Home Blog Pagina 1626

La grande bellezza è il nuovo film di Paolo Sorrentino!

0
La grande bellezza è il nuovo film di Paolo Sorrentino!

La grande bellezza è il titolo del nuovo film di Paolo Sorrentino, che ha già scelto alcuni dei suoi protagonisti: Toni Servillo, Carlo Verdone e Sabrina Ferilli. Primo film di Sorrentino ambientato e interamente girato a Roma è una coproduzione Italia-Francia: Indigo Film e Medusa Film per l’Italia, Babe Films e Pathé, che cura anche le vendite internazionali, per la Francia.

La grande bellezza si avvale del sostegno del Fondo regionale per il cinema e l’audiovisivo della Regione Lazio. Soggetto di Paolo Sorrentino, sceneggiatura firmata dallo stesso Sorrentino con Umberto Contarello. Il film avrà Luca Bigazzi alla fotografia, Stefania Cella e Daniela Ciancio per scene e costumi, Cristiano Travaglioli al montaggio. Le riprese inizieranno ad agosto.

La Grande Bellezza conquista gli EFA

0
La Grande Bellezza conquista gli EFA

La scorsa notte, a Berlino, durante gli European Film Awards (definiti anche “gli Oscar europei”), l’assoluto vincitore si è rivelato il film di Paolo Sorrentino, La Grande Bellezza. La pellicola si è infatti aggiudicata ben quattro riconoscimenti: Miglior filmMiglior Attore (per Toni Servillo), Miglior Montaggio (per Claudio Travaglioli) e Miglior Regia.

Leggi anche: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino Recensione

La-grande-bellezza

Sorrentino non ha potuto presenziare alla cerimonia di premiazione, ma ha commentato così le sue vittorie: “Al di là del fatto se piace o non piace credo che il mio sia un film coraggioso. Questo non è solo un successo per il film, è un successo per tutto il cinema italiano. E spero che sia anche un incentivo, un messaggio per gli artisti e i produttori italiani a essere coraggiosi, a osare di più, a fare cose che non siano prive dell’elemento del coraggio, l’unico che può garantire qualcosa di buono nel futuro del cinema”.

Adesso bisognerà vedere se questo successo si rivelerà di buon auspicio per la notte degli Oscar, durante la quale La Grande Bellezza sarà di nuovo in concorso come Miglior Film Straniero.

Di seguito tutti i premiati agli EFA 2013:

FILM EUROPEO 2013

La grande bellezza

COMMEDIA EUROPEA 2013

Love Is All You Need

MIGLIOR REGISTA EUROPEO

Paolo Sorrentino per La grande bellezza

MIGLIORE ATTRICE EUROPEA

Veerle Baetens per Alabama Monroe – Una storia d’amore

MIGLIORE ATTORE EUROPEO

Toni Servillo per La grande bellezza

MIGLIORE SCENEGGIATORE EUROPEO

François Ozon per Nella casa

MIGLIOR DIRETTORE DELLA FOTOGRAFIA EUROPEO – CARLO DI PALMA AWARD

Asaf Sudri per La sposa promessa

MIGLIOR MONTATORE EUROPEO

Cristiano Travaglioli per La grande bellezza

MIGLIOR SCENOGRAFO EUROPEO

Sarah Greenwood per Anna Karenina

MIGLIOR COSTUMISTA EUROPEO

Paco Delgado per Blancanieves

MIGLIOR SOUND DESIGNER EUROPEO

Matz Müller per Paradise: Faith

MIGLIOR COMPOSITORE EUROPEO

Ennio Morricone per La migliore offerta

RIVELAZIONE EUROPEA – PREMIO FIPRESCI

Jan Ole Gerster per Oh Boy, un caffè a Berlino

EUROPEAN FILM ACADEMY FILM D’ANIMAZIONE

The Congress

EUROPEAN FILM ACADEMY DOCUMENTARIO – PRIX ARTE

The Act of Killing – L’atto di uccidere

EUROPEAN FILM ACADEMY PREMIO ALLA CARRIERA

Catherine Deneuve

CONTRIBUTO EUROPEO AL CINEMA MONDIALE

Pedro Almodóvar

MIGLIOR FILM EUROPEO – PEOPLE’S CHOICE AWARD

La cage dorée

La grande Bellezza : nuovo trailer con Toni Servillo

La grande Bellezza : nuovo trailer con Toni Servillo

Dopo l’annuncio ufficiale, anche se aspettato, che Paolo Sorrentino sarà presente in Concorso Ufficiale a Cannes con il suo ultimo film, La grande bellezza , ecco che arriva un nuovo trailer della pellicola che vede ancora una volta Toni Servillo diretto dal regista napoletano.

Ecco il video dal sito comingsoon.it:

Ecco anche il nuovo poster del film:

la grande bellezza poster ufficiale

Il nuovo film di Paolo Sorrentino, interpretato da un cast di grandi attori italiani. Roma si offre indifferente e seducente agli occhi meravigliati dei turisti, è estate e la città splende di una bellezza inafferrabile e definitiva. Jep Gambardella ha sessantacinque anni e la sua persona sprigiona un fascino che il tempo non ha potuto scalfire. È un giornalista affermato che si muove tra cultura alta e mondanità in una Roma che non smette di essere un santuario di meraviglia e grandezza.

Nel cast del film con Servillo, anche Carlo Buccirosso, Carlo Verdone, Giorgia Ferrero, Giorgio Pasotti, Giulia Di Quilio, Isabella Ferrari, Ivan Franek, Luca Marinelli, Massimo Popolizio, Pamela Villoresi, Roberto Herlitzka, Sabrina Ferilli, Serena Grandi, Stefano Fregni, Vernon Dobtcheff.

La grande bellezza uscirà in Italia il 21 maggio 2013 distribuito da Medusa.

 

La grande arte al cinema: la nuova stagione Nexo Digital

0
La grande arte al cinema: la nuova stagione Nexo Digital

Nexo Digital ha presentato il nuovo palinsesto previsto per i prossimi sei mesi di cinema, in cui propone la grande arte, personalità, musei, opere, in forma di documentario. Un’ora e mezza di arte e concentrazione. Al cinema. Se gli studi più recenti indicano che in media, durante le nostre visite ai musei, sostiamo davanti a un’opera d’arte circa 8 secondi, gallerie e progetti internazionali stanno cominciando ad impegnarsi per promuovere un modo diverso di fruire l’arte, invitando il pubblico allo slow looking, cioè ad “assaporare” appieno il senso e la bellezza di ogni opera, dedicandole il giusto tempo all’interno dei nostri percorsi museali. Questo approccio si basa sull’idea che, se vogliamo veramente conoscere un’opera d’arte, dobbiamo concentrarci su di essa, passare del tempo in sua compagnia, senza farci prendere dall’ansia di scoprire il capolavoro rinomato collocato proprio nella sala accanto a quella in cui ci troviamo. In questa stessa prospettiva, prosegue anche nella seconda metà del 2019 il progetto della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital che proporrà una nuova stagione appositamente concepita per tutti gli appassionati che trovano proprio nel buio della sala, alleato ideale per la nostra concentrazione, il ritmo adatto per approfondire e godere appieno, nel qui e nell’ora, senza distrazioni o “connessioni”, delle bellezze di quadri, sculture, mostre e musei. Una palestra per gli occhi e la mente, affinché possano, per qualche istante, soffermarsi su singoli dettagli che il grande schermo ci permette di osservare con la giusta dose di (paziente) attenzione.

A inaugurare la nuova stagione il 16, 17, 18 settembre sarà così Van Gogh e il Giappone, diretto da David Bickerstaff: un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì verso l’Ovest, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe in legno colorate chiamate ‘ukiyo-e’. Van Gogh rimase affascinato dagli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone e studiò attentamente le opere giapponesi, apprezzandone linee e purezza compositiva e facendone una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

La Grande Arte al Cinema proseguirà con l’appuntamento del 21, 22, 23 ottobre quando arriverà sul grande schermo Ermitage. Il Potere dell’arte, prodotto da 3D Produzioni e Nexo Digital in collaborazione con Ermitage Italia e Villaggio Globale International e con il sostegno di Intesa Sanpaolo. Diretto da Michele Mally su soggetto di Didi Gnocchi che firma anche la sceneggiatura con Giovanni Piscaglia, il docufilm, realizzato in stretta collaborazione con il Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo, racconta le grandi storie che sono passate per i corridoi del museo e per le strade della città: dalla fondazione di Pietro I allo splendore di Caterina la Grande, dal trionfo di Alessandro I contro Napoleone, alla Rivoluzione del ’17, fino ai giorni nostri. Immagini spettacolari porteranno gli spettatori nei grandiosi interni del Museo e del Palazzo d’Inverno, nel Teatro, nelle Logge di Raffaello, nella Galleria degli Eroi del 1812. Un luogo magico svelato attraverso i racconti dei protagonisti, le storie e i luoghi segreti aperti alle telecamere per l’occasione. Un’incomparabile metropoli dell’arte ricca di oltre 3 milioni di opere. Dentro l’Ermitage, del resto, si può ripercorrere tutta la grande arte europea, da Leonardo a Raffaello, da Van Eyck a Rubens sino a Tiziano e Rembrandt, mentre fuori dalle sue mura la storia si snoda per luoghi ricchi di memorie. Ma la leggenda di San Pietroburgo si trasmette anche attraverso poesie e romanzi che ne hanno mostrato il fascino nel corso dei secoli, come quelli di Nabokov, Dostoevskij e di Achmatova. Per raccontare visivamente lo sviluppo urbano e architettonico, San Pietroburgo verrà presentata nella sua veste diurna e negli splendori delle sue notti, con la Prospettiva Nevskij, il lungoneva, i ponti, il profilo del complesso dell’Ermitage, il Cavaliere di Bronzo, le statue di Pushkin, di Caterina la Grande, di Gogol, le dimore nobiliari che si affacciano sui canali, senza dimenticare la musica e l’opera dei grandi architetti italiani, come Trezzini, Rastrelli, Quarenghi, che ne disegnarono il profilo.

Il 25, 26, 27 novembre sarà invece il momento di Frida. Viva la vida, prodotto da Ballandi Arts e Nexo Digital, un film documentario che mette in luce le due anime di Frida Kahlo: da una parte l’icona, pioniera del femminismo contemporaneo, tormentata dal dolore fisico, e dall’altra l’artista libera dalle costrizioni di un corpo martoriato. Tra lettere, diari e confessioni private, il docufilm diretto da Giovanni Troilo propone un viaggio nel cuore del Messico suddiviso in sei capitoli, alternando interviste esclusive, documenti d’epoca, ricostruzioni suggestive e l’immersione nelle opere della Kahlo. Nel corso degli anni, Frida è diventata un modello di riferimento: ha influenzato artisti, musicisti, stilisti. La sua importanza ha superato perfino la sua grandezza. Nelle opere di Frida c’è un legame profondo tra dolore e forza, tormento e amore.  Un legame che trova una sua legittimazione perché radicato in una terra, il Messico, che dopo la rivoluzione prova a riscoprire le proprie origini attraverso l’iconografia pre-colombiana; è proprio qui che Frida esplora l’identità degli opposti, un dualismo che permette di scoprire il punto di contatto tra la sofferenza delle sue vicende biografiche e l’amore incondizionato per l’arte.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital che dal suo debutto ad oggi ha già portato al cinema 2 milioni di spettatori.

Nel 2019 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte e MYmovies.it.

La Grande Abbuffata di Marco Ferreri torna al cinema in versione restaurata

0

Torna nei cinema per il suo 50º anniversario uno dei film più controversi di Marco Ferreri, La Grande Abbuffata, grottesco apologo sul declino dell’uomo moderno interpretato da Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Michel Piccoli e Andréa Ferréol. Disperato, osceno e dissacrante, La Grande Abbuffata ha conservato in questi anni tutta la sua forza e la sua ferocia.

Il film ritrae quattro amici benestanti amanti del convivio (chiamati semplicemente con i nomi dei loro interpreti) che si riuniscono nella villa di Noiret. Nelle loro intenzioni c’è il tentativo di un “suicidio gastronomico”: i quattro infatti decidono di cucinare prelibatissime pietanze e mangiare senza mai smettere, fino a morire di indigestione. Durante l’infinito banchetto, ospitano tre prostitute ed una maestra elementare che quasi casualmente si unisce a questa disperata missione.

Tra dissolutezza e psicosi, aforismi e gag scatologiche, sesso e umiliazioni, quella di Ferreri e del suo cast a ruota libera è una favola scabrosa ed invernale, una “all you can eat quarantena” esasperata che guarda direttamente nell’abisso, in una apocalisse personale, fisiologica e sociale di tutti e senza tempo. Con il suo senso del macabro e una malinconia sporca quanto rasserenante, La Grande Abbuffata, commedia nera viscerale e sviscerante, è uno dei più grandi trionfi della mortificazione mai realizzati, capace di mettere in scena tutta l’insensatezza della condizione umana, tra decadenza e abbondanza. Semplice ma stratificato, crepuscolare e insieme goliardico, il compendio di genio e spudoratezza di Ferreri oggi brilla più che mai, tra esuberanze indigeste e indecenza sardonica, punto d’incontro irripetibile tra comicità alta e bassa (quando non orgogliosamente bassissima) eppur sempre ferace e puntuale.

Alla sua prima al 26º Festival di Cannes il film scatenò reazioni violente da parte del pubblico, con fischi e sputi verso il cast e il regista, che rispose alle provocazioni mandando baci alla folla inferocita. Nonostante lo scandalo, La Grande Abbuffata vinse il premio Fipresci della critica internazionale. Il lancio italiano del film fu segnato da un intenso dibattito infarcito di proteste, polemiche e condanne, culminando col sequestro del film da parte della procura di Catania e dal taglio di 40 metri di pellicola.

In uscita dall’11 dicembre nelle sale italiane distribuito da Cat People, La Grande Abbuffata viene presentato per la prima volta nei cinema italiani nella sua versione non censurata, che reintegra otto scene per un totale di cinque minuti che erano stati eliminati nel 1973 e riconsegna al film uno splendore visivo che era andato perduto.

Il restauro in 4K è stato realizzato da Cité Films e Fondazione Cineteca di Bologna, con il sostegno di CNC – Centre national du cinéma et de l’image animée, presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata ed è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma dello scorso anno.

La Giustiziera Senza Nome con Kate Bosworth in  arrivo su Sky e in streaming su NOW dal 14 aprile

0

Le note delle canzoni di un jukebox, il ritmo della vita di una cittadina del Montana e il suono dei nomi sulla black list di una misteriosa assassina sono gli ingredienti della nuova serie La Giustiziera Senza Nome, presentata in anteprima mondiale al Sundance Film Festival 2022. Scritta e creata da Michael Polish (Twin Falls Idaho) questo atipico western al femminile con protagonista Kate Bosworth (21, Still Alice) è in  arrivo su Sky e in streaming su NOW dal 14 aprile.

Una giovane ragazza con un futuro luminoso, con la prospettiva di lavorare nell’azienda di famiglia, dopo la morte del padre scopre segreti che la portano a decidere di voler fare giustizia una volta per tutte. Si trasforma così in “The Woman” (Kate Bosworth),  misteriosa assassina, che comincia a seminare il terrore in un piccolo villaggio del Montana in cerca di vendetta. Nessuno conosce la sua storia, né la profonda motivazione che la spinge ad agire, ma tutti sanno che finire sulla sua lista vuol dire rischiare la vita.  Guidati dal terrore e dal panico di dover fronteggiare un pericolo sconosciuto e inarrestabile, gli abitanti della città cercano un modo per fermare la giustiziera senza nome.

Nel cast anche Jasper Polish (Animal Kingdom), Joseph R. Gannascoli (I Soprano), Mary Anne McGarry (NCSI – Unità Anticrimine, Hitchcock) Roy Lee Jones (Zodiac, Daredevil), Jasper Polish (Force of Nature) e Lance Henriksen (Aliens). Una produzione Make Pictures Productions, con Kate Bosworth e Michael Polish come executive producers. Distribuzione Endeavor Content.  Dal 14 aprile su Sky e in streaming su NOW

La giusta causa: trama e cast del film con Sean Connery

La giusta causa: trama e cast del film con Sean Connery

Gli anni Novanta sono stati un decennio particolarmente importante per il genere thriller. In quegli anni, infatti, hanno calcato il grande schermo alcuni titoli particolarmente importante nel ridefinire i canoni e le caratteristiche di tale tipologia di racconti. Tra i più affascinanti vi è senza dubbio La giusta causa, arrivato al cinema nel 1995 per la regia di Arne Glimcher. Come in Schegge di paura, anche in questo caso vi è un condannato a morte di cui occorre provare l’innocenza, se si rivelerà davvero innocente. Teso e avvincente come ogni thriller dovrebbe essere, quest’opera trae in realtà ispirazione da un testo preesistente.

Il film è infatti un libero adattamento dell’omonimo romanzo di John Katzenbach, pubblicato nel 1992 e da subito divenuto un grande successo. Era dunque prevedibile dunque che, come già accaduto per altri libri di quest’autore, anche questo divenisse un film. A volerlo particolarmente fu il premio Oscar Sean Connery, che decise di svolgere anche il ruolo di produttore esecutivo. Con il suo supporto, anche altri si interessarono al progetto, permettendo così che prendesse vita. Pur se non accolto in modo positivo al momento della sua uscita, La giusta causa ha guadagnato ammiratori nel corso del tempo, che ritrovano qui in particolare un avvincente studio dei personaggi.

Tra depistaggi, indizi e verità da svelare, ancora oggi questo film dimostra un certo fascino. A conferirgli ulteriore valore vi sono naturalmente anche le interpretazioni degli attori protagonisti, nomi di grande livello e tra i più apprezzati di quegli anni. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La giusta causa: la trama del film

Protagonista del film è Paul Armstrong, un professore liberale di Harvard ed ex avvocato di successo. Nel corso della sua lunga carriera questi si è sempre battuto per l’abolizione della pena capitale, ma ormai da anni si è ritirato ad una vita pacifica e isolata. A chiamarlo nuovamente all’azione, però, vi è un’anziana donna di colore, la quale chiede all’avvocato di occuparsi di un caso molto particolare. Il nipote di lei, Bobby Earl Ferguson è infattti stato accusato in Florida di aver stuprato e ucciso una bambina di dieci anni. Inizialmente non interessato al caso, Paul cambia idea nel momento in cui Bobby afferma di essere stato indotto con la forza ad una confessione.

Giunto sul luogo, Paul si trova però a dover fare i conti con l’agente afroamericano Tanny Brown, il quale è stato da Bobby accusato di essere il suo seviziatore. Brown è certo della colpevolezza dell’uomo e non vede di buon occhio il fatto che Paul sia lì per convincere del contrario, provando quello che per lui è il falso. L’avvocato dovrà dunque prima di tutto relazionarsi con l’agente, cercando di svolgere le indagini in modo imparziale. Tutto ciò in cui si imbatte, lo porta a credere che Bobby sia realmente innocente. Per dimostrarlo, però, avrà bisogno di ulteriori certezze prima che sia troppo tardi.

La giusta causa cast

La giusta causa: il cast del film

Grande amico del regista, il premio Oscar Sean Connery accettò di recitare in questo film nei panni di Paul Armstrong, rifiutando di conseguenza il ruolo di re Edward I in Braveheart – Cuore impavido. Per prepararsi al ruolo, l’attore ha studiato attentamente il mestiere, al fine di poter risultare credibile nella sua interpretazione. Accanto a lui, nei panni dell’agente Terry Brown, vi è invece l’attore Laurence Fishburne. Questi diventerà poi celebre per il ruolo di Morpheus in Matrix, un personaggio inizialmente proposto proprio a Connery ma da lui rifiutato poiché non compreso appieno. L’attrice Kate Capshaw, celebre per il film Indiana Jones e il tempio maledetto, interpreta qui il ruolo di Laurie Prentiss Armstrong, moglie di Paul.

Nei panni di Bobby Earl Ferguson, il ragazzo accusato di omicidio, vi è l’attore Blair Underwood, celebre per la serie Quantico. Originariamente però, il ruolo era stato offerto a Will Smith, che aveva rifiutato per via di altri impegni. La celebre attrice Ruby Dee compare invece nei panni dell’anziana nonna di Bobby. Christopher Murray è il detective T. J. Wilcox, collega di Brown. Nel film compare anche una giovanissima Scarlett Johansson, qui al suo secondo film, nei panni di Katie Armstrong, la figlia del protagonista. L’attore Ed Harris, celebre per film come The Truman Show, The Hours e Snowpiercer è invece Blair Sullivan, sospettato da Paul di essere il vero omicida.

La giusta causa: il trailer e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire del film grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. La giusta causa è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. È bene notare che in caso di noleggio si avrà soltanto un dato limite temporale entro cui guardare il titolo. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di sabato 10 dicembre alle ore 21:00 sul canale Iris.

Fonte: IMDb

La giuria: trama, cast e curiosità sul film

La giuria: trama, cast e curiosità sul film

Lo scrittore John Grisham è un esperto di gialli giudiziari, avendo lui conseguito la laurea in legge e aver lavorato per anni come avvocato. Proprio grazie a questa sua esperienza, i suoi racconti sono particolarmente solidi e tesi da questo punto di vista, configurandosi alla perfezione anche per il cinema. Tra il 1993 e il 1996, quattro suoi celebri romanzi sono così diventati i film Il socio, Il rapporto Pelican, Il cliente Il momento di uccidere, affermatisi come grandi successi del genere legal thriller. Sull’onda di tale popolarità, nel 2003 è stato realizzato il film La giuria, diretto da Gary Fleder e tratto da un suo omonimo romanzo del 1996.

Il film si configura come un classico giallo giudiziario, dove lo spettatore è portato a riflettere su questioni etiche e morali. La situazione messa in scena, infatti, si scontra con molte delle maggiori tematiche sociali presenti negli Stati Uniti, ma non solo. Il risultato è un teso thriller, ricco di colpi di scena e ottime interpretazioni, che offre spunti di dibattito a questioni mai realmente risolvibili. Si parla infatti di giustizia, di potere, di corruzione e, in modo ancora oggi tristemente attuale, della facilità con cui è possibile ottenere un arma da fuoco negli Stati Uniti.

Per gli amanti del genere e in particolare per gli appassionati lettori di Grisham, La giuria è una delle migliori trasposizioni da un romanzo del celebre scrittore. Un film arricchito da un cast di grandi attori, tra cui alcuni premi Oscar. Prima di intraprendere una visione del film, però, sarà certamente utile approfondire alcune delle principali curiosità relative a questo. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama e al cast di attori. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La trama di La giuria

La vicenda ha inizio a New Orleans, quando un impiegato appena licenziato entra nel suo vecchio ufficio sparando ai presenti per poi suicidarsi. Due anni dopo questa tragedia, la vedova di una delle vittime decide di intentare causa contro la società produttrice dell’arma usata dall’assassino, colpevole per aver venduto la pistola con troppa facilità. Il processo che ne consegue vede in ballo milioni di dollari e a sostenere la moglie della vittima c’è Wendell Rohr, avvocato vecchio stampo, mentre Rankin Fitch, noto consulente per la composizione delle giurie nei processi e qui impegnato nella difesa della società, non si fa scrupoli a corrompere o minacciare la giuria per vincere.

Tra i giurati viene scelto anche Nicholas Easter, un commesso il quale esprime in più occasioni la sua contrarietà a far parte di quella giuria, ma costretto ugualmente dal giudice a parteciparvi. Ben presto, la sua presenza si rivelerà per Fitch essere un notevole ostacolo e l’avvocato si troverà a dover indagare su quel misterioso uomo che, nonostante abbia fatto di tutto per farsi escludere dalla commissione, sembra in realtà dirigere i giochi dall’interno. Più il processo va avanti, più Easter, Fitch e Rohr si troveranno strettamente legati in modi inaspettati, che svelerano i limiti del sistema giudiziario.

La giuria film

Il cast del film

Come anticipato, il cast di La giuria è composto da diversi celebri attori del cinema statunitense. Ad interpretare Nicholas Easter vi è l’attore John Cusack, anche se originariamente per la parte si era pensato a Edward Norton. La compagna di Nicholas, Marlee, è invece interpretata dalla premio Oscar Rachel Weisz. Un ruolo inizialmente offerto a Gwyneth Paltrow. Ad interpretare il giudice Harkin vi è invece l’attore Bruce McGill. Bruce Davison interpreta Durwood Cable, avvocato principale della difesa, mentre gli attori Gerry Bamman e Cliff Curtis interpretano rispettivamente Herman Grimes, portavoce della giuria, e Frank Herrera, inizialmente candidato come presidente di giuria.

Fiore all’occhiello del film è però la presenza dei veterani Dustin Hoffman e Gene Hackman nei ruoli degli avvocati Wendell Rohr e Rankin Fitch. I due, pur essendo amici di vecchia data, non avevano mai avuto modo di recitare insieme. La tanto attesa scena del bagno in questo film, in cui Rohr si confronta con Fitch, è dunque il primo dialogo in un film tra Hoffman e Hackman, scritto durante le riprese del resto del film. La scena è stata girata in un solo giorno, diverse settimane dopo che Hackman e Hoffman avevano terminato tutte le loro altre scene nel film. Hoffman ha in seguito dichiarato che dopo che lui e Gene Hackman hanno filmato quest’ultima scena, Hackman gli avrebbe detto “ora andiamoci ad ubriacare“.

Il trailer di La giuria e dove vedere il film in streaming e in TV

È possibile fruire di La giuria grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Chili Cinema, Google Play, Apple iTunes e Amazon Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di mercoledì 8 giugno alle ore 23:25 sul canale Rai Movie.

Fonte: IMDb

La giuria: la spiegazione del finale del film

La giuria: la spiegazione del finale del film

La giuria, uscito nel 2003 e diretto da Gary Fleder, porta sullo schermo l’omonimo romanzo di John Grisham, adattandolo con alcune differenze significative rispetto al testo originale. Se nel libro l’oggetto della causa è un processo contro un’industria produttrice di sigarette, nel film la vicenda viene traslata all’interno di un’aula di tribunale in cui si discute la responsabilità delle armi da fuoco. Questa scelta aggiorna e rende più attuale il conflitto, mantenendo però intatta la tensione narrativa tipica dei legal thriller tratti dalle opere di Grisham.

Il film appartiene dunque al genere del courtroom drama, arricchito da elementi di thriller e da un ritmo che alterna le manovre legali alle strategie di manipolazione della giuria. Attraverso la regia serrata e le interpretazioni intense di attori come John Cusack, Rachel Weisz, Gene Hackman e Dustin Hoffman, la storia mette in scena non solo lo scontro tra avvocati, ma anche un vero e proprio gioco di potere che si gioca nell’ombra, lontano dalla trasparenza della legge. Ne risulta un racconto in cui la giustizia diventa un terreno ambiguo, condizionato da denaro, influenze politiche e interessi personali.

Tra i temi principali emergono dunque la corruzione del sistema giudiziario, la manipolazione dell’opinione pubblica e la sottile linea che separa etica e vendetta. La pellicola riflette sulle fragilità di un sistema che dovrebbe garantire equità, ma che si rivela vulnerabile alle pressioni esterne. Al tempo stesso, mette al centro la capacità di ribaltare gli equilibri di potere attraverso l’intelligenza, l’astuzia e la determinazione personale. Nel resto dell’articolo si analizzerà il finale del film, spiegandone il significato e mostrando come esso dia compimento a questi temi complessi.

La giuria cast

La trama di La giuria

La vicenda ha inizio a New Orleans, quando un impiegato appena licenziato entra nel suo vecchio ufficio sparando ai presenti per poi suicidarsi. Due anni dopo questa tragedia, la vedova di una delle vittime decide di intentare causa contro la società produttrice dell’arma usata dall’assassino, colpevole per aver venduto la pistola con troppa facilità. Il processo che ne consegue vede in ballo milioni di dollari e a sostenere la moglie della vittima c’è Wendell Rohr, avvocato vecchio stampo, mentre Rankin Fitch, noto consulente per la composizione delle giurie nei processi e qui impegnato nella difesa della società, non si fa scrupoli a corrompere o minacciare la giuria per vincere.

Tra i giurati viene scelto anche Nicholas Easter, un commesso il quale esprime in più occasioni la sua contrarietà a far parte di quella giuria, ma costretto ugualmente dal giudice a parteciparvi. Ben presto, la sua presenza si rivelerà per Fitch essere un notevole ostacolo e l’avvocato si troverà a dover indagare su quel misterioso uomo che, nonostante abbia fatto di tutto per farsi escludere dalla commissione, sembra in realtà dirigere i giochi dall’interno. Più il processo va avanti, più Easter, Fitch e Rohr si troveranno strettamente legati in modi inaspettati, che svelerano i limiti del sistema giudiziario.

La spiegazione del finale del film

Nel terzo atto de La giuria, la tensione raggiunge il culmine quando Fitch, convinto di poter comprare il verdetto, decide di pagare i 15 milioni richiesti da Marlee. Intanto, grazie alle informazioni recuperate da Doyle, scopre troppo tardi che Nick e Marlee hanno un legame diretto con Gardner, la cittadina che in passato aveva perso una causa simile contro i produttori di armi. La loro azione non è dunque una mera truffa, ma una vendetta pianificata con cura e radicata in una ferita personale. Nonostante il sospetto, Fitch procede con il pagamento, ignaro che i due stanno per ribaltare la partita.

Durante le deliberazioni, Nick convince i giurati a rivedere le prove con attenzione, ribaltando la retorica del giurato Herrera, schierato con la difesa. L’atteggiamento aggressivo di quest’ultimo finisce per isolare i sostenitori di Vicksburg Firearms, aprendo la strada a un verdetto clamoroso: la compagnia viene ritenuta colpevole e condannata a pagare 111 milioni di dollari a Celeste Wood. Alla fine del processo, Nick e Marlee si presentano da Fitch con la prova del pagamento, minacciando di renderla pubblica se non si ritirerà. Fitch, ormai sconfitto, scopre di essere stato manipolato non per profitto personale, ma per un senso di giustizia che va oltre il denaro.

La giuria film

La spiegazione di questo finale risiede nella rivelazione delle vere motivazioni di Nick e Marlee. Lungi dall’essere due semplici truffatori, i protagonisti incarnano la voce di chi non ha avuto giustizia, trasformando la corruzione del sistema in un’arma contro se stessa. Il loro piano non punta a sovvertire il processo per fini economici, ma a ridare dignità a chi era stato tradito in passato dalla complicità tra grandi aziende e consulenti senza scrupoli come Fitch.

In questo senso, il verdetto finale non rappresenta soltanto la vittoria di Celeste Wood, ma anche il riscatto morale dei protagonisti e della comunità di Gardner. La giuria, influenzata dal lavoro di Nick, non vota in base al denaro o alle manipolazioni, ma seguendo il cuore e il senso di responsabilità verso le vittime. La conclusione porta così a compimento i temi centrali del film: la fragilità del sistema giudiziario, la corruzione del potere e la possibilità di ribaltare le ingiustizie attraverso l’intelligenza e la determinazione.

In ultima analisi, La giuria ci lascia un messaggio forte: anche in un sistema profondamente corrotto, la giustizia può emergere se qualcuno è disposto a rischiare tutto per ripristinarne il valore. Il film invita a riflettere sulla manipolabilità della legge e sull’importanza di non cedere al cinismo, mostrando che la speranza di un verdetto giusto risiede nella coscienza e nell’onestà delle persone comuni.

Altri approfondimenti su film tratti dalle opere di John Grishan

La Giovinezza: Rachel Weisz, Harvey Keitel e Paul Dano nel cast del film di Sorrentino

0

La Giovinezza, il nuovo film di Paolo Sorrentino in uscita nel 2015, ha ampliato il suo cast di star, infatti dopo Michael Caine arrivano da Hollywood altri premi Oscar come Rachel Weisz o nominati quali Havey Keitel e Paul Dano.

Prodotto dallo stesso team de La Grande Bellezza, che saranno a Cannes per cercare altri produttori e distributori internazionali, La Giovinezza sarà sceneggiato dallo stesso Sorrentino che racconterà il dramma di due vecchi amici (un regista e un ex direttore d’orchestra) in vacanza sulle Alpi.

Durante questa incontro decidono di affrontare il futuro insieme, con un occhio tra il felice e il malinconico per l’entusiasmo alla vita che dimostrano i giovani presenti nel loro hotel.

Fonte: Variety

La Giovinezza: primo teaser trailer del film di Sorrentino

0
La Giovinezza: primo teaser trailer del film di Sorrentino

Indigo Film ha appena pubblicato il primo teaser trailer che mostra finalmente le immagini in movimenti di La Giovinezza, o Youth, il prossimo film diretto da Paolo Sorrentino. Dopo l’Oscar per il Miglior Film Straniero ricevuto da La Grande Bellezza, il regista torna stavolta con un film girato in lingua inglese, il secondo per lui dopo This must be the place. Ricordiamo che La Giovinezza vanta un cast internazionale e vede la presenza di Michael Caine, Rachel Weisz, Harvey Keitel, Paul Dano e Jane Fonda.

La trama del film è la seguente:

Fred Ballinger, anziano direttore d’orchestra, risiede in vacanza sulle Alpi svizzere con la figlia Leda e l’amico Mick, vecchio regista ancora in attività. I due amici si trovano a pensare insieme al futuro, osservando con curiosità le vite dei propri figli e degli ospiti dell’hotel in cui risiedono. Mick trova delle difficoltà nel portare a termine il suo ultimo film, mentre Fred si è ritirato dalle scene ormai da molti anni; ma c’è ancora qualcuno che vuole ascoltare le sue sinfonie. Infatti da Londra arriva un emissario della regina Elisabetta, che lo invita a dirigere un concerto a Buckingham Palace in occasione del compleanno del principe Filippo.

Ricordiamo che La Giovinezza è stato prodotto da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori, in co-produzione con la francese Pathè e che il film sarà distribuito da Medusa Film.

Fonte: Indigo Film

La giovinezza: nuovo trailer del film di Paolo Sorrentino

0
La giovinezza: nuovo trailer del film di Paolo Sorrentino

Ecco ilnuovo trailer di La Giovinezza, o Youth, il prossimo film diretto da Paolo Sorrentino. Dopo l’Oscar per il Miglior Film Straniero ricevuto da La Grande Bellezza, il regista torna stavolta con un film girato in lingua inglese, il secondo per lui dopo This must be the place. Ricordiamo che La Giovinezza vanta un cast internazionale e vede la presenza di Michael Caine, Rachel Weisz, Harvey Keitel, Paul Dano e Jane Fonda.

La trama del film è la seguente:

La Giovinezza Cannes 2015Fred Ballinger, anziano direttore d’orchestra, risiede in vacanza sulle Alpi svizzere con la figlia Leda e l’amico Mick, vecchio regista ancora in attività. I due amici si trovano a pensare insieme al futuro, osservando con curiosità le vite dei propri figli e degli ospiti dell’hotel in cui risiedono. Mick trova delle difficoltà nel portare a termine il suo ultimo film, mentre Fred si è ritirato dalle scene ormai da molti anni; ma c’è ancora qualcuno che vuole ascoltare le sue sinfonie. Infatti da Londra arriva un emissario della regina Elisabetta, che lo invita a dirigere un concerto a Buckingham Palace in occasione del compleanno del principe Filippo.

 

La Giovinezza: domani al via le riprese per Paolo Sorretino

0

Tempo fa lo aveva sostenuto lo stesso Paolo Sorrentino, dopo il successo de La Grande Bellezza si sarebbe dedicato ad un film più “piccolo”. Ebbene, da domani il regista partenopeo sarà al lavoro sul set de La Giovinezza, film che, a discapito delle premesse, sembra essere meno piccolo di quanto ci si aspettasse.

La Giovinezza, infatti, sarà una co-produzione firmata Italia, Svizzera, Francia ed Inghilterra e vedrà nel cast attori iconici quali i due volte premi Oscar Michael Caine Jane Fonda, il premio Oscar Rachel Weisz, Harvey Keitel Paul Dano. Il film, la cui sceneggiatura, come di consueto, è filmata da Paolo Sorrentino, sarà girato in lingua inglese. A sostegno del regista premio Oscar ci saranno Luca Bigazzi (fotografia), David Lang (musiche), Ludovica Ferrario (scenografia), Carlo Poggioli (costumi), Cristiano Travaglioli (montaggio).

A produrre il film, per l’Italia saranno come sempre Indigo Film Medusa, per la Svizzera C-Films, per la Francia Pathé Bis Film e per l’Inghilterra Number 9 Films. Medusa sarà distributrice del film sul territorio italico, mentre Pathé International si occuperà delle vendite nei territori esteri. L’uscita de La Giovinezza è prevista per il 2015.

Fonte: Coming Soon

La Giovinezza: anche Jane Fonda nel cast del film di Paolo Sorrentino

0

La giovinezza-Jane FondaContinua ad arricchirsi si stelle il cast del film La Giovinezza il prossimo film del premio Oscar Paolo Sorrentino. Infatti dopo le notizie di ieri (Leggi Qui) oggi arriva la conferma che anche l’attrice  Jane Fonda è entrata a far parte del cast del film che quindi ritroverà l’attore Michael Caine dopo la loro ultime esperienze insieme sul set ne E venne la notte e  California Suite datate 1967 e 1978. Ovviamente al momento non sappiamo quali saranno i ruoli di questo cast stellare ma sappiamo che il film uscirà nel Maggio del 2015 e sicuramente sarà all’edizione di Cannes di quell’anno.

Prodotto dallo stesso team de La Grande Bellezza, che saranno a Cannes per cercare altri produttori e distributori internazionali, La Giovinezza sarà sceneggiato dallo stesso Sorrentino. La giovinezza (Youth) parla di Fred e Mick, due amici quasi ottantenni, in vacanza in un elegante albergo ai piedi delle Alpi. Fred è un compositore e un direttore d’orchestra in pensione, mentre Mick è un regista che lavora ancora. Mentre quest’ultimo fatica per completare la sceneggiatura di quello che immagina sarà il suo ultimo grande film, Fred non ha alcuna intenzione di tornare alla musica, ma c’è qualcuno che vuole a tutti i costi sentire le sue composizioni e vederlo di nuovo dirigere un’orchestra.

Nel cast del film confermati Michael CaineRachel WeiszHavey Keitel e Paul Dano.

La Giovinezza di Paolo Sorrentino, riprese a Venezia con Michael Caine

0

Sono iniziate le riprese del nuovo film del regista Premio Oscar, Paolo Sorrentino che si intitolerà La Giovinezza e vedrà nel cast attori del calibro di Michael Caine e Harvey Keitel.  Il primo set è stato allestito in campo San Lorenzo ed è molto facile guardare in azione i due protagonisti e il regista. La troupe si sposterà di continuo in laguna per completare le sequenze. Le riprese sono iniziate ufficialmente il 9 Maggio e la pellicola è recitata interamente in lingua inglese. Nel cast anche Rachel Weisz, Paul Dano, Jane Fonda. Tra le location anche la Svizzera, e l’Inghilterra.

La pellicola dovrebbe uscire nella primavera del 2015.

 Prodotto dallo stesso team de La Grande Bellezza, che saranno a Cannes per cercare altri produttori e distributori internazionali, La Giovinezza sarà sceneggiato dallo stesso Sorrentino. La giovinezza (Youth) parla di Fred e Mick, due amici quasi ottantenni, in vacanza in un elegante albergo ai piedi delle Alpi. Fred è un compositore e un direttore d’orchestra in pensione, mentre Mick è un regista che lavora ancora. Mentre quest’ultimo fatica per completare la sceneggiatura di quello che immagina sarà il suo ultimo grande film, Fred non ha alcuna intenzione di tornare alla musica, ma c’è qualcuno che vuole a tutti i costi sentire le sue composizioni e vederlo di nuovo dirigere un’orchestra.

Nel cast del film confermati Michael CaineRachel WeiszHavey Keitel e Paul Dano.

Fonte: ANSA

La Giovane e Bella Marine Vacth raccontata da Francois Ozon

La Giovane e Bella Marine Vacth raccontata da Francois Ozon

 giovane e bella Le vediamo nelle loro espressioni di marmo, nei loro corpi androgini che sembrano rispecchiare l’assenza di emozioni in passerella. Eppure alla presentazione del film, sul tappeto rosso di Cannes, Marine Vacth ha ceduto alla commozione. Di sicuro non era la prima volta che si trovava sotto i riflettori, tuttavia, questa volta non ha messo in gioco solo la sua immagine ma anche il suo debutto da attrice, dopo alcuni ruoli secondari. È lei la protagonista di Giovane e bella, ultima pellicola di François Ozon, in uscita il 7 novembre in Italia.

Quattro diverse melodie composte da Françoise Hardy ci accompagneranno nelle quattro stagioni dell’adolescenza di Isabelle, ognuna delle quali narrata dal punto di vista di un personaggio (il fratello, un cliente, la madre e il patrigno). La diciassettenne, dopo aver perso la verginità durante l’estate, tornerà in città e inizierà, quasi per gioco, a prostituirsi, fin quando, in uno degli incontri, un avvenimento cambierà la sua vita.

giovane e bella posterAd affiancare la Vacth, ci sarà, nei panni della madre, Charlotte Rampling, nella sua quarta collaborazione con Ozon, ma anche Géraldine Pailhas, Frédéric Pierrot, Nathalie Richard e Johan Leysen.

Un film girato con la consapevolezza di dover rappresentare uno dei periodi più complessi della vita, un periodo in cui, ha ammesso Ozon, “violentiamo il nostro corpo per riuscire a sentirlo e spingere all’estremo i limiti”. La prostituzione si prestava a questo scopo. Isabelle cresce in una famiglia benestante, non ci sono problemi economici o famigliari a turbarla, c’è solo la voglia di riconfigurare la sua identità: è ancora ragazza, ma sta diventando una donna e, per farlo, cerca di accumulare esperienza senza che a muoverla ci sia la perversione. Il racconto dei diversi punti di vista è utile a far comprendere allo spettatore che le trasformazioni che coinvolgono la ragazza in primo luogo, hanno conseguenze sui personaggi che ha attorno.

Con la Trilogia del Lutto (Sotto la sabbia, Il tempo che resta, Il rifugio) il regista aveva sondato le dinamiche della perdita e della rinascita, della vita e della morte, passando poi per il successo internazionale con 8 donne e un mistero, un noir che riportava in auge alcune importanti attrici francesi (Catherine Deneuve, Fanny Ardant, Isabelle Huppert, Emmanuelle Béart, Virginie Ledoyen) e mescolava la commedia, il giallo e il musical. Oltre alla straordinaria capacità di sperimentare i generi più disparati, Ozon non disdegna di ispirarsi ad altre forme di narrazione come il teatro (dapprima con Gocce d’acqua su pietre roventi, 8 donne e un mistero, poi con Potiche – La bella statuina, fino al più recente Nella casa) e il romanzo (Angel – La vita, il romanzo, Ricky – Una storia d’amore e libertà).

È probabilmente uno dei registi che tiene alta la qualità del cinema francese, ormai priva di Rohmer e Truffautt. L’interesse per le dinamiche umane combinato a uno spirito ironico, fa sì che anche la tematica della sessualità venga trattata senza banalità e generalizzazioni.

giovane e bella 2

La gioia, recensione del film con Valeria Golino, Saul Nanni e Jasmine Trinca

Dal 12 febbraio al cinema, La gioia si inserisce nel solco delicato e scivoloso dei film ispirati a fatti di cronaca nera, ma sceglie consapevolmente di allontanarsi dal meccanismo del racconto giudiziario o sensazionalistico. Liberamente ispirato alla vita della professoressa Gloria Rosboch, il film non punta a ricostruire una vicenda reale, ma a creare un clima emotivo: le attese, le illusioni, le dipendenze affettive e le manipolazioni quotidiane. Il punto di vista non è quello dell’indagine, ma dell’anima ferita.

Gioia, professoressa di francese interpretata da Valeria Golino, vive una vita apparentemente ordinaria e silenziosa: abita ancora con i genitori, non ha relazioni sentimentali, si muove in uno spazio domestico e mentale che sembra immobile. È una donna che ha imparato a desiderare poco, o meglio, a non permettersi di desiderare. L’incontro con Alessio Benedetti (Saul Nanni), giovane inquieto e ribelle, rompe questo equilibrio precario e apre una breccia che diventerà lentamente una voragine.

Cortesia – Ufficio stampa Film Fosforo

Due velocità, una stessa prigione

Il cuore tematico del film risiede nel rapporto tra Gioia e Alessio, costruito come l’incontro tra due solitudini opposte e, al tempo stesso, speculari. Gioia incarna la prigione di chi procede sempre troppo lentamente, di chi ha rinunciato a vivere pienamente per paura di affrontare la realtà. Alessio, al contrario, rappresenta la prigione di chi corre troppo veloce, di chi vive solo col corpo e i suoi impulsi, senza un vero centro emotivo. La sua esistenza è sospesa in un vuoto di libertà apparente, mentre Gioia è intrappolata in una “prigione dorata”: una casa accogliente, la madre che prepara la cena, il letto sempre pronto, ma un’esistenza che non le appartiene davvero. Alessio, invece, pur godendo di autonomia, non possiede un luogo sicuro in cui sentirsi protetto; la libertà diventa, paradossalmente, una forma di esilio emotivo.

Il film mostra con grande precisione come queste due velocità non si compensino, ma come si alimentino reciprocamente, generando una dinamica disfunzionale e dolorosa. Gioia proietta su Alessio la speranza di un riscatto, di un amore tardivo e di un risveglio emotivo, mentre Alessio vede in lei una presenza da sfruttare, un appiglio emotivo ed economico. Eppure, a tratti, sembra che tra loro possa nascere una vera reciprocità: è in quegli istanti, negli abbracci spontanei o nelle ripetizioni di francese, che il film sorprende lo spettatore, mostrando quanto fragile e al tempo stesso magnetica possa essere la connessione tra due mondi così distanti.

La gioia: il contesto familiare e la complicità silenziosa

Attorno a questa relazione si muove un mondo adulto che dovrebbe proteggere, ma che finisce invece per alimentare le mancanze, consapevolmente o meno. La madre di Alessio, Carla (Jasmine Trinca), è una figura ambigua: sospesa tra affetto e controllo, incapace di porre limiti concreti al figlio o di comprenderne davvero i turbamenti. Cosimo (Francesco Colella), amico di famiglia, completa questo triangolo inquietante, incarnando una complicità silenziosa che rende l’intero sistema ancora più soffocante e privo di rifugio per chi vi abita dentro.

Il film suggerisce con forza che il male non nasce mai nel vuoto, ma all’interno di relazioni disfunzionali che si autoalimentano. Nessuno è completamente innocente, nessuno completamente colpevole: ciò che emerge è un tessuto umano fragile, incapace di riconoscere l’abuso emotivo prima che sia troppo tardi.

Cortesia – Ufficio stampa Film Fosforo

Le interpretazioni: Golino e Nanni al centro

Valeria Golino offre una delle sue interpretazioni più intense e dolorose. La trasformazione fisica accompagna una metamorfosi interiore fatta di micro-espressioni, posture chiuse, sguardi che chiedono senza osare. Gioia è un personaggio costruito con enorme rispetto: mai ridicolizzata, mai giudicata, sempre osservata nella sua vulnerabilità. Memorabile la scena in cui ascolta Reality, celebre colonna sonora de Il tempo delle mele: un momento sospeso, quasi adolescenziale, che restituisce tutto il bisogno d’amore e di riconoscimento della protagonista.

Saul Nanni sorprende per la maturità con cui interpreta Alessio. Il suo personaggio non è un “mostro”, ma un giovane cinico, seduttivo, profondamente vuoto. La sua capacità di alternare fascino e crudeltà rende ancora più disturbante la dinamica della relazione, proprio perché credibile.

La sceneggiatura, vincitrice del Premio Franco Solinas 2021, nasce dall’opera teatrale Se non sporca il mio pavimento – Un melò di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori. Questa origine teatrale si avverte nella centralità dei dialoghi, nei lunghi confronti a due, ma soprattutto nell’attenzione ai dettagli emotivi più che all’azione. La regia sceglie la sottrazione, evitando picchi melodrammatici e affidandosi a una messa in scena sobria, quasi trattenuta, che amplifica il senso di inevitabilità. Il film è stato presentato in concorso alle Giornate degli Autori, nell’ambito dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nel 2025, distinguendosi come unico titolo italiano in gara.

Cortesia – Ufficio stampa Film Fosforo

Amore, menzogna, opportunismo

La gioia è un film che interroga lo spettatore su confini scomodi: dove finisce l’amore e inizia l’opportunismo? Quanto siamo disposti a credere alle bugie, pur di non affrontare la solitudine? Il titolo stesso assume un valore amaramente ironico: la gioia non è mai pienamente raggiunta, ma resta un miraggio, una promessa continuamente rimandata.

Tra occhi che piangono e bocche che mentono, tra stagioni della vita che si incontrano senza davvero comprendersi, il film costruisce un ritratto doloroso e necessario della fragilità umana. Non offre consolazione, né facili risposte. Ma lascia addosso un’inquietudine persistente, che è forse il suo risultato più onesto.

La Gente Che Sta Bene: recensione del film con Claudio Bisio

La Gente Che Sta Bene: recensione del film con Claudio Bisio

E’ l’Italia cinica, l’Italia degli avvocati senza scrupoli e della cosiddetta “Gente Che Sta Bene” in barba alla crisi: questo è l’affresco che dipinge Francesco Patierno nella sua ultima commedia tragicomica tratta dall’omonimo libro di Federico Baccomo (edito da Marsilio).

Distribuito in 300 copie dal 30 Gennaio, La Gente Che Sta Bene narra la storia del narcisista  avvocato Umberto Maria Durloni (Claudio Bisio) che vede il suo successo nell’insuccesso del prossimo, che si arricchisce sulle spalle degli altri, egoista e furbo senza una vera e propria preparazione. Nella sua testa vive in un mondo perfetto: ottimo lavoro, una moglie adorabile e accondiscendente Carlita (Margherita Buy), due figli e la possibilità di poter decidere lui sempre le regole del gioco. Finché qualcosa incomincia a non quadrare: il castello che si stava lentamente costruendo si tiene su in un equilibrio precario.

Conosce la femme fatale Morgana (Jennipher Rodriguez) con cui instaura da subito un intesa: peccato che lui ami Carlita e lei sia la  bellissima moglie dell’avvocato squalo Patrizio Azzesi (un inedito Diego Abatantuono da gli occhi blu) un possibile futuro contatto di lavoro. Da qui  è tutto  un  susseguirsi di avventure tragicomiche. Si tratta di “chi la fa la aspetti” ma anche di “dalle stelle alle stalle”.

La Gente Che Sta BeneLa regia di Francesco Patierno ritrae un perfetto quadretto della situazione italiana, dove crisi, tasse e precarietà risultano essere i problemi solo di qualcuno. Ma essendo il film un ritratto della realtà, non è piacevole vederla rappresentata come sorta di commedia. Il tono di tutto il racconto oscilla tra il comico e il seriamente tragico, quasi deprimente. E’ un tipo di cinismo che siamo così abituati a vedere tutti i giorni, che il personaggio interpretato da Claudio Bisio risulta insopportabile dall’inizio alla fine della pellicola. Stessa cosa che capita con il ruolo antipatico ed estremamente negativo di Abatantuono. Per quanto i ruoli calzino a pennello agli attori e risultino credibilissimi, è fastidioso che dei personaggi così siano al centro della storia e non siano invece comprimari.

Viceversa i ruoli femminili sono la parte positiva di La Gente Che Sta Bene: Margherita Buy ancora una volta regala una grande interpretazione come donna vittima dell’ego dell’uomo che le sta accanto, affidando a sguardi e silenzi più di quanto le parole potrebbero dire. Dall’altra parte c’è la tormentata Jennipher Rodriguez che, se inizialmente è rappresentata come mela marcia che allontana dal tracciato il protagonista, sarà poi anch’essa una vittima di questa società. Venduto come commedia, con interpreti da classica commedia italiana, il film farà uscire lo spettatore dal cinema con l’amaro in bocca.

La Gente Che Sta Bene conferenza stampa

La Gente Che Sta Bene conferenza stampa

Arriva al cinema il 30 Gennaio il film La Gente Che Sta Bene per la regia di Francesco Patierno. La storia, tratta dall’omonimo romanzo di Federico Baccomo , dipinge uno spaccato dell’Italia poco raccontato ma più che presente : quella parte di popolazione , che in barba alla crisi, continua a vivere bene, tra furberie varie e giochi di potere. A presentare a Roma la pellicola , che sarà distribuita dalla 01 in 300 copie in tutta Italia , è intervenuto tutto il cast Claudio Bisio, Diego Abatantuono , Margherita Buy , Jennipher Rodriguez e Carlo Buccirosso, oltre che al regista Patierno e all’autore e co-sceneggiatore Baccomo.

“L’obiettivo che io e Federico Baccomo avevamo era quello di inserire , all’interno di storia che poteva sembrare tutta al maschile, una sotto storia al femminile. Non un elemento che fosse sbandierato dalle prime scene, piuttosto volevamo trasmettere piano piano il messaggio allo spettatore. “ commenta il regista Francesco Patierno in merito alla sua visione del film. “E questa era una cosa che mi affascinava molto del libro di Baccomo e realizzarla così è stata una nostra volontà molto precisa.”

La gente che sta bene cast

Claudio Bisio  mette subito in chiaro uno dei motivi che lo hanno spinto ad accettare il ruolo del protagonista del film , l’odioso avvocato Umberto: ” Uno dei motivi per cui sono felice di aver fatto questo film è aver finalmente recitato con Margherita Buy – bisogna dirglielo quant’è brava! Sia per come era stato disegnato il suo personaggio che per come lei l’ha interpretato. Umberto è il personaggio più negativo che io abbia mai interpretato, ma i silenzi di Margherita, l’amore che dimostra per il mio personaggio lo salvano. Gli donano umanità. E’ facile recitare quando hai 10 righe di copione da dire, ma i silenzi, e la puntualità di Margherita sono preziosi e ci vuole molta intelligenza per un’attrice nell’approcciare un ruolo così.”

Accoglie timida i complimenti Margherita Buy, che ha il ruolo della moglie dell’avvocato, Carlita : ” Per me questa  è stata una bella occasione di rappresentare un personaggio femminile che sapesse ciò che stava facendo. Una donna che conosceva il suo valore, molto risolta, ma che riusciva comunque ad andare avanti con accanto un uomo, diciamolo, deficiente ed egoista. Un personaggio diverso e nuovo per me e che mi è piaciuto molto.” E sul suo ruolo interviene Patierno : ” Abbiamo molto lavorato sul libro, cambiando alcuni personaggi e aggiungendo cose, e ad esempio abbiamo dato più spessore e rilevanza al personaggio di Carlita. Anche se l’anima del libro rimane molto presente.”

La gente che sta bene

Per quanto il protagonista del film, Umberto, sia facilmente detestabile, spetta a Diego Abatantuono il ruolo di vero antipatico, con degli inediti occhi blu mare. “Avevo proposto anche dei denti finti per fare il mio personaggio più cattivo, ma non me l’hanno permesso!”, commenta l’attore che si è presentato alla conferenza stampa con un piccolo ventilatore portatile (n.d.r. siamo a gennaio!) per poi addentrarsi nello spiegare il suo ruolo : “Il mio personaggio è ben delineato. Ne ho fatti io di cattivi nei film, ma questo è proprio uno stronzo!  Mi ha dato tante soddisfazioni. Interpretare ruoli negativi è molto piacevole perché poi vai a casa e torni buono. Recitare con Claudio per me è un piacere e con Patierno mi piace molto lavorare, è uno dei più bravi registi che abbiamo in italia. Questo è film coraggioso, originale e particolare. Un film che non si vede spesso :  una denuncia di uno spaccato di vita. Un settore poco frequentato e poco raccontato nei film e per questo molto originale.”

Interviene anche l’attrice di origini venezuelane Jennipher Rodriguez : “Questo è il mio primo vero debutto cinematografico e sono contentissima mi sia capitato un ruolo del genere. Tant’è che mi sarebbe piaciuto recitare di più da quanto più piaciuta questa sceneggiatura.” . “Di Jennipher mi ha impressionato la sua spontaneità al provino, per questo l’ho scelta.” sottolinea Patierno.

“Mi piace molto questo lavoro:  un anno fa ho lasciato la tv , Zelig in particolare , per dedicarmi totalmente al cinema. Ho 57 anni e quest’opportunità non la considero eterna.Come renzi, anch’io mi gioco tutto in pochi mesi. si confessa e scherza Claudio Bisio, ormai attore a tempo pieno apprezzatissimo nelle commedie all’italiana.  “La Gente Che Sta Bene la considero una commedia ma a tinte più forti. Quando Francesco Patierno mi ha parlato del libro, quando ancora non c’era la sceneggiatura, l’ho amato da subito. Perché questa è una comicità che io amo, questo cinismo, che a volte mi viene da dire poco italiano ma in realtà alcuni film italiani sono proprio così. Io sto molto attento a ciò che dice la critica, e prendo sempre atto delle critiche di giornali e web e vengo spesso accusato di buonismo nei miei film. Ecco non penso proprio che questo film possa essere accusato di buonismo.”

E cosa ne pensa l’autore del libro, di questa trasposizione cinematografica a cui ha anche partecipato come autore della sceneggiatura?

“Ci ho messo tanto a trovare la voce del personaggio mentre scrivevo il libro nel 2008. Il personaggio di Umberto è un’uomo che si illude sempre. Non  illude solo gli altri, ma anche se stesso. E’ un tipo un po’ truffaldino che in ogni situazione vede solo la parte positiva della medaglia.” risponde Federico Baccomo, autore anche di Studio Illegale da cui è stato tratto un film con Fabio Volo nel 2009. “La mia grande fortuna è stata che Francesco Patierno ha capito da subito gli occhi del personaggio. Ha capito che Umberto non è cattivo, ma goffo. E’ una persona che non ha imparato bene la lezione. E poi nel libro Umberto parlando con Carlita si immagina chi potrebbe interpretare la storia della sua vita in un film e pensa a Claudio Bisio, e quando ho scoperto che il lizza per il ruolo c’era proprio Bisio l’ho trovato molto divertente. Al mio protagonista sarebbe piaciuta molto quest’ironia!”.

50069

La gemma della nostra vita: il significato del finale del film

La gemma della nostra vita: il significato del finale del film

La gemma della nostra vita è il dramma romantico tratto dall’omonimo romanzo di Emily Spindle, pubblicato nel 2017. Il film, diretto da Peter Benson, si sviluppa attorno a una narrazione intima e malinconica che riflette sulla memoria, sull’amore perduto e sulla possibilità di trovare redenzione anche dopo gli errori più dolorosi. La pellicola riesce così a trasportare su schermo le atmosfere delicate e sospese del romanzo, mettendo al centro della narrazione il legame tra passato e presente attraverso la metafora della “gemma” come simbolo di ciò che si perde e di ciò che si conserva nel cuore.

Il film racconta la storia di Benedict ed Emilia, due anime tormentate che si perdono ma possono ancora ritrovarsi, se sceglieranno di aprirsi al cambiamento. In bilico tra nostalgia e speranza, La gemma della nostra vita esplora i limiti del perdono e la forza del ricordo, mescolando momenti di intensa introspezione con sequenze visivamente evocative. Il titolo stesso allude a un oggetto carico di valore affettivo, ma anche a ciò che ognuno custodisce come il proprio tesoro più intimo e vulnerabile.

L’articolo che segue si concentrerà in particolare sul finale del film, momento chiave in cui tutte le linee narrative convergono e trovano compimento. Verranno analizzati gli eventi conclusivi in modo dettagliato, così da offrire una spiegazione approfondita del significato simbolico e tematico dell’epilogo, dalla riconciliazione con il dolore all’importanza della memoria e la possibilità di ricominciare. Un viaggio che si chiude guardando al futuro, ma senza dimenticare le ombre del passato.

Tom Everett Scott and Ella Ballentine in La gemma della nostra vita
Tom Everett Scott and Ella Ballentine in La gemma della nostra vita

La trama di La gemma della nostra vita

Protagonista del film è Benedict Stone, un gioielliere che vive su un’isola nel Puget Sound, un’insenatura nel Nord-ovest Pacifico, nello Stato di Washington. Dopo dieci anni di matrimonio, sua moglie Emilia, un’insegnante e aspirante artista, decide di lasciarlo. Il loro sogno di avere un figlio non si è mai realizzato, e il peso del fallimento ha logorato il loro legame. La solitudine di Benedict viene però spezzata dall’arrivo improvviso di Gemma, un’adolescente vivace che si rivela essere la figlia di suo fratello Charlie, con il quale non ha più rapporti da vent’anni dopo una lite mai risolta.

Gemma dice di essere lì con il consenso del padre, anche se non può contattarlo. La sua presenza caotica porta scompiglio nella vita di Benedict, ma anche una scintilla di novità. Affascinata dalle storie delle pietre preziose che Benedict lavora, proprio come lo facevano un tempo i suoi nonni, Gemma lo spinge a riscoprire la passione per il suo mestiere e per la vita. Vedendo la sofferenza nascosta dello zio, decide di aiutarlo a riconquistare Emilia, suggerendogli piccoli gesti romantici e parole sincere. Ma Benedict dovrà anche confrontarsi con il passato, ricucire il rapporto col fratello e affrontare le sue paure.

Il significato del finale del film

Nel finale di La gemma della nostra vita, il protagonista riesce finalmente a fare pace con se stesso e con le persone a lui più care. Dopo settimane passate ad accudire sua nipote Gemma, che irrompe nella sua vita all’improvviso, Benedict impara a sciogliere le proprie rigidità emotive e a guardare oltre la monotonia e la chiusura che avevano caratterizzato la sua esistenza. La svolta definitiva arriva quando Benedict affronta la causa principale del suo malessere: la separazione da sua moglie Emilia, con cui non era mai riuscito a comunicare apertamente i propri sentimenti.

Mía Maestro and Tom Everett Scott in La gemma della nostra vita
Mía Maestro and Tom Everett Scott in La gemma della nostra vita

Dopo aver trovato la forza di ammettere i propri errori, Benedict le scrive una lettera sincera, dove esprime tutto il suo amore e la volontà di cambiare. Nel frattempo, Gemma – che inizialmente era arrivata da lui in fuga da una situazione familiare difficile – decide di tornare a casa, portando con sé un bagaglio emotivo più leggero e un nuovo sguardo sulla propria famiglia. Nel finale, saluta Benedict lasciandogli un ciondolo fatto a mano con le pietre preziose del suo negozio: un simbolo del legame profondo che hanno costruito e dell’importanza di “brillare” anche nei momenti bui.

Questo gesto racchiude il cuore del film: trovare luce nelle relazioni, nella comprensione reciproca e nella volontà di guarire.  Il film si conclude così con Benedict che riapre il suo negozio di gioielli, questa volta con uno spirito completamente nuovo. Non più luogo di mera routine, ma spazio creativo e relazionale, dove ogni pietra lavorata assume un significato simbolico. Poco dopo, Emilia fa il suo ingresso nel negozio: i due si scambiano uno sguardo carico di emozione e si abbracciano, segnando l’inizio di una riconciliazione autentica.

Non ci sono parole, solo gesti che parlano di perdono, fiducia e amore ritrovato. Il finale di La gemma della nostra vita rispecchia così perfettamente i suoi temi principali: la rinascita personale attraverso l’amore e l’empatia, il valore della famiglia, e la capacità di ricominciare anche dopo lunghi silenzi e incomprensioni. Soprattutto, però, è un finale che esalta il cambiamento quale atto coraggioso che permette di giungere a nuovi orizzonti. È una chiusura dolce e ottimista, che celebra la possibilità di brillare interiormente quando si sceglie di aprire il cuore.

La gelosia: recensione del film con Louis Garrel

La gelosia: recensione del film con Louis Garrel

Passato a Venezia quasi un anno fa, arriva nelle sale La gelosia, l’ultimo lavoro di Philippe Garrel. Il cineasta francese figlio della Nouvelle Vague, due volte Leone d’Argento, porta sullo schermo una storia di famiglia: quella di suo padre – l’attore Maurice Garrel – della fine dell’amore con sua madre – quando Philippe è ancora un bambino – e della sua passione, la più grande della vita, per un’altra donna, che lo lascerà.

La gelosia è una storia di famiglia in tutti i sensi: Louis Garrel, figlio del regista, al quarto film col padre, è protagonista nei panni di suo nonno Maurice, mentre Esther Garrel, sorella di Louis, lo è anche sullo schermo; sceneggiatura del regista e della sua compagna Caroline Deruas, con Arlette Langmann e Marc Cholodenko. La storia è vista con gli occhi del protagonista maschile, guardato dal regista con profondo affetto filiale, sottolineando un amore e un accudimento mai venuti meno. La piccola Charlotte (vivace ed efficace Olga Milshtein) che, con un cambio di genere, è Philippe bambino, ricambia l’affetto paterno, affascinata dalla nuova compagna del padre.

Scenografie essenziali, pochi personaggi cardine, cinema della quotidianità, con momenti di vera freschezza e spontaneità, tra cui quelli padre – figlia, o tra i due fratelli. Il fulcro sono i rapporti genitori-figli e quelli di coppia. Domina la difficoltà, soprattutto nel rapporto di coppia, pur nell’amore. Difficoltà a comunicare, specie verbalmente.

Un bianco e nero che riporta indietro, ma l’ambientazione è contemporanea. Cinema d’immagini: ciascuna inquadratura è una precisa scelta, con elementi evocativi, rimandi interni e simmetrie. Ciò che resta, non sono le parole, dosate, ma gesti, sguardi, volti, silenzi. Su viso e mani si sofferma in particolare il regista. Fotografia (bellissima, di Willy Kurant) ed estetica sono estremamente curate. I gesti del protagonista verso la sua amata – Claudia (Anna Mouglalis), attrice in cerca d’affermazione – esprimono sì amore, ma anche volontà di trattenere, di proteggere ma al tempo stesso non lasciar andare, possessività, incapacità di staccarsi anche fisicamente da chi si ama.

In Claudia domina un’insoddisfazione, un desiderio di libertà che la porta ad allontanarsi. Il film indaga, dunque, le dinamiche relazionali tra due caratteri introversi, mostra un’emotività spesso trattenuta. Da qui il rischio che possa apparire freddo, pur con due bravi protagonisti, a chi è abituato a un cinema in cui tutto è esposto, a volte anche sovraesposto, sia al livello fisico, che verbale. Qui, invece, si richiede l’attivazione dello spettatore, un’attitudine alla riflessione per cogliere la profondità del lavoro, un maggiore impegno.

Ne vale certamente la pena, se amate un’estetica del cinema significante, non fine a sé stessa, l’attenzione ai dettagli (tra gli altri, una passione per i tessuti rigati, una cartina di Venezia lido), un’efficace analisi di relazioni tormentate e travagli interiori.

La Gabbia Dorata recensione

La Gabbia Dorata recensioneQuando le barriere sociali, nazionali e razziali sono scavalcate da un unico e viscerale bisogno, e gli artificiali confini annientati da una comune sete di speranza, un film come La gabbia dorata non può che lasciarci di stucco per la lealtà con cui tratta il dramma della migrazione e la sua penosa esegesi in uno scenario empio, ostile. Il film è l’opera prima per il regista Diego Quemada Diéz che si è aggiudicato il Premio Gillo Pontecorvo al 66° Festival di Cannes, nonché quello di Miglior Film alla 43° edizione del Giffoni Film Festival.

Juan, Sara e Samuel, tre sedicenni del Guatemala debosciato e malfamato, alle prese con un’interminabile e faticoso viaggio verso l’eldorado, la terra promessa e tanto sognata, quell’America dorata che seppur dietro l’angolo appare lontanissima. Lungo il cammino i tre ragazzi si imbatteranno in Chauk, un indio del Chiapas, che insegnerà loro a comunicare con il cuore e con l’anima.

La Gabbia Dorata recensione posterFrustrazione e sofferenza, paura e senso di smarrimento. La strada è lunga e insidiosa, con banditi e poliziotti pronti a minacciare la loro corsa, mettendoli faccia a faccia con la morte o rispedendoli nell’inferno da cui scappano. Ma l’eco di una vita migliore e il fremito che li trascina verso Nord è inarrestabile, tanto da rendere gli sconfinati binari un tassativo trampolino verso l’inaudita libertà.

La pellicola si apre con un silenzio tombale che ci trascina, dopo una rapida occhiata ai tre ragazzini, nella foresta guatemalteca, nel cuore di una laconica wilderness, dove a risuonare sono solo il rumore dei loro passi, il triste lamento degli uccelli e il fruscio del vento. Un treno in corsa fende la natura tentacolare. E quando la quiete lascia spazio al commento musicale, a trapelare sono solo l’angoscia e l’avvilimento per un viaggio che si preannuncia amaro e sfibrante. Un cammino che non è solo una sorta di rito iniziatico verso la California, ma anche e soprattutto un percorso di crescita, di conoscenza e di scoperta.

Diego Quemada-Diez scruta con la sua cinepresa al di là di barriere e grate, mostrando la sua esigenza di scavare in profondità, e di riportare dettagli apparentemente irrilevanti ma che danno la giusta misura a ciò che vuole trasmetterci.

Una storia che affonda le sue radici nella tragica realtà del Guatemala, e che il regista imbastisce a partire da molteplici racconti di vita vissuta, prediligendo un taglio documentaristico. Non un viaggio che pur ispirandosi alla realtà, finisce per distaccarsene e diventare una storia meramente cinematografica, ma un racconto minimale, semplice, girato in Super16 che, sfruttando lentezza narrativa, recitazione spontanea e budget esiguo, vuole  comunicare un’estratto di vita quotidiana e il suo intimo disagio.

La FURIOSA di Anya Taylor-Joy è pronta per la guerra sulle nuove copertine di Total Film

0

Furiosa: A Mad Max Saga arriverà nelle sale il mese prossimo e Total Film ha rivelato un nuovo look di Anya Taylor-Joy (The New Mutants, Dune: Parte Due) nei panni della versione più giovane della guerriera delle terre desolate che abbiamo incontrato per la prima volta nel capolavoro post-apocalittico di George Miller, Mad Max: Fury Road.

Il prequel inizia con Furiosa che viene rapita dalla sua casa nel Luogo Verde delle Molte Madri e viene coinvolta nella faida tra gli spietati signori della guerra Dementus (Chris Hemsworth) e Immortan Joe (Lachy Hulme).

Cosa ha detto George Miller su Furiosa: A Mad Max Saga

“Questa è senza dubbio l’odissea di una persona che viene portata via da casa sua e trascorre il resto della sua vita cercando di tornare a casa“, ha detto George Miller a EW in una recente intervista. “Non voglio svelare troppo, ma il fatto è che Furiosa, per sopravvivere come bambina in un mondo in extremis, deve avere molte risorse innate“.

Quello che è notevole è che vediamo alcune persone sopportare [questi estremi] e comunque emergere con un certo grado di magnificenza umana“, continua il regista. “Altre ne sono schiacciate e si perdono per strada. Così, dal comportamento della madre si può vedere il tipo di cose che la figlia eredita nella storia. Penso che in un certo senso siamo il prodotto dei nostri genitori e di quelli che sono venuti prima. E come esseri umani prendiamo tutto quel materiale e negoziamo il mondo. Credo che questa sia la storia di tutti noi, in un modo o nell’altro. Ed è così anche in questa storia“.

Furiosa: A Mad Max Saga, quello che sappiamo sul film

InFuriosa: A Mad Max Saga  Anya Taylor-Joy assume il ruolo che è stato di Charlize Theron in Mad Max: Fury Road. La sinossi ufficiale recita: mentre il mondo va in rovina, la giovane Furiosa viene strappata dal Luogo Verde delle Molte Madri, e cade nelle mani di una grande Orda di Motociclisti guidata dal Signore della Guerra Dementus. Attraversando le Terre Desolate, si imbattono nella Cittadella presieduta da Immortan Joe. Mentre i due tiranni si battono per il predominio, Furiosa deve sopravvivere a molte prove e mettere insieme i mezzi per trovare la strada di casa.

Taylor-Joy ha rivelato che il film è molto diverso da Fury Road. Mentre quest’ultimo era un “road movie” che si svolge in pochi giorni, questo nuovo film è invece descritto come un racconto più “epico, che si svolge su un più lungo periodo di tempo, e in un certo senso impari a conoscere Furiosa meglio in questo modo“. Atteso da molti anni e a lungo bloccato da una disputa legale tra Miller e la Warner Bros. il film è ora in fase di post-produzione. Furiosa è scritto, diretto e prodotto da George Miller insieme al suo partner di produzione di lunga data Doug Mitchell. Oltre a Taylor-Joy, nel film ci sarà anche Chris Hemsworth nel ruolo del villain. Furiosa debutterà nelle sale il 24 maggio 2024.

 

La furia di un uomo – Wrath of Man: la spiegazione del finale

La furia di un uomo – Wrath of Man: la spiegazione del finale

Guy Ritchie è un grande narratore che intrattiene il pubblico con il suo stile dinamico da quasi due decenni. Con i suoi film ha proposto nuovi contesti, personaggi e modi di raccontare gli ambienti criminali, dando nuova vita al gangster movie. Ogni suo lungometraggio è un’opera estremamente riconoscibile e personale, il che lo rende uno dei registi più apprezzati e ricercati da spettatori di tutto il mondo. Mentre si attende in sala il suo nuovo film, The Ministry of Ungentlemanly Warfare, tra i suoi titoli recenti più apprezzati vi è senza dubbio La furia di un uomo – Wrath of Man (qui la recensione), del 2021.

Remake del film francese del 2004 Cash Truck (Le Convoyeur), diretto da Nicolas Boukhrief, questo lungometraggio lo vede riunirsi con uno dei suoi attori feticcio, Jason Statham, dando vita ad un tesissimo thriller d’azione incentrato su dei tentativi di furto ai danni di furgoni blindati. Naturalmente c’è molto di più di questo, per un film che ha ribadito – ammesso che ce ne fosse ancora bisogno – la grande dimestichezza che Ritchie vanta con questo genere, tra scene dal grande impatto adrenalinico fino alla gestione dei suoi protagonisti e delle loro follie.

Per chi apprezza il regista, è questo un film che segna quasi un ritorno alle origini e che entusiasma proprio per la grinta con cui il tutto viene messo in scena ed offerto allo spettatore. In questo articolo, approfondiamo dunque alcune delle principali curiosità relative a La furia di un uomo – Wrath of Man. Proseguendo qui nella lettura sarà infatti possibile ritrovare ulteriori dettagli relativi alla trama, al cast di attori e alla spiegazione del finale. Infine, si elencheranno anche le principali piattaforme streaming contenenti il film nel proprio catalogo.

La furia di un uomo - Wrath of a Man film trama
Jason Statham in La furia di un uomo – Wrath of Man. Foto di Metro Goldwyn Mayer Pictures – © 2021 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved

La trama di La furia di un uomo – Wrath of Man

Dopo un’imboscata mortale a una delle loro auto blindate, la Fortico Securities con sede a Los Angeles assume come guardia un misterioso nuovo dipendente, Patrick Hill, che diventa noto semplicemente come “H.” Mentre impara le basi dal partner Bullet, H inizialmente sembra essere un tipo tranquillo e intenzionato semplicemente a fare il suo lavoro per guadagnarsi da vivere. Ma quando lui e Bullet diventano l’obiettivo di un tentativo di rapina, le formidabili abilità di H vengono alla luce. Non solo è un tiratore esperto che è ugualmente abile nel combattimento corpo a corpo, ma H è anche spietato e letale.

Il cast del film

Ad interpretare Patrick Hill vi è l’attore Jason Statham, qui alla sua quarta collaborazione con Ritchie dopo Lock & Stock – Pazzi scatenati (1998), Snatch – Lo strappo (2000) e Revolver (2005). Due anni dopo sono tornati a lavorare insieme per Operation Fortune (2023). Accanto a lui, nel ruolo della guardia Haiden “Bullet” Blaire vi è l’attore Holt McCallany, noto per essere stato uno dei due protagonisti della serie Mindhunter Josh Hartnett ricopre il ruolo di “Boy Sweat” Dave Hancock, altra guardia della Fortico, mentre Jeffrey Donovan è Jackson Ainsley, ex sergente di plotone.

Vi è poi nel film Scott Eastwood nel ruolo di Jan, ex militare, guidato da Jackson. Guy Ritchie è sempre stato un grande fan di Clint Eastwood e quindi era entusiasta di poter lavorare con suo figlio Scott in questo film. Completano il cast Andy García nel ruolo dell’agente FBI King, Eddie Marsan nel ruolo di Terry Rossi, un manager di Fortico e Rob Delaney in quelli di Blake Halls, boss della Fortico. Vi è poi in La furia di un uomo – Wrath of Mananche la partecipazione del cantante Post Malone nel ruolo di un rapinatore.

La furia di un uomo - Wrath of a Man cast
Post Malone in La furia di un uomo – Wrath of Man. Foto di Metro Goldwyn Mayer Pictures – © 2021 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc. All Rights Reserved

La spiegazione del finale di La furia di un uomo – Wrath of Man

Per tutta la durata di La furia di un uomo – Wrath of Man, i furgoni blindati gestiti dalla Fortico Security vengono costantemente presi d’assalto. Il terzo atto ruota attorno a H che sventa il malvivente che non solo ha compiuto tali assalti, ma ha anche ucciso suo figlio Dougie. Alla fine del film, H non solo ottiene dunque la sua vendetta, ma la compie nello stesso modo per cui è morto suo figlio. Mettendo alle strette Jan, l’ultimo uomo rimasto in piedi della squadra che ha rovesciato i blindati, H gli fa leggere il referto dell’autopsia del figlio.

Si scopre dunque che, quando Jan ha sparato a Dougie, ha colpito fegato, polmoni, milza e cuore. H procede pertanto a sparare a Jan in ognuno di questi punti, completando il suo piano di vendetta e ponendo fine a un lungo gioco che ha portato avanti per diversi mesi e sotto una presunta identità. Patrick Hill è infatti uno pseudonimo e che il suo vero nome è Mason Hargreaves. Egli, inoltre, è a capo di un impero criminale e ha anche legami con l’FBI, ricevendo da loro le informazioni necessarie per scoprire l’identità della banda che ha ucciso suo figlio nella rapina che apre il film.

Poiché i rapinatori che hanno ucciso suo figlio sembrano colpire solo i camion della Fortico Security, H elabora dunque il piano di farsi assumere dalla compagnia. Non deve attendere molto perché i rapinatori tentino di rovesciare il camion in cui è presente H, ed è allora che egli può sfoggiare tutte le sue letali abilità, portando a termine la propria vendetta, smascherando anche il tradimento di Bullet, che lavora segretamente per il gruppo di rapinatori. Fatto ciò, al termine di La furia di un uomo – Wrath of Man, Mason può dunque tornare alle sue solite attività, potendo contare sulla protezione dell’FBI.

Il trailer di La furia di un uomo – Wrath of Man e dove vederlo in streaming e in TV

È possibile fruire di La furia di un uomo – Wrath of Man grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. Questo è infatti disponibile nei cataloghi di Apple TV e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e ad un’ottima qualità video. Il film è inoltre presente nel palinsesto televisivo di giovedì 25 aprile alle ore 21:20 sul canale Rai 2.

La furia dei Titani: trailer Italiano

0
La furia dei Titani: trailer Italiano

La furia dei titani (Wrath of the Titans) è un film previsto per il 2012 diretto da Jonathan Liebesman, sequel di Scontro tra titani del 2010. Già nel marzo del 2010 si è iniziato a parlare di un sequel, ancora prima dell’uscita nelle sale di Scontro tra titani. Ad aprile 2010 è stato comunicato che il regista Louis Leterrier non avrebbe diretto il sequel, ma che sarebbe stato produttore esecutivo della pellicola.

Lo sceneggiatore Greg Berlanti ha iniziato a scrivere una storia, ma nel giugno 2010, la Warner Bros. ha assunto David Leslie Johnson e Dan Mazeau per scrivere la sceneggiatura. Inoltre viene comunicato che il film sarà girato direttamente in 3D, e non successivamente convertito. Nel mese di agosto 2010, il The Hollywood Reporter annuncia che Jonathan Liebesman ha firmato un accordo per dirigere il sequel.

Nel settembre del 2010, Liebesman ha confermato la presenza di Sam Worthington,Ralph FiennesLiam Neeson anche nel sequel. Al cast si aggiungono Bill Nighy nel ruolo di Efesto, Toby Kebbell, nel ruolo di Agenore, e Édgar Ramírez nei panni del Dio della guerra Ares, precedentemente interpretato da Tamer Hassan. Per il ruolo di Andromeda, interpretato da Alexa Davalos in Scontro tra titani, si è fatto il nome di varie attrici, tra cui Hayley Atwell, Janet Montgomery, Dominique McElligott e Clémence Poésy. Infine la parte è stata assegnata a Rosamund Pike. Le riprese sono iniziate il 23 marzo 2011, negli studi di fuori Londra. Successivamente le riprese hanno avuto luogo a Surrey, Inghilterra, e nelle Isole Canarie, più precisamente sulle isole di Tenerife e La Gomera. Il film verrà distribuito negli Stati Uniti, Regno Unito e Italia il 30 marzo 2012.

La Furia dei Titani: recensione del film con Liam Neeson

0
La Furia dei Titani: recensione del film con Liam Neeson

Torna sugli schermi in La Furia dei Titani l’eroe mitologico Perseo sempre impersonato da Sam Warthington che dopo Scontro tra Titani si cimenta in questa seconda impresa eroica; dopo aver sconfitto il kraken Perseo questa volta deve vedersela direttamente con Crono, il padre del padre degli dei, suo padre (!).

Ne La Furia dei Titani, Perseo, figlio di Zeus, ha rinunciato a governare il mondo dall’Olimpo insieme al padre divino. Ha scelto la sua parte mortale e vive con il figlio Helios (la moglie Io è morta) in una piccola comunità di pescatori. Ma gli uomini ormai non pregano più e i poteri divini degli dei si stanno assottigliando riducendoli a comuni mortali e provocando anche la distruzione di tutto ciò che essi hanno edificato. Tra queste opere c’è la prigione del Tartaro, dove Zeus, con i fratello Poseidone e Ade, ha rinchiuso Crono, il padre che voleva divorarli. Toccherà ai figlio degli dei andare in soccorso dei propri padri, e così Perseo dissotterra la spada e parte di nuovo all’avventura a cavallo di Pegaso. Con lui la principessa Andromeda e Agenore, figlio scapestrato di Poseidone.

La Furia dei Titani, il film

Archiviato il regista Louis Leterrier, che diresse Scontro tra Titani, il testimone è passato a Jonathan Liebesman, già regista di World Invasion, che gestisce molto bene il 3D, principale pecca del film precedente che era stato riconvertito. Di questo film si sapeva già che la trama sarebbe stata un terribile insalata: personaggi mitologici, divinità e semidei vengono infatti indebitamente sovrapposti e imparentati in un gioco perverso di snaturamento della mitologia che gli americani fanno quasi con piacere. Questo premettendo, La Furia dei Titani è una pellicola di puro intrattenimento, divertente e ottimamente realizzata, con un ritmo serrato, sequenze d’azione efficaci e degli effetti speciali davvero notevoli. Ottimo il 3D che riesce ad essere funzionale alla spettacolarizzazione e al racconto stesso, soprattutto nelle belle sequenze in cui scendiamo nell’Ade e arriviamo al Tartaro.

Il cast di La Furia dei Titani, oltre al ritorno di Warthington, annovera i due pezzi da novanta Liam Neeson e Ralph Fiennes che riprendono rispettivamente le tuniche di Zeus e Ade; nuova attrice invece per la regina Andromeda, tolta di mezzo Alexa Davalos, il ruolo è stato ora affidato alla bionda Rosamund Pike, forse non proprio a suo agio nei corsetti e nei gonnellini da guerriera; infine Edgar Ramirez è Ade, dio della guerra e figlio rancoroso, mentre Toby Kebbell è il cugino Agenore, figlio di Poseidone, ladro, bugiardo, ma dalla fede salda e dal cuore d’oro. La Furia dei Titani non ha pretese, si offre allo spettatore per quello che è, un’ora e quaranta di divertimento con gli occhialini sul naso.

La Furia dei Titani: ecco i ciclopi

0
La Furia dei Titani: ecco i ciclopi

Ecco una featurette de La Furia dei Titani in cui possiamo ammirare i Ciclopi in tutta la loro gigantesca potenza distruttiva.

Riusciranno Perseo/Sam Warthington e Andromeda/Rosamund Pike a scamparla?

La furia dei titani: dal cast al sequel, tutto quello che c’è da sapere sul film

Dopo il buon successo di Scontro tra titani, film epico del 2010, la Warner Bros. decise di realizzare quanto prima un sequel diretto. Cavalcando l’onda dell’interesse per i film di genere epico e mitologico, è così arrivato in sala nel 2012 La furia dei titani (qui la recensione). Alla regia vi è Jonathan Liebesman, mentre nel cast si ritrovano alcuni degli attori presenti nel precedente capitolo insieme a diversi notevoli nuovi ingressi.

Se Scontro tra titani era il remake dell’omonimo film del 1981, La furia dei titani dovette fare affidamento su una storia originale, con personaggi ed elementi però derivati dalle opere precedenti. Dopo un lungo processo di scrittura si arrivò così a confezionare una storia ancor più epica, ricca di azione ed avventura. In particolare, il film è stato da subito girato tramite la tecnologia del 3D, e non successivamente riconvertito.

Al momento dell’uscita in sala, tuttavia, La furia dei titani non riuscì ad eguagliare il successo del precedente film. L’interesse vero tale tipologia di film sembrava già essersi in parte spento. Rivedere oggi il film può però favorire una sua riscoperta. Prima di lanciarsi in una nuova visione, però, può essere utile essere a conoscenza di alcune curiosità legate al titolo. Dalla trama al cast di attori e fino alle piattaforme che rendono disponibile il film in streaming, proseguendo nella lettura si potrà scoprire tutto ciò.

La furia dei titani trama
Sam Worthington e Rosamund Pike in La furia dei titani. Foto di Jay Maidment – © 2012 Warner Bros. Entertainment Inc. and Legendary Pictures Funding, LLC

La trama di La furia dei titani

Dieci anni dopo aver sconfitto il mostruoso Kraken, Perseo cerca di trascorrere una vita più tranquilla facendo il pescatore e allevando da solo il figlio di 10 anni, Helius. Mentre egli svolge tali attività sulla terrà, però, nei cieli e negli inferi scoppia un’agguerrita lotta per il potere tra Dei e Titani. Indeboliti pericolosamente dalla mancanza di devozione dell’umanità, gli Dei stanno perdendo il controllo dei Titani prigionieri e del loro feroce capo, Crono, padre dei fratelli Zeus, Ade e Poseidone.

Nel momento in cui Zeus viene tradito e confinato nell’Ade, ad essere minacciata è anche la terra stessa. È a quel punto Perseo non può più far finta di nulla. Con l’aiuto della regina guerriera Andromeda, di Argenor, il figlio semidio di Poseidone, e del Dio caduto in disgrazia Efesto, egli si addentrerà coraggiosamente nel pericolosissimo oltretomba per liberare il padre Zeus, rovesciare i Titani e salvare il genere umano.

 

Il cast del film

Per interpretare il ruolo dell’eroe Perseo, lo studios decise di assegnare nuovamente il ruolo all’attore Sam Worthington, il quale si sottopose ad un ulteriore allenamento volto ad implementare la sua muscolatura. La lavorazione del film fu comunque particolarmente intensa e complessa per lui, che dovette trovarsi a gestire il peso dell’armatura anche durante le sequenze più complesse e dinamiche del film. La sua interpretazione è però poi lodata anche più di quanto accaduto con il precedente film.

Accanto a lui, in La furia dei titani, si ritrovano poi una lunga serie di attori particolarmente noti del cinema statunitense. Il primo di questi è Liam Neeson, che riprende il ruolo di Zeus. Ralph Fiennes è invece nuovamente presente nei panni del dio Ade, ruolo per il quale si è preparato studiando i principali miti a cui questi è legando. Così facendo ha avuto modo di costruire il carattere del suo personaggio. L’attrice Alexa Davalos, che nel precedente film interpretava il ruolo della principessa Andromeda, viene qui sostituita da Rosamund Pike.

Pike si preparò al ruolo prendendo spunto da celebri condottieri del cinema, tra cui il protagonista di BraveheartDanny Huston riprende il personaggio del dio Poseidone, mentre Édgar Ramirez è il nuovo entrato nei panni del villain Ares. Bill Nighy, invece interpreta Efesto, alleato di Perseo. Completano il cast gli attori Toby Kebbell nel ruolo di Agenor e John Bell in quelli di Elio.

La furia dei titani cast
Liam Neeson e Sam Worthington in La furia dei titani. Foto di Warner Bros. Pictures – © 2012 Warner Bros. Entertainment Inc. and Legendary Pictures Funding, LLC

Ci sarà mai un sequel di La furia dei titani?

Nel corso della realizzazione di La furia dei titani, era stato già confermato un terzo capitolo di quella che sarebbe dunque divenuta a tutti gli effetti una trilogia. Il film avrebbe dovuto chiamarsi La vendetta dei titani, e le riprese sarebbero dovute iniziare poco dopo l’uscita del secondo film. Il risultato decisamente inferiore al box office di quest’ultimo, però, spinse lo studios di produzione a bloccare la lavorazione del terzo film.

Nel 2013, infine, Worthington ha affermato che è altamente improbabile che tale film conclusivo della trilogia venga realizzato, e nello stesso anno i produttori confermano la notizia indicando la mancanza di idee convincenti per la storia quale principale causa. Ancora oggi, ad oltre un decennio, i discorsi riguardanti un terzo capitolo sono pressocché inesistenti, cosa che sembra dunque confermare come questo non verrà mai realizzato.

Il trailer di La furia dei titani e dove vedere il film in streaming e in TV

Gli appassionati del primo film possono fruire di questo sequel grazie alla sua presenza su alcune delle più popolari piattaforme streaming presenti oggi in rete. La furia dei titani è infatti disponibile nei cataloghi di Rakuten TV, Google Play, Apple TV, Now e Prime Video. Per vederlo, una volta scelta la piattaforma di riferimento, basterà noleggiare il singolo film o sottoscrivere un abbonamento generale. Si avrà così modo di guardarlo in totale comodità e al meglio della qualità video. Il film verrà inoltre trasmesso in televisione giovedì 6 giugno alle ore 21:00 sul canale 20 Mediaset.

Fonte: IMDb

La Furia dei Titani – Trailer

0

Dieci anni dopo aver sconfitto il mostruoso Kraken, Perseus (Worthington) — il semidio figlio di Zeus (Neeson) — cerca di trascorrere una vita più tranquilla facendo il pescatore e allevando da solo il figlioletto di 10 anni, Helius. Intanto scoppia una lotta per il potere tra Dei e Titani. Indeboliti pericolosamente dalla mancanza di devozione dell’umanità, gli Dei stanno perdendo il controllo dei Titani prigionieri e del loro feroce capo, Crono, padre dei fratelli Zeus, Ade (Fiennes) e Poseidone (Danny Huston), che in passato lo avevano rovesciato e condannato a marcire negli abissi del Tartaro, una tenebrosa prigione sotterranea nel profondo degli inferi.
Perseus non può far finta di nulla quando Ade, insieme ad Ares (Edgar Ramírez) il devoto figlio di Zeus, tradisce e stringe un accordo con Crono per catturare Zeus. La forza dei Titani cresce sempre di più, mentre diminuisce quella di Zeus, e sulla terra si scatena l’inferno.
Con l’aiuto della regina guerriera Andromeda (Rosamund Pike), di Argenor (Toby Kebbell) il figlio semidio di Poseidone, e del Dio caduto in disgrazia Hephaestus (Bill Nighy), Perseus si addentra coraggiosamente nell’oltretomba per salvare Zeus, rovesciare i Titani e salvare il genere umano.

La Furia dei Titani – Featurette La Chimera

0
La Furia dei Titani – Featurette La Chimera

Ecco il video backstage de “La Chimera” , un demone che sputa fuoco e assume la forma d un insieme di tante bestie. Scopri le curiosità su questo personaggio nelle interviste alla troupe. Vi ricordiamo è già disponibile la nostra recensione de La Furia dei Titani