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Le 14 serie tv più emozionanti in uscita nel 2026

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Le 14 serie tv più emozionanti in uscita nel 2026

Dopo cinque anni segnati dalle chiusure dovute al COVID e dagli scioperi WGA-SAG, le serie TV stanno tornando alla ribalta, con programmi molto attesi in arrivo nel 2026. Sebbene ci siano molte incredibili serie TV di ritorno da guardare ora prima delle nuove stagioni del prossimo anno, ci sono anche molte nuove entusiasmanti serie TV in anteprima nel 2026.

I sequel di amati universi televisivi come Game of Thrones e Yellowstone domineranno le conversazioni, ma ci saranno anche molte nuove serie originali entusiasmanti. Da A Knight of the Seven Kingdoms a Spider Noir, il 2026 sarà un anno importante per la televisione.

A Knight Of The Seven Kingdoms (HBO)

A Knight of the Seven Kingdoms

Data di uscita: 18 gennaio 2026 (settimanale, 6 episodi)

A Knight of the Seven Kingdoms è la prossima espansione dell’universo fantasy di HBO ambientato a Westeros. Basato sui racconti Tales of Dunk and Egg di George R.R. Martin, A Knight of the Seven Kingdoms è ambientato circa 75 anni dopo House of the Dragon e circa 100 anni prima di Game of Thrones, quando i Targaryen siedono ancora sul Trono di Spade.

La storia segue Ser Duncan l’Alto, un cavaliere errante ben intenzionato ma dai modi rudi, interpretato da Peter Claffey. È accompagnato dal suo scudiero astuto e riservato, il principe Aegon Targaryen, noto come Egg, interpretato da Dexter Sol Ansell.

A differenza delle precedenti serie HBO ambientate a Westeros, il materiale originale è più leggero. Sulla base dei trailer, ci si può aspettare un tono più comico. Prima della sua prima, A Knight of the Seven Kingdoms è stato rinnovato per la seconda stagione.

The Fall and Rise of Reggie Dinkins (NBC)

The Fall and Rise of Reggie Dinkins

Data di uscita: 23 febbraio 2026 (prima di 2 episodi)

The Fall and Rise of Reggie Dinkins vede Tracy Morgan nei panni di Reggie, un ex giocatore di football fallito che tenta un ritorno pubblico e personale in questa commedia sportiva incentrata sulla redenzione. Desideroso di riparare alla sua reputazione, Reggie assume il serio regista Arthur Tobin, interpretato da Daniel Radcliffe, per documentare il suo viaggio verso il ritorno nelle grazie sia dei fan che della famiglia.

In coppia con la commedia cheerleading altamente sottovalutata della NBC Stumble, la rete sembra perseguire la propria risposta feel-good e sportiva a Ted Lasso. La serie riunisce anche Morgan con i creatori di 30 Rock, Tina Fey e Robert Carlock.

Il coinvolgimento di Radcliffe in Reggie Dinkins è particolarmente promettente perché quando si dedica alla televisione, i risultati tendono ad essere strani, creativi e inaspettatamente sinceri, come si è visto in Miracle Workers. Questa combinazione rende Reggie Dinkins una delle scommesse comiche più intriganti per il 2026.

Love Story (FX)

Love Story

Data di uscita: febbraio 2026

Love Story è la prossima serie antologica di Ryan Murphy per FX, precedentemente intitolata American Love Story. Il tema della prima stagione è la regalità americana: la relazione destinata al fallimento e saturata dai media tra John F. Kennedy Jr., interpretato da Paul Kelly, e l’icona di stile Carolyn Bessette, interpretata da Sarah Pidgeon.

Love Story vede anche Naomi Watts nel ruolo di Jackie Kennedy. I lavori migliori di Murphy nascono spesso quando applica il suo istinto massimalista alla storia reale, come si è visto in American Crime Story. Se Murphy riuscirà a trovare il giusto equilibrio tra intimità e spettacolarità, Love Story potrebbe diventare uno dei suoi progetti più emozionanti e visivamente suggestivi fino ad oggi.

The Testaments (Hulu)

The Testaments

Data di uscita: aprile 2026

Fan di The Handmaid’s Tale: benedetto sia il frutto! The Testaments porta su Hulu il tanto atteso sequel di The Handmaid’s Tale di Margaret Atwood, riprendendo la storia circa 15 anni dopo gli eventi del romanzo originale.

La serie segna il ritorno della formidabile zia Lydia interpretata da Ann Dowd, questa volta protagonista di una storia di formazione incentrata su una nuova generazione di giovani donne che navigano nella morsa del regime. La rivelazione di One Battle After Another Chase Infiniti interpreta Agnes, la versione più anziana di June e la figlia di Luke, Hannah.

Blade Runner 2099 (Prime Video)

Blade Runner 2099

Data di uscita: da definire

Blade Runner 2099 continua l’iconica saga fantascientifica con una nuova storia ambientata decenni dopo Blade Runner 2049. Michelle Yeoh interpreta Olwen, una replicante che affronta la fine della sua vita in una Los Angeles futura ancora caratterizzata da esseri umani artificiali, potere corporativo e inquietudine esistenziale. Olwen collaborerà con una fuggitiva umana, Cora, interpretata dalla star di Euphoria Hunter Schafer

Ispirata al romanzo di Philip K. Dick Gli androidi sognano pecore elettriche?, la serie mantiene il tono caratteristico del franchise: visivamente ricco, filosoficamente profondo ed emotivamente sobrio. Aspettatevi un’esplorazione lenta dell’identità, della mortalità e del significato dell’umanità in un mondo costruito sull’imitazione.

Crystal Lake (Peacock)

Crystal Lake

Data di uscita: da definire (8 episodi)

Crystal Lake è la prossima serie slasher di Peacock basata sul franchise Venerdì 13, che funge da prequel del film del 1980. Crystal Lake vede Linda Cardellini nei panni di Pamela Voorhees e Callum Vinson in quelli del giovane Jason Voorhees.

Piuttosto che basarsi esclusivamente sul gore, Crystal Lake sembra trarre ispirazione dai thriller paranoici degli anni ’70, enfatizzando il terrore, la psicologia e la tensione che cresce lentamente. Con lo showrunner Brad Caleb Kane reduce da It: Welcome to Derry, ci sono grandi aspettative che la serie riesca a bilanciare la mitologia del franchise con una narrazione horror di alto livello.

DTF St. Louis (HBO)

DTF St. Louis

Data di uscita: da definire (7 episodi)

DTF St. Louis è una commedia dark della HBO con Jason Bateman, David Harbour e Linda Cardellini. La serie comica dark della HBO è incentrata su un contorto triangolo amoroso tra tre adulti alle prese con le delusioni e le ansie della mezza età, che alla fine porta alla morte prematura di uno di loro.

Non si sa molto della serie creata da Steve Conrad, ma è stata ispirata dall’articolo di James Lasdun pubblicato sul New Yorker intitolato “My Dentist’s Murder Trial: Adultery, False Identities, and a Lethal Sedation” (Il processo per omicidio del mio dentista: adulterio, false identità e sedazione letale). Il tempo dirà se sarà uno dei migliori ruoli di Bateman, ma Bateman, Harbour e Cardellini eccellono nei ruoli impegnativi che bilanciano commedia e oscurità.

Dutton Ranch (Paramount+)

Dutton Ranch

Data di uscita: da definire

Dutton Ranch continua la saga della famiglia Dutton dopo la conclusione delle cinque stagioni di Yellowstone. Questo spin-off di Paramount+ si concentra sui personaggi preferiti dai fan Beth Dutton (Kelly Reilly) e Rip Wheeler (Cole Hauser) mentre affrontano le sfide di preservare l’eredità di famiglia, affrontando il pericolo, la lealtà e le dure realtà della vita nel ranch.

La serie dà anche il benvenuto a nuovi membri del cast, tra cui Annette Bening nel ruolo di Beulah Jackson ed Ed Harris nel ruolo di Everett McKinney. Mentre si sa già qualcosa in più su Y: Marshals (in uscita il 1° marzo), Dutton Ranch è lo spin-off più diretto che i fan attendono con più impazienza.

Elle (Prime Video)

Reese Witherspoon film

Data di uscita: da definire

Elle esplorerà la giovinezza di Elle Woods, molto prima della Delta Nu alla UCLA o della Harvard Law School. Seguendo un percorso simile a quello di The Carrie Diaries come prequel di Sex and the City, la serie esplora gli anni formativi di un personaggio iconico. Cosa c’è di difficile?

Lexi Minetree è la protagonista del cast di Elle, benedetta da Reese Witherspoon per affrontare gli anni del liceo di Elle. Prodotta dalla Hello Sunshine di Reese Witherspoon, la serie promette un approccio fedele ma fresco.

La casa nella prateria (Netflix)

La casa nella prateria

Data di uscita: da definire

La casa nella prateria è una serie originale Netflix di prossima uscita che adatta i libri amati di Laura Ingalls Wilder per una nuova generazione. Reboot della classica serie della NBC, lo show reimmagina la vita della famiglia Ingalls nella frontiera americana con un cast nuovo e valori di produzione moderni.

Alice Halsey interpreta Laura Ingalls, affiancata da Luke Bracey nel ruolo di Charles, Crosby Fitzgerald nel ruolo di Caroline e Skywalker Hughes nel ruolo di Mary, dando vita all’iconica famiglia. La serie offre sia ai fan di lunga data che ai nuovi spettatori un dramma ricco e incentrato sui personaggi, ambientato nell’America rurale del XIX secolo.

RJ Decker (ABC)

Data di uscita: da definire

RJ Decker è basato sul romanzo di Carl Hiaasen Double Whammy. Scott Speedman interpreta un ex fotografo di giornale caduto in disgrazia che si reinventa come investigatore privato, navigando nel mondo colorato e pieno di crimini della Florida meridionale. Questo ultimo adattamento letterario si aggiunge a una lista crescente di serie, tra cui Bad Monkey di Apple TV+ con Vince Vaughn.

Sebbene i dettagli sulla serie siano ancora scarsi, i fan possono aspettarsi la tipica visione satirica e le acute osservazioni sociali di Hiaasen. RJ Decker promette un mix di crimine, commedia e acute osservazioni nell’ambientazione caotica della Florida che caratterizza l’opera di Hiaasen.

Spider-Noir (MGM+)

Spider-Noir
S1_First Look (PC – Aaron Epstein – Prime Video)

Data di uscita: da definire (8 episodi)

Spider-Noir porta Nicolas Cage per la prima volta sul grande schermo nei panni di Spider-Noir, ma non si tratta dello stesso personaggio dei film Spider-Verse. Ambientato nella New York degli anni ’30, Cage interpreta un investigatore privato sfortunato costretto a confrontarsi con il suo passato come unico supereroe della città. Tuttavia, in questa versione, Ben Reilly è Spider-Noir.

Brendan Gleeson si è unito al cast di Spider-Noir in un ruolo da cattivo non ancora rivelato. Le riprese si sono svolte a Los Angeles, con una fotografia in bianco e nero che cattura l’estetica cupa e ombrosa del classico film noir. La serie di otto episodi promette una versione cupa, elegante e incentrata sui personaggi dell’universo fumettistico di Spider-Man Noir, segnando un progetto appassionante per Cage, che ha lavorato raramente in televisione.

Stuart Fails to Save the Universe (HBO Max)

Stuart Fails to Save the Universe

Data di uscita: da definire

Stuart Fails to Save the Universe è una serie spin-off di HBO Max ambientata dopo gli eventi di The Big Bang Theory. Lo show riunisce i personaggi preferiti dai fan Stuart Bloom, Bert Kibbler, Barry Kripke e Denise, ma porta il franchise in una direzione inaspettata: l’avventura fantascientifica.

Stuart innesca accidentalmente un Armageddon multiversale e deve collaborare con Denise, Bert e Kripke per ripristinare la realtà, incontrando lungo il percorso le versioni di un universo alternativo dei personaggi amati di The Big Bang Theory. Questo è il primo spin-off di BBT su HBO Max invece che su CBS, quindi ci saranno meno episodi per raccontare una storia molto più serializzata.

VisionQuest (Disney+)

VisionQuest

Data di uscita: da definire, fine 2026 (8 episodi)

VisionQuest è il terzo capitolo della “trilogia libera” che segue WandaVision e Agatha All Along. La serie è diretta da Terry Matalas (12 Monkeys), che prende il posto di Jac Schaeffer. Paul Bettany torna nei panni di Vision, che lotta per recuperare la memoria e la sua umanità dopo gli eventi di WandaVision.

Nel cast di VisionQuest c’è anche James Spader, che riprende il ruolo di Ultron, apparendo sia in forma robotica che umana. Matalas ha descritto la serie TV come cinematografica nella portata, con ogni episodio che sembra un film diverso, riecheggiando il modo in cui WandaVision ha utilizzato epoche sitcom distinte come strumenti narrativi.

Le 14 cose imparate dal cinema e dalla tv sul Giorno del Ringraziamento

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Il Giorno del Ringraziamento è una festività importantissima negli Stati Uniti. Il cibo, il football riuniscono le famiglie intorno ad una tavola fanno sentire tutti più uniti, mail cinema e la tv hanno sempre raccontato la festività in maniera particolare. Ecco le 14 cose che abbiamo imparato dal cinema e dalla tv sul Giorno del Ringraziamento:

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giorno del ringraziamento

Le 127 Ore di Danny Boyle

Le 127 Ore di Danny Boyle

127 hours

Danny Boyle è il regista che agli Oscar del 2009 aveva conquistato la ribalta con The Millionaire ( otto premi, tra cui miglior regia, miglior film e miglior montaggio ).  Ha uno stile “sporco” da cinema indipendente alla base,  a cui accompagna un eclettismo e un’originalità nelle scelte visive tali da permettergli di destreggiarsi tra tonalità diverse a seconda della storia con cui sceglie di confrontarsi. Altrettanta originalità lo caratterizza nello scegliere i suoi soggetti.

Le 100 inquadrature più iconiche della storia del cinema [VIDEO]

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C’è Antonius Block che gioca a scacchi con la morte e Marty McFly che viaggia nel tempo, ma ci sono anche Charles Foster Kane e King Kong, con Dorothy, Rocky, Toro Scatenato e Jack e Rose.

Ecco un video che racchiude la 100 inquadrature più iconiche della storia del cinema (secondo CineFix):

Le 10 villains più sexy del cinema horror

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Le 10 villains più sexy del cinema horror

Nel cinema horror sono più famosi i villain di sesso maschile ma forse pochi ricordano che anche le donne cattive da horror sono altrettanto letali. Oggi vi segnaliamo al top 10 delle cattive più sexy del cinema dell’orrore.

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Le 10 serie TV più attese del 2020

Le 10 serie TV più attese del 2020

Sulla scia dei successi televisivi degli ultimi anni, anche il 2019 ha visto il piccolo schermo sfoggiare alcune tra le più apprezzate serie TV degli ultimi tempi. Nuovamente, la televisione ha affermato il proprio dominio, dimostrandosi capace di sfornare prodotti di alta qualità in grado di tenere testa ai lungometraggi cinematografici. Le storie e i personaggi offerti al pubblico hanno regalato nuovi motivi per non perdere neanche una delle tante serie realizzate oggi giorno.

Il 2020 promette così di essere un anno di altrettanta grande televisione, con nuove serie o nuove stagioni pronte a conquistare un ampio numero di spettatori. Che sia su tradizionali emittenti televisive, o su piattaforme streaming, la televisione sembra avere diversi assi nella manica. Da trasposizioni di celebri romanzi a racconti horror, da spin-off di acclamate serie fino ai personaggi Marvel pronti a raccontare sul piccolo schermo la propria storia. Tutto sembra pronto per un nuovo anno di grande serialità, basta accendere lo schermo e godersi la visione.

Ecco le 10 serie TV più attese del 2020.

Katy Keen

Spin-off della celebre serie Riverdale, Katy Keen si concentrerà sull’omonimo personaggio basato sui fumetti Archie Comic, interpretato dall’attrice Lucy Hale. Tra gli altri interpreti vi sarà anche l’attrice Ashleigh Murray, che riprenderà il suo ruolo di Josie McCoy.

Ambientata cinque anni dopo gli eventi di Riverdale, la serie seguirà le vicende di quattro aspiranti artisti, alla ricerca del successo nella grande città di New York. Attesa per la primavera del 2020, questa nuova storia non mancherà di attrarre i fan della già nota Riverdale.

Hunters

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Al Pacino arriva sulla piattaforma Amazon Prime Video con la serie Hunters, dove guiderà un gruppo di cacciatori di nazisti nella New York degli anni ’70, con lo scopo di stroncare sul nascere il Quarto Reich negli Stati Uniti. Verrà così proposta una rilettura storica, e a giudicare dal trailer non mancherà umorismo, cinismo e tanta violenza.

Ideata da David Weil, e composta da dieci episodi, la serie debutterà il 21 febbraio 2020, e vede tra i suoi protagonisti anche gli attori Logan Lerman e Josh Radnor.

Stargirl

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L'”Arrowverse”, già composto dalle serie Arrow, Flash, e Supergirl, continua la sua espansione con il debutto di Stargirl, che introdurrà un nuovo personaggio basato sui fumetti targati DC Comics.

La serie seguirà le vicende di Courtney Whitmore, interpretata da Brec Bassinger, una studentessa liceale che entra in possesso di un oggetto magico capace di donarle incredibili superpoteri. A produrre e sceneggiare si annovera Geoff Johns, co-autore del personaggio.

The Outsider

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Tratta dall’omonimo romanzo di Stephen King, la serie The Outsider farà il suo debutto sull’emittente HBO il 12 gennaio 2020. Ideata da Richard Price, noto sceneggiatore, questa vede tra i suoi protagonisti gli attori Ben Mendelsohn, Cynthia Erivo e Jason Bateman.

La serie sarà incentrata sull’omicidio di un bambino, e sull’uomo che viene accusato di aver compiuto l’orribile atto. Questi tuttavia dispone di prove ferree che confermerebbero la sua innocenza, ma tracce del suo DNA vengono ritrovate sul luogo del delitto. Come è possibile che una persona si trovi in due posti contemporaneamente?

The Stand

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Ancora Stephen King, stavolta con l’adattamento di uno dei suoi romanzi più celebri in assoluto: The Stand, pubblicato in Italia con il titolo L’ombra dello scorpione. Incentrata sull’eterna lotta tra bene e male, la serie sarà ambientata in un mondo decimato da un misterioso virus. I pochi superstiti immuni cercheranno di riorganizzarsi in comunità, ma un misterioso uomo è pronto a seminare nuovamente il terrore.

L’attore Alexander Skarsgård ricoprirà il ruolo del villain, lo spietato Randal Flagg. Scritta e diretta dal regista Josh Boone, la serie promette di essere una fedele trasposizione del lungo e complesso romanzo, con la speranza di soddisfare anche i fan più accaniti.

Snowpiercer

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Basata sull’omonimo film del regista coreano Bong Joon Ho, e sul fumetto Le Transperceneige, la serie Snowpiercer arriverà sugli schermi televisivi nel corso della primavera del 2020. Tra gli interpreti principali si annoverano gli attori Jennifer Connelly e Daveed Diggs.

La storia è incentrata sugli ultimi superstiti dell’umanità, che si trovano riuniti all’interno di un inarrestabile treno che attraverso le lande ghiacciate di quella che un tempo era la Terra. All’interno del treno, tuttavia, vigono classi sociali e ferree leggi a cui non tutti sono disposti a sottostare.

The Walking Dead: World Beyond

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Tra le più longeve serie degli ultimi tempi, The Walking Dead è pronta a dar vita ad un nuovo atteso spin-off. Si tratta di The Walking Dead: World Beyond, serie che sarà incentrata sulla prima generazione di ragazzi nata e cresciuta durante l’apocalisse zombie. I protagonisti verranno così seguiti attraverso i loro quotidiani sforzi di sopravvivenza.

Divenuto un vero e proprio franchise, basato sull’omonima graphic novel, il mondo popolato dai non morti continua a mantenere la propria schiera di fan, che non mancheranno di seguire con interesse le nuove storie qui proposte.

The New Pope

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Paolo Sorrentino torna a mettere mano alla sua personalissima serie TV, e dopo The Young Pope, ecco arrivare The New Pope. La serie riprenderà gli eventi lì dove li aveva lasciati la precedente, con Papa Pio XIII in coma dopo la malattia che lo ha improvvisamente colto. A prendere il suo posto viene così eletto Papa Giovanni Paolo III, interpretato dall’attore John Malkovich.

Riprenderanno i loro ruoli anche gli attori Jude Law, Silvio Orlando e Javier Cámara, mentre si aggiungeranno anche le new entry Massimo Ghini, Marilyn Manson e Sharon Stone. La serie debutterà su Sky Atlantic il 10 gennaio 2020.

Falcon and the Winter Soldier

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Ambientata dopo gli eventi di Avengers: Endgame, la serie Falcon and the Winter Soldier sarà distribuita sulla piattaforma streaming Disney+, in arrivo in Italia a partire dal 31 marzo 2020.

La serie sarà incentrata sui personaggi Marvel già interpretati da Anthony Mackie e Sebastian Stan e sarà la prima tra quelle annunciate ad essere distribuita, rendendo ovviamente alta l’attesa e la curiosità da parte dei fan. Stando alla trama rilasciata, nella prima stagione i due supereroi dovranno vedersela con il villain Zemo, già apparso in Captain America: Winter Soldier e nuovamente interpretato dall’attore Daniel Brül.

Star Trek: Picard

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Patrick Stewart è pronto a riprendere il ruolo del capitano Jean-Luc Picard dopo ben 18 anni nell’attesa serie Star Trek: Picard, ambientata nel celebre universo fantascientifico che ha dato vita a numerosi film e serie.

L’attore ha dichiarato di aver sempre detto di no al ritorno del personaggio, ma quando gli fu proposta l’idea per questa nuova serie non ha potuto lasciarsi sfuggire l’occasione. La nuova storia rimarrà fedele alle origini del franchise e porterà gli spettatori in territori ancora inesplorati.

Fonte: IMDb

Le 10 serie TV da guardare se vi è piaciuto X-Men ’97

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Le 10 serie TV da guardare se vi è piaciuto X-Men ’97

X-Men ’97 ha conquistato il mondo e la cultura pop nelle ultime settimane con recensioni assolutamente sbalorditive sia da parte della critica che dei fan Marvel. Dal momento in cui la serie è stata annunciata al Disney+ Day 2021, ed è stato rivelato che la serie avrebbe continuato la trama dell’iconica X-Men: The Animated Series, i fan erano sia ansiosi che al settimo cielo per quello che sarebbe potuto venire fuori da questa serie.

Fortunatamente, quando il 20 marzo 2024 è andato in onda il primo episodio, si è avuta la conferma che la Marvel aveva trovato l’oro e, man mano che gli episodi continuavano ad andare in onda, alcuni hanno persino affermato che questo è il miglior contenuto che la Marvel abbia mai pubblicato negli ultimi anni. Con l’imminente conclusione della serie, è probabile che i fan chiedano a gran voce altri contenuti come questa serie iconica. Fortunatamente, il mezzo televisivo offre una serie di show che i fan di X-Men ’97 adorerebbero e che possono sfruttare in attesa di ciò che verrà dopo la neonata serie Marvel.

Fantastic Four (1994)

Fantastic Four (1994)

Il Marvel Cinematic Universe non è il primo universo di supereroi collegato allo schermo. La Marvel aveva un universo televisivo animato e uno degli otto show all’interno dell’universo presentava una squadra Marvel che i fan chiedevano a gran voce da tempo nel MCU: la prima famiglia Marvel, i Fantastici Quattro. I fan hanno potuto assistere a due intere stagioni di grandi storie di supereroi fantascientifici che si possono trovare solo in questa stupefacente famiglia di eroi.

Una delle parti migliori dell’Universo Animato Marvel è l’interconnessione tra le due serie, con i personaggi che fanno continuamente da guest star nei rispettivi show. Fantastic Four è stata una serie unica nel suo genere, in quanto ha messo in mostra il lato cosmico dell’universo Marvel, con apparizioni di personaggi come Silver Surfer, Ego il Pianeta Vivente, Thor, gli Inumani, Super-Skrull e persino Nova. La serie ha messo in mostra un lato dell’universo Marvel che all’epoca i fan non potevano trovare da nessuna altra parte se non nei fumetti e ha fatto un ottimo lavoro facendo sentire il mondo del Marvel Animated Universe molto più grande. È una grande aggiunta all’universo e offre alcune storie meravigliose, come il Dottor Destino che ruba il Potere Cosmico a Silver Surfer e affronta il divoratore di pianeti Galactus in persona.

Fantastic Four (1994) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Iron Man (1994)

Iron Man (1994)

Prima che Iron Man diventasse un nome familiare con l’Iron Man del MCU, l’eroe corazzato ha conquistato gli spettatori in televisione con una serie animata tutta sua, che faceva parte del Marvel Animated Universe. Sebbene la serie possa essere elogiata per la presenza di personaggi amati dai fan come War Machine o M.O.D.O.K., la serie è davvero speciale perché si prende il rischio di presentare un Iron Man che il pubblico di oggi non conosce.

Sebbene la personalità del personaggio fosse la stessa, la serie decise di dotare Tony Stark di una “batteria del corpo”, in cui doveva costantemente cambiare una batteria nel suo collo destro per mantenersi in vita. Si trattava di un concetto simile a quello dei fumetti, che aggiungeva un conflitto avvincente alle storie presentate. Questo offre ai fan della Marvel e di Iron Man una nuova interpretazione del personaggio che non solo è diversa da quella che si può trovare nei media moderni, ma ha anche migliorato le storie presentate e reso gli episodi molto emozionanti.

Iron Man (1994) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

The Umbrella Academy (2019)

The Umbrella Academy

Il team di Netflix ha reso il 2019 un anno fantastico con il debutto di uno dei suoi show più popolari: The Umbrella Academy. La serie ha ricevuto molti paragoni positivi con gli X-Men, essendo una serie su una squadra di superumani che vivono insieme in una villa e imparano a essere una famiglia. Alcuni hanno addirittura definito la serie “il miglior adattamento live-action degli X-Men” in modo scherzoso.

L’Umbrella Academy è stravagante e divertente in tutti i sensi, cosa per cui molti apprezzano i personaggi degli X-Men. Sono divertenti e allo stesso tempo avatar di temi e trame incredibilmente profonde che hanno un vero significato, proprio come le storie degli X-Men, in particolare X-Men ’97, sono le più famose. Gli spettatori che apprezzano il modo in cui X-Men ’97 bilancia temi divertenti ed emotivi troveranno in The Umbrella Academy una visione gioiosa che può anche farli singhiozzare.

The Umbrella Academy in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Justice League (2001)

Justice League (2001)

Anche se non condividono molte somiglianze con i personaggi degli X-Men, i membri della principale squadra di supereroi della DC hanno anche una serie animata molto apprezzata e scritta in modo eccezionale. Ciò che ha reso X-Men ’97 così innovativo è la sua qualità pazzesca e Justice League è una delle prime serie animate di supereroi a essere accolta come tale. È una serie leggendaria che ha contribuito a definire le storie di supereroi animati fino ad oggi.

Non solo Justice League sfoggia un’azione animata spettacolare come X-Men ’97, ma racconta anche storie profonde e significative. Entrambi gli show non si limitano a mettere in scena un’azione divertente per 30 minuti come altri, ma si prendono il tempo necessario per raccontare storie avvincenti e significative.

Justice League (2001) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Young Justice (2010)

Young Justice

Scrivere una storia con un ampio cast di personaggi e assicurarsi che tutti i protagonisti ricevano la stessa attenzione e lo stesso sviluppo non è un compito semplice. Prima che X-Men ’97 diventasse l’apice della scrittura di un buon multi-protagonista, Young Justice era uno dei migliori. Riunire i giovani sidekick dei principali eroi della DC per formare una squadra che facesse del bene era una premessa che attirava spettatori da tutto il mondo e li portava a innamorarsi di questa squadra sapientemente scritta.

L’affascinante cast di giovani eroi che compongono il cast di Young Justice, soprattutto quando la serie prosegue e la squadra cresce, è la parte migliore dello show e lo rende coinvolgente. Così come i fan si sono innamorati o hanno riacceso il loro amore per gli X-Men negli ultimi tempi, l’amore per Robin, Kid Flash, Artemis, Miss Martian, Kaldur e Superboy non è ancora morto.

Young Justice in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Teen Titan (2003)

Teen Titans (2003)

Una delle serie animate di supereroi più popolari non è altro che Teen Titans, un’altra serie su una squadra di eroi che cercano ogni giorno di cambiare il mondo in meglio. Ma ciò che ha reso Teen Titans unica rispetto ad altre serie di supereroi è stata l’ispirazione tratta dagli anime. Questo le ha conferito una splendida animazione e l’ha resa un’altra serie che ha saputo bilanciare magistralmente il suo tono tra il campanilismo e la serietà della narrazione.

In quasi ogni episodio, i Titani passavano da espressioni divertenti e piene di scemenze ad affrontare questioni serie, come quando Cyborg si rivolgeva a Starfire sul fatto di essere giudicati in base al loro aspetto. I personaggi di X-Men sono allegorie dell’ostracismo sociale, quindi non sono nuovi a storie con temi seri. Inoltre, uno dei fattori principali che rendono gli X-Men così amabili è il fatto che sono una famiglia e non esiste una famiglia della DC Comics come i Titani. Chi cerca una squadra affiatata e affettuosa come gli X-Men, troverà i Titani altrettanto piacevoli.

Titans in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Avengers: Earth’s Mightiest Heroes (2010)

Avengers: Earth's Mightiest Heroes (2010)

Gli X-Men non sono l’unica squadra Marvel con una serie animata stupefacente che merita (ancora) un ritorno. La squadra di supereroi più popolare dell’universo Marvel, i Vendicatori, nel 2010 ha regalato al mondo una delle migliori serie animate Marvel di tutti i tempi. Avengers: Earth’s Mightiest Heroes, come X-Men ’97, fa un ottimo lavoro nel raccontare storie scritte con competenza e nell’incorporare l’universo Marvel senza che ciò risulti inutile o forzato.

I camei di Capitan America e dell’Uomo Ragno presenti in X-Men ’97 sono stati elogiati per aver reso la trama più interessante invece di sembrare forzati o inessenziali. Avengers: Earth’s Mightiest Heroes fa esattamente la stessa cosa nel corso delle sue due stagioni. Incorporando decine di eroi e cattivi provenienti da tutto il panorama Marvel, come Spider-Man, Wolverine, i Fantastici Quattro, il Soldato d’Inverno, i vari abitanti di Asgard e molti altri. Ma ogni singola apparizione ha un senso per la storia e li amplifica in un’ottica migliore.I fan continuano a sperare che Avengers: I fan continuano a sperare che Avengers: Earth’s Mightiest Heroes abbia un ritorno come quello degli X-Men.

Avengers: Earth’s Mightiest Heroes (2010) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Wolverine and the X-Men (2009)

Wolverine and the X-Men (2009)

X-Men: The Animated Series non è l’unica volta in cui gli X-Men si sono visti sottrarre una serie incredibile, ma sfortunatamente per Wolverine e gli X-Men, la sua durata è stata molto più breve di quella di X-Men: The Animated Series. Sopravvissuto per una sola stagione, Wolverine and the X-Men è riuscito a dare una grande serie ai fan con una premessa diversa rispetto agli adattamenti degli X-Men precedenti. Questa volta, il beniamino dei fan Wolverine è al centro della scena come leader degli X-Men, un nuovo tipo di ruolo per il personaggio, che di solito è perlopiù un canone libero.

I fan apprezzano la serie anche per l’incredibile caratterizzazione di personaggi sottovalutati come Emma Frost, dando loro una ribalta davanti al pubblico che non avevano mai avuto prima. Molti fan online hanno apprezzato la regia, tanto che molti hanno notato che questo è un modo potenzialmente grandioso per incorporare gli X-Men nel Marvel Cinematic Universe, soprattutto se si considera che il capo del MCU Kevin Fiege era un produttore esecutivo.

Wolverine and the X-Men (2009) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

 

‘Spider-Man: The Animated Series’ (1994)

'Spider-Man: The Animated Series' (1994)

La serie più popolare dell’Universo Animato Marvel è senza dubbio Spider-Man: The Animated Series. Amata dai fan Marvel di tutto il mondo per il suo incredibile adattamento del mito di Spider-Man, non ci sono molte cose negative da dire su Spider-Man: The Animated Series. Che si tratti delle stupefacenti interpretazioni del grande cast di personaggi, dell’ottima animazione o della meravigliosa narrazione, Spider-Man: The Animated Series potrebbe essere una delle migliori serie Marvel di tutti i tempi.

X-Men ’97 Stagione 1, Episodio 8, “La tolleranza è l’estinzione – Parte 1” non è la prima volta che questa versione del fionda-ragnatela si incrocia con gli X-Men, con cui ha avuto modo di fare squadra e con innumerevoli altri eroi Marvel nel corso della sua lunga serie di cinque stagioni. Il personaggio è così amato che la sua breve apparizione in X-Men ’97 ha scatenato una grande protesta per un revival della serie, proprio come è accaduto per X-Men ’97, che si è conclusa con un bel cliffhanger prima di essere cancellata alla fine della quinta stagione.

 Spider-Man: The Animated Series in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

X-Men: The Animated Series (1992)

X-Men: The Animated Series' (1992)

Ovviamente, la serie più simile a X-Men ’97 è quella di cui è la continuazione: X-Men: la serie animata. Proprio come Spider-Man: The Animated Series, questa serie sugli X-Men era così amata da essere considerata troppo presto scomparsa, anche dopo una lunga serie di 5 stagioni. Abbastanza popolare da giustificare un revival tanto atteso, il che non è un’esagerazione, visto che i fan hanno aspettato ben 27 anni prima di ricevere X-Men ’97.

Ancora oggi, X-Men: The Animated Series raccontava storie diverse da qualsiasi altro media sui supereroi. Affrontava temi come la discriminazione e il cambiamento sociale. La serie ha davvero avuto un impatto sugli spettatori che l’hanno guardata al momento della messa in onda e che continuano a guardarla ancora oggi. Sebbene possa essere elogiata per molti motivi, come lo sono state altre serie di supereroi come X-Men ’97, X-Men: The Animated Series è più popolare per aver raccontato storie che contano davvero e che significano più di altre.

X-Men: The Animated Series in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Le 10 serie Netflix più controverse della storia dello streamer

Le 10 serie Netflix più controverse della storia dello streamer

Essendo il servizio di streaming televisivo più popolare al mondo, Netflix è inevitabilmente destinato a imbattersi in qualche controversia con i suoi 300 milioni di abbonati. Una piattaforma di questa portata non può produrre contenuti che piacciano a tutti in ogni momento, e inevitabilmente ci saranno alcuni show che alcuni spettatori troveranno offensivi. Questi 10 show originali Netflix hanno portato le cose a un livello superiore.

Dal volgare e insensibile al discriminatorio e addirittura pericoloso, il colosso dello streaming si è più volte spinto oltre i limiti di ciò che è generalmente considerato socialmente accettabile nell’ultimo decennio. In alcuni casi è stato persino accusato di blasfemia e citato in giudizio per aver rilasciato contenuti ritenuti diffamatori.

Non tutti gli show più controversi su Netflix sono tra i peggiori dal punto di vista puramente artistico, anche se molti lo sono certamente. Esistono infatti moltissimi modi per generare controversia, dalla natura stessa dello show, ai modi in cui è stato creato, fino all’impatto negativo che può avere sulla società.

Si può sostenere che oggi Netflix generi più controversie con le cancellazioni che con gli show che produce. Tuttavia, negli ultimi cinque anni in particolare, si è osservato un aumento costante del numero di serie sulla piattaforma che hanno fatto parlare di sé per motivi sbagliati.

Harry & Meghan – 2022

Harry e Meghan
Harry e Meghan durante l’intervista

L’episodio più banale di questa lista in termini di contenuto, Harry & Meghan ha ricevuto forti critiche al momento del rilascio, per quanto l’intero progetto apparisse autoreferenziale e fuori tono. Allo stesso tempo, non ha offerto novità interessanti per la stampa e gli osservatori reali.

Senza specificare quali lavori Harry o Meghan intendessero fare dopo aver sfruttato la loro storia personale, la serie documentaria li mostrava vivere in un certo lusso, raccontando, tra le altre cose, di una baby shower da 277.000 dollari organizzata da Serena Williams e della gratitudine di un pilota per i loro servizi al Regno Unito. Povera Meghan.

Tiger King – 2020–2021

Tiger KingQuesto bizzarro documentario true-crime doveva essere visto per essere creduto – e milioni di spettatori Netflix lo hanno fatto. Data la sua materia, la serie era destinata a suscitare controversie, e sembra che fosse proprio l’obiettivo.

Dall’apparente mancanza di rispetto per gli animali rappresentati, alla causa intentata da Carole Baskin dopo la seconda stagione, questo documentario scioccante ha mantenuto le promesse. Nel modo più sensazionalistico, in un episodio Joe Exotic ha affermato che Baskin avesse dato in pasto il proprio ex-marito ai tigri. Non c’è da stupirsi se alcuni spettatori l’hanno trovata troppo estrema.

Dahmer – Monster: The Jeffrey Dahmer Story – 2022

DahmerIl primo capitolo dell’antologia true-crime Monster di Netflix ha subito attirato critiche, poiché la famiglia di Tony Hughes, vittima di Jeffrey Dahmer, e altre hanno reagito con rabbia alla sua uscita. Le famiglie hanno lamentato di non essere state consultate e di percepire uno sfruttamento del dolore per profitto.

Non ha aiutato che la serie non sia stata particolarmente apprezzata dalla critica: molti hanno ritenuto l’attenzione ai dettagli dei crimini di Dahmer fondamentalmente sfruttatrice, seppur ben prodotta. Questo ha dato il tono alle stagioni successive di Monster, che hanno ricevuto critiche ancora peggiori.

Messiah – 2020

Anni prima della presunta tendenza alle massicce cancellazioni di Netflix nel 2024, questo thriller a tema religioso ha suscitato proteste in diverse regioni del mondo. La rappresentazione fisica di un uomo che si dichiara Gesù – o ʿĪsā, in arabo – è stata ritenuta offensiva dalla religione islamica, che proibisce di rappresentare i profeti.

La serie è stata condannata in varie parti del Medio Oriente e del mondo musulmano, e la Royal Film Commission della Giordania ha tentato di bloccarne la trasmissione. Messiah ha ricevuto critiche negative ed è stata cancellata dopo una sola stagione.

Dear White People – 2017–2021

Una durissima risposta all’oppressione dei neri, Dear White People è anche una delle migliori serie LGBTQ+ su Netflix e probabilmente la più impressionante di questa lista. È una commedia satirica che colpisce quasi sempre nel segno.

La sua rappresentazione ironica di certe dinamiche sociali nelle università americane doveva essere interpretata in questo modo. Nonostante ciò, alcuni elementi del web si sono offesi, accusando la serie di razzismo contro i bianchi e chiedendone la cancellazione. Tuttavia, tre stagioni dopo, la serie andava ancora forte.

Squid Game: La sfida – 2023 – in corso

Squid Game: La Sfida
Squid Game: La Sfida | Stagione 1

A metà della prima stagione, alcuni spettatori hanno iniziato a dubitare della veridicità della competizione, sospettando che fosse solo un tentativo di sfruttare il successo della serie originale. I concorrenti hanno lamentato presunti favoritismi e minacciato azioni legali per infortuni e ipotermia causati dallo show.

Tuttavia, i concorrenti si lamentavano che questa versione reality di Squid Game non fosse esattamente come sembrava. Alcuni sostenevano che i giochi fossero truccati a favore di certi partecipanti, mentre altri minacciavano azioni legali per infortuni e ipotermia presumibilmente causati dallo show (via The Guardian). Potrebbe essere stata un po’ più fedele alla versione originale di quanto pensassimo.

Baby Reindeer – 2024

Baby Reindeer storia veraFiona Harvey ha citato in giudizio Netflix per diffamazione a causa di Baby Reindeer. Osservando il comportamento del personaggio che apparentemente l’ha ispirata, è facile capire perché possa aver ritenuto la serie diffamatoria. Tuttavia, la miniserie vincitrice di premi si basa sulle esperienze reali che il suo creatore, Richard Gadd, avrebbe avuto con Harvey.

La controversia in questo caso non ha nulla a che fare con il contenuto dello show, che è sensibile, sfumato e stimolante. È solo che il benessere di una persona reale entra in gioco, una volta che gli spettatori di Netflix riescono a collegare la sua identità reale al personaggio sullo schermo. Grazie a Baby Reindeer, Fiona Harvey è diventata un’emarginata pubblica.

The Goop Lab – 2018–2019

Ampiamente smentita come “pseudoscienza” da esperti, come quelli intervistati da The Detroit News, The Goop Lab rappresenta l’esempio perfetto che i media tradizionali citano come prova della mancanza di controlli e bilanciamenti da parte di Netflix. La serie documentaria ha subito una reazione così ampia che è difficile immaginare che ci siano ancora molti sostenitori di Goop.

Ci sono comunque, e il patrimonio netto di Gwyneth Paltrow è aumentato proprio grazie a questa guida al benessere “naturale”, il che, secondo alcuni, spiega il motivo della sua produzione. Tuttavia, vale la pena approfondire la scienza dietro i suoi suggerimenti prima di prenderli come riferimento.

Insatiable – 2018–2019

Un rapporto commissionato nel 2022 attribuisce un calo storico delle azioni Netflix alla controversia intorno a Insatiable. Questo dramma adolescenziale dark-comico avrebbe dovuto affrontare il tema del fat-shaming e promuovere la positività corporea, ma il suo approccio maldestro e fuorviante spesso trasmetteva esattamente il contrario.

Se la gestione inadeguata del tema principale non fosse stata già abbastanza grave, la serie ha poi esagerato con battute grossolane e offensive su razza e sessualità. Quando, in qualche modo, è stata rinnovata per una seconda stagione, le cose sono peggiorate ulteriormente. È sorprendente che Netflix non l’abbia rimossa, nonostante una petizione su Change.org firmata da centinaia di migliaia di persone lo richiedesse.

13 – 2017–2020

Non smetterà mai di sorprendere il fatto che 13 Reasons Why sia stata rinnovata per un totale di quattro stagioni, nonostante un flusso apparentemente interminabile di critiche. Il modo in cui la serie ha affrontato i problemi di salute mentale degli adolescenti ha diviso l’opinione pubblica come pochi altri prodotti nella storia di Netflix.

Le trame legate al suicidio e alle sparatorie scolastiche sono forse le più notevoli e controverse dello show. Ma nel complesso, 13 Reasons Why si è addentrata un po’ troppo in argomenti che non poteva trattare in modo sicuro e sufficientemente sensibile per le esigenze del suo pubblico. Netflix ha continuato a riconoscere il valore della serie, ma con il senno di poi non è diventata meno controversa.

Le 10 serie Netflix non in lingua inglese più viste di tutti i tempi

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Nel bene e nel male, Netflix ha raggiunto un livello di dominio globale nel mondo della TV e dello streaming, essendo il servizio che la maggior parte degli altri concorrenti ha dovuto recuperare dalla metà degli anni 2010. Senza dilungarsi troppo in lezioni di storia, l’azienda non è sempre stata nota per essere un servizio di streaming, ma ha contribuito a fare da pioniere in questo settore nei primi anni 2010 negli Stati Uniti e in Canada. Negli anni successivi si è espansa in altri territori, fino a diventare un vero e proprio gigante nella seconda metà del decennio.

Questo ha fatto sì che molte serie televisive non in lingua inglese – sia contenuti originali che titoli concessi in licenza da Netflix – siano diventate straordinariamente popolari in tutto il mondo, dando naturalmente al servizio un’ulteriore portata al di fuori di luoghi come gli Stati Uniti, il Canada e il Regno Unito. Le seguenti stagioni televisive hanno accumulato il maggior numero di visualizzazioni (nei loro primi 28 giorni di rilascio) tra tutte le serie non in lingua inglese presenti su Netflix, e sono classificate di seguito da molto popolari a più popolari.

Elite – stagione 3

Elite - stagione 3

I film e gli spettacoli sulla disuguaglianza di classe sono di gran moda al giorno d’oggi (come direbbe il compianto Prince, potrebbe essere un segno dei tempi), con Elite che prende questo concetto e lo mescola con un dramma liceale. Il film si svolge all’interno di una prestigiosa scuola privata in Spagna, seguendo il conflitto tra i pochi adolescenti provenienti da famiglie della classe operaia e gli studenti che provengono da ambienti ricchi.

Le cose si rivelano avere una posta in gioco di vita o di morte, il che significa che anche se non è la serie liceale più realistica in circolazione, è certamente una delle più popolari nella memoria recente. Iniziata nel 2018, la settima stagione è prevista per il 2023 e la terza stagione (composta da otto episodi rilasciati tutti nel marzo 2020) è stata finora la più vista su Netflix.

Lupin – Part 1

Lupin - Part 1

Lupin è una serie francese mystery/thriller basata sul personaggio di Arsène Lupin, un esperto ladro/maestro di travestimenti nato come personaggio di una serie di racconti pubblicati per la prima volta più di un secolo fa. Il personaggio ha anche ispirato un’iconica serie di manga/anime intitolata Lupin III, basata sul nipote del personaggio originale (il primo film di Hayao Miyazaki era una delle tante avventure del personaggio).

Questo nuovo aggiornamento del personaggio ha avuto un’interessante strategia di pubblicazione, in cui gli episodi escono in parti, piuttosto che in stagioni complete. Entrambe le parti 1 e 2 sono uscite in momenti diversi nel 2021 (con la parte 1 che è stata la più popolare finora), e una terza parte è prevista per il 2023.

The Scent of Passion – Stagione 1

(The Scent of Passion)

Per coloro che non ne hanno mai abbastanza di media incentrati sul romanticismo, Café con aroma de mujer (o Il profumo della passione) è sicuramente in grado di tenere impegnati questi spettatori per un bel po’. Si tratta di una telenovela in lingua spagnola composta da un’unica stagione di quasi 100 episodi, ognuno dei quali è stato trasmesso nel corso del 2021.

Questo potrebbe rendere il pubblico un po’ di nicchia, per quanto riguarda i contenuti Netflix più visti, visto che le soap opera non sono per tutti. Anche la premessa di base è particolarmente semplice, in quanto ruota attorno a tutti i drammi che si verificano quando un uomo ricco e una ragazza povera si innamorano. È probabile che l’enorme numero di episodi all’interno di una “stagione” sia uno dei motivi per cui questo show è uno dei più visti in lingua non inglese sulla piattaforma.

Avvocata Woo (Extraordinary Attorney Woo)

Avvocata Woo (Extraordinary Attorney Woo)

Anche se finora è andata in onda una sola stagione (nel 2022), Extraordinary Attorney Woo è diventata rapidamente una delle serie non in lingua inglese più popolari su Netflix. Si tratta di una serie sudcoreana che segue una giovane avvocatessa autistica (con un quoziente intellettivo superiore a 160) che entra a far parte di un rispettato studio legale, mostrando come utilizza la sua straordinaria memoria fotografica e la sua intelligenza per diventare immediatamente uno dei migliori avvocati del settore.

La prima stagione, composta da 16 episodi, è stata caratterizzata da un’interessante distribuzione degli episodi, con due episodi a settimana anziché uno (un approccio diverso da quello classico di Netflix, che prevede la distribuzione di tutti gli episodi in una volta sola). È stata elogiata per il modo in cui rappresenta l’autismo (non tutte le serie che ci provano hanno successo) ed è stata abbastanza popolare da essere rinnovata per una seconda stagione.

La casa di carta – stagione 3

La casa di carta - parte 3

La casa di carta è una delle tante serie televisive che dimostrano come guardare persone cattive (o almeno non grandi) possa essere una grande televisione. Si tratta di una serie crime/thriller spagnola che ha iniziato ad andare in onda su Antena 3 – una rete spagnola – nel 2017, per poi essere acquisita da Netflix, con quest’ultima che ha prodotto gli episodi successivi (ha quindi seguito una traiettoria simile a Black Mirror).

Come verrà dimostrato di seguito, si tratta di una serie che ha preso continuamente piede, diventando gradualmente più popolare a ogni nuova stagione (o “parte”) rilasciata. La terza parte, rilasciata nel 2019, ha superato le visualizzazioni delle prime due parti, ma la popolarità dello show doveva ancora raggiungere il suo apice

The Glory – stagione 1

The-Glory-serie-cast

A differenza di La casa di carta, la serie drammatica sudcoreana a tema vendicativo The Glory ha visto la sua prima stagione ottenere più visualizzazioni della seconda, ma forse la contemporaneità della seconda stagione l’ha svantaggiata. Dopo tutto, la prima stagione è uscita proprio alla fine del 2022, mentre la seconda è uscita poco più di due mesi dopo, il 10 marzo 2023.

La premessa è di quelle che attirano rapidamente gli spettatori, ma potrebbe non essere sostenibile per molte stagioni, dato che è incentrata su una donna adulta che cerca di vendicarsi di coloro che la bullizzavano quando andava a scuola. A prescindere dalla durata, la serie si è dimostrata uno sguardo avvincente sui temi della vendetta e del trauma, reso ancora più intenso dal fatto che si ispira a eventi realmente accaduti.

Non siamo più vivi – stagione 1

Non siamo più vivi (All of Us Are Dead)

Non è un segreto che le serie drammatiche amino uccidere i personaggi, così come i film/spettacoli legati agli zombie. Per questo motivo, il titolo All of Us Are Dead sembra adatto in più di un modo, dato che si svolge in un liceo dove un’epidemia fa sì che molti studenti siano (non) morti, e perché molti personaggi muoiono davvero.

L’ambientazione liceale conferisce a All of Us Are Dead un certo fattore di novità che la differenzia dagli altri media sugli zombie, e ne ha bisogno, visto che gli zombie in circolazione non mancano. La prima stagione si è rivelata la seconda serie sudcoreana di Netflix più popolare di tutti i tempi, e ha reso i fan affamati di una seconda stagione.

La casa di carta – parte 4

La casa di carta - parte 4

La suspense, l’azione e le ambiziose rapine sono continuate con la quarta parte di Money Heist, una raccolta di otto episodi che è uscita nel 2020. La terza parte si è conclusa in modo particolarmente frenetico e la quarta riprende con alcuni dei personaggi principali in disordine: alcuni in pericolo, altri creduti morti e altri gravemente feriti.

Nonostante il continuo successo dello show nella sua quarta stagione, le valutazioni di IMDb suggeriscono che questo gruppo di episodi ha rappresentato un leggero calo di qualità rispetto a quelli precedenti. Tuttavia, le molteplici ore guardate dagli spettatori hanno suggerito che la serie poliziesca spagnola aveva ancora le gambe, e quelle gambe avrebbero continuato a portare avanti la storia in un’ultima parte ancora più popolare.

La casa di carta – parte 5

La casa di carta - parte 5

Sebbene gli spin-off continueranno inevitabilmente a portare avanti Money Heist in qualche modo, la quinta parte rappresenta la fine della serie principale e delle trame principali su cui si era concentrata dal 2017. Inizia con la banda intrappolata all’interno della Banca di Spagna e mantiene un livello di suspense e tensione elevato per tutto il tempo.

Era già uno show imprevedibile, noto per essere uno di quelli in cui tutto può accadere in qualsiasi momento, e la consapevolezza che la quinta parte è la fine di tutto naturalmente aumenta ancora di più questa sensazione di tensione. Ha chiaramente conquistato la fanbase che ha accumulato negli anni dal 2017, con la quinta parte che è stata la più vista dell’intera serie.

Squid Game – stagione 1

squid game simboli

Naturalmente lo show non in lingua inglese più popolare su Netflix è la prima (e finora unica) stagione di Squid Game. Si tratta di uno show di cui tutti parlavano già nel 2021 e che si è rivelato così popolare da ispirare uno spin-off del gioco già controverso (e discutibile).

È discutibile perché lo show originale sudcoreano ruota attorno a una serie di giochi ad alta posta in cui persone alla disperata ricerca di denaro partecipano contro altri, con la morte come possibilità concreta per coloro che non hanno successo. Squid Game è diventato rapidamente uno degli show di Netflix più popolari di tutti i tempi (in lingua inglese o meno), rendendo un’altra stagione una scelta obbligata da parte di Netflix.

Le 10 Scream Queens più sexy della storia del cinema horror

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Le 10 Scream Queens più sexy della storia del cinema horror

Nella storia del cinema di genere le Scream Queens hanno avuto sempre un ruolo di primissimo piano e oggi proviamo a stilare una classifica delle 10 più sexy attrici che hanno contributo a rendere importante questo ruolo:

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Le 10 scene improvvisate che hanno fatto la storia del cinema

Le 10 scene improvvisate che hanno fatto la storia del cinema

Forse non tutti sanno che molte delle scene che hanno fatto la storia del cinema sono nate da momenti di improvvisazione. Ecco le 10 più famose:

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Sembra che, in I predatori dell’arca perduta, Harrison Ford/Indiana Jones dovesse in realtà combattere contro l’uomo armato di scimitarra, ma la sera prima aveva avuto dei problemi fisici che lo avevano debilitato fisicamente e chiese a Spielberg di “ottimizzare” le energie: il risultato è una delle scene che ancora oggi definiscono un personaggio e un franchise di successo. I predatori dell'arca perduta - la scena del colpo di pistolaSempre Harrison Ford è protagonista di un’altra scena storica: nella scena finale di Star Wars L’Impero Colpisce Ancora, lo script prevedeva che Leia confessasse il suo amore ad Han, ma lui non rispondeva. Il regista Irvin Kershner sentiva però che qualcosa mancasse e così chiese a Ford di rispondere così come avrebbe risposto il suo personaggio, il risultato è stato semplicemente perfetto.

Molti aneddoti si fondano anche sulla bravura dell’attore e sulla straordinaria capacità di immedesimazione che questi hanno avuto con il personaggio, come nei casi di Heath Ledger/Joker, Robert De Niro/Travis oppure Anthony Hopkins/Hannibal.

Qual è la vostra scena preferita?

Le 10 principali domande a cui il DCU dovrà rispondere nel 2024

Le 10 principali domande a cui il DCU dovrà rispondere nel 2024

Per la DC sta iniziando una nuova era con l’avvento di un nuovo franchise cinematografico dei DC Studios, il DCU, al cui comando – e in pole position – troviamo James Gunn e Peter Safran. Il prodotto audiovisivo che avvierà il “novello” universo sarà la serie d’animazione Creature Commandos nel 2024, a cui seguirà l’atteso Superman: Legacy, in arrivo nel 2025. Il periodo di tempo che ci separa da questi titolo non andrebbe però sprecato, ma dovrebbe servire per affrontare alcune domande inerenti il DCU, e che riguardano in particolare la direzione che prenderà, quali elementi includerà al suo interno e quali invece scarterà. Vediamo perciò quali sono le questioni principali a cui il DCU dovrà rispondere quest’anno.

Che cos’è il DCU?

DC superman: legacy ispirazione fumetti

Da quando è stato annunciato il nuovo universo DC sotto l’egida di James Gunn, molti si sono chiesti con quali termini dovessimo parlare del nuovo progetto. La prima etichetta che gli è stata applicata, se così vogliamo chiamarla, è quella di reboot, seppur i DC Studios non abbiano mai preso pubblicamente una posizione definitiva su cosa sarà esattamente il DCU in termini di relazione con qualsiasi altro film o continuity televisiva della DC. Sapendo però che sarà Superman: Legacy il punto di partenza formale, una cosa è certa: il DCU non continuerà la storia del DCEU in alcun senso diretto. Nonostante questo, con il ritorno di alcuni personaggi del DCEU, l’esatta continuità del DCU nel più ampio multiverso cinematografico e televisivo della DC deve ancora essere chiarita.

I ritorni dal DCEU

DCEU personaggi photogallery

La conseguenza della vaga continuità del DCU porta a un punto di domanda ancor più grande, il quale deve essere ancora chiarito bene e rivelato: se, quando e come determinati attori del DCEU appariranno nell’universo firmato Gunn. Sono tante le voci che corrono e riempiono il web, c’è chi sostiene che nessun main character tornerà, mentre chi dice che qualche ritorno sarà quasi certo. Quel che è sicuro di tutto questo è che James Gunn non ha dato risposte chiare sui pupilli del DCEU nel DCU. Ad oggi la conferma di comeback è valida per soli tre attori: Viola Davis, John Cena e Xolo Maridueña.

Cosa ne sarà del multiverso?

dceu team up 2

La Marvel e la DC sono accomunate dal compimento di una scelta precisa: l’addentrarsi nello stratificato e complesso mondo del multiverso, consentendo di conseguenza a più versioni di personaggi di coesistere e persino di incontrarsi. La seconda stagione di Peacemaker di James Gunn suggerisce che gli elementi del multiverso potrebbero essere in gioco all’inizio del DCU. In particolare, il regista – come è solito fare – ha risposto alla domanda di un fan sui social riguardante lo svolgimento in universi separati della prima e della seconda stagione Peacemaker, affermando che la questione sarà affrontata appunto nella sua seconda stagione. Non ne abbiamo la certezza, ma questo potrebbe trasformarsi in una porta che collega il DCEU al DCU, permettendo di rivisitare il primo e di far incontrare i personaggi di entrambi gli universi.

E l’Elseworlds?

Joaquin Phoenix Joker Folie à Deux

I DC Studios includeranno anche un’etichetta Elseworlds per tutti i film e gli show televisivi non ambientati nella continuità del DCU. Fra questi vanno menzionati The Batman di Matt Reeves e le pellicole su Joker di Todd Phillips, che sono già stati designati come Elseworlds. Anche Constantine 2, che attualmente è in fase di sviluppo, potrebbe entrare a far parte del DC Elseworlds. Resta da capire se i DC Elseworld rimarranno separati dal DCU o se faranno parte di una narrazione multiversale.

Ci sarà una Justice League?

Zack Snyder's Justice League

Ogni franchise di supereroi deve avere una sua squadra principale. Se per la Marvel sono gli Avengers, per la DC è la Justice League, di cui abbiamo potuto vedere una prima costruzione – pur non avendo avuto il successo sperato – con il DCEU grazie a Zack Snyder. Ad oggi ci si chiede perciò se il DCU stia preparando la sua versione della Justice League e, in caso fosse così, quali saranno gli eroi che vi prenderanno parte. Considerato che Superman: Legacy includerà alcuni personaggi come Hawkgirl e Guy Gardener, lo status della Justice League nel DCU deve necessariamente essere affrontato.

Chi sarà il villain principale?

Darkseid

Ogni franchise basato sui fumetti contiene un main villain su cui gran parte della narrazione ruoterà. I grandi cattivi sono da sempre l’elemento più accattivante di questi specifici universi, specie se sono ben costruiti e risultano essere davvero incisivi, come Thanos nel MCU, o Darskeid, introdotto da Zack Snyder in Justice Legue. Considerata la minaccia cosmica che quest’ultimo personaggio rappresenta in tutta la storia della DC, è lecito domandarsi se egli apparirà nel DCU, oppure se James Gunn sceglierà di concentrarsi su un altro villain.

Lo sviluppo del racconto

DCU

Lo slate annunciato del DCU è ricco di numerosi e vari progetti cinematografici e televisivi, con Creature Commandos – serie d’animazione – che anticiperà Superman: Legacy. Diventando il debutto “soft” dell’universo di James Gunn, ci si chiede come la storia del DCU sarà raccontata in più film e show interconnessi. Questa, però, è una domanda che rimane senza risposta. A ciò si aggiunge anche il fatto che il DCU incorporerà la sua storia anche nei videogiochi, indi per cui dovrebbe essere un argomento da chiarire al più presto.

Che fine faranno le origin story?

DCU

Sia l‘MCU che il DCEU hanno dato priorità nel loro percorso cinematografico alle origin story. Il DCU pare non voler seguire la stessa strada, poiché Creature Commandos e Superman: Legacy sembrano entrambi evitare le origin story dei loro personaggi. Ciò non si traduce in una scelta permanente, ma almeno nei primi debutti del nuovo universo DC l’impressione è che James Gunn abbia deciso di metterle da parte. Non sappiamo fino a che punto questa sarà la norma per il formato narrativo del DCU, ed è una questione che nel 2024 dovrebbe essere quantomeno spiegata.

Quanto sarà diverso il DCU dagli altri universi?

DCU

 

Peter Safran e James Gunn hanno già lavorato nel DCEU, così come nel MCU, indi per cui la loro conoscenza degli universi cinematografici dei supereroi è molto ampia e approfondita, e sanno come muoversi all’interno di questi mondi oramai moderni. Nonostante ciò, vien da domandarsi come il DCU stabilirà un proprio stile e tono generale per distinguersi dal DCEU, dal MCU, dall’Arrowverse e da tutti gli altri franchise di supereroi precedenti. Creature Commandos potrebbe essere il momento ideale per cominciare a costruire un’ impalcatura originale e stabilire la propria identità unica.

Qual è la fine del DCU?

DCU Dc Universe

Sin da quando è stato annunciato che James Gunn e Peter Safran avrebbero impugnato le redini per navigare in un nuovo universo targato DC, è stato chiarito che il progetto ha un piano decennale stabilito, su cui i due modelleranno una narrazione solida e, ci si augura, efficace. Dove sia diretto questo piano decennale rimane però la più grande domanda senza risposta per il franchise in arrivo. Per quanto sia difficile stabilirlo sin da ora, sarebbe comunque preferibile fornire almeno un’idea di dove la storia del DCU si dirigerà e arriverà. Considerati gli Elseworld e la narrazione del multiverso potenzialmente in gioco, l’endgame del DCU è una tematica su cui bisognerebbe fare chiarezza in questo nuovo anno.

Le 10 più grandi mancate opportunità nella fase 5 del MCU

Le 10 più grandi mancate opportunità nella fase 5 del MCU

La Fase 5 del MCU è ormai a metà strada, e l’ultimo anno ha portato molti alti, bassi estremi e molte opportunità mancate. Essere nel bel mezzo della Fase 5 del MCU significa essere al centro della Saga del Multiverso nel suo complesso, con il tempo che scorre sull’opportunità di iniziare a legare insieme narrazioni più ampie. Tra la Fase 4 e la Fase 5 sono stati introdotti più personaggi Marvel che mai e, sebbene la Marvel abbia fatto un buon lavoro adattando molte storie per il grande schermo, ci sono state alcune storie che avrebbero potuto essere servite meglio. Queste sono le 10 grandi opportunità che il MCU non ha saputo sfruttare fin ora.

Secret Invasion non ha utilizzato gli elementi di maggior successo del fumetto

Nick Fury Secret Invasion

La serie a fumetti, incredibilmente importante, ha visto la partecipazione di tutti i personaggi Marvel, tra cui gli X-Men, i Vendicatori, gli Illuminati e i Thunderbolts. Secret Invasion del MCU, invece, vedeva Nick Fury impegnato in una missione individuale. Invece di una serie di spionaggio con i più grandi attori della Marvel, Secret Invasion è stato in gran parte insignificante, a parte la morte di Maria Hill e la rivelazione che Rhodey è stato un impostore Skrull “per molto tempo”. Anche la sconcertante insistenza di Fury sul fatto che dovesse essere lui ad affrontare Gravik e che non dovesse coinvolgere nessun supereroe era una bugia.

The Marvels e Secret Invasion non sono stati collegati tra loro

The Marvels film Brie Larson

La conclusione inconcludente di Secret Invasion è stata aggravata dalla successiva uscita di The Marvels, in cui gli eventi appena accaduti sulla Terra non sono stati nemmeno menzionati. L’inspiegabile assenza della moglie di Fury, Varra, è stata incredibilmente difficile da ignorare, visto che l’ultima volta è stata vista insistere per venire con lui nello spazio in Secret Invasion. Sebbene la Marvel cerchi di giustificare la visione delle sue serie per tenersi al passo con la più ampia tradizione del MCU, non ha fatto un favore a se stessa non presentando quasi nessun collegamento con Secret Invasion, nonostante Fury abbia un ruolo da protagonista.

Steven Yeun non interpreterà più Sentry in Thunderbolts

Beef. Steven Yeun as Danny in episode 101 of Beef. Cr. Andrew Cooper/Netflix © 2023

Stephen Yeun è un’aggiunta preziosa a qualsiasi progetto al momento, e la voce che era stato scritturato per il ruolo di Sentry ha alimentato notevolmente l’attesa per il prossimo progetto del MCU. Purtroppo, all’inizio del 2024 è stato confermato che Yeun non è più coinvolto nel progetto, probabilmente a causa dei ritardi dovuti agli scioperi della SAG-AFTRA.

Kang non era poi così minaccioso

Kang sconfitto

Ant-Man and the Wasp: Quantumania è stato il film che ha dato il via alla Fase 5 del MCU, ma ha perso la palla al balzo. Le critiche al film sono state rivolte alla sua incoerenza tonale, alla CGI gratuita e a una trama che vedeva l’arci-cattivo della Saga del Multiverso e presumibilmente una minaccia del livello di Thanos, battuto da uno dei membri meno minacciosi dei Vendicatori. Poiché fino a quel momento si era parlato pochissimo di Kang il Conquistatore, è toccato ad Ant-Man and the Wasp: Quantumania di stabilire perché Kang debba essere temuto. Invece, lo si è visto apparentemente ucciso in una scazzottata.

Loki non ha mai potuto dire addio a Thor

Loki non fa ufficialmente più parte della linea temporale principale del MCU, ma la tiene insieme. Il suo addio ai suoi amici della TVA nel finale della seconda stagione di Loki è stato toccante e definitivo, con Tom Hiddleston che ha considerato la seconda stagione come il suo ultimo saluto nei panni di Loki. Tuttavia, la notevole assenza di Thor nel corso delle avventure di Loki nella TVA ha un peso lancinante e accresce le speranze di un suo ritorno in un progetto futuro. Altrimenti, è difficile digerire il fatto che la sua maestria nel salto temporale non abbia facilitato un ultimo saluto al fratello prima di assumere il suo glorioso scopo.

Tiamut poteva apparire in The Marvels

L’apparente desiderio del MCU di nascondere Eternals sotto il tappeto dopo la sua tiepida performance è reso più evidente ad ogni puntata che non menziona il gigantesco Celestiale nell’Oceano Indiano. Un accenno a She-Hulk: Attorney At Law è appena sufficiente a trasmettere l’impatto che il gigantesco cadavere calcificato di Tiamut avrebbe avuto sul mondo. Un impatto evidente è che sarebbe stato facilmente visibile dallo spazio, ma The Marvels ha evitato di inserire questo particolare nelle inquadrature della Terra, anche come semplice riconoscimento del fatto che Eternals è ancora canon.

Il Consiglio di Kang avrebbe potuto essere interpretato da attori diversi

Prima scena post credits Il concilio dei Kang

Ora che Jonathan Majors è stato abbandonato, il MCU si trova a un bivio cruciale. Il debutto poco soddisfacente di Kang ha alimentato le voci secondo cui la Marvel potrebbe voler abbandonare il ruolo di Kang come grande cattivo della Saga del Multiverso; ma senza alcuna conferma, si presume che Avengers: La dinastia Kang procederà come previsto. Se così fosse, la Marvel avrebbe potuto semplificare il suo lavoro seguendo le sue regole prestabilite sulle varianti. Ant-Man and the Wasp: Quantumania ha stabilito rapidamente che la vera minaccia di Kang il Conquistatore deriva dalle innumerevoli varianti di Kang che si sono riunite nel Consiglio di Kang. Solo che, a differenza delle varianti di Loki che hanno assunto una miriade di forme – tra cui un alligatore – le varianti di Kang erano tutte interpretate da Jonathan Majors.

Echo avrebbe potuto essere più R-Rated

Maya Lopez serie marvel ECHO

Che piaccia o no, la prospettiva che Deadpool 3 sia il primo film del MCU con rating R ha suscitato molto entusiasmo. La novità di inserire la violenza gratuita per la quale il supereroe  è noto in un franchise altrimenti largamente adatto alle famiglie è una novità che dimostra che la Marvel non ha paura di sporcarsi le mani. Tuttavia, Echo, che è il primo episodio del MCU ad aver ricevuto l’equivalente televisivo di un rating R, è stato in fin dei conti addomesticato. La brutalità di Kingpin può essere stata trasmessa in modo adeguato, ma si può dire che si sarebbe potuto fare di più.

Cassie e Kamala avrebbero dovuto essere maggiormente valorizzate

Ms-Marvel-Iman-Vellani-Kamala-Khan

Mentre il MCU sembra prepararsi a un film sui Giovani Vendicatori, riunendo tutti i protagonisti della squadra, questi ultimi sono ancora in secondo piano rispetto alle loro controparti veterane. Mentre Cassie Lang e Kamala Khan hanno avuto la loro parte di riflettori in Ant-Man and the Wasp: Quantumania e The Marvels, rispettivamente, il tempo sta per scadere per la Marvel di rappresentare questi personaggi come eroi che non hanno bisogno del supporto dei loro predecessori più esperti.

La Fase 5 avrebbe dovuto includere un film sui Vendicatori

What If Avengers 1988

Una delle mosse più rischiose che la Marvel ha fatto con le fasi 4 e 5 del MCU è stata quella di non presentare un film sui Vendicatori. Di conseguenza, i presunti protagonisti del team-up finale si sentono più disgiunti che mai, con The Marvels che è stato il film più vicino a un team-up del MCU dopo Avengers: Endgame e non è riuscito ad attirare le folle. Un tempo i film sui Vendicatori aiutavano a scandire ogni fase del MCU, ma ora è difficile tenere traccia di dove e perché una fase è andata avanti.

Le 10 più grandi differenze tra The Lincoln Lawyer – stagione 4 e il libro originale

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La stagione 4 di The Lincoln Lawyer introduce cambiamenti sostanziali rispetto al romanzo The Law of Innocence di Michael Connelly, ma lo fa con una lucidità narrativa che rafforza l’adattamento televisivo. La serie Netflix conferma la sua capacità di rispettare lo spirito del materiale originale, intervenendo solo quando il linguaggio seriale lo richiede.

I co-showrunner Dailyn Rodriguez e Ted Humphrey dimostrano una piena padronanza dell’equilibrio tra fedeltà e rielaborazione, consegnando una stagione emotivamente solida, capace di ampliare i personaggi secondari senza snaturare il cuore del racconto: il processo di Mickey Haller.

Maggie entra nel team di difesa molto prima rispetto al libro

Neve Campbell in Avvocato di difesa - The Lincoln Lawyer 4
© Netflix

Nel romanzo The Law of Innocence, Maggie si unisce alla difesa di Mickey solo poco prima dell’inizio del processo, restando per gran parte del pre-trial ai margini e offrendo soprattutto supporto emotivo. Il suo ingresso avviene quasi per necessità, quando la co-counsel di Mickey è costretta a lasciare il caso per un lutto familiare.

Nella serie, invece, Maggie entra in gioco fin dalle fasi iniziali. Non subentra per un evento improvviso, ma perché Lorna si trova sopraffatta dal peso di dover gestire lo studio, altri casi aperti e il ruolo di co-difensore. Questa scelta amplia enormemente la presenza di Maggie, permettendole di confrontarsi più a fondo con il lavoro di Mickey e con il sistema giudiziario, oltre a rafforzare il loro rapporto professionale, anche al di fuori di una dimensione romantica.

La serie anticipa e modifica la morte di Legal Siegel

Hayley trascorre più tempo con Mickey nello show

Nei libri di Connelly, David “Legal” Siegel muore tra The Law of Innocence e Resurrection Walk. La sua scomparsa viene rivelata solo successivamente e viene lasciato intendere che sia legata alla demenza. È un evento doloroso, ma collocato fuori dalla narrazione diretta del romanzo.

La serie decide invece di anticipare la morte di Legal e di renderla improvvisa, causata da un infarto. Questa scelta ha un peso emotivo enorme: Legal non è solo un collega, ma una figura paterna per Mickey. La sua morte diventa il simbolo di tutto ciò che Mickey perde durante il processo, accentuando il senso di isolamento e impotenza, reso ancora più devastante dal fatto che non possa nemmeno partecipare al funerale.

Hayley trascorre molto più tempo con Mickey

Hayley trascorre più tempo con Mickey nello show

Nel romanzo, il rapporto tra Mickey e Hayley è affettuoso ma più distaccato. Si vedono a pranzo, lei talvolta assiste alle udienze, ma vive già una vita autonoma, tra studi e indipendenza. Inoltre, Mickey evita che le persone a lui care lo visitino in carcere.

La serie ribalta questo approccio, rendendo Hayley una presenza costante. Lo va a trovare in carcere, salta la scuola per seguire il processo, condivide con lui il percorso di studio del diritto e arriva persino a vivere con lui. Questo rafforza enormemente la posta in gioco emotiva: Mickey non sta lottando solo per la propria innocenza, ma per proteggere sua figlia da un futuro segnato dall’ingiustizia.

Mickey ottiene gli arresti domiciliari invece di restare in carcere

Mickey agli arresti domiciliari nella quarta stagione di The Lincoln Lawyer

Nel libro, dopo essere stato aggredito durante un trasferimento, Mickey resta in custodia ma viene scortato privatamente per motivi di sicurezza. La sua condizione carceraria rimane centrale nella narrazione.

Nella serie, invece, Mickey viene brutalmente picchiato durante una riunione AA in prigione, dimostrando di non essere al sicuro. La detenzione in isolamento violerebbe i suoi diritti, così il giudice concede gli arresti domiciliari. Questa modifica evita la ripetitività visiva di lunghe sequenze in carcere e permette alla storia di sviluppare dinamiche più intime, in particolare tra Mickey e Maggie.

Harry Bosch viene completamente eliminato

Harry Bosch è il fratellastro di Mickey e una figura fondamentale nei romanzi, soprattutto in The Law of Innocence, dove contribuisce in modo decisivo alle indagini. Tuttavia, nella serie non compare mai, a causa dei diritti del personaggio, legati a Prime Video.

La stagione 4 conferma questa assenza, trovando soluzioni narrative alternative per colmare il vuoto investigativo. Nonostante la mancanza di Bosch sia evidente per i lettori, la serie riesce ancora una volta a riorganizzare le funzioni narrative senza compromettere la coerenza del racconto.

È Hayley a registrare lo scontro con l’FBI

Nel romanzo, Mickey registra uno scontro notturno con l’FBI grazie alla videocamera Ring installata fuori casa. Questa prova diventa fondamentale per ribaltare la situazione a suo favore.

Nella serie, invece, è Hayley a filmare l’alterco con il cellulare, muovendosi di nascosto appena capisce chi siano gli agenti. A livello pratico il risultato non cambia, ma sul piano simbolico sì: la scelta mostra che Hayley possiede già un’intelligenza giuridica e una prontezza che la rendono una naturale erede del padre.

Mickey e Maggie non tornano insieme

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Nel libro, Mickey e Maggie finiscono per riavvicinarsi sentimentalmente, seguendo una traiettoria più conciliatoria. La serie sceglie invece una strada più realistica e dolorosa: i due restano separati.

Maggie torna a San Francisco con Hayley ed è ancora legata a Jack, anche se il rapporto appare svuotato. Questa decisione evita una riconciliazione forzata e tiene conto della rottura difficile avvenuta tra i due, rafforzando la maturità emotiva della narrazione.

Via COVID-19 e Trump dalla storia

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Michael Connelly ambienta The Law of Innocence in un periodo storico ben preciso, includendo la pandemia di COVID-19 e il primo mandato di Donald Trump, elementi che ancorano il romanzo a una realtà riconoscibile.

La serie elimina entrambi i riferimenti. L’assenza della pandemia è giustificata dall’ambientazione contemporanea, mentre la rimozione di Trump appare come una scelta di neutralità politica. Alcuni riferimenti vengono sostituiti da simboli più generici, mantenendo il conflitto istituzionale senza legarlo a figure specifiche.

Hayley subisce le conseguenze pubbliche del processo

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© Netflix

Nel romanzo, l’impatto del processo è concentrato soprattutto su Mickey e sullo studio legale. La serie amplia invece le conseguenze, mostrando come l’accusa colpisca chiunque gli sia vicino.

Hayley viene presa di mira sia online che a scuola, diventando vittima di bullismo per il caso del padre. È una delle scelte più dure ma anche più realistiche della stagione, che ricorda come l’ingiustizia non sia mai un fatto isolato, ma una ferita collettiva.

L’introduzione della sorella segreta di Mickey

Cobie Smulders

Il colpo di scena finale della stagione è l’introduzione di Alison, interpretata da Cobie Smulders, sorella segreta di Mickey Haller. Il personaggio compare solo negli ultimi minuti, lasciando volutamente molte domande aperte.

Nei romanzi, Mickey ha diversi fratelli e sorelle, ma Alison non compare in The Law of Innocence. La sua introduzione è quindi una deviazione netta dal materiale originale, pensata per aprire nuovi filoni narrativi e rilanciare la serie verso la stagione successiva.

Le 10 più grandi delusioni hollywoodiane del 2015

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Le 10 più grandi delusioni hollywoodiane del 2015

Ogni nuovo anno a Hollywood si apre con un elenco di titoli carichi di aspettative e estenuanti attese per i fan, ma se alcuni titoli confermano le attese altri invece sono delle vere e proprie fregature. Ecco la top 10 delle più grandi delusioni da Hollywood del 2015.

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La classifica si basa su variabili quali incassi, pubblico e critica.

Le 10 peggiori serie TV del 2019

Le 10 peggiori serie TV del 2019

Il 2019 verrà ricordato anche come uno degli anni dove la televisione ha continuato ad affermare il proprio dominio, con numerose serie TV che hanno alzato nuovamente il livello e il prestigio del mezzo. Tra i tanti successi, tuttavia, vi sono anche alcuni prodotti che non sono riusciti a trovare il favore della critica e del pubblico.

Tra questi vi sono serie d’autore e revival di celebri personaggi televisivi del passato, da reinterpretazioni di miti dell’horror a serie di genere distopico o catastrofico. Storie che avevano il potenziale per affermarsi, ma che sono invece state etichettate come alcune delle peggiori serie televisive dell’anno.

Ecco quali sono le 10 peggiori serie TV del 2019.

Almost Family

Almost FamilyBasata su di un fittizio scandalo verificatosi in una clinica per la fertilità, la serie Almost Family segue le vicende di alcune persone che improvvisamente scoprono di avere fratelli o sorelle di cui non sapevano nulla. Riunitisi, questi cercano delle risposte ai problemi che hanno caratterizzato le loro vite.

Prodotta dalla Fox, la serie è stata criticata per il suo profondo disequilibrio narrativo, che dà origine ad un tono altalenante e mai unitario. La seria ha in realtà manifestato problemi sin dalla sua produzione, con alcune riprese effettuate successivamente per sopperire ad alcune mancanze non meglio definite. In generale, nonostante la buona premessa narrativa, la serie non sembra aver trovato la chiave giusta per attrarre gli spettatori.

Catch 22

Catch-22Adattamento televisivo del romanzo Comma 22, la serie Catch-22 ha potuto avvalersi di celebri nomi quali George Clooney, Hugh Laurie, Giancarlo Giannini, Christopher Abbott e Kyle Chandler. Clooney ha inoltre firmato la regia di alcuni episodi.

Nonostante alcune importanti nomination ai Golden Globe e ai Critics Choice Awards, la serie è stata da molti definita deludente, mancando di replicare l’umorismo proprio del romanzo. La serie ha inoltre pagato il suo relativo insuccesso per via dell’esistenza di un film tratto dallo stesso romanzo e diretto dal celebre regista Mike Nichols. Tale opera cinematografica del 1970 è infatti considerata un vero capolavoro, difficile da replicare.

Chambers

ChambersSerie di genere paranormale, Chambers è stata distribuita su Netflix nel giugno del 2019. Incentrata su di una donna sopravvissuta ad un infarto, la serie segue la protagonista nel suo indagare sul mistero del cuore che le è stato trapiantato.

Accolta malamente dalla critica, che ha sottolineato la mancanza di un amalgama tra i toni horror, paranormali e drammatici, la serie è stata cancellata dopo solo una stagione, affermandosi come uno dei prodotti più deludenti dell’anno.

The Politician

Ideata e prodotta da Ryan Murphy, autorità in campo televisivo, la serie The Politician ha segnato il suo debutto su Netflix. Distribuita nel settembre del 2019, e con un cast di attori quali Ben Platt, Zoey Deutch, Jessica Lange e Gwyneth Paltrow, la storia è incentrata su di uno studente di una scuola superiore, che aspira a diventare presidente degli Stati Uniti. Per intraprendere la sua carriera politica, inizierà con il candidarsi come presidente del consiglio studentesco.

La serie ha ricevuto diverse critiche positive per la sua satira politica e per il suo finale, ma la gran parte della serie è stata giudicata priva di mordente e non all’altezza dei lavori a cui Murphy aveva abituato il suo pubblico.

The I-Land

Altra serie Netflix, The I-Land è stata distribuita sulla piattaforma a partire dal settembre del 2019, raccontando di dieci persone che si svegliano su di un’isola deserta senza alcun ricordo di chi sono o di come sono arrivati lì. Per sopravvivere dovranno così scoprire cosa è accaduto e cosa potrebbe accadere.

La serie è stata ampiamente critica per il suo somigliare in modo eccessivo alla ben più nota Lost (2004-2010), risultandone tuttavia una versione inferiore per qualità estetica e narrativa. Lo stesso mistero attorno a cui si basa la storia è stato giudicato inconcludente e privo di un fascino, cosa che non le ha permesso di incontrare il favore del pubblico.

In the Dark

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Incentrato su una donna non vedente impegnata a risolvere il mistero di un suo amico scomparso, la serie TV In the Dark è stata rilasciata dal canale The CW nell’aprile del 2019. Il responso della critica è stato discordante, tra chi ne loda le interpretazioni e chi invece ne critica duramente la non omogeneità.

Secondo alcuni critici, infatti, la serie presenta immotivatamente molteplici toni, atmosfere e stili narrativi. Poco apprezzata è stata inoltre la linea narrativa legata all’investigazione della protagonista, giudicata priva di mordente e trattata con poca serietà.

NOS4A2

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Basata sull’omonimo romanzo di Joe Hill, figlio di Stephen King, la serie NOS4A2 è stata trasmessa dall’emittente AMC nel giugno del 2019, divenendo disponibile anche su Amazon Prime Video. La trama si incentra su una giovane artista che scopre di avere un’abilità soprannaturale per rintracciare l’apparentemente immortale Charlie Manx. Questi è infatti un temuto vampiro, e per sconfiggerlo la donna dovrà ricorrere a tutto il suo potenziale.

Apprezzata dagli amanti dell’horror, la serie non ha tuttavia riscontrato un particolare apprezzamento da parte della critica, che l’accusa di non aver gestito adeguatamente le molteplici linee narrative presenti, dando vita ad un prodotto spesso confusionario e poco centrato su quello che avrebbe dovuto essere il focus, ovvero lo scontro con il temibile vampiro.

The Rook

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La serie TV The Rook, tratta dal romanzo di Daniel O’Malley, è una spy story prodotta dall’emittente Starz. Al momento del suo debutto, la serie si è trovata a confrontarsi con una serie di pareri negativi, tra cui l’accusa di aver completamente stravolto la materia narrativa di partenza.

La critica ha infatti sottolineato come la serie sia una totale reinterpretazione del romanzo di O’Malley, finendo con l’essere una storia caotica e priva di un’unica direzione comune. Poco apprezzato, inoltre, è stato il tono, giudicato troppo farsesco per gli eventi narrati.

Survivor

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Fa parte di questa classica anche l’ultima stagione del reality Survivor, dove un gruppo di persone si ritrovano su di un’isola sperduta e dovranno collaborare per procacciarsi cibo, acqua e quanto possa servirgli per sopravvivere.

La stagione del 2019 è stata giudicata tra le peggiori dello show per via di diversi problemi legati al comportamento dei partecipanti e alla gestione dei produttori. Poco apprezzata è stata inoltre la gestione del vincitore. Rinnovata per una nuova edizione, la critica si augura che questa possa essere gestita con più cura circa la sua organizzazione.

Veronica Mars

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Il 2019 è anche l’anno in cui è andata in onda la quarta stagione della serie TV Veronica Mars, con protagonista l’immancabile Kristen Bell nel ruolo della liceale che si diletta come investigatrice privata. A metà tra il teen drama, la commedia e il giallo, la serie è stata nel corso degli anni particolarmente apprezzata dai fan, divenendo estremamente popolare.

La nuova stagione, tuttavia, arrivata a più di dieci anni dalla precedente, ha particolarmente deluso le aspettative. La nuova linea narrativa è stata giudicata poco attraente e poco convincente, e nessuno dei nuovi personaggi introdotti sembra aver guadagnato la simpatia di critica o pubblico. Il motivo di un tale ritorno televisivo sembrerebbe dettato così unicamente dalla nostalgia, elemento che però non è risultato sufficiente per il successo della stagione.

Fonte: THR

Le 10 migliori spalle Marvel di sempre

Le 10 migliori spalle Marvel di sempre

La Marvel ospita all’interno della sua storia alcuni degli esseri più potenti di tutti i fumetti, non solo esseri con una forza sconfinata, ma anche entità superiori legate all’antichità. Per decenni i fan hanno visto i loro eroi preferiti affrontare minacce dopo minacce e disastri che in alcuni casi sembrano davvero poter mettere la parola fine al mondo. Tuttavia, alcuni di questi eroi non avrebbero mai potuto agire da soli. Non importa quanto forte o potente possa essere un eroe: avrà sempre bisogno di una spalla o di un compagno che sia fedele alla sua causa. ComicBook ha raccolto i 10 migliori spalle mai apparse nei fumetti Marvel:

Foggy Nelson

Foggy Nelson può anche non avere alcun superpotere, o non essere significativamente più giovane di Daredevil, ma è comunque un buon aiutante/alleato dell’Uomo Senza Paura. Dopo essersi conosciuti alla alla facoltà di giurisprudenza, i due costruiscono una forte legame di amicizia e iniziano persino a collaborare per avviare un proprio studio legale con l’obiettivo di aiutare i meno fortunati.

Anche se ci sono voluti anni prima che Matt si fidasse di lui in relazione al suo alter ego, col tempo Foggy è poi diventato uno dei suoi amici più fidati, agendo spesso come supporto emotivo. Foggy ha davvero aiutato Matt in ogni modo possibile, nonostante non avesse alcuna qualifica per essere ritenuto un eroe canonico.

Bob, Agente dell’Hydra

È difficile stare al passo con Deadpool, specialmente quando non hai dei superpoteri. Bob, ex agente dell’Hydra, ha dimostrato di saper reggere il confronto con intelligenza e di essere un compagno alquanto fedele. Deadpool lo ha messo costantemente in pericolo, ma Bob ha sempre trovato un modo per uscirne indenne e ottenere così il rispetto del Mercenario Chiacchierone.

Inoltre, Bob è stato in grado di infiltrarsi nell’HYDRA: pur senza avere delle grandi capacità nel combattimento, ha dimostrato di poter agire anche da solo e di essere un buon avversario per Deadpool.

War Machine (James Rhodes)

Quando le persone pensano ad una “spalla”, tendenzialmente pensano ad un adolescente che ammira l’eroe e lo segue ciecamente nelle sue avventure. Ma non è sempre così! Nel caso di Iron Man, il suo braccio destro è anche il suo migliore amico e confidente più fidato, ossia James Rhodes.

James, ex marine, aveva tutte le capacità di combattimento e l’esperienza di guerra per entrare facilmente in azione al fianco di Iron Man. War Machine è diventato una delle migliori spalle dell’Universo Marvel, nonché un sostituto affidabile quando Tony è impossibilitato a trasformarsi in Iron Man. Essendo un adulto, James è meno incline a commettere errori imprudenti, riuscendo ad essere molto lucido quando si trova sotto pressione.

Groot

Anche se alcuni potrebbero non vederlo come un aiutante, Groot non può non far parte di questa lista. È il più giovane o il meno esperto della squadra dei Guardiani e non può fare molto senza un membro più esperto che gli dica cosa fare. Groot entra quasi sempre in azione con Rocket Raccoon: insieme formano una coppia davvero inarrestabile. Inoltre, la sua forza e la sua capacità rigenerativa lo rendono un membro davvero molto prezioso dei Guardiani della Galassia.

Reso popolare anche grazie al MCU, Groot è leale, coraggioso, divertente e anche un po’ sbadato, ma è anche uno dei migliori e più memorabili membri del team. Il pubblico ha avuto modo di cogliere il suo altruismo sia grazie ai film che ai fumetti, dimostrando di essere un grande eroe a tutti gli effetti.

Rick Jones

Rick Jones ha agito da spalla per molti degli eroi della Marvel, tra cui Hulk, Captain America e Captain Marvel. In origine era proprio lui il responsabile della creazione di Hulk quando i suoi amici lo hanno sfidato a testare le radiazioni del test gamma, evento che ha poi spinto Bruce Banner a correre in suo aiuto, finendo per esserne colpito.

I poteri e le abilità di Rick si sono evoluti col tempo, ma la sua tenacia e lealtà nei confronti dei suoi mentori non sono mai cambiate: proprio grazie alla sua reputazione, infatti, è diventato una delle spalle più iconiche.

Toro (Thomas Raymond)

Dopo che i suoi genitori rimasero uccisi in un incidente ferroviario, il giovane Thomas scoprì di essere immune al fuoco e venne trascinato in un circo a causa delle sue straordinarie capacità. Successivamente attirò l’attenzione della Torcia Umana, che lo prese sotto la sua ala protettiva e lo aiutò a raggiungere il suo pieno potenziale.

Toro è stato uno dei nuovi personaggi introdotti come risposta alla popolarità di Robin della DC ed è apparso insieme alla Torcia Umana sin dai suoi esordi negli anni ’40. È uno dei pochi aiutanti che si ritira ad una vita normale fino a quando non viene richiamato in azione anni dopo, dove incontra la sua fine, riuscendo però a salvare il mondo.

Falcon (Sam Wilson)

Un altro aiutante, non così giovane, di Captain America è Sam Wilson, conosciuto anche come Falcon. Dopo una vita criminale in seguito alla morte dei suoi genitori, ha avuto un incontro con Teschio Rosso e ha aiutato Cap a liberare le persone dell’isola che il villain aveva sotto il suo controllo; poco dopo ha adottato il soprannome di Falcon.

A differenza degli altri suoi compagni, Sam non era sempre bravo e ci è voluto del duro lavoro per cambiare la sua vita, ma è diventato un eroe iconico e ha persino preso il titolo di Capitan America per un breve periodo dopo che Steve Rogers si era ritirato. È diventato così popolare che il MCU ha adattato proprio quella trama e adesso Sam Wilson si prepara a diventare il nuovo Cap dell’universo cinematografico.

Spider-Man (Miles Morales)

Sebbene sia stato sotto l’ala di Spider-Man solo per un breve periodo, Miles Morales ha dimostrato di essere non solo uno dei migliori aiutanti, ma anche uno dei più potenti. Non solo ha la maggior parte dei poteri di Spidey, ma ha anche alcuni poteri fantastici e straordinari come l’elettrocinesi e i poteri di occultamento.

Miles ha imparato molto da Peter Parker. Simile a Wally West della DC che ha preso il posto del suo eroe, Miles ha fatto la stessa cosa, diventando il nuovo Spider-man dopo la morte di Peter Parker, e ha reso orgoglioso il suo mentore.

Jubilee

Lavorare fianco a fianco con Wolverine può essere una sfida, ma quest’adolescente alla moda è decisamente all’altezza del suo mentore. Jubilee è diventata la spalla non ufficiale di Wolverine dopo che avergli salvato la vita, dimostrandosi una partner piuttosto potente e affidabile per Logan, che ha persino imparato ad amarla come un padre farebbe con sua figlia.

Wolverine avrebbe persino aiutato Jubilee a vendicarsi degli uomini che avevano ucciso i suoi genitori e lei lo avrebbe accompagnato in diverse missioni, dove avrebbero consolidato la loro relazione eterna. È un peccato che non ci sia stata molto di lei negli ultimi anni, ma è comunque una delle migliori assistenti in questa lista. Ha anche avuto una relazione con uno dei migliori compagni della DC, ossia Robin.

Bucky

Creato in risposta al Robin della DC, Bucky è stato uno dei primi compagni ad apparire nella Marvel, servendo come il protetto adolescente di Capitan America nella seconda guerra mondiale. Come Cap, Bucky ha combattuto per la verità e la giustizia ed è stato per lui un partner davvero affidabile, diventando anche uno dei suoi migliori amici prima che Steve Rogers venisse congelato.

Simile a Cap, Bucky è stato congelato ma invece di essere trovato 70 anni dopo, è stato preso dai russi e riprogrammato per essere il Soldato d’Inverno, la versione vista nel MCU. Tuttavia, Bucky è il migliore non solo perché è stato il primo, ma anche perché c’è sempre stato per Cap, combattendo ogni volta al suo fianco.

Le 10 migliori serie tv da guardare se vi è piaciuto Fallout

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Le 10 migliori serie tv da guardare se vi è piaciuto Fallout

I videogiochi non sono più solo gameplay, ma sono diventati anche grandi esempi di narrazione, con trame e personaggi avvincenti e persino tocchi cinematografici come le scene tagliate estese. Non c’è quindi da stupirsi che alcuni dei giochi più grandi e amati diventino spesso anche serie televisive e film. L’ultimo è Fallout, basato sull’omonimo gioco.

Se vi è piaciuto Fallout, non mancano contenuti simili, da altri adattamenti di videogiochi a nuove storie di un mondo post-apocalittico, da commedie a drammi. La fine del mondo e il modo in cui i personaggi sopravvivono nel mezzo di essa è un argomento che è stato esplorato innumerevoli volte nella narrativa, sia che si tratti di un misterioso virus mortale, di una guerra nucleare, di zombie o di un collasso della società provocato in altri modi. L’ordine di seguito procede per ordine di importanza.

Halo (2022-)

Halo 2 seconda stagione
Credit foto – Adrienn Szabo/Paramount+

Ambientato nel 26° secolo, Halo segue un super-soldato potenziato ciberneticamente e specificamente progettato per obbedire agli ordini, chiamato Master Chief, mentre guida una squadra di Spartan del Comando Spaziale delle Nazioni Unite (UNSC) nella loro missione di difendere l’umanità dall’alieno Covenant. Dopo aver toccato un amuleto, Master Chief inizia ad avere delle visioni. Lo show va in onda su Paramount+ ed è basato sull’omonima serie di videogiochi, di cui sono disponibili finora due stagioni.

Sebbene Halo non sia l’adattamento più fedele del videogioco e si sia discostato parecchio dalla storia originale, causando frustrazione e critiche da parte dei fan, presenta comunque un’interessante storia di fantascienza per la TV, soprattutto per i nuovi arrivati al franchise o per coloro che sono disposti ad accettare la serie per i suoi meriti. La serie affronta il lato oscuro dell’umanità, ma presenta anche ottimi effetti, emozionanti sequenze d’azione e interpretazioni sincere da parte del cast.

Halo in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Twisted Metal (2023-)

Twisted Metal

Nella commedia della Peacock Twisted Metal, a John Doe, che non ha memoria del suo passato, viene offerta l’opportunità di una vita migliore nella sicura comunità di New San Francisco, ma solo se riuscirà a consegnare con successo un pacco in una landa desolata post-apocalittica. Accompagnato da un ladro d’auto armato di ascia, affronta i pericoli della strada aperta, tra cui un clown squilibrato alla guida di un camioncino dei gelati. La serie è basata sull’omonimo videogioco.

Twisted Metal è come un Mad Max comico ed è in linea con film come Zombieland, in quanto offre una visione più leggera dell’apocalisse, un’alternativa rinfrescante in un genere spesso pesante e cupo. È un adattamento ben fatto del videogioco e uno spettacolo esilarante, in cui anche la causa dell’apocalisse non è così pericolosa o seria come in altre storie simili e John Doe è onesto su alcuni degli aspetti peggiori della situazione, come la mancanza di carta igienica.

Twisted Metal in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

The Last Man on Earth (2015-2018)

Will Forte
Will Forte in “The Last Man on Earth”

Nella commedia della Fox The Last Man on Earth, un virus spazza via l’intera popolazione del pianeta, tranne un uomo, Phil Miller, padre di famiglia e impiegato di banca. Alla ricerca di altri sopravvissuti, Phil viaggia per tutti gli Stati Uniti, il Canada e il Messico con il suo camper. Dopo quattro stagioni, la serie si è conclusa con un cliffhanger, con un gruppo di persone che emergeva da un bunker sotterraneo. La serie è stata creata da Will Forte, che ha interpretato anche Phil.

The Last Man on Earth si è conclusa nonostante gli elogi della critica e una fanbase devota che ha apprezzato la sua capacità di trovare l’umorismo nell’apocalisse, laddove serie più drammatiche esplorano il lato oscuro di ciò che accade quando le persone hanno la libertà in una terra senza legge. The Last Man on Earth ha dato uno sguardo comico a questo stesso tema e, come altri show sulla fine del mondo, ha esplorato anche i temi della solitudine e della compagnia, dando a questa commedia profondità e significato nei tempi della fine.

The Last Man on Earth in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

The 100 (2014-2020)

Bob Morley The 100

Quando la civiltà fu distrutta da una guerra nucleare, gli unici sopravvissuti furono quelli che si trovavano a bordo delle 12 stazioni spaziali internazionali in orbita in quel momento in The 100. Quasi 100 anni dopo, poiché le risorse scarseggiano per le 4.000 persone che popolano le stazioni spaziali, queste inviano 100 giovani prigionieri sulla Terra per vedere se sono abitabili. La serie è andata in onda su The CW ed è stata liberamente basata su una serie di libri dallo stesso nome.

The 100 è stato uno degli show più acclamati di The CW, con una fanbase devota, nonostante non abbia ottenuto un’attenzione più ampia. Sebbene avesse alcuni difetti, raccontava comunque una storia interessante e, come altri show simili, esplorava i temi non solo della sopravvivenza, ma anche del conflitto, della guerra e di quanto sia importante per l’umanità coesistere pacificamente. Inoltre, presentava personaggi avvincenti che hanno avuto un grande sviluppo con il progredire della serie.

The 100 in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Jericho (2006-2008)

Jericho' (2006-2008)

Dopo aver visto una nuvola a fungo sopra la vicina Denver come parte di un attacco a 23 città americane e aver messo fuori uso tutte le comunicazioni, gli abitanti della piccola città di Jericho sono sprofondati nel caos, costretti a capire cosa è successo, a sopravvivere e a fare i conti con la possibilità di essere le ultime persone rimaste in vita in America. La serie andò in onda sulla CBS e durò due stagioni.

Jericho ha avuto una vita tragicamente breve: il dramma è stato cancellato dopo la prima stagione, poi è risorto brevemente grazie al sostegno dei fan, per poi essere nuovamente cancellato. Ma da allora ha trovato un seguito di culto, grazie alla sua storia di sopravvivenza. La serie si è distinta nel genere e per certi versi ha precorso i tempi, diventando così un’ottima opzione per chi si avvicina per la prima volta a una storia di questo tipo, nonostante il finale poco brillante.

Jeremiah (2002-2004) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Jeremiah (2002-2004)

'Jeremiah' (2002-2004)

Creato nel 2002, Jeremiah è ambientato in un 2021 distopico, dove un virus mortale ha ucciso tutti coloro che avevano superato l’età della pubertà. Un decennio dopo, il solitario Jeremiah (Luke Perry) cerca il Settore Valhalla, che suo padre gli aveva detto essere la chiave per la sopravvivenza. Insieme al suo partner, Kurdy Malloy (Malcolm-Jamal Warner), e a un uomo di nome Mr. Smith (Sean Astin), Jeremiah incontra lungo la strada un gruppo di altri sopravvissuti che stanno cercando di ricostruire la società.

Sebbene il concetto di un virus che spazza via vaste aree dell’umanità e distrugge la società come la conosciamo non sia una novità, Jeremiah ne ha dato un’interpretazione interessante, lasciando i bambini da soli a capire come sopravvivere e ricostruire, il che ha anche permesso alla serie di esaminare più da vicino l’impatto che questo ha su una persona. Nonostante un inizio un po’ lento, la serie ha raggiunto il suo apice nel corso della prima stagione, quando ha esplorato il virus e gli effetti che ha avuto sul mondo.

Jeremiah (2002-2004) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Station Eleven (2021)

Station Eleven (2021)

Basata sull’omonimo romanzo, Station Eleven segue i sopravvissuti di una pandemia influenzale che ha portato al crollo della civiltà e coloro che sono rimasti hanno iniziato a immaginare e ricostruire un nuovo mondo dalle rovine del vecchio. Sebbene la serie sia incentrata sulla sopravvivenza, Station Eleven mostra anche come i sopravvissuti alla pandemia affrontino ciò che è andato perduto, non solo in termini di persone e comodità moderne, ma anche di arte, come programmi televisivi e libri, che l’umanità dava per scontati prima di essere spazzati via.

Station Eleven era una visione più ottimistica della fine del mondo, in cui i sopravvissuti non si accontentavano di sopravvivere giorno per giorno in un mondo distrutto. Si sono aggrappati all’arte e alla cultura non solo come intrattenimento o come modo per connettersi l’uno con l’altro, ma come ricordo del passato e di ciò che, e soprattutto, di chi, hanno perso; e anche se alcuni grandi cambiamenti rispetto al materiale di partenza fanno sì che questo non sia l’adattamento più fedele, è comunque un grande adattamento che si regge sui propri meriti.

Station Eleven (2021) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Silo (2023-)

Silo

In Silo, migliaia di persone sopravvivono in un silo che si estende per centinaia di piani in profondità nel sottosuolo, con norme che credono siano progettate per proteggerli dalla pericolosa terra desolata sovrastante. La serie si svolge 140 anni dopo che le persone hanno fatto del silo la loro casa permanente. È basata sulla trilogia di romanzi Silo e viene trasmessa in streaming su Apple TV, con una stagione alle spalle e un’altra in arrivo.

Silo è più di una semplice storia di sopravvivenza, soprattutto quando i personaggi scoprono i misteri del silo stesso, a partire da un omicidio. In questo senso, la serie si svolge come un giallo, con il silo che funziona come una piccola città, data la sua natura isolata. Ma un mistero porta ad altri più grandi, tra cui il vero scopo del silo e le motivazioni delle persone che lo gestiscono, ed è affascinante assistere a tutto questo.

Silo (2023-) in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Snowpiercer (2020-)

Snowpiercer recensione serie tv

Ambientato sette anni dopo che il mondo si è letteralmente congelato, Snowpiercer racconta la storia dei sopravvissuti all’apocalisse di neve che si fanno strada attraverso il mondo su un treno in continuo movimento che gira intorno al globo con 1.001 vagoni. All’interno di questi vagoni ci sono i resti della civiltà, costretti a confrontarsi non solo con la sopravvivenza, ma anche con la guerra di classe e molto altro, proprio come era il mondo prima che le temperature si abbassassero drasticamente. Le prime tre stagioni dello show sono andate in onda su TNT, mentre la quarta stagione avrebbe dovuto essere l’ultima, ma il network ha deciso di non mandarla in onda. La stagione finale andrà invece in onda su AMC all’inizio del 2025.

Snowpiercer è una serie emozionante con un’interessante interpretazione dell’apocalisse, con i sopravvissuti che non sono sparsi per il paese, ma piuttosto contenuti in un treno in movimento. Come altre storie post-apocalittiche, esplora le questioni sociali con i suoi personaggi in relativa sicurezza, e anche se questo comporta certamente dei problemi, soprattutto quando si tratta della politica a bordo del treno. È come se la vita reale si svolgesse davanti agli occhi dello spettatore, solo che sono tutti confinati nei vagoni del treno. Snowpiercer si distingue anche per aver mantenuto i personaggi nella relativa sicurezza del treno, aumentando la tensione di questo gioiello sottovalutato.

 Snowpiercer in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

The Last of Us (2023-)

The Last of UsBasata sull’omonimo videogioco uscito nel 2013, la serie HBO The Last of Us segue un uomo di nome Joel (Pedro Pascal) mentre accompagna una ragazza di 14 anni, Ellie (Bella Ramsey), che potrebbe avere la chiave per la sopravvivenza in un mondo post-apocalittico dopo che l’epidemia di un’infezione fungina che ha trasformato le persone in creature simili a zombie ha distrutto la civiltà. Finora è andata in onda una stagione e la seconda è in lavorazione.

Le somiglianze tra The Last of Us e Fallout sono evidenti. Entrambi sono basati su videogiochi ambientati in un universo post-apocalittico, ma non sono affatto la stessa serie. Sebbene gli adattamenti dei videogiochi possano essere difficili da realizzare, The Last of Us ci riesce meravigliosamente ed è stato elogiato sia dal pubblico che dalla critica. L’episodio “Long, Long Time” in particolare, con Nick Offerman nel ruolo di Bill, è stato salutato come uno dei migliori della serie grazie alla sua storia avvincente ed emozionante.

The Last of Us in streaming è disponibile sulle seguenti piattaforme:

Le 10 migliori serie tv crime basate su storie vere in ordine di gradimento

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Il true crime è un genere televisivo e cinematografico in continua espansione, ma i migliori programmi drammatizzati sul true crime eccellono rispetto agli altri. L’umanità è affascinata dalla psicologia che porta le persone a commettere crimini, come dimostra la popolarità del true crime. I documentari e le docuserie su casi di omicidio e altri casi raccapriccianti sono diventati un punto fermo. Tuttavia, molte delle migliori storie sul true crime sono drammatizzazioni che raccontano la storia utilizzando attori.

Questo fatto risale al teatro, dove i drammaturghi romanzavano crimini come l’omicidio di Giulio Cesare. I film Lifetime degli anni 2000 basati su storie vere dimostrano che non si tratta di una novità, nemmeno per la TV e il cinema. Tuttavia, nell’ultimo decennio, gli standard per i true crime sono cambiati. È aumentata la richiesta di una narrazione più accurata, che dia voce alle vittime e affronti le questioni sistemiche correlate. I migliori programmi televisivi sui true crime mettono questi valori in primo piano.

The Girl From Plainville (2022)

The Girl From Plainville (2022)

The Girl From Plainville di Hulu è una serie drammatica basata su un fatto di cronaca reale con una trama molto controversa, ma raccontata in modo incredibilmente efficace. La serie utilizza un formato sperimentale per il genere, aggiungendo Conrad Roy come frutto dell’immaginazione di Michelle Carter anche dopo la sua morte. Inoltre, fa un uso efficace dei flashback. L’attrice Elle Fanning interpreta egregiamente Michelle, un’adolescente complicata che soffre di problemi di salute mentale e compie un gesto indubbiamente orribile.

Dando a Michelle scene senza altri personaggi, The Girl From Plainville offre un quadro più chiaro della psicologia del personaggio. La sua mente non è però l’unico focus della serie. La serie cerca di comprendere la depressione e le emozioni contrastanti di Conrad. Sebbene questa serie sia sicuramente una delle migliori drammatizzazioni di crimini reali, si classifica più in basso perché il ritmo a volte può sembrare un po’ fuori luogo. Alcuni momenti scorrono troppo velocemente, mentre altri si trascinano.

The People V. O.J. Simpson: American Crime Story (2016)

The People V. O.J. Simpson: American Crime Story (2016)

American Crime Story è una serie antologica, e la sua prima stagione segue il caso The People of the State of California v. Orenthal James Simpson, meglio noto come O.J. Simpson. Questa rivisitazione della storia è una delle migliori drammatizzazioni di crimini reali di tutti i tempi. Gli attori Sarah Paulson, Courtney B. Vance e Sterling K. Brown hanno fatto un lavoro incredibile interpretando alcuni degli avvocati che hanno dedicato tempo e impegno alla difesa della loro parte. Paulson, in particolare, è stata bravissima nel mostrare la frustrazione del personaggio che cresceva nel corso del caso.

La sceneggiatura di The People v. O.J. Simpson: American Crime Story è scritta in modo fenomenale ed esamina il processo da tutti i punti di vista. Purtroppo, questa serie presenta due grossi difetti. Innanzitutto, la performance di John Travolta lascia molto a desiderare. Inoltre, la serie si concentra troppo poco su Nicole Brown Simpson e Ronald Goldman.

Candy (2022)

Candy: Morte in Texas

Candy, serie drammatica di Hulu, è un prodotto incredibilmente ben realizzato che racconta un caso di cronaca nera, con ottime interpretazioni di Melanie Lynskey e Jessica Biel, che interpretano rispettivamente Betty Gore e Candy Montgomery. La serie è incentrata sul punto di vista dell’assassina, ma riesce dove altri falliscono, mostrando anche un quadro completo della vittima. Il formato narrativo, che salta avanti e indietro nel tempo, rende la serie interessante anche per chi conosce già il caso. Tuttavia, è sicuramente più godibile per chi ha una conoscenza minima del caso, perché così si preserva il mistero.

Candy supera di gran lunga anche l’altra serie poliziesca basata sullo stesso caso e uscita più o meno nello stesso periodo, Love and Death, perché offre un importante commento sociale. Questa serie mette in luce il lato oscuro dell’oppressione subita dalle casalinghe dei sobborghi. Purtroppo, la serie fatica leggermente a fondere lo studio psicologico del personaggio di Candy nella prima metà con il dramma giudiziario nella seconda metà.

In nome del cielo (2022)

In nome del cielo recensione serie tv

In nome del cielo è una delle migliori trasposizioni cinematografiche di un caso di cronaca nera realmente accaduto. La serie esplora l’omicidio di Brenda Lafferty e della sua bambina e il suo intrinseco legame con la fede mormone. Questo film ha fatto un lavoro fenomenale nel mescolare la controversa storia della chiesa e della fede mormone con gli eventi che hanno portato al crimine senza confondere la narrazione. La narrazione non ha paura di porre le grandi e pesanti domande che circondano il crimine e il fondamentalismo.

Ogni attore del cast di In nome del cielo ha offerto una performance fenomenale che ha mostrato gli aspetti multidimensionali dei personaggi. Anche i cattivi della storia sembravano ben delineati. Il ritmo contribuisce ad aggiungere peso al mistero della serie. Non sorprende che la serie abbia ricevuto diverse nomination, vincendo il premio come Miglior miniserie e serie limitata ai Saturn Awards. L’unico punto debole di questa serie è il fatto che non ha lo stesso livello di suspense di altre grandi drammatizzazioni di crimini reali.

Dr. Death (2021)

Dr. Death

Dr. Death di Peacock è una serie che racconta la storia vera del dottor Christopher Duntsch e del dottor Paolo Macchiarini, due chirurghi che hanno mutilato e ucciso i loro pazienti. La prima stagione, dedicata al primo medico, era incredibilmente ben realizzata e avvincente da guardare. La storia è raccontata in modo altrettanto straziante quanto l’omonimo podcast di Wondery. Gli attori fanno un ottimo lavoro nell’entrare nella mente dei loro personaggi. Tuttavia, Dr. Death è diventato uno dei migliori programmi sui crimini reali di tutti i tempi dopo l’uscita della seconda stagione.

I direttori del casting hanno ingaggiato attori di grande talento. La storia offre un forte equilibrio tra la storia d’amore di Benita Alexander e la scelta orribile fatta da Macchiarini di eseguire ripetutamente interventi chirurgici sperimentali su persone malate. In definitiva, Dr. Death non è all’altezza di altri programmi sui crimini reali, non per i suoi difetti, ma perché gli altri superano tutte le aspettative.

The Dropout (2022)

The Dropout (2022)

The Dropout è una fantastica miniserie di Hulu che racconta il percorso di Elizabeth Holmes da studentessa di Stanford a capo di un’azienda coinvolta in una frode su larga scala. Questa serie è forte per molte ragioni, tra cui la buona regia e una sceneggiatura solida. Tuttavia, la performance dell’attrice Amanda Seyfried nei panni di Elizabeth Holmes è il cuore e l’anima di The Dropout.

L’attrice fa un lavoro incredibile nell’entrare nella mente di una giovane donna che è sopraffatta dal suo ruolo di imprenditrice e sceglie l’inganno. Non sorprende che Seyfried abbia vinto il Primetime Emmy 2022 come migliore attrice protagonista in una serie limitata o antologica o in un film per questo ruolo. Tuttavia, vale la pena notare che anche il resto del cast ha fatto un ottimo lavoro nel catturare la personalità dei propri personaggi. L’unica cosa che pone The Dropout al di sotto degli altri è il leggero problema di ritmo. Tuttavia, la storia e la recitazione sono abbastanza buone da mantenerlo tra i migliori programmi sui crimini reali.

Impeachment: American Crime Story (2021)

Impeachment: American Crime Story (2021)

La serie American Crime Story conta tre stagioni al momento della stesura di questo articolo, ognuna delle quali racconta una diversa storia criminale che ha sconvolto gli Stati Uniti. Tutte e tre sono fenomenali a modo loro, ma la migliore è Impeachment: American Crime Story. Questa stagione aveva già tutte le carte in regola per diventare una grande serie sin dal suo esordio. Ogni attore eccelle nel proprio ruolo. Tuttavia, Beanie Feldstein ha superato se stessa offrendo una performance convincente nei panni di Monica Lewinsky, interpretando la vulnerabilità e l’infatuazione della giovane donna.

Inoltre, la serie ha fatto qualcosa di unico. Secondo Variety, la vera Monica Lewinsky ha contribuito alla produzione della serie e ha influenzato la rappresentazione dell’incidente da parte del team creativo. La stagione diventa uno dei migliori drammi polizieschi reali se vista attraverso una lente culturale, però. Questa storia denuncia l’abuso di potere, che è più importante che mai con gli scandali politici emersi negli ultimi anni. Inoltre, il movimento #MeToo ha ridefinito il modo in cui guardiamo allo scandalo Clinton, che è stato uno dei primi episodi di cyberbullismo a livello nazionale.

A Friend Of The Family (2022)

A Friend Of The Family (2022)

La miniserie drammatica di Peacock A Friend of the Family è imperdibile per chiunque ami i true crime. La serie racconta una storia più strana della realtà e impossibile da credere. Il caso di Jan Broberg è stato portato all’attenzione del pubblico per la prima volta nel 2017 con il documentario Abducted in Plain Sight. Sebbene fosse estremamente ben realizzato, la storia è stata raccontata in modo migliore nella drammatizzazione A Friend of the Family. Gli eventi sono ancora più terrificanti da vedere in azione con Hendrix Yancey e Mckenna Grace che interpretano Jan in età diverse.

La vera Jan Broberg ha contribuito alla realizzazione di A Friend of the Family e ha persino interpretato un ruolo minore come terapeuta di Jan. Riteneva importante dare voce a se stessa e alla sua famiglia nella loro storia. Coinvolgendola nel processo, la serie ha incluso più sfumature e una rappresentazione più accurata delle dinamiche interpersonali. Questo conferisce alla serie un enorme vantaggio rispetto ad altre serie sui crimini reali.

Unbelievable (2019)

Unbelievable (2019)

Una delle migliori drammatizzazioni di crimini reali di tutti i tempi è la miniserie Netflix Unbelievable. La serie mette in luce il caso di Marie, una giovane donna di 18 anni che è stata violentata, ma la polizia non le ha creduto e l’ha costretta a ritirare la denuncia. Questa serie fa un lavoro incredibile nell’intrecciare la storia di Marie con quella degli agenti che hanno indagato e assicurato alla giustizia il suo stupratore. La storia non solo è raccontata bene, ma affronta anche questioni difficili come la cattiva condotta della polizia, la mancanza di educazione sulle vittime di stupro e le lacune nel sistema poliziesco.

Marie ha scelto di mantenere l’anonimato, tenendo segreti il suo cognome e la sua vita privata.

Sebbene non sia stata direttamente coinvolta nella realizzazione della miniserie drammatica, Variety ha riferito che la vera Marie ha guardato lo show e ha trovato pace in questa bellissima rappresentazione. Questo è senza dubbio merito del team composto interamente da donne che ha affrontato la storia con sensibilità e attenzione. Unbelievable mostra l’importanza delle voci delle donne quando si raccontano storie di crimini reali che riguardano la misoginia e la violenza contro le donne.

When They See Us (2019)

When They See Us

Il miglior programma televisivo di sempre dedicato ai crimini reali è senza dubbio When They See Us, che racconta l’ingiustizia perpetrata nei confronti di Antron McCray, Kevin Richardson, Yusef Salaam, Raymond Santana e Korey Wise, i cinque adolescenti afroamericani e latinoamericani noti come i Central Park Five. Diretta da Ava DuVernay, questa miniserie ha compiuto un’impresa incredibile affrontando un caso complesso, caratterizzato da razzismo e comportamenti scorretti da parte della polizia. La serie ha dovuto affrontare un’ulteriore sfida perché copre un arco temporale che va dall’aggressione alla jogger nel 1989 alla condanna ingiusta nel 2014. Tuttavia, tratta gli argomenti in modo eccellente.

Oltre a toccare il cuore, When They See Us scene umanizza anche i ragazzi coinvolti, rendendoli individui con le loro esperienze e personalità. Questo non accade spesso nel caso dei Central Park Five perché i ragazzi vengono considerati un unico gruppo. Tuttavia, in realtà, l’ingiustizia è stata commessa sei volte: una volta nei confronti di ciascuno dei ragazzi e una volta nei confronti della vittima dello stupro, Trisha Meili. When They See Us è una serie importante da vedere per tutti, appassionati di crimini reali o meno. Inoltre, dovrebbe servire come prova del fatto che i registi neri apportano un’importante autenticità alle storie sul razzismo.

Le 10 migliori serie Netflix che tutti dovrebbero vedere

Le 10 migliori serie Netflix che tutti dovrebbero vedere

State girovagando su Netflix alla ricerca della serie perfetta in cui immergervi? Il servizio di streaming offre così tanti contenuti straordinari che può essere difficile scegliere. Ebbene, abbiamo la soluzione: gli utenti Reddit hanno stilato una classifica delle serie tv imperdibili sulla piattaforma. Dagli inquietanti thriller soprannaturali alle stravaganti commedie d’animazione, fino alla fantascienza che stravolge la mente, questa lista ne ha per tutti i gusti. Cosa state aspettando? Prendete qualche snack, mettetevi comodi sul divano e tuffatevi in questi show spettacolari.

‘The Haunting of Hill House’ (2018)

The Haunting of Hill House recensione serie tvMenzionata da salmonngarfunkel, The Haunting of Hill House è una serie che non potete perdere; questa serie da brivido vi terrà con il fiato sospeso, incapaci di distogliere lo sguardo. Sarete affascinati dagli eventi misteriosi che si svolgono sullo schermo e dai personaggi complessi e stratificati.Questo avvincente thriller soprannaturale vi perseguiterà a lungo dopo la visione, tenendovi svegli di notte a chiedervi cosa potrebbe nascondersi nell’ombra. La fotografia e la scenografia sono visivamente straordinarie: Hill House stessa diventa un personaggio, minaccioso e manipolatore, si percepisce il terrore e il presentimento in ogni stanza. The Haunting of Hill House è una masterclass dell’horror psicologico che spaventa e incanta.

‘Dark’ (2017-2020)

Dark serie tv netflixSe i misteri che sconvolgono la mente sono la vostra passione, dovete assolutamente vedere Dark. Questa serie fantascientifica tedesca vi farà girare la testa nel modo migliore. Ambientata in una piccola città tedesca, Dark include viaggi nel tempo tra il 2019, il 1986 e il 1953, e riesce a inquadrare ogni epoca con un tono diverso. Mentre i personaggi viaggiano da un’epoca all’altra, si confrontano con il modo in cui le loro azioni nel passato possono influenzare il presente e il futuro. Con la sua colonna sonora da capogiro, la fotografia d’atmosfera e gli infiniti colpi di scena, Dark è un’emozionante cavalcata mentale che vorrete rivivere ancora e ancora. Una volta iniziato a guardarlo, non riuscirete a smettere finché non avrete percorso tutti i 33 episodi.

‘Midnight Mass’ (2021)

Midnight Mass recensione serie tv netflixMidnight Mass è una serie horror soprannaturale che vi terrà col fiato sospeso. Questo viaggio da brivido in sette episodi è incentrato su una comunità isolana che sperimenta strani eventi dopo l’arrivo di un misterioso prete. Secondo i fan, si tratta di un capolavoro dell’horror e di uno dei migliori originali Netflix. Preparatevi a suspense, jump scares e colpi di scena a volontà. La particolarità di questo progetto di Mike Flanagan sono le sue sfumature religiose, e l’esplorazione del tema della fede di fronte all’ignoto. Gli utenti di Redditors lodano la serie per l’atmosfera inquietante, i personaggi ben sviluppati e le riflessioni che suscita.

‘The Last Kingdom’ (2015-2022)

Se amate la fiction storica, The Last Kingdom fa per voi. Questa serie ricca di azione segue le avventure di Uhtred di Bebbanburg, un ragazzo sassone catturato e cresciuto dai vichinghi. Ambientata nell’Inghilterra del IX secolo, i regni di Wessex e Mercia sono sotto attacco da parte dei danesi invasori. Il nostro eroe Uhtred si trova in bilico tra la sua educazione vichinga e il suo retaggio sassone, mentre i regni inglesi lottano per la sopravvivenza. Pieno di battaglie epiche, intrighi politici e un tocco di romanticismo, The Last Kingdom vi appassionerà all’istante. Le scenografie, i costumi e la fotografia sono splendidi e vi trasporteranno in un’epoca lontana, fatta di mura di scudi e antiche navi da guerra.

‘Arcane’ (2021-)

Arcane NetflixSuggerita dal Redditor Maluber, Arcane è una serie animata ambientata nell’universo di League of Legends che vi lascerà a bocca aperta. Questa serie ha tutto: magia, mistero, azione e cuore. La storia segue due sorelle, Vi e Jinx, che finiscono su fronti opposti in una guerra tra la città tecnologicamente avanzata di Piltover e la città sotterranea oppressa di Zaun. Questa serie è stata considerata un vero e proprio capolavoro visivo, con un’animazione di qualità cinematografica e un’ispirazione steampunk stupefacente. I personaggi, inoltre, sono complessi e avvincenti e vi troverete profondamente coinvolti nella relazione tra Vi e Jinx. Arcane è stata elogiata dalla critica e dai fan; attualmente ha un punteggio di critica del 100% e di pubblico del 98% su Rotten Tomatoes.

‘Mindhunter’ (2017-2019)

Mindhunter NetflixCome il Redditor SlyZip, se siete fan dei thriller psicologici e dei drammi polizieschi, Mindhunter fa per voi! Questa serie avvincente segue gli agenti dell’FBI Holden Ford e Bill Tench mentre interrogano serial killer imprigionati per cercare di capire le loro motivazioni. Le interpretazioni di questa serie sono fantastiche: Jonathan Groff è brillante nel ruolo dell’ambizioso ed eccentrico agente Ford. Holt McCallany interpreta il suo severo ma solidale partner Tench: insieme, la loro chimica illumina lo schermo. Con la sua trama e atmosfera inquietante, Mindhunter non è adatto ai deboli di cuore!

‘Black Mirror’ (2011-)

Black Mirror 6 Aaron PaulSe siete in vena di una serie sconvolgente che vi lascerà con una sensazione perenne di inquietudine addosso, Black Mirror è quello che fa per voi. Questa serie antologica britannica di fantascienza, citata da quidquid_ di Redditor, esplora il rapporto dell’umanità con la tecnologia in un modo spaventosamente plausibile e allo stesso tempo assolutamente avvincente. Ogni episodio presenta un nuovo cast e una nuova trama, con il filo conduttore dell’eccessiva dipendenza e sottomissione dell’umanità alla tecnologia. La serie è una rivisitazione moderna di Ai confini della realtà, che utilizza satira e suspense per evidenziare le potenziali conseguenze di tecnologie come i social media, la realtà virtuale e la sorveglianza. Alcuni episodi vi lasceranno sicuramente a bocca aperta.

‘Bojack Horseman’ (2014-2020)

Bojack Horseman Netflix
BOJACK HORSEMAN

Bojack Horseman è una delle serie animate più intelligenti e creative che Netflix possa offrire. Questa serie vi farà ridere, piangere e mettere in discussione le vostre scelte di vita, il tutto nell’arco di 22 minuti. Bojack Horseman racconta la storia di un cavallo antropomorfo di nome BoJack Horseman, una star della sitcom degli anni ’90 che cerca di trovare la sua strada in un groviglio di disgusto per se stesso, whisky e relazioni fallite. Questa serie bizzarra e fantasiosa è piena di giochi di parole sugli animali e di un umorismo arguto che vi farà ridere per tutto il tempo. Ma, sotto la sua apparentemente “sciocca” superficie, BoJack Horseman è uno show sorprendentemente profondo che affronta candidamente temi molto importanti.

‘Sex Education’ (2019-2023)

SEX EDUCATION Netflix
SEX EDUCATION SEASON 4

Sex Education è un gioiello di Netflix che il redditor Large_Sense3833 raccomanda vivamente, in quanto unisce umorismo e sincerità in un rinfrescante pacchetto da coming-of-age. Hanno anche detto: “Sex Educationuna commedia rabbiosa e sincera! Quest’anno esce anche l’ultima stagione“. La serie è incentrata su Otis, un liceale socialmente impacciato, e sulla sua amica ribelle Maeve, che si uniscono per offrire consigli sul sesso ai loro compagni di scuola. Mentre affrontano le loro insicurezze e le loro relazioni, formano un legame unico che guida la narrazione commovente dello show. Al di là dell’umorismo arguto e delle trame avvincenti, si distingue per l’approccio disinvolto alla discussione sulla sessualità e alla rappresentazione diversificata dei personaggi. Affrontando temi come il consenso, l’identità e la scoperta di sé, la serie esplora senza paura le complessità dell’adolescenza e dell’età adulta.

‘Beef’ (2023-)

Beef. Ali Wong as Amy in episode 101 of Beef. Cr. Andrew Cooper/Netflix © 2023

Beef è un’avvincente serie dark comedy su Netflix suggerita dal Redditor Complete-Squirrel-21, che segue le conseguenze di un incidente stradale tra due sconosciuti, Amy Lau e Danny Cho. Man mano che la trama si evolve, si trasforma da un insignificante scontro di strada a un commento profondo sulla paternità, sulle relazioni e sull’essenza della vita. L’eccezionale ritratto di personaggi asiatici a tutto tondo si libera dagli stereotipi, approfondendo l’impatto dell’indisponibilità emotiva e del trauma genitoriale. Sullo sfondo di vendette e sogni infranti, Beef mette in discussione la nozione stessa di amore ed esplora la qualità senza tempo dell’arte. Con la sua narrazione avvincente, l’umorismo ironico e i temi esistenziali, è una serie imperdibile che tiene gli spettatori sul filo del rasoio e offre un’avvincente esplorazione della psiche umana.

Le 10 migliori serie giapponesi live-action di Netflix, in ordine di gradimento

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Sebbene Netflix offra una vasta gamma di contenuti provenienti dal Giappone, dai reality show agli anime, le sue serie TV live-action si distinguono come alcune delle migliori offerte della piattaforma. Queste affascinanti produzioni mettono in mostra la straordinaria capacità del Giappone di creare programmi televisivi avvincenti e innovativi nell’era dello streaming. Nonostante il successo globale dei drama coreani, come Squid Game, le serie live-action giapponesi si sono silenziosamente affermate, offrendo storie uniche e coinvolgenti che meritano un maggiore riconoscimento. Con una ricca storia cinematografica e un’eredità di anime rivoluzionari, le serie live-action giapponesi sono pronte per una rinascita.

Vi presentiamo una selezione curata delle migliori serie TV live-action giapponesi disponibili su Netflix, che comprende sia classici senza tempo che titoli contemporanei da non perdere. Da drammi avvincenti a commedie esilaranti, queste serie dimostrano l’eccezionale talento e la creatività dei registi e degli attori giapponesi, offrendo agli spettatori una finestra sulla vivace cultura e sulle tradizioni narrative del Paese. Mentre Netflix continua ad ampliare la sua libreria di contenuti giapponesi, questi gioielli live-action sono destinati ad affascinare il pubblico di tutto il mondo, consolidando la posizione del Giappone come potenza nel regno della televisione in streaming.

Re:Mind (2017-2018)

Re-Mind (2017-2018)

Un thriller avvincente e inquietante che tiene gli spettatori con il fiato sospeso

L’eccezionale cast di Re:Mind conferisce profondità e sfumature ai propri ruoli, elevando la trama già avvincente a nuovi livelli.

Sebbene al momento ci siano molti ottimi programmi TV su Netflix, Re:Mind si distingue come una delle migliori offerte giapponesi della piattaforma. Con la sua narrazione magistrale e l’atmosfera inquietante, la serie intreccia una trama accattivante che approfondisce il passato oscuro dei personaggi e le conseguenze delle loro azioni. La capacità della serie di creare un senso di inquietudine e anticipazione è impareggiabile, poiché svela abilmente i suoi colpi di scena sconvolgenti. Il cast eccezionale di Re:Mind conferisce profondità e sfumature ai propri ruoli, elevando la trama già avvincente a nuovi livelli.

Good Morning Call (2016-2017)

Good Morning Call (2016-2017)

Una commedia romantica affascinante e coinvolgente

La serie naviga abilmente nelle complessità delle emozioni adolescenziali, creando un’esperienza coinvolgente e commovente che la distingue dalle altre.

La premessa di Good Morning Call, incentrata sull’improbabile convivenza di due personaggi contrastanti, pone le basi per una divertente esplorazione dell’amore e della crescita personale. La serie esplora abilmente le complessità delle emozioni adolescenziali, creando un’esperienza coinvolgente e commovente che la distingue dalle altre offerte del genere. Con il suo perfetto equilibrio tra umorismo, dramma e romanticismo, Good Morning Call emerge come una produzione che vale la pena guardare, mettendo in mostra il meglio che la televisione giapponese ha da offrire.

Samurai Gourmet (2017)

Samurai Gourmet (2017)

Commovente e innovativo

La serie fonde perfettamente il mondo culinario con le avventure fantasiose di un impiegato in pensione e del suo compagno samurai.

Samurai Gourmet è sicuramente uno dei migliori programmi televisivi giapponesi su Netflix grazie alla sua impareggiabile capacità di offrire una narrazione commovente e divertente che risuona con il pubblico. La serie fonde perfettamente il mondo culinario con le avventure fantasiose di un impiegato in pensione e del suo compagno samurai, distinguendosi dai suoi contemporanei. Attraverso il suo approccio leggero e introspettivo, Samurai Gourmet offre una visione rinfrescante dei temi della scoperta di sé e della crescita personale, rendendolo la scelta perfetta per chi cerca un’esperienza visiva davvero unica e coinvolgente.

Yu Yu Hakusho (2023)

Yu Yu Hakusho (2023)

Un classico ripensato per una nuova generazione

L’adattamento live-action di Yu Yu Hakusho non solo riprende molti elementi dell’anime, ma infonde nuova vita all’amata serie manga, stabilendo un nuovo standard sulla piattaforma di streaming. Lo show affronta senza timore la sfida di dare vita al mondo soprannaturale, immergendo gli spettatori in una rappresentazione cruda e realistica del viaggio di un ribelle che cerca di sfruttare i propri poteri per il bene dei suoi cari. Questo adattamento dimostra un impegno incrollabile nel catturare l’essenza dell’originale, tracciando al contempo una propria strada e creando un’esperienza emozionante che si distingue per i propri meriti.

Million Yen Women (2017)

Million Yen Women

Una serie eccentrica con un umorismo profondo

Million Yen Women è una gemma nascosta tra le offerte giapponesi di Netflix, che sfida le convenzioni di genere con la sua magistrale miscela di commedia, mistero e dramma. La serie prende una premessa apparentemente assurda e la trasforma in una narrazione accattivante che tiene gli spettatori con il fiato sospeso ad ogni svolta. Ciò che distingue Million Yen Women è la sua capacità di bilanciare l’eccentricità con la profondità, utilizzando l’umorismo come strumento per esplorare temi più profondi quali l’identità, lo scopo della vita e la complessità delle relazioni umane. Grazie alla sua sceneggiatura intelligente, ai personaggi multidimensionali e ai colpi di scena imprevedibili, questa serie si ritaglia uno spazio unico nel catalogo Netflix.

Ju-On: Origins (2020)

Ju-On- Origins (2020)

Un impegno incrollabile per una narrazione suggestiva

Ju-On: Origins è un capolavoro da brivido, che supera i suoi predecessori con una storia di terrore soprannaturale meticolosamente costruita. Approfondendo la storia infestata di una singola casa, la serie intreccia incidenti inquietanti collegati tra loro che abbracciano quattro decenni, uno più inquietante dell’altro. Parte della rinomata Ju-On / The Grudge franchise, questa serie non solo rende omaggio alle sue radici, ma offre un’esperienza nuova che consolida il suo status di imperdibile per i fan e i neofiti del genere. Ju-On: Origins è una testimonianza del potere dell’horror giapponese e mette in mostra la capacità di Netflix di offrire contenuti di altissimo livello.

Midnight Diner: Tokyo Stories (2016-2019)

Midnight Diner

Un equilibrio magistrale tra una narrazione toccante e delizie culinarie da leccarsi i baffi

L’approccio potente di Midnight Diner nell’esplorare la condizione umana attraverso la lente dei pasti notturni lo distingue dagli altri.

Midnight Diner: Tokyo Stories è un capolavoro narrativo, che offre un’esperienza visiva unica e accattivante che intreccia perfettamente il mondo del cibo e quello delle relazioni umane. Ogni episodio della serie si concentra su un singolo cliente del ristorante, condividendo le sue storie personali che si intrecciano con la cucina che sta cercando. La forza della serie risiede nella sua capacità di creare un’atmosfera intima e autentica, che coinvolge gli spettatori nella vita dei suoi diversi personaggi e nelle sfide che devono affrontare. L’approccio potente di Midnight Diner nell’esplorare la condizione umana attraverso la lente dei pasti notturni lo rende unico.

The Naked Director (2019-2021)

Il regista nudo (The Naked Director)

Uno sguardo intrigante e rinfrescante su un mondo misterioso

The Naked Director offre uno sguardo rinfrescante su un mondo inesplorato.

The Naked Director offre con sicurezza un ritratto audace e accattivante di Toru Muranishi, una figura famigerata nell’industria dei film per adulti giapponese. Ciò che distingue questa serie è la sua abile miscela di arguzia e genuino intrigo, che fa luce su una sottocultura spesso avvolta nel mistero. La sua natura semi-autobiografica aggiunge autenticità, mentre il ritmo vivace e la narrazione magnetica la rendono irresistibile per gli appassionati delle vivaci serie giapponesi. Pur esplorando un argomento tabù, The Naked Director si assicura un posto come produzione rivoluzionaria, affascinando il pubblico con il suo approccio non convenzionale. Si distingue tra le serie giapponesi di Netflix, offrendo uno sguardo rinfrescante su un mondo inesplorato.

Erased (2017)

Midnight Diner

Una serie che supera i confini

Erased emerge come un faro di originalità, ricordando agli spettatori le infinite possibilità che sorgono quando una serie osa sfidare lo status quo.

Erased sfida le convenzioni, intrecciando con disinvoltura suspense, emozioni e intrighi che la proiettano in prima linea tra le serie giapponesi di Netflix. La premessa della serie, che gioca con il tempo, è più di un semplice espediente. È invece un catalizzatore per un profondo sviluppo dei personaggi e un’analisi stimolante dell’umanità. Il modo in cui Erased affronta temi importanti, unito al suo ritmo e alle rivelazioni scioccanti, crea un’esperienza visiva coinvolgente che rimane impressa a lungo dopo i titoli di coda. Nel mare dei drammi giapponesi, Erased emerge come un faro di originalità, ricordando agli spettatori le infinite possibilità che si presentano quando una serie osa sfidare lo status quo.

Alice In Borderland (2020-)

Alice in Borderland

Stabilisce un nuovo punto di riferimento per l’eccellenza nella televisione giapponese

Dalle sue sequenze d’azione mozzafiato alla sua realtà alternativa sconvolgente, Alice in Borderland spinge costantemente i confini.

Alice in Borderland è un adattamento di una popolare serie manga ed è senza dubbio la migliore serie giapponese live-action su Netflix, che supera tutti i concorrenti con la sua elettrizzante interpretazione del genere fantascientifico distopico. Nessun altro programma nella programmazione giapponese della piattaforma può eguagliare l’intensità e l’originalità di questo capolavoro grintoso. Dalle sequenze d’azione mozzafiato alla realtà alternativa sconvolgente, Alice in Borderland supera costantemente i limiti di ciò che una serie giapponese può raggiungere. Con ogni episodio, Alice in Borderland consolida ulteriormente il suo status di fiore all’occhiello dell’offerta giapponese di Netflix, lasciando le altre serie nella sua scia.

Le 10 migliori scene tagliate dalla prima trilogia di Star Wars

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Le 10 migliori scene tagliate dalla prima trilogia di Star Wars

Mentre Star Wars Il Risveglio della Forza sta convincendo tutto il pubblico del mondo a giudicare dai commenti entusiasti, oggi via Collider gustiamoci le 1o migliori scene tagliate dalla prima epica trilogia di Star Wars di George Lucas, da noi nota come Guerre Stellari. 

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Le 10 migliori mamme del cinema horror

Le 10 migliori mamme del cinema horror

Gli ingredienti per un film horror che si rispetti includono, generalmente, un mostro, un assassino o una “final girl”. Alcuni dei migliori film horror mai realizzati, però, presentano un elemento chiave ai fini della trama: la figura della madre. Le mamme dei film horror possono essere davvero spaventose, come in Psycho, oppure essere confortanti e parecchio potenti, come in Poltergeist o A Quiet Place. Dalle madri che salvano alle madri che uccidono, siano esse umane o mostri, Screen Rant ha raccolto le 10 migliori mamme dei film horror:

Mother Firefly (La casa dei 1000 corpi)

Ne La Casa dei 1000 Corpi, vera e propria lettera d’amore di Rob Zombie al genere horror, Karen Black interpreta la matriarca di una delle famiglie più sanguinose nella storia del cinema dell’orrore. Mother Firefly ha mantenuto il dominio sulla casa degli orrori e sugli omicidi della sua famiglia. Black ha interpretato il personaggio servendosi di un sorriso fiducioso ma al tempo stesso malvagio, permettendo alle vittime di sentirsi al sicuro nella sua casa della morte.

Il personaggio di Black è estremamente popolare tra i fan dell’horror. Purtroppo, mentre il personaggio sarebbe dovuto apparire anche nel sequel, La casa del diavolo, Karen Black ha rifiutato a causa di alcuni problemi legati alla retribuzione ed è stata sostituita da Leslie Easterbrook, che ha reso suo il personaggio pur rispettando la performance di Black.

Grace (The Others)

Nella storia di fantasmi del 2001, The Others, Nicole Kidman interpreta la madre di due bambini piccoli la quale crede che la sua antica casa di famiglia sia infestata dagli spiriti. A mano a mano che gli spettri diventano presenze sempre più reali, Grace fa quello che serve, mettendo da parte le sue paure per proteggere i suoi figli.

Kidman ha ricevuto una nomination ai Golden Globe per il ritratto di Grace, una madre in difficoltà che è disposta a combattere pur di mantenere i suoi figli al sicuro. Mentre il film gioco molto con le atmosfere e si tiene alla larga da sangue e jumpscare, il mondo di Grace diventa sempre più spaventoso. La performance di Kidman è considerata una delle grandi interpretazioni di un’attrice in un film horror.

Chris MacNeil  (L’esorcista)

Una delle migliori madri nei film dell’orrore che, purtroppo, non è stata in grado di aiutare sua figlia da sola. Ellen Burstyn è stata candidata all’Oscar per il ruolo di Chris MacNeil, la madre della giovane Regan che viene posseduta da un demone nel rivoluzionario film horror del regista Willaim Friedkin, L’esorcista.

Chris è una madre tanto fisica quanto emotiva, poiché è incapace di salvare l’anima e il corpo di sua figlia dal Diavolo e dai suoi demoni. Alla fine, consultando un prete, MacNeil si rifiuta di rinunciare a sua figlia e non mancherà di salvarla, a qualunque costo. 

Donna Trenton (Cujo)

Nell’adattamento di successo Cujo di Stephen King, Dee Wallace Stone interpreta una madre che, insieme al suo giovane figlio, è intrappolata in una macchina durante una calda giornata estiva mentre il cane rabbioso del titolo li insegue dall’esterno. Anche se la morte aleggia in ogni momento, Donna Trenton cerca disperatamente di assicurarsi che lei e suo figlio sopravvivano.

La performance di Dee Wallace Stone è una delle più acclamate nei film horror degli anni ’80 , on molti critici che la citano addirittura come la sua prova migliore. L’attrice interpreta Donna sia come una vittima sia, alla fine, come una feroce mamma guerriera che prende il destino nelle sue mani per combattere contro un mostro e salvare suo figlio. La performance di Stone e l’abile adattamento hanno aiutato il film ad essere uno dei titoli che parlano di “animali killer” più popolari e rispettati di tutti i tempi.

La Regina (Aliens – Scontro finale)

Non tutte le madri sono umane, ma tutte le madri esistono per proteggere la loro prole. Nel classico Aliens di James Cameron, la Ripley di Sigourney Weaver affronta il suo più grande avversario, la Regina. Il mostro è un cattivo ma, come farebbero tutte le madri, vuole “solo” proteggere le sue uova dagli invasori umani.

L’ampio utilizzo di burattinai ha migliorato la “performance” della Regina e l’ha resa ultra realistica, rendendo le battaglie tra la Regina e Ripley davvero terrificanti. Il suo assalto continuo agli umani non è un semplice istinto omicida, ma il desiderio di tenere al sicuro le sue uova e i futuri Xenomorfi. 

Norma Bates (Psycho)

Poiché non tutte le madri dei film dell’orrore sono umane, è anche naturale che non tutte siano “vive”. Nel classico del genere horror/thriller Psycho, Alfred Hitchcock ha creato una delle rivelazioni più terrificanti della storia del cinema dell’orrore quando, verso il finale del film, si scopre che la madre di Norman Bates è morta da diverso tempo.

Norman è ossessionato da sua madre e dalla sua figura, con la donna che lo “abita” quando l’uomo si eccita sessualmente. L’influenza edipica che Norma ha avuto su suo figlio ha generato non solo un mostro assassino e sessualmente traumatizzato, ma anche una delle madri più terrificanti di tutta la storia dell’horror.

Annie (Hereditary – Le radici del male)

Il regista Ari Aster è diventato un nome di punta dell’horror moderno grazie al suo lungometraggio d’esordio nel 2018, Hereditary – Le radici del male. Toni Collette interpreta Annie, una madre che vede la sua famiglia autodistruggersi a causa di alcuni malvagi e tragici fantasmi manovrati da una forza invisibile. Annie è un personaggio interessante, poiché è una madre che sembra prendersi cura della sua famiglia ma, a mano a mano che vengono rivelati i segreti della storia, diventa più ambigua nelle sue azioni.

Di scena in scena il pubblico si chiede se Annie sia una salvatrice o semplicemente una cattiva. La performance di Collette è stata elogiata dalla critica, con molti che hanno addirittura chiesto una nomination all’Oscar non solo per l’attrice ma anche per il film stesso. Il fatto che gli spettatori non possano fidarsi di Annie rende il suo personaggio una parte essenziale del terrore al limite che circonda il film.

Margaret White (Carrie – Lo sguardo di Satana)

Piper Laurie ha acquisito un posto d’onore nella storia dei film horror grazie al suo ritratto della madre di Carrie White, Magaret, nell’adattamento di Brian De Palma del romanzo Carrie di Stephen King. La mamma di Carrie è una fanatica religiosa contraria a qualsiasi forma di sessualità che terrorizza sua figlia adolescente, interpretata da Sissy Spacek. Margaret crede che i poteri di Carrie siano empi e cerca di purificare l’anima di sua figlia attraverso un’estrema tortura mentale.

Laurie ha affrontato il ruolo con grande abilità ed è diventata il simbolo terrificante di una madre folle era decisamente pazza. Margaret e Carrie sono figure tragiche e danno tristezza al racconto dell’orrore di King e De Palma. Sia Laurie che Spacek sono state nominate all’Oscar per le loro interpretazioni.

Wendy Torrance (Shining)

Un’altra grande madre dell’universo di Stephen King. Wendy Torrance è, forse, la più terrorizzata di tutte le madri dei film horror. Il suo tormento è inesorabile per tutto il film. Nell’adattamento di Stanley Kubrick di Shining di Stephen King, Wendy è terrorizzata dai fantasmi dell’Overlook Hotel e alla fine dal suo stesso marito, che cerca di ucciderla insieme al loro giovane figlio Danny dopo essere stato manipolato dal mondo degli spiriti dell’hotel. Wendy piange, urla, sembra impotente, ma alla fine trova il coraggio di combattere e sopravvivere per salvare suo figlio.

Il romanzo di Shining è uno dei più popolari di King e l’autore ha spesso elogiato la performance di Shelley Duvall. Anche i critici e i fan dell’horror considerano la performance dell’attrice una delle più belle del cinema horror eppure, per qualche strana ragione, è stata nominata (insieme allo stesso Kubrick) per i Razzie Awards.

Diane Freeling (Poltergeist)

Poltergeist di Tobe Hooper e Steven Spielberg è uno dei film horror più popolari di tutti i tempi e una delle storie di fantasmi più venerate al cinema. La famiglia Freeling è infestata da diversi fantasmi che finiscono per rubare la loro figlia e portarla negli inferi. I Freelings assumono un sensitivo e un team di ricercatori sul paranormale per trovare la loro figlia, ma è la madre, Diane, che è implacabile nel suo tentativo di volerla salvare in prima persona.

Combattendo fantasmi, mostri demoniaci e cadaveri nella sua piscina, Diane è la madre dell’orrore per eccellenza, mentre combatte tantissimi e diversissimi elementi spettrali fino a quando finalmente entra lei stessa nell’altra dimensione per salvare sua figlia. Il film è stato un enorme successo e la performance di Jobeth Williams ed è stata elogiata dalla critica. Willams ha vinto un premio Saturn per la sua interpretazione.

Le 10 migliori interpretazioni nei film degli anni Ottanta di Martin Scorsese

Gli anni Ottanta per Martin Scorsese sono stati caratterizzati da soli cinque film ma tra cui si possono notare le sue pellicole più celebri. Questo è anche il decennio dove il regista consolida il suo sodalizio con Robert De Niro, iniziato nel 1973 con Mean Streets – Domenica in chiesa, lunedì all’inferno, e con cui poi è tornato a lavorare anche per il film in uscita ora Killers of the Flower Moon.

Da sempre infatti il punto di forza di Scorsese è la sua costante scuderia di attori che cresce nel corso dei decenni. Gli anni Settanta e Ottanta hanno visto Harvey Keitel e De Niro apparire in almeno due film ogni decennio, gli anni Novanta di nuovo De Niro e Joe Pesci. Poi nei Duemila è stata la volta di Leonardo DiCaprio che ha aperto le sue numerose collaborazioni nel 2002 con il ruolo di Amsterdam Vallon in Gangs of New York. Sebbene sia difficile individuare quali siano esattamente le migliori interpretazioni cinematografiche nei film di Martin Scorsese in generale, dare un’occhiata al suo catalogo degli anni Ottanta potrebbe aiutare a restringere il campo.

Ecco le 10 migliori interpretazioni nei film anni Ottanta di Scorsese

David Bowie in L’ultima tentazione di Cristo

David Bowie in L'ultima tentazione di CristoL’ultima tentazione di Cristo è l’epopea storica di Scorsese del 1988 e uno dei film più spesso trascurato nella lunga carriera del regista. Il film è incentrato su Gesù e i suoi dodici discepoli, dove il Figlio di Nazaret trascorre i suoi ultimi giorni sulla Terra compiendo miracoli e diffondendo l’illuminazione in tutta Gerusalemme. Nonostante il film abbia ricevuto molte recensioni negative da parte dei gruppi religiosi, L’ultima tentazione di Cristo non è solo uno dei film più sottovalutati, ma è anche uno dei più sperimentali.

Nel cast di questa pellicola biblica troviamo anche l’icona della musica David Bowie, leggenda del rock nei panni di Ponzio Pilato. Mentre la maggior parte delle altre interpretazioni di questo personaggio lo dipingono come un governatore freddo e calcolatore, Bowie offre invece un’innegabile empatia che gli aggiunge ulteriori strati e ti fa, quasi, dimenticare che in realtà il prefetto della Giudea era un sovrano crudele.

Rosanna Arquette in Fuori orario

Rosanna Arquette in Fuori orarioFuori orario originariamente doveva essere diretto da Tim Burton, ma Scorsese lesse la sceneggiatura mentre stava avendo problemi finanziari e anche di tipo religioso-politici per il tentativo di realizzare L’ultima tentazione di Cristo. Burton rinunciò senza problemi alla regia del film quando il regista espresse il desiderio di dirigerlo personalmente. Il film è incentrato sul personaggio di Paul Hackettun, programmatore di computer interpretato da Griffin Dunne, e lo segue mentre vive una serie di eventi bizzarri principalmente in una sola notte. Spesso paragonato alla storia di una tragedia greca, Fuori orario esplora la relazione tra gli uomini e la loro volontà di sopportare qualsiasi cosa se sono coinvolti altri interessi. Scorsese fa un cameo interpretando il gestore di luci al Berlin Cafè. Nel bar in cui Paul Hackett incontra Marcy, al tavolo di fianco a quello del protagonista si possono notare Catherine e Charles Scorsese, genitori del regista, che chiacchierano.

Rosanna Arquette interpreta Marcy, una delle donne che Patrick incontra e frequenta brevemente nel corso del film. Sebbene la sua presenza nel film sia fatta di poche scene, Arquette lascia una forte impressione sugli spettatori grazie alla sua esilarante rivisitazione di uno strano incontro sessuale che coinvolge Il Mago di Oz e alla sua risata contagiosa.

Griffin Dunne in Fuori orario

Griffin Dunne in Fuori orarioFuori orario del 1985 è uno dei film più sottovalutati di Scorsese ed è probabilmente in gran parte dovuto a quanto sia diverso dalla maggior parte del suo lavoro. Tuttavia, ha sviluppato un seguito di culto nel corso degli anni, e gran parte di questo ritrovato apprezzamento deriva dalla performance di Griffin Dunne.

L’attore in questo film interpreta il protagonista Paul Hackett, un uomo insoddisfatto della sua carriera, della sua vita amorosa e in cerca d’amore o di sesso. Dall’inizio alla fine, il pubblico fa il tifo per lui e prova anche compassione per Paul mentre invece lo stress degli eventi alla fine lo logora psicologicamente.

Willem Dafoe in L’ultima tentazione di Cristo

Willem Dafoe in L'ultima tentazione di CristoContinuando con il tema dei film meno conosciuti di Scorsese, L’ultima tentazione di Cristo è stato l’ultimo lungometraggio del regista negli anni Ottanta, e sembra appropriato che abbia concluso quel decennio con un progetto di proporzioni letteralmente bibliche. Questa pellicola racconta la storia dei tentativi falliti di Satana di tentare Gesù Cristo al peccato e della sua conseguente crocifissione come risultato del non aver mai ceduto ai capricci del Diavolo. Per quanto controverso fosse il film, ha incassato oltre 30 milioni di dollari con un budget di soli 7 milioni di dollari, rendendolo così uno dei titoli di Scorsese di maggior successo commerciale.

L’attore caratterista Willem Dafoe ha accettato l’arduo compito di rappresentare Gesù dopo che una serie di attori più famosi lo hanno rifiutato, consolidandolo così come uno degli attori più audaci del settore. Sebbene possa sembrare impossibile descrivere le qualità più umane di Gesù, senza correre il rischio di generare reazioni divisive, Dafoe ha trattato il materiale con grazia e rispetto. I numerosi monologhi e le riprese estese combinate con le condizioni di ripresa stressanti sarebbero sufficienti per far smettere la maggior parte dei professionisti, ma Dafoe, ha resistito e ha fornito una performance potente.

Tom Cruise in Il colore dei soldi

Tom Cruise in il colore dei soldiIl colore dei soldi è un altro film relativamente sconosciuto per i fan occasionali del lavoro di Scorsese in quanto è un dramma sportivo, il secondo all’epoca, ed è notevolmente privo della violenza e dell’estrema volgarità spesso viste nei suoi lavori. Il film segue Eddie “Fast Eddie” Felson, l’attore Paul Newman, un giocatore di biliardo professionista in pensione diventato venditore di liquori, e il suo protetto Vincent Lauria, un giovane Tom Cruise.

Considerando il fatto che Tom Cruise è uno degli attori più pagati di Hollywood, è un po’ difficile immaginare un momento in cui non ha ricevuto i maggiori guadagni. Tuttavia, Cruise è uno di quei rari attori che offre sempre una performance forte, indipendentemente dal genere o dal regista con cui lavora. Mentre Cruise porta con sé il suo solito carisma e fascino per cui è diventato famoso, e il talento dell’attore nell’interpretare in modo convincente un truffatore di biliardo che rende questa una delle migliori interpretazioni nei film di Scorsese degli anni Ottanta.

Jerry Lewis in Re per una notte

Jerry Lewis in Re per una notte copiaAnche se la maggior parte delle persone paragonerebbe probabilmente Joker di Todd Phillips al classico Taxi Driver di Scorsese degli anni Settanta, alcuni invece affermano che ci sono piu parallelismi tra Joker e Re per una notte, poiché sono molto più simili nei temi e nei personaggi. La leggenda Jerry Lewis recita accanto a De Niro nel ruolo di Jerry Langford, il conduttore di un talk show di successo. Nonostante sia più noto ai fan per il suo lavoro comico, Lewis qui offre un’ottima interpretazione nei panni dell’austero Langford.

Il lavoro di Lewis nei panni di Langford non è solo una delle migliori interpretazioni del catalogo di Scorsese degli anni Ottanta, ma è anche un punto di riferimento nel lavoro del defunto comico. La sua presenza stoica e il suo comportamento calmo contrastano perfettamente con il maniacale e imprevedibile Rupert Pupkin di De Niro. Nonostante la serietà del suo ruolo, Lewis mantiene sempre il suo lato comico, e il risultato rende la sua  recitazione davvero unica.

Paul Newman in Il colore dei soldi

Paul Newman in Il colore dei soldiLa carriera del defunto Paul Newman è stata tra le più invidiabili di Hollywood durante il suo periodo di massimo splendore. Bello, carismatico e un uomo davvero simpatico fuori dallo schermo, Newman è stato uno degli uomini di punta di Hollywood negli anni Sessanta e Settanta. In quanto tale e noto per i suoi ritratti di persone legalmente buone, ha prontamente accettato il ruolo dell’antagonista imbroglione di biliardo Eddie “Fast Eddie” Felson in Il colore dei soldi. 

Essendo un truffatore di biliardo senza scrupoli, la più grande preoccupazione di Fast Eddie ovviamente sono i soldi. Nonostante la reputazione di Newman, raffigura un uomo determinato a vincere, e l’alchimia tra lui e la stella nascente Tom Cruise è ciò che rende questa una delle migliori interpretazioni nei film di Scorsese degli anni Ottanta.

Cathy Moriarty in Toro scatenato

Cathy Moriarty in Toro scatenato copiaIl classico film in bianco e nero di Scorsese Toro scatenato probabilmente lo ricorderanno per il ruolo di Joe Pesci nei panni di Joey LaMotta e per la performance vincitrice dell’Oscar di De Niro nei panni di Jake LaMotta. Tuttavia, la performance di Cathy Moriarty nei panni della moglie di Jake, Vicky, non viene discussa neanche lontanamente come dovrebbe essere. Anche se esprime le sue battute con l’autorità di un veterano del settore, Moriarty ha fatto il suo debutto cinematografico nel dramma sportivo dei primi anni Ottanta.

Giocando un po’ contro la rappresentazione archetipica di una moglie affettuosa, Vicky è altrettanto dura, se non di più, del suo campione mondiale dei pesi medi, il marito-boxer Jake. Nel corso del film, il pubblico vede Vicky sopportare molto dolore derivante dal suo tempestoso matrimonio con Jake, ma la vede anche affermarsi come qualcuno meritevole di amore e rispetto.

Robert De Niro in Re per una notte

Robert De Niro in Re per una notteRe per una notte è stato il seguito immediato di Scorsese al suo dramma sportivo vincitore dell’Oscar Toro scatenato e ha riunito il regista con l’amato De Niro. De Niro interpreta Rupert Pupkin, un comico alle prime armi con problemi di salute mentale che lo portano ad agire in modo irregolare praticamente con chiunque incontri. Nonostante le manie di grandezza di Pupkin, c’è un certo fascino in lui che costringe il pubblico a tifare per il suo successo all’inizio del film.

Scorsese ha dichiarato di aver rivendicato questa performance come la sua preferita del suo amico Robert De Niro.

Robert De Niro in Toro scatenato

Il dramma sportivo biografico di Scorsese del 1980 è senza dubbio uno dei più grandi film mai realizzati, nonostante il suo scarso ritorno al botteghino mondiale. Distinto in quanto è girato su pellicola in bianco e nero, questa pelicola racconta l’ascesa del defunto Jake Lamotta fino a diventare il campione mondiale di boxe. Per quanto brutale possa essere, Toro scatenato fa un ottimo lavoro mostrando le conseguenze che derivano da uomini che non riescono a gestire il loro comportamento autodistruttivo e il film lo deve in gran parte alla performance di De Niro.

Oltre ad aumentare e perdere enormi quantità di peso per riflettere accuratamente LaMotta nel suo periodo migliore di boxe e quando si ritirò. Le scene emotivamente avvincenti di De Niro con Cathy Moriarty e Joe Pesci sono tra le più strazianti di un film e si aggiudica il primo posto come migliore interpretazione nei film degli anni Ottanta di Martin Scorsese. 

Le 10 migliori interpretazioni di Robert Redford

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Le 10 migliori interpretazioni di Robert Redford

Il grande attore Robert Redford è scomparso all’età di 89 anni, lasciando dietro di sé un’eredità di interpretazioni straordinarie e influenti. Acclamato attore, regista, produttore e fondatore del Sundance Film Festival, Redford ha attraversato con la sua carriera tutta la storia della Hollywood moderna, contribuendo in modo significativo all’arte cinematografica.

Sebbene il lavoro di Robert Redford come regista includa film acclamati come Gente comune, vincitore dell’Oscar come miglior film, è il suo lavoro come attore per cui è più conosciuto. Con la sua personalità affabile e carismatica, Redford è stato uno degli attori più amati del XX secolo e le sue interpretazioni in commedie, drammi, thriller e western parlano da sole.

Bill McKay in Il Candidato (1972)

Robert Redford in Il candidato (1972)

Robert Redford ha puntato l’attenzione sull’assurdità delle campagne politiche americane nella satira politica intelligente e divertente Il candidato. Con una sceneggiatura vincitrice di un Oscar scritta dal ghostwriter Jeremy Larner, il film ha acquisito un ulteriore livello di autenticità, considerando che Larner ha scritto per il senatore Eugene J. McCarthy durante la sua candidatura presidenziale democratica del 1968.

Con il suo intenso carisma e il suo fascino da protagonista, il bell’aspetto di Redford ricordava quello di autentici candidati alla presidenza come JFK, sottolineando come le campagne presidenziali si estendessero a questioni ben oltre le convinzioni politiche dei candidati. In un panorama politico in cui la personalità è ora più importante che mai, il ruolo di Redford nei panni di Bill McKay è diventato ancora più rilevante nei decenni successivi.

Paul Bratter in A piedi nudi nel parco (1967)

Paul Bratter in A piedi nudi nel parco

Il successo di Robert Redford come protagonista arrivò quando interpretò Paul Bratter in A piedi nudi nel parco al fianco della sua frequente co-protagonista Jane Fonda. In questa commedia romantica che esplora i problemi di coppia di una coppia di neo-sposi, le cose prendono una brutta piega quando affittano un appartamento fatiscente a New York e si trovano faccia a faccia con i loro eccentrici vicini.

Sebbene sia sempre un piacere vedere Redford e Fonda condividere lo schermo, Redford ha dimostrato di essere più di un semplice bel viso e di eccellere davvero nelle commedie con A piedi nudi nel parco. Essendo il film che ha aperto le porte al brillante futuro di Redford come star di Hollywood, questa è stata una produzione essenziale nella sua impressionante carriera.

Roy Hobbs in Il migliore (1984)

Roy Hobbs in Il migliore (1984)

Con il suo fascino tipicamente americano e la sua maturità rude, Robert Redford era la scelta perfetta per interpretare Roy Hobbs nel dramma sportivo Il migliore. Adattamento avvincente del romanzo di Bernard Malamud del 1952, il film ripercorre la carriera di Hobbs, una stella del baseball dal talento innato, attraverso i decenni.

Redford ha saputo catturare la speranza, la disperazione e la redenzione della carriera di Hobbs nel baseball e il modo quasi mitico in cui questa vecchia star dello sport emerge dal nulla con un talento praticamente soprannaturale. Sebbene la performance di Redford fosse il cuore pulsante di Il migliore, essa è stata esaltata dalle grandi interpretazioni di coprotagonisti come Robert Duvall e Glenn Close.

Alexander Pierce in Captain America: The Winter Soldier (2014)

Robert Redford in Captain America: The Winter Soldier

Sebbene la carriera di Robert Redford abbia subito un rallentamento negli anni 2010 prima del suo ritiro definitivo nel 2018, l’attore è rimasto in prima linea nella cultura popolare mainstream quando è entrato a far parte del MCU in Captain America: The Winter Soldier. Redford ha interpretato Alexander Pierce, capo dello S.H.I.E.L.D. e leader della cellula Hydra che gestisce il Triskelion.

Sebbene la personalità di Redford si prestasse bene a ruoli eroici e idealistici, la rivelazione a sorpresa della malvagità di Alexander verso la fine del film è stata un piacevole cambio di ritmo. L’apparizione di Redford in The Winter Soldier ha colmato il divario tra la Hollywood classica e i blockbuster moderni, introducendo una nuova generazione di spettatori al suo carisma da star.

Anonimo Marinaio in All Is Lost – Tutto è perduto (2013)

All Is Lost cast

È una testimonianza del talento intramontabile di Robert Redford il fatto che, alla fine dei suoi 70 anni, abbia offerto una delle sue migliori interpretazioni come unico membro del cast in un film con solo 51 parole in inglese. Si tratta del dramma di sopravvivenza All Is Lost, in cui Redford interpreta un uomo che lotta per sopravvivere mentre è disperso in mare.

Si trattava di una performance fisicamente impegnativa che sarebbe stata difficile per un attore di qualsiasi età, eppure Redford ha offerto una performance magistrale che ha affascinato il pubblico dall’inizio alla fine. All Is Lost rappresenta il trionfo della carriera tardiva di Redford, che avrebbe meritato una nomination all’Oscar.

Joseph Turner in Three Days Of The Condor (1975)

Robert Redford in I tre giorni del Condor (1975)
© 1975 – Paramount Pictures.

Three Days of the Condor ha catturato perfettamente la paranoia di una società post-Watergate, con Robert Redford nei panni dell’analista della CIA Joseph Turner, coinvolto in una cospirazione di omicidio. Turner, un agente studioso che analizza la letteratura a fini di intelligence, viene catapultato ben oltre la sua zona di comfort quando trova i suoi colleghi morti e si rende conto che potrebbe essere il prossimo.

Thriller teso e assolutamente credibile considerando l’atmosfera di sfiducia che regnava in quel periodo, I tre giorni del condor ha permesso a Redford di mostrare la sua capacità di bilanciare vulnerabilità e intraprendenza. Con Turner nei panni di un eroe comune costretto a sopravvivere, questo classico di Sydney Pollack è stato davvero uno dei suoi migliori film.

Jeremiah Johnson In Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (Jeremiah Johnson)

Jeremiah Johnson In Corvo rosso non avrai il mio scalpo! (Jeremiah Johnson)

Robert Redford ha offerto una performance eccezionale nei panni del leggendario uomo di montagna Jeremiah Johnson in questo classico di Sydney Pollack. Questo ruolo ha rappresentato una svolta trasformativa per Redford, che ha abbandonato la sua solita immagine pulita e rasata per interpretare un uomo duro e autosufficiente che si guadagna da vivere come cacciatore nelle Montagne Rocciose, ed è stato solo uno dei tanti esempi in cui l’attore ha messo alla prova le sue capacità drammatiche.

Mentre gli spettatori più giovani potrebbero riconoscere il popolare meme di Jeremiah che annuisce con la testa, il fascino di questo film andava ben oltre la sua rinascita online. Con Jeremiah Johnson, Redford ha offerto una performance che ha catturato la gravitas e il terrore del West americano come pochi film prima di esso, e che rappresenta un punto culminante della sua carriera.

Johnny Hooker in La stangata (1973)

Johnny Hooker in La stangata (1973)

La stangata fu un grande successo sia di pubblico che di critica e vinse ben sette premi Oscar, tra cui quello per il miglior film e quello per il miglior regista. Con Robert Redford nei panni dell’affascinante e astuto truffatore Johnny Hooker, questo film fu la perfetta dimostrazione del forte carisma dell’attore e della sua capacità di bilanciare l’arguzia con grandi interessi drammatici.

La storia di due truffatori che cercano di mettere a segno la truffa definitiva, l’atmosfera vintage de La stangata, abbinata alla musica ragtime di Scott Joplin, ha conferito a questo classico del cinema un’aura senza tempo. Tutto in La stangata ha funzionato alla perfezione, e vedere Redford condividere nuovamente lo schermo con il suo co-protagonista in Butch Cassidy, Paul Newman, è stata la ciliegina sulla torta.

Bob Woodward in Tutti gli uomini del presidente (1976)

Bob Woodward in Tutti gli uomini del presidente (1976)

Molti dei ruoli più importanti di Robert Redford negli anni ’70 si sono concentrati sugli effetti culturali dello scandalo Watergate, ma è stato Tutti gli uomini del presidente a raccontare davvero la storia di questo scandalo che ha cambiato il mondo. Con Redford nei panni del giornalista investigativo Bob Woodward e Dustin Hoffman in quelli del suo collega Carl Bernstein, questo thriller politico ha esplorato come un buon giornalismo abbia portato alla caduta del presidente Nixon.

Tutti gli uomini del presidente rimane un ritratto storico del giornalismo investigativo, con Redford e Hoffman che catturano la concentrazione e la perseveranza necessarie per scoprire la verità. Anche se le circostanze della vita reale possono sembrare più lievi se paragonate al clima odierno di sorveglianza e disinformazione, la storia del film sottolinea l’importanza duratura di combattere la corruzione e respingere le fake news.

Il Sundance Kid in Butch Cassidy (1969)

Paul Newman e Robert Redford in Butch Cassidy (1969)
© 1969 20th Century Fox. All rights reserved.

C’era solo una risposta possibile quando si trattava della migliore interpretazione di Robert Redford, poiché il suo ruolo in Butch Cassidy e il Sundance Kid ha segnato una svolta per l’intera industria cinematografica. Come inizio del movimento New Hollywood, è possibile tracciare una linea di demarcazione tra questa interpretazione e il cinema moderno.

Con Robert Redford nei panni di Sundance Kid e Paul Newman in quelli di Butch Cassidy, questo western storico vantava tecniche innovative, tra cui fermi immagine, montaggi e musica contemporanea. Butch Cassidy e Sundance Kid ha contribuito a inaugurare un’era cinematografica moderna, con la performance di Robert Redford che ha influenzato registi come Martin Scorsese e Steven Spielberg, aprendo la strada a stili di recitazione più naturalistici.

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Le 10 migliori interpretazioni della terza stagione di Euphoria

Il cast principale di Euphoria è stato profondamente deluso dalla sceneggiatura della terza stagione. Il creatore Sam Levinson ha spostato l’attenzione su una serie di nuovi personaggi ambientati in un mondo criminale in stile Breaking Bad, e anche quando riporta i riflettori sui protagonisti, questi ultimi vengono incredibilmente trascurati. Il cast di Euphoria è una schiera di star composta da alcuni dei più grandi attori di Hollywood, ma la terza stagione ha dato loro ben poco su cui lavorare. Jacob Elordi ha dovuto interpretare Nate Jacobs come l’ombra di se stesso (e, negli ultimi quattro episodi, come un sacco da boxe).

Hunter Schafer sta ancora dando il massimo nel ruolo di Jules, ma è stata relegata a un ruolo secondario, e quando le viene dato spazio, è costretta a interpretare sbalzi d’umore irrealistici e uno sviluppo del personaggio superficiale. Anche il più grande attore del mondo può solo elevare un materiale di serie C a un C+ al massimo. Quindi, è ancora più impressionante che, nonostante la sceneggiatura di Levinson, attori come Zendaya, Colman Domingo e Sydney Sweeney siano comunque riusciti a brillare.

Chloe Cherry nel ruolo di Faye

Chloe Cherry nel ruolo di Faye in Euphoria
© HBO MAX

Chloe Cherry ha iniziato la sua carriera nell’industria del cinema per adulti, ma da quando ha debuttato in Euphoria nel ruolo di Faye ha dimostrato di essere un’attrice davvero brava. Nel corso della terza stagione, Levinson si è impegnata a far compiere a Faye le azioni più disgustose possibili, dall’ingoiare palloncini di eroina lubrificati al defecare lungo la gamba, fino a fare sesso con un nazista. Ma, indipendentemente dalla situazione in cui la serie la mette, Cherry dà il massimo in ogni scena. Con Zendaya ha un rapporto di yin e yang contrastante che è sempre divertente da guardare.

Marshawn Lynch nel ruolo di G

Marshawn Lynch nel ruolo di G in Euphoria 3
© HBO MAX

Da quando si è ritirato dalla NFL per la terza e ultima volta, Marshawn Lynch si è costruito una carriera di attore davvero interessante come spalla comica che ruba la scena. Ha rubato la scena in Bottoms con le sue esilaranti battute, e fa lo stesso nella terza stagione di Euphoria.

Come membro dell’entourage di Alamo, Lynch porta un po’ di risate tanto necessarie in quelle scene lunghe e interminabili con Alamo. In ogni episodio, ha sempre due o tre battute memorabili, recitate alla perfezione.

Martha Kelly nel ruolo di Laurie

Martha Kelly nel ruolo di Laurie in Euphoria 3
© HBO MAX

Il personaggio di Laurie potrebbe essere risultato un po’ troppo presente nella terza stagione. Ciò che la rendeva così terrificante nella seconda stagione era il fatto che vedevamo solo brevi scorci della sua vita e dei suoi affari, e gli scorci che vedevamo erano abbastanza terrificanti da lasciare che la nostra immaginazione facesse il resto. Ma nella terza stagione, Rue è in affari con Laurie e la vede continuamente.

Ciononostante, la performance di Martha Kelly è qualcosa da vedere. Interpreta questa spietata signora della droga come una mamma di periferia, ed è affascinante da guardare. Le sue battute recitate in modo monotono sono agghiaccianti come sempre.

Darrell Britt-Gibson nel ruolo di Bishop

Darrell Britt-Gibson come vescovo in Euphoria 3
© HBO MAX

Darrell Britt-Gibson offre una performance talmente eccezionale da meritare una serie di livello superiore. Bishop è un archetipo puro della narrativa pulp, un personaggio che si inserisce perfettamente nel genere di thriller poliziesco crudo e realistico a cui Euphoria aspira chiaramente nella sua terza stagione. È una sorta di tuttofare nel mondo criminale, come Mike Ehrmantraut. Se hai bisogno di un risolutore di problemi, di un sicario o di qualcuno che ripulisca la scena del crimine, lui è l’uomo giusto.

Bishop si è affermato silenziosamente come uno dei personaggi più avvincenti della terza stagione di Euphoria, anche se spesso viene messo in ombra da Alamo. Britt-Gibson ha fatto un’ottima scelta con questo ruolo: interpreta questo gangster glaciale alla Jules Winnfield con un approccio sottile e misurato.

Colman Domingo nel ruolo di Ali

Colman Domingo nel ruolo di Ali in Euphoria 3
© HBO MAX

Come abbiamo visto negli ultimi anni, Colman Domingo è uno degli attori più affidabili di Hollywood. È stato candidato due volte di seguito come Miglior Attore e, anche quando un film in cui recita non è particolarmente eccezionale, come The Running Man o Wicked: For Good, si può essere certi che Domingo sarà uno degli elementi migliori e più memorabili.

Questo è certamente il caso della terza stagione di Euphoria. Euphoria non ha sempre dato la stessa impressione in questa stagione, ma ogni volta che Domingo e Zendaya condividevano lo schermo, quella magia indescrivibile delle stagioni 1 e 2 tornava prepotentemente. Domingo continua a infondere una meravigliosa energia zen (e la pazienza di un santo) al personaggio di Ali, lo sponsor di Rue, e in questa stagione ha avuto l’opportunità di approfondire il suo oscuro passato.

Sydney Sweeney nel ruolo di Cassie Jacobs

Sydney Sweeney nel ruolo di Cassie Jacobs in Euphoria 3
© HBO MAX

Nella prima stagione e, in misura minore, nella seconda, Cassie era stata concepita come un essere umano traumatizzato da anni di oggettivazione. Ma nella terza stagione, Cassie sembra essere oggetto di oggettivazione continua. Di conseguenza, il personaggio è diventato monodimensionale e privo di spessore. Nonostante ciò, Sydney Sweeney rimane brillante e piacevole da guardare come sempre.

La sua interpretazione di Cassie è diventata un po’ caricaturale, come quando singhiozza per una piccola emorragia nasale mentre suo marito viene brutalmente picchiato e mutilato alle sue spalle, ma è comunque divertente da vedere. Sweeney interpreta alla perfezione la delirante interpretazione di ogni battuta, come “Diventerò famosa!”.

Alexa Demie nel ruolo di Maddy Perez

Alexa Demie nel ruolo di Maddy Perez in Euphoria 3
© HBO MAX

Mentre i suoi colleghi del cast sono diventati candidati all’Oscar e supereroi Marvel, la carriera di Alexa Demie non ha avuto lo stesso successo. La sua stella non è salita alle stelle come quella di Zendaya, Elordi e Sweeney. Ma la terza stagione è l’ennesima conferma che è brava quanto le sue co-protagoniste e merita un posto accanto a loro nella nuova lista delle star di prima fascia.

Maddy è uno dei pochi personaggi che in questa stagione si è comportata in modo autentico; è la stessa dura e spietata che ha insultato la madre di Nate, ha rovesciato il chili di Cal e ha fatto sesso in pubblico per ingelosire il suo ragazzo. Demie ritrova quella freddezza e quella grinta quando minaccia Lexi e quando convince Cassie a firmare un contratto draconiano. Ma Demie ha anche portato una vera vulnerabilità a Maddy nella terza stagione. La scena nella vasca idromassaggio con Alamo è stata davvero difficile da guardare, perché Demie è riuscita a trasmettere quel disagio.

Priscilla Delgado nei panni di Angel Martinez

Priscilla Delgado nel ruolo di Angel Martinez in Euphoria 3
© HBO MAX

Nei deludenti primi episodi della terza stagione di Euphoria, Priscilla Delgado ha letteralmente rubato la scena nel ruolo di Angel Martinez. Angel era l’avvertimento che ci mostrava quanto pericolosa sarebbe stata la nuova capa di Rue, e Delgado ha interpretato alla perfezione ogni svolta tragica della sua breve storia.

Dopo l’overdose di Tish, Angel è diventata la prima vittima collaterale della successiva guerra tra Alamo e Laurie. È stato difficile da guardare, ma l’incredibile interpretazione di Delgado ha fatto sì che non si potesse distogliere lo sguardo.

Adewale Akinnuoye-Agbaje nel ruolo di Alamo Brown

Adewale Akinnuoye-Agbaje nel ruolo di Alamo Brown in Euphoria 3

Il cattivo principale della terza stagione di Euphoria è Alamo Brown, il boss del crimine che ha preso Rue sotto la sua ala protettrice, ha stretto un accordo commerciale sbilanciato con Maddy e, in pratica, ha comprato Cassie. La sceneggiatura del personaggio di Alamo è stata piuttosto scadente – i suoi dialoghi sembrano il tentativo di un adolescente ribelle di scrivere le proprie battute alla Marsellus Wallace – ma l’interpretazione è stata davvero incredibile.

Il veterano della TV Adewale Akinnuoye-Agbaje, noto ai fan di Oz come Adebisi e a quelli di Lost come Mr. Eko, sta facendo qualcosa di davvero interessante con questo personaggio. I dialoghi non sono particolarmente intimidatori, ma la presenza magnetica di Akinnuoye-Agbaje sullo schermo rende perfettamente credibile il potere che Alamo esercita su chiunque gli stia intorno.

Zendaya nei panni di Rue Bennett

Zendaya nei panni di Rue Bennett in Euphoria 3

Fin dall’inizio, l’accattivante interpretazione di Zendaya e il suo innegabile carisma hanno elevato Euphoria al rango di serie televisiva di prestigio. Ha portato la serie al successo strepitoso nella prima stagione e rimane il punto di forza anche nella terza e probabilmente ultima stagione.

Come per la maggior parte dei personaggi storici, la caratterizzazione di Rue ha subito un brusco calo in questa stagione. Alcune delle sue caratteristiche principali sono scomparse, mentre i tratti rimanenti sono stati amplificati e banalizzati. Ma Zendaya rimane una protagonista incredibilmente affascinante. Qualunque sia il materiale che Levinson le offre, per quanto esile, lei riesce sempre a renderlo interessante. Forse non amo più Euphoria come una volta, ma mi piace ancora guardare Zendaya nei panni di Rue (tranne quando si tratta di espellere palloncini pieni di eroina).

Le 10 migliori citazioni ‘motivazionali’ dai cinecomics

Le 10 migliori citazioni ‘motivazionali’ dai cinecomics

Da grandi poteri derivano grandi responsabilità. È forse la frase più usata, comune e famosa tratta di una cinecomics (ma anche da un film in generale), ma quali sono le citazioni e le frasi motivazionali che ispirano eroismo e che sonos tate pronunciate in un cinecomics?

Ecco le migliori 10 secondo MoviePilot:

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Le 10 migliori canzoni Disney secondo Ranker

Le 10 migliori canzoni Disney secondo Ranker

Cosa sarebbero i film Disney senza le loro canzoni? C’è poco da fare: le colonne sonore sono una parte essenziale dei grandi classici dell’animazione. I motivetti orecchiabili, i testi divertenti, i balletti dei personaggi sono gli elementi che i fan di ogni età cercano nei capolavori Disney.

Che si tratti del brano pop di un film più recente o della canzoncina di un vecchio classico, ci sono alcune sinfonie che sono diventate parte della cultura pop. Vediamo quali sono, secondo gli utenti di Ranker, le migliori canzoni Disney di tutti i tempi.

“Let It Go” (”All’alba sorgerò”) – Frozen (2013)

Frozen-Let-It-Go-DisneyLet it Go” è il brano principale di Frozen. Il successo di questa canzone Disney ha pochi eguali: il brano ha scalato le classifiche musicali degli anni 2013-2014 e si è aggiudicato un Premio Oscar. La versione italiana s’intitola ”All’alba sorgerò”.

Nel film, la canzone arriva in un momento difficile per il personaggio di Elsa. Quando vede che i suoi poteri crescono fuori controllo, la principessa fugge dal regno per andare a vivere isolata tra le montagne. Il brano inizia come un triste lamento, ma diventa gradualmente più trionfante: mentre canta, Elsa abbandona la paura e le aspettative che pesano su di lei. Finalmente, accetta la sua forza e la usa per costruire un incantevole castello di ghiaccio.

“You’re Welcome” (”Tranquilla”) – Oceania (2016)

Moana-Maui-DisneyCome per la canzone di Frozen, anche questo brano presente in Oceania è potente perché rivela l’essenza di un personaggio. Il semidio Maui, doppiato in lingua originale da Dwayne Johnson e in italiano da Fabrizio Vidale, canta “You’re Welcome” (”Tranquilla”).

Il personaggio di Maui è estremamente divertente e questa canzone è l’introduzione perfetta per lui. Cantando, la divinità elenca arrogantemente i suoi successi e le ragioni per cui è così perfetto. Inoltre, distraendo gli altri personaggi con la musica, Maui crea una distrazione e riesce a rubare una barca.

”Colors Of The Wind” (”I colori Del Vento”) – Pocahontas (1995)

Pocahontas-DisneySpesso le canzoni Disney introducono un cambio di prospettiva per i personaggi dentro al film. Questo è il caso di ”Colors Of The Wind” (”I colori Del Vento”) in Pocahontas.

La canzone, intonata da Pocahontasaccompagna l’arrivo di John Smith nel nuovo mondo e dà al personaggio una visione diversa sulla vita della natura che lo circonda. Con una bella e orecchiabile melodia, viene comunicato un concetto complesso: l’idea secondo cui la bellezza sia in tutte le cose che possiedono un’essenza spirituale.

”Il cerchio della vita” – Il re Leone (1994)

Cerchio-della-vita-Re-Leone‘Il cerchio della vita” non è solo una delle canzoni più iconiche della Disney, ma è un anche un inno alla vita perché parla della logica che governa il mondo. Il brano apre il film Il re Leone e accompagna le immagini mozzafiato che mostrano gli animali mentre si radunano per accogliere Simba, il nuovo principe della savana.

Il cerchio della vita” è uno dei pochi brani Disney a non essere cantato da uno dei personaggi, ma ciò rende il messaggio della canzone ancora più potente. Parole, immagini e melodia  fanno sì che la scena iniziale de Il re Leone sia un capolavoro cinematografico.

“Prince Ali” (“Il Principe Alì”) – Aladdin (1992)

Disney-AladdinSe nella versione originale di Aladdin la voce del Genio è quella del mitico Robin Williams, in italiano il personaggio è doppiato dall’attore Gigi Proietti. Inoltre, Williams è anche il narratore e la voce che canta i brani del film.

Nella versione per l’Italia, a cantare è il paroliere e musicista Ernesto Brancucci (Ermavilo). Ermavilo è stato un grande doppiatore Disney, ha lavorato nei maggiori film d’animazione e dato voce a grandi personaggi. In Aladdin intona la celebre canzone ”Il principe Alì”, brano con cui il Genio introduce alla regalità Agrabah (che in realtà è Aladdin sotto mentite spoglie).

“How Far I’ll Go” (”Oltre l’orizzonte”) – Oceania (2016)

OceaniaNei film Disney c’è una lunga tradizione di canzoni in cui i personaggi esprimono quell’ardente desiderio di raggiungere un obiettivo. Il brano di OceaniaHow Far I’ll Go“/”Oltre l’orizzonte” rappresenta un perfetto esempio.

Vaiana, il personaggio principale si trova di fronte ad un bivio: da un lato prova un forte amore per la sua isola natale, dall’altro è mossa dal desiderio di uscire in mare aperto ed esplorare il mondo. Qui la canzone serve come punto di partenza e dà il via alla vera avventura.

“Be Our Guest” (”Stia con noi”) – La bella e la bestia (1991)

Disney-Bella-e-la-BestiaCi sono canzoni Disney che piacciono per la profondità e altre che sono semplicemente divertenti da ascoltare, soprattutto se parlano di magia. “Stia con noi” di La bella e la bestia è proprio il tipo di canzone che mescola umorismo e meraviglia. L’idea della Disney di inserire nel film oggetti domestici che cantano e servono la cena è davvero bizzarra, ma è facile farsi coinvolgere dal ritmo della melodia.

Quando Bella viene intrappolata nel castello magico, il candeliere Lumiere non può fare a meno di intrattenerla con uno spettacolino. D’altronde, la fanciulla è il primo ospite dopo tanti anni…

“Part Of Your World” – La Sirenetta (1989)

Sirenetta-DisneyIl brano “Part Of Your World“/”La Sirenetta” è una delle più belle canzoni Disney: combina la brama per qualcosa e il dolore nel pensare che non accadrà mai. La canzone viene cantata dalla protagonista Ariel ed esprime il suo desiderio di fuggire dal suo mondo subacqueo per esplorare il mondo terrestre. Può sembrare un tema lontano, ma il brano Disney fa riferimento ad una condizione comune a molte persone, anche sulla terraferma nella vita reale.

“Il mondo è mio” – Aladdin (1992)

Aladdin-e-JasmineUn capitolo a parte è quello delle canzoni d’amore della Disney. Tra le più dolci ed emozionanti c’è sicuramente ”Il mondo è mio” di Aladdin. Il brano enfatizza la storia d’amore tra Jasmine e Aladdin. Mentre cantano, i due personaggi scoprano insieme i nuovi mondi a cui non sono mai stati esposti prima.

“In fondo al mar” – La Sirenetta (1989)

in-fondo-al-mar-sirenettaPer entrare nella storia, le canzoni Disney non devono essere solamente toccanti e riflessive, ma devono soprattutto essere orecchiabili. Esemplare in ciò è ”In fondo al mar” de La Sirenetta. Il brano serve al granchio Sebastian per convincere Ariel che l’oceano sia molto più divertente rispetto alla superficie terrestre.

Il ritmo vivace finisce per coinvolgere tutte le creature dell’oceano, che si uniscono in un simpatico show musicale. Una canzone del genere non può che mettere allegria e restare in testa per giorni.

Le 10 maggiori inesattezze storiche in Il Gladiatore II

Le 10 maggiori inesattezze storiche in Il Gladiatore II

Il Gladiatore II (leggi qui la recensione) non lascia mai spazio alla noia grazie alle sue avvincenti scene di battaglia e al dramma politico in costume, ma sembra prendersi qualche libertà di troppo rispetto ai reali eventi storici. Diretto da Ridley Scott, la timeline de Il Gladiatore II è ambientata quasi due decenni dopo gli eventi del primo film. Come il suo predecessore, Il Gladiatore II non è mai stato pensato per essere storicamente accurato. Dal momento che i film storici di Scott, come Napoleon, non hanno mai evitato di prendersi enormi libertà creative, anche Il Gladiatore II era destinato a seguire una strada simile, limitandosi a prendere in prestito solo alcuni nomi e fatti dalla realtà.

Alla luce di queste aspettative, molte delle inesattezze storiche presenti ne Il Gladiatore II possono essere facilmente ignorate. Tuttavia, per quanto riguarda altri elementi, il film di Ridley Scott sembra spingere troppo oltre i limiti della plausibilità. Offre immagini spettacolari e interpretazioni memorabili, ma la manipolazione degli eventi storici reali per aumentare la tensione drammatica supera spesso il limite, impedendogli di essere epico e acclamato quanto il suo predecessore.

Il Gladiatore II Joseph Quinn
Il Gladiatore II – Joseph Quinn

I veri Caracalla e Geta si odiavano

Nelle prime parti de Il Gladiatore II, Caracalla e Geta vengono rappresentati come sovrani congiunti di Roma che condividono pacificamente il trono invece di contenderselo. Macrino gioca poi un ruolo chiave nel mettere Caracalla contro Geta, ma i due rimangono relativamente cordiali per buona parte del film. In realtà, però, Caracalla e Geta, figli dell’imperatore Settimio Severo, erano notoriamente rivali fin dall’inizio.

Dopo la morte del padre, i due fratelli divennero co-eredi del trono e dell’impero. Tuttavia, già durante il viaggio dalla Britannia a Roma con le ceneri del padre, non riuscivano a smettere di litigare. La loro ostilità arrivò al punto che considerarono persino l’idea di dividere l’impero in due metà per governare separatamente le rispettive regioni.

Caracalla e Geta erano storicamente molto più potenti

Le versioni di Caracalla e Geta mostrate ne Il Gladiatore II si lasciano facilmente influenzare da forze esterne e sembrano avere una dinamica infantile fatta di piccoli conflitti di potere. Il film cerca di presentarli come antagonisti contrapponendoli ai gladiatori virtuosi e valorosi come Lucio. Nella realtà, però, Caracalla e Geta erano tutt’altro che passivi o ingenui prima e durante il loro regno. Quando il padre era ancora vivo, trascorsero anni ai confini dell’impero e dimostrarono una forte ambizione politica.

A differenza delle loro controparti cinematografiche, non aspettavano passivamente di essere manipolati da altri personaggi. Erano invece profondamente coinvolti negli affari militari e politici dell’impero già prima di diventare imperatori. Per conquistare la fiducia dell’esercito, Caracalla trascorse molto tempo con i soldati e ne adottò persino i modi di fare. Era inoltre famoso per emulare Alessandro Magno al punto da copiarne lo stile e cercare di ricrearne le leggendarie imprese.

Il Gladiatore II – Joseph Quinn

La rappresentazione di Roma ne Il Gladiatore II contiene molti elementi moderni

Nel sequel compaiono diverse invenzioni moderne che non sembrano coerenti con l’epoca in cui è ambientato Il Gladiatore II. Per esempio, alcuni personaggi bevono caffè nei bar, anche se la bevanda arrivò in Italia solo nel XVII secolo. In un’altra scena, un nobile romano legge un giornale pieghevole, cosa anch’essa impossibile dato che la stampa fu inventata nel Quattrocento, oltre un millennio dopo gli eventi del film. Sebbene i Romani avessero accesso alle notizie quotidiane tramite gli “Acta Diurna”, queste venivano diffuse sotto forma di incisioni su pietra o testi scritti su papiro.

La timeline de Il Gladiatore II rende insensata la conquista iniziale della Numidia

La sequenza iniziale de Il Gladiatore II mostra una feroce guerra tra Roma e la Numidia, che dà il via agli eventi del resto del film. Secondo la storia reale, un conflitto armato tra Roma e Numidia ci fu davvero tra il 112 e il 106 a.C. Conosciuto come la Guerra giugurtina, scoppiò quando Giugurta e i suoi fratelli avrebbero dovuto governare il regno dividendolo equamente, ma decisero invece di combattersi per ottenere il controllo totale.

Quando il Senato romano intervenne tentando di dividere il regno tra i fratelli, Giugurta si oppose a Roma e continuò la guerra. Di conseguenza, Roma fu trascinata in un lungo conflitto contro la Numidia. Tuttavia, come suggerisce la cronologia storica, la guerra ebbe luogo molto prima che Geta e Caracalla salissero al trono come imperatori di Roma.

Il Gladiatore II – Paul Mescal e Pedro Pascal

La presenza degli squali nella battaglia navale è un po’ troppo fantasiosa

Per quanto possa sembrare irrealistica la rappresentazione delle battaglie navali al Colosseo ne Il Gladiatore II, essa ha comunque qualche fondamento storico. Le cosiddette “naumachie” erano spettacoli di combattimenti navali organizzati nell’antica Roma per intrattenere il pubblico. Si ritiene inoltre che il Colosseo disponesse di un bacino sotto il pavimento dell’arena, permettendo di allagare rapidamente lo spazio per simulare scontri marittimi. Tuttavia, a differenza del film, che mostra una vera battaglia navale tra gladiatori e Romani, le autentiche naumachie erano combattimenti simulati.

Il film spinge ancora oltre la sospensione dell’incredulità introducendo degli squali nella battaglia navale. Alcuni storici sostengono che i Romani probabilmente non conoscessero nemmeno l’esistenza degli squali all’epoca, figuriamoci la possibilità di inserirli in spettacoli simili. Ridley Scott, però, ha difeso la scena definendo le critiche “completamente sbagliate”. A prescindere dalla plausibilità storica, la sequenza entra chiaramente nel territorio dell’esagerazione fantasiosa.

Caracalla non aveva una scimmia domestica nella realtà

Uno dei momenti più assurdi de Il Gladiatore II è quando Caracalla nomina console la sua scimmia domestica, Dondas. Non esistono prove storiche che il vero imperatore abbia mai assegnato un incarico politico così importante a una scimmia o a qualsiasi altro animale. L’imperatore Caracalla era noto per avere come animale domestico un leone chiamato Acinaces, ma non arrivò mai al punto di conferirgli una carica ufficiale. Tuttavia, Dondas potrebbe essere ispirato al cavallo di Caligola, Incitatus. Caligola non solo trattava Incitatus come un membro dell’alta società romana, ma tentò persino di nominarlo console ufficiale dell’impero.

Denzel Washington Il Gladiatore 2

Il vero Macrino non ebbe alcun ruolo nell’assassinio di Geta

In Il Gladiatore II, Macrino manipola Caracalla affinché uccida il fratello Geta. Tuttavia, secondo la storia reale, Geta fu assassinato dai membri della Guardia Pretoriana, presumibilmente su ordine di Caracalla. Geta morì tra le braccia della madre e la sua morte non ebbe nulla a che vedere con Macrino. Il suo assassinio fu la conseguenza della crescente rivalità con il fratello e delle lotte di potere che caratterizzavano la famiglia imperiale romana.

Lucio non ebbe nulla a che fare con la morte del vero Macrino

Il Macrino interpretato da Denzel Washington viene descritto ne Il Gladiatore II come un mercante d’armi ed ex schiavo che trama segretamente la caduta dell’Impero Romano. Come mostrato nel film, il vero Macrino complottò davvero contro Caracalla. Ricopriva il ruolo di prefetto del pretorio dell’imperatore e ne organizzò l’uccisione temendo per la propria vita a causa della crescente paranoia di Caracalla. Dopo la morte dell’imperatore, Macrino prese il potere e governò per circa un anno. Tuttavia, invece di cercare di distruggere l’Impero Romano, tentò di migliorare la situazione della capitale italiana.

Nel finale de Il Gladiatore II, Lucio impedisce a Macrino di realizzare il suo piano malvagio uccidendolo. Nella realtà, Macrino fu prima deposto quando Giulia Mesa, zia di Caracalla, proclamò imperatore il nipote Elagabalo, sostenendo che fosse il figlio naturale di Caracalla. Dopo essere stato rovesciato, Macrino tentò di fuggire a Roma, ma venne catturato poco dopo a Calcedonia e giustiziato insieme al figlio.

Il Gladiatore II – Paul Mescal

Il vero Lucio Vero II morì in giovane età

Mentre Il Gladiatore II segue il viaggio catartico di Lucio (Paul Mescal) nel tentativo di riportare Roma al suo antico splendore, il vero Lucio Vero II morì molto prima degli eventi mostrati nel film. Lucilla e Lucio Vero ebbero tre figli, uno dei quali era proprio Lucio Vero II. Come gli altri figli della coppia, anche lui morì in tenera età, addirittura prima che suo zio Commodo diventasse imperatore nel 180 d.C. Per questo motivo, il fatto che il primo Il Gladiatore introduca il giovane Lucio come personaggio durante il regno di Commodo non ha alcun fondamento storico.

Le circostanze della morte della vera Lucilla furono diverse

Lucilla muore nel finale de Il Gladiatore II quando Macrino la colpisce con una freccia. Dal momento che anche la moglie di Lucio, Arishat, viene uccisa da una freccia durante la battaglia iniziale in Numidia, la morte di Lucilla sottolinea come il ciclo della violenza continui senza interruzione mentre le lotte di potere nell’antica Roma generano sempre nuove tragedie. Nella realtà, Annia Aurelia Galeria Lucilla, figlia di Marco Aurelio e moglie di Lucio Vero, morì quando Commodo ordinò a un centurione di giustiziarla dopo aver scoperto che stava segretamente organizzando un colpo di stato contro di lui.

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Le 10 inquadrature finali più iconiche della storia del cinema

Le 10 inquadrature finali più iconiche della storia del cinema

Ecco una top 10 che racchiude dieci inquadrature finali di grandi film che hanno fatto la storia del cinema. Probabilmente non saranno le più iconiche in assoluto, ma rappresentano senza dubbio un genere, una tipologia, un criterio che ha segnato il cinema in diversi modi.

Ecco le 10 inquadrature finali più iconiche della storia del cinema:

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Per il video esplicativo che giustifica le scelte, eccolo di seguito: