E’ curiosa e non propriamente
convenzionale la carriera cinematografica di Sam
Worthington, uno dei volti nuovi di Hollywood e oggi tra i
più richiesti e ricercati da produttori e registi americani.
Innanzitutto l’attore inglese non
ha conosciuto la popolarità particolarmente presto anzi il
successo, quello vero, lo ha incontrato ben dopo i trenta quando
con Avatar
(2009) si è tirato fuori da una situazione di vita molto difficile.
Si dice infatti che, prima di quella fortunatissima scrittura,
Worthington fosse stato addirittura costretto a vendere tutti i
pochi beni a disposizione e a vivere nell’auto acquistata con il
magro bottino ricavato.
Sam Worthington: il giovane
muratore che divenne una star
Una cosa è certa, a Sam non
dispiace affatto aver raggiunto il successo dopo i trent’anni in
quanto “se tutto questo fosse arrivato quando avevo vent’anni,
probabilmente sarei diventato un gran cretino. Ma a 35 tendi a
stare con i piedi per terra” afferma, e continua” cucino
uova, dormo fino a tardi, vado a fare passeggiate e guardo robaccia
alla tv come America’s next top model. Né più né meno di
quello che fa la gente normale”.
Ma andiamo con ordine e proviamo a
ricostruire i vari passaggi della sua fortunatissima carriera.
Sam Worthington
nasce a Godalming in Inghilterra, nella contea del Surrey, il 2
agosto del 1976. Presto si dovrà trasferire in Australia, a Perth,
dove il padre trova lavoro nella locale centrale elettrica;
trasferitosi successivamente a Warnbro, periferia di Rockingham,
passerà qui la sua infanzia cresciuto insieme con la sorella minore
dalla madre casalinga.
Abbandonati presto gli studi Sam
lavorerà sino al 1995 come muratore prima a Rockingham poi a
Sidney dove si trasferirà all’età di diciassette
anni e dove per accompagnare la propria ragazza ad un provino alla
Premier Drama School sarà lui ad essere preso in seguito
ad un’audizione tentata quasi per caso…dopo una settimana la
ragazza lo mollerà.
Dopo tre anni di studi inizierà a
recitare in varie compagnie teatrali e ad accettare le prime
comparsate cinematografiche; un anno importante è per lui il 2000
in quanto esordisce nelle produzioni tv con una piccola parte in un
episodio di JAG- Avvocati in divisa e
soprattutto quando viene chiamato ad affiancare Adam
Garcia nel musical Bootmen di
Dein Perry. Il primo grande riconoscimento arriverà però solo nel
2004 quando recita accanto a Abbie Cornish in
Somersault un film indipendente in cui interpreta Joe,
figlio di un ricco fattore che aiuterà una ragazza scapestrata,
Heidi, in fuga da una famiglia disastrata, a ritrovare l’amore e la
gioia di vivere. L’interpretazione di Joe gli frutterà il premio
dell’Australian Film Institute ( l’Oscar australiano) cui
nomination aveva già ricevuto per Bootmen.
Sam cavalca l’onda di un 2004
particolarmente fortunato e si butta nella realizzazione di
Enzo un corto di sette minuti di cui è produttore,
regista, sceneggiatore, direttore della fotografia e
compositore.
In realtà la prima metà del
decennio duemila non è particolarmente esaltante per l’attore
inglese, al di là del riconoscimento di cui accennavamo prima non
risultano altre grandi scritture; per Sam si parla per lo più di
ruoli secondari e marginali sia per il grande che per il piccolo
schermo. Il suo sogno, la sua ambizione è quella di approdare ad
Hollywood, la mecca agognata da tutti i giovani attori o aspiranti
tali. Riesce ad ottenere le prime parti in film statunitensi, anche
se marginali, tra le prime e più significative quella in
Sotto corte marziale (2002) con
Bruce Willis e Colin Farrell così come la parte in
Dirty Deeds. Le regole del gioco commedia
sui giochi di potere tra la malavita di Chicago e di New York.
Il 2006 è l’anno della grande
illusione per Sam; infatti dopo una parte nella curiosa commedia
Fink, Sam Worthington entra nella
ristrettissima lista di candidati per sostituire Pierce Brosnan nei
panni del più famoso agente segreto del cinema: James
Bond.
Martin Campbell,
regista di Casinò Royale, ammetterà poi
che solo Sam e Henry Cavill rappresentarono una seria alternativa a
Daniel Craig che però, come è noto, sarà l’azzeccatissimo prescelto
per la parte di 007.
La delusione per l’occasione
mancata non durerà molto in quanto da lì a poco si apriranno per
Sam, ormai trentenne, una serie di occasioni importanti che
rappresenteranno il vero trampolino di lancio.
Nel 2007 ha un ruolo in
Rogue ma è poco dopo che arriva la vera svolta con il
provino per entrare nel cast di Avatar
e il conseguente incontro con James Cameron,
l’uomo che cambierà per sempre la sua vita. Il grande regista non
solo gli affiderà la parte di Jake Sully come co-protagonista in
uno dei film più rivoluzionari nella storia del cinema e ancora
oggi record di incassi, ma lo proporrà anche per la parte di
Markus Wright in Terminator
Salvation di McG.
Con una raccomandazione tale la
parte non può che essere sua così potrà recitare al fianco del
grande Christian Bale come “intruso” nella lotta
tra resistenti e robot.
Sono questi due film girati nel suo
“magico” 2009 che proiettano Sam Worthington nell’olimpo di
Hollywood come uno degli attori più apprezzati o quantomeno più
acclamati e richiesti. Di lui si apprezza la duttilità ed una buona
dose di eclettismo che gli permette di interpretare ruoli spesso
molto diversi ma è leggendo stralci di interviste varie rilasciate
qua e là che si può apprezzare la sua dote forse più importante:
l’umiltà.
“Amo il mio lavoro e amo il
mondo in cui vivo”, ha affermato di recente, “ma non
voglio una donna che sia soltanto attratta da quello
scintillio”; la donna ideale per Sam deve accettare tutto il
suo mondo con i suoi pregi e i suoi difetti, “se anche mi
sveglio tardi la mattina o i miei calzini puzzano” aggiunge,
“deve volere l’intero pacchetto”, non male.
Non si sente un duro, non si vede
proprio come il classico macho che non deve chiedere mai, “nei
film ti fanno sembrare tosto, coraggioso e tutto il resto ma poi
nella vita reale è tutta un’altra cosa” e aggiunge, “forse
recito queste parti per compensazione perchè nella realtà sono
timido e riservato e diciamo pure…forse pure un po’
imbranato”.
Tanto semplice e imbranato da
rimanere di stucco e senza parole come un fan qualunque quando
trovatosi di fronte Brad Pitt, che gli chiedeva
delle olimpiadi di Sidney, lui non seppe dire altro che:” eh beh sì
è molto bello poter parlare con te”.
La sua popolarità è testimoniata
dalla prolificità incredibile degli ultimi due anni dove interpreta
Perseo in Scontro tra titani ( 2010) e
La furia dei titani (2012), quindi in
Last night di Massy
Tadjedin e
Il debito di John
Madden, per concludere con Le paludi della morte
in uscita il prossimo giugno e 40 carati dove reciterà per
quasi tutto il film appollaiato su un cornicione di New York a 80
metri di altezza. Di sicuro non rischia, almeno per ora, di essere
dimenticato.