il suo stesso lavoro cercando di essere diversa da lui, ho voluto raccontare quanto ogni cosa che sono la devo a lui: ho voluto rendere omaggio a mio padre, al suo modo di fare cinema, al suo modo di essere, all’importanza che la sua opera e il suo impegno hanno avuto per il nostro cinema, all’importanza che la sua persona ha avuto per me. Forse, mi sono detta, forse ora sono abbastanza anziana, ne sono capace, forse ora sarò all’altezza di questo racconto. Forse, ora, è arrivato il momento di dirgli grazie“.

La trama di Il tempo che ci vuole

Questo film è il racconto molto personale di momenti vissuti dalla regista con il padre. Un racconto personale che però trova la giusta distanza nel fatto che tra il padre e la figlia c’è sempre il cinema come passione, scelta di vita, modo di stare al mondo. Il cinema come una rete che sottende il racconto dei loro scambi, crea lo spazio dell’immaginazione. “Con il cinema” dice, il padre “si può scappare. Con l’immaginazione”. Le immagini partono dai ricordi e come i ricordi amplificano alcuni segni salienti e ne cancellano altri.

Immagini scarne, in cui non c’è quasi niente tranne loro due, e in cui il segno che è presente ha sempre qualcosa di esagerato: se qualcosa è grande è molto grande, se è lontano è molto lontano, se c’è un raggio di luce è molto luminoso, se qualcosa è vicino è molto vicino. Per quel che riguarda i set, invece, molta pienezza, confusione, fretta, molta gente, molto chiasso e anche qui tutto amplificato, in questa eccitazione della vita collettiva che sono i set: qui quelli di Pinocchio, sempre creati in mezzo al nulla, in terreni brulli di campagna.

Il Tempio del Cinema Shop & Restaurant: dal 5 Luglio 2012 a Roma!

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Prenderà vita dal 5 Luglio 2012 a Roma, in Via Otranto 1a (Viale Giulio Cesare, rione Prati), il lungo viaggio sensoriale tra cinema e cibo de Il Tempio del Cinema Shop & Restaurant

Il teaser trailer italiano di Gli Amanti Passeggeri di Pedro Almodovar

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Ecco il teaser trailer del film Gli Amanti Passeggeri, ultimo film di Pedro Almodovar che uscirà da noi il 21 marzo e che segna il ritorno alla commedia, colorata e delirante

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Ecco la versione italiana del Teaser Trailer di World War Z con protagonista Brad Pitt film con protagonista Brad Pitt in un mondo assediato dagli zombie. Ecco le prime immagini del film:

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Arriva dopo molti mesi di attesa il primo teaser trailer di World War Z, film con protagonista Brad Pitt in un mondo assediato dagli zombie. Ecco le prime immagini del film:

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Arriva da Deadline il primo Teaser Trailer di The Lords of Salem di Rob Zombie,

Il teaser trailer di Qualunquemente

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Dopo i teaser poster, ecco arrivare il teaser trailer di Qualunquemente, il film debutto cinematografico di Cetto La Qualunque, personaggio comico creato da Antonio Albanese, che approderà al cinema nel 2011!

Scritto da Albanese, Manfredonia e Piero Guerrera, il film è stato girato la scorsa estate tra Roma e la Calabria. Nel cast, oltre ad Albanese, anche Sergio Rubini, Luigi Maria Burruano e Antonio Gerardi.

Uscita il 21 Gennaio 2011

Il Teaser Trailer di Pain & Gain di Michael Bay!

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Guarda il Teaser Trailer originale di Pain & Gain, il nuovo film di , registra della saga di Transformers. Il film vede come protagonisti  ,

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Il primo Teaser Trailer di Die Hard – Un buongiorno per morire, quinto episodio della saga con protagonista Bruce Willis e Jai Courtney e diretto da Jon Moore.

 

 

Il teaser trailer di 127 Hours!

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E’ uscito il primo teaser trailer di 127 Hours, il nuovo film di Danny Boyle con James Franco nei panni di Aaron Ralston, lo scalatore che fu costretto ad amputarsi da solo un braccio per salvarsi da morte certa…

Il teaser poster di Transformers: Dark of the Moon

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In attesa dell’uscita del primo, atteso trailer di Transformers: Dark of the Moon, che dovrebbe essere molto vicina, ecco arrivare il teaser poster del film, con il gigantesco Optimus Prime!

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Il teaser poster di The Avengers

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Il teaser poster di The Avengers

Il Comic-Con 2011 è in pieno svolgimento, e la Marvel ha colto l’occasione per pubblicare il primo teaser poster di The Avengers.

Il Teaser Poster di Star Trek: Into Darkness

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Il Teaser Poster di Star Trek: Into Darkness

Ecco il primo Teaser Poster del film Into Darkness – Star Trek di J.J Abrams, sequel del primo fortunatissimo reboot firmato dal regista di Super 8.

Vi ricordiamo che a breve saranno pubblicati i primi dieci minuti del film in alcuni cinema selezionati e uscirò il primo teaser trailer in allegato all’uscita de Lo Hobbit: Un viaggio inaspettato.

Vi ricordiamo che il prossimo film Into Darkness – Star Trek uscirà nelle sale il 06 Giugno 2013. Nel cast del film Chris Pine, Zachary Quinto, Zoe Saldana, Benedict Cumberbatch, Simon Pegg, Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood, Alice Eve, Anton Yelchin. Tutte le news sul film le trovate nel nostro speciale: Star Trek 2.

Trama: Quando l’Enterprise è chiamata a tornare verso casa, l’equipaggio scopre una terrificante e inarrestabile forza all’interno della propria organizzazione che ha fatto esplodere la flotta e tutto ciò che essa rappresenta, lasciando il nostro mondo in uno stato di crisi. Spinto da un conflitto personale, il Capitano Kirk condurrà una caccia all’uomo in un mondo in guerra per catturare una vera e propria arma umana di distruzione di massa. Mentre i nostri eroi vengono spinti in un’epica partita a scacchi tra la vita e la morte, l’amore verrà messo alla prova, le amicizie saranno lacerate, e i sacrifici compiuti per l’unica famiglia che Kirk abbia mai avuto: il suo equipaggio.

Il Tatuatore di Auschwitz: teaser trailer della nuova serie SKY

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Il Tatuatore di Auschwitz: teaser trailer della nuova serie SKY

Rilasciato oggi il teaser trailer de Il Tatuatore di Auschwitz, una nuova serie Sky Original che sarà disponibile prossimamente in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW. Basata sul romanzo bestseller internazionale di Heather Morris, la serie in sei episodi è ispirata alla storia vera di Lali e Gita Sokolov, due prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz durante la Seconda guerra mondiale.

La storia di Il tatuatore di Auschwitz

Il tatuatore di Auschwitz è la storia di un uomo, Lali (Jonah Hauer-King), un ebreo slovacco, che, nel 1942, viene deportato ad Auschwitz, il campo di concentramento dove oltre un milione di ebrei furono uccisi durante l’Olocausto. Poco dopo l’arrivo, Lali diventa uno dei Tätowierer (tatuatori), incaricato di marchiare i compagni di prigionia con i numeri di identificazione. Un giorno incontra Gita (Hanna Próchniak), una ragazza appena arrivata nel campo di concentramento, e se ne innamora all’istante. Inizia così una storia coraggiosa e indimenticabile. Sotto costante sorveglianza da parte di un instabile ufficiale nazista delle SS Stefan Baretzki (Jonas Nay), Lali e Gita sono determinati a mantenersi in vita a vicenda.

Circa 60 anni dopo, Lali (Harvey Keitel), ormai ottantenne, incontra l’aspirante scrittrice Heather Morris (Melanie Lynskey). Rimasto vedovo da poco, Lali trova il coraggio di raccontare al mondo la sua storia. Raccontando il suo passato a Heather, Lali finalmente affronta i fantasmi traumatici della sua giovinezza e rivive i suoi ricordi di un amore nato nei luoghi più oscuri.

Diretta da Tali Shalom-Ezer, IL TATUATORE DI AUSCHWITZ è prodotta esecutivamente da Claire Mundell attraverso la sua società Synchronicity Films in associazione con Sky Studios e All3Media International. Jacquelin Perske è produttrice esecutiva e sceneggiatrice principale, insieme ai co-sceneggiatori Evan Placey (produttore associato) e Gabbie Asher. Serena Thompson è produttrice esecutiva per Sky Studios. La colonna sonora è stata creata dal pluripremiato Hans Zimmer e Kara Talve.

NBCUniversal Global TV Distribution e All3Media International gestiscono congiuntamente le vendite internazionali della serie. Stan, il principale streamer locale australiano, sta acquisendo i diritti originali della serie nel proprio territorio, con SkyShowtime che sarà licenziataria dei diritti della serie per Albania, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Ungheria, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia e Svezia. La serie è un’esclusiva Sky e NOW in tutti I territori Sky in Europa (Reg