Con
Le Mage du
Kremlin, distribuito in Italia come
Il mago del Cremlino – Le
origini di Putin (qui
la nostra recensione in anteprima dal Festival di
Venezia), Olivier
Assayas firma uno dei suoi film più politici
e stratificati. Ispirato al romanzo omonimo di Giuliano da Empoli,
il film ricostruisce l’ascesa di Vladimir Putin (Jude Law)
attraverso lo sguardo del suo spin doctor Vadim Baranov
(Paul Dano),
figura ispirata a Vladislav Surkov. Il finale non è un semplice
epilogo biografico: è la messa a fuoco definitiva del rapporto tra
potere, narrazione e manipolazione.
Prima di analizzarne il senso politico, è necessario chiarire cosa
accade davvero negli ultimi minuti.
Cosa succede nel finale de Il mago del Cremlino?
Nel finale, Baranov comprende di essere diventato prigioniero del
sistema che ha contribuito a costruire. Dopo aver orchestrato la
trasformazione di Putin da funzionario grigio del post-URSS a
figura carismatica e temuta, si rende conto che la macchina
narrativa ha superato il suo stesso creatore.
Putin non è più un progetto comunicativo: è diventato il centro di
gravità del potere russo. Le strategie di controllo mediatico, le
guerre simboliche, la costruzione di una “democrazia sovrana” sono
ormai strutture consolidate. Baranov intuisce che il suo ruolo non
è più necessario. Anzi, diventa pericoloso.
Il loro confronto finale è glaciale. Non c’è uno scontro diretto,
ma uno scambio fatto di silenzi e sottintesi. Putin comprende che
l’uomo che lo ha creato mediaticamente conosce troppo. Baranov
capisce che il potere, una volta consolidato, elimina ogni
intermediario.
Perché Baranov sceglie di farsi da parte?
Il film suggerisce che Baranov non venga eliminato fisicamente, ma
“assorbito” dal sistema. La sua uscita di scena è ambigua: si
ritira, si eclissa, viene marginalizzato. Assayas non offre una
soluzione esplicita, ma costruisce una dissolvenza simbolica.
Baranov è un uomo che ha sempre vissuto nell’ombra, manipolando la
percezione pubblica. Nel finale, torna a essere invisibile. È la
punizione perfetta per uno spin doctor: scomparire dalla storia che
ha contribuito a scrivere.
La sua consapevolezza arriva tardi. Ha creato una narrativa fondata
sul conflitto permanente, sulla destabilizzazione controllata,
sulla costruzione di una realtà alternativa. Ma quella realtà non è
più controllabile.
Il significato politico dell’ultima sequenza
L’ultima sequenza non riguarda solo i due uomini. È una riflessione
sul potere nel XXI secolo. Assayas mostra come il controllo non
passi più soltanto attraverso la repressione, ma attraverso la
manipolazione simbolica.
Il film chiude con un senso di inevitabilità. La Russia che vediamo
non è più in transizione: è entrata in una nuova fase autoritaria
costruita su storytelling, paura e nazionalismo. Baranov osserva il
risultato del proprio lavoro come un artista che non riconosce più
la propria opera.
Il vero finale non è la sua uscita di scena, ma l’idea che il
sistema continuerà senza di lui. Il potere non ha bisogno del suo
architetto una volta che le fondamenta sono state gettate.
Putin è davvero il “mago” del titolo?
Il titolo suggerisce ambiguità. Chi è il vero mago del Cremlino?
Baranov, il manipolatore dietro le quinte, o Putin, che ha saputo
trasformare quella manipolazione in potere reale?
Il finale sembra rispondere in modo netto: il vero mago è colui che
riesce a rendere invisibile il trucco. Se Baranov costruisce
l’illusione, Putin la incarna e la rende sistema. Quando il potere
diventa struttura, non ha più bisogno del prestigiatore.
In questo senso, il film racconta la nascita di un regime non
attraverso le grandi decisioni politiche, ma attraverso la
costruzione narrativa del consenso.
Cosa vuole dirci Assayas con questo finale?
Il finale non offre redenzione né condanna morale esplicita.
Assayas evita il didascalismo e sceglie l’ambiguità. Il suo
interesse non è demonizzare o glorificare, ma mostrare il
meccanismo.
Il mago del Cremlino non è un film su Putin in senso stretto, ma
sul potere della narrazione. Il sistema descritto nel film è figlio
della televisione, della propaganda moderna e delle guerre
dell’informazione. Il finale suggerisce che il vero pericolo non
sia il leader in sé, ma la capacità di costruire una realtà
alternativa che sostituisca quella condivisa.
Baranov esce di scena, ma la macchina resta attiva. È questa la
nota più inquietante.
Con
Le Mage du
Kremlin, uscito in Italia come Il mago del Cremlino – Le
origini di Putin, Olivier
Assayas porta sullo schermo il romanzo di
Giuliano da
Empoli, un’opera che mescola fiction e
ricostruzione storica. Ma quanto c’è di reale nella storia
raccontata? Il film si muove su un crinale sottile: non è un biopic
tradizionale, ma una narrazione romanzata costruita attorno a
eventi e figure realmente esistiti.
Per
capire cosa sia vero e cosa sia finzione, bisogna distinguere tra
contesto storico, personaggi ispirati alla realtà e costruzione
drammatica.
Vadim Baranov è un personaggio reale?
Il
protagonista Vadim Baranov non è una figura storica ufficiale, ma è
chiaramente ispirato a Vladislav
Surkov, uno degli ideologi più influenti
della Russia putiniana tra gli anni Duemila e il 2020.
Surkov è stato considerato per anni il principale architetto della
“democrazia sovrana”, la dottrina politica che giustifica un
sistema formalmente democratico ma fortemente centralizzato. È
stato consigliere presidenziale, stratega mediatico e regista della
costruzione dell’immagine pubblica del Cremlino.
Nel film, Baranov incarna proprio questa figura: un intellettuale
cinico, proveniente dal mondo della cultura e della comunicazione,
che contribuisce a modellare la narrazione politica della nuova
Russia. Non esiste documentazione che confermi dialoghi o dinamiche
private come quelle mostrate nel film, ma il ruolo storico di
Surkov nella macchina del potere russo è ampiamente
riconosciuto.
La costruzione dell’immagine di Putin è storicamente fondata?
Cortesia di 01 Distribution
L’ascesa di Vladimir
Putin alla fine degli anni Novanta è un
fatto storico documentato. Dopo la presidenza di Boris Eltsin,
Putin viene presentato come figura di stabilità in un paese provato
dal caos economico e politico del post-URSS.
Il film mostra la costruzione graduale di un leader forte, capace
di incarnare ordine, sicurezza e orgoglio nazionale. Questa
trasformazione è coerente con l’evoluzione reale dell’immagine
pubblica di Putin nei primi anni Duemila: dalla figura tecnocratica
e quasi anonima a leader carismatico e centralizzatore del
potere.
L’uso massiccio dei media, il controllo progressivo delle
televisioni nazionali e la ridefinizione della narrativa statale
sono elementi storicamente verificabili. La Russia dei primi anni
Duemila ha effettivamente assistito a una ristrutturazione del
sistema mediatico, con un crescente controllo da parte dello Stato
o di oligarchi allineati al Cremlino.
La “democrazia sovrana” è un’invenzione narrativa?
No. Il concetto di “democrazia sovrana” è stato realmente elaborato
e promosso nei primi anni Duemila, proprio nell’orbita di Surkov.
L’idea era che la Russia dovesse sviluppare un modello democratico
autonomo, non subordinato ai parametri occidentali.
Nel film, questo concetto viene tradotto in una visione cinica del
potere: la democrazia non come valore universale, ma come strumento
adattabile. Questa impostazione riflette il dibattito reale che ha
accompagnato la politica russa negli ultimi vent’anni.
Assayas e il materiale di partenza non inventano il concetto, ma lo
trasformano in dispositivo drammaturgico, concentrandosi sul lato
simbolico e psicologico della sua elaborazione.
I dialoghi tra Baranov e Putin sono realistici?
Qui entriamo nella zona della fiction. Non esistono trascrizioni
pubbliche che confermino le conversazioni intime mostrate nel film.
I dialoghi sono costruzioni narrative, funzionali a rendere
visibile un rapporto che nella realtà è rimasto opaco.
Il film suggerisce un rapporto quasi simbiotico tra lo stratega e
il leader, ma è impossibile stabilire quanto fosse effettivamente
diretto e personale il legame tra Surkov e Putin. Le fonti storiche
parlano di un ruolo importante di Surkov nella definizione della
strategia politica e comunicativa, ma non esistono conferme
pubbliche su dinamiche private o conflitti come quelli messi in
scena.
In questo senso, il film usa la fiction per rendere leggibile un
potere che nella realtà è volutamente impenetrabile.
Quanto è attendibile la rappresentazione della Russia degli anni
Duemila?
L’ambientazione politica è coerente con il contesto storico: la
crisi post-sovietica, il ruolo degli oligarchi, le guerre in
Cecenia, il desiderio diffuso di stabilità e ordine sono elementi
documentati.
Il film enfatizza il clima di transizione e la fragilità
istituzionale di quegli anni. Anche il tema della manipolazione
mediatica e della costruzione del consenso trova riscontro nelle
analisi politologiche e nei reportage internazionali
sull’evoluzione del sistema russo.
Tuttavia, va ricordato che Il
mago del Cremlino non è un documentario. È un’opera di
finzione politica che utilizza fatti reali come base per un
racconto romanzato. La sua verità è narrativa, non giudiziaria.
Il
mago del Cremlino – Le origini di Putin: cosa c’è di vero nel
film?
Con
Le Mage du
Kremlin, uscito in Italia come
Il mago del Cremlino – Le
origini di Putin, Olivier
Assayas porta sullo schermo il romanzo di
Giuliano da
Empoli, un’opera che mescola fiction e
ricostruzione storica. Ma quanto c’è di reale nella storia
raccontata? Il film si muove su un crinale sottile: non è un biopic
tradizionale, ma una narrazione romanzata costruita attorno a
eventi e figure realmente esistiti.
Per
capire cosa sia vero e cosa sia finzione, bisogna distinguere tra
contesto storico, personaggi ispirati alla realtà e costruzione
drammatica.
Vadim Baranov è un personaggio reale?
Il
protagonista Vadim Baranov non è una figura storica ufficiale, ma è
chiaramente ispirato a Vladislav
Surkov, uno degli ideologi più influenti
della Russia putiniana tra gli anni Duemila e il 2020.
Surkov è stato considerato per anni il principale architetto della
“democrazia sovrana”, la dottrina politica che giustifica un
sistema formalmente democratico ma fortemente centralizzato. È
stato consigliere presidenziale, stratega mediatico e regista della
costruzione dell’immagine pubblica del Cremlino.
Nel film, Baranov incarna proprio questa figura: un intellettuale
cinico, proveniente dal mondo della cultura e della comunicazione,
che contribuisce a modellare la narrazione politica della nuova
Russia. Non esiste documentazione che confermi dialoghi o dinamiche
private come quelle mostrate nel film, ma il ruolo storico di
Surkov nella macchina del potere russo è ampiamente
riconosciuto.
La costruzione dell’immagine di Putin è storicamente fondata?
L’ascesa di Vladimir
Putin alla fine degli anni Novanta è un
fatto storico documentato. Dopo la presidenza di Boris Eltsin,
Putin viene presentato come figura di stabilità in un paese provato
dal caos economico e politico del post-URSS.
Il film mostra la costruzione graduale di un leader forte, capace
di incarnare ordine, sicurezza e orgoglio nazionale. Questa
trasformazione è coerente con l’evoluzione reale dell’immagine
pubblica di Putin nei primi anni Duemila: dalla figura tecnocratica
e quasi anonima a leader carismatico e centralizzatore del
potere.
L’uso massiccio dei media, il controllo progressivo delle
televisioni nazionali e la ridefinizione della narrativa statale
sono elementi storicamente verificabili. La Russia dei primi anni
Duemila ha effettivamente assistito a una ristrutturazione del
sistema mediatico, con un crescente controllo da parte dello Stato
o di oligarchi allineati al Cremlino.
La “democrazia sovrana” è un’invenzione narrativa?
No. Il concetto di “democrazia sovrana” è stato realmente elaborato
e promosso nei primi anni Duemila, proprio nell’orbita di Surkov.
L’idea era che la Russia dovesse sviluppare un modello democratico
autonomo, non subordinato ai parametri occidentali.
Nel film, questo concetto viene tradotto in una visione cinica del
potere: la democrazia non come valore universale, ma come strumento
adattabile. Questa impostazione riflette il dibattito reale che ha
accompagnato la politica russa negli ultimi vent’anni.
Assayas e il materiale di partenza non inventano il concetto, ma lo
trasformano in dispositivo drammaturgico, concentrandosi sul lato
simbolico e psicologico della sua elaborazione.
I dialoghi tra Baranov e Putin sono realistici?
Qui entriamo nella zona della fiction. Non esistono trascrizioni
pubbliche che confermino le conversazioni intime mostrate nel film.
I dialoghi sono costruzioni narrative, funzionali a rendere
visibile un rapporto che nella realtà è rimasto opaco.
Il film suggerisce un rapporto quasi simbiotico tra lo stratega e
il leader, ma è impossibile stabilire quanto fosse effettivamente
diretto e personale il legame tra Surkov e Putin. Le fonti storiche
parlano di un ruolo importante di Surkov nella definizione della
strategia politica e comunicativa, ma non esistono conferme
pubbliche su dinamiche private o conflitti come quelli messi in
scena.
In questo senso, il film usa la fiction per rendere leggibile un
potere che nella realtà è volutamente impenetrabile.
Quanto è attendibile la rappresentazione della Russia degli anni
Duemila?
L’ambientazione politica è coerente con il contesto storico: la
crisi post-sovietica, il ruolo degli oligarchi, le guerre in
Cecenia, il desiderio diffuso di stabilità e ordine sono elementi
documentati.
Il film enfatizza il clima di transizione e la fragilità
istituzionale di quegli anni. Anche il tema della manipolazione
mediatica e della costruzione del consenso trova riscontro nelle
analisi politologiche e nei reportage internazionali
sull’evoluzione del sistema russo.
Tuttavia, va ricordato che Il
mago del Cremlino non è un documentario. È un’opera di
finzione politica che utilizza fatti reali come base per un
racconto romanzato. La sua verità è narrativa, non giudiziaria.
È un film storico o una parabola sul potere?
La risposta più onesta è: entrambe le cose, ma con prevalenza della
seconda. Il film utilizza la storia recente della Russia per
costruire una riflessione più ampia sul potere nel XXI secolo.
La figura dello spin doctor che crea un leader e poi ne viene
superato è una metafora potente. Non è solo la storia di Putin o di
Surkov, ma la rappresentazione di un meccanismo universale: quando
la narrazione diventa più forte della realtà.
In questo senso, ciò che è “vero” nel film non è tanto il dettaglio
biografico quanto la dinamica strutturale: il potere contemporaneo
si fonda sempre più sulla costruzione simbolica e sul controllo del
racconto pubblico.
Cosa bisogna sapere prima di vedere il film?
È
importante affrontare Il mago
del Cremlino con la consapevolezza che si tratta di un
adattamento letterario. Il romanzo di Giuliano da Empoli era già un
ibrido tra realtà e invenzione, e il film accentua questa
dimensione.
Non tutto ciò che vediamo è documentato, ma quasi tutto è
plausibile nel contesto storico. La forza dell’opera non sta nella
ricostruzione minuziosa degli eventi, bensì nella capacità di
trasformare una stagione politica reale in una riflessione sul
rapporto tra potere, comunicazione e responsabilità morale.
Il film non pretende di dire “come è andata davvero”. Mostra,
piuttosto, come potrebbe essere andata. Ed è proprio in questo
spazio ambiguo che si muove la sua verità.
Arriva il primo trailer italiano del film
d’animazione Il magico mondo di Oz,
seguito di una delle fiabe più famose e amate al
mondo.
Il film vede ancora
protagonista Dorothy che, dopo essersi svegliata nella sua
casa in Kansas, si ritrova immediatamente riportata indietro ad Oz,
dove i suoi vecchi amici, lo Spaventapasseri, il Leone, l’Uomo di
latta e Glinda la fata buona, sono minacciati da un nuovo
nemico: un perfido giullare. In questo suo ultimo viaggio
attraverso il coloratissimo paesaggio di Oz, Dorothy
incontrerà dei nuovi amici che si uniranno a lei per riportare pace
e felicità nella Città di Smeraldo: Socrate il gufo, il
Maresciallo Mellow, la Principessa di porcellana e
molti altri ancora.
Accompagnato dalle musiche del
cantautore candidato agli Oscar Brian Adams, IL MAGICO MONDO DI OZ,
nella versione originale inglese può contare su voci davvero
eccellenti, prima tra tutte quella di Lea Michele, candidata ai
Golden Globe “Come migliore attrice televisiva di una commedia o
musical” per GLEE, la serie tv divenuta ormai un cult. Al fianco
della giovane attrice troviamo poi nomi del calibro di Dan
Aykroyd, Jim Belushi, Kelsey Grammer, Martin Short, Oliver Platt, Patrick Stewart, Hugh Dancy e
Bernadette Peters.
Il trailer de Il
Magico Mondo di Harold il nuovo live-action Sony
Pictures diretto da Carlos Saldanha (L’Era
Glaciale) da una sceneggiatura di David
Guion e Michael Handelman. Tratto dal
celebre libro per bambini del 1955 scritto da Crockett Johnson
“Harold and the Purple Crayon”, Il Magico Mondo di
Harold è interpretato da Zachary Levi (Shazam: Furia
degli Dei), Lil Rel Howery
(Scappa – Get Out), Benjamin
Bottani (Bromates – Coinquilini per la
pelle), Jemaine Clement (Vita da
vampiro – What We Do in the Shadows), Tanya
Reynolds (Sex Education) con
Alfred Molina (Spider-Man: No Way Home) e
Zooey Deschanel (Yes
Man). Il Magico Mondo di
Harold sarà nelle sale italiane dal 12 settembre
prodotto da Sony Pictures e distribuito da Eagle Pictures.
Il Magico Mondo di Harold, la
trama
All’interno del suo libro,
l’avventuroso Harold (Zachary Levi) può dare vita a qualsiasi cosa
semplicemente disegnandola. Dopo essere cresciuto e aver disegnato
se stesso fuori dalle pagine del libro e nel mondo reale, Harold
scopre di avere molto da imparare sulla vita vera e che la sua
fidata matita viola può scatenare scherzi molto più esilaranti di
quanto avesse mai pensato. Quando il potere dell’immaginazione
illimitata finisce nelle mani sbagliate, ci vorrà tutta la
creatività di Harold e dei suoi amici per salvare il suo mondo e
quello reale. Il Mondo Magico di Harold è il
primo adattamento cinematografico dell’amato classico per bambini
che ha affascinato i giovani lettori per decenni.
Da oggi disponibile il
trailer de Il
Maestrodi Andrea Di
Stefano conPierfrancesco Favino nel ruolo
di Raul Gatti e con il
giovane Tiziano Menichelli. Il Maestro è
stato presentato alla 82ª Mostra Internazionale del
Cinema di Venezia.
Nel film anche Giovanni
Ludeno, Dora
Romano e Valentina Bellè,
insieme ad Astrid Meloni, Chiara
Bassermann, Paolo
Briguglia, Roberto Zibetti e
con Edwige Fenech.
Il Maestro
è prodotto da Indiana Production, Indigo
Film e Vision
Distribution, in collaborazione con Memo
Films, in collaborazione
con Sky, in collaborazione
con Playtime. Opera realizzata con il
contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema
e nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
Il film è prodotto
da Nicola Giuliano, Francesca
Cima, Carlotta
Calori, Viola
Prestieri per Indigo
Film e da Marco
Cohen, Fabrizio
Donvito, Benedetto
Habib, Daniel Campos
Pavoncelli per Indiana
Production.
Il film è scritto da Andrea
Di Stefano e Ludovica Rampoldi,
la fotografia è firmata da Matteo Cocco, il
montaggio da Giogiò Franchini, le musiche
originali sono di Bartosz Szpak, la
scenografia di Carmine Guarino, i costumi
di Mariano Tufano.
In occasione di Cinè,
Giornate di Cinema di Riccione è disponibile il teaser
poster di Il
Maestro, il nuovo film di Andrea Di
Stefano con Pierfrancesco Favino, Tiziano
Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Paolo Briguglia
con Valentina Bellè e con Edwige
Fenech.
Il film è prodotto da
INDIANA PRODUCTION, INDIGO FILM e
VISION DISTRIBUTION in collaborazione con
MEMO FILMS, in collaborazione
con SKY in collaborazione con
PLAYTIME e uscirà nelle sale distribuito
da VISION DISTRIBUTION.
La trama Il Maestro
Estate, fine anni Ottanta. Dopo
anni di allenamenti duri e regole ferree, Felice, tredici anni e
sulle spalle tutte le aspettative del padre, arriva finalmente ad
affrontare i tornei nazionali di tennis.
Per prepararlo al meglio, il padre
si affida al sedicente ex campione Raul Gatti, che vanta
addirittura un ottavo di finale al Foro Italico. Di partita in
partita, i due iniziano un viaggio lungo la costa italiana che, tra
sconfitte, bugie e incontri bizzarri, porterà Felice a scoprire il
sapore della libertà e Raul a intravedere la possibilità di un
nuovo inizio.
Tra i due nasce un legame inatteso,
profondo, irripetibile. Come certe estati, che arrivano una volta
sola e non tornano più.
Vuoi ricevere un invito
gratuito per due persone valido per l’anteprima del film “IL
MAESTRO”? Clicca sul link Ilmaestroanteprima.it
e segui le istruzioni: seleziona il cinema e registrati inserendo
nome, cognome e indirizzo mail valido, riceverai una mail di
conferma invito, fino ad esaurimento posti disponibili.
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90124 Palermo PA PALERMO mer 12 nov 20.30
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Marcianise CE MARCIANISE CE mer 12 nov 20.30
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THE SPACE SALERNO Viale Antonio Bandiera,
84131 Salerno SA SALERNO lun 10 nov 20.30
THE SPACE VIMERCATE Via Torri Bianche, 16,
20871 Vimercate MI VIMERCATE MB lun 10 nov
20.30
MULTICINEMA ARCA Via Federico Fellini, 2,
65010 Spoltore PE SPOLTORE (PE) lun 10 nov
20.45
VICTORIA Via Sergio Ramelli, 101, 41100 Modena
MODENA lun 10 nov 21.00
ANDROMEDA Via Bozzano, 1, 72100 Brindisi BR
BRINDISI lun 10 nov 21.00
NOTORIOUS CINEMA Piazza Unione Sarda, Via
Santa Gilla, 18, 09122 Cagliari CA CAGLIARI mar 11 nov
20.30
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54/Rosso, 16123 Genova GE GENOVA mar 11 nov
21.00
CINEMA PORTO ASTRA Via Santa Maria Assunta,
20, 35125 Padova PD PADOVA mar 11 nov 20.30
Dopo L’Ultima
notte di Amore, Pierfrancesco Favino torna nel nuovo film di
Andrea Di Stefano. Insieme a lui nel cast
Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno, Dora Romano, Valentina
Bellè.
Il trailer di Il
Maestro
La trama di Il Maestro
Estate, fine anni
Ottanta. Dopo anni di allenamenti duri e regole ferree, Felice,
tredici anni e sulle spalle tutte le aspettative paterne, arriva
finalmente ad affrontare i tornei nazionali di tennis. Per
prepararlo al meglio, il padre lo affida al sedicente ex campione
Raul Gatti, che vanta addirittura un ottavo di finale al Foro
Italico. Di partita in partita, i due iniziano un viaggio lungo la
costa italiana che, tra sconfitte, bugie e incontri bizzarri,
porterà Felice a scoprire il sapore della libertà e Raul a
intravedere la possibilità di un nuovo inizio. Tra i due nasce un
legame inatteso, profondo, irripetibile. Come certe estati, che
arrivano una volta sola e non tornano più.
Il
Maestro è prodotto da Indiana Production, Indigo
Film e Vision Distribution, in collaborazione con Memo
Films, in collaborazione con Sky, in collaborazione
con Playtime. Opera realizzata con il contributo
del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e
nell’audiovisivo del Ministero della Cultura.
È in arrivo nelle sale
italiane un film che promette di radunare i cinefili più accaniti.
Tratto dal libro di Stephen Rebello (uscito in Italia con il titolo
“Come Hitchcock ha realizzato Psycho”) la pellicola si
concentra sulla lavorazione e l’uscita del film più importante e
apprezzato del regista inglese. A impersonare il ruolo del geniale
regista inglese troviamo il premio oscar Sir Anthony Hopkins accanto alla “regina”
Helen Mirren.
Dopo il grande
successo di pubblico in Spagna e la candidatura a 5 Premi Goya,
Officine UBU è lieta di presentare il poster e il trailer di
Il maestro che promise il mare, diretto da
Patricia Font, nella sale italiane dal 19
settembre.
La regista spagnola
intreccia passato e presente per raccontarci la storia
vera del maestro Antoni Benaiges, un
insegnante di Tarragona, che nel 1935 viene assegnato alla scuola
di Bañuelos de Bureba, una piccola cittadina della provincia di
Burgos. Qui il maestro instaura un intenso legame con i suoi
studenti, ai quali promette di portarli a vedere il mare per la
prima volta nella loro vita. Ma l’imminente avvento del regime
franchista, che sta opprimendo il paese, renderà vana la promessa
del maestro, che si batterà con generosità e coraggio fino
all’ultimo in difesa dei propri ideali. 75 anni dopo, la storia del
maestro ritorna alla luce grazie ad Arianna, una donna che cerca i
resti del proprio bisnonno scomparso durante il nazionalismo
autoritario del generale Franco.
Il maestro che promise il mare, il poster
Il maestro che promise il mare poster
Il maestro che
promise il mare è un film che porta un messaggio quanto mai
attuale di libertà e della necessità di opporre ogni tipo di
resistenza ai regimi oppressivi e autoritari. Attraverso il potere
dell’insegnamento, ci ricorda il dovere della memoria in un
presente che tende a dimenticare le lotte di coloro che sono venuti
prima di noi e che, anche a costo della loro vita, ci hanno
permesso di vivere come persone libere.
Il maestro Antoni –
magistralmente interpretato da Enric Auquer – rende omaggio e onore
alla preziosa opera di tutti gli insegnanti ed esalta la necessità
di consentire la massima libertà di espressione e creatività ai
bambini, mentre Arianna – interpretata da Laia Costa – simboleggia
la forza e le speranze di tante famiglie che ancora oggi cercano i
propri parenti sepolti nelle fosse comuni, accendendo un faro su un
pezzo di storia tanto tragica, quanto vicina, che non deve essere
dimenticata.
L’impegno e la
passione per l’insegnamento del maestro Antoni, la cui preziosa ed
eroica figura merita di essere conosciuta, diffusa e valorizzata,
ci accompagnano in questo poetico viaggio nella memoria, che evoca
nel titolo la promessa di un mare, inteso anche come metafora di
libertà.
Il maestro che promise il
mare, la trama
Nel 1935, il
maestro Antoni Benaiges accetta l’incarico come insegnante in un
piccolo villaggio nella provincia di Burgos, in Spagna. Qui il
giovane maestro instaura un intenso legame con i suoi studenti,
bambini tra i sei e i dodici anni, ai quali fa una promessa:
portarli a vedere il mare per la prima volta nella loro vita. Ma i
metodi di insegnamento innovativi del maestro non incontrano il
consenso del governo di allora, che inizia una dura opposizione nei
confronti dell’insegnante e dei suoi ideali.
75 anni dopo,
la nipote di uno di quegli alunni, ricostruisce la meravigliosa
storia vera nascosta dietro la promessa del maestro. Una storia di
coraggio, dedizione e resistenza che rischiava di rimanere sepolta
dalle ombre del regime franchista.
Divenuto celebre grazie a fantasy
horror come La mummia, La mummia – Il ritorno e Van Helsing, il regista
Stephen Sommers ha poi scritto e diretto nel 2014
un altro film di questo genere, intitolato Il luogo
delle ombre. In originale, la pellicola porta però il
titolo di Odd Thomas, che oltre ad essere il nome del
protagonista è anche la descrizione precisa di lui e di quanto gli
capita. Il termine “Odd” è infatti traducibile come
“bizzarro” o “stravagante”, aggettivi che rappresentano bene
l’intera opera, ricca di colpi di scena e situazioni
particolarmente imprevedibili e, spesso e volentieri, anche
comiche.
Il film è l’adattamento
cinematografico de Il luogo delle ombre, pubblicato nel
2003 e primo di sette romanzi dedicati al personaggio di Odd
Thomas. Lo scrittore è Dean Ray Koontz, che negli
anni è divenuto celebre per i suoi racconti di genere suspense
thriller, contenenti elementi horror, gialli, di fantascienza
e di satira. Il luogo delle ombre non è il primo romanzo
di Koontz ad ottenere una propria trasposizione cinematografica, ma
è il primo della serie di riferimento. Ad oggi, sfortunatamente, è
anche l’unico di questa ad aver avuto la possibilità di arrivare
sul grande schermo, non essendovi stati suoi sequel.
Al momento della sua uscita in sala,
infatti, il film si affermò come un clamoroso insuccesso
commerciale, arrivando a non superare i 2 milioni di dollari al box
office internazionale. Pur con i suoi difetti, Il luogo delle
ombre è però un film da riscoprire, capace di offrire
intrattenimento su più fronti. Prima di intraprendere una visione
del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle
principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella
lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli
relativi alla trama e al cast di
attori. Infine, si elencheranno anche le principali
piattaforme streaming contenenti il film nel
proprio catalogo.
Il luogo delle ombre: la trama del film
Il film racconta di un mondo
fantastico, sovrannaturale, animato da esseri e anime che cercano,
costantemente, di interagire con il mondo vivente. Protagonista è
Odd Thomas, un giovane cuoco di una tavola calda
in una piccola città nel deserto americano. La sua vita viene
stravolta quando si ritrova ad essere prescelto dagli esseri
ultraterreni quale intermediario tra i due universi. Odd cerca
allora in tutti i modi di aiutare le anime senza pace che si
mettono in contatto con lui. Sia che questa vogliano giustizia, sia
che vogliano aiutano a risolvere crimini di ogni tipo, per la gioia
del capo della polizia Wyatt Porter.
Con questa attività, egli spera
anche di poter far colpo sulla bella Stormy
Llewellyn, la ragazza di cui è perdutamente innamorato.
Nonostante queste stranezza, tutto scorre sereno. Almeno fino
all’arrivo nella cittadina di Pico Mundo di un uomo misterioso
circondato da un gruppo di ombre simili a iene che lo seguono
ovunque vada. Neppure i fidi informatori di Odd sono in grado di
capire chi sia. L’unico indizio è una pagina strappata da un
calendario giornaliero. Questa riporta la data del 15 agosto,
esattamente 24 ore dopo al tempo in cui si svolge la vicenda. Odd
capirà ben presto che qualcosa di terribile sta per abbattersi
sulla città e dovrà fare affidamento a tutte le sue capacità per
impedire il peggio.
Il luogo delle ombre: il cast del film
Ad interpretare il protagonista, Odd
Thomas, vi è l’attore russo naturalizzato statunitense
Anton Yelchin. Il compianto interprete, noto per
il ruolo di Pavel Chekov nei nuovi film di Star Trek, è da
sempre stato legato al progetto come unico attore considerato per
la parte. Per prepararsi a questa, egli ha letto diversi dei libri
della serie, così da avere una panoramica il più completa possibile
sul personaggio e i suoi modi di fare. Accanto a lui, nei panni
dello sceriffo Wyatt Porter vi è invece il celebre attore
Willem Dafoe, il quale
accettò poiché affascinato dalla commistione di generi presenti nel
racconto. Per il ruolo, inizialmente, era stato considerato anche
il premio Oscar Tim Robbins.
Nei panni della bella Stormy
Llewellyn si ritrova l’attrice Addison Timlin,
nota in particolare per essere stata protagonista del film
Fallen. Per il ruolo erano state considerate anche le
attrici Lily Collins,
Emma Roberts e
Kat Dennings,
quest’ultima grande amica di Yelchin. Nel film si ritrova poi anche
Gugu Mbatha-Raw, attualmente tra i protagonisti di
Loki, qui nei panni della cameriera Viola. Leonor
Varela è la madre di Odd, che compare solo nei flashback
del protagonista, mentre Nico Tortorella è il
poliziotto Simon Varner, il quale prova forte antipatia per Odd.
L’attore Shuler Hensley, infine, è il misterioso
uomo che il protagonista rinomina “Fungus Man”, per via della sua
carnagione che ricorda la muffa e il suo bizzarro taglio di
capelli.
Il luogo delle ombre: il
trailer e dove vedere il film in streaming e in TV
È possibile fruire del film grazie
alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme
streaming presenti oggi in rete. Il luogo delle
ombre è infatti disponibile nel catalogo di
Chili, Google Play, Apple iTunes e
Now. Per vederlo, basterà noleggiare il singolo film,
avendo così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della
qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà
soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il
film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di
martedì 2 maggio alle ore 21:15
sul canale Italia 2.
Da giovedì 23
luglio arriverà nelle sale italiane Il luogo
delle ombre – titolo originale Odd Thomas – diretto
dal regista Stephen Sommers, campione di incassi
con La mummia, il suo sequel
La mummia – Il ritorno e il film horror
d’azione Van Helsing.
Di seguito il trailer del film con
protagonista Anton Yelchin.
Tratto dall’omonimo romanzo scritto
da Dean R. Koontz, best seller nel mondo, Il luogo
delle ombre racconta di un mondo fantastico,
sovrannaturale, animato da esseri e anime che cercano,
costantemente, di interagire con il mondo vivente. Protagonista del
fantasy è Odd Thomas – interpretato da Antony Yelchin – un giovane
cuoco di una tavola calda in una piccola città nel deserto
americano prescelto dagli esseri ultraterreni quale intermediario
tra i due universi. Odd, che è perdutamente innamorato della bella
Stormy Llewellyn – interpretata da Ashley Sommers – cerca in
tutti i modi di aiutare le anime senza pace che si mettono in
contatto con lui, che vogliono giustizia e che, a volte, aiutano a
risolvere casi e crimini di ogni tipo. Tutto scorre sereno, fino
all’arrivo nella cittadina di Pico Mundo di un uomo misterioso
circondato da un gruppo di ombre simili a iene che lo seguono
ovunque vada. Neppure i fidi informatori di Odd sono in grado di
capire chi sia. L’unico indizio è una pagina strappata da un
calendario giornaliero, quella del 15 agosto…esattamente 24 ore
dopo al tempo in cui si svolge la vicenda…
Un viaggio in un mondo
soprannaturale, una storia d’amore e di coraggio in un’epica
battaglia tra bene e male, Il luogo delle ombre vede protagonisti i
talentuosi Anton Yelchin, Willem Dafoe, Ashley Sommers e Leonor
Varela e sarà al cinema da giovedì 23 luglio con Eagle
Pictures.
Chiunque abbia mai giocato al Lotto
o ne abbia comunque sentito parlare, sa certamente del tradizionale
legame fra smorfia e Lotto nella
storia. Vista la grandissima popolarità sia della Smorfia che
del Gioco del Lotto, non c’è certo da stupirsi se anche il mondo
del cinema li ha spesso messi in primo piano, come del resto ha
messo in primo piano altre tipologie di giochi basati sulla
fortuna.Ma prima di scoprire qualche curiosità cinematografica,
ricordiamo brevemente cosa sono il Lotto e la Smorfia il perché del
loro legame.
Non c’è bisogno di dilungarsi in
grandi spiegazioni sul Lotto; trattandosi infatti
di un gioco italiano popolarissimo, sono ben pochi quelli che non
lo conoscono, perlomeno a grandi linee. Essenzialmente è un gioco
numerico basato sull’estrazione di cinque numeri, compresi tra 1 e
90, su un certo numero di ruote (11 per la precisione). Il
giocatore compila una schedina (cartacea o digitale) scegliendo tra
un minimo di 1 e un massimo di 10 numeri. Oltre a questi il
giocatore deve scegliere le cosiddette “sorti” (tipologie e
modalità di gioco). Il premio, in caso di vincita, dipende
ovviamente dai numeri scelti e dalle modalità di gioco
selezionate.
La Smorfia è
invece una tradizione popolare di antichissime origini; oggi si
distingue fra Smorfia napoletana e Smorfia moderna; la prima è
quella che ha le sue radici nelle tradizioni campane; di fatto è un
libro dei sogni molto dettagliato utilizzato dai giocatori per
ricavare dai sogni i corrispondenti numeri da puntare al
Lotto; sul libro dei sogni determinati vocaboli, eventi,
persone od oggetti che vengono trasformati in numeri attraverso una
particolare codifica.
La Smorfia moderna, invece,
raccoglie tutte le altre Smorfie presenti in Italia, decisamente
meno famose di quella napoletana e meno legate alla tradizione.
Gioco del Lotto, Smorfia e
cinema
Il Gioco del Lotto e la Smorfia
sono spesso stati ricordati dal mondo del cinema; alcuni celebri
omaggi sono per esempio arrivati da due grandissimi attori
napoletani: Totò e Peppino de Filippo che hanno girato insieme
molti film; Totò, Peppino e
la smorfia sono per esempio protagonisti nel celebre film
Totò ePeppino divisi a
Berlino(1961) e, ancora prima,
nel film Totò e i re di Roma (1951).
Un vecchio film la cui trama è
incentrata sul Gioco del Lotto e sulla Smorfia napoletana è Non
ti pago! pellicola diretta dal Carlo Ludovico Bragaglia e
tratta dall’omonima commedia di Eduardo De Filippo.
Gioco e cinema: un connubio
frequente
Non solo il Lotto viene omaggiato
al cinema; sono infatti molte le pellicole, italiane e no, che
mettono i giochi numerici al centro della trama; un esempio è il
film
The Gambler (2014), diretto da Rupert Wyatt e
interpretato dall’attore
Mark Wahlberg.
Si può poi ricordare il film
Gratta e Vinci, un film del 1996 diretto dal regista
Ferruccio Castronuovo.
Possiamo poi segnalare il
bellissimo Rain Man – L’uomo della pioggia, diretto nel
1988 da Barry Levinson e interpretato da Tom
Cruise, Dustin Hoffman e la nostra
Valeria Golino.
Altro film sul gioco è
Asso, girato nel 1981 da Castellano e Pipolo e
interpretato dal grande Adriano Celentano.
La trama ufficiale del film diretto
da Joss Whedon è la seguente: Quando Tony
Stark cerca di avviare un programma di pace, le cose degenerano
e i più grandi eroi della Terra, tra cui Iron Man, Captain America,
Thor, l’Incredibile Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco, saranno
messi alla prova, mentre il destino del pianeta è a rischio. Il
villain Ultron emerge, e spetterà agli Avengers impedirgli di
attuare i suoi terribili piani, e presto scomode alleanze e
situazioni inaspettate apriranno la strada a un’avventura
originale, su scala globale. La squadra deve riunirsi per
sconfiggere James Spader nei panni di Ultron, un
terrificante megacattivo deciso ad annientare il genere umano.
Sulla strada, gli eroi affronteranno due misteriosi nuovi arrivati,
Wanda Maximoff, interpretata da Elizabeth Olsen, e Pietro Maximoff,
interpretato da Aaron Taylor-Johnson, incontrando anche
un vecchio amico in vesti nuove, quando Paul Bettany diventerà Visione.
Avengers:
Age of Ultron uscirà – nei formati 2D, 3D e IMAX 3D –
il primo maggio 2015 negli Stati Uniti mentre per quanto concerne
le sale cinematografiche italiane l’uscita è prevista qualche
giorno prima, il 22 aprile 2015.
Rispetto ad altri personaggi,
Silente è stato interpretato dal maggior numero di attori nel corso
degli anni. Richard Harris ha iniziato a
interpretare il preside di Hogwarts nei primi due film di Harry
Potter, e Michael Gambon ha preso il suo posto
da allora in poi. Jude
Law ha interpretato una versione più giovane del personaggio
nei film Animali fantastici, e ora Lithgow ha assunto il
ruolo per il remake di Harry Potter.
Con una tale varietà di
interpretazioni per lo stesso personaggio, c’è stato naturalmente
un dibattito piuttosto acceso su chi lo abbia interpretato meglio.
Alcuni sostengono che Harris fosse un Silente più fedele al libro,
mentre altri dicono che Gambon si adatta meglio alla descrizione di
Harry Potter. Naturalmente, questo ha reso tutti noi ancora
più curiosi di sapere a quale versione di Silente assomiglierà
Lithgow.
Anche se non abbiamo ancora visto
Lithgow in azione nei panni di Albus Silente, le foto dal set del
remake di Harry Potter ci hanno permesso di dare un’occhiata
al suo costume. Basta un rapido sguardo per capire se HBO abbia
preso più ispirazione da Harris o da Gambon.
Guarda qui
le foto dal set di Harry Potter con
John Lithgow nei panni di Albus Silente.
Il look di Silente interpretato
da John Lithgow è molto più simile a quello di Richard Harris che a
quello di Michael Gambon
Lithgow è stato completamente
trasformato per le riprese della serie TV Harry Potter. Le
immagini dal set mostrano l’attore con una lunga tunica fluente e
ricamata, con una barba argentata che gli arriva quasi alle
ginocchia. A Lithgow è stata data una parrucca argentata piuttosto
folta, che nelle immagini dal set è legata in una coda bassa. Poi
ci sono, naturalmente, gli occhiali a mezzaluna posizionati bassi
sul naso del nostro nuovo Silente.
Questo look di Silente è molto più
simile ai costumi indossati da Harris in Harry Potter e la pietra filosofale e Harry Potter e la camera dei segreti che a quelli
indossati da Gambon nei film successivi. Le vesti di Harris erano
in genere più appariscenti e la sua versione del personaggio aveva
una lunga chioma di capelli abbinata a una barba più lunga e
riccia.
Il costume di Gambon da Harry
Potter e il prigioniero di Azkaban in poi presentava una veste
grigio-blu più pratica, accompagnata da capelli più corti e ricci e
da una barba legata. Inoltre, non indossava sempre i famosi
occhiali a mezzaluna. Le differenze sono minime, ma sono evidenti
quando si confrontano i tre Silente, poiché il design di Gambon ha
un sapore unico, distinto da quello di Harris o Lithgow, ma non
così tipico di Silente.
Il Silente della serie TV di
Harry Potter sostiene la tesi secondo cui Richard Harris è più
accurato
Da quando Gambon ha raccolto
l’eredità di Silente dopo la morte di Harris, i fan di Harry
Potter hanno discusso su quale interpretazione fosse più
accurata. Harris aveva i capelli lunghi e lo sguardo penetrante del
personaggio del libro, ma Gambon era un po’ più attivo e vivace. Il
costume di Gambon era più adatto al movimento e all’azione, mentre
quello di Harris era più misterioso e da mago.
Detto questo, nessuna delle due
versioni di Silente nei film di Harry Potter soddisfaceva
tutti i requisiti. Tuttavia, se si considera l’accuratezza dei
costumi rispetto al libro, il fatto che la serie TV di Harry
Potter si sia orientata maggiormente verso Harris suggerisce
che questo look fosse più azzeccato.
HBO ha costantemente ricordato al
pubblico potenziale che il prossimo remake di Harry Potter
vuole essere un adattamento fedele dei libri. Finora, le immagini
dal set hanno confermato questo fatto. Abbiamo visto scene in cui
Vernon Dursley viene abbracciato da un piccolo mago per strada (una
scena tagliata dai film) e una versione della gita allo zoo di
Dudley che include un amico in più (anche in questo caso, a
differenza dei film).
Il design del Silente di Lithgow è
ancora una volta in linea con la promessa della HBO. Silente è noto
nei libri di Harry Potter per le sue vesti riccamente
decorate e i lunghissimi capelli e barba argentati, tutti elementi
che si vedono nelle immagini dal set di Lithgow. Se questo attore
riuscirà a rendere correttamente i manierismi di Silente descritti
nei libri è un’altra questione, che richiederà ancora una volta
l’ispirazione dei due predecessori di Lithgow.
La scelta di John Lithgow
suggerisce ancora che il Silente della HBO sarà un equilibrio tra
Harris e Gambon
Lithgow è stata una scelta
piuttosto sorprendente per la serie TV di Harry Potter. È
senza dubbio un attore spettacolare. Tuttavia, l’aspetto molto
particolare di Silente non corrisponde a come Lithgow appare spesso
sullo schermo. Queste nuove immagini dal set risolvono la
questione. Ha una notevole somiglianza con il Silente di Harris.
Ora possiamo aspettarci una performance che dovrebbe combinare
l’aspetto di Harris con la vivacità di Gambon.
Harris ha conferito a Silente un
tipo di eccentricità tranquilla, mentre la versione di Gambon era
molto più energica. Lithgow è noto per essere estremamente vivace
nelle sue interpretazioni, quindi possiamo aspettarci che il suo
Silente sia un po’ più simile a quello di Gambon sotto questo
aspetto. Questo non è dissimile dal Silente dei libri. Sulla
pagina, questo personaggio è silenziosamente consapevole, ma anche
così pieno di vita che Harry faticava a considerarlo un uomo
anziano.
Con tutti questi attori che hanno
portato qualcosa di diverso sullo schermo nella loro
interpretazione del preside di Hogwarts, siamo sicuri che
discuteremo per anni su quale sia la versione più accurata. Come
Harris e Gambon, Lithgow soddisferà sicuramente alcuni requisiti,
ma non altri. Indipendentemente da ciò, possiamo sperare in un
magico equilibrio nel remake di Harry Potter. Le
immagini di Lithgow sul set, insieme alla sua reputazione, sono un
primo forte indizio.
Tanto tempo fa, in una galassia
lontana lontana… Così inizia una delle saghe più famose della
storia del cinema. Una saga che non ha bisogno di presentazioni,
una storia che parla dell’eterna lotta tra bene e male, con
protagonisti eroi ed eroine, mostri e simpatiche creature.
Ed ecco arrivare anche
il look Back di Darth Vader su facebook:
Anakin Skywalker, in seguito conosciuto col
suo nome Sith Dart Fener, è il protagonista dell’intera saga di
Guerre stellari, nonché, di conseguenza, uno degli unici quattro
personaggi ad apparire in ognuno dei sei film della saga
cinematografica (insieme a Obi-Wan Kenobi, C-3PO e R2-D2). Il nome
originale nella versione inglese è Darth Vader.
I Wonder Pictures in collaborazione
con Unipol Biografilm Collection ha diffuso il trailer italiano di
Il libro delle soluzioni, diretto dal regista Michel
Gondry (Se mi lasci ti cancello, Be Kind Rewind)
con protagonisti Pierre Niney e Blanche
Gardin, e in arrivo nelle sale dal primo novembre.
Presentato all’ultimo festival di
Cannes e in anteprima italiana al Biografilm 2023 con plauso di
pubblico e critica,
Il libro delle soluzioni è una riflessione ironica e
intelligente, personale e parzialmente autobiografica, sugli
eccessi della creatività che segna il ritorno di Gondry sul grande
schermo dopo 8 anni. Realismo, gag e momenti di surrealismo
grottesco sono gli ingredienti del film.
“Il fallimento è una sequenza di
soluzioni intervallate da problemi. Il successo è una sequenza di
problemi, intervallati da soluzioni.” Il libro delle soluzioni,
cap. I Marc, estroso e impulsivo, per terminare il suo nuovo film
si rifugia con un manipolo di fedelissimi a casa di sua zia, in uno
sperduto villaggio nelle Cevennes. Ma qui, la sua creatività
esplode in mille direzioni diverse, gettando la lavorazione nel
caos. Per fronteggiare la situazione, Marc inizia a comporre Il
libro delle soluzioni, un manuale che raccolga le soluzioni a tutti
i problemi del mondo… Dal genio di Michel Gondry (Se mi lasci
ti cancello), una commedia imprevedibile e scatenata, una
parabola sulla creatività sfrenata e sulle sue incognite, con un
clamoroso Pierre Niney.
Il libro delle
soluzioni di Michel Gondry sarà distribuito nei cinema italiani
dall’1 novembre da I WONDER PICTURES in collaborazione con Unipol
Biografilm Collection.
Ecco un nuovo spot de Il
Libro della Giungla, nuovo film di Jon
Favreau e versione live action del classico
d’animazione della Watl Disney Animation. Nell’emozionante promo
potete vedere tutti i protagonisti della classica storia, compreso
il piccolo Mowgli, unico personaggio su “due zampe”, interpretato
dall’esordiente Neel Sethi.
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney
ha già adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon Favreau
(Iron Man, Chef) da una sceneggiatura di
Justin Marks (Street Fighter: The
Legend of Chun-Li). Nel frattempo, c’è un altro Libro
della Giungla in lavorazione alla rivale Warner
Bros., con Ron Howard alla regia.
Ecco un avvincente video dietro la
quinte da Il libro della Giungla, il film
della Disney diretto da Jon
Favreau che riporta sullo schermo le storie di
Kipling in un adattamento in live action.
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney ha già
adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon Favreau
(Iron Man, Chef) da una sceneggiatura di
Justin Marks (Street Fighter: The
Legend of Chun-Li). Nel frattempo, c’è un altro Libro
della Giungla in lavorazione alla rivale Warner
Bros., con Ron Howard alla
regia.
Uno dei più fortunati film
dell’epoca dei rifacimenti in live action dei classici d’animazione
Disney è Il libro della giungla (qui la recensione). Basato
sull’originale del 1967, che è tutt’oggi tra i più amati film dello
studios, il film è diretto da Jon
Favreau, regista anche del recente Il re
leone, e vanta straordinari effetti di computer
grafica, utilizzati per dar vita ai vari personaggi animali tanto
amati dal pubblico. A questi, sia nella versione originale che in
quella italiana, è stata poi data la voce di alcuni famosissimi
attori, cimentatisi qui con un’esperienza totalmente nuova.
La storia è come sempre basata
sull’omonimo romanzo di Rudyard Kipling,
pubblicato a fine Ottocento. Tuttavia, come avvenne anche per la
versione animata, anche questo nuovo rifacimento si discosta molto
dalla trama originale, prendendo forme più canonicamente vicine a
quelle richieste dal cinema. È così che nei teatri di posa di Los
Angeles si sono svolte le riprese, con un intero mondo riprodotto
in computer grafica e il piccolo interprete di Mowgli come unico
attore in carne ed ossa coinvolto nelle riprese.
Al momento della sua uscita in sala,
poi, il film si è affermato come uno dei maggiori successi tra i
rifacimenti in live action della Disney. A fronte di un
considerevole budget di 175 milioni di dollari, Il libro della
giungla è arrivato ad un incasso complessivo di circa 966
milioni a livello mondiale. Con tale cifra, si è affermato come il
quarantatreesimo film di maggiore incasso nella storia del cinema.
Ben accolto anche dalla critica, le maggiori lodi sono andate agli
effetti speciali. I realizzatori di questi hanno poi anche ricevuto
il prestigioso premio Oscar.
Il libro della giungla: la
trama del film
La storia è quella di
Mowgli, cucciolo d’uomo ritrovatosi a crescere
nella giungla, allevato da un branco di lupi guidati dal sapiente
Akela. A vegliare su di lui vi sono però anche la
pantera Bagheera e l’orso Baloo.
Con gli anni, il ragazzo cerca sempre più di assomigliare ai suoi
amici lupi, si ritrova spesso involontariamente ad agire come un
essere umano. Bagheera è preoccupato di ciò, poiché sa che Mowgli
non potrà mai nascondere la sua vera natura, e crescendo finirà con
l’allontanarsi dal branco. Fino a che è un bambino, però, va
assolutamente protetto dai pericoli che si nascondono nella
giungla. Il più minaccioso di questi è la tigre Shere
Khan, che da tempo ha puntato il ragazzo e vuole farne una
sua preda.
La tigre prova infatti una profonda
avversione nei confronti degli esseri umani, e non tollera che ve
ne sia uno in quello che considera il suo regno. Shere Khan è
infatti certo che crescendo Mowgli diventerà una minaccia per
tutti, anche per i lupi che l’hanno allevato. Akela, Bagheera e
Baloo sono però convinti del contrario, e si oppongono con tutte le
loro forze alla tigre. Consapevole di far correre dei rischi ai
suoi amici, Mowgli decide però di abbandonarli, intraprendendo un
viaggio attraverso la giungla. Qui incontrerà nuovi amici e
numerosi pericoli. Ad ogni tappa imparerà qualcosa di più su di sé
e sulle leggi che governano la giungla. Ben presto, però, lo
scontro con Shere Khan sarà inevitabile.
Il libro della giungla: il
cast e i personaggi del film
Come anticipato, l’unico attore in
carne ed ossa è quello che ha dato volto al giovane Mowgli,
protagonista del film. Per trovare il giusto bambino, i produttori
hanno dato vita ad audizioni negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in
Nuova Zelanda e in Canada. Migliaia di bambini sono stati
provinati, ma solo uno è riuscito infine a convincere tutti circa
le sue qualità. Questi è Neel Sethi, qui al suo
primo film. Due settimane dopo essere stato scelto, il giovane
attore iniziò le riprese. Queste si rivelarono difficili per lui,
che non aveva veri animali con cui interagire sul set. Per
aiutarlo, il regista e altri membri della troupe si posizionavano
lì dove il bambino doveva immaginare che fossero i personaggi.
Per dar voce ai personaggi animali,
invece, Favreau si è rivolto ad una serie di celebri attori di
Hollywood, tra cui anche diversi premi Oscar. Il primo da citare è
certamente Bill
Murray, che dà voce all’orso Baloo.
Una performance vocale, la sua, particolarmente apprezzata. Seguono
poi Ben
Kingsley per la pantera Bagheera, e
Idris
Elba per la minacciosa tigre Shere
Khan. Lupita
Nyong’o è invece la lupa Raksha e
Giancarlo Esposito il lupo Akela.
Per il ruolo di Re Luigi, che passa dall’essere un
orango ad un gigantopithecus, è stato invece scelto l’attore
Christopher Walken. Anche il personaggio del
serpente Kaa è stato modificato, ottenendo qui la
voce femminile dell’attrice Scarlett
Johansson.
Anche il doppiaggio italiano non è
stato da meno nella scelta delle voci dei personaggi. L’orso Baloo
è infatti stato affidato a Neri
Marcorè, anch’egli molto apprezzato nella parte.
Begheera ha invece l’ammaliante voce di Toni
Servillo, mentre Violante
Placido interpreta Raksha. Il doppiatore
Alessandro Rossi, celebre per essere la possente
voce di Liam
Neeson, dà qui vita allo spietato Shere Khan.
Giovanna
Mezzogiorno ha dato invece voce al seducente serpente
Kaa. Si fa poi notare la partecipazione di Giancarlo
Magalli, celebre conduttore televisivo, che offre una
convincente interpretazione del mastodontico Re Luigi.
Il libro della giungla: le
canzoni, il sequel, il trailer e dove vedere il film in streaming e
in TV
Il classico d’animazione, come molti
degli altri titoli Disney, è ricco di canzoni famose e divenute
addirittura tra le più celebri mai realizzate per i film del
celebre studios. Per la versione live action, Favreau ha però
scelto di ridurre la presenza di queste, inserendo però ovviamente
le amate Lo stretto indispensabile e Voglio essere
come te, quest’ultima riscritta per una nuova versione proprio
dal suo autore originale Richard M. Sherman.
Queste sono cantante dagli stessi interpreti dei personaggi
coinvolti, Murray e Walken. La colonna sonora è poi stata
pubblicata come album nell’aprile del 2016, dall’etichetta
discografica Walt Disney Records.
Dato il successo del film, la Disney
ha dato il via libera alla realizzazione di un sequel. Favreau si
riconferma alla regia del film, e ha affermato di aver intenzione
di far partire le riprese poco dopo quelle de Il re leone.
Nel 2018 è stato poi dichiarato che una prima versione della
sceneggiatura era pronta, e che la trama si concentrava su
ulteriori aspetti del romanzo di Kipling. Ulteriore fonti di
ispirazioni sono poi alcune bozze realizzate e poi scartate per la
versione animata del 1967. Infine, tra le ultime notizie a riguardo
vi è quella che vede il giovane Sethi riconfermato per il ruolo del
giovane Mowgli.
Per gli appassionati del film, o per
chi desidera vederlo per la prima volta, sarà possibile fruirne
grazie alla sua presenza nel catalogo di alcune delle principali
piattaforme streaming oggi disponibili. Il libro della
giungla è infatti presente su Rakuten TV,
Chili Cinema, Tim Vision, Apple iTunes, Amazon Prime Video e,
naturalmente, Disney+. In base alla
piattaforma scelta, sarà possibile noleggiare il singolo film o
sottoscrivere un abbonamento generale al catalogo. In questo modo
sarà poi possibile fruire del titolo in tutta comodità e al meglio
della qualità video. Il film è inoltre in programma in televisione
per martedì 15 febbraio alle
ore 21:20 sul Italia
1.
È stato pubblicato online il trailer
finale della rivisitazione, in chiave live
action, del classico d’animazione Disney Il
Libro della Giungla. Ve lo mostriamo:
La rivisitazione in chiave live
action del celebre classico d’animazione Disney, Il
Libro della Giungla, arriverà nelle sale italiane il
14 aprile anche con uno spettacolare 3D, distribuito da The Walt
Disney Company Italia. Diretto da Jon
Favreau (Iron Man, Iron Man 2), il film vanta
la presenza di un incredibile cast di voci italiane, chiamate a
interpretare gli indimenticabili personaggi che il giovane Mowgli
incontra in questa avventura senza tempo.
L’amorevole lupa Raksha, che adotta
il cucciolo d’uomo abbandonato nella giungla, avrà la voce della
nota attrice Violante Placido. Il pluripremiato
attore Toni Servillo sarà Bagheera, la
splendida e nobile pantera, severo mentore del ragazzo, e il
celebre attore e conduttore Neri Marcorè sarà
Baloo, lo spensierato orso dallo stile anticonformista. Il
gigantesco King Louie, il sovrano adulatore alla disperata ricerca
del segreto del letale “fiore rosso” degli uomini (il fuoco), avrà
la voce del popolare attore e conduttore
televisivoGiancarlo Magalli, mentre la
pluripremiata attrice Giovanna Mezzogiorno sarà
Kaa, il gigantesco pitone che utilizza la sua voce seducente e il
suo sguardo ipnotico per far cadere Mowgli nella trappola del suo
‘avvolgente’ abbraccio.
La storia, nata originariamente
dalla fantasia dello scrittore inglese Rudyard Kipling, narra le
vicende di Mowgli, un giovane cucciolo di uomo cresciuto da una
famiglia di lupi e costretto a lasciare la giungla quando la
temibile tigre Shere Khan, segnata dalle cicatrici dell’uomo, giura
di eliminarlo per evitare che diventi una minaccia. Mentre
abbandona la sua unica casa, Mowgli s’imbarca in un avvincente
viaggio alla scoperta di se stesso, guidato dalla pantera Bagheera
e dallo spensierato orso Baloo.
Guarda il teaser trailer italiano
de Il Libro della Giungla, il film
diretto da Jon
Favreau e che arriverà nelle sale italiane il 14
aprile 2016 in un emozionante formato live action.
Il 14 aprile Disney Italia porterà
sul grande schermo la trasposizione live-action di uno dei classici
d’animazione più amati, basato sui racconti senza tempo di Rudyard
Kipling: Il Libro della Giungla. Diretto da Jon
Favreau, apprezzato regista di grandi successi come Iron
Man, il film catturerà gli spettatori portandoli in un’emozionante
avventura nel cuore della giungla.
Il Libro della
Giungla, che racconta la storia di Mowgli
(l’esordiente Neel Sethi), è un incredibile e perfetto mix di scene
girate dal vivo con ambientazioni digitali e straordinari animali
frutto di un’animazione fotorealistica.
“Il Libro della Giungla è una
storia universale, in cui tutti possono identificarsi, che racconta
il percorso di crescita di un bambino”, dice il produttore Brigham
Taylor. “Walt Disney ha raccontato la storia attraverso
l’animazione tradizionale ma noi oggi abbiamo la tecnologia adatta
per portare in vita questi personaggi, rendendoli fotorealistici:
possiamo inserire perfettamente un bambino vero all’interno di un
ambiente digitale, in modo totalmente credibile”.
Secondo Favreau,
la storia è comunque il fattore principale. “Penso che i film
debbano offrire un’esperienza emozionante”, dice il regista.
“Un grande spettacolo visivo non ha valore se il pubblico non
riesce a creare un legame emotivo con i personaggi. Ogni storia
deve possedere umanità, emozioni e umorismo, senza però tradire le
intenzioni del film. L’obiettivo è quello di trasportare il
pubblico in un’avventura. Il pubblico vuole il brivido, il
divertimento. Ho cercato di fare un film che vorrei vedere
anch’io”.
Ecco la prima clip originale de
Il Libro della Giungla, in cui vediamo
protagonista la temibile Shere Khan, la tigre doppiata da
Idris
Elba nella versione originale che dà la caccia al
piccolo Mowgli (Neel Sethi).
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney
ha già adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivale Warner Bros., con Ron
Howard alla regia.
Ecco il poster triplo completo de
Il Libro della Giungla, in cui vediamo
tutti iprotagonisti, dalla minacciosa Shere Khan con la voce di
Idris
Elba, al gigantesco Re Louie, con il timbro
inconfondibile di Christopher Walken.
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Nel cast del film Ben
Kingsley, Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney ha già
adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang Rethierman,
ultimo film prodotto da Walt Disney, che morì
durante la produzione. La seconda nel 1994, con un remake
live-action diretto da Stephen Sommers.
L’ultima versione sarà diretto da
Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivale Warner Bros., con Ron
Howard alla regia.
Ecco una nuova clip de
Il libro della giungla in cui vediamo
Shere Khan, con la possente voce di Idris Elba, alle prese con il popolo
della giungla, mentre cerca di far valere la sua sete di sangue e
vendetta a spese del piccolo Mowgli. A presentare il video c’è la
star di Quantico, Priyanka Chopra, che nella versione
indiana del film presteràla voce al serpente Kaa.
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney
ha già adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivale Warner Bros., con Ron
Howard alla regia.
L’atteso film Il
Libro della Giungla ha chiuso il secondo fine
settimana d’incasso in cima alla classifica del Box Office USA.
Infatti il film diretto da Jon
Favreau nonostante una perdita del 41 % ha incassato
altri 60,8 milioni di dollari portandosi ad un totale a livello
nazionale di 191 milioni in soli dieci giorni. Il film della
Walt Disney
Pictures va forte anche all’estero con un guadagno di
circa 156 milioni di dollari per un totale mondiale di 528
milioni.
In seconda posizione si posiziona
la nuova uscita Il
cacciatore e la regina di ghiaccio, il film della
Universal
Pictures ha incassato 20 milioni, dunque un debutto
non entusiasmante che potrebbe minare la riuscita al box office di
un film che è costato ben 115 milioni di dollari.
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney ha già
adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivale Warner Bros., con Ron
Howard alla regia.
Un brillante 3D ci porta in una
rigogliosa e verde giungla, seguiamo un bambino che fugge,
inseguito da un animale feroce. Il ritmo è concitato, i suoi veloci
nelle nostre orecchie, il fiatone della corsa, la paura della
preda, pensiamo che possa farcela ma poi cade e su di lui piomba
una pantera, elegante, feroce, austera e… amichevole. È questo il
coinvolgente inizio de Il Libro della
Giungla, nuovo capitolo della riproposizione dei
classici Disney in live action firmato da Jon
Favreau. Dopo Maleficent e
Cenerentola, Mamma Disney torna con uno
dei classici più vecchi e amati, quel cartone animato del 1967
basato sulle raccolte di Kipling.
Il Libro della
Giungla ripercorre fedelmente l’originale nella
struttura narrativa, cambiando però i toni e le indicazioni di
insegnamento che ogni film Disney ha nel suo DNA. Il buffo racconto
diventa un’avventura a tratti cupi, concitati, nel momento in cui
il linguaggio degli anni ’60 si adatta a un pubblico smaliziato,
soprattutto nella famosa e ipnotica sequenza di Kaa il serpente, ma
anche nelle scene di lotta vera e feroce che vedono protagonista la
tigre Shere Khan. Per questo il film si addice anche agli adulti
che vogliono divertirsi e soprattutto che possono godere davvero
dei prodigi della tecnica. Il film, realizzato completamente in
CGI, vede protagonisti i magnifici animali della giungla ricreati a
computer con effetto realistico da far impallidire i disegni a due
dimensioni di tanti anni fa (che comunque conservano il loro
romantico fascino).
Quello che più convince de
Il Libro della Giungla è il messaggio per
quanto edulcorato ed elementare: il film invita il giovane pubblico
ad accogliere se stessi. Mowgli è un bambino che vuole essere un
lupo perché vive con loro e vuole essere uguale a loro, ma troverà
la sua strada e la sua felicità insieme agli stessi lupi solo
quando accetterà di essere un uomo. Come accadeva in Cenerentola, che ricordava
l’importanza della gentilezza in un mondo (quello della storia come
quello reale) dove tutto è prepotenza, anche in questo film la
Disney inserisce un messaggio semplice, che però nell’era
dell’omologazione può fare la differenza. Accogliere se stessi può
essere molto più difficile che fingere di essere uguali agli altri
e ognuno lo impara a spese proprie. Magari i giovani spettatori
potrebbero partire avvantaggiati dopo la visione.
Altro plauso che raccoglie il film
nella versione italiana è un doppiaggio davvero eccellente, che
vanta nomi illustri di talent (tra cui spiccano Toni Servillo, Giovanna
Mezzoggiorno e Giancarlo Magalli) che per
una volta non deludono le aspettative e scompaiono dietro i
personaggi.
Il libro della
Giungla è un viaggio potente, coinvolgente (da un
punto di vista emotivo e sensoriale), realizzato con un tecnica che
ha davvero poco da perfezionare e un grande senso del ritmo
cinematografico.
Nel cast vocale de Il
Libro della GiunglaBen Kingsley,
Lupita Nyong’o, Idris
Elba, Scarlett Johansson
e Neel Sethi, unico attore in carne e ossa
del film nei panni di Mowgli.
Disney ha già
adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang
Rethierman, ultimo film prodotto da Walt
Disney, che morì durante la produzione. La seconda nel
1994, con un remake live-action diretto da Stephen
Sommers.
Il Libro della
Giungla è diretto da Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivale Warner Bros., con Ron
Howard alla regia.
Disney ha pubblicato il primo
concept art de Il Libro della Giungla,
nuovo adattamento a metà tra live action e animazione. Il
cast comprende già nomi importanti, come quelli
di Idris
Elba e Scarlett Johansson, oltre alla
recente vincitrice dell’Oscar come miglior attrice,
Lupita Nyong’o, straordinaria in
12 years a Slave. A doppiare la pantera
Bagheera ci sarà Ben Kingsley.
L’immagine che la Disney ha
pubblicato sul proprio account Twitter mostra Mowgli a piedi
nella giungla, proprio insieme a Bagheera:
Possiamo dare un primo sguardo anche al logo ufficiale del film,
che Disney ha mostrato in anteprima sulla sua pagina Facebook:
Disney ha già
adattato la storia raccontata da Rudyard
Kipling in due occasioni. La prima nel 1967, con un
film d’animazione diretto da Wolfgang Rethierman,
ultimo film prodotto da Walt Disney, che morì
durante la produzione. La seconda nel 1994, con un remake
live-action diretto da Stephen Sommers.
L’ultima versione sarà diretto da
Jon
Favreau (Iron Man, Chef) da
una sceneggiatura di Justin Marks
(Street Fighter: The Legend of Chun-Li).
Nel frattempo, c’è un altro Libro della Giungla in lavorazione alla
rivaleWarner Bros., con Ron
Howard alla regia.
Iniziate le riprese dell’atteso
nuovo adattamento cinematografico Il Libro della
Giungla di Jon
Favreau che vede protagonisti nel cast Bill
Murray, Ben
Kingsley, Lupita
Nyong’o, Christopher
Walken, Idris
Elbae Scarlett Johansson. La pellicola,
ennesima trasposizione del racconto di Rudyard
Kiplingm fa parte della strategia della Disney di
riproporre i classici in live action.
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Come
anticipato, regista del film è Jon
Favreau, mentre lasceneggiatura sarà opera diJustin Marks. “Il casting è
l’elemento più importante di un film e trovare il ragazzo giusto
per interpretare Mowgli era indispensabile”, ha dettoFavreauin un comunicato. Il regista ha inoltre aggiunto
che“Neel ha enorme talento e carisma
sulle sue piccole spalle.”
Sethisarà l’unico attore
visibile sullo schermo nel film, visto che il resto dei personaggi
interpreteranno creature generate al computer. Questo cast di
creature deIl libro della
Giunglasarà
animato niente meno che daScarlett Johansson,
Idris Elba, Lupita Nyong’o,Ben Kingsley,
Christopher WalkeneGiancarlo
Esposito.
La Disney distribuirà Il libro della Giunglanelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 9
ottobre 2015.