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Le 10 donne più sexy e letali del cinema di Quentin Tarantino

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Le 10 donne più sexy e letali del cinema di Quentin Tarantino

Arriverà il prossimo 4 febbraio al cinema The Hateful Eight, l’ottavo film di Quentin Tarantino, in cui spicca il personaggio di Jennifer Jason Leigh, unica donna in un cast di uomini. Non è un mistero che Tarantino abbia sempre scritto grandi personaggi femminili e di seguito vi elenchiamo le 10 protagonista tarantiniane più belle e letali dei suo cinema.

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Le 10 domande più importanti rimaste senza risposta dopo il finale della prima stagione di Matlock

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Matlock è stato rinnovato per la seconda stagione dopo la messa in onda dei primi due episodi sulla CBS, grazie agli ottimi ascolti e al successo di critica. Kathy Bates è la protagonista del cast di Matlock nei panni di Madeline Matlock al lavoro e Madeline Kingston a casa. Il finale della prima stagione di Matlock risponde alla domanda principale su chi abbia nascosto lo studio Wellbrexa: Julian (Jason Ritter) lo ha fatto su ordine di suo padre, e Olympia (Skye P. Marshall) è innocente proprio come Matty credeva fermamente.

Tuttavia, il finale in due parti della prima stagione di Matlocklascia anche molti fili sospesi che i fan saranno ansiosi di riprendere nella seconda stagione. Il padre di Alfie (Aaron D. Harris) appare inaspettatamente alla fine della prima stagione, il che sarà un altro ostacolo nel matrimonio tra Matty ed Edwin (Sam Anderson). Al lavoro, Olympia conosce la vera identità di Madeline, ma Billy (David Del Rio) e Sarah (Leah Lewis) sono ancora completamente all’oscuro. Ma soprattutto, la posta in gioco è più alta che mai per Olympia, e la sua promozione a socia potrebbe metterla in contrasto con la ricerca di giustizia di Matty.

Come reagirà Edwin all’incontro con il padre di Alfie?

Edwin e Matty avranno probabilmente reazioni molto diverse all’improvvisa apparizione del padre biologico di Alfie alla fine del finale della prima stagione di Matlock. Quando discutono su chi dovrebbe ottenere la custodia di Alfie se dovesse succedere loro qualcosa nella Matlock stagione 1, episodio 10, Edwin è contrario all’idea di ricontattare il padre di Alfie, vedendola come un’occasione pericolosa per Alfie di essere ferito o deluso ancora una volta.

È stato Alfie stesso a contattare il suo padre biologico.

Matty ribatte che si tratta di una posizione egoista, poiché potrebbe essere più difficile per loro, ma potrebbe essere meglio per Alfie a lungo termine. Alla fine, è stato Alfie stesso a contattare il padre biologico, togliendo loro la decisione in un colpo di scena scioccante nella scena finale del finale.

Il padre di Alfie è un tossicodipendente?

Non sappiamo molto del padre di Alfie (Niko Nicotera) perché Matty ed Edwin non lo hanno mai conosciuto. Ha contattato Edwin tramite la sua e-mail universitaria dopo la morte di Ellie (Marnee Carpenter), anche se Edwin non ne ha parlato a Matty fino a poco tempo fa. Matty ed Edwin presumono che sia un tossicodipendente (o in fase di recupero) come lo era la loro figlia.

Visivamente, l’attore scelto per il ruolo incarna alcuni stereotipi: appare un po’ vuoto e smunto, con un aspetto consumato e segnato che suggerisce una vita difficile. Penso che molto probabilmente sia un tossicodipendente in fase di recupero, sobrio da anni, ma con Edwin e Matty già in disaccordo sul fatto che lei debba rimanere alla Jacobson Moore, introdurre questo estraneo nella vita del loro nipote non allevierà le tensioni coniugali.

Il matrimonio di Edwin e Madeline potrà sopravvivere alla sua decisione di restare?

Per gran parte della prima stagione di Matlock, Edwin sembra un coniuge davvero solidale, che tiene Matty sotto controllo ma è d’accordo con la sua missione sotto copertura. Tuttavia, nel finale, è chiaro che lui la vedeva come una soluzione a breve termine, non come un cambiamento permanente. Se Matty vuole rimanere nello studio, questo causerà una vera tensione tra loro.

Edwin chiarisce che non ha accettato di crescere Alfie da solo, ma mostra poca compassione per il fatto che, anni fa, Madeline abbia rinunciato alla propria carriera quando lui glielo ha chiesto. Edwin è pronto a vendere la loro casa e tornare indietro, ma con Matlock già rinnovato per la seconda stagione, è ovvio che ciò non accadrà, il che significa che le crepe nel loro matrimonio non potranno che approfondirsi.

Madeline dirà la verità a Sarah e Billy?

Sarah, Billy e Matty hanno costruito un vero senso di cameratismo in questa stagione, lavorando in perfetta sintonia come una squadra e fidandosi l’uno dell’altro. Quel legame andrà in frantumi quando si renderanno conto che Matty ha mentito su se stessa, nel migliore dei casi, e, nel peggiore, ha mentito apertamente. Per Sarah, che è orgogliosa delle sue capacità di ricerca, sarà umiliante aver trascurato una cosa così importante.

Anche il rapporto di mentore di Sarah con Olympia diventerà più complicato, poiché sarà difficile ignorare il fatto che Olympia probabilmente conosceva la verità e ha scelto di nasconderla. La doppia vita di Matty distruggerà le solide fondamenta dell’amicizia tra i tre collaboratori di Olympia costruite nella prima stagione, che è uno dei motivi per cui Matlock ha avuto così tanto successo.

Come si vendicherà Simone contro Sarah?

Simone incolperà Sarah per il fatto che Billy voglia mantenere la loro relazione informale

Simone (Andrea Londo), nemica di Sarah sin dai tempi dell’università, cercherà senza dubbio vendetta una volta che Billy le dirà di voler mantenere le cose informali. Sarah non è paranoica, dato che Simone ha già giocato con la sua mente in passato. Sarah non stava attivamente facendo campagna contro Simone e Billy, ma Simone la incolperà comunque per il fatto che Billy si sia allontanato.

Dopo settimane passate a capire che una relazione aperta non fa per lei, non vediamo come si svolge la conversazione.

Nel frattempo, la rottura di Sarah con Kira (Piper Curda), specialista IT della Jacobson Moore, è stata gestita in modo deludente fuori dallo schermo. Dopo settimane passate a capire che una relazione aperta non fa per lei, non vediamo come si svolge la conversazione, minando la consapevolezza che Sarah ha faticosamente acquisito, ovvero che merita qualcuno che voglia solo lei.

Senior sa qualcosa, e questo ha a che fare con la promozione di Olympia?

Sebbene Matlock non abbia offerto molti indizi concreti, è possibile che Senior (Beau Bridges) sospetti delle vere intenzioni di Madeline e della complicità di Olympia. La sua decisione di promuovere Olympia al posto di suo figlio Julian potrebbe essere una mossa strategica piuttosto che un puro riconoscimento del suo talento. Senior vede chiaramente Julian come saldamente sotto il suo controllo, quindi legare il destino di Olympia a quello di Jacobson Moore potrebbe essere il suo modo di neutralizzare una minaccia.CorrelatiIl vero cattivo di Matlock potrebbe essere stato svelato prima del finale grazie a un aggiornamento di Jason RitterJason Ritter ha ottenuto un nuovo progetto in un ruolo ricorrente, suggerendo come finirà la trama del cattivo Wellbrexa nella stagione 1 di Matlock.3

Se Olympia aiutasse Matty a smascherare un illecito, danneggerebbe la propria carriera e il proprio investimento nell’azienda. Sembra una tattica del tipo “tieni vicini gli amici e ancora più vicini i nemici”, che garantisce che qualsiasi ribellione avrà un costo personale per Olympia.

Quali rimedi legali avrebbe Jacobson Moore contro Matty?

Se Jacobson Moore scoprisse che Madeline Kingston ha fornito false informazioni su se stessa per essere assunta, potrebbe intraprendere un’azione legale seria. Sebbene Matty sembri sicura che il suo cambio di nome legale da Kingston a Matlock la protegga, la frode riguarda l’intenzione, non solo l’identità. Se l’azienda riuscisse a dimostrare che ha nascosto fatti rilevanti, ovvero che è stata assunta con false pretese per raccogliere informazioni contro di loro, potrebbe citarla in giudizio per frode, violazione del contratto o false dichiarazioni.

Data la levatura degli avvocati della Jacobson Moore, questi probabilmente sosterrebbero che l’inganno di Matty ha causato un danno alla reputazione e finanziario. Anche se tecnicamente ha rispettato la lettera della legge, le sue azioni potrebbero esporla a una significativa responsabilità civile e a potenziali ripercussioni che potrebbero porre fine alla sua carriera.

Come ha pagato Julian l’appartamento?

È strano come il finale della prima stagione di Matlock abbia dato così tanta importanza al modo in cui Julian ha pagato l’appartamento dove lui e Olympia stanno crescendo i loro gemelli, senza mai chiarire effettivamente la risposta. La spiegazione più probabile è che Senior abbia pagato Julian per aver preso il fascicolo Wellbrexa, soprattutto perché Julian lo teneva nascosto nella sua cassetta di sicurezza. Tuttavia, Olympia sta cercando specificamente documenti finanziari, non fascicoli, e la serie lascia deliberatamente le cose ambigue.

La serie della CBS ipotizza anche la possibilità che la madre di Julian gli abbia dato accesso anticipato al suo fondo fiduciario, ma la descrive come una persona troppo volubile per ricordarsene. È un filo conduttore frustrante che sembra lasciato intenzionalmente in sospeso per la seconda stagione.

Qual è il futuro della relazione tra Olympia e Julian?

La relazione tra Olympia e Julian è stata un po’ altalenante per tutta la stagione. Olympia sembra sul punto di chiedere a Julian di tornare a vivere nel condominio per crescere insieme i loro gemelli, lasciando intendere un vero e proprio disgelo emotivo dopo la loro riconciliazione fisica nella stagione 1, episodio 6 di Matlock. Ma la rivelazione di Matty che Julian ha illegalmente nascosto delle informazioni cambia completamente l’opinione che Olympia ha di lui. La loro fiducia, che stava lentamente ricostruendosi, va nuovamente in frantumi.

La loro dinamica è ulteriormente complicata dal triangolo di potere con il padre di Julian, Senior, che ha promosso Olympia all’interno della Jacobson Moore mettendo da parte Julian. Il futuro di Olympia è ora legato a quello di Senior, rendendo il suo rapporto con Julian ancora più carico emotivamente e politicamente in vista della seconda stagione.

Quanto sono ricchi i Kingston?

Non sappiamo ancora esattamente quanto siano ricchi Madeline ed Edwin. Matty finge di vivere alla giornata per giustificare il suo ritorno al lavoro, ma in realtà prende l’autobus solo per una fermata prima di essere prelevata dal suo autista.

Edwin pensava che questa operazione sotto copertura, che è la trama centrale di Matlock, sarebbe stata temporanea, eppure hanno comunque comprato e arredato magnificamente un’intera villa, e nel finale Edwin discute di quanto sarà complicato venderla. La ricchezza dei Kingston potrebbe diventare importante in seguito, soprattutto se Olympia lascerà la Jacobson Moore e avrà bisogno di un finanziatore, o se Matty si troverà a combattere contro Senior e avrà bisogno di fondi ingenti per affrontarlo in tribunale nella seconda stagione di Matlock.

Le 10 domande più importanti a cui la stagione 8 di Virgin River deve rispondere

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La settima stagione di Virgin River lascia molte trame in sospeso, ed ecco le domande più importanti a cui la stagione 8 dovrà rispondere. Il dramma romantico di Netflix è tornato con una settima stagione, e Netflix l’ha già rinnovato per un’ottava. Le riprese della stagione 8 di Virgin River dovrebbero iniziare a fine aprile, e la prossima stagione avrà molto da raccontare.

Attualmente, la serie conta 14 personaggi principali più una miriade di personaggi secondari, e almeno la metà di essi ha una trama in corso in un dato momento. La settima stagione di Virgin River ha seguito l’adozione di Mel e Jack, il rapimento di Charmaine, la genitorialità precoce di Lizzie e Denny, il triangolo amoroso Brie-Brady-Mike, il cancro di Muriel, i sogni di Preacher di aprire un ristorante e l’indagine medica di Doc. Inoltre, si svolgono una miriade di trame secondarie.

Sebbene alcune storie si siano concluse, il finale della settima stagione di Virgin River ha lasciato molte questioni in sospeso. Queste sono le dieci domande più importanti a cui dovrà rispondere l’ottava stagione.

Come verranno eliminati Mike e Charmaine dalla serie nella stagione 8 di Virgin River?

Virgin River - Stagione 7

Lo stesso giorno in cui è stata pubblicata la stagione 7, è arrivata la notizia che gli attori Marco Grazzini e Lauren Hammersley non torneranno nella stagione 8 di Virgin River. Ciò è particolarmente sorprendente perché nessuno dei due è stato eliminato dalla serie alla fine della stagione 7 di Virgin River. Anzi, sembrava che fossero state preparate delle trame per entrambi i personaggi.

Charmaine si sarebbe ripresa dal rapimento e avrebbe dovuto testimoniare in tribunale contro il suo capo. Nel frattempo, Mike sta iniziando a frequentare una nuova donna. A meno che non venga inserito un salto temporale, la scomparsa di Charmaine e Mike sembrerà improvvisa. In ogni caso, dovranno spiegare dove sono finiti Mike e Charmaine.

Il bambino di Lizzie e Denny ha la malattia di Huntington?

Lizzie e Denny in Virgin River 7

Nella sesta stagione di Virgin River, Denny e Lizzie decidono di sottoporre la loro bambina, Fumiko, a un test per la malattia di Huntington dopo la nascita. La settima stagione si concentra sul parto di Lizzie e sulla sua ansia post-parto, quindi la trama non arriva a rispondere alla domanda incombente: “Koko ha la malattia di Huntington?” La risposta a questa domanda influenzerà sicuramente la storia di Lizzie e Denny.

Lizzie nutre già il timore persistente che il suo fidanzato Denny possa morire giovane. Se sottoponessero Koko al test e scoprissero che ha la malattia di Huntington, sarebbe sicuramente un duro colpo per lei. Inoltre, Denny e Lizzie dovranno capire come spiegarlo alla loro bambina, sia perché ne è affetta lei stessa, sia perché ne è affetto suo padre.

Muriel entrerà in remissione dopo la chemio?

Muriel in Virgin River 7

Muriel ha ricevuto la tragica notizia nella sesta stagione di Virgin River di avere un cancro al seno e inizia le cure nella settima stagione. Si sottopone al primo ciclo di chemio, con tutti i suoi amici che si presentano per sostenerla. Soffre degli effetti collaterali del trattamento e Hope si prende cura di lei.

In seguito, Muriel appare felice e innamorata di Walt. Tuttavia, questo non ci dice necessariamente se la terapia di Muriel stia funzionando. Può essere felice e avere comunque il cancro. Pertanto, la settima stagione di Virgin River dovrà aggiornarci sul percorso di Muriel contro il cancro. Continuo a sperare che entri in remissione.

Preacher lascerà il Jack’s Bar?

Preacher in Virgin River 7

Il desiderio di Preacher di lasciare il Jack’s Bar sembra essere in cantiere da un bel po’ di tempo. In tutta la serie Virgin River, la cucina di Preacher è stata la colonna portante dell’attività. Tuttavia, non riceve esattamente l’apprezzamento o il riconoscimento che merita.

Questo è evidente quando Jack ha semplicemente respinto l’idea di rendere Preacher co-proprietario. Anche dopo ciò, Preacher sembra fare di tutto per mandare avanti il bar, e Jack continua a trattarlo come se non fosse realmente un decisore alla pari.

Tuttavia, alla fine della settima stagione di Virgin River, Preacher si rende conto che la sua idea di aprire un ristorante di lusso non era ciò che voleva. Negli ultimi minuti del finale, vediamo Preacher seduto nell’ufficio del bar, mentre guarda l’accordo di acquisto che Jack ha messo insieme. Si appresta a firmarlo ed esita. Non vediamo se abbia effettivamente firmato i documenti. La stagione 8 di Virgin River dovrà rispondere alla domanda se Preacher lascerà il bar di Jack.

Denny entrerà alla facoltà di medicina?

Denny ha molto da fare nella settima stagione di Virgin River. Sta ancora facendo il tirocinante presso la clinica del Dottore, il che richiede molto più tempo ed energie durante le indagini del Dottore. È anche un neopapà. Si dedica attivamente alla cura di Koko e cerca di essere un buon compagno per Lizzie, due responsabilità che prende molto sul serio.

Tuttavia, oltre a tutti questi impegni quotidiani, Denny sta anche studiando per entrare alla facoltà di medicina. Trascorre tutto il suo tempo libero a leggere gli appunti e a esercitarsi. Alla fine della stagione sostiene finalmente l’esame.

Pertanto, l’ottava stagione di Virgin River dovrà confermare se Denny ha superato il suo MCAT. Se lo supererà, la sua trama dovrà esplorare come riuscirà a conciliare il suo ruolo di neo-papà con la frequenza della facoltà di medicina.

La fattoria di Jack e Mel avrà successo?

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Jack ha la trama più inaspettata della settima stagione di Virgin River e, sinceramente, non so bene cosa pensarne. Dopo essere andato in una fattoria per comprare della lattuga butter, decide di aprire una fattoria tutta sua. Non aveva mai espresso alcun desiderio in tal senso prima d’ora e la cosa non si addice molto al suo personaggio.

Tuttavia, si lancia a capofitto nell’idea, procurandosi un trattore e piantando i semi. Tenendo questo a mente, la stagione 8 di Virgin River dovrà mostrare le difficoltà di gestire una fattoria. Se ci sarà un salto temporale, come sospetto, dovranno anche mostrare se i raccolti stanno crescendo. Considerando la lentezza con cui si muove la linea temporale di Virgin River, probabilmente non sapremo con certezza se la loro fattoria avrà successo per molte stagioni.

Come reagirà la città alla collaborazione di Doc con il Grace Valley Hospital?

Dopo aver lavorato per raggiungere questo obiettivo nella settima stagione di Virgin River, Hope riesce a convincere la città a firmare una petizione per tenere le grandi aziende fuori da Virgin River, in California. La città sostiene pienamente l’idea di impedire al Grace Valley Hospital di espandersi oltre i confini della città, specialmente dopo che Doc ha riottenuto la sua licenza medica. Questo crea un problema enorme.

Doc e Mel vivono diverse esperienze nella stagione 7 che dimostrano perché sarebbe utile avere il Grace Valley Hospital in città. Lui resiste per un bel po’, pensando che il dottor Hayes sia una persona orribile. Tuttavia, alla fine, capiscono che entrambi sono preziosi.

Il dottor Hayes ha vissuto la perdita di un familiare a causa della mancanza di risorse mediche in una zona rurale, motivo per cui voleva espandersi a Virgin River. Nel frattempo, Doc comprende le sfide della medicina rurale. Decidono di collaborare, il che è destinato a sollevare un polverone nella stagione 8 di Virgin River.

Brady sopravviverà al suo incidente in moto?

La stagione 7 di Virgin River ha preparato la morte di Brady facendogli subire un incidente in moto mentre viaggiava a tutta velocità. Hanno tagliato la scena piuttosto che mostrare se stesse ancora respirando. Da un lato, indossava il casco. Dall’altro, un trauma del genere al suo corpo potrebbe comunque ucciderlo.

La prossima stagione dovrà dirci se Brady sopravvive o muore. Questa scena potrebbe benissimo essere un falso, dato che la serie ha usato spesso questo espediente. Non mi sorprenderebbe se fosse completamente a posto all’inizio della stagione 8 di Virgin River.

Il bambino di Mel e Jack sopravvive all’intervento?

Virgin River conclude finalmente il percorso di Mel e Jack verso la genitorialità, almeno per ora, ma ciò non significa che le loro sfide siano finite. Hanno scoperto che il loro figlio ha ventricoli superoinferiori, il che significa che i ventricoli del suo cuore sono sovrapposti. Per risolvere questo problema, deve sottoporsi a un intervento a cuore aperto subito dopo la nascita.

La stagione si conclude con Mel, Jack e il bambino che lasciano l’ospedale pediatrico in ambulanza diretti all’Istituto Cardiologico. Tutto è pronto affinché possano iniziare non appena lui arriva. L’ottava stagione di Virgin River dovrà rivelare se il bambino sopravviverà. Sarebbe crudele se non ce la facesse, ma a loro piace sottoporre Mel a una quantità eccessiva di traumi.

Doc e Hope resteranno insieme dopo il loro litigio?

 

Come accennato, Doc cambia completamente la sua prospettiva sull’espansione del Grace Valley Hospital a Virgin River e collabora con loro per garantire ai cittadini l’accesso alle migliori cure mediche. Tuttavia, fa tutto questo senza mai parlarne con sua moglie, Hope, che ha condotto una campagna a suo favore.

Quando Doc le parla della collaborazione, Hope gli si scaglia contro e lo caccia di casa. Si sente tradita. Avrebbero dovuto sostenersi a vicenda. L’ottava stagione di Virgin River deve rispondere alla domanda se Doc e Hope resteranno insieme.

Le 10 domande alle quali la Fase 4 del MCU dovrà rispondere

Le 10 domande alle quali la Fase 4 del MCU dovrà rispondere

Per quanto possa essere stata esaustiva, soddisfacente ed epica, la conclusione della Fase 3 del MCU non ha certo chiuso tutte le porte dell’universo condiviso, portando a compimento l’Infinity Saga ma lasciando da parte qualche strada aperta da ampliare ed approfondire, una strada che potrebbe portare alla risoluzione di alcuni dei quesiti lasciati in sospeso da questa prima, grande avventura nell’Universo Marvel al cinema. Di seguito ecco le 10 domande alle quali la Fase 4 del MCU dovrà rispondere.

Ci sono stati altri pianeti “affetti” dalla Decimazione?

Le azioni verificatesi in Infinity War e Endgame hanno avuto ramificazioni in tutto il mondo, ma dal momento che i Vendicatori sono i più potenti eroi della Terra, abbiamo visto cosa è accaduto in particolare sulla Terra, in seguito allo schiocco di Thanos.

L’unico altro pianeta su cui abbiamo visto le persone trasformarsi in polvere è stato Titano, e solo perché Iron Man e compagni erano lì, alla ricerca di Thanos. Spider-Man: Far From Home, ora al cinema, fornisce ulteriori dettagli su come le persone sulla Terra hanno affrontato i cinque anni durante i quali le persone sono rimaste polverizzate. E adesso, in vista dell’uscita di Guardiani della Galassia Vol. 3, possiamo sperare che ci vengano mostrati gli effetti della Decimazione nel resto dell’universo. In pratica potremmo avere dei chiarimenti, o anche solo sbirciare nelle altre popolazioni della galassia e capire come la Decimazione ha avuto effetto sulla loro vita.

Cosa hanno fatto i Sovereign di Adam Warlock?

Guardiani della Galassia Vol. 2 è stato ambientato nel 2014, solo un paio di mesi dopo il primo film, mentre gli eventi di Avengers: Infinity War hanno investito i Guardiani qualche anno dopo, nel 2018 (circa- la timeline del MCU è molto confusa).

Nella scena post-crediti del Vol. 2, abbiamo visto Ayesha creare un potente essere artificiale in grado di distruggere i Guardiani, essere che lei stessa ha battezzato “Adam”, come il primo uomo. I fan della Marvel si sono entusiasmati perché hanno subito pensato all’introduzione di Adam Warlock, ma sono passati ormai nove anni (circa) nella timeline della storia e di Adam ancora nessuna traccia. Forse apparirà nel Vol. 3 spiegando dove sia finito per tutto questo tempo.

Esiste davvero il Multiverso?

Sebbene tutti i trailer di Spider-Man: Far From Home abbiano messo sul piatto l’esistenza del multiverso, elemento che molti fan pensavano avrebbero introdotto gli X-Men e i Fantastici Quattro, il film ci svela che Mysterio ha in realtà inventato tutto, annullando quindi l’esistenza stessa del multiverso. Tuttavia, come confermato dal dottor Strange e dall’Antico, il multiverso esiste eccome nel MCU.

La domanda però è valida: riusciremmo mai a vedere realmente queste realtà alternative? Con la ricerca di Gamora e l’introduzione di Adam Warlock, Guardiani della Galassia Vol. 3 potrebbe essere già troppo affollato per entrare nei dettagli di quest’altro grande nodo narrativo della Fase 4, ma forse potrebbe essere l’argomento di una eventuale scena post-credits.

Qual è stato l’impatto dell’attacco di Ego su altri pianeti?

Nella battaglia finale dei Guardiani della Galassia Vol. 2, Ego dà il via al suo piano per ricreare l’universo a sua immagine. Fortunatamente, Peter Quill riesce a fermarlo prima che qualcuno venga ucciso. Ma prima di allora, vediamo una serie di scene in un montaggio veloce in cui una sorta di fango nero incandescente inghiotte vari pianeti, inclusa la Terra.

Vediamo decine di umani che fuggono da questa sostanza apparentemente letale, mentre questa distrugge un’intera strada piena di automobili. Quando Quill uccide Ego, fermando la sua conquista e acquisizione dell’universo, il fango si ferma e si raffredda. Eppure, nessuno sulla Terra o sugli altri pianeti interessati ha più nominato questo attacco. Quali conseguenze ha avuto?

Dov’è stata Captain Marvel per oltre 20 anni?

Avengers: Endgame ha accennato al motivo per cui Carol Danvers non si è presentata per aiutare i Vendicatori prima dei fatti del film (durante le battaglie di Infinity War, ad esempio). Carol ha infatti detto ai suoi compagni Vendicatori che è rimasta nello spazio ad aiutare gli altri pianeti che non hanno la fortuna di essere protetti dai Vendicatori. Mentre ci aspettiamo tutti di vedere prima o poi cosa, nello specifico, ha fatto Carol, soprattutto alla luce della seconda scena post credits di Far From Home, possiamo sperare che già in Guardiani della Galassia Vol. 3 si possa dare una sbirciata a questi altri pianeti senza protezione.

Forse i Guardiani potrebbero fermarsi in un pianeta dove c’è un santuario dedicato a Captian Marvel, per commemorare il suo intervento in difesa di quel pianeta, nello specifico!

La distruzione di Xandar porterà al debutto di Nova?

I fan della Marvel erano più che entusiasti e pronti ad accogliere Nova nel MCU, non appena sono stati introdotti i Nova Corps nel primo Guardiani della Galassia. Per molto tempo si è ipotizzato che il personaggio potesse debuttare in Avengers: Endgame, ma non è accaduto, forse per tenere concentrata l’attenzione dei fan sui “vecchi” personaggi e concludere il loro viaggio.

Nei fumetti, Richard Rider assume l’identità del supereroe Nova, quando diventa l’ultimo membro superstite dei Nova Corps. Sembra ragionevole supporre che i Nova Corps siano stati distrutti durante l’attacco di Thanos a Xandar, per impossessarsi della Gemma del Potere da loro custodita (scena off-screen di Avengers: Infinity War). Questo potrebbe rendere molto plausibile la comparsa di Nova nel prossimo Guardiani.

Dov’è Teschio Rosso?

I fratelli Russo hanno detto che una volta che la Gemma dell’Anima è stata presa, Teschio Rosso è libero di lasciare Vormir. Tuttavia, stando a quanto visto sullo schermo, Teschio Rosso ha ceduto due volte la Gemma, a Thanos e a Occhio di Falco, eppure non ha mai lasciato il pianeta, anzi, potrebbe aver incontrato la sua Nemesi, Captain America, quando l’eroe è andato su Vormir a restituire la Gemma dell’Anima!

Sarebbe ora interessante scoprire dov’è finito. La risposta a questo quesito potrebbe essere offerta da una scena post-credits di uno dei prossimi film del MCU della Fase 4, visto che non sappiamo se il personaggio avrà ancora un posto importante nell’Universo Condiviso. Dopotutto il suo nemico era Steve Rogers, e non sappiamo cosa è accaduto durante il loro ultimo incontro…

Che sta accadendo agli Osservatori?

Il cameo di Stan Lee in Guardiani della Galassia Vol. 2 ha offerto una divertente conferma di una famosa teoria dei fan, ovvero che Lee riesce a trovarsi in così tanti posti in diversi corpi nel MCU perché è un Osservatore che tiene d’occhio i Vendicatori.

Tuttavia, questa scena divertente ha anche introdotto l’esistenza degli Osservatori nel MCU. Nei fumetti, gli Osservatori sono una razza aliena onnisciente, guidata da Uatu, il cui compito è sorvegliare il multiverso. Se gli Osservatori dovessero ritornare, significherebbe che il multiverso, anticipato dall’Antico, potrebbe effettivamente essere messo in gioco, ma solo nella Fase 4, confermando le menzogne di Mysterio nell’ultimo film della Fase 3.

Esisteva una squadra di Guardiani prima che Peter Quill facesse la sua comparsa?

In Guardiani della Galassia Vol. 2, Sylvester Stallone ha interpretato Stakar Ogord, che era in una squadra con Yondu e lo ha ostracizzato a causa del traffico di bambini per Ego. In seguito ha perdonato Yondu e ha partecipato al suo funerale. In una scena a metà film, Stakar raduna il resto della sua vecchia squadra, della quale faceva parte anche Yondu: Ving Rhames nei panni di Charlie-27, una non accreditata Miley Cyrus che dà la voce a Mainframe, Michael Rosenbaum nei panni di Martinex T’Naga, Michelle Yeoh nei panni di Aleta Ogord, e Krugarr.

Nei fumetti, questa è la squadra dei Guardiani della Galassia originali che hanno debuttato nel 1969. James Gunn ha già detto che Stakar è “molto importante per l’universo Marvel” e ha promesso che nei suoi piani vedremo di nuovo Stallone. Vorrà quindi dire che, dopo aver visto in azione i “nuovi” Guardiani, vedremo all’opera anche gli originali?

I morti per recuperare la Gemma dell’Anima sono morti davvero?

Quando Thanos arriva per la prima volta su Vormir per raccogliere la Gemma dell’Anima, Teschio Rosso gli dice: “Un’anima per un’anima“. In altre parole, devi sacrificare la persona a cui tieni di più per ottenere la Gemma lì custodita. Thanos decide di sacrificare Gamora che, nonostante sia effettivamente morta, è tornata in Endgame per via dei viaggi nel tempo, pur essendo ancora la spietata assassina che era la prima volta che l’abbiamo incontrata. Insomma, il suo ritorno ne ha annullato lo sviluppo psicologico che abbiamo visto nei film dei Guardiani. Alla fine del film, però, non la vediamo da nessuna parte, tanto che Star Lord e compagnia (più Thor), partono alla sua ricerca.

Non ha partecipato al funerale di Tony Stark e non è salita sul Benatar con gli altri Guardiani. Ma i fan continuano a sperare che tornerà, e forse, sempre con un espediente simile al viaggio nel tempo, anche per Vedova Nera potrebbe esserci una possibilità di ritornare!

Le 10 differenze principali tra il Frankenstein di Netflix e il romanzo originale

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Il Frankenstein di Guillermo del Toro è un adattamento sostanzialmente fedele al romanzo originale di Mary Shelley, ma si prende alcune libertà molto significative con personaggi specifici ed elementi tonali della storia originale. Il Frankenstein della Shelley rimane uno dei capisaldi della narrativa fantascientifica a oltre due secoli dalla sua prima pubblicazione, con innumerevoli adattamenti realizzati nel corso degli anni.

La versione di Guillermo del Toro affronta molti degli stessi temi dell’arroganza dell’uomo e della vera natura dell’umanità. Tuttavia, introduce anche molte nuove sfumature ai personaggi e gioca con i loro ruoli nella narrazione. Ecco le differenze più significative tra il Frankenstein di del Toro e l’omonimo romanzo che lo ha ispirato.

L’amore di Elizabeth per la creatura è una caratteristica esclusiva del film di del Toro

Mia Goth in Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

Frankenstein introduce una tragica storia d’amore tra Elizabeth e la creatura, che è una delle maggiori divergenze rispetto al materiale originale. Nel romanzo originale Frankenstein, Elizabeth è un’amica di lunga data di Victor che alla fine si fidanza con lui. La sua morte per mano della creatura è ciò che spinge Victor a darla la caccia.

Al contrario, l’Elizabeth di Frankenstein di del Toro è molto più affascinata dalla creatura. Percependo una affinità spirituale, stringe rapidamente amicizia con la creatura. Sembra persino amarla, il che spiega perché si mette davanti a un proiettile destinato a lui. Questa è la causa della sua morte nel film, al contrario dello strangolamento nel romanzo.

Elizabeth amava Victor nel romanzo e lo odia nel film di Del Toro

Elizabeth in Frankenstein di del Toro

Una differenza importante tra il film moderno e il romanzo originale è la natura del rapporto tra Elizabeth e Victor. Mentre nel libro i due erano amici intimi, nel film si incontrano solo dopo che Elizabeth si è fidanzata con il fratello di Victor, William. Anche se Victor si innamora di lei, Elizabeth è molto meno interessata a lui.

Dopo aver incontrato la Creatura e aver assistito al trattamento che Victor le riserva, la sua frustrazione nei confronti del futuro cognato diventa più apertamente odiosa. Si sottintende addirittura che il suo amore per la Creatura piuttosto che per Victor sia ciò che spinge Victor ad agire in modo così avventato nel tentativo di distruggere la sua creazione, portando alla distruzione del suo laboratorio e alla morte accidentale di Elizabeth.

Leopold Frankenstein è un padre molto più crudele di Alphonse Frankenstein

Charles Dance e Christian Convery in Frankenstein.
Cr. Ken Woroner/Netflix © 2025.

Nel romanzo originale Frankenstein, si dice che Victor provenga da una famiglia felice. Sebbene ci siano contraddizioni nella sua storia che suggeriscono che Victor stia sorvolando sul suo rapporto con il padre Alphonse, è molto lontano dal trattamento severo e casualmente abusivo che la versione di Victor di del Toro subisce per mano di Leopold.

Interpretato da Charles Dance, Leopold è un insegnante severo e rigido, con il barone che spera che suo figlio porti il nome della sua famiglia a nuovi livelli. Il film usa questo maltrattamento come base dei difetti di Victor, con il suo trattamento crudele della Creatura che parallelizza l’abuso che suo padre ha usato contro di lui quando era un ragazzo.

William Frankenstein di del Toro ha un ruolo e un destino diversi nel libro

Felix Kammerer e Mia Goth in Frankenstein
Cr. Ken Woroner/Netflix © 2025.

William è il fratello di Victor in entrambe le versioni della storia, anche se nel romanzo c’è anche un fratello di mezzo di nome Ernest che non compare nel film di del Toro. Entrambe le versioni di William vengono uccise dalla Creatura. Tuttavia, le circostanze esatte dell’atto e la motivazione che lo ha determinato sono diverse.

Nel film di del Toro, William attacca la Creatura quando crede che abbia ucciso Elizabeth. La Creatura lo respinge, facendogli accidentalmente spaccare il cranio contro un caminetto. Questo dà a William il tempo di maledire suo fratello prima di svanire. Nel romanzo, William è la prima vittima della Creatura, strangolato per ferire Victor.

Il Frankenstein di del Toro manca Justine

Frankenstein - Immagine dal set

Uno dei personaggi più tragici del Frankenstein di Mary Shelley è Justine, un personaggio minore che svolge un ruolo importante nella distruzione dello spirito di Victor. Dopo la morte di William, la Creatura incolpa la cameriera del giovane, Justice, per l’atto. Sebbene Victor conosca la verità, non la divulga per il proprio bene, portando all’esecuzione di Justine.

Questa morte (insieme a quella di William) tormenta Victor e determina il tono sempre più tragico della seconda metà del romanzo. La maggior parte degli adattamenti di Frankenstein elimina Justine, e la versione di del Toro non fa eccezione. Ciò ha senso, dato il ruolo più importante di William nel film e il suo destino finale, e mantiene anche la Creatura più simpatica.

Il romanzo Frankenstein non include Heinrich Harlander

Christophe Waltz nel ruolo di Harlander in Frankenstein
Cr. Ken Woroner/Netflix © 2025.

Uno dei personaggi secondari più importanti nella parte di Victor in Frankenstein è Heinrich Harlander. Zio di Elizabeth, Heinrich è un ricco produttore di armi che si interessa al lavoro di Victor. Diventa il suo principale benefattore, segretamente, perché spera che gli esperimenti di Victor possano prolungare la sua vita.

Questo alla fine porta a un confronto tra i due che si conclude con la morte accidentale di Heinrich, che Victor in seguito attribuisce alla Creatura per convincere William della sua natura pericolosa. Heinrich è assente dal romanzo, poiché Victor conduce i suoi esperimenti da solo.

La Creatura del romanzo originale ha un numero di vittime molto più elevato

Uno degli elementi più notevoli del Frankenstein di del Toro è la rappresentazione compassionevole della Creatura.

Sebbene la Creatura uccida delle persone, lo fa sempre per legittima difesa. Le sue azioni più vendicative sono i metodi brutali che usa contro Victor, comprensibili nel contesto del film.

Si tratta di una divergenza enorme rispetto al materiale originale, in cui la Creatura diventa molto più pericolosa e letale sin dall’inizio. La Creatura non uccide per legittima difesa, ma attacca e strangola diverse persone per vendicarsi di Victor. Questo rende la Creatura molto più terrificante e inquietante nel romanzo rispetto a come appare nel film.

Il destino del vecchio è molto più tragico nel Frankenstein di Del Toro

Frankenstein di Guillermo Del Toro
© Cortesia di Netflix

La maggior parte delle versioni di Frankenstein includono le interazioni della Creatura con un vecchio cieco. È lui che insegna alla Creatura a parlare e a leggere. In quasi tutte le versioni, la Creatura viene allontanata dal vecchio, che l’aveva accettata come amica. Il vecchio sopravvive nel romanzo originale, un destino che la sua controparte di del Toro non condivide.

Nella versione di del Toro di Frankenstein, il vecchio viene attaccato da un branco di lupi mentre la Creatura sta esplorando le rovine del laboratorio di Victor. Anche se la Creatura respinge gli animali, il vecchio viene ferito a morte, confortando la Creatura mentre muore. È un momento molto più cupo che sottolinea l’umanità della Creatura.

Victor e la Creatura non si riconciliano nel romanzo

Frankenstein Guillermo Del Toro

Una delle scene più importanti del Frankenstein di del Toro arriva alla fine del film. Dopo aver condiviso la sua storia con il suo creatore, la Creatura trova nel suo cuore la forza di perdonare Victor per le sue trasgressioni passate. Victor fa pace con la Creatura e lo chiama “figlio” prima di morire, dando al loro finale un tocco agrodolce.

Il romanzo non presenta una scena del genere. Nell’originale Frankenstein, Victor muore per le ferite prima che la Creatura possa raggiungere la barca. Invece, piange il suo creatore e porta il suo corpo con sé nella tundra ghiacciata, lamentando la mancanza di una conclusione tra loro. È una differenza netta che sottolinea sia l’arco narrativo di Victor che quello della Creatura.

Il Frankenstein di Del Toro termina con una nota più speranzosa rispetto al romanzo

Oscar Isaac nel ruolo di Victor Frankenstein in Frankenstein

Entrambe le versioni di Frankenstein terminano con note molto simili, con la Creatura che rimane sola nell’Artico. Tuttavia, il film di Del Toro differisce dal romanzo di Shelley per il tono. Nel libro, la Creatura è affranta dal dolore e decide di rimanere indietro per costruire una pira funeraria per sé e Victor. L’implicazione è che la Creatura intende uccidersi.

Le ultime suppliche di Victor alla Creatura affinché abbracci la vita nella versione di del Toro conferiscono al film un elemento molto più ambiguo e agrodolce che manca nel libro. Ciò evidenzia come la versione di Frankenstein di del Toro sia più incentrata sulla speranza dell’umanità che sul cupo costo dell’ambizione nel romanzo di Shelley.

Le 10 cose che vorremmo vedere nel primo trailer di Avengers: Doomsday

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Il primo trailer di Avengers: Doomsday è quasi pronto e, secondo quanto riferito, uscirà prima di Avatar: Fuoco e Cenere di James Cameron alla fine del 2025. Essendo l’inizio del gran finale della saga Multiverse (insieme a Avengers: Secret Wars del 2027), il primo trailer di Doomsday sarà, si spera, ricco di rivelazioni emozionanti e anticipazioni su ciò che verrà.

Quest’anno, Captain America: Brave New World, Thunderbolts* e Fantastic Four: First Steps hanno tutti preparato il terreno per Avengers: Doomsday, in uscita nel dicembre del prossimo anno. Con i fan dell’MCU piuttosto ansiosi di vedere cosa riserva il prossimo grande crossover, ecco 10 cose che speriamo di vedere quando Avengers: Doomsday pubblicherà finalmente il suo primo trailer.

Una spiegazione per Robert Downey Jr. nei panni di Doctor Doom

Robert Downey Jr. Marvel Comic Con
Gentile Concessione © Marvel Studios

La domanda più importante che circonda Avengers: Doomsday è come Robert Downey Jr. si inserisca nel film e il suo ritorno non nei panni di Iron Man di Tony Stark, ma in quelli di Victor Von Doom.

Dopo aver interpretato per anni uno dei fondatori degli Avengers, vedere Downey dietro la maschera di uno dei supercattivi più potenti della Marvel è piuttosto sorprendente, soprattutto considerando che la notizia è stata annunciata per la prima volta al San Diego Comic-Con del 2024. Anche se il primo trailer di Doomsday ovviamente non deve spiegare tutto, sarebbe bello ricevere qualche anticipazione che chiarisca questa importante decisione di casting.

Confermato come presunta prova del multiverso e delle sue infinite possibilità, sarà affascinante scoprire perché proprio Downey interpreterà Doctor Doom e come questo potrebbe collegarsi al caduto Iron Man.

Divario tra le squadre degli Avengers

Thunderbolts* finale

In vista di Avengers: Doomsday, gli eroi più potenti della Terra si trovano in una situazione interessante. Dopo tutto, mentre Captain America di Sam Wilson ha confermato la sua intenzione di formare una nuova squadra di Avengers alla fine di Brave New World, Thunderbolts* ha visto la squadra di antieroi diventare una squadra a tutti gli effetti di New Avengers che opera dalla vecchia Avengers Tower (spiegando l’asterisco del titolo).

Allo stesso modo, la scena post-crediti di Thunderbolts* ha lasciato intendere che Wilson non è troppo contento dei New Avengers, considerando la sua squadra di eroi (anche se non conosciamo ancora la sua formazione ufficiale oltre a Joaquin Torres’ Falcon). Pertanto, sarebbe divertente se questo scontro accennato in Thunderbolts* fosse ripreso con qualche scontro nel trailer in uscita.

I Fantastici Quattro incontrano gli eroi della Terra-616

Dopo il loro emozionante debutto nel 2025 in I Fantastici Quattro: Gli Inizi, l’incontro della Prima Famiglia dell’MCU con gli Avengers della linea principale sarà un momento monumentale. Non solo Thunderbolts* ha anticipato il loro arrivo dalla Terra-828 alla Terra-616, ma Gli Inizi nella scena post-crediti ha anticipato il motivo, con Doctor Doom che appare davanti a Reed Richards e al figlio incredibilmente potente di Sue Storm, Franklin.

L’idea attuale è che i Fantastici Quattro stiano cercando di rintracciare Doom attraverso il multiverso per salvare Franklin, il che li porterà presumibilmente a confrontarsi faccia a faccia con gli eroi della linea temporale principale dell’MCU. Sarebbe quindi fantastico vedere la Prima Famiglia interagire con personaggi come Capitan America, Thor e altri eroi classici dell’MCU nel primo trailer di Doomsday.

Gli X-Men entrano in scena

Hugh Jackman Deadpool & Wolverine
Hugh Jackman Deadpool & Wolverine

Dopo i primi annunci sul cast, Avengers: Doomsday dovrebbe riunire anche gli eroi dell’MCU principale con gli X-Men dell’universo cinematografico della Fox.

Gli attori classici degli X-Men confermati finora nel cast di Doomsday includono Beast (Kelsey Grammer), Professor X (Patrick Stewart), Magneto (Ian McKellen), Nightcrawler (Alan Cumming), Mystique (Rebecca Romijn), Cyclops (James Marsden) e Gambit (Channing Tatum).

La possibilità di vedere uno qualsiasi di loro nel primo trailer di Doomsday interagire con uno qualsiasi degli Avengers sarebbe incredibilmente emozionante, anticipando future collaborazioni contro Doctor Doom (o forse anche conflitti tra loro).

Un’anticipazione dei piani di Doctor Doom

doctor doom mcu

Ogni grande film degli Avengers ha bisogno di un cattivo indimenticabile, e un Doctor Doom che rappresenta una minaccia multiversale potrebbe senza dubbio rivaleggiare (o forse anche superare) tutti gli altri.

Il primo trailer non dovrebbe rivelare troppo, ma sarebbe molto emozionante scoprire anche solo un po’ del piano e degli obiettivi di Doom, soprattutto se finisse per essere il cattivo in Secret Wars (proprio come nella versione a fumetti).

Date le voci secondo cui Doom cerca di controllare o rimodellare il multiverso stesso a sua immagine, la speranza è che il tono sia sia cosmico che profondamente personale, non dissimile da Thanos: un cattivo che crede davvero di salvare l’esistenza attraverso la conquista e/o l’acquisizione di poteri divini.

Un grande nome non ancora annunciato

Potrebbe trattarsi di Spider-Man interpretato da Tobey Maguire, Wolverine interpretato da Hugh Jackman o persino Nicolas Cage nei panni di Ghost Rider. Se il primo trailer di Avengers: Doomsday vuole garantire un enorme successo, dovrebbe rivelare un attore/personaggio che non è ancora stato svelato come parte del cast.

Naturalmente, la Marvel vorrà tenere segrete la maggior parte delle sorprese e dei cameo multiversali fino all’uscita del film, ma presentare un volto inaspettato sarebbe comunque molto emozionante.

Una riunione tra Thor e Loki

Loki the void vuoto
Credit © Disney/Marvel Studios

I figli di Odino sono stati separati per troppo tempo, e Avengers: Doomsday sembra essere il film in cui “il sole splenderà di nuovo su di loro”.

Sia Thor di Chris Hemsworth che Loki di Tom Hiddleston sono stati confermati nel cast di questo importante crossover. Allo stesso modo, il finale della seconda stagione di Loki ha visto il Dio dell’Inganno diventare un dio molto più importante, una figura chiave del multiverso che tiene insieme la Sacred Timeline.

Pertanto, sarebbe fantastico vedere il primo trailer di Avengers: Doomsday che almeno accenna alla tanto attesa riunione dei fratelli asgardiani.

La posta in gioco generale per l’inizio della fine della saga del multiverso

Saga del Multiverso
Cortesia dei Marvel Studios

Avengers: Doomsday sarà la prima parte del finale in due parti della saga del multiverso. Tenendo questo a mente, i fan dell’MCU avranno bisogno di chiarezza sulla posta in gioco complessiva il prima possibile, per poter investire.

Questo è qualcosa che potremmo iniziare a vedere quando il primo trailer di Doomsday uscirà alla fine di quest’anno, forse anticipando la posta in gioco e le minacce che il multiverso dovrà affrontare. Dopotutto, sappiamo già che le incursioni hanno il potere di causare ogni tipo di danno e caos multiversale.

Sebbene nessuno debba aspettarsi che la Marvel Studios riveli tutto in una volta, sarebbe bello vedere alcune immagini piuttosto intense di mondi che si scontrano e linee temporali che collassano per vendere questi crossover imminenti come alcune delle più grandi storie di tutti i tempi dell’MCU.

Fin dall’inizio, il pericolo che incombe sul MCU dovrebbe sembrare più grande di Thanos e delle Gemme dell’Infinito.

Costumi fedeli ai fumetti per gli X-Men

X-Men: The Animated Series' (1992)

Soprattutto dopo l’uscita di X-Men ’97, una grande richiesta dei fan del MCU è quella di avere costumi degli X-Men fedeli ai fumetti al posto delle uniformi prevalentemente in pelle nera che abbiamo visto nella maggior parte dei precedenti film X-Men della Fox, con i loro design attenuati. Ciclope ha bisogno del suo classico blu e giallo, Magneto del suo rosso e viola, Nightcrawler del suo rosso e bianco e così via.

Se Doomsday ci darà anche solo un assaggio di tutto questo, il primo trailer avrà già fatto il suo lavoro in termini di entusiasmo e hype.

Una combinazione dei temi di The Avengers e X-Men

The Avengers

Anche nei trailer, la musica è importante. Se c’è una cosa che i fan della Marvel amano, è la pura nostalgia epica dei temi iconici dei supereroi, quindi perché non fornire una combinazione epica di due dei migliori del genere?

Ascoltare la colonna sonora di Alan Silvestri per Avengers mescolata al tema animato degli X-Men degli anni ’90 o al tema principale dei film live-action della Fox provocherebbe una pelle d’oca piuttosto estrema. Simbolizzerebbe perfettamente il momento di crossover definitivo dell’MCU, unendo più generazioni di fan per questo imminente crossover multiversale.

Se Avengers: Doomsday offrirà anche solo la metà di questi momenti nel suo primo trailer, la Marvel Studios potrebbe riaccendere un entusiasmo duraturo per il futuro dell’MCU, che è stato piuttosto instabile dopo la Saga dell’Infinito.

Tra il debutto di Doctor Doom con RDJ, l’arrivo degli X-Men e il ritorno di un vero e proprio roster di Avengers (tecnicamente due), questo trailer potrebbe essere l’inizio della più grande storia dell’MCU mai vista finora.

Le 10 coppie famose che sono scoppiate nel 2015

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A volte piove anche in Paradiso e spesso capita che, coppie considerate inseparabili e perfette, soprattutto nel mondo dello spettacolo, scoppino definitivamente. Anche il 2015 ha seppellito diversi amori celebri e tra Ben Affleck e Jennifer Garner che si sono lasciati dopo oltre 10 anni d’amore e 3 figli, e Andrew Garfield e Emma Stone che hanno fatto credere al mondo che potesse esistere la coppia perfetta, ecco le 10 coppie famose che sono scoppiate durante lo scorso anno.

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Le 10 coppie di supereroi più amate dai fan

Le 10 coppie di supereroi più amate dai fan

Tra gli ostacoli che i personaggi della DC e della Marvel hanno dovuto superare nel corso degli anni c’è anche l’amore. Non solo i combattimenti e le lotte al potere, anche le questioni di cuore hanno tenuto i fan con il fiato sospeso. Le coppie di supereroi potenti e dinamici si sono consolidate e distrutte nel corso degli anni, conquistando orde di pubblico. Da Black Panther e Storm a Mr. Fantastic e La donna invisibile, gli utenti di Ranker hanno scelto il meglio del meglio tra tutte le coppie di supereroi.

Freccia Nera e Medusa

Freccia-Nera-e-Medusa

Freccia Nera e Medusa sono fatti l’uno per l’altro: sono la coppia che dimostra come l’amore superi ogni limite, anche a livello di comunicazione. Freccia Nera, a causa dei suoi poteri sul linguaggio, non è in grado di comunicare con gli altri.

Nonostante ciò, Medusa continua a fargli visita per tutta la sua infanzia e, quando Freccia Nera viene liberato a 18 anni, i due supereroi possono finalmente coronare il loro amore. La coppia forma il duo Re e Regina degli Inumani e, anche se sono separati dagli universi posti tra loro, riescono a restare uniti.

Pantera Nera e Storm: supereroi nemici e innamorati

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Nonostante i vincoli del passato e gli ostacoli posti dal futuro, Pantera Nera e Storm sono una coppia potente e unica. I due si incontrano inizialmente quando sono adolescenti – cosa che solo i fan dei fumetti possono sapere – e in seguito si ritrovano nuovamente, ognuno nelle rispettive squadre, gli Avengers e gli X-Men.

Pur non combattendo sullo stesso fronte, alla fine danno una possibilità al loro amore e decidono di sposarsi. Tuttavia, le differenze vengono a galla e alla fine spingono i due supereroi in direzioni diverse. Ciò non toglie però potere a questa coppia dell’Universo Marvel.

Ant-Man e Wasp

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Probabilmente, la loro è una delle relazioni più tumultuose dell’Universo Marvel, Ant-Man e Wasp (Hank e Janet) sono intrappolati in una relazione on/off. Nonostante tutto, i due supereroi si amano sinceramente e provano a far funzionare la loro storia.

Purtroppo però, in uno dei momenti più controversi della storia della Marvel, Ant-Man fa una cosa terribile: colpisce Janet, mostrandosi a tutti come un marito violento. Questo è un marchio che il personaggio di Hank deve portare su di sé per sempre. Alla fine, i problemi e gli errori portano la coppia alla rottura. I fan li hanno comunque apprezzati durante i loro giorni, per così dire, buoni.

Freccia Verde e Black Canary

Black-Canary-Freccia-verde-supereroi

Freccia Verde e Black Canary sono una coppia iconica, ma anche questi due supereroi funzionano molto ad interruttore. Combattono fianco a fianco, ma sono spesso in disaccordo su questioni importanti. Tuttavia, ciò non annulla il sentimento di protezione che nutrono l’uno per l’altro.

La chimica tra Black Canary e Freccia Verde non viene mai a mancare, nemmeno con l’arrivo del figlio Connor. I membri di questa coppia rispettano e riconoscono le scelte dell’altro e funzionano bene insieme, sono una squadra. Non a caso, sono una delle coppie di supereroi più amate dai fan.

Daredevil e Elektra

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Elektra compare per la prima volte nei fumetti nel ruolo di super criminale, addestrata come assassina e nata per uccidere. La relazione tra Elektra e Daredevil è sempre piena di dolore e tristezza: Elektra addirittura muore di fronte all’amato.

Anche se sembrano prendere costantemente direzioni diverse, i due supereroi sono veramente una forza, sia quando sono insieme che quando si dividono. Elektra e Daredevil hanno delle abilità uniche che permettono ad entrambi di prendersi cura di se stessi e, talvolta, anche dell’altro.

Luke Cage e Jessica Jones

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Jessica Jones e Luke Cage hanno costruito un’amicizia prima di sviluppare la loro relazione. L’amore è sboccato in una notte che ha portato alla gravidanza di Jessica e alla nascita di una delle coppie di supereroi più felici della Marvel.

Anche se l’inizio della loro relazione non è stato convenzionale, ciò non ha impedito ai due di arrivare al traguardo delle nozze. Dalla nascita della loro figlia, i due portano avanti una vita felice ed equilibrata tra crescere la bambina e combattere il crimine.

Batman e Catwoman

Batman-Catwoman

Batman e Catwoman sono una coppia di supereroi che sa come si organizzano gli appuntamenti. I due hanno una passione per i tetti, luogo che è un icona del loro rapporto. Anche se solo alcuni fumetti esplorano la relazione tra Batman e Catwoman in profondità, l’intensità tra i due si nota a colpo d’occhio.

Selina Kyle (Catwoman) è inizialmente una ladra ed è una nemica per Bruce Wayne (Batman). Lei diventa poi un’eroina e insieme i supereroi vanno a creare un duo da temere a Gotham City. Si coprono le spalle a vicenda e ognuno è disposto a sacrificare la propria vita e la propria felicità per gli altri: per il bene di Gotham, Bruce rinuncia a vivere e Selina rinuncia a stare con Bruce, così da lasciare alla città l’eroe di cui c’è bisogno.

La ”fantastica” coppia di supereroi: Mr. Fantastic e La Donna Invisibile

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Quello tra Sue Storm e Reed Richards (Mr. Fantastic e La Donna Invisibile) è considerato uno dei matrimoni più duraturi dell’Universo Marvel. I due supereroi hanno sopportato molti ostacoli e forze che avrebbero potuto farli scappare l’uno dall’altro.

Sono i membri fondatori dei Fantastici Quattro, hanno affrontato insieme molti nemici, a volte stato su lati opposti ma, anche dopo il conflitto, sono sempre tornati insieme, pronti a sacrificarsi l’uno per l’altro.

Visione e Scarlet

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La relazione tra Visione e Scarlet Witch è semplicemente una cosa che funziona. Sono fatti l’uno per l’altro ad un livello che non ha eguali ed è questo che li fa funzionare.

Visione vede il bene in Scarlet e viceversa. Ognuno sacrificherebbe la propria vita per salvare l’altro. Anche se la loro felicità è di breve durata, il loro amore non può essere cancellato o dimenticato dai fan. Entrambi supereroi e membri dei Vendicatori, i due si completano perfettamente, sia a livello romantico che di collaborazione.

La coppia di supereroi più amata di sempre: Gambit e Rogue

Rogue-e-Gambit

È la coppia di supereroi più amata di tutti i tempi: Gambit e Rogue hanno una relazione davvero unica. Entrambi hanno un passato complicato, fatto che li avvicina e li rende anime simili. Insieme, non si sentono più così soli. Questo aspetto della loro relazione può rendere il rapporto tossico.

Sia Gambit che Rogue devono affrontare ostacoli che tendono ad allontanarli l’uno dall’altro. Inoltre, i due non si toccano quasi mai. Nonostante tutte le difficoltà, sono però sempre pronti perdonare l’altro e a lottare per amore.

Le 10 battute più iconiche de Il Diavolo Veste Prada

Le 10 battute più iconiche de Il Diavolo Veste Prada

Il Diavolo Veste Prada è un film iconico che, dalla sua uscita nel 2006, continua a reggere il confronto con il tempo come un classico indimenticabile. Da quando il film è arrivato nelle sale, citiamo continuamente le battute più esilaranti di Miranda Priestly, ammiriamo la moda mozzafiato e odiamo profondamente il fidanzato di Andy, incapace di sostenere le sue ambizioni professionali.

Il diavolo veste Prada ruota attorno ad Andy (Anne Hathaway), una neolaureata alla Northwestern che sostiene un colloquio per un lavoro a Runway Magazine, nonostante non sappia nemmeno scrivere “Gabbana” e non abbia mai sentito parlare dell’unica e inimitabile Miranda Priestly (personaggio ispirato alla direttrice di Vogue, Anna Wintour, interpretata in modo impeccabile da Meryl Streep). Hathaway e Streep sono semplicemente perfette nei loro ruoli e insieme danno vita a un vero capolavoro che farebbe sorridere persino Miranda. E ora Miranda e Andy torneranno presto al cinema in Il Diavolo Veste Prada 2Mentre aspettiamo di vederle tornare sul grande schermo, diamo uno sguardo alle citazioni più “rivoluzionarie” di Prada.

«I dettagli della tua incompetenza non mi interessano.»

Questa è una delle primissime battute pronunciate dalla “Signora Dragone” e definisce perfettamente il personaggio di Streep come una donna che non ha tempo per nulla che sia meno della perfezione scintillante. La frase viene quasi borbottata da Priestly mentre attraversa i corridoi lucidi insieme alla sua assistente Emily (interpretata in modo esilarante da Emily Blunt).

Se qualcosa (o qualcuno) è anche solo minimamente imperfetto, Miranda non ha il minimo interesse. Pragmatica e determinata, la Regina delle Nevi non ha energie da sprecare per addolcire la pillola o tenerti per mano durante l’orario di lavoro. L’incompetenza la annoia! O fai le cose per bene, oppure vai a lavorare a TV Guide… la scelta è tua.

«È TUTTO.»

Questa frase viene ripetuta più volte da Priestly nel corso del film, con un tono talmente freddo e distaccato da farti venire i brividi lungo la schiena (e intanto congelarti l’anima).

Miranda la usa quando una conversazione è finita, perché non è abbastanza interessante per lei o semplicemente perché non ha tempo di ascoltarti parlare all’infinito dei club universitari a cui appartenevi. Non le importa nulla della cittadina sperduta da cui vieni o di chi frequenti. A Miranda Priestly interessa solo la moda. Lavorando per lei, c’è una sola cosa da fare: il tuo lavoro. Tutto qui.

«C’è qualche motivo per cui il mio caffè non è qui? È morta o qualcosa del genere?»

Miranda pronuncia questa battuta, sinceramente confusa dal fatto che il suo caffè non sia dove dovrebbe essere: nella sua mano gelida. Le piace il caffè extra-extra caldo, perché in fondo è praticamente un drago che sputa fuoco (e lo intendiamo come un complimento, non come un insulto).

Daenerys Targaryen dovrebbe probabilmente farsi da parte, perché Miranda Priestly è la vera Regina dei Draghi. Secondo Miranda, l’unica scusa valida per non portarle il caffè in orario è essere morti in un fosso. Anche in quel caso, però, la tua morte improvvisa sarebbe comunque un fastidioso inconveniente. Come osa qualcuno morire durante la sua (griffatissima) sorveglianza?

«Per favore, annoia qualcun altro con le tue domande…»

La maggior parte dei capi educati dice qualcosa come: “Se hai domande, chiedi pure”. Non Miranda. Assolutamente no. Miranda non vuole domande. Vuole risposte.

Non possiamo fare a meno di ammirare la sua capacità di essere così diretta e schietta, insieme al suo totale rifiuto di girare intorno alle cose con i dipendenti. In pratica, se non hai tutte le risposte, secondo lei non dovresti lavorare per lei. Come già detto, non accetta nulla di meno della perfezione assoluta.

«Oh, scusa tanto, hai qualche impegno precedente? Una qualche convention di gonne orrende?»

Questa battuta viene pronunciata in modo esilarante dal personaggio di Emily Blunt quando Andy le dice che è occupata. Come Miranda, anche Emily è il tipo di persona che non ha tempo per addolcire i toni o fingere gentilezza. Come afferma brillantemente Nigel (Stanley Tucci), l’industria della moda non ha nulla a che fare con ciò che hai dentro.

Conta solo l’aspetto esteriore, e se questo lascia a desiderare mentre lavori per la più grande rivista di moda del mondo, puoi star certo che qualcuno te lo farà notare. Per quanto crudele possa sembrare la battuta di Emily, è comunque meglio della finta gentilezza seguita dal parlare alle spalle.

«Oh, per favore, è solo… non so, una pioggerellina…»
(Tuoni e fulmini esplodono fuori mentre infuria una tempesta)

Miranda dice questa frase mentre tormenta Andy affinché le trovi un volo per permetterle di assistere al saggio di danza delle figlie. Insiste sul fatto che debba esserci un modo per volare, nonostante fuori sembri scoppiato quasi un uragano e la maggior parte dei voli sia cancellata.

Non può essere così grave, insiste, è solo una pioggerellina. Non esiste tempesta abbastanza grande da impedire a Miranda Priestly di ottenere ciò che vuole. È pur sempre Miranda Priestly! Se chiede un volo, lo avrà. Se fallisci nel darle esattamente quello che chiede, la colpa è tua, non del maltempo. Il “brutto tempo” è solo una scusa patetica ai suoi occhi.

«Mi sono detta: vai avanti. Rischia. Assumi la ragazza grassa e sveglia.»

Questa battuta viene pronunciata dalla stessa Miranda quando rimprovera Andy, con una voce bassissima che la rende ancora più terrificante, per averla delusa ancora una volta. La parte più divertente (e deprimente) è che Andy, alias Anne Hathaway, non è affatto grassa. Per una persona comune è perfettamente sana e snella, ma nel mondo della moda — dove non devi mangiare assolutamente nulla (se non un cubetto di formaggio quando stai per svenire) — Andy è considerata “grassa”.

Durante la scena del pranzo in mensa, Andy chiede a Nigel se qualcuno lì “mangi” davvero. Sembrano addirittura scandalizzati quando lei fa colazione con un bagel alla cipolla! È piuttosto triste, ma anche una rappresentazione abbastanza realistica del mondo della moda.

«Prego, muoviti pure a un ritmo glaciale, sai quanto questo mi entusiasmi.»

Con Miranda, tutto deve essere veloce. Con Miranda, tutto deve arrivare quindici minuti prima dell’orario che lei stessa ha indicato. Se non ti muovi alla velocità di Flash mentre lavori con la Regina delle Nevi, allora ti stai muovendo a un ritmo glaciale — e questo la entusiasma da morire (il sarcasmo qui è palpabile).

Pronuncia questa battuta durante una scena in cui rivela ad Andy informazioni piuttosto personali sul suo recente divorzio. Andy cerca di mostrarsi comprensiva, ma Miranda non vuole la sua pietà. Quando Andy le chiede se può fare qualcosa per lei, Miranda risponde: «Il tuo lavoro». È per questo che Andy è lì, e deve ricordarselo.

«FIORI… PER LA PRIMAVERA? RIVOLUZIONARIO.»

Se le tue idee sono banali e prive di immaginazione artistica, Miranda non esiterà a fartelo notare. Il sarcasmo di questa battuta meriterebbe un premio per l’interpretazione impassibile che Streep offre con naturalezza, ed è per questo che è così iconica.

Se il tuo lavoro non è rivoluzionario a ogni passo, perché dovresti sprecare il tempo di Miranda? A lei interessa solo una moda che trasudi genialità innovativa. La sua onestà è ammirevole… anche se, allo stesso tempo, ci sentiamo fortunati a non averla come capo.

«TUTTI VOGLIONO ESSERE NOI»

Andy: «E se io non volessi vivere come vivi tu?»
Miranda: «Oh, non essere ridicola, Andrea. Tutti vogliono questo. Tutti vogliono essere noi.»

Questa è una delle ultime battute pronunciate da Miranda Priestly. Arriva durante la scena in cui spiega ad Andy che, a volte, per andare avanti nella vita o arrivare in cima, bisogna fare cose considerate poco etiche o poco gentili.

Secondo Miranda, il mondo è crudele e, per sopravvivere, bisogna saper giocare bene la partita. Lei ha lavorato duramente per arrivare dove si trova, indipendentemente da quanti “cari amici” abbia dovuto schiacciare lungo il cammino. Mette sempre se stessa al primo posto e, qualunque sia il giudizio sulle sue scelte morali, è impossibile non rispettarla e ammirarla per i suoi sforzi.

LBJ: Woody Harrelson nei panni di Lyndon Johnson nella nuova clip

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È stata pubblicata online una clip di LBJ, film che propone Woody Harrelson nei panni di Lyndon Baines Johnson, l’ex presidente statunitense che prese il posto di John Fitzgerald Kennedy all’indomani del suo assassinio e affrontò i problemi scatenati dalla guerra del Vietnam.

Reiner lavorava da anni sul progetto (era il 1997 quando annunciava di essere impegnato nell’adattamento della biografia di un personaggio). Originariamente sviluppato dai produttori Tim eTrevor White e sceneggiato da Joey Hartstone, l’attuale versione seguirà l’ascesa di Lyndon Baines Johnson alla Casa Bianca e gli sconvolgimenti politici che hanno seguito l’assassinio di John F. Kennedy e lo hanno improvvisamente catapultato dalla vice-presidenza alla Sala Ovale.

Fonte: Deadline

LBJ: prima immagine di Woody Harrelson nei panni di Lyndon B. Johnson

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Entertainment Weekly ha pubblicato online la prima immagine di Woody Harrelson nei panni di Lyndon Baines Johnson, l’ex presidente statunitense che prese il posto di John Fitzgerald Kennedy all’indomani del suo assassinio e affrontò i problemi scatenati dalla guerra del Vietnam.

Il titolo del biopic, diretto da Rob Reiner, sarà LBJReiner lavora da anni sul progetto (era il 1997 quando annunciava di essere impegnato nell’adattamento della biografia di un personaggio), che sembra quindi finalmente vedere la luce. Originariamente sviluppato dai produttori Tim eTrevor White e sceneggiato da Joey Hartstone, l’attuale versione seguirà l’ascesa diLyndon Baines Johnson alla Casa Bianca e gli sconvolgimenti politici che hanno seguito l’assassinio di John F. Kennedy e lo hanno improvvisamente catapultato dalla vice-presidenza alla Sala Ovale.

Ecco Woody Harrelson nei panni di Lyndon B. Johnson

Le riprese di LBJ, film che vedrà Woody Harrelson nei panni del 36° presidente americano, inizieranno questo settembre a New Orleans.

Fonte: EW

Lazzaro felice: recensione del film di Alice Rohrwacher

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Lazzaro felice: recensione del film di Alice Rohrwacher

Lazzaro felice è la rappresentazione della bontà, quella che non riconosce il male, quella totale che spiazza, quella che, nel mondo, sembra essere scomparsa. Alice Rohrwacher decide, per il suo terzo lungometraggio presentato in concorso al Festival di Cannes 2018, di raccontare questa purezza attraverso gli occhi di Lazzaro, un adolescente che fa parte di un gruppo di mezzadri che lavorano nella tenuta dell’Inviolata, al servizio della Marchesa Alfonsina De Luna. Disponibile con tutti, gentile e molto ingenuo, Lazzaro sembra quasi “lo scemo del villaggio”, fino a che non incontra Tancredi, figlio viziato e “cittadino” della Padrona. Per il giovane contadino questo rapporto diventa qualcosa di strabiliante, un prezioso legame del tutto nuovo che il ragazzo è intenzionato a coltivare e difendere.

Al terzo racconto per il cinema la Rohrwacher sfocia nella fiaba, partendo da un realismo atemporale, quasi magico, che si condisce di critica sociale (leggermente) e di senso religioso, quasi mistico. Il nome del personaggio parla chiaramente all’immaginario cattolico, per cui alcune svolte del film possono essere anticipate, con una decisa sospensione della credibilità della storia e con lo spettatore che resta completamente spaesato di fronte a uno slittamento temporale e di fronte al miracolo senza prodigio di cui è testimone.

Quello che la  Rohrwacher sembra voler raccontare è la natura completamente rivoluzionaria del personaggio e del suo sguardo sul mondo. Siamo così disabituati alla gentilezza e alla bontà, dice Alice, che una persona che lo è profondamente e completamente risulta “stupida” all’occhio superficiale.

Lazzaro felice parla tanto attraverso la metafora, quella del lupo e di San Francesco, per esempio, raccontata da una delle giovani protagoniste, o quella della città contro la campagna, scontro da quale nessuno dei due ambienti risulta vincitore.

Diviso in due parti in maniera netta, Lazzaro felice è decisamente più armonico nella prima macro sequenza, in cui lo spettatore segue il protagonista, i ritmi della natura, la cattiveria della Marchesa e l’ingenuità dei mezzadri. Nella seconda parte, a cui lo spettatore fa fatica abituarsi, prende il sopravvento Lazzaro e il suo sguardo si un posto che non conosce, la città. Si tratta di un luogo inospitale, popolato da persone cattive e disperate che non si limitano a sfruttarlo, come la sua stessa famiglia faceva in campagna, ma lo raggirano e non capiscono la sua assenza di malizia.

Lazzaro felice è un’ode all’ingenuità e alla bontà, a quella disposizione d’animo che permette di accogliere il mondo in maniera sempre positiva, onesta, pensando sempre il bene di tutti. Proprio questo coraggio selvaggio nel mettere in scena un personaggio così contrario ai tempi, rende il film un’opera imperfetta e anche confusa, ma fa di quella confusione un ottimo mezzo per parlare al cuore.

Il film di Alice Rohrwacher, come il suo protagonista, parla a un animo limpido, senza sovrastrutture, a uno spettatore disposto ad accogliere la bontà assoluta senza sospettare mai il male.

Lazzaro Felice: le nuove clip da film di Alice Rohrwacher

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Lazzaro Felice: le nuove clip da film di Alice Rohrwacher

01Distribution ha diffuso nuove clip di Lazzaro Felice, il film di Alice Rohrwacher presentato a Cannes 2018, dove ha conquistato il premio alla Migliore Sceneggiatura. Il film arriverà nelle sale italiane a partire dal 31 maggio, di seguito potete vedere le clip:

Nel cast del film ci sono Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Tommaso Ragno, Natalino Balasso e con la partecipazione di Nicoletta Braschi con Pasqualina Scuncia e Carlo “Carletto” Tarmati.

Lazzaro Felice, la recensione del film di Alice Rohrwacher

Sinossi: Quella di Lazzaro, un contadino che non ha ancora vent’anni ed è talmente buono da sembrare stupido, e Tancredi, giovane come lui, ma viziato dalla sua immaginazione, è la storia di un’amicizia. Un’amicizia che nasce vera, nel bel mezzo di trame segrete e bugie. Un’amicizia che, luminosa e giovane, è la prima, per Lazzaro. E attraverserà intatta il tempo che passa e le conseguenze dirompenti della fine di un Grande Inganno, portando Lazzaro nella città, enorme e vuota, alla ricerca di Tancredi.

Nota di regia: Lazzaro Felice è la storia di una piccola santità senza miracoli, senza poteri o superpoteri, senza effetti speciali: la santità dello stare al mondo e di non pensare male di nessuno, ma semplicemente di credere negli altri esseri umani. Racconta la possibilità della bontà, che gli uomini da sempre ignorano, ma che si ripresenta e li interroga come qualcosa che poteva essere e non abbiamo voluto.

Cannes 2018: Alice Rohrwacher presenta il suo Lazzaro Felice

LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher in concorso a Cannes 71

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LAZZARO FELICE di Alice Rohrwacher in concorso a Cannes 71

Vincitrice nel 2014 del Grand Prix con Le Meraviglie, ALICE ROHRWACHER torna in Concorso al 71. FESTIVAL DI CANNES con il suo nuovo film, LAZZARO FELICE.

Quella di Lazzaro, un contadino che non ha ancora vent’anni ed è talmente buono da sembrare stupido, e Tancredi, giovane come lui, ma viziato dalla sua immaginazione, è la storia di un’amicizia. Un’amicizia che nasce vera, nel bel mezzo di trame segrete e bugie. Un’amicizia che, luminosa e giovane, è la prima, per Lazzaro. E attraverserà intatta il tempo che passa e le conseguenze dirompenti della fine di un Grande Inganno, portando Lazzaro nella città, enorme e vuota, alla ricerca di Tancredi.

“Lazzaro Felice è la storia di una piccola santità senza miracoli, senza superpoteri o effetti speciali: la santità dello stare al mondo, e di non pensare male di nessuno, ma semplicemente di credere negli altri esseri umani. Racconta la possibilità della bontà, che gli uomini da sempre ignorano, ma che si ripresenta, e li interroga con un sorriso”. Alice Rohrwacher

LAZZARO FELICE, scritto e diretto da Alice Rohrwacher, con Adriano Tardiolo, Alba Rohrwacher, Tommaso Ragno, Luca Chikovani, Agnese Graziani, Sergi Lopez, Natalino Balasso, e con la partecipazione di Nicoletta Braschi. Fotografia Hélène Louvart; montaggio Nelly Quettier; suono in presa diretta Christophe Giovannoni; montaggio del suono Marta Billingsley; scenografia Emita Frigato; costumi Loredana Buscemi; musiche originali Piero Crucitti; trucco Ronald Haldimann; acconciature Daniela Tartari; aiuto regia Nicola Scorza; acting coach Tatiana Lepore; casting director Chiara Polizzi; organizzatore Giorgio Gasparini; produttore associato Alessio Lazzareschi.

LAZZARO FELICE è prodotto da Carlo Cresto-Dina, coprodotto da Michael Weber & Viola Fügen, Alexandra Henochsberg, Grégory Gajos & Arthur Hallereau, Tiziana Soudani; una produzione tempesta / Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema, in coproduzione con Pola Pandora, Ad Vitam Production, Amka Films Productions, in coproduzione con RSI Radiotelevisione Svizzera, Arte France Cinéma, in associazione con Arte ZDF, con la partecipazione di Arte France, con il supporto di Eurimages, Ufficio Federale della Cultura (DFI), Svizzera e Medienboard Berlin Brandenburg, con la partecipazione di Aide Aux Cinémas du Monde Centre National du Cinéma et de l’Image Animée. Opera realizzata con il sostegno della Regione Lazio Fondo Regionale per il cinema e l’audiovisivo. Film riconosciuto di interesse culturale con contributo economico del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo – Direzione Generale Cinema. Distribuzione: 01 Distribution.

Lazarus, la spiegazione del finale della serie di Harlan Coben

Lazarus, la spiegazione del finale della serie di Harlan Coben

La nuova serie Prime Video di Harlan Coben, Lazarus, approfondisce le menti di psicologi, criminali e semplici spettatori. È la serie perfetta per chi ama i drammi polizieschi, ma non le serie basate su crimini reali, con un pizzico di soprannaturale per rendere il tutto più interessante. Sam Claflin interpreta Laz, uno psicologo forense che ha recentemente perso suo padre, lo psichiatra Dr. L, suicidatosi. La tragedia riporta alla luce l’omicidio della sorella gemella di Laz, Sutton, avvenuto 25 anni fa, e la morte di alcuni pazienti del dottor L.

Incapace di affrontare la morte del padre, Laz parla con i fantasmi dei pazienti di suo padre per mettere insieme i pezzi del puzzle. Alla fine della serie, Lazarus rivela che probabilmente il soprannaturale non ha mai avuto nulla a che fare con queste conversazioni. Laz aveva ascoltato le registrazioni delle sedute di suo padre mentre sprofondava sempre più in uno stato di malessere mentale. È possibile che queste persone fossero davvero dei fantasmi? Nelle storie di Harlan Coben, tutto ha una minima possibilità di accadere. Parte del fascino sta nel fatto che alcune cose non vengono mai veramente risolte, permettendo al pubblico di usare la propria immaginazione su ciò che accade dopo, quando lo schermo diventa nero e la telecamera smette di girare.

Il dottor L è morto con le mani sporche di sangue

Tutto culmina nel finale della serie Lazarus, dove Laz scopre la verità sulla morte di suo padre e sulle persone coinvolte nelle circostanze che l’hanno determinata. Laz affronta un suo ex paziente, lo stupratore e assassino seriale Arlo Jones, che scopre aver parlato con il dottor L poco prima della sua morte. Arlo rivela la sua ipotesi secondo cui sarebbe stato incastrato per l’omicidio di Imogen Carswood dall’ispettore capo Alison Brown. Laz indaga ulteriormente e scopre che Alison è collegata a tutte le morti sospette dei fantasmi con cui ha parlato nell’ufficio di suo padre: Imogen Carswood, Cassandra Rhodes e Harry Nash.

Laz conclude che Alison ha usato lo studio del dottor L per uccidere pazienti problematici che riteneva non appartenessero alla società. Ma le cose vanno male quando lui e il suo migliore amico Seth la affrontano. Con un’aria colpevole come sempre, lei attacca i due uomini e scappa, ma viene uccisa quando viene investita da un autobus durante l’inseguimento. Prima di morire, ha dato a Laz una registrazione di lei e del dottor L, pochi minuti prima della sua morte. All’insaputa della maggior parte delle persone, compreso Laz, il dottor L registrava tutte le conversazioni nel suo studio, sia quelle programmate che quelle improvvisate. La sua ultima conversazione da vivo era una di queste. Il dottor L e Alison avevano lavorato insieme per anni per mettere in prigione criminali, come stupratori, assassini e pedofili, incastrandoli per omicidi facili da risolvere che non avevano commesso. Gli omicidi erano stati commessi in realtà dallo stesso Dr. L, che aveva ucciso i pazienti sopra citati perché pensava che avrebbero fatto qualcosa di orribile agli altri o a se stessi.

Alison credeva sinceramente che il Dr. L le stesse fornendo informazioni corrette. Quando scoprì la verità, gli disse di togliersi la vita, in modo che il suo segreto morisse con lui. Il dottor L morì suicidandosi, come era sempre stato riportato, ma con un altro aiuto. Laz rimprovera suo padre per i suoi peccati, respingendo la scusa che il dottor L lo facesse per liberare le sue vittime dal loro dolore e il resto del mondo dal potenziale pericolo che causavano. L’ironia è che il dottor L fece a se stesso ciò che aveva fatto agli altri, come se fosse la punizione che si era creato.

Laz scopre la verità dietro la morte di sua sorella

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© Prime Video

Tornando indietro al penultimo episodio, Laz ha diviso il suo tempo durante la serie tra la risoluzione della morte di suo padre, delle morti dei pazienti di suo padre e dell’omicidio di sua sorella gemella, Sutton. Venticinque anni fa, Sutton è stata trovata morta nella sua camera da letto dopo un ballo scolastico a cui hanno partecipato tutti e tre i bambini, ma Sutton è tornata a casa da sola. Al momento della sua morte, un uomo di nome Olsen era considerato il principale sospettato, ma fu rilasciato per mancanza di prove concrete, anche se fu emarginato dalla comunità e Laz continuò a incolparlo per la morte di Sutton. Ma dopo una discussione tra i due in un episodio precedente, Laz ascoltò Olsen e abbandonò i suoi sospetti su di lui.

La clemenza di Laz si rivelò una mossa sbagliata da parte sua. Un nuovo sviluppo nel caso colloca Olsen nella camera da letto di Sutton la notte in cui è stata uccisa. Olsen aveva precedentemente detto a Laz che Sutton gli aveva dato un suo giocattolo che lui aveva conservato per tutti questi anni, ma Laz trova le prove che il giocattolo era nella sua stanza il giorno del ballo. Proprio mentre Laz si reca alla polizia, che è tutt’altro che collaborativa con lui a causa della sua ossessione per la morte del padre, Aidan scompare. Laz e la polizia cercano Aidan e scoprono poco dopo che è stato visto con Olsen.

Laz trova Olsen e Aidan insieme vicino a un lago, dove affronta il primo una volta per tutte. Olsen ammette di aver ucciso Sutton, ma ha un ricordo distorto di ciò che è realmente accaduto quella notte. Dopo aver perseguitato Sutton ed essere entrato illegalmente nella sua camera da letto per anni, Olsen ha fatto la stessa cosa la notte del ballo.

Tuttavia, lei è tornata a casa prima del previsto e ha sorpreso Olsen. Mentre lui sostiene che lei gli abbia fatto delle avance che lui ha ricambiato, la realtà mostra che lui ha tentato di aggredirla sessualmente e lei ha reagito. Quando ha sentito Laz tornare a casa, ha ucciso Sutton per impedirle di rivelare i suoi crimini. Olsen era quello che metteva le lucine intorno alla tomba di Sutton ai giorni nostri, credendo di “prendersi cura di lei” quando Laz era lontano dalla famiglia. Olsen viene messo in prigione per sempre, concludendo solo una parte del mistero.

Emerge un altro assassino nella famiglia Lazarus

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© Prime Video

Olsen ha confessato l’omicidio di cui era stato a lungo ritenuto responsabile, ed è stato dimostrato che il dottor L si è tolto la vita, ma questo non spiega ancora le circostanze che circondano la morte improvvisa di Margot, la fedele dipendente del dottor L. Laz aveva precedentemente ipotizzato che se Olsen aveva ucciso Sutton, doveva aver ucciso anche Margot, perché si trovava nel parco la notte in cui il suo corpo è stato trovato. Ma a quanto pare, c’è stato un altro assassino che è sfuggito alle indagini e ha agito nell’ombra mentre Laz puntava il dito contro tutti gli altri. Il nuovo assassino è in realtà più vicino a Laz di quanto pensasse e potrebbe aver dimostrato che le ultime parole del dottor L a Laz non erano poi così false.

Parlando con il medico legale, Seth scopre che l’arma del delitto dietro la morte di Margot non era altro che una lama a forma di falce importata illegalmente dal Brasile. Lo stesso tipo di arma è stato usato da una banda londinese nel 2016 per uccidere i propri rivali, e una partita di queste armi è stata sequestrata sei mesi prima dell’inizio della serie. Ma la persona che impugna l’arma nell’ultima scena della serie non è né un membro di una banda né aveva accesso a quella stessa spedizione. Era Aidan. Il ragazzo gentile con cui Laz stringe amicizia nel corso della serie è lo stesso che ha massacrato Margot e aggredito Laura. Il colpo di scena è alla pari con quello di Sharp Objects, che termina in modo molto simile. La madre di Aidan e la sorella di Laz gli avevano confidato in precedenza che Aidan aveva visto il dottor L per alcune sedute, sostenendo che aveva alcuni gravi problemi sconosciuti legati al fatto di sentirsi un outsider tra i suoi coetanei. Aidan ha probabilmente scelto Margot e Laura come sue vittime perché ha rivelato loro i suoi sentimenti oscuri, ma non voleva che lo dicessero alle autorità.

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© Prime Video

La serie si interrompe con un cliffhanger prima che Aidan possa spiegarsi, terminando con l’immagine sinistra di lui in piedi sulla soglia con l’arma insanguinata, che rivolge freddamente delle scuse vuote a Laz. L’immagine del padre che guarda il figlio assassino richiama una conversazione illuminante tra Laz e il fantasma del dottor L: “Il tempo non è lineare”, dice il dottor L al figlio. “È ciclico. I figli diventano come i loro padri, Joel. È nel loro sangue”. All’epoca, Laz non riusciva a credere alla filosofia pessimistica di suo padre sulla violenza ereditaria. Ma ora non può fare a meno di chiedersi se sia vera. Si trova di fronte alla prova delle ultime parole di suo padre, e il pubblico è lasciato a chiedersi cosa ne sarà di Laz e del rapporto che sperava di costruire con suo figlio.

Laz Alonso in Fountain of Youth di Guy Ritchie

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Laz Alonso in Fountain of Youth di Guy Ritchie

Laz Alonso di The Boys si è unito al cast di Fountain of Youth di Apple, un film basato su un’idea originale che sarà diretto da Guy Ritchie e proviene da Skydance Media. Con la partecipazione di Natalie Portman e John Krasinski, il film sarà prodotto per Apple da Skydance, Vinson Films e Project X Entertainment.

Scritta da James Vanderbilt, la pellicola segue i fratelli (Krasinski e Portman) che collaborano in una rapina globale per trovare la mitologica Fonte dell’Eterna Giovinezza. Dovranno usare la loro conoscenza della storia per seguire gli indizi in un’avventura epica che cambierà le loro vite e forse li porterà all’immortalità.

Meglio conosciuto per il suo ruolo del vigilante Mother’s Milk nella serie di grande successo di Prime Video The Boys, Laz Alonso ha interpretato Fenix al fianco di Vin Diesel in diversi episodi della serie Fast & Furious, apparendo anche in Avatar di James Cameron. Altri crediti cinematografici degni di nota includono Detroit, Miracolo a Sant’Anna, Stomp the Yard, Jarhead e Constantine.

Cos’altro ha diretto Guy Ritchie?

Guy Ritchie ha avuto una lunga carriera cinematografica, dirigendo film come Snatch del 2000 ed entrambi i film di Sherlock Holmes con Robert Downey Jr. e il remake live-action di Aladdin della Disney. Il regista è attualmente impegnato nella regia del rifacimento live-action di Hercules della Disney.

Lawrence, recensione del film sul poeta di San Francisco

Lawrence, recensione del film sul poeta di San Francisco

Giada Diano e Elisa Polimeni mettono in scena una narrazione per immagini intima e riflessiva attraverso i ricordi e i luoghi che hanno segnato Lawrence Ferlinghetti. In Lawrence, il poeta e librario statunitense si racconta e si fa raccontare dai personaggi più rilevanti del suo mondo.

Ripercorrendo i passi di Lawrence

Il film-intervista vede come protagonista Lawrence Ferlinghetti, pronto a parlare della sua vita in ogni sfaccettatura. Molto spazio viene lasciato alle vicende personali e familiari: il ritorno alle origini paterne in Italia, i tempi del college, il legame con San Francisco. Lawrence è però anche un dialogo con il poeta su temi socio-culturali e politici a lui cari: l’anarchia, la nascita della City Lights, la Beat Generation, l’ecologismo. Non mancano nel film le poesie citate, i dipinti di Lawrence e una serie di illustrazioni animate delicatissime che esaltano l’ecletticità e la produttività dell’artista.

La poesia nella vita di Lawrence

A cosa serve oggi la poesia? Il film si apre con questo quesito, ma senza l’intento di rispondere alla domanda. Tutto il racconto inizia e finisce nello studio di Lawrence: una poltrona a dondolo e una libreria sono illuminati da una finestra tipica delle case di San Francisco. Un luogo variopinto, solare e in tutto e per tutto simile al poeta.

Una vita lunga e densa

Il primo aneddoto che Ferlinghetti ci racconta è l’incontro tra i suoi genitori: la madre francese e il padre italiano si sono conosciuti a Coney Island. Figlio di due immigrati, Lawrence è sempre stato desideroso di riscoprire le sue origini. Il viaggio in Italia di Ferlinghetti, che vagando dal nord al sud è riuscito a ritrovare il paesino originario del padre, sembra quello degli artisti aristocratici del passato. I racconti delle avventure e delle esplorazioni in Italia e in Europa sono una parte importante del film, a dimostrarne l’essenzialità per l’artista. Non solo la ricerca delle tracce di un padre mai conosciuto, ma anche il fascino verso l’Europa del Novecento, invasa tanto dalle guerre quanto dalle correnti culturali più disparate.

La libreria di San Francisco

Tra le avventure in Europa, c’è il dottorato a Parigi. Qui nasce il desiderio di aprire una libreria: ispirato dal suo caro amico George Whitman, celebre fondatore della libreria parigina in lingua inglese “Shakespeare and Company”, Lawrence Ferlinghetti esporta in America l’idea.

Tutt’oggi gemellata con la libreria parigina, la City Lights di San Francisco nasce nel 1953. Il luogo non è solo una libreria: in breve tempo diventa un punto di ritrovo per gli artisti della Beat Generation, nonché la casa editrice dei loro lavori.

L’ironia e la brillantezza di Ferlinghetti

Lawrence appare ancora estremamente lucido, nonostante l’età. La memoria vividissima è supportata da un incredibile simpatia. Il sorriso tenero di un volto anziano e amichevole rendono la narrazione estremamente piacevole. Il film, se non per poche altre voci che si aggiungono a raccontare l’amico Lawrence, è un monologo del protagonista. Un monologo non solo in prosa: le poesie, le immagini, i luoghi percorsi e le illustrazioni inserite nel film ci parlano di Ferlinghetti sotto ogni aspetto possibile.

Le immagini che animano Lawrence

Un elemento essenziale del racconto Lawrence sono le immagini animate realizzate da Lena Shaposhnikova. Immagini bidimensionali, da graphic novel, schizzi semplici ma estremamente espressivi e, per come vengono inseriti nel racconto, carichi di emozioni.

L’incastro tra racconti, letture di poesie, illustrazioni, video-interviste e riprese di luoghi iconici rendono Lawrence un piacevolissimo film per lo spettatore, in grado di soddisfare la vista come l’udito.

Curiosità su Lawrence

Lawrence è un film di genere documentario, diretto da Giada Diano, Elisa Polimeni e distribuito da Gardena Film. È uscito al cinema il 09 dicembre 2021.

Lawrence Paull: morto lo scenografo di Blade Runner

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Lawrence Paull: morto lo scenografo di Blade Runner

Ha immaginato il futuro per tutti noi. Lawrence Paull, scenografo di film fondamentali per la storia del cinema e per la cultura pop, come Blade Runner di Ridley ScottRitorno al futuro di Robert Zemeckis, è morto.

Lo scenografo, che veniva dalla città del vento, Chicago aveva 81 anni e ha avuto una carriera lunga e luminosa a Hollywood, dove ha lavorato con successo soprattutto negli anni ’80. Tra gli altri titoli molto famosi che portano la firma della visione di Paull ci sono Fuga da Los Angeles con Kurt Russell e All’inseguimento della pietra verde con Michael Douglas.

Arriva, commosso, un ricordo di Ridley Scott, con cui Lawrence Paull aveva lavorato proprio nel film culto del 1982: “Sono stato sempre colpito dal suo impegno così fedele e convinto allo strano progetto per il mondo unico di Blade Runner.”

Il film valse allo scenografo una nomination agli Oscar, condivisa con David L. Snyder, e un premio BAFTA per la migliore scenografia. Blade Runner ha fatto la storia del cinema anche grazie alla visione di Paull che ha creato l’ambiente giusto per raccontare la storia di Deckart, interpretato da Harrison Ford, nell’adattamento del romanzo di romanzo di Philip K. Dick Do Androids Dream of Electric Sheep?.

Lawrence Kasdan scriverà Star Wars 8?

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Per il momento, ovviamente, si tratta solo di indiscrezioni, per quanto allettanti: il secondo e terzo capitolo della nuova trilogia di Guerre Stellari potrebbero contare su due firme d’eccezione: da un lato, il veterano Lawrence Kasdan potrebbe lavorare alla sceneggiatura del numero otto; dall’altro Simon Kinberg, recente autore di Sherlock Holmes, potrebbe occuparsi del nono film della serie.

La Disney naturalmente non ha commentato la notizia che, se fosse vera, sarebbe indubbiamente positiva, specialmente per quanto riguarda Kasdan, che ha già lavorato all’Impero colpisce ancora e Il Ritorno dello Jedi.

Il nome Kinberg suscita commenti altrettanto positivi: trai suoi ultimi lavori c’è tra l’altro il sequel di X-Men: First Class.

Fonte: Empire

Lawrence Fishburne nell’indipendente The Colony

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Con ogni probabilità – le trattative sono a un passo dalla felice conclusione – Lawrence Fishburne (Apocalypse Now, Matrix, Contagion) sarà

Lawmen: la storia di Bass Reeves, il teaser trailer della serie antologica Paramount+

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Paramount+ ha presentato oggi il teaser trailer dell’attesissima serie originale Lawmen: la storia di Bass Reeves, che debutterà in esclusiva sul servizio con due episodi domenica 5 novembre in tutti i mercati internazionali Paramount+. La serie antologica è interpretata dal produttore esecutivo e candidato agli Emmy Award David Oyelowo, Lauren E. Banks, Demi Singleton, Forrest Goodluck, Barry Pepper, il vincitore dell’Oscar onorario Donald Sutherland e il candidato agli Emmy Award Dennis Quaid.

Svelando la storia mai raccontata del più leggendario uomo di legge del vecchio West, LAWMEN: LA STORIA DI BASS REEVES segue il viaggio di Reeves (Oyelowo) e la sua ascesa dalla schiavitù alle forze dell’ordine come primo U.S. Marshal nero a ovest del Mississippi. Nonostante abbia arrestato oltre 3.000 fuorilegge nel corso della sua carriera, il peso delle responsabilità derivanti dal suo incarico diventa sempre più oneroso mentre affronta le sfide emotive ed etiche connesse al suo lavoro e alle implicazioni che comporta per la sua amata famiglia. LAWMEN: LA STORIA DI BASS REEVES è una nuova serie antologica a sé stante e le future produzioni seguiranno altri iconici uomini di legge e fuorilegge che hanno influenzato la storia.

Il cast include Shea Whigham e Garrett Hedlund come guest star oltre a Joaquina Kalukango, Lonnie Chavis, Grantham Coleman, Tosin Morohunfola, Dale Dickey, Rob Morgan, Ryan O’Nan, Margot Bingham, Mo Brings Plenty, Justin Hurtt-Dunkley e Bill Dawes.

Creata per la televisione dal produttore esecutivo e showrunner Chad Feehan, la serie è prodotta anche dal candidato all’Oscar Taylor Sheridan, David Oyelowo, David C. Glasser, Jessica Oyelowo, David Permut, Christina Alexandra Voros, Ron Burkle, Bob Yari e David Hutkin. La serie è prodotta da MTV Entertainment Studios, 101 Studios, Bosque Ranch Productions di Sheridan e Yoruba Saxon di Oyelowo in esclusiva per Paramount+.

LAWMEN: LA STORIA DI BASS REEVES è l’ultima novità nel crescente panel di contenuti di Sheridan su Paramount+, che comprende 1923, 1883, MAYOR OF KINGSTOWN, TULSA KING, SPECIAL OPS: LIONESS e la serie prossimamente in arrivo LAND MAN.

Lawless: un video alla scoperta del cast del film

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Lawless: un video alla scoperta del cast del film

Ecco un video dedicato a Lawless, l’ultimo film di John Hillcoat, in cui possiamo vedere tutti gli attori che hanno partecipato a questo progetto particolarmente

Lawless: un nuovo trailer

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Lawless: un nuovo trailer

La Weinstein Company ha messo in rete un nuovo trailer del film Lawless, il film diretto da John Hillcoat con un cast stellare: Shia LaBeouf, Tom Hardy, Jason Clarke, Guy Pearce,

Lawless: trama, cast e curiosità sul film con Tom Hardy

Lawless: trama, cast e curiosità sul film con Tom Hardy

Nel corso della sua carriera il regista John Hillcoat ha realizzato pochi ma affascinanti film. In particolare lo si ricorda per opere di genere come Ghosts… of the Civil Dead, La proposta e The Road. Uno dei suoi lungometraggi più apprezzati e noti è poi anche il western Lawless (qui la recensione), uscito nel 2012 e per il quale Hillcoat è tornato a collaborare con un suo amico di vecchia data, il musicista Nick Cave. I due, conosciutisi già negli anni Ottanta quando Hillcoat ha realizzato dei videoclip per la band di Cave, i The Bad Seeds, hanno ritrovato in questo progetto un racconto di grande fascino.

La sceneggiatura, scritta proprio da Cave, è basata sul romanzo La contea più fradicia del mondo, scritto da Matt Bondurant. Nel dar vita a questo testo, lo scrittore si era ispirato alla vera vicenda che vide coinvolti suo nonno e dei prozii, i quali si affermarono agli inizi del Novecento come fuorilegge nell’era del proibizionismo. Ad attrarre in particolare Hillcoat e Cave vi era il fatto che i Bondurant non fecero la fine che di solito fanno i gangster, ma anzi si affermarono come imprenditori cambiando poi vita. Lawless si presentava dunque come l’occasione per dar vita ad un western che presentasse però elementi insoliti rispetto ai canoni del genere.

Presentato al Festival di Cannes e interpretato da un ricco cast di star di Hollywood, il film ha poi ottenuto una buona accoglienza di critica e pubblico, distinguendosi tra i suoi simili e ottenendo sempre più seguito nel corso degli anni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

Lawless: la trama del film

Ambientato nei primi anni Trenta, durante il periodo del proibizionismo statunitense, il film ha per protagonisti i fratelli Bondurant, della contea di Franklin, in Virginia. I tre sono Howard, reduce della Prima guerra mondiale, il carismatico e irascibile Forrest e Jack, il più giovane. La loro attività comune è quella di gestire una distilleria clandestina di grande successo in quel territorio. Con l’aiuto dell’amico Cricket Pate, infatti, i tre fratelli utilizzano un bar come facciata per nascondere le loro attività illegali, tenendosi anche alla larga dai guai che gli altri gangster della zona potrebbero causargli.

La loro precaria tranquillità viene però spezzata dall’arrivo dell’avvocato Mason Wardell e dello sceriffo Hodges, i quali presentano ai Bondurant l’agente Charley Rakes. Quest’ultimo chiede ai tre fratelli una percentuale sui loro profitti in cambio del silenzio delle autorità sulle loro operazioni di contrabbando. Decisi a non cedere, i tre si troveranno a dover dar vita ad una vera e propria guerra contro il corrotto agente, che si dimostrerà pronto a tutto pur di ottenere ciò che chiede. I Bondurant dovranno dunque difendere la loro attività, la loro vita e quella delle persone amate, come la cameriera Maggie Beauford e la giovane Bertha Minnix.

Lawless cast

Lawless: il cast del film

Come anticipato, il film vanta la partecipazione di numerosi attori di fama internazionale. Ad interpretare i tre fratelli Bondurant si ritrovano ad esempio Jason Clark nel ruolo di Howard, Tom Hardy, nei panni di Forrest e Shia LaBeouf in quelli del giovane Jack. Per calarsi meglio nel ruolo, quest’ultimo decise di prendere parecchi chili di peso come anche di bere costantemente dell’alcol. Quest’ultima abitudine, in realtà, lo portò ad avere diversi scontri con gli altri membri del cast, in particolar modo con lo stesso Hardy. Il premio Oscar Gary Oldman, invece, compare nel ruolo del gangster Floyd Banner.

A ricoprire il ruolo dell’agente corrotto Charley Rakes si ritrova Guy Pearce, mentre Bill Camp è lo sceriffo Hodges e Tim Tolin l’avvocato Mason Wardell. Dane DeHaan, celebre per film come Chronicle, The Amazing Spider-Man e Valerian e la città dei mille pianeti, interpreta Cricket Pate, amico dei Bondurant. Nel ruolo della figlia del pastore locale, Bertha Minnix, vi è Mia Wasikowska, mentre Jessica Chastain è la cameriera Maggie Beauford. Quest’ultima ha accetto il ruolo senza neanche leggere prima la sceneggiatura, essendo una fan del regista. A spingerla ad accettare vi era anche la possibilità per lei di misurarsi con un ruolo inedito.

Lawless: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Lawless è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Chili, Google Play, Apple iTunes, Tim Vision, Now e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di lunedì 20 settembre alle ore 21:15 sul canale Cielo.

Fonte: IMDb

Lawless: recensione del film di John Hillcoat

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Lawless: recensione del film di John Hillcoat

John Hillcoat, acclamato regista del post apocalittico The Road, torna al cinema con Lawless. Lawless racconta la storia (vera) dei tre fratelli Bondurant, Howard, Forrest e Jack, che, durante la Grande Depressione, si fecero protagonisti di un articolato traffico di moonshine, ovvero di liquore distillato illegalmente, mettendosi contro l’agente speciale Charlie Rakes, vicesceriffo folle e corrotto che proverà a frenare il successo dei tre fratelli.

Con Lawless Hillcoat cerca di realizzare un’epopea sui contrabbandieri lontana dai completi gessati e dai sigari costosi che la tradizione cinematografica ci ha insegnato ad accostare a questo tipo di business. Il regista va all’origine, alla fabbrica, e ci mostra i veri e propri fabbricanti di alcool illegale, affacciandosi di sfuggita nel mondo da gangster movie attraverso il personaggio di Gary Oldman. Proprio lui rappresenta uno dei problemi del film: un attore di questo calibro è utilizzato pochissimo, lasciando il suo personaggio, che sembra fondamentale, nel dimenticatoio.

Lawless, il film

I tre protagonisti, Tom Hardy, Shia Labeouf e Jason Clarke, sono perfetti per i propri ruoli, anche se, soprattutto il personaggio di Hardy, si aggira pericolosamente sul confine tra l’essere geniale e l’essere ridicolo, sensazione forse accentuata da un doppiaggio che come al solito svilisce le performance originali degli attori. Stesso discorso per LaBeouf che a suo discapito ha anche una capacità interpretativa decisamente inferiore a quella di Hardy. Altro discorso invece per il maggiore dei fratelli Bondurant, interpretato da Clarke, che mette al servizio del suo personaggio, forse un po’ defilato rispetto agli altri due, una faccia che buca lo schermo e una perfetta interpretazione.

Anche Guy Pearce, inquietante villain nel film, corre il rischio di Hardy, interpretando un personaggio ai limiti della caricatura, ma lasciando trapelare tra i tip e la brillantina la grande stoffa d’attore che lo caratterizza. Le signore del film, relegate a comprimari, sono Jessica Chastain, divina in ogni sua manifestazione, e Mia Wasikowska, perfetta nell’interpretazione di una giovane ed ingenua ragazza di campagna. L’ostentazione della violenza nel film è forse fondamentale per immergere lo spettatore in quell’esatto momento storico con quei personaggi così caratterizzati, resta tuttavia il fatto che la regia monotona e la fotografia a tratti amatoriale fanno di Lawless un film deludente. Peccato perché il taglio vagamente ironico con cui erano costruiti i personaggi, specialmente quello di Hardy, avrebbe potuto dare al film un tocco speciale e renderlo migliore.

 

Lawless: nuove immagini da Empire!

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Sono state diffuse da Empire nuove immagini dei protagonisti di Lawless, il nuovo film di John Hillcoat(the Road) presentato in anteprima al Festival di Cannes. Potete vederle qui sotto:

 

Lawless: nuova foto dal film di John Hillcoat

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Lawless: nuova foto dal film di John Hillcoat

E’ stata diffusa una nuova foto di Lawless, film ambientato negli Stati Uniti del proibizionismo. Diretto da John Hillcoat (The Road), Lawless è tratto dal libro The Wettest County in the World di Matt Bondurant. Nel cast, Shia LaBeouf, Tom Hardy, Mia Wasikowska, Gary Oldman, Jason Clarke e Guy Pearce. Debutterà il prossimo mese a Cannes e sarà nei cinema USA dal 31 agosto. Nella foto si vedono LaBeouf, Hardy e Clarke nei panni dei fratelli Bondurant, contrabbandieri di liquori. Eccola!

Fonte: Worstpreviews

Lawless: la trama ufficiale del film di Terrence Malick

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Qualche mese fa avevamo pubblicato le foto delle prime riprese di Lawless, prossimo film di Terrence Malick che sarà però ultimato quest’autunno. Ora arrivano comunicazioni ufficiali che ci danno qualche

Lawless: foto ufficiali

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Lawless: foto ufficiali

Ecco sei immagini ufficiali di Lawless, il film diretto da John Hillcoat e diretamente basato sul romanzo The Wettest country in the World di

Lawless: ecco tre foto del film di John Hillcoat presentato a Cannes

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Sono state diffuse tre foto di Lawless, ultimo genito di John Hillcoat (The Road). Ambientato negli USA ai tempi del proibizionismo, Lawless racconta le vicende