Adriana è una donna di
quasi 60 anni: francese di nascita, vive da molto tempo in Italia,
in Puglia per la precisione, ha una figlia grande, un nipote e un
lavoro da infermiera all’ospedale della sua città. Un giorno in
corsia conosce Mohamed, un giovane uomo di Tangeri, di circa 30
anni. Tra i due nasce una storia destinata a dare scandalo.
Il melodramma è insito nella natura
umana, su questo si basa quasi tutta la tradizione scritta e orale
dei racconti da Omero a Shakespeare e oltre. In tutti questi
racconti (prima di arrivare ad Harold e Maude) i protagonisti sono
giovani e prestanti, a cui il destino avverso impedisce di essere
felici.
Nel 2015, Mohamed e Adriana non
possono essere felici perchè la società lo impedisce loro, per il
“buon gusto” e per l’idea che una donna, dopo una certa età non
posso più provare un sentimento passionale ed erotico, soprattutto
se rivolto verso un uomo di 30 anni più giovane.
Insieme a
Gloria, la cui attrice protagonista vinse un
premio al Festival di Berlino 2013 e Party
girl, questa è un’altra pellicola che parla della forza e
della voglia di vita delle donne che già hanno attaversato buona
parte dell’esistenza, ma che non sono ancora morte.
Adriana, interpretata dall’attrice
Ariane Ascaride, che abbiamo visto in molti film
del regista Robert Guédiguian, autore impegnato
soprattutto sul fronte umano dei diritti sociali, ricorda per
espressioni, movimenti, libertà di interpretazione, le attrici
della Nouvelle vague di Godard e Truffaut, i primi che descrissero
donne libere, indipendenti e in pieno possesso di se stesse e della
propria sessualità.
Il mondo che circonda Mohamed e
Adriana è squallido e grigio, sono i palazzoni di periferia, in cui
le persone abitano e vivono tutte allo stesso modo, e una
variazione a questa norma autoimposta è vista come scandalosa.
Come avveniva nelle storie del
passato, tutto gioca a sfavore dell’amore, che però è inevitabile,
e, come rivela lo stesso titolo, non perdona.
L’amore non
perdona esce in sala il 9 Aprile.